is a common project with ,progetto ,manuzio1 http3_/_/www4liberliber4it ,giovanni ,virginio ,schiaparelli ,,la ,,vita ,,sul ,,pianeta ,,marte ,i4 ,,il ,,pianeta ,,marte - ,estratto dai fascicoli ,n4i #e e #f #a e #ae febbraio #ahic della ,rivista ,natura ed ,arte ,,ii4 ,,la ,,vita ,,sul ,,pianeta ,,marte - ,estratto dal fascicolo ,n4 #aa ,anno ,,iv - #ahie della ,rivista ,natura ed ,arte ,,iii4 ,,il ,,pianeta ,,marte - ,estratto dalla rivista ,natura ed ,arte1 ,anno ,,xix1 n #a1a dicembre #aiji ,,giovanni ,,schiaparelli ,,il ,,pianeta ,,marte ,estratto dai fascicoli ,n4i #e e #f #a e #ae febbraio #ahic della ,rivista ,natura ed ,arte ,nelle belle sere dell'autunno passato una grande stella rossa fu veduta per pi mesi brillare sull'orizzonte meridionale del cielo2 era il pianeta ,marte1 che si accostava per qualche tempo alla ,terra in una delle sue apparizioni1 solite a ripetersi ad intervalli di #ghj giorni4 ,nella schiera degli otto pianeti principali ,marte occupa1 per volume1 il penultimo luogo2 il solo ,mercurio pi piccolo di lui4 ,ma in certe posizioni1 in cui egli ritorna ad intervalli di sedici anni1 ,marte pu avvicinarsi alla ,terra pi dell'usato1 brillando pi di ogni altro pianeta1 ,venere sola eccettuata2 ed in tali contingenze tanto arde di luce rossa1 da meritare il nome1 che i ,greci gli diedero1 di ,pyrois7infocato74 ,nei tempi ormai per sempre passati1 quando si pretendeva di leggere in cielo l'avvenire degli umani eventi1 queste grandi apparizioni di ,marte erano lo spavento dei popoli1 e davano molto da fare agli astrologi1 ai quali incombeva il compito1 non sempre facile1 di studiare l'influsso del pianeta sulle vicende guerresche e sulle costellazioni politiche del momento4 ,anche ora la grande apparizione test avvenuta di ,marte ha destato il pubblico interesse2 ma per una ragione ben diversa4 ,oggi nata presso alcuni la speranza1 che da osservazioni diligenti fatte sulla sua superficie con giganteschi telescopi1 si possa ottenere quando che sia la soluzione di un gran problema cosmologico2 arrivar cio a sapere1 se i corpi celesti possano dirsi sede di esseri intelligenti1 o1 almeno1 di esseri organizzati4 ,l'idea di popolare gli astri e le sfere celesti d'intelligenze pure o corporee1 di animali e di piante1 non nuova2 ed una curiosa rassegna sarebbe a farsi di tutti gli scrittori antichi e moderni che si esercitarono su questo tema1 incominciando dal ,sogno di ,scipionedi ,cicerone1 e dalla ,storia veridicadi ,luciano ,samosatese1 e venendo gi per ,dante1 ,giordano ,bruno1 ,ugenio e ,kircher a quegli eleganti novellatori francesi ,cyrano di ,bergorac1 ,fontenelle1 ,voltaire1 i quali posero negli spazi celesti il teatro delle loro argute o satiriche descrizioni1 per arrivare in ultimo al celebre ,hans ,pfaal d',amsterdam1 ben noto ai lettori di ,edgar ,poe4 ,la maggior parte di questi scritti per o professano di esser pure immaginazioni poetiche1 o sono scherzi di ingegno dei quali il vero pregio deve cercarsi in tutt'altra parte che in una seria discussione dell'argomento di cui stiamo discorrendo4 ,ma nel presente secolo diversi scrittori tentarono di elevare la pluralit dei mondi abitati alla dignit di questione filosofica4 ,lasciando da parte le sedicenti rivelazioni degli spiritisti1 che ai nostri tempi hanno rinnovato ed anzi superato le visioni di ,swedenborg1 baster nominare ,giovanni ,reynaud 7,terre et ,ciel7 e ,davide ,brewster 7,more ,worlds than one7 i quali collocarono negli astri le speranze della nostra vita futura e seppero trovare1 non dir dimostrazioni 7che in questa materia non ve n'7 ma pensieri ed aspirazioni che ebbero e sempre avranno eco vivissima nel sentimento di molti4 ,metafisica per metafisica1 preferiamo questa ai dogmi brutali e scoraggianti del materialismo4 ,quanto ai teologi cristiani1 essi1 seguendo l'esempio di ,san ,tommaso1 quasi tutti osteggiarono l'idea che possano esistere altri mondi simili al mondo terrestre4 ,dico1 quasi tutti1 perch noi leggiamo in uno di loro1 a cui certamente nessuno ha potuto far rimprovero d'empiet1 le parole seguenti#a ,il creato1 che contempla l'astronomo1 non un semplice ammasso di materia luminosa2 un prodigioso organismo1 in cui1 dove cessa l'incandescenza della materia1 incomincia la vita4 ,bench questa non sia penetrabile ai suoi telescopii1 tuttavia1 dall'analogia del nostro globo1 possiamo argomentarne la generale esistenza negli altri4 ,la costituzione atmosferica degli altri pianeti1 che in alcuno cotanto simile alla nostra1 e la struttura e la composizione delle stelle simile a quella del nostro sole1 ci persuadono che essi1 o sono in uno stadio simile al presente del nostro sistema1 o percorrono taluno di quei periodi1 che esso gi percorse1 o destinato a percorrere4 ,dall'immensa variet delle creature che furono gi e che sono sul nostro globo1 possiamo argomentare le diversit di quelle che possono esistere in altri4 ,se da noi l'aria1 l'acqua e la terra sono popolate da tante variet di esse1 che si cambiarono le tante volte al mutare delle semplici circostanze di clima e di mezzo2 quante pi se ne devon trovare in quegli sterminati sistemi1 ove gli astri secondarii son rischiarati talora non da uno1 ma da pi ,soli alternativamente1 e dove le vicende climateriche succedentisi del caldo e del freddo devono essere estreme per le eccentricit delle orbite1 e per le varie intensit assolute delle loro radiazioni1 da cui neppure il nostro ,sole esente6 ,sarebbe per ben angusta veduta quella di voler modellato l',universo tutto sul tipo del nostro piccolo globo1 mentre il nostro stesso relativamente microscopico sistema ci presenta tante variet2 n filosofico il pretendere che ogni astro debba esser abitato come il nostro1 e che in ogni sistema la vita sia limitata ai satelliti oscuri4 vero1 che essa da noi non pu esistere che entro confini di temperatura assai limitati1 cio tra #j e #dj-de gradi centesimali1 ma chi pu sapere se questi non sono limiti solo pei nostri organismi8 ,tuttavia1 anche con questi limiti1 se essa non potrebbe esistere negli astri infiammati1 questi astri maggiori avrebbero sempre nella creazione il grande ufficio di sostenerla1 regolando il corso dei corpi secondarii mediante l'attrazione delle loro masse1 e di avvivarle colla luce e col calore4 ,e qual sorpresa sarebbe1 se fra tanti milioni1 anche molti e molti di questi sistemi fossero deserti8 ,non vediamo noi che sul nostro globo regioni1 in proporzioni assai estese1 sono incapaci di vita8 ,l'immensit della fabbrica1 non verrebbe perci meno alla sua dignit1 n allo scopo inteso dell',architetto4 ,la vita empie l'universo1 e colla vita va associata l'intelligenza2 e come abbondano gli esseri a noi inferiori1 cos possono in altre condizioni esisterne di quelli immensamente pi capaci di noi4 ,fra il debole lume di questo raggio divino1 che rifulge nel nostro fragile composto1 merc del quale potemmo pur conoscere tante meraviglie1 e la sapienza dell'autore di tutte le cose una infinita distanza1 che pu essere intercalata da gradi infiniti delle sue creature1 per le quali i teoremi1 che per noi son frutto di ardui studi potrebbero essere semplici intuizioni4 ,mi son permesso di trascrivere questo passo del ,secchi1 perch difficile dir pi e meglio in s poche parole4 ,ai nostri tempi la dottrina della pluralit dei mondi abitati da esseri viventi ed intelligenti ha trovato un ardente apostolo in ,camillo ,flammarion4 ,questo dotto ed immaginoso scrittore1 nel quale la scienza copiosa ed ordinata dei fatti d'osservazione non impedisce l'esercizio di una fantasia potente e della pi seducente eloquenza1 gi da trent'anni va svolgendo la questione sotto i suoi varii aspetti in diverse opere1 le quali e da chi consente1 e da chi dubita si fanno leggere assai volentieri#b4 ,egli si proposto di sottrarre questo tema alla fantasia dei poeti ed all'arbitrio dei novellieri1 e di circondare l'ipotesi della pluralit dei mondi abitati con tutto l'apparato scientifico1 che oggi possibile chiamare in suo soccorso2 di darle cos tutto quel grado di logica consistenza e di probabilit empirica di cui capare4 ,faire converger toutes les lumires de la science vers ce grand point1 la ,vie universelle2 l'clairer dans son aspect rel2 tablir ses rayonnements immenses et montrer qu' il est le but mystrieux autour du quel gravite la cration toute entire2 agrandir ainsi jusque par de l les bornes du visible le domaine de l'existence vitale1 si longtemps confin l'atome terrestre2 dchirer les voiles qui nous cachaient le rgne de l'existence la surface des mondes2 et sur la vie l'infini rpandue permettre la pense de planer dans son aurole glorieuse2 c'est l1 selon nous1 un problme1 dont la solution importe notre temps4 ,questo lo splendido programma al quale il cosmologo francese ha consacrato il suo ingegno e la sua varia coltura4 ,leggendo le sue pagine animate da calda eloquenza ed ardenti del desiderio dell'ignoto1 si tratti ad esclamare coll',ettore virgiliano3 ,si ,pergama dextra ,defendi possent1 certe hoc defensa fuissent ,se fosse stato possibile dimostrare la esistenza della vita e dell'intelligenza nei globi celesti con altri argomenti1 che con quelli della diretta osservazione1 nessuno pi del ,flammarion avrebbe meritato di farlo4 ,ma pur troppo da confessare che1 quanto a risultati di osservazione1 finora abbiamo poche speranze e nessun fatto4 ,la ,luna1 che di tutti gli astri senza paragone il pi prossimo a noi1 e nella quale oggetti di #djj e #ejj metri di diametro sono visibili senza troppa difficolt nei potenti telescopi del tempo moderno1 la ,luna non ha dato fatti1 e non d neppure speranze4 ,pi la si esamina1 e pi si ha ragione di credere1 che sia un deserto di aride rupi1 privo d'ogni elemento necessario alla vita organica4 ,n fatti1 n speranze si possono avere dallo studio della superficie di ,venere1 che fra tutti i pianeti quello che pu avvicinarsi maggiormente alla ,terra4 ,la sua atmosfera perpetuamente ingombra di dense nuvole1 le quali finora hanno impedito1 ed impediranno probabilmente ancora per lunghi secoli 7se non per sempre7 di conoscere i particolari del suo corpo solido1 e quanto su di esso avviene4 ,per ragioni non dissimili 7a cui si aggiunge la grande lontananza7 nulla avremo a sperare in quest'ordine di idee dallo studio dei grandi pianeti superiori1 ,giove1 ,saturno1 ,urano1 e ,nettuno4 ,quanto a ,mercurio1 le sue osservazioni sono di una estrema difficolt1 avviluppato com'egli di continuo nella luce del ,sole2 tanto1 che solamente negli ultimi anni stato possibile discernervi entro qualche macchia con sufficiente frequenza e determinare il vero periodo della sua rotazione4 ,non parliamo n del ,sole1 n delle stelle1 n delle comete1 n delle nebule2 tutti corpi1 dei quali la costituzione fisica non sembra propria alla produzione e alla conservazione della vita1 almeno nelle forme con cui noi l'intendiamo4 ,tutte le nostre speranze si sono quindi poco a poco concentrate su ,marte il solo astro che possa giustificarle sino ad un certo punto1 siccome or ora si vedr4 ,tali speranze si sono accresciute ed hanno raggiunto anzi presso alcuni un grado di esaltazione quasi febbrile1 dopo che un esame accurato di quel pianeta ha fatto scoprire in esso alcuni cambiamenti1 e un sistema di misteriose configurazioni1 in cui con un po' di buona volont si potrebbe congetturare piuttosto il lavoro di esseri intelligenti1 anzi che la semplice opera delle forze naturali inorganiche4 ,l'ultima grande apparizione di ,marte ha dato origine ad espressioni entusiastiche di tali speranze1 specialmente presso i ,nordamericani2 i quali1 possedendo nel loro ,osservatorio di ,california il pi gran cannocchiale che mai sia stato costrutto1 avrebbero tutto il diritto al vanto di aver scoperto non solo un nuovo mondo1 ma anche una nuova umanit4 ,ma in ,francia l'agitazione delle menti ispirata dal ,flammarion ha prodotto effetti anche pi straordinari3 ivi con tutta seriet sono proposte ingenti somme come premio a chi sar primo a dimostrare1 per mezzo della diretta osservazione1 che esistono in alcuno degli astri indiz certi di esseri intelligenti4 ,in ,america poi ed in ,francia si sta macchinando la costruzione di nuovi telescopi d'inusata potenza1 il costo dei quali si conter per milioni4 ,fra tanti segni dei tempi questo almeno ci d diritto a sperar bene dell'avvenire4 ,l'ansiet con cui molti guardano alle tenebre del futuro non mi sembra in ogni parte giustificata4 ,non vero che l'et presente1 pi delle passate1 manchi di elevati principi e di aspirazioni ideali4 ,il secolo decimonono pu considerare con orgoglio quello che ha fatto2 il suo posto negli annali del progresso umano non sar senza gloria4 ,a costo d'incredibili fatiche e di eroici sacrifizi esso ha compiuto ormai l'esplorazione di tutta la superficie terrestre1 sulle cui carte non restano che poche lacune4 ,penetrando nelle viscere del nostro pianeta1 ha mostrato la storia delle trasformazioni a cui fu soggetto1 ed ha rievocato dal loro sepolcro le infinite generazioni che lo popolarono per milioni di anni4 ,coll'investigazione archeologica1 collo studio dell'etnografia e della filologia ha ritrovato i veri titoli di nobilt del genere umano1 e fatto risorgere alla luce del giorno i primi prodotti delle sue civilt4 ,con estese associazioni di pazienti e di instancabili osservatori ha iniziato lo studio dell'atmosfera1 e delle sue leggi1 che sar uno dei grandi problemi del secolo ,,xx4 ,ma tutto questo non gli bastato2 e dopo aver proseguito energicamente nello studio dei cieli1 della materia1 e delle forze naturali l'opera dei secoli anteriori e fondata la chimica degli astri1 di cui prima pareva follia parlare2 ora aspira a pi alta meta1 e ansiosamente comincia a spiare1 se qualche voce di simpatia e di fratellanza non ci possa venir dalle profondit cosmiche2 e per ottenerne indizio pronto a spender per un solo telescopio pi somme1 di quante ne abbian spese in favore della scienza pura tutti i secoli precedenti insieme considerati4 ,ecco uno1 un solo dei tanti aspetti nobili1 moralmente grandiosi1 poetici1 sotto cui si presenter alla posterit imparziale quel secolo1 che allo spettatore unilaterale sembra essere per eccellenza il secolo della prosa1 dell'egoismo1 della meccanica brutale1 dei godimenti materiali4 ,noi siamo migliori di quello che crediamo essere6 ,la stessa difficolt che proviamo ad esser contenti e soddisfatti di noi medesimi1 un segno di progresso e di forza4 ,ma torniamo al nostro argomento4 ,,ii4 ,nella scala delle orbite planetarie1 la ,terra occupa1 a partir dal ,sole1 il terzo posto e ,marte il quarto4 ,l'orbita di ,marte comprende quindi dentro di s l'orbita della ,terra2 ed di essa pi grande nel rapporto di circa #c a #b4 ,ambedue le orbite sono di forma leggermente ovale1 ma cos per l'una come per l'altra la differenza fra il pi grande e il pi piccolo diametro relativamente trascurabile3 in altre parole1 la differenza di queste orbite da un circolo perfetto assai poca1 tanto che occorrebbero disegni in molto grande scala per renderla sensibile a misure fatte col compasso4 ,il ,sole non si trova nel centro n dell'una1 n dell'altra1 e questo difetto di centratura assai maggiore per ,marte che per la ,terra4 ,la ,terra gira intorno al ,sole in ragione di #cj chilometri per minuto secondo2 ,marte in ragione di #bd chilometri4 ,essendo questi pi lento1 e dovendo percorrere un circolo pi grande1 impiega1 a far il suo giro completo intorno al ,sole1 #fhg giorni1 quasi il doppio dei #cfe che impiega la ,terra a fare il proprio4 ,quindi appare subito manifesta la ragione per cui cos di raro ,marte rifulge in tutto il suo splendore4 ,movendosi i due astri intorno al ,sole in periodi cos differenti1 per lo pi si troveranno in parti molto distanti dello spazio celeste1 e soltanto saranno vicini1 quando l'uno e l'altro giaceranno nella medesima direzione a partir dal sole4 ,trovandosi allora i tre corpi 7,sole1 ,terra1 ,marte7 in linea retta1 e la ,terra 7come quella che pi vicina al ,sole7 occupando il posto di mezzo1 allo spettatore terrestre1 ,marte ed il ,sole appariranno in plaghe opposte al cielo2 e questo intendono dire gli astronomi quando parlano di ,marte in opposizionecol ,sole4 ,le epoche adunque in cui ,marte si presenta a noi pi vicino1 sono quelle delle opposizioni1 le quali ricorrono ad intervalli di circa ventisei mesi1 o #ghj giorni4 vedi figura #ja4png ,ma non in tutte le opposizioni ,marte giunge ad avvicinarsi alla ,terra in egual misura4 ,mentre l'orbita della ,terra quasi esattamente centrata sul ,sole1 quella di ,marte invece notabilmente eccentrica3 la loro proporzione e disposizione pu vedersi rappresentata nella figura qui a lato1 dove ,s rappresenta il ,sole1 il circolo minore quello della ,terra1 il maggiore quello di ,marte4 ,ora si vede subito1 che quando i due pianeti si avvicinano fra loro nella parte pi serrata dell'intervallo fra le due orbite1 la ,terra essendo in ,t e ,marte in ,m1 si ha il massimo avvicinamento possibile1 siccome 7con poca differenza7 accaduto nel #ahgg e nel #ahib1 e di nuovo accadr nel #aiji4 ,queste1 che ricorrono ad intervalli alternati di #ae e di #ag anni1 diconsi le grandi opposizioni4 ,marte allora veramente stupendo a considerare coll'occhio nudo1 ma pi ancora col telescopio4 ,tuttavia anche in tale favorevolissima posizione il suo diametro apparente non supera la settantacinquesima parte del diametro apparente del ,sole o della ,luna3 cos che occorre un telescopio amplificante #ge volte perch in esso ,marte si presenti come la ,luna all'occhio nudo4 ,ma nelle comuni opposizioni non si arriva neppure a tanto3 e quando i due pianeti occupano i punti designati sulla figura con ,t' ,m'1 la minima loro distanza ,t',m' quasi doppia della ,,tm4 ,in queste opposizioni meno fortunate il massimo diametro apparente a cui ,marte pu arrivare non supera #a_/aej del diametro lunare1 ed necessario amplificarlo #aej volte per vederlo come la ,luna ad occhio nudo4 ,la sua superficie apparente e la sua luce sono allora soltanto il quartodi quella che si vede nelle grandi opposizioni4 ,non conviene dunque illudersi su questi1 che abbiam chiamato avvicinamenti di ,marte alla ,terra2 sono vicinanze relative1 e la ,luna1 che pure dista da noi trenta diametri del globo terrestre1 ha ancora su ,marte un grandissimo vantaggio4 ,il #b ,settembre #ahgg e il #f ,agosto #ahib1 giorni delle ultime grandi opposizioni1 ebbe luogo la minima distanza possibile del pianeta1 che fu di quasi #eg milioni di chilometri e di #adf volte la distanza della ,luna4 ,mentre adunque in questa un telescopio di mediocre potenza capace di rilevare montagne1 valli1 circhi e crateri senza numero ed un'infinit di altri particolari topografici#c1 ben altro potere ottico sar necessario1 perch si possano vedere distintamente in ,marte anche soltanto le configurazioni delle macchie principali4 ,l'esperienza ha fatto vedere che non difficile di rilevar nella ,luna1 col soccorso dei maggiori telescopi1 un oggetto rotondeggiante di mezzo chilometro di diametro1 o una striscia di #bjj metri di larghezza4 ,in ,marte si pu arrivare a distinguere come punto un oggetto rotondeggiante di #fj a #gj chilometri di diametro1 e come linea sottile una striscia di #cj chilometri di larghezza4 ,il corso di un fiume come il ,po sarebbe facile a distinguersi nella ,luna su quasi tutta la sua lunghezza1 ma nessuno dei maggiori fiumi della ,terra riuscirebbe a noi visibile in ,marte4 ,e mentre nella ,luna una citt come ,milano 7od anche soltanto ,pavia7 sarebbe gi un oggetto ben vidibile a noi1 in ,marte non potremmo sperare di vedere neppure ,parigi e ,londra1 ed appena con molta attenzione sarebbe possibile distinguervi isole rotondeggianti della grandezza di ,majorca1 od isole allungate1 grandi come ,candia e ,cipro4 ,non far dunque meraviglia1 che ,galileo1 i cui telescopi non superarono mai l'amplificazione di #cj diametri1 non abbia potuto fare in ,marte alcuna scoperta4 ,primo ad osservare con qualche sicurezza le macchie di questo pianeta fu il celebre ,ugenio1 che le vide coll'aiuto di telescopi lavorati da lui stesso1 assai pi perfetti e pi grandi di quelli di ,galileo 7#afef-afei74 ,pochi anni dopo1 ,domenico ,cassini a ,bologna 7#afff7 non solo riconobbe diverse macchie1 ma dal loro rapido spostarsi sul disco fu condotto a scoprire la rotazione del pianeta intorno ad un asse obliquo1 a similitudine della ,terra3 dalla qual rotazione defin la durata in #bd ore e #dj minuti4 ,i telescopi usati da ,cassini erano lavorati in ,roma dal pi celebre artefice ottico di quei tempi1 ,giuseppe ,campani1 i cui lavori godettero di un incontrastabile primato per quasi cent'anni1 fino a che per opera di ,short1 di ,dollond e di ,herschel tale vanto pass per qualche tempo all',inghilterra4 ,e con telescopi di ,campani fece ,bianchini in ,verona nel #agai i primi disegni alquanto accurati delle macchie di ,marte1 scoprendo in esse particolari abbastanza difficili1 quale per esempio la sottile penisola che nella carta annessa porta il nome di ,hesperia4 ,verso la fine del secolo scorso ,herschel e ,schroeter dallo studio delle candide macchie polari del pianeta dedussero l'obliquit del suo asse di rotazione rispetto al piano dell'orbita1 quell'angolo1 cio1 che per la ,terra costituisce l'obliquit dell'eclittica1 ed poco diverso nell'uno e nell'altro pianeta4 ,cos fu determinato anche per i due emisferi di ,marte il corso periodico delle stagioni1 e la legge delle variazioni dei climi1 che tanta analogia mostrano con le nostre4 ,tutte queste osservazioni per non erano sufficienti a dare una descrizione completa della superficie di ,marte4 ,come vero fondatore dell',areografia#d dobbiamo considerare il tedesco ,maedler1 il quale nel #ahcj1 valendosi di un perfettissimo telescopio di ,fraunhofer 7celebre ottico di ,monaco1 per cui opera il primato nella costruzione dei telescopi pass verso il #ahbj alla ,germania71 vide e descrisse le macchie del pianeta incomparabilmente meglio che tutti gli astronomi anteriori4 ,maedler fu il primo a determinare con misure bene ordinate la posizione di un certo numero di punti principali sulla superficie di ,marte rispetto all'equatore e ad un primo meridiano1 che quello notato zero sull'annessa carta4 vedi figura tavola#ja4;jpg vedi figura tavola#jb4;jpg ,ordinando rispetto a questi punti le diverse particolarit topografiche riusc a costruire la prima carta areografica3 la quale1 comech ancora incompleta e necessariamente limitata a poche macchie principali1 tuttavia monumento onorevole della sua cura e diligenza1 e rappresenta per la descrizione di ,marte quello che #bjjj anni fa la carta di ,eratostene fu per la geografia terrestre4 ,questa carta per pi di #cj anni fu non soltanto la migliore1 ma anzi l'unica2 e soltanto verso il #ahfj si cominci a fare nello studio del pianeta qualche progresso ulteriore1 specialmente per le osservazioni di ,secchi1 ,dawes1 ,kaiser1 e ,lockyer4 ,da quell'epoca e specialmente a partire dalla grande opposizione del #ahfb quei progressi si vennero accelerando1 ed a ci contribuirono non poco i grandissimi telescopi1 che negli ultimi tempi gli ottici1 specialmente quelli d',america1 hanno imparato a costruire#e4 ,dalla comparazione di tutte le nuove ed antiche osservazioni risult come primo fatto importante1 che la forma e disposizione delle macchie del pianeta invariabile nei suoi tratti principali1 com' sulla ,terra la distribuzione dei mari e della parte asciutta4 ,noi possiamo1 per esempio1 riconoscere nei disegni di ,ugenio 7#afei7 il golfo appellato ,gran ,sirte7vedi l'annessa carta72 nei disegni di ,maraldi 7#agjd7 il ,mare ,cimmerioe il ,mare delle ,sirene2 nei disegni di ,bianchini 7#agai7 il ,mare ,tirrenoe la penisola ,esperia4 ,anche le posizioni dei punti principali determinate da ,maedler 7#ahcj71 da ,kaiser 7#ahfb7 e da me 7#ahgg-ahgi7 si accordano fra loro in modo da escludere affatto l'idea di ,schroeter1 che le macchie di ,marte siano nuvole o formazioni atmosferiche transitorie1 come certamente sono quelle di ,giove e di ,saturno4 ,marte ha dunque una topografia stabile1 come la ,terra e la ,luna1 e per quanto si pu sapere1 anche ,mercurio4 ,tale stabilit si ravvisa tuttavia per ,marte soltanto nelle forme generali1 e non si estende agli ultimi particolari4 ,osservazioni continuate han posto fuor d'ogni dubbio negli ultimi tempi che molte regioni mutano di colore fra certi limiti1 secondo la stagione che domina su quei luoghi1 e secondo l'inclinazione1 con cui sono percossi dai raggi solari4 ,tali mutazioni di colori hanno certamente luogo anche per molte parti della ,terra1 e sarebbero visibili ad uno spettatore collocato in ,marte4 ,ma si osserva in questo una cosa1 che certamente sulla ,terra non ha luogo3 i contorni delle grandi macchie possono subire cio leggiere mutazioni1 piccole rispetto alle dimensioni delle macchie stesse1 ma pur tuttavia abbastanza grandi per rendersi cospicue anche a noi4 ,anche questi contorni non sono sempre ugualmente ben definiti4 ,molte minutissime particolarit si vedono meglio in certe epoche1 e meno bene in certe altre2 e possono da un tempo all'altro anche variar d'aspetto e di forma1 senza che tuttavia si possa concepire alcun dubbio sulla loro identit4 ,e finalmente da notare1 che ,marte ha un'atmosfera abbastanza densa1 ed una propria meteorologia1 come sar spiegato pi innanzi4 ,tutte queste variazioni annunziano un sistema grandioso di processi naturali1 che conferisce allo studio di ,marte un interesse molto pi grande di quello che deriverebbe dal semplice studio topografico di una superficie immutabile ed inerte1 come sembra esser quella della ,luna4 ,insomma il pianeta non un deserto di arido sasso2 esso vive1 e la sua vita si manifesta alla superficie con un insieme molto complicato di fenomeni1 ed una parte di questi fenomeni si sviluppa su scala abbastanza grande per riuscire osservabile agli abitatori della ,terra4 ,vi in ,marte un mondo intiero di cose nuove da studiare1 eminentemente proprie a destare la curiosit degli osservatori e dei filosofi1 le quali daranno da lavorare a molti telescopi per molti anni1 e saranno un grande impulso al perfezionamento dell',ottica4 ,tale la variet e la complicazione dei fenomeni1 che soltanto uno studio completo e paziente potr rischiarare le leggi secondo cui quelli si producono1 e condurre a conclusioni sicure e definite sulla costituzione fisica di un mondo tanto analogo al nostro sotto certi rispetti1 e pur sotto altri tanto diverso4 ,non si creda tuttavia di poter accedere a questo studio cos attraente senza aiuto ottico proporzionato alla difficolt della cosa4 ,la sempre grande distanza del pianeta1 e la piccolezza relativa#f del medesimo non permettono di usare con molto frutto amplificazioni inferiori a #bjj e #cjj1 n telescopi di lente obbiettiva inferiore in diametro a #bj centimetri3 questo nellegrandi opposizioni1 come quelle del #ahgg e del #ahib4 ,ma nelle opposizioni meno favorevoli 7ed in quelle appunto suole ,marte dispiegare i suoi fenomeni pi curiosi7 lo studio dei pi delicati particolari non si pu far bene con amplificazioni minori di #ejj e #fjj diametri1 quali si possono avere soltanto da telescopi dell'apertura di #dj centimetri o pi4 ,le due carte annesse sono state fatte appunto con istrumenti della forza che ho detto4 ,l'emisfero australe1 il quale a causa dell'inclinato asse di ,marte suole presentarsi meglio alla nostra vista nelle grandi opposizioni1 che nelle altre1 stato rilevato principalmente negli anni #ahgg-ahgi1 con un telescopio di #bb centimetri d'apertura4 ,ma per l'emisfero boreale1 che si presenta in prospettiva conveniente soltanto nelle opposizioni meno favorevoli1 si potuto negli anni #ahhh e #ahij approfittare di un istrumento molto pi grande1 il cui vetro obbiettivo ha #di centimetri di diametro1 e permette di spingere l'amplificazione di ,marte fino a #ejj e #fej4 vedi figura #jb4png ,non senza qualche interesse vedr il lettore rappresentato nell'annessa pagina quest'ultimo istrumento1 il pi potente che sia uscito delle officine di ,germania4 ,la sua collocazione a ,brera fu decretata dal ,re e dal ,parlamento nel #ahgh2 ogni volta che lo consideriamo esso richiama a noi la memoria di quell'uomo non facilmente dimenticabile1 che fu ,quintino ,sella1 ai cui uffici la ,specola di ,milano deve questo suo principale ornamento4 ,la lente obbiettiva1 lavorata in ,monaco da ,merz successore di ,fraunhofer1 ha #di centimetri di diametro nella parte libera2 la macchina che porta il telescopio e permette di dirigere con tutta facilit in cinque minuti la gran mole verso qualunque plaga del cielo1 un vero prodigio della meccanica moderna e fu lavorata in ,amburgo dai fratelli ,repsold4 ,la sua parte mobile 7che son parecchie tonnellate di metallo7 pu essere mossa dalla pressione di un dito ed aggiustato su qualunque astro colla stessa esattezza che si potrebbe ottenere per il pi delicato microscopio4 ,un meccanismo d'orologio la porta in giro insieme al cielo intorno all'asse del mondo1 per guisa1 che diretto il telescopio ad un astro1 segue di questo la rivoluzione diurna1 e l'astro appare immobile nel campo telescopico per tutto il tempo che si vuole4 ,i molti organi sussidiari1 che si veggono nella parte inferiore del tubo a portata dell'osservatore1 servono alle diverse specie di operazioni1 che con questo strumento si devono compiere4 questo il massimo dei telescopi esistenti in ,italia#g ma otto o dieci altri di esso maggiori sono stati costrutti o si stanno costruendo in diverse parti4 ,fra tutti giganteggia quello dell',osservatorio di ,california1 eretto sulla cima del ,monte ,hamilton1 presso ,s4 ,francisco per legato di ,james ,lick1 ricco negoziante1 che in tal modo volle assicurata presso i posteri la sua memoria4 ,l'obbiettivo di questo colosso dell'ottica moderna ha #ia #a_/b centimetri di diametro1 e da s solo costato l'egregia somma di #ej mila dollari 7#bgejjj lire a un dipresso74 ,tutto l'istrumento 1 nella sua generale disposizione1 poco dissimile da quello che qui sopra fu descritto1 ma due volte pi grande in ogni dimensione4 ,ma fra non molto il telescopio ,californiano sar superato da un altro1 per il quale gi si hanno fusi i vetri in ,america3 questo avr non meno di #ajb centimetri d'apertura1 ed il suo costo calcolato in #bjj mila dollari 7#a4ajj4jjj lire74 ,e sar collocato1 non gi nei climi variabili della nostra zona temperata1 e tanto meno poi in mezzo al fumo e alla luce elettrica di una citt grande2 ma sopra una mediocre elevazione delle ,ande peruviane1 in un clima sereno1 di aria tranquilla e temperata1 bench posto nella zona torrida4 ,quanto al telescopio di tre metri di diametro che si vuoi preparare in ,francia per l'esposizione del #aijj1 e sul quale gi si mosso tanto rumore1 aspetteremo a parlarne quando sar fatto4 ,non ha da essere un telescopio a vetri1 come i precedenti1 ma un telescopio riflettorenel quale la lente obbiettiva sar surrogata da un grande specchio4 ,senza dubbio1 la maggior facilit e la minore spesa di questa maniera di telescopio permetter di raggiungere dimensioni molto maggiori che colle lenti di vetro3 anzi esistono gi in ,inghilterra ed in ,francia parecchi di tali strumenti da uno a due metri di diametro1 i quali prestano utillissimi servizi in molte ricerche e segnatamente in tutte quelle che richiedono gran copia di luce senza molto riguardo alla precisione dell'immagine ottica3 per esempio nello studio del calore lunare e nella chimica celeste4 ,ma quanto a visione distinta1 gli specchi di grande dimensione finora si son dimostrati troppo inferiori alle lenti di corrispondente potenza3 e riguardo all'esplorazione dei mondi planetari non sar permesso di fondare sul futuro telescopio di ,parigi molto grandi speranze4 ,,iii4 ,gi i primi ,astronomi1 che studiarono ,marte col telescopio1 ebbero occasione di notare sul contorno del suo disco due macchie bianco-splendenti di forma rotondeggiante e di estensione variabile4 ,in progresso di tempo fu osservato1 che mentre le macchie comuni di ,marte si spostano rapidamente in conseguenza della sua rotazione diurna1 mutando in poche ore di posizione e di prospettiva2 quelle due macchie bianche rimangono sensibilmente immobili al loro posto4 ,si concluse giustamente da questo1 dover esse occupare i poli di rotazione del pianeta1 o almeno trovarsi molto prossime a quei poli4 ,perci furono designate col nome di macchie o calotte polari4 ,e non senza fondamento si congetturato1 dover esse rappresentare per ,marte quelle immense congerie di nevi e di ghiacci1 che ancor oggi impediscono ai navigatori di giungere ai poli della terra4 ,a ci conduce non solo l'analogia d'aspetto e di luogo1 ma anche un'altra osservazione importante4 ,come noto dai princip di cosmografia1 l'asse della terra inclinato sul piano dell'orbe che essa descrive intorno al sole2 l'equatore pertanto non coincide al piano di detto orbe1 ma inclinato rispetto ad esso piano dell'angolo di #bc #a_/b gradi1 detto l'obliquit dello zodiaco o dell'eclittica4 ,ed noto pure1 come da questa semplice e quasi accidentale circostanza tragga origine una variet di fatti1 che sono del pi grande influsso sui climi dei diversi paesi1 producendo l'estate e l'inverno1 e la diversa durata dei giorni e delle notti4 ,ora lo stesso precisamente avviene in ,marte4 ,il suo equatore inclinato rispetto al piano dell'orbita di quasi #be gradi2 e da tal disposizione ha origine la stessa vicenda delle stagioni e dell'irradiamento solare1 la stessa variet di climi e di giorni1 che ha luogo sulla ,terra4 ,marte ha dunque le sue zone climatiche1 i suoi equinozi e i suoi solstizi1 e simili vicende d'illuminazione4 ,per quanto concerne la durata dei giorni e delle notti il parallelismo quasi completo nella zona torrida e nelle temperate3 perch mentre il giorno terrestre solare di #bd ore1 il giorno solare di ,marte di #bd ore e quaranta minuti prossimamente4 ,circa l'andamento delle stagioni e delle lunghe giornate e notti del polo vi questa differenza1 che le nostre stagioni durano tre mesi ciascuna1 quelle di ,marte hanno una durata poco men che doppia1 di #aga giorni in media3 e i giorni e le notti del polo1 che presso di noi sono di sei mesi a un dipresso in ,marte durano per un medio undici mesi#h4 ,tal differenza dovuta a questo principalmente1 che l'anno di ,marte di #fhg giorni terrestri1 mentre il nostro di soli #cfe4 ,cos stando le cose1 manifesto1 che se le suddette macchie bianche polari di ,marte rappresentano nevi e ghiacci1 dovranno andar decrescendo di ampiezza col sopravvenire dell'estate in quei luoghi1 ed accrescersi durante l'inverno4 ,or questo appunto si osserva nel modo pi evidente4 ,nel secondo semestre dell'anno decorso #ahib fu in prospetto la calotta del polo australe2 durante quell'intervallo1 e specialmente nei mesi di ,luglio e d',agosto1 anche osservando con cannocchiali affatto comuni era chiarissima di settimana in settimana la sua rapida diminuzione2 quelle nevi 7ora ben possiamo chiamarle tali71 che da principio giungevano fino al #gj4 parallelo di latitudine1 e formavano una calotta di oltre #bjjj chilometri di diametro1 si vennero progressivamente ritraendo al punto1 che due o tre mesi dopo pochissimo pi ne rimaneva1 una estensione di forse #cjj chilometri al maximum2 e anche meno se ne vede adesso1 negli ultimi giorni del #ahib4 ,in questi mesi l'emisfero australe di ,marte ebbe la sua estate2 il solstizio estivo essendo avvenuto il #ac ,ottobre4 ,corrispondentemente ha dovuto accrescersi la massa delle nevi intorno al polo boreale2 ma il fatto non fu osservabile1 trovandosi quel polo nell'emisfero di ,marte opposto a quello che riguarda la ,terra4 ,lo squagliarsi delle nevi boreali stato invece osservabile negli anni #ahhb1 #ahhd1 #ahhf4 ,queste osservazioni del crescere e decrescere alterno delle nevi polari1 abbastanza facili anche con cannocchiali di mediocre potenza1 diventano molto pi interessanti ed istruttive1 quando se ne seguano assiduamente le vicende nei pi minuti particolari1 usando di strumenti maggiori4 ,si vede allora lo strato nevoso sfaldarsi successivamente agli orli2 buchi neri e larghe fessure formarsi nel suo interno2 grandi pezzi isolati1 lunghi e larghi molte miglia staccarsi dalla massa principale1 e sparire sciogliendosi poco dopo4 ,si vedono insomma presentarsi qui d'un colpo d'occhio quelle divisioni e quei movimenti dei campi ghiacciati1 che succedono durante l'estate delle nostre regioni artiche secondo le descrizioni degli esploratori4 ,le nevi australi offrono questa particolarit1 che il centro della loro figura irregolarmente rotondeggiante non cade proprio sul polo1 ma in un altro punto1 che sempre press'a poco il medesimo1 e dista dal polo di circa #cjj chilometri nella direzione del ,mare ,eritreo4 ,da questo deriva1 che quando l'estensione delle nevi ridotta ai minimi termini1 il polo australe di ,marte ne rimane scoperto2 e quindi forse il problema di raggiungerlo su quel pianeta pi facile che sulla ,terra4 ,le nevi australi sono in mezzo di una gran macchia oscura1 che colle sue ramificazioni occupa circa un terzo di tutta la superficie di ,marte1 e si suppone rappresenti l',oceano principale di esso4 ,se questo 1 l'analogia con le nostre nevi artiche ed antartiche si pu dire completa1 e specialmente colle antartiche4 ,la massa delle nevi boreali di ,marte invece centrata quasi esattamente sul polo2 essa collocata nelle regioni di color giallo1 che soglionsi considerare come i continenti del pianeta4 ,da ci nascono fenomeni singolari1 che non hanno sulla ,terra alcun confronto4 ,allo squagliarsi delle nevi accumulate su quel polo durante la lunghissima notte di dieci mesi e pi1 le masse liquide prodotte in tale operazione si diffondono sulla circonferenza della regione nevata1 convertendo in mare temporaneo una larga zona di terreno circostante2 e riempiendo tutte le regioni pi basse producono una gigantesca inondazione1 la quale ad alcuni osservatori diede motivo di supporre in quella parte un altro ,oceano1 che per in quel luogo non esiste1 almeno come mare permanente4 ,vedesi allora 7l'ultima occasione a ci opportuna fu nel #ahhd7 la macchia bianca delle nevi circondata da una zona oscura1 la quale segue il perimetro delle nevi nella loro progressiva diminuzione1 e va con esso restringendosi sopra una circonferenza sempre pi angusta4 ,questa zona si ramifica dalla parte esterna con strisce oscure1 le quali occupano tutta la regione circostante1 e sembrano essere i canali distributori1 per cui le masse liquide ritornano alle loro sedi naturali4 ,nascono in quelle parti laghi assai estesi1 come quello segnato sulla carta col nome di ,lacus ,hyperboreus2 il vicino mare interno detto ,mare ,acidalio1 diventa pi nero e pi appariscente4 ,ed a ritenere come cosa assai probabile1 che lo scolo di queste nevi liquefatte sia la causa che determina principalmente lo stato idrografico del pianeta1 e le vicende che nel suo aspetto periodicamente si osservano4 ,qualche cosa di simile si vedrebbe sulla ,terra1 quando uno dei nostri poli venisse a collocarsi subitamente nel centro dell',asia o dell',africa4 ,come stanno oggi le cose1 possiamo trovare un'immagine microscopica di questi fatti nel gonfiarsi che si osserva dei nostri torrenti allo sciogliersi dei nevai alpini4 ,i viaggiatori delle regioni artiche hanno frequente occasione di notare1 come lo stato dei ghiacci polari nel principio della state1 ed ancor al principio di ,luglio1 sempre poco favorevole al progresso dei viaggiatori2 la stagione migliore per le esplorazioni nel mese di ,agosto1 e ,settembre il mese1 in cui l'ingombro dei ghiacci minimo4 ,cos pure nel ,settembre sogliono essere le nostre ,alpi pi praticabili che in ogni altra epoca4 ,e la ragione ne chiara2 lo scioglimento delle nevi richiede tempo2 non basta l'alta temperatura1 bisogna che essa continui1 ed il suo effetto sar tanto maggiore1 quanto pi prolungato4 ,se quindi noi potessimo rallentare il corso delle stagioni1 cos che ogni mese durasse sessanta giorni invece di trenta2 nell'estate in tal modo raddoppiata lo scioglimento dei ghiacci progredirebbe molto di pi e forse non sarebbe esagerazione il dire che la calotta polare al fine della calda stagione andrebbe interamente distrutta4 ,ma non si pu dubitare ad ogni modo1 che la parte stabile di tale calotta sarebbe ridotta a termini molto pi angusti1 che oggi non si veda4 ,ora questo appunto succede in ,marte4 ,il lunghissimo anno quasi doppio del nostro permette ai ghiacci di accumularsi durante la notte polare di #aj o #ab mesi in modo1 da scendere sotto forma di strato continuo fino al parallelo #gj ed anche pi basso2 ma nel giorno che segue di #ab o #aj mesi il ,sole ha tempo di liquefare tutta o quasi tutta quella neve di recente formazione1 riducendola a s poca estensione1 da sembrare a noi nulla pi che un punto bianchissimo4 ,e forse tali nevi si struggono intieramente1 ma di questo finora non si ha alcuna sicura osservazione4 ,altre macchie bianche di carattere transitorio e di disposizione meno regolare si formano sull'emisfero australe nelle isole vicine al polo2 e cos pure nell'emisfero opposto regioni biancheggianti appaiono talvolta intorno al polo boreale fino al #ej e #ee parallelo4 ,sono forse nevicate effimere1 simili a quelle che si osservano nelle nostre latitudini4 ,ma anche nella zona torrida di ,marte si vedono talora piccolissime macchie bianche pi o meno persistenti1 fra le quali una fu da me veduta in tre opposizioni consecutive 7#ahgg-ahhb7 nel punto segnato sui nostri planisferi dalla longitudine #bfh e dalla latitudine #af nord4 ,forse permesso congetturare in questi luoghi la esistenza di montagne capaci di nutrire vasti ghiacciai4 ,l'esistenza di tali montagne stata supposta anche da alcuni recenti osservatori1 sul fondamento di altri fatti4 ,quanto si narrato delle nevi polari di ,marte prova in modo incontrastabile1 che questo pianeta1 come la ,terra1 circondato da un'atmosfera capace di trasportar vapori da un luogo all'altro4 ,quelle nevi infatti sono precipitazioni di vapori condensati dal freddo e col successivamente portati2 ora come portati1 se non per via di movimenti atmosferici8 ,l'esistenza di un'atmosfera carica di vapori stata confermata anche dalle osservazioni spettrali1 principalmente da quelle di ,vogel2 secondo il quale tale atmosfera sarebbe di composizione poco diversa dalla nostra1 e sopratutto molto ricca di vapore acqueo4 ,fatto questo sommamente importante1 perch ci d il diritto di affermare con molta probabilit1 che d'acqua e non d'altro liquido siano i mari di ,marte e le sue nevi polari4 ,quando sar assicurata sopra ogni dubbio questa conclusione1 un'altra ne discender non meno grave2 che le temperature dei climi marziali1 malgrado la maggior distanza dal ,sole1 sono del medesimo ordine che le temperature terrestri4 ,perch se fosse vero quanto fu supposto da alcuni investigatori1 che la temperatura di ,marte sia in media molto bassa 7di #ej a #fj sotto lo zero67 non potrebbe pi il vapor acqueo essere uno degli elementi principali dell'atmosfera di ,marte1 n potrebbe l'acqua essere uno dei fattori importanti delle sue vicende fisiche2 ma dovrebbe lasciare il luogo all'acido carbonico o ad altro liquido1 il cui punto di congelazione sia molto pi basso4 ,gli elementi della meteorologia di ,marte sembrano dunque aver molta analogia con quelli della meteorologia terrestre4 ,non mancano per1 come da aspettarsi1 le cause di dissomiglianza4 ,anche qui1 da circostanze di piccol momento trae la ,natura un'infinita variet nelle sue operazioni4 ,di grandissima influenza dev'esser la diversa maniera1 con cui in ,marte e sulla ,terra veggonsi ordinati i mari ed i continenti2 su di che uno sguardo alla carta dice pi che non si farebbe con molte parole4 ,gi abbiamo accennato al fatto delle straordinarie inondazioni periodiche1 che ad ogni rivoluzione di ,marte ne allagano le regioni polari boreali allo sciogliersi delle nevi3 aggiungeremo ora1 che queste inondazioni diramate a grandi distanze per una rete di numerosi canali1 forse costituiscono il meccanismo principale 7se non unico71 per cui l'acqua 7e con essa la vita organica7 pu diffondersi sulla superficie asciutta del pianeta4 ,perch infatti su ,marte piove molto raramente1 o forse anche non piove affatto4 ,ed eccone la prova4 ,portiamoci coll'immaginazione nello spazio celeste1 in un punto distante dalla ,terra cos1 da poterla abbracciare d'un solo colpo d'occhio4 ,molto andrebbe errato colui1 che sperasse veder di l riprodotta in grande scala la immagine dei nostri continenti coi loro golfi ed isole e coi mari che li circondano1 quale si vede nei nostri globi artificiali4 ,qua e l senza dubbio si vedrebbero trasparire sotto un velo vaporoso le note forme1 o parti di esse4 ,ma una buona parte 7forse la met7 della superficie sarebbe fatta invisibile da immensi campi di nuvole1 continuamente variabili di densit1 di forma e di estensione4 ,tale ingombro1 pi frequente e pi continuato nelle regioni polari1 impedirebbe ancora per circa la met del tempo1 la vista delle regioni temperate1 distribuendosi su di esse in capricciose e perpetuamente variate configurazioni2 sui mari della zona torrida si vedrebbe disposto in lunghe fasce parallele1 corrispondenti alle zone delle calme equatoriali e tropicali4 ,per uno spettatore posto nella ,luna1 lo studio della nostra geografia non sarebbe un'impresa tanto semplice1 quanto si potrebbe immaginare4 ,nulla di questo in ,marte4 ,in ogni clima e sotto ogni zona la sua atmosfera quasi perpetuamente serena e trasparente abbastanza per lasciar riconoscere a qualunque momento i contorni dei mari e dei continenti1 e per lo pi anche le configurazioni minori4 ,non gi che manchino vapori di un certo grado di opacit2 ma ben poco impedimento danno essi allo studio della topografia del pianeta4 ,qua e l vedonsi comparire di quando in quando alcune chiazze biancastre1 mutar di posizione e di forma1 di raro estendersi sopra aree alquanto ampie2 esse prediligono di preferenza alcune regioni1 come le isole del ,mare ,australe e sui continenti le parti segnate sulla carta coi nomi di ,elysiume di ,tempe4 ,il loro candore generalmente diminuisce e scompare nelle ore meridiane del luogo1 e si rinforza la mattina e la sera con vicenda molto spiccata4 possibile che siano strati di nuvole1 perch cos bianche appajono pure le nubi terrestri nella parte superiore illuminata dal ,sole4 ,per diverse osservazioni conducono a pensare1 che si tratti piuttosto di sottili veli di nebbia1 anzich di veri nembi apportatori di temporali e di piogge3 se pure non sono temporanee condensazioni di vapore sotto forma di rugiada o di brina4 ,adunque1 per quanto lecito argomentare dalle cose osservate1 il clima di ,marte nel suo generale complesso dovrebbe rassomigliare a quello delle giornate serene nelle alte montagne4 ,di giorno un'insolazione fortissima1 quasi punto mitigata da nuvole o da vapori2 di notte una copiosa irradiazione del suolo verso lo spazio celeste1 e quindi un grande raffreddamento4 ,da ci un clima eccessivo e grandi sbalzi di temperatura dal giorno alla notte e da una stagione all'altra4 ,e come sulla ,terra ad altezze di #ejjj e #fjjj metri i vapori dell'atmosfera pi non si condensano che sotto forma solida1 formando quelle masse biancastre di diacciuoli sospesi1 che si chiamano cirri2 cos nell'atmosfera di ,marte saranno raramente possibili 7od anche non saranno possibili7 vere agglomerazioni di nuvole capaci di dar luogo a piogge di qualche momento4 ,lo squilibrio di temperatura fra una stagione ed un'altra sar poi accresciuto notabilmente dalla lunga durata delle medesime2 e cos si comprende la grande coagulazione e dissoluzione di nevi1 che si rinnova intorno ai poli ad ogni rivoluzione compiuta dal pianeta intorno al ,sole4 ,,iv4 ,come le nostre carte dimostrano#i1 nella sua generale topografia ,marte non presenta alcuna analogia colla ,terra4 ,un terzo della sua superficie occupato dal gran ,mare ,australe1 che sparso di molte isole1 e spinge entro ai continenti golfi e ramificazioni di varia forma2 al suo sistema appartiene un'intiera serie di piccoli mari interni1 dei quali l',adriaticoed il ,tirrenocomunicano con esso per ampie bocche1 mentre il ,cimmerio1 quello delle ,sirene1 e il ,lago del ,solenon hanno con esso relazione che per mezzo di angusti canali4 ,si noter nei quattro primi una disposizione parallela1 che certo non accidentale1 come pure non senza ragione la corrispondente positura delle penisole ,ausonia1 ,esperiaed ,atlantide4 ,il colore dei mari di ,marte generalmente bruno misto di grigio1 non sempre per di uguale intensit in tutti i luoghi1 n nel medesimo luogo uguale in ogni tempo4 ,dal nero completo si pu scendere al grigio chiaro ed al cinereo4 ,tal diversit di colore pu aver origine da varie cause1 e non senza analogia anche sulla ,terra1 dove noto che i mari delle zone calde sogliono essere pi oscuri che i mari pi vicini al polo4 ,le acque del ,baltico1 per esempio1 hanno un color luteo chiaro1 che non si osserva nel ,mediterraneo4 ,e cos pure nei mari di ,marte si vede il colore farsi pi cupo quando il sole si avvicina alla loro verticale e l'estate comincia a dominare in quelle regioni4 ,tutto il resto del pianeta fino al polo ,nord occupato dalle masse dei continenti1 nelle quali1 salvo alcune aree di estensione relativamente piccola1 predomina il colore aranciato1 che talvolta sale al rosso pi cupo1 altre volte scende al giallo ed al biancastro4 ,la variet di questa colorazione in parte d'origine meteorica1 in parte pu dipendere dalla diversa natura del suolo1 e sulle sue cause ancora non possibile appoggiare ipotesi molto fondate4 ,neppure nota la causa di questo predominio delle tinte rosse e gialle sulla superficie del vecchio ,pyrois4 ,alcuno ha creduto di attribuire questa colorazione all'atmosfera del pianeta1 attraverso alla quale si vedrebbe colorata la superficie di ,marte1 come rosso diventa un oggetto terrestre qualsiasi1 veduto a traverso vetri di tal colore4 ,ma a ci si oppongono pi fatti1 fra gli altri questo1 che le nevi polari appajono sempre del bianco pi puro1 bench i raggi di luce da esse derivati attraversino due volte l'atmosfera di ,marte sotto una grande obliquit4 ,noi dobbiamo dunque concludere che i continenti marziali ci appajono rossi e gialli1 perch tali veramente sono4 ,oltre a queste regioni oscure e luminose1 che noi abbiamo qualificato per mari e continenti1 e la cui natura ormai non lascia luogo che a poco dubbio1 alcune altre ne esistono1 veramente poco estese1 di natura anfibia1 le quali talvolta ingialliscono e sembrano continenti1 in altri tempi vestono il bruno 7anche il nero in certi casi7 e assumono l'apparenza dei mari2 mentre in altre epoche la loro colorazione intermedia lascia dubitare a qual classe di regioni esse appartengano4 ,quasi tutte le isole sparse nel ,mare ,australe e nel ,mare ,eritreo appartengono a questa categoria1 cos pure le lunghe penisole chiamate ,regioni di ,deucalionee di ,pirra1 e in contiguit del ,mare ,acidalio le regioni sognate coi nomi di ,baltiae di ,nerigos4 ,l'idea pi naturale e pi conforme all'analogia sembra quella di supporre in esse vaste lagune1 su cui variando le profondit dell'acqua si produca la diversit del colore1 predominando il giallo in quelle parti dove la profondit del velo liquido ridotta a poco od anche a niente1 e il colore bruno pi o meno oscuro nei luoghi dove le acque sono tanto alte da assorbire molta luce e da rendere pi o meno invisibile il fondo4 ,che l'acqua del mare o qualsiasi acqua profonda e trasparente veduta dall'alto appaja tanto pi oscura quanto maggiore l'altezza dello strato liquido1 e che le terre in confronto di esse appajano chiare sotto l'illuminazione del ,sole1 cosa nota e confermata da certissime ragioni fisiche4 ,chi viaggia nelle ,alpi spesso ha occasione di convincersene1 vedendo dalle cime neri come l'inchiostro stendersi sotto i suoi piedi i profondi laghetti di cui sono seminate1 in confronto dei quali luminose appajono anche le rupi pi nereggianti percosse dal sole#aj4 ,non senza fondamento adunque abbiamo finora attribuito alle macchie oscure di ,marte la parte di mari e quella di continenti alle aree rosseggianti che occupano quasi i due terzi di tutto il pianeta1 e troveremo pi tardi altre ragioni che confermano tal modo di vedere4 ,i continenti formano nell'emisfero boreale una massa quasi unica e continua1 sola eccezione importante essendo il gran lago detto ,mare ,acidalio1 del quale l'estensione pare mutarsi secondo i tempi e connettersi in qualche modo colle inondazioni che dicemmo prodotte dallo sciogliersi delle nevi intorno al polo boreale4 ,al sistema del ,mare ,acidalio appartiene senza dubbio il lago temporario denominato ,iperboreoed il ,lago ,niliaco3 quest'ultimo ordinariamente separato dal ,mare ,acidalio per mezzo di un istmo o diga regolare1 la cui continuit soltanto nel #ahhh fu vista interrompersi per qualche tempo4 ,altre macchie oscure minori si trovano qua e l nella parte continentale1 le quali potrebbero rappresentare dei laghi1 ma non certo laghi permanenti come i nostri2 tanto sono variabili d'aspetto e di grandezza secondo le stagioni1 al punto da scomparire affatto in date circostanze4 ,il ,lago ,ismenio1 quello della ,luna1 il ,trivio di ,carontee la ,propontidesono i pi cospicui e i pi durevoli4 ,ve ne sono di piccolissimi1 quali il ,lago ,meridee il ,fonte di ,giovent1 che nella loro maggiore appariscenza non superano i #ajj o #aej chilometri di diametro e contano fra gli oggetti pi difficili del pianeta4 ,tutta la vasta estensione dei continenti solcata per ogni verso da una rete di numerose linee o strisce sottili di color oscuro pi o meno pronunziato1 delle quali l'aspetto molto variabile4 ,esse percorrono sul pianeta spazi talvolta lunghissimi con corso regolare1 che in nulla rassomiglia l'andamento serpeggiante dei nostri fiumi2 alcune pi brevi non arrivano a #ejj chilometri1 altre invece si estendono a pi migliaja1 occupando un quarto ed anche talvolta un terzo di tutto il giro del pianeta4 ,alcuna di esse abbastanza facile a vedere1 e pi di tutte quella che presso l'estremo limite sinistro delle nostre carte1 designata col nome di ,nilosyrtis3 altre invece sono estremamente difficili1 e rassomigliano a tenuissimi fili di ragno tesi attraverso al disco4 ,quindi molto varia altres la loro larghezza1 che pu raggiungere #bjj od anche #cjj chilometri per la ,nilosirte1 mentre per altre forse non arriva a #cj chilometri4 vedi figura #jc4png ,queste linee o strisce sono i famosi canalidi ,marte1 di cui tanto si parlato4 ,per quanto si fino ad oggi potuto osservare1 sono certamente configurazioni stabili del pianeta2 la ,nilosirte stata veduta in quel luogo da quasi cent'anni1 ed alcune altre da trent'anni almeno4 ,la loro lunghezza e giacitura costante1 o non varia che entro strettissimi limiti2 ognuna di esse comincia e finisce sempre fra i medesimi termini4 ,ma il loro aspetto e il loro grado di visibilit sono assai variabili per tutte da un'opposizione ad un altra1 anzi talvolta da una settimana all'altra2 e tali variazioni non hanno luogo simultaneamente e con ugual legge per tutte1 ma nel pi dei casi succedono quasi a capriccio1 od almeno secondo regole non abbastanza semplici per essere subito intese da noi4 ,spesso una o pi diventano indistinte od anche affatto invisibili1 mentre altre loro vicine ingrossano al punto da diventar evidenti anche in cannocchiali di mediocre potenza4 ,la prima delle nostre carte presenta tutte quelle che sono state vedute in una lunga serie di osservazioni2 essa tuttavia non corrisponde all'aspetto di ,marte in alcuna epoca1 perch generalmente soltanto poche sono visibili di un tratto#aa ,ogni canale 7per ora chiamiamoli cos7 alle sue estremit sbocca o in un mare1 od in un lago1 od in un altro canale1 o nell'intersezione di pi altri canali4 ,non si mai veduto uno di essi rimaner troncato nel mezzo del continente1 rimanendo senza uscita e senza continuazione4 ,questo fatto della pi alta importanza4 ,i canali possono intersecarsi fra di loro sotto tutti gli angoli possibili2 ma di preferenza convergono verso le piccole macchie cui abbiamo dato il nome di laghi4 ,per esempio sette se ne veggono convergere nel ,lago della ,fenice1 otto nel ,trivio di ,caronte1 sei nel ,lago della ,luna1 sei nel ,lago ,ismenio4 ,l'aspetto normale di un canale quello di una striscia quasi uniforme nera o almeno di colore oscuro simile a quello dei mari1 in cui la regolarit del generale andamento non esclude piccole diversit di larghezza e piccole sinuosit nei due contorni laterali4 ,spesso avviene che tal filetto oscuro1 mettendo capo al mare1 si allarghi in forma di tromba1 formando una vasta baja1 simile agli estuari di certi fiumi terrestri3 il,golfo delle ,perle1 il ,golfo ,aonio1 il ,golfo dell',aurora1 e i due corni del ,golfo ,sabeosono cos formati dalla foce di uno o pi canali sboccanti nel ,mare ,eritreo o nel ,mare ,australe4 ,l'esempio pi grandioso di tali golfi la ,gran ,sirte1 formata dalla vastissima foce della ,nilosirtegi nominata2 questo golfo non ha manco di #ahjj chilometri di larghezza e quasi altrettanti di profondit nel senso longitudinale1 e la sua superficie di poco minore che quella del golfo di ,bengala4 ,in questi casi si vede manifestamente la superficie oscura del mare continuarsi senza apparente interruzione in quella del canale2 quindi1 ammesso che le superficie chiamate mari siano veramente espansioni liquide1 non si pu dubitare che i canali siano di esse un semplice prolungamento a traverso delle aree gialle1 o dei continenti4 ,che del resto le linee dette canalisiano veramente grandi solchi o depressioni delle superficie del pianeta destinate al passaggio di masse liquide1 e costituiscano su di esso un vero sistema idrografico1 dimostrato dai fenomeni che in quelli si osservano durante lo struggersi delle nevi boreali4 ,gi dicemmo che queste1 nello sciogliersi appaiono circondate da una zona oscura1 formante una specie di mare temporario4 ,in tale epoca i canali delle regioni circostanti si fanno pi neri e pi larghi1 ingrossando al punto da ridurre1 in un certo momento1 ad isole di poca estensione tutto le aree gialle comprese fra l'orlo della neve e il #fj parallelo nord4 ,tale stato di cose non cessa1 se non quando le nevi1 ridotte ormai al loro minimo di estensione1 cessano di struggersi4 ,si attenuano allora le larghezze dei canali1 scompare il mare temporario1 e le aree gialle riprendono l'estensione primitiva4 ,le diverse fasi di questa grandiosa operazione si rinnovano ad ogni giro di stagioni ed i loro particolari si son potuti osservare con molta evidenza nelle opposizioni #ahhb1 #ahhd1 #ahhf1 quando il pianeta presentava allo spettatore terrestre il suo polo boreale4 ,l'interpretazione pi naturale e pi semplice quella che abbiam riferito1 di una grande inondazione prodotta dallo squagliarsi delle nevi2 essa interamente logica1 e sostenuta da evidenti analogie con fenomeni terrestri4 ,concludiamo pertanto1 che i canali son tali di fatto1 e non solo di nome4 ,la rete da essi formata probabilmente fu determinata in origine dallo stato geologico del pianeta1 e si venuta lentamente elaborando nel corso dei secoli4 ,non occorre suppor qui l'opera di esseri intelligenti2 e malgrado l'apparenza quasi geometrica di tutto il loro sistema1 per ora incliniamo a credere che essi siano prodotti dell'evoluzione del pianeta1 appunto come sulla ,terra il canale della ,manica e quello di ,mozambico4 ,sar un problema non men curioso che complicato e difficile lo studiare il regime di questi immensi corsi d'acqua1 da cui forse dipende principalmente la vita organica sul pianeta1 dato che vita organica vi sia4 ,le variazioni del loro aspetto dimostrano che questo regime non costante3 quando scompaiono o lasciano di loro traccie dubbie e mal definite lecito supporre1 che siano in magra1 od asciutti affatto4 ,allora nel luogo dei canali rimane o niente1 oppure al pi una striscia di colore giallastro poco diverso dal fondo circostante4 ,talvolta prendono un aspetto nebuloso1 di cui per ora non si saprebbe assegnar la ragione4 ,altre volte invece producono veri allagamenti1 espandendosi a #ajj1 #bjj o pi chilometri di larghezza1 e questo avviene anche per canali molto lontani dal polo boreale secondo norme fin qui sconosciute4 ,cos avvenuto dell',idaspenel #ahfd1 del ,simoentanel #ahgi1 dell',acherontenel #ahhd1 del ,tritonenel #ahhh4 ,lo studio diligente e minuto delle trasformazioni di ciascun canale condurr pi tardi a conoscere le cause di questi fatti4 ,ma il fenomeno pi sorprendente dei canali di ,marte la loro geminazione2 la quale sembra prodursi principalmente nei mesi che precedono e in quelli che seguono la grande inondazione boreale1 intorno alle epoche degli equinozi4 ,in conseguenza di un rapido processo1 che certamente dura pochissimi giorni1 od anche forse solo poche ore1 e del quale i particolari non si sono ancora potuti afferrare con sicurezza1 un dato canale muta d'aspetto e d'un tratto si trova trasformato su tutta la sua lunghezza in due linee o strisce uniformi1 per lo pi parallele fra di loro1 che corrono dritte ed uguali con tracciamento geometricamente tanto esatto1 quanto suole esser presso di noi quello di due rotaje di ferrovia4 ,ma questo esatto andamento il solo termine di rassomiglianza colle dette rotaje3 perch nelle dimensioni non vi alcun paragone possibile1 come del resto facile immaginare4 ,le due linee seguono a un dipresso la direzione del primitivo canale1 e terminano nei luoghi dov'esso terminava4 ,l'una di esse spesso si sovrappone quanto pi possibile all'antica linea1 l'altra essendo di nuovo tracciamento2 ma anche in questo caso l'antica linea perde tutte le piccole irregolarit e curvature che poteva avere4 ,ma accade ancora1 che ambe le linee geminate occupino dalle due parti dell'ex canale un terreno interamente nuovo4 ,la distanza fra le due linee diversa nelle diverse geminazioni1 e da #fjj chilometri e pi scende fino all'ultimo limite1 in cui due linee possono apparir separate nei grandi occhi telescopici1 meno di #ej chilometri d'intervallo2 la larghezza di ciascuna striscia per s pu variare dal limite di visibilit1 che supponiamo #cj chilometri1 fino a pi di #ajj4 ,il colore delle due linee varia dal nero ad un rosso scialbo1 che appena si distingue dal fondo giallo generale delle superficie continentali2 l'intervallo per lo pi di questo giallo1 ma in pi casi sembrato bianco4 ,le geminazioni poi non sono necessariamente legate ai soli canali1 ma tendono anche prodursi sui laghi4 ,spesso si vede uno di questi trasformarsi in due brevi e larghe liste oscure fra loro parallele1 tramezzate da una lista gialla4 ,in questi casi naturalmente la geminazione breve1 e non esce dai limiti del lago primitivo4 ,le geminazioni non si manifestano tutte insieme1 ma arrivata la loro stagione cominciano a prodursi or qua1 or l1 isolate in modo irregolare1 o almeno senza ordine facilmente riconoscibile4 ,per molti canali mancano affatto 7come per la ,nilosirte1 a cagion d'esempio71 o sono poco visibili4 ,dopo aver durato qualche mese1 si affievoliscono gradatamente e scompajono fino ad una nuova stagione egualmente propizia a questo fenomeno4 ,cos avviene che in certe altre stagioni 7specialmente presso il solstizio australe del pianeta7 se ne vedono poche1 od anche non se ne vede affatto4 ,in diverse apparizioni la geminazione del medesimo canale pu presentare diversi aspetti quanto a larghezza1 intensit e disposizione delle due strisce3 anche in qualche caso la direzione delle linee pu mutarsi1 bench di pochissima quantit2 sempre per deviando di piccolo spazio dal canale con cui associata strettamente4 ,da questa importante circostanza si comprende immediatamente1 che le geminazioni non possono essere formazioni stabili della superficie di ,marte1 e di carattere geografico1 come i canali4 ,la seconda delle nostre carte pu dare un'idea approssimativa dell'aspetto che presentano queste singolarissime formazioni4 ,essa comprende tutte le geminazioni osservate dal #ahhb fino al presente2 nel riguardarla bisogna tener a mente1 che non di tutte l'apparizione stata simultanea1 e che pertanto quella carta non rappresenta lo stato di ,marte in nessun'epoca2 essa non che una specie di registro topografico delle osservazioni finora fatte in diversi tempi su quel fenomeno4 ,l'osservazione delle geminazioni una delle pi difficili1 e non pu farsi che da un occhio bene esercitato1 ajutato da un telescopio di accurata costruzione e di grande potenza4 ,ci spiega perch non siano state vedute prima del #ahhb4 ,nei dieci anni trascorsi da quel tempo esse sono state vedute e descritte da otto o dieci osservatori4 ,nondimeno alcuni ancora negano che siano fenomeni reali e tacciano d'illusione 7o anche d'impostura7 coloro che affermano d'averle osservate4 ,il loro singolare aspetto e l'esser disegnate con assoluta precisione geometrica1 come se fossero lavori di riga o di compasso1 ha indotto alcuni a ravvisare nelle medesime l'opera di esseri intelligenti1 abitatori del pianeta4 ,io mi guarder bene dal combattere questa supposizione1 la quale nulla include d'impossibile4 ,notisi per che in ogni caso non potrebbero essere opere di carattere permanente1 essendo certo1 che una stessa geminazione pu cambiare di aspetto e di misura da una stagione all'altra4 ,si possono tuttavia assumere opere tali1 da cui una certa variabilit non sia esclusa1 per esempio1 lavori estesi di coltura e di irrigazione su larga scala4 ,aggiunger ancora1 che l'intervento di esseri intelligenti pu spiegare l'apparenza geometrica delle geminazioni1 ma non punto necessario a tale intento4 ,la geometria della ,natura si manifesta in molti altri fatti1 dai quali esclusa l'idea di un lavoro artificiale qualunque4 ,gli sferoidi cos perfetti dei corpi celesti e l'anello di ,saturno non furon lavorati al tornio1 e non col compasso che ,iride descrive nelle nubi i suoi archi cos belli e cos regolari2 e che diremo delle infinite variet di bellissimi e regolarissimi poliedri onde ricco il mondo dei cristalli8 ,e nel mondo organico1 non geometria bella e buona quella che presiede alla distribuzione delle foglie di certe piante1 che ordina in figure stellate cos simmetriche tanti fiori del prato1 tanti animali del mare2 che produce nelle conchiglie quelle spirali coniche cos eleganti1 da disgradarne ci che di pi bello ha fatto l'architettura gotica8 ,in tutte queste cose le forme geometriche sono conseguenze semplici e necessarie di principi e di leggi che governano il mondo fisico e fisiologico4 ,che poi questi principi e queste leggi siano esplicazioni di una potenza intelligente superiore1 possiamo ammetterlo2 ma ci nulla fa al presente argomento4 ,in omaggio dunque al principio1 che nella spiegazione dei fatti naturali convenga sempre cominciare dalle supposizioni pi semplici1 le prime ipotesi proposte sulla natura e sulla causa delle geminazioni hanno per lo pi messo in opera solamente le azioni della natura inorganica4 ,sono o effetti di luce nell'atmosfera di ,marte1 o illusioni ottiche prodotte da vapori in vario modo1 o fenomeni glaciali d'un inverno perpetuo a cui sarebbe condannato tutto il pianeta1 o crepature raddoppiate nella superficie di esso1 o crepature semplici1 di cui si duplica l'immagine per effetto di fumo eruttato su lunghe linee e spostato lateralmente dal vento4 ,l'esame di questi ingegnosi tentativi conduce tuttavia a concludere1 che nessuno di essi sembra corrispondere per intiero ai fatti osservati nel loro insieme e nei particolari4 ,alcune di tali ipotesi non sarebbero neppur nate1 se i loro ,autori avessero potuto esaminare le geminazioni coi proprii occhi4 ,che se alcuno di questi1 ragionando ad hominem1 mi domandasse3 sapete voi immaginar qualche cosa di meglio8 risponderei candidamente di no4 ,pi facile sarebbe il compito1 se volessimo introdurre forze appartenenti alla natura organica4 ,qui immenso il campo delle supposizioni plausibili1 potendosi immaginare infinite combinazioni capaci di soddisfare alle apparenze1 anche con piccoli e semplici mezzi4 ,vicende di vegetazione su vaste aree e generazioni d'animali anche minimi in enorme moltitudine potrebbero benissimo rendersi visibili a tanta distanza4 ,a quel modo che un osservatore posto nella ,luna potrebbe avvedersi delle epoche1 in cui sulle nostre vaste pianure succede l'aratura dei campi1 il nascere e la messe del frumento2 a quel modo che il fiorir dell'erba nelle vastissime steppe dell',europa e dell',asia deve rendersi sensibile anche alla distanza di ,marte per una variet di colorazione2 cos pu certamente rendersi visibile a noi un eguale sistema di operazioni che si produca in quegli astri4 ,ma come difficilmente i ,lunari ed i ,marziali potrebbero immaginare le vere cause di tali mutazioni d'aspetto senza aver prima qualche conoscenza almeno superficiale della natura terrestre3 cos anche per noi1 che tanto poco conosciamo dello stato fisico di ,marte e nulla del suo mondo organico1 la grande libert di supposizioni possibili rende arbitrarie tutte le spiegazioni di tal genere1 e costituisce il pi grave ostacolo all'acquisto di nozioni fondate4 ,tutto quello che possiamo sperare 1 che col tempo si diminuisca gradatamente l'indeterminazione del problema1 dimostrando1 se non quello che le geminazioni sono1 almeno quello che non possono essere4 ,dobbiamo anche confidare un poco in ci1 che ,galileo chiamava la cortesia della ,natura1 in grazia della quale talvolta da parte inaspettata sorge un raggio di luce ad illuminare argomenti prima creduti inaccessibili alle nostre speculazioni2 di che un bell'esempio abbiamo nella chimica celeste4 ,speriamo adunque1 e studiamo4 ,,giovanni ,,schiaparelli4 ,g4 ,,schiaparelli ,,la ,,vita ,,sul ,,pianeta ,,marte ,estratto dal fascicolo ,n4 #aa ,anno ,,iv - #ahie della ,rivista ,natura ed ,arte ,semel in anno licet insanire ,il singolar globo di ,marte1 che sotto pi riguardi tanto rassomiglia al nostro1 e nel quale sembrano celarsi cos interessanti misteri1 ogni giorno pi chiama a s l'attenzione pubblica1 e sempre pi fatto oggetto di accurati studi e di ardite speculazioni4 ,esso non intieramente sconosciuto ai lettori di ,natura ed ,arte1 i quali ricorderanno senza dubbio la descrizione accompagnata da disegni1 che ne fu pubblicata nei due fascicoli di febbraio #ahic4 ,non senza ammirazione essi han potuto vedere quelle macchie oscure e quelle regioni pi chiare della sua superficie1 che si considerano come rappresentanti mari e continenti2 le misteriose linee1 dette canali1 or semplici or doppie1 che lo solcano per ogni verso in forma di fitto reticolato2 le vicissitudini del clima nei suoi due emisferi2 e specialmente le nevi che biancheggiano intorno ai suoi poli1 e con alterna vece crescono e decrescono secondo le stagioni1 n pi n meno di quello che si osserva nelle regioni agghiacciate che occupano le zone polari del nostro globo4 ,nell'anno decorso #ahid il pianeta essendosi molto avvicinato alla ,terra 7siccome suol fare periodicamente ad intervalli di circa #bf mesi71 si trov a buona portata dei grandi telescopi astronomici2 e cos fu possibile di fare alcune osservazioni importanti4 ,durante l'epoca del massimo avvicinamento 7che fu nei mesi di settembre e di ottobre7 la posizione dell'asse di ,marte rispetto al sole1 e le stagioni dei suoi emisferi furono press'a poco quelle che han luogo per la ,terra ogni anno durante il mese di gennaio4 ,per l'emisfero boreale di ,marte era appena passato il solstizio d'inverno2 l'emisfero australe1 invece1 che si trovava principalmente in vista1 era nelle condizioni atmosferiche che noi esperimentiamo nel mese di luglio1 cio al principio e al colmo della state4 ,le regioni polari australi e il polo antartico del pianeta brillavano nell'illuminazione perpetua2 e sotto la sferza incessante del sole le nevi di quel polo parvero decrescere a colpo d'occhio4 ,le prime osservazioni si fecero in ,australia alla fine di maggio col gran telescopio dell'osservatorio di ,melbourne1 essendo il pianeta ancora a grande distanza della terra4 ,il #be maggio 7epoca1 che per l'emisfero australe di ,marte corrispondeva press'a poco alla met della primavera7 i ghiacci si estendevano tutt'intorno al polo australe fino a #fg di latitudine2 l'area nevosa formava una calotta ben terminata e simmetrica di #bhjj chilometri di diametro4 ,a partir da quel punto fino alla met d'agosto1 per lo spazio di #hj giorni e pi1 l'orlo circolare della regione nevata and restringendosi con molta regolarit1 avvicinandosi al polo in ragione di #ac chilometri al giorno3 cos che a mezzo agosto il diametro delle nevi da #bhjj chilometri si trov ridotto a #fjj4 ,durante questo intervallo1 e precisamente verso la fine di giugno1 si manifest nella calotta bianca una grande spaccatura1 che ne separava un segmento di considerabile ampiezza4 ,quest'ultimo scomparve presto1 e non rest che la massa principale1 notabilmente diminuita4 ,da mezzo agosto alla fine di settembre la diminuzione delle nevi intieramente si arrest1 quantunque appunto in quell'intervallo avesse luogo il solstizio australe del pianeta 7#ca agosto7 e con esso la massima irradiazione del ,sole su quelle regioni4 ,il #bd di settembre l'area circolare nevosa aveva ancora quasi lo stesso diametro di #fjj chilometri1 che era stato misurato il #ac di agosto4 ,la causa sconosciuta1 che produsse questo arresto nel ritirarsi dei ghiacci1 parve cessare negli ultimi giorni di settembre2 il limite delle nevi continu a progredire verso il polo1 questa volta in ragione di dieci chilometri al giorno2 e non fini che colla distruzione totale delle nevi stesse1 la quale da diversi osservatori fu assegnata ad epoche alquanto diverse1 ma si pu stimare che avesse luogo intorno al #bc ottobre1 coll'incertezza di alcuni giorni in pi od in meno4 ,cos rimase il polo australe di ,marte affatto nudo di ghiacci fino a questo giorno in cui scrivo 7#d aprile #ahie74 ,nell'intervallo si videro bens di quando in quando comparire certe macchie bianche in molta vicinanza del polo2 nessuna di queste per stata permanente1 e si deve credere che rappresentassero nevicate di carattere locale e transitorio4 ,quale fortuna sarebbe pei nostri geografi1 se un simile scioglimento completo dei ghiacci si producesse anche una sola volta sopra ciascuno dei due poli della ,terra6 ,da che si incominciato a studiar ,marte con qualche attenzione1 questa la prima volta in cui accaduto di osservare la completa dissoluzione delle sue nevi antartiche4 ,essa si pu stimare avvenuta circa #ee giorni dopo il solstizio australe1 cio dopo l'epoca1 in cui la massima intensit della radiazione solare si fece sentire in quella regione4 ,nel #ahfb1 trovandosi il pianeta in una stagione identica1 ,lassell vide quelle medesime nevi ancora molto estese3 #id giorni dopo il solstizio australe il loro diametro non era minore di #ejj chilometri4 ,nell'anno #ahhj io le vidi ancora a ,brera #add giorni dopo il solstizio australe4 ,possiamo argomentare da questo1 che in ,marte1 come sulla ,terra1 il corso delle stagioni non perfettamente il medesimo in tutti gli anni1 e che si danno col1 come presso di noi1 estati pi lunghe o pi calde1 ed altre pi brevi o pi fresche4 ,la rapida fusione di cos ingenti quantit di neve non pu essere senza conseguenze sulle condizioni idrografiche del pianeta4 ,sulla terra la fusione delle nevi artiche ed antartiche non pu essere di molta conseguenza1 prima perch le aree ghiacciate polari sono ambedue circondate dal medesimo mare1 il quale1 se cresce di livello per lo sciogliersi di una parte delle nevi artiche1 d'altrettanto decresce pel contemporaneo coagularsi di nuove nevi antartiche4 ,una simil compensazione non pu aver luogo su ,marte in modo cos semplice od immediato1 essendo il maggior mare1 che circonda il polo antartico1 intieramente separato da quegli altri mari assai minori o piuttosto laghi1 che stanno vicino al polo artico2 siccome si pu vedere dando uno sguardo alla carta di ,marte qui unita#ab4 ,l'equilibrio nelle masse liquide dei due emisferi pu stabilirsi soltanto per mezzo di deflusso attraverso ai continenti che occupano le regioni intermedie2 e questa la causa per cui all'alternato coagularsi e dissolversi dello nevi intorno ai due poli sono da attribuire in gran parte le mutazioni che si osservano nel sistema idraulico del pianeta4 ,mutazioni1 che ai nostri telescopi son rese manifeste dalla modificata estensione dei mari1 e dalla variet d'aspetto di quelle strisce oscure che segnano le zone d'inondazione e di deflusso2 le quali pertanto non senza un po' di ragione furon chiamate canali1 quantunque tal nome si debba intendere in senso assai largo4 ,piuttosto che veri canali della forma a noi pi familiare1 dobbiamo immaginarci depressioni del suolo non molto profonde1 estese in direzione rettilinea per migliaia di chilometri1 sopra larghezza di #ajj1 #bjj chilometri od anche pi4 ,io ho gi fatto notare altra volta1 che1 mancando sopra ,marte le pioggie1 questi canali probabilmente costituiscono il meccanismo principale1 con cui l'acqua 7e con essa la vita organica7 pu diffondersi sulla superficie asciutta del pianeta4 ,non un problema privo d'interesse quello di rendersi conto del modo1 con cui pu avvenire una tale diffusione4 ,,ii4 ,sulla terra le vicende delle stagioni si corrispondono nei due emisferi con effetti quasi intieramente simmetrici nella loro alternativa4 ,i periodi di freddo e di caldo1 di siccit e di pioggia si producono con fasi alternate1 ma analoghe1 ad intervalli di sei mesi1 sotto paralleli di ugual latitudine ai due lati dell'equatore4 ,le diversit di clima1 che si osservano in tal caso1 sono di carattere puramente locale1 dovute per lo pi a condizioni accidentali di natura topografica4 ,qualche piccola differenza nella meteorologia dei due emisferi veramente si manifesta a chi consideri le cose con molta precisione2 differenza principalmente derivata da ci1 che nell'emisfero australe le aree continentali sono meno estese che nell'emisfero boreale4 ,ma questo fatto1 quantunque degno di studio per il suo carattere generale1 praticamente di poca importanza nella considerazione del clima di una data regione australe o boreale della ,terra4 vedi figura #jd4png ,in ,marte le cose sembrano proceder molto diversamente4 ,come dimostra uno sguardo dato alla carta1 tutto o quasi tutto l',oceano concentrato intorno al polo australe1 al quale per conseguenza1 e alle circostanti regioni deve corrispondere una vasta depressione nel suolo solido del pianeta4 ,al contrario1 dall'esser l'emisfero boreale quasi tutto occupato da un gran continente non interrotto1 siamo indotti ragionevolmente a credere1 che da quella parte si abbian le regioni pi elevate1 e che pi alti di tutti siano i paesi circostanti al polo nord4 ,questa disposizione di cose fa si1 che lo sciogliersi delle nevi polari pu avere1 pel clima e per la vita organica1 conseguenze ben diverse1 secondo che si tratta delle nevi australi o delle nevi boreali4 questo un punto1 il quale merita di essere esaminato con qualche cura4 ,consideriamo dapprima la calotta dei ghiacci australi1 che tutta si forma entro all',oceano di ,marte1 e pu giungere ad occupare di questo ,oceano una parte considerabile1 forse un terzo od un quarto4 ,lo sciogliersi progressivo della medesima avr per ultimo risultato un innalzamento del livello generale di tutto l',oceano1 e dei mari interni minori1 che lo circondano come appendici4 ,tale elevazione potr bastare ad inondare tutte le parti pi basse dei continenti e specialmente quelle che all',oceano sono pi vicine4 ,in tale stagione infatti si vedono molto pi marcati ed oscuri1 non solo i mani interni segnati col nome di ,adriatico1 ,tirreno1 ,cimmerio1 ,sirenio1 ecc44 ma anche gli stretti pi o meno spaziosi che li uniscono all',oceano1 e l',oceano stesso4 ,i golfi1 onde appare frastagliato il continente1 diventano pi visibili1 e con essi anche taluno dei grandi canali che dall',oceano direttamente si spingono entro terra1 per esempio la ,gran ,sirte e la ,nilosirte1 che da essa procede4 ,questa maggior espansione dell',oceano per non arriva nelle parti pi interne dei continenti e nelle regioni boreali2 impedita a quanto sembra dalla troppo grande elevazione di queste4 ,l'effetto dello sciogliersi delle nevi australi dunque di far uscire il mare dai suoi confini1 e di produrre qua e l parziali inondazioni del medesimo sopra alcuni lembi del continente4 ,ora molto dubbio1 se un tal fenomeno possa riuscire di molto vantaggio per la vita organica1 e sopratutto pei supposti abitatori del pianeta4 ,simili usurpazioni periodiche del mare sul continente hanno anche luogo presso di noi in conseguenza del flusso e del riflusso3 e1 quantunque siano di periodo breve e si facciano su piccolissima scala1 non credo si possano considerare come una benedizione pei paesi dove si producono 7,olanda1 ,frisia1 litorale nord-ovest della ,germania73 vediamo anzi gli abitanti tentare di difendersene con immense dighe4 ,per ,marte molto dipender dalla natura chimica delle sostanze disciolte nell',oceano4 ,se1 per esempio1 quelle acque fossero salate come quelle dei mari terrestri1 la zona delle aree invase dal mare ad ogni ritorno dell'estate 7che si fa su ,marte a periodi di #bc mesi circa dei nostri7 potrebbe servire alla formazione di vaste saline1 o dar luogo a vegetazioni di carattere speciale4 ,in nessun caso potrebbero quelle acquo supplire alla coltivazione delle aree continentali1 ed ai bisogni dell'agricoltura quale noi l'intendiamo4 ,ben diverso lo stato di cose che ci si presenta allo sciogliersi delle nevi boreali4 ,essendo queste collocate nel centro del continente1 le masse liquide prodotte dalla liquefazione si diffondono sulla circonferenza della regione nevata1 convertendo in mare temporaneo una larga zona del terreno circostante2 e1 correndo verso le regioni pi basse1 producono una gigantesca inondazione molto bene osservabile ai nostri telescopi4 ,tale inondazione si estende per molte e grosse ramificazioni sopra terre prima asciutte1 formando presso il polo nord laghi molto estesi1 che la carta nostra designa sotto i nomi di ,mare ,acidalio e di,lago ,iperboreo4 ,da tal regione inondata si diramano grosse strisce oscure1 rappresentanti al nostro sguardo altrettante larghe correnti1 per le quali le nevi liquefatte ritornano1 o tendono almeno a ritornare verso la loro sede naturale che sta nell'altro emisfero1 cio verso le bassure australi occupate dall',oceano4 ,riflettiamo ora1 che la neve il prodotto di una distillazione atmosferica1 nella quale l'acqua si riduce alla purezza quasi completa4 ,se ci non fosse1 l'evaporazione dei nostri mari condurrebbe alla formazione di pioggie d'acqua salata1 e di nevi salate2 dove tutti sanno1 che l'acqua piovana caduta a traverso di una atmosfera non inquinata acqua quasi assolutamente pura1 come assolutamente pura o quasi l'acqua delle nostre nevi4 ,adunque la grande inondazione boreale di ,marte1 risultando dallo scioglimento di nevi cadute in terreno prima asciutto1 e non essendo mescolata alle acque di un ,oceano1 sar libera da quei sali e da quelle mescolanze1 da cui non si pu dubitare che sia inquinato l',oceano australe del pianeta4 ,ne possiamo concludere1 che se nelle parti asciutte o continentali della superficie di ,marte vi vita organica1 gli esclusivamente o quasi esclusivamente allo sciogliersi delle nevi boreali che deve la sua esistenza3 gli dalla giusta e opportuna ripartizione delle acque venenti dal polo nord1 che dipende il suo progresso e il suo sviluppo4 ,e se in ,marte esiste una popolazione di esseri ragionevoli capace di vincere la ,natura e di costringerla a servire ai propri intenti1 la regolata distribuzione di quelle acque sopra le regioni atte a coltura deve costituire il problema principale e la continua preoccupazione degli ingegneri e degli statisti4 ,,iii4 ,fino a questo punto abbiam potuto arrivare1 combinando il risultato delle osservazioni telescopiche con probabili deduzioni tratte da principi conosciuti della ,fisica1 e da plausibili analogie4 ,concediamo ora alla fantasia un pi libero volo2 sempre appoggiati1 per quanto concesso1 al fondamento sicuro dell'osservazione e del ragionamento1 tentiamo di renderci conto del modo1 con cui sarebbe possibile in ,marte l'esistenza e lo sviluppo di una popolazione d'esseri intelligenti1 dotati di qualit e soggetti a necessit non troppo diverse dalle nostre3 e sotto quali condizioni si potrebbe ammettere1 che i fenomeni dei cos detti canali e delle loro geminazioni possano rappresentare il lavoro di una simil popolazione4 ,ci che diremo non avr il valore di un risultato scientifico1 ed anzi confiner in parte col romanzo4 ,ma le probabilit a cui per tal modo arriveremo non saranno minori che per tanti altri romanzi pi audaci e meno innocui1 che sotto il sacro nome di scienza si stampano nei libri e si predicano nelle assemblee e nelle ,universit4 ,comparando il globo della ,terra con quello di ,marte sotto il rispetto della loro costituzione meteorologica ed idrografica1 subito ci appare manifesto1 dalle cose dette di sopra1 quanto il primo dei due sia meglio disposto per accogliere la vita organica e per favorirne lo sviluppo nelle sue forme superiori4 ,ai fortunati terricoli l'acqua fecondatrice distribuita gratuitamente dalla periodica e regolare operazione del gran meccanismo atmosferico4 ,piove sui nostri campi senza alcun nostro merito3 per noi1 senza alcuna nostra fatica si condensa sulle montagne il liquido prezioso1 che per mezzo dei ruscelli e dei fiumi pu in molti modi esser rivolto a nostro vantaggio1 coll'irrigazione1 colla navigazione interna1 colle macchine idrauliche3 e senza di questo dono1 che sarebbe il genere umano8 ,assai pi dure condizioni di esistenza ha fatto la ,natura ai poveri ,marziali4 ,dove rare sono le nuvole e mille le pioggie1 ivi mancano certamente le fonti ed i corsi d'acqua#ac4 ,tutto per loro sembra dipendere1 come gi si accennato1 dalla grande inondazione prodotta nello sciogliersi delle nevi polari boreali4 ,la loro conservazione o la loro prosperit richiede ad ogni costo1 che siano arrestate nella maggior quantit possibile1 e trattenute per tutto il tempo necessario quelle acque1 prima che vadano a perdersi nel mare australe2 che se ne approfitti nel modo pi efficace alla coltura di aree abbastanza vaste per assicurare durante un intero anno ,marziale 7#bc mesi nostri7 l'esistenza di tutto ci che vive sul pianeta4 ,problema forse non tanto facile e non tanto semplice6 perch la somma di acqua disponibile al pi quella che hanno formato le nevi boreali d'una sola invernata2 quantit certamente assai grande1 la quale per1 ripartita sopra tutti i continenti1 potrebbe presto diventare insufficiente1 anche non tenendo conto delle perdite inevitabili per evaporazione1 filtrazione1 errori di distribuzione1 ecc4 ,bastan questi riflessi a persuaderci1 che le molte strisce oscure1 onde il pianeta solcato per ogni verso1 larghe talvolta quanto il ,mar ,adriatico od il ,mar ,rosso e quasi sempre assai pi lunghe1 non possono1 malgrado il nome da noi loro assegnato di canali1 rappresentare nella loro vera larghezza arterie di deflusso delle acque boreali4 ,se tali fossero1 basterebbero a dar passo in poche ore a tutta quanta la grande inondazione4 ,non solo le acque non potrebbero esser impiegate a colture che richiedessero la durata di alcuni mesi1 ma giungerebbero al mare e vi si perderebbero prima che un vantaggio qualunque se ne potesse trarre4 ,certo per le vie segnate da quelle strisce ha luogo un deflusso1 ma non tutte intiere quelle strisce servono al deflusso4 ,la loro larghezza per tale scopo eccessiva1 n a questo scopo corrisponde bene il loro variabile aspetto1 e la loro geminazione4 ,ci che noi vediamo l1 o che finora abbiam chiamati canali1 non sono larghissimi corsi d'acqua1 come da alcuno fu creduto4 ,l'ipotesi pi plausibile quella di considerarle come zone di vegetazione1 estese a destra e a sinistra dei veri canali1 i quali esistono s lungo le medesime linee1 ma non sono abbastanza larghi da poter esser veduti dalla ,terra#ad4 ,queste zone di vegetazione facilmente si distaccano sulle circostanti regioni del pianeta per un colore pi cupo1 dovuto1 com' da credere1 al fatto stesso dell'inaffiatura 7si sa che il terreno bagnato di color pi oscuro che l'asciutto e disseccato dal sole7 e anche in parte senza dubbio alla presenza stessa della vegetazione2 mentre per le aree aride e condannate a perpetua sterilit rimane invariato il color giallo uniforme che predomina su tutti i continenti4 ,questo colore dobbiamo d'or innanzi considerare come rappresentante il deserto puro ed assoluto2 e pur troppo si pu far stima1 che i nove decimi della superficie continentale di ,marte ad esso appartengano4 ,proseguendo nelle nostre deduzioni arriveremo a comprendere senza difficolt1 che1 regnando in ,marte il potere della gravit1 quantunque in misura assai minore che sulla ,terra#ae1 i liquidi diffusi alla superficie del pianeta tenderanno a scendere ai luoghi pi bassi2 e che le zone oscure destinate alla vegetazione saranno pi basse delle aree luminose circostanti1 in cui l'acqua non pu penetrare4 ,quello pertanto che a noi appare sotto aspetto di striscia oscura1 e che da tutti finora si chiamato canale1 sar un grande avvallamento della superficie1 esteso secondo la linea retta o secondo il circolo massimo1 sopra larghezze e lunghezze comparabili a quelle del ,mar ,rosso4 ,d'or innanzi daremo ad esso il nome pi proprio di valle4 ,la larghezza di una tal valle in tutti i casi presso che uniforme1 e tale dobbiamo credere ne sia pure la profondit1 che diverse ragioni c'inducono a credere molto piccola1 e certamente poi molte volte minore della larghezza4 ,l'osservazione ci accerta che una tal valle fa sempre capo co' suoi estremi o ad un mare1 o ad un lago1 o ad un'altra valle consimile4 ,e poich il color oscuro1 effetto della vegetazione e dell'irrigazione1 ne occupa tutta l'apparente larghezza1 dobbiamo ritenere1 che i due pendii laterali siano accessibili alle acque tanto bene quanto il fondo4 ,quale poi sia stata l'origine di tali valli cos numerose ed intrecciate1 come si vede sulla carta1 non ora opportuno discutere2 per l'enorme loro larghezza non ci d confidenza di soscrivere all'opinione di coloro1 che le credono prodotto di uno scavo artificiale4 ,la mente nostra non avvezza a concepire tali grandiose opere come effetto di potenze comparabili a quella dell'uomo4 ,quando per dalla considerazione generale di questi fatti si scende allo studio minuto dei loro particolari1 e sopratutto si ferma l'attenzione sopra le misteriose geminazioni e sulla straordinaria regolarit di forma ch'esse presentano1 l'idea che qualche parte almeno secondaria vi possa avere una razza di esseri intelligenti non pu esser considerata come intieramente assurda4 ,anzi1 al punto in cui siamo giunti1 e data la verit delle cose sin qui esposte1 tale supposizione perde quel carattere d'audacia che ci spaventava da principio1 e diventa quasi una conseguenza necessaria4 ,poniamo infatti per un momento1 che lass tutto si faccia per conseguenza cieca di leggi fisiche1 senza intervento alcuno di mente direttiva4 ,le nevi del polo boreale1 a misura che saranno disciolte1 correranno all',oceano seguendo le ampie valli1 che loro offrono la strada pi facile4 ,se il fondo delle valli concavo 7come nella maggior parte delle nostre71 l'acqua vi si riunir in una corrente di larghezza molto limitata1 e non potr occupare i pendii laterali1 n produrre sopra di essi l'innaffiamento e le vegetazioni che soli possono renderli a noi visibili4 ,il corso d'acqua o canale esister1 ma difficilmente prender tale ampiezza4da rendersi sensibile al telescopio4 ,insomma noi non ne vedremmo nulla4 ,perch l'acqua e la vegetazione potessero espandersi sopra larghezze di #ajj e #bjj chilometri1 bisognerebbe che il fondo della valle fosse piano e quasi assolutamente uniforme4 ,avremo allora qualche cosa di simile ad un vasto impaludamento1 nel quale potrebbero ottimamente svolgersi una flora ed una fauna somiglianti a quelle della nostra epoca carbonifera4 ,con tali ipotesi possibile renderci conto delle strisce oscure semplici2 rimane per inesplicato il fenomeno della loro temporanea geminazione4 ,non si riesce a comprendere perch in una medesima valle l'innaffiamento e la vegetazione si faccian talvolta sopra una linea unica1 tal'altra invece si dividano sopra due linee parallele di larghezza e d'intervallo non sempre eguale in ogni tempo1 tra le quali resta uno spazio infecondo o almeno non irrigato4 ,qui la supposizione di un intervento intelligente pi che mai indicata4 ,e il modo di questo intervento dev'esser determinato dalle condizioni particolari fatte dalla natura ai supposti abitatori del pianeta4 vedi figura #je4png ,ora prego il lettore di considerare l'annessa figura1 nella quale si inteso di rappresentare il taglio o sezione traversale di una delle larghe valli di ,marte4 ,in ,a ,a sono le sponde della valle1 in ,b il suo fondo4 ,se al giungere delle inondazioni s'immettesse l'acqua nella valle senza altro apparato1 essa si raccoglierebbe tutta al fondo sotto forma di un gran fiume in quantit probabilmente eccessiva1 mentre i pendii laterali rimarrebbero asciutti4 ,per dare a tutta la valle la irrigazione necessaria cos in quantit come in durata1 i nostri ingegneri avrebbero scavato 7e cos dobbiam supporre abbiano fatto anche gl'ingegneri di ,marte7 a diverse altezze sui due pendii una serie di canali paralleli fra loro e paralleli alle sponde della valle2 canali di dimensioni comparabili alla nostra ,muzza1 al ,canale ,cavour1 al gran ,canale del ,gange#af4 ,simili canali1 di cui non necessario qui precisare il numero1 sono rappresentati sulla figura dallo incavature segnate colle lettere m1 n1 p444 ,fra due canali contigui il terreno segue il pendio naturale verso l'asse della valle1 in modo che l'acqua da un canale pi alto 7come quello segnato m7 possa arrivare a quello che gli sta sotto 7come quello segnato n7 espandendosi gradatamente su tutta la zona coltivata intermedia m n4 ,i due canali pi bassi serviranno ad irrigare la zona pi bassa di coltivazione1 che occupa il fondo della valle4 ,all'estremit boreale di questa stanno i robusti argini1 che trattengono entro i dovuti limiti1 e fino al tempo opportuno1 le acque della grande inondazione2 ivi si chiudono e si aprono le porte d'afflusso3 mentre per l'estremit australe e pi bassa accadr l'uscita delle acque residue1 che vanno a raccogliersi nell',oceano australe4 ,gi si accennato1 che la copia d'acque provenienti dalle nevi di una sola invernata sembra piuttosto inferiore che superiore ai bisogni dell'irrigazione2 la poca area delle superficie coltivate in confronto colle deserte favorisce questa conclusione4 ,l'apertura dei canali e l'immissione delle acque nelle campagne di una data valle non si potranno quindi fare a caso1 ma dovranno succedersi con certa regola1 onde tutte le zone1 anche le pi alte1 possano ricevere il fluido benefico e conservarlo per tanto tempo1 quanto ne richiede il ciclo vegetativo delle colture adottate4 ,male si provvederebbe a questo1 se1 per esempio1 prima che la grande inondazione sia giunta al colmo1 si cominciasse a consumar l'acqua per uso delle zone pi basse3 perch in tal modo potrebbe avvenire che l'inondazione non raggiungesse il livello necessario per irrigare le zone pi alte4 ,queste ultime pertanto dovranno avere la precedenza in ogni caso4 ,cos stando dunque disposte le cose2 essendo giunta l'estate dell'emisfero ,nord1 e la grande inondazione boreale essendo arrivata alla massima altezza2 il ,gran ,prefetto dell',agricoltura ordina che si apran le chiuse pi alte1 e che sia immessa l'acqua nei due canali pi elevati a destra e a sinistra della valle 7segnati colle lettere m m'nella figura qui sopra74 ,l'irrigazione si estender sopra le due zone laterali pi alte 7cio mn m'n'72 la superficie della valle cambier colore in queste due zone1 l'abitante della ,terra vedr due strisce parallele colorate1 cio una geminazione4 ,trascorso il tempo sufficiente per assicurare il completo ciclo vegetativo in quelle due prime zone1 e la grande inondazione boreale essendo gi in sul decrescere1 si aprono le chiuse conducenti a due canali pi bassi n n'1 i quali frattanto avranno ricevuto anche i residui delle due zone gi irrigate4 ,cos sar aperta alle acque la via per fecondare due altre zone fra loro parallele1 np n'p'le quali a loro volta diventeranno visibili all'osservatore terrestre4 ,a quest'ultimo la geminazione sembrer or composta di due linee pi larghe1 l'una proveniente dall'insieme delle due zone irrigate di destra1 l'altra dall'insieme delle due zone irrigate di sinistra4 ,ma col cessare della vegetazione nelle zone pi alte1 mn m'n'1 queste riprenderanno il loro colore primitivo1 e cesseranno d'esser visibili2 onde a un dato momento nel telescopio non si vedranno che le sole zone np n'p'pi interne2 la geminazione sar di nuovo composta di due linee sottili1 ma l'intervallo fra queste sar minore di quanto fosse in principio1 quando erano irrigate le sole zone mn m'n'4 ,cos di grado in grado1 abbassandosi le acque della grande inondazione1 si passer ad irrigare zone sempre pi basse2 da ultimo1 esaurite ormai quelle acque1 se ne profitter per immetterle nella zona che forma il fondo della valle1 cio nell'intervallo rappresentato con pp'4 ,allo spettatore terrestre apparir una striscia sola2 la geminazione avr cessato di esistere4 ,e quando il ciclo vegetativo sar compiuto su tutte le zone della valle1 allora soltanto si potranno aprire le porte inferiori per lasciare l'uscita alle acque residue1 non senza prima aver riempito i vasti serbatoi necessari all'uso quotidiano di quegli abitanti1 e alla coltura dei giardini durante l'intervallo della lunga siccit4 ,dell'irrigazione avvenuta non rimarr che qualche traccia accidentale1 il terreno ritorner arido1 e l'osservatore terrestre o non vedr pi affatto la valle1 o appena ne discerner qualche lieve indizio4 ,questo piano d'operazioni1 che io ho descritto qui per fissare le idee su di un caso concreto1 non sar probabilmente il solo ad esser praticato4 ,non necessario che l'ordine d'irrigazione delle successive zone sia sempre ed ovunque cos completo e cos regolare4 ,se1 per esempio per le colture di ,marte fosse necessaria la pratica del maggese1 qualche zona dovrebbe esser lasciata senza irrigazione4 ,a norma poi delle diverse specie di coltura dovendo l'irrigazione esser pi lunga o pi breve1 non si avr sempre la completa simmetria sui due pendii della valle2 ma potr tale irrigazione esser pi estesa e pi durevole or da una parte or dall'altra1 od anche da una parte mancar totalmente4 ,e sul fondo della valle1 che sarebbe il luogo pi opportuno per boschi1 si cercherebbe di mantenere l'umidit per il tempo pi lungo che sia possibile4 ,cos potrebbe anche nascere una zona permanente di vegetazione1 sempre pi o meno osservabile dai telescopi terrestri4 ,in tal modo senza supporre cose miracolose e senza vagare all'impazzata nei campi dell'ignoto1 con sobrio uso d'analogie e con plausibili deduzioni1 possiamo spiegarci non solo la varia lunghezza e il vario aspetto sotto cui ci appaiono i cos detti canali1 cio le valli coltivate di ,marte2 ma ancora dalle necessit pratiche della vita degl'ipotetici suoi abitanti possiamo dedurre e l'esistenza delle geminazioni1 e la varia larghezza delle linee che le compongono1 le mutazioni del loro intervallo4 ,e si riesce a comprendere perch le strisce1 dette canali1 qualche volta sembrano portarsi pi verso destra1 e qualche altra volta pi verso sinistra1 sempre conservando il medesimo orientamento4 ,ammesse le linee principali del nostro quadro1 non sar difficile il compierlo nei particolari1 e disegnare coll'immaginazione i grandiosi argini necessari per contenere nei giusti limiti l'inondazione boreale2 i laghi o serbatoi secondari di distribuzione1 necessari per dare le acque a quelle valli1 che non fanno capo direttamente a quella inondazione2 le opere occorrenti per regolare la distribuzione secondo il tempo e secondo il luogo2 i canali di primo1 secondo1 terzo444 ordine destinati a condurre le acque su tutto il terreno irrigabile2 i numerosi opifici1 a cui le acque potranno dar moto nel loro scendere dai ciglioni laterali della valle al fondo della medesima4 ,marte dev'esser certamente il paradiso degli idraulici6 ,e passando ad un ordine pi elevato d'idee1 interessante sar ricercare qual forma d'ordinamento sociale sia pi conveniente ad un tale stato di cose1 quale abbiamo descritto2 se l'intreccio1 anzi la comunit d'interessi1 onde son fra loro inevitabilmente legati gli abitanti d'ogni valle1 non rendano qui assai pi pratica e pi opportuna1 che sulla ,terra non sia1 l'istituzione del socialismo collettivo1 formando di ciascuna valle e dei suoi abitanti qualche cosa di simile ad un colossale falanstero1 per cui ,marte potrebbe diventare anche il paradiso dei socialisti4 ,bello altres sar indagare1 se sia meglio ordinar politicamente il pianeta in una gran federazione1 di cui ogni valle costituisca uno stato indipendente1 oppure se forse1 a reggere quel grande organismo idraulico da cui dipende la vita di tutti1 e a conciliare le diverse necessit delle diverse valli1 non sia forse pi opportuna la monarchia universale di ,dante4 ,ed ancora si potr discutere1 a quale rigorosa logica dovr essere subordinata la legislazione destinata a regolare un cos grandioso1 vario e complicato complesso d'affari3 quali progressi debbano aver fatto col la ,matematica1 la ,meteorologia1 la ,fisica1 l',idraulica e l'arte delle costruzioni1 per arrivare alla soluzione dei problemi estremamente difficili e varii1 che si presentano ad ogni tratto4 ,qual singolare disciplina1 concordia1 osservanza dello leggi e dei diritti altrui debba regnare sopra un pianeta1 dove la salute di ciascuno cos intimamente legata alla salute di tutti2 dove son certamente sconosciuti i dissidii internazionali e le guerre3 dove quella somma ingente di studio e di lavoro e di mezzi1 che i pazzi abitanti d'un altro globo vicino consumano nel nuocersi reciprocamente1 tutta rivolta a combattere il comune nemico1 cio le difficolt che l'avara ,natura oppone ad ogni passo4 ,di tutto questo1 o caro lettore1 lascio a te l'ulteriore considerazione4 ,io scendo dall',ippogrifo2 tu1 se ti aggrada1 puoi continuare la volata4 ,messo t'ho innanzi1 omai per te ti ciba4 ,g4 ,,schiaparelli4 ,,giovanni ,v4 ,,schiaparelli ,,il ,,pianeta ,,marte ,estratto dalla rivista ,natura ed ,arte1 ,anno ,,xix1 n #a1a dicembre #aiji ,come suol fare a periodi alternati ora di #ae anni1 ora di #ag anni1 il pianeta ,marte nell'autunno scorso pass ad una delle sue minori distanze da noi1 avvicinandosi alla ,terra fino a #dg milioni di chilometri1 ed apparve luminoso e magnifico pi che mai non sia stato dal #ahgg a questa parto4 ,a quella distanza1 il globo di ,marte1 di cui il diametro arriva a circa #gfjj chilometri1 sottendeva nell'occhio dell'osservatore terrestre un angolo di #be4 ,sopra un tal globo ed a tale distanza si possono discernere1 con telescopi di sufficiente potenza1 le configurazioni topografiche del pianeta con un grado di minutezza e di precisione di cui si pu avere un'idea dai qui annessi disegni4 ,e reciprocamente1 ad uno spettatore collocato in ,marte non riuscirebbe troppo difficile distinguere sulla ,terra particolarit del medesimo ordine di grandezza4 ,l'esperienza dimostra1 che con un istrumento di dimensioni affatto comuni1 munito di una lente obbiettiva di #bj centimetri di diametro1 una macchia luminosa su fondo oscuro 7od oscura su fondo luminoso7 si pu distinguere senza troppa difficolt in ,marte alla sopradetta distanza di #dg milioni di chilometri1 quando ad un discreto contrasto di colore essa congiunga un diametro reale uguale a #a_/ej del diametro del pianeta1 cio a #aec chilometri4 ,epperci1 usando sufficiente diligenza1 si potranno scoprire in ,marte1 con un obbiettivo della detta dimensione1 tutte le isole non minori della ,sicilia e tutti i laghi non minori del ,ladoga1 isole come l',islanda e ,ceylan2 laghi come quello di ,aral ed il ,victoria ,nyanza devono esser molto cospicui4 ,similmente una striscia luminosa su fondo pi oscuro1 secondo le fatte esperienze1 dovrebbe essere ancora visibile quando la sua larghezza non fosso minore di #a_/ajj del diametro di ,marte1 cio di #hj chilometri o gi di l4 ,quindi lingue di ,terra od isole oblunghe come la ,jutlandia e ,cuba e l'istmo centrale ,americano2 stretti di mare e laghi oblunghi come il ,tanganyika1 il ,nyassa od il ,mar ,vermiglio di ,california dovrebbero esser visibili da un ipotetico abitante di ,marte1 che vi ponesse molta attenzione4 ,facilissimi dovrebbero essere per lui oggetti come l',italia1 l',adriatico1 il ,mar ,rosso1 ,sumatra e ,nippon4 ,tali sono press'a poco i limiti a cui pu arrivare la visione dei particolari di ,marte esaminato con una lente obbiettiva di #bj centimetri in quelle occasioni1 in cui si trova alla minor possibile sua distanza da noi4 ,negli ultimi tempi tuttavia gli ottici hanno imparato a costruire lenti obbiettive di molto maggior potenza cos per riguardo alla amplificazione1 come per riguardo alla precisione delle immagini2 quindi i limiti sovra accennati sono stati spesso oltrepassati1 malgrado che le difficolt di esatta costruzione crescano in misura assai maggiore che le dimensioni di questi telescopi giganti4 ,la superficie di ,marte presenta un insieme di macchie diversamente colorate1 che costituiscono un sistema topografico sotto certi rispetti analogo a ci che si vede sulla terra1 sotto altri invece molto differente4 ,marte ruota intorno ad un asse come la ,terra1 ed ai due poli si veggono per lo pi brillare di luce vivissima due macchie bianche1 le quali presentano vicende periodiche di grandezza1 e alternamente crescono e diminuiscono secondo il ciclo delle stagioni1 che per ,marte di #fhg giorni1 mentre per noi un poco pi di #cfe4 ,appena si pu dubitare che tali macchie bianche polari siano immense estensioni di nevi o di ghiacci4 ,non sono esse da confondere con altre macchie di candore per lo pi meno puro e meno intenso1 che talvolta appajono qua e l in tutte le latitudini1 prediligendo anche certe regioni della superficie1 e che sono state interpretato talvolta come nuvole1 o strati di nebbia o condensazioni simili alla nostra brina2 si vedono or qua or l senza regola manifesta1 e coprono talora vastissime estensioni4 vedi figura #jf4png ,fuori di queste regioni bianche o biancastre la superficie del pianeta non tutta di colore uniforme2 nella maggior parte dei luoghi il fondo formato da diverse gradazioni di rosso chiaro1 o di aranciato o di giallo4 ,quello che rimane occupato da vere macchie1 in cui dominano colori di un tipo pi scuro1 diversi in diversa localit1 con intensit differente4 ,prevalgono il grigio1 il bruno1 qualche volta il nero1 ma solo sopra linee o strisce di poca ampiezza4 ,spesso le aree coperte da colori differenti sono divise da una netta linea di separazione2 ma non di raro accade che dall'un colore all'altro v' un passaggio graduale1 quello che si dice una sfumatura4 ,tutto l'insieme d l'idea di un magnifico e ricco musaico di gemme sparse su fondo d'oro diversamente ombreggiato1 che nessun pittore fino ad oggi ha saputo rappresentare nemmeno con lontana approssimazione4 ,le immagini di ,marte che gli astronomi disegnano il meglio che sanno stando ai loro telescopi1 oltre all'imitazione quasi sempre molto imperfetta della linea1 per difficolt che qui sarebbe lungo e inutile descrivere1 non danno alcuna esatta idea dei colori4 ,ci che si stampa nei libri sono figure assai imperfette1 per lo pi assai lontane dal vero1 e trattate in semplice chiaroscuro3 da esse altro non si pu ricavare che un'idea approssimata della grandezza e della disposizione delle macchie pi salienti1 senza che dei colori si possa dedurne alcuna notizia4 ,n bisogna immaginarsi di veder sempre in ,marte le medesime cose2 e che1 messo il pianeta nel campo telescopico1 ad altro non si debba pensare1 che a far un ritrattosomigliante pi o meno a quello che si vede nel suo dischetto4 ,appena cominciato il suo lavoro1 l'osservatore si avvede ben presto che le macchie1 le linee e tutto il resto vanno cambiando d'aspetto lentamente1 ma pur in modo sensibile in capo ad una mezz'ora2 la scena dopo tre o quattro ore si trova intieramente diversa1 nuove cose compajono mentre gli oggetti di prima o sono scomparsi1 oppure se ancora si vedono1 sono talmente cambiati di posto1 e deformati nel loro contorno1 da esser appena riconoscibili4 ,questa una conseguenza della rotazione di ,marte intorno al suo asse1 la quale si compie in #bd ore e #dj minuti3 ed facile vedere quale imbarazzo nasca da questo fatto a chi debba rappresentare tante particolarit a misura d'occhio4 ,considerando le cose in massa1 si distinguono nella superficie di ,marte le regioni di color pi chiaro1 le quali sono anche le pi luminose2 ad esse1 in conformit di ci che si usa anche per la ,luna1 si suole dare la qualificazione di terreo di continenti1 mentre alle parti ombreggiate con tinte pi oscure si assegna il nome1 egualmente convenzionale1 di marie di laghi4 ,questi nomi non servono che per uso di classificazione non interamente rigorosa1 essendovi 7oltre alle bianche calotte polari7 alcune regioni di carattere intermedio4 ,vi sono anche regioni di colore variabile1 che sembrano appartenere ora all'una ora all'altra classe secondo la direzione in cui il ,sole le illumina1 o secondo la direzione in cui son vedute dall'osservatore1 in dipendenza di cause per adesso ancora sconosciute4 ,tali variazioni possono farsi entro limiti estesissimi1 che dal bianco puro possono andare sino al nero assoluto1 passando per gradazioni diverse di rosso1 di giallo1 di grigio e di bruno4 ,di tali vicende alcune si ripetono ad ogni rotazione del pianeta con una certa regolarit1 altre hanno un andamento parallelo alla stagione che domina nella localit considerata del pianeta4 ,il quale soggetto alle stesse variet di riscaldamento e d'illuminazione che ha luogo nelle diverse regioni della ,terra4 ,alcune di tali vicende d'aspetto sono in diretta connessione collo stato meteorologico e termico1 ed possibile che vi si rendano in qualche modo visibili a noi i diversi stadi di un ciclo vegetativo1 secondo un'ipotesi abbastanza probabile1 studiata e propugnata principalmente dall'astronomo americano ,lowell4 ,ma l'osservazione prolungata per molti anni ha fatto riconoscere un'altra classe di fenomeni che non sembrano dipendere dal periodo delle stagioni1 e potrebbero anche essere irregolari4 ,in certe localit un dato aspetto di cose che sembrava permanente1 viene a mutarsi d'un tratto per intervalli1 d luogo ad altre combinazioni1 che scompajono alla loro volta1 per dar luogo ad un rinnovamento pi o meno esatto del primitivo stato di cose2 tutto questo saltuariamente ed in modo che si potrebbe dire accidentale4 vedi figura #jg4png ,la carta annessa pu dare un'idea approssimata del modo con cui sono distribuite le macchie principali di ,marte e la loro disposizione rispetto ai poli ed all'equatore del pianeta4 ,essa divisa in due emisferi al modo dei mappamondi ordinari1 in maniera per da collocare in alto il polo australe ed in basso il polo boreale2 ci per render pi facile la comparazione con quello che si vede nel telescopio astronomico4 ,in questo1 infatti1 che rovescia le immagini degli oggetti1 suole il polo nord apparire nelle parti inferiori del disco1 e il polo sud nelle parti superiori#ag4 ,la figura di carattere schematico1 come accade nelle nostre carte geografiche2 essa non ha per iscopo di dare una pitturaimitante l'aspetto del pianeta come se si volesse farne un ritratto1 ma serve soltanto a facilitarne l'esposizione descrittiva4 ,astraendo dalle regioni polari1 le quali sono sempre o quasi sempre occupate dal bianco polare1 si vede subito che le aree pi o meno ombreggiate1 dette mari1 occupano forse un terzo della superficie intiera di ,marte1 e sono divise in due parti o gruppi molto disuguali4 ,in basso abbiamo il ,mar ,boreo1 che circonda quasi da ogni parte il polo nord1 e da una parte si avvicina all'equatore fin quasi al parallelo #dj4 ,in alto abbiamo il ,mare ,australeche molto pi vasto e spinge entro le aree continentali una gran quantit di ramificazioni denominate sulla carta coi nomi di ,gran ,sirte1 ,mare ,eritreo1 ,golfo delle ,perle1 ,mare ,cimmerio1 ,mare ,tirreno1 ,lago del ,sole1 ecc4 ,fra quei due mari ,boreoed ,australesi stende la zona continentale1 sparsa qua e l di linee e di macchie pi oscure4 ,entro i due grandi mari poi sono sparse regioni che si mostrano come grandi isole o penisole1 quali,hesperia1 ,atlantis1 ,hellas1 ,argyre1 ,balti1 ,nerigos1 colorate in giallo per lo pi1 ma non in modo permanente2 talora impallidiscono1 ed anche si oscurano e prendono il colore grigiastro o bruno delle macchie propriamente dette2 solo mostrano questo colore con minor intensit4 ,gi verso la met del secolo passato molti particolari di questa topografia areografica erano stati esplorati o disegnati da abili osservatori1 quali ,secchi1 ,dawes1 ,kaiser1 ,maedler1 ,lockyer1 ed alcuno di essi aveva anche intraveduto qua e l curiose configurazioni di macchiette o di linee3 ma non erano riusciti ad afferrarne con evidenza la forma4 ,soltanto nel #ahgg1 trovandosi il pianeta in una delle sue maggiori vicinanze alla ,terra 7in posizione poco diversa da quella occupata nell'autunno ora decorso71 si ebbe l'opportunit di studiare in buone condizioni e con maggior successo quei particolari prima confusamente intraveduti e di convincersi che tutta la superficie di ,marte1 ma pi specialmente le aree luminose continentali1 sono occupate da un reticolato di linee sottili1 formanti una specie di triangolazione o di poligonazione1 come si pu vedere nella carta qui annessa4 ,queste linee sono tracciate sulla superficie del pianeta o forse entro la sua atmosfera2 ognuna d'esse corre per lunghissimi tratti1 serbando per lo pi una direzione costante senza angoli n curvature violente1 formando anzi 7rigorosamente o almeno prossimamente7 sul globo di ,marte ci che i geometri chiamano un circolo massimo4 ,il loro corso appare continuo1 senza lacune apprezzabili alla visione telescopica1 e si estende da pochi gradi 7un grado di ,marte equivale press'a poco a #fj dei nostri chilometri71 fino ad occupare talvolta in lunghezza un terzo od un quarto della circonferenza totale del pianeta 7la quale di #ba4fjj chilometri74 ,la larghezza molto varia2 per alcuni giunge a #ajj o #bjj chilometri1 altri ad alcune decine di chilometri1 per alcuni pi sottili e pi difficili a vedere la larghezza non supera che alcune unit della stessa misura4 ,perci assai diversa la facilit con cui si possono riconoscere e figurare con disegno2 e bisogna aggiungere1 che questa facilit molto variabile secondo il tempo e sembra dipendere in molti casi dalla stagione che domina lungo il loro corso4 ,spesso si vede qualcuno di essi traversare una delle nevi polari1 formando una traccia nerissima1 che ha tutto l'aspetto di una spaccatura di esse nevi4 ,queste linee sono i cos detticanalidi ,marte1 cos denominati per pura convenzione analoga a quella per cui alle grandi macchie si dato il nome di marie di continenti4 ,ma della loro natura finora poco o niente si potuto accertare4 ,il nome di canaliper e la regolarit loro apparente ha indotto molti uomini di calda fantasia a ravvisare in essi opere artificiali gigantesche di esseri intelligenti2 ipotesi questa che per ora non ancora stato possibile dimostrare che sia vera o falsa4 ,gli spiriti scettici hanno poi facilmente troncato la questione1 negando a queste formazioni ogni esistenza obbiettiva1 e dichiarandole come fantasmi creati dall'immaginazione sulla base di visione confusa ed imperfetta4 vedi figura #jh4png ,quando un canale collocato in modo da attraversare il disco di ,marte nel suo centro1 appare come una linea retta formante un diametro4 ,ma girando il pianeta intorno al suo asse1 in capo ad una o pi ore1 il canale si presenta in prospettiva molto diversa1 e s'incurva tanto pi fortemente in apparenza1 quanto pi distante dal centro4 ,queste variazioni di forma e di curvatura apparente si possono spiegare esattamente secondo lo regole della prospettiva facendo l'ipotesi1 che i canali siano aderenti alla superficie del pianeta1 o almeno pochissimo distanti2 la concordanza tale1 che di quell'ipotesi nessuno pu dubitare4 ,questo fatto1 che stato verificato centinaja e migliaja di volte1 basta da solo a dissipare qualunque dubbio potesse nascere intorno alla realt dei canali1 e non lascia luogo a parlar d'illusioni ottiche4 ,tutti i canali hanno la propriet di correre da un mare ad un altro1 o dal mare ad un lago o fra due laghi1 o finalmente da un canale ad un altro4 ,non si ha esempio di un canale1 di cui un'estremit sia libera e termini isolata nello spazio continentale che la circonda1 senza connettersi da qualche parte con un mare1 o con un lago1 o con un canale o con un gruppo d'intersezione di pi canali4 ,anzi tutte lo estremit dei canali l dove terminano in uno dei mari o dei laghi1 sogliono esser molto ben definite e spesso sono segnate da una macchia oscura1 che in molti casi presenta l'aspetto di una larga foce in forma di tromba1 per cui l'ipotetico canale potrebbe dirsi sboccare nell'ipotetico mare vicino1 o nell'ipotetico lago vicino4 ,e similmente quando due canali s'incontrano1 spesso nella loro intersezione si vede una piccola macchia oscura1 per lo pi di aspetto rotondeggiante e di diametro non molto superiore alla larghezza dei canali medesimi4 ,simili macchiette sono denominate fonti1 per analogia col resto della nomenclatura4 ,il loro numero assai variabile1 in alcuni anni se ne videro non pi di due o tre1 in altri anni pi decine e sembrano trovarsi frequenti in certe regioni del pianeta a preferenza di certe altre4 ,nel #aijg la fotografia ne ha rivelato un gran numero di nuovi1 mentre altri prima evidenti cessarono di esser visibili4 ,quando un canale ne incontra parecchi altri1 avviene qualche volta che nelle sue intersezioni con questi si vedono lungh'esso allineati molti di questi punti oscuri1 i quali formano una serie bene ordinata1 come perle infilzate in un filo4 da credere1 che tutte queste fonti o piccole macchie rotondeggianti siano ciascuna il risultato dell'incontro di due canali2 ma ci non risulta con evidenza dall'osservazione1 essendo frequenti i casi in cui essi appajono isolati affatto nel mezzo dei continenti senza alcuna connessione4 ,ma probabile che la connessione esista e si faccia per canali troppo sottili per esser veduti coi nostri attuali telescopi4 ,in parecchi luoghi della superficie dei continenti1 i canali s'incontrano tre o quattro o pi insieme formando piccolo poligonazioni e dando luogo ad un insieme di macchie pi complicate4 ,nascono allora macchie oscure per lo pi irregolari del diametro di pi centinaja di chilometri1 e si vedono sulla carta designati con nomi speciali1 come ,lago del ,sole1 ,trivio di ,caronte1 ,propontide1 ecc4 ,sono di forma pi o meno regolare1 secondo che i canali da cui sono formati concorrono pi o meno esattamente in un medesimo punto4 ,questi laghi sono anch'essi molto variabili di colore1 di forma e di estensione2 talvolta scompajono affatto1 o si dividono in pi parti1 e presentano fenomeni singolarissimi4 vedi figura #ji4png ,ma riguardo ai canali e ai laghi il fenomeno pi generale e pi notabile1 e che nel mondo degli scettici ha provocato il maggiore scandalo quello assai frequente del loro sdoppiarsi1 quando formano ci che si chiama geminazione4 ,un canale che prima appariva come linea schiettamente semplice1 d'un tratto si trasforma in un sistema di due linee1 quasi sempre uguali e parallele fra di loro4 ,l'intervallo fra le due linee diverso da un caso all'altro1 come pure la sua proporzione alla grossezza delle linee stesse4 ,anche queste geminazioni sono variabili col tempo4 ,non solo sembra esser diverso in diversi tempi l'intervallo fra le due linee1 ma la visibilit di essa soggetta a vicende1 di cui non ancora stato possibile scoprire la norma4 ,talvolta una linea diventa pi debole dell'altra e finisce per sparire1 l'altra rimanendo immutata e visibile come canale isolato4 ,i fenomeni che accompagnano la formazione delle geminazioni non si sono ancora potuti completamente studiare2 ma la durata del processo non mai molto lunga2 le geminazioni compajono tali da un giorno all'altro1 durano qualche giorno o qualche settimana1 poi si riducono di nuovo a canali semplici1 od anche entrambi i loro canali scompajono affatto4 ,la loro apparizione succede in diverse epoche con diversa frequenza2 talora mancano affatto o sono in piccol numero1 in altre epoche il pianeta ne quasi tutto occupato1 ed in certe occasioni se ne son viste fino a #cj simultaneamente4 ,esse mancarono affatto nel #ahgg3 frequentissime invece si mostrarono nel #ahhb1 nel #ahhh ed in altre epoche4 ,nell'apparizione dell'autunno passato 7per quanto risulta dalle notizie fino ad oggi pubblicate7 esse non sono mancate1 ma non sembra fossero molto abbondanti4 ,un certo numero se ne trova pure nelle splendide fotografie di ,marte1 che il professor ,lowell ottenne durante l'apparizione del #aijg4 vedi figura #aj4png ,di tutti i svariati e complicati fenomeni di ,marte quello delle geminazioni il pi singolare ed anche1 a quanto sembra1 il pi difficile a interpretare4 ,ad esso correlativo1 e quasi contrapposto un altro1 l'apparizione e disparizione dei ponti4 ,sono striscie luminose1 regolari1 rettilinee ed uniformi1 che di quando in quando compajono attraverso dei mari e dei laghi1 formando di essi una separazione completa4 ,il pi facile e pi visibile di tutti quello designato sulla carta col nome di ,ponte di ,achille1 che rassomiglia ad un argine o una diga posta fra il ,lago ,niliacoe quella parte del ,mar ,boreo che distinta col nome di ,golfo ,acidalio4 ,il ,ponte d',achille largo forse #bjj chilometri e lungo poco meno di #ajjj4 quasi permanente1 ma talvolta si vede interrotto pi o meno completamente1 come avvenuto nel #ahhh4 ,un altro ponte divide in due parti quasi uguali il ,lago del ,sole1 ma non sempre visibile3 esso apparso nel #ahij ed ultimamente nel #aijg4 ,queste zone luminose in campo oscuro sembrano aver qualche relazione con le zone luminose1 che nelle geminazioni separano l'una dall'altra le due linee oscure che costituiscono la geminazione4 vedi figura #aa4png ,lo studio di tutti questi enigmi appena cominciato2 nulla ancora vi ha di certo sui principi a cui si dovr appoggiare una razionale interpretazione dei medesimi4 ,tutto dipender dai progressi che far nei prossimi anni la rappresentazione fotografica di ,marte4 ,la questione far un gran passo quando si otterranno fotografie tali1 che sopra di esso sia possibile prendere misure precise4 ,un altro passo importante stato fatto dal signor ,lowell1 inaugurando lo studio spettroscopico dell'atmosfera di ,marte#ah4 ,egli dimostr che quest'atmosfera comprende1 fra i suoi componenti il vapor d'acqua e l'ossigeno4 ,con queste scoperte egli ha trovato un importante argomento in favore dell'ipotesi da lui con molto ingegno e con gran copia di osservazioni sostenuta1 che ,marte sia pur sede della vita1 come la ,terra2 e che i fenomeni di variazione osservati sul pianeta sian dovuti principalmente alla vegetazione razionalmente governata da esseri intelligenti4 ,giovanni ,schiaparelli ,,note3 #a ,,secchi4 ,lezioni di fisica terrestre1 p4 #bad-baf4 #b ,leggansi particolarmente3 ,la ,pluralit des ,mondes ,habits3 ,les mondes imaginaires et les ,mondes rels3 ,rcits de l',infini3 ,les ,terres du ,ciel3 ,contemplations ,scientifiques4 #c ,la carta lunare di ,schmidt1 fatta con telescopi di #aj a #ae centimetri1 ha due metri di diametro ed in essa son figurati nientemeno che #cb4hef crateri4 #d ,parola che significa descrizione di ,marte ed derivata dal nome greco di questo pianeta4 ,ares1 come dal nome greco della ,terra derivato il nome della ,geografia4 #e ,una storia completa di tutte le osservazioni fisiche e topografiche fatte su ,marte dalla meta del ,secolo ,,xvii fino al #ahib si ha nell'opera di ,flammarion intitolata3 ,la ,plante ,mars et ses conditions de habitabilit3 synthse gnrale de toutes let observations1 climatologie1 mtorologie1 arographie1 continents1 mers et rivages1 eaux et neiges1 saisons et variations observes3 illustr de #ehj dessins tlescopiques1 et #bc cartes4 ,paris #ahib4 #fjj pag4 in grande #h4 #f ,il suo diametro sta a quello della terra in rapporto prossimamente di uno a due1 o pi esattamente di #aa3ba4 ,un grado geografico1 che sul globo della terra rappresenta #fj miglia di #aheb metri ciascuno1 sul globo di ,marte rappresenta quasi esattamente #fj chilometri4 #g ,secondo in ordine di grandezza il telescopio che con esempio degno d'imitazione il ,dott4 ,v4 ,cerulli eresse l'anno scorso a proprie spese nel suo osservatorio privato di ,colle ,urania presso ,teramo 7,abruzzi72 il diametro della lente obbiettiva e di #dj centimetri4 #h ,riferendoci tanto per ,marte1 che par la ,terra1 all'emisfero boreale1 abbiamo le seguenti durate esatte delle stagioni in giorni terrestri3 ,primavera ,estate ,autunno ,inverno ,per la ,terra giorni #ic #ic #ij #hi ,per ,marte #aii #ahb #adf #afj ,l'illuminazione del polo boreale di ,marte dura quindi continua per #cha giorni2 quella del polo australe per #cjf giorni2 delle notti accade l'inverso4 #i ,son fatte queste carte secondo le solite convenzioni dei mappamondi in due emisferi1 usando la proiezione detta omalografica4 ,presentano il pianeta invertito1 come si vede nei cannocchiali astronomici2 per tal ragione vedesi in basso il polo ,nord1 in alto il polo ,sud4 ,coll'inversione del foglio si ottiene la consueta orientazione convenzionale delle carte terrestri4 #aj ,questa osservazione del colore oscuro che mostran le acque profonde vedute dall'alto in basso1 si trova gi fatta dal primo pittar delle memorie antiche1 il quale nell',iliade 7versi #ggj-ga del libro ,v7 descrive la sentinella che dall'alta vedetta stende lo sguardo sopra il mare color del vino1 onopa pnton ,nella versione del ,monti l'aggettivo indicante il colore andato perduto4 #aa ,la continua variabilit dei minuti particolari fa s che una carta di ,marte non pu mai esser altro che una rappresentazione convenzionale o schematica della superficie del pianeta4 ,per aver un'idea esatta del suo aspetto fisico1 quale si presenta nei telescopi1 bisogna ricorrere ai disegni1 dei quali molte centinaia si trovano raccolte nell'opera del ,flammarion ,la ,planete ,mars4 ,un esempio ne d la figura della pagina precedente1 la quale stata disegnata col grande telescopio di ,brera nella sera del #ae settembre #ahib4 ,l'immagine rovesciata1 quale nel campo telescopico appariva4 ,il disco di ,marte allora non era pi rotondo1 ma alquanto deficiente a cagione della non diretta illuminazione del ,sole2 rassomigliava alla ,luna due giorni prima del plenilunio4 ,comparando il disegno colla carta facile riconoscere in quello la costa molto accidentata del ,mare ,eritreo1 che corre press'a poco lungo l'equatore del pianeta4 ,molto evidente il doppio corno del ,golfo ,sabeo1 e a destra di esso il ,golfo delle ,perle4 ,il continente al di sotto dobbiamo immaginarlo giallo brillante1 lo si vede solcato da parecchi canali1 nei quali non sar difficile ravvisare il ,phison1 l',eufrate1 l',oronte1 il ,gehon1 l',indo1 l',idaspe e la ,iamuna4 ,l',eufrate dava sospetto di esser duplicato4 ,in alto del disco il ,mare ,eritreo e il ,mare ,australe appaiono divisi da una gran penisola curvata a guisa di falce1 prodotta da una insolita appariscenza della regione detta di ,deucalione1 la quale si allung quest'anno fino a raggiungere le isole ,noachide ed ,argyre1 formando con queste un tutto continuato1 con deboli traccio di separazione1 sulla lunghezza di quasi #fjjj chilometri4 ,il suo colore1 molto meno brillante che quello dei continenti1 era un misto del giallo di questi col bruno grigio dei mari contigui4 ,in alto l'ovale chiara deve immaginarsi del bianco pi splendido e pi puro3 rappresenta la calotta delle nevi australi1 ridotta alla forma ellittica dallo scorcio della prospettiva1 molto obliqua in quel luogo4 ,perch non bisogna mai dimenticare che davanti a noi abbiamo1 sotto forma d'un disco1 la curvatura d'un emisfero4 #ab ,notisi che in questa carta il pianeta si presenta rovesciato1 quale si vede nei telescopi astronomici usuali3 quindi il polo artico in basso1 l'antartico in alto rispetto a chi legge le indicazioni delle carte stesse4 #ac ,sulla totale 7o quasi totale7 assenza di nuvole e pioggie in ,marte veggasi quanto ho scritto nel mio articolo precedente 7,natura ed ,arte #a e #ae febbraio #ahic74 ,l'anno scorso riuscito al signor ,douglas1 astronomo americano1 di studiare e di misurare alcune nuvole di questo pianeta4 ,una di esse1 osservata il #be e il #bf novembre #ahid1 era larga #aej chilometri circa o lungo #bcj2 la sua altezza sul suolo del pianeta fu trovata esser pi di #be chilometri2 essa sembrava muoversi con una velocit di circa #bj chilometri all'ora4 ,sulla ,terra le nuvole bianche a strisce e frange1 chiamate cirri1 le quali sembrano aver molta analogia colla nuvole di ,marte1 non sogliono elevarsi a pi di #f od #h chilometri dal livello del suolo4 #ad ,una striscia oscura della superficie di ,marte non pu esser osservabile coi presenti nostri telescopi1 se non ha almeno #cj o #dj chilometri di larghezza4 #ae ,l'intensit della gravit alla superficie di ,marte minore nel rapporto di #c ad #h di quella che ha luogo alla superficie della ,terra4 ,quindi quel peso1 che noi chiamiamo di #h chilogrammi1 potrebbe esser sostenuto in ,marte da quel tanto di forza muscolare1 che a noi occorre per sostenere #c chilogrammi4 #af ,quest'ultimo canale capace d'irrigare sopra tutta la sua lunghezza 7che di #ejj chilometri7 una zona di terreno larga #ce chilometri4 ,pi non si richiede per i canali qui sopra descritti4 #ag ,questo vale per gli osservatorii collocati nei climi pi settentrionali della ,terra4 ,per gli osservatorii dei paesi australi saccede l'opposto3 il polo boreale appare in alto del disco1 il polo australe in basso4 #ah ,il ,lettore che vorr esser pienamente informato di tutto quello che stato osservato nel pianeta ,marte e vorr interessarsi alle speculazioni ed alle discussioni ardenti cui ha dato luogo la natura fisica del pianeta1 e la possibilit che esso sia sede di vita organica1 anzi anche di esseri intelligenti1 trover di che soddisfarsi nella grande opera di ,flammarion1 ,la ,plante ,mars1 di cui non gi usciti due volumi e di cui si promette la continuazione3 essa former col tempo una serie di annali del pianeta4 ,pu inoltre consultare3 ,lowell1 ,mars and its canal1 ,nuova ,york1 #aijf2 ,morse1 ,mars and its mystery1 ,boston1 #aijf2 ,lowell1 ,mars the abode of life4 ,nuova ,york1 #aijh4