,,biblioteca ,,universale ,,la ,,libert ,,di ,,giovanni ,,stuart ,,mill ,,traduzione ,,italiana ,,di ,,arnaldo ,,agnelli ,,milano ,,societ ,,editrice ,,sonzogno #ad -- ,via ,pasquirolo -- #ad ,,propriet ,,letteraria ,,riservata ,milano1 #aiaa4 -- ,tip4 della ,,societ ,,editrice ,,sonzogno4 ,,giovanni ,,stuart ,,mill ,giovanni ,stuart ,mill nacque a ,londra nel #ahjf4 ,il padre di lui1 ,giacomo ,mill1 storico ed economista di qualche valore1 scolaro di ,bentham ed intimo amico di ,ricardo1 sottopose il suo promettente ingegno ad un sistema di educazione che ne svilupp assai per tempo le forze3 giovinetto ancora1 lo ,stuart ,mill conosceva perfettamente il latino1 il greco1 la storia1 specialmente antica3 dopo alcuni mesi passati nel #ahbj in ,francia1 ritorn in patria1 studi filosofia e giurisprudenza1 e ottenne1 sotto la dipendenza del padre1 un posto negli uffici amministrativi della ,compagnia delle ,indie1 che conserv dal #ahbc al #aheh4 ,fu1 per qualche anno1 membro della ,camera dei ,comuni1 mandatovi dagli elettori di ,westminster4 ,ritiratosi negli ultimi anni ad ,avignone in ,francia1 vi moriva nel #ahgc4 ,l'ingegno dello ,stuart ,mill si esplic nelle forme pi svariate3 scrisse di filosofia1 seguendo e modificando dapprima l'utilitarismo di ,geremia ,bentham1 poi subendo l'influenza del positivismo di ,augusto ,comte1 col quale egli fu in corrispondenza ed amicizia2 pubblic un ,sistema di logica2 patrocin ardentemente quelle riforme agrarie d',irlanda1 di cui gi si faceva sentire la necessit4 ,ma il maggior titolo di gloria a cui il nome di lui si lega sono1 senza dubbio1 i suoi scritti in materia di economia politica e di diritto pubblico4 ,seguace1 in economia1 della scuola classica1 quale in ,inghilterra l'avevano costituita ,adamo ,smith1 ,malthus1 ,ricardo1 egli si occup nondimeno con amore di questioni operaje1 accettando e svolgendo a questo proposito delle idee prettamente moderne2 coi suoi lavori poi sul ,governo rappresentativo1 sulla ,soggezione delle donne e con questo saggio di cui presentiamo una traduzione al lettore italiano1 egli prese posto fra i primi pubblicisti d',europa4 ,propugn la rappresentanza delle minoranze2 fu un apostolo intelligente ed appassionato di quel complesso di riforme che si comprendono sotto il nome di ,emancipazione della donna3 sopratutto1 col presente lavoro sulla ,libert1 si pose in una decisa posizione di combattimento contro quelle tendenze ad allargare le funzioni del potere sociale1 che1 portato inevitabile di nuovi tempi e di nuove condizioni1 debbono essere per altro energicamente frenate in ci che hanno di eccessivo e di tirannico4 ,questo libro uscito per la prima volta a ,londra nel #ahei4 ,eppure1 esso non invecchiato1 non ha perduto d'interesse n di sapore d'attualit2 anzi1 il giudizio del tempo ha dato alle idee che vi sono svolte una cos incontestata ragione1 che la loro importanza e la loro autorevolezza ne cresciuta d'assai4 ,non ho creduto bene di premettere al libro un cos detto proemio critico4 ,davanti ad una mente come quella dello ,stuart ,mill1 davanti ad un lavoro come questo1 un giudizio sarebbe facilmente avventato3 bene che il lettore se lo formi da s1 secondo i suoi convincimenti e le sue tendenze4 ,certo che1 se il libro ottenesse in ,italia quel successo e quella diffusione che pur troppo non gli meriter la povera veste ch'io gli ho saputo dare1 esso potrebbe fare qualche po' di bene4 ,la dimostrazione limpida1 pacata1 serena che la libert non soltanto un astratto diritto teorico1 ma anche una condizione imprescindibile di saldo progresso civile1 potrebbe contribuire a diffondere nel nostro paese quel senso della libert di cui1 in tante occasioni1 si constata malinconicamente l'assenza4 ,oso raccomandare in modo speciale a chi segue ciecamente l'impulso di certi pregiudizi e di certi timori1 quel piccolo capolavoro che il capitolo secondo1 sulla libert di pensiero e di parola4 ,se1 ad ogni modo1 l'intento di sgombrar dalle menti qualche falsa opinione1 d'insegnare a qualcuno un po' di tolleranza in fatto di religione e di politica1 fosse1 anche in minima parte1 raggiunto1 io sarei esuberantemente compensato del mio modesto lavoro4 ,gennajo1 #ahie4 ,,arnaldo ,,agnelli4 ,il gran principio1 il principio dominante1 a cui mettono capo tutti gli argomenti esposti in queste pagine1 l'importanza essenziale ed assoluta dello sviluppo umano in tutta la ricchezza della sua variet4 ,,guglielmo ,,di ,,humboldt4 -- ,della sfera d'azione e dei doveri del governo4 ,io dedico questo volume alla cara e lagrimata memoria di colei che fu l'inspiratrice1 e in parte l'autrice1 di quanto v'ha di meglio ne' miei lavori3 alla memoria dell'amica e della sposa1 il cui fervido senso del vero e del giusto fu il mio pi vivo incoraggiamento -- la cui approvazione fu la mia ricompensa pi alta4 ,come tutto quello ch'io ho scritto da molti anni1 questo volume tanto opera sua quanto mia1 ma il libro1 quale ora si presenta1 non ha goduto se non in grado molto insufficiente il vantaggio inestimabile d'esser riveduto da lei3 qualcuna delle parti pi importanti era riservata ad un secondo e pi accurato esame1 che ormai non destinata a ricevere mai pi4 ,s'io sapessi interpretare la met soltanto dei grandi pensieri1 dei nobili sentimenti che sono con essa sepolti1 il mondo ne coglierebbe un frutto ben maggiore che da tutto quello ch'io posso scrivere1 senza l'inspirazione e l'assistenza della sua impareggiabile saggezza4 ,g4 ,,stuart ,,mill4 ,,la ,,libert ,,capitolo ,,primo4 ,,introduzione4 ,il soggetto di questo lavoro non il cos detto libero arbitrio tanto infelicemente opposto a quella che mal si chiama dottrina di necessit filosofica1 ma bens la libert sociale o civile1 cio la natura e i limiti del potere che la ,societ pu legittimamente esercitare sull'individuo3 questione posta di rado e forse non discussa mai in termini generali1 ma che colla sua presenza inavvertita ha una profonda influenza sulle controversie pratiche del secolo e probabilmente sar bentosto riconosciuta come la questione vitale dell'avvenire4 ,questa questione s lungi dall'esser nuova1 che1 in un certo senso1 essa ha diviso l'umanit1 fin quasi dai tempi pi remoti4 ,ma essa si presenta sotto nuove forme nell'epoca di progresso in cui ora sono entrati i gruppi pi civili della specie umana1 ed necessario trattarla in modo diverso e pi fondamentale4 ,la lotta tra libert ed autorit la nota caratteristica di quelle epoche storiche che ci divengono a prima giunta familiari nelle storie greca1 romana ed inglese4 ,ma1 in altri tempi1 la lotta era tra i sudditi1 o qualche classe di sudditi1 e il governo3 per libert1 s'intendeva la protezione contro la tirannia dei governanti politici4 ,questi 7tranne che in qualche citt democratica di ,grecia7 sembravano in una posizione necessariamente nemica al popolo da essi governato4 ,in altri tempi il governo era in generale tenuto da un uomo o da una trib o da una casta che derivava la propria autorit dal diritto di conquista o di successione1 -- in nessun caso dal consenso dei governati -- e di cui gli uomini non osavano1 fors'anche non desideravano di porre in dubbio la supremazia1 pure prendendo qualche precauzione contro l'esercizio oppressivo di essa4 ,si considerava allora il potere dei governanti come necessario1 ma anche come altamente pericoloso3 come un'arma ch'essi avrebbero tentato di usare tanto contro i loro sudditi quanto contro i nemici esterni4 ,per impedire che i membri pi deboli della collettivit fossero divorati da innumerevoli avolto1 era indispensabile che un uccello da rapina pi forte degli altri fosse incaricato di frenare questi animali voraci2 ma poich il re degli avolto non sarebbe stato meno disposto a divorare il greggie di nessuna delle arpie minori1 cos bisognava tenersi sempre sulla difensiva contro il suo becco e contro i suoi artigli4 ,per questo1 scopo dei patrioti era di assegnare dei limiti al potere che i governanti dovessero esercitare sulla collettivit3 questo essi intendevano per libert4 ,vi si tendeva in due modi3 anzitutto1 coll'ottenere il riconoscimento di certe immunit1 dette libert o diritti politici1 che1 secondo l'opinione generale1 il governo non poteva impunemente violare senza mancar di parola e senza correre1 ben a ragione1 il rischio di una resistenza particolare o di una ribellione generale4 ,un altro espediente1 pi recente in generale1 era lo stabilire dei freni costituzionali1 per mezzo dei quali il consenso della comunit o di un corpo qualunque1 supposto rappresentante degl'interessi di questa1 era condizione necessaria di qualcuno fra gli atti importanti di governo4 ,nella maggior parte dei paesi d',europa1 il governo stato costretto1 pi o meno1 a sottomettersi alla prima di queste restrizioni4 ,non avvenne lo stesso per la seconda2 e il potervi giungere o1 quando fino a un certo punto gi la si possedeva1 il giungervi pi completamente1 divenne dappertutto principal fine degli amici di libert4 ,e finch l'umanit si content di combattere un nemico coll'altro1 e d'esser governata da un padrone1 a condizione d'esser pi o meno efficacemente garantita contro la sua tirannia1 i desider dei liberali non si elevarono pi alto4 ,pure1 nel cammino delle cose umane1 venne un momento in cui gli uomini cessarono di considerare come naturalmente necessario che i loro governanti costituissero un potere indipendente1 d'un interesse opposto al loro4 ,parve ad essi assai meglio che i var magistrati dello ,stato fossero loro rappresentanti o delegati1 revocabili a loro piacimento4 ,sembr che solamente a questo modo l'umanit potesse avere la completa assicurazione che non si sarebbe mai1 a suo danno1 abusato dei poteri del governo4 ,a poco a poco1 questo nuovo bisogno di governanti elettivi e temporanei divenne l'obbietto principale delle agitazioni del partito popolare1 dovunque ce n'era uno1 e allora si abbandonarono quasi dappertutto gli sforzi precedenti per limitare il potere dei governanti4 ,poich in questa lotta si trattava di far emanare il potere di governo dalla scelta periodica dei governati1 alcuni cominciarono a credere che si era attribuita troppa importanza all'idea di limitare il potere stesso4 ,questo 7a ci che pareva7 era un vantaggio contro quei governanti i cui interessi erano abitualmente opposti a quelli del popolo2 ma ci che allora occorreva1 era che i governanti fossero una cosa sola col popolo1 che il loro interesse e la loro volont fossero l'interesse e la volont della nazione4 ,la nazione non avea bisogno d'esser protetta contro la sua propria volont3 non c'era da temere ch'essa si tiranneggiasse da s4 ,e poich i governanti di una nazione erano efficacemente responsabili verso di essa1 prontamente revocabili quando a questa piacesse1 si poteva bene affidar loro un potere di cui la nazione stessa aveva il mezzo di prescrivere l'uso4 ,il loro potere non era che lo stesso potere della nazione1 concentrato e messo in una forma comoda per essere esercitato4 ,questo modo di pensare o forse piuttosto di sentire era comune1 nell'ultima generazione dei liberali europei1 fra i quali prevale ancora sul continente4 ,quelli che pongono qualche limite a ci che un governo pu fare1 tranne il caso di governi tali che1 secondo essi1 non dovrebbero esistere1 sono1 fra i pensatori del continente1 segnati a dito come brillanti eccezioni4 ,un tal modo di sentire potrebbe1 nell'ora che volge1 prevalere anche nel nostro paese1 se le contingenze che per un dato tempo l'incoraggiarono non l'avessero mutato dappoi4 ,ma nelle teorie politiche e filosofiche1 come nelle persone1 il successo lascia scorgere dei difetti e dei lati deboli che l'insuccesso avrebbe potuto nascondere4 ,l'idea che i popoli non hanno bisogno di limitare il loro potere su loro stessi poteva sembrare assiomatica quando il governo popolare era una cosa di cui ci si limitava a sognar l'esistenza o a leggerla nella storia1 in qualche epoca molto remota4 ,questo concetto non fu necessariamente turbato da transitorie aberrazioni1 come quelle della rivoluzione francese1 di cui le peggiori furono opera di una minoranza usurpatrice e che1 in ogni caso1 non rappresentavano l'azione permanente delle instituzioni popolari1 ma una esplosione subitanea e convulsiva contro il dispotismo monarchico ed aristocratico4 ,frattanto1 a tempo opportuno1 una repubblica democratica venne ad occupare una larga superficie della terra e divenne una delle parti pi potenti della comunit delle nazioni4 ,d'allora in poi1 il governo elettivo e responsabile divenne l'obbietto di quelle osservazioni e di quelle critiche che si dirigono a qualunque grande fatto esistente4 ,ci si accorse allora che certe frasi1 come il potere su s stesso e il potere dei popoli su loro stessi1 non esprimevano il vero stato delle cose2 il popolo che esercita il potere non sempre quello stesso su cui lo si esercita1 e il governo di s stesso di cui si parla non il governo di ciascuno tenuto da lui stesso1 ma di ciascuno tenuto da tutti gli altri4 ,inoltre1 volont del popolo significa1 praticamente1 volont della parte pi numerosa ed attiva del popolo -- della maggioranza insomma1 o di quella che riesce a passare per tale4 ,di conseguenza1 il popolo pu desiderar di opprimere una parte di s stesso1 e le precauzioni sono1 a questo riguardo1 utili altrettanto che contro qualunque altro abuso di potere4 ,per queste ragioni sempre importante limitare il potere del governo sugl'individui1 anche quando i governanti siano regolarmente responsabili verso la comunit1 o cio verso il partito che nella comunit prevale4 ,questo modo di lumeggiare l'argomento non ha durato fatica a farsi accettare3 esso si raccomanda ugualmente all'intelligenza dei pensatori e alle tendenze di quelle classi notevoli della societ europea che considerano la democrazia come ostile ai loro interessi4 ,cos ora si pone1 nelle speculazioni politiche1 la tirannia della maggioranza nel novero dei mali contro di cui la societ deve premunirsi4 ,come le altre tirannie1 quella della maggioranza fu dapprima ed volgarmente ancora temuta1 sopratutto in quanto agisce per mezzo degli atti della pubblica autorit4 ,ma ogni attento osservatore si accorse che1 quando la societ essa stessa il tiranno -- la societ collettivamente1 rispetto ai singoli individui che la compongono -- i suoi mezzi di tiranneggiare non si restringono agli atti ch'essa comanda ai suoi funzionar politici4 ,la societ pu eseguire1 ed eseguisce essa stessa1 i suoi propr decreti2 e1 se ne emana di cattivi1 o se ne emana a proposito di cose in cui non dovrebbe entrare1 essa esercita una tirannia sociale pi formidabile di qualunque oppressione legale3 in realt1 se una tal tirannia non dispone di penalit altrettanto gravi1 lascia per minor mezzo di sfuggirle2 perch penetra ben pi addentro nei particolari della vita ed incatena l'anima stessa4 ,per questo1 la protezione contro la tirannia del magistrato non basta4 ,dappoich la societ ha la tendenza3 #a4 d'imporre come regole di condotta1 con mezzi che non entrano nelle penalit civili1 le sue idee e i suoi costumi a quelli che se ne staccano -- #b4 d'impedire lo sviluppo e1 per quanto possibile1 la formazione di qualunque individualit spiccata -- #c4 di costringere tutti i caratteri a modellarsi sul suo proprio -- l'individuo ha il diritto di esser protetto contro tutto questo4 ,c' un limite all'azione legittima della opinione collettiva sull'indipendenza individuale3 trovare questo limite e difenderlo contro qualunque usurpazione indispensabile ad una buona condizione delle cose umane altrettanto che proteggerci contro il dispotismo politico4 ,ma1 se questa proposizione non contestabile in termini generali1 la questione pratica del dove il limite si debba porre1 del come si debbano metter d'accordo la libert individuale e la sociale sorveglianza1 un argomento sul quale quasi tutto ancora da fare4 ,tutto ci che d qualche valore alla nostra esistenza dipende dalla coazione imposta alle azioni d'altri3 dunque alcune regole di condotta debbono essere imposte dalla legge anzitutto1 e poi dall'opinione1 per quelle molte cose su cui la legge non pu esercitare un'azione4 ,quali debbono essere queste regole8 ,tale la fondamental questione nelle cose umane2 ma1 eccezion fatta per qualcuno dei casi pi importanti1 anche quella per la soluzione della quale si fatto il minor cammino4 ,non vi sono due secoli n1 quasi1 due paesi che su questo siano arrivati alla stessa conclusione2 e la conclusione di un secolo o di un paese argomento di stupore per un altro4 ,tuttavia1 gli uomini di ciascun secolo o di ciascun paese non trovano la questione pi complicata che se si trattasse di un soggetto su cui la specie umana sia sempre andata d'accordo4 ,le regole che in mezzo a loro predominano sembrano evidenti ed aventi in s stesse la loro giustificazione3 questa illusione quasi universale uno degli esemp della magica influenza dell'abitudine1 la quale non soltanto1 come dice il proverbio1 una seconda natura1 ma continuamente scambiata con la natura medesima4 ,l'effetto dell'abitudine1 impedendo che alcun dubbio si elevi a proposito delle regole di condotta dall'umanit imposte a ciascuno1 tanto pi completo in quanto che1 su questo argomento1 non si considera generalmente come necessario di poter dare delle ragioni o agli altri o a s stesso3 si avvezzi a credere 7e certuni che aspirano al titolo di filosofi c'incoraggiano in questa opinione7 che i nostri sentimenti su soggetti di tal natura valgano meglio di ragioni e rendano queste inutili4 ,il principio pratico che ci guida nelle nostre opinioni sul modo di regolare la condotta umana1 l'idea1 nello spirito di ciascuno1 che gli altri dovrebbero esser costretti ad agire come desidererebbe egli e quelli pei quali egli ha simpatia4 ,in realt1 nessuno si confessa che il regolatore del suo giudizio il suo proprio capriccio2 eppure un'opinione su un punto di condotta1 che non sostenuta da ragioni1 non pu considerarsi se non come la tendenza di una persona2 e se le ragioni1 una volta date1 non sono che un semplice richiamo ad una simile tendenza a cui altre persone obbediscono1 e sempre ancora la inclinazione di molti in luogo d'essere quella di un solo4 ,per un uomo ordinario1 tuttavia1 la sua inclinazione1 cos sostenuta1 non solo una ragione pienamente soddisfacente1 ma l'unica da cui derivano tutte le nozioni di moralit1 di gusto1 di convenienze1 che la sua fede religiosa gi non comprende3 anche la sua principal guida nell'interpretazione di questa4 ,di conseguenza1 le opinioni degli uomini su ci che lodevole o biasimevole risentono l'influenza di tutte le cause diverse che influiscono sui loro desideri a proposito della condotta degli altri1 cause numerose quanto quelle che determinano i loro desideri su qualunque altro soggetto4 ,qualche volta la loro ragione2 qualche altra sono i loro pregiudizi o le loro superstizioni2 spesso i loro sentimenti sociali1 e non di rado le loro tendenze antisociali1 l'invidia o la gelosia1 lo sprezzo o l'improntitudine4 ,ma il pi delle volte l'uomo guidato dal suo interesse1 legittimo o illegittimo4 ,dovunque c' una classe dominante1 quasi tutta la morale pubblica deriva dagli interessi di questa classe e dai suoi sentimenti di superiorit4 ,la morale tra ,spartani ed ,iloti1 tra coltivatori e negri nelle piantagioni1 tra principi e sudditi1 tra nobili e plebei1 tra uomini e donne1 fu quasi dappertutto creazione degl'interessi e dei sentimenti di classe3 e le opinioni cos generate reagiscono alla lor volta sui sentimenti morali dei membri della classe dominante1 nelle loro relazioni reciproche4 ,d'altra parte1 dovunque una classe in altri tempi dominante ha perduto la sua influenza1 o anche dovunque questa influenza impopolare1 i sentimenti morali che prevalgono portano il segno di un'impaziente ribellione all'autorit4 ,un altro principio1 che determin delle regole di condotta imposte1 sia dalla legge1 sia dall'opinione1 fu la servilit della specie umana riguardo alle preferenze o alle avversioni supposte dei suoi signori terreni o delle sue divinit4 ,questa servilit1 sebbene essenzialmente egoistica1 non nasce da ipocrisa1 e fa sorgere dei sentimenti d'orrore perfettamente sinceri2 essa ha reso gli uomini capaci di bruciare degli stregoni e degli eretici4 ,frammezzo a tante pi basse influenze1 gli interessi evidenti e generali della societ hanno avuto naturalmente una parte1 ed importante1 nella direzione dei sentimenti morali3 meno tuttavia pel valore loro proprio che come una conseguenza delle simpatie o delle antipatie da questi interessi prodotte4 ,in seguito si son fatte sentire con altrettanto vigore nello stabilirsi dei princip morali delle simpatie o delle antipatie le quali nulla o quasi avevano a che vedere cogli interessi della societ4 ,cos il capriccio o il disgusto della societ o di qualche parte potente della societ sono la principale determinante1 in pratica1 delle regole imposte all'osservanza generale sotto la sanzione della legge o della opinione4 ,in genere1 quelli che erano1 quanto ad idee e a sentimenti1 pi avanzati della societ1 hanno lasciato che un tale stato di cose si mantenesse1 come principio1 intatto1 per quanto abbiano potuto lottare contro qualcuno dei suoi particolari2 si sono dati cura di sapere che cosa debba preferire o non preferire la societ1 piuttosto che di sapere se quanto essa preferiva o non preferiva si dovesse imporre agli individui2 si proposero di mutare i sentimenti della specie umana su qualche punto speciale in cui essi stessi eran colpevoli di eresia1 anzich di fare1 con tutti gli eretici in generale1 causa comune per la difesa della libert4 ,nessuno si 1 coscientemente1 inalzato di pi2 e nessuno ci rimasto saldamente tranne che in materia di religione3 un caso che1 sotto pi rispetti1 contiene degl'insegnamenti1 sopratutto perch offre un esempio1 che colpisce1 della fallibilit del cos detto senso morale3 poich l'odium theologicum1 in un bigotto sincero1 uno dei casi pi sicuri del sentimento morale4 ,quelli che scossero per primi il giogo di ci che si chiamava la ,chiesa universale1 erano in generale disposti a tollerare delle divergenze di opinioni religiose quanto quella ,chiesa stessa4 ,ma1 quando fu sbollito l'ardore della lotta senza dare completa vittoria ad alcun partito1 quando ciascuna chiesa o setta dovette limitare le sue speranze a conservare il possesso del terreno occupato1 le minoranze1 vedendo che esse non avevano probabilit di mutarsi in maggioranze1 furono costrette a sostenere la libera dissidenza religiosa in confronto di quelli che non potevano convertire4 ,di conseguenza1 quasi solo su questo campo di battaglia che i diritti dell'individuo contro la societ sono stati rivendicati sulla base di principi bene stabiliti1 e che il diritto della societ di far pesare l'autorit sua sui dissidenti fu apertamente contestato4 ,i grandi scrittori a cui il mondo deve ci ch'egli possiede di libert religiosa hanno rivendicato la libert di coscienza come un diritto inalienabile1 ed hanno in modo assoluto negato che un essere umano debba render conto agli altri della sua fede religiosa4 ,tuttavia cos naturale alla specie umana l'intolleranza per tutto quello che veramente le preme1 che la libert religiosa non fu attuata quasi in nessun luogo1 salvo l dove l'indifferenza1 che non ama di vedersi turbata nella sua pace da dispute teologiche1 ha fatto sentire il suo peso sulla bilancia4 ,nello spirito di quasi tutte le persone di fede1 anche nei paesi pi tolleranti1 il diritto non ammesso senza tacite riserve4 ,una persona lascier dire i dissidenti in materia di governo ecclesiastico1 ma non in materia di dogma2 un altro pu tollerar chicchessia1 ma non un papista o un unitario2 un terzo1 tutti quelli che credono alla religione rivelata2 un piccolo numero va nella sua carit pi lontano1 ma si ferma alla credenza in un ,dio e nella vita futura4 ,dovunque il sentimento della maggioranza ancora sincero ed intenso1 ci si accorge che essa non ha punto rinunziato alle sue pretese di essere obbedita4 ,in ,inghilterra 7a cagione delle speciali contingenze della nostra storia politica7 sebbene il giogo della opinione sia forse pi grave1 quello della legge pi lieve che nella maggior parte dei paesi di ,europa1 e c' una grande avversione contro qualunque diretto intervento del potere1 sia legislativo1 sia esecutivo1 nella condotta privata2 questo assai meno a causa di un giusto rispetto pei diritti dell'individuo che a causa della vecchia abitudine di considerare il governo come rappresentante di un interesse opposto a quello del pubblico4 ,la maggioranza non ha ancora imparato a considerare il potere del governo come il suo potere1 e le opinioni del governo come le sue3 e quando essa sar giunta a questo1 la libert individuale correr probabilmente il pericolo di essere violata dal governo quanto lo gi ora dalla pubblica opinione4 ,ma1 pel momento1 c' una forza grande di sentimento pronta a sollevarsi contro qualunque tentativo della legge per sorvegliare gl'individui1 in cose che fino allora non erano di sua spettanza3 e questo senza alcun discernimento di ci che sia o no nella sfera legittima della sorveglianza ufficiale2 cosicch un tale sentimento1 cos altamente salutare in s1 applicato altrettanto spesso a torto che a ragione4 ,in fatto1 non v' principio riconosciuto per istabilire in modo pratico la legittimit o l'illegittimit dell'intervento governativo3 si decide secondo le tendenze personali4 ,gli uni1 dovunque vedono del bene da fare o del male da riparare1 vorrebbero spingere il governo ad assumersi l'impresa1 mentre gli altri preferiscono sopportare ogni sorta di abusi sociali piuttosto di aggiungere alcunch alle attribuzioni del governo4 ,gli uomini si schierano1 in ciascun caso particolare1 in queste o in quelle file1 seguendo o l'indirizzo generale dei loro sentimenti1 o il grado d'interesse ch'essi prendono alla cosa che si propone di far fare al governo1 o anche la persuasione che il governo sapr o non sapr fare la cosa nel modo da essi preferito4 ,ma essi agiscono molto di rado secondo una opinione meditata e ferma sulle cose che naturalmente devono esser fatte dal governo4 ,e quindi mi sembra che oggid1 in conseguenza di tale mancanza di regola o di principio1 un partito ha torto altrettanto spesso che l'altro2 l'intervento del governo invocato a torto altrettanto spesso che condannato a torto4 ,scopo di questo saggio proclamare un principio molto semplice1 e che deve assolutamente informare la condotta della societ verso l'individuo1 in tutto ci che costrizione e sorveglianza -- siano poi i mezzi usati vuoi la forza fisica1 sotto forma di pene legali1 vuoi la coazione morale della pubblica opinione4 ,ecco un tale principio3 il solo fine che permette agli uomini1 individualmente o collettivamente1 di turbare la libert d'azione d'alcuno dei loro simili1 la protezione di s stesso2 la sola ragione legittima che possa avere una comunit per far uso della forza contro uno dei suoi membri1 d'impedirgli di nuocere agli altri3 ma non ragione sufficiente il bene1 sia fisico1 sia morale1 di questo individuo4 ,un uomo non pu1 a rigore1 essere costretto a fare o ad omettere un'azione1 perch ci sarebbe meglio per lui1 o lo renderebbe pi felice1 o perch1 nell'opinione degli altri1 egli farebbe cosa saggia od anche giusta4 ,tutte queste sono ragioni buone per fargli delle osservazioni1 per discutere con lui1 per convincerlo o per supplicarlo1 ma non per costringerlo o per cagionargli alcun danno1 s'egli non se ne cura4 ,per giustificare questo1 occorrerebbe che la condotta da cui si vuole distogliere quest'uomo avesse per effetto di nuocere a qualche altro3 la sola parte della condotta d'un individuo1 sulla quale la societ abbia giurisdizione1 quella che concerne gli altri3 per ci che interessa lui solo1 la sua indipendenza 1 di diritto1 assoluta2 su s stesso1 sul proprio corpo e sul proprio spirito1 l'individuo sovrano4 ,questa dottrina -- forse appena necessario di accennarlo -- non vuol essere applicata se non agli esseri umani nella maturanza delle loro facolt4 ,noi non parliamo dei ragazzi n degli adolescenti d'ambo i sessi che non abbiano raggiunto1 secondo la legge1 l'et maggiore3 quelli che sono ancora in et che richiede le cure altrui1 devono essere protetti contro le loro proprie azioni cos come contro qualunque pericolo esterno4 ,per la stessa ragione1 noi possiamo lasciar da parte quelle societ nascenti in cui la razza stessa pu esser considerata come minorenne3 le prime difficolt sulla strada del progresso spontaneo sono cos grandi1 che ben di rado si ha la scelta dei mezzi di superarle4 ,cos1 qualunque sovrano animato da spirito progressivo pu bene servirsi di tutti i mezzi per raggiungere uno scopo1 che altrimenti1 forse1 gli sarebbe sfuggito per sempre4 ,il dispotismo un modo legittimo di governare quando si tratta con barbari1 purch lo scopo sia il loro miglioramento e i mezzi si giustifichino raggiungendolo sul serio4 ,la libert1 come principio1 non si pu applicare ad uno stato di cose anteriore al momento in cui la specie umana divien capace di migliorarsi con un'equa e libera discussione3 fin l1 essa non pu sperare che nella cieca obbedienza ad un ,akbar o ad un ,carlomagno1 se ha la fortuna di trovarne4 ,ma dacch il genere umano capace di progredire per mezzo della convinzione o della persuasione 7grado che da molto tempo hanno raggiunto tutte le nazioni di cui qui dobbiamo occuparci7 la coazione1 o sotto la forma diretta1 o sotto quella di penalit per la non osservanza1 non pi ammissibile come mezzo di far del bene agli uomini2 essa giustificabile ancora soltanto per la loro sicurezza reciproca4 ,conviene premetterlo3 io trascuro qualunque vantaggio possa venire alla mia argomentazione dall'idea del diritto astratto come cosa indipendente dall'utile3 l'utilit 1 a senso mio1 la soluzione suprema di qualunque questione morale2 ma dev'essere l'utilit nel senso pi vasto della parola1 l'utilit fondata sui vantaggi permanenti dell'uomo1 considerato come essere progressivo4 ,questi interessi1 io sostengo1 non giustificano la sottomissione della spontaneit individuale ad una sorveglianza esteriore se non per quelle azioni di ciascuno che toccano l'interesse altrui4 ,se un uomo compie un atto agli altri dannoso1 c' evidentemente ragione di punirlo colla legge1 oppure1 se le penalit legali non sono in tutta certezza applicabili1 colla generale disapprovazione4 ,vi sono anche molti atti positivi vantaggiosi agli altri1 che un uomo pu esser giustamente obbligato a compiere3 per esempio1 far da testimonio in giudizio o fare tutto il proprio dovere1 sia nella difesa comune1 sia in qualunque opera comune necessaria alla societ sotto la protezione della quale egli vive4 ,inoltre1 si pu1 a rigore1 tenerlo responsabile verso la societ s'egli non compie certi atti di beneficenza individuale che sono1 in date circostanze1 il dovere evidente di ogni uomo2 come il salvare la vita al proprio simile o l'intervenire per difendere il debole dai maltrattamenti4 ,una persona pu nuocere agli altri non soltanto colle sue azioni1 ma colla sua inazione2 e1 in ogni caso1 essa responsabile verso di loro del danno4 vero che1 nell'ultimo caso1 la coazione deve essere esercitata con assai maggiore riguardo che nel primo4 ,tenere qualcuno responsabile del male ch'esso fa agli altri3 ecco la regola2 tenerlo responsabile del male da cui non li assicura3 ecco1 comparativamente parlando1 l'eccezione4 ,tuttavia1 vi sono molti casi abbastanza chiari ed abbastanza gravi per giustificare questa eccezione4 ,in tutto ci che riguarda le relazioni esteriori dell'individuo1 esso ipso iure responsabile verso quelli i cui interessi sono in giuoco1 e1 se occorre1 verso la societ come loro proteggitrice4 ,vi sono spesso delle buone ragioni per non imporre agli uomini questa responsabilit2 ma tali ragioni debbono derivare dalle particolari convenienze del caso1 sia perch un caso in cui1 tutto considerato1 l'individuo agir probabilmente meglio abbandonato al suo proprio impulso che sorvegliato in qualsiasi modo dalla societ2 sia perch un tentativo di sorveglianza produrrebbe mali pi grandi di quelli che si vogliono evitare4 ,quando tali ragioni fanno ostacolo alla responsabilit forzata1 la coscienza dello stesso agente deve prendere il posto del giudice assente1 per proteggere quegli interessi altrui che mancano di una protezione esteriore1 e l'uomo deve giudicarsi tanto pi severamente in quanto che il caso non lo sottomette al giudizio dei suoi simili4 ,ma v' una sfera d'azione1 nella quale la societ1 come distinta dall'individuo1 non ha che un interesse indiretto1 se pure essa ne ha uno4 ,intendiamo quella parte della condotta e della vita di una persona che tocca soltanto la persona stessa o che1 se tocca ugualmente gli altri1 lo fa col loro consenso e colla loro partecipazione libera1 spontanea e perfettamente illuminata4 ,quando io parlo di ci che riguarda la persona soltanto1 intendo ci che la riguarda in modo diretto e immediato2 poich tutto ci che tocca un individuo pu toccar gli altri per mezzo di lui1 e l'obbiezione che si basa su questa possibilit sar l'argomento di nostre ulteriori riflessioni4 ,questa adunque la regione che spetta alla umana libert4 ,essa comprende1 prima di tutto1 la giurisdizione di quello che i canonisti chiamano il forum internum1 esigendo la libert di coscienza nel senso pi esteso della parola1 la libert di tendenza e di pensiero1 la libert assoluta d'opinioni e di sentimenti1 su qualunque soggetto pratico1 speculativo1 scientifico1 morale o teologico4 ,la libert di esprimere e di pubblicar delle opinioni pu sembrar sottoposta a un diverso principio1 perch essa appartiene a quella parte della condotta d'un individuo che tocca gli altri2 ma1 poich essa d'un'importanza pressoch uguale a quella della stessa libert di pensiero1 e riposa1 in gran parte1 sulle stesse ragioni1 queste due libert sono1 in pratica1 inseparabili4 ,in secondo luogo1 il principio della libert umana richiede la libert dei gusti e dei capricci1 la libert di adattare il nostro tenor di vita all'indole nostra1 di fare quel che ci garba1 avvenga che vuole avvenire1 senza esserne impediti dai nostri simili1 fino a che noi non arrechiamo loro danno1 ed anche quando essi trovino sciocca o biasimevole la nostra condotta4 ,in terzo luogo da questa libert di ciascun individuo nasce1 negli stessi limiti1 la libert di associazione fra gli individui2la libert di unirsi per un qualunque fine inoffensivo per gli altri -- supposto sempre che gli associati siano d'et maggiore e non siano n costretti1 n ingannati4 ,nessuna societ libera1 qualunque possa essere la forma di governo con cui si regge1 se queste libert non sono almeno rispettate2 e nessuna libera completamente1 se queste libert non esistono in modo assoluto e senza riserve4 ,la sola libert degna veramente di questo nome e quella di cercare il nostro bene a modo nostro1 fino a che noi non tentiamo di privar gli altri del loro o di porre ostacoli ai loro sforzi per ottenerlo4 ,ognuno il custode naturale della sua propria salute1 sia fisica1 sia intellettuale e spirituale2 e la specie umana guadagna di pi a lasciar che ciascuno viva come meglio gli sembra1 che a costringerlo a vivere come sembra meglio a tutti gli altri4 ,sebbene questa dottrina non sia affatto nuova1 e possa a qualcuno sembrare una verit evidente1 non ve n' certo altra che sia pi diametralmente opposta all'opinione e al costume oggi esistenti4 ,la societ si data tanta cura per tentare 7secondo i suoi criteri7 di costringere gli uomini a seguir le sue nozioni di perfezione personale1 quanto per veder di obbligarli a seguire le sue idee in fatto di perfezione sociale4 ,le antiche repubbliche si credevano in diritto 7e i filosofi dell'antichit appoggiavano la loro pretesa7 di regolare1 di pubblica autorit1 tutta la condotta privata1 sotto pretesto che la disciplina fisica e morale di ciascun cittadino cosa la quale interessa profondamente lo ,stato4 ,questo modo di pensare poteva essere ammissibile in piccole repubbliche circondate da potenti nemici ed in pericolo continuo di essere rovesciate o da un attacco esteriore o da un sommovimento interno4 ,a simili stati poteva cos facilmente cagionar danno che l'energia e l'impero degli uomini su loro stessi si allentassero anche per un solo istante1 che non era ad essi lecito di attendere gli effetti salutari e permanenti della libert4 ,nel mondo moderno1 la maggior importanza delle comunit politiche1 e sopratutto la separazione dell'autorit religiosa dalla civile 7ponendo la direzione della coscienza dell'uomo in mani diverse da quelle che sorvegliavano i suoi affari temporali7 impedirono un intervento cos grande della legge nei particolari della vita privata2 ma1 a dire il vero1 l'individuo non vi fece un gran guadagno3 l'autorit spirituale si pose a regolare tutti i particolari abbandonati dalla temporale3 l'uomo fu allora stretto anche pi da vicino in quanto lo riguarda1 poich la religione 7l'elemento d'autorit morale fino ad oggi pi potente7 fu quasi sempre governata o dall'ambizione di una gerarchia che aspira a guidare tutta la condotta umana o dallo spirito di puritanismo4 ,qualcuno di quei riformatori moderni1 che con maggior veemenza hanno dato l'assalto alle religioni del passato1 non sono per nulla affatto rimasti addietro n alle chiese n alle sette1 nella loro affermazione del diritto di autorit spirituale2 citeremo in ispecie ,augusto ,comte1 il cui sistema sociale1 quale ei lo espone nel suo ,sistema di politica positiva1 mira a stabilire 7piuttosto1 vero1 con mezzi morali che con mezzi legali7 un dispotismo della societ sull'individuo1 che supera tutto quanto hanno potuto imaginare i pi rigidi tra i filosofi antichi in fatto di disciplina4 ,a parte le dottrine speciali dei pensatori individuali1 vi anche nel mondo una forte e crescente inclinazione ad estendere esageratamente il potere della societ sull'individuo1 e colla forza dell'opinione1 e anche con quella della legislazione4 ,ora1 poich tutti i mutamenti che s'operano nel mondo hanno l'effetto di accrescere la forza della societ e diminuire il potere dell'individuo1 questa usurpazione non uno di quei mali che tendano a sparire spontaneamente3 anzi1 esso tende1 al contrario1 a divenire sempre pi formidabile4 ,la tendenza degli uomini1 sia come sovrani1 sia come concittadini1 ad imporre agli altri le loro opinioni e i loro capricci come regola di condotta cos efficacemente sostenuta da qualcuno dei migliori e da qualcuno dei peggiori sentimenti dell'uomo1 che essa non si raffrena quasi mai1 se non quando proprio il potere le manca4 ,e poich il potere non sulla strada di diminuire1 ma di crescere1 conviene aspettarsi -- salvo che contro il male si elevi una forte barriera di convinzione morale -- conviene aspettarsi1 diciamo1 nelle presenti condizioni del mondo1 di veder crescere anche tale tendenza4 pi opportuno per l'argomento che1 invece di affrontare immediatamente la tesi generale1 noi ci tratteniamo dapprima in una sola delle sue parti1 a proposito della quale il principio qui stabilito riconosciuto1 se non del tutto1 almeno fino ad un certo segno1 dalle opinioni correnti4 ,questo ramo la libert di pensiero1 da cui impossibile separare la libert di parola e di stampa4 ,sebbene queste libert formino una parte importante della moralit politica di tutti i paesi che mantengono la tolleranza religiosa e le libere instituzioni1 tuttavia i princip1 sia filosofici1 sia pratici1 su cui esse riposano1 non sono forse cos famigliari allo spirito pubblico n cos pienamente valutati dagli stessi capi dell'opinione1 come si potrebbe credere4 ,questi princip1 sanamente intesi1 sono applicabili a ben pi d'una suddivisione dell'argomento2 e un esame alquanto approfondito di questa parte della questione sar1 io penso1 la migliore introduzione al rimanente4 ,per questo1 coloro che non troveranno nulla di nuovo in ci che verr dicendo1 vorranno1 io spero1 avermi per iscusato se oso discutere una volta di pi un argomento che1 da tre secoli in qua1 stato tante volte dibattuto4 ,,fine ,,del ,,capitolo ,,primo h#b id,,capitolo ,,secondo4 ,,la ,,libert ,,di ,,pensiero ,e ,,di ,,discussione4 lecito sperare che sia trascorso il tempo in cui sarebbe stato necessario difendere la libert di stampa come una guarentigia contro un governo corrotto o tirannico2 oggi1 io penso1 non c' pi bisogno d'eccitare gli uomini alla ribellione contro qualunque potere1 legislativo o esecutivo1 i cui interessi non fossero identificati con quelli del popolo e che pretendesse di prescrivergli delle opinioni e di stabilire quali dottrine o quali argomenti gli sia permesso di sentire4 ,d'altra parte1 questo aspetto della questione stato gi cos spesso trattato1 e in modo cos splendido1 che qui non occorre d'insistervi pi specialmente4 ,sebbene la legge inglese sulla stampa sia oggi cos servile come lo era al tempo dei ,tudor1 pure v' ben poco pericolo che oggi se ne faccia uso contro la discussione politica1 salvo che durante qualche panico passeggiero1 quando il timor della insurrezione trascina ministri e giudici fuori del loro stato normale#a4 ,in generale1 non v' a temere1 in un paese costituzionale1 che il governo 7sia esso o no pienamente responsabile di fronte al popolo7 tenti spesso di sorvegliare l'espressione delle opinioni1 eccettuato il caso in cui1 cos agendo1 esso divien l'organo della generale intolleranza del pubblico4 ,supponiamo dunque che il governo non sia che una cosa col popolo1 e non pensi in alcun modo ad esercitare alcun potere di coercizione1 ammenoch non sia d'accordo con quello ch'esso considera la voce del popolo3 ebbene1 io nego al popolo il diritto di esercitare una tale coercizione1 sia da s1 sia per mezzo del suo governo3 questo poter di coercizione illegittimo4 ,il migliore dei governi non vi ha pi diritto del peggiore2 un tal potere altrettanto ed anche pi dannoso quando lo si esercita d'accordo con l'opinione pubblica1 di quando lo si esercita in opposizione con essa4 ,se tutta la specie umana1 salvo una persona1 fosse di un parere1 e una persona soltanto fosse del parere contrario1 la specie umana non sarebbe per nulla pi giustificabile imponendo silenzio a tale persona di quello che questa lo sarebbe se1 potendo1 imponesse silenzio alla specie umana4 ,se una opinione non fosse che una personale propriet1 e non avesse valore che pel possessore2 se l'esser turbati in questo possesso fosse un danno puramente personale1 vi sarebbe qualche differenza tra l'essere il danno inflitto a poche persone o a molte4 ,ma questo vi ha di specialmente dannoso nell'imporre silenzio all'espressione d'una opinione3 -- che si defrauda la specie1 la posterit come la generazione esistente1 quelli che si allontanano da una tale opinione ancora pi di quelli che la sostengono4 ,se questa opinione giusta1 sono privati di un mezzo di lasciar l'errore per la verit2 se sbagliata1 essi perdono un beneficio quasi altrettanto importante3 la percezione pi chiara e l'impressione pi viva della verit1 prodotta dal suo cozzo con l'errore4 necessario di considerare separatamente queste ipotesi1 a ciascuna delle quali corrisponde un ramo distinto dell'argomentazione4 ,noi non possiamo mai essere sicuri che l'opinione che noi cerchiamo di sopprimere sia falsa2 e1 lo fossimo pure1 il sopprimerla sarebbe ancora un male4 ,e1 anzitutto1 l'opinione che si cerca sopprimere d'autorit pu benissimo esser vera2 quelli che desiderano sopprimerla1 naturalmente1 contestano la sua verit3 ma essi non sono infallibili1 non hanno il potere di decidere la questione per tutto il genere umano1 e di rifiutare agli altri i mezzi di giudicare4 ,non lasciar conoscere una opinione perch si sicuri della sua falsit affermare che si possiede la certezza assoluta4 ,tutte le volte che si tronca una discussione1 si afferma1 soltanto con questo1 la propria infallibilit3 e la condanna di un tal modo di procedere si potrebbe benissimo basare su questo solo argomento4 ,disgraziatamente pel buon senso degli uomini1 il fatto della loro fallibilit lungi dall'avere1 nel loro giudizio pratico1 l'importanza che essi gli accordano in teoria4 ,in realt1 mentre ciascuno di essi sa benissimo d'esser fallibile1 un piccolo numero d'uomini soltanto trovano necessario di prendere delle precauzioni a questo riguardo1 e di ammettere l'ipotesi che una opinione di cui essi si sentano certi possa servire ad esempio dell'errore a cui si riconoscono soggetti4 ,i principi assoluti1 o altre persone avvezze a una deferenza illimitata1 hanno di solito questa piena fiducia nelle loro opinioni in quasi tutti gli argomenti2 gli uomini aventi una posizione fortunata1 che tentano talvolta discutere le loro opinioni e che non hanno del tutto perduto l'abitudine di essere corretti quando s'ingannano1 pongono la stessa fiducia senza limiti in quelle loro opinioni a cui partecipano quelli che li circondano o quelli pei quali essi hanno una deferenza abituale2 poich in proporzione della mancanza di fiducia dell'uomo nel suo personale giudizio1 egli presta una fede pi cieca all'infallibilit del mondo in generale4 ,e il mondo 1 per ciascun individuo1 la parte di mondo colla quale egli a contatto3 il suo partito1 la sua setta1 la sua chiesa1 la sua classe sociale2 e1 comparativamente1 si pu dire di un uomo che ha uno spirito largo e liberale1 quando questa parola mondo significa per lui il suo paese o il suo secolo4 ,la fede dell'uomo in questa autorit collettiva non scossa n punto n poco1 per quanto egli sappia che altri secoli1 altri paesi1 altre sette1 altre chiese1 altri partiti hanno pensato e pensano esattamente il contrario4 ,esso incarica il suo proprio mondo d'aver ragione contro i mondi dissidenti degli altri uomini e non si turba mai alla idea che il puro caso ha deciso quale di questi mondi numerosi dovesse possedere la sua fiducia1 e che le stesse cause che fanno di lui un cristiano a ,londra ne avrebbero fatto un buddista a ,pekino4 ,tuttavia la cosa in s tanto evidente1 che tutti gli argomenti la potrebbero provare4 ,i secoli non sono pi infallibili degli individui3 ciascun secolo ha professato molte opinioni che i secoli seguenti hanno ritenuto non solamente false1 ma assurde2 ed ugualmente certo che molte opinioni oggi da tutti professate saranno abbandonate dai secoli venturi1 come molte opinioni in altri tempi comuni sono abbandonate dal secolo presente4 ,l'obbiezione che probabilmente si far a questo argomento potrebbe forse prendere la forma seguente4 ,non c' una pretesa pi grande d'infallibilit nell'ostacolo posto alla propagazione dell'errore che in qualunque altro atto dell'autorit4 ,il giudizio dato all'umanit1 perch essa ne faccia uso2 perch se ne pu fare un uso cattivo1 bisogna dire agli uomini ch'essi non se ne dovrebbero servire del tutto8 ,nel proibire quel ch'essi credono dannoso essi non pretendono d'essere esenti d'errore1 essi non fanno che adempire il dovere1 per essi imprescindibile 7sebbene siano fallibili7 di agire secondo la loro convinzione coscienziosa4 ,se poi non dovessimo mai agire secondo le nostre opinioni1 perch le nostre opinioni possono essere false1 noi trascureremmo di curare tutti i nostri interessi1 di compiere tutti i nostri doveri2 un'obbiezione applicabile a qualunque condotta in generale1 non pu essere un'obbiezione forte contro una data condotta in particolare4 ,dovere dei governi e degli individui di formarsi le opinioni pi vicine al vero che sia possibile1 di formarsele accuratamente1 di non imporle agli altri senza essere perfettamente sicuri di aver ragione4 ,ma quando essi ne sono sicuri 7cos parlano i nostri avversari7 non sarebbe coscienziosit ma poltroneria il non agire secondo la propria opinione e lasciar propagarsi liberamente delle dottrine che in coscienza si trovano pericolose al benessere della umanit1 sia in questa1 sia nella vita futura2 e tutto questo perch altri popoli1 in tempi meno illuminati1 hanno perseguitato delle opinioni che oggid si credono vere4 ,i nostri avversari aggiungono3 ci si dir1 guardiamoci dal cadere nello stesso errore4 ,ma i governi e le nazioni hanno commesso degli errori a proposito di altre cose sulle quali si ritiene che possa senza alcun inconveniente essere esercitata l'autorit pubblica2 essi hanno levato delle imposte cattive1 hanno fatto delle guerre ingiuste4 ,e noi dovremo per questo non levar pi alcuna imposta e non far pi delle guerre1 non ostante qualunque provocazione8 ,gli uomini e i governi debbono agire meglio che possono2 la certezza assoluta non c'1 ma ce n' a sufficienza pei bisogni della vita2 e noi possiamo e dobbiamo affermare che la nostra opinione vera per la direzione della nostra condotta e non affermiamo nulla di pi coll'impedire che si pervertisca la societ colla propagazione di opinioni che noi riteniamo false e perniciose4 ,io rispondo che cos si afferma ben di pi4 ,c' una grandissima differenza tra il presumere che una opinione sia vera1 perch1 con tutti i mezzi d'esser confutata1 essa non ha potuto esserlo1 e l'affermare la sua verit allo scopo di non permetterne la confutazione4 ,la libert completa di contraddire e di disapprovare la nostra opinione la condizione appunto che ci permette di affermare la sua verit da un punto di vista pratico2 -- un essere umano non pu avere in altro modo l'assicurazione razionale di esser nel vero4 ,quando noi consideriamo1 vuoi la storia dell'opinione1 vuoi la condotta ordinaria della vita umana1 a che si pu attribuire se l'una e l'altra non sono peggiori di quel che sono8 ,non certamente alla forza inerente all'intelligenza umana1 poich su qualunque soggetto che non sia per s stesso evidente1 una sola persona su cento sar capace di giudicare4 ,ancora3 la capacit di questa unica persona non che relativa2 poich la maggioranza degli uomini eminenti di ciascuna generazione passata ha sostenuto molte opinioni oggid ritenute erronee1 e fatte od approvate molte cose che nessuno oggid giustificherebbe4 ,come avviene dunque che1 dopo tutto1 nella specie umana1 c' una preponderanza di opinioni e di condotta razionali8 ,se questa preponderanza esiste davvero -- ed quanto dev'essere1 a meno che gli affari umani non siano e non siano stati sempre in uno stato quasi disperato -- essa dovuta ad una qualit dello spirito umano1 la sorgente di tutto quanto vi ha di rispettabile nell'uomo1 sia come essere intellettuale1 sia come essere morale3 la possibilit di correggere i propr errori4 ,l'uomo capace di correggere i suoi sbagli con la discussione e l'esperienza4 ,e non con la sola esperienza3 occorre la discussione per vedere come quella si deva interpretare4 ,le opinioni ed i costumi falsi cedono gradualmente davanti al fatto e all'argomento2 ma perch i fatti e gli argomenti producano qualche impressione sullo spirito1 necessario che gli vengano presentati4 ,pochissimi fatti possono dire la loro storia essi stessi1 senza commenti che ne spieghino il significato4 ,poich dunque tutta la forza e tutto il valore del giudizio dell'uomo poggiano su questa propriet ch'egli possiede1 di poter essere corretto quando fuor di strada1 non permesso di porre in esso qualche fiducia se non quando si hanno ben sotto mano i mezzi di raddrizzarlo4 ,come ha fatto un uomo il cui giudizio merita realmente fiducia8 ,egli ha posto attenzione a tutte le critiche sulla sua opinione e sulla sua condotta1 ha avuto per abitudine d'ascoltare tutto quello che si poteva dire contro di lui1 di trarne profitto in quanto era giusto1 e d'esporre a s stesso ed agli altri1 all'occasione1 la falsit di ci che non era se non un sofisma2 egli ha compreso che il solo mezzo col quale un essere umano possa giungere alfine a conoscere a fondo un soggetto quello di ascoltare ci che ne possono dire delle persone di tutte le opinioni1 e di studiare tutti i modi onde esso pu esser lumeggiato dalle diverse intelligenze4 ,mai alcun saggio acquist diversamente la sua saggezza1 e non nella natura dell'intelligenza umana il divenir saggio in altro modo4 ,la costante abitudine di correggere e di completare la propria opinione1 paragonandola con quella degli altri1 lungi dal cagionare dubbio ed esitazione nel metterla in pratica1 il solo fondamento stabile di una giusta fiducia in questa opinione4 ,in realt1 poich l'uomo saggio conosce tutto quello che1 secondo probabilit1 si pu dire contro di lui1 ed ha assicurato la sua posizione contro qualunque avversario1 sapendo che1 lungi dall'evitare le obbiezioni e le difficolt1 egli andato a cercarle e non ha rinunciato ad alcun modo di lumeggiare il soggetto1 quest'uomo ha diritto di pensare che il suo giudizio val meglio che quello di non importa qual persona o quale moltitudine1 la quale non abbia usati gli stessi mezzi4 ,non un pretendere troppo l'imporre al pubblico1 a quest'accolta variopinta di pochi saggi e di molti sciocchi1 le stesse condizioni che gli uomini pi sapienti1 quelli che hanno pi ragione di fidarsi del loro giudizio1 considerano garanzie necessarie alla loro fiducia in loro stessi4 ,la pi intollerante delle chiese1 la chiesa romana cattolica1 anche quando trattasi della canonizzazione di un santo1 ammette ed ascolta pazientemente un avvocato del diavolo2 sembra che i pi santi fra gli uomini non possano essere ammessi ai postumi onori se non quando sia noto e ben ponderato quanto il diavolo pu dire contro di essi4 ,se non fosse stato permesso di porre in dubbio la filosofia di ,newton1 la specie umana non potrebbe con tutta certezza tenerla per vera4 ,le credenze per le quali noi abbiamo le maggiori garanzie non poggiano se non su di una protezione3 l'invito costante al mondo intiero di dimostrare la loro falsit4 ,se la sfida non accettata1 o se essa accettata e la prova non riesce1 noi siamo ancora abbastanza lungi dalla certezza1 ma abbiamo fatto tutto quello che lo stato presente della ragione umana ci permette di fare2 noi non abbiamo trascurato nulla di ci che poteva fornirci un mezzo di raggiungere la verit4 ,e1 restando il campo sempre aperto1 noi possiamo sperare che1 se esiste una verit migliore1 la si trover quando lo spirito umano sar capace di accoglierla2 e1 nell'attesa1 possiamo esser certi di esserci avvicinati alla verit di quanto era possibile nel tempo nostro4 ,ecco tutta la certezza a cui possa arrivare un essere fallibile1 ed ecco la sola strada per arrivarci4 strano che gli uomini riconoscano il valore degli argomenti in favore della libera discussione1 ma che non vogliano saperne di portar questi argomenti alle ultime conseguenze1 non vedendo che1 se queste ragioni non servono anche per un caso estremo1 esse non hanno alcun valore4 ,altra cosa bizzarra3 essi non credono di darsi l'aria d'infallibili1 quando riconoscono che la discussione deve essere libera su tutti i soggetti i quali possano essere dubbiosi1 e pensano1 nello stesso tempo1 che al di sopra della discussione si dovrebbe porre una dottrina1 un punto particolare1 perch esso cos certo444 che quanto dire perch essi sono cos certi che certo6 ,tenere una cosa per certa1 finch esiste un essere umano pronto a negarne la certezza1 se lo potesse1 ma a cui lo si impedisce1 affermare che noi1 e quelli che seguono la nostra opinione1 siamo i giudici della certezza1 e giudichiamo senza sentir tutte e due le campane ,nel nostro secolo1 che si rappresentato come privo di fede ma come pauroso dello scetticismo1 poich gli uomini si sentono assicurati non tanto dalla verit delle loro opinioni quanto dalla loro necessit1 i diritti di un'opinione ad esser protetta contro un pubblico assalto riposano sulla sua importanza per la societ1 piuttosto che sulla sua verit4 ,vi sono -- si va dicendo -- certe credenze cos utili1 per non dire indispensabili al benessere1 che i governi hanno dovere di proteggerle quanto di proteggere qualunque altro degli interessi della societ4 ,in un caso di necessit cos assoluta1 che fa parte cos evidente del loro dovere1 si sostiene che anche qualcosa di meno dell'infallibilit pu permettere ai governi ed anche obbligarli ad agire secondo la loro opinione1 confermata dall'opinione generale della umanit4 ,si dice pure spesso1 e anche pi spesso si pensa questo3 nessuno1 salvo un uomo vizioso1 vorrebbe indebolire tali salutari credenze1 e nulla ci pu essere di male a raffrenare degli uomini viziosi ed a proibire ci ch'essi soli vorrebbero fare4 ,questo modo di pensare fa1 della giustificazione delle restrizioni che alla discussione s'impongono1 una questione non di verit1 ma di utilit1 e si lusinga di sottrarsi in questo modo alla responsabilit della pretesa d'essere infallibile4 ,ma quelli che si contentano di cos poco non si accorgono che la pretesa all'infallibilit semplicemente spostata da un punto ad un altro4 ,l'utilit stessa di una opinione affare di opinione2 essa si presta alla discussione1 e la richiede altrettanto che l'opinione stessa4 ,c' lo stesso bisogno di un giudice infallibile di opinioni per decidere che una opinione dannosa1 come per decidere ch'essa falsa1 quando l'opinione condannata non abbia tutta la facilit di difendersi4 ,ed inutile dire che si pu permettere ad un eretico di sostenere l'utilit o l'innocenza della sua opinione1 sebbene gli s'impedisca di sostenerne la verit3 la verit d'una opinione fa parte della sua utilit3 quando noi vogliamo sapere se sia o no desiderabile che un'opinione sia creduta1 mai possibile d'escludere la considerazione della sua verit o della sua falsit8 ,nell'opinione1 non degli uomini viziosi1 ma dei migliori1 nessuna credenza contraria alla verit pu essere realmente utile2 e potete voi impedire a costoro di fare una tale apologia1 quando siano perseguitati per aver negato qualche dottrina che loro si dice esser utile1 ma ch'essi credono falsa8 ,quelli che seguono le opinioni gi ammesse non trascurano mai di trarre tutto il profitto possibile da questa scusa2 voi non li trovate mai a trattare la questione dell'utilit1 come se la si potesse separare completamente dalla questione della verit4 ,al contrario1 sopratutto perch la loro dottrina la verit1 che indispensabile di conoscerla o di crederci4 ,non vi pu essere discussione leale sulla questione di utilit1 quando una soltanto delle parti pu far uso di un argomento cos vitale4 ,e in linea di fatto1 quando la legge o il sentimento pubblico non permettono di discutere la verit d'un'opinione1 mostrano la stessa tolleranza verso chi negasse la sua utilit3 tutto quello che essi permettono un'attenuazione della sua necessit assoluta o del delitto positivo di negarla4 ,per mostrare pi chiaramente quanto male si faccia col rifiutar d'ascoltare delle opinioni perch noi le abbiamo condannate in anticipazione nel nostro proprio giudizio1 sarebbe desiderabile stabilire la discussione su di un caso determinato4 ,io scelgo di preferenza i casi che mi sono meno favorevoli1 quelli nei quali l'argomento contro la libert di opinione1 e dal punto di vista della verit1 e dal punto di vista della utilit1 considerato come il pi forte4 ,poniamo che le opinioni combattute1 siano la credenza in ,dio o in una vita futura o non importa qual altra fra le dottrine di morale generalmente accettate4 ,dar battaglia su questo terreno come offrire un gran vantaggio a un avversario di mala fede1 poich esso dir sicuramente 7e con lui molte persone che non desiderano punto d'essere in mala fede73 ,queste sono dunque dottrine che voi non ritenete abbastanza certe per esser poste sotto la protezione della legge8 ,la credenza in ,dio una di quelle opinioni di cui non si pu sentirsi sicuro1 senza pretendere all'infallibilit8 ,ma io domando che mi si permetta di notare come il sentirsi certo di una dottrina1 qualunque essa sia1 non ci che io dico pretendere all'infallibilit4 ,io1 con questo1 intendo il mettersi a decidere una tale questione anche per conto degli altri1 senza permetter loro di sentire ci che si pu obiettare dall'altro canto4 ,io non denuncio e non biasimo meno questa pretesa1 se essa si fa innanzi per sostenere le mie pi solenni convinzioni4 ,un uomo ha un bell'essere positivamente convinto1 non soltanto della falsit1 ma anche delle conseguenze perniciose1 non soltanto delle conseguenze perniciose1 ma anche 7per adoperar delle espressioni che io pienamente condanno7 dell'immoralit e della empiet di un'opinione2 se nondimeno1 in conseguenza di questo giudizio personale 7ed anche quando sia pure sostenuto dal giudizio pubblico del suo paese o dei suoi contemporanei71 egli impedisca a questa opinione di parlare in propria difesa1 egli afferma la propria infallibilit4 ,e questa affermazione ben lungi dall'essere meno pericolosa o meno biasimevole perch l'opinione detta immorale od empia2 al contrario1 questo il caso pi fatale di tutti4 ,queste sono precisamente le occasioni in cui gli uomini commettono quegli spaventevoli errori che eccitano la stupefazione e l'orrore della posterit4 ,noi ne troviamo degli esemp memorabili nella storia1 quando vediamo il braccio della legge occupato a distruggere gli uomini migliori e le pi nobili dottrine3 -- e questo1 pur troppo con grande successo quanto agli uomini2 quanto alle dottrine1 parecchie hanno sopravvissuto1 per essere proprio 7quasi per derisione7 invocate in difesa di una simile condotta verso di quelli che non le accettavano1 o che ne rifiutavano la interpretazione comune4 ,non si pu ricordare abbastanza sovente alla specie umana che vi stato un uomo1 il quale si chiam ,socrate1 e che vi fu un memorabile conflitto tra quest'uomo da una parte e le autorit legali e l'opinione pubblica dall'altra4 ,egli era nato in un secolo e in un paese ricchi di grandezze individuali2 la sua memoria ci stata trasmessa da quelli che conoscono meglio lui e l'et che fu sua1 come la memoria dell'uomo pi virtuoso del suo tempo4 ,noi lo conosciamo al tempo istesso come il caposcuola e il prototipo di tutti quei grandi maestri di virt che vennero dopo di lui1 attraverso la sorgente e dell'inspirazione di ,platone e del giudizioso utilitarismo di ,aristotele1 i maestri di color che sanno1 i due creatori di qualunque filosofia1 etica e non etica4 ,questo maestro riconosciuto da tutti i pensatori eminenti a lui posteriori2 quest'uomo la cui gloria sempre crescente da pi che duemila anni supera quella di tutti gli altri nomi che resero illustre la sua citt natale1 fu mandato a morte dai suoi concittadini1 dopo una condanna legale1 come colpevole d'empiet e d'immoralit4 ,empiet1 perch negava gli dei riconosciuti dallo ,stato2 a vero dire il suo accusatore affermava ch'egli non credeva in alcuno 7vedi l',apologia74 ,immoralit1 perch corrompeva la giovent con le sue dottrine e coi suoi insegnamenti4 ,si hanno tutte le ragioni per credere che il tribunale lo abbia trovato1 in coscienza1 colpevole di questi delitti2 ed esso condann ad esser mandato a morte come un volgare malfattore l'uomo che fra i suoi contemporanei era probabilmente il pi benemerito verso la specie umana4 ,passiamo all'altro1 unico esempio d'iniquit giudiziaria per ricordare il quale1 dopo la morte di ,socrate1 non si deva scendere un gradino pi basso4 ,noi alludiamo all'avvenimento che si comp sul ,calvario1 pi che diciotto secoli or sono4 ,l'uomo che lasci in tutti quelli che l'avevano veduto e sentito una tale impressione della sua grandezza morale1 che diciotto secoli hanno reso omaggio a lui come all',onnipotente1 fu condannato a morte ignominiosa4 ,perch8 ,come bestemmiatore4 ,non soltanto gli uomini non riconobbero punto il loro benefattore1 ma lo presero pel contrario esatto di quello ch'egli era1 e lo trattarono come un prodigio d'empiet4 ,ed ora son ritenuti essi come tali1 a cagione del modo con cui lo trattarono4 ,i sentimenti che animano oggi la specie umana a proposito di questi dolorosi avvenimenti1 la rendono estremamente ingiusta nel loro giudizio sugli sciagurati attori4 ,questi1 secondo ogni apparenza1 non erano peggiori della generalit degli uomini3 erano all'incontro uomini che possedevano in modo completo1 pi che completo forse1 i sentimenti religiosi1 morali e patriotici del loro tempo e del loro paese2 di quegli uomini insomma che sono fatti in ogni tempo1 compreso il nostro1 per traversar la vita rispettati e senza macchia4 ,quando il gran sacerdote si stracci gli abiti sentendo pronunciar le parole che1 secondo le idee del suo paese1 costituivano il pi nero dei delitti1 la sua indignazione e il suo orrore erano probabilmente cos sinceri1 come oggi i sentimenti morali e religiosi professati dalla generalit delle persone pie e rispettabili4 ,e molti di quelli che ora fremono della sua condotta1 avrebbero agito esattamente allo stesso modo1 se avessero vissuto in quell'epoca1 e fossero stati ebrei4 ,i cristiani ortodossi che son tentati a credere uomini assai peggiori di loro quelli che lapidarono i primi martiri1 dovrebbero ricordarsi che san ,paolo fu tra questi persecutori4 ,aggiungiamo ancora un esempio3 quello che colpisce pi di tutti1 se vero che l'errore fa tanto maggiore impressione quanto pi grande la saggezza e la virt di chi lo commette4 ,se mai un monarca ebbe ragione di credersi migliore e pi illuminalo di chiunque fra i suoi contemporanei1 fu l'imperatore ,marco ,aurelio4 ,padrone assoluto di tutto il mondo civile1 egli dimostr per tutta la vita non solo la pi pura giustizia1 ma anche ci che meno si sarebbe atteso dalla sua educazione stoica -- il cuore pi tenero4 ,i pochi errori che gli si attribuiscono vengono tutti dalla sua indulgenza1 mentre i suoi scritti1 le pi elevate produzioni morali dell'antichit1 differiscono appena1 se pure ne differiscono1 dai pi caratteristici insegnamenti di ,cristo4 ,quest'uomo1 miglior cristiano in tutto1 tranne che nel senso dogmatico della parola1 della maggior parte dei sovrani ostensibilmente cristiani che regnarono poi1 perseguit il cristianesimo4 ,padrone di tutte le precedenti conquiste dell'umanit1 dotato d'una intelligenza aperta e libera e d'un carattere che lo portava a compenetrare nei suoi scritti morali l'ideale cristiano1 egli tuttavia non vide che il cristianesimo1 coi doveri di cui era cos profondamente penetrato1 era un bene e non un male pel mondo4 ,egli sapeva che la societ d'allora era in uno stato deplorevole4 ,ma per deplorevole che fosse1 egli vedeva o credeva di vedere ch'essa non si poteva con sicurezza salvare da uno stato anche peggiore1 se non colla fede e col rispetto per gli dei tradizionali4 ,come sovrano egli si credeva in dovere di non lasciare che la societ si dissolvesse e non vedeva come1 se si toglievano i legami esistenti1 se ne sarebbero potuti formare degli altri capaci di rattenerla4 ,la nuova religione mirava apertamente a spezzar questi legami2 dunque1 a meno che non fosse suo dovere di adottar questa religione1 sembrava che fosse suo dovere di distruggerla4 ,dal momento che la teologia del cristianesimo non gli sembrava vera n d'origine divina1 dal momento che egli non poteva credere a questa strana istoria d'un ,dio crocifisso1 n prevedere che un sistema riposante su d'una simile base avesse l'influenza rinnovatrice che si sa1 il pi dolce e il pi amabile dei filosofi e dei sovrani1 guidato da un solenne sentimento del dovere1 fu costretto a permettere la persecuzione del ,cristianesimo4 ,a mio vedere1 questo uno dei fatti pi tragici della storia4 triste di pensare come avrebbe potuto esser diverso il nostro cristianesimo1 se la fede cristiana fosse stata adottata come religione dell',impero da ,marco ,aurelio invece che da ,costantino4 ,ma sarebbe ingiustizia e falsit ad un tempo il negare che ,marco ,aurelio1 per punire come fece la propaganda cristiana1 abbia avuto dalla sua tutte le scuse che si possono addurre per punire le dottrine anticristiane4 ,un cristiano crede fermamente che l'ateismo sia un errore e un principio di dissoluzione sociale2 ma ,marco ,aurelio pensava lo stesso del ,cristianesimo3 egli1 che di tutti i viventi allora si sarebbe potuto credere il pi capace di apprezzarlo4 ,dunque1 ogni avversario della libert di discussione si astenga dall'affermare1 ad un tempo1 l'infallibilit propria e quella della moltitudine1 come fece con s miseri risultati il grande ,antonino1 se non si lusinga d'essere pi saggio e pi buono di ,marco ,aurelio1 pi profondamente versato nella sapienza del proprio tempo1 d'uno spirito che meglio di quello si elevi sull'ambiente1 di maggior buona fede nella ricerca della verit o di pi sincero attaccamento alla verit una volta trovata4 ,riconoscendo l'impossibilit di difendere le persecuzioni religiose con argomenti che non bastano a giustificare un ,marco ,aurelio1 i nemici della libert religiosa accettano talvolta1 quando sono messi proprio alle strette1 questa conseguenza2 e dicono col dottor ,johnson che i persecutori del cristianesimo erano nel vero1 che la persecuzione una prova cui la verit deve attraversare e attraversa e sempre con successo1 dappoich1 alla fin dei conti1 le penalit legali sono senza forza contro la verit1 sebbene siano talvolta utili contro errori dannosi4 ,questa forma dell'argomento in favore dell'intolleranza religiosa notevole abbastanza perch ci si trattenga un momento4 ,una teoria la quale sostiene che lecito perseguitare la verit1 perch la persecuzione non le fa danno1 non si pu accusare d'essere a priori ostile all'accoglimento di verit nuove2 ma noi non possiamo lodare la generosit del suo modo d'agire verso le persone a cui la specie umana deve la scoperta di queste verit4 ,rivelare al mondo qualcosa che lo interessa profondamente e ch'esso fino allora ignorava1 provargli ch'esso s' ingannato su qualche punto vitale del suo interesse temporale o spirituale3 ecco il servigio pi importante che un essere umano possa rendere a' suoi simili2 e in certi casi1 come quello dei primi cristiani o dei riformatori1 i seguaci dell'opinione del dottor ,johnson credono che si trattasse del dono pi prezioso che si potesse fare all'umanit4 ,ebbene3 secondo una tal teoria1 trattare come i pi vili delinquenti gli autori di cos grandi benefic e ricompensarli col martirio non un errore e una deplorevole sciagura di cui l'umanit debba fare penitenza col sacco e con la cenere1 ma bens uno stato di cose normale e perfettamente giustificato4 ,colui che propone una verit nuova dovrebbe1 secondo questa dottrina1 presentarsi come faceva presso i ,locresi colui che proponeva una nuova legge3 con una corda al collo1 che si stringeva se per caso la pubblica assemblea1 dopo aver sentite le sue ragioni1 non adottava immediatamente la proposta4 ,non si pu supporre che le persone che difendono questo modo di trattare i benefattori diano un gran valore al beneficio4 ,ed io credo che questa maniera di lumeggiar l'argomento appartenga quasi unicamente a gente persuasa che di verit nuove si poteva aver desiderio in altri tempi1 ma che ora noi ne abbiamo abbastanza4 ,ma sicuramente quest'affermazione che la verit trionfa sempre sulla persecuzione una di quelle comode bugie che gli uomini si ripetono gli uni agli altri finch siano passate in luoghi comuni1 ma che qualunque esperienza pu confutare4 ,la storia ci mostra costantemente la verit ridotta al silenzio dalla persecuzione2 se essa non soppressa per sempre1 pu essere ricacciata indietro di secoli4 ,per non parlar che di opinioni religiose1 la riforma tent di scoppiare per lo meno venti volte prima di ,lutero1 e fu ridotta al silenzio4 ,arnaldo da ,brescia1 fra ,dolcino1 ,girolamo ,savonarola subirono l'estremo supplizio2 gli ,albigesi1 i ,valdesi1 i ,lollardisti1 gli ,hussiti furono distrutti2 anche dopo ,lutero1 dovunque si seppe persistere nella persecuzione1 questa fu vittoriosa2 in ,ispagna1 in ,italia1 in ,fiandra1 in ,austria il protestantesimo fu estirpato2 e probabilissimamente sarebbe accaduto lo stesso in ,inghilterra1 se la regina ,maria avesse vissuto di pi1 o se la regina ,elisabetta fosse morta prima4 ,la persecuzione raggiunse sempre lo scopo1 tranne dove gli eretici formavano un partito troppo potente per essere perseguitato con efficacia3 ,il cristianesimo -- nessuna persona ragionevole pu dubitarne -- avrebbe potuto essere estirpato dall'impero romano2 e se esso si diffuse e divenne predominante fu perch le persecuzioni erano solamente accidentali1 non duravano che poco tempo1 ed erano separate da lunghi intervalli di propaganda1 possiamo dire libera4 pura retorica il dire che la verit1 unicamente come tale1 possiede una forza intima1 che l'errore non ha1 di prevalere contro le prigioni e il rogo2 gli uomini non hanno pi zelo per la verit di quello che1 spesso1 abbiano per l'errore2 ed una sufficiente applicazione di penalit legali o anche soltanto sociali riuscir il pi delle volte ad arrestare il propagarsi sia dell'una sia dell'altro4 ,il vantaggio reale che la verit possiede consiste in questo3 che1 quando un'opinione vera1 si pu ben soffocarla pi volte2 essa riappare di continuo nel corso dei secoli1 fin quando una delle sue riapparizioni cade in un'epoca in cui1 per una serie di circostanze favorevoli1 essa sfugge alla persecuzione1 per tanto tempo almeno1 quanto le basti ad acquistare la forza di poterle resistere pi tardi4 ,ci si dir che noi ora non condanniamo pi a morte quelli che introducono delle nuove opinioni2 non siamo come i nostri padri1 che massacravano i profeti3 anzi1 fabbrichiamo loro dei sepolcri4 vero1 noi non mettiamo a morte gli eretici1 e tutte le pene che il sentimento moderno potrebbe tollerare1 anche contro le opinioni pi odiose1 non basterebbero ad estirparle4 ,ma non ci lusinghiamo di essere gi sfuggiti all'onta della persecuzione legale6 ,la legge permette ancora delle penalit contro le opinioni o per lo meno contro la loro espressione1 e l'applicazione di queste penalit non una cosa talmente senza esempio che si possa far conto con certezza di non vederle mai rivivere in tutto il loro vigore4 ,l'anno #aheg1 alle ,assise d'estate della ,contea di ,cornovaglia1 un uomo disgraziato ma di condotta irriprovevole1 si dice1 in tutte le relazioni della vita fu condannato a venti mesi di carcere per aver pronunciato e scritto su di una porta alcune parole offensive pel cristianesimo#b4 ,un mese dopo1 a ,old-,bailey1 due persone in due occasioni separate1 furono rifiutate come giurati#c ed una di esse fu grossolanamente insultata dal giudice e da uno degli avvocati1 perch dichiar onestamente di non aver alcuna fede religiosa4 ,per la stessa ragione si rifiut a una terza persona1 uno straniero#d1 di fargli giustizia contro un ladro4 ,questo rifiuto di riparazione ebbe luogo in virt della dottrina legale che una persona la quale non crede in ,dio 7non importa in qual ,dio7 e in una vita futura non pu esser ammessa a prestare testimonianza in giudizio2 ci quanto dichiarare che queste persone sono fuori della legge1 private della protezione dei tribunali1 e che non soltanto si pu farne impunemente la vittima di furti o di vie di fatto1 se esse non hanno altri testimoni che se stessi o gente della loro opinione2 ma che anche tutto il mondo deve subire di questi attentati1 dal momento che la prova dipende unicamente dalla loro testimonianza4 ,questo fondato sulla presunzione che il giuramento di una persona che non crede a una vita futura senza valore2 proposizione che mostra una ignoranza grande della storia in quelli che lo ammettono 7poich storicamente provato che a tutte le epoche una grande quantit di miscredenti furono uomini di rara integrit ed onorabilit72 e per sostener la quale bisognerebbe non sapere neppur lontanamente quante persone riputate nel mondo per le loro virt e pel loro ingegno siano ben conosciute1 almeno dai loro intimi amici1 come non aventi alcuna credenza4 ,questa regola inoltre si distrugge da s2 sotto pretesto che gli atei debbono essere mentitori1 essa ammette la testimonianza di tutti gli atei capaci di mentire1 e rifiuta soltanto quelli che sfidano la disgrazia di confessare pubblicamente una opinione detestata piuttosto che affermare una menzogna4 ,una regola che si abbatte cos da s1 dal punto di vista dello scopo che si propone1 non pu essere mantenuta che come un tributo d'odio1 un resto di persecuzione3 con questa particolarit1 che la ragione per incorrervi la prova ben certa che non la si merita punto4 ,questa regola e la teoria ch'essa implica non sono meno offensive per i credenti che pei miscredenti2 poich se colui che non crede ad una vita futura necessariamente un mentitore1 naturalmente quelli che ci credono non sono trattenuti dal mentire -- se pure lo sono -- che dal timore dell'inferno4 ,noi non faremo agli autori e ai seguaci di questa regola l'ingiuria di supporre che l'idea ch'essi si sono formata della virt cristiana sia tratta dalla loro propria coscienza4 ,in verit1 questi non sono che dei lembi e dei resti di persecuzione e si pu considerarli non come un indizio del desiderio di perseguitare1 ma piuttosto come esemp di una infermit molto frequente negli spiriti inglesi1 che fa provare ad essi un piacere assurdo ad affermare un cattivo principio1 anche quando non siano pi abbastanza malvagi per desiderare realmente di metterlo in pratica4 ,ma pur troppo non si pu esser sicuri se continuer o no1 nello stato dello spirito pubblico1 questa sospensione delle pi odiose forme di persecuzione legale1 che dura da circa sessant'anni3 nel nostro secolo1 la quieta superficie della routine turbata da tentativi fatti altrettanto spesso per risuscitare dei mali passati che per introdurre dei beni nuovi4 ,quello di cui ora ci si vanta come del rinascere della religione1 sempre almeno altrettanto1 negli spiriti angusti ed incolti1 il rinascere del fanatismo2 e quando c' nel sentimento di un popolo il lievito permanente e potente d'intolleranza che ferment in ogni tempo in mezzo alle classi medie del nostro paese1 non occorre molto per sospingerlo a perseguitare attivamente quelli ch'essi non hanno mai cessato di considerare degni di persecuzione#e4 ,poich sono proprio le opinioni dagli uomini professate e i sentimenti ch'essi nutrono a proposito dei dissidenti1 quanto alle credenze stimate importanti1 che fanno di questo paese un luogo dove la libert del pensiero non esiste4 ,gi da molto tempo1 l'unico torto delle penalit legali quello di sostenere e di rafforzare lo stigmate sociale4 ,questo stigmate soltanto veramente efficace2 e lo talmente1 che in ,inghilterra assai meno di frequente si professano le opinioni messe al bando della societ1 di quello che in altri paesi si confessino le opinioni che portano per conseguenza punizioni legali4 ,per tutte le persone1 eccettuate quelle che la fortuna ha reso indipendenti dal giudizio degli altri1 l'opinione su questo soggetto altrettanto efficace quanto la legge3 gli uomini potrebbero allo stesso modo essere imprigionati che privati dei mezzi di guadagnarsi il pane4 ,coloro che hanno il pane assicurato1 e che non attendono il favore1 n degli uomini al potere1 n di alcun corpo1 n del pubblico1 non hanno nulla a temere per una dichiarazione franca di non importa quale opinione -- salvo che di essere un po' bistrattati nel pensiero e nelle parole degli altri3 per sopportar la qual cosa non occorre loro un grande eroismo3 non c' alcun appello ad misericordiam in favore di tali persone4 ,ma1 sebbene noi non infliggiamo dei mali cos grandi come un tempo a quelli che come noi non pensano1 pure danneggiamo noi stessi come1 forse1 non abbiamo mai fatto1 col nostro modo di trattarli4 ,socrate fu condannato a morte1 ma la sua filosofia si elev come il sole nei cieli e diffuse la sua luce per tutto il firmamento intellettuale2 i cristiani furono dati in pasto a' leoni1 ma la chiesa cristiana divenne un albero magnifico1 che super gli alberi pi vecchi e meno vigorosi e li soffoc dell'ombra sua4 ,la nostra intolleranza1 puramente sociale1 non uccide alcuno1 non estirpa alcuna opinione1 ma costringe gli uomini a nascondere le loro opinioni o ad astenersi da qualunque sforzo efficace per diffonderle4 ,con noi1 le opinioni eretiche non guadagnano e neppure perdono molto terreno a ciascuna dcade o a ciascuna generazione2 ma non brillano mai di vivo splendore1 e continuano a covare in quella ristretta cerchia di pensatori e sapienti d'onde esse sono uscite1 senza mai proiettare sulle cose umane una luce1 sia vera1 sia falsa4 ,e cos si mantiene uno stato di cose soddisfacentissimo per una certa qualit di spiriti1 perch esso conserva tutte le opinioni preponderanti in una calma apparente1 senza la spiacevole formalit di condannare alcuno alla multa o alla prigione1 mentre non proibisce assolutamente l'uso della ragione ai dissidenti afflitti dalla malattia del pensiero3 sistema ottimo per mantener la pace nel mondo intellettuale1 e per lasciar che le cose vadano press'a poco col3 cos faceva mio padre4 ,ma il prezzo di questo modo di pacificazione il sacrificio completo di tutto il coraggio morale dello spirito umano3 uno stato di cose in conseguenza del quale la maggior parte degli spiriti attivi ed investigatori trovano utile di tenere per s i veri motivi delle loro convinzioni1 e si sforzano1 parlando in pubblico1 di adattare quel che possono del loro modo di pensare a premesse che1 nel loro interno1 essi negano1 non pu produrre di quei caratteri franchi e arditi1 di quelle intelligenze logiche e sode che in altri tempi ornarono il mondo dei pensatori4 ,la specie d'uomini che si pu attendere sotto questo regime presenta o dei semplici schiavi del luogo comune o dei servitori guardinghi della verit1 i cui argomenti sopra tutti i grandi soggetti sono proporzionati al loro uditorio1 e non sono quelli di cui essi stessi si appaghino4 ,gli uomini che evitano questa alternativa ci riescono limitando il loro pensiero e il loro interessamento a quelle cose di cui si pu parlare senza arrischiarsi nella region dei princip2 cio ad un piccolo numero di materie pratiche che riescirebbero a grandi cose per s stesse1 se l'intelligenza umana acquistasse forza e vastit1 e che non vi riusciranno mai fintanto che quello che rafforzerebbe ed estenderebbe lo spirito umano -- un libero ed audace esame dei soggetti pi elevati -- lasciato in abbandono4 ,gli uomini agli occhi dei quali questo silenzio degli eretici non un male dovrebbero considerare anzitutto che1 in conseguenza di un tal silenzio1 le opinioni eterodosse non sono mai discusse e approfondite in modo leale1 cosicch quelle fra esse che non potrebbero sostenere una tale discussione non iscompajono1 per quanto forse s'impedisca ad esse di estendersi4 ,ma non allo spirito degli eretici che nuoce di pi la proibizione di tutte le ricerche le cui conclusioni non sono ortodosse2 quelli che ne soffrono di pi sono gli ortodossi stessi1 il cui sviluppo intellettuale impacciato e la cui ragione raffrenata dal timor dell'eresa4 ,chi pu calcolare tutto ci che il mondo perde con una tale quantit di belle intelligenze alleate a caratteri timidi1 che non osano abbandonarsi a un modo di pensare ardito1 vigoroso1 indipendente1 per paura di giungere ad una conclusione irreligiosa o immorale agli occhi di qualcuno8 ,e voi vedete qualche volta un uomo profondamente coscienzioso1 d'un'intelligenza sottile e raffinata1 che passa la vita a sofisticare colla intelligenza1 che egli non pu ridurre al silenzio1 e che esaurisce tutte le qualit dello spirito per conciliare le inspirazioni della sua coscienza e della sua ragione con l'ortodossia1 cosa a cui1 dopo tutto1 egli forse non riesce4 ,nessuno pu essere grande pensatore se non considera come suo primo dovere1 in qualit di pensatore1 di seguire la sua intelligenza dovunque essa lo possa condurre2 la societ guadagna sempre di pi anche dagli errori d'un uomo il quale1 dopo lo studio e la preparazione voluta1 pensa con la sua testa1 che dalle opinioni giuste di quelli che le professano soltanto perch non si permettono di pensare4 ,non gi che la libert di pensiero sia necessaria unicamente o principalmente per formare dei grandi pensatori2 anzi1 essa altrettanto ed anche pi indispensabile per rendere la media degli uomini capace di raggiungere l'altezza intellettuale che la loro attitudine comporta4 ,ci sono stati1 ci potranno essere ancora dei grandi pensatori individuali in un'atmosfera di generale schiavit dell'intelligenza2 ma non c' mai stato e non ci sar mai1 in questa atmosfera1 un popolo intellettualmente attivo4 ,dovunque un popolo ha posseduto temporaneamente questa attivit1 ci avvenne perch il timore delle speculazioni eterodosse era1 per qualche poco1 sospeso2 ma dove sottinteso tacitamente che i princip non devono essere discussi1 dove la discussione sulle pi grandi questioni che possano occupare l'umanit considerata come chiusa1 non si pu certo aspettarsi di trovare quel livello elevato d'attivit intellettuale che ha reso cos notevoli certe epoche della storia4 ,mai lo spirito di un popolo fu rinnovato fino dai fondamenti1 mai fu dato l'impulso che eleva anche gli uomini dell'intelligenza pi ordinaria alla dignit di esseri pensanti1 l dove la discussione evitava gli argomenti vasti ed importanti abbastanza per suscitar l'entusiasmo4 ,l',europa ne ha viste parecchie1 di queste epoche brillanti3 la prima1 subito dopo la ,riforma2 un'altra1 sebbene limitata al continente ed alla classe pi colta1 durante il movimento speculativo della seconda met del secolo decimottavo1 ed una terza1 di durata ancora pi corta1 nel fermento intellettuale di ,germania1 al tempo di ,goethe e di ,fichte4 ,queste tre epoche differiscono enormemente quanto alle opinioni particolari ch'esse svilupparono1 ma si rassomigliano in questo3 che1 durante tutte e tre1 il giogo dell'autorit fu spezzato2 durante ciascuna di esse1 un vecchio dispotismo intellettuale era stato detronizzato e non era ancora stato sostituito da uno nuovo4 ,l'impulso dato da ciascuna di queste tre epoche ha fatto dell',europa ci ch'essa ora2 qualunque progresso si prodotto1 sia nello spirito1 sia nelle instituzioni umane1 risale in modo evidente all'una o all'altra di queste epoche2 ma tutto1 da qualche tempo1 accenna a dimostrare che questi tre impulsi hanno quasi perduta la forza loro e che noi non possiamo attenderci un nuovo slancio1 prima di aver di bel nuovo conquistata la nostra libert intellettuale4 ,passiamo ora alla seconda parte dell'argomento4 ,abbandonando l'ipotesi che le opinioni comunemente accettate possano essere false1 ammettiamo ch'esse siano vere1 ed esaminiamo che cosa valga la maniera in cui probabilmente saranno professate1 se la loro verit non liberamente ed apertamente combattuta4 ,per quante difficolt abbia una persona a riconoscere la possibilit che un'opinione a cui essa fortemente attaccata sia falsa1 dovrebbe per esser colpita dall'idea che1 per vera che sia quest'opinione1 la si considerer come un dogma morto e non come una verit viva e vitale1 se non la si pu discutere completamente1 arditamente e di spesso4 ,c' una classe di persone 7fortunatamente non proprio cos numerosa come un tempo7 a cui basta che gli altri si schierino fra i loro seguaci1 anche quando essi non conoscano punto i motivi di questa opinione e siano incapaci di difenderla contro le obbiezioni pi superficiali4 ,quando tali persone sono giunte a far insegnare dall'autorit il loro credo1 esse pensano naturalmente che dal permetterne la discussione non pu derivare che male4 ,dovunque domina la loro influenza1 rendono quasi impossibile di confutare con saggezza e cognizione di causa l'opinione comune1 sebbene si possa ancora confutarla inconsideratamente e con ignoranza1 poich impedire completamente la discussione impossibile2 e se essa giunge a farsi strada1 alcune credenze che non sono fondate sulla persuasione cederanno facilmente davanti alla pi leggiera parvenza d'argomento4 ,ora1 pure escludendo anche questa possibilit1 pure ammettendo che l'opinione vera rimanga nello spirito2 se essa vi rimane allo stato di pregiudizio1 di credenza che non iscaturisce da un'argomentazione n dalla prova di una argomentazione1 non questo il modo con cui un essere ragionevole deve professare la verit4 ,la verit cos professata non che una superstizione di pi che per caso si appiccica a parole enuncianti una verit4 ,se l'intelligenza e il giudizio della specie umana debbono essere coltivati -- una cosa che almeno i protestanti non negano -- queste facolt non si possono meglio esercitare che su argomenti i quali interessano l'uomo tanto da vicino1 da ritenersi necessario per lui di avere delle opinioni in proposito4 ,se la coltura del nostro giudizio deve preferire l'una piuttosto che l'altra cosa1 preferir sopratutto di conoscere i motivi delle nostre opinioni4 ,tutto quel che si pensa sopra argomenti intorno ai quali il pensar giusto della massima importanza1 si dovrebbe almeno saper difendere contro le obbiezioni comuni4 ,qualcuno per altro ci dir forse3 ,s'insegnino pure agli uomini i motivi delle loro opinioni4 ,poich non si sono mai sentite discutere1 non se ne pu dedurre che esse saranno nella memoria soltanto e non nell'intelligenza4 ,coloro che imparano la geometria non fanno che imparare i teoremi1 ma comprendono ed imparano al tempo istesso le dimostrazioni3 e sarebbe assurdo dire che essi rimangono ignoranti dei principi delle verit geometriche perch non li sentono mai negati e neppure discussi4 ,senza dubbio alcuno1 un insegnamento di questo genere basta per un argomento come le scienze matematiche1 in cui nulla affatto vi a dire sul lato falso della questione4 ,quello che ha di particolare l'evidenza delle verit matematiche che gli argomenti sono tutti da una parte2 non v' obbiezioni1 non v' risposta alle obbiezioni4 ,ma in qualunque soggetto sul quale possibile una divergenza di opinioni1 la verit esce da un equilibrio1 che si dee conservare1 tra due sistemi di ragioni contraddittorie4 ,anche nella filosofia naturale c' sempre qualche diversa spiegazione possibile dei medesimi fatti2 qualche teoria geocentrica in luogo di una teoria eliocentrica1 la teoria del flogistico in luogo della teoria dell'ossigeno2 e bisogna dimostrare perch quest'altra teoria non possa esser la buona1 e1 finch non sappiamo come ci si dimostri1 noi non intendiamo i motivi della nostra opinione4 ,ma se poi ci volgiamo a soggetti infinitamente pi complicati1 alla morale1 alla religione1 alla politica1 alle relazioni sociali e agli affari della vita -- tre quarti degli argomenti in favore di ciascuna opinione discussa consistono nel distruggere le apparenze che militano per l'opinione opposta4 ,secondo la sua testimonianza1 il secondo fra i grandi oratori dell'antichit studiava sempre la causa del suo avversario con attenzione uguale1 se non maggiore1 di quella con cui studiava la propria3 ci che ,cicerone faceva per ottenere un successo nel foro1 deve essere imitato da quanti studiano un argomento1 a fine di arrivare alla verit4 ,l'uomo che non conosce se non il suo proprio parere1 conosce ben poco2 le sue ragioni possono anche esser buone1 e pu darsi che nessuno sia capace di confutarle3 ma se egli ugualmente incapace di confutare le ragioni della parte avversaria1 s'egli non le conosce neppure1 non ha motivo per preferire un'opinione all'altra4 ,la sola cosa razionale che quest'uomo possa fare di sospendere il suo giudizio2 ove non si contenti di questo1 egli o guidato dall'autorit1 o adotta1 come accade in generale1 la parte verso cui si sente pi inclinato4 ,e non basta che un uomo ascolti gli argomenti dei suoi avversar dalla bocca dei propr maestri1 presentati e posti come vogliono costoro e accompagnati da ci ch'essi dnno per confutazione2 non questo il modo di dar buon giuoco a questi argomenti o di mettere il proprio spirito in vero contatto con essi4 ,si devono ascoltare dalla bocca di quelle stesse persone che ci credono1 che li difendono in buona fede e con tutte le loro forze3 si devono conoscere sotto le loro forme pi plausibili e pi persuasive2 si deve sentire in tutta la sua forza la difficolt che rende complicato1 arruffato il soggetto messo in tutta la sua luce4 ,altrimenti facendo1 mai un uomo possieder quella parte di vero che sola capace di affrontare e vincere le difficolt4 ,il novanta per cento dei cos detti uomini colti1 anche di quelli che possono correntemente discutere delle loro idee1 si trovano in questa bizzarra condizione4 ,la loro conclusione pu esser vera1 ma potrebbe anche esser falsa senza ch'essi lo sospettassero2 essi non si sono messi mai nella posizione mentale di quelli che pensano altrimenti da loro e non hanno mai meditato ci che tali persone avrebbero a dire3 di conseguenza essi non conoscono1 nel vero senso di questa parola1 la dottrina che professano2 non conoscono le parti della loro dottrina che spiegano e giustificano il resto1 le considerazioni che mostrano come due fatti in apparenza contraddittori siano conciliabili1 o come di due ragioni che sembrano fortissime ambedue1 l'una debba esser preferita all'altra4 ,tali uomini sono estranei a tutta quella parte di verit che1 per uno spirito davvero illuminato1 quella che grava sulla bilancia e decide il giudizio4 ,del resto1 quelli soltanto conoscono realmente1 che hanno ascoltato le due parti con imparzialit e che si son provati a vederne le ragioni sotto la forma pi evidente4 ,questa disciplina tanto essenziale ad una giusta comprensione dei soggetti morali ed umani1 che1 se per le verit importanti non esistono avversari1 si devono imaginare e fornir loro gli argomenti pi forti che mai possa trovare il pi abile avvocato del diavolo4 ,per diminuire la forza di queste considerazioni1 forse un nemico della libera discussione dir3 ,non necessario per l'umanit in generale di conoscere e di comprendere tutto quello che pu esser detto pro e contro le sue opinioni dai filosofi e dai teologi2 non indispensabile per la comune degli uomini di poter confutare tutti gli errori e tutti i sofismi d'un abile avversario3 basta che vi sia sempre qualcuno capace di rispondere affinch sia confutato tutto quello che potrebbe ingannare le persone incolte4 ,gli spiriti ordinari1 conoscendo i principi evidenti delle verit ch'essi professano1 possono1 pel resto1 fidarsi dell'autorit2 essi non hanno punto -- e lo sanno bene -- la scienza e l'ingegno necessari a risolvere tutte le difficolt che si potrebbero elevare3 e la sicurezza che queste possono esser risolte da coloro che se ne occupano di proposito deve bastare alla loro tranquillit4 ,anche accordando a questo modo di pensare tutto quello che in suo favore possono domandare coloro a cui non gran sacrificio credere la verit senza comprenderla perfettamente1 i diritti dell'uomo alla libera discussione non ne sono per nulla indeboliti2 poich1 secondo questa stessa dottrina1 l'umanit dovrebbe avere la ragionevole sicurezza che a tutte le obbiezioni si risposto in modo soddisfacente4 ,ora1 come si pu ad esse rispondere1 se non se ne deve parlare8 ,o come si pu sapere che la risposta soddisfacente1 se coloro che sollevano obbiezioni non hanno potuto dire che essa non lo era8 ,i filosofi e i teologi che debbono risolvere le difficolt1 se non il pubblico1 dovranno prendere dimestichezza con tali difficolt sotto la loro forma pi terribile1 e per questo occorre che le si possano esporre liberamente e mostrare sotto il loro aspetto pi vantaggioso4 ,la ,chiesa cattolica tratta a suo modo questo imbarazzante problema3 tracciando una linea di demarcazione bene spiccata tra quelli che debbono accettare le sue dottrine come materia di fede e quelli che le possono adottare per convinzione4 ,in realt1 essa non permette ad alcuno di fare una scelta di ci che egli accetter2 ma il clero1 l almeno ov'esso merita la sua piena fiducia2 ha licenza1 ed anzi si fa un merito1 col prender conoscenza degli argomenti degli avversari affine di rispondere ad essi3 pu per conseguenza leggere i libri eretici3 i laici non lo possono senza uno speciale permesso1 ottenuto assai difficilmente4 ,questa disciplina considera come utile agli insegnanti di conoscere la causa avversa1 dando cos all'lite pi coltura di spirito1 se non maggiore libert1 che alla massa4 ,con questo mezzo1 essa riesce ad ottenere quella specie di superiorit intellettuale che a raggiungere il suo scopo si richiede2 poich1 sebbene la coltura senza la libert non abbia mai fatto uno spirito vasto e liberale1 pure si pu ottenere un abile nisi prius avvocato d'una causa4 ,ma questo vantaggio negato ai paesi che professano il protestantesimo1 poich i protestanti sostengono1 in teoria almeno1 che la responsabilit della scelta di una religione deve pesare su ogni individuo1 e non pu essere rigettata sugl'insegnanti4 ,del resto1 nello stato presente del mondo1 praticamente impossibile che le opere lette dalle persone colte siano ignorate dagli altri4 ,se gl'institutori dell'umanit devono essere competenti su tutto quello ch'essi son tenuti a sapere1 deve essere anche permesso di tutto scrivere e di tutto pubblicare liberamente4 ,tuttavia se1 quando le opinioni comunemente accette son vere1 l'assenza della libera discussione non cagionasse altro male tranne quello di lasciar gli uomini nella ignoranza dei princip di tali opinioni1 si potrebbe considerarla come un male non morale1 ma semplicemente intellettuale e che non tocca per niente il valore delle opinioni quanto alla loro influenza sul carattere4 ,ma la verit che l'assenza di ogni discussione fa dimenticare non soltanto i principi1 ma troppo spesso il senso medesimo dell'opinione2 le parole che l'esprimono cessano di suggerire delle idee1 o suggeriscono soltanto una piccola parte di quelle che originariamente sapevan fornire4 ,in luogo di una concezion forte e di una credenza vivente1 non resta che qualche frase ritenuta per abitudine1 o1 se si ritiene qualcosa del significato1 soltanto il guscio e la scorza3 la pi pura intima essenza va perduta4 ,la grande importanza che questo fatto ha nella storia degli uomini non sar mai troppo seriamente studiata e meditata4 ,lo si vede nella storia di tutte le dottrine morali e di tutte le credenze religiose4 ,piene di vita e di significato per quelli che le creano e pei discepoli immediati dei creatori1 esse continuano ad esser comprese altrettanto chiaramente1 se non pi1 finch dura la lotta per dare alla dottrina o alla credenza la supremazia sulle altre4 ,alla fine1 o essa la vince e divien l'opinione dominante1 o il suo progresso si arresta3 essa conserva il terreno conquistato1 ma cessa di estendersi3 quando l'uno o l'altro di questi due risultati divenuto evidente1 la controversia sul soggetto diminuisce e s'estingue gradualmente4 ,la dottrina ha preso il suo posto1 se non come un'opinione accetta all'universale1 almeno come una delle sette o delle divisioni d'opinioni tollerate3 quelli che la professano l'hanno1 in generale1 ereditata e non l'hanno adottata2 ed essendo divenute allora fatti eccezionali le conversioni da una ad altra dottrina1 i loro seguaci si danno ben poca pena per convertire4 ,in luogo d'essere1 come da principio1 costantemente sul chi vive1 sia per difendersi contro il mondo1 sia per conquistarlo1 essi sono giunti ad una inerte fiducia1 e mai1 finch possono1 ascoltano degli argomenti contro la loro credenza1 n incalzano i dissidenti 7se ve ne sono7 con argomenti in favore di essa4 ,da questo istante si pu di solito datare il principio della decadenza del potere vivente di una dottrina4 ,noi sentiamo spesso quelli che insegnano le credenze religiose lamentare la difficolt di far nascere nello spirito dei credenti una concezione viva della verit che essi nominalmente riconoscono1 in modo che questa possa influire sui loro sentimenti e avere un reale impero sulla loro condotta4 ,nessuno si lagna certo di tale difficolt finch la credenza lotta ancora per istabilirsi2 allora i pi deboli combattenti sanno essi pure e sentono lo scopo della lotta1 e conoscono il divario che vi tra le loro dottrine e le altrui4 ,cos pure si pu1 in quest'epoca in cui la credenza vive1 trovare un numero di persone che ne abbiano effettuato i principi fondamentali sotto tutte le forme del pensiero1 che li abbiano esaminati e pesati sotto tutti i loro aspetti importanti1 e che abbian provato1 quanto al carattere1 tutto l'effetto che la fede in tale dottrina doveva produrre su di uno spirito profondamente di essa penetrato4 ,ma quando essa passata allo stato di credenza ereditaria ed accettata passivamente e non attivamente1 quando lo spirito non pi cos strettamente obbligato a concentrare tutte le sue facolt sulle questioni che la sua credenza gli pone1 v' una tendenza crescente a non ritenere che le formule della credenza stessa o anche a darvi un assenso inerte e indifferente4 ,si crede che lo accettarla come materia di fede esoneri dal praticarla in coscienza o dal farne la prova colla esperienza personale2 e infine viene un momento in cui ogni rapporto quasi dispare tra questa credenza e la vita interiore dell'essere umano4 ,allora si vede1 ci che quasi generale oggi1 la credenza religiosa rimanere1 per cos dire1 all'estremo dello spirito1 pietrificata oramai contro tutte le altre influenze che s'indirizzano alle parti elevate della nostra natura2 essa manifesta il suo potere coll'impedire a qualunque convinzione nuova e vivente di penetrarvi2 ma non fa1 di per s1 per lo spirito e pel cuore1 null'altro che stare di guardia per conservarli vuoti4 ,si pu vedere fino a qual punto le dottrine in s capaci di produrre la pi profonda impressione sullo spirito possano restarvi allo stato di credenze morte1 senza mai essere comprese dall'imaginazione1 dal sentimento o dall'intelligenza1 quando si esamina come la maggioranza dei credenti professa il cristianesimo4 ,io intendo qui per cristianesimo ci che tenuto per tale da tutte le chiese e da tutte le sette3 le massime e i precetti contenuti nel ,nuovo ,testamento4 ,tutti i cristiani professanti li considerano come sacri e li accettano come legge2 tuttavia1 la pura verit che non c' forse un cristiano su mille che diriga o giudichi la sua condotta individuale secondo queste leggi3 il modello a cui ciascuno d'essi s'inspira il costume della propria nazione1 classe o setta religiosa4 ,e cos egli ha1 da una parte1 una raccolta di massime morali che la divina saggezza1 secondo lui1 si degnata di trasmettergli come regola di condotta2 e dall'altra un insieme di giudizio e di pratiche abituali che s'accordano abbastanza bene con qualcuna di queste pratiche1 meno bene con qualche altra1 che sono direttamente opposte ad altre ancora1 e che formano insomma un mezzo termine tra la credenza cristiana e gli interessi e le suggestioni della vita del mondo4 ,al primo di questi modelli il cristiano presta il suo omaggio2 al secondo la sua vera obbedienza4 ,tutti i cristiani credono che i poveri1 gli umili1 quanti insomma il mondo bistratta1 sono ben felici2 ch' pi facile a un camello passare per la cruna d'un ago di quello che sia ad un ricco entrare nel regno de' cieli2 che non devono giudicare per timore d'esser giudicati essi stessi2 che non devono giurare2 che devono amare il prossimo come s stessi2 che se alcuno si prende il loro mantello1 essi devono dargli anche la loro veste2 che per essere perfetti devono vendere tutto quello che hanno e darlo ai poveri4 ,i cristiani non mentono quando dicono di credere a queste cose3 vi credono come a cose che hanno sempre sentito lodare e mai sentito discutere4 ,ma1 se per fede vivente s'intende quella che regola di condotta1 essi credono a queste dottrine appunto per quel tanto che si ha l'abitudine di agire seguendole4 ,le dottrine1 nella loro integrit1 hanno il loro pregio per lapidare gli avversari1 ed sottinteso che le si devono citare1 per quanto possibile1 come i motivi di tutto quello che gli uomini fanno o credono fare di lodevole3 ma chi ricordasse loro che queste massime esigono una quantit di cose che essi non pensano e non penseranno mai di fare1 non vi guadagnerebbe che d'esser posto nel novero di quelle persone impopolari che affettano d'essere migliori degli altri4 ,le dottrine non hanno nessuna presa sui credenti ordinari1 nessun potere sui loro spiriti2 essi hanno un rispetto abituale pel suono delle dottrine1 ma non gi il sentimento che dalle parole va al fondo delle cose1 costringendo lo spirito a prendere quest'ultime in considerazione1 e tenerle come base di condotta4 ,tutte le volte che si tratta di condotta1 gli uomini si guardano intorno per sapere da ,a1 o da ,b1 fino a che punto essi debbano obbedire a ,cristo4 ,noi possiamo star sicuri che tutto l'opposto accadeva tra i primi cristiani2 se fosse stato allora come oggi1 mai il cristianesimo sarebbe divenuto1 da setta oscura d'un popolo disprezzato1 la religione ufficiale dell',impero4 ,quando i loro nemici dicevano3 ,vedete come i cristiani si amano gli uni gli altri1 7osservazione che nessuno1 evidentemente1 oggi farebbe7 i cristiani sentivano certo pi vivamente la portata della loro credenza di quel che in qualunque tempo dappoi4 ,ed senza dubbio per questo che il ,cristianesimo fa oggid cos scarsi progressi e si trova1 dopo diciotto secoli1 press'a poco limitato agli ,europei e ai discendenti degli ,europei4 ,accade sovente1 anche alle persone rigorosamente religiose1 a quelle che prendono le loro dottrine sul serio e che vi attribuiscono maggior significato di quanto in generale si fa1 d'aver presente allo spirito in modo attivo solamente quella parte della dottrina1 aggiunta da ,calvino o da ,knox o da qualche altra simile persona d'un carattere pi analogo al loro3 gli insegnamenti di ,cristo coesistono passivamente nel loro spirito1 producendovi un effetto appena superiore a quello della meccanica audizione di parole cos dolci4 ,vi sono senza dubbio molte ragioni perch le dottrine che stanno sulla bandiera d'una setta particolare abbiano una vitalit maggiore di quella delle dottrine comuni a tutte le sette riconosciute1 e perch coloro che tali dottrine insegnano si diano maggior cura per inculcarne tutto il significato2 -- ma la ragion principale che queste dottrine sono pi discusse1 e debbono pi spesso difendersi contro aperti avversar4 ,dacch non v' pi nemico a temere1 e quelli che insegnano e quelli che imparano possono1 al loro posto1 addormentarsi4 ,lo stesso vero in generale trattandosi di qualunque dottrina tradizionale3 quelle di prudenza e di conoscenza della vita cos come quelle di morale o di religione4 ,tutte le lingue e tutte le letterature abbondano di osservazioni generali sulla vita e sul modo di comportarvisi2 osservazioni che ciascuno conosce1 che ciascuno ripete o ascolta pienamente consentendo1 che si ritengono assiomatiche1 e di cui tuttavia in generale non s'impara il vero significato che quando l'esperienza li trasforma per noi in realt1 e quasi sempre a nostre spese4 ,quante volte una persona1 provando un dolore o un contrattempo1 non si ricorda qualche proverbio o qualche motto che glie lo avrebbe risparmiato1 s'egli ne avesse sempre cos bene compreso il significato6 ,ad onor del vero1 per questo vi sono altre ragioni oltre l'assenza di discussione2 vi sono molte verit di cui non si pu comprendere il senso che quando l'esperienza personale ce l'ha insegnato4 ,ma anche di quelle il significato sarebbe stato pi o meno compreso1 se l'uomo fosse stato avvezzo a sentir discutere il pro e il contro dai competenti4 ,la fatale tendenza della specie umana a lasciar da parte una cosa dacch essa non pi messa in dubbio ha causata la met dei suoi errori3 un autore contemporaneo ha descritto bene il sonno profondo d'un'opinione fatta1 e fermata nel suo cammino4 ,ma dunque ci chieder qualcuno l'assenza di unanimit una condizione indispensabile al vero sapere8 necessario che una parte di umanit persista nell'errore perch l'altra possa comprendere la verit8 ,e una credenza cessa d'esser vera e vitale non appena generalmente accettata8 ,e una proposizione non mai completamente compresa e sentita1 se non si conserva1 a proposito di essa1 qualche dubbio8 ,e una verit1 insomma1 perisce non appena gli uomini l'hanno accettata all'unanimit8 ,il consentimento sempre pi generale ed unanime degli uomini alle verit importanti fu sempre considerato come lo scopo pi elevato e come il pi notevole progresso dell'intelligenza3 questa dunque ha una durata insufficiente ad attinger lo scopo8 ,e proprio la pienezza della vittoria quella che distrugge i frutti della conquista8 ,io non affermo nulla di questo4 ,a misura che l'umanit progredisce1 il numero delle dottrine che non son pi soggetto di discussione n di dubbio aumenta costantemente e il benessere della umanit si pu quasi commisurare al numero e all'importanza delle verit divenute incontestabili4 ,la cessazione su di un punto1 poi su di un altro1 di qualunque seria controversia una delle condizioni necessarie al consolidarsi dell'opinione2 una consolidazione altrettanto salutare trattandosi di un'opinione giusta1 quanto pericolosa e dannosa trattandosi di opinioni errate4 ,ma1 sebbene questa diminuzione graduale delle divergenze di opinioni sia1 in tutta la forza della parola1 necessaria1 dappoich essa ad un tempo inevitabile e indispensabile1 noi non siamo obbligati a concluderne che tutte le sue conseguenze debbano essere salutari4 ,la necessit di spiegare o di difendere costantemente una verit ajuta cos bene a comprenderla in tutta la sua forza1 che questo vantaggio1 se non supera1 per lo meno uguaglia quasi quello del riconoscimento universale di questa verit4 ,io confesso che vorrei vedere1 l dove un tale vantaggio pi non esiste1 gl'institutori della specie umana cercare di sostituirlo2 io vorrei si creasse qualche mezzo di rendere le difficolt della questione altrettanto presenti allo spirito degli uomini quanto lo farebbe un avversario bramoso di convertirli4 ,ma1 in luogo di cercare simili mezzi1 essi hanno perduto quelli che avevano in altri tempi3 uno di tali mezzi era la dialettica di ,socrate1 di cui ,platone ci d nei suoi dialoghi degli esempi cos magnifici4 ,era essenzialmente una discussione negativa delle grandi questioni della filosofia e della vita1 condotta con una consumata abilit1 che si proponeva di mostrare a un uomo il quale avesse adottato semplicemente i luoghi comuni della opinione ammessa1 ch'egli non intendeva il soggetto1 che non aveva ancora dato alcun senso definito alle dottrine da lui professate2 affinch1 illuminato sulla sua ignoranza1 egli potesse cercar di farsi una solida credenza1 basata su di una concezione netta e del significato e dell'evidenza delle dottrine4 ,le dispute delle scuole del medio evo avevano uno scopo press'a poco simile4 ,si voleva con tal mezzo aver la prova che l'allievo comprendeva l'opinione sua propria e 7per una necessaria correlazione7 l'opinione opposta1 e ch'egli sapeva sostenere i motivi dell'una e confutare quelli dell'altra4 ,queste ultime dispute avevano1 in verit1 il difetto irrimediabile di trarre le loro premesse non dalla ragione1 bens dall'autorit3 e1 come disciplina dello spirito1 esse erano sotto tutti i rispetti inferiori alla possente dialettica che form l'intelligenza dei socratici viri2 ma lo spirito moderno deve ad ambedue queste scuole assai pi di quello ch'egli generalmente voglia riconoscere1 e i diversi modi d'educazione d'oggid non contengono nulla che possa punto punto sostituirsi all'una o all'altra4 ,una persona che ha ricevuto tutta la sua coltura dai professori o dai libri1 anche se sfugge alla tentazione solita di contentarsi d'imparare senza comprendere1 non per nulla obbligata a conoscere tutte e due le faccie d'un soggetto4 rarissimo1 anche tra i pensatori1 che si conosca a questo punto un argomento in ambedue le sue parti2 e la parte pi debole di quello che ciascuno dice per difendere la sua opinione quello ch'esso destina come replica a' suoi avversari4 ,oggi di moda sprezzare la logica negativa1 quella che indica i punti deboli in teoria o gli errori in pratica1 senza stabilir delle verit positive4 ,certo1 una tal critica negativa sarebbe triste come risultato finale2 ma come mezzo di ottenere una conoscenza positiva o una convinzione veramente degna di questo nome1 non si pu mai stimarla abbastanza4 ,e finch gli uomini non vi siano di nuovo sistematicamente avviati vi saranno ben pochi grandi pensatori e il livello medio delle intelligenze sar poco elevato per tutto ci che non matematiche o scienze fisiche4 ,su qualunque altro soggetto1 le opinioni di un uomo non meritano il nome di conoscenze se non in quanto egli abbia seguito1 o spontaneamente o per forza1 il cammino intellettuale che gli avrebbe fatto seguire un'attiva opposizione degli avversari4 ,si vede dunque quanta assurdit vi sia nel rinunciare1 quando s'offre spontaneamente1 a un vantaggio che cos indispensabile1 ma cos difficile a creare quando manchi3 se vi sono quindi persone che contestano una opinione ammessa comunemente o che lo faranno se la legge o l'opinione lo permette loro1 ringraziamole1 ascoltiamole1 e rallegriamoci con noi stessi perch qualcuno fa per noi quello che altrimenti 7se noi appena appena diamo qualche importanza alla certezza o alla vitalit delle nostre opinioni7 noi stessi dovremmo fare con molto maggiore incomodo4 ,ci resta ancora a parlare d'una delle cause principali che rendono vantaggiosa la diversit d'opinioni4 ,questa causa sussister finch l'umanit sia entrata in uno stadio di progresso intellettuale che sembra1 per ora1 ad una incalcolabile distanza4 ,noi non abbiamo finora esaminato che due ipotesi3 #a4 l'opinione ammessa pu essere falsa e1 di conseguenza1 qualche altra opinione vera2 #b4 l'opinione ammessa vera1 e una lotta tra essa e l'errore opposto indispensabile ad una concezione netta e ad un profondo sentimento della sua verit4 ,ma accade pi spesso ancora che le dottrine in contraddizione1 invece d'essere l'una vera e l'altra falsa1 si dividano la verit3 allora l'opinione dissidente necessaria per fornire il resto della verit di cui la dottrina comunemente ammessa non possiede che una parte4 ,le opinioni popolari su qualunque cosa che non cada sotto i sensi sono spesso vere1 ma non lo sono quasi mai completamente3 esse contengono una parte di verit 7talvolta pi1 talvolta meno rilevante71 ma esagerata1 sfigurata1 e separata dalle verit che la dovrebbero accompagnare e limitare4 ,d'altra parte1 le opinioni eretiche contengono generalmente qualcuna di queste verit soppresse e trascurate che1 spezzando le loro catene1 o cercano di riconciliarsi colla verit convenuta nell'opinione comune1 o l'affrontano come nemica e di fronte ad essa si elevano1 affermandosi in una maniera esclusiva cos come la stessa verit4 ,il secondo caso stato fino ad oggi il pi frequente perch lo spirito umano pi generalmente esclusivo che liberale3 onde1 di consueto1 anche nelle rivoluzioni dell'opinione1 una parte della verit si oscura mentre ne viene in luce un'altra4 ,il progresso medesimo che dovrebbe sempre pi accrescere il patrimonio della verit non fa1 nella maggior parte dei casi1 altro se non sostituire una verit parziale ed incompleta ad un'altra2 e il miglioramento consiste semplicemente nell'essere il nuovo frammento di verit pi necessario1 meglio adatto al bisogno del momento di quello a cui si sostituisce4 ,tale il carattere parziale delle opinioni dominanti1 anche quando riposino su una base giusta3 dunque1 qualunque opinione che rammenti qualche poco della parte di verit dalla opinione comune trascurata1 dev'esser considerata preziosa1 per grandi che siano gli errori a cui tale verit pu andar congiunta4 ,nessun uomo sensato si vorr indignare perch quelli che ci obbligano a notare delle verit che altrimenti noi avremmo trascurato ne trascurano poi dal canto loro qualcuna di quelle che noi scorgiamo4 ,egli dir piuttosto che1 dal momento che l'opinione pubblica cos fatta che non vede della verit se non una parte1 desiderabile che le opinioni impopolari siano proclamate da apostoli non meno esclusivi1 perch sono di solito i pi energici e i pi capaci d'attirare1 suo malgrado1 l'attenzione del pubblico sul frammento di saggezza ch'essi esaltano1 come se fosse la saggezza tutta quanta4 cos che nel secolo ,,xviii i paradossi di ,rousseau fecero un'esplosione salutare in mezzo ad una societ in cui tutte le classi erano in profonda ammirazione davanti al cos detto incivilimento e davanti alle maraviglie della scienza1 della letteratura1 della filosofia moderna1 e non si paragonavano agli antichi che per mettersi al di sopra di loro4 ,rousseau rese il servizio di spezzare la massa compatta della cieca opinione e di forzare i suoi elementi a ricostituirsi sotto una forma migliore e con parecchie aggiunte4 ,non gi che le opinioni ammesse fossero1 tutto sommato1 pi lontane dalla verit di quelle di ,rousseau2 al contrario1 esse vi erano pi vicine1 e contenevano pi verit positiva e meno assai di errori4 ,nulladimeno1 c'era nelle dottrine di ,rousseau1 ed passato nell'opinione comune1 un gran numero appunto di quelle verit di cui l'opinion popolare avea bisogno2 e cos esse continuarono a sussistere4 ,le qualit superiori della vita semplice1 l'effetto snervante e immorale delle pastoje e delle ipocrisie d'una societ artificiale sono idee che1 da ,rousseau in poi1 non hanno mai completamente abbandonato gli spiriti colti2 esse produrranno il loro effetto1 sebbene1 pel momento1 abbiano ancora bisogno d'essere proclamate con atti2 poich le parole su questo argomento hanno oramai quasi esaurita la loro potenza4 ,d'altra parte1 riconosciuto in politica che un partito d'ordine o di stabilit e un partito di progresso o di riforma sono i due elementi necessari d'uno stato fiorente1 finch l'uno o l'altro dei partiti abbia talmente estesa la sua potenza intellettuale da saper essere ad un tempo partito d'ordine e partito di progresso1 conoscendo e distinguendo quel che si deve conservare e quel che si deve distruggere4 ,ognuna di queste maniere di pensare trae profitto dai difetti dell'altra2 ma principalmente la loro mutua opposizione che le mantiene entro i limiti della sana ragione4 ,se non si pu esprimere con uguale libert1 sostenere e difendere con uguale ingegno e con uguale energia tutte le opinioni che si contendono il terreno della vita pratica1 siano poi esse favorevoli alla democrazia o all'aristocrazia1 alla propriet privata o all'uguaglianza economica1 alla cooperazione o alla concorrenza1 al lusso o all'astinenza1 allo stato o all'individuo1 alla libert o alla disciplina2 -- non v' alcuna probabilit che i due elementi ottengano ci che loro dovuto2 sicuro che uno dei piatti della bilancia traboccher4 ,la verit1 nei grandi interessi pratici della vita1 sopratutto una questione di combinazione e di conciliazione degli estremi2 e poich pochissimi uomini hanno abbastanza criterio ed imparzialit sufficiente per fare questo accomodamento in modo pi o meno corretto1 cos talvolta esso deve compiersi col proceder violento di una lotta tra combattenti sotto bandiere nemiche4 ,se1 a proposito d'una delle grandi questioni che abbiamo enumerato test1 un'opinione ha maggior diritto dell'altra ad essere non soltanto tollerata1 ma anche incoraggiata e sostenuta1 la pi debole4 ,ecco l'opinione che1 pel momento1 rappresenta gl'interessi trascurati1 il lato del benessere umano che in pericolo di ottener meno della parte che gli spetta4 ,io so che tra noi son tollerate le opinioni pi varie sulla maggior parte di tali materie3 e ci prova con esemp numerosi e non equivoci l'universalit di questo fatto3 che nello stato attuale dello spirito umano tutta la verit non pu farsi strada che traverso la diversit d'opinioni4 ,quando si trovano delle persone che non partecipano affatto all'apparente unanimit del mondo su di un soggetto1 probabile che1 se anche il mondo avesse ragione1 questi dissidenti abbiano a dire per altro in loro favore qualcosa che merita d'essere ascoltato1 e che pel loro silenzio la verit ci rimetta qualcosa4 ,si pu fare l'obbiezione seguente3 ,ma qualcuno dei princip comunemente ammessi1 sopratutto sui soggetti pi elevati ed essenziali1 qualcosa di meglio d'una mezza verit4 ,la morale cristiana1 per esempio1 contiene la verit tutta quanta1 e se qualcuno insegna una morale diversa1 completamente in errore4 ,poich questo uno dei casi pi importanti in pratica1 nulla di meglio per mettere alla prova la massima generale4 ,ma1 prima di decidere quello che sia o non sia la morale cristiana1 sarebbe desiderabile di fissare che cosa per morale cristiana s'intenda4 ,se s'intende la morale del ,nuovo ,testamento1 io mi meraviglio che qualcuno che trae da questo stesso libro la sua dottrina possa supporre che esso sia stato concepito od annunciato come una dottrina completa di morale4 ,l',evangelo si riferisce sempre ad una morale preesistente1 e limita i suoi precetti ai punti particolari in cui questa morale dev'esser corretta o sostituita da un'altra pi vasta ed elevata2 inoltre1 esso si esprime sempre nei termini pi generali1 che bene spesso non si possono letteralmente interpretare ed hanno il colore della poesia o dell'eloquenza piuttosto che la precisione della legge4 ,non si mai potuto estrarne un corpo di dottrina morale1 senza aggiungervi il ,testamento ,vecchio1 un sistema cio elaborato per dire il vero1 ma barbaro sotto molti rapporti1 e fatto solamente per un popolo barbaro4 ,san ,paolo1 nemico dichiarato di questa maniera giudaica d'interpretar la dottrina e di compiere lo schizzo dal suo maestro abbozzato1 ammette egli pure una morale preesistente1 quella dei ,greci e dei ,romani1 e consiglia ai cristiani di venire con essa quasi ad un accomodamento1 fino al punto di sanzionare in apparenza la schiavit4 ,quel che si chiama morale cristiana1 ma che si dovrebbe piuttosto chiamare morale teologica1 non per nulla opera di ,cristo n degli apostoli3 essa ha una data pi recente1 stata messa gradatamente insieme dalla ,chiesa cristiana dei primi cinque secoli2 e1 sebbene i moderni e i protestanti non l'abbiano implicitamente accettata1 pure essi l'hanno modificata meno di quel che si sarebbe potuto aspettarsi4 ,a vero dire1 la maggior parte si contentata di rintracciare le aggiunte che v'erano state fatte nel medio evo1 e ciascuna setta le sostitu con aggiunte nuove1 pi conformi al suo carattere e alle sue tendenze4 ,io non pretendo punto di negare tutto quello che la specie umana deve a questa morale e a coloro che pei primi la bandirono2 ma oso dire per che essa in molti punti incompleta ed esclusiva e che1 se idee e sentimenti ch'essa non sanziona non avessero contribuito alla formazione della vita e del carattere europeo1 le cose umane sarebbero ora a ben peggior partito di quel che sono4 ,la cos detta morale cristiana ha tutti i caratteri d'una reazione2 in gran parte una protesta contro il paganesimo4 ,il suo ideale negativo piuttosto che positivo1 passivo piuttosto che attivo1 l'innocenza piuttosto che la grandezza1 l'astensione dal male piuttosto che l'energica ricerca del bene2 nei suoi precetti1 come stato benissimo osservato1 il3 tu non farai domina eccessivamente sul3 tu farai4 ,nel suo orrore per la sensualit essa ha fatto un idolo dell'ascetismo1 e quindi1 per un compromesso graduale1 della legalit2 essa considera la speranza del cielo e il timor dell'inferno come le spinte di una vita virtuosa2 e restando in questo ben al di sotto dei saggi dell'antichit1 fa ci che pu per dare alla morale umana un carattere essenzialmente egoista1 separando i sentimenti di dovere presso ciascun uomo dagl'interessi dei suoi simili1 tranne che quando un motivo interessato lo conduca ad avervi riguardo4 essenzialmente una dottrina di passiva obbedienza2 inculca la sommessione a tutte le autorit costituite2 o cio alle autorit non vuole si obbedisca attivamente quando esse comandino ci che la religione proibisce2 ma non si deve resister loro1 meno ancora ribellarsi1 per ingiuste ch'esse siano4 ,e mentre nella morale delle migliori nazioni pagane i doveri del cittadino verso lo stato tengono un posto sproporzionato ed usurpano il campo della libert individuale1 nella morale puramente cristiana questa gran parte dei nostri doveri appena ricordata o riconosciuta4 ,nel ,corano e non nel ,nuovo ,testamento noi leggiamo questa massima3 ,un governante che nomina un uomo ad un impiego1 quando c' nei suoi stati un altr'uomo pi degno di occuparlo1 pecca contro ,dio e contro lo ,stato4 ,se l'idea d'obbligo verso il pubblico giunta a farsi strada nella morale moderna1 essa stata attinta non al ,cristianesimo1 ma ai ,greci ed ai ,romani4 ,allo stesso modo1 quello che c' nella morale privata di magnanimit1 di elevazione di spirito1 di dignit personale1 e direi anche di senso d'onore proviene non dalla parte religiosa1 ma dalla parte puramente umana della nostra educazione1 e non avrebbe mai potuto essere frutto di una dottrina morale che non riconosce del merito se non nell'obbedienza4 ,io sono ben lontano dall'affermare che questi difetti siano necessariamente inerenti alla dottrina cristiana1 qualunque sia la forma in cui la si concepisce1 o anche dall'affermare che quanto le manca per essere una dottrina completa sia con essa inconciliabile2 e tanto meno pretendo d'insinuar questo a proposito delle dottrine e dei precetti di ,cristo stesso4 ,io penso che le parole di ,cristo sono chiaramente tutto quello che han voluto essere2 ch'esse non sono inconciliabili con nulla di quanto richiesto da una morale completa2 che vi si pu far rientrare tutto quanto v' di eccellente in fatto di dottrine morali senza violentarne il significato pi di quello che abbiano fatto quanti hanno tentato di dedurne un qualunque sistema di pratica condotta4 ,ma credo nello stesso tempo -- e non sono con questo in contraddizione -- ch'esse non contengano n volessero contenere se non una parte della verit4 ,io credo che1 nei suoi precetti1 il fondatore del cristianesimo abbia a bello studio trascurati molti elementi essenziali della pi alta morale1 che la ,chiesa cristiana ha completamente rifiutati1 nel sistema di morale ch'essa ha basato su queste stesse istruzioni2 e1 dato questo1 io considero un grande errore quello di voler trovare nella dottrina cristiana una regola completa di condotta che il suo fondatore non ha voluto particolareggiar tutta quanta1 ma solamente sanzionare ed appoggiare4 ,credo anche che questa angusta teoria divenga praticamente un male gravissimo1 diminuendo assai il valore della educazione e della istruzione morale che tante persone ben intenzionate si sforzano d'incoraggiare4 ,temo forte che -- tentando di formare lo spirito e i sentimenti su di un tipo esclusivamente religioso e lasciando da banda quei modelli secolari 7se l'espressione mi permessa7 che stavano a lato della morale cristiana e la integravano mescolando il loro spirito al suo -- non ne sia per risultare un tipo di carattere basso1 abbietto1 servile1 capace forse di sottomettersi a quello ch'egli crede la volont divina1 ma non di elevarsi alla concezione della divina bont e di provare per essa un'alta simpatia4 ,credo che un'altra morale oltre a quella puramente cristiana debba esistere a lato di questa per produrre la rigenerazione morale dello spirito umano2 e1 secondo me1 il sistema cristiano non fa eccezione alla regola generale che1 dato uno stato d'imperfezione dello spinto umano1 gl'interessi della verit esigono la diversit d'opinioni4 ,non necessario che1 cessando d'ignorare le verit morali non contenute nel cristianesimo1 gli uomini debbano ignorare qualcuna di quelle che esso contiene4 ,un tal pregiudizio o un tale errore1 quando si verifica1 senza dubbio un male2 ma un male da cui noi non possiamo sperare d'essere sempre esenti1 e che deve considerarsi come il prezzo di un bene inestimabile4 ,si deve protestare contro la pretesa esclusiva che una parte della verit eleva di essere la verit tutta quanta2 e se una reazione rendesse ingiusti alla lor volta quelli che protestano1 questo acciecamento pu1 come l'altro1 esser deplorato1 ma deve esser tollerato4 ,se i cristiani volevano insegnare ai pagani ad esser giusti verso il cristianesimo dovevano cominciare essi pei primi ad esser giusti verso il paganesimo4 un rendere dei cattivi serviz alla verit il perder di vista questo fatto1 ben noto a quanti hanno la minima nozione di storia letteraria1 che una gran parte dell'insegnamento morale pi nobile ed elevato stata l'opera non gi d'uomini che non conoscevano1 ma di uomini che conoscevano e non accettavano la fede cristiana4 ,io non sostengo gi che l'uso pi illimitato della libert di esprimere tutte le opinioni possibili metterebbe fine ai mali dello spirito settario in religione o in filosofia2 tutte le volte che uomini di mente angusta credono in buona fede una verit1 si sicuri di vederli a proclamarla1 inculcarla ed anche spesso agire secondo la loro convinzione1 come se al mondo non ci fossero altre verit1 o almeno nessun'altra che potesse limitare o modificare la prima4 ,io riconosco che la pi libera discussione non un ostacolo alla tendenza1 che ogni opinione ha1 di divenir settaria2 che anzi1 al contrario1 essa spesse volte l'aumenta1 la fa pi acre2 perch si respinge con violenza tanto maggiore la verit fino allora inavvertita1 in quanto essa proclamata da persone considerate avversarie4 ,ma non sul partigiano appassionato1 sullo spettatore pi calmo e disinteressato che questo cozzo delle opinioni produce il suo effetto salutare4 ,non la lotta violenta tra le parti diverse della verit il male da temere2 bens la soppressione tranquilla d'una met del vero4 ,vi sempre speranza quando gli uomini sono obbligati ad ascoltare le due parti2 quando essi non s'occupano se non di una che i loro errori si mutano in pregiudizi e la verit esagerata e falsata cessa di aver gli effetti della verit4 ,e poich nulla in un giudice tanto raro quanto la facolt di dare un giudizio sensato in una causa in cui egli non ha sentito perorare che un avvocato1 la verit non pu sperar di farsi strada che se ogni opinione1 la quale racchiuda qualcuna delle sue parti1 trovi degli avvocati1 e degli avvocati capaci di farsi ascoltare4 ,noi abbiamo dunque cos riconosciuta la necessit pel benessere intellettuale della specie umana 7d'onde dipende il suo benessere morale e materiale7 della libert di opinione e della libert di discussione3 e questo per quattro distinte ragioni che ora brevissimamente riassumeremo3 #a4 una opinione che si ridurrebbe al silenzio pu benissimo essere vera3 negare questo1 quanto affermare la propria infallibilit2 -- #b4 quando anche l'opinione ridotta al silenzio fosse un errore1 essa potrebbe1 come nella maggior parte dei casi avviene1 contenere una parte di verit3 e poich l'opinione generale o dominante su qualsivoglia soggetto raramente o non mai tutta la verit1 non v' mezzo di conoscerla per intero se non col cozzo delle opinioni avverse2 -- #c4 anche nel caso in cui l'opinione dominante contenesse la verit e tutta la verit1 essa sar professata come una specie di pregiudizio1 senza comprendere o sentire i suoi princip razionali1 se non pu esser discussa vigorosamente e lealmente2 -- #d4 il significato stesso della dottrina sar in pericolo di perdersi o indebolirsi o vedersi privato del suo effetto vitale sul carattere e sulla condotta2 poich il dogma diverr una semplice formula che1 inefficace pel bene1 ingombra il terreno e impedisce il formarsi di qualunque convinzione reale fondata sulla ragione o sulla personale esperienza4 ,prima di lasciare questo soggetto della libert di opinione bene prestare orecchio un istante a quelli che dicono3 ,si pu permettere di esprimere liberamente qualunque opinione1 purch lo si faccia con moderazione e non si passino i limiti della discussione leale4 ,si potrebbe parlare a lungo sulla impossibilit di fissare questi supposti limiti4 ,non affatto possibile dire3 basta non offendere coloro di cui si oppugna l'opinione1 perch -- e l'esperienza lo prova -- essi si considereranno come offesi tutte le volte che l'attacco sar potente1 ed accuseranno di mancar di moderazione tutti gli avversar che daran loro da pensare4 ,ma questa considerazione1 per quanto importante sotto l'aspetto pratico1 sparisce davanti ad una obbiezione pi fondamentale4 ,senza dubbio alcuno1 il modo di proclamare una opinione1 anche giusta1 pu essere molto riprovevole e provocare a giusta ragione una severa censura2 ma le principali offese di questo genere sono tali che il pi delle volte impossibile1 tranne che per una confessione accidentale1 giungere a dimostrarle4 ,la pi grave di queste offese discutere in una maniera sofistica1 sopprimere dei fatti o degli argomenti1 esporre inesattamente gli elementi di fatto o snaturare l'opinione avversaria4 ,ma persone che non sono ritenute e che1 sotto molti altri rispetti1 non meritano punto d'esser ritenute ignoranti o incompetenti1 agiscono a questo modo1 magari con la massima gravit1 cos spesso e con tanta buona fede1 che raramente possibile di potere1 in coscienza e con sufficienti ragioni1 dichiarare moralmente colpevole una falsa esposizione2 e la legge potrebbe tanto meno tentar d'incriminare questo vizio di polemica4 ,quanto poi a ci che s'intende comunemente per discussione intemperante3 le invettive1 il sarcasmo1 le personalit1 ecc41 ecc41 la denuncia di questi modi di procedere meriterebbe pi simpatia se si pensasse almeno a proibirli ugualmente alle due parti2 invece non si desidera se non restringerne l'uso all'opinione dominante4 ,che un uomo l'impieghi contro le altre opinioni1 ed sicuro non soltanto di non esser biasimato1 ma d'esser anche lodato pel suo onesto zelo e per la sua giusta indignazione4 ,tuttavia il male che questi mezzi di discussione possono produrre non mai cos grande come quando se ne fa uso contro opinioni relativamente indifese2 e l'ingiusto profitto che un'opinione pu trarre da questa maniera di affermarsi ridonda quasi unicamente a vantaggio delle opinioni comunemente ammesse4 ,la peggior offesa di questo genere che in una polemica si possa commettere di vituperare come uomini pericolosi ed immorali quelli che professano l'opinione contraria alla nostra4 ,gli uomini che professano un'opinione impopolare sono specialmente esposti a tali calunnie1 perch in generale sono poco numerosi e punto influenti e nessuno s'interessa di veder loro resa giustizia2 ma1 per la natura delle cose1 di quest'arma non si possono valere quelli che dn l'assalto ad una opinione dominante2 essi correrebbero un pericolo personale a servirsene e1 quand'anche pericolo non vi fosse1 non farebbero cos se non screditare la loro causa4 ,in generale le opinioni opposte alle opinioni dominanti non giungono a farsi ascoltare che usando un linguaggio studiatamente temperato1 ed evitando con la massima cura ogni inutile offesa3 esse non possono1 senza perder terreno1 menomamente deviare da questa linea di condotta2 mentre al contrario gl'insulti senza misura indirizzati dall'opinione dominante alle opinioni contrarie allontanano realmente gli uomini da queste4 ,perci1 nell'interesse della verit e della giustizia1 importante sopratutto di proibire l'uso del linguaggio offensivo e1 per esempio1 se si dovesse scegliere1 sarebbe molto pi necessario riprovare gli attacchi insultanti contro le libere credenze che quelli contro la religion di ,stato4 tuttavia evidente che n la legge n l'autorit non debbono occuparsi d'impedire gli uni o gli altri2 e che il giudizio dell'opinione deve determinarsi1 in ogni occasione1 colle contingenze del caso particolare4 ,si deve condannare ogni uomo1 senza riguardo alla parte dell'argomento da cui si metta1 nelle cui parole faccia capolino o la mancanza di buona fede1 o la malignit1 o la bigotteria1 o l'intolleranza di sentimento4 ,ma non bisogna accusar di questi difetti i nostri avversar perch sono i nostri avversar2 e si deve rendere onore a quella persona1 qualunque sia il partito cui essa appartiene1 che ha la calma di scorgere e l'onest di riconoscere che cosa sono in realt i suoi avversar e le loro opinioni1 non esagerando nulla di ci che li pu danneggiare1 non nascondendo nulla di ci che loro pu riuscir di vantaggio4 ,ecco la vera moralit della pubblica discussione1 e1 se essa soventi volte violata1 io sono lieto di pensare che vi son molti polemisti che la osservano a un grado altissimo1 ed un numero pi grande ancora che coscienziosamente fanno ogni sforzo per giungere ad osservarla4 ,,fine ,,del ,,capitolo ,,secondo ,,capitolo ,,terzo4 ,l',,individualit ,,come ,,elemento ,,di ,,benessere4 ,abbiamo vedute le ragioni che rendono assolutamente necessaria agli uomini la libert di formarsi delle opinioni e di esprimerle senza tacite riserve2 abbiamo pure veduto che1 se questa libert non riconosciuta o mantenuta a dispetto della proibizione1 le conseguenze per l'intelligenza e la natura morale dell'uomo sono funeste3 -- ricerchiamo ora se le stesse ragioni non richiedano che gli uomini siano liberi di contenersi nella vita secondo le loro opinioni senza esserne impediti dai propr simili1 finch1 s'intende1 essi agiscono a loro rischio e pericolo4 ,questa ultima condizione naturalmente indispensabile4 ,nessuno sostiene che le azioni debbano essere cos libere come le opinioni2 al contrario1 le opinioni stesse perdono la loro immunit1 quando le si esprimono in circostanze tali1 che la loro espressione un'instigazione positiva a qualche atto dannoso4 ,l'idea che i mercanti di grano fanno morire di fame i poveri o che la propriet privata un furto1 non deve essere perseguitata finch si limita a circolare nella stampa2 ma essa pu incorrere in una giusta punizione se la si esprima oralmente1 in mezzo ad un'assemblea di violenti1 agglomerati davanti alla porta di un mercante di grano1 o se la si diffonde sotto forma di avviso4 ,certe azioni1 non importa di qual genere1 che senza causa giustificabile danneggiano altrui1 possono e1 nei casi pi importanti1 devono assolutamente essere seguite dalla disapprovazione e1 quando ve ne sia bisogno1 dall'intervento attivo del genere umano4 ,la libert dell'individuo dev'esser limitata3 egli non deve rendersi dannoso agli altri2 ma s'egli non ferisce gli altri in ci che li riguarda1 e si contenta di agire secondo la sua inclinazione e il suo giudizio nelle cose che riguardano lui stesso solamente1 le stesse ragioni le quali stabiliscono che l'opinione dev'esser libera provano pure che il mettere1 a proprio repentaglio1 in pratica le proprie opinioni deve essere perfettamente lecito4 ,la specie umana non infallibile2 le sue verit non sono1 per la maggior parte1 se non delle mezze verit2 l'unanimit delle opinioni non desiderabile1 a meno ch'essa non risulti dal confronto pi libero e completo delle opinioni contrarie2 la diversit di opinioni non un male ma un bene1 finch l'umanit non sar molto pi atta che oggi non sia a riconoscere tutti i lati diversi del vero3 -- ecco dei princip che si possono applicare cos alle opinioni degli uomini come alla loro maniera d'agire4 ,poich utile1 finch il genere umano imperfetto1 che vi siano diverse opinioni1 buono nello stesso modo che si provino delle differenti maniere di vivere2 vantaggioso concedere un libero slancio ai diversi caratteri1 impedendo tuttavia loro di essere gli uni agli altri dannosi2 e ciascuno deve potere1 quando lo giudichi conveniente1 tentar la prova dei diversi generi di vita4 ,l dove la norma della condotta dettata non dal carattere di ciascuno1 ma dalle tradizioni o dai costumi degli altri1 ivi manca completamente uno degli elementi principali del benessere umano e l'elemento pi essenziale del progresso individuale e sociale4 ,qui la pi gran difficolt non consiste nel valutare i mezzi che conducono ad uno scopo riconosciuto1 ma nell'indifferenza della generalit a proposito dello scopo stesso4 ,se si considerasse il libero sviluppo dell'individualit come uno dei princip essenziali del benessere1 se lo si tenesse non in conto di un elemento che si coordina con tutto quanto vien designato dalle parole d'incivilimento1 di istruzione1 di educazione1 di coltura1 ma bens in conto di una parte necessaria e d'una condizione perch tutte queste cose si ottengano1 non vi sarebbe pericolo che la libert non fosse stimata al suo giusto valore2 non si troverebbero delle difficolt enormi a tracciare la linea di demarcazione tra essa e la sorveglianza sociale4 ,ma1 pur troppo1 alla spontaneit individuale si riconosce soltanto1 ed a fatica1 qualche poco di valore intrinseco4 ,dappoich la maggioranza soddisfatta dei costumi attuali dell'umanit 7i quali infatti sono opera sua7 essa non pu comprendere perch questi costumi non debbano bastare a tutti quanti4 ,vi anche di peggio3 la spontaneit non entra nell'ideale della maggioranza dei riformatori morali e sociali2 essi la considerano piuttosto con gelosia1 come un ostacolo noioso e forse insuperabile all'accettazione generale di quello che1 secondo il giudizio di questi riformatori1 sarebbe il miglior partito per l'umanit4 ,poche persone1 fuori di ,germania1 comprendono il significato di quella dottrina sulla quale ,guglielmo ,humboldt1 uomo cos notevole e come erudito e come politico1 ha scritto un trattato3 la dottrina per cui il fine dell'uomo1 non quale lo suggeriscono vaghi e fugaci desider1 ma quale lo prescrivono gli eterni ed immutabili decreti della ragione1 lo sviluppo pi vasto ed armonico di tutte le sue facolt in un complesso sodo e completo e quindi lo scopo a cui deve tendere incessantemente ogni essere umano1 e in particolare quelli che vogliono influire sui loro simili1 l'individualit nel potere e nello sviluppo4 ,a questo due cose sono necessarie3 ,la libert e una variet di condizioni4 ,la loro unione produce il vigore individuale e la diversit multipla che si fondono nella originalit#f4 ,tuttavia1 per nuova e sorprendente che possa sembrare questa dottrina humboldtiana1 che d tanto valore all'individualit1 la questione non dopo tutto -- ci si pensi bene -- che una questione di pi o di meno4 ,nessuno suppone che la perfezione della natura umana sia di copiarsi esattamente gli uni gli altri2 nessuno afferma che il giudizio o il carattere particolare di un uomo non debba entrar per nulla nella sua maniera di vivere e di curare i suoi interessi4 ,e d'altra parte sarebbe assurdo pretendere che gli uomini dovessero vivere come se nulla fosse stato al mondo prima della loro venuta1 come se l'esperienza non avesse ancora in nessun caso mostrato che un certo modo di comportarsi preferibile a un certo altro2 nessuno contesta che si debba elevare ed istruire la giovent in modo da farla approfittare dei risultati ottenuti dall'umana esperienza4 ,ma privilegio e condizione propria di un essere umano arrivato alla piena maturanza delle sue facolt il servirsi dell'esperienza e l'interpretarla a suo modo2 tocca a lui scoprire che cosa vi sia1 nell'esperienza accumulata1 di applicabile alla sua condizione e al suo carattere4 ,le tradizioni e i costumi degli altri individui sono1 fino a un certo segno1 delle testimonianze di ci che l'esperienza ha loro appreso1 e questa testimonianza1 questa presunzione deve essere accolta con rispetto dall'adulto che noi abbiamo supposto3 ma1 anzitutto1 l'esperienza degli altri pu essere troppo limitata1 o essi possono averla interpretata male2 l'avessero poi anche rettamente interpretata1 la loro interpretazione pu benissimo non esser conveniente ad un individuo in particolare4 ,i costumi sono fatti pei caratteri e per le condizioni usuali2 e il suo carattere1 la sua condizione posson bene non esser fra queste4 ,e quand'anche i costumi fossero buoni in s stessi1 e potessero convenire a questo individuo1 un uomo che si adatta al costume semplicemente perch il costume non mantiene n sviluppa in s alcuna di quelle qualit che sono l'attributo caratteristico di un essere umano4 ,le facolt umane di percezione1 di giudizio1 di discernimento1 di attivit intellettuale ed anche di preferenza morale1 si esercitano soltanto col fare una scelta2 chi agisce sempre in modo da seguire il costume non fa scelta di sorta1 e non impara a discernere o a desiderare il meglio4 ,la forza intellettuale e la forza morale1 precisamente come la forza muscolare1 non fanno dei progressi se non in quanto sono esercitate2 e non si esercitano le proprie facolt facendo una cosa semplicemente perch la fanno gli altri1 pi di quello che le si esercitino credendo una cosa unicamente perch la credono gli altri4 ,se alcuno adotta un'opinione senza che i princip di questa opinione gli siano sembrati concludenti1 la sua ragione non ne sar punto rafforzata1 ma piuttosto indebolita2 e se esso commette un'azione i cui motivi determinanti non sono conformi alle sue opinioni o al suo carattere 7sempre dove non si tratti di affetti n di diritti altrui7 esso riuscir solamente a snervare il suo carattere e le sue opinioni1 che dovrebbero essere attivi ed energici4 ,l'uomo il quale permette che il mondo1 o almeno il suo mondo1 scelga anche per suo conto personale il modo di vivere non ha da invidiare alle scimie se non la facolt d'imitazione3 l'uomo che sceglie egli stesso la sua maniera di vivere fa uso di tutte le sue facolt4 ,egli deve usare l'osservazione per vedere1 il ragionamento e il giudizio per prevedere1 l'attivit per raccogliere i materiali necessar alla decisione1 il discernimento per decidere2 e1 quando abbia deciso1 la fermezza e la padronanza di s stesso per attenersi alla deliberazione presa2 -- e quanto maggiore la parte della sua condotta ch'egli governa secondo il suo giudizio e i suoi sentimenti1 tanto pi necessarie gli sono queste diverse qualit4 ,egli pu1 all'occorrenza1 esser guidato sul retto cammino e salvato da qualunque influenza dannosa senza nulla di tutto ci3 ma quale sar il valore comparativo di lui come essere umano8 ,quello che veramente importante non solo ci che gli uomini fanno1 ma altres ci che sono4 ,fra le opere dell'uomo1 cui la vita legittimamente chiamata a perfezionare e ad abbellire1 la pi importante senza dubbio l'uomo stesso4 ,supponendo che fosse possibile fabbricar delle case1 far crescere del grano1 dare delle battaglie1 giudicare delle cause1 ed anche erigere delle chiese e pronunciar delle preghiere1 meccanicamente1 per mezzo di automi di forma umana1 si perderebbe molto ad accettare questi automi in cambio degli uomini e delle donne che popolano oggid le parti pi civili del globo1 bench essi siano1 fuor d'ogni dubbio1 degli esemp ben miseri di ci che la natura pu produrre e produrr un giorno4 ,la natura umana non una macchina che si possa costruire secondo un modello per fare esattamente un'opera designata1 ma bens un albero che vuol crescere e svilupparsi da tutti i lati seguendo la tendenza delle forze intime che fanno di lui qualcosa di vivente4 ,si riconoscer senza dubbio che desiderabile per gli uomini ch'essi coltivino la loro intelligenza1 e che val meglio seguire coscientemente il costume od anche1 all'occasione1 coscientemente staccarsene1 che non conformarvisi ciecamente e macchinalmente4 ,si ammette fino ad un certo punto che la nostra intelligenza ci deve appartenere2 ma non si ammette altrettanto facilmente che deve accadere lo stesso dei nostri impulsi e dei nostri desider2 si considera quasi come una pericolosa insidia l'avere degli impulsi energici3 tuttavia i desider e gl'impulsi fanno parte altrettanto integrante di un essere umano nella sua perfezione1 quanto le credenze e le astinenze4 ,forti eccitamenti non sono pericolosi se non quando non sono equilibrati2 quando cio un complesso di vedute e di tendenze si energicamente sviluppato mentre altre vedute ed altre tendenze1 che dovrebbero farsi sentire a lato delle prime1 restano deboli ed inattive4 ,e gli uomini non agiscono gi male perch i loro desider sono ardenti1 ma perch sono deboli le loro coscienze3 anzi non vi una relazione naturale tra eccitamenti energici e debole coscienza3 la relazione naturale in senso opposto4 ,dire che i desider e i sentimenti di una persona sono pi vivi e numerosi di quelli d'un'altra dire semplicemente che la dose di materia bruta della natura umana 1 in quella persona1 pi abbondante2 per conseguenza1 essa capace forse di far pi male1 ma senza dubbio di far pi bene4 ,insomma1 gli impulsi potenti rappresentano1 sott'altro nome1 dell'energia2 ecco tutto4 ,l'energia pu essere mal impiegata3 ma una natura energica pu far bene maggiore di una natura indolente ed apatica4 ,quelli che hanno maggior quantit di sentimenti naturali sono anche quelli in cui i sentimenti1 per cos dire1 artificiali si possono meglio sviluppare4 ,l'ardente sensibilit che rende gl'impulsi personali vivi e potenti pure la sorgente da cui derivano l'amore pi appassionato della virt1 la pi rigorosa padronanza di s2 -- coltivando questa sensibilit che la societ fa il suo dovere e tutela i suoi interessi2 non rifiutando la stoffa con cui si fanno gli eroi1 giacch essa non capace di crearli4 ,si dice di una persona ch'essa ha del carattere1 quando i suoi desider e i suoi impulsi appartengono in tutto a lei sola e sono l'espressione della sua propria natura1 cos come l'ha sviluppata e modificata la coltura sua propria2 un essere che non ha1 per proprio conto1 desider n impulsi1 non possiede pi carattere di una macchina a vapore4 ,se un uomo ha degl'impulsi non solo suoi propr1 ma forti e posti sotto il controllo di una potente volont1 esso ha un carattere energico4 ,chiunque pensi che non si debba incoraggiare la manifestazione e lo sviluppo dell'individualit nei desider e negl'impulsi1 deve sostenere altres che la societ non ha bisogno di nature forti1 che essa non trae vantaggio alcuno dal racchiudere un gran numero di uomini di carattere1 e che infine non desiderabile di vedere la media degli uomini possedere molta energia4 ,nelle societ nascenti1 queste forze sono forse senza proporzione col potere che la societ possiede di disciplinarle e di sorvegliarle3 vi fu un tempo in cui l'elemento di spontaneit e d'individualit dominava in modo eccessivo1 e in cui il principio sociale doveva con esso sostenere delle fiere battaglie4 ,la difficolt allora era condurre degli uomini potenti di corpo o di spirito a subire delle regole che pretendevano controllare i loro impulsi4 ,per vincere questa difficolt1 la legge e la disciplina 7per esempio1 i papi in lotta cogl'imperatori7 proclamarono il loro potere su tutto quanto l'uomo1 rivendicando il diritto di sorvegliarne tutta intera la vita1 allo scopo di poterne sorvegliare il carattere1 per frenare il quale la societ non sapeva trovare altro mezzo4 ,ma la societ oggi ha piena ragione dell'individualit1 e il pericolo che minaccia la natura umana non pi l'eccesso1 bens il difetto di impulsi e di gusti personali4 ,le cose sono ben mutate dal tempo in cui le passioni degli uomini potenti per la loro condizione o per le loro qualit personali erano in uno stato di abituale ribellione contro le leggi e le ordinanze1 e dovevano essere rigorosamente vincolate1 affinch tutto quanto li circondava potesse godere di una certa sicurezza2 nell'epoca nostra1 ogni uomo1 dal pi elevato al pi basso sulla scala sociale1 vive sotto lo sguardo di una censura ostile e temuta4 ,non soltanto per quel che riguarda gli altri1 ma anche per quel che tocca loro stessi esclusivamente1 l'individuo o la famiglia non si domandano gi3 ,che cosa preferisco io8 ,che cosa si attaglierebbe all'indole mia e alle mie attitudini8 ,che cosa darebbe buon giuoco e le massime probabilit di svolgersi alle nostre pi elevate facolt8 -- ma si domandano bens3 ,che cosa conviene alla mia condizione1 e che cosa fanno di solito le persone del mio stato e della mia fortuna1 o 7peggio ancora7 che cosa fanno di solito le persone d'uno stato sociale e d'una fortuna al di sopra della mia8 ,io non pretendo dire ch'essi preferiscano ci che il costume prescrive a ci che loro piace3 non vien neppur loro in mente ch'essi possano aver un capriccio per qualcosa che il costume non permetta4 ,cos anche lo spirito curvato sotto il giogo2 anche in quello che gli uomini fanno per loro svago1 la uniformit il loro primo pensiero2 essi amano in massa1 non fanno scelte se non in generale2 evitano come un delitto qualunque singolarit di gusto1 quantunque1 a forza di non seguire la loro natura1 essi non abbiano ormai pi natura2 le loro capacit umane sono inaridite e ridotte a nulla2 essi divengono incapaci di provare alcun desiderio vivo1 alcun piacere naturale2 e non hanno1 in generale1 n opinioni n sentimenti da essi elaborati1 ad essi appartenenti4 ,e tutto questo pu dunque esser ritenuto una sana condizione delle cose umane8 ,s1 seguendo la teoria calvinista4 ,secondo questa teoria1 la colpa capitale dell'uomo di avere una volont indipendente2 tutto il bene di cui l'umanit capace compreso nell'obbedienza4 ,voi non avete una scelta da fare2 dovete agire cos e non altrimenti2 e tutto quanto non dovere peccato4 ,dappoich la natura umana completamente corrotta1 non vi redenzione per alcuno1 finch'esso non abbia ucciso in s la natura umana4 ,per chi sostiene una simile teoria1 non un male l'annullare tutte le facolt1 le capacit1 le sensibilit umane2 l'uomo non ha bisogno d'altra capacit fuorch quella di abbandonarsi alla volont di ,dio1 e s'egli si serve delle sue facolt altrimenti che per eseguire in un modo pi efficace i decreti di questa supposta volont sarebbe meglio per lui che non le possedesse4 ,ecco la teoria del calvinismo2 molte persone che non si considerano come calviniste la professano sotto un'altra forma pi moderata2 il temperamento consiste nel dare una interpretazione meno ascetica alla volont supposta dell',altissimo4 ,si afferma ch'egli vuole che gli uomini soddisfacciano a qualcuno dei loro gusti2 non gi1 certamente1 nel modo ch'essi preferirebbero1 ma in una maniera obbediente1 che quanto dire nella maniera prescritta dall'autorit1 la qual maniera necessariamente la stessa per tutti4 ,sotto una tal forma insidiosa1 vi ora una forte tendenza verso questa angusta teoria della vita e verso questo tipo1 ch'essa predica1 di carattere umano ristretto ed inflessibile4 ,senza dubbio alcuno1 molte persone credono sinceramente che gli uomini cos torturati e ridotti alla statura di nani1 siano quali il loro creatore li ha voluti2 proprio come molta gente ha creduto che gli alberi siano molto pi belli tagliati a palla o in forme di animali che lasciati nel loro stato naturale4 ,ma1 se fa parte della religione il credere che l'uomo sia stato creato da un essere buono1 in armonia con questa tendenza pensare che questo essere abbia dato le facolt umane perch'esse siano coltivate e sviluppate1 e non perch le si sradichino o le si distruggano4 ragionevole d'imaginare ch'egli goda1 tutte le volte che le sue creature fanno un passo verso l'ideale di cui esse portano in s la concezione1 tutte le volte ch'esse aumentano una delle loro facolt di comprensione1 di azione o di godimento4 ,ecco un tipo di perfezione umana ben diverso dal tipo calvinista3 qui si suppone che l'umanit non riceva la sua natura per farne tantosto sacrificio4 ,la liberazione di s stesso dei pagani uno degli elementi del merito umano1 cos come l'oblo di s stesso dei cristiani#g2 vi un ideale greco di sviluppo di s stesso1 a cui si accompagna1 senza soppiantarlo1 l'ideale platonico e cristiano d'impero su s stesso4 ,pu sembrar preferibile essere ,giovanni ,knox ad ,alcibiade2 ma vale ancora meglio essere ,pericle1 che l'uno o l'altro2 e un ,pericle1 s'esistesse oggid1 non sarebbe privo di qualcuna delle buone qualit che appartenevano a ,giovanni ,knox4 ,non gi indirizzando all'uniformit tutto ci che in essi c' d'individuale1 ma coltivandolo e sviluppandolo nei limiti imposti dai diritti e dagli interessi altrui che gli esseri umani divengono un bello e nobile oggetto di ammirazione2 e1 come l'opera si foggia secondo il carattere di quelli che la compiono1 cos1 per lo stesso processo1 la vita umana diviene essa pure ricca e svariata4 ,essa produce e conserva con maggiore abbondanza i pensieri elevati1 i sentimenti che inalzano2 rafforza il legame che congiunge gli individui alla razza1 dando alla razza stessa maggior valore4 ,in ragione dello sviluppo della sua individualit1 ogni persona assume maggior pregio agli occh suoi propri1 e per conseguenza capace di assumerne uno maggiore agli occh degli altri3 vi una pi grande pienezza di vita in tutta la sua esistenza2 e quando c' maggior vita nell'unit1 c' maggior vita anche nella massa1 che fatta di unit4 ,non si pu trascurare la costrizione necessaria per impedire agli esemplari pi energici della natura umana di invadere il campo dei diritti degli altri2 ma a questo c' un ampio compenso1 anche dal punto di vista dello sviluppo umano4 ,i mezzi di sviluppo che l'individuo perde1 se gli s'impedisce di soddisfare alle sue tendenze in modo agli altri dannoso1 non si otterrebbero che a spese degli altri uomini2 ed egli stesso vi trova un compenso1 perch la coazione imposta al suo egoismo facilita lo sviluppo pi elevato della parte sociale della sua natura4 ,l'essere sottomessi pel bene degli altri alle strette norme della giustizia sviluppa i sentimenti e le facolt che pel bene degli altri si esercitano2 ma l'essere costretti nelle cose che non toccano punto il bene degli altri1 pel loro semplice dispiacere1 non isviluppa altro di buono se non la forza di carattere che si pu1 forse1 spiegare resistendo alla costrizione4 ,se ci si sottomette1 questa costrizione indebolisce ed appesantisce tutta la nostra natura4 ,per dar buon giuoco alla natura di ciascuno bisogna che diverse persone possano seguire un diverso tenor di vita2 i secoli che hanno avuto in maggior quantit questa larghezza sono quelli che pi si raccomandano all'attenzione dei posteri2 il dispotismo stesso non produce i suoi peggiori effetti finch la individualit resiste sotto questo regime1 e tutto ci che distrugge la individualit dispotismo1 qualunque sia il nome che gli si possa dare1 pretenda esso poi d'imporre la volont di ,dio o i comandi degli uomini4 ,avendo detto che individualit sinonimo di sviluppo1 e che solamente la coltura dell'individualit produce o pu produrre degli esseri umani bene sviluppati1 io potrei qui chiudere l'argomento4 ,in favore d'una data condizione delle cose umane che cosa si potrebbe dire meglio di questo3 che essa conduce gli uomini il pi vicino possibile al loro tipo ideale8 ,e di un ostacolo al bene che cosa si potrebbe dire di peggio1 se non ch'esso impedisce un tale progresso8 ,tuttavia1 senza dubbio alcuno1 queste considerazioni non basteranno a convincere quelli che hanno maggior bisogno di essere convinti4 ,ed necessario inoltre di provare che questi esseri umani sviluppati sono utili agli esseri non sviluppati2 necessario di mostrare a quelli che non desiderano la libert e che non se ne vorrebbero servire1 che1 se permettono ad altri di farne uso senza ostacolo1 possono esserne in qualche modo apprezzabile ricompensati4 ,e prima di tutto1 non potrebbero essi imparar qualche cosa da questi individui lasciati liberi8 ,nessuno vorr negare che l'originalit sia un elemento prezioso nelle cose umane3 vi sempre bisogno di gente1 non soltanto per iscoprire verit nuove1 non soltanto per indicare il momento in cui quello che fu in altri tempi una verit cessa di esserlo2 ma anche per farsi iniziatori di nuove pratiche1 per dar l'esempio d'una condotta pi illuminata1 di maggior buon gusto e di maggior buon senso nelle cose umane4 ,questo non pu esser negato da chiunque non creda che il mondo abbia raggiunto la perfezione in tutte le sue abitudini e in tutti i suoi costumi4 vero che un tal servigio non pu esser reso da tutti quanti senza distinzione3 non vi sono che poche persone1 in confronto di tutto il genere umano1 le esperienze delle quali1 se generalmente adottate1 segnerebbero un progresso sul costume stabilito4 ,ma queste poche persone sono il sale della terra2 senza di esse la vita umana diverrebbe un mare stagnante2 e non soltanto introducono un bene ignoto1 ma conservano alla vita quello che essa gi possedeva4 ,se anche non ci fosse nulla di nuovo da fare1 forse che la intelligenza umana cesserebbe di essere necessaria8 ,sarebbe questa una ragione perch coloro che seguono una antica tradizione dimentichino perch la seguano1 agiscano come bruti e non come esseri umani8 ,le migliori credenze e le pratiche migliori hanno una eccessiva tendenza a degenerare in qualcosa di macchinale2 ed a meno che non vi sia una serie di persone la cui originalit infaticabile conservi la vita in queste credenze e in queste pratiche1 un automatismo cos morto non resisterebbe punto all'urto pi leggiero di qualcosa di realmente vivente2 non vi sarebbe ragione allora perch la civilt non isparisse1 come nell'impero d',oriente4 ,in verit gli uomini d'ingegno sono e saranno sempre1 probabilmente1 una impercettibile minoranza2 ma per averne1 bisogna conservare il suolo sul quale possono fiorire4 ,e l'ingegno non respira liberamente che in un'atmosfera di libert2 gli uomini d'ingegno sono ex vi termini pi individuali degli altri1 meno capaci1 per conseguenza1 di modellarsi1 senza una dannosa compressione1 in alcuno di quegli stampi poco numerosi che la societ prepara per risparmiare a' suoi membri la fatica di formarsi un carattere4 ,se per timidit gli uomini d'ingegno consentono a sopportare uno di questi modelli e a permettere che non si espanda quella parte di loro stessi che non si pu dilatare sotto una tale pressione1 la societ non potr approfittare del loro ingegno2 ma se essi sono dotati di una gran forza di carattere e spezzano i loro legami1 divengono il punto di mira della societ2 non essendo riuscita a ridurli alle proporzioni comuni1 essa li segna a dito come bizzarri1 stravaganti ecc4 ,press'a poco come se ci si lagnasse di non vedere il ,niagara scorrere con la stessa calma di un canale olandese4 ,se io insisto con questa enfasi sulla importanza dell'ingegno e sulla necessit di lasciare ch'esso liberamente si sviluppi1 come pensiero e come pratica1 perch1 se nessuno nega in teoria la cosa1 il mondo in realt vi del tutto indifferente4 ,gli uomini considerano l'ingegno come una bella cosa1 se esso rende un individuo capace di scrivere un poema inspirato o di dipingere un bel quadro3 ma dell'ingegno nel vero senso della parola1 cio dell'originalit nel pensiero e nelle azioni1 sebbene ognuno in teoria ammetta che sia una cosa degna di ammirazione -- quasi tutti in fondo del cuore trovano che si potrebbe benissimo fare a meno4 ,pur troppo questo un sentimento ben naturale perch deva suscitar maraviglia4 ,l'originalit una cosa di cui gli spiriti non originali non possono sentire la utilit2 essi non possono scorgere quello che l'originalit saprebbe far per loro3 e come lo potrebbero8 ,se lo potessero1 non si tratterebbe pi di originalit4 ,il primo servigio che la originalit deve rendere a tali spiriti1 di aprir loro gli occh2 e fatto questo1 e fattolo bene1 essi pure avran qualche speranza di diventare originali4 ,frattanto1 questi poveri di spirito si ricordino che nulla ancora fu fatto senza che qualcuno abbia cominciato1 che tutto quanto esiste di bene frutto dell'originalit2 e siano modesti abbastanza per credere ch'essa ha qualcosa ancora da fare1 e per convincersi che1 quanto meno sentono il bisogno di originalit1 tanto pi essa loro necessaria4 ,la verit che1 per grandi che siano gli omaggi onde si pretenda onorare1 o si onori anche1 la superiorit intellettuale1 vera o supposta1 la tendenza generale delle cose nel mondo di fare della mediocrit la potenza dominante4 ,nella storia antica1 nel medio evo1 e1 in un grado minore1 durante il lungo passaggio dalla feudalit ai tempi moderni1 l'individuo era per s stesso una potenza1 e1 s'egli aveva o un ingegno straordinario o una condizione sociale elevata1 la potenza era considerevole4 ,oggi1 gl'individui sono perduti nella folla4 ,in politica1 quasi banale il dire che oggi il mondo governato dalla pubblica opinione2 il solo potere che merita davvero nome di potere quello delle masse o quello dei governi1 che si fanno strumenti delle tendenze e degl'istinti delle masse4 ,questo cos vero per le relazioni morali e sociali della vita privata come per le pubbliche convenzioni4 ,quello che si chiama opinione pubblica non sempre l'opinione delle stesse specie di pubblico3 in ,america1 il pubblico tutta la popolazione bianca1 in ,inghilterra1 semplicemente la classe media2 ma si tratta sempre di una massa1 vale a dire di una mediocrit collettiva4 ,e -- novit ancora pi grande -- oggi la massa non si forma un'opinione sull'autorit dei dignitari della ,chiesa o dello ,stato1 di qualche capo ostensibile o di qualche libro2 la sua opinione fatta da uomini press'a poco della sua levatura1 che1 per mezzo dei giornali1 si rivolgono ad essa o parlano in suo nome sulla questione del momento4 ,io non lamento tutto questo1 non affermo che nulla di meglio sia compatibile1 come regola generale1 coll'umile stato attuale dello spirito umano4 ,ma questo per non toglie che il govern della mediocrit sia un governo mediocre3 mai il governo d'una democrazia o d'un'aristocrazia numerosa giunto ad elevarsi al di sopra della mediocrit1 sia pei suoi atti politici1 sia per le opinioni1 le qualit1 il genere di spirito pubblico a cui esso d vita1 tranne l dove la folla sovrana 7come ha fatto sempre nelle sue epoche migliori7 si lasciata guidare dai consigli e dall'influenza d'una minoranza o di un uomo pi colto e pi riccamente dotato4 ,l'iniziativa di tutte le cose saggie e nobili dee venir dagl'individui1 e prima di tutto1 in generale1 da qualche individuo isolato4 ,l'onore e la gloria della media degli uomini di poter seguire questa iniziativa1 d'aver il senso di ci che saggio e nobile1 e di farvisi guidare ad occhi aperti4 ,io non incoraggio con queste parole quella specie di culto dell'eroe1 che applaudisce un uomo di genio potente perch esso s'impadronisce colla forza del governo del mondo1 e gl'impone1 buono o malgrado suo1 i propr voleri4 ,tutto ci che un tal uomo pu pretendere1 la libert d'indicare il cammino2 quanto al potere di costringere gli altri a seguirlo1 non solo esso incompatibile colla libert e lo sviluppo del resto dell'umanit1 ma corrompe lo stesso uomo di genio4 ,sembra tuttavia che1 quando le opinioni delle masse composte di uomini ordinar1 son divenute o divengono dappertutto il poter dominante1 contrappeso e correttivo della loro tendenza sarebbe l'individualit sempre pi spiccata de' pi eminenti pensatori4 ,sopratutto in tali contingenze gl'individui eccezionali dovrebbero essere incoraggiati ad agir diversamente dalla massa1 in vece d'esserne impediti4 ,in altri tempi1 non c'era vantaggio in questo1 a meno che essi non avessero agito non solo diversamente1 ma meglio2 oggi1 il semplice esempio della non uniformit1 il semplice rifiuto di mettersi in ginocchio davanti al costume per s stesso un fatto benefico4 ,appunto perch la tirannia dell'opinione tale1 ch'essa fa dell'eccentricit un delitto1 desiderabile1 per ispezzare questa tirannia1 che gli uomini siano eccentrici4 ,l'eccentricit e la forza di carattere camminano sempre di pari passo2 e la somma di eccentricit che una societ contiene generalmente in ragione diretta della somma d'ingegno1 di vigore intellettuale e di coraggio morale ch'essa racchiude4 ,ci che davvero ci addita il principal pericolo dell'et nostra il vedere cos pochi uomini osare d'essere eccentrici4 ,io ho detto che importante di dare il pi libero sfogo a quello che non nell'uso1 affinch si possa a tempo opportuno vedere che cosa meriti di passarvi2 ma la indipendenza d'azione e lo sdegno del costume non meritano d'essere incoraggiati soltanto come quelli che presentano la probabilit di creare dei modi d'agire migliori e dei costumi pi meritevoli d'esser da tutti adottati2 non sono pi soltanto le persone di una superiorit intellettuale ben evidente che abbiano un giusto diritto a condurre la vita che loro aggrada4 ,non v' ragione perch tutte le esistenze umane siano costruite su di un unico modello1 o su di un piccolo numero di modelli3 se una persona possiede una sufficiente quantit di senso comune e d'esperienza1 il suo proprio modo di condurre l'esistenza il migliore2 non perch sia il migliore in s1 ma perch il suo proprio4 ,gli esseri umani non sono dei montoni3 e gli stessi montoni non si somigliano tutti cos da non potersi distinguere l'uno dall'altro2 un uomo non pu avere un abito o un pajo di scarpe che gli stiano bene se non le fa fare apposta o se non le sceglie tra tutte quelle di un magazzino4 dunque pi facile di fornirgli una vita che un abito1 o la conformazione fisica e morale degli esseri umani pi uniforme di quella dei loro piedi8 ,se questo fosse soltanto perch gli uomini non hanno tutti lo stesso gusto1 gi non occorrerebbe assolutamente di tentare di modellarli tutti ad una stessa maniera2 ma1 oltre a questo1 le diverse persone vogliono differenti condizioni pel loro sviluppo intellettuale1 e non possono mantenersi sane nella stessa atmosfera morale pi di quello che tutte le variet di piante possano fiorire sotto lo stesso clima4 ,le stesse cose che ajutano una persona a coltivare la sua natura superiore sono di ostacolo per un'altra4 ,la stessa maniera di vivere per l'uno un salutare eccitamento che conserva nelle migliori condizioni le sue facolt di godimento e d'azione1 mentre per l'altro un carico spaventevole che sospende o distrugge la vita interiore4 ,vi sono tali differenze fra gli uomini1 nella loro maniera di godere1 di soffrire1 di soggiacere all'opera delle diverse influenze fisiche e morali1 che se non vi una simile diversit nella loro maniera di vivere1 essi non sapranno n ottenere tutta la loro parte di bene1 n giungere all'altezza intellettuale1 morale ed estetica di cui la loro natura capace4 ,perch dunque la tolleranza1 se si tratta di sentimento pubblico1 si estenderebbe solamente ai gusti e alle maniere di vivere che si fanno accettare dalla moltitudine dei partigiani di esse8 ,in nessun luogo 7salvo nelle istituzioni monastiche7 si nega la diversit di gusto3 una persona pu1 senza esser biasimata1 amare o non amare il sigaro1 la musica1 gli eserciz del corpo1 gli scacchi1 le carte o lo studio1 perch i partigiani e i nemici di tutte queste cose son troppo numerosi per esser ridotti al silenzio2 ma l'uomo e1 anche pi1 la donna che pu essere accusata di fare ci che nessuno fa o di non fare ci che fanno tutti1 oggetto di un biasimo pari a quello in cui incorrerebbe per aver commesso qualche grave delitto morale4 ,bisogna possedere un titolo o qualche altra ragione che ci elevi nell'opinione dei concittadini al livello della gente d'importanza1 perch ci si possa permettere un po' il lusso di fare quel che ci garba1 senza nuocere alla nostra riputazione4 ,permettere un poco -- ho detto1 e lo ripeto2 perch chiunque si permettesse largamente questo lusso correrebbe il rischio di qualcosa di peggio che discorsi maldicenti2 sarebbe in pericolo di esser sottoposto ad una commissione de lunatico e di vedersi togliere la propriet a profitto della sua famiglia#h4 ,v' un tratto caratteristico nelle attuali tendenze della pubblica opinione1 che proprio fatto per renderla intollerante contro qualunque spiccata dimostrazione d'individualit4 ,in generale gli uomini non soltanto mancano di intelligenza1 ma anche hanno delle inclinazioni temperate2 non hanno gusti n desider abbastanza vivi per esser condotti a far qualcosa di straordinario1 e1 per conseguenza1 non comprendono punto chi ha tutt'altre doti3 lo classificano fra quegli esseri stravaganti e disordinati cui sono avvezzi a disprezzare4 ,oltre questo fatto1 che generale1 noi dobbiamo tener conto che oggid si manifestato un potente progresso morale2 e si sa che cosa se ne pu attendere4 ,questo movimento si manifestato a' d nostri3 si fatto molto per accrescere la regolarit di condotta e sconsigliare gli eccessi1 e v' dappertutto uno spirito filantropico che trova la sua pi gradita applicazione nel miglioramento dei nostri simili1 in fatto di morale e di prudenza4 ,per effetto di queste tendenze1 il pubblico pi disposto che in altri tempi a prescrivere delle regole generali di condotta ed a studiarsi di ricondurre tutti al tipo normale4 ,e questo tipo1 lo si confessi o no sinceramente1 di nulla desiderare con vivacit4 ,il suo ideale di carattere di non averne alcuno bene spiccato2 qualunque parte saliente della natura umana1 che tenda a rendere una persona esteriormente diversa dalla comune degli uomini1 si deve mutilare colla compressione1 come il piede di un chinese4 lo stesso qui1 che per qualunque ideale il quale escluda la met di ci che desiderabile2 il tipo attualmente dominante non produce che una imitazione inferiore dell'altra met4 ,in luogo di una grande energia guidata da una ragione vigorosa e di sentimenti potenti potentemente guidati da una coscienziosa volont1 non si ottengono che una scarsa energia e dei sentimenti deboli1 che per conseguenza possono conformarsi alla regola1 almeno nell'apparenza1 senza richiedere un grande sforzo n di volont n di ragione4 ,gi i caratteri energici su larga scala van diventando puramente leggendar4 ,oggi1 nel nostro paese1 l'energia non trova modo di applicarsi se non negli affari2 l'energia che vi si spende pu ancora essere ritenuta considerevole2 e il poco che ne sopravanza impiegato a cercar di soddisfare qualche passione1 che pu essere una passione utile1 magari filantropica3 ma che si restringe ad una cosa sola1 e1 in generale1 poco importante4 ,la grandezza d',inghilterra oggi tutta collettiva3 piccoli individualmente1 noi sembriamo capaci di qualcosa di grande solo per la nostra abitudine dell'associazione2 e di questo i nostri filantropi morali e religiosi sono perfettamente soddisfatti4 ,ma uomini di un'altra tempra hanno fatto l',inghilterra ci che essa stata2 uomini d'altra tempra saranno necessar per impedirne la decadenza4 ,il dispotismo del costume dappertutto l'ostacolo perpetuo al progresso umano1 perch esso combatte una lotta incessante contro quella disposizione a tendere a qualcosa di meglio del costume1 che si chiama1 secondo i casi1 spirito di libert o spirito di progresso e di miglioramento4 ,lo spirito di progresso non sempre spirito di libert1 perch pu volersi imporre a gente che non se ne cura2 e lo spirito di libert1 quando resiste a simili sforzi1 pu allearsi1 per un dato luogo o per un dato tempo1 cogli avversar del progresso2 ma l'unica sorgente infallibile e perenne del progresso la libert1 perch solo per suo mezzo si possono avere tanti centri indipendenti di progresso quanti sono gl'individui4 ,tuttavia il principio progressivo1 sia sotto la forma dell'amore di libert1 sia sotto quella dell'amor di miglioramento1 nemico dell'impero del costume2 perch esso implica per lo meno la liberazione da questo giogo e la lotta tra queste due forze forma il principale interesse della storia dell'umanit4 ,la pi gran parte del mondo1 nel preciso senso della frase1 non ha storia1 perch ivi assoluto il dispotismo del costume4 il caso di tutto l',oriente3 l il costume regna sovrano ed arbitro su tutte le cose2 giustizia e diritto significano conformarsi ad esso2 nessuno1 salvo qualche tiranno ubbriacato dal potere1 pensa a resistervi3 -- e noi vediamo gli effetti di tutto questo4 ,queste nazioni debbono1 in altri tempi1 aver avuto dell'originalit2 esse non sono uscite dalla terra popolose1 colte in letteratura1 e profondamente versate in certe arti della vita2 sotto tutti questi rapporti debbono a s stesse la loro esistenza ed erano un tempo le pi grandi e potenti nazioni del mondo4 ,che cosa sono esse ora8 sono suddite o dipendenti di trib i cui antenati erravano nella foresta1 mentre i loro avevano dei magnifici palazzi e degli splendidi templi2 ma su questi barbari il costume divideva il suo impero con la libert e col progresso4 ,un popolo1 a quel che sembra1 pu essere1 durante un certo lasso di tempo1 progressivo e poi fermarsi3 e quando8 ,quando cessa di possedere l',individualit4 ,se un simile cambiamento dovesse accadere anche nelle nazioni d',europa1 non sarebbe precisamente cogli stessi caratteri4 ,il dispotismo del costume1 che minaccia queste nazioni1 non precisamente l'immobilit2 esso condanna la singolarit1 ma non pone ostacolo al mutamento purch tutto muti nello stesso tempo4 ,noi abbiamo abbandonati i costumi immobili da cui i nostri avi non si allontanavano3 bisogna bene ancora vestirsi come tutti gli altri3 ma la moda pu mutare una o due volte per anno4 ,con questo1 noi facciamo in modo di cambiare per amor del mutamento1 non per alcun concetto di estetica o di comodit2 perch lo stesso concetto di estetica o di comodit non verrebbe in testa a tutti nello stesso punto e non sarebbe1 ad un altro punto1 abbandonato da tutti4 ,noi siamo progressivi cos come siamo mutevoli3 facciamo continuamente delle nuove invenzioni in meccanica e le conserviamo finch non le si possano sostituire con invenzioni migliori2 siamo pronti a migliorare in fatto di politica1 di educazione1 di costumi1 sebbene in quell'ultimo caso la nostra idea di miglioramento consista sopratutto nel rendere gli altri1 o colle buone o colle brusche1 buoni come siamo noi4 ,non ci opponiamo al progresso2 anzi1 ci lusinghiamo di essere la gente pi progressiva che mai si sia vista4 ,contro l'individualit noi combattiamo2 e crederemmo d'aver compiuta un'opera meravigliosa1 se ci fossimo resi tutti gli uni agli altri identici1 dimenticando che la dissomiglianza tra due persone la prima cosa che attira l'attenzione1 sia per l'imperfezione d'uno di questi tipi e per la superiorit dell'altro1 sia per la possibilit di produrre qualcosa di meglio di ciascuno dei due1 combinandone i pregi4 ,un esempio ed un avvertimento ci qui fornito dalla ,china -- una nazione molto ingegnosa e1 sotto certi rispetti1 dotata di molta saggezza1 grazie alla rara fortuna d'aver di buon'ora ottenuto un complesso soddisfacentissimo di costumi3 opera1 fino a un certo segno1 d'uomini che gli ,europei pi illuminati debbono riconoscere1 salvo qualche riserva1 per saggi e filosofi4 ,questi costumi sono pure notevoli come quelli che assai bene si prestano per imprimere il pi profondamente possibile i loro migliori precetti in tutti gli spiriti della collettivit1 e come quelli che attribuiscono i posti d'onore e di potere a coloro che di essi sono meglio penetrati4 ,senza dubbio il popolo che cos agisce deve avere scoperto il segreto dell'umana perfettibilit e marciare sovranamente in testa al progresso universale4 ,ebbene1 no4 ,i ,chinesi son divenuti stazionar2 essi da migliaja d'anni sono quali noi ora li vediamo e1 se sono destinati a qualche miglioramento1 questo verr loro da fuori4 ,essi sono riusciti in modo da superare ogni aspettazione all'opera di cui tanto faticosamente si occupano i filantropi inglesi3 -- rendere tutto il mondo uniforme1 far s che ciascuno governi i suoi pensieri e la sua condotta colle stesse massime e colle stesse regole -- con quali frutti1 lo vediamo6 ,il regime della pubblica opinione 1 sotto una forma inorganica1 quello che sono i sistemi chinesi d'educazione e di politica sotto una forma organizzata3 e1 a meno che l'individualit 7minacciata da questo giogo7 non sappia vittoriosamente rivendicare i suoi diritti1 l',europa1 nonostante i suoi nobili precedenti storici e il cristianesimo che professa1 tender a diventare un'altra ,china4 ,e1 fino ad oggi1 che cosa ha salvato l',europa da questa sorte8 ,che cosa ha fatto delle nazioni europee una parte progressiva e non stazionaria dell'umanit8 ,non la loro perfezione superiore che1 quando esiste1 un effetto e non una causa1 ma le loro notevoli differenze di carattere e di coltura4 ,in ,europa1 gl'individui1 le classi1 le nazioni sono state estremamente dissimili3 esse si sono tracciata una grande variet di strade1 ciascuna delle quali conduceva a qualcosa di preciso2 e sebbene a ciascun'epoca quelli che seguivano le diverse vie siano stati intolleranti gli uni verso gli altri1 e ciascuno abbia considerato una cosa eccellente poter obbligare tutti gli altri a seguire il proprio cammino1 nondimeno i reciproci sforzi per impedire il loro sviluppo hanno avuto ben di rado un successo duraturo e1 ciascuno alla sua volta1 tutti hanno dovuto risentire il vantaggio dagli altri apportato4 ,secondo me1 l',europa deve soltanto a questa pluralit di vie il suo vario e progressivo sviluppo2 ma gi essa comincia a possedere questo vantaggio in un grado molto meno considerevole1 essa cammina direttamente verso l'ideale ,chinese di rendere tutto il mondo uniforme4 ,il ,tocqueville1 nel suo ultimo ed importante lavoro1 osserva quanto i ,francesi d'oggi si rassomiglino pi di quelli della stessa ultima generazione3 la stessa osservazione1 a molto maggior ragione1 si potrebbe fare sugl',inglesi4 ,in un passo gi citato1 ,guglielmo di ,humboldt indic due cose come condizioni necessarie dello sviluppo umano perch esse sono necessarie per rendere gli uomini diversi gli uni dagli altri3 la libert e la variet di condizione2 la seconda si va ogni giorno perdendo in ,inghilterra4 ,le contingenze che circondano le diverse classi e i diversi individui1 e che plasmano il loro carattere1 si vengono ogni d pi rassomigliando4 ,in altri tempi1 le diverse classi1 i diversi ceti1 i diversi mestieri e le professioni diverse vivevano -- si poteva dire -- in mondi differenti2 oggi1 in modo assoluto1 vivono tutti nello stesso mondo4 ,oggi1 relativamente parlando1 leggono tutti le stesse cose1 ascoltano le stesse cose1 vedono le stesse cose1 vanno negli stessi luoghi2 hanno le loro speranze e i loro timori diretti verso gli stessi obbiettivi1 gli stessi diritti1 le stesse libert1 e i medesimi mezzi per rivendicarle4 ,per grandi che siano le differenze di condizione sopravvissute1 non sono nulla a confronto di quelle che sono scomparse4 ,e l'assimilazione procede continuamente3 tutti i mutamenti politici la facilitano1 poich tendono tutti ad elevare le classi inferiori e ad abbassar le elevate2 ogni estensione dell'educazione la facilita1 perch l'educazione riunisce gli uomini sotto influenze comuni e d a tutti adito di arrivare al fondo generale dei fatti e dei sentimenti universali2 ogni progresso nei mezzi di comunicazione la facilita1 mettendo a contatto personale gli abitanti di luoghi lontani1 e promovendo una rapida successione di mutamenti di residenza di citt in citt2 ogni accrescimento di commerci e d'industrie facilita ancora quest'assimilazione estendendo la fortuna e ponendo alla portata di tutti i pi grandi oggetti di ambizione1 cosicch il desiderio di elevarsi non appartiene pi ad una sola classe1 ma a tutte4 ,ma una influenza pi potente di tutte queste per apportare una generale somiglianza fra gli uomini lo stabilirsi completo1 in questo o in altri paesi1 dell'influenza dell'opinione pubblica nello stato4 ,poich le numerose preminenze sociali1 che permettevano alle persone trincerate dietro di esse di sprezzare l'opinione pubblica1 si vengono grado grado livellando1 poich la stessa idea di resistere alla volont del pubblico1 quando si sa con certezza ch'esso ha una volont1 vien sempre pi scomparendo dallo spirito degli uomini politici pratici1 cessa di esservi alcun sostegno sociale per la non conformit4 ,non vi pi nella societ un potere indipendente1 che1 opposto all'influenza della maggioranza1 sia interessato a prendere sotto la sua protezione delle opinioni e delle tendenze contrarie a quelle del pubblico4 ,la riunione di tutte queste cause forma una cos gran massa d'influenze ostili all',individualit1 che non si pu ormai intravvedere come essa sar capace di difendere il suo terreno4 ,essa vi trover una difficolt sempre crescente1 a meno che la parte intelligente del pubblico non impari a valutare questo elemento1 a tener per necessarie le differenze1 quand'anche esse non siano in meglio1 quand'anche1 nell'opinione di qualcuno1 esse siano in peggio4 ,se i diritti della individualit devono mai essere rivendicati1 venuto il momento di farlo1 finch molte cose ancora mancano per completare l'assimilazione imposta3 -- soltanto sui princip che ci si pu1 con buon esito1 difendere contro l'usurpazione4 ,la generale pretesa di rendere gli altri simili a noi cresce quanto pi soddisfatta2 se si attende1 per resisterle1 che la vita sia ridotta quasi ad un tipo unico1 tutto ci che da questo tipo si stacca sar allora considerato come cosa empia1 immorale ed anche mostruosa e contro natura2 e la specie umana diverr ben presto incapace di comprendere la variet1 quando ne avr da qualche tempo perduto lo spettacolo4 ,,fine ,,del ,,capitolo ,,terzo ,,capitolo ,,quarto4 ,,dei ,,limiti ,,al ,,potere ,,della ,,societ ,,sull',,individuo4 ,dove sono dunque i giusti limiti della sovranit dell'individuo su s stesso8 ,dove incomincia il potere della societ8 ,quanta parte della vita umana dev'essere attribuita all'individualit e quanta alla societ8 ,ciascuna di esse ricever la parte che le spetta1 se avr quella che la tocca pi da vicino3 la individualit deve governar la parte della vita che interessa specialmente l'individuo1 e la societ la parte che interessa specialmente il corpo sociale4 ,sebbene1 a base della societ1 non istia un contratto1 e sebbene non serva a nulla d'imaginarlo per dedurne degli obblighi sociali1 non di meno tutti quelli che ricevono la protezione dalla societ debbono ripagarle questo beneficio3 il fatto solo di vivere in societ impone a ciascuno una certa linea di condotta verso gli altri4 ,questa condotta consiste3 #a4 nel non danneggiare gl'interessi altrui o piuttosto certi fra questi interessi che1 sia per espressa disposizione di legge1 sia per un tacito accordo1 devono essere considerati come diritti2 #b4 nell'assumersi ciascuno la propria parte 7che dev'esser fissata secondo qualche equo principio7 delle fatiche e dei sacrific necessar a difendere la societ o i suoi membri contro qualunque danno o vessazione4 ,la societ ha l'assoluto diritto d'imporre questi obblighi a quelli che se ne vorrebbero esimere4 ,e non si riduce a questo ci che la societ pu fare3 gli atti di un individuo possono essere dannosi agli altri1 o non dare una sufficiente importanza al loro benessere1 senza giungere fino a violare alcuno dei loro diritti costituiti2 il colpevole pu allora esser punito dall'opinione1 sebbene non lo sia dalla legge4 ,dal momento che la condotta d'una persona dannosa agli interessi altrui1 la societ ha diritto di giudicarla1 e la questione di sapere se questo intervento sar o no un ajuto al benessere generale1 diviene argomento di discussione4 ,ma non il caso di discutere una questione simile1 finch la condotta di una persona non tocca che i suoi propr interessi o non riguarda gl'interessi degli altri se non col loro pieno consenso 7e tutte le persone interessate sono di et matura e dotate della intelligenza normale74 ,in casi simili1 si dovrebbe avere libert completa1 legale e sociale1 di fare qualunque cosa1 a qualunque rischio4 ,si fraintenderebbero queste idee1 se vi si vedesse una dottrina di indifferentismo egoistico1 la quale pretendesse che gli esseri umani non debbano aver mutui riguardi nella loro condotta n occuparsi del benessere e delle azioni altrui1 se non quando il loro interesse in giuoco3 -- in luogo di una diminuzione1 ci che occorre un grande aumento degli sforzi disinteressati per favorire il bene altrui4 ,ma la benevolenza disinteressata pu trovare un altro mezzo di persuasione che non sia lo staffile1 figurato o anche reale4 ,io non voglio per nulla toglier pregio alle virt personali3 soltanto1 esse vengono dopo le sociali3 tocca all'educazione di coltivarle tutte allo stesso modo4 ,ma l'educazione stessa procede per mezzo della convinzione e della persuasione1 cos come per mezzo della coazione3 ed soltanto coi due primi mezzi che1 una volta finita l'educazione1 si dovrebbero inculcare le virt individuali4 ,gli uomini debbono vicendevolmente ajutarsi a distinguere il meglio dal peggio1 e incitarsi a preferire il primo e ad evitare il secondo2 essi dovrebbero stimolarsi continuamente ad un esercizio crescente delle loro pi nobili facolt1 ad una direzione crescente dei loro sentimenti e delle loro vedute verso scopi1 non pi sciocchi ma saggi1 non pi bassi ma elevati4 ,ma una persona1 o un certo numero di persone1 non hanno diritto di dire ad un uomo di et matura che egli non sapr regolarsi nella vita secondo il proprio interesse1 come meglio gli conviene4 ,il suo benessere riguarda1 pi di tutti1 lui stesso2 l'interesse che vi pu porre un estraneo1 non nulla 7tranne il caso di un vivo affetto personale7 a confronto di quello ch'egli stesso vi pone2 la maniera con cui egli interessa la societ 7salvo quanto alla sua condotta verso gli altri7 parziale e indiretta3 mentre per tutto quanto spetta ai suoi sentimenti o alla sua condizione1 l'uomo o la donna pi comune sanno infinitamente meglio di chiunque altro come comportarsi4 ,l'intervento della societ per dirigere il giudizio e i disegni di un uomo in ci che non riguarda che lui1 si fonda sempre su presunzioni generali3 ora queste presunzioni possono essere completamente false2 fossero anche giuste1 esse saranno probabilmente applicate a torto1 nei casi particolari1 da persone che non conoscono se non la superficie dei fatti4 ,per questo un tal ramo dell'attivit umana proprio degli individui4 ,per quanto riguarda la condotta degli uomini gli uni verso gli altri1 l'osservanza delle regole generali necessaria1 affinch ciascuno sappia che cosa deve aspettarsi2 ma1 quanto agli interessi particolari di ciascuna persona1 la spontaneit individuale ha diritto di liberamente esercitarsi4 ,la societ pu offrire ed anche imporre all'individuo delle considerazioni per facilitare il suo giudizio1 delle esortazioni per rafforzare la sua volont3 ma egli solo ne giudice supremo4 ,egli pu ingannarsi1 non ostante gli avvertimenti e i consigli2 ma il male minore di quel che si farebbe lasciando che gli altri lo costringessero a proposito di ci che ritengono suo vantaggio4 ,io non voglio gi dire che i sentimenti della societ verso una persona non debbano essere modificati dalle sue qualit o dai suoi difetti personali3 questo non n possibile n desiderabile4 ,se una persona possiede in un grado eminente le qualit che possono volgere al suo vantaggio1 alla sua elevazione1 soltanto per questo degna d'ammirazione3 si avvicina tanto pi all'ideale della perfezione umana3 se1 all'incontro1 queste qualit le mancano grossolanamente1 si avr per essa il sentimento opposto all'ammirazione4 ,c' un grado di sciocchezza e un grado di quella che si potrebbe chiamare 7sebbene questo sia un punto contestabile7 bassezza o depravazione di gusto1 che1 se non danneggia positivamente colui che lo manifesta1 lo rende per necessariamente e naturalmente oggetto di repulsione ed anche1 in certi casi1 di disprezzo4 ,sarebbe impossibile1 a chiunque possieda in tutta la loro forza le qualit opposte1 di non provare di questi sentimenti4 ,senza nuocere ad alcuno1 un uomo pu agire in modo da obbligarci a considerarlo o uno sciocco1 o un essere inferiore2 e poich questo modo di giudicarlo non gli farebbe gran piacere1 gli si rende un servizio avvertendolo anticipatamente di questo come di ogni conseguenza sgradevole a cui egli si espone4 ,sarebbe ottima cosa davvero che la cortesia attuale permettesse di rendere pi spesso un tal servizio1 e che una persona potesse1 senza passare per incivile o presuntuosa1 dir francamente al proprio vicino ch'egli in errore4 ,noi abbiamo anche il diritto di agire in var modi1 seguendo la nostra sfavorevole opinione su qualcuno1 senza la minima offesa alla sua individualit1 ma nel semplice esercizio della nostra4 ,noi non siamo obbligati1 per esempio1 a cercare la sua compagnia2 noi abbiamo il diritto di evitarlo 7non per in modo troppo visibile72 perch abbiamo il diritto di scegliere la societ che meglio ne conviene2 noi abbiamo il diritto1 e forse anche il dovere1 di metter gli altri sull'avviso contro questo individuo1 se noi crediamo il suo esempio o la sua conversazione dannosa a quelli che egli frequenta2 noi possiamo dare ad altri la preferenza per le spontanee cortesie1 tranne se queste potessero tendere a migliorarlo4 ,in questi modi diversi una persona pu ricevere dagli altri delle severissime punizioni per difetti che riguardano direttamente lei sola3 ma essa non subisce queste punizioni se non in quanto sono le naturali e1 per cos dire1 spontanee conseguenze degli stessi difetti2 non le s'infliggono a bello studio1 con lo scopo di punirla4 ,una persona che mostra della precipitazione1 dell'ostinazione1 della boria1 che non pu vivere con un patrimonio ordinario1 che non sa proibirsi delle soddisfazioni dannose1 che corre al piacere animale1 sacrificando ad esso il sentimento e l'intelligenza1 deve aspettarsi d'essere molto in basso nell'altrui estimazione e di possedere una minima parte dell'altrui benevolenza4 ,ma di questo essa non ha diritto di lagnarsi1 a meno che non abbia meritato il favore degli altri per la speciale eccellenza delle sue relazioni sociali e non si sia cos creato un tale diritto alle loro cortesie1 che essi non debbano occuparsi dei demeriti ch'ella ha verso di s4 ,quello che io sostengo che gl'inconvenienti strettamente connessi col giudizio sfavorevole degli altri1 sono i soli a cui debba essere sottomessa una persona per quella parte della sua condotta e del suo carattere che tocca il bene suo proprio1 ma non gl'interessi degli altri nelle sue relazioni con essa4 ,ben diversamente vanno invece trattati gli atti dannosi agli altri4 ,se voi usurpate i loro diritti1 se voi fate subire loro una perdita o un danno che i vostri propr diritti non giustificano2 se voi1 a loro riguardo1 mostrate della falsit o della doppiezza2 se voi vi servite contro di essi di vantaggi sleali o appena poco generosi ed anche se1 per egoismo1 vi astenete dal salvarli da qualche danno444 voi meritate1 ben a ragione1 la disapprovazione morale e1 in casi gravi1 i rimproveri e le punizioni morali4 ,e non soltanto questi atti1 ma anche le disposizioni che vi conducono sono1 per parlar propriamente1 immorali1 e meritano una disapprovazione che pu divenire orrore4 ,la crudelt naturale1 la malizia e la malvagit1 l'invidia -- la pi odiosa ed antisociale di tutte le passioni -- la dissimulazione1 la mancanza di sincerit1 l'irascibilit1 le bizze senza sufficiente motivo1 la smania di dominare1 il desiderio di accaparrarci pi di quel che ci spetta 7la dei ,greci71 l'orgoglio che trova una soddisfazione nell'abbassamento degli altri1 l'egoismo che pone s e i propr interessi al di sopra di ogni altra cosa al mondo e decide in proprio favore qualunque dubbia questione3 -- ecco altrettanti viz morali che costituiscono un'indole malvagia e odiosa2 essi non rassomigliano in questo ai difetti personali prima ricordati1 che non sono immoralit nel senso proprio della parola1 e1 per quanto eccedano1 non costituiscono la malvagit4 ,questi difetti possono provare la sciocchezza o una mancanza di dignit personale o di rispetto di s stesso1 ma non sono soggetti a biasimo se non quando importano un oblo dei nostri doveri verso gli altri1 pel bene dei quali l'individuo obbligato ad aver cura di s stesso4 ,ci che si chiama dovere verso noi stessi1 non costituisce una obbligazione sociale1 a meno che le circostanze non ne facciano un dovere verso gli altri2 la espressione dovere verso s stesso1 quando significa qualcosa di pi che prudenza1 significa rispetto o sviluppo di s stesso2 e nessuno deve1 in questo argomento1 render conto ai suoi simili1 perch essi non vi sono interessati4 ,la distinzione tra il discredito a cui una persona giustamente si espone1 ove gli manchi la prudenza o la dignit personale1 e il rimprovero che le dovuto per aver attentato ai diritti degli altri1 non puramente nominale3 c' una gran differenza e nei nostri sentimenti e nella nostra condotta verso una persona1 a seconda ch'essa ne spiace nelle cose in cui noi riteniamo di potere a buon diritto controllarla o nelle cose in cui sappiamo di non avere tale diritto4 ,se essa ci spiace1 noi possiamo esprimere la nostra antipatia e tenerci lontani da un essere come ci terremmo da una cosa che non ci garba2 ma non ci sentiremo per questo in dovere di renderle dolorosa la vita3 noi penseremo ch'essa sopporta gi o sopporter ben presto la pena del suo errore4 ,se essa si rovina la vita per un difetto di condotta1 noi non desidereremo1 proprio per questo1 di rovinargliela anche di pi3 lungi dall'invocare sul suo capo una punizione1 noi tenteremo piuttosto di alleviare l'espiazione che per essa incomincia1 mostrandole il mezzo d'evitare o di guarire i mali che la sua condotta le sta per cagionare4 ,questa persona insomma pu essere per noi oggetto di piet o anche d'avversione1 ma non d'irritazione o di risentimento3 noi non la tratteremo come un nemico della societ2 il pi che ci crederemo lecito commettere a suo riguardo sar d'abbandonarla a s stessa2 se pure non interverremo con benevolenza1 additandole i mezzi di guarire i mali ch'essa si attirata con la sua condotta sregolata4 ,ma tutto il contrario se questa persona abbia infrante le regole stabilite per la protezione1 individuale o collettiva1 dei suoi simili3 allora le conseguenze funeste delle sue azioni ricadono non su di essa1 ma sugli altri1 e la societ come protettrice di tutti i suoi membri deve reagire sul colpevole1 infliggergli un castigo1 e un castigo abbastanza severo1 coll'intenzione espressa di punire4 ,in un caso1 la persona un colpevole chiamato a comparire davanti al nostro tribunale3 e noi siamo incaricati non solo di giudicarlo1 ma anche di eseguire1 in un modo o nell'altro1 la sentenza da noi emanata2 -- nell'altro1 noi non dobbiamo occuparci di punirla in modo diverso da quello che ne deriver naturalmente se noi1 per regolare i nostri propr affari1 useremo della stessa libert che accordiamo a lei per i suoi4 ,molte persone rifiuteranno di ammettere la distinzione qui stabilita1 tra la parte della condotta di un uomo che tocca soltanto lui e la parte che tocca gli altri4 ,ci si osserver1 forse3 come una parte della condotta di un membro della societ pu essere indifferente agli altri membri8 ,nessuno completamente isolato3 impossibile ad un uomo di fare qualcosa di seriamente o costantemente dannoso per s1 senza che il male si estenda per lo meno a quelli che gli stanno vicini e spesso a molti altri4 ,s'egli mette in pericolo la sua fortuna1 nuoce a quelli che direttamente o indirettamente ne traevano un sostentamento1 e di solito diminuisce pi o meno la ricchezza collettiva2 s'egli guasta le sue qualit fisiche o morali1 non fa soltanto danno a tutti quelli il cui bene dipendeva da lui1 ma si rende incapace di compiere i suoi doveri verso il prossimo in generale2 diviene forse un grave carico per l'altrui benevolenza o per l'affetto altrui1 e1 se una tale condotta fosse pi frequente1 poche colpe diminuirebbero di pi la massa generale dei beni4 ,in fine1 ci si pu dire1 se una persona non cagiona agli altri un danno diretto coi suoi viz o colle sue folle non di meno perniciosa per l'esempio ch'essa d1 e dovrebbe esser costretta a frenarsi pel bene di quelli che la vista o la conoscenza della sua condotta potrebbero corrompere o traviare4 ,ed anche -- si aggiunger -- se le conseguenze della mala condotta fossero circoscritte agl'individui viziosi o poco riflessivi1 la societ potrebbe abbandonare a s stessi quelli che evidentemente sono incapaci di guidarsi8 ,se la societ1 come tutti riconoscono1 deve protezione ai bambini e ai minorenni1 non ne deve forse allo stesso modo alle persone d'un'et matura che sono egualmente impotenti a governarsi da s8 ,se il giuoco o l'ubbriachezza o l'incontinenza o l'ozio o l'oscenit sono ostacoli al bene ed al progresso altrettanto gravi che la maggior parte delle azioni dalla legge vietate1 perch la legge non tenterebbe1 fin dove la cosa possibile1 di reprimere anche questi abusi8 ,e per supplire alle inevitabili imperfezioni della legge1 l'opinione non dovrebbe essa almeno organizzare una forte polizia contro questi viz1 e dirigere contro quelli che ne sono macchiati tutti i rigori delle penalit sociali8 ,non si tratta qui -- ci dicono -- di comprimere la individualit n d'impedire che si provi qualche maniera di vivere nuova ed originale2 le sole cose che si cerca d'impedire sono cose che furono gi provate e1 da che mondo e mondo1 condannate2 sono cose che l'esperienza ha dimostrato n utili n convenienti all'individualit di alcuno4 ,occorre un certo lasso di tempo ed una certa quantit d'esperienza1 perch una verit di morale o di prudenza possa esser considerata come stabilita1 e tutto quello che si desidera d'impedire che le generazioni1 l'una dopo l'altra1 cadano nell'abisso che stato fatale alle loro preceditrici4 ,io riconosco pienamente che il torto che una persona si fa pu seriamente danneggiare i suoi prossimi parenti nei loro interessi e nei sentimenti loro1 e1 in un grado minore1 la societ in generale4 ,quando da una tale condotta un uomo trascinato a violare una obbligazione precisa ed accertata verso uno o pi altri1 il caso cessa di essere personale e divien soggetto alla disapprovazione morale nel vero senso della parola4 ,per esempio1 se un uomo1 colla sua intemperanza o colla sua stravaganza1 diviene incapace di pagare i suoi debiti1 oppure1 se1 gravato della responsabilit di una famiglia1 diviene per le stesse cagioni incapace di mantenerla e di allevarla1 egli giustamente disapprovato e pu essere giustamente punito3 ma questo non per la sua stravaganza1 bens per aver mancato a' suoi doveri verso la famiglia o verso i creditori4 ,se il danaro che ad essi doveva essere consacrato fosse stato stornato per l'impiego pi prudente1 la sua colpevolezza morale sarebbe stata la stessa3 ,giorgio ,barnwell uccise suo zio affine di aver danaro per l'amante2 ma sarebbe stato impiccato ugualmente s'egli l'avesse fatto per istabilirsi negli affari4 ,allo stesso modo1 se un uomo1 come spesso accade1 procura alla famiglia dei dispiaceri col darsi a cattive abitudini1 si pu rimproverargli ben a ragione la sua malvagit o la sua ingratitudine2 ma lo si potrebbe fare ugualmente se si desse ad abitudini1 punto viziose in s1 ma penose per quelli con cui passa la vita1 o il cui benessere dipende da lui4 ,chiunque manca al rispetto generalmente dovuto agl'interessi e ai sentimenti degli altri1 senza esservi costretto da qualche dovere pi imperioso o giustificato da qualche lecita inclinazione1 merita la disapprovazione morale per questa mancanza1 ma non per la causa di essa1 non per gli errori puramente personali che possono avervelo in origine condotto4 ,e del pari1 se una persona1 per una condotta puramente egoistica1 si rende incapace di adempire a qualche obbligo verso il pubblico1 colpevole di offesa sociale4 ,nessuno dovrebbe essere punito unicamente perch ubbriaco1 ma un soldato o un poliziotto debbono esser puniti se ubbriachi quando son di guardia4 ,insomma1 dovunque c' per un individuo o pel pubblico un danno preciso1 o il preciso pericolo di un danno1 il caso non appartiene pi al dominio della libert e passa a quello della moralit o della legge4 ,ma quanto al danno semplicemente eventuale o1 per dir cos1 imaginabile che alcuno pu cagionare alla societ senza violare alcun preciso dovere verso il pubblico e senza evidentemente colpire altri che s stesso1 la societ pu e deve sopportare questo inconveniente1 pel bene superiore della libert umana4 ,se si debbono punire degli adulti perch essi non vegliano1 come si dovrebbe1 su loro stessi1 io vorrei lo si facesse per loro amore1 e non sotto il pretesto ch'essi rendonsi incapaci di compiere certi doveri verso la societ1 quando questa non pretende al diritto di imporli loro2 ma io non posso ammettere che la societ non abbia altro mezzo di elevare i suoi membri pi deboli al livello ordinario della condotta razionale fuor che attendere ch'essi abbiano agito in modo disonorevole e punirli allora1 legalmente o moralmente4 ,la societ ha avuto tutto il potere su di essi durante la prima parte della loro esistenza1 ha avuto tutto il periodo dell'infanzia e della minore et per tentar di renderli capaci di condursi ragionevolmente durante la vita4 ,la generazione presente padrona dell'educazione e di tutto il destino della futura2 in realt essa non la pu rendere perfettamente saggia e perfettamente buona1 perch queste due qualit -- bont e saggezza -- mancano in modo deplorevole a lei stessa2 e i suoi pi grandi sforzi1 in molti casi particolari1 non sono quelli coronati da esito pi felice2 ma la generazione presente perfettamente capace insomma di rendere la generazione avvenire altrettanto buona ed anche un po' migliore di essa4 ,se la societ lascia che un gran numero de' suoi membri cresca in uno stato d'infanzia prolungata1 incapace di sentir l'influenza di considerazioni razionali con cause un po' remote1 la colpa delle conseguenze ricade sulla societ4 ,armata non soltanto di tutti i poteri della educazione1 ma ancora della forza che qualunque opinione accetta all'universale esercita sui meno capaci di giudicare con la loro testa1 ajutata dalle penalit naturali che chiunque si espone al disgusto o al disprezzo di quei che lo conoscono non riesce ad evitare1 la societ non deve pretendere1 oltre a tutto questo1 il potere di fare o d'imporre delle leggi relative agl'interessi personali degl'individui4 ,secondo tutte le regole di giustizia e d'utilit1 la valutazione di questi interessi dovrebbe spettare a quelli che ne sopporteranno le conseguenze4 ,nulla tende maggiormente a screditare e a rendere inutili i buoni mezzi d'influire sulla condotta umana che l'aver ricorso ai peggiori2 se vi in coloro che si tenta di costringere alla prudenza o alla temperanza la stoffa di un carattere vigoroso e indipendente1 essi senza dubbio alcuno si ribelleranno al giogo4 ,nessun uomo cosiffatto penser che gli altri abbiano il diritto di sorvegliarlo nei suoi interessi1 come hanno invece quello d'impedirgli di danneggiare i loro2 e facilmente1 da questo1 si giunge a considerare come segno di forza e di coraggio il far fronte ad un'autorit cos usurpata e l'eseguire con ostentazione precisamente il contrario di ci che essa prescrive4 ,cos si videro1 al tempo di ,carlo ,,ii1 dei costumi licenziosi succedere come una moda all'intolleranza morale nata dal fanatismo puritano4 ,quanto a quello che si dice della necessit di proteggere la societ contro il cattivo esempio dato dagli uomini viziosi o leggieri1 vero che il cattivo esempio1 sopratutto quello di nuocere impunemente agli altri1 pu avere un effetto pernicioso4 ,ma noi parliamo ora della condotta che1 mentre non nuoce agli altri1 si suppone dannosissima a chi la segue2 ed io non vedo come1 in questo caso1 non si trovi l'esempio pi salutare che dannoso1 perch1 se esso mette in mostra la condotta cattiva1 addita nello stesso tempo le conseguenze penose e degradanti che in generale1 per mezzo di una censura giustamente applicata1 finiscono coll'esserne l'espiazione4 ,ma l'argomento pi forte contro l'intervento del pubblico nella condotta personale che1 quando esso interviene1 lo fa inconsideratamente4 ,in questioni di moralit sociale o di dovere verso gli altri1 l'opinione del pubblico 7che quanto dire di una maggioranza dominante7 sebbene spesso falsa1 ha qualche probabilit d'essere anche pi spesso giusta1 perch il pubblico chiamato cos a giudicare soltanto dei propr interessi e del modo con cui essi sarebbero danneggiati da una certa maniera di comportarsi1 se questa fosse permessa2 ma l'opinione di una tale maggioranza imposta alla minoranza come legge su questioni personali ha altrettanta probabilit di esser falsa quanto d'esser giusta4 ,infatti1 in tali casi1 le parole opinione pubblica significano tutt'al pi l'opinione di qualche persona su ci che per altre persone buono o cattivo1 e spessissimo non significano neppur questo1 giacch il pubblico con la pi perfetta indifferenza trascura il piacere o la convenienza di quelli di cui biasima la condotta1 e non ha riguardo che alle sue proprie inclinazioni4 ,molti ritengono un'offesa ogni condotta che1 mentre eccita il loro disgusto1 sembra loro un oltraggio ai loro sentimenti3 come quel bigotto che1 accusato di trattare con troppa indifferenza i sentimenti religiosi degli altri1 rispondeva ch'erano gli altri a trattare con indifferenza i suoi1 persistendo nelle loro abominevoli credenze4 ,ma non c' alcuna identit fra il sentimento di una persona per la sua propria opinione e il sentimento di un'altra che si ritiene offesa dal veder professata questa opinione -- pi di quella che vi sia tra il desiderio di un ladro di prendere una borsa1 e quello che prova il possessore legittimo di conservarla4 ,e il gusto di una persona sua stretta propriet appunto come la sua opinione o la sua borsa4 facile imaginare un pubblico ideale che lasci tranquilla la libert e la scelta degl'individui per ogni cosa incerta1 esigendo soltanto che si astengano da quei modi di comportarsi che l'universale esperienza ha condannati3 ma dove si veduto un pubblico porre tali limiti alla sua censura8 ,oppure1 quando mai il pubblico si cura dell'esperienza universale8 ,il pubblico1 intervenendo nella condotta personale pensa raramente ad altro fuor che all'enormit che vi nel pensare ed agire diversamente da lui2 e questo criterio1 appena mascherato1 presentato alla specie umana come il precetto della religione e della filosofia1 dai nove decimi degli scrittori moralisti e speculativi4 ,essi c'insegnano che le cose sono giuste perch sono giuste1 perch noi sentiamo che lo sono2 ci dicono di cercare nel nostro spirito o nel nostro cuore le leggi di condotta che ci obbligano e verso noi stessi e verso gli altri4 ,che cosa pu fare il povero pubblico1 pi di applicare questi insegnamenti e rendere obbligator per tutti i suoi sentimenti personali di bene o di male1 quando essi sono abbastanza unanimi8 ,il male che qui si addita non esiste soltanto in teoria1 e il lettore attende forse che io citi i casi particolari in cui il pubblico di questo secolo o di questo paese d1 a torto1 il carattere di legge morale ai suoi capricci4 ,io non iscrivo un saggio sulle attuali aberrazioni del senso morale3 ed questo un soggetto troppo importante per essere discusso tra parentesi e come esempio illustrativo2 non di meno sono necessar degli esemp per dimostrare che il principio da me sostenuto ha una seria importanza pratica e che io non cerco di far sorgere ostacoli contro mali imaginar4 ,non difficile provare con esemp numerosi che una delle pi universali tendenze della umanit d'estendere i limiti di ci che si pu chiamare la polizia morale fino al punto in cui essa invade il campo delle libert pi sicuramente legittime dell'individuo4 ,come primo esempio1 vedete le antipatie che gli uomini nutrono a proposito di un motivo tanto frivolo come la differenza delle pratiche e sopratutto delle astinenze religiose4 ,per citare un caso un po' triviale1 nulla nella credenza o nel culto dei cristiani attizza di pi l'odio dei musulmani contro di loro che il vederli mangiar carne di majale2 poche azioni sono pi antipatiche ai cristiani ed agli europei di quello che questo modo di nutrirsi sia ai maomettani4 1 prima di tutto1 un'offesa verso la loro religione2 ma questa circostanza non ispiega punto il grado o la forma della loro ripugnanza3 perch il vino pure proibito dalla loro religione1 e1 sebbene i musulmani trovino biasimevole bere del vino1 non ne sono affatto disgustati4 ,la loro avversione per la carne della bestia sudicia porta all'incontro quel carattere particolare1 simile ad una istintiva antipatia1 che l'idea di sporcizia1 quando sia penetrata ben addentro nei sentimenti1 sembra eccitar sempre anche in quelli le cui abitudini personali non sono affatto di una propriet scrupolosa4 ,il sentimento dell'impurit religiosa1 cos vivo presso gl',indiani1 ne un notevole esempio4 ,supponete ora che in un popolo in cui la maggioranza musulmana1 questa maggioranza voglia proibire1 in tutto il paese1 che si mangi carne di majale3 non vi in questo nulla di nuovo per paesi maomettani#i4 ,sarebbe un esercitare legittimamente l'autorit morale dell'opinione pubblica8 ,no1 dite voi3 e perch no8 ,questo costume realmente disgustante per un tal pubblico3 esso crede sinceramente che ,dio lo proibisca e lo aborra4 ,non si potrebbe d'altro canto biasimare questo divieto come una persecuzione religiosa3 sar religioso nell'origine1 ma non una persecuzione per causa religiosa1 perch nessuna religione obbliga a mangiar carne di majale4 ,il solo motivo sostenibile per condannare un tal divieto sarebbe questo3 il pubblico non ha nulla che vedere nei gusti e negli interessi personali degli individui4 ,per parlar di cose a noi pi vicine1 la maggioranza degli ,spagnuoli considera una grossolana empiet e la pi grave offesa verso l',essere ,supremo il tributargli un culto che non sia quello dei cattolici romani1 e sul suolo di ,spagna non v' altro culto tollerato4 ,per tutti i popoli del mezzogiorno d',europa1 un clero ammogliato non soltanto irreligioso1 ma impudico1 indecente1 rozzo1 disgustante4 ,che cosa pensano i protestanti di questi sentimenti perfettamente sinceri e dei tentativi fatti per applicarli con ogni rigore a quelli che non sono cattolici8 ,tuttavia1 se gli uomini possono vicendevolmente turbare la propria libert nelle cose che non toccano gli interessi degli altri1 per quali princip si pu logicamente escluderne questi casi d'intolleranza8 ,o chi pu biasimare della gente perch vogliono distruggere ci ch'essi considerano come uno scandalo innanzi a ,dio e innanzi agli uomini8 ,non si possono aver ragioni migliori per vietare ci che si ritiene una immoralit personale di quelle che1 per sopprimere questi costumi1 abbiano coloro i quali li considerano come emp2 e1 a meno che noi vogliamo adottar la logica dei persecutori e dire che noi possiamo perseguitare perch abbiamo ragione1 e che essi non devono perseguitare noi perch hanno torto1 dobbiamo ben guardarci dall'ammettere un principio1 la cui applicazione1 se si facesse a nostro carico1 ci sembrerebbe una s grande ingiustizia4 ,si pu1 sebbene a torto1 osservare che gli esemp precedenti sono tratti da eventualit impossibili nel nostro paese1 perch da noi l'opinione non giunger fino ad imporre apertamente l'astinenza da certi cibi o a molestare la gente perch segue questo o quel culto o perch essa si ammoglia o no secondo le sue credenze e le sue tendenze3 ebbene1 l'esempio che segue sar tratto da un attentato alla libert di cui non punto scomparso il pericolo4 ,dovunque i puritani sono stati in forza sufficiente1 come nella ,nuova ,inghilterra e nella ,gran ,bretagna al tempo della repubblica1 hanno tentato1 e con successo1 di sopprimere i divertimenti pubblici e quasi tutti i privati1 in ispecial modo la musica1 la danza1 il teatro1 i giuochi pubblici o qualunque altra riunione a scopo di divertimento4 ,vi ancora nel nostro paese un numero non indifferente di persone1 le cui idee di religione e di moralit condannano queste ricreazioni2 ora1 poich queste persone appartengono sopratutto alla classe media che ha oggi pi influenza di qualunque altra nel nostro paese1 non punto impossibile che i seguaci di queste opinioni possano un d o l'altro disporre di una maggioranza in parlamento4 ,che cosa dir il resto della comunit vedendo i divertimenti ad essa permessi regolati dai sentimenti morali e religiosi dei calvinisti e dei metodisti pi severi8 ,non intimer1 e molto risolutamente1 a questi uomini cos importunamente pii1 di occuparsi degli affari loro8 precisamente quello che si dovrebbe dire a qualunque governo o pubblico avesse la pretesa di privare tutti quanti dei piaceri ch'esso condanna4 ,ma1 se il principio su cui la pretesa si fonda ammesso1 non si pu ragionevolmente opporsi a che la maggioranza o qualunque altro potere dominante nel paese lo applichi secondo le sue vedute2 e ciascuno deve tenersi pronto ad adattarsi all'idea di una repubblica cristiana1 quale la pensavano i coloni primitivi della ,nuova ,inghilterra1 se una setta religiosa come la loro rioccupasse mai il terreno perduto1 come han fatto spesso delle religioni che si credevano in decadenza4 ,supponiamo ora un'altra eventualit che ha forse probabilit maggiore di esser mandata ad effetto4 ,tutti riconoscono nel mondo moderno una potente tendenza verso una costituzione democratica della societ1 sia poi essa accompagnata o no da instituzioni politiche popolari4 ,si dice che nel paese dove pi prevale questa tendenza1 negli ,stati ,uniti1 dove si hanno la societ ed il governo pi democratico1 il sentimento della maggioranza1 a cui spiace qualunque modo di vivere troppo brillante o troppo dispendioso perch essa possa sperar di uguagliarlo1 fa abbastanza bene l'ufficio di una legge suntuaria2 e vi sono1 dicesi1 molte parti dell',unione1 in cui una persona ricchissima pu difficilmente trovar qualche modo di spendere la sua fortuna senza attirarsi la disapprovazione popolare4 ,sebbene1 senza alcun dubbio1 questo racconto esageri grandemente i fatti esistenti1 tuttavia lo stato di cose ch'esso descrive non soltanto concepibile e possibile2 il pi probabile risultato delle idee democratiche alleate a questo concetto3 che il pubblico ha diritto d'imporre il suo veto sul modo con cui gl'individui spendono le loro rendite4 ,ora noi non abbiamo che da supporre una notevole diffusione delle idee socialiste1 e pu divenire1 agli occh della maggioranza1 infame il possedere qualcosa di pi che una piccolissima propriet o qualcosa di pi che un salario guadagnato col lavoro manuale4 ,simili opinioni 7almeno in principio7 hanno gi fatto grandi progressi nella classe operaja1 e pesano in modo oppressivo sui suoi membri4 ,dir una cosa molto nota3 i cattivi opera 7che sono in maggioranza in molti rami dell'industria7 professano fermamente l'opinione ch'essi dovrebbero avere gli stessi salar dei buoni opera1 e che non si dovrebbe permettere a nessuno1 sotto pretesto di lavorare a cottimo o altrimenti1 di guadagnare pi degli altri1 per la sua maggiore abilit o destrezza4 ,ed essi impiegano una polizia morale1 che all'occasione diviene una polizia fisica1 per impedire agli abili opera di ricevere e ai padroni di dare un compenso pi grande ai serviz migliori4 ,se il pubblico ha la minima giurisdizione negli interessi privati1 io non vedo qual sia la colpa di costoro1 n perch il pubblico particolare relativo ad un individuo possa meritare biasimo1 quando pretende sulla costui condotta individuale il diritto preteso dal pubblico in generale sugli individui in generale4 ,ma1 per non fermarci alle ipotesi1 oggi si invade grossolanamente il campo della libert privata4 ,si minaccia di farlo anche di pi con qualche probabilit di successo1 e si predicano delle opinioni che rivendicano nel pubblico il diritto illimitato di proibire colla legge non soltanto tutto quello che esso trova cattivo1 ma anche1 per colpire pi sicuramente quello ch'egli crede tale1 molte cose che riconosce innocenti4 ,sotto pretesto d'impedire l'intemperanza1 si vietato per legge a tutta una colonia inglese e a quasi una met degli ,stati ,uniti di servirsi delle bevande fermentate altrimenti che come medicine2 perch1 in realt1 vietarne la vendita1 proibirne l'uso2 e del resto lo si comprendeva bene cos4 ,e sebbene l'impossibilit di eseguire la legge l'abbia fatta abbandonare dalla maggior parte degli ,stati che l'avevano adottata1 compreso quello che le aveva dato il nome1 tuttavia molti dei nostri dichiarati filantropi hanno tentato e tentano di continuo di ottenere una legge simile nel nostro paese4 ,l'associazione o alleanza1 come essa si chiama1 che si formata a questo scopo1 ha avuto della notoriet per la pubblicit data ad una corrispondenza tra il suo segretario e un uomo di ,stato1 appartenente al piccolo numero di quelli che in ,inghilterra credono che le opinioni di un personaggio politico debbano basarsi su princip4 ,la parte che lord ,stanley ha preso in questa corrispondenza rafforzer le speranze che gi aveva concepite su di lui chiunque sa quanto le qualit di cui egli1 a pi riprese1 ha dato pubbliche prove siano rare presso i militanti nella politica4 ,l'organo dell',alleanza condanna altamente qualunque principio che possa servire a giustificare il fanatismo e la persecuzione e si prova a dimostrarci la barriera assolutamente insuperabile che divide questi princip da quelli dell'associazione4 ,tutte le materie relative al pensiero1 all'opinione1 alla coscienza1 mi sembrano -- dice -- al di fuori del dominio legislativo4 ,le cose soltanto che appartengono alla condotta sociale1 ai costumi1 alle relazioni mi sembrano soggette ad un poter discrezionale posto nella legge e non nell'individuo4 ,qui non si fa alcuna menzione d'una terza classe di atti diversa dalle due ricordate3 le azioni e le abitudini non sociali ma individuali1 quantunque a questa classe appartenga senza dubbio il bere liquori fermentati4 ,ma mi si dir che vendere bevande fermentate commerciare1 e che commerciare un atto sociale4 ,ancora1 noi ci lagniamo d'una limitazione illecita delle libert non del venditore1 ma del compratore e del consumatore1 perch lo ,stato potrebbe allo stesso modo proibirgli di bere del vino che rendergli impossibile di procurarselo4 ,tuttavia il segretario continua3 ,io esigo come cittadino il diritto di fare una legge dovunque l'atto sociale d'un altro invade il campo dei miei diritti sociali4 ,ed ecco la descrizione di questi diritti sociali3 ,se qualcosa vi che invada questo campo1 1 senza dubbio alcuno1 il commercio dei liquori spiritosi4 ,esso distrugge il mio fondamental diritto di sicurezza1 creando e stimolando continuamente disordini2 viola il mio diritto d'eguaglianza1 con lo stabilire dei profitti che creano una miseria per sollevar la quale si fa contribuire anche me2 annulla il mio diritto ad un libero sviluppo intellettuale e morale1 circondandomi di pericoli e indebolendo e rendendo immorale la societ1 da cui ho diritto di esigere ajuto e soccorso4 ,tale sistema dei diritti sociali1 che giammai senza dubbio era stato cos nettamente formulato1 si riduce1 in sostanza1 a questo3 diritto sociale assoluto per ciascun individuo di esigere che tutti gli altri agiscano in ogni cosa precisamente come dovrebbero3 chiunque manca menomamente al suo dovere1 viola il mio diritto sociale e mi d ragione di chiedere alla legge un rimedio a questo male4 ,un principio cos mostruoso infinitamente pi pericoloso che qualunque isolata usurpazione a danno della libert2 non v' violazione di questa che con esso non si possa giustificare4 ,esso non riconosce nessun diritto a nessuna libert salvo forse quella di professare in segreto delle opinioni senza palesarle mai2 perch dal momento che alcuno emette una opinione che io considero dannosa1 viola i diritti sociali dall',alleanza riconosciutimi4 ,questa dottrina accorda a tutti gli uomini vicendevolmente un interesse determinato nella loro perfezione morale1 intellettuale e persino fisica1 che ciascun d'essi deve definire secondo il proprio criterio4 ,un altro esempio notevole di violazione della giusta libert dell'individuo1 che non una semplice minaccia1 ma una pratica dominante ed antica1 la legislazione del riposo festivo4 ,senza dubbio alcuno1 astenersi dalle occupazioni ordinarie un giorno la settimana1 per quanto lo concedono le esigenze della vita1 un'abitudine altamente salutare1 sebbene non sia un dovere religioso che per gli ,ebrei4 ,e poich questo costume non pu essere osservato senza il consenso generale delle classi operaje1 e qualcuno lavorando potrebbe imporre agli altri la necessit di fare lo stesso1 forse ammissibile e giusto che la legge garantisca a ciascuno l'osservanza generale dell'abitudine sospendendo in un dato giorno le principali operazioni dell'industria4 ,ma questa giustificazione1 fondata sul diretto interesse che hanno gli altri o che ciascuno segua tale costume1 non si applica alle occupazioni che una persona si sceglie da s e a cui crede conveniente dedicare le sue ore d'ozio2 aggiungo che non si applica menomamente di pi alle restrizioni legali imposte ai divertimenti4 vero che il divertimento di qualcuno pu essere1 nel giorno di festa1 il lavoro di qualche altro2 ma il piacere1 per non dire l'utile ricreazione d'un gran numero1 val bene il lavoro di qualcuno1 purch l'occupazione sia scelta liberamente e possa essere liberamente abbandonata4 ,gli opera hanno perfettamente ragione di pensare che se tutti lavorassero la domenica1 si darebbe il lavoro di sette giorni pel salario di sei3 ma dal momento che la gran massa delle operazioni sospesa1 quel piccolo numero di persone che deve continuare il lavoro pel piacere degli altri1 ottiene un proporzionale accrescimento di salario e nessuno obbligato a continuare nelle sue occupazioni se preferisce il riposo al guadagno4 ,chi voglia cercare un altro rimedio1 lo potr trovare nello stabilire un giorno di vacanza durante la settimana per queste classi speciali di persone4 ,per giustificare adunque le restrizioni poste ai divertimenti della domenica1 bisogna confessare che essi sono riprovevoli dal punto di vista religioso -- un motivo di legislazione contro di cui non si protester mai abbastanza4 ,deorum injuriae ,diis curae4 ,resta a stabilire che la societ1 o qualcuno dei suoi funzionar1 abbia ricevuto di lass l'incarico di vendicare qualunque supposta offesa alla potenza suprema1 che non sia anche un torto fatto ai nostri simili4 ,l'idea che dovere dell'uomo rendere religioso il suo prossimo fu la causa di tutte le persecuzioni religiose che mai siano state ordinate2 e1 se fosse ammessa1 le giustificherebbe pienamente4 ,quantunque nel sentimento che si rivela coi tentativi spesso ripetuti d'impedire alle ferrovie di far servizio1 ai musei d'essere aperti la domenica1 ecc41 non vi sia la crudelt degli antichi persecutori2 tuttavia v' l'indizio di uno stato di spirito assolutamente identico a quello4 la decisione di non tollerare negli altri quello che la loro religione permette1 ma che la religione del persecutore vieta2 la persuasione che ,dio non soltanto detesta l'atto del miscredente1 ma non avr per innocenti neppur noi1 se permettiamo che si commetta4 ,io non posso astenermi dall'aggiungere a queste prove del poco conto in cui generalmente tenuta la libert umana1 il linguaggio di franca persecuzione che la stampa del nostro paese si lascia sfuggire tutte le volte che deve rivolger la sua attenzione sul notevole fenomeno del mormonismo4 ,si potrebbe parlare a lungo assai su questo fatto inatteso e pieno d'insegnamenti che una pretesa rivelazione e una religione la quale su questa base riposa 7ci quanto dire il frutto di una evidente impostura1 che non neppur sostenuta dal fascino di alcuna qualit straordinaria nel suo fondatore7 oggetto di fede per moltitudini ed stato il fondamento di una societ1 nel secolo dei giornali1 delle ferrovie e dei telegrafi4 ,quello che ci riguarda si che questa religione1 come molte altre e migliori1 ha i suoi martiri2 che il suo profeta e fondatore fu mandato a morte in una sommossa a causa della sua dottrina1 e che molti fra i suoi seguaci perdettero allo stesso modo la vita2 che la loro setta fu espulsa dal paese ov'era nata e che ora1 mentre essa stata cacciata in un solitario rifugio1 in mezzo ad un deserto1 molti inglesi dichiarano apertamente che sarebbe bene 7solamente non sarebbe comodo7 fare una spedizione contro i ,mormoni ed obbligarli colla forza ad accettare opinioni diverse4 ,la poligamia adottata dai ,mormoni la cagion principale di questa antipatia contro le loro dottrine1 con cui si violano cos le leggi della tolleranza religiosa2 la poligamia1 sebbene permessa ai ,maomettani1 agl',indiani1 ai ,chinesi1 sembra eccitare una implacabile animosit quando praticata da gente che parla inglese e che dice di essere una specie di cristiani4 ,nessuno pu disapprovare pi energicamente di me questa istituzione dei ,mormoni3 ci per molte ragioni1 e fra le altre perch1 lungi dall'essere basata sul principio di libert1 essa ne una diretta violazione poich non fa che rafforzare le catene di una parte delle collettivit ed esimere l'altra da ogni reciprocit di obblighi4 ,tuttavia1 conviene ricordare che questa relazione tanto volontaria da parte delle donne che ce ne sembrano le vittime1 quanto qualunque altra forma dell'instituzione del matrimonio2 e del resto1 per quanto la cosa possa sembrare sorprendente1 essa ha la sua spiegazione nelle idee e nelle abitudini generali del mondo3 si insegna alle donne a considerare il matrimonio come l'unica cosa necessaria3 ed ben naturale cos che molte di esse preferiscano sposare un uomo che ha parecchie altre mogli1 a non maritarsi del tutto4 ,non si domanda ad altri paesi di riconoscere tali unioni o di permettere che una parte dei loro cittadini abbandoni la legge nazionale per seguir la dottrina dei ,mormoni2 -- ma quando dei dissidenti hanno concesso ai sentimenti ostili dei loro avversar assai pi di quello che si potesse1 in istretta giustizia1 esigere1 quando essi hanno abbandonato i paesi che non potevano tollerare le loro dottrine e si sono stabiliti in un remoto angolo della terra1 che sono stati i primi a rendere abitabile1 difficile scorgere secondo quali princip 7salvo quelli della tirannia7 si possa impedir loro di viverci come loro garba1 purch essi non commettano aggressioni contro altri paesi1 e lascino ai malcontenti la piena libert di andarsene4 ,uno scrittore moderno di merito1 per qualche rispetto notevole1 propone 7usiamo le sue parole7 una spedizione non di crociati1 ma di pionieri della civilt contro questa comunit politica1 per metter fine a ci che a lui sembra un passo addietro nel cammino del progresso4 ,io penso la stessa cosa -- ma non credo che alcuna comunit abbia diritto di forzare un'altra ad essere civile4 ,dal momento che le vittime di una legge cattiva non invocano i soccorsi di altre comunit1 io non posso ammettere che persone completamente estranee abbiano il diritto di esigere la cessazione di uno stato di cose che pare soddisfaccia tutte le parti interessate1 soltanto perch si tratta di uno scandalo per gente lontana qualche migliajo di miglia1 e perfettamente al di fuori della questione4 ,spedite loro1 se vi pare cosa buona1 dei missionari1 che predichino sull'argomento1 ed impiegate tutti i mezzi leali 7fra cui non quello d'imporre silenzio ai novatori7 per impedire nel vostro paese il progresso di tali dottrine4 ,se la civilt ha prevalso sulla barbarie1 quando la barbarie dominava il mondo incontrastata1 eccessivo temere che la barbarie1 sconfitta una volta1 possa rivivere e riprendere il predominio sulla civilt4 ,una civilt che potrebbe soccombere cos davanti al suo nemico gi sbaragliato1 deve essere talmente degenerata che n i suoi sacerdoti n i suoi institutori ufficiali n alcun altro abbiano la capacit o si vogliano dar l'incomodo di difenderla4 ,se cos 1 quanto pi da questa civilt si sar lontani1 tanto meglio3 essa non pu se non proseguire di male in peggio1 finch sia distrutta e rigenerata 7come l'impero d',occidente7 da pi energici barbari4 ,,fine ,,del ,,capitolo ,,quarto ,,capitolo ,,quinto4 ,,applicazioni4 ,i principi in questo lavoro sostenuti devono essere ammessi in generale1 come fondamento di una discussione particolareggiata1 prima di poterli applicare1 con qualche speranza di buon esito1 ai var rami della politica e della morale4 ,le poche osservazioni che mi propongo di fare su questioni speciali sono destinate a rischiarare i princip piuttosto che a trarne le conseguenze2 io non offro tanto delle applicazioni2 quanto degli esemp di applicazioni1 i quali possono servire a gettar maggior luce sul senso e sui limiti delle due massime che sono la base di questo saggio3 inoltre1 queste applicazioni possono giovare all'equit del giudizio quando non si sappia bene quale delle due massime convenga applicare4 ,ecco1 intanto1 i princip3 #a4 l'individuo non responsabile verso la societ delle sue azioni1 finch queste non riguardano se non i suoi personali interessi3 -- i consigli1 l'istruzione1 la persuasione1 l'isolamento anche1 se gli altri credono necessario pel loro bene di ricorrere a quest'ultimo mezzo3 -- ecco le sole maniere con cui la societ pu legittimamente dimostrare il suo disgusto o la sua disapprovazione della condotta dell'individuo3 #b4 delle azioni ritenute dannose agli interessi altrui1 l'individuo responsabile e pu esser sottomesso alle punizioni sociali e legali1 se la societ giudica le une o le altre necessarie alla propria protezione4 ,anzitutto non affatto da credere che un danno o il pericolo di un danno fatto agli altrui interessi possa sempre giustificare l'intervento della societ3 questo vero solo in certi casi4 ,in un gran numero di casi1 un individuo1 nel proseguire un legittimo fine cagiona necessariamente1 e di conseguenza legittimamente1 un danno o un dispiacere ad altri individui1 o intercetta un bene che essi potevano ragionevolmente sperare4 ,tali opposizioni d'interessi tra gli individui derivano spesso da cattive instituzioni1 ma sono inevitabili finch queste instituzioni durano2 qualcuna anche sarebbe inevitabile sotto qualunque forma d'instituzioni4 ,chiunque riesca in una professione che molti occupano o in un concorso2 chiunque sia preferito ad un altro in qualunque lotta per uno scopo che due persone desideravano di raggiungere1 trae profitto dalla perdita degli altri1 dai loro sforzi riusciti vani e dal loro dispiacere4 ,ma una cosa che tutti ammettono3 meglio1 nell'interesse generale dell'umanit1 che gli uomini continuino i loro sforzi senza esserne distolti da questo genere di conseguenze4 ,in altri termini1 la societ non riconosce ai competitori disgraziati alcun diritto morale o legale ad essere esenti da questa specie di dolore2 essa non si sente chiamata ad intervenire se non quando i mezzi impiegati per raggiungere lo scopo sono di quelli che l'interesse generale non pu permettere2 la frode o il tradimento1 e la violenza4 ,commerciare -- ripetiamolo ancora -- un atto sociale4 ,chiunque si mette a vendere una merce qualunque fa una cosa che tocca gl'interessi altrui e la societ in generale2 dunque la sua condotta 1 per principio1 sotto la giurisdizione della societ3 di conseguenza1 si considerava in altri tempi come dovere del governo fissare il prezzo e regolare il modo di fabbricazione delle manifatture4 ,ma ora si riconosce1 sebbene soltanto dopo una lunga lotta1 che il buon prezzo e la buona qualit delle merci si garantiscono pi efficacemente lasciando produttori e venditori perfettamente liberi1 senz'altro freno che l'uguale libert pei compratori di provvedersi altrove4 ,tale la dottrina detta del libero scambio1 la quale riposa su basi non meno solide1 ma diverse da quelle del principio di libert individuale proclamato in questo saggio4 ,le restrizioni poste al commercio o alla produzione per ragioni di commercio sono in realt coazioni2 e qualunque coazione1 in quanto coazione1 un male3 ma esse toccano soltanto quella parte della condotta umana che la societ ha diritto di sorvegliare e non hanno altro torto tranne quello di non produrre i risultati che se ne attendevano4 ,dappoich il principio della libert individuale non uno dei fondamenti della dottrina del libero scambio1 non lo di pi nella maggior parte delle questioni che si elevano a proposito dei limiti di questa dottrina3 per esempio1 quando si tratta di sapere quanto di pubblica sorveglianza sia ammissibile per impedire la frode con falsificazione1 o fino a qual punto si debbano imporre ai padroni delle precauzioni igieniche o dei mezzi di protezione per gli operai impiegati ad occupazioni pericolose4 ,tali questioni non comprendono considerazioni di libert se non in un senso3 che1 cteris paribus1 sempre preferibile abbandonare gli uomini a s stessi piuttosto di sorvegliarli3 ma1 come principio1 non contestabile ch'essi legittimamente possano essere per simili fini sorvegliati4 ,d'altra parte vi sono delle questioni relative all'intervento pubblico nel commercio1 che sono essenzialmente questioni di libert3 tali1 la legge di ,maine#aj1 a cui si gi alluso1 la proibizione dell'importazione dell'oppio in ,china1 la restrizione imposta alla vendita dei veleni1 e in generale tutti i casi in cui lo scopo dell'intervento di rendere difficile o impossibile la vendita di certe merci4 ,questo intervento biasimevole come una violazione1 non gi della libert del produttore o del venditore1 ma di quella del compratore4 ,uno di questi esemp1 la vendita dei veleni1 apre una questione nuova1 quella dei limiti convenienti di ci che si pu chiamare funzione di polizia2 trattasi di sapere fino a qual punto si possa legittimamente limitare la libert1 per impedire delitti o disgrazie4 ,il prendere delle precauzioni contro il delitto prima che sia commesso1 cos come lo scoprirlo e il punirlo una volta commesso1 una delle funzioni che nessuno nega al governo3 tuttavia si pu assai pi facilmente abusare1 a danno della libert1 della funzione preventiva che della repressiva3 perch vi appena una parte della libert legittima di azione di un essere umano che non possa con ragione essere imaginata come tale da facilitare un qualunque delitto4 ,non di meno1 se una autorit pubblica o anche un semplice privato vedono una persona che evidentemente si prepara a commettere un delitto1 essi non sono obbligati a restare spettatori inerti finch il delitto sia commesso1 ma possono intervenire e prevenirlo4 ,se non si comprassero dei veleni1 oppure se non se ne facesse uso mai tranne che per avvelenare1 sarebbe giusto di proibirne la fabbricazione e la vendita3 invece si pu averne bisogno per iscopi non solo innocenti1 ma utili1 e la legge non pu imporre delle restrizioni in un caso senza che l'altro ne risenta4 ,inoltre1 officio dell'autorit prevenire delle disgrazie4 ,se un pubblico funzionario o non importa chi altro vedesse una persona la quale sta per attraversare un ponte che si sa non essere sicuro1 e non avesse il tempo di avvertirla del pericolo ch'essa affronta1 potr bene afferrarla e farla indietreggiare a viva forza1 senza violazione alcuna della sua libert3 la quale infatti consiste nel fare ci che si desidera2 e questa persona non desidera di cadere nell'acqua4 ,non di meno1 quando non c' la certezza1 ma solamente la possibilit di un pericolo1 la persona stessa pu sola giudicare del valore del motivo che la spinge a correr tale rischio2 e in questo caso1 di conseguenza 7a meno che non si tratti di un ragazzo1 o che la persona non sia in delirio o in uno stato di eccitazione o di distrazione incompatibile coll'uso completo delle sue facolt7 si dovrebbe1 a mio vedere1 limitarsi ad avvertirlo del pericolo e non impedirgli colla forza di esporvisi4 ,tali considerazioni1 applicate ad una questione come quella della vendita dei veleni1 possono ajutarci a decidere quali fra i diversi modi possibili di regolamentazione siano o non siano contrar al principio3 per esempio1 si pu imporre senza violazione di libert una precauzione come quella di porre al veleno un'etichetta che ne faccia conoscere le qualit pericolose2 non in fatti possibile che il compratore desideri ignorare le propriet venefiche della cosa da lui comprata3 ma l'esigere sempre un certificato medico renderebbe talvolta impossibile1 sempre poi dispendioso di ottenere l'oggetto per usi legittimi4 ,a mio avviso1 il solo modo con cui gli avvelenamenti si possano rendere difficili 7senza violare la libert di quelli che hanno bisogno di sostanze venefiche per un altro fine7 consiste in quello che ,bentham chiama1 nel suo linguaggio cos proprio1 una testimonianza preappointed 7prestabilita74 ,nulla altrettanto comune nei contratti4 giusta consuetudine1 quando si fa un contratto1 che la legge1 la quale ne imporr l'adempimento1 vi ponga come condizione l'osservanza di certe formalit1 come le firme1 l'attestazione dei testimoni e vai dicendo3 affinch1 in caso di contestazioni susseguenti1 si possa avere la prova che il contratto stato realmente concluso1 e in circostanze che non lo rendevano per nessuna ragione legalmente nullo4 ,effetto di queste precauzioni rendere difficilissimi i contratti fittiz o i contratti fatti a condizioni che1 se fossero conosciute1 ne distruggerebbero la validit4 ,si potrebbero imporre simili precauzioni per la vendita degli articoli che si prestano a diventare strumenti del delitto3 per esempio si potrebbe esigere dal venditore che esso iscrivesse su di un registro la data esatta della vendita1 il nome e l'indirizzo del compratore1 la qualit e la quantit precise vendute1 la risposta ricevuta quando ebbe chiesto al compratore che cosa volesse farne4 ,quando non vi sono ricette di medico1 si potrebbe esigere la presenza di un terzo1 per identificare il compratore1 se pi tardi si avesse qualche ragion di credere che l'oggetto fosse stato usato a scopo delittuoso4 ,tali regolamenti non sarebbero in generale un materiale impedimento ad ottenere l'oggetto desiderato1 ma bens un impedimento punto trascurabile a farne un uso illecito ed impunito4 ,il diritto che la societ possiede di opporre ai delitti delle precauzioni anteriori1 suggerisce delle restrizioni evidenti alla massima che i danni puramente personali non sono materia di prevenzione o di repressione4 ,l'ubbriachezza1 per esempio1 nei casi ordinar1 non una ragion conveniente d'intervento legislativo2 ma io troverei perfettamente legittimo che un uomo convinto d'aver commesso qualche violenza contro altri sotto l'influenza dell'ubbriachezza1 fosse sottoposto a disposizioni speciali2 che1 se in seguito lo si trovasse ubbriaco1 fosse soggetto ad una penalit2 e che1 se in questo stato egli commettesse un'altro fallo1 la punizione di questo fallo nuovo fosse pi severa4 ,una persona che si ubbriaca quando l'ebrezza la spinge a nuocere agli altri1 commette verso di questi un delitto4 ,allo stesso modo l'oziosit1 tranne che in persone pagate dal pubblico1 oppure quando questo vizio costituisce la violazione di un patto1 non pu senza tirannia divenire oggetto di punizioni legali3 ma se per oziosit o per qualche altra causa facile ad evitarsi un uomo manca ad uno dei suoi doveri legali verso gli altri1 come quello di mantenere i suoi bambini1 non vi tirannia a costringerlo ad adempire questo dovere con un lavoro obbligatorio1 ove non si trovi altro mezzo4 ,inoltre1 vi sono molti atti che1 essendo direttamente dannosi soltanto a chi li commette1 non dovrebbero essere legalmente proibiti1 ma che1 commessi in pubblico1 divengono una violazione delle sociali convenienze e1 passando cos nella categoria delle offese verso gli altri1 possono in tutta giustizia essere vietati4 ,tali sono gli oltraggi alla decenza1 su cui non necessario di dilungarsi1 tanto pi che essi hanno col nostro soggetto un rapporto puramente indiretto1 dappoich la pubblicit non un'aggravante minore nel caso di molte azioni punto biasimevoli in s stesse n tenute per tali4 ,v' un'altra domanda a cui bisogna trovare una risposta che si accordi coi princip qui posti4 ,vi sono dei casi di condotta personale tenuti per biasimevoli1 ma che il rispetto della libert impedisce di prevenire o di punire perch il male che ne deriva direttamente ricade tutto quanto sull'agente4 ,si deve lasciare ad altre persone la libert di consigliare o di costringere a fare ci che fa liberamente l'agente8 ,la questione non scevra di difficolt4 ,il caso di una persona che ne sollecita un'altra a compiere un atto1 non 1 a rigor di termini1 un caso di condotta personale2 dare dei consigli od offrire delle tentazioni a qualcuno1 un atto sociale e pu di conseguenza1 come in generale qualunque azione che riguardi gli altri1 essere considerato come sottoposto alla sorveglianza sociale4 ,ma un po' di riflessione corregge la impressione prima dimostrando che se il caso non strettamente compreso nei confini della libert individuale1 non di meno gli si possono applicar le ragioni su cui si fonda il principio di questa libert4 ,se si deve permettere agli individui1 in ci che tocca loro stessi soltanto1 di fare ci che meglio piace ad essi1 a loro rischio e pericolo1 eglino devono esser liberi di consultarsi l'un l'altro su ci che convenga fare1 di scambiarsi i pareri1 di dare e di ricevere dei suggerimenti3 si deve poter consigliare tutto ci che permesso di fare4 ,la questione non dubbia se non quando l'istigatore tragga un profitto personale dal suo consiglio1 quando1 per vivere o per arricchirsi1 abbia per costume di incoraggiare a ci che la ,societ e lo ,stato considerano come un male4 ,in realt allora un nuovo elemento di complicazione s'introduce3 cio la esistenza di una classe di persone il cui interesse opposto a quello che si considera pubblico bene e la cui maniera di vivere basata sul partito preso di porre a questo bene ostacolo4 questo il caso d'intervenire8 ,cos la corruzion dei costumi e il giuoco debbono essere tollerati1 ma una persona deve esser libera di esercitare un mestiere come quello d'incoraggiare una tal corruzione o di tenere una casa di giuoco8 ,il caso uno di quelli che si trovano sul limite estremo dei due princip3 e non si scorge1 a prima vista1 a quale esso appartenga effettivamente3 vi sono argomenti pro e contro4 ,si pu dire in favore della tolleranza che il solo fatto di scegliere una cosa come proprio mestiere e di vivere o di arricchirsi esercitandolo non pu rendere delittuoso ci che altrimenti sarebbe ammissibile2 che l'atto deve essere o sempre permesso o sempre vietato2 che1 se i princip da noi sin qui sostenuti sono giusti1 la societ1 come tale1 non deve occuparsi di dichiarar malvagio qualcosa che riguardi l'individuo soltanto3 essa non pu giungere pi in l della dissuasione1 e una persona deve essere altrettanto libera di persuadere quanto un'altra di dissuadere4 ,si pu dire in favore dell'opinione opposta che1 sebbene lo ,stato non abbia il diritto di decidere1 in via d'autorit e col disegno d'impedire o di punire1 se sia buona o cattiva la tale o la tal altra condotta puramente personale1 vi tuttavia ragione di credere che la questione sia per lo meno dubbia4 ,dato questo1 si aggiunge1 lo ,stato non pu far male tentando di distruggere l'influenza d'instigatori che non agiscono in modo disinteressato ed imparziale1 che hanno un interesse immediato da una parte 7la parte cattiva1 secondo l'opinione dello ,stato7 e che1 secondo la loro stessa confessione1 spingono verso questo lato per fini tutt'affatto personali4 ,inoltre1 senza dubbio alcuno1 non ci si perde nulla1 nessun bene si sacrifica1 procurando che gli uomini facciano la loro scelta1 saggiamente o scioccamente1 ma da loro stessi1 senza essere sedotti n spinti da persone che vi hanno un interesse4 ,cos1 ci si pu dire1 quantunque le leggi sui giuochi illeciti siano insostenibili in teoria1 quantunque tutti debbano esser liberi di giocare in casa propria1 o in casa d'altri1 o in qualche luogo di riunione fondato per sottoscrizioni ed aperto solamente ai membri ed a chi vuol far loro una visita1 non di meno non bisogna permettere le case pubbliche di giuoco4 vero che la difesa non mai efficace1 per grandi che siano i poteri di cui si armi la polizia1 e che le case di giuoco possono sempre essere aperte sotto altri pretesti2 ma esse sono obbligate a condurre le loro operazioni sotto un certo velo di segreto e di mistero1 in modo che nessuno ne sappia nulla1 tranne quelli che ricercano queste case3 la societ non deve chiedere nulla di pi4 ,questi argomenti hanno una forza considerevole2 io per altro non oserei decidere s'essi bastino a giustificare l'anomala morale che vi nel punire l'accessorio quando il principale e deve essere libero1 nel mettere in prigione1 per esempio1 chi tiene la casa di giuoco e non il giuocatore stesso4 ,ancora meno si dovrebbe1 per simili ragioni1 intervenire nelle operazioni comuni di compravendita4 ,quasi tutto ci che si compera e che si vende si pu prestare ad eccessi1 e i venditori hanno un interesse pecuniario ad incoraggiarli3 ma da questo non si pu dedurre un argomento in favore1 per esempio1 della legge di ,maine1 perch i negozianti di bevande spiritose1 sebbene interessati all'abuso1 sono indispensabili a cagione dell'uso legittimo di tali bevande4 ,tuttavia l'interesse che questi commercianti hanno a favorire l'intemperanza un male reale1 e giustifica lo ,stato quando impone delle restrizioni ed esige delle garanzie1 che1 senza questo motivo1 sarebbero violazione della libert legittima4 ,sorge ancora una questione3 ed di sapere se lo ,stato1 mentre tollera una condotta ch'esso crede contraria ai pi preziosi interessi dell'agente1 non debba ci non di meno sconsigliarla indirettamente2 se1 per esempio1 per rendere l'ubbriachezza pi costosa o pi rara1 egli non debba studiare il modo di limitare il numero dei luoghi di vendita4 ,in questa1 come nella maggior parte delle questioni pratiche1 bisogna fare una quantit di distinzioni4 ,colpire d'imposta le bevande alcooliche1 allo scopo di renderle pi difficili ad ottenersi1 un provvedimento che differisce ben poco dalla loro completa proibizione e non giustificabile se la proibizione stessa non lo sia2 ogni aumento di prezzo una proibizione per quelli che non possono giungere al prezzo nuovo1 e1 quanto a quelli che possono1 essi subiscono per una penalit per la soddisfazione di questo loro gusto4 ,la scelta dei loro piaceri e del modo di spendere il loro danaro1 dopo ch'essi hanno adempiuto le loro obbligazioni legali e morali verso lo ,stato e gli individui1 non riguarda che loro stessi e non deve dipendere che dal loro giudizio4 ,a prima vista pu sembrare che queste considerazioni condannino la scelta delle bevande spiritose come soggetto speciale d'imposta a scopi fiscali4 ,ma bisogna ricordarsi che l'imposta a questo scopo assolutamente inevitabile1 che in molti paesi essa deve essere in gran parte indiretta1 che per conseguenza lo ,stato non pu fare altro che imporre tasse su certi generi di consumazione1 in un modo che per qualche persona pu giungere fino alla proibizione4 dunque dovere dello ,stato di esaminare1 prima di mettere delle tasse1 di quali derrate i consumatori possano pi facilmente fare a meno1 e a fortiori di scegliere quelle che1 a suo parere1 possono essere dannose se l'uso non ne moderatissimo4 ,per questo non soltanto ammissibile1 ma lodevole il mettere sulle bevande spiritose l'imposta pi elevata1 dato che lo ,stato abbia bisogno di tutto il gettito di tale imposta4 ,la questione di sapere se convenga fare della vendita di queste derrate un privilegio pi o meno esclusivo1 deve essere diversamente risoluta secondo i motivi a cui si vuole subordinata la restrizione4 ,occorre la sorveglianza d'una polizia in tutte le pubbliche vendite1 e specialmente in quei luoghi dove si macchinano volentieri delle offese contro la societ4 ,dunque1 conveniente non accordare il permesso di vendere queste derrate 7per lo meno quelle da consumarsi sul luogo7 se non a persone la cui rispettabilit di condotta sia conosciuta e garantita2 si deve1 oltre a ci1 regolare le ore di apertura e di chiusura come la sorveglianza pubblica esige1 e ritirare il permesso quando si commettano a pi riprese delle violazioni della pubblica pace1 grazie alla connivenza o all'inettitudine di colui che tiene la casa1 o quando questa casa divenga il ritrovo di gente che si ribella alla legge4 ,io non trovo nessun'altra restrizione giustificabile -- come principio4 ,per esempio1 la limitazione del numero delle bettole per renderne l'accesso pi difficile e diminuir le tentazioni1 non soltanto espone tutti quanti ad una seccatura1 solo perch qualcuno abuserebbe della facilit1 ma ancora non conviene se non ad uno stato della societ in cui le classi lavoratrici siano apertamente trattate come si tratterebbero dei ragazzi o dei selvaggi1 e poste sotto una educazione disciplinata1 fatta per preparare la loro futura ammissione ai privilegi della libert4 ,questo non il principio secondo cui le classi operaje sono governate in qualunque libero paese1 e chiunque stima al suo giusto valore la libert non consentir mai che esse siano governate a quel modo1 a meno che per adattarli alla libert e governarli come uomini liberi1 non si sia fatto1 invano1 ogni tentativo e non si abbia avuto la prova definitiva che esse non si possono governare se non come ragazzi4 ,la semplice esposizione dell'alternativa dimostra l'assurdit che vi sarebbe nel supporre che tali sforzi siano stati fatti in alcuno dei casi di cui noi qui ci dobbiamo occupare4 ,soltanto perch le instituzioni del nostro paese sono un tessuto di contraddizioni1 vi si vedono mettere in pratica delle cose appartenenti al sistema del governo dispotico o cos detto paterno1 mentre la libert generale delle nostre instituzioni impedisce di esercitare quel controllo1 che necessario per rendere la costrizione veramente efficace come educazione morale4 stato dimostrato1 nelle prime pagine di questo saggio1 che la libert dell'individuo nelle cose che toccano soltanto lui1 implica la libert per qualsivoglia numero d'individui di regolare con una mutua convenzione delle cose che li riguardano tutti collettivamente e che non riguardano altri4 ,la questione non presenta difficolt finch la volont delle persone interessate resta la stessa2 ma1 poich questa volont pu mutare1 spesso necessario1 anche in cose che concernono soltanto queste persone1 ch'esse si assumano degli obblighi vicendevoli2 e1 fatto questo1 conveniente per regola generale che questi obblighi siano rispettati4 ,non di meno1 probabile che nelle leggi d'ogni paese questa regola generale vada soggetta a qualche eccezione4 ,non soltanto non siamo tenuti ad adempire gli obblighi che violano i diritti di un terzo1 ma talvolta si considera come ragion sufficiente per liberarci da un'obbligazione1 ch'essa ci sia dannosa3 per esempio nel nostro paese e nella maggior parte dei paesi civili1 un patto pel quale una persona si vendesse o consentisse ad esser venduta schiava sarebbe irrito e nullo3 n la legge n l'opinione pubblica lo renderebbero obbligatorio4 ,il motivo che si ha per limitare cos il potere di un individuo su s stesso evidente1 e lo si scorge molto chiaro in questo caso estremo4 ,la ragione per cui non si interviene 7tranne che a vantaggio degli altri7 nelle azioni volontarie d'una persona il riguardo che si ha per la sua libert2 la scelta volontaria di un uomo prova che ci ch'egli sceglie cos desiderabile o quanto meno sopportabile per lui1 e ad ogni modo non si pu meglio assicurare il suo benessere se non lasciando ch'egli lo prenda ove crede trovarlo4 ,ma1 vendendosi schiavo1 un uomo abdica alla sua libert1 abbandona qualunque uso futuro della libert con un atto unico3 dunque esso distrugge1 nei suoi propr riguardi1 la ragione per cui lo si lasciava libero di disporre di s2 esso non pi libero1 e d'allora in poi si trova in una condizione dove non si pu pi presumere ch'egli rimanga volontariamente4 ,il principio di libert non pu esigere ch'egli sia libero444 di non esser libero2 non vi libert insomma di poter rinunciare alla propria libert4 ,queste ragioni1 la cui forza appare cos evidente in tal caso particolare1 possono naturalmente essere applicate in molti altri casi3 tuttavia esse trovano dappertutto delle limitazioni1 perch le necessit della vita esigono continuamente non gi che noi rinunciamo alla nostra libert1 ma che ci rassegniamo a vederla limitata in un modo o nell'altro4 ,il principio che chiede libert d'azione assoluta per tutto quello che riguarda solo gli agenti esige che coloro i quali si sono obbligati con un'altra persona per cose che non interessano punto i terzi1 possano l'un l'altro liberarsi2 ed anche senza questa liberazione volontaria non v' forse contratto od obbligazione1 salvo che si tratti di danaro1 da cui si osi dire che non si dovrebbe mai avere la libert di sciogliersi4 ,il barone di ,humboldt1 nell'opera eccellente che ho gi citato1 dichiara che1 a suo parere1 i patti i quali implichino delle relazioni o dei servigi personali non dovrebbero mai essere obbligator salvo che per un tempo limitato2 e che il pi importante di questi patti1 il matrimonio1 avendo questa particolarit1 che fallisce al suo scopo se i sentimenti delle due parti a questo scopo non si accordino1 dovrebbe potersi annullare semplicemente con la volont espressa di ciascuna delle parti4 ,questo soggetto troppo importante e troppo complesso per essere discusso tra parentesi2 ed io mi limito a sfiorarlo1 a titolo d'illustrazione4 ,se la concisione e la generalit della dissertazione di ,humboldt non l'avessero obbligato su questo argomento a contentarsi di enunciare la sua conclusione1 senza discutere le premesse1 egli avrebbe riconosciuto senza dubbio alcuno che la questione non pu esser decisa con ragionamenti cos semplici come quelli ch'egli si limita a fare4 ,quando una persona1 o per una promessa espressa o per la sua condotta1 ne ha incoraggiata un'altra a confidare ch'essa agir in un dato modo1 a fondare delle speranze1 a fare dei calcoli1 a regolare una parte della sua vita su questa supposizione1 questa persona si creata coll'altra una nuova serie di obbligazioni morali che1 nel fatto1 potranno essere calpestate1 ma che non permesso d'ignorare4 ,inoltre1 se le relazioni tra due parti contraenti sono state seguite da conseguenze per altri1 se esse hanno posto dei terzi in una condizione speciale o se1 come nel caso del matrimonio1 esse hanno dato a terzi la vita1 le due parti contraenti hanno presso questi ultimi delle obbligazioni il cui compimento sentir grandemente l'effetto della rottura o della continuazione delle loro relazioni4 ,non ne deriva invece1 ed io non posso ammettere1 che queste obbligazioni giungano fino ad esigere l'adempimento del contratto a prezzo del bene della parte riluttante2 ma esse sono un elemento necessario nella questione1 ed anche se ,humboldt sostiene che non debbano apportare alcuna differenza nella libert legale che le parti hanno di liberarsi dall'obbligo assunto 7neppure io ritengo che esse ne debbano apportare molta7 pure creano necessariamente una differenza grande nella libert morale4 ,una persona obbligata a ben considerare tutto questo prima di risolversi ad una deliberazione che tanto pu colpire gl'interessi d'altri1 e1 se non ha il voluto riguardo a questi interessi1 moralmente responsabile delle conseguenze funeste4 ,io ho fatto delle osservazioni di una tale evidenza allo scopo di meglio lumeggiare il principio generale della libert1 e non gi perch esse siano necessarie in questa questione1 la quale anzi si discute sempre come se l'interesse dei figli fosse tutto1 e nulla l'interesse dei genitori4 ,io ho gi osservato che1 in conseguenza della mancanza di princip generali riconosciuti1 la libert accordata spesso l dove dovrebbe essere rifiutata1 e viceversa2 e uno dei casi in cui il sentimento di libert fortissimo nel moderno mondo europeo1 un caso in cui1 a senso mio1 esso completamente fuori di posto4 ,una persona deve esser libera di fare ci che le piace negli affari propr2 ma non quando essa agisce per conto di un altro1 sotto il pretesto che gli affari di quest'altro sono i suoi propr2 lo ,stato1 mentre rispetta la libert di ciascun individuo in ci che riguarda l'individuo soltanto1 tenuto a vegliare con cura sul modo con cui questi usa del potere accordatogli su altri individui4 ,quest'obbligo quasi del tutto trascurato nel caso di relazioni di famiglia2 un caso che1 data la sua influenza diretta sul benessere umano1 pi importante di tutti gli altri presi insieme4 ,non c' bisogno d'insistere qui sul potere quasi dispotico dei mariti sulle mogli1 poich per distruggere dalla radice questo male non occorrerebbe altro se non accordare alle donne gli stessi diritti e la stessa protezione da parte della legge1 che si accorda a qualunque altra persona1 e poi perch1 in questo argomento1 i difensori dell'ingiustizia regnante non si servono della scusa della libert1 ma si presentano1 senza ambagi1 come i campioni del potere4 ,ma nel caso dei figli che certi concetti di libert applicati a sproposito sono un ostacolo reale a che lo ,stato adempia a' suoi doveri4 ,si direbbe quasi che i figli di un uomo sieno letteralmente 7e non per metafora7 parte di lui stesso1 tanto l'opinione gelosa del minimo intervento della legge tra i ragazzi e l'autorit esclusiva ed assoluta dei genitori4 ,gli uomini la vedono pi di mal occhio della maggior parte delle violazioni della loro propria libert d'azione3 tanto essi danno generalmente pi valore al potere che alla libert4 ,vedete1 per esempio1 che cosa accade per l'educazione4 ,non 1 si pu dire1 evidente che lo ,stato dovrebbe esigere da tutti i cittadini1 ed anche imporre loro1 una certa educazione8 ,non di meno tutti temono di riconoscere e di proclamare questa verit4 ,a dire il vero1 nessuno la nega3 uno dei pi sacri doveri dei parenti 7o1 secondo la legge e l'uso attuale1 del padre71 dopo aver messo al mondo un essere umano1 allevarlo in modo che esso sia capace di adempiere a tutti i suoi obblighi e verso gli altri e verso s stesso2 ma mentre tutti quanti riconoscono che tale il dovere del padre1 nessuno in ,inghilterra si adatterebbe all'idea che altri l'obbligasse a compierlo4 ,in luogo d'esigere che un uomo faccia qualche sforzo o qualche sacrificio per assicurare a suo figlio un'educazione1 lo si lascia libero di accettare o di rifiutare questa educazione quando glie la si procura gratis4 ,non ancora riconosciuto che mettere al mondo un ragazzo1 quando non si abbia la fondata certezza di potere non soltanto nutrirlo1 ma anche istruirlo e formare il suo carattere1 un delitto morale verso la societ e verso gl'infelici rampolli1 e che1 se il genitore non adempie a quest'obbligo1 lo ,stato dovrebbe vegliare per farlo adempiere possibilmente a spese di lui4 ,se l'obbligo d'imporre l'educazione universale fosse una buona volta ammesso1 si porrebbe fine alle difficolt su ci che lo ,stato debba insegnare e sul modo con cui debba insegnare2 difficolt che1 per ora1 fanno dell'argomento un vero campo di battaglia pei partiti e per le sette4 ,si perde cos1 a discutere sull'educazione1 del tempo e della fatica che andrebbero meglio impiegate a dare l'educazione stessa4 ,se il governo si decidesse ad esigere per tutti i ragazzi una buona educazione1 si risparmierebbe l'incomodo di fornirne ad essi2 potrebbe lasciar liberi i parenti di fare allevare i figli dove e come loro piacesse1 e1 secondo i bisogni di ciascuno1 sia ajutare a pagare1 sia anche pagare interamente le spese4 ,le obbiezioni che si oppongono giustamente all'educazione di ,stato non sono gi mosse al fatto che lo ,stato impone l'educazione1 ma al fatto che esso s'incarica di dirigerla3 due cose affatto diverse4 ,io1 pi di chicchessia1 mi opporrei a che tutta la maggior parte dell'educazione di un popolo fosse affidata allo ,stato2 tutto quel che si detto sull'importanza dell'individualit di carattere e della diversit di opinioni e di tenor di vita implica una eguale importanza della diversit di educazione4 ,un'educazione generale fornita dallo ,stato non altro che un meccanismo combinato per gettar tutti gli uomini nel medesimo stampo2 e poich lo stampo in cui si gittano quello che piace al poter dominante 7sia poi esso un monarca1 un'aristocrazia1 una teocrazia o la maggioranza della generazione esistente7 quanto pi questa autorit efficace e potente1 tanto pi essa stabilisce sullo spirito un dispotismo che tende naturalmente ad estendersi sul corpo4 ,un'educazione stabilita e sorvegliata dallo ,stato non dovrebbe esistere1 se non come esperimento1 circondata da concorrenze e fatta al solo scopo di stimolarle e di mantenerle a un certo grado di perfezione2 salvo quando la societ in generale cos arretrata che non potrebbe o anche non vorrebbe procurarsi dei mezzi convenienti d'educazione3 in tali casi1 dovendo l'autorit pubblica scegliere tra due mali1 pu provvedere alle scuole ed alle universit1 allo stesso modo che essa pu supplire le compagnie per azioni in un paese dove l'iniziativa privata non esiste in forma tale da permetterle d'intraprendere grandi opere industriali4 ,ma1 in generale1 se il paese racchiude un numero sufficiente di persone capaci di dar l'educazione sotto gli auspic del governo1 queste stesse persone potrebbero e vorrebbero dare una educazione ugualmente buona sulla base del principio volontario1 se ad esse fosse assicurato un compenso stabilito da una legge che rendesse obbligatoria l'educazione e garantisse l'assistenza dello ,stato agli incapaci di pagarsela4 ,il solo modo di eseguir la legge sarebbe esaminare pubblicamente tutti i ragazzi1 dalla pi tenera et in poi4 ,si potrebbe fissare un'et in cui ogni ragazzo o ragazza sarebbe esaminato per verificare se sappia leggere3 e quando se ne mostrasse incapace1 il padre1 a meno che avesse motivi sufficienti di scusa1 potrebbe esser sottoposto ad una ammenda moderata che1 al bisogno1 dovrebbe guadagnarsi col suo lavoro2 e il ragazzo potrebbe esser messo a scuola a sue spese4 ,una volta l'anno1 si potrebbe rinnovare la prova1 ed estendere gradatamente il soggetto1 per rendere virtualmente obbligatoria e conservare la conoscenza universale di un certo minimum di scienza generale4 ,oltre questo minimum1 vi sarebbero degli esami volontari su qualunque specie di soggetto1 in seguito ai quali coloro che fossero giunti a un certo progresso avrebbero diritto ad un certificato4 ,per impedire allo ,stato di esercitare con questi mezzi una influenza dannosa sull'opinione1 la scienza da esigersi 7oltre le parti puramente elementari del sapere1 come le lingue e il loro uso7 per superare un esame anche di ordine elevatissimo dovrebbe consistere esclusivamente in fatti ed in scienze positive4 ,gli esami sulla religione1 la politica o qualunque altro argomento di discussione non riguarderebbero la verit o la falsit delle opinioni1 ma il fatto che la tale opinione o tal altra professata per le tali ragioni1 dai tali autori1 o dalle tali scuole o dalle tali chiese4 ,con questo sistema1 la generazione nascente non sarebbe peggio fornita1 quanto alle verit discusse1 di quello che non sia oggi2 si farebbe degli uomini quello che sono ora1 dei seguaci della religion dominante o dei dissidenti2 soltanto lo ,stato prenderebbe cura che nell'un caso o nell'altro fossero istruiti4 ,non vi sarebbe ostacolo a che si insegnasse ad essi la religione1 quando i genitori lo chiedessero1 nella scuola dove loro s'insegna tutto il resto4 ,tutti gli sforzi dello ,stato per influire sul giudizio dei cittadini a proposito di soggetti discussi sono dannosi2 ma lo ,stato pu perfettamente offrirsi di assicurare e certificare che una persona possiede le cognizioni necessarie per rendere degna d'attenzione la opinione propria su un dato soggetto4 ,sarebbe tanto di guadagnato per uno studente di filosofia di poter sottoporsi ad un esame su ,locke e su ,kant -- non importa quale dei due egli adotti1 e quando anche non dovesse adottare n l'uno n l'altro2 e non ci sono ragionevoli obbiezioni ad esaminare un ateo sulle prove del cristianesimo1 purch esso non sia obbligato a farne una professione di fede4 ,tuttavia gli esami sui rami pi elevati del sapere dovrebbero1 a mio avviso1 essere affatto facoltativi2 sarebbe accordare un troppo pericoloso potere ai governi il permettere loro di chiudere il varco a qualche carriera1 anche dell'insegnamento1 sotto il pretesto che non si possiedono in un grado sufficiente le qualit richieste2 ed io penso con ,guglielmo di ,humboldt che i gradi o gli altri certificati pubblici di cognizioni scientifiche o professionali dovrebbero essere accordati a tutti quelli che si presentano all'esame e che lo sostengono con buon esito1 ma che tali certificati non dovrebbero dare altro vantaggio sui rivali oltre al valore che loro attribuisce l'opinione del pubblico4 ,si vede qui un caso in cui1 per un mal inteso concetto di libert1 non si riconoscono punto degli obblighi morali e non s'impongono punto degli obblighi legali1 mentre e gli uni e gli altri sarebbero estremamente necessar2 ma questo caso non isolato4 ,il fatto stesso di dar l'esistenza ad un essere umano una delle azioni nel corso della vita che portano con s la pi grande responsabilit4 ,prendersi questa responsabilit di dare una vita che pu essere fonte di dolore o di gioja un delitto verso l'essere a cui la si d quando non vi siano per lui le ordinarie probabilit di una esistenza desiderabile4 ,e in un paese troppo popolato o che minaccia di diventarlo1 mettere al mondo pi di un piccolo numero di figli1 cio ridurre con la concorrenza il valore del lavoro1 una seria colpa a danno di tutti quelli che vivono di lavoro4 ,le leggi che1 in un gran numero di paesi del continente1 proibiscono il matrimonio1 a meno che le parti non provino di poter mantenere una famiglia1 non oltrepassano i confini dei poteri legittimi dello ,stato2 e1 siano esse utili o no 7cosa che specialmente dipende dalle circostanze e dai sentimenti locali7 non si pu rimproverar loro di essere violazioni di libert4 ,con tali leggi1 lo ,stato interviene per impedire un atto funesto1 un atto dannoso agli altri e che dovrebbe essere l'oggetto della riprovazione e dell'ignominia sociale1 anche quando non si credesse conveniente di aggiungervi i castighi legali4 ,non di meno1 le idee di libert generalmente ammesse1 che tanto facilmente si prestano a reali violazioni della libert dell'individuo per cose concernenti lui solo1 respingerebbero ogni tentativo fatto per frenare le sue inclinazioni1 quando1 soddisfacendole1 egli condanna uno o pi esseri ad una vita di miseria e di depravazione che eserciter pi d'una trista reazione sull'ambiente4 ,quando si paragona lo strano rispetto della specie umana per la libert colla sua strana mancanza di rispetto per la libert stessa1 si potrebbe pensare che un uomo abbia il diritto indispensabile di nuocere agli altri e non il diritto di fare ci che gli piace e che non nuoce ad alcuno4 ,io ho riservato per la fine tutta una serie di questioni sui limiti dell'intervento del governo1 le quali1 sebbene si avvicinino assai al soggetto di questo saggio1 pure1 a tutto rigore1 non ne fanno parte4 ,ci sono dei casi in cui le ragioni contro questo intervento non discendono dal principio di libert2 la questione non pi di sapere se bisogni frenare le azioni degli individui1 ma se convenga ajutarle3 ci si chiede se il governo debba fare o ajutarli a fare qualcosa pel loro bene1 in luogo di lasciare che essi facciano questo individualmente o per mezzo di associazione volontaria4 ,le obbiezioni fatte all'intervento del governo1 quando esso non implichi una violazione di libert1 possono essere di tre sorta4 ,si pu dire anzitutto che la cosa da farsi sar probabilmente fatta meglio dagli individui che dal governo4 ,parlando in generale1 non v' nessuno pi capace di condurre un negozio1 o di decidere come e da chi esso debba esser condotto -- di coloro che vi hanno un interesse personale4 ,questo principio condanna un intervento1 in altri tempi cos comune1 della legislazione o dei funzionari del governo nelle operazioni ordinarie della industria4 ,ma questa parte del soggetto stata sufficientemente sviluppata in opere di economia politica e non ha speciali relazioni coi princip del nostro saggio4 ,la seconda obbiezione ha maggiori attinenze col nostro soggetto4 ,in un gran numero di casi1 sebbene la media degli individui non possa fare una data cosa altrettanto bene che i funzionar governativi1 non di meno desiderabile che questa cosa sia eseguita dagl'individui piuttosto che dal governo4 un mezzo di fare la loro educazione individuale1 di rafforzare le loro facolt attive1 di fornir loro una famigliarit coi soggetti che loro cos si lasciano discutere2 e la principale se non l'unica raccomandazione del giur 7pei casi non politici7 delle instituzioni municipali e locali libere e popolari1 della direzione delle instituzioni industriali e filantropiche da parte di associazioni volontarie4 ,queste non sono questioni di libert e non toccano tale argomento che da lontano2 sono questioni di sviluppo4 ,non tocca a noi d'insistere ora sull'utilit di tutte queste cose come parte dell'educazione nazionale2 ma esse in realt formano l'educazione particolare d'un cittadino1 la parte pratica dell'educazione politica di un popolo libero4 ,esse fanno uscir l'uomo dalla ristretta cerchia in cui lo racchiude il suo egoismo1 tutt'al pi allargato ai suoi2 esse lo avvezzano a comprendere degl'interessi collettivi1 a trattare degli affari collettivi1 ad agire per motivi pubblici o quasi pubblici ed a lasciarsi guidare nella propria condotta da ragioni che lo avvicinano agli altri in luogo di isolarlo4 ,senza questi costumi e queste facolt non si pu n stabilire n conservare una libera costituzione1 come ci prova troppo spesso la natura transitoria della libert politica nei paesi dove essa non riposa su di una base sufficiente di libert locali4 ,la direzione degli affari puramente locali da parte delle localit1 e la direzione delle grandi imprese industriali da parte della riunione di quelli che volontariamente ne forniscono i fondi si raccomandano inoltre per tutti i vantaggi che noi abbiamo additato come inerenti alla individualit di sviluppo e alla diversit di modo d'agire4 ,le operazioni del governo tendono dappertutto ad essere le stesse2 all'incontro1 grazie alle associazioni individuali e spontanee1 si fa una immensa e costante variet di esperienze4 ,lo ,stato pu poi essere utile come depositario centrale e distributore attivo dell'esperienza che risulta da numerose prove2 il suo incarico far s che ogni esperimentatore profitti delle prove altrui1 in luogo di non voler vedere che le sue proprie4 ,l'ultima e pi potente ragione per restringere l'intervento del governo1 il male gravissimo che deriva dall'aumentare senza necessit il suo potere4 ,ogni funzione aggiunta a quelle che gi il governo esercita1 diffonde viepi la sua influenza sui timori e sulle speranze dei cittadini1 e trasforma a mano a mano la parte attiva ed ambiziosa del pubblico in parte dipendente dal governo o di qualche partito che aspira a divenir tale4 ,se le strade1 le ferrovie1 le banche1 le compagnie di assicurazioni1 le grandi compagnie per azioni1 le universit e gl'instituti di beneficenza fossero altrettante branche del governo2 se1 oltre a ci1 i consigli municipali e locali1 con tutte le loro attribuzioni1 divenissero altrettanti dipartimenti dell'amministrazione centrale2 se gli impiegati di tutte queste imprese diverse fossero nominati e pagati dal governo1 e non attendessero che da questo le loro promozioni -- tutta la libert della stampa e di una costituzione popolare del potere legislativo1 non impedirebbero all',inghilterra o a qualunque altro paese di esser libero soltanto di nome4 ,e quanto pi il meccanismo amministrativo fosse costrutto in modo efficace e sapiente1 quanto pi gli accorgimenti per procurarsi le mani e le intelligenze pi atte a farlo funzionare fossero ingegnosi444 tanto pi grave sarebbe il male4 ,in ,inghilterra1 stato ultimamente proposto di scegliere tutti i membri del servizio civile del governo dopo un concorso1 allo scopo di avere come impiegati le persone pi intelligenti e colte che fosse possibile3 e molto si detto e molto si scritto pro e contro questa proposta4 ,uno degli argomenti su cui gli avversar di essa hanno pi insistito che la condizione d'impiegato a vita dello ,stato non offre una prospettiva bastevole di stipend o d'importanza per attirare gl'ingegni pi elevati1 che troveranno sempre da far meglio il loro cammino1 sia nelle professioni liberali1 sia al servizio delle compagnie o degli altri enti pubblici4 ,non ci saremmo sorpresi se questo argomento venisse dai partigiani della proposta come risposta alla sua principale difficolt2 abbastanza strano invece che essa venga dagli avversar3 quella che si pone innanzi come una obbiezione invece la valvola di sicurezza del sistema in questione4 ,in realt1 se il governo potesse attirare al suo servizio tutti gli ingegni elevati del paese1 una proposta tendente a raggiungere questo scopo potrebbe inspirare dell'inquietudine2 se tutto il lavoro di una societ che esige un'organizzazione prestabilita1 delle vedute larghe e comprensive1 fosse nelle mani dello ,stato e tutti gli impieghi del governo fossero occupati dagli uomini pi capaci -- tutta la coltura1 l'intelligenza esercitata del paese 7salvo la parte puramente speculativa7 sarebbe concentrata in una burocrazia numerosa2 da questa burocrazia il resto della comunit attenderebbe tutto1 l'impulso e la direzione per le masse1 il miglioramento personale per gli intelligenti e per gli ambiziosi3 essere ammessi nelle file di questa burocrazia1 e1 una volta ammessi1 crescervi di grado1 sarebbero i soli obbietti d'ambizione4 ,sotto questo regime1 non soltanto il pubblico non capace di criticare o di controllare l'azione della burocrazia1 ma anche se i casi fortuiti delle instituzioni dispotiche o il cammino naturale delle popolari daranno al paese un capo o dei capi amici di riforme1 non se ne potr effettuare alcuna che sia contraria agl'interessi della burocrazia4 ,tale la triste condizione dell'impero russo1 come ci attestano i racconti di quelli che l'hanno potuto osservare4 ,lo czar stesso impotente contro il corpo burocratico2 egli pu mandare in ,siberia ciascuno dei suoi membri1 ma non governare senza di essi e contro la loro volont2 essi possono mettere un tacito veto su tutti i suoi decreti1 col semplice astenersi dall'eseguirli4 ,nei paesi di civilt pi avanzata e di spirito pi rivoluzionario1 il pubblico1 avvezzo ad attendere che lo ,stato faccia tutto per lui o almeno a non far nulla da s senza che lo ,stato glie ne abbia non soltanto accordato il permesso1 ma anche indicato il modo1 il pubblico1 diciamo1 tiene naturalmente lo ,stato responsabile di ci che gli accade di molesto1 e se la sua pazienza un bel giorno si stanca1 esso si solleva contro il governo e fa ci che si chiama una rivoluzione3 dopo di che qualcuno1 con o senza il consenso della nazione1 s'impadronisce del trono1 d i suoi ordini alla burocrazia e tutto procede press'a poco come prima1 dappoich la burocrazia non mutata e nessuno capace di occuparne il posto4 ,ben altro lo spettacolo presso un popolo avvezzo a condurre da s i suoi affari4 ,in ,francia1 avendo una gran parte della nazione servito nell'esercito1 dove molti hanno raggiunto almeno il grado di sott'ufficiale1 si trovano in tutte le insurrezioni popolari molte persone capaci di assumere il comando e d'improvvisare qualche piano d'azione non del tutto cattivo4 ,gli ,americani sono1 per gli affari civili1 quello che i ,francesi pei militari3 togliete loro il governo e ogni congregazione d',america ve ne sapr organizzare uno immantinente1 e condurr con un grado sufficiente d'intelligenza1 di ordine1 d'energia un qualunque pubblico negozio4 ,cos dovrebbe essere qualunque popolo libero2 un popolo capace di tanto sicuro di conservare la propria libert3 egli non si asservir mai ad alcun uomo o ad alcun corpo sociale1 perch questi soli siano capaci di tenere o di maneggiare le redini dell'amministrazione centrale3 nessuna burocrazia pu sperar di costringere un tal popolo a fare o a subire ci che non gli piace4 ,ma l dove la burocrazia fa tutto1 nulla pu esser fatto di ci a cui essa realmente ostile2 la costituzione di simili paesi un'organizzazione dell'esperienza e della pratica abilit della nazione in un corpo disciplinato1 destinato a governare il resto della nazione2 e quanto pi questa organizzazione perfetta in s stessa1 tanto meglio essa riesce ad attirare a s ed a plasmare a sua imagine gl'ingegni della comunit1 tanto pi completo l'asservimento di tutti1 compresi i membri della burocrazia2 poich i governanti sono schiavi della loro organizzazione e della loro disciplina cos come i governati sono schiavi di essi4 ,un mandarino cinese strumento e schiavo del dispotismo quanto l'infimo dei coltivatori2 un gesuita 1 in tutta la estensione della parola1 lo schiavo del suo ordine1 sebbene l'ordine stesso esista a causa del potere collettivo e della importanza dei suoi membri4 ,non bisogna dimenticare poi che l'assorbimento di tutti gl'ingegni elevati del paese da parte del corpo che governa 1 tosto o tardi1 fatale all'attivit e al progresso intellettuale di questo corpo stesso4 ,legato in tutte le sue parti1 seguendo un sistema che1 come tutti gli altri sistemi1 procede quasi sempre dietro regole fisse1 il corpo ufficiale costantemente tentato di addormentarsi in una indolente routine2 oppure1 se esso esce talvolta da questo eterno circolo1 si appassioner per qualche idea appena sbozzata che sar andata a genio di qualche membro importante del corpo2 e perch queste tendenze che si toccano da vicino 7sebbene sembrino opposte7 possano essere tenute in iscacco1 perch tutti gli ingegni che il corpo racchiude si mantengano ad una certa altezza1 bisogna che questo corpo sia esposto ad una critica vigile1 acuta e che venga da fuori4 ,perci indispensabile che si possano formare degl'ingegni all'infuori dello ,stato colle occasioni e l'esperienza necessaria per giudicar sanamente i grandi affari pratici4 ,se noi vogliamo possedere in perpetuo un corpo di funzionar abili1 capace di rendere dei buoni servigi e inoltre tutto un corpo che sappia creare il progresso o disporsi ad adottarlo1 se non vogliamo che la nostra burocrazia degeneri in pedantocrazia1 occorre che questo corpo non assorba tutte le occupazioni che formano e coltivano le facolt necessarie pel governo dell'umanit4 ,dire dove comincino questi mali cos terribili per la libert e pel progresso umano1 o piuttosto dire dove essi comincino a superare il bene che si pu attendere dalle forze libere della societ sotto i loro capi riconosciuti -- assicurare i vantaggi dell'accentramento politico ed intellettuale fin che si pu1 senza attirare nelle vie ufficiali una troppo gran parte dell'attivit generale -- una delle questioni pi difficili e complicate nell'arte di governo2 una questione sopratutto di particolari1 dove non si possono dare delle regole assolute e dove bisogna tener conto delle pi numerose e varie considerazioni1 ma io credo che dal punto di vista pratico il principio della salute1 l'ideale da non perdersi di vista1 il criterio secondo il quale si debbono giudicare tutti i mutamenti proposti per vincere la difficolt1 si possa esprimere cos3 la pi gran disseminazione di poteri1 compatibile coll'azione utile del potere stesso2 il massimo accentramento possibile d'informazioni1 diffuso poi il pi che si pu dal centro alla periferia4 ,cos1 dovrebbe esserci nell'amministrazione municipale1 come negli ,stati della ,nuova ,inghilterra1 una divisione accuratissima tra i diversi funzionar1 scelti per le localit1 di tutti gli affari che non pi conveniente di lasciar nelle mani delle persone interessate2 ma oltre a questo dovrebbe esserci in ciascuna divisione degli affari locali una soprintendenza centrale1 una diramazione del governo generale4 ,l'organo di questa soprintendenza concentrerebbe come in un faro tutta la variet d'informazioni e d'esperienza tratta e dalla direzione di questo ramo de' pubblici affari in tutti i luoghi1 e da ci che accade di analogo nei paesi stranieri e dai princip generali della scienza politica3 ad esso dovrebbe spettare il diritto di sapere tutto quello che si fa2 suo speciale ufficio sarebbe rendere utile dappertutto l'esperienza acquistata in un luogo4 ,essendo questo organo al di sopra delle ristrette vedute e dei meschini pregiudiz di una localit1 per la sua posizione elevata e l'estensione della sua sfera di osservazione1 il suo parere avrebbe naturalmente una grande autorit2 ma il suo massimo potere dovrebbe1 secondo me1 limitarsi ad obbligare i funzionar locali a seguire le leggi stabilite dal loro speciale governo4 ,per tutto ci che non previsto da regole generali1 questi funzionar dovrebbero essere abbandonati al loro giudizio colla sanzione della responsabilit davanti ai loro mandanti4 ,della violazione delle regole essi sarebbero responsabili davanti alla legge1 e le regole stesse sarebbero stabilite dall'assemblea legislativa3 l'autorit centrale amministrativa non farebbe che vegliare alla loro esecuzione2 e1 se la esecuzione non fosse ci che dev'essere1 l'autorit se ne appellerebbe1 secondo i casi1 o al tribunale per imporre la legge1 o ai corpi elettorali per deporre i funzionar che non l'avessero eseguita secondo il suo spirito4 ,tale 1 nel suo complesso1 la sorveglianza centrale che l',ufficio della legge dei poveri destinato ad esercitare sugli amministratori della tassa dei poveri in tutti i paesi4 ,per quante usurpazioni di potere abbia commesso questo ufficio1 ci era giusto e necessario in tal caso particolare1 per tagliar dalle radici degli abusi inveterati in materie che interessano profondamente non solo le localit varie1 ma tutta la comunit4 ,in fatto1 nessun paese ha moralmente il diritto di trasformarsi per la sua cattiva amministrazione in un semenzajo di miserie1 che si diffondono necessariamente in altre localit e peggiorano la condizione morale e fisica di tutta la comunit operaja4 ,i poteri di coazione amministrativa e di legislazione subordinata che l'ufficio della legge dei poveri possiede 7ma che esercita assai debolmente a cagione delle idee dominanti a questo proposito7 sebbene perfettamente giusti in un caso d'interesse nazionale di prim'ordine1 sarebbero del tutto fuor di posto se si trattasse della sorveglianza d'interessi puramente locali4 ,ma un organo centrale d'informazioni e di istruzioni per tutte le localit sarebbe ugualmente prezioso in tutti i rami dell'amministrazione4 ,non sar mai eccessiva per un governo questa attivit che non arresta1 ma ajuta e stimola i moti e gli sviluppi individuali4 ,il male comincia quando1 invece di risvegliare l'attivit e le forze degl'individui e degli enti collettivi1 il governo sostituisce alla loro la sua propria attivit2 quando1 invece d'istruirli1 di consigliarli e all'occasione di denunciarli ai tribunali1 li sottomette1 incatena il loro lavoro1 o li fa sparire1 compiendo1 al loro posto1 l'ufficio ad essi spettante4 ,il valore d'uno ,stato1 in fin dei conti1 il valore degl'individui che lo compongono2 e uno ,stato che preferisce all'espansione e all'elevazione intellettuale degli individui1 una larva di abilit amministrativa nelle particolarit degli affari2 uno ,stato che impicciolisce gli uomini1 affinch essi possano essere nelle sue mani docili strumenti dei suoi disegni 7anche benefici71 s'accorger che grandi cose non si fanno con uomini piccoli1 e che la perfezione del meccanismo a cui esso tutto ha sacrificato finir col non essergli buona a nulla1 per la mancanza della vitalit ch'egli ha voluto allontanare per render pi facile il funzionamento della macchina4 ,,fine ,,del ,,capitolo ,,quinto ,e ,,dell',,opera ,,indice ,,giovanni ,,stuart ,,mill ,pag4 #c ,capitolo ,i4 -- ,introduzione #g ,,ii4 -- ,la libert di pensiero e di discussione #ba ,,iii4 -- ,l'individualit come elemento di benessere #eg ,,iv4 -- ,dei limiti al potere della societ sull'individuo #gg ,v4 -- ,applicazioni #ie ,,note3 #a ,queste parole erano appena scritte1 quando1 quasi per dar loro una solenne smentita1 sopravvennero le persecuzioni del governo contro la stampa1 nel #aheh4 ,questo sconsigliato intervento nella libert della pubblica discussione non mi ha indotto a mutare una sola parola del testo2 e non ha punto affievolito la mia convinzione che -- salvo nei momenti di panico -- l'epoca delle penalit per le discussioni politiche era passata nel nostro paese4 ,infatti1 anzitutto non si persever nelle persecuzioni2 e inoltre non si tratt mai di persecuzioni politiche1 nello stretto senso della parola3 l'offesa rimproverata non era di aver criticato le instituzioni1 o gli atti1 o le persone dei governanti3 ma bens d'aver propagato una dottrina ritenuta immorale1 la legittimit del tirannicidio4 #b ,tommaso ,pooltey1 assise di ,bodmin1 #ca luglio #aheg nel seguente mese di dicembre1 ottenne la grazia sovrana4 #c ,giorgio ,giacobbe ,holyake1 #ag agosto #aheg2 ,edoardo ,truelowe1 luglio #aheg4 #d ,barone di ,gleichem1 corte di polizia di ,marlborough ,street1 #d agosto #aheg4 #e ,tutta la passione di persecuzione che si mescolata1 durante la rivolta degli ,indiani1 al generale dispiegarsi delle parti pi cattive del nostro carattere nazionale1 ci offre qui un grande insegnamento4 ,i furori dei fanatici e dei ciarlatani del pergamo non sono1 forse1 degni di nota2 ma i capi del partito evangelico hanno enunciato come loro principio di governo per gli ,indiani e per i ,maomettani che nessuna scuola in cui la ,bibbia non sia insegnata deve essere sovvenzionata dallo stato1 e che nessun impiego pubblico deve essere accordato a chi non cristiano o non si d per tale4 ,un sotto-segretario di stato1 in un discorso diretto ai suoi elettori1 il #bb novembre #aheg1 si esprimeva1 stando ai resoconti1 cos3 ,il governo inglese1 tollerando la loro fede 7la fede di #ajj milioni di sudditi britannici71 la superstizione ch'essi chiamano religione1 non ha ottenuto altro risultato che di ritardare la supremazia crescente del nome inglese1 e d'impedire la salutare diffusione del cristianesimo4 ,la tolleranza stata la pietra angolare delle libert del nostro paese3 ma non bisogna ingannarsi su questa preziosa parola4 ,nel modo con cui l'intendeva il sotto-segretario di stato1 significava la completa libert per tutti1 l'affrancamento del culto -- fra i cristiani1 che hanno un culto fondato sulle stesse basi2 significava la tolleranza di tutte le diverse sette di cristiani che credono per in un solo mediatore4 ,io desidero richiamare l'attenzione su questo fatto1 che un uomo stimato degno di occupare un impiego elevato nel governo del nostro paese1 sotto un ministero liberale1 afferma questa dottrina3 che non si ha diritto alla tolleranza quando non si crede alla divinit di ,cristo4 ,dopo lo sciocco discorso che abbiamo test riportato1 chi pu credere ancora che le persecuzioni religiose siano per sempre finite8 #f ,della sfera e dei doveri del ,governo1 di ,guglielmo ,humboldt4 #g ,saggio di ,sterling4 #h ,vi qualcosa di doloroso e di spregevole nel genere di testimonianza sulla quale si pu ai d nostri dichiarare giudiziariamente un uomo incapace di condurre i suoi affari e1 dopo la sua morte1 tener per non avvenuta la disposizione ch'egli ha fatto dei suoi beni1 se vi si trova di che pagare le spese del processo1 che son prelevate sui beni stessi4 ,si fruga in tutti i minuti particolari della sua vita quotidiana2 e quello che i pi poveri fra i poveri di spirito vi scoprono1 colle loro facolt percettive e descrittive1 che non sia assolutamente comune1 portato avanti al giur come una prova di follia1 e sovente con buon esito4 ,i giurati sono appena meno ignoranti dei testimoni1 mentre i giudici1 nulla sapendo della natura e della vita umana -- cosa che si nota con sorpresa ogni giorno presso l'uomo di legge inglese -- contribuiscono spesso ad indurli in errore4 ,questi processi valgono dei volumi1 come indizio del sentimento e dell'opinione volgare sulla libert umana4 ,lungi dall'attribuire alcun valore all'individualit1 lungi dal rispettare i diritti di ogni individuo ad agire nelle cose indifferenti come il suo giudizio e le sue tendenze lo guidano1 giudici e giurati non riescono neppure a concepire che una persona sana di mente possa desiderare una tale libert4 ,in altri tempi1 quando si proponeva di bruciare degli atei1 caritatevoli persone suggerivano volentieri che sarebbe stato meglio di metterle in un manicomio4 ,nulla vi sarebbe da meravigliarsi se lo stesso si facesse oggi2 e se quelli che lo facessero si congratulassero secostessi di avere adottato una maniera cos umana e cristiana di trattare questi sfortunati in luogo di perseguitarli per causa religiosa1 non senza1 nel medesimo tempo1 provare una segreta soddisfazione per aver loro procurato una sorte corrispondente ai loro meriti4 #i ,il caso dei ,parsi di ,bombay un curioso esempio di questo fatto4 ,quando questa trib industriosa e intraprendente1 che discendeva dai ,persiani1 adoratori del fuoco1 abbandonando il proprio paese all'invasione musulmana1 arriv nell'ovest dell',india1 vi fu tollerata dai principi indiani a patto di non mangiare carne di bue4 ,quando1 in seguito1 queste regioni caddero sotto il dominio dei conquistatori maomettani1 i ,parsi ottennero che la tolleranza continuasse a patto di astenersi dalla carne di majale4 ,ci che in origine era sommessione divenne una seconda natura2 e i ,parsi non mangiano1 neppur oggi1 n carne di bue1 n carne di majale4 ,sebbene la loro religione non lo esiga1 la doppia astinenza ha avuto il tempo di entrare nei costumi della loro trib1 e in ,oriente il costume una religione4 #aj ,il ,maine un paese del nord-est degli ,stati ,uniti1 in cui vigeva una legge del #ahea1 notissima1 che proibiva la vendita dei liquori fermentati4 7,il ,trad47 ,nota del ,trascrittore ,ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute1 correggendo senza annotazione minimi errori tipografici4