,illustrazione3 ,,alessandro ,,volta ,,collezione ,,dell',,opere ,,del ,,cavaliere ,,conte ,,alessandro ,,volta ,,patrizio ,,comasco ,membro dell',istituto ,reale del ,regno ,lombardo ,veneto1 ,professore ,emerito dell',universit di ,pavia1 e ,socio delle pi illustri ,accademie d',europa4 ,,tomo ,i4 ,,parte ,i4 ,,firenze ,,nella ,,stamperia ,,di ,,guglielmo ,,piatti ,,mdcccxvi4 ,,all',,altezza ,,imperiale ,e ,,reale ,,di ,,ferdinando ,,terzo ,,principe ,,imperiale ,d',,austria ,,principe ,,reale ,,di ,,ungheria ,e ,,di ,,boemia ,,arciduca ,d',,austria ,,granduca ,,di ,,toscana c4 c4 c4 ,,vincenzio ,,antinori ,altezza ,i4 e ,r4 ,mentre l'amore per le ,fisiche ,scienze e pel decoro della nostra ,italia mi spinge a pubblicare riunite le ,opere di uno dei suoi pi celebri ,fisici1 la riconoscenza1 per tacere di ogni altro motivo1 m'invita a fregiarne la collezione coll',augusto nome dell',a4 ,v4 ,i4 e ,r41 che destinata al ,trono di questa provincia dell',italia medesima ov'ebbe gi cuna ogni ,fisica disciplina1 ha con un nuovo tratto di quella ,clemenza che s la distingue1 voluto contribuire in gran parte a facilitare la riunione di questi classici lavori4 ,infatti senza che l',a4 ,v4 avesse avuta la degnazion di accordarmi la facolt d'estrarre dai differenti ,giornali della ricchissima e scelta sua ,biblioteca le varie ,memorie del ,professore ,alessandro ,volta1 io non avrei mai potuto porre sott'occhio agli ,amatori delle ,scienze ,fisiche riunite le interessanti osservazioni e scoperte di questo insigne ,sperimentatore1 che avendo grandemente estesa la scienza della ,elettricit1 ed inventato uno dei pi mirabili1 ed utili strumenti1 forma luminosissima epoca nella ,storia della ,fisica particolare1 e lascia il desiderio che ciascun ramo di questa scienza1 vantar possa un genio1 egualmente attivo e penetrante che lo spinga a tale altezza di cognizioni alla quale abbiamo veduto giungere ai d nostri l',elettricismo4 ,poich l'ammirazione per un s grand'uomo1 e il nobil talento di cooperare alla gloria d',italia1 hanno certamente indotto l',a4 ,v4 ,i4 e ,r4 ad approvare1 questa mia impresa1 a niuno pi giustamente che all',a4 ,v4 offrir posso la presente ,collezione4 ,accolga dunque l',a4 ,v4 ,i4 e ,r4 questo sincero contrassegno della mia profonda gratitudine1 col quale mentre confermo la giustissima comune opinione dell'innata di ,lei ,clemenza1 provvedo altres all'onore della mia ,nazione che per volger d'anni1 e di politiche sinistre vicende non cessa di esser mai sempre di rari e pellegrini ingegni produttrice feconda4 ,,prefazione ,l',italia situata sotto un ,celo temperato e puro fu sempremai feconda d'ingegni sublimi1 valevoli ad inventare e perfezionare qualsiasi scienza od arte liberale4 ,sebbene si sia trovato alcun tempo1 in cui l',europa tutta fu ingombrata dalle tenebre dell'ignoranza2 non pertanto ella ricev sempre qualche debil raggio di luce1 per cui sovra l'altre nazioni elevar si potesse4 ,ma non s tosto comparve in questa bella ,firenze la celebre ,accademia del ,cimento sorta dalle ceneri ancor calde del nostro divin ,galileo1 che dessa con la maniera di sperimentare risvegli i talenti degli stranieri popoli1 e come maestra addit loro il vero sentiero che seguir doveano nelle fisiche discipline4 ,di qu pur sorsero i ,viviani1 i ,castelli1 i ,torricelli1 i ,redi1 che con le loro esperienze insegnarono la vera maniera di consultare e d'interrogar la ,natura evitando maisempre di sostituire i loro sogni al maestoso silenzio della medesima4 ,il genio invero dello sperimento1 che come cant il nostro ,alighieri#a ,esser suol fonte ai rivi di vostre arti pare che tralucesse in questo bel paese nei tempi ancora i pi remoti e si stimasse il fondamento d'ogni cognizione4 ,riconobbero dunque gl',italiani fin dall'et pi tenebrose dello spirito umano1 che le due maestre del vero sapere erano l',osservazione e l',esperienza4 ,dietro a queste con sicurezza avanzandosi pervennero non solo ad aggrandire le ,matematiche discipline1 l',astronomia1 a far risorgere la ,meccanica1 l',idrostatica fin dopo l'inventore ,archimede neglette e quasi poste in oblio1 ma ancora ad estendere le ,fisiche cognizioni1 perloch assai rami delle scienze naturali doverono all',italia il loro lustro e perfezionamento4 ,uno di questi si fu al certo l',elettricit1 che dopo essere stata sistemata e formatone un ramo novello della ,fisica dall',americano ,beniamino ,franklin1 per cui s'ebbe un'epoca distinta e gloriosa nell'istoria della medesima1 sort il di lei pi grande avanzamento dai celebratissimi sperimentatori ,italiani4 ,ed invero non solo in ,italia si riconobbe e fu posta in tutto il di lei chiarore l',elettricit cos detta ,vindice merc de' due valenti ,fisici ,cigna e ,beccaria1 ma ancora fu scoperta la vera di lei sorgente e natura dal nostro ,fisico ,alessandro ,volta4 ,questi col suo ingegnoso sistema dell',attrazione del foco elettrico1 non meno che con le sue penetranti vedute sopra l',atmosfere elettriche rese completa e perfetta la bella ,teoria del ,filosofo ,americano4 ,desso coll'invenzione di nuovi strumenti fece avanzar tant'oltre lo studio dell',elettricit che in nessun altro tempo mai4 ,cos quei fenomeni elettrici prodotti dalle nostre macchine1 che furono una volta un puro ed inesplicabile divertimento e passatempo1 si resero una seria occupazione per i ,fisici1 e di tutto inoggi si di ragione e s'appag l'umano intendimento4 ,per la qual cosa se il ,filosofo di ,filadelfia s'acquist gloria per essere stato il primo a sistemare e presentare una s bella ,teoria di questa scienza1 non minore ne ha riscossa l',italiano ,volta mostrando tanto di valore nell'aggrandire ed estendere s lungi i di lei limiti2 cos che dir si possa a buona ragione aver'ei formato e formar tuttora nella scienza elettrica l'onor d',italia1 come il nostro ,la-,grange lo form non ha guari di tempo nelle ,matematiche discipline4 ,i fenomeni che vengono compresi nell',elettricit detta ,vindice da ,beccaria1 ed a miglior ragione chiamata ,permanente o ,indeficiente da ,volta1 sono la parte della scienza elettrica la pi complicata e forse ancora non ben conosciuta da molti1 quale invero pu dirsi da questo felicemente sviluppata4 ,vero si 1 com' ben noto ai ,fisici1 che le prime idee di questo ramo d',elettricit ce le presentarono i ,padri ,gesuiti del ,pekino fin dall'anno #agee col fenomeno loro occorso della ,bussola nautica4 ,imperocch applicando essi una lastra di vetro elettrizzata merc della confricazione sopra il vetro che servia di coperchio alla medesima s'imbatterono ad osservare maravigliosi effetti1 quali divennero ben presto1 come vedremo1 il germe delle cognizioni1 che dipoi s'acquistarono sopra di essa4 ,queste sperienze furono non solo pubblicate1 ma ancora felicemente ripetute dal celebre ,fisico ,epino#b4 ,sappiamo ben'anco che l',inglese ,symmer promosse non poco questo genere di sperimenti1 indotto dalle scintille che s'incontr a vedere nel cavarsi le calze di seta1 e da altri fatti che ebbe in sorte di osservare con le medesime#c2 che l',ab4 ,nollet s'esercit1 lodevolmente sopra questo genere d'esperienze sostituendo alle calze di seta i nastri della medesima sostanza#d4 ,ma fin'allora lo spirito umano non avea fatto alcun progresso nella scienza elettrica4 ,questi fatti della ,natura rimasero come isolati2 e sebbene si ripetessero gli sperimenti di tanto in tanto1 tuttavolta non si rendea ragione1 n si scorgeano le conseguenze1 onde dedurne una ben fondata spiegazione4 ,sorse per il ,turinese ,dottor ,cigna1 il quale incominci a spandere non poca luce sopra somiglianti fenomeni1 e finalmente produsse un'esperimento1 quale si quello di avvicinare ad una picciola lastra di metallo bene isolata un nastro elettrizzato#e1 i di cui effetti1 attentamente esaminati dal sublime ingegno di ,volta1 si resero tanto fecondi1 che dettero origine alle pi luminose scoperte1 per cui s'apr vasto campo1 onde spaziarsi e progredir potesse il ,fisico nella scienza elettrica4 ,cos avvertito dagli esperimenti dei ,symmer e dei ,cigna il ,padre ,giovan ,batista ,beccaria ,piemontese1 nelle cui mani sembr che prendesse nuovo aspetto questo ramo di ,fisica1 dapoich per mezzo delle di lui replicate osservazioni ed esperienze sort maggiore aggrandimento la scienza dell',elettricit atmosferica1 s'illustrarono viepi le belle vedute dei ,franklin1 dei ,canton1 degli ,wilke e degli ,epini sopra le ,atmosfere elettriche1 avvertito1 io dissi1 os penetrare in questo mistero elettrico4 ,s'imbatt da primo ad osservare che due corpi cos detti ,idioelettrici1 come pure un ,idioelettrico ed un ,deferente allorch veniano elettrizzati contrariamente1 esercitavano fra loro la medesima azione di due ,deferenti in egual modo disposti2 che la sola differenza1 e questa notabile1 consisteva in una certa adesione1 che quei presentavano dopo essersi attratti in ragion della somma delle loro elettricit contrarie4 ,or ei si pensava che nella di loro unione seguisse una reale e total perdita delle proprie elettricit1 e che nella separazione de' suddetti corpi ne succedesse il riscatto delle medesime4 ,a questa propriet novellamente scoperta1 per cui se vengano separati i due accennati corpi riacquistano1 com'ei si credea dal disgiungimento l'elettricit smarrita nella loro congiunzione1 o per dir cos1 rivendicano la perduta elettricit volle dare il nome di ,elettricit ,vindice4 ,quest'opinione rimase vittoriosamente combattuta da ,volta1 il quale rintracci la vera causa di un'apparenza s maravigliosa4 ,i fenomeni della ,natura sono perlopi esposti egualmente agli occhi di tutti sopra il gran ,teatro dell',universo4 ,scarso il numero di quei che s'arrestano a prestar la loro attenzione1 ed assai pi scarso di quei che sviluppar ne possono tutte le conseguenze2 perloch sono sicuramente degni d'ammirazione e di lode quei rarissimi ingegni sublimi1 ai quali nulla sfuggendo possono confrontare una serie di fatti con occhio penetrante osservati1 e dedurne le ,teorie pi luminose e le pi utili per la specie umana4 ,l'oscillazioni di una lampada erano state osservate1 come tuttogiorno s'osservano da ognuno4 ,ma era riservato al ,genio sublime del nostro ,galileo il fondar sopra di questo semplicissimo fatto la ,teoria de' ,penduli1 divenuta cotanto interessante per la misura del tempo non meno che per la ricerca delle leggi della ,gravitazione4 ,cos lo sperimento del soprallodato ,cigna fu quello che risvegli l'ingegno creatore di ,alessandro ,volta a fare una serie di scoperte cos collegate insieme1 che una veramente si di la mano con l'altra4 ,ed invero una scoperta quante fiate ha prodotto nuovi fatti pi rimarchevoli1 ed stata la sorgente di ,teorie le pi grandiose nelle ,scienze naturali8 ,questo celebre ,fisico richiam ad un rigoroso esame la spiegazione data da ,beccaria riguardo al fenomeno dell',elettricit ,vindice4 ,riconobbe una forza d'attrazione1 giusta la dottrina del ,filosofo ,americano1 fra le molecule che compongono i corpi dell',universo e quelle del fluido elettrico2 che una porzione del medesimo ritrovasi in essi secondo la loro natura1 quale nomin ,fuoco nativo#f4 ,quindi volgendosi il nostro ,volta a considerare l',ammosfere elettriche ossia1 come ei dice1 l',applicazione del fuoco elettrico#g1 da cui dedusse la bella ,teoria della capacit de' ,conduttori#h1 ravvis che quella propriet di cui godono tutti i corpi ,idioelettrici cio di ritenere in se quasi irretito il fluido una volta accumulato n agevolmente spogliarsene n trasfonderlo in altri1 lo che proprio de' soli deferenti1 somministrava la vera spiegazione di questo fenomeno4 ,cos riconobbe che rimanea come applicato un corpo qualunque eziandio posto a contatto con un ,coibente fatto elettrico2 che non s tosto s'estinguea l'elettricit di questo1 ma che bens andava menomandosi con assai lentore e dopo lunga pezza2 che si rendea contraria l'elettricit del suddetto corpo situato in contatto4 ,osserv ben anco l'adesione di questi due corpi allorch si trovavano uniti1 per cui separar non si poteano tra loro senza alcuna bench picciola difficolt1 lo che1 come di conto a ,beccaria con lettera1 in cui si riscontrano i germi delle di lui ,teorie e scoperte posteriori#i1 indicava sicuramente l'esistenza delle due elettricit contrarie4 ,avvertito adunque da questi fatti da esso con occhio sagace osservati stim meglio e con tutta ragione di nomarla non pi ,vindice ma bens ,elettricit ,permanente o ,indeficiente4 ,n qu fermossi1 come abbiamo accennato1 il celebre nostro ,fisico1 ma ravvolgendo nella di lui mente tutte le conseguenze che dedur si poteano dall'esperimento del soprallodato ,cigna si condusse all'invenzione di quel mirabile strumento cos detto da lui ,elettroforo perpetuo ossia ,macchina elettrica portatile e sempre attiva4 ,inventato che ebbe l',elettroforo comech dotato d'inesprimibile avvedutezza s'approfitt dell'aumento di capacit che discernea poter ricever lo ,scudo del medesimo1 detto dipoi ,piatto collettore1 ponendolo a contatto non pi con un perfetto ,coibente1 ma bens con un semicoibente2 ed ecco che tosto tra le di lui mani ne nacque il ,condensatore4 ,con questo divino strumento pervenne a sorprendere e misurare quella picciolissima elettricit che si fuggia ai nostri sguardi e ci si rendea affatto insensibile4 ,merc di questo tanto s'avanz lo spirito umano nell'estendere i limiti della scienza e nell'acquistar nuove cognizioni intorno all'elettricit ammosferica1 che ebbe origine la tanto celebrata ,meteorologia elettrica del medesimo4 ,non contento dell'invenzione del suo ,condensatore si volt a correggere e perfezionare non solo gli ,elettrometri di ,saussure1 di ,cavallo e di ,henly1 ma ancora pervenne a rendergli comparabili4 ,accoppi al di lui ,elettrometro ridotto cotanto sensibile anco alla minima ,elettricit il poc'anzi ritrovato ,condensatore4 ,con questi strumenti da esso medesimo inventati o perfezionati s'elev al ,celo ad esaminare non tanto le ,nubi tempestose1 ma ancor fu il primo ad applicare sulla cima del filo di metallo che servia di esploratore dell'elettricit ammosferica1 la fiamma della candela1 sperimentata gi per uno de' pi eccellenti ,conduttori dai ,dufay1 dai ,watson e dai la ,tour4 ,con la fiamma pot richiamare ed a se condurre l'elettricit reale dell'ammosfera e non quella di pressione o1 come ei la dice1 accidentale del filo metallico che spesse fiate s'infinge e si maschera come un acquisto reale1 loch non 4 ,con questa pot esplorare l'elettricit ammosferica non solo de' tempi procellosi1 delle ,nebbie1 delle ,pioggie1 ma ancora sorprendere e misurare quella del ,cel sereno4 ,ma se ,franklin fu il primo ad assicurarci dell'elettricit delle ,nubi tempestose e del ,fulmine2 se ,monnier facendo un passo pi avanti scopr l'elettricit dell',ammosfera e dubit di un certo periodo giornaliero2 se ,beccaria determin con maggior precisione questo periodo1 riconobbe l'elettricit positiva dell'aria ed assoggett a certe leggi l'andamento e le vicende della medesima2 ,volta per fu quello che ne rintracci la di lei vera sorgente4 ,imperocch col suo pregiabilissimo strumento1 ossia col di lui ,condensatore giunse con gran sorpresa dei due gran luminari della ,francia1 volli dire ,lavoisier e la ,place1 ad additare il fonte e l'origine di quest'elettricit4 ,dimostr loro ad evidenza che l'acqua ed altre sostanze trasformandosi in vapore acquistavano una maggior capacit per il fluido elettrico1 com'era noto che l'acquistano per il calorico4 ,per la qual cosa nel momento della loro trasformazione il vapor resultante si arricchiva del medesimo fluido elettrico a spese dei corpi evaporanti e di quei che erano a contatto1 quali rimaneano elettrizzati in meno1 e seco lo portavano ad impregnarne l'ammosfera e le ,nubi4 ,quindi che svel in un tempo l'origine dell'elettricit ammosferica positiva nata dal condensamento di questi vapori medesimi2 non menoch con la ,teoria dell'ammosfere elettriche pervenne ad illustrare la causa1 che induce elettricit contrarie in due ,nuvole tra loro vicine4 assai ben noto come i ,mahon ed i ,coulomb s'applicarono ad indagare la legge che la ,natura osserva nell'attrazioni e repulsioni elettriche2 che dessi e massime il ,fisico francese computando le picciole forze sulla di lui ,bilancia di torsione convennero generalmente esser quella medesima che esercita nella ,gravitazione universale1 per cui si regge e si conserva l'armonia di questi ,globi rotanti intorno al sole e si forma questo bel planetario sistema architettato dall',onnipotenza ,divina4 ,os pure il nostro ,volta di penetrare in questo sacrario della ,natura1 non abbarbagliato dall'altrui autorit1 ma schiarito dalla sicura scorta dell'osservazione e dell'esperienza4 ,calc altra via pi diretta e spedita e tanto s'inoltr che pervenne a scorgere i limiti ai quali s'estendeva la detta legge4 ,riconobbe che dessa1 in quanto all'elettricit1 applicar si potea soltanto ad un deferente elettrizzato1 il qual s'andasse avvicinando ad un corpo di natura simile1 che comunicasse costantemente colla terra4 ,ritrov parimente in questo caso che se il corpo divenuto elettrico s'aumentava di diametro o di gradi di carica veniva ancor l'attrazione ad aumentarsi non in ragion semplice1 ma bens nella diretta dei quadrati dei diametri o dei gradi di carica4 ,non pervenne mai a riscontrar simiglianti leggi1 sebben provasse e riprovasse con tutta la di lui sagacit in altri fatti e soprattutto nelle repulsioni elettriche delle quali eragli assai ben nota l'incostanza4 ,la ragione poi1 conforme anch'essa alla dottrina dell',ammosfere elettriche1 con cui avvalor tutti questi resultamenti si quella1 che a misura o dell'avvicinamento o dell'aumentazione dei diametri o dei gradi di carica1 il corpo comunicante col suolo diradava o condensava il fluido elettrico secondo che l',elettricit del corpo eccitato era positiva o negativa4 ,finalmente con il solito di lui occhio penetrante1 a cui niuna cosa si fugge1 per quanto leggiera sia1 si rivolse ad osservare attentamente la repulsione di due corpi in simil guisa elettrizzati1 e da alcuni picciolissimi fatti da esso a fondo bene indagati dedusse che ella era soltanto apparente e non punto reale2 loch ben'anco avea dichiarato il celebre nostro ,beccaria#aj4 ,per la qual cosa vana ed inutile sarebbe ogn'altra ,ipotesi quantunque si voglia ingegnosa1 ne pi farebbe di mestieri moltiplicar gli agenti della ,natura mostrandosi assai valevole a spiegare tutti i fenomeni elettrici la bella ,teoria di ,franklin4 ,ma se il nostro ,fisico s'inalz tanto sovra gli altri merc delle soprallodate scoperte1 si rese ancora immortale nell'aver sorpresa la ,natura in quel celebre fatto dell',elettricit sviluppata dal semplice contatto di due diverse sostanze deferenti2 per lo che ne sar fatta come di altri suoi ingegnosi ritrovamenti laudevol ricordanza nel progresso di questa pregiabilissima collezione4 ,g4 ,b4 ,,de ,,vi ,,attractiva ,,ignis ,,electrici ,,ac ,,phaenomenis ,,inde ,,pendentibus ,,ad ,,joannem ,,baptistam ,,beccariam ,,dissertatio ,,epistolaris ,,de ,,vi ,,attractiva ,,ignis ,,electrici ,cum primum incidi in egregium opus1 quod de ,electricitate ,artificiali atque ,naturali inscripsisti1 ac primo pariter ,franklinianam theoriam mira sane sagacitate a ,te illustratam didici1 existimare coepi tum motus electricos1 tum etiam plura alia inter praecipua electricitatis phaenomena1 vi alicui attractivae referri posse4 ,opinionem hanc meam ,cl4 ,nolleto significabam jam inde ab anno #agfc1 quo tempore nulla adhuc experimenta institueram4 ,at ille difficillimum sibi quidem videri phaenomena electrica eo deducere1 ut notis ,newtonianae attractionis legibus apprime consentiant2 quod quidem neminem adhuc praestitisse affirmabat#aa4 ,neque vero re magis attenta animum abjeci2 quin imo cum postea opportuna instrumentorum supellectile instructus phaenomena eo usque detecta ad trutinam revocarem1 eorumque leges1 prout theoria ,frankliniana postulat1 firmiter stare experimento compertum haberem2 nonnulla occurrebant animo attractionis indicia1 praeter electricos motus2 caetera vero eidem principio haud valde absona videbantur3 quae scilicet explicationi inde erutae non aegre se praeberent4 ,et vero indicia attractionis1 nec ea spernenda1 mihi offerebat vitrum1 cujus ea est aptitudo1 ut quantum ignis in una ejus facie congeritur1 tantundem ex facie opposita discedere nitatur4 ,haec ego conjectabam tunc temporis3 at et novum experimentorum genus prodiit1 per quod late campus patet2 et nova accesserunt reperta1 uti profecto est ,electricitas ,vindex1 quam ,tibi potissimum acceptam referimus3 quae omnia1 siquidem cum meo principio attractionis consentiunt2 imo ex ipso sponte fluunt1 ceu totidem consectaria1 rem mihi plane conficere videntur4 ,equidem hoc ipsum scribebam tibi1 ,vir clarissime1 duobus circiter abhinc annis1 perlecta dissertatione illa tua ad ,franklinium3 nempe arbitrari me e principio attractionis non tantum electricos motus1 sed et plura alia phaenomena oriri debere3 attractionem scilicet idipsum efficere in vitro1 ut excessui1 qui uni ejus faciei inducitur1 defectus respondeat in facie adversa3 insuper et hoc praestare1 ut facies vitri post explosionem denudata vindicet sibi electricitatem quam habuit ante explosionem2 quod est electricitatis vindicis principium4 ,erat mihi quidem in animo rem totam quamprimum explanare2 sed cum nunc ad alia me contulissem1 nunc etiam otio plus aequo indulsissem1 usque in hoc tempus res est protracta4 ,ut vero nulla amplius interponeretur mora1 libellus tuus de ,athmosphaera ,electrica nuperrime editus1 mihique1 quod summopere gratum habeo1 transmissus1 effecit3 enim vero experimenta1 pulcherrima illa quidem1 quae illic proferuntur1 analoga sunt iis1 quae ipse capiebam ad evincendum eandem legem attractionis aeque in corporibus deferentibus locum habere1 ac in vitro2 et principia1 quae ibidem statuis1 satis accedunt ad meam attractionis theoriam1 licet vocabulum hocce attractionis nondum usurpaveris4 ,propositum mihi est itaque ostendere vim quamdam attractivam ignis electrici prorsus admitti debere2 tum quod vis hujusmodi ubique se prodat1 tum quod ea posita praecipua electricitatis phaenomena nullo negotio explicentur4 ,i4 nempe patet1 cur corpora diversimode electrica mutuo se petant4 ,,ii4 inspecta earum virium1 quas attractivas vocant1 natura1 atque indole2 ac rationibus potissimum ex analogia petitis ducti1 conjectare possumus quae in caussa sint1 ut vitrum1 sulphur1 serica etc4 ope affrictus nunc ignem alienum hauriant1 nunc exuantur suo1 prout illo1 vel hoc corpore fricantur4 ,hinc et pro novorum quorumdam tentaminum successu lux quaedam affulget4 ,,iii4 ratio apparet1 cur ignis1 qui in una vitri facie cumulatur1 tantundem ignis nitatur dispellere ex facie opposita3 et vice versa ignis1 qui ex una hauritur1 tantundem alliciat ad alteram3 quod non in vitro tantum1 sed in corporibus omnibus coercentibus aeque locum habere compertum est4 ,,iv4 evidens est eandem legem extendi debere ad corpora etiam deferentia 7habita tantummodo ratione1 quod haec facillime permeat ignis electricus1 illa non item73 huc nempe redeunt experimenta illa omnia1 ac theoremata circa electricam athmosphaeram1 que singulari libello nuper protulisti4 ,v4 demum ipsa se prodit1 quae apto sane vocabulo1 ac rem proxime exhibente ,vindex ,electricitas a ,te appellatur4 ,haec si praestitero1 nonne praecipua electricitatis phaenomena1 eaque e penitiore loco educta1 explanabuntur8 ,nonne magna ,physicae accessio fiet1 cum ad unicum attractionis principium jam reducantur theoriae ,franklinianae principia1 pauca illa quidem ac simplicia1 sed quae ulteriorem caussam requirunt ac simplicissimam1 qua invicem connectantur2 reducantur1 inquam1 principia ,frankliniana una cum iis quae ,tibi addenda visa fuerunt8 ,at singula fuse persequi1 prout res postulare videtur1 non est hujus loci3 abunde faciam1 si specimen tantum exhibuero1 contentus aliis latiorem viam praemonstrasse4 ,cum dico attractionem fluidi electrici ubique se prodere1 satis intelligis1 ,vir ,clarissime1 quid mihi velim3 nempe jam non insistere universali illi attractioni1 quae est massae proportionalis1 et decrescit in ratione duplicata distantiarum3 qua nimirum et corpora adducuntur in centrum1 et ,planetae in eorum orbitis continentur4 ,praeter generalem hanc vim1 quae iccirco generalia phaenomena edit1 cujusque legibus constat ,macrocosmum1 alia attractionum genera deprehenduntur in corporibus quibusque1 ac in eorum partibus1 quae ideo specificas proprietates in iis inducunt1 unde et particularia phaenomena oriuntur4 ,et vero harum virium existentiam1 vel sola luminis refractio evincit2 ubi illud1 caeteris omissis1 notatur1 radios jam tunc prope corporum superficiem deflecti1 antequam eam attingant4 ,sed et alia quamplurima suppetunt exempla harum virium3 ut in corporibus perfecte laevibus1 quae mutuo adhaerent vi pondus athmosphaerae longe excedente3 et in duabus aquae guttis1 quae ad minimam distantiam sitae1 primo apicem extendunt invicem1 quo se contingant2 tum in unam coeunt3 et in suspensione fluidorum in tubis capillaribus2 sive quod adhuc melius visitur1 in ascensu accelerato guttae olei inter duas laminas vitreas3 ne quid dicam de operationibus ,chemiae1 cujus nulla est pars1 in qua praeter inertiam massae1 et specificam gravitatem1 alia virium mutuarum genera non ubique se prodant1 et vel invitis incurrant in oculos2 quod quidem vel in sola postrema quaestione ,opticae ,newtoni abunde patet1 ubi tam multa virium mutuarum indicia1 atque argumenta proferuntur#ab4 ,differunt autem hae vires1 ut supra innuimus1 ab attractione universali1 eo quod nec sint massae proportionales1 nec legem servent decrementi in ratione duplicata distantiarum2 sed ut plurimum in exigua a contactu distantia evanescant3 generaliter variae admodum leges in diversis corporibus obtineant2 ita ut difficillimum sit eas assequi in aliquibus1 in singulis prorsus impossibile4 ,nonnulli tamen ex iis1 qui ,newtonianam ,philosophiam excoluerunt1 uti ,keil et post eum ,freind1 leges quasdam1 ac theoremata statuerunt non sine successu4 ,sunt quos tam multiplex attractionum genus1 tam variae leges deterreant1 quique propterea censeant omnes has vires1 quas vocant immechanicas1 prorsus a ,philosophia eliminandas4 ,fatentur hi quidem in caussarum investigatione generalia quaedam esse principia1 quorum ulterior ratio neutiquam peti potest1 quocum perventum est acquiescendum sane2 at principia hujusmodi volunt numero pauca4 ,anne1 inquiunt1 tot attractionum species habebuntur ut naturae principia1 quot phaenomena inde pendentia recensentur2 cum pro singulis singulae ferme leges condantur8 ,verum haec difficultas tota evanescet1 si consideretur vires has tam varias in corporibus1 tamque diversis legibus obnoxias minime esse primaria principia1 sed ex elementorum compositione consurgere4 ,concipi enim potest duo tantum vel tria virium genera indita esse particulis primordialibus1 his videlicet1 quae ,prima ,naturae vocari possunt2 vel si malimus genus unum vis certis quibusdam legibus agentis1 quae a sola distantia pendeant4 ,porro mirum quam variae vires existere possint in massulis compositis etiam primi ordinis2 ex varia nempe particularum positione3 quid vero dicendum de massis secundi1 vel tertii ordinis1 omniumque inferiorum1 cum numerus combinationum in infinitum excrescat8 ,anne dubium supererit vires omnes ex uno eodemque principio consurgere posse1 quae nobis ob oculos versantur1 quantumvis leges1 quibus illae agere videntur prodigiose differant8 ,certe ,boscovichius#ac principiis corporum1 quae illi sunt puncta indivisibilia1 unam tantum virium legem tribuens1 quam per quamdam curvam asymptoticam exprimit2 et generalem magnorum corporum attractionem inde petit1 ostendens quomodo sit massae proportionalis1 et inverse ut quadratum distantiae1 et caetera attractionum genera in minoribus corporibus1 et in minoribus distantiis facili applicatione deducit4 ,at quoquomodo se res habeat1 illud mihi in praesentiarum sufficit1 si constet vires attractivas in corporibus revera existere2 meque clarissimorum hominum exemplo tueri1 dum naturalium quorumdam effectuum explicationem inde peto2 eorum scilicet1 qui ab impulsu1 sive a notis legibus minime proveniunt4 ,plurima igitur sunt corpora sive solida1 sive fluida1 in quibus vis attractiva manifesto satis indicio se prodit3 postremae hujus classis exemplum sane luculentum perhibet lux1 ut supra innuimus1 quam magna attractiva vi praeditam phaenomena omnia praedicant4 ,quidni igitur et ignis electricus vi polleat sua8 ,videtur in aliquibus corporibus majorem hujus ignis copiam inesse1 in aliis minorem2 licet hoc fluidum valde sit elasticum3 quod quidem argumento est diverse diversa corpora attrahere1 ac ab ipsis appeti ad habendam quamdam saturitatem4 ,at nullibi vis haec mutua clarius deprehenditur1 ac magis in oculos incurrit1 quam in motibus electricis4 ,nam vel hi motus efficiuntur pressione alicujus fluidi1 vel nullam aliam agnoscunt caussam1 praeter allatam3 vim nempe attractivam ignis electrici4 ,porro si effectus essent alicujus fluidi2 vel istud fluidum esset ipse ignis electricus1 vel aer2 cum nullum aliud adsit1 quod in subsidium possit vocari4 ,ignem vero electricum imparem esse hisce motibus incursu suo ciendis1 et ,tu1 ,praestantissime ,vir1 invictis argumentis ostendisti1 et ipse confirmare conatus sum in epistola altera superiore anno ad ,nolletum conscripta1 quam et ,tibi notam feci4 ,illud vero rem conficit1 quod est ,theoriae ,franklinianae fundamentum3 ignem electricum una tantum directione moveri4 ,quis enim non videat motus diversos levium bracteolarum1 nunc accessus1 nunc recessus respectu ejusdem corporis electrici1 a fluido inde erumpente minime effici posse8 ,at dicent aerem idipsum efficere1 ut corpora diversimode electrica se mutuo petant 7cui unico principio redigi posse motus omnes electricos1 tum accessionis ad invicem1 tum discessionis ostendi in memorata epistola71 concipi quodam modo potest3 ignis enim electricus1 qui ex uno corpore erumpens in aliud ingreditur1 interpositum aerem natura impermeabilem vel disjicit1 vel summopere dilatat2 quo fit ut circumfusus aer elasticitatis vi motus1 dum ad supplendum vacuum inter duo haec corpora inductum accurrit1 ipsa ad invicem appellat4 ,hanc opinionem1 quam experimenta in vacuo desumpta suadere videntur1 a ,te amplexam videram in ,epistolis ad ,beccarium3 quid nunc de eadem sentias1 non queo satis colligere2 nec video quam aliam attractionum1 discessionum1 cohaesionum caussam omnino mechanicam proferre possis1 uti in primo ,specimine novorum quorumdam in re electrica experimentorum anno #agff pollicitus es4 ,interea mihi quidem persuasum est rem nequaquam in aere ita se habere2 proinde nec illi adscribendum esse1 quod duo corpora diversimode electrica urgeat1 atque unum alteri apprimat4 ,nec desunt argumenta1 eaque potissimum ab experimentis desumpta1 quibus hoc evincam2 utque caetera omittam1 illud referri meretur1 quod nempe motus electrici non in aere tantum1 sed et in fluidis omnibus coercentibus1 uti ex4 gr4 est oleum1 aeque locum habent4 ,porro si accessus duorum corporum diversimode electricorum1 dum in aere innatant1 efficeretur pressione ipsius aeris eo modo se restituentis2 idem obtineret et dum haec corpora in oleo merguntur1 quod est medium similiter coercens3 nempe ignis electricus1 dum ex uno ex his corporibus mersis trajicit in aliud1 interpositum fluidum disjiceret1 dilataret1 vacuum induceret3 consequenter alia pars fluidi in ejus locum succedens1 corpora secum traheret1 atque ad accessum adigeret4 ,at re quidem vera corpora in oleo mersa se attrahunt1 quin aliquid tale animadvertamus in hoc fluido2 quod tamen aliquomodo sub sensus caderet si ita se res haberet4 ,alia igitur est eorum motuum caussa4 ,quod autem spectat ad experimenta1 quae probant motus electricos in vacuo vel plane interire1 vel saltem aegre obtineri1 id cuinam caussae sit referendum1 mox videbimus4 ,iam ergo nil aliud superest1 nisi ut vim attractivam fluidi electrici agnoscamus1 eique id muneris tribuamus1 ut corpora inaequaliter electrica determinet ad mutuum accessum4 ,hoc autem qua ratione fiat1 facile patet1 si concipiatur corpus quodcumque praeter portionem hanc fluidi1 quae ipsi naturaliter competit1 ut inter hoc idem corpus1 et caetera1 cum quibus communicat1 habeatur quaedam respectiva saturitas1 adhuc vi aliqua absoluta pollere1 qua novum usque ignem appetit1 et ab ipso appetitur4 ,huc usque nil novi erit2 nam cum vis haec residua sit undique aequalis1 non est cur seu ignis electricus1 seu corpora cogantur respectivum statum mutare1 quoad aequilibrium perstat4 ,iam vero demamus hocce aequilibrium1 ac consideremus corpus aliquod excessu electricum1 in quod nempe major pars fluidi congesta est3 quid inde consequetur8 ,corpora circumquaque posita1 nequidem aere excepto1 ignem hunc redundantem ad se trahent pro sua quaeque vi1 et invicem ab illo trahentur4 ,ut autem vi huic attractivae obtemperetur1 vel ipsa corpora circumposita ad corpus electricum properabunt1 vel ignis ipse ex hoc ad illa se cito transferet4 ,videtur quidem primo aspectu ignem electricum potius vi attractivae parere debere1 ipsumque magis ad corpora accedere1 quam haec ad illum1 utcumque levia ea sint1 cum ignis electricus incomparabiliter levior sit1 atque immani mobilitate praeditus4 ,at rem intimius perspicienti contrarium videbitur3 illud enim est considerandum1 quod interpositione aeris1 qui est medium coercens1 efficitur ne ignis ipse ex corpore redundante in alia corpora ad quamdam distantiam sita1 liberrime transcurrat2 quare haec potius1 si satis levia sint1 ad corpus electricum advolabunt2 et hoc vicissim1 si satis libere pendeat1 nisui ignis redundantis obsequendo1 cui est quodammodo alligatum1 versus illa porrigetur4 ,quod in corpore per excessum electrico observavimus1 idem omnino evenire debere respectu corporis electrici per defectum1 satis ostendit3 imo generaliter patet1 duo corpora1 quae comparatis eorum viribus copiam ignis non habeant respondentem1 sive1 quod eodem redit1 quorum unum excessum habeat respectu alterius1 ad mutuum accessum determinari debere pro majori1 vel minori1 quae intercedit differentia3 quae unica lex est1 ad quam generaliter motus omnes electrici referuntur2 nam et in corporibus eadem electricitate praeditis1 quid aliud1 quaero1 produnt mutuae discessiones1 nisi accessum ad corpora extra se posita 7aerem etiam considero7 respective inaequalia8 ,iam hinc intelligitur cur in machina pneumatica aere summopere rarefacto1 motus electrici vel nulli obtineantur1 vel admodum debiles4 ,ratio est1 quia ignis in corpore electrico redundans1 cum et particulas corporum non electricorum attrahat1 et invicem attrahatur1 debet ipse1 in medio non resistente1 ad haec corpora potius se conferre1 utpote qui summa prae illis mobilitate praeditus sit1 ac liberrime fluat1 quam haec ad illum accedere4 ,uno verbo res huc omnino refertur3 duo corpora diversimode electrica nequaquam se invicem petunt1 quod particulae unius corporis absolute attrahant particulas alterius2 sed quod haec attractio unice existit inter particulas unius corporis deficientis1 atque ignem corporis redundantis2 quo fit1 ut vel ipsum hoc fluidum ubi minus coarctatur1 in spatio scilicet non resistente1 unice se effundat in partem1 in quam tendit2 vel ubi medium aliquod coercens huic effluxui impedimento est1 idem ignis una secum trahat corpus1 cui inhaeret1 ac veluti alligatur1 dum tempore ipso pro ea vi corpora extra se posita similiter ad se accedere cogit3 quod et rationi apprime1 et experimentis consentaneum est4 ,cum ergo phaenomena omnia motuum electricorum1 quae aliter conciliari nullo modo possunt1 ex posito principio attractionis sponte fluant1 nonne hoc principium amplectendum erit1 atque uti vera illorum caussa considerandum8 ,nisi forte illud absonum videatur1 uti hic quidem viro1 quod miror1 satis experto visum fuit2 vim hanc attractivam ignis electrici ad tam magnam distantiam extendi2 exempla enim1 quae proferuntur attractionum inter particulas corporum1 eas vires produnt1 quae nonnisi in minimis distantiis agunt4 ,motus vero electrici longe differunt1 cum observemus quandoque distantiam duorum1 vel trium pedum1 minime obstare quominus filum erigatur ad catenam4 ,at futilis haec quidem objectio3 vulgatum enim est illud plus minus non variat speciem4 ,an licet assignare limites1 ultra quos vis attractiva particularum extendi nequit8 ,qui ergo erunt hi limites8 ,an si positio particularum corpus componentium plurimum confert1 ut in hoc vires resultent plus1 vel minus agentes2 ea nequit esse positio in minimis fluidum electricum componentibus1 quae maxime faveat1 ut vis hujus attractiva ad satis notabile intervallum pertingat8 ,deinde nec illud omnino verum3 exempla nobis tantum suppetere attractionum1 quae in minimis distantiis agant4 ,extat exemplum sane luculentum in ,magnete chalybem ad plures pedes attrahente#ad4 ,tandem difficultas omnis evanescet1 si consideremus nequaquam opus esse1 ut vis attractiva ignis electrici ad tam magnam distantiam se extendat1 ut est intervallum1 quod inter duo corpora1 quae se mutuo petunt1 intercedit2 ignis enim redundans expandit se circa corpus electricum excessu1 ac quamdam athmosphaeram efformat3 quare concipi potest filum ex4 gr4 ad duos pedes a catena situm1 non ita longe distare a limite1 quo se extendit athmosphaera catenae2 imo tunc solum persentire vim attractivam1 cum hunc limitem jam prope pertingit4 ,videndum nunc an ex attractione1 quam inter fluidum electricum1 et particulas cujuslibet corporis observavimus1 ratio peti possit1 cur quaedam affrictu ignem suum impertiantur1 quaedam hauriant alienum2 ac ferme omnia nunc hauriant1 nunc impertiantur1 pro diversa nimirum ipsorum constitutione1 et corporum1 cum quibus fricantur3 satis enim in praesens habeo1 si haec1 et omnia quae huc pertinent1 felicius hac via explicentur1 quam alia quacumque hypothesi hucusque excogitata4 ,ac primo illud mihi nunc demum plane constat3 dum corpus aliquod1 ut sulphur1 de suo amittit1 neutiquam hoc provenire ex eo1 quod major copia ignis electrici illi naturaliter inhaereat2 itemque dum aliud corpus1 puta vitrum1 alienum ignem haurit1 hoc ideo evenire1 quod in illo naturaliter deficiat3 quae olim mihi sententia fuerat4 ,nam experimenta illa omnia1 quae postmodum capiebam circa serica1 docebant me1 eandem taeniam diverse affici a diversis corporibus deferentibus1 in quibus tamen ignis electricus aequaliter est diffusus2 nec id solum1 sed1 quod magis mirabar1 eandem taeniam frustulo sive ligneo1 sive metallico nunc impertiri1 cum nimirum ejus lateri1 quod erat laevigatum1 taenia affricaretur1 nunc accipere ex ipsomet ligno1 vel metallo1 cum videlicet fricaretur parte ejus valde aspera4 ,tandem experimenta longe plurima1 ac clariora1 quae super hac re instituebas1 ,vir sollertissime1 ut totam electricitatis historiam augeres1 uti comprobarunt nec vitrum semper accipere a corporibus deferentibus1 nec sulphur semper dare1 caetera vero1 ut serica1 pili felis etc4 plurimum variare2 ita ostenderunt has omnes varietates a minimis pendere circumstantiis1 neutiquam ab ipsa corporum intrinseca natura4 ,majorem in uno1 quam in alio corpore elasticitatem1 calorem etiam intensiorem in illud frictione inductum1 posset quis censere ignem electricum irritare1 ac versus eam partem extrudere1 ubi una1 vel altera ex praedictis caussis1 vel etiam ambo minus vigent4 ,verum1 ut illud concedam1 tum elasticitatem1 tum calorem non parum quandoque conferre1 ut electricitas existat ex affrictu vividior2 inde tamen non infertur eas corporum affectiones caussam esse efficientem ut ignis electricus ex hoc in illud corpus se congerat2 fieri enim potest ut alteri caussae diversae prorsus naturae adjumento tantum sint4 ,experientia autem quaestionem finit4 ,etenim compertum habemus1 dum diversa corpora fricantur1 nec illud1 quod majore pollet elasticitate1 nec illud1 in quo major caloris gradus affrictu invalescit1 nec vero illud1 in quo haec simul concurrunt1 ignem suum semper impertiri2 nam et quandoque hujusmodi corpora accipiunt a minus elastico1 minusque calescente4 ,iam vero nullam aliam video rationem tam varia effecta conciliandi cum viribus corporum prementibus1 sive mechanicis4 ,alia igitur ineunda est via3 alia caussa prorsus ab his diversa investiganda4 ,quae impulsu fieri concipi nullo modo potest1 quid vetat ad principium attractionis referre1 quandoquidem vires hujusmodi1 ut ubique1 sic peculiariter in fluido electrico existere jam liquet1 et haec omnia phaenomena1 de quibus nunc quaestio est1 harum virium indoli optime respondent8 ,igitur mihi persuasum est1 dum corpus aliquod1 puta sulphur1 ex affrictu partem ignis nativi amittit1 nequaquam hoc corpus impulsu agere in hunc ignem1 veluti si particulae sulphuris eo motu vibratorio concitae1 coarctatis porulis1 contentum in iis fluidum exprimerent2 sed ideo portionem hujus fluidi dimittere1 quod in sulphure ita confricato vis attractiva detrimentum patiatur4 ,eodem plane modo evenit in vitro1 ut hauriat ignem extraneum1 nempe a manu3 nullam enim concipio vim1 quae ignem a manu extrudat2 sed hunc ignem allicit ad se vitrum1 cui affrictus id confert1 ut vis attractiva in eo valde intendatur4 ,electricitas vero in corporibus ita confricatis tum se prodit1 cum primum1 cessante ipso affrictu1 eadem1 quae ante obtinebat1 attractio1 hoc est idem gradus intensitatis1 incipit restitui4 ,sedenim quid caussae est ut affrictus mutationem hanc pariat virium attractivarum8 ,recolendum est quod superius dixi3 in massulis compositis leges virium consurgere a diversa positione particularum primigeniarum3 nempe cum hae vires particularum pendeant a distantiis1 et in ,systemate quidem ,boscovichiano in minimo insensibilique spatio plures habeantur transitus ex repulsivis in attractivas1 et iterum in repulsivas1 patet ex varia ratione1 qua hae particulae disponuntur invicem1 sic ut vires vel se collidant1 vel conspirent1 diversas admodum vires resultare debere in corporibus1 tum respectu intensitatis1 tum distantiae1 ad quam pertingunt1 tum rationis decrementi etc4 ,haec igitur si ob oculos habeantur1 an erit mirandum1 quod dispositione particularum immutata in aliquo corpore immutentur et vires1 ita ut intendatur vel remittatur attractio hujus corporis erga fluidum electricum8 ,porro affrictum in particularum dispositione perturbationem parere1 manifestum est2 ac quidem talis ea videtur1 quae virium mutationi inducendae maxime est apta2 minimae enim partes eae sunt1 quae dum succutiuntur1 novum statum1 seu novam respectivam positionem acquirunt4 ,equidem quinam ille minimarum partium motus sit1 quo attractio minuitur1 ut in sulphure1 quinam ille1 quo augetur1 ut in vitro1 etsi definire non licet1 eo quod intimum cujusque textum non perspiciamus1 satis tamen pro re nostra habemus1 si illud in genere pateat1 haec diversa a diverso motu praestari posse4 ,patet autem et illud3 vitrum1 sulphur1 serica diverse affici debere1 prout diversis corporibus fricantur2 imo et ab iisdem1 prout nempe fricantur superficie nunc aspera1 nunc laevi etc4 diversos enim pro mutatione utcumque parva motus excitari necesse est3 sed haec mutatio dispositionis in particulis1 distantiae videlicet etiam indiscernibilis1 quot quantaque virium discrimina inducere possit1 quis non videat8 ,iam ergo mirari desinamus sulphur1 ceram signatoriam etc4 quae chartae nudae1 sicuti et corporibus fere omnibus dant1 accipere a charta inaurata3 nimirum a tantula superficiei crassitie pendere electricitatis contrarietatem4 ,quod autem dicebam3 electricitatis signa in corporibus fricatis apparere1 quod attractio ope affrictus sive aucta1 sive imminuta1 statim ac affrictus cesset incipiat pristino statui se restituere1 id facile admodum concipitur4 ,cum vitrum ex4 gr4 frico manu1 muto naturalem dispositionem particularum vitrum constituentium2 ea autem nova positio1 quae inducitur1 vi illius attractivae magis favet2 quare portionem ignis electrici extrahit a manu4 ,mox vero ut partes vitri discedunt a manu1 sublata pressione1 pristinum statum recuperare nituntur2 quare illo auctu1 quod vi attractivae accesserat1 iterum pereunte1 ignis redundans incipit effluere4 ,eadem est ratio in sulphure manu1 aut lamina metallica fricato3 ut nempe post affrictum electricitatis signa edat4 ,quod autem electricitatem praeseferat contrariam1 sive defectus1 id ex eo proficiscitur1 quod dispositio particularum1 quam affrictus inducit in sulphure1 minus faveat vi ejus attractivae1 unde ignis proprii jacturam pati debet2 ut vero cessante attritu1 ac naturali partium dispositione se restituente1 pristina quoque vis redeat1 amissum ignem sibi vindicat1 qui iccirco ad sulphur confluere incipit4 ,dixi ignem a vitro adeptum incipere inde effluere2 similiter incipere confluere ad sulphur quod amiserat3 nam nec ignis in illo excessivus1 effluit illico totus1 nec ignis deficiens in hoc1 momento temporis in integrum suppletur2 sed haec paullatim tantum1 et successive fiunt3 quod verosimillimum sit1 nonnisi paullatim1 et successive fieri restitutionem particularum tum in vitro1 tum in sulphure ita fricato4 ,satis autem hoc est ad intentum3 ut nempe signa excessus in vitro1 defectus in sulphure1 statim ac affrictus cessat1 se prodant4 ,quin etiam haec signa ipsa sunt1 quae docent tam vitrum tractu temporis indigere1 ut totum ignem deponat1 quem assumpserat1 quam sulphur1 ut illo prorsus reficiatur1 quem amiserat2 nam haec corpora licet repetitis vicibus explorentur1 signa electrica usque et usque nova satis diuturne edunt4 ,caeterum ni ita se res haberet1 facile ostendi posset1 quod corpora frictione nullatenus evaderent electrica2 ignis enim1 qui in vitro ex4 gr4 cumulatur a manu fricante1 reflueret totus in digitos1 ubi desinit fricari4 ,quod si fit electricum1 tenendum est quod supra dicebam3 hunc ignem incipere tantum effluere4 ,sed haec iterum in medium proferre1 quae alibi fusius exposui1 cum ,tibi tentamina a me facta circa serica scriberem1 supervacaneum fortasse videbitur4 ,at nullane erit alia caussa praeter affrictum1 quae vires attractivas corporum respectu fluidi electrici vel augeat1 vel imminuat8 ,nonne plures adsunt viae1 queis motus minimarum partium excitentur8 ,ubi autem hi motus reperiantur1 ibi et mutari positiones1 et vires attractivas vel intendi vel remitti oportere1 unde et ignem electricum eas pati vicissitudines1 quas supra vidimus1 facile ex iisdem principiis deducitur4 ,porro est et alia caussa1 quae 7nisi ambas uno nomine designare malimus7 frictioni aequivalet4 ,notum est rudem quamcumque percussionem eadem omnino praestare ac affrictus4 ,innumera experimenta1 quae ad hanc rem faciunt1 non vacat recensere3 sed neque inutiliter faciam1 si hoc unum proferam4 ,laminam vitream probe siccam abs igne malleo ligneo 7charta inaurata obducto melius evenit7 percutio semel quo validius fieri potest1 id unum nempe cavens ne diffringatur3 electricitas existit aliqua in utraque superficie1 sed admodum debilis2 ea tamen repetitis ictibus adeo invalescit1 ut bracteolae metallicae ad quatuor1 et ultra pollices sitae arrigantur1 advolent etc4 interdum et penicilli conspiciantur1 et crepitus exaudiantur4 ,hoc autem maxime notatu dignum1 quod non solum pars illa vitri1 quae percussioni mallei subjecerat1 electricitatem nacta est2 sed aliae partes circumpositae1 quandoque et illae1 quae tres pollices distant a loco percussionis1 bracteolas satis sensibiliter attrahunt3 quae res cum meo principio apprime consentit2 dispositio enim particularum non solum iis in punctis immutatur1 ubi habetur percussio2 sed et in adjacentibus1 quoad nimirum succussio satis valida pertingit3 hinc virium mutatio2 hinc effectus respectu fluidi electrici1 qui hanc mutationem consequuntur4 ,mirarer ni hic instaret aliquis1 ac illud a me intelligere vellet3 num1 in solutionibus1 fluidorum mixtionibus1 effervescentiis1 conflagrationibus etc4 quae ad ,chemiam pertinent1 cum minimarum etiam particularum textus tot tantisque modis innovetur1 viresque mutuae tam insigniter mutentur1 ut nunc intensius1 nunc remissius agere1 ipso demum oculis perspiciamus1 num1 inquam1 in his chemicis operationibus ignis electricus quidquam patiatur1 quodque principiis a me positis consentaneum est1 electricitas aliqua exsurgat3 quae si revera exsurgit1 cur ergo signa nullatenus se produnt8 ,equidem mihi persuasum est in omnibus hisce motibus1 seu corporum alterationibus ignem electricum diverse affici1 ipsumque varias vicissitudines subire3 nempe confluere quo vis attractiva intensior evadit4 ,verum cum electricitatis phaenomena tunc solum habeantur1 ut supra vidimus1 cum viribus se restituentibus ignis electricus ad pristinum statum regreditur2 si iste regressus insensibili quodam modo fiat1 eo quod vires lente admodum restituantur1 patet nulla haberi posse electricitatis signa sensibilia4 ,atqui hic casus videtur esse eorum motuum1 quos chimicos dicimus4 ,hac ratione facile intelligitur1 cur1 licet intestini hi motus insigniorem inducant particularum mutationem1 proinde et virium mutuarum discrimen sane notabilius1 quam affrictus2 nihilo tamen minus hic affrictus electricitati excitandae sit multo magis idoneus4 ,etenim in vitro ex4 gr4 momento temporis1 quo vis urgens pressionis cessat1 sive contactus corporis prementis aufertur1 illico existit conatus particularum in vitro se se restituendi2 qui conatus utique est satis magnus2 proinde et effectus satis sensibiles edit4 ,contra in motibus1 qui non tam ab externa caussa1 quam a mutuarum virium actione ortum ducunt4 ,hic enim vis illa quodammodo intrinseca1 quae particularum mutationem induxit1 nequaquam illico aufertur2 sed cum usque praesens sit1 necesse est ut a vi contraria destruatur2 quod1 ut dixi1 videtur fieri non posse nisi per gradus insensibiles4 ,sed et aliae esse possunt circumstantiae1 quae electricitatem manifestari signis sensibilibus vetant1 ac in hujusmodi tentaminibus diligentiam omnem eludunt4 ,licet enim ex4 gr4 vasa rite sejungere 7isolare7 curemus1 num cavere possumus quin effluvia1 quae a corporibus ita cruciatis jugiter effunduntur1 ac saepe in tam immani copia1 ut vel in oculos incurrant1 communicationem aliquam inducant1 omnemque electricitatem1 si quae forte exsurgit1 citius disperdant8 ,aer etiam athmosphaericus1 utcumque purus2 quin et caetera corpora1 quae cohibentia dicimus1 nequaquam perfecte adeo cohibent1 ut debilem aliquem electricitatis gradum in se recipere nequeant4 ,igitur non est mirandum irrito eventu haec succedere4 ,quanquam nec illud affirmare prorsus auderem1 nulla unquam in chemicis hisce operationibus obtineri posse electricitatis signa sensibilia4 ,quae ipse hactenus institui super hac re tentamina1 pauca admodum sunt3 plura si ineam1 eaque accuratiora1 uti quidem est animus1 non utique despero rem mihi aliquando ex voto succedere posse4 ,neque vero solus ego sum1 qui hujusmodi experimentis1 utpote quae plurimum lucis afferre possint1 curam impendere decreverim2 nam et ,tu1 ,vir sollertissime1 ante aliquot annos huc animum adieceras1 ut inlelligeres quanta parte ii motus1 quos chimicos dicunt1 igne electrico efficerentur4 ,dolendum tamen est1 si quae inde detexeris1 ea nos adhuc latere4 ,illud hic postremo loco addendum censeo1 quod non parum ad rem nostram facit3 nimirum si ponatur ignem electricum his vicissitudinibus esse obnoxium ob diversam tantummodo positionem particularum corpora constituentium1 jam non incongrue ex eodem principio ,naturalis ,electricitas peti potest3 facilis nempe explicatio occurrit cur1 et unde haec ortum ducat4 ,quis enim non concipiat alterationes1 tum quae accidunt corporibus supra tellurem positis1 tum quae in athmosphaera contingunt1 sive in moleculis ipsiusmet aeris1 et corporibus etherogeneis in hoc innatantibus1 quorum omnium positiones1 textus etc4 tam saepe immutantur1 vires respectivas pariter immutare debere2 proinde ignem nunc e tellure in aerem1 ac nubes1 nunc ex his in tellurem confluere2 mox viribus se restituentibus iterum ad pristinum statum regredi etc4 quod est plane consonum systemati tuo de ,electricitate ,terrestri-,athmosphaerica8 ,porro tentamina1 quae supra proposuimus circa chemicas operationes1 eadem sunt1 quae lucem maximam et huc afferre possunt3 quo tamen nihil de iis constet1 ne ego quidem aliquid pro certo constituere ausim2 sed quae ad hanc rem protuli conjectationum loco haberi volo4 ,latum sane campum aperuimus principio attractionis1 qua ignem electricum pollere contendo4 ,at mirum quam latius adhuc patebit1 si idem principium ad vitrorum theoriam1 caeteraque huc pertinentia deducatur4 ,sancitum est igitur3 ignem1 qui in una vitri facie cumulatur tantundem ignis ex adversa facie expellere1 et vice versa ignem qui ex una facie hauritur aequalem portionem allicere ad faciem sibi oppositam4 ,hanc legem phaenomenorum1 quam in vitro primum ,franklinius statuit1 alii vero post eum in quibusdam aliis corporibus itidem locum habere invenerunt1 hanc demum proprietatem esse eorum omnium1 quae cohibentia dicimus nunc plane ostendisti1 ,vir sollerti ingenio1 summaque in experiendo dexteritate praedite4 ,iam vero haec phaenomena non solum1 si jam supponatur vis attractiva ignis electrici1 cum hac conciliari possunt2 sed ita attractionis indolem praeseferunt1 hujusque caussae effectus unice se produnt1 ut vel per hoc solum necessario illa admitti deberet1 posito etiam quod nec adessent argumenta aliunde petita1 nec indicia alibi suppeterent4 ,quare hic non conjectare tantum1 sed plenius demonstrare1 quae proferam1 sane confido4 ,sed neque hic necessarium duco ostendere nullam ex his hypothesibus1 quae hucusque excogitatae fuerunt1 explicare quomodo hoc fiat1 ut ignis in una vitri facie congestus nitatur dispellere ignem ex facie opposita1 et vice versa2 quod enim commenti sunt nonnulli de porulis vitri1 eorumque figura1 quam arbitrarium sit1 sin minus absurdum1 satis per se patet4 ,quinimo illud generaliter asserere non vereor3 neutiquam concipi posse ignem1 qui in una facie cumulatur1 ignem nativum e facie opposita vere expellere1 sive reali impulsu in hunc agere2 quandoquidem constat illum ignem excessivum nulla tenus substantiam vitri permeare4 ,ut ergo ad rem nostram deveniamus recolenda sunt ea1 quae de vi attractiva ignis electrici ab initio statui3 nimirum corpora omnia eam ignis quantitatem possidere1 quae viribus respectivis respondet1 unde habeatur naturalis saturitas4 ,saturitatem autem dixi1 non quod corpus quodcumque ulteriorem ignem absolute attrahere nequeat1 7vim enim quamdam excedentem eis tribuo3 quam quidem vim absolutam corpus in statu naturali positum ostendit1 cum aliud corpus excessive electricum attrahit72 sed quod vis haec residua in omnibus aeque pollens undique libretur1 ac proinde nullos edat effectus3 quare non absolutam saturitatem1 sed saturitatem respectivam vocabimus4 ,porro vim hanc1 qua corpora ignem electricum attrahunt1 ac ab illo attrahuntur1 ad sensibilem distantiam extra corporum superficies pertingere1 facile concedi posse ostendi4 ,his positis3 si copia ignis electrici alicui corpori superaddatur1 facile patet ignem in eo redundantem1 sive omne id quod est supra respectivam saturitatem1 transmitti debere corporibus aliis1 cum quibus communicat1 ut nempe virium stet aequilibrium4 ,id ita evenire in corporibus omnibus deferentibus jam constat3 at nec diversa est ratio in coercentibus1 si illud solum attendatur et haec corpora eam ignis dimittere copiam1 quae est supra naturalem saturitatem4 ,una est differentia1 quod in illis1 nec ulla pars superveniente igne prae caeteris redundans1 nec ulla egrediente deficiens est effecta2 sed omnes aeque imbutae reperiuntur1 eo quod ignis liberrime excurrens sese aequaliter distribuere potuerit2 in his vero1 quae nullatenus permeat 7exemplum sit in lamina vitrea71 ignis superveniens soli illi superficiei ,a1 quae catenae objicitur debet inhaerere1 ibique consistere2 portio vero ignis1 quae propter hunc novum adventum dimitti prorsus debet1 ne videlicet lamina vitrea plus possideat1 quam vires omnes hujus corporis simul sumptae exigunt ad habendam naturalem saturitatem1 portio haec1 inquam1 ignis nonnisi a superficie opposita ,b discedere potest1 hujusque superficiei1 ut ita dicam1 impensis unice suppeditari4 ,inde fit ut illa vitri facies ,a inveniatur redundans1 haec ,b deficiens4 ,porro analogum evenire in vitro dum facies ,a machinae objecta spoliatur3 nimirum tantundem ignis appeti a facie ,b ut habeatur illa saturitas3 itemque excessum ignis adventitii1 quod intimam vitri massam pervadere nequeat1 soli huic superficiei ,b limitari1 ut et defectum respondentem soli alteri ,a1 facile est pervidere4 ,at dicent aliqui1 si unaquaeque superficies vitri portione ignis instruitur1 quae suis viribus respondet1 quid faciei ,b intererit1 si copia ignis quae pertinet ad oppositam superficiem ,a vel augeatur1 vel minuatur8 ,quaecumque huic acciderint1 nonne illa in eodem statu manere perget1 contenta respectivam portionem fluidi possidere8 ,num ex mutatione1 quae inducitur superficiei ,a1 vires in ,b mutari possunt8 ,porro mutantur3 quis enim illud generaliter non intelligat1 cum ignis in vitro adventu novi accumulatur1 totam hanc copiam ignis sic auctam minus attrahi debere a summa virium1 quae ex omnibus particulis vitri simul sumptis exsurgit1 sive quod eodem redit1 easdem vires1 quae datam tantum portionem ignis naturaliter postulant1 copiae huic excedenti retinendae minus sufficere2 contra dum in eodem vitro pars nativi ignis exhauritur1 imminuta naturali copia1 vires1 quae e particulis vitri simul sumptis resultant1 praepollere1 ac pares esse novo igni sibi comparando8 ,quod autem dicebatur1 unamquamque superficiem ea portione ignis contentam esse debere1 quae sibi naturaliter competit1 quidquid aliunde superficiei adversae contingat3 id quam ineptum3 ,enimvero quaeque superficies non est consideranda ac si esset solitaria1 nihilque commune habens cum superficie opposita3 idest ac si una ab altera independenter ageret4 ,nam haec independentia pro viribus attractivis esse nequit1 ubi vires hae particularum quarumcumque ad majorem se extendant distantiam1 quam esse possit crassities illius corporis1 sive spatium1 quod inter oppositas superficies intercedit4 ,quare crassities laminae vitreae exigua propemodum respectu distantiae1 ad quam vis ea pertingit1 qua ignis electricus1 ac particulae hujus corporis se mutuo attrahunt1 obstare nequit1 quominus superficies una influat in alteram1 ac mutatio virium illius1 mutationem pariter in hanc determinet4 ,iterum igitur consideremus vitrum1 dum in unam ejus faciem ,a1 quae catenae objicitur1 novus usque ignis congeritur3 vis attractiva1 quae unice impendebatur in ignem nativum1 debet necessario ad hunc quoque novum converti2 ac proinde remissior erga illum evadere4 ,at non solum vis attractiva debilitatur in superficie vitri ,a1 quam ignis hic superveniens immediate contingit2 sed et in superficie opposita ,b3 nam cum hocce fluidum superadditum non multum distet a particulis hanc superficiem ,b componentibus1 ac intra harum sphaeram activitatis reperiatur1 debent et hae pro sua quaeque vi1 ac pro distantia in illum agere2 consequenter qua parte alibi insumuntur1 eo remissiores evadere1 atque impares fieri igni nativo1 quem antea sibi firmiter inhaerentem complectebantur1 adhuc retinendo4 ,en quomodo superventu novi ignis in ,a1 minuatur attractio in ,b erga ignem nativum2 quem iccirco corporibus deferentibus impertitur2 siquidem haec corpora viribus adhuc integris ignem hunc magis ad se attrahunt4 ,contrarii exempli eadem est ratio4 ,dum a superficie ,a ignis extrahitur1 vires particularum in vitro1 quae jejunae1 ut ita dicam1 evaserunt1 novum ignem jam plane expostulant1 quo saturentur3 hunc autem ignem appetunt non solum particulae superficiei ,a1 quae vere est exhausta1 verum etiam particulae superficiei ,b2 nam et ipsae in novo hoc statu non amplius ea portione ignis contentae esse possunt1 qua antea contentae fuerant1 tunc scilicet cum partem virium suarum impenderent in eum etiam ignem1 qui residebat in superficie ,a4 ,haec nisi clare pateant1 vereor ne quidquam sit ex iis1 quae mihi certo constant1 quod et aliis constare unquam possit3 uti nec illud3 quod non solum vitrum1 sed corpora omnia coercentia iisdem legibus subjiciuntur1 dum fiunt electrica1 necessario consequi ex meis principiis3 item consectarium esse1 quod vitrum1 aliaque corpora1 caeteris paribus1 aptiora sint huic experientiae1 quo minorem habent crassitiem2 quo enim proximior est superficies ,b superficiei ,a1 vires particularum hujus1 intensius agunt in ignem illi pertinentem4 ,initio cum hanc vitrorum theoriam excogitassem1 quam supra exposui1 non tantum in eam inquirere1 quam 7ut et mihi1 et aliis si qui erant harum rerum curiosi1 plausibilior evaderet7 ipsam exemplo illustrare curabam1 quod quidem satis luculentum in ,magnete inveni4 ,suspendebam lapidi pondus ferri1 ultra quod sustinere nequiret3 si dein aliud ferrum eidem lapidi satis prope admovebatur1 primum illud decidebat4 ,quare hoc8 ,nisi quia vires magnetis1 quae primo ponderi sustentando pares erant1 dum in id unum intenderent1 nunc cum et in hoc alterum impendantur1 illud partim deserunt4 ,placuit igitur imitari quodammodo ea1 quae in vitro accidere vidimus4 ,sumebam tenuem laminam ex chalybe1 quae magnetica vi probe esset imbuta1 observabamque ut supra1 vim1 qua ima ejus facies pondus satis magnum elevabat1 multa ex parte concidere1 prout alteri faciei superiori aliud ferrum applicabam4 ,iam si utramque faciem laminae chalybeae tot frustulis ferri onerabam1 quot utrinque sustinendis par esset2 tum perjucundum mihi erat observare1 nova aliqua ferri massa faciei ,a superaddita1 frustula aliquot1 quae haerebant faciei ,b1 sibi relicta decidere2 contra demptis aliquibus frustulis ex eadem facie ,a1 faciem ,b vim novam acquirere attrahendi3 uti revera nova frustala ferri1 si quae objicerentur1 ad se rapiebat4 ,iterum jucundius hoc idem experimentum accidebat1 utpote quod veluti oculis subjiceret1 quae in vitro respectu fluidi electrici obtinent1 si lamina chalybea non massis rudibus ferri1 sed scobe ferrea utrinque induebatur1 quanta scilicet opus esset1 ut saturaretur2 tum si cumulum scobis ferreae minuebam in facie ,a1 illico cumulus in facie ,b augmentum inhiabat3 nimirum ubi huic nova scobs admoveretur1 hanc ad fe trahebat2 et vice versa1 si cumulo in ,a superaddebam1 attenuabatur cumulus scobis in ,b1 diffluebatque3 quae omnia prorsus analoga esse his1 quae fluido electrico vitro inhaerenti obveniunt1 quis non videat8 ,porro illa in magnete1 attractionis vi erga ferrum contingere1 non est dubitandum2 quidni igitur et haec phaenomena in vitro e simili caussa1 vi nempe attractiva hujus corporis erga ignem electricum1 orientur#ae8 ,at undenam existit explosio8 ,qui fit1 ut ignis in una vitri facie congestus1 tanta vi in faciem deficientem irrumpat8 ,videtur enim si illa constent1 quae de vi attractiva1 ac de naturali saturitate constituta sunt1 nullam esse rationem tam repentini hujus effluxus2 nam cum excessui in una superficie respondeat defectus in altera1 adhuc vitrum ea fluidi quantitate donatur1 quae viribus simul sumptis competit1 seu quae ad habendam saturitatem requiritur3 quid autem interest utrum hoc1 an illo modo haec saturitas obtineat8 ,verum ut concedamus 7quod tamen neque absolute concedi potest7 vires attractivas minime exigere1 ut ignis in una vitri facie cumulatus irruat ea vi versus aliam faciem1 unde aequalis portio hausta fuit2 hoc tamen elasticitas hujus fluidi omnino expostulat3 quam elasticitatem1 vim nempe qua ignis electricus aequalem ubique densitatem servare inhiat1 ego semper agnovi1 cujusque1 licet illud hoc in loco mihi unice proposuerim1 ut quaererem quaenam ea sint1 quae vis attractiva parit in phaenomenis electricis1 minime tamen sum oblitus4 ,sed de modo1 quo explosio contingit1 deque iis1 quae inde consequuntur1 infra dicendum erit1 cum de ,electricitate ,vindice agetur4 ,ex his1 quae hucusque sunt tradita1 illud manifesto eruitur1 quod supra tantum innui3 nimirum haec omnia venire in corporibus cohibentibus1 minime vero in traducentibus1 quod in his1 ex4 gr4 in lamina metallica1 ignis1 qui in unam superficiem a catena injicitur1 nequaquam illic consistit1 ut in superficie laminae vitreae contingit1 sed intimam illius massam pervadens aequaliter ubique se distribuit4 ,quod si casus habeatur1 in quo huic corpori accessio fiat aliqua ignis1 quin in hoc corpus vere ineat1 inque sinum recipiatur 7qui casus habetur1 ubi lamina metallica ,b catena ,a ad quamdam distantiam admovetur71 tunc idem plane intercedere debere inter duo haec corpora1 laminam1 et catenam1 quod inter unam et alteram vitri faciem intercedit1 prorsus contendo4 ,ignis enim redundans in catena1 quamvis ob interpositum aerem non intret in corpus ,b1 huic tamen censendus est quodammodo pertinere1 ob exiguam distantiam1 ultra quam vires attractivae se extendunt4 ,nos autem hunc ignem1 qui non intrat in corpus ,b1 sed satis accedit1 ut viribus attractivis in illud agere possit1 expedito vocabulo applicari dicemus4 ,iam vero ignis extraneus1 qui corpori cuicumque applicatur1 minuere attractionem totalem particularum hujus corporis erga ignem nativum1 ostensum est2 quare ex eodem principio debet lamina ,b amittere ex proprio1 fierique electrica per defectum4 ,hos autem sic accidere compertum habemus2 ac experimenta ea omnia1 quae in memorata dissertatione de ,atmosphaera ,electrica protulisti1 huc redeunt4 ,lubet hic praecipua singillatim persequi1 quo clarius innotescat ea e meo principio sponte fluere4 ,igitur si corpus ,b sejunctum1 ac nullatenus electricum admoveo catenae ,a1 sistens illud ad quamdam ab hac distantiam2 cum digitum admoveo ipsi ,b1 ignis ex hoc effunditur in digitum1 quod ignis redundans catenae1 quique circa ipsam efformat athmosphaeram electricam1 applicatur corpori ,b3 hoc itaque auctu remissior evadit summa virium ipsius corporis ,b erga ignem nativum2 qui iccirco a digito integram vim habente attrahitur4 ,fac nunc removeam corpus ,b a corpore ,a3 mirum non est1 si jam ab eodem digito admoto1 vel a quocumque corpore ignem ad se alliciat2 imo evidens est ipsum reperiri debere in naturali defectu1 eo quod ex una parte ignem suum amiserit1 ex altera jam nunc destituatur igne redundante catenae ,a4 ,sive planius3 cum corpus ,b stabat prope catenam ,a1 etsi partem ignis nativi effudisset in digitum1 tamen cum excessus catenae illi applicatus componeretur cum naturali defectu1 ignis summae virium corporis ,b adhuc respondebat1 idest obtinebat saturitas2 quae saturitas non amplius obtinet1 remoto excessu catenae2 unde naturalis indigentia in corpore ,b1 quod minime compensetur1 jam omnino necesse est ut se prodat4 ,postquam vero attrectatione corporis ,b ita a catena remoti1 pars ignis in illud immissa est1 quae deficiebat1 si iterum admoveatur catenae1 facile est pervidere1 quod iterum superabundabit2 dempto hoc excessu1 si denuo removeatur1 iterum naturalem defectum ostendet2 et sic deinceps4 ,porro et illud manifestum est1 eadem obtingere debere1 si loco removendi corpus ,b a catena1 ipsam hanc sustulero1 vel dempsero omnem electricitatem2 quippe quod nihil aliud requiritur ad hoc1 ut corpus ,b signa prodat indigentiae1 nisi ut deseratur ab igne redundante catenae1 qui illi applicabatur4 ,at quomodo concipi potest ignem1 qui a catena effluit1 atque electricam athmosphaeram efformat1 applicari corpori ,b1 quin in illud vere ineat2 maxime cum mutua sit particularum hujus corporis cum igne attractio8 ,iam dixi aerem interpositum hoc fluidum coercere3 nam licet et ipse aer igne hoc redundante catenae ad aliquod spatium imbui non prorsus renuat2 liberum tamen motum summopere impedit1 nec sinit fluere quo vellet3 videmus enim aerem et aegre accipere1 et quem accepit non minori difficultate dimittere4 ,en igitur quam ego voco applicationem ignis catenae corpori ,b3 cum nempe corpus istud satis catenae accedit1 vel in ejus athmosphaera mergitur1 ut ignis redundans ipsius catenae possit in illud vi attractiva agere2 satis vero non accedit1 ut maxima pars hujus ignis possit stratum aeris perrumpere1 ac liberam sibi viam sternendo in ipsum corpus ,b ingredi3 nam nec hic ego attendo1 si exigua ignis pars ingrediatur1 pars nimirum1 quae ab ipso aere athmosphaeram electricam efformante1 lente in illud deponi potest4 ,caeterum1 quid pluribus opus est1 ut demonstremus potiorem partem ignis redundantis in catena1 nequaquam transmeare in corpus ,b aliquanto dissitum8 ,nonne ex hoc satis patet1 quod1 licet hoc corpus ,b ita dissitum communicet cum solo1 tota ferme electricitas manet in catena1 atque diu vigere pergit2 quae quidem illico evanesceret1 si continuo ignis redundans in corpus ,b transfunderetur8 ,nonne demum tunc solum ignem sibi viam aperire videmus1 cum corpus ,b valde fit proximius catenae1 atque ita ut se ferme contingant8 ,tunc enim scintillae existunt vividissimae1 manifesta effusionis indicia1 atque si hoc corpus ,b communicet cura solo1 electricitas illico in catena evanescit4 ,iam ergo illud ,i4 constat3 corpus ,b ad aliquam a catena distantiam situm1 ignem suum amittere1 non quod ignem redundantem catenae excipiat in sinu suo1 ac veluti imbibat2 sed quod hic excessus ipsi corpori ,b tantummodo praesens sit1 eique applicetur3 quo nomine applicationis mutuam virium actionem me intelligere1 jam non semel dixi4 ,,ii4 et hanc esse caussam1 cur idem corpus ,b1 cum primum removetur a catena1 portionem ignis amissae aequalem repetat3 quia nempe destituitur hoc igne redundante in catena1 quem secum una abducere nequivit1 sed ipsi catenae inhaerentem1 ac ab aere quodammodo alligatum relinquere oportuit4 ,quod ad hoc secundum spectat1 nulli erit dubitationi locus1 si demonstretur1 hoc idem corpus ,b nullum1 postquam semotum est a catena1 ostendere defectum1 quando eidem catenae ita fuit proximum1 ut nihil impedimento esset1 quominus ignis redundans in illud transire posset1 atque ad intima pervadere3 in hoc enim casu1 cum quantum ignis effudit1 tantundem aliunde hauserit1 et hunc in sinu suo receptum1 in quemcumque demum locum transferatur1 servet1 perinde est ac si nihil amiserit4 ,dico corpus ,b catenae admotum usque ad contactum1 cum inde abstrahitur1 nullum praeseferre defectum1 sed in statu naturali reperiri1 utut idem corpus apte attrectando1 tunc cum catenae esset contiguum1 ignem ex illo hauserimus4 ,hoc ita intelligendum volo3 nam si corpus ,b1 quo tempore catenam contingebat1 nullatenus fuerit attrectatum1 in hoc casu1 non solum post divulsionem non erit deficiens1 sed insuper1 ut omnibus jamdiu constat1 electricum excessu deprehendetur1 eo quod portionem satis notabilem ignis redundantis catenae dumtaxat receperit1 quin aliquid de suo amiserit4 ,quid vero ubi idem corpus ,b nec catenam probe contingit1 nec ipsum satis apte attrectatur8 ,scilicet conjicere dabitur ex majori vel minori a catena distantia1 a perfectiori vel imperfectiori attrectatione1 quae et qualia se prodent electricitatis signa3 clare enim liquet1 quod si corpus ,b ita proximum fuit1 ut adhuc plus a catena acceperit1 quam in digitum aliquanto remotiorem effuderit1 electricitatem pro hac differentia excessivam ostendet2 contra si facilior extiterit trajectio ignis ex corpore ,b in digitum proximius admotum1 quam ex catena paullo remotiore in corpus ,b1 pro hac differentia electricitas defectiva in ipsomet ,b apparebit4 ,rem autem ita se habere experientia testis est4 ,ex his pronum est colligere1 cur1 etsi duo haec corpora1 nimirum catena1 et corpus ,b1 eodem modo prorsus respective se habeant1 ac se habet facies ,a laminae vitreae ad faciem alteram ,b1 tamen illorum ope nequeat explosio ita valida obtineri1 ut in hac lamina vitrea habetur4 ,etenim lamina vitrea hoc habet commodi1 ut nullum prorsus admittat e superficie ,a ad superficiem ,b ignis transitum1 siquidem vel illa exigua vitri crassities omnem aditum intercludit2 eodem autem tempore minima inter unam et alteram superficiem distantia existat1 quo fit1 ut vires superficiei ,a se extendant ad ,b1 et invicem quam intense agant4 ,contrarium evenit in corpore ,b3 nam si exiguo tractu distet a catena1 non potest in hac ignis valde cumulari1 quin in illud etiam magna pars hujus ignis ineat1 superata nempe interpositi aeris resistentia4 ,debet ergo non ita prope accedere3 tunc vero quo magis distat1 eo minor est actio1 quam ignis in catena redundans exerit in ipsum corpus ,b2 ac proinde minorem ex hoc ignis nativi copiam disjicit4 ,caeterum et haec explosio catenae cum corpore ,b1 nihil1 ut innui1 quoad substantiam differt ab explosione duarum facierum vitri3 vi tantum differt1 idest eorumdem prorsus effectuum magnitudine3 quae differentia non facit1 ut alterius generis sit censenda4 ,re enim vera quid in explosione vitri accidit1 quod et hic contingere non videamus8 ,dum vitrum exploro admotis digito manus dexterae superiori faciei ,a redundanti1 ac digito laevae imae faciei ,b deficienti1 scintilla ex ,a init in digitum dexterae sibi admotum1 eodemque tempore e digito laevae similis scintilla exsilit in objectam faciem ,b4 ,idem prorsus evenit1 dum digito laevae proxime respiciente corpus ,b ad debitam a catena distantiam situm1 tum digito dexterae tento ipsam catenam3 dum enim ex hac prodit scintilla digitum pervadens1 alia scintilla et digito laevae init in corpus ,b4 ,quod si non ita valide quatior1 ut in explosione vitri probe electrici2 at et digiti mihi punguntur1 et sensus quandoque ultra manum ad brachium producitur1 quae est sane aliqualis commotio4 ,uno verbo eam persentisco commotionem1 quam tempestate minus sicca1 e vitro parum electrico obtinere datum est4 ,insuper illud in vitro observatur3 ignem redundantem in una facie irruere in aliam faciem deficientem tramite brevissimo2 quo fit1 ut in allato exemplo1 etiamsi ima vitri facies communicet cum solo1 tamen ignis in hanc faciem deficientem non ex solo ineat1 sed potius ex digito laevae illi quamproxime admoto4 ,rursus et in altero experimento corporis ,b catenae admoti1 eadem obtinet lex3 nam si dextera exploro catenam1 interim digito laevae ipsi corpori ,b quamproxime admoto1 quamvis hoc communicet cum solo1 nihilo tamen minus ignis electricus ex digito init in hoc corpus ,b3 uti ego quidem pluries sum expertus4 ,iam ,tu perspicies1 ,vir ,clarissime1 nequaquam opus esse1 ut exempla contrariae electricitatis in medium proferam4 ,ex quo enim consideravimus quid in corpore ,b eveniat1 dum vicissim admovetur1 ac removetur a catena1 sive a quocumque corpore electrico per excessum1 facile hinc conjicere licet1 quid eidem corpori ,b contingere debeat1 dum admovetur machinae1 sive corpori cuilibet defectu electrico4 ,nempe liquet1 quod sicuti ignis electricus ad corpus ,b pertinens1 dum illi insuper ignis redundans in catena applicaretur1 licet non intraret1 toto illo excessu augebatur1 unde ipsum corpus ,b ignem proprium1 ne quid ultra saturitatem haberetur1 effundebat1 mox expetendum1 cum nempe excessu illo catenae destitueretur2 ita hic idem ignis1 qui naturaliter competit corpori ,b1 eo quod tendat versus machinam deficientem1 sive illi applicetur1 etiam sine vero transitu1 toto illo defectu machinae minuetur3 quare ut instauretur1 habeaturque saturitas1 corpus ,b extraneum ignem ad se alliciet1 mox iterum dimittendum1 statim ac nempe defectu machinae laborare desinat4 ,cum igitur ex uno aliud itidem facili deductione inferatur1 mihi quidem vitio non est vertendum1 si1 ut brevitati consulam1 saepius etiam in progressu exempla tantum desumere ab electricitate excessiva1 satis duxero4 ,sed redeamus1 unde paullo discessimus4 ,dixi corpus ,b non ita proxime admovendum esse catenae1 ad hoc ut habeantur signa contrariae electricitatis tunc cum removetur2 sed ad mediocrem distantiam ab illa sistendum3 aliter enim efficeretur1 ut vel tota1 vel maxima pars ignis redundantis1 ex hac in illud libere ingrediens1 repararet defectum1 qui in corpore ,b existere debuisset4 ,hoc quidem evidentissima ratione demonstrasse mihi videor4 ,objici tamen posset4 ,i4 nec illud generaliter verum esse3 corpus ,b1 si proximius steterit corpori cuicumque electrico1 ut etiam illud contigerit1 nequaquam adipisci contrariam electricitatem1 quam esset adeptus1 si in majori distantia constitisset2 compertum est enim corpus ,b admotum vitro1 sulphuri1 tibiali serico1 vel alio hujus generis corpori1 quod frictione evaserit electricum1 admotum1 inquam1 usque ad contactum1 si digito prius exploretur1 tum removeatur1 ab hac divulsione contrariae electricitatis signa prodere satis sensibilia4 ,,ii4 ,experimenta esse1 quae demonstrant ignem redundantem corporis electrici nullatenus ingredi corpus aliud1 licet et hoc et illud ex genere sint deferentium1 et quidem se contingant4 ,hujusmodi est experimentum sane pulcherrimum1 quod ,tu capiebas1 et ipse saepius iteravi eodem plane successu4 ,si in cilindrum metallicum1 vacuum1 satis altum1 diametri etiam plurium pollicum1 ima parte clausum1 rite sejunctum1 ac electricum a catena 7puteum electricum dicis7 demittatur globulus lamina metallica obductus1 stamini serico appensus1 ita ut fundum putei contingat1 dein caute eodem stamine serico extrahatur1 nulla1 vel exigua propemodum electricitate imbutum invenimus1 signa ab illo frustra desiderantur2 quae tamen satis sensibilia ederet1 si pars ignis in puteo redundantis ad illum globulum fuisset transmissa1 dum hujus fundum tangeret4 ,postremae huic difficultati ut occurram1 ajo primum3 ex eo quod in aliquo casu1 in quo circumstantiae valde mutatae apparent1 ignis redundans in corpore deferente nequaquam ineat in aliud corpus similiter deferens 7uti videlicet contingit in experimento mox allato71 perperam infertur1 neque permeare debere in aliis casibus numero longe pluribus1 ubi hic contactus habetur3 ut cum catenae1 vel etiam exteriori ejusdem putei faciei ipsum hunc globulum objicio4 ,quamobrem ut meum constet principium1 satis superque habeo1 si in experimentis omnibus supra allatis1 in quibus corpus ,b admotum primo catenae ad debitam distantiam1 atque attrectatum1 contrariam electricitatem nanciscebatur1 dum postea removeretur2 tunc vero haec contraria electricitas non obtinebat1 cum idem corpus ,b nimis proxime admotum fuerat1 ac usque ad contactum1 satis1 inquam1 pro re mea habeo1 si in iis omnibus casibus constet1 corpus ,b attactu catenae1 ignem ex ea redundantem revera haurire debuisse1 atque in se recipere4 ,caeterum singularis hujusce experimenti putei electrici1 in promptu ratio est3 nempe caussa assignari potest1 et ea quidem e meis principiis petita1 cur globulus in puteum satis alte demissus ignem redundantem non exceperit4 ,concipiamus hunc globulum in cavitate putei demersum1 undique athmosphaera electrica1 sive igne redundante ipsiusmet putei circumvestiri3 hoc autem est1 quod dico applicationem ignis4 ,iam vero ostensum est1 toto hoc excessu augeri debere summam ignis proprii1 sive portionem1 quae illi globulo in statu naturali competit3 ne quid nempe supra vel infra saturitatem habeatur4 ,quare hic globulus media hac applicatione ignis redundantis1 se habebit ut corpus vere electricum excessu1 imo aeque electricum ac puteus ipse4 ,id si ita est3 quemadmodum nulla est ratio1 cur ignis transfluat e corpore redundante in aliud similiter redundans2 ita neque ulla erit1 cur ex interna putei facie ignis ineat in globulum1 qui sola illa applicatione jam aeque redundans evasit4 ,si quis iterum instaret1 cur haec ita se habeant in casu tantum1 quod globulus a corpore electrico undique cingatur1 minime vero cum hic idem globulus uni catenae lateri quamproxime admovetur1 vel extimae faciei ejusdem putei2 patet enim et hic globulum excessu illo1 qui est in corpore electrico1 si vera constent quae tradidi1 augeri debere2 unde pariter non est1 cur ignis redundans ex illo corpore in hunc globulum ineat1 responderem valde absimilem esse rationem4 ,etenim concipiamus globulum1 cum primo accedit ad catenam1 hujus excessu sibi tantum applicato1 aeque1 ac illa est1 evadere electricum4 ,hoc probe3 sed quid inde8 ,iam liquet1 quod res eodem loco diutius non consistet3 ignis enim nativus1 qui in globulo novo hoc accessu redundans evasit1 qua via pateat effundetur1 nempe vel in corpora deferentia1 si haec adsint1 sin minus in aerem etiam non redundantem se explicabit1 quoad hic patitur3 qui propterea ignis nativus dum effunditur1 id efficit1 ut globulus nequaquam in eadem cum catena electricitate manere pergat2 adeoque locus fit igni e catena provenienti1 ut in intima illius globuli viscera succedat4 ,contra in memorato exemplo putei1 globulus in illo satis alte demersus1 usqueadeo aequilibratur cum puteo1 idest aeque ac puteus pergit esse electricus excessu1 eo quod ignis proprius globuli nequeat se ullatenus explicare in aerem jam aeque redundantem1 quo in interna putei cavitate circumvestitur2 ac proinde neque loco cedere1 ut in ipsum globulum ignis putei introducatur4 ,porro ignis nativus e globulo se se explicabit1 statim ac corpus aliquod deferens propeipsum demittatur1 vel statim ac aperto jam puteo#af1 ad aerem non redundantem1 ac liberum aditus pateat2 ac tunc quo de suo effundet1 eo vicissim ex igne redundante putei intus excipiet4 ,cum ergo dubium non sit1 ignem redundantem corporis excessu electrici intromitti in corpus ,b quodcumque1 si hoc illi quamproxime admoveatur1 vel contingat1 dummodo nihil obstet1 quominus hoc idem corpus ,b capax sit novum hunc ignem intra se recipiendi1 recte illud assumebam3 hunc ignis transitum in caussa esse1 cur corpus ,b1 statim ac a catenae contactu removetur1 signa electricitatis defectivae nequaquam edat2 quae porro ederet1 si antea non ad contactum usque fuisset admotum1 sed ad debitam a catena distantiam constitisset1 quae scilicet huic transfusioni impedimento esse potuisset4 ,haec autem patet intelligi debere tantummodo de corporibus deferentibus1 in quibus ignis electricus liberrime excurrens1 ullo nec impedimento coercitus1 nec mora retardatus1 ex uno in aliud corpus illico traduci potest3 scilicet intelligi debere1 cum corpus ,b catenam1 vel corpus quodcumque deferens ac electricum contingit2 non vero cum idem corpus ,b contingit corpora coercentia1 ut vitrum1 sulphur1 et id genus alia1 quae si electrica sint excessu1 ignem redundantem non illico deponunt1 neque itidem1 si contraria electricitate polleant1 ignem alienum1 quo defectus instauretur1 ictu oculi admittunt2 sed aegre et paullatim hoc praestant1 adeout nonnisi post multum tempus integre se restituant3 quod alibi nec semel dictum est2 hic autem iterum innuere libet1 ut pateat quam vim habeat illud1 quod primo loco objiciebatur2 nempe corpus ,b1 etsi quam proxime admoveatur vitro1 sulphuri1 serico1 quae frictione1 vel aliter sint electrica1 licet etiam ad contactum deveniat1 tumque exploretur2 nihilo tamen minus contrariae electricitatis signa edere satis sensibilia1 statim ac ab hoc contactu removetur4 ,enim vero quis non videat experimentum hujusmodi roborandae meae theoriae1 atque ampliandae esse aptius1 quam infirmandae8 ,expendamus haec paullo diligentius4 ,cum corpus ,b vitrum electricum tangit1 totus quidem ignis redundans vitri1 eidem corpori ,b superadditus1 tantundem ignis nativi ex hoc discedere cogit1 ne quid supra saturitatem habeatur2 veruntamen hic ignis excessivus vitri non init totus in dictum corpus ,b1 sed aliqua ex parte tantum3 pars reliqua1 quae quidem est notabilis1 illi dumtaxat applicatur1 eo quod vitro veluti irretita1 nequeat se tam cito extricare4 ,atqui et haec pars solummodo applicata1 ut toties observatum1 tantundem ignis proprii disjicit e corpore ,b4 ,nonne igitur evidens est1 hoc idem corpus naturalem defectum persentire debere1 statim ac avulsum a vitro1 hac parte ignis redundantis destituitur1 quae ipsi vitro adhuc pergit inhaerere8 ,uno verbo3 quod accidere vidimus duobus corporibus deferentibus1 quorum unum est electricum1 alterum non ita1 si ita accedant1 ut spatium aliquod adhuc intercedat1 id ipsum evenit duobus corporibus1 deferenti uno neque electrico1 alteri coercenti et electrico1 ubi etiam ad contactum usque accedant4 ,sicuti enim respectu illorum interpositus aer impedimento est1 ne ignis ex uno in aliud protinus effundatur2 ita horum respectu1 licet duo haec corpora se mutuo contingant1 adhuc tamen ignis redundans alterius vere impeditur ex ipsa coercentium natura1 hoc est ex ipso difficili motu1 quem ignis electricus obtinet in corporibus hujus generis4 ,hujus autem motus impediti ignis electrici in corporibus coercentibus1 sive naturaliter residentis1 sive vi intrusi1 credo equidem1 post ea quae superius sunt observata1 a nemine argumenta desiderari4 ,quod si quis adhuc instaret1 ac a me convinci peteret1 satis illi haberem experimento hoc ipso1 quod nobis ante oculos versatur1 cuique analysi aliqua persequendo curam impedimus1 comprobare1 rem ita se habere4 ,etenim si laminae vitreae probe electricae lamella metallica applicetur1 eique apte jungatur2 haec autem lamella attrectetur ad tempus1 quo nempe libera sternatur via igni in vitro redundanti se se explicandi quantum potest2 nihilominus ut haec lamella metallica a contactu avellitur1 portionem satis notabilem ignis redundantis adhuc vitro inhaerentem reperimus1 unde signa electrica in illo reviviscere videre est4 ,iam vero haec signorum reviviscentia1 eadem illa est1 quam tibi1 ,vir ,cl41 ,vindicem ,electricitatem appellare placuit1 ad quam jam vides1 quomodo mea principia veluti manu me deduxerint4 ,haec itaque quamvis ab experimentis hucusque recensitis1 legibusque phaenomenorum1 quae constanter obtinere vidimus1 nihil prorsus differat2 tamen cum novorum illorum tentaminum sit veluti basis1 quae admirationem maximam postremis hisce temporibus visa sunt ingerere3 cum ,tu hanc provinciam impense excolueris1 idque feliciter admodum1 nec sine magno fructu praestiteris1 ut omnia phaenomena hujusmodi ad unam classem redigeres1 quantumvis longe dissita viderentur1 haec1 inquam1 ,electricitas ,vindex aliquanto fusius pertractari meretur4 ,porro allatum exemplum1 in quo electricitatem vindicem obtinere vidimus1 probe expensum1 ad ulteriora nos deducet1 ubi iidem prorsus sunt effectus1 licet magnitudine longe distent4 ,iterum igitur sumamus laminam vitream#ag frictione electricam1 eique applicemus bracteolam metallicam sic1 ut se mutuo osculentur2 tum exploremus hanc bracteolam3 ignem hauriemus3 consummata attrectatione1 signa conticescent2 bracteola arcte vitro adhaerebit4 ,iam ne censeas electricitatem omnem periisse in vitro1 hoc est ignem redundantem penitus ab illo exhaustum2 nequit enim vitrum conceptum ignem tam brevi tempore effudisse4 ,retinet ergo adhuc portionem1 et quidem satis notabilem4 ,at si ita est1 cur ergo nulla hujus excessus signa apparent8 ,unde est quod aequilibrium obtinere videtur8 ,scilicet hic excessus absolutus vitro inhaerens1 cum lamellae metallicae applicaretur1 tantundem ignis nativi ex hac disjecit 7et quid aliud esse potuerunt tot scintillae1 quae haustae fuerunt ab ipsa bracteola dum tentaretur1 siquidem ignis ipse in vitro redundans tam cito1 tamque alacriter effluere nequaquam potest874 ,fit inde1 ut hoc excessu absoluto vitri1 cum absoluto defectu lamellae se componente1 adhuc aequilibrium obtineat1 idest in iis duobus corporibus una junctis1 habeatur quantitas ignis1 quae respondet summae eorum virium4 ,signa ergo electricitatis haberi non possunt4 ,porro et esse1 et diutius perseverare in vitro excessum absolutum1 in lamella vero defectum1 vel illud evincit1 quod haec corpora satis valide1 ac constanter invicem adhaerent3 vidimus enim hanc esse proprietatem corporum diversimode electricorum1 ut mutuo se petant4 ,quod si1 uti nulla exterius edunt signa1 sic itidem nullam haberent absolutam electricitatem1 sed tam vitrum1 quam lamella1 ea donarentur ignis portione1 quae cuique in statu naturali competit1 undenam haec mutua adhaesio8 ,sed jam divellamus a lamina vitrea hanc bracteolam metallicam 7hanc vero staminibus sericis divellamus1 ne quam habet electricitatem amittat73 num difficile erit pervidere quid inde accidere debeat8 ,utraque manifestabit electricitatem suam absolutam1 nempe vitrum excessum1 bracteola metallica defectum3 signa1 inquam1 se prodent excessus in vitro1 quod hic excessus non amplius componatur cum aequali defectu lamellae metallicae2 itidemque signa defectus dabit haec lamina1 quod jam non amplius componatur cum excessu vitri4 ,iam postquam attrectando hanc laminam metallicam a vitro divulsam1 ignem in illam immisimus1 qui deficiebat1 si iterum eam applicemus eidem vitro1 iterum excessu hujus sibi applicato1 tantundem ignis nativi effundet1 ubi digito exploretur2 post hoc1 obtento aequilibrio1 signa conticescent4 ,rursus divellatur1 rursus haec amissum ignem exposcet2 et sic deinceps usque adeo1 donec ignis redundans vitri1 qui effluere non cessat1 utut aegre et paullatim1 penitus evanuerit2 quod quandoque ad horas1 si omnia sint siccissima1 produci potest4 ,iam vero1 si quis volens effecta denotare1 nempe alternam hanc signorum reviviscentiam1 quam in allato exemplo observavimus1 dicat3 faciem vitri1 post aptam attrectationem lamellae metallicae sibi adhaerentis1 illico a divulsione hujus indusii1 seu dum denudatur vindicare sibi electricitatem1 quam habuit ante attrectationem1 non ego quidem repugnabo1 dummodo conveniamus haec signa electrica reviviscere1 non quod per denudationem electricitas absoluta vitri1 ut ita dicam1 de novo cudatur1 hoc est ignis excessivus in illud denuo inmittatur2 sed quod incipiat nunc solum apparere1 seu signa edere1 ille idem ignis redundans1 qui antea cum aequali defectu laminae sibi proxime adhaerentis compositus1 nullatenus se prodebat4 ,quo sensu illud vindicare electricitatem optime usurpatum accipio4 ,his electricitatum vicissitudinibus1 quas uni tantum faciei vitri accidere vidimus1 illas quoque congruere1 quae duabus faciebus unius vitri1 vel vitris duobus simul junctis obtingunt1 dum ad ,batavicam explosionem adiguntur1 a quocumque rem vel mediocriter perspiciente facile arguetur2 idipsum vero tibi1 ,vir spectatissime1 luce clarius patebit1 utpote qui principium illud supra observatum constitueris3 faciem vitri post explosionem dum denudatur vindicare sibi electricitatem1 quam habuit ante explosionem2 atque ad hoc unum1 omnia hujus generis phaenomena reducere aggressus sis4 ,equidem hoc tanto cum successu praestiteras1 ac jam plane confeceras1 ut nihil aliud desideraretur1 nisi ut principii ejusdem caussa ipsa demum innotesceret4 ,modo autem1 cum hanc caussam jam ipse protulerim1 nonne proposito satisfecisse censendus sum1 quin peculiaria in hac re tentamina ad trutinam sint revocanda8 ,unum tamen1 vel alterum in medium proferre1 prorsus inutile non duco iccirco1 quod hinc magis magisque elucebit1 quomodo non in generalioribus tantum1 sed et in singillatim expensis principiorum meorum applicatio optime cedat4 ,sit igitur vitrum1 utrinque rite indutum tenui lamella metallica1 vel charta inaurata4 ,admoveatur superior ejus facies catenae1 ut inde excipiat ignem redundantem2 facies vero ima amittat nativum1 prout theoria postulat4 ,iam cum facies vitri1 seu potius indusia attrectantur simul ambo1 existit explosio1 eo quod ignis in facie superiore redundans irrumpat in faciem imam deficientem4 ,verum enim vero non ex ipsa facie vitri superiore1 sed ex indusio ,a huic faciei contiguo1 ignis effunditur2 itidemque non in ipsam imam vitri faciem vere init1 sed in indusium ,b huic faciei inhaerens se se recipit1 ibique consistit4 ,etenim uti vidimus ignem redundantem a vitro aegre deponi1 ac successive tantum1 eo quod motus in illo retardetur3 ita haec eadem motus retardatio vetat1 ne ignis adveniens1 in partem ipsam vitri deficientem tam cito introducatur4 ,atqui haec explosio momento temporis fit4 ,liquet igitur tam repentem ignis eruptionem1 nonnisi ex igne proprio indusii ,a in indusium ,b se conferente1 ibique demum consistente1 proficisci4 ,quid autem determinet ignem proprium ab illo foras mitti1 atque in hoc sese recipere1 satis constat1 cum jam toties repetitum fuerit1 ignem nativum indusii ,a evadere debere redundantem1 per simplicem applicationem ignis excessivi faciei vitri sibi contiguae1 licet nempe hic ignis excessivus in idem indusium ,a vere non intret3 eademque ratione ignem nativum indusii ,b evadere debere deficientem1 per simplicem applicationem defectus faciei vitri itidem contiguae1 idest etiam sine reali transitu hujus ignis nativi ex eodem ,b in hanc faciem vitri4 ,iam vero quid est aliud explosio1 quam amissio facta ab indusio ,a portionis ignis proprii1 sive absolutus defectus in illo inductus1 ut hic defectus componatur cum excessu absoluto1 qui in facie vitri ipsi indusio ,a adhaerente perseverat2 itemque adeptio novi ignis facta ab indusio ,b1 sive absolutus excessus in ipsomet ,b inductus ad hoc1 ut compensetur defectus absolutus1 qui pergit inesse faciei vitri respectivae8 ,ex hoc probe intelligitur1 quomodo post explosionem obtineat aequilibrium unius faciei vitri ad alteram1 quoad unaquaeque pergit esse induta1 nempe pergit cum respectivo indusio compensari1 adeoque signa utrinque conticescant4 ,male igitur argueret quis1 si ex hoc ipso1 quod signa exterius nullatenus se prodant1 inferret discrimen nullum esse inter indusium ,a et faciem vitri respectivam1 ac inter indusium ,b et faciem sibi respondentem3 nullam videlicet inesse nec faciebus vitri1 nec indusiis singulis absolutam electricitatem1 sed omnia jamnum in statu naturali reperiri4 ,enim vero electricitatis adhuc in vitro utrinque residentis1 excessus in facie superiore1 defectus in inferiore1 status autem contrarii in respectivis indusiis1 valida horum indusiorum eidem vitro adhaesio1 argumento est4 ,quod si1 ut hoc iterum innuam1 tum ambae facies vitri1 tum indusia ambo1 nullam illico post explosionem praeseferrent absolutam electricitatem1 sed1 ut contendunt1 in statu naturali omnino reperirentur1 an censes1 quod haec adhaesio obtineret8 ,quare illud jam constat3 aequilibrium foris tantum apparere1 et haberi reapse ob hoc1 quod electricitas absoluta unius cujusque faciei vitri1 suppleatur ab electricitate absoluta contraria respectivi indusii2 consequenter dum haec corpora contrariis electricitatibus praedita in se invicem inhiant1 totas vires in hoc unice exerant1 nihil extra edant4 ,sed et hoc exterius aequilibrium turbabitur1 alterutram faciem vitri denudando1 vel ambas4 ,si enim indusium ,a divello1 jam tunc facies vitri denudata absolutae suae electricitatis excessus signa dabit1 quod hic excessus non amplius componatur cum absoluto defectu illius indusii ,a 7quod quidem indusium vere deficiens deprehenditur1 si staminibus sericis divulsum fuerit74 ,insuper autem hic excessus1 qui jam sibi relinquitur in facie denudata1 tantundem ignis nitetur dispellere ex opposita facie vitri adhuc induta1 ut respondens defectus in ea inducatur1 prout vel ipsa theoria ,frankliniana postulat2 unde et haec ipsa facies induta1 quatenus pergit ignem reapse effundere1 signa electricitatis excessivae prodet4 ,quae ut juxta principia a me posita intelligantur1 tenendum est3 ignem hunc excessivum faciei denudatae1 media applicatione1 hoc est viribus suis attractivis id efficere1 ut ignis in facie opposita adhuc induta1 qui ignis antea 7habita ratione respectivi indusii1 cum quo haec facies vitri componitur7 neutiquam vel excedebat1 vel deficiebat1 jam nunc superfluat1 ideoque dimitti prorsus velit4 ,at quandoquidem verbis tuis ad hoc ipsum explicandum videtur commodius uti posse1 haec et ipse lubens usurpabo1 ac dicere expediet3 electricitatem excessivam1 quae existit solitaria in facie denudata1 praepollere in faciem adversam1 sive hanc determinare1 ut abeat in electricitatem absolutam sibi contrariam4 ,iam si postquam haec ima facies1 apta indusii attrectatione1 reapse se spoliavit1 atque in electricitatem absolutam defectivam abiit1 facies illa superior1 quae fuerat denudata1 iterum induatur1 tum indusia simul ambo attrectentur1 explosio habebitur eadem ratione1 ac ubi primo ,batavicum experimentum tentatum fuit4 ,nunc vice versa1 si indusio ,a faciei superioris suae sedi relicto1 alterum imae faciei ,b divellatur1 jam facies haec ima vitri denudata1 electricitatem suam defectivam signis manifestabit1 quod non amplius hic defectus componatur cum excessu indusii ,b 7quod quidem indusium rite divulsum vere excessu electricum deprehenditur73 eadem autem ratione hic defectus faciei denudatae1 quod renuat solitarius esse1 praepollebit in faciem adversam1 eamque determinabit ut abeat in electricitatem absolutam contrariam1 nempe ut alliciat ad se ignem extraneum1 quo respondentem excessum sibi comparet4 ,hoc obtento1 si iterum induatur facies ima denudata1 et utrinque vitrum attrectetur1 iterum ut supra explosio existet4 ,demum si divellantur indusia simul ambo1 utraque facies electricitatem sibi contingentem ostendet1 indusia electricitatem respectivae faciei contrariam4 ,ex his pronum est delabi ad ea consideranda1 quae accidunt duobus vitris1 cum uno alteri superposito tentamina instituuntur4 ,quare non multum hic immorabor1 cum omnia eidem se se praebeant explicationi1 si consideretur alterum ex his vitris esse indusium alterius1 seu illius vice fungi4 ,est vero aliquid et in his1 quod singulare fortasse videri posset4 ,nimirum cum duo vitra simul juncta1 extimis faciebus induta1 quorum unum accipit electricitatem a catena1 alterum cum solo communicat1 separantur ante explosionem1 ambae facies illius1 quod a catena fiebat electricum1 excessum praeseferunt1 ambae facies alterius vitri1 defectum3 videtur enim quod ignis immissus in faciem extimam primi1 debuisset tantundem disjicere ex facie intima ipsiusmet vitri1 et in intimam congerere secundi1 unde extima hujus facies cum solo communicans1 spoliaretur1 uti reapse spoliari videmus4 ,quare a divulsione vitrum superius extima tantum facie electricitatem excessivam prodere deberet1 altera vero1 quae fuit intima1 defectivam2 vitrum inferius facie illa1 quae fuit intima excessivam1 extima1 defectivam4 ,sed anne opus erit illud iterum hunc in locum afferre3 ignem nequaquam ita facile e vitro se explicare1 ut in aliud corpus ineat8 ,quod si de quocumque corpore hoc est dicendum1 quanto magis in hoc casu8 ,qui enim poterit ignis ex intima superioris vitri facie in intimam faciem inferioris se congerere1 aut quanta ex parte8 ,adde quod nec vehementer ad hunc transitum sollicitatur2 satis enim quodammodo pro viribus mutuis1 seu pro respectiva saturitate habetur1 si ignis nativus intimae faciei vitri superioris1 qui redundans evasit additione ignis facta extimae faciei ipsiusmet vitri1 applicetur intimae faciei vitri inferioris1 ad hoc ut ab extima hujus facie discedat pars ignis ferme aequalis illi1 quae in extimam faciem dicti vitri superioris congesta est3 nempe parum refert1 dummodo excessus extimae faciei vitri superioris non existat solitarius1 sed quoquomodo determinet defectum absolutum in altero vitro inferiore1 cum quo compositus aequilibrium obtineat4 ,quare cum duo haec vitra divelluntur1 nec facies intima vitri superioris1 signa dabit electricitatis defectivae1 nec intima inferioris vitri1 excessivae1 eo quod has electricitates absolutas1 contrarias electricitatibus extimarum facierum1 si non nihil1 at parum certe1 nec plene assequi valuerint2 imo facies intima vitri superioris et ipsa excessus signa prodet1 eo quod in hanc faciem praepolleat excessus extimae faciei ipsiusmet vitri1 eamque determinet ad electricitatem absolutam contrariam sibi plenius comparandam2 itemque facies intima vitri inferioris et ipsa signa defectus prodet1 quod in hanc faciem praepolleat defectus absolutus faciei extimae 7quae nativum ignem suum in solum disjecit71 eamque determinet ad excessum absolute respondentem sibi comparandum4 ,caeterum et pro multiplici adjunctorum varietate1 dum videlicet vel ante1 vel post explosionem duo haec vitra separantur2 dum unum1 vel alterum tantummodo attrectatur1 in facie induta1 vel in facie denudata2 dum ambo attrectantur2 vel dum etiam neutrum2 dum attrectatio non consummatur1 et alia sexcenta1 facile est pervidere quid accidere debeat1 ac pro singulis hisce casibus eventa tuto praenuntiare1 si illa rite teneantur1 quae superius sunt constituta4 ,ut et quae ex inversione vitrorum ambo1 vel vitri tantum praepollentis1 miranda prorsus visa sunt1 nimirum electricitates in contrarias abire1 ultro se prodent2 imo horum admirabilitas prorsus evanescet1 si illud attendatur1 quod jam innui1 cum duo vitra junguntur1 alterum alterius esse quoddam veluti indusium4 ,haec omnia ordine1 quo ipse unum post aliud deducebam1 exposui2 nec dubito quin eadem arcto inter se nexu cohaerere jam sit perspicuum4 ,ut autem idipsum1 universa ex uno eodemque principio sponte fluere1 iterum dare eluceat1 haud erit ineptum ea1 quae ad modum pertinent1 quo electricitas corporibus quibuslibet communicatur1 inverso nunc ordine1 sed et strictius persequi1 ac omnia1 quae jam sunt dicta1 veluti in unum colligere4 ,igitur dum corpus deferens ,b catenam tangit1 ignis redundans ex hac in illud init1 pro ratione suae capacitatis2 hinc electricitatem et ipsum excessivam adipiscitur1 si non communicet cum solo2 si communicet nullam4 ,si autem idem corpus ,b tangat faciem vitri similiter excessu electricam1 vel aliud corpus quodcumque ex his1 quae coercentia dicimus1 jam ignis redundans hujus corporis electrici1 eo quod motus in eo retardetur1 non utique magna ex parte in illud ,b vere ingreditur1 licet summopere tendat2 nihilo tamen minus1 cum eidem corpori ,b praesens usque sit1 ac quodammodo applicetur1 nequit vis mutua attractiva actionem suam non exerere4 ,at quo major vis particularum corpus ,b constituentium novo huic igni attrahendo impenditur1 eo remissior evadere debet igni nativo retinendo4 ,fit inde1 ut pars hujus ignis nativi1 quae debitae saturitati jamnum superfluit1 plane respuatur1 seu ut accuratius loquar1 tendat ad corpora non redundantia1 ubi vis attractiva plus viget4 ,et quidem hanc tendentiam1 tum hic1 tum illic1 mutui accessus1 adhaesiones etc4 satis evincunt4 ,quo igitur corpus ,b1 vel cum solo communicans1 vel aliquomodo attrectatum1 jacturam facit ignis proprii1 recte illud dicimus abire in electricitatem absolutam defectivam1 contrariam electricitati excessivae corporis coercentis1 cui adhaeret3 quam electricitatem defectivam hoc corpus ,b reapse prodit signis omnibus1 statim ac a corpore coercente divellitur2 ipsum autem corpus coercens1 ut par est1 adhuc suum excessum praesefert4 ,atque huc omnia reducuntur1 quae faciebus vitri1 earumque indusiis contingere vidimus4 ,porro si ob id solum1 quod impediatur transitus ignis e corpore coercente in corpus ,b1 quin virium mutuarum actio impediatur1 efficitur1 ut hoc idem corpus ,b de suo amittat1 ac in electricitatem absolutam defectivam abeat1 idem eveniet quodcumque id demum sit1 quod hunc transitum remoretur1 vim mutuae attractionis non eludat3 nempe si corpus ,b admoveatur corpori electrico etiam deferenti1 dummodo illud non contingat1 ast aliquod intercedat stratum aeris coercendo igni idoneum2 sed nec ea distantia sit1 ultra quam mutua hujus ignis cum particulis corporis ,b tendentia pertingere non valeat4 ,atqui evenit prorsus3 re enim vera corpus ,b corpori ,a excessu electrico admotum1 quin ita proxime respiciat1 ut ignis trajectio obtineat1 cogitur abire in electricitatem defectivam illi contrariam1 quam ubi primum removetur prodit2 ac quidem prout magis vel minus1 caeteris paribus1 vires mutuae agere potuerunt4 ,et huc iterum omnia reducuntur1 quae circa atmosphaeram electricam a ,te sunt prolata4 ,tandem si haec constent1 idem prorsus erit1 si transitum ignis ex uno in aliud corpus deferens non interpositus aer remoretur1 sed ipsa unius ejusdemque corporis coercentis vel exigua crassities impedimento sit1 ne ignis in una facie cumulatus in aliam se transferat3 nempe quae facies est redundans coget alteram abire in electricitatem absolutam sibi contrariam1 eoque facilius1 quo tenuior fuerit crassities hujus corporis coercentis1 adeoque vires mutuae duarum facierum intensius agere valeant4 ,atqui rem ita se habere1 in vitro primum1 deinde et in corporibus omnibus1 quae ex genere constant coercentium1 jamdiu innotuit4 ,iam nihil aliud superesset1 nisi ut difficultatibus quibusdam occurrerem1 quas expositae hactenus theoriae1 praecipue quod spectat ad electricitatem vindicem1 objici posse1 jam quasi prospicio4 ,sed nonne satius erit hanc provinciam minime aggredi1 donec quae1 et qualia sint1 quae ab hominibus harum rerum peritis1 ac fortasse etiam a te1 ,viro de re electrica optime merito1 mihique ante omnes probatissimo1 reapse objiciantur1 non accepero8 ,ad haec1 ne longius quam par est excurram1 epistolae huic satis1 ut video1 prolixae supremam manum imponere cogor4 ,et hic quidem vereor1 ne nimis multa congesserim1 cum utique paucioribus ,tibi opus fuisset1 ut principia mea tuis itidem non valde absona teneres1 ac ipse consectaria felicius deduceres4 ,hoc equidem persuasum habebam2 hinc et prima tantum innuere initio decreveram2 verum ut et quibusdam aliis1 qui hanc meam theoriam flagitabant1 ipsi autem novissima haec electricitatis vindicis reperta1 ac principia potissimum a ,te constituta nec probe noverant1 morem gererem1 ipsam hanc theoriam1 cum jam ad rem accessissem1 paullo fusius explanare opportunum duxi4 ,felix ipse porro1 si et ,tibi1 et illis non ingratum fecero6 ,vale4 ,dabam ,novo-,comi #ah ,aprilis #agfi4 ,,novus ,,ac ,,simplicissimus ,,electricorum ,,tentaminum ,,apparatus ,,seu ,,de ,,corporibus ,,eteroelectricis ,,quae ,,fiunt ,,idioelectrica ,,experimenta1 ,,atque ,,observationes ,,novus ,,ac ,,simplicissimus ,,electricorum ,,tentaminum ,,apparatus#ah ,,cap4 ,i4 ,,de ,,ratione ,,ligna ,,aliaque ,,corpora ,,parandi1 ,,ut ,,fiant ,,ab ,,origine ,,electrica4 ,i4 ,ligna probe sicca1 tum fricta ex oleo evadere coercentia1 ,patre ,ammersino ostendente ,nolletus animadverterat#ai4 ,,ii4 ,quae res valde commode cedit1 cum ex iisdem lignis fulcra comparari possint aptissima sejungendis corporibus1 in quae electricitas per communicationem est congerenda4 ,,iii4 ,porro ligna sic in oleo cocta electricitatem originariam praeseferre1 seu signa edere1 et ea quidem vivida1 cum vel leviter fricantur1 nemini1 quod sciam1 observatum#bj4 ,hoc tamen est1 quod1 experimentis nondum initis1 uni meo principio nixus1 conjectura assequutus fueram1 quam postea probavit eventus4 ,,iv4 ,equidem mira est vis1 qua hujusmodi ligna pollent1 ut mihi certe1 nedum sericis1 resina1 sulphure1 ipso etiam vitro potiora habeantur4 ,statim enim ac fricantur1 dummodo probe sicca extiterint1 et crepitus exaudire1 et penicillos ex admota cuspide erumpentes inspicere liceat4 ,v4 ,nec ligna tantum hac arte comparata eo perducuntur1 ut et corpora rite sejungant1 et perfricata electricitatis signa edant4 ,quamplurima reperi corpora1 quae similiter in oleo excocta idem praestant4 ,,vi4 ,quin1 non inveni nisi corpora metallica1 quae tali pacto fieri electrica ab origine perpetuo renuant4 ,,vii4 ,igitur charta1 corium1 ossa1 testae ostrearum1 ovorum1 lateres1 vasa figuli1 ipsi denique lapides1 praesertim leves ac spongiosi1 etsi non ita perfecte ut ligna1 tamen omnia et sejungere queant1 atque aliquali electricitate imbui cum perfricantur4 ,imo vero ossa signa valde sensibilia mihi promunt1 ut credam ipsi ligno non concederent1 si validam frictionem sustinere possent quin attererentur1 utpote vi coctionis friabilia effecta4 ,,viii4 ,nec in oleo tantum1 sed in pice1 cera1 sulphure1 caeterisque resinosis possunt ligna1 aliaque corpora concoqui1 ut fiant ab origine electrica4 ,,ix4 ,oleo tamen felicius utor1 maxime cum ligna paullo crassiora mihi sunt comparanda3 quod ea intimius pervadat oleum1 quam aliud densius bitumen4 ,x4 ,quamnam vero electricitatem praeseferunt ligna1 caeteraque corpora ita excocta1 vitream1 seu excessivam2 an resinosam1 seu defectivam8 ,equidem facile est conjicere quod resinosam2 nec conjectura fallit3 ea enim corporibus fere omnibus quibus fricantur1 non secus ac resinae1 ignem suum impertiuntur1 ut manui1 corio1 panno1 sericis1 pilis1 chartae nudae3 aliquando tamen alienum accipiunt1 uti dum charta inaurata1 vel lamella ex orichalco fricantur3 quod faciunt et resinae4 ,,xi4 ,quod vero non ita facile fuisset conjicere1 haec corpora electricitatem defectivam tenacius affectare mihi ferme sunt visa1 quam aliquae resinae2 non raro enim mea ligna ipsis lamellis metallicis dant1 a quibus accipit cera signatoria4 ,at hic infinitae propemodum varietates sese offerunt1 quas satius erit ad alium locum rejicere4 ,,xii4 ,illud unum notabo1 quod longe debiliori virtute emicant sive ligna1 sive resinae1 cum charta inaurata1 vel alia lamella metallica perfricantur1 ut fiant electrica excessu4 ,an vero quod renuant alienum ignem induere1 cum eorum ingenium sit proprio exspoliari8 ,,xiii4 ,caeterum compertum habui1 et inter reliqua corpora1 quae similiter electricitatem defectus inducunt in ligno1 quod fricant1 eam nempe electricitatem1 quam idem lignum affectat1 alia vividiorem1 debiliorem alia vim excitare4 ,pannum ex4 gr4 praestat corio1 chartae nudae1 fortasse etiam manui3 item pannum album panno nigro1 rubeo etc4 ,tandem praestantissimi sunt pili felis1 leporis1 etc4 ,,xiv4 ,jam cum mea haec ligna tum coercentia1 tum electrica ab origine evaserint1 quidni rite aptata electrica fiant ad explosionem1 more vitrorum1 ac resinarum8 ,equidem in mea dissertatione ,de vi attractiva ignis electrici#ba illud conabar ostendere3 corpus quodcumque1 dummodo sit ita coercens1 ut electricitas1 quae uni ejus faciei immittitur ad oppositam faciem non praeterfluat1 corpus hoc1 inquam1 ob ipsam vim attractivam particularum nec quid supra1 nec infra saturitatem ferentium1 ratione qua ignis adventitius uni ejus faciei applicatur1 nativum ignem suum ex alia dimittere conari2 et vice versa1 quo nativus ignis ex una facie hauritur1 eo sibi alienum ad oppositam faciem allicere4 ,quod cum1 ut in vitro primum deprehensum fuerat1 inde sollertia ,beccariae ad resinas extendebat1 nunc demum in ligno1 corio1 charta1 caeterisque1 statim ac coercentia evaserunt1 aeque locum habere experimentis comprobarim1 principio meo1 unde universam hanc coercentium indolem deducebam1 non parum roboris adfert4 ,,xv4 ,igitur tabulas ex ligno1 charta crassiore1 corio confeci lamellis metallicis rite indutas1 quae quadrum ,franklinianum aemulantur4 ,quin1 experimentum ,pekinense1 et socia electricitatis vindicis phaenomena facili admodum ratione obtinentur4 ,,xvi4 ,monebo tamen nonnisi mediocrem explosionem ex novis hisce quadris esse expectandam4 ,ratio autem1 cur validissima frustra desideratur1 haec est3 quod licet ignis electricus in aliqua tantum quantitate congestus1 ut in catena evenit1 crassiora ligna1 quae fulcri ope funguntur alius non permeet2 tamen ubi super facie assiculi modicae crassitiei praeter modum densatur1 per hanc vel insensibiliter1 vel uno ac repenti ictu sibi viam molitur1 et trajicit4 ,,xvii4 ,equidem hujus subitanei trajectus saepe me certiorem facit crepitus inopinatus furtivae veluti ac spontaneae explosionis1 quae per mediam assiculi crassitiem existit1 dum electricitatem in una facie usque et usque urgere pergo4 ,quod si quadro ex charta utar2 tunc crebrissimi hi ictus spontanei emicantes3 ac per hoc longe debilius quatior dum digitis explosionem cieo4 ,,xviii4 ,porro nil tale in vitro metuendum1 cujus vel exiguam crassitiem nullatenus trajicere potest ignis electricus1 licet ingentem copiam in una superficie cumulare pergamus4 ,caeterum eo modico tempore1 quo lamina lignea maximam1 quae illi competit1 vim explodendi acquirit1 nihilo majorem sibi vitrum comparare didici4 ,,xix4 ,nec mihi objiciatur1 cur non utar tabula lignea satis crassa1 quae hunc ignis transitum probe impediat4 ,nonne enim apud omnes receptum1 vitrum1 seu corpus illud quod ad explosionem paratur1 eo minus esse aptum quo majore donatur crassitie8 ,equidem juxta meum attractionis principium ratio hujus discriminis ultro se prodit#bb4 ,,xx4 ,hactenus de lignis aliisque corporibus oleo excoctis4 ,nunc quae ligna solo igne assata mihi obtulerunt1 proferam2 et quidem omnia uno verbo proferam1 si dixero3 ligna simpliciter ustulata eadem prorsus praestare ac illa1 quae fricta fuerunt ex oleo4 ,,xxi4 ,immo vero vividiorem ex affrictu electricitatem mihi ferme obtulerunt nova haec ligna1 quae prunis ardentibus imposita1 sive 7quod commodius7 in furno1 nullo alio adminiculo torrueram4 ,,xxii4 ,et sane cum primum educta e furno refrixerint 7calor enim1 si paullo sit intensior1 electricitati tum excitandae1 tum retinendae maximae infensus deprehenditur7 qualibet vel levi frictione1 percussione1 scissione ipsiusmet ligni1 quin et simplici attrectatione1 illico electricitatis signa1 motus levium corpusculorum1 crepitus1 emanationes1 ut videantur 7liceat mihi hac uti significatione7 electrica peste infecta4 ,cum vero aptiori corpore1 panno scilicet1 seu pilis felis rite perfricantur1 et odor acer1 et crepitus favillarum crebrissimi1 et universe lucis semitae1 tum admota cuspide ad plures pollices penicilli3 qui quidem penicilli eo spectabiliores se produnt1 quo ab igne non jam ad cuspidem confluente1 ut in vitro accidit1 verum ab igne palam ex ipsa cuspide in lignum transmeante existunt4 ,,xxiii4 ,quid plura8 ,tanta est vis1 qua hujusmodi ligna donantur1 ut ipse saepius ligneo bacillo utar hac arte comparato1 quo in catenam satis amplam1 sive in hominem rite sejunctum electricitatem immittam4 ,porro vix tertio vel quarto bacillus aspere supra pannum aut pilos raptatus ad catenam devenit1 lambens flocculum1 quem ex charta inaurata eidem catenae apte accommodavi1 cum jam scintillas ex hac ciere possum satis sensibiles4 ,quin et saepius obtinere potui1 ut phialam ,batavicam electricam facerem ad explosionem4 ,,xxiv4 ,haec cum ita prospere evenirent1 non poteram non eo adduci1 ut machinam disco ligneo sic probe assato instructam1 loco vitri1 mihi compararem4 ,nec verear dicere hanc effectuum promptitudine1 quin et persaepe magnitudine longe aliis praestare1 quae ex vitro hucusque conflari consueverunt4 ,quid quod8 ,machinulam construi curavi1 quam in pera gestare possem3 atque haec tam parvula machina non tam parvos edit effectus4 ,,xxv4 ,en igitur novum1 quem prima fronte libelli proferebam1 apparatum ad electrica tentamina1 omnium certe simplicissimum2 cum1 nullis amphus nec vitro1 nec resina1 nec sericis opem ferentibus1 omnia jamnum ex ligno1 tum fulcra 7,,ii71 tum discus 7,,xxiv71 tum quadrum 7,,xv7 commode suppetant4 ,,xxvi4 ,equidem non dissimulabo hos tam magnos effectus ligna1 etsi probe subusta1 nonnisi tempestate siccissima edere1 vel coelo etiam minus favente1 dummodo nuper e furno educta3 cum nimirum nullo madent humore4 ,,xxvii4 ,caeterum nulla erit dies tam electricitati infensa1 qua haec ligna panno primum1 vel spongia detersa1 tum paullo diutius perfricata1 signa satis sensibilia promere renuant4 ,sin vero validiora desideras1 hisce lignis soli1 seu blando igni ad modicum tempus expositis integra vis redibit4 ,,xxviii4 ,illud hic non praetermittam quod1 licet ligna nudo igne ustulata principio validiores effectus ederent1 ac porro edant tempestate siccissima1 ac quae in oleo frixeram 7,,xxi72 coelo tamen pluvio haec illis mihi potiora habeantur1 praecipue vi coercendi4 ,cujus rei non aliam puto afferri posse rationem1 nisi quod ligna multo oleo imbuta humorem respuant1 quem ligna tantummodo assata attrahunt4 ,,xxix4 ,hoc si ita est3 quidni ligna primum in furno probe ustulentur1 ut quammaximam assequantur virtutem1 tum iterum in oleo frigantur8 ,porro hanc optimam esse rationem et ipse prospiciebam1 et mea tentamina comprobarunt4 ,,xxx4 ,expedit etiam loco coctionis in oleo1 hoc tantum ligna jam assata linire1 sicque iterum in furno torrere4 ,,xxxi4 ,at nec inutile erit aqueis vaporibus arcendis haec ligna jam probe parata pannis oleo linitis involuta servare3 quo fiet1 ut vel humentibus diebus1 si ea1 7primum probe detersa7 libeat ad tentamen vocare1 absque ignis vel solis calore res prospere succedat4 ,,xxxii4 ,quod si quidquid diligentiae impensum fuerit1 ligna post diuturnum aliquod tempus vim ferme omnem amisisse reperiantur1 hancque blando calori exposita recipere renuant2 tum opus erit illa iterum assare3 non quidem ita vehementer ac diuturne1 ut prima vice1 sed ad modicum tempus1 quo nempe satis sit1 ut omnis avolet humor1 quem longa aetate contraxere#bc4 ,,xxxiii4 ,jam cum aliqua praenotarim1 quae non parum conferunt ut ligna electricis viribus exerendis aptiora evadant1 illud non omittam1 delectum lignorum non esse spernendum4 ,etsi enim omnia omnino ligna probe subusta vim satis magnam acquirant2 at plura insigniorem sibi comparant3 ut resinosa3 tum quae solidiora sunt4 ,,xxxiv4 ,quod autem rem propius spectat1 optimam nempe rationem haec ligna assandi3 cavendum1 et omnino cavendum ne ita pene comburantur1 ut in carbones desinant4 ,carbones enim cum sejungendis corporibus1 tum electricitati ope affrictus promendae constanter impares inveni4 ,,xxxv4 ,immo vero iidem carbones non solum non sunt ex genere coercentium1 sed longe facilius deferunt quam ligna nondum assata2 facilius quam lignum ipsum viride3 quod plane demonstrant scintillae alacriores1 quae emicant admoto frustulo carbonis catenae electricae1 seu digito admoto ipsi carboni1 qui sit pars catenae1 alacriores1 inquam1 quam quae cientur1 cum lignum etiam viride tali pacto tentatur4 ,,xxxvi4 ,igitur ligna e furno educenda non jam ex igne depasta1 seu pene combusta2 sed ustulata tantum3 cum eo nimirum deducta sunt1 quo ingenti fumi copia emissa adustionem redolent1 ac subnigrum colorem contraxerunt4 ,,xxxvii4 ,jam cum viderimus ligna absque olei adminiculo fieri posse electrica ab origine1 idem ne extendendum ad reliqua omnia corpora1 quae fricta ex oleo exitum habuere 7,,vii73 nimirum ut et ipsa nudo igne subusta idem praestent8 ,ita sane3 ,,xxxviii4 ,si modo lapides excipias1 qui vel diuturne in furno decocti parum admodum coercent1 et fricati vix quidquam electricitatis produnt4 ,,xxxix4 ,ossa igitur1 corium1 charta1 caeteraque1 quae apte in furno ustulavi optimum habuere successum2 et quidem crediderim non valde a ligno superarentur1 ni pluribus essent obnoxia incommodis4 ,,xl4 ,his nihilo obstantibus discum ex charta crassiore ita probe ustulata machinae aptabam1 quo electricitatem non ita modicam obtinere dabatur4 ,,xli4 ,porro inter caetera incommoda1 quibus charta subjicitur illud maxime molestum1 quod facillime humorem combibat2 quo fit ut nihil ferme suae virtutis exerat1 ni prius sole1 vel blando igne probe exsiccetur4 ,,xlii4 ,quin nec blandus calor saepe satis erit2 haec enim charta vix post aliquot dies signa dabit3 oportebit igitur hanc iterum aliquanto ustulare1 ut de lignis notavimus 7,,xxxii74 ,,cap4 ,,ii4 ,,de ,,caussa ,,quae ,,efficit ,,ut ,,corpora ,,sint ,,coercentia4 ,,xliii4 ,postquam seriem experimentorum exposui aperientium qua potissimum ratione corpora suapte natura igni electrico pervia1 proinde electricitati excitandae nullatenus apta1 novam hanc indolem praestanter assequantur1 seu fiant tum coercentia1 tum electrica ab origine2 nunc in caussam ipsam tam mirandae immutationis inquirendum1 ac primo unde vis coercendi corporibus manet perscrutabimur3 hoc enim unum si detegatur1 jam ad reliqua explananda non parum lucis affulgebit4 ,equidem huc maxime spectabant experimenta a me instituta1 ut intelligerem quid caussae esset cur quaedam corpora ignem electricum respuant4 ,,xliv4 ,namque1 fateor1 nunquam in animum inducere potui ignem electricum ideo sulphur1 resinas1 serica non permeare1 quod haec corpora ob eorum texturam reapse sint impervia1 scilicet quod arctiores seu intricatiores meatus habentia1 solidis partibus obsistant4 ,,xlv4 ,qui enim credidissem ignem electricum filum ferreum ad centum et ultra pedes distentum libere pervadentem1 quin usquam pororum anfractus impedimento sint1 hoc impedimentum1 et quidem quammaximum1 invenire in poris serici funiculi duos pollices longi1 imo in poris lamellae piceae tres tantum lineas crassae8 ,ut enim non repugnabo vitrum meatuum angustia metallis longe praestare2 at resinas1 serica1 laxiori esse corpore fateantur oportet4 ,,xlvi4 ,addam ne et hoc8 ,ligna arentia1 chartam1 non ita libere permeat ignis electricus ac permeat metalla3 etenim ex catena non omnis effluit electricitas1 licet medio bacillo ligneo1 vel segmento ex charta catena cum solo communicet4 ,sunt igitur haec corpora aliquomodo coercentia1 dum metalla perfecte deferunt3 at si haec cum illis conferantur1 quaenam1 oro1 laxiore donantur textura8 ,,xlvii4 ,haec igitur satis fuerunt ut vim coercendi non in poros corporum quodammodo obseptos rejicerem1 sed viribus quibusdam mutuis adscribendam autumarem4 ,porro hujusmodi vires1 quas etiam 7nescio an ut invidiam faciant vocabulo7 immechanicas vocant1 maximam in phaenomenis electricis sibi partem vindicare1 ostendere conabar in memorata dissertatione ,de vi attractiva ignis electrici3 in hoc enim totus eram1 ut praeter pressionem1 elasticitatem1 aequilibrium ignis electrici1 quid aliud admittendum evincerem4 ,quod si tunc genus hoc virium1 nempe attractionem ignis electrici adstruere contendebam tum aliorum naturalium effectuum analogia fretus1 tum praecipue eo quod simplicissimam jam proderet distractorum phaenomenorum caussam1 quam ex notis mechanicae legibus frustra conaremur eruere2 nunc sane et repulsionis vim non probabilibus tantum argumentis ex analogia petitis ac phaenomenorum consensione1 sed directe probare atque oculis subjicere confido2 ita ut cum et ipsi virium mutuarum obtrectatores vim hanc repulsionis jam agnoscere cogantur1 nec illam attractionis repudiare merito possint3 siquidem ex eodem genere sunt virium mutuarum4 ,,xlviii4 ,dico igitur nullum corpus ex genere coercentium 7si vitrum fortasse excipias1 de quo aliqua infra7 ita poros habere obstructos1 ut per hoc igni electrico via praecludatur4 ,quid ergo caussae erit cur haec permeare impediatur1 nisi vis quaedam insita repulsionis8 ,,xlix4 ,sitne vero haec vis insita particulis omnibus corporum coercentium1 vel aliquibus tantum3 seu1 quod idem est1 vis haec repellens nonnisi certae cuidam materiei competat hisce in corporibus degenti1 dubitari poterat4 ,l4 ,dubitari1 inquam1 poterat relate ad corpora coercentia eterogenea1 non utique relate ad omogenea1 ut aerem purum concipimus1 tum etiam vitrum4 ,,li4 ,sed dubitationem omnem sustulerunt experimenta a me instituta3 ea enim oleosae tantum substantiae in corporibus eterogeneis degenti id muneris esse tribuendum jam plane demonstrant4 ,,lii4 ,etenim quid aliud requiritur ad hoc ut lignum1 charta1 corium1 ossa1 lapides etc4 quae ab igne electrico permeantur1 jam hunc ignem respuant1 nisi ut in oleo excoquantur 7,i1 ,v1 ,,vi1 ,,vii78 ,,liii4 ,at nec est necesse ut oleum extrinsecus adjiciatur corporibus illis1 quae jam idonea portione naturaliter donantur3 haec enim corpora tantummodo ustulata recte coercentia evadunt 7,,xx74 ,,liv4 ,et quidem ligna resinosa omnium praestantissima inveniuntur 7,,xxxiii74 ,,lv4 ,lapides vero1 qui hac oleosa substantia ferme destituuntur1 nudo igne assati pene nihil produnt 7,,xxxviii74 ,,lvi4 ,tum autem prodent1 cum oleo excoquantur 7,,vii74 ,,lvii4 ,et hic liceat mihi iterum urgere4 ,ligna1 ossa1 corium1 charta etc4 antequam adurerentur igni electrico pervia extabant2 nunc vero in furno assata jam non permeantur4 ,atqui nulla extranea materies advenit qua pori obstruerentur3 quin1 leviori ac laxiori corpore effecta deprehenduntur4 ,jam igitur desperent1 si qui adhuc in hoc animum intendunt1 ex modulo pororum1 aut ex sola partium textura rationem reddere cur quaedam corpora sint igni electrico impervia4 ,,lviii4 ,at si tota vis expultrix rejicienda in oleosam substantiam1 cur ergo cum haec usque praesens sit in memoratis corporibus1 nempe lignis1 ossibus1 charta etc4 tamen haec ignem electricum non coercent ni probe ustulentur8 ,praeterea1 cur lignum vel diuturne in oleo demersum1 ac magnopere imbutum vi hae coercendi non pollet1 ni et ipsum suburatur1 aut violenter frigatur8 ,,lix4 ,equidem oleosa materies1 quae in his corporibus degit1 vim suam expultricem erga ignem electricum exerit2 verum cum haec eadem corpora non parum aquei humoris in sinu suo condant1 quem quidem humorem magna vi attractrice praeditum satis prodit genius ipse ignis electrici humorem prae reliquis 7metalla excipio7 affectandi2 inde fit1 ut contrariis viribus se mutuo elidentibus1 transitus ignis electrici minus impediatur4 ,,lx4 ,minus1 inquam1 impediatur3 nam nec ita libere permeat1 ut aliqua ex parte non coerceatur 7,,xlvi74 ,,lxi4 ,et quidem eo magis coercetur1 quo haec corpora plus humoris amiserint4 ,,lxii4 ,jam vero humorem hunc aqueum e corporibus plenius educito1 adeo ut materies oleosa jam sola1 ut ita dicam1 dominatum habeat3 sicque corpora habebis vere ac perfecte coercentia4 ,,lxiii4 ,hoc autem est quod perficitur haec corpora probe suburendo3 aqueum enim humorem avolare1 ac plane hauriri testatur fumus2 cujus equidem quo ingentior hausta fuerit copia1 eo potiora evadent corpora 7,,xxxvi74 ,,lxiv4 ,eadem est ratio corporum1 quae in oleo friguntur3 nempe et ope hujus coctionis efficitur1 ut plurimum aquei humoris avolet4 ,ac reapse si diuturne frigantur haec corpora1 assata jam ac plane subusta invenientur4 ,,lxv4 ,crediderim tamen omnem omnino humorem non ita facile hauriri hac arte2 quod quaedam aqueae particulae olei tegumento veluti pressae se se extricare nequeant4 ,hinc ratio cur ligna fricta ex oleo non tam magna virtute praestant1 ac illa quae nudo igne ustulantur 7,,xxi71 seu quae primum ustulata1 postmodum in oleo excoquuntur 7,,xxix74 ,,lxvi4 ,jam illud facile intelligitur1 cur summopere cavendum ne ligna aliaque corpora ita prope comburantur1 ut in carbones desinant3 proinde ustulanda tantum sint 7,,xxxiv1 ,,xxxvi74 ,oportet enim ut aqueus tantum humor exhauriatur oleosa substantia integra manente2 quae si et ipsa avolaverit1 seu pabulo ignis cesserit1 ut reapse in carbonibus evenit1 jam nihil erit quod igni electrico vim repulsivam objiciat1 adeoque hi carbones liberrime permeabuntur 7,,xxxv74 ,,lxvii4 ,haec omnia si expendantur1 atque invicem conferantur1 quis dubitet ad hoc principium statuendum conspirare3 vim repulsivam oleosae substantiae in corporibus eterogeneis degentis eam esse quae efficit1 ut haec eadem corpora ignem electricum plus vel minus coerceant3 quantum scilicet patitur vis contraria attractiva alicujus alterius substantiae1 ut est aqua8 ,ut autem hoc magis oculis subjiciatur1 lubet hic in unum veluti punctum redigere quid lignum prodat in quolibet statu consideratum4 ,,lxviii4 #a4 ,igitur lignum viride extat facile pervium3 et hoc quia copia aquei humoris1 quo imbuitur1 vi sua attractrice vim repellentem oleosae substantiae prorsus extinguit4 #b4 ,quo ex hoc humore amittit1 eo minus alacriter pervaditur igne electrico3 imminuta enim vi attractrice aquei humoris actio virium repulsivarum oleosae substantiae incipit aliquatenus emergere4 #c4 ,jam aestivis solibus probe siccum aliquomodo coercens evasit3 quod vis repulsiva hinc magis se efferat4 #d4 ,assatum vero atque subustum plane impervium se praebet3 humore enim plenius exhausto sola oleosa materies vim suam exerit4 #e4 ,denique et hac consumpta1 cum lignum jam in carbones abiit1 iterum omnino pervium efficitur3 namque vis omnis repulsiva concidit4 ,,lxix4 ,consideravimus aquam in corporibus eterogeneis1 quae sua vi attractrice vim expultricem oleosae substantiae eludit4 ,porro et metalla vi magna attrahendi praedita esse1 et quidem majore quam aqua innuimus 7,,lix73 qua de re dubitare non sinit ardor maximus1 quo ignis electricus ad metalla inhiat4 ,quid ergo accidet1 si metallo permisceatur quantitas materiae oleosae8 ,sane haud difficile erit conjicere analogum evenire debere iis quae in ligno aliisque corporibus notavimus1 habita tantummodo ratione differentiae virium3 nec me huic conjecturae nixum1 principioque meo magnopere fidentem eventus fefellit4 ,verum quo pacto oleosa haec substantia corpori metallico intime commiscebitur8 ,frustra enim ferreum1 sive aeneum frustulum in oleo1 pice etc4 vel ad plures dies frigas3 non enim quidquam ex hoc oleo particulis metallicis adglutinatur4 ,nil ergo mirum si metalla tali pacto excocta nullatenus coercentia evadunt 7,,vi74 ,,lxx4 ,oportuit igitur ut alio me converterem4 ,tenuia ramenta metallica sumebam1 quibus aequali portione picis ope fusionis commixtis1 corpus conflavi1 si non absolute coercens1 at nec ita pervium igni electrico3 ex hoc enim catenae adnexo non jam alacres scintillae emicabant1 ut ex puris metallis1 sed longe languidiores1 nec sine quodam stridore1 qui est nota ignis aegre erumpentis4 ,,lxxi4 ,plura alia tentamina inii metallo in subtilissimum pulverem comminuto1 ac modo dupla1 modo tripla1 modo quadrupla colophoniae massa commixto3 utque in reliquis eo difficilius permeabatur igne electrico corpus1 quo majore picis parte coaluerat2 postremum hoc1 in quo pars picea metallicam quadruplo excedebat1 jam satis coercens inveni4 ,,lxxii4 ,quod si metalla1 eo quod insigni vi attractiva pollent1 debent multa pice commisceri1 ut ea sit in corpore quod ex hac mixtione emergit oleosae substantiae vis repulsiva1 quae valeat ignem electricum coercere2 non eadem porro est ratio aliorum corporum1 quorum vis attractiva non multum est attendenda1 vel certe nullatenus comparanda cum metallis1 aut cum aqua4 ,hinc est quod pulvis ex marmore1 cineres1 carbones#bd similiter in pulverem contusi aliaque id generis1 si aequa tantum pici portione commixta coalescant1 jam erunt coercentia4 ,quid8 ,iterum ne in medium proferenda ligna1 ossa1 corium1 charta etc4 in quibus vel exigua olei portio particulis corpus constituentibus intime permixta 7modo aqueae particulae desint7 efficit1 ut probe coerceant8 ,,lxxiii4 ,jam ergo ex hac analysi constat corpus vel deferens vel coercens se prodere1 prout nempe vel vis attractiva particularum sive metallicarum1 sive aquearum1 sive etiam quarumcumque idem corpus constituentium ipsa praevalet1 vel contra praevalet vis repulsiva oleosae substantiae iisdem corporis particulis alligatae4 ,,lxxiv4 ,at si ita est1 objici potest1 nullum corpus inveniri debere tam probe coercens1 quam ipsum oleum1 quod nullam habeat extraneam materiam admixtam1 quae vi attractrice vim illius expultricem elidat4 ,atqui longe melius coercent ligna subusta1 quae ex multis extraneis particulis constant1 parvo oleo admixto8 ,,lxxv4 ,equidem oleum quammaximam exerere erga ignem electricum vim repulsionis ratum habeo4 ,at nec inde illico consequitur firmius obstaculum ipsi igni objicere1 quam reliqua coercentia3 illius enim fluiditas maxime est attendenda1 quae facit1 ut particulis ejusdem olei motui cuilibet se praebentibus1 aliquali ignis electrici effusioni via aperiatur4 ,,lxxvi4 ,re enim vera si brachium catenae electricae proxime respiciat superficiem olei1 quamdam particularum hujus disjectionem1 quosdam veluti vorticulos ipso demum oculis cernimus3 qui quidem motus1 ut mihi attente consideranti se se offerunt1 a lege motuum electricorum non abludunt3 efficiuntur enim ex eo quod particulae olei1 quibus a catena vi urgente electricitas aliqua immediate est immissa1 jam et ipsam catenam et se se mutuo fugiunt1 tum ad latera alias particulas petunt nullatenus electricas1 quae hoc ipso properant ad catenam electricam1 ac in locum primarum succedunt4 ,,lxxvii4 ,en igitur quomodo ignis electricus aliqua ex parte diffundatur in oleo4 ,en ratio cur nullatenus queat stratum olei ad explosionem parari4 ,qui enim in oppositis faciebus contrariae electricitates consistant perpetuo hoc particularum olei fluxu intestino8 ,porro huic fluiditas desit1 eritque probe coercens1 et ad explosionem paratissimum4 ,etenim resinae quid aliud sunt nisi oleum quoddam crassius2 aut quid aliud oleum nisi resina modico calore fluens8 ,,lxxviii4 ,illud hic notabo1 quod si fluiditas olei ineptum reddit hoc ipsum explosioni edendae1 quae ex contrariis oppositarum facierum electricitatibus existit2 videtur nec hanc veram explosionem locum habere posse in stratis aeris1 ut contendunt nonnulli1 qui stratum aeris considerant non secus ac laminam vitream debiliorem4 ,fluxum enim particularum in aere aeque ac in oleo1 imo facilius obtinere non praesumamus8 ,,lxxix4 ,sane quid aliud sibi vult lenis illa aura e corpore electrico spirans1 ac cutem blanda titillatione afficiens1 quam aurae electricae nomine designamus1 nisi fluxum hunc particularum aeris se mutuo fugientium1 quippe eadem imbuuntur electricitate1 tum ad corpora non electrica properantium1 juxta legem motuum electricorum#be8 ,,lxxx4 ,jam de ipso aere aliquid dicendum1 ac de vitro1 quae cum sint corpora coercentia non tamen affectionem hanc vi repulsivae oleosae substantiae acceptam referunt1 siquidem omogenea sunt1 aut certe nulla hujus oleosae substantiae parte coalescere dicentur1 qua corpora eterogenea donantur2 nempe resinae1 serica1 pili2 tum ligna1 corium1 ossa etc4 quae ustulavi3 de quibus corporibus eterogeneis intelligi velle1 cum vim omnem coercendi ex sola oleosa substantia repetebam1 et ab initio monitum feci 7,l47 et inde saepius memoravi4 ,,lxxxi4 ,necessarium igitur est ut vim hanc repulsivam particulis omnibus fluidum aereum constituentibus insitam dicamus2 itemque particulis omnibus vitri4 ,,lxxxii4 ,quod ad aerem spectat1 nemini non perspectum eo magis ignem electricum respuere1 quo densior est aer2 tum quo purior1 ac defaecatior3 scilicet hic vis repulsiva minus a vi contraria extranearum particularum oppugnatur2 illic plus intenditur particulis numero pluribus ipsiusmet aeris conspirantibus4 ,,lxxxiii4 ,eadem e caussa in vitro densitas cum sit maxima1 idcirco omnium vi coercendi praestantissimum extare par est 7,,xviii73 ut consentaneum est solidiora ligna laxioribus praecellere 7,,xxxiii74 ,,cap4 ,,iii4 ,,quomodo ,,corpora ,,coercentia ,,electricitatem ,,induant4 ,,lxxxiv4 ,plurima congessimus1 quae vim vere repulsivam erga ignem electricum in corporibus coercentibus praedicant4 ,at quomodo vis haec patitur1 ut haec eadem corpora et uberi ignis nativi copia donentur1 et adhuc ingenti portione ignis adventitii onerari possint8 ,siquidem vel ope communicationis super facie laminae vitreae1 piceae1 ligneae etc4 ignem tum congerere possumus1 tum ex iisdem haurire1 prout nempe respiciunt corpus excessu electricum1 vel electricum defectu adeo ut quam validam explosionem edere pares sint2 vel ope affrictus alieno igne vitreum tubulum induimus2 resinas vero1 ligna1 serica nunc similiter alieno induimus1 nunc nativo spoliamus4 ,ex quo nescio an quis nimium properanter concludat vim hanc repulsivam1 quam toto cap4 #aa adstruere conabar1 esse prorsus commentitiam4 ,,lxxxv4 ,quasi vero cum vim repulsivam in medium afferebam1 vim quamlibet attractivam excluderem2 aut sit aliquis in his rebus ita extraneus1 qui ignoret indolem virium mutuarum in eo praecipue sitam1 quod ita e minimis pendent distantiis1 ut saepe ex attractivis in repulsivas e repulsivis in attractivas transeant4 ,hujusmodi exempla pene infinita cum ex notissimis naturalibus phaenomenis1 tum praecipue ex ,chemia deprompta1 insuper gravissimorum hominum testimonia recensere possem2 at nec vacat1 nec est necesse4 ,,lxxxvi4 ,hoc si ita est1 quidni dicere possim particulas corporum coercentium1 puta vitri1 aeris1 oleosae substantiae1 quas vim repellentem exerere erga ignem electricum tot experimenta evincunt1 in distantiis minoribus nullatenus repellere2 imo contraria vi esse praeditas1 qua copiam ignis satis magnam arcte complectuntur8 ,,lxxxvii4 ,porro nativum hunc ignem1 quem veluti in sinu suo haec corpora condunt1 haurire poterit sive affrictus1 seu corpus quodlibet applicitum defectu electricum3 hoc viribus suis alliciendo1 extorquendoque ignem e complexu particularum corporis coercentis2 ille mutata partium positione efficiendo1 ut vis attractiva particularum ejusdem corporis coercentis remissior evadat#bf4 ,,lxxxviii4 ,quod autem haec corpora coercentia et ignem alienum induant tum ope communicationis1 tum ope affrictus1 minus negotii facessere debet4 ,quid enim mirum1 si corpus electricum excessu superata vi repellente corporis coercentis1 super hujus facie copiam ignis redundantis congerat8 ,quid absonum1 si affrictus eam aliquando inducat partium positionem1 quae vi attractivae particularum corporis coercentis magis faveat1 unde hoc ipsum alieno igne ex affrictu onustum se prodat#bg8 ,,lxxxix4 ,quod attinet ad affectionem corporum coercentium1 qua fit1 ut quantum alieni ignis in una facie congeritur1 tantundem nativi ex opposita facie discedere nitatur2 et vice versa quantum ex una nativi hauritur tantundem alieni ad se alliciat altera3 id ex sola vi attractiva particularum corporis coercentis repetebam in saepius memorata ,dissertatione ,de vi attractiva ignis electrici#bh3 uti etiam phaenomena omnia athmosphaerae electricae1 atque electricitatis vindicis ex eodem principio mihi prospere fluebant1 scilicet3 quo ignis redundans corpori cuilibet applicatur1 licet in hoc vere non ineat1 eo vim attractivam particularum ejusdem corporis remissiorem evadere igni nativo retinendo2 et vice versa3 quo defectus eidem corpori applicatur1 eo vim attractivam ejusdem intendi#bi4 ,haec1 inquam1 tunc temporis explicabam nulla habita ratione vis repulsivae corporum coercentium1 cujus argumenta prae manibus non erant2 nunc vero cum horum et plurima1 et eloquentissima in promptu sint1 possem mutata partium vice vim hanc repulsivam in locum attractivae sufficere3 atque omnia hujus generis phaenomena aeque feliciter mihi novam hanc viam ineunti cederent4 ,porro illud semper constaret1 cui maxime insistebam3 vires mutuas hanc in phaenomenis electricis sibi partem vindicare4 ,,xc4 ,verum1 ut quod sentio ingenue fatear1 huic explicationi1 quae peti posset e vi repulsiva1 nonnulla alia phaenomena reclamant4 ,si enim ponamus ex4 gr4 laminam vitream1 cujus uni faciei excessus applicatur idcirco nativum ignem ex opposita facie dimittere1 quod ille ignis redundans vim repulsivam particularum vitri vere intendat2 consectarium est vim hanc repulsivam vitri erga ignem electricum ad sensibilem distantiam extendi2 siquidem etsi in aliqua distantia applicetur hic excessus1 adhuc ignem nativum vitri cogit abire4 ,atqui et vitrum1 et quodlibet corpus coercens neutiquam fugit corpus electricum excessu1 quod proxime respicit2 sed illud petit1 ac mutuo adhaerent4 ,,xci4 ,quod si haec faciunt ut minus probem explicationem petitam e vi repulsiva2 non desunt quae et illam e vi attractiva desumptam adversari videantur4 ,quomodo enim vis haec attractiva ad sensibilem distantiam pertinget1 si in distantia adhuc ultra captum exigua jam in repulsivam abiit 7,cap4 ,,ii71 ut ex vi coercendi colligimus8 ,,xcii4 ,ex his autem facile me expedio1 omnibusque satisfacio considerando particulas corporum coercentium in minimissima distantia vi attractrice praeditas1 quae porro in aliquanto majori distantia1 adhuc tamen exilissima1 in repellentem abit1 mox vero iterum in attractivam desinit1 quae ad sensibilem distantiam pertingit4 ,primus hujus vis modus 7non enim vires diversae mihi habentur1 sed diversi ejusdem vis modi1 seu status7 rationem prodit cur ea corpora copia ignis nativi satis magna donentur1 ut innuimus 7,,lxxxvi74 ,secundus cur eadem coerceant1 quod toto ,cap4 #aa ostendi4 ,tertius cur accessus1 atque adhaesiones obtineant inter haec corpora coercentia ac corpus quodvis electricum 7,,xc74 ,quibus positis omnia jam firmo stant fundamento1 quae de laminis coercentibus ac de electricitate vindice olim disserebam4 ,,xciii4 ,jam quid intersit inter particulas corporum vere coercentium1 et particulas deferentium liquido eruitur4 ,hae enim aeque ac illae vim attractivam praeseferunt2 sed in illis spatium datur certis limitibus conscriptum1 quo vis haec in repulsivam degenerat2 in his eadem vis attractiva nullo in contrariam transitu perseverat4 ,,xciv4 ,hucusque consideravi corpora coercentia omogenea1 sive substantias vere ac per se coercentes1 ut sunt aer1 vitrum atque oleosa substantia3 quod si de corporibus coercentibus eterogeneis agatur1 ut sunt ligna1 ossa1 charta1 quae partim ex substantia vere coercenti1 partim ex deferenti constant1 facile intelligitur eadem plus fundi1 ut ita dicam1 habere quo ignem et in sinu suo excipiant1 et foras effundant4 ,hinc ratio mihi desumitur cur corpora eterogenea vividiorem electricitatem ex affrictu ferme contrahant quam resinae1 aut vitra 7,,iv72 licet haec vi coercendi praestent 7,,xvi1 ,,xvii1 ,,xviii74 ,,xcv4 ,sed redeamus ad electricitatem1 quae oritur ex affrictu4 ,illud enim mihi in hoc capite maxime propositum1 ut inquiram quid affrictus pariat in lignis1 aliisque corporibus a me paratis4 ,observavimus affrictum naturalem partium positionem turbare1 novamque inducere1 quae vel vim attractivam earundem particularum corporis coercentis remissiorem reddit1 unde ignem nativum dimittunt2 vel contra intendit1 unde alienum ad se alliciunt 7,,lxxxvii1 ,,lxxxviii74 ,,xcvi4 ,equidem quaenam partium positio viribus attractivis adjumento sit1 quaenam1 detrimentum afferat1 introspicere negatum3 facile tamen intelligitur pro diversa corporum superficie1 quibus idem corpus coercens fricatur1 diverse affici debere1 ita ut nunc intendantur vires1 nunc remittantur#cj4 ,hinc porro tot1 tamque variae vicissitudines1 quas passim occurrere in lignis1 aliisque corporibus1 super quae tentamina instituebam1 7,,xi7 innui4 ,has profecto singulas vicissitudines definite notare operae pretium foret2 verum e tam minimis persaepe adjunctis pendent1 ut aliquid stati determinare non semper praesto sit4 ,quare generaliora quaedam1 quae meis experimentis fere unice circa ligna et chartam mage comperta habeo1 proferre1 satis in praesenti duxero4 ,,xcvii4 ,igitur ligna nudo igne assata electricitatem resinosam praeseferunt1 aeque ac ligna1 quae in oleo excocta fuerunt 7,x72 et quidem1 non secus ac illa 7,,xi71 electricitatem hanc magis affectare videntur1 quam quaedam resinae4 ,,xcviii4 ,nam cum ceram signatoriam a quavis bractea metallica constanter accipere observaverim2 at mea ligna nonnunquam dare omnibus omnino bracteis metallicis2 saepe pluribus dare1 nec nisi a certis quibusdam accipere1 compertum habeo4 ,,xcix4 ,veruntamen inter haec ligna non raro inveniuntur quae ab omnibus omnino bracteis metallicis accipiunt3 quin et quandoque a serico1 aut panno nigro1 rubeo1 viridi1 a charta nigra etc4 ,c4 ,quod autem admirationem maximam facit3 non solum hae differentiae in diversis lignis obtinent1 sed in eodem persaepe ligno2 adeo ut ille idem bacillus1 qui hodie dat bracteae stamneae1 chartae inauratae1 orichalco1 cras accipiet ab eadem charta1 bractea1 orichalco1 iterum daturus tertia die etc4 ,,ci4 ,dixi ceram signatoriam a quacumque lamella metallica accipere3 quod de omnibus resinis minime intelligendum volo4 ,sulphur enim1 et colophoniam certis quibusdam bracteis1 ut stamneis1 aut plumbeis dare1 contra ac generaliter nimis sancitum fuerat1 indubiis experimentis mihi constat4 ,,cii4 ,ex his tria constituo4 #a4 ,non omnia corpora1 quae electricitatem defectivam affectant1 compelli posse ope affrictus laminarum metallicarum1 ut electricitatem excessivam induant4 ,extant enim ligna1 quae constanter nativo igne orbantur1 nec nisi defectu electrica se produnt 7,,xcviii74 ,,ciii4 #b4 ,et inter corpora resinosa1 quae aliquando vim patiuntur1 atque excessum induere non renuunt1 multum intercedere differentiae3 quippe alia ab omnibus metallis coguntur ignem accipere1 ut cera signatoria 7,,xcviii72 alia ab aliquibus tantum accipiunt1 aliquibus dant2 ut sulphur1 et colophonia 7,,ci74 ,,civ4 #c4 ,quod consequens est1 in metallis diversam aptitudinem inveniri ignem suum impertiendi corporibus resinosis2 majorem ex4 gr4 inesse orichalco1 quam plumbo1 aut stamno 7,,xcviii1 ,,ci74 ,,cv4 ,quod ad #a4 ,spectat3 quaenam ligna inquiro1 ac quibus in casibus cuilibet metallo dent3 invenioque hoc praestare lignum probius subustum1 nuper e furno eductum1 quod adhuc modice calet4 ,,cvi4 ,at hoc calore sensim evanescente incipit jam idem lignum accipere a bractea stamnea viscoso quodam tegumento 7nobis vernice7 obducta1 ut aurum colore mentiatur2 eidem vero bracteae in facie nuda1 aliisque bracteis metallicis nudis pergit dare4 ,,cvii4 ,mox a laminis elasticis ex metallo flavo1 aut rufo ut aurum1 aes1 orichalcum1 tum a charta inaurata accipit3 dat laminis elasticis sed albis2 chartae argenteae2 bracteis stamneis1 aut plumbeis4 ,,cviii4 ,inde accipit a laminis quoque albis1 dummodo elasticis1 a charta argentea1 a tela item argentea3 bracteis vero plumbeis1 stamneis adhuc dat4 ,,cix4 ,tandem et ab his accipit4 ,,cx4 ,ex quo #b41 et #c4 pariter illustrantur4 #b4 eo quod jam differentiae inter corpora resinosa minus obscure emergant4 #c4 quod quaedam series corporum metallicorum1 seu partitio per gradus 7scalam vocabo7 se prodat1 qua quaeque aptiora se praebent igni in resinis ope affrictus congerendo4 ,,cxi4 ,verum quidem est ligna tali pacto successive tentata in eo aliquid discriminis ostendere1 quod alia post multas etiam horas1 quin et post plures dies nonnisi ad aliquot gradus descendant1 videlicet non accipiant nisi a bractea aqua gummata#ca obducta1 aut etiam ab aurichalco1 et charta inaurata2 pergant vero dare bracteis plumbeis1 stamneis3 dum contra alia vix calorem amiserunt1 cum jam ab omnibus bracteis metallicis accipiunt1 imo nonnulla et a serico nigro1 panno etc4 ,at quid inde conficitur8 ,scilicet non omnia ligna omnes scalae metallorum gradus descendendo percurrere2 non vero ullatenus invertere4 ,,cxii4 ,non dissimulabo tamen postquam in sua quaque sede assignando corporibus metallicis processeram1 certam quamdam aberrationem deprehendisse3 quam priusquam aperio1 non inutile erit diligentius perscrutari cur aliqua metalla aptiora sint igni suo suppeditando4 ,,cxiii4 ,porro plura ad id conferre allatis experimentis docemur4 ,sunt nempe3 aqua gummata2 color ipse metalli2 elasticitas4 ,aqua gummata3 etenim a bractea stamnea hac linita accipit lignum1 quod cuivis bracteae nudae dat 7,,cvi74 ,color3 namque sunt ligna1 quae accipiunt a lamina aurea1 aenea1 ex orichalco1 dant vero argenteae1 aut cuivis albae laminae2 similiter accipiunt a charta inaurata1 quae dant chartae argenteae 7,,cvii74 ,elasticitas3 constat enim ligna1 quae a laminis elasticis albis accipiunt1 adhuc dare laminis plumbeis1 aut stamneis 7,,cviii73 item sulphur et colophonia accipiunt ab elasticis1 dant non elasticis 7,,ci7 etc4 ,,cxiv4 ,quod ad elasticitatem spectat mirum non videbitur affectionem hanc plurimum conferre ut metalla ignem suum resinis impertiantur4 ,concipi enim potest partium elasticarum motum plane diversum motu partium non elasticarum efficacius agere1 ut ignis e corpore extrudatur4 ,alioqui jam compertum habemus calorem1 qui elasticitati est maxime affinis1 corpora disponere igni suo ope affrictus dimittendo4 ,,cxv4 ,illud vero non intelligitur1 quomodo color metalli conferat4 ,porro diversitatem non repetemus a diversa luminis reflexione2 namque in tenebris omnia similiter eveniunt4 ,equidem hoc ipsum in tibialibus sericis albis et nigris animadversum fuerat3 nimirum colorem1 pro ut est in luce1 nihil conferre4 ,statim vero et illud compertum3 neque pendere contrarietatem electricitatum e colore prout est in corpore2 sed unice e certa quadam mixtura1 qua tibialia imbuuntur1 ac fucantur3 quae mixtura alba ne sit1 an nigra1 perinde est4 ,,cxvi4 ,at in metallis nil tale usuvenit4 ,quare dispositio in corpore ipso est invenienda1 in ipso colore1 non1 inquam1 prout est in luce 7,,cxv72 sed prout est in metallo3 videlicet in superficie hujus his vel illis radiis reflectendis accommodata4 ,,cxvii4 ,jam de aqua illa gummata quid adnotandum8 ,observavimus bracteas metallicas illa linitas1 omnium primas ignem suum impertiisse ligno quod fricabant 7,,cvi74 ,hic ulterius observabo hanc aquam gummatam non solum metalla1 sed alia quoque corpora aptiora reddere igni impertiendo4 ,compertum enim habui a ligno1 aut alio corpore ita linito accipere sericum nigrum1 quod ligno nudo 7non ustulato71 corporibusque fere omnibus dat3 similiter ab hoc ligno linito accipere aliud lignum ustulatum1 quod nedum ligno nudo1 sed quibusdam metallis adhuc dat4 ,,cxviii4 ,hinc facile concipitur cur charta inaurata igni impertiendo paratior sit1 quam aliae lamellae metallicae similes1 ejusdemque coloris2 item charta argentea 7,,cvii1 ,,cviii74 ,siquidem bracteolas1 quibus charta induitur1 non omnino nudas1 sed aliqua gummata aqua1 licet levissime1 linitas extare credibile est4 ,etsi enim bracteolis jam chartae applicatis nihil artifices consulto superducant2 ea tamen ipsa aqua gummata1 qua folia primum nuda perfunduntur1 ut bracteolae adglutinentur1 quidni has bracteolas1 dum apprimuntur1 supergressa exteriorem quamdam tunicam compingat8 ,,cxix4 ,hoc vel ex eo suadetur1 quod charta aurea1 sive argentea usu frequenti attrita1 non amplius aptitudine ignis impertiendi prestat aliis laminis metallicis nudis1 ut antea praestabat4 ,imo non raro vix aliquid nitoris amisit1 cum jam praestantia concidit4 ,porro quid hic detrimenti passa est charta1 siquidem hanc bracteola metallica nullatenus denudatam cernimus8 ,scilicet illi tunica gummosa abrasa1 ita ut bracteola jam nuda appareat4 ,,cxx4 ,haec optime deducerentur ex maxima aquae gummatae aptitudine ignis impertiendi1 si haec et ubique1 et semper constaret2 verum exceptio magni nimis momenti moram facit1 ne rem tuto definire liceat4 ,etenim compertum habui bracteam stamneam aqua gummata fucatam aliquando deteriorem se prodere aliis bracteis metallicis nudis1 albis quoque1 nec elasticis4 ,hoc in sulphure primum1 et colophonia fere semper obvenit3 nempe haec renuunt accipere ab hac bractea fucata1 quae non renuunt accipere ab aliis laminis nudis4 ,,cxxi4 ,quin1 inter ipsa ligna non pauca inveni1 quae ad infimum scalae gradum devenerant1 nec tamen accipiebant a bractea stamnea gummata4 ,,cxxii4 ,veruntamen et hanc ipsam exceptionem aliquid constantis prodere visum est mihi3 nimirum bracteas aqua gummata fucatas praestare bracteis metallicis nudis1 tunc cum corpus resinosum quod fricatur valde pollens est1 sive cum a nullis1 aut ferme nullis laminis metallicis accipit 7,,cvi72 has vero bracteas gummatas omnium deteriores esse1 cum corpus resinosum ad inferiores scalae gradus descendit1 sive accipit ab omnibus1 aut fere omnibus laminis nudis4 ,,cxxiii4 ,atque haec est illa aberratio quam 7,,cxii7 prospiciebam1 quaeque scalam metallorum a me descriptam invertit3 siquidem bracteas aqua gummata linitas primum obtinere locum statuebam 7,,cvi72 hic vero ad ultimum detrusas cernimus4 ,quod spectat ad colorem1 atque elasticitatem bractearum1 inversio nulla mihi adhuc usque se obtulit3 semper enim corpus resinosum prius a laminis ex metallo flavo1 rufo etc4 accipere1 quam a laminis metallicis albis2 itemque prius ab elasticis1 quam a non elasticis deprehendi1 ut statutum est 7,,cvii1 ,,cviii74 ,,cxxiv4 ,investigata aptitudine laminarum metallicarum ignis sui impertiendi1 restat ut accuratius investigemus repugnantiam in ipsis corporibus resinosis1 praecipue lignis 7de quibus agere propositum mihi est7 accipiendi a metallis2 et quomodo ab hac repugnantia gradatim recedant4 ,repugnantiam autem dico vim illam1 qua perstant in electricitate defectiva sibi comparanda1 licet laminis metallicis perfricentur4 ,,cxxv4 ,vidimus lignum nuper e fumo eductum1 adhuc modice calens omnino repugnare 7,,cv72 tractu vero temporis ab hac repugnantia sensim remittere1 eoque deduci1 ut jam ab omnibus laminis metallicis accipiat 7,,cvi1 ,,cvii1 ,,cviii1 ,,cix74 ,,cxxvi4 ,porro in ligno nuper e furno educto tria mihi veniunt consideranda3 maxima virtus electricitatis originariae2 siccitas maxima2 calor4 ,quaero igitur num omnia conferant2 num unum1 aut alterum per se3 et si primum2 quanta quodlibet parte4 ,,cxxvii4 ,calor certe conferre debet ut lignum subustum renuat accipere4 ,calorem enim igni potius effundendo corpora disponere novimus4 ,at nec soli calori omnis repugnantia1 nec vero multum ex hac illi tribuendum4 ,etenim lignum probe subustum1 cujus tamen vis aliquanto concidit1 hanc non integre recuperat1 etsi illud soli expositum incalescere curemus3 quippe non renuit accipere a pluribus bracteis metallicis1 quibus porro pergit dare lignum e furno eductum1 quod ferme refrixerit4 ,,cxxviii4 ,maxima virtus magis conferre videtur4 ,reapse ligna1 quae validiores effectus edunt1 ea ut plurimum sunt1 quae magis renuunt accipere a laminis metallicis4 ,quod et facile concipitur1 si illud solum attendatur1 haec ligna affectare electricitatem defectivam 7,x1 ,,xi73 quid enim magis consentaneum1 quam eo expressius affectare1 quo major inest vis8 ,,cxxix4 ,dixi ut plurimum ligna insigniori virtute pollentia magis repugnare1 non semper3 quandoquidem et debiliora inveniuntur1 quae magis repugnant1 quam praestantiora4 ,quod satis evincit hanc repugnantiam et ab aliis pendere adjunctis4 ,,cxxx4 ,siccitas igitur maxime est attendenda3 quod sequentibus experimentis didici4 ,ligneum bacillum probe in furno subustum1 adhuc modice calens1 virtute praestantissimum1 quod propterea a qualibet bractea metallica renuit accipere1 halitu oris1 vel manuum levissime humecto3 illico accipit ab aliquibus metallis1 licet et adhuc praestans virtute sit1 et adhuc modice caleat4 ,pergo sensibilius humectare2 et ad inferiores scalae gradus quam citissime descendit1 ita ut ab omnibus1 aut fere omnibus bracteis metallicis accipere non renuat4 ,,cxxxi4 ,scio equidem censeri posse ligna quae paullatim humescunt ideo minus repugnare1 quod in ipsis virtus electricitatis originariae pari passu infirmetur2 unde hinc potius ratio discriminis sit petenda1 quam a madore1 prout est mador4 ,qua de re etsi certo certius nihil pronuntiare possim1 hoc tamen asserere non vereor1 aliter mihi visum esse3 nimirum et ipsum madorem1 praeter virium electricarum infirmitatem1 minuere repugnantiam in ligno accipiendi a metallis4 ,,cxxxii4 ,post haec nemo sane mirabitur1 si illi ostendam eundem ligneum bacillum eadem bractea metallica fricatum1 altera sui parte seu extremo electricitatem excessivam induere1 altera defectivam3 illic taeniam nigram attrahere1 quam hic respuit1 fugere albam quam hic attrahit etc4 ,sufficit enim ut alterum bacilli extremum vel sit minus probe subustum1 vel halitu oris aut manuum aliquanto madeat1 ad hoc ut non renuat accipere a bracteis metallicis inferioris ordinis1 quibus pergit dare alterum bacilli extremum plane siccum1 aut probius subustum4 ,,cxxxiii4 ,porro et mirari desinemus eundem bacillum ligneum diversam indolem diversis temporibus praeseferre1 ita ut det hodie bracteis1 a quibus heri accepit etc4 7,c74 ,quid enim mirum si certis diebus virtus in ligno potissimum infirmetur1 aut1 quod est maxime attendendum1 plus humoris contrahat8 ,,cxxxiv4 ,haec sunt quae ligna lamellis metallicis perfricata mihi obtulerunt4 ,varietates1 in quas incidi1 non tacui4 ,iisdem experimentis super charta institutis eadem ferme obtinuerunt3 hoc unum inest discriminis1 quod charta minorem prodit repugnantiam accipiendi a metallis4 ,equidem non audeam omnia rata constitutaque habere1 quae meis experimentis deducebam2 nam et tot adjunctorum varietas1 et aliorum in hac re errata cautiorem me faciunt4 ,experimenta vero quae inii1 licet plura1 si ea per se spectentur1 dici possint1 pauca admodum sunt1 si quantum in hac re expostulatur attendamus4 ,ossa1 corium1 caeteraque corpora ustulata essent eidem examini1 imo diligentiori subjicienda4 ,accedit quod nonnisi colorem1 elasticitatem1 tum quoddam aquae gummatae tegumentum paucis meis experimentis ductus consideravi in metallis2 in lignis vero virtutis praestantiam1 calorem1 siccitatem4 ,quid si autem et diversa superficierum asperitas in illis1 densitas diversa2 in his vero asperitas1 densitas1 elasticitas1 aliaeque1 quae nec animum subeunt1 affectiones non parum in hoc sibi vindicent8 ,,cxxxv4 ,atque hic lucubratiunculae huic meae finem facienti liceat appendicis loco animadversionem subnectere1 quae ad res cum altioris1 tum foecundioris indaginis iter parat4 ,si novis hisce experimentis ,electricitas ,artificialis plurimum debet1 et quod historia corporum idioelectricorum insigniter aucta est1 et quod ratio hujus in corporibus affectionis propius investigata1 ac pene educta2 num ex iisdem nihil prorsus ,electricitatis ,naturalis seu athmosphaericae bono profluere posse censebimus8 ,mihi certe lucem quamdam affulgere videtur1 ut quod in abscondito positum erat1 jam se prodat apertum4 ,quaerebatur unde nubibus electricitas manaret3 e tellure inquiebant3 recte2 at si praeter vitra1 resinas1 serica1 quae ope affrictus electricitatem satis validam originarie movere possunt1 reliqua corpora vix aut ne vix quidem hac virtute donari vestra hucusque experimenta praedicant1 unde1 instabo1 tam immanis in athmosphaera electricitas8 ,num haec vitra1 serica1 resinae passim et ubique telluris praesto sunt1 ac fricantur8 ,at huic quaestioni satisfacere in promptu est1 postquam compertum omnia omnino corpora1 metallis tantum ac lapidibus exceptis1 probe assata1 maxima electricitatis originariae virtute pollere4 ,sane non desunt ligna1 aliaque corpora1 quae quotidie1 et ubique locorum comburuntur4 ,quod si haec corpora rite ustulata qualibet vel levi frictione1 percussione1 scissione illico electricas vires exerere observavimus 7,,xxii72 nonne plane credibile est particulas1 quae vi ignis1 vel aliquomodo abraduntur ab his corporibus1 dum per varios gradus combustionis transeunt1 quaeque fumose ascendunt1 similiter electricam vim induere8 ,nec obstat quod ea debilis sit1 nec facile signis exploranda1 dummodo esse aliquam concedatur3 immanis enim particularum avolantium copia in subsidium venit4 ,porro vim hanc qualemcumque sive diu tenaciterque servent hae particulae1 etiamdum ad superiora athmosphaerae loca evectae in nubes coeunt1 sive in aere quem tranant sensim deponant1 aeque semper nubium atque atmosphaerae electricitas obtinebit4 ,quod de corporibus vere ex igne combustis dixi1 intellectum volo1 habita ratione inaequalitatis virium1 de iis etiam1 quae aestu solis torrentur4 ,re enim vera inveni ligna1 corium1 ossa etc4 aestivis solibus diu exposita apta evasisse1 quae frictione electricas aliquas vires sibi compararent4 ,sed quae hic profero conjectationum vim non excedunt2 nondum enim experimenta1 quae rem conficiant1 suppetunt4 ,latus sane campus hujusmodi experimentorum aperitur uberem fructum promittens4 ,quantum ex hoc mihi jam alacriter ingredienti percipere dabitur1 nescio4 ,optandum ut melioris notae ,physici ad hoc tentaminum genus animum adjungant1 majora certe praestituri4 ,,lettere ,,sull',,elettroforo ,,perpetuo ,questi articoli sono stati estratti dal ,volume #h4 della ,scelta di ,opuscoli di ,milano p4 #abg4 ,,elettroforo ,,articoli ,,di ,,due ,,lettere ,scritte al ,p4 ,c4 ,g4 ,campi4 ,c4 ,r4 ,s4 ,como #ac ,giugno #agge4 ,ho scritto ultimamente a ,priestley alcune che credo mie scoperte in elettricit1 e forse sorprendenti4 ,ho costrutto un piccolo semplicissimo apparecchio1 che sta tutto rinchiuso in una scatola portatile comodamente in tasca4 ,in questo ho stampata1 dir cos1 un elettricit tale1 che non s'estingue pi mai2 ve l'ho impressa senz'altro corredo di macchina2 e s ne ho i segni d'ogni maniera senza dispendio finch mi giova averne1 e segni affatto vivaci1 bastevoli ad elettrizzare fortemente un ben capace conduttore1 un uomo isolato1 e caricare una boccia per la scossa ec4 in somma quanto s'ottiene da una competente macchina1 io l'ottengo dal mio apparecchio senza ruota1 senza giro1 senza stropicciamento di sorta1 a riserva del primo leggerissimo impiegatovi una volta sola quando dapprima1 ed ha gi pi d'un mese1 vi stampai l'elettricit2 l'effetto del qual primo1 ed unico strofinamento1 senza che pi si rinnovi1 ho trovato un mezzo facilissimo di far s1 che n manchi1 n punto pur scemi per qualsivoglia tratto1 e sia pure interminabile4 ,mi trovo in grado di chiamare questa specie d'elettricit ,vindice indeficiente1 e il mio apparecchio ,elettroforo perpetuo4 ,questi miei ritrovati potr in breve pubblicarli con la stessa lettera con cui ne do parte a ,priestley1 quando pure non pensi meglio a farlo con una memoria pi seguita1 ed estesa4 #bb ,giugno #agge4 ,potr aggiugnere a quel tanto che ne dissi un altra cosa1 la quale pu far crescere la sorpresa1 ed che non solo ho il mezzo di esaltare l'elettricit del mio apparecchio1 qualora dopo lungo tratto di giorni1 o settimane si scorga infievolita1 e di ricondurla al grado massimo d'intensione senz'altro ajuto di macchina1 o di novello stropicciamento2 ma quello eziandio1 ed poi lo stesso1 di far servire l'elettricit comunque sia o debole1 o forte d'un apparecchio1 ad eccitare in un secondo1 e se bramisi pur gagliarda1 in un terzo1 in dieci1 in cento apparecchi ec4 senzach venga a smarrirsi la prima4 ,,articolo ,,di ,,una ,,lettera#cb ,al ,sig4 ,dottore ,,giuseppe ,,priestley4 ,como #aj ,giugno #agge4 4 4 4 4 4 4 ,io non so se tanto prometter mi debba dalle mie osservazioni1 che esse anzich importune1 gradite vi riescano1 e interessanti4 ,avanzandole siccome miei nuovi ritrovamenti1 avvenir potrebbe un'altra volta che deluso rimanessi non altrimenti che accadde di quelle sopra il legno abbrustolito1 cui la vostra eccellente ,storia dell',elettricit avveder mi fece1 ma troppo tardi1 essere state in parte da altri preoccupate4 ,or chi sa che la continuazione da voi disegnata della medesima ,storia non venga per egual modo a rapirmi la gioconda illusione di queste nuove mie pretese scoperte8 ,comunque la cosa sia per riuscire1 io dovr non men d'allora saper grado alla lezione della vostra ,storia del disinganno1 e de' lumi che mi verr porgendo2 ma grado mille volte maggiore vi sapr1 se fin d'ora mi significherete candidamente qual luogo1 e parte io mi possa sicuramente attribuire nell'invenzione de' fatti1 che a me sembran nuovi2 e il valore che voi medesimo loro date4 ,voi avete gi inteso che l',elettricit il soggetto de' miei ritrovamenti4 ,or dir il genere particolare intorno a cui s'aggirano4 ,egli quel ramo1 che se a buon diritto nol so1 ha ottenuto di chiamarsi ,elettricit ,vindice#cc4 ,ecco in breve il capitale dell'invenzione che ha sorpreso me1 e quanti finora furono a parte di un tale spettacolo4 ,io vi presento un corpo che una volta sola elettrizzato per brevissim'ora1 n fortemente1 non perde mai pi l'elettricit sua conservando ostinatamente la forza vivace de' segni a dispetto di toccamenti replicati senza fine4 ,voi tosto indovinate che s fatto corpo vuol essere una lastra isolante vestita1 e snudata a vicenda della sua armatura3 ed ci appunto che io ho inteso di accennare1 allorquando ho detto1 che i fatti che sono per riferire appartengono all'elettricit vindice4 ,ma non che indovinare1 durerete forse fatica a credere la costante vivacit de' segni1 e pi la straordinaria loro durevolezza1 che veramente quale ve la propongo1 senza termini1 o limiti1 mentre osservato avrete1 che troppo lungi ne sono que' che s'ottengono dalle lastre di vetro tenute in conto delle pi eccellenti1 e guernite della consueta armatura d'una foglia metallica reputata essa pure la pi acconcia a tal uopo2 infatti con tale apparato si hanno da principio alcune vive scintille1 ma che ben presto illanguidiscono1 e durano per lo spazio di poche ore in tempi ancora favorevolissimi4 ,perci appunto io ho rifiutato1 e le une1 e le altre sostituendo alle lastre di vetro1 quelle di ceralacca1 di zolfo1 o d'altra resinosa materia2 e alle sottili1 e pieghevoli foglie surrogando altre armature metalliche s1 ma ferme1 e di volume assai pi ampio1 e modellate su lodevole forma d'un capace conduttore4 ,e con ci quantunque mi sembri d'avervi data un'idea generale della somma di questo nuovo apparato1 permettetemi ch'io vi descriva parte a parte quello di cui f uso1 che semplicissimo1 e la maniera di trarne i promessi vantaggi4 ,ho dunque un piatto di stagno con l'orlo che rileva poco pi d'una mezza linea1 d'un piede di diametro1 entro ho versato un mastice fuso composto di trementina1 ragia1 e cera1 steso1 e rassodato in una superficie piana1 e lucida4 ,ne ho parecchi altri1 e pi grandi1 e pi piccoli di legno eziandio al cui fondo incollata una laminetta di piombo1 e in cui ho versato ove zolfo1 ove ceralacca1 ed ove altri mastici di varia composizione1 ma l'indicato di sopra ch'io fo di tre parti di trementina due di ragia1 ed una di cera bollite insieme per pi ore1 mescendovi in fine alquanto di minio1 ad oggetto di avvivarne il colore1 l'ho trovato il pi comodo1 e il migliore4 ,fa l'officio di armatura al di sopra un legno dorato della figura a un di presso d'uno scudo di dieci pollici di diametro1 e alto due all'incirca1 piano nella base che dee combaciare col mastice1 alquanto convesso nei lati1 o sia nel contorno4 ,dal centro della concavit sorge un manico di vetro1 o meglio di ceralacca ben levigato1 che ha gli spigoli 7e ci rileva assai7 smussati1 e ritondati4 ,chiamer dunque quest'armatura col nome di scudo4 ,stimo superfluo l'avvertire1 che mi attengo ordinariamente ad uno scudo di legno dorato1 perch meno dispendioso1 e pi leggiero1 e manesco che uno di metallo sodo4 ,peraltro avendo in seguito pensato a farne uno d'ottone tutto cavo interiormente a foggia di una scatola1 che serve per un altro apparato minore portatile in tasca1 trovo che m'offre in compenso non piccoli vantaggi1 uno rilevante1 che quello d'essere pi forbito1 e perci di dissipar meno d'elettricit3 gli altri di sola appariscenza1 e comodo1 per atto d'esempio di render sonore le scintille anche meno vive2 e di poter racchiudere in esso vari stromenti che vengono ad uso1 come caraffe1 manichi per isolare1 palle1 fili ec4 ,eccovi1 ,sig41 tutto l'apparato -- ,mettiamolo ormai alle prove1 e veggiamo come gli effetti corrispondono alle promesse4 ,carico mediocremente la lastra al modo ordinario coll'ajuto della macchina1 e ne provoco la scarica giusta il costume toccando congiuntamente1 o alternatamente lo scudo1 e il piatto4 ,allora alzando lo scudo pel suo manico isolante1 e riponendolo sul mastice1 con toccarlo alternatamente1 siccome richiede la teoria dell'elettricit vindice2 e quando alzato1 e quando torna a posare ne ho scintille tali1 e s vive 7quelle segnatamente dell'innalzamento1 e pi le succedenti alle prime due1 o tre7 che si spiccano1 e dirigonsi alla nocca del mio dito ad un pollice e mezzo1 e talora pi di distanza1 per nulla dire del venticello1 e de' fiocchi di luce che si manifestano sulle punte all'intervallo di pi pollici1 e degli attraimenti de' corpicciuoli oltre allo spazio d'un piede4 ,che pi8 ,con quattro1 o sei scintille cavate dallo scudo elettrizzo fortemente un conduttore assai capace1 un uomo isolato ec41 con trenta in quaranta di esse carico fortemente una caraffa2 tutte queste operazioni io fo1 e replico finch mi piace4 ,ma i segni illanguidiscono col tempo8 ,nol niego1 massimamente ove non si cessi di tormentar l'apparecchio per lungo tratto1 e a varie riprese4 ,dunque finalmente cesseranno del tutto8 ,s1 ci forse avverr1 ma non so dopo qual tratto di tempo4 ,ma che direte se io dimostro che questa minacciata estinzione de' segni si pu prevenire1 e riparare l'illanguidimento1 e finanche ristorare il primiero vigore con niun altro ajuto che quello delle deboli forze che rimangono8 ,m'affretto a spiegarvi per qual modo ci si possa ottenere4 cosa troppo nota che si pu caricar una lastra per mezzo d'un'altra lastra1 o caraffa gi caricata1 col compartire a quella la carica di questa4 ,or bene1 io non cerco di pi2 imperciocch se col mio scudo1 allora pure che non mi d se non scintille deboli1 giungo a caricare anche debolmente una caraffa1 posso contare d'avere in questa caraffa un ristoratore dell'elettricit indebolita1 e di portarvi una vera aggiunta eccitandone la scarica1 o sia compartendola alla superficie del mastice4 ,e cos adoperando non m'inganno1 col badar bene per di applicare al mastice non gi l'uncino della caraffa1 se questo ha ricevuto la carica dallo scudo1 ma sibbene la pancia1 o la base2 e vice versa1 se questa ha toccato lo scudo4 ,per poi viemeglio riuscir nel mio intento non iscarico la caraffa in un colpo sopra la faccia armata del suo scudo1 ma gradatamente con una scintilla per volta1 o 7che d'un bel tratto pi efficace7 portando a combaciamento la base1 o l'uncino della caraffa colla faccia nuda del mastice1 e scorrendovi sopra per tutto1 onde imprimere1 dir cos1 ad ogni punto la competente porzioncella di carica4 ,per tal modo e con tale attenzione trovo pi spediente di elettrizzare il mio apparecchio ben anche la prima volta1 senza applicarlo immediatamente alla macchina per mezzo solamente d'una caraffa carica2 e se vaghezza mi prende di far senza interamente d'ogni macchina1 e nulla prenderne ad imprestito1 ci riesco con pochissima pena usando un leggiere stropicciamento di mano1 o panno1 o carta1 o 7che meglio7 pelliccia fina1 e bianca sulla faccia del mastice ancor vergine1 col quale strofinamento produco primamente1 e in un attimo una discreta elettricit1 che messa poi a profitto merc il replicare una1 o due fiate l'artificio gi descritto di caricare un caraffino1 e rinfondere la carica sulla superficie del mastice1 arriva in brevissimo tempo al sommo di vivacit4 ,se mi chiedete dopo quanto intervallo di tempo faccia mestieri di ricorrere a cotale industre modo di ravvivare l'elettricit moribonda1 perch non si perda del tutto1 vi dir non aver io fissata1 n potersi per avventura fissare regola alcuna4 ,sono per in grado d'assicurarvi che dopo il corso non gi d'ore1 o di giorni 7soprattutto se l'apparecchio si lasci buona parte del tempo in riposo1 e ben custodito1 sicch si mantenga asciutta1 e pura la faccia del mastice7 ma d'intere settimane l'elettricit non vi verr mai meno1 solo che vi prendiate la cura di replicare due1 o tre volte il giuoco della caraffa4 ,non debbo qu lasciar di suggerire che in luogo d'una caraffa di vetro torna forse pi comodo un cannoncino di rame1 o latta intonacato di cera lacca1 o mastice1 e armato acconciamente1 a cui avvegnach tocchi minor quantit di carica1 ci non ostante perch l'acquista prestissimo1 serve perci meglio1 e quello che pi monta1 teme assai meno l'umidit dell'aria4 ,non so finir di parlare dell'artificio di risvegliar l'elettricit languente col rifondere1 e ritorcere contro di se stessa quella poca che rimane1 e s ricondurla al grado massimo d'intensione1 senza dire che sebbene tal ritrovamento non sia altro pi che una conseguenza della teoria1 che appunto me lo ha fatto tosto immaginare1 sembra per oltre modo maraviglioso a chi non sente ben addentro in cos fatte cose1 e senza confessare ch'io stesso ne andai pieno di gioja tostoch vidi il fatto risponder pienamente all'idea concepita1 non meno per la bella armonia1 che ravvisai co' principj come per la novit sorprendente che ne risultava unita al vantaggio di poter1 ove che fosse1 col mio semplice apparato passarmela senza il corredo della macchina1 e produrre ci nonostante lo spettacolo della pi viva elettricit1 e con quel solo destarla egualmente viva in altri apparati senza fine 7la qual industria mi richiam tosto alla mente quella onde andiamo debitori a ,voi ,inglesi di calamitare fortissimamente l'acciajo senza calamita71 e s anche perch io veniva a giustificare l'aggiunto di un nuovo vocabolo1 che non senza esitazione aveva destinato a questa fatta di elettricit1 il che ora senza scrupolo1 e a tutto rigor di termine sento di poter fare1 chiamandola elettricit ,vindice indeficiente4 ,che se a voi non dispiacesse1 ardirei pure imporre un nome al mio picciolo apparecchio1 e sarebbe quello di ,elettroforo perpetuo4 ,or vi dir che ho immaginato di inalberare sulla sommit dello scudo un asta di ferro contro le nuvole1 di maniera che abbia ad involare e concepir in seno del fuoco elettrico di colass4 ,vi ho reso conto1 ,signore1 dei sommi capi delle mie scoperte1 se tali pur sono1 tralasciando tutto il dettaglio de' varj tentativi1 e le molte riflessioni che mi ci han condotto1 o spuntate ne sono1 e che per riservo per un'altra ,lettera1 o per la ,memoria1 che vi dissi da principio aver in animo di pubblicare4 ,questo solo vi anticipo1 che tutto tende a confermare quella mia sentenza che mi argomentai gi di venir persuadendo nella ,dissertazione ,de vi attractiva ignis electrici etc4 #agfi1 cio1 che le elettricit delle lastre1 non si estinguono realmente1 e interamente per la scarica1 come ha preteso il ,p4 ,beccaria1 e persiste anche in oggi a volere#cd1 ma perseverano lunga pezza ad esservi in parte aderenti1 inducendo1 perch abbia luogo un certo quale equilibrio1 l'elettricit contrarie nelle respettive armature2 onde vengono per tal modo a contrappesarsi2 onde le adesioni d'esse armature alle facce della lastra2 onde finalmente lo sbilancio della separazione1 i segni ec4 ,quell'eccellente ,professore di ,torino portato in conseguenza del suo opinare ad accagionar la luce che spunta trallo disgiungimento d'indurre una nuova elettricit sulla faccia della lastra che si snuda1 a spese dell'armatura3 io accuso questi discorrimenti di luce di portare non gi l'inducimento di una nuova1 ma all'opposito un vero dissipamento delle due contrarie elettricit2 della prima cio impressa1 e tuttor'affitta alla faccia isolante1 e dell'opposta indotta nell'armatura per l'antecedente scarica3 e s seguendo quelle strisce di luce1 e contemplandole attentamente1 dalle circostanze in cui si mostrano1 o n1 o crescono1 o scemano1 dalla figura1 da tutto in somma ricavo argomenti evidentissimi1 e palpabili1 che il mio sospetto pur vero4 ,e per addurne una1 od altra prova3 se altrimenti andasse la bisogna1 a grado cio del ,padre ,beccaria1 non dovrebbe l'ordinaria armatura di foglie metalliche dispiegare1 e in se stessa1 e nella faccia della lastra che lascia nuda1 elettricit maggiore1 che non quando fa l'ufficio d'armatura il mio scudo8 tanto maggiore1 io dico1 quanto le strisce di luce ch'eccita quella nell'atto del divellerla sono pi copiose delle strisce ch'eccita codesto scudo8 ,ma appunto succede il contrario3 e a questo singolarmente dovuta la prestante eccellenza del mio scudo sopra le solite armature1 dall'aprir esso lo sfogo a minor luce1 che quanto dire a minor dissipamento4 ,diciam pi3 se la luce che compare trallo disgiungimento fosse quella dell'elettricit1 che la faccia snudata rivendica a se1 o vogliam dire ripete dall'armatura1 giusta il sentimento dell'avversario1 non so vedere perch non dovesse provocarne molto di pi di questa luce quando s'alza l'armatura1 senza tenerla isolata1 che non quando s'alza isolata2 giacch nel primo caso ne la capacit senza limiti4 ,eppure punto1 o poco di luce appare alzando lo scudo non isolato1 nello stato cio che potrebbe pi fornirne2 e grandi strisce ne spicciano alzandolo isolato4 ,dunque non la faccia snudata che muova questa luce1 perch cerchi ricuperare la sua antica elettricit a spese diremmo dell'armatura2 n questa obbedisce altrimenti alle sollecitazioni di quella2 ma a se stessa obbedisce1 cio a quella forza di dissipare quel soverchio di elettricit propria1 di cui insofferente1 e che perci scappa massimamente dagli angoli4 ,io non ho fatto pi sperienze sull'aria4444 ,,aggiunta ,avendo pensato che il nuovo apparecchio oltre la sorprendente singolarit de' segni indeficienti1 di cui si venuto ragionando1 offre altri non meno reali che speciosi vantaggi1 s per la mira d'illustrare per eccellente modo la teoria elettrica1 s per lo scopo di condurre con l'ultima agevolezza ogni maniera di sperienze1 i quali vantaggi hanno obbligato a dar a quello la preferenza sopra ogn'altro apparato non dir me solo1 cui l'amore di un bel ritrovamento potrebbe di leggieri aver sedotto1 ma alcuni eziandio che da principio si mostravan ritrosi a concederli questa superiorit2 e considerando d'altra parte che la descrizione da me datane ristretta ne' limiti d'una lettera1 e all'intelligenza de' pi esperti elettrizzatori1 potr per avventura far nascere desiderio a taluno non versatissimo1 il quale amasse pure1 di ricrear se ed altri con siffatte dilettevoli sperienze rese omai s domestiche e comuni1 d'avere sott'occhio il disegno de' pezzi1 e il giuoco che loro si fa eseguire1 ho pensato di far cosa grata esponendo nelle seguenti figure sotto diversi aspetti1 e combinazioni tutto ci che compone uno de' miei comodi apparati portatili1 e quanto esso offre su due piedi a vedere di singolare4 ,,aa 7fig4 #a7 il ,piatto1 o sia una lastra d'ottone lavorata al torno con l'orlo ben rotondato prominente nella faccia superiore una mezza linea all'incirca1 in cui contenuta la stiacciata di ceralacca1 o mastice ,b1 nella inferiore sporgente una buona linea1 o pi pell'uopo che si dir4 ,,cc lo ,scudo di legno dorato1 o d'ottone cavo1 senz'angoli1 e ben forbito1 che si apre a foggia di scatola1 e contiene i vari pezzi che hanno da venire ad uso4 ,e il manico isolante1 cio un bastoncino di vetro intonacato di ceralacca1 armato nell'estremit di due cappelletti d'ottone ff 7fig4 #b71 uno fatto a vite con cui si ferma a un bottone lavorato per questo nel centro della faccia superiore dello scudo ,,cc1 e l'altro che termina in un anello1 per cui si regge alzandolo 7fig4 #b1c74 ,nella figura #a4 sta il piatto ,,aa1 o meglio il mastice armato del suo scudo ,,cc ricevendo l'elettricit1 o sia la carica dalla catena ,o di una macchina ordinaria2 indi se ne eccita la scarica dalla mano ,,ad che tocca congiuntamente il piatto1 e lo scudo4 7fig4 #b47 ,una mano alza per mezzo dell'anello f del manico ,e1 lo scudo ,,cc2 e l'altra mano ,x ne trae una lunga scintilla3 e ci ognora che si leva lo scudo dopo averlo posato1 e poi toccato4 ,la stessa fig4 #b mostra come elettrizzato una volta un solo apparato1 se ne possa avvivar un altro1 o quanti altri ne aggrada3 dando cio replicatamente le scintille dello scudo alzato ad un filo1 od uncino d'ottone ,k sporgente da un altro scudo1 che posa sul suo mastice4 ,fatto ci1 e mutando mano voi potete con questo secondo1 e collo stesso processo rinvigorir la forza nel primo1 e cos via via reciprocamente4 7,fig4 #c74 ,l'operazione indicata simile a quella della figura precedente1 tranne che si fanno spiccare le scintille dallo scudo ,,cc verso l'uncino ,i della caraffa armata ,g1 la quale perci viene a caricarsi4 ,la mano ,d sta in atto di toccare il piatto in ,a1 e lo scudo in ,c ogni volta che posi1 e di ritirare da questo il dito qualor s'alza4 ,la caraffa poi si scarica coll'arco conduttore ,t1 o si adopra per la scossa ec4 7,fig4 #d74 ,colla caraffa stessa caricata nel modo surriferito si ravviva l'elettricit1 che per avventura si fosse indebolita4 ,s'impugna dalla mano ,l per la pancia ,g1 si posa sulla faccia nuda del mastice ,b4 ,indi lasciata la pancia si trasporta la mano ,l a reggerla pell'uncino ,i1 e cos dimenandola si viene a scorrere sopra tutta la faccia ,b fin presso l'orlo del piatto ,,aa1 senza per toccarlo3 dopo di che si rimette lo scudo1 si scarica toccando ec4 7,fig4 #e74 ,senza poi togliere ad imprestito alcuna straniera elettricit basta ad imprimerla la prima volta sulla faccia del mastice ancor vergine ,b1 un leggiero strofinamento colla palma della mano4 ,questo v'imprime elettricit di difetto1 e tale pure ve l'eccita lo strofinare con panno1 carta ec42 ma strofinando con carta dorata sorge spesso 7non per sempre7 elettricit di eccesso4 ,i segni che s'ottengono col solo strofinamento sono alquanto deboli1 vero2 tuttavia essendo capaci di caricare alcun poco la caraffa1 eccovi pronto il mezzo di avvivarli col giuoco di sopra mentovato della stessa caraffa4 7,fig4 #g74 ,il piatto ,,aa sorretto da una colonnetta di vetro ,e1 intonacata di ceralacca1 impiantata1 o fermata a vite nel piedistallo ossia scatola di legno ,,pp 7che serve poi a rinchiudere tutto l'apparato71 e fermata pure a vite a un dado1 o bottone che risalta dal centro della faccia inferiore di esso piatto 7e questa la ragione per cui l'orlo inferiore del piatto debbe sporgere alquanto pi1 come si di sopra avvertito1 a fine cio che il bottone non impedisca quando si vuol far posare il piatto piano e fermo74 ,questo piatto cos isolato porta una punta ottusa ,n inserita in uno de' forellini s s s praticati a tal oggetto s nell'orlo del piatto1 come attorno allo scudo1 e un'altra verghetta metallica terminante in palla ,q1 a cui viene presentata a qualche pollice di distanza la punta ,m4 ,lo scudo ,,cc porta pure inserita una punta ,n nel mentre che un'altra ,m gli vien presentata dall'opposto lato4 ,ogni volta adunque che s'alza nella debita forma lo scudo ,,cc 7ben inteso che non si ometta mai la solita alternativa dei toccamenti allora che posa7 si manifestano due fiocchi1 e due stellette3 un fiocco dalla punta ,m contro la palla ,q del piatto1 ed una stelletta sulla punta ,n che sporge dal piatto medesimo3 vice versa il fiocco spicca dalla punta ,n attenente allo scudo1 e la stelletta compare sulla punta ,m che guarda esso scudo4 ,questo avviene allorquando l'elettricit impressa sul mastice sia difettiva1 quale cio la suole eccitare lo strofinamento della mano ec4 ,qualora sia eccessiva1 mutan tutti luogo i fiocchi1 e le stellette1 comparendo appunto a rovescio4 7fig4 #h7 ,in somma la stessa che la fig4 #g1 ma rovesciata4 ,lo scudo ,,cc sorretto in luogo del piatto ,,aa dalla colonna isolante ,e fermata sul piedestallo ,,pp1 ed esso scudo porta la verghetta armata di palla ,q1 le scintille della quale in tempo che s'alza il piatto ,,aa pel manico ,e vibrate vivissimamente contro l'uncino ,i della caraffa ,g la caricano1 mentre che esso piatto pure eccita scintille in ,a dalla nocca d'un dito1 e pu caricare contrariamente un'altra caraffa4 ,non debbo lasciare di far osservare che si pu supplire all'incomodo di toccar colla mano lo scudo ogni volta che si posato1 con un mezzo facilissimo4 ,basta inserire nell'orlo del piatto ,a fig4 #b in un de' forellini s un fil d'ottone terminante in una picciola palla1 ripiegato in modo sopra la faccia del mastice1 che detta pallina venga a toccare lo scudo ,,cc quando si posa3 cos siegue da se la scarica4 ,la fig4 #f rappresenta il fondo1 e il coperchio della scatola di legno ,,pp destinata a chiudere tutto l'apparato1 per portarselo in tasca4 ,questa scatola poi medesima serve come di base1 o piedestallo a portare la colonnetta isolante ,e fig4 #g e #h3 al qual fine nel centro del coperchio si praticato un buco y atto a ricevere la vite f di detta colonnetta ,e4 ,serve pure essa scatola coll'ajuto di quattro piedi isolanti zz1 ch'entrano a vite sotto il di lei fondo1 di sgabello1 su cui pu montare una persona per essere elettrizzata ec4 ,allorquando s'ha a chiudere tutto l'apparecchio1 si nascondono questi piedi in un cogli altri bastoncini isolanti1 colla caraffa1 le verghe puntate1 l'arco conduttore ec4 in seno allo scudo2 esso scudo poi col piatto si racchiude in cotesta scatola di legno3 ed ecco assettato1 e riposto tutto4 ,bench dalle figure qu espresse rilevinsi abbastanza i comodi1 e i vantaggi che offre questo apparato sopra ogn'altro1 giover toccarne qu ancor di passaggio alcuni1 accompagnandoli con poche avvertenze intorno al maneggio di cotesto ,elettroforo4 ,quanto ai vantaggi1 non ci arrestiamo pi al massimo e solenne1 che la durevolezza1 anzi meglio perennit dei segni3 se n' detto gi abbastanza a suo luogo4 ,unicamente si vuol far notare1 che sebbene la costanza nel mastice a ritenere l'elettricit impressa regga agli attacchi dell'umido1 e fino alla prova insolente di alitarvi sopra a larga bocca2 pure sviene1 e si dissipa quasi in un subito ogni virt1 tentata dalle punte la superficie di esso mastice3 e ci per tal modo1 che scorrendovi sopra senza notabile strofinamento1 e dir cos1 leccandola con un fiocco di fili1 o carta d'oro1 ed anche solamente con una spazzola1 con un pezzo di lana ec41 tutta l'elettricit viene a smarrirsi4 ,questa debole disposizione mi torna talvolta a comodo4 ,qualora non so che farmi dell'elettricit d'un apparato1 e cerco d'aver il mastice siccome fosse vergine1 non ho che a stendere bene il mio fazzoletto sopra la faccia di quello2 ed ecco spenta ogni virt4 ,all'incontro ognor che voglia conservata l'elettricit per giorni1 o settimane1 ho cura di non permettere che panno1 o tela1 od altro chicchessia irto di peli venga a scorrere od applicarsi sulla faccia del mastice2 e mi tengo fino in guardia1 che i miei manichetti in qualche parte non mi tradiscano4 ,ma con tutte queste attenzioni toglier non posso1 che la polvere1 e i peli sottilissimi1 che d'ogni parte accorrono attratti dalla faccia elettrica1 non vadano di mano in mano a portare notabile illanguidimento ai segni1 in ragion che dura il giuoco di alzare ed abbassar lo scudo3 sicch pur mestieri per ottenerli del tutto vivaci ricorrere di tempo in tempo al maneggio della caraffa ec4 ,tuttavia il decadimento non tale1 che non si mantengano a dispetto di tormentar di continuo l'apparato1 e senza l'artificio di ravvivarli1 per ore e giorni4 ,non per la sola durevolezza e vera indeficienza dei segni1 che il nostro elettroforo ottiene sicuramente il primo vanto2 ma per la grandezza eziandio di questi1 e per la qualit4 ,per qualit intendo e la natura dell'elettricit vindice in genere1 che non propriamente la stessa dell'elettricit ordinaria1 di quella cio che muove immediatamente dallo stropicciare1 e a questa sola cagione risponde2 e intendo pi in particolare le vicende dell'elettricit non gi pi di natura1 ma di specie soltanto contraria1 com' d'eccesso1 e di difetto1 le quali in tante forme1 e quasi con niun particolar maneggio si manifestano a un tempo1 come si veduto nella fig4 #g e #h1 in cui gi di per se danno i segni vivaci1 e continui s il piatto1 che lo scudo1 questo contrariamente a quello3 laddove nelle macchine ordinarie1 sebben si preparino con i cuscini isolati1 compajono vero le due elettricit opposte2 ma durando l'isolamento dei cuscini1 ben presto ammutoliscono quasi del tutto i segni nella catena4 ,il cambiar poi tosto nella contraria l'elettricit s de' cuscini che della catena non tanto agevol cosa nelle macchine usuali3 anzi se queste1 com' di solito1 portano il disco di vetro liscio1 non mai che si ecciti altra elettricit che di difetto negli strofinatori1 qualunque essi siano1 e di eccesso nella catena2 se poi il disco sia di zolfo1 potrem bene elettrizzare or nell'una1 or nell'altra maniera1 ma mestieri per ci cangiare di strofinatori4 ,l'apparato nostro non abbisogna d'altro per mutar le vicende de' segni1 che di compartir sopra il mastice la carica della caraffa da quella banda che la ricevette dallo scudo 7es4 gr4 nella fig4 #d va impugnata la pancia ,g della boccia1 e visitato il mastice coll'uncino ,i74 ,a tal uopo giover aver prima distrutta1 mediante l'applicazione del fazzoletto1 l'elettricit vecchia del mastice4 ,ma queste vicende delle contrarie elettricit riescono poi affatto graziose usando di un ,elettroforo per animarne un'altro1 come nella fig4 #b2 e pi avendovene una serie3 giacch se il primo era elettrico per eccesso d al secondo l'elettricit per difetto1 e questo secondo porta novellamente carica d'eccesso al terzo2 e cos adoperando di seguito1 il quarto diventa elettrico come il secondo1 il quinto come il primo1 e il terzo ec4 ,alzando poi ad un tempo due scudi vicini1 vale a dire contrariamente elettrizzati1 ne spicca la scintilla del doppio pi forte coerentemente alla teoria4 ,finalmente la costruzione del nostro apparato vi offre il mezzo pi sicuro1 e spedito di esplorare queste vicende medesime1 ossia la specie di elettricit in ogni caso4 ,abbiate un piccolissimo ,elettroforo 7pu essere non pi grande di due pollici71 con de' fili appesi allo scudetto4 ,una volta sola che impressa ci abbiate l'elettricit qualunque1 ad ogni sollevamento dello scudo si rizzeranno1 e divergeranno i fili1 e semprech nota vi sia la specie d'elettricit onde rimangono imbevuti1 vi dinoteranno coi moti d'attrazione1 o di ripulsione verso altro corpo elettrico1 la specie di cui questo gode4 ,pi chiara1 e decisiva ne sar la prova1 se due di cotai piccoli ,elettrofori vi abbiano alla mano1 un de' quali porti scolpita l'elettricit per eccesso1 l'altro per difetto4 ,or questi1 che convenientemente all'uso loro io chiamo ,esploratori1 servono ben meglio che i nastri di seta bianchi1 e neri soliti ad usarsi per tal uopo1 i quali smarriscono presto la lor virt1 e ci obbligano a stropicciarli tratto tratto3 ci che non accade di dover fare co' primi1 che non abbisognano d'altro maneggio per giorni1 e settimane4 ,diciamo or qualche cosa della superiorit riguardo alla grandezza1 o forza de' segni3 e cos diremo anche della facilit d'ottenerli merc di alcune cautele4 ,in generale le scintille da un apparato di mediocre capacit s'ottengono ben vive3 e sono stato modesto anzich n nel dire che emulavano quelle d'una competente macchina ordinaria4 ,adunque un ,elettroforo da tasca1 qual il descritto nelle figure1 che porta lo scudo del diametro di pollici cinque inglesi1 mi d scintille alla distanza di due buoni diti1 e talor pi4 ,con un'altro1 che fu il primo da me costrutto di pollici otto1 e tre quarti le ottengo all'intervallo di pi di tre diti2 e da uno di pollici diciassette vengono s scuotenti1 e fragorose1 che son quasi insoffribili4 ,io mi aspetto da uno che sto facendo costruire di pi di due piedi di diametro1 effetti sovragrandi1 e strepitosi1 superiori a quelli della miglior macchina ch'io mi abbia visto3 giacch mi s'ingrandiscono smodatamente i segni in ragione che cresce la superficie4 ,eppure con una superficie s poco estesa1 com' quella di due pollici nel piccolo ,elettroforo che ho chiamato esploratore i segni sono bastantemente forti per manifestarsi con scintilluzze1 e dare una carica sensibile ad una piccola boccetta4 ,ma ecco le attenzioni necessarie per averne s grandiosi effetti3 e primamente riguardo alla costruzione4 ,egli di troppo essenziale che lo strato del mastice sia sottile2 e il meglio sempre che lo sia il pi che far si possa1 salvo che la troppa sottigliezza non provochi la scarica attraverso l'istesso mastice3 perci da curar bene che alcuna screpolatura non dia luogo ad una spontanea esplosione2 e l'orlo pure del piatto deve restare convenientemente distante dallo scudo od essere coperto dal mastice1 ad oggetto di permettere la pi forte carica1 senza che se ne ecciti l'esplosione spontanea4 ,la faccia poi del mastice vuol essere s piana1 che benissimo vi s'adatti lo scudo1 piano esso pure nell'inferior faccia1 per senz'ombra quasi d'angolo1 e ben ritondato nel contorno4 ,dico piano il mastice1 sebbene con la superficie alquanto scabra riesca con eguale1 o forse miglior esito2 ma intendo che non v'abbiano ridossi1 e grandi ineguaglianze1 onde lo scudo sia tenuto discosto da molti tratti di superficie4 egli necessario l'avvertire1 che se il mastice pel lungo uso si trova insudiciato convien ripulirlo8 ,non si crederebbe quanto contribuisca l'essere esso mondo1 e scevro d'ogni lordura4 ,per giova assaissimo tenerlo sempre ben custodito3 e quando pur si vegga imbrattato 7di che anche s'accorge per un certo viscidume1 se si stropiccia7 raschiandolo con una lama di coltello1 e col far iscorrere per brevissima ora la faccia di questo mastice sopra le brage1 o entro la fiamma stessa1 gli vien tosto ridonata colla sua nitidezza l'ottima disposizione ad agire4 ,ho trovato che passandolo sopra la fiamma di una candela1 quella sottil patina di che lordo s'imbianca1 e s'annebbia come fa l'alito sulla faccia di uno specchio1 e tosto come questa sparisce1 lasciandovi la maggior lucentezza4 ,ecco dunque un mezzo facilissimo di raccomodare il mastice guasto o imbrattato1 senza fonderlo tutto di bel nuovo4 ,riguardo al maneggio dell'apparato1 se la giornata non del tutto favorevole bisogna asciugar bene al fuoco1 o al sole non gi tanto il mastice1 che1 come s' detto da principio1 poco o nulla teme l'umido1 ma la boccetta1 e il manico isolante3 ed pi spediente ancora in luogo di regger lo scudo per il bastoncino di ceralacca1 alzarlo con cordicelle di seta asciutte1 e monde1 e piuttosto lunghe4 ,come abbiam gi toccata l'importanza di tener lungi dalla faccia del mastice la polvere1 e i peli1 si vuol aggiungere che importa finanche di nascondere i manichetti perch essi pure a poca distanza rubano molto2 il tener discoste le vesti ec4 ,quando poi occorre d'indurre primamente l'elettricit sul mastice collo stropicco della mano1 pi necessaria la cautela di far rientrare i manichetti 7fig4 #e72 e necessarissimo che essa mano sia ben asciutta3 altrimenti varr meglio lo strofinare con carta1 panno1 e singolarmente con velluto bianco2 ma trovandosi quella asciutta1 io prometto che il solo scorrere velocemente sulla faccia del mastice colla palma due1 o tre volte senza premerla con forza1 baster perch abbiate tosto dallo scudo la scintilla quasi d'un dito4 ,dopo tutto questo che ho detto de' vantaggi del mio ,elettroforo1 non ho pena a confessare1 che le macchine ordinarie ben grandi1 e ben eseguite ne' tempi favorevolissimi giungono pi presto a caricare un quadro di ampia superficie1 od una batteria1 per la ragione che il fuoco vi cola incessantemente3 laddove nel nuovo apparecchio spiccando le scintille con quella interruzione1 che porta l'abbassare1 e rialzar lo scudo1 pi tardi ci si perviene4 ,ho detto ne' tempi favorevolissimi3 perch poi sono gli effetti dell',elettroforo s vivi anche ne' tempi men propizj1 che vuolsi bene spesso preferire un simile apparato che sia grande1 per l'oggetto pure di caricare quadri1 e batterie1 alla macchina di vetro ordinaria1 da cui le molte volte si pena a cavar partito4 ,oltre di che io credo non sar difficile col tempo immaginare de' mezzi per ottenere cotesto necessario accostamento1 e discostamento dello scudo pi speditamente1 e con un moto uniforme1 e con minor incomodo4 ,dir anche che sto per metter mano ad un meccanismo assai semplice onde venirne a capo4 ,una molla1 che al premere della mano1 od al girar d'una cordicella o staffa1 alzi1 ed abbassi lo scudo1 promette di dispensarmi da molta parte d'incomodo4 ,oppure in altra forma lo scudo portato da un pendolo1 cui dia moto una ruota1 e un peso1 e che vada a baciare a destra1 e a sinistra due piatti1 ossia faccie di mastice elettriche1 e cos andando1 e venendo incontri nel mezzo da salutare con le scintille un conduttore1 o la caraffa1 mi rappresenta un doppio apparato1 che per la ragione della celerit de' movimenti potr darmi effetti molto pi che duplicati4 ,ma infine io dichiaro col miglior cuore che non ho l'abilit di riuscir bene in simili costruzioni meccaniche2 che d'altra parte non questo il mio scopo principale2 e che per quanto io tenga conto1 e lo tengano tutti quelli1 innanzi a cui ho mostrate in esteso l'esperienze1 dei comodi che ne offre l',elettroforo1 io valuto assai pi i lumi che mi si vanno svolgendo su diversi punti della teoria elettrica3 intorno a che pubblicher fra non molto le mie osservazioni gi in parte comunicate al ,signor ,dottor ,priestley#ce4 ,,articoli ,,di ,,tre ,,lettere#cf ,scritte al ,sig4 ,canonico ,,fromond4 ,como #bf ,ottobre #agge4 ,aspetto con impazienza le osservazioni vostre sulla migliore struttura dell',elettroforo4 ,intanto vi dar io nuova della riuscita di quello che ho ultimamente terminato di legno del diametro poco meno di due piedi4 ,in questi due ultimi giorni che spira una forte tramontana ho ottenuto scintille a dieci1 dodici1 ed anche quattordici diti trasversi3 v'immaginate com'erano guizzanti4 ,per averle di questa forma presento non pi la nocca1 ma la punta del dito4 ,sovente in luogo della scintilla esce dal dito un grandissimo fiocco1 collo scoppiettar in seguito di pi scintille succedentisi4 tale la forza1 e la copia del fuoco1 che le punte metalliche affatto ottuse1 come d'una chiave1 anzi l'anello di essa1 e fin le palle1 se non sono affatto grosse1 fanno appunto l'officio di punte1 e gettano il fiocco4 ,che pi8 ,tre sole scintille dello scudo caricano una mezzana caraffa a dare una scossa penosa2 e dieci in dodici la sopraccaricano a segno di scaricarsi spontaneamente4 ,como #ad ,novembre #agge4 ,vi ho detto gi come pensava d'or in avanti di costruire l'apparato portatile1 per avere in un egual volume assai maggiore capacit4 ,in luogo di stendere il mastice sopra un piatto1 lo stendo nella cavit d'un emisfero1 dando poi allo scudo la stessa conveniente figura4 ,trovo anche meglio dell'emisfero divisato un cono troncato1 che pu essere lungo benissimo d'un palmo1 e largo quanto porta l'apertura della tasca3 un'altro cono ch'entri nella cavit del primo mi fa l'ufficio di scudo1 e pu chiudere in seno una boccia di discreta capacit1 e l'uno1 e l'altro facendoli di latta1 oppur lastra di rame1 ottone ec41 e tutto insieme porta poco peso1 e men imbarazzo4 ,ma io non voglio curarmi tanto di questi apparati portatili1 n dell'eleganza1 quanto della grandiosit degli effetti1 di cui fan pompa i grandi3 sicch mi tratterr a parlare dell'apparato mio massimo4 ,ho dunque tralle mani il grande ,elettroforo del diametro di quasi due piedi che ho fatto terminare tosto che ripatriai4 ,l'attivit di questo veramente sorprendente4 ,basta dire che ottengo non di rado scintille a dieci1 dodici1 e pi diti trasversi3 scintille che appajono in vaghissima forma guizzanti emulatrici appunto del telo di ,giove4 ,per averle tali elettrizzo il mastice per eccesso1 e presento allo scudo alzato la punta del dito1 ovver facendomi ribrezzo1 l'anello d'una chiave1 da cui ora balza la scintilla lunga come dissi1 e guizzante1 or una serie di scintillette crepitanti succedonsi1 or ne spiccia con leggier sibilo un lunghissimo fiocco4 ,una canna spaccata della lunghezza di due braccia vestita nella parte convessa di carta dorata raschiata con pelle di pesce rappresenta ancor meglio1 e nella maggior estensione il balenar vivissimo della folgore su tra le nubi1 mentre percossa tutta1 o per gran tratto almeno1 ad ogni scintilla che riceva dallo scudo1 da una1 o pi striscie di luce verde-lucenti4 ,finalmente una caraffa di mediocre capacit in quattro1 o sei volte che io faccia giuocar lo scudo1 riceve una carica1 che mi scuote validamente4 ,n crediate gi che effetti cotanto strepitosi abbian luogo solamente ne' tempi all'elettricit molto propizj3 gli ho ottenuti di poco minori in questi ultimi giorni di nebbia1 e pioggia incessante1 merc la sola attenzione di asciugare le lunghe cordicelle di seta1 con cui alzo lo scudo4 ,n pur temiate che lasciando l'apparato in riposo1 e senza ravvivarlo per molte ore1 o per alcun giorno1 vada a cader di molto la forza3 dopo due1 o tre d io ricavo ancora scintille tali1 che il dito non pu soffrirle che con pena1 e con dieci1 o dodici di esse porto una discreta carica alla boccetta3 cos poi volendola metter a profitto col bel giuoco di rifonderla sul mastice1 ottengo tosto la massima intensione4 ,a finirla1 non v' pi da dubitare1 che col mio apparato non si possano creare1 ed avere ad ogni ora1 e ne' tempi singolarmente men propizj1 effetti di gran lunga superiori a quelli della miglior macchina a globo1 o a disco4 ,a buon conto io posso fare il mio piatto di metallo1 o di legno magnitudine quantalibet ad effectus quantoslibet1 come diceva il ,p4 ,beccaria1 vantando il suo tavolino fulminante4 ,due sono solamente gl'inconvenienti che s'incontrano1 volendosi far l'apparato di una smisurata grandezza3 uno intrinseco1 e sostanziale1 l'altro estrinseco1 e accidentale4 ,il primo che crescendo in ragione dell'ampiezza della superficie la forza della carica1 della scarica1 e quella pure della scintilla1 che tende a balzar dallo scudo mentre s'alza1 il mastice ne vien tosto in alcun sito spezzato1 o fuso1 salvo che non sia di una comoda spessezza2 ma che8 la spessezza maggiore toglie molto della capacit della carica1 e quindi anche della forza dell'elettricit permanente 7dico elettricit permanente non pi vindice1 perch l'idea che ci porta il termine vindice meno al fatto1 ed alla teoria confacente per non dire assolutamente erroneo1 come avr luogo di provare in altro tempo74 ,il secondo inconveniente riguarda l'incomodo nell'usare di un apparato assai grande4 ,per nulla dire1 che convien tenersi col braccio allungato1 e col corpo1 e vesti discoste nell'alzar lo scudo1 pur troppo devo sentire1 che il peso di questo1 sebben sia di legno inargentato1 stanca potentemente1 e che m'impedisce di alzarlo1 ed abbassarlo1 come vorrei1 con celerit4 ,quanto per all'incomodo nel far agire cotesto scudo1 penso di potervi agevolmente portar riparo3 tra gli altri presidj quello mi propongo di un vette1 o che verr pi opportuno1 di alcune carrucole4 ,questo ingegno mi porr in istato di vincere il peso con poca forza1 e di far giuocar lo scudo standomi ad una comoda distanza1 e con tutto agio della persona4 ,esso scudo poi ho gi pensato a farlo dieci volte pi leggiero che quel di legno3 e vuol essere di tela stesa a foggia de' nostri quadri sopra una cornice1 ma questa ritonda 7meglio anche della cornice di legno s'impiegherebbe un larghissimo collare di vimini che riuscirebbe1 e pi leggiero1 e men soggetto a gettarsi7 di tela dissi1 in tal maniera stesa1 e poscia inargentata4 ,avr questa1 oltre la leggierezza1 un altro considerabilissimo vantaggio di adattarsi bene1 e sempre a combaciamento colla faccia del mastice assoggettata1 e per la propria pieghevolezza1 e per virt dell'adesione elettrica4 ,con tali espedientissimi sussidj io potr costruire1 e render maneggevole anche ad un uomo solo un apparato grande di sette1 otto1 e pi piedi4 ,immaginatevi una tavola grande come quella per il giuoco del ,bigliardo1 ma rotonda1 foderata convenientemente di latta1 o di rame con sopra steso bene in piano un mastice nero1 e lucente siccome specchio3 vedetevi indosso posato un bel coperchio a plat-fond inargentato1 o dorato1 pendente da quattro capi di corda di seta che terminano poi uniti in un solo a un congegno di carrucole1 e guidato nel salire1 e scendere da due altre corde di seta fisse verticalmente1 che giuocano in altre due girelle annesse a due parti estreme1 ed opposte di esso coperchio1 o scudo3 ecco l'uomo a qualche passo dalla tavola1 che col tirar una fune pendente1 quasi in atto di suonar le campane1 fa che suonino invece scintille fragorosissime1 e fischino fiammelle1 e getti di luce a tutti i lati a distanza di pi palmi contro i varj conduttori ad arte1 o a caso d'intorno disposti3 dite1 non quel coperchio l'idea d'una nuvola fulminante8 ,non vi fa terrore l'accostarvi8 ,eppur io1 dato bando ad ogni spavento1 amo anzi pronosticare utili cose1 e vantaggiose1 e mi compiaccio raffigurar ivi quella camera per la ,medicina elettrica che vorrebbe il ,sig4 ,priestley istituita4 ,ne vaneggio io gi decantando cos grandi1 e strepitosi gli effetti d'un cos vasto apparato3 oso predirli tali1 incoraggito1 e quasi rassicurato dall'azione di quello1 sopra cui sto attualmente sperimentando1 il quale sebben non giunga ancora a due piedi di diametro1 mirabile il vedere di quanto lungo tratto si lascia addietro tutti gli altri apparati di circa un piede1 o minori4 ,ma la spessezza del mastice per tanta estensione di superficie richiesta1 che notai per primo1 e intrinseco inconveniente mi d ancor molto a pensare4 ,se non che ho fondamento di credere che una linea1 e mezza1 o poco pi sia per essere sufficiente per qualunque ampiezza1 e il fondamento riposa sopra delle prove che ho fatte a quest'oggetto4 ,altronde per prove similmente fatte mi risulta che tale spessezza di una linea1 e mezza 7sebbene si diminuisca di molto la virt della mezza linea in s7 porta ancora una carica abbastanza forte4 ,ho detto che io estimo poter bastare per qualunque grande apparato l'altezza nel mastice d'una linea1 e mezza3 intendo per che questo sia dappertutto unito1 e sodo sopra un piano similmente eguale1 e liscio1 che non abbia screpolature1 n vi si coprano sotto dei vacui1 o bolle d'aria4 ,ma come emendar quelle1 e purgarlo affatto di queste8 ,non difficil cosa il venirne a capo4 ,steso bene1 e rassodato nella vostra tavola il mastice1 scorretevi sopra dappertutto1 senza per toccarlo1 con un largo1 e grosso ferro rovente4 ,in un subito vi si apriranno sulla superficie innumerabili buchi1 i quali per forza dell'istesso calore di l a poco si riempiranno1 e spariranno4 ,non basta1 avviene spesso che adoperando l'apparato1 e tormentandolo1 salti fuori qu1 e l una magagna1 per cui avete ad ogni tratto una esplosione spontanea4 ,allora conviene andar in cerca colla lanterna del sito1 ove s'asconde il vizio3 e la lanterna una boccia ben carica con cui scorrendo sopra1 una scintilla che scappi furtivamente vi avverte a pelo di ci che dovete correggere col vostro ferro rovente4 ,como #ba ,dicembre #agge4 ,ho provato a far lo scudo1 giusta quanto avea divisato1 con una tela stesa su d'una cornice4 ,ho scelto la tela incerata1 e senza punto inargentarne la faccia stessa incerata che guarda1 e bacia il mastice1 mi sono contentato di vestire di foglia d'argento la faccia che resta scoperta1 e il contorno della cornice4 ,trovo che questo scudo giuoca ottimamente1 e corrisponde a tutta l'aspettazione mia4 ,dapprima avendo pensato che l'argentatura alla faccia che tocca il mastice era per lo manco inutile1 credei il meglio non vestire di foglia metallica che il contorno della cornice da cui si cavano le scintille ec4 ,ma poi m'avvidi ben presto che essendo la tela incerata conduttore pochissimo1 buono1 a stento1 e lentamente dismetteva ella il suo nativo fuoco in ragione che l'eccesso del mastice lo esigeva1 o viceversa3 ci era chiaro da vedere che toccando col dito1 con catenella lo scudo posato1 toccandone dico l'orlo inargentato1 una piccola scintilla si estraeva3 indi a qualche momento tornando a toccare1 un'altra piccola scintilla2 e cos successivamente per alcuni minuti4 ,da ci ne risultava1 che alzando lo scudo dopo consumata dir cos la scarica1 cio dopo estratta tutta quella serie di scintillette1 vibravasi scintilla fragorosissima guizzante ec4 ma alzando esso scudo dopo un sol toccamento1 la scintilla non ne sortiva che men forte di molto4 ,allora fu dunque che mi volsi al ripiego di vestir di foglia metallica la faccia tutta esterna della tela3 cos la scarica si fa sensibilmente tutta in un sol toccamento1 non impedendola guari la poca spessezza della tela che prima l'impediva coll'estension sua4 ,del resto torno a dire1 il dare una superficie metallica alla faccia che guarda il mastice1 inutile senz'altro1 anzi pu essere per alcun riguardo di nocumento4 ,in prima l'estrema mobilit del fluido elettrico ne' corpi metallici1 e qualche picciola prominenza che si trovi in detta faccia inferiore1 d facilmente luogo a qualche disperdimento3 si provoca pi fortemente l'elettricit inerente nel mastice a tradursi per quella3 non cos per una superficie quasi coercente1 qual quella dell'incerata nuda4 ,d'altra parte poi un simile scudo1 che non affaccia metallo alla superficie del mastice1 n minaccia di romperlo1 o fonderlo colla scintilla nel venir alzato1 n sopra posandovi1 e ricevendo la carica1 provoca s facilmente per qualche sopraggiunta screpolatura al mastice medesimo l'esplosione spontanea1 come d'ordinario addiviene cogli scudi sin qu usati1 per poco che s'incalzi la carica4 ,giacch siamo sul punto di sopprimere la superficie metallica ad oggetto di toglier massimamente il luogo all'esplosioni spontanee1 non debbo lasciare di farvi parte d'alcune altre mie osservazioni1 e avanzamenti circa la pratica1 e la teoria dell',elettroforo4 ,ho dunque sospettato che non fosse necessario1 che il mastice steso venisse sopra un metallo3 e baster bene1 io mi dicea1 che sia steso sopra un corpo non isolante4 ,ho provato dunque a versare il mastice sopra un disco di legno nudo1 e sopra uno di cartone3 ed ho veduto difatti che si hanno i segni quasi egualmente forti di quando adoperasi un piatto di metallo4 ,noto solamente che facendo un ,elettroforo di legno grande non pu farsi la scarica che lentamente 7presso a poco come ho osservato nel caso dello scudo non vestito di metallo in ambe le facce7 mercecch il fuoco che si dismette dalla faccia superiore ossia dallo scudo non pu tostamente restituirsi per entro al legno non molto permeabile1 e condursi alla faccia inferiore del mastice1 o viceversa4 ,del resto dando tempo che ci effettuar si possa1 veggo che il legno si presta ottimamente a tutti gli effetti4 ,si potrebbe anche rimediare al difetto che nasce da questa lentezza1 versando s il mastice sopra tavole di legno nudo1 ma coprendo poi di metallo il di sotto delle tavole medesime1 le quali vorrebber essere grosse sol di poche linee4 ,ma la fermezza di esse8 ,mi pare che queste sottili tavole cos guernite si potrebbero indi assoggettare a un gran tavolo fermo1 e sodo4 ,ma a che per1 mi dite2 un tale macchinamento8 ,per istendere il mastice sul legno nudo1 anzich sul metallo8 ,appunto3 giacch per questo modo verremo 7ci che mi era proposto a principio7 a dare niun luogo pi alle esplosioni spontanee3 e s potremo stendere senza timore di questo il nostro mastice molto pi sottile2 che importa pur tanto per la miglior riuscita4 ,eccovi1 ,amico1 un nuovo indirizzo per la costruzione di quel tremendo ,elettroforo che vorrei pur veder eseguito3 ecco le correzioni che ho potuto immaginare tanto riguardo allo scudo1 quanto riguardo al piatto1 o disco4 ,saranno queste le ultime8 ,non so4 ,ma non le chiamate perci inutili3 sono sempre passi che portano all'ingrandimento1 e i dati fin qu non furono mai senza alcun progresso4 ,non termino senza darvi un ragguaglio delle considerazioni mie sul raro fenomeno di elettrizzarsi costantemente in pi1 il mastice di quel mio grande ,elettroforo4 ,io sono ben persuaso che voi non sarete riuscito ad osservare il medesimo in qualunque maniera vi ci siate preso4 ,l'essere l'apparato grande1 o piccolo punto non rileva2 n io ho voluto insinuare che la grandezza mettesse quella differenza3 indicai solo che il mastice il quale mi presentava tale singolarit era quello dell'apparato grande1 sebbene ne fosse la composizione simile agli altri mastici che adoperava4 ,era difatto cos la cosa riguardo agl'ingredienti1 e manipolazione1 ma io non poneva mente a un accidente sopravvenuto durante la cottura del mastice1 che ha dovuto alterarlo3 l'accidente fu che vi si appicc la fiamma1 e ne venne in molta parte consumato3 il residuo contrasse dell'abbruciato1 o del carbone di maniera che lascia sempre tinta la mano1 o la carta quando si stropiccia1 e facilissimamente si sfregola4 ,dunque ho concluso che da questa alterazione dipenda l'indole mutata nel mastice di elettrizzarsi1 cio positivamente4 ,portando poi pi addentro la considerazione1 ho preso a sospettare che codesta mutazione d'indole derivi dal deterioramento della virt di elettricit originaria1 o almen vi vada di paro3 osservando che infatti cotesto mastice mezzo bruciato aveva pochissima virt di elettrizzarsi per istropicciamento3 laddove l'altro che costantemente contraeva per la via medesima elettricit in meno1 e fino stropicciato con lamine metalliche1 godeva di un'elettricit generosa4 ,l'induzione per me felicemente si estendeva ad altri corpi1 i quali non meno che la resina affettano l'elettricit difettiva1 e sono i legni abbrustoliti4 ,in questi aveva osservato gi1 e scritto nel #c ,cap4 della mia dissertazione latina #agga1 che i legni abbrustoliti di fresco1 e a dovere1 danno a qualsivoglia corpo anche metallico con cui si strofinano1 finch dura in quelli la massima virt2 ma che a misura che questa decade1 degradano anche dall'indole sua1 e ricevono prima da alcuni metalli solamente1 poi da pi1 poi da tutti1 e fin talvolta dal panno nero ec4 ,or nella resina mi si spiega pi largo il campo di questo passaggio4 ,occupa un estremo il mastice1 che ho veramente ottimo1 il quale con leggierissimo1 e breve stropicciamento conseguisce una elettricit affatto generosa2 tien l'altro estremo quel mastice mezzo bruciato1 dal quale1 sebbene stropicciato per una s vasta estensione1 qual quella di due piedi nell'apparato grande1 appena ottengo una scintilluzza 7dico semplicemente stropicciato ch'eccita nello scudo una debolissima scintilla1 perch poi infondendovi maggior forza d'elettricit con altra macchina1 o colla caraffa acquista non meno che il mastice migliore2 tutti i gradi di forza74 ,di mezzo a questi tengo altri mastici1 i quali convenientemente si elettrizzano per istropicciamento4 ,parallelamente dunque a questa originaria virt il primo affetta s fortemente l'elettricit in meno1 che non consente di elettrizzarsi in pi nemmeno dalla carta dorata1 od altre foglie metalliche3 solamente coll'amalgama di mercurio ve lo costringo4 ,il secondo1 o per dir meglio l'ultimo in ordine alla virt1 passato a mutar affatto indole1 e non che elettrizzarsi in pi per l'affritto di corpi metallici1 lo stesso fa con qualsivoglia corpo4 ,i mezzani finalmente danno alla mano1 carta nuda1 panno1 cuojo ec41 e ricevono dalla carta dorata1 foglie di stagno ec4 ,l'induzione dunque1 e l'analisi vengono in conferma di quel mio sospetto circa il decadimento della virt1 cagione del rovesciarsi l'indole nei corpi resinosi4 ,ma credete voi che di queste osservazioni possa contentarmi8 ,l'induzione ancor troppo poco estesa3 d'altra parte io la vorrei confermata colla sintesi2 e voglio dire che niente ho per istabilito finch non giunga a comporre a mia posta de' mastici che abbian l'un'indole1 e di que' che abbiano l'altra1 col solo mezzo di differenziarne la qualit1 ossia virt4 ,dirovvi per ora che mi ci sono provato1 e in qualche parte con esito4 ,ho preso lo spediente per deteriorare la qualit del mastice1 di meschiarvi del carbone messo in polvere4 ,il carbone1 come si sa1 un corpo conduttore poco meno che i metalli3 per questo lo scelsi1 e dirollo pure1 per veder d'accostarmi all'alterazione che dovette ricevere quel mio mastice1 che fu in preda qualche tempo alle fiamme4 ,il resultato fu che una certa dose di carbone meschiata all'altro mio mastice d'ottima condizione lo deterior d'assai1 e lo ridusse difatti a ricevere dalle foglie metalliche a cui prima dava4 ,non potei per giammai ottenere che ricevesse dalla mano1 carta nuda1 panno ec41 e in somma che mutasse affatto indole come il mastice mezzo bruciato4 ,provai dunque ad appiccarvi la fiamma1 e lasciarlo in buona parte consumare2 ma nemmeno con questo mi riusc4 ,accrebbi la dose del carbone2 ma allora non si elettrizz pi n per eccesso1 n per difetto4 ,i tentativi fatti adunque non finiscono di appagarmi3 non depongono per contro la concepita idea4 ,anzi mi resta ancor luogo a credere che il mastice alterato a segno di non vestir pi sensibile elettricit per lo stropicciamento1 abbia di poco oltrepassato il segno che cercava3 pu anche non averlo oltrepassato1 ed essersi elettrizzato realmente in pi1 ma cos debolmente che non ne abbia avuti segni sensibili3 i quali segni sono forse sensibili soltanto nel grande apparato per esser tanta la superficie stropicciata4 ,,lettera ,al ,sig4 ,,giuseppe ,,klinkosch4 ,r4 ,consigliere1 ,pubblico e ,primario ,professore di ,anatomia nell',universit di ,praga1 e ,membro della ,reale ,societ delle ,scienze di ,gottinga4 ,maggio #aggf4 ,ho ricevuto alcune settimane sono sotto coperta a me diretta1 e marcata dell'officio di ,praga uno scritto tedesco1 che tratta in parte del mio ,elettroforo perpetuo4 ,siccome ho fermo nell'opinione1 essere l'autor medesimo1 che abbia voluto obbligarmi coll'inviare a me questa operetta2 cos mi credo permesso di trasmettergli io pure alcuni fogli italiani da me pubblicati l'anno scorso in un',opera periodica concernenti il medesimo ,elettroforo4 ,non senza difficolt ho io potuto intendere1 ,signore1 cotesto vostro tedesco1 attesa la poca cognizione1 che ho di cotal lingua2 di che mi duole pur assai4 ,se voi trovaste mai la medesima difficolt rispetto al mio italiano1 starebbero tra di noi le cose pari4 ,se non che io voglio pur procurare di rendermi1 o pi scusabile1 o ben anche pi benemerito di voi1 accompagnando i fogli impressi con alcuna cosa scritta di mia mano1 e alla meglio che mi verr fatto in una lingua1 che non la vostra n la mia1 ma che saravvi senza dubbio pi famigliare che l'italiana#cg4 ,non mi sorprende punto1 ,signore1 che voi stimiate dover diffalcar molto da quel merito1 e vanto dell',elettroforo1 che il volgo de' ,fisici1 siccome voi dite1 troppo precipitosamente gli ha accordato4 ,l'ammirazione1 che molti ne presero ha oltrepassato1 e quello ch'io poteva a buon dritto pretendere1 e ci che avrei mai potuto sperare4 ,si tenuto in conto di una scoperta mia propria quello1 ch'io fui ben lontano dall'attribuirmi1 val a dire un nuovo genere di ,elettricit1 ossia una nuova maniera di eccitarla4 ,si pu vedere per altro1 ch'io faceva intendere assai chiaro col primo annunzio che usc del mio nuovo apparecchio nella ,scelta d',opuscoli di ,milano per il mese d',agosto1 e pi apertamente ancora colla lettera al ,d4 ,priestley in data de' #aj ,giugno1 pubblicata in appresso nella medesima ,scelta1 ch'io non avea fatto altro pi1 che tener dietro1 e dar risalto a un ramo di ,elettricit1 che gi era noto sotto il nome di ,elettricit ,vindice4 ,tanto non vien egli indicato dai termini stessi1 onde ho cognominata l'elettricit del mio apparato ,vindice indeficiente8 ,ma poi anche in termini pi formali mi esprimeva nella succennata lettera a ,priestley3 basta vederne il secondo paragrafo1 ove1 dopo avergli detto1 che i fatti ch'io era per riferire appartengono all',elettricit ,vindice2 e che egli da ci immaginerebbe tosto1 che si tratta d'una lastra isolante vestita1 e snudata a vicenda della sua armatura1 vengo a spiegare in qual maniera sono riuscito coll'ajuto d'un'armatura pi conveniente1 e col surrogare alle consuete lastre di cristallo altre di resinosa materia a rendere cotesta elettricit di una forza stupenda1 e di una durevolezza ancor pi maravigliosa4 ,ma non solamente ho io fatta menzione dell',elettricit ,vindice nel modo che si veduto3 ho parlato eziandio della teoria di essa1 e fatto caso delle sue leggi come di gi stabilite4 ,ho detto in un luogo3 siccome richiede la teoria dell',elettricit ,vindice3 sul fine poi della lettera mi trattengo a parlare d'una contrariet di sentimenti tra me1 e il ,padre ,beccaria sul conto dell'elettricit dell'armatura in virt della scarica1 e per l'atto dello snudamento2 e mi argomento di comprovare con nuovi fatti quella mia opinione avanzata gi in una lettera latina al medesimo ,padre ,beccaria impressa fin dall'anno #agfi1 nella quale molto mi occupava a sviluppare cotesto principio dell',elettricit ,vindice4 ,egli dunque fuor d'ogni dubbio e contrasto1 ch'io era ben lungi dal pretendere alla scoperta della sovente menzionata ,elettricit ,vindice1 od a quelle sue leggi gi conosciute1 e stabilite2 comech io volgessi in mente gi da gran tempo1 ed or pi di proposito mi studj di riformarne alcuna1 anzi pure un de' precipui capi della teoria4 ,che se poi alcuni1 come voi dite1 mi hanno gratuitamente attribuito un merito1 e una lode1 che per nulla ragione mi si devono1 e contro cui io protesto1 a chi dovrassene far carico8 a me non gi4 ,d'uopo per convenire1 che molte persone dovettero formare appunto quel giudizio1 che ne formarono1 attesoch le sperienze dell',elettricit ,vindice lungi ben erano dall'essere famigliari3 infatti il numero di coloro1 che aveanle viste non gi grande1 e assai pi scarso si trover di chi le avesse da se stesso eseguite compitamente sopra le consuete lastre di vetro2 non essendo il riuscir di questa maniera s agevole1 bens frutto di somma diligenza1 e destrezza1 concesso soltanto alla mano de' pi esperimentati4 ,ora tostoch comparve il mio apparato1 i di lui effetti tanto pi grandi1 e sorprendenti1 quanto facili ad ottenersi1 dovettero colpire1 e fermar gli occhi di tutti3 il nome imponente di ,elettroforo ,perpetuo concorse pur anche a far crescere quella specie di stordimento2 infine l'amore del nuovo1 e del maraviglioso indusse a credere1 che tutto lo fosse1 di sorte che accoppiando all'invenzione del nome1 e dell'apparato quella puranco del genere di elettricit1 venne cos indistintamente attribuita ogni cosa al medesimo autore4 ,giusto bene1 che per rivendicare il merito a chi dovuto1 io venga spogliato di quello che mal mi conviene2 ed io con pieno animo acconsento a questo1 e mi fo sollecito ancora di contribuirvi4 ,guardimi per tanto il ,cielo1 ch'io muova lamento contro di voi1 ,signore1 perch impreso abbiate di farlo2 debbo e voglio anzi sapervene grado3 solo mi credo permesso di porvi sott'occhio che non si son fatte da voi le parti in tutto giuste1 perciocch attribuito avete al ,padre ,beccaria ben pi di quello1 che non gli si compete1 ponendo l',elettricit ,vindice in vista di scoperta tutta sua4 ,epino dietro il celebre sperimento de' ,gesuiti di ,pekino1 ,symmer con le sue calze di seta1 ,cigna con una serie di sperienze analoghe prodigiosamente combinate1 e variate1 e in gran parte nuove hanno aperta questa bella carriera1 nella quale entrato il ,padre ,beccaria vi ha fatto di vero i pi gran progressi1 giugnendo a stabilire delle leggi semplici1 e luminose4 ,parlo di alcune di queste leggi ossia canoni1 non gi di tutte1 e nullamente delle sue ,teorie1 cui ho avuto sempre in mira di oppugnare rispetto ad uno de' precipui capi 7ci che anche mi provai di fare nella lettera latina menzionata71 e cui mi applico presentemente pi di proposito a riformare1 come gi accennai4 ,ritornando ora al mio apparato1 mi pare aver lasciato abbastanza intendere1 che io ne riduco tutta la novit1 per quanto della sua costruzione1 alla miglior foggia d'armatura1 ed allo strato resinoso sostituito alla lastra di vetro3 quanto poi sia degli effetti1 all'intensit costante dei segni elettrici1 e vera perennit di essi3 ci che vale ad esprimere per se solo il nome di ,elettroforo perpetuo4 ,non deggio per dissimulare le opposizioni1 che intorno a ci s essermi state fatte2 e sono3 che la disposizione propria dei corpi resinosi ben pi che del vetro a ritenere l'elettricit1 stata osservata1 e conosciuta gran tempo prima di me da ,grey1 ,du-fay1 ,epino ec43 che quest'ultimo inoltre in compagnia di ,wilke ci avea dato l'esempio di un vero ,elettroforo con quel bellissimo esperimento dello zolfo fuso in una coppa di metallo1 ond'egli traeva i segni elettrici s dal recipiente1 come dal corpo di zolfo1 ogni volta che ne li disgiungeva3 e ci anche dopo settimane1 e mesi4 ,nulla io ho a ridire riguardo a questa anteriorit di tempo2 ci che posso assicurare si 1 che non son gi io partito dalle sperienze di ,wilke o d',epino 7delle quali non era nemmanco informato7 per giugnere alla costruzione del mio apparato2 bens partii da quelle1 che si faceano comunemente per la ,vindice ,elettricit servendosi di lamine di vetro3 qu veramente io seguiva le sperienze di ,beccaria ad oggetto di confutare1 come ho sopra indicato1 un fondamento della sua teoria2 e cos dietro ai miei principj fui condotto primieramente a dar una forma pi convenevole all'armatura1 onde ottenere valida1 e intiera forza d'elettricit#ch2 e ben tosto a sostituire le resine al vetro acci mi si mantenessero pi durevoli i segni2 richiamandomi allora come io mi era gi assicurato della disposizione singolare1 che hanno questi corpi di conservare tenacemente l'elettricit impressa2 e rivolgendo pure in mente le idee1 onde io mi era argomentato di spiegare questa tenacit medesima in una lettera al ,dr4 ,priestley fino dal ,maggio del #aggbci4 ,del rimanente pare non si possano metter in confronto i piccoli saggi di ,epino1 e di ,wilke sopra lo zolfo1 e altre resine fuse1 col mio ,elettroforo per conto della grandezza degli effetti4 ,e forse che gli si vorranno paragonare le sperienze di ,beccaria colle sue lastre di cristallo vestite di sottili lamine metalliche8 ,ognuno1 io credo1 ha dovuto riconoscere la superiorit a questo riguardo del mio apparato3 voi1 ,signore1 s1 voi medesimo la riconoscete1 e mi fate l'onor di dire1 che gli amatori me ne deggiono saper grado4 ,grado dunque mi sapranno 7tal' la mia lusinga7 della costruzione d'un apparecchio cos semplice1 che tien luogo d'una buona macchina per tutte le sperienze ordinarie1 col quale anzi si possono diversificare di pi maniere1 e facilissimamente2 apparecchio1 che pu farsi tanto piccolo da esser portatile in tasca1 oppur grande a qual si voglia segno1 onde averne effetti superiori a quelli di qualunque altra macchina1 di cui l'attivit malgrado i tempi1 e l'aria men propizia poco1 o punto vien a perdere2 che infine 7e questo il massimo suo pregio7 pu conservar per sempre l'elettricit1 una volta impressavi1 cio a dire senza che faccia mestieri ricorrere ad un novello stropicciamento1 o ad elettricit straniera4 ,ecco dunque ove mette capo tutta la mia pretesa alla novit3 egli d'aver inventato1 o 7se questo ancora sembra troppo forte7 perfezionato cotal apparato al segno di riunire tutti gli accennati vantaggi1 e ridotto a grandissimo comodo per tutti4 ,infatti quanti di questi apparati veduti non si sono sparsi1 e moltiplicati in poco tempo8 ,tanto gi non succedette cogli apparecchi di ,epino1 di ,cigna1 di ,beccaria1 che pur qualcuno1 invidioso forse della considerazione1 e grido1 che si acquist il mio ,elettroforo1 non cessa per anco di porgli incontro4 ,ho nominato ,cigna1 perch se v'ha persona1 che si sia portata pi vicina alle sperienze mie sull',elettroforo1 e1 dir cos1 vi abbia preluso1 egli desso ,sig4 ,cigna4 certo almeno1 ch'ei pervenne avanti di me a caricare la caraffa per mezzo dell'elettricit vindice1 o simmeriana1 com'egli am appellarla3 e ci ricevendo nel pomo della caraffa la scintilla di una lamina di piombo tenuta con fili di seta isolata1 allorch dopo avervi applicato1 ed accostato ben davvicino un nastro fortemente elettrizzato1 e dopo aver toccata col dito essa lamina1 ne ritirava bruscamente il nastro1 replicando poi tante volte questo giuoco1 quante bastassero scintille ad una tal carica4 ,ma non meno certo1 che con un simile apparecchio non si pu sperare di caricare una boccia che debolmente1 e ci anche con molta pena1 ed imbarazzo1 laddove nulla v'ha di pi facile che il caricarla convenientemente1 e ad ogn'ora coll',elettroforo1 e s anche con uno da tasca4 ,mi cade ora a proposito di domandare1 se un tal nome1 che conviene tanto propriamente al mio apparecchio1 e che stato comunemente addottato1 converrebbe di pari a quello di ,cigna1 o a quel d',epino1 o alle lastre del ,p4 ,beccaria4 ,accordiamolo loro pure3 sicuramente per1 che quest'altro termine di perpetuo1 il qual compete a tutto rigore al mio ,elettroforo1 niuno pensa tampoco di appropriarlo a qualsisia degli altri4 ,sfido tutti gli elettrizzanti1 se alcun d'essi con lastre di cristallo1 o con calze di seta applicate a laminette sottili di metallo pu perpetuare l'elettricit1 anzi solo mantenerla1 senza nuovo strofinamento1 o senza prenderne altronde in imprestito1 a molti giorni4 ,vi si giugnerebbe1 ne son ben d'accordo1 colla coppa1 e massa di zolfo d',epino1 merc il giuoco di caricar la boccetta1 e portarne indi il fondo a scorrere sulla faccia stessa dello zolfo3 al qual giuoco per n esso1 n alcun altro ha giammai pensato1 avendolo io1 per confessione degli stessi miei oppositori1 e ritrovato1 ed insegnato il primo4 ,non gi poco per me1 che essi faccian caso di questo giuoco della boccetta1 intantoch ne apporta la perpetuit dei segni elettrici3 s'eglino ristringono a ci tutto il merito della mia scoperta1 e i pregi dell',elettroforo1 non me ne chiamer scontento1 quantunque vi sia apparenza almeno1 che io potessi pretendere a qualche cosa di pi4 ,ella finalmente questa perennit dei segni1 e cotesto giuoco singolare della boccetta1 che ho fatto tanto valere1 e su cui ho pi di tutto appoggiato ne' miei primi scritti4 ,a questo luogo non posso lasciar di manifestare1 che non fui gi soddisfatto del conto1 che rende dell',elettroforo la lettera dell',ab4 ,iacquet#dj1 nella quale niente trovo detto di questa importante operazione della boccetta1 sia ad oggetto di rianimare per se stessa l'elettricit indebolita1 ed innalzarla al pi alto grado d'intensit1 sia per renderla realmente perpetua4 ,egli per nulla verisimilmente veduto avea di quanto erasi da me scritto1 e pubblicato1 e non conosceva l',elettroforo1 che sul rumore pervenutogliene1 e dietro alcune poche sperienze di fresco da lui fatte4 ,non so attribuire ad altra cagione che questa1 da una parte la confidenza1 con cui parla di qualche fenomeno come fosse da lui scoperto1 dall'altra il silenzio tenuto riguardo a tante altre sperienze1 di cui io avea dato il dettaglio4 ,non vi si parla punto della maniera di animare un con l'altro una serie di ,elettrofori2 n della facilit di cambiare a talento1 ossia rovesciare l'elettricit sullo strato resinoso3 niuna parola della sua mirabile tenacit1 che regge non che a dispetto d'un'aria vaporosa1 ma all'insulto dell'alito della bocca2 nulla del mezzo singolare di spegnerla cotesta ostinata elettricit ec4 ,torno a dire1 non son punto soddisfatto del ragguaglio1 che il ,sig4 ,ab4 ,iacquet si accinto a dare del mio ,elettroforo1 comech egli ne abbia molto innalzato il pregio1 dichiarandolo un nuovo apparecchio1 che stordisce i pi abili ,elettrizzanti4 ,riconosco che questa espressione alquanto esagerata3 e apprendo da voi1 ,sig41 che lo stordimento non fu1 n di tutti1 conciossiach abbiate saputo tenervene voi cos in guardia1 che preso non ne rimaneste4 ,avete fatto ancor pi3 sorto siete colla vostra lettera stampata a fare svenir cotesto abbagliante stupore dagli occhi pure dei prevenuti2 e io non dubito punto1 che la riputazion grande di cui godete1 non abbia prodotto l'effetto preteso1 e forse1 chi sa8 oltre il giusto4 ,non intendo qu parlare della scoperta dell',elettricit vindice3 ho abbastanza palesato sopra ci i miei sentimenti1 cio1 che ben lungi di dolermi con voi d'alcun torto1 ho occasione anzi d'esservi tenuto4 ,mi lagno soltanto di ci1 che questo vostro scritto tende di pi a diminuire il pregio dell',elettroforo1 preso anche in qualit di semplice apparecchio1 o stromento1 giacch ne lo fa comparire senza il corredo de' suoi pi singolari vantaggi3 mi lagno1 dico1 unicamente dello scritto1 non gi di voi1 ,signore1 cui fo la giustizia di credere1 che non avete voi cercato di celare questi vantaggi1 ma che non li conoscevate per anco1 giudicato avendo dell',elettroforo dietro la lettera di ,vienna1 e un piccol numero di sperienze4 ,or dunque1 ,signore1 io mi prometto da voi un giudizio pi favorevole1 quando ricavate abbiate delle notizie pi complete da questa parte di descrizione accompagnata da alcune figure1 che vi trasmetto1 e dopo che ripetute avrete da voi medesimo le mie sperienze pi capitali4 ,sono in vero impaziente d'intendere ci che sarete per dire di quel giuoco singolare della boccetta per rianimare l'elettricit languente1 ritorcendola a modo di dire contro se stessa2 e della durazione perpetua dei segni1 che per tal mezzo si viene a procurare4 ,dopo la descrizione succinta1 che voi qu vedete nei fogli stampati1 ho fatto un gran numero di sperienze1 le quali somministrano molto lume per la teoria delle ,atmosfere1 e dell',elettricit vindice1 che ho pubblicate in parte1 e in pi gran parte riservo per la ,memoria1 che ho promesso4 ,amerei pure farvene parte1 se i limiti di una lettera me lo permettessero3 per angusti per che siano vu farmi luogo a comunicarvi un'osservazione1 che concerne direttamente la costruzione dell',elettroforo4 ,con tutta la buona fede deggio confessar un inganno da me preso4 ,ho inculcato in pi d'un luogo1 che lo strato resinoso debba essere sottile1 in difetto di che non agirebbe di lunga mano cos bene3 in vero io riguardava ci come il pi essenziale alla grandezza degli effetti2 m'ingannai4 ,non mi rincresce la confessione d'un errore1 massime che a rinvenir sul giusto m'insegnarono le sperienze d'un ,principe illuminato1 che in mezzo alle cognizioni estese in ogni genere di utili1 e sublimi scienze1 e a quella pi difficile di governare1 nutre un gusto particolare per le naturali cose e sa trovar de' momenti da consecrare ai trattenimenti di ,fisica1 e che non ha poco contribuito a dar grido1 e voga al mio ,elettroforo1 per mezzo d'uno che ne invi al ,sig4 ,ingen-housz4 ,egli dunque provato1 e costante1 che la spessezza di pi linee1 e fin d'alcuni pollici nello strato resinoso non toglie all',elettroforo di agire vigorosissimamente1 come io avea avanzato2 sebbene poi1 a dir tutto1 una minore spessezza sia preferibile per altri riguardi e sono3 primieramente che uno strato sottile1 oltre l'uso come ,elettroforo1 pu servire di un buon ,quadro ,magico1 vale a dire ricevere una grande carica1 e dare una violenta esplosione2 ci che uno strato troppo grosso non giugne mai a fare1 com' noto per i principj delle cariche4 ,per un medesimo principio lo strato sottile vi offrir lo spettacolo della comparsa dei segni elettrici dalla parte del piatto1 o lastra inferiore tenendola isolata1 pressoch tanto vivi quanto quelli che d lo scudo ossia lastra superiore2 ma se lo strato di resina sia assai grosso1 il giuoco del piatto verr meno in tutto1 o in parte della forza4 ,da ultimo quello che ancor pi merita d'essere considerato si 1 che la virt di ritenere l'elettricit minore in uno strato grosso1 che in un sottile2 in un di questi potrete trovar elettricit ancor inerente dopo tre o quattro mesi senza averla mai in tutto quell'intervallo rianimata1 come ho io esperimentato1 laddove in quelli non vi si manterr un mese4 ,del rimanente per quanto riguarda le sperienze ordinarie dell',elettroforo1 lo strato di resina grosso pu servir a un dipresso egualmente1 col vantaggio anzi di non essere cos soggetto a screpolare3 le scintille che dar lo scudo sollevato saranno abbastanza forti per mettere in vista l'errore1 in che io son caduto avanzando il contrario1 e di cui ho avuto gi luogo a disingannarmi1 ed or l'ho di ritrattarmi1 e ne godo1 come anche godr di farlo pubblicamente4 ,ho l'onore di essere ec4 ,,sopra ,,la ,,capacit ,,dei ,,conduttori ,,elettrici e sulla commozione che anche un semplice ,conduttore atto a dare eguale a quella della boccia di ,leyden ,,lettera ,,al ,,signor ,,de ,,saussure ,,dei ,,conduttori ,,elettrici#da ,da molto tempo io mi era proposto di lavorare a un',opera sull',elettricit1 in cui avrei ridotto la massima parte de' fenomeni all'azione1 e giuoco delle atmosfere elettriche4 ,molte altre occupazioni1 e ricerche di genere diverso me ne hanno distolto3 non ne ho per deposto il pensiero4 ,ma perch io vedo che la cosa potr andare in lungo1 e ,voi gi mostraste desiderio1 o ,signore1 che io vi facessi parte delle mie idee1 ed osservazioni1 ho pensato intanto di soddisfarvi in qualche maniera1 staccando dal resto questa particella che pu in certo modo stare da se2 le altre cose tutte essendo cos legate1 che non potrebbero una senza l'altra1 e senza l'intiero complesso1 essere1 n spiegate a dovere1 n abbastanza intese4 4 #a4 ,della capacit dei ,conduttori ,elettrici4 stato dimostrato1 e niuno pi de' ,fisici ,elettrizzanti dubita1 essere la capacit de' ,conduttori in ragione non gi della massa1 ma del volume1 e superficie di essi4 ,tralle altre la bella1 e originale sperienza di ,franklin della catena ammucchiata1 e accolta in un catino elettrizzato1 la quale quando esce fuori1 e si dispiega nell'aria accresce capacit al ,conduttore1 e come vi ricada ne lo riduce all'angusta capacit di prima#db ma singolarmente1 e soprattutto le sperienze fatte intorno al cos detto pozzo elettrico di cui ,voi foste il primo1 o ,signore1 a darci una bella analisi#dc1 ci fan vedere1 e toccar con mano come l'elettricit sull'esterna faccia solamente de' ,conduttori si dispieghi#dd4 ,quindi che nelle nostre macchine per uso de' ,conduttori comodi a un tempo1 e capaci soglionsi in oggi adoperare grossi cilindri1 e sfere vuote d'ottone 7giacch il fargli massicci a nulla giova71 cannoni grossissimi di latta1 ovvero anche di cartone ricoperto di foglietta metallica1 o carta dorata ec4 ,in somma si cerca che il volume sia grande1 cio ampia la superficie del ,conduttore qualunque siane la figura1 salvoch puntuta1 ed angolosa3 poich ben ci noto per altro principio1 come1 e quanto le punte1 e gli angoli favoriscono la dispersione dell'elettricit4 ,ma niuno si ancora avveduto1 che io sappia1 7o se per avventura taluno ne ha dato un cenno1 lungi troppo che siasi la cosa posta nel lume che merita7 che di due ,conduttori di egual superficie fra loro quello abbia maggior capacit1 che di tal dato volume pi gode in lunghezza1 che in larghezza1 o in grossezza4 ,eppure la differenza notabilissima4 ,alcune sperienze intorno all'azione dell'atmosfere elettriche mi hanno condotto a questa scoperta1 e a stabilire le seguenti proposizioni1 cio3 che la grossezza di un ,conduttore conferisce molto meno che la lunghezza alla capacit di lui1 che la figura sferica non la pi vantaggiosa a tale oggetto2 che lo assai pi la cilindrica3 che per anche riguardo ai cilindri se non pu dirsi assolutamente superfluo il dare ad essi un gran diametro in grossezza 7come fassi comunemente co' cannoni di latta1 o di cartone destinati ad uso di gran ,conduttori71 per un meschino vantaggio1 che se ne ritrae1 e incomparabilmente minore di quello che trarrebbesi1 se in luogo di grossezza gli si desse un equivalente in lunghezza3 che in una parola poco importa che il ,conduttore sia grosso1 ma molto che sia lungo4 ,per comprovare le asserite cose con delle sperienze che fossero decisive1 ho preso tre cilindri di legno1 il primo della lunghezza di un piede1 e del diametro di #d pollici2 il secondo lungo il doppio1 e la met men grosso2 il terzo lungo otto volte pi1 e altrettanto men grosso3 cio quello ha #b pollici di diametro con #b piedi di lunghezza1 questo #h piedi di lunghezza con #f linee di grossezza4 ,ciascheduno di questi tre cilindri ha dunque un'egual superficie1 cio di un piede quadrato1 senza contare per quella delle teste1 per cui il vantaggio sta dalla parte del cilindro pi grosso4 ,sono poi tutti similmente inargentati1 e bruniti1 e cos resi buoni ,conduttori4 ,or giusta la legge generalmente stabilita1 che la capacit de' ,conduttori siegue la ragione delle superficie1 dovrebbe poter ricevere1 e contenere tanto l'uno1 quanto l'altro di tali cilindri un'eguale dose di elettricit2 anzi un poco pi il cilindro pi grosso1 per conto della maggiore superficie1 che1 come si detto1 si trova avere alle due teste4 ,ma la cosa non v cos3 il cilindro grosso #b poll4 e lungo #b piedi riceve una quantit notabilmente maggiore di elettricit di quello che ne riceva il cilindro grosso #d poll4 e lungo solamente un piede4 ,il cilindro poi grosso appena #f linee1 ma in compenso lungo #h piedi1 si carica incomparabilmente pi che questo1 o quell'altro1 e pi che ambedue gl'altri insieme4 ,se alcun mi domandasse come accertar si possa1 che uno riceva maggior dose di elettricit1 che l'altro1 non avrei che a fargli provare la scintilla di ciascuno di questi ,conduttori caricato quanto pi si pu1 finch e4 g4 ne spicca il fuoco spontaneamente nell'aria2 sentirebbe quanto la scintilla del cilindro lungo1 e sottile pi scotente della scintilla dell'altro corto1 e grosso1 e del mezzano ancora4 ,per ,voi1 ,signore1 che sapete meglio di me giudicare dai moti di un ,elettrometro 7mi servo ancor io come ,voi di un semplice filo di lino teso leggermente da una pallottola di sughero1 e che pende lungo il dorso d'un'assicella71 che comprendete che quanto pi di azione1 e di giri della macchina accade d'impiegare per far salire il pendolino ad una determinata tensione1 tanto maggiore vuol dirsi che sia la capacit del ,conduttore1 baster il dirvi1 che appunto conviene aggirare la macchina di pi per il cilindro pi lungo1 e sottile2 che quanta tensione eccita per avventura un sol giro negl'altri grossi1 non l'eccitano ancora tre1 o quattro giri nel detto cilindro lungo4 ,sapete altres1 che appressando l'oncino di una boccia di ,leyden carica ad un ,conduttore isolato1 ne trae questo una scintilla proporzionata alla sua capacit4 ,ora de' tre miei cilindri quello che riceve dalla boccia scintilla pi grande1 e dimolto1 egli appunto il pi lungo1 e stretto4 ,ella dunque posta fuor d'ogni dubbio la prevalenza riguardo alla capacit di quello tra i ,conduttori di egual superficie1 che supera gl'altri in lunghezza1 quanto ad essi inferiore in grossezza3 prevalenza notabilissima1 e che d'ora innanzi dovr determinarci ad abbandonare i grossi cilindri1 o cannoni usitati1 per sostituirvene dei sottili ma altrettanto pi lunghi2 come sono i bastoni di legno inargentati1 che io adopro con ottimo successo1 e con minor dispendio4 ,ma non vi sar poi limite alcuno da osservarsi circa questo assottigliamento di ,conduttori compensato per conto di lunghezza8 ,s vi quello suggerito dalla facile dispersione dell'elettricit1 che spruzza da se nell'aria quando il cilindro non sia pi grosso di un grosso filo di ottone4 ,se tal dispersione non fosse1 un sottil filo di rame tanto lungo1 che venisse ad avere la superficie di un piede quadrato 7supposto che il diametro fosse di #a_/c di linea1 importerebbe la lunghezza di #add piedi7 formerebbe un ,conduttore molto superiore al mio bastone di #h piedi lungo1 e #f linee grosso4 ,senza dubbio1 esso sarebbe pi capace2 inquantoch a caricare di elettricit l'uno1 o l'altro fino a un determinato grado di tensione 7marcata dal segno a cui sale il pendolino dell',elettrometro7 s'impiegherebbe tempo ben diverso1 cio assai pi per caricare il filo2 il quale conseguentemente vibrerebbe a quel dato grado di tensione scintilla pi grossa1 e scuotente4 ,un'esempio di questo lo abbiamo nel lungo filo1 che dalla spranga ,frankliniana1 o parafulmine sia condotto in una stanza1 il qual filo elettrizzato1 comecch a piccola tensione1 ci d scintille corte s1 ma rabbiose1 e scuotenti1 e di pi per un po' di tempo continue4 ,io mi sovvengo di avervi una volta detto1 parlandomi ,voi di un tal fenomeno1 che non vi parea facilmente esplicabile1 come io avrei creduto poterne rendere compiuta ragione1 e piana1 deducendola dalla grande capacit di questo lungo filo1 eccedente dimolto la capacit degli ordinarj ,conduttori4 ,certamente la notata disparit degl'effetti non procede perch l'elettricit instillata alla spranga1 e al filo dalle nuvole agisca in un modo suo particolare1 o diversamente dalla nostra elettricit artificiale4 ,il sospetto vano4 ,provate ad infondervi l'elettricit colla macchina ordinaria1 o con una boccia carica1 e quinci a trarre dal filo le scintille2 saranno non altrimenti che quelle del temporale1 pungenti1 rabbiose sebben corte1 e molte seguentisi4 ,ma poi da notare che siccome arrivata l'elettricit a certa non molto grande tensione si disperde dal filo1 a cagione di sua troppa sottigliezza1 e massime dalle scabrezze1 che regnano qu1 e l1 e toglier non si possono2 cos all'incontro il bastone di legno inargentato della grossezza di #f linee1 purch sia in tutta la sua superficie ben liscio1 e forbito1 pu esser caricato di pi1 cio elettrizzato a molta maggior tensione1 non iscagliando esso il fuoco in spruzzi spontanei se non dall'estremit1 quando finalmente si trovi estremamente carico2 e neppur da queste1 ove guarnite sieno di grosse palle levigate4 ,la grossezza dunque di sei linee ne' bastoni di legno inargentati io la trovo pi che sufficiente per l'elettricit1 che vi si voglia portare a qualunque tensione4 ,del resto tutto quello di ampiezza che uno cerchi di dare alla superficie del ,conduttore1 acci divenga capace di una gran dose di elettricit1 vuol essere in pura lunghezza4 ,dietro una tale idea io mi son procacciato un ,conduttore1 che riceve una strana quantit di elettricit1 e da cui si cava una scintilla intollerabile1 che scuote fortemente tutta la persona4 fatto questo gran ,conduttore di #ab bastoni di legno della succennata foggia1 e grossezza1 cosicch in #if piedi di lunghezza non ha di superficie in tutto che #ab piedi quadrati4 ,non eccede pertanto la mole di un cilindro1 che fosse lungo solamente #f piedi1 ma grosso #h pollici2 le quali misure se le abbia un cannone di latta o di cartone dorato1 tiensi per uno dei ,conduttori assai capaci4 ,ma troppo sorpassano quei bastoni disposti in lunga fila un tal grosso cannone nella quantit dell'elettricit che ricevono1 e degl'effetti che producono veramente poderosi4 ,colla mia macchina a disco di cristallo1 quando anche agisce vigorosamente1 fa bisogno per portare l'elettricit nella lunga serie dei miei bastoni alla massima tensione1 di venticinque1 o trenta giri1 nulla meno di quanto ricercasi per caricare fortemente una piccola boccetta di ,leyden3 laddove quattro1 o cinque giri solamente vi vogliono per eccitare la massima tensione nel cannone di #f piedi4 ,corrispondentemente chi si cimenta a cavare da quelli1 o da questo una scintilla col dito1 sente l'enorme differenza che vi passa2 mentre comecch tragga forte1 e vivace scintilla eziandio dal cannone1 per di gran lunga men grossa1 piena1 e scuotente che quella dei bastoni4 ,non vi dovr esser pi dunque1 lo ripeto1 chi proponendosi di avere da un ,conduttore effetti grandiosi1 non voglia sostituire ai grossi cannoni1 sfere1 ed altri corpi stati fin qu in uso1 i miei bastoni di legno inargentati1 e disposti in lungo punta a punta4 ,se non che il disporli in questa guisa1 mi si dir1 non sempre facile1 anzi neppur possibile1 se non si fa in una stanza grande1 o in un lungo corridore2 e diviene poi sempre imbarazzante4 ,certo ci fa bisogno di una stanza grande anzi che n1 o della fuga di una galleria3 tuttavolta non si richiede che sia questa1 o quella lunga tanto quanto i bastoni tutt'insieme2 giacch non necessario disporgli tutti in una sola fila3 si possono convenientemente ripartire in due1 tre1 quattro file parallele in un piano orizzontale1 a misura che la stanza o il corridore largo2 e inoltre sotto le prime altre file si possono collocare1 e dopo il secondo1 il terzo ordine ec4 secondoch l'altezza della stanza pu comportare4 ,baster solamente che dall'una all'altra fila passi la distanza di tre in quattro piedi3 condizione importantissima1 di cui verremo tosto indagando la ragione4 ,nulla poi di pi facile che l'isolare perfettamente tutte quante le file1 sospendendole con cordoncini di tortiglia3 quelle del prim'ordine alla soffitta della stanza2 quelle del secondo al prim'ordine ec4 ,un colpo d'occhio alla ,tav4 ,,ii4 figura #a4 vi d l'idea dell'accennata disposizione4 ,,aa ,,bb sono due file di bastoni sostenuti dalle cordicelle aaaa e bbbb raccomandate alla soffitta4 ,,cc ,,dd altre due file appese al prim'ordine per le cordicelle cccc1 e dddd1 come il second'ordine al primo1 cos il terzo al secondo1 e al terzo il quarto ec4 si possono far succedere3 e similmente1 come di due file1 cos di tre1 di quattro e di quante pi uno vuole si pu formare ciascun ordine1 o piano4 ,a far poi che tutte comunichino1 e compongano un sol ,conduttore1 baster una verga metallica per ciascun ordine posata a traverso il corso delle file dimodoch tutte insieme le tocchi1 come ,,abcd2 e un'altra verga come ,,bd che congiunga un piano coll'altro4 ,ben s'intende1 che i bastoni componenti ogni fila debbono toccarsi1 e restare uniti punta a punta2 e comecch ad ognuno possa suggerire un qualche mezzo di ottener ci1 tuttavia non istimo superfluo di accennare il mio1 che di ficcare sulla testa di un primo bastone un pezzo di fil di ferro1 il quale ne sporga un pollice o pi1 acci con tal parte sporgente entri in un foro praticato nella testa di un secondo bastone1 e cos di seguito4 ,or parliamo pi di proposito della distanza delle file4 ella poi richiesta assolutamente cotanto grande8 ,e se in luogo di tre1 o quattro piedi si accostassero1 a tre1 o quattro pollici solamente quale svantaggio ne verrebbe8 ,grandissimo3 quello di ristringersi incredibilmente la capacit del ,conduttore4 ,di vero pare incredibil cosa2 perch la superficie riman pur tutta di tutti i bastoni1 come prima4 ,ma conviene osservare1 che non pi1 come dianzi1 tutta affatto libera4 ,convien riflettere che per s fatto avvicinamento vengono i bastoni ad essere immersi nell'atmosfera elettrica1 ossia sfera di attivit1 un dell'altro4 ,ebbene questa atmosfera elettrica di uno che fa ella sopra di un'altro corpo1 che vi sia immerso8 viene a portarvi una tensione1 o sia ad attuarvi una elettricit omologa1 a un grado pi o meno intenso secondo che pi o meno avvolto in detta atmosfera1 secondo che vi si trova immerso pi o meno profondamente1 e vicino al centro di attivit4 ,questa una verit di fatto2 e non accade qu rintracciarne la ragione1 e il modo4 ,or quanto un corpo ha gi di tensione elettrica1 tantomeno gli resta di capacit per ulteriore elettricit omologa4 ,cos dunque stando i bastoni tra loro poco distanti1 al primo infondervi l'elettricit1 quel grado di tensione che risultar dee per quella dose che ciascun riceve in proprio1 s'accresce dimolto per l'azione che vi giunge de' compagni2 sicch venendo di tal modo attuati tutti a maggior tensione1 tutti per conseguenza arrivano pi presto al termine della loro capacit4 ,se vi fosse il caso in cui un corpo per parte unicamente delle atmosfere elettriche venisse attuato alla massima tensione1 non potrebbe quegli gi pi ricevere di elettricit propria 7ben s'intende omologa73 o se acquistasse giusto tanto di tensione1 quanto ne ha il corpo attuante1 non riceverebbe da questo1 neppur toccandolo1 la pi piccola scintilla1 n gli verrebbe compartito punto di assoluta elettricit4 ,e questo giusto il caso del pozzo elettrico1 in fondo a cui la secchia investita da tutti i lati dall'atmosfera elettrica ne viene appunto attuata ad egual tensione2 e perci nulla dal pozzo le si comparte della propria elettricit4 ,or si comincia a intendere perch in un grosso e corto cannone1 che abbia non minor superficie1 ed anche un po' maggiore di un lungo1 e sottil cilindro1 pi presto l'elettricit vi si porti alla massima tensione1 e per conseguenza non vi si possa accumular in cos grande quantit4 ,se idear vogliamo la superficie di quello divisa in tante liste1 o fasce longitudinali1 potrem concepire ciascuna attuata a maggior tensione dalle aggiacenti3 a tensione1 dico1 maggiore di quella che la propria infusavi elettricit da se sola le porterebbe4 ,cosa dunque ottiensi commutando con altrettanta lunghezza la grossezza del ,conduttore8 ,si riducono a meno le ideate fasce1 si toglie via buona parte delle atmosfere laterali1 si libera1 diciam cos1 se non da tutte da molte forzate1 e importune tensioni la superficie2 e quinci vi riman luogo a tanto maggior dose di elettricit propria1 ed assoluta4 ,non ho voluto estendermi di pi in questo campo delle atmosfere elettriche oltremodo fecondo1 e che mena diritto ai principali fenomeni1 e leggi dell'elettricit2 ma ho preso soltanto ad esporre in termini1 e modi generali quello che ha una necessaria relazione coll'oggetto1 che mi era proposto4 ,troppo pi diffondermi conveniva se avessi voluto rimontare ai principj2 ma scrivo una lettera1 e non un trattato2 e la scrivo a ,voi1 ,signore1 a cui non fa bisogno spiegare d'avvantaggio1 e forse nemmeno tanto occorrea di dirne1 poich s fatta materia delle atmosfere elettriche1 e foste dei primi ad illustrare1 e intendete pi di me a fondo4 ,io poi destino per una memoria a parte tutto quello che le mie osservazioni mi hanno insegnato intorno all'azione delle atmosfere elettriche3 delle quali mie osservazioni1 e idee alcune1 e singolarmente quelle che riguardano la virt delle punte1 gi vi son note per vari discorsi che con voi feci su tal soggetto le poche volte che ebbi il piacere di goder la vostra conversazione4 4 #b4 ,della commozione che pu dare un semplice ,conduttore4 ,io non so che alcuno sia giunto ad ottenere da un ,conduttore semplice una commozione gagliarda in nulla dissimile da quella che d la boccia di ,leyden1 o il quadro magico3 commozione cio1 che si faccia sentire alle braccia1 e al petto1 che scorra per una lunga catena di persone scuotendole tutte validamente ec4 ,mi noto solamente che i ,sigg4 ,wilke1 ed ,epino sono riesciti a fare l'esperimento della commozione con quei due larghi piani deferenti affacciantisi a poca distanza1 uno de' quali venendo elettrizzato in pi1 o sia infondendosi eccessiva dose di fuoco1 obbligava l'altro a spogliarsi in parte del proprio#de1 e so che si voluto spiegare tal fenomeno coll'idea che si caricasse propriamente una lastra d'aria in simil modo che si carica una lastra di vetro armata facendo appunto per la lastra d'aria officio di armature gli stessi due piani deferenti4 ,ma io posso ora far vedere che non vi bisogno n di lastra che si carichi1 n di tal doppia armatura1 n in una parola della combinazione delle due contrarie elettricit1 perch abbia luogo la vera commozione1 e che un semplice ,conduttore1 e solitario1 sol che sia di sufficiente grandezza1 basta a produrla eguale1 e nella qualit1 e nella quantit a quella che ne d qualsivoglia boccia di ,leyden1 o quadro magico4 ,e tanto ho predetto innanzi che potessi verificarlo1 come dipoi feci pienamente1 sopra il capacissimo ,conduttore composto di dodici bastoni di cui ho parlato ampiamente di sopra1 e che all'oggetto principalmente di questa prova ho voluto fabbricarmi4 ,questi sottili bastoni disposti in una fila sola1 ovvero in pi1 ma colla necessaria distanza1 come ho spiegato1 i quali fanno in tutto #if piedi di lunghezza1 quando sono elettrizzati a dovere1 se alzo il dito per toccarli1 vibranmi contro tal scintilla1 che mi scuote tutto il braccio singolarmente al gomito1 e il collo di uno1 o due piedi insieme4 ,se un'altra1 o pi altre persone mi danno mano esse pure nelle giunture delle braccia1 e de' piedi simil scossa riportano4 ,fin qu peraltro1 come che sia gi questa1 a chi ben mira1 e intende una vera commozione1 simile a quella che si rileva da una boccia ben carica1 di cui si tocca il solo oncino1 stando essa col fondo posata sul pavimento non molto asciutto1 e stando la persona che tocca ella pure in piedi sul pavimento medesimo1 ancora distante molto da quella violenta scossa che si sente toccando l'oncino con una1 e il ventre della boccia coll'altra mano a un tempo4 ,volete dunque una scossa di tal polso anche dal mio ,conduttore8 toccatelo con una mano1 mentre coll'altra toccherete un filo di ferro che va a terminare in un pozzo1 o nella terra umida1 oppure senz'altro fate che sia ampiamente adaquato il pavimento della stanza4 ,la comunicazione con un tal filo metallico1 od altro buon deferente continuo che porti gi nell'ampio universale ricettacolo della terra necessaria per dare il libero sfogo all'eccessiva dose di elettricit che si trova accumulata nel capacissimo mio ,conduttore3 sfogo1 che il solo pavimento poco deferente allorquando asciutto1 non concede che a piccola quantit di fuoco1 una grande non trasmettendola che successivamente1 e a stento4 ,una prova ben chiara di ci che se si sperimenti sopra uno dei soliti ,conduttori piccoli1 o mezzani1 ed anche competentemente grandi1 avverr che per via di una sola scintilla1 che un'uomo comunicante semplicemente col pavimento1 ne cavi1 scintilla che ei sente unicamente sul dito che ne vien colpito1 o poco pi in l1 avverr dissi che si spogli quel ,conduttore di tutta quell'elettricit che contiene1 la quale elettricit comunque portata alla massima tensione1 tuttavia in poca dose1 attesa l'angusta capacit di tal ,conduttore4 ,all'incontro se sia questo assai capace1 come lo il mio1 esplorandolo col dito1 o con un pezzo di metallo1 dopo la prima scintilla gagliarda1 scuotente discretamente il braccio e il collo del piede1 si estrarranno replicate altre scintille assai pi piccole1 ma tuttavia pungenti4 ,non cos per se il pavimento sia abbastanza umido1 o meglio se chi esplora il ,conduttore tocchi a un tempo il fil di ferro suddetto che va a terminare sotto terra3 in tal caso una sola scintilla1 che porta una scossa altrettanto pi forte1 disperde quasi tutta l'elettricit4 ,vedesi dunque chiaramente come il pavimento asciutto1 il quale niuno o almeno non sensibile ritardo apporta al passaggio del fluido elettrico1 quando in discreta copia1 l'apporta poi notabilissimo quando la piena ne soverchiamente grossa4 ,il che ancor meglio si vedr1 se farassi che una1 due1 o pi persone tocchino la mano1 la gamba1 il collo1 o qualunque altra parte non troppo coperta dalle vesti di colui che si accinge a trarre la scintilla dal gran ,conduttore1 o senza anche toccarlo1 gli presentino a piccolissima distanza la punta del dito2 imperocch all'atto che egli provocher sopra di se la scarica1 scosse verranno con esso lui le altre persone eziandio1 e balzer visibilmente la scintilla dalla mano1 dal collo ec4 di quello alla punta del dito di queste4 ,la stessa sperienza1 e al modo stesso succede1 se in luogo di trarre la scintilla dal mio gran ,conduttore1 si cava dall'oncino di una boccia fortemente carica4 ,e in questa1 e in quella esperienza l'eccessiva quantit di fuoco1 che si affolla nella persona che la riceve immediatamente dal ,conduttore o dalla boccia non potendo pervadere liberamente e tutto a un tratto il pavimento1 schizza qu e l1 e si sparge in vari rami1 gettandosi di preferenza ne' corpi pi deferenti1 che trova pi a portata di fargli strada1 pi capaci ec4 ,se vi avr a cagion di esempio una ringhiera di ferro1 e la tocchi con una mano chi tragge la scintilla con l'altra dal ,conduttore1 sar scosso nelle due braccia non pi nel collo del piede4 ,se comunichi con tai ferramenti non immediatamente1 ma per mezzo di una catena di persone1 la scossa si propagher egualmente a tutte4 ,questa poi sar pi grande a proporzione che il corpo deferente a cui comunica la persona1 o la catena di persone sia pi ampio1 e sia deferente pi perfetto4 ,cos umettando bene ed ampiamente il pavimento della stanza1 massime se terrena1 la corrente del fuoco non si diriger pi per gran parte verso la ringhiera che sia piantata in un muro secco1 comunque la tocchi uno della catena2 ma meglio passer gi per i piedi nel pavimento1 e la scossa si sentir pi violenta al collo del piede1 e fin sopra al ginocchio4 ,cos andate discorrendo per le varie disposizioni che incontrar si possono4 ,avrete sempre pi1 o meno valida scossa a norma dello sfogo1 che si apre1 e potrete indovinare qual direzione prender la scossa medesima4 ,ma perch sia intera1 e valida quant'esser pu1 cosicch dia al petto1 bisogna stabilire1 come ho gi detto1 una comunicazione con corpi deferenti tale1 che libero e intiero sfogo conceda a tutta la copia di elettricit accumulata nel gran ,conduttore1 sicch a un colpo solo si scarichi4 ,e questa comunicazione non si ottiene mai cos bene1 come mandando un filo metallico dalla stanza fino in fondo di un pozzo1 o a seppellirsi nella terra umida4 ,io mi piaccio sovente di far sentire la vera e forte commozione che d il mio gran ,conduttore1 e vedere a un tempo come1 e quanto il foco elettrico presceglie la strada dei migliori deferenti1 e la segue religiosamente per il corso continuo fino al grande universale ricettacolo1 con questa sperienza ch' altrettanto bella quanto eloquente4 ,una persona posa la mano su d'una tavola1 ove fisso ad una piccola lastra un capo del fil di ferro1 che dopo varj giri sul pavimento della stanza posta al terzo piano della casa1 mette fuori della finestra1 e lungo i muri prostrato per alcune centinaja di piedi1 va finalmente coll'altro capo a terminare in un pozzo4 ,la persona posa1 come dicea1 la mano sulla tavola in modo che le mancano solo alcune linee per toccare coll'estremit delle dita il detto filo1 o lastra4 ,un'altra persona portatasi a basso in vicinanza del pozzo spezza colaggi il filo di ferro1 e i tronchi capi impugna uno colla destra1 l'altro colla sinistra4 ,cos stando le cose disposte1 dico alla prima persona che cavi con la mano che tiene in libert la scintilla dal gran ,conduttore3 ed ecco che la scintilla si ripete1 e balza piena1 e vigorosa dalla punta delle dita posate sulla tavola alla lastra1 o filo di ferro1 quand'anche sia distante di pi di un mezzo pollice1 e fin d'un pollice intiero1 intantoch risente la persona medesima nelle braccia1 e nel petto una potente commozione2 ed una simile niente o poco minore sente pur l'altra persona rilegata presso al pozzo4 ,tutte queste prove1 ed altre molte1 che tralasciar mi conviene adesso1 si uniscono a dimostrarci1 che la quantit di fuoco elettrico1 che rapidamente1 e a un colpo1 diciam cos1 invade ed attraversa il corpo1 la cagion vera1 e propria della commozione3 che questa corrisponde appunto1 e a pelo a tali due condizioni della dose di elettricit accumulata da una parte1 e dello sfogo che trova dall'altra4 ,non accade pi dunque di mettere studio a rintracciare altra cagione1 di ricorrere ad una maniera particolare d'agire del fuoco elettrico nella scarica delle lamine isolanti1 ad una supposta reazione a qual siasi non intesa energia4 ,non ci altra energia che quella1 che chiamo tensione di elettricit1 che poi lo stesso che lo sforzo di spingersi fuori3 il quale sforzo o tensione non pu esser maggiore nella faccia della lastra caricata di quello sia nel ,conduttore che gli d tal carica4 ,inezie poi sono il tirare in campo dell'immaginarie oscillazioni delle parti di tali lamine1 l'ideare di posta la fabbrica di tali parti1 la configurazione dei pori1 e somiglianti cose4 ,il giusto e il vero punto di cercare come tanta quantit di elettricit raccoglier si possa sulla faccia di una lamina isolante armata1 come abbia s prodigiosa capacit un quadro di pochi pollici1 quanta appena si trova in un ,conduttore di molti piedi4 ,del qual problema io trovo la spiegazione chiarissima nella teoria delle atmosfere elettriche1 essendo una conseguenza dello scaricarsi del fuoco proprio che fa una faccia in ragione1 che la faccia opposta si carica dell'altrui4 ,ma di ci avr luogo di parlare pi di proposito4 ,qui mi giova insistere ancora1 mostrando la scintilla e scossa di un semplice ,conduttore non differire per alcun'accidente che sia dalla scintilla e scossa della boccia di ,leyden1 se non dal pi al meno2 e nemmanco tanto1 ove sol diasi tal grandezza al ,conduttore1 che divenga in ragione di capacit eguale ad una delle due superficie armate della boccia4 ,a quest'intendimento io andr prima togliendo certe apparenti differenze1 che pi sembrano saltare all'occhio2 indi seguir a fare un compiuto parallelo combinando in vari modi l'esperienze4 ,che s1 che arrivo a convincer voi pure1 ,signore1 come mi son convinto io stesso1 che l'esperimento della commozione non pi proprio alla boccia1 o al quadro magico1 di quello sia al ,conduttore semplice8 che una grossa piena di fuoco comunque1 e da qualunque parte si scarichi rapidamente1 e ad un tratto produce nel corpo che attraversa l'effetto di cui ora si tratta8 ,voglio prendere da ,voi medesimo1 giacch succintamente ed elegantemente pi d'ogn'altro l'avete notate le pretese differenze4 ,ecco come vi esprimete alla tesi ,,xiii della vostra lodatissima ,dissertazione ,quantumcumque electricum fluidum in uno corpore1 si vitrum excipias1 condensatum fuerit1 et quantumcumque in altero rarefactum1 corpus per quod aequilibrium restituitur commotionem nunquam experitur2 validissimae quidem1 crepitantes1 pungentes1 lucentes1 magnaque e distantia prodeuntes erumpunt scintillae1 sed absque illo singulari commotionis sensu1 qui facile cognoscitur1 difficile describitur4 ,nec in doloris quantitate stat differentia sed in ipso genere sensus2 levissima enim commotio a fortissima scintilla omnino differt1 licet haec plus doloris1 quam illa afferat ,riguardo dunque a ci che concerne quel genere singolare di senso1 a cui si appropriato il nome abbastanza spiegante di commozione1 altro non occorre che richiamarvi alle sperienze1 che ho sopra descritte1 ed invitarvi a ripeter tali prove4 ,aggiunger qui solo che la scossa che si rileva dal mio gran ,conduttore cos simile a quella di una boccetta di ,leyden1 che pu ingannare qualunque fosse pi versato nelle sperienze elettriche4 ,vorrei che ,voi foste qui1 caro ,signore 7come nella scorsa state vi foste1 e lasciato mi avete belle speranze s allora1 che il seguente autunno1 quando fui io a ritrovarvi a ,ginevra di rivedervi un'altra volta a ,como71 e vi farei sentire delle scosse1 che non potreste distinguere d'onde vengano1 se da una boccetta carica1 o dal mio ,conduttore semplicemente1 no1 non potreste distinguere1 fuorch veggendo ci che passa1 e non veggendo nulla e4 g4 stando lontano dalla stanza ove io opero1 e tenendo ,voi due fili di ferro un colla destra1 un colla sinistra1 dovreste giocare a indovinare1 e s sbagliereste sovente4 ,ma dunque non sar vero ci che dite1 che a qualunque gran segno sia condensato il fluido elettrico in un ,conduttore1 e rarefatto in un'altro1 il corpo per cui passando rimettesi in equilibrio non prova punto quel genere singolare di senso1 che diciam commozione8 ,s sar vero dei ,conduttori ordinarj1 che non siano di grande capacit2 non per di ,conduttori capacissimi4 ,ecco che i due gran piatti d',epino uno carico di fuoco1 l'altro spogliato portano una vera commozione a chi tocca questo1 e quello insieme4 ,ma anche senza il contrapposto di due contrariamente elettrizzati1 ecco il mio ,conduttore lunghissimo1 che d una commozione pur vera verissima a chi ne provoca la scintilla comunicando semplicemente con la terra umida1 o immediatamente1 o per mezzo di un filo di ferro4 ,ho detto che la vostra asserzione sar vera quando si esperimenti sopra ,conduttori non molto capaci quali si adoprano d'ordinario4 ,ad ogni modo se il ,conduttore non sia dei pi piccoli1 se sia un cannone e4 g4 lungo quattro1 o cinque piedi1 ed anche meno1 e lo elettrizzerete a una gran tensione a segno che esplorandolo vi dia quelle scintille che dite strepitose pungenti1 e vibrate a gran distanza1 nulla pi avrete a fare per rilevarne una commozione leggera s1 ma pur vera commozione1 che di toccare col dito di una mano il filo di ferro che mette in terra umida1 mentre con un dito dell'altra eccitate dal ,conduttore s fatta vivace scintilla3 vi sentirete ambe le dita punte1 e scosse le articolazioni di esse1 e fino la giuntura della mano col braccio4 ,se la scossa non arriva al petto1 e ne anche fino ai gomiti1 non vi arriva neppure quella di una boccetta di ,leyden molto piccola1 e leggermente carica4 ,ci proviene in ambi i casi dalla scarsa dose di fuoco elettrico che si scarica a traverso del vostro corpo1 giacch poca la quantit di elettricit accumulata l nel ,conduttore non molto grande1 qu nella boccetta piccolissima4 ,che8 non si pu fare una boccetta di cos miserabile capacit per essere piccola oltremodo1 o di vetro assai grosso1 che caricata quanto mai pu portare giunga tutta al pi a squotere le prime articolazioni delle dita1 ed anco meno di queste1 cio a farsi appena sentire con leggera puntura all'estremit del dito mignolo con cui si tocchi la sua esterior veste1 intantoch dall'uncino si trae la scintilla1 alquanto pi pungente1 e assai pi vivace8 ,or cos meschina commozione1 che appena pu dirsi tale non mancher di darvela pure un ,conduttore semplice di meno che discreta mole1 un cilindro di un piede1 o poco pi1 se lo esplorerete mentre in egual modo con la punta del dito mignolo toccate il filo deferente che va nel pozzo4 ,che se 7per rimontare omai dagli ultimi termini a cui abbiam portato la commozione1 s della boccia che del ,conduttore a gradi superiori7 a proporzione che la boccetta pi capace1 e pi carica1 viene a portare la scossa pi in su alle giunture delle dita1 a quella della mano col braccio1 ai gomiti1 agli omeri1 al petto1 tanto e nulla meno giunge a fare un semplice ,conduttore a misura che esso pure pi ampio e capace4 ,cos quattro dei miei bastoni che vengono a dare #cb piedi di lunghezza fan gi sentire la commozione fino ai gomiti1 quale1 e quanta la pu far sentire una boccetta che abbia sol #b1 o tre pollici in quadro di superficie armata1 o ben #e1 o #f1 se il vetro grosso 7si sa che pi lo strato isolante grosso1 e meno di carica pu ricevere1 il che pure si spiega colla teoria delle atmosfere elettriche73 i dodici poi bastoni insieme1 che fanno piedi #if mi portano la commozione fino al petto1 come ho detto e ridetto pi volte1 commozione non men grave di quella che mi d una lastra di vetro discretamente sottile di #d poll4 in quadro di superficie armata4 ,dal che vedesi ancora pi particolarmente1 come l'ampiezza del ,conduttore semplice dee essere stragrande comparativamente alla grandezza della boccia per venire ad avere una capacit eguale4 ,la qual cosa per ridirlo qu ancora s'intende a maraviglia nella teoria delle atmosfere elettriche2 e sar a suo luogo spiegata4 ,vengo ad un'altro passo che mi offrite nella nota alla tesi ,,xii4 ,omnia phaenomena1 quae attentus miratur observator1 dum ingens lagena1 vel magna tabula magica oneratur1 ostendunt electricum fluidum a globo suppeditatum1 incognitae impulsionis actione1 totis viribus ruere in vitrum aquae vel metallo suppositum4 ,etenim lentissime interea ascendit subereus electrometri globulus1 brevissimae sunt scintillae ex propagatore1 et omnino diversae ab eis quae absente phiala educuntur4 ,hae scilicet albae unicam explosionem1 unicum crepitum cum unica punctione edunt4 ,illae rubellae1 plures simul ad exiguam distantiam exeuntes1 digitum cum acerbo dolore continuoque sibilo rodunt1 quasi aegre1 et invite amatam vitri superficiem desereret fluidum electricum4 ,quis nitidam illorum factorum dedit explicationem8 ,nemo1 ut opinor4 ,desunt adhucdum sat magno numero collectae observationes1 desunt experimenta4 ,or io mi lusingo di avere le desiderate esperienze ed osservazioni prodotte1 tali che vi soddisfacciano pienamente4 ,e gi voi vi aspettate ci che io voglio dire1 che s fatte men reali che apparenti differenze son nate dall'essersi presi per termine di confronto ,conduttori non abbastanza capaci1 e bocce capaci di troppo4 ,infatti mettendocisi innanzi un gran fiasco1 od un vasto quadro magico1 quale sterminato ,conduttore convien porgli in confronto8 ,giudicatelo da ci che il mio lungo #if piedi non ha pi di capacit di una boccettina1 o lastra di vetro di #d pollici in quadro di superficie armata4 ,prendete dunque a rifare l'esperienze con boccetta non pi grande1 e con ,conduttore non pi piccolo dei divisati1 e si ridurranno le apparenze tutte ad una ammirevole perfetta eguaglianza4 ,vedrete nell'infondere l'elettricit eziandio al ,conduttore solitario1 come lentamente ascende l'elettrometro1 n pi1 n meno di quel che succede nel caricare in luogo suo la boccetta3 come vi vuole presso a poco egual numero di giri della macchina per portar quello ad una certa tensione1 e per portarvi questa4 ,il montar dunque lentissimo dell'elettrometro quando al vostro ,conduttore annettete il gran vaso di vetro1 o quadro magico non proviene dalla capacit stragrande di tal quadro o vaso4 ,un ,conduttor semplice lungo tante migliaja di piedi1 che agguagliar potesse tale capacit1 vi mostrerebbe sicuramente il medesimo1 richiederebbe un egual numero di giri per venire all'istesso punto di tensione2 siccome darebbe puranche le medesime brevi1 rossiccie1 mordenti scintille accompagnate da quel continuo sibilo1 che provate nell'esplorare il quadro che si v caricando4 ,s3 lo smisurato ,conduttore che io dico vi darebbe somiglianti brevi1 rossiccie1 acerbe scintille1 esplorandolo prima che vi giungesse l'elettricit a molta tensione2 poich giunta a tal segno sia in ,conduttore piccolo1 sia in grande1 sia anche in una boccia1 ne balza allora una scintilla chiara e vivace a pi1 o meno grande distanza3 scintilla pungente solo la pelle1 se da ,conduttore non molto grande proviene1 ma scuotente braccia1 e gambe se da amplissimo ,conduttore1 o da boccia procede2 dopo la quale scuotente scintilla1 le anzidette piccole rabbiosette a provarsi rimangono4 ,tali scintille replicate1 e continue per alcun tempicciuolo1 le d gi il mio ,conduttore lungo #if piedi1 come nel raccontarvi disopra le prime prove ho spiegato2 e le d anche pi mordenti il lunghissimo filo di ferro del para fulmine come pur si detto1 e ,voi stesso1 o ,signore1 provato avete1 e ci avete fatto sopra di molta riflessione1 pi ancora crescono1 se unisco1 come tal volta mi diletto di fare1 detto filo del parafulmine alle mie serie di bastoni per farne un sol ,conduttore4 ,che se non sono tuttavia cos rabbiose1 n durevoli tanto1 quanto le scintille che si cavano dal gran ,quadro1 non cedono punto a quelle di una discreta boccetta esplorata all'istesso modo1 e bastano a farci presumere quali sarebbero se il ,conduttore fosse ancora di molto pi grande4 ,imperciocch se da uno di pochi pollici di lunghezza 7quale io credo che voi solo adoperato abbiate7 elettrizzato a forte tensione ottener non si pu che una o due scintille chiare e spiccate1 che dissipano a un tratto tutta la di lui elettricit1 tanta non essendo1 che il pavimento comech asciutto apportar le possa notabil ritardo2 all'incontro da un ,conduttore lungo presso a #ajj piedi1 a piccola tensione di elettricit1 si cavano1 pria che se ne spogli affatto1 replicate scintille2 gi viene da se1 ed ammetter ben dobbiamo1 che un ,conduttore otto1 o dieci volte pi capace ancora1 elettrizzato similmente a piccola tensione1 ci scarichi una pioggia frequente e lunga di tali scintille viepi rabbiose1 e stridenti4 ,ho avuto occasione di notare pi volte che una piccola boccetta di pochi pollici di superficie armata capace di tanta dose di elettricit1 quanta appena ne pu contenere un ,conduttore semplice lungo molti piedi1 ed ho anche pi determinatamente fissato1 che il mio ,conduttore di #if piedi equivale a #d pollici in quadro di superficie di vetro armata pi1 o meno1 secondoch il vetro pi o men grosso4 ,or mi resta a spiegarvi pi particolarmente le prove con cui confronto io le respettive capacit del ,conduttore1 e del vetro armato4 ,si riducono queste propriamente a due4 ,una di osservare quanto convenga somministrare di elettricit colla macchina al ,conduttore1 e quanto alla boccetta per portarli a un determinato grado di tensione3 ci che si misura presso a poco dai giri che si deggiono far fare al disco1 o globo della macchina nell'un caso1 e nell'altro per far salire l'elettrometro ad un dato segno4 ,l'altra prova di confrontare1 per quanto il senso giudicar ne pu1 il valore della commozione quando proviene dalla boccetta carica1 e quando dal ,conduttore elettrizzato4 ,riguardo alla prima adunque se tanto vi vuole a un di presso di giuoco della macchina per il mio gran ,conduttore di #if piedi quanto per una boccetta di #d pollici in quadro di armatura1 conchiuder che hanno questo e quello presso a poco capacit eguale4 ,e cos appunto3 vi sovviene che ho detto richiedersi da #be in #cj giri del mio disco di cristallo1 quando l'elettricit vigorosa1 tanto per elettrizzare alla massima tensione il ,conduttore soprannominato1 quanto per caricare il pi potentemente che far si possa una boccetta della suddetta misura4 ,rapporto alla commozione ho detto tutto col dire1 che si sente egualmente valida data da quello1 o data da questa3 bene inteso che la tensione sia in ambedue eguale4 ,perci io soglio confrontare la boccetta ed il ,conduttore portati a quel grado di tensione in cui gi cominciano a spruzzare 7una dal pomo1 od uncini1 l'altra da qualche simil palla1 od estremit ritondata7 l'elettricit nell'aria4 ,anzi per assicurarmi meglio che la tensione sia in amendue eguale1 elettrizzo unitamente boccetta1 e ,conduttore1 indi ritirata quella da questo gli esploro separatamente3 quella nel modo solito impugnando il ventre1 e toccando con l'altra mano l'uncino2 questo alla mia maniera1 cio postandovi una mano per estrarne la scintilla1 mentre coll'altra impugno il filo di ferro che conduce in terra4 ,in questa forma1 e con tali attenzioni provando io una scossa egualmente forte che l'altra1 eguale giudico la capacit del ,conduttore1 e quella della boccetta2 il che nuovamente confermo col variare in pi belle maniere1 e combinare simili sperienze4 #a4 ,elettrizzo il ,conduttore1 e la boccetta ambedue alla massima tensione1 ma contrariamente1 quello per eccesso1 questa per difetto4 ,toccando con una mano il filo di ferro1 gi tante volte mentovato1 che mette capo in terra1 e che pi brevemente chiamer d'ora innanzi filo deferente1 e impugnando coll'altra la boccetta1 ne porto l'uncino contro il ,conduttore3 ecco scoppia forte scintilla2 ed io ricevo attraverso le braccia1 ed il petto la commozione tanto valida1 quanto se scaricato avessi sopra il mio corpo immediatamente la boccetta1 o immediatamente ricevuto la scintilla del ,conduttore4 ,dopo esplorando e questo ,conduttore e quella boccetta1 trovo che non vi pi nulla1 o quasi nulla di carica in nessuno dei due4 ,gli accidenti tutti di questo sperimento si spiegano da se1 supposta nel ,conduttore e nella boccetta eguale la capacit4 ,siccome quanto soprabbondava di fuoco nel ,conduttore elettrico in pi1 tanto ne mancava all'interior superficie della boccetta elettrica in meno1 ed altrettanto di bel nuovo ve ne aveva di accumulato sulla superficie esteriore della medesima 7conforme a quel che vuole la teoria delle cariche72 cos coll'appressare l'uncino della boccetta al ,conduttore si di luogo a questo di fare la piena scarica di tal suo fuoco sovrabbondante1 che giusto valse a risarcire tutto il difetto dell'interna superficie della boccetta1 la quale in conseguenza fu obbligata a rilasciare dall'altra faccia esterna quella egual copia di fuoco gi accumulatovi1 che detto abbiamo1 a rilasciarlo s ad un tratto tutto questo fuoco scaricandolo nella mano impugnante la boccetta1 e mandandolo attraverso il mio corpo1 e il filo deferente a perdersi nel comun ricettacolo della terra4 #b4 ,replico la stessa sperienza1 ma al rovescio1 cio elettrizzando l'interiore della boccetta in pi e il ,conduttore in meno4 ,istessa commozione nel mio corpo2 e istessa compita distruzione della carica di elettricit1 s nella boccetta che nel ,conduttore4 ,la spiegazione pur qu chiarissima4 ,il fuoco eccessivo accumulato nell'interior superficie della boccetta appunto sufficiente a compensare il difetto del ,conduttore in cui si getta3 ma ci non si fa senza che all'esterna faccia della boccetta medesima accorra altrettanto fuoco1 onde risarcirla di quello di cui si trova spogliata3 ed ecco appunto1 che vi accorre venendo su dal grande comune ricettacolo per il filo deferente1 e per la persona che tocca questo filo con una mano1 e con l'altra impugna la boccetta4 ,la commozione pertanto1 che sempre l'effetto di una corrente di fuoco che attraversa il corpo1 e che proporzionale alla copia di fuoco1 e alla rapidit con cui tragitta1 ben si vede1 che dee risentirsi quale e quanta si proverebbe scaricando immediatamente la boccetta sopra il corpo1 o immediatamente ricevendovi la scintilla del gran ,conduttore2 ed eguale in questo1 come nel primo sperimento1 giacch la piena essendo egualmente grossa e rapida1 egli poi tutt'uno che si diriga dal braccio destro al sinistro1 o dal sinistro al destro2 che mova dal ,conduttore alla terra1 o dalla terra al ,conduttore4 #c4 ,carico or solamente la boccetta per eccesso1 e impugnatala ne porto l'uncino contro il ,conduttore che non ha punto di elettricit n di una specie1 n dell'altra3 con questo non si scarica la boccetta che per met2 ed io riporto una commozione1 che vale giusto la met di quella che mi avrebbe dato la boccetta scaricandola immediatamente sopra il mio corpo4 ,tale scossa1 che dico la met men forte1 non pertanto di qualche polso1 e mi giunge discretamente grave ai gomiti1 e fino al petto1 se la boccetta fu caricata a gran tensione4 ,egli evidente che l'interna superficie della boccetta dee scaricare sopra il ,conduttore tanto del suo fuoco eccessivo1 quanto ve ne vuole per ridurre in amendue l'elettricit ad un egual grado di tensione2 tutta la quantit pertanto del fuoco soprabbondante si distribuisce tra i due a proporzione della rispettiva capacit4 ,se dunque si comparte giusto per met questa una prova sicura che hanno la boccetta1 e il ,conduttore una capacit eguale4 ,e ci appunto che raccolgo da quella scossa che ho detto equivalere alla met della scarica totale2 e ancor pi chiaramente confermo col residuo di carica che trovasi avere ancora la boccetta1 e con quella che ha acquistato il ,conduttore1 conciosiach esplorando la boccetta a parte1 ricevo un'altra mezza scossa del valore della prima1 e una terza finalmente d'egual peso ne ricevo esplorando similmente a parte il ,conduttore4 #d4 ,or f l'esperienza in senso contrario1 elettrizzando cio il solo ,conduttore per eccesso1 e presentandoli l'uncino della boccetta non punto carica4 ,con che acquista essa quella carica che pu darle la met del fuoco sovrabbondante di quello che lanciasi all'interiore di lei superficie1 ed io riporto una corrispondente commozione per altrettanto fuoco che si spinge via dalla faccia esteriore della boccetta medesima3 commozione che vale la met di quella che mi darebbe la piena scintilla del ,conduttore scaricata immediatamente sul mio corpo4 ,cos poscia esplorando e la boccetta e il ,conduttore1 ciascuno a parte1 rilevo1 come sopra1 due altre scosse eguali alla prima1 e tra loro4 #e4 ,gli stessi sperimenti #c4 e #d4 gli ripeto sostituendo all'elettricit di eccesso quella di difetto2 e i resultati son quali si devono aspettare4 ,io ho le tre scosse dimezzate 7ciascuna cio che vale la met della piena scarica che si eccitasse immediatamente sul corpo73 la prima nell'atto di provocare la scintilla tra l'uncino1 e il ,conduttore1 la seconda1 e la terza nello scaricare il ,conduttore e la boccetta1 ciascuno a parte4 ,ho sempre inteso che in tali prove si tenga con una mano il filo di ferro che conduce in terra1 mentre con l'altra si provoca la scarica del ,conduttore1 o immediatamente1 o per mezzo della boccetta4 ,se la persona non tocca in qualche modo a un buon deferente continuo1 se comunica solo col pavimento asciutto1 od altri corpi poco deferenti1 o interrotti1 la corrente di fuoco viene pi o meno ritardata1 tantoch la scarica non si compie pi ad un tratto1 ma successivamente in tempo comunque non grande2 ci che basta perch la commozione si risenta molto men valida4 ,tutte le surriferite sperienze1 che concorrono a farmi giudicare la capacit del mio ,conduttore di #if piedi prossimamente eguale alla capacit di una boccetta di #d pollici in quadro d'armatura1 mi piace poi di variarle con altre boccette di maggiore1 e di minor capacit4 ,dunque prendendone una di #c pollici solamente d'armatura1 ed una pur anche di pi di #d ma di vetro assai grosso1 osservo che comparte pi che la met della carica al ,conduttore1 e che questo all'incontro comparte meno della met della sua a tal meschina boccetta3 cos poi dopo s fatta distribuzione prevale sempre la scossa del ,conduttore a quella della boccetta4 ,tutto l'opposto avviene quando sperimento con boccie di #e di #f di #h pollici in quadro di superficie armata4 ,queste si portano via a proporzione pi della met della carica che abbia il ,conduttore2 e della carica che abbiano esse non ne danno che una parte minore della met a quello3 coerentemente le scosse loro sono di maggior polso ec4 ,quando poi si provocano alla scarica boccia1 e ,conduttore elettrizzati contrariamente 7suppongo ad egual tensione7 nel pi capace1 o sia questo il ,conduttore1 o sia la boccia1 non vien gi distrutta tutta la carica3 ma vi rimane un residuo pi o meno grande a proporzione che pi1 o meno grande la differenza2 e nel men capace1 non solamente viene a perdersi per l'intero la primiera carica1 ma vi prende luogo una carica in senso contrario1 che la parte sua proporzionale che gli tocca del sopraddetto residuo4 ,sarebbe ora superfluo il fare ulteriori combinazioni di questa sorte2 ed io volentieri lascio a voi1 ,signore1 di moltiplicarle1 e variarle a grado vostro colla soddisfazione di veder sempre i resultati rispondere all'aspettazione1 cio a quanto dalla considerazione delle respettive capacit eguali1 o disuguali e dalla tensione sempre eguale a cui sorger dee l'elettricit nel comunicarsi dal ,conduttore alla boccia o da questa a quello potete anticipatamente dedurre1 e pronosticare4 ,desidero grandemente che ne facciate presto alcuni saggi almeno1 che potranno bastare a voi dotato di tanta sagacit per tutto comprendere4 ,non vi duopo perci di fabbricarvi a bella posta un ,conduttore della grandezza del mio4 ,ne avete uno capacissimo1 bello e preparato1 ed il lungo filo conduttore del vostro parafulmine4 ,ho ancora innanzi agl'occhi come stanno col dietro il giardino in quella vaga stanzetta1 ed entro quella bussola1 che ha vetriata e porta che s'apre1 il tutto con somma eleganza disposto1 come stanno1 dico1 i due campanelli tra i quali giuoca il pendolino3 e mi figuro non senza compiacenza di veder voi impugnata una boccetta1 portarla a toccar coll'uncino il campanello1 o filo proveniente dall'asta metallica1 e con essa isolato1 mentre coll'altra mano toccate l'altro campanello1 o filo deferente continuo1 che va a seppellirsi in terra1 e che noi chiamiamo filo di salute4 ,non dubito che tosto non troviate di proporzionare la boccetta1 ossia di sceglierne una di presso a poco eguale capacit al vostro ,conduttore2 per riuscire a distruggere reciprocamente la carica di quella coll'elettricit contraria di questo2 e per confrontare il valor delle scosse date dalle scariche intiere1 e dimezzate dell'uno1 e dell'altra ec4 ,non posso qui lasciare d'invitarvi ad osservar meco1 come non assolutamente necessario perch abbia luogo la compiuta scarica della boccia di ,leyden1 e molto meno perch si sperimenti la vera commozione1 che il fuoco vomitato dalla faccia ridondante ricorra per una serie continuata di deferenti1 ossia per il cos detto ,arco conduttore1 all'opposta faccia deficiente3 come si supposto1 e tiensi comunemente per indispensabile4 ben necessario1 che il fuoco accumulato su quella faccia abbia dove gettarsi1 ossia trovi uno scaricatore di capace sfogo1 e che la faccia deficiente trovi pure un fonte onde trarre a se il convenevole risarcimento4 ,di qui che l',arco conduttore appresta opportunissimo mezzo alla scarica1 che migliore non pu darsi1 riunendo per tal modo le opposte faccie1 che l'una supplir possa al bisogno dell'altra facilmente1 e pienamente4 ,ma pure esser possono lo scaricatore della faccia ridondante1 e il sovventore 7se mi lecito cos esprimermi7 della faccia deficiente1 un dall'altro indipendenti1 e separati affatto2 e nulla meno dar luogo alla scarica1 o intiera1 o dimezzata1 e produrre la corrispondente commozione4 ,e non si veduto negli sperimenti riportati di sopra8 ,nel #b4 e4 gr4 il fuoco scaricato dalla faccia interiore della boccetta nel gran ,conduttore non ricorre gi alla faccia esteriore1 con cui il detto ,conduttore1 siccome isolato1 non ha comunicazione veruna1 ma s'arresta in quello1 che ha giusto capacit di riceverlo tutto1 anzi meglio bisogno4 ,d'altra parte la faccia esteriore cava tutto il fuoco di cui bisognosa dal magazzino universale1 ossia ampio ricettacolo della terra1 che pu fornirgliene qualunque gran copia3 lo caverebbe eziandio da un ,conduttore isolato1 quando fosse di sufficiente capacit1 ed elettrizzato per eccesso s che ridondasse di fuoco tanto appunto quanto il difetto di essa faccia esteriore4 ,cos discorrete per gli altri esperimenti in cui la scarica della boccetta sopra il ,conduttore isolato non si fa intiera1 ma o per met1 o pi1 o meno secondo le respettive capacit4 ,concludiam dunque che1 sebbene le due faccie di una boccia1 o d'un quadro contrariamente elettrizzate dipendono una dall'altra rispetto a ci che non pu la faccia caricata per eccesso dismettere n tutto n molto del fuoco che vi stato accumulato1 se corrispondentemente1 e al tempo medesimo l'opposta faccia deficiente non ricupera il fuoco onde stata spogliata1 sebben1 dico1 questo dare e ricevere debbano proceder di paro1 pure ciascuna faccia la fa da se in questo senso1 che una scarica il fuoco sovrabbondante dovunque le si apre sfogo1 come1 e quanto pu2 l'altra tira a se il fuoco di cui abbisogna da dove pu1 e quanto pu4 ,ma che8 ,non provato che il fuoco scaricato da una faccia affetta di portarsi alla faccia opposta8 ,che vi si porta per la strada pi breve1 o men resistente8 ,non trascorre egli realmente l',arco conduttore1 la catena di persone ec48 provato s1 che una corrente di fuoco esce da una faccia1 e che una corrente entra nell'altra2 ma non gi che sia quell'istesso fuoco che parte da un termine1 e arriva all'altro4 ,si pu ben dire che una corrente raggiugne l'altra in guisa che si riuniscano in una sola2 ma neppur ci succede sempre1 e non punto necessario per effettuarsi la scarica4 ,abbiam veduto e4 gr4 che una corrente termina nel ,conduttore isolato1 e l'altra corrente vien su dalla terra4 ,consideriamo ora per poco anche l'esperimento che ci si obbietta della catena di persone4 ,siano le persone a b c d e f g h i l m n o1 che tutte si dan mano1 e delle quali la prima impugna il fondo della boccia di ,leyden1 e l'ultima s'accinge a tirar la scintilla dall'uncino4 ,io tengo che all'atto stesso che o riceve il fuoco lanciato dall'uncino ossia scaricato dall'interior superficie della boccia1 a ne fornisce tosto del suo alla faccia esteriore3 tosto1 dico1 senza punto aspettare che quel fuoco scaricato sopra o pervenga per la strada n m l ec4 ad esso a4 ben vero che cotesto fuoco invade tale strada1 cio passa da o in n in m ec41 intantoch a risarcire la perdita di a accorre nuovo fuoco da b1 a questo da c1 e cos seguendo2 vero che un solo il corso se non si considera che la direzione3 ma essendoch si eccita di qu1 e di l simultaneamente1 e principia a due capi il moto1 non si pu dire a rigore una sola corrente1 bens due cospiranti in una4 ,ne viene da ci1 che se l'estrema rapidit con cui scorre1 e trapassa il fuoco ci lasciasse accorgere della successione delle scosse da una in altra persona1 troveremmo1 che non sieguono gi l'ordine o n m l1 ma bens che si fanno sentire simultaneamente prima ai due estremi o1 ed a1 indi a n e b1 m e c2 procedendo cos verso il mezzo della catena4 ,si preteso1 che quantunque lunga sia una tal catena di persone1 tutte risentano la commozione egualmente forte3 la verit per1 che a proporzione che la boccetta pi piccola1 e meno carica1 e d'altra parte pi grande il numero delle persone1 quelle di mezzo1 e a misura che si trovano men vicine alle faccie della boccia1 cio ai capi dell'una e dell'altra corrente1 risentono minore la scossa4 ,cos esser dee nella mia ipotesi4 ,il fuoco scaricato dall'uncino1 che non poi molto copioso1 essendo la boccetta piccola1 invade la prima1 seconda1 terza persona1 si diffonde a tante1 che trova gi quasi comodo e sufficiente ricetto nella capacit delle medesime1 e in varj sfoghi qu e l nel pavimento ec43 comincia dunque a farsi men grossa la corrente2 meno per conseguenza scuote ed urta come pi avanti procede1 e giugne alle persone che stanno verso il mezzo della fila4 ,avviene lo stesso all'altra parte della fila3 la persona che ne capo comincia essa a somministrare il suo fuoco alla faccia esteriore della boccia che impugna3 subentra la seconda a sollievo della prima1 e cos via via contribuiscono le altre2 per gradatamente meno2 atteso che qualche soccorso di fuoco viene anche dal pavimento su per i piedi di quelle prime persone1 sicch alle altre consecutive verso il mezzo della fila resta a dar tanto meno3 dunque anche queste poco saranno scosse4 ,or a quelli che volessero ancora attenersi all'idea comune della corrente che muove soltanto da una faccia1 e procede ordinariamente senza punto deviare fino all'opposta faccia della boccetta1 io domanderei3 ond' dunque che le persone sono meno scosse quanto pi sono vicine al mezzo dell'arco che formano8 ,e perch mai1 se la scossa propagandosi si debilita1 non la sentono minore piuttosto quelle che son di l del mezzo1 ed ultime verso la faccia negativa della boccetta8 ,voglio render la cosa anche pi evidente4 ,separiamo in due serie la lunga catena di persone2 ossia formisi una fila dritta a b c d -- e f g h rotta nel mezzo3 d impugni una boccia fortemente carica1 ed e che gli sta a fronte1 e vicino ne provochi la scarica toccandone l'uncino3 tutti sono in piedi sul pavimento asciutto4 ,or se fosse obbligato il fuoco vomitato dall'interior superficie della boccia a recarsi per la strada la pi spedita alla superficie esterna che ne digiuna1 come si stabilito per legge1 e si pretende che immancabilmente succeda1 dovrebbe dunque passar pi per i piedi della persona e che tocca l'uncino1 e per il pavimento portarsi ai piedi di d1 e venir su per essa alla faccia esteriore della boccia1 intatte lasciando le altre persone f g h1 che restano dietro1 e fuori affatto di strada4 ,che dirassi dunque s'io mostro che si diparte appunto dalla via segnata per seguire la traccia di quelle persone1 che siccome corpi deferenti gli offrono un discreto sfogo2 e che il fuoco che accorre alla faccia esteriore della boccetta si ricava da un altro fonte8 ,cos 3 il fuoco scaricato della faccia interna scorre manifestamente da e ad f g h1 portando una discreta scossa a tutte queste persone1 cio alla mano con cui si tengono1 e al collo del piede2 e balzando anche con visibile scintilla ove non si tocchino l'una l'altra1 ma tengansi colle mani o co' piedi molto appressate2 e finalmente va a perdersi nel comune ricettacolo4 ,similmente d che primo fornisce il fuoco di cui abbisogna la faccia esteriore1 ne ripete da c1 e questo da b1 da a1 e tutti ne ritraggono dal suolo3 il che si fa sensibile colla scossa che riportano coteste persone1 e visibile se si vuole pur anche colle scintille4 ,dirassi forse1 che il fuoco scaricato dall'interno della boccia siegue la fila delle persone e f g h1 e poi dall'ultima di queste passa all'ultima parimenti dell'altra fila1 cio ad a1 onde giugnere per b c d all'amata faccia esterna8 ,ma oltrech non si accorda questo colla scossa che sentono al collo del piede tutte o quasi tutte le persone1 come s'intender che scelga il fuoco un lungo tratto di pavimento asciutto1 e resistente1 anzich il pi breve tra e e d8 ,e come andr colla legge1 con cui si vuol obbligare a far in ogni caso per la via pi spedita1 e meno resistente il circuito da una superficie all'altra8 ,eh diciam dunque che altra la corrente che parte dall'uncino della boccia1 e scorrendo le persone1 e qualsivoglia altro buon deferente che incontra va a perdersi nel comune ricettacolo2 altra quella che simultaneamente move dalla terra medesima1 e per il canale d'altre persone1 o d'altri deferenti mette capo nella esterior superficie dell'istessa boccia3 e in generale concludiamo che il fuoco della faccia eccessiva si scaglia1 e diffondesi ovunque trova sfogo2 ed altro fuoco accorre alla faccia difettiva indifferentemente da ogni parte1 da qual siasi corpo1 o serie di corpi1 che fornir gliene possono4 ,vedrete anche quel fuoco vomitato spargersi qu1 e l in varj rami1 ove le persone f g h1 ed altri deferenti corpi1 non in serie ordinata seguente1 ma chi da una parte chi dall'altra stiano d'attorno alla persona e1 che provoca la scarica dall'uncino1 spargersi1 dico1 in varj rami1 e dissiparsi cos nel suolo2 e vedrete similmente su del suolo sorgere e per varj rami o canali di corpi deferenti confluire alla persona d il fuoco che riacquista l'esterior superficie della boccia3 n vorrete gi credere che questa sia una continuazione di quella corrente1 anzi lo stesso fuoco che con circolo non interrotto si sia recato dall'una all'altra faccia2 ma bens convenite meco che ciascuna ha eccitato la sua particolar corrente entrante questa1 quella sboccante4 ,cos poi svanir la maraviglia di quei famosi sperimenti1 con cui si crede di far fare al fluido elettrico tutto intiero il giro di un lungo corso di fiume1 e d'un canale insieme da quello derivato1 col fare scendere un filo di ferro dal fondo d'una boccia nel fiume1 e scaricar per l'uncino l'interna superficie sopra un altro filo metallico comunicante col canale4 ,svanir la maraviglia fondata sul supposto circuito del fuoco elettrico3 conoscendo noi ora come non ebbe mai luogo in tali sperimenti cotesto circuito1 abbench si effettuasse la scarica1 e riportassero la commozione le persone che vollero provare ad interporsi si da una parte che dall'altra al filo metallico1 e all'acqua1 toccando quello con una mano1 e tuffando un piede nell'acqua1 o in altra equivalente guisa mettendosi di mezzo2 comprendendosi come il fuoco scaricato and a perdersi nel canale1 ove dilagando il suo corso fin1 e come finalmente a spese1 dir cos1 del fiume fu somministrato il fuoco richiesto alla faccia esteriore della boccia4 ,tutti questi esempj1 in cui le due correnti simultanee1 quella del fuoco effluente dalla faccia eccessiva della boccia1 e quella affluente alla faccia difettiva1 si fanno manifestamente vedere distinte1 e non gi riunite1 e formanti un continuato corso1 ma interrotte quando pi1 quando meno1 e quando affatto verso il mezzo della troppo lunga serie de' corpi deferenti1 o nel gran seno della terra2 non deggiono poi farci concludere 7che sarebbe uno spingere la cosa troppo avanti7 che giammai una corrente non raggiunga l'altra3 anzi ci succede1 come di sopra ho accennato1 nel modo ordinario di fare la scarica1 cio quando l'arco conduttore non sia sterminato1 ed ove formato sia tutto di ottimi deferenti continui1 la corrente di fuoco vomitato dalla faccia ridondante della boccia1 che lo invade ad un capo1 non si sparge allora e dissipa in molti altri rami1 ma tutta insieme raccolta lungo quel comodo canale tien dietro all'altra corrente similmente raccolta che per l'altro capo di detto arco conduttore mette nella faccia deficiente3 le tien dietro1 e la raggiugne1 in guisa che si riuniscon tosto1 e formano un corso continuo in uno stesso canale4 ,non vuole scordarsi finalmente1 quello che ho pur detto di sopra1 che migliore sfogo non pu trovare la faccia ridondante1 quanto la faccia deficiente2 n questa chi meglio la soccorra1 che quella3 e che l'arco conduttore a tal vicendevole scarica1 e soccorso appresta il mezzo opportunissimo4 ,m'accorgo d'aver fatta una ben lunga digressione2 la quale per pu sembrare non del tutto inutile1 n molto lontana dal mio proposito2 giacch serve a mostrare come il fuoco scaricato dalle bocce1 o quadri1 non altrimenti che quello scagliato da un semplice ,conduttore1 si getta nel modo che pu1 e quanto pu dovunque gli si apre sfogo3 come affetta di preferenza quelle vie1 che glielo concedono pi libero1 scorrendo per un sol canale1 se quinci un intiero scarico gli si appresta1 o diramandosi in molti se la sua piena ritardata1 e rotta da corpi od affatto impermeabili1 ovver poco deferenti1 che lascian s passare una piccola copia di fuoco1 ma non una grande a un tratto3 come scuote i corpi che attraversa pi o men fortemente in ragione che la corrente sua pi o meno riunita e rapida2 come1 infine1 tutto quello succede al fuoco scaricato dalla boccia1 che succede al fuoco lanciato da un semplice ,conduttore che sia abbastanza capace1 ed egualmente carico4 ,checch ne sia che io abbia poco o molto deviato dal mio cammino1 riprendendolo ora1 terminer il proposto confronto della capacit dei ,conduttori semplici colle boccie o quadri armati1 soggiugnendo alcune considerazioni sul possibile ingrandimento dei ,conduttori a segno di emulare non che le scariche delle grandi giare1 e tavole magiche1 ma delle pi potenti batterie4 ,un ,conduttore fatto come il mio di molti sottili bastoni inargentati1 che sia lungo in tutto #if piedi 7prendiam cento per facilit del calcolo7 capace di contenere tanto di elettricit quanto una lastra di vetro di discreta spessezza avente di buona armatura #d poll42 di dare una commozione di egual polso2 e di produrre altri effetti nulla men validi4 ,per esser dunque equipollente a un quadro di #ab poll41 cio d'un piede quadrato d'armatura1 dovrebbe essere la lunghezza nove volte pi grande1 vale a dire presso a #ijj piedi4 ,che bel vedere allora con una scintilla veramente fulminante di tal semplice ,conduttore uccidere un uccelletto1 fondere una sottil foglietta d'oro6 ,ma1 cosa poi cotanto difficile il procacciarsi tanti bastoni inargentati1 e il disporli come conviene8 ,il disporli non gi3 che un vasto portico quadrato1 ovvero alcuni corridori seguentisi capir li possono tutti in una sola fila4 ,se poi i portici1 e corridori fossero larghi discretamente1 ed alti1 si potrebbero tirare quattro ordini di quattro file di bastoni per ciascuno sul modello della figura 7vedete la ,tavola ,,ii47 in cui per minor imbarazzo abbiam disegnati due ordini solamente1 e due sole file per ordine1 colla debita distanza d'una fila dall'altra4 ,per tal modo avremmo un ,conduttore1 la di cui scarica1 e i di cui tremendi effetti agguaglierebbero quelli di una potente batteria elettrica1 qual una che sia composta di #af boccali di un piede quadrato d'armatura ciascuno1 ma costruita a dovere4 ,la vostra1 ,signore1 formata di due campane di vetro1 non credo che oltrepassi1 almen di molto1 i #af piedi quadrati d'armatura3 eppur quali strepitosi effetti non ne ho io stesso veduti1 ed ammirati8 ,voi con essa fondete1 pi1 disperdete in faville un filo metallico non de' pi sottili3 voi il fondete pur anche nell'acqua2 e cento altre cose fate incredibili quasi a chi non le ha vedute4 ,le grandi batterie di ,,priestley1 e di ,,fontana1 non so che facciano molto di pi4 ,dunque anche il ,conduttore ch'io mi compiaccio di contemplare in immaginazione1 composto di #af file di bastoni lunghe #iij piedi ciascuna1 fonderebbe1 disperderebbe1 ammazzerebbe grossi animali2 in una parola fulminerebbe4 ,ma io poi non mi fo illusione fino al segno che speri di veder unqua messo in opera un cos sterminato ,conduttore4 ,un ,,watson forse sarebbe tentato di farlo1 egli che prolung1 ad altro intendimento 7cio per mostrare l'estrema celerit con cui si comunica la virt elettrica da un capo all'altro d'un buon ,conduttore comechessia lunghissimo71 de' fili di ferro1 e delle corde bagnate1 isolati tutti1 a pi di duemila tese3 a cui perci scrivea il ,,muschenbroek magnificentissimis tuis experimentis superasti conatus omnium4 ,di vero non so fin dove giungeranno i miei o gli altrui sforzi riguardo a fare dei ,conduttori oltremodo lunghi3 che poi alla fine di poco utile sarebbero4 ,non di utile alla pratica2 perch ci che far si pu colle boccie1 quadri1 e batterie tanto pi comode1 a che cercare di ottenerlo in altro modo con gravissimo dispendio1 ed imbarazzo8 ,non alla teoria2 attesoch parmi1 seppur troppo non presumo1 di aver gi fatto abbastanza per quella1 quando giunto sono col mio ,conduttore di #if piedi a dimostrare1 come la commozione1 e ogn'altro effetto che produce la boccia o il quadro armato1 pu produrre eziandio un semplice ,conduttore3 come a tale effetto gli basti d'avere una conveniente capacit3 e come questa capacit in lui pi grande a misura che la sua superficie pi estesa in lungo#df4 ,dunque il contemplare anche solo in immaginazione quello smisurato ,conduttore1 sar vano1 inutile1 puerile8 ,non gi2 se pu somministrarci od agevolarne in qualche modo l'idea del gran potere di una nuvola elettrica fulminante4 ,ecco l'idea suggeritami1 e che volgo in mente4 ,suppongo che la nuvola1 la qual profonde una strana copia di elettricit al para-fulmine1 cui pende sopra in alto1 o che s'abbassa a scaricare dove che sia un vero fulmine1 non sia pi lunga di #ijj piedi1 larga altrettanto1 e grossa sol #ij4 ,qual immane dose di elettricit non pu essa contenere6 ,massime che potrebbe in lei crescere a molto maggior tensione di quella che o i nostri vetri dar possono1 o i nostri ,conduttori sopportare4 ,l'eccessiva tensione dell'elettricit delle nuvole a me sembra che venga infatti indicata dal giugnere la loro sfera d'attivit da cos alto fino in terra4 ,ma posto anche che l'elettricit della supposta nuvola non ecceda la tensione ordinaria de' nostri ,conduttori elettrizzati artificialmente3 io considero uno spazio d'aria cos grande come la nuvola rappresentata2 e calcolo che vi potrei collocare #ajjj file de' miei bastoni lunghe #ijj piedi2 in guisa che resterebbero ancora discoste una dall'altra ben #i piedi2 tanto cio1 che per l'azione delle atmosfere non s'impediscano vicendevolmente di ricevere tutta quella dose di elettricit che ciascuna fila pu portare da se4 ,ogni fila dunque essendo lunga #ijj piedi si caricherebbe come una tavola magica di un piede quadrato di armature3 sicch tutte insieme quelle file varrebbero una batteria elettrica di #ajjj piedi quadrati di superficie di vetro armata4 ,abbiamo noi l'idea pur solo degli effetti spaventevoli che produrrebbe una tal batteria8 ,che sono mai a petto di questa quelle che si sono fin qu vedute8 ,uno scherzo4 ,ma poi il complesso di tutte queste file di bastoni in un sol ,conduttore non ha maggiore capacit della nuvola1 che abbiam preso a considerare2 anzi l'ha minore d'assai2 perocch nell'intiera mole di essa non solamente altrettanti cilindri disegnar si possono1 e sono realmente compresi di vero corpo conduttore2 ma nella ideata distanza de' piedi da questa a quella fila pi altre vi si capiscono1 o a dir pi giusto migliaja1 e migliaja di punti corporei vi hanno1 i quali tuttoch dalle circostanti atmosfere attuati1 pur nulla meno ricever possono qualche dose di elettricit propria4 ,in somma un corpo continuo1 qual la nuvola1 ha maggiore capacit1 che tanti corpi staccati che formino un'egual mole4 ,nella figura 7,tavola ,,ii47 quelle quattro file di bastoni che formano gli angoli d'un parallelepipedo non arrivano gi a contenere tanto di elettricit quanto un eguale parallelepipedo di superficie intiera 7abbench la maggior capacit di questo non corrisponda di gran lunga alla maggiore sua superficie corporea1 per la ragione che le parti prese di mezzo1 e attuate dall'atmosfera elettrica d'altre parti laterali possono ricevere tanto meno di elettricit propria2 come ho spiegato nella prima parte di questa lettera74 ,che poter terribile di elettricit pu dunque avere questa nuvola8 che immensa copia di fuoco contenere1 e lanciare1 avendo anche poca tensione8 ,che poi1 se l'elettricit vi portata a tensione non ordinaria8 ,che diremo delle nuvole grandi non poche centinaja di piedi1 ma migliaja di tese quadrate8 ,si domandato#dg3 l'elettricit naturale ha ella l'indole dell'elettricit di semplice ,conduttore1 o piuttosto quella di boccia di ,leyden8 ,il fulmine si comporta come scintilla scagliata semplicemente da un ,conduttore elettrizzato1 o come scintilla scaricata da una lastra isolante armata8 ,gli effetti poderosi delle scariche1 il senso particolare della commozione1 che produce1 non vi ha dubbio1 il fulmine1 in grado molto superiore a quello di qualunque gran quadro1 e batteria1 le scintille stesse che d il filo del para-fulmine1 le quali appunto come la scintilla cavata dalla faccia d'un gran quadro non hanno bisogno che d'esser lunghe poche linee per farsi sentire rabbiose alla pelle1 e scuotere ben anche tutta la persona1 facean propendere a questa seconda opinione4 ,ma il non concepirsi come siegua scarica vera di lastra isolante armata1 per mezzo di arco conduttore1 da una all'altra faccia opposta1 nel valicare che fa semplicemente il fuoco della saetta il tratto d'aria dalla nuvola alla terra2 e la forma guizzante della scintilla1 quale i semplici ,conduttori1 e non le boccie o quadri armati ci sogliono far vedere1 portavano a non riconoscere nel fulmine1 il quale appunto affetta un cotal guizzo1 altro che una scintilla scagliata da un gran ,conduttore fortemente elettrico4 ,or finalmente in questa opinione dovran riunirsi tutti i voti1 e sciolto rimarr il problema1 or1 dico1 che e commozione1 e qualunque altro pi valido effetto nella prepotente forza de' ,conduttori d'immane capacit riscontrato abbiamo4 ,son giunto al termine dell'argomento che mi son proposto in questa lettera1 che la capacit de' ,conduttori semplici2 e per qu finisco4 ,passer1 se vi piace1 in un'altra alla capacit de' ,conduttori conjugati 7come a me piace di chiamarli7 e progredir pur anche all'elettricit che s'imprime sulle faccie delle lastre isolanti trattando della durezza loro a lasciarsela affiggere1 e tenacit a conservarla una volta che sia affitta4 ,il campo bello1 e vasto3 abbraccia tutta la teoria delle cariche1 e delle scariche con quella dell'elettricit gi detta ,vindice1 che meglio io amo di dir permanente1 quindi tutti i fenomeni dell',elettroforo ec4 ,procurer d'esser men prolisso che in questa1 e con una materia tanto pi vasta1 la lettera riuscir meno lunga4 ,como #bj ,agosto #aggh4 ,,del ,,condensatore ossia del modo di render sensibilissima la pi debole ,elettricit sia naturale sia artificiale ,,memoria ,letta nella ,societ ,reale di ,londra ,,divisa ,,in ,,due ,,parti ,,del ,,condensatore#dh ,,parte ,i4 #a4 ,un apparecchio1 che portando a uno straordinario ingrandimento i segni elettrici fa s1 che osservabile divenga1 e cospicua quella virt1 che altrimenti per l'estrema sua debolezza sfuggirebbe i nostri sensi1 ognun comprende di quale1 e quanto vantaggio sia per riuscire nelle ricerche sull'elettricit1 e massime intorno alla naturale atmosferica1 la quale1 come sappiamo1 non in ogni tempo1 anzi assai di rado1 allora solamente cio che il ,cielo ingombro di nuvoloni scuri1 e tempestosi1 avviene che ci si renda sensibile ne' conduttori ordinari non molto elevati1 e appena che in altri tempi ne mostri qualche indizio in quelli elevatissimi1 o ne' cervi volanti portati all'altezza di pi centinaja di braccia4 ,or un tale apparecchio1 merc di cui un conduttore atmosferico1 anche di non grande elevazione1 vi dia segni ad ogni ora e in ogni costituzione di tempo1 molto chiari e distinti di quel qualsisia picciolo elettrizzamento che in lui induce l'atmosfera1 ecco io ve lo presento nel mio elettroforo3 in quella semplice macchina1 che ormai nelle mani di tutti1 e che se altro pregio pur non avesse1 verrebbe abbastanza raccomandata agli elettricisti per questo che lor offre facile mezzo di spiare la pi languida1 e impercettibile elettricit s naturale che artificiale1 con tirarla sopra di se1 ed accumularla al punto di promoverne1 e invigorirne per singolar maniera i segni4 ,,ii4 ,in vero ogni volta che questi mancano nell'ordinario modo di sperimentare1 che n scintilla scorgesi n cenno bench minimo di attraimento1 il dire che pur vi sia elettricit1 fora un'asserzione gratuita1 anzi un giudicare contro ogni apparenza4 ,malgrado questo non possiamo neppur dire accertatamente che punto non ve ne abbia3 e il concluderlo da ci solo che niun segno per anco ci si mostra1 un precipitare il giudizio2 imperocch chi ci assicura che qualche elettricit ivi non si trovi realmente1 ma cos debole da non potere attrarre tampoco un leggier filo8 ,or questo che c'importa in molti casi di sapere1 specialmente quando si tratta di elettricit naturale4 ,un conduttore atmosferico poco elevato non d ordinariamente segni come gi si detto1 che quando gli sovrasta oscuro nembo3 a cielo coperto d'alte nubi sparse1 o distese equabilmente1 quando l'aria ingombrata da nebbie1 in tempo di pioggia placida1 ed anche dirotta1 tranne qualche rovescio improvviso1 raro che scorger vi si possa alcun indizio di elettricit1 e nulla mai a ciel sereno1 sia placido1 sia ventoso4 ,stando pertanto alle apparenze1 e al giudizio di un elettroscopio comune1 anche de' pi sensibili1 direbbesi che il conduttore non elettrizzato punto1 e che per conseguenza non domina elettricit di sorta ne' campi dell'aria poco alti ove quel conduttore porta la testa4 ,eppure non cos3 un altro elettroscopio di gran lunga migliore1 qual veramente pu dirsi il nostro apparecchio1 giacch ne adempie con tanto vantaggio le funzioni1 ci fa vedere che da qualche elettricit pur sempre investito quel conduttore1 avvegnach ne si mostri di per se affatto inerte3 ci fa1 dico1 vedere e toccar con mano ch'esso non ne mai privo affatto2 onde convien giudicare in egual modo che non ne mai priva l'aria che lo circonda4 ,ed ecco come restiamo convinti che anche alla pi bassa regione dell'atmosfera1 e fino a pochi piedi da terra s'estende l'azione costante1 e perenne dell'elettricit naturale4 ,cotal elettricit sebbene insensibile rimanga finch da quel tratto d'atmosfera si comunica soltanto al detto conduttore1 ove poi per mezzo di lui si comunichi insiememente all'elettroforo nostro1 si raccorr entro a questo pi facilmente1 e in maggior copia#di2 s e per tal modo1 che sorger quindi potranno i noti segni di attrazione1 e di repulsione sensibili abbastanza per dinotarci senza equivoco non che l'esistenza1 la specie ancora dell'elettricit1 cio se positiva1 o negativa4 ,che pi8 non mancher talora di comparire perfino qualche scintilluzza4 ,ogniqualvolta poi il conduttore desse gi di per se qualche segno1 movendo alcun poco un leggier filo1 aspettatevi pure1 col soccorso del nostro apparecchio1 scintille pungenti e ogn'altro segno vigorosissimo4 ,,iii4 ,ma veniamo senza pi al modo di far servire all'intento cotal apparecchio1 a cui in questo caso meglio che il nome che altronde porta di elettroforo1 l'altro gi indicato di elettroscopio1 anzi pure quello di micro-elettroscopio potrebbe convenire4 ,ma io amo meglio di chiamarlo condensatore dell'elettricit1 per usare un termine semplice1 e piano1 e che esprime a un tempo la ragione1 e il modo de' fenomeni di cui si tratta come vedrassi nella #b4 parte del presente scritto4 ,tutto dunque si riduce a queste poche operazioni4 7,a7 ,convien prendere un piatto d'elettroforo1 che abbia l'incrostatura di resina assai sottile1 e a cui1 o non sia stata dianzi impressa alcuna elettricit1 o se mai vi stata1 vi sia spenta affatto4 7,b7 ,a questa faccia resinosa immune da ogni elettricit si soprapponga convenientemente il suo scudo 7cos io chiamo la lamina superiore dell'elettroforo73 cio le si applichi cotal lamina o scudo in piano1 collocandolo nel bel mezzo in modo1 che non tocchi in alcun punto l'orlo metallico del piatto1 ma rimanga isolato4 7,c7 ,cos congiunti essendo1 si adattino sotto al filo conduttore dell'elettricit atmosferica in guisa1 che lo scudo venga toccato dove che sia dal detto filo1 esso solo lo scudo1 e in niun modo il piatto4 7,d7 ,in questa situazione si lascino le cose per un certo tempo1 finch lo scudo possa aver raccolta competente dose di quell'elettricit1 che dal filo conduttore gli viene molto lentamente instillata4 7,e7 ,da ultimo sottraggasi al contatto e influsso del filo conduttore lo scudo tuttavia unito al suo piatto e combaciante la faccia resinosa2 indi si disgiunga anche da questa1 levandolo in alto al consueto modo per il suo manico isolante3 e allora sar che se ne otterranno gli aspettati segni cospicui di attrazione1 di ripulsione1 e di qualche scintilla eziandio1 di pennoncelli ec4 nel tempo che il conduttore di per se non giunge a mostrar nulla1 o appena un'ombra di elettricit4 ,,iv4 ,ho detto 74 prec4 e ,d7 che il filo conduttore debbe toccare lo scudo per un certo tempo4 ,quanto per1 non facile il determinarlo1 dipendendo ci dalle circostanze4 ,talora vi abbisogneranno #h1 #aj1 e pi minuti1 quando cio il conduttore da per se solo non fa vedere il minimo segno d'elettricit2 altre volte pi poco4 ,che se un debole indizio pur vi comparisse1 tantoch un leggier filo facesse cenno d'esserne attratto1 basteria in tal caso lasciar in contatto di esso conduttore il nostro scudo sol pochi secondi1 per abilitar questo a dar segni molto vivaci4 ,v4 ,una cosa si vuol osservare rispetto al filo conduttore medesimo1 ed ch'egli sia ben continuo1 e se possibile d'un pezzo solo dall'alto al basso fin dove viene a comunicare collo scudo3 cio si deve evitare assolutamente ogni interruzione1 e il pi che si pu ancora le semplici giunture ad anello od uncino2 per la ragione che ciascuna di tali giunture portando un qualche impedimento al passaggio dell'elettricit1 avvenir pu che quella che contrae il conduttore in alto s'arresti1 ne giunga al luogo desiderato1 cio fino allo scudo4 ,cos succeder diffatti ogni qual volta l'elettricit debolissima1 se in luogo d'un filo metallico continuo1 una catena di pi anelli da quello pendente venga a toccare cotesto scudo4 ,non si creda per questo che una sola giuntura o due possano egualmente ed ognora impedire la riuscita2 ma ne verr sempre del pregiudizio3 e qualora l'elettricit fosse estremamente debole1 potrebbe s per l'indicato difetto mancare del tutto l'esperimento4 ,,vi4 ,riguardo all'elettroforo da adoperarsi altre osservazioni rimangono1 di cui ora mi convien parlare4 ,e la prima accennata sopra 74 ,,iii4 lett4 ,a7 si che lo strato resinoso importa molto che sia sottile1 avendo io sempre provato che quanto pi lo tanto maggior dose di elettricit permette1 anzi fa che si raccolga nello scudo cui porta indosso1 di quell'elettricit1 dico1 che gli s'infonde o dall'atmosfera per mezzo del filo conduttore1 o da qualsivoglia altra potenza elettrica4 ,se fosse pertanto stesa la resina alla spessezza d'un quarto di linea1 o non maggiore di una mano di vernice1 riuscirebber le prove ottimamente2 siccome all'incontro essendo grossa un pollice o pi1 riuscirebber malissimo4 ,,vii4 ,in secondo luogo la superficie di essa resina debb'essere quanto possibile piana1 e liscia1 e piana e liscia similmente l'inferior faccia dello scudo1 sicch vengano a combaciarsi bene 7ivi lett4 ,b74 noto quanto un miglior combaciamento favorisca gli effetti dell'elettroforo2 ond'ebbi ben ragione di raccomandar questa come una delle principali condizioni nella descrizione che pubblicai a suo tempo di tal mia macchina4 ,ma ancor pi grande il vantaggio che risulta da un ampio1 e perfetto combaciamento allorch l'istesso nostro apparecchio fa funzione di condensatore4 ,,viii4 ,da ultimo merita particolar attenzione quanto alla gi citata lett4 ,a si prescritto1 cio che alla faccia resinosa cui si applica lo scudo1 non dee trovarsi impressa alcuna elettricit4 ,la ragione per cui vuolsi che ne sia affatto priva ella 1 che altrimenti i segni dello scudo1 allorch s'alza1 diverrebbero equivoci2 non essendo pi la sola elettricit trasfusa in esso scudo dal conduttore atmosferico quella che giuoca1 ma insieme anche l'altra occasionata dall'elettricit impressa1 ed inerente alla faccia resinosa3 quando a noi importa di esplorare la sola prima1 quella cio sopravvenuta a detto scudo4 ,se dunque la faccia resinosa del piatto1 di cui volete servirvi1 rimasta sempre intatta1 va bene4 ,ma se stata gi eccitata1 e vi si mantiene tuttavia qualche parte dell'impressa elettricit conviene fare di tutto per ispegnerla2 ci che non s agevol cosa4 ,il passarvi sopra un panno alquanto umido1 applicandolo ben bene a tutta la superficie1 un de' mezzi pi efficaci ch'io mi abbia trovato2 pur non toglie talvolta che dopo qualche tempo lo scudo postovi sopra1 e1 previo il solito toccamento1 rialzato1 non attragga sensibilmente un filo4 ,lo stesso succede non di raro anche dopo aver tuffato tutto il piatto nell'acqua1 lasciatovelo un pezzo1 e quindi fattolo rasciugare all'aria4 ,lo squagliare la superficie della resina al fuoco o al sole1 forse il pi sicuro spediente per farne svanire tutta quanta l'elettricit1 sicch non ne rimanga pur ombra o vestigio nella stessa resina1 rassodata che sia#ej4 ,la maniera1 pi spedita di far passare sopra tutta la faccia della resina la fiamma di una candela1 o d'un foglio di carta acceso4 ,a qualunque per di tali mezzi uno si appigli1 per accertarsi che l'elettricit sia spenta a segno che pi non possa aver parte alcuna l'azione propria dell'elettroforo negli effetti che risultar debbono unicamente dall'elettricit infusa allo scudo dal conduttore atmosferico1 converr far prima la prova di posare esso scudo sulla faccia resinosa1 toccarlo col dito1 e rialzatolo quindi al consueto modo1 vedere che non muova neppure un sottilissimo pelo3 allora non producendo alcun effetto in qualit d'elettroforo1 servir ottimamente all'altro uso1 cui vien destinato1 di condensatore dell'elettricit4 ,,ix4 ,se mi dimandasse ora a qual grado giunga nel descritto apparecchio cotal condensazione dell'elettricit1 cio a quanto maggior forza sorger possano i segni elettrici nello scudo quando s'alza1 risponderei che non facile il determinarlo1 dipendendo ci da molte circostanze4 per certo che1 le altre cose pari1 l'aumento maggiore in ragione che il corpo il qual fornisce l'elettricit allo scudo1 si trova avere pi grande capacit4 ,in secondo luogo a misura che la forza elettrica impiegata pi debole1 l'aumento che otteniamo maggiore a proporzione4 ,cos vedemmo gi1 che se il conduttore atmosferico non ha la forza di alzare d'un grado il pendolino dell'elettrometro1 movendo tutto al pi un sottil pelo1 potr tuttavia abilitare lo scudo non che a vibrar l'elettrometro a #fj e pi gradi1 ma a scagliare pur anche vivace scintilla 74 #b e seg474 ,ma se l'elettricit nel conduttore atmosferico sar gi discretamente forte a segno di dare qualche scintilletta1 di elevare l'elettrometro a #e o #f gradi lo scudo che ricever questa elettricit1 dar egli vero una scintilla assai pi forte1 e l'elettrometro vibrerassi al pi alto punto a cui mai salir possa1 che suol esser di #ij gradi nel quadrante elettrometro4 ,ad ogni modo visibile che la condensazione dell'elettricit minore in questo che nel primo caso2 giacch venne aumentata s1 ma non di #fj volte4 ,la ragione che al di l del massimo non si pu andare1 cio di quel grado a cui giunta l'elettricit si dissipa da se stessa aprendosi il passaggio per tutto4 ,dunque a misura che la potenza elettrica1 la quale si applica allo scudo posato1 pi vicina a tal sommo grado1 minor accrescimento pu ricevere dall'apparecchio condensatore4 ,ma che bisogno abbiamo noi allora di lui1 e tutte le volte che l'elettricit gi sensibile1 e forte abbastanza8 ,l'uso a cui vien destinato di tirare sopra di se1 e raccolta in sufficiente dose1 render sensibile quella elettricit1 che languida affatto e impercettibile1 finch rimane nel gran conduttore 74 ,i474 ,x4 ,quando dunque il conduttore vi d gi da se solo segni abbastanza distinti di elettricit1 non accade ricorrere all'altro apparecchio4 ,dir di pi che il farlo pu produrre un grande inconveniente1 ed 1 che per poco che l'elettricit di esso conduttore sia vigorosa1 a segno di dare qualche scintilla1 avviene allora che facendogli toccare lo scudo l'elettricit non si arresti in lui solo1 ma che passi in parte ad imprimersi alla faccia resinosa cui copre2 onde in seguito l'apparecchio prenda a fare le funzioni di vero elettroforo3 ci che per le ragioni gi dette 74 ,,viii7 si dee con ogni studio evitare4 ,,xi4 ,per prevenire un tal inconveniente ho pensato di surrogare al piatto incrostato di resina1 un piano che non fosse vero e perfetto isolante1 assolutamente impermeabile al fluido elettrico2 ma tale solamente che opponesse una discreta resistenza al suo passaggio2 come una lastra di marmo asciutta e politissima2 un piattello di legno similmente asciutto1 ed arido1 oppure incrostato di gesso1 o meglio ancora inverniciato2 una tela incerata secca1 e monda1 od altro simile4 ,alla superficie di tali corpi non avverr d'ordinario che s'affigga l'elettricit1 potendo appiccata che sia scorrere1 e trapassare per entro ad essi2 o se pur talvolta ve ne rimanesse un pocolino quasi stagnante1 sia questa passeggiera in brevi momenti svanita4 ,quindi che un tal apparecchio inetto alle funzioni d'elettroforo1 non ce ne dar i fenomeni2 ma per questo appunto meglio servir all'altro uso di condensatore4 ,,xii4 ,sostituendo cos allo strato resinoso o a qualsivoglia altro coibente perfetto un piano1 o strato che sia mezzo tra coibente1 e deferente1 cio un corpo isolante molto imperfetto1 e insieme imperfettissimo conduttore1 quali sono nelle divisate circostanze gl'indicati corpi 74 prec471 non solamente si toglie o si fa minore il pericolo di qualche elettricit che possa imprimersi1 e restar aderente alla superficie del piano1 la quale renderebbe equivoche le sperienze delicate2 ma inoltre un notabile vantaggio da noi si ottiene1 ed 1 che lo scudo posato su tai piani non affatto isolanti cava dal conduttore1 e si tira addosso maggior dose di elettricit1 che se posato fosse sopra uno strato resinoso1 od altro perfetto coibente4 ,e come detto gi abbiamo 74 ,,vi471 che uno strato resinoso quanto men grosso1 tanto pi abilita la lamina che gli sovrapposta ad arricchirsi di elettricit2 cos tale strato ridotto ad una semplice vernice1 o intonaco di cera1 l'una1 e l'altra gi men coibente della resina1 e infine ridotto a niente1 sostituendovi soltanto una superficie poco deferente1 come quella del marmo1 o del legno arido1 offre alla lamina metallica la pi favorevole positura che mai aver possa1 per raccogliere nel suo seno abbondante elettricit4 ,,xiii4 ,guardiamoci per nel voler ischivare la troppa coibenza di dare nel poco1 accostandoci ai deferenti perfetti1 o quasi perfetti4 ,non bisogna perder di vista1 che la superficie del piatto dee opporre una discreta resistenza al trapasso del fluido elettrico1 per rattenere una competente dose di elettricit nello scudo addossatole4 74 ,,xi47 ,n basta che ci faccia per un qualche piccolissimo tempo2 d'uopo essendo non rare volte di tenervi confinata l'elettricit otto1 dieci1 e pi minuti1 quanti cio ne impiega il conduttore atmosferico a raccoglier dall'aria ed infondere in esso scudo tal copia di elettricit1 che possa rendersi sensibile1 e cospicua4 74 ,,iii4 lett4 ,d e ,,iv47 ,dal che facilmente s'intende quanta attenzione porre convenga1 e nella scelta del corpo da surrogarsi allo strato di resina1 e nella convenevole preparazione del medesimo3 la quale preparazione consiste generalmente in certo grado di essiccamento1 che lo riduca allo stato di semicoibente n pi1 ne meno4 ,ad ogni modo fia meglio peccare per eccesso di coibenza1 che per difetto2 meglio prendere un piatto qualsivoglia incrostato di resina1 che un disco di legno nudo non aridissimo1 una lastra d'osso1 od una di marmo comune non previamente riscaldate al sole o al fuoco3 giacch niun osso1 e pochissimi tra i marmi ho trovato che valgano a tener confinata l'elettricit nella lamina metallica che lor si soprappone1 a tenerla1 dico1 confinata s1 che non trapassi1 oltre ad un minuto o due1 quando abilitati non vengano da un convenevole riscaldamento4 ,disposti per che siano in tal modo1 e ove singolarmente incontrata abbiasi ottima qualit nel marmo1 riescono a maraviglia1 e sorpassano ogni aspettazione2 onde sosterr sempre con ragione1 che s fatti piani di legno1 d'osso1 di pietra1 nudi come sono1 e ancora notabilmente deferenti1 meritano tuttavia d'essere preferiti a un ordinario piatto d'elettroforo fornito del suo strato resinoso4 ,,xiv4 ,venendo ora pi davvicino alla maniera1 onde praticamente si pu ridurre il nostro apparecchio alla maggior perfezione1 per ritrarne il pi gran vantaggio2 dopo aver ricordato come conviene soprattutto che la lamina metallica o scudo s'adatti bene a combaciamento col piano sottoposto 74 ,,iii4 lett4 ,b e ,,vii71 soggiugner che per ottener ci nel miglior modo bene d'applicarsi ad una lastra di marmo1 e questa insieme alla lamina o scudo metallico spianare ben bene1 lavorandole una sopra l'altra1 finch sian ridotte a tale perfetto combaciamento1 che ne nasca sensibile coesione tra loro4 ,il marmo poi cos lavorato si esponga per molti giorni al calore d'una stufa1 con che espellendosi l'umido di cui anche tali pietre sono spesso imbevute1 verr esso marmo condotto a quello stato d'imperfettissimo conduttore1 che l'ottimo per le sperienze di questo genere 74 ,,xii4 e ,,xiii472 e si manterr tale per un pezzo1 sol che non resti lungamente esposto al grand'umido3 giacch quanto a quell'umidore che pu contrarre accidentalmente1 e in poco tempo1 non essendo che superficiale1 non verr il nostro marmo a deteriorarsi notabilmente2 e baster prima di sperimentare esporlo per alcuni minuti al sole1 o pur anche asciugarlo con un pannolino caldo4 ,,xv4 ,e qu giova avvertir di nuovo1 che non tutti i marmi sono egualmente buoni4 ,in generale i pi vecchi1 e che da molto tempo sono stati guardati dal grand'umido riescono incomparabilmente meglio che quelli tratti di fresco dalla cava1 o stati esposti lungamente all'ingiurie dell'aria2 onde i secondi principalmente han bisogno di un buon essiccamento nella stufa1 ed i primi appena4 ,ma oltre di ci avvi ancora notabilissima differenza tra una specie1 e l'altra di marmo3 io ne ho trovato di tali1 che senza riscaldarli n tampoco asciugarli1 riescono sempre a maraviglia1 e di tali altri1 che anche con una tale preparazione non corrispondono troppo bene2 a meno che non si continui loro il caldo durante il tempo dell'esperienze4 ,sopra tutti finora ho trovato eccellente il bel marmo bianco di ,carrara4 ,ci non pertanto io non so abbastanza raccomandare di riscaldare e questo1 e gli altri marmi1 almeno un poco innanzi adoperarli3 con che vantaggian sempre per eccellenti che siano1 ed essendo cattivi vengono a migliorarsi insignemente1 e ad agguagliarsi ben anco ai pi buoni4 ,anzi posso dire per esperienza che la maggior parte dei marmi di lor natura poco buoni1 ove siano ben riscaldati previamente1 e in seguito si mantengano tiepidi tutto il tempo dell'esperienza1 prevalgono1 se non a tutti1 a molti dei migliori non punto riscaldati4 ,,xvi4 ,a chi per sembrasse incomoda questa preparazione 7la quale per altro a che si riduce8 ,ad esporre il piatto di marmo al sole1 od a presentarlo per poco d'ora innanzi al fuoco d'un cammino1 o al pi tenerlo su d'un piccolo braciere ove sia o cener calda1 o pochi carboni accesi71 io suggerir il mezzo di dispensarsene molte volte2 basta dare alla faccia piana del marmo una buona mano di vernice copal1 da asciugarsi quindi in una stufa ben calda o in un forno tantoch prenda un color d'ambra tirante al bruno4 ,la vernice medesima d'ambra sar ottima1 siccome pure la lacca4 ,con ci non solo i buoni1 ma i cattivi marmi eziandio serviranno mirabilmente all'intento 7che pure un gran vantaggio7 serviranno senza previo riscaldamento1 o almeno senza continuarlo loro durante l'esperienza2 quando per l'ambiente non sia molto umido1 e quando per raccogliere sufficiente elettricit non debba stare la lamina metallica troppo lungo tempo1 #h1 o #aj minuti es4 gr4 posata su tal piano di marmo verniciato2 che allora converrebbe per lo pi mantenere esso piano un po' caldetto4 ,,xvii4 ,appigliandosi allo spediente della vernice si pu benissimo in luogo del piatto di marmo far servire una lamina di metallo eguale all'altra lamina o sia scudo1 e resa perfettamente combaciante4 ,se la vernice si desse ad amendue le faccie combacianti1 non sarebbe male2 ma baster anche il darla all'una o all'altra3 in questo caso per una mano sola di vernice1 che sarebbe pi che sufficiente per la lastra di marmo1 forse non basteria per la lamina metallica1 ma ce ne vorrebbe una seconda1 ed anche una terza mano4 ,,xviii4 ,ma con ci1 mi si dir1 noi siam ricondotti ad un vero piatto d'elettroforo1 giacch l'intonaco di vernice tien qui luogo del sottile strato di resina4 ,io non voglio negarlo2 anzi dir1 d'aver provato che e il metallo e il marmo singolarmente cos inverniciati1 son tali1 che l'elettricit vi si affigge facilmente per comunicazione1 e non men facilmente vi si eccita per istrofinamento1 talch il solo strisciare che faccia lo scudo sulla superficie inverniciata del piatto1 o il percuoterla con qualche forza mentre si viene a posarvi sopra cotesto scudo1 basta perch poi dia segni sensibili di elettricit allorch se ne distacca4 ,talora anzi non possibile d'impedire che questo succeda1 per quanto si procuri di posar lo scudo pian piano1 e di alzarlo senza punto strofinare4 ,tal importuna elettricit per debolissima1 e non si suscita che nel caso in cui il piatto verniciato si trova asciugatissimo1 e ancor tiepido dal sole o dal fuoco4 ,s fatto riscaldamento adunque non solo non necessario per il pi delle nostre esperienze quando adoperiamo un piano verniciato1 com' necessario quasi sempre ove s'adoperi marmo nudo 74 ,,xiii4 ,,xv4 ,,xvi471 ma di pi pregiudizievole1 perci che dando luogo ai fenomeni d'elettroforo1 pu facilmente produrre equivoci1 ed incertezze 74 ,,viii474 ,,xix4 ,qual vantaggio adunque mi si dir un'altra volta1 nell'adoperare in luogo di un piatto incrostato1 al solito degli ,ettrofori1 di resina1 un piatto solamente verniciato8 ,altronde si pur detto che vuol preferirsi un piatto nudo di marmo 74 ,,xi4 e seg474 ,il vantaggio del piatto verniciato sopra un ordinario d'elettroforo 3 ,i4 che la vernice sar sempre pi sottile di qualunque incrostatura resinosa2 ,,ii4 che quella meglio che questa pu lasciare la superficie del piatto1 sia di marmo sia di metallo1 piana e liscia in modo1 che lo scudo vi s'adatti ancora quasi a coesione3 due circostanze1 quali veduto gi abbiamo 74 ,,vi4 ,,vii4 ,,xiv47 quanto influiscano alla buona riuscita delle sperienze di cui si tratta4 ,riguardo al piatto nudo di marmo1 egli ben vero che questo pu servire egualmente bene1 e forse meglio s'egli d'ottima qualit1 o allorch si tenga convenevolmente riscaldato 74 ,,xiii472 ma valutando bene le cose1 l'incomodo1 cio di tal preparazione1 qualunque egli sia 74 ,,xvi471 e la difficolt d'aver il marmo perfetto 74 ,,xv471 credo che convenga ancora l'espediente della vernice1 che vi dispensa da tutto questo salvo solamente qualche prova che duri assai lungo tempo 74 ,,xvi47 quando ex4 gr4 l'elettricit atmosferica s poca che devon passare pi minuti prima che se ne possa raccorre una quantit sensibile4 ,vi resta vero1 l'altro inconveniente di potersi per poco affiggere l'elettricit alla superficie di detta vernice2 ma oltrecch anche il marmo perfettamente asciutto1 e molto pi se caldo1 non va esente da tal incomoda disposizione1 egli non poi tanto difficile di ci scansare adoperando le debite attenzioni2 e l'accurato sperimentatore non lascier di assicurarsi coi mezzi che gi si sono indicati 74 ,,viii471 che non trovisi neppur ombra di elettricit impressa alla faccia verniciata1 quando imprende a fare col ,condensatore delle sperienze delicate4 ,,xx4 ,al piatto di marmo1 o di metallo inverniciate va di paro un piano qualunque coperto di buona tela incerata secca1 e monda1 di taffett cerato1 o gommato1 di raso o d'altro drappo di seta il quale pi che sottile meglio3 dico1 che questi piani cos vestiti van di paro agl'altri verniciati1 stante che non han bisogno che d'avere cotal veste ben asciutta1 e al pi un pocolino riscaldata prima di servirsene2 anzi pure e la tela e il taffett incerati non attraendo molto l'umido1 non hanno di ordinario neppur bisogno d'esser posti al sole o al fuoco innanzi farne uso4 ,il ciambelotto1 il feltro1 ed altri drappi di pelo son buoni anche essi1 ma men della seta2 quei di lana1 o di cotone1 meno ancora2 e pi infelici sono quei di canape1 e di lino3 ad ogni modo un buon asciugamento1 e un gentil calore continuato possono abilitare anche questi1 siccome pure abilitano la carta1 il cuojo1 il legno1 l'avorio1 e gli altri ossi3 tutti in somma i corpi che sono da se stessi imperfettissimi conduttori1 anzi non conduttori1 ma che sono troppo bibaci dell'umido1 cui perci convien espellere fino a un certo segno4 ,,xxi4 ,dico fino a un certo segno3 perch un troppo grande isolamento pregiudizievole anzich n1 come si gi accennato 74 ,,xii471 e come si far pi chiaramente vedere nella #b4 parte di questa memoria4 ,or dunque se i detti corpi vengano spogliati affatto d'umido1 posti per esempio a seccare nel forno1 in tal caso siccome diverranno veri e perfetti coibenti al par delle resine2 cos non serviranno pi al nostro intento1 a men che non sian ridotti ad uno strato sottile1 e questo strato venga applicato ad un conduttore 7ivi7 in modo che ne risulti un vero piatto di elettroforo4 ,,xxii4 ,non lascer da ultimo di dire1 che si pu rendere l'apparecchio ancor pi semplice1 se si applichi1 sia l'intonaco di vernice1 sia la veste d'incerato1 sia il taffett od altro velo di seta1 sia infine qualunque materia semi coibente1 alla lamina superiore cio allo scudo1 in luogo di coprirne l'inferiore cio il piatto2 il qual piatto in questo caso diventa inutile1 servendo allora in sua vece un piano qualunque egli sia1 una tavola di legno o di marmo1 anche non ben asciutti1 una lastra di metallo1 un libro1 od altro conduttore1 buono o cattivo che sia1 sol che vi si possa applicare convenientemente la faccia vestita dello scudo4 ,e in vero altro pi non si ricerca per la buona riuscita delle sperienze1 se non che l'elettricit la quale tende a passare dall'uno all'altro dei piani combaciantisi1 incontri sull'una delle superficie tale resistenza1 che valga a trattenerla1 come si gi accennato 74 ,,xi471 e si far chiaro nella stessa seconda parte2 dove al dipi mostrerassi1 come a tale effetto basti anche una piccola resistenza4 ,ci posto3 che lo strato sottile coibente o quasi coibente tenga al piano di sotto1 o a quel di sopra1 egli lo stesso2 quello che importa che si combacino bene 74 ,,vii73 la qual cosa non s facile ottenere allorch si posa lo scudo su d'una tavola1 od altro piano non preparato a bella posta4 ,egli solo per questa ragione1 per ottenere cio un pi esatto combaciamento1 che io d la preferenza a due piani lavorati un sopra l'altro1 che intonaco poscia1 od amendue1 o quel solo1 che pi mi piace 74 ,,xiv4 ,,xvii74 ,del resto la comodit d'avere per tutto apparato una sola lamina di metallo inverniciata da un lato1 o coperta di taffett1 e dall'altro guarnita di tre cordoncini di seta1 fa che io me ne serva pi comunemente2 e la riuscita1 se non agguaglia per avventura quella dell'altro apparecchio composto dei due piani lavorati un sopra l'altro1 tale per che basta d'ordinario all'intento4 ,,xxiii4 ,fin qu abbiamo considerato l'utile che si pu ritrarre dal nostro apparecchio condensatore1 applicato ai conduttori per esplorare l'elettricit atmosferica1 allorch debole affatto1 ed impercettibile#ea4 ,questo per1 a cui vien destinato principalmente1 non il solo uso che far se ne possa1 n il solo vantaggio che esso ci procura3 il medesimo serve altres molto per l'elettricit artificiale1 a discoprirla cio ove per altra via non si manifesterebbe1 o renderne i segni assai pi cospicui4 ,molti sono i casi1 in cui l'elettricit1 che nulla in apparenza o molto dubbia1 vi si render chiara1 e sensibilissima coll'ajuto di tal apparecchio3 ne andr accennando per modo d'esempio alcuni4 ,,xxiv4 #a4 ,una boccia di ,leyden caricata1 e quindi addotta alla scarica1 coll'applicarvi tre1 o quattro volte l'arco conduttore1 o con replicati toccamenti della mano1 chi non crederebbe che fosse omai spogliata affatto della sua elettricit8 ,cos sembra infatti esplorandola con qualsivoglia ,elettrometro anche de' pi sensibili4 ,pure toccate coll'uncino di tal boccia la lamina metallica posata convenevolmente 7cio sopra qualunque piano1 s'ella ben inverniciata nella faccia inferiore1 o vestita di taffett ec4 oppur s' nuda sopra un sottile strato resinoso1 o su d'un incerato1 o su drappo di seta1 o sopra tavola di legno inverniciata1 o sopra lastra di marmo ben asciutto71 e tosto alzata cotal lamina o scudo interrogatela che ne avrete segni elettrici sensibilissimi3 dal che concluderete che l'elettricit della boccia non era gi tutta spenta1 come appariva4 ,che se questa avesse mai una carica sensibile a segno di attrarre un leggier filo1 in tal caso lo scudo toccato dal di lei uncino anche per un sol momento1 e quindi alzato1 vibrer vivace scintilla3 riposto lo scudo1 ritoccato coll'istesso uncino della boccia1 e rialzato di nuovo1 ne otterrete una seconda scintilla1 nulla o poco men vivace della prima2 e un tal giuoco potrassi continuare per molte e molte volte con pari diletto1 e meraviglia4 ,cotesto artificio di produrre scintille1 e replicarle a piacimento con una boccia1 che non ha carica sufficiente per darne neppur una da se sola1 vi appresta una grande comodit per varie sperienze dilettevoli1 come quelle della mia pistola1 e della mia lucerna ad aria infiammabile1 massimamente trovandovi provveduto d'una di quelle boccette preparate alla maniera del ,sig4 ,tiberio ,cavallo#eb1 le quali si possono portare cariche in tasca molto tempo4 ,queste1 poich conservano una carica sensibile alcuni giorni1 ne conserveranno una insensibile per settimane1 e mesi3 insensibile dico1 senza l'ajuto del nostro apparecchio condensatore2 ma con questo sensibilissima1 e pi che sufficiente all'uopo di accendere l'aria nella pistola ec4 ,,xxv4 #b4 ,avete una macchina elettrica meschina1 cos mal in ordine1 e in tali circostanze sfavorevoli d'umido ec41 che non potete trarre la pi piccola scintilla dal conduttore1 il quale appena attrae un leggerissimo filo1 o non giugne neppur a tanto8 ,or via fate toccare a tal conduttore inerte il nostro apparecchio1 ossia lo scudo posato come conviene sul piano1 e lasciate che il toccamento duri per qualche minuto1 tenendo intanto in azione la macchina2 e vi riuscir di ottenere col solito giuoco di staccare lo scudo dal sottoposto piano1 una buona scintilla1 ed ogn'altro segno vivace4 ,,xxvi4 #c4 ,sia pure la macchina buona1 e agisca a dovere2 ma il suo conduttore trovisi cos male isolato1 che l'elettricit non vi si possa accumulare a segno di dar scintilla1 e neppure di attrarre un filo3 come accade quando l'istesso conduttore tocca al muro della stanza1 o quando una catena pende da esso sopra una tavola1 e fin sopra il pavimento della stanza4 ,in simil caso crederete che l'elettricit per quelle comunicazioni si disperda intieramente1 ma cercando pi oltre1 ricorrendo cio al condensatore1 troverete che un poco se ne trattiene ad ogni momento nel conduttore tuttoch non isolato1 tanto che durando l'azione della macchina qualche tempo1 i molti pochi raccolti insieme nello scudo1 per la vantaggiosa disposizione ch'egli ha di tirar sopra di se l'elettricit 74 ,,ii471 fanno ch'il medesimo sia poi in istato di dar segni abbastanza forti4 ,,xxvii4 #d4 ,l'ordinaria maniera di strofinare alcuni corpi1 e quindi presentarli ad un elettrometro1 onde vedere se per tal mezzo abbiano o n contratto qualche elettricit1 in molti casi insufficiente1 dimodoch sovente si crede che sia nulla1 sol perch debolissima4 ,si trae dunque un gran vantaggio strofinando i corpi dubbi collo scudo o lamina metallica del nostro apparecchio1 che in questo caso deve esser nuda1 poi levatala in alto isolata1 interrogando lei medesima1 la quale dar segni abbastanza sensibili per qualunque piccola ed insensibile elettricit eccitata nel corpo contro cui si strofinata1 e dinoter quale specie di elettricit quello abbia contratta1 giacch si sa che debbe essere nei due contraria4 ,anche il ,sig4 ,cavallo si serviva di questo mezzo per iscoprire l'elettricit in molti corpi#ec4 ,ma ve n' uno a certi riguardi migliore1 che certamente n egli n altri1 ch'io sappia1 han conosciuto4 ,quando il corpo1 di cui si vuol provare la virt1 non tale che vi si possa addattare in piano la lamina metallica per dimenarla sopra strofinando1 si faccia in vece cos3 posata la lamina o scudo sopra il solito piano semicoibente1 si strofini essa1 o meglio si percuota a vari colpi col corpo in questione2 il che fatto si levi la lamina1 e si osservi se elettrizzata3 lo sar senza meno nel caso che vi siate servito a percuoterla di una striscia di cuojo1 di una corda1 d'un pezzo di panno1 di feltro1 o simili cattivi conduttori2 e lo sar assai pi che se l'aveste sferzata1 o strofinata per egual maniera coi medesimi corpi stando essa lamina metallica isolata4 ,in somma coll'uno1 o coll'altro degl'indicati mezzi voi otterrete elettricit da corpi che non avreste mai creduto che godessero di questa virt2 la otterrete1 anche da corpi non secchi1 da tutti infine1 eccetto solo i metalli1 e i carboni3 dir di pi1 ch'io ne ho ottenuto qualche volta strofinando la lamina metallica col rovescio della mano nuda4 ,,xxviii4 #e4 ,si cercato se il calore1 l'evaporazione1 le fermentazioni ec4 producano qualche grado di elettricit1 ossia cagionino qualche alterazione alla dose naturale del fluido elettrico nei corpi che subiscono coteste azioni1 e in quelli che sono in contatto coi medesimi4 ,la ricerca era di grande importanza per fissar pure qualche idea sull'origine dell'elettricit naturale1 ossia atmosferica4 ,io so di molti che hanno tentato specialmente sull'evaporazione delle sperienze invano 7,franklin1 ,de ,saussure1 ,wenly1 ,cavallo71 e che hanno infine rinunciato alla speranza di ottenere per tal mezzo segni elettrici2 n so d'alcuno che sia ancor giunto ad ottenerli4 ,le mie proprie sperienze non avean avuto miglior successo2 con tuttoci ben lungi di rinunciare ad ogni speranza1 io le andava sempre pi nodrendo4 ,da gran tempo fissato mi era in mente che le dissoluzioni1 le effervescenze1 le volatilizzazioni ec4 sconvolgendo le minime particelle dei corpi1 e forma1 e posizione mutandone1 doveano coll'alterazione delle forze mutue di esse particelle1 aumentare o diminuire le respettive capacit dei corpi medesimi sottoposti a quei moti intestini 7le capacit dico1 a contenere il fluido elettrico72 e conseguentemente occasionare dove condensazione1 dove rarefazione di esso fluido3 io ne era cos persuaso1 che non sapeva darmi pace che l'elettricit non si manifestasse per alcuno di tai processi2 di tal mancanza di segni pertanto io ne accagionava parte alla debolezza dell'elettricit che per tal modo si eccitava1 parte alla dissipazione di essa prodotta dai vapori medesimi che si sollevano durante il processo1 e distruggono quasi intieramente l'isolamento3 mi compiaceva per sempre a pensare1 che l'avrei un giorno potuta scoprire cotesta elettricit fugace1 moltiplicando le sperienze1 e mettendovi pi d'attenzione1 e di accuratezza#ed4 ,due anni sono allorch fui passo passo condotto alla maniera di condensare a un segno s grande l'elettricit coll'apparecchio qui descritto1 i miei pensieri si rivolsero nuovamente all'oggetto delle antiche mie ricerche1 e concepii molto pi fondata speranza di poter iscoprire qualche cosa1 e gi mi proponeva di applicarmi a tali sperienze1 quasi presagendone la riuscita2 ma varj accidenti le ritardarono fino al ,marzo1 e ,aprile di quest'anno1 in cui intraprese avendole a ,parigi in compagnia di alcuni membri dell',accademia ,r4 delle ,scienze1 mi riusc finalmente di ottenere segni non dubbj di elettricit1 7che dico segni non dubbj87 fin la scintilla elettrica dall'evaporazione dell'acqua1 dalla semplice combustione dei carboni1 e da varie effervescenze1 segnatamente da quelle che producono l'aria infiammabile1 l'aria fissa1 e l'aria nitrosa4 ,,xxix4 ,terminer la prima parte di questa memoria col dire1 che oltre gli accennati vantaggi1 ed altri del medesimo genere1 che ne procura il nostro condensatore considerato semplicemente come istromento atto ad ingrandire i segni dell'elettricit2 le varie sperienze che possono farsi con esso spargono eziandio molto lume sulla teoria elettrica1 per quella parte massimamente che riguarda l'azione delle atmosfere3 lo che andiamo a vedere nella ,parte seconda4 ,,parte ,,seconda4 ,in qual maniera un conduttore accostandosi a un altro sotto certe condizioni acquisti una straordinaria capacit di ricevere e contenere l'elettricit4 ,,xxx4 ,le sperienze riportate nella prima parte1 di questa ,memoria ci hanno abbastanza mostrato come una lamina metallica1 o qualsivoglia piano conduttore1 cui soglio appellare scudo1 applicato ad un altro piano1 il quale opponga1 o per la qualit sua di cattivo conduttore1 o per l'interposizione di un sottile strato coibente1 una certa non grande resistenza alla trasfusione dell'elettricit1 come dissi1 tale scudo in siffatta posizione atto sia a tirare sopra di se1 e raccorre nel suo seno maggiore copia di elettricit1 che se si trovasse in qualsivoglia modo perfettamente isolato4 ,abbiam veduto come facendolo toccare all'uncino di una boccia di ,leyden1 al conduttore di una macchina elettrica1 o a quello dell'elettricit atmosferica1 infine a qualunque potenza o sorgente elettrica1 anche quando l'elettricit debolissima1 e affatto impercettibile1 pur gli se ne comunica tanto da poter manifestarsi quindi con segni molto vivaci1 tosto che si leva esso scudo in alto4 ,or qu intraprendiamo di spiegare un tal fenomeno3 e la spiegazione medesima servir pi ch'altra cosa a facilitare la pratica delle sperienze di questo genere4 ,,xxxi4 ,adunque il tutto si riduce a questo3 che la lamina1 o scudo ha molto1 e molto maggiore capacit nel #a4 caso1 quando cio posa sul piano avente le condizioni indicate 7prec4 e #aa1 #ab1 #bb71 che nel #b41 in cui tiensi ex4 gr4 in alto sospeso per i suoi cordoncini di seta1 o per un manico isolante1 oppur che posa sopra un grosso strato coibente1 o sopra un piatto isolato4 ,per dilucidare questo punto essenziale1 prendiam le cose da pi lontano4 ,,xxxii4 ,non vi vuol molto a comprendere1 che ivi maggiore capacit1 dove una data quantit di elettricit sorge a minor intensit1 o che lo stesso1 quanto maggior dose di elettricit richiesta a portare l'azione a un dato grado d'intensit2 e viceversa3 a dir breve1 la capacit1 e l'azione1 o tensione elettrica sono in ragione inversa4 ,far qu osservare sul principio ch'io dinoto col termine di tensione 7che volentieri sostituisco a quello d'intensit7 lo sforzo che fa ciascun punto del corpo elettrizzato per dissiparsi della sua elettricit1 e communicarla ad altri corpi3 al quale sforzo corrispondono generalmente in energia i segni di attrazione1 ripulsione ec41 e particolarmente il grado a cui vien teso l'elettrometro4 ,,xxxiii4 ,ci che abbiam detto comprendersi facilmente che la tensione debb'essere in ragione inversa delle capacit1 ci viene poi mostrato nella maniera pi chiara dall'esperienza4 ,siano due verghe metalliche1 di egual diametro1 una lunga #a piede1 e l'altra #e4 ,s'infonda alla prima tanto di elettricit1 che giunga a vibrare un elettrometro annesso a #fj gradi3 se in questo stato si far toccare quella all'altra verga1 l'elettricit compartendosi equabilmente ad ambedue1 diminuir di tensione tanto appunto1 quanto la capacit si trova ora accresciuta1 cio #f volte3 lo ch ci far vedere l'elettrometro1 discendendo dai #fj ai #aj gradi#ee4 ,cos se l'istessa quantit di elettricit venisse a diffondersi in un conduttore #fj volte pi capace1 non rimarrebbe che #a_/fj della primiera tensione1 cio un grado solo2 come viceversa la tensione di #a sol grado di cotesto gran conduttore1 o d'altro qualunque1 salirebbe a #fj gr41 ove la di lui elettricit venisse a raccorsi1 e condensarsi in una capacit #fj volte minore4 ,,xxxiv4 ,or non solo conduttori di mole1 e massa diversi hanno diversa capacit2 ma anche l'istesso conduttore pu averne una maggiore1 o minore1 secondo varie circostanze2 alcune delle quali non sono per anco state considerate1 come si conviene4 stato osservato che l'istesso conduttore acquista1 o perde in capacit1 a misura che si aggrandisce1 o si ristringe di superficie2 secondo che una catena metallica ex4 gr4 si dispiega in lungo1 o si ammucchia2 secondo che vari cilindri contenuti un nell'altro1 7come quelli d'un canocchiale7 si traggono fuori1 o si fanno rientrare ec4 ,quindi si concluso generalmente che la capacit non in ragion della massa1 ma bene in ragion della superficie del conduttore1 come ,franklin ha dimostrato appunto coll'indicato sperimento della catena4 ,,xxxv4 ,questa conclusione giusta1 ma non comprende ancor tutto2 perocch anche con superficie egualmente grandi si ha maggiore1 o minore capacit1 se siano i conduttori diversamente conformati4 ,essa si trover maggiore di molto in quel conduttore che avr pi lunghezza comunque sia d'altrettanto men grosso1 cosicch la quantit della superficie rimanga eguale3 come ,watson1 ed altri aveano gi osservato1 e come io mi lusingo d'aver posto in miglior lume nella mia memoria sulla capacit de' conduttori semplici1 nella quale dimostro il grande vantaggio di un conduttore costrutto di molte verghe di legno coperte di foglia metallica1 e collocate in lungo punta a punta sopra gli ordinarj conduttori assai pi grossi1 e meno lunghi4 ,se l'istesso conduttore colla grossezza1 e lunghezza medesima non sia diritto1 ma assai curvo1 e molto pi se essendo ex4 gr4 un fil di ferro1 abbia molti torcimenti1 o si ripieghi indietro1 avr minore capacit2 cos pure l'avranno minore le indicate verghette1 se invece d'esser collocate punta a punta in linea retta1 lo siano ad angolo1 e peggio se s'accostino parallele4 ,le sperienze1 ed osservazioni da me rapportate in quello scritto1 ed infinite altre1 massimamente quelle intorno al cos detto pozzo elettrico1 concorrono tutte a provare1 che la capacit in ragione non delle superficie qualunque esse sieno1 ma delle superficie libere dall'azione delle atmosfere omologhe3 nella quale rettificata proposizione converranno tutti quelli1 che si faranno a considerare i principali fenomeni delle atmosfere elettriche4 ,,xxxvi4 ,ma v' di pi ancora1 e questo propriamente che fa al nostro caso4 ,l'istesso conduttore ritenendo la stessa superficie1 e la forma sua non mutata acquista maggiore capacit allorach in luogo di rimanere isolato solitariamente si affaccia a un'altro conduttore non isolato2 e l'acquista tanto sempre maggiore1 quanto vi si affaccia pi davvicino1 e quanto le superficie che si presentano un l'altro sono pi larghe4 ,io chiamo quel conduttore isolato che ne ha un'altro di fronte 7sia questo non isolato1 come nel caso nostro1 sia anche isolato1 elettrizzato1 o n71 lo chiamo conduttore conjugato2 e gi io aveva promesso nella mentovata dissertazione1 trattato avendo della capacit de' conduttori semplici1 o solitarj1 di trattare in seguito di quella dei conduttori conjugati4 ,,xxxvii4 ,tale circostanza1 che accresce prodigiosamente la naturale capacit di un conduttore1 quella sopra tutto1 a cui non trovo che si sia fatta ancor la debita attenzione2 molto meno che alcuno ne abbia tratto quei vantaggi1 che dall'applicazione facilmente ne derivano4 ,ma veniamo a quelle sperienze pi semplici1 che ci mettono sott'occhio questa accresciuta capacit4 ,prendo un disco di metallo1 7il solito scudo d'elettroforo per esempio71 e tenendolo in alzo isolato lo elettrizzo a una data forza1 quanto basta2 supponiamo1 a fare un'elettrometro annesso si tenda a #fj gradi2 calando indi esso disco gradatamente verso una tavola od altro piano deferente1 ecco che decade l'elettrometro dai #fj a #ej1 #dj1 #cj gr4 ,non crediate perci che sia scemata a questo punto la quantit d'elettricit che il disco possiede1 la quale anzi1 purch quello non sia giunto a tale vicinanza dell'altro piano deferente da dar luogo alla trasfusione collo scoccare di qualche scintilla1 si sar mantenuta nell'interezza sua1 quanto almeno la lunghezza del tempo1 lo stato dell'aria e dell'isolamento lo permettono4 ,onde dunque tale1 e tanto abbassamento di tensione8 ,non altronde che dall'accresciuta capacit del disco1 or non pi solitario1 ma conjugato4 ,in prova di che se si sollevi di nuovo gradatamente1 risalir il suo elettrometro a #dj1 #ej1 e fin presso ai #fj gradi di prima 7risalirebbe ai #fj giusto1 se si potesse impedire affatto il dissipamento nell'aria1 e lungo gl'isolatori non mai perfetti abbastanza72 a misura cio che allontanandosi dall'altro piano deferente ritorna il disco a quella pi angusta capacit1 che gli compete quand' solitario4 ,,xxxviii4 ,la ragione di un tale fenomeno si deduce facilmente dall'azione delle atmosfere elettriche4 ,quella del disco1 che or suppongo elettrico per eccesso si fa sentire alla tavola1 od altro qualsivoglia conduttore1 a cui si affaccia in guisa che il fuoco di questo1 giusta le note leggi1 ritirandosi si dirada nelle parti che restano pi vicine al disco sovrastante1 e tanto pi si dirada1 quanto esso disco elettrico si va pi accostando4 ,se l'elettricit di questo per difetto1 il fuoco della tavola1 o piano inferiore qualunque sia1 accorre e si addensa verso la superficie medesima1 che guarda il disco1 e che ne sente pi davvicino l'azione4 ,in somma le parti immerse nella sfera di attivit del disco contraggono un'elettricit contraria1 elettricit che pu dirsi accidentale2 e che portando in certo modo un compenso a quella reale del disco medesimo1 ne diminuisce la tensione1 come appunto ci dimostra l'abbassamento dell'elettrometro4 ,,xxxix4 ,due altre sperienze porranno in maggior lume questa azione reciproca delle atmosfere elettriche1 merc di cui ora s'infievoliscono1 ora si rinforzano mutuamente le tensioni ossia azioni elettriche di due corpi pel solo avvicinarsi l'uno all'altro1 ritenendo ciascuno n pi n meno la sua dose di elettricit4 ,cominciam da quelle che si rinforzano4 ,queste sono le atmosfere omologhe4 ,siano pertanto due piani conduttori1 elettrizzati o per eccesso amendue1 o amendue per difetto4 ,si affaccino questi1 e si vadano gradatamente avvicinando3 vedrassi che influiscono l'uno sull'altro in modo1 che la tensione elettrica s'accresce in amendue a proporzione del pi grande avvicinamento1 e della quantit di superficie che si presentano3 ci1 dico1 vedrassi dal maggiore innalzamento de' respettivi elettrometri1 e dalla scintilla1 che esplorando l'uno o l'altro di quei piani scoccher a maggiore distanza1 che se ciascuno fosse rimasto con tutta la sua elettricit solitario4 ,in quello stato adunque di avvicinamento egli chiaro1 che ciascuno de' due conduttori conjugati ha una minore capacit2 giacch a proporzione che sono gi attuati a un pi alto grado di elettricit1 lor resta meno per giungere al sommo1 o a parlar pi giusto1 maggiore la resistenza che oppongono ad un ulteriore carica1 conformemente a quanto osservato gi abbiamo che la tensione esprime lo sforzo1 onde un corpo tende a disfarsi dell'elettricit1 e a comunicarla altrui4 ,cos una boccia di ,leyden carica a un grado un poco maggiore di quello dei dischi solitari1 la quale per conseguenza darebbe loro1 in tale stato1 ricever all'incontro da essi quando essendo conjugati vi prevale la tensione3 ritornando questi solitari1 cederanno un'altra volta alla boccia ec4 ,or anche si comprende quello che abbiamo fatto pi sopra osservare1 onde sia cio che un filo metallico ripiegato1 e molte verghe poste allato1 e vicine l'une all'altre1 abbiano minore capacit che disposti quello1 e queste in una linea retta2 perch con superficie eguali un ,conduttore corto1 e grosso abbia meno capacit d'un lungo1 e sottile2 perch infine la capacit sia in ragione delle superficie libere o meno attuate dall'influsso delle atmosfere omologhe4 ,,xl4 ,siano ora i medesimi dischi della sperienza precedente ambi elettrizzati1 ma uno per eccesso l'altro per difetto2 ben si vede che ne seguiranno effetti contrarj1 cio l'influenza vicendevole delle atmosfere1 per cui l'uno attuato dall'altro1 produrr un compenso od equilibrio accidentale1 onde diminuirassi la tensione in amendue1 cadr l'elettrometro1 ec4 ,allora io dico che trovasi accresciuta in ciascuno de' due dischi la capacit1 inquantoch opporr ciascuno minor resistenza ad un'ulteriore carica dell'elettricit che gi possiede1 e gliene rimanda di pi a prendere per giugnere a un dato grado di tensione4 ,cos una boccetta di ,leyden carica dell'istessa specie d'elettricit d'uno di questi dischi1 e all'istesso grado1 ed anche al disotto1 potrebbe tuttavia aggiugnere all'elettricit di quello1 quando1 trovandosi conjugato1 la sua tensione indebolita dall'atmosfera elettrica contraria del disco compagno2 ma rimosso quello da questo1 e divenuta in lui la tensione prevalente1 darebbe egli della sua elettricit alla boccetta ec4 ,,xli4 ,non resta pi ora che fare un'applicazione di quest'ultima esperienza a quelle riportate di sopra1 in cui il disco elettrizzato si affaccia a un piano conduttore non isolato4 ,s'egli vero1 come supposto abbiamo che questo nella parte pi vicina a detto disco elettrico1 per l'azione della di lui atmosfera1 si compone ad un'elettricit contraria1 vale a dire che il fuoco ivi si dirada qualor l'incombente elettricit sia in pi1 o vi si condensa qualor sia in meno1 dovr dunque nascere l'istesso equilibrio accidentale1 l'istesso compenso1 e alleviamento alla tensione elettrica del disco1 lo stesso abbattimento dell'elettrometro1 come appunto si osserva3 quindi l'accresciuta capacit di esso disco2 quindi la maggior dose di elettricit che potr ricevere4 ,,xlii4 ,la cosa gi bastantemente chiara1 ma si render ancora pi manifesta1 e toccherassi con mano1 se si venga ad isolare il piano conduttore 7supponiam che questo sia parimenti un disco metallico1 che chiameremo disco inferiore7 affacciato gi al disco elettrico1 e dopo si allontanino un dall'altro2 giacch allora compariranno realmente in esso piano1 o disco inferiore i segni dell'elettricit contraria da esso lui acquistata allorch non era isolato1 e trovavasi immerso nell'atmosfera del disco superiore4 ,cotesto disco superiore poi1 il quale intantoch si allontana1 ricupera la tensione1 che l'avvicinamento gli avea fatto perdere1 la perder di nuovo a misura che si accoster un'altra volta al disco inferiore1 e la far perdere a lui medesimo1 in virt dell'azione reciproca delle contrarie elettricit a indicare le quali vicende opportuno che trovisi un'elettrometro annesso a ciascuno de' dischi2 poich il linguaggio dell'elettrometro il pi significante di tutti1 e ardisco dire ch'esso solo vi d la spiegazione di tutti i fenomeni riportati in questo scritto1 e d'infiniti altri analoghi4 ,,xliii4 ,che se il disco inferiore si trovi isolato al primo affacciarvi il disco superiore elettrizzato1 e isolato pure rimanga tutto il tempo che questo vi sta sopra2 in tal caso venendo attuato dalla di lui atmosfera1 acquister quella che chiamo elettricit omologa accidentale1 cio una tensione od azione elettrica1 con cui fa sforzo di conseguire l'elettricit contraria2 il che non venendogli dato di effettuare1 per l'isolamento in cui si trova1 non potr neppur compensare nel dovuto modo l'elettricit del disco incombente1 n quindi diminuire in lui la tensione notabilmente1 dimodoch l'elettrometro di questo1 appena far cenno di abbassarsi 7il quale picciolo abbassamento si deve a quel poco di fuoco1 che per l'azione dell'atmosfera elettrica pu muoversi nella spessezza del disco inferiore1 o lungo i suoi sostegni isolanti non mai perfetti abbastanza71 e per conseguenza non acquister il disco superiore maggiore capacit1 onde poter prendere maggior dose di elettricit4 ,ma bene l'acquister1 se un momento si venga a toccare il disco inferiore1 onde distruggere in esso l'elettricit accidentale omologa1 che vuol dire fargli prendere la reale contraria4 ,,xliv4 ,se il disco inferiore non che trovarsi isolato1 sia egli medesimo isolante1 succeder lo stesso1 cio non potr diminuire la tensione elettrica1 n quindi aumentare la capacit del disco superiore accostatogli comunque4 ,non cos per se cotal disco isolante sar semplicemente un sottile strato che copra un conduttore comunicante col suolo2 mercecch questo piano conduttore che trovasi poco sotto1 e in cui pu moversi liberamente il fuoco1 far esso il giuoco di compensare l'elettricit del disco superiore1 e lo strato isolante interposto diminuir soltanto l'azion mutua delle atmosfere elettriche1 in ragione della maggior distanza che pone tra l'uno1 e l'altro conduttore4 ,,xlv4 ,la tensione ossia azione elettrica del disco1 la quale1 come abbiam veduto va diminuendosi a misura ch'egli si affaccia pi davvicino ad un piano deferente non isolato portata a un tale decadimento quando si arriva quasi al contatto1 il compenso od equilibrio accidentale essendo allora quasi perfetto1 che dove l'elettrometro era teso a #fj1 #hj1 #ajj gradi1 si vedr or disceso a un grado solo1 ed anche meno4 ,quindi se il piano o disco inferiore opponga solo una piccola resistenza al trapasso dell'elettricit1 o per l'interposizione d'un sottile strato coibente1 o per la natura sua propria d'imperfetto conduttore1 qual il marmo asciutto1 il legno secco ec4 tale picciola resistenza congiunta a quella della distanza comunque piccolissima non potr essere superata da tale debolissima tensione del disco elettrico2 il quale perci non iscaglier scintilla al piano 7salvo che forse dagli orli non ben ritondati1 e nel caso che possieda una gran copia di elettricit72 anzi conserver tutta1 o quasi tutta la sua elettricit1 dimodoch rialzandolo1 il suo elettrometro ascender quasi al grado di prima4 ,pi3 potr il disco senza gran detrimento della sua elettricit giugnere fino al contatto del piano imperfetto conduttore1 e restarvi qualche tempo applicato3 nel quale contatto la tensione elettrica trovandosi pressoch ridotta a nulla non ha forza di passare dal disco al piano che combacia se non lentissimamente4 ,,xlvi4 ,non andr per cos la bisogna1 se ripetendo l'esperienza s'inclini il disco1 e si porti a toccare il medesimo piano in costa3 allora sussistendo in quello maggior tensione di elettricit 7come ci mostrer il fedele elettrometro71 giacch non vien bilanciata che corrispondentemente ai punti di superficie dell'uno che guardano davvicino la superficie dell'altro1 cotal azione elettrica meno indebolita vincer la picciola resistenza del marmo1 o di qualsivoglia altro imperfetto conduttore1 e fino di un sottile strato coibente che trovisi interposto1 cosicch l'elettricit trasfonderassi realmente1 e s'affigger a cotesto strato coibente che copre il conduttore1 o passer entro a questo1 se ne nudo1 fino a perdersi nel suolo#ef1 e ci in brevissimo tempo3 laddove vedemmo1 che non ne passa nulla o quasi nulla in tempo assai pi lungo1 quando1 il contatto col medesimo piano il pi ampio possibile4 ,il che ha l'aria di paradosso2 ma pur si spiega cos ben coi principj delle atmosfere elettriche4 ,,xlvii4 ,quello che sembra anche pi paradosso1 o almeno che sorprende di pi1 si che neppure il contatto di un dito1 o di un pezzo di metallo comunicanti col suolo1 replicato pi volte1 e continuato per alcuni secondi1 valga a spogliare intieramente dell'elettricit il disco posato sull'amico piano2 ma ve ne lasci sovente tanto da poter dare ancora una scintilla quando in seguito si leva esso disco in alto4 ,invero tal fenomeno sarebbe inesplicabile anche nei nostri principj1 se il dito1 o il metallo fossero perfetti conduttori1 a segno di non opporre la minima resistenza al passaggio del fluido elettrico1 come si crede comunemente2 ma la cosa non cos2 e ce lo dimostrano queste stesse sperienze4 ,i metalli dunque non sono che conduttori meno imperfetti degl'altri corpi4 ,ma1 dirassi1 noi vediamo che si trasfonde da un capo all'altro di un metallo1 e da un metallo all'altro l'elettricit in un'istante4 ,sia pure cos di quell'elettricit che dispiega una forza sensibile a segno di tendere un'elettrometro1 o di attrarre un filo leggierissimo4 ,ma convien riflettere che al disotto di questo vi hanno da essere ancora altri gradi di elettricit impercettibili1 i quali1 dico1 non son valevoli a superare s tosto quella qualunque piccola resistenza che pure oppor denno i migliori ,conduttori4 ,quando dunque un metallo tocca il disco elettrizzato che riposa sul suo piano1 lo spoglia immantinente dell'elettricit fino al segno che la tensione diviene affatto insensibile1 non per nulla1 essendo ridotta supponiamo a #a_/ej di grado4 ,ma se sollevando il disco in alto la sua capacit si ristringa a segno che dispieghi una tensione elettrica cento e pi volte maggiore1 questa salir dunque a due gradi1 ed oltre2 con che sar divenuta sensibile1 finanche al punto di dare una scintilla4 ,,xlviii4 ,fin qu considerato abbiamo come l'azione delle atmosfere elettriche debba modificare l'elettricit del disco nelle sue varie situazioni1 allorch gli stata infusa prima di accostarlo al piano deferente4 ,ora vediamo che avvenir debba allorch gli s'infonde stando gi egli vicino1 o meglio applicato al detto piano4 ,quando ho detto dal bel principio che in tale stato egli ha molto maggiore capacit1 e son venuto provandolo fin qu1 ho detto1 e provato tutto3 le applicazioni sono facili a farsi4 ,giover non pertanto esemplificare con un'esperienza4 ,mi si dia una boccia di ,leyden1 o un ampio conduttore elettrizzati a un sol grado di tensione1 od anche meno4 ,se io far toccare l'una1 o l'altro al mio disco posato1 chiaro che gli comunicheranno della loro elettricit a misura della sua capacit1 tanto cio quant'egli pu riceverne per comporsi con essi ad una tensione ossia forza elettrica eguale1 supponiamo di #a_/b grado4 ,ma la sua capacit or ch'il disco non solamente conjugato ma combaciante il conduttore compagno1 cento1 e pi volte maggiore di quando si trova isolato solitariamente1 ossia vi vuole per produrvi la data tensione cento volte maggior dose di elettricit1 quindi appunto ne avr preso cento volte pi1 che non avrebbe potuto prenderne stando isolato in aria4 ,quando dunque si lever in alto a misura che allontanandosi dal caro piano si ridurr alla naturale sua angusta capacit1 la tensione elettrica dispiegherassi maggiore1 e maggiore sempre fino al termine di #ej gradi 7nel supposto caso che la tensione fosse di #a_/b grado stando il disco posato e la sua capacit in tale stato cento volte maggiore71 quando cio la sua atmosfera non facendosi pi sentire al detto piano sar cessata ogni maniera di compenso1 e tolto quell'equilibrio accidentale1 che teneva la tensione cos bassa4 inutile il dire1 che calando di nuovo il disco verso il piano1 si abbatter di nuovo l'elettrometro1 a misura che l'equilibrio accidentale si andr ristabilendo2 giacch questo il primo fenomeno che contemplato abbiamo1 e che ne ha condotti alla spiegazione di tutto il resto4 ,,xlix4 ,soggiugner questo per ultimo schiarimento4 ,succede al disco che passa dallo stato d'isolamento solitario a quello di affacciarsi finanche a combaciare un piano convenientemente preparato1 o da questo all'altro stato1 lo stesso che succede ad un conduttore compreso sotto angusta superficie1 che si dispieghi in una assai pi ampia1 e vice versa 7richiamiamo l'esempio della catena ammucchiata1 e poi distesa1 o dei cilindri ch'entrano un nell'altro74 ,elettrizzato a un alto grado il conduttore quand' avvolto e impicciolito1 se dopo viene a distendersi od allungarsi1 decade in lui la tensione a misura che l'elettricit1 compartendosi a una pi grande capacit1 vien diradata4 ,all'incontro elettrizzato debolmente quando disteso e gode della sua maggiore capacit1 se dopo si avvolge1 e rappicciolisce1 va egli acquistando vie maggior tensione a misura che l'elettricit si raccoglie1 e viene condensata in una capacit minore4 ,cos appunto il nostro disco se venga elettrizzato quand' solitario a una forte tensione1 questa ander scemando a misura ch'egli si affaccia ad un altro piano non isolato2 all'incontro elettrizzato debolissimamente quando prossimo a questo piano1 o lo combacia1 vedrassi crescere in lui insignemente la tensione a misura che si allontana da quel piano4 ,si pu dunque dire che l'elettricit viene qu pure in certo modo condensata1 non altrimenti che nell'addotto esempio del conduttore che s'impicciolisce3 e quindi il nome di condensatore che ho dato al mio apparecchio4 ,certo se non pu dirsi nel nostro caso condensata l'elettricit in minore spazio1 giacch e massa e volume rimangono i medesimi nel disco che adoperiamo1 ella per confinata in tal corpo di cui la capacit di grandissima che era divenuta come che sia picciolissima4 ,l4 ,ora se una debole insensibile forza elettrica di una boccetta di ,leyden o di un conduttore appena un poco carichi1 applicata al disco giacente pu accumularvi tanto di elettricit1 onde poi levato in alto dispieghi una forte tensione1 vibri vivace scintilla ec4 che far una carica forte della boccia1 o del conduttore applicatavi egualmente8 ,non far gran cosa di pi1 per la ragione che tutta quell'elettricit ch' superiore in forza alla piccola resistenza che oppone la superficie del piano1 fia persa1 trapassando in esso4 ,ad ogni modo se questo piano essendo convenientemente preparato1 tale resistenza sia discreta1 il disco non se ne staccher senza vibrare d'attorno dagli orli1 comunque ritondati1 fiocchi di luce per la strabocchevole copia di elettricit1 di cui si trover carico3 e a far tanto non sar neppur necessario che la boccetta che s'impiega abbia assai forte carica1 bastando una mediocre1 e meno che mediocre1 tale che appena giunga a dar scintilla4 ,,li4 ,da tutto il fin qu detto s'intende facilmente1 che se il disco posato pu prendere buona dose di elettricit da una boccia di ,leyden#eg1 o da un'ampio conduttore1 comech debolissimamente animati1 non lo pu in alcun modo da un conduttore poco capace 7e come darebbe questi ci che non ha87 a meno che non si continui d'altra parte ad infondere a lui medesimo quella qualunque debole elettricit1 a meno che la sorgente non continui per qualche tempo3 il che ha luogo per esempio nel conduttore atmosferico che bee l'elettricit insensibile dell'aria1 e in quello malissimo isolato d'una macchina ordinaria1 il di cui giuoco vi mantiene una s debole tensione di elettricit1 che in niun modo appaja4 ,in ambi questi casi abbiamo osservato infatti che vi vuol del tempo prima che il disco possa raccorre una dose sufficiente di elettricit4 ,,lii4 ,come un ampio conduttore trasmette la massima parte della sua elettricit al nostro disco1 il quale quantunque assai pi picciolo1 gode per in grazia della sua vantaggiosa posizione1 in grazia di quell'equilibrio accidentale a cui si compone col piano1 d'una capacit molto pi grande di quella che gli compete in istato solitario2 e come levando in seguito esso disco in alto1 con che tolto ogni equilibrio o compenso1 vien ristretto alla naturale sua angusta capacit1 quella stessa dose di elettricit presa al gran conduttore e che appunto per esser egli s grande vi producea s debole tensione1 or ne produce una tanto pi grande in cotesto disco2 nell'istessa maniera1 e per l'egual ragione l'elettricit aumenter una seconda volta di tensione facendola passare dal disco gi sollevato ad un altro giacente molto pi piccolo1 da innalzarsi quindi similmente4 ,il ,sig4 ,cavallo1 a cui dietro le altre mie sperienze1 sugger quest'artificio1 ha fatto tal picciolo disco d'una laminetta non pi grande d'uno scellino4 ,e certo questo secondo condensatore dell'elettricit utile in molti casi in cui l'elettricit non sensibile ancora o dubbia col primo3 come ce ne hanno assicurato varie prove che facemmo insieme4 ,talora l'ordinario disco toccato dal corpo1 di cui si dubitava se avesse o no un principio di elettricit1 non movea ancora l'elettrometro sensibilissimo dell'istesso ,sig4 ,cavallo2 ma toccato con quel disco l'altro picciolino1 questo facea divergere sensibilmente le pallottoline dell'elettrometro4 ,eppure qualche volta anche con questo non si otteneva nulla1 o un'ombra solamente di elettricit4 ,or se noi supponiamo la tensione elettrica accresciuta a #ajjj volte per l'intervento dei due condensatori1 il che non troppo1 quanto mai debole esser dovea originariamente nel corpo esaminato8 ,quanto debole p4 e4 quella che si eccita in un metallo strofinandolo colla mano nuda1 giacch communicata al primo grande1 e da questo al secondo picciolo disco1 e finalmente all'elettrometro1 le palle appena fan cenno di scostarsi8 ,ma basta che facciano tanto per esser noi convinti1 che l'elettricit non nulla1 e che il metallo l'ha originariamente contratta per lo stropicciamento della mano4 ,quanto mai eravam lontani da una simile scoperta pochi anni addietro prima del nostro ,condensatore1 e dell'elettrometro cos sensibile del ,sig4 ,cavallo6 ,quanti gradi di elettricit noi scopriamo adesso al disotto del pi picciolo d'allora8 ,,appendice4 ,ho detto al 4 ,,xxviii4 che mi riuscito finalmente di ottenere segni distintissimi di elettricit1 e dalla semplice evaporazione dell'acqua1 e da varie effervescenze chimiche4 ,essendo questo un fatto non meno interessante che nuovo1 stimo non inopportuno di far qu il racconto fedele delle sperienze4 ,le prime dunque1 come ivi accenno1 sono state fatte a ,parigi in compagnia di due fisici illuminati1 e membri dell',accademia ,r4 delle ,scienze4 ,furono questi il ,sig4 ,lavoisier1 e il ,sig4 ,de la ,place4 ,eglino concepiron meco la speranza di un felice riuscimento1 quando ebbi loro mostrato gli effetti del mio ,condensatore1 e spiegata la ragione dei fenomeni2 conseguentemente il ,sig4 ,lavoisier ne ordin un grande col piano di marmo bianco4 ,i primi tentativi da me fatti con questo in compagnia del ,sig4 ,de la ,place sull'evaporazione dell'acqua1 e dell'etere non furono coronati dal successo2 ma il tempo era cattivo1 la stanza troppo picciola1 e ingombrata di vapori1 e l'apparato non troppo ben in ordine4 ,all'incontro quelli che ripeterono l'istesso ,sig4 ,de la ,place1 e ,sig4 ,lavoisier ad una campagna di quest'ultimo ebbero buon riuscimento4 ,la qual cosa c'invogli a ripetere e moltiplicar le sperienze2 e il successo fu completo1 avendo ottenuto segni chiarissimi di elettricit dall'evaporazione dell'acqua1 dalla semplice combustione dei carboni1 e dall'effervescenza delle limature di ferro nell'acido vitriolico diluto4 ,ci avvenne il giorno #ac ,aprile1 e la maniera di far l'esperienza fu questa3 si isol in un'aperto giardino una gran lastra di metallo1 alla quale era attaccato un lungo filo di ferro che veniva a terminare in contatto dello scudo o disco posato sul piano di marmo1 e questo tenevasi continuamente asciutto1 e caldo da alquanti carboni sottoposti4 ,ci fatto ponemmo su la detta lastra isolata alcuni bracieri ripieni di carboni mezzo accesi1 e lasciammo che la combustione ajutata da un gentil vento che spirava andasse rinforzandosi per alcuni minuti3 allora rimovendo lo scudo dal contatto del filo metallico1 e quindi da quello del marmo1 con alzarlo al consueto modo1 vi comparvero i segni aspettati di elettricit1 mentre accostato al nuovo elettrometro del ,sig4 ,cavallo1 fece che s'aprissero i due fili colle pallottoline3 esaminata questa elettricit si trov essere negativa4 ,si ripet l'esperienza ponendo sulla lastra isolata invece dei bracieri quattro vasi con entro limatura di ferro e acqua1 quindi versando in tutti quattro a un tempo abbastanza d'olio di vitriolo per far sorgere una furiosa effervescenza3 quando il pi forte bollore cominciava a cadere1 allora fu che rimosso ed esplorato lo scudo non che movere i fili dell'elettrometro a qualche distanza1 ci diede una sensibile scintilla4 ,anche qu l'elettricit si riconobbe essere negativa4 ,quanto furon vivi1 e distinti i segni elettrici con tal prova dell'effervescenza1 altrettanto deboli ed equivoci riuscirono questa volta coll'evaporazione dell'acqua eccitata or con mettere delle casserole con entro acqua a bollire sopra i bracieri portati come qu innanzi dalla lastra isolata1 ora con versar l'acqua in coteste casserole previamente ben riscaldate4 ,pochi giorni dopo ripetemmo le sperienze in una grande stanza estendendole alle altre effervescenze che producono l'aria fissa1 e l'aria nitrosa1 con buon successo3 l'evaporazione sola dell'acqua produsse segni debolissimi talch ebbimo pena a determinare di quale specie fosse l'elettricit2 anzi di tre volte1 due ci parve che fosse positiva2 ma v' luogo a credere1 ed io giudico certamente1 che sia stato un errore4 ,ancor passati alcuni giorni si ritorn alle sperienze essendo di compagnia anche il ,sig4 ,le ,roy membro esso pure dell',accademia ,reale2 ma n la combustione1 n l'evaporazione dell'acqua non dieder segni sensibili2 di che accagionammo l'esser l'aria umidissima per il tempo piovoso che faceva4 ,pur ne ottenemmo colla generazione dell'aria infiammabile nel momento della pi viva effervescenza3 e se l'elettricit non fu questa volta cos forte da scintillare1 lo fu abbastanza perch ne distinguessimo chiarissimamente la specie1 che era negativa4 ,prima di lasciar ,parigi 7che fu il #bc ,aprile7 volendo io mostrare qualche sperienza di questo genere ad un'amatore di elettricit1 e valente macchinista1 il ,sig4 ,billaux1 una volta che mi trovai nel suo laboratorio1 presi una giara di vetro1 e sospesala a un cordoncino di seta1 vi misi i materiali per la produzione dell'aria infiammabile3 avea fatto entrare nella giara medesima un filo di ferro in modo che toccasse la limatura1 e l'altro suo capo sporgente venisse a comunicare coll'elettrometro sensibilissimo del ,sig4 ,cavallo4 ,quando l'effervescenza fu salita al sommo1 e la spuma sormontava i labbri del vaso1 le palle scostandosi1 dieder segno di elettricit2 n questa fu cos debole1 che non potesse conoscersi esser negativa4 ,le sperienze coll'evaporazione dell'acqua1 che non avean troppo bene corrisposto a ,parigi1 ebbero poco tempo dopo molto miglior successo a ,londra1 quando mi sugger l'espediente di gettare dell'acqua sopra i carboni accesi ch'erano in un braciere isolato4 ,l'effumazione rapida che succede non manca mai di elettrizzare il braciere negativamente1 il quale d segni abbastanza sensibili col solo elettrometro1 e col condensatore1 se ben preparato1 arriva a produr scintille4 ,si trovarono presenti la prima volta a queste sperienze in casa del ,sig4 ,bennet grand'amatore di elettricit1 l',ab4 ,magellan1 il ,sig4 ,cavallo1 e il ,sig4 ,kirwan membri della ,societ ,reale1 e il ,sig4 ,walker ,lettore di ,fisica4 ,ci servimmo per apparecchio condensatore di un picciolo scudo d'elettroforo1 e d'un piattello di legno1 che si trov al giusto punto semicoibente1 il che raro quando il legno non inverniciato4 ,un'altra volta in casa del ,sig4 ,cavallo riusc l'esperienza isolando un picciolo crogiuolo con entro due o tre carboni accesi1 e quindi versandovi un cucchiaio d'acqua3 un filo di ferro che toccava i carboni1 ed estendevasi fino all'elettrometro1 vi port sensibile elettricit1 e sempre negativa4 ,queste sono le sperienze1 che fino ad ora ho avuto occasione di fare#eh2 intorno alle quali non debbo tralasciar di dire1 che sebbene non avessimo sempre bisogno dell'apparecchio condensatore 7il quale1 se non benissimo in ordine1 a nulla serve1 e pu nuocere anzich giovare7 per aver segni non dubbj1 il solo elettrometro sensibilissimo del ,sig4 ,cavallo avendoci bastato pi volte3 convien per confessare che si fu quell'apparecchio che ci mise sulla via di tali sperienze1 e che col mezzo suo solamente potemmo ottenere segni di una certa forza1 e fin la scintilla elettrica4 ,io non dubito che essendo ora rese cos facili tali sperienze1 non siano per essere1 e ripetute1 e promosse4 ,il campo solamente aperto1 e molto resta ancora a fare4 ,se i corpi risolvendosi in vapori o in un fluido elastico si caricano di fuoco elettrico a spese degl'altri corpi1 e gli elettrizzano per conseguenza negativamente2 venendo in seguito i vapori medesimi a condensarsi1 non cercheranno essi di deporre questo carico1 e non produrranno conseguentemente segni di elettricit positiva8 ,ecco ci che merita singolarmente d'essere verificato coll'esperienza4 ,io ho gi immaginato diversi modi di tentare la cosa che metter alla prova tosto che ne abbia il comodo4 ,intanto mi sia qu permesso di dar corso per un momento all'idee che volgo in mente intorno all'elettricit atmosferica4 ,le sperienze fatte fin qu1 e che abbiamo riferite1 bench non sian molte1 tutte per concorrono a mostrarci che i vapori dell'acqua1 e generalmente le parti d'ogni corpo1 che si staccano volatilizzandosi1 portano via seco una quantit di fluido elettrico a spese dei corpi fissi che rimangono1 lasciandoli perci elettrizzati negativamente1 non altrimenti che ne portan via una quantit di fuoco elementare1 con ci raffreddandoli4 ,quindi vuolsi inferire che i corpi risolvendosi in vapori1 o prendendo l'abito aereo1 acquistino una maggiore capacit rispetto al fluido elettrico1 giusto come l'acquistano maggiore rispetto al fuoco comune o fluido calorifico4 ,chi non sar colpito da cos bella analogia1 per cui l'elettricit porta del lume alla novella dottrina del calore1 e ne riceve a vicenda8 ,parlo della dottrina del calor latente o specifico1 come si vuol chiamare1 di cui ,black1 e ,wilke colle stupende loro scoperte han gettato i semi1 e che stata ultimamente tanto promossa dal ,d4 ,crawford dietro le sperienze del ,d4 ,irwine4 ,seguendo questa analogia1 siccome i vapori allorch si condensano1 e ritornano in acqua1 e conseguentemente alla primiera pi angusta capacit1 perdono il lor calore latente1 ossia depongono il di pi di fuoco che si avevano appropriato volatilizzandosi2 cos pure manderan fuori il fluido elettrico divenuto ora ridondante4 ,ed ecco come nasce l'elettricit di eccesso1 che domina sempre pi o meno nell'aria anche serena1 a quell'altezza in cui i vapori cominciano a condensarsi2 la quale pi sensibile nelle nebbie1 ove quelli si condensano maggiormente2 e infine fortissima laddove le folte nebbie si agglomerano in nubi1 e gi si figurano in goccie4 ,fin qu l'elettricit dell'atmosfera sar sempre positiva4 ,ma formata che sia una nube potentemente elettrica in pi1 ella avr una sfera di attivit intorno ad essa1 nella quale se avviene ch'entri un'altra nube1 allora giusta le note leggi delle atmosfere1 gran parte del fluido elettrico di questa seconda nube si ritirer verso l'estremit pi lontana dalla prima1 e potr anche uscirne ove incontri o altra nube1 o vapori1 o prominenze terrestri che lo possan ricevere3 ed ecco una nube elettrizzata negativamente1 la quale potr a sua posta occasionare coll'influsso della propria atmosfera l'elettricit positiva in una terza1 ec4 in questa maniera s'intende benissimo come si possano avere sovente ne' conduttori atmosferici segni di elettricit negativa a cielo pi che coperto2 e come ne' temporali specialmente1 ove molte nubi si veggono pensili1 e staccate vergere al basso1 e or ondeggiare per qualche tempo1 ora scorrere le une sotto le altre1 or trasportarsi rapidamente1 l'elettricit cambi pi volte1 e spesso a un tratto da positiva in negativa1 e vice versa4 ,or anche non fia pi stupore1 che l'eruzioni de' vulcani1 siano state sovente accompagnate da fulmini3 in ispecie quella strepitosissima del ,vesuvio dell'anno #aggi1 in cui infinite saette si son vedute guizzare entro gl'immensi globi di fumo4 ,le poche sperienze fatte mi han dato a vedere che la quantit di elettricit prodotta dalle effumazioni1 dipenda molto e dalla copia de' fumi che s'alzano1 e singolarmente dalla rapidit4 ,or quale e quanta non dee essere l'elettricit in simili eruzioni8 ,fine della ,parte ,i4 del ,tomo ,i4 ,,indice ,,delle ,,materie ,,contenute ,,in ,,questa ,,parte ,,prima ,,del ,,tomo ,,primo ,de ,vi ,attractiva ,ignis ,electrici ad ,joannem ,baptistam ,beccariam4 ,dissertatio ,epistolaris ,pag4 #a ,novus ac simplicissimus ,electricorum tentaminum apparatus etc4 #fa ,lettere sull',elettroforo perpetuo #ajc ,sopra la capacit de' ,conduttori ,elettrici4 ,lettera al ,sig4 ,de ,saussure #afe ,del ,condensatore4 ,memoria letta alla ,societ ,r4 di ,londra #bai ,illustrazione3 ,t4 ,i4 -- ,tav4 ,i4 ,illustrazione3 ,t4 ,i4 -- ,tav4 ,,ii4 ,,note3 #a ,parad1 c4 #b4 v4 #if4 #b ,nuovi ,commentarj dell',accademia di ,pietroburgo1 ,t4 #g4 #c ,trans4 ,filosof4 di ,londra dell'an4 #agei4 #d ,mem4 dell',accad4 di ,parigi an4 #agfa4 p4 #bdh4 #e ,miscellan4 ,taurin4 ,t4 #c4 #f ,dissertatio epistolaris de attractione ignis electrici etc41 che la prima della presente collezione4 #g ,ivi pag4 #cd4 #h ,ivi ,t4 #a4 ,par4 #a4 pag4 #afe4 #i ,questa lettera la prima della presente collezione accennata di sopra4 #aj ,elettr4 ,art4 4 #acd4 #aa ,je verrai avec bien du plaisir votre nouveau systme sur les causes de l'lectricit1 quand vous le ferez parotre3 je serai surpris1 si vous tirez de l'attraction ,newtonienne des explications physiques des phnomnes de ce genre2 il me semble1 qu'en laissant subsister les loix1 qu'on attribue cette espce de vertu1 il est bien difficile de rendre raison des principaux faits3 personne jusqu' prsent n'a os l'entreprendre2 il sera glorieux pour vous de l'avoir fait avec succs4 #ab ,plurima congessit ,musschembroekius ,essai de ,physique4 ,vide etiam ,nouveau ,cours de ,chymie selon les principes de ,newton1 et de ,sthal4 #ac ,theoria ,philosophiae ,naturalis ad unicam legem redacta virium in ,natura existentium4 #ad ,censeo ego quidem concursum ferri et magnetis a principio attractionis pendere1 contendant licet plurimi impulsu fieri effluviorum magneticorum4 #ae ,haec fuerunt argumenta1 quae pro vi attractiva ignis electrici primo mihi se obtulerunt1 quaeque ad theoriam vitrorum me deducebant1 cujus specimen jam ab anno #agfc exhibui ,nolleto4 ,res erat tunc quidem male digesta3 nam nihil ferme adduxeram1 praeter exemplum magnetis1 cui maxime insistebam4 #af ,cum ea1 quae puteo in apertura redacto consequuntur pervidere juvat1 experimentum ego similiter1 ac ,tu faciebas1 instituo in tubo charta crassiori inaurata conflato1 cujus chartae ita involutae limbos staminibus sericis distraho1 atque ad planam superficiem distendo4 #ag ,haec etiam in tibiali serico optime eveniunt etc4 #ah ,quest',operetta fu dedicata dall',autore al celebre ,spallanzani1 a cui pure invi una piccola macchina elettrica con disco ed isolatori di legno ben tostati4 #ai ,in ,lectionibus ,physicae experiment4 tom4 ,,vi4 lect4 ,,xx4 pag4 #ahh4 ,italicae edit4 #bj ,l',autore mi ha avvisato con lettera che qui converrebbe fare una correzione1 ed 3 quando scrisse quest',opuscolo guidic dalla citata lezione di ,nollet che ,ammersino non avesse conosciuto che i legni fritti nell',olio divenissero ancora ,idiolettrici eccitabilissimi4 ,alcuni anni dopo per venne in cognizione che il detto ,ammersino avea s bene conosciuta questa propriet1 che intitol la sua ,operetta ,de ,electricitate ligni4 #ba ,pag4 #bg1 et seq4 #bb ,dissert4 de vi attract4 ignis elect4 pag4 #ca4 #bc ,contingit etiam ut paucis aestivis diebus in deterius abeant ligna1 quae per hiemem ad plures menses integra virtute servantur4 #bd ,carbones inter haec corpora ii sunt1 qui majorem picis dosim requirunt4 #be ,phaenomenum hoc aurae electricae nullibi probe expensum1 ut meretur1 inveni4 ,ego quidem jam olim ex lege motuum electricorum illud repetere non dubitavi4 ,nolleto enim contendenti hanc auram verum esse effluxum ignis e corpore electrico1 atque hoc ipsum obtrudenti1 ut evinceret e corporibus1 quae apud nos sunt electrica defectu1 ignem effluere1 non secus ac a corporibus electricis excessu1 siquidem ut in his1 in illis aura persentitur1 hoc1 inquam4 ,cl4 ,viro objicienti respondebam3 nullatenus esse ipsum ignem qui cutem impactu suo titillat2 verum aerem legi motuum electricorum obtemperantem hoc praestare3 quod sane innuit sensus ipse1 quem in cute percipimus ventuli nempe lenis frigidiusculi admota manu cuspidi catenae fortiter electricae1 vel admoto ori tubo nuper perfricato cujusdam titillationis illi non absimilis1 quam persentimus cum levis aranea ori impingit4 ,quod si aura verus esset ignis electrici effluxus1 an censemus leni illo ac ferme cunctanti motu procederet1 ac cutem veluti lamberet fluidum istud actuosum1 ac ultra captum tenuissimum1 cujus ingenium est et vis corpora1 ut est manus1 deferentia quam celerrime permeare8 #bf ,consulatur ,dissert4 de vi attract4 ignis elect4 pag4 #ah et seq4 #bg ,ibid4 #bh ,a pag4 #bf ad pag4 #ca4 #bi ,pag4 #cc et seq4 et pag4 #df ad pag4 #eg4 #cj ,dissert4 de vi attract4 pag4 #ai1 #bj4 #ca ,aquam gummatam vocum egestate usurpo pro eo quod nobis est vernice4 #cb ,estratto dai ,vol4 #i4 e #aj4 della ,scelta d',opus4 di ,milano4 #cc 7,beccaria 4 #ici ,elettricismo artificiale71 7pagina #aif ,elettricismo naturale7 il ,tomo #g4 de' nuovi ,commentari di ,pietroburgo4 ,beccaria ,observat4 atque exper41 quibus ,electricitas vindex late constituitur1 atque explicatur4 #cd ,dell',elettricismo artificiale1 #aggb1 pag4 #djd e seg4 #ce ,si propone di dare in una ,memoria a parte il dettaglio di varie delicate sperienze con le combinazioni non che d'una lastra1 e dello snudamento d'una faccia1 ma di ambe le faccie s d'una lastra che di due4 ,per questo ho trovato ultimamente potermi valere di lastre di vetro intonacate di mastice2 giacch anche con esse ottengo la maravigliosa durevolezza de' segni4 ,la ,memoria tratter dell',azione dell',atmosfere ,elettriche1 e de' fenomeni che ne derivano negli strati isolanti4 #cf ,estratti dai ,vol4 #ab1 e #ad della ,scelta d',opuscoli di ,milano4 #cg ,la presente lettera fu dall'autore scritta in ,francese1 ed riportata 7tradotta in ,italiano7 nel ,vol4 #bj della ,scelta d',opuscoli di ,milano pag4 #cb4 #ch ,il ,p4 ,beccaria nella grande sua ,opera dell',elettricismo ,artificiale #aggb n4 #iec propone le seguenti questioni4 ,i4 ,quando stropiccio un nastro sopra di un piano1 e dopo lo stropicciamento gli resta aderente1 ritiene egli in tale stato l',elettricit sua1 ovvero la smarrisce in esso1 e non ritiene che la disposizione di ripigliarla quando ne disgiunto8 ,,ii4 ,quando il nastro bianco1 o nero per l'attuale elettricit contraria1 cui hanno1 volano ad unirsi l'uno1 all'altro1 o quando uno di essi vola ad unirsi alla tavola1 al muro ec41 ritengono essi in tale stato di adesione le attuali loro elettricit1 ovvero vogliamo dire1 che le smarriscano1 e che non ritengano che la disposizione di riacquistarle nell'attuale disgiungimento8 ,prosiegue n4 #ied4 ,pare1 che siasi opinato1 che gl'isolanti elettrizzati condotti al detto stato di adesione ritengano le attuali loro elettricit2 e ognuno ha dovuto tanto pi facilmente condiscendere a tale opinione1 quantoch la particolare adesione non insorge tra un corpo isolante1 e un altro isolante1 o tra un corpo isolante1 e uno deferente1 se non in quanto gl'isolanti sono attualmente elettrizzati2 sicch l'adesione particolare permanente pare un indicio della permanente elettricit4 ,oltrech la elettricit1 che si osserva di nuovo dopo il disgiungimento1 pare1 se non si facciano altre considerazioni1 che ne addimandi la permanenza nello stato di adesione4 ,queste infatti sono le ragioni ch'io avea esposte1 e incalzate nella gi nominata dissertazione ,de vi attractiva ignis electrici1 per sostenere la permanenza d'una dose di elettricit ne' coibenti nello stato di adesione1 e conseguentemente nelle lastre dopo la scarica3 alle quali ragioni aggiugneva pur quella della difficolt1 e lentezza di moto1 con cui1 sebbene sbilanciato entra o esce il fluido elettrico ne' detti corpi coibenti1 per condursi al naturale equilibrio2 a cui perci non pu giugnere1 che dopo lungo tratto di tempo4 ,il ,p4 ,beccaria non ha creduto per tante ragioni addotte dover recedere dall'opinione sua1 ma contrapponendone altre a suo giudizio di maggior peso1 che vien esponendo dal n4 #iee al #ifj1 ha conchiuso novellamente3 ,i4 ,che gl'isolanti elettrizzati nel passare allo stato di adesione smarriscono l'attuale loro elettricit4 ,,ii4 ,e che nell'atto del disgiungimento la ripigliano4 ,ora studiandomi io di ribattere queste sue ragioni1 mi fermai singolarmente intorno alla prima1 la risoluzion della quale credetti bastar potesse a decider la questione4 ,ecco come da lui si propone4 ,primamente io osservo che nell'atto che al bujo disgiungo un nastro da un tavolino1 sopra cui l'ho stropicciato1 n successivi luoghi del progressivo disgiungimento appare un solco di luce1 in conseguenza del quale ogni parte ultimamente disgiunta d gi i convenienti segni di elettricit a differenza della parte1 che resta ancora aderente1 la quale1 fintantoch resta aderente1 non d niunissimo segno4 ,e per il detto solco1 cui ho osservato anche ne' successivi disgiungimenti1 a me vale di prova significantissima della elettricit1 che il nastro dopo lo stropicciamento aveva dismessa nel deferente piano1 e che nell'atto dello stropicciamento 7deve dir disgiungimento7 sta ripigliando ,egli opina adunque 7facciam il caso pi determinato1 ed esperimentiamo sopra un quadro di vetro2 giacch conviene egli nello stabilire n4 #ifd4 ,che la legge della elettricit vindice nelle lamine isolanti compatte1 v4 g4 nelle lastre di cristallo generalmente la stessa1 che la legge della elettricit vindice ne' corpi isolanti rari1 v4 g4 ne' nastri7 che quando la faccia del vetro elettrica in pi1 e le si applica la sua veste1 ossia una sottil lamina metallica1 vi deponga realmente tutta la sua elettricit1 cio il fuoco ridondante1 che poi venga a ripigliare dalla veste medesima nell'atto del disgiungimento2 in conseguenza1 che i tratti di luce1 che ne spuntano seguano lo scorrimento del fluido elettrico dalla detta veste alla faccia del vetro snudata4 ,non poteva egli altrimenti conchiudere ne' suoi principj3 io conchiuder doveva l'opposito ne' miei4 ,stabilendo io1 che la faccia isolante del vetro sebben applicata alla lamina metallica non deponga gi tutto il fuoco ridondante1 ma ne ritenga buona parte2 che perci miri a scacciare altrettanto di nativo dalla stessa lamina1 onde ottenere1 in luogo del vero1 ed assoluto equilibrio 7che non le si d per l'impedito moto del fluido incappato dir cos nelle parti del vetro medesimo7 un supplemento a questo1 o1 come amerei chiamarlo1 un equilibrio di compenso2 che indi nasca l'adesione della veste colla faccia del vetro1 l'azione tutta rivolta indentro1 e la niuna apparenza de' segni al di fuori ec42 che in una parola1 divenga la veste elettrica per difetto1 mentre la faccia del vetro persevera ad esserlo per eccesso1 standosi unite3 stabilendo1 dico1 tali principj ne veniva in seguito1 che la luce1 che appare per lo snudamento1 debba essere luce del fluido che scorre dal vetro elettrico in pi alla lamina elettrica in meno4 ,in mio senso adunque que' discorrimenti di luce non dinotano l'elettricit1 che estinta gi1 venga di bel nuovo ad indursi2 ma sibbene la permanente1 ed attuale nella faccia del vetro con la contraria nella veste1 che scappa in parte1 e si dissipa4 ,fra queste contrariet il fatto semplicemente dovea decidere2 e ben mi parve1 che il solo contemplar attentamente la forma1 che veston que' tratti di luce bastar potesse a por la cosa in chiaro4 ,osservai difatto1 che caricata una lastra di vetro1 e scaricatala1 nell'atto indi di alzar con fili di seta la laminetta metallica1 che vestiva la faccia ridondante1 i piccoli getti di luce non avevan pi la figura di fiocchi spandentisi dalla lamina al vetro 7come esser dovrebbono nella supposizione del ,p4 ,beccaria71 ma quella anzi di luce affluente alla stessa veste1 con apparire pi che altrove distintissime le stellette agli orli1 e sugli angoli di essa4 ,il contrario accadeva snudando l'altra faccia deficiente del vetro2 la foglietta metallica divenuta nella scarica1 secondo i miei principj1 elettrica in pi tostoch alzavasi spandeva d'attorno bellissimi fiocchi4 ,fui dunque sicuro non per conseguenza solo de' meditati principj1 ma per dirette osservazioni1 e prove di fatto1 che la faccia della lastra all'atto dello snudamento non ripigliava il suo primo fuoco ridondante a spese dir cos della veste1 che anzi questa ne tirava a se per rifarsi d'un gi sofferto spogliamento 7il contrario s'intende nello snudamento della faccia difettiva73 che dunque la luce trallo disgiungimento mirava non gi ad indurre elettricit in ambedue1 bens a dissipar la esistente1 segnatamente quella della veste4 ,allora conchiusi1 che ove trovassi mezzo di sofocare1 od impedire in molta parte questa luce1 che vuol dire un cotal disperdimento di elettricit1 ottenuta l'avrei pi vigorosa nella veste separata1 e di tanto appunto pi vigorosa1 quanto a minor effusione di luce fosse lasciato luogo4 ,il mezzo mi sugger ben tosto1 come era ovvio3 si trattava di scansar ogni angolo nell'armatura1 essendo dagli angoli1 e dalle punte singolarmente1 che scappa l'elettricit3 tanto ho io praticato1 surrogando alle sottili lamine metalliche per armatura quella foggia di scudo convenientemente grosso ben ritondato1 e forbito4 ,or l'evento respondendo per intiero all'aspettazione1 nuovamente1 e invincibilmente conferm l'opinion mia3 che l'atto dello snudamento non va inducendo elettricit1 piuttosto ne eccita a dissiparsi2 che in conseguenza quella1 che mostrano respettivamente contraria la faccia isolante1 e l'armatura separate1 l'aveano gi prima stando unite2 che finalmente nell'isolante parte della stessa1 e propria sua elettricit1 di quella cio1 che regnava prima della scarica 7onde pare1 che converrebbe di chiamarla col termine piano di permanente1 anzich con quello pi specioso che proprio di vindice72 nell'armatura si l'elettricit contraria indotta merc del toccamento1 o scarica1 per l'azione appunto di quella permanente intesa a portare tal fatta di equilibrio1 che son venuto a distinguer col nome di equilibrio per compenso4 ,ma non qu luogo di stendermi intorno a questo fecondissimo principio1 che abbraccia quello delle atmosfere elettriche1 anzi lo stesso in fondo1 e che verr ampiamente svolgendo1 e confermando nella memoria gi da qualche tempo promessa4 #ci ,un corpo 7diceva io71 che lo strofinamento ha reso elettrico1 un corpo1 in cui la dose di fuoco elettrico alterata1 e che si sforza continuamente di ristabilirsi4 ,si conviene generalmente1 che questo sforzo sia corrispondente alla quantit di fuoco tolto1 od accresciuto2 ma io vado pi innanzi1 e sostengo aver'altres un rapporto colla costituzione del corpo medesimo4 ,e non si ha egli fondamento di supporre1 che quanto pi un corpo avr di elaterio1 di solidit1 che quanto dire pi parti riunite1 le quali reagiscano contro un dato grado di elettricit1 tanto pi presto giugner a scuoterla di dosso1 e a liberarsene8 ,in questa supposizione1 e per tal verso ben si vede1 che il vetro la vince sopra ogn'altro corpo elettrico1 come resine1 legno tosto 7di cui ora parliamo7 seta ec444444 ,lo sforzo1 che fa il vetro per vomitar in seno del conduttore il fuoco1 onde tende a disfarsi il pi vivo1 ed energico444444 per breve che sia il tempo in cui sta a fronte del ,conduttore1 troppo v'incalza di scaricarsi di questo fuoco2 per non isgorgarne una quantit considerabile444444 la quantit del fuoco posto in moto negli altri corpi 7legni1 resine ec47 spesse fiate pi grande1 ma questo moto men vivo1 e pigro anzich no444444 ,in questa inerzia1 se mi lecito dir cos1 che hanno tai corpi di cacciar fuora1 e comunicare ad altri la loro elettricit1 io trovo la spiegazione di alcune altre particolarit molto considerabili3 a cagion d'esempio come un cilindro di legno tosto1 un bastone di ceralacca strofinati1 sebbene attirino una leggier foglia in distanza assai pi grande1 che non fa un bastone di vetro1 non s'affrettino poi di rispignerla1 ne con tanta vivacit1 come si fa da esso vetro3 come togliendo1 e riponendo alternativamente le armature a una lastra di legno1 o di resina dopo la scarica1 le vicende dell'elettricit1 che si chiamata vindice1 si protraggano a pi lungo tempo1 e i segni non s'estinguano che assai lentamente4 ,queste idee potran sembrare ardite1 e non abbastanza sviluppate2 confesso io pure1 che non rendono adequatamente ragione della prodigiosa differenza1 che passa tra le resine1 e il vetro1 rispetto alla virt di ritenere l'elettricit3 in questo ordinariamente non si mantiene che pochi minuti1 in quelle non giorni1 ma settimane1 e mesi4 ,ci nondimeno le ho volute qu recare1 per esser quelle idee che mi han messo sulla via di giugnere a farmi padrone d'un elettricit1 che ho potuto a buon dritto chiamare indeficiente4 ,ad assegnare per la compiuta ragione della succennata differenza1 altro non rimane1 che di far conto dell'umido1 e della grande affinit che ha con quello il vetro1 laddove pochissima ve n'hanno i corpi resinosi4 ,ma come8 ,se anche appannata coll'alito della bocca1 o col vapore di acqua bollente la faccia della resina punto1 o poco smarrisce della sua elettricit2 quando al contrario il vetro spogliato ne viene senza pur contrarre visibile appannamento8 ,non importa3 ho detto1 doversi far conto dell'umido1 e dell'affinit del corpo elettrico con questo umido3 qu sta il forte4 ,nella memoria1 che sto preparando verr a rischiarare questo punto importante3 qu solo dir essermi accertato con esperienze dirette1 che il vetro pu trovarsi in circostanze di mantenere a pi giorni l'elettricit1 e quel ch' pi1 di non lasciarsela involare tampoco dall'alito della bocca1 che lo appanni visibilmente1 appunto come un simile appannamento non l'invola alle resine4 #dj ,lettre d'un ,abb de ,vienne a un de ses amis de ,presbourg sur l',electrophore perpetuel4 ,vienne #agge4 #da ,questa lettera stata estratta dal ,t4 ,i4 degli ,opuscoli scelti di ,milano4 #db ,osserv ,franklin che alcuni fili annessi al catino i quali per l'elettricit indottavi aveano acquistato un certo grado di divergenza1 l'andavan mano mano perdendo a misura che egli traeva fuori per mezzo di un cordoncino di seta1 e distendeva la catena che trovavasi prima ammucchiata nel catino2 e conchiuse quindi giustamente1 che l'elettricit andava cos diradando merc del propagarsi via via dalla superficie del catino a quella della catena a misura che questa svolgevasi3 ed in tale spiegazione fu viepi confermato dal vedere che lasciata cadere di bel nuovo ad ammucchiarsi la catena in seno al catino invigoriva la divergenza de' fili2 segno evidente1 che soppressa la superficie della catena la porzione di elettricit che toccata le era1 ricorreva ad addensarsi tutta sulla superficie sola del catino4 #dc ,dissertatio de ,electricitate etc4 ,genevae #agff4 #dd ,comecch sia pi che sufficiente la prova di calare profondamente nella cavit del pozzo elettrizzato un corpo qualunque perfettamente isolato 7si adopera comunemente un cilindro di carta dorata appeso ad un fil di seta1 e si chiama secchia7 il quale tuttoch venga a toccare o il fondo o le pareti gi verso il fondo del pozzo1 non ne tragge la pi piccola scintilla1 e non ne riporta punto di elettricit2 a me piace pi1 ed pi palpabile quest'altra prova3 accosto la secchia pendente dal filo ad un lato esteriore del pozzo1 o all'orlo1 e veggo che ne trae una scintilla1 e capisco che l'elettricit si comparte dal pozzo alla secchia in ragione delle respettive capacit4 ,allora immergo la secchia cos elettrizzata nella cavit del pozzo fin verso il fondo1 e vedo che l torna a vomitare la scintilla restituendo al pozzo l'elettricit da esso poc'anzi ricevuta2 infatti tratta fuori la secchia1 trovo che ha smarrita ogni elettricit4 ,un sol grado non ne vuol dunque stare nell'interiore dei corpi2 ma tutta quanta l'elettricit si porta1 e si raccoglie sulla faccia esteriore4 #de ,questo sperimento veramente originale riportato1 e spiegato nell',opera profondissima di ,epino 7,tentamen theoriae electricitatis1 et magnetismi7 pubblicata gi venti anni addietro1 ma molto rara2 che ho avuto occasione una volta sola di scorrere rapidissimamente2 e che ardisco dire non sembra abbastanza conosciuta o intesa dalla pi parte dei ,fisici che hanno scritto in appresso sull',elettricit4 #df ,dopo scritta la prima parte di questa lettera1 e terminata quasi la seconda1 scorrendo la ,storia dell'elettricit di ,,priestley1 mi sono avvenuto in alcuni passi nei quali l'osservazione del vantaggio che ha un ,conduttore1 di cui la superficie estesa molto in lungo1 sopra un ,conduttore che ne ha un'eguale ma meno in lungo esteso1 e pi in largo1 toccata pi che leggermente4 ,il passo pi formale il seguente ,io devo qu osservare1 che il ,sig4 ,,monnier1 il giovine scopr1 che l'elettricit non si comunica ai corpi omogenei in proporzione della loro massa1 o quantit di materia1 ma bens in proporzione della loro superficie1 e che tutte le superficie eguali non ricevono un'eguale quantit d'elettricit2 ma quelle ne ricevono di pi che sono estese in lunghezza4 ,cos1 per esempio1 un piede quadrato di stagno1 riceveva molto minore quantit d'elettricit che un bastoncello dello stesso metallo1 che avesse una superficie eguale a quella del piede quadrato4 ,phil4 ,trans4 ,abridg4 ,v4 ,x4 pag4 #cji1 ,,priestley hist4 of4 ,electr4 ,part4 ,i4 ,per4 ,,viii4 ,sect4 ,,ii4 ,se pertanto debbo riconoscere d'aver detto troppo poco coll'insinuare1 che di tale scoperta qualche cenno solamente ne avea potuto dare taluno1 credo d'altra parte aver detto giusto col soggiugnere che lungi bene che la cosa sia stata posta nel lume che merita4 ,quando dunque mi si conceda d'averle io dato il suo giusto lume1 o almeno un nuovo aspetto1 avr pur fatto qualche cosa3 avr schiarita1 e promossa una scoperta che diviene1 e per la teoria1 e per la pratica interessante4 ,mi lusingo d'aver dimostrato che tal fenomeno dipende dall'azione delle atmosfere elettriche2 alla teoria delle quali ho condotto omai i principali capi di tutta la teoria elettrica2 come a suo tempo far vedere4 ,certamente n ,,watson1 n ,,monnier1 n altri che ha parlato comechessia del vantaggio di prolungare i ,conduttori piuttosto che ingrossarli1 hanno motivata la spiegazione ch'io d dedotta dall'azione delle atmosfere elettriche4 ,v'ha1 se ben mi ricordo1 chi si argomentato di spiegare la forza maggiore cui giugne l'elettricit ne' ,conduttori lunghi colla legge generale dei fluidi1 che esercitano sopra una data base maggior pressione in ragion che cresce l'altezza della colonna4 ,ognun vede quanto una tale spiegazione idrostatica1 ed altre consimili che si siano ideate puramente meccaniche1 son lontane dalla mia4 ,finalmente dee pur convenirsi1 che poco o niun caso si fatto fin qu della scoperta di cui parliamo1 quando si riflette come si sono attenuti generalmente i ,fisici elettrizzanti ai grossi cilindri1 e sfere per i loro gran ,conduttori3 al qual uso raccomando io in oggi i lunghissimi1 e discretamente sottili1 e mostrandone palpabilmente i tanto considerabili vantaggi per via di esatti confronti1 e troppo decisi resultati1 e coll'esempio del mio gran ,conduttore formato d'una serie di bastoni inargentati di #if piedi di lunghezza1 potr lusingarmi d'avere1 dopo promossa la teoria intorno alla capacit de' ,conduttori1 giovato eziandio alla pratica4 #dg ,veggasi ,giorn4 di ,rozier1 ,febbrajo #aggg1 secondo problema di ,fisica sopra l',elettricit4 #dh ,questa ,memoria stata estratta dal ,tomo #gb4 ,p4 #a4 delle ,transazioni filosofiche di ,londra 7#aghb74 #di ,come ci segua si spiegher nella #b4 parte di questa ,memoria4 #ej stato creduto per molto tempo che il calore1 e molto pi la liquefazione del solfo1 e delle resine1 bastasse senz'altro ad eccitarvi l'elettricit4 ,ma tranne la tormalina1 ed alcune altre pietre1 che s veramente concepiscono l'elettricit pel solo calore1 le resine1 e il solfo non mai che lo facciano1 se loro non sopravvenga qualche stropicciamento1 o tocco almeno d'altro corpo4 ,l'errore nato come ha avvertito il ,p4 ,beccaria con altri1 da che ogni legger tocco della mano1 o di checch altro pu bastare in tali circostanze favorevoli4 ,senza questo la materia fusa abbandonata a se stessa nel rapprendersi e dopo1 tanto lungi che contragga alcuna elettricit1 che anzi perde quella qualunque che per sorte aver potesse prima della fusione1 come le nostre sperienze ci assicurano4 ,n fia maraviglia2 giacch tutti i corpi coibenti per un forte grado di calore divengono conduttori2 e i corpi resinosi in ispecie lo sono gi1 quando si trovan molto rammolliti1 e molto pi allorch cominciano ad entrare in fusione4 #ea ,a questo proposito non debbo omettere1 che ne' pochi giorni in cui m'applicai a spiare l'elettricit atmosferica col soccorso del condensatore1 non son rimasto senza buon frutto raccorne4 ,il ,sig4 ,canton1 ed altri assicuravano di aver ottenuto dall'apparato atmosferico de' segni elettrici pi vivi dell'ordinario in tempo di qualche aurora boreale2 ma molti de' fisici non sono persuasi ancora che l'elettricit influisca in queste meteore1 e alcuni lo negano apertamente4 ,io stesso ne dubitai moltissimo3 ora per parmi la cosa certa1 e posso dire d'averla veduta1 e toccata con mano4 ,in quella bellissima aurora comparsa nella notte dei #bh ai #bi ,luglio dell'anno #aghj quando salendo a poco a poco dall'orizzonte fu ascesa tra le #d1 e le #e ore ,italiane allo zenit1 spargendo tutt'all'intorno un vaghissimo lume rossigno1 il cielo altronde essendo sereno1 e ventoso1 si ottennero coll'ajuto dell'apparecchio condensatore da un conduttore atmosferico ordinario 7posto in casa di un mio amico1 e dilettante di ,fisica il ,sig4 ,canonico ,gattoni di ,como7 molte belle scintillette chiare1 e crepitanti2 quando in tutti gl'altri tempi sereni1 e in ogni ora del giorno1 e della notte dall'istesso conduttore1 e coll'ajuto dell'istesso condensatore o non ottiensi scintilla o minutissima soltanto2 e ci perch quel conduttore atmosferico non alto molto2 n molto ben situato4 #eb ,veggasene la descrizione nel suo ,trattato completo di ,elettricit teorica1 e pratica1 con sperimenti originali1 tradotto dall',inglese4 ,firenze #aggi parte ,,iv1 pag4 #dca4 #ec ,vedi il suo trattato1 cap4 ,,vi4 p4 ,,iv4 pag4 #did4 #ed ,vedasi la prima memoria latina1 della presente collezione dalla pag4 #bb alla pag4 #be4 #ee ,suppongo qu che siano eguali tra loro i gradi dell',elettrometro1 voglio dire che segni ciascuno un'eguale quantit di elettricit1 in quella maniera che ciascun grado di un buon ,termometro di mercurio segna un egual addizione di calore4 ,nel quadrante elettrometro del ,sig4 ,wenly che il migliore di quanti elettrometri si sono mai immaginati1 e ch'io ho in qualche parte perfezionato1 la divisione de' gradi fatta col compasso non altrimenti giusta2 ma ha bisogno di una correzione intorno a che mi sono non poco applicato con un successo maggiore anche di quello che avrei potuto sperare4 ,penso ora a rendere tale strumento del tutto comparabile3 al che se giungo1 come ho luogo di sperare1 non tarder guari a pubblicarne la descrizione in un colle osservazioni necessarie per ben servirsi in generale degli elettrometri1 ed in particolare di questo mio4 #ef ,questa spiegazione bene intesa ci conduce a render ragione in generale della virt delle punte4 ,a parlar giusto una punta non isolata1 presentata a un corpo elettrico non ha alcuna virt propria per attirarne l'elettricit1 ella si comporta semplicemente come un conduttore non isolato che non oppone resistenza al passaggio del fluido elettrico4 ,se il medesimo conduttore presenta al corpo elettrico invece della punta una palla od una superficie piana1 non oppone gi egli per questo maggiore resistenza2 onde dunque che l'elettricit non vi si getta egualmente all'istessa distanza dal corpo elettrico8 ,ci viene dall'indebolita tensione1 ossia azione elettrica di cotesto corpo in virt della pi larga superficie presentatagli da quel conduttore non isolato1 la quale superficie componendosi ad un'elettricit contraria1 offre maggior compenso che una punta1 come si qu sopra spiegato4 ,adunque in luogo di dimandare perch una punta tragga1 o getti s da lungi l'elettricit1 dovrebbesi domandare piuttosto perch una palla o un piatto egualmente conduttore non lo facciano3 allora io far osservare che non gi un difetto di questa palla1 o di questo piano1 come non una virt propria della punta che metta tale1 o tanta differenza2 ma bene lo stato del corpo elettrico e della sua atmosfera 7con cui intendo anche l'aria che lo circonda attuata ad una tensione di elettricit omologa7 il quale decade dalla sua forte tensione a proporzione che s'immergono in detta sua atmosfera1 e si affacciano a lui pi punti d'un conduttore non isolato4 ,affievolita pertanto l'azione elettrica1 egli sorprendente che non possa pi superare la resistenza di quel grosso strato d'aria interposta tra il corpo elettrico1 ed il conduttore1 che supera agevolmente1 quando non presentandoglisi alla medesima distanza che una punta sottile1 la tensione di esso corpo elettrico1 e dell'aria infinitamente meno bilanciata1 sussiste nel suo pieno vigore8 #eg ,nella mia memoria sulla capacit de' conduttori semplici dimostro la grandissima capacit che ha una boccia di ,leyden comparativamente alla sua mole appunto perch l'elettricit che s'infonde ad una superficie trova un gran compenso nell'elettricit contraria che prende la superficie opposta1 ci che produce la solita diminuzione di tensione ec4 ,ivi fo vedere come #af pollici quadrati di superficie armata hanno una capacit eguale a un conduttore di verghe inargentate lungo presso a #ajj piedi1 il quale ne ha una grandissima1 tal che le sue scintille producono la vera commozione in un grado abbastanza forte4 ,ivi anche accenno come tutti i fenomeni della carica1 e della scarica degli strati isolanti1 dell'elettroforo1 delle punte ec4 possono dipendere dall'istessa azione delle atmosfere elettriche1 combinata1 per ci che appartiene agli strati isolanti1 con una certa non molto grande resistenza che prova l'elettricit ad affiggersi alla superficie di questi egualmente che ad escirne1 e con quella incomparabilmente pi grande1 e pu dirsi insuperabile che la impedisce di diffondersi attraversandone la spessezza4 ,intorno a che fin dal tempo in cui pubblicai la descrizione1 e le principali sperienze del mio elettroforo1 che fu nel #agge 7vegg4 la scelta d',opusc4 interess4 di quell'anno7 io avea promesso di esporre tutte le mie idee in un trattato che avrebbe per titolo ,dell'azione delle atmosfere elettriche1 e de' fenomeni che ne derivano negli strati isolanti4 #eh ,cio fino al ,maggio del #aghb4 ,dopo tal tempo le ho replicate moltissime volte sempre con egual successo1 e molte persone le hanno vedute4 ,nota del ,trascrittore ,ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute1 correggendo senza annotazione minimi errori tipografici4