de ,france7 ,,antonio ,,labriola ,,socrate ,,nuova ,,edizione ,a ,,cura ,,di ,b4 ,,croce ,omnia meliora tunc fuere1 cum minor copia ,,plin41 ,hist4 ,nat41 ,,xxxv1 #ej4 ,,bari ,,gius4 ,,laterza ,,figli ,,tipografi-,,editori-,,librai #aiji ,,propriet ,,letteraria ,,marzo ,,mcmix -- #babdf4 ,,avvertenza ,,dell',,editore ,questa monografia su ,socrate 7come l'autore stesso dice nell'avvertenza da lui premessa alla stampa7 una memoria1 presentata al concorso bandito nel #ahfi dalla ,r4 ,accademia di scienze morali e politiche di ,napoli e premiata nel #ahgj4 ,fu inserita1 l'anno dopo1 nel volume ,,vi degli ,atti di quell',accademia1 col titolo3 ,la dottrina di ,socrate secondo ,senofonte1 ,platone ed ,aristotele4 ,nel ristamparla1 io adempio un desiderio1 che pi volte il ,labriola ebbe a manifestarmi negli ultimi anni di sua vita4 ,d'altra parte1 la monografia del ,labriola il solo ampio lavoro d'insieme1 che la letteratura italiana possegga intorno a ,socrate4 ,gli altri lavori sull'argomento sono piccoli saggi o discussioni di punti speciali1 alcuno dei quali senza dubbio assai pregevole4 ,eccone un catalogo1 che credo quasi completo3 ,g4 ,m4 ,,bertini1 ,considerazioni sulla dottrina di ,s4 7,memorie della ,r1 ,acc4 d4 ,scienze di ,torino1 s4 ,,ii1 vol4 ,,xvi1 #ahef1 e in ,opere varie1 ,biella1 #aijc72 ,b4 ,,spaventa1 ,la dottrina di ,s4 7critica del lavoro precedente1 in ,rivista contemporanea1 a4 ,,iv1 vol4 ,,viii1 #ahef1 e nel vol4 ,da ,socrate a ,hegel1 ,bari1 ,laterza1 #aije72 ,f4 ,,acri1 ,la filosofia di ,s4 7in ,rivista sicula1 #ahgj1 vol4 ,,iii72 ,r4 ,,bonghi1 ,s4 nella difesa scrittane da ,platone 7,nuova ,antologia1 del #ahhj2 cfr4 anche le traduzioni dei dialoghi platonici1 e1 in ispecie1 per la biografia1 il volume contenente il ,fedone2 ,a4 ,,chiappelli1 ,il dubbio di ,s4 sull'immortalit 7in ,filosofia delle scuole ital41 ,,xxv1 #ahhb72 ,e4 ,,morselli1 ,il demone di ,s4 7,rivista di filosofia scientifica1 ,,ii1 #ahhc-c72 ,t4 ,,mamiani1 ,la morale di ,s4 7in ,filos4 d4 scuole ital41 #ahhd73 ,a4 ,,chiappelli1 ,il naturalismo di ,s41 e le prime ,nubi di ,aristofane 7in ,rendic4 dei ,lincei1 #ahhe-f73 ,m4 ,,lessona1 ,la morale e il diritto in ,s4 7,roma1 #ahhf72 ,r4 ,,pasquinelli1 ,la dottrina di ,s4 nella sua relazione alla morale e alla politica 7in ,rivista ital4 di filos41 #ahhg72 ,g4 ,,melli1 ,s41 conferenza 7nell',atene e ,roma1 a4 ,,vi1 #aijc72 e una serie di saggi di ,g4 ,,zuccante1 ,intorno al principio informatore e al metodo della filosofia di ,s4 7in ,riv4 di filos4 e sc4 affini1 #aijb1 febbr472 ,il bello e l'arte della dottrina di ,s4 7,rendiconti d4 ,r4 ,ist4 ,lomb41 s4 ,,ii1 v4 ,,xxxv1 #aijb72 ,la donna nella dottrina di ,s4 7,riv4 filos41 #aijc72 ,sul concetto del bene in ,s4 a proposito del suo asserito utilitarismo 7ivi1 #aijd72 ,dei veri motivi del processo e della condanna di ,s4 7,rend4 ,ist4 ,lomb41 vol4 ,,xxxviii1 #aije72 ,s4 7in ,dizion4 di pedagogia di ,,credaro-,,martinazzoli1 ,milano1 ,vallardi1 #aijg72 si veda anche1 del medesimo autore1 il vol43 ,fra il pensiero antico e il moderno 7,milano1 ,hoepli1 #aije74 ,la ristampa della monografia del ,labriola1 dunque1 non potr non riuscire gradita agli studiosi e ai lettori colti2 ai primi dei quali offrir una compiuta informazione degli studi su ,socrate anteriori al #ahgj2 e ai secondi1 un'immagine del carattere di ,socrate e un'esposizione della dottrina di lui1 che rimane assai notevole per l'acume e l'equilibrio del giudizio e per l'acuto senso storico#a4 ,napoli1 gennaio #aiji4 ,b4 ,c4 ,,avvertenza ,,dell',,autore ,nel gennaio del #ahfi1 la ,sezione di scienze morali e politiche della ,societ reale di ,napoli stabil per tema di concorso3 ,la dottrina di ,socrate secondo ,senofonte1 ,platone ed ,aristotele1 assegnando il mese di giugno #ahgj come termine per la presentazione dei manoscritti4 ,questa monografia1 che ora vede la luce negli ,atti dell',accademia stessa1 ha avuto in sorte di ottenere la pi gran parte del premio1 e di essere anteposta ai lavori di sei altri concorrenti#b2 della quale determinazione noi rendiamo qui pubblica testimonianza di gratitudine alla ,sessione1 che ci ha onorati col suo favorevole giudizio4 ,questo lavoro intanto1 quantunque premiato e giudicato degno della stampa1 non risponde pienamente a quello che avevamo in animo di fare2 che in molti luoghi difettoso e degno di correzione1 e1 quanto alla forma1 dovea essere rimaneggiato da capo a fondo4 ,la spontanea confessione1 che facciamo1 ci autorizza a produrre le nostre scuse4 ,del tempo assegnato dall',accademia buona parte and per noi perduta3 gli ultimi mesi appunto1 nei quali era nostro proposito di rivedere a parte a parte la bozza gi condotta a termine nell'autunno del #ahfi1 per introdurre nello scritto maggiore uniformit di colorito e pi gran copia di erudizione1 e per portarlo cui una forma letteraria pi accettabile4 ,nella stampa1 poi1 non ci siamo permessa modificazione alcuna1 perch1 avendo l',accademia1 col premiarlo1 fatto suo il nostro lavoro1 non ci era lecito pubblicarlo negli ,atti in una nuova forma4 ,nel dare1 dunque1 alla luce un lavoro1 che1 a nostro parere1 dovea essere corretto1 colorito e migliorato1 nel darlo in somma quasi come l'avevamo abbozzato circa due anni fa1 speriamo che i lettori non vogliano usare con noi una critica troppo scrupolosa1 e che guardino con indulgenza i difetti parziali del nostro libro4 ,la pi gran parte dei lavori letterari1 storici e filosofici1 che pi o meno direttamente si riferiscono a ,socrate1 sono stati da noi o letti o consultati#c2 e ci parso conveniente di segnare con l'asterisco le note di seconda mano4 ,i4 ,,la ,,personalit ,,storica ,,di ,,socrate ,,nota4 -- ,la caratteristica pi completa e pi perfetta della personalit di ,socrate si trova nella ,history of ,greece di ,grote1 vol4 ,,viii1 pp4 #eea-fhd4 ,lo ,zeller3 ,die ,philosophie der ,griechen1 #b ed41 vol4 ,,ii1 pp4 #ch-eb e #acj-afe1 ha esposto con brevit1 e con molto gusto critico1 i tratti pi notevoli della vita1 e del processo di ,socrate4 ,il libro di ,lasaulx3 ,des ,sokrates ,leben1 ,lehre und ,tod1 ,mnchen1 #aheh1 non che una congerie di particolari falsi e di giudizi stravaganti2 vedi specialmente pp4 #e-bf1 #ed-abb4 ,il libro dell',alberti3 ,sokrates1 ,gttingen1 #ahfi1 per la pretensione di voler ristabilire l'autorit storica del dialogo platonico1 e per la forma imprecisa ed incolore dell'esposizione1 un lavoro sfornito d'ogni pregio critico e letterario2 v4 pp4 #da-ee1 #aae-adi1 #aef e seg4 ,il ,curtius3 ,griechische ,geschichte1 vol4 ,,iii1 p4 #hi e seg41 ha caratterizzato molto bene dal punto di vista storico la posizione di ,socrate4 ,le monografie di ,ueberweg3 ,die ,bedeutung des ,sokrates in der ,bildungsgeschichte der ,menschheit1 nei ,protest4 ,monatsbltter1 vol4 ,,xvi1 fasc4 #a1 p4 #ci e seg42 e dello ,steffensen3 ,ueber ,sokrates1 ibid41 vol4 ,,xvii1 fasc4 #b1 p4 #gf e seg41 contengono un ritratto vivace ed animato4 ,il breve scritto di ,schmidt3 ,sokrates1 ,halle1 #ahfj1 non ha importanza di sorta4 #a4 ,socrate e gli ,ateniesi#d ,l'anno #a dell',olimpiade #ie nel mese ,targelione 7maggio #cii a4 ,c47 moriva nel desmoterio ateniese ,socrate figlio di ,sofronisco1 condannato a bere la cicuta1 qual reo di violata religione e corruttore della giovent#e4 ,gl'intimi di lui1 che rimaneano privi dell'uomo pi prudente e pi giusto fra quanti fossero a quel tempo#f1 avevano invano tentato di sottrarlo a cos trista fine1 offrendosi dapprima mallevadori di una multa di trenta mine#g1 e cercando1 poi che la sentenza era stata pronunziata1 procacciargli con la fuga albergo e riposo in pi sicura stanza#h4 ,socrate1 che a mala pena s'era indotto ad offrire la multa1 rigett recisamente il consiglio della fuga2 e rimase tranquillo in carcere fino al giorno della morte1 che egli incontr con religiosa rassegnazione#i4 ,la divinit gli vietava di fare altrimenti6 ,egli era convinto che fuggire le conseguenze del processo era come violare la legge1 la cui santit dee rimanere inalterata1 anche quando gl'interpreti di essa siano ingiusti e parziali4 ,la sua coscienza non ammetteva incertezza o titubanza fra una moltitudine di beni possibili1 riposando su la infallibilit del giudizio morale1 il cui fondamento costante la retta cognizione#aj4 ,socrate era al servigio della divinit1 e la coscienza della missione affidatagli era in lui tanto viva e potente1 che1 ove l'avesse lasciata inadempita1 egli avrebbe stimato di commettere un'azione riprovevole ed irreligiosa#aa4 ,era quello un tempo di restaurazione politica1 e gli ,ateniesi1 che dal fastigio della gloria e della potenza1 per una serie d'errori e d'ingiustizie1 erano caduti nel pi basso fondo d'ogni umiliazione1 scacciati i trenta tiranni1 e ristabilita la forma popolare1 intendevano a tutt'uomo a purgare la citt di tutti quelli elementi1 che per un verso o per un altro avessero corrotto o snervato1 o reso inoperoso e svogliato il popolo#ab4 ,e quest'opera fu intrapresa con moderazione1 generosit e costanza4 ,la vendetta1 lo spirito di parte1 le ambizioni e gl'interessi personali offesi non vennero punto a regolare la condotta dei restitutori della libert1 che1 intesi a ristabilire la costituzione fondamentale dello ,stato1 dettero pruova di quanto fossero valse le recenti sventure a mitigare lo spirito violento della democrazia ateniese4 ,l'arcontato di ,euclide coron gli sforzi della restaurazione1 e fece per poco sperare che i tempi di ,cimone e di ,pericle non fossero del tutto finiti4 ,ma quest'opera di civile rinnovamento1 per quanto fosse stata compiuta con intenzioni umane e disinteressate1 non riusc a ricomporre in perfetta armonia gli spiriti gi travagliati da profonde collisioni1 perch l'apparente conciliazione non avea di che nudrire gli animi gi stanchi e dimentichi delle antiche virt4 ,la religione tradizionale era stata violentemente scossa nei tempi della sfrenata libert democratica1 e tutto avea cospirato a smuoverla dalle sue fondamenta4 ,le gravi sventure sofferte aveano favorito due opposte tendenze3 dispregio della religione tradizionale in alcuni1 superstizione eccessiva negli altri1 stimando quelli che l'insuccesso nelle imprese guerresche avesse sbugiardato gli dei1 mentre questi1 al triste spettacolo della patria in decadenza1 ed alla perdita del sereno possesso delle tradizionali e virili virt dei padri1 non sapeano cercare altrove un riparo1 che in un abbandono angoscioso nelle braccia delle divinit#ac4 ,la mania dei processi politici1 frenata per poco dal bisogno di calma e tranquillit che la restaurazione avea indotto negli animi1 si fece nuovamente imperiosa2 e quattro anni appena erano trascorsi dal ristabilimento della libert1 quando la democrazia fece di ,socrate la vittima innocente di un esagerato principio di conservazione politica4 ,questo doloroso spettacolo di una rinnovata democrazia1 che si macchia del delitto di una ingiusta condanna col toglier la vita ad un uomo di virt eccezionali1 che avea consacrato s medesimo al miglioramento dei suoi concittadini1 stato argomento di somma maraviglia s negli antichi tempi come nei moderni#ad2 e questa maraviglia ha fatto s1 che le circostanze tutte che prepararono ed accompagnarono quella tragica catastrofe fossero studiate con indagini severe e minuziose#ae4 ,il risultato di queste ricerche stato1 non certo la giustificazione1 ma bene la spiegazione della condotta degli ,ateniesi verso ,socrate2 e quel processo e quella condanna non possono ora pi considerarsi come opera del fanatismo religioso1 o del furore partigiano1 o degli artifiz di certi uomini invidiosi#af1 perch il loro fondamento era riposto nell'inevitabile contrasto fra i princip conservativi della democrazia ateniese1 e la ricerca poggiata sul criterio del convincimento personale1 della quale ,socrate s'era fatto l'apostolo#ag4 ,questa maniera di considerare la posizione di ,socrate in ,atene non importa punto1 che deva sacrificarsi la testimonianza dei discepoli di ,socrate1 su la purezza delle intenzioni1 e sullo spirito profondamente retto e religioso del loro maestro1 all'esigenza di una giustificazione assoluta del popolo ateniese#ah2 ma vale certamente a farci valutare pi intimamente il valore storico della persona di ,socrate1 ed agevola la intelligenza netta della sua dottrina#ai4 ,l'esame di questa quistione non pu entrare nei limiti del nostro lavoro2 ed a noi baster di notare i tratti pi notevoli della personalit di ,socrate1 solo perch apparisca necessario il contrasto con la democrazia#bj ,socrate non avea niente di comune coi partiti che agitavano ,atene1 e le sue personali relazioni non aveano niente a fare con le varie tendenze politiche dei contemporanei4 ,sebbene ,carmide e ,crizia fossero stati suoi uditori1 e ,teramane e ,carcle suoi amici1 egli non era stato per ci fautore del loro dispotismo1 anzi ,crizia1 ad onta dell'antica amicizia1 gli avea proibito di tener discorsi#ba4 ,cherefonte suo amico1 e s' lecita la parola1 suo apostolo1 tornava appunto dall'esilio coi fautori del governo popolare1 poco prima che ,socrate fosse condannato#bb2 e1 con lui1 ,lisia1 che1 se non discepolo o amico1 secondo una probabile tradizione1 era nel numero degli ammiratori di ,socrate#bc4 ,alcibiade infine1 ch'era continua minaccia e spauracchio dei trenta1 e che allora i reduci democratici cercavano ricondurre in ,atene quando l'oro di ,sparta il fece spegnere1 era stato il pi intimo dei suoi uditori2 quello che1 per la sua naturale leggerezza e mutabilit1 avea pi d'ogni altro sentito la potenza educatrice del carattere di ,socrate#bd4 ,tutto quello che formava la vita1 il benessere e la felicit dell',ateniese1 il continuo agitarsi per le pubbliche faccende1 e la brama di divenire influenti nelle adunanze con l'arte della parola1 non occupava l'animo di ,socrate1 che uso ad appagarsi dell'intimo compiacimento della propria coscienza1 non volle mai scendere su l'arena delle dispute politiche4 ,ai contemporanei egli appariva un uomo strano e singolare#be1 ed a ragione uno storico ha detto1 ch'egli non apparteneva a nessuna classe di cittadini#bf4 ,abbandonata in fatti ben per tempo l'arte paterna della scoltura1 non intese mai pi ad apprenderne un'altra1 che lo fornisse dei mezzi necessar per la sussistenza4 ,come cittadino1 non manca di adempire i doveri di pritane1 anzi sfida il furore popolare1 e sa volere e far volere il giusto#bg2 ma egli non cerca per ci di acquistare influenza col suo ingegno1 anzi pare che distorni i cittadini dalla vita pubblica1 col richiamarli alla meditazione1 e si attira cos la taccia di fuorviare i giovani4 ,a ,potidea1 a ,delio1 ad ,amfipoli combatte da valoroso soldato#bh1 e fa nascere in tutti una straordinaria ammirazione per la costanza con la quale soffre ogni sorta di privazioni e d'intemperie2 ma in tutto ci non fa che adempiere il dovere d'onesto cittadino1 e1 ricusando la corona che il suo coraggio gli avea fatta meritare1 la cede ad ,alcibiade1 cui avea salvata la vita4 ,un bel giorno1 quest'uomo singolare muover dei dubb sul concetto che gli altri si fanno comunemente del coraggio1 e metter in imbarazzo anche coloro1 che1 fatte avendo delle campagne1 e riportate delle vittorie1 non sanno dire che cosa sia il coraggio#bi4 ,la sua estrema povert lo costringe a vivere dei doni spontanei degli amici2 ma1 mentr'egli forse rigetta con superbia l'invito di principi stranieri che lo invitano alla loro corte1 sdegna il nome di maestro stipendiato1 anzi non vuole essere tenuto per maestro#cj4 ,e come poteva essere maestro1 -- e di che8 ,egli sapeva solo di non saper niente2 e per questa ragione appunto l'oracolo di ,delfo lo avea dichiarato il pi sapiente fra gli uomini4 ,il suo sapere appariva nella forma di un giudizio sospensivo1 di una bella domanda -- 2 che smascherava il ciarlatano1 imbarazzava il presuntuoso1 ed irritava il sofista di mestiere1 e che spesso1 col suscitare il bisogno dell'esame1 non menava ad un risultato positivo4 ,i settant'anni della vita di ,socrate passarono fra l'epoca pi fortunata e gloriosa della repubblica ateniese1 ed il periodo infausto della irreparabile decadenza4 ,nato dieci anni dopo la battaglia di ,platea1 nella prima sua et ,temistocle moriva in esilio1 e ,cimone1 reduce dall'esilio1 raccoglieva gloria con le imprese della guerra e con le proficue arti della pace4 ,nella et virile di ,socrate1 ,pericle fu a capo della ,stato1 moderatore e sovrano dell'opinione1 con quella grandezza e nobilt di propositi1 che gli facea vedere nello splendore della patria la soddisfazione della propria ambizione1 ch'era intesa ad armonizzare le cure dello ,stato ed il godimento dell'arte4 ,la guerra del ,peloponneso1 la spedizione di ,sicilia1 la caduta della libert1 l'oligarchia1 i trenta1 il ritorno del partito popolare1 -- tutta questa svariata e rapida vicenda pass sotto gli occhi di ,socrate1 che1 stando da mane a sera nell'agor e in su le pubbliche vie1 e frequentando la bottega dell'armiere e dello scultore1 del pari che la casa della meretrice e degli ottimati1 con le sue aride domande1 col suo perpetuo e 2 parea ignorasse le glorie e le sventure della patria4 ,e pur nondimeno ,socrate era un prodotto naturale della coltura e della vita ateniese2 e se il suo carattere1 e le sue convinzioni etiche e religiose ci fanno apparire la sua persona come molto staccata e distinta dal fondo comune della vita dei suoi contemporanei1 deve pur dirsi1 che la facilit con la quale egli seppe formarsi una cerchia d'amici devoti ch'erangli stretti da religiosa piet1 e da arrendevolezza senza pari1 non pu avere la sua ragione soltanto nel prestigio straordinario ch'egli esercitava1 ma eziandio1 e forse principalmente1 nella natura dei tempi4 ,una societ nuova1 pi angusta e al tempo stesso pi intima e compatta1 si andava allora formando nel seno della grande societ2 e spezzato il filo tradizionale della patria educazione1 e varcati i limiti dell'ethos popolare1 si preparava al raccoglimento1 mentre gli elementi dell'antica vita entravano in lotta fra loro1 per poi alterarsi1 e dissolversi4 ,socrate non il cosciente iniziatore di questo movimento1 n il solo2 anzi1 come sempre avvenuto in tutte le epoche di rinnovamento o di riforma morale e religiosa1 egli1 che con le sue esigenze ricercative si allontanava tanto dall'etica puramente tradizionale ed abituale dei suoi concittadini1 fu cos poco inclinato a credersi un riformatore1 che consider come preordinato dalla divinit1 ed inteso dalla sapienza dei legislatori1 quello che era risultato della sua personale investigazione4 ,egli rimase quindi greco1 anzi ateniese tutta la vita1 e con la stessa morte conferm la costanza ed armonia della sua coscienza4 ,il ,socrate umanitario dei filosofi del decimottavo secolo un prodotto di fantasia1 che non ha fondamento nella storia2 e le opinioni di certi eruditi del nostro secolo1 che hanno fatto di ,socrate un rivoluzionario1 non meritano altro nome1 che quello di dottrinali aberrazioni4 ,intendere come ,socrate1 che fu vittima di una accusa che facea di lui un innovatore della religione e della pubblica morale1 non fosse stato n un rivoluzionario n un ozioso ricercatore1 ed evitare al tempo stesso l'errore di coloro che ne fanno il rinnovatore di non so che antica morale1 senza pensare che una morale non potea esservi prima della ricerca sofistica e socratica1 forse tanto difficile per la critica moderna1 per quanto era ardua cosa pei contemporanei di dischiudere la deforme statua del ,sileno1 per trovarvi dentro quella vera e viva immagine1 che rendeva perplesso l'incostante e volubile ,alcibiade#ca4 #b4 ,,educazione ,e ,,sviluppo ,,della ,,coscienza ,,di ,,socrate4 ,imparare a leggere1 e recitare poi a memoria le sentenze degli antichi poeti2 assuefarsi alla modulazione ed al canto1 ch'era destinato a formare nell'animo il senso dell'armonia2 esercitare il corpo con la ginnastica1 per sviluppare con la regolarit dei movimenti l'accordo dell'esterno con l'interno1 ed il senso dell'euritmo2 in questi tre capi consisteva l'educazione dell',ateniese#cb1 ,solone1 istitutore di questo sistema di educazione1 ne aveva affidata la vigilanza al venerando consesso dell',areopago1 assicurando in tal guisa alla coscienza ateniese l'inviolato possesso di una preziosa eredit morale4 ,gli ,ateniesi1 tuttoch rimutassero pi volte le forme politiche della loro costituzione1 riguardarono sempre con pietosa venerazione gli ordini di ,solone2 e gli stessi restauratori della libert1 dopo la cacciata dei trenta1 li tennero qual sicuro fondamento della vita civile4 ,la riforma di ,efialte1 col porre dei limiti all'autorit dell',areopago1 lo aveva privato della vigilanza su la educazione1 entrando in quella vece i ,sofronisti#cc a funzionare da moderatori di quegli antichi istituti4 ,la pochezza dei mezzi per la diffusione letteraria1 e la vita ristretta in pi angusti confini1 rendeano allora necessaria la concentrazione degli elementi educativi che la coltura e la tradizione poteano offrire3 sicch lo sviluppo dell'individuo1 favorito dalla limitata istruzione1 era di una grande svariatezza e libert#cd1 e tanto pi intenso1 per quanto meno sussidiato da una larga preparazione di scuola4 ,i primi anni della vita di ,socrate precedettero la riforma di ,efialte1 e non a dubitarsi ch'egli s'ebbe l'istruzione legalmente stabilita sin dal tempo di ,solone4 ,senofonte1 e qualche reminiscenza socratica presso ,platone fanno fede della educazione affatto ateniese di ,socrate2 e fra gl'indizi non di poco valore quello che pu desumersi dalle frequenti citazioni di ,omero1 di ,esiodo1 di ,teognide e di ,simonide#ce1 che1 secondo la tendenza invalsa a quell'epoca1 servivano di occasione a delle analisi morali dei precetti che potessero esser contenuti in questo o in quel luogo4 ,da questa prima istruzione 7che se non esplicitamente attestata in persona del giovanetto ,socrate#cf1 non c' dubbio che abbia avuto luogo per lui come per ogni altro ,ateniese71 fino al momento che1 informato gi a solide convinzioni1 egli appare su la scena pubblica1 come autore di una dottrina determinata e precisa nel suo carattere e nel suo valore1 come siasi sviluppato1 e quali siano state le diverse fasi del suo pensiero1 e le sue lotte coi contemporanei e con s stesso1 la critica storica non pi in grado di saperlo#cg4 ,la leggenda in vero ha conservato finanche nomi dei maestri di ,socrate1 e gl'indizi della loro influenza2 ma alla luce della critica tutte queste varie tradizioni sono apparse vuote di certezza1 avendo esse per fondamento1 o certi presupposti dottrinali1 o delle combinazioni equivoche di dati storici#ch4 ,e del pari non si ha ragioni sufficienti1 per riconoscere in certe altre tradizioni la lontana ricordanza delle lotte sostenute da ,socrate1 per raggiungere quello stato di perfetta costanza1 continenza ed equanimit1 che tanto ammiravano in lui i testimoni contemporanei3 perch quelle tradizioni1 o sono del tutto inventate1 o furono escogitate con l'intento di supplire con la congettura il difetto della storia#ci4 ,ed in fatti1 la vita d'un ,ateniese di mediocre stato1 che privo d'ogni arte e d'ogni pubblico ufficio visse nelle pi grandi strettezze e quasi povero1 non potea svilupparsi dapprima che nella oscurit3 e quando egli ebbe raggiunta con la maturit degli anni una convinzione chiara ed intensa della sua missione1 l'antitesi dichiarata in cui si pose contro tutte le tendenze pratiche e teoretiche dei contemporanei valse tanto ad attirargli amici ed inimici1 che l'importanza dell'uomo adulto dovette far perdere di vista la storia del suo sviluppo4 ,quello ch'egli ha potuto pensare prima di fermare definitivamente l'orizzonte della sua coscienza1 e quali impulsi naturali dovessero esser riposti nel suo temperamento e nel suo carattere per determinarlo ad abbandonare ogni pratica occupazione1 e darsi interamente ad esaminare l'animo e le morali intenzioni di quanti gli venissero innanzi1 e come poi continuasse con religiosa convinzione l'opera intrapresa1 certo di non poterla intermettere senza venir meno alla voce della divinit che l'avea scelto e chiamato2 tutte queste domande non possono altrimenti toccare una soddisfacente risposta1 che per via di una congettura1 forse psicologicamente verosimile1 ma non per questo equivalente ad una notizia storica4 ,cercheremo innanzi tutto di mettere in piena luce alcuni dati molto importanti4 ,poco tempo dopo l'impresa contro ,delio1 quando ,socrate toccava il #de anno dell'et sua#dj 7#dbd a4 ,c471 ,aristofane fece di lui su la scena il rappresentante tipico di tutta la classe dei ,sofisti e dei filosofi naturali2 e col suo squisito umore rilev vivamente il contrasto fra l'antica virt1 e il nuovo principio della ricerca individuale4 ,non qui il luogo di esporre i motivi estetici e politici dell'opera singolare di ,aristofane1 n di tratteggiarne i caratteri1 i contrasti1 le peripezie e la catastrofe4 ,a noi importa solo di notare1 che a quel tempo ,socrate era di gi un nome tanto popolare in ,atene1 che la satira di lui potea offrir materia alla commedia1 innanzi ad un pubblico uso a vedere sulla scena le persone pi eminenti della repubblica#da4 ,le ,nuvole di ,aristofane1 se non sono un documento storico su la cui autorit devasi accettare o rigettare come genuino questo o quel principio della dottrina socratica1 perch in esse troppo evidente l'erroneo concetto che ,aristofane s'era fatto di ,socrate il attribuendogli tutte le opinioni dei filosofi naturali1 e tutte le pi strane conseguenze che la satira avesse potuto desumere dalla riflessione sofistica1 sono bene una testimonianza storica dell'influenza che ,socrate esercitava gi in quel tempo1 e del valore reale della sua persona nella societ ateniese4 ,il suo convivere coi giovani1 il suo perpetuo ragionare1 la sua preoccupazione logica1 e fino la relazione con ,cherefonte1 vi appariscono come cose gi note a tutti2 e tali1 che1 senza essere caratterizzate con fedelt storica1 si prestavano a rappresentare vivamente su la scena una personalit gi stata argomento di molti discorsi nel pubblico#db4 ,quanto lavoro e quante lotte non ha dovuto sostenere ,socrate1 per raggiungere una forma di coscienza cos pronunziata2 e quanti motivi non han dovuto esercitare la loro azione sul suo animo1 dal momento che abbandonata la bottega del padre cominci egli a vivere nella sua beata e laboriosa 8 ,i testimoni autentici ed immediati della dottrina socratica non ci forniscono di notizie sufficienti1 per poter noi con l'aiuto delle stesse1 se non rifare minutamente1 almeno adombrare in parte le successive fasi che ha dovuto percorrere la coscienza di ,socrate1 prima di presentare alla considerazione degli ,ateniesi dei caratteri cos notevolmente spiccati1 che l'occuparsi di lui fosse come toccare un argomento che tenea desta l'opinione generale4 ,senofonte e ,platone erano appena nei primi anni della loro vita1 quando le ,nuvole di ,aristofane furono rappresentate#dc2 e questa sola circostanza dovrebb'essere ragione sufficiente1 perch noi1 senza pi interrogarli su lo sviluppo della coscienza del loro maestro1 ci appagassimo di quanto hanno raccolto dei detti e degli atti di ,socrate gi maturo e dimentico delle lotte della sua prima giovent2 oltre di che la natura stessa dei loro scritti1 e l'epoca in cui furono redatti1 doveano di necessit indurli a mettere sotto gli occhi dei lettori l'immagine completa e perfetta del loro eroe1 la cui incontestabile vittoria su le viete opinioni professate dal comune degli uomini e su i riluttanti elementi della coltura ateniese1 non che essere invalidata1 era stata rifermata e consacrata da una morte1 per quanto ingiusta1 altrettanto gloriosa4 ,la data della rappresentazione delle ,nuvole d',aristofane1 e la maniera come ,senofonte e ,platone ci rappresentano il loro maestro gi nel pieno possesso d'intime convinzioni1 che avevano acquistato la forza e la potenza d'istinti naturali1 sono due fatti dalla cui combinazione critica dee risultare evidente l'opinione di coloro i quali affermano1 che ,socrate avea nei primi anni della guerra del ,peloponneso gi in parte fissato l'orizzonte della sua coscienza#dd4 ,e a volere esprimere nella forma pi semplice la natura ed i limiti di quell'attivit scientifica1 baster dire su la testimonianza di ,aristotele#de1 che egli fu il primo che si rivolgesse a ricercare la natura delle relazioni etiche1 seguendo il filo logico della epagoge e della definizione4 ,tale era la sua occupazione1 quando in mezzo ad una schiera di giovani d'ogni classe sociale1 e conversando con quante persone gli venissero innanzi1 metteva in mostra nell'et sua provetta i pensieri maturati nell'intimo dell'animo suo2 e mosso da un invincibile bisogno di richiamare i suoi interlocutori ai motivi intrinseci della convinzione e della certezza1 rigettava i pregiudizi1 mediante il concetto rettificava l'opinione1 e1 con l'invogliare alla continenza ed all'esercizio cosciente di ogni virt1 affermava di adempiere una missione affidatagli dalla divinit1 la cui voce gli si era fatta palese nella coscienza fin dai suoi primi anni1 finch l'oracolo di ,delfo non venne a confermarlo nel suo proposito4 ,tutta questa ricchezza di pratiche attitudini1 e di capacit teoretica1 che non certamente espressa dalla caratteristica troppo astratta di ,aristotele1 esposta con plastica evidenza nel ritratto senofonteo1 e in tutti quei luoghi di ,platone1 che portano l'evidente impronta di una storica reminiscenza4 ,ma1 avendo escluse come infondate tutte le tradizioni conservate dagli scrittori di un'epoca assai posteriore1 e sforniti come siamo dei ragguagli dei testimoni autentici1 dovremo forse deciderci a negare ogni connessione fra l'attivit scientifica di ,socrate1 e tutti i tentativi fatti prima di lui e durante la sua vita1 per escogitare dei principi atti a spiegare la natura delle cose1 e l'ordine intrinseco dell'universo8 ,che influenza insomma hanno esercitato sul suo spirito le opinioni delle varie scuole filosofiche dei due punti estremi del mondo greco1 le colonie dell',asia e dell',italia8 ,e non si forse ripetutamente insistito su la derivazione di alcune convinzioni di ,socrate dal principio della filosofia di ,anassagora2 e la pi o meno grande somiglianza1 che s' voluta scorgere fra lui ed i ,sofisti1 non s' cercato pi volte spiegarla con la diretta influenza della costoro propaganda8 ,la esposizione critica di tante svariate opinioni non pu punto riguardarci in questo momento3 e se ci siamo fermati alquanto su questa quistione1 stato solo nell'intento di chiarire nettamente la posizione di ,socrate in ,atene1 e nello sviluppo della coltura greca2 ed eziandio per giustificare il divario che passa fra la nostra esposizione della dottrina socratica ed alcuni dei lavori che hanno preso a trattare dello stesso argomento4 ,esporremo dunque brevemente l'opinione che ci siamo formata con lo studio delle fonti4 ,la prima elementare istruzione1 tenuta per legalmente obbligatoria nella repubblica ateniese1 non sufficiente a spiegare l'attitudine filosofica e la efficacia pratica del carattere di ,socrate2 perch1 sebbene rimanga dubbio fino a che punto egli abbia potuto valersi della tradizione letteraria come mezzo di coltura1 il carattere delle sue vedute1 e l'influenza che esercitarono1 mostrano chiaramente quanto quelle fossero radicate nei bisogni e nella coltura del tempo4 ,sotto questo riguardo1 tutte le molteplici tendenze ricercative delle varie scuole filosofiche hanno potuto esercitare una influenza pi o meno diretta su lo sviluppo della sua coscienza1 e disporlo a quel bisogno incessante di esaminare con certezza scientifica i fenomeni interni della vita etica1 che la profondit del suo carattere1 e la perfezione del suo sentimento morale gli venivano offrendo alla riflessione con insolita evidenza4 ,e si anche in grado di arguire dai ,memorabili di ,senofonte1 e dall',apologia di ,platone1 di che natura fosse quella influenza1 se si prende per poco ad esaminare con quanta cura nei primi abbia l'autore cercato di tratteggiare l'antitesi che correa fra ,socrate e le opinioni di diverse classi di cittadini e di addottrinati1 e come1 nell'altra1 ,platone1 nell'intento di appressarsi quanto pi poteva alla verit storica1 abbia solo leggermente idealizzato lo svolgimento della coscienza socratica in rapporto coi vari elementi politici ed educativi del tempo4 ,all'epoca di ,pericle1 e molto pi dopo la sua morte1 ,atene era divenuta il centro di tutta la coltura ellenica1 e quanto s'era prodotto di poesia1 di storia1 di filosofia1 e d'invenzioni artistiche e tecniche in tutti i punti del mondo greco avea trovata facile accoglienza in quella citt1 cui la prosperit materiale del popolo e i larghi possessi aveano sotto tutti i riguardi disposta a essere il pritaneo della civilt4 ,filosofi e ciarlatani1 oratori ed arruffapopoli1 poeti e guastamestieri1 maestri e novatori della musica1 della mimica1 del ballo1 della educazione1 dell'architettura1 della tattica e della strategica veniano a trattenersi ed a far propaganda e scuola in ,atene1 ove la mobilit del carattere congiunta ad un nobile patriottismo1 e ravvivata dalla ricordanza delle recenti glorie1 avea cos slargati e resi incerti i confini dell'opinione1 che l'individuo potea a sua posta allontanarsi dalle credenze e dalle convinzioni comuni e tradizionali4 ,il contrasto fra le nuove tendenze1 e la vita antica dette ben presto luogo ad una profonda collisione nel seno della societ ateniese2 e questa tanto pi apparve grave e pericolosa1 perch and per molti lati congiunta al disfacimento della democrazia e della pubblica morale4 ,l'immagine completa di questo contrasto pu desumersi dal confronto della satira di ,aristofane1 con l'addolorato e sdegnoso racconto di ,tucidide4 ,ora in quest'epoca agitata da tanti interessi1 e ricca di tanto bisogno di ricerca1 che ,socrate acquist la coscienza della sua missione educativa4 ,che egli abbia potuto raccogliere qua e l qualche nozione dei principii delle varie scuole filosofiche1 apparisce chiaro da ,senofonte1 che1 sebbene voglia mostrarcelo in opposizione assoluta coi ricercatori delle cose naturali1 pure lo fa apparire informato delle loro vedute#df4 ,ma1 dall'ammettere questo come vero1 all'accettare come storiche tutte le discettazioni che ,platone immagina avvenute fra ,socrate e i diversi rappresentanti delle scuole filosofiche ci corre molto2 e a noi pare1 che la persistenza con la quale certi critici tornano continuamente a mettere in una diretta relazione ,socrate coi filosofi ,ionici ed ,eleatici1 ed a dedurne le convinzioni dal principio di ,anassagora1 non merita di essere nuovamente criticata4 ,il ritratto ideale di ,socrate presso ,platone pu fino ad un certo punto ravvivare e rendere evidente il contrasto dell'epoca sofistica con l'antica coltura#dg1 per quanto il misticismo platonico il consente2 ma non per ci storicamente fedele4 ,le condizioni della coltura ateniese1 ed il risultato esclusivo cui pervenne ,socrate con le sue ricerche costituiscono un'antitesi cos pronunziata1 che rimane sempre vero quello che si detto ripetutamente di lui1 esser egli stato maestro a s medesimo#dh4 ,e che questa opinione non deva condurci a farne un uomo dotato di qualit mistiche e profetiche1 parr chiaro dall'osservazione che aggiungiamo4 ,l'oggetto e la natura della ricerca socratica sono affatto nuovi1 ed ignoti ai filosofi della ,ionia e d',italia1 checch possa andarsi a rintracciare di elementi etici e logici nei loro princip#di4 ,questo nuovo interesse e questa nuova maniera di filosofare non apparisce in ,socrate come qualcosa di teoreticamente intenzionale1 ma deriva intimamente dai suoi bisogni etici e religiosi1 ed il risultato di un esame che egli ha esercitato su s medesimo1 fino al punto di obbiettivare in una intuizione etica dell'universo le esigenze dell'animo suo4 ,questo lavoro egli ha dovuto compierlo reagendo continuatamente contro tutte le tendenze opposte e divergenti dei contemporanei2 e quanto fossero esatte le sue conoscenze intorno ai principi filosofici di quelle scuole1 che direttamente o indirettamente aveano influito a modificare l'etica della societ ateniese1 noi non siamo pi in grado di saperlo4 ,volerne quindi dedurre i princip dai predecessori1 con non so quale idea schematica di una necessaria derivazione dei sistemi filosofici1 sconoscere in lui l'elemento pi originale ch'egli s'avesse1 la sua originale personalit1 e dimenticare al tempo stesso1 che in un uomo straordinario come ,socrate gli elementi che han potuto servire a svilupparlo doveano trovarsi in una grande incongruenza col risultato stesso dello sviluppo4 ,con ci noi non neghiamo1 che ,socrate sia appunto l'uomo in cui convergono per la prima volta le varie fila della coltura greca1 per raggrupparsi insieme e formare una pi complicata e pi mirabile tela2 ma come abbiamo posto in chiaro1 che le fonti non ci autorizzano a metterlo in relazione coi suoi predecessori per la via di una tradizione dottrinale1 cos vogliamo non si perda mai di vista1 che la sua filosofia1 o meglio quello che noi troviamo di filosofico in lui1 stato1 non il risultato di una indagine pi o meno teoretica e dottrinale1 ma un bisogno personale1 che si fatto dottrina4 #c4 ,,il ,,carattere ,,di ,,socrate4 ,le pagine tutte di ,senofonte e ,platone sono una perpetua testimonianza dei sentimenti di riverenza e di ammirazione1 che ,socrate era capace di suscitare nell'animo di quanti l'avessero avvicinato2 e l'interna vitalit1 ond'era animato ogni suo atto ed ogni sua parola1 improntata in esse come in indelebile monumento4 ,un organismo di perfetta costituzione1 assuefatto ad ogni sorta di sofferenze e d'intemperie1 gli aveva reso agevole l'esercizio della pi rigorosa temperanza e sobriet4 ,la sua maniera di vivere era cos1 a lungo andare1 divenuta la espressione costante di una volont1 che coscientemente governava e indirizzava gl'istinti naturali al fine della conservazione e del benessere4 ,il lungo abito1 merc il quale egli era divenuto attento e minuzioso osservatore di quanto avvenisse nell'animo suo1 col rendere sempre pi perfetto il giudizio morale1 con avergli assuefatto l'intelletto all'esercizio dell'arte ricercativa1 lo avea al tempo stesso condotto ad una certa astrazione dal mondo esterno1 che per un ,greco1 e molto pi per un ,ateniese1 era cosa tutt'altro che comune4 ,ma questa non pu dirsi ascesi1 perch non tenea ad un ordine speciale di convinzioni o di pratiche religiose n menava alla formazione di una setta o di una associazione mistica2 rimanendo sempre in ,socrate vivissima la conoscenza di tutti i doveri della vita pubblica e privata1 quali erano generalmente accettati e riconosciuti dal comune degli ,ateniesi4 ,rassegnandosi alla voce della coscienza1 e scovrendo cos il valore vero dell'uomo nell'intimit dell'animo1 egli non cercava di compiere un atto di astrazione teoretica1 n andava all'esigenza di una perfezione assoluta4 ,il suo bisogno di consapevolezza non lo men mai alla negazione delle forme concrete della vita etica2 e la quiete interna dell'animo1 che in lui risultava dalle abitudini temperate e dal continuo esame di s medesimo1 fu ricca degl'impulsi pratici pi vivi e pi efficaci4 ,socrate quindi1 tuttoch fosse estraneo ad ogni pratica occupazione1 e scevro di ambizione1 visse continuamente occupato nell'esaminare l'animo e le intenzioni dei suoi amici e conoscenti2 esercitando l'arte difficile1 e fino allora ignorata1 del cosciente educatore4 ,tutti questi tratti caratteristici dell'animo suo si conciliavano in una perfetta armonia1 e facevano di lui un conoscitore perfetto degli uomini e della vita4 ,non estraneo al godimento di nessuno fra i piaceri1 eccitava stupore per la moderazione1 e per la presenza d'animo che non l'abbandonavano mai2 scontento della falsa scienza e della presunzione dei suoi interlocutori1 non prendeva mai il tono dell'esortatore1 ma condiva di attica urbanit fino il discorso che fosse diretto a smascherare l'altrui ignoranza2 animato infine dal religioso sentimento di una divina vocazione1 non perdette mai di vista le reali condizioni della vita esterna1 e lavor incessantemente a suscitare in quanti l'udivano il bisogno di una scrupolosa consapevolezza dei propri doveri e delle proprie capacit4 ,in lui insomma ha ad ammirarsi uno dei pi perfetti esemplari di quella plastica armonia1 che costituisce l'ideale dell'arte antica2 e per questo i suoi seguaci lo lodavano1 come l'uomo pi tranquillo e beato fra quanti mai fossero stati al mondo#ej4 ,,osservazione ,,le ,,fonti ,,della ,,dottrina ,,di ,,socrate ,senofonte -- ,platone -- ,aristotele ,senza entrare in indagini speciali#ea1 intendiamo di esporre qui brevissimamente i criteri che abbiamo seguiti1 nell'usare della testimonianza di ,senofonte1 ,platone1 ed ,aristotele4 #a4 ,non attribuiamo a ,socrate nessun principio1 massima1 o opinione che non sia1 o esplicitamente riferita1 o indirettamente accennata da ,senofonte4 ,i critici1 che hanno rigettata la testimonianza di ,senofonte1 sono incorsi nel grave errore di non avvedersi1 che1 in tal guisa1 non solo la interpretazione della dottrina socratica diviene impossibile1 ma che1 tolta di mezzo la posizione pratica del ,socrate senofonteo1 tutta la storia della filosofia greca non pu pi intendersi4 ,non bisogna quindi ammettere1 n che ,senofonte fosse stato incapace d'intendere ,socrate 7,schleiermacher71 n che avesse voluto restringere nelle angustie del suo personale criterio le vedute pi larghe del maestro 7,brandis74 ,le accuse mosse contro ,senofonte1 per quel che concerne la lealt del carattere1 e la sincerit dello scrittore 7,niebuhr1 ,forchhammer7 sono infondate4 ,i ,memorabili sono scritti senza riserve1 e senza restrizioni2 e sono un documento insigne della piet e riverenza dello scrittore verso il maestro4 ,e in essi solamente deve cercarsi la dottrina di ,socrate 7,hegel1 ,rtscher1 ,hermann1 ,zeller1 ,khner1 ,breitenbach1 ,hurndall ecc474 #b4 ,escludiamo la testimonianza di ,platone1 tutte le volte che importi negazione o alterazione dei principi e del carattere del ,socrate senofonteo1 o presenti un colorito1 che rivela la intrusione della teoria delle idee e dello schema della psicologia platonica4 ,ammettiamo contro gl'ipercritici 7,ast1 ,schaarschmidt7 l'autenticit dell',apologia platonica1 e del ,critone2 ed in gran parte ne riconosciamo il valore storico 7,zeller1 ,steinhart ecc474 ,in generale1 consideriamo come equivalenti la testimonianza di ,senofonte e quella di ,platone1 quando si tratti solo di determinare la movenza dialettica del dialogo socratico 7,hermann1 ,strmpell71 e i motivi di reazione contro le opinioni sofistiche 7,strmpell72 ma non ammettiamo1 che il dialogo platonico rappresenti davvero l'orizzonte storico nel quale ,socrate s'aggirava 7,alberti71 perch questa opinione ci forzerebbe a ritenere1 che ,socrate fosse stato fornito di una coltura filosofica1 che ,senofonte non gli attribuisce4 #c4 ,ci valghiamo della testimonianza di ,aristotele solo in quanto limitativa1 ma non sappiamo ammetterla come fonte originaria 7,brandis71 perch essa non che una derivazione di ,senofonte e ,platone4 #d4 ,essendo lo scopo dei ,memorabili apologetico 7,cobet7 e non dottrinale1 la testimonianza di ,senofonte dev'essere rimisurata ad una stregua pi larga3 e questa ci vien fornita dalla storia generale della coltura greca 7,strmpell1 ,ngelsbach1 ,hermann1 ,grote ecc474 ,,ii4 ,,orizzonte ,,della ,,coscienza ,,socratica ,la nostra indagine1 intorno allo sviluppo della coscienza scientifica di ,socrate1 ci ha menati ad un risultato quasi affatto negativo2 e noi ci siamo trovati nella impossibilit di determinare storicamente quali fossero gli elementi della coltura tradizionale1 che esercitarono influenza sul suo animo1 e di assegnare con precisione le diverse fasi1 che egli dovette percorrere1 prima di chiudersi nel fermo proposito di rinunziare ad ogni pratica ambizione1 e di consacrarsi del tutto al miglioramento dei suoi concittadini4 ,il carattere perfetto ond'egli era dotato1 e ch'era l'elemento pi chiaro ed evidente della sua personalit1 gli avea ben per tempo fatto sentire1 quanto le reali condizioni della vita politica fossero lontane dal poter recare soddisfazione a chi1 non inteso ad acquistar gloria ed onori1 guardasse sovra tutto al valore intrinseco delle convinzioni1 ed a mettere in pieno accordo l'attivit pratica con gl'interni dettami della coscienza4 ,ma come questo proposito potea bene non andar congiunto a quella ricchezza di pratiche attitudini1 che egli addimostr nella sua attivit pedagogica e dialettica1 anzi dovea indirettamente attenuarla ed indebolirla1 se altri motivi non l'avessero alimentato1 non in questa posizione negativa che si possa cercare la spiegazione dell'importanza storica del nostro filosofo4 ,e1 infatti1 motivi molto svariati ed esigenze molto diverse s'erano combinate in lui1 ed aveano preparato il suo animo ad essere un ricchissimo argomento d'indagini etiche1 al tempo stesso che l'intrinseca evidenza delle sue convinzioni religiose avea gi stabilito in lui un limite fisso1 oltre il quale la ricerca logica non potea arbitrariamente vagare4 ,cerchiamo ora di metterci sott'occhi l'orizzonte della coscienza socratica1 prima di fare il tentativo di esporre e dedurre1 nella forma sistematica di una dottrina1 quei pronunziati filosofici1 che la tradizione ci ha trasmessi come genuini4 #a4 ,,posizione ,,di ,,socrate ,,nella ,,storia ,,della ,,religione ,,greca4 ,uno dei lati meno intesi1 e meno approfonditi della storia della coscienza ellenica quello che concerne lo sviluppo del sentimento religioso1 ed il processo del concetto della divinit1 dalle forme pi semplici del mito1 fino agli ideali etici e metafisici1 nei quali lo spirito1 con maggiore consapevolezza1 riusc ad obbiettivare le esigenze di una spiegazione dell'universo1 poich s'era liberato dalle arbitrarie ed accidentali associazioni psichiche1 che sono il primo ed unico fondamento della mitologia popolare#eb4 ,per intendere insomma1 come1 sotto l'influenza di una nuova motivazione1 la coscienza di ,eschilo di ,pindaro di ,sofocle e via dicendo1 senza punto elevarsi all'orizzonte filosofico1 e conservando tutto lo schema della tradizione mitica1 sia divenuta produttrice d'un nuovo concetto della divinit1 le indagini sono poco progredite2 per non dire che1 salvo rare eccezioni1 la pi parte dei critici1 o non ha ancora avvertita la natura speciale del problema1 o ha cercato trattarlo con vedute estranee ed incongruenti al soggetto4 ,ora noi abbiamo una storia della filosofia e della coltura greca1 ed una mitologia1 ma ignoriamo ancora il preciso sviluppo della religione greca2 e quando riuscir di determinarlo1 molti fatti1 fin ora classificati in un'altra categoria1 verranno naturalmente a prendere il loro posto nella storia del sentimento religioso1 ove solamente possono toccare una soddisfacente spiegazione4 ,la storia stessa della filosofia deve slargare l'orizzonte delle sue indagini1 e non partire dal presupposto assoluto1 che la riflessione scientifica sia riuscita in dato momento ad isolarsi dalla religione popolare1 contrapponendosele nella coscienza dei suoi motivi1 perch solo cos pu veramente intendere e valutare i pochi elementi scientifici della filosofia antesocratica4 ,la religione popolare invece da considerare in tutta la larghezza del suo sviluppo1 come quella che1 approfondendosi sempre di pi1 ed acquistando maggiore intimit e valore etico1 venne a costituirsi e fermarsi in una ricca immagine del mondo morale1 che sollecit la ricerca scientifica all'indagine su la natura dell'uomo1 ed a fare una metafisica che fosse spiegazione etica dell'universo#ec4 ,platone stesso1 bench sia innegabile che poggi con sicurezza su l'elemento logico del sapere1 non fuori di questa storia religiosa1 anzi ne segna l'estremo confine3 e tutto quello che in lui s' chiamato misticismo1 ed entusiasmo poetico1 sebbene deva essere studiato con cautela1 perch non faccia perdere di vista il valore schiettamente filosofico della sua ricerca1 non pu neppure mettersi da banda1 quasi fosse un fuor d'opera1 o un adornamento artistico1 come non raramente hanno pensato gli espositori moderni4 ,la pi grave difficolt di questo studio riposta appunto in uno dei tratti pi caratteristici di quel processo religioso1 che l'apparente uniformit delle sue manifestazioni2 perch le rappresentazioni comuni delle divinit popolari rimasero lungamente come vaga espressione delle nuove esigenze1 senza che si avvertisse la incongruenza delle nuove idee alle antiche forme1 sicch il movimento intrinseco non dovette riflettersi in un pratico tentativo di riforma4 ,socrate occupa un posto importantissimo nella storia della religione greca#ed4 ,la immediatezza religiosa un fatto innegabile nella sua coscienza1 e costituisce il personale presupposto di tutte le sue indagini2 quello merc il quale la sua capacit e virt ricercativa si trov naturalmente determinata alla cognizione etica ed alla pratica pedagogica4 ,e appunto perch i limiti della sua ricerca sono precisati dal concetto di quello ch'egli riteneva come termine d'ogni umana conoscenza1 la chiara ed evidente consapevolezza della propria destinazione1 non si pu ammettere1 che tutti gli altri postulati e tutte le altre esigenze che troviamo espresse nelle sue affermazioni1 non siano altro che un fuor d'opera rispetto all'elemento dottrinale2 e fa d'uopo ridare loro l'originale significazione immediata e religiosa4 ,tutto quello1 che trascende in ,socrate la sfera limitata del sapere etico1 corrisponde al largo campo che per noi forma l'oggetto delle indagini metafisiche4 ,raccogliendo da ,senofonte i pronunziati autentici di ,socrate sul concetto della divinit1 su la sua efficacia creativa1 sul valore etico dell'uomo in relazione con l'ordine della natura1 noi ci avvediamo che quell'immagine concreta del cosmo1 per quanto possa rivelare le tracce di una intenzionale subordinazione alle esigenze logiche1 non il risultato di un cosciente lavoro di deduzione scientifica1 ma l'espressione di una esigenza religiosa pi profonda di quella che s'appagava della mitologia tradizionale2 e che essa quindi occupa un posto intermedio fra gl'ideali etici e religiosi1 che la coscienza artistica aveva gi espressi nel dramma e nella lirica1 e i primi tentativi di una comprensione metafisica del mondo morale4 ,la sfera dell'attivit umana nettamente definita dalla consapevolezza1 della quale siamo forniti1 per la scelta dei mezzi che ci conducono al conseguimento del benessere#ee4 ,in questa perfetta congruenza del sapere col fine dell'attivit umana1 che esclude da un canto ogni intervento miracoloso e straordinario e preclude dall'altro la via ad ogni indagine su tutto quello che fuori dei limiti della nostra pratica destinazione#ef1 segnato il limite normale del valore della vita1 e il termine assoluto ed impreteribile della perfezione e della felicit4 ,socrate1 in questa guisa1 mentre era inteso ad escludere come empia ed irreligiosa ogni ricerca su l'origine delle cose naturali1 riusciva a fermare recisamente la natura e i limiti della vita etica1 ed a determinare approssimativamente il mondo della libert umana2 perch la chiara coscienza ch'egli s'avea della perfezionabilit dell'uomo era riposta nella certezza1 che il nostro sapere perfettamente congruente a tutti i fini1 che siamo destinati ad attuare4 ,il termine comune di tutti questi svariati fini l'1 al cui conseguimento ci ha disposti l'ordine intero della natura1 che nella sua bellezza ed armonia ha come ultimo scopo l'umana felicit3 ma questo fine non si raggiunge per caso o per fortuite circostanze1 n la sua misura sta in arbitrio dell'uomo1 perch il conseguimento n' coordinato alla esatta cognizione della propria capacit in relazione con l'ingenito bisogno del benessere1 ed il limite n' predeterminato dalle reali condizioni della vita4 ,tutte queste vedute raggiungono il loro punto culminante nel concetto della divinit1 come intelligenza autrice e reggitrice del mondo1 la cui presenza nell'ordine naturale rivelata dalla perfezione con la quale tutte le cose sono disposte1 in una serie di perfetta finalit4 ,e qui di nuovo il sapere e l'attivit sono congruenti2 perch la natura1 che inaccessibile alla scienza umana1 conosciuta solo da ,dio1 che ha potenza di produrla4 ,questa nuova intuizione della divinit1 che determinata dal concetto del valore etico della sua attivit nel mondo1 non pu intendersi come semplice prodotto di una volontaria reazione contro le tendenze speculative e affatto meccaniche dei filosofi precedenti2 perch l'elemento precisamente individuale della esigenza religiosa1 che v' cos evidente1 non troverebbe pi alcuna spiegazione1 e quei pronunziati perderebbero ogni valore storico4 ,socrate ebbe tanto poca consapevolezza del valore filosofico di queste sue vedute1 e le tenne per cos opposte ad ogni indagine su l'origine e la natura del mondo1 che1 mentre poneva l'intelligenza come principio dell'universo1 e fissava un nuovo punto di partenza ad ogni ulteriore progresso nelle indagini speculative1 rigett come empia la filosofia naturale2 e1 nel modesto concetto che aveva di s medesimo1 e della natura umana in generale1 fece atto di rassegnazione alle intime esigenze di un convincimento che a lui non appariva qual risultato di una pruova teoretica1 ma qual termine assoluto di una religione perfetta4 ,e di questa esigenza stessa egli non fece qualche cosa di distinto dalla religione tradizionale1 anzi tutto il nuovo fu da lui appercepito nella forma antica2 e di qui procede1 che1 mentre il concetto monoteistico1 in virt di tutto il progresso della coltura ellenica1 tendeva a chiarirsi#eg1 ed a riassumere in s le forme politeistiche1 ,socrate credette di stare pienamente d'accordo con la tradizione1 e stim non allontanarsi da nessuna delle credenze accettate4 ,le riserve infatti1 o per dir meglio le distinzioni che egli introduceva nella pratica religiosa1 se all'occhio volgare poteano sembrare lesive del valore letterale del culto e del rito1 non aveano in se stesse niente che accennasse a tendenze eretiche1 o ad innovazione pratica delle forme tradizionali4 ,e quando ,socrate diceva1 che non bisogna vivere nell'illusione che la divinit ignori quello che teniamo celato nell'intimo dell'animo#eh1 e che il sagrificio non ha valore se la coscienza non pura#ei1 e pronunziava altre somiglianti opinioni1 che avevano l'intento di rilevare l'intrinseco valore della coscienza1 egli non dicea cosa affatto nuova1 e che ogni colto ,ateniese non avesse1 pi o meno direttamente1 potuto apprendere dalle sentenze di ,eschilo1 di ,sofocle1 o di qualunque altro poeta1 su la cui piet religiosa non s'era mai sollevato dubbio alcuno4 ,la grossolana rappresentazione delle divinit1 come di persone finite e limitate1 potea forse trovarsi in contradizione con questa nuova veduta1 e stimarla empia e profana3 ma ci non vale a persuaderci1 che ,socrate non sia stato davvero quale ,senofonte ce lo presenta1 persuaso cio1 che le sue convinzioni non fossero affatto divergenti da quello che legalmente era riconosciuto come religione dello ,stato#fj4 ,confutare l'opinione di coloro1 che in tutto questo non vogliono veder altro che lo sforzo apologetico di ,senofonte1 o la sua incapacit filosofica1 non crediamo sia n conveniente n necessario#fa4 ,sotto questa nuova luce l'attivit socratica ci apparisce pi chiara1 e l'efficacia pratica di che fu capace acquista una maggiore evidenza4 ,la sua importanza nella storia generale della coltura greca appunto riposta in questa ricchezza di motivi istintivi ed immediati1 che avevano tanta relazione con tutto lo sviluppo della coltura artistica contemporanea1 e riflettevano i bisogni e la sociale agitazione di quell'epoca profondamente creativa4 ,se noi prescindiamo1 non solo da tutte le moderne investigazioni sul valore metafisico della causa1 del fine ecc41 ma anche dalla mediazione logica1 in cui questi ed altri analoghi concetti appariscono nella filosofia greca da ,platone in poi1 misurando l'intuizione socratica alle condizioni della coltura dell'epoca periclea1 l'indole sua affatto immediata e religiosa diviene assolutamente innegabile4 ,quei concetti infatti1 che abbiamo di sopra accennati1 non appariscono ancora come gli estremi termini d'un procedimento metafisico1 e molto meno come le conclusioni induttive di un'analisi psicologica2 ma sono l tutti ad un tratto1 nella loro armonia e perfetta trasparenza2 e1 mentre sono il risultato di un lavoro interno di purificazione dell'animo1 la loro obbiettivazione istantanea1 e plastica1 non discorsiva e dimostrativa4 ,e quando le esigenze logiche del dialogo vengono a collocarli nel termine estremo di una pruova1 allora si vede chiaro1 quanto il nuovo motivo della dimostrazione sia inferiore all'esigenza pratica del convincimento religioso#fb4 ,fare di ,socrate un astratto concettualista un'opinione tanto erronea1 quanto quella che lo riteneva per un moralista popolare#fc2 ed una simile supposizione menerebbe di certo a trovare incongruente ed inconseguente del tutto la caratteristica di ,senofonte4 ,socrate avea il fermo convincimento di adempiere il dovere di una missione divina2 e la finezza del suo giudizio1 congiunta all'abito costante dell'osservazione morale1 gli avea fatto avvertire la prossimit del divino1 nella forma speciale di una personale relazione#fd4 ,correggere1 rettificare1 ed esaminare le opinioni altrui eragli imposto dalle religiose esigenze dell'animo1 che non ammettevano esercitasse l'arte della parola come espressione di un dilettantismo dottrinale4 ,il divieto della divinit1 che lo tenea lungi dalle faccende dello ,stato1 gl'imponea una completa rassegnazione alle inevitabili conseguenze della sua missione4 ,ma erano queste opinioni il risultato di una fantastica considerazione del mondo1 ed assumevano esse forse il carattere di un'arbitraria pretensione di riformare ad ogni costo l'ordine stabilito della societ1 per modellarlo secondo i dettami di una speciale rivelazione8 ,nulla di tutto questo4 ,socrate visse sempre in pieno accordo con tutti1 e non manc mai di adempiere n i doveri del culto1 n le pratiche della legale 2 le sue massime non l'indussero mai1 durante la lunga vita di #gj anni1 ad entrare in una guerra dichiarata con le forme tradizionali1 come avevano fatto ,diagora ed ,anassagora1 ,gorgia e ,protagora1 suoi contemporanei4 ,il suo ,dio era qualche cosa di affatto etico2 ma gi altri prima di lui1 senza destare sospetti1 e nella massima buona fede1 avevano introdotto tacitamente nelle forme religiose mitico-tradizionali una nuova motivazione2 ed ,eschilo1 ,pindaro1 ,sofocle1 ecc4 aveano incarnato nei nomi di ,zeus1 ,apollo1 le ,eumenidi ecc4 un nuovo concetto del divino1 della pena1 dell'espiazione1 della legge e della coscienza morale#fe4 ,socrate insomma non fece che obbiettivare1 nei limiti molto oscillanti1 e nelle forme riconosciute della patria religione1 un processo psicologico ed etico affatto individuale2 la quale libert in tanto era possibile1 perch1 mancando ai ,greci un ordine speciale di uomini destinati a conservare i veri religiosi1 ed essendo gi la tradizione mitica passata attraverso alle molteplici alterazioni1 che furono conseguenza della variet delle stirpi e dello sviluppo della coltura1 il difetto di una chiesa e di una dommatica rendea difficile il criterio dell'ortodossia e della eresia#ff4 ,e se vuol dirsi1 come altri ha fatto1 che il figlio di ,sofronisco fu un eretico#fg1 bisogna allargar tanto questo concetto1 da far sparire ogni misura di religione tradizionale presso i ,greci2 la qual cosa quanto sia infondata pu vedere ognuno1 che abbia una conoscenza esatta dei loro monumenti letterari4 ,anzi1 noi siamo tanto lungi da una simile opinione1 da credere1 che ,socrate con le sue vedute si avvicini di molto a quella profonda reazione religiosa1 che1 cominciata in sul mezzo della guerra del ,peloponneso1 fin per guardare come pericolosa tutta la scienza che avea divagato in ricerche arbitrarie ed individuali1 e che non improbabile abbia trovata una espressione artistica nelle ultime produzioni di quell',euripide#fh1 il quale gi prima avea tanto lavorato ad accrescere l'influenza della irreligiosit sofistica4 ,e che questa nostra opinione non possa essere invalidata con l'argomento dell'accusa di ,meleto1 pu intendersi di leggieri da chiunque rammenti1 di quanti equivoci dello stesso genere offra esempi la storia4 #b4 ,,elementi ,,della ,,coscienza ,,di ,,socrate4 ,cerchiamo ora di riassumere in breve i motivi ed i risultati di quel processo1 che poc'anzi abbiamo indicato4 #a4 ,socrate visse tutta la vita in un'epoca d'illuminati#fi1 e quando gi si tentava per la prima volta di costituire delle scienze speciali1 e di subordinare a delle regole costanti la pratica dalla vita e l'esercizio tecnico delle arti4 ,il principio del sapere1 quantunque non fosse ancora espresso in una determinazione logica esplicitamente formulata1 esercitava gi negli animi la sua influenza1 ed era una forza che spingeva lo spirito in una direzione determinata4 ,a prescindere dalle ricerche nel campo della natura1 che cominciavano ad avere la consistenza di una metodica osservazione1 la lingua offriva gi materia a delle indagini grammaticali1 e l'oratoria assumeva la forma di un'arte costituita mediante precetti4 ,la nuova esigenza del sapere non si era invero isolata dalla pratica della vita1 ed era ancora tutt'una cosa con l'esercizio effettivo delle arti1 cui si riferiva4 ,la vita pubblica stessa risentiva gli effetti della nuova tendenza1 e fino il teatro comico ne traeva argomento per mettere a raffronto1 nella vivacit di un personale contrasto1 i nuovi elementi di coltura1 e l'antica semplicit4 ,socrate uno dei rappresentanti di questo movimento2 ma le speciali condizioni dell'animo suo lo tennero lungi dal fare della ricerca1 nel suo puro valore teoretico1 lo scopo esclusivo della vita3 sicch1 mentre il sapere1 la conoscenza1 la consapevolezza sono elementi necessari della sua intuizione religiosa e filosofica1 appariscono sempre come coordinati al fine pratico e da esso governati4 #b4 ,le immagini della vita etica1 che erano espresse nel mito e nella leggenda1 e poste in una relazione tipica con certi nomi e certe tradizioni1 non erano pi capaci di soddisfare la coscienza1 e s'era costretti ad introdurvi una nuova motivazione 7per es4 ,euripide#gj74 ,il contrasto era palese1 ma non assumeva il carattere di una riforma1 perch mancava la chiesa ed il domma4 ,a questa tendenza partecipava anche ,socrate1 che1 secondo il costume d'allora1 sotto il simbolo di una leggenda religiosa1 o di un racconto poetico esponeva una sua convinzione1 che esprimesse1 per via di una situazione o di un paragone1 un principio etico4 ,di qui procedeva ancora1 che l'interpetrazione degli antichi poeti era fatta nell'intento di scovrirvi le nuove idee1 e questa alterazione del senso preciso delle antiche opinioni avea luogo in tutta la buona fede dell'interpetre#ga4 #c4 ,nella pratica della vita le tendenze degl'individui1 delle classi e dei partiti aveano preso a seguire direzioni divergenti1 e di tale una intrinseca differenza ed opposizione1 da presentare il triste spettacolo di una morale pubblica1 che precipita pel declivio di una sicura rovina#gb4 ,tutto piglia una piega arbitraria1 ed in una sfera pi alta assume il carattere di una ricerca1 che non mira ad altro che alla piena soddisfazione del criterio personale1 soggettiva1 diremmo noi nel nostro linguaggio 7i ,sofisti7#gc4 ,socrate1 che era pure penetrato dal bisogno di valutare alla misura della convinzione il merito od il demerito degli uomini1 reag contro le tendenze arbitrarie con la sicurezza del metodo ricercativo1 e con l'aver fissata la misura costante delle azioni in una stregua pi alta1 e di un carattere incondizionato1 quello della obbiettivit della legge nell'ordine delle cose naturali1 e delle relazioni sociali4 ,egli va d'accordo con lo spirito del tempo1 e non se ne avvede2 perch la maggiore intimit delle sue convinzioni lo avea fornito dei mezzi per reagire4 #d4 ,il sentimento religioso degl'individui1 senza entrare in un contrasto vivo e dichiarato con la tradizione1 perch troppo nudrito dell'ammirazione pei poeti e per le arti1 e perch favorito dall'indeterminatezza del mito1 andava assumendo un carattere pi preciso d'intimit e di riflessione#gd4 ,un'umanit pi larga si formava a lato1 ed in latente opposizione con l'umanit greca2 ed un orizzonte pi ampio di aspirazioni e di desider compensava in pochi la perdita irreparabile dell'antica schiettezza4 ,socrate1 col suo concetto della divinit come intelligente autrice del mondo1 rinforz il valore etico dell'intimit religiosa2 ed insistendo continuamente sul criterio della consapevolezza1 nel giudizio che deve portarsi su le azioni della vita privata e pubblica1 influ ad accelerare l'esclusivismo teoretico1 ed a preparare lontanamente l'indifferentismo politico1 e le tendenze cosmopolitiche delle epoche posteriori#ge4 ,l'intima compenetrazione di tutti questi svariati e molteplici motivi1 nella persona di un uomo in cui la piet1 la moderazione1 e la temperanza erano siffattamente immedesimate con le abitudini della vita1 da sembrare tutt'insieme un'opera artistica di plastica evidenza1 offriva ai contemporanei argomento alle pi svariate opinioni1 ed stata in gran parte cagione dei giudiz spesso divergenti1 che i critici moderni hanno pronunciato intorno a ,socrate4 ,noi avremo a quando a quando occasione di tornare su questi elementi generali della sua coscienza1 per correggere il troppo o il poco che pu dirsi1 o si detto sul valore e la positiva importanza dei suoi princip scientifici2 e per ora aggiungiamo una osservazione4 ,socrate come semplice filosofo un parto d'immaginazione1 non solo perch in generale non s'ha ragione di prescindere dalle reali condizioni in cui una dottrina s' svolta1 quando i motivi ne siano noti e palesi1 ma perch1 in questo caso speciale1 la natura ed il carattere delle testimonianze autentiche non consentono1 che si proceda con sicurezza all'esposizione della dottrina1 come se fosse per s stessa isolata ed evidente4 ,la determinazione del valore filosofico di ,socrate si avvicina pi alla natura d'un problema1 che all'analisi d'un fatto4 ,,iii4 ,,del ,,valore ,,filosofico ,,di ,,socrate ,una coscienza informata alle pi intime convinzioni religiose1 che riposano sul concetto dell'intelligenza come autrice e provvidente reggitrice del mondo1 ed animata dal vivo bisogno di correggere e migliorare le opinioni altrui1 non ancora precisamente quello1 che noi siamo usi di chiamare coscienza filosofica4 ,la energia personale del carattere1 congiunta alla rettitudine del giudizio morale1 e ravvivata da una incessante lotta con tutti gli elementi pi pronunziati della vita sociale ed artistica dei contemporanei1 sarebbe bastata per fare di ,socrate quello che ci apparso finora2 e per improntare nella sua persona quel carattere di dignit e di costante abnegazione1 che la sua vita e la sua morte rivelano egualmente4 ,egli potea bene divenire un moralista popolare1 un riformatore dello ,stato1 o qualcosa di simile1 e pure non rivelare nelle sue convinzioni quel lavoro di esame e di ricerca1 che costituisce la natura della scienza3 egli potea1 insomma1 rimanere un eroe di moderazione e di costanza1 senza essere un filosofo4 ,ma la concorde testimonianza dell'antichit fa di lui l'autore di un nuovo indirizzo nelle ricerche filosofiche2 e per quanto la divergenza dei ragguagli possa far nascere dei dubbi sul carattere preciso delle sue opinioni1 egli innegabile1 che tolto di mezzo ,socrate dalla tradizione filosofica dei ,greci1 non solo tutto lo svolgimento della filosofia da ,platone in poi1 ma lo stesso dialogo platonico come monumento letterario diviene inesplicabile4 ,fare del valore filosofico di ,socrate una quistione pu invero sembrare ozioso ed inopportuno2 e basta forse guardare un poco le storie della filosofia1 e le molte monografie concernenti questo soggetto1 per persuadersi1 che nessuno pi mette in dubbio il valore scientifico e l'importanza filosofica di lui4 ,tuttavia1 se si pon mente alla circostanza non punto lieve1 che appena in sul cominciamento di questo secolo si detto sul conto di ,socrate qualcosa che mostri1 come la ricca immagine storica e leggendaria della sua persona si presti ancora a venir ristretta negli angusti limiti di una valutazione meramente scientifica#gf1 e che nulladimeno gli errori ed i malintesi continuano ancora1 la nostra questione non parr n affatto superflua1 n del tutto tardiva4 ,molti parlano infatti della filosofia di ,socrate come d'un insieme di verit belle ed assodate#gg1 e poi disposte nell'ordine metodico di un sistema2 e sconoscono in tal guisa la originalit della sua coscienza1 e come in lui l'attivit scientifica1 essendo pi un risultato che un proposito1 rimanesse sempre nei limiti di un impulso personale4 ,da un'altra parte1 s' voluto procedere in questa indagine dalla supposizione1 che tutte le inconseguenze dovessero rimuoversi1 e che certi concetti appena appena accennati dovessero completarsi mediante la congettura2 sicch1 misurando il valore di questo o quel pronunziato alla stregua speculativa della filosofia moderna1 si giunti a formare un ,socrate immaginario1 il quale corrisponde1 o molto poco1 o affatto nulla a quello della storia4 ,e1 in ultimo1 come l'ammirazione che s'ha per ,socrate si riferisce in gran parte alla morale perfezione del suo carattere1 molti hanno stimato cosa naturale1 rigettare come apocrifi quei pronunziati che sono inconciliabili con le nostre convinzioni morali2 e1 confondendo due criteri disparatissimi1 son riusciti a falsare la storia per adattarla alle proprie vedute4 ,sovra tutte l'opinione1 che il bene e l'utile siano identici1 ha talmente imbarazzato alcuni critici1 che1 per paura di non degradare ,socrate1 hanno finito per rigettare la testimonianza di ,senofonte#gh4 ,noi ci siamo facilitata la soluzione del problema1 col modo come abbiamo tratteggiata la coscienza di ,socrate1 ed esposti i vari motivi che lo determinavano alla sua attivit correttiva e pedagogica2 ed abbiamo cos evitato l'inconveniente di prender le mosse dalle qualit formali o speculative del suo ingegno1 per dedurne poi tutte le conseguenze dottrinali che i testimoni autentici ci hanno trasmesso#gi2 perch qui non si tratta di un lavoro coscientemente compiuto1 per raggiungere la certezza teoretica mediante l'analisi e la critica delle altrui opinioni4 ,il motivo unico ed intrinseco di quella attivit era il bisogno etico della certezza1 e la convinzione1 che questa non si acquisti se non mediante la conoscenza chiara ed evidente4 ,cerchiamo ora di caratterizzare sotto questo aspetto il valore filosofico di ,socrate4 #a4 ,,formalismo ,,logico4 ,senofonte e ,platone#hj mettono in bocca agl'interlocutori di ,socrate questa notevole accusa1 ch'egli solesse ripeter sempre le medesime cose1 e sempre nel medesimo modo1 interrompendo il libero corso all'esposizione dell'avversario1 ,socrate in fatti non sapea esprimere il suo pensiero in un discorso concepito in forma oratoria1 alla maniera di ,gorgia e di ,protagora suoi interlocutori1 n potea vagare in tutto il campo dello scibile come ,ippia il polistore1 o adattarsi alla maniera sdegnosa e virulenta di ,callide e ,trasimaco3 una certa innata sobriet di spirito1 ed una moderazione a tutta pruova1 che era divenuta natura1 lo conteneano in certi limiti costanti1 ai quali egli cercava ridurre i suoi uditori#ha4 ,questo fare era monotono1 ed avea l'aria di pedanteria3 tanto pi1 perch rinunziare al mezzo tanto potente della persuasione oratoria non potea non sembrar cosa strana in una democrazia1 dove tutte le pubbliche faccende dipendeano dall'arte della parola4 ,ma tornava forse ,socrate di continuo all'affermazione di questa o quella massima morale1 per ripeterla ogni istante1 ed improntarla nell'animo degli uditori8#hb ,era egli forse un moralista bello e compiuto1 che catechizza e predica2 o tenea forse in serbo uno schema logico1 che andava applicando ad ogni sorta di quistioni8 ,nulla di tutto ci4 ,il suo discorso cadea sopra oggetti disparatissimi1 e quali l'occasione prossima li venisse offrendo3 nessuno studio nella scelta degli argomenti potea disporre il suo animo alla ripetizione monotona delle medesime cose1 n dalla sua occupazione dialogica risult mai un complesso di pronunziati1 che prendessero forma di massime e di precetti4 ,le condizioni stesse della coltura etica ed artistica non consentiano1 che a quel tempo si potesse apprendere1 come avvenne pi tardi1 le relazioni morali nell'astratta universalit della massima1 o formulare nettamente una esigenza logica2 tanto vero1 che i discepoli o seguaci che voglia dirsi di ,socrate ebbero pi a sviluppare1 ciascuno per proprio conto1 i germi che avean raccolto dalle accidentali conversazioni del maestro1 che a discutere sul valore positivo di questo o quel principio#hc4 ,quella monotonia notata dagli avversari non concerneva che l'esigenza della formale evidenza e certezza del discorso2 ed era quindi l'intenzionale ritorno ai medesimi presupposti1 nel lato formale d'ogni quistione4 ,ma questo formalismo non apparisce ancora in ,socrate come gi isolato1 e distinto dall'oggetto della ricerca1 e come presente alla coscienza del filosofo per s ed obbiettivamente2 perch agisce solo come reale esigenza di colui1 che ragionando avverte per la prima volta1 che il ragionamento dev'essere conseguente1 fondato ed evidente4 ,la maniera corretta e cosciente del ragionare nella nostra coltura filosofica cosa troppo ovvia1 e la nostra educazione ci fornisce ben presto dello schema logico della definizione1 della pruova ecc41 in guisa1 che possiamo al tempo stesso indurre1 dedurre1 ed argomentare perfettamente1 ed aver coscienza della forma logica per s stessa1 e studiarla nei suoi caratteri e nel suo valore3 ma tutto ci era allora impossibile4 ,in ,socrate l'esigenza del sapere esatto e formalmente corretto ancora un semplice atto di personale energia1 un bisogno intrinseco di certezza e di acquiescenza alla normalit di una opinione chiaramente concepita1 un lavoro che si compie per la necessaria coefficienza dei vari elementi etici della coltura e della tradizione1 e non pu ancora presentarsi allo spirito come un dato di estrinseca evidenza4 ,se noi ci sforziamo per poco di rappresentarci il mondo1 secondo l'immagine1 che la coscienza anche pi colta dei contemporanei di ,socrate ne avea espressa nella storia1 nella poesia1 nelle leggende1 nelle massime e nei detti dei sapienti2 e se guardiamo poi quanta differenza corra da quella pienezza ed inconsapevolezza d'intuizione1 alle aporie della ricerca1 solo allora intendiamo quanta profondit filosofica fosse nelle ricerche di ,socrate1 e la parsimonia stessa dei mezzi da lui adoperati diverr pi degna di ammirazione1 perch pruova evidente della energia1 con la quale egli seppe avvertire la necessit di correggere ad una stregua costante tutte le incertezze della conoscenza ordinaria1 e fermarsi poi ed insistere tutta la vita nel criterio acquistato4 ,i presupposti logici1 ai quali tutte le quistioni del dialogo socratico sono riducibili1 consistono nella epagoge e nella definizione2 e noi cercheremo in sguito di esporre il modo1 come queste due funzioni si sono spiegate in quell'orizzonte scientifico che ,socrate s'era tracciato4 ,per ora baster aver notato1 come questa la prima volta che nello spirito umano si sia fatto palese il bisogno1 che prima di determinare la natura1 il fine1 ed il valore degli oggetti1 bisogna acquistare una coscienza precisa ed inalterabile delle condizioni in cui deve trovarsi la conoscenza1 perch possa dirsi certa ed evidente4 ,tutto quello che la speculazione posteriore ha strettamente designato come elemento logico del sapere1 e che ha cercato successivamente di sceverare dalla natura immediata e dalle condizioni incerte e fluttuanti del soggetto pensante1 apparisce nella sfera della ricerca socratica come qualcosa di affatto connaturato con le esigenze pratiche di colui che ricercava2 e senza isolarsi dai motivi che l'aveano praticamente prodotto1 acquist un grado di sufficiente evidenza nella coscienza1 tanto da rimanere1 non solo principio efficace in ,socrate1 ma costante centro ed impulso di ogni posteriore attivit scientifica#hd4 #b4 ,,determinazione ,,del ,,valore ,,del ,,formalismo ,,logico ,la caratteristica1 che noi abbiamo data dell'attivit filosofica di ,socrate in generale1 pare risponda a quello che gi s' detto da altri2 e che non serva se non a rifermare un'opinione corrente1 secondo la quale ,socrate sarebbe stato il primo che avesse avuta una chiara coscienza del valore del sapere#he4 ,si 1 infatti1 detto pi volte1 che l'idea del sapere sia la scoverta di ,socrate1 e che cessando per opera sua la esclusiva ricerca del mondo naturale1 la filosofia fosse divenuta la scienza dell'idea1 del soggetto1 dello spirito e cos via#hf4 ,senza la pretensione della novit1 noi riteniamo per erronee una gran parte di quelle caratteristiche2 e perch attribuiscono a ,socrate una consapevolezza maggiore di quella ch'egli s'avesse1 e perch devono poi fare molte congetture per spiegare ed intendere la natura dell'etica socratica4 ,baster notare solo questo1 che partendosi dalla supposizione1 che ,socrate avesse avuto coscienza del sapere preso per s stesso1 come forma o attivit in generale1 non solo si cade nell'inconveniente di non poter trovare un solo luogo di ,senofonte che confermi questa opinione1 ma si poi obbligati a fare una quistione oziosa su la natura empirica o a priori del sapere socratico1 che non c' motivo al mondo per proporsela2 e1 in ultimo1 si poi costretti a ritenere1 che ,socrate abbia in virt di una scelta1 e per certe ragioni teoretiche1 limitato le sue ricerche all'etica#hg2 mentre la repugnanza contro le indagini naturali deve in lui ammettersi1 non come un risultato dei criteri logici che applicava1 ma invece come una prima e semplice esigenza delle sue convinzioni religiose4 ,abbiamo invero detto1 che il valore filosofico di ,socrate consiste nella esigenza di un sapere normale e certo2 ma la forma limitativa1 con la quale abbiamo espressa questa opinione1 esclude di fatto tutte le caratteristiche alle quali pu in apparenza sembrare che ci avviciniamo4 ,che il sapere figuri allora per la prima volta come una potenza determinata1 e serva a correggere l'opinione e la tradizione1 ed a condurre come norma sicura la ricerca del filosofo in tutte le complicazioni e le incertezze del dialogo1 ci non vuol dire1 che il concetto del sapere abbia raggiunta una tale importanza ed obbiettivit1 da segnare esso stesso il termine e lo scopo della ricerca4 ,e quando in fine1 dal confronto di ,socrate coi precedenti tentativi filosofici si vuole arguire la consapevolezza che egli ha potuto raggiungere della sua posizione storica#hh1 si viene a confondere due ordini di criteri del tutto diversi2 perch dal giudizio che noi riportiamo su la importanza di una personalit storica1 non pu indursi qual grado di consapevolezza quella persona stessa abbia raggiunto4 ,il valore filosofico di ,socrate sta in relazione diretta con l'orizzonte della sua coscienza2 nel quale noi abbiamo rinvenuti motivi di natura pi immediata1 pi complessa1 e pi personale di quelli che conducono esclusivamente alla conoscenza speculativa4 ,questa determinazione intrinseca della sua attivit ci fornisce ora di mezzi sufficienti1 per rifare indirettamente1 e mediante la congettura1 il processo genetico della sua coscienza filosofica1 che stato impossibile d'intendere su la semplice testimonianza delle fonti storiche4 ,socrate non occupa immediatamente un posto nella storia della filosofia1 merc l'accettazione o la critica di una tradizione teoretica2 e per questa ragione stessa non arriv all'affermazione astratta del principio logico della certezza1 come regolativo della ricerca e correttivo del conoscere comune ed inconsapevole4 ,le condizioni speciali del suo carattere lo aveano predisposto a sentire profondamente il bisogno di una religione intima e depurata dalle esteriorit della tradizione2 e di una certezza etica che lo tenesse libero dalle fluttuazioni dei momentanei interessi e delle opinioni correnti3 e quella naturale predisposizione tocc il suo soddisfacimento in un concetto della divinit1 che riconosceva insiememente la bellezza ed armonia del mondo1 e la libert umana come predeterminata al bene4 ,la costanza1 la fermezza d'animo1 il naturale sentimento del giusto1 la morale certezza della inalterabilit della legge1 la perpetua acquiescenza al corso delle cose perch riconosciuto provvidenziale1 -- tutte queste tendenze sollecitarono la sua intelligenza1 predisposta alla riflessione1 a cercare una norma costante dei giudizi1 e trovatala egli persistette ad applicarla come stregua alla condotta morale sua propria1 e dei suoi concittadini4 ,e scorgendo egli1 che il materiale delle opinioni e dei giudizi etici1 qual era raccolto nella lingua e nella tradizione ed espresso nella coscienza politica dei contemporanei1 se a prima vista potea avere il suo fondamento nelle costanti condizioni della natura umana1 non corrispondeva sempre a quel grado di consapevolezza1 che le sue abitudini riflessive gli aveano reso connaturale1 il bisogno di fare entrare nell'animo altrui l'intimit e lo spirito di conseguenza lo fece divenire maestro di morale1 ed educatore della giovent4 ,in questa nostra maniera d'intendere l'attivit filosofica di ,socrate trovano un posto naturale alcune opinioni1 che incontestabilmente gli appartengono1 e che altrimenti non sarebbero spiegabili2 ed1 oltre a ci1 molte questioni1 che si non sollevate su la dottrina socratica1 rimangono escluse di fatto4 ,toccheremo alcuni di questi punti4 ,,osservazioni #a7 ,,limitazione ,,del ,,sapere ,,umano ,molti espositori della dottrina di ,socrate non hanno sufficientemente intesa l'importanza di quella opinione riferita da ,platone1 e indirettamente confermata da ,senofonte#hi1 la quale concerne la limitazione del sapere umano1 e la sua assoluta inferiorit al sapere divino4 ,anzi1 si giunti fino a negare1 che questo principio sia stato pronunziato con seria convinzione2 ed alcuni hanno voluto spiegarlo con certe ragioni di convenienza1 le quali1 se pure riuscissero a chiarire qualche cosa1 non si sa quanto lascerebbero di genuino nella dottrina socratica4 ,quel principio invece1 non solo schiettamente pensato1 ma sta tanto in cima di tutta la filosofia socratica1 che per s solo basta a caratterizzarla4 ,il sapere socratico essenzialmente identico al fare2 e questo convincimento non il risultato di una equazione1 stabilita per via di una serie di deduzioni pi o meno fondate sopra un'anticipata conoscenza logica e psicologica1 ma qualcosa d'immediato nella coscienza di ,socrate1 il quale era arrivato all'esigenza del sapere1 spinto appunto dal bisogno di rendersi evidente e certo il giudizio morale4 ,l'esigenza etica ed il bisogno religioso1 combinandosi insieme e coadiuvandosi vicendevolmente1 lo menarono a riconoscere la limitazione del sapere umano1 perch il sapere del quale egli avea notizia era quello appunto che determina a fare2 e1 nello stesso tempo1 gli fecero ammettere la superiorit del sapere divino1 come quello che era impulso ad una pi larga sfera di azioni1 e ad una produzione pi ampia e pi perfetta4 ,non pu negarsi1 che tutti questi concetti sono espressi da ,senofonte con tale una semplicit1 e diremmo quasi infantile ingenuit1 da non potere per s soli formare una teologia razionale1 sicch rimangono inferiori di gran lunga1 non solo alla teologia cristiana1 ma benanche a quella di ,platone e degli ,stoici2 ma questa stessa forma immediata e semplice e una pruova ancora pi convincente della loro autenticit4 ,e1 misurando alla stregua della coltura greca d'allora il principio socratico della superiorit dell'intelligenza divina su l'umana1 si scorge bene1 che esso segna un gran progresso nella storia della religione e della filosofia2 ed a persuadersene baster confrontarlo col concetto affatto meccanico dell'intelligenza presso ,anassagora#ij4 #b7 ,,socrate ,e ,i ,,sofisti ,abbiamo gi visto1 che ammettendo in ,socrate il principio del sapere1 come concepito in abstracto e nella sua generalit1 non potrebbe pi spiegarsi perch mai avess'egli dovuto limitarsi all'etica1 e rigettare come empia ed infruttuosa la ricerca naturale4 ,ma il concetto1 che s'era formato della limitazione del sapere umano1 vale anche ad intendere1 sotto che riguardo egli differisse dai ,sofisti essenzialmente1 e pei motivi e pel fine della sua attivit scientifica2 per tacere ora di altri punti pi determinati1 che toccheremo in sguito4 ,la coscienza sofistica esprimeva l'incontro di due tendenze1 che aveano seguito lungamente il proprio cammino1 ciascuna per s stessa1 senza incontrarsi e combinarsi nei medesimi individui4 ,le ricerche su la natura e l'origine del mondo naturale aveano condotto ad una serie d'ipotesi1 e queste a porre certi princip1 come fondamento e spiegazione del cosmo3 e la successione non interrotta dei tentativi avea quasi esaurita ogni possibilit di nuovi princip4 ,tutta quella tradizione era al tempo di ,pericle1 e poco appresso1 rappresentata da vari seguaci delle diverse scuole1 che tentavano di trovare un'ultima soluzione nella conciliazione di vari princip fin allora tenuti per repugnanti tra loro4 ,sotto questo riguardo i ,sofisti1 sebbene nessuno di essi fosse stato capace di elevarsi ad una concezione organica dell'universo1 rappresentavano ancora la filosofia naturale1 perch giovandosi tutti di questa o quella supposizione filosofica1 la metteano a profitto come generale elemento di coltura4 ,l'altra tendenza poi1 che era in essi pia efficace1 era quella che risultava dalla dissoluzione dell'antica morale tradizionale1 e che cercava una espressione adequata dei nuovi bisogni nella ricerca individuale1 poggiata sul criterio della convinzione personale4 ,l'incontro di queste due tendenze non stato qualcosa di arbitrario e di elettivo nella posizione dei ,sofisti2 e su ciascuno di essi un motivo diverso ha potuto esercitare maggiormente la sua influenza1 mentre gli effetti che produssero furono quasi identici4 ,e questa sola circostanza pu spiegare1 come quegli uomini di tempra affatto diversa1 di tendenze divergenti e qualche volta opposte1 essendo nati nei punti pi diversi nel mondo greco1 e trovandosi solo accidentalmente qualche volta insieme1 sapessero esercitare una svariata e grande influenza come esortatori dei principi e consiglieri delle radunanze popolari2 e1 senza un proposito prestabilito e senza unit di dottrina1 potessero concorrere tutti a produrre le medesime conseguenze2 ed in nome d'un sapere universale e con certe massime riformatrici fossero stati capaci di gettare sfiducia ed irrequietezza negli animi1 e di eccitare il gusto per tante svariate discipline4 ,il nome comune di ,sofisti che fu loro dato1 e che dapprima non importava una nota di riprovazione1 un indizio sicuro dell'effetto che erano in grado di produrre4 ,il loro significato nella storia generale della coltura greca di gran lunga superiore al loro valore filosofico2 e appunto perch non furono dei filosofi1 nello stretto senso della parola1 divennero istrumenti di propaganda scientifica e creatori di molte discipline positive4 ,le ricerche grammaticali e retoriche furono da essi intraprese nel fine pratico del corretto parlare e della persuasione oratoria2 e le loro indagini influirono in gran parte a fare avvertire le condizioni formali del ragionamento e favorirono la formazione della logica4 ,la loro attivit pratica1 e gl'interessi politici che ne regolavano la condotta1 li determinarono a ricercare la natura delle relazioni etiche ed il valore delle virt nella famiglia e nello stato4 ,l'esame delle dottrine sofistiche non ha che fare col nostro argomento2 tanto pi1 che1 se volessimo toccarlo solo di passaggio1 tutto l'andamento del nostro lavoro dovrebb'essere cangiato4 ,qui vogliamo solo notare1 che ,socrate per molti riguardi pu dirsi si aggirasse nel medesimo orizzonte dei ,sofisti2 tanto che all'occhio volgare egli apparve tutt'uno con quelli4 ,questa identit consiste principalmente nell'interesse pratico1 che era impulso alle indagini scientifiche dell'uno e degli altri1 e che aveali egualmente condotti alla ricerca ed alla determinazione dei concetti etici4 ,sotto un risguardo pi generale1 ,socrate ed i ,sofisti coincidevano nell'interesse comune di una consapevole maniera di ragionare4 ,ma tutta questa apparente identit sparisce1 quando si prendono ad esaminare i motivi della ricerca socratica1 che risultavano appunto da un bisogno affatto etico e religioso2 e poi si confrontano con la posizione del tutto arbitraria dei ,sofisti1 che1 usando l'arte della parola come mezzo estrinseco di persuasione ed accettando in gran parte come legittima la morale ordinaria del popolo1 non si elevarono mai ad una perfetta e schietta intelligenza della natura umana4 ,ma la differenza e la opposizione apparisce maggiormente in quel principio di ,socrate1 che poc'anzi abbiamo esaminato4 ,socrate1 con l'ammettere la limitazione del sapere umano1 non pronunziava solo una massima di morale rassegnazione1 o di religiosa riverenza verso la divinit1 ma esprimeva eziandio con maggiore evidenza il bisogno di un criterio di assoluta certezza4 ,il sapere diveniva cos non solo formalmente certo1 ma intrinsecamente predeterminato ad uno scopo1 nel quale dovea attuare1 e necessariamente esaurire1 la propria attivit e potenza4 ,e sebbene sembri1 che la relazione1 che ,socrate stabiliva fra il sapere umano ed il sapere divino1 importi una degradazione del primo1 e che da essa possa desumersi la relativit e la contingenza della scienza umana2 pure1 se si guarda pi addentro1 si vede1 che la superiorit di ,socrate su i ,sofisti consiste appunto nella chiara coscienza che egli s'ebbe della intrinseca misura del sapere1 e del modo come essa era predeterminata da tutto l'ordine della natura4 ,il sapere umano da un canto1 ed il divino dall'altro1 appariscono come due sfere affatto diverse2 ma1 in fondo1 come la loro differenza non consiste nella diversa natura dei soggetti intelligenti1 ma s bene nel grado di attivit e nella diversa sfera d'azione1 cos s'intende perch ,socrate sia stato non solo capace di dare un largo impulso alle ricerche logiche ed etiche1 ma eziandio alla metafisica4 ,tutti ora ammettono la differenza fra ,socrate e i ,sofisti2 ma la pi parte dei critici nell'assegnarla s' principalmente fermata alla differenza dei risultati dottrinali1 guardandola sotto l'aspetto della certezza logica4 ,noi veramente non sappiamo intendere1 come ,socrate avrebbe potuto sfuggire l'eristica e l'antilogistica dei ,sofisti1 e sentire vivamente il bisogno di un sapere normale ed obbiettivo1 se prima le esigenze religiose della sua coscienza non lo avessero disposto ad ammettere nell'intelligenza1 come principio dell'universo1 una misura assoluta ed intrinseca della intelligenza umana1 come relativa e predeterminata all'attuazione del fine individuale e sociale del benessere4 ,e1 come non pu ritenersi1 che ,socrate adoperasse nella critica dei ,sofisti un istrumento di cui non avea notizia1 intendiamo dire la logica come scienza formalmente costituita2 ed essendo del rimanente innegabile1 che dall'attivit filosofica di ,socrate procedette la critica della ,sofistica1 che occupa tanta parte del dialogo platonico2 per non cadere nell'inconveniente1 o d'identificare ,socrate con ,platone1 o di riavvicinare talmente ,socrate ai ,sofisti1 da farli coincidere assolutamente nell'esigenza affatto formale della ricerca senza termine obbiettivo1 bisogna ammettere che ,socrate fosse premunito contro le divagazioni di una ricerca arbitraria1 merc una chiara ed evidente convinzione intorno al valore etico dell'uomo e della divinit4 ,e questa posizione quella appunto che apparisce chiara in ,senofonte2 sebbene i ,memorabili1 per la loro natura affatto apologetica1 e per la poca intenzione filosofica dell'autore1 non facciano sempre rilevare l'antitesi tra il principio socratico e la coscienza sofistica4 ,e qui cade in acconcio di osservare1 che il concetto1 che noi ci siamo formati del valore filosofico di ,socrate indirettamente confermato dalla grande variet dei risultati scientifici delle varie scuole1 fondate dai suoi seguaci2 perch1 sebbene un insegnamento affatto orale1 e quasi occasionale1 qual era quello di ,socrate1 dovesse di necessit lasciare un largo campo all'influenza della persona1 e limitare quella precisa ed esatta trasmissione della dottrina1 che pu emergere solo dalla comunicazione scritta1 pure la natura stessa delle convinzioni del maestro avea dovuto lasciare nell'animo degli ammiratori e seguaci tracce tanto diverse1 per quanto era varia in essi la capacit1 o di fermarsi alla riverenza per la persona1 o di valutare la importanza delle convinzioni etiche1 o di sapersi avvantaggiare della tendenza logica per costituire la scienza4 #c7 ,,pretesa ,,soggettivit ,,del ,,principio ,,socratico ,alcuni hanno considerato ,socrate come quello che per la prima volta ha determinato il principio della soggettivit2 perch egli1 si dice1 riducendo tutto il sapere al valore logico della definizione1 e valendosi per determinar questa dell'esperienza interna del soggetto1 ossia dell'induzione1 ha riconosciuto nell'esame della conoscenza il principio d'ogni sapere concreto1 ed affermato1 che il pensiero umano nelle sue normali condizioni la misura di tutte le cose#ia4 ,questa soggettivit socratica stata celebrata con una certa pompa di espressioni1 che aggiunge niente1 se non toglie molto1 alla semplicit e spontaneit del filosofo ateniese#ib4 ,altri poi1 insistendo sul termine reale della ricerca socratica1 e partendo dalla supposizione1 che la costanza1 con la quale ,socrate prese a determinare i criter della certezza1 non potea essere scompagnata dalla convinzione1 che quella fosse la via per intendere e comprendere la realt delle cose1 hanno affermato che la sua filosofia fosse affatto oggettiva#ic4 ,questo contrasto di opinioni ha ora perduto ogni importanza1 e nessuna creder pi1 che con termini d'un valore tanto generico1 e di un significato1 che varia troppo spesso secondo le opinioni di coloro che li adoperano1 possa esprimersi completamente una caratteristica storica#id4 ,quello che importa di sapere1 fino a che punto ,socrate abbia avuto coscienza del suo principio ricercativo1 e in che rapporto stesse questa sua consapevolezza con la natura dei problemi ch'egli s'era proposti2 e noi abbiamo su questo argomento gi discorso a lungo1 e tanto da escludere indirettamente l'opinione di coloro1 che fanno di ,socrate il creatore del principio della soggettivit4 ,aggiungiamo ora alcune osservazioni4 ,socrate non differisce dagli altri filosofi che lo precedettero solamente per l'oggetto della ricerca1 ma eziandio e principalmente per la maniera seguita nel ricercare1 e per lo scopo della ricerca4 ,i motivi individuali prevalsero in lui siffattamente1 o la tendenza arbitraria ch'era invalsa in quell'epoca1 di subordinare tutto al1 criterio personale1 lo preoccup tanto1 ch'egli fu al tempo stesso rappresentante di un nuovo principio1 ed iniziatore di una reazione assoluta contro le opinioni relative e soggettive dei ,sofisti4 ,ma il principio del sapere non pu dirsi gli fosse presente alla coscienza1 in un valore incondizionato1 e nella sua assoluta indifferenza rispetto al contenuto ed al fine dell'attivit umana4 ,in conseguenza pu dirsi1 che ,socrate abbia influito ad approfondire la natura del soggetto#ie1 ed a preparare tutta la filosofia idealistica che venne dappoi2 ma questo non importa che il suo principio fosse quello della soggettivit4 ,anzi1 non inopportuno ricordare1 che in tutta la filosofia antica il progresso che ci 1 dalle rudimentali spiegazioni del mondo fisico fino all'idea platonica ed all'entelechia aristotelica1 concerne sempre lo studio1 l'analisi1 e la deduzione della realt1 qual'essa stata percepita ed appresa dal soggetto1 senza che il filosofo si elevi a contrapporre il soggetto preso per s stesso all'oggetto in quanto estrinseco2 perch la stessa scepsi filosofica intende la contradizione solo come uno stato erroneo della rappresentazione1 non mai come fondata in una reale ed essenziale opposizione di soggetto ed oggetto4 ,la scepsi socratica1 che in sguito esporremo1 non ha niente a fare con la generale quistione su la conoscibilit delle cose2 e rimane sempre predeterminata dal fine pratico1 che ha il suo fondamento nella relazione dell'uomo con la divinit4 ,che se per questa ragione vuol dirsi che la filosofia di ,socrate oggettiva1 una simile opinione ci par giusta solo fino al punto1 che non si attribuisca a lui pi consapevolezza di quella che s'avea2 ed a condizione si ammetta1 che tutta la filosofia greca oggettiva3 perch non che una successiva e lenta esplicazione della ricerca1 sul dato della tradizione e su l'immagine concreta del mondo1 che non supponeva un ideale metafisico-religioso1 come quello che il cristianesimo ha lasciato in eredit alla filosofia moderna1 con tutta la evidenza di una profonda opposizione fra ,dio e mondo1 spirito e natura4 #d7 ,,preteso ,,misticismo ,,di ,,socrate ,la fisonomia della ricerca socratica tanto originale1 ed esprime cos al vivo la spontaneit e le personali esigenze di colui che ricercava1 che a molti sembrato naturale di scorgere in ,socrate una certa natura di spirito mistico e profetico1 che non consente venga egli considerato come uomo d'ingegno e di tendenze speculative4 ,l'immediatezza mistica e religiosa1 che non va ristretta nei limiti della schietta filosofia1 si sarebbe appalesata in lui come in un apostolo ed in un profeta2 sicch molte delle sue massime1 pi che il risultato di un'attivit scientifica1 sarebbero l'espressione di uno spirito affatto religioso1 e dotato del misterioso dono dell'ispirazione4 ,questa opinione#if1 che non ha certo la sua conferma nelle testimonianze autentiche1 per quanto possa apparire1 e sia invero1 strana e paradossale1 ha un certo fondamento nella difficolt che si prova a concepire ed intendere tutto quello che c' di nuovo nella coscienza filosofica di ,socrate1 se si prende solo a considerare la semplice tradizione teoretica1 e si prescinde dalle speciali condizioni della sua persona e della sua coscienza religiosa4 ,e1 da un'altra parte1 la poca o niuna conoscenza dello sviluppo della coscienza religiosa dei ,greci pu indurre in molti la falsa opinione1 che tutto quello che contradice al grossolano concetto della mitologia sia qualcosa di straordinario1 mentre invece non che una delle fasi del normale sviluppo della coscienza ellenica4 ,i tratti storici1 che possono desumersi da ,senofonte e ,platone1 valgono tanto ad intendere il sano sentimento religioso di ,socrate1 il quale non ha niente di non ellenico1 che non c' punto bisogno di supplire con avventate congetture un elemento1 del quale la storia ci fornisce con tanta evidenza1 e di svisare ,socrate1 ch'era ,greco anzi ,ateniese1 per farne qualcosa di simile ai profeti dell',antico ,testamento1 o ai mistici cristiani4 ,,iv4 ,,del ,,metodo ,,di ,,socrate ,la esplicita testimonianza di ,aristotele#ig1 che ,socrate fosse stato il primo ad introdurre l'induzione e la definizione1 di un valore storico incontrastabile2 e nel suo carattere limitativo esprime nettamente la posizione1 e l'importanza di ,socrate nello sviluppo delle ricerche logiche4 ,ma bisogna pure osservare1 che per ,aristotele il concetto della logica di una natura affatto determinata2 s perch egli ha escogitato ed esposto un complesso di forme e di principi cos ricco ed esteso1 da esaurire quasi del tutto l'argomento2 come perch ha avuto una coscienza netta della funzione logica in tutte le branche del sapere concreto3 in conseguenza di che la sua testimonianza1 assottigliando troppo in una forma schematica ed astratta il risultato dell'attivit scientifica di ,socrate1 non vale a riprodurne i motivi1 la genesi e lo sviluppo4 ,se il dialogo senofonteo e platonico non fossero l sotto i nostri occhi1 per attestare l'impressione genuina che la conversazione socratica lasciava nell'animo degl'interlocutori1 e per rappresentare al vivo1 e con drammatica evidenza i contrasti ed i pratici motivi1 che determinavano ,socrate a ricercare la definizione mediante il discorso1 l'affermazione di ,aristotele non sarebbe valsa ad altro1 che a tenerci1 in generale1 informati della norma1 che quello avea seguita nelle sue indagini4 ,oltre di che1 era ,aristotele tanto inteso a mettere le ricerche logiche in armonia coi suoi postulati sistematici1 e con le formali esigenze della sua metafisica1 ed avea raggiunta una cos piena e perfetta notizia della funzione dimostrativa1 che non potea farsi pi un concetto delle esigenze psicologiche ed etiche1 che aveano preparata e determinata la definizione socratica4 ,a molti degli espositori moderni sembrato cosa naturale di asserire in genere1 che ,socrate sia stato il primo fra i filosofi1 che abbiano avuta una coscienza netta del valore del metodo1 senza che si dessero alcuna briga di esporre1 nella sua forma originale ed autentica1 il carattere genuino del metodo socratico#ih4 ,il concetto ovvio della induzione1 come di quel procedimento logico secondo il quale si risale dal particolare all'universale1 dal noto all'ignoto e cos via1 stato spesse volte applicato al metodo socratico1 con tanto poco gusto e poco lodevole facilit1 che ci parso davvero strano come non si sia generalmente notato quanto fosse inverosimile che ,socrate avesse acquistata una coscienza netta e chiara di un procedimento1 che tuttora non dei meglio determinati#ii4 ,e1 inoltre1 questo procedere dal particolare all'universale1 che facile ed ovvio nella nostra coltura scientifica1 perch ben per tempo siamo assuefatti a pensare i concetti nelle loro generali determinazioni1 non si pu capire come potesse immediatamente acquistare nella coscienza di un uomo il valore di una regola costante1 ed appresa in astratto1 mentre le condizioni reali in cui si svolto non erano punto favorevoli alla generalizzazione logica4 ,e se noi ci limitassimo a pronunziare un giudizio sul metodo di ,socrate1 che fosse espresso nella breve e succinta affermazione1 che egli si sforzava di determinare analiticamente il valore di un concetto1 per fermarne inalterabilmente la natura mediante la definizione#ajj1 dovremmo ben presto avvederci1 che questa determinazione dice molto poco1 ed al tempo stesso difettosa1 perch assume come mezzo di spiegazione quello che dee appunto cercarsi di spiegare4 ,prescindere da ogni anticipata teoria psicologica e metafisica1 e seguire attentamente la genesi del dialogo1 questa la sola via che possa tenersi1 con la speranza di riprodurre fedelmente le condizioni reali nelle quali si produsse la definizione socratica4 #a4 ,,presupposti ,,storici ,e ,,psicologici ,l'immagine della vita1 che merc la percezione e la incosciente riflessione si forma e sviluppa nella coscienza comune ed incolta1 consiste in una mutabile e perpetua vicenda di rappresentazioni e sentimenti1 su la quale le leggi del meccanismo psichico esercitano il loro assoluto ed esclusivo dominio4 ,solo l'interesse individuale della propria conservazione e la ripetizione di certi atti abituali possono imprimere nell'insieme delle rappresentazioni1 che sono successivamente presenti alla coscienza1 degli impulsi per certe direzioni costanti2 merc i quali si stabilisce il predominio di alcuni elementi della vita psichica su tutti gli altri1 ed in conseguenza di questo predominio1 essa si costituisce in tutte le sue specificazioni1 come carattere1 costume ed abito4 ,nella sfera della valutazione1 questa costanza assume la forma di opinione1 e viene espressa come giudizio tradizionale di una classe1 di una casta o di un popolo4 ,questa opinione tanto pi parziale1 ostinata ed esclusiva1 in quanto che1 poggiandosi sul meccanismo naturale della vita psichica1 non ammette la libera scelta dell'individuo1 e non lascia a tutti gli elementi dell'anima il campo libero per coadiuvarsi e fortificarsi4 ,la coscienza dell'individuo1 in questo primo e pi semplice stato della vita psichica1 obbiettivando imperfettamente1 riesce a considerare come qualcosa di esterno e di assolutamente immodificabile il limite intrinseco della propria attivit1 e confondendo le proprie condizioni con quelle della natura1 naturalizza s stessa nel mito1 nella parola tradizionale e nel costume4 ,questo stato primitivo della coscienza umana1 sebbene corrisponda all'epoca della prima formazione della societ1 si continua e perpetua anche nei periodi posteriori della storia1 perch acquista un carattere sostanziale nei costumi e ferma la sua espressione nei miti e nella poesia primitiva4 ,il sorgere successivo ed il lento sviluppo della riflessione1 che sono determinati da cause molto complesse e varie secondo gl'individui1 non riescono ad escludere tutto ad un tratto le diverse manifestazioni di quella coscienza primitiva ed irriflessa2 e la trasformazione degli antichi elementi in concetti1 coscientemente appresi e pensati1 non avviene che per la via d'un lungo processo1 e di una lotta assidua1 incessante e secolare4 ,questo processo di trasformazione non ha luogo solo per l'azione di quei motivi intrinseci di esame e di critica1 che possono dirsi teoretici2 ma emerge necessariamente dalle collisioni pratiche fra la volont dell'individuo e l'opinione tradizionale espressa nel costume2 e1 pi tardi1 assume il carattere d'una lotta sociale fra classe e classe1 individuo e individuo4 ,nella storia1 di questa lotta1 quello fra gli elementi della vita primitiva1 che offra pi materia al contrasto e che persista con maggiore tenacit1 la lingua1 che nell'epoca delle tradizioni primitive e della poesia popolare esprime1 per tutti egualmente1 dei criteri costanti di valutazione1 e che conserva nelle epoche posteriori l'apparenza di una norma1 alla quale tutti gl'individui debbano necessariamente ed inevitabilmente adattarsi4 ,ma1 quando gli uomini hanno cessato di trovarsi istintivamente d'accordo in quello che deve chiamarsi giusto1 virtuoso1 onesto1 lecito1 santo1 empio1 ecc41 e hanno perduta la fede in quei tipi astratti del mito e della leggenda1 nei quali la fantasia primitiva avea espresso ed ipostatato i comuni criteri della valutazione morale1 allora sorge necessariamente nell'individuo il bisogno di rifarsi da s quella certezza1 che prima avea nell'acquiescenza in un criterio comune e naturale1 e dice 8#aja ,la storia delle trasformazioni della coscienza etica espressa nella letteratura greca in una forma monumentale3 ed ora riesce ancora possibile al critico ed al filosofo di seguirla in tutte le sue fasi e di notarne minutamente le gradazioni e lo sviluppo#ajb4 ,le relazioni etiche1 gli affetti dell'animo1 le passioni1 i giudizi morali passano successivamente per una serie di determinazioni sempre pi profonde e pi ricche1 finch la divergenza dei criteri individuali non arriva a suscitare il bisogno dell'indagine1 dell'esame e della critica1 e ad esigere che la ricerca ristabilisca coscientemente1 nella forma riflessa del sapere scientifico1 il criterio della certezza4 ,i ,sofisti rappresentano1 come filosofi e come organi della coltura generale1 questo stato di morale inquietezza1 che esercitava tanta influenza nella vita pubblica1 e fino nelle produzioni dell'arte drammatica2 ma nessuno di essi fu dotato dell'energia morale1 che era necessaria per rifare con la scienza quello stato di certezza intrinseca1 che la coscienza etica esige come condizione essenziale#ajc4 #b4 ,,motivo ,e ,,sviluppo ,,del ,,metodo ,,socratico#ajd ,quali motivi di pratica certezza spingessero ,socrate alla ricerca etica1 e quali elementi d'intima convinzione morale avess'egli riposti nella eccellenza e bont del suo carattere1 non abbiamo pi bisogno di ripetere4 ,e1 se noi diciamo che il metodo era per lui un bisogno individuale2 o meglio1 che l'esigenza pratica della determinazione esatta dei giudizi morali dovea assumere in lui la forma di una costante e normale ripetizione di un certo processo intellettuale1 non crediamo1 per le cose dette innanzi1 di pronunziare un giudizio infondato1 e che deva essere inteso come restrittivo della importanza filosofica del dialogo socratico4 ,la pratica e la teoria1 l'arte e la scienza non apparivano ancora in quel tempo come attivit perfettamente distinte2 e l'esercizio di una naturale inclinazione potea raggiungere un grado anche molto elevato di perfezione1 senza che l'individuo fosse consapevole delle formali condizioni nelle quali l'arte si svolgeva3 sicch pu dirsi1 senza difficolt1 che la logica stessa1 come naturale attitudine e pratica esigenza1 s' per la prima volta costituita e fermata come qualche cosa d'istintivo e di naturale#aje4 ,seguiamo ora1 per quanto possibile1 lo svolgimento del metodo nei limiti del dialogo socratico1 a conferma della nostra opinione4 ,tutto quello che gli uomini ordinariamente pensano intorno al carattere delle virt e intorno ai beni1 come mezzi al conseguimento della felicit1 deriva solo dall'abito1 dalle sociali convenienze1 dalla incosciente ripetizione dei medesimi atti e dalla falsa opinione1 che s'ha delle proprie forze e della propria missione4 ,e quando i criteri cominciano a divergere e il bisogno di riflettere divenuto imperioso1 perduta la fede in quella misura costante1 ch'era riposta nella tradizione e nei costumi1 e mancando l'attitudine a riprodurre la certezza mediante la scienza1 l'uomo non sa pi cosa voglia e non voglia1 e che deva lodare o biasimare4 ,e chi interrogato e deve assegnare la natura di quello che suole chiamare bene1 male1 piacevole1 utile e cos via1 non ha un punto certo al quale s'appoggi1 e non resiste alla tentazione di perdere ogni fede nella esistenza di una costante misura dei valori etici4 ,l'unit estrinseca della parola1 che nel costante valore fonetico serba una certa apparenza di uniformit1 non vale che ad accrescere la confusione e l'incertezza2 perch1 mentre dapprima siamo vinti dall'illusione che le stesse parole esprimano le medesime rappresentazioni1 a lungo andare la convinzione1 che acquistiamo della profonda differenza che passa fra i nostri e gli altrui concetti1 diviene pi evidente di quella illusione1 e finisce per bandirla del tutto#ajf4 ,nella pratica della vita queste difficolt teoretiche della coscienza morale menano alla divergenza delle opinioni e all'incertezza assoluta sul valore etico di tutti i predicati che possono concernere la lode o il biasimo2 e di qui procedono le inimicizie e l'attrito1 che alterano e corrompono le sostanziali relazioni della famiglia e dello stato#ajg4 ,lo spirito ha bisogno di una certa energia per liberarsi da quella illusione di apparente uniformit2 e d'una anco maggiore1 per determinarsi1 mediante una interrogazione sospensiva1 alla ricerca del valore costante1 che espresso nel predicato etico4 ,questo il primo e pi elementare stadio della ricerca di ,socrate2 il quale1 nel bel mezzo d'un discorso che pu concernere l'elogio di un'azione1 o il giudizio pronunziato sopra una relazione1 o sopra una forma costante della vita etica1 con una recisa e sospensiva domanda dice3 8 ,le parole non possono chiarirsi se non col mezzo delle parole2 e la possibilit di determinare il valore di una di esse1 mediante quello di un'altra1 riposa su la supposizione di una costante ed identica associazione di idee1 nell'animo di colui che parla e di colui che ascolta4 ,finch questa supposizione non diviene convinzione1 non si sa fino a che punto qualcosa di realmente pensato risponda all'espressione estrinseca1 che ha luogo mediante la parola4 ,questo stato dell'animo1 in cui si cerca di pensare realmente quello che deve essere costantemente inteso e contenuto in una rappresentazione1 costituisce l'aporia2 l'incertezza1 cio1 che occupa l'individuo1 nell'atto che s'avvede della propria insufficienza ad afferrare e comprendere il valore intrinseco della propria opinione3 e questa aporia 1 appunto1 lo scopo dell'interrogazione socratica4 ,i suoi interlocutori sono costretti ad affermare il loro imbarazzo ed a confessarsi ignoranti2 perch in essi1 insieme con l'aporia1 sorto il bisogno del vero sapere ed una certa anticipata notizia della possibilit della certezza4 ,ma l'abito contratto gi prima di cadere nell'aporia1 l'abito di aggiustar fede al valore delle proprie convinzioni1 tuttoch non fossero state mai n esaminate n riformate dalla interna esperienza1 riprende il disopra1 e li fa ricadere nell'illusione4 ,essi credono di sapere cosa sia il giusto1 il santo1 l'utile1 il bello1 perch l'immagine concreta dei tribunali o delle religiose tradizioni1 dei propri bisogni soddisfatti o dei sensi appagati fa loro ritornare nell'animo l'antica opinione2 ed essi credono di conoscere davvero il valore etico che si cerca1 perch1 nei casi speciali e nelle particolari contingenze della vita1 ne hanno avuta una notizia apparentemente completa4 ,e qui bisogna che l'interrogazione si moltiplichi1 e divenga tante domande1 per quante sono le rappresentazioni addotte a chiarire e ad esemplificare il concetto che si cerca4 ,questa nuova esigenza porta con s un allargamento dell'indagine e un apparente allontanarsi dalla quistione primieramente proposta4 ,il dialogo s'impiglia in molte e svariate difficolt2 una corta inquietezza s'impadronisce degl'interlocutori2 il risultato diviene incerto1 e si quasi ad un passo dall'eristica ed antilogistica dei ,sofisti#ajh4 ,e1 quasi ad accrescere le difficolt ed a renderle invincibili1 ,socrate confessa la propria ignoranza2 e nella piena coscienza dell'altrui presunzione ed insufficienza manifesta uno dei tratti pi notevoli della sua natura3 l'ironia4 ,il filosofo1 infatti1 non pu1 in quella condizione in cui s' messo1 non confessare la propria ignoranza1 perch il suo sapere pura esigenza1 o meglio consiste solamente nella coscienza dell'attuale incertezza4 ,quello1 che egli cerca1 deve ancora trovarlo2 n basta che l'abbia ottenuto una volta1 perch lo formuli in una maniera generale e lo tenga in serbo per mostrarlo a quando a quando4 ,il motivo dialogico1 che il solo movente della quistione1 varia secondo le occasioni1 e porta l'indagine sopra oggetti ed argomenti sempre diversi2 sicch si tratta sempre di eccitare nuovamente il bisogno dell'aporia1 perch questa invogli alla ricerca e fissi implicitamente la natura del processo4 ,e di qui procede ancora1 che ,socrate1 non avendo una notizia anticipata di quello che cerca e mettendo in opera la sua attivit formale sempre nei limiti precisi e determinati di un dialogo1 comincia dall'ammettere negli altri una piena scienza di quello che si cerca2 e dalla loro confessione che nulla sappiano1 o dall'incertezza con la quale pronunziano le loro opinioni1 indotto all'ironia1 che in lui assumeva la forma costante di un abito filosofico#aji4 ,pur tuttavia1 il semplice interrogare1 che menava all'aporia ed alla sospensione d'ogni giudizio definitivo1 era gi un momento della scienza2 e sebbene la confessione della propria ignoranza potesse sembrare una esclusione anticipata d'ogni certezza da parte di colui che interrogava1 in fondo non era che un atto di rassegnazione alla intrinseca necessit dello sviluppo del dialogo4 ,la domanda 2 circoscrive tutta la ricerca sul valore di un concetto alla evidente determinabilit di quello1 che in esso si pensa4 ,il contenuto1 che a prima vista sembra espresso nella semplice denominazione1 bisogna che sia davvero posto e determinato nella sua inerenza ed identit2 e questo processo non pu compiersi da sopra in sotto1 o1 come diremmo noi1 deduttivamente1 perch manca ancora la coscienza di un valore logico incondizionato ed assoluto4 ,la determinazione del contenuto costante di una rappresentazione1 in altri termini1 la elevazione della rappresentazione a concetto1 avviene nel dialogo socratico mediante il movimento ascensivo o epagogico della incertezza delle opinioni comuni a quella costanza ed evidenza di affermazioni1 che risulta dall'esaurire tutte le comuni accettazioni della parola in questione4 ,nella nostra coltura logica apparisce cosa facilissima determinare la inerenza e la vicendevole comprensione delle note d'un concetto1 perch l'attivit intellettiva anticipatamente fornita d'una moltitudine di elementi astratti ed universali1 dei quali si serve come di organi2 ma1 dal punto di vista storico1 quel procedimento socratico era di una somma difficolt1 perch la coscienza non avea ancora alcuna notizia della universalit del concetto1 e non avea innanzi a s che una molteplicit di rappresentazioni1 tutte apprese nella loro pratica incertezza e fluttuazione4 ,questo processo formativo dei concetti costituisce l'induzione socratica1 che abbiamo visto prender le mosse dall'interrogazione4 ,mediante questa1 la rappresentazione1 di cui parola in questo o in quel dialogo1 passa successivamente per tutte le sue pi ovvie significazioni2 ed in questo passaggio riesce agevole1 a coloro che ricercano1 di notarne i caratteri pi costanti e di raccoglierli e comprenderli insieme nell'identit di una forma comune4 ,la rappresentazione1 cos determinata nel suo valore costante1 deve esser tale che possa funzionare da predicato in questo o in quel giudizio1 senza che apparisca contradizione o incongruenza4 ,ma in virt di questo postulato1 che implicito nella ricerca1 apparisce nuovamente l'aporia2 perch il concetto 7il nome71 gi determinato1 non esprime tutto il valore della cosa che deve designare1 e riesce spesso inadeguato alle reali relazioni1 in cui l'obbietto1 preso a definire1 si trova con altri obbietti analoghi o diversi4 ,quella determinazione bisogna sia allora corretta4 ,tutti i casi speciali1 nei quali la rappresentazione si presenta nel discorso1 costituiscono il largo campo dell'esperienza del filosofo1 che cercando qua e l i punti costanti ed evidenti1 nei quali l'oggetto che si cerca presente alla coscienza1 se ne vale come di addentellati per progredire con movimento ascensivo verso la sintesi dei vari tratti caratteristici della significazione4 ,il discorso equivale cos ad un reale processo di separazione e di riassunto#aaj1 e mette termine nell'adeguata comprensione del concetto cercato4 ,il punto di partenza1 ossia il nome1 che nella sua semplice unit fonetica era dapprima il centro della ricerca1 diviene1 in ultimo1 l'estremo termine del pensiero3 quello cui si va a metter capo col farne consapevolmente l'espressione di un contenuto evidentemente pensato2 e le immagini concrete1 che dapprima s'aggruppavano incertamente intorno alla vaga denominazione1 non reggendo pi alla nuova sintesi1 devono scomporsi e prendere un nuovo posto2 e solo il nuovo elemento1 che s' ottenuto mediante la ricerca1 il contenuto costante della rappresentazione1 raccolto via via mediante l'induzione1 pu determinare la coordinazione e subordinazione nella quale le immagini devono coesistere1 mentre il concetto si costituisce nella certezza ed inalterabilit dei suoi limiti4 ,questo lavoro non una scoverta ma una creazione2 perch non determina la natura di un fatto pi o meno remoto dalla immediata percezione interna1 ma esprime la produzione lenta e metodica di un nuovo stato nella natura delle rappresentazioni4 ,il risultato dell'indagine socratica1 il concetto definito1 acquista1 poi che stato determinato e costituito1 il carattere dell'assoluta identit#aaa2 e serve cos a correggere la rappresentazione e la parola4 ,ma1 come l'attivit socratica non riusc mai ad isolare il formalismo logico dalle condizioni reali in cui s'era sviluppato1 cos l'interesse dialogico dell'induzione e della definizione non si manifest che in una forma concreta ed occasionale1 come bisogno etico e pedagogico3 e non potette1 per questa ragione appunto1 obbiettivarsi in un'ipostasi metafisica#aab4 ,nulladimeno1 per quanto il concetto socratico sia lontano da ogni idea metafisica1 non pu sconoscersi che esso sia stato il primo motivo e la prossima occasione delle idee platoniche4 ,,osservazioni ,questa nostra esposizione del metodo socratico attinta genuinamente dallo schema generico del dialogo senofonteo e platonico2 ed stata ravvivata da una indagine genetica su i motivi dell'aporia e dell'interrogazione sospensiva1 ,senofonte e ,platone hanno per noi lo stesso valore1 quando si tratta di assegnare il carattere formale solamente1 e non le conclusioni positive del dialogo socratico#aac2 perch solo nella diversit di queste riposta la novit del platonismo1 che cercava ricavare dall'induzione l'assolutezza ed il carattere incondizionale delle idee4 ,ed abbiamo cos evitata la posizione erronea di coloro che1 prendendo le mosse dal concetto astratto del metodo1 hanno poi cercato di applicarlo alla investigazione del dialogo socratico4 ,cercheremo ora di completare con alcune osservazioni quella immagine complessiva1 che abbiamo delineata4 #a7 ,,imprecisione ,,formale ,,del ,,metodo ,,socratico ,nello svolgimento dialogico1 che abbiamo esposto1 non pu sconoscersi la costanza di un formalismo1 che si ripete in condizioni fisse ed impreteribili4 ,quello che noi abbiamo espresso in uno schema generico stato desunto e raccolto da una molteplicit di casi speciali1 che se non tutti rivelano una formale compitezza1 pure1 nell'insieme1 s'integrano in una immagine complessiva4 ,la ripetizione dei medesimi motivi e la incertezza dei criter nei giudizi morali producevano sempre la medesima esigenza di una verificazione coscienziosa del contenuto normale dei concetti4 ,ora pu domandarsi fino a che punto ,socrate avesse acquistata l'astratta consapevolezza delle condizioni costanti della ricerca1 o a dirla pi esplicitamente3 sapea egli di seguire un processo teoretico ed universale1 e ne avea nell'animo uno schema generale8 ,su questa quistione non possiamo pi stare a sentire con pari credenza ,platone e ,senofonte1 perch il primo avea gi raggiunto una pi perfetta notizia del problema logico1 e s'era formato un concetto astratto del sapere1 che il secondo molto lontano dal volere attribuire al comune maestro4 ,n pu dirsi che ,senofonte non avesse avuto sufficiente coltura filosofica1 per intendere ed approfondire i pronunziati di ,socrate#aad2 perch in questo caso1 non solo bisognerebbe rigettarne assolutamente la testimonianza1 ma rinunziare per sempre a qualunque indagine su i limiti che corrono tra la filosofia socratica e la platonica4 ,e pure1 senza insistere di soverchio su la incapacit filosofica di ,senofonte1 la sua testimonianza a noi pare sufficiente per determinare negativamente il grado di consapevolezza logica che ,socrate avea raggiunto2 il quale consistea nella normale1 ma sempre pratica convinzione1 che solo colui che possiede la notizia esatta delle generali condizioni di una pratica attivit potesse convenientemente e saggiamente condursi nell'esercizio delle proprie funzioni#aae4 ,questa logica consapevolezza ancora tutt'una cosa con la pratica esigenza del retto operare2 ed il filosofo1 che avea abbandonata ogni indagine su gli oggetti che non concernono immediatamente il benessere umano1 per la stessa posizione che s'era fatta1 non potea astrarre il concetto del sapere dalla concretezza del saputo4 ,in conseguenza di ci1 tutte le differenze1 che la speculazione posteriore ha scorte nel processo dimostrativo1 appariscono nella persona di ,socrate come governate ancora da una psicologica motivazione2 e si sviluppano nella pienezza della loro formale natura solo nel caso concreto del dialogo speciale4 ,e a questa determinazione1 come gi altri ha notato#aaf1 non fa eccezione quello che ,senofonte riferisce3 aver ,socrate tenuta per norma sicura del ragionamento il prender le mosse dalle opinioni generalmente accettate#aag2 perch questa1 pi che una regola logica1 una semplice riflessione sul fatto stesso del dialogo4 ,n deve far meraviglia che ,aristotele ora dica che il merito di ,socrate consista nell'avere fermato il concetto della definizione e dell'induzione1 e poi1 un'altra volta1 si limiti ad accennare la definizione solamente#aah2 perch questi due processi erano l'uno ii risultato dell'altro1 o meglio l'uno c'era solamente in ragione dell'altro4 ,rimane ora a sapere1 se1 anche con l'esclusione di una dichiarata coscienza logica1 il dialogo senofonteo non mostri indizi sicuri di una attivit logica pi larga di quella che pu riassumersi nelle due forme dell'induzione e della definizione4 ,e in fatti non pu negarsi1 che l'esigenza della divisione1 che fu poi tanto approfondita da ,platone1 vi evidente1 s nella determinazione del valore intrinseco del concetto1 come nell'applicazione di esso qual predicato nel discorso4 ,lo stesso concetto della pruova comincia a chiarirsi1 nei suoi rapporti col valore normativo del concetto2 e spesso la variet empirica delle note del concetto1 che erano state raccolte via via nel dialogo1 messa a profitto per determinare un giudizio speciale mediante un sillogismo di analogia#aai4 ,la ricchezza e lo sviluppo del dialogo socratico contiene in germe tutti i momenti logici del processo induttivo2 ed in virt di quell'impulso che in un'epoca posteriore si costitu la teoria astratta della scienza4 #b7 ,,della ,,differenza ,,fra ,,rappresentazione ,e ,,concetto1 ,e ,,del ,,principio ,d',,identit ,la esplicita distinzione fra il sapere e l'opinione1 e fra il concetto e la rappresentazione1 h stata frutto della speculazione platonica4 ,ora ad alcuni sembrato conveniente farla risalire fino a ,socrate1 perch la forzata interpetrazione di questo o quel luogo di ,senofonte#abj pareva potesse confermare l'autorit di quei dialoghi platonici1 che comunemente son tenuti per socratici#aba4 ,ma1 se si va a vedere un po' meglio1 quella interpretrazione non regge affatto1 e l'autorit di ,platone non prova niente4 ,ad altri sembrato naturale fare di questa quistione un postulato#abb1 affermando che nello spirito del ,socratismo era inevitabile la chiara coscienza di questa distinzione1 perch essa ne determina la certezza intrinseca ed il valore scientifico4 ,noi invero non sappiamo negare che l'esigenza della distinzione data in tutto il dialogo socratico2 ma1 nel difetto di uria precisa testimonianza1 non sapremmo dare il carattere storico di un fatto ad una semplice supposizione1 per quanto essa possa essere verosimile4 ,e lo stesso diciamo del principio d'identit1 del quale non sapremmo riferire a ,socrate la determinazione esplicita1 sebbene sia innegabile che costituisca il valore positivo della sua coscienza logica1 e si manifesti molte volte nel dialogo senofonteo4 ,e come ,platone stato il primo che l'abbia formulato chiaramente1 non possiamo negare1 che in quella formula egli non ha fatto altro che esprimere un criterio pratico e costante del dialogo socratico4 ,qui cade ancora in acconcio di osservare che1 quando si detto la definizione socratica esser tale da esprimere la realt dell'oggetto e non la veduta soggettiva del pensatore1 in questa opinione non si detto niente che caratterizzi il valore filosofico di quel processo dialogico4 ,la ricerca scientifica era tanto lontana1 a quel tempo1 da una generale questione sul valore soggettivo o oggettivo della conoscenza1 che qualunque caratteristica espressa con questi termini non definisce n il valore storico1 n il grado di perfezione sistematica di una dottrina filosofica4 ,v4 ,,dell',,etica ,,socratica ,,in ,,generale1 ,e ,,del ,,concetto ,,del ,,bene ,fra tutti gli oggetti conoscibili nessuno offre tante difficolt alla determinazione teoretica1 quanto quel complesso di relazioni che riposano su i nostri giudizi di approvazione o di riprovazione1 mediante predicati che esprimono la repugnanza o il compiacimento1 e che costituiscono la sfera etica della nostra interna attivit4 ,per isolare quei predicati nella forma di una definizione non basta seguire un procedimento ricercativo1 che concerna la distinzione e l'analisi di un dato costante1 chiaro alla nostra coscienza nella forma di una rappresentazione estrinsecamente evidente2 ma bisogna che essi siano1 innanzi tutto1 praticamente da noi prodotti ed appresi nella loro efficacia positiva1 perch divengano termini costanti della ricerca4 ,quello che sia buono1 e quindi riducibile alla forma astratta del concetto del bene1 bisogna che sia precedentemente appreso e voluto come tale nelle reali e costanti condizioni della vita1 e che serva gi di norma ai giudizi di valutazione1 che noi naturalmente esprimiamo4 ,l'etica1 in somma1 suppone la coscienza morale1 non solo come oggetto1 ma come criterio e norma costante del giudizio teoretico4 ,ma1 d'altra parte1 la ricerca scientifica non pu anticipatamente ammettere1 che i limiti dell'investigazione le siano belli ed assegnati dalle naturali condizioni della vita2 perch1 siccome proprio della ricerca1 che essa non deve ammettere se non quello che il corso spontaneo dell'esame porta con s come legittima conseguenza1 una qualunque anticipazione dei risultati apparisce lesiva dell'indipendenza e libert dell'indagine4 ,questa doppia esigenza ha esercitata una cos decisiva influenza nel campo delle ricerche etiche1 che essa appunto stata precipua cagione di tutti quei falsi scrupoli1 che hanno spesse volte menato i filosofi1 o a sagrificare la spontaneit del giudizio morale ai postulati del dottrinarismo logico e metafisico1 o a degradare la scienza per farne un organo secondario rispetto a quella che s' chiamata naturale coscienza del bene4 ,e la difficolt divenuta ancora pi grave1 quando s' voluto rimuoverla con tutto quell'apparato di ipotesi psicologiche1 che ha dato luogo alle speciose teorie di un'anima divisa in attiva e passiva1 o moltiplicata all'infinito in una strana variet di riluttanti potenze e facolt2 le quali tuttora1 volere o non volere1 danno fastidio a molti che si sforzano di ricondurre l'armonia nel concetto dello spirito4 ,nella prima epoca della scienza etica1 quando essa non avea ancora sorpassato i limiti di una ricerca rudimentale1 si era molto lontani da tutte queste complicate e difficili quistioni che abbiamo accennate2 ed allora si era tanto sforniti di uno schema psicologico e metafisico1 che i concetti generici del volere e dell'intelletto e i termini astratti di causalit1 finalit ecc4 non poteano esercitare un'influenza anticipata su la natura delle indagini1 e molto meno determinarne i formali presupposti4 ,improntare ai concetti tradizionali un valore assoluto ed incondizionato1 o sostituire a quelli degli altri che fossero pi coscientemente appresi1 ma non meno evidenti ed immediati nella loro pratica applicazione1 e coordinare poi tutti questi var concetti nell'insieme di una veduta razionale2 -- questo era allora il problema dell'etica4 ,i ,sofisti e ,socrate s'aggiravano nel medesimo orizzonte sociale e letterario2 e s gli uni come l'altro erano intesi ad esaminare la natura ed il valore dei giudizi etici1 che veniano loro trasmessi dalla tradizione1 o imposti dalle reali condizioni della vita4 ,ma le personali condizioni della coscienza di ,socrate erano state tanto potenti da rivolgerne tutta l'attivit alla ricerca di una norma costante dei giudizi etici2 e l'avevano tanto allontanato da quei bisogni di pratica sodisfazione1 i quali governano la condotta dei ,sofisti1 che1 sebbene questi fossero vissuti nelle medesime condizioni e fossero stati sollecitati da motivi identici1 solo a ,socrate pu attribuirsi il merito di aver fondata la scienza2 mentre dei ,sofisti non pu dirsi1 se non che essi1 nella versatilit della loro natura1 avvertirono molto vivamente il bisogno della ricerca etica1 senza aver prodotto niente che possa dirsi d'un valore intrinseco e durativo4 ,non il bene ma i beni formano oggetto della prima ricerca etica#abc4 ,perch possa ridursi ad un solo concetto generale1 e si riesca a sostanzializzare una relazione ed un predicato che dapprima si presenta in una molteplicit di situazioni concrete1 bisogna non solo che l'attivit logica abbia raggiunto un alto grado di perfezione ed una pi intrinseca virt1 ma che l'individuo sia eziandio riuscito ad isolarsi maggiormente dalla tradizione e dalla societ1 in guisa che rifletta nei risultati delle sue indagini l'ideale isolamento della propria coscienza#abd4 ,l'identit del concetto del bene si presenta per la prima volta alla coscienza solo nella denominazione comune dei molteplici oggetti1 che sono termine o mezzo all'attivit2 e quello che impronta all'apparente identit un certo carattere di definizione etica consiste soltanto in quella simiglianza di sentimenti di riprovazione o di lode1 che costituisce la naturale coscienza morale4 ,da questa semplice identit1 che esprime la costanza di un giudizio abituale1 alla determinazione obbiettiva ed incondizionata di un valore etico ci corre molto2 e noi non sappiamo intendere come siansi potute applicare tante vedute1 che risultano dall'ulteriore progresso della scienza etica1 all'esame di quei pochi pronunziati che formano la dottrina di ,socrate1 senza che apparisse chiara la incongruenza del criterio4 ,per ,socrate1 era tanto impossibile che egli intendesse la natura del bene1 preso per s ed isolatamente come un concetto di valore assoluto1 per quanto abbiamo visto essere inverosimile che egli si proponesse la quistione del sapere in abstracto ed oggettivamente4 ,la sua ricerca etica qualcosa d'intermedio fra la comune riflessione morale1 e la indagine sistematica poggiata su la norma costante di un sapere logico2 sicch segna appunto il termine fra le due sfere ed il primo passaggio dall'una nell'altra4 ,questo cercheremo di chiarire4 ,nella storia della coltura ellenica non si rinviene indizi evidenti di una ricerca etica1 prima dei tempi sofistici e socratici#abe4 vero che da ,omero ai ,tragici1 da ,talete ad ,anassagora1 dalle leggende popolari alla severa storia di ,tucidide si scorge un continuo progresso nell'imagine della vita etica2 e che1 essendo le tradizioni mitiche ogni giorno pi assorbite dalle esigenze religiose e allargandosi incessantemente l'influenza dei motivi pratici ed individuali1 i ,greci pervennero ad esprimere e rappresentare l'insieme delle relazioni morali in una serie di concetti determinati e di poetiche invenzioni#abf4 ,i concetti della colpa1 dell'espiazione1 della coscienza morale1 della provvidenza presentano un ampio sviluppo1 che pu tuttora seguirsi nella pi gran parte dei suoi momenti1 e che pu offrire materia ed argomento a lunghe ed interessanti indagini4 ,ma tutto questo processo lento e spontaneo1 che rivela l'influenza di una pi larga coscienza pratica1 sorta dall'attrito delle stirpi e delle classi1 e mostra al tempo stesso indizi chiarissimi di un progresso avvenuto nella riflessione individuale merc l'azione di nuovi motivi pratici ed artistici1 non pu dirsi ancora n ricerca n scienza#abg4 ,il mondo delle relazioni morali era ancora intuito come qualcosa di plastico3 era un ordine dato immediatamente nei suoi caratteri essenziali1 e che presentava la medesima ferrea ed ineluttabile necessit del mondo naturale4 ,il primo apparire della ricerca etica non pu certo assegnarsi con precisione cronologica1 perch fu determinato lentamente da cause successive1 che non manifestarono la loro azione in un prodotto istantaneo2 e1 sotto questo riguardo1 pu ammettersi che la riflessione etica sia pi antica dei tempi sofistici4 ,ma per via di esclusione pu e deve dirsi1 che i ,sofisti e ,socrate furono i primi che si proponessero l'esame dei giudizi etici1 e che da quel tempo in poi la ricerca etica cominci a divenire il motivo determinante non solo della filosofia1 ma anche di tutta la coltura scientifica ed artistica4 ,la ricerca etica di ,socrate non si incarnata in una teoria sistematicamente esposta e trasmessa alla posteriorit in un lavoro letterario4 ,questa circostanza1 che non accidentale e che ha tanta intima relazione con l'altro fatto molto notevole1 che la letteratura dei ,socratici fu affatto dialogica1 avrebbe dovuto mettere in guardia molti critici ed espositori contro la falsa esigenza di voler trovare in ,socrate pi di quella che egli potea offrire4 ,l'orizzonte delle sue ricerche rimase sempre qualche cosa di affatto personale1 essendo la proiezione di un lungo ed intimo lavoro1 diretto allo scopo di compensare con la certezza intrinseca del convincimento l'esquilibrio morale ch'era proceduto dalle tendenze arbitrarie dei contemporanei4 ,e1 per far questo1 egli dovette produrre una nuova imagine del mondo1 contrapponendo1 in un antitesi insolubile1 il campo dell'attivit umana alla sfera dell'azione divina nella natura1 e distinguendo due ordini di realt1 che corrispondessero ai due gradi di conoscenza che gli erano evidenti3 quello che concerne il fine pratico del benessere1 e quello che riguarda la produttivit divina4 ,questa differenza1 appresa in una forma ingenua ed elementare1 determin per la prima volta il valore intrinseco del bene1 e valse a predisporre gli spiriti ad un maggiore raccoglimento nella ricerca del valore incondizionato del giudizio etico2 ma non per questo dobbiamo noi giudicare ,socrate alla stregua delle indagini posteriori4 ,e1 da un altro canto1 le convinzioni religiose trascendevano in lui gli angusti confini dell'etica tradizionale1 perch gli offrivano una stregua pi larga alla quale potesse misurare i risultati della sua indagine logica4 ,nondimeno queste convinzioni non possono chiamarsi n i presupposti n le conclusioni metafisiche dell'etica1 perch non segnano le estreme diramazioni di svariate ricerche1 ma si presentano come prodotto simultaneo ed immediato di una coscienza ricca di attivit morale1 che impronta nelle diverse direzioni dello spirito un carattere di uniformit e di analogia4 ,sotto questo riguardo non pu dirsi che ,socrate abbia coscientemente fatto un'etica1 come disciplina speciale e distinta dalla metafisica e dalla religione1 ma che essendo arrivato a proporsi la quistione di una determinazione esatta dei concetti etici1 riusc ad isolare la sfera morale dalla naturale1 ed a precisarne i caratteri pi essenziali e le forme pi comuni4 ,non senza ragione che siamo tornati su l'argomento della coscienza socratica in generale1 perch1 ad ogni passo che facciamo nell'esposizione1 troviamo qualcosa che non dottrina2 e siamo costretti a confessarci1 che nella persona di ,socrate la filosofia non ha ancora acquistata la potenza di fare dall'un capo all'altro il processo scientifico1 e che deve poggiarsi sopra presupposti di una natura affatto immediata4 ,l'etica di ,socrate ha radice nell'esigenza naturale della 1 e mette capo nella rappresentazione della provvidenza come preordinatrice della natura al fine del benessere umano2 e dubita tanto poco di questi presupposti1 che non ne fa mai oggetto della investigazione scientifica4 ,e di qui procede ancora1 che il ,socrate platonico presenta una maggiore intimit1 perch in quella imagine espresso il risultato di una consapevolezza logica pi approfondita4 ,ma fino a che punto pu ammettersi che con ,socrate cominci la scienza etica1 se abbiamo tanto insistito su i presupposti non scientifici delle sue convinzioni8 ,la risposta a questa domanda l'abbiamo gi data nei due capitoli precedenti1 ne' quali abbiamo espresso nettamente il significato del metodo socratico1 non perch fossimo convinti che quello schema logico stesse cos isolato e per s stesso1 ma perch volevamo assegnare l'elemento speculativo dell'etica socratica4 ,anzi quella forma non che forma del contenuto etico2 ed il dialogo1 che non cadeva mai su la definizione dell'animale o della pianta1 del sole o della luna ecc41 seguiva lo sviluppo che abbiamo esposto solo nell'intento di determinare i mezzi che conferiscono al conseguimento dell' 7definizione dei beni71 o le attivit morali generatrici delle azioni 7natura delle virt71 o gli abiti che ne sono conseguenza 7stati della vita74 ,fino a che punto poi ,socrate venisse a modificare molti dei concetti tradizionali1 in conseguenza dello sviluppo dell'induzione1 e giusta le esigenze della definizione1 potrebbe solo vedersi in una storia generale della coltura greca2 e a noi baster notare1 che egli non si proponeva altro1 se non determinare coscientemente il valore dei predicati e dei giudizi etici4 ,il risultato della definizione contiene in s tutto il valore scientifico dell'etica socratica4 ,l'incertezza dei criteri nella valutazione di un bene1 nella determinazione del concetto di una virt ecc4 soggiace a tutto quel processo di rettificazione che abbiamo esposto4 ,nella definizione data una nuova condizione1 un nuovo stato nella vita dello spirito2 una certezza superiore alle fluttuazioni dell'opinione espressa nella cosciente enumerazione delle note costanti d'un concetto4 ,questa certezza ha il carattere di morale acquiescenza2 perch la sodisfazione1 invano cercata nella rappresentazione ordinaria di un bene1 si ottiene per la prima volta nella evidenza e perspicuit del significato costante del concetto4 ,il dialogo socratico si esaurisce nella isolata definizione1 merc la quale l'impulso razionale si appaga di un sapere che risponde alla pratica esigenza del momento2 senza che lo spirito cerchi ancora di coordinare insieme diverse definizioni1 per distinguere in un complesso di risultati speculativi le conseguenze dottrinali dai motivi pratici4 ,la definizione1 guardata nel suo lato concreto1 presenta diversi caratteri3 l'identit e l'esclusione di ogni altro elemento che possa alterarne e svisarne la natura3 la possibilit che venga applicata come sicura norma nell'esame delle umane azioni1 con la certezza che quanto vi pu essere d'inadeguato alla stessa sia erroneo e falso3 la sua immancabile attivit1 come forza che agisce in un dato senso e per una direzione costante4 ,sotto quest'ultimo riguardo la definizione il punto di partenza di tutte le conclusioni dell'etica socratica4 ,l'esame psicologico degli elementi appetitivi e conoscitivi della natura umana ha da gran tempo cambiata la fisonomia dell'etica1 ed ha messo i filosofi nella condizione di cercare in una sfera pi larga l'elemento etico del bene4 ,questa invece la propriet essenziale dell'etica socratica1 che1 prendendo essa le mosse dalla rettificazione delle rappresentazioni mediante il dialogo1 nella conclusione logica del dialogo stesso trova la natura del bene2 ed essendo la ricerca coordinata all'intuizione immediata della natura umana come tendente all'1 la conclusione logica appresa come tutt'una cosa con la potenzialit del bene1 ossia con l'energia morale e con l'efficacia pratica1 che producono la vita perfetta4 ,e da questo presupposto procede quella opinione paradossastica di ,socrate1 che chi conosce il bene non pu non volerlo1 e deve necessariamente rigettare il male#abh4 ,noi scorgiamo in questa affermazione tutta l'erroneit di un concetto parziale della natura umana2 ma pure essa era una naturalissima conseguenza del supposto1 che1 cercando l'uomo il suo benessere1 non possa rigettarlo quando l'abbia ritrovato4 ,,osservazioni ,prima di entrare nella specializzata esposizione dell'etica socratica1 vogliamo qui aggiungere alcune osservazioni di un valore generale4 #a7 ,socrate stato forse il primo che abbia chiaramente inteso1 come il bene non consista in qualcosa di estrinseco1 stato condizione o possesso che sia1 ma nella coscienza del bene1 come mezzo certo per appagare l'esigenza della felicit4 ,egli ha in tal guisa formolato ed espresso il bisogno dell'intimit1 che costituisce il valore personale dell'uomo4 ,le abitudini1 le tradizioni1 le doti personali1 gli stati e le forme della vita sociale non devono ricevere i predicati etici dall'opinione2 ma bisogna che se li facciano improntare1 secondo la norma costante del concetto1 da una ricerca approfondita e formalmente certa4 ,questa nuova esigenza non solo di un gran valore nella storia della filosofia1 ma segna eziandio un gran progresso nella coscienza etica in generale1 perch ha determinato approssimativamente il valore intellettivo della coscienza morale1 riponendo nella consapevolezza l'impulso principale al ben fare4 #b7 ,questo bisogno di elevare il concetto del bene ad una pi alta potenza1 coll'isolarlo dalle forme concrete e storiche1 importava solamente una maggiore consapevolezza e normalit nella valutazione dei beni in particolare1 non una esclusione o modificazione dell'ethos popolare1 dal punto di vista di un ideale di pratica riforma4 ,la sfera dell'etica scientifica non ancora distinta da quella dell'etica pratica2 e tutte le relazioni concrete della vita sociale ricadono nella definizione del bene1 conservando le loro propriet storiche ed elleniche1 senza che ,socrate tenti d'innovare positivamente l'ordine costituito4 #c7 ,ma l'esigenza della consapevolezza avea acquistato in lui tale predominio1 e governava s fattamente le sue pratiche abitudini1 che egli facea dipendere il riconoscimento delle forme reali della vita1 e di tutte le concrete determinazioni etiche della famiglia e dello ,stato1 da una cosciente adesione1 risultato dell'esame1 merc la quale l'intrinseca energia dell'animo dev'essere disposta ad una serie di atti conformati tutti inevitabilmente al conseguimento dell'4 #d7 ,come la ricerca socratica non raggiunse mai la universalit ed astrattezza del concetto1 per questa ragione appunto rimase molto lontana dalla ipostasi metafisica del bene1 che ,platone determin in sguito4 ,la natura etica del ,dio di ,socrate un prodotto spontaneo dell'esigenza religiosa1 ed un risultato in gran parte naturale ed incosciente della coltura ellenica1 che non porta con s1 come legittima conseguenza1 la equazione fra il concetto di ,dio e quello del bene1 o la determinazione dell'uno mediante l'altro4 ,il concetto del bene rimane cos limitato1 come l'esperienza cotidiana ce lo fa apprendere e concepire in tutte le svariate condizioni della vita2 ed il nuovo elemento della consapevolezza vale solo ad approfondire l'intenzionalit dell'individuo nella ricerca del suo meglio1 non a cambiare intrinsecamente la relazione fra il soggetto e la obbiettiva natura del bene4 #e7 ,essendo la ricerca motivata in tutto e per tutto da una pratica esigenza1 e sussidiata da una coscienza logica ancora elementare ed imperfetta1 non pot compiere tutto il giro sistematico di un'etica scientifica1 e cadde spesso in inconseguenze o scese ad affermazioni di una natura affatto popolare4 ,quest'ultimo lato quello che la tradizione precettistica dei secoli posteriori1 per la deficienza di coltura storica e filosofica rilev con maggiore interesse1 finch si fin per attribuire a ,socrate tutte quelle massime che sembravano coerenti all'imagine di un uomo moralmente perfetto#abi4 ,,vi4 ,,conoscere ,e ,,volere ,l'elemento costitutivo dell'etica socratica abbiamo visto esser riposto nella certezza logica1 ottenuta mediante la definizione4 ,la forma pi elementare della ricerca1 l'interrogazione sospensiva 1 va a conchiudersi nella determinazione intrinseca del concetto cercato2 e la definizione1 come adeguata espressione della consapevolezza1 contiene in s la norma sicura d'ogni pratica attivit4 ,che quel processo ricercativo non uscisse mai dai limiti della vita etica1 e s'aggirasse sempre in quella sfera di rappresentazioni tradizionali1 nelle quali espresso un giudizio favorevole o sfavorevole intorno alla volont ed alle azioni1 cosa che la concorde testimonianza dell'antichit non permette di revocare in dubbio#acj4 ,l'avversione di ,socrate contro la ricerca naturale uno dei dati storici che pi d'ogni altro determina il valore intrinseco della sua coscienza e l'importanza limitativa della sua filosofia4 ,ma questa esclusione della natura dal campo delle investigazioni venne implicitamente a limitare la ricerca etica1 perch la restrinse agli angusti confini di una certezza immediata1 la cui pratica applicazione fosse incontrastabile2 e fu causa precipua di tante false conseguenze gi notate da ,aristotele1 e che noi possiamo giustificare solo come nccessarie fasi storiche del pensiero filosofico4 ,socrate1 in fatti1 non avea coscienza della vera e prima origine d'ogni elemento etico1 che riposta nella naturale costituzione dell'anima2 ed avendo limitato le sue indagini a rettificare quei giudizi ed a determinare quei concetti1 che erano gi evidenti nella coscienza riflessa per la loro morale e pratica importanza1 ignor del tutto quel lato della vita dello spirito che non va immediatamente soggetto ad un giudizio morale1 e che costituisce l'oggetto della psicologia4 ,quando merc il dialogo egli arrivava alla definizione1 avea coscienza della sua vittoria su le riluttanti opinioni degli interlocutori1 solo in quanto le sue vedute poteano essere espresse in un giudizio1 che servisse di norma alla vita e di termine a tutte le aporie della ricerca4 ,egli si lasciava dietro1 come indegno d'ogni esame1 tutto quell'errare che facea il dialogo in una serie di svariate ed erronee affermazioni1 poggiate o sopra arbitrarie associazioni d'idee1 o su l'autorit della tradizione2 e non si preoccupava punto di tutto quel lato oscuro dell'anima1 che vien costituito dallo stato incerto e fluttuante delle rappresentazioni e delle volizioni1 prima che offrano materia ed argomento all'analisi scientifica4 ,il risultato quindi1 sebbene ottenuto per via d'un'indagine che avea a superare tante difficolt e tante incertezze1 si presentava in fine come qualcosa di spontaneo1 d'immediato1 e direi quasi di naturale2 perch1 inteso come era il filosofo a chiarire dialetticamente il convincimento ch'egli s'era gi formato ed a suscitarlo negli altri1 non s'avvedea d'avere innanzi a s le diverse forme della vita dello spirito1 e come in quella variet fosse appunto riposta la cagione dell'errore4 ,e cos avveniva che la logica precorreva la psicologia1 anzi l'ignorava del tutto4 ,tutti quei molteplici stati della vita dell'anima1 che precedono la certezza che s'ottiene mediante la definizione1 erano da ,socrate subordinati all'incerta rappresentazione dell'ignoranza#aca2 il cui campo era tanto vasto per quanto svariata ed immensa la moltiplicit dei giudizi e delle azioni umane1 che non dipendono dalla consapevolezza del valore e del fine dei concetti ottenuti mediante l'esame4 ,questa rappresentazione dell'ignoranza non esprime in fondo che l'antitesi generica del sapere2 non un concetto positivo1 i cui caratteri siano studiati nella loro natura psicologica e storica1 e che valga a precisare scientificamente il valore di quella forma dello spirito che costituisce il sapere4 ,da questa posizione procedono tutte le conseguenze dell'etica socratica che toccheremo in sguito1 e le affermazioni1 che la virt consista nel sapere1 che la consapevolezza costituisca per s stessa un valore etico#acb1 e cos via2 nelle quali non sappiamo scorgere1 come altri ha fatto1 la influenza del dottrinarismo logico1 perch abbiamo gi esclusa la opinione di coloro che ammettono in ,socrate una coscienza esplicita del principio logico2 ma siamo costretti a ravvisarvi le estreme conclusioni di una tendenza pratica di natura affatto esclusiva4 ,n bisogna che torniamo nuovamente a discorrere dei motivi dell'attivit socratica1 dei quali abbiamo parlato tanto a lungo1 che il nostro modo di vedere non ha pi bisogno di chiarimenti4 #a4 ,,equazione ,,fra ,,volere ,e ,,sapere 7 74 ,l'elaborazione dialogica dei concetti costituisce l'elemento del sapere1 il principio della verit4 ,ma che intendeva ,socrate per sapere e per verit2 e che valore attribuiva egli a queste due nozioni8 ,questo punto bisogna sia chiarito4 ,con la esclusione delle ricerche naturali1 ,socrate venne ad affermare due caratteri essenziali del concetto ch'egli s'era formato del sapere4 ,conoscere quello che non si pu produrre non conoscere davvero1 perch la conoscenza porta con s l'attitudine al fare2 e il sapere umano quindi sempre coordinato al fine dell'1 perch l'uomo sa solo quello che egli ha fatto1 fa1 o pu fare4 ,la natura del sapere non dipende dunque dalla ricerca1 e non ne un risultato2 non sta l sotto gli occhi del filosofo1 come un dato che egli prende ad esaminare1 per farne un'analisi e ricavarne una teoria4 ,questo sapere adunque1 perch ha un limite costante nella rappresentazione della felicit come fine della vita1 non pu vagare fra molti oggetti conoscibili1 per attuarsi e concretarsi2 e non divenendo pratico per elezione del filosofo1 ma essendo di sua natura pratico1 ha una sfera n pi larga n pi angusta di quella dell'attivit umana1 nella quale trova la sua manifestazione ed il suo contenuto4 ,di qui procede che ,socrate1 identificando assolutamente il sapere col fare1 ripose nel primo la norma del secondo1 ed afferm che tanto l'uomo fa quanto egli sa1 e spingendo la cosa pi innanzi1 disse che l'uomo tanto e tale1 quanto e quale il suo sapere#acc4 ,e1 guardando solamente alla natura intrinseca di quelle conoscenze1 che si esprimono in giudizi praticamente applicabili1 confuse in una sola denominazione generica tutto quello che l'uomo pensa e fa inconsapevolmente1 contrapponendo alla sfera del sapere quella dell'ignoranza4 ,questa identificazione del sapere e del fare1 ove si prescinda per poco dalla testimonianza autentica di ,senofonte1 e si chiuda gli occhi su le condizioni storiche della coltura ai tempi di ,socrate1 pu dare facilmente luogo ad una opinione erronea1 come se egli avesse inteso di conciliare coscientemente l'intelletto e la volont1 e rimettere in armonia la scienza con la pratica4 ,il valore di queste espressioni era allora troppo generico1 e non avea ancora raggiunta quella sostanzialit1 che rese pi tardi cos chiari i termini psicologici1 da farli apparire nella filosofia aristotelica come gradi1 forme o potenze della vita dell'anima4 ,la mancanza di ogni scienza psicologica1 e la maniera affatto popolare come questi concetti sono espressi nel dialogo senofonteo1 non consentono si ammetta1 che ,socrate avesse avuto coscienza della opposizione di due sfere dello spirito1 e poi tentato ricondurle alla sintesi mediante il ragionamento4 ,col porre immediatamente il sapere come principio dell'azione1 egli non facea1 per dirla in linguaggio moderno1 che stabilire una relazione analitica fra i due termini1 e non mirava ad una identificazione sintetica4 ,poco dopo1 ,platone cominci a fissare normalmente le diverse forme del sapere1 e come analoghe a queste le diverse parti dell'anima2 e pose termine alla indeterminatezza del linguaggio comune1 che ,socrate non avea superata4 ,esclusa la cosciente identificazione dei due elementi del sapere e del volere1 non solo s'intende bene il valore affatto pratico di questa sintesi che non riposta in una teoria psicologica e molto meno dipende da una costruzione metafisica2 ma viene eziandio messa in chiaro la natura della verit socratica1 che non ha n oggetto n motivo teoretico4 ,le azioni umane sono tali quali le conoscenze1 perch il fine comune dell'1 cui tutti aspiriamo1 variamente inteso1 secondo che son varie le nostre tendenze1 e diverse le relazioni della vita in cui ci mettiamo#acd4 ,quel fine non ha bisogno di esserci insegnato o proposto1 perch la natura stessa ci dispone a raggiungerlo4 ,il vario appagamento del naturale bisogno del benessere dipende dalla opinione che abbiamo delle cose da noi credute degne o indegne della nostra approvazione1 e dal vario indirizzo che diamo alla nostra attivit4 ,nella opinione1 che abbiamo di noi medesimi e delle cose che possono appagarci1 riposto il punto di partenza di quel che facciamo e vogliamo2 e1 se l'opinione falsa1 erronea1 imperfetta1 la nostra attivit non pu essere degna di approvazione1 e merita quindi d'essere corretta4 ,e1 per uscire da quella incertezza1 nella quale ha potuto gettarci una falsa opinione di noi medesimi1 bisogna che ci valutiamo pi giustamente1 e che sappiamo meglio conoscerci4 ,l'antica massima dell'oracolo di ,delfo3 1 che la tradizione avea interpretata con tante variazioni e commenti#ace1 acquistava cos1 per opera di ,socrate1 un significato pi profondo e pi intimo2 e da semplice precetto di religiosa rassegnazione diveniva espressione adeguata di tutta una pratica tendenza1 informata all'intrinseco valore della consapevolezza e del convincimento4 ,questa massima1 che spesso occorre nei dialoghi socratici#acf1 ha dato luogo a svariate interpretazioni1 ed in gran parte stata argomento di quella opinione1 che fa di ,socrate il creatore del principio della soggettivit4 ,nel s' voluto rinvenire l'affermazione pi o meno esplicita della universalit del sapere scientifico1 in opposizione col particolarismo empirico e col criterio individuale2 e si in conseguenza detto1 che ,socrate s'era elevato al concetto dell'umanit e dell'assoluta libert del soggetto1 contrapponendosi alla storia1 alla tradizione ed all'oggetto naturale#acg4 ,senza punto entrare a discutere il merito di una simile posizione1 che per alcuni il cardine della speculazione moderna e la legittima conseguenza del ,cristianesimo1 a noi pare sufficientemente assodato1 che essa ripugni del tutto al carattere storico della dottrina socratica e non sia confermata dalla interpretazione schietta dei testi4 ,ed accettando in tutto e per tutto l'opinione di uno dei pi felici espositori dell'etica greca#ach4 non vediamo in quella massima altro se non l'esigenza1 che l'uomo sottoponga la sua capacit e le sue doti naturali al pi rigoroso esame1 per acquistare una piena consapevolezza dell'indirizzo che deve seguire nella vita4 ,il valore intrinseco di quella esortazione non cessa d'avere una grande importanza1 perch noi escludiamo quella interpretazione1 che ha falsamente creduto improntarle un carattere pi universale e pi filosofico4 ,richiamando l'individuo all'esame di s stesso ed a vincere i pregiudizi di stato o di occupazione1 ,socrate riusciva a sostituire la potenza del convincimento alla educazione tradizionale ed a suscitare il bisogno dell'intimit1 perch invogliava ad un'attivit che fosse sempre accompagnata dalla consapevolezza4 ,l'oggetto di quel sapere1 ch'egli insinuava1 il 1 non era la forma generale e teoretica dell'io1 ma la natura reale dell'individuo2 e1 come questa sempre coordinata al fine dell'1 egli stabiliva per la prima volta il concetto positivo della libert ed i limiti della responsabilit4 ,la conoscenza di s stesso non ha luogo mediante un'apprensione immediata1 ma un risultato dell'esame4 ,bisogna dapprima cadere nell'aporia1 e mettere in discussione il concetto esatto di quello che si prende a seguire1 come termine e oggetto della propria attivit4 ,la discussione percorre tutti gli stadi che abbiamo esposti parlando del metodo in generale2 ed una volta che il concetto stato fermato mediante la definizione e determinato chiaramente in tutte le sue attinenze1 si tratta in fine di vedere se l'individuo adegui o pur no1 con le sue personali attitudini1 le reali condizioni del fine propostosi#aci4 ,la conoscenza di s medesimo diviene cos per l'individuo il reale convincimento della propria attitudine2 e mette termine nella consapevolezza del fine cui deve tendere e dei mezzi per conseguirlo4 ,l'apparente universalit logica del precetto sparisce innanzi alle reali condizioni nelle quali si svolge1 e diviene in fine una esigenza pedagogica2 merc la quale il filosofo1 suscitato dapprima il bisogno dell'esame1 conduce il suo interlocutore a sottostare all'intrinseca virt della convinzione4 #b4 ,,fondamento ,,della ,,pedagogia ,,socratica4 ,nel convincimento dell'assoluta identit del sapere col volere riposta l'attivit educativa di ,socrate1 che senza contrapporsi dichiaratamente1 e merc un pratico tentativo1 alla morale ed alla politica tradizionale1 riusc a portare nel seno della societ una tendenza riformatrice1 che pi tardi s'and concretando in molte e diverse scuole filosofiche4 ,socrate avea1 gi prima di comparire su la scena pubblica1 esercitato sopra s medesimo quel lavoro di esame1 che posteriormente consigliava agli altri2 ed era arrivato a convincersi della sua incapacit nelle faccende dello ,stato4 ,il bisogno di accertare e chiarire il fine della propria opera1 e di acquistare una notizia sicura ed infallibile dei mezzi da applicarvi1 era divenuto a lungo andare un impulso all'indagine1 su i mezzi di che gli altri faceano uso nell'esercizio delle proprie facolt4 ,e1 facendo la propria educazione1 ,socrate era divenuto educatore4 ,ma1 come l'esigenza della ricerca non ammette dei risultati improvvisati o imposti semplicemente dall'autorit1 egli era continuamente inteso a riprendere la quistione nei suoi primi elementi1 tutte le volte che l'occasione gli offrisse materia a discutere di questa o quella capacit e virt4 ,l',apologia platonica#adj un documento storico di somma importanza1 per ravvisare questo curioso fenomeno di ,socrate che educa educandosi1 e nell'atto che incerto di tutto1 mediante l'analisi della propria incertezza1 produce per s e per gli altri il criterio della convinzione4 ,questa attivit pedagogica1 che era avvalorata dalla personale influenza di un carattere moralmente perfetto1 non avea niente di simile con l'arte dell'insegnare1 e non era n parenesi n insinuazione retorica4 ,l'esempio1 la citazione storica1 l'autorit dei poeti e della tradizione1 la rappresentazione simbolica e mitica poteano pi o meno arricchire e corroborare il dialogo2 ma la sua principale efficacia era di natura tanto diversa da quella che comunemente chiamavasi persuasione1 che ,platone non ha saputo altrimenti caratterizzarla1 che dandole il nome di arte ostetricia#ada4 ,quella maieutica1 che ,socrate avea ereditata dalla madre ,fanarete1 non era che un'arte sussidiaria della natura2 atta s a sostenere e coadiuvare lo sforzo ingenito della produzione1 ma non destinata ad essere produttiva per s stessa1 o a migliorare i naturali difetti4 ,la consapevolezza della propria capacit o incapacit era la meta cui ,socrate volea condurre i suoi interlocutori2 e1 se poniamo mente alla notevole circostanza1 che la pi parte dei suoi discorsi cadeano o sopra la scelta di una via a seguire1 o sul giudizio da portarsi sopra un'azione compiuta1 sopra cose insomma che riguardavano immediatamente il benessere dei suoi interlocutori1 s'intende bene come la certezza logica che ne emergeva1 per la sua novit e per la sua pratica occasione1 dovesse produrre un'impressione molto superiore a quella che altri ha voluto scorgere nel dialogo senofonteo#adb4 ,e quest'attivit pedagogica era a quel tempo qualcosa di affatto nuovo1 e la sua influenza1 presa intensivamente1 era di gran lunga superiore a tutto quello che noi generalmente intendiamo per riforma educativa4 ,l'educazione greca s'era trovata fino a quel tempo in piena armonia con la tradizione politica e religiosa1 e tutte le modificazioni che avea subite erano state tacitamente introdotte1 senza che mai l'individuo si fosse proposto di far predominare le sue personali convinzioni a discapito delle sostanziali relazioni della vita sociale4 ,tutte le innovazioni artistiche e politiche furono fino al tempo di ,pericle cos spontanee e naturali1 da non far risentire l'influenza individuale1 come qualcosa di opposto alle opinioni comuni4 ,la stessa filosofia naturale non era mai uscita dalla sfera di certi uomini privilegiati1 e sebbene fosse indizio di un decadimento non lontano della mitologia e della religione1 pure non venne mai ad assumere il carattere di un tentativo di riforma pratica4 ,primi furono i ,sofisti1 che si servirono delle ricerche filosofiche come d'istrumento educativo2 e senza fare dei sistemi scientifici perfetti e conseguenti1 perch nessuno fra loro si elev ad una intuizione originale dell'universo1 riuscirono a suscitare il bisogno di una correzione o di una conferma delle opinioni tradizionali mediante la riflessione4 ,ricercare1 criticare1 analizzare1 correggere diviene per opera loro oggetto della vita1 e materia di un'arte speciale3 e1 perch mancavano di uno scopo determinato ed evidente1 riuscirono maggiormente a far nascere il desiderio delle formali esigenze della ricerca4 ,e da quel tempo l'occupazione filosofica divenne un mestiere2 e la societ cominci a scindersi in due campi1 stando nell'uno i sostenitori della tradizione1 e nell'altro i novatori4 ,socrate non sopravvisse a questo periodo storico2 e1 sebbene partecipasse al movimento degli innovatori1 reag in gran parte contro di essi con la solidit delle sue vedute4 ,non fu filosofo di mestiere1 ma certamente pedagogo1 anzi1 come ,aristofane lo chiamava a quel tempo1 #adc2 e1 facendo della sua vita un problema educativo1 con l'educare s medesimo e gli altri al tempo stesso1 mentre poneva termine al dilettantismo sofistico1 imped che la filosofia tornasse ad essere mera ricerca dei fenomeni naturali4 ,la formale esigenza della certezza1 divenendo massima pedagogica nel 1 fermava un punto solido nel quale la ricerca toccava una norma superiore ad ogni divagazione dottrinale4 ,,vii4 ,,le ,,forme ,,concrete ,,della ,,vita ,,etica ,socrate non fu n il capo di una setta1 n il fondatore d'una scuola4 ,vissuto in un secolo di larga produttivit artistica e pratica1 ed in mezzo ai pi svariati elementi di coltura1 conserv sempre la fisonomia individuale e precisa di un perfetto ateniese2 senza allontanarsi punto da quella maniera di vivere1 che1 secondo l'opinione dei suoi concittadini1 costituiva il pregio ed il buon nome d'una persona lodevole in tutte le private e pubbliche relazioni4 ,egli non fu dunque quello che comunemente suole intendersi per un riformatore3 un uomo1 che in virt d'un individuale convincimento1 o in nome d'una divina vocazione1 tenda a sconvolgere l'ordine costituito della societ1 per riformare a sua posta le istituzioni1 le leggi e i costumi4 ,le sue solide convinzioni lo aveano troppo predisposto a riconoscere nell'ordinamento sociale la prudenza e saggezza1 che aveano informato l'animo dei legislatori1 ed a guardare con animo tranquillo e rassegnato le conseguenze dell'umana corruzione1 o1 come avrebbe egli detto nel suo linguaggio1 dell'umana ignoranza1 perch potesse venirgli in mente di farsi riformatore e rinnovatore dei costumi4 ,oltre di che1 la natura e l'indole stessa della coltura greca non ammetteva che l'individuale genialit si manifestasse in un immoderato tentativo di pratica riforma2 perch mancava di quell'elemento arbitrario di trascendenza1 che nelle religioni orientali1 ed in gran parte nel ,cristianesimo stesso1 ha tanto favorito l'esquilibrio fra la coscienza dell'individuo e la norma costante dell'etica sociale1 esaltando troppo la sublimit del precetto o l'intensit del sentimento1 a discapito della sostanzialit e costanza delle forme naturali della vita4 ,la coltura greca era ancora animata dal giovanile abbandono al naturale impeto delle passioni1 e dal misurato criterio della prudenza e del benessere2 e1 sebbene in ,atene la coscienza riflessa avesse gi cominciato a prevalere e ad assumere un carattere universale1 astratto1 e ricercativo1 pure non avea mai perduto il colorito indigeno1 spontaneo1 e popolare4 ,il pensiero s'era svolto in tanta buona armonia con tutto il progresso della coltura1 che ,socrate1 come abbiamo gi visto1 malgrado le profonde collisioni cui dette motivo1 non s'avvide di quanto si discostasse dalle tradizionali convinzioni1 e non volle mai essere riconosciuto n come maestro n come filosofo4 ,da tutto quello che abbiamo detto innanzi apparisce chiaro come fosse impossibile che ,socrate riuscisse a determinare obbiettivamente un complesso di verit scientifiche2 e che i pochi pronunziati etici di lui1 che la tradizione ci ha trasmessi1 non costituiscono per s stessi n un sistema1 n uno schema di scienza morale4 ,e questa posizione affatto relativa delle sue indagini mette pi in evidenza come egli non si proponesse e non avesse coscienza di essere un riformatore2 perch la natura delle sue convinzioni non scendeva deduttivamente da un presupposto teoretico ed esclusivo1 ma stava in una pratica ed incessante relazione con tutti gli elementi svariati e concreti della vita morale4 ,e1 se noi cerchiamo di raccogliere e mettere insieme i diversi concetti1 che ,socrate avea delle varie forme o attivit della vita1 l'imagine complessiva1 che si ottiene in fine1 ha pi l'aspetto plastico di un quadro che la natura di uno schema formale4 ,ma vorremo noi forse con questo giudizio rigettare come interamente falsa l'opinione che fa di ,socrate un riformatore8 ,e sarebbe forse questo il modo1 come spiegare ed intendere il gran movimento ed il gran progresso che egli produsse in tutte le pratiche discipline8 ,la nostra maniera di vedere non cos esclusiva1 e noi abbiamo inteso solamente limitare il valore di una affermazione troppo incondizionata1 e che non risponde alla natura ed al genuino carattere della coltura ellenica2 e metteremo ora pi in chiaro il nostro concetto4 ,le diverse forme della vita privata e pubblica e le diverse sfere dell'attivit umana non erano ancora a quel tempo divenute argomento d'indagini scientifiche1 che ne fermassero l'origine1 la natura ed il normale concetto in definizioni d'un valore intrinseco ed attinte alle costanti condizioni dei fatti4 a ,socrate che tocca la lode di un primo tentativo per acquistare una coscienza precisa e determinata di tutte quelle svariate attivit e di quei molteplici fini che costituiscono nel loro insieme la vita pratica4 ,non v'ha forma della vita1 o relazione etica1 che egli non abbia toccata nei suoi discorsi2 nei quali sforzavasi1 in virt del suo istinto etico e logico1 di chiarire e definire la famiglia ed i suoi elementi1 la relazione dell'individuo verso lo ,stato e verso la legge1 le diverse funzioni della vita pubblica1 l'esercizio delle arti e dei mestieri4 ,in un tempo quando non s'avea pur sentore di quello che potess'essere l'economia privata e pubblica1 la scienza del dritto1 dello ,stato1 o dell'amministrazione e la tecnica delle arti1 era naturale che l'esigenza di determinare i concetti pratici s'avvertisse solo dal punto di vista dell'utilit1 e che si spiegasse unicamente nella sua immediata ed occasionale natura4 ,ed cos appunto che ,socrate comincia a tentare una cosciente rettificazione dei concetti di quelle relazioni1 che sono termini o forme dell'attivit umana2 e1 prendendo egli le mosse dal bisogno di disporre l'individuo al cosciente riconoscimento della propria attitudine1 fin per fissare e caratterizzare alcune differenze obbiettive4 ,ma1 perch il criterio del giudizio non era obbiettivato scientificamente1 la determinazione rimase sempre nei limiti gi fissati dal linguaggio comune2 e la stessa valutazione dell'importanza relativa delle diverse sfere della vita fu da lui in gran parte accettata dalla tradizione4 ,ed qui appunto che maggiormente apparisce lo stato rudimentale del ,socratismo4 ,da un canto1 l'impulso scientifico evidente1 e comincia tanto a precisarsi1 che assume quasi la forma di uno schema logico2 il quale1 sebbene non sia presente alla coscienza obbiettivamente1 pure un presupposto in conformit del quale il filosofo si sente costretto a procedere3 e1 da un altro canto1 tutta la ricchezza dell'immediato contenuto della coscienza etica1 sul quale la ricerca si aggira1 sta l disgregata in tutto il suo particolarismo empirico innanzi all'animo del ricercatore1 che riesce solo a subordinarlo all'angusto criterio di una formale definizione4 ,delle due sfere che indicammo innanzi1 quella del sapere e quella dell'ignoranza1 la prima era troppo angusta e non ancora approfondita e studiata in tutti i suoi elementi1 e l'altra troppo larga ed indeterminata1 perch segnava solamente un termine generico di opposizione1 il cui contenuto era ignoto4 ,ora1 in questa sfera appunto che ,socrate chiamava in genere ignoranza1 e che noi diremmo della coscienza non ancora riflessa e scientifica1 sono riposti i primi elementi ed i naturali presupposti di tutte le relazioni e di tutte le attivit etiche1 prima che divengano argomento delle indagini scientifiche2 e ci vero1 non solo per quel che riguarda l'individuo1 ma ancora1 e forse pi per quel che concerne la stirpe ed il popolo4 ,l'opposizione fra i due termini non s' palesata a ,socrate che in virt del carattere pratico delle sue esigenze2 in guisa che1 inteso a cogliere la natura delle forme etiche col semplice criterio di una definizione praticamente e formalmente chiara1 egli sconobbe tutto quello che era inadeguato al criterio precedentemente stabilito1 perch non cercava altro che la norma costante delle azioni4 ,come egli fosse poi costretto ad ammettere in parte gli elementi extrarazionali delle virt1 vedremo in sguito4 ,questo lato oscuro della ricerca1 che in ,socrate era un campo vastissimo1 s' andato poi a poco a poco restringendo2 fino a ridursi a qualcosa di puramente puntuale1 ch' espresso nella filosofia moderna dal concetto preciso e determinato della naturalit dell'anima incosciente4 ,ritornando ora su l'argomento della riforma socratica1 ci par chiaro1 che essa sia doppiamente limitata3 e perch le tendenze pratico-religiose del nostro filosofo non consentivano ch'egli sconoscesse la sostanzialit della morale privata e pubblica2 e perch la poca perfezione della sua attitudine logica non gli permetteva di determinare intrinsecamente il valore obbiettivo delle forme etiche4 ,risvegliare la riflessione volontaria ed acuire l'intenzionalit1 -- ecco lo scopo genuino di quella riforma3 e1 quando da altri s' detto che ,socrate avesse il chiaro presentimento di una teoria sociale1 merc la quale facesse d'uopo di riformare e regolare col criterio della consapevolezza tutte le diverse attivit della vita#add1 s' avuta la fretta d'identificare un risultato pi o meno possibile con un semplice impulso individuale e generico4 ,platone fu invero il filosofo della riforma1 ed in gran parte su la sua autorit che stata foggiata quella opinione#ade4 ,a noi baster dire1 che non sconosciamo l'influenza socratica nella tendenza riformatrice del ,platonismo2 la quale1 se pure pu accennare all'avvenire o aver l'aria di voler ripristinare il passato1 in fondo non che la naturale esplicazione di quella esigenza socratica1 che facea necessariamente dipendere l'attivit dal sapere4 ,abbiamo visto che il precetto delfico non ha un valore esplicitamente filosofico1 ma bens pratico e pedagogico4 ,nei dialoghi socratici occorre spesso di trovare1 che le varie direzioni seguite dalla volont degl'individui sono fatte oggetto di un esame scrupoloso1 e che dal riconoscimento della consapevolezza si fa dipendere il criterio fondamentale di ogni giudizio portato su le relazioni etiche#adf4 ,il lento esame delle contradizioni1 che emergono dal falso concetto della propria attivit1 si esaurisce nella definizione dei caratteri costanti che formano quella determinata sfera in cui s'aggira il capitano1 il corazziere1 il pittore e cos via2 ed a questo processo analogo un altro1 merc il quale si determina l'attitudine dell'individuo1 in rapporto con l'opera ch' termine della sua attivit4 ,queste due ricerche fanno insomma una sola ricerca2 in quanto che la rettificazione del volere implicita in quella del concetto del voluto1 perch l'uomo vuole appunto ci che conosce#adg4 ,da questa posizione procede3 #a4 ,che nel ,socratismo non v'ha un valore morale1 appreso indipendentemente dalla determinazione concreta delle funzioni pratiche4 ,quello che noi siamo soliti di chiamare moralit dell'azione implicita nel giudizio logico ed ha ancora il carattere di una equazione formale fra il volere ed il sapere4 ,l'esigenza di determinare il grado dell'intimit morale manifesta solo nel suo elemento intellettuale4 #b4 ,e che ,socrate non sent il bisogno di determinare in abstracto il concetto dell'2 perch la sua significazione gli era evidente solo nel relativismo delle varie sfere dell'attivit umana4 ,e per questa ragione appunto egli non riusc a stabilire una gradazione nelle forme della vita1 col preferirne una all'altra3 e1 mentre suscitava il bisogno della consapevolezza1 non fece della scienza il solo elemento della felicit2 potendo essa1 come ogni altra forma di attivit1 portare con s il malessere e l'infelicit4 ,nelle scuole socratiche cominci a determinarsi pi nettamente il concetto dell'intima relazione fra l' e la scienza2 finch ,platone ed ,aristotele non posero la contemplazione come meta d'ogni umano sforzo1 esagerando dottrinariamente una relazione sola della vita a discapito delle altre4 #a4 ,l',,individuo ,e ,,le ,,sue ,,relazloni ,,domestiche4 ,il concetto etico del ,socratismo non pu misurarsi alla stregua dell'intimit moderna2 n deve mettersi nel novero di quei tentativi di natura affatto esclusiva1 che anche nel seno della civilt antica hanno avuto di mira la sostituzione di una morale trascendente ai bisogni concreti della vita4 ,da questa semplice premessa1 che abbiamo gi cercato di approfondire in tutto il suo valore1 procede il carattere indigeno e relativo dell'etica speciale di ,socrate4 ,l'opinione quindi ch'egli s'era formata dell'individuo perfetto era in gran parte attinta dalle reali condizioni della vita2 e non tendeva a contrapporre alle tradizioni ed alle pratiche del costume una posizione arbitraria4 ,socrate in vero insisteva sul bisogno della continenza1 come sicuro fondamento d'ogni virt#adh2 e consigliava l'astinenza dai piaceri1 perch essi ci rendono scontenti della vita ed incapaci di affrontare i pericoli per conseguire gloria ed onori4 ,la vera libert consistea per lui nel fare astrazione dai piaceri del corpo e nell'esercitare tutte le funzioni della vita in vista dell'interno benessere1 che consiste nell'equazione fra gli atti esterni e le interne convinzioni4 ,e1 rassomigliando egli lo stato dell'uomo che seconda l'appetito naturale dei piaceri a quello dello schiavo#adi e riponendo poi la libert nella consapevolezza e nell'amore del sapere#aej1 rilevava tanto chiaramente l'importanza intrinseca della coscienza individuale1 da stabilirla come criterio costante e come punto di partenza d'ogni morale valutazione4 ,ma1 se da un'altra parte consideriamo che questo rialzare l'individuo al riconoscimento interno della propria destinazione non escludeva il principio affatto ellenico della subordinazione allo ,stato e non importava l'esercizio di virt speciali distinte dal pratico scopo dell'attuazione concreta dei vari bisogni della vita1 apparisce chiaro come il criterio etico di ,socrate non fosse che quello della moderazione1 intesa quale pratica efficienza4 ,la misura1 la chiara coscienza dei limiti dell'individuale capacit e responsabilit1 -- ecco tutta la morale che pu ricavarsi dai detti socratici1 che concernono la vita dell'individuo4 ,e ,socrate stesso1 che senza farsi trascinare dall'attrattiva de' piaceri1 e vivendo nel bel mezzo d'ogni sorta d'uomini1 godea della mensa e del simposio1 della conversazione dell'etera e della di giovani lussureggianti per dovizie e bellezza1 era il pi perfetto modello di quella morale moderazione e misuratezza1 che cercava poi la sua teoretica manifestazione nel sano criterio di una felice riuscita o di un imperturbato benessere individuale4 ,questa morale1 che ignora ancora ogni ascetica e mistica tendenza1 al tempo stesso che condanna come servile pericolosa ed ignava la ricerca degli onori e delle ricchezze1 perch ne pu derivare scontento e individuale malessere1 un naturale prodotto della vita ellenica1 l'espressione ultima e pi riflessa di quel sentimento limitativo e prudente della natura umana1 che avea fatto riconoscere nell' la radice ed il principio d'ogni infelicit1 e d'ogni morale degradazione#aea4 ,sotto questo riguardo1 noi non sappiamo con che ragione alcuni insistano su la poca purezza morale di questa idea fondamentale del ,socratismo#aeb4 ,dal punto di vista che abbiamo assegnato non era da aspettarsi che ,socrate portasse una notevole riforma nel concetto delle relazioni domestiche1 mettendosi in opposizione con le vedute tradizionali4 ,l'eguaglianza di capacit che egli accordava alla donna#aec non lo indusse a modificare il concetto ovvio fra i ,greci1 che lo scopo del matrimonio fosse riposto nella generazione#aed2 la quale opinione a noi non pare sia tanto caratteristica1 da doverci invogliare a discutere quello che secondo il dialogo senofonteo ,socrate pensava delle donne4 ,a quei tempi s'era molto lontani dalla questione astratta sul valore giuridico della donna1 ed ancora pi dal sentimentalismo moderno1 che a furia di esaltare la nobilt ed eccellenza del sesso muliebre ne ha resa pi difficile la morale emancipazione e dignit2 e1 se ad alcuno fosse venuto in mente d'emancipare le donne1 si sarebbe attirata la pubblica riprovazione1 come avvenne dei fantastici innovatori messi in satira nelle ,ecclesiazuse di ,aristofane4 sotto un altro riguardo che ,socrate influ ad approfondire il concetto della famiglia1 perch a lui indubitatamente compete la lode d'avere pel primo occasionato quelle indagini su la domestica economia1 che1 con tanta evidenza di socratica dialettica e tanto studio di pratiche utilit1 si trovano poi raccolte in uno dei pi originali lavori di ,senofonte1 l',economico#aee4 ,il concetto della vita dipendeva per ,socrate1 in tutto e per tutto1 dal principio della consapevolezza2 e la costante applicazione di questo criterio non poteva in qualche punto non contradire al naturale sentimento della domestica piet4 ,egli in fatti non rifugg dalla pericolosa opinione di far dipendere la filiale riverenza dal grado di capacit o d'intelligenza1 che il figlio pu presumere nel padre1 autorizzandolo a non sacrificare la propria intellettuale capacit al principio istintivo del rispetto e dell'ubbidienza#aef4 ,da questa ambigua posizione seppe trarre partito ,aristofane nella interessante catastrofe delle ,nuvole#aeg1 per improntare nel suo dramma quel carattere di morale severit1 che lo eleva dalla sfera ordinaria di un contrasto comico alla estetica dignit di una profonda antitesi etica e pedagogica4 ,ma1 se noi consideriamo che il sapere socratico non era quello a difesa del quale ,feidippide si ribellava alla paterna autorit di ,strepsiade1 e che ,socrate non volea1 come l'aerobato di ,aristofane1 mettere in su i giovani con le vanit di metriche e retoriche disquisizioni e con le vuotaggini di una metereologia da chiappanuvole2 se1 in somma1 poniamo mente alla natura affatto pratica del sapere socratico ed alla naturale modestia dalla quale era sostenuto ed animato1 intenderemo un po' meglio quella massima pericolosa1 e non la misureremo alla stregua di un effetto patetico e drammatico#aeh4 ,il dritto paterno presso gli ,ateniesi era altrettanto lontano dal rigorismo romano della patria potestas1 per quanto si discostava dal sentimentalismo moderno3 il concetto della tutela ne costituiva l'elemento essenziale1 e a quella potea essere in molti casi sostituita la pi ampia e pi generale tutela dello ,stato4 ,le leggi positive limitavano cos strettamente l'autorit del padre1 che non senza ragione un profondo conoscitore del dritto greco ha saputo ridurla al semplice concetto di una funzione educativa#aei4 ,l'opinione adunque di ,socrate non era estremamente contraria al concetto comune1 e non facea che amplificare1 nella forma speciale delle nuove esigenze filosofiche1 la limitazione tradizionale dell'autorit paterna4 ,e con ci non abbiamo inteso giustificare1 ma solo spiegare l'origine di quella massima pericolosa2 ed a persuadersi del suo valore relativo baster osservare1 come ,socrate in altra circostanza ritenesse per obbligatoria in tutti i casi la riverenza verso la madre#afj4 ,l'attivit pedagogica di ,socrate portava necessariamente con s l'abito del convivere 7la 7 coi giovani1 ed offriva argomento ad una ricerca su la natura dell'amore4 ,la relazione affettiva fra persone del medesimo sesso1 che tanto estranea alla coscienza moderna1 era presso i ,greci ammessa e riconosciuta dall'opinione generale1 e non solo celebrata nel suo lato patologico ed estetico dai poeti e dalle poetesse1 ma in alcuni luoghi determinata dalle leggi positive dello ,stato#afa4 ,quell'affetto era considerato nella sua pratica efficacia come uno degli elementi del vasto concetto dell'eteria1 che formava uno stato intermedio tra la famiglia e lo ,stato3 e1 non essendo assolutamente escluso dalla lode e dall'etica approvazione1 come avviene nel mondo moderno1 si prestava a tutta quella gradazione di perfezionamento estetico1 che in molte altre passioni dell'animo ora non si trova difficolt di ammettere1 ,socrate non ha saputo rigettare1 ma solo correggere questa comune opinione2 e1 sebbene il ,simposio di ,platone sia l a glorificazione della morale temperanza di lui1 pure noi non possiamo negare che l'elemento patologico dell'amore ed il compiacimento estetico nella coi giovani costituisse un elemento integrale della conversazione socratica4 ,egli in vero1 applicando i suoi concetti etici1 volea esclusa dalla relazione erotica ogni intemperanza#afb1 e stabiliva come criterio del vero amore la ricerca dell'altrui bene1 l'abnegazione e la rinunzia al fine interessato del proprio compiacimento2 ma con tutto questo non escludeva a nostro parere il carattere affettivo della relazione#afc1 e non condannava in principio una tendenza1 che poi nella letteratura socratica venne a spiegarsi in tanto lusso d'estetica perfezione4 sotto un altro riguardo che ,socrate approfondiva il concetto della relazione fra persone del medesimo sesso2 determinando cio la natura dell'amicizia e facendola consistere nell'incondizionata ricerca dell'altrui bene1 e dipendere dalla inevitabile condizione di una virt appensata ed abituale#afd4 ,l' da un canto e l'amicizia dall'altro pare che tendano ad unificarsi nel criterio comune della benevolenza2 ed a noi che possiamo1 in tanta scarsezza di notizie1 cogliere solo il lato logico della definizione1 rimane oscuro il carattere preciso della prima relazione1 perch nella nostra morale coltura siamo generalmente sforniti del criterio ellenico d'assoluto compiacimento estetico#afe4 #b4 ,l',,individuo ,e ,,lo ,,stato4 ,nel concetto che ,socrate s'era fatto dello ,stato apparisce1 pi vivamente che in qualunque altra delle sue definizioni1 il contrasto che correa fra la novit delle sue filosofiche esigenze e la naturale tendenza alla conservazione delle sostanziali relazioni della vita etica1 che in lui era sussidiata dal convincimento religioso e da una profonda abnegazione4 ,il principio normativo della consapevolezza non gli consentiva di ammettere che la potenza1 o il dritto ereditario1 o la scelta del popolo mediante i voti potessero costituire la capacit dell'individuo a trattare le faccende dello ,stato#aff4 ,solo la piena coscienza della propria capacit e la speciale conoscenza delle faccende da trattare possono e devono invogliare l'individuo ad una legittima ambizione politica#afg2 e questa diviene per s stessa un dovere1 quando sorretta dal fermo convincimento1 che l'attitudine e la specifica intelligenza dell'individuo rispondono alle normali esigenze della vita politica4 ,all'attuazione pratica di questa massima solea ,socrate disporre i suoi uditori1 sviluppando nel loro animo il bisogno di acquistare una chiara e perfetta notizia degli obblighi speciali che spettano a questo o a quello fra gli amministratori dello ,stato1 e riassumeva tutta la sua politica nel principio che solo chi sa deve e pu fare1 ossia che il potere sta nel sapere4 ,l'importanza di questa massima innovatrice ci fa apparire l'attivit socratica in una manifesta opposizione con tutti i concetti tradizionali della politica greca1 perch1 in virt di essa1 il dritto ereditario della monarchia e dell'aristocrazia1 ed il concetto democratico della maggioranza erano recisi nella loro radice e subordinati alla necessit di una generate rettificazione di tutte le forme sociali dal punto di vista della consapevolezza4 ,ma pur nondimeno la cosa non andava tant'oltre1 e noi non sappiamo scorgere in tutto questo l'esigenza o il presentimento di una radicale riforma dello ,stato1 o1 come altri ha detto1 di una teoria sociale fondata sul principio della conoscenza esatta4 ,il sapere1 di cui parlava ,socrate1 non era qualcosa di distinto dalla conoscenza empirica dei vari rami della pubblica amministrazione1 e non era costituito in un insieme di teorie universali e scientifiche4 ,egli non potea quindi1 come pi tardi fece ,platone1 ideare la costituzione di uno ,stato1 in cui la coordinazione e subordinazione delle sfere sociali fossero determinate dal concetto psicologico della gradazione della conoscenza4 ,il suo concetto non ha colorito e carattere esclusivo di una tendenza filosofica1 che voglia imporsi alle pratiche esigenze della vita per regolarle a sua posta2 ma rimane subordinato alla variet estrinseca delle sfere sociali1 e non ne sconosce la originalit per farla rientrare nei confini di uno schema astratto4 ,di qui procede1 che1 malgrado l'apparenza di una dichiarata riforma1 ,socrate riconobbe l'ubbidienza alle leggi come impreteribile#afh2 e1 fedele all'antico principio ellenico della sostanzialit dello ,stato1 fece dipendere il bene dell'individuo da quello della comunit#afi2 e considerando la sua attivit filosofica come parte integrale dei suoi doveri di cittadino mor nel rispetto alle leggi1 e nel convincimento1 che la condanna pronunziata contro di lui non fosse che una legittima manifestazione dell'attivit dello ,stato#agj4 ,l'opposizione fra il vecchio e il nuovo1 fra il concetto sostanziale e l'esigenza di una personale sodisfazione nello ,stato1 si chiar maggiormente nelle scuole socratiche2 e specialmente in ,platone1 il cui ideale politico non deve essere inteso1 n come ripristinazione dello ,stato dorico#aga1 n come un segno precursore del ,cristianesimo#agb1 ma conviene sia spiegato come un progresso teoretico del principio enunciato da ,socrate1 che il potere deve consistere nel sapere4 ,che i concetti da noi pi sopra esposti non avessero una tendenza dichiaratamente riformatrice1 apparisce ancora di pi dal modo del tutto pratico come ,senofonte introduce il suo eroe a discutere con questo o quello dell'esercizio speciale delle diverse arti1 che conferiscono al pubblico bene o al mantenimento delle sociali relazioni4 ,una sola l'idea fondamentale di tutti quei dialoghi3 rettificare mediante la definizione il concetto del fine cui l'attivit rivolta1 per far convergere tutti gli sforzi dell'individuo all'acquisto di una norma costante1 che ne regoli la pratica senza incertezza e divagazioni4 ,sotto questo riguardo il calzolaio o lo scultore1 il pastore e l'arconte1 il marinaio ed il generale ecc41 per quanto varie le loro occupazioni e diversi i fini cui sono rivolti1 devono tutti convenire nella norma dell'esercizio metodico delle loro funzioni1 e sostituire alla pratica istintiva1 tradizionale ed incosciente la norma del sapere4 ,senza entrare nella specializzata esposizione di questo o quel dialogo1 perch in tutti gli svariati casi non rileveremmo che una sola conclusione1 baster qui dire che ,socrate stato il primo1 che abbia nettamente formulata l'esigenza di una tecnica speciale delle arti e ravvisata la necessit1 che a capo di ogni pratica occupazione deve esser collocata la riflessione normativa3 e1 per le cose gi esposte1 non fa mestieri che chiariamo meglio questo pensiero1 perch altri non creda1 che egli intendesse conciliare la pratica e la teoria1 l'arte e la scienza4 ,e qui cade in acconcio di osservare che la meraviglia1 con la quale molti hanno riguardato il dialogo che ,senofonte riferisce con la meretrice ,teodota#agc1 non ha fondamento che nella natura delle nostre morali convinzioni4 ,quel dialogo1 che non deve essere addotto a provare che la principale preoccupazione di ,socrate fosse la ricerca dei concetti#agd1 n pu essere inteso come interamente derisorio#age1 perch l'ironia un momento generale della conversazione socratica1 mostra1 a nostro parere1 che il mestiere della meretrice potesse anch'esso nei suoi elementi affettivi venir subordinato al criterio socratico di un esercizio normale e riflesso4 ,quell'arte non destava allora gli scrupoli esagerati1 che noi moderni siamo soliti di provare contro ogni divagazione della natura dalla norma assoluta di una morale precettistica#agf2 anzi1 per le speciali condizioni della famiglia greca1 sviluppava soventi nelle donne libere un grado di cultura superiore di gran lunga a quello della donna legalmente ritenuta nelle angustie del gineceo#agg4 ,e a terminare questo schizzo della coscienza politica e sociale di ,socrate osserveremo1 che egli1 col rilevare l'importanza dell'attivit cosciente1 nobilit il concetto del lavoro1 facendone uno degli elementi costitutivi dello ,stato e della famiglia4 ,questa veduta era allora qualcosa di nuovo1 perch diretta a reagire contro un pregiudizio1 fondato nella costituzione sociale dell'antica ,grecia e gi da gran tempo invalso1 che facea considerare come indegna dell'uomo libero la produzione ottenuta col lavoro manuale4 ,se ,socrate abbia o no superato il particolarismo ellenico1 e se ritenesse per giusta come vuole ,senofonte#agh1 o per ingiusta come vuole ,platone#agi1 l'offesa arrecata al nemico1 nella grande incertezza dei criter seguiti dai vari espositori noi non sappiamo affermare#ahj4 ,ad ogni modo1 l'autorit di ,senofonte ci parrebbe da preferire1 e la maniera arbitraria come si voluto da alcuni interpetrarla ci pare infondata e priva di ogni verosimiglianza#aha4 ,,viii4 ,,delle ,,virt ,le svariate relazioni etiche1 in cui s'impronta la volont e che costituiscono le diverse forme della vita privata e pubblica1 si trovano gi distinte e fino ad un certo punto precisate e valutate dal linguaggio comune1 prima che la riflessione filosofica imprenda a spiegarle e definirle4 ,ed in quello stato puramente tradizionale ed immediato ,socrate le avea clte1 per astrarre dall'imagine concreta alcuni tratti notevoli1 e fermarli poi in un concetto che esprimesse il risultato del processo dialogico4 ,questo risultato non pu dirsi ancora scienza positiva dello ,stato1 del dritto1 dell'economia ecc4 perch sfornito di quelle obbiettive relazioni che emergono dal valore ideale dei concetti1 il quale s'ottiene solo quando non s'ha tutte le volte a ricominciare il lungo ed intricato cammino dell'induzione4 ,socrate in somma riusc solo ad avvertire il bisogno della determinazione2 ma non fece n poteva fare l'etica nelle sue concrete determinazioni1 a quella stessa guisa che non avea potuto elevarsi al concetto astratto del sapere4 ,ma1 oltre a queste forme concrete della vita etica1 che s'impongono alla considerazione con certi limiti determinati1 perch in esse effettivamente s'aggira tutta l'umana attivit1 v'ha altre rappresentazioni elementari che esprimono un valore etico1 e son quelle che costituiscono le diverse virt4 ,gi prima che apparisse in ,grecia la ricerca scientifica1 quelle rappresentazioni aveano occupato l'animo dei poeti1 degli oratori e degli storici2 ed aveano assunto nelle loro sentenze il carattere preciso di una costante valutazione1 che esprimeva1 o nella forma entusiastica della fantasia poetica1 o nella gravit d'un giudizio morale1 in che conto fossero tenuti gli abiti virtuosi come predeterminanti l'esito buono o cattivo delle imprese4 ,non questo il luogo di esporre1 nemmeno sommariamente1 il ricco sviluppo del concetto delle virt nella letteratura greca innanzi ,socrate2 ma bisogna pur nondimeno escludere un falso concetto1 che s'ha comunemente della coscienza ellenica da tutti coloro che partono dalla supposizione1 che le nostre idee morali debbano servire di assoluta norma nella interpretazione degli antichi4 ,la parola vuol dire in generale virt1 come forza1 capacit1 attitudine1 disposizione1 senza che implichi originariamente una valutazione favorevole4 ,questo significato primitivo evidente in ,omero#ahb2 e sebbene si fosse posteriormente modificato fino ad esprimere un valore strettamente morale1 la parola conserv sempre il senso largo ed indeterminato che avea dapprima#ahc4 ,ora1 in questa storia estrinseca della parola espresso l'approfondirsi successivo della coscienza1 che1 creando un nuovo valore1 l'appercepisce nella forma antica e con l'antico istrumento4 ,lo sviluppo della significazione ha un doppio aspetto3 da un lato1 la virt1 come naturale attitudine1 viene distinta in una doppia serie di predicati esprimenti approvazione o riprovazione2 e dall'altro1 il sentimento inerente alla rappresentazione di questa o quella virt acquista una sempre maggiore intensit1 a misura che la coscienza del valore intrinseco dell'uomo diviene pi intima4 ,cogliere il primo lato di questa progressione nei diversi scrittori facile dal punto di vista puramente critico e filologico2 ma determinare il secondo cosa molto ardua1 perch importa una ideale riproduzione del tenore e del colorito proprio e specifico di una data intuizione della vita1 che non pu ottenersi sempre senza l'intrusione di elementi estranei4 ,studiare sotto questo riguardo lo svolgimento dell'etica greca cosa che supera di troppo le forze separate dei filologi e dei filosofi2 mentre questo un problema di somma importanza non solo per la storia della morale1 ma per la psicologia in generale4 ,il significato incluso nei diversi nomi delle virt era gi divenuto al tempo di ,socrate qualcosa di preciso1 e la coscienza era gi assuefatta a vedere in esse dei caratteri costanti1 ed a stabilire diverse relazioni fra le varie virt1 per esprimere in una veduta generale il valore della vita nella sua perfezione#ahd4 ,ma1 oltre a questa coscienza volgare1 un'altra tendenza pi riflessa cominciava a governare gli spiriti1 e ridestava il bisogno di escludere l'intervento soprannaturale1 per spiegare le azioni umane come prodotto necessario delle umane passioni4 ,nella letteratura extrafilosofica basta por mente a ,tucidide1 per persuadersi di quanto poco valore s'accordasse ormai al destino#ahe2 per non dire di ,euripide1 che la pi gran parte dei critici considera piuttosto come un organo volontario della ,sofistica1 anzich come espressione spontanea di un nuovo progresso nella riflessione morale4 ,la quistione esplicitamente dottrinale su le virt comincia coi ,sofisti#ahf4 ,il movente della quistione era in essi il bisogno pratico dell'insegnamento e della propaganda#ahg4 ,piegare l'uomo all'esercizio di certe arti o discipline mediante la persuasione1 la quale riposava in gran parte nell'abilit oratoria del maestro a saper mettere sotto gli occhi i vantaggi di questa o quella scelta1 era uno dei capi principali dell'attivit sofistica#ahh4 ,in questa tendenza1 che assumea i caratteri tanto diversi della insinuazione1 della passione politica1 della esercitazione retorica e della parenesi morale1 si specchiano luminosamente tutte le gradazioni di quella classe d'uomini speciosi1 i quali1 se pure non hanno fatto fare un sol passo alla coscienza morale1 hanno indubitatamente il merito di avere ventilate delle quistioni affatto nuove e di averle trattate con pratica efficacia4 ,l'incarnazione tipica delle virt nelle forme del mito e della leggenda avea perduto molto del suo valore2 e la democrazia ateniese avea distrutta la cieca fede nei pregiudizi di casta1 che consideravano come ereditarie le virt4 ,il bisogno del tempo era di ritrovare nei generali elementi della natura umana i caratteri costanti dell'animo1 che costituiscono la natura e l'esercizio delle virt2 e come gi s'era tentato pi volte di stabilire fra le diverse attitudini dell'uomo un legame di dipendenza e di derivazione1 bisognava ancora fare il tentativo di coordinarle in uno schema formale4 ,vediamo come ,socrate abbia corrisposto a queste esigenze4 #a4 ,,il ,,concetto ,,della ,,virt ,,nell',,orizzonte ,,socratico ,la determinazione del concetto della virt dipende1 nell'orizzonte socratico1 in tutto e per tutto dalle condizioni logiche della ricerca1 ed ha un termine fisso nella rappresentazione dell'4 ,il processo dialogico1 tutte le volte che il discorso cade su le virt1 prende le mosse dalle concrete relazioni della vita nelle quali esse si manifestano1 e cerca di coglierne i caratteri costanti1 escludendo successivamente le false determinazioni che provengono dall'intrusione di elementi accidentali o dall'intervento di una falsa valutazone4 ,le virt divengono quindi tanti oggetti di ricerca1 ai quali viene applicato il metodo di rettificazione che pi sopra abbiamo descritto4 ,la volont1 come termine esprimente una potenza dello spirito o una determinata funzione dello stesso1 estranea alla ricerca socratica2 la quale considera le svariate attitudini1 che costituiscono le virt solo nella loro concreta attualit1 la giustizia nelle forme giuridiche dello ,stato1 il coraggio nella guerra ecc4 ,l'attivit umana segue sempre in tutte le sue svariate manifestazioni certe vie pi o meno determinate1 che hanno per fine questa o quella sfera della realt1 e tutte insieme hanno per termine l'aspirazione al benessere#ahi4 ,questa molteplicit non ancora ridotta da ,socrate al concetto della potenza unica 7il volere71 ed egli non fa astrazione dal termine reale in cui questa o quell'attivit va a compiersi2 perch il suo intento non era quello di spiegare ma di definire solamente la virt1 in quanto abito determinato e direzione costante4 ,l'esigenza1 avvertita gi dai ,sofisti1 che dovesse tentarsi la definizione delle virt1 era in ,socrate modificata non solo dalla costanza e normalit del metodo ricercativo1 ma eziandio dal carattere pi intimo della mia coscienza1 avendo egli nell'intensit dei suoi religiosi convincimenti rialzato di molto il valore intrinseco della moralit4 ,ora questo accento di maggiore intimit1 che ha la sua ragione in un concetto pi profondo dell'importanza dell'uomo e della religiosit della vita1 non ha bisogno di essere messo in chiaro con l'autorit di questo o di quel passaggio1 perch troppo evidente nel ,socratismo4 ,questa personale intensit del proposito e questa pi chiara convinzione della importanza della normalit nelle azioni non fecero di ,socrate un precettista1 perch la sua coscienza era estranea ad ogni predominio della soggettivit4 #b4 ,,identificazione ,,delle ,,virt ,e ,,del ,,sapere#aij ,abbiamo gi mostrato come ,socrate sconoscesse tutto il lato irriflesso della vita dello spirito1 per dar valore solo a quello che trova la sua espressione nel sapere4 ,il concetto quindi della virt non gli apparso in tutta la sua larga sfera psicologica1 ma solo negli angusti limiti della formale determinazione4 ,questa la cagione del principio tante volte ripetuto nei dialoghi socratici1 che la virt consista nel sapere1 e che possa apprendersi#aia3 il cui correlativo 1 che il vizio sta nell'ignoranza#aib4 ,cos il complicato concetto della virt non rivela nella dottrina socratica che un suo lato parziale1 quello appunto che colpiva maggiormente l'attenzione da quel punto di vista della ricerca4 ,correggere la falsa opinione che gl'interlocutori potessero avere di s medesimi1 e richiamarli al riconoscimento di una stregua costante nella valutazione della propria opera e del fine della propria attivit1 questo costituiva il significato morale del dialogo4 ,una volta raggiunta1 mediante la definizione1 la evidente conoscenza dell'attivit o del fine in quistione1 questo conoscere chiaro diviene di necessit una nuova condizione per tutto il processo pratico incluso nella norma formale4 ,esclusi quindi i motivi accidentali1 che possono determinare all'azione nella sfera dell'ignoranza1 non v'ha che delle condizioni necessarie ed impreteribili1 giusta le quali l'attivit dell'uomo determinata ad un certo fine deve esplicarsi4 ,tutte queste condizioni coincidono in un carattere comune1 che quello del sapere1 come sicura vittoria su l'incertezza dei criteri pratici1 ch' inseparabile dall'ignoranza2 sicch tutte le virt fanno uno nel concetto del sapere4 ,ma questa riduzione1 che c' l come esigenza di colui che ricerca1 non si obbiettiva in uno schema di rotazioni1 che esprimano la reale connessione e coordinazione delle attivit etiche nell'animo1 o nel mondo dell'attivit umana3 perch quel sapere non per s stesso attivo come forma o funzione4 ,e1 quindi1 quando ,socrate dice che la giustizia la conoscenza di tutto quello che in ordine allo ,stato costituisce l'utile1 il benessere e la concordia#aic1 e che la piet la conoscenza di tutto quello che costituisce la vera relazione fra l'uomo e la divinit#aid1 il termine che deve chiarire la cosa per s stesso evidente ma attinge la sua concreta determinazione dalla cosa stessa4 ,la pretesa identit di tutte le virt pare cos che si sciolga in una molteplicit di virt1 che sono tante quante le definizioni che risultano dal dialogo1 tutte le volte che esso rivolto ad analizzare e determinare un dato gruppo di azioni4 ,ogni virt diviene un complesso di conoscenze chiare ed evidenti1 relative alla specializzata attivit del capitano1 del giudice1 dell'economo ecc4 ,ma questa oscillazione fra l'unit e la molteplicit superata con una concreta determinazione secondo la quale1 non essendo la o la una virt speciale1 ma l'armonica compenetrazione di tutte le virt nell'individuo perfetto1 rimane aperto e libero il campo a ciascuno per l'esercizio speciale di questa o quella virt#aie4 ,questa posizione e difficolt pratica del problema non ci consente di tentare sul serio1 come s' fatto da altri#aif1 una classificazione delle virt cardinali2 e1 tutto al pi1 si pu ammettere1 che1 essendo gi stata precedentemente espressa nei monumenti letterari e nei detti della sapienza volgare una certa enumerazione e coordinazione della virt#aig1 quelle forme approssimativamente schematiche avessero implicitamente determinato come termini costanti il dialogo socratico#aih4 ,e quindi avviene1 che non senza ragione noi scorgiamo ancora la coincidenza delle definizioni socratiche con certe classificazioni delle virt che allora erano comuni1 e che possiamo ridurre le definizioni delle virt nella dottrina di ,socrate a tre fondamentali3 la continenza 7#aii71 il coraggio 7#bjj7 e la giustizia 7#bja74 ,ma questa classificazione1 che non per niente sistematica1 non abbraccia la totalit delle virt di cui parola nei dialoghi socratici1 come quella1 p4 e41 dell'1 che consiste nella conoscenza esatta di tutto quanto si deve agli ,dei4 ,il concetto della virt socratica ha una doppia misura4 ,avendo ,socrate riposta l'essenza della virt nella consapevolezza1 ed ammettendo che la conoscenza divinamente predeterminata al bene1 egli riusciva a stabilire una pi larga valutazione dell'elemento morale del volere2 perch quello che apparisce buono nella sfera comune della vita1 in tanto pu essere corretto alla stregua della conoscenza1 in quanto che questa1 nella sua intima natura1 corrisponde ad un fine superiore ad ogni umano arbitrio4 ,socrate quindi1 mentre conservava in gran parte quell'imagine plastica ed immediata della vita1 che la comune maniera di vedere gli avea trasmessa1 accennava al bisogno di una maggiore intimit2 e1 sebbene portasse nelle sue convinzioni teleologiche tutte le vedute relative dell'utilitarismo1 non pu negarsi1 che1 con l'avere allargato il problema dell'etica ad una generale intuizione della divinit e del mondo1 ha in parte predeterminata una pi profonda cognizione del bene4 ,il compiacimento incondizionato nella bont della virt stato formulato per la prima volta da ,platone#bjb1 il quale fu guidato da un senso pi estetico alla soluzione del problema etico4 #c4 ,,ignoranza ,,degli ,,elementi ,,naturali4 ,la perspicuit formale del concetto della virt esaurisce tutto l'interesse scientifico di ,socrate1 e segna il limite della sua ricerca4 ,in questa posizione si scorge evidentemente un difetto cardinale1 che consiste nella insufficienza del concetto del sapere per spiegare ed intendere che cosa sia la virt1 e come si formi e si sviluppi2 e da questo difetto deriva una necessaria inconseguenza in certe determinazioni speciali4 ,il difetto stato gi notato da ,aristotele#bjc2 e l'inconseguenza apparisce chiara a chiunque legga i ,memorabili di ,senofonte4 ,l'esigenza regolativa della definizione apparisce a ,socrate come la sola via sicura1 per raggiungere la cognizione certa e costante del concetto delle virt4 ,questo punto di vista era storicamente e psicologicamente determinato dal bisogno di correggere normalmente le ambiguit della coscienza comune4 ,ma1 per un equivoco non infrequente nella storia della filosofia1 ,socrate si trov indotto a confondere l'istrumento di cui si serviva con l'oggetto al quale l'applicava2 ed obbliando la concreta variet delle naturali attitudini e delle favorevoli o sfavorevoli circostanze1 come la virt gli era palese nella sfera del sapere evidente1 disse che la virt consiste nel sapere4 ,l'escluvisismo di questa veduta non pu dirsi dottrinario1 perch ,socrate non avea coscienza del sapere obbiettivamente2 ma certo la forma pi spontanea ed immediata di quel dottrinarismo1 che fu limite insuperabile della coscienza filosofica degli antichi4 ,solo quando si voglia prender le mosse da una larga esperienza dei fenomeni psichici si pu riuscire a determinare la normale formazione ed il graduale sviluppo dei concetti etici2 la cui energia come impulsi all'azione innegabile1 senza che perci possa dirsi1 che l'attivit non che l'estrinsecazione della conoscenza4 ,l'incongruenza logica fra le due sfere dell'azione e del sapere tanto patente1 che ,socrate stesso1 e forse senza avvedersene1 fu costretto ad ammettere degli elementi extrarazionali1 affermando che ogni virt derivi dall'esercizio#bjd ed ammettendo che le naturali disposizioni conferiscano molto alla virt del coraggio#bje4 ,ma1 come mancavagli ogni notizia del problema psicologico1 e l'uso affatto occasionale dell'induzione non l'avea fornito di un instrumento logico completo e perfetto1 cos avvenne1 che l'osservazione positiva di queste circostanze reali non divenne argomento per correggere la falsa ed astratta opinione che la virt sia identica al sapere1 ,aristotele1 che col suo consueto accorgimento ha notato il difetto della dottrina socratica1 fu inteso a spiegare psicologicamente l'origine di quella coscienza difettosa etica1 che ,socrate avea appercepita col termine generico d'ignoranza2 e1 come fu il primo ad avvertire la necessit di uno studio scientifico della vita e dell'anima1 port nel campo etico tutto lo schematismo della psicologia4 ,e1 pur nondimeno1 la distinzione fra l'intelletto attivo e passivo1 e tutto l'apparato della facolt dell'anima1 non valsero a salvarlo dal falso dottrinarismo logico1 di che abbonda la sua etica#bjf4 ,,ix4 ,,di ,,nuovo ,,del ,,bene1 ,,della ,,felicit ,e ,,del ,,sapere ,dopo aver riguardato il lato logico della dottrina di ,socrate1 ed aver mostrato come egli procedesse alla rettificazione formale dei concetti etici1 per costituirli in una indipendenza assoluta dalle anormali fluttuazioni del vedere comune e raccogliere il significato nella trasparenza di una nozione riflessa1 dobbiamo ora toccare un altro punto non ancora trattato4 ,tutta questa disamina ci fa essere ancora incerti sul valore positivo dei concetti fondamentali dell'etica socratica1 e ci fa sentire il bisogno di domandare quale fosse il preciso significato di certi termini concreti1 che quella ricerca considerava come punti fermi d'ogni umana attivit4 ,e1 in fatti1 se noi vogliamo sapere cosa sia il bene nel suo valore positivo1 e quale il contenuto dell'1 non baster dire1 che quello sia il risultato dell'abito virtuoso1 e che questa dipenda dal cosciente esercizio delle naturali attitudini1 nell'intento di conseguire la propria sodisfazione in una determinata sfera della vita1 queste determinazioni importano n pi n meno che una semplice tautologia4 ,lo stesso concetto del sapere non vale a chiarire per niente i concetti1 che vorremmo veder determinati2 perch abbiamo gi mostrato1 che la sua natura dipende nel ,socratismo dal fine pratico della ricerca1 e non pu quindi col suo proprio contenuto chiarire la sfera del concetto del bene1 perch l'adegua perfettamente1 ,i tre termini adunque1 che cos spesso abbiamo adoperati in questa esposizione1 il bene1 l' ed il sapere1 devono essere meglio chiariti1 perch valgono di finale dilucidazione al nostro lavoro4 #a4 ,,del ,,bene ,se vogliamo cogliere il significato genuino del concetto del bene secondo l'opinione di ,socrate1 bisogna che procediamo per via d'esclusione2 perch altrimenti saremmo fuorviati da quei criteri1 che nella nostra coltura pi sviluppata e pi moralmente approfondita segnano la norma dei nostri giudizi pratici4 ,altri critici ed espositori1 incapaci di arrendersi alle esigenze di una giusta valutazione storica1 o hanno condannato ,socrate per avere confuso1 come essi dicono1 il bene1 e l'utile#bjg1 o1 temendo di profanare la veneranda figura del filosofo che tutto il mondo onora quale modello di morale perfezione1 hanno rigettata la testimonianza di ,senofonte1 come quella che pi chiaramente conduce alla presunta confusione#bjh4 ,a nostro parere1 quella definizione socratica del bene che ,senofonte riferisce1 non avrebbe dovuto eccitare tanto stupore nei filosofi moderni1 perch in fondo1 essendo essa la prima definizione se non completa almeno parzialmente vera che siasi data del bene1 bisogna pi tosto considerarla come una scoverta che rigettarla come prodotto di una coscienza imperfetta4 ,socrate1 in fatti1 non potea1 con un atto istantaneo di astrazione teoretica1 produrre un valore etico1 la cui determinazione dipende da un lungo processo storico e psicologico2 o1 se riuscito a definirne uno degli elementi1 o a rilevarne almeno la pratica importanza1 questo solo atto di energia intellettiva vale molto pi che un certo falso misticismo1 il quale1 a furia di metter su concetti sublimi e trascendenti1 non sempre riesce a correggere le formali condizioni del pensiero4 ,la morale socratica era in tutti i principi e in tutte le conseguenze eudemonistica#bji1 e riconosceva nella ricerca del bene l'ingenito appetito del benessere in ogni sfera della vita4 ,ma bisogna notare che quella posizione il filosofo non se l'era fatta arbitrariamente1 escludendo quei criteri di morale valutazione che sono agli occhi nostri di una natura pi intima e pi vera2 perch1 non avendo egli mai perduto di vista il termine concreto della vita pratica1 ch'era scopo delle sue indagini1 non potette elevarsi alla considerazione della norma etica nel suo valore incondizionato1 e l'apprese quindi dal fatto stesso della vita4 ,n vale ricorrere all'argomento della morale perfezione del carattere di lui1 per rigettare il concetto eudemonistico dei ,memorabili#baj1 e perch non si pu misurare alla stregua della coscienza personale il grado di attivit scientifica dell'intelletto1 ed eziandio perch ,socrate non ha mai detto e fatto cosa1 che accennasse ad una indifferenza positiva pei motivi della felicit4 #a7 ,l'etica socratica non fondata su l'imperativo del dovere4 ,l'impulso naturale ad agire nell'interesse della propria conservazione e nello scopo del proprio miglioramento v' riconosciuto come qualcosa d'ingenito1 che ha solo bisogno di essere rettificato nel suo esercizio2 sicch essa non va soggetto a quelle collisioni1 all'apparire delle quali la volont dell'individuo si trova inadeguata alla generalit ed universalit del precetto4 ,la coscienza greca procedette in un modo assai diverso dalla coscienza ebraica1 la quale1 per avere spinta troppo in alto la sublimit e la trascendenza del precetto1 fin per trovare incongruenti fra loro il volere umano ed il divino1 e riusc all'esigenza della redenzione4 ,quello che noi chiamiamo dovere apparisce a ,socrate nella forma relativa del miglior partito#baa1 perch era in lui cos vivo il convincimento che l'uomo non possa volere il proprio male1 che1 posta la natura determinata del bene come termine dell'azione1 l'equazione fra l'intelletto e la scelta del proprio meglio gli sembrava inevitabile4 ,anche noi esigiamo una perfetta equazione fra la volont e la scelta1 nel concetto etico del dovere2 ma al tempo stesso non ignoriamo1 che il dovere1 come fenomeno psicologico1 si aggira in una vasta sfera di contrasti1 che ne rendono difficile l'attuazione4 ,nel concetto socratico l'acquiescenza immediata nel criterio del bene come utile1 e del miglior partito come scelta obbligatoria1 ha un carattere affatto immediato e plastico2 e come la vita stessa di ,socrate la pi perfetta applicazione di questa veduta1 cos avviene che il ritratto1 lasciatoci dai testimoni autentici1 delle sue lotte e del suo martirio1 eccita la meraviglia1 senza scuotere il nostro animo4 #b7 ,il bene adunque l'utile#bab1 cio quello che favorisce la nostra natura e fortifica in noi il sentimento della felicit4 ,le due sfere di questi concetti non sono precedentemente determinate nella loro opposizione e poi ridotte all'identit logica del giudizio1 per degradare il valore del bene a vantaggio dell'utile4 ,quella relazione sorge spontanea nella coscienza2 e noi dobbiamo por mente pi all'importanza dell'identit stabilita1 perch determina logicamente il valore d'un concetto che prima era incerto ed impreciso1 anzich insistere su quello che1 secondo le nostre vedute1 costituisce la differenza fra l'utile e il bene4 ,per noi1 a voler parlare il linguaggio di ,socrate1 bene tutto quello che influisce a farci conseguire l'2 ma1 come nella sfera dell'ignoranza non siamo capaci di costanza e di certezza nei propositi1 perch sconosciamo noi stessi e la natura di quelle cose che devono servirci di termini o mezzi all'attivit1 cos avviene1 che solo nella consapevolezza di noi medesimi e delle sfere della nostra attivit acquistiamo la notizia esatta del vero bene4 ,questo bene l'utile1 perch quello che realmente conferisce al miglioramento della nostra natura4 ,l'etica non s' arrestata1 e non poteva arrestarsi1 a questa elementare determinazione2 ma non questa una ragione perch noi dovessimo sconoscere il gran merito del creatore della scienza1 valutandolo agli ulteriori progressi del sapere filosofico4 ,da questa prima ed elementare determinazione del concetto del bene1 fino all'esigenza kantiana ed herbartiana dell'incondizionata valutazione1 il progresso stato immenso3 ma bisogna pur confessare1 che le divagazioni non sono state poche1 e che spesso la superiorit delle indagini posteriori stata efimera1 quando si voluto ricorrere alle infondate supposizioni di una volont sconfinata 7libero arbitrio71 o di una coscienza morale organo inappellabile1 ed a tante sottigliezze di un'analisi minuziosa delle intenzioni umane studiate nell'interesse settario e sofistico della chiesa e della scuola4 #c7 ,questo bene1 che l'utile1 non si confonde col piacevole#bac2 perch la determinazione del suo concetto importa una necessaria e successiva esclusione di tutti i criteri accidentali di una valutazione meramente individuale1 finch divenga una norma costante alla quale come a stregua sicura possano misurarsi le particolari azioni e gli arbitrari giudizi4 ,quell'utile adunque non equivale alla soddisfazione immediata dell'individuo in tutta la naturalit dei suoi istinti e dei suoi bisogni1 ma segna invece un termine all'attivit dell'uomo1 a raggiungere il quale egli deve prima educarsi per intendere in che cosa consista la vera utilit1 la quale tante volte cos lontana dal piacere1 che pu arrecare i massimi dolori e fino la morte4 ,in questa guisa l'equazione logica1 stabilita fra l'utile e il bene1 viene rivalutata alla stregua di una maggiore intimit1 che afferma implicitamente l'universalit del bene1 sebbene non la formuli e determini in una maniera precisa ed astratta4 #d7 ,la natura affatto pratica della sfera scientifica del ,socratismo non consentiva che la determinazione del concetto del bene fosse intesa nella sua assolutezza1 perch1 nella deficienza dei mezzi logici che concorrono a formare e costituire il valore tipico di un concetto1 il filosofo era spesso costretto a seguire l'incerta guida del linguaggio comune1 ch' poggiato su le opinioni correnti4 ,e questa circostanza facea s che il concetto del bene apparisse spesse volte nella sua forma pi contingente e relativa1 e che potesse ad un bene venir contrapposto un altro1 o che quello che sembra bene in un caso fosse detto male o inutile in un altro#bad4 ,la inconsistenza logica della nozione non era per lesiva di quella universalit che abbiamo pi sopra accennata1 perch innegabile che ,socrate abbia intesa la inferiorit dell'arbitrio individuale alla invincibile natura del criterio della convinzione1 al tempo stesso che non ha saputo e potuto evitare il particolarismo nella definizione di questo o quel bene4 ,coloro che vanno a cercare nel ,socratismo l'idea assoluta del bene1 come superiore ad ogni incertezza opinativa1 riescono a falsarne la schietta ed originale fisonomia storica1 ed a farne una forzata anticipazione del ,platonismo#bae4 #b4 ,,della ,,felicit ,abbiamo gi visto che il concetto dell' non ha un contenuto suo proprio1 e che la sua generica significazione non esprime un valore concreto1 o un termine qualunque dell'attivit etica dell'uomo4 ,non v'ha insomma per ,socrate un qualcosa1 una sfera della vita1 una maniera di vivere che determini e precisi la felicit1 perch essa1 come termine generale cui approda ogni nostro desiderio1 sta in uno svariato rapporto con le diverse tendenze degli individui#baf4 ,cos avviene che1 nel dialogo senofonteo1 tutte le volte che si tratta di provare la necessit d'una certa maniera di vivere e di definirne l'indole e la natura dal punto di vista eudemonistico1 quello che sia l' per s stessa non punto accennato4 ,noi possiamo dire solo approssimativamente che1 non avendo ,socrate avuto in mente di subordinare le diverse sfere della vita pratica al criterio di una gradazione schematica1 era impossibile che si preoccupasse della definizione dell'1 perch quel termine non esprimeva altro1 che il generale sentimento di sodisfazione interna1 che l'uomo prova nell'adempimento dei doveri insiti alla sua natura e determinati dalle sue speciali occupazioni#bag4 ,ma questa imprecisione stessa del concetto dell' era un progresso molto notevole rispetto a quelle rappresentazioni pi o meno fatalistiche che erano ancora dominanti in quel tempo2 e1 mentre ,socrate si preoccupava tanto di ravviare gli uomini al sentimento della responsabilit1 escludeva una volta per sempre la fantasia poetica dall'interpretazione del destino umano1 ed alle collisioni fra la volont dell'individuo ed il decreto del fatto1 che l'arte drammatica avea tratteggiate con sublime evidenza1 sostituiva il placido e tranquillo lavoro della riflessione1 che nel regolare gli atti della vita non ha altra meta che il naturale appagamento d'un bisogno anch'esso naturale4 ,qui cade in acconcio di osservare1 che la indeterminatezza del valore etico dell' era in parte precisata dal concetto che ,socrate s'era formato dell'1 come virt cardinale1 e della come abito costante di pratica saggezza2 perch queste due concrete determinazioni esprimevano gi l'esigenza di una costante norma psicologica1 alla quale fosse possibile di misurare la variet e molteplicit di quegli atti1 che possono andar soggetti ad un giudizio di valutazione favorevole4 ,e da quella esigenza procedettero tutte le ulteriori definizioni della felicit1 come di quello stato dell'animo che risulta dall'abito costante della vita contemplativa#bah4 #c4 ,,del ,,sapere ,noi ci siamo sforzati di far vedere1 che ,socrate non avea coscienza del sapere1 come di un elemento psicologico astrattamente considerato e studiato nelle sue normali condizioni2 e che quel concetto invece1 pi che essergli chiaro ed evidente nella sua universale natura1 non era che la generale espressione di quelle pratiche doti1 le quali costituiscono e determinano l'esatto e normale esercizio di una data capacit o funzione etica4 ,posto ci1 non ci pare opportuno di sollevare la quistione gi fatta da altri1 se mai quel sapere fosse empirico o a priori1 perch ogni indagine di tal natura deve ora apparire supervacanea per tutte le cose dette innanzi1 e mancherebbe di ogni fondamento4 ,l'autorit male intesa di un luogo di ,aristotele#bai stata per alcuni sufficiente pruova per asserire1 che il sapere socratico fosse di natura affatto empirica3 mentre sembrato ad altri1 che la normalit del processo dialogico1 che spesso tornava a rifermare certe generali esigenze metodiche1 non potesse attingere la sua qualit di procedimento esatto1 se non dalla consapevolezza del valore affatto ideale della conoscenza#bbj4 ,noi non vogliamo punto entrare nei particolari di una quistione1 che abbiamo recisa dal bel principio2 ma stimiamo1 ad ogni modo1 importante di notare1 che1 prescindendo da ogni altra testimonianza posteriore#bba1 la natura del dialogo socratico tanto intimamente legata alle condizioni immediate della ricerca1 da non lasciare in alcun modo supporre1 che ,socrate potesse aver mai pensato a rendersi conto della natura psicologica e del valore teoretico del sapere4 ,che se poi dovessimo caratterizzare dal punto di vista moderno la natura di quel sapere socratico1 bisognerebbe dire1 che in esso l'attivit empirica della ricerca etica1 con tutti gli elementi che andava raccogliendo dalla cotidiana esperienza della vita1 o dall'autorit della storia e dei poeti1 era immediatamente elevata alla dignit generica di una norma costante2 sicch il criterio della certezza diversiva tutt'una cosa col principio a priori della definizione normativa4 ,ora1 questa indeterminatezza teoretica del sapere getta una gran luce sopra una massima paradossale che ,senofonte attribuisce a ,socrate2 secondo la quale1 chiunque fa il male coscientemente si trova in un assai migliore condizione di colui che fa il bene inconsciamente#bbb4 ,se il sapere socratico fosse quello che noi ora intendiamo per coscienza teoretica e scientifica1 e se nella sfera etica del dialogo senofonteo fosse minimamente accennato il concetto del volere1 come d'una potenza a s pi o meno subordinabile alle regole astratte del convincimento razionale1 quel paradosso sarebbe non solo moralmente falso1 ma anche logicamente inesplicabile4 ,invece1 posti i concetti del bene e del sapere come abbiamo cercato di determinarli1 e posto il convincimento che la relazione fra volere ed agire espressa in una equazione assoluta1 quella massima socratica vuol dire1 n pi n meno1 che colui che fa il bene incoscientemente non produce alcun valore etico1 perch il bene sta nella coscienza del fine che vuole prodursi1 mentre chi fa il male coscientemente si trova in una migliore condizione1 perch sa di violare la norma che deve seguire in questo o in quell'indirizzo della vita4 ,ci rimane in ultimo a notare1 che il principio della consapevolezza importava una chiara distinzione del concetto della riuscita1 secondo che questa non fosse altro se non l'esito fortunato 771 ottenuto mediante le favorevoli ma fortuite coincidenze del caso1 ovvero il ben meritato successo 771 che sempre conseguito da colui che agisce nella piena coscienza dei mezzi che adopera1 e del fine che prende a seguire#bbc4 ,questa distinzione molto semplice1 e al tempo stesso congruente ai principi fondamentali espressi innanzi1 non sappiamo intendere come abbia potuto dare argomento a tanti scrupoli e dottrinali disquisizioni1 quanti occorre trovarne in parecchie esposizioni della dottrina socratica#bbd4 ,x4 ,,il ,,concetto ,,della ,,divinit ,e ,,dell',,anima ,,umana ,,nell',,orizzonte ,,socratico ,noi torniamo ora al punto donde abbiamo in prima preso le mosse4 ,il mondo era agli occhi di ,socrate un sistema di fini1 e rivelava in ogni sua parte l'impronta di una intelligenza autrice1 e provvidente4 ,in questa convinzione abbiamo visto esser riposta la differenza che passava fra ,socrate e tutti gli altri filosofi precedenti1 come anche il principio normativo dell'attivit socratica1 la quale1 bench fosse ricercativa come quella dei ,sofisti1 non cadde mai nell'eristica e nell'antilogistica1 perch limitata1 frenata e corretta da un costante criterio di obbiettivit incondizionata4 ,in quella intuizione generale dell'universo1 che conteneva in s i germi di una nuova filosofia della natura e di una possibile teologia razionale1 l'elemento d'opposizione contro le forme riconosciute della religione patria non era cos spiccato e preciso1 che dovesse trasmodare in riforma positiva1 o assumere il carattere di una manifesta rivoluzione4 ,anzi1 se ,socrate si fosse arrestato a queste generali affermazioni1 non avrebbe fatto che segnare un nuovo passo nella storia generale della coltura greca1 per avere maggiormente approfondito e depurato quel concetto monoteistico1 al quale tendeva da pi tempo tutto lo sviluppo della coscienza ellenica anche per opera di quegl'individui che erano i pi lontani da ogni speciale occupazione filosofica2 e noi non potremmo tener conto delle sue vedute in un'indagine scientifica4 ,quello1 che ora importa1 non pi di stabilire in una maniera generica l'orizzonte della coscienza socratica1 e di assegnare la caratteristica di quella intuizione teleologica1 che ne fissava bene i confini s rispetto alle convinzioni comuni1 come in rapporto alle spiegazioni meccaniche dei filosofi naturali1 ma di vedere fino a che punto i concetti di ,dio1 del mondo e dell'anima umana1 gli oggetti in somma della metafisica1 potessero gi allora venir subordinati all'esigenza della dimostrazione dialettica4 ,e conviene ancora osservare1 che siamo stati lungamente in dubbio1 se dovessimo far entrare questa quistione nello svolgimento del nostro tema2 perch1 non ammettendo noi che quelle vedute teleologiche fossero in ,socrate un risultato delle convinzioni etiche1 ed avendo invece cercato di mostrare che la filosofia e l'intuizione religiosa faceano in lui una sola e medesima cosa1 abbiamo dapprima creduto fosse inutile ripresentare in una nuova forma quello che c' servito a determinare dal bel principio il tenore ed il contenuto della coscienza socratica4 ,noi intendiamo quindi di mostrare1 solo limitativamente1 come l'impulso logico si fosse cominciato a chiarire anche in quella sfera1 che ,socrate non ammetteva fosse accessibile al sapere umano4 #a4 ,,il ,,concetto ,,della ,,divinit ,nei ,memorabili di ,senofonte v' un luogo nel quale ,socrate introdotto a dimostrare1 mediante l'analogia1 l'esistenza della divinit e la sua natura intelligente e provvidente#bbe4 ,socrate stabilisce dapprima un paragone fra la intelligenza1 ch' capace di produrre esseri viventi1 e quella che conduce a termine delle imagini pittoriche e scultorie2 per arguire dalla sproporzione dei prodotti il maggiore e pi alto grado di perfezione che v'ha da essere1 nel produttore degli oggetti naturali4 ,e1 come il suo interlocutore non pu rigettare il paragone e le conseguenze che ne derivano2 e1 d'altra parte1 non sa persuadersi del concetto dell'intelligenza autrice delle cose naturali1 perch gli rimane nell'animo il dubbio che esse possano essere nient'altro che un prodotto del caso#bbf1 ,socrate costretto a provare che l'intelligenza1 ossia il proposito1 e non il caso1 possa e debba produrre le cose4 ,e qui il concetto della finalit1 come di quella norma secondo la quale tutto conformato allo scopo dell'utilit1 il principio determinante della pruova2 non potendosi in vista dello stesso revocare in dubbio la esistenza di un proposito nell'ordine della natura1 perch solo l'intelligenza1 in quanto mira ad uno scopo1 pu produrre in ragione dell'utilit#bbg4 ,in questo luogo apparisce chiaramente1 come la tendenza logica cominciasse gi a farsi la via1 per subordinare alle sue esigenze ed al suo formalismo anche quell'ordine di oggetti1 che ,socrate volea sottratto alle umane indagini per le convinzioni affatto religiose che nudriva4 ,in questa1 che pu dirsi la forma pi elementare della pruova cosmologica e fisico-teleologica della esistenza di ,dio1 espresso il primo e pi spontaneo sforzo della teoria1 per dedurre e dimostrare scientificamente quel concetto dell'incondizionato1 dell'originario1 del divino1 che la coscienza adulta dell'umanit suppone di possedere per un atto immediato ed istantaneo d'intuizione1 ma che in fondo ha raggiunto in conseguenza di un lungo lavoro psicologico1 di cui ha perduto le tracce e la reminiscenza4 ,ma in questo caso la pruova1 che produce il concetto2 o la rappresentazione gi matura e completa1 che spinge la coscienza all'esigenza dimostrativa8 ,se noi volessimo arrestarci al carattere formale della dimostrazione1 dovremmo ammettere che il concetto della divinit fosse per ,socrate di natura affatto scientifica2 ma pure tanto vero1 che la natura teoretica di quella pruova intimamente legata ai presupposti immediati di una coscienza religiosa1 che la sua logica certezza sproporzionata alla ricchezza intuitiva del contenuto psichico ed etico1 obbiettivato nella rappresentazione della divinit#bbh4 ,e1 primieramente1 il punto di vista del filosofo nel determinare il concetto della divinit rimane qualche cosa d'incerto e di oscillante4 ,l'indeterminatezza politeistica ricomparisce ad ogni pi sospinto#bbi2 e che questa sia appunto quella della religione tradizionale non v'ha dubbio di sorta1 quando si considera la costanza di ,socrate nell'adempiere le pratiche del culto stabilito#bcj4 ,ma la molteplicit politeistica trova gi di fronte a s la chiara coscienza dell'unit di ,dio#bca2 ed in questa duplicit di vedute ha la sua spiegazione la differenza posta fra il reggitore del mondo1 visibile nella sua incessante attivit ed invisibile nella sua potenza direttrice1 e gli altri dei#bcb4 ,il valore quindi che psicologicamente rispondeva all'indeterminata espressione1 ora politeistica ed ora monoteistica1 rimane qualcosa ch' solo approssimativamente certo1 e che pu essere fermato solamente in rapporto a quello che l'intimit individuale di ,socrate concepiva e pensava come costituente la natura del divino4 ,la divinit per lui invisibile1 onnisciente2 onnipresente1 onnipotente2 e1 pur nondimeno1 tutti questi attributi non lo forzano ancora ad abbandonare le pratiche del culto1 la fede negli oracoli e negli altri esterni presagi4 ,or questa che abbiamo chiamata ricchezza intuitiva stata da altri intesa come forma popolare del concetto del divino#bcc2 e1 misurata poscia alla stregua dell'ulteriore progresso filosofico1 stata considerata come qualcosa d'imperfetto e di superficiale4 ,a nostro parere1 come ,socrate non intese mai di fare n la teologia n la filosofia della natura1 e fu spinto solamente dalle sue personali esigenze a tracciarsi un nuovo orizzonte religioso ed etico1 tutti questi concetti sono di una grande portata nella storia generale della coltura antica2 e la loro forma popolare ed immediata non deve essere misurata al criterio della certezza filosofica1 ma al precedente sviluppo della coscienza religiosa4 ,sotto questo aspetto1 essi fanno apparire in una luce pi chiara quell'opposizione1 che da molto tempo s'era preparata nel seno del politeismo greco1 fra il particolarismo delle molte e svariate divinit e l'esigenza di una assoluta obbiettivazione del concetto dell'unit del divino2 e1 se la cosa non ci portasse fuori dei limiti di questo lavoro1 saremmo in grado di mostrare1 senza punto entrare nella storia della filosofia1 che per s sola la poesia lirica e drammatica basta per scorgere ed intendere il processo monoteistico4 ,il concetto adunque che ,socrate avea del divino1 se era popolare1 non era tale per volontaria restrizione dell'esigenza filosofica1 ma perch originato e prodotto dal lento sviluppo della coscienza spontanea ed irriflessa del popolo2 e a noi pare strano di vedere1 che lo stesso autore1 il quale ha tanto rilevato il carattere popolare di quelle vedute1 si contradica poi col dire1 che derivavano da un individuale bisogno religioso#bcd2 perch sotto questo riguardo appunto che la loro superiorit su tutti i precedenti tentativi filosofici incontrastabile4 ,senza quindi tornare su la quistione del concetto del bene1 che da ,socrate era appreso nella forma relativa dell'utile1 a noi pare1 che1 malgrado la ristrettezza di questo criterio1 che ai nostri occhi di un valore subordinato1 tutte quelle considerazioni in virt delle quali ,socrate ammetteva la presenza del divino nel mondo1 solo perch segnano il primo apparire della riflessione teleologica1 nella stessa loro forma superficiale e volgare esprimono un profondo progresso della coscienza scientifica4 ,la divisione del giorno e della notte1 l'acqua1 il fuoco e l'aere di che la natura abbonda1 e gli animali domestici che tanto sono proficui all'uomo1 il naturale appetito della riproduzione1 l'amore dei figli1 il timore della morte1 le intellettuali attitudini1 la lingua1 la memoria e cos via -- tutti questi fatti e relazioni naturali erano per ,socrate indizi ed argomenti della divina potenza e provvidenza#bce4 ,ora1 per quanto imperfetta1 superficiale ed utilitaria fosse la sua veduta1 solo perch animata dal bisogno di chiarire alla riflessione il dato immediato della fede nel divino1 esprimea il bisogno filosofico di una nuova e profonda cognizione della divinit2 al tempo stesso che1 obbiettivando un imperfetto schema ideologico1 fondava il concetto metafisico della natura4 ,e cos viene rifermato quanto dicemmo innanzi1 che ,socrate1 tuttoch reagisse contro la ricerca naturale1 dischiuse involontariamente la via ad una conoscenza pi profonda della natura4 ,l'indeterminatezza fra le forme politeistiche e l'esigenza monoteistica era di tale una potenza nell'uso della lingua greca1 e tanto inerente alle condizioni della coltura1 da dover noi rimanere affatto incerti sul valore che ,socrate attribuiva al concetto della divinit1 se per valore vogliamo intendere il grado d'intimit col quale la coscienza apprendeva e sentiva l'importanza e la gravit del nuovo concetto4 ,la tradizione stessa non un criterio sufficiente per determinare questo o quel valore in un dato periodo1 perch essa non era dommatica e sacerdotale1 ma frammentata in una gran molteplicit di tendenze artistiche e dottrinali4 ,solo per via di esclusione noi possiamo asserire che1 prima di ,socrate1 nessuno avea sentito con pari intimit e chiarezza il bisogno di riconoscere la divinit nella sua attivit produttrice e nella sua natura intelligente4 ,ma1 siccome la vittoria del concetto monoteistico non avvenuta mai nell'antichit greca in una forma definitiva ed esplicita1 perch non fu contrassegnata dal carattere di una riforma pratica simile a quella ch'ebbe luogo nel levitismo e nel nabismo ebraico2 cos avvenne che ,socrate1 favorito dall'indeterminatezza della posizione religiosa1 in virt di un processo psicologico1 che non cade qui in acconcio d'illustrare1 lasci apparire pi evidente su l'estremo limitare della coscienza il concetto dell'unit divina1 senza fargli guadagnare il predominio assoluto di un principio regolativo#bcf4 ,e per questa ragione stessa sarebbe supervacaneo domandarsi che concetto ,socrate si facesse della inerenza dei vari attributi nel concetto della divinit1 perch quei predicati segnano solamente gli estremi termini di una ricca intuizione etica1 non i presupposti di una costruzione metafisica#bcg4 ,in quella posizione il filosofo non sentiva punto bisogno di chiarirsi scientificamente un concetto per s stesso evidente ed intuitivo1 e solo il criterio dell'analogia poteva in parte spiegare la sua efficacia4 ,cos vediamo che ,socrate appercepisce la relazione fra ,dio ed il mondo come identica a quella che passa fra l'anima e il corpo#bch3 ed afferma che1 come in questo si scorgono i visibili effetti della invisibile potenza di quella1 cos il cosmo rivela la invisibile potenza della divinit2 ed estendendo poi il criterio dell'analogia1 rassomiglia l'assoluto potere della divinit nel mondo e la sua onnipresenza al predominio dell'anima sul corpo ed alla sua relativa vastit nella comprensione ed apprensione delle cose pi remote4 ,ma tutto questo sforzo di penetrare la natura della divinit dal punto di vista dell'analogia non fa s che noi potessimo ammettere1 che quel concetto abbia acquistata una metafisica consistenza2 e questa incertezza ed elasticit della nozione favoriva appunto in ,socrate l'illusione1 che egli non si fosse discostato dalle opinioni comuni4 ,la relazione quindi fra l'uomo e la divinit1 che rimaneva imprecisa1 era ristabilita con le forme tradizionali dell'oracolo1 della preghiera e del sagrifizio#bci2 nell'uso delle quali pratiche ,socrate non introduceva alcuna modificazione1 fuori quella di rinforzare il principio della consapevolezza correggendo il formalismo letterale4 ,il concetto adunque della divinit rimaneva qualcosa d'impreciso1 e nel valore intrinseco della sua determinazione e nella natura dei suoi rapporti con l'ordine della natura4 ,nondimeno1 questa che pu dirsi imprecisione rispetto al problema filosofico1 era una idea pi che precisa in confronto col precedente sviluppo della coscienza greca2 ed era un gran progresso in rapporto alle intuizioni religiose1 che erano state espresse nei monumenti letterari fino all'epoca periclea4 ,racchiudere in una veduta complessiva tutto il mondo dell'attivit umana1 e determinarlo in antitesi col mondo della natura1 e fermare poi da un'altra parte il concetto dell'intelligenza provvidente1 come supremo termine d'ogni umana indagine1 fu tale un atto d'energia spirituale1 che1 sebbene espresso ed appreso in una forma immediata1 e diremmo quasi volgare1 riusc fecondo di una pi intima considerazione1 di una pi larga soluzione del problema su l'origine delle cose4 ,l'influenza del ,socratismo su la dottrina platonica non stata1 sotto questo rispetto1 sufficientemente avvertita4 #b4 ,,il ,,concetto ,,dell',,anima ,allo stesso modo che ,socrate non seppe elevarsi al concetto della teologia razionale1 non ebbe del pari notizia del problema psicologico4 ,questo difetto stato da noi gi avvertito nel giro di questa esposizione2 e ce ne siamo valsi come di ragione sufficiente per spiegare la inadeguatezza ed imperfezione di quel criterio logico1 che1 subordinando tutti i fenomeni della vita etica alla formale esigenza di una valutazione immediatamente cosciente1 non riusc a spiegarne l'origine1 e le naturali condizioni4 ,le varie rappresentazioni1 che istintivamente sorgono nella coscienza1 e che devono esprimere la causa dei diversi fenomeni della vita interna1 aveano gi al tempo di ,socrate occupato un posto importante nelle ricerche dei filosofi naturali2 i quali intesi a trovare un principio generico che spiegasse l'origine delle cose1 aveano riposto o nell'aria1 o nel fuoco o nel numero o nel sangue la causa dei fenomeni psichici4 ,ma al tempo stesso la tradizione religiosa1 rappresentata dagli innovatori della lirica e dai creatori del dramma1 nell'approfondire il concetto dell'uomo e della sua relazione con la divinit1 e coll'avere pi intimamente rilevato il valore morale della coscienza1 produsse una nuova esigenza3 quella di ricercare in una causa soprasensibile l'origine dei fenomeni psichici#bdj4 ,questa esigenza1 non ancora formulata in un problema filosofico1 divenne pi tardi un postulato di pratica sapienza2 e determin il concetto dell'anima come immateriale1 partecipe della natura divina ed immortale4 ,ora a noi non riesce di accertare per quali influenze tradizionali ,socrate fosse arrivato a farsi un concetto dell'anima1 ch'egli teneva per immateriale e partecipe della natura divina#bda4 ,bisogna ad ogni modo osservare1 che1 avendo egli rinunziato ad ogni indagine su la natura e l'origine del mondo fisico1 e non permettendosi di indagare quelle cose che solo la divinit pu sapere1 perch le ha prodotte e le governa1 il concetto che s'era formato dell'anima non pu tenersi per un risultato di una investigazione dottrinale1 e deve essere riavvicinato nella sua origine storica alla interpretazione di quei poeti1 che nell'intimit delle loro tendenze religiose aveano rialzato il valore della coscienza4 ,quell'affermazione1 infatti1 pare non sia altro che il risultato di una esigenza etica1 perch non risulta dal precedente di una dimostrazione4 ,e rimane del pari dubbio1 se la natura divina dell'anima dovesse necessariamente importare la sua immortalit4 ,a risolvere questa quistione le fonti non ci forniscono di argomenti sufficienti4 ,attribuire a ,socrate la dimostrazione del ,fedone sarebbe quanto dire che egli sapesse la teoria platonica delle idee1 e che avesse studiato il ,pitagorismo4 ,nell'apologia1 invece1 ,platone mette in bocca a ,socrate un'argomentazione dilemmatica1 nella quale detto1 che la morte sempre un bene1 sia che ci privi in tutto1 della coscienza1 o che porti dopo di s un'altra vita#bdb2 il quale dilemma molto sorprendente di ritrovare in bocca al moriente ,ciro in fine di quella ,ciropedia1 che ,senofonte ha modellata pi sull'ideale della socratica perfezione che su la genuina tradizione storica#bdc4 ,da questo incontro delle due fonti pu arguirsi con molta verosimiglianza1 che forse ,socrate non abbia mai superato scientificamente quel pratico dilemma1 sebbene gli argomenti prodotti nella ,ciropedia stessa in favore dell'immortalit non manchino di un certo colorito filosofico4 ,rimane nondimeno sempre accettabile l'opinione di coloro che attribuiscono a ,socrate la fede nell'immortalit dell'anima#bdd1 se si considera che quella maniera dubitativa1 come espressa la quistione nei due luoghi dell',apologia e della ,ciropedia1 tiene molto intimamente al carattere oratorio dell'uno e dell'altro discorso2 e1 se poi si pon mente all'altra circostanza1 che in alcuni dialoghi platonici1 che sono generalmente ritenuti per pi prossimi alla maniera socratica#bde1 il concetto dell'immortalit presentato in una forma pi popolare di quella che assume nel ,fedone1 non improbabile che ,socrate non avesse saputo improntare un carattere scientifico al suo personale convincimento1 come pi tardi fece ,platone1 ma che1 nondimeno1 lo avesse nudato4 ,,xi4 ,,riepilogo ,e ,,conclusione ,il lavoro1 che ora ci disponiamo a compiere1 stato condotto con un certo criterio che ne ha esteso i limiti e lo sviluppo oltre i termini assegnati dall',accademia4 ,questa maggiore estensione1 che abbiamo data allo svolgimento dell'esposizione1 non ci par tale che debba apparire un fuor d'opera2 perch essa stata una naturale conseguenza del modo come abbiamo intesa e concepita la dottrina socratica4 ,se ci fossimo invece limitati a raccogliere i pronunziati autentici di ,socrate1 per poi disporli secondo lo schema di questa o quella filosofia1 non avremmo certo fatto cosa che rispondesse alla natura del compito1 che ci eravamo assunto4 ,se siamo o no riusciti a mostrare1 che la dottrina di ,socrate scaturisca naturalmente dalle condizioni personali dell'autore1 e rimanga a quelle cos strettamente congiunta da coincidere interamente con le pratiche esigenze che l'aveano prodotta2 questo non in noi di affermare3 e baster dire1 che avevamo in mente di esporre e mettere in chiaro questo nostro concetto4 ,misurando alla stregua delle attuali condizioni del sapere filosofico i pochi risultati scientifici della ricerca socratica1 non senza un certo sentimento di compiacimento che si fa la pruova di ricomporre nel loro valore genuino e nel loro vero significato quei primi rudimenti della scienza4 ,la teoria della conoscenza1 che nelle sue svariate attinenze con la psicologia1 la logica e la metafisica ha occupato ed occupa un posto tanto importante nella filosofia moderna da ,cartesio in poi1 nella persona di ,socrate ancora un semplice conato pedagogico1 e non giunge ad isolare in uno schema formale l'elemento del sapere logico dalla sfera della conoscenza concreta4 ,l'etica1 che da ,platone e da ,aristotele in poi divenuta un sistema complicatissimo di giudizi e di deduzioni su l'elemento empirico dell'attivit volitiva1 sollevando tanta variet di quistioni sul criterio morale delle azioni1 sul principio intrinseco della valutazione e via dicendo1 ci apparisce in ,socrate in uno stato affatto rudimentale1 quando la riflessione ha appena appena cominciato a scomporre e penetrare l'imagine tradizionale della vita1 per cogliere una determinazione razionale nelle forme e nelle relazioni della vita etica4 ,e questa prima ricerca ha gi innanzi a s una larga sfera di problemi1 ed avverte molte di quelle difficolt da cui la filosofia pratica non si ancora liberata4 ,tutta questa attivit infine1 che fu ricca di tanta influenza scientifica1 non ha ancora l'aria di essere scienza1 e non si chiude in uno stretto organismo di formali deduzioni2 anzi rimane qualche cosa di privato e d'individuale1 ed ha tale un'aria schietta1 disadorna e modesta1 che non lecito celebrarla con encomi e parole pompose4 ,rifacciamo qui in breve1 ed in forma di riassunto1 la nostra esposizione2 per compendiarne in pochi tratti lo sviluppo e le conclusioni4 ,nella personalit di ,socrate due sono gli elementi pi pronunziati3 la rettitudine della coscienza morale1 che riposava sopra convincimenti di natura affatto religiosa1 e la dichiarata tendenza pedagogica4 ,noi abbiamo scorta l'impossibilit di rifare la genesi storica delle sue convinzioni1 ed abbiamo mostrato come gli elementi1 che costituiscono la sua coscienza1 sono cos strettamente collegati fra loro1 nell'atto che egli acquista un'importanza pubblica1 che non si pu in alcun modo assegnarne lo sviluppo4 ,e solo dal punto di vista della congettura abbiamo cercato di affermare1 come l'attivit ricercativa fosse in lui un risultato dell'esigenza pratica di una certezza morale1 che la intrinseca bont dell'animo gli facea desiderare e non trovare nelle ordinarie condizioni della vita4 ,e di qui abbiamo visto procedere1 che le virt private e pubbliche1 delle quali egli era dotato1 divennero un'invincibile abitudine1 ravvivata dal sereno convincimento di una perfetta conformit al precetto divino4 ,la convinzione intima della presenza della divinit nel mondo e nella coscienza1 e la persuasione che l'attivit umana1 corretta e guidata dalla conoscenza1 deve naturalmente e necessariamente tendere al bene1 esprimevano in una forma pi teoretica ed universale i risultati di una scrupolosa osservazione del proprio animo1 divenuta in fine una pratica costante di accorgimento e di prudenza4 ,da questa larga e solida base di personali convinzioni emerge l'attivit per la quale ,socrate ha un valore filosofico1 e che consiste nel principio e nella certezza della dimostrazione dialogica1 mediante la vittoria sulla contradizione4 ,il metodo socratico la vita che diviene ricerca1 l'esigenza etica della costanza nelle azioni e della certezza nella condotta della vita che si manifesta come rettificazione dialettica dei concetti1 siano falsi siano incoscientemente1 e quindi imperfettamente pensati2 e mentre ha il suo cardine in una coscienza intimamente morale e religiosa1 tocca il suo termine e la sua conclusione nel reale convincimento1 che la conformit delle azioni ai concetti1 e della pratica alla coscienza1 costituisca lo stato dell'umana perfezione4 ,in questa logica determinazione di equivalenza data la intrinseca natura del bene1 come mezzo e termine delle azioni2 e il suo effettivo valore riposto nella equazione fra il grado di assoluta consapevolezza dell'individuo e la reale natura degli oggetti o degli atti che servono d'istrumenti al conseguimento della felicit4 ,il bene quindi l'utile3 la quale determinazione non sintetica1 come se il filosofo pronunziasse un giudizio1 che deva stabilire un'eguaglianza fra due concetti gi distinti dalla coscienza e precedentemente appresi nella loro opposizione2 ma invece analitica1 perch esprime nella forma logica di un giudizio la pi semplice ed elementare distinzione di quel processo psichico che costituisce la coscienza del bene2 e la genesi di quei due termini1 che infine si covrono e spiegano vicendevolmente1 affatto determinato dalle condizioni pratiche e personali del problema4 ,questo concetto del bene non ancora isolato dall'imagine concreta della vita1 n obbiettivato in un termine assoluto ed irrelativo1 che serva di stregua ai particolari giudizi etici3 anzi i beni sono tanti quante le concrete relazioni che offrono materia e danno occasione alla ricerca4 ,questa stessa relativit ed imprecisione inerente al concetto dell'2 e1 sebbene la identica denominazione presenti le apparenze di una determinazione logicamente certa1 pure in fondo non che un termine comune1 la cui intelligenza dipende dalle reali condizioni nelle quali si svolge il dialogo4 ,cos l'etica di ,socrate non che un primo e rudimentale tentativo per delineare all'occhio della mente le varie relazioni della vita sociale col raccogliere nella evidenza di una definizione i tratti pi notevoli delle singole forme4 ,questa circostanza impronta in tutta la ricerca un carattere esclusivamente logico1 e la fa apparire in tutto e per tutto dottrinaria e teoretica4 ,di qui procedono le accuse mosse da ,aristotele contro il ,socratismo1 le quali se noi abbiamo tenute per giuste e fondate1 non stato nell'intento di valercene come di norma per apprezzare i motivi della dottrina socratica1 ma per assegnarne i limiti scientifici4 ,la sfera della coscienza socratica ci 1 al tempo stesso1 apparsa pi larga di quel lavoro scientifico1 che ne fu il risultato4 ,il concetto della divinit1 e della relazione di questa col mondo1 come tutte le altre convinzioni che noi siamo usi di far derivare dalla conoscenza metafisica1 entrano solo indirettamente sotto l'influenza della dialettica4 ,il contenuto di quei concetti non risulta dal lavoro induttivo della definizione1 ma posto immediatamente dalla coscienza3 sicch1 in questo caso1 l'attivit teoretica esprime l'estremo sforzo dell'immediatezza religiosa per assumere una forma consapevole ed evidente1 e non rassomiglia per niente ai tentativi fatti in altri tempi1 e specialmente nella filosofia moderna1 per rifare mediante il ragionamento quella obiettivit dell'ideale religioso1 che venuta meno nella fede e nel sentimento4 ,tutto questo elemento extradialettico1 con tutte le pratiche conseguenze che ne derivarono1 costituisce il largo campo della personale influenza di ,socrate1 la cui efficacia era riposta nella pienezza di una intuizione etica dell'universo1 che a quando a quando seguiva una direzione meramente ricercativa4 ,in ,platone i due elementi1 l'immediatezza religiosa e la riflessione logica1 cominciarono a divergere maggiormente ed a contrapporsi in un'antitesi manifesta1 finch la spontanea produzione artistica e religiosa da un canto1 e la coscienza logica dall'altro1 non divennero due campi distinti4 ,in quest'atto di precisa ed evidente distinzione riposto il fondamento del primo tentativo fatto da ,platone1 per subordinare tutto il contenuto della coscienza al principio della dimostrazione4 ,come in ,aristotele si fosse poi compiuto questo lavoro1 e la forma logica fosse riuscita ad isolarsi completamente dal contenuto concreto della conoscenza1 non qui il luogo di ragionare4 ,l'intuizione socratica fa parte della storia generale della coltura greca2 e l'imagine del mondo1 che ne risulta1 in un'intima relazione con tutto quello sviluppo delle convinzioni etiche e religiose1 le cui tracce sono tanto evidenti nei monumenti dell'arte1 della poesia e della storiografia4 ,ma1 nondimeno1 sebbene essa risulti per una lunga mediazione storica da tanti svariati precedenti1 nella coscienza di ,socrate ha un carattere affatto immediato1 il cui valore non interamente espresso in quello che pu chiamarsi dottrina1 o scientifica elaborazione4 ,e questa immediatezza e spontaneit apparisce ancora pi palese1 se per poco si pon mente a considerare gli svariati germi di ricerche scientifiche1 che i pronunziati di lui fruttarono nell'animo degli uditori4 ,sotto questo riguardo1 deve dirsi che l'esposizione della dottrina di ,socrate ha sempre l'apparenza di rassomigliare ad un'analisi artificiale1 e diremmo quasi arbitraria2 perch si riesce a mettere in evidenza un solo lato della sua coscienza1 isolandolo dall'altro cui va strettamente congiunto3 e di qui procede eziandio che questo soggetto1 tante volte trattato1 ha conservato e conserva tuttora l'attrattiva di una ricerca non mai esaurita4 ,,fine4 ,,indice ,avvertenza dell'editore ,v ,avvertenza dell'autore ,,vii ,i4 -- ,la personalit storica di ,socrate #a-db ,i4 ,socrate e gli ,ateniesi pag4 #c-ah4 -- ,,ii4 ,educazione e sviluppo della coscienza di ,socrate pag4 #ah-cf4 -- ,,iii4 ,carattere di ,socrate pag4 #cg-ci4 -- ,osservazioni su le fonti pag4 #dj-db4 ,,ii4 -- ,orizzonte della coscienza socratica #dc-fh ,i4 ,posizione di ,socrate nella storia della religione greca pag4 #dg-fb4 -- ,,ii4 ,elementi della coscienza di ,socrate pag4 #fb-fh4 ,,iii4 -- ,del valore filosofico di ,socrate #fi-ajd ,i4 ,formalismo logico pag4 #gg-hb4 -- ,,ii4 ,determinazione del valore del formalismo logico pag4 #hc-hh4 -- ,osservazioni -- #a7 ,limitazione del sapere umano pag4 #hh-ij4 -- #b7 ,socrate e i ,sofisti pag4 #ia-ih4 -- #c7 ,pretesa soggettivit di ,socrate pag4 #ih-ajb4 -- #d7 ,preteso misticismo di ,socrate pag4 #ajc-ajd4 ,,iv4 -- ,del metodo di ,socrate #aje-ace ,i4 ,presupposti storici e psicologici pag4 #aaa-aae4 -- ,,ii4 ,motivo e sviluppo del metodo socratico pag4 #aae-abg4 -- ,osservazioni4 -- #a7 ,imprecisione formale del metodo socratico pag4 #abg-acc4 -- #b7 ,della differenza fra rappresentazione e concetto1 e del principio d'identit pag4 #acc-ace4 ,v4 -- ,dell'etica socratica in generale1 e del concetto del bene #acg-aef ,osservazioni pag4 #aec-aef4 ,,vi4 -- ,conoscere e volere #aeg-agf ,i4 ,equazione fra volere e sapere 7 7 pag4 #afc-aga4 -- ,,ii4 ,fondamento della pedagogia socratica pag4 #aga-agf4 ,,vii4 -- ,le forme concrete della vita etica #agg-bjf ,socrate un riformatore8 pag4 #agi-ahi4 -- ,i4 ,l'individuo e le sue relazioni domestiche pag4 #ahi-aih4 -- ,,ii4 ,l'individuo e lo ,stato pag4 #aih-bjf4 ,,viii4 -- ,delle virt #bjg-bbf ,generalit pag4 #bji-bae4 -- ,i4 ,il concetto delle virt nell'orizzonte socratico p4 #bae-bag4 -- ,,ii4 ,identificazione della virt e del sapere pag4 #bag-bbc4 -- ,,iii4 ,ignoranza degli elementi naturali pag4 #bbc-bbf4 ,,ix4 -- ,di nuovo del bene1 della felicit e del sapere #bbg-bdf ,i4 ,del bene pag4 #bcj-bci4 -- ,,ii4 ,della felicit pag4 #bci-bdb4 -- ,,iii4 ,del sapere pag4 #bdb-bdf4 ,x4 -- ,della ,divinit e dell'anima umana nell'orizzonte socratico4 #bdg-bfg ,i4 ,il ,concetto della ,divinit pag4 #bea-bfc4 -- ,,ii4 ,il concetto dell'anima pag4 #bfc-bfg4 ,,xi4 -- ,riepilogo e conclusione #bfi-bgi ,,note3 #a ,era gi quasi al termine questa ristampa1 quando stato pubblicato il dotto volume dello ,,zuccante1 ,socrate1 ,fonti1 ambiente1 vita1 dottrina 7,torino1 ,bocca1 #aiji74 #b ,cfr4 ,rendiconto dell',accademia ecc41 anno ,x1 quad4 da gennaio a marzo1 pp4 #bd-bh1 ,napoli1 #ahga4 ,l',accademia ha accordato una parte del premio ad uno dei concorrenti1 il prof4 ,brofferio di ,milano2 senza concedergli il dritto della stampa negli ,atti4 #c ,il lavoro del ,volkmann3 ,die ,lehre des ,sokrates1 ,prag1 #ahfa1 non c' riuscito averlo1 per quante ricerche ne avessimo fatte4 #d ,su la posizione di ,socrate in ,atene1 cfr4 sovrattutto ,kchly3 ,sokrates und sein ,volk1 akademischer ,vortrag1 riprodotto negli ,akademische ,vortrge dello stesso autore1 ,zrich1 vol4 ,i1 pp4 #bba-chf2 il quale scritto1 quantunque metta a profitto alcuni particolari poco storici solo per colorire il quadro 7e l'autore stesso non ignora questa circostanza1 vedi p4 #bdb1 nota #b71 una riproduzione molto fedele delle condizioni del tempo4 #e ,per questa data1 che risulta dalla combinazione critica di diversi ragguagli1 confronta lo ,zeller1 op4 cit41 p4 #ci1 nota #a4 ,l'accusa riferita da ,senofonte1 ,memor41 ,i1 #a1 #a1 presso a poco autentica 7 7 e non differisce che per l'espressione 1 invece di 1 dalla forma nella quale la riporta ,favorino presso ,laerzio 7,,ii1 #dj74 ,platone la riferisce con altra disposizione1 ,apol4 #bd ,b2 ma la fa precedere dall' 2 vedi ,stallbaun ad locum1 ed4 ,,iv1 e ,cron3 ,einleitung in die platonische ,apologie1 ed4 #c1 #ca e #ed4 #f ,vedi le parole del ,fedone in fine3 1 1 1 1 1 1 1 1 4 #g ,apol4 p4 #cf ,a-#ch ,b4 ,la contraria testimonianza dell'apologia1 falsamente attribuita a ,senofonte 7 #bc71 non ha alcun valore4 ,sul carattere apocrifo di quello scritto cfr4 la dissertazione di ,arnold ,hug3 ,die ,unchtheit der dem ,xenophon zugeschriebenen ,apologie des ,sokrates1 riportata in fine del succitato libro del ,kchly1 p4 #dcj e seg4 #h ,crit4 p4 #dd ,b-,d1 e #dd ,e-#df ,a4 #i ,mem4 ,,iv1 #h1 #b2 e ,phaed4 #eh ,a e seg4 #aj ,vedi la bella discussione del ,critone p4 #df ,c1 #dh ,b1 e segnatamente p4 #dg ,c4 -- 2 e p4 #dh ,a1 nel quale luogo bisogna sempre fare astrazione della differenza troppo accentuata che v' posta fra l'opinione ed il sapere1 ch' di carattere platonico4 #aa ,cfr4 le formule3 1 ,crit4 #dc ,d2 1 ,apol4 #ai ,a1 1 ibid4 #ba ,e4 ,quanto al ,grate1 che attribuisce a ,socrate1 op4 cit41 p4 #fed e seg41 un proposito troppo dichiarato di affrontare la morte nell'interesse dei suoi principi1 ed a conferma delle sue opinioni1 vedi le giustissime osservazioni in contrario dello ,zeller1 op4 cit41 p4 #acc4 #ab ,intorno a questo periodo molto oscuro e complicato della storia ateniese1 cfr4 ,curtius1 op4 cit41 vol4 ,,iii1 pp4 #ec-aah4 #ac ,sul carattere di questa reazione religiosa1 cfr4 specialmente il ,roscher3 ,leben des ,thukydides1 p4 #bae e seg4 #ad inutile accennare tutti i giudizi1 pi o meno patetici1 degli antichi retori e degli umanitari moderni1 perch n gli uni1 n gli altri sono stati in grado d'intendere le ragioni storiche di quel complicato avvenimento4 #ae ,il ,frret stato il primo che nelle sue3 ,observations sur les causes et sur quelques circostances de la condamnation de ,socrate1 ved4 ,mm1 de l',acadmie des ,inscriptions1 vol4 #dg1 p4 #bag e seg41 abbia cercato di indagare1 dal punto di vista storico e giuridico1 le ragioni e lo sviluppo di quel processo4 #af ,vedi su molte di queste opinioni1 riprodotte anche in libri recenti1 lo ,zeller1 op4 cit41 p4 #adj1 n4 #e4 #ag ,questo contrasto stato per la prima volta rilevato dall',hegel3 ,geschichte der ,philosophie1 vol4 ,,ii1 pp4 #ha-aje1 con vivacit di colorito e con una certa precisione storica2 ma stato poi tanto esagerato dal ,rtscher3 ,aristophanes und sein ,zeitalter1 pp4 #bdg-bga1 che1 guadagnando molto in estetica efficacia1 ha perduto interamente il carattere di una determinazione storica4 #ah ,questa giustificazione l'intento del libro del ,forchhammer3 ,die ,athener und ,sokrates1 ,die ,gesetzlichen und der ,revolutionr1 ,berlin1 #ahcg1 nel quale non sai se hai pi ad ammirare l'ostinazione fanatica in un falso concetto1 o la derisione d'ogni criterio storico4 ,delle molte monografie1 cui ha dato occasione lo scritto del ,forchhammer1 non c' riuscito di procurarcene alcuna4 ,quella dell'olandese ,limburg ,brouwer2 ,apologia ,socratis contra ,meleti redivivi calumniam1 ,groning1 #ahch1 tanto lodata dallo ,stallbaun1 v4 proleg4 ad ,apol4 ,plat4 ediz4 ,,iv1 considerata dallo ,zeller1 op4 cit41 p4 #aeb1 n4 #b1 come un lavoro superficiale4 #ai ,per sobriet di giudizi ed accorgimento critico l'esposizione che fa lo ,zeller1 op4 cit41 pp4 #ach-afe1 dei motivi dell'accusa1 e della relativa giustizia della condanna1 non lascia a desiderare di meglio4 ,in generale1 il ,kchly1 op4 cit4 passim1 fa troppo avvertire1 che egli era preoccupato dal pensiero di giustificare gli ,ateniesi4 #bj ,cfr4 ,curtius1 op4 cit4 e segnatamente pp4 #ij-ib e #aad-aah4 #ba ,vedi ,mem4 ,i1 #b1 #cb-ch4 #bb ,vedi ,mem4 ,i1 #b1 #dh2 ,plat4 ,apol4 #bj ,e e seg4 #bc ,l'aneddoto1 riferito da ,val4 ,mass4 ,,vi1 #d1 #b1 da ,cic4 de orat4 ,i1 #ed1 da ,quint4 ,instit4 ,,ii1 #ae1 #cj4 ,,xi1 ,i1 ,,ii1 e da ,stobeo ,floril4 #g1 #ef1 che ,lisia avesse offerto a ,socrate una orazione apologetica1 non ci pare possa essere affatto sfornita di fondamento4 #bd ,la caratteristica1 che ,platone mette in bocca ad ,alcibiade in fine del ,symp4 p4 #bae e seg41 ritrae al vivo questa situazione psicologica4 #be 1 1 ,sym4 ,plat4 p4 #bba ,c4 #bf ,curtius1 op4 cit41 vol4 ,,iii1 p4 #ij4 #bg ,a proposito del processo contro i capitani vincitori della battaglia alle ,arginuse1 cfr4 ,sen4 ,mem4 ,i1 ,i1 #ah1 #b1 #ca e seg4 e ,,iv1 #d1 #b2 id4 ,hist4 ,graeca ,i1 #g1 #ae2 ,platone ,apol4 p4 #cb ,a4 ,su quell'importante avvenimento cfr4 ,grote1 vol4 ,,viii1 p4 #bch-bhe4 #bh ,cfr4 ,plat4 ,symp4 #bai ,e4 e seg42 ,apol4 #bh ,e2 ,lach41 #aha ,a4 #bi ,sen4 ,mem4 ,,iv1 #f1 #aj1 e cfr4 ,i1 ,i1 #af4 ,il concetto del coraggio costituisce l'argomento del ,lachete1 il quale1 se anche non appartenesse a ,platone come vuole lo ,schaarschmidt3 ,die ,sammlung der platonischen ,schriften1 p4 #djf e seg41 contiene ad ogni modo lo sviluppo dialettico di un pensiero socratico4 #cj ,plat4 ,apol4 #cc ,a3 ' 4 #ca ,platone1 ,symp4 p4 #bae ,a e seg4 #cb ,platone1 ,prolog4 #cce ,d-#cbf ,c1 e le note dei commentatori4 ,alleghiamo questo luogo solo come testimonianza storica1 prescindendo dai giudizii che ,platone fa pronunziare a ,protagora4 ,cfr4 ,schoemann3 ,griechische ,altertmer1 vol4 ,i1 p4 #eah e seg41 ed4 #b1 ed ,herdmann3 ,griechische ,privatalterthmer1 #b ed41 #cd e seg4 con le autorit ivi addotte2 e vedi le note dei commentatori d',aristofane ,nub4 v4 #ifc-gb ed ,equit4 v4 #ahh e #iib1 e specialmente ,th4 ,kock1 nell'ed4 di ,weidmann1 ,berlino1 #ahfb-fg4 #cc ,vedi ,curtius1 op4 cit41 vol4 ,,ii1 p4 #acg4 #cd ,vedi il discorso che ,tucidide fa pronunziare a ,pericle1 lib4 ,,ii1 #cg1 e cfr4 i luoghi addotti dallo ,schoemann1 op4 cit41 vol4 ,i1 p4 #eae-ag4 #ce ,p4 e ,mem4 ,i1 #b1 #ef1 #eg4 #eh2 ,,iii1 ,i1 #d2 ,,iv1 #f1 #ae1 ecc4 ecc4 ,nella citazione di ,simonide presso ,platone nel ,protagora #cci ,a pu anche ammettersi una reminiscenza socratica2 cfr4 ,strmpell1 ,geschichte der praktischen ,philosophie der ,griechen1 p4 #eb4 #cf ,potrebbe veramente addursi come testimonianza il ,critone1 p4 #ej ,b2 cfr4 ,alberti1 op4 cit1 p4 #de4 #cg ,questa impossibilit1 gi indistintamente accennata da questo o quello scrittore1 stata per la prima volta messa in chiaro dall',hermann3 ,de ,socratis magistris et juvenili disciplina1 ,marburgi1 #ahcg2 e cfr dello stesso autore3 ,geschichte uad ,system der platonischen ,philosophie1 ,heidelberg1 #ahci1 lib4 ,i1 p4 #ej e note #id-ih2 lib4 ,,ii1 p4 #bcc e seg4 #ch ,vedi queste false tradizioni raccolte dallo ,zeller1 op4 cit41 p4 #da e seg41 e specialmente la succitata dissertazione dell',hermann4 #ci ,vedi a questo proposito il succitato ,zeller1 p4 #ec e seg4 ,il ,lasaulx ripete senza scrupoli tutti i vecchi errori1 op4 cit41 p4 #f e seg4 ,n il ,volquardson3 ,die ,genesis des ,sokrates1 in ,rhein4 ,museum1 vol4 ,,xix1 p4 #ead e seg41 n l',alberti1 op4 cit41 p4 #da-ee4 son riusciti ad invalidare il risultato critico dell',hermann1 con tutti gli sforzi che hanno fatti per ristabilire la genesi della coscienza socratica4 #dj ,la data della rappresentazione delle ,nuvole risulta dall'ipotesi #e2 ved4 ,kock3 ,einleitung in die ,wolken1 ,berlin1 #ahfb1 #bd4 #da ,socrate fu argomento di satira per molti comediografi1 p4 e4 ,ameipsia nel ,conno1 vedi ,meineke3 ,frag4 ,com41 ,i1 p4 #djc e seg42 ,eupoli nei ,bapti1 vedi ,fritzsche3 ,quaestiones ,aristophaneae1 e notatamente3 ,de ,socrate veterum ,comicorum1 pp4 #ii-big2 e aggiungi la recentissima dissertazione del ,peters3 ,de ,socrate qui est in ,atticorum ,antiqua ,comoedia1 ,lipsiae1 #ahfi4 ,la stessa ,apologia di ,platone considera ,aristofane come organo di una opinione pi generale1 perch oltre a parlare sempre di come di quelli che avevano educato il popolo 77 ad una falsa opinione intorno a ,socrate1 quando passa a riassumere in forma di un'accusa le opinioni correnti1 p4 #ai ,c1 soggiunge3 7 7 cfr4 pag4 #ah ,b4 #db ,lo ,zeller1 op4 cit41 p4 #adc e seg41 ha raccolta e criticata una gran parte dei recenti giudizi su le ,nuvole di ,aristofane2 ed il ,kchly1 op4 cit41 p4 #bcc e seg41 ne ha1 a nostro parere1 meglio di qualunque altro critico1 esposti i motivi e lo sviluppo4 ,di tutte le false opinioni1 cui ha dato luogo la commedia di ,aristofane1 nessuna tanto nociva allo spirito del ,socratismo1 quanto quella che fa supporre ,socrate inteso nella sua prima et agli studi della filosofia naturale4 ,e ci par strano veder ricomparire questa infondata opinione nell'ultimo libro del ,brandis3 ,die ,entwickelungen der griechischen ,philosophie1 ,berlin1 #ahfb1 vol4 ,i1 p4 #bcf4 #dc ,l'opinione comune1 che riporta la nascita di ,senofonte all'anno #dde a4 ,c4 7o fino al #dej secondo la notizia di ,stesiclide presso ,laerzio1 ,,ii1 #ef7 stata su le tracce del ,cobet2 ,novae ,lectiones 7997 p4 #ece dimostrata falsa dal ,bergk3 ,philologus1 vol4 ,,xviii1 p4 #bdg1 che fa discendere la data al #dbi a4 ,c4 ,questa opinione1 che ha in suo favore l'esatta interpetrazione dell',anabasi ,,iii1 #a1 #be1 stata seguita anche dal ,curtius1 op4 cit41 vol4 ,,iii1 p4 #dif1 e nota alla p4 #ggb2 e dall',alberti1 op4 cit41 p4 #h4 #dd ,zeller1 op4 cit41 p4 #df4 #de ,metaph4 ,,xiii1 #d3 1 4444 1 1 4 1 ' 4 #df ,mem4 ,i1 #a1 #b e #ad2 ,,iv1 #g1 #f ecc4 #dg l',alberti1 op4 cit41 p4 #cg e seg41 che principalmente ha insistito sul fondo storico del dialogo platonico1 e che s' tanto lambiccato il cervello per rimettere in onore l'antica opinione1 che ,socrate fosse stato discepolo di ,archelao1 senza venire a capo di provare qualche cosa4 #dh ,vedi la citata dissertazione dell',hermann1 p4 #di2 e dello stesso autore3 ,geschichte ecc41 lib4 ,,ii1 p4 #bcj4 #di ,il lavoro dello ,schneidewin3 ,ethische ,gedanken der ,vorsokratiker1 nelle ,philosophische ,monatshefte di ,bergmann1 vol4 ,,ii1 pp4 #dbi-deg1 non ci ha punto convinti1 che1 contro l'autorit di ,aristotele1 possa farsi risalire l'origine della scienza etica ad un'epoca anteriore a ,socrate4 ,lo ,schneidewin riesce tutto al pi a dimostrare3 che nei princip dei vari filosofi1 che precedettero l'epoca sofistica1 c' una tendenza etica sempre crescente2 ma da questo alla ricerca ci corre molto4 ,e del pari sono poco convincenti i due precedenti articoli dello stesso autore su lo sviluppo della teoria della conoscenza prima di ,socrate1 ibid41 pp4 #beg-bga e #cde-cfh4 #ej ,abbiamo stimato inutile addurre i luoghi di ,senofonte e ,platone1 perch di lodi a ,socrate sono ripieni tutti i loro scritti4 #ea ,nel metter mano a questo lavoro scrivemmo dal bel principio una lunga dissertazione su le fonti della dottrina socratica1 che poi per mancanza di tempo non potemmo trascrivere nella copia sottoposta all'esame dell',accademia4 ,e di ci non siamo ora dolenti perch i risultati della nostra indagine critica si trovano gi in gran parte rifusi qua e l in tutto il lavoro1 e il difetto di un capitolo speciale su le fonti non nuoce alla nostra esposizione1 anzi ci fa sfuggire la taccia di una inutile ripetizione4 #eb ,il ,dronke 7v4 ,die religisen und sittlichen ,vorstellungen von ,aesckylos und ,sophokles1 ,leipzig1 #ahfa7 lamentava ancora pochi anni addietro questo difetto della letteratura filologica3 ed osservava che1 malgrado l'impulso dato dal ,welcker e dal ,bernhardy1 non si era fatto un solo passo in questa sorta d'indagini 7ibid4 pp4 #d-e74 ,della3 ,nachhomerische ,theologie del ,ngelsbach1 ,nrnberg1 #aheg1 che pure il solo libro che tratti estesamente lo sviluppo della coscienza religiosa dei ,greci1 non pu dirsi che sia un lavoro molto atto a ridestare il gusto per simili ricerche1 perch ha pi l'aria di una teologia cristiana1 che la fisonomia di un'indagine storica4 ,fra i recenti lavori speciali merita somma lode il libro del ,buchholtz3 ,sittliche ,weltanschauung des ,aeschylos und ,pindaros1 ,leipzig1 #ahfi1 che alla squisitezza del senso critico accoppia un gusto perfetto di esposizione plastica4 #ec ,questa esigenza stata specialmente avvertita dai recenti interpreti di ,sofocle1 p4 es4 ,schneidewin1 ,nauck1 ,ritter4 #ed ,questo lato della sua coscienza non stato studiato soddisfacentemente da nessuno2 e lo stesso ,strmpell1 op4 cit41 p4 #aag1 che pure ha accordato tanta importanza alle convinzioni religiose di ,socrate1 parla con una certa circospezione di quello che potrebbe nella sua persona chiamarsi religione4 #ee ,mem4 ,i1 #d1 #af 444444 44444 #ef ,nei ,mem4 ,i1 #a1 #f e seg4 questa duplice limitazione espressa con somma evidenza4 #eg ,conf4 su questo argomento lo ,zeller3 ,die ,entwickelung des ,monotheismus bei den ,griechen1 ristamp4 nei ,vortrge und ,abhandlungen ecc4 dello stesso autore1 ,leipzig1 #ahfe1 pp4 #a-cj4 #eh ,mem4 ,i1 #a1 #ai3 7parlando del volgo7 1 ' 4 ' 1 1 1 4 #ei ,mem4 ,i1 #c1 #b e seg41 e ,,iv1 #c1 #ag4 #fj ,mem4 ,i1 #a1 #c4 #fa ,specialmente il ,forchhammer nel citato libro ha cercato di mostrare1 che i giudizi di ,senofonte fossero parziali ed infondati4 #fb ,vedi pi innanzi il cap4 ,x1 dove sono raccolti i luoghi a conferma di questa nostra opinione4 #fc ,zeller1 che ha molto felicemente criticata questa falsa opinione1 op4 cit41 pp4 #gc-ge1 non poi riuscito a fuggire l'opposto errore4 #fd ,qui intendiamo parlare1 tanto della missione che ,socrate credea di dover adempiere1 quanto della sua fede speciale nel 4 ,intorno a questo secondo punto vedi lo ,zeller1 op4 cit41 pp4 #fa-gj4 #fe ,quanto ad ,eschilo1 ,pindaro e ,sofocle vedi i citati libri del ,buchholtz e del ,dronke2 pi il ,lbker3 ,die ,sophokleische ,theologie und ,ethik1 ,kiel1 #ahec-ee4 #ff ,questo speciale carattere della religione greca stato molto vivamente rilevato dal ,kchly nello scritto3 ,ueber ,aeschylos' ,prometheus1 ristamp4 nei ,vortrge ecc41 pp4 #c-df4 #fg ,in questo modo lo considera il ,cousin3 ,fragments de philosophie ancienne1 #b ediz41 pp4 #acg-ach1 e cfr4 dello stesso autore3 ,traduct4 de ,platon1 vol4 ,i1 p4 #ee4 #fh ,questa opinione del ,roscher1 op4 cit41 p4 #bgc1 nota #c2 ma stata contrastata3 vedi specialmente ,pfander3 ,euripides' ,bakchen1 ,berlin1 #ahgj1 fasc4 #a1 pp4 #ac e #bg4 #fi ,su la coltura ateniese dell'epoca socratica vedi il ,curtius1 op4 cit41 vol4 ,,ii1 pp4 #bba-bhj1 e vol4 ,,iii1 pp4 #ec-hi4 #gj ,vedi ,curtius1 op4 cit41 v4 ,,iii1 p4 #fe-gh1 e ,steinhart3 ,euripides' ,charakteristik und ,motivierung im ,zusammenhang mit der ,culturentwikelung des ,alterthums1 nell',archiv fr ,litteraturgeschichte del ,gosche1 fasc4 #a1 pp4 #a-dg4 #ga ,questa tendenza non aveva niente di comune con la interpetrazione razionalistica della mitologia rappresentata da ,metrodoto1 sul quale vedi ,zeller1 op4 cit41 vol4 ,i1 #c ed41 p4 #hca4 #gb ,tucidide1 libro ,,iii1 #hc4 #gc ,vedi sul significato generale dei ,sofisti nella storia della coltura greca ,hermann3 ,geschichte und ,system ecc41 pp4 #bag-bca1 e ,zeller1 op4 cit4 vol4 ,i1 #c ed41 pp4 #ich-iec4 #gd ,intorno al predominio del culto apollineo vedi ,gttling3 ,die delphischen ,sprche nelle ,gesammelte ,abhandlungen1 ,mnchen1 #aheg1 p4 #bde e seg4 #ge ,noi non intendiamo di dar ragione con ci a ,cicerone3 ,quaest4 ,tuscul41 ,v1 #cg1 il quale considera ,socrate come un cosmopolita2 perch il cosmopolitismo cominci appena nell'epoca macedonica1 vedi ,curtius1 op4 cit41 ,,iii1 p4 #edj4 #gf ,schleiermacher3 ,ueber den ,werth des ,sokrates als ,philosophen4 ,questa dissertazione letta all',accademia di ,berlino il #ahah stata poi riprodotta nelle opere complete dell'autore1 sez4 ,,iii1 vol4 ,,ii1 p4 #bic e seg4 ,la determinazione del valore filosofico di ,socrate ha raggiunto un certo grado di consistenza scientifica solo per opera di ,hegel1 op4 cit41 vol4 ,,ii1 pp4 #ci-dd e #ea-ha1 e di ,hermann3 ,geschichte ecc41 libro ,,ii1 pp4 #bca-bfc4 ,la pi gran parte delle monografie posteriori rivelano l'influenza di ,schleiermacher1 di ,hegel o di ,brandis1 che solo in certi punti modific le opinioni del primo2 mentre le vedute dell',hermann1 che risultavano da una profonda conoscenza di tutta la coltura greca1 sono rimaste o trascurate o fraintese4 ,il lavoro pi originale su la dottrina di ,socrate 1 a nostro parere1 quello dello ,strmpell1 ii quale1 mentre nella3 ,geschichte der theoretischen ,philosophie der ,griechen1 p4 #ajc1 era rimasto indeciso su quello che dovesse pensare del nostro filosofo1 ha poi nella ,geschichte der prakt4 ,philosophie ecc41 pp4 scritti1 esposta in tutta la pienezza dei suoi motivi1 e in tutta la larghezza del suo svolgimento la dottrina socratica4 ,noteremo qui che1 oltre ai libri gi citati1 abbiamo avuti presenti ,hurndall3 ,de ,philosophia morali ,socratis1 ,heidelbergiae1 #aheb2 ,bringer3 ,der philosophische ,slandpunkt des ,sokrates1 ,carlsruhe1 #ahfj2 ,ditges3 ,die epagogische ,methode des ,sokrates1 ,kln1 #ahfd2 ,kittel3 ,die ,lehre des ,sokrates1 ,eger1 #ahfj2 ,rossel3 ,de ,socratis philosophia1 ,gttingae1 #ahcg2 il lavoro di ,brandis3 ,ueber die ,lehre des ,sokrates1 nel ,rhein4 ,museum1 ,i1 p4 #abb e seg42 le due storie generali della filosofia greca del ,brandis stesso1 e quelle di ,schwegler1 e di ,ueberweg1 ed altre piccole monografie che citeremo ove cada in acconcio4 ,nel giro di questa esposizione ci asterremo1 quanto pi ci riuscir possibile1 da ogni polemica4 #gg ,per tacere dei citati libri dell',alberti e del ,lasaulx1 osserveremo qui che il recentissimo lavoro del ,monte3 ,la philosophie de ,socrate1 ,paris1 #ahfi1 che ha ottenuto la mention honorable de l',institut1 quanto ci possa essere di pi barocco1 di pi antiquato1 e al tempo stesso di pi pretensioso4 ,l'autore1 che ha avuto tempo di raccogliere citazioni di ,holbach1 ,pascal1 ,huet1 ,s4 ,teresa1 ,s4 ,bonaventura e via dicendo1 non s' presa punto la briga di vedere che cosa si fosse detto dai critici intorno a ,socrate1 e senza scrupolo di sorta ha raccolto da ,platone tutto quello che gli andava ai versi1 e l'ha messo insieme come dottrina socratica4 #gh ,la quistione cominciata col ,dissen3 ,de philosophia morali in ,xenophontis de ,socrate commentariis tradita1 dissertazione ristampata nelle ,kleine ,schriften dello stesso autore1 pp4 #eg-hh1 ,gttingen1 #ahci4 ,il ,brandis stato quello1 che in virt di certe preoccupazioni dottrinali1 ha pi di ogni altro frainteso i concetti fondamentali del socratismo4 #gi ,per tacere degli altri noteremo1 che questo difetto principalmente notevole nel ,brandis1 il quale anche nel suo ultimo lavoro3 ,die ,entwickelungen ecc4 prende le mosse dal concetto astratto del sapere1 per determinare il valore filosofico di ,socrate1 vedi ibid41 p4 #bcb e seg4 #hj ,sen4 ,mem4 ,,iv1 #d1 #f4 ,plat4 ,gorg4 p4 #dij ,e4 #ha ,lo ,strmpell fa rilevare molto vivamente la differenza che correa fra i ,sofisti e ,socrate1 nell'uso del ragionamento formale2 vedi in generale op4 cit41 cap4 ,,ii1 pp4 #gb-aae4 #hb ,lo ,zeller ha molto bene criticata l'opinione ordinaria1 che fa di ,socrate un moralista popolare1 op4 cit41 vol4 ,,ii1 p4 #gc2 ma noi non ci accordiamo con lui nella determinazione del valore filosofico del dialogo socratico2 la qual cosa abbiamo voluto dire qui recisamente1 per evitare ogni ulteriore polemica4 #hc ,vedi su questo punto ,hermann3 ,geschichte ecc41 p4 #beg e seg42 e lo stesso autore ,prof4 ,ritter's ,darstellung der sokratischen ,systeme1 ,heidelberg1 #ahcc4 ,hegel stato uno dei primi a riconoscere l'importanza delle scuole socratiche per la determinazione del principio filosofico di ,socrate1 op4 cit41 vol4 ,,ii1 p4 #aje e seg41 e cfr4 ,biese3 ,die ,philosophie des ,aristoteles1 vol4 ,i1 p4 #bh e seg4 #hd ,indem die ,philosophie des ,sokrates kein ,zurckziehen aus dem ,dasein und der ,gegenwart in die freien reinen ,regionen des ,gedankens1 sondern aus einem ,stcke mit seinem ,leben ist1 so schreitet sie nicht zu einem ,systeme fort etc4 ,hegel1 op4 cit41 p4 #ea4 ,da questo e da altri luoghi pu scorgersi1 come ,hegel avesse un concetto pi schietto della filosofia socratica1 di quello che hanno formulato molti scrittori posteriori1 non escluso lo ,zeller2 il quale1 sebbene dica di non volerlo1 parla sempre in una maniera troppo astratta del principio del sapere1 e ricade nell'errore di ,schleiermacher e di ,brandis4 #he ,per es4 ,schleiermacher1 op4 cit41 p4 #cjj4 #hf ,la forma pi esagerata quella del ,rtscher1 il quale parla di ,socrate come d'un filosofo moderno1 op4 cit41 passim4 #hg ,vedi specialmente il ,bhringer1 op4 cit41 p4 #b e seg4 #hh ,l',alberti specialmente fa di ,socrate un filosofo dotato di una piena coscienza del proprio valore storico2 e non potea evitare un simile errore1 dal momento che s'era proposto di seguire il dialogo platonico come un documento biografico2 vedi op4 cit41 p4 #ac e seg4 #hi ,plat4 ,apol4 p4 #bc ,b1 e cfr4 ,sen4 ,mem4 ,,iv1 #f1 #g4 ,vedi ,hermann3 ,geschichte ecc41 ,,ii1 p4 #bch1 e nota #bie-ig1 il quale mostra come ,schleiermacher1 ,rtscher1 ,brandis e ,ritter non abbiano inteso il valore di questa massima2 e cfr4 dello stesso autore3 ,prof4 ,ritter's ,darstellung ecc41 p4 #bd e seg4 #ij ,l',hoffmann1 in uno scritto che ha per titolo3 ,die ,gottesidee des ,anaxagoras1 des ,sokrates und des ,platon1 ,wrzburg1 #ahfj1 ha voluto attribuire un tale carattere teosofico e mistico alle idee teologiche di ,anassagora e di ,socrate da far loro perdere tutta la primitiva ingenuit1 che le distingue da ogni posteriore svolgimento delle idee religiose4 ,per quello che concerne ,anassagora specialmente1 l',hoffmann non s' fatto scrupolo di considerarlo come un teista bello e compiuto4 ,la teologia socratica di quello scritto non corrisponde per niente ai modesti principi1 espressi da ,senofonte1 e dall',apologia platonica4 #ia ,vedi in generale ,hegel1 op4 cit41 p4 #dj e seg42 e molto pi ,rtscher3 ,aristophanes und sein ,zeitalter1 p4 #bde e seg4 #ib ,specialmente dal ,rtscher1 loc4 cit41 e molto pi nella sua critica del ,brandis1 loc4 cit41 p4 #chh4 difficile trovare un altro scrittore1 che sia capace quanto il ,rtscher di perder di vista l'oggetto proprio della quistione1 per abuso di frasario filosofico4 #ic ,vedi ,brandis3 ,rhein4 ,museum1 ,,ii1 p4 #he e seg4 in una violenta critica del libro del ,rtscher4 ,lo stesso ,brandis nel libro gi citato3 ,entwickelungen ecc41 p4 #bcb1 pretende nientemeno trovare in ,senofonte1 ,mem4 ,,iii1 #h1 #c1 una pruova esplicita1 che il concetto socratico supponga il reale come suo termine obbiettivo4 #id ,vedi su la natura del sapere socratico l'esatta e scrupolosa indagine dello ,strmpell1 op4 cit41 pp4 #aeb-aei4 #ie ,vedi ,zeller1 op4 cit41 vol4 ,,ii1 p4 #hb4 #if ,per tacere di molti scrittori dei secoli passati1 citer l',hamann1 e specialmente op4 compl41 vol4 ,,ii1 p4 #db1 ed il ,volquardson3 ,das ,dmonium des ,sokrates1 ,kiel1 #ahfb1 e spec4 p4 #ga4 #ig ,vedi il succitato luogo ,metaph41 ,,xiii1 #d2 e cfr4 ibid41 ,i1 #f2 e ,,xiii1 #i2 e ,de part4 ani4 ,i1 #a4 #ih ,nessuno prima dello ,strmpell avea tentato di spiegare in concreto lo sviluppo dell'induzione socratica2 e noi stimiamo inutile rilevare qui gli errori o le inesattezze delle precedenti esposizioni4 #ii ,questo difetto sommamente notevole nel lavoro del ,ditges3 ,die epagogische ,methode des ,sokrates1 ,kln1 #ahfd4 ,quell'autore trova confermata l'induzione socratica dall'autorit dei moderni scrittori di logica2 vedi p4 #ac4 #ajj ,come hanno fatto molti fra gli espositori4 #aja ,in questa domanda riposto l'interesse logico di ,socrate4 #ajb ,l'autore di questo scritto raccoglie da molto tempo i materiali per una storia dell',etica greca1 che sar esposta dal punto di vista della tradizione letteraria e dello svolgimento generale della coltura4 #ajc ,vedi in generale ,strmpell1 op4 cit41 pp4 #gb-aae1 le cui opinioni1 del resto1 non sono per noi tutte accettabili4 #ajd ,l'autore di questo scritto ha cercato di mettere sott'occhi l'immagine completa del dialogo socratico1 e s' valso dei ,memorabili di ,senofonte e di alcuni degli scritti di ,platone1 facendo in questi astrazione dalla teoria delle idee2 e non addurr i passaggi perch1 se volesse farlo1 dovrebbe copiare gl'interi libri4 ,anche molte delle cose dette innanzi su lo sviluppo storico della definizione1 sebbene abbiano un colorito moderno1 sono ricavate da ,platone4 #aje ,vedi ,steinthal3 ,geschichte der ,sprachwissenschaft bei ,griechen una ,rmern1 p4 #aah4 #ajf ,vedi questo pensiero espresso nel ,phaedr41 p4 #bfc ,a3 1 o 2 -- ' 2 1 4 #ajg ,vedi questo pensiero espresso nell',euthyphr41 p4 #g ,c da -- ,d nel qual luogo sono principalmente notevoli le parole3 7gli uomini7 7cio dei predicati etici7 4 #ajh ,noi risentiamo tuttora nella lettura di ,senofonte e di ,platone quello stato di incertezza1 e rimaniamo sospesi fino alla fine del dialogo2 se pure1 come in molti casi avviene1 la conclusione stessa del dialogo non equivoca e dubbia4 ,fra tutte le esposizioni dei dialoghi platonici quelle del ,bonitz riproducono1 a nostro parere1 con la maggiore lucidezza ed efficacia possibile1 l'impaccio1 le difficolt1 ed il travaglio dell'indagine socratica2 vedi ,platonische ,studien1 #a e #b fasc41 ,wien1 #aheh-fj4 #aji ,lo ,zeller1 op1 cit41 p4 #hi1 col quale in gran parte ci accordiamo nel concetto dell'ironia1 ha riportato i vari giudizi profferiti da altri scrittori su quella forma1 o momento che voglia dirsi1 della conversazione socratica4 ,il citato libro del ,lasaulx 7pubblicato dopo il lavoro dello ,zeller7 contiene una determinazione del concetto dell'ironia1 ch' veramente speciosa4 ,secondo quell'autore 7vedi p4 #bc71 ,socrate aveva una doppia coscienza3 la comune ed ordinaria1 che hanno tutti gli altri uomini1 e quella tutta sua speciale1 che era riposta nella ispirazione religiosa2 sicch1 ogni volta che gli avvenisse di conversare o di disputare1 dal confronto delle due coscienze veniva fuori il sentimento dell'ironia 76874 #aaj ,vedi il notevole luogo dei ,memor41 ,,iv1 #e1 #ab3 4 #aaa ,noi intendiamo dire1 che il concetto socratico ha il carattere dell'identit2 non che ,socrate avesse avuto coscienza del principio d'identit4 ,vedi in sguito4 #aab ,aristot4 ,metaph41 ,,xii1 #d3 ' 4 #aac ,l',hermann osserva giustamente3 ,geschichte ecc41 p4 #cbf1 nota #cje1 che la differenza del concetto socratico dall'idea platonica non riposta nel carattere logico del processo4 #aad ,opinione del ,brandis4 #aae ,mem41 ,,iv1 a1 #bf3 4 #aaf ,zeller1 op4 cit41 p4 #hc4 #aag ,mem41 ,,iv1 #f1 #ae3 1 1 1 la quale opinione ,socrate cercava di rifermare con l'autorit di ,omero1 ,od41 ,,viii1 v4 #aga4 ,cfr4 ,sen4 ,oecono41 ,,xix1 #ae1 e ,dionys4 ,halic4 de arte reth41 ,,xi1 #h4 #aah ,cfr4 ,metaph41 ,,xiii1 #d1 con ,metaph41 ,i1 #f1 e ,,xiii1 #i4 #aai ,mem41 ,,ii1 #b1 #a e seg42 e ,,iii1 #c1 #b4 ,lo ,strmpell ha troppo insistito su la precisione logica del ,socratismo1 e specialmente su la dimostrazione analogica3 la quale non sarebbe1 a parer nostro1 difficile di ridurre alla forma generica dell'appercezione1 perch non vi sappiamo scorgere il carattere della sussunzione sillogistica4 #abj ,specialmente ,mem41 ,,iv1 #b1 #cc4 ,vedi ,brandis3 ,geschichte der griech1 romisch1 ,philosoph41 ,,ii1 p4 #cf1 e la critica dello ,zeller1 op4 cit41 p4 #gg1 alla quale ha risposto ,brandis rimanendo nella sua prima opinione3 ,entwickelungen ecc41 p4 #bce4 #aba ,per es4 ,men41 p4 #ih ,b4 #abb ,questa l'opinione dello ,strmpell4 #abc ,in questa determinazione dato il limite della ricerca socratica4 #abd ,per es4 ,platone4 #abe inutile entrare in polemica coi sostenitori della contraria opinione4 #abf ,la storia dell'ellenismo non stata ancora approfondita in questo lato1 che pure uno dei pi ricchi e dei pi attraenti2 cfr4 quanto abbiamo detto nel cap4 ,,ii4 #abg ,il solo libro completo su questa quistione il gi citato del ,ngelsbach3 ,nachhomerische ,theologie1 ,nrnberg1 #aheg4 #abh ,mem41 ,,iii1 #i1 #d2 ,,iv1 #f1 #f4 #abi ,molte massime di questo genere sono state raccolte dallo ,zeller1 op4 cit41 p4 #aba4 #acj ,sen4 ,mem41 ,i1 #a1 #b2 ,,iv1 #g1 #f4 ,aristot4 ,metaph41 ,i1 #f4 1 -- e de part4 ani4 ,i1 #a1 4 ,quanto all'opinione contraria dello ,schleiermacher1 del ,brandis1 del ,ritter1 del ,svern1 e del ,krische 79971 vedi ,zeller1 op4 cit41 p4 #ic e seg4 #aca 1 vedi ,mem41 ,i1 #b1 #di-ej1 ,,ii1 #c1 #ah1 ,,iv1 #b1 #bb1 ovvero 1 che una volta considerata come opposta alla id41 ,,iii1 #i1 #f1 #g1 ed un'altra come diversa dall'1 ,i1 #b1 #ej4 #acb ,mem41 ,,iv1 #b1 #ai e seg4 #acc ,mem41 ,,iv1 #f1 #g3 4 #acd ,mem41 ,,iv1 ,i1 #b4 #ace ,vedi su questa massima il ,gttling nella citata dissertazione3 ,die delphischen ,sprche4 #acf ,sen4 ,mem41 ,,iv1 #b1 #bd1 ,,iii1 #i1 #f4 ,plat4 ,charmid41 p4 #afd ,d4 ,alcib41 ,i1 p4 #abd ,b4 #acg ,stimiamo inutile discutere le opinioni di ,schleiermacher1 ,brandis1 ,hegel e ,rtscher4 ,l',hermann3 ,geschichte ecc41 p4 #bdj1 molto indeterminato nell'analisi di questo concetto4 #ach ,lo ,strmpell1 vedi op4 cit41 p4 #acf e seg4 #aci ,vedi in generale il bel dialogo con ,eutidemo1 ,mem41 ,,iv1 #b4 #adj ,vedi specialmente p4 #bj ,c-#bd ,a4 #ada ,plat4 ,theaet41 p4 #aej ,c4 ,in questo luogo la pi gran parte dei critici ammette una diretta reminiscenza storica2 ma ci non cambia per niente la nostra affermazione4 #adb ,schleiermacher1 op4 cit41 p4 #bie1 ha trovato superficiale il dialogo senofonteo1 o lo ha stimato incapace di produrre quell'effetto1 che ,platone fa da ,alcibiade attribuire al discorso di ,socrate ,symp41 p4 #bae ,e e seg41 perch non ha saputo ravvisarvi il carattere concreto e positivo delle cause che lo determinavano4 #adc ,aristoph4 ,av41 v4 #aeee4 ,vedi1 sul valore della parola ,rhein4 ,museum1 vol4 ,,xviii1 p4 #dgc4 #add ,strmpell1 op4 cit41 p4 #acg e #adb4 #ade ,lo ,strmpell crede in fatti1 op4 cit41 p4 #cf1 necessario valersi principalmente dell'autorit di ,platone1 come di colui che pi ha inteso il valore riformatorio di ,socrate2 ma non forse questo un circolo vizioso8 #adf ,mem41 ,,iii1 #f1 e ,,iv1 #b4 ,cfr4 ,apol4 ,plat41 p4 #ba ,c e #bi ,e4 #adg ,mem4 ,,iv1 #f1 #g3 4 #adh ,mem41 ,i1 #e1 #d4 #adi ,mem41 ,i1 #e1 #c1 id4 #f1 #e2 ,,ii1 i1 ,,ii1 ecc4 #aej ,mem4 ,,iv1 #e1 #f4 #aea ,cfr4 ,dronke1 op4 cit41 p4 #db24 ,pfander1 op4 cit41 p4 #bh2 e vedi ,steinthal nella ,zeitschrift fr ,vlkerpsychologie1 vol4 ,,ii1 p4 #cjc4 #aeb ,per es4 ,zeller1 op4 cit41 p4 #ajh4 #aec ,sen4 ,symp41 #b1 #i4 #aed ,mem41 ,,ii1 #b1 #d4 #aee ,vedi ,strmpell1 op4 cit41 p4 #ade1 il quale a nostro parere stato il primo1 che abbia messo in piena luce l'elemento filosofico e socratico degli scritti di ,senofonte1 op4 cit41 pp4 #dhb-eji4 #aef ,mem41 ,i1 #b1 pp4 #di-ee4 #aeg ,nub41 dal v4 #acbj in poi4 #aeh ,questo difetto c' nel ,kchly1 op4 cit1 passim4 #aei ,hermann1 ,privatalterthmer1 #cc1 #b ed4 #afj ,mem41 ,,ii1 #b4 #afa ,vedi il citato ,hermann1 #bi4 #afb ,sen4 ,symp1 #h1 #ab e seg4 e cfr4 ,mem41 ,i1 #b1 #bi e seg4 #c1 #h e ,,ii1 #f1 #ca4 #afc ,questa anche l'opinione dello ,zeller1 op4 cit41 p4 #eh4 #afd ,mem41 ,,ii1 #d1 #f e seg42 id41 #f1 #ba-bi4 #afe ,vedi il ,jacobs1 ,vermischte ,schriften1 vol4 ,,ii1 p4 #bea3 ,jene ,sitte enthlt eben so1 wie die ,liebe zum andern ,geschlechte1 alle ,elmente des ,edelsten und des ,nichtswrdigsten1 des ,lasters1 des ,besten und des ,schlechtesten in sich4 #aff ,mem41 ,,iii1 #e4 #ba e #i1 #aj2 e cfr4 ibid41 ,i1 #b1 #i2 e ,plat4 ,apol41 #ca1 ,e4 #afg ,mem41 ,,iii1 #f2 e ,,iv1 #b1 #f e seg4 #afh ,mem41 ,,iv1 #f1 #f4 #afi ,mem41 ,,iii1 #g4 #i4 #agj ,mem41 ,,iv1 #d1 #d3 ,plat4 ,apol41 #cd ,d e seg42 e cfr4 ,phaed41 #ih ,c e seg4 #aga ,come vuole l',hermann4 #agb ,come vuole il ,baur4 ,vedi su questa quistione lo ,zeller1 ,der ,platonische ,staat1 in seiner ,bedeutung fr die ,folgezeit1 nei citati ,vortrge ecc41 pp4 #fb-hb4 #agc ,mem41 ,,iii1 cap4 #aa4 #agd ,come fa lo ,zeller1 op4 cit41 p4 #ge1 nota #b4 #age ,questa l'opinione di ,brandis3 ,entwickelungen ecc41 p4 #bcf1 nota #di4 #agf ,vedi su questo argomento l',hermann3 ,privatalterthmer1 #bi1 con tutte le autorit ivi addotte1 e specialmente ,john3 ,the ,hellenes1 the history of the manners of the ancient ,greeks1 ,londra1 #ahdd1 vol4 ,,ii1 p4 #db4 #agg ,vedi ,jacobs3 ,vermischte ,schriften1 ,,iv1 p4 #cgi e seg4 #agh ,mem41 ,,ii1 #f1 #ce e cfr4 ,,iii1 #i1 #h4 #agi ,crit41 #di ,a e seg4 e cfr4 ,rep41 ,i1 #ccd ,b e seg4 #ahj ,questa anche l'opinione dello ,zeller1 op4 cit41 p4 #aad4 #aha ,il ,mainers3 ,geschichte der ,wissenschaften1 ,,ii1 ,p4 #def 79971 pone una distinzione arbitraria fra il male arrecato sensibilmente all'inimico1 e quella che pu toccare il suo benessere interno1 negando che quest'ultimo sia incluso nel di ,senofonte4 ,n meno infondata la supposizione del ,brandis1 secondo la quale ,senofonte non avrebbe espresso interamente il pensiero di ,socrate4 ,cfr4 lo ,strmpell1 op4 cit41 p4 #agi1 che ha tentato supplire ,senofonte col ,gorgia1 p4 #dha4 #ahb ,vedi ,dderlein3 ,lexicon ,homericum1 n4 #ecf3 e per l'etimologia il ,curtius3 ,griechische ,etymologie1 p4 #cag4 #ahc ,cos anche presso gli scrittori posteriori a ,socrate1 per es4 ,platone1 vedi ,ast3 ,lexicon ,platonicum s4 v4 1 e segnatamente ,crito1 p4 #aag ,b1 ,rep4 ,i1 p4 #cce ,b4 id4 p4 #cec ,b2 ,gorg4 p4 #ejf ,d1 ecc4 #ahd ,il ,gttling1 nella citata dissertazione3 ,die delphischen ,sprche1 ha cercato di mostrare1 come i sette famosi proverbi1 che erano scritti alla porta del tempio delfico1 formassero gi un insieme di vedute etiche1 una specie di catechismo delle virt cardinali1 un eptalogo insomma dell'ellenismo4 ,cfr4 in generale il ,ngelsbach3 ,nachhomerische ,theologie1 p4 #bhi e seg4 #ahe ,cfr4 specialmente ,wigand3 ,das religise ,element in der geschichtlichen ,darstellung des ,thukydides1 ,berlin1 #ahbi4 #ahf ,cfr4 le parole caratteristiche di ,platone1 ,rep4 ,x1 p4 #fjj ,e1 e risc4 ,prot41 #aah ,e1 e ,gorg41 #ebj ,e4 ,quanto all'opinione contraria dello ,schneidewin1 loc4 cit41 non stimiamo opportuno farne qui argomento di polemica4 #ahg ,plat4 ,men4 #ia ,b1 #ie ,b2 ,gorg4 #eai ,c2 ,soph4 #bbc ,a4 #ahh ,su la dottrina delle virt secondo i ,sofisti vedi ,zeller1 op4 cit41 vol4 ,i1 #c ed41 p4 #iaj e seg42 e ,schanz3 ,die ,sophisten nach ,plato1 ,gttingen1 #ahfg1 pp4 #aah4abb4 #ahi ,cfr4 ,mem41 ,,iv1 ,i1 #b e seg4 #aij ,la dissertazione del ,dittrich3 ,de ,socratis sententia ,virtutem esse ,scientiam1 ,brunsbergae1 #aheh1 contiene una larga raccolta di luoghi di ,platone e di ,aristotele2 ma le illazioni di quello scritto hanno poco a fare col ,socrate della storia4 #aia ,sen4 ,mem41 ,,iii1 #i1 #e3 e seg41 ibid41 ,,ii1 #f1 #ci4 #aib ,plut4 ,lach4 #aid ,d3 444 4 ,la definizione ch' presso ,diogene ,laerzio raccoglie in una forma pi concisa il pensiero socratico1 vedi ,,ii1 #ca3 1 1 1 4 ,non crediamo n opportuno n necessario imprendere una polemica contro coloro1 che1 mettendo da banda la testimonianza di ,senofonte e di ,aristotele 7,eth4 ad ,nicom4 ,,vi1 #ac1 #c2 id4 ,,vii1 #ac1 #e2 ,eud4 ,i1 #e2 cfr4 ,nicom4 ,,iii1 #h1 #f71 si sono sforzati di mostrare che ,socrate riponesse in una istintiva e divina ispirazione il fondamento della virt4 ,vedi specialmente il ,mehring1 il quale nel suo articolo3 ,sokrates als ,philosoph1 che una recensione del libro di ,lasaulx1 nella3 ,zeitschrift fr ,philosophie und philosophische ,kritik1 vol4 #cf1 fasc4 #a1 pp4 #ha-aai1 fondandosi sopra una falsa interpetrazione del ,protagora e sopra un luogo molto equivoco del ,menone1 nega che ,socrate tenesse la virt per cosa che possa apprendersi2 cfr4 ibid41 p4 #ajj e seg4 #aic ,mem41 ,,iv1 #f1 #f4 #aid ,mem41 ,,iv1 #f1 #d1 #f4 #aie ,sul concetto della 1 vedi ,mem41 ,,iii1 #i4 #d2 ,,iv1 #c1 #a4 ,cfr4 ,zeller1 op4 cit41 p4 #ii4 #aif ,per es4 ,khner3 ,proleg4 ad ,xenoph4 ,memor41 #b ed41 ,gothae1 #aheg1 pp4 #d-aj2 ,hurndall1 op4 cit41 p4 #bi e seg41 ecc4 #aig ,vedi il citato ,buchholtz1 pp4 #hd-id4 #aih ,vedi ,strmpell1 op4 cit41 p4 #ic e seg4 #aii ,mem41 ,i1 #e1 #e2 ,,ii1 ,i1 #ai2 ,,iv1 #e4 #i4 #bjj ,mem41 ,,iv1 #f1 #aj-aa2 ,,iii1 #i1 #b4 #bja ,mem41 ,,iv1 #d1 #af4 #bjb ,l',allihn3 ,die ,grundlehren der ,ethik1 p4 #bgg1 vuol trovare i primi germi della valutazione incondizionata nella dottrina socratica4 ,noi non sappiamo seguire la sua opinione1 la quale del resto espressa con molta sobriet4 #bjc ,aristot4 ,eth4 ,nicom41 ,,vi1 #ac1 #e3 2 cfr4 ,eth4 ,eud41 ,i1 #e3 1 ' 4 #bjd ,mem41 ,,ii1 #f1 #ci3 ' 1 4 #bje ,mem41 ,,iii1 #i1 ,i4 ,e in un altro luogo le convinzioni religiose sono considerate come eccitamento alla virt1 ,i1 #d1 #ai4 #bjf ,vedi ,hartenstein3 ,de psychologiae vulgaris origine ab ,aristotele repetenda2 e lo stesso3 ,ueber den wissenschaftlichen ,werth der ,ethik des ,aristoteles1 ristampato nelle ,historisch-philosophische ,abhandlungen dello stesso autore1 ,leipzig1 #ahgj1 pp4 #ajg-abg1 #bdj-cje4 #bjg ,specialmente il ,dissen nel citato scritto1 p4 #ei-hh4 #bjh ,questa opinione stata indirettamente favorita dallo ,schleiermacher o4 c4 #bij e seg4 e poi messa tanto in onore dal ,brandis1 che per molti anni ha esercitato la critica dei filosofi e dei filologi4 ,il ,brandis dal suo primo lavoro 7,rhein1 ,museum1 #ahcg7 fino all'ultima storia che ha scritto della ,filosofia greca 7,die ,entwickelungen ecc41 #ahfb7 non si potuto mai liberare da una falsa valutazione della testimonianza di ,senofonte4 ,uno dei pi dichiarati avversari del ,socrate senofonteo il ,ribbing1 vedi3 ,genetische ,darstellung der platonischen ,ideenlehre1 ,leipzig1 #ahfc1 p4 #dj e seg41 dove l'autore si sforza di redarguire d'inconseguenza tutti gli altri espositori del ,socratismo4 ,noi qui osserviamo che la critica storica non si pu fare coi postulati alla mano1 e che non sappiamo vedere col ,ribbing nel ,socrate senofonteo l'espressione sistematica dell'immoralit4 ,cfr4 dello stesso autore3 ,om ,sokrates4 ,upsala1 #ahdf1 e spec4 p4 #dc e seg4 il quale libro non abbiamo potuto bene esaminare1 per esserci arrivato troppo tardi4 #bji ,lo ,zeller ha raccolto tutti i luoghi che mettono in chiaro questo concetto1 op4 cit41 p4 #aja-ajf1 ma ha poi sacrificato al suo proprio criterio soggettivo la ragione storica della posizione socratica2 su la quale ha finito per pronunziare giudizi in gran parte sfavorevoli4 #baj ,argomento sul quale molti critici sono tornati da ,schleiermacher in poi4 #baa ,stimiamo inutile addurre i molti luoghi dei ,memorabili dai quali risulta questa determinazione2 basti ricordare il concetto dell' ,,iii1 #i1 #ad1 il quale manifestamente rivela come la indeterminata rappresentazione del benessere1 del ben vivere1 del buon esito1 che era espressa dall'e fosse determinata dalla costanza della 1 in quanto diversa dall'4 #bab ,mem41 ,,iii1 #h1 ,i e seg4 #bac ,il ,brandis ed il ,dissen hanno ammessa questa confusione nel ,socrate senofonteo1 contro la esplicita testimonianza di ,sen4 ,mem4 ,,iv1 #e1 #aj2 ibid4 #f2 e #h1 #aa4 ,cfr4 ,hermann3 ,geschichte ecc41 p4 #cce1 nota #cdh2 e ,hurndall1 op4 cit41 p4 #cg4 #bad ,mem41 ,,iv1 #f1 #h e seg4 #bae ,l',alberti1 op4 cit41 p4 #ajj e seg41 parla del concetto della perfezione morale1 della educazione completa dell'uomo al principio assoluto della moralit1 dell'idea sostanziale del bene1 e di altre cose simili1 che sono tutte estranee al ,socrate della storia4 #baf ,vedi specialmente ,mem41 ,,iv1 #a1 #b4 #bag ,in questo concetto ci accordiamo interamente con lo ,strmpell1 op4 cit41 p4 #acd4 #bah ,non questo il luogo per sviluppare un concetto tanto complicato1 qual' quello dell' nella storia della cultura greca2 e ci limiteremo ad osservare1 che ci pare affatto infondato il giudizio dello ,zeller1 il quale1 op4 cit41 p4 #ajc nota #d1 parla del concetto della felicit come di quello che nella sua generalit costituiva l'ideale di tutti gli antichi filosofi4 ,quanta diversit non corre solo fra ,socrate e ,platone8 e molto pi fra questo ed ,aristotele8 #bai ,eth4 ,nicom41 ,,iii1 #h1 #f4 4 ,in questo luogo chiaro che la parola appartiene al testo di ,aristotele1 e non alla sentenza socratica che v' riferita4 l',hurndall1 op4 cit41 p4 #bh1 che principalmente ha insistito a voler provare1 che il sapere socratico sia empirico4 #bbj ,specialmente il citato ,brandis1 la cui opinione stata recisamente rigettata come arbitraria dall',hermann3 ,geschichte ecc41 p4 #bea4 #bba ,vedi su la falsa interpretazione di ,aristotele fatta dall',hurndall1 loc4 cit41 ,strmpell1 op4 cit41 p4 #aei4 #bbb ,mem41 ,,iv1 #b1 #ai e seg4 #bbc ,mem41 ,,iii1 #i4 #bbd ,in questa determinazione abbiamo seguito la facile e naturale interpretazione dello ,strmpell1 op4 cit41 p4 #ach1 ch' pure quella dell',hermann3 ,geschichte ecc41 p4 #bec e nota #cdj1 senza impacciarci in una quistione astrusa sollevata dal ,brindis3 ,rhem4 ,museum1 ,i1 p4 #acf2 cfr4 ,entwickelungen ecc41 p4 #bcg e seg4 ed ,hurndall1 op4 cit41 p4 #ci4 #bbe ,mem41 ,i1 #d1 #b-ai4 ,in questo luogo notevole che ,socrate sia spinto dall'incredulit di ,aristodemo a tentare una pruova dell'esistenza della divinit 7 1 72 la qual cosa mostra chiaramente quanto sia fondata la nostra opinione1 che egli non si fosse punto proposto di allontanarsi dal concetto tradizionale della religiosit positiva1 perch era alla conferma delle pratiche del culto che mirava la dimostrazione4 ,cfr4 ,sext4 ,emp4 adv4 ,math4 ,,ix1 #ib e seg4 ,tutti i luoghi dei ,memorabili1 che concernono la teologia di ,socrate1 sono stati raccolti dall',hummel3 ,de ,theologia ,socratis in ,xenoph4 ,comment4 tradita1 ,gottingae1 #ahci2 col quale autore noi non ci accordiamo quanto all'interpretazione4 #bbf ,la difficolt di ,aristodemo formulata nelle parole3 1 7ossia le cose naturali7 1 ,i1 #d1 #d4 #bbg ,la dimostrazione socratica dal bel principio formula il suo risultato nelle parole3 ' ,i1 #d1 #e4 #bbh ,questo nostro concetto apparisce chiaro s dalla variet degli elementi intuitivi1 che fanno parte della dimostrazione nel suo largo sviluppo1 come dall'intento pratico di rettificare una falsa rappresentazione della santit e del culto religioso4 #bbi ,mem41 ,i1 #a1 #ai44444 44444 ,i1 #c1 #c4 ,i1 #d1 #aa e seg4 ove si discute della provvidenza delta divinit 7 72 e ,,iv1 #c1 #c4 ,in altri luoghi1 adoperato semplicemente ,i1 #d1 #ac1 #ag2 ,,iv1 #c1 #f2 e ,i1 #d1 #ah4 #bcj ,mem41 ,i1 #a1 #b e seguenti e conf4 ,,iv1 #c1 #af4 #bca ,mem41 ,i1 #d1 #e3 4 id4 #ag3 7le cose naturali7 77 id4 #ag 44444 2 ,,iv1 #c1 #ac3 4 #bcb ,mem41 ,,iv1 #c1 #ac4 ,quanto al ,krische2 ,forschungen etc4 p4 #bbj 79971 che considera apocrifo il luogo1 vedi ,zeller1 op4 c41 p4 #aah n4 #b4 ,il ,dindorf nell'edizione di ,oxford1 #ahfb1 e nella #c ed4 di ,lipsia1 ,teubner1 #ahfe1 ha rigettato come apocrifo l'intero capitolo2 ma le sue ragioni sono state bene ribattute dal ,breitenbach nella #c ed4 dei ,memorabili1 ,berlino #ahfc4 ,introd4 p4 #h-aj4 #bcc ,zeller1 op4 c41 p4 #aaf-abj4 #bcd ,zeller1 op4 cit4 p4 #aag e #aaj4 #bce ,vedi tutto il citato luogo ,mem41 ,i1 #d1 #b e seg4 #bcf ,quelli che non hanno intesa l'importanza di questa posizione storica sono stati costretti ad ammettere1 che ,socrate seguisse una doppia maniera di esposizione1 adattandosi per convenienza alle forme politeistiche1 per es4 ,hummel1 op4 cit41 p4 #aj1 e ,denis3 ,histoire des ides morales dans l'antiquit 7997 ,i1 p4 #gi4 ,cfr4 ,zeller1 op4 cit41 p4 #abj1 che rigetta questa falsa interpretazione4 #bcg ,hummel1 op4 cit41 p4 #ad e seg41 ha voluto condursi con troppo spirito di conseguenza nel mettere insieme i predicati della divinit1 che si trovano qua e l nei ,memorabili4 #bch ,mem41 ,i1 #d1 #h1 #ag e seg e ,,iv1 #c1 #ab e seg4 #bci ,mem41 ,i1 #a1 #f2 #c1 #d2 #d1 #ad2 #g1 #f2 ,,ii1 #b1 #ad2 ,,iv1 #c1 #ab-ad ecc4 #bdj ,vedi1 per es41 su la psicologia di ,pindaro e di ,eschilo il citato libro del ,buchholtz1 pp4 #ag-ci1 e pp4 #aca-adf4 #bda ,mem41 ,,iv1 #c1 #ad3 1 1 1 4 #bdb ,apol41 p4 #dj e seg4 #bdc ,cirop41 ,,viii1 #g1 #ai e seg4 #bdd ,ammenoch non si affermi cos apoditticamente come fa il ,brandis3 ,entwickelungen ecc41 p4 #bdd4 #bde ,gorgia1 p4 #ebc e seg4 ,lo ,strmpell1 op4 cit41 p4 #aha1 ha voluto con troppa sicurezza inferire da questo luogo1 che la convinzione dell'immortalit fosse a quel tempo qualcosa di tanto nuovo1 da dover eccitare la maraviglia4 ,nota del ,trascrittore ,ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute1 correggendo senza annotazione minimi errori tipografici4