,,luigi ,,pirandello ,l',,umorismo ,,saggio ,,seconda ,,edizione ,,aumentata ,,firenze ,,luigi ,,battistelli -- ,,editore #aibj ,,propriet ,,letteraria ,stab4 ,,fed4 ,,sacchetti ,c4 -- ,,milano -- ,via ,zecca ,vecchia1 #g ,,parte ,,prima ,i4 ,la parola umorismo ,alessandro ,d',ancona1 in quel suo notissimo studio su ,cecco ,angiolieri da ,siena1#a dopo aver notato quanto vi sia di burlesco in questo nostro poeta del sec4 ,,xiii1 osserva3 ,ma per noi l',angiolieri non soltanto un burlesco3 bens anche1 e pi propriamente1 un umorista4 ,e qui i camarlinghi della favella ci faccian pure il viso dell'arme1 ma non pretendano di dire che in italiano bisogna rassegnarsi a non dir la cosa1 perch non abbiam la parola4 ,e1 accortamente1 in una nota a pie' di pagina1#b soggiunge3 curioso per che il traduttore francese di una dissertazione tedesca sull',humour1 inserita nel ,recueil de pices intressantes1 concernant les antiquits1 les beaux-artes1 les belles-lettres1 citando il ,riedel4 ,theor4 d4 ,schne ,kunsten1 ,i4 artic4 ,laune1 sostenga che sebbene gli ,inglesi1 ed il ,congreve in particolare1 rivendichino per s i vocaboli humour e humourist il est nanmoins certain qu'ils viennent de l'italien4 ,e quindi il ,d',ancona riprende3 ,del resto1 poi1 la nostra lingua ha umore per fantasia1 capriccio1 e umorista per fantastico3 e gli umori dell'animo e del cervello ognun sa che stanno in stretta relazione con la poesia umorista4 ,e l',italia ebbe ai suoi tempi le accademie degli ,umorosi a ,bologna ed a ,cortona e degli ,umoristi in ,roma1#c e speriamo che i mali umori della politica non le facciano mai venir meno i begli umori nel regno dell'arte4 ,la parola umore deriv a noi naturalmente dal latino e col senso materiale che essa aveva di corpo fluido1 liquore1 umidit o vapore1 e col senso anche di fantasia1 capriccio o vigore4 ,aliquantum habeo humoris in corpore1 neque dum exarui ex amoenis rebus et voluptariis 7,plauto74 ,qui humor non ha evidentemente senso materiale1 perch sappiamo che1 fin dai tempi pi antichi1 ogni umore nel corpo era ritenuto segno o cagione di malattia4 ,li uomini1 -- si legge in un vecchio libro di mascalcia1 -- hanno quattro umori3 cio lo sangue1 la collera1 la flemma e la malinconia3 e questi umori sono cagione delle infermit degli uomini4 ,e in ,brunetto ,latini3 ,malinconia un umore1 che molti chiamano collera nera1 ed fredda1 e secca1 ed ha il suo sedio nello spino -- com' insomma nel latino di ,cicerone e di ,plinio4 ,sant',agostino poi in un suo sermone ci fa sapere che i porri accendono la collora1 i cavoli generano malinconia4#d ,sar bene1 trattando dell'umorismo1 tener presente anche quest'altro significato di malattia della parola umore1 e che malinconia1 prima di significare quella delicata affezione o passion d'animo che intendiamo noi1 abbia avuto in origine il senso di bile o fiele e sia stata per gli antichi un umore nel significato materiale della parola4 ,vedremo appresso la relazione che le due parole umore e malinconia avranno tra loro assumendo un senso spirituale4 ,diciamo intanto che tal relazione1 se non manc affatto nello spirito della nostra lingua1 certo non vi apparve chiaramente4 ,da noi1 infatti1 la parola umore o serba il significato materiale1 tanto che un proverbio toscano pu dire3 ,chi ha umore non ha sapore 7alludendo alle frutta acquose72 o1 se assume un significato spirituale1 esprime s inclinazione1 natura1 disposizione o stato passeggero d'animo o anche fantasia1 pensiero1 capriccio1 ma senza una qualit determinata2 tanto vero che dobbiamo dire umor tristo o gaio1 o tetro1 buono o cattivo o bell'umore1 ecc4 ,insomma1 la parola italiana umore non la inglese humour4 ,questa1 come dice il ,tommaseo1 racchiude e contempera le nostre espressioni bell'umore1 buonumore e malumore4 ,c'entrano un po'1 dunque1 i cavoli di ,sant',agostino4 ,discutiamo adesso su la parola1 non su la cosa3 bene avvertirlo1 perch non vorremmo si credesse che a noi manchi veramente la cosa per il solo fatto che la parola nostra non riusc idealmente a serbare e a contemperare in s ci che gi materialmente includeva4 ,vedremo che tutto1 in fondo1 si riduce a un bisogno di pi chiara distinzione che sentiamo noi1 perch1 o bello o buono o tetro o gajo1 umore sempre1 e non diverso dall'inglese nell'essenza1 ma nelle modificazioni che naturalmente vi imprimono la lingua diversa e la varia natura degli scrittori4 ,del resto1 non si creda che la parola inglese humour e il suo derivato umorismo siano di cos facile comprensione4 ,il ,d',ancona stesso1 in quel suo saggio su l',angiolieri1 su cui pi tardi dovremo ritornare1 confessa3 ,s'io dovessi dare una definizione dell'umorismo sarei davvero molto impacciato4 ,ed ha ragione4 ,tutti dicono cos4 ,piuttosto no 'l comprendo1 che te 'l dica4 ,di tutte quelle tentate nei secoli ,,xviii e ,,xix parla in un suo studio gi citato1 il ,baldensperger1 per concludere1 a modo del ,croce1 che3 il n'y a pas d'humour1 il n'y a que des humouristes1 come se per poter dire o riconoscere che questo o quello scrittore un umorista1 non si dovesse avere un qualche concetto dell'umorismo1 e bastasse sostenere1 come fa il ,cazamian1 citato dallo stesso ,baldensperger1 che l'umorismo sfugge alla scienza1 perch gli elementi caratteristici e costanti di esso sono in piccolo numero e sopratutto negativi1 laddove gli elementi variabili sono in numero indeterminato4 ,s4 ,anche l',addison stimava pi facile dire ci che l'humour non 1 che dire ci che 4 ,e tutte le fatiche che si son fatte per definirlo ricordano veramente quelle speciosissime che si fecero nel secolo ,,xvii per definir l'ingegno 7oh1 il ,cannocchiale aristotelico di ,emmanuele ,tesauro67 e il gusto o buon gusto e quell'ineffabile non so che1 per cui il ,bouhours scriveva3 ,les ,italiens1 qui font mystre de tout1 emploient en toutes rencontres leur non so che3 on ne voit rien de plus commun dans leur potes4 ,gl',italiani qui font mystre de tout4 ,ma andate a domandare ai ,francesi che cosa intendano per esprit4 ,quanto all'umorismo1 certo 1 -- seguita il ,d',ancona1 -- che la definizione non facile1 perch l'umorismo ha infinite variet1 secondo le nazioni1 i tempi1 gl'ingegni1 e quel di ,rabelais e di ,merlin ,coccajo non una cosa coll'umorismo dello ,sterne1 dello ,swift o di ,gian ,paolo1 e la vena umoristica dello ,heine e del ,musset non di egual sapore4 ,non vi ha poi forse alcun altro genere nel quale sia1 o dovrebbe esser pi sottil differenza dalla forma prosaica alla poetica1 per quanto ci non venga sempre avvertito dai lettori1 e neanche dagli scrittori4 ,ma di ci1 e delle ragioni di queste differenze1 e delle variet fra l'umore e la satira e l'epigramma e la facezia e la parodia e il comico d'ogni foggia e qualit1 e se1 come vuole il ,richter1 alcuni umoristi sieno semplicemente lunatici1 non qui il luogo di discutere4 ,certo questo1 che un fondo comune vi in tutti coloro che la voce pubblica raccoglie sotto la stessa denominazione di umoristi4 ,l'osservazione in fondo giusta2 ma -- piano con la voce pubblica6 -- vorremmo dire al ,d',ancona4 ,dopo la parola romanticismo1 la parola pi abusata e sbagliata in ,italia 7in ,italia soltanto87 quella di umorismo4 ,se fossero realmente umoristi gli scrittori1 i libri1 i giornali battezzati con questo nome1 noi non avremmo nulla da invidiare alla patria di ,sterne e di ,thackeray o a quella di ,gian ,paolo e di ,heine4 ,non si potrebbe uscir di casa senza incontrar per la strada due o tre ,cervantes e una mezza dozzina di ,dickens444 ,vogliamo solo notare fin da principio che vi una babilonica confusione nell'interpretazione della voce umorismo4 ,per il gran numero1 scrittore umoristico lo scrittore che fa ridere3 il comico1 il burlesco1 il satirico1 il grottesco1 il triviale3 -- la caricatura1 la farsa1 l'epigramma1 il calembour si battezzano per umorismo3 come da un pezzo si costuma di chiamare romantico tutto ci che vi di pi arcadico e sentimentale1 di pi falso e barocco4 ,si confonde ,paul de ,kock con ,dickens1 e il visconte d',arlincourt con ,victor ,hugo4 ,questo notava ,enrico ,nencioni1 gi fin dal #ahhd1 in un articolo su la ,nuova ,antologia intitolato appunto ,l',umorismo e gli ,umoristi1 che fece molto rumore4 ,non si pu dir veramente che la voce pubblica in tutto questo lasso di tempo1 si sia ricreduta4 ,anche oggi1 per il gran numero1 scrittore umoristico lo scrittore che fa ridere4 ,ma1 ripeto1 perch in ,italia soltanto8 ,da per tutto6 ,il volgo non pu intendere i segreti contrasti1 le sottili finezze del vero umorismo4 ,si confondono anche altrove la caricatura1 la farsa bislacca1 il grottesco con l'umorismo2 si confondono anche l dove al ,nencioni sembrava 7e non a lui soltanto7 che l'umorismo stsse di casa3 non ha forse nome d'umorista ,mark ,twain1 i cui racconti sono1 secondo la sua stessa definizione una collezione di eccellenti cose1 prodigiosamente divertenti1 che strappano il riso anche dai volti pi ingrugniti84 ,il giornalismo1 un certo giornalismo si impadronito della parola1 l'ha adottata e1 sforzandosi di far ridere pi o meno sguajatamente a ogni costo1 l'ha divulgata in questo falso senso4 ,cosicch ogni vero umorista prova oggi ritegno1 anzi sdegno a qualificarsi per tale4 -- ,umorista1 s1 ma444 non confondiamo1 -- si sente il bisogno d'avvertire3 -- umorista nel vero senso della parola4 ,come dire3 -- ,badate ch'io non mi propongo di farvi ridere facendo sgambettar le parole4 ,e pi d'uno1 per non passar da buffone1 per non esser confuso coi centomila umoristi da strapazzo1 ha voluto buttar via la parola sciupata1 abbandonarla al volgo1 e adottarne un'altra3 ironismo1 ironista4 ,come da umore1 umorismo2 da ironia1 ironismo4 ,ma ironia1 in che senso8 ,bisogner distinguere1 anche qui4 ,perch c' un modo retorico e un altro filosofico d'intendere l'ironia4 ,l'ironia1 come figura retorica1 racchiude in s un infingimento che assolutamente contrario alla natura dello schietto umorismo4 -- ,implica s1 questa figura retorica1 una contradizione1 ma fittizia1 tra quel che si dice e quel che si vuole sia inteso4 ,la contraddizione dell'umorismo non mai1 invece1 fittizia ma essenziale1 come vedremo1 e di ben altra natura4 ,quando ,dante aggrava la riprensione eccettuando dal numero dei ripresi chi pi riprensibile1 come per la brigata dei prodighi matti1 allor che esclama3 444 ,or fu giammai -- ,gente s vana8 e un dannato risponde3 -- ,tranne lo ,stricca444 ,e tranne le brigata2 oppure l dove dice3 ,ogni uom v' barattier fuor che ,bonduro2 o quando rammenta il bene per esacerbare il sentimento del male1 come fanno i diavoli al barattier lucchese3 444 ,qui non ha luogo il ,santo ,volto ,qui si nuota altrimenti che nel ,serchio2 o quando a chi parla fa rammentare i proprii vantaggi nell'usarli aspramente1 come fa quell'altro diavolo che toglie a ,s4 ,francesco l'anima d'un reo1 argomentando teologicamente su la penitenza1 per modo che quell'anima presa da lui si sente dire3 ,forse ,tu non pensavi ch'io loico fossi2 o quando esclama3 ,godi1 ,firenze1 poich sei s grande2 oppure3 ,fiorenza mia1 ben puoi esser contenta ,di questa digression che non ti tocca 4 4 4 4 4 4 4 4 4 4 4 4 4 4 4 4 ,or ti fa lieta1 che tu hai ben onde2 ,tu ricca1 tu con pace1 tu con senno444 d mirabili esempi di ironia nel senso retorico della parola3 ma n qui1 n in altro punto1 del resto1 della ,comedia1 non traccia d'umorismo4 ,un altro senso1 dicevamo1 e questo filosofico1 fu dato alla parola ironia in ,germania4 ,lo dedussero ,federico ,schlegel e ,ludovico ,tieck direttamente dall'idealismo soggettivo del ,fichte2 ma deriva in fondo da tutto il movimento idealistico e romantico tedesco post-,kantiano4 ,l',io1 sola realt vera1 spiegava ,hegel1 pu sorridere della vana parvenza dell'universo3 come la pone1 pu anche annullarla2 pu non prender sul serio le proprie creazioni4 ,onde l'ironia3 cio quella forza -- secondo il ,tieck -- che permette al poeta di dominar la materia che tratta2 materia che si riduce per essa -- secondo ,federico ,schlegel -- a una perpetua parodia1 a una farsa trascendentale4 ,trascendentale pi d'un po'1 osserveremo noi1 questa concezione dell'ironia3 n1 del resto1 se consideriamo per poco donde ci viene1 poteva essere altrimenti4 ,tuttavia essa ha1 o pu avere1 almeno in un certo senso1 qualche parentela col vero umorismo1 pi stretta certamente che non l'ironia retorica1 da cui1 in fondo1 tira tira1 si potrebbe veder derivare4 ,qui1 nell'ironia retorica1 non bisogna prender sul serio quel che si dice2 l1 nella romantica1 si pu non prender sul serio quel che si fa4 ,l'ironia retorica sarebbe1 rispetto alla romantica1 come quella famosa rana della favola1 la quale1 trasportata nel macchinoso mondo dell'idealismo metafisico tedesco e abbottandosi qua pi di vento che d'acqua1 fosse riuscita ad assumere le invidiate proporzioni del bue4 ,l'infingimento1 quella tal contraddizione fittizia1 di cui parla la retorica1 diventata qua1 a furia di gonfiarsi1 la vana parvenza dell'universo4 ,ora ecco3 se l'umorismo consistesse tutto nella puntura di spillo che svescia quella rana abbottata1 ironia e umorismo sarebbero press'a poco la stessa cosa4 ,ma l'umorismo1 come vedremo1 non tutto in questa puntura di spillo4 ,al solito1 ,federico ,schlegel non fece altro qui che esagerare idee e teorie altrui3 oltre all'idealismo soggettivo del ,fichte1 la famosa teoria del gioco esposta dallo ,schiller nelle #bg lettere ,ueber die aesthetische ,erziehung des ,menschen4 ,il ,fichte aveva voluto1 in fondo1 compire la dottrina kantiana del dovere3 dicendo che l'universo creato dallo spirito1 dall',io1 che anche divinit1 l'anima dell'essenza del mondo1 che genera tutto ed impersonale1 che volont infaticabile1 la quale racchiude in s ragione1 libert1 moralit2 aveva voluto dimostrare il dovere dei singoli uomini di sottomettersi al volere della totalit e di tendere al culmine dell'armonia morale4 ,ora1 quest',io del ,fichte divent l'io individuale1 il piccolo io strambo del signor ,federico ,schlegel1 che con un cannellino e un po' d'acqua saponata si mise allegramente a gonfiar bolle di sapone3 vane parvenze d'universo1 mondi2 e a soffiarci su4 ,e questo era il giuoco4 ,povero ,schiller6 ,non poteva esser falsato in modo pi indegno il suo ,spieltrieb4 ,ma il signor ,federico ,schlegel prese alla lettera le parole3 der ,mensch soll mit der ,schneit nur spielen1 und er soll nur mit der ,schneit spielen4 ,denn1 um es endlich auf einmal herauszusagen1 der ,mensch spielt nur1 wo er in voller ,bedeutung des ,worts ,mensch ist1 und er ist nur da ganz ,mensch1 wo er spielt1#e e disse che per il poeta l'ironia consiste nel non fondersi mai del tutto con l'opera propria1 nel non perdere1 neppure nel momento del patetico1 la coscienza della irrealt delle sue creazioni1 nel non essere lo zimbello dei fantasmi da lui stesso evocati1 nel sorridere del lettore che si lascer prendere al giuoco e anche di s stesso che la propria vita consacra a giocare4#f ,intesa in questo senso l'ironia1 ognun vede come a torto essa venga attribuita a certi scrittori1 come ad esempio1 al nostro ,manzoni1 che della realt oggettiva1 della verit storica si fece una vera e propria fissazione1 fino a condannare il suo stesso capolavoro4 ,n d'altra parte si pu attribuire al ,manzoni quell'altra ironia1 la retorica1 giacch nessuna contradizione fittizia si trova mai in lui tra quel che dice e quel che vuole sia inteso1 contradizione frutto di sdegno4 ,il ,manzoni non si sdegna mai della realt in contrasto col suo ideale3 per compassione transige qua e l e spesso indulge1 rappresentando ogni volta minutamente1 in forma viva1 le ragioni del suo transigere e del suo indulgere3 il che1 come vedremo1 proprio dell'umorismo4 ,la sostituzione di ironismo1 ironista a umorismo1 umorista non sarebbe quindi legittima4 ,dall'ironia1 anche quando sia usata a fin di bene1 non si sa disgiungere l'idea di un che di beffardo e di mordace4 ,ora1 beffardi e mordaci possono essere anche scrittori indubbiamente umoristici1 ma il loro umorismo non consister gi in questa beffa mordace4 pur vero per che a una parola si pu per comune accordo alterare il significato4 ,tante parole che noi adoperiamo adesso in un senso1 ne avevano un altro in antico4 ,e se alla parola umorismo1 come abbiamo veduto1 s' gi veramente alterato il senso1 non ci sarebbe in fondo nulla di male se -- per determinare1 per significare senza equivoco la cosa -- venisse adoperata un'altra parola4 ,,ii4 ,questioni preliminari ,prima di entrare a parlar dell'essenza1 dei caratteri e della materia dell'umorismo1 dobbiamo sgomberarci il terreno di tre altre questioni preliminari3 #a7 se l'umorismo sia fenomeno letterario esclusivamente moderno2 #b7 se esotico per noi2 #c7 se specialmente nordico4 ,queste tre questioni si ricollegano strettamente con quella pi vasta e complessa della differenza dell'arte moderna dall'arte antica1 lungamente agitata durante la lotta tra classicismo e romanticismo considerato dalle genti anglo-germaniche come una rivalsa contro il classicismo delle genti latine4 ,vedremo in fatti ripresi nelle varie dispute su l'umorismo tutti gli argomenti della critica romantica1 a cominciare da quelli de lo ,schiller1 il quale1 col saggio famoso ,ueber nave und sentimentalische ,dichtung1 fu1 a dire del ,goethe#g il fondatore di tutta l'estetica moderna4 ,questi argomenti sono ben noti3 il subiettivismo del poeta speculativo-sentimentale1 rappresentante dell'arte moderna1 in contrapposto con l'obbiettivismo del poeta istintivo o ingenuo1 rappresentante dell'arte antica2 il contrasto tra l'ideale e il reale2 la serenit marmorea1 l'equilibrio dignitoso1 la bellezza esteriore dell'arte antica contro l'esaltazione dei sentimenti1 il vago1 l'infinito1 l'indeterminato delle aspirazioni1 le melanconie1 la nostalgia1 la bellezza interiore dell'arte moderna2 e da un canto le bassure del verismo della poesia ingenua1 e dall'altro le nebbie dell'astrazione e il capogiro intellettuale della poesia sentimentale2#h l'azione del cristianesimo2 l'elemento filosofico2 l'incoerenza dell'arte moderna opposta all'armonia della poesia greca2 le particolarit singole di fronte alle tipificazioni classiche2 la ragione che s'interessa del valore filosofico del contenuto pi che della vaghezza della forma esteriore2 il sentimento profondo di un'interna disunione1 di una doppia natura dell'uomo moderno1 ecc4 ecc4 ,per darne qualche prova1 citeremo ci che scriveva il ,nencioni in quel suo studio su ,l',umorismo e gli umoristi1 di cui abbiamo gi fatto parola3 ,l'antichit1 nel suo felice equilibrio dei sensi e dei sentimenti1 guard con calma statuaria anche nelle tragiche profondit del destino4 ,l'anima umana era sana e giovine allora1 n il cuore e la intelligenza erano stati tormentati da trenta secoli di precetti e di sistemi1 di dolori e di dubbi4 ,nessuna penosa dottrina1 nessuna crisi interiore aveva alterato la serena armonia della vita e del temperamento umano4 ,ma il tempo e il cristianesimo hanno insegnato all'uomo moderno a contemplare l'infinito1 a paragonarlo con l'effimero e doloroso soffio della vita presente4 ,il nostro organismo continuamente eccitato e sovreccitato2 e secolari dolori hanno umanizzato il nostro cuore4 ,noi guardiamo nell'anima umana1 e nella natura con una simpatia pi penetrante1 e vi troviamo delle arcane relazioni e un'intima poesia ignote all'antichit444 ,il riso d'artista e la comica fantasia di ,aristofane1 alcuni dialoghi di ,luciano1 sono eccezioni4 ,l'antichit1 non ebbe1 n poteva avere1 letteratura umoristica444 ,si direbbe che questa sia la caratteristica delle letterature anglo-germaniche4 ,il cielo crepuscolare e l'umido suolo del ,nord sembrano esser pi acconci a nutrire la delicata e strana pianta dell'umorismo4 ,concedeva per il ,nencioni che anche sotto il cielo azzurro e nella vita facile delle razze latine l'umorismo ha talora fiorito1 e due o tre volte in modo unico1 meraviglioso4 ,e parlava infatti del ,rabelais e del ,cervantes1 e anche dell'umorismo realista1 e vivente di ,carlo ,bini1 e diceva il ,don ,abbondio del ,manzoni una creazione umoristica di prim'ordine4 ,pi preciso nella negazione fu ,giorgio ,arcoleo#i il quale1 pur ammettendo che la nota dell'umorismo1 speciale della letteratura moderna1 non manchi di legami col mondo antico1 e pur citando quell'insegnamento di ,socrate che dice3 ,una l'origine dell'allegria e della tristezza3 nei contrapposti un'idea non si conosce che per la sua contraria3 della stessa materia si forma il socco e il coturno1 soggiungeva3 ,questo lo intelletto greco pensava3 ma l',arte non potea esprimerlo3 la percezione dei contrasti rimaneva nel campo astratto1 perch diversa era la vita4 ,la ,teogonia avvolgeva l'anima nel mito2 l',epopea i fatti umani nella leggenda2 la ,politica le forze individuali nella suprema legge dello ,stato4 ,l',antichit costrinse serenamente le forme nell'armonia del finito3 vide il ,ciclope o lo ,gnomo1 le ,grazie o le ,parche4 ,come la vita avea liberi o servi1 onnipotenti o impotenti1 cos la scienza ebbe sorrisi o pianto3 ,eraclito o ,democrito2 e la letteratura1 ebbe tragedie o commedie4 ,tutt'al pi il contrasto dalla sfera dell'intelletto pass nell'altra della immaginazione1 si tramut in fantasma1 e allora ,aristofane fece la satira dei sofisti1 ,luciano degli ,dei4 ,ma se il ,paganesimo si era obliato nella magnificenza delle forme e della natura1 il ,medio ,evo si torment nei dubbii e nelle angosce dello spirito4 ,fu triste1 ebbe sogni agitati da spettri3 la potenza baronale finiva spesso nei conventi1 la bellezza nei chiostri4 ,la corruttela romana non seduceva neppure come ricordo3 la dissoluzione del grande ,impero aveva inoculato negli animi l'idea dell'impotenza4 ,a rovescio del mondo antico3 questo rimpiccol nelle forme plastiche le energie soprannaturali2 il ,medio ,evo le allarg nell'infinito3 e1 compreso dallo spazio e dal tempo1 lo spirito umano si annull con braminica rassegnazione4 ,tale depressione soffoc ogni spirito d'iniziativa e di ricerca4 ,nelle credenze sovraneggi il dogma1 nella scienza l'erudizione1 nell'arte la copia1 nel costume la disciplina4 ,l'umanit nel suo periodo di decadenza romana avea sostenuto i dolori della vita coll'indifferenza dello stoico3 ne avea cercato i piaceri con la sensualit dell'epicureo3 nel ,medio ,evo volle sottrarsi alla vita con l'estasi3 donde una nuova mitologia cristiana1 popolata di rimorsi1 di paure1 di preghiere4 ,il pensiero seguiva la fede3 il manuale di logica era un'appendice del catechismo4 ,in tali condizioni dominava il terrore1 si aspettava il finimondo444 ,finalmente nella materia come nello spirito sorge un nuovo mondo4 un periodo di esultanza e al tempo stesso di mestizia e di riflessione3 ma si rivela con due tendenze spiccate1 l'una presso le razze germaniche1 l'altra presso le latine3 l il libero esame o la ,riforma3 qui il culto della bellezza e della forza1 la ,rinascenza4 ,i contrasti si moltiplicano nelle istituzioni1 nella vita privata1 nei costumi1 nelle leggi1 nella letteratura444 ,non antitesi percepita dall'intelletto o intravista dalla fantasia2 non lotta contro la natura umana1 come nell'et di mezzo2 dissonanza che stride in tutte le sfere del pensiero e dell'azione3 il dissidio tra lo spirito nuovo e le forme vecchie4 ,in tale situazione il trionfo dell'uno o dell'altra ha influenza decisiva sulle istituzioni1 sulla scienza1 sull'arte4 ,qui appunto va notata la differenza dei risultati nelle razze germaniche e nelle latine3 differenza che spiega in gran parte1 perch l'umorismo ebbe tanto sviluppo presso le prime1 e riusc quasi nullo presso le seconde4 ,ora1 si dovrebbe innanzi tutto intendere che1 prendendo in esame un'eccezionale e speciosissima espressione d'arte come l'umoristica1 queste rapide sintesi1 queste ideali ricostruzioni storiche1 non sono ammissibili4 ,come nella formazione d'una leggenda l'immaginazione collettiva rigetta tutti gli elementi1 i tratti1 i caratteri discordanti con la natura ideale d'un dato fatto o d'un dato personaggio ed evoca invece e combina tutte le immagini convenienti2 cos1 nel tracciare in breve la sintesi d'una data epoca1 inevitabilmente noi siamo indotti a non tener conto di tanti particolari in contradizione1 delle singole espressioni4 ,non possiamo prestare orecchio alle voci che protestano in mezzo a un coro soverchiante4 ,nella lontananza1 si sa1 certi colori accesi1 sparsi qua e l1 si attenuano1 si smorzano1 si fondono nella tinta generale1 azzurra o grigia1 del paesaggio4 ,perch questi colori risaltino1 riassumendo intera la loro individualit1 bisogna che noi ci avviciniamo3 riconosceremo allora come e quanto ci avesse ingannato la lontananza4 ,seguendo le teorie del ,taine1 considerando i fenomeni morali come soggetti anch'essi al determinismo al pari dei fenomeni fisici1 la storia umana come parte della naturale1 l'opera d'arte come il prodotto di determinati fattori e di determinate leggi1 e cio di quella de le dipendenze e di quella de le condizioni1 con le regole che ne derivano3 del carattere essenziale o della facolt dominante1 dalla prima2 delle forze primordiali1 razza1 ambiente1 momento1 dalla seconda2 e vedendo esclusivamente nelle espressioni artistiche gli effetti necessarii di forze naturali e sociali2 non penetreremo mai nell'intimit dell'arte1 ci rappresenteremo per forza tutte le manifestazioni d'un dato tempo come solidali tra loro e complementari1 per modo che ciascuna necessiti le altre e tutte insieme rispecchino quelle qualit che1 secondo il nostro concetto o la nostra idea sommaria1 le ha raccolte e prodotte2 non gi la realt infinitamente varia e continuamente mutabile1 e i singoli sentimenti di essa1 varii infinitamente e continuamente mutabili anch'essi4 ,dopo aver considerato il cielo1 il clima1 il sole1 la societ1 i costumi1 i pregiudizii1 ecc41 non dobbiamo forse appuntar lo sguardo sui singoli individui e domandarci che cosa siano divenuti in ciascuno di essi questi elementi1 secondo lo speciale organamento psichico1 la combinazione originaria1 unica1 che costituisce questo o quell'individuo8 ,dove uno s'abbandona1 l'altro si rivolta2 dove uno piange1 l'altro ride2 e ci pu esser sempre qualcuno che ride e piange a un tempo4 ,del mondo che lo circonda1 l'uomo1 in questo o in quel tempo1 non vede se non ci che lo interessa3 fin dall'infanzia1 senza neppur sospettarlo1 egli fa una scelta d'elementi e li accetta e accoglie in s2 e questi elementi1 pi tardi1 sotto l'azione del sentimento1 s'agiteranno per combinarsi nei modi pi svariati4 ,l',antichit costrinse serenamente le forme nell'armonia del finito4 ,ecco una sintesi4 ,tutta l'antichit8 ,nessun antico escluso8 ,il ,ciclope o lo ,gnomo1 le ,grazie o le ,parche8 ,e non anche le ,sirene1 met donne1 met pesce8 ,la vita non aveva che o liberi o servi4 ,e non poteva qualche libero sentirsi servo e qualche servo sentirsi libero entro di s8 ,non cita lo stesso ,arcoleo ,diogene che chiude il mondo nella botte1 e non accetta la grandezza d',alessandro1 se gli toglie la vista del sole84 ,e che vuol dire che l'intelletto greco poteva percepire il contrasto e l',arte non poteva esprimerlo perch la vita era diversa8 ,com'era la vita8 ,o tutta pianto o tutta riso8 ,e come faceva allora l'intelletto a cogliere il contrasto8 ,ogni astrazione bisogna che abbia per forza radice in un fatto concreto4 ,c'era dunque il pianto e il riso1 non il pianto o il riso2 e se l'intelletto poteva cogliere il contrasto1 perch non avrebbe potuto esprimerlo l'arte8 ,tutt'al pi -- dice l',arcoleo -- il contrasto dalla sfera dell'intelletto pass nell'altra dell'immaginazione1 si tramut in fantasma1 e allora ,aristofane fece la satira dei sofisti1 e ,luciano degli ,dei4 ,che vuol dire quel tutt'al pi8 ,se il contrasto dalla sfera dell'intelletto pass in quella de l'imaginazione e si tramut in fantasma1 vuol dire che divenne arte4 ,e allora8 ,lasciamo andare ,aristofane che1 come vedremo1 non ha nulla da fare con l'umorismo2 ma ,luciano non soltanto autore del dialogo degli ,dei4 ,e andiamo avanti4 ,il mondo antico rimpiccol nelle forme plastiche le energie soprannaturali4 ,ecco un'altra sintesi4 ,tutto il mondo antico e tutte le energie soprannaturali8 anche il fato8 ,e tutta l',italia del rinascimento rimase nei suoi gusti pagana1 serena2 non ebbe curiosit1 non intimit8 ,vedremo4 ,parliamo d'umorismo e delle espressioni artistiche di esso1 espressioni eccezionali e speciosissime1 ripeto3 ci basterebbe un umorista solo2 ne troveremo parecchi1 in ogni tempo1 in ogni luogo2 e diremo la ragione per cui i nostri segnatamente ci debba parere che non siano tali4 ,tutte le partizioni sono arbitrarie4 ,poco dopo la pubblicazione del saggio del ,nencioni1 che negava -- come abbiamo veduto -- all'antichit una letteratura umoristica1 non solo1 ma anche la possibilit di averla1 sorsero da noi prima il ,fraccaroli1 con uno studio intitolato appunto ,per gli ,umoristi dell',antichit#aj1 poi il ,bonghi#aa1 poi altri ancora a rivelare nelle letterature classiche e specialmente nella greca1 assai pi umorismo1 che non avesse saputo vedere il ,nencioni4 ,quel felice equilibrio1 quella calma statuaria e l'anima sana e giovine e la serena armonia della vita e del temperamento degli antichi1 come la natura rappresentata da questi con precisione e con fedelt1 senza melanconia n nostalgia1 sono vecchi cavalli di battaglia della critica romantica4 ,gi lo stesso ,schiller1 autore primo della partizione1 dovette riconoscere che ,euripide1 ,orazio1 ,properzio1 ,virgilio non si erano fatti un concetto ingenuo della natura e quindi concludere che vi erano anime sentimentali presso gli antichi e anime greche1 presso i moderni1 e cancellare cos1 come impossibile a mantenere1 la linea divisoria tra ispirazione antica e ispirazione moderna4 ,su le tracce del ,biese1 che scrisse su l'evoluzione del sentimento della natura presso i greci#ab1 il ,basch dimostr agevolmente quanto di sentimentale vi fosse nella poesia e nel pensiero dei ,greci1 nella mitologia primitiva1 nelle metamorfosi spesso grottesche delle divinit1 nell'utopia nostalgica dell'et dell'oro1 nella raffinata melanconia dei lirici e degli elegiaci in ispecie1 che rappresentarono la natura non solamente comme cadre des sentiments de l'me1 mais encore comme ayant des profondes et mysterieuses affinits avec ses sentiments4 ,anche lo ,herder1 autore della partizione tra ,natur-poesie e ,kunst-poesie1 non dava ad essa un senso rigorosamente cronologico4 ,e il ,richter negava che il cristianesimo fosse causa e origine esclusiva della nuova poesia1 giacch i poemi scandinavi dell',edda e quelli dell',india eran nati fuori del misticismo cristiano2 e1 ripetendo l'osservazione dello ,herder che nessun poeta resta fedele ad un'ispirazione sentimentale unica1 chiamava romantici non gi gli autori1 ma quelle fra le opere ch'erano d'ispirazione sentimentale4 ,arrigo ,heine diceva nella ,germania che si era caduto in un deplorevole errore chiamando plastica l'arte classica1 come se ogni arte1 antica o moderna1 volendo esser arte1 non dovesse per forza esser plastica nella sua forma esteriore4 ,ed inutile ricordare qui a quali strette si trov ,victor ,hugo1 volendo additare come principio dell'arte moderna la famosa teoria del grottesco1 di fronte a ,vulcano1 a ,polifemo1 a ,sileno1 ai tritoni1 ai satiri1 ai ciclopi1 alle sirene1 alle furie1 alle ,parche1 alle arpie1 al ,tersite omerico1 alle dramatis personae delle commedie aristofanesche4 ,d'altra parte1 nessuno pi si sogna di negare che anch'essi gli antichi avessero l'idea della profonda infelicit degli uomini4 ,la espressero1 del resto1 chiaramente filosofi e poeti4 ,ma1 al solito1 anche tra il dolore antico e il dolore moderno si voluto vedere da alcuni una differenza quasi sostanziale1 e si sostenuto che vi una lugubre progressione nel dolore1 svolgentesi con la storia stessa della civilt1 una progressione che ha fondamento nella sensibilit dell'umana coscienza1 sempre pi delicata1 e nell'irritabilit e nella incontentabilit di essa di mano in mano sempre maggiori4 ,ma questo lo aveva gi detto1 se non c'inganniamo1 fin dal tempo dei tempi1 ,salomone4 ,accrescimento di scienza1 accrescimento di dolore4 ,e aveva proprio ragione1 fin dal tempo dei tempi1 ,salomone8 ,sta a vedere4 ,se le passioni1 quanto pi si afforzano e si affinano1 tanto pi acquistano una specie d'attrazione e di compenetrazione scambievole2 se con l'ajuto della fantasia e dei sensi noi ci inoltriamo1 come dicono1 in un processo d'universalizzazione che si fa sempre pi rapido e sempre pi invadente1 sicch in un dolore ci par di sentire pi dolori1 tutti i dolori1 soffriamo noi per questo veramente di pi8 ,no3 perch questo accrescimento1 se mai1 a scapito dell'intensit4 ,e ben per questo il ,leopardi notava acutamente che il dolore antico era un dolor disperato1 come suol essere in natura1 com' ancora nei popoli barbari e semi-selvaggi o nelle genti della campagna1 senza il conforto cio della sensibilit1 senza la dolce rassegnazione alle sventure4 ,facilmente oggi1 a gli occhi nostri1 se crediamo d'essere infelici1 il mondo si converte in un teatro d'universale infelicit8 ,vuol dire che1 invece di sprofondarci nel nostro proprio dolore1 noi lo allarghiamo1 lo diffondiamo nell'universo4 ,ci strappiamo la spina1 e ci avvolgiamo in una nuvola nera4 ,cresce la noja1 ma si spunta e si attenua il dolore4 ,per1 ecco1 e quel tal tedio della vita dei contemporanei di ,lucrezio8 e quella tal tristezza misantropica di ,timone8 ,oh via6 proprio inutile sfoggiare esempii e citazioni4 ,sono questioni1 disquisizioni1 argomentazioni accademiche4 ,l'umanit passata non c' bisogno di cercarla lontano3 sempre in noi1 tal quale4 ,possiamo tutt'al pi ammettere che oggi1 per questa -- se vuolsi -- cresciuta sensibilit e per il progresso 7ahim7 della civilt1 siano pi comuni quelle disposizioni di spirito1 quelle condizioni di vita pi favorevoli al fenomeno dell'umorismo1 o meglio1 di un certo umorismo2 ma assolutamente arbitrario il negare che tali disposizioni non esistessero o non potessero esistere in antico4 ,a buon conto1 ,diogene1 con la sua botte e la sua lanterna1 non di jeri2 e nulla di pi serio nel ridicolo e di pi ridicolo nel serio4 ,eccezioni1 come dice il ,nencioni e ripete l',arcoleo1 ,aristofane e ,luciano8 ,ma eccezioni1 allora1 anche ,swift e ,sterne4 ,tutta l'arte umoristica1 ripetiamo1 stata sempre ed tuttavia arte d'eccezione4 ,diverso il pianto1 secondo questa critica1 e diverso naturalmente anche il riso degli antichi4 ,notissima1 la distinzione di ,gian ,paolo ,richter tra comico classico e comico romantico3 facezia grossolana1 satira volgare1 derisione de' vizii e dei difetti1 senza alcuna commiserazione o piet1 quello2 umore1 questo1 cio riso filosofico1 misto di dolore1 perch nato dalla comparazione del piccolo mondo finito con la idea infinita1 riso pieno di tolleranza e di simpatia4 ,da noi il ,leopardi1 che ebbe sempre la nostalgia del passato e che nei ,pensieri di varia filosofia e di bella letteratura volle far notare che egli sentiva il dolore non a modo dei romantici1 ma a modo degli antichi1 cio il dolore disperato1 difese pure il comico antico contro il moderno1 il comico antico che era veramente sostanzioso1 esprimeva sempre e metteva sotto gli occhi1 per dir cos1 un corpo di ridicolo1 mentre il moderno un'ombra1 uno spirito1 un vento1 un soffio1 un fumo4 ,quello empieva di riso1 questo appena lo fa gustare2 quello era solido1 questo fugace2 quello consisteva in immagini1 similitudini1 paragoni1 racconti1 insomma cose ridicole2 questo in parole1 generalmente e sommariamente parlando1 e nasce da quella tal composizione di voci1 da quello equivoco1 da quella tale allusione di parole1 da quel giocolino di parole1 da quella tal parola appunto -- di maniera che1 togliete quelle allusioni1 scomponete e ordinate diversamente quelle parole1 levate quell'equivoco1 sostituite una parola in cambio d'un'altra1 svanisce il ridicolo4 ,e cita l'esempio di ,luciano che paragona gli ,dei sospesi al fuso della ,parca ai pesciolini sospesi alla canna del pescatore4 ,poi avverte3 ,ma forse e senza forse1 presentemente1 e massime ai francesi1 par grossolano quel che una volta si chiamava sale attico1 e piacque ai greci1 popolo il pi civile dell'antichit e ai latini4 ,e pu essere che anche ,orazio avesse una simile opinione1 quando disse male de' sali di ,plauto2 e in fatti le ,satire e le ,epistole di ,orazio non sono di cos solido ridicolo come l'antico comico greco e latino1 ma n anche di gran lunga cos sottile come il moderno4 ,ora1 a forza di motti1 si renduto spirituale anche il ridicolo1 assottigliato tanto che ormai non pi n pur liquore1 ma un etere1 un vapore2 e questo solo si stima ridicolo degno delle persone di buon gusto e di spirito e di vero buon tono1 e degno del bel mondo e della civile conversazione4 ,il ridicolo delle antiche commedie nasceva anche molto delle operazioni stesse che erano introdotti a fare i personaggi sulla scena1 e quivi ancora era non piccola sorgente di sale1 ma pura azione2 come nelle ,cerimonie del ,maffei3 commedia piena di vero e antico ridicolo1 quel salire di ,orazio per la finestra a fine di evitare i complimenti alle porte4 ,un'altra gran differenza tra il ridicolo antico e il moderno che quello era preso da cose popolari e domestiche o almeno non della pi fina conversazione1 la quale poi non esisteva ancor per lo meno cos raffinata2 ma il moderno1 massime il francese1 versa principalmente intorno al pi squisito mondo1 alle cose dei nobili pi raffinati1 alle vicende domestiche delle famiglie pi moderne1 ecc41 ecc4 7come anche proporzionatamente era il ridicolo d',orazio73 sicch quello era un ridicolo che avea corpo1 e1 come il filo di un'arma che non sia troppo aguzzo1 dur lungo tempo2 dove questo1 come ha una punta sottilissima1 pi o meno secondo i tempi e le nazioni1 cos anche in un batter d'occhio si logora e si consuma1 e dal volgo poi non si sente1 come il taglio del rasojo a prima giunta4 ,il ,leopardi1 evidentemente1 parla qui dell'esprit francese in contrapposizione del ridicolo classico1 senza pensare che questo esprit de conversation1 le talent de faire des mots1 le got des petites phrases vives1 fines1 imprvues1 ingnieuses1 dardes avec gaiet ou malice#ac1 classico anch'esso e antichissimo in ,francia3 ,duas res industriosissime persequitur gens ,gallorum1 rem militarem et argute loqui4 ,questo esprit nativo in ,francia1 che si raffina anch'esso a mano a mano e diviene un po' convenzionale1 elegante1 aristocratico1 in certi periodi letterarii1 non certamente l'humour moderno1 e tanto meno quello inglese che il ,taine gli contrappone1 come fatto appunto di cose pi che di parole o1 sotto un certo aspetto1 fatto di buon senso1 se -- come pensava il ,joubert -- l'esprit consiste nell'aver molte idee inutili e il buon senso nell'esser provvisto di nozioni necessarie4 ,non confondiamo dunque4 ,nel #ahii ,alberto ,cantoni1 argutissimo nostro umorista#ad1 che sentiva profondamente il dissidio interno tra la ragione e il sentimento e soffriva di non poter essere ingenuo come prepotentemente in lui la natura avrebbe voluto1 riprese l'argomento in una sua novella critica intitolata ,humour classico e moderno#ae1 nella quale immagina che un bel vecchio rubicondo e gioviale1 che rappresenta l',humour classico1 e un ometto smilzo e circospetto1 con una faccia un poco sdolcinata e un poco motteggiatrice1 che rappresenta l',humour moderno1 s'incontrino a ,bergamo innanzi al monumento a ,gaetano ,donizzetti e l1 senz'altro1 si mettono a disputare tra loro e poi si lanciano una sfida1 si propongono cio d'andare in campagna l presso1 a ,clusone1 dove si tiene una fiera1 ognuno per conto proprio1 come se non si fossero mai visti1 e di ritornare poi la sera1 l daccapo1 innanzi al monumento di ,donizzetti1 recando ciascuno le fugaci e particolari impressioni della gita per metterle a paragone4 ,invece di discorrere criticamente della natura1 delle intenzioni1 del sapore dell'umorismo antico e del moderno1 il ,cantoni in questa novella1 riferisce vivacemente1 in un dialogo brioso1 le impressioni del vecchio gioviale e dell'ometto circospetto raccolte alla fiera di ,clusone4 ,quelle del primo avrebbero potuto essere argomento d'una novella del ,boccaccio1 del ,firenzuola1 del ,bandello2 i comenti e le variazioni sentimentali dell'altro hanno invece il sapore di quelle dello ,sterne nel ,sentimental ,journey o del ,heine nei ,reisebilder4 ,il ,cantoni1 prediligendo la natura ingenua e schietta1 terrebbe nella disputa dalla parte del vecchio rubicondo1 se non fosse costretto a riconoscere ch'esso ha voluto rimanere tal quale assai pi che non lo comportassero gli anni e che volgaruccio e spesso vergognosamente sensuale2 ma poi1 sentendo anche in s il dissidio che tiene scissa e sdoppiata l'anima di quell'altro1 dell'ometto smilzo1 lo fa mordere dal vecchio con aspre parole3 -- ,a forza di ripetere continuamente che tu sembri sorriso e che sei dolore444 n' venuto che oramai non si sa pi n che cosa veramente tu sembri1 n che cosa veramente tu sia444 ,se tu ti potessi vedere1 non capiresti1 come me1 se tu abbia pi voglia di piangere o di sorridere4 -- ,adesso vero1 gli risponde l',humour moderno4 -- ,perch adesso penso solamente che voi vi siete fermato a mezza via4 ,al vostro tempo le gioje e le angustie della vita avevano due forme o almeno due parvenze pi semplici e molto dissimili fra di loro1 e niente pi facile che sceverare le une dalle altre per poi rialzare le prime a danno delle seconde1 o viceversa2 ma dopo1 cio al tempo mio1 sopravvenuta la critica e felice notte2 s' brancolato molto tempo a non sapere n che cosa fosse il meglio1 n che cosa fosse il peggio1 finch principiarono ad apparire1 dopo essere stati cos gran tempo assai nascosti1 i lati dolorosi della gioja e i lati risibili del dolore umano4 ,anche gli antichi solevano sostenere che il piacere non era altro che la cessazione del dolore e che il dolore stesso1 ben esaminato1 non era punto il male2 ma le sostenevano sul serio queste belle cose3 come dire che non ne erano niente penetrati2 adesso invece venuto pur troppo il tempo mio e si ripete1 aim1 quasi ridendo1 cio con la pi profonda persuasione1 che i due suddetti elementi1 attaccati da poco in qua alla gioja e al dolore1 hanno assunto aspetti cos incerti e cos trascolorati che non si possono pi1 nonch separare1 nemmeno distinguere4 ,ne venuto che i miei contemporanei non sanno ora pi essere n ben contenti1 n bene malcontenti mai1 e che voi solo non bastate pi n a far fermentare il misurato sollazzo dei primi e n a divergere le sofistiche tremerelle dei secondi4 ,ci voglio io1 che mescolo tutto scientemente1 per fare svanire da una parte quanto pi posso ingannevoli miraggi e per limare dall'altra quante pi trovo superflue asperit4 ,vivo di espedienti e di cuscinetti1 io444 -- ,bella vita6 -- esclama il vecchio4 ,e l'ometto smilzo sguita3 -- 444 per arrivare possibilmente ad uno stato intermedio che rappresenti come la sostanza grigia dell'umana sensibilit4 ,si sente troppo adesso1 come troppo s' riso a ufo ed a credenza in altri tempi3 urge per che il pensiero regga le briglie alla pi incomposta manifestazione del sentimento444 ,rimpiango sempre di non aver potuto ereditare le vostre illusioni1 e mi rallegro nello stesso tempo di trovarmi di qua dal fosso1 bene agguerrito contro alle insidie delle illusioni stesse6 ,o che avete8 ,perch mi affisate a codesto modo8 -- ,penso1 -- risponde il vecchio1 -- che se vuoi proprio aver due anime in una1 fai molto bene a non assumere la famosa guardatura di quel vedovo innamorato1 che a sinistra piangeva la morta e a destra faceva l'occhietto alla viva4 ,tu invece vuoi piangere e far l'occhietto insieme1 da tutte due le parti1 come dire che non ci si capisce pi nulla4 ,come nel dramma romantico che i due bravi borghesi ,dupuis e ,cotonet vedevano3 vtu de blanc et de noir1 riant d'un oeil et pleurant de l'autre4 ,ma abbiamo confusione anche qui4 ,in fondo1 il ,cantoni viene a dire sott'altra forma quello stesso che avevano detto il ,richter e il ,leopardi4 ,se non che1 egli chiama anche humour quello che gli altri due avevano chiamato comico classico e ridicolo antico4 ,il ,richter -- tedesco -- tesse per l'elogio del comico romantico o humour moderno1 e vitupera come grossolano e volgare il comico classico2 mentre il ,cantoni1 come il ,leopardi -- da buon italiano -- lo difende1 pur riconoscendo che la taccia di vergognosa sensualit non sia affatto immeritata4 ,ma anche per lui l'humour moderno non altro che una sofisticazione dell'antico4 ,via1 ho idea1 -- gli dice infatti l',humour classico1 -- che si sia fatto sempre senza di te1 ovvero che tu non sia altro che la parte peggiore di me medesimo1 la quale abbia messo cresta per impertinenza1 come ora usa4 un gran dire per che non s'abbia mai a conoscersi bene da s soli6 ,tu mi sei certo scivolato di sotto ed io non me ne sono avvisto4 ,ora1 vero questo8 ,ci che il ,cantoni chiama ,humour classico proprio humour8 o non incorre il ,cantoni per un verso nello stesso errore in cui incorse gi per l'altro il ,leopardi1 confondendo cio con l'esprit francese tutto il ridicolo moderno8 ,pi propriamente3 ci che il ,cantoni chiama humour classico1 non sarebbe l'umorismo inteso in un senso molto pi largo1 nel quale sian comprese la burla1 la baja1 la facezia1 tutto il comico in somma nelle sue varie espressioni8 ,qui il nodo vero della questione4 ,non c'entra la diversit dell'arte antica dalla moderna1 come non c'entrano le speciali prerogative di questa o di quella razza4 ,si tratta di vedere in che senso si debba considerar l'umorismo1 se nel senso largo che comunemente ed erroneamente gli si suol dare1 e ne troveremo allora in gran copia cos presso le letterature antiche come presso le moderne1 d'ogni nazione2 o se in un senso pi ristretto e pi proprio1 e ne troveremo allora parimenti1 ma in molto minor copia1 anzi in pochissime espressioni eccezionali1 cos presso gli antichi come presso i moderni1 d'ogni nazione4 ,,iii4 ,distinzioni sommarie ,nel ,cap4 ,,viii del libro ,notes sur l',angleterre il ,taine1 com' noto1 si prov a comparare l'esprit francese e quello inglese4 ,non deve dirsi che essi 7gl',inglesi7 non abbiano spirito1 -- scrisse il ,taine1 -- ne hanno uno per conto loro1 in verit poco gradevole1 ma affatto originale1 di sapor forte e pungente e anche un po' amaro1 come le lor bevande nazionali4 ,lo chamano humour2 e1 in generale1 la facezia di chi1 scherzando1 serba un'aria grave4 ,questa facezia abbonda negli scritti di ,swift1 di ,fielding1 di ,sterne1 di ,dickens1 di ,thackeray1 di ,sidney-,smith2 sotto quest'aspetto1 il ,libro degli ,snobs e le ,lettere di ,peter ,plymley son capolavori4 ,se ne trova anche molto1 della qualit pi indigena e pi aspra1 in ,carlyle4 ,essa confina ora con la caricatura buffonesca1 ora col sarcasmo meditato2 scuote rudemente i nervi1 o s'affonda e prende stanza nella memoria4 un'opera dell'immaginazione stramba o dell'indignazione concentrata4 ,si piace nei contrasti stridenti1 nei travestimenti impreveduti4 ,para la folla con gli abiti della ragione o la ragione con gli abiti della folla4 ,arrigo ,heine1 ,aristofane1 ,rabelais e talvolta ,montesquieu1 fuori dell',inghilterra1 sono quelli che ne hanno in pi larga dose4 ,ma pur si deve in questi tre ultimi sottrarre un elemento straniero1 la estrosit francese1 la gioja1 la gajezza1 quella specie di buon vino che non si vendemmia se non nei paesi del sole4 ,nello stato insulare e puro1 essa lascia sempre1 in fine1 un sapor di aceto4 ,chi scherza cos di raro benevolo e non mai lieto1 sente e tradisce fortemente le dissonanze della vita4 ,e non ne gode2 in fondo anzi ne soffre e se ne irrita4 ,per studiar minuziosamente un grottesco1 per prolungar freddamente un'ironia1 bisogna avere un sentimento continuo di tristezza e di collera4 ,i saggi perfetti del genere si devono cercare nei grandi scrittori1 ma il genere talmente indigeno che si trova ogni giorno nella conversazione ordinaria1 nella letteratura1 nelle discussioni politiche1 ed la moneta corrente del ,punch4 ,la citazione un po' troppo lunga2 ma opportuna per chiarir parecchie cose4 ,il ,taine riesce a coglier bene la differenza generale tra la plaisanterie inglese e la francese1 o meglio1 il diverso umore dei due popoli4 ,ogni popolo ha il suo1 con caratteri di distinzione sommaria4 ,ma1 al solito1 non bisogna andare tropp'oltre1 non bisogna cio prender questa distinzione sommaria come solido fondamento nel trattare d'un'espressione d'arte specialissima come la nostra4 ,che diremmo di uno il quale dal sommario accertamento che vi son certi tratti fisionomici comuni per cui1 cos all'ingrosso1 distinguiamo un ,inglese da uno ,spagnuolo1 un ,tedesco da un ,italiano1 ecc41 traesse la conseguenza che tutti quanti gl'inglesi1 per esempio1 hanno gli stessi occhi1 lo stesso naso1 la stessa bocca8 ,per intender bene quanto sia sommario questo modo di distinguere1 chiudiamoci per un momento nei confini del nostro paese4 ,noi tutti1 d'una data nazione1 possiamo notar facilmente come e quanto la fisionomia dell'uno sia diversa da quella d'un altro4 ,ma questa osservazione1 ovvia1 facilissima per noi1 riesce invece difficilissima a uno straniero1 per il quale noi tutti avremo uno stesso aspetto generale4 ,pensiamo a un gran bosco dove fossero parecchie famiglie di piante3 querci1 aceri1 faggi1 platani1 pini1 ecc4 ,sommariamente1 a prima vista1 noi distingueremo le varie famiglie dall'altezza del fusto1 dalla diversa gradazione del verde1 in somma dalla configurazione generale di ciascuna4 ,ma dobbiamo poi pensare che in ognuna di quelle famiglie non solo un albero diverso dall'altro1 un tronco dall'altro1 un ramo dall'altro1 una fronda dall'altra1 ma che1 fra tutta quella incommensurabile moltitudine di foglie1 non ve ne sono due1 due sole1 identiche tra loro4 ,ora1 se si trattasse di giudicare di un'opera d'imaginazione collettiva1 come sarebbe appunto un'epopea genuina1 sorta viva e possente dalle leggende tradizionali primitive d'un popolo1 ci potremmo in certa guisa contentare di quella sommaria distinzione4 ,non possiamo contentarcene pi invece nel giudicar di opere che siano creazioni individuali1 segnatamente poi se umoristiche4 ,colto astrattamente il tipo dell'umore inglese1 il ,taine mette prima in un fascio ,swift e ,fielding e ,sterne e ,dickens e ,thackeray e ,sidney-,smith e ,carlyle1 e vi accozza poi ,heine1 ,aristofane1 ,rabelais1 ,montesquieu4 ,bel fascio6 ,dall'umorismo inteso nel senso pi largo1 come carattere comune1 tipico modo di ridere di questo o di quel popolo1 saltiamo a pi pari a considerar le singole e specialissime espressioni d'un umorismo1 che non pi possibile intendere in quel senso largo1 se non a patto di rinunziare assolutatmente alla critica3 dico a quella critica che indaga e scopre tutte le singole differenze caratteristiche per cui l'espressione1 e dunque l'arte1 il modo d'essere1 lo stile d'uno scrittore si distingue da quello dell'altro3 lo ,swift dal ,fielding1 lo ,sterne dallo ,swift e dal ,fielding1 il ,dickens dallo ,swift e dal ,fielding e dallo ,sterne e cos via4 ,le relazioni che questi scrittori umoristici inglesi possono avere con l'umore nazionale sono affatto secondarie e superficiali come quelle che essi possono aver fra loro1 e non hanno per la valutazione estetica importanza4 ,quel che di comune possono aver tra loro questi scrittori non deriva dalla qualit dell'umore nazionale inglese1 ma dal solo fatto ch'essi sono umoristi1 ciascuno s a suo modo1 ma umoristi tutti veramente1 scrittori cio nei quali avviene quello speciale processo intimo e caratteristico da cui risulta l'espressione umoristica4 ,e soltanto per questo1 non ,arrigo ,heine e il ,rabelais e il ,montesquieu e basta1 ma tutti i veri scrittori umoristici d'ogni tempo e d'ogni nazione possono andare a schiera con quelli4 ,non per ,aristofane1 nel quale quel processo non avviene affatto4 ,in ,aristofane non abbiamo veramente il contrasto1 ma soltanto l'opposizione4 ,egli non mai tenuto tra il s e il no2 egli non vede che le ragioni sue1 ed per il no1 testardamente1 contro ogni novit1 cio contro la retorica1 che crea demagoghi1 contro la musica nuova1 che1 cangiando i modi antichi e consacrati1 rimuove le basi dell'educazione e dello ,stato1 contro la tragedia d',euripide1 che snerva i caratteri e corrompe i costumi1 contro la filosofia di ,socrate1 che non pu produrre che spiriti indocili e atei1 ecc4 ,alcune sue commedie son come le favole che scriverebbe la volpe1 in risposta a quelle che hanno scritto gli uomini calunniando le bestie4 ,gli uomini in esse ragionano e agiscono con la logica delle bestie1 mentre nelle favole le bestie ragionano e agiscono con la logica degli uomini4 ,sono allegorie in un dramma fantastico1 nel quale la burla satira iperbolica1 spietata#af4 ,aristofane ha uno scopo morale1 e il suo non mai dunque il mondo della fantasia pura4 ,nessuno studio della verosimiglianza3 egli non se ne cura perch si riferisce di continuo a cose e a persone vere3 astrae iperbolicamente dalla realt contingente e non crea una realt fantastica1 come1 ad esempio1 lo ,swift4 ,umorista non ,aristofane1 ma ,socrate1 come acutamente osserva ,teodoro ,lipps#ag3 ,socrate che assiste alla rappresentazione delle ,nuvole e ride con gli altri della derisione che fa di lui il poeta1 ,socrate che versteht den ,standpunkt des ,volksbewusstseinz1 zu dessen ,vertreter sich ,aristophanes gemacht hat1 und sieht darin etwas relativ ,gutes und ,vernnftiges4 ,er anerkennt eben damit das relative ,recht derer1 die seinen ,kampf gegen das ,volksbewusstsein verlachen4 ,damit erst wird sein ,lache zum ,mitlachen4 ,andererseits lacht er doch ber die ,lacher4 ,er thut es und kann es thun1 weil er des hheren ,rechtes und notwendigen ,sieges seiner ,anchauungen gewiss ist4 ,eben dieses ,bewusstsein leuchtet durch sien ,lachen1 und lsst es in seiner ,thorheit logisch berechtigt1 in seiner ,nichtigkeit sittlich erhaben erscheinen4 ,socrate ha il sentimento del contrario2 ,aristofane1 dunque1 se mai1 pu esser considerato umorista1 soltanto se intendiamo l'umorismo nell'altro senso molto pi largo1 e per noi improprio1 in cui siano compresi la burla1 la baja1 la facezia1 la satira1 la caricatura1 tutto il comico insomma nelle sue varie espressioni4 ,ma in questo1 senso anche tanti e tant'altri scrittori faceti1 burleschi1 grotteschi1 satirici1 comici d'ogni tempo e d'ogni nazione dovrebbero esser considerati umoristi4 ,l'errore sempre quello3 de la distinzione sommaria4 ,sono innegabili le diverse qualit delle varie razze1 innegabile che la plaisanterie francese non l'inglese come non l'italiana1 la spagnuola1 la tedesca1 la russa1 e via dicendo2 innegabile che ogni popolo ha un suo proprio umore2 l'errore comincia quando quest'umore1 naturalmente mutabile nelle sue manifestazioni secondo i momenti e gli ambienti1 considerato1 come comunemente il volgo suol fare1 quale umorismo2 oppure quando per considerazioni esteriori e sommarie si afferma sostanzialmente diverso negli antichi e nei moderni2 e quando in fine1 per il solo fatto che gli ,inglesi chiamarono humour questo loro umore nazionale1 mentre gli altri popoli lo chiamarono altrimenti1 si viene a dire che soltanto gl'inglesi hanno il vero e proprio umorismo4 ,abbiamo gi veduto che1 molto prima che quel gruppo di scrittori inglesi del sec4 ,,xviii si chiamasse degli umoristi#ah1 in ,italia avevamo avuto e umidi e umorosi e umoristi4 ,questo1 se si vuol discutere sul nome4 ,se si vuol poi discutere intorno alla cosa1 da osservare innanzi tutto che1 intendendo in questo senso largo l'umorismo1 tanti e tanti scrittori che noi chiamiamo burleschi o ironici o satirici o comici ecc41 sarebbero chiamati umoristi dagli ,inglesi1 i quali sentirebbero in essi quel tal sapore che noi sentiamo nei loro scrittori e non sentiamo pi nei nostri per quella particolarissima ragione1 che con molto accorgimento fu messa in chiaro dal ,pascoli4 ,c'1 -- disse il ,pascoli1 -- in ogni lingua e letteratura un quid speciale e intraducibile1 che pochi sanno percepire nella lingua e letteratura lor propria e avvertono1 invece1 senza difficolt nelle altrui4 ,ogni lingua straniera1 pur da noi non intesa1 vi suona all'orecchio pi1 dir1 mirabilmente1 che la vostra4 ,un racconto1 una poesia1 esotici1 vi sembrano pi belli1 anche se mediocri1 di molte belle cose nostrane2 e tanto pi1 quanto pi conservano di quell'essenza nazionale4 ,ora non crediate che la vostra lingua e letteratura non abbiano a fare il medesimo effetto negli altri che quelle altre in noi6 ,una prova di questo fatto si pu avere in ci che ,w4 ,roscoe scrisse nel cap4 ,,xvi1 #ab della sua opera ,vita e pontificato di ,leon ,x1 a proposito del ,berni4 ,il ,roscoe1 inglese1 e che perci di quel che comunemente nel suo paese s'intende per humour doveva aver coscienza1 scrisse che le facili composizione del ,berni e del ,bini e del ,mauro1 ecc4 non improbabile che abbiano aperta la strada ad una simile eccentricit di stile in altri paesi e che in verit pu concepirsi l'idea pi caratteristica degli scritti del ,berni e dei compagni e seguaci di lui col considerare esser quelli in versi facili e vivaci la stessa cosa1 che sono le opere in prosa di ,rabelais1 di ,cervantes e di ,sterne4 ,e non ci d ,antonio ,panizzi1 che lungamente visse in ,inghilterra e degli scrittori nostri scrisse in inglese1 una definizione dello stile del ,berni1 che risponde in gran parte a quella che il ,nencioni poi volle dare dell'umorismo8 ,i precipui elementi dello stile del ,berni -- dice il ,panizzi --3 sono3 l'ingegno che non trova somiglianza tra oggetti distanti e la rapidit onde subitamente connette le idee pi remote2 il modo solenne onde allude ad avvenimenti ridicoli e proferisce un'assurdit3 l'aria d'innocenza e d'ingenuit con che fa osservazioni piene d'accorgimento e conoscenza del mondo1 la peculiar bonariet con che sembra riguardare con indulgenza444 gli errori e le malvagit umane2#ai la sottile ironia che egli adopera con tanta apparenza di semplicit e d'avversione all'acerbezza2 la singolare schiettezza con che pare desideroso di scusare uomini e opere nello stesso momento che tutto inteso a farne strazio4 ,a ogni modo1 certo che il ,roscoe sentiva nel ,berni e negli altri nostri poeti bajoni lo stesso sapore che sentiva negli scrittori suoi connazionali dotati di humour4 ,e non lo sentiva forse il ,byron nel nostro ,pulci1 di cui tradusse finanche il primo canto del ,morgante8 ,e lo stesso ,sterne non lo sentiva finanche nel nostro ,gian ,carlo ,passeroni 7,passeroni dabben'1 come lo chiamava il ,parini71 quel buon prete nizzardo che nel canto ,,xvii1 parte ,,iii del suo ,cicerone ci fa sapere 7str4 #abb73 ,e gi mi disse un chiaro letterato ,inglese1 che da questa mia stampita ,il disegno1 il modello avea cavato ,di scrivere in pi tomi la sua vita#bj ,e pien di gratitudine e d'amore ,mi chiamava suo duce e precettore4 ,e1 d'altro canto1 non risente proprio per nulla degli scrittori francesi del grand sicle e anche da altri che non appartengono a questo1 quel gruppo di umoristi inglesi di cui abbiamo or ora fatto parola8 ,il ,voltaire1 parlando dello ,swift nelle sue ,lettres sur les ,anglais dice3 ,mr4 ,swift est ,rabelais dans son bon sens et vivant en bonne compagnie4 ,il n'a pas1 la verit1 la gat du premier1 mais il a tout la finesse1 la raison1 la choix1 le bon got qui manquent nostre cur de ,meudon#ba4 ,ses vers sont d'un got singulier et presque inimitable2 la bonne plaisanterie est son partage en vers et en pros2 mais pour le bien entendre1 il faut faire un petit voyage dans son pays4 ,dans son pays1 va bene2 ma c' anche chi vuol dire che bisognerebbe far pure un piccolo viaggio alla luna in compagnia di ,cyrano de ,bergerac4 ,e chi metter in dubbio l'azione del ,voltaire e del ,boileau sul ,pope8 ,e ricorderemo che il ,lessing1 accusando il ,gottsched nelle sue ,lettere su la letteratura moderna1 dice che meglio sarebbe convenuta al gusto e al costume tedesco l'imitazione degli ,inglesi1 di ,shakespeare1 di ,jonson1 di ,beaumont e ,fletcher1 anzi che quella dell'infranciosato ,addison4 ,ma una prova anche pi chiara si pu cavar dal fatto che1 mentre nessuno di quelli che da noi si sono occupati di umorismo e1 per un pregiudizio snobistico1 lo hanno veduto soltanto in ,inghilterra1 si mai sognato di chiamare umorista il ,boccaccio per quelle molte sue novelle che ridono1 umorista e anzi il primo degli umoristi ritenuto invece in ,inghilterra pe' suoi ,canterbury-,tales il ,chaucer4 ,han voluto vedere nel poeta inglese1 non -- com'era giusto -- il quid speciale della diversa lingua1 un altro stile2 ma1 nello stile1 una maggiore intimit1 e dimostrar questa maggiore intimit innanzi tutto nell'ingegnoso pretesto de le novelle 7il pellegrinaggio a ,canterbury71 nei ritratti dei pellegrini novellatori1 segnatamente di quella indimenticabile1 graziosissima ,prioressa1 ,suor ,eglantina1 e di sir ,thopas e della donna di ,bath1 poi nella rispondenza de le novelle ai caratteri di chi le racconta1 o meglio1 nel modo con cui le varie novelle1 che il ,chaucer non inventa1 prendono colore e qualit dai pellegrini4 ,ma questa che vuol parere un'osservazione profonda1 1 invece1 superficialissima1 perch si arresta soltanto alla cornice del quadro4 ,la magnifica opulenza dello stile boccaccesco1 la copia e l'appariscenza della forma si possono forse da un canto considerare come esteriori e implicano forse dall'altro scarsezza d'intimit psicologica8 ,esaminiamo1 sotto questo aspetto1 a una a una le novelle1 i caratteri dei singoli personaggi1 lo svolgimento delle passioni1 la dipintura minuta1 spiccata1 evidente della realt1 che sottintende una sottilissima analisi1 una conoscenza profonda del cuore umano1 e vedremo se il ,boccaccio1 segnatamente nell'arte di render verosimili certe avventure troppo strane1 non supera di gran lunga il ,chaucer4 ,si troppo abusato d'una osservazione1 al solito sommaria1 fatta da coloro che han studiato con soverchio amore delle cose altrui le relazioni tra le letterature straniere e la nostra3 la osservazione cio che gli scrittori nostri abbiano dato sempre a tutto ci che han tolto dagli stranieri una cos detta maggior bellezza esteriore1 una linea pi composta e pi armoniosa2 e che gli stranieri1 invece1 abbiano dato a tutto ci che han tolto dagli scrittori nostri una maggior bellezza interiore1 un carattere pi intimo e profondo4 ,ora questo1 se mai1 pu valere per certi scrittori nostri mediocri1 da cui qualche sommo scrittore straniero abbia tolto questo o quell'argomento3 pu valere ad esempio per certi novellieri nostri1 da cui lo ,shakespeare cav la favola per alcuni suoi drammi possenti4 ,non pu valere per il ,boccaccio e per il ,chaucer4 ,bisogna invece considerare1 in questo caso1 che cosa uno scheletrico fabliau francese 7ammesso che il ,chaucer non abbia preso nulla direttamente dal ,boccaccio7 sia diventato ne le novelle dell'uno e dell'altro4 ,,iv4 ,l'umorismo e la retorica ,giacomo ,barzellotti1 nel suo volume ,dal ,rinascimento al ,risorgimento#bb1 seguendo i concetti e il sistema del ,taine e anche qualche idea espressa dal ,bonghi nelle ,lettere critiche1 e da un saggio di etologia della nostra cultura1 inteso a ricercare la mutua dipendenza tra le disposizioni morali e sociali1 gli abiti della mente1 gl'istinti di razza del nostro popolo e le sue abitudini a concepire e ad esprimere il bello1 passando a studiare ,il problema storico della prosa nella ,letteratura italiana1 disse che uno dei pregiudizii nostri quello di presuporre che l'arte dello scrivere sia1 solo o prima di tutto1 un lavoro esterno di forma e di stile1 mentre la forma stessa e lo stile1 il cui studio bens essenziale allo scrivere1 sono avanti a tutto1 un'opera intima di pensiero1 vale a dire una cosa che si pu ottener bene se si prenda immediatamente e come un fine in s1 una cosa a cui non si giunge se non movendo da un'altra parte1 cio dal di dentro1 dal pensiero1 non dalla parola1 dallo studio1 dalla meditazione e dalla elaborazione profonda della materia1 del soggetto e dell'idea4 ,ora questo pregiudizio1 come si sa1 fu quello de la ,retorica1 ch'era appunto una poetica intellettualistica1 fondata tutta cio su astrazioni1 in base a un procedimento logico#bc4 ,l'arte per essa era abito di operare secondo certi principii4 ,e stabiliva secondo quali principii l'arte dovesse operare3 principii universali1 assoluti1 come se l'opera d'arte fosse una conclusione da costruire al pari d'un ragionamento4 ,diceva3 -- ,cos si fatto2 cos si deve fare4 -- ,raccolti1 come in un museo1 tanti modelli di bellezza immutabile1 ne imponeva la imitazione4 ,retorica e imitazione sono in fondo la stessa cosa4 ,e i danni che essa cagion in ogni tempo alla letteratura sono senza dubbio1 come ognun sa1 incalcolabili4 ,fondata sul pregiudizio della cos detta tradizione1 insegnava a imitare ci che non si imita3 lo stile1 il carattere1 la forma4 ,non intendeva che ogni forma dev'essere n antica n moderna1 ma unica1 quella cio che propria d'ogni singola opera d'arte e non pu esser altra n di altre opere1 e che perci non pu n deve esistere tradizione in arte4 ,regolata com'era dalla ragione1 vedeva da per tutto categorie e la letteratura come un casellario3 per ogni casella1 un cartellino4 ,tante categorie1 tanti generi2 e ogni genere aveva la sua forma prestabilita3 quella e non altra4 vero che tante volte1 poi1 s'accomodava2 ma darsi per vinta non voleva mai4 ,quando un poeta ribelle appioppava un calcio bene scolpito al casellario e creava a suo modo una forma nuova1 i retori gli abbajavano dietro per un pezzo3 ma poi1 alla fine1 se quella forma riusciva a imporsi1 essi se la prendevano1 la smontavano come una macchinetta1 la scioglievano in un rapporto logico1 la catalogavano1 magari aggiungendo una nuova casella al casellario4 ,cos avvenne1 ad esempio1 per il dramma storico di quel gran barbaro dello ,shakespeare4 ,si diede per vinta la ,retorica8 ,no3 dopo avere abbajato per un pezzo1 prescrisse le norme per il dramma storico1 accolto nel casellario4 ,ma anche vero che questi cani1 quanto s'abbattevano a un povero poeta indebolito di mente1 ne facevano strazio e lo costringevano a tartassar la propria opera non condotta a puntino sul modello imposto alla imitazione forzata4 ,esempio3 la ,conquistata del ,tasso4 ,la coltura1 per la ,retorica1 non era la preparazione del terreno1 la vanga1 l'aratro1 il sarchio1 il concime1 perch il germe fecondo1 il polline vitale1 che un'aura propizia1 in un momento felice1 doveva far cadere in quel terreno vi mettesse salde radici e vi trovasse abbondante nutrimento e si sviluppasse vigoroso e solido e sorgesse senza stento1 alto e possente nel desiderio del sole4 ,no3 la coltura1 per la ,retorica1 consisteva nel piantar pali e nel vestirli di frasche4 ,gli alberi antichi1 custoditi nella sua serra perdevano il loro verde1 appassivano2 e con le frondi morte1 con le foglie ingiallite1 coi fiori secchi essa insegnava a parar certi tronchi di idee senza radici nella vita4 ,per la ,retorica prima nasceva il pensiero1 poi la forma4 ,il pensiero cio non nasceva come ,minerva armata dal cervello di ,giove3 nudo nasceva1 poveretto2 ed essa lo vestiva4 ,il vestito era la forma4 ,la ,retorica1 in somma1 era come un guardaroba3 il guardaroba dell'eloquenza dove i pensieri nudi andavano a vestirsi4 ,e gli abiti1 in quel guardaroba1 eran gi belli e pronti1 tagliati tutti su i modelli antichi1 pi o meno adorni1 di stoffa umile o mezzana o magnifica1 divisi in tante scansie1 appesi alle grucce e custoditi dalla guardarobiera che si chiamava ,convenienza4 ,questa assegnava gli abiti acconci ai pensieri che si presentavano ignudi4 -- ,vuoi essere un ,idillio1 tu8 un ,idillietto leggiadro e pettinato8 ,su1 fammi sentire come sospiri3 ,ahi lasso6 ,oh1 bravo4 ,hai letto ,teocrito8 hai letto ,mosco8 hai letto ,bione8 e di ,virgilio le ,bucoliche8 ,s8 ,recita su1 da bravo4 ,sei un pappagallino bene ammaestrato4 ,vieni qua4 ,apriva la scansia1 su la cui targa in cima si leggeva3 ,idillii1 e ne traeva un grazioso abituccio d pastorello4 -- ,e tu una ,tragedia vorresti essere8 ,ma proprio proprio una ,tragedia8 cosa ardua1 bada6 ,devi essere a un tempo grave e lesta1 cara mia4 ,in ventiquattr'ore1 tutto finito4 ,e ferma1 veh6 ,scegliti un luogo1 e l4 ,unit1 unit1 unit4 ,lo sai8 ,brava4 ,ma dimmi un po'3 ti scorre sangue reale per le vene8 ,e hai studiato ,eschilo1 ,sofocle1 ,euripide8 ,anche il buon ,seneca8 ,brava4 ,vuoi uccidere i figli come ,medea8 il marito come ,clitennestra8 la madre come ,oreste8 ,tu vuoi uccidere un tiranno come ,bruto2 ho capito2 vieni qua4 ,cos i pensieri facevan da manichini alla forma-vestiario4 ,cio la forma non era propriamente forma1 ma formazione3 non nasceva1 si faceva4 ,e si faceva secondo norme prestabilite3 si componeva esteriormente1 come un oggetto4 ,era dunque artificio1 non arte2 copia1 non creazione4 ,ora si deve ad essa1 senza dubbio1 la scarsa intimit dello stile che si pu notare in genere in tante opere della nostra letteratura2 si deve ad essa se -- per restringerci alla nostra indagine speciale -- non pochi scrittori nostri che avrebbero avuto e anzi ebbero indubbiamente1 come per tante testimonianze si pu arguire1 una spiccatissima disposizione all'umorismo1 non riuscirono a manifestarla1 a darle espressione1 per rispettare appunto le leggi della composizione artistica4 ,l'umorismo1 come vedremo1 per il suo intimo1 specioso1 essenziale processo1 inevitabilmente scompone1 disordina1 discorda2 quando1 comunemente1 l'arte in genere1 com'era insegnata dalla scuola1 dalla retorica1 era sopratutto composizione esteriore1 accordo logicamente ordinato#bd4 ,e si pu veder difatti che tanto quegli scrittori nostri che si sogliono chiamare umoristi1 quanto quegli altri che sono veramente e propriamente tali1 o son di popolo o popolareggianti1 lontani cio dalla scuola1 o son ribelli alla ,retorica1 cio alle leggi esterne della tradizionale educazione letteraria4 ,si pu vedere1 infine1 che quando questa tradizionale educazione letteraria fu spezzata1 quando il giogo della poetica intellettualistica del classicismo fu infranto dall'irrompere del sentimento e della volont1 che caratterizza il movimento romantico1 quegli scrittori che avevano una natural disposizione all'umorismo la espressero nelle loro opere1 non per imitazione1 ma spontaneamente4 ,alessandro ,d',ancona in quel suo studio su ,cecco ,angiolieri1 da cui abbiamo preso le mosse1 volle scorgere i caratteri del vero umorismo nella poesia di questo nostro bizzarro poeta del sec4 ,,xiii4 ,ora questo1 no1 veramente4 ,l'esempio dell',angiolieri pu giovarci per chiarire quanto abbiamo detto or ora e non per altro4 ,io ho gi dimostrato altrove#be che i caratteri del vero umorismo mancano assolutamente all',angiolieri1 come gli mancano pur quelli ritenuti tali dal ,d',ancona4 ,la parola malinconia in ,cecco1 ad esempio1 se non ha pi il senso originario che aveva nel latino di ,cicerone e di ,plinio1 pur lontanissima dal significare quella delicata affezione o passion d'animo che intendiamo noi3 malinconia per ,cecco significa sempre non aver denari da scialacquare1 non tener la ,becchina a sua posta1 aspettare invano che il padre vecchissimo e ricco si muoja ed e' morr quando il mar sar sicco si ll' dio fatto per mio strazio sano6 ,un certo verso che il ,d',ancona chiama singhiozzante e che cita per ultimo a concludere che ogni sforzo che il poeta faccia per liberarsi della malinconia gli riesce inutile3 con gran malinconia sempre ist1 non ha affatto il carattere compendioso1 n il valore espressivo che il ,d',ancona gli vuole attribuire4 ,il contrasto1 quel che par sorriso ed dolore1 in ,cecco in somma non c' mai4 ,a provarlo1 il ,d',ancona cita anche qui due versi1 staccandoli da tutto il resto e dando ad essi un valore espressivo che non hanno3 ,per malinconia non prenderaggio anzi m'allegrer del mi' tormento4 ,segue in fatti a questi due versi una terzina1 che non solo spiega l'apparente contrasto1 ma lo distrugge affatto4 ,cecco non prender malinconia1 anzi s'allegrer del suo tormento1 perch ha udito dire a un uomo saggio3 che ven un d che val per pi di cento4 ,e il d sar quello de la morte del padre1 che gli permetter di far gavazze1 come allude in un altro sonetto3 ,sed i' credesse vivar un d solo pi di colui che mi fa vivar tristo1 assa' di volte ringrazere' ,cristo444 ,questo giorno ha pur da venire3 bisogner aspettarlo con pazienza1 perch3 l'uom non pu sua ventura prolungare n far pi brieve c'ordinato sia2 ond'i' mi credo tener questa via di lasciar la natura lavorare e di guardarmi1 s'io 'l potr fare che non m'accolga pi malinconia1 ch'i' posso dir che per la mia follia i' perduto assai buon sollazzare4 ,anche che troppo tardi mi n'avveggio non lascer ch'i' non prenda conforto1 c'a far d'un danno due sarebbe peggio4 ,ond'i' mi allegro e aspetto buon porto1 ta' cose nascer ciascun giorno veggio1 che 'n d di vita 7mia7 non m'isconforto4 ,sul valore della parola malinconia1 tante volte ripetuta da ,cecco1 non possibile farsi1 come il ,d',ancona ha voluto farsi1 alcuna illusione4 ,cecco non s'allegra mai veramente del suo tormento1 s lo riveste d'una forma arguta e vivace1 la quale per me1 spesso1 pi che per intenzione burlesca o satirica1 proviene dalla sua natura paesana1 ed affatto popolare senese4 ,tutto il popolo toscano1 che meritamente si vanta il pi arguto d',italia1 volendo anche oggid narrare le sue sventure e le sue afflizioni1 esprimere gli odii suoi e i suoi amori1 manifestar lo sdegno o il rimprovero o un desiderio1 non usa una forma diversa4 ,in genere1 colorir comicamente la frase virt nel popolo spontanea1 nativa4 ,il ,belli1 per esempio1 non vuol tradurre in romanesco per ,luigi ,luciano ,bonaparte il vangelo di ,san ,matteo1 perch la lingua della plebe buffona1 e appena riuscirebbe ad altro che ad una irriverenza verso i sacri volumi#bf4 ,qui abbiamo1 in somma1 l'ironia1 cio quella tal contradizione fittizia tra quel che si dice e quel che si vuole sia inteso4 ,il contrasto non nel sentimento1 solo verbale4 ,dobbiamo1 dunque1 da un canto tener conto di questo generale umore del popolo1 di questa lingua buffona della plebe1 e dall'altro intender l'umorismo in quel senso largo e improprio1 se vogliamo includere tra gli umoristi ,cecco ,angiolieri1 e non ,cecco ,angiolieri soltanto1 allora1 ma tutto quel gruppo di poeti toscani1 non di scuola1 ma di popolo1 pieni di naturalezza nell'arte loro non ancora ben sicura1 nel cui petto per prima si ridesta o di dolce voglia o per casi reali1 per sentimenti veri1 un'anima di canto umano1 tra le insulse sconsolanti scimierie dei poeti per distrazione o per sollazzo o per moda o per galanteria1 tra i bisticci pur che siano della scuola provenzaleggiante3 di quei poeti in fine1 ne' cui versi1 per dirla col ,bartoli1 l'annunzio del carattere realistico che assumeranno le nostre lettere4 ,son toscani1 questi poeti1 e in ,toscana segnatamente troveremo queste espressioni cos dette umoristiche in senso largo3 in ,toscana1 e nella non scarsa letteratura nostra dialettale4 ,perch8 ,perch l'umorismo ha sopratutto bisogno d'intimit di stile1 la quale fu sempre da noi ostacolata dalla preoccupazione della forma1 da tutte quelle questioni retoriche che si fecero sempre da noi intorno alla lingua4 ,l'umorismo ha bisogno del pi vivace1 libero1 spontaneo e immediato movimento della lingua1 movimento che si pu avere sol quando la forma a volta a volta si crea4 ,ora la retorica insegnava1 non a crear la forma1 ma ad imitarla1 a comporla esteriormente2 insegnava a cercar la lingua fuori1 come un oggetto1 e naturalmente nessuno riusciva a trovarla se non nei libri1 in quei libri che essa aveva imposti come modelli1 come testi4 ,ma che movimento si poteva imprimere a questa lingua esteriore1 fissata1 mummificata1 a questa forma non creata a volta a volta1 ma imitata1 studiata1 composta8 ,il movimento nella lingua viva e nella forma che si crea4 ,e l'umorismo che non pu farne a meno1 7sia nel senso largo1 sia nel suo proprio senso7 lo troveremo -- ripeto -- nelle espressioni dialettali1 nella poesia macaronica e negli scrittori ribelli alla retorica4 ,c' bisogno d'intendersi su questa creazione della forma1 cio su le reazioni tra la lingua e lo stile8 ,avvertiva acutamente lo ,schleiermacher nelle sue ,vorles4 b4 ,aesth4 che l'artista adopera strumenti che di lor natura non son fatti per l'individuale1 ma per l'universale3 tale il linguaggio4 ,l'artista1 il poeta1 deve cavar dalla lingua l'individuale1 cio appunto lo stile4 ,la lingua conoscenza1 oggettivazione4 ,in questo senso creazione di forma3 1 cio1 la larva della parola in noi investita e animata dal nostro particolar sentimento e mossa da una nostra particolar volont4 ,non dunque creazione ex nihilo4 ,la fantasia non crea nel senso rigoroso della parola1 non produce cio forme genuinamente nuove4 ,se1 in fatti1 esaminiamo anche i rabeschi pi capricciosi1 i grotteschi pi strani1 i centauri1 le sfingi1 i mostri alati1 vi troveremo sempre1 pi o meno alterate per le loro combinazioni1 immagini rispondenti a sensazioni reali4 ,ebbene1 una forma1 press'a poco1 o meglio1 in un certo senso corrispondente al grottesco nelle arti figurative troviamo nell'arte della parola1 ed appunto lo stil macaronico3 creazione arbitraria1 contaminazione mostruosa di diversi elementi del materiale conoscitivo4 ,e avvertiamo che esso sorse appunto come ribellione e come derisione1 e che non fu solo1 che ebbe cio a compagni altri linguaggi burleschi1 fittizii4 ,il dialetto sprezzato -- notava ,giovanni ,zannoni1 illustrando ,i precursori di ,merlin ,cocai#bg -- volle insinuarsi malignamente nel latino per sfregiare la togata lingua dei dotti e quello che era stato un elemento parziale della satira popolare e gogliardica divenne elemento massimo2 volle mostrare la propria flessibilit1 quando il volgare ancora accademico1 grave1 impacciato non poteva piegarsi a tutte le esigenze dell'umorismo1 e ad un tratto form una nuova maniera di sogghigno4 ,in tal modo1 da due cause contrarie ebbe origine il linguaggio macaronico che fu la pi grossa e fragorosa risata del risorgimento1 la beffa pi atroce al classicismo e che1 pure involontariamente1 giov tanto al definitivo trionfo del volgare4 ,ma quanti furono questi scrittori ribelli8 pochi o molti8 pochi ahim1 perch il maggior numero sempre dei mediocri3 servum pecus4 ,il ,barzellotti riconosce che un primo moto di originalit e di feconda spontaneit creatrice si era fatto nella mente e nella vita degli ,italiani durante i secoli decimoterzo e decimoquarto2 ma poi dice tutti o quasi tutti gli umanisti avere interrotto con l'imitazione e la ripetizione degli antichi quel primo moto d'originalit4 ,ora questa a noi sembra un'altra di quelle considerazioni molto sommarie1 che abbiamo deplorato pi su1 considerazione che s'accorda con altre simili su la scettica indifferenza1 ad esempio1 su la pagana serenit1 su la mortificazione delle energie individuali1 su la mancanza d'aspirazioni1 sul riposo nelle forme e nel senso1 ecc41 ecc41 del nostro grande rinascimento1 come se il culto dell'antichit non fosse stato gi di per s un'idealit grande1 tanto grande che illumin tutto il mondo1 il riacquisto d'un patrimonio che si fece fruttare sapientemente e produsse opere immortali1 e come se esso non fosse venuto anzi a tempo a riempire il vuoto d'idealit cadute o cadenti2 come se insieme con quattro o cinque dotti aridi e vacui non ce ne fossero stati tant'altri pieni di vita e d'ardire1 nel cui latino palpitano e vibrano le energie tutte della lingua italiana2 come se per entro al ,facetiarum libellus unicus di ,poggio1 per esempio1 non spirassero aure nuove#bh2 come se il ,valla fosse soltanto autore del trattato ,elegantiarum latinae linguae2 come se nel ,pontano e nel ,poliziano e in tanti altri non fosse cos intero e fresco il sentimento della realt1 che il ,poliziano poi1 componendo in volgare1 pot aver tutte le grazie ingenue d'un poeta popolare4 ,e sotto questo mondo dei dotti1 cos sommariamente considerato1 non c'era forse il popolo8 ,e si pu dire1 d'altro canto1 che i nostri poeti cavallereschi1 ad esempio1 diedero solamente una maggior bellezza esteriore1 una linea pi composta1 pi armoniosa alla materia romanzesca1 se da capo a fondo la ricrearono con la fantasia8 ,altro che bellezza esteriore6 ,si troppo ripetuto1 e con troppa leggerezza1 che nell'indole della nostra gente predomini l'intelletto pi che il sentimento e la volont1 cio la parte obiettiva pi che la subiettiva dello spirito1 donde il carattere dell'arte nostra pi intellettualistica che sentimentale1 pi esteriore che interiore4 ,l'equivoco qui fondato nell'ignoranza del procedimento di quell'attivit creatrice dello spirito1 che si chiama fantasia3 ignoranza che era fondamentale nella ,retorica4 ,l'artista deve sentire la propria opera com'essa si sente e volerla com'essa si vuole4 ,avere un fine e una volont esteriori1 vuol dire uscire dall'arte4 ,e ne escono difatti quanti s'ostinano a ripetere che l'arte nostra del rinascimento fu splendida di fuori e vuota di dentro4 ,vuota in che senso8 ,nel senso che non ebbe volont e fini oltre a s stessa8 ,ma questo fu un pregio e non un difetto4 ,o1 se no1 bisognerebbe dimostrare che fu arte falsa1 cio artificio4 ,si pu dimostrar questo8 ,s1 certamente1 se prendiamo i mediocri1 gli schiavi della retorica1 la quale insegnava appunto l'artificio1 la copia6 ,ma perch dobbiamo prendere i mediocri8 perch dobbiam guardare cos taineamente all'ingrosso1 senza distinguere8 ,arte falsa1 quella dell',ariosto8 ,buttando via in un fascio i mediocri1 e affrontando i veri poeti1 ci accorgeremo subito di fare una questione di contenuto e non di forma1 una questione dunque estranea all'arte4 ,ma questo stesso contenuto1 che fa tanto dispetto1 come fu assunto dai poeti veri1 da coloro che ebbero innegabilmente uno stile1 e dunque originalit e intimit8 ,non c' proprio nulla che riempia il vuoto che ci si vuol sentire8 ,non c' l'ironia di questi poeti8 ,e perch non si vuol riconoscere il valore positivo1 sottinteso1 di questa ironia8 ,itali rident1 s1 ma con questo riso si cacci il ,medio-evo2 e quanto fiele sotto a questo riso6 ,e che ha di diverso questo riso in ,erasmo di ,rotterdam1 in ,ulrico di ,htten8 ,perch si disconosce soltanto nei nostri questo valore positivo dell'ironia e si riconosce invece negli stranieri8 si disconosce in ,pulci e nel ,folengo per esempio1 e si riconosce in ,rabelais8 ,forse perch questi ebbe l'accortezza d'invitare i lettori a imitare il cane innanzi all'osso1 e quegli altri no8 444 ,vites-vous oncques chiens rencontrans quelque os mdullaire8 ,c'est1 comme ,platon dit 7lib4 ,,ii ,de ,rep471 la bte du monde plus philosophe4 ,si v l'avez1 vous avez p noter de quelle dvotion il le tient1 de quelle prudence il l'entomme1 de quelle affection il le brise et de quelle diligence il le succe4 ,qui l'induit ce faire8 ,quel est l'espoir de son ture8 ,quel bien prtend-il8 ,rien plus sinon qu'un peu de moelle4 ,e l'osso gettato dal ,rabelais ai critici stato difatti spiato con devozione1 preso con cura1 tenuto con fervore1 scalfito con prudenza1 spezzato con affetto e succhiato con diligenza4 ,e perch non cos quelli del ,pulci e del ,folengo8#bi ,ma ogni qual volta si butta un osso a un critico si deve dunque dire3 -- ,bada1 c' dentro il midollo8 -- o far che questo midollo si mostri un tantino da qualche parte fuori dell'osso8 ,ma tanto pi pregevole un'opera d'arte1 quanto maggiore l'assorbimento della volont e del fine nella creazione artistica4 ,questo maggiore assorbimento rischia di parere indifferenza verso gli ideali della vita a chi consideri le opere con criterii estranei all'arte1 e le opere d'arte superficialmente2 ma -- a prescindere che gl'ideali della vita1 per s stessi1 non hanno nulla da vedere con l'arte1 che dev'essere creazione spontanea e indipendente -- pure quell'indifferenza1 in fondo1 non c'1 perch altrimenti non ci sarebbe neppure l'ironia4 ,se l'ironia c'1 ed innegabile1 non c' l'indifferenza1 di cui tanto s' parlato4 ,piuttosto dove dirsi che questa ironia non riesce se non di rado a drammatizzarsi comicamente1 come avviene nei veri umoristi3 resta quasi sempre comica senza dramma1 e dunque facezia1 burla1 caricatura pi o men grottesca4 ,lo stesso per avviene in ,rabelais3 ,mieulx est de ris que des larmes excipre3 ,pour ce que rire est le propre de l'homm4 ,e ,alcofibras ,nasier condamn en ,sorbonne pour les faceties de haute graisse qui caracterisent son livre4 ,che hanno di pi o di diverso queste faceties de haute graisse di quelle del ,pulci e del ,folengo e del ,berni8 ,rileggiamo con questo intento il ,morgante ,maggiore e il ,baldus e poi ,la vie de ,gargantua e ,les faits et les dits hroques du bon ,pantagruel roi des ,dipsodes1 e ci salteranno agli occhi a ogni passo la parentela spirituale innegabile1 le innegabili derivazioni4 ,e rileggiamo il ,berni4 ,lasciando anche da parte le #ah stanze a principio del canto ,,xx del ,rifacimento dell',orlando ,innamorato e l'opuscolo del ,vergerio sul protestantesimo del ,berni e tutte le altre riflessioni filosofiche1 sociali e politiche sparse qua e l nel ,rifacimento stesso2 lasciando da parte il ,dialogo contro i poeti e le parodie del ,petrarca in derisione dei petrarchisti1 e l'invettiva famosa3 ,nel tempo che fu fatto papa ,adriano ,,vi e i sonetti contro ,clemente ,,vii3 ,il papa non fa altro che mangiare1 ,il papa non fa altro che dormire2 e tutti gli altri sonetti contro a preti e abati1 e anche quel sonetto che comincia3 ,poich da voi1 signor1 m' pur vietato ,che dir le vere mie ragion non possa1 ,per consumarmi le midolle e l'ossa ,con questo nuovo strazio e non usato2#cj e lasciando anche da parte il capitolo in lode di ,aristotile 7che non affetta il favellar toscano7 dedicato a ,messer ,pietro ,buffetto cuoco2 spigoliamo proprio in quei capitoli che pajono i pi frivoli e spigoliamo nelle lettere del ,berni4 ,a ,messer ,latino ,juvenale scrive3 ,ecco il ,valerio mi riprende1 e dice ch'io farei bene a lasciare andar queste baje e a rivolgere i miei pensieri a miglior parte2 che maledetto sia egli1 e chi sente talmente seco4 ,che penitenza la mia1 a dare ad intendere al mondo che questo si debbe piuttosto imputare alla mia disgrazia che ad alcuna elezione8 ,io non ho comprato a contanti questo tormento1 n me lo sono andato cercando a posta per far ridere la gente del fatto mio3 che non se ne ridon per se non gli scempi4 ,e a ,monsignor ,cornaro scrive3 ,ma che la natura e la fortuna mi ha fatto tale1 dico1 asciutto di parole e poco cerimonioso1 e per ristoro intrigato in servit4 ,in un'altra lettera confessa3 ,io1 spinto dalla furia del dolore1 sono ricorso al rimedio della poesia4 ,egli si governa1 come dice in una poesia1 a volte di cervello1 e a ,messer ,agnolo ,divizio scrive3 conciossiach alla giornata io operi e faccia tutte le mie azioni4 ,che si cava di questo mondo finalmente altro che 'l contentarsi o almeno cercare di contentarsi84 ,ciascun faccia secondo il suo cervello ,che non siam tutti d'una fantasia4 ,e a ,giovan ,francesco ,bini3 ,nondimeno ancora io sono stoico come voi1 e lascio correre alla 'ngi l'acqua di questo fiume4 ,in mezzo alla peste1 allo stesso ,divizio suo padrone1 che andava fuggendo di qua e di l per paura1 scrive3 ,se ben son uomo1 e come uomo tengo conto della vita1 ho anche tanta grazia da ,dio1 che a luogo e tempo so non ne tener conto2 ch' anche cosa da uomo4 ,sicch non mi dite pauroso1 ch io sono piuttosto degno di esser chiamato temerario4 ,e come uno stoico veramente fu in mezzo alla peste1 ne vinse il terrore e riusc ad acquistarne quel sentimento che vedremo esser fondamentale dell'umorismo1 cio il sentimento del contrario3 l'ironia1 nei due capitoli in lode della peste riesce a drammatizzarsi comicamente1 e per va oltre alla facezia1 oltre alla burla1 oltre al comico4 ,nel flagello vede1 come vedr poi don ,abbondio1 la scopa1 ma con ben altre riflessioni filosofiche4 ,non fu mai malattia senza ricetta ,la natura l'ha fatte tutt'e due ,ella imbratta le cose1 ella le netta4 ,e la natura dopo aver trovato il bujo e le candele e aver fatto gli orecchi e le campane1 ,trov la peste perch bisognava bisognava perch3 444 a questo corpaccio del mondo ,che per esser maggior pi feccia mena1 ,bisogna spesso risciacquare il fondo4 ,e la natura che si sente piena piglia una medicina di moria4 ,ma la natura ha anche forte del buffone e il ,berni sa bene avvertirne tutti i contrasti amari e le aspre dissonanze e riderne1 rappresentandoli4 ,in una lettera in versi al pittore ,sebastiano del ,piombo1 parlando anche di ,michelangelo1 comune amico1 dice3 ,ad ogni modo disonesto a dire1 ,che voi che fate i legni e i sassi vivi1 ,abbiate poi com'asini a morire4 ,basta che vivon le querci e gli olivi1 ,i sorbi1 le cornacchie1 i cervi e i cani1 ,e mille animalacci pi cattivi4 ,ma questi son ragionamenti vani1 ,per lasciamli andar1 ch non si dica ,che noi siam mammalucchi o luterani4 ,v4 ,l'ironia comica nella poesia cavalleresca ,quando il ,brunetire1 su la ,revue des ,deux ,mondes prima1#ca poi nel volume tudes critiques sur l'histoire de la litterature franaise1#cb si scagli contro l'erudizione contemporanea e la letteratura francese nel medio evo1 a difender questa1 e quello sorsero1 fieramente indignati1 molti critici1 segnatamente romanisti1 e non soltanto della ,francia4 ,certo1 la difesa dell'erudizione contemporanea sarebbe riuscita molto pi efficace1 se i difensori non si fossero da un canto lasciati andare per ripicco a dire ogni sorta di villanie contro la critica estetica1 e non si fossero1 dall'altro1 provati a difendere con troppo zelo anche le bellezze della poesia medievale1 epica e cavalleresca1 della ,francia4 ,ricordo1 fra le altre1 la difesa di ,cr4 ,nyrop1 nella sua ,storia dell',epopea francese nel ,m4 ,e41#cc per la ingenua speciosit degli argomenti4 ,si fatto un rimprovero ai poemi dicendo che sono rozzi e ruvidi e che i personaggi che vi agiscono non possono pretendere al nome di eroe1 poich tutto il loro sforzo non tende ad altro che ad uccidere4 -- ,ebbene1 da questa accusa di rozzezza1 di ruvidit1 di crudelt1 come difendeva egli i poemi8 ,non li difendeva affatto3 ,si conceder volentieri1 -- egli dice anzi1 -- che in molti poemi si cantano e celebrano cose le quali1 osservate dal punto di vista del nostro tempo1 non possono chiamarsi altro che crudelt1 abominevoli e bestiali crudelt1 e che gli eroi spesso sfogano la loro ira in modo inumano sopra coloro che per mala ventura sono venuti in loro potere4 ,cita1 alcuni esempii e quindi1 a mo' di scusa1 soggiunge3 ma il ,medio ,evo non era -- osservato cogli occhi del nostro tempo -- neppure differente2 l'antico poema francese non si certamente reso colpevole di nessuna esagerazione1 poich la storia ha conservato memoria di molte simili crudelt4 ,bella scusa1 la fedelt storica1 di fronte all'estimativa estetica6 ,ma anche la crudelt pi atroce1 come tutto1 pu essere argomento d'arte2 e crudelissimo si dimostra ,achille nel trascinare attorno alle mura di ,troja il cadavere di ,ettore3 bisognava dimostrare che la crudelt1 nei poemi francesi1 rappresentata1 non solo con fedelt storica 7il che in fondo importerebbe poco71 ma artisticamente3 e questo il ,nyrop non poteva1 perch gli eroi1 -- riconosce egli stesso -- considerati dal lato psicologico sono figure poco complesse1 i loro moti interiori1 i loro momenti di dubbio1 le lotte del loro animo sono qualche cosa di cui i poeti non fanno quasi mai parola444 ,analizzare e notomizzare un'anima solamente possibile e pu soltanto interessare in un periodo di civilt pi avanzato4 ,il poeta del medio evo non conosce tutti questi delicati gradi del sentimento3 per lui esistono soltanto i pi spiccati segni esteriori1 per lui gli uomini sono prodi o vigliacchi1 lieti o afflitti1 credenti o eretici1 e quello che essi sono lo sono completamente ed egli non spende mai molte parole per dirlo a' suoi uditori o a' suoi lettori4 ,esaminando poi a uno a uno tutti i poemi1 il ,nyrop costretto a riconoscere che la religione1 la quale accanto al furore bllico1 si presenta come uno dei principali motivi nell'epica francese1 una concezione puerile1 anzi la religiosit1 egli dice1 occorre le pi delle volte nei poemi come qualche cosa di esteriore1 aggiunto agli eroi1 per la qualcosa sta in generale anche in contraddizione con le loro azioni4 ,in altre parole3 gli eroi non sembrano essere intieramente convinti della verit di tutte le belle sentenze cristiane che si pongono loro in bocca2 il loro carattere e il loro interiore mal s'accorda coi miti ed umani dommi del cristianesimo1 e ne risulta perci spesso una contraddizione insolubile che apparisce fortemente nei loro discorsi e nelle loro azioni4 ,cos1 per recare un esempio1 non raro che l'uno o l'altro eroe dimentichi nelle sue preghiere s stesso al punto di aggiungere le peggiori minacce se ,dio non gli concede quello che egli chiede4 ,ed io credo1 -- soggiunge il ,nyrop1 -- che il ,gautier e il ,d',avril siano molto fuor di strada1 quando considerano la religiosit come il pi importante elemento dell'epopea4 ,l'entusiasmo del ,gautier ogni volta che gli eroi nominano il nome di ,dio talora ridicolo2 egli va in estasi per la frase pi bassa e triviale in cui si parli di angeli ed esclama tosto3 sublime1 incomparable2 e quando s'imbatte in qualche verso cos stereotipo come questo ,foi que doi ,dieu1 le fils sainte ,marie1 egli lo chiama una energica affermazione di fede4 ,il suo punto di veduta1 preso nel suo insieme1 cos limitato ed estremamente cattolico1 che non vale la pena di combatterlo4 ,io concepisco solo la religiosit degli eroi come qualche cosa che per una parte fu aggiunta pi tardi1 forse al tempo delle crociate1 e diventa perci soltanto un fattore concomitante ma subordinato3 la mia opinione pu ben anche essere appoggiata da questo che gli ecclesiastici1 specialmente i monaci1 sono di rado messi in una luce di cui non abbiamo molto a lodarsi2 se essi vogliono poter pretendere al favore dei poeti1 devono1 come ,turpino1 presentarsi con la spada a fianco4#cd4 ,ho voluto ricordar questo1 perch mi sembra che troppo se ne siano dimenticati quanti1 discorrendo con scarsa cognizione dell'epopea francese1 notano in essa seriet e profondit di sentimento religioso e non so quali e quanti fieri e nobili ideali1 per venir poi a dire che quel sentimento e questi ideali non potevano trovar eco nei nostri poeti cavallereschi fioriti in un tempo di scettica1 pagana serenit1 privo di aspirazione1 ecc4 ecc4 ,tutte queste frasi fatte non c'entrano e la ragione del riso dei nostri poeti cavallereschi va cercata altrove4 ,gi l'ironia per la materia1 la satira della vita cavalleresca1 la troviamo in ,francia fin nei poemi1 come ad esempio1 nell',aiol2 l'irrisione per lo ,imperatore1 gli indizi della degradazione graduale di lui si trovano gi in un poema antico come l',ogier le ,danois1 dove ,carlo non ha pi la prudenza tranquilla e si lascia facilmente vincer dall'ira1 e ingiuria e poi ha paura della vendetta degli ingiuriati4 ,a poco a poco1 lo vediamo divenire imbecille1 assotez1 bersaglio delle beffe1 e moralmente corrotto4 ,nel ,garin de ,montglane1 com' noto1 arriva finanche a giocarsi a scacchi la ,francia4 ,la ragione di questo degradamento1 di questa irrisione la troviamo facilmente2 in ispecie nei poemi in cui si vuol glorificare qualche eroe provinciale1 poemi composti da troveri che servivan vassalli1 se non al tutto ribelli1 quasi indipendenti1 ai quali piaceva di ridere a le spalle della autorit imperiale4 ,come l'irrisione della vita cavalleresca e la degradazione dei cavalieri1 esaltati prima a le spalle dei vilan1 si trover nei poemi non pi cantati a corte o nei castelli4 ,se il nostro buon ,tassoni avesse potuto leggere nel ,sige de ,neuville l'impresa di quei bravi tessitori fiamminghi capitanati da ,simone ,banin1 non si sarebbe forse vantato pi inventore del poema eroicomico4 ,troviamo finanche questo in ,francia1 purus et putus4 ,e allora8 ,il ,rajna avverte che la propagazione della materia dalla regione transalpina alla cisalpina par seguita sopratutto di buon'ora ed essersi poi rallentata2 che altrimenti poco si capirebbe come l',italia abbia conosciuto meglio gli strati arcaici delle chansons de geste che i successivi1 tanto da conservare racconti e forme di racconto dimenticati poi e alterati nella ,francia1 e da ignorare invece quasi affatto le creazioni ibride che introdussero nel genere il meraviglioso dei romanzi d'avventura4 ,e traccia in brevi linee il tipo pi comune del romanzo cavalleresco prevalso nell'et franco-italiana3 tipo a cui risponde in grandissima parte il ,morgante del ,pulci4 ,ma da notare altres col ,rajna stesso che la letteratura romanzesca toscana1 senza distinzione di prosa e di rima1 ha rapporti diretti e immediati colle et precedenti4444 ,non mancano testi in prosa fabbricati sulle versioni rimate oppure ad un tempo su queste e sulle forme anteriori1 francesi o franco-italiane4 ,il fatto che quando in ,francia i pi antichi poemi furon tradotti in forma di romanzi e scesero tra il popolo1 l'epica era morta2 e che all'opposto in ,italia -- se non l'epica1 che non era possibile -- il poema cavalleresco cominci a nascere quando1 con versioni in prosa o rimate1 la produzione francese e franco-italiana o veneta entr in ,toscana e vi trov il suo metro1 l'ottava2 e che in tutto questo movimento la materia o rimase qual'era1 degradata1 o per ringentilirsi si contamin 7nel senso classico della parola7 e anche si sollev fino a drammatizzarsi seriamente4 ,che ci han dunque da vedere lo scetticismo del tempo1 l'indifferenza1 la mancanza d'ogni ideale1 se anzi i nostri poeti cavallereschi tendono invece a rialzare a mano a mano1 a nobilitar la materia1 a rivagheggiar quasi in sogno quegli ideali1 lavando del troppo sangue gli eroi e rendendoli pi umani e pi gentili8 ,che se1 anche cos1 poi essi non riescono bene a prenderli sul serio1 non gi perch li vedano innanzi a loro spogli di quegli ideali e non pi animati dell'antico sentimento religioso1 ma perch la rappresentazione che di essi aveva fatto la poesia medievale 7tranne qualche rarissima eccezione71 ruvida e rozza1 non li poteva in alcun modo n per alcun lato far prendere sul serio4 ,a poeti colti e maturi1 che leggono e sanno ammirare i classici1 quegli eroi tutti d'un pezzo1 foggiati tutti su lo stesso stampo1 dovevano apparir per forza fantocci4 ,eppure il popolo ancora e anche i signori prendevano gusto al racconto delle loro gesta inverosimili8 ,il popolo si capisce3 se ne diletta vivamente tuttora1 a ,napoli1 a ,palermo2 e la materia si modifica1 s'accresce1 prende nutrimento e qualit dai sentimenti1 dai costumi1 dalle aspirazioni della gente innanzi a cui si rappresenta1 assumendo una rozza forma1 di cui facilmente quella si contenta4 ,il popolo crede2 in ispecie il popolo meridionale1 inculto1 appassionato e ancor quasi primitivo1 serba anche oggid tutti quegli elementi d'ingenua meraviglia e di credulit superstiziosa e fanatica1 che rendon possibili la nascita e lo sviluppo della leggenda3 e se ,garibaldi1 vestito di fiamma1 passa in mezzo ad esso1 investito senz'altro1 spontaneamente1 dei pi antichi attributi leggendarii3 creduto invulnerabile1 e che abbia nella spada un capello di ,santa ,rosalia1 patrona di ,palermo1 proprio come ,orlando aveva in ,durendala un capello della ,vergine4 ,e tutti noi1 del resto1 anche privi della beata ignoranza popolare1 non abbiamo forse di ,garibaldi1 la cui vita fu e volle essere una vera creazione in tutto1 fin nel modo di vestirsi1 fuori e sopra le conoscenze d'ogni realt contingente1 noi tutti1 dico1 non abbiamo di ,garibaldi un sentimento leggendario1 epico1 che si offende se minimamente un tratto discordante si voglia metter in luce1 un documento storico tenti in qualche punto di diminuircelo8 ,noi tutti per non potremmo pi affatto contentarci oggi d'una epopea garibaldina vera e propria1 sorta cio dal popolo con quegli ingenui e primitivi attributi leggendari2 come per altro non ci contentiamo dei componimenti epico-lirici su questo ,eroe1 componimenti in cui il poeta tenta di sostituire la immaginazione collettiva del popolo con la propria fantasia individuale1 e non ci riesce1 perch quell',eroe con la volont e col sentimento cre di per s epicamente la propria vita1 cosicch la sua storia di per s epopea1 e nulla potrebbe aggiungervi la fantasia d'un poeta1 come gl'ingrandimenti meravigliosi e ingenui della immaginazione collettiva del popolo la renderebbero a noi diminuita e ridicola3 parodia d'epopea a volerla rappresentare2 qual'1 ad esempio1 ,la ,scoperta dell',america di ,cesare ,pascarella4 ,per il popolo la storia non scritta2 o1 se scritta1 esso la ignora o non se ne cura2 la sua storia esso se la crea1 e in modo che risponda a' suoi sentimenti e alle sue aspirazioni4 ,a una sola storia1 se mai1 il popolo avrebbe potuto credere1 in materia cavalleresca3 alla famosa ,cronaca dello pseudo-,turpino1 la quale1 all'uopo1 per un esempio1 avrebbe potuto confermargli che il gigante di nome ,ferra o ,ferracutus fuit de genere ,goliat1 poich la sua statura1 era quasi cubitis ,,xx1 facies erat longa quasi unius cubiti et nasus illius unius palmi mensurati et brachia et crura ejus quatuor cubitum erant et digiti ejus tribus palmis4 ,ma non ce n'era punto bisogno6 ,perch anzi il bisogno del popolo sempre un altro3 quello di credere1 non di dubitare minimamente di ci che gli piace credere4 ,questo dubbio poteva nascere nei tardi raffazzonatori pseudo-letterati dell'epica francese1 quando1 alterate a lor modo le antiche leggende1 tiravano in ballo ,turpino o le cronache di ,s4 ,dionigi3 ,et qui ice voudrai a manogne tenir ,se voist lire l'estoire en ,france1 a ,paris4 ,dal che si vede che neanche in questo sarebbero stati originali i nostri poeti cavallereschi1 ogni qual volta a mo' di scusa aggiungevano3 ,turpin lo dice4 99 99 99 ,quando questa materia cavalleresca1 dalle piazze ove ormai caduta1 risale1 per capriccio o per curiosit o per vaghezza che se ne abbia1 ai palagi1 alle corti dei signori1 che avviene8 ,ma bisogna innanzi tutto avvertire all'indole1 ai gusti1 ai costumi di queste corti1 a cui sale6 ,quale fosse la corte di ,lorenzo de' ,medici1 quali le abitudini1 i piaceri1 gl'intendimenti di lui1 ben noto2 e basterebbe1 anche senza dare tutto quel peso che si deve alla diversa indole e alla diversa educazione dei poeti1 a spiegarci in gran parte perch il ,morgante ,maggiore sia cos diverso dell',innamorato del ,bojardo e del ,furioso dell',ariosto4 ,il ,morgante risponde perfettamente alla corte di ,lorenzo1 il quale si piace della espressione popolare e per il popolo compone1 parodiando1 come nella ,nencia da ,barberino4 ,egli ha il gusto della parodia1 e lo dimostra anche coi ,beoni1 parodia dantesca1 letteraria1 qui2 parodia dell'espressione popolare1 nella ,nencia4 ,ben vero che il ,medici1 -- not il ,carducci nella prefazione alle poesie di ,lorenzo de' ,medici#ce -- contraffece e parodi pi presto che non ritraesse la espressione degli affetti e il modo di favellare de' nostri campagnuoli3 ch i ,rispetti pi volte stampati negli ultimi anni mostrano aperto avere il popolo di ,toscana pi gentilezza d'affetto1 pi squisitezza di fantasia1 pi forbitezza di favella1 che non piacesse prestargliene a ,lorenzo dei ,medici detto il magnifico e a ,luigi ,pulci suo cortegiano4 ,il quale1 com' de' cortegiani1 volle dar a divedere ch'' facea conto del poeta potente imitandolo nella ,beca da ,dicomano2 e com' degli imitatori1 per superarlo l'esager1 sfoggiando lo strano e il grottesco dove il ,medici pur nella parodia s'era tenuto al delicato4 ,ma chiaro che l'intenzione parodica comunica per forza alla forma la caricatura1 giacch1 chi voglia imitare un altro1 bisogna che ne colga i caratteri pi spiccati e su questi insista3 tale insistenza1 genera inevitabilmente la caricatura4 ,la presenza di quella pia donna che fu ,lucrezia ,tornabuoni potrebbe poi anche spiegarci1 almeno in parte1 la mascheratura religiosa che il ,pulci volle dare al suo poema2 parodia anch'essa1 per altro1 a mio modo di vedere1 come tutto il resto4 ,basta1 trattare di religione con la lingua buffona della plebe1 perch si abbia l'irriverenza4 ,ricorder qui1 a questo proposito1 ancora una volta quello che il ,belli faceva rispondere a ,luigi ,luciano ,bonaparte che gli proponeva la traduzione in romanesco del vangelo di ,san ,matteo4 ,ma questa irriverenza che nasce dalla lingua buffona della plebe non denota punto per s stessa irreligiosit4 ,e ricorder anche l'aneddoto che si racconta in ,sicilia d'un altro grande poeta dialettale1 notissimo nell'isola e ignoto affatto nel ,continente1 ,domenico ,tempio1 il quale chiamato un giorno dal vescovo di ,catania e paternamente esortato a non pi cantare cose oscene e a dare invece al popolo durante la settimana santa un bell'esempio di contrizione sciogliendo un cantico sacro su la passione e morte di ,cristo1 rispose a ,monsignore che volentieri lo avrebbe soddisfatto1 essendo egli credentissimo e divoto2 e volle anzi dargliene un saggio l per l1 scagliandosi con due versi d'estrosa improvvisazione contro ,ponzio ,pilato cos sconci1 che fecero subito passar la voglia a ,monsignore del bell'esempio di contrizione da offrire al popolo catanese durante la settimana santa4 ,tutte le dispute che si son fatte intorno alla irriverenza verso la religione1 anzi all'empiet1 all'ateismo del ,pulci1 non possono veramente non apparir vane quando si intendano a dovere lo spirito del poema1 la qualit e la ragione della sua ironia e del suo riso4 ,non possibile1 o ingiustissimo1 giudicare in s e per s esclusivamente il ,morgante ,maggiore1 come fece ad esempio una prima1 volta il ,de ,santis1#cf il quale credette e volle dimostrare che ,pulci1 nel comporre il suo poema1 non avesse vera e profonda coscienza del suo scopo2 e per condann come insufficienze del poeta la puerilit delle situazioni1 la rudimentalit psicologica dei personaggi1 le ripetizioni nell'ordito1 ecc4 ecc4 ,il ,pulci1 invece1 coscientissimo del suo scopo1 e tra i due casi che pone il ,de ,santis di chi dice sciocchezze con intenzione comica e fa ridere non di lui1 ma di quel che dice1 e di chi all'incontro dice sciocchezze per sciocchezza e fa rider di lui e non di quel che ha detto1 l'autore del ,morgante sta certamente nel primo caso1 non gi nel secondo4 ,il ,pulci dice sciocchezze con intenzione comica o1 pi propriamente1 parodica1 e fa ridere1 non tanto per quanto vorrebbe far credere in un suo libro recente ,attilio ,momigliano1#cg come vedremo appresso4 ,ho ricordato pi su ,la scoperta dell',america di ,cesare ,pascarella4 ,ebbene1 si pu dire che1 esteticamente1 il ,pulci si trovi1 di fronte alla materia cavalleresca1 in certo qual modo nella stessa posizione del poeta romanesco di fronte alla scoperta dell',america narrata da un popolano4 ,il ,pascarella infatti sorprende1 o finge di sorprendere1 in un'osteria un popolano saputo1 che racconta ad amici quella scoperta1 commovendosi della gloria e della sventura di ,colombo4 ,chi si sognerebbe d'attribuire al poeta romanesco le sciocchezze che dice quel popolano8 la puerilit ridicola di quei dialoghi col re di ,spagna portoghese8 tutte le altre meraviglie non meno ridicole e infantili del viaggio1 dell'arrivo1 del ritorno8 ,e si noti che codeste meraviglie suscitano anche1 a un certo punto1 qualche reazione d'incredulit in chi ascolta3 -- ,come le sai tu codeste cose8 -- ,eh6 c' la storia4 7,turpin lo dice74 ,e1 qua e l1 paragoni che par dimostrino con la massima evidenza qualche cosa e invece non dimostrano nulla3 e certe tirate calorose di sdegno o d'ammirazione2 e certe spiegazioni in cui la logica rudimentale del popolano si compiace quando vuol farsi ragione di qualche caso o avvenimento straordinario2 e certi impeti di commozione che fanno ridere non per intenzione comica di chi racconta1 ma o per false deduzioni o per immagini improprie e stonate o per incongrue frasi4 ,ciaripensa1 e te scopre er cannocchiale4 ,chi si sognerebbe di dire che il ,pascarella voglia metter qui in dileggio ,galileo8 ,ma egli non pu1 pur serbando affatto oggettiva la rappresentazione di quel racconto d'osteria1 non ridere della gloria di ,colombo e d'altri sommi ,italiani e anche della scoperta dell',america in tal modo narrata4 ,e questo suo riso segreto forma quasi un'aria ilare1 un'atmosfera di comicit irresistibile attorno a quella rappresentazione oggettiva4 ,l'intenzione comica del poeta1 nel riferire oggettivamente le sciocchezze di quel popolano1 non si appalesa mai2 il poeta non fa mai capolino4 ,questo1 veramente1 non si pu dire del ,pulci4 ,mentre il ,pascarella ritrae semplicemente1 il ,pulci spesso contraff per parodia4 ,ma non si debbono imputare a lui tutte le sciocchezze1 le volgarit1 le puerilit dei cantastorie o della letteratura epica e romanzesca venuta di ,francia o dall',italia settentrionale1 poich egli anzi1 contraffacendo e parodiando1 se ne beffa apertamente4 ,sarebbe come prendere sul serio una cosa fatta per giuoco2 o come incolpare il ,pascarella d'aver deriso la gloria di ,colombo1 ritraendo il racconto che ne faceva quel popolano4 ,il ,pulci non si sogna neppur lui di deridere la cavalleria o la religione2 si spassa a contraffare i cantastorie di piazza1 a cantar coi loro modi1 con la loro lingua1 con la loro psicologia infantile1 coi loro mezzi inventivi stereotipati1 la materia epica e cavalleresca2 di tratto in tratto segue e interpreta il sentimento popolare per qualche scena patetica1 per qualche azione che suscita l'ira o il compianto o lo sdegno1 ecc4 ,naturalmente1 tutto questo1 se rappresenta per lui uno spasso1 un giuoco1 per il solo fatto poi ch'egli v'impiega l'arte sua e studio e tempo1 non pu non esser anche preso sul serio2 e non di rado1 dunque1 egli si immedesima davvero nel racconto1 ma sempre col sentimento1 con la logica1 con la psicologia1 del popolo1 e trova espressioni efficacissime4 vero che poi1 tutt'a un tratto1 rompe questa seriet con una risata4 ,ma non mai1 secondo me1 per intenzione satirica3 l'uscita spesso burlesca1 popolare3 segue e interpreta anche qui spesso il sentimento del popolo4 ,e sbaglia1 dunque1 secondo me1 il ,momigliano e contraddice anche a s stesso1 quando afferma#ch che il sorriso del ,morgante soggettivo3 soggettivo nel senso che la naturale1 incoercibile irruzione dell'indole del ,pulci nella materia epica4 ,in questo senso1 -- anzi egli aggiunge1 -- il ,morgante uno dei poemi epici pi soggettivi1 che io conosca2 potrebbe esser definito3 il mondo cavalleresco veduto attraverso un temperamento giocondo4 ,anzi1 dopo tante discussioni sul suo protagonista -- chi vuole sia ,morgante1 chi ,gano -- io credo1 che l'unico personaggio1 che domina tutta l'azione1 attorno al quale tutta l'azione si svolge1 sia l'autore stesso3 all'infuori di lui non c' protagonista4 ,poche pagine innanzi1#ci egli aveva detto3 ,in quell'et di riso spensierato pi che satirico il riso del ,morgante non che la vernice del tempo1 che si sovrappone alla materia tradizionale deformandone soltanto la superficie4 ,e1 indagando e studiando nella prima parte del volume l'indole di ,luigi ,pulci3 ,certo mentre l'uomo piangeva1 il poeta rideva4 ,non fu piccola forza durar a scrivere un poema giocondo come il ,morgante1 col cuore straziato da sempre nuove ferite1 fra le minacce della fame e della prigione per debiti4 ,non sono infrequenti i casi di poeti1 che si ridono dei proprii travagli1 ma rarissimo quello di un poeta sventurato1 che impiega la sua attivit artistica in un'opera1 nella quale il riso non si vela mai di pianto4 un miracolo1 nel quale probabilmente ebbe qualche parte l'influsso della ,rinascenza4 ,confesso di passata ch'io non riesco a veder cos giocondo lo spirito del nostro ,rinascimento1 come il ,momigliano insieme con altri lo vede4 ,diffido degli inviti a godere1 specialmente quando son cos insistenti e vogliono aver l'aria d'essere spensierati2 diffido di chi vuol essere gajo a ogni costo4 ,il ,trionfo di ,bacco e d',arianna8 ,ma il carpe diem d',orazio3 ,tu ne quaesieris1 scire nefas1 quem mihi1 quem tibi finem ,di dederint444 ,e pu dirsi giocondit quella di chi si stordisce per non pensare8 ,potrebbe esser1 se mai1 filosofia di saggi1 non giocondit di giovani4 ,e quante cose tristi non dicono i famosi canti carnascialeschi a chi sappia leggervi ben addentro6 ,ma lasciamo star questo1 che per il momento sarebbe questione oziosa1 tanto pi che per me il ,pulci ritrae tutto dall'aspetto caratteristico dell'indole fiorentina e la sua la lingua buffona del popolo1 e le idee e il sentimento del popolo1 rispetto alla materia epica e cavalleresca1 nelle espressioni d'un cantastorie1 egli vuol contraffare e parodiare nel suo ,morgante1 il quale per me1 ripeto1 non poi tutto quel monumento di giocondit che il ,momigliano ci vorrebbe far credere4 ,per spiegarci il miracolo1 di cui parla il ,momigliano1 basta pr mente a questo1 cio pi allo scopo che il ,pulci s' proposto1 che alla sua indole4 ,se la vita del poeta tristissima1 se egli nel componimento ,io vo' dire una frottola confessa3 ,i' ho mal quand'i' rido e ,io non sar mai lieto1 444 non piacqui mai ,a me stesso1 n piaccio1 se egli inclinato fin dalla nascita alla melinconia1 come il ,momigliano stesso dimostra per altre testimonianze1 oltre a questa della ,frottola composta negli anni tardi1 se egli aveva due modi per mitigare i propri dolori3 rassegnarcisi -- ed era il rimedio al quale ricorreva pi di raro -- o riderci su al modo degli umoristi3 vera consolazione da disperato1 e quest'umorismo triste -- soggettivo nel ,pulci1 non oggettivo -- manca quasi affatto nel ,morgante1 come diventa poi soggettivo1 invece1 il riso del ,morgante1 naturale1 incoercibile irruzione dell'indole del ,pulci nella materia epica8 ,come pu esser il ,pulci il vero protagonista del suo poema8 ,magari fosse stato6 ,ma il ,pulci1 se in parte nelle lettere e nella ,frottola riesce a ridere dei suoi dolori a modo degli umoristi1 non riesce mai a oggettivare nel suo poema la disposizione naturale all'umorismo4 ,egli vive due vite1 ma non le fa vivere nel suo poema4 ,dualismo doloroso1 -- esclama qua il ,momigliano1 -- che condanna il ,pulci a rappresentare nel ,morgante la parte di una maschera allegra1 mentre1 quando s' raffreddata la sua fantasia1 onde i facili versi sono fluiti come una brigata perennemente gaja dalle porte d'un palazzo fatato1 il dolore della vita tormentata di ogni giorno lo deve1 pel contrasto1 riassalire pi acuto che mai6 ,o dunque8 ,se una maschera1 non l'indole che naturalmente e incoercibilmente irrompe nella materia epica6 ,ma non neanche una maschera4 ,di veramente soggettivo nel poema non c' quasi nulla3 il ,morgante la materia cavalleresca infusa d'un'anima plebea come dice il ,cesareo1 il quale nel gigante armato di battaglio e in ,margutte vede il popolo stesso che si mira allo specchio del suo rozzo e sincero naturalismo4 ,il primo ignorante1 vorace1 manesco1 burlone1 ma non ha perfidia2 e compie le imprese pi ardue a un sol cenno del suo padrone2 la forza ignara e subitanea del popolo acconciamente diretta da un sentimento che ne sviluppi le qualit oscure1 l'onest1 la giustizia1 l'indulgenza1 la devozione1 l'amorevolezza4 ,margutte invece il popolo senza fede e senza sentimento1 la canaglia abietta e impudente1 motteggiatrice ed obbliqua1 criminosa e spavalda4 ,e il vero protagonista del poema dunque ,morgante1 il buon popolo1 che segue1 ammirato1 le strampalate avventure dei paladini di ,francia e vi partecipa a suo modo4 ,il ,pulci non ha voluto rappresentare altro1 nella sua parodia4 ,non posso indugiarmi a rilevare tutte le false conseguenze che il ,momigliano trae dalla -- secondo me -- erronea convinzione che il riso del ,morgante sia soggettivo4 ,egli in buona compagnia3 anche per il ,rajna le novit del ,morgante consistono in certi episod1 dove l',autore introduce curiosi personaggi di sua fattura e si scapriccia tanto colla fantasia quanto con la ragione2 sopratutto poi nella dimostrazione del suo io e nell'atteggiamento che prende di fronte all'opera sua4#dj ,ora il vero suo io il ,pulci1 se dobbiamo stare all'indagine che ne fa lo stesso ,momigliano -- ripeto -- non lo dimostra affatto nel ,morgante4 ,se vi rappresenta la parte d'una maschera allegra6 ,per me gravissimo torto attribuire direttamente al poeta ci che va attribuito al sentimento1 alla logica1 alla psicologia1 alla lingua buffona della plebe1 nella parodia che egli ne fa4 ,cos ad esempio1 il ,momigliano a un certo punto osserva3 ,non oserei per sostenere la perfetta1 innocenza del ,pulci1 quando ,ulivieri mi vien fuori a spiegare il mistero della ,trinit con quel certo esempio della candela1 che non spiega un bel nulla4 ,come se di queste spiegazioni che non spiegano nulla non fosse piena tutta la letteratura popolare6 ,e poi1 se il paragone si trova gi nell',orlando1 che c'entra la malizia del ,pulci8 ,pi sotto1 a proposito della conversione di ,fuligatto1 osserva3 ,gi queste conversioni e questi battesimi -- e per la loro rapidit e per la loro frequenza e per il troppo fervore dei neofiti -- pi o meno insospettiscono sempre4 ,ma se questo uno dei tratti caratteristici1 che dimostrano appunto la puerilit della concezione religiosa nella epopea francese6 ,appena conquistata una citt1 i vincitori impongono agl'infedeli la conversione3 chi si rifiuta1 tagliato a fil di spada2 e i battezzati diventano d'un tratto cristiani zelantissimi4 ,che c'entra il ,pulci8 ,a proposito dell'episodio d',orlando motteggiato nel c4 ,,xxi dai ragazzacci della citt1 che il paladino attraversa su ,vegliantino cos mal ridotto1 che non si regge in piedi1 il ,momigliano dice che il ,pulci non sente la maest cavalleresca1 e poi nota3 ,pel nostro poeta il riso una delle grandi leggi1 a cui tutti devono pagare il proprio tributo4 ,il ,pulci1 quindi1 accenna ne' suoi personaggi tanto i lati seri quanto i lati ridicoli e li riduce a quando a quando ai limiti dell'umano4 ,cos in quest'episodio1 pare che egli prenda in giro ,orlando1 ma non vero3 un paladino invitto1 col palafreno cascante -- anche ,vegliantino qui scade dalla dignit solita nei cavalli degli eroi -- non sottoposto ad una diminutio capitis1 non s'avvicina un po' al ,cavaliere dalla trista figura8 ,e questo non pu accadere ad un paladino8 ,ma fate che gli s'avvicini un petulante a beffeggiarlo e vedrete che egli non un ,don ,quijote1 ma un paladino autentico3 ecco in qual modo ,orlando1 abbassato per un momento subito si rialza4 ,nella fonte c' qualche cosa di molto simile 7,ori4 ,l4 #cj-cg74 ,siam gi vicini alla beffa1 ma non l'abbiamo raggiunta ancora3 la beffa si avr solo1 quando il riso sar l'esplosione della ribellione meditata del raziocinio4 ,anche qui attribuito al ,pulci quel che gi1 prima di tutto1 si trova nella fonte1 e che si trova poi in altri poemi1 come ad esempio nell',aiol e nel ,florent et ,octavien4 ,cos1 quella certa facilit di commozione che hanno i paladini1 e che al ,momigliano sembra non molto naturale in guerrieri di quella tempra1 si trova gi1 come noto1 nell'epopea francese1 dove centinaia di volte si leggono versi come questi 7formule epiche stereotipate73 ,trois fois se pasme sor le corant destrier4 ,quando non sviene un intero esercito3 ,cent milie frane s'en pasment cuntre terre4 ,dato il concetto che il ,momigliano s' formato dell'umorismo1 che questo cio sia il riso che penetra pi finemente o pi profondamente nel proprio oggetto1 e1 anche quando non si eleva alla contemplazione di un fatto generale tuttavia indizio uno spirito avvezzo a cercare il nocciolo delle cose1 s'intende com'egli possa trovare con molta buona volont anche l'umorismo nel ,morgante1 non ostante che prima egli stesso abbia detto che il genere di riso del ,morgante non scaturisce da una psicologia profonda e che questo procede da due ragioni1 dall'inettitudine del ,pulci e dalla materia1 che di solito si appaga di caratteri inconsistenti e che il ,pulci vede specialmente il ridicolo fisico1 il ridicolo delle forme1 degli atteggiamenti1 delle movenze d'un corpo e il suo sia di solito un riso superficiale che nella sua quasi costante leggerezza ritrae dello spirito e della letteratura dei tempi4 ,ma ora per lui3 il pianto1 l'indulgenza1 la simpatia1 ecc4 ecc41 sono tutti elementi accessori dell'umorismo1 il quale1 insomma1 -- come ha detto il ,masci il senso generale della comicit1 e nient'altro4 ,inteso cos1 l'umorismo si pu trovare da per tutto4 ,ulivieri sbalzato di sella da ,manfredonio davanti a ,meridiana e dice3 ,alla mia vita non caddi ancor mai ,ma ogni cosa vuol cominciamento --8 ,umorismo6 ,meridiana gli risponde3 ,usanza in guerra cader dal destiere1 ,ma chi si fugge non suol mai cadere --8 ,umorismo6 ,rinaldo1 dimentico di ,luciana1 si innamora di ,antea e raccomanda a ,ulivieri di servirla con ogni cura1 e l'amico risponde3 ,cos va la fortuna2 ,crcati d'altro amante1 ,luciana2 ,da me sarai d'ogni cosa servita8 -- ,risposta stringata1 filosofica1 umoristica commenta il ,momigliano1 e via di questo passo4 ,ma no6 ,il vero umorismo non si pu trovare nel ,morgante4 ,si sarebbe potuto trovare1 se il ,pulci fosse riuscito a trasfondere i suoi dolori1 le sue miserie in qualcuno dei personaggi o in qualche scena1 e ne avesse riso1 come nella ,frottola o in qualcuna delle lettere2 se la sua ironia1 la vana parvenza di quello sciocco1 puerile o grottesco mondo cavalleresco1 fosse riuscita in qualche punto a drammatizzarsi1 attraverso il suo sentimento1 comicamente4 ,ma egli non solo non vede1 n pu vedere s nel dramma1 ma non riesce neanche a vedere il dramma nell'oggetto rappresentato4 ,e come si pu parlare dunque d'umorismo8 ,dico del vero umorismo1 che non punto quel che crede il ,momigliano1 seguendo il ,masci4 ,dell'altro1 cio dell'umorismo inteso nel senso pi largo e comune1 di cui ho gi fatto parola1 eh1 di quello s1 ce n' in lui solo tanta copia1 quanta in cento scrittori inglesi messi insieme1 che dal ,nencioni o dall',arcoleo sarebbero tenuti in conto di veri umoristi4 ,questo indubitabile4 99 99 99 ,mi sono intrattenuto cos a lungo sul ,morgante perch fra i tre nostri maggiori poemi cavallereschi quello in cui certamente ha pi campo l'ironia3 l'ironia che -- secondo l'espressione dello ,schlegel -- riduce la materia a una perpetua parodia e consiste nel non perdere1 neppure nel momento del patetico1 la coscienza della irrealit della propria creazione4 ,l'intendimento dei due altri poeti1 il ,bojardo e l',ariosto1 pi serio4 ,ma bisogna bene intendersi su questa maggior seriet444 ,il ,pulci poeta popolare1 nel senso che non solleva per nulla dal popolo la materia che tratta1 anzi ve la tiene per riderne parodiandola1 in una corte borghese come quella di ,lorenzo che della parodia1 come ho detto1 ha il gusto4 ,il ,bojardo poeta cortegiano1 nel senso che ha1 per usare le parole stesse del ,rajna una profonda simpatia per i costumi e i sentimenti cavallereschi1 cio per l'amore1 la gentilezza1 il valore1 la cortesia e se non ha ritegno a scherzare col soggetto1 n ha rimorso di esporre alla derisione i suoi personaggi1 gli che egli intende a celebrare la prodezza1 la cortesia e l'amore1 non gi ,orlando e ,ferraguto2 cortegiano1 dunque1 nel senso che scrive per dar buon tempo e gradito sollazzo a una corte che1 vivendo in ozii agiati ed eleganti1 appassionandosi ai casi di ,ginevra e di ,isotta1 alle avventure dei cavalieri erranti1 non avrebbe potuto far buon viso ai paladini di ,francia1 se questi le fossero venuti innanzi senza amore e senza cortesia4 ,l',ariosto1 se per condizioni di vita1 rispetto alla casa d',este1 -- in un altro senso -- poeta cortegiano anche lui2 rispetto per alla materia che prende a trattare1 non guarda che alle condizioni serie dell'arte4 ,abbiamo veduto che nella stessa ,francia gi da tempo il mondo epico e cavalleresco aveva perduto ogni seriet4 ,come avrebbero potuto i poeti italiani trattare seriamente ci che gi da tempo era cessato di esser serio8 l'ironia comica era inevitabile4 ,ma chi fa un lavoro comico -- osserva giustamente il ,de ,sanctis -- non esentato dalle condizioni serie dell'arte4 ,ebbene1 queste condizioni serie dell'arte rispetta pi di tutti l',ariosto1 meno di tutti il ,pulci1 ma non per difetto d'arte1 come era parso prima al ,de ,sanctis1 bens -- ripetiamo -- per lo scopo ch'egli si prefisse4 ,chi fa una parodia o una caricatura certamente animato da un intento o satirico o semplicemente burlesco3 la satira o la burla consistono in un'alterazione ridicola del modello1 e non sono perci commisurabili se non in relazione con le qualit di questo e segnatamente con quelle che spiccano di pi e che gi rappresentano nel modello una esagerazione4 ,chi fa una parodia o una caricatura insiste su queste qualit spiccate2 d loro maggior rilievo2 esagera un'esagerazione4 ,per far questo inevitabile che si sforzino i mezzi espressivi1 si lteri stranamente1 goffamente o anche grottescamente la linea1 la voce o1 comunque1 l'espressione2 si faccia in somma violenza all'arte e alle condizioni serie di essa4 ,si lavora su un vizio o su un difetto d'arte o di natura1 e il lavoro deve consistere nell'esagerarlo1 perch se ne rida4 ,ne risulta inevitabilmente un mostro2 qualcosa che1 a considerarla in s e per s1 non pu avere alcuna verit1 n1 dunque alcuna bellezza2 per intenderne la verit e per la bellezza1 bisogna esaminarla in relazione col modello4 ,si esce cos dal campo della fantasia pura4 ,per ridere di quel vizio o di quel difetto o per deriderli1 dobbiamo anche scherzare con lo strumento dell'arte2 esser coscienti del nostro gioco1 che pu esser crudele1 che pu anche non aver intenzioni maligne o averne anche di serie1 come le aveva ad esempio ,aristofane nelle sue caricature4 ,se dunque il ,pulci nel suo lavoro comico vien meno alle condizioni serie dell'arte1 non per insufficienza d'arte1 ripeto4 ,lo stesso non si pu dire per il ,bojardo4 ,la maggior seriet di questo deve considerarsi non gi nell'intenzion dell'arte1 che gli difetta1 bens in quella di piacere alla sua corte1 seguendo anche il suo gusto e il piacer suo4 ,si arriv finanche a dire che il ,bojardo tratta seriamente1 nel suo poema1 la cavalleria4 ,il ,rajna1 che -- com' noto -- nel suo libro su ,le ,fonti dell',orl4 ,fur4 par che si sia proposto di rialzare il ,bojardo a costo del suo continuatore1 a proposito della distinzione da farsi tra l',innamorato o il ,furioso1 domanda3 ,la faremo noi consistere nella cosidetta ironia ariostesca8 ,certo starebbe bene1 se fosse vero1 come si pretende1 che l',ariosto avesse1 con un sorriso incredulo1 sciolto in fumo l'edificio del ,bojardo1 e trasformato in fantasmi i personaggi dell',innamorato4 ,il male si che quell'edificio1 quei personaggi1 erano gi una fantasmagoria anche per il ,conte di ,scandiano4 ,se ,lodovico non crede al mondo che canta e se ne fa giuoco1 non ci crede maggiormente e all'occasione non se ne fa meno giuoco il suo predecessore e maestro2 se ironia c' nel ,furioso1 non ne manca nemmeno nell',innamorato4 ,e1 alcune pagine innanzi3 ,certo il sentir parlare di burlesco e umorismo1 a proposito dell',innamorato1 deve far meraviglia1 e non poca4 ,si tanto avvezzi a sentir ripetere su tutti i toni1 e da uomini autorevolissimi e giudiziosissimi1 che il ,bojardo canta le guerre d',albracc1 e le avventure d',orlando e di ,rinaldo1 con quella medesima seriet e convinzione1 colla quale il ,tasso celebrava un secolo dopo le imprese dei ,cristiani in ,palestina e l'acquisto di ,gerusalemme6 un errore1 di cui mi par superflua la confutazione444 ,non ci vuol molto ad accorgersi che tra il ,bojardo ed il mondo da lui preso a rappresentare1 c' un vero contrasto1 dissimile soltanto per grado e per tono da quello che impediva al ,pulci d'immedesimarsi colla sua materia4 ,ch agli occhi di ogni ,italiano colto del secolo ,,xv erano ridicoli quei terribil colpi di lancia e di spada1 che al paragone avrebbero fatto apparir fanciulli gli eroi di ,omero2 ridicolo quel frapparsi 767 le armature e le carni per le ragioni pi futili1 od anche senza un motivo al mondo2 ridicole le profonde meditazioni amorose1 che assorbivano tutta l'anima per ore ed ore1 e sopprimevano ogni ombra di coscienza2 ridicole1 insomma1 tutte le esagerazioni dei romanzi cavallereschi4 ,o come si vuole che un uomo imbevuto fino ai midollo di coltura classica1 e dotato di un buon senso a tutta prova1 avesse a contemplare e rappresentare questo mondo senza mai prorompere in uno scoppio di riso8 ,e infatti il ,bojardo ride1 e si studia di far ridere2 anche in mezzo alle narrazioni pi serie esce in frizzi e facezie2 e pi d'una volta egli crea scene1 che si potrebbero credere trovate dal ,cervantes per beffare la cavalleria ed i suoi eroi4 ,il ,rajna crede di difendere cos il ,bojardo da una ingiustizia4 ,il suo torto -- e gli stato rilevato alla ristampa del libro dal ,cesareo#da -- quello di trattare la questione dei rapporti tra il ,bojardo e l',ariosto senza una adeguata preparazione estetica4 ,eppure1 gi il ,de ,sanctis1 trattando della poesia cavalleresca in un corso di lezioni all',universit di ,zurigo1 aveva avvertito maravigliosamente3 ,la facolt poetica per eccellenza la fantasia3 ma il poeta non lavora solo con le facolt estetiche1 tutte le facolt cooperano3 il poeta non solo poeta2 mentre la fantasia forma il fantasma1 l'intelletto e i sensi non rimangono inerti4 ,un poeta pu avere potente virt estetica ed esser povero d'immaginazione1 commettere errori nel disegno o spropositi storici e geografici3 questi difetti non toccano l'essenza della poesia4 ,ma se un poeta che ha in alto grado queste alte facolt1 che ha un bel disegno ed una perfetta esecuzione meccanica1 ha debole fantasia1 non sapr render vivente quanto vede3 la mancanza di fantasia la morte del poeta4 ,ecco la distinzione da farsi4 ,fin qui non avete diritto di mettere in quistione l'ingegno poetico del ,bojardo2 i difetti1 che abbiamo enumerato1 dipendono da altre facolt4 ,per venire ad esaminarlo come poeta1 bisogna dunque vedere fino a qual punto abbia la potenza formativa del fantasma4 ,ha una grande inventiva3 stato il poeta italiano che ha raccolto il pi vasto e vario materiale di poesia2 non solo per quantit ma anche per qualit4 ,l'inventiva gi una prima condizione del poeta2 e per tal riguardo il ,bojardo superiore al ,pulci4 -- ,ma1 non che basti1 poca cosa3 l'invenzione nell'arte il meno4 ,dumas lascia ai suoi segretarii l'incarico di raccogliere i materiali1 ne' quali si riserba d'infonder poi la vita4 ,raccolto il materiale1 il ,bojardo lo sa lavorare8 ,ecco la quistione4 ,non lo lascia nudo ed arido come il ,pulci2 ha la facolt del concepimento1 d ad ogni fatto e personaggio le determinazioni necessarie perch acquisti una fisionomia propria4 ,non gli basta l'abbozzare un personaggio2 e anzi1 egli uno dei principali disegnatori della poesia italiana4 ,pochi sanno dar con pi sicurezza i lineamenti ad un carattere444 ,che resta da fare al poeta8 ,mostrar vivo il personaggio4 ,chi ha dato tal forma e tal carattere1 lo deve far vivere4 ,bisogna che la concezione diventi situazione4 ,anche i pi appassionati non sono sempre appassionati4 ,volendo mettere in opera le determinazioni1 bisogna scegliere tali circostanze che1 mediante di esse1 possano manifestarsi le forze interne d'un personaggio4 ,v' situazione estetica quando il personaggio posto nelle condizioni pi favorevoli1 perch possa rivelarsi4 ,ma il ,bojardo non sa mutar la concezione in situazione4 ,il ,cesareo1 che svolge ampiamente e precisa nel suo studio su ,la fantasia dell',ariosto questa stupenda intuizione del ,de ,sanctis1 nota a questo punto che1 in verit quando una creatura vive nella fantasia d'un poeta1 ella si riveler intera in qualunque circostanza si trovi4 ,il poeta non ha da sceglier nulla1 perch quella creatura libera1 autonoma1 fuori del poeta medesimo1 e non si pu trovare se non in quelle situazioni a cui la sospinge il suo carattere in contrasto coi caratteri circostanti4 ,le situazioni vengon da s1 non le sceglie il poeta2 il quale deve soltanto curare che in ciascuna situazione1 anche la meno drammatica1 il personaggio apparisca tutto1 con tutte le sue determinazioni interiori4 ,e allora una sola situazione baster a farci conoscere quella creatura2 e noi sapremo a un dipresso ci che ella far in situazioni pi favorevoli4 ,il carattere di ,farinata gi tutto ne' primi sei versi co' quali ei si volge a ,dante2 quello d',amleto gi tutto nella scena dell'udienza a ,corte2 quello di don ,abbondio gi tutto nella sua passeggiata in vista de' bravi4 ,certo1 la successione delle situazioni accresce intensit ed evidenza al carattere2 ma qualunque situazione una situazione estetica4 ,per il ,cesareo1 al ,bojardo manca per l'appunto la visione completa del carattere2 ed io son d'accordo con lui4 ,su un altro punto io dissento dal ,de ,sanctis1 cio l dove egli dice che il ,bojardo per intenzioni pedantesche1 ha voluto fare seriamente quanto sostanzialmente ridicolo4 ,codeste intenzioni pedantesche nel ,bojardo veramente non so vederle1 come non so vedere ch'egli abbia voluto esser serio e che soltanto per la forza dei tempi sia riuscito ridicolo4 ,se1 come dice lo stesso ,de ,sanctis1 egli ride delle sue invenzioni1 non ha voluto esser serio4 ,secondo me1 anzi1 il torto del ,bojardo proprio l dove il ,rajna crede di difenderlo da una ingiustizia3 che egli1 cio1 nobile cavaliere1 animato da una profonda simpatia per i costumi cavallereschi1 cio per l'amore1 la gentilezza1 il valore1 la cortesia1 non ha voluto esser serio1 come per il sentimento suo poteva e come per il rispetto alle condizioni serie dell'arte doveva4 ,e1 non volendo esser serio1 egli non ha saputo ridere1 perch a quella materia solo un riso ormai conveniva1 quello de la forma1 e la forma sopra tutto manca al ,bojardo4 ,dice bene il ,rajna che non ci vuol molto ad accorgersi che tra il ,bojardo ed il mondo da lui preso a rappresentare1 c' un vero contrasto1 dissimile soltanto per grado e per tono da quello che impediva al ,pulci d'immedesimarsi colla sua materia4 ,ma l'inferiorit del ,bojardo rispetto al ,pulci e all',ariosto appunto qui1 nel grado e nel tono del suo riso4 ,egli volle badar soltanto a sollazzare s e gli altri1 e non intese che1 volendo sollevar dal popolo quella materia e non volendo pi farne deliberatamente la parodia1 come aveva fatto il ,pulci1 si dovevano rispettare le condizioni serie dell'arte1 come l',ariosto le rispett4 ,non affatto vero che il poeta del ,furioso con sorriso incredulo sciolga in fumo l'edificio del ,bojardo e trasformi in fantasmi i personaggi dell',innamorato4 ,al contrario6 ,egli d anzi a quell'edificio e a quei personaggi ci che loro mancava3 consistenza e fondamento di verit fantastica e coerenza estetica4 ,bisogna bene intendersi sul non credere del poeta al mondo che canta o che1 comunque1 rappresenta4 ,ma si potrebbe dire che non solo per l'artista1 ma non esiste per nessuno una rappresentazione1 sia creata dall'arte o sia comunque quella1 che tutti ci facciamo di noi stessi e degli altri e della vita1 che si possa credere una realt4 ,sono1 in fondo1 una medesima illusione quella dell'arte e quella che comunemente a noi tutti viene dai nostri sensi4 ,pur non di meno1 noi chiamiamo vera quella dei nostri sensi1 e finta quella dell'arte4 ,tra l'una e l'altra illusione non per questione di realt1 bens di volont1 e solo in quanto la finzione dell'arte voluta1 voluta non nel senso che sia procacciata con la volont per un fine estraneo a s stessa2 ma voluta per s e per s amata41 disinteressatamente2 mentre quella dei sensi non sta a noi volerla o non volerla3 si ha1 come e in quanto si hanno i sensi4 ,e quella dunque libera1 e questa no4 ,e l'una finzione dunque immagine o forma di sensazioni1 mentre l'altra1 quella dell'arte1 creazione di forma4 ,il fatto estetico1 effettivamente1 comincia solo quando una rappresentazione acquisti in noi per se stessa una volont1 cio quando essa in s e per s stessa1 si voglia1 provocando per questo solo fatto1 che si vuole1 il movimento 7tecnica7 atto ad effettuarla fuori di noi4 ,se la rappresentazione non ha in s questa volont1 che il movimento stesso dell'immagine1 essa soltanto un fatto psichico comune2 l'immagine non voluta per s stessa2 fatto spirituale-meccanico1 in quanto non sta in noi volerla o non volerla2 ma che si ha in quanto risponde in noi a una sensazione4 ,abbiamo tutti1 pi o meno1 una volont che provoca in noi quei movimenti atti a creare la nostra1 propria vita4 ,questa creazione1 che ciascuno fa a se stesso della propria vita1 ha bisogno anch'essa1 in maggiore o minor grado1 di tutte le funzioni e attivit dello spirito1 cio d'intelletto e di fantasia1 oltre che di volont2 e chi pi ne ha e pi ne mette in opera1 riesce a creare a se stesso una pi alta e vasta e forte vita4 ,la differenza tra questa creazione e quella dell'arte solo in questo 7che fa appunto comunissima l'una e non comune l'altra73 che quella interessata e questa disinteressata1 il che vuol dire che l'una ha un fine di pratica utilit1 l'altra non ha alcun fine che in s stessa42 l'una voluta per qualche cosa2 l'altra si vuole per s stessa4 ,e una prova di questo si pu aver nella frase che ciascuno di noi suol ripetere ogni qual volta1 per disgrazia1 contro ogni nostra aspettativa1 il proprio fine pratico1 i proprii interessi siano stati frustrati3 ,ho lavorato per amore dell'arte4 ,e il tono con cui si ripete questa frase ci spiega la ragione per cui la maggioranza degli uomini1 che lavorano per fini di pratica utilit e che non intendono la volont disinteressata1 suol chiamare matti i poeti veri1 quelli cio in cui la rappresentazione si vuole per s stessa senz'altro fine che in s medesima1 e tale essi la vogliono1 quale essa1 si vuole4 ,non ricorder qui la domanda del cardinale ,ippolito a ,messer ,lodovico4 ,il quale per1 per tutta risposta1 avrebbe potuto rileggergli quell'ottava del canto ove si narra del viaggio di ,astolfo alla ,luna3 ,non s pietoso ,enea1 n forte ,achille ,fu1 com' fama1 n s fiero ,ettorre2 ,e ne son stati e mille e mille e mille ,che lor si puon con verit anteporre3 ,ma i donati palazzi e le gran ville ,dai discendenti lor1 gli ha fatto porre ,in questi senza fin sublimi onori ,dall'onorate man degli scrittori444 ,dal che si pu vedere come anche in un grandissimo poeta un sentimento almeno in parte non disinteressato pot macchiar l'opera e mortificarla4 ,fortunatamente questo avvenne per una parte soltanto del poema4 ,in qualche altro punto si pu notare che la riflessione pi che il sentimento1 muova la rappresentazione2 la quale allora perde l'azione spontanea1 d'essere organico e vivente1 e acquista un movimento rigido e quasi meccanico4 l dove il poeta dimostra d'essersi proposto a freddo il rispetto delle condizioni serie dell'arte1 l cio dove non le rispetta pi istintivamente1 ma per intenzione preconcetta4 ,citer per esempio le personificazioni di ,melissa e di ,logistilla4 ,ma l dove il poeta rispetta istintivamente le condizioni serie dell'arte1 cessa l'ironia8 riesce il poeta a perder la coscienza della irrealit della sua creazione8 e come s'immedesima egli con la sua materia8 ,questo il punto da chiarire e che richiede l'analisi pi sottile4 qui il segreto dello stile dell',ariosto4 99 99 99 ,nella lontananza del tempo e dello spazio1 il poeta vede innanzi a s un mondo meraviglioso che in parte la leggenda1 in parte le capricciose invenzioni dei cantori han costruito attorno a ,carlo ,magno4 ,egli vede l',imperatore non gi come quella cosa oscura del ,pulci1 che passeggia per la mastra sala impaurito dei formidabili eserciti dei ,saracini o1 pi spesso1 delle minacciate vendette dei ,paladini per i tradimenti di ,gano1 che lo mena per il naso a sua posta3 n lo vede come il ,bojardo1 ,carlone rimbambito1 che s'indugia a parlar con ,angelica1 affocato in volto e con gli occhi lustri1 poich si sente toccar l'ugola anche lui4 ,egli comprende che da farsa o da teatrino di marionette un imperatore cos fatto4 ,rida il volgo1 ridano i fanciulli dei fantocci4 ,il riso facile quando con burlesca grossolanit si sconci una figura o si faccia comunque ridicola violenza alla realt4 ,questo non pu voler l',ariosto2 e questo lo pone gi di gran lunga sopra ai suoi predecessori1 non solo1 ma tanto alto forse1 che -- quantunque egli poi si sforzi o di dissennarsi o di tirar su fino alla sua altezza quella materia -- essa1 per ci che ha in s di irriducibile ormai1 gli resta in parte di troppo inferiore4 ,egli la domina da assoluto padrone e secondo l'imprevedibile capriccio della sua meravigliosa41 fantasia creatrice combina e separa1 associa e dissocia tutti gli elementi ch'essa gli fornisce4 ,con questo giuoco1 che maraviglia e incanta per la sua prodigiosa agilit1 egli riesce a salvar s e la materia4 ,dov'egli pu1 cio in quel che han di eterno i sentimenti umani e le umane illusioni1 egli s'immedesima tutto1 fino a dar la stessa consistenza della realt alla sua rappresentazione2 dove non pu1 dove agli occhi suoi stessi si scopre le irrealit irreparabile di quel mondo1 egli d invece alla rappresentazione una leggerezza1 quasi di sogno1 che si ilara tutta d'una sottilissima ironia diffusa1 che non rompe quasi mai l'incanto n di questa o di quell'opera di magia rappresentata1 n quello assai pi meraviglioso che opera la magia del suo stile4 ,ecco1 ho detto la parola3 la magia dello stile4 ,il poeta ha compreso che a un solo patto si poteva dar coerenza estetica e verit fantastica a quel mondo1 ove appunto la magia ha tanta parte3 a patto che il poeta diventasse un mago a sua volta1 e il suo stile dalla magia prendesse qualit e virt4 ,e c' l'illusione che il poeta crea a noi1 e talvolta anche a s stesso1 immedesimandosi nel giuoco fino ad abbandonarvisi tutto4 ,ah1 quel giuoco tanto gli par bello1 che bramerebbe crederlo realt3 non 1 pur troppo6 ,tanto che1 di tratto in tratto1 il velo sottilissimo si squarcia2 attraverso lo squarcio la realt vera1 del presente1 si scopre1 e allora l'ironia diffusa si raccoglie d'un subito e con improvviso scoppio s'appalesa4 ,questo scoppio per non stride1 non urta mai troppo3 si presenta sempre4 ,e oltre alle illusioni che il poeta crea a noi e a s stesso1 ci son quelle che i personaggi si creano e quelle che a loro creano i maghi e le fate4 tutto un giuoco d'illusioni1 fantasmagorico4 ,ma la fantasmagoria non tanto nel mondo rappresentato1 che ha sovente1 ripeto1 la consistenza stessa della realt2 quanto nello stile e nella rappresentazione del poeta1 il quale con meraviglioso accorgimento ha compreso1 che cos soltanto1 rivaleggiando cio con la stessa magia1 poteva salvar gli elementi irriducibili della materia e renderli con tutto il resto coerenti4 ,ne vogliamo una prova8 ,il poeta rivaleggia con la magia d',atlante1 nel canto ,,xii3 il mago ha innalzato un castello1 ove i cavalieri si travagliano invano a cercar le loro donne ch'essi vi credono rapite2 tre1 ,orlando1 ,ferra e ,sacripante1 vi cercano la finta immagine d',angelica1 che essi credon vera4 ,ebbene1 il poeta1 pi mago d',atlante1 fa che ,angelica viva e vera entri in quel castello1 ,angelica che pu rendersi vana come quella vana immagine creata da ,atlante per magia4 ,quivi entra1 che veder non la pu il ,mago2 ,e cerca il tutto1 ascosa dal suo anello2 ,e trova ,orlando e ,sacripante vago ,di lei cercar invan per quello ostello4 ,vede come fingendo la sua immago ,atlante usa gran fraude a questo e a quello4 ,chi tor debba di lor molto rivolve ,nel suo pensier1 n ben se ne risolve4 4 4 4 4 4 4 4 4 4 4 ,l'anel trasse di bocca1 e di sua faccia ,lev dagli occhi a ,sacripante il velo4 ,credette a lui sol dimostrarsi1 e avvenne ,ch',orlando e ,ferra le sopravvenne4 4 4 4 4 4 4 4 4 4 4 ,corser di par tutti alla donna1 quando ,nessun incantamento gl'impediva2 ,perch l'anel ch'ella si pose in mano ,fece d',atlante ogni disegno vano4 una magia che entra in un'altra4 ,il poeta si avvale di quest'elemento1 lo fa anzi siffattamente suo1 che in un momento innanzi a gli occhi nostri illusi la realt diventa magia e la magia realt3 appena ,angelica si scopre1 la realt d'un subito avventa e crolla l'incanto2 sparisce merc l'anello1 ed ecco il castello d',atlante assumer quasi consistenza reale innanzi a noi4 ,che stupenda finezza1 in questo giuoco6 giuoco di magia2 ma la magia vera quella de lo stile ariostesco4 ,che ne volete pi di quei poveri cavalieri8 ,volgon pel bosco or quinci or quindi in fretta ,quelli scherniti la stupida faccia4 ,chi li fa andare incontro a questi scherni e a guai anche peggiori8 ,ma l'amore1 signori miei1 che se non proprio proprio una pazzia1 tante pur ne fa fare1 jeri come oggi1 e tante ne far fare domani e sempre6 ,chi mette il pi su l'amorosa pania1 ,cerchi ritrarlo1 e non v'inveschi l'ale2 ,ch non in somma ,amor se non insania ,a giudizio de' savi universale3 ,e sebben come ,orlando ognun non smania1 ,suo furor mostra a qualch'altro segnale4 ,e quale di pazzia segno pi espresso1 ,che1 per altri voler1 perder s stesso8 ,vari gli effetti son2 ma la pazzia tutt'una per1 che li fa uscire4 ,gli come una gran selva1 ove la via ,conviene a forza1 a chi vi va1 fallire4 ,in questi due ultimi versi il poeta d una perfetta immagine del suo poema1 che poggia per tanta parte su quest'amore che dissenna4 ,fontane1 giardini1 castelli incantati8 ,ma s6 ,se sono oggi per noi larve inconsistenti1 furono come realt per le pazzie che l',amore fece far jeri1 l in quel mondo lontano2 ridetene1 se vi piace2 ma pensate che altre fallaci immagini crea oggi e creer domani con l'eterna magia delle sue illusioni l',amore1 a scherno e a tormento degli uomini4 ,se voi ridete di quelli1 potreste ugualmente ridere di voi4 ,frate1 tu vai ,l'altrui mostrando1 e non vedi il tuo fallo4 ,sotto la favola la verit4 ,vedete3 il poeta non ha che a gravare un tantino la mano1 perch la favola gli si muti in allegoria4 ,e la tentazione forte1 e qua e l egli difatti vi casca2 la fantasia per subito lo risolleva1 per fortuna1 e lo richiama al giusto grado e al giusto tono1 in cui fin da principio s'era messo3 ,dir d',orlando1 ,che per amor venne in furore e matto ,d'uom che s saggio era stimato prima2 ,se da colei che tal quasi m'ha fatto1 ,che 'l poco ingegno ad ora ad or mi lima1 ,me ne sar per tanto concesso ,che mi basti a finir quanto ho promesso4 ,e fin da principio lo stile ha virt magica4 ,tutto il primo canto 1 nella rappresentazione1 fantasmagorico1 corso da lampi1 d'apparizioni fugaci4 ,e questi lampi non sprazzano per abbagliar soltanto i lettori1 ma anche gli attori della scena4 ,ecco3 ad ,angelica balza innanzi ,rinaldo2 a ,ferra1 che cerca l'elmo1 l',argalia2 a ,rinaldo1 ,bajardo2 a ,sacripante1 ,angelica2 a tutt'e due1 ,bradamante1 e poi il messaggero1 e poi ,bajardo di nuovo e poi di nuovo ,rinaldo4 ,e questi lampi1 dopo il rapidissimo guizzo1 si estinguono comicamente1 con la frode dell'illusione improvvisa4 ,il poeta esercita1 cosciente1 questa sua magia2 non d mai tempo2 lascia questo e prende quello2 sbalordisce e sorride dello sbalordimento altrui e de' suoi stessi personaggi4 ,non va molto ,rinaldo che si vede ,saltare innanzi il suo destrier feroce3 ,ferma1 ,bajardo mio1 deh ferma il piede6 ,ch l'esser senza te troppo mi nuoce4 ,per questo il destrier sordo a lui non riede4 ,anzi pi se ne va sempre veloce4 ,segue ,rinaldo1 e d'ira si distrugge1 ,ma seguitiamo ,angelica che fugge4 ,figurarsi se ,bajardo voleva fermarsi6 ,il suo padrone innamorato1 dunque matto4 ,e ,quel destrier1 ch'avea ingegno a meraviglia1 capisce quel che il suo padrone non pu capire4 ,ecco3 il senno che l',amore toglie a gli uomini dato dal poeta a una bestia4 ,nel c4 ,,ii 7s4 #ai7 dice1 a mo' d'aggiunta1 il destrier ch'avea intelletto umano4 ,umano1 s1 ma -- intendiamoci -- non d'uomo innamorato6 ,non giurerei proprio che qui non ci sia una punta di satira4 ,l'ironia del poeta una sottilissima sega1 che ha tanti denti1 e anche quello della satira1 che morde un po' tutti1 fino fino1 sotto sotto1 a cominciar dal cardinale ,ippolito1 suo padrone4 ,oh gran bont de' cavalieri antiqui6 ,vi par che qui l'ironia consista soltanto nel fatto che ,ferra e ,rinaldo1 dopo essersi picchiati a quel modo che sapete1 cavalchino insieme1 come se nulla fosse stato8 ,il ,rajna dice che i romanzi francesi recano in buona fede molti esempi di siffatte magnanime cortesie1 e tre ne reca dal ,tristan per concludere3 ,questa la cortesia e la lealt dei cavalieri di ,brettagna4 ,benissimo6 ,ma non gi dei due cavalieri dell',ariosto1 che non dimostrano ombra di cavalleria4 ,per intenderlo1 bisogna pensare a che cosa avrebbe potuto rispondere ,ferra alla proposta di ,rinaldo di smettere il duello3 ,io non combatto per una preda1 io combatto per difendere una donna che m'invoca ajuto2 e se io son riuscito a difenderla1 non ho combattuto invano4 ,un buon cavaliere antico1 veramente nobile1 avrebbe risposto cos4 ,ma tanto ,rinaldo quanto ,ferra non vedono in ,angelica che una preda da appropriarsi1 e poich questa uscita lor di mano1 s'ajutano entrambi a rintracciarla con un criterio molto positivo e pochissimo cavalleresco4 ,quella esclamazione dunque oh gran bont dei cavalieri antiqui6 veramente ironica e suona irrisione4 ,tanto vero1 che poco dopo1 nel c4 ,,ii1 ripetendosi la medesima situazione del duello interrotto per la stessa ragione1 ,rinaldo lascia ,sacripante a piedi3 ,e dove aspetta il suo ,bajardo1 passa1 ,e sopra vi si lancia1 e via galoppa2 ,n al cavalier1 ch'a pi nel bosco lassa1 ,pur dice addio1 non che lo 'nviti in groppa4 ,ripetete sul serio1 se vi riesce1 dopo questo3 ,oh gran bont dei cavalieri antiqui6 ,il poeta scherza1 e con quel povero re di ,circassia1 quel d'amor travagliato ,sacripante1 lo scherzo del poeta veramente crudele e passa la parte4 ,gi1 come lo dipinge3 ,un ruscello4 ,parean le guance1 e 'l petto un ,mongibello6 ,gli pone accanto1 benigna1 colei per cui si duole2#db poi1 sotto gli occhi di ,angelica1 lo fa buttare in terra miseramente da un cavaliere che passa di corsa2 e ,angelica non ha ancor finito di confortarlo con fine ironia1 attribuendo cio1 al solito1 la colpa della caduta al cavallo1 che gli fa dare il calcio dell'asino da quel messaggero che sopravviene afflitto e stanco su un ronzino3 ,tu di saper che ti lev di sella ,l'alto valor d'una gentil donzella4 ,c' da morirne6 ,ma non basta3 ecco ,rinaldo2 ,angelica fugge2 e il povero ,sacripante1 re di ,circassia1 resta scornato1 bastonato e a piedi4 ,ma alla fin fine pu consolarsi1 che non avvengono soltanto a lui simili disgrazie4 ,ad altri ne occorrono anche di peggiori4 ,ce n' per tutti6 ,il poeta si spassa a rappresentar la frode delle varie illusioni e a frodar anche i maghi che le frodi ordiscono4 un mondo in balia dell'amore1 della magia1 della fortuna2 che ne volete8 ,e come dell'amore le pazzie e della magia gl'inganni1 egli rappresenta della fortuna la mutabilit4 ,ferra1 staccatosi al bivio da ,rinaldo1 gira gira1 si ritrova onde si tolse1 e poich non spera di ritrovar la donna1 si scorda le botte date e ricevute1 la tenzone differita1 e si rimette a cercar l'elmo che gli era caduto nell'acqua4 ,or se fortuna 7quel che non volesti ,far tu7 pone ad effetto il voler mio1 ,non ti turbar1 gli grida l',argalia emerso dalle onde con l'elmo in mano1 l'elmo caduto a ,ferra giusto dove il cadavere dell',argalia era stato gittato4 ,un tratto che a noi non suona comicamente1 ma che forse poteva sonar comico a coloro che avevan dimestichezza col poema e i personaggi del ,bojardo1 nei versi che dipingono l'orrore di ,ferra all'apparir dell'ombra d',argalia3 ,ogni pelo arricciosse ,e scolorosse al ,saracino il viso4 ,ora ,ferraguto era stato raffigurato dal ,bojardo4 ,tutto ricciuto e ner come carbone4 ,gli si poteva arricciare il pelo e scolorir il viso8 ,l'altro contendente1 ,rinaldo1 spedito da ,carlo in ,bretagna per ajuti e distolto cos d'andar cercando ,angelica4 ,che gli avea il cor di mezzo il petto tolto1 arrivato a ,calesse1 lo stesso giorno1 ,contro la volont d'ogni nocchiero1 ,pel gran desir che di tornare avea1 ,entr nel mar ch'era turbato e fiero2 ma1 sissignori1 spinto dal vento nella ,scozia1 si scorda di ,angelica1 si scorda di ,carlo e della gran fretta che avea di ritornare1 e s'affonda solo nella gran ,selva ,caledonia1 facendo ora una1 ora un'altra via4 ,dove pi aver strane avventure pensa4 ,e capitato a una badia1 prima mangia1 poi domanda all'abbate come si possano ritrovare queste avventure per dimostrarsi valente4 ,e i monachi e l',abbate3 ,risposongli1 ch'errando in quelli boschi1 ,trovar potria strane avventure e molte3 ,ma come i luoghi1 i fati ancor son foschi2 ,ch non se n'ha notizia le pi volte4 ,cerca1 diceano1 andar dove conoschi ,che l'opre tue non restino sepolte1 ,acci dietro al periglio e alla fatica ,segua la fama1 e il debito ne dica4 ,il ,rajna qua si compiace nel notare che mai un barone del ciclo di ,carlo ,magno fu convertito cos espressamente in ,cavaliere ,errante come in questo caso1 ma non pu non avvertire che le parole degli ospiti dnno tuttavia a conoscere come lo spirito della cavalleria romanzesca sia ormai svanito poich sempre per i principali tra gli ,erranti la modestia uno dei primissimi doveri1 tal che nulla tanto difficile1 quanto indurli a confessarsi autori di qualche opera gloriosa1 e anche quando essi si provano dinanzi a migliaia di spettatori1 procurano di celarsi con ignote divise2 cavalcano quasi sempre sconosciuti1 mutando spesso di insegne1 e nascondendosi molte volte anche a gli amici pi cari e pi fidi4 ,e allora8 ,non dobbiamo arguire che qui ci sia un'intenzione satirica1 e che anzi questa intenzione sia stata cos forte nel poeta1 da farlo venir meno una volta tanto alle condizioni serie dell'arte1 che pure egli pi di tutti suol rispettare8 ,l'incoerenza estetica1 di fatti1 nella condotta di ,rinaldo lampantissima e inescusabile1 il personaggio non apparisce libero1 ma soggetto all'intenzione dell'autore4 ,ho voluto notar questo perch mi sembra che troppo si tenda1 da qualche tempo in qua1 a sforzare i termini dell'immedesimazione del poeta con la sua materia4 ,certo difficilissimo vederli netti e precisi1 questi termini4 ,ma non li vede affatto1 secondo me1 o ha ben poco chiaro il lume del discorso1 chi1 riconoscendo -- com' giusto -- l'immedesimazione del poeta col suo mondo1 nega l'ironia o in gran parte la esclude o gli d poca importanza4 ,bisogna riconoscere l'una cosa e l'altra -- l'immedesimazione e l'ironia -- poich nell'accordo1 se non sempre perfetto quasi sempre per raggiunto1 d'entrambe queste cose a prima vista contrarie1 sta1 ripeto1 il segreto dello stile ariostesco4 ,l'immedesimazione del poeta col suo mondo1 consiste in questo1 che egli con la fantasia potente vede1 digrossato1 finito anzi in ogni contorno1 preciso1 limpido1 ordinato e vivo1 quel mondo che altri aveva messo insieme grossolanamente e aveva popolato di esseri1 che1 o per la loro goffaggine o per la loro sciocchezza o per la puerile loro incoerenza1 ecc4 non poteano in alcun modo esser presi sul serio neppure dai loro stessi autori2 e poi di maghi e di fate e di mostri che1 naturalmente1 ne accrescevano la irrealit e la inverosimiglianza4 ,il poeta toglie questi esseri dal loro stato di fantocci o di fantasmi1 d loro consistenza e coerenza1 vita e carattere4 ,obbedisce fin qui alla propria fantasia1 istintivamente4 ,poi subentra la speculazione4 ,c'1 ho detto1 un elemento irriducibile in quel modo1 un elemento cio che il poeta non riesce a oggettivar seriamente1 senza mostrar coscienza della irrealit di esso4 ,con quel meraviglioso accorgimento1 di cui ho fatto parola pi su1 egli per s'industria di renderlo coerente con tutto il resto4 ,ma non sempre in questo giuoco la fantasia lo assiste4 ,e allora egli s'ajuta con la speculazione3 la vita perde il movimento spontaneo1 diventa macchina1 allegoria4 uno sforzo4 ,il poeta intende di dare una certa consistenza a quelle costruzioni fantastiche1 di cui sente la irrealit irriducibile1 per mezzo di una -- dir cos -- impalcatura morale4 ,sforzo vano e malinteso1 perch il solo fatto di dar senso allegorico a una rappresentazione d a veder chiaramente che gi si tien questa in conto di favola che non ha alcuna verit n fantastica n effettiva1 ed fatta per la dimostrazione di una verit morale4 ,c' da giurare che al poeta non prema affatto la dimostrazione d'alcuna verit morale1 e che quelle allegorie siano nel poema suggerite dalla riflessione1 per rimedio4 ,quello era il mondo2 quelli1 gli elementi1 ch'esso offriva4 ,l'elemento della magia1 del meraviglioso cavalleresco non si poteva in alcun modo eliminare senza snaturare al tutto quel mondo4 ,e allora il poeta o cerca di ridurlo a simbolo1 o senz'altro lo accoglie1 ma -- naturalmente -- con un sentimento ironico4 ,un poeta pu1 non credendo alla realt della propria creazione1 rappresentarla come se ci credesse1 cio non mostrare affatto coscienza della irrealit di essa2 pu rappresentar come vero un suo mondo affatto fantastico1 di sogno1 regolato da leggi sue proprie1 e1 secondo queste leggi1 perfettamente logico o coerente4 ,quando un poeta si mette in codeste condizioni1 il critico non deve pi vedere se quel che il poeta gli ha posto innanzi vero o sogno1 ma se come sogno vero2 poich il poeta non ha voluto rappresentare una realt effettiva1 ma un sogno che avesse apparenza di realt1 s'intende di sogno1 fantastica1 non effettiva4 ,ora questo non il caso dell',ariosto4 ,in pi d'un punto1 come abbiamo gi notato1 egli mostra apertamente coscienza della irrealt della sua creazione1 la mostra anche dove all'elemento meraviglioso di quel mondo d valore morale e consistenza logica1 non fantastica4 ,il poeta non vuol creare e rappresentare come vero un sogno2 non preoccupato soltanto della verit fantastica del suo mondo1 preoccupato anche della realt effettiva2 non vuole che quel suo mondo sia popolato di larve o di fantocci1 ma di uomini vivi e veri1 mossi e agitati dalle nostre stesse passioni2 il poeta insomma vede1 non le condizioni di quel passato leggendario divenute realt fantastica nella sua visione1 ma le ragioni del presente1 trasportate e investite in quel mondo lontano4 ,ora naturalmente1 allorch esse vi trovano elementi capaci di accoglierle1 la realt fantastica si salva2 ma allorch non li trovano1 per la irriducibilit stessa di quegli elementi1 l'ironia scoppia1 inevitabile1 e quella realt si frange4 ,quali sono queste ragioni del presente8 ,sono le ragioni del buon senso1 di cui il poeta dotato2 sono le ragioni della vita entro i limiti della possibilit naturale3 limiti che in parte la leggenda1 in gran parte il capriccioso arbitrio di rozzi e volgari cantatori aveva balordamente1 goffamente o grottescamente violati2 sono le ragioni del tempo1 in fine1 in cui il poeta vive4 ,abbiamo veduto ,ferra e ,rinaldo a cavallo insieme1 guidati -- com'ho detto -- da un criterio molto positivo e pochissimo cavalleresco2 abbiamo ascoltato il consiglio dell'abbate a ,rinaldo in cerca d'avventure2 tant'altri esempii potremmo recare2 ma baster senz'altro quello de la volata di ,ruggero su l'ippogrifo4 ,anche quando il poeta con la magia dello stile riesce a dar consistenza di realt a quell'elemento meraviglioso1 levandosi poi a un volo troppo alto in questa realt fantastica1 tutt'a un tratto1 quasi temesse d'averne lui stesso o chi l'ascolta il capogiro1 precipita a posarsi su la realt effettiva1 rompendo cos l'incanto della fantastica4 ,ruggero vola sublime su l'ippogrifo2 ma anche dalla sublimit di quel volo il poeta avvista in terra le ragioni del presente1 che gli gridano3 -- ,cala6 cala6 ,non crediate1 ,signor1 che per stia ,per s lungo cammin sempre su l'ale2 ,ogni sera all'albergo se ne ga ,schivando a suo poter d'alloggiar male4 ,e quest'ippogrifo vero8 proprio vero8 ,lo rappresenta cio il poeta senza mostrare affatto coscienza dell'irrealit di esso8 ,lo vede la prima volta calar dal castello d',atlante sui ,pirenei1 con in groppa il mago1 e dice che -- s -- il castello1 come castello1 non era vero1 era finto1 opera di magia2 ma l'ippogrifo no1 l'ippogrifo era vero e naturale4 ,proprio vero8 proprio naturale8 ,ma s1 generato da un grifo e da una giumenta4 ,sono animali che vengono nei monti ,rifei4 -- ,ah s8 proprio proprio8 e come va che non se ne vedono mai8 -- ,oh ,dio2 ne vengono1 ma rari444 -- ,quest'attenuazione1 prettamente ironica1 mi fa pensare a quella farsa napoletana1 ove un impostore si lagna delle sue sciagure e1 tra le altre1 di quella del padre1 che1 prima di morire1 pen tanto1 ridotto a vivere1 poveretto1 non so per quanti mesi senza fegato3 all'osservazione1 che senza fegato non si pu vivere1 concede che s1 ne aveva1 ma poco1 ecco6 ,cos gl'ippogrifi2 ne vengono2 ma rari6 ,proprio da impostore1 il poeta non vuol passare4 ,ha l'aria di dirvi3 -- ,signori miei1 di codeste fole io non posso farne a meno2 bisogna pure che c'entrino1 nel mio poema2 e bisogna che io1 fin dove posso1 mostri di crederci4 -- ,ecco qua la gran muraglia che cinge la citt d',alcina3 444 ,par che la sua altezza a ciel s'aggiunga ,e d'oro sia dall'alta cima a terra4 ,ma come8 ,una muraglia di tal fatta1 tutta d'oro8 ,alcun dal mio parer qui si dilunga ,e dice ch'ella alchimia2 e forse ch'erra1 ,ed anco forse meglio di me intende3 ,a me par oro1 poich s risplende4 ,come ve lo deve dir meglio il poeta8 ,sa come voi che non tutt'oro1 quel che luce2 ma a lui oro deve parere1 poich s risplende4444 ,per intonarsi quanto pi pu con quel mondo1 fin da principio s' dichiarato matto come il suo eroe4 tutto un giuoco di continui accomodamenti per stabilir l'accordo tra s e la materia1 tra le condizioni inverosimili di quel passato leggendario e le ragioni del presente4 ,dice3 ,chi va lontan dalla sua patria1 vede ,cose da quel che gi credea1 lontane2 ,che narrandole poi1 non se gli crede1 ,e stimato bugiardo ne rimane2 ,ch 'l sciocco vulgo non gli vuol dar fede ,se non le vede e tocca chiare e piane4 ,per questo io so che l'inesperienza ,far al mio ,canto dar poca credenza4 ,poca o molta ch'io ci abbia non bisogna ,ch'io ponga mente al vulgo sciocco e ignaro6 ,a voi so ben che non parr menzogna ,che 'l lume del discorso avete chiaro4 ,qui aver chiaro il lume del discorso significa saper leggere sotto il velame dei versi4 ,siamo nel canto d',alcina3 e il poeta ci suggerisce3 ,s'io dico ,alcina1 s'io dico ,melissa1 s'io dico ,erifilla1 s'io dico l'iniqua frotta1 o ,logistilla1 ,andronica o ,fronesia o ,dicilla o ,sofrosina1 voi intendete bene a che cosa io voglia alludere4 un altro espediente 7non felice7 per stabilir l'accordo1 ma che pure1 come tutti gli altri1 scopre l'ironia del poeta1 cio la coscienza della irrealit della sua creazione4 ,dove l'accordo non si pu stabilire1 quest'ironia per non scoppia mai stridula o stonata1 appunto perch l'accordo sempre nell'intenzione del poeta1 e quest'intenzione d'accordo per s stessa ironica4 ,l'ironia nella visione che il poeta ha1 non solo di quel mondo fantastico1 ma della vita stessa e degli uomini4 ,tutto favola e tutto vero1 poich fatale che noi crediamo vere le vane parvenze che spirano dalle nostre illusioni e dalle passioni nostre2 illudersi pu esser bello1 ma del troppo immaginare si piange poi sempre la frode3 e questa frode ci appare comica o tragica secondo il grado della partecipazione nostra ai casi di chi la subisce1 secondo l'interesse o la simpatia che quella passione o quell'illusione ci suscitano1 secondo gli effetti che quella frode produce4 ,cos avviene che noi vediamo il sentimento ironico del poeta mostrarsi anche sotto un altro aspetto nel poema1 non pi spiccato ed evidente1 ma attraverso la rappresentazione stessa1 in cui riuscito a trasfondersi per modo che essa cos si senta e cos si voglia4 ,il sentimento ironico1 in somma1 oggettivato1 spira dalla rappresentazione stessa anche l dove il poeta non mostra apertamente coscienza della irrealit di essa4 ,ecco qua ,bradamante in cerca del suo ,ruggiero3 per salvarlo1 ha corso rischio di perire per mano del maganzese ,pinabello2 il poeta le fa soffrire insieme coi lettori il supplizio di sentirsi predire e di vedersi mostrare a dito dalla maga ,melissa tutti gl'illustri suoi discendenti2 e poi va1 va per monti inaccessibili1 sale balze1 traversa torrenti1 arriva al mare1 trova l'albergo ov' ,brunello 7e qui non dice se ella vi mangia72 riprende la via ,di monte in monte e d'uno in altro bosco1 e si riduce fin sui ,pirenei2 s'impadronisce de l'anello2 lotta con ,atlante2 riesce a romper l'incanto2 scioglie in fumo il castello del mago2 e1 sissignori1 dopo aver corso tanto1 dopo essersi tanto affannata e travagliata1 si vede portar via dall'ippogrifo il suo ,ruggero liberato4 ,non le resta che di ricevere le congratulazioni di coloro ch'ella non s'era curata di liberare6 ,ma neanche queste1 perch3 ,le donne e i cavalier si trovr fuora ,delle superbe stanze alla campagna ,e furon di lor molte a cui ne dolse2 ,che tal franchezza un gran piacer lor tolse4 ,l',ariosto non aggiunge altro4 ,un vero umorista non si sarebbe lasciata sfuggire la stupenda occasione di descrivere gli effetti nelle donne e nei cavalieri dell'improvviso sciogliersi dell'incanto1 del ritrovarsi alla campagna1 e il dolore del perduto bene della schiavit per una libert che dal bel sogno li faceva piombare nella realt nuda e cruda4 ,la descrizione manca affatto4 ,il poeta si compiace in un'altra descrizione1 invece1 come gi ,atlante si compiaceva di scherzare coi cavalieri che venivano a sfidarlo2 voglio dire nella descrizione comica di tutti quei liberati1 che vorrebbero impadronirsi dell'ippogrifo1 il quale li mena per la campagna3 ,come fa la cornacchia in secca arena ,che seco il cane or qua or l si mena4 ,perch manca quell'altra descrizione8 ,ma perch il poeta si posto fin da principio1 rispetto alla sua materia1 in condizioni del tutto opposte a quelle in cui si sarebbe messo un umorista4 ,egli schiva il contrasto e cerca l'accordo tra le ragioni del presente e le condizioni favolose di quel mondo passato3 lo ottiene s1 ironicamente1 perch1 com'ho detto1 per s stessa ironica quell'intenzione d'accordo2 ma l'effetto che quelle condizioni non si affermano come realt nella rappresentazione1 si sciolgono1 per dirla col ,de ,sanctis1 nell'ironia1 la quale1 distruggendo il contrasto1 non pu pi drammatizzarsi comicamente1 ma resta comica1 senza dramma4 ,si affermano invece le ragioni del presente trasportate e investite negli elementi di quel mondo lontano capaci d'accogliere1 e allora possiamo anche avere il dramma1 ma seriamente e finanche tragicamente rappresentato3 ,ginevra1 ,olimpia1 la pazzia d',orlando4 ,i due elementi -- comico e tragico -- non si fondono mai4 ,si fonderanno in un'opera1 nella quale il poeta1 ben lungi dal mostrar coscienza della irrealit di quel mondo fantastico2 ben lungi dal cercar con esso l'accordo1 che di necessit non possibile se non ironicamente1 palesata in tanti modi la coscienza di quella irrealit2 ben lungi dal trasportare in quel mondo fantastico le ragione del presente per investirne gli elementi capaci d'accoglierle2 dar a questo mondo fantastico del passato consistenza di persona viva1 corpo1 e lo chiamer ,don ,quijote1 e gli porr in mente e gli dar per anima tutte quelle fole e lo porr in contrasto1 in urto continuo e doloroso col presente4 ,doloroso1 perch il poeta sentir viva e vera entro di s questa sua creatura e soffrir con essa dei contrasti e degli urti4 ,a chi cerca contatti e somiglianze tra l',ariosto e il ,cervantes1 baster semplicemente pr bene in chiaro in due parole le condizioni in cui fin da principio il ,cervantes ha messo il suo eroe e quelle in cui s' messo l',ariosto4 ,don ,quijote non finge di credere1 come l',ariosto1 a quel mondo meraviglioso delle leggende cavalleresche3 ci crede sul serio2 lo porta1 lo ha in s quel mondo1 che la sua realt1 la sua ragion d'essere4 ,la realt che porta e sente in s l',ariosto ben altra2 e con questa realt in s1 egli come sperduto nella leggenda4 ,don ,quijote1 invece1 che ha in s la leggenda1 come sperduto nella realt4 ,tanto vero che1 per non vaneggiar del tutto1 per ritrovarsi in qualche modo1 cos sperduti come sono1 l'uno si mette a cercar la realt nella leggenda2 l'altro1 la leggenda nella realt4 ,come si vede1 son due condizioni al tutto opposte4 ,s3 vi dice ,don ,quijote1 i molini a vento son molini a vento1 ma sono anche giganti3 non io1 ,don ,quijote1 ho scambiato per giganti i molini a vento2 ma il mago ,freston ha cangiato in molini a vento i giganti4 ,ecco la leggenda nella realt evidente4 ,s3 vi dice l',ariosto1 ,ruggero vola su l'ippogrifo3 il mago ,freston1 cio la stramba immaginazione dei miei antecessori1 ha cacciato dentro a questo mondo anche bestie siffatte1 e bisogna ch'io ci faccia volar su il mio ,ruggero3 per vi dico che ogni sera egli se ne va all'albergo e schiva a suo potere d'alloggiar male4 ,ecco nella leggenda evidente la realt4 ,ma intanto1 altro fingere di credere1 altro credere sul serio4 ,quella finzione1 per s stessa ironica1 pu condurre a un accordo con la leggenda1 la quale1 o si scioglie facilmente nell'ironia1 come abbiamo veduto1 o con un procedimento inverso a quello fantastico1 cio con una impalcatura logica1 si lascia ridurre a parvenza di realt4 ,la realt vera1 invece1 se per un momento si lascia alterare in forme inverosimili dalla contemplazione fantastica d'un maniaco1 resiste e rompe il naso1 se questo maniaco non si contenta pi di contemplarla a suo modo da lontano1 ma viene a darvi di cozzo4 ,altro abbattersi a un castello finto1 che si lascia a un tratto sciogliere in fumo1 altro a un molino a vento vero1 che non si lascia atterrare come un gigante immaginario4 -- ,mire vuestra merced1 grida ,sancho al suo padrone1 que aquellos que all se parecen1 no son gigantes1 sino molinos de viento1 y lo que en ellos parecen brazos son las aspas1 que volteadas del viento hacen andar la piedra del molino4 ,ma ,don ,quijote volge uno sguardo compassionevole al suo panciuto scudiero1 e grida ai molini3 -- ,pues aunque moveis mas brazos que los del gigante ,briareo1 me lo habeis de pagar4 ,la paga lui1 ohim4 ,e noi ridiamo4 ,ma il riso che qua scoppia per quest'urto con la realt ben diverso di quello che nasce l per l'accordo che il poeta cerca con quel mondo fantastico per mezzo dell'ironia1 che nega appunto la realt di quel mondo4 ,l'uno il riso dell'ironia1 l'altro il riso dell'umorismo4 ,allorch ,orlando urta anche lui contro la realt e smarrisce del tutto il senno1 getta via le armi1 si smaschera1 si spoglia d'ogni apparato leggendario1 e precipita1 uomo nudo1 nella realt4 ,scoppia la tragedia4 ,nessuno pu ridere del suo aspetto e de' suoi atti2 quanto vi pu esser di comico in essi superato dal tragico del suo furore4 ,don ,quijote matto anche lui2 ma un matto che non si spoglia2 un matto anzi che si veste1 si maschera di quell'apparato leggendario e1 cos mascherato1 muove con la massima seriet verso le sue ridicole avventure4 ,quella nudit e questa mascheratura sono i segni pi manifesti della loro follia4 ,quella1 nella sua tragicit1 ha del comico2 questa ha del tragico nella sua comicit4 ,noi per non ridiamo dei furori di quel nudo2 ridiamo delle prodezze di questo mascherato1 ma pur sentiamo che quanto vi di tragico in lui non del tutto annientato dal comico della sua mascheratura1 cos come il comico di quella nudit annientato dal tragico della furibonda passione4 ,sentiamo insomma che qui il comico anche superato1 non per dal tragico1 ma attraverso il comico stesso4#dc ,noi commiseriamo ridendo1 o ridiamo commiserando4 ,come riuscito il poeta a ottenere questo effetto8 99 99 99 ,per conto mio1 non so proprio capacitarmi che l'ingegnoso gentiluomo ,don ,quijote sia nato en un lugar de la ,mancha1 e non piuttosto in ,alcal de ,henres nell'anno #aedg4 ,non so capacitarmi che la famosa battaglia di ,lepanto1 che doveva1 come tante magnanime imprese della cavalleria1 strepitosamente apparecchiate1 cader nel vuoto1 cos che l'arguto ,gran ,visir di ,selim pot dire ai cristiani3 -- ,noi vi abbiamo tagliato un braccio prendendovi l'isola di ,cipro2 ma voi che ci avete fatto1 distruggendoci tante navi subito ricostruite8 ,la barba1 che ci rinata il giorno dopo6 -- non so capacitarmi1 dicevo1 che la famosa battaglia di ,lepanto1 di cui i confederati cristiani non seppero trarre alcun profitto1 non sia qualcosa come la espantable y jamas imaginada aventura de los molinos de viento4 -- ,questa 1 -- dice ,don ,quijote al suo fido scudiero1 -- questa 1 ,sancho1 buona guerra1 e gran servizio a ,dio toglier tanto mal seme dalla faccia della terra6 ,non vedeva dunque il turbante turco ,don ,quijote in capo a quei giganti1 che al buon ,sancho parevano molini a vento8 ,forse erano1 per la ,spagna4 ,l'isola di ,cipro poteva premere ai signori veneziani1 una guerra contro i ,turchi poteva premere a ,pio ,v1 fiero papa domenicano1 nelle cui vecchie vene fremeva ancor saldo il sangue della giovinezza4 ,ma a que' bei d di primavera1 quando il ,torres giunse in ,ispagna1 inviato dal ,papa a patrocinar la causa de' ,veneziani1 ,filippo ,,ii moveva verso i festeggiamenti sontuosi di ,cordova e di ,siviglia3 molini a vento1 le navi del ,gran ,visir6 ,non per ,don ,quijote1 per3 dico per il ,don ,quijote1 non della ,mancha1 ma di ,alcal4 ,eran giganti veri per lui1 e con che cuore di gigante mosse incontro a loro4 ,gli avvenne male1 ahim6 ,ma all'evidenza1 come ad alcun nemico1 come alla sorte ingrata1 egli non volle arrendersi mai6 ,e disse allora che le cose della guerra van soggette pi delle altre a continui mutamenti3 pens1 e gli parve la verit1 che il tristo incantatore suo nemico1 il mago ,freston1 colui che gli aveva tolto i libri e la casa1 aveva cangiato i giganti in molini per togliergli anche il vanto della vittoria4 ,questo soltanto8 ,anche una mano gli tolse1 il tristo mago4 ,una mano1 e poi la libert4 ,molti han voluto cercar la ragione per cui ,miguel ,cervantes de ,saavedra1 prode soldato1 reduce di ,lepanto e di ,terceira1 piuttosto che cantare epicamente1 come alla sua natura eroica sarebbe meglio convenuto1 le gesta del ,cid o i trionfi di ,carlo ,v1 o la stessa giornata di ,lepanto o la spedizione delle ,azzorre1 pot concepire un tipo come il ,cavaliere dalla ,trista ,figura e comporre un libro come il ,don ,quijote4 ,e si voluto finanche supporre che il ,cervantes creasse il suo eroe per la stessa ragione per cui pi tardi il nostro buon ,tassoni il suo ,conte di ,culagna4 ,qualcuno1 vero1 si spinto fino a dire che la vera ragione del lavoro sta nel contrasto1 costante in noi1 fra le tendenze poetiche e quelle prosaiche della nostra natura1 fra le illusioni della generosit e dell'eroismo e le dure esperienze della realt4 ,ma questa che1 se mai1 vorrebbe essere una spiegazione astratta del libro1 non ci d la ragione per cui fu composto4 ,scartate come inammissibili le vedute del ,sismondi e del ,bouterwek1 tutti1 o pi o meno1 si sono attenuti a ci che lo stesso ,cervantes dichiara nel prologo della prima parte del suo capolavoro e nella chiusa del secondo volume3 che il libro cio non ha altro fine che quello d'arrestare e di distruggere l'importanza che hanno nel mondo e presso il volgo i libri di cavalleria1 e che il desiderio dell'autore altro non stato che quello di abbandonare all'esecrazione degli uomini le false e stravaganti storie della cavalleria1 le quali1 colpite a morte da quella del suo vero ,don ,quijote1 non camminano pi se non traballando e hanno indubbiamente a cadere del tutto4 ,ora noi ci guarderemo bene dal contraddire allo stesso autore2 tanto pi che noto a tutti qual potere avessero a quei d in ,ispagna i libri di cavalleria e come il gusto per siffatta letteratura avesse assunto il grado della follia4 ,ci avvarremo anzi anche noi di queste parole e ci serviremo dell'autore stesso e della stessa storia della sua vita per dimostrare la vera ragione del libro e quella1 pi profonda1 dell'umorismo di esso4 ,come nasce al ,cervantes l'idea di coglier vivo e vero nel suo paese e nel tempo suo1 anzich lontano1 in ,francia1 al tempo di ,carlomagno1 l'eroe da celebrare con quell'intento espresso nelle parole del prologo8 ,quando e dove gli nasce questa idea e perch8 ,non senza ragione il favore straordinario per la letteratura epica e cavalleresca in quel tempo3 l'incubo del secolo del poeta la lotta fra ,cristianit e ,islamismo4 ,e il poeta1 fin dall'infanzia anche lui sotto il fascino dello spirito cavalleresco1 povero1 ma altero discendente d'una nobile famiglia da pi secoli devota alla monarchia e alle armi1 fu per tutta la vita uno strenuo difensore della sua fede4 ,non aveva dunque bisogno d'andarlo a cercar lontano1 nella leggenda1 l'eroe1 cavaliere della fede e della giustizia3 lo aveva presente1 in s4 ,e quest'eroe combatte a ,lepanto2 quest'eroe tien testa per cinque anni1 schiavo in ,algeri1 ad ,hassan1 il feroce re berbero2 quest'eroe combatte in tre altre campagne per il suo re contro a ,francesi e ,inglesi4 ,come mai1 tutt'a un tratto1 gli si mutano in molini a vento queste campagne1 e l'elmo che ha in testa in un vil piatto da barbiere8 ,ha avuto molta fortuna una considerazione del ,sainte-,beuve1 che cio nei capolavori del genio umano viva nascosta una plusvalenza futura1 la quale si svolge di per s sola1 indipendentemente dagli autori medesimi1 come dal germe si svolgono il fiore ed il frutto senza che il giardiniere abbia fatto altro se non avere zappato bene1 rastrellato1 innaffiato il terreno1 e dato ad esso tutte quelle cure e conferito quegli elementi che meglio valessero a fecondarlo4 ,di questa considerazione avrebbero potuto farsi forti tutti coloro che nel medio evo scoprivano non so che allegorie nei poeti greci e latini4 ,era anche questo un modo di sciogliere in rapporti logici le creazioni della fantasia4 ,certo1 quando un poeta riesce veramente a dar vita a una sua creatura1 questa vive indipendentemente dal suo autore1 tanto che noi possiamo immaginarla in altre situazioni in cui l'autore non pens di collocarla1 e vederla agire secondo le intime leggi della sua propria vita1 leggi che neanche l'autore avrebbe potuto violare2 certo1 questa creatura1 in cui il poeta riusc a raccogliere instintivamente1 ad assommare e a far vivere tanti particolari caratteristici e tanti elementi sparsi qua e l1 pu divenir poi quel che suol dirsi un tipo1 ci che non era nell'intenzione dell'autore nell'atto della creazione4 ,ma si pu dir questo veramente del ,don ,quijote del ,cervantes8 ,si pu dire e sostenere sul serio che l'intenzione del poeta nel comporre il suo libro era solamente quella di toglier con l'arma del ridicolo ogni autorit e prestigio che avevan nel mondo e presso il volgo i libri di cavalleria1 a fine di distruggerne i mali effetti1 e che il poeta non si sogn mai di porre in quel suo capolavoro tutto quello che ci vediamo noi8 ,chi ,don ,quijote1 e perch ritenuto pazzo8 ,egli in fondo non ha -- e tutti lo riconoscono -- che una sola e santa aspirazione3 la giustizia4 ,vuol proteggere i deboli e atterrare i prepotenti1 recar rimedio a gli oltraggi della sorte1 far vendetta delle violenze della malvagit4 ,quanto pi bella e pi nobile sarebbe la vita1 pi giusto il mondo1 se i propositi dell'ingegnoso gentiluomo potessero sortire il loro effetto6 ,don ,quijote mite1 di squisiti sentimenti1 prodigo e non curante di s1 tutto per gli altri4 ,e come parla bene6 ,quanta franchezza e quanta generosit in tutto ci che dice6 ,egli considera il sacrificio come un dovere1 e tutti i suoi atti1 almeno nelle intenzioni1 son meritevoli d'encomio e di gratitudine4 ,e allora la satira dov'8 ,noi tutti amiamo questo virtuoso cavaliere2 e le sue disgrazie se da un canto ci fanno ridere1 dall'altro ci commuovono profondamente4 ,se il ,cervantes voleva far dunque strazio dei libri di cavalleria1 per i mali effetti che essi producevano negli animi de' suoi contemporanei1 l'esempio ch'egli reca con ,don ,quijote non calzante4 ,l'effetto che quei libri producono in ,don ,quijote non disastroso se non per lui1 per il povero ,hidalgo4 ,ed cos disastroso1 solo perch l'idealit cavalleresca non poteva pi accordarsi con la realt dei nuovi tempi4 ,orbene1 questo appunto1 a sue spese1 aveva imparato don ,miguel ,cervantes de ,saavedra4 ,com'era stato egli rimeritato del suo eroismo1 delle due archibugiate e della perdita della mano nella battaglia di ,lepanto1 della schiavit sofferta per cinque anni in ,algeri1 del valore dimostrato nell'assalto di ,terceira1 della nobilt dell'animo1 della grandezza dell'ingegno1 della modestia paziente8 che sorte avevano avuto i sogni generosi1 che lo avevan tratto a combattere sui campi di battaglia e a scrivere pagine immortali8 che sorte le illusioni luminose8 ,s'era armato cavaliere come il suo ,don ,quijote1 aveva combattuto1 affrontando nemici e rischi d'ogni sorta per cause giuste e sante1 s'era nutrito sempre delle pi alte e nobili idealit1 e qual compenso ne aveva avuto8 ,dopo aver miseramente stentato la vita in impieghi indegni di lui2 prima scomunicato1 da commissario di proviande militari in ,andalusia2 poi1 da esattore1 truffato1 non va forse a finire in prigione8 ,e dov' questa prigione8 ,ma l1 proprio l nella ,mancha6 ,in un'oscura e rovinosa carcere della ,mancha1 nasce il ,don ,quijote4 ,ma era gi nato prima il vero ,don ,quijote3 era nato in ,alcal de ,henres nel #aedg4 ,non s'era ancora riconosciuto1 non s'era veduto ancor bene3 aveva creduto di combattere contro i giganti e di avere in capo l'elmo di ,mambrino4 ,l1 nell'oscura carcere della ,mancha1 egli si riconosce1 egli si vede finalmente2 si accorge che i giganti eran molini a vento e l'elmo di ,mambrino un vil piatto da barbiere4 ,si vede1 e ride di s stesso4 ,ridono tutti i suoi dolori4 ,ah1 folle6 folle6 folle6 ,via1 al rogo1 tutti i libri di cavalleria6 ,altro che plusvalenza futura6 ,leggete nello stesso prologo alla prima parte ci che il ,cervantes dice all'ozioso lettore3 ,io non ho potuto contravvenire all'ordine naturale che vuole che ogni cosa generi ci che le somiglia4 ,e cos1 che cosa poteva mai generare lo sterile e mal coltivato ingegno mio1 se non la storia d'un figlio rinsecchito1 ingiallito e capriccioso1 pieno di pensieri varii non mai finora da alcun altro immaginati2 generato com'ei fu in una carcere1 dove ogni angustia siede ed ha stanza ogni tristo umore84 ,ma come si spiegherebbe altrimenti la profonda amarezza che come l'ombra seguace d'ogni passo1 d'ogni atto ridicolo1 d'ogni folle impresa di quel povero gentiluomo della ,mancha8 il sentimento di pena che ispira l'immagine stessa nell'autore1 quando1 materiata com' del dolore di lui1 si vuole ridicola4 ,e si vuole cos1 perch la riflessione1 frutto d'amarissima esperienza1 ha suggerito all'autore il sentimento del contrario1 per cui riconosce il suo torto e vuol punirsi con la derisione che gli altri faranno di lui4 ,perch ,cervantes non cant il ,cid ,campeador8 ,ma chi sa se nell'oscura e rovinosa carcere l'immagine di quest'eroe non gli s'affacci veramente1 a destargli un'angosciosa invidia6 ,tra ,don ,quijote1 che nel suo tempo volle vivere come1 non gi nel loro1 ma fuori del tempo e fuori del mondo1 nella leggenda o nel sogno dei poeti avevano vissuto i cavalieri erranti1 e il ,cid ,campeador che1 ajutando il tempo1 pot facilmente far leggenda della sua storia1 non avvenne in quella carcere1 alla presenza del poeta1 un dialogo8 ,presso le altre genti il romanzo cavalleresco aveva creato a s stesso personaggi fittizi1 o meglio1 il romanzo cavalleresco era sorto dalla leggenda che si era formata intorno ai cavalieri4 ,ora la leggenda che fa8 ,accresce1 trasforma1 idealizza1 astrae dalla realt comune1 dalla materialit della vita1 da tutte quelle vicende ordinarie1 che creano appunto le maggiori difficolt nell'esistenza4 ,perch un personaggio non pi fittizio1 ma un uomo che prenda a modello le smisurate immagini ideali messe su dall'immaginazione collettiva o dalla fantasia d'un poeta1 riesca a riempir di s queste grandiose maschere leggendarie1 ci vuole non solo una grandezza d'animo straordinaria1 ma anche il tempo che ajuti4 ,questo avvenne al ,cid ,campeador4 ,ma ,don ,quijote8 ,coraggio a tutta prova1 animo nobilissimo1 fiamma di fede2 ma quel coraggio non gli frutta che volgari bastonate2 quella nobilt d'animo una follia2 quella fiamma di fede un misero stoppaccio ch'egli si ostina a tenere acceso1 povero pallone mal fatto e rappezzato1 che non riesce a pigliar vento1 che sogna di lanciarsi a combattere con le nuvole1 nelle quali vede giganti e mostri1 e va intanto terra terra1 incespicando in tutti gli sterpi e gli stecchi e gli spuntoni1 che ne fanno strazi1 miseramente4 ,,vi4 ,umoristi italiani ,non mia intenzione tracciare1 neppure per sommi capi1 la storia dell'umorismo presso le genti latine e segnatamente in ,italia4 ,ho voluto soltanto1 in questa prima parte del mio lavoro1 oppormi a quanti han voluto sostenere che esso sia un fenomeno esclusivamente moderno e quasi una prerogativa delle genti anglo-germaniche1 in base a certi preconcetti1 a certe divisioni e considerazioni1 arbitrarie le une1 sommarie le altre1 come mi sembra di aver dimostrato4 ,la discussione intorno a queste divisioni arbitrarie e considerazioni sommarie1 se forse mi ha fatto ritardare alquanto il cammino1 che mi ero proposto pi spedito1 trattenendomi a osservar da presso certi particolari aspetti1 certe particolari condizioni nella storia della nostra letteratura2 tuttavia non mi ha disviato mai dall'argomento principale1 che del resto vuol essere trattato con sottile penetrazione e minuta analisi4 ,vi ho girato attorno1 ma per circuirlo sempre pi e penetrarlo meglio da ogni parte4 ,a qualcuno che forse avr creduto di trovare una contradizione tra il mio assunto e gli esempii finora recati di scrittori italiani1 nei quali non ho riconosciuto la nota del vero umorismo1 ricorder che io ho parlato in principio di due maniere d'intenderlo1 e ho detto che il vero nodo della questione appunto qui3 cio1 se l'umorismo debba essere inteso nel senso largo con cui comunemente si suole intendere1 e non in ,italia soltanto2 o in un senso pi stretto e particolare1 con peculiari caratteri ben definiti1 che per me il giusto modo d'intenderlo4 ,inteso in quel senso largo -- ho detto -- se ne pu trovare in gran copia nella letteratura cos antica come moderna d'ogni paese2 inteso in questo senso stretto e per me proprio1 se ne trover parimenti1 ma in molto minor copia1 anzi in pochissime espressioni eccezionali1 cos presso gli antichi come presso i moderni d'ogni paese1 non essendo prerogativa di questa o di quella razza1 di questo o di quel tempo1 ma frutto di una specialissima disposizione naturale1 d'un intimo processo psicologico1 che pu avvenire tanto in un savio dell'antica ,grecia1 come ,socrate1 quanto in poeta dell',italia moderna1 come ,alessandro ,manzoni4 ,non lecito per assumere a capriccio questo o quel modo d'intendere e applicar l'uno a una letteratura1 per concludere che essa non ha umorismo1 e applicar l'altro a un'altra per dimostrare che l'umorismo vi sta di casa4 ,non lecito sentir soltanto negli stranieri1 a causa della lingua diversa1 quel particolar sapore1 che per la familiarit dello stesso strumento espressivo non si avverte pi nei nostri1 ma nei quali intanto gli stranieri a lor volta lo avvertono4 ,cos facendo1 noi saremo i soli a non riconoscer traccia d'umorismo nella nostra letteratura1 mentre vedremo gl'inglesi1 ad esempio1 porre a capo della loro un umorista1 il ,chaucer1 il quale1 se mai1 pu esser considerato per tale1 ove si assuma l'umorismo sul senso pi largo1 in quel senso cio per cui pu esser considerato quale umorista anche il ,boccaccio e tanti altri scrittori nostri con lui4 ,nessuna contradizione1 dunque1 da parte nostra4 ,la contradizione invece in coloro che1 dopo aver affermato che l'umorismo un fenomeno nordico e una prerogativa delle genti anglo-germaniche1 quando poi vogliono recare due esempii mirabili del pi schietto e compiuto umorismo1 citano ,rabelais e ,cervantes1 un francese e uno spagnuolo2 oppure il ,rabelais e il ,montaigne2 e citando il ,rabelais non hanno occhi per vedere in casa loro il ,pulci1 il ,folengo1 il ,berni2 e1 citando il ,montaigne1 che il tipo dello scetticismo sereno1 non avido di lotte1 sorridente1 senza impeti1 senza ideali da difendere1 senza virt da seguire1 lo scettico che tollera tutto senza aver fede in nulla1 che non ha n entusiasmi n aspirazioni1 che si serve del dubbio per giustificare l'inerzia con la tolleranza1 che dimostra una percezione della vita serena1 ma sterile1 indice di egoismo e di decadenza di razza1 giacch il libero esame che non spinge all'azione pu meglio che salvare dalla schiavit1 accettare1 o rendersi complice del dispotismo1 non s'accorgono1 dico1 che le ragioni per cui han negato a tanti scrittori italiani non solo la nota umoristica1 ma anche la possibilit d'averla1 sono appunto queste che dicono d'aver prodotto l'umorismo del ,montaigne4 ,un peso1 come si vede1 e due misure4 ,noi vedremo che1 in realt1 l'avere una fede profonda1 un ideale innanzi a s1 l'aspirare a qualche cosa e il lottare per raggiungerla1 lungi dall'essere condizioni necessarie all'umorismo1 sono anzi opposte2 e che tuttavia pu benissimo essere umorista anche chi abbia una fede1 un ideale innanzi a s1 un'aspirazione1 e lotti a suo modo per raggiungerla4 ,un ideale qualsiasi1 in somma1 per s stesso1 non dispone affatto all'umorismo1 anzi ostacola questa disposizione4 ,ma l'ideale pu ben esserci2 e se c'1 l'umorismo1 che deriva da altre cause1 certamente prender qualit da esso1 come del resto da tutti gli altri elementi costitutivi dello spirito di questo o di quell'umorista4 ,in altre parole3 l'umorismo non ha affatto bisogno d'un fondo etico1 pu averlo o non averlo3 questo dipende dalla personalit1 dall'indole dello scrittore2 ma1 naturalmente1 dall'esserci o dal non esserci1 l'umorismo prende qualit e muta d'effetto1 riesce cio pi o meno amaro1 pi o meno aspro1 pende pi o meno o verso il tragico o verso il comico1 o verso la satira1 o verso la burla1 ecc4 ,chi crede che sia tutto un giuoco di contrasto tra l'ideale del poeta e la realt1 e dice che si ha l'invettiva1 l'ironia1 la satira1 se l'ideale del poeta resta offeso acerbamente e sdegnato dalla realt2 la commedia1 la farsa1 la beffa1 la caricatura1 il grottesco1 se poco se ne sdegna e delle apparenze della realt in contrasto con s piuttosto indotto a ridere pi o meno fortemente2 e che infine si ha l'umorismo1 se l'ideale del poeta non resta offeso e non si sdegna1 ma transige bonariamente1 con indulgenza un po' dolente1 mostra d'avere dell'umorismo una veduta troppo unilaterale e anche un po' superficiale4 ,certo molto dipende dalla disposizione d'animo del poeta2 certo l'ideale di questo in contrasto con la realt pu o sdegnarsi o ridere o transigere2 ma un ideale che transige non dimostra in verit d'esser molto sicuro di s e profondamente radicato4 ,e consister l'umorismo in questa limitazione dell'ideale8 ,no4 ,la limitazione dell'ideale sar1 se mai1 non causa1 ma conseguenza di quel particolar processo psicologico che si chiama umorismo4 ,lasciamo star dunque una buona volta gl'ideali1 la fede1 le aspirazioni e via dicendo3 lo scetticismo1 la tolleranza1 il carattere realistico1 che le nostre lettere assunsero fin quasi dal loro inizio1 furon bene disposizioni e condizioni favorevoli all'umorismo2 l'ostacolo maggiore fu la retorica imperante1 che impose leggi e norme astratte di composizione1 una letteratura di testa1 quasi meccanicamente costruita1 in cui gli elementi soggettivi dello spirito eran soffocati4 ,infranto il giogo1 abbiamo detto1 di questa poetica intellettualistica dalla ribellione appunto degli elementi soggettivi dello spirito1 che caratterizza il movimento romantico1 l'umorismo si afferm liberamente1 massime in ,lombardia che del romanticismo italiano fu il campo4 ,ma questo cos detto romanticismo fu l'ultima e clamorosa levata di scudi della volont e del sentimento ribelli all'intelletto2 in tanti altri periodi1 in tanti altri momenti della storia letteraria d'ogni nazione avvennero di tali ribellioni1 e ci furon sempre solitarie anime ribelli1 e ci fu sempre il popolo che si espresse nei varii dialetti senza imparare a scuola regole e leggi4 ,fra questi scrittori solitarii ribelli alla retorica1 fra i dialettali bisogna cercar gli umoristi e1 in senso largo1 ne troveremo in gran copia1 fin dagli inizi della nostra letteratura1 segnatamente in ,toscana2 nel senso vero e proprio pochi ne troveremo1 ma non se ne trovano di pi certo nelle letterature degli altri paesi1 n questi pochi nostri son da meno dei pochi stranieri1 che a confusione nostra ci son messi innanzi di continuo1 e son sempre quelli1 se ben s'avverte1 da contarli su le dita d'una mano4 ,solo che il valore e il sapor dei nostri1 noi non lo abbiamo saputo mai n metter bene in rilievo1 e pregiare1 n avvertire e distinguere a dovere1 perch alle loro singole e specialissime individualit la critica1 guidata nella maggior parte delle nostre storie letterarie da pregiudizii che non hanno nulla che vedere con l'estetica o1 comunque1 da criterii generali1 non ha saputo a volta a volta adattarsi e piegarsi1 e ha giudicato come errori1 eccessi o difetti quelli che eran caratteri peculiari4 ,dico questo soltanto3 chi sa che giudizio troveremmo nelle nostre storie letterarie d'un libro come la ,vita e opinioni di ,tristram ,shandy1 se scritto in italiano1 da uno scrittore italiano1 chi sa che capolavoro d'umorismo sarebbero1 ad esempio1 la ,circe o ,i capricci di ,giusto ,bottajo1 se scritti in inglese1 da uno scrittore inglese1 o magari la stessa ,vita di ,cicerone di ,gian ,carlo ,passeroni6 ,discorrevo1 qualche anno fa1 appunto di questo1 con un cultissimo signore inglese1 conoscitore profondo della letteratura italiana4 -- ,neanche nel ,machiavelli8 -- mi domandava egli con meraviglia quasi incredula4 -- ,i vostri critici non riconoscono umorismo neanche nel ,machiavelli8 neanche nella novella di ,belfagor8 ,ed io pensavo alla grandezza nuda di questo ,sommo nostro1 che non and mai a vestirsi nel guardaroba della retorica2 che come pochi comprese la forza delle cose2 a cui la logica venne sempre dai fatti2 che contro ogni sintesi confusa reag con l'analisi pi arguta e pi sottile2 che ogni macchina ideale smont coi due strumenti dell'esperienza e del discorso2 che ogni esagerazione di forma distrusse col riso2 pensavo che nessuno ebbe maggiore intimit di stile di lui e pi acuto spirito d'osservazione2 che poche anime furono come la sua disposte all'apprensione dei contrasti1 a ricevere pi profondamente l'impressione delle incongruenze della vita2 pensavo che1 parendo a molti un carattere dell'umorismo quella certa cura delle minuzie e una -- come dice il ,d',ancona -- a giudicarla astrattamente e a prima vista1 trivialit e volgarit1 anche egli1 il ,machiavelli1 alla moltitudine talvolta si mescol fino alla volgarit1 tanto che scrisse3 ,cos involto tra questi pidocchi1 traggo il cervello di muffa1 e sfogo questa malignit di questa mia sorte1 sendo contento mi calpesti per questa via per vedere se la se ne vergognassi2 ma anche3 ,per se alcuna volta io rido o canto ,facciol perch non ho se non quest'una ,via da sfogare il mi' angoscioso pianto2 pensavo anche a un'acuta osservazione del ,de ,sanctis1 che cio3 il ,machiavelli adopera la tolleranza che comprende e assolve3 non gi la tolleranza indifferente dello scettico1 dell'ebete1 dello sciocco2 ma la tolleranza dello scienziato1 che non sente odio contro la materia ch'egli analizza e studia1 e la tratta coll'ironia dell'uomo superiore alle passioni e dice3 -- ti tollero1 non perch ti approvi1 ma perch ti comprendo -- pensavo a tutti questi elementi che1 a farlo apposta1 se li mettiamo in fila1 son proprio quelli che gl'intenditori delle letterature straniere riconoscono proprii dei veri e pi celebrati umoristi 7s'intende1 inglesi o tedeschi71 e -- ,dio me lo perdoni -- non sapevo pi se piangere o ridere di tutte le meraviglie che questi intenditori han sempre detto444 che so8 delle ,lettere d'un drappiere e degli altri scritti politici del decano ,gionata ,swift6 ,a questi intenditori1 che delle letterature straniere ci pongono innanzi i soliti cinque o sei scrittori umoristi1 basta dare della letteratura nostra un giudizio cos fatto3 ,l'opera d'arte scherzo geniale di fantasia1 riso fugace d'impressione destato dalle immagini1 non dalle cose1 gajezza accademica di ricordi1 erudita ilarit2 manca il sentimento profondo della famiglia 7e ne aveva tanto lo ,swift1 difatti671 della natura1 della patria2 o meglio manca in quella forma gaja e ne assume un'altra1 acre e violenta 7e che miele1 difatti1 nello ,swift71 che ricorda ,persio e ,giovenale4 ,non fo nomi2 basti accennare che le tradizioni classiche1 lo spirito d'imitazione1 la lingua ristretta nel vocabolario1 schiva del popolo1 impedirono nell'arte la libert di atteggiamenti1 di forma1 di stile indispensabile all'humour3 come altri ostacoli1 il ,papato1 la dominazione straniera1 le discordie intestine1 la boria regionale e le accademie e le scuole impedirono la libert politica1 religiosa1 scientifica4 ,ne affligge antico male2 in scienza pedanti1 in arte retori1 nella vita attori1 solenni sempre o gravi1 insofferenti di analisi1 corrivi alle grandi idee1 sdegnosi delle modeste e lente esperienze1 cercatori di tesi e di antitesi1 vaporosi o empirici1 atei o mistici1 manierati o barbari4 ,la nostra coltura a strati1 e non sempre nazionale2 lo straniero persiste dentro a noi2 le forme letterarie hanno tipi fissi2 una generazione fa il testo1 altre parecchie fanno le note2 cos si pensa e sente per riflesso1 per reminiscenza o per fantasia2 cos ne sfugge il senso reale della vita1 si ottunde quella libert di percezione e di attitudini che crea l'umorismo3 e si riproduce il circolo vizioso2 gli scrittori umoristi non sorgono perch mancano le condizioni adatte1 e queste non mutano perch mancano gli scrittori4 ,il difetto alla radice2 poco sviluppato lo spirito di curiosit2 fioca la nota intima4 ,l'humour vuole l'uno e l'altra2 vuole il pensatore e l'artista2 ma l'arte e la scienza presso noi son divise tra loro e divise dalla vita4#dd ,ho citato il ,machiavelli4 ,citer1 a questo proposito1 un altro piccolo nostro che non ebbe quella libert di atteggiamenti1 di forma1 di stile1 indispensabile all'humour1 a cui il ,papato444 le accademie e le scuole impedirono la libert politica1 religiosa e scientifica1 un insofferente d'analisi1 pedante in iscienza e retore in arte1 uno che ebbe poco sviluppato lo spirito di curiosit1 ecc43 ,giordano ,bruno1 se permettete1 academico di nulla academia1 autore1 tra l'altro1 dello ,spaccio de la ,bestia trionfante1 della ,cabala del ,cavallo ,pegaseo1 dell',asino ,cillenico e del ,candelajo2 colui che ebbe per motto1 come tutti sanno3 ,in tristitia hilaris1 in hilaritate tristis1 che pare il motto dello stesso umorismo4 ,e la candela di quel suo candelajo potr chiarir alquanto certe ombre dell'idee1 le quali invero spaventano le bestie1 -- dice egli stesso2 e dice anche3 -- ,considerate chi va1 chi viene1 che si fa1 che si dice1 come s'intende1 come si pu intendere2 ch certo1 contemplando quest'azioni e discorsi umani col senso d',eraclito1 o di ,democrito1 avrete occasion di molto o ridere o piangere4 ,per conto suo1 l'autore le ha contemplate col senso di ,eraclito e di ,democrito a un tempo4 ,qua ,giordano parla per volgare1 nomina liberamente1 dona il proprio nome a chi la natura dona il proprio essere2 non dice vergognoso quel che fa degno la natura2 non copre quel ch'ella mostra aperto1 chiama il pane pane1 il vino vino1 il piede piede1 et altre parti di proprio nome2 dice il mangiare mangiare1 il dormire dormire1 il bere bere1 e cos gli altri atti naturali significa con proprio titolo4 ,questo1 nella ,epistola esplicatoria che precede lo ,spaccio della ,bestia trionfante4 ,apriamo un po' questo ,spaccio e sentiamo che cosa ,mercurio dice di ,giove4 ,ecco qua3 ,ha ordinato che oggi a mezzogiorno doi meloni tra gli altri1 nel melonajo di ,fronzino1 sieno perfettamente maturi3 ma che non sieno colti se non tre giorni a presso1 quando non saran giudicati buoni a mangiare4 ,vuole che al medesimo tempo de la iviuma che sta a le radici del monte di ,cicala1 in casa di ,gioan ,bruno1 trenta iviomi sieno perfetti colti1 e diecesette cadano scalmati in terra1 quindici siano rosi da' vermi2 che ,nasta1 moglie d',albenzio1 mentre si vuole increspar li capegli de le tempie1 vegna1 per aver troppo scaldato il ferro1 a bruciarsene cinquantasette1 ma che non si scotte la testa1 o per questa volta non biastemi quando sentir il puzzo1 ma con pazienza la passe2 che dal sterco del suo bove nascano dugento cinquanta doi scarafoni1 de' quali quattordici sieno calpestati e uccisi per il pie' di ,albenzio1 vinti sei muojano di rinversato1 vinti doi vivano in caverna1 ottanta vadano in peregrinaggio per il cortile1 quaranta doi si retirino a vivere sotto quel ceppo vicino a la porta1 sedici vadano isvoltando le pallottole per dove meglio li vien comodo1 il resto corra a la fortuna444 ,che ,ambrogio ne la centesima e duodecima spinta abbia spaccio et ispedito il negozio con la mogliera1 e che non la ingravide per questa volta1 ma ne l'altra volta1 con quel seme in cui si convertisce quel porro cotto che mangia al presente con sapa e pane miglio4 ,e questo per dimostrare a ,sofia che s'inganna se pensa che ai celesti non sieno a cura cos le cose minime1 come le pi grandi4 ,come si chiama questo8 ,dice di s ,giordano nell',antiprologo del ,candelajo3 ,l'autore1 se voi lo conoscete1 direste ch'have una fisionomia smarrita2 par che sempre sia in contemplazione de le pene de l'inferno2 par sia stato a la pressa1 come le barrette2 un che ride1 sol per far come fan gli altri4 ,per il pi lo vedrete fastidito1 restio e bizzarro3 non si contenta di nulla1 ritroso come un vecchio d'ottant'anni1 fantastico come un cane4 ,e ,dedalo si chiama circa gli abiti dell'intelletto nella proemiale epistola al ,dell'infinito ,universo e ,mondi1 e come ,moro1 dio del riso1 s'introduce nello ,spaccio4 ,lo stile del ,bruno1 -- osserva nel suo studio mirabile su ,tre commedie italiane nel ,cinquecento il ,graf#de -- lo stile del ,bruno l'immagine viva della mente onde muove4 ,ad un'amplissima variet di forme1 di figurazioni e di processi1 s'accoppia in esso un'efficacia impareggiabile4 ,pien di vitale fervore esso non si adagia ne' simmetrici spartimenti retorici1 ma si devolve per effluente1 organica funzione4 ,di natura proteiforme1 con pari agevolezza s'adegua al pi arduo pensiero della mente disquisitiva1 e al pi volgar sentimento di un'anima abjetta4 ,le parole vi si affrontano in riscontri impensati1 e dal cozzar loro erompe sfavillando nuova luce d'idee4 ,esso un vivo fermento di peregrini concetti1 d'immagini epifaniche1 di clausole feconde4 ,la lingua copiosa1 proporzionata alla variet e al numero delle cose che per essa si debbono significare1 non conosce1 o disprezza1 i ritegni e le leggi dell'accademica purit1 e s'impingua di elementi tratti cos da' ripositorii pi augusti dell'eloquenza classica1 come dagli ultimi fondi della parlata vernacola4 ,un istrumento s fatto era necessario ad un ingegno che1 senza smarrire mai l'equilibrio1 trascorre tutti i gradi dell'essere1 dagli imi termini del reale ai supremi dell'ideale4 ,sia che raffronti1 e associi o sceveri i termini del pensiero1 sia che narri o descriva1 la virt sua rimane sempre uguale a s stessa4#df ,le contraddizioni innegabili che il ,graf in questo suo studio scopre nella mente del filosofo panteista1 per cui confessa di non intendere come si generi in essa il momento del riso si spiegano1 secondo me1 perfettamente con quell'intimo e particolar processo psicologico in cui consiste appunto l'umorismo e che implica per s stesso queste e tant'altre contraddizioni4 ,del resto1 il ,graf stesso soggiunge3 ,pu darsi che la contraddizione tragga la origine da una certa disformit preesistente fra l'intelletto e l'indole da una parte1 e fra la virt apprensiva e la raziocinativa da un'altra4 ,ma io non posso indugiarmi a discorrere su ogni scrittore che mi avvenga di nominare in questa rapida corsa4 ,debbo limitarmi a fuggevoli accenni1 rimandando a miglior tempo uno studio compiuto e un'antologia degli umoristi italiani1 che qui1 dato il mio compito1 sarebbe fuor di luogo4 ,baster porre in vista alcuni pochi nomi2 e due ne abbiamo gi citati di sommi1 e un terzo di pi modesto scrittore1 che fu di popolo e artigiano1 uso1 come disse egli stesso tutto il giorno a combattere con la forbice e con l'ago3 cose che se bene sono strumenti da donne1 e le muse son donne1 non si legge per ch'elle fussino mai adoperate da loro3 ,giambattista ,gelli1 voglio dire1 che nei giardini del ,ruccellai si pascol di filosofia e diede fuori quella ,circe e quei ,capricci di ,giusto ,bottajo1 che -- ripeto -- chi sa che capolavori d'umorismo sembrerebbero1 se scritti in inglese1 da scrittore inglese ,ma sul serio1 se son considerati umoristi in ,inghilterra il ,congreve1 lo ,steele1 il ,prior1 il ,gay1 non troveremo noi nella letteratura nostra da contrapporre altri nomi di scrittori1 che noi1 per conto nostro1 non ci siamo mai sognati di chiamare umoristi1 anche del settecento1 e anche di due e di tre secoli innanzi8 ,ma quanti bizzarri a gaj ingegni tra quei bajoni nostri del ,cinquecento6 ,e il ,cellini8 ,sul serio1 se ci vediamo porre innanzi ,the ,dunciade del ,pope1 non abbiamo da prendere a piene mani1 per seppellirla1 tutta una letteratura1 di cui sogliamo vergognarci1 a cominciar dai ,mattaccini del ,caro8 ,mancassero guerre d'inchiostro tra i letterati nostri d'ogni tempo1 gi gi dai sonetti di ,cecco ,angiolieri contro ,dante1 all',atlantide di ,mario ,rapisardi6 ,riso anche questo1 sicuro1 gajezza mala1 umore1 cio fiele1 collera fredda e secca1 come la chiama ,brunetto ,latini1 o malinconia nel senso originario della parola3 la malinconia appunto dello ,swift libellista4 ,penso al ,franco1 all',aretino e1 pi qua1 a quel terribile monsignor ,lodovico ,sergardi4 ,a questi soltanto8 ,ma a ben pi d'uno forza ch'io riguardi1 ,il qual mi grida e di lontano accenna ,e priega ch'io nol lasci nella penna1 vedendo con quanta larghezza gli altri imbarchino scrittori su questo ,narrenschiff dell'umorismo6 ,ma s1 perch no8 anche tu1 ,ortensio ,lando1 se pur volontariamente non pazzeggi come ,bruto per aver diritto di vivere e di parlare con libert1 come disse ,carlo ,tenca2 monta anche tu1 autore dei ,paradossi e del ,commentario delle cose mostruose d',italia e d'altri luoghi1 tu che1 non foss'altro1 avesti il coraggio di dare ai tuoi d dell'animalaccio ad ,aristotile4 ,io1 per me1 ti lascerei a terra con tutti gli altri1 a terra col ,doni1 a terra col ,boccalini1 ,tacito proconsolo nell'isola di ,lesbo1 a terra col ,dotti1 a terra con tanti prima e dopo di te1 il ,caporali e il ,lippi e il ,passeroni2 ma non vorrei essere io solo cos rigoroso1 massime quando vedo dalla barca uno che ha il diritto di starvi1 incontestabile1 ,lorenzo ,sterne1 far cenni e invitar quell'ultimo dei nostri che ho nominati1 a montarvi4 ,e ,alessandro ,tassoni8 si deve lasciare a terra anche lui8 ,nelle recenti feste in suo onore1 parecchi han voluto veder stoffa d'umorista vero in questo acuto e acerbo derisore1 anzi disprezzatore del suo tempo4 ,se fosse inglese o tedesco1 sarebbe gi da un pezzo nella barca anche lui e degno di starvi4 a giudizio de' savi universale4 ,siamo sempre l3 in che senso si deve intendere l'umorismo8 ,l',arcoleo1 su la fine della sua seconda conferenza1 dichiara di non essere incline a quella critica che1 rispetto a forme letterarie1 dispensa facilmente scomuniche e ostracismi2 e dice che sono molto complesse le ragioni per le quali in ,italia ebbe poca vita la forma umoristica1 e che egli non vuol profanare quest'argomento che merita studio speciale4 ,quali sieno queste ragioni molto complesse1 che al lume degli stessi esempii recati dall',arcoleo appajono qua e l contraddittorie1 abbiamo gi veduto3 da noi non c' spirito d'osservazione n intimit di stile1 siamo pedanti e accademici1 siamo scettici e indifferenti1 non aspiriamo a nulla4 ,contro queste accuse1 noi abbiamo citato parecchi nomi1 che mai1 neppure in un lampo1 sono sorti in mente all',arcoleo4 ,una sola volta1 parlando del ,heine in fin di vita1 che ride del suo dolore1 pensa1 per combinazione1 al ,leopardi che si sentiva anche lui un tronco che pena e vive e al ,brighenti scriveva3 ,io sto qui deriso1 sputacchiato1 preso a calci da tutti1 di maniera che se vi penso mi fa raccapricciare4 ,tuttavia mi avvezzo a ridere e ci riesco4 ,s1 ma rest lirico1 osserva1 l'educazione classica non gli permise di essere umorista6 ,ma scrisse anche certi dialoghi se non c'inganniamo1 e certe altre prosette444 ,rest lirico anche l8 ,l'educazione classica444 ,ma almeno la tendenza romantica avr permesso al ,manzoni di essere umorista8 ,che6 ,il suo don ,abbondio non aspira a nulla1 litiga tra il dovere e la paura2 ridicolo senz'altro4 ,non questo un modo abbastanza spiccio di giudicare e mandare8 ,ma questo modo1 veramente1 tiene l',arcoleo dal principio alla fine delle due conferenze3 l'argomento trattato cos1 a sprazzi1 per sentenze inappellabili4 ,umorismo3 fuoco d'artifizio di scoppiettanti definizioni2 poi1 prima fase3 dubbio e scetticismo -- ridere del proprio pensiero -- ,amleto2 seconda fase1 lotta e adattamento -- ridere del proprio dolore -- ,don ,giovanni4 ,e tra gli umoristi della prima fase son citati due francesi1 ,rabelais e ,montaigne1 e due inglesi1 ,swift e ,sterne2 tra gli umoristi della seconda1 due tedeschi1 ,richter e ,heine1 tre inglesi1 ,carlyle1 ,dickens1 ,thackeray e poi444 ,marco ,twain4 ,come si vede1 nessun italiano4 ,e dire che arriviamo fino a ,marco ,twain6 ,l',arcoleo conclude cos3 ,lo spirito comico rimase avviluppato nell'embrione della commedia dell'arte o nella poesia dialettale2 e molto e ricco sviluppo ebbero invece e in poesia e in prosa1 in poemi1 novelle1 romanzi e saggi1 l'ironia e la satira4 ,basta confondere con queste forme l'humour1 perch n'esca giudizio opposto al mio1 o perch io sembri esagerato e ingiusto4 ,non intendo parlare di tentativi o abbozzi2 si trovano facilmente in ogni storia artistica e di ogni forma3 ma io non so vedere fra noi una letteratura umoristica e all'uopo non avrei che a fare un paragone tra l',ariosto e ,cervantes4 ,questo paragone l'abbiamo fatto noi1 e con un giudizio non opposto a quello ch'egli avrebbe dato1 se avesse fatto il paragone4 ,tra parentesi per1 ,cervantes -- come ,rabelais1 come ,montaigne -- un latino2 e non crediamo che la ,riforma propriamente in ,spagna444 ,lasciamo andare6 ,veniamo in ,italia4 ,noi non vogliamo affatto confondere lo spirito comico1 l'ironia1 la satira con l'umorismo3 tutt'altro6 ,ma non si deve neanche confondere l'umorismo vero e proprio con l'humour inglese1 cio con quel tipico modo di ridere o umore che1 come tutti gli altri popoli1 hanno anche gl',inglesi4 ,non si pretender1 che gl'italiani o i ,francesi abbiano l'humour inglese2 come non si pu pretendere che gl',inglesi ridano a modo nostro o facciano dello spirito come i ,francesi4 ,l'avranno magari fatto1 qualche volta2 ma ci non vuol dire4 ,l'umorismo vero e proprio un'altra cosa1 ed anche per gl'inglesi un'eccentricit di stile4 ,basta confondere l'una cosa e l'altra -- diciamo anche noi a nostra volta -- perch si venga a riconoscere una letteratura umoristica a un popolo e a negarla a un altro4 ,ma una letteratura umoristica si pu avere a questo solo patto1 cio di far questa confusione2 e allora ogni popolo avr la sua1 assommando tutte le opere in cui questo tipico umore si esprime nei pi bizzarri modi2 e noi potremmo cominciar la nostra1 ad esempio1 con ,cecco ,angiolieri1 come gl',inglesi la cominciano col ,chaucer1 e non direi che la comincino bene1 non per il valore del poeta1 ma perch egli mostra di aver mescolato alla bevanda nazionale un po' del vino che si vendemmia nel paese del sole4 ,altrimenti1 una letteratura umoristica vera e propria non possibile1 presso nessun popolo3 si possono avere umoristi1 cio pochi e rari scrittori in cui per natural disposizione avviene quel complicato e speciosissimo processo psicologico che si chiama umorismo4 ,quanti ne cita l',arcoleo8 ,certamente1 l'umorismo nasce da uno speciale stato d'animo1 che pu1 pi o meno1 diffondersi4 ,quando un'espressione d'arte riesce a conquistare l'attenzione del pubblico1 questo si d subito a pensare e a parlare e a scrivere secondo le impressioni che ne ha ricevuto2 di modo che quella espressione1 sorta dapprima dalla particolare intuizione d'uno scrittore1 penetrata rapidamente nel pubblico1 poi da questo variamente trasformata e diretta4 ,cos avvenne per il romanticismo1 cos per il naturalismo3 diventarono le idee del tempo1 quasi un'atmosfera ideale2 e molti fecero per moda i romantici o i naturalisti1 come molti per moda fecero gli umoristi in ,inghilterra nel sec4 ,,xviii1 e molti furon degli umidi nel ,cinquecento in ,italia1 e degli arcadi nel settecento4 ,uno stato d'animo si pu creare in noi e divenir coerente o rimaner fittizio1 secondo che risponda o no alla speciale fisionomia dell'organismo psichico4 ,ma poi le idee del tempo mutano1 cangia la moda1 i pmpili seguaci si mettono appresso ad altre navi4 ,chi resta8 ,restano quei pochi1 da contar su le dita1 quei pochi che ebbero1 primi1 l'intuizione straordinaria1 o in cui quello speciale stato d'animo divenne cos coerente1 che poteron creare un'opera organica1 resistente al tempo e alla moda4 ,sul serio poi l',arcoleo crede che nella nostra letteratura dialettale non ci sia altro che spirito comico8 ,egli siciliano1 e certamente ha letto il ,meli1 e sa quanto sia ingiusto il giudizio di arcadia superiore dato della poesia di lui1 che non fu sonata soltanto su la zampogna pastorale1 ma ebbe anche tutte le corde della lira e si espresse in tutte le forme4 ,non c' vero e proprio umorismo in tanta parte della poesia del ,meli8 ,ma basterebbe citar soltanto ,la cutuliata per dimostrarlo6 ,tic tic444 chi fu8 ,cutuliata4 ,e non c' umorismo1 vero e proprio umorismo1 in tanti e tanti sonetti del ,belli8 ,e senza parlare delle figure del ,maggi1 il ,giovannin ,bong1 il ,marchionn di gamb avert di ,carlo ,porta non son due capolavori d'umorismo8 ,e1 poich si parla di tipi rimasti imperituri1 il ,mons ,travet del ,bersezio1 il ,nobilomo ,vidal del ,gallina8 ,e un altro scrittore dialettale abbiamo1 finora quasi del tutto ignoto1 grandissimo3 umorista vero1 se mai ce ne fu1 e -- a farlo apposta -- meridionalissimo1 di ,reggio ,calabria3 ,giovanni ,merlino1 rivelato or son parecchi anni1 in una conferenza#dg da ,giuseppe ,mantica1 suo conterraneo1 che sarebbe stato anche lui un forte scrittore umorista se1 nel breve corso della sua esistenza1 la politica non lo avesse troppo presto distratto dalle lettere4 ,scrisse il ,merlino i suoi libri per #ee lettori1 che nomina uno per uno e divide in quattro categorie1 imponendo a ciascuna di esse alcuni speciali obblighi in ricompensa del piacere loro procurato4 ,uno de' suoi volumi1 ancora tutti inediti1 detto3 ,miscellanea di varie cose sconnesse e piacevoli1 fatta per coloro che1 avendo poco cervello1 vogliono istruirsi sul modo pi acconcio per perderlo interamente2 gli altri sono ,memorie utili ed inutili ai posteri1 ossia la vita di ,giovanni ,merlino del quondam ,antonio di ,reggio1 principiata a #bg decembre #aghi e proseguita fino al #ahej1 composta di sette volumi4 ,vorrei poter citare per disteso il lungo ,dialogo alla calabrese tra ,domine ,dio e ,giovanni ,merlino o il ,conto con ,domine ,dio per dimostrare che umorista fosse il ,merlino4 ,nell'attesa che gli eredi lo rendano a tutti noto pubblicando i volumi1 rimando alla pubblicazione che il ,mantica fece di questi due impareggiabili ,dialoghi1 con la traduzione a fronte4 ,questo1 per la letteratura dialettale4 ,non scopre poi sul serio altro che ironia e satira l',arcoleo negli scrittori italiani8 ,io penso a un certo ,socrate immaginario d'un certo abbate del settecento2 penso al ,didimo chierico del ,foscolo3 ad alcune volate in prosa del ,baretti2 penso ai ,promessi ,sposi del ,manzoni1 tutto infuso di genuino umorismo2#dh penso al ,sant',ambrogio del ,giusti1 vera poesia umoristica1 unica forse tra le tante satiriche o sentimentali2 penso a quei certi dialoghi e a quelle certe prosette del ,leopardi2 penso all',asino e al ,buco nel muro del ,guerrazzi2 penso al ,fanfulla del ,d',azeglio2 penso a ,carlo ,bini2 penso a quella tal cucina nel castello di ,fratta delle ,confessioni d'un ottuagenario del ,nievo2 penso a ,camillo ,de ,meis1 al ,revere2 e1 poich l',arcoleo arriva fino a ,marco ,twain1 penso al ,re umorista1 al ,demonio dello stile1 all',altalena delle antipatie1 al ,pietro e ,paola1 a ,scaricalasino1 all',illustrissimo del ,cantoni2 al ,demetrio ,pianelli del ,de ,marchi2 penso ai poeti della scapigliatura lombarda e a tante note di schietto e profondo umorismo nelle liriche del ,carducci e del ,graf2 penso ai tanti personaggi umoristici che popolano i romanzi e le novelle del ,fogazzaro1 del ,farina1 del ,capuana1 del ,fucini1 e anche ad alcune opere di pi giovani scrittori1 da ,luigi ,antonio ,villari all',albertazzi1 al ,panzini444 ed ecco1 la ,lanterna di ,diogene di quest'ultimo vorrei porre in una mano all',arcoleo e nell'altra la candela del ,candelaio del ,bruno3 son sicuro che parecchi scrittori umoristi scoprirebbe nella letteratura italiana antica e nuova4 ,,parte ,,seconda ,essenza1 caratteri e materia dell'umorismo ,i ,che cosa l'umorismo8 ,se volessimo tener conto di tutte le risposte che si son date a questa domanda1 di tutte le definizioni che autori e critici han tentato1 potremmo riempire parecchie e parecchie pagine1 e probabilmente alla fine1 confusi tra tanti pareri e dispareri1 non riusciremmo ad altro che a ripetere la domanda3 -- ,ma1 in somma1 che cos' l'umorismo8 ,abbiamo gi detto che tutti coloro1 i quali1 o di proposito o per incidenza1 ne han parlato1 in una cosa sola si accordano1 nel dichiarare che difficilissimo dire che cosa sia veramente1 perch esso ha infinite variet e tante caratteristiche che1 a volerlo descrivere in generale1 si rischia sempre di dimenticarne qualcuna4 ,questo vero2 ma vero altres che da un pezzo ormai avrebbe dovuto capirsi che partire da queste caratteristiche non la via migliore per arrivare a intendere la vera essenza dell'umorismo1 poich sempre avviene che una se ne assuma per fondamentale1 quella che si riscontrata comune a parecchie opere o a parecchi scrittori studiati con predilezione2 di modo che tante definizioni si vengono infine ad avere dell'umorismo1 quante sono le caratteristiche riscontrate1 e tutte naturalmente hanno una parte di vero1 e nessuna la vera4 ,certamente1 dalla somma di tutte queste varie caratteristiche e delle conseguenti definizioni si pu arrivare a comprendere1 cos1 in generale1 che cosa sia l'umorismo2 ma se ne avr sempre una conoscenza sommaria ed esteriore1 appunto perch fondata su queste sommarie ed esteriori determinazioni4 ,la caratteristica1 ad esempio1 di quella tale peculiar bonariet o benevola indulgenza che scoprono alcuni nell'umorismo1 gi definito del ,richter malinconia d'un animo superiore che giunge a divertirsi finanche di ci che lo rattrista1#di quel tranquillo1 giocondo e riflesso sguardo su le cose1 quel modo d'accogliere gli spettacoli divertenti1 che sembra1 nella sua moderazione1 soddisfare il senso del ridicolo e domandar perdono di ci che v' di poco delicato in tal compiacimento1 quella tale espansione degli spiriti dall'interno all'esterno incontrata e ritardata dalla corrente contraria d'una specie di benevolenza pensosa1 di cui parla il ,sully nel suo ,essai sur le rire1#ej non si trovano in tutti gli umoristi4 ,alcuni di questi tratti1 che al critico francese1 e non a lui soltanto1 pajono principali dell'umorismo1 si troveranno in alcuni1 in altri no2 e in certuni anzi si trover il contrario1 come ad esempio nello ,swift1 che malinconico nel senso originario della parola1 cio pieno di fiele2 e del resto noi vedremo un po' pi innanzi1 parlando del don ,abbondio del ,manzoni1 a che cosa in fondo si riduca quella peculiar bonariet o simpatica indulgenza4 ,al contrario1 quella acre disposizione a scoprire ed esprimere il ridicolo del serio e il serio del ridicolo umano1 di cui parla il ,bonghi1 calzer allo ,swift e a umoristi al pari di lui beffardi e mordaci2 non calzer ad altri2 n del resto1 come osserva il ,lipps1 opponendosi alla teoria del ,lazzarus1 che considera anch'esso l'umorismo soltanto come una disposizione d'animo1 questo modo di considerarlo compiuto4 ,n compiuto sar quello del ,hegel che lo dice attitudine speciale d'intelletto e di animo onde l'artista si pone lui stesso al posto delle cose1 definizione che1 a non porsi bene a guardare da quel solo lato da cui l',hegel lo guarda1 ha tutta l'aria d'un rebus4 ,caratteristiche pi comuni1 e per pi generalmente osservate1 sono la contradizione fondamentale1 a cui si suol dare per causa principale il disaccordo che il sentimento e la meditazione scoprono o fra la vita reale e l'ideale umano o fra le nostre aspirazioni e le nostre debolezze e miserie1 e per principale effetto quella tal perplessit tra il pianto e il riso2 poi lo scetticismo1 di cui si colora ogni osservazione1 ogni pittura umoristica1 e in fine il suo procedere minuziosamente e anche maliziosamente analitico4 ,dalla somma1 ripeto1 di tutte queste caratteristiche e conseguenti definizioni si pu arrivare a comprendere1 cos1 in generale1 che cosa sia l'umorismo1 ma nessuno negher che non ne risulti una conoscenza troppo sommaria4 ,che se accanto ad alcune determinazioni affatto incompiute1 come abbiamo veduto1 altre ve ne sono indubbiamente pi comuni1 l'intima ragione di esse non poi veduta affatto con precisione n spiegata4 ,rinunzieremo noi a vederla con precisione e a spiegarla1 accettando l'opinione di ,benedetto ,croce che nel ,journal of comparative ,literature 7fasc4 ,,iii1 #aijc7 dichiar indefinibile l'umorismo come tutti gli stati psicologici1 e nel libro dell',estetica lo annover tra i tanti concetti dell'estetica del simpatico8 ,l'indagine dei filosofi -- egli dice -- si a lungo travagliata intorno a questi fatti1 e specialmente intorno ad alcuni di essi1 come1 in prima linea1 il comico1 e poi il sublime1 il tragico1 l'umoristico e il grazioso4 ,ma bisogna evitar l'errore di considerarli come sentimenti speciali1 note del sentimento1 ammettendo cos delle distinzioni e classi di sentimenti1 laddove il sentimento organico per s stesso non pu dar luogo a classi2 e bisogna chiarire in che senso possano dirsi fatti misti4 ,essi dan luogo a concetti complessi1 ossia di complessi di fatti1 nei quali entrano sentimenti organici di piacere e dispiacere 7o anche sentimenti spirituali-organici71 e date circostanze esterne che forniscono a quei sentimenti meramente organici o spirituali-organici un determinato contenuto4 ,il modo di definizione di questi concetti il genetico3 ,posto l'organismo nella situazione a1 sopravvenendo la circostanza b1 si ha il fatto c4 ,questo e simili processi non hanno col fatto estetico nessun contatto3 salvo quello generale che tutti essi1 in quanto costituiscono la materia o la realt1 possono essere rappresentati dall'arte2 e l'altro1 accidentale1 che in questi processi entrino talvolta dei fatti estetici1 come nel caso dell'impressione di sublime che pu produrre l'opera di un artista titano1 di un ,dante o di uno ,shakespeare1 o di quella comica del conato di un imbrattatele o di un imbrattacarte4 ,anche in questi casi il processo estrinseco al fatto estetico3 al quale non si lega se non il sentimento del piacere e dispiacere1 del valore e disvalore estetico1 del bello e del brutto4 ,innanzi tutto1 perch sono indefinibili gli stati psicologici8 ,saranno forse indefinibili per un filosofo1 ma l'artista1 in fondo1 non fa altro che definire e rappresentare stati psicologici4 ,e poi se l'umorismo un processo o un fatto che d luogo a concetti complessi1 ossia di complessi di fatti1 come diventa poi esso un concetto8 ,concetto sar quello a cui l'umorismo d luogo1 non l'umorismo4 ,certamente se per fatto estetico deve intendersi quel che intende il ,croce1 tutto diviene estrinseco ad esso1 non che questo processo4 ,ma noi abbiamo dimostrato altrove e anche nel corso di questo lavoro1 che il fatto estetico non n pu essere quel che il ,croce intende4 ,e1 del resto1 che significa la concessione che questo e simili processi non hanno col fatto estetico nessun contatto1 salvo quello generale che tutti essi1 in quanto costituiscono la materia o la realt possono essere rappresentati dall'arte84 ,l'arte pu rappresentare questo processo che d luogo al concetto di umorismo4 ,ora1 come potr io1 critico1 rendermi conto di questa rappresentazione artistica1 se non mi rendo conto del processo da cui risulta8 ,e in che consisterebbe allora la critica estetica8 ,se un'opera d'arte1 -- osserva il ,cesareo nel suo saggio su ,la critica estetica appunto1 -- ha da provocare uno stato d'animo1 appar manifesto che tanto pi pieno sar l'effetto finale1 quanto pi intense e concordi vi coopereranno tutte le singole determinazioni4 ,anche in estetica la somma in ragion delle poste4 ,l'esame di tutte a una a una le particolari espressioni ci dar la misura dell'espressione totale4 ,or come la perfetta riproduzione d'uno stato d'animo1 in cui per l'appunto consiste la bellezza estetica1 un fatto emozionale che pu risultare soltanto dalla somma d'alcune rappresentazioni sentimentali1 cos l'analisi psicologica d'un'opera di poesia il necessario fondamento di qualsiasi valutazione estetica4 ,parlando di questo mio saggio sulla sua rivista ,la ,critica 7vol4 ,,vii1 a4 #aiji1 pagg4 #bai-bc71 il ,croce1 a proposito dello studio del ,baldensperger ,les dfinitions de l'humour 7in tudes d'histoire littraire1 ,paris1 ,hachette1 #aijg71 si compiace di dire che il ,baldensperger ricorda anche le ricerche del ,cazamian1 edite nella ,revue germanique del #aijf3 ,pourquoi nous ne pouvons dfinir l'humour1 in cui l'autore1 seguace del ,bergson1 sostiene che l'umorismo sfugge alla scienza1 perch gli elementi caratteristici e costanti di esso sono in piccolo numero e sopratutto negativi1 laddove gli elementi variabili sono in numero indeterminato4 ,per cui1 il compito della critica di studiare il contenuto e il tono di ogni umore e1 cio1 la personalit di ciascun umorista4 -- ,il n'y a pas d'humour1 il n'y a que des humouristes1 -- dice il signor ,baldensperger4 ,e il ,croce s'affretta a concludere3 -- ,la questione cos esaurita4 ,esaurita8 ,torniamo e torneremo sempre a domandare come mai1 se l'umorismo non c'1 n si sa1 n si pu dire che cosa sia1 ci sieno poi scrittori1 di cui si possa sapere e dire che sono umoristi4 ,in base a che cosa si sapr e si potr dire8 ,l'umorismo non c'2 ci sono scrittori umoristi4 ,il comico non c'2 ci sono scrittori comici4 ,benissimo6 ,e se un tale1 sbagliando1 afferma che un tale scrittore umorista un comico1 come far io a chiarirgli lo sbaglio1 a dimostrargli che un umorista e non un comico8 ,il ,croce pone innanzi la pregiudiziale metodica circa la possibilit di definire un concetto4 ,io gli pongo innanzi questo caso1 e gli domando come potrebbe egli dimostrare1 per esempio1 all',arcoleo1 il quale afferma che il personaggio di don ,abbondio comico1 che invece no1 quel personaggio umoristico1 se non avesse ben chiaro in mente che cosa sia e che debba intendersi per umorismo4 ,ma egli dice1 in fondo1 di non muover guerra alle definizioni1 e che anzi il suo modo di rifiutarle tutte1 filosocamente1 l'accettarle tutte1 empiricamente4 ,anche la mia2 che del resto non 1 n vuol essere una definizione1 ma piuttosto la spiegazione di quell'intimo processo che avviene1 e che non pu non avvenire1 in tutti quegli scrittori che si dicono umoristi4 ,l',estetica del ,croce cos astratta e negativa1 che applicarla alla critica non assolutamente possibile1 se non a patto di negarla di continuo1 com'egli stesso fa1 accettando questi cos detti concetti empirici che1 cacciati dalla porta1 gli rientrano dalla finestra4 ,ah1 una bella soddisfazione1 la filosofia6 ,,ii ,vediamo dunque1 senz'altro1 qual il processo da cui risulta quella particolar rappresentazione che si suol chiamare umoristica2 se questa ha peculiari caratteri che la distinguono1 e da che derivano3 se vi un particolar modo di considerare il mondo1 che costituisce appunto la materia e la ragione dell'umorismo4 ,ordinariamente1 -- ho gi detto altrove1#ea e qui m' forza ripetere -- l'opera d'arte creata dal libero movimento della vita interiore che organa le idee e le imagini in una forma armoniosa1 di cui tutti gli elementi han corrispondenza tra loro e con l'idea-madre che le coordina4 ,la riflessione1 durante la concezione1 come durante l'esecuzione dell'opera d'arte1 non resta certamente inattiva3 assiste al nascere e al crescere dell'opera1 ne segue le fasi progressive e ne gode1 raccosta i varii elementi1 li coordina1 li compara4 ,la coscienza non rischiara tutto lo spirito2 segnatamente per l'artista1 essa non un lume distinto dal pensiero1 che permetta alla volont di attingere in lei come in un tesoro d'immagini e d'idee4 ,la coscienza1 in somma1 non una potenza creatrice2 ma lo specchio interiore in cui il pensiero si rimira2 si pu dire anzi ch'essa sia il pensiero che vede s stesso1 assistendo a quello che esso fa spontaneamente4 ,e1 d'ordinario1 nell'artista1 nel momento della concezione1 la riflessione si nasconde1 resta1 per cos dire1 invisibile3 1 quasi1 per l'artista una forma del sentimento4 ,man mano che l'opera si fa1 essa la critica1 non freddamente1 come farebbe un giudice spassionato1 analizzandola2 ma d'un tratto1 merc l'impressione che ne riceve4 ,questo1 ordinariamente4 ,vediamo adesso se1 per la natural disposizione d'animo di quegli scrittori che si chiamano umoristi e per il particolar modo che essi hanno di intuire e di considerar gli uomini e la vita1 questo stesso procedimento avviene nella concezione delle loro opere2 se cio la riflessione vi tenga la parte che abbiamo or ora descritto1 o non vi assuma piuttosto una speciale attivit4 ,ebbene1 noi vedremo che nella concezione di ogni opera umoristica1 la riflessione non si nasconde1 non resta invisibile1 non resta cio quasi una forma del sentimento1 quasi uno specchio in cui il sentimento si rimira2 ma gli si pone innanzi2 lo analizza1 spassionandosene2 ne scompone l'imagine2 da questa analisi per1 da questa scomposizione1 un altro sentimento sorge o spira3 quello che potrebbe chiamarsi1 e che io difatti chiamo il sentimento del contrario4 ,vedo una vecchia signora1 coi capelli ritinti1 tutti unti non si sa di quale orribile manteca1 e poi tutta goffamente imbellettata1 e parata d'abiti giovanili4 ,mi metto a ridere4 ,avverto che quella vecchia signora il contrario di ci che una vecchia rispettabile signora dovrebbe essere4 ,posso cos1 a prima1 giunta e superficialmente1 arrestarmi a questa impressione comica4 ,il comico appunto un avvertimento del contrario4 ,ma se ora interviene in me la riflessione1 e mi suggerisce che quella vecchia signora non prova forse nessun piacere a pararsi cos come un pappagallo1 ma che forse ne soffre e lo fa soltanto perch pietosamente s'inganna che1 parata cos1 nascondendo cos le rughe e le canizie1 riesca a trattenere a s l'amore del marito molto pi giovine di lei1 ecco che io non posso pi riderne come prima1 perch appunto la riflessione1 lavorando in me1 mi ha fatto andar oltre a quel primo avvertimento1 o piuttosto1 pi addentro3 da quel primo avvertimento del contrario mi ha fatto passare a questo sentimento del contrario4 ,ed tutta qui la differenza1 tra il comico e l'umoristico4 -- ,signore1 signore6 oh6 signore1 forse1 come gli altri1 voi stimate ridicolo tutto questo2 forse vi annojo raccontandovi questi stupidi e miserabili particolari della mia vita domestica2 ma per me non ridicolo1 perch io sento tutto ci444 -- ,cos grida ,marmeladoff nell'osteria1 in ,delitto e ,castigo del ,dostojevski1 a ,raskolnikoff tra le risate degli avventori ubriachi4 ,e questo grido appunto la protesta dolorosa ed esasperata d'un personaggio umoristico contro chi1 di fronte a lui1 si ferma a un primo avvertimento superficiale e non riesce a vederne altro che la comicit4 ,ed ecco qua un terzo esempio1 che per la sua lampante chiarezza1 si potrebbe dir tipico4 ,un poeta1 il ,giusti1 entra un giorno nella chiesa di ,sant',ambrogio a ,milano1 e vi trova un pieno di soldati1 ,di que' soldati settentrionali1 ,come sarebbe boemi e croati1 ,messi qui nella vigna a far da pali4444 ,il suo primo sentimento d'odio3 quei soldatacci ispidi e duri son l a ricordargli la patria schiava4 ,ma ecco levarsi nel tempio il suono dell'organo3 poi quel cantico tedesco lento lento1 ,d'un suono grave1 flebile1 solenne che preghiera e pare lamento4 ,ebbene1 questo suono determina a un tratto una disposizione insolita nel poeta1 avvezzo a usare il flagello della satira politica e civile3 determina in lui la disposizione propriamente umoristica3 cio1 lo dispone a quella particolar riflessione che1 spassionandosi del primo sentimento1 dell'odio suscitato dalla vista di quei soldati1 genera appunto il sentimento del contrario4 ,il poeta ha sentito nell'inno la dolcezza amara ,dei canti uditi da fanciullo3 il core ,che da voce domestica gl'impara1 ,ce li ripete i giorni del dolore4 ,un pensier mesto della madre cara1 ,un desiderio di pace e d'amore1 ,uno sgomento di lontano esilio444 ,e riflette che quei soldati1 strappati ai loro tetti da un re pauroso1 ,a dura vita1 a dura disciplina ,muti1 derisi1 solitari stanno1 ,strumenti ciechi d'occhiuta rapina ,che lor non tocca e che forse non sanno4 ,ed ecco il contrario dell'odio di prima3 ,povera gente6 lontana da' suoi ,in un paese qui che le vuol male444 ,il poeta costretto a fuggir dalla chiesa perch ,qui1 se non fuggo1 abbraccio un caporale1 ,colla su' brava mazza di nocciuolo ,duro e piantato l come un piuolo4 ,notando questo1 avvertendo cio questo sentimento del contrario che nasce da una speciale attivit della riflessione1 io non esco affatto dal campo della critica estetica e psicologica4 ,l'analisi psicologica di questa poesia il necessario fondamento della valutazione estetica di essa4 ,io non posso intenderne la bellezza1 se non intendo il processo psicologico da cui risulta la perfetta riproduzione di quello stato d'animo che il poeta voleva suscitare1 nella quale consiste appunto la bellezza estetica4 ,vediamo ora un esempio pi complesso1 nel quale la speciale attivit della riflessione non si scopre cos a prima giunta2 prendiamo un libro di cui abbiamo gi discorso3 il ,don ,quijote del ,cervantes4 ,vogliamo giudicarne il valore estetico4 ,che faremo8 ,dopo la prima lettura e la prima impressione che ne avremo ricevuto1 terremo conto anche qui dello stato d'animo che l'autore ha voluto suscitare4 ,qual' questo stato d'animo8 ,noi vorremmo ridere di tutto quanto c' di comico nella rappresentazione di questo povero alienato che maschera della sua follia s stesso e gli altri e tutte le cose2 vorremmo ridere1 ma il riso non ci viene alle labbra schietto e facile2 sentiamo che qualcosa ce lo turba e ce l'ostacola2 un senso di commiserazione1 di pena e anche d'ammirazione1 s1 perch se le eroiche avventure di questo povero hidalgo sono ridicolissime1 pur non v'ha dubbio che egli nella sua ridicolaggine veramente eroico4 ,noi abbiamo una rappresentazione comica1 ma spira da questa un sentimento che ci impedisce di ridere o ci turba il riso della comicit rappresentata2 ce lo rende amaro4 ,attraverso il comico stesso1 abbiamo anche qui il sentimento del contrario4 ,l'autore l'ha destato in noi perch s' destato in lui1 e noi ne abbiamo gi veduto le ragioni4 ,ebbene1 perch non si scopre qui la speciale attivit della riflessione8 ,ma perch essa -- frutto della tristissima esperienza della vita1 esperienza che ha determinato la disposizione umoristica nel poeta -- si era gi esercitata sul sentimento di lui1 su quel sentimento che lo aveva armato cavaliere della fede a ,lepanto4 ,spassionandosi di questo sentimento e ponendovisi contro1 da giudice1 nella oscura carcere della ,mancha1 ed analizzandolo con amara freddezza1 la riflessione aveva gi destato nel poeta il sentimento del contrario1 e frutto di esso appunto il ,don ,quijote3 questo sentimento del contrario oggettivato4 ,il poeta non ha rappresentato la causa del processo -- come il ,giusti nella sua poesia -- ne ha rappresentato soltanto l'effetto1 e per il sentimento del contrario spira attraverso la comicit della rappresentazione2 questa comicit frutto del sentimento del contrario generato nel poeta dalla speciale attivit della riflessione sul primo sentimento tenuto nascosto4 ,ora1 che bisogno ho io d'assegnare un qualsiasi valore etico a questo sentimento del contrario1 come fa ,theodor ,lipps nel suo libro ,komik und ,humor8 ,cio -- intendiamoci bene -- al ,lipps veramente non si affaccia mai questo sentimento del contrario4 ,egli1 da un canto1 non vede che una specie di meccanismo cos del comico come dell'umore3 quello stesso che il ,croce nella sua ,estetica cita come un esempio di spiegazione accettabile di siffatti concetti3 -- ,posto l'organismo nella situazione a1 sopravvenendo la circostanza b1 si ha il fatto c4 -- ,e1 dall'altro canto1 s'impaccia di continuo di valori etici1 poich per lui ogni godimento artistico ed estetico in genere godimento di qualcosa che ha valore etico3 non gi come elemento di un complesso1 ma come oggetto dell'intuizione estetica4 ,e tira continuamente in ballo il valore etico della personalit umana1 e parla di positivo umano e di negazione di esso4 ,egli dice3 ,dass durch die ,negation1 die am positiv ,menschlichen geschieht1 dies positiv ,menschliche uns nher gebracht1 in seinen ,wert offenbarer und fhlbarer gemacht wird1 darin besteht1 wie wir sahen1 das allgemeinste ,wesen der ,tragik4 ,ebendarin besteht auch das allgemeinste ,wesen des ,humors4 ,nur dass hier die ,negation anderer ,art ist als dort1 nmlich komische ,negation4 ,ich sagte vom ,naivkomischen1 dass es auf dem ,wege liege von der ,komik zum ,humor4 ,dies heisst nicht3 die naive ,komik ist ,humor4 ,vielmehr ist auch hier die ,komik als solche das ,gegenteil des ,humors4 ,die naive ,komik entsteht aus ,berechtigte1 ,gute1 ,kluge1 von unserem ,standpunkte aus in gegenteiligen ,lichte erscheint4 ,der ,humor entseht umgekhert1 indem jenes relativ ,berechtigte1 ,gute1 ,kluge aus dem ,prozess der komischen ,vernichtung wiederum emportaucht1 und nun erst recht in seinem ,werte einleuchtet und genossen wird4 ,e poco pi oltre3 ,der eigentliche ,grund und ,kern des ,humors ist berall und jederzeit das relativ ,gute1 ,schne1 ,vernnftige1 das auch da sich findet1 wo es nach unserem gewnlichen ,begriffen nicht vorhanden1 ja geflissentlich negiert erscheint4 ,dice anche3 in der ,komik nicht nur das ,komische in nichts zergeht1 sondern auch wir in gewisser ,weise1 mit unserer ,erwartung1 unserem ,glauben an eine ,erhabenheit oder ,grsse1 den ,regeln oder ,gewohnheiten unseres ,denkens u4 s4 w4 zu nichte werden4 ber dieses eigene ,zunichtewerden erhebt sich der ,humor4 ,dieser ,humor1 der ,humor1 den wir angesichts des ,komischen haben1 besteht schliesslich ebenso wie derjenige1 den der ,trger des bewusst humoristischen ,geschehens hat1 in der ,geistesfreiheit1 der ,gewissheit des eigenen ,selbst und des ,vernnftigen1 ,guten und ,erhabenen in der ,welt1 die bei aller objektiven und eigenen ,nichtigkeit bestehen bleit1 oder eben darin zur ,geltung kommt4 ,ma poi costretto a riconoscere egli stesso che nicht jeder ,humor diese hchste ,stufe erreicht e che vi ha neben dem vershnten1 einen entzweiten ,humor4 ,ma che bisogno ho io1 ripeto1 di dare un qualsiasi valore etico a quello che ho chiamato il sentimento del contrario1 o di determinarlo a priori in alcun modo8 ,esso si determiner da s1 volta per volta1 secondo la personalit del poeta o l'oggetto della rappresentazione4 ,che importa a me1 critico estetico1 di sapere in chi o dove stia la ragion relativa e il giusto e il bene8 ,io non voglio n debbo uscire dal campo della fantasia pura4 ,io mi pongo dinanzi qualunque rappresentazione artistica1 e mi propongo soltanto di giudicarne il valore estetico4 ,per questo giudizio1 ho bisogno innanzi tutto di sapere lo stato d'animo che quella rappresentazione artistica vuol suscitare3 lo sapr dall'impressione che ne ho ricevuto4 ,questo stato d'animo1 ogni qual volta mi trovo innanzi a una rappresentazione veramente umoristica1 di perplessit3 io mi sento come tenuto tra due3 vorrei ridere1 rido1 ma il riso mi turbato e ostacolato da qualcosa che spira dalla rappresentazione stessa4 ,ne cerco la ragione4 ,per trovarla1 non ho affatto bisogno di sciogliere l'espressione fantastica in un rapporto etico1 di tirare in ballo il valore etico della personalit umana e via dicendo4 ,trovo questo sentimento del contrario1 qualunque esso sia1 che spira in tanti modi dalla rappresentazione stessa1 costantemente in tutte le rappresentazioni che soglio chiamare umoristiche4 ,perch limitarne eticamente la causa1 oppure astrattamente1 attribuendola1 ad esempio1 al disaccordo che il sentimento e la meditazione scoprono fra la vita reale e l'ideale umano o fra le nostre aspirazioni e le nostre debolezze e miserie8 ,nascer anche da questo1 come da tantissime altre cause indeterminabili a priori4 ,a noi preme soltanto accertare che questo sentimento del contrario nasce1 e che nasce da una speciale attivit che assume nella concezione di siffatte opere d'arte la riflessione4 ,,iii ,teniamoci a questo2 seguiamo questa attivit speciale della riflessione1 e vediamo se essa non ci spiega1 a una a una le varie caratteristiche1 che si possono riscontrare in ogni opera umoristica4 ,abbiamo detto che1 ordinariamente1 nella concezione d'un'opera d'arte1 la riflessione quasi una forma del sentimento1 quasi uno specchio in cui il sentimento si rimira4 ,volendo seguitar quest'imagine1 si potrebbe dire che1 nella concezione umoristica1 la riflessione 1 s1 come uno specchio1 ma d'acqua diaccia1 in cui la fiamma del sentimento non si rimira soltanto1 ma si tuffa e si smorza3 il friggere dell'acqua il riso che suscita l'umorista2 il vapore che n'esala la fantasia spesso un po' fumosa dell'opera umoristica4 -- ,a questo mondo c' giustizia finalmente6 -- grida ,renzo1 il promesso sposo1 appassionato e rivoltato4 -- ,tant' vero che un uomo sopraffatto dal dolore non sa pi quel che si dica1 -- commenta il ,manzoni4 ,ecco la fiamma l del sentimento1 che si tuffa qua e si smorza nell'acqua diaccia della riflessione4 ,la riflessione1 assumendo quella sua speciale attivit1 viene a turbare1 a interrompere il movimento spontaneo che organa le idee e le immagini in una forma armoniosa4 stato tante volte notato che le opere umoristiche sono scomposte1 interrotte1 intramezzate di continue digressioni4 ,anche in un'opera cos armonica nel suo complesso come ,i ,promessi ,sposi1 stato notato qualche difetto di composizione1 una soverchia minuzia qua e l e il frequente interrompersi della rappresentazione o per richiami al famoso ,anonimo o per l'arguta intrusione dell'autore stesso4 ,questo1 che ai critici nostri sembrato un eccesso per un verso1 un difetto per l'altro1 poi la caratteristica pi evidente di tutti i libri umoristici4 ,basta citare il ,tristram ,shandy dello ,sterne1 che tutto quanto un viluppo di variazioni e digressioni1 non ostante che l'autobiografo si proponga di narrar tutto ab ovo1 punto per punto1 e cominci dall'alvo di sua madre e dalla pendola che il signor ,shandy padre soleva puntualmente caricare4 ,ma se questa caratteristica stata notata1 non se ne son vedute chiaramente le ragioni4 ,questa scompostezza1 queste digressioni1 queste variazioni non derivano gi dal bizzarro arbitrio o dal capriccio degli scrittori1 ma sono appunto necessaria e inovviabile conseguenza del turbamento e delle interruzioni del movimento organatore delle immagini per opera della riflessione attiva1 la quale suscita un'associazione per contrarii3 le immagini cio1 anzich associate per similazione o per contiguit1 si presentano in contrasto3 ogni immagine1 ogni gruppo d'immagini desta e richiama le contrarie1 che naturalmente dividono lo spirito1 il quale1 irrequieto1 s'ostina a trovare o a stabilir tra loro le relazioni pi impensate4 ,ogni vero umorista non soltanto poeta1 anche critico1 ma -- si badi -- un critico sui generis1 un critico fantastico3 e dico fantastico non solamente nel senso di bizzarro o di capriccioso1 ma anche nel senso estetico della parola1 quantunque possa sembrare a prima giunta una contraddizione in termini4 ,ma proprio cos2 e per ho sempre parlato di una speciale attivit della riflessione4 ,questo apparir chiaro quando si pensi che se1 indubbiamente1 una innata o ereditata malinconia1 le tristi vicende1 un'amara esperienza della vita1 o anche un pessimismo o uno scetticismo acquisito con lo studio e con la considerazione su le sorti dell'umana esistenza1 sul destino degli uomini1 ecc4 possono determinare quella particolar disposizione d'animo che si suol chiamare umoristica1 questa disposizione poi1 da sola1 non basta a creare un'opera d'arte4 ,essa non altro che il terreno preparato3 l'opera d'arte il germe che cadr in questo terreno1 e sorger1 e si svilupper nutrendosi dell'umore di esso1 togliendo cio da esso condizione e qualit4 ,ma la nascita e lo sviluppo di questa pianta debbono essere spontanei4 ,apposta il germe non cade se non nel terreno preparato a riceverlo1 ove meglio cio pu germogliare4 ,la creazione dell'arte spontanea3 non composizione esteriore1 per addizione d'elementi di cui si siano studiati i rapporti3 di membra sparse non si compone un corpo vivo1 innestando1 combinando4 ,un'opera d'arte1 in somma1 1 in quanto ingenua2 non pu essere il risultato della riflessione cosciente4 ,la riflessione1 dunque1 di cui io parlo1 non un'opposizione del cosciente verso lo spontaneo2 una specie di proiezione della stessa attivit fantastica3 nasce dal fantasma1 come l'ombra dal corpo2 ha tutti i caratteri della ingenuit o nativit spontanea2 nel germe stesso della creazione1 e spira in fatti da essa ci che ho chiamato il sentimento del contrario4 ,ben per questo ho soggiunto che l'umorismo potrebbe dirsi un fenomeno di sdoppiamento nell'atto della concezione4 ,la concezione dell'opera d'arte non altro1 in fondo1 che una forma dell'organamento delle immagini4 ,l'idea dell'artista non un'idea astratta2 un sentimento1 che divien centro della vita interiore1 si impadronisce dello spirito1 l'agita e1 agitandolo1 tende a crearsi un corpo d'immagini4 ,quando un sentimento scuote violentemente lo spirito1 d'ordinario1 si svegliano tutte le idee1 tutte le immagini che son con esso in accordo3 qui1 invece1 per la riflessione inserta nel germe del sentimento1 come un vischio maligno1 si sveglian le idee e le immagini in contrasto4 ,e la condizione1 la qualit che prende il germe1 cadendo nel terreno che abbiamo pi su descritto3 gli s'inserisce il vischio della riflessione2 e la pianta sorge e si veste d'un verde estraneo e pur con essa connaturato4 ,a questo punto si fa avanti il ,croce con tutta la forza della sua logica raccolta in un cosicch1 per inferire da quanto ho detto pi su1 ch'io contrappongo arte e umorismo4 ,e si domanda3 -- ,vuol egli dire che l'umorismo non arte1 o che esso pi che arte8 ,e1 in questo caso1 che cosa mai8 ,riflessione su l'arte1 e cio critica d'arte8 ,riflessione sulla vita1 e cio filosofia della vita8 ,o una forma sui generis dello spirito1 che i filosofi1 finora1 non hanno conosciuta8 ,il ,p41 se l'ha scoperta lui1 avrebbe dovuto1 a ogni modo1 dimostrarla1 assegnarle un posto1 dedurla e farne intendere la connessione con le altre forme dello spirito4 ,il che non ha fatto1 limitandosi ad affermare che l'umorismo l'opposto dell'arte4 ,io mi guardo attorno sbalordito4 ,ma dove1 ma quando mai ho affermato questo8 ,qui sta tra due3 o io non so scrivere1 o il ,croce non sa leggere4 ,come c'entra la riflessione sull'arte che critica d'arte1 e la riflessione sulla vita che filosofia della vita8 ,io ho detto che ordinariamente1 in generale1 nella concezione d'un'opera d'arte1 cio mentre uno scrittore la concepisce1 la riflessione ha un ufficio che ho cercato di determinare1 per poi venire a determinare quale speciale attivit essa assuma1 non gi sull'opera d'arte1 ma in quella speciale opera d'arte che si chiama umoristica4 ,ebbene1 perci l'umorismo non arte1 o pi che alte8 ,chi lo dice8 ,lo dice lui1 il ,croce1 perch vuol dirlo1 non perch io non mi sia espresso chiaramente1 dimostrando che arte con questo particolar carattere1 e chiarendo da che cosa le provenga1 cio da questa speciale attivit della riflessione1 la quale scompone l'immagine creata da un primo sentimento per far sorgere da questa scomposizione e presentarne un altro contrario1 come appunto s' veduto dagli esempii recati e da tutti gli altri che avrei potuto recare1 esaminando a una a una le pi celebrate opere umoristiche4 ,non vorrei ammettere un'ipotesi quanto mai ingiuriosa per il ,croce1 che cio egli creda che un'opera d'arte si componga come un qualunque pasticcio con tanto d'uova1 tanto di farina1 tanto di questo o di quell'altro ingrediente1 che si potrebbe anche mettere o lasciar fuori4 ,ma purtroppo mi vedo costretto da lui stesso ad ammettere una siffatta ipotesi1 quand'egli per farmi toccare con mano che l'umorismo come arte non si pu distinguere dalla restante arte pone questi due casi circa alla riflessione1 di cui io -- secondo lui -- vorrei fare carattere distintivo dell'arte umoristica1 quasi che fosse lo stesso dire cos1 in generale1 la riflessione e parlare com'io faccio1 d'una speciale attivit della riflessione1 pi come processo intimo1 immancabile nell'atto della concezione o della creazione di tali opere1 che come carattere distintivo che per forza debba mostrarsi4 ,ma lasciamo andare4 ,pone1 dicevo1 questi due casi3 che cio1 la riflessione o entra1 come componente nella materia dell'opera dell'arte e1 in questo caso1 tra l'umorismo e la commedia 7o la tragedia o la lirica1 e via dicendo71 non vi ha differenza alcuna1 giacch in tutte le opere d'arte entra1 o pu entrare1 il pensiero e la riflessione2 ovvero rimane estrinseca1 all'opera d'arte1 e allora si avr critica e non mai arte1 e neppure arte umoristica4 chiaro4 ,il pasticcio6 ,recipe3 tanto di fantasia1 tanto di sentimento1 tanto di riflessione2 impasta e avrai una qualunque opera d'arte1 perch nella composizione di una qualunque opera d'arte possono entrare tutti quegli ingredienti1 e anche altri4 ,ma domando io3 come c'entra questo pasticcio1 questa composizione d'elementi come materia dell'opera d'arte1 qualunque e comunque sia1 con quello che io ho detto pi su e che ho fatto vedere1 punto per punto1 parlando per esempio del ,sant',ambrogio del ,giusti1 quando ho mostrato come la riflessione1 inserendosi come un vischio nel primo sentimento del poeta1 che d'odio verso quei soldatacci stranieri1 gener a poco a poco il contrario del sentimento di prima8 ,e forse perch questa riflessione1 sempre vigile e specchiante in ogni artista durante la creazione1 non segue qua il primo sentimento1 ma a un certo punto gli s'oppone1 diventa perci estrinseca all'opera d'arte1 diventa perci critica8 ,io parlo d'una attivit intrinseca della riflessione1 e non della riflessione come materia componente dell'opera d'arte4 chiaro6 ,e non credibile che il ,croce non l'intenda4 ,non vuole intenderlo4 ,e ne prova quel suo voler far credere che siano imprecise le mie distinzioni e che io le ripeta e le modifichi e le temperi di continuo e che1 quando altro non sappia1 ricorra alle immagini2 mentre invece negli esempii ch'egli cita di queste mie pretese ripetizioni e modificazioni e soccorrevoli immagini1 sfido chiunque a scoprire il minimo disaccordo1 la minima modificazione1 il minimo temperamento della prima asserzione1 e non piuttosto una pi chiara spiegazione1 una pi precisa immagine2 sfido chiunque a riconoscere con lui il mio imbarazzo1 poich i concetti1 a suo dire1 mi si sformano tra mano quando li prendo per porgerli altrui4 ,tutto questo veramente pietoso4 ,ma tanto pu sul ,croce ci che una volta egli s' lasciato dire3 che cio dell'umorismo non si debba1 n si possa parlare4 ,andiamo avanti4 ,,iv ,per spiegarci la ragione del contrasto tra la riflessione e il sentimento1 dobbiamo penetrar nel terreno in cui il germe cade1 voglio dire nello spirito dello scrittore umorista4 ,che se la disposizione umoristica per s sola non basta1 perch ci vuole il germe della creazione1 questo germe poi si nutre dell'umore che trova4 ,lo stesso ,lipps che vede tre modi d'essere dell'umore1 cio3 a7 l'umore1 come disposizione1 o modo di considerar le cose2 b7 l'umore1 come rappresentazione2 c7 l'umore obiettivo2 conclude poi che in verit l'umore soltanto in chi lo ha3 soggettivismo e oggettivismo non sono altro che un diverso atteggiamento dello spirito nell'atto della rappresentazione4 ,la rappresentazione cio dell'umore1 che sempre in chi lo ha1 pu essere atteggiata in due modi3 subiettivamente od obiettivamente4 ,quei tre modi d'essere si presentano al ,lipps perch egli limita e determina eticamente la ragione dell'umorismo1 il quale per lui1 come abbiamo gi veduto1 superamento del comico attraverso il comico stesso4 ,sappiamo che cosa egli intenda per superamento4 ,io1 secondo lui1 ho umore1 quando3 ich selbst bin der ,erhabene1 der sich ,behauptende1 der ,trger des ,vernnftigen ,oder ,sittlichen4 ,als dieser ,erhabene1 oder im ,lichte dieses ,erhabenen betrachte ich die ,welt4 ,ich finde in ihr ,komisches und gehe betrachtend in die ,komick ein4 ,ich gewinne aber schliesslich mich selbst1 oder des ,erhabene in mir1 erhht1 befestigt1 gesteigert wieder4 ,ora questa per noi una considerazione assolutamente estranea1 prima di tutto1 e poi anche unilaterale4 ,togliendo alla formula il valore etico1 l'umorismo poi con essa riman considerato1 se mai1 nel suo effetto1 non nella causa4 ,per noi tanto il comico quanto il suo contrario sono nella disposizione d'animo stessa ed insiti nel processo che ne risulta4 ,nella sua anormalit1 non pu esser che amaramente comica la condizione d'un uomo che si trova ad esser sempre quasi fuori di chiave1 ad essere a un tempo violino e contrabbasso2 d'un uomo a cui un pensiero non pu nascere1 che subito non gliene nasca un altro opposto1 contrario2 a cui per una ragione ch'egli abbia di dir s1 subito un'altra e due e tre non ne sorgano che lo costringono a dir no2 e tra il s e il no lo tengan sospeso1 perplesso1 per tutta la vita2 d'un uomo che non pu abbandonarsi a un sentimento1 senza avvertir subito qualcosa dentro che gli fa una smorfia e lo turba e lo sconcerta e lo indispettisce4 ,questo stesso contrasto1 che nella disposizione dell'animo1 si scorge nelle cose e passa nella rappresentazione4 una speciale fisionomia psichica1 a cui assolutamente arbitrario attribuire una causa determinante2 pu esser frutto d'una esperienza amara della vita e degli uomini1 d'una esperienza che se1 da un canto1 non permette pi al sentimento ingenuo di metter le ali e di levarsi come un'allodola perch lanci un trillo nel sole1 senza ch'essa la trattenga per la coda nell'atto di spiccare il volo2 dall'altro induce a riflettere che la tristizia degli uomini si deve spesso alla tristezza della vita1 ai mali di cui essa piena e che non tutti sanno o possono sopportare2 induce a riflettere che la vita1 non avendo fatalmente per la ragione umana un fine chiaro e determinato1 bisogna che1 per non brancolar nel vuoto1 ne abbia uno particolare1 fittizio1 illusorio1 per ciascun uomo1 o basso o alto2 poco importa1 giacch non 1 n pu essere il fine vero1 che tutti cercano affannosamente e nessuno trova1 forse perch non esiste4 ,quel che importa che si dia importanza a qualche cosa1 e sia pur vana3 varr quanto un'altra stimata seria1 perch in fondo n l'una n l'altra daranno soddisfazione3 tanto vero che durer sempre ardentissima la sete di sapere1 non si estinguer mai la facolt di desiderare1 e non detto pur troppo che nel progresso consista la felicit degli uomini4 ,tutte le finzioni dell'anima1 tutte le creazioni del sentimento vedremo esser materia dell'umorismo1 vedremo cio la riflessione diventar come un demonietto che smonta il congegno d'ogni immagine1 d'ogni fantasma messo su dal sentimento2 smontarlo per veder com' fatto2 scaricarne la molla1 e tutto il congegno striderne1 convulso4 ,pu darsi che questo faccia talvolta con quella simpatica indulgenza di cui parlan coloro che vedono soltanto un umorismo bonario4 ,ma non c' da fidarsene1 perch se la disposizione umoristica ha talvolta questo di particolare1 cio questa indulgenza1 questo compatimento o anche questa piet1 bisogna pensare che esse son frutto della riflessione che si esercitata sul sentimento opposto2 sono un sentimento del contrario nato dalla riflessione su quei casi1 su quei sentimenti1 su quegli uomini1 che provocano nello stesso tempo lo sdegno1 il dispetto1 l'irrisione dell'umorista1 il quale tanto sincero in questo dispetto1 in questa irrisione1 in questo sdegno1 quanto in quell'indulgenza1 in quel compatimento1 in quella piet4 ,se cos non fosse1 si avrebbe non pi l'umorismo vero e proprio1 ma l'ironia1 che deriva -- come abbiamo veduto -- da una contraddizione soltanto verbale1 da un infingimento retorico1 affatto contrario alla natura dello schietto umorismo4 ,ogni sentimento1 ogni pensiero1 ogni moto che sorga nell'umorista si sdoppia subito nel suo contrario3 ogni s in un no1 che viene in fine ad assumere lo stesso valore del s4 ,magari pu fingere talvolta l'umorista di tenere soltanto da una parte3 dentro intanto gli parla l'altro sentimento che pare non abbia il coraggio di rivelarsi in prima1 gli parla e comincia a muovere ora una timida scusa1 ora un'attenuante1 che smorzano il calore del primo sentimento1 ora un'arguta riflessione che ne smonta le seriet e induce a ridere4 ,cos avviene che noi dovremmo tutti provar disprezzo e indignazione per don ,abbondio1 per esempio1 e stimar ridicolissimo e spesso un matto da legare ,don ,quijote2 eppure siamo indotti al compatimento1 finanche alla simpatia per quello1 e ad ammirare con infinita tenerezza le ridicolaggini di questo1 nobilitate da un ideale cos alto e puro4 ,dove sta il sentimento del poeta8 ,nel disprezzo o nel compatimento per don ,abbondio8 ,il ,manzoni ha un ideale astratto1 nobilissimo della missione del sacerdote su la terra1 e incarna questo ideale in ,federigo ,borromeo4 ,ma ecco la riflessione1 frutto della disposizione umoristica1 suggerire al poeta che questo ideale astratto soltanto per una rarissima eccezione pu incarnarsi1 e che le debolezze umane sono pur tante4 ,se il ,manzoni avesse ascoltato solamente la voce di quell'ideale astratto1 avrebbe rappresentato don ,abbondio in modo che tutti avrebbero dovuto provar per lui odio e disprezzo1 ma egli ascolta entro di s anche la voce delle debolezze umane4 ,per la naturale disposizione dello spirito1 per l'esperienza della vita1 che gliel'ha determinata1 il ,manzoni non pu non sdoppiare in germe la concezione di quell'idealit religiosa1 sacerdotale3 e tra le due fiamme accese di ,fra ,cristoforo e del ,cardinal ,federigo vede1 terra terra1 guardinga e mogia1 allungarsi l'ombra di don ,abbondio4 ,e si compiace a un certo punto di porre a fronte1 in contrasto1 il sentimento attivo1 positivo1 e la riflessione negativa2 la fiaccola accesa del sentimento e l'acqua diaccia della riflessione2 la predicazione alata1 astratta1 dell'altruismo1 per veder come si smorzi nelle ragioni pedestri e concrete dell'egoismo4 ,federigo ,borromeo domanda a don ,abbondio3 -- ,e quando vi siete presentato alla ,chiesa per addossarvi codesto ministero1 v'ha essa fatto sicurt della vita8 ,v'ha detto che i doveri annessi al ministero fossero liberi da ogni ostacolo1 immuni da ogni pericolo8 ,o v'ha detto forse che dove cominciasse il pericolo1 ivi cesserebbe il dovere8 ,o non v'ha espressamente detto il contrario8 ,non v'ha avvertito che vi mandava come un agnello tra i lupi8 ,non sapevate voi che c'eran de' violenti1 a cui potrebbe dispiacere ci che vi sarebbe comandato8 ,quello da ,cui abbiam la dottrina e l'esempio1 ad imitazione di ,cui si lasciam nominare e ci nominiamo pastori1 venendo in terra a esercitarne l'ufizio1 mise forse per condizione d'aver salva la vita8 ,e per salvarla1 per conservarla1 dico1 qualche giorno di pi su la terra1 a spese della carit e del dovere1 c'era bisogno dell'unzione santa1 della imposizion delle mani1 della grazia del sacerdozio8 ,basta il mondo a dar questa virt1 a insegnar questa dottrina4 ,che dico1 oh vergogna6 il mondo stesso la rifiuta3 il mondo fa anch'esso le sue leggi1 che prescrivono il male come il bene2 ha il suo vangelo anch'esso1 un vangelo di superbia e d'odio2 e non vuol che si dica che l'amore della vita sia una ragione per trasgredirne i comandamenti4 ,non lo vuole ed ubbidito6 ,e noi6 noi figli e annunziatori della promessa6 ,che sarebbe la ,chiesa se codesto vostro linguaggio fosse quello di tutti i vostri fratelli8 ,dove sarebbe1 se fosse comparsa nel mondo con codeste dottrine84 ,don ,abbondio ascolta questa lunga e animosa predica a capo basso4 ,il ,manzoni dice che lo spirito di lui si trovava tra quegli argomenti come un pulcino negli artigli del falco1 che lo tengono sollevato in una regione sconosciuta1 in un'aria che non ha mai respirata4 ,il paragone bello1 quantunque a qualcuno l'idea di rapacit e di fierezza che nel falco sia sembrata poco conveniente al ,cardinal ,federigo4 ,l'errore1 secondo me1 non tanto nella maggiore o minor convenienza del paragone1 quanto nel paragone stesso1 per amore del quale il ,manzoni1 volendo rifar la favoletta d',esiodo1 s' forse lasciato andare a dir quello che non doveva4 ,si trovava don ,abbondio veramente sollevato in una regione sconosciuta tra quegli argomenti del ,cardinal ,borromeo8 ,ma il paragone dell'agnello tra i lupi si legge nel ,vangelo di ,luca1 dove ,cristo dice appunto a gli apostoli3 ,ecco1 io mando voi come agnelli tra i lupi4 ,e chi sa quante volte dunque don ,abbondio lo aveva letto2 come in altri libri chi sa quante volte aveva letto quegli ammonimenti austeri2 quelle considerazioni elevate4 ,e diciamo di pi3 forse lo stesso don ,abbondio1 in astratto1 parlando1 predicando della missione del sacerdote1 avrebbe detto su per gi le stesse cose4 ,tanto vero che1 in astratto1 egli le intende benissimo3 -- ,monsignore illustrissimo1 avr torto1 -- risponde infatti2 ma s'affretta a soggiungere3 -- ,quando la vita non si deve contare1 non so cosa mi dire4 ,e allorch il ,cardinale insiste3 -- ,e non sapete voi che il soffrire per la giustizia il nostro vivere8 ,e se non sapete questo1 che cosa predicate8 di che siete maestro8 qual' la buona nuova che annunziate ai poveri8 ,chi pretende da voi che vinciate la forza con la forza8 ,certo non vi sar domandato1 un giorno1 se abbiate saputo fare stare a dovere i potenti2 ch a questo non vi fu dato n missione1 n modo4 ,ma vi sar ben domandato se avrete adoperati i mezzi ch'erano in vostra mano per far ci che v'era prescritto1 anche quando avessero la temerit di proibirvelo4 -- ,anche questi santi son curiosi1 -- pensa don ,abbondio3 -- in sostanza1 a spremerne il sugo1 gli stanno pi a cuore gli amori di due giovani1 che la vita d'un povero sacerdote4 ,e poich il cardinale rimasto in atto di chi aspetti una risposta1 risponde3 -- ,torno a dire1 monsignore1 che avr torto io444 ,il coraggio1 uno non se lo pu dare4 ,il che significa appunto3 -- ,sissignore1 ragionando astrattamente1 la ragione dalla parte di ,vossignoria ,illustrissima2 il torto sar mio4 ,per ,vossignoria ,illustrissima parla bene1 ma quelle facce le ho viste io1 le ho sentite io quelle parole4 -- ,ma perch dunque1 -- gli domanda in fine il ,cardinale1 -- vi siete voi impegnato in un ministero che v'impone di stare in guerra con le passioni del secolo8 ,oh1 il perch noi lo sappiamo bene3 il ,manzoni stesso ce l'ha detto fin da principio2 ce l'ha voluto dire e poteva anche farne a meno3 ,don ,abbondio1 non nobile1 non ricco1 coraggioso ancor meno1 s'era accorto1 prima quasi di toccar gli anni della discrezione1 d'essere1 in quella societ1 come un vaso di terra cotta costretto a viaggiare in compagnia di molti vasi di ferro4 ,aveva quindi1 assai di buon grado1 ubbidito ai parenti1 che lo vollero prete4 ,per dir la verit1 non aveva gran fatto pensato agli obblighi e ai nobili fini del ministero al quale si dedicava3 procacciarsi di che vivere con qualche agio e mettersi in una classe privilegiata e forte1 gli eran sembrate due ragioni pi che sufficienti per una tale scelta4 ,in lotta dunque con le passioni del secolo8 ,ma se egli s' fatto prete per guardarsi appunto dagli urti di quelle passioni e col suo sistema particolare di scansar tutti i contrasti6 ,bisogna pure ascoltare1 signori miei1 le ragioni del coniglio6 ,io immaginai una volta che alla tana della volpe1 o di ,messer ,renardo1 com'essa si suol chiamare nel mondo delle favole1 accorressero a una a una tutte le bestie per la notizia che tra loro s'era sparsa di certe controfavole che la volpe avesse in animo di comporre in risposta a tutte quelle che da tempo immemorabile gli uomini compongono1 e da cui esse bestie han forse motivo di sentirsi calunniate4 ,e tra le altre alla tana di ,messer ,renardo veniva il coniglio a protestare contro gli uomini che lo chiamano pauroso1 e diceva3 ,ma ben vi so dire per conto mio1 ,messer ,renardo1 che topi e lucertole e uccelli e grilli e tant'altre bestiole ho sempre messo in fuga1 le quali1 se voi domandaste loro che concetto abbiano di me1 chi sa che cosa vi risponderebbero1 non certo che io sia una bestia paurosa4 ,o che forse pretenderebbero gli uomini che al loro cospetto io mi rizzassi su due piedi e movessi loro incontro per farmi prendere e uccidere8 ,io credo veramente1 ,messer ,renardo1 che per gli uomini non debba correre alcuna differenza tra eroismo e imbecillit64 ,ora1 io non nego1 don ,abbondio un coniglio4 ,ma noi sappiamo che ,don ,rodrigo1 se minacciava1 non minacciava invano1 sappiamo che pur di spuntare l'impegno egli era veramente capace di tutto2 sappiamo che tempi eran quelli1 e possiamo benissimo immaginare che a don ,abbondio1 se avesse sposato ,renzo e ,lucia1 una schioppettata non gliel'avrebbe di certo levata nessuno1 e che forse ,lucia1 sposa soltanto di nome1 sarebbe stata rapita1 uscendo dalla chiesa1 e ,renzo anch'egli ucciso4 ,a che giovano l'intervento1 il suggerimento di ,fra ,cristoforo8 ,non rapita ,lucia dal monastero di ,monza8 ,c' la lega dei birboni1 come dice ,renzo4 ,per scioglier quella matassa ci vuol la mano di ,dio2 non per modo di dire1 la mano di ,dio propriamente4 ,che poteva fare un povero prete8 ,pauroso1 sissignori1 don ,abbondio2 e il ,de ,sanctis ha dettato alcune pagine meravigliose esaminando il sentimento della paura nel povero curato2 ma non ha tenuto conto di questo1 perbacco3 che il pauroso ridicolo1 comico1 quando si crea rischi e pericoli immaginarii3 ma quando un pauroso ha veramente ragione d'aver paura1 quando vediamo preso1 impigliato in un contrasto terribile1 uno che per natura e per sistema vuole scansar tutti i contrasti1 anche i pi lievi1 e che in quel contrasto terribile per suo dovere sacrosanto dovrebbe starci1 questo pauroso non pi comico soltanto4 ,per quella situazione non basta neanche un eroe come ,fra ,cristoforo1 che va ad affrontare il nemico nel suo stesso palazzotto6 ,don ,abbondio non ha il coraggio del proprio dovere2 ma questo dovere1 dalla nequizia altrui1 reso difficilissimo1 e per quel coraggio tutt'altro che facile2 per compierlo ci vorrebbe un eroe4 ,al posto d'un eroe troviamo ,don ,abbondio4 ,noi non possiamo1 se non astrattamente1 sdegnarci di lui1 cio se in astratto consideriamo il ministero del sacerdote4 ,avremmo certamente ammirato un sacerdote eroe che1 al posto di don ,abbondio1 non avesse tenuto conto della minaccia e del pericolo e avesse adempiuto il dovere del suo ministero4 ,ma non possiamo non compatire don ,abbondio1 che non l'eroe che ci sarebbe voluto al suo posto1 che non solo non ha il grandissimo coraggio che ci voleva2 ma non ne ha n punto n poco2 e il coraggio1 uno non se lo pu dare6 ,un osservatore superficiale terr conto del riso che nasce dalla comicit esteriore degli atti1 dei gesti1 delle frasi reticenti ecc4 di don ,abbondio1 e lo chiamer ridicolo senz'altro1 o una figura semplicemente comica4 ,ma chi non si contenta di queste superficialit e sa veder pi a fondo1 sente che il riso qui scaturisce da ben altro1 e non soltanto quello della comicit4 ,don ,abbondio quel che si trova in luogo di quello che ci sarebbe voluto4 ,ma il poeta non si sdegna di questa realt che trova1 perch1 pur avendo1 come abbiamo detto1 un ideale altissimo della missione del sacerdote su la terra1 ha pure in s la riflessione che gli suggerisce che quest'ideale non si incarna se non per rarissima eccezione1 e per lo obbliga a limitare quell'ideale1 come osserva il ,de ,sanctis4 ,ma questa limitazione dell'ideale che cos'8 l'effetto appunto della riflessione che1 esercitandosi su quest'ideale1 ha suggerito al poeta il sentimento del contrario4 ,e don ,abbondio appunto questo sentimento del contrario oggettivato e vivente2 e per non comico soltanto1 ma schiettamente e profondamente umoristico4 ,bonariet8 ,simpatica indulgenza8 ,andiamo adagio3 lasciamo star codeste considerazioni1 che sono in fondo estranee e superficiali1 e che1 a volerle approfondire1 c' il rischio che ci facciano anche qui scoprire il contrario4 ,vogliamo vederlo8 ,s1 ha compatimento il ,manzoni per questo poveruomo di don ,abbondio2 ma un compatimento1 signori miei1 che nello stesso tempo ne fa strazio1 necessariamente4 ,infatti1 solo a patto di riderne e di far rider di lui1 egli pu compatirlo e farlo compatire1 commiserarlo e farlo commiserare4 ,ma1 ridendo di lui e compatendolo nello stesso tempo1 il poeta viene anche a ridere amaramente di questa povera natura umana inferma di tante debolezze2 e quanto pi le considerazioni pietose si stringono a proteggere il povero curato1 tanto pi attorno a lui s'allarga il discredito del valore umano4 ,il poeta1 in somma1 ci induce ad aver compatimento del povero curato1 facendosi riconoscere che pur umano1 di tutti noi1 quel che costui sente e prova1 a passarci bene la mano su la coscienza4 ,e che ne segue8 ,ne segue che se1 per sua stessa virt1 questo particolare divien generale1 se questo sentimento misto di riso o di pianto1 quanto pi si stringe e determina in don ,abbondio1 tanto pi si allarga e quasi vapora in una tristezza infinita1 ne segue1 dicevamo1 che a voler considerare da questo lato la rappresentazione del curato manzoniano1 noi non sappiamo pi riderne4 ,quella piet1 in fondo1 spietata3 la simpatica indulgenza non cos bonaria come sembra a tutta prima4 ,gran cosa come si vede1 avere un ideale -- religioso1 come il ,manzoni2 cavalleresco1 come il ,cervantes -- per vederselo poi ridurre dalla riflessione in don ,abbondio e in ,don ,quijote6 ,il ,manzoni se ne consola1 creando accanto al curato di villaggio ,fra ,cristoforo e il ,cardinal ,borromeo2 ma pur vero che1 essendo egli sopra tutto umorista1 la creatura sua pi viva quell'altra1 quella cio in cui il sentimento del contrario s' incarnato4 ,il ,cervantes non pu consolarsi in alcun modo perch1 nella carcere della ,mancha1 con ,don ,quijote -- come egli stesso dice -- genera qualcuno che gli somiglia4 ,v un considerar superficialmente1 abbiamo detto1 e da un lato solo l'umorismo1 il vedere in esso un particolar contrasto tra l'ideale e la realt4 ,un ideale pu esserci1 ripetiamo2 questo dipende dalla personalit del poeta2 ma se c'1 ecco1 per vedersi decomposto1 limitato1 rappresentato a questo modo4 ,certamente1 come tutti gli altri elementi costitutivi dello spirito d'un poeta1 esso entra e si fa sentire nell'opera umoristica1 le d un particolar carattere1 un particolar sapore2 ma non condizione imprescindibile3 tutt'altro6 ch anzi proprio dell'umorista1 per la speciale attivit che assume in lui la riflessione1 generando il sentimento del contrario1 il non saper pi da qual parte tenere1 la perplessit1 lo stato irresoluto della coscienza4 ,e quest'appunto distingue nettamente l'umorista dal comico1 dall'ironico1 dal satirico4 ,non nasce in questi altri il sentimento del contrario2 se nascesse1 sarebbe reso amaro1 cio non pi comico1 il riso provocato nel primo dall'avvertimento di una qualsiasi anormalit2 la contraddizione che nel secondo soltanto verbale1 tra quel che si dice e quel che si vuole sia inteso1 diventerebbe effettiva1 sostanziale1 e dunque non pi ironica2 e cesserebbe lo sdegno o1 comunque1 l'avversione della realt che ragione d'ogni satira4 ,non che all'umorista per piaccia la realt6 ,basterebbe questo soltanto1 che per poco gli piacesse1 perch1 esercitandosi la riflessione su questo suo piacere1 glielo guastasse4 ,questa riflessione s'insinua acuta e sottile da per tutto e tutto scompone3 ogni immagine del sentimento1 ogni finzione ideale1 ogni apparenza della realt1 ogni illusione4 ,il pensiero dell'uomo1 diceva ,guy de ,maupassant1 tourne comme une mouche dans une bouteille4 ,tutti i fenomeni1 o sono illusorii1 o la ragione di essi ci sfugge1 inesplicabile4 ,manca affatto alla nostra conoscenza del mondo e di noi stessi quel valore obiettivo che comunemente presumiamo di attribuirle4 una costruzione illusoria continua4 ,vogliamo assistere alla lotta tra l'illusione1 che s'insinua anch'essa da per tutto e costruisce a suo modo2 e la riflessione umoristica che scompone a una a una queste costruzioni8 ,cominciamo da quella che l'illusione fa a ciascuno di noi1 dalla costruzione cio che ciascuno per opera dell'illusione si fa di s stesso4 ,ci vediamo noi nella nostra vera e schietta realt1 quali siamo1 o non piuttosto quali vorremmo essere8 ,per uno spontaneo artificio interiore1 frutto di segrete tendenze o d'incosciente imitazione1 non ci crediamo noi in buona fede diversi da quel che sostanzialmente siamo8 ,e pensiamo1 operiamo1 viviamo secondo questa interpretazione fittizia e pur sincera di noi stessi4 ,ora la riflessione1 s1 pu scoprire tanto al comico e al satirico quanto all'umorista questa costruzione illusoria4 ,ma il comico ne rider solamente1 contentandosi di sgonfiar questa metafora di noi stessi messa su dall'illusione spontanea2 il satirico se ne sdegner2 l'umorista1 no3 attraverso il ridicolo di questa scoperta vedr il lato serio e doloroso2 smonter questa costruzione ideale1 ma non per riderne solamente2 e in luogo di sdegnarsene1 magari1 ridendo1 compatir4 ,il comico e il satirico sanno dalla riflessione quanta bava tragga dalla vita sociale il ragno dell'esperienza per comporre la ragna della mentalit in questo e in quell'individuo1 e come in questa ragna resti spesso avviluppato ci che si chiama il senso morale4 ,che cosa sono1 in fondo1 i rapporti sociali della cos detta convenienza8 ,considerazioni di calcolo1 nelle quali la moralit quasi sempre sacrificata4 ,l'umorista va pi addentro1 e ride senza sdegnarsi scoprendo come1 anche ingenuamente1 con la massima buona fede1 per opera d'una finzione spontanea1 noi siamo indotti a interpretar come vero riguardo1 come vero sentimento morale1 in s1 ci che non altro1 in realt1 se non riguardo o sentimento di convenienza1 cio di calcolo4 ,e va anche pi in l1 e scopre che pu diventar convenzionale finanche il bisogno d'apparir peggiori di quello che si realmente1 se l'essere aggregati a un qualsiasi gruppo sociale importi che si manifestino idealit e sentimenti che sono proprii a quel gruppo1 e che tuttavia a chi vi partecipa appariscono contrarii e inferiori al proprio intimo sentimento4#eb ,la conciliazione delle tendenze stridenti1 dei sentimenti ripugnanti1 delle opinioni contrarie1 sembra pi attuabile su le basi d'una comune menzogna1 che non su la esplicita e dichiarata tolleranza del dissenso e del contrasto2 sembra1 in somma1 che la menzogna debba ritenersi pi vantaggiosa della veracit1 in quanto quella pu unire1 laddove questa divide2 il che non impedisce che1 mentre la menzogna tacitamente scoperta e riconosciuta1 si assuma poi a garanzia della sua efficacia associatrice la veracit stessa1 facendosi apparire come sincerit l'ipocrisia4 ,la ritenutezza1 il riserbo1 il lasciar credere pi di quanto si dica o si faccia1 il silenzio stesso non scompagnato dalla sapienza dei segni che lo giustifichi -- oh1 indimenticabile ,conte ,zio del ,consiglio segreto1#ec -- sono arti che si usano di frequente nella pratica della vita2 e cos pure il non dare occasione che si osservi ci che si pensa1 il lasciar credere che si pensi meno di quanto si pensa effettivamente1 il pretendere di essere creduti differenti da ci che in fondo si 4 ,notava il ,rousseau nel mile3 ,si pu fare ci che si fatto e non si doveva fare4 ,poich un interesse maggiore pu far s che si violi una promessa che si era fatta per un interesse minore1 ci che importa che la violazione avvenga impunemente4 ,il mezzo a questo fine la menzogna1 che pu essere di due specie1 potendo riguardare il passato1 onde ci si dichiara autori di ci che in realt non facemmo1 o essendone autori dichiariamo di non essere2 -- e potendo riguardare il futuro1 come avviene quando ci facciamo promesse che si ha in animo di non mantenere4 evidente che la menzogna1 nell'uno e nell'altro caso1 sorge dai rapporti della convenienza1 come mezzo a conservar l'altrui benevolenza e ad accaparrarsi l'altrui soccorso4 ,quanto pi difficile la lotta per la vita1 e pi sentita in questa lotta la propria debolezza1 tanto maggiore si fa poi il bisogno del reciproco inganno4 ,la simulazione della forza1 dell'onest1 della simpatia1 della prudenza1 in somma1 d'ogni virt1 e della virt massima della veracit1 una forma d'adattamento1 un abile strumento di lotta4 ,l'umorista coglie subito queste varie simulazioni per la lotta della vita2 si diverte a smascherarle3 non se n'indigna3 -- cos6 ,e mentre il sociologo descrive la vita sociale qual'essa risulta dalle osservazioni esterne1 l'umorista armato del suo arguto intuito dimostra1 rivela come le apparenze siano profondamente diverse dall'essere intimo della coscienza degli associati4 ,eppure si mentisce psicologicamente come si mentisce socialmente4 ,e il mentire a noi stessi1 vivendo coscientemente solo la superficie del nostro essere psichico1 un effetto del mentire sociale4 ,l'anima che riflette s stessa un'anima solitaria2 ma non mai tanta la solitudine interiore che non penetrino nella coscienza le suggestioni della vita comune1 con gl'infliggimenti e le arti trasfigurative che la caratterizzano4 ,vive nell'anima nostra l'anima della razza o della collettivit di cui siamo parte2 e la pressione dell'altrui modo di giudicare1 dell'altrui modo di sentire e di operare1 risentita da noi inconsciamente3 e come dominano nel mondo sociale la simulazione e la dissimulazione1 tanto meno avvertite quanto pi sono divenute abituali1 cos simuliamo e dissimuliamo con noi medesimi1 sdoppiandoci e spesso anche moltiplicandoci4 ,risentiamo noi stessi quella vanit di parer diversi da ci che si 1 che forma consustanziata nella vita sociale2 e rifuggiamo da quell'analisi che1 svelando la vanit1 ecciterebbe il morso della coscienza e ci umilierebbe di fronte a noi stessi4 ,ma quest'analisi la fa per noi l'umorista1 che si pu dar pure l'ufficio di smascherare tutte le vanit1 e di rappresentar la societ1 come fa appunto il ,thackeray1 quale una ,vanity ,fair4#ed ,e l'umorista sa bene che anche la pretesa della logicit supera spesso di gran lunga in noi la reale coerenza logica1 e che se ci fingiamo logici teoreticamente1 la logica dell'azione pu smentire quella del pensiero1 dimostrando che una finzione il credere alla sua sincerit assoluta4 ,l'abitudine1 l'imitazione incosciente1 la pigrizia mentale concorrono a crear l'equivoco4 ,e quand'anche poi alla ragione rigorosamente logica si aderisca1 poniamo1 col rispetto e l'amore verso determinati ideali1 sempre sincero il riferimento che facciamo di essi alla ragione8 sempre nella ragione pura1 disinteressata1 la sorgente vera e unica della scelta2 degli ideali e della perseveranza nel coltivarli8 ,o invece non pi conforme alla realt il sospettare che essi siano talora giudicati non gi con un criterio obiettivo e razionale1 ma piuttosto a seconda di speciali impulsi affettivi e di oscure tendenze8 ,le barriere1 i limiti che noi poniamo alla nostra coscienza1 sono anch'essi illusioni1 sono le condizioni dell'apparir della nostra individualit relativa2 ma1 nella realt1 quei limiti non esistono punto4 ,non soltanto noi1 quali ora siamo1 viviamo in noi stessi1 ma anche noi1 quali fummo in altro tempo1 viviamo tuttora e sentiamo e ragioniamo con pensieri e affetti gi da un lungo oblo oscurati1 cancellati1 spenti nella nostra coscienza presente1 ma che a un urto1 a un tumulto improvviso dello spirito1 possono ancora dar prova di vita1 mostrando vivo in noi un altro essere insospettato4 ,i limiti della nostra memoria personale e cosciente non sono limiti assoluti4 ,di l da quella linea vi sono memorie1 vi sono percezioni e ragionamenti4 ,ci che noi conosciamo di noi stessi1 non che una parte1 forse una piccolissima parte di quello che noi siamo4#ee ,e tante e tante cose1 in certi momenti eccezionali1 noi sorprendiamo in noi stessi1 percezioni1 ragionamenti1 stati di coscienza1 che son veramente oltre i limiti relativi della nostra esistenza normale e cosciente4 ,certi ideali che crediamo ormai tramontati in noi e non pi capaci d'alcuna azione nel nostro pensiero1 su i nostri affetti1 su i nostri atti1 forse persistono tuttavia1 se non pi nella forma intellettuale1 pura1 nel sostrato loro1 costituito dalle tendenze affettive e pratiche4 ,e possono essere motivi reali di azione certe tendenze da cui ci crediamo liberati1 e non aver per l'opposto efficacia pratica in noi1 se non illusoria1 credenze nuove che riteniamo di possedere veramente1 intimamente4 ,e appunto le varie tendenze che contrassegnano la personalit fanno pensare sul serio che non sia una l'anima individuale4 ,come affermarla una1 difatti1 se passione e ragione1 istinto e volont1 tendenze e idealit1 costituiscono in certo modo altrettanti sistemi distinti e mobili1 che fanno s che l'individuo1 vivendo ora l'uno ora l'altro di essi1 ora qualche compromesso fra due o pi orientamenti psichici1 apparisca come se veramente in lui fossero pi anime diverse e perfino opposte1 pi e opposte personalit8 ,non c' uomo1 osserv il ,pascal1 che differisca pi da un altro che da s stesso nella successione del tempo4 ,la semplicit dell'anima contradice al concetto storico dell'anima umana4 ,la sua vita equilibrio mobile2 un risorgere e un assopirsi continuo di affetti1 di tendenze1 di idee2 un fluttuare incessante fra termini contradditorii1 e un oscillare fra poli opposti1 come la speranza e la paura1 il vero e il falso1 il bello e il brutto1 il giusto e l'ingiusto e via dicendo4 ,se d'un tratto si disegna nell'immagine oscura dell'avvenire un luminoso disegno d'azione1 o vagamente brilla il fiore del godimento1 non tarda ad apparire1 vindice dei diritti dell'esperienza1 il pensiero del passato1 non di rado cupo e triste2 o interviene a infrenare la briosa fantasia il senso riottoso del presente4 ,questa lotta di ricordi1 di speranze1 di presentimenti1 di percezioni1 d'idealit1 pu raffigurarsi come una lotta d'anime fra loro1 che si contrastino il dominio definitivo e pieno della personalit4 ,ecco un alto funzionario1 che si crede1 ed 1 poveretto1 in verit1 un galantuomo4 ,domina in lui l'anima morale4 ,ma un bel giorno1 l'anima istintiva1 che come la bestia originaria acquattata in fondo a ciascuno di noi1 spara un calcio all'anima morale1 e quel galantuomo ruba4 ,oh1 egli stesso1 poveretto1 egli per il primo1 poco dopo1 ne prova stupore1 piange1 domanda a s stesso1 disperato3 -- ,come1 come mai ho potuto far questo8 -- ,ma1 sissignori1 ha rubato4 ,e quell'altro l8 ,uomo dabbene1 anzi dabbenissimo3 sissignori1 ha ucciso4 ,l'idealit morale costituiva nella personalit di lui un'anima che contrastava con l'anima istintiva e pure in parte con quella affettiva o passionale2 costituiva un'anima acquisita che lottava con l'anima ereditaria1 la quale1 lasciata per un po' libera a s stessa1 riuscita d'improvviso al furto1 al delitto4 ,la vita un flusso continuo che noi cerchiamo d'arrestare1 di fissare in forme stabili e determinate1 dentro e fuori di noi1 perch noi gi siamo forme fissate1 forme che si muovono in mezzo ad altre immobili1 e che per possono seguire il flusso della vita1 fino a tanto che1 irrigidendosi man mano1 il movimento1 gi a poco a poco rallentato1 non cessi4 ,le forme1 in cui cerchiamo d'arrestare1 di fissare in noi questo flusso continuo1 sono i concetti1 sono gli ideali a cui vorremmo serbarci coerenti1 tutte le finzioni che ci creiamo1 le condizioni1 lo stato in cui tendiamo a stabilirci4 ,ma dentro di noi stessi1 in ci che noi chiamiamo anima1 e che la vita in noi1 il flusso continua1 indistinto1 sotto gli argini1 oltre i limiti che noi imponiamo1 componendoci una coscienza1 costruendoci una personalit4 ,in certi momenti tempestosi1 investite dal flusso1 tutte quelle nostre forme fittizie crollano miseramente2 e anche quello che non scorre sotto gli argini e oltre i limiti1 ma che si scopre a noi distinto e che noi abbiamo con cura incanalato nei nostri affetti1 nei doveri che ci siamo imposti1 nelle abitudini che ci siamo tracciate1 in certi momenti di piena straripa e sconvolge tutto4 ,vi sono anime irrequiete1 quasi in uno stato di fusione continua1 che sdegnano di rapprendersi1 d'irrigidirsi in questa o in quella forma di personalit4 ,ma anche per quelle pi quiete1 che si sono adagiate in una o in un'altra forma1 la fusione sempre possibile3 il flusso della vita in tutti4 ,e per tutti per pu rappresentare talvolta una tortura1 rispetto all'anima che si muove e si fonde1 il nostro stesso corpo fissato per sempre in fattezze immutabili4 ,oh perch proprio dobbiamo essere cos1 noi8 -- ci domandiamo talvolta allo specchio1 -- con questa faccia1 con questo corpo8 -- ,alziamo una mano1 nell'incoscienza2 e il gesto ci resta sospeso4 ,ci pare strano che l'abbiamo fatto noi4 ,ci vediamo vivere4 ,con quel gesto sospeso possiamo assomigliarci a una statua2 a quella statua d'antico oratore1 per esempio1 che si vede in una nicchia1 salendo per la scalinata del ,quirinale4 ,con un rotolo di carta in mano1 e l'altra mano protesa a un sobrio gesto1 come pare afflitto e meravigliato quell'oratore antico d'esser rimasto l1 di pietra1 per tutti i secoli1 sospeso in quell'atteggiamento1 dinanzi a tanta gente che salita1 che sale e salir per quella scalinata6 ,in certi momenti di silenzio interiore1 in cui l'anima nostra si spoglia di tutte le finzioni abituali1 e gli occhi nostri diventano pi acuti e pi penetranti1 noi vediamo noi stessi nella vita1 e in s stessa la vita1 quasi in una nudit arida1 inquietante2 ci sentiamo assaltare da una strana impressione1 come se1 in un baleno1 ci si chiarisse una realt diversa da quella che normalmente percepiamo1 una realt vivente oltre la vista umana1 fuori delle forme dell'umana ragione4 ,lucidissimamente allora la compagine dell'esistenza quotidiana1 quasi sospesa nel vuoto di quel nostro silenzio interiore1 ci appare priva di senso1 priva di scopo2 e quella realt diversa ci appare orrida nella sua crudezza impassibile e misteriosa1 poich tutte le nostre fittizie relazioni consuete di sentimenti e d'immagini si sono scisse e disgregate in essa4 ,il vuoto interno si allarga1 varca i limiti del nostro corpo1 diventa vuoto intorno a noi1 un vuoto strano1 come un arresto del tempo e della vita1 come se il nostro silenzio interiore si sprofondasse negli abissi del mistero4 ,con uno sforzo supremo cerchiamo allora di riacquistar la coscienza normale delle cose1 di riallacciar con esse le consuete relazioni1 di riconnetter le idee1 di risentirci vivi come per l'innanzi1 al modo solito4 ,ma a questa coscienza normale1 a queste idee riconnesse1 a questo sentimento solito della vita non possiamo pi prestar fede1 perch sappiamo ormai che sono un nostro inganno per vivere e che sotto c' qualcos'altro1 a cui l'uomo non pu affacciarsi1 se non a costo di morire o d'impazzire4 stato un attimo2 ma dura a lungo in noi l'impressione di esso1 come di vertigine1 con la quale contrasta la stabilit1 pur cos vana1 delle cose3 ambiziose o misere apparenze4 ,la vita1 allora1 che s'aggira piccola1 solita1 fra queste apparenze ci sembra quasi che non sia pi per davvero1 che sia come una fantasmagoria meccanica4 ,e come darle importanza8 come portarle rispetto8 ,oggi siamo1 domani no4 ,che faccia ci hanno dato per rappresentar la parte del vivo8 ,un brutto naso8 ,che pena doversi portare a spasso un brutto naso per tutta la vita444 ,fortuna che1 a lungo andare1 non ce n'accorgiamo pi4 ,se ne accorgono gli altri1 vero1 quando noi siamo finanche arrivati a credere d'avere un bel naso2 e allora non sappiamo pi spiegarci perch gli altri ridano1 guardandoci4 ,sono tanti sciocchi6 ,consoliamoci guardando che orecchi ha quello e che labbra quell'altro2 i quali non se n'accorgono nemmeno e hanno il coraggio di ridere di noi4 ,maschere1 maschere444 ,un soffio e passano1 per dar posto ad altre4 ,quel povero zoppetto l444 ,chi 8 ,correre alla morte con la stampella444 ,la vita1 qua1 schiaccia il piede a uno2 cava l un occhio a un altro444 ,gamba di legno1 occhio di vetro1 e avanti6 ,ciascuno si racconcia la maschera come pu -- la maschera esteriore4 ,perch dentro poi c' l'altra1 che spesso non s'accorda con quella di fuori4 ,e niente vero6 ,vero il mare1 s1 vera la montagna2 vero il sasso2 vero un filo d'erba2 ma l'uomo8 ,sempre mascherato1 senza volerlo1 senza saperlo1 di quella tal cosa ch'egli in buona fede si figura d'essere3 bello1 buono1 grazioso1 generoso1 infelice1 ecc4 ecc4 ,e questo fa tanto ridere1 a pensarci4 ,s1 perch un cane1 poniamo1 quando gli sia passata la prima febbre della vita1 che fa8 mangia e dorme3 vive come pu vivere1 come deve vivere2 chiude gli occhi1 paziente1 e lascia che il tempo passi1 freddo se freddo1 caldo se caldo2 e se gli dnno un calcio se lo prende1 perch segno che gli tocca anche questo4 ,ma l'uomo8 ,anche da vecchio1 sempre con la febbre3 delira e non se n'avvede3 non pu fare a meno d'atteggiarsi1 anche davanti a s stesso1 in qualche modo1 e si figura tante cose che ha bisogno di creder vere e di prendere sul serio4 ,l'ajuta in questo una certa macchinetta infernale che la natura volle regalargli1 aggiustandogliela dentro1 per dargli una prova segnalata della sua benevolenza4 ,gli uomini1 per la loro salute1 avrebbero dovuto tutti lasciarla irrugginire1 non muoverla1 non toccarla mai4 ,ma s6 ,certuni si sono mostrati cos orgogliosi e stimati cos felici di possederla1 che si son messi subito a perfezionarla1 con zelo accanito4 ,e ,aristotile ci scrisse sopra finanche un libro1 un leggiadro trattatello che si adotta ancora nelle scuole1 perch i fanciulli imparino presto e bene a baloccarcisi4 una specie di pompa a filtro che mette in comunicazione il cervello col cuore4 ,la chiamano ,,logica i signori filosofi4 ,il cervello pompa con essa i sentimenti dal cuore1 e ne cava idee4 ,attraverso il filtro1 il sentimento lascia quanto ha in s di caldo1 di torbido3 si refrigera1 si purifica1 si i-de-a-liz-za4 ,un povero sentimento1 cos1 destato da un caso particolare1 da una contingenza qualsiasi1 spesso dolorosa1 pompato e filtrato dal cervello per mezzo di quella macchinetta1 diviene idea astratta generale2 e che ne segue8 ,ne segue che noi non dobbiamo affliggerci soltanto di quel caso particolare1 di quella contingenza passeggera2 ma dobbiamo anche attossicarci la vita con l'estratto concentrato1 col sublimato corrosivo della deduzione logica4 ,e molti disgraziati credono di guarire cos di tutti i mali di cui il mondo pieno1 e pompano e filtrano1 pompano e filtrano1 finch il loro cuore non resti arido come un pezzo di sughero e il loro cervello non sia come uno stipetto di farmacia pieno di quei barattolini che portano su l'etichetta nera un teschio fra due stinchi in croce e la leggenda3 ,veleno4 ,l'uomo non ha della vita un'idea1 una nozione assoluta1 bens un sentimento mutabile e vario1 secondo i tempi1 i casi1 la fortuna4 ,ora la logica1 astraendo dai sentimenti le idee1 tende appunto a fissare quel che mobile1 mutabile1 fluido2 tende a dare un valore assoluto a ci che relativo4 ,e aggrava un male gi grave per s stesso4 ,perch la prima radice del nostro male appunto in questo sentimento che noi abbiamo della vita4 ,l'albero vive e non si sente3 per lui la terra1 il sole1 l'aria1 la luce1 il vento1 la pioggia1 non sono cose che esso non sia4 ,all'uomo1 invece1 nascendo toccato questo triste privilegio di sentirsi vivere1 con la bella illusione che ne risulta3 di prendere cio come una realt fuori di s questo suo interno sentimento della vita1 mutabile e vario4 ,gli antichi favoleggiarono che ,prometeo rap una favilla al sole per farne dono a gli uomini4 ,orbene1 il sentimento che noi abbiamo della vita appunto questa favilla prometa favoleggiata4 ,essa ci fa vedere sperduti su la terra2 essa proietta tutt'intorno a noi un cerchio pi o meno ampio di luce1 di l dal quale l'ombra nera1 l'ombra paurosa che non esisterebbe1 se la favilla non fosse accesa in noi2 ombra che noi per dobbiamo purtroppo creder vera1 fintanto che quella ci si mantiene viva in petto4 ,spenta alla fine dal soffio della morte1 ci accoglier davvero quell'ombra fittizia1 ci accoglier la notte perpetua dopo il giorno fumoso della nostra illusione1 o non rimarremo noi piuttosto alla merc dell',essere1 che avr rotto soltanto le vane forme della ragione umana8 ,tutta quell'ombra1 l'enorme mistero1 che tanti e tanti filosofi hanno invano speculato e che ora la scienza1 pur rinunziando all'indagine di esso1 non esclude1 non sar forse in fondo un inganno come un altro1 un inganno della nostra mente1 una fantasia che non si colora8 ,se tutto questo mistero1 in somma1 non esistesse fuori di noi1 ma soltanto in noi1 e necessariamente1 per il famoso privilegio del sentimento che noi abbiamo della vita8 ,se la morte fosse soltanto il soffio che spegne in noi questo sentimento penoso1 pauroso1 perch limitato1 definito da questo cerchio d'ombra fittizia oltre il breve mbito dello scarso lume che ci proiettiamo attorno1 e in cui la vita nostra rimane come imprigionata1 come esclusa per alcun tempo dalla vita universale1 eterna1 nella quale ci sembra che dovremo un giorno rientrare1 mentre gi ci siamo e sempre vi rimarremo1 ma senza pi questo sentimento di esilio che ci angoscia8 ,non anche qui illusorio il limite1 e relativo al poco lume nostro1 della nostra individualit8 ,forse abbiamo sempre vissuto1 sempre vivremo con l'universo2 anche ora1 in questa forma nostra1 partecipiamo a tutte le manifestazioni dell'universo2 non lo sappiamo1 non lo vediamo1 perch purtroppo quella favilla che ,prometeo ci volle donare ci fa vedere soltanto quel poco a cui essa arriva4 ,e domani un umorista potrebbe raffigurar ,prometeo sul ,caucaso in atto di considerare malinconicamente la sua fiaccola accesa e di scorgere in essa alla fine la causa fatale del suo supplizio infinito4 ,egli s' finalmente accorto che ,giove non altro che un suo vano fantasima1 un miserevole inganno1 l'ombra del suo stesso corpo che si proietta gigantesca nel cielo1 a causa appunto della fiaccola ch'egli tiene accesa in mano4 ,a un solo patto ,giove potrebbe sparire1 a patto che ,prometeo spegnesse la candela1 cio la sua fiaccola4 ,ma egli non sa1 non vuole1 non pu2 e quell'ombra rimane1 paurosa e tiranna1 per tutti gli uomini che non riescono a rendersi conto del fatale inganno4 ,cos il contrasto ci si dimostra inovviabile1 inscindibile1 come l'ombra dal corpo4 ,noi l'abbiamo veduto1 in questa rapida visione allargarsi man mano1 varcare i limiti del nostro essere individuale1 ov'ha radice1 ed estendersi intorno4 ,lo ha scoperto la riflessione1 che vede in tutto una costruzione o illusoria o finta o fittizia del sentimento e con arguta1 sottile e minuta analisi la smonta e la scompone4 ,uno dei pi grandi umoristi1 senza saperlo1 fu ,copernico1 che smont non propriamente la macchina dell'universo1 ma l'orgogliosa immagine che ce n'eravamo fatta4 ,si legga quel dialogo del ,leopardi che s'intitola appunto dal canonico polacco4 ,ci diede il colpo di grazia la scoperta del telescopio3 altra macchinetta infernale1 che pu fare il pajo con quella che volle regalarci la natura4 ,ma questa l'abbiamo inventata noi1 per non esser da meno4 ,mentre l'occhio guarda di sotto1 dalla lente pi piccola1 e vede grande ci che la natura provvidenzialmente aveva voluto farci veder piccolo1 l'anima nostra1 che fa8 salta a guardar di sopra1 dalla lente pi grande1 e il telescopio allora diventa un terribile strumento1 che subissa la terra e l'uomo e tutte le nostre glorie e grandezze4 ,fortuna che proprio della riflessione umoristica il provocare il sentimento del contrario2 il quale1 in questo caso1 dice3 -- ,ma poi veramente cos piccolo l'uomo1 come il telescopio rivoltato ce lo fa vedere8 ,se egli pu intendere e concepire l'infinita sua piccolezza1 vuol dire ch'egli intende e concepisce l'infinita grandezza dell'universo4 ,e come si pu dir piccolo dunque l'uomo8 ,ma anche vero che se poi egli si sente grande e un umorista viene a saperlo1 gli pu capitare come a ,gulliver1 gigante a ,lilliput e balocco tra le mani dei giganti di ,brobdignac4 ,,vi ,da quanto abbiamo detto finora intorno alla speciale attivit della riflessione nell'umorista1 appare chiaramente quale dell'arte umoristica necessariamente sia l'intimo processo4 ,anch'essa l'arte1 come tutte le costruzioni ideali o illusorie1 tende a fissar la vita3 la fissa in un momento o in varii momenti determinati3 la statua in un gesto1 il paesaggio in un aspetto temporaneo1 immutabile4 ,ma1 e la perpetua mobilit degli aspetti successivi8 e la fusione continua in cui le anime si trovano8 ,l'arte in genere astrae e concentra1 coglie cio e rappresenta cos degli individui come delle cose1 l'idealit essenziale e caratteristica4 ,ora pare all'umorista che tutto ci semplifichi troppo la natura e tenda a rendere troppo ragionevole o almeno troppo coerente la vita4 ,gli pare che delle cause1 delle cause vere che muovono spesso questa povera anima umana a gli atti pi inconsulti1 assolutamente imprevedibili1 l'arte in genere non tenga quel conto che secondo lui dovrebbe4 ,per l'umorista le cause1 nella vita1 non sono mai cos logiche1 cos ordinate1 come nelle nostre comuni opere d'arte1 in cui tutto 1 in fondo1 combinato1 congegnato1 ordinato ai fini che lo scrittore s' proposto4 ,l'ordine8 la coerenza8 ,ma se noi abbiamo dentro quattro1 cinque anime in lotta fra loro3 l'anima istintiva1 l'anima morale1 l'anima affettiva1 l'anima sociale8 ,e secondo che domina questa o quella1 s'atteggia la nostra coscienza2 e noi riteniamo valida e sincera quella interpretazione fittizia di noi medesimi1 del nostro essere interiore che ignoriamo1 perch non si manifesta mai tutt'intero1 ma ora in un modo1 ora in un altro1 come volgano i casi della vita4 ,s1 un poeta epico o drammatico pu rappresentare un suo eroe1 in cui si mostrino in lotta elementi opposti e repugnanti2 ma egli di questi elementi comporr un carattere1 e vorr coglierlo coerente in ogni suo atto4 ,ebbene1 l'umorista fa proprio l'inverso3 egli scompone il carattere nei suoi elementi2 e mentre quegli cura di coglierlo coerente in ogni atto1 questi si diverte a rappresentarlo nelle sue incongruenze4 ,l'umorista non riconosce eroi2 o meglio1 lascia che li rappresentino gli altri1 gli eroi2 egli1 per suo conto sa che cosa la leggenda e come si forma1 che cosa la storia e come si forma3 composizioni tutte1 pi o meno ideali1 e tanto pi ideali forse1 quanto pi mostran pretesa di realt3 composizioni ch'egli si diverte a scomporre2 n si pu dir che sia un divertimento piacevole4 ,il mondo1 lui1 se non propriamente nudo1 lo vede1 per cos dire1 in camicia2 in camicia il re1 che vi fa cos bella impressione a vederlo composto nella maest d'un trono con lo scettro e la corona e il manto di porpora e d'ermellino2 e non componete con troppa pompa nelle camere ardenti su catafalchi i morti1 perch egli capace di non rispettar neppure questa composizione1 tutto questo apparato2 capace di sorprendere1 per esempio1 in mezzo alla compunzione degli astanti1 in quel morto l1 freddo e duro1 ma decorato e in marsina1 un qualche borboglo lugubre nel ventre1 e d'esclamare 7poich certe cose si dicono meglio in latino73 -- ,digestio post mortem4 ,anche quei soldatacci austriaci della poesia del ,giusti1 di cui ci siamo occupati in principio1 son veduti in fine dal poeta come tanti poveri uomini in camicia3 sono spogliati cio di quelle loro uniformi odiose1 nelle quali il poeta vede un simbolo della schiavit della patria4 ,quelle uniformi compongono nell'animo del poeta una rappresentazione ideale1 della patria schiava2 la riflessione scompone questa rappresentazione1 spoglia quei soldati e vede in essi una torma di poveretti addogliati e derisi4 ,l'uomo un animale vestito1 -- dice il ,carlyle nel suo ,sartor ,resartus1 -- la societ ha per base il vestiario4 ,e il vestiario compone anch'esso1 compone e nasconde3 due cose che l'umorismo non pu soffrire4 ,la vita nuda1 la natura senz'ordine almeno apparente1 irta di contraddizioni1 pare all'umorista lontanissima dal congegno ideale delle comuni concezioni artistiche1 in cui tutti gli elementi1 visibilmente1 si tengono a vicenda e a vicenda cooperano4 ,nella realt vera le azioni che mettono in rilievo un carattere si stagliano su un fondo di vicende ordinarie1 di particolari comuni4 ,ebbene1 gli scrittori1 in genere1 non se n'avvalgono1 o poco se ne curano1 come se queste vicende1 questi particolari non abbiano alcun valore e siano inutili e trascurabili4 ,ne fa tesoro invece l'umorista4 ,l'oro1 in natura1 non si trova frammisto alla terra8 ,ebbene1 gli scrittori ordinariamente buttano via la terra e presentano l'oro in zecchini nuovi1 ben colato1 ben fuso1 ben pesato e con la loro marca e il loro stemma bene impressi4 ,ma l'umorista sa che le vicende ordinarie1 i particolari comuni1 la materialit della vita insomma1 cos varia e complessa1 contraddicono poi aspramente quelle semplificazioni ideali1 costringono ad azioni1 ispirano pensieri e sentimenti contrarii a tutta quella logica armoniosa dei fatti e dei caratteri concepiti dagli scrittori ordinarii4 ,e l'impreveduto che nella vita8 ,e l'abisso che nelle anime8 ,non ci sentiamo guizzar dentro1 spesso1 pensieri strani1 quasi lampi di follia1 pensieri inconseguenti1 inconfessabili finanche a noi stessi1 come sorti davvero da un'anima diversa da quella che normalmente ci riconosciamo8 ,di qui1 nell'umorismo1 tutta quella ricerca dei particolari pi intimi e minuti1 che possono anche parer volgari e triviali se si raffrontano con le sintesi idealizzatrici dell'arte in genere1 e quella ricerca dei contrasti e delle contraddizioni1 su cui l'opera sua si fonda1 in opposizione alla coerenza cercata dagli altri2 di qui quel che di scomposto1 di slegato1 di capriccioso1 tutte quelle digressioni che si notano nell'opera umoristica1 in opposizione al congegno ordinato1 alla composizione dell'opera d'arte in genere4 ,sono il frutto della riflessione che scompone4 ,se il naso di ,cleopatra fosse stato pi lungo1 chi sa quali altre vicende avrebbe avuto il mondo4 ,e questo se1 questa minuscola particella1 che si pu appuntare1 inserire come un cuneo in tutte le vicende1 quante e quali disgregazioni pu produrre1 di quanta scomposizione pu esser causa1 in mano d'un umorista come1 ad esempio1 lo ,sterne1 che dall'infinitamente piccolo vede regolato tutto il mondo6 ,riassumendo3 l'umorismo consiste nel sentimento del contrario1 provocato dalla speciale attivit della riflessione che non si cela1 che non diventa1 come ordinariamente nell'arte1 una forma del sentimento1 ma il suo contrario1 pur seguendo passo passo il sentimento come l'ombra segue il corpo4 ,l'artista ordinario bada al corpo solamente3 l'umorista bada al corpo e all'ombra1 e talvolta pi all'ombra che al corpo2 nota tutti gli scherzi di quest'ombra1 com'essa ora s'allunghi ed ora s'intozzi1 quasi a far le smorfie al corpo1 che intanto non la calcola e non se ne cura4 ,nelle rappresentazioni comiche medievali del diavolo1 troviamo uno scolare che per farsi beffe di lui gli d ad acchiappare la propria ombra sul muro4 ,chi rappresent questo diavolo non era certamente un umorista4 ,quanto valga un'ombra l'umorista sa bene3 il ,peter ,schlemihl di ,chamisso informi4 ,,fine ,,indice ,,parte ,,prima #a4 ,la parola umorismo #g #b4 ,questioni preliminari #ba #c4 ,distinzioni sommarie #dc #d4 ,l'umorismo e la retorica #eg #e4 ,l'ironia comica nella poesia cavalleresca #gg #f4 ,umoristi italiani #ada ,,parte ,,seconda ,essenza1 caratteri e materia dell'umorismo #afh ,,note3 #a ,in ,studi di ,critica e ,storia ,letteraria 7,bologna1 ,zanichelli ed41 #ahhj74 #b ,pag4 #agi4 #c ,e anche a ,napoli 7,arch4 stor4 p4le prov4 nap4 ,v4 #fjh74 ,e perch non citare anche quella degli ,umidi di ,firenze di cui il ,lasca disse 7,lett4 a ,mes4 ,lorenzo ,scala1 premessa al primo libro delle opere burlesche1 ed4 ,bern4 ,giunta #aedh73 la quale 7,accademia degli ,umidi7 principalmente fa professione1 essendovi tutte persone dentro allegre e spensierate1 dello stil burlesco1 giocondo1 lieto1 amorevole e1 per dir cos1 buon compagno84 ,si vedano1 per altro1 a proposito1 delle parole umore e umorismo1 il ,baldensperger 7,les dfinitions de l'humour in tudes d'histoires littraire1 ,paris1 ,hachette1 #aijg7 e lo ,spingarn nell'introduzione del primo volume della sua raccolta ,critical ,essays of the ,seventeenth ,century1 ,oxford1 ,clarendon ,press1 #aijh2 non che ci ne dice il ,croce in ,critica1 vol4 ,,vii1 pagine #bai-bj4 #d ,cecco ,angiolieri in uno dei suoi sonetti1 parlando della madre che gli vuol male1 dopo avere enumerato alcuni cibi dannosi ch'ella gli consiglia1 dice3 ,e se di questo non avessi voglia e stessi quasimente su la colla molto mi loda porri con la foglia4 #e ,lettera ,,xv4 #f ,vedi ,victor ,basch1 ,la potique di ,f4 ,schiller 7,paris1 ,alcan1 #aijb74 #g ,zur ,naturwissenschaft in ,allgemeinen4 ,tomo ,,xxxiv delle ,opere1 ed4 ,hempel1 pag4 #if-ig4 ,ma il ,goethe non tenne conto che prima dello ,schiller lo ,herder aveva distinto ,natur-poesie da ,kunst-poesie4 ,vedi anche ,v4 ,basch1 ,op4 cit4 #h ,vedi ,g4 ,muoni ,note per una poetica storica pel romanticismo 7,milano1 ,societ ,ed4 ,libr41 #aijf74 #i ,l',umorismo nell'arte moderna4 ,due conferenze al ,circolo filologico di ,napoli1 7,napoli1 ,detken ed41 #ahhe74 #aj ,verona1 #ahhe4 #aa ,la coltura1 #ae gennaio #ahhf4 #ab ,a4 ,biese1 ,die ,entwicklung der ,naturgefhls bei den ,griechen1 7,kiel #ahhb74 ,abbiamo su l'argomento lavori pi recenti4 #ac ,vedi ,h4 ,taine1 ,notes sur l',angleterre 7,paris1 ,hachette et ,cie1 douzieme dition1 #aijc7 -- ch4 ,,viii1 ,de l'esprit anglais1 pag4 #cci4 #ad ,vedi su lui il mio saggio ,un critico fantastico nel vol4 ,arte e scienza 7,roma1 ,w4 ,modes ed4 #aijh74 #ae ,il ,cantoni chiama propriamente questo suo lavoro grottesco1 forse per la contaminazione dell'elemento fantastico con la critica4 #af ,vedi ,jacques ,denis1 ,la comedie greque1 vol ,i1 chap4 ,,vi1 ,paris1 ,hachette et ,cie4 #ahhf1 e la bella e dotta prefazione di ,ettore ,romagnoli alla sua impareggiabile traduzione delle commedie di ,a4 7,torino1 ,bocca #aijh74 #ag ,teodor ,lipps1 ,komik und ,humor1 eine psychologisch-sthetische ,untersuchung 7,hamburg u4 ,leipzig1 ,voss #ahih74 #ah ,vedi su esse le sei letture del ,thackeray1 ,the ,english ,humourists1 of the eighteenth century 7,leipzig1 ,taucknitz1 #ahec74 ,sono3 ,swift ,congreve ,addison1 ,steele1 ,prior1 ,gay1 ,pope1 ,hogarth1 ,smollett1 ,fielding1 ,sterne1 ,goldsmith4 #ai ,il ,nencioni definisce l'umorismo una naturale disposizione del cuore e della mente a osservare con simpatica indulgenza le contradizioni e le assurdit della vita4 #bj ,allude alla ,vita e opinioni di ,tristram ,shandy4 #ba ,come suonano curiose queste lodi a uno scrittore inglese raffrontato con uno scrittore francese1 dopo aver letto nel ,taine la pagina su l'esprit francese e su l'inglese6 #bb ,palermo1 ,r4 ,sandron ed4 #aijd4 #bc ,la retorica corrisponde alla logica -- aveva gi detto ,aristotile 7,ret4 lib4 ,i1 c4 #a74 #bd ,il ,croce1 in una recensione sulla prima edizione di questo mio saggio1 nel ,,vii volume di ,critica1 ha voluto credere ch'io1 dicendo cos1 contrapponessi arte e umorismo e affermassi che umorismo l'opposto dell'arte1 perch questa compone e quello scompone4 ,veda il lettore intelligente se lecito e giusto argomentare dalle mie parole una cos recisa e assoluta contrapposizione o opposizione2 se lecito e giusto1 dopo aver con molta leggerezza e senz'alcun fondamento argomentato cos1 aggiungere come fa il ,croce3 ,ma1 forse1 la parola andata di l dal pensiero del ,p41 il quale non voleva gi dire che l'umorismo non sia arte1 ma piuttosto che sia un genere d'arte1 che si distingue dagli altri generi d'arte o dal complesso di essi4 ,ritorner su questo appunto pi oltre1 quando tratter della speciale attivit della riflessione nella concezione dell'opera umoristica4 ,mi contenter qui per ora di rispondere al ,croce1 ch'egli fa -- non so se volutamente o no -- una confusione tra i cos detti generi letterarii come li intendeva la retorica1 la cui eliminazione da accettare1 con quelle distinzioni1 che non solo sono legittime1 ma anche necessarie tra le varie espressioni1 quando non si voglia confondere l'una con l'altra1 abolendo ogni critica1 per concludere filosoficamente che tutte sono arte e che ciascuna come arte non si pu distinguere dalla restante arte4 ,l'umorismo non un genere letterario1 come poema1 commedia1 romanzo1 novella1 e via dicendo2 tanto vero che ognuno di questi componimenti letterarii pu essere o non essere umoristico4 ,l'umorismo qualit d'espressione1 che non possibile negare per il solo fatto che ogni espressione arte e come arte non distinguibile dalla restante arte4 ,la molta preparazione filosofica 7la mia1 si sa1 pochissima7 ha condotto il ,croce a questa edificante conclusione4 ,si pu s parlare di questo o di quell'umorista2 egli1 filosoficamente1 non ha nulla in contrario2 ma guai a parlar dell'umorismo6 ,subito la filosofia del ,croce diventa un formidabile cancello di ferro1 che vano scrollare4 ,non si passa6 ,ma che c' dietro quel cancello8 ,niente4 ,questa sola equazione3 intuizione espressione1 e l'affermazione che impossibile distinguere arte da non arte1 l'intuizione artistica da intuizione comune4 ,ah1 va bene6 ,non vi pare che si possa benissimo passar davanti a questo cancello chiuso1 senza neanche voltarci a guardarlo8 #be ,vedi il mio volume ,arte e ,scienza 7,roma ,w4 ,modes ed4 #aijh7 ,i sonetti di ,cecco ,angiolieri4 #bf ,vedi ,morandi1 ,prefaz4 ai sonetti romaneschi del ,belli 7,citt di ,castello1 ,lapi1 ,vol4 ,i1 #ahhi74 #bg ,citt di ,castello1 ,lapi ed41 #ahhh4 #bh ,quanti spunti di vero e proprio umorismo in ,poggio6 ,baster ricordare il patto di quel buon'uomo col cantastorie di piazza per differir la morte di ,ettore1 che tanto lo addolorava2 la risposta di quel cardinal di ,spagna ai soldati della ,santa ,sede3 ,ancora non ho fame2 la disperazione di quel bandito per la goccia di latte venutagli in gola durante la quaresima1 ecc4 ecc4 #bi ,vedi sul ,pulci il libro di ,attilio ,momigliano ,l'indole e il riso di ,l4 ,p4 7,rocca ,s4 ,casciano1 ,cappelli1 #aijg71 da cui per in gran parte io dissento1 come dir appresso2 e quel che dicono del ,folengo il ,de ,sanctis nella sua ,storia d4 lett1 ital4 cap4 ,,xvi1 il ,canello nel suo ,cinquecento e gli studii dello ,zumbini e dello ,zannoni4 #cj ,si legga a questo proposito quel che dice il ,graf nel suo aureo libro ,attraverso il ,cinquecento su le condizioni del letterato nel sec4 ,,xvi4 #ca #ahgi1 ,,iii1 p4 #fbj e segg4 #cb ,paris1 #ahhj4 #cc ,trad4 del ,gorra 7,torino1 ,loescher1 #ahhh74 ,vedi ,lib4 ,,iii cap4 ,,iii 7,valore dell',epopea74 #cd ,i cavalieri si permettono anche1 e questo accade negli stessi poemi della crociata1 di farsi beffe dei cerimonieri4 ,cos nell',antioche accade una scena piacevole e caratteristica1 quando i cavalieri francesi escono dalla citt per combattere contro ,kerboga4 ,enguerrant de ,saint-,pol sta loro alla testa e il suo lucido elmo forbito e la sua corazza splendente scintillano ai raggi del sole4 ,quando sono usciti dalla citt1 si fermano e un arcivescovo implora la benedizione dal cielo sopra di loro e vuole aspergerli con acqua benedetta1 ma ,enguerrant fa qualche obiezione e lo prega di non macchiargli l'elmo3 ,anqui le vourrai bel a ,sarrasins mostrer 7vedi ,pigeonneau1 ,cycle de la ,croisade1 p4 #ij-ia74 #ce ,firenze1 ,barbra1 #ahei4 #cf ,vedi ,scritti varii inediti o rari1 a cura di ,b4 ,croce1 vol4 ,i1 ,napoli1 ,morano e figlio1 #ahih4 ,il ,de ,santis poi nella sua ,storia della letteratura it4 corresse il suo giudizio sul ,pulci e sul poema4 ,qui ho citato il suo primo giudizio solo perch anche da un errore 7del resto riparato7 del sommo critico1 si pu trarre profitto1 ponendo in giusta evidenza1 in questa facile confutazione1 tra i due casi di cui egli parla1 quale veramente sia quello del ,pulci4 #cg ,vedi il vol4 gi citato ,l'indole e il riso di ,l4 ,p41 ,rocca ,s4 ,casciano1 ,cappelli1 #aijg4 #ch ,pag4 #abj-aba del vol4 cit4 #ci ,pag4 #aac4 #dj ,vedi ,introduzione alle ,fonti dell',orl4 ,fur41 seconda ed4 pag4 #bj 7,firenze1 ,sansoni1 #aijj74 #da ,vedi in ,critica militare 7,messina1 ,trimarchi1 #aijg7 lo studio ,la fantasia dell',ariosto 7pubbl4 prima su la ,nuova ,antologia74 #db curioso veramente il notare a quali aberrazioni pot essere condotto il ,rajna dalla smania di sorprendere a ogni costo il poeta del ,furioso con le mani nel sacco altrui4 ,a proposito di questo episodio di ,sacripante e ,angelica1 cita nientemeno che #ab esemplari1 che l',ariosto avrebbe dovuto aver presenti4 ,e non si accorge ch' stupido senz'altro il ravvicinamento di queste pretese fonti1 poich nell',ariosto1 invece del solito cavaliere che ascolta furtivo i lamenti1 abbiamo ,angelica1 proprio lei in persona4 ,ma questo1 -- ha il coraggio di notare il ,rajna1 -- una differenza di sommo momento per ,sacripante1 ma secondaria per noi4 ,gi6 come dire che1 se veramente il ,tasso ebbe presente il battesimo di ,sorgalis nei ,chetif a proposito del battesimo di ,clorinda1 differenza secondaria che ,tancredi battezzi ,clorinda in luogo di un'altro cavaliere qualsiasi6 ,sapete quali sono invece le parti sostanziali8 ,erba1 alberi1 acqua1 se giorno o notte1 e simili altre amenit4 ,come se ,angelica non fosse nel bosco fin dal principio del canto6 ,avrebbe potuto risparmiarsi il ,rajna tanto sfoggio di erudizione e venir senz'altro all'episodio di ,prasildo nel ,bojardo4 ,la differenza per rimane sempre sostanziale4 ,l',ariosto prende un verso al ,bojardo3 ,che avria spezzato un sasso di pietade2 ma glielo corregge cos3 ,che avrebbe di piet spezzato un sasso4 ,ecco tutto4 #dc ,applico qui la formula del ,lipps che definisce appunto l'umorismo3 ,erhabenheit in der ,komik und durch dieselbe 7vedi ,op4 cit41 pag4 #bdc74 ,ma come si spiega questo superamento del comico attraverso il comico stesso8 ,la spiegazione che d il ,lipps non mi sembra accettabile per quelle stesse ragioni che infirmano tutta la sua teoria estetica4 ,vedi su questa la critica del ,croce nella seconda parte della sua ,estetica1 pag4 #dcd4 #dd ,vedi ,arcoleo1 op4 cit41 pag4 #id-ie4 #de ,vedi in ,studii drammatici 7,torino1 ,loescher1 #ahgh74 ,le tre commedie sono ,la ,calandria1 ,la ,mandragola1 ,il ,candelajo4 #df ,certe tropologie del ,bruno sono di un'efficacia senza pari2 cos1 quando di un inetto ragionatore dice che venuto armato di parole e scommi che si muojono di fame e di freddo4 ,certe comparazioni scolpiscono1 come l dove di due presuntuosi sapienti dice che l'uno parea il conestabile de la gigantessa dell'orco1 l'altro l'amostante de la dea riputazione4 ,nella ,cabala del ,cavallo pegaseo cos descritto ,don ,cocchiarone1 mistiriarca filosofo3 ,don ,cocchiarone pien d'infinita e nobil meraviglia sen va per il largo de la sua sala1 dove rimosso dal rude ed ignobil volgo1 se la spasseggia1 e rimenando or quinci or quindi de la litteraria sua toga le fimbrie1 rimenando or questo or quell'altro piede1 rigettando or verso il destro or verso il sinistro fianco il petto1 con il testo commento sotto l'ascella1 e con gesto di voler buttar quel pulce ch'ha tra le due prime dita1 in terra1 con la rugata fronte cogitabondo1 con erte ciglia et occhi arrotondati1 in gesto d'un uomo fortemente meravigliato1 conchiudendola con un grave et enfatico sospiro1 far pervenire a l'orecchio de' circostanti questa sentenza3 ,hucusque alii ,philosophi non pervenerunt4 #dg ,vedi ,giovanni ,merlino1 umorista1 ,napoli1 ,pierro1 #ahih4 #dh ,vedi nella seconda parte la dimostrazione dell'umorismo di don ,abbondio1 che all',arcoleo sembra una figura ridicola o comica senz'altro4 #di ,del ,richter si possono citare parecchie definizioni4 ,egli chiama anche l'umorismo sublime a rovescio4 ,la descrizione migliore1 secondo il suo modo d'intenderlo1 quella a cui gi abbiamo accennato altrove1 parlando della diversit del riso antico dal riso moderno3 ,l'umore romantico l'atteggiamento grave di chi compari il piccolo mondo finito con l'idea infinita3 ne risulta un riso filosofico che misto di dolore e di grandezza4 un comico universale1 pieno di tolleranza cio e di simpatia per tutti coloro che1 partecipando della nostra natura1 ecc4 ecc44 ,altrove parla di quella certa idea che annienta1 che ha avuto molta fortuna presso i critici tedeschi1 anche applicata in un senso meno filosofico4 ,der ,humor kann1 dice il ,lipps1 schliesslich ein vollbewusster sein4 ,er ist ein solcher1 wenn der ,trger desselben sich sowohl des ,rechtes1 als auch der ,beschrnktheit seines ,standpunktes1 sowohl seiner ,erhabenheit als auch relativen ,nichtigkeit bewusst ist4 #ej ,paris1 ,alcan1 #aijd1 pag4 #bgf4 #ea ,vedi nei mio volume gi citato ,arte e ,scienza il saggio ,un critico fantastico4 #eb ,mi avvalgo qui di alcune acute considerazioni contenute nel libro di ,giovanni ,marchesini1 ,le finzioni dell'anima 7,bari1 ,gius4 ,laterza e figli1 #aije74 #ec ,un parlare ambiguo1 un tacere significativo1 un restare a mezzo1 uno stringere d'occhi che esprimeva3 non posso parlare2 un lusingare senza promettere1 un minacciar in cerimonia2 tutto era diretto a quel fine2 e tutto1 o pi o meno1 tornava in pr4 ,a segno che fino un3 io non posso niente in questo affare1 detto talvolta per la pura verit1 ma detto in modo che non gli era creduto1 serviva ad accrescere il concetto1 e quindi la realt1 del suo potere3 come quelle scatole che si vedono ancora in qualche bottega di speziale1 con su certe parole arabe1 e dentro non c' nulla3 ma servono per mantenere il credito alla bottega4 #ed ,lo stesso ufficio si d il ,thackeray anche nel ,libro degli ,snobs e in quella ,novella senza eroi1 o vanit illuminate con le candele stesse dell'autore4 #ee ,vedi nel libro di ,alfredo ,binet ,les altrations de la personalit quella rassegna di meravigliosi esperimenti psico-fisiologici1 da cui queste e tant'altre considerazioni si possono trarre1 come notava gi ,g4 ,negri nel libro ,segni dei tempi4 ,nota del ,trascrittore ,ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute1 correggendo senza annotazione minimi errori tipografici4