,,cesare ,,pascarella ,,prose 7#ahhj -- #ahij7 ,edizione curata1 integrata e sola riconosciuta dall',autore ,s4 ,t4 ,e4 ,n4 ,,societ ,,tipografico-,,editrice ,,nazionale 7gi ,roux e ,viarengo -- ,marcello ,capra -- ,angelo ,panizza7 ,torino1 #aibj4 ,,tutti ,i ,,diritti ,,di ,,riproduzione1 ,,di ,,traduzione1 ,d',,adattamento ,e ,d',,esecuzione ,,sono ,,riservati ,,per ,,tutti ,i ,,paesi ,copyright #aibj1 by the ,,societ ,,tipografico-,,editrice ,,nazionale 7,s4,t4,e4,n471 ,turin4 ,gli scritti che si raccolgono in questo volume1 meno il ,caff ,greco1 furono pubblicati fra il #ahhj e il #ahij nel ,capitan ,fracassa1 nella ,nuova ,antologia1 nel ,fanfulla e nel ,fanfulla della ,domenica4 ,il ,caff ,greco1 letto dall',autore nel #ahij a ,padova nell'aula della ,gran ,guardia e a ,firenze nella sala maggiore del ,circolo artistico1 si stampa ora per la prima volta4 ,,memorie ,d',,uno ,,smemorato ,nello studio dove eravamo non si poteva pi vivere4 ,si stava in una soffitta al sesto piano di un casamento altissimo1 dove1 nell'estate si bruciava come in un forno1 e nell'inverno1 nei giorni di pioggia1 anche i quadri ad olio diventavano all'acquarello4 ,e come se questo fosse poco1 sotto a noi abitava la pi numerosa e pi filarmonica famiglia che io abbia mai conosciuto1 il cui capo1 un omone con un barbone nero che gli scendeva fin sulla pancia1 era impiegato nelle regie poste e suonava il trombone4 ,quando tornava in casa1 mentre la moglie gli apprestava il desinare1 egli si metteva a soffiare nel suo strumento e cominciava il terremoto4 ,le sue figliuole poi1 non facevano altro che tormentare un povero pianoforte con la coda1 il quale mandava certi suoni1 emetteva certi lamenti e certi guaiti1 come se gliela pestassero4 ,un giorno1 mentre il trombone del nostro vicino brontolava pi fastidiosamente del solito1 il mio compagno di studio1 misurando l'angusta soffitta col passo dell'uomo che ha da dire cose gravi1 mi confid come un nuovo tormento venisse ad aggiungersi al trombone e al pianoforte4 -- ,a coda6 -- mormorai io4 -- ,gi4 ,ed a coda anche il nuovo istrumento di tortura4 -- ,cio8 -- ,guarda6 -- mi disse allora l'amico2 e aperta la finestra mi accenn una gabbia di vimini1 entro la quale nereggiava un merlo spennacchiato4 ,poi richiuse le imposte e incominci a discorrere per provarmi che noi due1 l dentro quella soffitta1 ci logoravamo inutilmente l'intelligenza2 che bisognava trovare uno studio decente2 che non era possibile rimanere pi a lungo in quel bugigattolo4 ,e incrociando le braccia sul petto concluse3 -- ,non hai mai pensato che se ci dessero l'ordinazione di dipingere un gran quadro saremmo costretti a rifiutarla per mancanza di spazio8 -- ,sarebbe doloroso4 -- ,per noi e per l'arte nazionale4 ,insomma1 restammo d'accordo sulla necessit assoluta di metterci alla ricerca di uno studio1 dove1 se mai qualcuno ce l'avesse chiesto1 avremmo potuto dipingere il gran quadro1 senza i borborigmi del trombone1 senza i guaiti del pianoforte e senza i fischi del merlo4 99 99 99 ,di studii se ne videro molti in via ,sistina e lungo la via ,margutta1 nei nuovi quartieri e pei vicoli popolosi e pittoreschi della vecchia ,roma4 ,alcuni avevano l'ampio finestrone aperto sui giardini e sui cortili1 altri ricevevano la luce da una larga finestra aperta nel mezzo del soffitto4 ,quasi tutti conservavano sulle pareti le tracce di coloro che li avevano abitati1 e sulle porte riverniciate di fresco si leggevano ancora nomi d'artisti e di modelle1 sentenze e appuntamenti commentati allegramente da caricature e disegni4 ,su la porta di uno di tali studii leggemmo questa iscrizione1 che non m' pi uscita dalla memoria3 ,quando si sta dentro e non s'apre a chi bussa una porcheria4 ,sono stufo di camminare e metto le carte in mano all'avvocato4 ,quale dramma1 racchiuso in cos poche parole6 ,fra i tanti studii da noi visitati l'unico che ci piacque fu un comodo stanzone in via ,margutta2 ma quel che non ci piacque affatto furono le ottanta lire al mese che ne chiedevano di pigione4 -- ,ottanta lire1 come vedono1 tutt'altro che caro -- ci diceva il suo proprietario accompagnandoci e sbatacchiando due chiavette con la destra4 -- ,e poi1 come vedono -- proseguiva -- questo studio ha tutti i comodi3 due porte1 -- e strizzava maliziosamente un occhio -- acqua da bere444 -- ,e questo il guaio4 -- ,perch8 -- ,perch1 -- ripresi subito io mestamente -- c' qui il mio amico che all'et di sette anni ebbe la sventura di morire annegato nel ,tevere1 e da quel momento non pu pi soffrire la vista dell'acqua4 -- ,e mentre il padrone1 che aveva finito di giocherellare con le chiavette1 ci guardava trasecolato1 noi ce ne andammo4 ,finalmente1 lo studio che ci conveniva lo trovammo in un misero fabbricato fra le vigne e gli orti1 fuor di una porta della citt4 ,il fabbricato dai muri scalcinati e anneriti1 sui quali si abbarbicavano piante parassite1 si sarebbe scambiato a prima vista per un vecchio fienile se sulla porta d'ingresso non vi fosse stata inchiodata una targa di legno su cui sbiadita dal tempo si leggeva questa iscrizione3 ,,stabilimento ,,di ,,studii ,,di ,,pittura ,e ,,scultura4 ,difatti in quella casa c'erano parecchi studii per pittori e scultori4 ,i primi occupavano il primo piano che era anche l'ultimo2 i secondi stavano nelle camere terrene4 ,ma oltre alle stanze che servivano d'incomodo asilo agli artisti1 nello stabilimento ce n'erano anche altre tre le quali1 bench in origine fossero state costruite anche loro per essere consacrate all'arte1 avean finito con l'esser destinate all'industria4 ,nella prima abitava una torma di lavandaie e di stiratrici2 nell'altra dimorava un vecchio contadino le cui figliuole all'occorrenza si adattavano anche a far da modelle2 l'ultima era n pi n meno che uno spedale per i cani1 diretto da una vecchia popolana che a vederla quando cuoceva i medicamenti per le sue bestie inferme tra il fumo che usciva dalle pentole1 pareva una strega che preparasse filtri per qualche incantesimo4 ,il padrone dello stabilimento quando andammo a proporgli di cederci in affitto una stanza che stava per essere abbandonata da un pittore triestino1 ci accolse affabilmente4 ,era in manica di camicia2 e poich il sole splendeva in quel giorno pi del solito1 ci forz a sederci su un murello1 accanto alla porta della sua casa1 per fare insieme quattro chiacchiere4 ,ci parl del ,vaticano1 della ,sistina1 del ,bramante1 di ,michelangiolo1 di ,raffaello1 e poi volle anche raccontarci la eroica difesa di ,roma del quarantanove alla quale egli aveva preso parte2 e non smise1 se non quando la sua serva venne ad annunciargli che il pranzo era pronto4 ,allora1 dopo averci chiesto i nostri nomi1 e averli segnati con un mozzicone di lapis in un libricciuolo foderato di cartapecora1 ci lasci dicendoci che nel pomeriggio potevamo andare a pigliar possesso dello studio4 -- ,andateci pure -- ci disse -- e il triestino prima di andarsene vi consegner le chiavi4 ,nel pomeriggio tornammo nello stabilimento con le nostre cartelle2 salimmo una scaletta2 traversammo un corridoio oscuro1 e picchiammo alla porta del triestino4 ,un concerto di furiosi abbaiamenti e guaiti ci rispose dal fondo del corridoio4 ,s'ud una voce urlare per rabbonire i cani irritati1 e poi444 ,silenzio4 ,bussai di nuovo pi forte4 -- ,e avanti perdio6 -- tuon1 allora1 una voce minacciosa di dentro allo studio4 ,e noi1 entrammo e restammo ritti1 impalati vicino all'uscio4 ,nello stanzone un giovinotto radunava in una cartella alcuni disegni4 ,qualche quadretto stava gittato in terra1 e un tavolino a tre gambe s'appoggiava al muro per non cadere4 -- ,buon giorno -- disse il giovinotto senza neppure guardarci4 -- ,buon giorno6 -- rispondemmo noi all'unisono1 e1 posate in terra le nostre cartelle1 restammo silenziosi a guardare la figura magra e donchisciottesca del pittore che dopo di aver chiuso nella cartella i disegni s'era messo a raccogliere in una piccola valigia alcuni pezzi di stoffa4 ,quand'ebbe chiuso con una cordicella la valigetta si volse verso di noi e3 -- ,se vogliono accomodarsi -- ci disse -- non facciano complimenti4 -- ,nella stanza non c'era neanche l'ombra di una sedia4 ,il pittore1 allora1 radun entro un largo foglio di carta sudicia una quantit di boccette vuote1 di pennelli logori e di colori andati a male2 s'avvicin al finestrone e li gitt fuori2 quindi and in un angolo dello studio1 prese due ciabatte vecchie e le lanci con forza fuori della finestra4 ,le due ciabatte mulinarono un istante sul cielo nuvoloso come due uccellacci neri1 e scomparvero4 ,intanto aveva cominciato a piovere1 e il giovinetto come se ne provasse piacere1 seguitava sempre a gittare gli oggetti inutili dalla finestra2 poi1 crescendo la furia dell'acqua1 richiuse la vetrata e portandosi le mani ai fianchi1 facendo arco della schiena1 mugol con voce nera3 -- ,accidenti alla pittura e a chi l'ha inventata -- ,e volgendosi ancora a noi1 che eravamo sempre l ritti come due coristi1 seguit3 -- ,me lo sanno dire loro chi l'ha inventato questo flagello di ,dio8 -- ,i greci6 -- risposi io prontamente4 -- ,allora accidenti alla ,grecia6 -- riprese con voce sicura il giovinotto2 e appoggiando i gomiti al davanzale della finestra1 rimase a guardare1 col naso sui vetri1 la campagna grigia che si distendeva sotto la pioggia dirotta fino ai colli ultimi ove si perdeva nel cielo tempestoso4 -- ,bah6 -- borbott poi volgendosi bruscamente1 come se volesse scacciare i pensieri tristi -- non ci pensiamo6 -- ,e presa la valigetta e una cartella1 soggiunse3 -- ,stiano bene4 ,me ne vado4 ,ecco la chiave4 -- ,con quest'acqua8 -- ,ci sono abituato -- ribatt il pittore alzando le spalle2 e pigliato un disegno che aveva lasciato sul tavolino a tre gambe 7una testina di ciociara segnata coi pastelli7 porgendolo a noi1 disse sorridendo3 -- ,lo terranno per mio ricordo4 -- ,grazie6 ,ma lei non se ne va1 ora4 -- disse il mio amico sbarrandogli la via dell'uscio4 -- ,non posso trattenermi1 debbo partire4 -- ,parte8 -- ,vado a ,napoli4 -- ,ma allora1 le vogliamo augurare il buon viaggio4 ,qui sotto c' un'osteria8 -- ,pur troppo6 -- fece il pittore4 ,l'acqua intanto rinforzava e il mio amico usc e torn di l a poco1 con un litro e tre bicchieri4 -- ,alla vostra salute e alla vostra fortuna4 -- ,alla vostra -- soggiunse il pittore1 e urtammo i tre bicchieri che mandarono un trillo allegro in quello stanzone triste4 -- ,evviva444 ,evviva444 -- esclam allora una voce di sotto alle tavole del pavimento4 -- ,nel mio studio piove acqua e nel tuo piove vino1 eh6 -- ,oh1 ,mario6 vieni su6 -- grid il triestino1 chinando la testa verso l'assito4 -- ,vengo4 -- rispose la voce di sotto al pavimento di tavole1 e s'ud il colpo d'un uscio che si chiudeva4 -- lo scultore che sta qui sotto4 -- ,ci disse il pittore3 e non aveva finito di dirlo quando la porta dello studio s'apr ed entr un giovinotto tarchiato1 vestito d'un camiciotto di tela gialla1 con in capo un berretto rosso alla turca4 ,rest sorpreso nel vederci e poi chiese al triestino3 -- ,non sei partito8 -- ,parto stasera4 ,bevi6 -- ,e vuotato il resto del vino in un bicchiere1 lo porse allo scultore1 dicendogli3 -- ,ti presento i nuovi inquilini4 ,noi ci inchinammo ed egli dopo aver toccati col suo bicchiere i nostri3 domand al pittore3 -- ,e tu8 ,non bevi8 ,il litro era vuoto4 -- ,aspetta6 -- fece lo scultore1 ed usc4 -- ,bravo giovinotto6 ,bravo giovinotto6 -- ci disse il triestino posando il bicchiere vuoto sul tavolino3 -- un siciliano2 e loro che si trattengono qui444 -- ,accidenti come vien gi6 -- esclam lo scultore rientrando di corsa1 fradicio d'acqua1 cavando un litro e un bicchiere di sotto al camiciotto4 ,vuotato il nuovo litro1 il triestino ne volle pagare uno anche lui1 e allora ognuno trasse di tasca la pipa e s'incominci a parlare come se ci fossimo conosciuti da cento anni4 99 99 99 ,quando abbandonammo lo studio1 sul cielo rasserenato brillavano le stelle e un venticello freddo e leggiero faceva svolazzare il fiocco della cravatta allo scultore1 che1 calcatosi in testa il cappello a cencio1 parlava furiosamente1 trinciando l'aria con le mani aperte4 -- ,michelangelo1 ,tiziano1 ,raffaello1 ,correggio6 -- diceva -- ,eccoli qua questi quattro nomi che ci stanno sospesi eternamente sul capo come quattro spade di ,damocle4 ,la forma1 il colore1 la grazia e il chiaroscuro4 ,e noi eccoci qua a bussare alla porta del gran teatro dell'arte1 dove si rappresenta quella bella commedia che il vero4 ,cari amici1 i buoni posti son presi4 ,non ci resta se non qualche posto di piccionaia4 -- ,e si sbottonava nervosamente la giacca4 ,poi accese un mozzicone di sigaro e scotendo la testa continu3 -- ,lavoriamo1 sudiamo1 sgobbiamo1 facciamo la grande statua1 il gran quadro2 e l'ultimo imbecille che gitter1 passando frettoloso1 una occhiata sulla nostra opera che sar costata a noi tante lacrime e tanto sudore1 mormorer allontanandosi il solito ,michelangelo per la forma1 l'inevitabile ,tiziano pel colore1 l'ineluttabile ,raffaello per la grazia e l'immancabile ,correggio pel chiaroscuro4 ,siamo nati troppo tardi4 ,i buoni posti son presi4 ,e gittando via il sigaro1 ripigliava animandosi sempre pi3 -- ,e il bello 1 che ad ogni istante mi sento urlare alle calcagna da cento voci3 lavora6 lavora6 ,ma per chi debbo lavorare8 ,per il pubblico8 ,giusto6 ,proprio per questo ignorante e pitocco che dice di amare i suoi ,michelangeli1 i suoi ,tiziani1 i suoi ,raffaelli e i suoi ,correggi perch il dirlo non costa niente4 ,per la gloria8 ,e chi l'ha mai conosciuta questa strega8 ,dunque8 ,per chi debbo lavorare8 ,per chi8 -- ,e s'era fermato in mezzo alla via con le mani sui fianchi fissando il terreno fangoso4 -- ,per i posteri6 -- gli rispose il triestino1 posando in terra la valigetta che tentava di liberarsi dalla cordicella che la stringeva troppo4 -- ,bravo6 -- riprese allora lo scultore -- ,proprio per loro voglio logorarmi la vita6 ,per questi scrocconi dell'umanit4 ,e che obbligo ho io di lavorare per i posteri8 ,forse per dare il gusto1 di qui a mille anni1 a un lustrascarpe milionario di comperare una mia statua per un milione di scudi8 ,bella soddisfazione6 ,e poi scusa1 perch mai io dovrei lavorare per i posteri8 ,che cosa hanno fatto loro per noi8 -- ,niente6 -- sentenzi il triestino -- ,niente6 ,intanto il vento fresco fischiava nella stradicciuola solitaria1 sul cielo brillavano le stelle e dalle vicine campagne venivano i canti tremolanti dei grilli e il gracidare rauco delle rane4 99 99 99 ,il giorno dopo andai a far visita allo scultore e lo trovai che lavorava attorno a un busto di creta4 ,ci stringemmo la mano come vecchi amici e mentre volgevo gli occhi verso il suo lavoro3 -- ,per carit -- esclam -- non guardi4 roba da morire4 ,lavoro dalla fotografia ed proprio un martirio6 ,ma come si fa8 ,vivere bisogna6 -- ,per altro somiglia4 -- dissi confrontando il busto con una fotografia che l'artista m'aveva presentata4 -- ,sentiremo che cosa ne penser il committente4 ,giusto ora deve venire4 -- ,allora vuol dire che gli ultimi colpi di stecca glie li dar avendo a modello il vero4 -- ,no1 no -- mi rispose egli ridendo4 -- ,il committente il figlio di questo busto4 -- ,dunque il busto444 -- morto4 -- soggiunse lo scultore accarezzandogli il naso col pollice2 -- lo modello per commissione del figlio che mi ha mandato questa orribile fotografia4 ,a questo punto s'ud picchiare alla porta4 -- ,le sono d'incomodo8 -- dimandai4 -- ,no1 resti -- riprese2 e volgendosi verso la porta1 disse ad alta voce3 -- ,avanti6 ,un uomo sorridente1 avvolto in un mantello di panno nero foderato di lanetta verde1 comparve su l'uscio esclamando3 -- ,bongiorno6 -- ,bongiorno6 -- rispose il giovinotto stringendogli la mano con effusione e forzandolo a non togliersi il cappello a cono4 ,io intanto m'ero seduto in un angolo di un canap1 su la cui stolta sdruscita ai ghirigori del tessuto si mescolavano schizzi di gesso e sberleffi di argilla secca4 -- ,dunque8 -- chiese il provinciale sempre sorridente1 asciugandosi con un ampio fazzoletto turchino il sudore che gli scolava gi per le gote infiammate4 ,lo scultore s'era avvicinato al cavalletto e aspettava1 con le mani nelle tasche dei calzoni1 fermo accanto alla testa di creta4 ,nel silenzio s'udiva il ronzio di un moscone impigliatosi in una tela di ragno su l'ultimo vetro del finestrone4 -- ,dunque8 ,il busto8 -- riprese il buon uomo sempre sorridendo e girando qua e l per lo studio gli occhi tondi4 -- ,eccolo4 -- disse alla fine il giovinotto1 accennando la sua ultima creazione4 ,ci fu un altro istante di silenzio2 poi il provinciale smise di sorridere e appuntando l'indice teso verso il busto e gli occhi spalancati in volto all'artista1 esclam con voce rassegnata3 -- ,questo mio padre8 -- ,non le piace8 -- domand il giovinotto1 aggrottando le ciglia4 -- ,mah6 -- ,mah6 caro lei -- interruppe allora il mio amico animandosi -- caro lei1 dalla fotografia1 capir che si lavora a un di presso4 -- ,eh6 ,gi6 ,capisco6 ,la fotografia un di presso -- balbett il pover'uomo2 -- ma la bona memoria di mio padre non aveva la barba4 -- ,non aveva la barba8 ,e questa che cosa 8 -- dimand allora lo scultore impazientito1 mostrando al provinciale il ritratto da cui aveva ricavato il busto4 ,il buon uomo lo prese in mano1 e come l'ebbe guardato esclam3 -- ,ma questo non mio padre6 ,era avvenuto un equivoco deplorevole4 ,il fotografo incaricato di spedire all'artista la fotografia1 in luogo di un ritratto ne aveva mandato un altro4 -- ,ed ora -- chiese lo scultore -- come s'accomoda8 ,lei m'ha mandato una fotografia1 m'ha scritto di ritrarne un busto2 il busto l'ho fatto4 ,dunque8 ,seppi di poi come s'erano accomodati4 ,per venticinque lire di pi sul prezzo stabilito1 l'alunno di ,fidia s'era impegnato a togliere la barba al busto1 e a consegnarlo in tutto e per tutto somigliante al nuovo ritratto che gli sarebbe stato mandato4 99 99 99 ,la stanza vicina alla nostra era stata presa in affitto da tre pittori paesisti4 ,tre figure1 che a vederle insieme non si poteva fare a meno di sorridere4 ,il primo1 grassoccio1 e alto come un granatiere1 andava sempre attorno vestito con un costume di velluto che1 a seconda della maggiore o minor quantit di luce che vi pioveva sopra1 cangiava di colore4 ,perci lo chiamavano il camaleonte4 ,il secondo1 un giovinetto lungo1 secco e nervoso come una donna isterica1 portava sempre in dosso una lunga palandrana nera1 sempre sbottonata1 che gli scendeva fino alle calcagna2 l'ultimo1 basso e tarchiato1 con la faccia grassa come una luna piena1 con una selva di capelli rossastri e ricciuti1 girava per il mondo1 tanto d'estate quanto d'inverno1 con un soprabito verdastro e un paio di stivaloni alla scudiera4 ,i primi due pi che dipingerlo il paesaggio1 lo ragionavano4 ,il terzo ascoltava sempre i suoi compagni accigliato e silenzioso1 e all'ultimo1 quando i due per il lungo parlare restavano senza voce1 chiudeva tutte le discussioni con queste parole3 -- ,non si pu essere esclusivisti4 questione di coscienza4 ,l'arte una laguna4 ,il camaleonte non ammetteva che si potesse togliere nemmeno un filo d'erba dalla scena che si ricopiava dal vero4 ,l'altro invece gridava con la sua vocetta di galletto di primo canto1 che il vero si deve copiarlo non come si vede1 ma come si ama4 ,e lui1 lo amava come lo avevano amato ,claudio di ,lorena e il ,pussino4 ,nutriva un odio furioso contro gli ortolani1 e faceva risalire a quei poveri lavoratori della terra la causa della mancanza di buoni maestri di paesaggio4 -- ,ma se piantano gli alberi dove non stanno bene6 -- gridava1 torcendosi come una biscia4 ,e soggiungeva subito3 -- ,fino a quando gli ortolani e i vignaroli non conosceranno il ,liber ,veritatis del grande ,claudio1 -- e qui1 se lo aveva in testa1 si levava il cappello -- fino a quando essi non sapranno piantar gli alberi dove devono essere piantati perch stiano bene nel paesaggio1 non avremo mai grandi paesisti4 ,e io preferir sempre di farmelo da me il mio paesaggio e di compormelo come lo amo io4 ,allora il camaleonte1 faceva una carica a fondo contro ,claudio di ,lorena2 e quello dai capelli ricciuti1 dondolando il suo testone1 ripeteva invariabilmente3 -- ,non si pu essere esclusivisti4 questione di coscienza4 ,l'arte una laguna4 ,del resto1 bench tutti e tre i nostri vicini avessero differenti idee sul paesaggio1 in una cosa andavano perfettamente d'accordo3 nel non dipingerlo mai4 ,accanto ai tre paesisti abitava un vecchio copista1 e tutti lo chiamavano il professore ,calendario4 -- ,ma perch mai lo chiamate cos8 -- chiesi un giorno allo scultore siciliano col quale eravamo divenuti intimi4 -- ,perch si tinge la barba4 -- ,e che cosa c'entra la barba col calendario8 -- ,c'entra benissimo4 ,vedi3 il mese1 come sai1 composto di quattro settimane4 -- ,ebbene8 -- ,ebbene3 il professore si tinge la barba una volta al mese2 per cui dal primo giorno del mese all'ottavo1 la sua barba nera4 ,dall'otto ai sedici diviene marrone2 dai sedici al ventiquattro tutti i peli del professore diventano rossicci2 dal ventiquattro in su diventano gialli1 e quando la barba del professore gialla1 vuol dire che siamo alla fine del mese4 -- ,e allora orribile essere al verde -- ripresi io ridendo4 ,vicino allo studio del professore s'apriva una terrazzina scoperta dove i modelli andavano a sgranchire le membra nei momenti di riposo1 e per solito dalle dieci alle dieci e mezza1 tempo permettendolo1 c'era rappresentazione3 ci andavano spessissimo a passeggiare ,torquati ,tassi e ,beatrici ,cenci1 cardinali ,ippoliti e moschettieri1 ,danti e conti goldoniani1 frati dalle tonache scolorite e guerrieri medioevali1 apostoli ed evangelisti2 e1 qualche volta non era difficile di vederci qualche ,padreterno con gli occhiali che fumava la pipa1 leggendo il giornale1 o discorreva a tu per tu con una ciociara di ,sora4 ,dalla terrazza salendo una scalettina di legno si andava in una specie di piccionaia1 dove abitavano una pittrice tedesca vecchia come una mummia1 e un giovinetto magro e sparuto che era venuto a ,roma1 mandatovi in pensione dal municipio di una piccola citt delle ,puglie4 ,il giovinetto non appena arrivato qui era andato a visitare il museo vaticano per studiarvi la ,trasfigurazione di ,raffaello4 ,lass aveva conosciuto la vecchia tedesca che copiava il quadro del grande maestro e avevan finito con l'unirsi1 accomunando1 a maggior gloria dell'arte1 la loro miseria e il culto per il divino urbinate4 ,il giorno andavano in giro per i musei2 all'imbrunire tornavano nel loro bugigattolo e quello che facessero l dentro nessuno lo ha mai saputo4 ,un giorno1 il pugliese venne nel nostro studio a dimandarmi non so pi quale cosa1 e mi raccont che il suo municipio lo aveva mandato a ,roma togliendolo dalla campagna dove guidava le pecore4 -- ,fin da fanciullo io scolpivo col temperino nel legno i ritratti dei miei compagni4 -- mi disse il pugliese1 e cavato dalla tasca un quaderno che gli dava noia nel gestire1 perch parlando il giovinetto agitava nervosamente le braccia lunghe e magre1 lo pos sul mio tavolino4 ,io gittai lo sguardo sul quaderno e vi lessi in cima alla prima pagina1 scritto in bel carattere rotondo1 questo titolo3 ,del modo come ti dovrai regolare per dipingere vecchie megere irate e brutte a guisa di furie infernali4 ,non mi potei trattenere dal ridere1 e come egli s'avvide che avevo letto il suo manoscritto1 divenne di bragia1 e con un atto brusco copr con la mano il quaderno4 -- ,ma perch -- gli dissi -- nasconde il suo lavoro e arrossisce8 ,dovrebbe esserne orgoglioso1 mi pare4 ,e siccome io lo lodava del suo amore per l'arte si rabbon e incominci a parlarmi di un quadro che egli stava dipingendo 7quadro che nessuno vide mai71 e di certe preparazioni esperimentate con molta fortuna4 -- inutile illudersi -- mi disse poi -- gli antichi preparavano tutti4 ,e questa la ragione dell'eccellenza della loro arte4 -- ,ah6 se potessi avere nelle mani un quadro di ,tiziano6 ,glielo vorrei far vedere io quello che c' sotto4 -- ,e che cosa vuole che ci sia8 -- ,ma lei si vuol levare un gusto8 -- riprese allora interrompendomi il pugliese4 -- ,lei vada in una galleria1 gratti il cielo di un quadro di ,tiziano e vedr che ci trova sotto444 -- ,per lo meno un paio d'anni di manicomio6 -- esclamai io1 ridendo4 -- ,ma lasci andare gli scherzi6 ,lei raschi un cielo di ,tiziano e vedr che sotto al turchino ci trover il cinabro4 ,eh6 caro lei1 oggi la pittura si fa a orecchio4 ,oggi non si prepara pi4 ,non si vela pi3 e pure1 dica quello che vuole1 ma la forza dei veneziani consiste appunto nelle velature e nelle preparazioni4 -- ,e1 mentre io lo ascoltavo1 prese a discorrermi di ,cennino ,cennini1 e di un professore suo amico che gli aveva dato consigli e precetti di pittura2 e dopo di avermi spiegate talune astruserie sui varii sistemi di dipingere in fresco1 all'olio e all'acquarello2 sprofond una mano nella tasca del suo abito e ne cav fuori due uova4 -- ,due uova8 -- dissi interrogandolo con gli occhi4 -- ,gi1 due uova4 ,e sa che ne far8 -- ,lo immagino4 -- ,no444 ,no444 ,con queste uova rafforzer la spina dorsale del mio quadro4 ,io lo guardavo sorpreso1 ed egli contento della mia ignoranza pos le uova sul tavolino e rificcata la mano nella tasca ne cav un involtino4 -- ,che cosa 8 -- gli chiesi4 -- ,guardi -- disse aprendo la carta4 -- miele1 e ci dipinger il terreno del mio quadro4 ,e siccome io rideva1 egli alzando il pollice nel vuoto1 riprese a dire3 -- ,guardi bene4 ,qui nero d'avorio -- ,e agitava il pollice come se desse il colore sulla sua tela4 -- ,qui sopra una brava velatura di giallo battuto impastato col miele2 e quando sar diseccata1 una buona lavata con questo4 -- ,e l che altro c'8 -- chiesi additando un altro involto che egli avea cavato di tasca4 -- sapone4 -- ,e in cos dire mi mostr un pezzo di sapone nero da lavandaia4 ,io non osando pi di contradirlo allungai lo sguardo su un nuovo involto che gli usciva da un'altra tasca dell'abito4 ,il pugliese appena s'avvide della mia curiosit1 cav fuori anche quella carta e la svolse4 ,c'era dentro una fetta di pane4 -- ,e se lecito con quello che cosa ci dipinger8 -- ripresi io sorridendo e accennando il pane4 -- ,il mio pranzo1 -- ripigli il pugliese fieramente3 e se ne and4 ,il giorno dopo gli domandai quale successo avessero avuto i suoi esperimenti4 ,egli divent rosso1 annasp poche parole1 mi stese la mano e si allontan4 ,compresi tutto4 ,il disgraziato non aveva avuto la forza di resistere agli stimoli dello stomaco vuoto1 e cos il miele che dovea stemperar coi colori per il terreno del suo quadro1 lo avea spalmato sulla fetta di pane2 le due uova1 invece di amalgamarle ai colori del cielo per dar luce e smalto al dipinto1 le avea cotte al tegame1 e il sapone444 ,oh6 il sapone era l'unica cosa da lui serbata per la pittura3 almeno a giudicarne dalle sue mani6 99 99 99 ,ma forse il pi bel tipo fra tutti era il segretario dello stabilimento3 un vecchietto magrolino1 con una barbettina biancastra su le guance rugose color di terra cotta1 coi riccioli incolti della capigliatura che gli uscivano di sotto alla tesa unta di un cappellino a cencio4 ,e perch camminava a passi brevi e misurati con una certa languidezza di movimenti1 bench i suoi genitori lo avessero battezzato col nome di ,nicola1 lo chiamavano tutti ,nicoletta4 ,lo chiamavano anche segretario2 perch era lui che spazzava gli studii1 faceva gli sgomberi1 e portava in giro i quadri2 infine perch era lui che faceva qualunque altro servizio potesse occorrere agli artisti dello stabilimento4 ,per lunghi anni aveva esercitata la professione del modello2 ma poi l'aveva abbandonata perch1 come soleva dire1 li tempi s'annuvolaveno4 ,e mettendo insieme poche tegole tolte alle case vicine1 qualche tavola tarlata presa negli studii e qualche albero secco portato via dagli orti vicini1 s'era costruita una specie di capanna a ridosso di un muro dello stabilimento1 e in quel rifugio passava tranquillamente le sue giornate1 fumando la pipa e fabbricando torce di resina4 -- ,so' solo6 -- diceva sempre -- ,so' solo1 e sarv'ognuno1 quanno ho magnato io1 hanno magnato tutti4 ,egli avea incominciato a posare da angioletto per ,thorwaldsen2 avea posato da ,redentore nello studio di ,podesti e da ,immacolata ,concezione in quello dell',agricola4 ,tenerani lo avea effigiato in marmo con un paludamento greco3 aveva indossato un robone serico da consigliere della ,repubblica veneta nello studio del ,celentano2 ,fracassini lo avea dipinto1 ricoperto di stoffe preziose1 in costume da grande di ,spagna2 ,rosales da romano antico e ,fortuny da vecchio nobile del settecento4 ,poi il buon ,nicoletta1 visto che li tempi s'annuvolaveno1 si era ritirato dalla professione4 ,ma pur fabbricando torce a vento era rimasto ognora affezionato agli artisti che1 anche se vecchi1 egli chiamava quelli regazzi6 ,alle loro dimande rispondeva sempre3 -- ,penso io6 -- ,pur di rendere un servigio a un artista si sarebbe gettato dalla finestra4 ,dolcissimo di carattere1 avea per due odii i quali non s'erano spenti in lui neanche dopo di aver abbandonato il mestiere del modello3 odiava ferocemente la pittura di paesaggio e i manichini4 ,i quadri di paesaggio a suo giudizio erano robetta da gentuccia volgare che1 come solea dire1 nun ci ha gnente n qui -- e cos dicendo s'appuntava l'indice sulla fronte -- n qui -- e si batteva con la destra il taschino vuoto del suo corpetto4 ,cos egli definiva l'arte del paesaggio4 ,e soggiungeva poi3 -- ,a dipigne' l'arberi tutti so' boni4 ,puro le donne6 ,ma per vedere andar fuori dei gangheri il buon vecchietto1 bisognava nominargli il manichino4 ,allora non ragionava pi4 ,stralunava gli occhi1 stringeva i pugni e urlava con voce irata3 -- ,canajie che rubbeno er pane a li poveri modelli6 -- diventando rosso e digrignando i pochi denti che gli erano rimasti1 se ne andava tossendo rabbiosamente4 ,ma quando saliva negli studii per spazzarli1 se gli riusciva di farlo senza che alcuno potesse vederlo1 andava ad allentare le chiavi che servono a moderare le giunture ai manichini2 e quando vedeva un povero manichino dinoccolato e cascante1 s'allontanava saltellando e sghignazzando appagato e contento4 99 99 99 ,dalla parte ove s'era composta la capanna il modello fabbricante di torce a vento1 v'erano altri tre studii da scultore e una cantina che veniva chiamata il museo1 dove si raccoglievano continuamente gli oggetti utili ed inutili che gli artisti1 partendo1 lasciavano nelle stanze o perch fosse loro impossibile di trasportarli altrove1 o pi spesso in pagamento di qualche mese di fitto4 ,visitai una volta il museo col padrone degli studii al quale avevo chiesto un cavalletto4 ,l dentro nella penombra si accumulavano alla rinfusa cavalletti e tavolini1 cornici vecchie e divani con la stoffa strappata1 cuscini sventrati e sedie senza paglia1 cassette da dipingere sgangherate e disegni andati a male1 busti di gesso senza naso e fagotti di cenci1 statue senza testa e manichini ammuffiti1 scheletri d'ombrelli da pittore e chitarre rotte1 quadri sfondati e pennelli logori2 e cento altri oggetti diversi4 ,il museo si apriva quando qualche nuovo arrivato avea bisogno di un mobile per il suo studio1 o quando se ne andava qualche vecchio inquilino2 ma verso gli ultimi del mese1 rimaneva sempre aperto ch ogni mese arrivavano nuovi affittuari4 ,ne ho vista di gente arrivare e partire da quegli studii6 ,per lo pi ci venivano molti giovinotti che facevano risuonare allegramente gli ampii stanzoni con la letizia dei loro canti4 ,arrivavano tutti con una cartella sotto il braccio1 un pane in tasca e una pipa in bocca2 si fermavano per qualche mese e se ne andavano allegramente1 alcuni pochi per avviarsi a conquistare un posto nella storia dell'arte1 e molti altri per andare a finire i loro giorni in un lettuccio di qualche ospedale4 ,pure1 di tanto in tanto1 vi capitavano alcuni vecchi col volto giallo dalla fame e con gli abiti dimessi3 quasi sempre figure sconosciute di copisti di galleria4 ,i copisti6 ,io non ho mai conosciuta una classe di persone pi tragicamente comica1 e pi dolorosamente umoristica dei copisti di galleria4 ,bisogna vederli quando al mattino di buon'ora se ne vanno taciturni e serii al loro lavoro2 bisogna osservarli quando seduti innanzi alle loro tele con le larghe e morbide pennellesse di martora velano di lacca rosea le carni delle veneri e delle ninfe nel cospetto dei capolavori dell'arte antica ed ascoltarli quando nei momenti di riposo1 adunati in crocchio1 parlano dei loro maestri favoriti3 gi1 perch ogni copista ha il suo autore prediletto4 ,anzi ce n' di quelli che riproducono soltanto un quadro di un dato autore1 e a lungo andare finiscono col persuadersi che il quadro copiato sia opera loro4 ,uno di tali copisti lo incontrai nella galleria ,borghese4 ,era sui cinquant'anni1 e a vederlo1 di primo acchito1 si sarebbe scambiato per un alto impiegato delle pompe funebri4 ,soprabito nero1 cravatta nera1 cilindro nero1 camicia444 stavo per dire nera4 ,lo conobbi quando era in voga l'autore che copiava1 anzi il quadro dell'autore da lui riprodotto2 perch egli non faceva che riprodurre sempre il medesimo quadro3 la ,speranza di ,guido ,reni4 ,ne aveva fatte tante e tante di riproduzioni1 tante e tante che nel suo mondo era chiamato3 lo speranzoso4 ,e sugli ultimi le sue copie le faceva a memoria4 ,ne dipingeva due al mese1 e campava col frutto di quel suo lavoro4 ,ma un bel giorno1 non so per qual ragione1 ci fu ristagno nello smercio delle ,speranze di ,guido ,reni1 e al povero copista finirono i guadagni4 ,lo rividi qualche tempo dopo1 quando venne a chiedere in fitto una stanza nello stabilimento di studii4 ,l'ebbe2 e vi trasport un cumulo di ,speranze deluse4 ,poich al povero copista che aveva continuato per tanti e tanti anni di seguito a dipinger due copie al mese del quadro di ,guido1 la forza dell'abitudine non gli permetteva di smettere4 ,per lui dipingere due ,speranze di ,guido ,reni al mese era divenuta una necessit alla quale provava inutilmente di ribellarsi4 ,verso i quindici di ogni mese egli diveniva malinconico1 taciturno1 intrattabile2 la nostalgia del quadro del nobile e dolce pittore bolognese lo conquistava1 e non ritrovava la pace se non di dopo essersi chiuso nello studio e d'aver dipinto le due copie mensili della ineluttabile ,speranza1 le quali1 manco a dirlo1 andavano ad accrescere il cumulo delle altre sue speranze purtroppo irrealizzabili4 ,ne conobbi un altro che copiava sempre un affresco attribuito a ,leonardo da ,vinci4 ,i quadri del ,vinci li chiamava i nostri capolavori4 ,sapeva a memoria la vita del grande pittore e la narrava cos1 come se raccontasse la propria4 ,le giornate le passava quasi tutte in ,s4 ,onofrio1 e la sera1 appena tornava in casa1 andava a un tavolino1 vi posava s le mani aperte1 chiamava ,leonardo e ci si metteva a discorrere1 chiedendogli pareri1 giudizi e consigli4 ,un giorno ci narr con le lagrime agli occhi come avesse litigato con ,leonardo per una certa velatura di lacca che il grande pittore voleva si desse a una ultima opera del copista1 e fin esclamando con voce desolata3 -- ,non capisce che se gli diamo la velatura roviniamo il quadro4 ,la lite dur parecchio tempo e prese anche una brutta piega4 ,difatti qualche giorno dopo lo incontrammo con un braccio al collo4 -- ,guardate6 come m'ha conciato ,leonardo -- ci disse mostrandoci il braccio appeso al fazzoletto4 -- ,l'altra sera sempre per quella tal velatura abbiamo questionato di nuovo e mi ha dato un pugno che ancora ne sono indolenzito4 -- ,e come noi ci provavamo a consolarlo egli incalz3 -- ,ma che forza ha quel grande6 ,eh6 gi1 altre tempre6 ,altri uomini i nostri vecchi6 -- ,e guardandoci come se volesse rimproverarci la nostra fiacchezza si allontan4 ,lo rivedemmo poi felice e contento4 ,ci venne incontro con un'aria di letizia ineffabile e ci disse3 -- ,abbiamo rifatta la pace6 ,abbiamo rifatta la pace6 ,guardate un po' -- e in cos dire ci mostrava una palla da bigliardo che poi ripose immediatamente in tasca -- ora non mi scappa pi2 l'ho fatto entrare qui dentro4 ,siamo ridiventati amici4 ,ieri sera l'ho condotto a teatro4 ,come s' divertito6 ,era cos contento che me lo sentivo ballar qui1 qui6 -- e si toccava il cocuzzolo con la mano scarna4 ,la mana dello spiritismo lo aveva fatto impazzire4 ,una delle sue fissazioni negli ultimi tempi era quella di comperare qualche uccellino e di lasciarlo libero4 ,cos faceva ,leonardo4 ,l'ultima volta che lo vidi fu una domenica di maggio a piazza del ,popolo nell'ora del passeggio4 ,aveva comperato un mazzo di palloncini da due soldi gonfi di gas e sciogliendoli lentamente uno ad uno li mandava in aria1 fra gli schiamazzi dei monelli1 gridando che cos faceva ,leonardo4 ,due guardie lo condussero1 fra le risa della folla1 prima in guardiola e poi al manicomio4 99 99 99 ,ma fra i vecchi artisti che capitavano qualche volta fra noi i pi ridicoli eran quelli i quali1 bench induriti nei vieti precetti dell',accademia1 avendo visto i giovani muovere a combattere in difesa dell'arte nuova che in quei giorni si chiamava il vero1 tentavano invano di sciogliersi dai tenaci legami che li avvincevano all'arte del ,camuccini e dell',agricola4 ,non scorder mai vino di costoro1 che dovendo effigiare in un quadro d'altare il battesimo di ,ges1 e non potendo andare a dipingere il suo quadro sulle rive del ,giordano e non volendo d'altra parte perder l'effetto della verit1 costrinse i suoi modelli1 uno vestito da ,ges e l'altro da ,san ,giovanni ,battista1 a restare in posa coi loro piedi immersi in una catinella1 piena d'acqua marcia4 ,per1 ripeto1 i vecchi che capitavano fra noi erano sempre pochi4 ,per lo pi ci venivano molti giovinotti2 sostavano qualche mese e se ne andavano lietamente4 99 99 99 ,ma uno che ci venne pieno di letizia e raggiante di speranza1 ci rimase4 ,era un buon figliuolo1 piccolo e bruno venuto di ,spagna4 ,il giorno lavorava sempre cantando e la notte dormiva nello studio fra i suoi bozzetti e la sua miseria4 ,quando sull'imbrunire noi uscivamo dallo stabilimento1 passando innanzi alla sua stanza1 gli davamo la buona notte1 ed egli di dentro ci rispondeva cantando a squarciagola una canzone dei suoi paesi3 una canzone dove c'entravano un re moro e una gitana di ,siviglia2 e mentre ci allontanavamo tenendogli bordone1 sentivamo la sua voce a poco a poco affievolirsi1 e volgendoci1 sul cielo d'un azzurro scuro vedevamo rosseggiare per la luce della lampada il finestrone dello studio1 dove egli passava le sue notti1 lieto e spensierato1 fra i suoi bozzetti di creta1 e la sua miseria4 ,una sera come al solito gli urlammo la buona notte1 ma la canzone del re moro non risuon nella quiete della campagna4 ,bussammo alla porta4 ,una ciociara venne a dirci che lo spagnuolo aveva la febbre4 ,entrammo4 ,lo scultore si lev a sedere sul lettuccio e facendosi schermo con le mani agli occhi per non vedere la luce che lo infastidiva ci ringrazi1 sorridendo e soggiunse3 -- ,non niente4 un po' di febbre4 ,grazie6 -- ,e si raggomitol fra le coltri4 ,uscimmo rattristati e la ciociara rimase a vegliarlo4 ,l'indomani sapemmo che il poveretto era stato colto da una perniciosa4 ,venne un medico e l'ubriac di chinino4 ,volevamo condurlo via dallo studio2 ma il medico ci disse alzando le spalle3 -- ,oggi non possibile4 ,sarebbe peggio4 ,vedremo domani1 se il male scema4 -- ,e mentre parlava guardava curiosamente i bozzetti ch'erano disseminati nello studio4 -- ,vedremo domani -- disse ancora1 e1 dopo un'altra guardata ai bozzetti1 se ne and4 ,l'indomani lo scultore peggior1 e1 perduta la ragione1 prese a discorrere del suo paese e della sua casa paterna4 ,delirava1 e non appena il delirio cessava1 ricadeva stordito sul lettuccio e il sudore gli gocciolava dalla fronte gi per le gote infiammate4 ,agli ultimi momenti ebbe una allucinazione1 che forse fu il suo estremo conforto4 ,a chi lo assisteva1 dava nomi spagnuoli1 forse quelli dei suoi cari2 e quando l'agonia cominci a straziarlo abbracci teneramente la ciociara1 che singhiozzava1 e chiamandola con un filo di voce col dolce nome di mamma1 baciandola e ribaciandola1 le mor fra le braccia4 99 99 99 ,ero innanzi allo studio del povero scultore1 quando un signore vestito di nero1 che ,nicoletta1 inchinandosi di quando in quando rispettosamente1 onorava col titolo di signor commissario1 venne a suggellarne la porta4 ,nicoletta reggeva una candela1 e il signore vestito di nero con qualche fettuccia bianca nella sinistra e un suggello in bocca1 bruciava la ceralacca rossa sulla fiamma4 ,alcuni monelli1 n tristi n lieti1 interrotti i loro giuochi1 stavano a guardarli4 ,il sole illuminava giocondamente il prato verde davanti allo stabilimento e i mandorli in fiore biancheggiavano sul cielo sereno4 ,un quadro6 ,sopraggiunse una modella che andava in cerca di lavoro e vedendo i due che ponevano i suggelli alla porta1 mi venne vicino e mi domand che cosa stessero facendo4 -- morto6 -- le risposi4 -- ,chi8 -- ,lo spagnuolo4 -- ,poveretto6 -- esclam la modella2 e rimase a capo chino1 per un poco immobile2 poi rialz la testa1 guard il signor commissario che accendeva il sigaro alla candela1 e soggiunse1 sospirando3 -- ,proprio adesso che m'aveva promesso un par de stivaletti de brunella6 ,,il ,,modello ,mario1 quand'io lo conobbi1 era un povero vecchio tutto ossa e pelle1 con una barba bianca bianca1 che gli cadeva sul petto1 e con una lunga zazzera che scendendogli come una pioggia di fili d'argento su le spalle1 gli copriva quasi la met d'una giacca di velluto marrone1 deturpata e rosicata dagli anni4 ,al ,vicoletto della ,scalaccia1 ove andava a dormire in un cortiletto umido e nero1 lo chiamavano er mago3 e le comari del vicinato al vederlo gli andavano incontro ridendo e gli chiedevano tre numeri sicuri4 ,egli si schermiva come meglio poteva1 s'afferrava con le mani scarne la barba1 e scuotendo la testa si allontanava brontolando3 -- ,l'arte ita6 ,l'arte ita6 ,e qualche volta soggiungeva3 -- ,mo ,mario vecchio6 ,che ve ne fate8 ,buttatelo a fiume6 ,povero ,mario6 ,allora l'arte nun era ita1 n egli pensava alla vecchiaja e alle bionde acque del ,tevere1 quando all',accademia di belle arti1 gonfiava1 fra l'ammirazione degli artisti1 i muscoli dell'ampio torace piegando la persona a raffigurare il ,gallo moribondo o il ,discobulo1 l',orazio ar ponte o il ,muzio ,scevola all'ara4 ,allora l'arte nun era ita1 quando egli andava di corsa su pe' le spallette d',acquacetosa pe' mantenesse sciorta la muscolatura1 e saliva al museo del ,campidoglio p'ann' a vede' come camminaveno e come se moveveno l'antichi romani4 ,perch egli allora1 e lo diceva a voce alta1 non era adatto a tenere azioni da imbecille3 ma azioni da pot' d' er movimento a la vita e a la storia4 ,allora6 ,ma quando io lo conobbi1 il vecchio modello affogato sino agli occhi nella miseria1 de li tempi antichi se ne ricordava soltanto se qualche volta passava sotto i finestroni della sala del nudo1 dell',accademia e se poteva avvicinare qualche studente per parlargli di amori russi e di ,padreterni in gloria1 d'eroi del mondo greco e romano e di tanti artisti ai quali lui1 proprio lui1 aveva dato il mezzo di divenir celebri4 ,e si doveva rider di cuore a sentirgli raccontare come una volta a uno straniero che voleva farlo posare da ,giuda avesse risposto3 -- ,musi1 'sta faccia nun faccia da traditore6 -- ,ed era proprio una cosa pietosa il sentir dire da quel povero vecchio affamato com'egli avesse pi volte acconsentito a posar da modello a un giovanotto che non poteva pagarlo1 solo contento d'aver aiutato uno che un giorno sarebbe diventato un pezzo grosso dell'arte4 99 99 99 ,mario1 quand'era ancora giovanissimo1 faceva il taglialegna4 ,un giorno1 stanco dalla fatica lunga1 s'era buttato in terra e s'era addormentato al sole4 ,con la testa abbandonata all'indietro1 saldamente piantata su d'un collo taurino1 egli sembrava in quell'atto un gladiatore che si riposasse dalle fatiche del circo4 ,un pittore1 che per caso si trov a passare1 rimase colpito dalla maschia belt del dormiente2 s'avvicin a lui2 lo risvegli e gli chiese se voleva posargli da modello4 ,il giovinotto rimase un po' con gli occhi sbarrati a guardare curiosamente l'artista1 senza capir nulla2 ma alla fine sorrise e accett2 e l'indomani sal a via ,sistina allo studio del pittore4 ,questi1 ritto su di una scaletta1 riproduceva col carbone sopra una tela ampissima e gi piena di figure abbozzate1 il contorno di una fanciulla1 che stava in mezzo alla stanza1 immobile come una statua4 ,ella era seminuda e i capelli neri ornati da alcuni ramoscelli d'edera le cadevano su le spalle bianche e sul seno3 reggeva con la sinistra la pelle di una tigre1 morta chi sa da quanto tempo1 e con la destra levava in alto una tazza di legno dorato4 ,accanto a lei una vecchia ciociara faceva la calza4 ,come il pittore vide il taglialegna1 che appena entrato nello studio s'era fermato col cappello in mano1 scese subito dalla scaletta1 e dopo di aver detto alla fanciulla3 -- ,vestitevi6 -- si avvicin al giovinotto e gli disse3 -- ,spogliatevi6 ,mario divenne di bragia e non si mosse4 -- ,coraggio6 -- riprese1 sorridendo1 l'artista1 e allora il giovinotto1 mentre la fanciulla e la vecchia lo guardavano e ridevano1 si lev lentamente di dosso la giacca2 poi si tolse il corpetto2 poi con un gesto energico si liber dalla camicia e rimase col torso ignudo dinanzi al pittore4 99 99 99 ,dopo qualche settimana lo spaccalegna non trovava il tempo per soddisfare tutti gli artisti che desideravano di disegnare1 dipingere o scolpire la sua persona2 e i professori dell',accademia1 quando alla fine dell'anno scolastico dovettero eleggere il modello da dare agli studenti dell'ultimo corso come soggetto per lo studio del nudo1 fra quanti modelli si presentarono1 scelsero ,mario1 e gli dettero per tema della posa l'azione del ,combattente2 ed egli la cre fra l'ammirazione unanime e la sostenne per quattro ore di seguito senza muoversi di una linea3 un miracolo6 ,ma un bel giorno1 mentre tutti gli artisti si disputavano l'intelligente modello1 questi spar da ,roma4 ,nelle sale dell',accademia1 negli studii di scultura e specialmente in quelli di pittura se ne dissero di ogni colore4 ,qualcheduno arriv perfino a raccontare come un altro modello1 ingelosito dei successi del suo collega1 lo avesse strangolato e gettato in un pozzo2 altri strizzando gli occhi sussurrarono il nome di una signora polacca2 molti1 invece1 giurarono che ,mario se l'era portato via un signore russo1 il quale1 oltre all'avere molti milioni1 aveva un culto anche per le belle arti4 ,quasi tutti avevano dimenticato la strana avventura quando arriv a ,roma un bell'uomo con barba grigia e le dita piene di anelli1 il quale1 fumando sigari dell',avana in un enorme bocchino d'ambra1 andava visitando gli studii per acquistar quadri4 ,alcuni affermarono1 non so con quanta ragione1 che quell'amatore che parlava malamente il francese1 scusandosi col dire che in ,russia si parlava cos1 fosse ,mario1 non altri che ,mario4 ,anzi i pi arditi osarono di chiedere direttamente a lui che veniva da ,pietroburgo notizia di un certo modello che doveva laggi menar vita da gran signore2 ma il mecenate rispose di non averlo mai conosciuto4 -- ,d'altronde -- aveva soggiunto alzando le spalle e sorridendo -- la ,russia tanto grande6 99 99 99 ,ma in sul morir dell'autunno del settantasette1 ,mario1 il vero ,mario1 torn in ,roma1 e siccome vi fece ritorno con le tasche quasi vuote1 invecchiato e pieno di malanni1 nessuno s'occup di lui4 ,fino a quando pot farlo frequent un'osteria ove i modelli andavano a giuocarsi1 alle carte1 i guadagni della giornata2 e quando i quattrini finirono1 si trascin all',accademia e chiese lavoro4 -- ,fatevi rivedere fra una settimana4 -- gli dissero4 ,egli si fece rivedere e fu fermato per una azione4 ,il vecchio modello1 che era stato l dentro1 giovane e forte1 prov come un senso di vergogna nel doversi spogliare2 ma si spogli2 entr nella sala piena di studenti1 sal sul palco1 incroci le braccia sul petto ed aspett che lo mettessero in posa4 -- ,provate6 -- gli gridarono dai banchi4 ,a quell'invito egli si sent affluire il sangue in faccia2 per un attimo un'onda di giovent gli circol nelle vene1 e volle tentare l'azione del ,combattente3 protese il petto in avanti1 strinse le pugna1 e stralunando gli occhi1 rest immobile4 ,tutti risero al vedere la figura contorta e grottesca del povero vecchio4 ,mario si appoggi al muro per riposarsi da quella fatica divenuta immane per lui1 poi1 col petto ansante1 torn innanzi e prov l'azione del ,discobulo e poi tent di provare anche quella del ,gladiatore4 ,gi nei banchi si rideva sempre e qualcuno borbottava che non era possibile di studiare con simili atteggiamenti4 ,alla fine un professore si fece avanti2 mise il vecchio ritto1 stecchito1 con le mani ciondoloni e se ne and scotendo il capo4 -- ,signori1 la posa messa4 -- grid una voce1 e gli studenti cominciarono a lavorare di mala voglia4 ,il disgraziato non sapeva capire perch l'azione da cui aveva avuto la fama1 ora non piacesse pi1 e sentiva delle vampate di fuoco salirgli su la faccia1 gli girava il capo1 la luce che gli pioveva ne gli occhi l'accecava1 fece un passo indietro e cadde come un cencio4 ,lo portarono via e qualche studente1 dando un frego sul disegno1 del quale non era riuscito a metter gi l'insieme1 disse che era un'indecenza il far posare un vecchio di quell'et3 un vecchio manierato e scimunito che non sapeva nemmeno alzare le braccia4 ,il giorno dopo egli torn all',accademia per continuare la posa2 gli diedero qualche soldo e lo licenziarono1 e un inserviente molto intelligente e caritatevole gli spieg che l'arte non era pi quella di una volta2 che i professori antichi non c'erano pi e che allora si volevano modelli veri4 -- ,ma1 dunque io so' finto8 -- rugg lo sciagurato afferrandosi con le mani ossute la barba bianca4 ,l'inserviente rise alle parole del vecchio2 ma lo accompagn ugualmente alla porta4 ,mario allora girandol di qua e di l per gli studii a mendicare qualche ora di lavoro1 ma tranne qualche breve posa1 nello studio di un professore conosciuto col nomignolo d'indiano perch mandava nelle ,indie i suoi quadri raffiguranti per lo pi martirii di missionari1 e tranne qualche seduta nella soffitta di un giovinotto che modellava per commissione del municipio del suo paese natale un busto di ,garibaldi1 non trov altro4 99 99 99 ,pass ancora qualche anno4 ,verso la fine dell'ottantacinque1 in una rigida mattina piovosa1 gli studenti dell'ultimo corso dell',accademia di belle arti1 aspettando che il modello dopo il consueto riposo tornasse sul palco per continuare l'azione1 avevano abbandonata la sala del nudo sparpagliandosi per i corridoi pieni di statue di gesso che mettevano freddo a guardarle4 ,molti s'erano gi aggruppati intorno a una stufa di ghisa il cui condotto fumigante si arrampicava in mezzo a una parete bianca fra molte riproduzioni di disegni dei grandi maestri1 quando alcuni studenti1 i quali passeggiavano con le mani in tasca1 avendo visto un loro compagno immerso nella lettura di un giornale gli si accostarono e gli chiesero che cosa stesse leggendo4 -- ,la storia di un modello1 che si butta a fiume6 -- rispose lo studente4 -- ,l'hai scritta tu8 -- gli dimand uno1 ridendo4 ,l'altro non rispose2 e1 succhiando la cannuccia di una pipetta di radica che egli aveva fra le labbra1 rimise gli occhi sul giornale4 -- ,leggi forte6 esclam qualcuno4 ,e tutti quelli che gli si erano avvicinati1 non ignorando come il loro compagno1 oltre al sapersi sporcare le mani coi colori e talvolta con l'inchiostro1 sapesse anche leggere assai bene1 gli si strinsero addosso esortandolo a cominciare la lettura4 -- ,ma troppo lunga6 -- osserv lo studente1 mostrando il giornale4 -- ,e che importa8 ,lggine un pezzo4 ,tira via6 -- ,e quale8 -- ,quello che vuoi4 ,egli allora1 lusingato dalle richieste insistenti dei suoi compagni sorrise1 e1 prima di mettersi a fare il cantastorie ci pens un momento2 ma poi si avvicin alla stufa1 vi batt sopra leggermente la pipetta per farne uscire la cenere1 narr in succinto quanto aveva letto dianzi1 chin la testa sul giornale e cominci con voce sonora3 -- ,spintovi dalla fame un giorno torn all',accademia4444 -- ,chi8 -- interruppe uno arrivato allora4 -- ,zitto6 -- gridarono tutti volgendosi verso l'interruttore e facendogli cenno di tacere3 e uno soggiunse a voce alta3 -- ,si tratta di un modello che si butta a fiume6 ,silenzio6 ,il lettore tentenn il capo e1 pronunciando lentamente le parole1 ricominci3 -- ,spintovi dalla fame un giorno torn all',accademia e ne fu scacciato4 -- ,e dopo una breve pausa riprese3 -- ,allora il povero vecchio1 appoggiandosi a un bastone1 si trascin fin sulla piazza dell',aracoeli dove egli era solito di passare gran parte delle sue dolorose giornate4 ,col4444 -- ,silenzio6 -- esclamarono anche una volta tutti insieme gli studenti e1 voltando le teste1 videro un professore che si avvicinava parlando con un usciere4 -- ,che cosa state a fare8 -- chiese il maestro1 il quale infiorando1 di solito1 il suo insegnamento con molte barzellette era assai stimato dai suoi scolari4 -- ,stiamo a sentire la storia di un disgraziato4 -- gli risposero4 -- ,si tratta di un modello che si butta a fiume6 -- torn a dire la solita voce2 ma questa volta sigillando le parole con un sospiro profondo4 -- ,ci si butta8 ,dunque vuol dire che non ci si ancora buttato8 -- ,non ancora2 ma siamo l6 -- ,allora corro ad avvertire la ,societ degli asfittici6 -- esclam il professore2 e1 allontanandosi in fretta con le mani nei capelli svolazzanti1 aggiunse3 -- ,forse arriviamo in tempo6 ,dopo una risata doverosa tutti si volsero verso il lettore dicendogli3 -- ,vai avanti6 -- ,ed egli aspett che tutti si quietassero e1 come vide che tutti lo guardavano in silenzio con le orecchie intente1 riprese3 -- ,col si sdraj su uno dei primi gradini della grande scalinata della chiesa e s'addorment4 ,quando riaperse gli occhi dall'alto della torre capitolina1 dorata dagli ultimi raggi del sole cadevano sulla piazza i rintocchi di una campana4 ,il vecchio all'udire quel suono che prima di spegnersi ondeggiava gravemente nell'aria fredda si alz e1 scorgendo sulla cima della cordonata le statue colossali dei ,dioscuri su le quali l'ombra gi cominciava a salire1 si ricord di ,marco ,aurelio1 e avvicinatosi a una delle balaustrate1 dietro a cui fra il fogliame bruno dei ligustri cinguettavano i passeri1 vi si appoggi tentando di trascinarsi sulla piazza michelangiolesca2 ma dopo pochi passi dovette fermarsi3 le gambe gli tremavano4 ,torn indietro ansimando e raccolta nel cavo delle mani un po' d'acqua gelida che dalla bocca di un leone di basalto cadeva in una conca di travertino la bebbe avidamente4 ,poi1 dopo di aver guardato ancora la torre ormai fiammeggiante di sole soltanto nel vertice1 e di aver abbassato anche una volta gli occhi velati dalle lagrime sulla cordonata1 su quella cordonata dove egli in giovent era passato tante volte correndo per andare a contemplare nel museo capitolino quelle statue1 delle quali egli soleva con la sua bella persona imitare gli atteggiamenti1 discese adagio adagio nella via angusta e solitaria di ,torre degli ,specchi1 ove qualche lampione gi acceso mandava un po' di luce giallognola su le mura squallide di un antico monastero2 attravers la piazza ,montanara1 e arriv alla discesa di ,monte ,savello4 ,quivi alcuni robivecchi che uscivano1 cantando a squarciagola1 da una osteria lo presero a dileggiare3 uno di loro gli mise le mani addosso e lo spinse su le pietre nere di un portone enorme1 bagnate di liquido immondo1 e un altro aprendo la bocca di un sacco gli and incontro sghignazzando e dicendogli di volercelo mettere dentro4 ,il vecchio lo schiv2 ma non s'era chinato per raccogliere un sasso1 che una ciabatta lanciatagli alle spalle da uno di quei bruti gli port via il cappello4 ,allora quanto pi presto egli pot farlo si allontan e1 mentre gli ubriachi gonfiando le gote barbute e ponendosi le mani sudice sulle labbra congiunte e contratte continuavano a perseguitarlo con suoni osceni e scurrili1 entr nel ponte ,fabricio444 -- ,cio8 -- chiese uno4 -- ,ponte ,quattro ,capi6444 ,ignorante6 -- gli rispose un altro4 ,tutti sorrisero2 e il lettore1 dopo un gesto d'impazienza1 riprese3 -- 444 entr nel ponte ,fabricio1 dove stremato di forze si appoggi a un'erma quadrifronte1 e abbassato il capo ignudo e canuto rimase a guardare il ,tevere giallo e melmoso4 ,dopo qualche istante gli parve che il fiume si fermasse e il ponte incominciasse a muoversi e1 sentendosi soffocato da un senso penoso di nausea1 chiuse gli occhi2 ma appena li riaperse gli sembr che il moto del ponte si accelerasse e che questo1 correndo sempre pi veloce sulle acque immobili lo portasse verso un punto lontano lontano dell'orizzonte ove1 sopra una linea di casipole brune1 interrotta da qualche cupola e da qualche torre1 moriva a poco a poco l'ultima luce del giorno4 ,allora il povero vecchio fu vinto dalla vertigine2 si aggrapp con le mani tremanti al parapetto del ponte2 vi strisci sopra e scomparve4 ,gli applausi che avevano salutata la fine della dolorosa e commovente storia del vecchio modello1 letta con tanto garbo dal giovine aedo1 non s'erano ancora spenti1 quando dal fondo del corridoio bianco1 usc fuori un bidello nero1 assai grave d'anni1 col berretto grave d'anni anch'esso1 ma gallonato d'oro4 ,al vedere il veglio onesto1 degno di tanta riverenza in vista1 che fermatosi sotto una delle statue di gesso aveva preso a battere le mani come se proprio volesse dire3 -- ,qual negligenza1 quale stare questo8 -- gli studenti lasciarono il corridoio1 rientrarono nella grande sala1 ove sul palco era gi risalito il modello 7un giovane ignudo1 alto1 forte e bellissimo71 ripresero i loro posti e ricominciarono a disegnare in silenzio4 ,,il ,,manichino ,a ,,onorato ,,carlandi4 ,mio caro ,onorato1 ,se un anno addietro mi avessero detto che io sarei entrato a far parte di quei tali seccatori del prossimo1 conosciuti volgarmente sotto il nome di conferenzieri1 avrei scommesso chi sa qual somma strepitando il contrario4 ,ma purtroppo vero che a questo mondo si sa come si nasce e non come si muore6 ,un anno passato1 ed eccomi qua battezzato conferenziere e per di pi conferenziere stampato4 ,del resto1 caro ,onorato1 se l',italia conta ora un seccatore di pi il merito mi par che sia tuo4 ,ti ricordi8 ,eravamo in dieci o dodici nella taverna del nostro ,circolo artistico e parlavamo delle conferenze che allora si tenevano nella sua sala maggiore3 ed io ricordo di aver detto1 che le conferenze1 quando non divertono1 annoiano4 ,poi il discorso seguit fra il giocondo tintinno dei bicchieri e ci dividemmo in due campi4 ,tu per fare con la voce squillante l'elogio delle conferenze3 io invece per dimostrare come l'uomo a questo mondo fosse gi troppo infelice per infliggergli anche cotesto martirio4 ,non potendoci mettere d'accordo1 si pass a discutere se le conferenze si dovessero dire o leggere4 -- ,si devono leggere4 -- dicevi tu4 -- ,no4 ,si debbono dire4 -- ripigliavo io4 -- ,non si debbono n leggere n dire4 -- ammonivano gli altri pestando i piedi4 ,mentre il dibattito era pi acuto1 con uno di quegli scatti nervosi che ti sono abituali1 tendendo le mani verso di me gridasti3 -- ,tu dici che le conferenze non si debbono leggere8 ,ebbene1 provalo1 dinne una tu4 ,io mi schermii osservando come le mie convinzioni politiche non mi permettessero di tenere conferenze artistiche4 ,e tu allora ripigliasti3 -- ,dunque sei buono solo a far ciarle6 -- ,e soggiungesti3 -- ,guarda6 ,se tu fai una conferenza io scommetto duecento lire444 ,quelle duecento lire ipotetiche1 che riluccicarono all'improvviso fra il fumo delle pipe1 fecero cessare il baccano4 ,io mi alzai e accettai la scommessa4 ,ci stringemmo la mano1 e1 dinanzi a quattro amici come testimoni1 furono stabiliti i patti4 ,la conferenza doveva durare non meno di tre quarti d'ora3 nel dirla non dovevo avere nessun foglietto scritto sotto gli occhi e dovevo tenerla nella maggior sala del nostro ,circolo artistico durante la stagione invernale4 ,rimaneva da cercare il titolo4 -- ,dev'essere una conferenza artistica4 -- dissero tutti in coro4 -- ,benissimo4 ,il tema della conferenza l'ho gi trovato4 -- ,quale 8 -- dimandarono molti4 -- ,il manichino6 -- risposi io4 ,il vino sprizz su la tavola dai vetri urtati festosamente4 ,pass qualche mese ed io1 l'avversario accanito delle conferenze1 il motteggiatore dei conferenzieri1 divenni conferenziere a mia volta3 e per un'ora e mezza parlai innanzi ad una folla di signore e di artisti1 alla cui bont dovetti il successo che ne riportai4 ,ora1 caro ,onorato1 la conferenza a cui tu hai dato origine con l'idea della scommessa1 data alle stampe1 e voglio che il tuo nome vada unito al mio nella pubblicazione4 ,convieni con me che in quest'affare della conferenza1 non ti potevano capitare fastidi maggiori4 ,perduta la scommessa ora devi sopportare perfino la dedica di questa farragine di scioccherie4 ,le disgrazie non capitano mai sole4 ,sta' bene e ricevi una affettuosissima stretta di mano dal tuo #a gennaio #ahhe4 ,cesare ,pascarella4 ,,signore ,e ,,signori1 ,sapete8 ,c' stato un momento1 un'ora fa1 quando ho posto il piede in queste sale1 che spaventato da un esercito interminabile di sedie vuote 7,non potete immaginare quale effetto disastroso producano nell'animo di un conferenziere le sedie vuote67 spaurito da tutto questo apparecchio di tappeti verdi1 e di bottiglie piene d'acqua inzuccherata ho avuto improvvisamente l'idea di ripigliarmi lo scialletto e il cappello1 e d'andarmene4 ,voi sorridete1 ,signora8 ,capisco ci che significa il vostro sorriso4 ,voi pensate che se io me ne fossi andato1 a quest'ora a voi sarebbe risparmiata la noia di ascoltarmi e a me lo scorno di stare quass impacciato davanti a questo tavolino4 ,ma ora1 o ,signora1 il rammaricarsi vano2 perch io ci sono1 voi1 eh6 voi ci siete2 insomma noi ci siamo2 e conviene1 bene o male1 a me di parlare e a voi di ascoltarmi4 ,non potete immaginare quanto mi dispiaccia di non essere un valido e forte conferenziere6 ,eh1 se lo fossi a quest'ora avrei gi abbozzato una diecina di righe di preambolo1 me ne sarei scivolato gi nell'argomento1 e una volta nell'argomento felicissima notte6 ,poich proprio vero1 che il difficile sta nel cominciare4 ,una volta incominciato1 in fondo ci si arriva4 ,le idee son come le ciliege2 una ne tira un'altra4 ,di ciliegia in ciliegia si arriva in fondo al piatto1 come1 bene o male1 di idea in idea si arriva in fondo alla conferenza4 ,ma io1 purtroppo6 non sono un valido conferenziere4 ,io sono venuto quass impacciato con la testa fra le nuvole2 tanto che se io avessi bisogno di un bicchier d'acqua dovrei stare bene attento a non far accadere una inondazione su questo tavolino4 ,e giacch sono in vena di fare delle confessioni1 ci metto anche questa4 ,cinque minuti fa1 quando sono sceso da quella stanza che mi parve l'anticamera dei sospiri1 per venir qui1 attraversando la sala ho gittato timidamente uno sguardo tra la folla ed ho visto tanti amici che mi guardavano ridendo e tante belle signore che mi osservavano curiosamente attraverso alle lenti degli occhialetti4 ,i primi mi hanno rammentato la folla pigiata sotto ai funamboli che salgono sul soffitto del teatro per eseguire i loro difficili esperimenti1 e mi balzata alla memoria la considerazione che fa il popolano al vedere la vita dei poveri acrobati esposta al pericolo4 ,ricordate8 ,quer che te d piacere1 poi1 l'artezza ,indove stanno a lavor' 'sti giochi3 ,si quarcuno vi' gi nu' la rippezza6 ,e a dirvi la verit1 non vorrei davvero proprio io1 stasera1 venir gi dal soffitto di questa conferenza6 ,le seconde1 le signore1 oh6 le signore mi hanno ricordato la folla elegante che si stringe attorno alla fiala di vetro1 ove nuota nello spirito un mostricino presentato dal ,barnum in abito nero e cravatta bianca1 come un fenomeno trs intressant4 ,forse1 a cercarlo bene1 il mostricino c'2 ma se c' il mostricino1 manca lo spirito4 ,difatti444 7,il conferenziere ad un signore che1 sbuffando1 si dimena fastidiosamente su la sedia73 ,come8 ,che cosa dice8 ,ah6 ,il manichino8 ,scusi tanto4 ,chiacchierando lo avevo dimenticato4 ,ma1 prego1 non s'impazienti6 ,guardi1 incomincio subito4 7,qui l'oratore fa un passo indietro1 si inchina e con voce solenne incomincia73 ,quand'1 o signori1 che comparso sulla scena del mondo il manichino8 ,quand'8 ,quand'8 ,curiosa davvero6 ,sento di essermi dimenticato di qualche cosa e non riesco a capire di che4 ,ah1 per bacco6 scusate tanto1 nientemeno che m'ero dimenticato di bere il bicchier d'acqua di rito4 ,io veramente non ho sete2 ma siccome ho visto come tutti i conferenzieri prima di entrare nell'argomento bevano un bicchier d'acqua1 io1 ripeto1 non ho sete1 ma per non infrangere la consuetudine1 giacch lo bevono tutti1 lo bevo anch'io4 7,l'oratore vuota un bicchiere1 poi manda un sospiro di contentezza e sorride74 ,ah6 ora capisco perch si beve il bicchier d'acqua4 ,ma davvero che questo bicchiere d'acqua mi ha dato una larghezza di vedute1 una lucidit di mente tale1 che incomincio a credere sul serio di arrivare fino in fondo senza fermarmi mai pi4 ,dunque dicevamo8 ,ah6 dicevamo3 quand'1 o signori1 che comparso sulla superficie della terra il manichino8 ,per rispondere a questa dimanda sento il bisogno di ricorrere ad una frase fatta4 ,l'origine del manichino1 o signori1 si perde1 pur troppo1 nella notte dei tempi4 ,ed ora1 giacch ci sono1 sguito4 ,accendiamo dunque il lanternino della storia1 o per dir meglio1 delle induzioni2 e ricerchiamo questa origine4 ,ci sono molti i quali affermano che il manichino c'era gi prima che il mondo esistesse2 e costoro aggiungono che basta gittare lo sguardo su tanti quadri1 per vedere come su quelle pitture colui che si affanna con le braccia spalancate a creare tutto questo po' po' di mondaccio birbone1 non sia altri che un manichino rivestito di stoffe aranciate e azzurre1 campeggiante in una bella aureola di giallo di ,napoli3 ma questa pu sembrare un pochino sballata1 e cos pare anche a me4 ,non teniamone conto4 ,scartiamola1 e procediamo diritti per la nostra via4 ,per prima di addentrarci nella selva selvaggia delle induzioni1 stabiliamo bene una cosa4 ,si conoscono o non si conoscono manichini preistorici8 ,qualcuno di voi potrebbe dirmi che i manichini preistorici esistono1 e sono posseduti dal signor ,dovizielli#a2 ma questo sarebbe uno scherzo e la gravit della mia conferenza ne andrebbe perduta4 ,no1 i manichini preistorici fino ad ora non si conoscono4 ,forse fra qualche mese1 fra qualche anno1 la scienza1 che progredisce sempre nelle scoperte utili1 inventer anche il manichino fossile2 ed allora sar il caso di riparlarne3 allora ,temistocle ,gradi ci far s un bel racconto4 ,paolo ,lioy ci scriver sopra un articolo per il ,fanfulla della domenica e un ,pascarella dell'avvenire lo illustrer con una nuova conferenza4 ,auguro a quel ,pascarella dell'avvenire la fortuna di avere innanzi a lui un pubblico cos colto1 numeroso1 e gentile come questo che ora mi ascolta4 ,assodato1 adunque1 come i manichini preistorici non esistano1 io mi risparmio di sciorinarvi le teorie darwiniane1 e vado innanzi4 ,assolutamente chiaro1 o signori1 che il manichino ha dovuto comparire sulla superficie della terra subito dopo che l'uomo nella sua qualit di essere ragionevole1 e di principe della natura1 ha sentito il desiderio di possedere qualche cosa di falso somigliante al vero1 ma che per cotesto vero non riuscisse a raggiungerlo mai4 ,mi spiego4 ,per ricercare l'origine del manichino1 o signori1 necessario1 logicamente parlando1 di ricercare la origine dell'arte4 ,quando1 o signori1 nata l'arte nel mondo8 ,belle dimande direte1 voi4 ,ma che sul serio1 dico1 vogliamo credere alla storiella dei due amanti di ,sidone8 ,all'amante maschio che parte proiettando nettamente sul muro l'ombra della sua persona1 e all'amante femmina che resta1 e che vedendo sul muro l'ombra del suo innamorato corre a graffiarne il contorno con un chiodo o con una lisca8 ,scioccherie4 ,l'arte nata con l'uomo1 e l'uomo non appena comparso su la scena del mondo1 ha inteso la necessit1 il bisogno ineluttabile dell'arte4 ,e io me lo figuro1 quest'uomo primitivo1 che1 aperti gli occhi alla luce1 appena ha cominciato a passeggiare per le vie del mondo1 invece di fabbricarsi un paio di brache per ripararsi dal freddo1 un ombrello1 magari da pochi soldi1 per difendersi dalle piogge torrenziali1 io me lo figuro1 reggendosi con una mano la foglia di fico -- l'unico tout de mme allora di moda -- segnare con l'altra1 su di una pietra non ancora ricoperta di muschi1 con una silice dura il ritratto del suo babbo1 della sua mamma e della sua innamorata2 me lo figuro e lo compiango4 ,badate bene per1 che non mi arrischio di metterlo fuori qui questo compianto1 perch qui troppi pittori mi ascoltano4 ,anzi io qui dir come l'arte sia prepotente bisogno nell'uomo e qualche volta anche nella donna1 e sosterr come l'uomo perfetto sia colui che dipinge quadri4 ,solamente io spero che lor signori vorranno essere tanto ragionevoli da lasciarmi aggiungere all'uomo perfetto che dipinge quadri1 l'uomo perfettissimo3 quello che li compra6 ,accertata adunque l'esistenza del pittore nelle prime epoche mondiali1 appunto a quelle epoche che risale l'origine del manichino4 ,difatti1 ammesso una volta il pittore1 bisogner logicamente ammettere la differenza d'ingegno di codesti pittori4 ,e1 se ci sono pittori a corto di moneta1 ora che governi1 comuni e ,provincie ,dio solo sa quanto spendono e spandono per proteggere l'arte e gli artisti2 se vi sono pittori con le tasche vuote ora che si pagano migliaia e migliaia di lire pochi palmi quadrati di tela dipinta2 ma figuratevi quali eserciti interminabili di pittori affamati han dovuto passeggiare sulla superficie della terra quando non esistevano n governi1 n comuni1 n provincie2 quando non c'erano ,accademie entro le cui pareti si raccogliessero le speranze migliori dell'arte2 quando non c'erano mecenati2 quando ancora non eran nate quelle famose lotterie per vendere i rimasugli delle ,esposizioni2 quando non c'erano negozianti di belle arti2 quando1 o signori1 non esistevano neanche gli americani1 poich a quell'epoca l',america ancora non era stata inventata4 ,concludiamo4 ,ammesso il pittore1 abbiam dovuto logicamente ammettere il pittore affamato4 ,ammesso il pittore affamato1 il problema dell'origine del manichino risoluto4 ,a me par di vederlo cotesto sventurato inventore4 ,un giovinotto alto e largo quattro volte me1 con una folta capigliatura nera1 spiovente sulle sue spalle quadrate con una barbettina a pizzo sul mento4 ,a me par di vederlo1 cotesto pittore allupato dell'antichit1 con le mani strette nervosamente su la pancia vuota1 passeggiare a passi concitati innanzi alla porta del suo studio4 ,figuratevi che studio6 ,una capanna immensa costruita coi rami di quegli alberi che ora si vedono verdeggiare soltanto negli scenari delle operette fantastiche4 ,mi par di vederlo passeggiare e mi par di udirlo bestemmiare in sanscrito1 come un turco1 perch il modello da lui fissato non arriva ancora4 ,per gli ,iddii immortali6444 il pittore allupato che parla ed io traduco liberamente2 per gli ,iddii immortali6 ,quel birbante di modello questa non me la doveva fare4 vero che gli son debitore di parecchie lire sanscrite2 ma non gli ho io forse promesso di pagarlo ad usura quando il mio quadro otterr il lauro della vittoria laggi nella foresta delle sigillarie ove si terr la prima esposizione mondiale8 ,la stessa cosa ho promessa al padrone di studio1 all'oste1 al negoziante di colori1 al corniciaio1 che mi porter qui fra non molto una bella cornice di felce dorata1 e tutti costoro accondiscesero1 e come possono si danno moto perch il mio quadro abbia successo2 e tu solo1 vile ciociaro dell',iran1 birbante di un modello1 tu solo1 mentre tutti si danno moto perch il mio quadro abbia successo1 tu solo1 mentre tutti si danno moto non vuoi star fermo8 ,va1 sciagurato1 anche senza il concorso della tua persona il mio quadro sar finito ugualmente64 ,questo mi par di sentir dire al pittore sanscrita e mi par di vederlo rientrare nel suo studio2 mi par di vedergli adattare intorno a un bastone gli indumenti primitivi1 che doveva indossare il modello1 stringerli con una fune1 rannodarli1 allargarli1 dargli approssimativamente la parvenza di una forma umana1 e cominciare poi tranquillamente il lavoro4 ,non altrimenti1 signori1 nato il manichino4 ,cos4 ,per codesto manichino come lo abbiam visto ora uscire dalla fantasia del pittore famelico1 non era se non un germe1 non era che un embrione del manichino da noi ora conosciuto4 ,che lungo viaggio ha dovuto egli fare1 prima di acquistare quella perfezione di forme1 quella gravit di movimenti che lo fa somigliare cos bene all'uomo pensante6 ,quale lunga evoluzione dal pittore affamato che lo intu1 fino a giungere a frate ,bartolomeo della ,porta da cui egli ebbe l'ultimo tocco6 ,e1 nella lunga evoluzione1 nel lungo viaggio molte altre razze di manichini nacquero e si sbandarono qua e l per il mondo1 abbandonando il grosso della turba che sempre1 sotto ogni stella1 segu la fortuna dell'artista4 ,alcuni non contenti di somigliare all'uomo per le forme1 vollero somigliare all'uomo anche per la parola4 ,e abbandonarono i facili trionfi dell'immobilit1 per la difficile arte di ,talia1 e corsero il mondo empiendo di cose strane con la loro voce ridicola1 che vollero dare ad intendere di avere acquistata1 le anguste e sudice scene dei teatrucoli di legno4 ,ma come scontarono amaramente la fregola del parlare e l'ambizione della gloria6 ,di grandi e forti che erano1 divennero piccini1 mingherlini1 malaticci2 abituati alla luce viva dello studio furono costretti a star pigiati1 al buio1 entro i cassoni dei loro padroni1 l'uno sull'altro1 come le sardelle2 avvezzi alle piene lodi e ai complimenti di quanti li riconoscevano nei quadri dipinti dai professori pi illustri1 furono obbligati a subire l'ignominia della folla1 che gitt loro1 ridendo1 sul muso ammaccato dai patimenti e dalle sofferenze il nome ingrato di burattini4 ,altri vollero ricoprire le loro persone di abiti scintillanti d'oro e di porpora2 vollero ornare le loro teste di corone gemmate2 ma a qual prezzo dovettero acquistare tali ornamenti6 ,chiusi nelle vetrine dei musei ove non hanno accanto se non mummie1 uccelli impagliati1 mostri nuotanti nello spirito1 oh6 come debbono ripensare con dolore all'allegra dimora che abbandonarono6 ,altri pi superbi1 chiesero1 oltre allo scintillo delle vesti e al fulgore delle corone1 anche l'omaggio e la venerazione1 e salirono su gli altari4 ,eppure1 fra i manichini sbandati1 ve ne sono anche dei pi disgraziati di costoro4 ,ricordate1 nelle fiere di provincia1 quei poveri manichini costretti a servire da bersaglio ai tiratori novellini8 ,che orrore6 ,e quelli altri che1 senza averci n colpa n peccato1 sono esposti nei gabinetti storici sotto i nomi dei pi terribili malfattori1 non vi hanno mai intenerito8 ,avete mai visitato quei gabinetti8 ,fuori1 al chiarore rossiccio delle padelle di sego che fumigano1 insozzando i tabelloni su cui stanno dipinte storie orribili di sangue1 il povero saltimbanco passeggia gridando con la voce rauca dal sonno e dal digiuno3 ,non si lascino rincrescere6 ,dieci centesimi non sono la rovina di una famiglia1 n la morte di un individuo4 ,favorischino in del nostro gabinetto indovech noi ci andiamo a mostrare venti e passa assassini uno pi interessante dell'altro4 ,osserveranno il terribile brigante ,stoppa1 il terribile ,falsacappa1 il terribile ,ninco-,nanco e in ultimo passeranno a osservare il terribile ,tropmann4 ,quest'ultimo lo vedranno1 o signori1 vita natural vivente1 come me1 come lui1 come voi4 ,lo vedranno doppo di avere ucciso venti e passa individui fra maschi e femmine nonch altri delitti ferocissimi1 lo vedranno quando la mano della giustizia sta per colpirlo2 ma il malfattore si butta in del fiume per salvare col suo proprio noto la sua propria esistenza4 ,ma la mano della giustizia lo colpisce1 la mano della giustizia lo rattrappa1 la mano della giustizia lo piglia1 lo lega come un ,cristo e lo conduce in questo nostro gabinetto1 ove noi1 o signori1 abbiamo l'onore di presentarvelo4 ,qualche raro visitatore1 gittando i due soldi nel bacile di stagno ammaccato1 entra nel gabinetto4 ,i poveri manichini1 al chiarore fioco di pochi lumi1 stanno allineati su di un tavolaccio sudicio3 chi stringe una lama1 chi brandisce un'accetta1 chi impugna una pistola1 chi si stringe al petto un fucilacelo arrugginito4 ,poveri manichini6 costretti l dentro a rappresentare la parte del malfattore e del brigante mentre in fondo poi chi sa che bravi e che onesti manichini saranno4 ,vedete3 certe volte1 riflettendo alle orribili torture alle quali vengono assoggettati1 io non vi so dire quanto dolore provi nel pensare come ancora non si sia fondata una societ di protezione per i poveri manichini4 ,ce ne son tante2 ce ne potrebbe essere ben una anche per loro4 ,figuratevi6 ,voi bella e gentile signora quando andate dal vostro guantaio non vi siete mai sentita agghiacciare il sangue nelle vene1 al vedere quella mano nera1 quella mano rossa1 che penzola su l'insegna1 pensando a quel povero manichino a cui l'hanno strappata8 ,e quando passate innanzi alle vetrine dei parrucchieri1 non vi siete mai sentita spezzare il cuore nel petto al vedere quelle povere figurine di manichini cos belle1 cos giovani1 e gi cos tanto infelici6 costrette a girare eternamente1 come un pollo infilzato allo spiedo1 fra i vasetti di pomate e di balsami miracolosi8 ,quelle povere figurine hanno tutte1 sul volto dipinto di cinabro1 il sorriso2 ma quel sorriso che hanno sui labbri non lo hanno nel cuore4 ,ma noi abbiamo gi troppo a lungo discorso dei manichini che abbandonarono lo studio4 ,lasciamoli ai loro rimorsi e fermiamoci a parlare del manichino rimasto ognora fedele all'artista nella fausta sorte e nella ria4 ,proprio cos2 poich1 o gentili dame che mi ascoltate1 non crediate che nello studio si rida sempre4 ,nello studio1 purtroppo1 si succedono talvolta giorni di dolore e di scoraggiamento4 ,oh6 in quei giorni come triste quello stanzone che voi1 dame gentili1 vi figurate sempre come la sede della spensieratezza e dell'allegria6 ,allora1 su l'ampio finestrone1 batte assidua la pioggia2 nell'aria non s'odono pi le vibrazioni sonore della chitarra1 di cotesto scacciapensieri dell'artista2 sul tavolino i fiori1 colti nel prato1 diventano un mucchio di erbaccia fradicia2 sui quadri la polvere oscura le tinte2 sulla tavolozza i colori induriscono1 e persino il vecchio orologio si dimentica di battere l'ora del pranzo6 ,nello stanzone s'ode l'eco d'un picchiettare assiduo1 d'un martellare nervoso4 un giovinotto che nelle stanze terrene tormenta1 con la punta d'acciaio1 il seno bianco di una ,venere di marmo4 ,e l'acqua cade sempre sui vetri1 attraverso ai quali si disegnano languidamente i colli lontani affondati nella nebbia grigia che ricopre gli orti e i pometi4 ,allora1 il pittore1 solo nello studio1 sdraiato sopra un divano ricoperto di stoffe orientali1 dai cui angoli escono bioccoli di borra1 fumando nella vecchia pipa1 che gorgoglia rocamente1 mentre il fumo sale1 come un nastro1 in alto1 verso la tela1 tesa a celare lo sconcio rincorrersi delle travi1 sulla tela ove s'allungano le macchie nerastre dell'acqua1 va dietro con la fantasia alle visioni dell'avvenire4 ,a lui appaiono i meriggi assolati e le biade mature sotto l'azzurro purissimo delle giornate di luglio2 a lui appaiono le fantasime della gloria che gli porgono con le braccia ignude corone di lauri2 tutto quanto v'ha di bello e di lusinghiero appare alla fantasia dell'artista3 anche l'esposizione mondiale di ,roma6 ,poi1 l'incantesimo cangia1 all'azzurro succede il nero e allo sguardo sbarrato del pittore appare un lungo e squallido corridoio1 ove si allinea una fila di lettucci2 poi un carro nero che va sulla via fangosa fra due filari di cipressi bruni mentre nell'aria muore l'ultimo rintocco dell',angelus4 ,allora egli si scuote1 gitta sul tavolino ingombro di libri1 di versi1 di tavolozze1 di penne e di pennelli1 la pipa spenta e gira lo sguardo in un angolo dello studio1 ove il manichino sta impassibile ad osservare4 ,oh6 allora chi mi sa dire i muti colloqui che avvengono fra il manichino e l'artista8 ,chi mi sa dire tutto ci che egli in quei momenti confida al suo fedele compagno8 ,ma il manichino non parla4 ,guai se cos non fosse4 ,e che direste voi se un manichino indiscreto e ciarliero1 vi venisse a raccontare gli amori di un professore bianco per antico pelo con una gentile modella dalle trecce nere cadenti voluttuosamente sulla stoffa di un cuscino giallastro1 e se venisse a raccontarvi le pose1 i gesti1 i corrugamenti di ciglia di un artista innanzi allo specchio1 per istudiare un discorso da improvvisarsi pi tardi in un ,circolo artistico1 in un ,congresso artistico o innanzi a una bara bagnata di lagrime e ricoperta di fiori8 ,ma il manichino discreto1 il manichino non parla4 ,ma sapete che scenette deliziose avverrebbero se il manichino parlasse6 ,per esempio1 incontrate per via un artista1 e voi naturalmente fermandolo gli domandate3 -- ,come va8 -- ,benone6 -- vi risponde lui tirandosi i peli radi della barbetta mefistofelica4 -- ,che fai8 -- ,lavoro4 -- ,e il quadro8 -- ,quello piccolo8 ,l'ho venduto4 -- ,e quello grande8 -- ,ah1 quello grande non ci penso neppure a venderlo4 -- ,come8 ,non pensi a venderlo8 -- ,no2 perch quello grande l'ho fatto per me4 ,ho venduto il piccino a un americano per ventimila lire4 poco1 lo so2 ma glie l'ho dato perch la galleria in cui sar esposto una galleria di primo ordine2 ci sono ,meissonier1 ,grome1 ,laurens1 ,makart4 ,via1 si sta in buona compagnia4 ,d'altronde1 anche ventimila lire per un quadrettino non sono poche3 capisco ci che vuoi dirmi2 ma1 sai1 i tempi sono cattivi444 -- ,davvero4 ,guarda1 giusto ora sta per piovere1 ciao6 ,che direste se il manichino di quel pittore vi venisse a rivelare che il quadro venduto all'americano per ventimila lire1 invece di stare esposto nella galleria di ,new ,york1 sta sepolto in un armadio1 nello studio1 preda dei topi e delle tignuole8 ,e che direste se1 per esempio1 vedendo passare un professore serio serio1 impettito nell'abito nero1 superbo del suo cappello a cilindro lucente tra la folla dei cappellini a cencio1 coi nastri delle commende all'occhiello2 che direste se un manichino vi venisse a dire1 come lui quel professore lo abbia conosciuto quando1 con la camicia che gli usciva dalle maniche rotte della giacca1 urlava contro le ,accademie1 e quando1 non potendo altrimenti dileggiare quelle istituzioni1 di cui ora orgoglioso di far parte1 chiamava il suo cane col titolo di professore8 ,ma il manichino1 signori1 discreto1 il manichino non parla4 ,ed per questo che1 quando la porta dello studio non s'apre ai colpi reiterati delle amiche e degli amici egli sta nello studio4 ,sta nello studio perch non dir a nessuno se una macchina fotografica prese il posto della tela sul cavalletto2 n far sapere a nessuno se un quadro sar accarezzato da un pennello e firmato da un altro4 ,per1 o signori1 non tutti i manichini sono manichini1 e come tra gli uomini cos anche fra i loro ve ne sono di quelli che disonorano la loro razza4 ,costoro hanno vita dolorosissima3 randagi d'indole1 vanno vagando senza posa da questo a quello studio2 feroci e maneschi1 sovente attaccano briga con l'artista1 e non giovano cure e castighi per farli uscire da quella via di perdizione4 ,io ne ho conosciuto uno di cotesti sciagurati4 ,che brutta figura6 ,scommetto che se l'aveste incontrato per via1 gli avreste dato l'orologio e il portafogli1 purch vi avesse lasciata salva la vita4 ,aveva sul muso i tratti caratteristici del delitto1 cos bene marcati che io son certo che se il professore ,lombroso lo avesse visto1 non dico tastato1 lo avrebbe giudicato come il prototipo del manichino delinquente4 ,di star fermo1 non volea saperne4 ,vi lasciava incominciare un lavoro2 poi1 quando vi vedeva a lavoro inoltrato1 crac1 faceva un movimento brusco e addio pieghe1 addio lavoro4 ,lo mettevate ritto nella posa del guerriero che ritorna vincitore8 ,dopo cinque minuti1 il guerriero vincitore si metteva a sedere4 ,lo atteggiavate seduto1 nella posa del ,tasso1 che declama i suoi versi alla sorella del duca di ,ferrara8 ,dopo aver letto appena due ottave ,torquato ,tasso si gettava in terra4 ,lo mettevate seduto in terra1 nella posa dell'onesto agricoltore1 che si riposa dalla fatica lunga della giornata o nella posa del gladiatore moribondo8 ,dopo pochi istanti1 l'onesto agricoltore si stendeva lungo sul pavimento a dormire e il gladiatore moribondo era morto4 ,io ho visto1 signori1 dei pittori perdere la pazienza1 afferrare un bastone e suonar gi botte da orbi4 ,come dire al muro6 ,a un pittore1 che gli assest un colpo di bastone sul cranio spelato1 egli rispose gittandosi vigliaccamente per terra e allungandogli con la gamba legnosa un calcio sul volto che1 se lo pigliava in pieno1 lo spediva al ,creatore4 ,pure1 io non li odio cotesti poveri manichini degenerati1 perch penso che il loro pervertimento causato dall'organismo loro e dalla loro costruzione1 e ripeto con ,seneca3 ,fatis agimur cedite fatis6 ,del resto1 se vi sono manichini delinquenti e perversi1 oh6 infinito il numero di quelli buoni1 fedeli1 incapaci di recare il pi piccolo danno ai loro padroni4 ,una notte1 i ladri salirono in uno studio per rubare4 ,al chiarore freddo della luna1 che battendo sui vetri del finestrone illuminava languidamente la stanza1 videro in fondo ad essa un antico romano che vegliava1 e fuggirono4 ,signori1 quell'antico romano che vegliava1 era un manichino4 ,potrei citare centinaia di fatti comprovanti la bont d'animo1 il coraggio e le rare doti del manichino2 ma non voglio dilungarmi troppo1 e ne citer uno solo rimasto pietosamente scolpito nella memoria di quanti ne furono testimoni4 ,nel dicembre del milleottocentosettanta1 quando il ,tevere dilagando per le vie di ,roma fu cagione di tante sventure1 uno scultore era restato chiuso dalle acque nel suo studio4 ,la via ,flaminia era allagata2 e il fiume trasportando alberi divelti dalle lontane campagne1 carogne di buoi e di pecore1 e frantumi di capanne urtava schiumando su gli stipiti marmorei della ,porta del ,popolo4 ,lo scultore1 spintovi dall'incessante salire delle acque1 era gi salito a sua volta sopra un armadio1 e stava aspettando angosciosamente la morte1 quando ud venire dalla prima stanza del suo studio un rumore come di qualche persona che si avvicinasse4 ,grid4 ,nessuno rispose4 ,ma quando una pi forte ondata entr nella camera1 spalancando mezza imposta dell'uscio1 egli vide il suo manichino1 nuotante placidamente1 avvicinarsi a lui con le braccia levate e con le labbra sorridenti4 ,un urlo di gioia1 come non si era mai pi udito l'eguale1 da quando i naufraghi della ,medusa videro su l'infinito mare biancheggiare una vela1 risuon nello studio1 e poco dopo le turbe invocanti il soccorso dai tetti delle case di via ,flaminia1 videro lo scultore e il manichino abbracciati strettamente1 galleggiare sicuri su la furiosa fiumana4 ,povero manichino6 per opera sua lo scultore fu conservato all'onore dell'arte e alla speranza dei creditori2 ma lui mor fradicio4 ,e la sua lunga agonia non fu neanche confortata da un cenciolino di medaglia al valore civile6 ,ed ora dirigo la mia parola agli artisti4 ,vedete3 se il manichino qualche volta non fa quanto gli domandate1 non che ci metta della cattiva volont2 proprio perch non pu4 ,dovete anzi pensare che non v'ha cosa meglio maneggevole di lui2 anzi1 questa volta proprio si pu dire che potete girarvelo come meglio vi talenta e accomodarvelo come meglio vi piace4 ,certo1 per1 che vi abbisogna un pochino di pazienza e anche un pochino d'occhio2 perch1 uno sbaglio il credere che tutti i manichini possano essere capaci delle stesse azioni4 ,ve ne sono alcuni di forte e solida costruzione1 che sdegnano di ornare la loro persona coi rasi e coi broccatelli del secolo scorso4 ,ve ne sono altri a cui si richiede invano di chiudere il loro esile torace nella corazza brunita del medio evo4 ,ve n'ha di quelli che amano la posa eroica e di quelli che prediligono la posa umile4 ,ve ne sono moltissimi che non possono posare se non seduti mollemente sui morbidi cuscini dei ricchi e malinconici sedioni medioevali4 vero1 pur troppo1 che esistono manichini senza carattere1 sempre disposti a posare indifferentemente e per ,dio e pel ,diavolo1 per san ,michele ,arcangelo e per quello che gli sta sotto4 ,ma se vi sono manichini di questo stampo1 non sono tutti cos3 se ne trovano anche di quelli che hanno un carattere1 una fede1 una coscienza3 e i secondi sono di gran lunga pi numerosi dei primi4 ,alle volte non potete immaginare a quali torture si assoggettino i poveri manichini1 costretti dai loro padroni a raffigurare cose e persone da essi odiate1 da essi non sentite4 ,io ho conosciuto un valente acquarellista che volle costringere il suo manichino a posargli nientemeno che da tomba di ,cecilia ,metella e da acquedotto della campagna romana1 e il poveretto pieg la sua persona a raffigurare quei bruni ruderi della civilt latina2 ma quali spasimi1 quali dolori non deve aver provato quel povero manichino8 ,io non conosco pena maggiore di quella di veder soffrire un povero manichino4 ,egli l1 nella posa da lui non sentita1 e non amata2 l muto1 con gli occhi sbarrati1 con la faccia pallida1 con le dita nervosamente contratte1 e soffre in silenzio senza mandare un lamento2 solo di tanto in tanto s'ode uno scricchiolo4 ,il pittore si stizzisce ed egli sgranchite le giunture ritorna immobile4 ,chi sa mai quali torture affliggono quella testa di legno8 ,chi pu dire quali tristi pensieri passino1 s'affollino in quella figura all'apparenza cos calma e paziente8 ,chi sa quanti poveri manichini1 malati1 cagionevoli di salute444 ,gi1 poich1 non crediate1 o signori1 che il manichino non abbia anch'egli le sue malattie4 ,ne ha due fierissime3 la calvizie e la debolezza4 ,la prima incurabile1 per non mortale2 la seconda mortale1 ma per compenso la si pu curare facilmente4 ,il rimedio a codesto male1 voglio dire alla debolezza1 il medesimo oggid tanto in voga4 ,ma non crediate che il manichino se ne serva ora solo che viene indicato su le quarte pagine come la panacea universale4 ,quando il ferro1 o signori1 non era ancora conosciuto come efficacissimo rimedio1 egli lo aveva gi da lungo tempo nelle sue medicine4 ,e bisogna vedere1 quali effetti miracolosi produca il ferro negli organismi malati dei manichini4 ,io1 o signori1 ne ho visti alcuni infermi al punto da non reggersi sui piedi1 io li ho visti1 subito dopo aver ingoiato un palo di ferro1 risorgere forti e robusti come per miracolo4 ,e bisogna vedere con quale stoicismo essi si assoggettano alle pi difficili operazioni6 ,a un povero manichino s'era infradiciato l'omero4 ,rimasto abbandonato per parecchio tempo in una cantina1 l'umidit gli aveva intaccato i tessuti e minacciava di incancrenirgli il torace4 ,fu deciso di segargli il braccio4 ,cosa incredibile6 ,durante la difficile e dolorosissima operazione non un lamento usc dalla sua bocca1 non uno sguardo doloroso contrist la sua faccia serena4 ,e notate che non si era adoperato neanche il cloroformio6 ,,signore1 ,,signori1 ,il tempo fugge e gi che1 fortunatamente per voi1 siamo ormai vicini al termine di questa mia chiacchierata1 permettetemi di enumerarvi talune di quelle opere alle quali il manichino si gloria di aver dato origine4 ,nelle arti belle1 quando non sono brutte1 egli ha ispirato quadri e statue in grandissimo numero1 s che sarebbe impossibile il contarle4 ,nell'arte dei capperi ha ispirato al maestro ,ftis ,il ,manichino di ,bergamo1 un'opera comica di grande interesse nella storia del melodramma1 perch il suo autore scrivendola tent per la prima volta di introdurre sul palcoscenico brani di musica scritti in note e parole4 ,nel campo letterario ha dato il modo a ,guglielmo ,teodoro ,hoffmann1 il simpatico narratore di istorie incredibili1 di scrivere una delle sue pi belle pagine raccontando l'amore ardente di uno studente di ,gottinga per un manichino4 ,sulla scena di prosa il manichino ha avuto anche i suoi trionfi4 ,vi sovviene della farsa deliziosa ,il modello di legno8 ,nella poesia egli ha pagine splendide e pagine sublimi e pietose ha nella forte e sana letteratura popolare4 ,ricordate la dolorosa e commovente istoria di quel povero pittore1 il quale per dispiaceri amorosi e anche pi per l'esposizione1 muore barbaramente suicidandosi con le sue proprie mani8 ,ve la dir dal principio3 ,v'era un giovin di buona famiglia ,il quale1 ,peppino nomato ,che all'et di vent'anni arrivato ,si decise di fare il pittor4 ,la famiglia sua propria e i parenti ,gli dicevano no ad ogni costo2 ,ma ,peppino fugg di nascosto1 ,per studiare soletto da s4 ,era il tempo dell'anno passato ,quando v'era la gran discussione ,sul palazzo dell'esposizione ,che a novembre s'aveva da aprir4 ,ma che invece per molte ragioni1 ,e anche pi1 perch ancora quel sito ,a novembre non era finito4 ,si decise di aprirlo pi in l4 ,e ,peppino pensato il suo quadro ,ch' la morte del conte ,ugolino ,lo dipinse e al suo proprio destino ,lo mandava nell'esposizion4 ,ma in quel tempo s'infiamma d'amore ,d'una vaga1 gentil damigella1 ,che faceva il mestier di modella ,e la volse per forza sposar4 ,da principio fu sempre fedele ,a ,peppino la vaga sua sposa1 ,ma pi lardi poi fu un'altra cosa2 ,sciagurata6 ,lo volse tradir4 ,ch di lui un amico sincero1 ,che fu poi un gran traditore1 ,pria gli tolse la pace e l'onore1 ,poi fu causa di gran crudelt4 ,ma intanto si apre il palazzo ,con le opere all'esposizione4 ,interviene la gran commissione ,con i corpi dell'autorit4 ,e la morte del conte ,ugolino ,vien da tutti i giornali lodato4 ,il gran premio gli vien decretato1 ,ma nessuno lo vole comprar4 ,ma la sera in cui stava al quint'ordine ,dell',apollo1 nel mese passato1 ,col biglietto d'onor d'invitato1 ,viene e bussa il suo fido portier4 ,e gli reca un tremendo dispaccio1 ,dove lui vi rompe il sigillo4 ,cade in terra facendo uno strillo1 ,che anche i sassi ne senton piet4 ,quando s'alza che torna in s stesso ,corre a casa e che trova8 ,la moglie ,che gridando fra orribili doglie ,di due figli lo fa genitor4 ,lui li prende e li guarda i visetti ,e li vede che sono il ritratto ,di colui che compiva il misfatto ,di quel vile del suo traditor4 ,e fu allora che ai gran dispiaceri ,del suo quadro1 nonch la consorte1 ,lui decide di darsi la morte ,suicidando se stesso da s4 ,e impugnato un tubetto di biacca4 ,lo sorbiva piangendo1 e tapino ,ed in braccio del suo manichino ,lui moriva fra grandi dolor4 ,,signore ,e ,,signori1 ,nei secoli venturi molte cose nuove compariranno nel mondo1 moltissime altre dilegueranno2 ma il manichino1 o signori1 non potr mai perire perch sta troppo saldamente piantato su due basi1 dalle quali nessuna forza umana lo potr mai rovesciare3 sull'economia e sulla morale4 ,sull'economia8 ,eh6 ,dio buono1 finch il mondo sar mondo1 esisteranno pittori2 finch vi saranno pittori1 siatene certi1 vi saranno sempre pittori affamati1 e fino a che vi saranno pittori affamati vi sar il manichino4 ,sulla morale8 ,eh1 lo so bene che verranno tempi in cui i procaci atteggiamenti degli ignudi dei modelli e delle modelle che non son sempre modelle di virt1 pervertiranno i popoli2 e allora il manichino si allontaner in volontario esilio2 ma quando gli uomini e1 forse1 le donne torneranno a chiedere nei quadri e nelle statue i concetti seri e pensati e la nota classica1 allora egli ricomparir a domandare il suo posto4 ,allora la folla delle damine che si raccattano il gonnellino1 la processione dei conti e delle contessine1 l'esercito dei cavalieri della rosa e dei moschettieri che fumano la pipa1 che si arricciano i mustacchi e che alzano il bicchiere1 gli sciami languidi e dinoccolati degli incroyables e delle merveilleuses fuggiranno1 con le loro smorfie e i loro sdilinquimenti1 e il manichino avvolto nelle rigide pieghe del suo mantello ricomparir vittorioso4 ,e1 spazzato via tutto quel ciarpame di velluti1 di rasi e di sete1 di nastri1 di frange e di trine1 sar lui1 il manichino1 che si pianter fiero e gagliardo sulle travi rotte e cadenti del ponte ,sublicio a rattenere l'impeto delle orde etrusche invadenti l'antica ,roma2 sar lui che si coprir il capo ordinando che i suoi figliuoli sien tratti al supplizio2 sar lui che stender il braccio sui carboni ardenti1 innanzi alla faccia barbuta del re ,porsenna2 sar lui che1 avvolgendosi nella toga bianca1 cadendo trafitto a morte in ,senato sotto la statua di ,pompeo1 esclamer dolorosamente con l'eloquenza del gesto3 -- ,tu quoque ,brute1 fili mi3 sar lui infine che1 ramingo per le terre d',italia1 cieco e vecchio1 andr supplicando la piet dei passanti1 mormorando col gesto triste3 ,date obolum ,belisario6 ,e quando sulle rovine dei bassi tempi sorger il gentil fiore azzurro dell'ideale1 sar lui1 il manichino1 che ritorner di ,terra ,santa a cavallo d'un caval a riabbracciare la sua donna che lo attese per ben sette anni sul verone del maniero avito4 ,lui scender cinto di maglia nel torneo di ,tolosa1 e galopper su un leardo pomellato1 con la salda lancia in resta2 lui1 col liuto su la schiena1 cacciato in bando1 s'aggirer solingo e pensoso nella selva bruna1 fuggendo ogni chiaror fuor che la luna6 ,lui1 infine1 salir trepidante1 fra il fogliame verde scuro dell'edera1 sopra il veron di gotica torretta1 e lass si stringer al petto la castellana infedele1 mentre la scaletta di seta osciller lievemente1 nel bujo1 baciata dalla tepida e dolce aura notturna6 ,e poi1 o signori1 dalla scimmia non dir che ci siate venuti voi2 ma io ci son venuto di certo4 ,chi potr dire che cosa verr dal manichino8 ,forse nelle lontane epoche dell'avvenire1 egli sapr rimediare al malanno che ora lo affligge1 la calvizie1 e sapr ornare di una bella barbettina bionda le sue gote pallide4 ,forse allora1 egli avr non pi nelle vuote orbite due punti neri inanimati2 ma due lucenti e mobili occhi1 e nel suo corpo batter un cuore ove pulseranno onde purissime di sangue4 ,sar bene8 ,non lo credo4 ,ah1 meglio il manichino di legno che il manichino di carne e d'ossa6 ,il manichino di legno non vi secca con la sua parola sciocca e vanesia1 non vi annoia1 per divertirvi1 zufolandovi all'orecchio le ariette e le frasi udite ai concerti e nei teatri1 non vi infastidisce ripetendovi le discussioni politiche da lui udite fra il fumo dei sigari1 su le panche dei caff1 non vi punge con gli spilli della maldicenza1 non vi scaglia nella schiena la freccia avvelenata della calunnia1 non viene ad ammirare i vostri quadri per poi andare a sparlare delle opere vostre1 non penetra amicamente nei vostri studii a rubarvi i bozzetti4 ,oh1 meglio1 meglio il manichino di legno1 credete4 ,pure1 la trasformazione si compir1 e sar ancora una volta provato l'assioma della dottrina darwiniana sulla evoluzione1 cos detta1 perfettiva degli esseri4 ,verr un giorno in cui anche i manichini si agiteranno a chiedere diritti e guarentigie1 a vociare discorsi e a unirsi in falange compatta e ordinata per soverchiare le prepotenti forze degli umani4 ,in quel giorno il pittore sar costretto dal suo manichino a posargli da modello4 ,forse allora i manichini invaderanno i pubblici uffici1 le universit1 il parlamento1 il senato1 la reggia2 e andranno a scacciare dalle cattedre delle ,accademie di belle arti i professori1 per diventare essi professori a loro volta4 ,il pi onestamente mite si limiter a chiedere il grado di sottotenente nella milizia territoriale4 ,i pi irrequieti chiederanno di far parte del ,circolo artistico1 e uno di costoro1 acclamato dal plauso unanime1 seduto sul seggio presidenziale avr l'onore di governare le legioni artistiche4 ,forse uno di loro chieder al consiglio direttivo il permesso di annoiare il prossimo suo e terr un corso di conferenze nella maggior sala dell',associazione4 ,e1 quel manichino riconoscente1 inizier la serie tenendo una conferenza su questo bel soggetto3 ,cesare ,pascarella4 ,,in ,,ciociaria ,i4 ,dormivo profondamente1 quando alla stazione di ,valmontone lo sportello della vettura fu aperto ed una comitiva di uomini e donne entr nel vagone4 ,svegliatomi di soprassalto mi rincantucciai in un angolo dello scompartimento1 e con gli occhi socchiusi1 mi misi a guardare con curiosit i miei nuovi compagni di viaggio e le valige1 le cappelliere1 le sacche da notte ricamate di lana rossa e gialla1 le borse di pelle e di tela1 i canestri ed i fagotti di tutte le misure1 che avevan portato con loro4 ,un uomo sui sessant'anni1 grasso e grosso1 pareva essere il direttore della compagnia1 e appena entrato nella vettura1 non curandosi dei saluti dei vignaroli e dei contadini ch'eran venuti ad accompagnarlo fino agliu vapore e gli gridavano3 -- ,forte1 sor ,pi'6 addio sor ,pi'6 ,stacce bene1 sor ,pi'6 -- egli si mise1 seriamente1 a disporre in alto su la rete le valige pi buone ed a spingere sotto ai sedili i canestri ed i fagotti4 ,le ragazze1 intanto1 si litigavano i posti vicini agli sportelli1 e ridendo si indicavano a dito l'una con l'altra i paesi arrampicati sulle montagne lontane1 e chiamavano replicatamente ,peppino e ,maddalena perch accorressero anch'essi a vedere1 li ponti su li fiumi1 piccoli piccoli1 e le montagne che toccaveno el celo4 ,ma ,peppino e ,maddalena non si muovevano3 seduti strettamente vicini si guardavano negli occhi1 si sorridevano e1 di tanto in tanto1 si scambiavano qualche parola4 ,mentre il treno correva afferrai questo brano di dialogo3 -- ,dimme un po'1 ,peppino1 vero che in certi punti nun se ne vede la fine8 -- ,e lui1 pesando le parole3 -- ,se capisce6 ,subito che el mare fenisce addve comincia el cielo6 ,quando sur un colle apparvero le case di ,frosinone1 il sor ,pietro1 dopo di aver paragonata la lentezza insopportabile delle diligenze con la rapidit fulminea delle ferrovie1 si lev la giacca e diede el segnale della colazione1 durante la quale1 i discorsi e i bicchieri di vino rosso s'incrociarono con tanta abbondanza che io dopo appena cinque minuti1 gi sapevo vita1 morte e miracoli del sor ,pietro1 i nomi dei componenti la comitiva1 dove andavano1 quanto tempo avevano deciso di fermarsi in riva al ,sebeto1 e1 perfino1 che la ,guida di ,napoli il sor ,pietro l'aveva avuta in prestito da un parente di papa ,pecci4 ,verso la fine del pasto interminabile ,maddalena1 stuzzicandosi i denti con un ossicino di pollo1 dimandava alquanto preoccupata a ,peppino3 -- ,ma come sar che el mare turchino8 ,e ,peppino con gli occhi lustri1 vuotando ancora un bicchiere3 -- ,se capisce6 ,in tutto el mondo l'acqua turchina tutta salata4 ,il mare tutto salato3 dunque lui deve essere turchino per forza4 ,e s'addorment4 ,finita la colazione sopravvenne un po' di calma4 ,le donne si levarono i cappelli e il sor ,pietro masticando un sigaro forte1 che non tirava1 e lagnandosi del caldo troppo troppicale1 si tolse il panciotto4 ,alla stazione di ,pofi1 met della comitiva dormiva e il sor ,pietro sbuffando si toglieva solino1 polsini e cravatta1 mandando un accidente a chi aveva inventato tutte quelle porcherie da signori4 ,quando1 a ,ceprano1 io lasciai il treno1 egli s'era cavata anche una scarpa1 accusando un forte dolore alla noce del piede1 e s'era rimboccate le maniche della camicia1 mostrando due braccia nere e pelose1 come le code di due gatti infuriati4 ,dio mio6 ,che cos'altro si sar tolto di dosso il sor ,pietro1 prima di arrivare a ,napoli8 99 99 99 ,sullo spiazzo1 dietro la stazione di ,ceprano1 un legno a cui erano attaccati tre cavalli scheletriti1 flagellati da nugoli di tafani1 stava ad arroventarsi al sole2 il vetturino1 un tipo selvaggio1 dalla faccia annerita1 dormiva sopra un mucchio di fieno1 poco lungi1 e russava profondamente4 ,altri legni per andare a ,fontanaliri non v'erano4 ,mi avvicinai al vetturino e tentai di svegliarlo4 ,era di sonno duro4 ,allora una contadina1 che stava1 poco lungi1 seduta1 si alz1 e avvicinatasi al dormiente gli applic due calci ove finiva la sua schiena1 gridandogli3 -- ,arrizzate1 ,ciccant'1 ca s' fatto juorno6 ,ciccantonio1 si alz stropicciandosi gli occhi e la schiena e facendo brillare al sole1 sul collo nero1 una filza di medaglie2 mi salut con un3 ben arrivato a signoria6 e incominci subito a decantarmi la comodit della sua carrozza1 la bont de' suoi cavalli e la sua grannissima abbelet nel condurli4 ,io1 poco persuaso della verit di tante lodi1 accennai qualche dubbio1 ma egli ribatt3 -- ,lei1 signoria1 non indubiti3 saglte e sarete insoddisfatto4 -- ,ed io convintissimo di quanto egli asseriva1 comperai quattro arance da una bella ragazza1 che vendeva anche ciambelle1 vino e frutta1 e salii nel legno ponendomi la valigia fra i piedi4 ,ciccantonio salt in cassetta1 tempest di frustate i cavalli1 che non volevano muovere il primo passo1 sfil una corona di bestemmie di tutte le qualit e dimensioni1 e allora le rozze si mossero finalmente1 e gi di trotto per la via bianca e polverosa di ,ceprano4 ,bel tipo il mio vetturino6 ,egli bestemmia come un turco1 dico come un turco perch si dice cos1 ma io non credo che i turchi siano giunti a tanta perfezione1 e a ogni chiesuola che incontra1 a ogni croce che vede1 si toglie il cappello1 sul quale tiene legata una immagine sacra e grida3 -- ,madonna aiutece6 ,lungo la via1 ove1 di tratto in tratto1 dalle siepi1 bianche di polvere1 sbucano branchi di gallinacci1 condotti da qualche fanciulla alla pastura1 incontriamo contadini sui somari che vanno al molino1 mezzadri che portano ad abbeverare le vacche1 e lunghe file di donne che scendono verso ,ceprano1 recando in testa pesanti canestre ricolme di ortaglie4 ,mi tornano alla memoria li pupazzi der presepio4 ,quando ci fermiamo davanti alle prime case di ,ceprano1 ,ciccantonio s'accosta allo sportello della vettura e col cappello in mano1 mi dice3 -- ,simmai lei nun s'incommoda1 metto lu belancino4 -- ,e quanto ci vorr a mettere questo bilancino8 -- ,quanto piace a signoria6 -- mi risponde ,ciccantonio1 come un cortigiano antico4 -- ,alla mia signoria piace che tu tra un'ora ti trovi qui col bilancino4 -- ,servo a signoria6 -- replica il vetturino inchinandosi2 e dati a reggere i cavalli a un ragazzetto1 si allontana fischiando4 ,io per non saper che altro fare1 comincio a girandolare per le vie di ,ceprano1 seguito da uno sciame di ragazzi gialli e verdi per la lebbre malarica1 credo1 e qualcuno forse anche per la fame4 ,su la piazza1 fuori della ,porta1 vi trovai il mercato4 ,le venditrici di ortaglie e di frutta1 di grano1 di pane1 di ciambelle1 di stoviglie di creta e d'altri utensili famigliari erano disposte in lunghe file4 ,io mi addentrai tra quelle file1 e ammirai gruppi di donne veramente stupendi4 ,finalmente1 rimasto abbagliato dai colori vivaci delle vesti1 dei busti1 e degli scialli smaglianti al sole1 sul fondo grigio de monti lontani1 entrai in una modesta trattoria ove per pochi soldi1 mangiai una buona bistecca e molte frutta cos belle1 fresche e saporite che le nipoti di ,atlante me le avrebbero invidiate4 ,poi seguendo una strada lunga e polverosa1 dopo di aver salutato il nome di ,dante ,alighieri che si leggeva scritto vistosamente su l'angolo di un vicolo1 ov'era men che notte e men che giorno1 pervenni in fondo al paese e sboccai in una piazza piena di sole e di mucchi di canapa ove sorge le cattedrale dedicata a ,sant',arduino4 ,pi innanzi trovai un piccolo ponte di ferro che serve a traversare il ,liri1 le cui acque allora scarseggiavano4 ,su la ghiaia lunghe file di contadine cantando canzoni piene di malinconia battevano la canapa4 ,il paesaggio lieto di sole1 le donne che lavavano e maciullavano la canapa1 i canti pieni di malinconia mi risvegliarono gl'istinti poetici1 tanto che non potendo pi frenarmi1 scesi gi sulla sponda lirica e mi accinsi a scrivere una medesima2 ma avevo appena cavato di tasca il taccuino1 quando sentii gridare3 -- ,signoria6 ,signoria6 -- ,alzai la testa e vidi ,ciccantonio che su dal ponte mi faceva cenno di risalire4 ,guardai l'orologio4 ,in luogo di un'ora1 senz'accorgermene1 girando qua e l1 ne avevo perdute due4 ,risalito sul ponte1 egli mi disse subito ch'era stato sin allora a cercarmi per tutta ,ceprano2 che era tardi1 che le salite da superare per andare a ,fontanaliri erano molte e che bisognava partire senza indugio4 ,il legno era pronto4 ,innanzi ai tre cavalli era stato attaccato il bilancino1 un misero cavalluccio bianco1 pieno di gobbe e di piaghe e con la testa ornata da un pennacchio di penne di cappone4 ,rientrai nella vettura1 e1 dopo le solite frustate e le solite bestemmie1 i cavalli partirono al trotto4 99 99 99 ,il caldo comincia a farsi sentire molesto e ,ciccantonio1 dicendomi3 -- ,lei1 permettete8 -- si toglie la camicia1 apre un cassetto sul davanti della vettura1 ne trae un giubbettino di tela e se lo infila4 ,durante l'operazione1 quando il mio vetturino rimase col torace nudo1 mi sembr di avere dinanzi agli occhi il tatuato di ,birma4 ,egli aveva nel mezzo del petto una larga incisione colorita di blu rappresentante la ,santa ,casa di ,loreto1 sotto la quale v'era una data3 #bi giugno #ahee1 contornata da una quantit di geroglifici2 poi sul braccio destro e sul sinistro portava incisi i segni della ,passione1 un ,sacramento e una immagine della ,madonna di ,loreto4 ,quando io gli manifestai la maraviglia che provavo nel vedere i suoi tatuaggi1 egli mi disse che1 dopo essersi fatto stamp'1 era stato l l per rimetterci la pelle4 ,ora per mostra con orgoglio le sue stampe1 e spiega con piacere il metodo che s'usa laggi1 alla ,santa ,casa1 pe stamp' li cristiani4 ,ecco la spiegazione1 che io trascrissi cos come ei me la disse3 -- ,apprima ce passeno lu rasore4 ,ap1 strignenno la pelle1 ce passeno via via co' 'na penna d'acciare1 su la stampa che ci avo fatto apprima4 ,ap ce metteno lo gnuostro 7inchiostro7 e la fav'asc'4 ,quando egli ebbe finito di parlare1 si baci il braccio sinistro1 ov'era effigiata la ,madonna di ,loreto e riprese subito a frustare i cavalli1 e a bestemmiare4 99 99 99 ,di tempo in tempo incontriamo molti carri enormi che vengono innanzi lentamente fra nugoli di polvere3 trasportano a ,roma i prodotti dei lanificii e delle cartiere che sorgono su le ripe amene e pittoresche del ,fibreno e del ,liri4 ,alcuni di cotesti carri sono tirati fin da dieci e dodici cavalli1 d'ogni razza e paese1 tutti infronzolati da arnesi di metallo lucente che brillano al sole4 ,le bestie sanno gi la via che debbono percorrere1 e1 mentre i carrettieri sono vinti dal sonno1 procedono lungo la strada bianca al suono monotono dei campanelli1 scuotendo i ricchi pennacchi multicolori e i grossi fiocchi di lana rossa1 che sbattono loro sul muso4 ,gi1 in fondo1 si levano sul cielo turchino le montagne di ,sora1 azzurre come il mare4 ,a ,colle la noce1 ove anticamente era il ponte di confine1 fra lo ,stato ,pontificio e il ,regno di ,napoli1 c'imbattiamo in una torma di uomini e di donne recanti in braccio bambini1 verdi e macilenti4 ,la torma viene avanti sotto l'arsura del solleone1 cantando le litanie4 ,dalle gole inaridite dalla polvere soffocante escono voci rauche ed affannate4 ,un vecchio cencioso1 reggendo una croce1 cammina faticosamente innanzi a tutti suonando un campanello1 e di tanto in tanto1 volgendosi a guardare i compagni che lo seguono1 si ferma e intona le preci4 ,domando a ,ciccantonio dove vada tutta quella gente ed egli mi risponde secco secco3 -- ,a ,santo ,dominico4 -- distante di qui8 -- ,eh6 sicuro6 -- ,e ci vanno a piedi8 -- ',nu poco a piede e 'nu poco cammenenno4 ,la torma s'era gi allontanata d'un bel tratto1 quando vidi avanzar solitaria una figura scarna e gialla di donna3 portava su la testa un canestro coperto da un pezzo di panno rosso tutto sdruscito e le gambe di un bimbo vi penzolavano fuori3 camminava appoggiandosi a un bastone su cui era legato con una corona un ramo d'ulivo2 e1 si sforzava di raggiungere le compagne che si allontanavano cantando4 ,le gettai pochi soldi4 ,essa si ferm1 li radun col bastone1 si curv a stento1 li raccolse e1 dopo di avermi ringraziato con un cenno1 seguit la strada4 ,la vista di quella poveretta mi mise di malumore4 ,accesi la pipa e per non pi vedere mi rincantucciai nel fondo della vettura1 e vi rimasi fino a quando ,ciccantonio non mi indic1 con la punta della frusta1 un paese su la cima di un monte4 -- ,che paese 8 -- gli domandai infastidito4 -- ,chello ,verule4 -- mi rispose4 -- ,l ci av'acciso ,chiavone bon'alema 7buon'anima74 ,e in tono patetico mormor fra i denti3 -- ,povero ,chiavone6 ,gli chiesi se l'avesse conosciuto2 ma egli invece di rispondermi1 si mise subito a dar la voce ai cavalli4 ,decisamente il mio vetturino deve averlo conosciuto molto da vicino il famoso brigante4 ,il paesaggio intanto comincia a cambiare4 ,su la destra le montagne vicine mostrano gi i fianchi grigi di selce4 ,su una di coteste montagne s'aggrappa un paese non molto grande4 ,un antico castello diroccato1 che s'intaglia bruno nel cielo sul vertice del monte1 deve avergli dato il nome di ,arce4 ,ora non si veggono pi sui fianchi dei monti i lunghi filari di olmi1 sui quali si appoggiano i tralci verdeggianti della vite1 e su la terra smossa le pannocchie gialle del granturco2 ma sul fondo grigio e ferrigno delle rocce1 si contorcono freddi e monotoni soltanto gli ulivi4 ,passato ,santo ,lauterio1 un largo prato bagnato dal ,liri1 mi giunge alle nari un acuto odore di zolfo4 ,ne chiedo spiegazione al mio vetturino1 ed egli accennando un filare di pioppi1 mi dice che arreto a chelli chiuppi c' un lago chiamato ,zulufraga1 ove vanno a gettarsi cinque o sei rigagnoli di acqua minerale della quale si fa un modesto commercio4 ,difatti nella notte se ne empiono piccoli fiaschi1 e a dorso d'asino o sui carretti1 all'alba1 i venditori la van gridando per le vie d',isola1 d',arpino e di ,sora1 a un soldo il fiaschetto1 come la nostra acqua acetosa4 ,i contadini1 le attribuiscono una quantit di speciali virt1 e ne sono avidissimi4 99 99 99 ,sulla sinistra il paesaggio seguita a divenire sempre pi selvaggio4 ,ovunque massi enormi che sembrano dover rotolar gi al pi lieve soffio di vento4 ,non pi alcuna vegetazione1 n meno gli ulivi3 solo le ginestre giallissime tra i sassi bianchi e grigiastri4 ,ciccantonio mi addita un'enorme buca sul fianco dirupato di un monte4 -- ,che cos'8 -- gli domando4 -- ,chella1 signoria lei1 che siete 'struito lo sapete miejo de noi4 tutta robba vulcaneca -- ,egli mi risponde e mi narra una lunga serie di cose straordinarie1 tutte1 s'intende1 a proposito della grotta che qui chiamano fossa agliu monte2 e finisce col dirmi che gettandovi dentro un'arancia1 questa dopo aver girato per lungo e per largo nel ventre della montagna1 finisce con lo sbucare nel lago di ,zulufraga4 ,io1 lo confesso con vergogna1 avevo ancora una arancia1 l'ultima delle quattro1 comperate a ,ceprano1 ma in luogo di tentare l'esperienza mentre la salita incominciava a farsi ripidissima e i cavalli1 fra gli urli e le bestemmie di ,ciccantonio che si perdevano a valle1 arrancavano disperatamente1 l'ho mangiata4 99 99 99 ,il sole cadeva dietro le case di ,banco quando io con l'ossa rotte e bianco di polvere1 entrai in un paesuccolo nero1 sul sommo sassoso d'un monte vestito di ulivi1 di querce e di frassini4 ,ero giunto a ,fontanaliri4 ,,ii4 ,un po' prima dell'anno mille era signore di ,sora un tal conte ,pietro1 uomo di pessima vita4 ,san ,domenico lo and a visitare1 e il tiranno1 tcco dalla divina misericordia1 gli si gett ai piedi chiedendogli la benedizione4 ,il ,santo lo benedisse e lo abbracci1 e allora il conte ,pietro gli parl cos3 -- ,tu mi hai ridonato la divina salute2 dimmi ora che cosa posso fare per ricompensarti4 ,e ,san ,domenico1 il quale non pensava ad altro che a fondare conventi e gi ne aveva fabbricati o fatti fabbricare non so quanti in ,umbria1 nella ,sabina e nell',abruzzo1 gli rispose subito3 -- ,edifica un monastero4 -- ,egli annu1 e l'indomani il ,santo ed il conte galoppavano su due cavalli nei dintorni di ,sora in cerca del sito pi adatto alla costruzione della badia2 e galoppa galoppa1 quando arrivarono col ove le limpide acque del ,fibreno si gettano in quelle del ,liri1 ,san ,domenico ferm il cavallo e disse a ,pietro3 -- ,ecco il luogo4 -- ,fiat6 -- rispose il conte1 e mentre il ,santo se ne partiva per monte ,montano a sorvegliare i lavori di un'altra abbazia1 egli incominci subito la fabbricazione del sacro edifizio2 ma quando l'ebbe compiuta chiam il suo maggiordomo e gli disse3 -- ,badi bene che in questo cenobio io non ci voglio uomini4 -- ,servo a ,signoria6 -- balbett il maggiordomo intelligente ed inchinandosi usc4 ,e cos il monastero1 che doveva accogliere tra le sue mura i monaci1 si cambi in monastero di monache dove il conte ,pietro si recava spesso a pregare4 ,ma egli aveva fatto1 come si suol dire1 i conti senza l'oste4 ,e l'oste che venne a rivedere i conti al conte fu ,domineddio in persona1 il quale mand a ,san ,domenico un angelo che1 un pochino rosso in volto1 lo inform di come andavano le cose nel sacro albergo del conte4 ,il ,santo inorrid2 e senza perder tempo ritorn subito a ,sora1 dove incontrato appena il suo uomo gli disse3 -- ,oh1 signor ,pietro1 a che giuoco giuochiamo8 ,il peccatore si fece toccare per la seconda volta dalla divina misericordia e si ritir nuovamente nel suo castello1 e il ,santo purificate le mura del monastero1 vi chiam i suoi monaci e ci rimase fino alla morte4 ,ora il suo corpo sta sepolto sotto l'altare massimo della chiesa1 tutto intero1 meno un dente che fu recato come reliquia a ,cucullo4 ,il dente ha oggi una virt prodigiosa1 poich guarisce1 a guardarlo solamente1 morsi di cani rabbiosi e punture di vipere2 e qui1 quando qualche contadino vien punto o morso da uno di codesti animali1 prima di correre agliu medeco se ne fugge a ,cucullo1 dove sa che toccare il prodigioso dente e risanare tutta una cosa4 ,e laggi a ,cucullo1 nel primo gioved di maggio1 si porta in giro pel paese la famosa reliquia1 e i contadini e le loro donne la seguono cantando le lodi di ,san ,domenico e attorcigliandosi intorno alle braccia1 al collo e alle gambe nude una quantit di serpentelli4 ,queste e tante altre cose mi veniva raccontando un pretonzolo di ,sora1 mio compagno di viaggio1 mentre i cavalli della messaggera1 scuotendo le ricche sonagliere1 trottavano su la via d',isola del ,liri1 e io1 tutto orecchio nell'ascoltarle1 le fissavo nella memoria per indi trascriverle nel mio taccuino1 rallegrandomi di aver trovato1 mentre mi recavo alla festa di ,santo ,dominico1 un servo di ,dio che mi avesse narrato la storia del celebre santuario4 99 99 99 ,quando arrivammo all',isola del ,liri le nove ore della notte battevano all'orologio della torre nera e quadrata dell'antico palazzo dei ,boncompagni1 e lunghe file di sciarabb pieni di gente che gridava e cantava salivano di carriera la via delle ,forme4 ,le ,forme sono un'appendice dell',isola del ,liri2 una citt nuova1 che s'allunga fino al santuario4 ,sessant'anni addietro su la via che dall',isola mena a ,sora1 non vi erano che poche e misere casupole di contadini2 ma le industrie dei nostri tempi1 servendosi a meraviglia delle acque del ,liri e del ,fibreno1 fecero sorgere su le sponde dei due fiumi cartiere1 lanifici1 molini e ville splendide1 che in pochi anni han cambiato quei luoghi1 prima squallidi e deserti1 in una regione ricca e popolata1 piena di attivit industriale e commerciale4 ,sull'azzurro cupo del cielo s'allungano i pioppi e di tanto in tanto gruppi colossali di platani allargano nell'aria scura i rami fronzuti4 ,gli sciarabb passano di carriera1 e i cocchieri1 schioccando la frusta1 gridano a squarciagola3 -- ,santo ,dominico6 ,santo ,dominico6 ,gi in fondo alla via1 sul cielo sereno1 fra miriadi di lanternine1 rosse1 gialle e azzurre1 rischiarato dalle faci delle baracche1 sorge il santuario4 ,pi si va innanzi1 pi la folla aumenta1 e si cammina a stento fra lunghe file di sciarabb1 di vetture e di carretti1 mentre dalle bancarelle1 che si seguono numerose1 s'alzano canti1 grida1 squilli di trombe1 suoni di tamburelli e d'organetti e s'effondono odori acuti e nauseabondi di ciammaruche 7lumache7 fritte1 di polli arrostiti1 di pannocchie di granturco abbrustolite su la bragia1 di cacicavallitti e di muzzarelle4 ,di tanto in tanto fra i contadini che gi presi dal vino saltano furiosamente al suono degli organetti1 delle zampogne e delle chitarre1 mentre le loro donne battendo le mani cantano con le voci stridule volgari canzoni d'amore1 passano file interminabili di pellegrini coi bordoni ornati da sacri amuleti e dalle immagini di ,san ,domenico e della ,madonna di ,canneto3 passano1 e aprendosi a stento una via tra la folla festante entrano nella chiesa1 si gettano in terra e incominciano le penitenze1 trascinandosi con le mani sotto le ginocchia verso l'altare maggiore1 segnando con la lingua sul suolo lunghe croci e lasciandosi dietro orribili strisce di bava e di sangue4 ,ma non tutti hanno la forza di farle le penitenze2 poich molti stracchi1 spossati e sfiniti come sono dagli affanni e i disagi del duro viaggio1 coi piedi gonfi1 rotti e sanguinanti per il lungo cammino1 appena toccano con le ginocchia il pavimento del santuario vi si stendono sopra e s'addormentano4 ,sui gradini degli altari1 dentro e intorno ai confessionali1 lungo le balaustrate delle cappelle e accanto alle basi delle colonne1 di cotesti sciagurati ne vidi a centinaia distesi come se fossero morti1 uomini e donne1 vecchi e fanciulli tutti confusi insieme sotto la luce gialla e tremula delle candele che illuminava le loro membra coperte di stracci4 ,talvolta dai gruppi dei dormienti udii venire qualche lamento4 ,qualcuno1 vinto dagli stimoli della fame1 lo vidi destarsi e rompere il digiuno succhiando bucce di meloni e di cocomeri1 raccolte da terra4 ,uno lo vidi correre a bere nella tazza dell'acqua santa4 ,in fondo alla chiesa1 molto grande e tutta bianca1 vi sono due scale per salire all'altare maggiore1 e fra le due scale v' la porta per scendere nel sotterraneo ove sta la sepoltura del santo4 ,vi discesi e lo trovai pieno di pellegrini che si affollavano a baciare una testa scolpita a bassorilievo sul davanti di un altare e a stropicciarvi sopra i loro bordoni4 ,i baci schioccavano sonoramente4 ,una ricca lampada argentea mandava sprazzi di luce sui sordidi cenci dei contadini1 che prima di lasciare il luogo sacro1 mormorando preci1 abbracciavano e baciavano le colonne tortili che sostengono le volte basse della cripta4 ,quando uscii dal sotterraneo una folla di pellegrini che andava verso una cappella1 ove sur un tavolino1 tra quattro candele1 sorgeva la statua di un santo1 mi costrinse a seguire una donna1 che sorretta da due uomini levava in alto un bambino che le si torceva fra le braccia piangendo4 ,la poveretta appena arriv dinanzi al simulacro lo baci2 poi1 mentre i suoi vicini urlavano lamentevolmente3 ,grazia6 ,grazia6 ,grazia61 si cav dal petto una pezzuola e dopo di averla strofinata sulla statua la pass pi e pi volte sugli occhi del suo bambino1 mentre quelli che la circondavano1 tutti con le mani tese verso la immagine sacra seguitavano sempre a urlare3 ,grazia6 ,grazia6 ,grazia6 ,il povero bimbo era cieco1 e la sua mamma per fargli riacquistare la vista era venuta a piedi non so da qual paese lontano1 per recarlo davanti a quel pezzo di legno dipinto6 ,esasperato dagli urli di quegli esaltati e commosso e turbato dalla vista di tante sciagure mi liberai dalla folla che continuava sempre a gridare3 ,grazia6 ,grazia6 ,grazia61 mi avvicinai alla porta della chiesa1 ove un vecchio ben pasciuto1 vestito di un sacco nero1 scuotendo una scatola di latta piena di soldi gridava con voce imperiosa3 -- ,fate l'elemosina a ,santo ,dominico6 -- uscii e1 per avere un po' di pace1 me ne andai in riva al ,fibreno le cui acque inargentate dalla luna correvano sotto amene selvette di pioppi e di salici1 fra il delizioso ondeggiare degli effluvii dei mentastri fioriti e il tremolio ininterrotto delle voci stridule dei grilli cantatori4 ,m'ero appena seduto in terra con le spalle appoggiate al tronco scabro di un salice per ascoltare il canto soave di un rosignuolo1 quando arrivarono due pellegrini3 s'inginocchiarono1 e rivolti verso la chiesa con le mani giunte incominciarono a pregare4 ,dopo un poco il pi giovane si alz1 mi venne vicino e mi stese la mano aperta1 chiedendomi qualche soldo4 -- ,di dove siete8 -- gli domandai4 -- ,di ,veroli4 -- mi rispose4 -- ,e da dove venite8 -- ,da la ,madonna de ,canneto4 -- riprese il pellegrino1 e soggiunse3 -- ,so' quattro giorni1 signoria1 che jamo cammenenno giorno e notte pe' le montagne6 ,gli rivolsi altre domande1 ed egli allora mi raccont come laggi a ,canneto vi sia un fiume con una corrente rapidissima e che passandolo a nuoto nove volte1 si lucrano un sacco d'indulgenze2 mi disse che add' ce sta la chiesia ce jesce 'no capo d'acqua gelata1 e che insieme coll'acqua ce jesceno melioni de stellucce d'oro1 e fin col dirmi che la ,madonna di ,canneto era sorella bona a ,santo ,dominico4 ,gli chiesi notizia di quei luoghi ove sta il santuario di ,canneto1 e il contadino me li dipinse efficacemente con queste poche parole3 -- ,la chiesia1 signoria1 sta in fonno a 'na montagna pessima assaie1 e loco a terra1 ohi mamma6 nun vidi 'no pajese6 ,quando il giovinetto torn al compagno1 che seguitava sempre a pregare1 lo riscosse e gli diede i soldi che io gli aveva regalati1 e lui come li ebbe in mano li cont1 baci la terra e si allontan per andarli a mettere nel bussolotto del vecchio1 che gridava sempre3 -- ,fate l'elemosina a ,santo ,dominico6 99 99 99 ,all'alba tornai nel santuario4 ,le lampade e le candele erano quasi tutte spente e una luce bianca e fresca entrava dalla porta spalancata2 qualcuno si batteva ancora il petto innanzi alla statua del santo1 e un sagrestano1 fischiando1 spazzava via dalla chiesa le bucce di melone e di cocomero e le altre molte immondizie che vi avevano lasciato i pellegrini4 ,fuori della chiesa1 davanti alle baracche1 le venditrici insonnolite1 avvolte in panni listati di rosso1 di giallo e di verde1 gridavano con voci rauche1 sperando di invogliare i pochi rimasti a comperare ancora qualche chilo di frutta1 qualche ciambella1 qualche padellata di ciammaruche1 e intorno a loro1 qua e l sui mucchi di fieno1 sotto ai carretti1 fra le canestre1 gli orci e i barili vuoti molti contadini briachi fradici dormivano profondamente4 ,poco lungi1 al di l di un prato umido di rugiada e cosparso di fiori1 su la via provinciale passavano di tanto in tanto le diligenze di ,sora e ,roccasecca coi cavalli sonanti e risonanti di tintinnanti sonagli4 99 99 99 ,prima di partire mi venne il desiderio di comperarmi un ricordo della festa e chiesi a un pellegrino se voleva vendermi un suo bellissimo bordone1 ornato di medaglie1 di immagini sacre e di stelle lucenti di carta di argento4 -- ,gnorn4 -- mi rispose seccamente il pellegrino guardandomi con sospetto -- ,chessa robba de la ,madonna3 nun se venne4 -- ,ti do una lira4 -- ,gnorn1 chessa robba de la ,madonna1 nun se venne4 -- ,te ne do due4 -- ,gnorn4 -- ,se me lo dai te ne do cinque4 -- ripresi io2 ma niente6 ,il contadino stringeva sempre pi tenacemente fra le mani il bordone e ripeteva sempre3 ,gnorn1 gnorn1 chessa robba de la ,madonna3 nun se venne6 ,la sua cocciutaggine mi indispett2 cavai fuori dal portafogli una carta da dieci lire1 gliela mostrai e tentando un'ultima prova gli dissi3 -- ,se me lo dai ti do questa6 -- ,egli mi guard rimanendo per qualche istante incerto se dovesse pigliarla o no1 poi tremando allung la mano verso il biglietto2 ma come l'ebbe toccato fece un salto indietro2 si strinse al petto il bordone1 e facendosi il segno della croce se ne fugg4 ,sarei davvero curioso di sapere quante volle quel povero contadino avr gi raccontato ai suoi amici come qualmente mentre egli si trovava dinanzi alla chiesa di ,san ,domenico1 gliu diavolo1 vestute da signore1 co' 'no cappillitto janco in testa e co' 'na pipparella 'mmocca1 che jettava fumo e foco1 glie compar innante e glie disse444 ,,iii4 ,il sole tramontava dietro l',ara degliu ,volupitto mentre io e l'arciprete di ,fonlanaliri1 seduti al fresco1 sotto gli olmi della ,fontana a balle1 parlavamo della festa che doveva essere celebrata a ,monte ,san ,giovanni ,campano per commemorare il cinquantenario della ,madonna ,santissima del ,suffragio2 festa della quale si discorreva gi da tanto tempo in tutte le farmacie e in tutte le sacrestie di tutta la diocesi di ,veroli4 ,l'arciprete dopo di aver speso molte parole1 qualcuna anche in lingua latina61 per invogliarmi ad andarci si alz1 ed aprendo le braccia in atto di maraviglia1 fini col dirmi che la festa sarebbe stata una festa di tre bande4 -- ,di tre bande8 -- ,di tre bande6 -- ripet l'arciprete1 e pronunciando le tre parole lentamente1 in modo che fra l'una e l'altra ci fosse una breve pausa1 pieg la persona sul lato destro2 sprofond la mano grassa nella tasca della sottana2 ne trasse una scatolina di madreperla sul cui coperchio era dipinta una immagine dell',addolorata2 l'apr1 vi ficc dentro il pollice e l'indice1 e s'emp il naso di tabacco4 ,io gli lasciai compiere la delicata operazione e poi gli chiesi quale sarebbe stato a suo giudizio il mezzo migliore per andarci a cotesta festa1 ed egli1 dopo di aver starnutato tre volte mi rispose3 -- ,l'asino4 -- ,e soggiunse subito che sol che io l'avessi voluto egli si sarebbe volentieri incaricato di provvedermi della bestia e della guida4 ,io lo ringraziai della gentile offerta1 e all'indomani quando mi recai1 come s'era convenuto1 a ,san ,rocco1 dinanzi alla chiesina bianca1 illuminata dai primi raggi del sole1 vi trovai un bell'asinello magnificamente bardato e un bel ciociaretto vestito col suo pi bell'abito da festa3 corpetto rosso1 giacchetta turchina1 calzoni gialli1 camicia ricamata e cappello a cencio ornato di nastri multicolori e di penne di pavone4 ,il ciociaretto appena mi vide mi venne incontro sorridendo e1 dopo di avermi dati i saluti di don ,michele1 mi porse un foglio di carta rossa ove era stampato il programma dello spettacolo2 anzi di tutti gli spettacoli che in quel giorno dovevano allietare i popoli di ,monte ,san ,giovanni ,campano4 ,incominciai subito a leggerlo1 e cos1 mentre l'asino trotterellava fiutando con la testa alta e le froge aperte la fresca auretta mattutina1 seppi come nella ,collegiata riccamente e a studiato disegno parata la musica dei vespri sarebbe stata diretta dal maestro ,melchiade ,martufi e cantata da distinte voci romane2 appresi come nella ,collegiata si sarebbe fatta discendere dalla propria nicchia la statua di ,maria ,santissima del ,suffragio che dal merito artistico pare divinamente scolpita1 e in qual modo1 finita la festa1 la statua suddetta si sarebbe fatta tornare nella propria nicchia2 imparai quanto i concerti di ,san ,donato e di ,sezze avrebbero reso vieppi brillante il trattenimento1 e infine come molte migliaia di colpi di mortari avrebbero dato continuo segno di gioia religiosa4 ,non vi parlo dei globi areostatici da innalzarsi nell'aria1 dei fuochi artificiali preparati da valente pirotecnico e dell'estrazione di una tombola con relativo incasso devoluto naturalmente a scopo di beneficenza4 ,dopo la lettura del programma1 incominciai quella della mia guida1 e domandai al mio ciociaretto3 -- ,come si chiama quest'asino8 ,ed egli mi rispose subito3 -- ,vicienzino4 -- ,e tu come ti chiami8 -- ,io8 ,come a isso4 ,vicienzino paro4 -- ,e quest'asino tuo8 -- ripresi io ridendo4 -- ,gnors1 d'un amico degliu mia4 99 99 99 ,la via si fa malinconica ed uggiosa2 a destra e a sinistra1 sempre gli eterni pioppi4 ,su le rocce di tanto in tanto appare qualche casetta abbandonata e fra gli ulivi qualche chiesina1 con curiose scene della vita dei santi1 dipinte su le mura screpolate4 ,al ,fosso della ,faina lasciamo la via provinciale ed entriamo nelle scorciatoie1 ora serpeggianti fra le rocce nude1 ora fra la terra nera su cui s'allungano filari di ortaglie verdissime2 e fra ,capo ,ciuffone1 un monticello che porta tal nome perch vi stette conficcato sopra un palo il capo di un brigante1 e la ,fonte ,cupa incontriamo uno stuolo di contadini che va a seppellire un morto4 ,innanzi a tutti un chierico reca un ,cristo dipinto su una croce nera3 lo segue un prete con la stola nera orlata di ghirigori gialli sul petto e con un fazzoletto bianco sulla berretta2 poi viene la bara sorretta da quattro contadini e dietro la bara incedono alcune donne con le mani incrociate sul seno4 ,il prete ad ogni cinque o sei passi biascica paternostri e intanto1 con un coltelluccio1 va sfrondando accuratamente un ramo di nocciuolo per farsene un frustino1 e le contadine1 sempre con le mani incrociate sul seno1 chiacchierano ad alta voce4 ,quando il piccolo corteo arriva agliu ,caputonno1 il prete si tira s la sottana sino alla cintola1 il contadino si mette il ,cristo su la spalla1 e tutti pigliano la via della montagna4 99 99 99 ,all',anatrella sur un ponte di ferro passiamo il ,liri che scorre spumante fra una quantit di scogli maculati di musco e traversiamo i fabbricati della cartiera del conte ,lucernari1 tutti circondati da ridenti giardini4 ,sotto ai boschetti dei lauri e degli oleandri fioriti non solo godiamo un po' di frescura1 ma riceviamo anche i rauchi omaggi di un bellissimo pavone1 il quale appena ci vede scende dalla scogliera di una fontana quasi coperta dalle foglie larghe delle ninfee e dai fiori gialli e purpurei dei nenufari1 e ci viene incontro aprendo la coda occhiuta e movendo graziosamente il collo smeraldino4 ,chi l'ha detto che i pavoni sono superbi8 ,dopo l'ultima aiuola dell'ultimo giardino la via a poco a poco si restringe tanto da divenire un sentiero1 e il sentiero a sua volta si fa cos ripido e sassoso da obbligarmi a mandare dietro a me i due ,vicienzini pel timore che cadendo non mi vengano addosso4 ,a mezza costa io e i miei due ,vicienzini chiediamo tutti e tre un po' d'ombra alle vecchie mura di una chiesuola1 e intanto che ci riposiamo ci passano davanti dei contadini vestiti a festa seguti dalle loro donne4 ,alcune di esse invece delle cioce hanno ai piedi enormi scarponi chiodati che ogni tanto le fanno sdrucciolare e le costringono a battere sulle pietre arse dal sollione quelle parti del loro corpo delle quali si servono ordinariamente per mettersi a sedere4 ,ne ricordo ancora una di coteste contadine con la veste di seta verde e col petto coperto di collane d'oro1 che dopo di esser caduta due volte si accoccol per qualche istante accanto a una siepe1 e rialzatasi coi piedi ignudi prese a salire1 agile come una gatta1 su per l'erta del monte reggendo con la sinistra le calzette ricamate e con la destra i due scarponi i cui chiodi brillavano al sole4 99 99 99 ,arrivati alle prime casupole del paese ordinai a ,vicienzino di provvedere di un comodo alloggio l'altro ,vicienzino1 e incominciai a salire i gradini di una infinit di vicolettacci neri inghirlandati di lauro4 ,non finivano mai6 ,quando finirono mi trovai in una piazza ove una quantit di gente ammirava a bocca aperta un lampadaro di carta dipinta4 ,e l'ammirai anch'io1 tanto pi che sentii dire da tutti come il lampadaro una volta che fosse stato acceso avrebbe dovuto fare un'eccellente visuale4 ,nella piazza ove erano sonnambule che predicevano il pi lontano avvenire1 tavolini sui quali si giuocava ai dadi e alle carte e molte baracche1 ove si vendevano orologi d'oro da un soldo1 fiori artificiali1 dolciumi di tutte le forme e bibite di tutti i colori1 v'era anche un grande panorama pittorico-artistico-scientifico-nazional e1 davanti a cui un tipo olivastro dalla barba a pizzo1 mentre una ragazza dalle chiome bionde1 divorando una fetta di pane girava il manubrio di un organetto sfiatato1 gridava3 -- ,favorischino6 ,favorischino1 signori6 -- ,ma1 ahim1 i signori non favorivano e andavano invece verso la ,collegiata per sentire le distinte voci romane4 ,ci andai anche io2 ma quando vi arrivai e vidi che razza di lavoro s'aveva da fare per sentirle1 mi allontanai tanto da loro che arrivai in fondo al paese ove in un prato1 fra mucchi di peperoni e piramidi di pomidori1 fra ceste di pere vizze e bigonce di fichi era stato innalzato un arco trionfale nel cui attico1 sotto una immagine di ,maria ,santissima tremolante al vento1 si leggeva questa epigrafe3 ,,venite ,a ,,celebrare ,,con ,,gioia ,,la ,,festivit ,,di ,,colei ,,che ,,fa ,l',,allegrezza ,,di ,,tutto ,,il ,,mondo4 ,mentre io stavo ammirando l'arco1 accanto a me due eleganti del paese parlavano del merito dell'iscrizione4 -- ,la terzina bella2 per una terzina senza rime1 io non la capisco4 -- ,ma io credo che fosse come dicono adesso una terzina barbera4 -- osserv l'altro frustandosi le gambe con un bastoncino di canna d',india verniciato di rosso2 e non aveva finito di osservarlo quando un assordante squillar di campane e un fragoroso rimbombar di mortari fecero tremare la terra ed il cielo4 -- ,che cosa succede8 -- chiesi a un contadino che mi pass accanto correndo4 -- ,jesce la pricissione6 -- mi rispose2 e via come un daino4 ,io lo seguii e a forza di gomiti e di ginocchia mi riusc di penetrare in un vicolo ove la pricissione gi incominciava a sfilare4 ,aprendosi a stento una via tra la folla passarono lunghe file di contadini vestiti con cmici bianchi1 gialli1 rossi e neri1 e recanti1 secondo il loro grado1 candele1 croci1 insegne e stendardi di cento forme e colori2 passarono preti allampanati con le persone ossute coperte dalle cotte bianche pieghettate1 e canonici obesi con su le spalle ricche mozzette violacee1 e finalmente1 preceduta da un gruppo numeroso di cantori e di chierici che agitavano preziosi turiboli d'argento e da alcuni diaconi che circondavano ed assistevano un vecchio col capo canuto onorato da una mitria di broccato bianco1 e seguta da un concerto e da una moltitudine di donne1 gi in fondo al vicolo1 fra nuvole azzurre d'incenso e sotto a una pioggia di fiori1 apparve la mchena tutta d'oro1 su cui1 tra una gloria di angeli1 vestita di un ricchissimo abito di seta cilestrina ricamato di stelle d'argento e coronata da un alto diadema scintillante di gemme di molto valore1 sorgeva la statua della ,madonna del ,suffragio4 ,la mchena ondeggiava su la folla come una barca sur un mare in burrasca e avanzava adagio adagio fra gli urli e le imprecazioni di quelli che la trascinavano1 i quali1 poveretti61 gocciolanti sudore e rossi dalla fatica insopportabile non sapevano come fare per tenere indietro coloro che per devozione volevano ad ogni costo toccare l'immagine miracolosa4 ,uno di cotesti poveretti1 un contadino1 mentre allontanava con le braccia nerborute un gruppo di fanatici che voleva per forza avvicinarsi alla mchena1 lo udii gridare3 -- ,arrto6 ,arrto1 perdia6 che la ,madonna se va a fa' fotte'6 ,la processione scese e sal una quantit di vicoli e di vie1 travers diverse piazze e piazzette1 pass sotto l'arco trionfale che io aveva dianzi ammirato1 usc dal paese1 serpeggi su le rocce fra gli ulivi1 dai quali alcuni fanciulli agitando panni colorati gittavano fiori1 arriv in cima a un poggio davanti a una chiesetta inghirlandata da festoni di lauro e di mortella e si ferm4 ,dopo qualche istante tutti s'inginocchiarono in silenzio1 e il vecchio con la mitria1 aiutato dai diaconi1 sal sulla mchena1 alz le braccia tremanti al cielo e diede la benedizione4 ,allora un grido solo usc da mille bocche1 le insegne e gli stendardi furono agitati festosamente1 le trombe squillarono e centinaia e centinaia di colpi di mortari recarono l'annunzio della solenne cerimonia fino ai pi rimoti paesi che di lass si scorgevano appena biancheggiare sugli ultimi monti lontani4 99 99 99 ,finita la processione le bettole e le taverne incominciarono a riempirsi di gente4 ,girai per lungo e per largo il paese in cerca di una trattoria1 ma le mie pi diligenti ricerche rimasero infruttuose4 ,allora1 trovatomi davanti a una osteria su la cui porti fra le foglie secche di un ramo di quercia sventolava una bandieretta rossa1 vi entrai4 ,nella prima camera simile in tutto a una bolgia dantesca v'era la cucina4 ,in un camino profondo1 scavato nella parete1 entro caldaie nere1 bollivano i maccheroni4 ,e tra il fumo1 che stringeva la gola1 ondeggiavano effluvii di peperoni fritti e di pomidori cotti su la bragia4 ,appena giunsi nella seconda stanza ove alcune famiglie di contadini mangiavano1 gridavano e bevevano1 chiamai l'oste e gli dissi3 -- ,voglio mangiare4 ,hai altre stanze8 -- ,gnors1 gnors4 ,saglite in coppa1 signoria1 saglite6 -- egli mi rispose subito cavandosi il berretto2 ed io saglii su una scaletta di legno e accompagnato da lui entrai nelle camere superiori444 non davvero ad ogni elogio4 ,v'era anche lass gente che mangiava1 e insieme alla gente che mangiava v'erano accostati alle pareti pagliericci e banchi di letti e mucchi di lenzuola4 ,l'oste mi port in una stanza ove un enorme letto s'appoggiava alla parete pi lunga e mi disse3 -- ,c1 signoria1 lei state come 'nu papa4 ,io cavai il fazzoletto e fingendo di soffiarmi il naso3 -- ,non avresti un luogo all'aria aperta8 -- gli dissi4 -- ,vi l'aria aperta1 signoria8 -- riprese il bettoliere1 e senza aspettare la risposta corse ad aprire la finestra4 -- ,che cosa mi dai da mangiare8 -- gli domandai ridendo4 -- ,ah6 ,a chesso ap ce penso io4 ,nun te n'incaric'1 signoria4 ,lssete serv' da ,loretuccio e saraie contento4 -- mi rispose l'oste portandosi le mani al petto1 ed usc4 ,rimasto solo mi sedetti vicino alla finestra e mi misi a osservare la stanza ove al dire di ,loretuccio io avrei dovuto stare come 'nu papa4 ,incontro a me v'era il talamo1 non saprei dire se inaccesso o no1 e sul talamo una quantit di giacche e di cappelli di contadini4 ,altri abiti ed altri cappelli erano appesi alle pareti colorate di giallo sulle quali spiccavano molte stampe dipinte raffiguranti la fuga di ,mazzeppa e moltissime immagini sacre di tutti i paesi4 ,la camera era anche adornata da parecchie grandi canestre ricolme di pomidori1 di peperoni e di granturco1 e da alcuni mobili tanto mobili1 che io avendone urtato uno1 poco manc che tutte le ,madonne e le crocette e lampadine che vi erano sopra non precipitassero a terra4 ,quando ,dio volle venne un ragazzetto4 ,egli trascin un tavolino in mezzo alla stanza2 lo ricopr di un panno bianco e vi pos sopra un boccale di vino nero1 un piatto1 che a prima vista1 scambiai per una concolina1 e una enorme pagnotta di pane scuro4 ,poco dopo torn ,loretuccio con una padella dove in un intingolo rosso1 nuotavano1 friggendo1 i pezzi d'un pollo4 -- ,chesto pullo1 signoria1 te l'io acciso1 appostatamente per lei -- mi disse versandomelo nel piatto1 e poi soggiunse3 -- ,co' licenzia parlanno1 signoria1 t'hai da lecc' le deta4 ,io gli feci osservare che non avevo n forchetta n coltello2 ma ,loretuccio1 asciugandosi il sudore col dorso della mano1 mi rispose3 -- ,be'1 signoria1 che vi da me8 ,adttete1 si' benedetto6 ,so' circostanzie eccezionabbile6 ,ed io visto e considerato come le circostanzie fossero veramente eccezionabbile1 mi adattai ed adattandomi mi avvidi che il povero ,loretuccio1 per servirmi a dovere1 aveva tirato il collo a un gallinaceo il quale avrebbe fatto la fortuna di un gabinetto di curiosit ornitologiche4 ,difatti1 dai pezzi che mi vennero fra le mani mi accorsi1 come con quelli1 si sarebbe potuto ricostruire un pollastro che1 in quanto a teste1 avrebbe potuto gareggiare con l'idra di ,lerna2 e io1 novello ,ercole1 non facevo in tempo a distruggerle tutte4 ,una ne distruggevo e un'altra me ne saltava dinanzi4 ,alla fine non possedendo i polsi n le mascelle dell'eroe1 mi diedi per vinto e abbandonai il campo1 sicuro che altri1 con pi fortuna di me1 avrebbe continuata la lotta4 99 99 99 ,nell'uscire dall'osteria di ,loretuccio assistetti per pochi istanti a una scena orribile4 ,in mezzo a molti contadini1 avvinazzati1 che ridevano1 gridavano e sghignazzavano1 due1 ritti in piedi1 si riempivano la strozza di maccheroni4 ,era una sfida4 ,entro un bicchiere1 sulla tavola ingombra di bucce di cocomero1 v'erano due monete da una lira1 destinate al vincitore1 cio a colui che avrebbe ingozzato pi maccheroni4 ,i piatti di maccheroni si rinnovavano sempre fumanti e i due contadini gi sazii si spingevano gi nella gola manate di pasta1 imbrattandosi di pomidoro la camicia e il petto su cui scintillavano gli abitini della ,vergine e le medaglie benedette4 ,un orrore6 ,tornai sulla piazza4 ,il sole bruciava4 ,qualche cane spelacchiato si leccava le zampe al sole e il proprietario del gran panorama pittorico-artistico-scientifico-nazional e dormiva su una stuoia gialla col volto nascosto fra le mani4 ,erano le due4 ,la tombola era annunciata per le cinque4 ,non sapendo ove andarmi a nascondere1 per ripararmi dai raggi del sole ardente1 dopo aver sorbito due caff1 mi rifugiai in una bottega di barbiere1 sul cui sporto riluceva un grande bacile di ottone4 ,il figaro stanco del lungo lavoro compiuto durante la mattina1 dormiva2 ma quando ud il rumore dei miei passi s'alz1 e fregandosi la schiena indolenzita mi accenn una sedia1 l'unica che era l dentro2 poi1 si arm di una lunga forbice e mi si avvicin dicendomi3 -- ,vi il carso1 signoria8 -- ,no1 no6 -- esclamai io1 spaventato1 incominciando a pentirmi di essere entrato l dentro -- ,fammi la barba4 -- ,la barba8 -- riprese il contadino tastando la mia guancia con le sue dita di legno -- ,nun ci hai gniente1 signoria1 che te vi fa'8 ,chello che nun ci hai8 ,io restai mortificato4 ,egli allora appese le forbici a un chiodo infisso nella parete1 coperta da una infinit di giornali illustrati1 mi impiastricci il volto di sapone1 apr un rasoio e incominci a radermi chello che nun ci avevo4 ,mentre mi levava la lanugine dalle gote1 egli mi assicur che non aveva appreso da nessuno a rader barbe3 -- ,credi1 signoria1 -- mi disse con un certo senso di orgoglio -- credi ch' stata tutta volont de la natura4 ,uscito dalle granfie del figaro fui preso dal desiderio di andarmi a sdraiare su un po' d'erba4 ,traversai una strada fiancheggiata da altissimi pioppi e dopo non molto arrivai sur un colle1 ove fra bellissimi ulivi che svariavano vagamente al dolce soffiar del ponentino sorgeva una vecchia ed alta torre pronta a narrare a chi volesse ascoltarla la storia di ,monte ,san ,giovanni ,campano4 ,bench essa fosse pi discreta di tanti illustri nostri autori1 i quali1 quando vogliono raccontare la storia di una citt nostra1 nata qualche secolo dopo l'ra volgare1 ne iniziano la narrazione col racconto della creazione del mondo e i pi svelti con le biografie di ,adamo e d',eva2 bench essa1 la mia bella torre ai cui piedi io m'era coricato1 la storia del suo paese la cominciasse soltanto da ,carlo ,,viii1 fui vinto dal sonno1 chiusi gli occhi e non li riapersi se non quando ricominciarono li btti4 ,ma incredibile il numero dei quintali di polvere che si sciupa in queste contrade per manifestare la gioia religiosa6 ,li btti mi riportarono nel paese1 ove sulla piazza della ,cittadella un concerto1 circondato da una folla di contadini1 alcuni dei quali ballavano con le loro donne il salterello1 suonava l',oh dolce volutt6 di ,marchetti4 ,i musicanti1 con le uniformi rosse e con su la testa gli elmi lucenti sormontati da lunghi pennacchi bianchi1 quando ebbero finito di suonare1 guidati dal loro capobanda che si trascinava dietro uno sciabolone in forma di scimitarra1 traversarono il paese e si recarono1 seguiti dal popolo1 in un prato in mezzo a cui sorgeva un palco per l'estrazione della tombola4 ,col il concerto rosso si un ad altri due concerti e tutti e tre1 fra l'entusiasmo generale1 suonarono insieme una sonata molteplice1 cos la sentii chiamare da un giovinotto che mi era vicino1 e si puliva il cappello ricoperto di polvere con la manica del suo abito turchino4 ,dopo la sonata molteplice1 s'incominci l'estrazione dei numeri della tombola1 e io1 non avendo cartelle da bucare1 ma avendo invece molto tempo da perdere1 me ne andai a visitare la cattedrale1 per vedere come era stata riccamente e a studiato disegno parata dal signor ,angelo ,novembre1 e la trovai tutta coperta da lunghe strisce di lana rossa1 verde e gialla1 da larghe trine d'oro e da lunghi galloni d'argento1 che s'avvolgevano alle colonne rivestite di percallina bianca lardellata da pezzetti di talco1 di tutti i colori1 e da stelle di carta dorata1 di tutte le grandezze4 ,il signor ,angelo ,novembre del resto non aveva parato soltanto l'interno della chiesa1 ma anche l'esterno4 ,egli ne aveva ornata la facciata con lunghi festoni di lauro e con due cartelloni1 sui quali erano dipinte due figure pi grandi del vero1 che volevano essere ,san ,pietro e ,san ,paolo1 ma non ci riuscivano4 ,il sole era oramai prossimo al tramonto e le ombre s'allungavano4 ,riflettendo come il primo tratto della via del ritorno l'avrei dovuto percorrere in sentieri scoscesi e sassosi1 decisi di lasciare il paese prima che annottasse e mi misi alla ricerca di ,vicienzino4 ,dopo di averlo cercato invano fra la folla impaziente di vedere appicciare gliu sparo1 lo trovai davanti al gran panorama pittorico-artistico-scientifico-nazional e che seguiva a bocca aperta e con gli occhi spalancati i gesti del cerretano il quale descriveva le meraviglie che si vedevano nell'interno4 ,lo riscossi e gli dissi2 -- ,vicenzino6 ora di andarcene4 -- ,come8 ,te ne vi ji1 signoria8 ,e gliu sparo8 -- ,lo vedremo strada facendo4 -- gli risposi4 ,il povero ,vicenzino abbass il capo1 come se una immensa sciagura lo avesse colpito1 e mi segu lentamente1 volgendo a ogni passo gli occhi verso il panorama1 che al chiarore giallo di due fiaccole di sego accese allora allora sorgeva luminoso su la massa scura del contadiname affollato4 ,arrivati in un vicolo deserto che andava a morire in un oliveto il mio ciociaretto entr in una stalla per sellarvi l'asinello1 ed io per aspettarlo mi sedetti sur una pietra4 ,ero l quando due donne1 tenendosi strette per la mano1 mi passarono accanto senza vedermi4 ,una aveva il capo quasi nascosto da un fazzoletto rosso dalle cui pieghe uscivano ciuffi increspati di capelli neri1 l'altra1 una giovane contadina1 vestiva il costume del paese4 ,dopo pochi passi si fermarono1 e quella che aveva il fazzoletto rosso1 girati intorno gli occhi sospettosi1 prese fra le sue mani una mano dell'altra2 vi avvicin sopra la testa e incominci a parlare a voce bassa3 poi si cav dal seno un cordoncino bianco1 lo baci e lo annod al polso della contadina1 che dopo di essere rimasta ancora per qualche istante immobile con la testa bassa1 corse a raggiungere una sua amica che l'aspettava nascosta dietro al tronco di un vecchio ulivo4 ,le due contadine rimasero un momento insieme a discorrere e si allontanarono in fondo all'uliveto1 e la donna col fazzoletto rosso1 dopo di aver mandato un grido gutturale e strano si avvi adagio adagio verso il paese1 ove incominciava a brillar qualche lume4 ,senza volerlo avevo assistito ad un sortilegio4 99 99 99 ,la luna era gi sorta dal monte di ,rocca d',arce e le girandole degliu sparo scoppiettando sul cielo tingevano di vivaci colori le rocce e gli alberi1 quando io scendeva verso il ,liri1 le cui acque si sentivano crosciar da lontano4 ,prima di arrivarvi1 oltrepassato appena un piccolo e misero borgo1 mi trovai davanti alle rovine di una chiesa antichissima1 da dove1 nel silenzio1 veniva il miagolare di un gatto4 -- ,come si chiama quella chiesa8 -- domandai a ,vicenzino1 ed egli insonnolito com'era1 appoggiandosi al collo del suo omonimo mi rispose3 -- ,la chiesta sgarrupata4 ,mentre l'asinello mi riportava a casa1 non sapendo che altro fare di meglio per ingannar l'uggia della via apersi il mio album e sciupai una delle sue pagine bianche scrivendovi sopra col lapis queste quattordici mezze righe rimate3 ,batte la luna gialla su l'arcate cadenti d'una chiesa bizantina e1 ne la calma tepida d'estate1 ne lumeggia la splendida rovina4 ,e gi1 nel buio1 stridono volate di vipistrelli e cade la calcina sopra le sepolture istoriate da la solenne epigrafe latina4 ,fra i rottami del tetto alto1 s'intaglia sul cielo un caprifico e da le rare pitture1 che ricopron la muraglia1 guardano le madonne e nel chiarore giallastro1 su la pietra d'un altare1 due gatti bianchi spasiman d'amore4 ,,iv4 ,non era ancora giorno2 quando1 seguendo la mia guida1 un vecchio contadino1 battevo le scorciatoie per andare a ,santopadre4 ,l'alba ci trov in un bosco di vecchi castagni vicino a una fonte1 detta di ,santo ,spirito4 ,sotto agli alberi altissimi fra enormi scogli rivestiti di musco e di capelveneri un rigagnoletto correva gorgogliando4 ,un ciociaretto1 curvo fra le foglie larghe delle piante1 come un satiretto1 beveva avidamente raccogliendo nel cavo delle mani l'acqua cristallina che ricadeva sull'erba verde e molle di rugiada come una pioggia di perle4 ,alcune capre bianche1 arrampicate qua e l su gli scogli salutavano il giorno nascente1 mandando belati4 ,poco lungi una fanciulletta seminuda guardava un branco di pecore brune4 ,quando riprendemmo il cammino io recitai ad alta voce qualche verso di ,virgilio1 che il paesaggio mi aveva riportato alla memoria3 e la guida al sentirmi slatinare mi guard fiso e mi disse3 -- ,lei1 signoria1 scusate1 siete milrdo frangese1 vero8 -- ,io8 ,ma tu sei matto1 -- gli risposi ridendo -- io sono di qua4 -- ,eh6 ,lei pazziate6 ,lei1 signoria1 ci avete 'na faccia frangese assaie6 ,mingaccio1 -- tale era il nome della mia guida -- non ci fu modo di persuaderlo4 ,io per lui dovevo essere frangese e per di pi anche milrdo1 e fino a quando non glielo impedii1 egli nel dirigermi la parola1 mi onor sempre con questi due appellativi4 99 99 99 ,prima di lasciare la boscaglia di castagni1 entrammo in una chiesetta1 vicina a poche casupole di contadini1 e vi trovammo su due panche coperte di fiori1 fra due candele1 una bambina morta4 ,ella era tutta vestita di seta e intorno al collo aveva avvolti due vezzi di coralli rossi4 ,due grandi orecchini d'oro a cerchio1 le pendevano dai lobi degli orecchi1 rilucendo su le guance cinerognole3 fra le manine incrociate sul petto teneva un crocifisso d'argento4 ,vicino alla coltrice improvvisata1 una donna accovacciata in terra agitava un ramoscello di rosmarino1 scacciando le vespe e le mosche1 che come punti d'oro1 vibranti ne l'aria1 sciamavano attorno alla morticina3 me le avvicinai per darle qualche soldo ma la disgraziata croll le spalle1 e si nascose il volto fra le mani4 ,quel rifiuto1 mi arriv al core4 ,uscii dalla chiesetta e vi rientrai con un mazzo di ciclamini4 ,mentre li stavo spargendo su la morticina1 due contadini si fermarono su la porta e guardarono dentro4 ,dopo un istante il pi vecchio alzando la voce e le spalle disse alla donna1 che scoteva sempre nell'aria il ramoscello di rosmarino3 -- ,fulom6444 nun ce pens'1 ca chillo c' fatto chessa ne fa n'uta6 ,la poveretta nascose ancora una volta il viso tra le mani1 e i contadini si allontanarono e sparirono nel folto del bosco4 ,appena ripigliammo il cammino ,mingaccio incominci a parlare e a darmi notizie sulle usanze funebri di queste contrade4 ,qui1 quando avviene che alcuno muoia1 quelli che hanno avuto la disgrazia di perderla prima lo piangono sfogando il dolore con grida angosciose1 e poi si mettono a banchettare4 ,il banchetto per solito s'inizia con un piatto di fave1 a cui seguono i maccheroni e altra roba1 se ce n'4 ,il vino si beve a boccali1 e l'ultimo si tracanna alla salute di quello che se n' ghiuto6 ,non di rado accade che al levar delle mense molti dei convitati non trovino la forza di alzarsi4 ,e cotesto banchettare non dura poco1 poich tutti i parenti e gli amici del morto sono obbligati ad offrire alla famiglia di lui il loro pranzo1 e naturalmente fra gli offerenti una gara a chi pu dare il migliore4 ,mingaccio seguitava ancora a parlare di cerimonie funebri1 raccontandomi cose che mi facevano ripensare alla conclamatio1 al silicernium1 alla coena novendialis ed ai ludi novendiales1 quando al di l di una siepe1 sur un colle1 apparve una torre antica1 intorno a cui si aggruppavano molte casette non meno antiche di lei1 come un branco di pecore sorpreso dal temporale si aggrupperebbe intorno al pastore4 -- ,santopadre8 -- domandai4 -- ,gnors6 ,poco dopo al principio di una salita ,mingaccio mi chiese licenza di andare a salutare certi suoi parenti e mi lasci4 ,io seguitai la strada e arrivato alle prime case del paese dimandai ad alcune donne1 che erano intorno a una fontana1 dove avrei potuto trovare un caff1 e quelle donne mi risposero3 -- ,dal tabaccaio4 -- ,mi misi allora alla ricerca del tabaccaio2 ma la ricerca fu vana4 ,alfine1 perduta la pazienza1 chiesi a un contadino3 -- ,ma1 dimmi un po'1 in questo paese dove si compra il tabacco8 -- ,egli mi guard curiosamente due volte dalla testa ai piedi e mi rispose3 -- ,dal caffettiere4 -- ,e dove sta il caffettiere8 -- ,il caffettiere sta in quella bottega addove tu vedi quella frasca di cerqua4 -- ,ma quella un'osteria4 -- ,non ci pensare6 -- riprese il contadino -- ,tu vai l1 e lei troverete tutto quello che gli serve4 ,vi andai1 e1 dopo di aver letto sur una targa che era sopra all'arco della porta3 ,,generi ,,diversi1 vi entrai4 ,nella bottega non c'era nessuno4 ,picchiai4 ,dopo un po' un bambino usc fuori da un cumulo di generi diversi e mi disse che il padrone era andato alla messa e che bisognava aspettare4 ,non sapendo quanto tempo avrei dovuto rimanere l dentro1 dopo di avere osservato quanto mai fosse diversa la diversit dei generi diversi che ingombravano gli scaffali della bottega1 stavo per andarmene1 quando entr un uomo alto1 magro1 vestito di panno bigio e con un cappellino a cencio che gli copriva appena la met della chioma folta1 crespa e rossastra2 si avvicin al banco e vi picchi sopra ripetutamente col pugno1 facendo ondeggiare i piatti di una stadera e rovesciando un bicchierino senza piede che si appoggiava a una bottiglia nera su la cui pancia rimaneva ancora qualche lettera della parola ,champagne2 torn a picchiare e poi1 scotendo il capo1 esclam3 -- ,quest'animale l' a la messa6 -- ,gi6 -- ripetei io -- l'animale l' alla messa4 ,allora egli si volse a guardarmi e aggrottando le ciglia1 e storcendo la bocca mugol3 -- ,che paese6 -- ,che paese6 -- ripetei ancora io2 poi cercando di farlo parlare1 gli chiesi3 -- ,ma voi siete di ,santopadre8 -- ,io8 ,mi son de ,milan6 -- mi rispose subito1 e toccandosi il cappellino a cencio e inchinandosi soggiunse3 -- ,fotografo1 a servirla4 -- ,fotografo6 ,e come mai siete quass8 -- ,mah6 -- rispose1 sospirando -- ,che cosa mai vuol che gli dica8 ,la vita porca6 -- ,tacque per un momento1 e poi vedendo quanto io mi interessassi alle porcherie della sua vita1 dopo di avermi assicurato che la sua macchina fotografica con la quale aveva eseguito centinaia di ,consigli comunali era una macchina strafinissima1 prese a dirmi che lui vendeva anche un mastice vegetale di sua invenzione per accomodare in modo invisibile le rotture di vetri1 bicchieri1 bottiglie ed altri simili generi di terraglie1 mastice a cui egli aveva dato il nome di attaccatutto3 che aveva un deposito di oleografie sacre e profane1 che parevano vere3 e che1 qualora se ne fosse presentato il bisogno egli1 non soltanto avrebbe saputo adattarsi all'arte meccanica1 ritornando al suo stato primitivo bastoni1 ombrelli ed altre simili bigiotterie1 ma in caso disperato avrebbe potuto anche cavare sangue1 impiombare denti e guarire mille altre malattie tanto palesi quanto segrete4 ,e concluse col dirmi3 -- ,eppure1 signore1 con tutte queste abilit se si campa la vita1 bisogna proprio dire che l' un vero miracolo eccezionale6 ,intanto che il milanese parlava1 la bottega si era venuta popolando di tre contadini1 di due cani e di un prete4 ,finalmente arriv il padrone1 un vecchio tremolante il quale si mise a soddisfar le richieste dei contadini con una tale lentezza che io sgomento uscii insieme col fotografo1 che non la finiva pi di portare a mia conoscenza le sue tristissime condizioni e di tessermi l'elogio della sua macchina strafinissima4 ,comprendendo dove voleva arrivare1 per abbreviargli la strada gli dissi3 -- ,volete farmi il ritratto8 -- ,ma di certo4 -- mi rispose lui1 con gli occhietti che gli brillavano per la contentezza4 -- ,per bisogna farlo subito4 -- ,subitissimo4 -- ,e dove avete la macchina8 -- ,nel mio laboratorio1 qui vicino4 -- ,e incominci a camminare4 ,e io dietro6 ,quando arrivammo in una viuzza ch'era un rompicollo1 egli si ferm davanti a una porta sgangherata1 l'apr con un calcio1 e1 pregandomi di aspettarlo1 vi entr4 ,vi entrai anch'io1 e appoggiandomi a un muro scalcinato e ammuffito1 scesi due gradini di una scaletta1 allungai il collo e vidi1 fra due file di botti1 il mio fotografo che illuminato da una debole luce rossa1 frugava con le mani in una cassetta e ne cavava fagotti e involti che qualche gatto andava ad annusare4 ,poco dopo torn su1 e dicendomi che in un paese come quello in cui ci trovavamo non si potevano avere pretese e bisognava adattarsi1 mi condusse in un orto2 spolver con la manica del suo abito la macchina strafinissima1 la mise con non piccola fatica al punto focatico e mi fotograf4 ,poi si pose sulle spalle la macchina1 e seguito da una torma di bambini and a sviluppare la sua negativa3 e io aspettando l'ora di sviluppare la mia colazione1 mi arrampicai in un sentiero coperto di rovi e me ne andai a veder da vicino quella torre che avevo gi visto da lontano4 ,mentre la stavo osservando il fotografo venne ad annunciarmi come la fotografia fosse riuscita in modo superlativo1 ed io1 commosso fino alle lacrime1 lo invitai a voler dividere con me un po' di pane1 un po' di vino1 una fetta di formaggio di ,scanno e poche frutta che avevo fatto comperare da ,mingaccio4 ,mangiammo su l'erba1 all'ombra della torre1 e poi ci recammo sul colle ,campea per vedere le rovine di una chiesa antica1 dedicata a ,s4 ,pietro1 e alcuni ruderi romani i quali per i santopadresi sono nientemeno che gli avanzi di una villa appartenuta a ,giunio ,decimo ,giovenale1 il poeta satirico di ,aquino4 ,ma il mio fotografo1 dopo di avere esaminati minuziosamente i ruderi e di averli anche contati1 mi disse che1 secondo lui1 la villa di ,giovenale l'era una bala4 -- ,e perch8 -- gli dimandai4 -- ,perch8 -- mi rispose subito con una sicurezza da non ammettere replica -- ,perch l' umanamente impossibile che un antico romano di talento il quale avrebbe potuto farsi una villa nella sua capitale se ne sia venuto a fabbricare una in un paese come ,santopadre4 ,il suo ragionamento filava6 ,e poco dopo fil anche lui1 dovendo andare a preparare i preparati e a caricare la macchina per eseguire il ,consiglio comunale4 ,prima che mi lasciasse gli chiesi ridendo3 -- ,quanti altri giorni rimarrete qui8 -- ,mah6 -- mi rispose1 alzando le braccia -- ,subet che avr eseguito il ,consiglio comunale scapper via1 fuggendo4 -- ,e si allontan in fretta4 99 99 99 ,io rimasi ancora lass4 ,tornai a visitare le rovine della chiesa1 e dopo di aver ammirato un olivo gigantesco e una quercia enorme il cui tronco misurava otto metri di circonferenza1 mi sedetti su l'erba1 appoggiai le spalle ad un rudero1 accesi la pipa e mi misi ad ascoltare ,mingaccio1 il quale1 cedendo alle mie dimande1 prese a raccontarmi alcune istorielle su don ,folco1 il prete arguto e beone1 sacrilego e buffone a cui il paese di ,santopadre va debitore di quella fama che esso gode nelle contrade di tutta la ,ciociaria4 ,tali storielle non mi arrivavano nuove poich le avevo gi udite a narrare qua e l nei paeselli che avevo gi visitati2 ma le risentivo con piacere3 prima perch le ascoltavo nel luogo istesso dove erano nate1 e poi perch sulla bocca e nelle mani di ,mingaccio acquistavano un sapore di comicit irresistibile4 ,quasi tutte quelle che egli mi ripeteva si riferivano alla lunga lotta sostenuta dal prete di ,santopadre contro il vescovo di ,sora3 lotta che fin sempre con la vittoria di don ,folco1 il quale rifugiandosi1 quando lo credeva opportuno1 fra le rupi delle sue montagne1 ove n la mano n il piede del suo superiore potevano raggiungerlo1 era sempre padrone di fare tutto quello che gli pareva e piaceva infischiandosene altamente di tutti i rimproveri e di tutti i gastighi che gli venivano mandati da ,sora4 ,del resto nella lotta egli era spalleggiato dai suoi compaesani1 i quali tenevano l'insigne prelato in conto di un solennissimo jettatore1 poich quando questi in un giro che fece per visitare le parrocchie della sua diocesi si ferm in ,santopadre1 una forte scossa di terremoto costrinse i santopadresi a fuggire all'aperto e a dormire in terra1 nei campi4 ,il primo fatto1 anzi il primo misfatto per il quale don ,folco dovette andare a ,sora per farvi la conoscenza del vescovo1 se ,mingaccio non mi ha male informato1 fu il seguente4 ,poco lungi da ,santopadre in una capanna agonizzava un contadino1 e don ,folco and a dargli l'estrema unzione4 ,fece tutto quello che doveva fare e poi si rimise in cammino per ritornarsene a casa4 ,disgraziatamente1 il diavolo1 il quale ha la perversa abitudine di seminare di tentazioni le vie battute da coloro che ei vuol perdere1 volendo insidiare la virt del povero prete1 fra la capanna da dove questi veniva e la casa verso cui andava ci semin una osteria con entrovi alcuni contadini che giuocavano il tcco1 un giuoco che si giuoca annaffiandolo con molto vino4 ,i contadini appena videro passare don ,folco lo salutarono cordialmente e don ,folco rispose cordialmente ai saluti2 gli offrirono da bere e don ,folco bebbe2 lo invitarono ad entrare nell'osteria e don ,folco vi entr2 gli chiesero di giuocare e don ,folco giuoc4 ,e giuoca e bevi e bevi e giuoca1 insomma il povero prete fin col doversi coricare sopra una panca4 ,nel coricarsi sent in una delle tasche qualche cosa che gli dava noia2 vi mise dentro la mano1 ne cav quella qualche cosa che lo infastidiva1 la pos sur una botte e chiuse gli occhi4 ,quando li riaperse era notte4 ,due contadini lo ricondussero a casa4 ,all'indomani l'oste spazzando la sua bottega vide in terra un oggetto che luccicava4 ,era il vasellino dell'olio santo4 ,cinque minuti dopo tutto il paese risapeva l'orribile sacrilegio1 e qualche giorno appresso don ,folco riceveva l'ordine di recarsi a ,sora per render conto del suo peccaminoso operare4 ,vi and1 e allor che il vescovo prese a tempestarlo di rimproveri egli rimase umilmente a capo chino1 in silenzio1 aspettando la fine della tempesta2 ma quando vide che la tempesta non finiva pi si decise di finirla lui1 e1 rialzato il capo rosso come un pomidoro maturo1 si mise a gridare3 -- ,neh1 'gnore vescove1 ma che te cride ca co' l'uoglie ch'ajo lassato alla taverna ci avo fatto l'ansalata8 ,pe' regula de ,signoria1 dinto a lu vasillo ce ne steva accusi poco ca nun ce n'asciva manco pe' cundi' quatte peparuole4 ,s capito mo tu8 -- ,e senza aspettare che il vescovo gli rispondesse1 gli volt le spalle e discese in istrada1 ove per calmare i nervi esasperati non pot fare a meno di entrare in un caff e di chiedere una qualche cosa stommateca4 ,il cameriere gli rec un bicchierino di vino squisito4 ,don ,folco lo bebbe2 si lecc le labbra e ne chiese un altro4 ,poi fece portare sul tavolino la bottiglia1 e cercandone il fondo1 dimand al garzone3 -- ,neh1 chesto vino che nome tiene8 -- ,lacrima ,christi4 -- gli rispose il cameriere4 -- ,veramnte8 -- ripigli don ,folco che cominciava a risentir gli effetti di quella lacrima4 -- ,ma certo6 ,noi non vendiamo roba adulterata4 -- ,e allora -- si mise a urlare il prete1 battendo il pugno sul tavolino -- e allora nun ce lo potevate fa' sta' sino a mo in croce quanno che faceva 'ste lacrime8 ,pochi giorni dopo don ,folco venne privato dell'esercizio del suo sacro ministero4 ,quando egli seppe che non avrebbe pi potuto celebrare la messa1 ritorn a ,sora1 si appost in un luogo ove egli sapeva che il vescovo avrebbe dovuto passare1 e non appena lo vide da lungi gli grid3 -- ,neh1 'gnore ,vescove1 me si tuota la messa8 ,e tu schiatta6 ,ca te cride che pe' camp' jo bisogno de magn' ,cristo tutti li juorni8 ,io campo co gliu mia4 -- ,e prima che riuscissero ad agguantarlo se ne scapp su le montagne di ,santopadre4 99 99 99 ,una volta il busto di san ,folco1 che appunto il patrono di ,santopadre1 era stato recato processionalmente fuori del paese in una chiesina e col era stato lasciato esposto per qualche giorno alla venerazione dei fedeli4 ,finita l'esposizione il simulacro del santo doveva essere riportato al suo domicilio reale1 cio su l'altare maggiore della chiesa da dove era stato tolto1 e don ,folco si prese l'incarico di trasportarvelo4 ,and nella chiesina1 si mise sulle spalle il busto1 e seguito da qualche contadino che biascicava paternostri1 si avvi verso il paese4 ,a met di una scorciatoia piena d'inciampi1 ov'egli s'era messo per abbreviare la via1 sdrucciola1 e il busto gli esce dalle mani1 e brillando al sole si mette a rotolare fra i sassi4 ,egli prova a ripigliarlo2 ma non ci riesce4 ,allora1 rosso di collera si rizza sulla punta dei piedi e allungando le mani verso il santo che se ne andava precipitando a valle gli urla dietro3 ,ca te pozzino accide'1 voglio ved' add' te vai a fa' fotte'6 ,i contadini fuggono ancora4 99 99 99 ,un'altra volta don ,folco venne chiamato in una borgata vicina al suo paese per celebrarvi un triduo e per recitarvi un sermone4 ,egli appena salito sul pulpito si volge alle donne e incomincia a gridare senza tanti preamboli che la causa della loro perdizione era 'nu pezzetto de carne4 ,i contadini sgranano tanto d'occhi e le contadine divengono rosse come i loro corpetti di scarlatto4 ,ma il sacro oratore prosegue imperterrito3 -- ,s4 'nu pezzetto de carne4 -- ,e soggiunge3 -- ,lo volite vde' qual 8 -- ,le donne abbassano gli occhi pudibonde e don ,folco cava fuori un palmo di lingua e ci appunta su il dito4 ,una clamorosa risata scoppia fra le bianche pareti della chiesa4 ,finita la predica don ,folco scende dal pulpito1 sale i gradini dell'altare maggiore e di lass d la benedizione col santissimo4 ,mentre egli solleva in alto il sacramento un bambino incomincia a miagolare4 ,la sua mamma tenta invano di rabbonirlo4 ,don ,folco si stizzisce1 gli va vicino e mostrandogli l'ostensorio3 -- ,oh1 guagli' -- gli grida -- vi' ca chesto bbbo1 e se non le stai quto le se tuoglie6 ,dopo la benedizione la chiesa si vuota e gliu prute ripone il sacramento nella sua custodia e la chiude2 ma quando va per estrarre la chiavetta dalla serratura la chiavetta non esce4 ,egli le tenta tutte per farla uscire2 alfine perde la pazienza2 d un pugno sul ciborio ed esclama3 -- ,e che ce sta ca dinto8 ,gliu diavolo6 ,il sagrestano che aveva incominciato a spazzare la chiesa gett la scopa1 si fece il segno della croce e scapp via inorridito4 99 99 99 ,ma don ,folco oltre alle molte virt con le quali soleva ornare l'esercizio del suo ministero sacro1 ne possedeva anche moltissime altre per adornare1 qualora se ne fosse presentata l'occasione1 l'esercizio del suo ministero profano2 poich non aveva rivali nel vendere giumente guerce1 asini ciechi1 vacche zoppe1 e nello spacciare merci di cattiva qualit come se fossero state ottime4 ,egli era cos furbo ed arguto e cos pronto nella chiacchiera che trovava quasi sempre il gonzo da infinocchiare4 ,un giorno and in un paesello1 ove tenevasi una fiera di bestiame1 e vi port un cavallo a cui per esser perfetto non gli mancava altro se non la parola4 ,un vecchio contadino lo comper a buonissimo patto2 ma dopo di averlo comperato s'avvide che alla povera bestia le mancava la met della lingua4 ,v4 ,il sentiero che da ,santopadre porta a ,casalvieri1 dopo di aver serpeggiato per valli umide e verdi in fondo alle quali corrono rapidi i torrenti1 s'arrampica sui fianchi rocciosi di monti aspri e selvaggi e va innanzi ora scoperto su pietre aride e brulle1 ora nascosto sotto paurosi boschi di querce4 ,seguendo il mio fido ,mingaccio io avevo gi percorso un lungo tratto di cotesto sentiero e salivo il monte dei ,sette ,dolori1 un monte coronato da una chiesuolina dinanzi a cui sorgono sette croci1 quando il cielo incominci a coprirsi di nubi e gli alberi sotto la sferza di un vento caldo e fastidioso principiarono ad agitare sonoramente i loro rami carichi di ghiande4 -- ,tcca1 tcca1 signoria1 ca ce cuoglie gliu temporale6 -- grugniva di tanto in tanto ,mingaccio1 esortandomi ad allungare il passo2 ed io1 difendendomi come potevo dalle raffiche del vento1 lo seguivo ansimando4 ,a monte ,cuoccio il vento cess e caddero le prime gocce di pioggia segnando di punti neri il terreno2 poi dal cielo oscuro precipit il diluvio universale4 -- ,tcca1 tcca6 -- gridava sempre ,mingaccio1 facendosi il segno della croce ad ogni balenare di lampi4 -- ,tcca1 tcca6 -- ,ed io toccavo con le mani e coi piedi quanto mai fosse piacevole e divertente il salire un monte sotto la furia degliu temporale4 ,quando ,dio volle1 bagnati fin nelle midolla ci potemmo rifugiare in un piccolo santuario4 ,col1 appena entratovi1 ,mingaccio trov in una buca un leprotto morto4 ,ci lo mise in grande allegria2 apr un coltelluccio e incominci subito a scuoiarlo1 e scuoiandolo1 eccitato forse dal luogo che gli ricordava i giorni lontani della giovinezza1 prese a raccontarmi una quantit di storie brigantesche4 -- ,nun me fa' parl'6 -- mi diceva ad ogni frase2 e mentre i tuoni scoppiavano nell'aria fosca rimbombando fragorosamente sotto di noi1 nelle forre dei monti ,januli1 seguitava a parlare1 indicandomi con la punta insanguinata del suo coltelluccio i luoghi ove i fatti che mi narrava erano avvenuti4 -- ,vedi chlla mrra8 -- mi disse non appena ebbe finito di raccontarmi una storia piena di schioppettate1 di morti e di feriti1 accennandomi un monte velato dall'infuriare della pioggia3 -- ,vedi chlla mrra8 ,se tu sapessi quanto foco c' ascito derto a chelle prte6 ,se tu sapessi6 -- ripet ancora1 scotendo il capo3 e poco dopo com'ebbe terminato di spellare il leprotto ne gitt le membra fuori del santuario1 ne ripieg con molta cura la pelle e se la pose in tasca2 poi stringendo le pugna macchiate di sangue e guardandomi negli occhi esclam dolorosamente3 -- ,eh1 signoria1 a chlli tiempe che te dico io ce steva la giovent e la moneta2 mo simmo viecchi6 ,nun c' che fa'6 ,la pioggia continuava sempre4 ,uscire non si poteva1 ond'io non sapendo come passare il tempo mi misi a leggere sulle pareti del nostro ricovero le innumerevoli iscrizioni lasciatevi da coloro che vi si eran fermati4 ,una di coteste iscrizioni incisa con un chiodo o forse con la punta di un coltello sul manto turchino di una immagine diceva cos3 -- ,onorio ,rechia latitande di ,casalviero di matina di pesima piogia assai sono ricoverato qui senza timore delli nemici mia4 ,era il documento visibile di una delle istorie narrate allora allora da ,mingaccio4 ,alfine la pioggia cess e potemmo lasciare il rifugio4 ,un raggio di sole pallido pallido cadeva da una immensa nube cinerea sulle croci del monte dei ,sette ,dolori1 e da una valle lontana veniva nell'aria fredda un lungo e lamentoso rintoccar di campane4 -- ,che cosa dicono queste campane8 -- dimandai alla mia guida2 ed essa portandosi le mani agli orecchi per meglio raccogliere il suono1 dopo di essere rimasta per qualche istante in ascolto con la testa bassa1 aggrott le ciglia e mi rispose con voce commossa3 -- ,sona a grndina4 -- ,dove8 -- ,a ,casalvieri4 -- ,e il buon vecchio1 appena incominciammo a scendere il monte1 dopo di essersi fatto il segno della croce1 prese a recitare alcune preghiere le quali secondo lui dovevano avere un effetto portentoso contro il flagello della grandine1 e non si tacque se non quando arrivammo a ,colle ,fosso1 una borgatella di una ventina di casupole dorate dal sole gi vicino all'orizzonte4 ,col1 per riposarci1 ci sedemmo sul margine di una fontana4 ,intorno a noi gli alberi ancora bagnati brillavano sul cielo purificato dall'uragano1 e gi dai sentieri che scendevan dai monti e si perdevano fra l'erba verdissima cosparsa di fiori ravvivati dalla pioggia1 sotto al languido svariar degli ulivi dai poderosi tronchi rintorti e maculati di musco1 gruppi di contadine vestite di nero e col capo quasi nascosto da larghi e lunghi panni bianchi ricamati si avvicinavano alla fonte1 cantando e reggendo orci di terra gialla ornati di pitture sanguigne4 ,la foggia del vestire di coteste contadine mi piacque tanto1 che volendo serbarne una memoria nella cartella dei miei disegni1 non appena arrivai a ,casalvieri ordinai a ,mingaccio di trovare una donna disposta a servirmi da modello e di portarmela4 ,egli si allontan ridendo e poco dopo ritorn tenendo per la mano una bambina col piccolo capo ricciuto oppresso dal peso di una enorme brocca di rame1 e presentandomela mi disse3 -- ,chessa1 signoria1 chllo che t'aggio potuto trov'2 chelle grande vo pavura4 ,bisognava adattarsi4 ,atteggiai la bambina come meglio potei1 e mentre la mia guida mi lasciava di nuovo per andare a cercare un luogo dove passare la notte1 incominciai a disegnarla4 ,una folla di curiosi mi circond subito con tutta la sua ammirazione e con tutti i suoi pi strani e goffi comenti1 fra i quali ne udii con terrore uno che mi bollava1 niente di meno6 quale un esattore delle imposte mandato dal ,governo a ,casalvieri per mettere nuove tasse4 ,avevo appena incominciato a cercare il modo pi persuasivo per ispiegare alle genti come io non avessi niente da spartire col fisco e le gabelle1 quando all'improvviso una vecchia orribile sfond il cerchio dei miei ammiratori e mi venne addosso agitando furiosamente le braccia4 ,all'apparire della megera la modellina se ne fugg spaventata ed io rimasi sbalordito ed attonito in mezzo ai popoli di ,casalvieri1 i quali ridevano e strepitavano dietro alla vecchia1 che dopo di aver raccolta la brocca di rame lasciata in terra dalla bambina si allontanava urlando3 -- ',ste cose jtele a fa' a li paesi vostri6 ,chesta carne ca nun se venne6 ,apprima la voglio accide' co' le mano mee6444 ,per cercar di comprendere la ragione dei gesti e delle parole della vecchia mi approssimai a un contadino interrogandolo con lo sguardo ed egli mi rispose seriamente3 -- ignoranzit4 ,gi4 ,lei mi capite1 ci attaccano idea4 -- ,e dopo di avermi squadrato dall'alto in basso e viceversa1 mi chiese a bruciapelo3 -- ,ma1 scusa1 tu di dove sei8 -- ,di ,roma4 -- ,e si sei de ,roma che venghi a fa' da 'ste parte8 ,non sapendo come rispondergli mi diedi per ingegnere1 e allora lui alz le ciglia e1 guardandomi con aria furbacchiotta1 mi disse a voce bassa3 -- inutile che fai1 ho capito tutto4 ,tu venghi a fare il traforo4 -- ,bravo6 -- gli risposi subito1 e avevo gi principiato ad insegnargli il modo pi pratico ed economico per bucare le montagne1 quando ,mingaccio venne ad annunciarmi di aver trovato il luogo ove avremmo potuto andare a dormire4 ,cominciava a farsi buio e ci mettemmo immediatamente in cammino4 ,e cammina cammina1 dopo di avere attraversato il paese e di avere percorsa una strada lunga e larga1 sassosa e fangosa1 fiancheggiata da vecchi olmi1 arrivammo dinanzi a un grande casamento nero ove fummo accolti graziosamente dal furioso abbaiare di molti cani incatenati sotto a parecchi carretti carichi di ceste e di bigonce dalle quali usciva e si disperdeva nell'aria umida e tepida un calido e piacevole odore di frutta4 ,mentre ,mingaccio badava a rabbonire i cani e chiamava ad alta voce il padrone della locanda1 gli occhi mi andarono in cima all'arco di un androne1 che metteva ad un cortile pieno d'altri cani e di altri carretti1 e rischiarata dalla luce fioca di una lanterna1 intorno a cui svolazzava qualche nottola1 vi lessi questa iscrizione3 -- ,,si ,,affittano ,,letti ,,con ,,commodo ,,di ,,stalla4 ,avevo appena finito di leggere le parole male auguranti e stavo aspettando1 con la mia guida a lato1 il locandiere1 quando i cagnacci ripresero ad abbaiare con maggior furia4 ,allora qualche persona si mosse sui carretti1 fra le bigonce e le ceste2 alcune voci rauche ed irate ferirono l'aria oscura2 una bestemmia fece tremare la terra2 ma l'albergatore non venne4 ,aspettammo ancora4 ,alfine1 dopo altre grida di ,mingaccio1 le quali inferocirono maggiormente i cani1 il fondo buio del cortile incominci a colorarsi di un debole chiarore rossigno2 il chiarore a poco a poco divenne pi chiaro e finalmente illuminato dalla fiammella oscillante di una misera candela da un soldo1 che egli aveva in mano1 e accompagnato da un grosso mastino1 apparve il padreterno o1 per esser pi precisi1 il padrone della locanda3 un vecchio bianco per antichissimo pelo1 il quale1 dopo di averci rivolta qualche parola in un linguaggio incomprensibile1 e di averci fatto salire una scaletta di legno molleggiante e scricchiolante sotto il peso delle nostre persone1 ci introdusse in una stanza1 ove su un letto enorme1 fra una quantit di ombrelle di tutte le forme e di tutti i colori1 stava seduto un altro vecchio che aveva sulle ginocchia una grande ombrella verde1 aperta1 e la rabberciava al lume di una lucerna di ottone il cui lucignolo fumigante ammorbava l'aria di un puzzo acre e fastidioso di moccolaia4 ,il vecchio appena ci sent entrare sollev il muso bianco dall'ombrella verde e guardandoci con gli occhi di bragia incominci a brontolare e a lamentarsi4 ,insomma1 tutti i letti della locanda erano occupati e l'unico letto disponibile era quello dell'ombrellaio6 ,ridiscesi subito la scaletta di legno lasciando il canuto rabberciatore di ombrelle nel suo nido e mi rimisi in viaggio verso il paese trascinandomi dietro oltre a ,mingaccio anche la speranza di trovare col un letto senza commodo di stalla4 ,all'alba io e lui lo cercavamo ancora2 e1 mentre l'aurora con le sue dita rosate tentava invano di allargare le crepe di un denso velo di nubi1 morti di sonno come eravamo1 dopo di avere ingoiato una bevanda nera ribelle a qualunque addolcimento1 montammo sopra a uno sciarabb1 pronto a partire per ,atina1 e ci addormentammo4 ,quando io mi svegliai il cavalluccio della vettura1 scotendo la testa coperta di fiocchi di lana e di medaglie1 di coccarde e di sonagli1 di pennacchi e di campanelli1 col pettorale1 la groppiera1 il sottopancia e le tirelle di cuoio nero ornato da fregi di ottone lustro1 arrancando e soffiando1 ci trascinava su per una salita ripidissima1 in cima a cui fra il verdeggiare cupo di querce antichissime si intravvedevano le case lontane di ,atina4 ,prima di arrivarci1 ricordo di avere osservato con gli occhi non ancora bene liberati dal sonno1 sui fianchi del monte ,meta1 la cui cima perdevasi nel cielo nebbioso1 i paeselli di ,settefrati e ,picinisco2 ricordo di aver visto le case di ,san ,donato adagiarsi nella valle del ,comino fra il verde giallognolo delle messi segate1 e quelle di ,alvito arrampicarsi sopra a un colle in cima a cui torreggiava un vecchio castello2 rammento anche di avere ammirato un raggio di sole che uscito dal cielo plumbeo and a spegnersi subito su le case brune di ,vicalvo1 e poi444 e poi ricordo di non avere ammirato pi nulla1 perch appena lo sciarabb si ferm in uno sterrato fra piramidi di cipolle e di pomidori1 di melloni e di angurie e di altri ortaggi1 incominci a piovere con tanta forza ch'io non vidi pi niente1 tranne un ,cristo di pietra in cima a una porta1 il quale stendendo la destra verso di noi1 bagnato com'era1 pareva che invece di benedirci ci chiedesse un'ombrella4 99 99 99 ,la porta di ,atina vista dal di fuori appare tutta rammodernata e dipinta a strisce bianche e rosse2 ma nel suo interno conserva ancora intatta la costruzione medioevale4 ,e una impronta medioevale ha tutto il paese4 ,ovunque1 nelle vie e per i vicoli1 sulle case annerite dai secoli o bianchissime per la intonacatura recente qua e l si scorgono avanzi di portici1 finestrelle binate1 colonne1 capitelli e frammenti di scolture romaniche4 ,in fondo alla via principale sorge un castello dominato da una torre merlata4 ,una volta nel castello abitavano i signori di ,alvito2 adesso invece vi stanno di casa due muse1 la ,tragedia e la ,commedia1 cio le carceri e il teatro4 ,quando lo visitai1 dinanzi alla sua porta trovai due beccai che scannavano un bue4 ,la povera bestia1 legata con grosse funi ad una trave1 si dibatteva furiosamente tentando di spezzarle e mandava fuori dalla gola squarciata da una ferita orrenda muggiti lunghi e lamentosi4 ,un ragazzetto raccoglieva in una secchia di legno il sangue che sgorgando con violenza dal collo calloso della bestia agonizzante1 gli schizzava sul volto e gli tingeva di rosso i piedi ignudi imbrattati di mota e di sterco4 ,mentre i due beccai arruotavano le manaiuole e le coltella1 stropicciando con forza il filo dell'una su quello dell'altra1 e si apparecchiavano a squartare il bue1 io attraversai un andito oscuro ed entrai nel cortile del castello4 ,col1 una pioggerellina fina fina1 lenta lenta1 queta queta velava di mestizia profonda le mura alte ed antiche nelle cui crepe verdeggiavano le paretarie e le malve1 le ortiche e i grispignoli4 ,sopra le pietre lisce1 del color dell'acciaio1 le gocce d'acqua scivolavano lentamente1 brillavano per un istante come gemme preziose e cadevano nel fango4 ,in un angolo1 sotto a una tettoia mezzo rovinata1 fra mucchi di fieno e di strame v'erano riparati muli e cavalli con le groppe coperte da ruvidi panni rossi e da pezzi di tela incerata4 ,quando una bestia raspava con lo zoccolo il terreno rammorbidito dalla pioggia1 o chinava la testa verso lo strame s'udiva il tintinno di qualche sonaglio4 ,sui gradini di una scala parecchi ragazzi giocavano alle noci1 e di tanto in tanto parlavano coi carcerati i quali accostando il volto alle sbarre delle inferriate rugginose s'interessavano alle sorti delle partite4 ,uno di cotesti sciagurati col braccio fuori di una inferriata stendeva la mano a una contadina che1 reggendo un bambino1 si rizzava sulla punta dei piedi per arrivare a stringergliela4 ,sentendomi soffocare da tanta miseria stavo per lasciare il cortile quando alcuni carcerati mi chiamarono1 e cavata fuori dalle spranghe di una grata una lunga canna dalla cui punta penzolava una borsetta di tela1 dopo di avermi chiesto qualche soldo e un po' di tabacco1 incominciarono a cantare4 ,mentre ascoltavo con le orecchie attente il canto grave1 lento e malinconico1 e seguendone il disegno melodico1 mi sforzavo di intenderne le parole1 da una chiesa vicina venne il suono funebre di una campana che piangeva un morto2 allora le voci appassionate dei reclusi e i rintocchi lugubri della campana s'unirono insieme dolorosamente e risonarono fra le mura squallide del vecchio cortile fino a che non si persero tremolando nell'aria livida e lacrimosa4 ,per andare alla locanda1 ove ,mingaccio mi aveva gi fissato una camera1 uscendo dal castello dovetti ripassare davanti ai macellari1 e li rividi che spezzavano le membra del bue le cui interiora fumanti1 appese a un grosso rampino1 esalavano un fetore insopportabile4 ,intorno ad essi parecchi cagnacci macri e spelacchiati1 si mordevano fra di loro1 guaivano e leccavano avidamente il sangue1 che sgocciolando dalle carni macellate scorreva lungo il muro e andava a rosseggiare nelle pozzanghere4 ,poco lungi1 ai piedi di una statua decollata1 due buoi aggiogati accanto a un baroccio1 per null'affatto commossi dalla vista e dall'odore del sangue fraterno1 guardavano con gli occhi tondi ora i cani ed ora i macellari1 e di quando in quando sgretolavano adagio adagio qualche cannuccia tenera e verde4 99 99 99 ,nella locanda di ,atina ebbi una bellissima stanza piena di luce e d'aria e tutta rallegrata dal profumo delizioso di molti fiori di lana1 dai canti soavi di molti uccellini imbalsamati e dalla santit immarcescibile di parecchie generazioni di ,ges bambini di cera4 ,nel salire a cotesta stanza1 attraversando un corridoio1 vidi sopra a una sedia un cavalletto da pittore4 -- ,c' un pittore1 qui8 -- dimandai alla locandiera4 -- ,sissignore1 musi6 -- ,e chi 8 -- 'nu frangese de ,pariggi4 -- ,si pu vedere8 -- ,certamnte -- mi rispose la buona donna -- ma mo sta in campagna a pazzi co' li colori4 ,lei lo potrete vedere subbito che ritorna4 ,e difatti subbito che ritorn lo vidi1 gli parlai e con mia grande maraviglia appresi da lui che egli non era francese1 ma napoletano2 e con non minore maraviglia ei seppe da me che io ero romano1 perch la padrona della locanda come aveva detto a me che lui era 'nu frangese de ,pariggi cos aveva detto a lui che io ero 'nu pariggino de ,frangia4 ,a desinare ebbi l'alto onore di avere a commensale un mercante di grano1 un bell'uomo panciuto1 espansivo1 comunicativo e tutto risplendente di oro e di brillanti1 il quale1 dopo di avermi chiesto molte notizie intorno al papa1 al re1 alla regina1 ai ministri e al parlamento1 mi dimand se fosse proprio vero che nella piazza di ,colonna ,trojana volessero buttar gi la colonna per cercare sotto al suo piedistallo un tesoro chiuso in una enorme cassa d'argento4 -- ,eh1 pur troppo1 mio caro -- gli risposi -- a quest'ora la colonna sar gi stata abbattuta4 --,ma lei mi parlate sul serio8 -- esclam il mio uomo1 spalancando gli occhi bovini e percuotendo col pugno robusto la tavola su cui i piatti1 le bottiglie e i bicchieri tintinnarono allegramente4 -- ,cos non fosse6 -- gli risposi ancora -- ,cos non fosse6 -- ,e con queste parole lo lasciai a digerire il suo pranzo1 non che il suo rammarico per la distruzione igonoclastica dell'ultimo avanzo della guerra di ,troja1 e me ne andai a passeggiare all'aperto4 ,tornando alla locanda1 m'ero fermato un momento vicino al tronco di un vecchio olmo per contemplare le vaghe stelle dell'orsa1 scintillanti sopra il verde glauco di un uliveto1 quando mi sentii picchiare dolcemente sopra a una spalla3 mi volsi e mi trovai accanto un omino sbarbato e profumato il quale1 dopo una profonda riverenza1 mi disse con una vocina languida e tremolante3 -- ,lei1 musi1 siete pittore8 -- ,qualche volta6 -- gli risposi4 ,egli allora sorrise1 strizz gli occhi e facendo un gesto ambiguo1 mi dimand3 -- ,vi serve una bella donna di campagna da dipingere8 ,poco dopo1 mentre nella mia stanza io stava dipingendo la bella donna di campagna1 nella camera vicina alla mia1 ove era il mercante di grano1 intesi risuonare gioiosamente una risata argentina4 ,non v'era da dubitare4 ,il mercante di grano dipingeva anche lui4 ,,il ,,pianto ,,delle ,,zitelle ,i4 ,bench una voce stentorea avesse gi gridato pi volte3 -- ,partenza6 ,partenza6 ,partenza6 -- il treno non s'era ancora mosso che i miei compagni di viaggio1 tutti soci pi o meno valorosi del ,club ,alpino1 mi avevano gi messo due limoni sulla bocca dello stomaco1 un barometro e un contapassi nei taschini del panciotto1 una bussola nella borsetta del tabacco1 e due carte geografiche nelle saccocce della giacca3 due maledette carte geografiche1 le quali1 quando per disgrazia mia venivano aperte non c'era pi modo di poterle richiudere4 ,tutto questo materiale scientifico di cui i miei amici mi avevano infarcito mi fece pensare subito che io forse m'ero messo con soverchia leggerezza in una impresa troppo difficile per le mie gambe1 e mentre la voce stentorea seguitava a gridare3 -- ,partenza6 ,partenza6 ,partenza6 -- fui vinto dal vile pensiero di scendere e di squagliarmi2 ma1 ohime6 proprio quando il mio pensiero stava per tramutarsi in azione1 il treno sussult1 prese a muoversi piano piano1 usc dalla stazione e principi a galoppare per la campagna4 ,alea jacta est1 mormorai fra me e me per darmi coraggio2 guardai col cuore stretto la cupola di ,san ,pietro che correva a nascondersi dietro gli archi di un acquedotto alla cui ombra riposavano alcuni buoi1 e mi addormentai4 ,i sogni che funestarono il mio sonno furono orribili4 ,prima mi parve di essere inseguito da un orso bianco il quale mi divorava con tutte le carte geografiche e le bussole che avevo indosso1 cagionandomi il grandissimo dispiacere di non saper pi da qual parte orientarmi2 poi mi sembr di essere non so pi a quante migliaia di gradi sotto lo zero e diventare una granita di limone2 da ultimo sognai di cadere da una montagna altissima in una valle bassissima3 per l'effetto della caduta il barometro si spezzava1 il mercurio scappava via e io dietro1 di corsa1 cercando di raccattarlo col cappello4 ,e la corsa non fu breve davvero6 ,figuratevi che io il mio mercurio non lo potei ripigliare se non nella stazione di ,frosinone1 ove il treno si ferm ed io mi svegliai4 ,fuori della stazione di ,frosinone stavano ad aspettarci due vetture2 vi salimmo1 e dopo di aver percorsa una pianura gialla1 ove scintillavano qua e l i falcetti dei mietitori1 e di avere attraversato alquanti colli rivestiti di ulivi1 di olmi1 di querce e di pioppi arrivammo in ,alatri4 ,col ci ristorammo con un piatto di spaghetti eccellenti2 visitammo le mura ciclopiche1 eccellenti anche esse2 entrammo in qualche chiesa2 ci fermammo davanti agli avanzi di alcuni edifici gotico-romani2 leggemmo due o tre iscrizioni latine2 ci riposammo un momento nel ,caff della ,dodicesima ,legislatura e ripartimmo subito per ,guarcino4 ,a ,guarcino ci fermiamo in mezzo a una piazza1 piena di bambini e di galline1 per dare un po' di respiro ai cavalli2 ed io ne approfitto per avvicinarmi a un omnibus verde1 carico di attrezzi da circo1 su cui leggo questa misteriosa iscrizione3 ,compagnia ,cavallerizza ,colorita4 ,accanto all'omnibus verde un cavallo bianco1 magro e gobbo dorme sulle quattro zampe1 e due saltimbanchi1 curvi su una caldaia nera1 rimescolano una broda giallastra4 ,quando lasciamo ,guarcino il cielo si copre di nuvole1 la pioggia cade e ci segue fino all',osteria d',arcinazzo4 ,quivi lasciamo le vetture1 e mentre il cielo ritorna sereno1 incominciamo a salire pian piano verso ,vallepietra4 ,a destra sotto di noi dal fondo della valle1 il cui verde1 velato dall'ombra del giorno morente1 incupisce1 s'ode venire un continuo rumore d'acque cadenti4 il ,simbrivio1 il quale appena nato scende gi frettoloso verso ,cominacchio per ivi finire la sua vita breve nelle acque dell',aniene4 ,mentre il ,simbrivio scende e noi saliamo per la ripida via mulattiera1 da lontano1 fra i rami degli alberi1 vediamo brillar qualche lume4 ,poco dopo udiamo anche qualche voce e ci troviamo in mezzo a una torma di pellegrini che sale al santuario della ,trinit4 -- ,da quale paese venite8 -- dimando a un'ombra1 passandole accanto1 e l'ombra mi risponde3 -- ,da ,ferentino4 -- ,e quando ci arriverete alla ,trinit8 -- ,domani4 ,e domani ci arriveremo anche noi2 poich noi non ci siamo mossi da ,roma soltanto per fare dell'alpinismo1 o1 per esser pi precisi1 dell'apenninismo2 ma anche per assistere ad una cerimonia sacra e caratteristica che si celebrer dopo dimani nel santuario della ,trinit2 santuario fondato nel quinto secolo dai monaci di ,san ,benedetto sur una rupe del monte ,autore1 poco lungi da ,vallepietra1 a mille e trecento metri di altezza4 ,la cerimonia sacra a cui assisteremo si chiama ,il ,pianto delle zitelle3 ed 1 a quel che mi dicono1 una rappresentazione della passione e morte di nostro ,signore3 un rimasuglio1 forse1 di quei componimenti ispirati quasi sempre dalla ,bibbia1 i quali1 come tutti sanno1 fin nel pi lontano medio evo venivano recitati prima in forma di dialogo e poi come veri e propri drammi1 e servivano con l'allettamento dell'arte a tener viva nei cuori la fede nei dogmi e ferma nelle menti la memoria delle leggende e dei miracoli della nostra religione4 ,cotesta rappresentazione ha luogo ogni anno nella domenica seguente alla ,pentecoste1 e per vederla migliaia e migliaia di pellegrini si partono dalle citt1 dai paesi e dai borghi del ,lazio1 dell',abruzzo e della lontana ,campania e salgono al santuario4 ,ma il ,pianto lo sentiremo piangere dalle zitelle dopo dimani2 per intanto ci lasciamo dietro i pellegrini che salgono il monte lentamente1 cantando di tempo in tempo giaculatorie1 e dopo un altro po' di cammino arriviamo a ,vallepietra4 gi notte buia4 ,traversiamo il paese e andiamo subito a trovar l'arciprete1 amico nostro e del ,club ,alpino1 che gli ha affidato la direzione di un osservatorio termo-pluviometrico4 ,egli ci accoglie a braccia aperte1 e dopo un po' di conversazione rallegrata da parecchi bicchieri di un vinetto squisito e riscaldata da un focherello scoppiettante in un enorme camino1 ci conduce in una stanza1 apre una finestra e ci mostra il suo osservatorio3 due vasi di matricaria1 un vasetto di basilico1 un cassettoncino di pomidori1 un piccolo recipiente di zinco ed un termometro4 ,appena la finestra dell'osservatorio si richiude1 la porta della stanza si riapre e appare ai nostri occhi la figura corpulenta e gioconda del signor ,gazzetti1 l'oste di ,vallepietra1 il quale col pi dolce dei suoi sorrisi ci d l'annuncio che la cena pronta e ci invita a seguirlo4 ,lo seguiamo subito1 ed egli appena in istrada1 prima ci manifesta tutta la sua allegrezza per aver ottenuto dalla sezione di ,roma l'alto onore di poter fregiare la propria taverna con lo stemma del ,club ,alpino ,italiano2 e poi ci dice che volendo di cotesto onore rendersi degno ha pensato di recarsi nella prossima estate sulla cima del monte ,velino da dove si gode un colpo d'occhio impossibile1 perch da una parte si vede il mare e dall'altra l'istesso4 ,noi lo incoraggiamo a tentare l'ardua ascensione1 ed il buon uomo tutto ringalluzzito ci precede a gran passi1 ansando2 ma arrivato a una piazzetta1 con la scusa di farci osservare due lunghi pali di faggio1 innalzati davanti a una chiesa1 si ferma4 ,i due pali secondo un'antichissima consuetudine vengono confitti nel terreno dai fanciulli e dai giovinotti del paese1 ogni anno1 nel primo giorno di maggio e sono chiamati ,kalendi4 ,il pi alto quello dei giovinotti ed ha sul vertice un ramo di frassino1 l'altro ha la punta ornata da una frasca di ginepro4 ,sulla piazza vediamo anche un palazzo nero1 e sul cielo palpitante di stelle una torre quadrata e merlata1 costruita sei secoli addietro da un nipote di ,bonifacio ottavo4 ,torre e palazzo appartennero gi ai ,caetani1 poi agli ,astalli1 quindi ai ,marefoschi ed ai ,piccolomini1 e ora sono dei ,troili1 i quali ne dividono le propriet coi topi1 coi pipistrelli1 coi gufi e le civette4 ,il ,gazzetti ci fa ancora ammirare1 accanto a una delle finestre del palazzo1 una vecchia trave infissa nel muro1 la quale nei suoi bei giorni serviva a distribuire i tratti di corda a quei vallepietrani che se ne erano resi meritevoli2 e poi ci conduce nella sua taverna1 ove finalmente troviamo imbandita la cena1 il cui piatto principale consiste in uno squisito arrosto di vitella con la barba1 ovverosia di capra4 ,l'oste1 servendoci in tavola1 non perde una sillaba dei nostri discorsi1 i quali su per gi1 ma pi gi che s1 si riferiscono a varie ascensioni e discese di aspre montagne1 e ne rimane tanto entusiasmato da non saper pi trattenersi dal confessarci il desiderio suo di salire il ,gran ,sasso3 e quando la cena finita egli1 salendo col pensiero anche pi in alto1 non sa nasconderci la speranza di potere in un avvenire non troppo lontano recarsi su qualche vetta delle ,alpi4 ,noi gli auguriamo di gran cuore che le sue speranze si realizzino2 beviamo ancora un bicchiere e usciamo dalla bettola4 ,l'oste ci segue e dopo qualche passo si avvicina a uno di noi1 e trattenendolo per la giacca1 con una circospezione grandissima1 gli sussurra all'orecchio che il barlometro di una difficolt impossibile4 -- ,ma non hai letto il libro che ti stato mandato8 -- gli chiede il nostro compagno4 -- ,l'ho letto -- ripiglia l'oste1 aprendo le braccia -- ma non ci ho potuto capirci la pi piccola parola4 -- ,vuol dire che non lo hai letto con attenzione4 ,capirai1 sono cose scientifiche4 -- ,ho capito4 -- balbetta allora il povero oste4 -- ,ho capito4 -- ,e ripetendo fra s3 -- ,sono cose scentifiche6 -- ci augura la buona notte1 e si allontana lentamente a testa bassa1 cogitabondo4 99 99 99 ,la dolorosa e commovente istoria dell'oste di ,vallepietra e del suo barometro vale la pena di essere tramandata ai posteri non soltanto per rallegrarli1 ma anche per insegnar loro di quanto male sia cagione il cibarsi del pane della scienza quando non si possegga lo stomaco adatto a digerirlo4 ,qualche mese addietro due alpinisti della sezione romana1 scendendo dalla cima dell',autore1 si fermarono nell'osteria del ,gazzetti2 e stanchi ed accaldati com'erano1 per godere un po' di frescura1 si tolsero le giacche e deposero sopra a un tavolino due binocoli1 una macchina fotografica1 alcune carte topografiche1 qualche libro1 un termometro ed un barometro aneroide4 ,l'oste1 mentre i due giovinotti gli chiedevano un po' di vino1 di pane e di prosciutto1 non seppe dominare la curiosit di cui gli era cagione la vista dell'aneroide1 e appena ebbe messo dinanzi ai due tutto quello che gli avevano chiesto1 dimand loro timidamente a qual razza di orologi appartenesse quell'orologio del quale egli non aveva mai visto l'uguale4 -- ,ma questo non un orologio4 -- gli rispose sorridendo uno dei due giovinotti1 pigliando in mano l'aneroide -- ,questo un barometro4 -- ,ho capito4 -- balbett l'oste -- ,questo un barlometro4 -- ,e tolto dalle mani dell'alpinista l'aneroide1 dopo di averlo esaminato da ogni parte con grandissima attenzione1 se lo avvicin agli orecchi1 e non sentendolo palpitare1 esclam3 -- ,si ha fermato6 ,bisogna caricarlo4 -- ,ma il barometro non si carica4 -- ,ho capito4 ,nun se carica1 ma per1 si lui nun se carica1 come cammina8 -- ,ma non deve camminare4 -- ribatt il giovinotto1 e soggiunse1 ridendo3 -- ,basta che cammini quello che lo porta4 -- ,ho capito4 ,nun deve cammin'4 ,ma per si lui nun cammina che ve ne fate8 ,allora l'alpinista1 incominciando a divertirsi della curiosit del buon uomo1 fra un sorso e l'altro di vino e fra una fetta e l'altra di prosciutto1 prese a spiegargli come il barometro non servisse per distinguervi le ore1 ma s bene per misurare l'altezza dei monti e per prevedere il tempo buono e il tempo cattivo1 il sereno e la pioggia4 -- ,ho capito6 -- esclam l'oste1 spalancando gli occhi -- ,ho capito6 -- ,e1 dopo qualche istante di silenzio1 chiese3 -- ,dunque uno de noi1 con uno de questi giocarelli in mano1 lui potrebbe sap' quando che piove8 -- ,potrebbe4 -- ,e per compr' uno de questi giocarelli quanto si impiega8 -- ,mah1 una quarantina di lire4 -- ,ho capito4 ,e dove se vendeno8 -- ,dall'ottico4 -- ,ho capito4 ,dal lottico4 -- balbett ancora l'oste4 ,e non fiat pi4 ,ma da quel momento decise irrevocabilmente che non appena gli si fosse presentata l'occasione di andare a ,roma avrebbe comperato un barlometro4 ,difatti qualche settimana dopo1 avendo dovuto scendere nell',urbe per sbrigare alcune faccende1 si rec da un lottico ed acquist un aneroide4 ,naturalmente il lottico1 prima di consegnarglielo gli spieg il modo di servirsene2 ma alle parole dell'uomo della scienza l'uomo dell'ignoranza ci bad poco2 e tutta la parte che si riferiva al modo di leggere i diversi gradi delle altitudini1 come gli entr da una orecchia cos gli usc dall'altra4 ,il barlometro non l'aveva comperato per questo6 ,a lui il sapere di trovarsi un metro pi su o un metro pi gi importava poco2 quello che gli importava moltissimo era il poter prevedere le variazioni dell'atmosfera1 e1 per precisar meglio il suo pensiero1 il poter sapere prima degli altri quando il tempo sarebbe stato bello e quando brutto4 ,e per capir questo non occorrevano spiegazioni4 ,l'aneroide con la sua bella lancetta lustra e con le sue belle parole stampate sulla mostra parlava da s4 ,e l'oste1 sbrigate le sue faccende1 se ne part da ,roma felice e contento4 ,ma1 ahim1 la sua felicit e la sua contentezza dovette lasciarle per istrada2 poich lungo il viaggio da ,roma a ,frosinone e da ,frosinone all',arcinazzo1 bench il tempo fosse bellissimo1 egli vide l'indice del suo barlometro inclinarsi su quel punto dove si leggeva3 pioggia2 e quando arriv a ,vallepietra1 mentre il sole cadeva in una gloria di luce1 s'accrse con sua grande maraviglia che il suddetto indice non solo era sceso ancora1 ma s'era fermato su quella parte della mostra ove si leggeva scritta a grandi lettere la parola3 tempesta4 ,come mai8 ,che l'aneroide si sia guastato8 -- si domand il pover uomo2 ma si rispose subito3 -- ,impossibile6 -- ,e allora8 ,allora come egli aveva dinanzi il barlometro1 cos si pose dinanzi le corna del seguente dilemma3 -- ,va avanti lui o va indietro il tempo8 ,accomod le cose pensando che l'aneroide anticipasse pi di quanto avrebbe dovuto l'annuncio della burrasca2 e1 sicuro del fatto suo1 and attorno profetizzando agli amici e conoscenti che l'indomani sarebbe stato un tempo da lupi4 ,tutti credettero che scherzasse1 e qualcuno arriv perfino a dimandargli se non si fosse impazzito2 ma il profeta1 incrollabile nella sua fede1 rispose agli increduli3 -- ,ce ne riparleremo a domani6 -- ,e se ne torn a casa4 ,quivi riprese in mano l'aneroide4 ,segnava sempre3 tempesta4 ,prima di andarsene a letto esamin a parte a parte il cielo per vedere se per caso qualche nuvoletta non incominciasse gi a turbare l'immacolata serenit del firmamento2 ma1 pur troppo1 dovunque ei rivolse gli occhi scrutatori non vide che un infinito scintillare di stelle4 ,si coric e pass la notte sognando che molti diluvii universali e parecchie cascate del ,niagara gli annacquavano il vino in tutte le botti della sua cantina1 e quando i galli incominciarono a cantare e la prima luce del giorno nascente fug le tenebre e i sogni1 corse alla finestra1 l'apr e vide dinanzi a lui tutti i monti che circondano ,vallepietra1 come un vasto anfiteatro1 alzare le cime azzurre e ridenti nell'aria serena2 vide a poco a poco tutto il cielo divenire di porpora e d'oro2 e vide finalmente sorgere il sole3 non il solito sole di tutti i giorni2 ma1 direi quasi1 un sole festivo3 un sole talmente bello1 radioso e abbagliante quale egli non l'aveva mai visto4 ,e il barlometro8 ,il barlometro segnava sempre3 tempesta4 ,per cercare di spiegarsi il procedere scandaloso del suo aneroide il povero oste le pens tutte2 ma non ci riusc3 non ci riusci perch le pens tutte meno una3 quella cio che tali barometri sogliono spostare il loro indice a seconda dell'elevazione dei luoghi ove vengono portati3 cos che se la lancetta del suo aneroide non s'era pi mossa dalla parte ove era stampata la parola tempesta1 ci avveniva perch cotesta maledetta parola trovavasi scritta proprio in quel punto della mostra ove l'indice doveva necessariamente fermarsi per segnare l'altitudine di ,vallepietra4 ,tutto quello che il povero oste soffr per causa del suo barometro ve lo lascio immaginare4 ,alfine1 non ne potendo pi1 pens di scrivere ai signori del ,club ,alpino perch gli mandassero una istruzione che fosse bona a far camminare il suo barlometro1 il quale subbito che era arrivato a ,vallepietra1 abbench il tempo fosse splentito1 si aveva fermato con la sua sfera sulla tempesta e non c'era caso di farlo pi movere4 ,un'anima perversa gli mand un vecchio opuscolo1 pubblicato dalla ,reale ,accademia dei ,lincei4 ,il pover'uomo lo lesse1 non ci cap nulla2 ma concluse che il barlometro di una difficolt impossibile4 99 99 99 ,ieri sera avevo gi spento il lume1 quando nella stanza vicina alla mia udii risuonare una voce femminile la quale dimandava che cosa fosse il ,glubbe ,albino4 ,dopo qualche istante di silenzio un'altra voce1 maschile1 le rispose gravemente cos3 -- ,il ,glubbe ,albino1 cara ,filomena1 una cosa che qui a ,vallepietra poco se conosce3 ma in quelle parte dove che lei conosciuta la conoscheno tutti4 ,,ii4 ,il sole gi alto e noi saliamo verso il santuario della ,trinit1 ove stanotte dormiremo alla meglio in una capanna1 e domani assisteremo alla sacra cerimonia del ,pianto e vedremo le zitelle4 ,quando la salita incomincia a farsi sentire ci fermiamo dinanzi a certe rocce dalle quali sgorga un filo di acqua1 e sappiamo da un giovinetto di ,vallepietra che il luogo ove siamo si chiama l',acqua delle ,donne4 -- ,perch8 -- gli chieggo4 -- ,perch le donne quanno che loro ritorneno dalla ,ternit se ce laveno sotto pe' devozione4 -- mi risponde il giovinetto1 ridendo2 e appena ci rimettiamo in cammino mi mostra un'altra sorgente chiamata l',acqua ,cornetta3 e poich vede l'interesse col quale io l'ascolto1 dopo di avermi additata una cappelletta bianca che porta il nome non molto poetico di ,porco ,grasso1 si ferma sotto a una quercia sul cui vecchio tronco nereggia una croce1 e mi dice che la cerqua si chiama li ,quarti de ,barag4 ,sorpreso della stranezza del nome dell'albero rivolgo all'adolescente qualche dimanda1 e dalle sue risposte riesco a sapere una storia orribile4 ,molti anni addietro un francese1 un tal ,baragas1 sotto alla cerqua vi uccise un pastore per derubarlo4 ,il francese fu arrestato e portato a ,napoli e col fu impiccato3 poi il suo corpo venne chiuso in una bigoncia e spedito a ,vallepietra1 ove il maestro di giustizia1 dopo di averlo squartato ne mise li quattro quarti su la schiena di un asino1 li port sulla faccia del logo del delitto e li appese ai rami della cerqua sotto alla quale era stato assassinato il pastore4 ,mentre raccoglievo dalle labbra del giovinetto il racconto macabro alcuni pellegrini che passavano si fermarono dinanzi all'albero2 si inginocchiarono1 biascicarono qualche avemaria1 buttarono qualche sasso sulla croce e si allontanarono4 ,dimandai per qual ragione i pellegrini1 dopo di aver pregato avessero gittato i sassi sulla croce2 ma nessuno me lo seppe dire4 ,mi risposero tutti3 -- ,hanno fatto accus1 perch fanno sempre accus4 ,immaginai che forse la preghiera fosse per l'anima della vittima e il sasso per quella dell'assassino1 e ripresi a camminare pensando come ad ogni modo la costumanza dovesse essere certamente un detrito dell'antichissima litholatria4 ,e non mi parve per nulla affatto strano il veder conservato un tal culto in un paese ove di sassi ce ne sono anche troppi6 ,l'arciprete di ,vallepietra che ci precede cavalcando un muletto interrompe le mie meditazioni pietrose1 fermandosi per indicarmi una sua propriet che ha nome ,belvedere4 ,un burlone gli suggerisce subito di piantarvi molti cavoli per rivenderne i torsi ai musei4 ,oltrepassato il podere dell'arciprete il sentiero ove siamo1 girando e rigirando in un labirinto di rocce1 ci porta sul sommo di una altura e di lass vediamo in tutta la sua imponenza la rupe gigantesca ai cui piedi il santuario sembra un giocattolo4 ,la rupe di calcare azzurrino1 macchiato qua e l dal giallo ranciato dell'ossido di ferro1 sorge sul ripido pendio della montagna come una parete enorme1 e si inalza a perpendicolo per circa duecento cinquanta metri4 ,mentre siam fermi ad ammirarla ci viene agli orecchi un romore di canti e di grida1 interrotto di quando in quando da qualche fucilata4 -- ,s'ammazzano8 -- chieggo1 ridendo1 all'arciprete4 -- ,no -- mi risponde serio serio dall'alto del suo muletto il buon prete -- festeggiano la ,trinit2 -- e scotendo il capo mi dice come cotesto modo di festeggiarla sia spesso cagione di gravi disgrazie1 poich al rintronare delle schioppettate dalla rupe solcata da enormi screpolature i sassi cadono sulla folla1 s che ogni anno qualcuno torna a casa1 se pur ci ritorna1 con la testa rotta4 ,seguitiamo a salire1 e a poco a poco sotto alla rupe incominciamo a distinguere qualche cosa somigliante a un brulicare nero di formiche intorno a piccoli cespugli3 saliamo ancora1 e via via i piccoli cespugli si trasformano in querce1 in aceri ed in faggi colossali1 le formiche diventano persone1 e ci troviamo in mezzo a migliaia e migliaia di uomini e di donne di tutte le et1 che pregando1 cantando1 urlando1 e di tanto in tanto distribuendosi a vicenda solennissimi cazzotti1 cercano di avvicinarsi al santuario4 ,il santuario1 non molto grande1 tutto scavato nella roccia1 e per entrarvi bisogna salire due scalette e passare su un terrazzino2 ed appunto sotto alle due scalette che la folla s'agita pi fitta e pi romorosa4 ,alcuni uomini armati di fucili provano a mettere un po' d'ordine nella moltitudine invasata dal furore religioso e dal desiderio di penetrare nel luogo sacro1 ma non arrivano ad altro che ad accrescere il disordine4 ,quando dopo una lotta degna di miglior causa io riesco ad avvicinarmi ad una delle scalette1 mi trovo accanto a uno stendardo su cui leggo scritto a grandi lettere3 ,compagnia di ,anagni4 ,lo stendardo sorretto da due donne e tutti quelli che vi sono intorno strillando3 -- ,largo6 ,largo6 ,largo6 -- si chinano verso il terreno come se cercassero qualche cosa4 ,guardo anch'io ove tutti guardano1 e veggo con ribrezzo due uomini e una donna che andando carponi con la faccia nel fango si muovono lentamente fra i piedi dei loro vicini4 ,i tre sciagurati hanno incominciato a camminare con le ginocchia appena han visto da lontano per la prima volta il santuario1 e per mantenere una promessa fatta alla ,trinit1 dovrebbero arrivare camminando sempre cos fino dinanzi alla sua immagine miracolosa2 ma al primo gradino della scaletta si fermano e non possono andare pi oltre4 ,la folla tenta di animarli coi gesti e con le parole1 li esorta a proseguire e li stimola ad adempiere il voto2 ma i tre disgraziati nello stato di esaurimento in cui sono non veggono e non sentono pi nulla e rimangono immobili4 ,qualcuno spruzza sui loro volti un poco di aceto4 ,tutto inutile4 ,allora si fanno avanti alcuni contadini2 li legano con lunghe corde1 e uno alla volta li traggono su in cima alla scaletta come se fossero fagotti di cenci1 e mentre tutti alzando le braccia urlano3 -- ,grazia6 ,grazia6 ,grazia6 -- li spingono nel santuario1 ove li segue tutta la ,compagnia4 ,poco dopo1 vincendo il turbamento cagionatomi da tanta abiezione1 li seguo anch'io e li riveggo inginocchiati dinanzi a un altare chiuso dentro a una cancellata dalle cui sbarre di ferro pendono fucili1 pistole1 stampelle1 vesti1 grembiuli ed altri oggetti coperti di polvere messi l a testimonianza delle grazie ricevute4 ,i due uomini coi volti insozzati di fango1 col naso insanguinato e con gli occhi fuori delle orbite agitavano le braccia verso una pittura antica2 e la donna1 anche lei col viso imbrattato di mota e con gli occhi sbarrati1 brancicava con le mani luride la tovaglia bianca dell'altare e tossiva2 e ad ogni scoppio di tosse il sangue le usciva dalle labbra escoriate1 le scendeva gi pel collo e le macchiava la camicia4 ,il resto della ,compagnia era fuori della cancellata4 ,uomini e donne di ogni et1 tutti ammucchiati in terra uno addosso all'altro pregavano1 e di tanto in tanto1 alzando le mani tremule1 prorompevano in grida e lamenti che rintronavano sotto la volta bassa del santuario4 ,qualche lampada spandeva un po' di luce giallognola nell'aria densa impregnata di esalazioni stomachevoli4 ,accanto all'altare due preti1 seduti comodamente su due seggioloni1 appoggiavano i gomiti sopra a un tavolino su cui erano un gran libro aperto e un piatto di metallo3 il libro per notarvi tutte le messe1 piane o cantate che1 a richiesta dei fedeli1 dovevano poi celebrarsi in suffragio dei morti1 e il piatto per raccoglierne subito il prezzo a vantaggio dei vivi4 ,difatti non appena qualcuno sorgendo dalla folla prostrata a terra e genuflessa si approssimava al tavolino1 vedevansi i due preti curvarsi sul libro aperto e udivasi il rumore squillante dei soldi cadenti nel piatto metallico4 ,nel breve tempo che rimasi con la ,compagnia d',anagni io vidi molte donne appressarsi al tavolino per lasciarvi i loro risparmi nelle mani dei preti2 una fra le altre che oltre ai quattrini vi lasci anche un involto4 ,uno dei preti lo prese con un gesto d'impazienza1 l'apr1 e1 scotendo il capo1 ne cav fuori due bellissime trecce di capelli biondi2 le guard un momento e le porse al suo vicino1 e questi a sua volta le dette a un sagrestano che le appese a una sbarra della cancellata fra un mazzo di coltelli arrugginiti e una pistola rotta4 -- robba d'un'ossessa4 -- mi disse subito un contadino2 e seguit3 -- ,ah1 signoria6 ,si tu l'avessi vista un anno de l6 ,era la pi bella de lo paese6 ,era bianca e rossa come 'na rosa6 ,ibb8 ,quanno che gliu diavolo1 ,dio ne libbera me1 gli entrava in cuorpo e la scoteva1 addoventava 'na pazza6 ,mo la ,ternit gli ha fatto la grazia e lei se ha tagliato le trecce e ce l'ha donate4 ,il contadino aveva appena finito di parlare quando i due preti1 alzando e agitando le braccia1 incominciarono a gridare3 -- ,su1 che basta6 ,jate fra6 ,nessuno si mosse4 -- ,su1 che basta6 ,jate fra6 -- ripeterono i preti1 e fatti rizzare per forza i tre inginocchiati dinanzi all'altare li mandarono fuori della cancellata4 ,allora si ud squillare un campanello3 alcuni uomini armati di fucili1 gridando anche loro3 ,fra6 ,fra6 ,fra6 entrarono nel santuario1 e un po' con le buone e un po' con le cattive riuscirono a fare alzare i pellegrini e a spingerli verso la porta4 ,mentre tutti se ne andavano1 volgendosi di tanto in tanto a guardare l'altare1 una donna rimasta indietro si trasse dal petto una moneta e la diede sottomano a un prete4 -- ,lassate chesta4 -- borbott una voce3 e la contadina fissando con gli occhi sfavillanti di gioia l'immagine della ,trinit and a rimpiattarsi nell'ombra4 ,uscendo dal santuario m'incontrai in un giovinetto col volto rigato di sangue4 ,due contadini lo portavano a spalla e lo seguiva una donna piangente4 ,altre donne intorno a lei urlavano3 ,grazia6 ,grazia6 ,grazia6 ,che cosa era successo8 ,un sasso1 uno di quei sassi dei quali mi aveva parlato poco prima l'arciprete di ,vallepietra1 s'era staccato dalla rupe ed era caduto sul capo del giovinetto facendolo stramazzare a terra privo di sentimento3 l'avevano rialzato ed ora lo portavano dinanzi alla ,trinit4 ,e la ,trinit per guarirlo non si fece pregar molto4 ,affaccendata in tante faccende sbrig le cose alla lesta6 ,difatti poco dopo1 ripassando davanti al santuario1 l'adolescente moribondo lo rividi in ottima salute3 stava genuflesso devotamente e pregava con le mani giunte2 e un vecchio gli tagliava i capelli intorno alla ferita bagnandogli di tanto in tanto la testa con un cencio intriso d'acqua santa4 99 99 99 ,la folla aumenta sempre4 ,i pellegrini arrivano a torme da tutti i sentieri che dal fondo delle valli salgono al santuario1 e le ,compagnie si seguono una all'altra continuamente4 ,ogni ,compagnia appena giunta alla meta sospirata del suo viaggio si sceglie sotto gli alberi o fra le rocce al riparo dal vento il luogo dove passare la notte1 e vi innalza subito una catasta di legna1 il cui fuoco dovr difenderla dal freddo4 ,sulla costa del monte1 che pende sotto ed intorno al santuario1 di coteste cataste formate per lo pi di bellissimi e robusti rami di querce1 di faggi e di carpini1 tutte coronate da una croce1 ve ne sono a centinaia1 e accanto ad esse s'aggruppano migliaia di pellegrini4 ,alcuni vinti dalla fatica del lungo cammino col capo posato sui loro fagotti di cenci dormono2 altri mangiano avidamente pane ruscio e formaggio o masticano guainelle e lupini2 qualcuno rallegra i compagni col suono della cornamusa2 qualche donna cava da una cesta di vimini piena di stracci un bimbo1 lo bacia1 se lo porta al seno e lo allatta2 i pi1 eccitati dal fervore religioso e felici di trovarsi finalmente accanto alla casa addove abbita la ,santissima ,ternitane1 cantano con le voci rauche e gutturali preghiere monotone senza mai fine4 ,dopo di aver girato qua e l fra la folla dei pellegrini1 mi rifugio in una capanna1 costruita dalla sezione romana del ,club ,alpino addosso alla rupe1 poco lungi dal santuario1 per cercarvi un po' di riposo1 e ci trovo invece diversi preti che stanno prendendo le ultime disposizioni per la festa di domani4 ,la capanna 1 si pu dire1 il quartier generale della pretera3 ovunque1 sulle panche e alle pareti vi sono fiori di carta e di talco1 fasci di candele1 arredi sacri1 stendardi1 croci e alcuni fucili1 senza dei quali in questi paesi pare che non sia possibile di celebrare nessuna festa n religiosa n profana4 ,di tempo in tempo qualche festarolo1 cio qualcuno di quei contadini grassi i quali si assumono la direzione e l'impegno pecuniario della festa1 entra nella capanna e va a confabulare coi preti4 ,a uno di cotesti contadini uno dei preti dimanda3 -- ,come va la cera8 -- ,nun c' male4 -- ,e le messe8 -- ,ringraziamo ,iddio2 se potemo cuntent'4 -- ,e per il ,pianto pronto tutto8 -- ,tutto6 ,ogni cosa al suo ordine4 ,un altro festarolo si affaccia alla porta1 guarda dentro e alzando un dito si avvicina a un prete dicendogli3 -- ,don ,luviggi6 ,una parola6 -- ,che vuoi8 -- chiede don ,luviggi2 e il contadino gli si avvicina ancora e gli dice abbassando la voce3 -- ,c' 'nu peccatore che vo' la confessione4 -- ,ma questo non il momento6 -- esclama il prete alzando le spalle4 -- ,don ,luviggi6 -- ripiglia subito il contadino aprendo le braccia -- ,don ,luviggi6 ,quello tiene 'nu mazzo de cera accus6 -- ,be'1 allora digli che aspetti3 intanto piglia la cera -- ordina il prete2 e il festarolo esce1 e poco dopo rientra con un fascio di candele4 ,appresso a lui viene nella capanna un omicciattolo barbuto1 una specie di gnomo con un cappellaccio da prete sul capo ricciuto e con un vecchio mantello color tabacco sulle spalle4 il romito che vive quass ed ha in custodia il santuario4 ,egli appena mi vede mi presenta una scatola di latta facendovi ballare i soldi che vi sono dentro1 e guardandomi con gli occhietti furbi mi dice3 -- ,sign'1 stamo tutto l'anno qua per aspett' 'ste giornate6 ,uno dei preti lo guarda sorridendo e gli domanda3 -- ,come va8 -- ,oggi va 'nu poco moscio3 speramo a domani4 ,il romito finisce per interessarmi e gli rivolgo qualche parola2 ma appena egli incomincia a rispondermi son costretto a lasciarlo1 poich i miei compagni mi mandano a dire che mi aspettano per andare sulla cima del monte4 ,i miei amici1 che son tutti intorno alla guida1 un omino piccolino1 ma con tanto di fucile in spalla1 quando mi veggono da lontano prendono subito a camminare1 ed io li raggiungo e li seguo4 ,dopo non molto in un luogo chiamato il ,campo della ,pietra ove troviamo la neve1 sentiamo suonare la marcia dell',aida1 e vediamo da lontano uno stendardo sotto cui si muovono molte persone le quali sulla bella distesa bianca sembrano tanti bacherozzoli4 ,lo stendardo si avvicina1 e vi leggiamo scritto disopra3 ,compagnia di ,riofreddo4 ,i pellegrini han lasciato ieri l'ameno paesetto che piglia il nome dal gelido ruscello il quale separa la provincia romana dalla ,marsica2 han camminato tutta la notte ed ora scendono al santuario4 ,una vecchia innanzi a tutti seduta su un somaro e canta2 quattro musicanti in uniforme militare la seguono e suonano2 gli altri affondando i piedi nella neve1 camminano e pregano4 ,li lasciamo passare2 poi1 quando i canti1 i suoni e le preghiere si spengono nella lontananza ripigliamo la salita2 arriviamo al ,fosso dei ,volatri1 e ci fermiamo4 ,quivi l'omino che ci accompagna mi viene accanto e indicandomi con un largo gesto il luogo in cui siamo mi dice3 -- ,qua mo ce sta la neve1 e lei1 signoria1 nun potete vedere gnente2 ma1 si lei vieni qua nel tempo che la neve finita1 lei vederessi una cosa che te piacerebbe assai6 -- ,cio8 -- gli domando ridendo1 ed egli per tutta risposta scava un po' di neve1 discopre un tronco di faggio pieno di acqua congelata1 e me lo mostra dicendomi3 -- ,de chesti scifi sai quanti ce ne stanno qua sotto8 ,centinara6 -- ,poi spezza il ghiaccio che vela la superficie dello scifo e soggiunge3 -- ,nell'est' a chesti scifi ce vengheno a bve' le bestie1 e si lei puro vi beve'1 sentirai che quest'acqua pi fredda de la neve4 -- ,bevo un sorso dell'acqua gelata e mi affretto a raggiungere i miei compagni in un bosco di faggi altissimi sotto i quali si deve camminare con molta attenzione per non mettere i piedi fra i ramponi aguzzati di qualche tagliuola preparata per prendere i lupi1 ma disposta1 se mai le capitano1 ad agguantare anche gli uomini1 e poco dopo arriviamo sulla cima del monte dove godiamo una vista maravigliosa4 ,gi1 l',autore per se stesso bellissimo3 densi e verdi boschi di faggi secolari lo rivestono quasi tutto2 vasti e pingui altipiani1 alcuni dei quali come quelli di ,camposecco di ,livata e dell',ossa1 sono sui mille e cinquecento metri di altezza1 lo allietano con la loro verdura2 ed ricchissimo di acqua4 ,tutti i rivi cadenti nell',aniene spumante e veloce sono dell',autore e si pu dire che a ,roma lui che d da bere3 l'acqua ,marcia roba sua4 ,ma la vista che si gode dalla sua cima maravigliosa6 ,tutte le montagne pi alte dell',appennino centrale3 il ,vettore1 il ,gran ,sasso1 il ,velino1 la ,majella1 il ,cotento1 il ,viglio1 il ,sirente1 il ,fanfilli e la ,semprevisa2 gli sorgono intorno e par che si affaccino su gli altri monti per ammirarlo4 ,e l'ammiriamo anche noi1 mentre gli stiamo seduti sopra con la schiena appoggiata a una torretta di sassi2 ma poi quando1 come tutte le cose umane1 la nostra ammirazione finisce1 ci alziamo2 ci grattiamo la schiena indolenzita e incominciamo la discesa4 ,scendendo io rimango colpito dall'allegrezza dei miei compagni2 e allorch osservo la gioia che provano nel levare i loro piedi dalle rocce aride e dure e nel posarli su l'erbetta verde tenera e fresca di un umido e dolce declivo vagamente fiorito di trifogli1 di genziane1 di verbene1 di primule e di orchidee1 e tutto odoroso di mentastri e di salvie1 di maggiorane e di timi1 comincio a pensare che l'uomo non stato creato per salire1 ma per discendere1 e finisco col credere che se egli qualche volta si sobbarca alla dura fatica di arrampicarsi su un monte lo faccia per procurarsi oltre a tanti altri piaceri anche il piacere grandissimo di ritornarsene subito al piano4 99 99 99 ,prima di arrivare al santuario c'incontriamo in un bel vecchio vestito di una larga palandrana e col capo canuto ricoperto da una berretta di panno verde1 il quale1 segando le corde di un violoncello pi antico di lui1 canta con un filo di voce lamentosa una lunga canzone4 ,egli sta sotto a un alto faggio i cui rami fronzuti e dorati dal sole cadente si stendono su alcuni scogli enormi coperti da un morbido tappeto di musco4 ,gruppi numerosi di pellegrini lo circondano e lo stanno a sentire4 ,quando l'aedo ha finito di cantare appoggia lo strumento al tronco annoso del grande albero1 cava da una borsa di pelle un pacco di canzoni stampate1 si leva la vecchia berretta1 e le offre a lor signori dietro il modesto compenso di un solo e semplice soldo1 cadauna4 ,due ne vende e due ne compero4 ,la prima che ha per titolo3 ,canzone in lode della ,s4 ,s4 ,trinit che si venera sulle montagne di ,vallepietra1 incomincia cos3 ,ti confesso in tre persone ,tutte e tre in un'essenza ,tutte e tre d'una potenza ,tutte e tre d'una maest4 ,e prosegue narrando un gran prodigio operato di recente dalle sullodate tre persone4 ,ma sar meglio di lasciar parlare il ,poeta4 ,si trovava sopra un poggio ,con i bovi un buon pastore ,quando un forte e gran rumore ,tutto quanto il rivest4 ,e li bovi furon presi ,da s forte e gran paura ,che cadendo da l'altura ,nell'abisso cadder gi4 ,a tal vista il meschinello ,si rimase afflitto e muto ,che credea d'aver perduto ,il suo paio d'animal4 ,chi narrar la meraviglia ,pu che s'ebbe quel villano ,quando vidde gi nel piano ,i suoi bovi pascolar8 ,egli allora ambe le palme ,verso il ciel lev la mente444 e ringrazi la ,,ss4 ,trinit2 ma1 non aveva finito di ringraziarla1 che ,vide1 il dico8 ,tre persone ,tutte e tre d'una statura ,tutte e tre d'una figura ,tutte e tre d'una belt4 ,egli attonito a tal vista ,cade a terra come morto ,e parea che il beccamorto ,lo dovesse sotterrar4 ,ma appena gli riesce di alzarsi e di tornare in se stesso vede ,da quei duri ed alti scogli ,scaturir viva sorgente ,d'acqua pura che repente ,in gran copia si vers4 ,e allora ,va di corsa a quel paese ,e racconta il caso strano ,il qual nulla avea d'umano ,ma era opera del ciel4 ,e a tal nuova1 quelle genti ,col vanno in processione1 ,a lodar le tre persone ,che degnaronsi mostrar4 ,e al vedere che quell'acqua ,scaturisce da un gran masso ,resta ognun come di sasso ,per s grande novit4 ,e quell'acqua1 non la sete ,spegne sol1 ma ancora i mali ,i pi acerbi e pi fatali che fan guerra al miser uom4 ,la seconda canzone di un altro genere1 ma pu stare degnamente accanto alla prima4 ,in essa si tratta niente di meno di ,s4 ,anna benedetta1 la quale paga tre mesi di pigione ,a tre povere figlie ,afflitte e sconsolate ,che n'ebbero restate ,prive di genitor4 ,una cosa da intenerire un macigno6 ,piangevan le figliuole ,il cor pi gli s'affanna -- ,fatelo per ,s4 ,anna4 ,di qui non ci scacciar4 ,ed il padron gli disse ,non serve pi lamento ,voglio l'accasamento ,ad altri appigionar4 ,allora le tre povere figlie1 vedendo che dal loro padrone di casa non c' da sperar nulla1 decidono di andarsi a raccomandare a ,s4 ,anna3 escono dall'accasamento ,e mentre che camminano ,la pi grossa zitella ,entra nella cappella ,che incontro al mare sta4 ,dicendo all'altre due ,sorelle pi minore -- ,s4 ,anna di buon core ,qui la vogliam pregar4 ,ne furono inginocchiate ,disser3 -- ,sant',anna mia ,aprici tu la via ,come possiamo far4 ,schiudeci a noi le porte ,e manda in conseguenza ,la santa provvidenza ,per potere pagar4 ,insomma1 mentre le tre povere zitelle sono nella cappella che incontro al mare sta1 ,s4 ,anna va all'accasamento del padrone di casa barbaro e inumano e ,picchiando quella porta ,gli dice voglio entrar4 ,il padrone di casa apre l'uscio1 e ,sant',anna1 gli domanda subito3 ,signor padron di casa ,dite1 quanto avanzate8 ,di pigioni arretrate ,ve le voglio pagar4 ,tirate presto il conto ,e pi non dubitate4 ,le pigioni arretrate ,s4 ,anna le pag4 ,ma il signor padron di casa il quale se barbaro e inumano anche un ometto che ama di fare le sue cose con regolarit scrupolosa1 dopo di avere intascato il denaro1 si volge a ,s4 ,anna e le dice3 -- ,per farti ricevuta ,di quanto tu hai pagato4 ,il nome ed il casato ,qui bramo di saper4 ,ed essa gli risponde3 -- ,anna delle ,marie ,io mi faccio chiamare1 ,sto di casa accanto al mare4 ,che sopra al monte sta4 ,e in quell'istante istesso ,divenne tutta d'oro1 ,sant',anna1 con decoro4 ,dagli occhi suoi spar4 ,ed il padron di casa ,rest meravigliato4 -- ,sant',anna mi ha pagato6 ,esclama con ragion4 ,cos1 tutto contento4 ,diceva andando via3 -- ,sant',anna in casa mia6 ,oh1 che felicit6 ,ed ora1 se permettete1 vado a pregare ,s4 ,anna per conto mio4 ,,iii4 ,albeggia4 ,dal fondo oscuro della valle1 ove s'ode crosciare il ,simbrivio1 leggieri strati di nebbia salgono a poco a poco a velare la rupe colossale1 che1 poggiato il capo enorme sul cielo1 pare che dorma4 ,il piccolo santuario veglia e prega4 ,tutte le grandi cataste di legna le cui belle fiamme durante la notte allietarono il monte di luce e di calore sono diventate mucchi di cenere bigia sui quali cigola qualche tizzone moribondo4 ,qua e l fra le rocce e i sassi1 fra l'erba e gli alberi1 fin dove lo sguardo pu andare1 non si vede che gente distesa1 immobile e immersa nel sonno4 ,di quando in quando per qualche dormiente offeso dal freddo si sveglia1 rabbrividisce1 si accosta alla cenere1 vi allunga il piede e ne fa scaturire un nastro di fumo azzurro1 che sale a perdersi nel cielo ove tremano ancora le stelle4 ,due carabinieri seduti su un fascio di paglia1 davanti a una fragile baracca di tela1 dalla quale si spargono intorno nauseabondi effluvii di cose fritte nell'olio1 bevono1 fumano1 sputano e parlano un dialetto dell',alta ,italia4 ,appena mi mettono gli occhi addosso mi salutano e sorridono1 come se volessero dirmi3 -- ,anche lei1 quass8 -- ,dietro alla baracca1 da un luogo chiuso con frasche di dove viene odor di letame1 esce di tanto in tanto e risona allegramente qualche nitrito4 ,all'improvviso sotto i rami folti di un bosco di faggi scoppia una fucilata1 e subito dopo una voce rauca grida3 ,evviva la ,santissima ,ternitane6 ,altre grida ed altre schioppettate le rispondono1 e uno stormo di uccelli neri lascia1 schiamazzando1 la sommit della rupe1 gira due o tre volte su gli alberi1 che incominciano a muovere le foglie1 e s'allontana verso l'oriente ove principia gi ad apparire il roseo color dell'aurora4 ,mentre1 badando a non pestare quelli che dormono ancora1 cerco di avvicinarmi al santuario1 dalla cui porta spalancata e illuminata viene un canto lento e monotono1 da una porticina fra le scalette veggo uscir fuori due contadini4 ,l'uno e l'altro camminano come se fossero ubriachi1 girano intorno gli occhi afflitti dalla luce del giorno1 e con le mani tremanti tentano di nettarsi gli abiti fradici d'acqua e insudiciati dal fango4 -- ,che cosa c' l dentro8 -- dimando a uno di loro1 indicandogli il luogo da dove sono usciti2 ed egli alzando la faccia pallida e lagrimosa e battendo i denti per il freddo balbetta3 -- ,sign'1 l dinto ce stavo li sotterranei benedetti4 ,mi approssimo alla porticina dalla quale emana un fetore insopportabile di cose putrefatte1 e facendo forza a me stesso vi entro e mi trovo in una cantina1 dove un filo di luce bianca1 attraversando le sbarre nere di una inferriata e strisciando sulle pareti ricoperte di muffa verdognola1 illumina fiocamente alcune ombre giacenti nel fango sotto l'acqua che sgocciola dal soffitto4 -- ,che diamine state a fare qua dentro8 -- chieggo a una di coteste ombre1 e l'ombra aprendo lentamente le braccia mi risponde3 -- ,sign'1 tengo li dolori pe' l'osse2 nun pozzo chi lavora'3 tengo moglie e figli piccerilli2 so' poverello e voglio la grazia dalla ,santissima ,ternitane6 99 99 99 ,appena il primo raggio del sole nascente orla di un filo d'oro le cime azzurre dei monti lontani1 i pellegrini si adunano a poco a poco intorno a uno scoglio1 sul quale1 fra il formicolare della folla1 davanti a una immagine sacra si veggono brillare sei candelieri di argento4 -- ,che cosa succede8 -- dimando4 -- ,j'esce la messa4 -- mi rispondono pi voci ad un tempo4 ,difatti1 annunciato dallo squillare di un campanello1 un sacerdote vestito di una pianeta d'oro appare su la porta del santuario1 e preceduto da un uomo col fucile in spalla1 che gli fa largo1 e seguito da un chierico col messale1 si avvicina all'immagine sotto cui una pietra consacrata1 e incomincia a celebrare4 ,il momento della elevazione1 quando egli rimane immobile col simbolo del sagrifizio alzato sulla moltitudine tutta prostrata ai suoi piedi e tutta raccolta in un silenzio profondo1 proprio di una solennit incomparabile4 ,ma un momento2 poich non appena il prete si apparecchia a dare la comunione1 intorno a lui scoppia un tumulto indescrivibile4 ,uomini e donne1 impazienti di avvicinarglisi1 cercano di sopraffarsi in tutti i modi1 e1 pur di arrivare ad ottenere la sacra particola1 si ricambiano non solo molte cattive parole1 ma anche molti buonissimi fatti1 cio scapaccioni1 urtoni1 calci1 spinte1 pugni ed altre simili tenere carezze1 e se le ricambiano con tanto calore profano e con cos vivo fervore religioso che alcuni contadini coi fucili in pugno1 schierati innanzi all'immagine per regolare la distribuzione del pane eucaristico non riescono a tenere indietro gli affamati4 ,quando ,dio vuole1 la messa finisce e il prete s'allontana4 ,nessuno si cura pi di lui e tutti si danno alla ricerca di un buon posto per vedere il ,pianto e le zitelle4 ,i posti migliori sarebbero certamente quelli nel breve spazio davanti al santuario2 poich sulla sua terrazzina avr luogo la funzione2 difatti tutti vorrebbero occuparli2 ma i pi non potendo riuscirci1 si rassegnano ad adattarsi dove e come possono1 e si arrampicano sulle sporgenze e nelle fenditure della rupe2 salgono sugli alberi2 si appollaiano fra gli scogli e le rocce2 s'accoccolano fra le balze e i greppi2 montano sopra le sedie1 le panche e le tavole2 s'aggrappano alle armature delle baracche2 insomma1 si accomodano dove e come possono farlo meglio1 e aspettano con una pazienza esemplare4 ,e l'attesa non corta6 ,alfine s'ode uno scoppiettio1 e tutti si volgono dalla parte donde viene il rumore1 e gridando3 -- ssele6444 ssele6444 ,vneno6444 ,vneno6444 -- si additano a vicenda un punto della valle in cui si vede una nuvoletta di fumo4 ,poco dopo la nuvoletta si dilegua1 e sul verde smeraldino di un prato lontano appare qualche cosa che si muove e biancheggia4 il ,pianto4 ,la processione viene da ,vallepietra1 e1 ora nascondendosi sotto al verdeggiare degli alberi1 ora camminando fra le rocce ignude1 sale a poco a poco il dorso della montagna e s'avvicina al santuario4 ,innanzi a tutti s'avanzano parecchi contadini vestiti di festa e armati di fucili4 ,di quando in quando essi si fermano e caricano gli schioppi2 poi1 gridando e agitando i cappelli ornati di fettucce multicolori1 di fiori e di pezzetti di talco scintillanti1 sparano e scompaiono sotto un velo di fumo4 ,dietro ai contadini ondeggia uno stendardo3 lo precede un vecchio suonando il tamburo e lo seguono alcuni fanciulletti coperti di risplendenti tuniche argentee e con le ali di cartone indorato su le spalle1 i quali di tanto in tanto affondano le manine in una canestra sostenuta dal pi grandicello fra loro1 ne traggono rose1 violette e manciate di fiori di ginestra e le spargono1 sorridendo1 su la folla inginocchiata4 ,una ventina di giovinette viene appresso ai fanciulli4 ,sono le zitelle che piangeranno il ,pianto4 ,abbigliate di abiti bianchi ricamati a fiori d'oro e d'argento e addobbate di lunghi veli candidi esse incedono a due a due1 lentamente1 in silenzio1 a capo chino1 tutte con la mano sinistra posata sul cuore1 e reggendo con la destra un simbolo della ,passione4 ,dopo di loro sorretta da una diecina di adolescenti1 passa una bara adornata di fiori su cui sta disteso il simulacro di un ,cristo morto1 scolpito e dipinto cos bene che1 come dicono tutti1 pare vivo4 ,due chierici con gl'incensieri1 qualche prete1 cinque o sei musicanti1 i quali1 quando il sentiero non troppo erto1 danno un po' di fiato alle trombe1 e un gruppo di festaroli1 sorreggendo i doni da offrirsi alla ,trinit1 seguono la bara2 e un drappello di contadini1 simile in tutto a quello che l'apre1 chiude la pricissione1 mescolando di tanto in tanto il fumo puzzolente dei suoi fucili a quello odoroso dei turiboli ondeggianti e rilucenti al sole nelle mani dei chierici4 ,la pricissione s'apre il cammino fra la calca1 giunge al santuario1 e vi entra4 ,le grida1 i canti1 i suoni e le schioppettate cessano1 e quando due chierici vengono ad ornare il davanzale della terrazzina con un tappeto giallo1 il silenzio tale che s'odono soltanto i piccoli gridi delle rondini volanti intorno ai nidi innumerevoli1 attaccati alla rupe1 ormai tutta quanta illuminata dal sole3 non altro4 ,appena i chierici se ne vanno1 un prete con la persona magra ricoperta di una bella cotta candida e pieghettata e con un libro sotto al braccio esce dalla porta della chiesuola4 il suggeritore4 ,egli si ferma un momento a guardare dall'alto la moltitudine1 che gi da basso1 immobile e silenziosa guarda lui2 si appoggia con le spalle al muro2 apre il libro2 fa un cenno con la testa2 e la rappresentazione incomincia4 ,tre zitelle si fanno avanti adagio adagio2 s'inchinano e si mettono a cantare una specie di prologo che s'inizia con questa invocazione3 ,sant',amore in noi venite ,e del vostro dolce affetto ,riempite il nostro petto ,n da noi giammai partite4 ,tutti le ascoltano con piacere e salutano la loro partenza con un lungo mormorio di approvazione4 ,poco dopo vien fuori un'altra zitella avvolta in un manto turchino1 tenendo in mano un calice di legno dorato2 descrive con parole strazianti gli spasimi di ,nostro ,signore nell'orto1 e finisce col dire che il ,nazareno ,in terra cade per dolore interno4 ,due giovinette la seguono4 ,la prima ci fa vedere due gomitoli di cordicella1 e ci dice che quei gomitoli sono le corde con le quali fu legato il ,salvatore2 e la seconda1 presentandoci un guanto bianco imbottito di bambagia ci fa sapere che quel guanto1 niente di meno1 la mano che ha schiaffeggiato ,ges2 e prima di andarsene1 alzando il guanto perch tutti lo veggano1 canta3 ,destr'empia che rendesti s dolente ,quella faccia divina e pi che umana ,maledetta sarai eternamente4 ,appresso alle due giovinette ne viene una terza1 sostenendo una corona di spine1 e principia subito a recitar la sua parte2 parla bene1 ma nel meglio s'impappina1 ammutolisce e scoppia in un pianto dirotto4 ,il prete stacca le spalle dal muro1 le si accosta e cerca di rimetterla sulla buona via2 ma la poverina non ci va4 ,la folla s'agita e mormora1 e un contadino che mi sta accanto1 tentennando il capo1 osserva con voce severa che quanno uno nun tene fritto non si ve da espone'6 ,tre belle ragazze nel pieno vigore della loro sana e gagliarda giovinezza fan dimenticare subito a tutti il pietoso incidente4 ,le ragazze1 appena incominciano a muovere le labbra rosee1 ci dicono con nostra grande maraviglia che esse sono ,erode1 ,pilato e il ,cireneo2 e come se fossero proprio il buon ,simone di ,cirene1 il noto prefetto romano e il ferocissimo sire della ,giudea1 rimangono tutte e tre a ragionare seriamente fra loro1 e poi se ne vanno1 cedendo il luogo ad alcune fanciullette1 che ci portano a far vedere tre cimelii preziosissimi3 una canna1 tre chiodi e una lancia4 ,dopo l'esposizione dei cimelii entra in scena la ,veronica1 e appresso a lei si fa innanzi un'altra femina che alzando le braccia e sporgendosi col seno fuori del terrazzino grida con la voce squillante3 morto ,ges ,cristo e non v'inganno4 ,all'orribile annuncio s'ode qualche singulto1 e la messaggiera1 dopo di avere eseguita una controscena che le ottiene l'approvazione unanime1 lascia il posto a una strana e misteriosa figura muliebre col volto nascosto sotto un fitto velo nero1 coperta da un manto rosso ed armata di una lunga spada brunita1 lampeggiante al sole4 ,giuda6 ,appena essa senza dire una parola si allontana1 seguta da qualche commento ostile1 una zitella di grandi forme si avanza maestosamente reggendo una croce di legno3 rimane per qualche istante con la testa bassa come se tosse trafitta dal pi profondo dolore2 poi1 alzando un braccio in atto di comando e volgendosi verso il santuario1 esclama3 ,o angeli correte assai veloce ,di ,ges ,cristo a sostener la croce4 ,quattro bambini1 con le ali di carta indorata tremolanti sulle loro tenere spalle1 escono subito saltellando dalla chiesuola1 si appressano alla donna1 le si aggruppano intorno e rimanendo immobili in varii atteggiamenti studiati1 formano insieme con lei un quadro vivente che tutti quanti ammirano e lodano4 ,quando il quadro se ne va1 la folla passa rapidamente dall'ammirazione all'impazienza e comincia a dar segni visibili di una commozione vivissima3 ondeggia come un campo di biade mosso dal ponente1 s'increspa come la superficie di un lago sotto la brezza mattutina1 e ritorna immobile2 ma nella sua immobilit ci si sente l'annuncio di qualche cosa di grosso che sta per accadere3 difatti mentre tutti son fermi e ritti sulle punte dei piedi1 quelli intorno a me io li sento esclamare3 -- sselo veh6444 sselo veh6444 isso6444 ,mo vne6444 ,mo arriva6444 -- ,chi arriva8 -- dimando a una contadina4 -- ,gliu ,cristo de la bara6 -- mi risponde subito la donna con voce tremante2 e1 stringendosi al seno un bambino1 si volge con gli occhi lustri per la tenerezza verso il santuario dalla cui porta escono quattro giovinette1 reggendo i lembi di un lenzuolo bianco che rappresenta anch'esso la sua parte1 quella di sacra sindone4 ,le adolescenti vengono avanti pianino pianino1 in silenzio2 e la folla le accoglie silenziosamente2 ma quando si accorge che nel loro lenzuolo c' dentro gliu ,cristo de la bara non sa trattenersi dal salutarlo con le stesse parole e con gli stessi gesti coi quali il pubblico di una arena saluterebbe l'entrata in scena del suo attore favorito4 ,le quattro giovinette incominciano a cantare1 e la folla1 dopo di aver manifestata con un lungo mormorio la propria soddisfazione1 si accheta per ascoltarle2 ma appena esse cavan fuori dalla sacra sindone il simulacro del ,cristo morto e piagato1 scoppia in un urlo formidabile che rintrona sotto la rupe colossale4 ,allora tutti i fucili sparano insieme2 le detonazioni interminabili di centinaia e centinaia di mortaletti rimbombano nelle forre della montagna1 e il cielo1 le rupi e gli alberi si velano di un fumo acre e soffocante entro cui migliaia e migliaia di uomini e di donne1 di vecchi e di fanciulli presi tutti da una follia spaventosa gridano1 battono le mani1 gittano i cappelli in aria1 sventolano i fazzoletti1 le sciarpe e le giacchette1 s'inginocchiano1 baciano la terra1 si contorcono1 ed eccitandosi a vicenda si abbraccian fra di loro1 piangono1 ridono1 tendono le mani verso l'immagine miracolosa dicendole parole insensate1 ed anche ingiurie2 e seguitano cos per un pezzo1 fino a quando1 mezzo stroncati dalla tensione eccessiva dei nervi e stremati di forze1 non cadono a poco a poco inerti1 insensibili e istupiditi in una calma bestiale4 ,il fumo delle schioppettate e dei mortaletti si dilegua e una donna1 l'ultima delle zitelle1 s'affaccia al parapetto del terrazzino1 recita in fretta pochi versi di commiato e rientra subito nella chiesuola4 ,il prete chiude il libro e la segue4 ,allora alla rappresentazione sacra tien dietro un'altra profana2 poich tutta la gente volta immediatamente le spalle al santuario e si allontana con tanta rapidit che1 in brevissimo tempo1 i luoghi ove si accalcavano tante migliaia e migliaia di persone rimangono deserti3 e tutto il dorso del monte si vede istantaneamente gremito da torme interminabili e variopinte di pellegrini1 che simili a fiumane vorticose1 invadendo i sentieri e le scorciatoie1 scendono al piano cantando e portandosi via lunghi rami frondosi di faggio1 ottimi per bacchiare le noci e le mandorle2 orciuoli rilucenti pieni d'acqua benedetta1 eccellente per estinguere la sete e le tentazioni del demonio2 e fasci di erbe aromatiche verdi e fiorite1 raccolte intorno alla casa addove abbita la ,santissima ,ternitane1 e da servire all'occasione come rimedio infallibile contro le insidie di quei mali che fan guerra al miser uom4 ,finch lo potei1 io seguii con lo sguardo commosso le turbe che divenivano via via sempre pi piccole e sempre pi lontane2 e quando le vidi sparire nell'ombra della valle pensai che come le nubi salgono sui monti per ivi disciogliersi in pioggia e ritornare al mare1 cos quei pellegrini dopo di esser saliti sulla montagna ora ricalcando la via per cui eran venuti se ne scendevano ai loro paesi per ritornare nel gran mare delle fatiche penose e delle tribolazioni infinite2 nel gran mare del dolore1 ove la pi gran parte di loro non avrebbe mai e poi mai avuto la speranza di un porto6 99 99 99 ,prima che il santuario venisse chiuso vi rientrai2 e mentre un chierico si affaccendava a riporre in un cassone alcuni arredi sacri1 potei osservare con agio l'affresco sopra all'altare4 ,esso rappresenta la ,trinit1 e mi pare curiosissimo1 perch il mistero fondamentale e impenetrabile della nostra santa religione non raffigurato come al solito da un vecchio1 da un giovane e da una colomba2 ma da tre persone1 le quali1 come dice benissimo la lauda che comperai dal vecchio aedo1 sono3 ,tutte e tre d'una statura1 ,tutte e tre d'una figura1 ,tutte e tre d'una belt4 ,cotesta immagine della ,santissima ,trinit non odora un po' d'eresia8 ,forse4 ,ma1 ad ogni modo se la ,chiesa la tollera1 non veggo per qual ragione non dovrei tollerarla anch'io4 ,alcune pitture raffiguranti varii episodi della nostra ,redenzione adornano le pareti del santuario1 e secondo il parere di chi se ne intende o finge d'intendersene1 dovrebbero risalire fino al settimo secolo1 ma non glie la fanno1 tanto son deturpate dai restauri2 tuttavia fra quelle pochissime riuscite a salvarsi1 non so come1 dalla scopa del restauratore1 potei osservare l'immagine di un fraticello pieno di grazia1 di sentimento e di iscrizioni lasciategli addosso dai suoi ammiratori4 ,altre iscrizioni scarabocchiate col carbone o incise con una punta nell'intonaco vidi anche sparse qua e l sulle mura3 talune in greco1 molte in latino e la maggior parte in italiano1 pi o meno italiano4 ,mentre il chierico1 fischiando1 seguitava a riporre gli arredi sacri nel cassone1 ne lessi parecchie e ne ricopiai queste tre3 ,hic fuit ,antono ,batista de ,talacozzo #ab de ,austo #aecf ,hic fuit sacerdos ,joannes de ,cellis sub ,alino #adia dic4 ,,xv4 ,hic fuit ,antonius ,malosius #adjb die 444 ,januarij4 ,sazio alfine di iscrizioni e di pitture1 di pellegrini e di preti1 di ,trinit e di ,redenzioni lasciai il santuario e me ne andai a far quattro passi lungo il sentiero che costeggia la rupe4 ,camminavo gi da qualche tempo in mezzo a un incanto di odori e di colori1 respirando un puro e fresco venticello di ponente1 quando una qualche cosa che vidi biancheggiare sotto un groviglio di rovi e di sterpi mi ferm4 ,ruppi col bastone le spinose piante salvatiche e scopersi un femore umano4 ,mossi ancora un po' di terra e uscirono fuori altre ossa4 ,mentre io le stavo radunando sopraggiunse un contadino3 le guard ridendo e mi disse3 -- ,sign' chesso asino4 -- ,ma che asino6 -- gli risposi -- ,chesso uomo4 -- ,nonsignora1 asino4 -- ribad il contadino4 -- un uomo4 -- ripetei io1 e1 dopo di aver disposto le ossa in modo che apparisse lo scheletro1 -- lo vedi8 -- gli dissi4 ,egli allora divenne serio1 si fece il segno della croce1 e se ne and lentamente1 borbottando3 -- robba de briganti4 99 99 99 ,nel pomeriggio torniamo a ,vallepietra1 per dormire2 e al primo schiarire del giorno1 seguendo il corso del ,simbrivio scendiamo a ,cominacchio1 ove il fiumicello irrequieto confonde le sue acque sonore con quelle dell',aniene4 ,ivi all'ombra amica di una selvetta di arboscelli accanto a un vecchio ponte medioevale divoriamo la colazione2 quindi riprendiamo il cammino e1 costeggiando sempre il fiume veloce1 dopo di esserci arrampicati sui fianchi dirupati di un monte1 sul cui vertice illuminato dal sole ridevano nel cielo sereno le casette di ,jenne1 per visitarvi una caverna paurosa che porta il nome di ,grotta dell',inferniglio1 e dopo di aver percorso una lunga valle formata dalle pendici del ,livata e da quelle del monte ,carpineto1 cos chiamato1 credo1 perch le sue balze scoscese son tutte rivestite da grandiosi boschi di carpini1 perveniamo dinanzi a una parete di rocce1 in cima alla quale1 dietro ai rami contorti di annose piante di ulivi e presso a un bosco di lecci secolari1 vediamo risplendere da lontano i vetri delle finestre innumerevoli del superbo monastero di ,santa ,scolastica4 ,eravamo fermi a contemplare il paesaggio maraviglioso rallegrato dal crosciare dell',aniene fuggente di balza in balza fra quei greppi ove su le rovine della villa di ,nerone nacque1 diffondendosi poi prodigiosamente nel mondo1 l'ordine monastico occidentale1 e1 risalendo col pensiero il corso lungo dei secoli1 cercavamo su le sponde verdi del fiume famoso le ombre gigantesche degli imperatori e dei santi1 dei papi e degli abati1 dei cardinali e dei guerrieri2 quando una vecchia cenciosa con un fascio di strame sopra le spalle ossute1 sbucando all'improvviso da un viottolo incorniciato da due siepi spinose1 ci venne incontro1 e appena si accorse che noi1 seguendo il costume di coloro che ritornano dal santuario della ,trinit1 avevamo i cappelli ornati da mazzetti di fiori di carta e da qualche immagine sacra1 ci chiese se potevamo darle notizie di un grandissimo miracolo operato dalla ,santissima ,ternitane su una giovane posseduta dal demonio4 ,sorpresi dalla dimanda della vecchia noi non sapemmo che cosa rispondere2 e allora essa1 mentre la guardavamo sorridendo1 prese a narrarcelo lei il grandissimo miracolo1 e1 poi che ce ne ebbe descritte tutte le fasi con una ricchezza di particolari veramente sorprendente1 chiuse il racconto con queste precise parole3 -- ,vi v'avete da pens' che quanno gliu prete l'ha benedetta1 alla povera figlia c' ascito dagliu cuorpo 'nu pesce longo tanto co' la testa d'animale6 -- ,ma1 dimmi un po'1 tu ci sei stata al santuario della ,trinit8 -- le chiesi4 -- ,nonsignora4 -- ,e allora tutte queste cose come le sai8 -- ,le so perch me l'ha ditte un'amica mia ch' revenuta mo4 -- mi rispose subito la vecchia con la voce ferma1 guardandomi negli occhi2 e1 agitate in fretta le mani scarne in segno di saluto1 travers la strada ed entr in un sentiero1 ove dopo qualche passo si ferm1 si volse e con quanto fiato aveva in corpo grid3 -- ,evviva la ,santissima ,ternitane6 -- ,evviva6 -- le rispondemmo tutti noi ad una voce2 e quando curva sotto il peso dello strame la vedemmo alfine scomparire fra le rocce sulle quali s'allungavano le ombre azzurre degli ulivi dorati dal sole cadente1 riprendemmo il cammino1 e accompagnati dal suono continuo di una campana che veniva dal monastero di ,san ,benedetto1 poco dopo eravamo a ,subiaco4 ,,monte ,,giano ,i4 ,nel vagone di terza classe viaggiano con noi un buttero dalla barba folta1 che sonnecchia avvolto nel suo cappotto nero foderato di lana verde1 una donna con un bambino sulle ginocchia1 e un bel pretone il quale passa il tempo pigliando tabacco1 starnutando e recitando il breviario4 ,quando sui colli della riva sinistra del ,tevere incominciano ad apparire i vigneti gi dispogliati del loro frutto succoso1 la donna ci dice che a ,arbano c' ancora da fa' quindici giorni a la mzza1 e il buttero sentenzia che da quelle parte de monno l'arie so' assai pi frigide de queste4 ,s'ode gridare il nome di una stazione4 ,il prete si affaccia al finestrino della vettura e chiede a un inserviente di aprire2 ma questi gli risponde3 -- ,non si muova1 reverendo1 la macchina fa manovra e si parte subito4 ,nelle stazioni seguenti il prete torna ad affacciarsi e ad implorare qualche minuto di fermata2 ma il treno continua vertiginosamente la sua corsa inesorabile4 ,finalmente rallenta un poco il suo moto veloce1 lo rallenta ancora e si arresta dinanzi ad una cisterna perch la macchina deve far acqua4 ,il prete scende e fa altrettanto4 ,quando torniamo a muoverci1 il paesaggio principia a diventar montuoso4 ,narni1 la patria di ,coccejo ,nerva1 di ,giovanni decimoterzo e del ,gattamelata1 non avendo niente altro da fare1 sdraiata sur un colle1 fra gli ulivi1 guarda un fiume verdastro dalle cui acque schiumose emergono gli avanzi di un ponte romano e di una torre medioevale4 ,lo guardo anch'io1 e dimando al buttero3 -- ,come si chiama questo fiume8 -- ,la ,nera4 -- mi risponde subito il buon uomo1 ammirando la mia ignoranza1 e prosegue1 quasi cantando3 ,il ,tevere nun sarebbe ,tevere1 ,si la ,nera nun je dasse da bevere4 ,a ,terni scendiamo dal treno di ,ancona e montiamo su quello di ,aquila1 accomodandoci alla meglio in una vettura1 ove abbiamo la fortuna di trovare un signore il quale1 appena arriviamo a ,papigno1 un paesello dietro a cui si vede un pezzetto di ,cascata delle ,marmore1 ci dice con voce commossa che la linea ,terni-,aquila non solo la pi bella linea ferroviaria della penisola1 ma anche la pi ardita1 perch in alcuni punti raggiunge una pendenza fra i trentacinque e trentasette gradi4 ,lungo la via tutte le stazioni son piene di gente che ci saluta battendo le mani3 in quella di ,rieti oltre alla gente ed agli applausi ci troviamo anche dieci minuti di fermata1 e noi ne approfittiamo volentieri per sorbire un caff e per riverire la culla dei ,flavii4 ,non appena ci rimettiamo in cammino il signore delle pendenze china a poco a poco la testa sul petto1 chiude gli occhi e comincia a ronfare come un contrabbasso3 lo lascio stare1 ma quando arriviamo a ,cittaducale1 una citt che nel mille e trecento fu messa da ,roberto d',angi1 duca di ,calabria1 su la groppa di un colle1 ove sta ancora1 io1 infastidito dal suo russare1 lo risveglio e gli chieggo premurosamente3 -- ,scusi1 che pendenza abbiamo8 -- ,le cinque meno venti4 -- mi risponde subito lui1 guardando con gli occhi velati dal sonno l'orologio1 e dopo un lungo sospiro se ne ritorna fra le braccia di ,morfeo4 ,il treno intanto attraversa in gran fretta una vasta pianura e s'arresta davanti ai ,casali di ,paterno4 ,un acuto odore di zolfo1 due laghetti1 in uno dei quali1 secondo ,dionigi d',alicarnasso1 c'era una volta un'isola galleggiante dedicata dai ,sabini alla dea ,vacuna1 e alcuni ruderi informi ci informano che siamo nel luogo ove un tempo fior l'antica citt di ,cutilia1 tenuta da ,marco ,terenzio ,varrone come l'ombelico d',italia1 e famosa per le sue acque ferruginose e sulfuree1 buone1 anzi buonissime per guarire da qualunque malanno3 tant' vero che ,vespasiano essendosene servito per curarsi di non so quale sua malattia fin col lasciarci imperialmente la pelle4 ,oltre i ,casali di ,paterno il treno varca pi volte su ponti di ferro il ,velino1 s'indugia in vallette amene e solitarie1 passa dinanzi a casolari fumanti1 penetra fischiando in gallerie nere di fuligine1 ne esce fra nuvole di vapore1 e1 dopo qualche istante di riposo1 incomincia a inerpicarsi1 brontolando1 sui fianchi dirupati di un monte dietro a cui sorgono altri monti coi fianchi coperti di faggi e con le cime risplendenti di neve4 ,il signore delle pendenze1 che s' risvegliato definitivamente1 s'avvicina al finestrino della vettura2 guarda tutto estatico i monti1 gli alberi1 la neve e il cielo2 apre le braccia in atto di maraviglia ed esclama3 -- ,questa la ,svizzera dell',italia6 -- vero -- soggiungo io4 -- ,ma per1 signor mio1 se lei conoscesse l',italia della ,svizzera4444 -- ,in ,svizzera non ci sono mai stato4 -- mi risponde lui4 -- ,e io nemmeno4 -- gli rispondo io2 e appena ho finito di dirglielo il treno manda una salva di fischi e si ferma4 ,siamo a ,antrodoco4 99 99 99 ,antrodoco giace in riva al ,velino2 e accerchiata com' da gole profonde1 ha la fortuna inestimabile di trovarsi ai piedi del monte ,giano1 in una posizione strategica di prim'ordine2 la quale posizione le ha procurato il grandissimo piacere di essere stata distrutta e riedificata non so pi quante volte e di essere stata sempre il teatro sanguinoso di orrende carneficine4 ,per tali ragioni essa1 pur vantandosi di poter leggere il suo nome nel quinto libro della geografia di ,strabone1 non possiede nessuna reliquia illustre della grandezza passata4 ,difatti1 quando vi andai1 di cose e di case le quali mi rammentassero i tempi dell'insigne geografo greco1 io non vi trovai se non l'albergo dell',europa e il suo desinare4 ,per se alla piccola citt abruzzese non dato di poter mostrare ai visitatori n mura1 n archi1 n terme1 n templi1 n castelli1 n torri1 li pu sempre rallegrare e confortare con la salubre abbondanza delle sue acque sane1 limpide e sonanti1 con la frescura delle sue valli ombrose1 verdi e fiorite1 e con la vista dei monti che le sono d'intorno e la proteggono1 levando sul cielo immacolato1 quando non nuvolo1 i loro capi venerandi canuti di neve4 ,dopo il desinare i miei compagni aprirono una carta geografica e si misero a cercarvi il modo per salire sulla vetta del monte ,giano2 ed io1 lasciandoli alla geografia1 me ne andai a far quattro passi nelle vie solitarie della cittaduccia1 illuminata senza risparmio dal plenilunio sereno1 nella speranza di incontrarmi in qualche cosa degna di ammirazione4 ,fui fortunato4 ,in una strada che saliva dolcemente verso la campagna e vi si perdeva1 m'imbattei in alcuni contadini che facevano una serenata4 ,un vecchio1 soffiando nel cannello di una cornamusa e stringendosene al petto l'otre rigonfio ne traeva suoni gravi e solenni come quelli che talvolta s'odono echeggiare sotto le volte delle chiese3 accanto a lui un giovinetto1 alzando di tanto in tanto un braccio verso una finestrella illuminata da un modesto chiarore rossiccio1 cantava con voce fresca1 giusta1 piana e soave3 gli altri nell'ombra1 avvolti in ampii mantelli scuri1 con le spalle appoggiate al muro1 fumavano1 e1 pestando coi piedi il terreno1 accennavano il movimento e le divisioni del canto4 ,le parole appassionate del cantore salivano soavissimamente nell'albore lunare1 quando dalla parte della via1 ove sopra alle ultime case appariva un ceruleo ondeggiare di monti1 venne il rintoccare di un campanaccio4 ,il vecchio stacc le labbra dal cannello del suo strumento1 e1 mentre l'otre gli si sgonfiava fra le braccia1 disse ridendo3 -- ,le pecore6 -- ,le pecore6 -- replic il giovinetto4 ,e l'uno e l'altro si avvicinarono ai loro compagni1 e tutti insieme1 ridendo1 sparirono nel vano oscuro di un angiporto4 ,i rintocchi del campanaccio si fecero pi vicini2 divennero pi forti e una pecorella bianca usc dall'ombra azzurra1 che velava il fondo della strada1 si guard intorno sospettosa e si ferm1 belando4 ,un'altra pecorella la segu subito e le si strinse accanto4 ,ne vennero altre e poi altre1 e poi altre ancora1 e si fermarono tutte formando una massa compatta1 biancastra ed immota4 ,s'ud un fischio rapido e acuto1 e due grossi cani neri saltarono innanzi1 abbaiando4 ,le pecorelle ondeggiarono un poco e ritornarono immobili4 ,allora un pastore ne afferr una per il collo1 se la trascin appresso per qualche passo e tutte le altre la seguirono4 ,quante ne passarono8 ,migliaia6 ,scaturivano dall'ombra come l'acqua da una sorgente1 percorrevano un tratto di strada inargentato dalla luna1 alzando ed abbassando la testa con moto uniforme1 e scomparivano nell'ombra4 ,talora si fermavano tutte istantaneamente2 ma un grido ed un sibilo bastavano a farle camminare di nuovo4 ,quante ne passarono8 ,migliaia6 ,non finivano mai6 ,quando finirono1 dietro un vergaio1 incominciarono a passare le capre4 ,a branchi4 ,ogni branco era preceduto da qualche uomo intabarrato1 che se allungava il passo mostrava di aver le gambe ricoperte da pelli villose1 ed era seguto da alcuni caproni barbuti i quali di tratto in tratto si alzavano sulle zampe posteriori e davano spettacolo1 urtandosi fra di loro con le corna poderose4 ,appresso alle capre sfilarono asini e muli stracarichi di attrezzi pastorali1 parecchie pecore azzoppate e diversi grossi cani con la gola coperta da collari di ferro irti di punte per salvargliela dai morsi dei lupi4 ,ultimo in fondo alla via1 annunciato da un allegro tintinno di campanelli e sonagli1 apparve un carretto4 ,venne innanzi trascinato da tre cavalli1 adagio adagio1 scricchiolando1 e quando mi fu vicino si ferm4 ,sui carretto fra una confusione indescrivibile di arnesi di legno1 di seggiole1 di panche1 di casse1 d'imbasti1 di fiscelle1 di fagotti1 di secchie1 di caldaie e di canestre1 insieme con una donna1 c'erano tre vecchi1 tutti inviluppati in ruvide coperte di lana bianca3 tre patriarchi6 ,uno di costoro1 con le spalle addossate a una cesta intessuta di salci1 da cui uscivano belati argentini e tremolanti1 cav un braccio fuori dalla coperta e me lo stese chiedendomi qualche fiammifero4 -- ,da dove venite8 -- gli chiesi1 dandogli la scatola dei cerini4 -- ,dalla montagna4 -- ,e dove andate8 -- ,allo piano4 ,il carretto riprese a camminare lentamente1 sgretolando con le ruote cigolanti i sassi che incontrava sul terreno1 e si allontan barcollando fra un pittoresco alternarsi di ombre azzurre e di luci argentee1 alle quali si un per due o tre volte anche il chiarore rosso dei miei cerini2 raggiunse l'estremo lembo della strada da dove veniva ancora qualche belato1 e si dilegu nella notte4 ,avevo gi incominciato a dileguarmi anch'io e scendevo piano piano la via silenziosa1 tutta piena d polvere e di un grave lezzo caprino1 ripensando alle emigrazioni delle genti ariane sui pingui altipiani dell',asia bagnati dall',indo1 nonch ai miei compagni1 i quali forse mi aspettavano con impazienza sui non pingui altipiani dell'albergo dell',europa bagnati dal ,velino1 quando dietro a me udii risuonare di nuovo gli accordi della cornamusa4 ,mi voltai4 ,i contadini erano tornati ai loro posti e ripigliavano la serenata4 ,il giovinetto con la voce resa pi chiara dal breve riposo cantava3 ,gliu tempo a darme freddo e io tremare1 ,l'amore a darme pena e io suffrire4 ,la luna piena1 immobile sulle nevi del monte ,giano1 dopo di avere illuminata la strada ai pastori1 pareva che si fosse fermata in mezzo al cielo per ascoltare il giovinetto innamorato4 ,,ii4 ,fra i non molti piaceri1 elevati e profondi1 dei quali un alpinista pu godere nella sua breve permanenza in questa misera valle di lagrime io credo che non ve ne sia uno superiore a quello di trovarsi nel cuore della notte1 su un monte1 dinanzi a due sentieri1 e non sapere quale scegliere4 ,prima di decidersi a mettere i piedi stanchi nell'uno o nell'altro1 bisogna consultare la carta geografica2 ma per poterla consultare necessario di accendere la lanterna1 e dieci volte su nove1 quando dopo molto cercare s' trovata la lanterna1 non si trova la candela2 e se si trova la candela1 non si trova la lanterna4 ,e allora8 ,eh1 allora si tenta di illuminare la geografia coi cerini4 ,il vento gelido ve li spegne fra le dita4 ,intanto da lontano vengono lunghi abbaiamenti4 ,son cani di guardia in qualche addiaccio i quali vi lasciano interamente liberi nella scelta del sentiero1 ma vi avvertono di non accostarvi nemmeno per burla alle reti ove riposano le pecorelle1 perch se no1 saranno guai6 ,insomma1 dopo una lunga sosta davanti ai due sentieri1 non potendo pigliarli tutti e due1 si finisce per pigliarne uno1 e dopo qualche ora di cammino faticoso si finisce anche1 ohim1 con l'accorgersi che se si voleva andare diritti bisognava pigliare l'altro1 quello che s' lasciato6 ,qualche cosa di simile1 su per gi1 accadde a noi la notte che lasciammo ,antrodoco per salire sulla vetta di monte ,giano4 ,dal fondo della valle eravamo gi arrivati felicemente a met del monte quando1 per nostra disgrazia1 sperando di risparmiarci un tratto di salita1 entrammo nella gola di un fosso1 del pi perverso e malvagio dei fossi1 il quale ci seppe cos bene ingannare che noi1 dopo qualche ora di aspro e disagioso cammino1 invece di trovarci in cima a un monte1 ci trovammo in cima a un piano1 sotto ,rocca di ,corno1 senza poter vedere n la ,rocca n il ,corno2 perch la luna se ne era andata per i fatti suoi1 lasciandoci al buio4 -- ,e ora che cosa si fa qua in mezzo8 -- dimand uno di noi4 ,per fortuna la risposta gliela diede subito un lumicino che incominci a brillare da lontano nelle tenebre4 ,quel lumicino fu per noi il pi bel giorno di quella notte6 ,difatti guidati dai suoi deboli raggi1 dopo di esserci perduti e ritrovati un'altra volta1 potemmo finalmente entrare in una umile capanna1 ove1 oltre a uno stizzo verde ardente da l'un dei capi e gemente e cigolante dantescamente dall'altro per il vento che andava via1 vi trovammo una bottiglia d'acquavite1 tre contadini1 una donna addormentata sur una sedia1 e un vecchio seduto sopra una madia il quale si infilava un paio di brache rattoppate4 ,i miei compagni1 appena ebbero saputo dal vecchio il nome e cognome del luogo ove eravamo1 ripresero subito a studiar geografia1 umettandola con qualche sorsatina di acquavite2 io non potendo pi reggere al supplizio del fumo uscii dalla capanna con gli occhi lagrimosi e mi trovai davanti a un porco grasso e grosso il quale levando il grifo verso l'oriente1 ove apparivano gi i primi bagliori antelucani1 mi diede fraternamente e fragorosamente il buon giorno4 ,ohim6 ,quale delusione6 ,sapete8 ,se qualcuno vi viene a dire che i porci abruzzesi sono violetti guardatevi bene dal crederlo2 se no1 capitando una volta o l'altra quass1 voi dovrete subire1 come avvenuto a me1 la pi atroce delle delusioni4 ,no6 ,i porci abruzzesi non sono violetti1 ma sono dello stesso colore di quelli romani1 n pi n meno4 ,tutto il mondo paese4 ,ma a proposito di delusioni4 ,quando io e i miei compagni ci radunammo in una stanza del ,club ,alpino per mettere insieme il programma della nostra escursione a monte ,giano1 qualcuno1 come avviene sempre in simili circostanze1 prese ad enumerare le molte maraviglie e d'arte e di natura che avremmo incontrate per via4 ,lo lasciai dire2 ma appena egli fin di parlare delle cose mirabili1 io a mia volta incominciai a favellare di quelle incredibili di cui1 secondo alcuni1 si gloria questa ,terra ,vergine1 forte e gentile4 -- ,vedrete1 vedrete6 -- dicevo ai miei amici4 -- ,vedrete quale straordinario paese l',abruzzo4 -- ,e mentre qualcuno per principiare a vedere s'aggiustava sul naso gli occhiali1 io seguitavo3 -- ,figuratevi6 ,una quercia nei nostri paesi da qualunque parte uno la guarda sempre una quercia1 non vero8 ,ebbene in ,abruzzo invece una quercia non mai una quercia1 ma sempre un atleta che leva le braccia al cielo4 ,e i pioppi8 ,qui da noi i pioppi sono di legno2 nel paesaggio abruzzese invece sono di metallo come i soldatini da quarantotto centesimi la scatola4 ,ridete8 ,ma laggi non solo troveremo di metallo gli alberi1 ma anche le persone1 perch gli uomini e le donne col sono o di rame o di bronzo3 da questi due metalli non s'esce4 ,e fra gli uomini ne troveremo certamente anche qualcuno fuso in bronzo antico2 e quando lo avremo trovato1 lo sentiremo vibrare1 perch nelle contrade abruzzesi tutte le cose vibrano in modo cos sonoro da sembrare perfino impossibile4 -- ,ma tu ci di a bere frottole alquanto madornali6 -- esclamavano in coro i miei amici1 ridendo4 -- ,frottole8 -- ribattevo io4 -- ,frottole8 ,ma verit sacrosante1 scritte e stampate -- e seguitavo3 -- ,vedete1 da per tutto la luna1 quando c' d'argento2 in ,abruzzo invece di platino ed ha il vantaggio inestimabile di non essere mai attaccata dall'ossido dell'aria2 col il cielo per lo pi di cobalto e le nubi son quasi sempre di madreperla come i bottoni delle mie mutande2 gli alberi or s e or no sono consapevoli1 ma le loro radiche son tutte fatte di vipere morte2 i fiumi sono ognora fedeli ed hanno la superficie piena di piastre d'oro e di lamine d'argento3 e quando gli uomini vi nuotano dentro cotesti uomini diventano immediatamente tutti cefali bianchi2 difatti ai pescatori di canna avviene spessissimo di dover sbrogliare l'amo dalla bocca di qualche nuotatore e di doverlo ributtare nell'acqua dicendogli3 -- ,scusi tanto1 sa1 l'avevo preso per un cefalo4 -- ,ma tutto questo poi nulla in confronto di quanto vi far vedere io che conosco i luoghi4 -- ,come8 ,conosci i luoghi8 ,ma se tu in ,abruzzo non ci sei mai stato4 -- ,e che vuol dire8 ,se non ci sono mai stato ne ho lette1 viste e sentite tante descrizioni in prosa e in poesia1 in pittura e in musica che come se ci fossi nato4 ,ed proprio per questo che io1 quando saremo laggi1 vi potr far vedere certe cose non solo incredibili1 ma incredibilissime4 ,in ,abruzzo noi ci resteremo per qualche giorno4 ,ebbene1 in una sera di uno di cotesti giorni1 non appena i velami insensibili del crepuscolo saranno discesi a poco a poco sulle cime del pioppi discreti1 io vi condurr sulla riva di un fiumicello e col1 mentre le cose dormiranno in un letargo vegetale nella mansuetudine della luna1 io vi mostrer4444 -- ,che cosa8 -- ,la ,venere d'acqua dolce4 -- ,cio8 -- ,la ,venere d'acqua dolce4 -- ,ma sei matto8 -- mi chiedevano gli amici1 sbarrando tanto d'occhi4 -- ,matto8 -- ripigliavo io4 -- ,matto8 ,ma pi savio di tutti e sette i savi messi insieme4 -- e continuavo3 -- ,del resto la vostra sorpresa non mi sorprende4 ,voi ignorate che la ,venere d'acqua dolce4444 -- ,ma1 insomma1 questa ,venere d'acqua dolce che cos'8 -- ,la ,venere d'acqua dolce il pi maraviglioso fenomeno che mente umana possa immaginare4 ,esso avviene in ,abruzzo1 e si svolge1 tempo permettendolo1 in parte sulle rive e in parte nelle acque dei suoi fiumicelli4 ,e quando uno lo vuol vedere1 non ha da far altro che scendere sulle sponde di uno di cotesti fiumicelli1 mettersi a sedere su l'erba1 fra il rabbrividire delle canne tendenti a rifiorire1 e aspettare3 il resto viene da s4 ,e questo resto non solo viene da s1 ma1 tranne qualche piccola variante1 viene sempre nello stesso modo4 ,tu1 per esempio1 sei seduto e aspetti8 ,ebbene1 quando meno te lo aspetti1 all'improvviso1 il vento ti reca un sentore di carne4 ,tu ti volti dalla parte del sentore1 e vedi scendere verso il fiume una donna dalla pelle bronzina di mulatta1 florida e bionda non che seminuda4 la ,venere fluviale6 ,tu la lasci scendere e rimani fermo a vedere che cosa succede4 ,una cosa semplicissima6 ,ella appena arrivata sulla sponda della riviera prima1 per necessit della rima1 si mette a fiutare il vento come una levriera1 e poi si gitta nel fiume e vi si immerge1 fra un gregge di foglie1 fino all'ombelico4 ,tu la lasci fare1 ma quando ti sembra arrivato il momento opportuno incominci a bramire come un cervo in disio4 ,allora la donna dalla pelle bronzina si volta e1 invece di scappar via o di pigliarti per matto1 si mette a imitare anche lei il bramito del cervo1 e di bramito in bramito ti viene accanto4 ,tu allora1 senza tanti complimenti1 la pigli per le braccia e irrigidisci come forse non ti sei mai irrigidito e come certamente non t'irrigidirai mai pi4 ,e questo tutto6 ,per qualche volta ci potrebbe essere anche dell'altro1 perch se mai l'irrigidimento accadesse nel plenilunio di calendimaggio allora nel momento pi culminante dell'irrigidimento suddetto i pioppi che sono consapevoli incomincerebbero a cantare in coro e il letargo vegetale sarebbe rotto da un fragoroso scampano4 ,ma del resto anche se ci avvenisse non ci si dovrebbe badare1 prima perch i pioppi se sono consapevoli sono anche discreti1 e poi perch lo scampano non verrebbe da nessun campanile vicino1 ma dal peccato d',eva squillante a gran martello nelle giovini carni come sopra sonore lamine di metallo4 ,ohim6 ,come ve la potrei descrivere la sorpresa dalla quale io fui fulminato1 quando appena messo il piede in ,abruzzo io mi avvidi che di tutte quante le cose mirabili ed incredibili delle quali avevo parlato ai miei amici1 qui1 in questa ,terra ,vergine non ne esisteva neppure l'ombra8 ,ohim6 ,le querce e i pioppi8 ,ma che metalli d',egitto6 ,sono proprio di legno come gli alberelli della nostra ,via ,nazionale4 ,gli uomini e le donne8 ,ho picchiato con le nocca sulle loro carni1 perch talvolta l'apparenza inganna1 e invece di trovarli di bronzo e di rame1 li ho trovati tutti di carne e d'ossa come noi4 ,la luna di platino1 il cielo di cobalto1 le nubi di madreperla1 le foreste di ametista1 le radiche degli alberi fatte di vipere morte1 i pioppi consapevoli e discreti1 i fiumi fedeli1 i cefali bianchi e le altre mille cose straordinarie1 che io avevo lette tante volte in poesia1 ed ero certo di trovare qui in prosa1 le ho ancora da vedere4 ,son rimasto seduto non so pi quanto su le rive di un fiumicello in attesa della ,venere fluviale3 venuta una contadina3 le ho fatto il bramito del cervo in disio1 e se non scappavo presto m'accoppava6 ,ho seguito per lunghe e lunghe ore la gente delle citt e delle campagne nella speranza di udire qualche vibrazione3 tempo buttato6 ,le nari non le ho sentite vibrare altro che quando questo popolo forte e gentile si soffia il naso1 magari con le dita2 le terga4444 ,ah6 le vibrazioni delle terga le ho intese una volta e m'auguro di non sentirle mai pi4 ,eppure anche senza vibrazioni poetiche di alcun suono e senza cose e persone provenienti da preziose fonderie letterarie questa degli ,abruzzi certamente la bellissima fra le pi belle regioni d',italia4 ,ricordo ancora le parole di maraviglia che fiorirono sulle labbra dei miei amici allorch essi1 usciti dalla capanna miserabile1 ove ci aveva portati l'inganno tenebroso del fosso maledetto1 videro il sole sorgere trionfalmente dalla cima candida del monte ,giano e percuotere coi suoi raggi d'oro un rincorrersi glorioso e infinito di montagne azzurre e violacee rivestite di castagni e di querce1 di faggi e di carpini1 e sfavillanti di neve4 ,era una di quelle mattine limpide ed abbaglianti d'autunno nelle quali talvolta il cielo e la terra1 i monti e le acque1 gli alberi e le piante1 prima di inoltrarsi nella tristezza invernale1 par che vogliano ancora una volta allietare il viandante con gli incanti innumerevoli delle loro forme e dei loro colori4 ,dovunque volgevamo gli sguardi1 fra l'erbetta verde1 e rilucente di rugiada1 migliaia e migliaia di piccoli fiori gialli1 rossi1 bianchi e turchini tremolavano e risplendevano nell'aria vitrea e profumata sotto al sonoro ronzio delle api4 ,intorno a noi1 via via che il sole s'innalzava sui monti1 tutto pareva ingrandirsi a poco a poco e farsi pi bello1 pi lucente1 pi vivo3 e un venticello frizzante1 ma piacevole ci invogliava a camminare4 ,per isfuggire alle insidie di altri fossi prendemmo con noi un contadino esperto conoscitore dei luoghi1 e mentre dalle macchie basse e vicine veniva un festoso zirlare di tordi1 lasciammo la strada bianca che porta a ,rocca di ,corno1 e per sentieri umidi di brina1 fra le cui siepi vive svolazzavano i pettirossi e gli scriccioli1 salimmo alle ,vignle1 ove alcuni pochi filari di viti avean gi coperto il terreno con le loro foglie gialle e cineree2 entrammo nel letto ghiaioso di un torrente e incominciammo la salita del monte4 ,all'improvviso la terra ci trem sotto ai piedi e dietro a noi scoppi un fragore infernale4 ,un treno usc dalla bocca nera di una galleria1 travers fischiando come un rettile enorme un breve spazio di roccia1 entr in un'altra bocca nera di un'altra galleria1 che sembr inghiottirlo1 e disparve4 ,figlio d'un cane6 ,gli bastarono pochi istanti per insudiciare col fumo del carbone il cielo sereno e per impuzzolire l'aria pura con un nauseoso fetore di olio rancido e di grasso abbruciacchiato4 ,a liberarci dal fetore ferroviario ripigliamo subito il cammino1 e quando1 dopo una non piccola fatica1 ci riesce di levare i piedi dal letto del torrente ci troviamo dinanzi a macigni colossali3 strisciandovi addosso con molta pazienza li giriamo1 e allora1 fra le giogaie vicine del monte ,terminillo e quelle lontane del ,gran ,sasso appare ai nostri occhi una immensa pianura ondulata e verde1 solcata da fiumi e seminata di paesi1 digradante nell'azzurro fino all',adriatico4 ,alla vista del maraviglioso spettacolo noi ci sentiamo conquistare da una letizia indicibile2 ma il contadino che ci accompagna1 serio e taciturno1 la nostra letizia non la divide per niente affatto4 ,il superbo panorama di cui noi godiamo ei non lo degna neppure del pi modesto dei suoi sguardi1 e tutta l'attenzione della quale egli pu disporre la concentra sulle nostre umili persone e rimane a guardarci a bocca aperta4 ,insomma per lui il suo panorama siamo noi6 ,ciascuno ha il panorama che si merita4 ,dopo un breve riposo proseguiamo la salita3 traversiamo a gran fatica vasti campi di neve molle1 affondandovi fino a mezza gamba2 torniamo ad arrampicarci su rocce aspre1 e dopo di aver pestata ancora neve e superate altre rocce1 finalmente arriviamo sulla cima4 ,un vento che ci porta via ci costringe ad accovacciarci subito fra alcuni scogli2 e quivi al riparo della formidabile borea confortiamo i nostri occhi con la vista di un panorama magnifico4 e il nostro stomaco con una modestissima colazione4 ,ma appena finisce la colazione finisce anche il vento1 e col vento finisce1 ahim1 anche il panorama2 poich gruppi numerosi di nuvole grige1 salendo a poco a poco da tutti i lati del monte1 ci avvolgono1 piovigginando1 in una nebbia fitta fitta1 e ci consigliano di incominciare la discesa4 ,poco prima di rientrare in ,antrodoco incontriamo l'ombra umida della sera1 che1 uscita appena dalle gole del ,velino1 incomincia a salire adagio adagio sul monte da cui noi discendiamo4 ,le auguriamo il buon viaggio1 e1 dopo una breve sosta nell'albergo dell',europa1 ci rechiamo alla stazione4 ,col un vecchio contadino mi si avvicina1 guarda con molta attenzione le mie scarpe1 e mi dice a voce bassa1 come se volesse rubarmi un gran segreto3 -- ,che sei stato a fa' lass in cima8 -- ,dove8 -- ,lass in cima6 -- ripete il contadino1 indicandomi il monte ,giano su la cui vetta si spengono gli ultimi chiarori del crepuscolo4 -- ,niente6 -- gli rispondo -- ,lass in cima ci sono stato per divertimento4 -- ,per divertimento8 -- esclama il vecchio con voce incredula4 -- ,per divertimento8 -- e rimane per qualche istante in silenzio3 poi guardandomi con gli occhietti arguti1 soggiunge tentennando il capo3 -- ,ma scusa1 lei non tieni niente de meglio da fare a casa tua per venirete a scapiccoll' fra 'sti sassi8 ,fortunatamente il treno arriva in buon punto per liberarmi dal contadino e dalla risposta che pur troppo1 dovrei rispondergli4 ,,un ,,congresso ,,alpino 7#ahhg7 ,due anni addietro1 allor che fui sul punto di lasciar ,roma per recarmi a visitare i mercati di ,bombay1 le rovine dell'antica ,delhi e il sacro ,gange1 nelle cui acque si specchiano i templi della santa ,benares1 le parole di commiato che mi sentii ripetere a saziet da quanti si interessavano al mio viaggio furono queste3 -- ,preparati bene la tua valigia delle ,indie1 e di laggi scrivici3 non far l'indiano6 -- ,nell'estate dell'anno scorso mentre stavo per andarmene in ,ispagna non mi riusciva di incontrare un amico senza che egli non mi offrisse un vermouth per poi potermi dire3 -- ,bevi ora1 perch quando sarai in riva al ,manzanare non beverai pi4 ,lo spagnuolo non beve6 -- ,e quando infine qualche giorno fa partii da ,roma per pigliar parte alle gite del decimonono congresso del ,club ,alpino ,italiano1 le parole che mi perseguitarono non soltanto lungo le vie dell',urbe1 ma anche durante il viaggio furono le seguenti3 -- ,se vai al congresso alpino1 divertiti2 ma non ascendere il ,monte di ,piet6 -- ,e le suddette parole mi molestarono tanto che1 per non sentirmele pi ripetere1 feci ovunque ogni sforzo per dissimulare la mia qualit d'alpinista1 e appena il treno arriv a ,vicenza1 e un signore con una coccarda azzurra all'occhiello mi venne incontro a dimandare se io era del ,club ,alpino io senza rispondergli1 fuggii fuori della stazione e salii nell'omnibus dell'albergo dei ,due ,mori ove il signor ,tito ,libetta aveva gi pigliato posto con la sua valigia1 sul cui dorso il nome e cognome di lui si leggevano ricamati in seta rossa non che in bellissima calligrafia4 ,mentre l'omnibus attraversava una vastissima piazza ombrata da splendidi filari d'ippocastani1 il signor ,tito mi fece sapere che veniva a ,vicenza per farvi delle ricerche storiche1 e non appena il carrozzone entr nella porta della citt1 ove una torre medioevale illuminata dal sole rosseggiava sul cielo azzurro mi confid che la storia di ,vicenza era una storia molto interessante4 ,non temete che io vi ripeta tutto quello che egli mi disse1 mentre l'omnibus sobbalzava sulle pietre delle vie vicentine imbandierate4 ,sarebbe anche inutile1 perch la storia antica di una nostra citt moderna sempre la medesima storia2 e chiunque1 sol ch'ei lo voglia1 se la pu cucinare da s4 ,ne volete la ricetta8 ,eccola4 ,si pigliano degli aborigeni1 dei pelasgi1 degli etruschi1 dei greci e dei romani con qualche ,giulio ,cesare1 dei galli e1 se se ne trovano1 dei cartaginesi con due o tre pezzetti di ,annibale1 figlio di ,amilcare ,barca1 e si mescolano insieme4 ,quando sono bene uniti ci si mette sopra un po' di ,costantino con un pizzico di quanto mal fu matre1 e si fanno cuocere a fuoco lento4 ,poi1 appena incominciano a rosolarsi1 si insaporiscono con una salsa di goti1 visigoti1 ostrogoti1 vandali1 unni1 longobardi e franchi con uno spicchio di ,carlo ,magno1 con una cucchiaiata di ,leone terzo e con un pochino di ,pipino 7volendo1 secondo i gusti1 vi si possono aggiungere anche dei guelfi e ghibellini con qualche filetto di ,barbarossa71 si levano dal fuoco1 si lasciano raffreddare1 e al momento opportuno si serve in tavola4 99 99 99 ,prima di visitare la citt mi recai alla sede della sezione vicentina del ,club ,alpino dove trovai moltissimi alpinisti di tutti i monti e di tutte le pianure della penisola1 che ritiravano le tessere per prender parte alle gite indicate nel programma del congresso4 ,della sezione romana vidi pel primo il nostro segretario ,abbate1 poi il pittore ,zoppi1 il roseo e biondo ,bonfiglietti1 ,memmo ,ricci1 l'ingegnere ,minerbi e l'amico ,dino ,spadini1 valente alpinista e incomparabile costruttore di bisticci1 di freddure e di altre simili scimunitaggini4 ,all'uscire m'imbattei con ,guido ,fusinato1 che1 arrivato allor allora da ,torino1 veniva anch'egli a ritirare le sue tessere4 ,non ci eravamo pi visti fin da quando avevamo lasciato la ,spagna1 e dopo esserci abbracciati rievocammo con calda parola i ricordi di ,madrid1 di ,toledo e di ,barcellona4 ,l'amico ,spadini osserv subito che non valeva la pena di starci tanto a commuovere1 perch tra il viaggio di ,spagna e questo di ,vicenza non v'era per noi altra differenza se non un semplice e meschino i4 ,difatti -- ci disse -- in ,ispagna eravate sui colli iberici1 qui invece siete su quelli berici4 99 99 99 ,in piazza dei ,signori sorge la mirabile basilica3 il vecchio palazzo della ,ragione1 che il ,palladio restaur1 aggiungendovi le logge esterne4 ,come tutte le opere del sommo architetto1 la grande fabbrica va famosa per la semplice eleganza delle linee e per la grandiosa correttezza delle proporzioni4 ,ora1 nella maggior sala dell'edificio nobilissimo1 v' un'esposizione di piccole industrie1 ordinata a cura della sezione vicentina del ,club ,alpino ,italiano4 ,visitai la piazza dei ,signori1 in compagnia dello ,spadini mentre l'ultimo raggio del sole dorava la cima della torre maggiore1 che sorge a fianco della basilica1 i cui marmi son pittorescamente coloriti dal tempo1 il quale1 dopo il ,tiziano1 il pi grande coloritore che io mi conosca4 ,in fondo alla piazza un grande palco per l'estrazione di una tombola sorgeva sulla folla nera1 fra due colonne antiche1 sopra una delle quali sta fieramente posato il ,leone di ,s4 ,marco1 e su l'altra sta mite e ignudo il ,redentore1 che guardando il suo vicino sembra dirgli3 -- ,tu hai le ali2 ma io come faccio se voglio scendere8 -- ,dai balconi si affacciavano gruppi pittoreschi di donne1 e di tempo in tempo s'udiva fra il bruso della folla la voce stentorea di un banditore che annunciava i numeri che un signore vestito di nero estraeva da un'urna di vetro4 ,mentre ero l lo sguardo m'andava insistentemente sulla altissima torre1 ove una lapide ricorda i nomi dei vicentini che caddero difendendo le loro terre dalle soldatesche austriache4 ,fu appunto sulla sua cima che nel #ahdh venne inalzata la bandiera bianca per annunciare agli assedianti che la citt1 flagellata dalle artiglierie1 straziata dalla fame e da mille tormenti era costretta a chieder tregua2 ma al vederla il popolo rugg di rabbia1 e1 tumultuando1 url che si abbattesse4 ,allora s'udirono echeggiare alcuni colpi di moschetto4 ,gli eroi non soffrendo tanta umiliazione1 colpivano con le ultime cartucce rimaste nelle loro giberne il segno della resa4 ,uno squillo di tromba mi fece tornare alla realt del momento presente4 ,un rimescolio avveniva fra la folla1 in mezzo alla quale un uomo agitando il cappello ed aprendosi a stento un varco andava a riscuotere il premio della tombola4 ,quando il fortunato vincitore1 accompagnato da una tempesta di fischi1 riusc a salire sul palco1 e la vasta piazza cominci a spopolarsi1 io e lo ,spadini riuscimmo ad avvicinarci al monumento del ,palladio1 che sorge accanto alla basilica4 ,il feroce freddurista1 appena vide che intorno alla statua c'erano molte venditrici di ortaglie1 dopo di avermi indicato i mucchi di pomodori1 di zucche1 di melloni e di angurie1 disposti in bell'ordine1 come un ricco tappeto multicolore1 ai piedi del monumento non si lasci scappare l'occasione di farmi osservare come tutti quegli ortaggi fossero giustamente al posto loro1 perch il grande architetto avendo passata la vita a lavorare sulle piante lo si poteva considerare come un insigne botanico4 ,la freddura atroce mi agghiacci lo stomaco3 e poich qualche fiammella di gas incominciava gi a illuminare1 oltre alle colonne e agli archi degli edifici palladiani1 anche il mio appetito1 mi rifugiai in una trattoria in piazza del ,duomo ove ebbi il piacere di trovare un ,vittorio ,emanuele di marmo1 il quale per tutto il tempo del mio desinare si degn di rimanere davanti a me1 reggendo con la destra il suo elmo piumato1 in atto di reverente saluto4 ,dopo pranzo andai alla ,societ del ,casino nelle cui sale1 affollate di congressisti1 vidi il sindaco di ,vicenza ,giovanni ,zanella1 fratello del poeta della ,conchiglia fossile2 il presidente del ,club ,alpino ,lioy2 ,almerigo da ,schio presidente della sezione vicentina2 il segretario della medesima ,alessandro ,cita444 ,e non cito pi altri nomi perch altrimenti non la finirei pi4 ,nelle belle sale del ,casino rimasi fino a ora tarda1 ammirandole1 e bevendo birra2 poi1 dopo di aver presentato i miei ossequii al simpatico presidente dell'associazione1 l'avvocato ,gasparella1 uscii4 ,mentre m'avviavo verso l'albergo dei ,due ,mori con l'amico ,spadini il quale non la finiva pi di manifestarmi la sorpresa da lui provata dianzi nell'avere rimarcato che l'avvocato ,gasparella non aveva gli occhiali1 perch secondo lui tutti gli avvocati debbono esser sempre con su lenti1 a un tratto da una finestra aperta1 in una via silenziosa1 venne il suono di un pianoforte4 ,stavo per fermarmi ad ascoltare quando il mio amico1 afferratomi per un braccio1 mi trascin via dicendomi3 -- ,vedi1 io amo tutti gli strumenti1 compresi quelli notarili1 ma1 abituato come sono a vivere sui monti1 non posso soffrire il piano1 massime quando forte4 ,vieni6 -- ,dovetti rassegnarmi a seguirlo e a sentire ancora altre scemenze3 difatti1 appena arrivammo davanti alla porta dell'albergo1 egli intanto che i chiodi delle sue scarpe1 urtando sulle pietre1 mandavano scintille1 dopo di avermi fatto osservare quale e quanta importanza avessero nella vita del vero alpinista le freddure e la poesia1 mi disse -- vedi3 io fra tutti i poeti preferisco il ,monti4 ,e tu8 -- ,anch'io -- gli risposi --2 ma quando il cielo non ,foscolo6 ,e lo lasciai con le sue lepidezze4 ,la mezzanotte era di gi passata e alle sei dovevamo trovarci tutti in piazza ,castello per andare a visitare i colli berici4 ,lo lasciai1 dunque4 ,ma l'avevo appena lasciato che egli mi richiam subito per raccomandarmi di non guardar mai i due mori che reggevano l'insegna della locanda perch tanto l'uno quanto l'altro erano tutti e due con turbanti4 99 99 99 ,dopo qualche ora di sonno mi recai al convegno e vi trovai pochi congressisti che aspettavano gli altri4 ,aspettai anch'io1 fino a che la piazza si venne popolando di una infinita variet di tipi1 fra i quali ne osservai uno1 che mi fece fare gravi riflessioni sull'alpinismo e sulle dolorose conseguenze che pu arrecare a chi ne abusa4 ,egli aveva il capo a met nascosto da un elmo coloniale allietato da un mazzetto di edelweiss2 indossava una giacca verde all'ussera con alamari neri e un paio di brache di velluto marrone1 e aveva gli stinchi foderati da un paio di gambali di cuoio giallo2 e camminava a gran passi1 facendo risuonare i chiodi delle scarpe sulle pietre della via1 e palleggiando un lungo bastone di faggio1 con la punta ferrata e con la sommit ornata da un corno di camoscio1 sul quale si leggevano scritti in italiano1 in francese e in tedesco i nomi delle montagne sulle cui vette egli certamente non era mai stato4 ,lo ,spadini1 che fin allora ci aveva rallegrati ed abbrutiti con le sue freddure1 appena lo vide1 gli and incontro1 lo salut1 se lo prese a braccetto e rimase a parlare con lui2 poi atteggiando comicamente il volto a una inconsolabile mestizia venne a dirci che quell'infelice gli aveva confessato di essersi dato all'alpinismo per dispiaceri domestici4 ,e illustrando le parole bislacche con gesti ridicoli seguit3 -- ,egli mi ha detto che la sua vita era un ,gran ,paradiso1 quando per sua disgrazia1 innamoratosi di una giovanetta3 di una ,iungfrau1 come direbbero in ,svizzera1 la spos4 ,da allora la esistenza di lui divenne un ghiacciaio della ,tribolazione3 insomma il disgraziato ha le prove di essere un ,cervino444 -- ,e mentre noi lo urlavamo concluse3 -- ,ora non gli resta altro di meglio da fare che legarsi un ,gran ,sasso al ,colle del ,gigante e di andarsi a buttare nel ,bacchiglione4 99 99 99 ,quando ,dio volle ci mettemmo in cammino1 e seguendo un lungo porticato ove i venditori di immagini sacre1 di rosarii e di scapolari avevano alzato le loro baracche1 arrivammo alla ,madonna del ,monte1 a fianco della quale in memoria delle battaglie ivi combattute nel #ahdh sorge un monumento scolpito dal ,tantardini4 ,poco lontano da esso ve n' un altro inalzato nel #ahfj dall',austria ai suoi soldati che caddero come dice l'epigrafe3 pro ,austriae incolumitate4 ,dopo una visita al ,santuario ove ammirammo il famoso quadro del ,veronese1 ,la cena di ,san ,gregorio ,magno1 ci avviammo verso la villa ,pasini1 uno splendido edificio del settecento1 un pezzo di paradiso fra l'azzurro del cielo1 i colori smaglianti dei fiori e il verde intenso degli alberi secolari4 ,col1 il padrone di casa ,eleonoro ,pasini ci offr una colazione1 dopo la quale tornammo a ,vicenza1 recando con noi un ricordo incancellabile dell'affettuosa accoglienza prodigataci dal gentiluomo vicentino4 ,nel pomeriggio mi recai al teatro ,olimpico per assistere al decimonono congresso degli alpinisti italiani4 ,il grandioso teatro1 che il ,palladio incominci a costruire per deliberazione degli accademici olimpici1 e lo ,scamozzi1 sui disegni del grande architetto1 trasse a fine1 lo trovai affollato di alpinisti1 di signore e di statue4 ,parlava ai convenuti con dotta parola ,almerigo da ,schio4 ,trovandomi disgraziatamente molto lontano dall'egregio oratore1 purtroppo del suo lungo discorso non posso riferirvi1 ahim61 che queste parole che ritrovo segnate in una pagina del mio album3 -- 444difatti1 o signori1 il mecaschisto444 eccoci dunque arrivati al periodo pliocenico444 perch1 o signori1 non si pu444 l'origine di tali conglomerati di tale natura444 le dolomiti non sono che444 e troviamo il calcare schistoso444 lo gneis444 le rocce metamorfiche444 nel periodo giurassico444 il trias444 il gres444 i lepidodendri444 le licopoditi444 le aracauriti444 le rocce mesozoiche444 i sedimenti4 -- ,coi sedimenti l'orazione convincente ed efficace dell'insigne geologo ebbe termine e un fragoroso applauso risuon nella sala vastissima4 ,ma il momento della pi alta commozione fu quando il presidente e il vicepresidente del ,club ,alpino tridentino furono invitati da ,paolo ,lioy a voler salire al suo fianco per dividere con lui la presidenza del congresso4 ,il barone ,emanuele ,malfatti e il professor ,giovanni ,marinelli s'avvicinarono al ,lioy1 e come questi li ebbe vicini1 esclam3 -- ,ora il ,club ,alpino ,italiano completo6 ,un uragano di evviva e d'auguri scoppi nella vasta sala a quelle parole e seguit per lungo tempo fra la commozione unanime4 ,quando la calma ritorn fra gli adunati1 seguirono le relazioni1 le discussioni1 le proposte e le letture1 e appena il congresso ebbe fine s'usci e s'and tutti al teatro ,eretenio1 ove ci attendeva un banchetto3 il banchetto sociale4 ,in platea e sul palcoscenico erano state imbandite le tavole1 ed era veramente uno spettacolo lietissimo il vedere tanta gente mangiare e bere allegramente mentre dall'alto dei palchetti affollati di signore piovevano fiori e sorrisi4 ,a met del pranzo coi fiori e coi sorrisi piovvero anche i discorsi4 ,i discorsi6 ,c' molta gente che li odia2 io li amo4 ,l'unica cosa che distingue qualche volta l'uomo dalla bestia non la parola8 ,immaginate che un cignale domestico potesse dire3 -- ,io sono un porco -- e dovrete convenire con me che quel cignale domestico non sarebbe pi un porco2 ma sarebbe un uomo4 -- ,si6 ,i discorsi1 massime quelli che dopo di averli scritti e mandati a memoria si improvvisano fra l'arrosto e l'insalata1 a me piacciono molto4 ,quelli poi che udii pronunciare al teatro ,eretenio debbo dirvi che mi piacquero moltissimo4 ,parlarono ,lioy1 ,grober1 ,malfatti1 ,brentari1 ,marinelli1 ,budden1 ,almerigo da ,schio e per ultimo il caro ,magnaghi1 sollevando intorno a lui la pi schietti allegria4 ,dopo il banchetto molti si recarono a udir l',africana al ,politeama comunale e moltissimi altri si sparsero per le vie illuminate dalla luna per ammirare i superbi edifici del ,palladio1 dello ,scamozzi e dell',arnaldi4 99 99 99 ,eravamo una diecina e si passeggiava pel ,corso ,umberto1 una via stretta e irregolare1 ma ricca di palagi maravigliosi1 quando uno di noi si ferm dinanzi a una bottega di tabaccaio4 ,stava per entrarvi1 ma lo ,spadini1 che ne faceva una ad ogni pie' sospinto1 sbarrandogli la via prese a dirgli3 -- ,per l'amor di ,dio6 ,frmati6 ,non mettere in pericolo la tua fama di alpinista6 -- ,e perch8 -- gli chiese il nostro amico4 ,per tutta risposta l'implacabile freddurista gli indic con la punta del suo bastone l'insegna della bottega1 ove sotto uno stemma si leggevano queste maleauguranti parole3 ,,sali ,e ,,tabbacchi4 ,,gita ,,sentimentale ,un tempo i popoli che abitarono i monti e le valli dei ,sette ,comuni1 cio i romani1 i reti1 i tigurini1 gli alemanni1 i franchi1 i goti1 i cimbri1 gli unni e gli altri1 lavoravano a seppellire nel suolo lance e fibule1 monete e medaglie1 idoli e pentole a onore e gloria degli archeologi1 degli storici e dei filologi di l da venire2 ora invece i moderni abitanti degli altipiani1 adoperando il legno degli abeti che verdeggiano severamente attorno alle loro capanne1 fanno scatole1 fabbricano cappelli di paglia1 seguendo per tradizione le norme recate di ,levante nel secolo passato da un tal ,nicoletto del ,sasso1 e parlano la lingua cimbra4 ,l'industria delle scatole procede benissimo1 quella dei cappelli di paglia cos cos2 ma quella del parlar cimbro va di molto male4 ,purtroppo questo linguaggio nel quale le consonanti sembrano starnuti e le vocali sbadigli1 va trascinando la sua lenta agonia per le bocche sdentate dei vecchi e fra non molto sparir da queste terre4 ,tutto passa quaggi6 ,tutto cade1 come cadono le nostre illusioni1 simili alle foglie che1 divelle alle rame degli alberi dai primi venti autunnali1 vanno a finire nei fango6 ,cadono2 ma coloro che ci vengono appresso nel cammino faticoso della vita1 trovandole in terra le raccolgono1 le ripuliscono1 e se le ripongono gelosamente nel cuore1 riperdendole magari poco dopo per farle ritrovare agli altri che li seguiranno4 ,il vecchio sempre nuovo4 ,ma quanto pi triste pensare che il nuovo sempre vecchio6 ,questi ed altri malinconici pensieri mi venivano in capo mentre1 precedendo una numerosa comitiva di alpinisti1 in compagnia di alcuni amici taciti e pensierosi1 traversavo1 nel silenzio di una notte serena1 l'altipiano di ,asiago per andare a ,valstagna4 ,ma appena il sole fiammeggiante usc dai monti facendo brillare i prati molli di rugiada1 e appena gli uccelli principiarono a cantare noi smettemmo di pensare e incominciammo tutti a discorrere4 ,un solo1 dopo di avere bisbigliata qualche parola continu a tacere3 un giovinetto biondo il quale di tanto in tanto1 arrampicandosi sui rialzi che fiancheggiavano la strada andava raccogliendo margherite4 ,il caro ragazzo era di una citt del ,trentino3 recatosi a ,vicenza per assistere alle feste in onore degli alpinisti1 ora tornava a casa seguendo il nostro itinerario4 ,ci era venuto sempre appresso1 e ovunque aveva visto una bandiera tricolore1 s'era fermato col cuore palpitante2 in qualsiasi luogo aveva udito suonare l'inno reale1 aveva pianto di tenerezza4 -- ,vuoi un edelweiss8 -- gli chiesi un giorno offrendogliene uno4 ,egli mi guard crucciato1 e poi abbracciandomi affettuosamente3 -- ,senti -- mi disse2 -- fammi il piacere di non chiamare mai pi questi bei fiori con quel brutto nome6 -- ,e come vuoi ch'io li chiami8 -- ,chiamali stelle delle ,alpi -- mi rispose1 e1 vedendomi sorridere1 con accento soavissimo soggiunse3 -- ,chiamali cos1 fammi il piacere1 ti prego6 ,una sera1 ricordo1 ci eravamo fermati in un paese a ristorarci4 ,al momento di partire il trentino mancava all'appello4 ,andammo in parecchi1 battendo sentieri diversi per rintracciarlo1 ed io1 dopo di avere inutilmente urlato pi volte il suo nome1 stavo per tornarmene indietro1 quando mi venne agli orecchi il suono flebile di un violino che miagolava l'inno di ,garibaldi4 ,pensai subito che il giovinetto dovesse essere innanzi a quello strumento3 infatti1 com'ebbi superata una rupe1 lo trovai davanti a quattro figure grottesche di suonatori3 quattro contadini che noi avevamo scacciato poco prima ed egli aveva seguiti per far loro suonare i nostri inni patriottici4 ,mi fermai commosso2 poi me gli avvicinai e gli dissi3 -- ,vieni6 ,si parte6 ,andiamo6 -- ,eh6 ci6 ,che furia6 -- mi rispose2 e dopo di avere pagati i suonatori1 i quali1 riposti gli strumenti nelle borse di panno1 se ne andarono per un sentiero che si perdeva in un bosco di abeti1 mi segu esclamando3 -- ,ti capissi che gh'aver da star chiss mai quanto tempo senza sentirla pi 'sta musica benedeta6 99 99 99 ,il sole era gi alto quando1 dopo un malagevole cammino1 arrivammo innanzi ad una caverna scavata dalle acque di un fiume che va a gittarsi nel ,brenta4 ,la grotta viene chiamata il ,buso1 e si crede1 non senza ragione1 che in certe notti vi si diano convegno l'orco1 le streghe e i sanguanelli3 nani piccolissimi e saltellanti1 per lo pi vestiti di fiamme1 i quali godono moltissimo quando possono scompigliare le chiome dei bimbi o annodare inestricabilmente le code e le criniere dei cavalli4 ,poco lungi dalla caverna ride un candido santuario fabbricato in onore della ,vergine da un eremita di ,agordo4 ,ci fermammo pochi istanti accanto alla chiesetta1 poi1 mentre un'aquila roteava sul cielo1 ripigliammo la via4 ,a un certo punto uno di noi fermandosi esclam ridendo3 -- ,sembriamo contrabbandieri6 -- ,nessuno gli rispose2 ma a me quella esclamazione fece tornare in mente una malga che pochi d innanzi avevo visitato sul ,pian della ,fugazza3 una malga1 ove cinque contrabbandieri accumulavano1 coprendole di strame e di stracci1 molte cassette di latta piene di spirito4 ,debbo dirlo8 ,quei cinque contadini idioti in mezzo a tanto spirito1 mi fecero tanta nausea che mi rammaricai di non essere una guardia doganale4 ,ma gi1 se fossi stato una guardia doganale1 forse non avrei fatto niente di meglio di quello che faceva quel finanziere che incontrai poco dopo3 il quale1 fischiando il quartetto del ,rigoletto1 se ne andava a spasso1 con la daga sul fianco1 col fucile ad armacollo e con un romanzo sbrendolato di ,paul de ,kock che gli usciva allegramente dallo sparato della tunica sbottonata4 99 99 99 ,davanti alle prime casette di ,valstagna trovammo due stendardi di mussolina bianca1 rossa e verde1 legati in cima a due antenne1 e un calzolaio in maniche di camicia1 il quale1 abbandonati sul deschetto unto due paia di stivali da rattoppare1 andava incollando sulla porta di una vecchia osteria il suo giovanile entusiasmo o1 per meglio dire1 alcune strisce di carta rossa sulle quali chi sapeva di lettere poteva forse anche leggere3 ,w4 gli ,alpinisti4 ,due asinelli biondi1 attaccati ad una carretta piena di casse1 di bauli1 di valige e di fagotti1 presenziavano muti e seri il lavoro del calzolaio4 ,intorno alla carretta dormivano in terra molte donne e moltissimi bambini3 erano emigranti che abbandonavano i loro paesi per andare a lavorare in quelli d',america4 ,il crosciare delle acque del ,brenta conciliava il sonno di quella povera gente1 e il sole1 battendo in cima alla porta della bettola1 illuminava senza risparmio un antico leone di marmo1 il quale aprendo le ali e mostrando il ,vangelo su cui c'era scritto3 ,vino e ,cucina pareva che dicesse1 ruggendo a voce bassa3 -- ,oh6 guardate un po' anche a me la sorte a qual duro ufficio mi ha serbato6 ,oh6 guardate un po'6 ,mi allontanai commosso1 e seguitando una strada in riva al fiume1 poco dopo1 entro una trattoria modestamente intitolata ,il ,mondo ritrovai i miei compagni in una stanza piena di sole1 di oleografie patriottiche e di mosche4 ,eravamo tutti gi da un pezzo l dentro a mangiare quando insieme al suono di un organino che balbettava il miserere del ,trovatore entr nella stanza un vecchio senza un braccio4 ,uno di noi1 osservando come il poveretto sotto la giacca rattoppata lasciasse vedere una camicia rossa1 gli domand3 -- ,sei stato con ,garibaldi8 -- ,s -- rispose il vecchio4 -- ,allora guarda l1 guarda l6 -- ripigli il nostro compagno accennandogli una delle oleografie appese al muro1 nella quale era volgarmente effigiata una battaglia garibaldina4 ,il mutilato si avvicin lentamente alla oleografia e rimase immobile con la testa alta a guardarla4 ,mi accostai anch'io ad osservarla e avendo visto fra le figure dei combattenti quella di un frate1 mi volsi al vecchio e gliela indicai4 -- ,oh -- egli mi rispose subito1 sorridendo -- in ,sicilia con noi ce n'erano parecchi4 ,poi1 dopo un istante di silenzio seguit3 -- ,ne ricordo uno piccolo1 nero1 agile come una scimmia4 ,quando aveva caricato il fucile s'inginocchiava e recitava una preghiera3 poi si alzava e bum6 ,un borbonico cadeva in terra4 ,tirava benissimo4 ,una volta gli chiesi perch recitasse quelle orazioni prima di sparare1 ed egli mi rispose3 -- ,raccomando l'anima di quello che ammazzo4 ,mentre il garibaldino parlava1 sempre guardando l'oleografia1 dalla porta spalancata venivano pi che mai strazianti i gemiti dell'organino2 poi s'ud una girandola di stonature e il suono cess4 ,allora egli s'aggiust sulla spalla la manica vuota della giacca1 cav fuori dalla camicia un piattino di stagno1 e gir per la stanza a mendicare qualche soldo4 ,quando mi torn accanto non appena mi vide mettere la mano in tasca per trarne una moneta1 ritir prontamente il piattino e accennandomi con lo sguardo la pipa che avevo accesa allora mi disse a voce bassa3 -- ,mi regali piuttosto da fumare4 -- ,ma il fumo non esclude l'arrosto -- gli risposi2 e gli diedi un po' di tabacco e pochi soldi4 ,pi tardi1 seguendo la strada in riva al ,brenta per andare a ,fonzaso1 rividi ancora una volta il vecchio che aiutato da un ragazzo trascinava un piccolo carretto sul quale era legato l'organino4 ,egli mi riconobbe da lungi4 ,ferm il carrettino1 corse al manubrio e riprese a suonare il miserere del ,trovatore4 ,lo salutai sventolando il cappello2 lo risalutai ancora2 poi entrammo tutti in un sentiero nell'ombra verde e trasparente di un bosco di querce e lo perdetti di vista4 99 99 99 ,fra ,valstagna e ,fonzaso stanno i forti militari di ,fastro e del ,tombione3 nell'attraversarli facendo stridere i chiodi aguzzi delle scarpe su le lastre di ferro dei ponti levatoi1 guardando le torri1 dalle cui finestre s'affacciavano1 sbadigliando i cannoni1 io non potei fare a meno di ripensare a quei tempi beati quando dugento fanti cum sui schioppetti over archibusi1 riparati in una meschina ridotta bastavano a fermare un esercito4 ,e i dugento fanti cum sui schioppetti mi accompagnarono fino alle porte di ,fonzaso4 ,oltrepassato il paese1 sotto un gruppo di case1 su la sponda del fiume ,cismone1 vidi da lontano una folla di contadini ferma attorno ad una carrozza su cui una figura ritta gesticolava energicamente4 ,credendo che fosse un ciarlatano il quale vendesse i suoi medicamenti specifici affrettai il passo4 ,la figura ritta sulla carrozza era invece una povera pazza che veniva condotta via dal paese per esser forse rinchiusa in un manicomio4 ,la poveretta1 giovine e bella1 urlava parole strambe1 e agitando nell'aria le mani aperte1 rideva1 mentre copiose lacrime le colavano per le guance infiammate4 ,i pi vicini per chetarla1 accarezzandola le sussurravano parole affettuose1 con la gola stretta dal pianto2 i pi lontani ridevano4 ,la demente appena mi vide1 protese verso di me le braccia1 e1 accennandomi a quelli che la circondavano1 prese ad urlare3 -- ,enrico6 ,enrico6 ,enrico6 -- ,allora un uomo alto1 pallido e barbuto si fece innanzi e diede al vetturino una valigia che questi si pose subito fra i piedi2 abbracci una vecchiarella vestita di nero che piangeva dirottamente2 e ingrossando la voce1 comand alla mentecatta di sedersi4 ,la disgraziata si rannicchi in fondo alla carrozza tremando2 l'uomo le sedette accanto1 il vetturino schiocc la frusta1 il cerchio dei curiosi s'apr e la vettura sollevando nuvoli di polvere si allontan rapidamente sulla via bianca arroventata dal sole4 ,raggiunsi i miei compagni avendo negli orecchi le grida della pazza2 e nella mente un tumulto di pensieri tristissimi4 ,sui lati della strada di tratto in tratto sulle rocce grigie fra folti cespugli d'erbacce giallastre appariva qualche croce di legno2 in fondo alla valle di quando in quando un vecchio ponte vestito di erica e di piante salvatiche cavalcava il fiume veloce e sulle vette dei monti1 coperti di oscure foreste di abeti1 si scorgevano le rovine di grandi castelli popolate spesso di corvi neri e crocidanti e sempre di paurose leggende4 ,mentre passavamo sotto uno di cotesti castelli il giovinetto trentino mi si accost per dirmi con voce commossa che eravamo poco lontani dal confine4 ,non so pi quali cose io gli dissi per consolarlo1 ma ricordo che egli1 seguitando a camminarmi accanto1 sospirando1 si tolse dal cappello le margherite1 e le ripose a una a una1 insieme con qualche lacrima1 entro le pagine di un taccuino4 ,dopo un poco mi afferr per un braccio e forzandomi a restar fermo3 -- ,varda6 -- mi disse1 additandomi una casinetta bianca -- ,varda6 ,la xe l'ultima casetta italiana4 ,ci fermammo qualche istante a guardar la casetta che dall'alto di un poggio verde sembrava salutasse il fiume ,cismone che arrivava fresco fresco dall',austria e seguitammo la via4 99 99 99 ,al ,pontetto il confine4 ,uscendo dall',italia1 a destra sta la casa della imperial regia dogana2 a sinistra quella dei nostri doganieri4 ,un'osteria vicina alla casa italiana1 e una stamberga di legno1 sulle cui tavole imbiancate di recente si legge scritto col carbone3 ,otel zur ,kaiser ,krone1 si appoggia alle mura della imperial regia dogana austriaca4 ,appena entriamo in un portico basso1 ove sono allineate parecchie carrozze e legati molti muli e cavalli1 un doganiere biondo e roseo1 tutto vestito di nero1 visita solennemente i nostri sacchi volgendosi di tanto in tanto a sorridere alla moglie del suo brigadiere1 affacciata a guardare sulla porta della casetta austriaca4 -- ,non contrabbando1 signore8 -- mi domand l'imperial regio doganiere1 dopo aver rovistato nel mio sacco1 accennandomi alle tasche dalla parte del cuore e volgendosi ancora a sorridere alla donna4 -- ,no4 -- gli risposi4 ,e vedendo che la donna guardando il doganiere movea le labbra a un sorriso1 pensando che egli forse non avrebbe potuto rispondere1 come io risposi a lui1 se il suo brigadiere indicandogli le tasche dalla parte del cuore gli avesse chiesto3 ,non contrabbando8 mi allontanai4 ,eravamo in ,austria4 ,eppure non pareva4 ,intorno a noi gli alberi sorgevano lieti e verdi come quelli delle nostre terre2 il ,cismone spumeggiava fra i sassi1 gi in fondo alla valle1 cos come lo avevamo visto spumeggiare poco prima nelle gole dei nostri monti2 gli uomini ci salutavano1 dicendo3 buon viaggio62 le donne al pari delle nostre donne conducevano i buoi all'abbeveratoio2 i cani abbaiavano scodinzolando attorno ai casolari1 n pi n meno dei cani delle nostre campagne3 qua e l negli orti in riva al fiume le zucche fiorivano rigogliose simili in tutto alle zucche italiane1 e gli asini ragliavano sonoramente col muso all'aria come gli asini dei nostri paesi4 -- ,allegro1 tu6 ,allegro6 -- dissi allora al giovinetto trentino1 picchiandogli sulla spalla1 mentre scendevamo nella valle di ,primiero1 ma egli mi guard con gli occhietti azzurri1 e piegando il capo sospir3 -- ,la xe un altra aria6 ,la xe un'altra aria6 -- ,e in cos dire due lagrime gli scendevano per le gote4 ,seguitammo tutti a camminare in silenzio1 e poco prima del cadere del sole arrivammo a ,fiera4 ,la piccola citt la trovammo appiattata fra il verde dei campi di canape e fra le piantagioni di tabacco in riva al ,cismone1 sotto alle cime della ,pala di ,s4 ,martino1 del ,cimon della ,pala1 della ,fradusta1 della ,rosetta e del ,sasso ,maggiore4 ,essa nel mille e trecento ebbe un glorioso succedersi di giorni lietissimi quando in un monte che le sorge accanto vennero scoperte alcune vene di argento4 ,allora una moltitudine di uomini1 di donne1 di vecchi e di fanciulli invase la valle silenziosa ove abitava il monte milionario4 ,oh6 che giornata deve essere stata quella per lui che fin allora aveva vissuto selvaggio e solingo1 quando un bel mattino risvegliatosi al primo apparir della luce e levato il capo dal roseo origliere di nubi ud da mille bocche cantar le sue lodi e sent intorno a s un festoso e continuo picchiare di mazze e di martelli4 ,certo che1 se le avesse avute1 il povero monte si sarebbe fregate le mani per l'allegrezza4 ,ma ohim vennero anche per lui i giorni dolorosi della miseria1 poich tutta quella gente che gli era intorno vivendo alle sue spalle col suo argento1 appena gli ebbe vuotate le tasche e gli ebbe tolto fin l'ultimo picciolo se ne and altrove1 senza neppur voltarsi a salutarlo1 lasciandolo solo come un cane6 ,poveraccio6 ,il giorno che andai a fargli visita quando1 dopo di essermi aperta con fatica una via fra selvette spinose di cardi e di piante cineree sotto i cui fiori gialli e violacei guizzavano i ramarri1 io mi trovai dinanzi a una delle sue buche di dove tanta gente aveva tratto fuori tanta ricchezza1 fui preso da una piet cos profonda che se non fossi stato vinto dal timore di offendere la sua dignitosa miseria gli avrei dato cinque lire4 ,ma ora ,fiera s' data pace della fine delle sue miniere1 le quali1 come dice efficacemente un nobile scrittore1 appartengono alla storia1 la quale non sa che farsene61 e vive modestamente1 con quel poco che le rimasto1 in riva al ,cismone1 dove a chi ha la fortuna di andarla a vedere essa mostra subito quel che possiede3 una chiesa gotica con un alto campanile a fianco1 un teatro1 un imperial regio capitanato distrettuale1 un ufficio di posta e telegrafo1 un negozio di generi di privativa1 una bottega dove si vendono pipe tirolesi1 si fabbricano dolciumi e si imbalsamano uccelli1 un palazzone nero ove una volta si rinchiudevano le streghe1 le donne possedute dal demonio1 e1 se si potevano acchiappare senza bruciarsi le dita1 anche i sanguanelli2 e nessun monumento a nessun grande uomo4 ,tutte queste belle cose1 meno l'ultima1 s'intende1 chi vuol vederle le trova subito1 senza camminar molto1 in tre vie che si distinguono coi nomi di contrada lunga1 contrada di sopra e contrada di sotto1 e in una piazza che non solo si chiama modestamente piazza di sotto2 ma verso le cinque pomeridiane viene anche adoperata come sferisterio4 ,allora che vi andai1 difatti1 vi trovai sei giovinotti che vi stavano a giocare una partita alla palla4 ,avevo appena incominciato a seguire le sorti della partita quando un giuocatore mal destro mand una palla sur una finestra del regio imperial capitanato distrettuale e un vetro and in frantumi4 ,caspita6 pensai subito1 ora viene il regio imperial capitano distrettuale e ci impicca tutti2 ma non avevo finito di pensarlo che invece del regio imperial capitano distrettuale venne un gendarme grasso e rubicondo con la canna di una lunga pipa di porcellana fra le labbra4 ,egli apr adagio adagio la finestra1 guard il vetro rotto1 sorrise e butt a basso la palla che era rimasta sul davanzale1 e dietro alla palla un'occhiata che pareva volesse dire3 -- ,eh1 cari miei1 altre palle ci vogliono per farmi perdere la pazienza6 -- ,poi sorrise di nuovo1 richiuse adagio adagio la finestra e se ne and4 ,i sei giovinotti ripresero1 ridendo1 il loro giuoco e un omino storpio accoccolato sopra una sedia seguit a gridare con voce stridula i punti della partita4 99 99 99 ,un delizioso giardinetto allieta il maggior albergo di ,fiera4 ,dopo di aver desinato in gaia compagnia vi scesi1 mentre un chiarore opalino che andava a poco a poco spargendosi nel cielo annunciava il sorgere della luna4 ,per vederla uscire dalle cime dei monti io m'era appena seduto sotto una pianta di rose1 i cui rami spinosi abbracciavano il tronco di un larice1 quando un canto doloroso ruppe il silenzio del piccolo giardino4 ,i singulti dell',ich grolle nicht di ,schumann venivano da una finestra dell'albergo1 si fermavano per qualche istante sulle rose e si perdevano nell'aria impregnata di acuti aromi resinosi4 ,appena il canto si tacque mi parve di sentire una voce che sussurrasse3 -- ,enrico6 ,enrico6444 -- e un fiore mi cadde sul cappello4 ,balzai in piedi2 alzai la testa e udii subito il cigolio di una finestra che si richiudeva in fretta4 ,raccolsi il fiore e1 ripensando alla pazza di ,fonzaso1 mi avviai lentamente verso la mia stanza4 ,nel corridoio vi trovai una donna con un bambino sulle ginocchia1 che dondolandosi sur una sedia1 canterellava con un filo di voce3 ,quanno che la mi' mamma me cunava ,cantava 'na canzona de ,turchia4 ,le fasse co' le quale me fassava ,era' tessute de malinconia4 ,quanno che la mi' mamma me cunava ,cantava 'na canzona de ,turchia6 ,mi trattenni un poco ad ascoltare la cantilena1 forse recata anch'essa dall',oriente con le norme per la fabbricazione dei cappelli di paglia da ,nicoletto del ,sasso1 e ne fermai1 come meglio potei1 sur un pezzo di carta1 le parole2 poi entrai nella mia cameretta ed apersi la finestra4 ,l'ultimo quarto della luna inargentava le acque del ,cismone1 che correvano scrosciando4 ,anche loro cantavano la ninna nanna ai larici ed agli abeti che sotto il cielo stellato s'addormentavano1 sulle ginocchia della notte1 nell'ombra tacita e densa delle umide sponde scoscese4 ,,le 8,,capanne ,,di ,,ripetta ,il barcarolo che mi traghettava ieri all'altra sponda del ,tevere1 dove1 sotto ai begli alberi fronzuti1 sorgono dall'acqua bionda le stuoie gialle dello stabilimento dei bagni1 mi diceva con molta seriet3 -- ,caro lei1 troppi stabilimenti6 ,troppi6 ,napoli1 ,livorno1 ,civitavecchia1 ,vicarello6 ,ar giorno d'oggi ce so' pi stabilimenti che bagnanti3 se capisce che l'affari vanno male4 ,il ,caronte che per due soldi trasporta le anime e i corpi dall'una all'altra riva tiberina e viceversa1 un vero lupo di fiume3 magro2 ma robusto1 con la barba bianca e lanosa che gli onora la faccia abbrunita dal sole1 siede gravemente sulla poppa di una sua barca1 chiamata l'arca di ,no1 e non abbandona il suo posto se non per raccogliere dignitosamente nella berretta il prezzo del breve viaggio fluviatile4 ,ordinariamente non molto verboso4 ,le gravi responsabilit della navigazione non gli permettono di perdersi in chiacchiere2 tuttavia se i passeggeri son pochi e di sua conoscenza1 mentre egli maneggia il vecchio timone1 che sa le tempeste e ad ogni scossa miagola come un gatto soriano1 parla volentieri4 ,i suoi discorsi favoriti non mai pi lunghi della traversata1 sono due3 la spiegazione der machinismo de la girella1 che scorrendo sulla corda tesa fra le due rive del fiume tiene assicurata la barca2 e la descrizione di un viaggio da lui fatto in giovent per risalire il ,tevere da ,ripetta a ,stimigliano2 un viaggio con burrasche1 burraschette1 riggiri1 mulinelli1 crescenti1 crescentini1 murelle1 pennelli1 mollacce e mollaccioni3 roba1 ,dio ne scampi e liberi tutti1 da non ritornare pi a casa4 inutile dire che tanto il primo quanto il secondo discorso finiscono sempre con questa giaculatoria3 -- ,caro lei1 tutto va bene2 ma ar giorno d'oggi ce so' troppi stabbilimenti4 ,napoli1 ,livorno1 ,civitavecchia1 ,vicarello6 ,troppi stabbilimenti6 ,li tempi de 'na vorta so' finiti4 ,li tempi de 'na vorta6 ,allora1 difatti1 quando al cominciar dell'estate non era ancora venuta la moda di fuggirsene sulle rive del ,tirreno azzurro e dell',adriatico verde1 l'inaugurazione delle ,capanne era davvero per la vita romana un avvenimento2 ma adesso invece divenuta la cosa pi semplice del mondo4 ,quando le tende e le stuoie sono distese sui pali ben confitti nell'arena del fiume2 quando tutte le sedie sono allineate e la pesante scrivania al suo posto1 si appende sulla porta d'ingresso una tabella su cui sta scritto a lettere di scatola3 ,,si ,,paga ,,anticipato1 e la stagione dei bagni fluviali inaugurata4 99 99 99 ,appena si entra nelle ,capanne di rito il domandare gravemente al primo che vi capita dinanzi3 -- ,com' l'acqua8 -- ,bu444 bu444 bu444 o444 na -- vi risponde invariabilmente l'interpellato1 asciugandosi il petto con l'asciugamano4 ,esaurita la prima domanda si deve passare subito alla seconda3 -- ,fredda8 -- ,un br444 br444 br444 o444 do6 -- replica allora egli battendo i denti e tremando4 ,ottenute alle due domande rituali le due risposte inevitabili1 potete pure consegnare1 se li avete1 i vostri valori al proprietario dello stabilimento1 ricevendone in cambio una medaglietta infilata a una cordicella1 e1 dopo di aver pagato il prezzo del bagno1 siete padroni di fare quel che vi pare e piace1 anche di annegarvi1 tanto potete esser certi che in ogni caso il maestro di nuoto vi verr a ripescare4 ,il maestro di nuoto1 come non difficile di immaginarlo1 dopo il pizzardone1 il quale vigila per conto del municipio sulla morale dello stabilimento1 cio sulla maggiore o minor lunghezza delle mutandine dei signori bagnanti1 la prima autorit delle ,capanne4 ,egli1 oltre alle lezioni di nuoto che impartisce con una chiarezza di eloquio ed una sicurezza di metodo veramente ammirabili ai suoi scolari1 sempre disposto1 dietro un modesto compenso1 ad insegnare a loro1 ogni qual volta lo desiderino1 anche i primi rudimenti di un suo speciale sistema scientifico di ginnastica educativa1 consistente in capriole1 salti mortali e lotta romana2 ed sempre dispostissimo1 qualora se ne presenti l'occasione1 a salvare dalla morte quegli sciagurati1 i quali1 volenti o no1 si trovano in procinto di andare a fare conversazione co' li pescetti4 ,difatti1 il brav'uomo nelle grandi solennit nazionali ed estive non si priva mai del piacere di esporre sul suo petto all'ammirazione pubblica parecchie medaglie d'argento1 di bronzo e di altri metalli pi o meno artefiziati1 avute in premio per i molti salvamenti da lui felicemente compiuti4 ,per1 bisogna dirlo a suo elogio1 alle medaglie ci bada poco3 quello a cui tiene assai di fare il proprio dovere e di riscuotere quell'ambto guiderdone col quale i parenti dei salvati1 da che il mondo mondo1 sogliono rimeritare i salvatori4 ,una volta1 ricordo1 fra una lezione di nuoto e un'altra di ginnastica educativa1 mise gli occhi addosso a un giovinetto il quale fra le sue abitudini1 non tutte buone1 aveva anche quella di affogarsi una volta al mese4 ,il giovinetto era il figlio di un padre discretamente danaroso1 e il bravo maestro1 immaginando quale dolore il figlio avrebbe arrecato al padre1 se mai fosse andato in fondo al ,tevere a fare conversazione co' li pascetti1 come lo vedeva allontanarsi dalla sponda lo seguiva con gli occhi vigili e al momento opportuno lo salvava4 ,il povero padre aveva gi ricompensato per ben due fiate il filantropo1 unendo al vile metallo i pi cordiali ringraziamenti1 quando1 con sua grande meraviglia1 se lo vide ricomparire dinanzi ancora una volta con la notizia di un terzo salvataggio4 ,giacch non c'era modo di poter fare altrimenti1 il povero genitore torn a rimunerare e a ringraziare il salvatore2 ma poi1 impensierito della triplicit dei naufragi e relativi salvamenti1 gli disse3 -- ,sentite1 se mai d'ora innanzi vi accadesse di vedere mio figlio che se ne va gi in fondo al ,tevere1 lasciatecelo andare1 perch se lo salverete una quarta volta io non vi dar pi nemmeno un centesimo4 ,non occorre dire che da quel giorno il giovinetto1 che aveva contratta la brutta abitudine di affogarsi una volta al mese1 non s'affog pi4 ,ma il maestro di nuoto delle ,capanne di ,ripetta non soltanto un filantropo a tutta prova1 un nuotatore pronto a sfidare ogni rischio e un ginnasta degno di qualunque circo1 anche equestre2 ma eziandio un pescatore senza rivali e un navigatore espertissimo1 poich il letto del ,tevere lo conosce assai meglio di quell'altro letto ove ei suol dormire con la sua signora4 ,e1 come se ci gi non bastasse1 a coteste belle qualit fisiche e morali che adornano il suo corpo e la sua anima egli ne pu aggiungere ancora un'altra simpaticissima3 quella di essere un maestro impareggiabile nell'architettare burle e mistificazioni1 le quali ei suole romanamente nobilitare col nome di fregature1 e di saperle mettere in esecuzione con una salsa cos saporita di seriet allegra da conciliarsi quasi sempre il perdono dei burlati4 ,una volta1 ricordo1 venne annunciato sui giornali l'arrivo a ,roma di un americano1 un certo capitano ,boyton1 inventore di un vestiario nero nonch insommergibile1 che permetteva al suo proprietario di poter galleggiare in tutti i mari1 per tutti i fiumi e su tutti i laghi del ,globo4 ,l'americano aveva l'atto sapere1 con manifesti appiccicati alle cantonate1 il giorno1 e press'a poco anche l'ora1 in cui egli sarebbe giunto a ,roma da ,terni1 percorrendo la ,nera ed il ,tevere1 per mostrare la sua invenzione impermeabile ai pronipoti del console ,cajo ,duilio4 ,i pronipoti del console s'erano gi affollati sulle rive del fiume1 ansiosi di ammirare l'omo galleggiante1 quand'ecco che scorgono da lontano un gruppo di barchette imbandierate4 ,le barchette s'avvicinano e1 mentre i vogatori gridano a perdifiato3 -- ,viva il ,capitano6 ,viva ,boyton6 ,viva ,cristoforo ,colombo6 ,viva la scoperta dell',america6 -- in mezzo a moltissimi nuotatori1 che galleggiano muovendo furiosamente le braccia e le gambe1 tutti distinguono un uomo vestito di nero1 disteso sulle acque bionde passare immobile1 trasportato dalla corrente4 ,dalle finestre1 dalle loggette1 dai mignani e dalle terrazze delle case1 che si specchiano da secoli nelle onde gialle del fiume famoso all'universo1 vien cavata fuori qualche bandiera2 la folla accalcata sui gradini del porto di ,ripetta applaude e saluta l'omo galleggiante2 e questi1 sempre immobile sul pelo dell'acqua1 prosegue il suo viaggio fra una cagnara di casa del diavolo1 e1 arrivato a ponte ,s4 ,angelo1 prende terra fra un multicolore sventolo di stendardi e fra un assordante scoppiettare di crepitacoli e di applausi che l'acqua1 buona conduttrice del suono1 questa volta1 aiutata anche dalla corrente1 porta lontano lontano1 forse fino al mare4 ,l'animoso ,boyton1 il quale non era altri se non il maestro di nuoto delle ,capanne1 prima di lasciare la riva di ,castel ,s4 ,angelo ringrazi e salut con suoni e con gesti1 veramente non tutti americani1 la gente addensata sul ponte ,elio2 e quindi1 accompagnato rumorosamente dai suoi seguaci1 se ne torn glorioso e trionfante a ,ripetta1 ove sotto gli alberi fronzuti numerosi ammiratori gli offrirono un solennissimo e lauto simposio1 non che i mezzi per potere agevolmente dimostrare come e quanto ei sapesse essere insommergibile non soltanto nell'acqua1 ma anche nel vino4 ,ma il pi bello di tutto fu questo3 che poco pi tardi quando il vero capitano ,boyton arriv a ,roma1 sia che tutti temessero una nuova mistificazione o sia che tutti avessero esaurita1 non importa come1 la provvista del loro entusiasmo1 il fatto sta che al vero ,boyton non ci credette nessuno1 e l'audace capitano nonch notatore insommergibile dovette notare quanto mai sia difficile1 anche sulle rive del ,tevere1 alla verit di poter galleggiare su l'apparenza4 99 99 99 ,le ,capanne si dividono in due parti4 ,la prima formata da un largo recinto di stuoie1 libero a tutti1 viene chiamata superbamente il ,capannone2 la seconda1 una lunga fila di piccoli recinti1 porta il modesto nome di ,capannelle4 ,come le ,capanne si dividono in ,capannone e ,capannelle1 cos i loro assidui frequentanti si possono distinguere in nuotatori che nuotano e in nuotatori che non nuotano4 ,il nuotatore che nuota lo si riconosce subito3 quasi sempre indossa1 quando lo indossa1 un costume molto scostumato3 l'amico di tutti1 saluta tutti1 e scherza volentieri con tutti1 massime con quelli che non hanno nessuna voglia di scherzare2 conversa ad alta voce e in gergo coi capannari2 stringe la mano e d del tu al maestro di nuoto2 organizza merende all'aria aperta e banchetti all'aria chiusa1 mette s barchettate ai ,polverini e partite di pesca nell',aniene2 e parla continuamente dell',albero ,bello1 una parte del ,tevere1 fra ponte ,milvio e ,ripetta1 malamente famosa per i molti suoi mulinelli vortici e gorghi pronti ad inghiottire i nuotatori inesperti4 ,egli appena entra nell'onda esce subito dalle ,capanne1 e il suo bagno se lo va a pigliare nel bel mezzo del fiume ove fischia1 canta e schiamazza affinch tutti possano ammirare la sua forza e la sua destrezza nei pi difficili esercizi del nuoto2 ma se mai rimane nel capannone arranca sempre1 cio va sempre contro corrente4 ,il nuotatore che non nuota1 invece1 come si pu facilmente pensare1 la perfetta antitesi del nuotatore che nuota4 ,egli1 bench faccia sempre le sue evoluzioni natatorie indove ce se tocca1 sempre inappuntabilmente vestito di un costume irreprensibile2 parla poco1 timido1 sospettoso1 non d confidenza a nessuno1 e non accetta scherzi1 specialmente nell'acqua2 e quando entra nel capannone gli si sviluppa in tutto il suo essere una simpatia straordinaria per i pali1 tant' vero che appena ne vede sorgere uno rigido e muto dall'onda sonora e corrente1 si sente immediatamente attratto verso di lui da una forza irresistibile2 gli si avvicina1 se lo stringe al petto e non lo lascia pi4 ,ma per solito il nuotatore che non nuota il suo bagno se lo piglia di nascosto1 solo1 in una capannella fischiando quasi sempre la romanza pi in voga4 ,ai nuotatori che non nuotano bisogna aggiungere gli apprendisti1 ossia quei tali frequentatori delle ,capanne1 i quali1 pur non avendo nessuna attitudine al salutare esercizio del nuoto1 cercano in tutti i modi di ottenere con la volont quello a cui la natura li ha irremissibilmente negati4 ,ve ne sono di tutte le et e di tutte le condizioni3 vecchi venerandi dalle lunghe barbe fluenti e giovinetti di primo pelo1 capi divisione nei pubblici ministeri e studenti di quarta ginnasiale1 signori e poveretti1 uomini di guerra e uomini di pace1 professionisti e artigiani4 ,la prima caratteristica dell'apprendista quella di amare1 almeno fino a quando rimane nell'acqua1 il prossimo suo pi di se stesso4 ,difatti l'attaccamento da lui sentito per il suo simile diviene in certi momenti cos allarmante da far ripensare a quella massima dello ,schopenhauer che dice3 -- ,se l'uomo conoscesse i pericoli che provengono dall'attaccamento1 se ne andrebbe a vivere nella foresta1 solo1 come un rinoceronte4 ,del resto gli apprendisti per lo pi si attaccano tra loro2 poich nel capannone non ci vanno mai a uno a uno1 ma sempre a due a due come i frati minori e le monache maggiori1 come le guardie di pubblica sicurezza e i reali carabinieri1 e come le uova al tegame3 e una volta nell'acqua si consigliano1 studiano1 non apprendono e bevono4 ,la quantit di ,tevere che essi son capaci di ingurgitare durante i loro studi natatorii incalcolabile2 tanto incalcolabile che se il ,nestore e la ,chiana1 il ,topino e la ,paglia1 la ,nera e l',aniene finissero di soccorrerlo con le loro linfe abbondanti1 io credo che il nostro povero vecchio ,tevere finirebbe col seccarsi4 ,ma prima che egli si secchi1 e prima che vi secchiate anche voi1 sar bene di rammentare1 sia pure brevemente1 due altri gruppi di frequentatori delle ,capanne3 quello dei cacciatori i quali portano con loro i proprii cani per risciacquarli nelle acque tiberine1 e quello di quanti vanno alle ,capanne per diventar neri4 ,questi per lo pi amano la solitudine3 se posseggono una barchetta sono capaci di risalire il fiume per ore ed ore1 vogando2 se non posseggono la barchetta n un amico a cui chiederla in prestito1 si scelgono un luogo della sponda ove il sole batte pi rovente1 si stendono su l'arena torrida1 e nuotando nel proprio sudore1 rimangono l a crogiolarsi in una specie di torpore stupido1 dal quale non si destano se non per accertarsi del progresso del loro annerimento4 ,i cacciatori invece amano la compagnia1 non pi dei proprii cani1 s'intende2 ma l'amano1 e amano anche di chiacchierare4 ,difatti1 mentre si spogliano1 non la finiscono pi di parlare di quaglie1 di starne1 di pernici1 di lepri1 di cignali e di caprioli1 punteggiando i lunghi discorsi con certi bum-bum che fanno trasalire dallo spavento la guardia municipale la quale1 dormendo su una sedia1 vigila sempre per conto del municipio sulla moralit dello stabilimento2 e quando si sono spogliati si mettono a insaponare e a lavare i loro cani sulla riva bollente sotto il tormento del sole ardentissimo4 ,qualche volta per il sole produce i suoi effetti6 ,io ricordo di aver visto coi miei occhi mortali uno di cotesti cacciatori che dopo di avere insaponato e ben bene risciacquato il suo cane pretendeva niente di meno che la povera bestia imparasse a fare il braccetto4 99 99 99 ,dopo di esser uscito fuor del pelago alla riva1 di aver guatato l'acqua perigliosa e gialla e di essersi bene asciugato1 il nuotatore che si rispetta1 prima di rivestirsi1 per risvegliare col moto il calore nelle sue membra infreddolite dal bagno1 giuoca una partita a morra4 ,la partita viene giuocata in due e pi spesso in quattro1 e il premio del vincitore1 o vincitori che siano1 sempre un bicchierino di un certo liquido giallognolo imprigionato in una bottiglia nera ed antica1 la quale1 forse in un tempo assai lontano1 ospit fra le sue fragili pareti di vetro un litro di quel vino bianco scelto e aromatico a cui il ,rigutini e il ,fanfani danno il nome di vermutte4 ,i frequentatori delle ,capanne il liquido giallognolo lo chiamano arnica4 ,una volta i vincitori della morra solevano aggiungere all'arnica qualche pagnottella imbottita o qualche croccante amaretto che un vecchio storpio a cui avevano dato il nome di ,spillman1 cio il nome del pi famoso fra i pasticcieri romani1 difendeva accanitamente dalle mosche agitando di continuo una verghetta flessibile sul cui vertice ondeggiava un fiocchetto minuscolo di carta velina2 ma adesso il povero storpio1 dopo di aver perduto ogni speranza di vedersi onorato in modo soddisfacente dagli ambiti comandi della sua rispettabile clientela1 sulle rive del ,tevere non ci viene pi1 e i bevitori di arnica alla pagnottella e al croccante ci han dovuto rinunziare4 ,povero ,spillman6 ,dove sar andato ora a vendere i suoi dolciumi8 ,le ultime volte che venne alle ,capanne1 sebbene si sforzasse a dissimularlo1 era di un umore assai nero4 ,vedendo che ogni giorno la sua clientela rispettabile si allontanava sempre pi da lui1 presentiva l'avvento del giorno fatale in cui egli avrebbe dovuto a sua volta allontanarsi da lei4 -- ,come va8 -- gli domandavano al vederlo2 e lui1 sostenendo a fatica sul petto la canestra dei dolci1 mentre si avvicinava alla scrivania del proprietario dello stabilimento accanto alla quale era solito di mettersi a sedere1 rispondeva1 alzando gli occhietti verdastri verso il tetto delle ,capanne3 -- ,ringraziamo il ,signore6 -- ,e1 dopo di aver ringraziato il ,signore1 posava la canestra sur una sedia e aspettando invano gli ambiti comandi dei signori bagnanti incominciava a cacci' le mosche4 ,un giorno un capannaro molto intelligente gli manifest il dubbio che forse i bevitori di arnica non si avvicinavano volentieri alla canestra perch erano impensieriti dalle troppe mosche che ci volavano sopra1 e gli sugger di coprirla con un velo4 ,spillman trov il suggerimento molto ragionevole e difatti la mattina appresso adorn le pagnottelle imbottite e i croccanti amaretti di un velo candidissimo simile a quello con cui quel dolce di ,calliope labbro1 prima di renderlo in grembo a ,venere celeste1 adorn ,amore1 nudo in ,grecia e nudo in ,roma2 ma i signori bagnanti pur ammirando la leggerezza del velo e approvando senza riserve il mezzo ingegnoso col quale egli aveva saputo difendere la sua pasticceria dagli oltraggi dei ditteri fastidiosi1 i quali1 se vero quel che dice ,plutarco1 venivano adorati dagli ,acarnani1 di pasticceria ne comperarono poca4 ,allora il capannaro che prendeva sempre molto a cuore le tribolazioni del povero ,spillman1 anche perch alla fine della giornata soleva riscuotere una piccola percentuale sui meschini incassi del pasticciere1 vedendo come il velo non avesse raggiunto gli effetti sperati1 lo consigli di unire ai dolci1 articolo di vendita dubbia1 un articolo di esito certo3 il sapone4 ,e gli disse3 -- ,la pasticceria1 s1 un genere bellissimo2 per si nun se venne subito s'inacidisce e bisogna buttalla2 ma er sapone1 no4 ,er sapone sempre sapone e sfida li secoli peggio der travertino4 ,dunque8 -- ,proviamo6 -- mugol lo stroppiato1 e qualche giorno dopo mise accanto alle pagnottelle e ai croccanti due dozzine di saponette rosse1 gialle1 verdi e turchine1 le quali1 non solo promettevano di essere pi dure del travertino1 ma facevano venire la colica soltanto a guardarle4 ,e fu proprio allora1 quando vide sfondarsi tutte le speranze da lui fondate sul felice esito delle saponette1 che il disgraziato mi dimostr come col racconto della sua vita il poeta ,dante ,alighieri avrebbe potuto scrivere un romanzo di ,perino4 ,era1 ricordo1 un tepido e luminoso pomeriggio di agosto4 ,i passeri cinguettavano sul tetto delle ,capanne4 ,una luce quieta e dorata1 traversando i giunchi e le cannucce fesse delle stuoie1 scendeva dall'alto a rallegrare le acque bionde del fiume2 e di quando in quando qualche barchetta nera radendo la sponda limacciosa1 ombreggiata dalle acacie verdi fra i cui rami frondosi strillavano le cicale1 passava adagio adagio lasciandosi dietro1 oltre al rumore tenue e cadenzato dei remi1 una frangia d'oro vaghissima4 ,mentre i passeri cinguettavano1 le cicale strillavano e le barchette passavano1 lo stroppiato1 volgendo di tratto in tratto gli occhietti verdastri e rassegnati verso le saponette invendute1 mi confid che egli era nato negli agi e mi disse che essendo rimasto orfano di pochi anni venne affidato alle cure di un tutore il quale a poco a poco gli mangi tutto il suo avere4 ,uscito appena dalla adolescenza il meschino fu colpito da una grave malattia3 riavutosi si trov solo e costretto a dover risolvere giorno per giorno1 ora per ora il difficile problema della esistenza4 ,provando e riprovando lo risolvette mettendosi a fare il materassaio4 ,dopo di avere impuntito non so pi quante migliaia di materasse1 si impieg nella ,nettezza ,urbana1 e per qualche tempo1 secondo quel che mi disse1 camp portando via la nettezza dalle case4 ,alfine1 dopo di avere esercitati parecchi mestieri1 uno meno rimunerativo dell'altro1 cercando di sbarcare il suo lunario1 sbarc1 dopo molte tempeste1 in una bottega di pasticciere1 e gli riusc di mettere insieme1 fra un pasticcio e l'altro1 un modesto peculio4 ,se la passava discretamente bene quando per sua disgrazia gli venne in capo l'idea di voler aggiungere alle dolcezze dei pasticci anche quelle del matrimonio1 e si ammogli4 ,la moglie1 passato qualche mese1 gli mor ed egli stesso cadde gravemente ammalato4 ,i pochi quattrini messi insieme con tante fatiche se ne andarono in medicine1 e lo sciagurato quando dopo lunghe sofferenze ritrov la salute perdette l'uso delle gambe2 e allora1 non potendo quasi pi camminare1 divenne pasticciere ambulante3 si leg al collo con una cordicella un paniere di vimini2 l'emp di robe dolci1 e reggendosi a stento sulle cianche rattrappite1 incominci a strascicare amaramente la vita per le vie dolorose del mondo nella speranza di trovarci gente allegra e festante1 disposta a comperare e a gustare dolciumi4 ,povero e caro ,spillman dove sei ora con le tue pagnottelle1 coi tuoi croccanti e con le tue saponette8 ,chi potrebbe dirlo8 ,quello per di cui tutti son certi che le ,capanne con la tua partenza han perduto il pi buono e pi simpatico dei loro frequentatori2 e quello che io posso dire che il ricordo dei tuoi croccanti mi rester sempre dolce nella memoria4 ,ma1 se hai creduto bene di andartene1 inutile di starsi a rammaricare2 tanto pi che oramai1 qui sulle due belle nostre rive del ,tevere1 noi ci siamo assuefatti e rassegnati da tempo a vedere che tutto se ne va4 ,tutto6 ,non soltanto i tuoi croccanti amaretti1 le tue pagnottelle imbottite e le tue saponette rosse1 gialle1 verdi e turchine1 caro e povero ,spillman2 ma le usanze e i costumi1 gli abiti e le abitudini1 i giuochi e le feste1 i gesti e le parole1 i giardini e le ville1 le mura e i palazzi1 le strade e le botteghe1 gli alberi e le torri1 le ,porte e i monumenti4 ,tutto6 ,e fra non molto1 ahim61 dovranno andarsene anche le ,capanne2 scacciate dai muraglioni1 bianchi1 monotoni e uggiosi dei ,lungo ,tevere1 i quali tra poco si metteranno a sedere sulle sponde boscose e pittoresche del nostro bel fiume biondo ed antico1 per non rialzarsi mai pi1 dovranno andarsene anch'esse4 ,e poich tutto se ne va1 poso la penna e1 per non restar solo1 me ne vado anch'io4 ,,il ,,mio ,,pellegrinaggio -- ,ma lei ci vada -- mi disse la signora ,ermelinda1 un'affittacamere che da molti anni mi onora della sua benevolenza1 -- ci vada1 e vedr che quando ritorna non avr parole per ringraziarmi4 ,ecco il biglietto4 ,ma faccia presto1 corra1 altrimenti non arriver in tempo4 ,presi il biglietto1 scesi in istrada1 salii su una vettura e dissi al vetturino3 -- ,a ,san ,pietro6 99 99 99 ,il vetturino1 appena il cavallo si muove1 incomincia subito a chiacchierare1 e fra una frustata e l'altra mi descrive diffusamente le antiche funzioni papali1 mi partecipa le ultime notizie della salute di ,coccapieller1 mi spiega l'interno de ,castel ,sant',angelo1 avvertendomi che si pu anche chiamarlo la mola adriana per via che tonno2 e quando entriamo in piazza ,rusticucci1 indicandomi con la punta della frusta la pi gran cuppola dell',umanit1 mi dice sorridendo come se pregustasse la mia sorpresa3 -- ,la vede quella palla che de quaggi a lei gli pare un merangolo8 ,be'1 l drento per sua regola sappia che ci vanno non meno di sette persone4 -- ,ma davvero8 -- ,non meno4 -- ribadisce il vetturino2 poi1 felice della mia sorpresa accennando1 sempre con la punta della frusta1 le due fontane in mezzo alle quali passiamo1 continua3 -- ,e queste due fontane le vede8 ,sono due bellissime fontane perenne che le fece fare ,sisto ,quinto assieme all'obilisco di ,nerone3 e dice la storia che quanno lui le fece vedere ar re de ,napoli1 er re de ,napoli se crese che fossero finte e disse ar papa444 ,un cordone di bersaglieri impedisce alla vettura di poter andare pi innanzi1 ed io son costretto a lasciarla insieme a ,nerone1 a papa ,sisto e al re di ,napoli4 ,mentre la lascio1 il grande orologio del ,valadier con la sua voce sonora mi avverte che sono le dieci e tre quarti4 ,non c' tempo da perdere3 e mi avvio a passo accelerato verso la ,sagrestia1 davanti alla cui porta ci trovo una folla di preti1 frati1 monache e seminaristi che si stringe addosso a due sampietrini4 ,aiutandomi coi gomiti mi faccio innanzi insieme ad alcune figlie di ,maria1 e presento il mio biglietto a uno dei sampietrini1 il quale appena lo vede mi dice3 -- ,questo nun bono4 -- ,come8 ,non buono8 -- ,no4 ,lei un pellegrino e li pellegrini deveno entr' dar ,portone4444 -- ,sfido io6 -- 444de bronzo4 ,vado al ,portone di bronzo2 col mostro il biglietto a un gruppo di signori in abito nero e cravatta bianca1 ed entro4 ,appena muovo i primi passi nel corridoio del ,bernini1 uno svizzero mi si avvicina e mi offre una crocetta di panno bianco e una breve carta su cui sono stampate le istruzioni per le udienze pontificie4 ,ringrazio il pronipote di ,guglielmo ,htel1 scendo nel vestibolo della basilica1 saluto i miei due vecchi amici ,carlo ,magno e ,costantino ed entro nel tempio4 ,sotto alla colossale pila dell'acquasanta due gendarmi cr bonettne a pelo si appoggiano alle loro durlindane4 ,i due putti giganteschi li guardano e sorridono4 ,alcuni pellegrini con le gambe aperte e con la testa bassa son fermi ad osservare e forse a leggere le iscrizioni che segnano sul pavimento la misura delle principali chiese d',europa2 altri1 parlando a voce alta1 passeggiano facendo stridere i chiodi delle scarpe sulle pietre lucide e perfino su quel porfido ove un tempo gl'imperatori venivano a farsi incoronare2 ma la chiesa vuota4 -- ,come mai8 -- domando a una guardia palatina4 -- ,eh -- mi risponde il pacifico armigero1 guardandomi dall'alto in basso1 -- che gli rimane di novo8 ,non lo sa che ne la gran grandezza tutto pare piccolo e che ,san ,pietro pare sempre vto8 ,lei giri e veder si quanta gente incontra4 ,seguo subito il consiglio palatino3 mi unisco a parecchi pellegrini sardi i quali camminano adagio adagio1 fermandosi di quando in quando a guardare in alto con le bocche aperte1 e arrivo alla ,confessione ove c' un brulichio di gente nera che le famose ottantanove lampade di ,mattia ,de ,rossi non arrivano a illuminare4 ,mentre sto ammirando una guardia nobile1 che deve essere certamente molto pi nobile di quello che pare1 arriva un branco di pellegrini d'ambo i sessi guidato da un pretonzolo sul cui volto pallido brillano due cristalli incastrati in due cerchietti d'oro4 ,egli appena si ferma alza subito un braccio verso una delle quattro colossali colonne di bronzo e incomincia a dire3 ,questo1 signori1 il famoso baldacchino del ,bernini4 ,per costruire questa mole superba il grande artista impieg un milione ottocento sessantatre mila trecento novantadue libbre di metallo e per dorarla spese quarantamila scudi2 circa duecento mila lire della nostra moneta corrente4 ,i pellegrini manifestano coi gesti e con le parole la loro meraviglia1 e il pretonzolo con la voce monotona1 come se recitasse una lezione mandata a memoria1 continua imperturbabile3 ,la mole superba che abbiamo dinanzi alta ventotto metri2 e il sommo pontefice ,urbano ottavo la inaugur nel giorno della festa di ,san ,pietro nell'anno milleseicentotrentatre4 ,arrivato all'anno milleseicentotrentatre il pretucolo si concede un attimo di riposo2 poi girando lentamente intorno a se stesso sempre col braccio alzato ripiglia3 ,le quattro statue colossali che lor signori vedono nelle nicchie dei quattro pilastri che sostengono la cupola rappresentano ,san ,longino1 ,sant',elena1 ,santa ,veronica e ,sant',andrea4 ,nella loggia che sta sopra alla statua di ,santa ,veronica1 nelle grandi festivit1 vengono mostrate alla venerazione dei fedeli le sagre reliquie che fanno sommamente venerabile questa basilica1 la quale1 oltre alla met dei corpi dei santissimi apostoli ,pietro e ,paolo1 possiede il santissimo ,sudario1 la lancia che trafisse il santissimo costato di nostro ,signore1 un gran pezzo della ,croce su cui si comp la nostra redenzione1 la testa ed un braccio di ,sant',andrea apostolo1 una spalla di ,san ,stefano protomartire1 la testa di ,san ,sebastiano1 il corpo di ,santa ,petronilla figlia di ,san ,pietro1 ed oltre ad infinite altre reliquie1 che sarebbe troppo lungo ora di ricordare1 i corpi dei primi dieci pontefici4 ,appena compiuta l'enumerazione del tesoro sagro posseduto dalla basilica vaticana1 il pretonzolo fa un gesto brusco con la mano aperta come se volesse dire3 sbrighiamoci61 e si mette a camminare a passo svelto verso il monumento di ,alessandro settimo4 ,tutti lo seguono2 ed io mi avvicino ar ,chiavettaro1 e1 dopo di esser rimasto fermo un momento a guardare la gente che gli si accalca intorno per baciargli il piede1 entro nella navata destra4 ,c' folla4 ,preti di tutti i gradi1 frati di tutte le razze1 monache di tutti i colori1 contadini di tutti i paesi e pellegrini di tutti gli odori si ammassano sotto al sarcofago di ,gregorio decimoquarto1 ove1 davanti a un panneggiamento di stoffe rosse orlate di una frangia d'oro1 veggo biancheggiare da lontano la spalliera di una sedia e riluccicare la punta di qualche alabarda4 ,ignorando il programma dello spettacolo mi rivolgo a un canonico e gli chieggo3 -- ,scusi1 reverendo1 il papa444 -- ,s1 figlio1 viene di qua4 -- mi risponde lui subito1 senza neppure lasciarmi finire la dimanda4 -- ,ma ritarda6 -- esclama una donna4 ,il canonico cava fuori la sua saponetta1 se l'accosta all'orecchia1 la guarda e aggrotta le ciglia4 ,sono le undici e tre quarti4 -- ,la ponctualit c'est la politesse des rois4 -- mormora un signore1 sorridendo4 -- ,s1 ma il papa non pi re1 -- osservo io4 ,il canonico si inchina maestosamente e s'allontana4 ,e m'allontano anch'io per avvicinarmi a una bella pellegrina1 seduta sul dorso marmoreo di una balaustra1 nella speranza di poterle dire qualche cosa2 ma ohim prima che io le domandi3 ,che vuoi dirmi in tua favella8 essa mi annuncia che il papa non verr pi con le ventole4 -- ,ma ne proprio sicura8 -- ,sicurissima4 ,per liberarmi dal dubbio angoscioso fermo un bellissimo sediaro roseo e paffuto il quale passa pavoneggiandosi nel suo vistoso abito cremisino e gli chieggo3 -- ,scusi1 vero che ,sua ,santit non verr pi in sedia gestatoria8 -- ,fijo mio -- egli mi risponde alzando il mento e aprendo le braccia -- aveva da ven' in sedia2 ma pare che abbia cambiato idea4 -- ,e allora come verr8 -- ,in portantina4 -- ,sar sempre una bella cosa1 per6 -- insisto io1 e il sediaro inchina lentamente il capo assentendo2 ma storce la bocca4 ,dal fondo della navata viene un bruso confuso3 mi volto e veggo su la massa oscura e ondeggiante qualche cosa che brilla4 -- una croce8 -- domando4 -- ,macch croce6 ,so' bajonette6 -- mi risponde subito una popolana alta come un granatiere2 e una monachella piccola piccola che1 poverina1 per quanto provi a rizzarsi sulle punte dei piedi non arriva a veder nulla1 commenta con una vocetta deliziosa3 -- ,si lei mi assicura che sono propio baglionette1 allora vuol dire che viene lui4 ,un rumore di voci bianche e nere1 vicine e lontane esclamanti tutte insieme3 -- ,viva il papa-re6 ,viva il santo padre6 -- e uno sventolo prolungato di fazzoletti ci dicono che la monachella ha ragione4 ,quando la calma e i fazzoletti rientrano nelle tasche e negli animi dei pellegrini1 sotto le volte aurate della basilica enorme si fa un gran silenzio2 ed io allungando il collo riesco a distinguere da lontano fra un gruppo di cardinali purpurei1 di monsignori violacei1 di guardie nobili rosse e di svizzeri multicolori1 il sommo pontefice che si soffia il naso4 ,dopo un po' ritorno ad allungare il collo e veggo ancora il papa1 vestito di una mozzetta paonazza rallegrata da una ricchissima stola d'oro1 volgersi con la persona magra ora a destra ora a sinistra1 alzando e abbassando le braccia4 ,le cose vanno per le lunghe1 e intorno a me tutti si dolgono di non poter sentir nulla4 ,per fortuna la popolana1 trovandosi in grado con la sua alta statura di arrivare a vedere qualche cosa1 di tanto in tanto ci informa di quello che succede1 e a un certo punto con la sua bella pronuncia armoniosa ci dice3 -- ,sapete8 ,er papa sta a fa' un bellissimo discorso2 ma disgraziatamente la voce nun l'assiste6 ,la monachella che fino ad ora1 poverina1 per quanti sforzi abbia fatto non riuscita a poter vedere neppure un pezzetto di papa1 abbassa gli occhi e sorride2 e la popolana esclama3 -- ,ah1 ,pio nono6 ,quello davero era un sommo pontefice6 ,me ricordo che er giorno de la messa novella quanno s'affacci a la loggia pe' dacce la benedizione inurbis e torbis disse un ormuse che s'intese a ,monte ,cavallo4 ,tutti ridono1 e una guardia palatina1 raccogliendo il discorso della popolana dove essa lo ha lasciato cadere1 continua a tessere le lodi d ,pio nono2 e di lode in lode1 scandalizzando e spaventando la povera monachella1 arriva a raccontare le bojate de la notte der sedici lujo1 ossia di quella notte memoranda in cui la salma del pontefice al lume discreto e pio de le torce de li preti e al chiarore indiscreto e reo de li bengalli de li frammassoni fu trasportata da ,san ,pietro a ,san ,lorenzo for de le mura4 ,quanno fossimo a li novi quartieri -- seguita a dire la guardia1 commentando le parole con gesti solenni -- le serciate se spregaveno4 ,a me me ne pass una qui1 che si fortunatamente nun pijava su la schina de ,pippo1 io nun ritornavo pi a casa4 ,un lungo applauso tronca sul pi bello1 con mio rincrescimento1 il racconto della guardia palatina2 i fazzoletti come uno sciame di farfalle bianche ricominciano a svolazzare sulla folla bruna1 e una voce robusta grida3 -- ,viva il sommo pontefice1 cattolico1 apostolico1 romano6 -- ,un lungo batter di mani segue il grido1 e quando lo scoppietto degli applausi sta per cessare una vocetta stridula di galletto accapponato urla3 -- ,abbasso ,umberto6 -- ,due gendarmi cr bonettne a pelo pongono subito le loro quattro mani inguantate addosso al galletto accapponato e lo portano via1 forse per rimetterlo in gabbia4 ,intanto la folla si riversa correndo nella navata centrale3 mi ci riverso anch'io e aspetto con lei il passaggio del papa il quale a dir vero non si fa molto desiderare2 difatti dopo qualche minuto di attesa fra due file di guardie palatine col fucile1 di svizzeri con le alabarde e di guardie nobili con le scimitarre sfoderate1 seguendo un crocifero incominciano a passarci davanti seminaristi con le cotte bianche pieghettate1 chierici con le zimarre nere e col roccetto1 canonici con le mozzette pelose1 prelati vestiti di seta1 frati con le tonache di panno ruvido1 e cento altre figure con gli abiti di tutte le stoffe1 di tutte le forme e di tutti i colori1 le quali al loro apparire suscitano la curiosit della folla e provocano commenti bizzarri1 motti impertinenti e dimande e risposte spesso ridicole1 ma qualche volta anche argute4 ,di un signore lungo come una pertica1 con le spalle coperte da un ricco mantello di saja scarlatta1 sento dire che egli nella ,corte pontificia deve avere una carica altissima4 ,un altro1 piccoletto1 con la testa grossa1 il petto largo e le gambe corte lo sento qualificare per il segretario dei brevi4 ,una donna vedendo un vescovo barbuto1 con la dalmatica e con una specie di corno dogale in testa1 che incede solennemente in mezzo ad altri vescovi imberbi1 domanda3 -- ,e lui perch ci ha la barba8 -- ,perch nun ci avr avuto tempo de farsela6 -- le rispondono4 ,un signore attempato1 vestito di nero come ,carlo quinto1 che cammina tronfio e pettoruto1 lo veggo additare da tutti come un cameriere di spada e scappa4 ,un cantore della cappella ,sistina dalla chioma grigia lucida1 folta e profumata1 passandoci accanto1 volge verso di noi il suo volto simile a una prugna gialla insecchita e ci guarda con gli occhietti languidi velati di mestizia4 -- ,poveretto6 -- mormora una donna del popolo -- se deve esse' perso quarche cosa6 ,la processione si ferma un momento come se volesse ripigliar fiato1 e si rimette subito in moto4 ,un sardo che mi sta vicino1 impettito nel suo giubbone di pelle gialla1 con la faldetta nera e con le brache bianche entro le ghette di orbace che gli arrivano al ginocchio1 rimane sorpreso nel veder passare un bel tipo alto1 robusto e rubicondo1 in sottana e mantellone1 e domanda chi egli sia4 ,una ragazza gli risponde1 non so con quanta ragione3 -- uno scopatore segreto4 ,il sardo poco pratico delle diverse qualifiche1 pi o meno onorevoli1 che allietano i componenti della numerosa ,famiglia pontificia1 credendo che la giovane voglia scherzare1 alza le spalle e sorride nella barba ispida e nera2 ma un giovinotto voltandosi verso la ragazza le osserva come lo scopatore non possa essere uno scopatore segreto1 perch se egli scopasse veramente in segreto lei non potrebbe saperlo4 ,ella si mette a ridere1 mostrando per qualche istante fra le sue labbra rosee i denti bellissimi1 e si volta subito a guardare la portantina che arriva4 ,attorniata da molti svizzeri e guardie nobili1 preceduta da un gruppo numeroso di cardinali e seguta da una folla acclamante1 la portantina sostenuta dai sediari ci passa davanti adagio adagio4 ,molti si inginocchiano strillando3 -- ,santo padre6 ,la benedizione6 -- e1 appena veggono uscir fuori dalla finestra della bussola un braccio a benedire1 alzano le mani piene di rosarii1 di medagliuzze1 di immagini sacre e di scapolari perch la benedizione papale scenda non soltanto su le loro teste1 ma anche sui loro generi di devozione4 ,la portantina1 intanto1 fra un ricco e variopinto ondeggiare di rasi1 di sete1 di saje1 di velluti1 di frangie1 di fiocchi1 di pennacchi e di piume1 nel quale1 tra un velo azzurrino e leggero di incenso1 di quando in quando lampeggiano croci e corazze1 pastorali e alabarde1 candelieri e fucili1 si allontana a poco a poco1 seguta dalle acclamazioni2 piega a sinistra ed entra nella cappella del ,sagramento4 ,col1 mentre la folla rimane di fuori dei cancelli del ,borromini1 sempre acclamando e sventolando i fazzoletti1 alcuni cavano fuori il papa dalla bussola1 gli mettono su le spalle magre un mantello di scarlatto2 gli coprono il capo canuto con un cappello rosso1 alla don ,basilio1 e lo accompagnano verso una porticina4 ,egli vi rimane fermo davanti per qualche istante2 poi1 mentre tutti si inchinano1 vi entra e sparisce4 ,la funzione finita4 ,la gente alza ancora qualche grido che non arriva di certo alle orecchie di musaico degli apostoli e dei profeti i quali ci guardano dall'alto1 e s'avvia allegramente1 in fretta1 parlando a voce altissima1 verso la porta spalancata del tempio4 ,mentre scendo nel vestibolo della basilica e mi rallegro nel rivedere il cielo azzurro1 una donnetta vestita di nero con una lunga mantiglia di seta tagliata all'antica mi si avvicina1 osservando le asole della mia giacca e mi dice3 -- ,guardi che lei non ha la croce4 -- ,ma io non sono cavaliere1 -- le rispondo3 ed essa mettendosi subito un dito sul petto1 ove tiene appuntata una crocetta di panno bianco1 ripiglia3 -- ,no1 no1 io dicevo di questa3 parlavo della croce del pellegrinaggio2 -- e vedendo che io non capisco mi guarda con gli occhietti acuti e mi chiede3 -- ,ma lei pellegrino o non pellegrino8 -- ,pellegrinissimo6 -- ,e dunque perch non ha la sua croce8 ,non sapendo dirle altro apro le braccia e balbetto3 -- ,l'ho smarrita4 -- ,smarrita86 ,e le indulgenze8 -- ,quali8 -- ,ma come8 ,non lo sa8 ,io accenno col capo di non saper nulla1 e allora lei1 scandalizzata della mia lagrimevole ignoranza1 dopo di avermi detto pi volte3 -- ,ma legga1 legga il suo biglietto6 -- se ne va tentennando la testa e scrollando le spalle come se volesse dire3 -- ,ma guardate un po'1 ,signore mio ,dio1 se che bei tipi di pellegrini vanno in pellegrinaggio per il mondo6 ,quando la donnetta lontana ripesco in una delle mie tasche il biglietto offertomi dalla signora ,ermelinda1 lo leggo ed imparo che se quella crocetta di panno bianco che lo svizzero mi diede nel corridoio del ,bernini1 invece di averla regalata poco dopo a un bambino piangente per farlo star quieto1 me la fossi appuntata sul petto1 io non soltanto avrei lucrato tutte le indulgenze1 ma sol che lo avessi voluto avrei potuto applicarle in modo di suffragio anche alle anime sante del purgatorio4 ,sar per un'altra volta6 99 99 99 ,entrando nella via di ,borgo ,nuovo un ingombro di vetture mi costringe a fermarmi accanto a un gruppo di gente che parla lamentandosi di ,sua ,santit perch non scesa nella basilica in sedia gestatoria coi flabelli2 e sento dire a una donna3 -- ,per me er papa sempre er papa2 ma per1 si lui non vi' co' le ventole1 nun vale gnente4 ,,carciofolata ,su l'angolo del vicolo solitario1 ove non s'ode altro romore se non il gorgglio di una fonte invisibile1 un lumicino rischiara fiocamente una madonnina4 ,intorno a lei1 fra mazzetti di fiori appassiti1 luccica qualche cuore d'argento4 ,le casupole una appoggiata all'altra come le pecorelle nelle reti1 dormono quasi nascoste da molte file di panni di tutte le forme1 risciacquati nella giornata e appesi a canne e a corde perch il vento della notte gli asciughi4 ,sui parapetti delle finestre i ramoscelli dei garofani e delle viole a ciocche si aggrovigliano intorno ai vasetti di matricaria1 di ruta1 di persa e di basilico e scendono addosso ai muri umidi e scuri1 ove fra i mattoni rotti o corrosi dai secoli1 s'intravvedono nell'ombra tronconi di colonne1 pezzi di capitelli e frammenti di sculture antiche4 ,qua e l1 tra le inferriate1 le scalette e le loggette di legno1 ingombrate da oggetti inutili1 qualche condotto di latta arrugginita serpeggia nel buio e sale a congiungersi con le gronde da cui pendono ciuffi d'erbacce nere4 ,gi in fondo su la miseria dei tetti bruni1 ove tra le tegole e i docci sorgono innumerevoli cappe di camino1 sul cielo palpitante di stelle1 campeggia una cupola enorme1 coi vetri della lanterna inargentati dalla luna4 99 99 99 ,nel silenzio viene da lontano un trillare leggiero di mandolini e le ultime case del vicolo si veggono colorire a poco a poco da una pallida luce giallognola4 ,due gatti balzan fuori da un mondezzaio e spariscono nella feritoia d'una cantina1 e un cane lupetto si mette a correre verso il chiarore1 abbaiando4 ,i trilli dei mandolini si avvicinano2 il chiarore cresce e all'improvviso una festa di luce e di colori1 una allegrezza di suoni e di canti invade la stradicciuola4 ,le finestrelle1 le loggette e i mignani s'empiono subito di ragazze dai begli occhi neri e curiosi e i portoncini e le scalette si affollano di giovinotti e di vecchi che allungano il collo verso il fondo del vicolo1 da dove rischiarato con fiaccole e bengala s'avanza un gruppo numeroso e pittoresco di suonatori strimpellando mandolini e chitarre4 ,essi hanno in capo grandi tube ornate di fiori e son tutti vestiti con abiti vistosi di forme disusate1 i quali fan ridere i giovani e ricordano ai vecchi gli anni lontani della loro adolescenza4 ,le esclamazioni di sorpresa e le dimande si incrociano fra i portoncini e le finestrelle3 -- ,che successo8444 -- ,che d'8444 -- ritornato carnevale8444 -- ,chi so'8 ,e una voce1 superando il frastuono delle voci1 degli strumenti e delle risate di cui ormai il vicolo pieno1 risponde3 -- ,so' li pittori che vanno a magn' li carciofoli1 in ,ghetto4 -- ,all'udire tali parole gli uomini battono le mani e le donne sorridono4 ,forse qualche giovinetta ripensa alla ,fornarina e qualche vecchio1 rammenta ,bartolomeo ,pinelli4 ,li pittori intanto1 mentre fiori e foglie di erbette odorose cadono sui loro cappelli1 seguendo i suonatori1 passano1 tenendosi a braccetto1 ridendo1 cantando e rispondendo ai saluti ed ai sorrisi con un arguto scoppiettare di motti2 penetrano in altri vicoletti1 sboccano in una piazzetta1 la traversano fra una folla di gente che l da qualche ora ad aspettarli per vederli passare1 ed entrano nell'osteria di ,pacifico1 dalla cui porta pacificamente spalancata esce un odore acuto e appetitoso di carciofi fritti nell'olio4 ,in tutte le stanze dell'osteria sul candore delle tovaglie di bucato sotto il tremolare delle fiammelle innumerevoli delle lumiere i piatti e i bicchieri luccicano2 le forchette e i coltelli brillano e le lunghe file di bottiglie1 piene di un vino che ha il colore dell'ambra mandano qua e l su le salviette1 ornate di rose sprazzi di luce gialla4 ,le tavole vengon prese d'assalto e ciascuno1 come pu1 si conquista il suo posto4 ,gli attaccapanni inchiodati alle pareti1 ove sono dipinti varii paesaggi che fan ripensare a ,claudio di ,lorena e al ,pussino1 spariscono in un attimo sotto a cumuli di giacche1 di tabarri1 di fasce e di cappelli1 sui quali vengon posati in pittoresco disordine mandolini1 chitarre e tamburelli2 e comincia subito un rumore infernale di stoviglie percosse4 ,a questo chiasso se ne aggiunge un altro2 quello che fa la folla fuori dell'osteria4 ,molti vogliono entrare per forza4 ,il sor ,pacifico1 un bell'uomo panciuto e prosperoso1 rubicondo e ricciuto1 un po' con le buone e un po' con le cattive1 cerca di persuaderli ad andarsene1 dicendo loro3 -- ,me dispiace1 signori3 ma stasera nun se p6444 ,stasera el locale tutto preso da li pittori444 ,stasera chi nun pittore nun magna4 -- ,poi1 quando vede che le sue ragioni non vengono ascoltate1 chiude la porta in faccia a tutti mandandoli tutti all'inferno4 ,ma quelli sempre pi ostinati a voler entrare1 non ci vanno e seguitano a far baccano4 ,un vetro va in frantumi4 ,bisogna sbarrare l'entrata dell'osteria con un tavolino4 ,durante il lavoro dello sbarramento il rumore delle stoviglie percosse si attenua e un bel tipo ne approfitta subito per alzarsi e per mettersi a parlare3 -- ,signori6 -- egli dice seriamente -- ,prima di mettervi a mangiare sar bene che voi sappiate come il carciofo appartenga alla famiglia delle composte ed alla singenesia di ,linneo4 ,coltivasi negli orti444 -- ,un urlo formidabile costringe lo sconsigliato oratore a smettere e non appena egli si siede1 ricomincia pi che mai violento un fracasso di mille strepiti insieme1 in mezzo al quale si sentono squillar cento voci che chieggono i carciofi con cento favelle3 -- ,volemo li carciofoli444 ,les artichauts444 ,los alcachofas444 ,die artischochen444 ,the artichokes444 ,il sor ,pacifico si fa innanzi1 accolto da una tramontanata di fischi1 di urli1 di applausi e di risate1 sale sur una sedia e con le mani alzate fa cenni per implorare un po' di pazienza2 poi scende ed apre la porta di un meschino cortiletto1 dove alcuni omini vestiti di bianco1 fra nuvole di fumo azzurro1 si affaccendano intorno a caldaie nere1 piene d'olio bollente1 per estrarne i carciofi1 che sembrano d'oro1 e gittarli entro a canestre coperte da candidi tovaglioli4 ,appena il sor ,pacifico apre la porta della cucina ne esce subito uno degli uomini bianchi1 sorreggendo con le braccia robuste una di coteste canestre4 ,dopo qualche istante vuota6 ,altre canestre colme di carciofi vengono recate sulle tavole1 altre e poi altre1 e non appena vi sono posate mostrano il fondo4 ,tutti mangiano ghiottamente e bevono4 ,i carciofi1 si sa1 prosciugano la gola e il vino per bagnarla non mai troppo4 ,i litri si vuotano senza contarli4 ,e il vino d un dolce calore alle vene1 arrossa i volti1 rinforza i corpi e intenerisce gli animi4 ,i filetti di baccal1 una specialit del locale61 vengono dopo i carciofi ad accrescere in tutti la voglia di bere2 e quando una enorme zuppa inglese1 scortata da qualche bottiglia di liquore1 segue i filetti1 i ricordi gli aneddoti le rimembranze e le memorie si propagano da una tavola all'altra1 recandovi ora una sincera allegrezza ora una soave mestizia4 ,un vecchio parla1 e i suoi vicini coi gomiti sulla tovaglia lo ascoltano assaporando le parole4 -- ,se l'ho conosciuto86 -- dice il vecchio staccando le labbra dall'orlo di un bicchierino di alchrmes e rispondendo a una domanda che gli viene rivolta -- ,se l'ho conosciuto86 ,ma fin dai primi giorni che venne a ,roma4 ,aveva lo studio fuori della ,porta del ,popolo1 a ,papagiulio4 ,quanto lavorava6 ,sempre6 ,ricordo ancora quale impressione noi provavamo la domenica tutte le volte che andavamo a cercarlo2 quando1 dopo di aver percorso la via ,flaminia1 piena di gente allegra e spensierata1 che si recava a ,ponte ,molle a far bisboccia1 lo trovavamo nel suo studio1 davanti al suo cavalletto4 ,solo6 ,quanto lavorava6 -- ,povero ,fortuny6 -- esclama qualcuno4 ,altri rammentano un altro pittore spagnuolo3 ,eduardo ,rosales4 ,e pensare -- osserva uno battendo col pugno la tavola su cui una rosa accartoccia i petali1 manifestando il dolore che prova nel trovarsi in mezzo a scorze di arance1 a foglie di finocchi e a croste di pane6 -- ,e pensare che quando egli mor1 qui in ,roma1 si dovette ricorrere alla piet degli amici per le piccole spese1 occorrenti ai modesti funerali6 ,le pipe cominciano a mandare verso il cielo delle stanze qualche nuvoletta azzurra di fumo e le bottiglie seguitano a vuotarsi4 ,e a riempirsi4 ,alcuni giovani parlano di un quadro del ,faruffini4 ,uno di loro allontana con un gesto rapido bicchieri e bottiglie e con l'unghia traccia poche linee sulla tovaglia4 ,cinque o sei teste si chinano a guardarle4 ,e intorno alle linee divampa un violento dibattito1 al quale piglian parte dieci o dodici1 parlando tutti in una volta4 ,gridano1 strepitano e1 come avviene sempre quando quelli che disputano1 sono parecchi1 e i bicchieri vuotati sono anche di pi1 cos passano rapidamente da un argomento all'altro1 con una facilit che pare fino impossibile4 ,pi in l1 tra il fumo del tabacco e del caff1 sorge un'altra discussione4 ,l'accende un giovanetto1 rammentando ,salvator ,rosa e recitando qualche verso delle sue satire2 l'attizza uno scultore1 dicendo1 fra l'altro1 che il ,thorwaldsen una volta1 essendo stato invitato a una festa dal re di ,danimarca1 vi and col petto ornato dalla sola commenda dell'ordine del bajocco1 che egli aveva ricevuta nelle grotte di ,cervara2 e la spegne un bel vecchio con una lunga barba bianca1 che gli scende sul petto1 il quale1 dopo di aver raccontato come lui si ricordasse di aver visto in giovent l',overbeck scendere in ciabatte dal suo studio e percorrere cos un lungo tratto della via ,sistina per entrare in una modesta bottega1 ove egli aveva l'abitudine di andare ogni giorno a sorbire il caff1 conclude con l'affermare gravemente che una volta la vita dell'artista era pi semplice4 ,mentre tutti convengono in questa affermazione rampollata dal caff e dalle ciabatte dell',overbeck1 due giovinotti pigliano due chitarre1 ne risvegliano1 pizzicandole1 le corde indormentate2 ne cavano alcuni accordi1 ai quali s'unisce subito il trillare di un mandolino e si mettono a suonare il passagallo3 quelle poche note lunghe1 insistenti1 strascicate penosamente in un ritmo lento e monotono1 che talvolta i popolani1 obliandosi1 amano di cantare1 allorquando il sole indora i selciati delle piazzette trasteverine o il plenilunio inargenta le acque del ,tevere1 popolando di fantasmi le rive deserte4 ,tutti ascoltano in silenzio e pi d'uno1 con la sensibilit propria dell'artista1 acuita dall'eccitazione del vino1 negli accordi gravi e solenni delle chitarre1 ritrova lo squallore tragico e sublime della nostra campagna1 il tardo e paziente incedere dei buoi che trascinano gli aratri e il roteare maestoso delle pojane su le vaste solitudini fra il ,tevere e l',aniene2 e nei trilli rapidi e argentini del mandolino rivede in fantasia le mozzatore che tornano danzando dalla vendemmia con le chiome nere ornate di pampini1 i salterelli ballati sotto le pergole e fra i roseti nei giardini del ,monte ,testaccio e i cocchi infiorati e veloci1 pieni di minenti e di fanciulle che1 sonando gnacchere e tamburelli1 gittano alla luce infocata dei tramonti d'ottobre gli appassionati stornelli d'amore4 ,quando il passagallo finisce e gli ultimi arpeggi delle chitarre si dileguano nell'aria1 oramai tutta annebbiata dal fumo delle pipe1 le stanze dell'osteria si vuotano a poco a poco1 e appena gli ultimi ne sono usciti1 sorreggendosi alle sedie1 vi entrano varie donne coi capelli crespi e negletti le quali1 mentre il sor ,pacifico si mette a segnare col gesso qualche numero sur una piccola lavagna1 aprono le finestre2 raccolgono le salviette biancheggianti qua e l sotto le tavole2 rialzano le sedie rovesciate2 gittano in terra insieme ai bicchieri rotti1 i rimasugli delle vivande che imbrattano le tovaglie2 sparecchiano e di tanto in tanto si avvicinano alla porta e rimangono a guardare ridendo li pittori che adunati accanto a una fontana vivamente colorata dai bengala1 gridano3 -- ,al ,colosseo6444 ,al ,colosseo6444 -- ,al ,colosseo8 ,la via lunga6 -- osserva qualcuno4 ,ma i suonatori1 dopo di avere accordati gli strumenti1 principiano a strimpellare la marcia del ,carlo il ,guastatore1 s'avviano verso un vicolo e vi entrano4 ,il vicolo muore oscuramente davanti a un voltone enorme1 sorretto da alcune colonne scannellate4 ,tutti vi passan sotto cantando e rammentando il ,piranesi2 poi traversano in silenzio la piazza ,montanara1 ove qua e l1 sul selciato1 dormono gruppi di contadini1 aspettando che l'alba li svegli2 girano in un labirinto di stradicciuole deserte e1 lasciandosi dietro un grande e vecchio palazzo nero e disabitato1 il quale per non morire di inedia s' dovuto mettere a fare il magazzino di legname1 proseguono verso una torre cos rovinata e desolata che par che mediti il suicidio1 e sboccano alfine in un largo sterrato1 dirimpetto una strada lunga diritta e solitaria in fondo a cui1 sul cielo scintillante di stelle1 sorge un colle1 coronato di cipressi3 il ,palatino4 -- ,qui1 una volta1 si tagliavano le teste6 -- dice un vecchio4 ,nessuno aggiunge niente1 e tutti seguitano a camminare finch un altro1 fermandosi davanti ad alcuni ruderi1 esclama3 -- ,ecco tutto quello che rimane del ,circo ,massimo6 -- ,e dopo una breve pausa1 alzando le braccia1 soggiunge3 ,muoiono le citt1 muoiono i regni3 ,copre i fasti e le pompe arena ed erba4 ,nell'aria fresca1 che incomincia a odorare di erbette aromatiche1 viene da lungi l'uggiolare di un cane4 -- ,avanti6444 ,camminate6444 -- gridano diverse voci1 e uno che gi sente la lunghezza della strada1 polverosa1 dimanda3 -- ,ma dove andiamo8 ,a ,frascati8 ,le abitazioni cedono via via il posto alle siepi di pruni e di sterpi1 interrotte di tempo in tempo da qualche albero annoso1 da qualche casolare abbandonato o da viottole che si perdono nel buio4 ,indicandomi una di coteste viottole1 un pittore un po' innanzi negli anni mi dice3 -- ,guarda6 ,qui ci nascondemmo per salvarci dai gendarmi pontifici4 -- ,quando8 -- dimandano parecchi4 -- ,nel sessantasette4 -- ,tombola6 -- esclama subito uno1 che sorretto pietosamente da altri due1 gli cammina alle spalle4 ,il pittore si volta1 lo guarda1 sorride e continua3 -- ,ci avevano detto di andare ad assaltare la caserma di ,san ,paolo4 -- ,ma le armi8 -- ,andate a villa ,matteini -- ci risposero -- e le troverete4 ,andammo a villa ,matteini e laggi1 invece di trovarci le armi1 ci trovammo i gendarmi4 ,mi pare ieri6 ,mi par proprio di risentire lo scalpitare dei cavalli dei dragoni sulla terra dura e i passi spietati delle pattuglie che ci davano la caccia4 -- ,ma camminate6 -- gridano ancora altre voci lontane -- ,vi pesano le gambe8 ,muovetevi6 -- ,e noi ci muoviamo ed entriamo in uno stradone fiancheggiato da vecchi olmi che non finiscono mai2 raggiungiamo un arco gigantesco e1 finalmente1 dinanzi a noi1 appare il ,colosseo4 ,le chitarre e i mandolini ripigliano a suonare2 e mentre faci e bengala ci avvolgono in un puzzo di zolfo insoffribile1 passiamo sotto ad arcate maestose su le cui pietre antiche le nostre ombre moderne si allungano e si accorciano bizzarramente1 ed entriamo nell'arena4 ,una civetta ci vola sul capo1 stridendo1 e alcuni pipistrelli1 spaventati dal chiarore insolito1 ci svolazzano intorno4 ,prima che le faci e i bengala si spengano uno si arrampica sopra a un rudero e accompagnandola col suono della chitarra canta con voce stanca una canzone2 e non appena l'ha finita1 un altro prende subito a dire3 -- ,signori6 ,in questo luogo1 ove i cristiani divoravano le belve444 -- ,seguita per un po' a infilzare scemenze2 ma poi le parole gli muoiono sulle labbra e s'azzitta4 ,la grandezza tragica del luogo non vuole scherzi4 ,difatti a poco a poco ognuno sentendosi oppresso dal peso delle memorie1 finisce col tacere e incomincia a sentire il desiderio di andarsene4 ,e appena uno guardando l'orologio mormora3 -- tardi6 ,mi pare che sarebbe ora di ritornare444 a ,roma6 -- e s'avvia verso l'uscita dell'arena tutti lo seguono a piccoli passi1 in silenzio1 quasi temessero di svegliare la ,storia che dorme nelle rovine auguste4 99 99 99 ,quando tutti son fuori dell'anfiteatro un mandolino1 a cui rimasta la met delle corde1 aiutato da una chitarra scordata1 intona una marcia e tutti si allontanano in fretta4 ,due che camminano barellando1 rimangono indietro4 ,all'improvviso uno di loro piega le ginocchia e si ferma3 guarda qua e l in terra1 come se cercasse qualche cosa1 poi1 levando lentamente l'indice della mano destra verso il cielo stellato1 si volge all'amico che lo sostiene e gli dice3 -- ,vedi3 il ,colosseo1 non si pu negarlo1 una gran cosa antica2 una grandissima cosa storica2 per tu puoi esser certo che se domani1 al mondo1 non ci fosse pi il ,colosseo1 il mondo seguiterebbe a camminare lo stesso2 ma se1 invece1 domani1 al mondo non ci fosse pi il vino1 tu devi convenire1 con me1 che il mondo non potrebbe pi camminare4 ,ne convieni8 -- ,ne convengo4 -- gli risponde l'altro1 ridendo e sorreggendolo4 ,e mentre lo sorregge e ride1 pensa che il mondo non cammina pi1 anche quando ne ha bevuto troppo4 ,,il ,,caff ,,greco ,,al ,,marchese ,,giuseppe ,,vitelleschi4 ,il ,caff ,greco1 o per dir meglio l',antico ,caff ,greco1 come si legge sulla insegna in cima alla sua porta d'entrata1 la quale non disdegna di esercitare a tempo e luogo anche il modesto ufficio di porta d'uscita1 abita in ,roma nel suo domicilio legale in via ,condotti numero ottantasei1 ove vive agiatamente con la mobilia inalterata1 come le vecchie abitudini1 in tre stanze e mezza3 dico tre stanze e mezza perch se la prima1 la seconda e la terza hanno su per gi cinque metri di larghezza ed altrettanti di lunghezza1 l'ultima1 denominata per la sua forma l'omnibus1 larga appena due metri e lunga otto metri all'incirca4 ,la prima camera non molto ricca di luce2 tuttavia quella che riceve dalla strada la divide con la seconda3 a illuminare la terza ci pensa l'omnibus1 il quale ha per soffitto una invetriata su cui sovente i gatti del vicinato amano di andare a passeggiare con le loro innamorate4 ,tre specchi1 quattro quadri raffiguranti alcune vedute di ,venezia1 opera di ,ippolito ,caffi1 e un orologio1 che potrebbe gareggiare in precisione col pi esatto cronometro ginevrino se disgraziatamente oltre al tic e tac non avesse di quando in quando anche il tic di suonare il mezzogiorno verso le cinque pomeridiane1 adornano la prima stanza2 due specchi e sei quadri decorano le pareti della seconda2 la terza invece si accontenta di avere per suo abbellimento un solo specchio ed un busto di gesso1 il quale1 poveretto1 non mai riuscito a sapere chi egli sia4 ,una ridente veste di esilaranti pitture ricopre per tutta la lunghezza le mura dell'omnibus4 ,a chi le guarda dovrebbero far credere1 anche nelle pi rigide serate dell'inverno pi crudo1 di trovarsi in un delizioso giardino fra il cui verde fogliame illuminato e riscaldato dal sole primaverile s'aprano1 imbalsamando l'aria coi loro profumi inebrianti1 centinaia e centinaia di rose di ogni forma e colore2 ma1 purtroppo1 nessuno fra quanti ora si siedono nello stanzino presta pi fede alla finzione4 ,e non vi crede pi nemmeno il padrone del negozio3 difatti egli ha ficcato un chiodo nel cielo azzurro sopra al roseto e vi ha impiccato un orologio1 che in tutte le sue ore sempre in lite con quello della prima stanza4 ,ma alla discordia dei due orologi i frequentatori della bottega ci badano poco1 perch per essi il tempo non ha valore4 ,dice una antica massima inglese3 il tempo moneta4 ,se la massima oltre all'essere antica ed inglese fosse anche vera1 ,dio mio6 chi mai saprebbe calcolarlo il numero dei milioni che si sciupa in capo all'anno nell',antico ,caff ,greco8 ,dietro all'omnibus sta il bancone del negozio1 e sul bancone1 chiuse in una specie di gabbia1 vi sono le paste4 ,esse si distinguono in due categorie3 semplici e composte4 ,le semplici valgono un soldo l'una1 e se il loro aspetto alquanto modesto non sono per ci meno buone di quelle composte1 le quali costano due soldi1 e spesso hanno le loro forme esuberanti rivestite di un manto di colori cos vivaci da vincere al paragone il pi variopinto pappagallo che abbia mai passeggiato e chiacchierato su le lontane rive dell'immenso ,orenoco4 ,del resto tanto le une quanto le altre passano la vita1 non breve1 lungi da qualunque umano contatto nella loro dolce prigione dalla quale non desiderano di allontanarsi3 difatti1 se talvolta1 per caso1 la gabbia ove sono rinchiuse rimane aperta1 esse non si muovono1 perch sanno1 per dolorosa esperienza1 che se ne uscissero vi tornerebbero indubbiamente con l'epidermide graffiata1 con le carni ferite1 con le ossa rotte4 ,un giovane scultore tutte le volte che entrava nella bottega soleva chiedere al cameriere caff e paste1 e questi1 secondo il costume del locale1 glie ne portava tre in un piattino4 ,l'alunno di ,fidia1 appena il cameriere si allontanava1 con una operazione rapidissima1 in cui egli sapeva mettere tutta la sua abilit di modellatore eccellente1 dalle tre paste faceva uscire una quarta e se la mangiava2 beveva il caff che qualche volta pagava1 e le paste con un pretesto o con l'altro le rimandava sempre indietro4 ,non dico poi che cosa accadesse di solito a certe paste le quali1 per loro disgrazia1 avevano la pancia rigonfia di crema4 ,come uscivano dalla gabbia vi rientravano sempre con la pancia vuota3 e il loro padrone1 prima di andarsene a letto1 doveva nuovamente e pietosamente tornare a riempirle di panna4 ,stanco alfine di compiere ogni sera cotesto delicato lavoro sospese la fabbricazione delle cos dette bombe alla vainiglia4 ,pure1 bisogna dirlo a sua lode1 bench all'onest'uomo il fabbricar dolciumi abbia ognora fruttato molte amarezze egli continu sempre a stampar paste1 seguendo in tutto e per tutto1 per la forma e il peso1 per le dimensioni e i colori1 i semplici1 leali e diritti procedimenti dei suoi antecessori2 al punto che se oggi1 nell'anno di grazia mille ottocentonovanta1 le vaghe e imbellettate dame di qualit1 seguite dai vezzi dei cicisbei e dai madrigali degli abati1 potessero tornare nella bottega di via ,condotti1 io credo che oggi1 come allora1 vi troverebbero le stesse paste4 ,vi meravigliate forse nel sentirmi parlare di dame di qualit1 di cicisbei1 di madrigali e di abati8 ,ma il ,caff ,greco non venuto al mondo oggi2 e tutti sanno come in sui primi anni della seconda met del settecento abitasse gi in via ,condotti4 ,questo lo sanno tutti2 ma1 purtroppo1 la data esatta della sua nascita1 come quella della fondazione di ,ninive1 di ,babilonia e di ,memfi1 non la conosce nessuno3 per1 come fortunatamente ognuno sa che ,memfi1 ,babilonia e ,ninive furono fondate da ,nino1 da ,belo e da ,menete1 cos tutti noi possiamo andare orgogliosi di sapere che il ,caff ,greco fu messo al mondo da un greco1 il quale1 a quanto si legge nelle pagine di un vecchio registro della parrocchia di ,s4 ,lorenzo in ,lucina1 si chiamava ,nicola della ,maddalena4 ,l'infanzia del ,caff non fu troppo lieta1 e il suo babbo dopo di averlo tenuto parecchi anni1 ricavandone non grandi utili1 lo cedette a un tal ,carnesecchi1 il quale1 anche lui1 dopo di averci speso molto e guadagnato poco1 lo diede a un certo ,salvioni4 ,venuto nelle mani del ,salvioni il ,caff1 passando da un padrone all'altro1 era anche passato dall'infanzia all'adolescenza3 le vecchie vesti non s'addicevano pi al suo nuovo stato1 e il buon uomo lo fece ricoprire di pitture da un certo ,maderno1 e lo corred di nuova mobilia4 ,tutto bene2 ma il povero ,caff1 anche cos rinnovato e abbellito1 seguit a tirare innanzi la vita stentatamente come il suo padrone4 ,questi per non pens mai di abbandonarlo4 ,e di non averlo abbandonato non ebbe davvero a pentirsi2 poich coll'avanzar degli anni la bottega fondata dall'uomo di ,levante1 uscendo finalmente dall'adolescenza debole e malsicura ed entrando in una virilit gagliarda e prosperosa1 seppe cos ben ricompensare il suo padrone di ,ponente da assicurargli1 se non la ricchezza1 un'agiatezza invidiabile4 ,la gratitudine1 questa dolcissima catena i cui anelli una volta arrivavano perfino a stringere con legami di benevolenza un ,caff che riceveva un benefizio al padrone che glielo aveva fatto1 chi me lo sa dire dove si trova pi ai giorni nostri8 ,la cosa da cui il ,caff ,greco trasse i mezzi per poter rimunerare con buona moneta sonante il suo benefattore fu giusto appunto quella da cui tutta l',europa ebbe tanti dolori3 il ,blocco continentale4 ,le strade nelle quali si diletta di camminare la ,provvidenza per assettare i cosi ed i casi di questo mondo1 facendo quasi sempre il bene degli uni col male degli altri e viceversa1 sono davvero incalcolabili6 ,chi mai lo avrebbe pensato che essa per favorire l'umile bottega di via ,condotti si sarebbe servita di ,napoleone1 dettandogli a ,berlino1 nel novembre del #ahjf1 quel decreto dal quale egli doveva poi esser messo sulla via di ,sant',elena8 ,eppure fu cos4 ,il decreto famoso1 vietando ogni commercio ed ogni corrispondenza fra il ,continente e le ,isole ,britanniche1 fece salire i prezzi dei cos detti generi coloniali a tale altezza che gli uomini pi alti1 anche rizzandosi sulle punte dei piedi1 non arrivavano a toccarli3 il caff1 quando se ne trovava1 valeva uno scudo alla libbra1 e i caffettieri romani non sapendo pi quali cose mettere a bollire nelle cogome1 invece dei semi della coffea arabica1 ci mettevano i ceci1 i fagiuoli e le castagne di ,ciociaria4 ,il ,salvioni ebbe una idea felicissima da cui deriv la sua fortuna3 rimpicciol di un terzo la misura delle tazze che1 ricolme della aromatica bevanda1 nella sua bottega valevano allora due baiocchi e mezzo1 e per cinque le offr ai suoi avventori ripiene di vero caff4 ,pi tardi1 cessato il ,blocco1 il galantuomo torn a riempire1 sempre di caff eccellente1 per due baiocchi e mezzo le antiche tazze2 gli avventori vecchi non si mossero2 i nuovi1 chiamati in gran numero dalla sua idea felicissima1 non se ne andarono1 e la fama del ,caff ,greco fu assicurata4 ,e via via arricchitosi di nuove stanze1 ornatosi di altre pitture e confortato da sempre maggior numero di frequentatori procedette sicuro e tranquillo per la sua strada gloriosa senza mai pi incontrare ostacoli sul suo cammino2 e pur vedendo intorno a s mutarsi e rimutarsi tante e tante parti della terra1 salire e discendere dalla cattedra di ,s4 ,pietro tanti pontefici1 apparire e sparire dalla scena del mondo tanti re e imperatori1 sorgere e tramontare tante rinomanze e nascere e morire tanti suoi colleghi1 il vecchio ,caff romano1 in mezzo a cos immenso1 tumultuoso1 tragico e comico avvicendarsi di uomini e di cose1 se pur talvolta fu obbligato a cangiar padrone1 non cangi mai bandiera e rimase ognora un ,caff onesto e morale4 ,onesto8 ,eh1 il caff col quale conforta lo stomaco dei suoi frequentatori odierni444 e notturni costa tre soldi alla tazza1 n pi n meno di quanto costava ai bei tempi in cui ebbe l'alto onore di essere visitato da ,ippolito ,taine1 il quale1 nel suo ,voyage en ,italie cos scrive1 rammentandolo3 ,c'est une longue pice1 basse1 enfume2 point du tout brillante ni coquette1 mais commode4 ,il est vrai que presque tout y est bon et bas prix2 le caf1 qui est excellent1 coute trois sous la tasse4 ,dal #ahfd molte cose son cambiate su tutti e sette i ,colli2 ma nella bottega di via ,condotti il prezzo del caff rimasto inalterato a tre soldi la tazza4 ,e come n il desiderio smodato di maggiori guadagni n l'avidit di laute ricchezze ebbero mai la potenza di far alzare al ,caff ,greco quei bassi prezzi di cui parla il ,taine1 cos nessuna cosa al mondo ebbe mai la forza di farlo uscire da quel diritto sentiero di moralit austera nel quale cammin sempre1 sorretto e seguto dalla sua virtuosa clientela4 ,altri ,caff sursero a centinaia intorno a lui e cercarono coi lenocinii delle forme1 con gli splendori abbaglianti delle lumiere e con gli adescamenti lascivi delle cantatrici e dei mimi1 di attrarre nelle loro sale un numero sempre maggiore di frequentatori2 ma il ,caff ,greco1 ah no1 mai si abbass a tanto1 e rimase ognora1 mi caro il ripeterlo1 un ,caff onesto1 morale e a tre soldi4 ,ma a queste tre qualit1 gi pi che sufficienti da sole ad assicurargli la stima e il rispetto di ogni uomo dabbene1 esso ne pu aggiungere un'altra onorevolissima3 quella di essere stato anche un ,caff liberale e della vigilia1 difatti i sentimenti del suo amore per la libert1 se pure non si vuol tener conto delle prediche che1 a quanto afferma l',ojetti1 ,ennio ,quirino ,visconti vi faceva fra il #agig e il #agii1 risalgono1 almeno a quanto io ne so1 al #ahca2 poich fu appunto in uno di quei moti scoppiati qui in ,roma in quell'anno1 i quali se furono non tutti belli n di grande importanza1 servirono tuttavia ad educare gli animi alla virilit dei sacrifici1 fu proprio in uno di quei moti che il ,caff ,greco manifest coraggiosamente la sua fede nell'idea liberale4 ,la rivoluzione dei ,ducati s'era gi propagata nello ,stato ,pontificio1 e gi durante i pontificati di ,leone ,,xii e di ,pio ,,viii1 erano avvenute qui fra il ,vaticano e il ,quirinale sollevazioni e ribellioni1 pi o meno sanguinosamente represse dalla polizia1 quando parecchi artisti romani1 alcuni pensionati dell',accademia di ,francia e qualche medico dell'ospedale di ,s4 ,spirito1 per reagire contro le inquisizioni1 gli arresti1 le condanne1 le delazioni1 le proscrizioni e i supplizi che rendevano la vita intollerabile1 decisero di assaltare una caserma di granatieri1 in piazza ,colonna1 precisamente nel piano terreno di un vasto edificio ove era l'archivio pubblico e dove fu poi costruito il portico di ,vejo4 ,per mettere in esecuzione il loro ardito disegno essi scelsero una sera di carnevale3 una sera in cui nel palazzo ,piombino si festeggiava il matrimonio di ,costanza ,boncompagni col ,duca di ,fiano4 ,all'ora stabilita1 quei pensionati dell',accademia francese che avevano giurato di pigliar parte alla non facile impresa1 scesero al ,caff ,greco e vi trovarono i romani ai quali all'ultimo momento s'erano uniti taluni romagnoli3 quivi1 secondo quanto io appresi da un vecchio frequentatore della bottega1 il quale mi raccontava di essersi trovato presente al momento solenne1 i francesi1 i romani e i romagnoli prima si abbracciarono e baciarono ripetutamente a vicenda e poi usciti dal ,caff1 in silenzio1 si diressero verso piazza ,colonna1 dove altri congiurati1 quasi tutti popolani1 stavano ad aspettarli4 ,uno scultore1 un certo ,lupi1 figlio di un medico di ,santo ,spirito1 guidava gli artisti4 ,egli1 sempre a quanto mi narrava il mio vecchio amico1 ci vedeva poco e camminava appoggiandosi a un suo compagno2 e quando arriv in piazza ,colonna disse alla sua guida di condurlo quanto pi potesse accosto alla sentinella di piantone sulla porta del quartiere1 e appena questa ve l'ebbe condotto1 il ,lupi tir un colpo di pistola al soldato4 ,altri colpi di pistola risuonarono qua e l nella piazza2 e mentre la gente radunata sotto alle finestre illuminate del palazzo ove celebravasi la festa nuziale fuggiva in preda allo spavento1 un gruppo di congiurati balz fuori dalla penombra che velava il vicolo ,cacciabove1 e gridando3 ,viva ,filippo ,primo6 corse verso la caserma esortando i granatieri a non pigliare i fucili2 ma questi li presero1 li spianarono contro i ribelli1 e spararono4 ,il ,lupi sanguinante per una ferita non grave fu arrestato subito2 la maggior parte degli altri riesc a salvarsi con la fuga1 e due soldati rientrarono nel quartiere feriti leggermente4 ,chi pag per tutti fu il povero portiere di casa ,piombino1 il quale mentre si affrettava a chiudere il portone del palazzo fu colpito da una palla1 stramazz in terra1 e non si alz pi4 ,nei giorni seguenti la polizia essendo venuta a sapere qual parte avessero avuto gli artisti nella zuffa1 ne mand qualcuno a villeggiare in ,castel ,s4 ,angelo1 e ordin ai carabinieri di sorvegliare la bottega di via ,condotti4 ,ma non per questo i liberali smisero di frequentarla4 ,in quei giorni i pensionati dell',accademia francese s'univano spesso ai confratelli italiani1 massime con quelli di fede liberale1 e questi li accoglievano sempre a braccia aperte1 anche perch1 qualora ce ne fosse stato bisogno1 sapevano di poter trovare presso di loro aiuti e protezioni contro le insidie poliziesche3 l',accademia di ,francia allora godeva del diritto di asilo1 ed era vicina al ,caff ,greco4 ,l'entente cordiale fra gli artisti nostri e quelli francesi continu strettissima per molti anni1 poi venne a poco a poco allentandosi finch nel #ahdi si spezz violentemente4 ,mentre le bombe dell',oudinot piovevano su ,roma1 un pensionato dell',accademia commise la grande imprudenza di entrare nella bottega di via ,condotti1 e quella anche pi grande di entrare in una discussione che alcuni tenevano sugli avvenimenti del giorno1 e1 poveraccio1 fin con l'uscire dalla discussione e dal ,caff portandosi via due solennissimi schiaffi datigli da un certo ,casciani1 un pittore romano1 il quale sapeva adoperare le mani meglio dei pennelli4 ,ristabilita la dominazione pontificia1 di quando in quando1 qualcuno dei pensionati francesi rientr nelle stanze del ,greco1 vero2 ma ormai il legame che univa l',accademia di ,francia alla bottega di via ,condotti s'era spezzato1 e un po' per le vicende politiche e un po' per altre ragioni bene bene non si riallacci pi mai4 ,invece i legami fra la bottega famosa e i liberali nostri divennero sempre pi stretti1 poich con l'avanzar degli anni la maggior parte di coloro che venivano in ,roma dalle diverse provincie1 o per scopo di propaganda o per altri motivi1 prefer sempre agli altri luoghi di ritrovo il ,caff ,greco4 ,si capisce facilmente come a costoro1 che di solito giustificavano la verit dei loro nomi falsi con passaporti americani1 inglesi1 maltesi o di altre parti del mondo1 tornasse comodo di darsi per artisti e di intrufolarsi fra i frequentatori di un luogo il cui pubblico in massima parte era composto di stranieri4 ,gli sbirri1 vero1 talvolta visitavano la bottega nonch le tasche degli avventori1 ma prima di andare pi in l ci pensavano due volte e anche quattro1 perch temevano1 in caso di un errore1 di dover poi fare i conti con le diverse ambasciate1 i quali conti1 dopo somme non indifferenti di rimostranze e di rabuffi1 finivano sempre1 dopo procedimenti lunghi e fastidiosi1 con un totale di scuse umilianti che la polizia pontificia era costretta a fare ai rappresentanti dei governi esteri4 ,per questo dunque la bottega del ,greco divenne uno dei ritrovi pi favoriti dei liberali2 e negli anni vicini al #ahgj serv spessissimo come luogo di riunione per cospirazioni o per la preparazione di moti e di imprese patriottiche di ogni genere4 ,giuseppe ,monti1 quando fu invitato ad unirsi a ,gaetano ,tognetti per esplorare i sotterranei della caserma ,serristori e poi collocarvi i barili di polvere necessari a far crollare una parte dell'edificio1 alle esortazioni assidue di chi lo istigava ad assumersi la difficile e perigliosa fatica rispondeva sempre3 -- ,ma io ho moglie6 ,ho un figlio che non ha ancora due anni6 ,questo lavoro che mi chiedete di fare non potrebbe esser fatto da un altro8 -- ,per sua disgrazia era scritto che il lavoro funesto dovesse farlo proprio lui6 ,e una sera1 alcuni ideatori di quel programma d'insurrezione2 il quale1 se doveva dare alla storia del nostro ,risorgimento i due gloriosissimi episodi di ,villa ,glori e del ,lanificio ,ajani1 doveva anche1 purtroppo1 interamente fallire1 per indurre il ,monti ad unirsi al ,tognetti1 lo condussero nel ,caff di via ,condotti1 dove1 fra le molte persone ivi raccolte1 gli indicarono un signore 7,leone ,vicchi vuole che fosse il ,castellazzo7 seduto incontro a loro a un tavolino presso il quale era altra gente1 e poscia che glie lo ebbero qualificato come un personaggio di grande importanza1 mandato qui dal ,rattazzi per dirigere la ribellione destinata ad aprire all',italia le porte di ,roma1 gli dissero3 -- ,vedi1 se tu accetti di fare quanto ti si chiede1 comunque vadano le cose1 puoi essere sicuro di non avere niente da temere1 perch il governo italiano non ti abbandoner mai1 e quel signore ti dar sempre tutto quello di cui avrai bisogno per sistemare stabilmente l'avvenire tuo1 della tua moglie e del tuo figliuoletto4 -- ,il ,monti che era un povero muratore e sosteneva la sua famiglia lavorando a tanto la giornata in una delle prime case che sorgevano in via ,nazionale1 tracciata allora allora dal ,de ,merode1 prima di impegnarsi tentenn ancora2 ma alfine1 soppraffatto dalle molte parole e forse ammaliato dalle promesse lusinghiere1 usc dalla bottega accettando di unirsi al ,tognetti e di eseguire insieme con lui quanto gli domandavano4 ,l'indomani1 lo portarono con molta cautela in una casa in via del ,pantheon ove ritrov il gran personaggio da lui visto la sera innanzi al ,caff ,greco1 e glielo fecero giurare solennemente4 ,povero ,monti6 ,superando ostacoli e difficolt inenarrabili1 egli quanto aveva giurato di fare1 lo fece1 e fin col lasciare1 unitamente al suo compagno1 la giovent e l vita su le tavole insanguinate di un patibolo4 ,ma la bottega di via ,condotti1 negli anni vicini al #ahgj1 fu per i liberali qualcosa di pi di un luogo di riunione2 poich essi ogni qualvolta ne avessero avuto bisogno erano sicuri di trovarvi in tutte le ore qualcuno pronto1 dietro certi segnali di riconoscimento stabiliti1 a ricevere notizie urgenti1 a dar loro ordini e consigli o1 se fosse necessario1 a metterli in contatto coi capi del ,comitato di azione4 ,fra le molte testimonianze da me raccolte1 le quali confermano la verit di quanto io dico1 mi basta riferirne una sola4 ,anni addietro1 trovandomi in ,udine1 ebbi la fortuna di conoscere col ,giusto ,muratti1 uno dei ,settanta di ,villa ,glori2 e spesso nelle mie escursioni nel ,friuli mi rallegrai di averlo compagno caro1 indimenticabile1 e guida preziosissima4 ,quasi sempre1 mentre trottavamo lungo le strade e i sentieri della dolce campagna friulana1 io desiderando vivamente di sentire narrare da lui qualcuno degli episodi gloriosi del nostro ,risorgimento1 a cui egli aveva dato tanta parte della giovinezza1 gli rivolgevo qualche dimanda2 ma per quella repugnanza che han sempre gli uomini d'azione1 quando hanno veramente e disinteressatamente agito1 a parlare di se stessi1 schivava di rispondermi3 e se talvolta si piegava alle mie insistenze vi si piegava in modo cos breve da farmi perdere la voglia di pi dimandare4 ,nondimeno1 durante le nostre gite1 io le tentavo tutte per indurlo a discorrere e talora riuscivo a metterlo sulla buona via2 ma dopo poche parole una cosa qualunque su cui mettesse gli occhi era per lui un eccellente pretesto per non andare pi innanzi3 una contadina curva sotto il carico di una grossa gerla ricolma di foglie2 un vecchio1 che1 seduto davanti all'uscio di una casa rustica1 tenendo sulle ginocchia un bambino e fumando la pipa si godeva gli ultimi raggi del sole cadente2 due ragazzi che ruzzavano con un cane2 qualche cascina1 col tetto pieno di voli festosi e canori di passeri1 dalla cui porta spalancata usciva1 insieme con qualche mugghio1 un acre e pur piacevole odore di stabbio2 un gruppetto pittoresco di alberi annosi2 la forma slava e il colore ferrigno di un campanile coronato di colombi2 una macchia di lichene sopra una pietra antica2 un fiore che si piegava sotto il peso di un'ape2 una linea di montagne azzurre1 in cima alle quali s'eran fermate alcune nuvolette rosee1 come se avessero voluto riposarsi un poco prima di rimettersi a camminare per le vie del firmamento2 insomma1 una cosa qualunque bastava a sviarlo dal soggetto dove io l'avevo portato con tanta pazienza1 ed era pi che sufficiente a fargli rompere il filo del discorso in modo tale da non poterlo pi riannodare4 ,e come se tutte coteste cose e coteste case1 non fossero state gi bastanti a farmi disperare1 non di rado a render vani i miei tentativi ci si mescolavano anche ,giulio ,cesare con la decima legione1 ,attila con gli unni1 ,paolo ,diacono e ,gisulfo coi longobardi1 e ,napoleone con ,campoformio6 ,se a costoro riesciva di penetrare1 ospiti da me non desiderati n graditi1 nei nostri ragionamenti non c'era pi verso di mandarli via4 ,un giorno1 ricordo1 in un discorso1 provocato da una delle mie solite domande1 vi entrarono i patriarchi d',aquileja1 e il disastro fu irreparabile4 ,ma una volta1 proprio quando meno me lo sarei creduto1 il mio caro amico1 che avevo tante volte importunato invano1 potei finalmente sentirlo parlare come io desideravo4 ,la cosa and cos4 ,in una delle nostre gite1 attirati da un lieto verzicare di alcune collinette lontane1 avevamo abbandonata la strada che porta a ,cividale1 e per raggiungerle ci eravamo messi a camminare nei campi2 quando1 non so come1 ci trovammo in una vallicella in mezzo a un labirinto di piccoli fossi legati fra loro da un intrico di ruscelletti allegri e sonori1 i quali indorati dal sole prossimo a tramontare1 come se fossero impauriti dalla nostra presenza1 luccicavano per qualche istante e correvano a rimpiattarsi nel folto dell'erba densa1 grassa e giallognola4 ,dopo di esserci impantanati pi volte1 un sentiero molle e appiccicoso coperto di foglie morte ci fece la carit di riportarci sulla via maestra4 ,il sole era scomparso4 ,un po' di luce violacea agonizzava ancora nell'aria e mandava un debole riflesso sulla campagna grigia ove incominciava a sbocciar qualche lume4 ,faceva freddo e noi dopo di aver pestato pi volte coi piedi il terreno solido e asciutto ci avviammo in fretta verso un chiarore lontano che sorgendo dietro a una prominenza bruna si diffondeva dolcemente sul cielo stellato4 -- ,udine6 -- disse il ,muratti accennando il chiarore4 ,e dopo di aver percorso in silenzio un breve tratto di strada mi chiese3 -- ,e tu a ,roma dove passi le serate8 ,io in quel tempo ero solito di andare quasi ogni sera nella bottega di via ,condotti1 e per gli risposi3 -- ,al ,caff ,greco4 -- ,al ,caff ,greco8 -- esclam il mio amico fermandosi di botto4 -- ,al ,caff ,greco4 -- ,replicai io fermandomi a mia volta e sorpreso della sua sorpresa4 -- ,vicino a piazza di ,spagna8 -- ,precisamente4 -- ,ah6 -- seguit il ,muratti -- lo conosco bene4 ,quando fui a ,roma prima del settanta vi andai sovente insieme al ,cucchi1 al ,guerzoni1 all',adamoli e ad altri4 -- ,e dopo una breve pausa1 abbassando il capo e la voce1 soggiunse3 -- ,l'ultima volta che ci sono stato fu quando ,enrico ,cairoli mi ci mand da ,villa ,glori4 -- ,ti ci mand ,enrico ,cairoli8 -- gli chiesi subito io4 -- ,e perch8 -- ,perch8 -- ripet il mio amico1 macchinalmente2 e per tutta risposta fece un gesto brusco1 agit nell'aria scura le mani aperte e1 scrollando le spalle1 riprese a camminare4 ,ma questa volta io non lasciai cadere l'occasione di sentirlo discorrere4 ,l'argomento mi interessava troppo2 e perci messo da parte ogni riguardo ed abusando magari della sua pazienza tante glie ne feci e tante glie ne dissi che egli alfine impietosito dalle mie preghiere1 o forse anche per liberarsi dalle mie domande insistenti1 rallent un poco il passo2 fiss un momento gli occhi nel chiarore che veniva via via crescendo in fondo alla strada1 e masticando le parole incominci a parlare lentamente cos3 -- ,la ragione per cui1 invece di sbarcare alla ,passeggiata di ,ripetta1 noi dovemmo fermarci poco prima di ,ponte ,milvio la conosci3 l'hai scritta cos bene in poesia1 dunque inutile di starla a ripetere1 perch la tua poesia444 -- ,ma lascia stare la mia poesia6 ,racconta6 -- ,ecco4 ,dunque1 come sai1 dopo di aver passato la notte in un canneto sulla riva sinistra del fiume1 non sapendo quale esito avesse avuto l'insurrezione di ,roma1 che noi volevamo aiutare1 nella speranza di vedere arrivare qualcuno con qualche ordine1 all'alba1 salimmo a ,villa ,glori4 ,lass in alto1 in ogni caso1 ci saremmo sempre potuti difendere meglio di quanto avremmo potuto farlo gi in basso sulla sponda del ,tevere4 chiaro8 -- ,chiarissimo4 ,e allora8 -- ,eh1 allora le cose non si mettevano bene4 ,la necessit di avere notizie da ,roma per noi si faceva sempre pi urgente1 ma le ore passavano e da ,roma non veniva nessuno4 ,enrico ,cairoli1 prima di salire a ,villa ,glori1 aveva mandato a ,roma uno dei nostri1 un romano1 un certo ,candida2 ma non torn pi4 ,allora ,enrico mi chiam e mi disse3 -- ,senti1 ,giusto1 quass non possiamo rimanerci troppo a lungo3 occorre di pigliare una decisione2 ma prima di pigliarla1 necessario di sapere che diamine successo a ,roma4 ,su ,candida oramai non ci si pu pi contare4 ,bisogna che vai tu4 ,a sentirmi dare quest'ordine io feci un gesto di sorpresa2 e non potei fare a meno di pronunziare qualche parola di rammarico4 ,enrico ,cairoli1 come sai1 era di carattere impulsivo2 e1 appena vide il mio turbamento1 aggrott le ciglia e guardandomi in faccia esclam3 ,ah6 ,non vuoi andare81 e1 senza darmi il tempo di rispondere1 seguit3 ,va bene6 ,allora vado io4 ,mi volt le spalle e si mise a camminare con passo risoluto verso il cancello della ,villa4 ,io gli corsi subito dietro1 lo fermai e gli dissi3 ,no1 guarda1 ,enrico1 delle mie parole non tenerne conto2 mi sono state suggerite dal dolore che provo nel dovermi allontanare da te1 da ,giovannino e dai compagni3 del resto1 se tu credi che a ,roma ci debbo andare proprio io1 comandami4 ,s1 devi andar tu1 mi rispose ,enrico con voce ferma4 ,e dopo un istante di silenzio continu3 ,dispiace anche a me di doverti chiedere questo sacrificio2 ma non si pu fare altrimenti4 ,tu a ,roma ci sei gi stato2 a ,roma conosci molti dei nostri amici2 sai in quale strada si trova il luogo dove ti debbo mandare2 dunque bisogna che vai tu4 ,io chinai la testa in silenzio1 ed ,enrico1 dopo di essersi guardato intorno1 mi si avvicin1 abbass la voce e mi disse3 ,ecco1 ,giusto1 quello che devi fare3 appena sarai a ,roma vai in via ,condotti2 entra nel ,caff ,greco2 siediti a un tavolino e fai i nostri gesti d'intesa4 ,certamente qualcuno ti verr vicino1 ti saluter con le parole che sai2 ti stender la destra e risponder ai tuoi cenni coi cenni relativi3 quando ti sarai assicurato bene di tutto1 fagli conoscere la nostra posizione1 digli quanti siamo e domandagli come ci dobbiamo regolare3 sentilo e cerca di ritornare pi presto che puoi4 ,vai6 ,io1 come forse non ignori1 ero il furiere dei ,settanta2 avevo nel mio sacco una cartella comperata a ,terni2 la presi1 ci misi dentro due o tre fogli di carta pulita e mi avviai verso il cancello della ,villa4 -- ,perch pigliasti la cartella8 -- gli chiesi4 -- ,ma1 ti dir1 io sapevo quanti studi di pittura e di scultura vi fossero lungo la via ,flaminia3 dovevo entrare a ,roma per la ,porta del ,popolo3 se mai mi avessero fermato mi sarei dato per pittore tedesco -- rispose4 ,e seguit3 -- ,dunque1 come ti dicevo1 mi avviai verso il cancello4 ,passando davanti alla casetta del guardiano incontrai un ragazzetto di circa otto o nove anni4 ,carino6 ,aveva una faccetta intelligente quanto mai6 ,appena lo vidi1 mi venne subito l'idea di portarlo con me4 ,se sar costretto a fingermi pittore1 lo far passare per un mio modellino1 pensai2 e pensai ancora che forse avrebbe potuto indicarmi qualche scorciatoia4 ,insomma1 me gli avvicinai e gli dissi3 -- ,vuoi venire a ,roma8 -- ,il caro ragazzo si mise a ridere e acconsent prontamente4 ,io gli diedi la cartella e scendemmo insieme a ,porta del ,popolo4 ,la ,porta la trovammo barricata4 ,una sentinella ci ferm4 ,venne un graduato1 ci rivolse qualche domanda1 si persuase della verit di quanto gli rispondemmo e ci lasci passare2 ma appena io entrai in ,piazza del ,popolo alcuni carabinieri mi fermarono di nuovo e mi portarono in una caserma1 che era l presso alla ,porta4 ,c' ancora8 -- ,si -- gli risposi sorridendo -- s1 la caserma c' ancora2 ma i carabinieri pontifici non ci sono pi4 ,adesso1 grazie a ,dio1 ci sono i nostri4 ,il ,muratti sorrise anche lui1 e dopo un istante di silenzio riprese3 -- ,nella caserma fui interrogato lungamente da un ufficiale che poi m'ingiunse di seguire uno dei suoi uomini4 ,costui mi fece entrare in una stanza2 chiuse le finestre e mi ordin di spogliarmi4 ,m'ero appena levata la camicia quando all'improvviso dal di fuori venne un rumore confuso4 ,tesi le orecchie e nel rumore distinsi uno scalpitare di cavalli4 ,il carabiniere butt subito sopra a una sedia la mia giacca che aveva incominciato a esaminare minuziosamente1 corse verso la porta e scomparve2 ed io rimasi l1 solo1 a passeggiare in su e in gi nella camera come il padre ,adamo nel paradiso terrestre4 ,di l a poco il calpesto dei cavalli risuon pi forte2 diminu come se si allontanasse e si spense4 ,udii ancora qualche grido e poi non sentii pi nulla4 ,avvicinai pianino pianino la testa ai vetri di una finestra e vidi un soldato che correva1 qualche cavallo e cinque o sei uomini intorno a un ufficiale che parlava facendo gesti energici e concitati4 -- ,deve esser successo qualche cosa di grave --1 dissi fra me1 e un pensiero orribile incominci a ficcarmisi nel cervello4 ,per non lasciarmi andar gi1 ripresi a passeggiare per la camera4 ,dopo un quarto d'ora1 lungo come un quarto di secolo1 l'uscio della stanza s'apr e apparve un altro carabiniere3 rimase un momento sorpreso nel vedermi e mi chiese con mala grazia3 ,che cosa state a fare qua dentro84 ,gli risposi in tedesco3 ,aspetto la visita4 ,capisse o no1 alz le spalle bruscamente1 mi guard con gli occhi torvi e additando la porta grugn3 ,andate via64 ,figurati6 ,mi rivestii in un attimo1 uscii dalla caserma1 chiamai con un cenno il ragazzo che stava ad aspettarmi1 seduto con la cartella sulle ginocchia su la scalinata di una chiesa1 e mi diressi verso il ,babuino4 ,naturalmente io cercai di conoscere quale fosse stata la cagione di tutto quel chiasso da me udito poco prima1 e seppi che mentre io mi trovavo coi carabinieri una pattuglia di dragoni era arrivata da ,ponte ,milvio2 s'era fermata davanti al quartiere annunciando l'entrata di ,garibaldi a ,villa ,glori1 e aveva proseguito al trotto gi per il ,corso4 ,i nostri1 dunque1 erano stati scoperti4 ,mi si gel il cuore6 ,affrettai il passo2 attraversai volando la piazza di ,spagna ed entrai nel ,caff ,greco4 ,la bottega era quasi deserta4 ,mi sedetti a un tavolino1 chiesi un caff e feci i nostri gesti4 ,un giovanotto mi si avvicin sorridendo e salutandomi come doveva2 mi diede la mano2 rispose puntualmente a qualche parola che gli dissi e mi invit con un cenno della testa ad uscire4 ,appena fummo in istrada egli si ferm davanti alla vetrina di un negozio di oreficeria e indicando gli oggetti esposti bisbigli3 ,dobbiamo andare da ,piatti in ,via ,panico4 ,e senz'altro s'incammin verso il ,corso4 ,io lo lasciai allontanare di un centinaio di passi e poi gli andai appresso1 avendo sempre a lato il mio ragazzetto con la cartella sotto al braccio4 ,in via ,panico non ci si arrivava mai6 ,finalmente il giovanotto dopo di essersi fermato un momento davanti a un portoncino di una vecchia casa e di essersi voltato a guardarmi vi entr4 ,lo raggiunsi per le scale3 salimmo insieme fino all'ultimo piano e trovammo il ,piatti4 ,senza aspettare di essere interrogato1 gli dissi subito chi ero1 da dove venivo e chi mi mandava4 ,il ,piatti si turb1 strinse le pugna1 e con voce sommessa1 accostando le sue labbra al mio orecchio1 balbett3 ,la rivoluzione fallita4 ,non c' pi niente da fare4 ,bisogna tornare immediatamente a ,villa ,glori e dire ai ,cairoli che si ritirino4 ,non c' un minuto da perdere64 ,atterrito dalle sue parole gli stesi la mano per licenziarmi2 ma lui mi fece cenno di aspettare4 ,prese un foglietto di carta velina1 vi scrisse sopra qualche parola col lapis2 pieg e ripieg pi volte il foglietto e lo fece diventare una pallottola della grossezza di un cece1 rivest la pallottola con un involucro di stagnola e me la diede ripetendo ancora3 ,bisogna far presto6 ,non c' un minuto da perdere4 ,fra poco i papalini saranno a ,villa ,glori64 ,mi misi in bocca la pallottola2 scesi gi per le scale a precipizio1 e col mio fedele ragazzetto che avevo lasciato in istrada1 corsi a ,porta del ,popolo4 ,non si passa64 ,parlando un po' in tedesco e un po' in italiano pregai un ufficiale di permettermi di ritornare nel mio studio di pittura a ,papagiulio1 dove gli dissi che abitavo2 ma non ottenni nulla4 ,le provai tutte e tutte inutilmente4 ,figurati6 ,arrivai perfino a proporgli di farmi accompagnare da un milite6 -- ,caspita6 -- interruppi io -- ,se l'ufficiale avesse acconsentito1 ti saresti trovato in un bell'impiccio6 ,che avresti fatto8 -- ,ah6 -- rispose il ,muratti1 calmo calmo -- ,se l'ufficiale avesse accettato di farmi accompagnare da un carabiniere1 io sarei uscito2 ma puoi esser certo che il carabiniere nella citt eterna non ci sarebbe pi entrato4 ,non stentai a crederlo4 ,qual forza il ,muratti avesse nelle mani lo sapevo4 ,pochi giorni innanzi me ne aveva offerto un piccolo saggio4 ,passando vicino ad una venditrice di frutta che aveva accanto un canestro ricolmo di mele1 egli ne aveva presa una1 se l'era messa fra l'indice e il medio della sua destra1 e con la sola pressione delle due dita l'aveva spaccata come se fosse stata di burro4 -- ,dunque non potesti uscire8 -- ripresi io1 affrettandomi a riallacciare il racconto spezzato dalla mia interruzione4 -- ,non fu possibile4 -- rispose seccamente il mio amico2 e dopo qualche istante di silenzio1 spintovi da un'altra mia domanda1 seguit3 -- ,che volevi che facessi8 ,quando fui persuaso della inutilit di ogni insistenza tornai indietro2 feci un lungo giro e andai a ,porta ,salaria2 anche l non potei far nulla4 ,provai a ,porta ,pia3 tutti i miei tentativi furono vani4 ,allora1 perduta assolutamente ogni speranza di poter passare1 guardando il ragazzetto che m'era venuto sempre appresso e mi stava davanti con la cartella sotto al braccio1 mi venne in mente che quello che non riusciva a me avrebbe potuto riuscire a lui4 ,ci pensai s qualche minuto1 e mi decisi4 ,d'altronde non si rischiava niente4 ,lo portai in un punto di un vicolo dove non potevamo essere osservati e gli dissi3 ,dimmi un po'1 tu saresti buono di ritornare a ,villa ,glori1 solo84 ,sicuro61 rispose prontamente il ragazzo4 ,bravo6 esclamai io subito2 e mostrandogli la pallottola che racchiudeva il biglietto del ,piatti1 continuai3 ,vedi questo 'confetto'8 ,se tu riesci a portarlo a quei signori che stanno a ,villa ,glori1 quei signori ti faranno un gran regalo4 ,vuoi andare84 ,sicuro61 torn a rispondere il ragazzo1 tendendo il braccio verso il 'confetto'4 ,no1 guarda1 gli dissi io1 allora questo 'confetto' non lo devi portare in mano e nemmeno in saccoccia1 perch potresti perderlo3 l'hai da tenere come l'ho tenuto io fino ad ora3 apri la bocca64 ,il caro figlietto1 ridendo1 mi guard con gli occhietti intelligenti e apr la boccuccia4 ,io1 raccomandandogli di stare bene attento a non inghiottirlo1 gli ci misi dentro il 'confetto'2 poi lo accarezzai1 gli diedi un bacetto1 gli raccomandai ancora di non inghiottire il 'confetto'1 e lo lasciai partire4 ,dopo di aver fatto una cinquantina di passi egli si volt sorridendo e mi disse addio con la manina4 ,gli risposi4 ,mi si inumidirono gli occhi e non lo vidi pi4 -- ,e gliela fece a passare8 -- ,gliela fece6 -- esclam il ,muratti1 battendo una su l'altra le palme delle mani3 poi1 aprendo le braccia1 soggiunse3 -- ,come e dove riuscisse a passare non lo so e non lo sapr mai2 ma pass3 torn a ,villa ,glori e diede il 'confetto' a ,enrico4 ,ma ormai ,enrico aveva gi risoluto di non indietreggiare4 ,quello che avvenne poco dopo lo sai4 ,appena egli ebbe finito di parlare rimase un istante con gli occhi fissi nel chiarore della citt vicina1 divenuto ormai pi vivido sotto il cielo stellato2 poi abbass la testa sul petto1 diede un calcio a una pietra1 mandandola a ruzzolare sulla proda della via1 e allung il passo quasi che si volesse allontanare in fretta dalle ultime parole con le quali aveva chiuso il racconto6 ,percorremmo1 senza dire pi nulla1 un brutto borgo oscuro1 fermandoci di quando in quando per lasciar passare qualche carretto2 traversammo un lungo portico scarsamente illuminato da pochi fanali1 e rientrammo in ,udine4 ,trascorso appena un anno dalla sera memorabile in cui egli1 cedendo alle mie reiterate preghiere1 mi aveva narrato il commovente episodio dell'animosa sua giovinezza1 il ,muratti venne a ,roma3 vi rimase parecchi giorni1 ed io ebbi la gioia di poter salire con lui a ,villa ,glori4 ,nella luce sfolgorante del dolce pomeriggio primaverile il cielo sereno inchinandosi sui monti rosei della ,sabina e del ,lazio pigliava nel toccarli la trasparenza e il colore dell'ambra4 ,al di l delle siepi1 sulle quali accanto a qualche bacca lucida e rossa fioriva gi il biancospino1 le biade alte e verdi ondeggiavano lentamente2 e gli ulivi1 movendo le foglie brillavano sul fondo luminoso della campagna come se fossero stati d'argento4 ,ovunque1 sotto alle ficaje1 fra gli olmi e i gelsi1 tra i ciliegi e i peri1 fra i mandorli e i peschi1 insieme al continuo ronzo delle pecchie1 delle vespe1 dei calabroni e delle cantaridi rilucenti di fiore in fiore1 nel sole1 risuonava un fischiettare giulivo di capinere1 di cardellini1 di fringuelli e un cinguetto prolungato e vivace di cingallegre e di passeri4 ,di tempo in tempo una lucertoletta ci guizzava fra i piedi2 si fermava a guardarci con la testina alzata1 e spariva in una fenditura del terreno cosparso di margheritine e di anemoni1 o fra le pietre e i tufi d'una vecchia macra2 e qualche calandra balzando fuori all'improvviso da una zolla rossastra s'alzava rapida a volo1 cantando3 saliva in alto1 pi in alto ancora1 e sempre cantando si perdeva nello spazio4 ,superata una breve viottola erta e sassosa arrivammo alfine davanti all'#8albero dei ,cairoli'1 fra i cui rami fioriti1 mossi lievemente da un'auretta soave1 e risplendenti nell'azzurro1 scorgevasi lo scheletro di una corona votiva dalla quale pendeva1 tremolando1 un nastro mortuario consunto dal tempo4 ,il ,muratti1 passandosi di tratto in tratto le mani sugli occhi1 rimase per qualche tempo in silenzio col capo chinato sul petto1 dinanzi al mandorlo sacro2 poi sempre in silenzio si avvi a passo lento verso la villa4 ,quando vi giunse si avvicin alle vecchie mura2 e dopo di averle osservate con molta attenzione1 alzando la destra1 m'indic alcuni buchi che apparivano chiaramente nell'intonaco4 -- ,i papalini8 -- gli domandai4 ,egli abbass pi volte il capo2 e avvicinatosi a un cespo di rose bengaline1 ne colse una appena sbocciata2 guard un momento il suo colore sanguigno e me la diede2 poi1 come se si destasse da un sogno1 mi chiese3 -- ,dov' il ,tevere8 -- ,qui sotto -- gli risposi accennandogli un piccolo bosco verzicante1 dove qua e l sui rami ignudi delle querce accanto alle gemme pronte ad aprirsi c'era ancora qualche foglia ingiallita4 -- ,andiamoci6 -- ripigli subito il mio amico4 -- ,vorrei rivedere il luogo dove siamo sbarcati4 ,dopo di aver rotto coi bastoni un impaccio inestricabile di pruni rigidi e feroci che s'attaccavano ai panni1 e di esserci liberati da una sterpaglia di ramoscelli sfrondati stretti insieme tenacemente dall'edera1 penetrammo in un boschetto di querciole1 di acacie1 d'elci1 di allori e d'ailanti1 e affondando i piedi in un viluppo d'erbacce umide che ad ogni passo ci mandava sul viso ora una tanfata di fracidume e di muffa1 ora un delicato e delizioso profumo di violette1 lo traversammo e scendemmo in un canneto sulla riva melmosa del fiume4 ,il ,muratti esit alquanto prima di riconoscere il punto preciso dove egli era sbarcato coi ,settanta2 ma alfine1 dopo di aver girato pi volte gli occhi intorno attentamente e lentamente1 aguzzando le ciglia1 additandomi un vetrice gobbo e rugoso che si specchiava nell'acqua immota di una piccola insenatura della sponda1 esclam con voce risonante3 -- ,l1 l sbarcammo6 ,proprio l6 -- e lasciandosi dietro sulla creta le impronte dei passi frettolosi si avvicin al vecchio albero e ne accarezz con la mano aperta e leggera il tronco deforme1 e1 mentre un ramoscello da lui appena toccato si rialzava oscillando1 rimase a guardare all'oriente verso ,mentana4 ,una rondine strisci col petto bianco sull'acqua gialla1 si pos per un attimo sulla riva assolata e s'allontan stridendo4 ,lungo la via del ritorno egli mi rivolse appena qualche breve parola2 ma quando rientrammo in piazza del ,popolo1 dopo essersi fermato davanti alla caserma dei carabinieri e di averla guardata a parte a parte1 prima di ritornare a muoversi mi disse3 -- ,vedi1 se tu mi porti in via ,panico1 io son sicuro di ritrovare quella casa dove andai con quel giovanotto che conobbi al ,caff ,greco4 -- ,e1 toccandosi la fronte1 aggiunse3 -- ,ho la certezza di ritrovarla perch la sua immagine ce l'ho stampata qui dentro4 ,il sole illuminava ancora la pi alta balaustrata del ,pincio1 l'obelisco e le cupole4 ,andammo in via ,panico e col1 verso ,monte ,giordano1 egli riconobbe facilmente la casa del ,piatti4 -- ,e dimmi un po' -- gli chiesi poi sorridendo -- al ,caff ,greco non ci vuoi ritornare8 -- ,s6 -- mi rispose subito -- ,s1 andiamoci1 e cos avr rivisto tutto4 ,per -- soggiunse1 mentre imboccavamo l'antica e pittoresca via dei ,coronari1 -- per non lo riconoscer pi4 -- ,non dubitare2 ch lo riconoscerai perfettamente4 -- gli risposi4 ,difatti1 appena egli vi entr1 non seppe nascondermi il suo stupore e1 prima di mettersi a sedere1 aprendo le braccia in atto di maraviglia1 esclam3 -- ,hai ragione1 proprio tale e quale4 ,non v' nulla di cambiato4 ,nulla4 ,d'altronde io credevo che dopo tanti anni444 -- ,ah6 -- lo interruppi io ridendo -- gli anni per il ,caff ,greco non contano2 forse i secoli4 ,nella bottega1 tutta immersa in una penombra deliziosa non v'era nessuno1 e noi vi rimanemmo fino a quando accesero i lumi4 ,allora ci alzammo1 e dopo di esserci fermati qualche momento nella prima stanza per ammirare ancora una volta le pitture di ,ippolito ,caffi1 morto gloriosamente a ,lissa1 sulla ,palestro al fianco di ,alfredo ,cappellini1 uscimmo4 99 99 99 ,forse la prima descrizione che sia stata fatta del ,caff ,greco quella che ,giacomo ,casanova ci ha lasciato di quel ',caff di strada ,condotta' ove egli1 chiamatovi dall'abate ,gama1 entr nell'ottobre del #agdc1 trovandovi quella eletta radunanza di maldicenti1 di ruffiani1 di castrati e di abati che ci descrive con tanta vivezza3 dico forse1 perch l'avventurier farabutto1 allora al servizio del cardinale ,acquaviva1 il nome del ',caff di strada ,condotta' non lo dice4 ,chi lo dice in tutte lettere ,pierre ,prudhon1 il quale essendovisi recato qualche volta insieme col suo amico ,bertrand ne disegna la fisonomia artistica con queste precise parole3 -- ,l tous les maitres sont passs en revue et ne sont point pargns4 ,on critique celui-ci1 on dechire celui-l4 ,tous ceux qui ne peuvent entrer en comparaison avec ,raphel sont proscrits4 ,raphel lui-mme est blm de ne s'tre pas assez servi de l'antique4 ,le mieux de tout cela1 c'est que tous ces messieurs les beaux parleurs n'tudient ni l'antique ni ,raphel et s'amusent chez eux ne rien faire qui vaille4 ,qualche mese dopo che il dolce e malinconico pittore borgognone scriveva al suo amico ,fauconnier queste parole1 ,wolfango ,goethe era in ,roma4 ,vi and forse egli mai1 il gran pagano1 nella bottega fondata dal greco8 ,non saprei dirlo3 ma se1 come certo1 il ,tischbein ed il ,moritz1 suoi intimi amici1 la frequentarono1 probabile che qualche volta vi sia andato anche lui2 tanto pi che non soltanto da una lettera del ,moritz1 ma da alcuni scritti dello scultore ,schaeffer e da qualche pagina del romanziere ,gian ,giacomo ,guglielmo ,heinse impariamo come fin dal #aghj il ,caff ,greco fosse gi1 per i tedeschi residenti o di passaggio in ,roma1 un luogo di ritrovo4 ,difatti pi tardi vi si radunarono i nazareni3 quegli artisti i quali1 venuti qui dalle varie provincie della ,germania e aggruppatisi intorno a ,federigo ,overbeck1 essendo rimasti profondamente impressionati dalla suntuosit delle chiese romane1 dalla magnificenza delle funzioni papali1 dai ,miserere della cappella ,sistina e dalla bont del vino de li ,castelli1 si fecero cattolici1 iniziando in sul principio del secolo nostro quel periodo di conversioni che per lunghi anni nella colonia tedesca di ,roma fu una specie di contagio4 ,per loro l'arte era una preghiera1 e i quadri e le statue non avevano altra ragione di essere se non quella di recare lustro e decoro alla religione3 si erano radunati nel piccolo convento di ,s4 ,isidoro1 abbandonato allora allora dai francescani irlandesi1 e ci vivevano tutt'insieme4 ,al primo apparire del giorno1 chiamati da una campana1 si riunivano tutti in una cappella1 e dopo aver cantato in coro il ,veni creator spiritus1 se ne tornavano nelle celle a lavorare4 ,niente ignudi1 s'intende2 niente donne1 niente anatomia e sopratutto niente mitologia4 ,degli ,dei pagani non se ne doveva parlare nemmeno per burla4 ,agli abitatori ed alle abitatrici dell',olimpo1 gente immorale quant'altra mai1 non si aveva da chieder nulla3 per qualunque cosa occorresse1 ,san ,luca bastava e avanzava4 ,cotesti nazareni 7cos li chiam per derisione la mala lingua dello scultore ,wagner71 allorch l'ombra della sera scendeva sul cenobio1 avevano l'abitudine di scendere a loro volta al ,caff ,greco e di trattenervisi per qualche ora4 ,lo ,schopenhauer1 quando venne a ,roma1 ve li trov ancora quasi tutti1 e non difficile immaginare come e quanto li punzecchiasse col suo sarcasmo1 esortandoli a dipingere ed a scolpire gli ,dei di ,omero3 li punse tanto che alfine i poveretti1 non ne potendo pi1 gli fecero dire che avrebbe fatto bene ad andarsene con la sua filosofia e a non pi ritornare a intorbidare con le sue bestemmie i loro caff e latte e le loro coscienze4 ,una sera il filosofo di ,danzica1 seguto come al solito dal suo cane barbone bianco1 a cui aveva dato il modesto nome di ,alma1 che voleva dire 'anima del mondo'1 entr nel ,caff2 e arrivato nella stanza ove erano i nazareni1 dopo di averli salutati1 disse loro3 -- ,vedete3 la nazione tedesca la pi stupida delle nazioni della terra2 tuttavia in un punto superiore a tutte le altre3 cio nel poter fare a meno della religione1 e voi444 -- ,uno scoppio formidabile di urli e di contumelie copr le parole del filosofo2 e tutti1 levatisi di scatto dai loro posti1 alzando i bastoni e le ombrelle1 lo spinsero verso la porta della bottega2 ed egli sempre seguto dal suo cane barbone1 ovverosia dall'anima del mondo1 se ne and mormorando3 -- ,la patria tedesca in me non s' allevato un patriota6 -- ,se ne and1 e nel ,caff ,greco non mise pi il piede4 ,ma neppur loro1 i nazareni1 durarono ancora molto a radunarvisi1 poich il ,cornelius fu chiamato a ,monaco per dirigervi l',accademia di belle arti1 e col1 chiusa la ,bibbia dalla quale da buon nazareno ei traeva i soggetti dei suoi quadri1 prese a dipingere gli episodi pi celebri delle leggende germaniche2 ,schadow1 eletto direttore della ,scuola d'arte a ,dsseldorf1 prese la via dell'insegnamento2 il ,woghel1 lasciati i temi chiesastici1 si mise ad illustrare il ,dante2 ,weit and a ,francoforte3 e cos lo ,schnoor1 il ,pfr1 i due ,mller1 ,colombo e gli altri lasciarono via via la bella ,roma1 ove ,dio pensa a tutto1 e se ne tornarono ai loro paesi4 ,soltanto l',overbeck non si mosse3 e qualche anno dopo scriveva al ,weit3 ,io mi aggiro solitario fra le rovine di ,roma e mi pare che io stesso sia diventato una rovina4 ,presso a poco nello stesso tempo in cui il ,caff ,greco veniva abbandonato dai nazareni1 esso ebbe l'onore di accogliere lo ,stendhal1 il quale vi capit spintovi da una circostanza che vale la pena di essere riferita4 ,l'autore della ,chartreuse de ,parme era andato a vedere la ,cascata delle ,marmore2 e1 dopo averla ammirata dal basso e dall'alto1 se ne scendeva a ,papigno1 quando s'imbatt in una contadina che gli and incontro salutandolo come una vecchia conoscenza4 ,sorpreso dalle parole e dagli atti della donna egli rivolge qualche domanda a un giovinetto che lo accompagnava1 e questi gli risponde1 guardandolo furbescamente3 -- ,eh1 ho capito2 voi1 signor ,stefano1 non volete essere riconosciuto4 -- ,mentre alcune altre donne gli vanno incontro manifestandogli il piacere che provano nel rivederlo1 egli torna ad interrogare il giovinetto1 e dalle sue risposte arriva finalmente a sapere che tutti lo pigliavano per il signor ,stefano ,forby1 un pittore francese il quale pochi mesi innanzi aveva dimorato in ,papigno per dipingere i diversi punti di vista della ,cascata famosa4 ,rallegrato dalla comicit dello scambio1 lo ,stendhal lasci correre2 ma quando arrivato alle prime case del paese si trov in mezzo a una folla giubilante di uomini1 di donne e di bambini1 cerc di mettere le cose a posto4 ,tutto fu inutile4 ,pi lui si sgolava a dimostrare di non essere il ,forby1 e pi tutti gli dicevano ridendo3 -- ,ah1 signor ,stefano1 ma voi volete scherzare6 -- ,insomma1 giacch non c'era altro da fare1 l'autore della ,chartreuse accett di buon grado le role del pittore2 rispose come meglio pot alle dimostrazioni di affetto di quanti gli si stringevano addosso2 li port tutti da un 'salamiere'2 offr a tutti da mangiare e da bere2 rimase con loro allegramente fino al cadere del giorno e se ne scese a ,terni seguto dalle loro benedizioni4 ,ritornato a ,roma lo ,stendhal seppe che il ,forby frequentava il ,caff ,greco3 vi and subito e1 ohim61 fu choqu di trovare nel pittore a cui egli somigliava tanto un uomo sans doute fort bien au moral mais si peu beau6444 -- ,la qual cosa fa chiudere all'illustre psicologo il racconto della sua comica avventura con questa malinconica osservazione3 -- ,il est singulier combien l'homme le moins fat pervient encore se faire illusion sur sa taille et sa figure6 ,fra l'autunno del #ahcj e l'inverno del #ahca la bottega di via ,condotti1 arrivata all'apogeo della sua fama1 ebbe1 fra gli altri molti1 due illustri visitatori2 forse sarebbe meglio dire due illustri denigratori3 il ,berlioz e ,felice ,mendelssohn-,bartholdi4 ,difatti il ,mendelssohn1 in una lettera al suo babbo1 del povero ,caff ,greco ne parla cos3 ,l'una stanza piccola e buia1 larga circa otto passi1 e da un lato di quello stambugio si pu fumar tabacco1 dall'altro no4 ,tutti siedono all'intorno sui banchi con in testa larghi cappelli e con tutto il viso e il collo coperto dai capelli2 fanno un fumo orribile e denso e si dicono reciprocamente delle volgarit3 hanno accanto grossi cani da macellaio1 i quali sono incaricati della diffusione degl'insetti4 ,ci che sul loro volto libero dalla barba coperto dagli occhiali2 un fazzoletto da collo e un frack sarebbero novit2 ingoiano caff e parlano di ,tiziano e di ,pordenone come se questi sedessero accanto a loro4 ,non c' male6 ,ma anche il ,berlioz1 che vi and subito appena arriv a ,roma1 la sera stessa del suo ingresso all',accademia di ,francia1 non scherza3 ecco con quali graziose parole egli ne tesse l'elogio3 -- ,le fameux ,caf ,greco c'est bien la plus detestable taverne qu'on puisse trouver3 sale1 obscure et humide1 rien ne peut justifier la prfrence que lui accordent les artistes de toutes le nations fixs a ,rome4 ,povero ,caff ,greco6 ,nondimeno se tutti ne dicono male1 tutti ci vanno1 e lo stesso ,berlioz deve confessare che la plus detestable taverne qu'on puisse trouver quando egli vi and era talmente frequentata dagli artisti stranieri che la maggior parte di essi vi si faceva indirizzare la corrispondenza1 e deve dire che gli artisti1 arrivando a ,roma1 se volevano trovare i loro compatrioti dovevano cercarli al ,caff ,greco4 ,difatti non mai come allora la bottega di via ,condotti fu onorata da un cos gran numero di avventori illustri2 non mai come allora1 quando i due celebri alunni di ,euterpe ne parlavano con tanto dispregio4 ,per ricordare soltanto gli stranieri che la frequentarono in quei giorni1 o poco pi tardi1 basta nominare fra gli altri e su gli altri lo scultore danese ,alberto ,thorwaldsen1 ,mickiewicz1 ,orazio ,vernet1 ,ampre1 che visitando i nostri monumenti e osservando i nostri costumi raccoglieva gi gli elementi per la sua ,histoire ,romaine a ,rome1 ,thomas il futuro autore dell',amleto e della ,mignon1 ,barbier il poeta della ,cure1 dell',idole e del ,pianto1 ,delaroche1 ,corot1 ,dupr1 il mistico ,orsel1 lo ,schnetz1 che doveva poi essere eletto per due volte direttore dell',accademia di ,francia1 e ,leopold ,robert il pittore dei ,moissonneurs e di quegli altri molti quadri raffiguranti i vari episodi della vita dei briganti2 i quali quadri e i quali briganti diedero a lui la gloria e a noi quella tal rinomanza da cui non ci siamo ancora liberati4 ,ma per la verit bisogna dirla tutta3 s'egli certo che cotesta non davvero invidiabile rinomanza il ,robert fu il primo a procurarcela non nemmeno dubbio che gli artisti nostri fecero quanto poterono perch ci venisse conservata6 ,il ,raggi in un opuscolo da lui stampato nel #ahcf intorno alla vita e alle opere di ,bartolomeo ,pinelli1 dopo di aver ammonito gli artisti di astenersi dal dipingere e dallo scolpire gli orridi fatti di quei malandrini che in sulle vie assalivano lo infelice viaggiatore che spesse fiate per le scellerate mani di quegli empi rinveniva la morte e dopo di averci detto che il ,pinelli tali spettacoli orrendi1 che sono un'onta per l'umanit1 li ritraeva s al vero che glie ne venivano commessi moltissimi1 ci fa sapere come il conte ,gourieffe1 oltre a cinque quadri1 allogasse all'artista trasteverino anche ventiquattro incisioni 7i cui rami poi vennero portati in ,russia7 nelle quali dovevano essere rappresentate le principali azioni di una mano di perfida gente che infestava le vicinanze di ,frascati4 ,del resto quando si pensa con quale insaziabile brama gli orrendi spettacoli dei quali parla il ,raggi1 effigiati sulle tele o scolpiti nel marmo1 venissero allora ricercati1 ammirati e1 quel che pi importa1 comperati da tanti e tanti amatori1 fra i quali erano in prima linea il re del ,belgio1 il re di ,prussia1 il re d',olanda1 i ,bonaparte1 i ,demidoff1 i ,souwaroff1 i ,rothschild1 i ,fitz-,james1 i ,basilewski1 i ,metternich e gli ,schoenbrunn1 non pu davvero recar maraviglia se gli artisti nostri invece di fermarsi ad ascoltare il ,raggi si mettessero a camminare per la strada brigantesca aperta dal ,robert4 ,che se poi si volesse dimostrare fino a qual punto essi desiderassero di percorrerla cotesta via1 basterebbe solamente ricordare come il ,robert per soddisfare le richieste insistenti di coloro che volevano acquistare uno dei suoi quadri intitolato3 ,femme de brigand veillant sur le sommeil de son mari1 fosse costretto a doverne dipingere in poco tempo quattordici repliche6 ,e basterebbe dire che molti1 quando perdettero la speranza di avere il quadro1 pur di ottenere dal pittore qualche cosa dipinta da lui1 lo supplicarono ad accontentarli dicendogli3 -- ,mon cher monsieur ,robert1 un petit brigand1 ,s4 ,v4 ,p46 ,ma la causa che spinse il ,robert ad illustrare col suo pennello la vita dei malandrini fu abbastanza curiosa4 ,egli non era certamente venuto a ,roma dal ,canton di ,neufchatel per questo6 ,tanto vero che quando arriv qui1 bench il brigantaggio infierisse da per tutto nello ,stato ,pontificio1 agli avvenimenti briganteschi ei non chiese alcun soggetto per i suoi quadri1 e mentre le bande del famigerato ,gasperone assalivano le strade fin presso alle porte dell',urbe1 e le numerose squadre dei carabinieri facevano inutilmente del loro meglio e del loro peggio per disperderle1 riproduceva nelle sue tele interni di chiese e di sacrestie1 scorci di vie e di cortili e prospettive di chiostri3 e1 forse1 da cotesto genere di pittura non si sarebbe allontanato se la polizia1 fra le tante cose che in quei giorni pensava e metteva in opera per distruggere i banditi1 non ne avesse pensata una la quale non distrusse niente e diede al modesto pittore di interni non solo il modo di diventare un grande artista1 ma anche i mezzi per poter divulgare con la sua arte le gesta dei masnadieri e renderle popolari in tutto il mondo4 ,la bella pensata della polizia fu questa3 arrestare l'intero paese di ,sonnino1 ove essa riteneva che si formassero le bande dei malviventi1 e portarlo a ,roma6 ,difatti un bel giorno 7,veramente per i sonninesi il giorno dovette esser brutto671 una formidabile armata di carabinieri sal dalle paludi ,pontine verso il paese1 lo circond1 incaten quasi tutti i suoi abitanti e li port trionfalmente a ,roma1 dove uomini1 donne e bambini1 vennero chiusi parte in ,castel ,s4 ,angelo e parte in un vasto edificio a ,termini1 accanto alle ,terme di ,diocleziano4 ,il ,robert and a vederli e rimase profondamente colpito dall'energia e dalla purezza delle loro fisonomie1 dalla linea statuaria delle loro persone1 dalla eleganza e fierezza dei loro gesti1 e specialmente dalla originalit dei colori e delle forme dei costumi che indossavano4 ,torn ancora a visitarli e ammaliato dalla bellezza superba di due donne1 una certa ,teresina e una tal ,maria-,grazia1 le quali poi rimasero in ,roma e divennero due modelle famose fece chiedere a ,monsignor ,governatore1 il ,bernetti1 un permesso per poterle andare a disegnare3 l'ottenne e dopo qualche mese di lavoro assiduo espose nel suo studio1 con i ritratti delle due belle sonninesi1 alcuni quadri di soggetto brigantesco1 i quali s per la novit del genere come per la maestria con cui eran composti1 disegnati e dipinti ebbero un successo straordinario1 e furono l'origine di quella enorme quantit di pitture1 sculture1 disegni1 incisioni e litografie di scene e rappresentazioni della vita dei banditi1 che spargendosi per il mondo ci procur1 come dissi dianzi1 quella fama1 non del tutto immeritata1 del resto1 in grazia della quale chiunque veniva fra noi vedeva briganti da per tutto4 ,perfino nel ,caff ,greco6 ,par credibile8 ,eppure cos4 ,in un volumetto pubblicato a ,parigi nel #ahfi1 un certo ,auguste ,villemot incomincia un suo scritto1 intitolato ,brigands et ,voleurs1 precisamente con queste parole3 -- ,en #ahdg j'tais ,rome4 ,j'y frequentais le ,caf ,grec1 tablissement trs pittoresque444 e lo prosegue dicendoci come proprio in cotesto tablissement egli avesse il piacere di conoscere un signore sulla sessantina1 con occhiali e parrucca1 il quale1 niente di meno1 era il famoso capobrigante ,carmagnola1 che1 ritiratosi dalla professione con quarantamila scudi1 viveva in uno dei migliori alberghi di ,roma e recavasi tutte le sere nella bottega di via ,condotti per leggervi le gazzette e per giuocare qualche partita a dmino1 conversando piacevolmente con gli amici4 ,lo scritto del ,villemot non ha di certo una grande importanza nella storia della letteratura francese1 ma ne ha1 mi pare1 una grandissima in quella del nostro ,caff1 poich ci dimostra come questo1 sol che lo volesse1 potrebbe onorarsi di avere ospitato nelle sue stanze1 fra le tante persone celebri1 anche un capobrigante4 ,potrebbe2 ma1 siatene certi1 non lo far4 ,la bottega illustre1 che pur avendo la fortuna di poter annoverare nella lunga serie dei suoi avventori un re1 non se ne mai vantata2 figuriamoci un po' se vorr farsi avanti per gloriarsi di avere accolto fra le sue oneste pareti il famoso ,carmagnola6 ,lasciamo stare dunque il brigante e parliamo del re4 ,luigi primo di ,baviera nei lunghi soggiorni che fece in ,roma1 per passarvi ogni anno lietamente i mesi dell'inverno1 dall'alto della sua ,villa ,malta1 in cui abitava1 scese spesso nel ,caff ,greco per cercarvi i suoi amici tedeschi1 dai quali era adorato1 e per portarli in qualche osteria romanesca4 ,le osterie dove1 senza far torto alle altre1 egli soleva pi di frequente condurre gli artisti1 eran due3 una in riva al ,tevere presso ,ripagrande1 sempre fornita di eccellente marsala1 e un'altra all'insegna della ,campanella1 in piazza ,montanara1 ove il ,goethe incontr la bella ,faustina da lui poi immortalata nelle ,elegie ,romane4 ,con quale gioia gli artisti accogliessero gli inviti del buon ,luigi e con quanta prontezza abbandonassero per seguirlo il loro ritrovo abituale1 non occorre dirlo2 ma non occorre dire nemmeno che vi ritornavano presto4 ,der ,kaffe in dem ,kaff ,grec ,den ,katzenjammer jaget weg4 ,questi due versi che ci fan sapere come il caff del ,caff ,greco fosse allora ritenuto dagli artisti tedeschi un rimedio eccellente per far svanire i fumi delle sbornie1 possono servire1 io credo1 anche a farci intendere come1 in ogni caso1 la loro lontananza dalla via ,condotti non dovesse certamente prolungarsi al di l dello stretto necessario6 ,vi tornavano dunque2 ma appena ,luigi veniva a rivolger loro nuovi inviti1 se ne allontanavano ancora per seguire il buon re nelle sue osterie predilette1 ove egli amava di mangiare e di bere allegramente ammirando1 se se ne presentava l'occasione1 le belle popolane di ,trastevere1 cantando le dolci canzoni della patria lontana1 e recitando fra un bicchiere e l'altro qualche epigramma composto nella giornata4 ,uno appunto di cotesti epigrammi del re ,luigi ha per argomento la bottega di via ,condotti2 e lo ,schiaparelli lo ha tradotto cos3 ,d'alemanni ritrovo meglio tedesco chiamarte1 ,ma noi stringe coi greci l'affinit dell'arte4 ,e fra gli artisti italiani quali furono quelli che pi o meno assiduamente visitarono il ,caff8 ,tutti4 ,o1 almeno1 quasi tutti2 poich si pu dire1 senza esagerare1 che fino al #ahgj il ,circolo artistico internazionale di ,roma fu il ,caff ,greco4 ,negli anni oramai lontani1 quando incominciai a frequentare la bottega di via ,condotti1 al vecchio ,frezza1 che precedette nell'esercizio del locale l'attuale proprietario1 io solevo chiedere spesso notizie sulla preistoria del negozio allora suo1 e ricordo che dopo di avermele date egli mi diceva sempre di averle apprese sfogliando un grosso libro posseduto da un certo ,raffaele1 un vecchio cameriere da lui trovato nella bottega e conservato per qualche tempo al suo servizio4 ,il libro1 a quanto affermava il ,frezza1 era un museo1 e conteneva firme1 indirizzi1 poesie1 pezzi di musica1 disegni1 caricature e motti di coloro che avevano frequentato o visitato il ,caff4 ,dove sar andato a finire il cimelio prezioso8 ,e chi lo sa6 ,un giorno che il ,frezza mi parlava lungamente del libro1 dicendomi1 fra l'altro1 di averci vista una pagina scritta da un famoso romanziere russo1 il quale abitava in via ,sistina ed era assiduo frequentatore della bottega 7doveva essere certamente il ,gogol71 io gli chiesi se ricordasse di averci visto anche qualche cosa del ,pinelli e del ,leopardi2 ma non mi seppe rispondere4 ,il ,leopardi durante la sua permanenza in ,roma1 ove corse il pericolo di vestirsi da prelato e di andare con l'abito paonazzo a governare una provincia1 dimor precisamente nella casa vicina a quella dove abitava1 ed abita ancora1 il ,caff ,greco2 dunque pu darsi che il poeta della ,ginestra1 se non altro per rapporto di buon vicinato1 almeno una visita alla bottega famosa gliel'abbia fatta2 ma il ,pinelli io credo che non vi sia mai andato4 ,l'amaro e reo caff al sor ,meo piaceva poco4 ,al caff di ,portorico e di ,moka egli preferiva il caff de li ,castelli1 e specialmente quello che matura e s'indora nell'autunno sui dolci colli tuscolani4 ,per ci tutto1 non si rischia di correr troppo pensando che se pure il bizzarro artista romanesco vi entrato qualche volta1 nelle stanze del ,greco1 vi sia entrato per sbaglio4 ,al ,frezza un'altra volta io ricordo di aver dimandato se fra i disegni conservati nel libro1 di cui s' discorso1 rammentasse di averne visto qualcuno di ,massimo d',azeglio1 ed ei mi rispose affermativamente e mi parl di un guerriero a cavallo4 ,del resto il buon uomo1 quando io lo invitavo a darmi qualche notizia sugli artisti che avevano frequentata la bottega prima che questa fosse divenuta sua1 dopo di avermene discorso brevemente a voce bassa e solenne1 come se si trattasse dei suoi antenati1 forse temendo di non ricordar bene1 taceva2 ma se invece io gli chiedevo quali persone illustri egli potesse dire di aver visto coi suoi occhi entrare e trattenersi nel suo ,caff1 allora il caro vecchio si animava tutto1 sorrideva1 si accarezzava con la piccola mano aperta la bella barbetta argentea1 alzava un pochetto la voce e vinto da una commozione profonda in cui si sentiva un po' d'orgoglio mi nominava ,wagner1 ,liszt1 ,gounod e ,bizet1 ,gregorovius1 ,gibson e la sua allieva ,enrichetta ,hossmer1 che1 fuggita a sedici anni dalla famiglia1 venne qui1 sola1 dall',america per studiare scultura2 ,barrias1 ,wurzinger1 ,harpignies1 ,hamon1 ,rosales e ,mariano ,fortuny1 il ,riedel1 ,regnault1 ,hbert1 ,celentano1 ,morelli1 il ,catel1 il ,mayer1 che mor di un colpo apopletico proprio nella bottega1 il ,pollak1 ,carlo ,coleman e ,federigo ,faruffini2 poi1 dopo di avermi indicato il posto ove alcuni di costoro erano soliti di mettersi a sedere1 finiva quasi sempre col mostrarmi una vecchia fotografia di un quadro dipinto nel #ahde dal ,passini3 un quadro in cui effigiata la prima stanza del ,caff1 ove allora era il banco1 che adesso invece sta nell'ultima1 e mostrandomela mi faceva osservare fra le figure quella del cameriere che appunto il ritratto di quel tal ,raffaele1 il proprietario del libro ove era1 si pu dire1 la storia del ,caff ,greco4 ,ma dove sar andato a finire il cimelio prezioso8 ,e chi lo sa86 99 99 99 ,da quanto pu vedersi nel quadro del ,passini1 parrebbe che quando ei lo dipinse nella bottega di ,via ,condotti di cameriere ve ne fosse uno solo2 ora invece ve ne son due1 i quali rispondono1 ma non con troppa premura1 ai nomi di ,nunzio e ,salvatore4 ,nunzio e ,salvatore pur essendo abbastanza vecchi vengono comunemente chiamati i due giovani1 e tanto l'uno quanto l'altro dal continuo contatto con gli artisti hanno appreso un certo disprezzo per le forme esteriori1 massime per ci che riguarda il rispetto verso gli avventori1 e un'aria di indipendenza indomabile che molto li onora4 ,ambedue servono1 vero2 per quando vanno attorno per le stanze sorreggendo i vassoi scintillanti sui quali tintinnano e fumigano urtandosi insieme i bricchi1 le tazze e i bicchieri1 il loro passo1 come direbbe la buon'anima di ,francesco ,domenico ,guerrazzi1 quello di servi liberi in ,caff libero4 ,del resto tutti e due dalla lunga permanenza nella bottega e dal diuturno esercizio delle loro funzioni hanno imparata una certa tal qual filosofia1 non senza una discreta dose di pessimismo bonario1 che li porta a pigliare il mondo come viene e l'avventore come ,dio lo manda4 ,e questo di solito per i gusti e per le abitudini differisce assai dal maggior numero dei suoi simili i quali popolano ordinariamente tutti i ,caff dell'orbe terracqueo4 ,una delle sue caratteristiche1 se non la prima1 quella di preferire l'acqua a tutte le bevande multicolori pi o meno dolci ed amare4 ,difatti il numero dei bicchieri d'acqua che giornalmente e seralmente si consuma nelle pittoresche sale del ,greco inaudito4 ,chi di cotesti bicchieri volesse farne in capo all'anno un computo1 anche approssimativo1 dovrebbe1 io credo1 prima di mettersi al lavoro1 inventare molti numeri nuovi6 ,ma a proposito di acqua mi torna a mente una graziosa storiella4 ,un giovanotto1 assiduo frequentatore del ,caff1 oltre all'aver molto ingegno1 aveva1 cosa molto naturale1 un picciol debito col padrone del negozio e1 cosa pi naturale ancora1 cotesto debito non lo pagava mai4 ,rebus sic stantibus il suo nome1 che pi tardi doveva esser scritto a lettere d'oro nel libro glorioso dell'arte1 per allora rimaneva1 purtroppo1 vergato col nero inchiostro in un vile scartafaccio ove erano annotati i nomi di coloro che dovevano denaro alla bottega4 ,il giovanotto1 ogni giorno1 giuocava or con questo or con quello qualche partita a scacchi e1 abilissimo com'era1 vinceva quasi sempre la posta3 il prezzo di una tazza di caff4 ,una volta i suoi amici furono sorpresi di sentirgli chiedere al cameriere1 invece dell'abituale tazza nera1 un bicchierino di un liquore bianco ferocissimo1 fabbricato1 ,dio ce ne scampi e liberi tutti61 coi nccioli delle ciliegie4 -- ,non pigli il caff8 -- gli chiesero4 -- ,no -- rispose il giovanotto1 vuotando in fretta il bicchierino -- no4 ,il caff m'urta troppo i nervi4 ,la risposta era persuasiva3 gli amici non gli domandarono pi nulla e lui seguit ad annaffiare le sue vittorie con l'infernale mistura3 non gli domandarono pi nulla2 ma ogni volta che veniva pronunciato il suo nome1 non sapevano trattenersi dall'esclamare3 -- ,che peccato6 ,buono1 bravo1 giovane444 ,rovinarsi cos6 -- ,e se qualcuno chiedeva qual cosa facesse egli mai per rovinarsi cos1 gli rispondevano con voce accorata3 -- ,s' dato ai liquori4 -- ,e soggiungevano3 -- ,li beve come noi beviamo l'acqua4 ,proprio vero61 poich la bottiglia del famoso liquore bianco1 fabbricato coi nccioli delle ciliegie1 conteneva soltanto acqua pura4 ,in conclusione egli beveva bicchierini di acqua2 gli altri li pagavano come se fossero pieni di liquore1 e il cameriere1 che sapeva tutto1 portava il danaro al suo padrone4 ,e fu cos che il bravo giovanotto si fece1 vero1 la fama di un indurito ubriacone1 ma pag il suo debito fino all'ultimo centesimo4 ,ma oltre al grande amore ch'ei nutre per l'acqua l'avventore del ,caff ,greco si differenzia non di rado dai frequentatori degli altri ,caff per il conto in cui tiene la negra infusione arabica2 poich1 mentre ovunque cotesta infusione si suol berla per digerire il desinare che s' mangiato1 nella bottega di via ,condotti invece la si beve sovente per digerire il pranzo che non si manger4 ,gli artisti1 risaputo1 pi di ogni altra classe di persone1 vanno soggetti a distrarsi1 e perci come talora si dimenticano di pagare la pigione dello studio1 cos qualche volta si scordano di desinare4 ,io di artisti afflitti da cotesti fastidiosi svagamenti dello spirito ne ho visti parecchi4 ,ne ricordo uno fra gli altri1 che mi venne presentato da un mio conoscente1 il quale1 avendo con lui una certa affinit di temperamento si onorava di essergli discepolo4 ,era un francese2 parlava poco e male il nostro linguaggio2 e bench sapesse lavorare discretamente1 un po' per colpa sua e un po' per colpa degli altri1 quando arrivava alla fine della giornata gli ci mancavano sempre venti soldi a mettere insieme una lira4 ,poveretto6 ,aveva continuato per varii anni a combattere contro l'avversa fortuna1 e dalla lotta terribile alfine era uscito cos malconcio che1 forse per consolarsi1 s'era messo a studiare astronomia4 ,quando io ebbi il piacere di stringergli la mano1 egli nella scienza degli astri aveva gi fatto progressi spaventosi3 tali1 quali ,ipparco1 ,tolomeo1 ,copernico1 ,keplero1 ,galileo1 ,newton e ,laplace non glieli avrebbero sicuramente invidiati4 ,la volta del cielo era1 si pu dire1 per lui la volta della sua camera da letto4 ,le stelle le conosceva tutte e di ciascuna sapeva il nome1 il cognome1 la patria e la condizione3 nessuna delle loro abitudini gli era ignota1 e poteva descrivere esattamente le pi segrete caratteristiche della loro fisonomia4 ,il suo discepolo1 trovandosi senza dubbio in condizioni tali da poterlo affermare senza correr pericolo di essere smentito1 una sera mi assicur che il suo maestro se lo avesse voluto avrebbe potuto anche parlarci1 con le stelle1 perch ne conosceva la lingua4 ,veramente di questo io ho sempre un po' dubitato2 quello per di cui non sono mai stato dubbioso che il francese spesso nelle notti serene s'inoltrava nella campagna con una lanternina e una cartella per andare a ritrattare una stella della quale s'era invaghito4 ,quando la trovava gi alta nel cielo si metteva subito a disegnarla2 se invece al cader della notte non era ancor sorta1 l'aspettava2 e appena la vedeva brillare fra le nebbie del lontano e sconsolato orizzonte accendeva la lanternina1 vi accostava un foglio di carta e incominciava a lavorare2 e al primo apparire del giorno spegneva il lumicino1 e mentre intorno a lui si alzavano a volo trillando festosamente le allodole1 se ne tornava a ,roma1 voltandosi di tanto in tanto per salutare la sua stella che vaniva tremolando nella luce fredda dell'alba4 ,il discepolo io lo vedevo spesso1 perch1 avendo saputo che io scrivevo nel ,capitan ,fracassa1 nella speranza di potermi indurre a stampare sui giornali qualche poesia in onore del suo maestro1 godeva a intrattenersi con me per raccontarmene le gesta2 e io a dire la verit godevo non poco a sentirlo parlare4 ,una volta gli chiesi se alle gite notturne1 delle quali mi discorreva sovente1 prendesse parte1 e mi rispose1 turbandosi1 di sentirsi troppo piccolo per poter andare in campagna di notte con un uomo tanto grande4 ,la risposta non mi parve molto chiara3 gli rivolsi altre domande e mi riusc di fargli confessare come una notte certi brutti cani1 attirati dal chiarore della lanterna del maestro1 lo avessero assalito e quasi divorato4 -- ,sicch da quella notte444 -- ,non ci sono pi andato4 -- mi rispose subito2 e1 dopo di aver fatto un gesto di terrore1 alz una gamba1 si tocc il polpaccio e riprese con grande sincerit3 -- ,non ci sono pi andato perch1 sebbene la mia venerazione per il mio maestro e per la sua arte astronomica sia eccezionale1 io la vita umana la ritengo una cosa troppo sacra per essere data in pasto ai cani4 ,dico male8 -- ,benissimo6 ,per il vostro maestro ci va sempre in campagna1 di notte8 -- ,sempre4 ,del resto -- aggiunse1 crollando il capo -- per tutto quello che riguarda la vita non abbiamo1 purtroppo61 le stesse idee4 ,le nostre opinioni sono molto diverse4 -- ,cio8 -- ,ma1 per esempio3 lui non porta mai la camicia perch la crede inutile1 io invece la trovo necessaria2 lui dice che meno si mangia e meglio si sta1 io invece questo non lo posso ammettere2 lui mi raccomanda sempre nel caso trovassi uno che mi offrisse un milione1 di buttarglielo in faccia1 e io questa raccomandazione la trovo444 -- ,superflua8 -- ,no1 ingiusta4 ,e per quale ragione io dovrei rispondere con una villania a chi mi vuol fare una gentilezza8 ,ma niente affatto6 ,se domani uno viene da me e mi dice3 ,giovannino1 eccovi un milione1 io lo ringrazio1 mi piglio il milione1 e me lo metto nel portafoglio4 ,ma non basta4 ,lui1 per esempio1 vorrebbe anche persuadermi che se mi abituassi a mangiare il carbon fossile io potrei correre e fischiare come una locomotiva1 e questa sua idea1 a dire la verit1 io la credo molto discutibile4 ,insomma1 se lui mi ragiona sull'arte astronomica1 io1 secondo le mie forze1 sono sempre disposto ad andargli appresso con gli occhi chiusi2 ma se invece mi parla delle cose che riguardano la vita1 io non lo posso seguire4 -- ,ma l'andare in campagna1 di notte1 a disegnare le stelle mi pare che sia una cosa che riguarda l'arte4 -- ,ah6 mille perdoni6 una cosa che riguarda l'arte1 s2 ma anche la vita1 perch ci sono i cani4 -- mi rispose2 e ripetendo quel gesto di terrore1 gi fatto poco prima1 e tornando a toccarsi il polpaccio1 seguit3 -- ,del resto lui lui1 e certe cose se le pu permettere4 ,e poi se non se le permettesse1 non potrebbe fare quello che fa4 -- ,ma che cosa fa8 -- gli domandai3 ed egli1 felice di potersi allontanare dai cani1 il cui ricordo gli faceva ancora vedere le stelle1 s'aggrapp immediatamente alla mia domanda e incominci a discorrere con grande enfasi cercando di spiegarmi quale e quanta fosse la grandezza fisica e morale dell'opera sublime del suo maestro incomparabile4 ,non ci potei capir nulla4 ,ma appunto per questo fui assillato dalla curiosit di vedere che diamine di roba il maestro incomparabile mettesse sulla carta nelle sue gite notturne2 e qualche giorno dopo avendolo incontrato nel ,caff ,greco1 me gli avvicinai e gli chiesi se mi permetteva di visitare il suo studio4 -- ,impossibil6 -- mi rispose subito1 e alzando lentamente l'indice della destra verso il soffitto della stanza1 prosegu2 -- ,il mio atelier non rimane sulla terra2 mais si trova in cielo1 e si apre seulement quand vous dormez4 ,rimasi male4 ,allora egli1 che in fondo era buono e gentile1 avvistosi della impressione sgradevole cagionatami dalle sue parole1 mi disse1 sorridendo3 -- ,mais pourtant non vi dispiacete3 si vous non potete pas venir da me1 j'aurais le plaisir di venir io a cercare voi chez vous4 -- ,il giorno dopo1 difatti1 mantenne la promessa e mi port a far vedere una cartella piena zeppa di fogli di carta di tutti i colori1 sui quali tra un inferno di linee c'erano disegnate centinaia e centinaia di figure geometriche contornate da migliaia di punti1 di virgole e di parole incomprensibili4 ,rimasi sbalordito2 e non sapendo dir altro gli domandai a qual cosa avrebbe mai potuto servirgli tutta quella roba3 e lui1 dopo di avermi detto pi volte1 ridendo1 che gli astronomi erano des fous1 absolument des fous1 divenne istantaneamente serio1 e1 abbassando la voce1 come se mi svelasse un gran secreto1 mi disse che ne avrebbe ricavato una serie di disegni astronomici per riordinare da cima a fondo tutto il sistema planetario dell'universo4 ,purtroppo l'impresa formidabile lo sciagurato non pot condurla a termine2 poich dopo qualche settimana ch'egli m'avea palesato il suo arcano1 due caprari lo trovarono morto poco lungi dalle mura aureliane in un campo d'erbe selvatiche rilucenti di rugiada al primo bacio del sole4 ,il suo discepolo inconsolabile ce ne port l'annuncio al ,caff ,greco dicendoci fra le altre cose come il poveretto dovesse certamente esser morto di fame perch erano tre giorni che non mangiava4 -- ,tre giorni6 -- esclam con voce incredula un bell'uomo panciuto2 e avvicinata alle sue tumide labbra una tazza fumante colma di buon caff la rimise in fretta sul piattino2 vi gitt dentro due pezzetti di zucchero e dopo qualche istante di silenzio dimand3 -- ,ma come si fa a rimanere tre giorni senza mangiare8 -- ,fiss con gli occhietti lustri il vuoto quasi per cercarvi la risposta1 poi1 rimescol il caff1 guard i suoi vicini e1 facendo spallucce1 soggiunse3 -- ,eh1 gi6 ,sempre originali gli artisti4 ,proprio vero6 ,sempre originali gli artisti4 ,ma del resto tale originalit nelle stanze del ,greco pi comune di quanto si crede2 poich1 come osservava giustamente il mio amico ,angelo ,conti1 scritto nel libro del ,fato che i pazzi pi strani1 quelli che noi potremmo chiamare l'aristocrazia della demenza1 siano essi romani1 italiani o dei pi remoti paesi1 debbono lasciare un segno della loro esistenza nella bottega di via ,condotti4 ,una sera1 rammento1 entr nel ,caff un vecchietto macro1 rosso in volto e vestito di nero4 ,nessuno di noi l'aveva mai visto1 ma egli ci strinse a tutti la mano2 poi1 dopo un inchino solenne1 ci disse che egli era ,donato ,sacchetta1 albergatore in ,bomba1 un piccolo paese dell',abruzzo1 ed ex professore di filologia comparata2 e1 con nostra grande meraviglia1 ci comunic di esser venuto apposta a ,roma per esporre agli amici del ,caff ,greco il suo sistema di cosmologia4 ,chiese un caff1 se lo bevve1 e poi1 mentre noi non ci eravamo ancora rimessi dalla sorpresa1 incominci a dire a voce alta3 -- ,illustri signori6 ,il vero mezzo per scoprire la ragione delle cose offerto dal linguaggio4 ,ogni parola racchiude la rivelazione di un mistero dell'esistenza universale4 ,in questa maniera io ho potuto tuffarmi nel gran mare dell',essere fra l'eterno flusso e l'eterno riflusso4 ,ora1 se lo permettete1 lo far vedere a voi tutti4 ,io sono il mistico cignale che trionfer sul carro del possibile contro l'impossibile1 io sostituir alla matematica la filologia1 io444 ,a questo punto1 mentre tutti tacevano guardandolo esterrefatti1 e qualcuno si allontanava prudentemente1 si fece avanti il professore ,spetrino1 autore di un saggio critico e inedito1 su ,jean-,baptiste ,racine e libero docente di lingue vive e morte nella nostra ,universit4 ,allora fra i due professori si accese una disputa furibonda1 tanto furibonda che per farla cessare dovettero intervenire altri tre interlocutori3 il barbuto e placido proprietario del ,caff e due guardie di pubblica sicurezza4 ,e forse non fu il sistema di ,donato ,sacchetta che1 pochi giorni dopo1 spinse lo ,spetrino ad entrare nella caserma dell'artiglieria al ,macao ove prese a bastonare i cannoni1 gridando che era giunta l'ora di distruggere tutte quelle orribili macchine da guerra8 ,povero ,spetrino6 ,lo fermarono1 lo legarono e1 mentre egli urlava3 -- ,portatemi nel tempio della ,fratellanza e della ,pace6 -- lo portarono al manicomio4 ,un altro ne ricordo3 un pittore milanese caduto rapidamente da una gloriosa giovinezza in una oscura e precoce vecchiaia4 ,lo riveggo ancora1 vestito d'estate e d'inverno con un soprabitone di colore giallognolo non fatto certo per le sue spalle1 entrare nella bottega1 traversarla a piccoli passi e andarsi a mettere a sedere in un angolo quasi buio4 ,non parlava mai con nessuno4 ,il suo volto scarno aveva l'impassibilit di una maschera4 ,se mai qualcuno gli rivolgeva la parola1 rispondeva con un lento movimento del capo e ritornava subito immobile4 ,un giorno lo trovarono insanguinato e morente sopra uno dei gradini dell'obelisco del ,popolo4 ,s'era tagliate con un pezzo di vetro le vene dei polsi1 e dopo di avere scritto sul travertino col proprio sangue3 ,siate onesti1 era caduto4 ,il disgraziato1 fra i commenti della folla1 venne condotto all'ospedale1 e le due parole formidabili furono cancellate subito con l'acqua di ,trevi delle vicine fontane4 ,ma prima che le cancellassero1 mentre illuminate dal sole spiccavano ancora fosche su la pietra gialla1 un signore le lesse e domand chi le avesse scritte4 ,tutti gli risposero3 -- ,un pazzo4 ,non sempre per il sanguigno e lugubre ammanto della tragedia ricopre le persone di coloro che nelle stanze del ,greco rappresentano la folla artistica internazionale4 ,fra cotesti illustri rappresentanti me ne torna alla memoria uno il quale sapeva travestire con tale sottile ironia e con tanta volgare buffoneria il suo nero pessimismo1 inasprito continuamente dai disinganni e dalla fame1 che al vederlo e all'udirlo non si poteva fare a meno di ridere4 ,di quanto gli era accaduto o gli accadeva realmente1 non parlava quasi mai3 lo lasciava raccontare alle rughe numerose e profonde del suo volto1 al suo abito sbrandellato ove erano pi asole che bottoni1 ed a tutta la sua figura macra ed ossuta4 ,i suoi discorsi1 spesso illuminati da lampi inaspettati di comicit irresistibile e da stravaganze inaudite1 si aggiravano ognora intorno a invenzioni meravigliose o sopra a visioni fantastiche di mondi strani e sconosciuti1 e finivano quasi sempre con motti feroci che stroncavano una reputazione scroccata o frantumavano un'opera1 cos detta1 d'arte1 o frustavano a sangue un artista mediocre favorito dalla fortuna4 ,un giorno entr nel ,caff e ci disse di aver trovato finalmente dopo molte prove e riprove il modo di fare l'oro4 ,qualcuno sorrise2 e un pittore1 noto a tutti per i favori ottenuti umiliandosi dinanzi ai potenti1 volendolo canzonare gli disse3 -- ,fai l'oro8 ,ci mi fa piacere1 ma non mi sorprende4 ,io faccio l'argento4 -- ,gi6 ,come le lumache3 strisciando4 -- gli rispose il pazzo2 e per quel giorno di oro e di argento non si parl pi4 ,un'altra volta ci fece un lungo discorso sul noto proverbio3 ,impara l'arte e mettila da parte2 e1 dopo di averci dimostrato come per lui fosse giunto il momento di mettere da parte l'arte e di darsi all'industria1 ci comunic di avere impiantato un opificio per fabbricare i pennelli con le code dei pesci4 ,ma l'industria non gli riusc4 ,allora si diede a fabbricar colori1 e ne invent uno giallo che aveva la densit delle terre1 e1 sia detto senza malizia1 la trasparenza delle lacche1 e1 non so perch1 gli diede il nome di capitone4 ,era buono4 ,lo vendeva a una lira il tubetto e molti lo comperarono2 ma adoperandolo1 turbati da qualche sospetto1 furono assillati dal desiderio di voler sapere con quali sostanze venisse fabbricato4 ,ohim6 un giorno strinsero il suo inventore con molte dimande1 gli nominarono la materia prima con la quale essi temevano che il capitone fosse composto e si sentirono da lui rispondere3 -- ,pu essere6 ,la rivelazione del segreto rovin interamente l'industria del capitone2 quei che ne avevano ancora si affrettarono a buttarlo via1 e il suo inventore per passare in pi spirabil aere si mise a scrivere un opuscolo di estetica intitolato3 ,viaggio patologico nella clinica dell'arte moderna in ,italia1 nel quale dissertava sui premi di incoraggiamento istituiti dal ,governo a vantaggio degli artisti4 ,egli ragionava cos3 -- ,i premi per qual fine sono stati decretati8 ,per comprare col danaro del pubblico le opere degli artisti4 ,benissimo6 ,ma quando un'opera d'arte veramente buona1 chi la compera lo si trova sempre4 ,colui1 dunque1 che vende il suo lavoro non ha bisogno di essere incoraggiato da nessuno3 si incoraggia da s4 ,coloro i quali non vendono i loro quadri e le loro statue1 coloro che producono pessime opere d'arte1 questi debbono essere incoraggiati perch1 se a costoro non pensa il ,governo ad aiutarli1 chi mai ci penser8 ,dopo qualche mese che io avevo viaggiato patologicamente con lui in una stanza del ,caff ,greco1 mentre una luce tenue e dorata entrava dalla porta socchiusa e spargevasi dolcemente nelle camere silenziose1 ove i camerieri dormicchiavano sdraiati su le panche vedove di avventori1 lo incontrai per istrada1 precisamente in via ,nazionale1 ove allora allora s'era chiusa una esposizione di belle arti4 ,appena egli mi vide da lontano1 mi venne subito incontro agitando un giornale aperto e mi disse3 -- ,ha visto8 ,ha inteso8 ,ha letto quali quadri sono stati comperati dalla ,giunta ,superiore per adornarne la ,galleria di arte moderna8 ,si ricorda8 ,se la rammenta la mia lettura8 ,lo vede come la mia idea si fa strada8 ,lo capisce ora come il mio modo di pensare s'impone8 -- ,e1 senza darmi il tempo di poter aprire la bocca1 scoppi in una risata fragorosa che fece fermare i passanti1 mi volt le spalle e agitando ripetutamente il giornale si allontan4 99 99 99 ,il pubblico del ,caff ,greco non pi adesso simile a quello che io vi trovai quando incominciai a frequentarlo4 ,oggi molti di coloro che vi conobbi allora o son savi o son sepolti2 tuttavia la massima parte di quanti vi si recano al presente data dagli artisti2 e nelle serate in cui la pioggia vicina1 mentre i barometri romani inclinano gl'indici verso il segno della tempesta1 vi si accendono ancora discussioni furibonde su argomenti pi o meno artistici1 le quali non si spengono se non quando la pioggia principia a cadere fragorosamente sul soffitto di vetri dell'ultima stanza4 ,non sempre per la pioggia arriva in tempo a pacificare gli animi inacerbiti4 ,una sera due giovinotti1 dopo di aver sorbito i loro caff e di averli trovati semplicemente borgiani1 non avendo altro di meglio da fare1 impresero ad esaminare quale delle due arti sorelle fosse pi difficile ad essere esercitata1 se la pittura o la scultura4 ,i due contendevano gi da un pezzo su l'arduo argomento quando un loro vicino1 buttando via un mozzicone di sigaro1 da lui dichiarato assolutamente infumabile1 entr buon terzo nella discussione3 poco dopo1 lagnandosi delle scarpe che glieli stringevano troppo1 vi mise i piedi un altro2 poi un altro ancora1 e la controversia si ingigant talmente che la stanza dove essa era nata non bastando pi a contenerla1 si sparse a poco a poco nelle altre camere della bottega4 ,allora tutto il ,caff si divise in due schiere di combattenti3 una guidata dagli scultori e l'altra dai pittori4 ,la lotta ardeva furiosa e gli urli1 le contumelie1 le risate e gli applausi coprivano a volta a volta le voci squillanti degli oratori1 quando un signore1 senza riflettere a quanto avrebbe per avventura potuto capitargli fra capo e collo1 ebbe il fegato di farsi avanti ad affermare che1 secondo ,spencer1 la scultura era un'arte inferiore4 ,all'udire il nome del filosofo gli scultori rimasero per qualche istante silenziosi1 ma riavutisi subito dalla sorpresa chiusero la discussione con tali argomenti che il pover'uomo1 se ancora campa1 se li deve ancora ricordare4 ,quietato il baccano1 mentre le prime gocce di pioggia incominciavano a battere sui vetri del soffitto dell'ultima stanza1 uno chiese3 -- ,e chi questo ,spencer8 -- ,e chi vuoi che sia8 -- gli risposero in parecchi4 -- ,sar uno dei soliti giornalisti4 ,perch queste parole siano intese nel loro giusto valore1 bene avvertire che per la maggior parte dei frequentatori della bottega di via ,condotti1 il vocabolo giornalista1 massime se viene pronunciato atteggiando le labbra a una smorfia di disprezzo1 non serve mai a designare chi scrive in un giornale1 ma colui che in un giornale scrive di 'cose d'arte' in genere e di quadri e di statue in specie4 ,del resto giornalisti veri e proprii io nel ,caff ,greco non ce ne ho mai visti4 ,qualcuno forse pu esserci capitato2 ma se mai sar stato un giornalista senza giornale1 e allora sar andato a confondersi fra quei frequentatori1 dir cos1 sporadici della bottega1 fra i quali non difficile di incontrare maestri di musica che non conoscono altre note all'infuori di quelle del trattore e del sarto1 professori di pittura in qualche ospizio di ciechi1 architetti senza archi e1 quel ch' peggio1 senza tetto1 ingegneri privi oltre a tante altre cose anche d'ingegno1 medici che non esercitano pi la professione1 forse per filantropia1 vecchi impiegati giubilati i quali non hanno altro giubilo tranne quello1 come sogliono dire1 di avere un'anima di artista1 negozianti senza negozi1 avvocati senza cause e quindi senza effetti1 poeti in cerca di una lira1 e talvolta qualche modello4 ,fra questi1 nei primi anni che io frequentai la bottega1 ne conobbi uno che non ho mai pi scordato4 ,era un moro4 ,alcuni missionarii ritornando in ,italia dall',africa1 dove avevano predicato la verit evangelica agli infedeli1 se l'erano portato appresso1 e lo avevano battezzato imponendogli il nome lietissimo di ,natale3 ma1 purtroppo1 il nostro buon ,dio del povero ,natale non si era curato tanto quanto forse1 se l'avessero lasciato stare a casa sua1 se ne sarebbe curato il suo ,allah2 difatti1 quando io lo incontrai in un angolo del ,caff ,greco1 il povero africano moriva di fame peggio di un europeo1 e passava le sue giornate cercando inutilmente un'ora di lavoro1 masticando qualche pezzo di sigaro1 tossendo di tanto in tanto convulsivamente e bevendo a sorsettini lentissimamente1 se poteva procurarselo1 qualche bicchierino di rum di cui era ghiottissimo4 ,non era bello1 no2 ma le forme caratteristiche della sua persona1 le sue movenze svelte e sempre eleganti e il modo singolare con cui soleva manifestare i suoi pochi pensieri e le sue molte sensazioni me lo rendevano simpatico1 e se entrando nel ,caff mi avveniva di vederlo da lontano1 rannicchiato dietro il marmo bianco di un tavolino1 me gli avvicinavo e dopo di avergli stretta la mano lunga1 ossuta1 scimmiesca1 provando l'impressione di toccare un tessuto di seta1 gli sedevo accanto4 ,quasi sempre io gli offrivo un bicchierino di rum1 ed egli avvicinandovi le labbra grosse e guardandomi di sotto in s con gli occhietti socchiusi1 mi ringraziava mandando fuori dalla gola un suono roco e tremolante simile a quello che fanno i gatti quando si accarezza loro la nuca4 ,parlava poco e alle mie domande rispondeva sempre con monosillabi2 ma la povert del suo dizionario sapeva compensare con gesti efficacissimi4 ,i suoi discorsi li finiva sempre con le mani4 ,talvolta sorrideva mostrando i denti forti e bianchi1 ma non rideva mai4 ,poveretto6 ,dove ei fosse nato non sapeva dirlo3 quelli che lo avevano messo al mondo non li aveva conosciuti2 e se gli chiedevo di raccontarmi qualche cosa della sua infanzia1 alzava le spalle e le riabbassava dicendomi3 -- ,non so4 -- ,le sue rimembranze non andavano al di l della sua adolescenza1 ed erano tutte assai pi nere della sua epidermide4 ,quei tali che l'avevano lavato dal peccato originale1 stimando forse con cotesta operazione idraulica di essersi liberati da qualsiasi altro obbligo verso di lui1 lo avevano abbandonato1 ed egli1 discesi ad uno ad uno i gradini dolorosi della pi obbrobriosa miseria aveva finito a trovarsi in mezzo a certi saltimbanchi girovaghi1 i quali1 dopo di averlo incatenato e rinchiuso in una gabbia di ferro1 lo andavano mostrando come un ferocissimo antropofago vivente e proveniente dalle foreste vergini della ,patagonia3 e1 come se questo non bastasse1 ogni sera1 affinch il rispettabile pubblico potesse avere una piccola idea del modo col quale il povero ,natale divorava il suo simile1 gli gittavano nella gabbia una gallina1 ed egli1 urlando e contorcendosi come un ossesso e scuotendo orribilmente le catene1 la ghermiva1 la spennava e la strangolava dinanzi agli spettatori inorriditi4 ,dopo di averne fatte pi di ,carlo in ,francia1 capitato in ,roma1 senz'arte n parte1 si incontr con un pittore il quale cercava un nero per effigiarlo1 non so veramente con quanta esattezza storica1 in un quadro rappresentante lo sbarco di ,cristoforo ,colombo in ,america1 e da allora incominci a frequentare gli studi ove trov una certa ,rosina1 la figliuola di un ubriacone1 che girava per le strade suonando un organetto a manovella1 e se ne innamor4 ,non la lasciava mai1 e quando essa era a posare in qualche studio1 se non poteva esserle vicino1 l'aspettava in istrada pazientemente per poi accompagnarla fino all'uscio sgangherato di una casupola miserabile in un vicoletto nei pressi di ,santa ,maria ,maggiore1 ove ella abitava col padre e con l'organetto a manovella4 ,un mio amico che li conobbe al tempo dei dolci sospiri1 un giorno mi diceva sorridendo1 come ogni volta che li aveva visti salire1 tenendosi stretti per la mano1 su per la scalinata della ,trinit dei ,monti1 ove morivano i rintocchi dell'avemaria1 e ogni volta che li aveva incontrati in via ,sistina1 mentre nella luce azzurra del crepuscolo tremolavano le fiamme gialle dei lampioni1 non avesse mai potuto fare a meno di pensare allo ,shakespeare4 ,e1 forse1 chi sa8 ,chi sa se la povera ,rosina non si fosse veramente innamorata dell'africano udendolo narrare le sue sventure8 ,e chi sa se egli1 il moro1 non la ripagasse di amore per la piet che n'ebbe8 ,erano arrivati al punto di volersi sposare2 ma questa volta ,brabanzio giunse in tempo per impedire alla natura di cadere in tanto errore4 ,non valsero n pianti1 n preghiere4 ,se la disgraziata osava di nominargli il suo ,natale1 la risposta del birbaccione era sempre una3 -- ,nun vojo turchi a casa mia4 -- ,e se la poveretta1 pur avendo di lui un terrore indicibile1 gli faceva osservare che ,natale era un cristiano1 egli ribatteva prontamente3 -- ,io a li cristiani neri nun ce credo4 -- ,viveva alle spalle della sua figliuola e non voleva che gliela portassero via3 ecco la verit4 ,non si sposarono dunque2 ma seguitarono sempre a volersi bene1 e si pu dire che l'africano la sua ,rosina non la lasci se non quando1 vinto da una tisi galoppante1 fu obbligato di ritornarsene nel grembo del nostro ,dio o forse in quello del suo ,allah4 ,la poveretta lo pianse con molte lacrime e poi pass ad altri amori meno neri1 ma non meno disgraziati e1 perduto il padre1 cadde sotto le ugne di un brutto tipo3 un formatore1 il quale impadronitosi dell'organetto a manovella prese a suonarlo per le strade e pi spesso sotto gli olmi1 i ligustri e le acacie delle varie osterie suburbane2 ma poi1 annoiato dal dover sempre sentire la stessa musica1 vi incoll sopra un foglio di carta con questa iscrizione3 -- ,da vendersi o da affittare4 ,per le trattative diriggersi a me4 -- ,e quando in seguito a trattative laboriosissime gli riesc di disfarsene1 dopo di essersi mangiato1 giocato1 e bevuto quel poco che ne aveva ritratto1 ritorn a sporcarsi le mani col gesso1 e1 cavate le impronte di quasi tutte le parti del corpo della misera ,rosina1 che egli soleva chiamare ghignando la mia signora le andava offrendo per pochi baiocchi ai signori pittori di via ,margutta4 ,tutti e due finirono male4 ,lui1 dopo di averne fatte tante1 una meno legale dell'altra1 non sapendo che cosa fare di peggio1 essendosi messo a riempire con un metallo bianco di sua invenzione1 molto simile all'argento1 le forme cave di certe monetine da due lire1 un giorno fu visto in mezzo a due guardie di pubblica sicurezza e non se ne sent pi parlare2 lei1 povera figlia61 una sera uscendo da una bettola si trov trascinata1 senza volerlo1 in una rissa e fu raccolta morente per una grave ferita di coltello4 ,la portarono in un ospedale e col1 dopo qualche ora di tormenti atroci1 quella pace che ella aveva cercato tante e tante volte invano nella vita la trov nella morte4 99 99 99 ,ed ora1 giacch necessario di concludere1 permettimi1 o amico lettore1 che io chiuda questo mio ,caff pi o meno ,greco1 il quale conclude questo volume1 rivolgendoti una domanda4 ,dimmi la verit1 ti ho annoiato8 ,senti3 una sera io mi trovavo nella vecchia bottega fra le cui storiche pareti ho cercato di intrattenerti come meglio ho potuto1 quando un signore venne a sedersi a un tavolino accanto a me2 chiese un caff e se lo bevve in fretta2 poi torcendo le labbra in segno di disgusto1 chiam con voce alterata il cameriere1 e1 dopo di avergli accennato con un'occhiata bieca il vassojo1 gli disse3 -- ,non vi vergognate di avvelenare il prossimo con questi intrugli8444 ,non vi vergognate8444 ,il cameriere lo lasci sfogare2 guard la tazza ove di caff non ce n'era rimasta neppure una goccia1 e gli rispose3 -- ,caro signore1 che cosa vuol farci8 ,oramai l'ha bevuto6 ,,note3 #a ,venditore di colori e di manichini1 conosciutissimo a ,roma4 ,,indice ,,memorie ,d',,uno ,,smemorato ,pag4 #i ,,il ,,modello #ci ,,il ,,manichino #ec ,,in ,,ciociaria3 ,i4 #hi ,,ii4 #aja ,,iii4 #aac ,,iv4 #aca ,v4 #adg ,,il ,,pianto ,,delle ,,zitelle #afa ,,monte ,,giano #bje ,,un ,,congresso ,,alpino 7#ahhg7 #bbe ,,gita ,,sentimentale #bci ,,le ,,capanne ,,di ,,ripetta #bee ,,il ,,mio ,,pellegrinaggio #bgc ,,carciofolata #bhg ,,il ,,caff ,,greco #cja ,nota del ,trascrittore ,ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute1 correggendo senza annotazione minimi errori tipografici4