,,antonio ,,fogazzaro ,il ,dolore nell',arte ,,discorso ,,milano ,,casa ,,editrice ,,baldini1 ,,castoldi ,c4 ,galleria ,vittorio ,emanuele1 #ag e #hj #aija ,,propriet ,,letteraria ,,milano--,,tip4 ,,pirola ,,cella ,,di ,p4 ,,cella ,i4 ,,nota4--,il presente discorso1 tenuto la prima volta in ,torino l'#aa aprile #aijj per invito di quella ,societ di ,cultura1 venne quindi pubblicato nella ,rassegna ,nazionale4 ,sull'orlo di un lago bizzarro che io amo1 verde ai due capi1 sottile e torto per sinuose gole di colli selvaggi e di montagne tragiche1 sereno a mezzo il corso nell'arco di un golfo idilliaco1 si affaccia allo specchio maggiore delle acque una densa e signorile corona di ombra4 ,sovente per le vie solitarie di quell'ombra fui preso dal senso di una bellezza che pi si prometta di quanto si sveli4 ,non la scoprivo intera nel tremolar lucente del lago tra i tronchi1 nelle pensose montagne assise a levante del bosco1 nelle alte scene lontane1 dorate di sole1 che mi apparivano tratto tratto a settentrione4 ,mi sorgeva invece nel cuore e me lo riempiva di s l'idea di una possibile parola unica nella quale consuonassero tante diverse voci di cose2 di una profonda parola di bellezza1 tentante e inafferrabile come la parola di accordi musicali che annuncino1 preparino una successiva rivelazione di suoni e invece si spengano senza seguito nel silenzio4 ,cos penetrato dall'anima occulta delle cose che mi figuravo desiderosa e incapace di esprimersi a me com'ero io di comprender lei1 movevo alla pi recondita sede di quel regno di ombra dove i maggiori alberi1 fronteggiandosi in giro1 congiungendosi a grande altezza in un'ascensione unica1 fanno di s ghirlanda e tempio a un cupo fantasma4 ,una giovine donna1 bellissima1 dai capelli scomposti1 dalle vesti cadenti1 siede l sopra un alto seggio1 piegato il busto gentile in avanti1 puntati i gomiti alle ginocchia1 strette le guance fra i pugni chiusi1 fissi gli occhi tordidi nel vuoto4 ,il viso rivela una intelligenza forte che affonda nella follia4 ,nessuna cura stringe pi costei n del mondo n di s4 ,nessun vivente presuma1 per esserle stato caro1 poterle recar conforto4 ,ella non torcerebbe un momento gli occhi suoi avidi dalla visione di angoscia che la impietra2 e tuttavia ci balena che possa repente balzar dal seggio con uno strido1 avventarsi l dove guarda1 tanto potente vita spir nel marmo il grande artista che le pose nome ,desolazione4 ,si soffre davanti all'alta ,dolorosa1 e si gode intensamente di soffrire4 ,ci partiamo pensosi e la visione di lei ne persegue al sole1 per le ombre che il vento scompiglia1 lungo le rive sonore del lago scintillante4 ,non ci guasta l'incanto dei colori e dei suoni ma vi spira una malinconia segreta che lo rende pi soave1 infonde alle voci delle cose un accento nuovo e profondo4 ,pare che l'enigma di bellezza oscura onde avemmo dianzi turbato il cuore vi ritorni1 lo prema pi forte1 quasi vi si disveli4 ,i susurri del fogliame paiono prima dire dire incalzando e poi dolersi1 nel venir meno1 di non essere intesi4 ,,ii4 ,ma non nel vento1 sulle labbra silenziose della bella creatura di marmo che ci si disegna la prima parola del mistero4 ,perch costei che se fosse viva ci agghiaccerebbe il sangue con la sua vista1 ci distruggerebbe l'incanto del giardino1 perch si mesce1 fatta visione e opera d'arte1 con la bellezza delle cose in un'armonia che ci muove al desiderio e al sospiro1 a un turbamento non simile alla piet1 simile piuttosto alle inquietudini dell'amore nascente8 ,s'ella fosse raffigurata nell'atto del pregare o del piangere1 di una emozione insomma tenera e calda1 si direbbe che l'attitudine sua genera il sentimento nostro2 ma non cos4 ,il dolore e l'amore di lei1 compenetrandosi a vicenda1 si sono indurati in un'angoscia torva1 senza tenerezza1 senza fiamma4 forse la leggiadria del volto e del corpo che pu tanto sopra di noi8 ,no1 la sua bellezza troppo cupa1 troppo sinistro il disordine dei suoi capelli e delle sue vesti4 ,la potenza sua fascinatrice nella grandiosit del suo dolore impersonale1 senza nome4 ,ella non una madre1 non un'amante1 il dolore stesso1 l'idea pura1 fatta marmo1 dell'universale dolore1 del dolore che oscura presto o tardi ogni vita umana4 ,ma se l'idea pura del dolore1 sensibilmente rappresentata dall',arte1 ne accende l'anima di pensieri alti e soavi1 conviene che in lei si asconda qualche occulta bellezza2 e poich solo ha potenza di commuovere l'opera d'arte che fu creata nella commozione1 convien pensare che il creatore di quel marmo abbia concepito con entusiasmo1 prima di noi1 una occulta bellezza del soffrire4 ,pure1 se io potessi evocare dai morti ,vincenzo ,vela1 l'artefice sovrano1 e interrogarlo1 egli mi risponderebbe di non avere pensato mai a una bellezza del soffrire4 ,,iii4 ,signori1 le sorgenti della ispirazione artistica sfuggono alla coscienza stessa dell'artista4 ,esse si celano in una regione misteriosa dello spirito umano1 nelle tenebre inferiori alla coscienza dove giacciono tesori di ricordanze oscurate e lampeggiano meravigliose facolt del conoscere cui non sono ministri n i sensi n il ragionamento4 ,laggi sono le inaccessibili fonti della ispirazione artistica insieme alle fonti degli oscuri presentimenti1 della malinconia e della ilarit senza causa conosciuta1 delle dolcezze mistiche4 ,di laggi balzata in un'ora di emozione creatrice questa mirabile forma cui l'artista1 vagheggiandola e meditandola1 condusse poi a perfezione squisita2 e non temerit di pensare che nelle ombre del subcosciente un'arcana bellezza del dolore fosse da lui appresa4 ,non temerit di pensare che quando erravamo per i viali deserti ascoltando la voce del vento e delle onde colla mente piena della ,desolata1 una bellezza mistica del dolore fosse appresa da noi stessi1 che pur non ne avevamo coscienza4 ,non esclamate1 signori1 ch' temerario innalzare su questa sola pietra la strana dottrina di una bellezza recondita del dolore4 ,no1 io ho incominciato col parlarvi di quella pietra perch il dolore vi si rivela nella sua forma pi alta1 la sofferenza morale1 e perch altro che dolore la sublime forma non dice2 ma evochiamo insieme dalle reliquie dei secoli morti1 dalle pagine degli antichi poeti le creature che l',arte innamorata del dolore partor nobili di bellezza immortale4 ,,iv4 ,esse ascendono in folla al richiamo1 turbinano davanti a noi come le anime dolenti nel tenebroso vento che ,dante ide1 e ,voi tutte le riconoscete al viso1 alle vesti1 alle attitudini1 perch i loro nomi di gloria vi sono familiari4 ,io non so come si ardisca insegnare alle turbe in prosa e in rima che la visione artistica del dolore ha origini cristiane1 che procede dalla glorificazione di un infame strumento di tortura e di morte1 che l'arte antica fu solo una fioritura di bellezza serena e di gioia4 ,voi tutti sapete che non vero4 ,altro che armoniose membra di ,veneri caste e di efebi divini1 altro che placide maest di volti olimpici ha dato l'arte antica4 ,vedete ,laocoonte che passa contorcendosi fra le spire dei draghi1 levando al cielo clamores horrendos2 vedete il bel guerriero ferito del ,campidoglio che reclina tristemente il capo nelle ombre della morte1 e se l'una opera e l'altra ,vi paiono pensate e condotte dagli artefici a prova della loro scienza e della valente mano1 se il dolore fisico ,vi sembra predominar troppo in esse sul dolore morale1 vedete ,niobe che impietrata piange ancora secondo il tragico mito1 piange spaventosamente per gli occhi di sasso1 ,niobe1 il sempiterno dolore inflitto alla creatura umana dall',invisibile1 che innamor di s l'arte greca e la sua imitatrice latina4 ,ecco le creazioni dei grandi tragici4 ,prometeo1 che soffre in fiero silenzio mentre i carnefici ne configgon le catene alla rupe e1 appena solo1 caccia un urlo1 chiama1 come il profeta1 le genti ,h,idesthe me4 ,attendite et videte4 ,ecco la frigia ,cassandra1 schiava nella reggia degli ,atridi1 ululante nel suo barbaro linguaggio quale una belva prigioniera4 ,ecco il dolore disceso fin nelle tombe a invader le ossa dei morti1 il fantasma del vecchio re ,dareios che piange con ,atossa1 la compagna sua tuttora vivente1 sulle sventure del figlio ,serse1 e la dolce ,elettra singhiozzante sopra una ciocca di capelli sconosciuti1 ,antigone e ,ismene che a vicenda si eccitano al pianto4 ,ecco ,edipo e l'ombra sinistra del ,destino4 ,e che mai finalmente la tragedia greca se non la forma di bellezza onde si vest un grandioso concetto del dolore e del suo ufficio nel mondo8 ,il dolore vi rappresentato come un frutto inevitabile del disordine1 come un castigo che persegue il sangue colpevole di generazione in generazione e punisce nell'infante in cuna il delitto degli avi4 ,lo spettacolo del soffrire fatale1 immeritato dagli afflitti avvinse a s la mente dei tragici di ,atene e1 per opera loro1 il cuore del popolo4 ,certo quei grandi poeti non videro in esso che crudeli vendette divine e il volere del destino implacabile1 non ebbero coscienza di un'azione provvidenziale e salutare del dolore2 ma vi divinarono tuttavia la forma di un ordine onde non valevano a penetrare l'essenza4 ,la stessa ,iliade prende bellezza e grandezza sovrana dal suo elemento tragico1 dal ,fato che v'incombe agli uomini e agli ,dei e il poeta di ,achille non lo ha forse mai tanto amato come quando a lui1 salito alle vendette sul suo carro di battaglia1 fa profetare dal cavallo ,xanto una sinistra profezia di sventura4 ,ed ecco tra i fantasmi omerici anche ,ulisse pensoso in riva al mare colla cara lontana ,itaca nel cuor pesante1 e presso a lui ,calipso1 la triste impotenza dell'amore e della bellezza immortale contro un destino che mostra la felicit e la rifiuta4 ,ecco passar gemendo con i capelli al vento le creature ahim troppo verbose della poesia elegiaca1 nate dal fascino che il dolore ha esercitato1 come soggetto d'arte1 sull'anima pagana4 ,ecco la ,musa malinconica e appassionata di ,virgilio1 una voluttuosa della tristezza1 che sent le lagrime delle cose1 e si compiacque di ascoltar i lamenti dei boschi e dei laghi3 ,te nemus ,anguiti1 vitrea te ,fucinus unda ,te liquidi flevere lacus3 che si arrest sospirando a contemplar gl'insolubili enigmi dell',universo1 il mistero delle cause prime4 ,v4 ,ed ecco1 in ogni attitudine che ogni dolore compone1 infiniti fantasmi cui l',arte di vita e nome dopo che un dramma di passione divina ebbe trasformato il mondo4 ,disponendomi ad additarvene alcuni tra i pi famosi1 penso di escluderne le creazioni dell'arte sacra1 delle quali difficile riconoscere fino a qual punto sieno state ispirate dalla fede e dalla bellezza ideale della religione piuttosto che dalla bellezza ideale del dolore4 ,mi sia solamente concesso di affermare che nessuna fede religiosa si richiede a godere di tante magnifiche rappresentazioni del soffrire2 che davanti alla ,piet scolpita da ,michelangelo e alla ,piet dipinta da ,van ,dyck anche uno scettico1 se ha intelletto e cuore1 sente1 insieme all'ammirazione artistica1 le inquietudini di una simpatia profonda4 ,egli si accuser forse di debolezze atavistiche e la sua ragione insorger contro il suo sentimento1 ma questa presunta debolezza sentimentale non in fondo che la intuizione incosciente di una bellezza intellettuale e morale del dolore1 segreta s1 ma1 come dir pi tardi1 non impossibile a scoprire meditando4 ,e ora passate in silenzio1 legioni afflitte6 ,passate1 madonne del ,beato ,angelico1 di ,giambellino e di ,sassoferrato1 dolci creature sacre al dolore1 che tanto soavemente piegate sotto il dono misterioso e terribile2 passate1 nobili immagini del vir dolorum1 che il genio di ,rubens e di ,michelangelo evoc sulla tela e dal marmo1 biondi adolescenti che ,luino assise pensosi a pi della ,croce1 penitenti e martiri irradianti da mille famose tele la divina luce di un dolore che giunto dai sensi al pi interno dell'anima vi trasmutato in un'aurora di gioia eterna4 ,passate accompagnati da quelle melodie sovrumane che suonarono nella mente di ,francesco ,francia quando dipinse i suoi musicisti del cielo4 ,passate1 cedete ad altri fantasmi6 ,,vi4 ,ecco le visioni dantesche del dolore4 ,considerate1 signori1 come fra tante ammirabili forme che vincono i secoli1 quelle ci rapiscano a entusiasmi quasi tormentosi nella loro dolcezza1 nella loro misura superiore alla parola1 le quali ci rappresentano un dolore almeno in parte immeritato1 almeno in parte inesplicabile4 ,quando ,dante ci descrive una pena giustamente commisurata alla colpa1 mai non si mesce all'ammirazione nostra il sentimento dolce e tormentoso di cui vi parlo4 ,solo fra i dannati ci commuove cos ,francesca4 ,il poeta rappresent ,francesca e la sua colpa per modo che la sua pena eterna non consuona1 inconsci o no che ne siamo1 con il nostro intimo sentimento della giustizia4 ,la dolce ,francesca1 che dall'impeto colpevole del volere altrui1 d'improvviso1 in un momento di oblio1 fu tratta al peccato1 che neppur nell',inferno ha smarrito il senso riverente del divino1 il desiderio della preghiera1 il gentile rispondere dell'animo alla piet1 ci commuove tanto perch nella nostra mente1 consci o no che siamo1 la misura della sua pena eccede la misura del suo consenso al male4 ,e ,dante stesso mentre creava per l',inferno l'amoroso fantasma pare avere in qualche oscuro modo sentito cos perch dann alla profonda ,caina il marito punitore e non mosse ,virgilio a rimproverarlo1 come in altra parte del poema1 per una piet contraddicente al giudicio divino4 ,la stessa potenza per la stessa cagione ha il fantasma del conte ,ugolino1 la visione non del tormento infernale1 ma del dolore che il vivo pat con gl'innocenti compagni suoi e che non sappiamo accordare con la nostra conoscenza della giustizia4 ,e soave nell'aura di un dolore senza giusta causa sofferto tu passi davanti a me1 ombra della ,pia che ,maremma disfece2 pi soave nella memoria per un solo cenno di quel dolore che qualsiasi beato spirito raggiante nel paradiso del tuo ,poeta4 ,,vii4 ,ecco1 tra le infinite ombre che seguono1 venute da ogni tempo e da ogni paese1 il ,pensieroso di ,michelangelo1 solitario sul suo seggio di principe1 contemplante nel vuoto come in uno specchio invisibile qualche idea triste della sua mente4 ,ecco1 un tragico sciame di anime che il soffio di ,shakespeare ha suscitato dal niente e porta nei secoli2 il buon vecchio ,re pazzo1 errante a caso nella notte e nella tempesta1 il principe infelice1 meditabondo in faccia al delitto1 i dolci1 pallidi visi di ,cordelia la semplice e di ,desdemona la fedele1 strangolate4 ,ecco il giovine ,werther che scrive l'ultimo addio a ,carlotta e alla vita4 ,ecco1 nelle gelide nebbie di una notte invernale1 il padre straziato che cavalca fra i grigi ontani stringendosi in braccio il figliuoletto morente1 delirante1 chiedente aiuto invano contro un caudato e coronato spettro che lo chiama1 che lo vuole1 che lo afferra1 che lo uccide4 ,ecco la sconsolata ,margherita che geme ginocchioni davanti a una immagine della ,mater ,dolorosa e ,tecla invocante la stessa ,pia che a s la richiami da questo basso mondo ove per lei l'ora dell'amore e della intensa vita pass2 e bella1 florida di speranze come a primavera la spica1 come il tralcio d'estate1 nell'ombra d'un carcere1 con l'orrore della ghigliottina negli occhi1 la fanciulla che ,andrea ,chnier ud singhiozzare1 avvinghiandosi disperatamente alla vita2 je ne veux point mourir encore6 ,ecco il ,bonnivard di ,byron che nel nero ,chillon apprende ad amare la disperazione4 ,ecco la ,musa di ,leopardi assorta nella contemplazione dell'universale soffrire che mette capo al nulla1 vaga della morte1 intenta continuamente a ornarsi di queste tristezze magnifiche1 sia detto senza offesa del grande ,poeta1 come predilige i pizzi e i velluti neri una dama che li sa confacenti alla sua bellezza4 ,nella pi squisita coppa che arte di poeta lavorasse mai per quest'uso1 ,leopardi ne porge la pi pura essenza del dolore del mondo e noi ne leviamo le labbra sospirando per una mistica ebbrezza che ne invade1 che ne innamora di s1 che nei cuori giovanetti torna in idolatria vana del dolore1 in concepimenti di poesia sconsolata1 falsa e debole perch artificiale ma tuttavia documento dell'occulto fascino di bellezza cui possiede il concetto pi puro e pi vasto del dolore1 l'idea di un dolore inesplicabile1 infuso al mondo dalla ignota sua ,causa per modo che la stessa natura inferiore ne ha senso e lamenti e ne ha strazio di dubbi angosciosi l'intelletto umano1 che senza posa ne domanda inutilmente il perch al silenzio formidabile dell',infinito4 ,e non misterioso il soffrire della donna pi cara nell'opera di ,alessandro ,manzoni8 ,te dalla rea progenie ,degli oppressor discesa1 ,cui fu prodezza il numero1 ,cui fu ragion l'offesa1 ,e dritto il sangue e gloria ,il non aver piet1 ,te colloc la provvida ,sventura fra gli oppressi4 ,certo il poeta non pens illuminar le leggi della sventura con quel provvida che par sancire un immeritato dolore1 annullare1 compensandole fra loro1 le sofferenze degl'innocenti4 ,crudele parola1 indice di una legge storica che infligge dolore non giusto secondo il veder nostro1 che ha dunque una intima ragione di mistero2 crudele parola e in tutto il coro la pia potente1 per questo appunto che ci suona tanto amara4 ,ecco la lunga tratta dei pellegrini polacchi che passano cantando le litanie di ,mickiewicz3 ,per tutte le ferite1 le torture e le lagrime dei prigionieri1 dei proscritti1 dei pellegrini polacchi1 liberaci1 ,signore6 ,se la infelice ,polonia ricuperasse un giorno l'indipendenza troverebbe l'arte polacca nella gioia le ispirazioni sublimi ond'ebbe gloria nel dolore8 ,in ,italia1 signori1 si pu dubitarne4 ,quando l'anima italiana diede al dolore nazionale un'espressione artistica trov accenti immortali2 e che trov invece quando la indipendenza e l'unit della patria furono raggiunte di slancio8 ,quale fu il grande artista di questa gioia se non ,iddio solo che impresse agli eventi impeto e splendore di poema8 ,,viii4 ,e ora1 signori1 se volgendo le spalle alla folla spettrale che ci flu davanti noi entriamo negli studii dei nostri artisti1 dei nostri poeti1 dei nostri romanzieri1 ci appare intatta l'antica potenza fascinatrice del dolore4 ,siamo pure condotti a considerare che nell'arte moderna si manifesta pi e pi la inclinazione a un uso razionale del dolore per diversi scopi di cui conscia4 ,l'arte moderna volentieri filosofeggia e parteggia1 volentieri rappresenta il dolore come prodotto di esistenti ordini morali e sociali cui l'artista vuole additare come opposti a un ideale della sua mente e possibili a riformarsi giusta questo ideale4 ,noi osserviamo in pari tempo che il dolore cos manifestamente rappresentato in servizio di tesi morali o sociali non ci commuove nell'opera d'arte quanto il dolore che procede dall'ineluttabile1 dalle fatali condizioni della vita sulla terra1 dalla morte1 dall'amore1 dai problemi della sorte umana1 dalle ombre dell'al di l4 ,noi possiamo abborrire la guerra e consentire con l'artista che per un intento civile ce ne rappresenta gli orrori1 noi onoriamo l'arte sua1 ma poi davanti al ,napoleone morente di ,vela un diverso1 un pi forte fascino ci arresta palpitanti1 dimentichi di quell'arte civile1 dimentichi del bene e del male1 dimentichi di noi stessi4 ,quando i poeti socialisti ci descrivono miserie atroci di lavoratori1 possono richiamarci da un colpevole oblio alla meditazione delle piaghe sociali e dei rimedi1 ma la emozione artistica che suscitano in noi immediatamente si trasforma1 si converte in desiderio di azione sociale1 non comparabile1 n per intensit n per durata di piacere1 alle emozioni che non trovano sfogo in alcun'azione possibile perch loro materia1 offerta dall',arte1 un dolore che non ha n rimedio n riparo4 ,il soffrire dei minatori nelle viscere della terra1 il soffrire della piccola cucitrice costretta a un lavoro assassino della giovinezza e della gioia1 non hanno1 come contenuto di forme artistiche1 la potenza fascinatrice che ha il soffrire di ,enoch ,arden naufrago del mare e dell'amore1 che ha il soffrire del piccolo venditore di zolfanelli morente sulla via1 bench l'ingegno di chi scrisse ,germinal e di chi scrisse il ,canto della camicia non ci paia inferiore all'ingegno di ,tennyson e di ,andersen4 ,,ix4 ,e lo stesso che dell'arte socialista pu dirsi di quell'arte che rappresenta il dolore a scopo espresso d'insegnamento morale4 ,leone ,tolstoi1 nel porsi a raccontare la storia di un adulterio quando le ragioni pure dell',arte informavano ancora l'opera sua di scrittore1 premeditando di condurre la sua eroina dalla colpa grado grado alla disperazione e al suicidio1 parve temere che il dolore castigo1 il dolore inflitto dalla giustizia offesa1 non avesse sufficiente efficacia artistica1 e seppe con una ispirazione geniale infondere all'opera sua il fascino eterno del dolore prescritto dal ,destino1 del dolore senza causa conosciuta4 ,considerate le infinite rappresentazioni artistiche moderne della morte tanto pi potenti sull'animo nostro1 tanto pi attraenti quanto pi questo fatto della morte1 abborrito dalla natura umana1 ci mostrato nelle sue parvenze maggiormente odiose1 maggiormente contrarie all'idea nostra del giusto e del ragionevole1 quando colpisce l'innocenza1 la grazia1 la bellezza1 l'amore1 le giovanili speranze4 ,chiudo il libro dove ,enrico ,sienkiewicz ha dipinto un'epoca famosa dell'antica ,roma con il largo pennello1 con la violenza di luci e d'ombre che una distanza di tanti secoli richiedeva1 e sento dolce nella memoria non tanto ,licia la martire1 l'amante cristiana scomparsa nelle ombre discrete di un idillio nuziale1 quanto ,evnica l'infedele1 che per amore consente senza speranza di futuro premio alla morte il fiore degli anni suoi e della bellezza4 ,supremo dono1 io penso1 del poeta alla sua prediletta1 la morte6 ,per l'apoteosi del patrizio e della schiava1 perch andasse ad essi il pi intimo profondo sospiro di chi palpit per la sorte di ,licia e ,vinicio1 non altro poteva l',arte dopo averli creati entrambi cos belli e generosi1 che donar la vita agli amanti cristiani e la morte ad essi1 la morte sulla scena1 la morte lenta1 la morte nei vincoli del pi fervido e splendido amore2 e anche questo a me argomento di rifiutare al libro il carattere di apologia cristiana4 ,x4 ,signori1 prima di esporvi il mio concetto circa la natura di questa intima bellezza del dolore che innamora gli artisti e le moltitudini raggiando nel loro inconscio1 mi piace dire alto che nessuno mi vince nel sentire la grandezza e la bellezza della gioia1 nell',arte4 ,non mi rapiscono palpitante a s le sublimi forme di poesia che ,dante cre per la gioia quando immaginava esser tratto dagli occhi sfavillanti di ,beatrice per entro un riso dell',universo8 ,non ebbi io brividi di sacro entusiasmo davanti alla ,vittoria di ,samotracia1 a quel divino corpo slanciato nel vento da una gioia che lo libera dall'impero della terra8 ,nel metro stesso dell',inno di ,schiller alla ,gioia1 nel flutto dei versi rapidi con maest1 delle alterne rime incalzanti1 non sento io con un lieto tumulto dell'animo lo spirito di fuoco che ha posseduto il poeta8 ,nei pi delicati cantori voluttuosi dell',antologia greca1 nelle pi molli canzoni veneziane non assaporo l'incanto di un'arte che alle gioie dell'amore diviso e pago fa partecipare lo spirito senz'abbassarlo8 ,persino davanti al meraviglioso dipinto di ,jordaens ,le roi boit mi sono inebbriato di quella trionfale gioia del vino che vi spuma sull'obeso volto del mite monarca beone1 sorridente in estasi alle fragranze dell'aureo liquore1 del cortigiano acclamante alle sue spalle col calice in alto1 dei cavalieri barbuti e delle donne floride trincanti a cerchio dell'anfitrione gioviale1 del bimbo ignudo in grembo alla madre1 nel quale si ostenta1 ignuda del pari1 la innocenza magnifica della natura4 ,,xi4 ,appunto perch godo inesprimibilmente le armonie della gioia con l',arte1 mi riesce pi mirabile che l',arte renda dilettoso al cuore umano ci ch'egli per natura pi abborre4 ,l'abitudine c'impedisce di apprezzar degnamente questo fatto che ci turba se lo consideriamo come nuovo1 come appreso da noi quando nel dolore non ci appariva che il gran nemico e nell',arte non ci appariva che la grande consolatrice4 ,diremo forse che un sottile egoismo ci rende piacevoli le rappresentazioni del dolore altrui8 ,non lo diremo1 perch se questo egoismo ha talvolta luogo riguardo a dolori reali1 il piacere dell'egoista che ,lucrezio descrive seduto sul lido del mare in cospetto del travaglio e del pericolo altrui troppo diverso da quel dolcissimo sentimento1 che1 destato dall'opera d'arte1 sovente si sfoga in lagrime4 ,non lo diremo perch del proprio dolore stesso l'artista s'innamora4 ,diremo forse1 invece1 che il sentimento nostro una forma di amore1 una essenza di piet1 e che la piet dolce a sentire8 ,s1 la dolcezza del sentir piet senza dubbio parte dell'emozione che il dolore espresso dall',arte suscita in noi1 ma non 1 non pu essere questa emozione intera4 ,se commossi amaramente da uno spettacolo di reale dolore1 specie di quel dolore ingiusto1 fatale1 inesplicabile che pi sarebbe atto ad accoppiarsi con l',arte1 noi sottoponiamo ad analisi la nostra emozione1 essa ci si scinde subito in due elementi3 la piet per chi soffre e un trepido moto dell'anima verso la causa di quel soffrire4 ,espresso dall',arte1 il dolore c'ispira una emozione non pi amara ma deliziosa nella quale l'elemento della piet per un particolare soffrire si attenuato1 anzi talora scomparso2 e ne invoco a prova quell'arte che a me par sovrana4 ,,xii4 ,quando1 posseduto ancora nel pensiero dal fantasma della ,desolata1 camminavo lentamente lungo il ritmico fragore delle onde cadenti sulla riva1 pensai ai profondi accordi che aprono la ,mondscheinsonate di ,beethoven4 ,se adesso1 pieno il cuore delle ombre dolenti che ho evocate davanti a voi1 mi figuro di ascoltare in una solitudine o nelle tenebre quel sublime adagio1 vi sento l'anima unica1 vi odo l'unica voce di tutti i dolori del mondo4 ,non un lamento1 un canto solenne e grave che insiste in suoni profondi1 echeggianti nelle viscere immote delle cose1 sotto un ondeggiar vago di parvenze mutabili4 ,dolore1 mistero1 inesprimibile bellezza2 questo mi dicono i sovrumani accordi e una voluttuosa pena simile alla pena dell'amore m'invade1 un desiderio infinito di confondermi all'onda sonora del canto che ascende come la preghiera di tutto che soffre verso un ,potere immenso e silenzioso4 ,suprema forma dell'arte1 primizia quasi di parole e d'idee superiori allo stadio presente della intelligenza nostra1 la musica sola vale a esprimere il dolore impersonale e puro1 e allora nel suo linguaggio magnifico sempre un elemento di preghiera1 di aspirazione a qualche ignoto stato felice ch' nelle possibilit del futuro1 di speranza nell'ordine ideale di un mondo sul quale si apre la porta di uscita delle generazioni umane4 ,anche quando a commento di poesia la musica esprime ebbrezze amorose1 le avviene talvolta d'infondere nelle parole pi tenere e liete un'anima di tristezza4 ,sommesso nella notte dice il poeta il canto mio a te sospira1 vieni1 rendimi beato4 ,la musica di ,schubert si slancia con un grido amoroso1 cade1 rinnova lo slancio1 ricade in accorato pianto4 ,vede ella forse venir l'ora delle lagrime dopo l'ora della gioia o non dice piuttosto ch' impossibile sulla terra di amare senza dolore perch le condizioni della vita terrena non concedono la unione completa e perpetua che dell'amore inestinguibile sete8 ,neppure ,schubert saprebbe rispondere1 ma certo il divino incanto della melodia in quell'accento di tristezza che vi risponde all'amoroso richiamo4 ,,xiii4 ,quale sar dunque la intima bellezza del dolore che si rivela nell'inconscio dell'artista e ci attrae inesplicabilmente nell'opera d'arte8 ,il dolore per s cos ripugnante alla natura umana che se lo si considera non solamente all'infuori di ogni specificazione individuale ma puranche all'infuori dell'ordine delle cose esistenti1 impossibile a chi senta l'impero della ragione attribuirgli bellezza alcuna4 ,ove in un mondo ordinato alla gioia entrasse un giorno senza causa1 n apparente n occulta1 il dolore1 non si concepisce come un essere intelligente potrebbe compiacersi di esprimerlo ad arte1 come altri potrebbe compiacersi di contemplarne o leggerne o udirne la studiata espressione4 ,quindi la bellezza del dolore non pu essere che nell'ordine suo con le cose esistenti1 come la bellezza di una seconda minore1 per s il pi spiacente connubio di suoni1 non pu essere che nell'ordine degli accordi cui inserta4 ,ora non difficile a chi mediti le cose umane scoprire normali funzioni benefiche del dolore nell'ordine delle cose esistenti4 ,io medesimo ebbi a rappresentarlo come un grande artefice di progresso1 perch fu veramente il dolore inflitto dagli elementi1 dalle belve1 dai morbi1 che costrinse l'umanit primitiva a difese ond'ebbero crescente vigore l'intelligenza e crescente impulso la civilt4 ,veramente dal terrore degli ,dei1 da temuti guai nacquero l'astronomia e le matematiche1 come dalle zuffe che insanguinarono il suolo per la sua spartizione nacque la geometria4 ,l'orrore della indigenza e della morte gener l'alchimia1 madre della chimica4 ,la dottrina della fraternit umana insegnata dal ,cristianesimo gener1 accomunando le sofferenze1 quel mirabile lavoro scientifico che a gloria del nostro tempo combatte indefesso il dolore individuale e sociale e con le sue continue conquiste accumula potenza nello spirito4 ,il dolore purifica e ritempra1 precede ogni nascita anche nell'ordine delle grandi idee sorgenti a illuminare e dirigere la evoluzione della razza4 ,il dolore finalmente1 tanto nell'ordine morale quanto nell'ordine fisico1 non altro che il salutare indice del disordine4 ,tali visibili aspetti di bellezza morale ha dunque il dolore nell'ordine delle cose esistenti4 ,bastano a spiegare come l',arte volentieri s'ispiri ad esso8 ,non lo credo4 ,comprendo come un'arte moralista si compiaccia di rappresentarci il dolore che procede da un disordine morale1 il dolore che ammaestra2 come un'arte socialista si compiaccia di rappresentarci il dolore che procede da un disordine sociale1 il dolore che richiama a giustizia2 come un'arte civile si compiaccia di rappresentarci il dolore che procede da un disordine nelle condizioni della patria1 il dolore che infiamma all'adempimento del dovere civile2 ma non posso dimenticare che il dolore nell'opera d'arte mi apparve test tanto pi attraente quanto pi inesplicabile1 quanto meno visibilmente rappresentato dall'artista per un suo fine straniero all',arte4 ,mi dico inoltre che il dolore espresso dalla musica pura1 disgiunta dalla parola1 tanto potente sull'animo nostro1 impossibile a collegare con alcun disordine apparente4 ,vi ha dunque una suprema bellezza del dolore che ancora si nega alla mente indagatrice1 che senza un conosciuto perch ci solleva nel petto il pi voluttuoso pianto1 che non risiede in alcun visibile ordine delle cose esistenti e ha quindi la ragione propria o in un ordine ignoto e impenetrabile di esse o in un ordine pi ampio del quale il mondo presente non sarebbe che un termine intermedio4 ,qui1 o signori1 noi tocchiamo i confini prescritti alla conoscenza umana1 qui l'esploratore che avanza passo passo nell'ombra crescente1 ode il fragore1 sente l'alito di quel mare che non ha barca n vela4 ,egli rist4 ,,xiv4 ,si mette invece per le onde oscure1 qualunque sorte lo attenda1 il poeta4 ,se la suprema bellezza del dolore risiede forse in un ordine diverso da quello che soltanto collega fra di esse le cose del mondo presente e se deve per necessit esser simile alla bellezza di una dissonanza musicale genialmente preparata e risoluta1 ne balenan lampi che da un passato pi lontano della nebulosa originaria vanno a un avvenire pi lontano del giorno in cui si compier la evoluzione del sistema solare4 ,niente avviene senza causa dice ,eliphaz nel libro di ,job e il dolore non nasce dal suolo4 ,no1 il dolore inesplicabile che echeggia nelle viscere della musica non senza causa e la sua causa non nella ,terra4 ,risalendo a ritroso con la fantasia il moto della evoluzione universale1 mi difficile arrestarmi alla materia prima1 inorganica1 informe1 tenebrosa di questo mondo e non pensare che pur essa uno stadio di quel moto1 che altre forme dell'essere l'hanno preceduta4 ,mi risovvengono allora parole arcane del ,libro ,sacro accennanti a un mondo di gloria e di colpa scomparso ma non estinto1 connesso e compenetrato copertamente con le cose presenti2 e mi dico che in quel mondo hanno la prima radice gl'infiniti guai di cui tanto ci turba nel mondo presente lo spettacolo amaro1 il soffrire degl'innocenti1 le ingiustizie crudeli della fortuna4 ,le tristezze che ci ascendono talvolta nell'anima senza che ne sappiamo il perch1 le tristezze che allora rispondono a noi dalle cose quasi amorosamente1 quasi a consenso di pena in una comune sorte1 tutto procede da quel mondo prenebulare di cui la memoria spenta nella coscienza umana ma vive sotto di essa4 ,e comprendo come l',arte1 che attinge le proprie ispirazioni all'inconscio1 crei1 quando prende a soggetto il dolore che non ha visibile causa1 forme di bellezza sovrumana perch lo intuisce occultamente nell'ordine che collega la dissonanza intermedia del mondo presente a due mondi sovrumani appunto1 a un mondo passato di splendore e di colpa dove si dischiuso il seme del piangere1 a un mondo futuro sulla cui soglia il dolore conduce le creature rifatte splendide per esso e spira4 ,e se la ,intelligenza ordinatrice dei mondi dispose l',arte a elevare l'ideale del piacere sopra ogni tetra febbre per modo che i desideri umani aspirino a un'armoniosa gioia dello spirito e della sua veste1 comprendo pure che abbia disposto l',arte anche a render voluttuosa non la sofferenza ma l'idea del soffrire2 cos che gli uomini vi si soffermino liberamente e richiamino allora in s le ombre di ogni dolore del mondo1 afferrino1 almeno per un momento1 il pi intero disegno di questa vita terrena e almeno per un momento sentano quel desiderio indistinto d'infinito1 quell'amore che punge il pellegrino di ,dante 4444 se ode squilla di lontano ,che paia il giorno pianger che si muore4 ,indefinibile palpito1 pieno di rimpianti e di aneliti1 ricordo di un tempo felice trascorso1 presentimento di un tempo felice venturo1 anello sensibile di due mondi inaccessibili al senso4 ,l',arte che obbedisce a questo divino appello non esercita un insegnamento morale esplicito e diretto che la diminuirebbe1 solamente imprime all'anima umana un moto che seconda il moto volgente tutte le cose a uno stato superiore4 ,pi che mai si conviene all',arte nel nostro tempo di glorificare la gioia vera e intera1 mentre i desiderii degli uomini volgono a un ideale di soddisfazione comune che appaga s lo spirito in quanto un principio di giustizia nel riparto dei beni economici lo attrae1 ma che soverchio potere per la felicit umana conferisce a ci che l'uomo tocca un momento e subito abbandona4 ,e mentre la scienza1 mentre tutte le forze operose del ,bene combattono con gloria i dolori sanabili della terra1 pi che mai si conviene all',arte1 che pure a questo bene soccorre1 di allettare gli uomini alla contemplazione del dolore insanabile1 fatale e fermo1 perch soltanto dalla piena coscienza di tutto il dolore pu emergere un perfetto sperato ideale di gioia2 e un perfetto sperato ideale di gioia1 un intero sperato possesso del bene gi cos gran parte della possibile felicit umana1 del ,bene stesso artefice cos potente6 ,,xv4 ,signori1 io non ho inteso con queste ultime mie parole rivolgere agli artisti1 inutile retore1 precetti o consigli4 una divina legge dell',arte che addito e proclamo1 una legge superiore alle volont umane1 la riconoscano o non la riconoscano1 poich coloro che ,iddio chiama all',arte non sono liberi di escludere il dolore dal campo del lavoro artistico n il pubblico libero di passar noncurante o sdegnoso davanti all'opera che gli rammenta con efficacia di forme ci che di pi acerbo ha la condizione umana4 ,io vedo la legge che ho glorificata operare infallibilmente nell'avvenire1 vedo andar diminuendo per opera della scienza e della civilt le sofferenze umane sanabili1 vedo le insanabili disegnarsi appunto per questo sempre pi nettamente nel loro carattere di limite fatale della potenza nostra1 di manifestazione d'una potenza superiore2 e vedo l',arte richiamar sempre pi forte ad esse il pensiero dell'uomo4 ,vedo in lei e per lei levarsi inquieti dai beni che avran raggiunto nello spazio e nel tempo e tendere all'infinito immensi desider umani cui la scienza non appagher mai1 cui la ,fede non avr raccolti ancora1 li vedo chiedere dolorosi all',arte il ristoro di una forma di bellezza1 e nel moltiplicarsi di tale bellezza io credente vedo moltiplicarsi realmente i contatti del desiderio umano con l'infinito1 vedo quello pi e pi nel contatto accendersi1 questo pi e pi concedersi clemente1 e cos predisposta la ultima gioia del loro congiungimento1 mi si rivela intera nel suo sublime disegno la elaborazione del dolore nell',arte dalle oscure fonti di lei sino alla foce tutta riverberante gl'imminenti splendori del regno di ,dio4