the ,biblioteca ,italiana at http3_/_/www4bibliotecaitaliana4it_/,scr ittori,italia7 ,,scrittori ,d',,italia ,,santa ,,caterina ,,da ,,siena ,,libro ,,della ,,divina ,,dottrina ,,volgarmente ,,detto ,,dialogo ,,della ,,divina ,,provvidenza ,,santa ,,caterina ,,da ,,siena ,,libro ,,della ,,divina ,,dottrina ,,volgarmente ,,detto ,,dialogo ,,della ,,divina ,,provvidenza ,,nuova ,,edizione ,,secondo ,,un ,,inedito ,,codice ,,senese ,a ,,cura ,,di ,,matilde ,,fiorilli ,,bari ,,gius4 ,,laterza ,,figli ,,tipografi-,,editori-,,librai #aiab ,,propriet ,,letteraria ,,agosto ,,mcmxii--#caiee ,,al ,,nome ,,di ,,iesu ,,cristo ,,crocifixo ,e ,,di ,,maria ,,dolce ,,questo ,,libro ,,fece ,,la ,,venerabile ,,vergine ,,caterina ,,da ,,siena ,,mantellata ,,di ,,sancto ,,domenico ,,liber ,,divine ,,doctrine ,,date ,,per ,,personam ,,dei ,,patris ,,intellectui ,,loquentis ,,gloriose ,,et ,,sancte ,,virgini ,,caterine ,,de ,,senis ,,predicatorum ,,ordinis4 ,,conscriptus ,,ipsa ,,dictante ,,licet ,,vulgariter ,,et ,,stante ,,in ,,raptu ,,actualiter ,,et ,,audiente ,,quid ,,in ,,ea ,,loqueretur ,,dominus ,,deus ,,et ,,coram ,,pluribus ,,referente ,,capitolo ,i ,come l'anima per orazione s'unisce con ,dio1 e come questa anima1 de la quale qui si parla1 essendo levata in contemplazione1 faceva a ,dio quatro petizioni4 ,levandosi una anima ansietata di grandissimo desiderio verso l'onore di ,dio e la salute de l'anime2 exercitandosi per alcuno spazio di tempo nella virt1 abituata e abitata nella cella del cognoscimento di s per meglio cognoscere la bont di ,dio in s2 perch al cognoscimento sguita l'amore1 amando cerca di seguitare e vestirsi della verit4 ,e perch in veruno modo gusta tanto ed illuminata d'essa verit quanto col mezzo de l'orazione umile e continua fondata nel cognoscimento di s e di ,dio 7per che l'orazione1 exercitandola per lo modo decto1 unisce l'anima in ,dio1 seguitando le vestigie di ,cristo crocifixo71 e cos per desiderio e affecto e unione d'amore ne fa un altro s4 ,questo parbe che dicesse ,cristo quando disse3 ,chi m'amar e servar la parola mia ,io manifestar me medesimo a lui1 e sar una cosa con meco e ,io con lui4 ,e in pi luoghi troviamo simili parole1 per le quali potiamo vedere che egli la verit che per affecto d'amore l'anima diventa un altro lui4 ,e per vederlo pi chiaramente1 ricrdomi d'avere udito d'alcuna serva di ,dio che essendo in orazione1 levata con grande elevazione di mente1 ,dio non nascondeva a l'occhio de l'intellecto suo l'amore che aveva a' servi suoi3 anco el manifestava1 e tra l'altre cose diceva3--,apre l'occhio de l'intellecto e mira in me1 e vedrai la dignit e bellezza della mia creatura che ha in s ragione4 ,e tra la bellezza che io ho data a l'anima creandola a la imagine e similitudine mia1 raguarda costoro che sono vestiti del vestimento nupziale1 cio della carit1 adornato di molte vere e reali virt1 uniti sonno con meco per amore4 ,e per ti dico che se tu mi dimandassi3--,chi sonno costoro8--,rispondarei--diceva il dolce e amoroso ,verbo3--,sonno un altro me1 perch hanno perduta e annegata la propria volont1 e vestitisi1 unitisi e conformatisi con la mia4-- ,bene dunque vero che l'anima s'unisce per affecto d'amore4 ,s che1 volendo pi virilmente cognoscere e seguitare la verit1 levando il desiderio suo1 prima per se medesima 7considerando che l'anima non pu fare vera utilit di doctrina1 d'exemplo e d'orazione al proximo suo se prima non fa utilit a s1 cio d'avere e acquistare la virt in s7 domandava al sommo ed etterno ,padre quattro petizioni4 ,la prima era per se medesima2 la seconda per la reformazione della sancta ,chiesa2 la terza generale per tucto quanto il mondo1 e singularmente per la pace dei cristiani e' quali sonno ribelli con molta irreverenzia e persecuzione alla sancta ,chiesa4 ,nella quarta dimandava la divina providenzia che provedesse in comune1 e in particulare in alcuno caso che era adivenuto4 ,,capitolo ,,ii ,come el desiderio di questa anima crebbe1 essendole mostrato da ,dio la necessit del mondo4 ,questo desiderio era grande ed era continuo2 ma molto maggiormente crebbe essendo mostrato dalla prima ,verit la necessit del mondo1 e in quanta tempesta e offesa di ,dio egli era4 ,e intesa aveva ancora una lectera1 la quale aveva ricevuta dal padre de l'anima sua1 dove egli mostrava pena e dolore intollerabile de l'offesa di ,dio e danno de l'anime e persecuzione della sancta ,chiesa4 ,tucto questo l'accendeva il fuoco del sancto desiderio1 con dolore de l'offesa e con allegrezza d'una speranza per la quale aspectava che ,dio provedesse a tanti mali4 ,e perch nella comunione l'anima pare che pi dolcemente si strenga fra s e ,dio e meglio cognosca la sua verit 7l'anima allora in ,dio1 e ,dio ne l'anima1 s come il pesce che sta nel mare1 e il mare nel pesce72 e per questo le venne desiderio di giognere nella mactina per avere la messa2 el quale d era il d di ,maria4 ,venuta la mactina e l'ora della messa1 si pose con ansietato desiderio e con grande cognoscimento di s1 vergognandosi della sua imperfeczione1 parendole essere cagione del male che si faceva per tucto quanto el mondo1 concipendo uno odio e uno dispiacimento di s con una giustizia sancta2 nel quale cognoscimento e odio e giustizia purificava le macchie che le pareva1 ed era ne l'anima sua1 di colpa1 dicendo3--,o ,padre etterno1 io mi richiamo di me a te1 che tu punisca l'offese mie in questo tempo finito4 ,e perch delle pene1 che debba portare il proximo mio1 io per li miei peccati ne so' cagione1 per ti prego benignamente che tu le punisca sopra di me4 ,,capitolo ,,iii ,come l'operazioni finite non sono sufficienti a punire n a remunerare senza l'affecto de la carit continuo4 ,alora la ,verit etterna1 rapendo e tirando a s pi forte il desiderio suo1 facendo come faceva nel ,testamento vecchio che quando facevano il sacrifizio a ,dio veniva uno fuoco e tirava a s il sacrifizio che era accepto a lui1 cos faceva la dolce ,verit a quella anima3 che mandava il fuoco della clemenzia dello ,spirito sancto e rapiva il sacrifizio del desiderio che ella faceva di s a lui1 dicendo3--,non sai tu1 figliuola mia1 che tucte le pene che sostiene o pu sostenere l'anima in questa vita non sonno sufficienti a punire una minima colpa8 per che l'offesa che facta a me1 che so' ,bene infinito1 richiede satisfaczione infinita4 ,e per ,io voglio che tu sappi che non tucte le pene che sonno date in questa vita sonno date per punizione1 ma per correczione1 per gastigare il figliuolo quando egli offende4 ,ma vero questo3 che col desiderio de l'anima si satisfa1 cio con la vera contrizione e dispiacimento del peccato4 ,la vera contrizione satisfa a la colpa ed a la pena1 non per pena finita che sostenga1 ma per desiderio infinito4 ,perch ,dio1 che infinito1 infinito amore e infinito dolore vuole4 ,infinito dolore vuole in due modi3 l'uno della propria offesa la quale ha commessa contra 'l suo ,creatore2 l'altro de l'offesa che vede fare al proximo suo4 ,di questi cotali1 perch hanno desiderio infinito 7cio che sonno uniti per affecto d'amore in me1 e per si dogliono quando offendono o veggono offendere71 ogni loro pena che sostengono1 spirituale o corporale1 da qualunque lato ella viene1 riceve infinito merito e satisfa a la colpa che meritava infinita pena3 poniamo che sieno state operazioni finite1 facte in tempo finito2 ma perch fu adoperata la virt e sostenuta la pena con desiderio e contrizione e dispiacimento della colpa infinito1 per valse4 ,questo dimostr ,paolo quando disse3 ,se io avesse lingua angelica1 sapesse le cose future1 desse il mio a' poveri1 e dessi el corpo mio ad ardere1 e non avesse carit1 nulla mi varrebbe4 ,mostra il glorioso apostolo che l'operazioni finite non sonno sufficienti n a punire n a remunerare senza il condimento dell'affecto della carit4 ,,capitolo ,,iv ,come el desiderio e la contriczione del cuore satisfa a la colpa e a la pena in s e in altrui1 e come tale volta satisfa a la colpa e none a la pena4 --,hotti mostrato1 carissima figliuola1 come la colpa non si punisce in questo tempo finito per veruna pena che si sostenga1 puramente pur pena4 ,e dico che si punisce con la pena che si sostiene col desiderio1 amore e contrizione del cuore3 non per virt della pena1 ma per la virt del desiderio de l'anima4 ,s come il desiderio e ogni virt vale ed ha in s vita per ,cristo crocifixo unigenito mio ,figliuolo in quanto l'anima ha tracto l'amore dallui e con virt sguita le vestigie sue4 ,per questo modo vagliono1 e non per altro2 e cos le pene satisfanno a la colpa col dolce e unitivo amore acquistato nel cognoscimento dolce della mia bont1 e amaritudine e contrizione di cuore1 cognoscendo se medesimo e le proprie colpe sue4 ,el quale cognoscimento genera odio e dispiacimento del peccato e della propria sensualit4 ,unde egli si reputa degno delle pene e indegno del fructo4 ,s che--diceva la dolce ,verit--vedi che1 per la contrizione del cuore1 con l'amore della vera pazienzia e con vera umilit1 reputandosi degni della pena e indegni del fructo1 per umilit portano con pazienzia4 ,s che vedi che satisfa per lo modo decto4 ,tu mi chiedi pene acci che si satisfacci a l'offese che sonno facte a me dalle mie creature1 e dimandi di volere cognoscere e amare me che so' somma ,verit4 ,questa la via a volere venire a perfecto cognoscimento e volere gustare me ,verit etterna3 che tu non esca mai del cognoscimento di te2 e abbassata che tu se' nella valle de l'umilit1 e tu cognosce me in te4 ,del quale cognoscimento trarrai quello che t' necessario4 ,neuna virt pu avere in s vita se non dalla carit4 ,e l'umilit baglia e nutrice della carit4 ,nel cognoscimento di te t'aumiliarai vedendo te per te non essere1 e l'essere tuo cognoscerai da me che v'ho amati prima che voi fuste2 e per l'amore ineffabile che ,io v'ebbi1 volendovi ricreare a grazia v'ho lavati e ricreati nel sangue de l'unigenito mio ,figliuolo sparto con tanto fuoco d'amore4 ,questo sangue fa cognoscere la verit a colui che s'ha levata la nuvila de l'amore proprio per lo cognoscimento di s2 ch in altro modo non la cognoscerebbe4 ,allora l'anima s'accender in questo cognoscimento di me con uno amore ineffabile2 per lo quale amore sta in continua pena1 non pena affliggitiva che affligga n disecchi l'anima1 anco la ingrassa2 ma perch ha cognosciuta la mia verit e la propria colpa sua e la ingratitudine e ciechit del proximo1 ha pena intollerabile2 e per si duole perch m'ama1 ch se ella non m'amasse non si dorrebbe4 ,subbito che tu e gli altri servi miei avarete1 per lo modo decto1 cognosciuta la mia verit1 vi converr sostenere infine a la morte le molte tribolazioni e ingiurie e rimprovri in decto e in facto per gloria e loda del nome mio4 ,s che tu portarai e patirai pene4 ,tu dunque e gli altri miei servi1 portate con vera pazienzia1 con dolore della colpa e amore della virt1 per gloria e loda del nome mio4 ,facendo cos1 satisfar le colpe tue e degli altri miei servi1 s che le pene che sosterrete saranno sufficienti1 per la virt della carit1 a satisfare e a remunerare in voi e in altrui4 ,in voi ne ricevarete fructo di vita1 spente le macchie delle vostre ignoranzie1 e ,io non mi ricordar che voi m'offendeste mai4 ,in altrui satisfar per la carit e affecto vostro1 e donar secondo la disposizione loro con la quale ricevaranno4 ,in particulare a coloro che si dispongono umilemente e con reverenzia a ricevere la doctrina de' servi miei1 lo' perdonar la colpa e la pena4 ,come8 che per questo verranno a questo vero cognoscimento e contrizione de' peccati loro4 ,s che con lo strumento de l'orazione e desiderio de' servi miei riceveranno fructo di grazia1 ricevendo essi umilemente1 come decto 1 e meno e pi1 secondo che vorranno exercitare con virt la grazia4 ,in generale1 dico che per li desidri vostri riceveranno remissione e donazione4 ,guarda gi che non sia tanta la loro obstinazione che eglino vogliano essere riprovati da me per disperazione1 spregiando el ,sangue che con tanta dolcezza gli ha ricomprati4 ,che fructo ricevono8 el fructo che ,io gli aspecto1 costrecto da l'orazioni de' servi miei1 e dollo' lume1 e follo' destare il cane della coscienzia1 e follo' sentire l'odore della virt1 e dilectargli della conversazione de' miei servi4 ,e alcuna volta permecto che 'l mondo lo' mostri quello che egli 1 sentendo variate e diverse passioni acci che cognoscano la poca fermezza del mondo e levino il desiderio a cercare la patria loro di vita etterna4 ,e cos per questi e molti altri modi1 e' quali l'occhio non sufficiente a vedere n la lingua a narrare n il cuore a pensare quante sonno le vie e' modi che ,io tengo1 solo per amore e per riducerli a grazia1 acci che la mia verit sia compta in loro4 ,costrecto so' di farlo da la inextimabile carit mia con la quale ,io li creai1 e da l'orazioni e desidri e dolore de' servi miei2 perch non so' spregiatore della lagrima1 sudore e umile orazione loro1 anco gli accepto1 per che ,io so' colui che gli fo amare e dolere del danno de l'anime4 ,ma non lo' d satisfaczione di pena a questi cotali generali1 ma s di colpa1 perch non sonno disposti dalla parte loro a pigliare con perfecto amore l'amore mio e de' servi miei4 ,n non pigliano el loro dolore con amaritudine e perfecta contrizione della colpa commessa2 ma con amore e contrizione imperfecta1 e per non hanno n ricevono satisfaczione di pena come gli altri1 ma s di colpa2 perch richiede disposizione da l'una parte e da l'altra1 cio da chi d e da chi riceve4 ,perch sonno imperfecti1 imperfectamente ricevono la perfeczione de' desidri di coloro che con pena gli offerano dinanzi da me per loro4 ,perch ti dixi che ricevevano satisfaczione1 e anco l'era donato4 ,cos la verit1 che per lo modo che ,io t'ho decto1 per li strumenti di quello che di sopra contiammo 7del lume della coscienzia1 e de l'altre cose71 l' satisfacto la colpa2 cio cominciandosi a ricognoscere1 bomicano il fracidume de' peccati loro1 e cos ne ricevono dono di grazia4 ,questi sonno coloro che stanno nella carit comune4 ,se essi hanno ricevuto per correczione quello che hanno avuto1 e non hanno facta resistenzia alla clemenzia dello ,spirito sancto1 ricvonne vita di grazia escendo della colpa4 ,ma se essi1 come ignoranti1 sonno ingrati e scognoscenti verso di me e verso le fadighe de' servi miei1 esso facto lo' torna in ruina e a giudicio quello che era dato per misericordia2 non per difecto della misericordia n di colui che impetrava la misericordia per lo ingrato1 ma solo per la miseria e durizia sua1 il quale ha posto1 con la mano del libero arbitrio1 in sul cuore la pietra del diamante che1 se non si rompe col ,sangue1 non si pu rompere4 ,anco ti dico che1 non obstante la durizia sua1 mentre che egli ha il tempo che pu usare il libero arbitrio1 chiedendo il sangue del mio ,figliuolo1 con essa medesima mano e pongalo sopra la durizia del cuore suo1 lo spezzar e ricever il fructo del ,sangue che pagato per lui4 ,ma se egli s'indugia1 passato el tempo1 non ha rimedio veruno1 perch non ha riportata la dota che gli fu data da me3 dandoli la memoria perch ritenesse i benefizi miei1 e lo 'ntellecto perch vedesse e cognoscesse la verit1 e l'affecto perch egli amasse me1 verit etterna1 la quale lo 'ntellecto cognobbe4 ,questa la dota che io vi diei1 la quale debba ritornare a me ,padre4 ,avendola venduta e sbaractata al demonio1 el demonio con esso lui ne va e portane quello che in questa vita acquist1 empiendo la memoria delle delizie e ricordamento di disonest1 superbia1 avarizia e amore proprio di s2 odio e dispiacimento del proximo1 perseguitatore de' miei servi4 ,in queste miserie obfuscano lo 'ntellecto per la disordinata volont2 cos ricevono1 con le puzze loro1 pena etternale1 infinita pena1 perch non satisfecero a la colpa con la contrizione e dispiacimento del peccato4 ,s che hai come la pena satisfa alla colpa per la perfecta contrizione del cuore1 non per le pene finite4 ,e non tanto la colpa1 ma la pena che sguita doppo la colpa1 a questi che hanno questa perfeczione4 ,e a' generali1 come decto 1 satisfa a la colpa1 cio che1 privati del peccato mortale1 ricevono la grazia2 e non avendo sufficiente contrizione e amore a satisfare a la pena1 vanno alle pene del purgatorio1 passati dal secondo e ultimo mezzo4 ,s che vedi che satisfa per lo desiderio de l'anima unito in me1 che so' infinito ,bene2 poco e assai1 secondo la misura del perfecto amore di colui che d l'orazione e il desiderio e di colui che riceve4 ,con quella medesima misura che colui d a me e l'altro riceve in s1 con quella l' misurato dalla mia bont4 ,s che cresce il fuoco del desiderio tuo1 e non lassare punto di tempo che tu non gridi con voce umile e con continua orazione dinanzi da me per loro4 ,cos dico a te e al padre de l'anima tua che ,io t'ho dato in terra1 che virilmente portiate1 e morta sia ogni propria sensualit4 ,,capitolo ,v ,come molto piacevole a ,dio el desiderio di volere portare per lui4 --,molto piacevole a me il desiderio di volere portare ogni pena e fadiga infino a la morte in salute de l'anime4 ,quanto pi sostiene1 pi dimostra che m'ami2 amandomi1 pi cognosce della mia verit2 e quanto pi cognosce1 pi sente pena e dolore intollerabile de l'offesa mia4 ,tu dimandavi di sostenere e di punire e' difecti altrui sopra di te2 e tu non t'avedevi che tu dimandavi amore1 lume e cognoscimento della verit4 ,perch gi ti dixi che quanto era maggiore l'amore1 tanto cresce il dolore e la pena4 ,a cui cresce amore1 cresce dolore4 ,adunque ,io vi dico che voi dimandiate1 e egli vi sar dato4 ,io non denegar a chi mi dimander in verit4 ,pensa che egli tanto unito l'amore della divina carit1 che ne l'anima1 con la perfecta pazienzia1 che non si pu partire l'una che non si parta l'altra4 ,e per debba l'anima1 come elegge d'amare me1 cos elegga di portare per me pene in qualunque modo1 e di qualunque cosa ,io le concedo4 ,la pazienzia non si pruova se non nelle pene1 e la pazienzia unita con la carit1 come decto 4 ,adunque portate virilmente1 altrimenti non sareste n dimostrareste d'essere sposi della mia verit e figliuoli fedeli1 n che voi fuste gustatori del mio onore n della salute de l'anime4 ,,capitolo ,,vi ,come ogni virt e ogni defecto si fa col mezzo del proximo4 --,ch io ti fo a sapere che ogni virt si fa col mezzo del prossimo1 e ogni difecto4 ,chi sta in odio di me fa danno al proximo e a se medesimo che principale prossimo4 ,fagli danno in generale e in particulare4 ,in generale perch ste tenuti d'amare il prossimo vostro come voi medesimi2 amandolo dovete sovenirlo spiritualmente con l'orazione e con la parola1 consigliandolo e aitandolo spiritualmente e temporalmente secondo che fa bisogno alla sua necessit1 almeno volontariamente1 non avendo altro4 ,non amando me1 non ama lui2 non amandolo1 non el soviene2 offende innanzi se medesimo che si tolle la grazia1 e offende il prossimo tollendoli1 perch non gli d l'orazione e i dolci desidri che tenuto d'offerire dinanzi a me per lui4 ,ogni sovenire che egli fa debba uscire della dileczione che egli gli ha per amore di me4 ,cos ogni male si fa per mezzo del prossimo1 cio che1 non amando me1 non nella carit sua4 ,e tucti e' mali dependono perch l'anima privata della carit di me e del prossimo suo4 ,non facendo bene1 sguita che fa male2 facendo male1 verso cui el fa e dimostra8 verso se medesimo in prima e del proximo2 non verso di me1 ch a me non pu fare danno se none in quanto ,io reputo facto a me quello che fa ad altrui4 ,fa danno a s di colpa1 la qual colpa el priva della grazia2 peggio non si pu fare4 ,al proximo fa danno non dandoli el debito che gli debba dare della dileczione e dell'amore1 col quale amore il debba sovenire con l'orazione e sancto desiderio offerto a me per lui4 ,questo uno sovenimento generale che si debba fare a ogni creatura che ha in s ragione4 ,utilit particulari sonno quelle che si fanno a coloro che vi sonno pi da presso dinanzi agli occhi vostri1 de' quali ste tenuti di sovenire l'uno a l'altro con la parola e doctrina e exemplo di buone operazioni1 e in tucte l'altre cose che si vede che egli abbi bisogno2 consigliandolo schiectamente come se medesimo e senza passione di proprio amore4 ,egli non el fa1 perch gi privato della dileczione verso di lui4 ,s che vedi che1 non facendolo1 gli fa danno particulare2 e non tanto che gli facci danno non facendoli quel bene che egli pu1 ma e' gli fa male e danno assiduamente4 ,come8 ,per questo modo3 el peccato si fa actuale e mentale2 mentale gi facto1 ch ha conceputo piacere del peccato e odio della virt1 cio del proprio amore sensitivo1 il quale l'ha privato de l'affecto della carit el quale debba avere a me e al proximo suo4 ,e poi che egli ha conceputo1 gli parturisce l'uno di po' l'altro sopra del proximo1 secondo che piace a la perversa volont sensitiva1 in diversi modi3 alcuna volta vediamo che parturisce una crudelt e in generale e in particulare4 ,generale di vedere s e le creature in dampnazione e in caso di morte per la privazione della grazia2 ed tanto crudele che non si soviene1 s n altrui1 de l'amore della virt e odio del vizio2 anco come crudele distende actualmente pi la crudelt sua1 cio che non tanto che egli dia exemplo di virt1 ma egli1 come malvagio1 piglia l'officio delle dimonia1 traendo1 giusta 'l suo potere1 la creatura da la virt e conducendola nel vizio4 ,questa crudelt verso l'anima che s' facto strumento a tollarle la vita e darle la morte4 ,crudelt corporale usa per cupidit1 ch non tanto che egli sovenga il proximo del suo1 ma egli tolle l'altrui1 robbando le poverelle1 e alcuna volta per acto di signoria e alcuna volta con inganno e con frode facendo ricomprare le cose del proximo e spesse volte la propria persona4 ,o crudelt miserabile1 la quale sarai privata della misericordia mia1 se esso non torna a piet e benivolenzia verso di lui6 ,e alcuna volta parturisce parole ingiuriose1 doppo le quali parole spesse volte sguita l'omicidio4 ,e alcuna volta parturisce disonest nella persona del proximo1 per la quale ne diventa animale bruto1 pieno di puzza2 e non atosca n uno n due1 ma chi se gli appressima con amore e conversazione ne rimane atoscato4 ,in cui parturisce la superbia8 solo nel proximo per propria reputazione di s2 unde ne traie dispiacere del proximo suo1 reputandosi maggiore di lui1 e per questo modo gli fa ingiuria4 ,se egli ha a tenere stato di signoria1 parturisce ingiustizia e crudelt ed rivenditore delle carni degli uomini4 ,o carissima figliuola1 duolti de l'offesa mia e piagne sopra questi morti1 acci che con l'orazione si distruga la morte loro6 ,or vedi che da qualunque lato1 e di qualunque maniera di genti1 tu vedi tucti parturire i peccati sopra del proximo1 e farli col suo mezzo4 ,in altro modo non farebbe mai peccato neuno1 n occulto n palese3 occulto quando non gli d quello che gli debba dare2 palese quando parturisce e' vizi1 s come ,io ti dixi4 ,adunque bene la verit che ogni offesa facta a me si fa col mezzo del proximo4 ,,capitolo ,,vii ,come le virt s'aoperano col mezzo del proximo1 e perch le virt sono poste tanto differenti ne le creature4 --,decto t'ho come tucti e' peccati si fanno col mezzo del proximo per lo principio che ti posi1 perch erano privati dell'affecto della carit1 la quale carit d vita a ogni virt2 e cos l'amore proprio1 il quale tolle la carit e dileczione del proximo1 principio e fondamento d'ogni male4 ,tucti gli scandali1 e odio e crudelt e ogni inconveniente procede da questa perversa radice de l'amore proprio4 ,egli ha avelenato tucto quanto el mondo e infermato el corpo mistico della sancta ,chiesa e l'universale corpo della religione cristiana1 perch ,io ti dixi che nel proximo si fondavano tucte le virt1 e cos la verit4 ,io s ti dixi che la carit dava vita a tucte le virt1 e cos 3 che veruna virt si pu avere senza la carit1 cio che la virt s'acquisti per puro amore di me4 ,ch poi che l'anima ha cognosciuta s1 come di sopra dicemmo1 ha trovata umilit e odio della propria passione sensitiva1 cognoscendo la legge perversa che legata nelle membra sue che sempre impugna contra lo spirito4 ,e per s' levata con odio e dispiacimento d'essa sensualit1 conculcandola socto la ragione con grande sollicitudine2 e in s ha trovata la larghezza della mia bont per molti benefizi che ha ricevuti da me1 e' quali tucti ritruova in se medesima4 ,e il cognoscimento che ha trovato di s il retribuisce a me per umilit1 cognoscendo che per grazia ,io l'abbi tracto della tenebre e recato a lume di vero cognoscimento4 ,e poi che ha cognosciuta la mia bont1 l'ama senza mezzo ed amala con mezzo3 cio senza mezzo di s e di sua propria utilit2 e amala col mezzo della virt 7la quale virt ha conceputa per amor di me71 perch vede che in altro modo non sarebbe grato n accepto a me se non concepesse l'odio del peccato e amore delle virt4 ,e poi che l'ha conceputa per affecto d'amore1 subbito la parturisce al proximo suo1 ch in altro modo non sarebbe verit che egli l'avesse conceputa in s4 ,ma come in verit m'ama1 cos fa utilit al proximo suo2 e non pu essere altrementi1 perch l'amore di me e del proximo una medesima cosa1 e tanto quanto l'anima ama me1 tanto ama lui1 perch l'amore verso di lui esce di me4 ,questo quel mezzo che io v'ho posto acci che exercitiate e proviate la virt in voi3 che1 non potendo fare utilit a me1 dovetela fare al proximo4 ,questo manifesta che voi aviate me per grazia ne l'anima vostra2 facendo fructo in lui di molte e sancte orazioni con dolce e amoroso desiderio1 cercando l'onore di me e la salute de l'anime4 ,non si rist mai l'anima inamorata della mia verit di fare utilit a tucto el mondo1 in comune e in particulare1 poco e assai1 secondo la disposizione di colui che riceve e de l'ardente desiderio di colui che d1 s come di sopra fu manifestato quando ti dichiarai che pura la pena1 senza il desiderio1 non era sufficiente a punire la colpa4 ,poi che egli ha facto utilit per l'amore unitivo che ha facto in me1 per lo quale ama lui1 disteso l'affecto alla salute di tucto quanto il mondo1 sovenendo alla sua necessit1 ingegnasi 7poi che ha facto bene a s per lo concipere la virt1 unde ha tracta la vita della grazia7 di ponere l'occhio a la necessit del proximo in particulare4 ,poi che mostrato l'ha generalmente a ogni creatura che ha in s ragione1 per affecto di carit1 come decto 1 ed egli soviene quelli da presso1 secondo diverse grazie che ,io gli ho date a ministrare3 chi di doctrina1 cio con la parola consigliando schiectamente senza alcuno rispecto2 chi con exemplo di vita4 ,e questo debba fare ogniuno1 e dare edificazione al proximo di sancta e onesta vita4 ,queste sonno le virt1 e molte altre1 le quali non potresti narrare1 che si parturiscono nella dileczione del proximo4 ,perch l'ho poste tanto differenti che ,io non ho dato tucto a uno1 anco a cui ne do una1 e a cui ne do un'altra particulare8 poniamo che una non ne possa avere che tucte non l'abbi1 perch tucte le virt sono legate insieme4 ,ma dolle molte1 quasi come per capo di tucte l'altre virt2 cio che a cui dar principalmente la carit1 e a cui la giustizia1 e a cui l'umilit1 e a cui una fede viva2 ad altri una prudenzia1 una temperanzia1 una pazienzia2 ad altri una fortezza4 ,queste e molte altre dar ne l'anima differentemente a molte creature3 poniamo che l'una di queste sia posta per uno principale obiecto di virt ne l'anima1 disponendosi pi a conversazione principale con essa che con l'altre2 e per questo affecto di questa virt trae a s tucte l'altre virt1 ch 7come decto 7 elle sono tucte legate insieme ne l'affecto della carit4 ,e cos molti doni e grazie di virt e d'altro1 spiritualmente e corporalmente 7corporalmente dico per le cose necessarie per la vita de l'uomo71 tucte l'ho date in tanta differenzia che non l'ho poste tucte in uno1 perch abbi materia1 per forza1 d'usare la carit l'uno con l'altro4 ,ch ben potevo fare gli uomini dotati di ci che bisogna e secondo il corpo e secondo l'anima2 ma ,io volsi che l'uno avesse bisogno de l'altro1 e fussero miei ministri a ministrare le grazie e i doni che hanno ricevuti da me4 ,ch voglia l'uomo o no1 non pu fare che per forza non usi l'acto della carit4 vero che1 se ella non facta e donata per amore di me1 quello acto non gli vale quanto a grazia4 ,s che vedi che acci che essi usassero la virt della carit1 ,io gli ho facti miei ministri e posti in diversi stati e variati gradi4 ,questo vi mostra che nella ,casa mia ha molte mansioni1 e che ,io non voglio altro che amore4 ,per che ne l'amore di me compie l'amore del proximo2 compto l'amore del proximo1 ha observata la legge3 ci che pu fare d'utilit1 secondo lo stato suo1 colui che legato in questa dileczione1 s el fa4 ,,capitolo ,,viii ,come le virt si pruovano e fortificano per li loro contrari4 --,hotti decto come egli fa utilit al proximo1 nella quale utilit mostra l'amore che ha a me4 ,ora ti dico che nel proximo pruova in se medesimo la virt della pazienzia nel tempo della ingiuria che riceve da lui4 ,e pruova l'umilit nel superbo1 e pruova la fede ne l'infedele1 e pruova la vera speranza in colui che none spera1 e la giustizia nello ingiusto1 e la piet nel crudele1 e la mansuetudine e benignit ne l'iracundo4 ,tucte le virt si pruovano e parturiscono nel proximo1 s come gl'iniqui parturiscono ogni vizio nel proximo loro4 ,se tu vedi bene1 l'umilit provata nella superbia3 cio che l'umile spegne la superbia1 per che 'l superbo non pu fare danno a l'umile2 n la infidelit dello iniquo uomo1 che non ama n spera in me1 a colui che fedele a me non diminuisce n la fede1 n la speranza in colui che l'ha conceputa in s per amore di me3 anco la fortifica e la pruova nella dileczione de l'amore del proximo4 ,ch conciosiacosa che egli el vegga infedele e senza speranza in me e in lui 7ch colui che non ama me non pu avere fede n speranza in me1 anco la pone nella propria sensualit1 la quale egli ama71 el servo fedele mio non lassa per che fedelmente non l'ami e che sempre con esperanza non cerchi in me la salute sua4 ,s che vedi che nella loro infidelit e mancamento di speranza pruova la virt della fede4 ,in questo e ne l'altre cose nelle quali bisogno di provarla1 egli la pruova in s e nel proximo suo4 ,e cos la giustizia non diminuisce per le sue ingiustizie1 anco dimostra di provare la giustizia1 cio che dimostra che egli giusto per la virt della pazienzia2 come la benignit e mansuetudine nel tempo de l'ira si manifesta con la dolce pazienzia2 e la invidia1 dispiacimento e odio con la dileczione della carit1 fame e desiderio della salute de l'anime4 ,anco ti dico che non tanto che si pruovi la virt in coloro che rendono bene per male1 ma ,io ti dico che spesse volte gictar carboni accesi di fuoco di carit1 el quale dissolve e l'odio e il rancore del cuore e della mente de l'iracundo2 e da odio torna spesse volte a benivolenzia4 ,e questo per la virt della carit e perfecta pazienzia che in colui che sostiene l'ira de l'iniquo1 portando e sopportando e' difecti suoi4 ,se tu raguardi la virt della fortezza e perseveranzia1 ella provata nel molto sostenere1 nelle ingiurie e detraczioni degli uomini1 e' quali spesse volte1 quando per ingiuria e quando con lusinghe1 il vogliono ritrare da seguitare la via e doctrina della verit1 in tucto forte e perseverante se la virt della fortezza dentro conceputa2 alora la pruova nel proximo1 come decto t'ho4 ,e se ella1 al tempo che provata con molti contrari1 non facesse buona pruova1 non sarebbe virt in verit fondata4 ,,tractato ,,de ,,la ,,discrezione ,,capitolo ,,ix ,qui comincia el tractato de la discrezione4 ,e prima1 come l'affecto non si die ponere principalmente ne la penitenzia ma ne le virt4 ,e come la discrezione riceve vita da l'umilit1 e come rende ad ciascuno el debito suo4 --,queste sonno le sancte e dolci operazioni che io richieggio da' servi miei3 ci sonno queste virt intrinseche de l'anima1 provate come detto ho2 non solamente quelle virt che si fanno con lo strumento del corpo1 cio con acto di fuore o con diverse e varie penitenzie1 le quali sonno strumento di virt1 ma non virt4 ,ch se solo fusse questo1 senza le virt di sopra contiate1 poco sarebbe piacevole a me3 anco1 spesse volte1 se l'anima non facesse la penitenzia sua discretamente1 cio che l'affecto suo fusse principalmente posto nella penitenzia cominciata1 impedirebbe la sua perfeczione4 ,ma debbalo ponere ne l'affecto de l'amore1 con odio sancto di s1 e con vera umilit e perfecta pazienzia1 e ne l'altre virt intrinseche de l'anima1 con fame e desiderio del mio onore e salute de l'anime4 ,le quali virt dimostrano che la volont sia morta1 e continuamente s'uccide sensualmente per affecto d'amore di virt4 ,con questa discrezione debba fare la penitenzia sua3 cio di pnare il principale affecto nelle virt pi che nella penitenzia4 ,la penitenzia die fare come strumento per augmentare la virt1 secondo che bisogno e che si vede di potere fare secondo la misura della sua possibilit4 ,in altro modo1 cio facendo il fondamento sopra la penitenzia1 impedirebbe la sua perfeczione1 perch non sarebbe facta con lume di cognoscimento di s e della mia bont discretamente4 ,e non pigliarebbe la verit mia1 ma indiscretamente farebbe1 non amando quello che ,io pi amo e odiando quello che ,io pi odio4 ,ch discrezione non altro che uno vero cognoscimento che l'anima debba avere di s e di me2 in questo cognoscimento tiene le sue radici4 ,ella uno figliuolo che innestato e unito con la carit4 vero che ha molti figliuoli1 s come uno arbore che abbi molti rami2 ma quello che d vita a l'arbore e a' rami la radice se ella piantata nella terra de l'umilit 7la quale balia e nutrice della carit71 dove egli sta innestato questo figliuolo e arbore della discrezione4 ,ch altrementi non sarebbe virt di discrezione e non producerebbe fructo di vita1 se ella non fusse piantata nella virt de l'umilit1 perch l'umilit procede dal cognoscimento che l'anima ha di s4 ,e gi ti dixi che la radice della discrezione era uno vero cognoscimento di s e della mia bont2 unde subbito rende a ogniuno discretamente il debito suo4 ,e principalmente il rende a me1 rendendo gloria e loda al nome mio2 e retribuisce a me le grazie e i doni che vede e cognosce avere ricevuti da me4 ,e a s rende quello che si vede avere meritato1 cognoscendo s non essere2 e l'essere suo1 el quale ha1 cognosce avere avuto per grazia da me2 e ogni altra grazia1 che ha ricevuta sopra l'essere1 la retribuisce a me e non a s4 ,parle essere ingrata a tanti benefizi e negligente in non avere exercitato il tempo e le grazie ricevute1 e per le pare essere degna delle pene4 ,alora si rende odio e dispiacimento nelle colpe sue4 ,e questo fa la virt della discrezione1 fondata nel cognoscimento di s con vera umilit4 ,ch se questa umilit non fusse ne l'anima 7come decto 71 sarebbe indiscreta e non discreta4 ,la quale indiscrezione sarebbe posta nella superbia1 come la discrezione posta ne l'umilit4 ,e per indiscretamente1 s come ladro1 furarebbe l'onore a me e darebbelo a s per propria reputazione2 e quello che suo porrebbe a me1 lagnandosi e mormorando de' misteri miei e' quali ,io adoperasse in lui o ne l'altre mie creature2 d'ogni cosa si scandelizzarebbe in me e nel proximo suo4 ,el contrario che fanno coloro che hanno la virt della discrezione3 che1 poi che hanno renduto il debito che detto a me e a loro1 rendono poi al proximo il principale debito de l'affecto della carit e de l'umile e continua orazione4 ,el quale debba rendere ciascuno l'uno a l'altro2 e rendeli debito di doctrina1 di sancta e onesta vita per exemplo1 consigliandolo e aitandolo secondo che gli di bisogno a la salute sua1 come di sopra ti dixi4 ,in ogni stato che l'uomo 1 o signore o prelato o subdito1 se egli ha questa virt1 ogni cosa che fa e rende al proximo suo fa discretamente e con affecto di carit1 perch elle sonno legate e innestate insieme e piantate nella terra della vera umilit1 la quale esce del cognoscimento di s4 ,,capitolo ,x ,similitudine come la carit1 l'umilit e la discrezione sono unite insieme2 a la quale similitudine l'anima si debba conformare4 --,sai come stanno queste tre virt8 come se tu avessi uno cerchio tondo posto sopra la terra2 e nel mezzo del cerchio escisse uno arbore con uno figliuolo dallato unito con lui4 ,l'arbore si notrica nella terra che contiene la larghezza del cerchio1 ch se egli fusse fuore della terra1 l'arbore sarebbe morto e non darebbe fructo infino che non fusse piantato nella terra4 ,or cos ti pensa che l'anima uno arbore facto per amore1 e per non pu vivere altro che d'amore4 vero che1 se ella non ha amore divino di perfecta carit1 non produce fructo di vita ma di morte4 ,conviensi che la radice di questo arbore1 cio l'affecto de l'anima1 stia e non esca del cerchio del vero cognoscimento di s2 el quale cognoscimento di s unito in me che non ho n principio n fine1 s come el cerchio che tondo2 ch quanto tu ti vai ravollendo dentro nel cerchio1 non truovi n fine n principio2 e pure dentro vi ti truovi4 ,questo cognoscimento di s e di me in s1 truova e sta sopra la terra della vera umilit2 la quale tanto grande quanto la larghezza del cerchio1 cio il cognoscimento che ha avuto di s1 unito in me come decto 4 ,ch altrimenti non sarebbe cerchio senza fine n senza principio3 anco avarebbe principio1 avendo cominciato a cognoscere s1 e finirebbe nella confusione se questo cognoscimento non fusse unito in me4 ,alora l'arbore della carit si nutrica ne l'umilit1 mectendo il figliuolo dallato della vera discrezione per lo modo che decto t'ho4 ,el mirollo de l'arbore1 cio de l'affecto della carit che ne l'anima1 la pazienzia2 la quale uno segno dimostrativo che dimostra me essere ne l'anima e l'anima unita in me4 ,questo arbore cos dolcemente piantato gicta fiori odoriferi di virt1 con molti e divariati sapori2 egli rende fructo di grazia a l'anima e fructo d'utilit al proximo secondo la sollicitudine di chi vorr ricevere de' fructi de' servi miei4 ,a me rende odore di gloria e loda al nome mio2 e cos fa quello per che ,io el creai1 e da questo giogne al termine suo1 cio me1 che so' vita durabile che non gli posso essere tolto se egli non vuole4 ,tucti quanti e' fructi che escono de l'arbore sonno conditi con la discrezione1 perch sonno uniti insieme1 come detto t'ho4 ,,capitolo ,,xi ,come la penitenzia e gli altri exercizi corporali si debbono prendere per strumento da venire a virt e non per principale affecto4 ,e del lume de la discrezione in diversi altri modi e operazioni4 --,questi sonno e' fructi e l'operazioni che ,io richieggio da l'anima3 la pruova delle virt al tempo del bisogno4 ,e per ti dixi1 se bene ti ricorda gi cotanto tempo1 quando desideravi di fare grande penitenzia per me1 dicendo3--,che potrei io fare che io sostenesse pena per te8--,e ,io ti risposi nella mente tua1 dicendo3--,io so' colui che mi dilecto di poche parole e di molte operazioni2--per dimostrarti che non colui che solamente mi chiamar col suono della parola3--,signore1 ,signore1 io vorrei fare alcuna cosa per te2--n colui che per me desidera e vuole mortificare il corpo con le molte penitenzie1 senza uccidere la propria volont1 m'era molto a grado4 ,ma ,io volevo le molte operazioni del sostenere virilmente e con pazienzia1 e l'altre virt che contiate t'ho1 intrinseche de l'anima1 le quali tucte sonno operative1 che aduoperano fructo di grazia4 ,ogni altra operazione1 posta in altro principio che questo1 ,io le reputo essere chiamare solo con la parola1 perch elle sonno operazioni finite4 ,e ,io1 che so' infinito1 richieggio infinite operazioni1 cio infinito affecto d'amore4 ,voglio che l'operazioni di penitenzia e d'altri exercizi1 e' quali sonno corporali1 siano posti per strumento e non per principale affecto4 ,ch se fusse posto el principale affecto ine1 mi sarebbe data cosa finita1 e farebbe come la parola che1 escita che fuore della bocca1 non pi2 se gi la parola non escisse con l'affecto de l'anima1 il quale concipe e parturisce in verit la virt2 cio che l'operazione finita 7la quale t'ho chiamata parola7 fusse unita con l'affecto della carit4 ,alora sarebbe grata e piacevole a me1 perch non sarebbe sola ma accompagnata con la vera discrezione1 usando l'operazioni corporali per strumento e non per principale capo4 ,non sarebbe convenevole che principio e capo si facesse solo nella penitenzia o in qualunque acto di fuore corporale1 ch gi ti dixi che elle erano operazioni finite4 ,e finite sonno3 s perch elle sonno facte in tempo finito1 e s perch alcuna volta si conviene che la creatura le lassi1 o che elle gli sieno facte lassare4 ,quando le lassa per necessit di non potere fare quello acto che ha cominciato1 per diversi accidenti che gli vengono1 o per obbedienzia che sar comandato dal prelato suo1 che facendole1 non tanto che egli meritasse1 ma egli offendarebbe4 ,s che vedi che elle sonno finite4 ,debba dunque pigliare per uso e non per principio2 ch1 pigliandole per principio1 di bisogno che in alcuno tempo le lassi1 e l'anima alora rimane vta4 ,e questo vi mostr il glorioso ,pavolo mio banditore quando dixe nella epistola sua che voi mortificaste il corpo e uccideste la propria volont3 cio sapere tenere a freno il corpo1 macerando la carne1 quando volesse inpugnare contra lo spirito2 ma la volont vuole essere in tucto morta e abnegata e sottoposta a la volont mia4 ,la quale volont s'uccide con quello debito che ,io ti dixi che la virt della discrezione rendeva a l'anima3 cio odio e dispiacimento de l'offese e della propria sensualit1 il quale acquist nel cognoscimento di s4 ,questo quello coltello che uccide e taglia ogni proprio amore fondato nella propria volont4 ,or costoro sonno quegli che non mi dnno solamente parole ma molte operazioni4 ,dicendo molte non ti pongo numero1 perch l'affecto de l'anima fondato in carit1 che d vita a tucte le virt1 debba giognere in infinito4 ,e none schifo per la parola1 ma dixi ch',io volevo poche parole1 mostrandoti che ogni operazione actuale era finita1 e per le chiamai poche2 ma pure mi piacciono quando sonno poste per strumento di virt e non per principale virt4 ,e per non debba veruno dare giudicio di ponere maggiore perfeczione nel grande penitente1 che si d molto a uccidere il corpo suo1 che in colui che ne fa meno2 per che1 come ,io t'ho decto1 none sta ine la virt n il merito loro2 per che male ne starebbe chi non pu fare1 per legiptime cagioni1 operazione e penitenzia actuale2 ma sta solo nella virt della carit1 condita col lume della vera discrezione1 per che altrimenti non varrebbe4 ,e questo amore la discrezione il d senza fine e senza modo verso di me1 per che so' somma e etterna verit2 non pone legge n termine a l'amore col quale egli ama me1 ma bene il pone con modo e con carit ordinata verso el proximo suo4 ,el lume della discrezione1 la quale esce della carit1 come decto t'ho1 d al proximo amore ordinato1 cio con ordinata carit che non fa danno di colpa a s per fare utilit al proximo4 ,ch se uno solo peccato facesse per campare tucto il mondo de lo 'nferno1 o per adoperare una grande virt1 non sarebbe carit ordinata con discrezione3 anco sarebbe indiscreta1 perch licito non di fare una grande virt e utilit al proximo con colpa di peccato4 ,ma la discrezione sancta ordinata in questo modo3 che l'anima tucte le potenzie sue dirizza a servire me virilmente con ogni sollicitudine1 e il proximo ama con affecto d'amore ponendo la vita del corpo per salute de l'anime1 se fusse possibile1 mille volte2 sostenendo pene e tormenti perch abbi vita di grazia4 ,e la substanzia sua temporale pone in utilit ed in sovenimento del corpo del proximo suo4 ,questo fa el lume della discrezione che esce della carit4 ,s che vedi che discretamente rende e debba rendere1 ogni anima che vuole la grazia1 a me amore infinito e senza modo1 e al proximo 7col mio amore infinito7 amare lui con modo e carit ordinata1 come detto t'ho1 non rendendo male di colpa a s per utilit altrui4 ,e di questo v'amun sancto ,pavolo quando disse che la carit si debba prima muovere da s2 altrimenti non sarebbe utilit altrui d'utilit perfecta4 ,ch quando la perfeczione non ne l'anima1 ogni cosa imperfecta3 e ci che aduopera e in s e in altrui4 ,non sarebbe cosa convenevole che per salvare le creature1 che sonno finite e create da me1 fussi offeso ,io1 che so' ,bene infinito2 pi sarebbe grave solo quella colpa1 e grande1 che non sarebbe il fructo che farebbe per quella colpa4 ,s che colpa di peccato in veruno modo tu non debbi fare2 la vera carit il cognosce1 perch ella porta seco el lume della sancta discrezione4 ,ella quello lume che dissolve ogni tenebre1 e tolle la ignoranzia1 e ogni virt condisce2 e ogni strumento di virt actuale condito da lei4 ,ella ha una prudenzia che non pu essere ingannata2 ella ha una fortezza che non pu essere venta2 ella ha una perseveranzia grande infino al fine che tiene dal cielo a la terra1 cio dal cognoscimento di me al cognoscimento di s2 da la carit mia a la carit del proximo4 ,con vera umilit campa e passa tucti e' lacciuoli del dimonio e delle creature con la prudenzia sua4 ,con la mano disarmata1 cio col molto sostenere1 ha sconficto el dimonio e la carne con questo dolce e glorioso lume1 perch con esso cognobbe la sua fragilit1 e cognoscendola le rende il debito de l'odio4 ,ha conculcato el mondo e messoselo sotto e' piei de l'affecto4 ,spregiandolo e tenendolo a vile n' facto signore1 facendosene beffe4 ,e per gli uomini del mondo non possono tollere le virt de l'anima2 ma tucte le loro persecuzioni sonno acrescimento e provamento della virt4 ,la quale prima conceputa per affecto d'amore1 come decto 1 e poi si pruova nel proximo e si parturisce sopra di lui4 ,e cos t'ho mostrato che1 se ella non si vedesse e rendesse lume al tempo della pruova dinanzi da l'uomo1 non sarebbe verit che la virt fusse conceputa4 ,perch gi ti dixi e hotti manifestato che virt non pu essere1 che sia perfecta1 che dia fructo1 senza el mezzo del proximo4 ,se non come la donna che ha conceputo in s il figliuolo1 che se ella non il parturisce che venga dinanzi a l'occhio della creatura1 non si reputa lo sposo d'avere figliuolo2 cos ,io che so' sposo de l'anima1 se ella non parturisce il figliuolo della virt nella carit del proximo1 mostrandolo1 secondo che di bisogno1 in comune e in particulare1 s come ,io ti dixi2 dico che in verit non avar conceputa la virt in s4 ,e cos dico el vizio che tucti si commectono col mezzo del proximo4 ,,capitolo ,,xii ,repetizione d'alcune cose gi decte1 e come ,dio promecte refrigerio a' servi suoi e la reformazione de la sancta ,chiesa col mezzo del molto sostenere4 --,ora hai veduto che ,io1 ,verit1 t'ho mostrata la verit e la doctrina per la quale tu venga e conservi la grande perfeczione4 ,e anco t'ho dichiarato in che modo si satisfa la colpa e la pena1 in te e nel proximo tuo1 dicendoti che la pena che sostiene la creatura mentre che nel corpo mortale1 non sofficiente la pena in se sola a satisfare la colpa e la pena1 se gi ella non fusse unita con l'affecto della carit e con la vera contrizione e dispiacimento del peccato1 come decto t'ho4 ,ma la pena alora satisfa quando unita la pena con la carit3 non per virt di veruna pena actuale che si sobstenga1 ma per virt della carit e dolore della colpa commessa4 ,la quale carit acquistata col lume de l'intellecto1 con cuore schiecto e liberale raguardando in me1 obiecto1 che so' essa carit4 ,tucto questo t'ho mostrato perch tu mi dimandavi di volere portare4 ,hottelo mostrato acci che tu e gli altri servi miei sappiate in che modo e come dovete fare sacrifizio di voi a me4 ,sacrifizio1 dico1 actuale e mentale unito insieme1 s come unito el vasello con l'acqua che si presenta al ,signore3 ch l'acqua senza il vasello non si potrebbe presentare2 el vaso senza l'acqua1 portandolo1 non sarebbe piacevole a lui4 ,cos vi dico che voi dovete offerire a me il vasello delle molte fadighe actuali per qualunque modo ,io ve le concedo2 non eleggendo voi n luogo n tempo n fadighe a modo vostro1 ma a mio4 ,ma questo vasello debba essere pieno1 cio portandole tucte con affecto d'amore e con vera pazienzia2 portando e sopportando e' difecti del proximo vostro con odio e dispiacimento del peccato4 ,alora si truovano queste fadighe 7le quali t'ho poste per uno vasello7 piene de l'acqua della grazia mia1 la quale d vita a l'anima2 alora ,io ricevo questo presente da le dolci spose mie1 cio da ogni anima che mi serve4 ,ricevo1 dico1 da loro gli anxietati desidri1 lagrime e sospiri loro1 umili e continue orazioni2 le quali cose sono tucte uno mezzo che1 per l'amore che ,io l'ho1 placano l'ira mia sopra e' nemici miei de gl'iniqui uomini che tanto m'offendono4 ,s che sostiene virilmente infino alla morte2 e questo mi sar segno che voi in verit m'amiate4 ,e non dovete vllere il capo indietro a mirare l'aratro per timore di veruna creatura n per tribolazioni3 anco nelle tribolazioni godete4 ,el mondo si rallegra facendovi molta ingiuria1 e voi ste contristati nel mondo per le ingiurie e offese che mi vedete fare1 per le quali offendendo me offendono voi2 e offendendo voi offendono me1 perch so' facto una cosa con voi4 ,ben vedi tu che avendovi data la imagine e similitudine mia1 e perdendo voi la grazia per lo peccato1 per rndarvi la vita della grazia unii la mia natura in voi1 velandola della vostra umanit4 ,e cos1 essendo voi imagine mia1 presi la imagine vostra1 prendendo forma umana4 ,s che ,io so' una cosa con voi1 se gi l'anima non si diparte da me per la colpa del peccato mortale4 ,ma chi m'ama sta in me1 e ,io in lui2 e per el mondo il perseguita1 perch 'l mondo non ha conformit con meco2 e per perseguit l'unigenito mio ,figliuolo infino a l'obrobriosa morte della croce4 ,e cos fa a voi3 egli vi perseguita e perseguitar in fino a la morte perch me non ama2 ch se 'l mondo avesse amato me1 e voi amarebbe4 ,ma rallegratevi1 ch l'allegrezza vostra sar piena in celo4 ,anco ti dico che quanto ora abondar pi la tribolazione nel corpo mistico della sancta ,chiesa1 tanto abondar pi in dolcezza ed in consolazione4 ,e questa sar la dolcezza sua3 la reformazione de' sancti e buoni pastori1 e' quali sonno fiori di gloria1 cio che rendono gloria e loda al nome mio1 rendendomi odore di virt fondate in verit4 ,e questa la reformazione de' fiori odoriferi dei miei ministri e pastori4 ,non che abbi bisogno il fructo di questa sposa d'essere riformato1 perch non diminuisce n si guasta mai per li difecti de' ministri4 ,s che rallegratevi1 tu e 'l padre de l'anima tua e gli altri miei servi1 ne l'amaritudine2 ch ,io1 ,verit etterna1 v'ho promesso di darvi refrigerio1 e doppo l'amaritudine vi dar consolazione 7col molto sostenere7 nella reformazione della sancta ,chiesa4 ,,capitolo ,,xiii ,come questa anima per la responsione divina crebbe insiememente e manc in amaritudine2 e come fa orazione a ,dio per la ,chiesa sancta sua e per lo popolo suo4 ,alora l'anima anxietata e affocata di grandissimo desiderio1 conceputo ineffabile amore nella grande bont di ,dio1 cognoscendo e vedendo la larghezza della sua carit che con tanta dolcezza aveva degnato di rispondere a la sua petizione1 e di satisfare dandole speranza a l'amaritudine1 la quale aveva conceputa per l'offesa di ,dio e danno della sancta ,chiesa e miseria sua propria 7la quale vedeva per cognoscimento di s71 mitigava l'amaritudine1 e cresceva l'amaritudine2 perch avendole il sommo ed etterno ,padre manifestata la via della perfeczione e nuovamente le mostrava l'offesa sua e il danno de l'anime1 s come di socto dir pi distesamente4 ,perch nel cognoscimento che l'anima fa di s1 cognosce meglio ,dio1 cognoscendo la bont di ,dio in s2 e nello specchio dolce di ,dio cognosce la dignit e la indegnit sua medesima3 cio la dignit della creazione1 vedendo s essere imagine di ,dio e datole per grazia e non per debito4 ,e nello specchio della bont di ,dio dico che cognosce l'anima la sua indegnit nella quale venuta per la colpa sua4 ,per che come nello specchio meglio si vede la macula della faccia de l'uomo specchiandosi dentro nello specchio1 cos l'anima che1 con vero cognoscimento di s1 si leva per desiderio con l'occhio de l'intellecto a raguardarsi nello specchio dolce di ,dio1 per la purit1 che vede in lui1 meglio cognosce la macula della faccia sua4 ,e perch el lume e il cognoscimento era maggiore in quella anima per lo modo decto1 era cresciuta una dolce amaritudine1 ed era scemata l'amaritudine4 ,era scemata per la speranza che le die' la prima ,verit2 e s come il fuoco cresce quando gli data la materia1 cos crebbe il fuoco in quella anima per s facto modo che possibile non era a corpo umano a potere sostenere che l'anima non si partisse dal corpo4 ,unde1 se non che era cerchiata di fortezza da ,colui che somma fortezza1 non l'era possibile di camparne mai4 ,purificata l'anima dal fuoco della divina carit1 la quale trov nel cognoscimento di s e di ,dio1 e cresciuta la fame con la speranza della salute di tucto quanto el mondo e della reformazione della sancta ,chiesa1 si lev con una sicurt dinanzi al sommo ,padre1 avendole mostrato la lebbra della sancta ,chiesa e la miseria del mondo1 quasi con la parola di ,mois dicendo3 --,signore mio1 vlle l'occhio della tua misericordia sopra el popolo tuo e sopra el corpo mistico della sancta ,chiesa2 per che pi sarai tu gloriato di perdonare a tante creature e dar lo' lume di cognoscimento 7ch tucte ti rendarebbero laude vedendosi campare per la tua infinita bont da la tenebre del peccato mortale e da l'etterna dampnazione7 che tu non sarai solamente di me miserabile che tanto t'ho offeso e la quale so' cagione e strumento d'ogni male4 ,e per ti prego1 divina etterna carit1 che tu facci vendecta di me e facci misericordia al popolo tuo4 ,mai dinanzi ala presenzia tua non mi partir infino che io vedr che tu lo' facci misericordia4 ,e che sarebbe a me che io vedesse me avere vita e il popolo tuo la morte8 e che la tenebre si levasse nella sposa tua1 che essa luce1 principalmente per li miei difecti e de l'altre tue creature8 ,voglio dunque1 e per grazia tel dimando1 che abbi misericordia al popolo tuo per la carit increata che mosse te medesimo a creare l'uomo a la imagine e similitudine tua dicendo3 ,facciamo l'uomo a la imagine e similitudine nostra4 ,e questo facesti volendo tu1 ,trinit etterna1 che l'uomo participasse tucto te1 alta1 etterna ,trinit4 ,unde gli desti la memoria perch ritenesse i benefizi tuoi1 nella quale participa la potenzia di te1 ,padre etterno2 e destili l'intellecto acci che cognoscesse1 vedendo1 la tua bont e participasse la sapienzia de l'unigenito tuo ,figliuolo2 e destili la volont acci che potesse amare quello che lo 'ntellecto vide e cognobbe de la tua verit participando la clemenzia dello ,spirito sancto4 ,chi ne fu cagione che tu ponessi l'uomo in tanta dignit8 ,l'amore inextimabile col quale raguardasti in te medesimo la tua creatura e inamorastiti di lei1 e per la creasti per amore e destile l'essere acci che ella gustasse e godesse il tuo etterno bene4 ,vego che per lo peccato commesso perdecte la dignit nella quale tu la ponesti2 per la rebellione che fece a te cadde in guerra con la clemenzia tua1 cio che diventammo nemici tuoi4 ,tu1 mosso da quel medesimo fuoco con che tu ci creasti1 volesti ponere il mezzo a reconciliare l'umana generazione che era caduta nella grande guerra1 acci che della guerra si facesse la grande pace4 ,e destici el ,verbo de l'unigenito tuo ,figliuolo1 il quale fu tramezzatore fra noi e te4 ,egli fu nostra giustizia che sopra di s pun le nostre ingiustizie2 e fece l'obbedienzia tua1 ,padre etterno1 la quale gli ponesti quando el vestisti della nostra umanit1 pigliando la natura e imagine nostra umana4 ,oh abisso di carit6 qual cuore si pu difendere che non scoppi a vedere l'altezza discesa a tanta bassezza quanta la nostra umanit8 ,noi siamo imagine tua1 e tu imagine nostra per l'unione che hai facta ne l'uomo1 velando la ,deit etterna con la miserabile nuvila e massa corrocta d',adam4 ,chi n' cagione8 ,l'amore4 ,tu1 ,dio1 se' facto uomo1 e l'uomo facto ,dio4 ,per questo amore ineffabile ti costringo e prego che facci misericordia a le tue creature4 ,,capitolo ,,xiv ,come ,dio si lamenta del popolo cristiano1 e singularmente de' ministri suoi1 toccando alcuna cosa del sacramento del ,corpo di ,cristo e del benefizio de la ,incarnazione4 ,alora ,dio1 vollendo l'occhio della sua misericordia verso di lei1 lassandosi costrignere a le lagrime e lassandosi legare a la fune del sancto desiderio suo1 lagnandosi diceva3 --,figliuola dolcissima1 la lagrima mi costrigne perch unita con la mia carit ed gictata per amore di me2 e lganomi e' penosi desidri vostri4 ,ma mira e vede come la sposa mia ha lordata la faccia sua2 come lebbrosa per immondizia e amore proprio e infiata superbia e avarizia di coloro che si pascono al pecto suo1 cio la religione cristiana1 corpo universale2 e anco il corpo mistico della sancta ,chiesa2 ci dico de' miei ministri1 e' quali sonno quelli che si pascono e stanno alle mamelle sue4 ,e non tanto che essi si pascano1 ma essi hanno a pascere e tenere a queste mamelle l'universale corpo del popolo cristiano e di qualunque altro volesse levarsi dalla tenebre della infidelit e legarsi come membro nella ,chiesa mia4 ,vedi con quanta ignoranzia e con quanta tenebre e con quanta ingratitudine ministrato1 e con mani inmonde1 questo glorioso lacte e ,sangue di questa sposa8 e con quanta presumpzione e inreverenzia ricevuto8 ,e per quella cosa che d vita1 spesse volte1 per loro difecto1 loro d morte1 cio il prezioso sangue de l'unigenito mio ,figliuolo1 el quale tolse la morte e la tnabre e don la luce e la verit1 e confuse la bugia4 ,ogni cosa don questo sangue e adoper intorno a la salute e a compire la perfeczione ne l'uomo1 a chi si dispone a ricvare2 ch1 come d vita e dota l'anima d'ogni grazia 7poco e assai1 secondo la disposizione e affecto di colui che riceve71 cos d morte a colui che iniquamente vive4 ,s che da la parte di colui che riceve1 ricevendolo indegnamente con la tenebre del peccato mortale1 a costui gli d morte e non vita4 ,non per difecto del ,sangue1 n per difecto del ministro che fusse in quello medesimo male o maggiore3 per che 'l suo male non guasta n lorda il ,sangue1 n diminuisce la grazia e virt sua1 e per non fa male a colui a cui egli el d2 ma a se medesimo fa male di colpa1 alla quale gli sguita la pena se esso non si corregge con vera contrizione e dispiacimento della colpa sua4 ,dico dunque che fa danno a colui che 'l riceve indegnamente1 non per difecto del ,sangue n del ministro 7come decto 71 ma per la sua mala disposizione e difecto suo1 che con tanta miseria e immondizia ha lordata la mente e il corpo suo e tanta crudelt ha avuta a s e al proximo suo4 ,a s l'ebbe tollendosi la grazia1 conculcando socto e' piei de l'affecto suo el fructo del ,sangue che trasse del sancto baptesmo1 essendoli gi tolta per virt del ,sangue la macchia del peccato originale1 la quale macchia trasse quando fu conceputo dal padre e dalla madre sua4 ,e per donai el ,verbo de l'unigenito mio ,figliuolo perch la massa de l'umana generazione era corrocta per lo peccato del primo uomo ,adam1 e per tucti voi1 vaselli facti di questa massa1 eravate corrocti e non disposti ad avere vita etterna4 ,unde per questo ,io1 altezza1 unii me con la bassezza della vostra umanit3 per remediare a la corruczione e morte de l'umana generazione1 e per restituirla a grazia1 la quale per lo peccato perd4 ,non potendo ,io sostenere pena 7e della colpa voleva la divina mia giustizia che n'escisse la pena7 e non essendo sufficiente pure uomo a satisfare1 che se egli avesse pure in alcuna cosa satisfacto1 non satisfaceva altro che per s e non per l'altre creature che hanno in loro ragione 7bench di questa colpa n per s n per altrui poteva egli satisfare1 perch la colpa era facta contra me che so' infinita bont72 volendo ,io pure restituire l'uomo1 el quale era indebilito e non poteva satisfare per la cagione decta e perch era molto indebilito1 mandai el ,verbo del mio ,figliuolo vestito di questa medesima natura che voi1 massa corrocta d',adam1 acci che sostenesse pena in quella natura medesima che aveva offeso e1 sostenendo sopra del corpo suo infino a l'obrobriosa morte della croce1 placasse l'ira mia4 ,e cos satisfeci a la mia giustizia e saziai la divina mia misericordia1 la quale misericordia volse satisfare a la colpa de l'uomo e disponerlo a quel bene per lo quale ,io l'avevo creato4 ,s che la natura umana1 unita con la natura divina1 fu sufficiente a satisfare per tucta l'umana generazione1 non solo per la pena che sostenne nella natura finita1 cio della massa d',adam1 ma per la virt della ,deit etterna1 natura divina infinita4 ,unita l'una natura ne l'altra1 ricevecti e acceptai el sacrifizio del sangue de l'unigenito mio ,figliuolo1 intriso e impastato con la natura divina col fuoco della divina carit1 la quale fu quello legame che 'l tenne conficto e chiavellato in croce4 ,or per questo modo fu sufficiente a satisfare la colpa la natura umana3 solo per virt della natura divina4 ,per questo modo fu tolta la marcia del peccato d',adam1 e rimase solo el segno1 cio inchinamento al peccato e ogni difecto corporale4 ,s come la margine che rimane quando l'uomo guarito della piaga1 cos la colpa d',adam la quale men marcia mortale4 ,venuto el grande medico de l'unigenito mio ,figliuolo1 cur questo infermo beiendo la medicina amara1 la quale l'uomo bere non poteva perch era molto indebilito4 ,egli fece come la baglia che piglia la medicina in persona del figliuolo1 perch ella grande e forte1 e il fanciullo non forte a potere portare l'amaritudine4 ,s che egli fu baglia1 portando con la grandezza e fortezza della ,deit1 unita con la natura vostra1 l'amara medicina della penosa morte della croce per sanare e dare vita a voi1 fanciulli indebiliti per la colpa4 ,solo il segno rimase del peccato originale1 el quale peccato contraete dal padre e dalla madre quando ste conceputi da loro4 ,il quale segno si tolle da l'anima1 bench non a tucto2 e questo si fa nel sancto baptesmo1 el quale baptesmo ha virt e d vita di grazia in virt di questo glorioso e prezioso sangue4 ,subbito che l'anima ha ricevuto il sancto baptesmo1 l' tolto il peccato originale ed lle infusa la grazia4 ,e lo inchinamento al peccato 7che la margine che rimane del peccato originale1 come decto 7 indebilisce1 e pu l'anima rifrenarlo se ella vuole4 ,alora el vasello de l'anima disposto a ricvare e aumentare in s la grazia1 assai e poco1 secondo che piacer a lei di volere disponere se medesima con affecto e desiderio di volere amare e servire me4 ,cos si pu disponere al male come al bene1 non obstante che egli abbi ricevuta la grazia nel sancto baptesmo4 ,unde venuto el tempo de la discrezione1 per lo libero arbitrio pu usare il bene e il male secondo che piace a la volont sua4 ,ed tanta la libert che ha l'uomo1 e tanto facto forte per la virt di questo glorioso sangue1 che n dimonio n creatura il pu costregnere a una minima colpa pi che egli si voglia4 ,tolta gli fu la servitudine e facto libero1 acci che signoreggiasse la sua propria sensualit e avesse il fine per lo quale era stato creato4 ,oh miserabile uomo che si dilecta nel loto come fa l'animale1 e non ricognosce tanto benefizio quanto ha ricevuto da me2 pi non poteva ricevere la miserabile creatura piena di tanta ignoranzia6 ,,capitolo ,,xv ,come la colpa pi gravemente punita doppo la passione di ,cristo che prima1 e come ,dio promecte di fare misericordia al mondo e a la sancta ,chiesa col mezzo dell'orazione e del patire de' servi suoi4 --,voglio che tu sappi1 figliuola mia1 che per la grazia che hanno ricevuta avendoli ricreati nel sangue de l'unigenito mio ,figliuolo1 e restituita a grazia l'umana generazione 7s come decto t'ho71 non ricognoscendola1 ma andando sempre di male in peggio e di colpa in colpa1 sempre perseguitandomi con molte ingiurie e tenendo tanto a vile le grazie che ,io l'ho facte e fo1 che non tanto che essi se la rechino a grazia1 ma e' lo' pare ricevere alcuna volta da me ingiuria1 n pi n meno come se ,io volesse altro che la loro sanctificazione2 dico che lo' sar pi duro1 e degni saranno di maggiore punizione4 ,e cos saranno pi puniti ora1 poi che hanno ricevuta la redempzione del sangue del mio ,figliuolo1 che innanzi la redempzione1 cio innanzi che fusse tolta via la marcia del peccato d',adam4 ,cosa ragionevole che chi pi riceve1 pi renda e pi sia tenuto a colui da cui egli riceve4 ,molto era tenuto l'uomo a me per l'essere che ,io gli avevo dato1 creandolo a la imagine e similitudine mia4 ,era tenuto di rendermi gloria1 ed egli me la tolse e volsela dare a s2 per la qual cosa trapass l'obedienzia mia imposta a lui e diventommi nemico4 ,ed ,io con l'umilit destruxi la superbia sua1 umiliando la natura divina e pigliando la vostra umanit2 cavandovi dalla servitudine del dimonio1 fecivi liberi2 e non tanto che ,io vi desse libert1 ma1 se tu vedi bene1 l'uomo facto ,dio1 e ,dio facto uomo per l'unione della natura divina nella natura umana4 ,questo uno debito il quale hanno ricevuto1 cio il tesoro del ,sangue1 dove essi sonno recreati a grazia4 ,s che vedi quanto essi sono pi obligati a rendere a me doppo la redempzione che inanzi la redempzione4 ,sonno tenuti di rendere gloria e loda a me1 seguitando le vestigie della ,parola incarnata de l'unigenito mio ,figliuolo1 e alora mi rendono debito d'amore di me e dileczione del proximo con vere e reali virt1 s come di sopra ti dixi4 ,non facendolo 7perch molto mi debbono amare71 caggiono in maggiore offesa2 e per ,io per divina giustizia lo' rendo pi gravezza di pena dando lo' l'ecterna dampnazione4 ,unde molto ha pi pena uno falso cristiano che uno pagano2 e pi el consuma el fuoco senza consumare1 per divina giustizia1 cio affligge1 e affliggendo si sentono consumare col vermine della coscienzia e nondimeno non consuma1 perch i dampnati non perdono l'essere per veruno tormento che ricevano4 ,onde ,io ti dico che essi dimandano la morte e non la possono avere1 perch non possono perdere l'essere4 ,perdro l'essere della grazia per la colpa loro2 ma l'essere no4 ,s che la colpa molto pi punita doppo la redempzione del ,sangue che prima1 perch hanno pi ricevuto2 e non pare che se n'aveggano n si sentano de' mali loro4 ,essi mi sonno facti nemici1 avendoli reconciliati col mezzo del sangue del mio ,figliuolo4 ,uno rimedio ci ha1 col quale ,io placar l'ira mia3 cio col mezzo de' servi miei1 se solliciti saranno di costrignermi con la lagrima e legarmi col legame del desiderio4 ,tu vedi che con questo legame tu m'hai legato2 il quale legame ,io ti diei perch volevo fare misericordia al mondo4 ,e per do ,io fame e desiderio ne' servi miei verso l'onore di me e la salute de l'anime1 acci che1 costrecto da le lagrime loro1 mitighi el furore della divina mia giustizia4 ,tolle dunque le lagrime e il sudore tuo e tra' le della fontana della divina mia carit tu e gli altri servi miei2 e con esse lavate la faccia a la sposa mia1 ch ,io ti promecto che con questo mezzo le sar renduta la bellezza sua4 ,non con coltello n con guerra n con crudelt riavar la bellezza sua2 ma con la pace ed umili e continue orazioni1 sudori e lagrime1 gictate con anxietato desiderio de' servi miei4 ,e cos adempir el desiderio tuo con molto sostenere1 gictando lume la pazienzia vostra nella tenebre degl'iniqui uomini del mondo4 ,e non temete perch 'l mondo vi perseguiti1 ch ,io sar per voi1 e in veruna cosa vi mancar la mia providenzia4 ,,capitolo ,,xvi ,come questa anima cognoscendo pi de la divina bont1 non rimaneva contenta di pregare solamente per lo popolo cristiano e per la sancta ,chiesa1 ma pregava per tucto quanto el mondo4 ,alora quella anima levandosi con maggiore cognoscimento1 e con grandissima allegrezza e conforto stando dinanzi a la divina ,maest1 s per la speranza che ella avea presa della divina misericordia1 e s per l'amore ineffabile il quale gustava vedendo che1 per amore e desiderio che ,dio aveva di fare misericordia a l'uomo non obstante che fussero suoi nemici1 avea dato il modo e la via a' servi suoi come potessero costregnere la sua bont e placare l'ira sua1 si rallegrava1 perdendo ogni timore nelle persecuzioni del mondo1 vedendo che ,dio fusse per lei4 ,e cresceva forte il fuoco del sancto desiderio1 in tanto che none stava contenta ma con sicurt sancta dimandava per tucto quanto el mondo4 ,e poniamo che nella seconda petizione si conteneva el bene e l'utilit de' cristiani e degli infedeli1 cio nella reformazione della sancta ,chiesa2 nondimeno1 come affamata1 si stendea l'orazione sua a tucto quanto el mondo 7s come egli stesso la faceva dimandare71 gridando3--,misericordia1 ,idio etterno1 verso le tue pecorelle1 s come pastore buono che tu se'4 ,non indugiare a fare misericordia al mondo1 per che gi quasi pare che egli non possa pi1 perch al tucto pare privato de l'unione della carit inverso di te1 ,verit etterna1 e verso di loro medesimi3 cio di non amarsi insieme d'amore fondato in te4 ,,capitolo ,,xvii ,come ,dio si lamenta de le sue creature razionali e maximamente per l'amore proprio che regna in loro1 confortando la predecta anima ad orazione e lagrime4 ,alora ,dio1 come ebbro d'amore verso la salute nostra1 teneva modo d'accendere maggiore amore e dolore in quella anima in questo modo3 mostrando con quanto amore aveva creato l'uomo1 7s come di sopra alcuna cosa dicemmo71 e diceva3--,or non vedi tu che ogniuno mi percuote2 e ,io gli ho creati con tanto fuoco d'amore e dotatigli di grazia2 e molti1 quasi infiniti doni ho dati a loro per grazia e non per debito8 ,or vedi1 figliuola1 con quanti e diversi peccati essi mi percuotono1 e spezialmente col miserabile e abominevole amore proprio di loro medesimi1 unde procede ogni male4 ,con questo amore hanno avelenato tucto quanto il mondo1 per che come l'amore di me tiene in s ogni virt parturita nel proximo 7s com',io ti dimostrai71 cos l'amore proprio sensitivo1 perch procede da la superbia 7come il mio procede da carit71 contiene in s ogni male4 ,e questo male fanno col mezzo della creatura1 separati e divisi da la carit del proximo1 perch me non hanno amato1 n il proximo non amano1 per che sonno uniti l'uno e l'altro insieme4 ,e per ti dissi che ogni bene e ogni male era facto col mezzo del proximo1 s come ,io1 di sopra1 questa parola ti spianai4 ,molto mi posso lagnare de l'uomo che da me non ha ricevuto altro che bene1 e a me d odio facendo ogni male4 ,perch ,io ti dissi che con le lagrime de' servi miei mitigarei l'ira mia2 e cos ti ridico4 ,voi1 servi miei1 paratevi dinanzi con le molte orazioni e ansietati desidri e dolore de l'offesa che facta a me1 e della dannazione loro2 e cos mitigarete l'ira mia del divino giudicio4 ,,capitolo ,,xviii ,come neuno pu uscire de le mani di ,dio1 per che o egli vi sta per misericordia o elli vi sta per giustizia4 --,sappi che veruno pu escire delle mie mani3 per che ,io so' ,colui che so'2 e voi non ste per voi medesimi se non quanto ste facti da me1 il quale so' ,creatore di tucte le cose che participano essere1 excepto che del peccato che non 1 e per non facto da me e1 perch non in me1 non degno d'essere amato4 ,e per offende la creatura3 perch ama quel che non debba amare1 cio il peccato2 e odia me che tenuto e obligato d'amarmi1 che so' sommamente buono e hogli dato l'essere con tanto fuoco d'amore4 ,ma di me non possono escire3 o eglino ci stanno per giustizia per le colpe loro1 o essi ci stanno per misericordia4 ,apre dunque l'occhio de l'intellecto e mira nella mia mano1 e vedrai che egli la verit quel ch',io t'ho decto4-- ,alora ella1 levando l'occhio per obedire al sommo ,padre1 vedeva nel pugno suo rinchiuso tucto l'universo mondo1 dicendo ,dio3--,figliuola mia1 or vedi e sappi che veruno me ne pu essere tolto1 per che tucti ci stanno o per giustizia o per misericordia1 come decto 1 perch sonno miei e creati da me1 e amoli ineffabilemente4 ,e per1 non obstanti le iniquit loro1 ,io lo' far misericordia col mezzo de' servi miei1 e adempir la petizione tua1 che con tanto amore e dolore me l'hai adimandata4 ,,capitolo ,,xix ,come questa anima crescendo nell'amoroso fuoco desiderava di sudare di sudore di sangue2 e reprendendo se medesima faceva singulare orazione per lo padre dell'anima sua4 ,alora quella anima come ebbra e quasi fuore di s1 crescendo el fuoco del sancto desiderio1 stava quasi beata e dolorosa4 ,beata stava per l'unione che aveva facta in ,dio1 gustando la larghezza e bont sua1 tucta annegata nella sua misericordia3 e dolorosa era vedendo offendere tanta bont4 ,e rendeva grazie a la divina ,maiest1 quasi cognoscendo che ,dio avesse manifestato e' difecti delle creature perch fusse costrecta a levarsi con pi sollicitudine e maggiore desiderio4 ,sentendosi rinnovare il sentimento de l'anima nella ,deit etterna1 crebbe tanto el sancto e amoroso fuoco che il sudore de l'acqua1 el quale ella gictava per la forza che l'anima faceva al corpo 7perch era pi perfecta l'unione che quella anima aveva facta in ,dio1 che non era l'unione fra l'anima e il corpo1 e per sudava per forza e caldo d'amore71 ella lo spregiava per grande desiderio che aveva di vedere escire del corpo suo sudore di sangue2 dicendo a se medesima3--,o anima mia1 oim6 tucto il tempo della vita tua hai perduto1 e per sonno venuti tanti danni e mali nel mondo e nella sancta ,chiesa2 molti1 in comune e in particulare4 ,e per ,io voglio che tu ora rimedisca col sudore del sangue4-- ,veramente questa anima aveva bene tenuta a mente la doctrina che le die' la ,verit3 di sempre cognoscere s e la bont di ,dio in s2 e il remedio che si voleva a rimediare tucto quanto el mondo1 a placare l'ira e il divino giudicio1 cio con umili1 continue e sancte orazioni4 ,alora questa anima1 speronata dal sancto desiderio1 si levava molto maggiormente aprendo l'occhio de l'intellecto1 e speculavasi nella divina carit1 dove vedeva e gustava quanto siamo tenuti d'amare e di cercare la gloria e loda del nome di ,dio nella salute de l'anime4 ,a questo vedeva chiamati e' servi di ,dio4 ,e singularmente chiamava ed eleggeva la ,verit etterna el padre de l'anima sua1 el quale ella portava dinanzi a la divina bont1 pregandola che infondesse in lui uno lume di grazia acci che in verit seguitasse essa ,verit4 ,,capitolo ,,xx ,come senza tribolazioni portate con pazienzia non si pu piacere a ,dio2 e per ,dio conforta lei e il padre suo a portare con vera pazienzia4 ,alora ,dio1 rispondendo a la terza petizione1 cio della fame della salute sua1 diceva3 --,figliuola1 questo voglio3 che egli cerchi di piacere a me1 ,verit1 nella fame della salute de l'anime1 con ogni sollicitudine4 ,ma questo non potrebbe n egli n tu n veruno altro avere senza le molte persecuzioni1 s come ,io ti dixi di sopra1 secondo ch',io ve le concedar4 ,s come voi desiderate di vedere il mio onore nella sancta ,chiesa1 cos dovete concipere amore a volere sostenere con vera pazienzia4 ,e a questo m'avedr1 che egli e tu e gli altri miei servi cercarete il mio onore in verit4 ,alora sar egli el carissimo mio figliuolo1 e riposarassi1 egli e gli altri1 sopra el pecto de l'unigenito mio ,figliuolo1 del quale ,io ho facto ponte perch tucti potiate giognere al fine vostro e ricevere il fructo d'ogni vostra fadiga che avarete sostenuta per lo mio amore4 ,s che portate virilemente4 ,,capitolo ,,xxi ,come1 essendo rotta la strada d'andare al cielo per la disobedienzia d',adam1 ,dio fece del suo ,figliuolo ponte per lo quale si potesse passare4 --,e perch ,io ti dixi che del ,verbo de l'unigenito mio ,figliuolo avevo facto ponte1 e cos la verit1 voglio che sappiate1 figliuoli miei1 che la strada si ruppe1 per lo peccato e disobedienzia d',adam1 per s facto modo che neuno potea giognere a vita durabile2 e non mi rendevano gloria per quel modo che dovevano1 non participando quel bene per lo quale ,io gli avevo creati a la imagine e similitudine mia4 ,e non avendolo1 non s'adempiva la mia verit4 ,questa verit che ,io l'avevo creato perch egli avesse vita etterna1 e participasse me e gustasse la somma ed etterna dolcezza e bont mia4 ,per lo peccato suo non giogneva a questo termine1 e questa verit non s'adempiva4 ,e questo era per che la colpa aveva serrato el cielo e la porta della misericordia mia4 ,questa colpa germin spine e tribolazioni con molte molestie2 la creatura trov ribellione a se medesima subbito che ebbe ribellato a me2 esso medesimo si fu ribello4 ,la carne impugn subbito contra lo spirito1 perdendo lo stato della innocenzia1 e divent animale immondo4 ,e tucte le cose create gli furono ribelle1 dove in prima gli sarebbero state obedienti se egli si fusse conservato nello stato dove ,io el posi4 ,non conservandosi1 trapass l'obedienzia mia1 e merit morte etternale ne l'anima e nel corpo4 ,e corse1 disbbito che ebbe peccato1 uno fiume tempestoso che sempre el percuote con l'onde sue1 portando fadighe e molestie da s1 e molestie dal dimonio e dal mondo4 ,tucti annegavate1 perch veruno1 con tucte le sue giustizie1 non poteva giognere a vita etterna4 ,e per ,io1 volendo rimediare a tanti vostri mali1 v'ho dato il ponte del mio ,figliuolo1 acci che passando el fiume non annegaste4 ,el quale fiume il mare tempestoso di questa tenebrosa vita4 ,vedi quanto tenuta la creatura a me6 e quanto ignorante a volersi pure annegare e non pigliare il remedio ch',io l'ho dato6 ,,capitolo ,,xxii ,come ,dio induce la predecta anima a raguardare la grandezza d'esso ponte1 cio per che modo tiene da la terra al cielo4 --,apre l'occhio de l'intellecto e vedrai gli acciecati e ignoranti4 ,e vedrai gl'imperfecti e i perfecti che in verit seguitano me1 acci che tu ti doglia della dannazione degl'ignoranti e rallegriti della perfeczione de' dilecti figliuoli miei4 ,ancora vedrai che modo tengono quelli che vanno a lume e quelli che vanno a tenebre4 ,ma innanzi voglio che raguardi el ponte de l'unigenito mio ,figliuolo1 e vede la grandezza sua che tiene dal cielo a la terra1 cio raguarda che unita con la grandezza della ,deit la terra della vostra umanit4 ,e per dico che tiene dal cielo a la terra1 cio per l'unione che ,io ho facta ne l'uomo4 ,questo fu di necessit a volere rifare la via che era rocta1 s come ,io ti dixi1 acci che giogneste a vita e passaste l'amaritudine del mondo4 ,pure1 di terra non si poteva fare di tanta grandezza che fusse sufficiente a passare il fiume e darvi vita etterna1 cio che pure la terra della natura de l'uomo non era sufficiente a satisfare la colpa e tollere via la marcia del peccato d',adam1 la quale marcia corruppe tucta l'umana generazione e trasse puzza da lei1 s come di sopra ti dixi4 ,convennesi dunque unire con l'altezza della natura mia1 ,deit etterna1 acci che fusse sufficiente a satisfare a tucta l'umana generazione3 la natura umana sostenesse la pena1 e la natura divina unita con essa natura umana acceptasse il sacrifizio del mio ,figliuolo1 offerto a me per voi per tllarvi la morte e darvi la vita4 ,s che l'altezza s'aumili a la terra1 e della vostra umanit unita l'una con l'altra se ne fece ponte1 e rifece la strada4 ,perch si fece via8 acci che in verit veniste a godere con la natura angelica2 e non bastarebbe a voi ad avere la vita perch 'l ,figliuolo mio vi sia facto ponte1 se voi non teneste per esso4 ,,capitolo ,,xxiii ,come tutti siamo lavoratori messi da ,dio a lavorare ne la vigna de la sancta ,chiesa4 ,e come ciascuno ha la vigna propria da se medesimo2 e come noi tralci ci conviene essere uniti ne la vera vite del ,figliuolo di ,dio4 ,qui mostrava la ,verit etterna che elli ci aveva creati senza noi1 ma non ci salvar senza noi2 ma vuole che noi ci mettiamo la volont libera1 col libero arbitrio exercitando el tempo con le vere virt4 ,e per subgionse a mano a mano dicendo3 --,tucti vi conviene tenere per questo ponte1 cercando la gloria e loda del nome mio nella salute de l'anime1 con pena sostenendo le molte fadighe1 seguitando le vestigie di questo dolce ed amoroso ,verbo4 ,in altro modo non potreste venire a me4 ,voi ste miei lavoratori che v'ho messi a lavorare nella vigna della sancta ,chiesa4 ,voi lavorate nel corpo universale della religione cristiana2 messi da me per grazia1 avendovi ,io dato el lume del sancto baptesmo4 ,el quale baptesmo aveste nel corpo mistico della sancta ,chiesa per le mani de' ministri1 e' quali ,io ho messi a lavorare con voi4 ,voi ste nel corpo universale1 ed essi sonno nel corpo mistico1 posti a pascere l'anime vostre1 ministrandovi el ,sangue ne' sacramenti che ricevete da lei1 traendone essi le spine de' peccati mortali e piantandovi la grazia4 ,essi sonno miei lavoratori nella vigna de l'anime vostre1 legati nella vigna della sancta ,chiesa4 ,ogni creatura che ha in s ragione ha la vigna per se medesima1 cio la vigna de l'anima sua2 della quale la volont col libero arbitrio nel tempo n' facto lavoratore1 cio mentre che elli vive4 ,ma poi che passato el tempo1 neuno lavoro pu fare1 n buono n gattivo2 ma mentre che elli vive pu lavorare la vigna sua1 nella quale ,io l'ho messo4 ,e ha ricevuta tanta fortezza questo lavoratore de l'anima che n dimonio n altra creatura gli 'l pu tollere se egli non vuole2 per che ricevendo el sancto baptesmo si fortific e fugli dato un coltello d'amore di virt1 e odio del peccato4 ,el quale amore e odio truova nel ,sangue1 per che per amore di voi e odio del peccato mor l'unigenito mio ,figliuolo1 dandovi el ,sangue1 per lo quale ,sangue aveste vita nel sancto baptesmo4 ,s che avete il coltello1 el quale dovete usare col libero arbitrio1 mentre che avete il tempo1 per divellere le spine de' peccati mortali e piantare le virt2 per che in altro modo da essi lavoratori che ,io ho messi nella sancta ,chiesa 7de' quali ti dixi che tollevano el peccato mortale della vigna de l'anima e davanvi la grazia1 ministrandovi el ,sangue ne' sacramenti che ordinati sonno nella sancta ,chiesa7 non ricevareste el fructo del ,sangue4 ,conviensi dunque che prima vi leviate con la contrizione del cuore e dispiacimento del peccato e amore della virt2 e alora ricevarete il fructo d'esso ,sangue4 ,ma in altro modo nol potreste ricevere1 non disponendovi da la parte vostra come tralci uniti nella vite de l'unigenito mio ,figliuolo1 el quale dixe3 ,io so' vite vera2 el ,padre mio il lavoratore1 e voi ste i tralci4 ,e cos la verit3 che ,io so' il lavoratore1 per che ogni cosa che ha essere uscito ed esce di me4 ,la potenzia mia inextimabile1 e con la mia potenzia e virt governo tucto l'universo mondo4 ,veruna cosa facta o governata senza me4 ,s che ,io so' el lavoratore che piantai la vite vera de l'unigenito mio ,figliuolo nella terra della vostra umanit1 acci che voi1 tralci uniti con la vite1 faceste fructo4 ,e per chi non far fructo di sancte e buone operazioni sar tagliato da questa vite1 e seccarassi4 ,per che separato da essa vite perde la vita della grazia ed messo nel fuoco etternale1 s come il tralcio che non fa fructo1 che tagliato subbito dalla vite ed messo nel fuoco perch non buono ad altro4 ,or cos questi cotali tagliati per l'offese loro1 morendo nella colpa del peccato mortale1 la divina giustizia 7non essendo buoni ad altro7 gli mecte nel fuoco el quale dura etternalmente4 ,costoro non hanno lavorata la vigna loro2 anco l'hanno disfacta1 e la loro e l'altrui4 ,non solo che ci abbino messa alcuna pianta buona di virt2 ma essi n'hanno tracto il seme della grazia1 el quale avevano ricevuto nel lume del sancto baptesmo1 participando el sangue del mio ,figliuolo1 el quale fu el vino che vi porse questa vite vera4 ,ma essi ne l'hanno tracto1 questo seme1 e datolo a mangiare agli animali1 cio a diversi e molti peccati1 e messolo sotto e' piei del disordinato affecto1 col quale affecto hanno offeso me e facto danno a loro e al proximo4 ,ma e' servi miei non fanno cos2 e cos dovete fare voi1 cio essere uniti e innestati in questa vite4 ,e alora riportarete molto fructo1 perch participarete de l'umore della vite4 ,e stando nel ,verbo del mio ,figliuolo state in me1 perch ,io so' una cosa con lui ed egli con meco2 stando in lui seguitarete la doctrina sua2 seguitando la sua doctrina participate della sustanzia di questo ,verbo1 cio participate della ,deit etterna unita ne l'umanit1 traendone voi uno amore divino dove l'anima s'inebbria4 ,e per ti dixi che participate della sustanzia della vite4 ,,capitolo ,,xxiv ,per che modo ,dio pota i tralci uniti con la predecta vite1 cio i servi suoi1 e come la vigna di ciascuno tanto unita con quella del proximo1 che neuno pu lavorare o guastare la sua che non lavori o guasti quella del proximo4 --,sai che modo ,io tengo poi ch'e' servi miei sonno uniti in seguitare la doctrina del dolce ed amoroso ,verbo8 ,io gli poto1 acci che faccino molto fructo1 e il fructo loro sia provato e non insalvatichisca4 ,s come il tralcio che sta nella vite1 che il lavoratore il pota perch facci migliore vino e pi2 e quello che non fa fructo taglia e mecte nel fuoco4 ,e cos fo ,io lavoratore vero3 e' servi miei che stanno in me ,io gli poto con le molte tribolazioni1 acci che faccino pi fructo e migliore1 e sia provata in loro la virt4 ,e quegli che non fanno fructo sono tagliati e messi al fuoco1 come decto t'ho4 ,questi cotali sonno lavoratori veri1 e lavorano bene l'anima loro1 traendone ogni amore proprio1 rivoltando la terra de l'affecto loro in me4 ,e nutricano e crescono el seme della grazia1 el quale ebbero nel sancto baptesmo4 ,lavorando la loro1 lavorano quella del proximo1 e non possono lavorare l'una senza l'altra2 e gi sai ch',io ti dixi che ogni male si faceva col mezzo del proximo e ogni bene4 ,s che voi ste miei lavoratori1 esciti di me1 sommo ed etterno lavoratore1 il quale v'ho uniti e innestati nella vite per l'unione che ,io ho facta con voi4 ,tiene a mente che tucte le creature che hanno in loro ragione hanno la vigna loro di per s4 ,la quale unita senza veruno mezzo col proximo loro1 cio l'uno con l'altro4 ,e sonno tanto uniti che veruno pu fare bene a s che nol facci al proximo suo1 n male che non il faccia a lui4 ,di tucti quanti voi facta una vigna universale1 cio di tucta la congregazione cristiana1 e' quali ste uniti nella vigna del corpo mistico della sancta ,chiesa1 unde traete la vita4 ,nella quale vigna piantata questa vite de l'unigenito mio ,figliuolo1 in cui dovete essere innestati4 ,non essendo voi innestati in lui1 ste subito ribelli a la sancta ,chiesa e ste come membri tagliati dal corpo che subito imputridisce4 vero che1 mentre che avete il tempo1 vi potete levare da la puzza del peccato col vero dispiacimento e ricrrire a' miei ministri1 e' quali sonno lavoratori che tengono le chiavi del vino1 cio del ,sangue uscito di questa vite4 ,el quale ,sangue s facto e di tanta perfeczione che1 per veruno difecto del ministro1 non vi pu essere tolto el fructo d'esso ,sangue4 ,el legame della carit quello che gli lega con vera umilit1 acquistata nel vero cognoscimento di s e di me4 ,s che vedi che tucti v'ho messi per lavoratori4 ,e ora di nuovo v'invito1 perch 'l mondo gi viene meno1 tanto sonno multiplicate le spine che hanno affogato el seme1 in tanto che veruno fructo di grazia vogliono fare4 ,voglio dunque che siate lavoratori veri1 che con molta sollicitudine aitiate a lavorare l'anime nel corpo mistico della sancta ,chiesa4 ,a questo v'eleggo1 perch',io voglio fare misericordia al mondo1 per lo quale tu tanto mi preghi4 ,,capitolo ,,xxv ,come la predecta anima1 doppo alcune laude rendute a ,dio1 el prega che le mostri coloro che vanno per lo ponte predecto e quelli che non vi vanno4 ,alora l'anima con ansietato amore diceva3--,o inextimabile dolcissima carit1 chi non s'accende a tanto amore8 ,qual cuore si pu difendere che non venga meno8 ,tu1 abisso di carit1 pare che impazzi delle tue creature1 come tu senza loro non potessi vivere1 con ci sia cosa che tu sia lo ,dio nostro che non hai bisogno di noi4 ,del nostro bene a te non cresce grandezza1 per che tu se' immobile2 del nostro male a te non danno1 per che tu se' somma ed etterna bont4 ,chi ti muove a fare tanta misericordia8 ,l'amore2 e non debito n bisogno che tu abbi di noi1 per che noi siamo rei e malvagi debitori4 ,se io veggo bene1 somma ed etterna ,verit1 io so' el ladro e tu se' lo 'npiccato per me2 perch veggo el ,verbo tuo ,figliuolo conficto e chiavellato in croce1 del quale m'hai facto ponte1 secondo che hai manifestato a me1 miserabile tua serva4 ,per la quale cosa el cuore scoppia1 e non pu scoppiare per la fame e desiderio che conceputo in te4 ,ricordomi che tu volevi mostrare chi sono coloro che vanno per lo ponte1 e chi non vi va4 ,e per1 se piacesse a la bont tua di manifestarlo1 volontieri el vedrei e l'udirei da te4 ,,capitolo ,,xxvi ,come questo benedecto ponte ha tre scaloni1 per li quali si significano tre stati dell'anima4 ,e come questo ponte1 essendo levato in alto1 non per separato da la terra4 ,e come s'intende quella parola che ,cristo dixe3 ,se ,io sar levato in alto1 ogni cosa trarr a me4 ,alora ,dio etterno per fare pi inamorare e inanimare quella anima verso la salute de l'anime1 le rispose e dixe3--,prima ch',io ti mostri quel ch',io ti voglio mostrare e di che tu mi dimandi1 ti voglio dire come il ponte sta4 ,decto t'ho che egli tiene dal cielo a la terra3 cio per l'unione che ,io ho facta ne l'uomo1 el quale ,io formai del limo della terra4 ,questo ponte1 unigenito mio ,figliuolo1 ha in s tre scaloni2 delle quali le due furono fabricate in sul legno della sanctissima croce1 e la terza anco sent la grande amaritudine quando gli fu dato bere fiele ed aceto4 ,in questi tre scaloni cognoscerai tre stati de l'anima1 e' quali ,io ti dichiarar di sotto4 ,el primo scalone sonno e' piei1 e' quali significano l'affecto2 per che come i piei portano el corpo1 cos l'affecto porta l'anima4 ,e' piei conficti ti sonno scalone acci che tu possa giognere al costato1 il quale ti manifesta el segreto del cuore4 ,per che salito in su' piei de l'affecto1 l'anima comincia a gustare l'affecto del cuore1 ponendo l'occhio de l'intellecto nel cuore aperto del mio ,figliuolo1 dove truova consumato e ineffabile amore4 ,consumato1 dico1 ch non v'ama per propria utilit1 per che utilit a lui non potete fare1 per che egli una cosa con meco4 ,alora l'anima s'empie d'amore1 vedendosi tanto amare4 ,salito el secondo1 giogne al terzo1 cio a la bocca1 dove truova la pace della grande guerra che prima aveva avuta per le colpe sue4 ,per lo primo scalone1 levando e' piei de l'affecto dalla terra1 si spoglia del vizio2 nel secondo s'emp d'amore con virt1 e nel terzo gust la pace4 ,s che il ponte ha tre scaloni acci che1 salendo el primo e il secondo1 potiate giognere a l'ultimo4 ,ed levato in alto s che1 correndo l'acqua1 non l'offende1 per che in lui non fu veleno di peccato4 ,questo ponte levato in alto1 e non separato per dalla terra4 ,sai quando si lev in alto8 ,quando fu levato in sul legno della sanctissima croce1 non separandosi per la natura divina dalla bassezza della terra della vostra umanit2 e per ti dixi che1 essendo levato in alto1 non era levato dalla terra1 perch ella era unita e impastata con essa4 ,non era veruno che sopra el ponte potesse andare infino che egli non fu levato in alto2 e per dixe egli3 ,se ,io sar levato in alto1 ogni cosa tirar a me4 ,vedendo la mia bont che in altro modo non potavate essere tracti1 manda' lo perch fusse levato in alto in sul legno della croce1 facendone una ancudine dove si fabricasse il figliuolo de l'umana generazione1 per tollergli la morte e rivestirlo a la vita della grazia4 ,e per trasse ogni cosa a s per questo modo1 per dimostrare l'amore ineffabile che v'aveva1 perch 'l cuore de l'uomo sempre tracto per amore4 ,maggiore amore mostrare non vi poteva che dare la vita per voi4 ,per forza dunque tracto da l'amore1 se gi l'uomo ignorante non fa resistenzia in non lassarsi trare4 ,dixe dunque che1 essendo levato in alto1 ogni cosa trarrebbe a s2 e cos la verit4 ,e questo s'intende in due modi4 ,l'uno si che1 tracto il cuore de l'uomo per affecto d'amore1 come decto t'ho1 tracto con tucte le potenzie de l'anima1 cio la memoria1 l'intellecto e la volont4 ,acordate queste tre potenzie e congregate nel nome mio1 tucte l'altre operazioni che egli fa1 actuali e mentali1 sonno tracte piacevoli e unite in me per affecto d'amore1 perch s' levato in alto seguitando l'amore crociato4 ,s che ben dixe verit la mia ,verit dicendo3 ,se ,io sar levato in alto ogni cosa trarr a me1 cio che1 tracto il cuore e le potenzie de l'anima1 saranno tracte tucte le sue operazioni4 ,l'altro modo si perch ogni cosa creata in servigio dell'uomo4 ,le cose create sonno facte perch servano e sovengano a la necessit delle creature2 e non la creatura1 che ha in s ragione1 facta per loro3 anco per me1 acci che mi serva con tucto el cuore e con tucto l'affecto suo4 ,s che vedi che1 essendo tracto l'uomo1 ogni cosa tracta1 perch ogni cosa facta per lui4 ,fu dunque di bisogno che 'l ponte fusse levato in alto1 e abbi le scale1 acci che si possa salire con pi agevolezza4 ,,capitolo ,,xxvii ,come questo ponte murato di pietre1 le quali significano le vere e reali virt1 e come in sul ponte una bottiga1 dove si d el cibo a' viandanti2 e come chi tiene per lo ponte va ad vita1 ma chi tiene di sotto per lo fiume1 va ad perdizione e ad morte4 --,questo ponte si ha le pietre murate acci che1 venendo la piova1 non impedisca l'andatore4 ,sai quali pietre sonno queste8 sonno le pietre delle vere e reali virt4 ,le quali pietre non erano murate innanzi alla passione di questo mio ,figliuolo1 e per erano impediti che neuno poteva giognere al termine suo1 quantunque essi andassero per la via delle virt4 ,non era ancora diserrato el cielo con la chiave del ,sangue1 e la piova della giustizia non gli lassava passare4 ,ma1 poi che le pietre furono facte e fabricate sopra el ,corpo del ,verbo del dolce mio ,figliuolo 7di cui ,io t'ho decto che ponte71 egli le mura e intride la calcina1 per murarle1 col ,sangue suo2 cio che 'l ,sangue intriso con la calcina della ,deit e con la forza e fuoco della carit4 ,con la potenzia mia murate sonno le pietre delle virt sopra lui medesimo1 per che neuna virt che non sia provata in lui1 e da lui hanno vita tucte le virt4 ,e per veruno pu avere virt1 che dia vita di grazia1 se non da lui1 cio seguitando le vestigie e la doctrina sua4 ,egli ha maturate le virt1 ed egli l'ha piantate come pietre vive1 murate col ,sangue suo1 acci che ogni fedele possa andare expeditamente e senza veruno timore servile di piova della divina giustizia1 perch ricoperto con misericordia4 ,la quale misericordia discese di cielo nella ,incarnazione di questo mio ,figliuolo4 ,con che s'aperse8 con la chiave del sangue suo4 ,s che vedi che 'l ponte murato1 ed ricoperto con la misericordia1 e su v' la bottiga del giardino della sancta ,chiesa1 la quale tiene e ministra el ,pane della vita1 e d bere il ,sangue1 acci ch'e' viandanti peregrini delle mie creature1 stanchi1 non vengano meno nella via4 ,e per questo ha ordinato la mia carit che vi sia ministrato el ,sangue e 'l ,corpo de l'unigenito mio ,figliuolo tucto ,dio e tucto uomo4 ,e passato el ponte1 si giogne a la porta1 la quale porta esso ponte1 per la quale tucti vi conviene intrare4 ,e per disse ,egli3 ,io so' via1 verit e vita4 ,chi va per me non va per la tenebre1 ma per la luce4 ,e in uno altro luogo disse la mia ,verit3 che neuno poteva venire a me1 se non per lui2 e cos la verit4 ,e1 se bene ti ricorda1 cos ti dixi e mostrato te l'ho1 volendoti fare vedere la via4 ,unde1 se ,egli dice che via1 egli la verit4 ,e gi te l'ho mostrato che ,egli via in forma d'uno ponte4 ,e dice che verit1 e cos 1 perci che ,egli unito con meco che so' verit1 e chi el sguita va per la verit4 ,ed vita2 e chi sguita questa vita riceve la vita della grazia e non pu perire di fame1 perch la ,verit vi s' facto cibo4 ,n pu cadere in tenebre1 perch ,egli luce1 privato della bugia3 anco con la verit confuse e destrusse la bugia del dimonio1 la quale elli dixe ad ,eva4 ,la quale bugia ruppe la strada del cielo2 e la ,verit l'ha racconcia e murata col ,sangue4 ,quegli che seguiranno questa via sonno figliuoli della ,verit1 perch seguitano la ,verit1 e passano per la porta della ,verit1 e truovansi in me unito con la porta e via del mio ,figliuolo1 ,verit etterna1 mare pacifico4 ,ma chi non tiene per questa via1 tiene di sotto per lo fiume1 la quale via non posta con pietre1 ma con acqua4 ,e perch l'acqua non ha ritegno veruno1 nessuno vi pu andare che non annieghi4 ,cos sonno facti e' dilecti e gli stati del mondo4 ,e perch l'affecto non posto sopra la pietra1 ma posto con disordinato amore nelle creature e nelle cose create1 amandole e tenendole fuore di me1 ed elle sonno facte come l'acqua che continuamente corre2 cos corre l'uomo come elleno1 bench a lui pare che corrano le cose create che egli ama1 ed egli pur elli che continuamente corre verso il termine della morte4 ,vorrebbe tenere s1 cio la vita sua e le cose che egli ama1 che non corrissero venendoli meno o per la morte che egli lassi loro1 o per mia dispensazione che le cose create sieno tolte dinanzi alle creature4 ,costoro seguitano la bugia tenendo per la via della bugia1 e sonno figliuoli del dimonio1 el quale padre delle bugie4 ,e perch passano per la porta della bugia1 ricevono etterna dannazione4 ,s che vedi ch',io t'ho mostrata la verit e mostrata la bugia3 cio la via mia che verit e quella del dimonio che bugia4 ,,capitolo ,,xxviii ,come per ciascuna di queste due strade si va con fadiga1 cio per lo ponte e per lo fiume4 ,e del dilecto che l'anima sente in andare per lo ponte4 --,queste sonno due strade1 e per ciascuna si passa con fadiga4 ,mira quanta l'ignoranzia e ciechit dell'uomo1 che1 essendoli facta la via1 vuole tenere per l'acqua4 ,la quale via di tanto dilecto a coloro che vanno per essa1 che ogni amaritudine lo' diventa dolce e ogni grande peso lo' diventa leggero4 ,essendo nella tenebre del corpo1 truovano la luce2 ed essendo mortali1 truovano la vita immortale1 gustando per affecto d'amore1 col lume della fede1 la verit etterna che promecte di dare refrigerio a chi s'affadiga per me1 che so' grato e cognoscente1 e so' giusto1 che a ogniuno rendo giustamente secondo che merita2 unde ogni bene remunerato e ogni colpa punita4 ,el dilecto che ha colui che va per questa via non sarebbe la lingua tua sufficiente a poterlo narrare1 n l'orecchia a poterlo udire1 n l'occhio a poterlo vedere2 per che in questa vita gusta e participa di quel bene che gli apparecchiato nella vita durabile4 ,bene dunque macto colui che schifa tanto bene1 ed elegge1 innanzi1 di gustare in questa vita l'arra de l'inferno1 tenendo per la via di socto1 dove va con molte fadighe e senza neuno refrigerio e senza veruno bene2 per che per lo peccato loro sonno privati di me che so' sommo ed etterno ,bene4 ,bene hai dunque ragione di dolerti1 e voglio che tu e gli altri servi miei stiate in continua amaritudine de l'offesa mia e compassione de l'ignoranzia e danno loro1 con la quale ignoranzia m'offendono4 ,or hai veduto e udito del ponte come egli sta2 e questo ho decto per dichiarare quello ch',io ti dissi1 che era ponte l'unigenito mio ,figliuolo 7e cos vedi che la verit71 facto per lo modo che ,io t'ho decto1 cio unita l'altezza con la bassezza4 ,,capitolo ,,xxix ,come questo ponte1 essendo salito al cielo el d de la ,ascensione1 non si part per di terra4 --,poi che l'unigenito mio ,figliuolo ritorn a me1 doppo la resurrexione quaranta d1 questo ponte si lev da la terra1 cio dalla conversazione degli uomini1 e salse in cielo per la virt della natura mia divina1 e siede da la mano dricta di me1 ,padre etterno4 ,s come disse l'angelo a' discepoli el d de l',ascensione1 stando quasi come morti perch i cuori loro erano levati in alto e saliti in celo con la sapienzia del mio ,figliuolo4 ,disse3 ,non state pi qui1 ch elli siede da la mano dricta del ,padre4 ,levato in alto e tornato a me ,padre1 ,io mandai el ,maestro1 cio lo ,spirito sancto1 el quale venne con la potenzia mia e con la sapienzia del mio ,figliuolo e con la clemenzia sua1 d'esso ,spirito sancto4 ,egli una cosa con meco ,padre e col ,figliuolo mio1 unde fortific la via della doctrina che lass la mia ,verit nel mondo2 e per1 partendosi la presenzia1 non si part la doctrina n le virt1 vere pietre fondate sopra questa doctrina1 la quale la via che v'ha facto questo dolce e glorioso ponte4 ,prima adopar ,egli1 e con le sue operazioni fece la via1 dando la doctrina a voi per exemplo pi che per parole3 anco prima fece che ,egli dicesse4 ,questa doctrina certific la clemenzia dello ,spirito sancto1 fortificando le menti de' discepoli a confessare la verit ed annunziare questa via1 cio la doctrina di ,cristo crocifixo1 riprendendo per mezzo di loro el mondo delle ingiustizie e de' falsi giudici4 ,delle quali ingiustizie e giudicio1 di socto pi distesamente ti narrar4 ,hocti decto questo acci che ne le menti di chi ode non potesse cadere veruna tenebre che obfuscasse la mente2 cio che volessero dire che di questo ,corpo di ,cristo se ne fece ponte per l'unione della natura divina unita con la natura umana4 ,questo veggo che egli la verit4 ,ma questo ponte si part da noi salendo in celo4 ,egli ci era una via che c'insegnava la verit vedendo l'exemplo e i costumi suoi4 ,ora che ci rimaso8 e dove truovo la via8 ,dicotelo1 cio dico a coloro a cui cadesse questa ignoranzia4 ,la via della doctrina sua1 la quale ,io t'ho decta1 confermata dagli appostoli e dichiarata nel sangue de' martiri1 illuminata con lume de' doctori e confessata per li confessori1 e tractane la carta per li evangelisti1 e' quali stanno tucti come testimoni a confessare la verit nel corpo mistico della sancta ,chiesa4 ,egli sonno come lucerna posta in sul candelabro1 per mostrare la via della verit1 la quale conduce a vita con perfecto lume1 come decto t'ho4 ,e come te la dicono8 per pruova3 perch l'hanno provata in loro medesimi4 ,s che ogni persona illuminata in conoscere la verit1 se egli vuole 7cio che egli non si voglia tollere il lume della ragione col proprio disordinato amore74 ,s che egli verit che la doctrina sua vera1 ed rimasa come navicella a trare l'anima fuore del mare tempestoso e conducerla ad porto di salute4 ,s che in prima ,io vi feci el ponte del mio ,figliuolo1 actuale1 come decto ho1 conversando con gli uomini2 e levato el ponte actuale1 rimase il ponte e la via della doctrina1 come decto 1 essendo la doctrina unita con la potenzia mia1 con la sapienzia del ,figliuolo e con la clemenzia dello ,spirito sancto4 ,questa potenzia d virt di fortezza a chi sguita questa via2 la sapienzia gli d lume che in essa via cognosce la verit2 lo ,spirito sancto gli d amore1 el quale consuma e tolle ogni amore proprio sensitivo fuore de l'anima1 e solo gli rimane l'amore delle virt4 ,s che in ogni modo1 o actuale o per doctrina1 ,egli via e verit e vita4 ,la quale via il ponte che vi conduce a l'altezza del cielo4 ,questo volse dire quando ,egli dixe3 ,io venni dal ,padre1 e ritorno al ,padre1 e tornar ad voi4 ,cio a dire3--,el ,padre mio mi mand a voi1 e hammi facto vostro ponte1 acci che esciate del fiume e potiate giognere a la vita4--,poi dice3 ,e tornar a voi4 ,io non vi lassar orfani1 ma mandarovi el ,paraclito4 ,quasi dicesse la mia ,verit3--,io n'andar al ,padre e tornar2 cio che1 venendo lo ,spirito sancto1 il quale decto ,paraclito1 vi mostrar pi chiaramente e vi confermar me1 via di verit1 cio la doctrina che ,io v'ho data4-- ,dixe che tornarebbe1 e ,egli torn1 perch lo ,spirito sancto non venne solo1 ma venne con la potenzia di me ,padre1 con la sapienzia del ,figliuolo e con essa clemenzia di ,spirito sancto4 ,vedi dunque che torna3 non actuale ma con la virt1 come decto 1 fortificando la strada della doctrina2 la quale via e strada non pu venire meno n essere tolta a colui che la vuole seguitare1 perch ella ferma e stabile e procede da me che non mi muovo4 ,adunque virilmente dovete seguitare la via1 e senza alcuna nuvila ma col lume della fede1 la quale v' data per principale vestimento nel sancto baptesmo4 ,ora t'ho mostrato apieno e dichiarato el ponte actuale e la doctrina1 la quale una cosa insieme col ponte4 ,e ho mostrato a l'ignorante chi gli manifesta questa via che ella verit1 e dove stanno coloro che la 'nsegnano2 e dixi che erano gli appostoli1 evangelisti1 martiri e confessori e i sancti doctori1 posti nel luogo della sancta ,chiesa come lucerna4 ,e hocti decto e mostrato come1 venendo a me1 egli torn a voi1 non presenzialmente ma con la virt1 come decto t'ho1 cio venendo lo ,spirito sancto sopra e' discepoli4 ,per che presenzialmente non tornar se non ne l'ultimo d del giudicio1 quando verr con la mia maiest e potenzia divina a giudicare il mondo e a rendere bene a' buoni e remunerarli delle loro fadighe1 l'anima e il corpo insieme1 e rendere male di pena etternale a coloro che iniquamente sonno vissuti nel mondo4 ,ora ti voglio dire quello che ,io verit ti promissi1 cio di mostrarti quegli che vanno imperfectamente1 e quegli che vanno perfectamente1 e altri con la grande perfeczione1 e in che modo vanno2 e gli iniqui che con le iniquit loro s'aniegano nel fiume1 giognendo a' crociati tormenti4 ,ora dico a voi1 carissimi figliuoli miei1 che voi teniate sopra el ponte e non di socto1 per che quella non la via della verit3 anco quella della bugia1 dove vanno gl'iniqui peccatori1 de' quali ,io ora ti dir4 ,questi sonno quegli peccatori1 per li quali ,io vi prego che voi mi preghiate e per li quali ,io vi richieggio lagrime e sudori acci che da me ricevano misericordia4 ,,capitolo ,,xxx ,come questa anima1 maravigliandosi de la misericordia di ,dio1 raconta molti doni e grazie procedute da essa divina misericordia ad l'umana generazione4 ,alora quella anima1 quasi come ebbra1 non si poteva tenere2 ma quasi stando nel cospecto di ,dio1 diceva3--,o etterna misericordia1 la quale ricuopri e' difecti delle tue creature1 non mi maraviglio che tu dica di coloro che escono del peccato mortale e tornano a te3 ,io non mi ricordar che tu m'offendessi mai4 ,o misericordia ineffabile1 non mi maraviglio che tu dica questo a coloro che escono del peccato1 quando tu dici di coloro che ti perseguitano3 ,io voglio che mi preghiate per loro1 acci che ,io lo' facci misericordia4 ,o misericordia la quale esce della ,deit tua1 ,padre etterno1 la quale governa con la tua potenzia tucto quanto el mondo6 ,nella misericordia tua fummo creati3 nella misericordia tua fummo ricreati nel sangue del tuo ,figliuolo4 ,la misericordia tua ci conserva1 la misericordia tua fece giocare in sul legno della croce el ,figliuolo tuo alle braccia1 giocando la morte con la vita e la vita con la morte4 ,e alora la vita sconfisse la morte della colpa nostra1 e la morte della colpa tolse la vita corporale allo immaculato ,agnello4 ,chi rimase vinto8 la morte4 ,chi ne fu cagione8 la misericordia tua4 ,la tua misericordia d vita4 ,ella d lume per lo quale si conosce la tua clemenzia in ogni creatura3 ne' giusti e ne' peccatori4 ,ne l'altezza del cielo riluce la tua misericordia1 cio ne' sancti tuoi4 ,se io mi vollo a la terra1 ella abonda della tua misericordia4 ,nella tenebre de l'inferno riluce la tua misericordia1 non dando tanta pena a' dannati quanta meritano4 ,con la misericordia tua mitighi la giustizia2 per misericordia ci hai lavati nel ,sangue2 per misericordia volesti conversare con le tue creature4 ,o pazzo d'amore6 non ti bast d'incarnare1 che anco volesti morire8 ,non bast la morte1 che anco discendesti a lo 'nferno traendone i santi padri1 per adempire la tua verit e misericordia in loro8 ,per che la tua bont promecte bene a coloro che ti servono in verit4 ,imper discendesti a limbo1 per trare di pena chi t'aveva servito e rendar lo' el fructo delle loro fadighe4 ,la misericordia tua vego che ti costrinse a dare anco pi a l'uomo1 cio lassandoti in cibo1 acci che noi1 debili1 avessimo conforto1 e gl'ignoranti smemorati non perdessero la ricordanza de' benefizi tuoi4 ,e per el di ogni d a l'uomo1 rapresentandoti nel ,sacramento de l'altare nel corpo mistico della sancta ,chiesa4 ,questo chi l'ha facto8 la misericordia tua4 ,o misericordia1 el cuore ci s'affoga a pensare di te1 ch dovunque io mi vollo a pensare1 non truovo altro che misericordia1 ,o ,padre etterno1 perdona a l'ignoranzia mia che ho presumpto di favellare innanzi a te2 ma l'amore della tua misericordia me ne scusi dinanzi alla benignit tua4 ,,capitolo ,,xxxi ,de la indignit di quelli che passano per lo fiume1 di sotto al ponte decto2 e come l'anima1 che passa di sotto1 ,dio la chiama arbore di morte1 el quale tiene le radici sue principalmente in quatro vizi4 ,poi che quella anima col verbo della parola ebbe un poco dilatato el cuore nella misericordia di ,dio1 umilemente aspectava che la promessa le fusse actenuta4 ,e ripigliando ,dio le sue parole dicea3--,carissima figliuola1 tu hai narrato dinanzi da me della misericordia mia1 perch ,io te la di a gustare e a vedere nella parola ch',io ti dissi1 dicendo3 ,costoro sonno coloro per li quali ,io vi prego che mi preghiate4 ,ma sappi che1 senza veruna comparazione1 pi la misericordia mia verso di voi che tu non vedi1 per che 'l tuo vedere imperfecto e finito1 e la misericordia mia perfecta e infinita4 ,s che comparazione non ci si pu ponere se non quella che da la cosa finita a la infinita4 ,ho voluto che l'abbi gustata questa misericordia1 e anco la dignit de l'uomo 7la quale di sopra ti mostrai71 acci che tu meglio conosca la crudelt e la indegnit degl'iniqui uomini che tengono per la via di socto4 ,apre l'occhio de l'intellecto1 e mira costoro che volontariamente s'anniegano1 e mira in quanta indegnit essi sonno caduti per le colpe loro4 ,prima che essi sonno diventati infermi3 e questo si quando conciepro el peccato mortale nelle menti loro1 poi el parturiscono e perdono la vita della grazia4 ,e come il morto1 che veruno sentimento pu adoperare1 n si muove da se medesimo se non quanto egli levato da altrui1 cos costoro1 che sonno annegati nel fiume de l'amore disordinato del mondo1 sonno morti a grazia4 ,e perch egli son morti1 la memoria non ritiene il ricordamento della mia misericordia2 l'occhio de l'intellecto non vede n cognosce la mia verit1 perch 'l sentimento morto1 cio che lo 'ntellecto non s'ha posto dinanzi altro che s1 con l'amore morto della propria sensualit4 ,e per la volont ancora morta a la volont mia1 perch non ama altro che cose morte4 ,essendo morte queste tre potenzie1 tucte l'operazioni sue e actuali e mentali sonno morte quanto che a grazia1 e gi non si pu difendere da' nemici suoi1 n aitarsi per se medesimo se non quanto aitato da me4 ,bene vero che ogni volta che questo morto1 nel quale rimaso solo el libero arbitrio1 mentre che egli nel corpo mortale1 dimanda l'aiutorio mio1 el pu avere2 ma per s non potr mai4 ,egli facto incomportabile a se medesimo e1 volendo signoreggiare il mondo1 egli signoreggiato da quella cosa che non 1 cio dal peccato4 ,el peccato non cavelle1 ed essi sonno facti servi e schiavi del peccato4 ,io gli feci arbori d'amore con vita di grazia1 la quale ebbero nel sancto baptesmo2 ed essi sonno facti arbori di morte1 perch sonno morti1 come decto t'ho4 ,sai dove egli tiene la radice questo arbore8 ne l'altezza della superbia1 la quale l'amore sensitivo proprio di loro medesimi notrica2 el suo merollo la impazienzia1 el suo figliuolo la indiscrezione4 ,questi sonno quattro principali vizi1 che uccidono l'anima di colui el quale ti dixi che era arbore di morte1 perch non hanno tracta la vita della grazia4 ,dentro da l'arbore si notrica uno vermine di coscienzia2 el quale1 mentre che l'uomo vive in peccato mortale1 acciecato dal proprio amore1 e per poco el sente4 ,e' fructi di questo arbore sonno mortali1 perch hanno tracto l'umore dalla radice della superbia2 la tapinella anima piena d'ingratitudine1 unde le procede ogni male4 ,e se ella fusse grata de' benefizi ricevuti1 cognoscerebbe me2 e cognoscendo me1 cognoscerebbe s2 e cos starebbe nella mia dileczione4 ,ma ella1 come cieca1 si va attaccando pur per lo fiume1 e non vede che l'acqua non l'aspecta4 ,,capitolo ,,xxxii ,come e' fructi di questo arbore tanto sono diversi quanto sono diversi e' peccati4 ,e prima del peccato de la carnalitade4 --,tanto sonno diversi e' fructi di questo arbore che dnno morte1 quanto sonno diversi e' peccati4 ,alcuni ne vedi che sonno cibo da bestie1 e questi sonno quegli che immondamente vivono1 facendo del corpo e della mente loro come il porco che s'involle nel loto3 cos s'invollono nel loto della carnalit4 ,o anima bructa1 dove hai lassata la tua dignit8 ,tu eri facta sorella degli angeli1 ora se' facta animale bruto1 in tanta miseria che non tanto che sieno sostenuti da me1 che so' somma purit1 ma le dimonia1 di cui essi sonno facti amici e servi1 non possono vedere commectere tanta immondizia4 ,veruno peccato che tanto sia abominevole e tanto tolga el lume de l'intellecto1 quanto questo4 ,questo cognobbero e' filosofi1 non per lume di grazia1 perch non l'avevano2 ma la natura lo' porgeva quello lume3 cio che questo peccato obfuscava lo 'ntellecto2 e per si conservavano nella continenzia per meglio studiare4 ,e anco le ricchezze le gictavano da loro1 acci che 'l pensiere delle ricchezze non l'occupasse il cuore4 ,non fa cos lo ignorante falso cristiano1 el quale ha perduta la grazia per la colpa sua4 ,,capitolo ,,xxxiii ,come el fructo d'alcuni altri l'avarizia4 ,e de' mali che procedono da essa4 --,alcuni altri el fructo loro di terra4 ,questi sonno e' cupidi avari1 e' quali fanno come la talpa che sempre si notrica della terra infino a la morte2 e gionti a la morte non hanno rimedio4 ,costoro con l'avarizia loro spregiano la mia larghezza1 vendendo el tempo al proximo loro4 ,questi sonno gli usurai che diventano crudeli e robbatori del proximo1 perch nella memoria loro non hanno el ricordamento della mia misericordia4 ,ch se essi l'avessero avuto1 non sarebbero crudeli n verso di loro n verso del proximo3 anco usarebbero piet e misericordia a se medesimi1 operando le virt1 e al proximo1 sovenendolo caritativamente4 ,oh quanti sonno e' mali che per questo maladecto peccato vengono6 ,quanti omicidii e furti e rapine1 con molti guadagni inliciti e crudelt di morte e ingiustizia del proximo6 ,uccide l'anima e falla diventare schiava delle ricchezze1 unde non si cura d' observare i comandamenti miei4 ,costui non ama persona se non per propria utilit4 ,questo vizio procede da la superbia e notrica la superbia4 ,l'uno procede da l'altro1 perch porta sempre seco la propria reputazione1 s che subbito giogne ne l'altro vizio1 e cos va di male in peggio per la miserabile superbia1 la quale piena di pareri1 ed uno fuoco che sempre germina fummo di vanagloria e di vanit di cuore1 gloriandosi di quello che non loro2 ed una radice che ha molti rami4 ,el principale la propria reputazione1 unde esce il volere essere maggiore che 'l proximo suo1 e parturisce il cuore ficto e none schiecto n liberale1 ma doppio che mostra una in lingua e un'altra ha in cuore2 e occulta la verit1 e dice la bugia per utilit sua propria2 e germina una invidia1 la quale uno vermine che sempre rode e non gli lassa avere bene del suo bene proprio n de l'altrui4 ,come daranno questi iniqui1 posti in tanta miseria1 della sustanzia loro a' povarelli1 quando essi tolgono l'altrui8 ,come traranno la immonda anima della immondizia1 quando essi ve la mectono8 che alcuna volta sonno tanto animali che le figliuole e i congionti loro non riguardano1 ma con essi caggiono in molta miseria4 ,e nondimeno la mia misericordia gli sostiene1 e non comando a la terra che gl'inghioctisca1 acci che si ravegano delle colpe loro4 ,come dunque daranno la vita per la salute de l'anime1 quando non dnno la substanzia8 come daranno la dileczione1 quando essi si rodono per invidia8 ,oh miserabili vizi1 e' quali aterrano il cielo de l'anima6 ,cielo la chiamo1 perch',io la feci cielo1 dove ,io abitavo per grazia celandomi dentro da lei1 e facendo mansione per affecto d'amore4 ,ora s' partita da me s come adultera1 amando s e le creature e le cose create pi che me3 anco di s s'ha facto ,dio1 e me perseguita con molti e diversi peccati4 ,e tucto questo fa perch non ripensa el benefizio del ,sangue sparto con tanto fuoco d'amore4 ,,capitolo ,,xxxiv ,come d'alcuni altri1 e' quali tengono stato di signoria1 el loro fructo ingiustizia4 --,altri sonno e' quali tengono el capo alto per signoria2 nella quale signoria portano la 'nsegna della ingiustizia1 ingiustizia adoperando verso di me1 ,dio1 e del proximo1 e ingiustizia verso di loro4 ,verso di loro non si rendono el debito della virt1 e inverso di me non mi rendono el debito de l'onore1 rendendo loda e gloria al nome mio1 el quale sonno tenuti di rendere4 ,anco1 come ladri1 furano quello che mio e dannolo a la serva della propria sensualit1 s che commecte ingiustizia verso di me e verso di s1 come aciecato e ignorante1 non cognoscendo me in s4 ,tucto per l'amore proprio1 s come fecero e' giuderi e ministri della ,legge1 che per la invidia e amore proprio s'accecarono1 e per non cognobbero la verit de l'unigenito mio ,figliuolo2 e per non rendevano il debito di cognoscere vita etterna che era fra loro1 come dixe la mia ,verit dicendo3 ,el regno di ,dio tra voi4 ,ma essi nol cognoscevano3 perch8 per che1 per lo modo decto1 aveano perduto el lume della ragione1 e per questo modo non rendevano il debito di rendere onore e gloria a me e a lui che era una cosa con meco2 e per1 come ciechi1 commissero la ingiustizia1 perseguitandolo con molti obrobri infino a la morte della croce4 ,cos questi cotali rendono ingiustizia a loro e a me1 e anco al proximo loro1 ingiustamente rivendendo le carni de' subditi loro e di qualunque altra persona a mano lo' viene4 ,,capitolo ,,xxxv ,come per questi e per altri defecti si cade nel falso giudicio4 ,e de la indignit ne la quale perci si viene4 --,e per questo e altri difecti caggiono nel falso giudicio1 s come di sotto ti distendar4 ,sempre si scandalizzano nelle mie operazioni1 le quali tucte sonno giuste e in verit tucte facte per amore e misericordia4 ,con questo falso giudicio1 col veleno della invidia e della superbia erano calunniate e giudicate ingiustamente l'operazioni del mio ,figliuolo1 con false bugie dicendo3 ,costui el fa in virt di ,belzebub4 ,cos costoro1 iniqui1 posti ne l'amore proprio1 nella immondizia1 nella superbia1 ne l'avarizia1 in una invidia1 fondati nella perversa indiscrezione1 con una impazienzia e con molti altri mali che si commectono1 sempre si scandalizzano in me e ne' servi miei1 giudicando che fictivamente aduoparino la virt4 ,perch 'l cuore loro fracido e hanno guasto el gusto1 per le cose buone lo' paiono gactive1 e le gactive1 cio el disordinato vivere1 lo' pare buono4 ,o ciechit umana1 che non guardi la tua dignit6 ch di grande se' facto piccolo1 di signore se' facto servo della pi vile signoria che possa avere1 per che tu se' facto servo e schiavo del peccato1 e tale diventi quale quella cosa che tu servi4 ,el peccato non cavelle3 adunque tu se' tornato non cavelle4 ,hassi tolta la vita e data la morte4 ,questa vita e questa signoria vi fu data per lo ,verbo unigenito mio ,figliuolo e glorioso ponte2 essendo servi del dimonio1 vi trasse della servitudine sua2 feci lui servo per tollervi la servitudine1 e posili l'obbedienzia per consumare la disobbedienzia d',adam1 umiliandosi esso a l'obbrobriosa morte della croce per confondere la superbia4 ,tucti e' vizi destruxe con la morte sua1 acci che neuno potesse dire3--,il cotale vizio rimase che non fusse punito e fabricato con pene1--s come ti dixi di sopra1 dicendo che del corpo suo aveva facto ancudine4 ,tucti e' rimedi sonno posti per camparli della morte etternale1 ed essi spregiano il ,sangue e hannolo conculcato co' piei del disordinato affecto4 ,e questa la ingiustizia e il falso giudicio de' quali ripreso el mondo e sar ripreso ne l'ultimo d del giudicio4 ,e questo volse dire la mia ,verit quando dixe3 ,io mandar el ,paraclito che riprendar el mondo della ingiustizia e del falso giudicio4 ,alora fu ripreso quando mandai lo ,spirito sancto sopra gli appostoli4 ,,capitolo ,,xxxvi ,qui parla sopra quella parola che dixe ,cristo quando dixe3 ,io mandar el ,paraclito che riprender el mondo de la ingiustizia e del falso giudicio4 ,e qui dice come una di queste reprensioni continua4 --,tre riprensioni sonno3 l'una fu data quando lo ,spirito sancto venne sopra e' discepoli1 come decto 2 e' quali1 fortificati dalla potenzia mia1 illuminati dalla sapienzia del ,figliuolo mio dilecto1 tucto ricevettero nella plenitudine dello ,spirito sancto4 ,alora lo ,spirito sancto1 che una cosa con meco e col ,figliuolo mio1 riprendecte il mondo per la bocca de' discepoli con la doctrina della mia ,verit4 ,eglino e tucti gli altri che sonno discesi da loro seguitando la verit1 la quale intesero per mezzo di loro1 riprendono el mondo4 ,questa quella continua riprensione che ,io fo al mondo col mezzo della sancta ,scriptura e de' servi miei1 ponendosi lo ,spirito sancto nelle lingue loro anunziando la mia verit2 s come el dimonio si pone in su la lingua de' servi suoi1 cio di coloro che passano per lo fiume iniquamente4 ,questa quella dolce reprensione posta continua1 per lo modo decto1 per grandissimo affecto d'amore che ,io ho a la salute de l'anime4 ,e non possono dire3--,io non ebbi chi mi riprendesse2--per che gi l' mostrata la verit1 mostrando lo' el vizio e la virt1 e facto lo' vedere il fructo della virt e il danno del vizio1 per dar lo' amore e timore sancto con odio del vizio e amore della virt4 ,e gi non l' stata mostrata questa doctrina e verit per angelo1 acci che non possano dire3--,l'angelo spirito beato e non pu offendere1 e non sente le molestie della carne come noi1 n la gravezza del corpo nostro4--,questo l' tolto1 che nol possono dire2 perch ella stata data dalla mia ,verit1 ,verbo incarnato con la carne vostra mortale4 ,chi sonno stati gli altri che hanno seguitato questo ,verbo8 ,creature mortali e passibili come voi1 con la impugnazione della carne contra lo spirito1 s come ebbe il glorioso ,pavolo mio banditore2 e cos di molti altri sancti e' quali1 chi da una cosa e chi da un'altra1 sonno stati passionati4 ,le quali passioni ,io permectevo e permecto per acrescimento di grazia e per aumentare la virt ne l'anime loro3 e cos nacquero di peccato come voi1 e notricati d'uno medesimo cibo2 e cos so' ,io ,dio ora come alora2 non infermata n pu infermare la mia potenzia4 ,s che ,io posso sovenire e voglio1 e so sovenire a chi vuole essere sovenuto da me4 ,alora vuole essere sovenuto da me1 quando esce del fiume e va per lo ponte seguitando la doctrina della mia ,verit4 ,s che non hanno scusa per che sonno ripresi1 ed llo' mostrata la verit continuamente4 ,unde1 se essi non si correggeranno mentre che essi hanno el tempo1 saranno condennati nella seconda reprensione1 la quale si far ne l'ultima extremit della morte1 dove grida la mia giustizia dicendo3 ,surgite1 mortui2 venite ad iudicium2 cio3 tu che se' morto a grazia e morto giogni a la morte corporale1 lvati su1 e viene dinanzi al sommo ,giudice con la ingiustizia e falso giudicio tuo e col lume spento della fede4 ,el quale lume traesti acceso del sancto baptesmo1 e tu lo spegnesti col vento della superbia e vanit del cuore1 del quale facevi vela a' venti che erano contrari a la salute tua2 e 'l vento della propria reputazione notricavi con la vela de l'amore proprio4 ,unde corrivi per lo fiume delle delizie e stati del mondo con la propria volont1 seguitando la fragile carne e le molestie e temptazioni del dimonio4 ,il quale dimonio con la vela della tua propria volont t'ha menato per la via di socto1 la quale uno fiume corrente2 unde t'ha condocto con lui insieme a l'etterna dannazione4 ,,capitolo ,,xxxvii ,de la seconda reprensione1 ne la quale si riprende de la ingiustizia e del falso giudicio in generale e in particulare4 --,questa seconda reprensione1 carissima figliuola1 in facto1 perch gionto a l'ultimo dove non pu avere rimedio1 perch s' condocto a la extremit della morte1 dove il vermine della coscienzia 7del quale ,io ti dixi che era aciecato per lo proprio amore che egli aveva di s71 ora1 nel tempo della morte1 perch vede s non potere escire delle mie mani1 questo vermine comincia a vedere1 e per rode con reprensione se medesimo1 vedendo che per suo difecto condocto in tanto male4 ,se essa anima avesse lume che cognoscesse1 e dolessesi della colpa sua non per la pena de l'inferno che ne le sguita1 ma per me che m'ha offeso che so' somma ed etterna bont1 anco trovarebbe misericordia4 ,ma se passa el ponto della morte senza lume1 e solo col vermine della coscienzia1 e senza la speranza del ,sangue2 o con propria passione1 dolendosi del danno suo pi che de l'offesa mia2 egli giogne a l'etterna dannazione4 ,e alora ripreso crudelmente dalla mia giustizia1 ed ripreso della ingiustizia e del falso giudicio4 ,e non tanto della ingiustizia e giudicio generale1 il quale ha usato nel mondo generalmente in tucte le sue operazioni2 ma molto maggiormente sar ripreso della ingiustizia e giudicio particulare1 il quale ha usato ne l'ultimo1 cio d'avere posta1 giudicando1 maggiore la miseria sua che la misericordia mia4 ,questo quello peccato che non perdonato n di qua n di l1 perch non ha voluto1 spregiando1 la mia misericordia2 per che pi m' grave questo che tucti gli altri peccati che egli ha commessi4 ,unde la disperazione di ,giuda mi spiacque pi e fu pi grave al mio ,figliuolo che non fu el tradimento che egli gli fece4 ,s che sonno ripresi di questo falso giudicio3 d'avere posto maggiore il peccato loro che la misericordia mia1 e per sonno puniti con le dimonia e crociati etternalmente con loro4 ,e sonno ripresi della ingiustizia3 e questo quando si dogliono pi del danno loro che de l'offesa mia4 ,alora commectono ingiustizia1 perch non rendono a me quello che mio ed a loro quello che loro3 a me debbono rendere amore e amaritudine con la contrizione del cuore1 e offerirla dinanzi a me per l'offesa che m'hanno facta2 ed egli fanno el contrario1 ch dnno a loro amore compassionevole di loro medesimi e dolore della pena che per la colpa loro aspectano4 ,s che vedi che commectono ingiustizia1 e per sonno puniti dell'uno e de l'altro insieme1 avendo essi dispregiata la misericordia mia4 ,e ,io1 con giustizia1 gli mando insieme con la serva loro crudele della sensualit1 col crudele tiranno del dimonio1 di cui si fecero servi col mezzo d'essa serva della propria sensualit loro1 ch insieme siano puniti e tormentati1 come insieme m'hanno offeso4 ,tormentati1 dico1 da' miei ministri dimoni1 e' quali ha messi la mia giustizia a rendere tormento a chi ha facto male4 ,,capitolo ,,xxxviii ,di quattro principali tormenti de' danpnati2 a' quali seguitano tucti gli altri e in singularit della ladiezza del demonio4 --,figliuola1 la lingua non sufficiente a narrare la pena di queste tapinelle anime4 ,come sono tre principali vizi1 cio l'amore proprio di s2 unde esce il secondo1 cio la propria reputazione2 e da la reputazione procede il terzo1 cio la superbia1 con falsa ingiustizia e crudelt e con altri immondi e iniqui peccati che doppo questi seguitano3 cos ti dico che ne lo 'nferno egli hanno quattro tormenti principali1 a' quali seguitano tucti gli altri tormenti4 ,el primo si che si vegono privati della mia visione2 el quale l' tanta pena che1 se possibile lo' fusse1 eleggerebbero piuttosto el fuoco e i crociati tormenti e vedere me che stare fuore delle pene e non vedermi4 ,questa pena lo' rinfresca la seconda del vermine della coscienzia1 el quale sempre rode1 vedendosi privato di me e della conversazione degli angeli per loro difecto1 e factisi degni della conversazione delle dimonia e visione loro4 ,el quale vedere del dimonio 7che la terza pena7 gli raddoppia ogni sua fadiga4 ,unde1 come nella visione di me e' sancti sempre exultano1 rinfrescandosi con allegrezza il fructo delle loro fadighe che essi hanno portate per me1 con tanta abondanza d'amore e dispiacimento di loro medesimi2 cos1 in contrario1 questi tapinelli si rinfrescano ne' tormenti nella visione delle dimonia1 per che nel vedere loro cognoscono pi s1 cio cognoscono che per loro difecto se ne sonno facti degni4 ,e per questo modo il vermine pi rode1 e non rist mai el fuoco di questa coscienzia d'ardere4 ,ancora l' pi pena1 perch 'l vegono nella propria figura sua1 la quale tanto orribile che non cuore d'uomo che 'l potesse imaginare4 ,e1 se ben ti ricorda1 sai che1 mostrandolo a te nella forma sua in piccolo spazio di tempo 7che sai che quasi fu uno punto71 tu eleggevi1 poi che tornasti a te1 prima di volere andare per una strada di fuoco1 se dovesse durare infino a l'ultimo d del giudicio1 e andare sopra esso1 innanzi che vederlo pi4 ,con tucto questo che tu vedesti1 anco non sai bene quanto egli orribile2 per che si mostra1 per divina giustizia1 pi orribile ne l'anima che privata di me1 e pi e meno secondo la gravezza delle colpe loro4 ,el quarto tormento si il fuoco4 ,questo fuoco arde e non consuma1 per che l'anima non si pu consumare l'essere suo2 e non cosa materiale1 la quale materia el fuoco la consumasse1 per che ella incorporea4 ,ma ,io per divina giustizia ho permesso che 'l fuoco gli arda affliggitivamente1 che gli affligge e non gli consuma4 ,e affliggeli e ardeli con grandissime pene1 in diversi modi1 secondo la diversit de' peccati2 chi pi e chi meno1 secondo la gravezza della colpa4 ,sopra questi quattro tormenti escono tucti quanti gli altri3 con freddo e caldo e stridore di denti4 ,or cos miserabilemente1 doppo la riprensione che lo' fu facta del giudicio e della ingiustizia nella vita loro1 e non si corressero in questa prima riprensione1 come decto di sopra2 e nella seconda1 cio nella morte1 non volsero sperare n dolersi de l'offesa mia ma s della pena loro2 hanno ricevuto morte etterna4 ,,capitolo ,,xxxix ,de la terza reprensione1 la quale si far nel d del giudicio4 --,ora ti resto a dire della terza riprensione1 cio de l'ultimo d del giudicio4 ,gi t'ho decto delle due3 ora1 acci che tu vegga bene quanto l'uomo s'inganna1 ti dir della terza1 cio del giudicio generale1 nel quale a l'anima tapinella sar rinfrescata e cresciuta la pena1 per l'unione che l'anima far col corpo1 con una riprensione intollerabile1 la quale le generer confusione e vergogna4 ,sappi che ne l'ultimo d del giudicio1 quando verr il ,verbo mio ,figliuolo con la divina mia ,maiest a riprendere il mondo con la potenzia divina1 egli non verr come povarello1 s come quando egli nacque venendo nel ventre della ,vergine e nascendo nella stalla fra gli animali1 e poi morendo in mezzo fra due ladroni4 ,alora ,io nascosi la potenzia mia in lui1 lassandolo sostenere pene e tormenti come uomo3 non che la natura mia divina fusse per separata da la natura umana2 ma lassa' lo patire come uomo per satisfare a le colpe vostre4 ,non verr cos ora in questo ultimo punto2 ma verr con potenzia a riprendere egli con la propria persona4 ,e non sar alcuna creatura che non riceva tremore1 e render a ogniuno il debito suo4 ,a' dannati miserabili lo' dar tanto tormento l'aspecto suo e tanto terrore che la lingua non sarebbe sufficiente a narrarlo2 a' giusti dar timore di reverenzia con grande giocundit4 ,non che egli si muti la faccia sua1 per che egli immutabile1 perch una cosa con meco1 secondo la natura divina4 ,e secondo la natura umana1 la faccia sua anco immutabile1 poi che prese la gloria della resurrexione4 ,ma a l'occhio del dannato se gli mostrarr cotale1 per che1 con quello occhio terribile e obscuro che egli ha in se medesimo1 con quello el vedr4 ,s come l'occhio infermo che del sole1 che cos lucido1 non vede altro che tenebre2 e l'occhio sano vede la luce4 ,e questo non per difecto della luce che si muti pi al cieco che a l'alluminato1 ma per difecto de l'occhio che infermo4 ,cos e' dannati el veggono in tenebre1 in confusione e in odio1 non per difecto della divina mia ,maiest con la quale egli verr a giudicare il mondo1 ma per difecto loro4 ,,capitolo ,,xl ,come i danpnati non possono desiderare alcuno bene4 --,egli tanto l'odio che essi hanno1 che non possono volere n desiderare veruno bene1 ma sempre mi bastemmiano4 ,e sai perch eglino non possono desiderare il bene8 per che1 finita la vita dell'uomo1 legato el libero arbitrio2 per la qual cosa non possono meritare1 perduto che essi hanno el tempo4 ,se eglino finiscono in odio con la colpa del peccato mortale1 sempre per divina giustizia sta legata l'anima col legame de l'odio e sempre sta obstinata in quel male che ella ha1 rodendosi in se medesima1 e accrescele sempre pene1 e spezialmente delle pene d'alcuni in particulare de' quali ella fusse stata cagione della dannazione loro4 ,s come vi dimostr quello ricco dannato quando chiedeva di grazia che ,lazzaro andasse a' suoi frategli1 e' quali erano rimasi nel mondo1 ad anunziare le pene sue4 ,questo gi non faceva per carit n per compassione de' frategli1 per che egli era privato della carit e non poteva desiderare bene n in onore di me n in salute loro2 perch gi t'ho decto che non possono fare alcuno bene nel proximo e me bastemmiano1 perch la vita loro fin ne l'odio di me e della virt4 ,ma perch dunque il faceva8 per che egli era stato el maggiore e avevali notricati nelle miserie nelle quali egli era vissuto1 s che egli era cagione della dannazione loro4 ,per la quale cagione se ne vedeva seguitare pena1 giognendo eglino al crociato tormento1 con lui insieme1 dove sempre in odio si rodono1 perch ne l'odio fin la vita loro4 ,,capitolo ,,xli ,de la gloria de' beati4 --,cos l'anima giusta1 che finisce in affecto di carit e legata in amore1 non pu crescere in virt venuto meno el tempo1 ma pu sempre amare con quella dileczione che egli viene a me2 e con quella misura gli misurato4 ,sempre desidera me1 e sempre m'ha2 unde il suo desiderio non votio1 ma avendo fame saziato2 e saziato s ha fame2 e dilonga il fastidio dalla saziet1 e dilonga la pena dalla fame4 ,ne l'amore godono ne l'etterna mia visione1 participando quel bene che ,io ho in me medesimo1 ognuno secondo la misura sua2 cio con quella misura de l'amore che essi sono venuti a me1 con quella l' misurato1 perch sonno stati nella carit mia e in quella del proximo1 e uniti insieme con la carit comune e con la particulare che esce pure d'una medesima carit4 ,godono ed exultano participando l'uno el bene de l'altro con l'affecto della carit1 oltre al bene universale che essi hanno tucti insieme4 ,e con la natura angelica godono ed exultano1 co' quali e' sancti sonno collocati1 secondo le diverse e varie virt le quali principalmente ebbero nel mondo1 essendo legati tucti nel legame della carit4 ,hanno una singulare participazione con coloro co' quali strectamente d'amore singulare s'amavano nel mondo4 ,col quale amore crescevano in grazia aumentando la virt4 ,l'uno era cagione a l'altro di manifestare la gloria e loda del nome mio in loro e nel proximo4 ,s che poi nella vita durabile non l'hanno perduto2 anco l'hanno1 participando strectamente e con pi abondanzia l'uno con l'altro1 aggiontolo a l'universale bene4 ,e non vorrei per che tu credessi che questo bene particulare1 il quale ,io t'ho decto che egli hanno1 l'avessero solo per loro1 per che non cos2 ma participato da tucti quanti e' gustatori cittadini e dilecti miei figliuoli e da tucta la natura angelica4 ,unde1 quando l'anima giogne a vita etterna1 tucti participano el bene di quella anima1 e l'anima del bene loro4 ,non che 'l vasello suo n il loro possa crescere1 n che abbi bisogno d'empirsi1 per che egli pieno e per non pu crescere2 ma hanno una exultazione1 una giocundit1 uno giubilo1 una allegrezza1 la quale si rinfresca in loro per lo cognoscimento il quale hanno trovato in quella anima4 ,vegono che per mia misericordia ella levata dalla terra con la plenitudine della grazia1 e cos exultano in me nel bene di quella anima el quale ha ricevuto per la mia bont4 ,e quella anima gode in me e ne l'anime e negli spiriti beati1 vedendo in loro e gustando la bellezza e dolcezza della mia carit4 ,e' loro desidri sempre gridano dinanzi a me per la salvazione di tucto quanto el mondo4 ,perch la vita loro fin nella carit del proximo1 non l'hanno lassata2 anco con essa passarono per la porta de l'unigenito mio ,figliuolo per lo modo che ,io di sotto ti contiar4 ,s che vedi che con quello legame de l'amore in che fin la vita loro1 con quello permangono2 e dura sempre etternalmente4 ,essi sonno tanto conformati con la mia volont che essi non possono volere se non quello ch',io voglio2 perch l'arbitrio loro legato nel legame della carit per s facto modo che1 venendo meno el tempo a la creatura che ha in s ragione1 morendo in stato di grazia1 non pu pi peccare4 ,e in tanto unita la sua volont con la mia che1 vedendo il padre o la madre il figliuolo ne l'inferno1 o il figliuolo la madre1 non se ne curano2 anco sonno contenti di vederli puniti come nemici miei4 ,in neuna cosa si scordano da me3 e' desidri loro sonno pieni4 ,el desiderio de' beati di vedere l'onore mio in voi viandanti1 e' quali ste peregrini che sempre corrite verso il termine della morte4 ,nel desiderio del mio onore desiderano la salute vostra1 e per sempre mi pregano per voi4 ,el quale desiderio adempito da me da la parte mia1 col dove voi ignoranti non ricalcitraste a la mia misericordia4 ,hanno desiderio ancora di riavere la dota del corpo loro2 e questo desiderio non gli affligge non avendolo actualmente1 ma godono gustando per certezza che egli hanno d'avere il loro desiderio pieno2 non gli affligge per che non avendolo non lo' manca beatitudine1 e per non lo' d pena4 ,e non ti pensare che la beatitudine del corpo doppo la resurrexione dia pi beatitudine a l'anima4 ,ch se questo fusse1 seguitarebbe che infine che non avessero il corpo avarebbero beatitudine imperfecta2 la qual cosa non pu essere1 per che in loro non manca alcuna perfeczione4 ,s che non il corpo che dia beatitudine a l'anima1 ma l'anima dar beatitudine al corpo3 dar de l'abondanzia sua1 rivestita ne l'ultimo d del giudicio del vestimento della propria carne la quale lass4 ,come l'anima facta immortale1 fermata e stabilita in me2 cos el corpo in quella unione diventa immortale1 perduta la gravezza e facto soctile e leggiero4 ,unde sappi che 'l corpo glorificato passarebbe per lo mezzo del muro4 ,n il fuoco n l'acqua non l'offendarebbe1 non per virt sua ma per virt de l'anima4 ,la quale virt mia1 data a lei per grazia e per amore ineffabile col quale ,io la creai a la imagine e similitudine mia4 ,l'occhio de l'intellecto tuo non sufficiente a vedere1 n l'orecchia a udire1 n la lingua a narrare1 n il cuore a pensare il bene loro4 ,oh quanto dilecto hanno in vedere me che so' ogni bene6 oh quanto dilecto avaranno essendo col corpo glorificato6 ,el quale bene ora non avendo1 di qui al giudicio generale non hanno pena1 perch non lo' manca beatitudine1 per che l'anima piena in s4 ,la quale beatitudine participar col corpo1 come decto t'ho4 ,dicevoti del bene che avarebbe il corpo glorificato ne l'umanit glorificata de l'unigenito mio ,figliuolo1 la quale vi d certezza della vostra resurrexione4 ,ine exultano nelle piaghe sue1 le quali sonno rimase fresche1 riservate le cicatrici nel corpo suo1 le quali gridano continuamente misericordia per voi a me sommo ed etterno ,padre4 ,tucti si conformaranno con lui in gaudio e in giocundit2 occhio con occhio e mano con mano e con tucto quanto el corpo del dolce ,verbo mio ,figliuolo tucti vi conformarete4 ,stando in me1 starete in lui1 perch'egli una cosa con meco4 ,ma l'occhio del corpo vostro1 come decto t'ho1 si dilectar ne l'umanit glorificata del ,verbo unigenito mio ,figliuolo4 ,questo perch8 per che la vita loro fin nella dileczione della mia carit1 e per lo' dura etternalmente4 ,non che possano adoperare alcuno bene1 ma godonsi quel che essi hanno portato1 cio che non possono fare veruno acto meritorio per lo quale essi possano meritare4 ,per che solo in questa vita si merita e pecca1 secondo che piace a la propria volont col libero arbitrio4 ,costoro none aspectano con timore il divino giudicio1 ma con allegrezza4 ,e non lo' parr1 la faccia del ,figliuolo mio1 terribile n piena d'odio1 perch e' sonno finiti in carit e in dileczione di me e benivolenzia del proximo4 ,s che vedi che la mutazione della faccia non sar in lui quando verr a giudicare con la ,maiest mia1 ma in coloro che saranno giudicati da lui4 ,a' dannati aparr con odio e con giustizia2 ne' salvati con amore e misericordia4 ,,capitolo ,,xlii ,come doppo el giudicio generale crescer la pena de' danpnati4 --,hotti narrato della dignit de' giusti1 acci che meglio cognosca la miseria de' dannati4 ,e questa l'altra pena loro3 vedere la beatitudine de' giusti4 ,la quale visione a loro acrescimento di pena1 come a' giusti la dannazione de' dannati acrescimento d'exultazione della mia bont1 perch meglio si cognosce la luce per la tenebre1 e la tenebre per la luce4 ,s che lo' sar pena la visione de' beati e con pena aspectano l'ultimo d del giudicio1 perch se ne vegono seguitare acrescimento di pena4 ,e cos sar2 per che in quella voce terribile quando sar decto a loro3 ,surgite1 mortui2 venite ad iudicium1 tornar l'anima col corpo4 ,e ne' giusti sar glorificato1 e ne' dannati sar crociato etternalmente4 ,e grande vergogna e rimproverio ricevaranno ne l'aspecto della mia ,verit e di tucti e' beati4 ,el vermine della coscienzia alora rodar il mirollo de l'arbore1 cio l'anima1 e la corteccia di fuore1 cio il corpo4 ,rimprovarato lo' sar el ,sangue che per loro fu pagato1 e l'upare della misericordia1 le quali ,io feci a loro col mezzo del mio ,figliuolo1 spirituali e temporali1 e quello che essi dovevano fare nel proximo loro1 s come si contiene nel sancto ,evangelio4 ,ripresi saranno della crudelt che essi hanno avuta verso el proximo1 della superbia e de l'amore proprio1 della immondizia e avarizia loro4 ,vedendo la misericordia che da me hanno ricevuta1 rinfrescar duramente la loro riprensione4 ,nel ponto della morte la riceve solamente l'anima2 ma nel giudicio generale la ricever insiememente l'anima e 'l corpo1 perch 'l corpo stato compagno e strumento de l'anima a fare il bene e il male1 secondo che piaciuto a la propria volont4 ,ogni operazione buona e gactiva facta col mezzo del corpo2 e per giustamente1 figliuola mia1 renduto a' miei electi gloria e bene infinito col corpo loro glorificato1 remunerandoli delle loro fadighe che per me insiememente con l'anima port4 ,e cos agl'iniqui sar renduta pena etternale col mezzo del corpo loro1 perch fu strumento del male4 ,rinfrescarasse lo' la pena e cresciar1 riavendo el corpo loro1 ne l'aspecto del mio ,figliuolo4 ,la miserabile sensualit con la immondizia sua ricever riprensione in vedere la natura sua1 cio l'umanit di ,cristo1 unita con la purit della ,deit mia2 vedendo levata questa massa d',adam1 natura vostra1 sopra tucti e' cori degli angeli1 ed essi per loro difecti si veggono profondati nel profondo de l'inferno4 ,e vegono la larghezza e la misericordia relucere ne' beati1 ricevendo el fructo del sangue de l',agnello2 e vegono le pene che essi hanno portate1 che tucte stanno per adornamento ne' corpi loro1 s come la fregiatura sopra del panno1 non per virt del corpo1 ma solo per la plenitudine de l'anima2 la quale rapresenta al corpo el fructo della fadiga1 perch fu compagno con lei ad adoperare la virt1 s che apparisce di fuore4 ,s come rapresenta lo specchio la faccia dell'uomo1 cos nel corpo si rapresenta el fructo delle fadighe1 per lo modo che decto t'ho4 ,vedendo e' tenebrosi tanta dignit della quale essi sono privati1 lo' cresce la pena e la confusione1 perch ne' corpi loro apparisce il segno delle iniquit1 le quali commissero1 con pena e crociato tormento4 ,unde in quella parola che essi udiranno terribile3 ,andate maladecti nel fuoco etternale1 egli andar l'anima e 'l corpo a conversare con le dimonia senza alcuno rimedio di speranza1 aviluppandosi con tucta la puzza della terra1 ogniuno per s in diverso modo1 s come diverse sonno state le loro male operazioni3 l'avaro con la puzza de l'avarizia1 aviluppandosi insieme la substanzia del mondo e ardendo nel fuoco 7la quale egli disordinatamente am72 el crudele con la crudelt2 lo immondo con la immondizia e miserabile concupiscenzia2 lo ingiusto con le sue ingiustizie2 lo invidioso con la invidia2 e l'odio e rancore del proximo con l'odio4 ,el disordinato amore proprio di loro1 unde nacquero tucti e' loro mali1 ardar e dar pena intollerabile1 s come capo e principio d'ogni male1 acompagnato dalla superbia4 ,s che tucti in diversi modi saranno puniti1 l'anima e 'l corpo insieme4 ,or cos miserabilmente giongono al fine loro questi che vanno per la via di socto1 gi per lo fiume1 non vollendosi a dietro a ricognoscere le colpe sue1 n a dimandare la misericordia1 s come ,io di sopra ti dixi4 ,e giongono a la porta della bugia perch seguitano la doctrina del dimonio1 el quale padre delle bugie4 ,ed esso dimonio porta loro1 e per questa porta giongono a l'etterna dannazione1 come detto di sopra4 ,s come gli electi e figliuoli miei1 tenendo per la via di sopra1 cio del ponte1 seguitano e tengono per la via della verit1 ed essa verit porta4 ,e per disse la mia ,verit3 ,neuno pu andare al ,padre mio se non per me4 ,egli la porta e la via1 unde passano1 a intrare in me1 mare pacifico4 ,e cos1 in contrario1 costoro sonno tenuti per la bugia1 la quale lo' d acqua morta4 ,e ad questo vi chiama el dimonio1 ciechi e macti che non se n'avegono perch hanno perduto el lume della fede4 ,quasi lo' dica el dimonio3 ,chi ha sete de l'acqua morta venga a me1 ch io ne gli dar4 ,,capitolo ,,xliii ,de la utilit de le temptazioni1 e come ogni anima ne la extremit de la morte vede e gusta el luogo suo1 prima che essa anima sia separata dal corpo1 cio o pena o gloria che debba ricevere4 --,egli facto giustiziere mio dalla mia giustizia per tormentare l'anime che miserabilmente hanno offeso me4 ,e in questa vita gli ho posti a temptare molestando le mie creature2 non perch le mie creature siano vente1 ma perch esse vencano e ricevano da me la gloria della victoria1 provando in loro le virt4 ,e neuno in questo debba temere per veruna bactaglia n temptazione di dimonio che lo' venga1 per che ,io gli ho facti forti1 e dato lo' la fortezza della volont1 fortificata nel sangue del mio ,figliuolo4 ,la quale volont n dimonio n creatura ve la pu mutare1 per che ella vostra e data da me4 ,voi dunque col libero arbitrio la potete tenere e lassare1 secondo che vi piace4 ,ella l'arme la quale voi ponete nelle mani del dimonio1 e drictamente uno coltello col quale egli vi percuote e con esso v'ucide4 ,ma se l'uomo non d questo coltello della volont sua nelle mani del dimonio1 cio che egli consenta a le temptazioni e molestie sue1 giamai non sar offeso di colpa di peccato per veruna temptazione4 ,anco el fortifica col dove egli apra l'occhio de l'intellecto a vedere la carit mia4 ,la quale carit permecte che siate temptati solo per farvi venire a virt e a provare la virt4 ,a virt non si viene se non per lo cognoscimento di se medesimo e per cognoscimento di me4 ,el quale cognoscimento pi perfectamente s'acquista nel tempo della temptazione3 perch alora cognosce s non essere1 non potendosi levare le pene e le molestie le quali vorrebbe fuggire2 e me cognosce nella volont 7la quale fortificata per la bont mia7 che non consente a esse cogitazioni3 e perch ha veduto che la mia carit le concede perch 'l dimonio infermo e per s non pu cavelle se non quanto ,io gli do2 e ,io el permecto per amore e non per odio1 perch venciate e non siate venti1 e perch veniate ad perfecto cognoscimento di voi e di me1 e acci che la virt sia provata1 per che ella non si pruova se non per lo suo contrario4 ,dunque vedi che sonno miei ministri a crociare i dannati ne l'inferno1 e in questa vita ad exercitare e provare la virt ne l'anima4 ,non che la intenzione del dimonio sia per farli provare in virt1 perch egli non ha carit1 ma per privarli de la virt1 e questo non pu fare se voi non volete4 ,or vedi quanta la stoltizia de l'uomo1 che si fa debile col dove ,io l'ho facto forte1 ed esso medesimo si mecte nelle mani delle dimonia4 ,unde ,io voglio che tu sappi che nel punto della morte1 essendo entrati nella vita loro socto la signoria del dimonio 7none sforzati1 per che non possono essere sforzati come decto t'ho1 ma volontariamente si sonno messi nelle mani loro71 giognendo poi a l'extremit della morte con questa perversa signoria1 essi non aspectano altro giudicio1 ma essi medesimi ne sonno giudici con la coscienzia loro e come disperati giongono a l'etterna dannazione4 ,con l'odio strengono l'inferno in su la extremit della morte2 e prima che egli l'abbino1 essi medesimi co' loro signori dimoni pigliano per prezzo loro l'inferno4 ,s come e' giusti vissuti in carit morendo in dileczione1 quando viene l'extremit della morte1 se egli vissuto perfectamente in virt illuminato del lume della fede1 con l'occhio della fede1 con perfecta speranza del sangue de l',agnello1 vegono el bene il quale ,io l'ho aparecchiato e con le braccia de l'amore l'abracciano1 stregnendo con estrecte d'amore me1 sommo e etterno ,bene1 ne l'ultima extremit della morte4 ,e cos gustano vita etterna prima che abbino lassato el corpo mortale1 cio prima che sia separato dal corpo4 ,altri che fussero passati nella vita loro con una carit comune1 che non fussero in quella grande perfeczione e giognessero a l'extremit1 costoro abracciano la misericordia mia con quello lume medesimo della fede e della speranza che ebbero quelli perfecti2 ma hannola imperfecta4 ,ma perch costoro erano imperfecti1 strinsero la misericordia mia1 ponendo maggiore la misericordia mia che le colpe loro4 ,gl'iniqui peccatori fanno el contrario1 vedendo con la disperazione el luogo loro1 e con l'odio l'abracciano1 come decto t'ho4 ,s che non aspectano d'essere giudicati n l'uno n l'altro2 ma partonsi di questa vita1 e riceve ogniuno el luogo suo1 come decto t'ho4 ,gustanlo e possegonlo prima che si partano dal corpo nella extremit della morte3 e' dannati co' l'odio e disperazione1 e i perfecti con l'amore e col lume della fede e con la speranza del ,sangue4 ,e gl'inperfecti con la misericordia e con quella medesima fede giongono al luogo del purgatorio4 ,,capitolo ,,xliv ,come el demonio sempre piglia l'anime sotto colore d'alcuno bene4 ,e come quelli che tengono per lo fiume1 e non per lo ponte predecto1 sono ingannati1 per che volendo fuggire le pene caggiono ne le pene2 ponendo qui la visione d'uno arbore che questa anima ebbe una volta4 --,hotti decto che 'l dimonio invita gli uomini a l'acqua morta1 cio a quella che egli ha per s1 aciecando con le delicie e stati del mondo4 ,co' l'amo del dilecto gli piglia socto colore di bene1 per che in altro modo non gli potrebbe pigliare1 per che non si lassarebbero pigliare se alcuno bene proprio o dilecto non vi trovassero1 imper che l'anima di sua natura sempre appetisce bene4 ,ma vero che l'anima1 aciecata da l'amore proprio1 non cognosce n discerne quale sia vero bene e che gli dia utilit a l'anima e al corpo4 ,e per el dimonio1 come iniquo1 vedendo ch'egli aciecato dal proprio amore sensitivo1 gli pone e' diversi e vari difecti e' quali sonno colorati con colore d'alcuna utilit e d'alcuno bene2 e ad ogniuno d secondo lo stato suo e secondo quegli vizi principali ne' quali el vede pi disposto a ricevere4 ,altro d al secolare1 altro d al religioso2 altro a' prelati1 altro a' signori2 e a ciascuno secondo e' diversi stati che essi hanno4 ,questo t'ho decto perch',io ora ti contio di costoro che s'anniegano gi per lo fiume1 che neuno rispecto hanno altro che a loro1 cio d'amare loro medesimi con offesa di me2 de' quali ,io t'ho contiato el fine loro4 ,ora ti voglio mostrare come essi s'ingannano1 che volendo fuggire le pene caggiono nelle pene4 ,perch lo' pare che a seguitare me1 cio tenere per la via del ponte del ,verbo del mio ,figliuolo1 sia grande fadiga1 e per si ritragono a dietro1 temendo la spina4 ,questo perch sonno aciecati e non vegono n cognoscono la verit1 s come tu sai ch',io ti mostrai nel principio della vita tua1 pregandomi tu che ,io facesse misericordia al mondo1 traendoli della tenebre del peccato mortale4 ,sai che ,io alora ti mostrai me in figura d'uno arbore1 del quale non vedevi n il principio n il fine1 se non che vedevi che la radice era unita con la terra2 e questa era la natura divina unita con la terra della vostra umanit4 ,a' piei de l'arbore1 se ben ti ricorda1 era alcuna spina2 dalla quale spina tucti coloro che amavano la propria sensualit si dilongavano e corrivano a uno monte di lolla1 nel quale ti figurai tucti e' dilecti del mondo4 ,quella lolla pareva grano e non era2 e per1 come vedevi1 molte anime dentro vi si perivano di fame1 e molte1 cognoscendo l'inganno del mondo1 tornavano a l'arbore e passavano la spina1 cio la deliberazione della volont4 ,la quale deliberazione1 innanzi che ella sia facta1 una spina la quale gli pare trovare in seguitare la via della verit4 ,sempre combacte da l'uno lato la coscienzia1 da l'altro lato la sensualit2 ma subito che1 con odio e dispiacimento di s1 virilmente delibera dicendo3--,io voglio seguitare ,cristo crocifixo1--rompe subbito la spina e truova dolcezza inextimabile1 s come ,io alora ti mostrai1 chi pi e chi meno1 secondo la disposizione e sollicitudine loro4 ,sai che alora ,io ti dixi3--,io so' lo ,idio vostro immobile1 che non mi muovo2 ,io non mi ritrago da veruna creatura che a me voglia venire2 mostrato l'ho la verit1 facendomi visibile a loro1 essendo ,io invisibile2 mostrato l'ho che cosa amare alcuna cosa senza me4--,ma essi1 come aciecati da la nuvila del disordinato amore1 non cognoscono n me n loro4 ,vedi come sonno ingannati3 che prima vogliono morire di fame che passare un poca di spina4 ,non possono fuggire che non sostengano pena1 per che in questa vita neuno ci passa senza croce1 se non coloro che tengono per la via di sopra3 non che essi passino senza pena1 ma la pena a loro refrigerio4 ,e perch per lo peccato1 s come di sopra ti dixi1 el mondo germin spine e triboli1 e corse questo fiume1 mare tempestoso1 per vi diei el ponte1 acci che voi non annegaste4 ,hotti mostrato come costoro s'ingannano con uno disordinato timore1 e come ,io so' lo ,idio vostro che non mi muovo1 e che ,io non so' acceptatore delle persone ma del sancto desiderio4 ,e questo t'ho mostrato nella figura de l'arbore la quale ,io t'ho decta4 ,,capitolo ,,xlv ,come1 avendo el mondo per lo peccato germinato spine e triboli1 chi sono quelli ad cui queste spine non fanno male1 bene che neuno passi questa vita senza pena4 --,ora ti voglio mostrare a cui le spine e triboli1 che germin la terra per lo peccato1 fanno male e a cui no4 ,e perch infine a ora t'ho mostrata la loro dannazione insiememente con la mia bont1 e hotti decto come essi sonno ingannati dalla propria sensualit1 ora ti voglio dire come solo costoro son quegli che sonno offesi dalle spine4 ,veruno che nasca in questa vita passa senza fadiga o corporale o mentale4 ,corporale le portano e' servi miei1 ma la mente loro libera2 cio che non sente fadiga della fadiga1 perch ha acordata la sua volont con la mia1 la quale volont quella cosa che d pena a l'uomo4 ,pena di mente e di corpo portano costoro e' quali ,io t'ho contiati che in questa vita gustano l'arra de l'inferno2 s come i servi miei gustano l'arra di vita etterna4 ,sai tu quale il pi singulare bene che hanno e' beati8 d'avere la volont loro piena di quel che desiderano4 ,desiderano me1 e desiderando me essi m'hanno e mi gustano senza alcuna rebellione1 per che hanno lassata la gravezza del corpo1 el quale era una legge che impugnava contra lo spirito4 ,el corpo l'era uno mezzo che non lassava perfectamente cognoscere la verit2 n potevano vedermi a faccia a faccia1 perch 'l corpo non lassava4 ,ma1 poi che l'anima ha lassato el peso del corpo1 la volont sua piena1 perch desiderando di vedere me ella mi vede3 nella quale visione sta la vostra beatitudine4 ,vedendo cognosce1 e cognoscendo ama1 e amando gusta me sommo e etterno ,bene2 gustando sazia e empie la volont sua1 cio il desiderio che egli ha di vedere e cognoscere me2 desiderando ha1 e avendo desidera1 e1 come ,io ti dixi1 di longa la pena dal desiderio2 e 'l fastidio dalla saziet4 ,s che vedi ch'e' servi miei ricevono beatitudine principalmente in vedere e conoscere me4 ,la quale visione e cognoscimento lo' riempie la volont d'avere ci che essa volont desidera1 e cos saziata4 ,e per ti dixi che1 singularmente1 gustare vita etterna era d'avere quello che la volont desidera4 ,ma sappi che ella si sazia nel vedere e cognoscere me1 come decto t'ho4 ,in questa vita gustano l'arra di vita etterna1 gustando questo medesimo del quale ,io t'ho decto che essi sonno saziati4 ,come hanno questa arra in questa vita8 ,dicotelo3 in vedere la mia bont in s e in cognoscere la mia verit2 el quale cognoscimento ha l'intellecto illuminato in me1 el quale l'occhio de l'anima4 ,questo occhio ha la pupilla della sanctissima fede1 el quale lume della fede fa discrnare e cognoscere e seguitare la via e doctrina della mia ,verit1 ,verbo incarnato4 ,senza questa pupilla della fede non vedrebbe1 se non come l'uomo che ha la forma de l'occhio1 ma el panno ha ricoperta la pupilla che fa vedere a l'occhio4 ,cos l'occhio de l'intellecto la pupilla sua la fede2 la quale1 essendovi posto dinanzi el panno della infidelit1 tracto da l'amore proprio di s1 non vede2 ha la forma de l'occhio ma non el lume1 perch esso se l'ha tolto4 ,s che vedi che nel vedere cognoscono1 e cognoscendo amano1 e amando anniegano e perdono la volont loro propria4 ,perduta la loro1 si vestono della mia che non voglio altro che la vostra sanctificazione4 ,e subbito si dnno a vllere il capo adietro da la via di socto1 e cominciano a salire per lo ponte1 e passano sopra le spine4 ,e perch sonno calzati e' piei de l'affecto loro con la mia volont1 non lo' fa male4 ,e per ti dixi che sostenevano corporalmente e non mentalmente1 perch la volont sensitiva morta1 la quale d pena e affligge la mente della creatura4 ,tolta la volont1 tolta la pena1 e ogni cosa portano con reverenzia1 reputandosi grazia d'essere tribolati per me1 e non desiderano se non quel ch',io voglio4 ,se ,io lo' do pena da parte delle dimonia1 permectendo lo' le molte temptazioni per provarli nella virt1 s come ,io ti dixi di sopra1 essi resistono con la volont1 la quale hanno fortificata in me1 umiliandosi e reputandosi indegni della pace e quiete della mente e reputandosi degni della pena4 ,e cos passano con allegrezza e cognoscimento di loro senza pena affliggitiva4 ,se ella tribolazione dagli uomini1 o infermit1 o povert1 o mutamento di stato nel mondo1 o privazione di figliuoli o de l'altre creature le quali molto amasse 7le quali tucte sonno spine che germin la terra doppo el peccato71 tucte le porta col lume della ragione e della fede sancta1 raguardando me che so' somma bont e non posso volere altro che bene2 e per bene le concedo3 per amore e non per odio4 ,e cognosciuto che hanno l'amore in me1 ed essi raguardano loro1 cognoscendo e' loro difecti4 ,e vegono col lume della fede che 'l bene debba essere remunerato e la colpa punita4 ,ogni piccola colpa vegono che meritarebbe pena infinita1 perch facta contra me che so' infinito ,bene2 e recansi a grazia che ,io in questa vita gli voglia punire e in questo tempo finito4 ,e cos insiememente scontiano el peccato con la contrizione del cuore1 e con la perfecta pazienzia meritano1 e le fadighe loro sonno remunerate di bene infinito4 ,poi cognoscono che ogni fadiga di questa vita piccola per la piccolezza del tempo4 ,el tempo quanto una punta d'aco e non pi2 ch passato el tempo passata la fadiga4 ,adunque vedi che piccola4 ,essi portano con pazienzia e passano le spine actuali e non lo' tocca el cuore1 perch 'l cuore loro tracto di loro per amore sensitivo e posto e unito in me per affecto d'amore4 ,bene dunque la verit che costoro gustano vita etterna1 ricevendo l'arra in questa vita4 ,e stando ne l'acqua non s'immollano1 passando sopra le spine non si pongono 7come decto t'ho71 perch hanno cognosciuto me1 sommo ,bene1 e cercatolo col dove egli si truova1 cio nel ,verbo de l'unigenito mio ,figliuolo4 ,,capitolo ,,xlvi ,de' mali che procedono da la cechit dell'occhio de l'intellecto4 ,e come li beni che non sono facti in stato di grazia non vagliono ad vita etterna4 --,questo t'ho decto acci che tu cognosca meglio e in che modo costoro gustano l'arra de l'inferno1 de' quali ,io ti dixi lo inganno loro4 ,ora ti dir unde procede lo inganno e come ricevono l'arra de l'inferno4 ,questo perch hanno aciecato l'occhio de l'intellecto con la infedelit tracta da l'amore proprio4 ,come ogni verit s'acquista col lume della fede1 cos la bugia e lo inganno s'acquista con la infidelit4 ,della infedelit1 dico1 di coloro che hanno ricevuto el sancto baptesmo1 nel quale baptesmo fu messa la pupilla della fede ne l'occhio de l'intellecto4 ,venuto el tempo della discrezione1 se essi s'exercitano in virt1 costoro hanno conservato el lume della fede e parturiscono le virt vive1 facendo fructo al proximo loro4 ,come la donna che fa el figliuolo vivo1 e vivo el d allo sposo suo2 cos costoro dnno le virt vive a me1 che so' sposo de l'anima4 ,el contrario fanno questi miserabili che1 venuto il tempo della discrezione1 dove essi debbono exercitare el lume della fede e parturire con vita di grazia la virt1 ed essi le parturiscono morte4 ,morte sonno perch tucte l'operazioni loro sonno morte1 essendo facte in peccato mortale1 privati del lume della fede4 ,hanno bene la forma del sancto baptesmo ma none il lume1 per che ne sonno privati per la nuvila della colpa commessa per amore proprio1 la quale ha ricoperta la pupilla unde vedevano4 ,a costoro decto1 e' quali hanno fede senza opera1 che morta la fede loro4 ,unde1 come il morto non vede1 cos l'occhio1 ricuperta la pupilla1 come decto t'ho1 non vede1 n cognosce se medesimo non essere n i difecti suoi che egli ha commessi4 ,n cognosce la bont mia in s1 donde ha avuto l'essere e ogni grazia che posta sopra l'essere4 ,non cognoscendo me n s1 non odia in s la propria sensualit2 anco l'ama1 cercando di satisfare a l'appetito suo3 e cos parturisce i figliuoli morti di molti peccati mortali4 ,n me non ama2 non amando me1 non ama quel ch',io amo1 cio il proximo suo1 n si dilecta d'adoperare quel che mi piace3 ci sonno le vere e reali virt1 le quali mi piacciono di vedere in voi1 non per mia utilit1 per che a me non potete fare utilit1 per che ,io so' colui che so'1 e veruna cosa facta senza me1 se non el peccato1 che non cavelle1 perch priva l'anima di me che so' ogni bene1 privandola della grazia4 ,si che per vostra utilit mi piacciono perch ,io abbi di che remunerarvi in me1 vita durabile4 ,s che vedi che la fede di costoro morta1 perch senza opera2 e quelle operazioni1 le quali fanno1 non vagliano a vita etterna1 perch non hanno vita di grazia4 ,nondimeno il bene adoperare o con grazia o senza la grazia non si debba per lassare1 per che ogni bene remunerato come ogni colpa punita4 ,el bene che si fa in grazia1 senza peccato mortale1 vale a vita etterna2 ma quello che si fa con la colpa del peccato mortale non vale a vita etterna3 nondimeno remunerato in diversi modi1 s come di sopra ti dixi4 ,unde alcuna volta ,io lo' presto el tempo4 ,o ,io li mecto nel cuore de' servi miei per continua orazione1 per le quali orazioni escono della colpa e delle miserie loro4 ,alcuna volta1 non ricevendo el tempo n l'orazioni per disposizione di grazia1 a questi cotali l' remunerato in cose temporali1 facendo di loro come de l'animale che s'ingrassa per menarlo al macello4 ,cos questi cotali che sempre hanno ricalcitrato in ogni modo a la mia bont1 pure fanno alcuno bene2 none in stato di grazia1 come decto t'ho1 ma in peccato4 ,essi non hanno voluto ricevere in questa loro operazione il tempo n l'orazioni n gli altri diversi modi co' quali ,io gli ho chiamati2 unde1 essendo riprovati da me per li loro difecti1 e la mia bont vuole pure remunerare quella operazione1 cio quel poco del servizio che hanno facto1 unde li remunero nelle cose temporali e ine s'ingrassano2 e non correggendosi1 giongono al supplicio etternale4 ,s che vedi che sonno ingannati4 ,chi gli ha ingannati8 essi medesimi1 perch s'hanno tolto el lume della fede viva1 e vanno come aciecati palpando e actaccandosi a quel che toccano4 ,e perch non veggono se non con l'occhio cieco1 posto l'affecto loro nelle cose transitorie1 per sonno ingannati e fanno come stolti che raguardano solamente l'oro e non el veleno4 ,unde sappi che le cose del mondo e tucti e' dilecti e piaceri suoi se sonno presi e acquistati e posseduti senza me o con proprio e disordinato amore1 essi portano drictamente la figura degli scarpioni1 e' quali al principio tuo1 doppo la figura de l'arbore ,io ti mostrai1 dicendoti che portavano l'oro dinanzi e 'l veleno portavano dietro2 e non era il veleno senza l'oro n l'oro senza el veleno1 ma el primo aspecto era l'oro4 ,e neuno si difendeva dal veleno1 se non coloro che erano illuminati del lume della fede4 ,,capitolo ,,xlvii ,come non si possono observare i comandamenti che non si observino i consigli4 ,e come in ogni stato che la persona vuole essere1 avendo sancta e buona volont1 piacevole a ,dio4 --,costoro ti dixi che col coltello di due tagli 7cio con l'odio del vizio e amore delle virt7 per amore tagliavano el veleno della propria sensualit1 e col lume della ragione tenevano e possedevano4 ,e acquistavano l'oro in queste cose mondane1 chi le voleva tenere2 ma chi voleva usare la grande perfeczione le spregiava actualmente e mentalmente4 ,questi ti dixi che observavano el consiglio actualmente1 il quale lo' fu dato e lassato da la mia ,verit4 ,costoro che possedevano sonno quelli che observano e' comandamenti e i consigli mentalmente ma non actualmente4 ,ma per ch'e' consigli sonno legati co' comandamenti1 neuno pu observare i comandamenti che non observi e' consigli3 non actualmente ma mentalmente4 ,cio che1 possedendo le ricchezze del mondo1 egli le possegga con umilit e non con superbia1 possedendole come cosa prestata e non come cosa sua1 come elle sonno date a voi per uso da la mia bont4 ,unde tanto l'avete quanto ,io ve le do1 e tanto le tenete quanto ,io ve le lasso1 e tanto ve le lasso e do quanto ,io vego che faccino per la salute vostra4 ,per questo modo le dovete usare4 ,usandole l'uomo cos1 observa el comandamento1 amando me sopra ogni cosa e 'l proximo come se medesimo4 ,vive col cuore spogliato e gictale da s per desiderio1 cio che non l'ama n tiene senza la mia volont1 poniamo che actualmente le possega4 ,observa el consiglio per desiderio1 come decto t'ho1 tagliandone il veleno del disordinato amore4 ,questi cotali stanno nella carit comune4 ,ma coloro1 che observano e' comandamenti e i consigli mentalmente e actualmente1 sonno nella carit perfecta4 ,con vera simplicit observano el consiglio che dixe la mia ,verit1 ,verbo incarnato1 a quel giovano quando dimand dicendo3 ,che potrei io fare1 ,maestro1 per avere vita etterna8 ,egli disse3 ,observa e' comandamenti della ,legge4 ,ed egli rispondendo dixe3 ,io gli observo4 ,ed ,egli dixe3 ,bene1 se tu vuogli essere perfecto1 va' e vende ci che tu hai1 e dllo a' povari4 ,el giovano alora si contrist1 perch le ricchezze che egli aveva le teneva ancora con troppo amore1 e per si contrist4 ,ma questi perfecti l'observano abandonando el mondo con tucte le delizie sue1 macerando el corpo con la penitenzia e vigilia1 umile e continua orazione4 ,questi altri che stanno nella carit comune1 non levandosi actualmente1 non ne perdono per vita etterna1 perch non ne sonno tenuti2 ma debbonle possedere1 se eglino vogliono le cose del mondo1 per lo modo che decto t'ho4 ,tenendole1 non offendono1 perch ogni cosa buona e perfecta e creata da me1 che so' somma bont1 e facte perch servano alle mie creature che hanno in loro ragione1 e non perch le creature si faccino servi e schiavi delle delizie del mondo2 anco perch le tengano 7se lo' piace di tenere1 non volendo andare alla grande perfeczione7 non come signori ma come servi4 ,e 'l desiderio loro debbono dare a me1 e ogni altra cosa amare e tenere non come cosa loro ma come cosa prestata1 come decto t'ho4 ,io non so' acceptatore delle creature n degli stati1 ma de' sancti desidri4 ,in ogni stato che la persona vuole stare1 abbi buona e sancta volont1 ed piacevole a me4 ,chi le terr a questo modo8 coloro che n'hanno mozzato el veleno con l'odio della propria sensualit e con amore della virt4 ,avendo mozzo el veleno della disordinata volont e ordinatala con l'amore e sancto timore di me1 egli pu tenere ed eleggere ogni stato che egli vuole3 e in ognuno sar acto ad avere vita etterna4 ,poniamo che maggiore perfeczione1 e pi piacevole a me1 sia di levarsi mentalmente e actualmente da ogni cosa del mondo1 chi non si sente di giognere ad questa perfeczione1 ch la fragilit sua non el patisse1 pu stare in questo stato comune1 ogniuno secondo lo stato suo4 ,e questo ha ordinato la mia bont acci che veruno abbi scusa di peccato in qualunque stato si sia4 ,e veramente non hanno scusa1 per che ,io so' consceso alle passioni e debilezze loro per sifacto modo che1 volendo stare nel mondo1 possono e possedere le ricchezze e tenere stato di signoria e stare allo stato del matrimonio e notricare ed affadigarsi per li figliuoli4 ,e qualunque stato si vuole essere1 possono tenere1 purch in verit essi taglino el veleno della propria sensualit1 la quale d morte etternale4 ,e drictamente ella uno veleno che1 come el veleno d pena nel corpo1 e ne l'ultimo ne muore se gi egli non s'argomenta di bomitarlo e di pigliare alcuna medicina1 cos questo scarpione del dilecto del mondo3 non le cose temporali in loro1 che gi t'ho decto che elle sonno buone e facte da me che so' somma bont1 e per le pu usare come gli piace con sancto amore e vero timore2 ma dico del veleno della perversa volont de l'uomo4 ,dico che ella avelena l'anima e dlle la morte se esso non el vomita per la confessione sancta1 traendone il cuore e l'affecto4 ,la quale una medicina che 'l guarisce di questo veleno1 poniamo che paia amara a la propria sensualit4 ,vedi dunque quanto sonno ingannati6 ch possono possedere e avere me1 e possono fuggire la tristizia e avere letizia e consolazione1 ed essi vogliono pure male1 socto colore di bene1 e dnnosi a pigliare l'oro con disordinato amore4 ,ma perch essi sonno aciecati con molta infedelit1 non cognoscono el veleno2 veggonsi avelenati e non pigliano el rimedio4 ,costoro portano la croce del dimonio1 gustando l'arra de l'inferno4 ,,capitolo ,,xlviii ,come li mondani con ci che posseggono non si possono saziare2 e de la pena che d loro la perversa volont pur in questa vita4 --,io s ti dixi di sopra che solo la volont dava pena a l'uomo4 ,e perch i servi miei sonno privati della loro e vestiti della mia1 non sentono pena affliggitiva1 ma sonno saziati sentendo me per grazia ne l'anime loro4 ,non avendo me1 non possono essere saziati1 se essi possedessero tucto quanto el mondo2 perch le cose create sonno minori che l'uomo1 per che elle sonno facte per l'uomo e non l'uomo per loro3 e per non pu essere saziato da loro4 ,solo ,io el posso saziare4 ,e per questi miserabili1 posti in tanta ciechit1 sempre s'affannano e mai non si saziano1 e desiderano quel che non possono avere1 perch non l'adimandano a me che li posso saziare4 ,vuogli ti dica come essi stanno in pene8 ,tu sai che l'amore sempre d pena1 perdendo quella cosa con cui essi si son conformati4 ,costoro hanno facta conformit per amore nella terra in diversi modi1 e per terra sonno diventati4 ,chi fa conformit con la ricchezza1 chi nello stato1 chi ne' figliuoli1 chi perde me per servire a le creature1 chi fa del corpo suo uno animale bruto con molta immondizia4 ,e cos per diversi stati appetiscono e pasconsi di terra4 ,vorrebbero che fussero stabili1 ed essi non sonno2 anco passano come il vento1 per che o essi vengono meno a loro col mezzo della morte1 overo che di quello che essi amano ne sono privati per mia dispensazione4 ,essendone privati1 sostengono pena intollerabile2 e tanto la perdono con dolore quanto l'hanno posseduta con disordinato amore4 ,avesserle tenute come cosa prestata e non come cosa loro1 lassavanle senza pena4 ,hanno pena perch non hanno quel che desiderano1 per che1 come ,io ti dixi1 el mondo non gli pu saziare4 ,non essendo saziati1 hanno pena4 ,quante sonno le pene dello stimolo della coscienzia6 quante sonno le pene di colui che appetisce vendecta6 ,continuamente si rode e prima ha morto s1 cio l'anima sua1 che egli ucida el nemico suo2 el primo morto egli1 uccidendo s col coltello de l'odio4 ,quanta pena sostiene l'avaro1 che per avarizia strema la sua necessit6 quanto tormento ha lo invidioso1 che sempre nel suo cuore si rode1 e non gli lassa pigliare dilecto del bene del proximo suo6 ,di tucte quante le cose1 che esso ama sensitivamente1 ne trae pena con molti disordinati timori2 hanno presa la croce del dimonio1 gustando l'arra de l'inferno in questa vita1 ne vivono infermi con molti diversi modi se essi non si corregono1 e ricevonne poi morte etternale4 ,or costoro sonno quegli che sonno offesi dalle spine delle molte tribolazioni1 crociandosi loro medesimi con la propria disordinata volont4 ,costoro hanno croce di cuore e di corpo2 cio che con pena e tormento passa l'anima e'l corpo senza alcuno merito1 perch non portano le fadighe con pazienzia1 anco con impazienzia1 perch hanno posseduto e acquistato l'oro e le delizie del mondo con disordinato amore2 privati della vita della grazia e de l'affecto della carit4 ,facti sonno arbori di morte1 e per tucte le loro operazioni sonno morte1 e con pena vanno per lo fiume annegandosi1 e giongono a l'acqua morta1 passando con odio per la porta del dimonio1 e ricevono l'etterna dannazione4 ,ora hai veduto come essi s'ingannano e con quanta pena essi vanno a l'inferno1 facendosi martiri del dimonio2 e quale quella cosa che gli acieca1 cio la nuvila de l'amore proprio1 posta sopra la pupilla del lume della fede4 ,e veduto hai come le tribulazioni del mondo1 da qualunque lato elle vengono1 offendono e' servi miei corporalmente1 cio che sonno perseguitati dal mondo1 ma non mentalmente1 perch sonno conformati con la mia volont3 per sonno contenti di sostenere pena per me4 ,ma e' servi del mondo sonno percossi dentro e di fuore3 e singularmente dentro1 dal timore che essi hanno di non prdare quello che possegono1 e da l'amore1 desiderando quel che non possono avere4 ,tucte l'altre fadighe1 che seguitano doppo queste due che sonno le principali1 la lingua tua non sarebbe sufficiente a narrarle4 ,vedi dunque che in questa vita medesima hanno migliore partito e' giusti ch'e' peccatori4 ,ora hai veduto a pieno el loro andare e il termine loro4 ,,capitolo ,,xlix ,come el timore servile non sufficiente a dare vita eterna2 e come exercitando questo timore si viene ad amore de le virt4 --,ora ti dico che alquanti sonno che1 sentendosi speronare dalle tribulazioni del mondo 7le quali ,io do acci che l'anima cognosca che 'l suo fine non questa vita e che queste cose sonno imperfecte e transitorie1 e desideri me che so' suo fine1 e cos le debba pigliare71 questi cominciano a levarsi la nuvila con la propria pena che essi sentono1 e con quella che veggono che lo' debba seguitare doppo la colpa4 ,con questo timore servile cominciano a escire del fiume1 bomicando el veleno el quale l'era stato gictato dallo scarpione in figura d'oro1 e preso l'avevano senza modo e non con modo1 e per ricevettero el veleno da lui4 ,cognoscendolo1 el cominciano a levare e dirizzarsi verso la riva per actaccarsi al ponte4 ,ma non sufficiente d'andare solo col timore servile2 per che spazzare la casa del peccato mortale1 senza empirla di virt fondate in amore e non pure in timore1 non sufficiente a dare vita etterna1 se esso non pone amenduni e' piei nel primo scalone del ponte1 cio l'affecto e il desiderio1 e' quali sonno e' piei che portano l'anima ne l'affecto della mia verit1 della quale ,io v'ho facto ponte4 ,questo il primo scalone del quale ,io ti dissi che vi conveniva salire1 dicendoti come ,egli aveva facta scala del corpo suo4 ,bene vero che questo quasi uno levare generale che comunemente fanno e' servi del mondo1 levandosi prima per timore della pena4 ,e perch le tribolazioni del mondo alcuna volta lo' fa venire a tedio loro medesimi1 per lo' comincia a dispiacere4 ,se essi exercitano questo timore col lume della fede1 passaranno a l'amore delle virt4 ,ma alquanti sonno che vanno con tanta tepidezza che spesse volte vi ritornano dentro1 per che poi che sonno gionti a la riva1 giognendo e' venti contrari1 sonno percossi da l'onde del mare tempestoso di questa tenebrosa vita4 ,se giogne il vento della prosperit1 non essendo salito1 per sua negligenzia1 el primo scalone 7cio con l'affecto suo e con l'amore della virt71 egli vlle il capo indietro a le delizie con disordinato dilecto4 ,e se viene il vento d'aversit1 si vlle per impazienzia1 perch non ha odiata la colpa sua per l'offesa che ha facta a me1 ma per timore della propria pena la quale se ne vede seguitare1 col quale timore s'era levato dal vomito3 perch ogni cosa di virt vuole perseveranzia2 e non perseverando1 non viene in effecto del suo desiderio1 cio di giognere al fine per lo quale egli cominci1 al quale1 non perseverando1 non giogne mai4 ,e per bisogno la perseveranzia a volere compire il suo desiderio4 ,hocti decto che costoro si vllono secondo e' diversi movimenti che lor vengono3 o in loro medesimi1 impugnando la loro propria sensualit contra lo spirito2 o dalle creature1 vollendosi a loro o con disordinato amore fuore di me1 o per impazienzia per ingiuria che ricevono da loro2 o da le dimonia1 con molte e diverse bactaglie4 ,alcuna volta con lo spregiare per farlo venire a confusione1 dicendo3--,questo bene che tu hai cominciato non ti vale per li peccati e difecti tuoi4--,e questo fa per farlo tornare indietro e farli lassare quello poco de l'exercizio che egli ha preso4 ,alcuna volta col dilecto1 cio con la speranza che egli piglia della misericordia mia1 dicendo3--,a che ti vuogli affadigare8 ,gdeti questa vita1 e nella extremit della vita1 cognoscendo te1 riceverai misericordia4--,e per questo modo el dimonio lo' fa perdere il timore col quale avevano cominciato4 ,per tucte queste e molte altre cose vllono el capo indietro e non sonno constanti n perseveranti4 ,e tucto l'adiviene perch la radice de l'amore proprio non punto divelta in loro1 e per non sonno perseveranti2 ma ricevono con grande presumpzione la misericordia con la speranza1 la quale pigliano ma non come la debbono pigliare1 ma ignorantemente2 e come presumptuosi sperano nella misericordia mia1 la quale continuamente offesa da loro4 ,non ho data n do la misericordia perch essi offendano con essa1 ma perch con essa si difendano dalla malizia del dimonio e disordinata confusione della mente4 ,ma essi fanno tucto el contrario1 ch col braccio della misericordia offendono2 e questo l'adiviene perch non hanno exercitata la prima mutazione che essi fecero levandosi1 con timore della pena e impugnati dalla spina delle molte tribulazioni1 dalla miseria del peccato mortale4 ,unde1 non mutandosi1 non giongono a l'amore delle virt2 e per non hanno perseverato4 ,l'anima non pu fare che non si muti2 unde1 se ella non va innanzi1 si torna indietro4 ,s che questi cotali1 non andando innanzi con la virt 7levandosi da la imperfeczione del timore e giognendo a l'amore71 bisogno che tornino adietro4 ,,capitolo ,l ,come questa anima venne in grande amaritudine per la cechit di quelli che s'annegavano gi per lo fiume4 ,alora quella anima ansietata di desiderio1 considerando la sua e l'altrui imperfeczione1 adolorata d'udire e vedere tanta ciechit delle creature1 e avendo veduto che tanta era la bont di ,dio che neuna cosa aveva posta in questa vita che fusse impedimento1 in qualunque stato si fusse1 a la sua salute1 ma tucte ad exercitamento e a provazione della virt1 e nondimeno1 con tucto questo1 per lo proprio amore e disordinato affecto1 n'andavano gi per lo fiume non correggendosi1 vedevali giognere a l'etterna dannazione4 ,e molti di quelli che v'erano1 che cominciavano1 tornavano a dietro per la cagione che udita aveva da la dolce bont di ,dio1 che aveva degnato di manifestare se medesimo a lei4 ,e per questo stava in amaritudine4 ,e fermando essa l'occhio de l'intellecto nel ,padre etterno1 diceva3--,o amore inextimabile1 grande l'inganno delle tue creature6 ,vorrei che1 quando piacesse a la tua bont1 tu pi distinctamente mi spianassi e' tre scaloni figurati nel corpo de l'unigenito tuo ,figliuolo2 e che modo essi debbono tenere per escire al tucto del pelago e tenere la via della ,verit tua1 e chi sonno coloro che salgono la scala4 ,,capitolo ,,li ,come i tre scaloni figurati nel ponte gi decto1 cio nel ,figliuolo di ,dio1 significano le tre potenzie dell'anima4 ,alora1 raguardando la divina bont con l'occhio della sua misericordia el desiderio e la fame di quella anima1 diceva3--,dilectissima figliuola mia1 ,io non so' spregiatore del desiderio1 anco so' adempitore de' sancti desidri4 ,e per ,io ti voglio dichiarare e mostrare di quel che tu mi dimandi4 ,tu mi dimandi ch',io ti spiani la figura de' tre scaloni e che ,io ti dica che modo hanno a tenere a potere escire del fiume e salire il ponte4 ,e poniamo che di sopra1 contiandoti lo 'nganno e ciechit de l'uomo e come in questa vita gustano l'arra de l'inferno1 s come martiri del dimonio1 e ricevono l'etterna dannazione 7de' quali ,io ti contiai el fructo loro che essi ricevono delle loro male operazioni72 e narrandoti queste cose1 ti mostrai e' modi che dovevano tenere3 nondimeno ora pi a pieno tel dichiarar1 satisfacendo al tuo desiderio4 ,tu sai che ogni male fondato ne l'amore proprio di s1 el quale amore una nuvila che tolle el lume della ragione2 la quale ragione tiene in s el lume della fede1 e non si perde l'uno che non si perda l'altro4 ,l'anima creai ,io a la imagine e similitudine mia1 dandole la memoria1 lo 'ntellecto e la volont4 ,l'intellecto la pi nobile parte de l'anima3 esso intellecto mosso da l'affecto1 e l'intellecto notrica l'affecto4 ,e la mano de l'amore1 cio l'affecto1 empie la memoria del ricordamento di me e de' benefizi che ha ricevuti4 ,el quale ricordamento el fa sollicito e non negligente2 fallo grato e none scognoscente4 ,s che l'una potenzia porge a l'altra1 e cos si notrica l'anima nella vita della grazia4 ,l'anima non pu vivere senza amore1 ma sempre vuole amare alcuna cosa1 perch ella facta d'amore1 per che per amore la creai4 ,e per ti dixi che l'affecto moveva lo 'ntellecto1 quasi dicendo3--,io voglio amare1 per che 'l cibo di che io mi notrico si l'amore4--,alora lo 'ntellecto1 sentendosi svegliare da l'affecto1 si leva1 quasi dica3--,se tu vuoli amare1 io ti dar bene quello che tu possa amare4--,e subbito si leva1 speculando la dignit de l'anima1 e la indegnit nella quale venuta per la colpa sua4 ,nella dignit de l'essere gusta la inextimabile mia bont e carit increata con la quale ,io la creai1 e in vedere la sua miseria truova e gusta la misericordia mia1 che per misericordia l'ho prestato el tempo e tracta della tenebre4 ,alora l'affecto si notrica in amore1 aprendo la bocca del sancto desiderio1 con la quale mangia odio e dispiacimento della propria sensualit1 unta di vera umilit1 con perfecta pazienzia1 la quale trasse de l'odio sancto4 ,concepute le virt elle si parturiscono perfectamente e imperfectamente1 secondo che l'anima exercita la perfeczione in s1 s come di socto ti dir4 ,cos per lo contrario1 se l'affecto sensitivo si muove a volere amare cose sensitive1 l'occhio de l'intellecto a quello si muove1 e ponsi per obiecto solo cose transitorie1 con amore proprio1 con dispiacimento della virt e amore del vizio2 unde traie superbia e impazienzia4 ,la memoria non s'empie d'altro che di quello che le porge l'affecto4 ,questo amore ha abbaccinato l'occhio1 che non discerne n vede se non cotali chiarori4 ,questo il chiarore suo3 che lo 'ntellecto ogni cosa vede e l'affecto ama con alcuna chiarezza di bene e di dilecto2 e se questo chiarore non avesse1 non offendarebbe1 perch l'uomo di sua natura non pu desiderare altro che bene4 ,s che il vizio colorato col colore del proprio bene1 e per offende l'anima4 ,ma perch l'occhio non discerne per la ciechit sua1 non cognosce la verit2 e per erra cercando el bene e i dilecti col dove non sonno4 ,gi t'ho detto ch'e' dilecti del mondo senza me sonno tucti spine piene di veleno2 s che ingannato l'intellecto nel suo vedere e la volont ne l'amare 7amando quel che non die7 e la memoria nel ritenere4 ,lo 'ntellecto fa come il ladro che imbola l'altrui2 e cos la memoria ritiene il ricordamento continuo di quelle cose che sonno fuore di me3 e per questo modo l'anima si priva della grazia4 ,tanta l'unit di queste tre potenzie de l'anima1 che ,io non posso essere offeso da l'una che tucte non m'offendano4 ,perch l'una porge a l'altra1 s com',io t'ho decto1 el bene e 'l male1 secondo che piace al libero arbitrio4 ,questo libero arbitrio legato con l'affecto1 e per el muove secondo che gli piace1 o con lume di ragione o senza ragione4 ,voi avete la ragione legata in me1 col dove el libero arbitrio con disordinato amore non vi tagli2 e avete la legge perversa1 che sempre impugna contra lo spirito4 ,avete dunque due parti in voi1 cio la sensualit e la ragione4 ,la sensualit serva1 e per posta perch ella serva a l'anima1 cio che con lo strumento del corpo proviate ed exercitiate le virt4 ,l'anima libera 7liberata da la colpa nel sangue del mio ,figliuolo71 e non pu essere signoreggiata se ella non vuole consentire con la volont1 la quale legata col libero arbitrio2 e esso libero arbitrio si fa una cosa con la volont1 acordandosi con lei4 ,egli legato in mezzo fra la sensualit e la ragione2 e a qualunque egli si vuole vollere1 si pu4 vero che1 quando l'anima si reca a congregare con la mano del libero arbitrio le potenzie sue nel nome mio1 s come decto t'ho1 alora sonno congregate tucte l'operazioni che fa la creatura1 temporali e spirituali4 ,e il libero arbitrio alora si scioglie da la propria sensualit e legasi con la ragione4 ,io alora1 per grazia1 mi riposo nel mezzo di loro4 ,e questo quello che dixe la mia ,verit1 ,verbo incarnato1 dicendo3 ,quando saranno due o tre o pi congregati nel nome mio1 ,io sar nel mezzo di loro4 ,e cos la verit4 ,e gi ti dixi che neuno poteva venire a me se non per lui1 e per n'avevo facto ponte con tre scaloni2 e' quali tre scaloni figurano tre stati de l'anima1 s come di socto ti narrar4 ,,capitolo ,,lii ,come1 se le predecte tre potenzie dell'anima non sono unite insieme1 non si pu avere perseveranzia1 senza la quale neuno giogne al termine suo4 --,hotti spianata la figura de' tre scaloni in generale per le tre potenzie de l'anima1 le quali sonno tre scale1 e non si pu salire l'una senza l'altra1 a volere passare per la doctrina e ponte della mia ,verit4 ,n non pu l'anima1 se non ha unite queste tre potenzie insieme1 avere perseveranzia4 ,della quale perseveranzia ,io ti dixi di sopra1 quando tu mi dimandasti del modo che dovessero tenere questi andatori a escire del fiume e che ,io ti spianasse meglio e' tre scaloni2 e ,io ti dixi che senza la perseveranzia neuno poteva giognere al termine suo4 ,due termini sonno1 e ogniuno richiede perseveranzia3 cio il vizio e la virt4 ,se tu vuoli giognere a vita1 ti conviene perseverare nella virt2 e chi vuole giognere a morte etternale persevera nel vizio4 ,s che con perseveranzia si viene a me che so' vita1 e al dimonio a gustare l'acqua morta4 ,,capitolo ,,liii ,exposizione sopra quella parola che dixe ,cristo3 ,chi ha sete venga ad me e beia4 --,voi ste tucti invitati generalmente e particularmente da la mia ,verit1 quando gridava nel ,tempio per ansietato desiderio dicendo3 ,chi ha sete venga a me e beia1 per che ,io so' fonte d'acqua viva4 ,non dixe3 ,vada al ,padre e beia2 ma dixe3 ,venga a me4 ,perch8 per che in me1 ,padre1 non pu cadere pena2 ma s nel mio ,figliuolo4 ,e voi1 mentre che ste peregrini e viandanti in questa vita mortale1 non potete andare senza pena1 perch per lo peccato la terra germin spine1 s come decto 4 ,e perch dixe3 ,venga a me e beia8 ,perch1 seguitando la doctrina sua1 o per la via de' comandamenti co' consigli mentali1 o de' comandamenti co' consigli actuali 7cio d'andare o per la carit perfecta1 o per la carit comune1 s come di sopra ti dixi71 per qualunque modo che voi passiate per andare a lui1 cio seguitando la sua doctrina1 voi trovate che bere1 trovando e gustando el fructo del ,sangue per l'unione della natura divina unita nella natura umana4 ,e trovandovi in lui1 vi trovate in me1 che so' mare pacifico2 perch so' una cosa con lui1 e egli una cosa con meco4 ,s che voi ste invitati a la fonte de l'acqua viva della grazia4 ,convienvi tenere per lui1 che v' facto ponte1 con perseveranzia4 ,s che neuna spina n vento contrario n prosperit n adversit n altra pena1 che poteste sostenere1 vi debba fare vllere il capo a dietro2 ma dovete perseverare infino che troviate me1 che vi do acqua viva1 che ve la do per mezzo di questo dolce e amoroso ,verbo unigenito mio ,figliuolo4 ,ma perch dixe3 ,io so' fonte d'acqua viva8 ,per che egli fu la fonte la quale conteneva me1 che do acqua viva1 unendosi la natura divina con la natura umana4 ,perch dixe3 ,venga a me e beia8 ,per che non potete passare senza pena1 e in me non cadde pena1 ma s in lui2 e per che di lui ,io vi feci ponte1 neuno pu venire a me se non per lui4 ,e cos dixe egli3 ,neuno pu andare al ,padre se non per me4 ,cos disse verit la mia ,verit4 ,ora hai veduto che via elli vi conviene tenere e che modo3 cio con perseveranzia4 ,e altrimenti non bereste1 per che ella quella virt che riceve gloria e corona di victoria in me1 ,vita durabile4 ,,capitolo ,,liv ,che modo debba tenere generalmente ogni creatura razionale per potere escire del pelago del mondo e andare per lo predecto sancto ponte4 --,ora ti ritorno a' tre scaloni per li quali vi conviene andare a volere uscire del fiume e non annegare1 e giognere a l'acqua viva a la quale ste invitati1 e a volere che ,io sia in mezzo di voi4 ,per che alora1 ne l'andare vostro1 ,io so' nel mezzo1 che per grazia mi riposo ne l'anime vostre4 ,convienvi dunque1 a volere andare1 avere sete2 per che solo coloro che hanno sete sonno invitati1 dicendo3 ,chi ha sete venga a me1 e beia4 ,chi non ha sete non persevera ne l'andare3 per che o egli si rist per fadiga1 o egli si rist per dilecto1 n non si cura di portare el vaso con che egli possa actgnare4 ,n non si cura d'avere la compagnia2 e solo non pu andare4 ,e per vlle il capo indietro quando vede giognere alcuna puntura di persecuzioni1 perch se n' facto nemico4 ,teme1 perch egli solo2 ma1 se egli fusse acompagnato1 non temarebbe4 ,se avesse saliti e' tre scaloni1 sarebbe sicuro1 perch non sarebbe solo4 ,convienvi dunque avere sete e congregarvi insieme1 s come dixe3 o due o tre o pi4 ,perch dixe o due o tre8 perch non sono due senza tre1 n tre senza due1 n tre n due senza pi4 ,uno schiuso che ,io sia in mezzo di lui1 perch non ha seco compagno s che ,io possa stare in mezzo1 e non cavelle2 per che colui1 che sta ne l'amore proprio di s1 solo perch separato dalla grazia mia e dalla carit del proximo suo4 ,ed essendo privato di me per la colpa sua1 torna a non cavelle1 perch solo ,io so' ,colui che so'4 ,s che colui che uno1 cio sta solo ne l'amore proprio di s1 non contiato da la mia ,verit n accepto a me4 ,dice dunque3 ,se saranno due o tre o pi congregati nel nome mio1 ,io sar nel mezzo di loro4 ,dxiti che due non erano senza tre1 n tre senza due2 e cos 4 ,tu sai che i comandamenti della ,legge stanno solamente in due1 e senza questi due neuno se ne observa3 cio d'amare me sopra ogni cosa1 e il proximo come te medesima4 ,questo il principio e mezzo e fine de' comandamenti della ,legge4 ,questi due non possono essere congregati nel nome mio senza tre1 cio senza la congregazione delle tre potenzie de l'anima1 cio la memoria1 lo 'ntellecto e la volont2 s che la memoria ritenga i benefizi miei1 e la mia bont in s2 e l'intellecto raguardi ne l'amore ineffabile1 il quale ,io ho mostrato a voi col mezzo de l'unigenito mio ,figliuolo1 el quale ho posto per obiecto a l'occhio de l'intellecto vostro1 acci che in lui raguardi el fuoco della mia carit2 e la volont alora sia congregata in loro1 amando e desiderando me1 che so' suo fine4 ,come queste tre virt e potenzie de l'anima sonno congregate1 ,io so' nel mezzo di loro per grazia4 ,e perch alora l'uomo si truova pieno della carit mia e del proximo suo1 subbito si truova la compagnia delle molte e reali virt4 ,alora l'apetito de l'anima si dispone ad avere sete4 ,sete1 dico1 della virt1 de l'onore di me e salute de l'anime2 e ogni altra sete spenta e morta in loro2 e va sicuramente senza alcuno timore servile1 salito lo scalone primo de l'affecto4 ,perch l'affecto1 spogliatosi del proprio amore1 saglie sopra di s e sopra le cose transitorie1 amandole e tenendole1 se egli le vuole tenere1 per me e non senza me1 cio con sancto e vero timore1 e amore della virt4 ,alora si truova salito el secondo scalone1 cio al lume de l'intellecto1 el quale si specula ne l'amore cordiale di me1 in ,cristo crocifixo in cui1 come mezzo1 ,io ve l'ho mostrato4 ,alora truova la pace e la quiete1 perch la memoria s' impta e non vtia della mia carit4 ,tu sai che la cosa vtia toccandola bussa1 ma quando ella piena non fa cos4 ,cos1 quando piena la memoria col lume de l'intellecto1 e con l'affecto pieno d'amore1 muovelo con tribulazioni o con delizie del mondo1 egli non bussa con disordinata allegrezza2 e non bussa per impazienzia1 perch egli pieno di me che so' ogni bene4 ,poi che salito1 egli si truova congregato2 ch1 possedendo la ragione e' tre scaloni delle tre potenzie de l'anima1 come decto t'ho1 l'ha congregate nel nome mio4 ,congregati e' due1 cio l'amore di me e del proximo1 e congregata la memoria a ritenere e lo 'ntellecto a vedere e la volont ad amare1 l'anima si truova acompagnata di me che so' sua fortezza e sua securt4 ,truova la compagnia delle virt2 e cos va e sta secura1 perch so' nel mezzo di loro4 ,alora si muove con ansietato desiderio1 avendo sete di seguitare la via della ,verit1 per la quale via truova la fonte de l'acqua viva4 ,per la sete che egli ha de l'onore di me e salute di s e del proximo1 ha desiderio della via1 per che senza la via non si potrebe giognere4 ,alora va e porta el vaso del cuore vtio d'ogni affecto e d'ogni amore disordinato del mondo4 ,e subito che egli vtio1 s'empie1 perch neuna cosa pu stare vtia2 unde1 se ella non piena di cosa materiale1 ed ella s'empie d'aria4 ,cos el cuore uno vasello che non pu stare vtio2 ma1 subito che n'ha tracte le cose transitorie per disordinato amore1 pieno d'aria1 cio di celestiale e dolce amore divino1 col quale giogne a l'acqua della grazia3 unde gionto che 1 passa per la porta di ,cristo crocifixo e gusta l'acqua viva1 trovandosi in me che so' mare pacifico4 ,,capitolo ,,lv ,repetizione in somma d'alcune cose gi decte4 --,ora t'ho mostrato che modo ha a tenere generalmente ogni creatura che ha in s ragione1 per potere escire del pelago del mondo e per non annegare e giognere a l'etterna dannazione4 ,anco t'ho mostrato e' tre scaloni generali1 ci sonno le tre potenzie de l'anima1 e che neuno ne pu salire uno che non li salga tucti4 ,e hotti decto sopra quella parola che disse la mia ,verit3 ,quando saranno due o tre o pi congregati nel nome mio1 come questa la congregazione di questi tre scaloni1 cio delle tre potenzie de l'anima4 ,le quali tre potenzie acordate hanno seco e' due principali comandamenti della ,legge3 cio la carit mia e del proximo tuo1 cio d'amare me sopra ogni cosa1 e 'l proximo come te medesima4 ,alora1 salita la scala1 cio congregate nel nome mio1 come decto t'ho1 subito ha sete de l'acqua viva4 ,e allora si muove e passa su per lo ponte1 seguitando la doctrina della mia ,verit1 che esso ponte4 ,alora voi corrite doppo la voce sua che vi chiama1 s come di sopra ti dixi2 che1 gridando1 nel tempio v'invitava1 dicendo3 ,chi ha sete venga a me e beia1 che so' fonte d'acqua viva4 ,hotti spianato quel che egli voleva dire e come si debba intendere1 acci che tu meglio abbi cognosciuta l'abondanzia della mia carit1 e la confusione di coloro che a dilecto pare che corrano per la via del dimonio che gl'invita a l'acqua morta4 ,ora hai veduto e udito di quello che mi dimandavi1 cio del modo che si debba tenere per non annegare4 ,e hotti decto che 'l modo questo3 cio di salire per lo ponte4 ,nel quale salire sonno congregati e uniti insieme1 stando nella dileczione del proximo1 portando el cuore e l'affecto suo come vasello a me1 che do bere a chi me l'adimanda1 e tenendo per la via di ,cristo crocifixo con perseveranzia infino a la morte4 ,questo quel modo che tucti dovete tenere in qualunque stato l'uomo si sia1 per che neuno stato lo scusa che egli nol possa fare e che non il debba fare2 anco el pu fare e debbalo fare1 ed nne obligata ogni creatura che ha in s ragione4 ,e neuno si pu ritrare1 dicendo3--,io ho lo stato1 ho' figliuoli1 ho altri impacci del mondo2 e per questo mi ritrago ch'io non sguito questa via4--,o per malagevolezza che vi truovino1 non il possono dire2 per che gi ti dixi che ogni stato era piacevole e accepto a me1 purch fusse tenuto con buona e sancta volont4 ,perch ogni cosa buona e perfecta e facta da me1 che so' somma bont3 non sonno create n date da me perch con esse pigliate la morte1 ma perch n'abbiate vita4 ,agevole cosa 1 per che neuna cosa di tanta agevolezza e di tanto dilecto quanto l'amore4 ,e quello che ,io vi richiego non altro che amore e dileczione di me e del proximo4 ,questo si pu fare in ogni tempo1 in ogni luogo e in ogni stato che l'uomo 1 amando e tenendo ogni cosa ad laude e gloria del nome mio4 ,sai che ,io ti dixi che per lo inganno loro1 non andando eglino col lume ma vestendosi de l'amore proprio di loro1 amando e possedendo le creature e le cose create fuore di me1 passano costoro questa vita crociati1 essendo facti incomportabili a loro medesimi4 ,e se essi non si levano per lo modo che decto 1 giongono a l'ecterna dannazione4 ,ora t'ho decto che modo debba tenere ogni uomo generalmente4 ,,capitolo ,,lvi ,come ,dio1 volendo mostrare a questa devota anima che i tre scaloni del sancto ponte sono significati in particulare per li tre stati dell'anima1 dice che ella levi s sopra di s a raguardare questa verit4 --,perch di sopra ti dixi come debbono andare e vanno coloro che sonno nella carit comune1 ci sonno quegli che observano i comandamenti e i consigli mentalmente2 ora ti voglio dire di coloro che hanno cominciato a salire la scala e cominciano a volere andare per la via perfecta1 cio d'observare i comandamenti e i consigli actualmente in tre stati1 e' quali ti mostrarr1 spianandoti ora in particulare i tre gradi e stati de l'anima e tre scaloni1 e' quali ti posi in generale per le tre potenzie de l'anima4 ,de' quali l'uno imperfecto1 l'altro pi perfecto1 l'altro perfectissimo4 ,l'uno m' servo mercennaio1 l'altro m' servo fedele1 l'altro m' figliuolo1 cio che ama me senza alcuno rispecto4 ,questi sonno tre stati che possono essere e sonno in molte creature1 e sonno in una creatura medesima4 ,in una creatura sonno e possono essere quando con perfecta sollicitudine corre per la via predecta exercitando il tempo suo1 che da lo stato servile giogne al liberale1 e dal liberale al filiale4 ,leva te sopra di te e apre l'occhio de l'intellecto tuo1 e mira questi perregrini viandanti come passano4 ,alcuni imperfectamente1 e alcuni perfectamente per la via de' comandamenti1 e alquanti perfectissimamente tenendo ed exercitando la via de' consigli4 ,vedrai unde viene la imperfeczione e unde viene la perfeczione1 e quanto l'inganno che l'anima riceve in se medesima perch la radice de l'amore proprio non dibarbicata4 ,in ogni stato che l'uomo 1 gli bisogno d'ucidere questo amore proprio in s4 ,,capitolo ,,lvii ,come questa devota anima1 raguardando nel divino specchio1 vedeva le creature andare in diversi modi4 ,alora quella anima1 ansietata d'affocato desiderio1 specolandosi nello specchio dolce divino1 vedeva le creature tenere in diversi modi e con diversi rispecti per giognere al fine loro4 ,molti vedeva che cominciavano a salire sentendosi impugnati dal timore servile1 cio temendo la propria pena4 ,e molti1 exercitando el primo chiamare1 giognevano al secondo2 ma pochi si vedevano giognere a la grandissima perfeczione4 ,,capitolo ,,lviii ,come el timore servile1 senza l'amore de le virt1 non sufficiente a dare vita eterna4 ,e come la legge del timore e quella dell'amore sono unite insieme4 ,alora la bont di ,dio1 volendo satisfare al desiderio de l'anima1 diceva3--,vedi tu3 costoro si sonno levati con timore servile dal bmico del peccato mortale2 ma se essi non si levano con amore della virt1 non sufficiente il timore servile a dar lo' vita durabile4 ,ma l'amore col sancto timore sufficiente1 perch la legge fondata in amore con timore sancto4 ,la legge del timore era la legge vecchia che fu data da me a ,mois4 ,la quale era fondata solamente in timore1 perch1 commessa la colpa1 pativano la pena4 ,la legge de l'amore la legge nuova1 data dal ,verbo de l'unigenito mio ,figliuolo3 la quale fondata in amore4 ,e per la legge nuova non si ruppe per la vecchia3 anco s'adempi4 ,e cos dixe la mia ,verit3 ,io non venni a dissolvere la legge1 ma adempirla4 ,e un la legge del timore con quella de l'amore4 ,fulle tolto per l'amore la imperfeczione del timore della pena1 e rimase la perfeczione del timore sancto1 cio temere solo di non offendere1 non per danno proprio1 ma per non offendere me che so' somma bont4 ,s che la legge imperfecta fu facta perfecta con la legge de l'amore4 ,poi che venne il carro del fuoco de l'unigenito mio ,figliuolo1 el quale rec el fuoco della mia carit ne l'umanit vostra1 con l'abondanzia della misericordia1 fu tolta via la pena delle colpe che si commectono3 cio di non punirle in questa vita di subbito che offende1 s come anticamente era dato e ordinato nella legge di ,mois di dare la pena subbito che la colpa era commessa4 ,ora non cos3 non bisogna dunque timore servile4 ,e non per che la colpa non sia punita1 ma servata a punire 7se la persona non la punisce con perfecta contrizione7 ne l'altra vita1 separata l'anima dal corpo4 ,mentre che vive egli1 gli tempo di misericordia2 ma1 morto1 gli sar tempo di giustizia4 ,debbasi dunque levare dal timore servile e giognere a l'amore e sancto timore di me4 ,altro rimedio non ci sarebbe che elli non ricadesse nel fiume1 giognendoli l'onde delle tribolazioni e le spine delle consolazioni4 ,le quali sonno tucte spine che pongono l'anima che disordinatamente l'ama e possiede4 ,,capitolo ,,lix ,come1 exercitandosi nel timore servile1 el quale stato d'inperfeczione 7per lo quale s'intende el primo scalone del sancto ponte71 si viene al secondo1 el quale stato di perfeczione4 --,perch ,io ti dixi che neuno poteva andare per lo ponte n escire del fiume che non salisse i tre scaloni1 e cos la verit3 che salgono chi imperfectamente e chi perfectamente e chi con grande perfeczione4 ,costoro e' quali sonno mossi dal timore servile hanno salito e congregatisi insieme imperfectamente4 ,cio che l'anima1 avendo veduta la pena che sguita doppo la colpa1 saglie e congrega insieme la memoria a trarne el ricordamento del vizio1 lo intellecto a vedere la pena sua che per essa colpa aspecta d'avere2 e per la volont si muove ad odiarla4 ,e poniamo che questa sia la prima salita e la prima congregazione1 conviensi exercitarla col lume de l'intellecto dentro nella pupilla della sanctissima fede1 raguardando non solamente la pena ma el fructo delle virt e l'amore che ,io lo' porto2 acci che salgano con amore co' piei de l'affecto1 spogliati del timore servile4 ,e facendo cos1 diventaranno servi fedeli e non infedeli1 servendomi per amore e non per timore4 ,e se con odio s'ingegnaranno di dibarbicare la radice de l'amore proprio di loro1 se sonno prudenti costanti e perseveranti1 vi giongono4 ,ma molti sonno che pigliano el loro cominciare e salire s lentamente1 e tanto per spizzicone rendono el debito loro a me1 e con tanta negligenzia e ignoranzia1 che subbito vengono meno4 ,ogni piccolo vento gli fa andare a vela e voltare il capo a dietro1 perch imperfectamente hanno salito e preso el primo scalone di ,cristo crocifixo2 e per non giongono al secondo del cuore4 ,,capitolo ,,lx ,de la inperfeczione di quelli che amano e servono ,dio per propria utilit e dilecto e consolazione4 ,alquanti sonno che sonno facti servi fedeli1 cio che fedelmente mi servono1 senza timore servile 7servendo solo per timore della pena71 ma servono con amore4 ,questo amore1 cio di servire per propria utilit o per dilecto o piacere che truovino in me1 imperfecto4 ,sai chi lo' 'l dimostra che l'amore loro imperfecto8 quando sonno privati della consolazione che trovavano in me4 ,e con questo medesimo amore imperfecto amano el proximo loro4 ,e per non basta n dura l'amore3 anco allenta1 e spesse volte viene meno4 ,allenta inverso di me quando alcuna volta ,io1 per exercitargli nella virt e per levarli dalla imperfeczione1 ritrago a me la consolazione della mente e permecto lo' bactaglie e molestie4 ,e questo fo perch vengano ad perfecto cognoscimento di loro1 e conoscano loro non essere1 e neuna grazia avere da loro4 ,e nel tempo delle bactaglie rifuggano a me1 cercandomi e cognoscendomi come loro benefactore1 cercando solo me con vera umilit4 ,e per questo lo' 'l do e ritrago da loro la consolazione1 ma non la grazia4 ,questi cotali alora allentano1 voltandosi con impazienzia di mente4 ,alcuna volta lassano per molti modi e' loro exercizi1 e spesse volte socto colore di virt1 dicendo in loro medesimi3--,questa operazione non ti vale1--sentendosi privati della propria consolazione della mente4 ,questi fa come imperfecto che anco non ha bene levato el panno de l'amore proprio spirituale della pupilla de l'occhio della sanctissima fede4 ,per che1 se egli l'avesse levato in verit1 vedrebbe che ogni cosa procede da me e che una foglia d'arbore non cade senza la mia providenzia2 e che ci che ,io do e permecto1 do per loro sanctificazione1 cio perch abbino el bene e il fine per lo quale ,io vi creai4 ,questo debbono vedere e cognoscere1 che ,io non voglio altro che il loro bene1 nel sangue de l'unigenito mio ,figliuolo1 nel quale sangue sonno lavati dalle iniquit loro4 ,in esso sangue possono cognoscere la mia verit1 che1 per dar lo' vita etterna1 ,io gli creai a la imagine e similitudine mia1 e ricreai a grazia1 col sangue del ,figliuolo proprio1 loro1 figliuoli adoptivi4 ,ma perch essi sonno imperfecti1 servono per propria utilit e allentano l'amore del proximo4 ,e' primi vi vengono meno per timore che hanno di non sostenere pena4 ,costoro1 che sonno e' secondi1 allentano1 privandosi de l'utilit che facevano al proximo1 e ritragono a dietro da la carit loro1 se si vegono privati della propria utilit o d'alcuna consolazione che avessero trovata in loro4 ,e questo l'adiviene perch l'amore loro non era schiecto2 ma1 con quella imperfeczione che amano me 7cio d'amarmi per propria utilit71 di quello amore amano loro4 ,se essi non ricognoscono la loro imperfeczione col desiderio della perfeczione1 impossibile sarebbe che non voltassero el capo indietro4 ,di bisogno l'1 a volere vita etterna1 che essi amino senza rispecto3 non basta fuggire il peccato per timore della pena n abracciare le virt per rispecto della propria utilit1 per che non sufficiente a dare vita etterna2 ma conviensi che si levi del peccato perch esso dispiace a me1 e ami la virt per amore di me4 vero che quasi el primo chiamare generale d'ogni persona questo2 per che prima imperfecta l'anima che perfecta4 ,e da la imperfeczione debba giognere a la perfeczione3 o nella vita mentre che vive1 vivendo in virt col cuore schiecto e liberale d'amare me senza alcuno rispecto2 o nella morte1 riconoscendo la sua imperfeczione con proponimento che1 se egli avesse tempo1 servirebbe me senza rispecto di s4 ,di questo amore imperfecto amava sancto ,pietro el dolce e buono ,ies1 unigenito mio ,figliuolo1 molto dolcemente sentendo la dolcezza della conversazione sua4 ,ma1 venendo el tempo della tribolazione1 venne meno2 tornando a tanto inconveniente che1 non tanto che egli sostenesse pena in s1 ma1 cadendo nel primo timore della pena1 el neg1 dicendo che mai non l'aveva cognosciuto4 ,in molti inconvenienti cade l'anima che ha salita questa scala solo col timore servile e con l'amore mercennaio4 ,debbansi adunque levare ed essere figliuoli1 e servire a me senza rispecto di loro4 ,bench ,io1 che so' remuneratore d'ogni fadiga1 rendo a ciascuno secondo lo stato ed exercizio suo4 ,e se costoro non tassano l'exercizio de l'orazione sancta e de l'altre buone operazioni1 ma con perseveranzia vadano aumentando la virt1 giogneranno a l'amore del figliuolo4 ,e ,io amar loro d'amore filiale1 per che con quello amore che so' amato ,io1 con quello vi rispondo3 cio che1 amando me s come fa el servo el signore1 ,io come signore ti rendo el debito tuo1 secondo che tu hai meritato4 ,ma non manifesto me medesimo a te1 perch le cose secrete si manifestano a l'amico che facto una cosa con l'amico suo4 vero che 'l servo pu crescere per la virt sua e amore che porta al signore1 s che diventar amico carissimo3 cos e adiviene di questi cotali4 ,mentre che stanno nel mercennaio amore1 ,io non manifesto me medesimo a loro2 ma se essi con dispiacimento della loro imperfeczione e amore delle virt1 con odio dibarbicando la radice de l'amore spirituale proprio di se medesimo1 salendo sopra la sedia della coscienzia sua1 tenendosi ragione1 s che non passino e' movimenti1 nel cuore1 del timore servile e de l'amore mercennaio che non sieno correcti col lume della sanctissima fede2 facendo cos1 sar tanto piacevole a me1 che per questo giognaranno a l'amore de l'amico4 ,e cos manifestar me medesimo a loro1 s come dixe la mia ,verit quando disse3 ,chi m'amar sar una cosa con meco e ,io con loro1 e manifestar me medesimo1 e faremo mansione insieme4 ,questa la condiczione del carissimo amico1 che sonno due corpi e una anima per affecto d'amore1 perch l'amore si transforma nella cosa amata4 ,se elli facto una anima1 neuna cosa gli pu essere segreta4 ,e per dixe la mia ,verit3 ,io verr e faremo mansione insieme4 ,e cos la verit4 ,,capitolo ,,lxi ,in che modo ,dio manifesta se medesimo all'anima che l'ama4 --,sai in che modo manifesto me ne l'anima che m'ama in verit1 seguitando la doctrina di questo dolce ed amoroso ,verbo8 ,in molti modi manifesto la virt mia ne l'anima1 secondo el desiderio che ella ha4 ,tre principali manifestazioni ,io fo4 ,la prima che ,io manifesto l'affecto e la carit mia col mezzo del ,verbo del mio ,figliuolo2 el quale affecto e la quale carit si manifesta nel ,sangue sparto con tanto fuoco d'amore4 ,questa carit si manifesta in due modi3 l'uno generale comunemente a la gente comune1 cio a coloro che stanno nella carit comune4 ,manifestasi1 dico1 in loro vedendo e provando la mia carit in molti e diversi benefizi che ricevono da me4 ,l'altro modo particulare a quegli che sonno facti amici1 aggionto alla manifestazione della comune carit che egli gustano e cognoscono e pruovano e sentono per sentimento ne l'anime loro4 ,la seconda manifestazione della carit pure in loro medesimi1 manifestandomi per affecto d'amore4 ,none che ,io sia acceptatore delle creature1 ma del sancto desiderio2 manifestandomi ne l'anima in quella perfeczione che ella mi cerca4 ,alcuna volta mi manifesto 7e questa pure la seconda7 dando lo' spirito di profezia1 mostrando lo' le cose future4 ,e questo in molti e in diversi modi1 secondo el bisogno che ,io vego ne l'anima propria e ne l'altre creature4 ,alcuna volta 7e questa la terza7 formar nella mente loro la presenzia della mia ,verit1 unigenito mio ,figliuolo1 in molti modi1 secondo che l'anima appetisce e vuole4 ,alcuna volta mi cerca ne l'orazione1 volendo cognoscere la potenzia mia2 e ,io le satisfo facendole gustare e sentire la mia virt4 ,alcuna volta mi cerca nella sapienzia del mio ,figliuolo1 e ,io le satisfo ponendolo per obiecto a l'occhio de l'intellecto suo4 ,alcuna volta mi cerca nella clemenzia dello ,spirito sancto2 e alora la mia bont le fa gustare il fuoco della divina carit1 concipendo le vere e reali virt1 fondate nella carit pura del proximo suo4 ,,capitolo ,,lxii ,perch ,cristo non dixe3 ,io manifestar el ,padre mio1 ma dixe3 ,io manifestar me medesimo4 --,adunque vedi che la ,verit mia disse verit1 dicendo3 ,chi m'amar sar una cosa con meco2 per che1 seguitando la doctrina sua1 per affecto d'amore ste uniti in lui4 ,ed essendo uniti in lui1 ste uniti in me1 perch siamo una cosa insieme2 e cos manifesto me medesimo a voi1 perch siamo una medesima cosa4 ,unde1 se la mia ,verit dixe3 ,io manifestar me a voi1 dixe verit2 per che manifestando s manifestava me1 e manifestando me manifestava s4 ,ma perch non disse3 ,io manifestar el ,padre mio a voi8 ,per tre cose singulari4 ,una1 perch egli volse manifestare che ,io non so' separato da lui1 n egli da me2 e per a sancto ,filippo1 quando gli dixe3 ,mostraci el ,padre e basta a noi1 dixe3 ,chi vede me vede il ,padre1 e chi vede el ,padre vede me4 ,questo disse1 per che era una cosa con meco1 e quello che egli aveva l'aveva da me1 e none ,io da lui4 ,e per dixe a' giuderi3 ,la doctrina mia non mia1 ma del ,padre mio che mi mand4 ,perch il ,figliuolo mio procede da me1 e non ,io da lui4 ,ma ben so' una cosa con lui ed egli con meco4 ,per adunque non dixe3 ,io manifestar el ,padre1 ma dixe3 ,io manifestar me1 cio3 per che so' una cosa col ,padre4 ,la seconda fu per che1 manifestando s a voi1 non porgeva altro che quel che aveva avuto da me1 ,padre1 quasi volesse elli dire3 ,el ,padre ha manifestato s a me1 perch',io so' una cosa con lui4 ,e ,io1 me e lui1 per mezzo di me1 manifestar a voi4 ,la terza fu perch ,io1 invisibile1 non posso essere veduto da voi1 visibili1 se non quando sarete separati da' corpi vostri4 ,alora vedrete me1 ,dio1 a faccia a faccia1 e il ,verbo del mio ,figliuolo intellectualmente di qui al tempo della resurreczione generale1 quando l'umanit vostra si conformar e dilectar ne l'umanit del ,verbo1 s come di sopra nel ,tractato della resurreczione ti contiai4 ,s che me1 come ,io so'1 non mi potete vedere4 ,e per velai ,io la divina natura col velame della vostra umanit1 acci che mi poteste vedere4 ,io1 invisibile1 mi feci quasi visibile1 dandovi el ,verbo del mio ,figliuolo1 velato del velame della vostra umanit4 ,egli manifesta me a voi2 e per adunque non disse3 ,io manifestar el ,padre1 ma disse3 ,io manifestar me a voi1 quasi dica3 secondo che m'ha dato el ,padre mio1 manifestar me a voi4 ,s che vedi che in questa manifestazione1 manifestando s1 manifesta me4 ,ed anco hai udito perch egli non disse3 ,io manifestar el ,padre a voi1 cio perch a voi nel corpo mortale non possibile di vedere me1 come decto 1 e perch egli una cosa con meco4 ,,capitolo ,,lxiii ,che modo tiene l'anima per salire lo scalone secondo del sancto ponte1 essendo gi salita el primo4 --,ora hai veduto in quanta excellenzia sta colui che gionto a l'amore de l'amico4 ,questo ha salito el pi de l'affecto ed gionto al secreto del cuore1 cio al secondo de' tre scaloni e' quali sonno figurati nel corpo del mio ,figliuolo4 ,dxiti che significati erano nelle tre potenzie de l'anima1 e ora tel pongo significare e' tre stati de l'anima4 ,ora1 innanzi ch',io ti gionga al terzo1 ti voglio mostrare in che modo gionse ad essere amico 7ed essendo facto amico1 facto figliuolo1 giognendo a l'amore filiale71 e quello che fa essendo facto amico1 e in quello che si vede che egli facto amico4 ,el primo1 cio come egli venuto ad essere amico1 dicotelo4 ,in prima era imperfecto1 essendo nel timore servile3 exercitandosi e perseverando1 venne a l'amore del dilecto e della propria utilit1 trovando dilecto e utilit in me4 ,questa la via1 e per questa passa colui che desidera di giognere a l'amore perfecto1 cio ad amore d'amico e di figliuolo4 ,dico che l'amore filiale perfecto1 per che ne l'amore del figliuolo riceve la eredit di me1 ,padre etterno4 ,e perch amore di figliuolo non senza l'amore de l'amico1 per ti dixi che d'amico era facto figliuolo4 ,ma che modo tiene a gignarvi8 ,dicotelo4 ,ogni perfeczione ed ogni virt procede da la carit1 e la carit notricata da l'umilit1 e l'umilit esce del cognoscimento e odio sancto di se medesimo1 cio della propria sensualit4 ,chi ci giogne1 conviene che sia perseverante e stia nella cella del cognoscimento di s2 nel quale cognoscimento di s cognoscer la misericordia mia nel sangue de l'unigenito mio ,figliuolo1 tirando a s con l'affecto suo la divina mia carit1 exercitandosi in extirpare ogni perversa volont spirituale e temporale1 nascondendosi nella casa sua4 ,s come fece ,pietro e gli altri discepoli1 che1 doppo la colpa della negazione che fece del mio ,figliuolo1 pianse4 ,el suo pianto era ancora imperfecto3 e imperfecto fu infino a doppo e' quaranta d1 cio doppo l',ascensione1 poi che la mia ,verit ritorn a me secondo l'umanit sua4 ,alora si nascosero ,pietro e gli altri nella casa aspectando l'avenimento dello ,spirito sancto1 s come la mia ,verit aveva promesso a loro4 ,essi stavano inserrati per paura1 per che sempre l'anima1 infino che non giogne al vero amore1 teme3 ma perseverando in vigilia1 in umile e continua orazione infino che ebbero l'abondanzia dello ,spirito sancto1 alora1 perduto el timore1 seguitavano e predicavano ,cristo crocifixo4 ,cos l'anima che ha voluto o vuole giognere a questa perfeczione1 poi che doppo la colpa del peccato mortale s' levata e ricognosciuta s1 comincia a piagnere per timore della pena4 ,poi si leva a la considerazione della misericordia mia1 dove truova dilecto e sua utilit4 ,e questo imperfecto4 ,e per ,io1 per farla venire ad perfeczione1 doppo e' quaranta d 7cio doppo questi due stati71 a ora a ora mi sottraggo da l'anima3 non per grazia ma per sentimento4 ,questo vi manifest la mia ,verit1 quando dixe a' discepoli3 ,io andar e tornar a voi4 ,ogni cosa che egli diceva era decta in particulare a' discepoli1 ed era decta in generale e comunemente a tucti e' presenti e a' futuri1 cio di quelli che dovevano venire4 ,disse3 ,io andar e tornar a voi2 e cos fu3 ch1 tornando lo ,spirito sancto sopra e' discepoli1 torn ,egli1 perch1 come di sopra ti dixi1 lo ,spirito sancto non torn solo1 ma venne con la potenzia mia e con la sapienzia del ,figliuolo 7che una cosa con meco71 e con la clemenzia sua d'esso ,spirito sancto1 el quale procede da me1 ,padre1 e dal ,figliuolo4 ,or cos ti dico3 che1 per fare levare l'anima dalla imperfeczione1 ,io mi sottraggo1 per sentimento1 privandola della consolazione di prima4 ,quando ella era nella colpa del peccato mortale1 ella si part da me1 ed ,io sottraxi la grazia per la colpa sua1 perch essa aveva serrata la porta del desiderio2 unde il sole della grazia n'esc fuore1 non per difecto del sole1 ma per difecto della creatura1 che serr la porta del desiderio4 ,ricognoscendo s e la tenebre sua1 apre la finestra1 vomitando el fracidume per la sancta confessione4 ,io alora per grazia so' tornato ne l'anima1 e ritraggomi da lei non per grazia ma per sentimento1 come decto 4 ,questo fo per farla umiliare e per farla exercitare in cercare me in verit1 e per provarla nel lume della fede1 perch ella venga a prudenzia4 ,alora1 se ella ama senza rispecto1 con viva fede e con odio di s1 gode nel tempo della fadiga1 reputandosi indegna della pace e quiete della mente4 ,e questa la seconda cosa delle tre1 delle quali ,io ti dicevo1 cio di mostrare in che modo viene ad perfeczione1 e che fa quando ella gionta4 ,questo quel che fa3 che1 perch ella senta ch',io sia ritracto a me1 non volta el capo a dietro2 anco persevera con umilit ne l'exercizio suo1 e sta serrata nella casa del cognoscimento di s4 ,e ine con fede viva aspecta l'avenimento dello ,spirito sancto1 cio me1 che so' esso fuoco di carit4 ,come aspecta8 non oziosa1 ma in vigilia e continua e sancta orazione4 ,e non solamente la vigilia corporale1 ma la vigilia intellectuale1 cio che l'occhio de l'intellecto non si serra1 ma col lume della fede veghia1 extirpando con odio le cogitazioni del cuore2 veghiando ne l'affecto della mia carit1 cognoscendo che ,io non voglio altro che la sua sanctificazione4 ,e questo n' certificato nel sangue del mio ,figliuolo4 ,poi che l'occhio vegghia nel cognoscimento di me e di s1 ra continuamente con orazione di sancta e buona volont3 questa orazione continua4 ,e anco con l'orazione actuale1 cio1 dico1 facta ne l'actuale tempo ordinatamente1 secondo l'ordine della sancta ,chiesa4 ,questo quello che fa l'anima che s' partita dalla imperfeczione e gionta alla perfeczione4 ,e acci che ella vi giognesse1 mi partii da lei1 non per grazia ma per sentimento4 ,partiimi ancora perch ella vedesse e cognoscesse il difecto suo3 per che1 sentendosi privata della consolazione1 se sente pena affliggitiva e sentesi debile e non stare ferma n perseverante1 in questo truova la radice de l'amore spirituale proprio di s4 ,e per l' materia di cognoscersi e di levarsi s sopra di s1 salendo sopra la sedia della coscienzia sua2 e non lassare passare quel sentimento che non sia correcto con rimproverio1 dibarbicando la radice de l'amore proprio col coltello de l'odio d'esso amore e con l'amore della virt4 ,,capitolo ,,lxiv ,come1 amando ,dio inperfectamente1 inperfectamente s'ama el proximo4 ,e de' segni di questo amore inperfecto4 --,e voglio che tu sappi che ogni inperfeczione e perfeczione si manifesta e s'acquista in me2 e cos s'acquista e manifesta nel mezzo del proximo4 ,bene il sanno e' semplici1 che spesse volte amano le creature di spirituale amore4 ,se l'amore di me ha ricevuto schiectamente senza alcuno rispecto1 schiectamente beie l'amore del proximo suo1 s come il vasello che s'empie nella fonte3 che1 se nel traie fuore1 beiendo1 el vasello rimane vtio2 ma se egli el beie stando el vasello nella fonte1 non rimane vto1 ma sempre sta pieno4 ,cos l'amore del proximo1 spirituale e temporale1 vuole essere beiuto in me1 senza alcuno rispecto4 ,io vi richiegio che voi m'amiate di quello amore che ,io amo voi4 ,questo non potete fare a me1 per che ,io v'amai senza essere amato4 ,ogni amore1 che voi avete a me1 m'avete di debito e non di grazia1 per che 'l dovete fare4 ,e ,io amo voi di grazia e non di debito4 ,adunque a me non potete rendere questo amore che ,io vi richiego2 e per v'ho posto el mezzo del proximo vostro1 acci che faciate a lui quello che non potete fare a me1 cio d'amarlo senza veruno respecto1 di grazia e senza aspectarne alcuna utilit4 ,e io reputo che faciate a me quello che fate allui4 ,questo mostr la mia ,verit dicendo a ,pavolo1 quando mi perseguitava3 ,saulo1 ,saulo1 perch mi perseguiti84 ,questo diceva1 reputando che ,pavolo perseguitasse me perseguitando e' miei fedeli4 ,s che vuole essere schiecto questo amore4 ,e con quello amore1 che voi amate me1 dovete amare loro4 ,sai a che se n'avede che egli non perfecto colui che ama di spirituale amore8 ,se si sente pena affliggitiva quando non gli pare che la creatura1 che egli ama1 satisfaccia a l'amore suo1 non parendogli essere amato quanto gli pare amare4 ,ovvero che egli si vega sottrare la conversazione1 o privare della consolazione1 o vedendo amare un altro pi di lui4 ,a questo e a molte altre cose se ne potr avedere che questo amore in me e nel proximo ancora imperfecto1 e che questo vasello beiuto fuore della fonte3 poniamo che l'amore abbi tracto da me4 ,ma perch in me l'aveva ancora imperfecto1 per imperfecto el mostra in colui che ama di spirituale amore4 ,tucto procede perch la radice de l'amore proprio spirituale non era bene dibarbicata4 ,e per ,io permecto spesse volte che ponga questo amore1 perch cognosca s e la sua imperfeczione per lo modo decto4 ,e sottragomi1 per sentimento1 da lei1 perch essa si rinchiuda nella casa del cognoscimento di s1 dove acquistar ogni perfeczione4 ,e poi ,io torno in lei con pi lume e cognoscimento della mia verit1 in tanto che si reputa a grazia di potere uccidere la propria volont per me4 ,e non si rist mai di potare la vigna de l'anima sua1 e di divellere le spine delle cogitazioni1 e ponere le pietre delle virt fondate nel sangue di ,cristo crocifixo1 le quali ha trovate ne l'andare per lo ponte di ,cristo crocifixo1 unigenito mio ,figliuolo4 ,s com',io ti dixi1 se bene ti ricorda1 che sopra del ponte1 cio della doctrina della mia ,verit1 erano le pietre fondate in virt del sangue suo1 perch le virt hanno dato vita a voi in virt del ,sangue4 ,,tractato ,,dell',,orazione ,,capitolo ,,lxv ,del modo che tiene l'anima per giognere ad l'amore schietto e liberale4 ,e qui comincia el tractato dell'orazione4 --,poi che l'anima intrata dentro passando per la doctrina di ,cristo crocifixo1 con vero amore della virt e odio del vizio1 con perfecta perseveranzia1 gionta a la casa del cognoscimento di s1 sta serrata in vigilia e continua orazione1 separata al tucto da la conversazione del secolo4 ,perch si rinchiuse8 ,per timore1 cognoscendo la sua imperfeczione1 e per desiderio che ha di giognere a l'amore schiecto e liberale4 ,e perch vede bene e cognosce che per altro modo non vi pu giognere1 per aspecta con fede viva l'avenimento di me per acrescimento di grazia in s4 ,in che si cognosce la fede viva8 ,nella perseveranzia della virt1 non vollendo el capo a dietro per veruna cosa che sia1 n levarsi da l'orazione sancta per veruna cosa che sia3 guarda gi che non fusse per obbedienzia o per carit2 altrimenti non debba partirsi da l'orazione4 ,per che spesse volte1 nel tempo ordinato de l'orazione1 el dimonio giogne con le molte battaglie e molestie pi che quando si truova fuore de l'orazione4 ,questo fa per farle venire a tedio l'orazione sancta1 dicendo spesse volte3--,questa orazione non ti vale1 per che tu non debbi pensare altro n actendere ad altro che a quel che tu dici4--,questo le fa vedere il dimonio perch ella venga a tedio e a confusione di mente1 e lassi l'exercizio de l'orazione4 ,la quale una arme con che l'anima si difende da ogni adversario1 tenuta con la mano de l'amore e col braccio del libero arbitrio1 difendendosi con essa arme col lume della sanctissima fede4 ,,capitolo ,,lxvi ,qui1 toccando alcuna cosa del sacramento del ,corpo di ,cristo1 d piena doctrina come l'anima venga da l'orazione vocale a la mentale2 e narra qui una visione che questa devota anima ebbe una volta4 --,sappi1 figliuola carissima1 che ne l'orazione umile e continua e fedele1 con vera perseveranzia acquista l'anima ogni virt4 ,e per debba perseverare e non lassarla mai1 n per illusione di dimonio n per propria fragilit 7cio per pensiero o movimento che venisse nella propria carne sua7 n per decto di creatura1 ch spesse volte si pone il dimonio sopra le lingue loro1 facendo lo' favellare parole che hanno a impedire la sua orazione4 ,tucte le debba passare con la virt della perseveranzia4 ,oh6 quanto dolce a quella anima1 e a me piacevole la sancta orazione facta nella casa del cognoscimento di s e nel cognoscimento di me1 aprendo l'occhio de l'intellecto col lume della fede e con l'affecto ne l'abbondanzia della mia carit6 ,la quale carit v' facta visibile per lo visibile unigenito mio ,figliuolo1 avendovela mostrata col sangue suo4 ,el quale sangue inebbria l'anima e vestela del fuoco della divina carit1 e dlle il cibo del sacramento 7el quale v'ho posto nella bottiga del corpo mistico della sancta ,chiesa7 del ,corpo e del ,sangue del mio ,figliuolo tucto ,dio e tucto uomo1 dandolo a ministrare per le mani del mio vicario1 el quale tiene la chiave di questo sangue4 ,questa quella bottiga1 della quale ti feci menzione1 che stava in sul ponte per dare il cibo e confortare e' viandanti e perregrini che passano per la doctrina della mia ,verit1 acci che per debilezza non vengano meno4 ,questo cibo conforta poco e assai1 secondo el desiderio di colui che 'l piglia1 in qualunque modo el piglia1 o sacramentalmente o virtualmente4 ,sacramentalmente quando si comunica del sancto ,sacramento2 virtualmente comunicandosi per sancto desiderio3 s per desiderio della comunione1 e s per considerazione del sangue di ,cristo crocifixo1 cio comunicandosi sacramentalmente de l'affecto della carit1 la quale ha gustata e trovata nel ,sangue1 el quale vede che per amore fu sparto4 ,e per vi s'inebria e vi s'accende per sancto desiderio1 e vi si sazia trovandosi piena solo della carit mia e del proximo suo4 ,questo dove l'acquist8 ,nella casa del cognoscimento di s1 con sancta orazione1 dove perd la imperfeczione4 ,s come i discepoli e ,pietro perdro 7stando dentro in vigilia e orazione7 la imperfeczione loro e acquistro la perfeczione4 ,con che8 con la perseveranzia condita con la sanctissima fede4 ,ma non pensare che riceva tanto ardore e nutrimento da questa orazione solamente con orazione vocale1 s come fanno molte anime1 che la loro orazione di parole pi che d'affecto4 ,le quali non pare che actendano ad altro se none in compire e' molti salmi e dire i molti paternostri4 ,e compto el numero che si sonno proposti di dire1 non pare che pensino pi oltre4 ,pare che pongano affecto e actenzione a l'orazione solo nel dire vocalmente3 ed egli non si vuole fare cos2 per che1 non facendo altro1 poco fructo ne tragono1 e poco piacevole a me4 ,ma se tu mi dici3--,debbasi lassare stare questa1 ch tucti non pare che siano tracti a l'orazione mentale8--,no1 ma debba andare col modo1 ch ,io so bene che1 come l'anima prima imperfecta che perfecta1 cos imperfecta la sua orazione4 ,debba bene1 per non cadere ne l'ozio1 quando ancora imperfecta1 andare con l'orazione vocale2 ma non debba fare l'orazione vocale senza la mentale3 cio che1 mentre che dice1 s'ingegni di levare e dirizzare la mente sua ne l'affecto mio1 con la considerazione comunemente de' difecti suoi e del sangue de l'unigenito mio ,figliuolo1 dove truova la larghezza della mia carit e la remissione de' peccati suoi4 ,e questo debba fare acci che 'l cognoscimento di s e la considerazione de' difecti suoi le faccia cognoscere la mia bont in s e continuare l'exercizio suo con vera umilit4 ,non voglio che siano considerati e' difecti in particulare1 ma in comune1 acci che la mente non sia contaminata per lo ricordamento de' particulari e ladi peccati4 ,dicevo che ,io non voglio2 e non debba avere solo la considerazione de' peccati in comune n in particulare senza la considerazione e memoria del ,sangue e larghezza della misericordia1 acci che non venga a confusione4 ,ch se 'l cognoscimento di s e considerazione del peccato non fusse condito con la memoria del ,sangue e speranza della misericordia1 starebbe in essa confusione3 e con essa1 insieme col dimonio che l'ha guidato socto colore di contrizione e dispiacimento del peccato1 giognerebbe a l'etterna dannazione2 non solamente per questo1 ma perch da questo1 non pigliando el braccio della misericordia mia1 verrebbe a disperazione4 ,questo uno de' soctili inganni che 'l dimonio faccia a' servi miei4 ,e per conviene1 per vostra utilit e per campare l'inganno del dimonio e per essere piacevoli a me1 che sempre vi dilarghiate il cuore e l'affecto nella smisurata misericordia mia con vera umilit4 ,ch sai che la superbia del dimonio non pu sostenere la mente umile2 n la sua confusione la larghezza della mia bont e misericordia1 dove l'anima in verit speri4 ,e per1 se ben ti ricorda1 quando el dimonio ti voleva aterrare per confusione1 volendoti mostrare che la vita tua fusse stata inganno e non avere seguitata n facta la volont mia1 tu allora facesti quel che tu dovevi fare e che la mia bont ti die' di potere fare 7la quale bont non nascosa a chi la vuole ricevere71 cio che t'innalzasti nella misericordia mia con umilit1 dicendo3--,io confesso al mio ,creatore che la vita mia non passata altro che in tenebre2 ma io mi nascondar nelle piaghe di ,cristo crocifixo e bagnarommi nel sangue suo2 e cos avar consumate le iniquit mie e godarommi1 per desiderio1 nel mio ,creatore4 ,sai che alora el dimonio fugg4 ,e tornando poi con l'altra1 cio di volerti levare in alto per superbia1 dicendo3--,tu se' perfecta e piacevole a ,dio2 non bisogna pi che t'affliga n che pianga e' difecti tuoi2--donandoti ,io alora el lume1 vedesti la via che ti conveniva fare1 cio d'umiliarti2 e rispondesti al dimonio1 dicendo3--,miserabile a me6 ,giovanni ,baptista non fece mai peccato e fu sanctificato nel ventre della madre1 e nondimeno fece tanta penitenzia6 ,e io ho commessi cotanti difecti1 e non cominciai mai a cognoscerlo con pianto e vera contrizione1 vedendo chi ,dio che offeso da me1 e chi so' io che l'offendo6-- ,allora el dimonio non potendo sostenere l'umilit della mente n la speranza della mia bont1 disse a te3--,maladecta sia tu1 ch modo non posso trovare con teco6 ,se io ti pongo abasso per confusione1 e tu ti levi in alto a la misericordia4 ,e se io ti pongo in alto1 e tu ti poni abasso1 venendo ne l'inferno per umilit1 e intro lo 'nferno mi perseguiti4 ,s che io non tornar pi a te1 per che tu mi percuoti col bastone della carit4-- ,debba dunque l'anima condire col cognoscimento della mia bont el cognoscimento di s1 e il cognoscimento di me col cognoscimento di s4 ,a questo modo l'orazione vocale sar utile a l'anima che la far1 e a me sar piacevole4 ,e da l'orazione vocale imperfecta giognar1 perseverando con l'exercizio1 a l'orazione mentale perfecta4 ,ma se semplicemente mira di compire el numero suo1 o se per la orazione vocale lassasse l'orazione mentale1 non vi giogne mai4 ,alcuna volta sar l'anima s ignorante che1 factosi el suo proponimento di dire cotanta orazione con la lingua 7e io alcuna volta visitar la mente sua1 quando in uno modo e quando in uno altro3 alcuna volta in uno lume di cognoscimento di s con una contrizione del difecto suo2 alcuna volta nella larghezza della mia carit2 alcuna volta ponendole dinanzi a la mente sua in diversi modi1 secondo che piace a me1 la presenzia della mia ,verit1 e secondo che essa anima avesse desiderato71 ed ella1 per compire il suo numero1 lassa la visitazione di me che sente nella mente1 quasi per coscienzia che si far di lassare quello che ha cominciato4 ,non debba fare cos1 per che1 facendolo1 sarebbe inganno di dimonio2 ma subbito che sente disponere la mente per mia visitazione 7per molti modi1 come detto 71 debba abandonare l'orazione vocale4 ,poi1 passata la mentale1 se ha tempo1 pu ripigliare quello che proposto s'aveva di dire2 non avendo tenpo non se ne debba curare1 n venirne a tedio n confusione di mente4 ,cos debba fare4 ,guarda gi che non fusse l'offizio divino1 el quale i cherici e religiosi sonno tenuti e obligati di dire2 e non dicendolo1 offendono4 ,essi debbono infino a la morte dire l'offizio suo4 ,e se essi si sentissero1 all'ora debita che si debba dire1 la mente tracta e levata per desiderio1 si debbano provedere di dirlo innanzi o dirlo poi1 s che non trapassi che il debito de l'offizio non sia renduto4 ,d'ogni altra cosa che l'anima cominciasse1 la debba cominciare vocalmente per giognere a la mentale4 ,e sentendosi la mente disposta1 la debba lassare per la cagione decta4 ,questa orazione vocale1 facta nel modo che decto t'ho1 giogner ad perfeczione2 e per non debba lassare l'orazione vocale1 per qualunque modo ella facta1 ma debba andare col modo che decto t'ho4 ,e cos con l'essercizio e perseveranzia gustar l'orazione in verit e il cibo del sangue de l'unigenito mio ,figliuolo4 ,e per ti dixi che alcuno si comunicava virtualmente del ,corpo e del sangue di ,cristo1 bench non sacramentalmente1 cio comunicandosi de l'affecto della carit1 la quale gusta col mezzo della sancta orazione1 poco e assai1 secondo l'affecto di colui che ra4 ,chi va con poca prudenzia1 e non con modo1 poco truova2 chi con assai1 assai truova2 perch quanto l'anima pi s'ingegna di sciogliere l'affecto suo e legarlo in me col lume de l'intellecto1 pi cognosce3 chi pi cognosce pi ama2 pi amando1 pi gusta4 ,adunque vedi che l'orazione perfecta non s'acquista con molte parole1 ma con affecto di desiderio1 levandosi in me con cognoscimento di s1 condito insieme l'uno con l'altro4 ,cos insiememente avar la vocale e la mentale1 perch elle stanno insieme s come la vita activa e la vita contemplativa4 ,bench in molti e in diversi modi s'intenda orazione vocale o vuoli mentale3 perch posto t'ho che 'l desiderio sancto continua orazione1 cio d'avere buona e sancta volont4 ,la quale volont e desiderio si leva al luogo e al tempo ordinato actualmente1 agionto a quella continua orazione del sancto desiderio4 ,e cos l'orazione vocale1 stando l'anima nella sancta volont1 la far al tempo ordinato2 o alcuna volta fuore del tempo ordinato la fa continua1 secondo che gli richiede la carit in salute del proximo 7s come vede il bisogno e la necessit7 e secondo lo stato che ,io l'ho posto4 ,ogniuno1 secondo lo stato suo1 debba adoperare in salute de l'anime secondo el principio della sancta volont4 ,ci che aduopera vocalmente e actualmente nella salute del proximo uno orare virtuale3 poniamo che actualmente1 a luogo debito1 la facci per s4 ,e fuore della debita orazione sua1 ci che egli fa nella carit del proximo suo1 o in s per exercizio che egli facesse actualmente di qualunque cosa si fusse1 uno orare4 ,s come disse il glorioso mio banditore di ,pavolo1 cio che non cessa d'orare chi non cessa di bene adoperare4 ,e per ti dixi che l'orazione si faceva in molti modi se si vede l'actuale unita con la mentale1 perch l'actuale orazione facta per lo modo decto facta con l'affecto della carit4 ,el quale affecto di carit la continua orazione4 ,ora t'ho decto in che modo si giogne a l'orazione mentale1 cio con l'essercizio e perseveranzia e lassando la vocale per la mentale quando ,io visito l'anima4 ,e hotti decto quale l'orazione comune e la vocale comunemente fuore del tempo ordinato1 e l'orazione della buona e sancta volont2 e come ogni exercizio in s e nel proximo1 che fa con buona volont1 fuore de l'ordinato tempo1 orazione4 ,adunque virilmente l'anima debba speronare se medesima con questa madre de l'orazione4 ,questo quello che fa l'anima che rinchiusa in casa del cognoscimento di s1 gionta a l'amore de l'amico e filiale4 ,e se essa anima non tiene i modi decti1 sempre rimarrebbe nella tiepidezza e imperfeczione sua4 ,e tanto amarebbe1 quanto sentisse dilecto o utilit in me o nel proximo suo4 ,,capitolo ,,lxvii ,de lo inganno che ricevono gli uomini mondani1 e' quali amano e servono ,dio per propria consolazione e dilecto4 --,del quale amore imperfecto ti voglio dire4 ,e non ti voglio tacere uno inganno che in esso amore possono ricevere1 nella parte d'amare me per propria consolazione4 ,unde voglio che tu sappi che il servo mio1 che imperfectamente m'ama1 cerca pi la consolazione1 per la quale egli m'ama1 che me4 ,e a questo se ne pu avedere3 che1 mancandoli la consolazione o spirituale1 cio di mente1 o consolazione temporale1 si turba4 ,nelle temporali tocca agli uomini del mondo1 che vivono con alcuno acto di virt1 mentre che hanno la prosperit2 e sopravenendo la tribulazione1 la quale ,io do per loro bene1 si conturbano in quel poco del bene che adoperavano4 ,e chi gli dimandasse3--,perch ti conturbi8--rispondarebbero3--,perch aviamo ricevuta tribolazione1 e quel poco del bene ch'io facevo mel pare quasi perdere1 perch non el fo con quel cuore e con quello animo che io facevo1 mi pare a me4 ,questo per la tribolazione che io ho ricevuta1 per che mi pareva pi adoperare1 e pi pacificamente col cuore riposato1 innanzi che ora4-- ,costoro sonno ingannati nel proprio dilecto4 ,e non la verit che ne sia cagione la tribolazione3 n che essi amino meno n aduoparino meno1 cio che l'operazione1 che fanno nel tempo della tribolazione1 tanto vale in s quanto di prima1 nel tempo della consolazione2 anco lo' potrebbe valere pi1 se essi avessero pazienzia4 ,ma questo l'adiviene perch essi si dilectavano nella prosperit3 ine con un poco d'acto di virt amavano me2 ine pacificavano la mente loro con quella poca operazione4 ,essendo privati di quello dove si posavano1 lo' pare che lo' sia tolto el riposo nel loro adoperare3 ed egli non cos4 ,ma a loro adiviene come de l'uomo che in uno giardino3 che in esso giardino1 perch v'ha dilecto1 si riposa con la sua operazione4 ,parli riposare ne l'operazione1 ed egli si riposa nel dilecto che egli ha preso nel giardino4 ,e a questo se n'avede che egli la verit che egli si dilecta pi nel giardino che ne l'operazione3 per che1 toltoli el giardino1 si sente privato del dilecto4 ,per che1 se 'l principale dilecto avesse posto nella sua operazione1 non l'avarebbe perduto1 anco l'avarebbe seco2 perch l'exercizio del bene adoperare non si pu perdere 7se egli non vuole7 perch gli sia tolto el dilecto della prosperit1 s come a colui el giardino4 ,adunque s'ingannano nel loro adoperare per la propria passione4 ,unde hanno per uso di dire questi cotali3--,io so che io facevo meglio1 e pi consolazione avevo innanzi che io fusse tribulato che ora1 e giovavami di fare bene2 ma ora non me ne giova n dilecto punto4--,el loro vedere e il loro dire falso1 per che1 se essi si fussero dilectati del bene per amore del bene della virt1 non l'avarebbero perduto n mancato in loro1 anco cresciuto4 ,ma perch el loro bene adoperare era fondato nel proprio loro bene sensitivo1 per lo' manca e vien lo' meno4 ,questo lo inganno che riceve la comune gente in alcuno loro bene adoperare4 ,questi sonno ingannati da loro medesimi1 dal proprio dilecto sensitivo4 ,,capitolo ,,lxviii ,de lo inganno che ricevono e' servi di ,dio1 e' quali ancora amano ,dio di questo amore imperfecto predecto4 --,ma e' servi miei che anco sonno ne l'amore imperfecto1 cercando e amando me con affecto d'amore verso la consolazione e dilecto che truovano in me1 qualche volta sono ingannati4 ,perch',io so' remuneratore d'ogni bene che si fa1 poco e assai1 secondo la misura de l'amore di colui che riceve2 per questo do consolazione mentale1 quando in uno modo e quando in un altro1 nel tempo de l'orazione4 ,questo non fo perch ella ignorantemente riceva la consolazione1 cio che ella raguardi pi el presente della consolazione che data da me che me1 ma perch ella raguardi pi l'affecto della mia carit con che ,io lel do e la indegnit sua che riceve1 che el dilecto della propria consolazione4 ,ma se ella1 ignorante1 piglia solo el dilecto senza la considerazione de l'affecto mio verso di lei1 ne riceve il danno e lo inganno che ,io ti dir4 ,l'uno si che1 ingannata da la propria consolazione1 cerca essa consolazione e ine si dilecta4 ,e pi che1 alcuna volta1 sentendo in alcuno modo la consolazione e visitazione mia in s1 e poi partendosi1 andar dietro per la via che tenne quando la trov1 per trovare quella medesima4 ,e ,io non le do a uno modo 7ch cos parrebbe ch',io non avesse che dare72 anco le do in diversi modi1 secondo che piace a la mia bont e secondo la necessit e il bisogno suo4 ,essendo ella ignorante1 cercar pure in quello modo come se ella volesse ponere legge allo ,spirito sancto4 ,non debba fare cos2 ma debba passare virilmente per lo ponte della doctrina di ,cristo crocifixo1 e ine ricevere in quel modo1 in quello luogo e in quel tempo che piace a la mia bont di dare4 ,e se ,io non do1 anco quel non dare ,io el fo per amore e non per odio1 perch essa mi cerchi in verit e non m'ami solamente per lo dilecto1 ma riceva con umilit pi la carit mia che il dilecto che truova4 ,per che1 se ella non fa cos1 e che ella vada solo al dilecto a suo modo e non a mio1 ricever pena e confusione intollerabile quando si vedr tolto l'obiecto del dilecto1 el quale si pose dinanzi a l'occhio de l'intellecto suo4 ,questi sonno quegli che eleggono le consolazioni a loro modo1 cio che1 trovando dilecto1 in alcuno modo1 di me nella mente loro1 vorranno passare con quel medesimo4 ,e alcuna volta sonno tanto ignoranti che1 visitandogli ,io in altro modo che in quello1 faranno resistenzia e non riceveranno1 anco vorranno pur quello che s'hanno imaginato4 ,questo difecto della propria passione e dilecto spirituale il quale trov in me3 ella ingannata1 per che impossibile sarebbe di stare continuamente in uno modo4 ,perch1 come l'anima non pu stare ferma1 ch o e' si conviene che ella vada innanzi a le virt1 o ella torni a dietro2 cos la mente in me non pu stare ferma solo in uno dilecto1 che la mia bont non ne dia pi4 ,molto differenti gli do3 alcuna volta do dilecto d'una allegrezza mentale2 alcuna volta una contrizione e uno dispiacimento1 che parr che la mente sia conturbata in s2 alcuna volta sar ne l'anima e non mi sentir2 alcuna volta formar la mia ,verit1 ,verbo incarnato1 in diversi modi dinanzi a l'occhio de l'intellecto suo1 e nondimeno non parr che essa1 nel sentimento de l'anima1 el senta con quello calore e dilecto che a quello vedere le pare che dovesse seguitare2 e alcuna volta sentir e non vedr grandissimo dilecto4 ,tucto questo fo per amore e per conservarla e acrescerla nella virt de l'umilit e nella perseveranzia1 e per insegnarle che essa non voglia poner regola a me1 n il fine suo nella consolazione1 ma solo nella virt fondata in me2 ma con umilit riceva l'uno tempo e l'altro1 e con affecto d'amore l'affecto mio con che ,io do2 e con viva fede creda ch',io do a necessit o della salute sua1 o a necessit di farla venire a la grande perfeczione4 ,debba dunque stare umile1 facendo el principio e il fine ne l'affecto della mia carit1 e ricevere in essa carit dilecto e non dilecto1 secondo la mia volont e non secondo la sua4 ,questo il modo a non volere ricevere inganno1 anco ogni cosa ricevere per amore da me che so' loro fine1 fondati nella dolce mia volont4 ,,capitolo ,,lxix ,di quelli e' quali1 per non lassare la loro pace e consolazione1 non sovengono al proximo ne le sue necessitadi4 --,hotti decto de l'inganno che ricevono coloro che a loro modo vogliono gustare e ricevare me nella mente loro4 ,ora ti voglio dire il secondo inganno di coloro che tucto el loro dilecto posto in ricevere la consolazione della mente loro2 intanto che spesse volte vedranno el proximo loro in necessit o spirituale o temporale e non li soverranno1 socto colore di virt dicendo3--,io ne perdo la pace e la quiete della mente1 e non dico l'ore mie a l'ora n al tempo4--,unde1 non avendo la consolazione1 ne lo' pare offendere me3 ed essi sonno ingannati dal proprio dilecto spirituale della mente loro2 e offendonmi pi non sovenendo a la necessit del proximo che lassando tucte le loro consolazioni4 ,perch ogni exercizio vocale e mentale ordinato da me1 che l'anima el facci per giognere a la carit perfecta di me e del proximo1 e di conservarla in essa carit4 ,s che egli m'offende pi lassando la carit del proximo per lo suo exercizio actuale e quiete di mente1 che lassando l'exercizio per lo proximo4 ,perch nella carit del proximo truovano me1 e nel dilecto loro1 dove cercano me1 ne sarebbero privati4 ,per che1 non sovenendo1 ipso facto diminuiscono la carit del proximo2 diminuita la carit del proximo1 diminuisce l'affecto mio verso di loro2 diminuito l'affecto1 diminuita la consolazione4 ,s che1 volendo guadagnare1 essi perdono2 e volendo perdere1 guadagnano2 cio che1 volendo perdere le proprie consolazioni in salute del proximo1 riceve e guadagna me e il proximo suo1 sovenendolo e servendolo caritativamente4 ,e cos gustarebbero in ogni tempo la dolcezza della carit mia4 ,e1 non facendolo1 stanno in pena3 perch alcuna volta si converr pur che 'l sovenga1 o per forza o per amore1 o per infermit corporale o per infermit spirituale che egli s'abbi2 sovenendolo1 el soviene con pena1 con tedio di mente e stimolo di coscienzia1 e diventa incomportabile a s e ad altrui4 ,e chi el dimandasse3--,perch senti questa pena8--rispondarebbe3--,perch mi pare avere perduta la pace e la quiete della mente1 e molte cose1 di quelle che io solevo fare1 ho lassate1 e credone offendere ,dio4--,ed egli non cos2 ma perch 'l suo vedere posto nel proprio dilecto1 per non sa discernere n cognoscere in verit dove sta la sua offesa4 ,per che vedrebbe che l'offesa non sta in non avere la consolazione mentale1 n in lassare l'essercizio de l'orazione nel tempo della necessit del proximo suo2 anco sta in essere trovato senza la carit del proximo1 el quale egli debba amare e servire per amore di me4 ,s che vedi come s'inganna solo col proprio amore spirituale verso di s4 ,,capitolo ,,lxx ,de lo inganno che ricevono quelli li quali hanno posto tucto el loro affecto ne le consolazioni e visioni mentali4 --,e alcuna volta per questo cos facto amore ne riceve anco pi danno4 ,ch se l'affecto suo solo si pone e cerca nella consolazione e visioni le quali spesse volte dono e do a' servi miei1 quando ella se ne vede privata cade in amaritudine e in tedio di mente1 perch le pare essere privata della grazia quando alcuna volta mi sottrago della mente sua2 s come ti dixi che ,io andavo e tornavo ne l'anima1 partendomi non per grazia ma per sentimento1 per fare venire l'anima ad perfeczione4 ,s che ne cade in amaritudine1 e parle essere intro lo 'nferno1 sentendosi levata dal dilecto e sentendo le molestie delle molte temptazioni4 ,non debba essere ignorante n lassarsi tanto ingannare al proprio amore spirituale che non cognosca la verit2 e cognoscere me in s1 che so' ,io colui1 sommo ,bene1 che le conservo la buona volont1 nel tempo delle bactaglie1 che non corre per dilecto dietro a loro4 ,debbasi dunque umiliare1 reputandosi indegna della pace e quiete della mente4 ,e per mi sottrago da lei1 per questa cagione3 per farla umiliare e per farle cognoscere la carit mia in s1 trovandola nella buona volont che ,io le conservo nel tempo delle bactaglie2 e perch essa non riceva solamente il lacte della dolcezza sprizzato da me nella faccia de l'anima sua1 ma perch essa s'atacchi al pecto della mia ,verit1 s che riceva el lacte insieme con la carne1 cio di trare a s il lacte della mia carit col mezzo della ,carne di ,cristo crocifixo1 cio della doctrina sua1 della quale v'ho facto ponte acci che per lui giongano a me4 ,per questo mi ritrago da loro4 ,andando elleno con prudenzia1 e non con ignoranzia ricevendo solamente il lacte1 ritorno a loro con pi dilecto e fortezza e lume e ardore di carit4 ,ma se esse ricevono con tedio e con tristizia e confusione di mente el partire del sentimento della dolcezza mentale1 poco guadagnano e permangono nella tiepidezza loro4 ,,capitolo ,,lxxi ,come i predecti1 che si dilectano de le consolazioni e visioni mentali1 possono essere ingannati ricevendo el demonio transfigurato in forma di luce4 ,e de' segni a' quali si pu cognoscere quando la visitazione da ,dio1 o dal demonio4 --,e doppo questo1 ricevono spesse volte un altro inganno dal dimonio1 cio di trasformarsi in forma di luce4 ,perch 'l dimonio in quello che vede la mente disposta a ricevere e desiderare1 in quello gli d4 ,perch vede la mente inghiottornita e posto el suo desiderio solo nelle consolazioni e visioni mentali 7a le quali l'anima non debba ponere il suo desiderio1 ma solamente nelle virt1 e di quelle per umilit reputarsene indegna ed in esse consolazioni ricevere l'affecto mio71 dico che 'l dimonio alora si trasforma in quella mente in forma di luce1 in diversi modi3 quando in forma d'angelo1 e quando in forma della mia ,verit1 o in altra forma de' sancti miei3 ,e questo fa per pigliarla co' l'amo del proprio dilecto spirituale che ha posto nelle visioni e dilecto della mente4 ,e se essa anima non si leva con la vera umilit1 spregiando ogni dilecto1 rimane presa con questo lamo nelle mani del dimonio4 ,ma se essa con umilit1 spregiando el dilecto1 e con amore stregne l'affecto di me1 che so' donatore1 e non del dono1 el dimonio non la pu sostenere1 per la sua superbia1 la mente umile4 ,e se tu mi dimandassi3--,a che si pu cognoscere che sia pi dal dimonio che da te8--io ti rispondo che questo il segno3 che se ella dal dimonio1 che egli sia venuto nella mente a visitare in forma di luce1 come decto 1 l'anima riceve subbito nel suo venire allegrezza2 e quanto pi sta1 pi perde l'allegrezza e rimane tedio e tenebre e stimolo nella mente1 obfuscandovisi dentro4 ,ma se in verit visitata da me1 ,verit etterna1 l'anima riceve timore sancto nel primo aspecto2 e con esso timore riceve allegrezza e sicurt con una dolce prudenzia1 che1 dubbitando1 non dubbita2 ma1 per cognoscimento di s reputandosi indegna1 dir3--,io non so' degna di ricevere la tua visitazione2 non essendone degna1 come pu essere8--,alora si vlle a la larghezza della mia carit1 cognoscendo e vedendo che a me possibile di dare2 e non raguardo alla indegnit sua1 ma a la dignit mia che la fo degna di ricevere me1 per grazia e per sentimento1 in s1 perch non dispregio il desiderio col quale ella mi chiama4 ,e per riceve umilmente1 dicendo3--,ecco l'ancilla tua3 facta sia in me la tua volont4--,e alora esce del camino de l'orazione e visitazione mia con allegrezza e gaudio di mente1 e con umilit reputandosi indegna1 e con carit ricognoscendola da me4 ,or questo il segno che l'anima visitata da me o dalle dimonia3 trovando quando da me1 nel primo aspecto1 el timore e1 al fine e al mezzo1 l'allegrezza e la fame delle virt4 ,e quando dal dimonio1 el primo aspecto l'allegrezza1 e poi rimane in confusione e in tenebre di mente4 ,s che ,io ho proveduto in darvi el segno1 acci che l'anima1 se ella vuole andare umile e con prudenzia1 non possa essere ingannata4 ,el quale inganno riceve l'anima che vorr navicare solo con l'amore imperfecto delle proprie consolazioni pi che de l'affecto mio1 come decto t'ho4 ,,capitolo ,,lxxii ,come l'anima1 che in verit cognosce se medesima1 saviamente si guarda da tucti li predecti inganni4 --,non t'ho voluto tacere l'inganno che ricevono e' comuni1 ne l'amore sensitivo1 nel loro poco bene adoperare1 cio di quella poca virt che essi adoperavano nel tempo della consolazione2 n de l'amore proprio spirituale delle proprie consolazioni de' servi miei1 come essi col proprio amore del dilecto s'ingannano che non lo' lassa cognoscere la verit de l'affecto mio n discernere la colpa dove ella sta1 e l'inganno che 'l dimonio usa con loro per loro colpa1 se essi non tengono el modo che decto t'ho4 ,hottelo decto1 acci che tu e gli altri servi miei andiate dietro a la virt per amore di me1 e none a veruna altra cosa4 ,tucti questi inganni e pericoli pu ricevare e spesse volte ricevono coloro che sonno ne l'amore imperfecto1 cio d'amare me per rispecto del dono e non di me che do4 ,ma l'anima1 che in verit intrata nella casa del cognoscimento di s1 exercitando l'orazione perfecta e levandosi da la imperfeczione de l'amore de l'orazione inperfecta 7per quel modo che nel ,tractato de l'orazione ,io ti contiai71 riceve me per affecto d'amore1 cercando di trare a s el lacte della dolcezza mia col pecto della doctrina di ,cristo crocifixo4 ,gionti al terzo stato1 cio de l'amore de l'amico e filiale1 non hanno amore mercennaio1 anco fanno come carissimi amici4 ,s come far l'uno amico con l'altro1 che1 essendo presentato da l'amico suo1 l'occhio non si vlle solamente al presente1 anco nel cuore e ne l'affecto di colui che d1 e riceve e tiene caro el presente solo per amore de l'affecto de l'amico suo4 ,cos l'anima1 gionta al terzo stato de l'amore perfecto1 quando riceve i doni e le grazie mie non raguarda solamente il dono1 ma raguarda con l'occhio de l'intellecto l'affecto della carit di me donatore4 ,e acci che l'anima non abbi scusa di fare cos1 cio di raguardare l'affecto mio1 ,io providi d'unire il dono e 'l donatore1 cio unendo la natura divina con la natura umana quando vi donai el ,verbo de l'unigenito mio ,figliuolo1 el quale una cosa con meco1 e ,io con lui4 ,s che per questa unione non potete raguardare il dono che non raguardiate me donatore4 ,vedi dunque con quanto affecto d'amore dovete amare e desiderare il dono e il donatore6 ,facendo cos1 sarete in amore puro e schiecto e non mercennaio1 s come fanno questi che sempre stanno serrati nella casa del cognoscimento di loro4 ,,capitolo ,,lxxiii ,per che modi l'anima si parte da l'amore inperfecto e giogne ad l'amore perfecto dell'amico e filiale4 --,in fino a ora ,io t'ho mostrato per molti modi come l'anima si leva da la imperfeczione e giogne a l'amore perfecto1 e quello che fa poi che ella gionta a l'amore de l'amico e filiale4 ,dixiti e dico che ella vi giogne con perseveranzia1 serrandosi nella casa del cognoscimento di s4 ,el quale cognoscimento di s vuole essere condito col cognoscimento di me1 acci che non venga a confusione4 ,perch del cognoscimento di s acquistar l'odio della propria passione sensitiva e del dilecto delle proprie consolazioni4 ,e da l'odio fondato in umilit trarr la pazienzia1 nella quale pazienzia diventar forte contra le bactaglie del dimonio1 contra le persecuzioni degli uomini e verso di me1 quando per suo bene sottrago el dilecto da la mente sua4 ,tucte le portar con questa virt4 ,e se la sensualit propria1 per malagevolezza1 volesse alzare el capo contra la ragione1 el giudice della coscienzia debba salire sopra di s1 e con odio tenersi ragione1 e non lassare passare i movimenti che non sieno correcti4 ,bench l'anima che star ne l'odio sempre si corregge e riprende1 d'ogni tempo3 non tanto che quegli che sonno contra la ragione1 ma quegli che1 spesse volte1 saranno da me4 ,questo volse dire il dolce servo mio sancto ,gregorio1 quando disse che la sancta e pura coscienzia faceva peccato dove non era peccato3 cio che vedeva1 per la purit della coscienzia1 la colpa dove non era la colpa4 ,or cos debba fare e fa l'anima che si vuole levare dalla imperfeczione1 aspectando1 nella casa del cognoscimento di s1 la providenzia mia col lume della fede1 s come fecero e' discepoli che stectero in casa e non si mossero mai1 ma con perseveranzia in vigilia e umile e continua orazione perseverro infino a l'avenimento dello ,spirito sancto4 ,questo quello 7s come ,io ti dixi7 che l'anima fa1 quando s' levata dalla imperfeczione e rinchiusasi in casa per giognere a perfeczione4 ,ella sta in vigilia1 vegghiando con l'occhio de l'intellecto nella doctrina della mia ,verit1 umiliata perch ha cognosciuta s in continua orazione1 cio di sancto e vero desiderio1 perch in s cognobbe l'affecto della mia carit4 ,,capitolo ,,lxxiv ,de' segni a' quali si cognosce che l'anima sia venuta all'amore perfecto4 --,ora ti resto a dire in che si vede che essi sieno gionti a l'amore perfecto3 per quello segno medesimo che fu dato a' discepoli sancti poi che ebbero ricevuto lo ,spirito sancto1 che escro fuore di casa e1 perduto el timore1 anunziavano la parola mia1 predicando la doctrina del ,verbo de l'unigenito mio ,figliuolo4 ,e non temevano pene1 anco si gloriavano nelle pene2 non curavano d'andare dinanzi a' tiranni del mondo ad anunziar lo' e dir lo' la verit per gloria e loda del nome mio4 ,cos l'anima che ha aspectato per cognoscimento di s1 nel modo che decto t'ho1 ,io so' tornato a lei col fuoco de la carit mia4 ,nella quale carit1 mentre che stette in casa con perseveranzia1 concep le virt per affecto d'amore1 participando della potenzia mia1 con la quale potenzia e virt signoreggi e vinse la propria passione sensitiva4 ,e in essa carit participai in lei la sapienzia del ,figliuolo mio1 nella quale sapienzia vide e cognobbe con l'occhio de l'intellecto la mia ,verit e gl'inganni de l'amore sensitivo spirituale1 cio l'amore imperfecto della propria consolazione1 come decto 4 ,e cognobbe la malizia e l'inganno del dimonio1 che d a l'anima che legata in quello amore imperfecto4 ,e per si lev con odio d'essa imperfeczione e amore della perfeczione4 ,in questa carit1 che esso ,spirito sancto1 el participai nella volont sua1 fortificando la volont a volere sostenere pena1 ed escire fuore di casa per lo nome mio1 e parturire le virt sopra el proximo suo4 ,non che esca fuore della casa del cognoscimento di s1 ma escono della casa de l'anima le virt concepute per affecto d'amore1 e parturiscele1 al tempo del bisogno del proximo suo1 in molti e diversi modi2 perch 'l timore perduto1 el quale teneva1 che non manifestava per timore di non perdere le proprie consolazioni1 s come di sopra ti dixi4 ,ma poi che sonno venuti a l'amore perfecto e liberale1 escono fuore per lo modo decto4 ,e questo gli unisce col quarto stato1 cio che dal terzo stato1 el quale stato perfecto 7nel quale terzo stato gusta e parturisce la carit nel proximo suo71 riceve uno stato ultimo di perfecta unione in me4 ,e' quali due stati sonno uniti insieme1 che non l'uno senza l'altro1 se non come la carit mia senza la carit del proximo1 e quella del proximo senza la mia non pu essere separata l'una da l'altra4 ,cos di questi due stati non l'uno senza l'altro1 s come ti verr dichiarando e mostrando per questo terzo4 ,,capitolo ,,lxxv ,come gl'imperfecti vogliono seguitare solamente el ,padre1 ma i perfecti seguitano el ,figliuolo4 ,e d'una visione che ebbe questa devota anima1 ne la quale si narra di diversi baptesmi e d'alcune altre belle e utili cose4 --,hotti decto che sonno esciti fuore4 ,el quale il segno che so' levati da la imperfeczione e gionti a la perfeczione4 ,apre l'occhio de l'intellecto e miragli crrire per lo ponte della doctrina di ,cristo crocifixo1 el quale fu regola e via e doctrina vostra4 ,dinanzi a l'occhio de l'intellecto loro essi non si pongono altro che ,cristo crocifixo2 non si pongono me1 ,padre1 s come fa colui che sta ne l'amore imperfecto1 el quale non vuole sostenere pena4 ,e perch in me non pu cadere pena1 vuole seguitare solo el dilecto che truova in me1 e per dico che sguita me3 non me1 ma el dilecto che truova in me4 ,non fanno cos costoro2 ma1 come ebbri e affocati d'amore1 hanno congregati e saliti tre scaloni generali1 e' quali ti figurai nelle tre potenzie de l'anima1 e i tre scaloni actuali che actualmente ti figurai nel ,corpo di ,cristo crocifixo1 unigenito mio ,figliuolo4 ,salito e' piei1 co' piei de l'affecto de l'anima1 gionse al costato1 dove trov il secreto del cuore2 e cognobbe il baptesmo de l'acqua 7el quale ha virt nel ,sangue7 dove l'anima trov la grazia nel sancto baptesmo1 disposto el vasello de l'anima a ricevere la grazia unita e impastata nel ,sangue4 ,dove cognobbe questa dignit di vedersi unita e impastata nel sangue de l',agnello1 ricevendo el sancto baptesmo in virt del ,sangue8 ,nel costato1 dove cognobbe il fuoco della divina carit4 ,e cos manifestoe1 se bene ti ricorda1 la mia ,verit1 essendo dimandato da te1 quando dicevi3--,doh6 dolce ed immaculato ,agnello1 tu eri morto quando el costato ti fu aperto1 perch volesti essere percosso e partito el cuore8--,ed egli rispose1 se ben ti ricorda1 che assai cagioni ci aveva2 ma alcuna principale te ne dir4 --,perch il desiderio mio verso l'umana generazione era infinito1 e l'operazione actuale di sostenere pena e tormenti era finita3 e per la cosa finita non potevo mostrare tanto amore quanto pi amavo1 perch l'amore mio era infinito4 ,e per volsi che vedeste il secreto del cuore1 mostrandovelo aperto1 acci che vedeste che pi amavo che mostrare non vi potevo per la pena finita4 ,gictando sangue e acqua1 vi mostrai el sancto baptesmo de l'acqua1 el quale riceveste in virt del ,sangue3 e per versava sangue e acqua4 ,e anco mostravo el baptesmo del ,sangue in due modi3 l'uno in coloro che sonno baptezzati nel sangue loro sparto per me2 il quale ha virt per lo sangue mio1 non potendo essi avere il sancto baptesmo4 ,alcuni altri si baptezzano nel fuoco1 desiderando el baptesmo con affecto d'amore e non poterlo avere3 e non baptesmo di fuoco senza ,sangue1 per che 'l ,sangue intriso e impastato col fuoco della divina carit1 perch per amore fu sparto4 ,in un altro modo riceve l'anima questo baptesmo del ,sangue1 parlando per figura4 ,e questo providde la divina carit1 perch1 cognoscendo la infermit e fragilit de l'uomo1 per la quale fragilit offendendo 7non che egli sia costrecto da fragilit n da altro a commectere la colpa1 se egli non vuole2 ma1 come fragile1 cade in colpa di peccato mortale1 per la quale colpa perde la grazia che trasse nel sancto baptesmo in virt del ,sangue71 e per fu bisogno che la divina carit prove desse a lassare il continuo baptesmo del ,sangue1 el quale si riceve con la contrizione del cuore e con la sancta confessione1 confessando1 quando pu1 a' ministri miei1 che tengono la chiave del ,sangue4 ,el quale ,sangue gitta1 ne l'absoluzione1 sopra la faccia de l'anima4 ,e non potendo avere la confessione1 basta la contrizione del cuore4 ,alora la mano della mia clemenzia vi dona el fructo di questo prezioso sangue2 ma1 potendo avere la confessione1 voglio che l'abbiate2 e chi la potr avere e non la vorr1 sar privato del fructo del ,sangue4 vero che ne l'ultima extremit1 volendola e non potendola avere1 anco el ricever4 ,ma non sia alcuno s macto che si voglia per con questa speranza conducersi ad aconciare i facti suoi ne l'ultima extremit della morte1 perch non sicuro che1 per la sua obstinazione1 ,io con la divina mia giustizia non dicesse3--,tu non ti ricordasti di me nella vita1 nel tempo che tu potesti3 ,io non mi ricordar di te nella morte4--,s che neuno debba pigliare lo indugio2 e se pure per lo difecto suo l'ha preso1 non debba lassare infino a l'ultimo di baptezzarsi per speranza nel ,sangue4 ,s che vedi che questo baptesmo continuo1 dove l'anima si debba baptezzare infino a l'ultimo1 per lo modo decto4 ,in questo baptesmo cognosci che l'operazione mia 7cio de la pena della croce7 fu finita2 ma el fructo della pena1 che avete ricevuto per me1 infinito4 ,questo in virt della natura divina infinita1 unita con la natura umana finita1 la quale natura umana sostenne pena in me4 ,verbo1 vestito della vostra umanit4 ,ma perch intrisa e impastata l'una natura con l'altra1 trasse a s1 la ,deit etterna1 la pena ch',io sostenni con tanto fuoco d'amore4 ,e per si pu chiamare infinita questa operazione2 non che infinita sia la pena1 n l'actuale del corpo n la pena del desiderio che ,io avevo di compire la vostra redempzione1 per che ella termin e fin in croce quando l'anima si part dal corpo4 ,ma el fructo1 che esc della pena e desiderio della vostra salute1 infinito3 e per el ricevete infinitamente4 ,per che1 se egli non fusse stato infinito1 non sarebbe restituita tucta l'umana generazione1 n ' passati n i presenti n gli avenire4 ,neanco l'uomo che offende1 doppo l'offesa1 non si potrebbe rilevare1 se questo baptesmo del ,sangue non vi fusse dato infinito1 cio che 'l fructo del ,sangue fusse infinito4 ,questo vi manifestai ne l'apritura del lato mio1 dove truovi el segreto del cuore3 mostrando che ,io v'amo pi che mostrare non posso con questa pena finita4 ,mstrotelo infinito4 ,con che8 col baptesmo del ,sangue1 unito col fuoco della mia carit1 che per amore fu sparto2 e nel baptesmo generale 7dato a' cristiani e a chiunque il vuole ricvare7 de l'acqua unita col ,sangue e col fuoco1 dove l'anima s'inpasta nel sangue mio4 ,e per mostrarvelo volsi che del costato escisse sangue e acqua4 ,ora ho risposto a quello che tu mi dimandavi4 ,,capitolo ,,lxxvi ,come l'anima1 essendo salita el terzo scalone del sancto ponte1 cio pervenuta a la bocca1 piglia incontenente l'offizio de la bocca4 ,e come la propria volont essendo morta vero segno che ella v' gionta4 --,ora ti dico che tucto questo ch',io t'ho narrato1 sai che narroe la mia ,verit4 ,hottelo narrato da capo1 favellandoti ,io in persona sua1 acci che tu cognosca l'excellenzia dove l'anima ch' salita questo secondo scalone1 dove cognosce e acquista tanto fuoco d'amore4 ,dove subbito corrono al terzo1 cio a la bocca1 dove manifesta essere venuto ad perfecto stato4 ,unde passoe8 per lo mezzo del cuore1 cio con la memoria del ,sangue dove si ribaptezz lassando l'amore imperfecto1 per lo cognoscimento che trasse del cordiale amore1 vedendo1 gustando e provando el fuoco della mia carit4 ,gionti sonno costoro a la bocca1 e per el dimostrano facendo l'officio della bocca4 ,la bocca parla con la lingua che ne la bocca2 el gusto gusta4 ,la bocca ritiene porgendolo a lo stomaco4 ,i denti schiacciano1 per che in altro modo nol potrebbe inghioctire4 ,or cos l'anima3 prima parla a me con la lingua che sta nella bocca del sancto desiderio1 cio la lingua della sancta e continua orazione4 ,questa lingua parla actuale e mentale3 mentale1 offerendo a me dolci e amorosi desidri in salute de l'anime2 e parla actuale1 anunziando la doctrina della mia ,verit1 amonendo1 consigliando e confessando senza alcuno timore di propria pena che 'l mondo le volesse dare1 ma arditamente confessa innanzi a ogni creatura1 in diversi modi1 e a ciascuno secondo lo stato suo4 ,dico che mangia prendendo el cibo de l'anime1 per onore di me1 in su la mensa della sanctissima croce1 per che in altro modo n in altra mensa nol potrebbe mangiare in verit perfectamente4 ,dico che lo schiaccia co' denti1 per che in altro modo nol potrebbe inghioctire3 cio con l'odio e con l'amore1 e' quali sonno due filaia di denti nella bocca del sancto desiderio1 che riceve il cibo schiacciando con odio di s e con amore della virt4 ,in s e nel proximo suo schiaccia ogni ingiuria1 scherni1 villanie1 strazi e rimprovri con le molte persecuzioni2 sostenendo fame e sete1 freddo e caldo e penosi desidri1 lagrime e sudori per salute de l'anime4 ,tucti gli schiaccia per onore di me1 portando e sopportando el proximo suo4 ,e poi che l'ha schiacciato1 el gusto el gusta1 asaporando el fructo della fadiga e il dilecto del cibo de l'anime1 gustandolo nel fuoco della carit mia e del proximo suo4 ,e cos giogne questo cibo nello stomaco1 che per lo desiderio e fame de l'anime s'era disposto a volere ricevere 7cio lo stomaco del cuore71 col cordiale amore1 diletto e dileczione di carit col proximo suo2 dilectandosene e rugumando per s facto modo1 che perde la tenarezza della vita corporale1 per potere mangiare questo cibo 7preso in su la mensa della croce7 della doctrina di ,cristo crocifixo4 ,alora ingrassa l'anima nelle vere e reali virt1 e tanto rigonfia per l'abbondanzia del cibo1 che 'l vestimento della propria sensualit 7cio del corpo1 che ricuopre l'anima71 criepa quanto a l'appetito sensitivo4 ,colui che criepa1 muore4 ,cos la volont sensitiva rimane morta4 ,questo perch la volont ordinata de l'anima viva in me1 vestita de l'etterna volont mia1 e per morta la sensitiva4 ,or questo fa l'anima che in verit gionta al terzo scalone della bocca1 e il segno che ella v' gionta questo3 che ella ha morta la propria volont quando gust l'affecto della carit mia4 ,e per trov pace e quiete ne l'anima sua nella bocca4 ,sai che nella bocca si d la pace4 ,cos in questo terzo stato truova la pace per s facto modo che neuno che la possa turbare1 perch ha perduta e annegata la sua propria volont1 la quale volont d pace e quiete quando ella morta4 ,questi parturiscono le virt senza pena sopra del proximo loro3 non che le pene non siano pene in loro1 ma non pena a la volont morta1 per che volontariamente sostiene pena per lo nome mio4 ,questi corrono1 senza negligenzia1 per la doctrina di ,cristo crocifixo1 e non allentano l'andare per ingiuria che lo' sia facta n per alcuna persecuzione n per dilecto che trovassero2 cio dilecto che il mondo lo' volesse dare4 ,ma tucte queste cose trapassano con vera fortezza e perseveranzia1 vestito l'affecto loro de l'affecto della carit1 gustando el cibo della salute de l'anime con vera e perfecta pazienzia4 ,la quale pazienzia uno segno demostrativo1 che mostra che l'anima ami perfectissimamente e senza alcuno rispecto4 ,per che1 se ella amasse me e il proximo per propria utilit1 sarebbe impaziente e allentarebbe ne l'andare4 ,ma perch essi amano me per me1 in quanto ,io so' somma bont e degno d'essere amato1 e loro amano per me e 'l proximo per me1 per rendere loda e gloria al nome mio1 per sonno pazienti e forti a sostenere e perseveranti4 ,,capitolo ,,lxxvii ,de le operazioni de l'anima poi che salita el predecto sancto terzo scalone4 --,queste sonno quelle tre gloriose virt fondate nella vera carit1 le quali stanno in cima de l'arbore d'essa carit3 cio la pazienzia1 la fortezza e la perseveranzia1 che coronata col lume della sanctissima fede1 col quale lume corrono1 senza tenebre1 per la via della verit4 ,ed levata in alto per sancto desiderio1 e per non alcuno che la possa offendere3 n il dimonio con le sue temptazioni 7perch egli teme l'anima che arde nella fornace della carit71 n le detraczioni n le ingiurie degli uomini2 anco1 con tucto ci che 'l mondo gli perseguiti1 el mondo ha timore di loro4 ,questo permette la mia bont3 di fortificarli e farli grandi dinanzi a me e nel mondo1 perch essi si sonno facti piccoli per umilit4 ,bene lo vedi tu nei sancti miei1 e' quali per me si fecero piccoli1 e ,io gli ho facti grandi in me1 ,vita durabile1 e nel corpo mistico della sancta ,chiesa1 dove si fa sempre menzione di loro perch i nomi loro sonno scripti in me1 libro di vita2 s che 'l mondo gli ha in reverenzia perch essi hanno spregiato el mondo4 ,questi non nascondono la virt per timore ma per umilit2 e se egli bisogno del servizio suo nel proximo1 egli non la nasconde per timore della pena n per timore di perdere la propria consolazione1 ma virilmente il serve perdendo se medesimo e non curando di s4 ,e in qualunque modo egli exercita la vita e 'l tempo suo in onore di me1 si gode e truovasi pace e quiete nella mente4 ,perch8 perch non elegge di servire a me a suo modo ma a modo mio2 e per gli pesa tanto el tempo della consolazione quanto quello della tribolazione1 e tanto la prosperit quanto l'aversit4 ,tanto gli pesa l'una quanto l'altra1 perch in ogni cosa truova la volont mia1 ed egli non pensa di fare altro se non di conformarsi1 dovunque egli la truova1 con essa volont4 ,egli ha veduto che veruna cosa facta senza me1 e con misterio e con divina providenzia1 se non il peccato che non 3 e per odiano el peccato1 e ogni altra cosa hanno in reverenzia2 e per sonno tanto fermi e stabili nel loro volere andare per la via della verit1 e non allentano1 ma fedelmente servono el proximo loro1 non raguardando a l'ignoranzia e ingratitudine sua4 ,n perch alcuna volta el vizioso gli dica ingiuria e riprenda el suo bene adoperare1 che egli non gridi1 nel cospecto mio1 per orazione per lui1 dolendosi pi de l'offesa che egli fa a me e danno de l'anima sua che della ingiuria propria4 ,costoro dicono col glorioso di ,pavolo mio banditore3 ,el mondo ci maladice1 e noi benediciamo2 egli ci perseguita1 e noi ringraziamo2 cacciaci come immondizia e spazzatura del mondo1 e noi pazientemente portiamo4 ,s che vedi1 figliuola dilectissima1 e' dolci segni2 e singularmente1 sopra ogni segno1 la virt della pazienzia1 dove l'anima dimostra in verit d'essere levata da l'amore imperfecto e venuta al perfecto1 seguitando el dolce e immaculato ,agnello1 unigenito mio ,figliuolo1 el quale1 stando in su la croce tenuto da' chiovi de l'amore1 non ritrae adietro per decto dei giuderi che dicevano3 ,discende della croce e credarenti4 ,n per ingratitudine vostra non ritrasse adietro che non perseverasse ne l'obbedienzia1 che ,io gli avevo posta1 con tanta pazienzia che il grido suo non fu udito per alcuna mormorazione4 ,cos questi cotali dilectissimi figliuoli e fedeli servi miei seguitano la doctrina e l'exemplo della mia ,verit4 ,e perch con lusinghe e minacce il mondo gli voglia ritrare1 non vllono per el capo adietro a mirare l'aratro1 ma guardano solo ne l'obiecto della mia ,verit4 ,questi non si vogliono partire del campo della bactaglia per tornare a casa per la gonnella1 cio per la gonnella propria1 che egli lass1 del piacere pi a le creature e temere pi loro che me ,creatore suo2 anco con dilecto sta nella bactaglia1 pieno e inebriato del sangue di ,cristo crocifixo4 ,el quale ,sangue v' posto dinanzi nella bottiga del corpo mistico della sancta ,chiesa da la mia carit1 per fare inanimare coloro che vogliono essere veri cavalieri1 e combactere con la propria sensualit e carne fragile1 col mondo e col dimonio1 col coltello de l'odio d'essi nemici suoi1 con cui egli ha a combctare1 e con amore delle virt4 ,el quale amore una arme che ripara da' colpi che nol possono accanare se esso non si trae l'arme di dosso e 'l coltello di mano e dialo nelle mani de' nemici suoi1 cio dando l'arme con la mano del libero arbitrio1 arrendendosi volontariamente a' nemici suoi4 ,non fanno cos questi che sonno inebriati nel ,sangue1 anco virilmente perseverano infino a la morte1 dove rimangono sconfitti tucti e' nemici suoi4 ,o gloriosa virt1 quanto se' piacevole a me e riluci nel mondo negli occhi tenebrosi degl'ignoranti1 che non possono fare che non participino della luce de' servi miei6 ,ne l'odio loro riluce la clemenzia ch'e' servi miei hanno a la loro salute2 nella invidia loro riluce la larghezza della carit2 nella crudelt la piet1 per che essi sonno crudeli verso di loro1 ed essi sonno pietosi2 nella ingiuria riluce la pazienzia1 reina che signoreggia e tiene la signoria di tucte le virt1 perch ella il mirollo della carit4 ,ella dimostra e rasegna le virt ne l'anima2 dimostra se elle sonno fondate in me in verit1 o no4 ,ella vince e non mai vinta2 ella compagna della fortezza e perseveranzia1 come decto 2 ella torna a casa con la victoria1 escita del campo della bactaglia1 tornata a me1 ,padre etterno1 remuneratore d'ogni loro fadiga1 e ricevono da me la corona della gloria4 ,,capitolo ,,lxxviii ,del quarto stato1 el quale non per separato dal terzo2 e de le operazioni de l'anima che gionta a questo stato2 e come ,dio non si parte mai da essa per continuo sentimento4 --,ora t'ho decto come dimostrano d'essere gionti a la perfeczione de l'amore de l'amico e filiale4 ,ora non ti voglio tacere in quanto dilecto gustano me1 essendo ancora nel corpo mortale4 ,perch1 gionti al terzo stato1 in esso stato1 s com',io ti dixi1 acquistano el quarto stato4 ,non che sia stato separato dal terzo1 ma unito insieme con esso1 e l'uno non pu essere senza l'altro se non come la carit mia e quella del proximo1 s com',io ti dixi4 ,ma uno fructo che esce di questo terzo stato d'una perfecta unione che l'anima fa in me1 dove riceve fortezza sopra fortezza1 intanto che non che porti con pazienzia1 ma esso desidera1 con ansietato desiderio1 di potere sostenere pene per gloria e loda del nome mio4 ,questi si gloriano negli obrobri de l'unigenito mio ,figliuolo1 s come diceva el glorioso di ,pavolo mio banditore3 ,io mi glorio nelle tribulazioni e negli obrobri di ,cristo crocifixo4 ,e in un altro luogo3 ,io non reputo di dovere gloriarmi altro che in ,cristo crocifixo4 ,unde in un altro luogo dice3 ,io porto le stmate di ,cristo crocifixo nel corpo mio4 ,cos questi cotali1 come inamorati de l'onore mio e come affamati del cibo de l'anime1 corrono a la mensa della sanctissima croce1 volendo1 con pena e con molto sostenere1 fare utilit al proximo1 conservare e acquistare le virt1 portando le stmate di ,cristo ne' corpi loro4 ,cio che 'l crociato amore1 il quale hanno1 riluce nel corpo1 mostrandolo con dispregiare se medesimi e con dilectarsi d'obrobri1 sostenendo molestie e pene da qualunque lato e in qualunque modo ,io le concedo4 ,a questi cotali carissimi figliuoli la pena l' dilecto1 el dilecto l' fadiga e ogni consolazione e dilecto che 'l mondo alcuna volta lo' volesse dare4 ,e non solamente quelle che 'l mondo lo' d per mia dispensazione 7cio ch'e' servi del mondo alcuna volta sonno costrecti da la mia bont ad averli in reverenzia e sovenirli ne' loro bisogni e necessit corporali71 ma la consolazione che ricevono da me1 ,padre etterno1 nella mente loro1 la spregiano per umilit e odio di loro medesimi4 ,non che spregino la consolazione e 'l dono e la grazia mia1 ma el dilecto che truova el desiderio de l'anima in essa consolazione4 ,questo per la virt della vera umilit acquistata da l'odio sancto1 la quale umilit baglia e nutrice della carit acquistata con vero cognoscimento di s e di me4 ,s che vedi che la virt riluce1 e le stmate di ,cristo crocifixo1 ne' corpi e nelle menti loro4 ,a questi cotali l' tolto di non separarmi da loro per sentimento1 s come degli altri ti dixi che ,io andavo e tornavo a loro1 partendomi non per grazia ma per sentimento4 ,non fo cos a questi perfectissimi che sonno gionti alla grande perfeczione1 in tucto morti a ogni loro volont1 ma continuamente mi riposo per grazia e per sentimento ne l'anima loro2 cio che ogni otta che vogliono unirsi in me la mente per affecto d'amore1 possono1 perch 'l desiderio loro venuto a tanta unione per affecto d'amore che per veruna cosa se ne pu separare1 ma ogni luogo l' luogo e ogni tempo l' tempo d'orazione2 perch la loro conversazione levata da la terra e salita in clo1 cio che ogni affecto terreno e amore proprio sensitivo di loro medesimi hanno tolto da s4 ,levati si sonno sopra di loro ne l'altezza del cielo con la scala delle virt1 saliti e' tre scaloni che ,io ti figurai nel corpo del mio ,figliuolo4 ,nel primo spogliro e' piei de l'affecto de l'amore del vizio2 nel secondo gustro el secreto e l'affecto del cuore1 unde concepettero amore nelle virt2 nel terzo 7cio della pace e quiete della mente7 provarono in s le virt e1 levandosi da l'amore imperfecto1 gionsero a la grande perfeczione4 ,unde hanno trovato el riposo nella doctrina della mia ,verit2 hanno trovata la mensa1 el cibo e il servidore4 ,el quale cibo gustano col mezzo della doctrina di ,cristo crocifixo1 unigenito mio ,figliuolo2 ,io lo' so' letto e mensa4 ,questo dolce e amoroso ,verbo l' cibo1 s perch gustano el cibo de l'anime in questo glorioso ,verbo1 e s perch egli cibo dato da me a voi3 la carne e 'l sangue suo1 tucto ,dio e tucto uomo1 el quale ricevete nel ,sacramento de l'altare1 posto e dato a voi da la mia bont1 mentre che ste peregrini e viandanti1 acci che non veniate meno1 ne l'andare1 per debilezza1 e perch non perdiate la memoria del benefizio del ,sangue sparto per voi con tanto fuoco d'amore1 ma perch sempre vi confortiate e dilectiate nel vostro andare4 ,lo ,spirito sancto gli serve1 cio l'affecto della mia carit1 la quale carit lo' ministra e' doni e le grazie4 ,questo dolce servidore porta e arreca3 arreca a me i penosi e dolci ed amorosi desidri1 e porta a loro el fructo della divina carit delle loro fadighe ne l'anime loro1 gustando e notricandosi della dolcezza della mia carit4 ,s che vedi che ,io lo' so' mensa1 el ,figliuolo mio l' cibo1 e lo ,spirito sancto gli serve1 che procede da me ,padre e dal ,figliuolo4 ,vedi dunque che sempre1 per sentimento1 mi sentono nella loro mente4 ,e quanto pi hanno spregiato el dilecto e voluta la pena1 pi hanno perduta la pena e acquistato el dilecto4 ,perch8 perch sonno arsi e affocati nella mia carit1 dove consumata la volont loro4 ,unde el dimonio teme il bastone della carit loro1 e per gicta le saecte sue da longa e non s'ardisce d'acostare4 ,el mondo percuote nella corteccia de' corpi loro credendo offendere1 ed egli offeso1 perch la saecta1 che non truova dove intrare1 ritorna a colui che la gitta4 ,cos el mondo con le saecte delle ingiurie e persecuzioni e mormorazioni sue1 gictandole ne' perfectissimi servi miei1 non v' luogo da veruna parte dove possa intrare1 perch l'orto de l'anima loro chiuso2 e per ritorna la saecta a colui che la gicta1 avelenata col veleno della colpa4 ,vedi che da veruno lato la pu percuotere1 per che1 percotendo el corpo1 non percuote l'anima4 ,ma sta beata e dolorosa3 dolorosa sta de l'offesa del proximo suo1 e beata per l'unione e affecto della carit che ha ricevuta in s4 ,questi seguitano lo immaculato ,agnello1 unigenito mio ,figliuolo1 el quale stando in croce era beato e doloroso3 doloroso era1 portando la croce del corpo1 sostenendo pena1 e la croce del desiderio per satisfare la colpa de l'umana generazione2 e beato era1 perch la natura divina1 unita con la natura umana1 non poteva sostenere pena1 e sempre faceva l'anima sua beata mostrandosi a lei senza velame4 ,e per era beato e doloroso1 perch la carne sosteneva1 e la deit pena non poteva patire2 neanco l'anima quanto a la parte di sopra de l'intellecto4 ,cos questi dilecti figliuoli1 gionti al terzo e al quarto stato1 sonno dolorosi portando la croce actuale e mentale3 cio actualmente1 sostenendo pene ne' corpi loro1 secondo che ,io permecto1 e la croce del desiderio del crociato dolore de l'offesa mia e danno del proximo4 ,dico che sonno beati1 per che 'l dilecto della carit1 la quale gli fa beati1 non lo' pu essere tolto1 unde eglino ricevono allegrezza e beatitudine4 ,unde si chiama questo dolore1 non dolore affliggitivo che disecca l'anima1 ma ingrassativo1 che ingrassa l'anima ne l'affecto della carit1 perch le pene aumentano la virt e fortificano e crescono e pruovano la virt4 ,s che pena ingrassativa e non affliggitiva1 perch veruno dolore n pena la pu trare del fuoco1 se non come il tizzone1 che tucto consumato nella fornace1 che veruno che 'l possa pigliare per spegnere1 perch gli facto fuoco4 ,cos queste anime1 gictate nella fornace della mia carit1 non rimanendo veruna cosa fuore di me1 cio veruna loro volont1 ma tucti affocati in me1 veruno che le possa pigliare n trarle fuore di me per grazia1 perch sonno facte una cosa con meco ed ,io con loro4 ,e mai da loro non mi sottraggo per sentimento che la mente loro non mi senta in s1 s come degli altri ti dixi che ,io andavo e tornavo1 partendomi per sentimento e non per grazia2 e questo facevo per farli venire a la perfeczione4 ,gionti a la perfeczione1 lo' tolgo el giuoco de l'amore d'andare e di tornare1 el quale si chiama giuoco d'amore1 ch per amore mi parto e per amore torno3 non propriamente ,io 7ch ,io so' lo ,idio vostro immobile che non mi muovo71 ma el sentimento che d la mia carit ne l'anima quello che va e torna4 ,,capitolo ,,lxxix ,come ,dio da' predecti perfectissimi non si sottrae per sentimento n per grazia1 ma s per unione4 --,dicevo che a costoro l' tolto che 'l sentimento non perdono mai4 ,ma in un altro modo mi parto3 perch l'anima che legata nel corpo non sufficiente a ricevere continuamente l'unione ch',io fo ne l'anima2 e perch non sufficiente1 mi sottrago non per sentimento n per grazia1 ma per unione4 ,perch1 levandosi l'anime con ansietato desiderio1 corsero con virt per lo ponte della doctrina di ,cristo crocifixo2 giongono a la porta levando la mente loro in me1 bagnate1 inebriate di ,sangue1 arse di fuoco d'amore2 gustano in me la deit etterna1 el quale a loro uno mare pacifico1 dove l'anima ha facta tanta unione che veruno movimento quella mente non ha altro che in me4 ,ed essendo mortale1 gusta el bene degl'inmortali2 ed essendo col peso del corpo1 riceve la leggerezza dello spirito4 ,unde spesse volte il corpo levato da la terra per la perfecta unione che l'anima ha facta in me1 quasi come il corpo grave diventasse leggiero4 ,non per che gli sia tolta la gravezza sua1 ma perch l'unione che l'anima ha facta in me pi perfecta che non l'unione fra l'anima e 'l corpo2 e per la fortezza dello spirito unita in me leva da tera la gravezza del corpo4 ,el corpo sta come immobile1 tucto stracciato da l'affecto de l'anima1 intanto che 7s come ti ricorda d'avere udito da alcune creature7 non sarebbe possibile di vivere se la mia bont non el cerchiasse di fortezza4 ,unde ,io voglio che tu sappi che maggiore miracolo a vedere che l'anima non si parte dal corpo in questa unione1 che vedere molti corpi resuscitati4 ,e per ,io1 per alcuno spazio1 sottrago l'unione1 facendola tornare al vasello del corpo suo3 cio che 'l sentimento del corpo1 che era tucto alienato per l'affecto de l'anima1 torna al sentimento suo4 ,per che1 non che l'anima si parta dal corpo1 ch ella non si parte se non col mezzo della morte1 ma partonsi le potenzie e l'affecto de l'anima per amore unito in me4 ,unde la memoria non si truova piena d'altro che di me2 lo intellecto levato speculando ne l'obiecto della mia ,verit2 l'affecto1 che va dietro a l'intellecto1 ama e uniscesi in quello che l'occhio de l'intellecto vide4 ,congregate e unite tucte insieme queste potenzie1 e immerse e affogate in me1 perde il corpo el sentimento3 ch l'occhio vedendo non vede1 l'orecchia udendo non ode1 la lingua parlando non parla 7se non come alcuna volta1 per l'abondanzia del cuore1 permectar che 'l membro della lingua parli per sfogamento del cuore e per gloria e loda del nome mio2 s che parlando non parla1 la mano toccando non tocca1 e' piei andando non vanno2 tucte le membra sonno legate e occupate dal legame e sentimento de l'amore4 ,per lo quale legame sonnosi soctoposte a la ragione e uniti con l'affecto de l'anima1 ch1 quasi contra sua natura1 a una voce tucte gridano a me1 ,padre etterno1 di volere essere separate da l'anima1 e l'anima dal corpo4 ,e per grida1 dinanzi da me1 col glorioso di ,pavolo3 ,o disaventurato a me1 chi mi dissolverebbe dal corpo mio8 ,perch'io ho una legge perversa che impugna contra lo spirito4 ,non tanto diceva ,pavolo della impugnazione che fa el sentimento sensitivo contra lo spirito1 ch per la parola mia era quasi certificato quando gli fu decto3 ,pavolo1 bastiti la grazia mia4 ,ma perch il diceva8 perch1 sentendosi ,pavolo legato nel vasello del corpo1 el quale gl'impediva per spazio di tempo la visione mia 7cio infino a l'ora de la morte71 l'occhio era legato a non potere vedere me1 ,trinit etterna1 nella visione de' beati immortali che sempre rendono gloria e loda al nome mio1 ma trovavasi fra' mortali che sempre offendono me1 privato della mia visione1 cio di vedermi ne l'essenzia mia4 ,none che esso e gli altri servi miei non mi veggano e gustino1 non in essenzia1 ma in affecto di carit in diversi modi1 secondo che piace a la bont mia di manifestare me medesimo a voi2 ma ogni vedere1 che l'anima riceve mentre che nel corpo mortale1 una tenebre a rispecto del vedere che ha l'anima separata dal corpo4 ,s che pareva a ,pavolo che 'l sentimento del vedere impugnasse il vedere dello spirito1 cio che 'l sentimento umano della grossezza del corpo impedisse l'occhio de l'intellecto1 che non lassava vedere me a faccia a faccia4 ,la volont gli pareva che fusse legata a non potere tanto amare quanto desiderava d'amare1 perch ogni amore in questa vita imperfecto infino che non giogne a la sua perfeczione4 ,none che l'amore di ,pavolo o degli altri veri servi miei fusse imperfecto a grazia e a perfeczione di carit 7ch egli era perfecto71 ma era imperfecto ch non aveva saziet nel suo amore2 unde era con pena4 ,ch se fusse stato pieno el desiderio di quello che egli amava1 non avarebbe avuta pena2 ma perch l'amore perfectamente1 mentre che egli nel corpo mortale1 non ha quel che egli ama1 per ha pena4 ,ma1 separata l'anima dal corpo1 ha pieno il desiderio suo1 e per ama senza pena4 saziata1 e di longa il fastidio da la saziet2 essendo saziata1 ha fame1 ma di longa la pena da la fame1 perch1 separata l'anima dal corpo1 ripieno el vasello suo in me in verit1 fermato e stabilito che non pu desiderare cosa che non abbi4 ,desiderando di vedere me1 egli mi vede a faccia a faccia2 desiderando di vedere la gloria e loda del nome mio ne' sancti miei1 egli la vede s nella natura angelica e s nella natura umana4 ,,capitolo ,,lxxx ,come li mondani rendono gloria e loda a ,dio1 vogliano essi o no4 --,e tanto perfecto el suo vedere che non tanto ne' cittadini che sonno a vita etterna ma nelle creature mortali vede la gloria e loda del nome mio2 ch1 o voglia el mondo o no1 egli mi rende gloria4 ,vero che non me la rende per lo modo che debba1 amando me sopra ogni cosa4 ,ma da la parte mia ,io trago di loro gloria e loda al nome mio1 cio che in loro riluce la misericordia mia e l'abbondanzia della mia carit1 prestando el tempo1 non comandando a la terra che gl'inghioctisca per li difecti loro4 ,anco gli aspecto1 e a la terra comando che lo' doni de' fructi suoi1 al sole che gli scaldi e dia lo' la luce e 'l caldo suo1 al cielo che si muova2 e in tucte quante le cose create facte per loro ,io uso la mia misericordia e carit1 non sottraendole per li difecti loro4 ,anco le do al peccatore come al giusto1 e spesse volte pi al peccatore che al giusto1 perch il giusto1 che apto a portare1 il privar del bene della terra per darli pi abondantemente del bene del cielo4 ,s che la misericordia mia e carit riluce sopra di loro4 ,alcuna volta1 nelle persecuzioni ch'e' servi del mondo faranno a' servi miei1 provando in loro la virt della pazienzia e della carit1 offerendo il servo mio1 che sostiene1 umili e continue orazioni1 me ne torna gloria e loda al nome mio4 ,s che1 o voglia quello iniquo o no1 me ne torna gloria2 poniamo che 'l suo rispecto non fusse per ci1 ma per farmi vituperio4 ,,capitolo ,,lxxxi ,come eziandio li demni rendono gloria e loda a ,dio4 --,questi stanno in questa vita ad aumentare la virt ne' servi miei1 s come le dimonia stanno ne l'inferno come miei giustizieri e aumentatori3 cio facendo giustizia de' dannati1 e aumentatori a le creature mie che sonno viandanti e peregrine in questa vita1 facte per giognere a me termine loro4 ,essi gli aumentano exercitandoli in virt con molte molestie e temptazioni in diversi modi3 facendo fare ingiuria l'uno a l'altro1 e tllare le cose l'uno dell'altro non solamente per le cose o per la ingiuria1 ma per privarli della carit4 ,credendo privare i servi miei1 ed essi gli fortificano1 provando in loro la virt della pazienzia1 fortezza e perseveranzia4 ,per questo modo rendono gloria e loda al nome mio1 e cos s'adempie la mia verit in loro1 che gli avevo creati per gloria e loda di me ,padre etterno e perch participassero la bellezza mia2 ma1 ribellando a me per la superbia sua1 cadde e fu privato della mia visione3 onde non mi rendono gloria in dileczione d'amore4 ,ma ,io1 ,verit etterna1 gli ho messi per strumento ad exercitare e' servi miei nella virt1 e come giustizieri di coloro che per li loro difecti vanno a l'ecterna dannazione1 e cos di coloro che vanno a le pene del purgatorio4 ,s che vedi che egli la verit che la verit mia adempita in loro1 cio che mi rendono gloria non come cittadini di vita etterna 7ch ne sonno privati per li loro difecti7 ma come miei giustizieri1 manifestando per loro la giustizia mia sopra e' dannati e sopra quegli del purgatorio4 ,,capitolo ,,lxxxii ,come l'anima1 poi che passata di questa vita1 vede pienamente la gloria e loda del nome di ,dio in ogni creatura4 ,e come in essa finita la pena del desiderio1 ma non el desiderio4 --,questo chi el vede e gusta3 che in ogni cosa creata1 e nelle creature che hanno in loro ragione1 e nelle dimonia si vega la gloria e loda del nome mio8 ,l'anima che denudata dal corpo e gionta a me1 fine suo1 vede schiectamente1 e nel suo vedere cognosce la verit4 ,vedendo me1 ,padre etterno1 ama2 amando1 saziato2 saziato1 cognosce la verit2 cognoscendo la verit1 fermata la volont sua nella volont mia e legata e stabilita per modo che in veruna cosa pu sostenere pena1 perch egli ha quello che desiderava d'avere prima di vedere me1 e di vedere la gloria e loda del nome mio4 ,egli la vede a pieno in verit ne' sancti miei e negli spiriti beati e in tucte l'altre creature e nelle dimonia1 come decto t'ho4 ,e poniamo che anco vega l'offesa che facta a me1 della quale in prima aveva dolore3 ora non ne pu avere dolore1 ma compassione senza pena1 amandoli e sempre pregando me con affecto di carit ch',io facci misericordia al mondo4 terminata in loro la pena ma non la carit3 s come al ,verbo del mio ,figliuolo in su la croce1 nella penosa morte1 termin la pena del crociato desiderio che egli aveva portato dal principio che ,io el mandai nel mondo infino a l'ultimo della morte per la salute vostra2 ma non termin l'affecto della vostra salute1 ma s la pena4 ,ch se l'affecto della mia carit1 la quale per mezzo di lui vi mostrai1 fusse alora terminata e finita in voi1 voi non sareste1 perch ste facti per amore3 se l'amore fusse ritracto a me1 che ,io non amasse l'essere vostro1 voi non sareste4 ,ma l'amore mio vi cre1 e l'amore mio vi conserva4 ,e perch ,io so' una cosa con la mia ,verit1 ed egli1 ,verbo incarnato1 con meco1 fin la pena del desiderio e non l'amore del desiderio4 ,vedi dunque che i santi e ogni anima che ad vita ecterna hanno desiderio della salute dell'anime senza pena1 per che la pena termin nella morte loro1 ma none l'affecto della carit4 ,anche1 come ebbri nel sangue dello inmaculato ,agnello1 vestiti della carit del proximo1 passarono per la porta strecta1 bagnati nel sangue di ,cristo crucifixo1 e trovaronsi in me1 mare pacifico1 levati dalla imperfeczione1 cio dalla insaziet1 e giunti alla perfeczione saziati d'ogni bene4 ,,capitolo ,,lxxxiii ,come1 poi che sancto ,paulo appostolo fu tracto a vedere la gloria de' beati1 desiderava d'essere sciolto dal corpo2 la qual cosa fanno anche quelli che sono giunti al terzo e al quarto santo stato predecto4 --,paulo dunque aveva veduto e gustato questo bene quando ,io el trassi al terzo cielo1 cio nell'altezza della ,trinit1 gustando e cognoscendo la verit mia1 dove egli ricevette ad pieno lo ,spirito santo e impar la doctrina della mia ,verit1 ,verbo incarnato4 ,vestitasi l'anima di ,paulo1 per sentimento e unione1 di me ,padre ecterno1 come i beati della vita durabile1 excepto che l'anima non era separata dal corpo1 ma per sentimento e unione2 e piacendo alla mia bont di farlo vasello d'elleczione nell'abisso di me ,trinit ecterna1 lo spogliai di me1 perch in me non cade pena1 e ,io volevo che sostenesse per lo nome mio2 e per gli posi per obiecto ,cristo crucifixo dinanzi ad l'occhio dell'intellecto suo1 vestendoli el vestimento della doctrina sua1 legato e incatenato con la clemenzia dello ,spirito santo1 fuoco di carit4 ,egli1 come vasello disposto e reformato dalla bont mia1 perch non fece resistenzia quando fu percosso1 anche dixe3 ,signore mio1 che vuogli tu che io faccia8 ,dimi quello che tue vuogli che io faccia1 e io el far2 ,io gliel'insegnai1 quando gli posi ,cristo crucifixo dinanzi ad l'occhio suo1 vestendolo della doctrina della mia ,verit4 ,illuminato perfectiximamente col lume della vera contrizione 7colla quale spense el difecto suo71 fondato nella mia carit1 si vest della dottrina di ,cristo crucifixo4 ,e strinselo per s facto modo1 siccome esso ti manifest1 che giamai no gli fu tracto di dosso3 n per tentazione di demonia1 n per lo stimolo della carne che spesse volte lo impugnava 7lassato ad lui dalla mia bont per crescerlo in grazia e in merito1 e per umiliazione1 per che egli avea gustata l'altezza della ,trinit72 neanche per tribolazioni1 n per veruna cosa che gli avenisse1 allentava el vestimento di ,cristo crucifixo1 cio la perserveranzia della doctrina sua1 anche1 pi strectamente se lo incarnava4 ,e tanto sello strinse1 che egli ne die' la vita1 e con esso vestimento ritorn ad me1 ,dio ecterno4 ,sicch ,paulo avea provato che cosa era gustare me senza la gravezza del corpo1 facendogliele ,io gustare per sentimento d'unione1 ma non per separazione4 ,adunque1 poi che fu ritornato ad s1 vestito del vestimento di ,cristo crocifixo1 alla perfeczione dell'amore che in me aveva gustata e veduta e che i santi gustano separati dal corpo1 gli pareva1 el suo1 imperfecto4 ,e per gli pareva che la gravezza del corpo gli ribellasse1 cio che gl'impedisse la grande perfeczione della saziet del desiderio1 che riceve l'anima doppo la morte4 ,onde la memoria gli pareva imperfecta e debole1 come ella 1 per la quale debilezza e imperfeczione gl'impediva di potere ritenere ed essere capace e ricevere e gustare me in verit con quella perfeczione che mi ricevono i santi4 ,e per gli pareva che ogni cosa1 mentre che stava nel corpo suo1 gli fuxe una legge perversa che impugnasse e ribellasse contro allo spirito4 ,non di impugnazione di peccato1 per che gi ti dixi che ,io el certificai dicendo3 ,paulo1 bastiti la grazia mia2 ma di impugnazione che faceva di impedire la perfeczione dello spirito1 cio di vedere me nell'essenzia mia1 el quale vedere era impedito dalla legge e gravezza del corpo4 ,e per gridava3 ,disaventurato uomo1 chi mi dissolverebbe dal corpo mio8 ch io ho una legge perversa1 legata nelle menbra mie1 che impugna contro allo spirito4 ,e cos la verit3 per che la memoria impugnata dalla imperfeczione corporale2 lo intellecto impedito e legato1 per questa grossezza del corpo1 di non vedere me come ,io sono nell'essenzia mia2 e la volont legata1 cio che non pu giugnere col peso del corpo a gustare me1 senza pena1 ,dio ecterno1 per lo modo che decto t'ho4 ,sicch ,paulo diceva la verit3 che egli aveva una legge perversa legata nel corpo che impugnava contro allo spirito4 ,e cos questi miei servi1 de' quali ,io ti dicevo che erano giunti al terzo e al quarto stato della perfecta unione che fanno in me1 gridano con lui volendo essere sciolti dal corpo e separati4 ,,capitolo ,,lxxxiv ,per quali cagioni l'anima desidera d'essere sciolta dal corpo4 ,la quale cosa non potendo essere1 non discorda per dalla volont di ,dio2 ma pi tosto si gloria in questa e in ogni altra pena per onore di ,dio4 --,questi non sentono malagevolezza della morte1 per che n'hanno desiderio1 e con odio perfecto hanno facto guerra col corpo loro2 onde hanno perduta la tenerezza che naturalmente fra l'anima e 'l corpo3 sicch1 dato el bocto all'amore naturale1 con odio della vita del corpo suo e con amore di me1 desidera la morte4 ,e per dice3 ,chi mi dissolverebbe dal corpo mio8 ,io desidero d'essere sciolta dal corpo ed essere con ,cristo4 ,e dicono ancora questi cotali col medeximo ,paulo3 ,la morte m' in dexiderio e la vita impazienzia4 ,per che l'anima levata in questa perfecta unione desidera di vedere me e di vedermi rendere gloria e loda4 ,onde1 tornando poi alla nuvila del corpo suo1 tornando1 dico1 el sentimento nel corpo 7el quale sentimento era tracto in me per affecto d'amore1 siccome ,io ti dixi1 cio che tucti e' sentimenti del corpo erano tratti per la forza dell'affecto dell'anima1 unita in me pi perfectamente che non l'unione tra l'anima e 'l corpo72 traendo dunque ad me questa unione 7per che gi ti dixi che il corpo non era sufficiente a portare la continua unione71 ,io mi parto per unione1 ma non per grazia n per sentimento1 come nel secondo e terzo stato ti feci menzione1 e sempre torno con pi acrescimento di grazia e con pi perfecta unione4 ,onde1 sempre di nuovo e con pi altezza e cognoscimento della mia verit1 torno1 manifestando me medeximo a loro4 ,e quando ,io mi parto1 per lo modo decto1 perch il corpo torni un poco al sentimento suo1 dico che per l'unione che ,io avevo facta nell'anima1 e l'anima in me1 tornando ad s1 cio al sentimento del corpo1 impaziente nel vivere1 vedendosi levata da l'unione di me1 levandosi da la conversazione degl'inmortali e trovandosi con la conversazione de' mortali1 vedendo offendere me tanto miserabilemente4 ,questo il crociato desiderio che eglino portano vedendomi offendere da le mie creature4 ,per questo e per lo desiderio di vedermi1 l' incomportabile la vita loro2 e nondimeno1 perch la volont loro non loro1 anco facta una cosa con meco per amore1 non possono volere n desiderare altro che quello ch',io voglio4 ,desiderando el venire1 sonno contenti di rimanere1 se ,io voglio che rimangano con loro pena1 per pi gloria e loda del nome mio e salute de l'anime4 ,s che in veruna cosa si scordano da la mia volont1 ma corrono con espasimato desiderio1 vestiti di ,cristo crocifixo1 tenendo per lo ponte della doctrina sua1 gloriandosi degli obrobri e pene sue4 ,tanto si dilectano quanto si veggono sostenere2 anco1 nel sostenere de le molte tribulazioni1 a loro uno refrigerio nel desiderio della morte1 che1 spesse volte1 per lo desiderio e volont del sostenere mitiga la pena che essi hanno d'essere sciolti dal corpo4 ,costoro non tanto che portino con pazienzia1 come nel terzo stato ti dixi1 ma essi si gloriano1 per lo nome mio1 portare molte tribolazioni4 ,portando1 hanno dilecto2 non portando1 hanno pena temendo che el loro bene adoperare non el voglia remunerare in questa vita1 o che non sia piacevole a me il sacrifizio de' loro desidri3 ma sostenendo1 permectendo lo' le molte tribolazioni1 essi si rallegrano1 vedendosi vestire delle pene e obrobri di ,cristo crocifixo4 ,unde1 se lo' fusse possibile d'avere virt senza fadiga1 non la vorrebbero1 ch pi tosto si vogliono dilectare in croce con ,cristo e con pena acquistare le virt1 che per altro modo avere vita etterna4 ,perch8 perch sonno affogati e annegati nel ,sangue1 dove truovano l'affocata mia carit2 la quale carit uno fuoco1 che procede da me1 che rapisce il cuore e la mente loro1 acceptando el sacrificio de' loro desidri4 ,unde si leva l'occhio de l'intellecto specolandosi nella mia ,deit1 dove l'affetto si notrica e si unisce1 tenendo dietro a l'intellecto4 ,questo uno vedere per grazia infusa che ,io fo ne l'anima che in verit ama e serve me4 ,,capitolo ,,lxxxv ,come quelli che sono gionti al predecto stato unitivo1 sono illuminati nell'occhio dell'intellecto loro di lume sopranaturale infuso per grazia2 e come meglio andare per consiglio de la salute dell'anima ad uno umile con sancta coscienzia1 che a uno superbo licterato4 --,con questo lume1 il quale posto ne l'occhio de l'intellecto1 mi vidde ,tomaso1 unde acquist el lume della molta scienzia4 ,agustino1 ,ieronimo e gli altri doctori e sancti miei1 illuminati dalla mia verit1 intendevano e cognoscevano nelle tenebre la mia verit2 cio che la sancta ,scriptura1 che pareva tenebrosa perch non era intesa1 non per difecto della ,scriptura ma dello intenditore che non intendeva4 ,e per ,io mandai queste lucerne ad illuminare gli accecati e grossi intendimenti4 ,levavano l'occhio de l'intellecto per cognoscere la verit nella tenebre1 come decto 4 ,e ,io1 fuoco acceptatore del sacrificio loro1 gli rapivo1 dando lo' lume non per natura ma sopra ogni natura1 e nella tenebre ricevevano el lume cognoscendo la verit per questo modo4 ,unde1 quella che alora appareva tenebrosa1 appare ora con perfectissimo lume a' grossi e a' soctili di qualunque maniera gente si sia4 ,ogniuno riceve secondo la sua capacit e secondo che esso si vuole disponere a cognoscere me1 perch',io none spregio le loro disposizioni4 ,s che vedi che l'occhio de l'intellecto ha ricevuto lume infuso per grazia sopra del lume naturale1 nel quale i doctori e gli altri sancti cognobbero la luce nella tenebre1 e di tenebre si fece luce1 per che lo 'ntellecto fu prima che fusse formata la ,scriptura2 unde da l'intellecto venne la scienzia1 perch nel vedere discerse4 ,per questo modo discersero e intesero e' sancti padri e profeti che profetavano de l'avenimento e morte del mio ,figliuolo4 ,per questo modo ebbero gli apostoli doppo l'avenimento dello ,spirito sancto1 che lo' done questo lume sopra el lume naturale4 ,questo ebbero evangelisti1 doctori1 confessori1 vergini e martiri2 e tucti sono stati illuminati da questo perfecto lume2 e ogniuno avutolo in diversi modi1 secondo la necessit della salute sua e della salute de le creature1 e a dichiarazione della sancta ,scriptura4 ,s come fecero e' sancti doctori1 nella scienzia dichiarando la doctrina della mia ,verit1 la predicazione degli appostoli1 le sposizioni sopra e' vangeli de' vangelisti2 e' martiri1 dichiarando nel sangue loro el lume della sanctissima fede1 el fructo e il tesoro del sangue de l',agnello2 le vergini1 ne l'affecto della carit e purit2 negli obedienti dichiarata l'obedienzia del ,verbo1 cio mostrando la perfeczione de l'obedienzia1 la quale riluce nella mia ,verit1 che1 per l'obedienzia ch',io gl'imposi1 corse a l'obrobriosa morte della croce4 ,tucto questo lume e' si vede nel vecchio e nel nuovo ,testamento4 ,nel vecchio1 le profezie de' sancti profeti1 fu veduto e cognosciuto da l'occhio de l'intellecto col lume infuso per grazia da me sopra el lume naturale1 come decto t'ho4 ,nel nuovo ,testamento della vita evangelica1 con che dichiarata a' fedeli cristiani8 con questo lume medesimo4 ,e perch ella procedeva da uno medesimo lume1 non ruppe la legge nuova la legge vechia1 anco si leg insieme2 ma tolsele la imperfeczione1 perch ella era fondata solo in timore4 ,venendo el ,verbo de l'unigenito mio ,figliuolo1 con la legge de l'amore la comp1 dandole l'amore1 levando el timore della pena e rimanendo el timore sancto4 ,e per dixe la mia ,verit a' discepoli per dimostrare che ,egli non era rompitore della legge3 ,io non so' venuto a dissolvere la legge1 ma adempirla4 ,quasi dicesse la mia ,verit a loro3--,la legge ora imperfecta1 ma col sangue mio la far perfecta1 e cos la riempir di quello che ora le manca1 tollendo via el timore della pena e fondandola in amore e in timore sancto4 ,chi la dichiar che questa fusse la verit8 ,el lume che fu dato ed dato a chi el vuole ricevere per grazia sopra el lume naturale1 come decto 4 ,s che ogni lume che esce della sancta ,scriptura uscito ed esce da questo lume4 ,e per gl'ignoranti superbi scienziati aciecano nel lume1 perch la superbia e la nuvila de l'amore proprio ha ricoperta e tolta questa luce3 per intendono pi la ,scriptura licteralmente che con intendimento2 e per ne gustano la lectera rivollendo molti libri1 e non gustano il merollo della ,scriptura1 perch s'hanno tolto el lume con che formata e dichiarata la ,scriptura4 ,unde questi cotali si maravigliano e cadranno nella mormorazione vedendo molti grossi e idioti nel sapere la ,scriptura sancta1 e nondimeno sonno tanto illuminati nel cognoscere la verit come se longo tempo l'avessero studiata4 ,questa non maraviglia neuna1 perch egli hanno la principale cagione del lume unde venne la scienzia4 ,ma perch essi superbi hanno perduto el lume1 non veggono n cognoscono la bont mia1 n el lume della grazia infusa sopra de' servi miei4 ,unde ,io ti dico che molto meglio andare per consiglio della salute de l'anima a uno umile con sancta e dricta coscienzia1 che a uno superbo lecterato studiante nella molta scienzia1 perch colui non porge se non di quello che elli ha in s1 unde1 per la tenebrosa vita1 spesse volte el lume della sancta ,scriptura porger in tenebre4 ,el contrario trovar ne' servi miei1 ch el lume che hanno in loro1 quello porgono con fame e desiderio de la salute sua4 ,questo t'ho decto1 dolcissima figliuola mia1 per farti cognoscere la perfeczione di questo unitivo stato1 dove l'occhio de l'intellecto rapito dal fuoco della carit mia1 nella quale carit ricevono el lume sopranaturale4 ,con esso lume amano me1 perch l'amore va dietro a l'intellecto1 e quanto pi cognosce1 pi ama1 e quanto pi ama1 pi cognosce4 ,cos l'uno nutrica l'altro4 ,con questo lume giongono a l'etterna mia visione1 dove veggono e gustano me in verit1 separata l'anima dal corpo1 s come ,io ti dixi quando ti contiai della beatitudine che l'anima riceveva in me4 ,questo quello stato excellentissimo che1 essendo anco mortale1 gusta tra gl'inmortali4 ,unde spesse volte viene a tanta unione1 che a pena che egli sappi se egli nel corpo o fuore del corpo1 e gusta l'arra di vita etterna s per l'unione che ha facta in me e s perch la volont morta in s1 per la quale morte fece unione in me1 che in altro modo perfectamente non la poteva fare4 ,adunque gustano vita etterna1 privati de lo 'nferno della propria volont1 la quale d una arra d'inferno a l'uomo che vive a la volont sensitiva1 s come ,io ti dixi4 ,,capitolo ,,lxxxvi ,repetizione utile di molte cose gi decte2 e come ,dio induce questa devota anima a pregarlo per ogni creatura e per la sancta ,chiesa4 --,ora hai veduto con l'occhio de l'intellecto tuo ed hai udito con l'orecchia del sentimento da me1 ,verit etterna1 che modo ti conviene tenere a fare utilit1 a te e al proximo tuo1 di doctrina e di cognoscere la mia verit1 s come nel principio ti dixi che a cognoscimento della verit si viene per lo cognoscimento di te3 non puro cognoscimento di te1 ma condito e unito col cognoscimento di me in te4 ,unde hai trovato umilit1 odio e dispiacimento di te1 e il fuoco della mia carit per lo cognoscimento che trovasti di me in te2 unde venisti ad amore e dileczione del proximo1 facendo a lui utilit di doctrina e di sancta e onesta vita4 ,anco t'ho mostrato el ponte come egli sta1 ed hotti mostrato e' tre scaloni generali posti per le tre potenzie de l'anima2 e come veruno pu avere la vita della grazia se non gli saglie tucti e tre1 cio che sieno congregati nel nome mio4 ,e anco te gli ho manifestati in particulare per li tre stati de l'anima figurati nel ,corpo de l'unigenito mio ,figliuolo1 del quale ti dixi che egli aveva facto scala del ,corpo suo1 mostrandolo ne' piei confitti1 e ne l'apritura del lato1 e nella bocca dove gusta l'anima la pace e la quiete1 per lo modo che decto 4 ,e hotti mostrata la imperfeczione del timore servile e la imperfeczione de l'amore1 amando me per dolcezza2 e la perfeczione del terzo stato di coloro che sonno gionti a la pace della bocca1 essendo corsi con ansietato desiderio per lo ponte di ,cristo crocifixo1 salendo e' tre scaloni generali1 cio d'avere congregate le tre potenzie de l'anima1 dove congrega tucte le sue operazioni nel nome mio1 s come di sopra ti spianai pi chiaramente2 e de' tre scaloni particulari e' quali ha saliti1 passato dallo stato imperfecto al perfecto4 ,e cos gli hai veduti crrire in verit1 e factati gustare la perfeczione de l'anima con l'adornamento delle virt1 e gl'inganni che riceve prima che gionga a la sua perfeczione1 se essa non essercita el tempo suo nel cognoscimento di s e di me4 ,anco t'ho dichiarata la miseria di coloro che vanno annegandosi per lo fiume1 non tenendo per lo ponte della doctrina della mia ,verit1 el quale ,io vi posi perch voi none annegaste2 ma eglino1 come matti1 sono voluti annegare nella miseria e puzza del mondo4 ,tucto questo t'ho dichiarato per farti crescere il fuoco del sancto desiderio e la compassione e dolore della dannazione de l'anime1 acci che 'l dolore e l'amore ti costringa a strignere me con lagrime e sudori3 con lagrime de l'umile e continua orazione offerta a me con fuoco d'ardentissimo desiderio4 ,e non solamente per te1 ma per molte altre creature e servi miei che l'udiranno4 ,saranno costrecti da la mia carit 7cos insiememente tu e gli altri servi miei7 di pregare e strignere me a fare misericordia al mondo e al corpo mistico della sancta ,chiesa per cui tu tanto mi preghi4 ,perch gi ti dixi1 se ben ti ricorda1 che ,io adempirei e' desidri vostri dandovi refrigerio nelle vostre fadighe1 cio satisfacendo a' penosi vostri desidri1 donando la reformazione della sancta ,chiesa di buoni e sancti pastori3 non con guerra1 come ,io ti dixi1 n con coltello n crudelt1 ma con pace e quiete1 lagrime e sudori de' servi miei1 e' quali v'ho messi come lavoratori de l'anime vostre e di quelle del proximo1 e nel corpo mistico della sancta ,chiesa4 ,in voi1 lavorare in virt3 nel proximo e nella sancta ,chiesa1 in exemplo e in doctrina1 e continua orazione offerire a me per lei e per ogni creatura2 parturendo le virt sopra del proximo vostro per lo modo che decto t'ho4 ,perch gi ti dixi che ogni virt e difecto si faceva e aumentavasi sopra del proximo4 ,e per voglio che facciate utilit al proximo vostro2 e per questo modo darete de' fructi della vigna vostra4 ,non vi ristate di gittarmi oncenso d'odorifere orazioni per salute de l'anime e perch',io voglio fare misericordia al mondo1 e con esse orazioni e sudori e lagrime lavare la faccia della sposa mia1 cio della sancta ,chiesa1 perch gi te la mostrai in forma d'una donzella lordata tucta la faccia sua1 quasi come lebbrosa4 ,questo era per lo difecto de' ministri1 e di tucta la religione cristiana1 che al pecto di questa sposa si notricano4 ,de' quali difecti ,io in un altro luogo ti narrar4 ,,capitolo ,,lxxxvii ,come questa devota anima fa petizione a ,dio di volere sapere de li stati e fructi de le lagrime4 ,alora quella anima1 ansietata di grandissimo desiderio1 levandosi come ebbra s per l'unione che era facta in ,dio e s per quello che aveva udito e gustato da la prima dolce ,verit1 e ansietata di dolore della ignoranzia delle creature di non cognoscere il loro benefactore e l'affecto della carit di ,dio 7e nondimeno aveva una allegrezza d'una speranza della promessa che la verit di ,dio aveva facta a lei1 insegnandole el modo che ella dovesse tenere1 ed ella e gli altri servi di ,dio1 per volere che egli faccia misericordia al mondo72 levando l'occhio de l'intellecto nella dolce ,verit dove stava unita1 volendo alcuna cosa sapere sopra de' decti stati de l'anima che ,dio aveva a lei narrati1 vedendo che l'anima passa agli stati con lagrime2 e per voleva sapere da la ,verit la differenzia delle lagrime1 e come erano facte1 e unde procedevano1 e il fructo che seguitava doppo el pianto4 ,volendo adunque saperlo da la prima dolce ,verit unde procedevano le decte lagrime1 e di quante fussero ragioni lagrime1 perch la verit non si pu cognoscere altro che da essa ,verit1 per dimanda la ,verit4 ,e nulla cosa si cognosce nella ,verit che non si vegga con l'occhio de l'intellecto1 unde bisogno1 a chi vuole cognoscere1 che si levi con desiderio di volere cognoscere col lume della fede nella ,verit1 aprendo l'occhio de l'intellecto con la pupilla della fede ne l'obbiecto della ,verit4 ,poi che ebbe cognosciuto1 perch non l'era escito di mente la doctrina che le die' la ,verit1 cio ,dio1 che per altra via non poteva sapere quello che desiderava di sapere degli stati e fructi delle lagrime1 lev s sopra di s con grandissimo desiderio oltre a ogni modo1 e col lume della fede viva upriva l'occhio de l'intellecto suo nella ,verit etterna1 nella quale vide e cognobbe la verit di quello che dimandava4 ,manifestandole ,dio se medesimo1 cio la benignit sua1 conscendendo a l'affocato desiderio1 adempiva la sua petizione4 ,,capitolo ,,lxxxviii ,come sono cinque maniere di lagrime4 ,alora diceva la ,verit prima dolce di ,dio3--,o dilectissima e carissima figliuola1 tu m'adimandi di volere sapere delle ragioni delle lagrime e de' fructi loro2 e ,io non ho spregiato el desiderio tuo4 ,apre bene l'occhio de l'intellecto1 e mostrarocti1 per li decti stati de l'anima che contiati t'ho1 le lagrime imperfecte fondate nel timore4 ,ma prima1 delle lagrime degl'iniqui uomini del mondo4 ,queste sonno lagrime di dannazione4 ,le seconde sonno quelle del timore1 di coloro che si levano dal peccato per timore della pena1 e per timore piangono4 ,el terzo di coloro che1 levati dal peccato1 cominciano a gustare me1 e con dolcezza piangono1 e comincianmi a servire2 ma1 perch imperfecto l'amore1 imperfecto el pianto1 s come ,io ti narrar4 ,el quarto di coloro che gionti sonno a perfeczione nella carit del proximo1 amando me senza rispecto veruno di s4 ,costoro piangono1 e il pianto loro perfecto4 ,el quinto unito col quarto3 sonno lagrime di dolcezza gictate con grande suavit1 s come di socto distesamente ti dir4 ,anco ti narrar delle lagrime del fuoco1 senza lagrima d'occhio1 per satisfare a coloro che spesse volte desiderano el pianto e non el possono avere4 ,e voglio che tu sappi che tucti questi diversi stati possono essere in una anima levandosi dal timore e da l'amore imperfecto e giognendo a la carit perfecta e a l'unitivo stato4 ,ora ti comincio a narrare delle dette lagrime per questo modo4 ,,capitolo ,,lxxxix ,de la differenzia d'esse lagrime1 discorrendo per li predecti stati dell'anima4 --,io voglio che tu sappi che ogni lagrima procede dal cuore1 perch neuno membro nel corpo che voglia tanto satisfare al cuore quanto l'occhio4 ,se egli ha dolore1 l'occhio el manifesta2 e se egli dolore sensitivo1 gicta lagrime cordiali che generano morte1 perch procedevano dal cuore1 perch l'amore era disordinato fuore di me2 e perch egli disordinato1 per con offesa di me e riceve mortale dolore e lagrime4 vero che la gravezza della colpa e pianto pi grave e meno1 secondo la misura del disordinato amore4 ,questi sonno quelli primi che hanno lagrime di morte1 de' quali ,io t'ho decto e dir4 ,ora comincia a vedere le lagrime che cominciano a dare vita1 cio di coloro che1 cognoscendo le colpe loro1 per timore della pena cominciano a piangere4 ,queste sonno lagrime cordiali e sensitive1 cio che1 non essendo ancora al perfectissimo odio della colpa commessa per l'offesa facta a me1 levansi con uno cordiale dolore per la pena che lo' sguita doppo el peccato commesso2 e per l'occhio piagne perch vuole satisfare al dolore del cuore4 ,ed exercitandosi l'anima a la virt1 comincia a perdere il timore1 perch cognosce che solo el timore non sufficiente a darli vita etterna1 s come nel secondo stato dell'anima ,io ti narrai4 ,e per si leva con amore a cognoscere se medesima e la mia bont in s1 e comincia a pigliare speranza della misericordia mia1 nella quale il cuore sente allegrezza4 ,mescolato el dolore della colpa con allegrezza della speranza della divina mia misericordia1 l'occhio alora comincia a piangere3 la quale lagrima esce della fontana del cuore4 ,ma perch ancora non gionta a la grande perfeczione1 spesse volte gitta lagrime sensuali4 ,se tu mi dimandi3--,per che modo8--rispondoti3 ,perch la radice de l'amore proprio di s non d'amore sensitivo 7che gi v' levato per lo modo decto71 ma uno amore spirituale quando l'anima appetisce le spirituali consolazioni1 delle quali distesamente ti dixi la imperfeczione loro1 o mentali o con mezzo d'alcuna creatura amata di spirituale amore4 ,quando privata di quella cosa che ama1 cio delle consolazioni o dentro o di fuore 7dentro1 per consolazione che abbi tracta da me2 o di fuore1 della consolazione che aveva dalla creatura71 e sopravenendo le temptazioni o persecuzioni dagli uomini1 el cuore ha dolore3 e subbito l'occhio1 che sente il dolore e la pena del cuore1 comincia a piangere d'uno pianto tenero e compassionevole a se medesima1 d'una compassione spirituale di proprio amore1 perch non ancora conculcata e annegata la propria volont in tucto4 ,per questo modo gicta lagrime sensuali1 cio di spirituale passione4 ,ma1 crescendo ed exercitandosi nel lume del cognoscimento di s1 concipe uno dispiacimento in se medesima e odio perfecto di se medesima1 unde traie uno cognoscimento vero della mia bont con uno fuoco d'amore1 e comincia a unirsi e conformare la volont sua con la mia4 ,e cos comincia a sentire gaudio e compassione3 gaudio in s per l'affecto de l'amore1 e compassione al proximo1 s come nel terzo stato ,io ti narrai4 ,subbito l'occhio1 che vuole satisfare al cuore1 geme nella carit mia e del proximo suo con cordiale amore1 dolendosi solo de l'offesa mia e del dapno del proximo e non di pena n danno proprio di s1 perch non pensa di s1 ma solo pensa di potere rendere gloria e loda al nome mio2 e con espasimato desiderio si dilecta di prendere il cibo in su la mensa della sanctissima croce1 cio conformandosi con l'umile1 paziente e inmaculato ,agnello1 unigenito mio ,figliuolo1 del quale feci ponte1 come decto 4 ,poi che cos dolcemente ita per lo ponte1 seguitando la doctrina della dolce mia ,verit1 e passata per questo ,verbo1 sostenendo con vera e dolce pazienzia ogni pena e molestia1 secondo che ,io ho permesso per la salute sua1 ella virilmente l'ha ricevute1 none eleggendole a suo modo ma a mio2 e non tanto che porti con pazienzia1 come ,io ti dixi1 ma con allegrezza sostiene4 ,e recasi in una gloria d'essere perseguitata per lo nome mio1 pure che abbia di che patire4 ,alora viene l'anima a tanto dilecto e tranquillit di mente1 che non lingua sufficiente a poterlo narrare4 ,passata col mezzo di questo ,verbo 7cio per la doctrina de l'unigenito mio ,figliuolo71 fermato l'occhio de l'intellecto in me1 dolce prima ,verit1 veduta la cognosce1 e cognoscendo l'ama4 ,tracto l'affecto dietro a l'intellecto1 gusta la ,deit mia etterna1 la quale cognosce1 e vede essa natura divina unita con la vostra umanit4 ,riposasi alora in me1 mare pacifico4 ,el cuore unito per affecto d'amore in me1 s come nel quarto unitivo stato ti dixi4 ,nel sentimento di me1 ,deit etterna1 l'occhio comincia a versare lagrime di dolcezza1 che drictamente sonno uno lacte che nutrica l'anima in vera pazienzia4 ,queste lagrime sonno uno unguento odorifero che gicta odore di grande soavit4 ,o dilectissima figliuola mia1 quanto gloriosa quella anima che cos realmente ha saputo trapassare dal mare tempestoso a me1 mare pacifico1 e impto el vaso del cuore suo nel mare di me1 somma ed etterna ,deit6 ,e per l'occhio1 ch' uno condocto1 s'ingegna1 come egli ha tracto del cuore1 di satisfarli2 e cos versa lagrime4 ,questo quello ultimo stato dove l'anima sta beata e dolorosa3 beata sta per l'unione che ha facta meco per sentimento1 gustando l'amore divino2 dolorosa sta per l'offesa che vede fare a me1 bont e grandezza mia1 la quale ha veduta e gustata nel cognoscimento di s e di me1 per lo quale cognoscimento di s e di me gionse a l'ultimo stato4 ,e non per impedito lo stato unitivo 7che d lagrime di grande dolcezza71 per lo conoscimento di s1 nella carit del proximo1 nella quale trov pianto d'amore della divina mia misericordia e dolore de l'offesa del proximo3 piangendo con coloro che piangono e godendo con coloro che godono 7ci sonno coloro che vivono in carit1 de' quali l'anima gode vedendo rendere gloria e loda a me da' servi miei74 ,s che 'l pianto secondo 7cio il terzo7 non impedisce l'ultimo1 7cio il quarto71 l'unitivo secondo2 anco condisce l'uno l'altro4 ,ch se l'ultimo pianto1 dove l'anima ha trovata tanta unione1 non avesse tracto dal secondo 7cio dal terzo stato della carit del proximo71 non sarebbe perfecto4 ,s che di bisogno che si condisca l'uno con l'altro1 altrementi verrebbe a presumpzione1 nella quale intrarrebbe uno vento sottile d'una propria reputazione1 e cadrebbe da l'altezza infino a la bassezza del primo vomito4 ,e per bisogno di portare e tenere continuo la carit del proximo suo con vero cognoscimento di s4 ,per questo modo nutricar el fuoco della mia carit in s1 perch la carit del proximo tracta da la carit mia1 cio da quello cognoscimento che l'anima ebbe conoscendo s e la bont mia in s1 unde ella si vidde amare da me ineffabilemente4 ,e per con questo medesimo amore che vide in s essere amata1 ama ogni creatura che ha in s ragione2 e questa la ragione che l'anima si distende1 subbito che conosce me1 ad amare il proximo suo4 ,unde1 perch vidde1 l'ama ineffabilemente1 s che ama quella cosa che vidde che ,io pi amavo4 ,poi cognobbe che a me non poteva fare utilit n rendermi quel puro amore con che si sente essere amata da me2 e per si pone a rendermi amore con quello mezzo che ,io v'ho posto1 cio il proximo suo1 che quel mezzo a cui dovete fare utilit 7s come ,io ti dixi che ogni virt si faceva col mezzo del proximo a ogni creatura in comune e in particulare71 secondo le diverse grazie ricevute da me1 dandovele a ministrare4 ,amare dovete di quel puro amore che ,io ho amati voi3 questo non si pu fare verso di me1 perch',io v'amai senza essere amato e senza veruno rispecto4 ,e per che v'ho amati senza essere amato da voi1 prima che voi fuste 7anco l'amore mi mosse a crearvi a la imagine e similitudine mia71 non el potete rendere a me1 ma dovetelo rendere alla creatura che ha in s ragione1 amandoli senza essere amato da loro2 e amare senza alcuno rispecto di propria utilit o spirituale o temporale1 ma solo amare a gloria e loda del nome mio1 perch amata da me4 ,cos adempirete il comandamento della legge3 d'amare me sopra ogni cosa e il proximo come voi medesimi4 ,bene dunque vero che a quella altezza non si pu giognere senza questo secondo stato1 cio che viene el terzo stato e il secondo a l'unione4 ,n1 poi che gionto1 si pu conservare se si partisse da quello affecto unde pervenne a le seconde lagrime decte2 s come non si pu adempire la legge di me1 ,dio etterno1 senza quella del proximo vostro1 perch sonno due piei de l'affecto per cui s'observano e' comandamenti e i consigli 7s com',io ti dixi7 che vi die' la mia ,verit1 ,cristo crocifixo4 ,cos questi due stati1 de' quali facto uno1 notricano l'anima nelle virt1 crescendola nella perfeczione delle virt e de l'unitivo stato4 ,non che muti altro stato1 poi che gionto a questo2 ma questo medesimo cresce la ricchezza della grazia in nuovi e in diversi doni e amirabili elevazioni di mente1 s come ,io ti dixi1 con uno cognoscimento di verit che quasi1 essendo mortale1 pare immortale3 perch 'l sentimento della propria sensualit mortificato1 e la volont morta per l'unione che ha facta in me4 ,oh1 quanto dolce questa unione a l'anima che la gusta6 che1 gustandola1 vede le segrete cose mie1 onde spesse volte ricever spirito di profezia in sapere le cose future4 ,questo fa la mia bont1 bench l'anima umile sempre le debba spregiare3 none l'affecto della mia carit che do1 ma l'appetito delle proprie consolazioni1 reputandosi indegna della pace e quiete della mente1 per notricare la virt dentro ne l'anima sua4 ,e none sta nel secondo stato1 ma torna a la valle del conoscimento di s4 ,questo le permecto1 per grazia1 di darle questo lume acci che sempre cresca1 perch l'anima non tanto perfecta in questa vita che non possa crescere a maggiore perfeczione1 cio a perfeczione d'amore4 ,solo el dilecto unigenito mio ,figliuolo1 capo vostro1 fue quello a cui non pot crescere alcuna perfeczione perch ,egli era una cosa con meco e ,io con lui2 l'anima sua era beata per l'unione della natura mia divina4 ,ma voi1 perregrini membri1 sempre ste apti a crescere in maggiore perfeczione4 ,non per ad altro stato1 come decto 1 poi che ste gionti a l'ultimo2 ma potete crescere quello ultimo medesimo con quella perfeczione che sar di vostro piacere1 mediante la grazia mia4 ,,capitolo ,,xc ,repetizione breve del precedente capitolo4 ,e come el demonio fugge da quelli che sono gionti a le quinte lagrime4 ,e come le molestie del dimonio sono verace via da giognere a questo stato4 --,ora hai veduto gli stati delle lagrime e la differenzia loro1 secondo che piaciuto a la mia verit di satisfare al desiderio tuo4 ,delle prime1 di coloro che sonno in stato di morte 7di colpa di peccato mortale71 vedesti che 'l pianto loro procede dal cuore generalmente1 perch 'l principio de l'affecto1 unde venne la lagrima1 era corrocto1 e per n'esce corrocto e miserabile pianto e ogni loro operazione4 ,el secondo stato di coloro che cominciano a conoscere i loro mali per la propria pena che lo' sguita doppo la colpa4 ,questo uno comincio generale buonamente dato da me a' fragili1 che1 come ignoranti1 s'anniegano gi per lo fiume1 schifando la doctrina della mia verit2 ma molti e molti sonno quegli che conoscono loro senza timore servile1 cio di propria pena1 e vannosene chi1 di subbito1 con uno grande odio di s1 per lo quale odio si reputa degno della pena2 alcuni con una buona simplicit si dnno servire me1 loro ,creatore1 dolendosi de l'offesa che hanno facta a me4 vero che egli pi apto a giognere a lo stato perfecto colui che va con grandissimo odio che gli altri1 bene che1 exercitandosi1 l'uno e l'altro giogne2 ma questo giogne prima4 ,debba guardare l'uno di non rimanere nel timore servile1 e l'altro nella tiepidezza sua1 cio che in quella simplicit1 non exercitandola1 non vi s'intepidisse dentro4 ,s che questo uno chiamare comune4 ,el terzo e il quarto di coloro che1 levati dal timore1 sono gionti a l'amore e a speranza1 gustando la divina mia misericordia1 ricevendo molti doni e consolazioni da me1 per le quali l'occhio1 che satisfa al sentimento del cuore1 piagne2 ma perch ancora imperfecto1 mescolato col pianto sensitivo spirituale1 come decto 1 giogne1 exercitandosi in virt1 al quarto1 dove l'anima1 cresciuta in desiderio1 uniscesi e conformasi con la mia volont1 in tanto che non pu volere n desiderare se non quel ch',io voglio1 vestito della carit del proximo1 unde traie uno pianto d'amore in s e dolore de l'offesa mia e danno del proximo suo4 ,questo unito con la quinta e ultima perfeczione1 dove egli si unisce in verit1 dove cresciuto el fuoco del sancto desiderio1 dal quale desiderio el dimonio fugge e non pu percuotere l'anima1 n per ingiuria che le fusse facta1 perch ella facta paziente nella carit del proximo1 non per consolazione n spirituale n temporale1 per che per odio e vera umilit le spregia4 ,egli ben vero che 'l dimonio da la parte sua non dorme mai1 ma insegna a voi negligenti che nel tempo del guadagno state a dormire4 ,ma la sua vigilia a questi cotali non pu nuocere1 perch non pu sostenere il calore della carit loro n l'odore de l'unione che ha facta in me1 mare pacifico1 dove l'anima non pu essere ingannata mentre che star unita in me4 ,s che fugge come fa la mosca da la pignacta che bolle1 per paura che ha del fuoco3 se fusse tiepida1 non temarebbe1 ma andarebbevi dentro1 bench spesse volte egli vi perisce1 trovandovi pi caldo che non si imaginava4 ,e cos diviene de l'anima prima che venga a lo stato perfecto3 el dimonio1 perch gli pare tiepida1 v'entra dentro con molte diverse temptazioni2 ma1 essendovi ponto di cognoscimento e di calore e dispiacimento della colpa1 resiste1 legando la volont1 che non consenta1 col legame de l'odio del peccato e amore della virt4 ,rallegrisi ogni anima che sente le molte molestie1 perch quella la via da giognere a questo dolce e glorioso stato4 ,perch gi ti dixi che per lo conoscimento e odio di voi e per conoscimento della mia bont voi venivate a perfeczione4 ,veruno tempo che si conosca tanto bene l'anima se ,io so' in lei1 quanto nel tempo delle molte bactaglie4 ,in che modo8 ,dicotelo3 s conosce bene1 vedendosi nelle bactaglie e non si pu liberare n resistere che non l'abbia2 pu bene resistere a la volont a non consentire1 ma in altro no4 ,alora pu conoscere s non essere3 ch se ella fusse alcuna cosa per se medesima1 si levarebbe quelle che ella non vuole4 ,cos per questo modo s'aumilia con vero conoscimento di s1 e col lume della sanctissima fede corre a me1 ,dio etterno1 per la cui bont si truova conservare la buona e sancta volont che non consente1 al tempo delle molte bactaglie1 ad andare dietro a le miserie nelle quali si sente molestare4 ,bene avete dunque ragione di confortarvi con la doctrina del dolce e amoroso ,verbo1 unigenito mio ,figliuolo1 nel tempo delle molte molestie e pene1 adversit e temptazioni dagli uomini e dal demonio1 poi che aumentano la virt e fanvi giognere a la grande perfeczione4 ,,capitolo ,,xci ,come quelli1 che desiderano le lagrime degli occhi e non le possono avere1 hanno quelle del fuoco4 ,e per che cagione ,dio sottrae le lagrime corporali4 --,decto t'ho delle lagrime perfecte e imperfecte1 e come tucte escono del cuore4 ,di questo vasello esce ogni lagrima di qualunque ragione si sia1 e per tucte si possono chiamare lagrime cordiali3 solo la differenzia sta ne l'ordinato o disordinato amore e ne l'amore perfecto o imperfecto1 secondo che decto di sopra4 ,restoti ora a dire1 a satisfaczione del desiderio tuo che m'hai domandato1 d'alcuni che vorrebbero la perfeczione delle lagrime e non pare che le possino avere4 ,hacci altro modo che lagrima d'occhio8 ,s3 cci un pianto di fuoco1 cio di vero e sancto desiderio1 el quale si consuma per affecto d'amore3 vorrebbe dissolvere la vita sua in pianto per odio di s e salute de l'anime1 e non pare che possa4 ,dico che costoro hanno lagrima di fuoco1 in cui piagne lo ,spirito sancto dinanzi a me per loro e per lo proximo loro4 ,cio dico che la divina mia carit accende con la sua fiamma l'anima che offera ansietati desidri dinanzi da me1 senza lagrima d'occhio4 ,dico che queste sono lagrime di fuoco3 per questo modo dicevo che lo ,spirito sancto piagneva4 ,questo non potendo fare con lagrime1 offera desidri di volont che ha di pianto1 per amore di me4 ,bench1 se aprono l'occhio de l'intellecto1 vedranno che ogni servo mio che gitta odore di sancto desiderio ed umili e continue orazioni dinanzi da me1 piagne lo ,spirito sancto per mezzo di lui4 ,a questo modo parbe che volesse dire il glorioso apostolo ,pavolo1 quando dixe che lo ,spirito sancto piagneva dinanzi a me1 ,padre1 con gemito inenarrabile per voi4 ,adunque vedi che non di meno el fructo della lagrima del fuoco che di quella de l'acqua3 anco spesse volte di maggiore1 secondo la misura de l'amore4 ,e per non debba venire a confusione di mente1 n debbale parere essere privata di me quella anima che desidera lagrime e non le pu avere per lo modo che desidera2 ma debbale desiderare con la volont acordata con la mia e umiliata al s e al no1 secondo che piace a la divina mia bont4 ,alcuna volta ,io permecto di non dare lagrime corporalmente1 per fare l'anima continuamente stare dinanzi da me umiliata e con continua orazione e desiderio gustando me2 ch avere da me quello che essa dimanda non le sarebbe di quella utilit che essa si crede1 ma starebbesi contenta ad avere quello che ha desiderato1 e allentarebbe l'affecto e il desiderio con che ella me l'adimandava4 ,s che ,io per acrescimento1 e non perch diminuisca1 sottrago a me di non darle actuali lagrime d'occhio1 ma dolle le mentali solamente di cuore1 piene di fuoco della divina mia carit4 ,s che in ogni stato e in ogni tempo saranno piacevoli a me1 pure che l'occhio de l'intellecto non si serri mai col lume della fede da l'obiecto della mia verit etterna con affecto d'amore4 ,per ch',io so' medico1 e voi infermi2 e do a tucti quello che di necessit e di bisogno a la vostra salute e a crescere la perfeczione ne l'anima vostra4 ,questa la verit1 e la dichiarazione degli stati delle decte lagrime dichiarate da me1 ,verit etterna1 a te dolcissima mia figliuola4 ,annigati dunque nel sangue di ,cristo crocifixo1 umile1 crociato1 inmaculato ,agnello1 unigenito mio ,figliuolo1 crescendo in continua virt1 acci che si nutrichi el fuoco della divina mia carit in te4 ,,capitolo ,,xcii ,come li quatro stati di questi predecti cinque stati de le lagrime dnno infinite varietadi di lagrime4 ,e come ,dio vuole essere servito con cosa infinita e non con cosa finita4 --,questi cinque stati predecti sonno come cinque principali canali de' quali e' quattro dnno abondanzia e infinite variet di lagrime1 che tucte dnno vita1 se sonno exercitate in virt1 come detto t'ho4 ,come infinite8 ,non dico che in questa vita siate infiniti in pianto1 ma infinite le chiamo per lo infinito desiderio de l'anima4 ,ora t'ho decto come la lagrima procede dal cuore1 e il cuore la porge a l'occhio1 avendola ricolta ne l'affocato desiderio3 s come el legno verde che sta nel fuoco1 che per lo caldo geme l'acqua1 perch egli verde 7ch1 se fusse secco1 gi non gemarebbe72 cos el cuore1 rinverdito per la rinnovazione della grazia1 trctane la secchezza de l'amore proprio che disecca l'anima4 ,s che sonno unite fuoco e lagrime1 cio desiderio affocato4 ,e perch il desiderio non finisce mai1 non si sazia in questa vita1 ma quanto pi ama meno gli pare amare2 e cos exercita el desiderio sancto che fondato in carit1 col quale desiderio l'occhio piagne4 ,ma1 separata che l'anima dal corpo e gionta a me1 fine suo1 non abandona per el desiderio che non desideri me e la carit del proximo suo2 inper che la carit intrata dentro come donna1 portandosene il fructo di tucte l'altre virt4 vero che termina e finisce la pena1 s com',io ti dissi2 per che1 se egli desidera me1 esso m'ha in verit senza alcuno timore di potere perdere quello che ha tanto tempo desiderato4 ,e in questo modo si notrica la fame3 cio che avendo fame sonno saziati1 e saziati hanno fame1 e di longa il fastidio dalla saziet1 e di longa la pena da la fame1 perch ine non manca alcuna perfeczione4 ,s che il desiderio vostro infinito3 ch altrementi non varrebbe n avarebbe vita alcuna virt se fussi solamente servito con cosa finita1 perch ,io1 che so' ,dio infinito1 voglio essere servito da voi con cosa infinita2 e infinito altro non avete se non l'affecto e il desiderio vostro de l'anima4 ,e per questo modo dicevo che erano infinite variet di lagrime1 e cos la verit per lo modo che decto ho3 per lo infinito desiderio che era unito con la lagrima4 ,la lagrima1 partita che l'anima dal corpo1 rimane di fuore2 ma l'affecto della carit ha tracto a s el fructo della lagrima e consumatala1 s come l'acqua nella fornace3 non che l'acqua sia fuore della fornace1 ma el calore del fuoco l'ha consumata e tracta in s4 ,cos l'anima1 gionta a gustare il fuoco de la divina mia carit1 passata di questa vita con l'affecto della carit di me e del prossimo suo1 e con l'amore unitivo col quale gictava la lagrima4 ,e non restano mai di continuamente offerire loro desidri beati e lagrimosi senza pena3 non con lagrima d'occhio1 ch ella diseccata nella fornace1 come decto 2 ma lagrima di fuoco di ,spirito sancto4 ,veduto hai dunque come sonno infinite1 che pure in questa vita medesima non lingua sufficiente a narrare quanti diversi pianti si fanno in questo stato decto4 ,ma hocti decta la differenzia de' quattro stati delle lagrime4 ,,capitolo ,,xciii ,del fructo de le lagrime degli uomini mondani4 --,restoti a dire del fructo che d la lagrima gictata con desiderio1 e quello che adopera ne l'anima4 ,ma prima ti cominciar della quinta1 della quale al principio ti feci menzione1 cio di coloro che miserabilmente vivono nel mondo1 facendosi ,dio delle creature e delle cose create e della loro propria sensualit1 unde vi viene ogni danno de l'anima e del corpo4 ,io ti dixi che ogni lagrima procedeva dal cuore1 e cos la verit1 perch tanto si duole il cuore quanto egli ama4 ,gli uomini del mondo piangono quando el cuore sente dolore1 cio quando privato di quella cosa che egli amava4 ,ma molto sonno diversi e' pianti loro3 sai quanto8 quanto differente e diverso l'amore4 ,e perch la radice corrocta del proprio amore sensitivo1 ogni cosa n'esce corrocta4 ,egli uno arbore che non germina altro che fructi di morte1 fiori putridi1 foglie macchiate1 rami inchinati infino a terra1 percossi da diversi venti3 questo l'arbore de l'anima4 ,perch tucti ste arbori d'amore1 e per senza amore non potete vivere1 perch ste facti da me per amore4 ,l'anima che virtuosamente vive pone la radice de l'arbore suo nella valle della vera umilit3 ma questi che miserabilmente vivono l'hanno posta nel monte della superbia2 unde1 perch egli mal piantato1 non produce fructo di vita1 ma di morte4 ,e' fructi sonno le loro operazioni1 e' quali sonno tucti avelenati di molti e diversi peccati3 e se veruno fructo di buona operazione essi fanno1 perch corrocta la radice1 ogni cosa n'esce guasto2 cio che l'anima che in peccato mortale1 neuna buona operazione che faccia1 le vale a vita etterna1 perch non sonno facte in grazia4 ,bench non debba lassare per la buona operazione1 perch ogni bene remunerato e ogni colpa punita4 ,el bene che facto fuore della grazia non sufficiente n gli vale a vita etterna1 come decto 2 ma la divina bont e mia giustizia d remunerazione imperfecta1 come ella data a me l'operazione imperfecta3 alcuna volta l' remunerato in cose temporali1 alcuna volta ne gli presto el tempo1 s come in un altro luogo1 sopra questa materia1 di sopra ti narrai1 dandoli spazio pure perch egli si possa correggere4 ,questo anco alcuna volta gli far3 che gli dar vita di grazia con alcuno mezzo de' servi miei e' quali sono piacevoli e accepti a me2 s come feci al glorioso apostolo ,pavolo1 che1 per l'orazioni di sancto ,stefano1 si lev da la sua infidelit e persecuzioni che faceva a' cristiani4 ,s che vedi bene che1 in qualunque stato l'uomo si sia1 non debba mai lassare di ben fare4 ,dicevoti che i fiori erano putridi2 e cos la verit4 ,e' fiori sonno le puzzolenti cogitazioni del cuore 7le quali sonno spiacevoli a me71 e odio e dispiacimento verso el proximo suo4 ,s come ladro1 l'onore ha furato di me1 suo ,creatore1 e datolo a s4 ,questo fiore mena puzza di falso e miserabile giudicio1 el quale giudicio in due modi3 l'uno verso di me1 giudicando gli occulti miei giudici e ogni mio misterio iniquamente1 e in odio quello che ,io gli ho facto per amore1 e in bugia quello che ,io gli ho facto per verit1 e in morte quello che ,io do per vita4 ,ogni cosa condannano e giudicano secondo el loro infermo parere1 perch si sonno aciecati1 col proprio amore sensitivo1 l'occhio de l'intellecto e ricoperta la pupilla della sanctissima fede che non lo' lassa vedere n cognoscere la verit4 ,l'altro giudicio ultimo inverso del proximo suo1 unde spesse volte n'esce molto male2 ch il misero uomo non cognosce s1 e vuolsi ponere a cognoscere il cuore e l'affecto della creatura che ha in s ragione1 e1 per una operazione che vedr o parola che oda1 vorr giudicare l'affecto del cuore4 ,ma e' servi miei sempre giudicano in bene1 perch sonno fondati in me1 sommo ,bene4 ,ma questi cotali sempre giudicano in male1 perch sonno fondati nel miserabile male4 ,de' quali giudici molte volte ne viene odio1 omicidii e dispiacimento verso del proximo suo1 e dilungamento da l'amore della virt de' servi miei4 ,cos a mano a mano seguitano le foglie1 le quali sonno le parole che escono della bocca in vitoperio di me e del sangue de l'unigenito mio ,figliuolo e in danno del proximo suo4 ,e non si curano d'altro che di maledire e condepnare l'operazioni mie1 o di bastemmiare e dire male d'ogni creatura che ha in s ragione1 come facto lo' viene1 secondo che il loro giudicio porta4 ,e non tengono a mente 7disaventurati a loro67 che la lingua facta solo per rendere onore a me e per confessare i difecti loro1 e adoperare per amore della virt e in salute del proximo4 ,queste sonno le foglie macchiate della miserabile colpa1 perch 'l cuore1 unde sonno procedute1 non era schiecto1 ma molto maculato di doppiezza e di molta miseria4 ,quanto pericolo 7oltre al danpno spirituale della privazione della grazia che ha facta ne l'anima7 esce in danno temporale6 ,ch per le parole avete udito e veduto venire mutazioni di ,stati1 disfacimento di citt e molti omicidii e altri mali3 perch la parola intr nel mezzo del cuore a colui a cui ella fu decta2 introe dove non sarebbe passato el coltello col dove pass e introe la parola4 ,dico che l'arbore ha sette rami che chinano infino a terra1 de' quali escono e' fiori e le foglie per lo modo che decto t'ho4 ,questi sonno e' septe peccati mortali1 e' quali sono pieni di diversi e molti peccati1 legati nella radice e gambone de l'amore proprio di s e della superbia4 ,la quale ha facto prima e' rami e i fiori delle molte cogitazioni2 poi procede la foglia delle parole e il fructo di gattive operazioni4 ,stanno chinati infino a terra1 cio che i rami de' peccati mortali non si voltano altro che a la terra d'ogni fragile e disordinata sustanzia del mondo1 e in altro modo non mira se none in che modo si possa nutricare della terra insaziabilmente1 che mai non si sazia4 ,insaziabili sonno e incomportabili a loro medesimi2 e cosa convenevole che egli sieno sempre inquieti1 ponendosi a desiderare e volere quella cosa che lo' d sempre insaziet1 s come ,io ti dixi4 ,questa la cagione perch essi non si possono saziare3 perch sempre apetiscono cosa finita1 ed eglino sonno infiniti quanto ad essere1 ch l'essere loro non finisce mai 7perch finisca a grazia per la colpa del peccato mortale7 e perch l'uomo posto sopra tucte le cose create1 e non le cose create sopra lui2 e per non si pu saziare n stare quieto se none in cosa maggiore di s4 ,maggiore di s non ci altro che ,io1 ,dio etterno2 e per solo ,io gli posso saziare4 ,e perch egli n' privato per la colpa commessa1 sta in continuo tormento e pena4 ,dipo' la pena gli sguita el pianto2 e giognendoli e' venti1 percuotono l'arbore de l'amore della propria sensualit dove egli ha facto ogni suo principio4 ,,capitolo ,,xciv ,come li predecti piangitori mondani sono percossi da quatro diversi venti4 --,o egli vento di prosperit1 o egli vento d'aversit1 o di timore1 o di coscienzia1 che sonno quattro venti4 ,el vento della prosperit notrica la superbia con molta presumpzione1 con grandezza di s e avilimento del proximo suo4 ,se egli signore1 va con molta ingiustizia e con vanit di cuore1 e con immondizia di corpo e di mente1 e con propria reputazione e con molte altre cose che seguitano doppo queste1 le quali la lingua tua non potrebbe narrare4 ,questo vento della prosperit egli corrocto in s8 ,no2 n questo n veruno2 ma corrocta la principale radice de l'arbore1 unde ogni cosa corrompe4 ,perch ,io1 che mando e dono ogni cosa che ha essere1 so' somamente buono2 e per buono ci che in questo vento prospero4 ,unde ne gli sguita pianto1 perch 'l suo cuore non saziato1 ch desidera quello che non pu avere2 e non potendolo avere1 ha pena1 e nella pena piagne4 ,gi ti dixi che l'occhio vuole satisfare al cuore4 ,dipo' questo viene uno vento di timore servile1 nel quale gli fa paura l'ombra sua1 temendo di perdere la cosa che egli ama4 ,o egli teme di perdere la vita sua medesima1 o quella de' figliuoli o d'altre creature2 o teme di perdere lo stato suo o d'altre per amore proprio di s1 o onore o ricchezza4 ,questo timore non gli lassa possedere il dilecto suo in pace1 perch ordinatamente1 secondo la mia volont1 non le possiede2 e per gli sguita timore servile e pauroso1 facto servo miserabile del peccato1 e tale si pu reputare quale quella cosa a cui egli serve4 ,el peccato non cavelle3 adunque egli venuto a non cavelle4 ,mentre che il vento del timore l'ha percosso1 ed elli giogne quello della tribulazione e aversit della quale egli temeva1 e privalo di quello che egli aveva1 alcuna volta in particulare e alcuna volta in generale4 ,generale quando privato della vita1 che per forza della morte privato d'ogni cosa4 ,alcuna volta particulare1 ch quando levo una cosa e quando un'altra3 o della sanit1 o de' figliuoli1 o ricchezze1 o stati1 o onori1 secondo che ,io1 dolce medico1 vego che di necessit a la vostra salute1 e per ve l'ho date4 ,ma1 perch la fragilit vostra tucta corrocta1 e senza veruno cognoscimento guasta el fructo della pazienzia2 e per germina impazienzia1 scandalo e mormorazione1 odio e dispiacimento verso di me e delle mie creature1 e quello che ,io ho dato per vita l'ha ricevuto in morte con quella misura del dolore che egli aveva l'amore4 ,ora condocto a pianto affliggitivo d'impazienzia che disecca l'anima e ucidela tollendole la vita della grazia2 e disecca e consuma el corpo1 e acciecalo spiritualmente e corporalmente1 e privalo d'ogni dilecto e tollegli la speranza1 perch privato di quella cosa nella quale aveva dilecto1 dove aveva posto l'affecto e la speranza e la fede sua3 s che piagne4 ,e non solamente la lagrima fa venire tanti inconvenienti1 ma el disordinato affecto e dolore del cuore1 unde proceduta la lagrima4 ,ch non la lagrima de l'occhio in s d morte e pena1 ma la radice unde ella procede1 cio l'amore proprio disordinato del cuore4 ,ch1 se 'l cuore fusse ordinato e avesse vita di grazia1 la lagrima sarebbe ordinata e costrignerebbe me1 ,dio etterno1 a farli misericordia4 ,ma perch dicevo che questa lagrima d morte8 perch ella il messo che vi manifesta la vita o morte che fusse nel cuore4 ,dicevo che veniva uno vento di coscienzia2 e questo fa la divina mia ,bont1 che1 avendo provato con la prosperit per trarli per amore e col timore1 ch per importunit dirizzassero el cuore ad amare con virt e non senza virt2 provato con la tribolazione1 data perch cognoscano la fragilit e poca fermezza del mondo2 ad alcuni altri1 poi che questo non giova1 perch v'amo ineffabilemente1 do uno stimolo di coscienzia1 perch si levino ad aprire la bocca bomicando el fracidume de' peccati per la sancta confessione4 ,ma essi1 come obstinati1 e drictamente riprovati da me per le iniquit loro 7che non hanno voluto ricevere la grazia mia in veruno modo71 fugono lo stimolo della coscienzia1 e vannolo spassando con miserabili dilecti e dispiacere mio e del proximo loro4 ,tucto l'adiviene perch corrocta la radice con tucto l'arbore1 e ogni cosa l' in morte1 e stanno in continue pene1 pianti e amaritudine1 come decto 4 ,e se non si correggono mentre che hanno el tempo di potere usare el libero arbitrio1 passano da questo pianto dato in tempo finito1 e con esso giongono al pianto infinito4 ,s che il finito lo' torna ad infinito1 perch la lagrima fu gictata con infinito odio della virt1 cio col desiderio de l'anima1 fondato in odio1 che infinito4 ,vero che1 se avessero voluto1 ne sarebbero esciti mediante la mia divina grazia nel tempo che essi erano liberi1 non obstante ch',io dicesse essere infinito3 infinito in quanto l'affecto essere de l'anima1 ma none l'odio e l'amore che fusse ne l'anima2 ch1 mentre che ste in questa vita1 potete amare e odiare1 secondo che di vostro piacere4 ,ma se finisce in amore di virt1 riceve infinito bene1 e se finisce in odio1 sta in infinito odio ricevendo l'ecterna dannazione1 s come ,io ti dixi quando ti contiai che s'annegavano per lo fiume2 intanto che non possono desiderare bene1 privati della misericordia mia e della carit fraterna1 la quale gustano e' sancti l'uno con l'altro1 cio della carit di voi1 perregrini viandanti in questa vita1 posti qui da me per giognere al termine vostro1 di me1 vita etterna4 ,n orazioni n limosine n verun'altra operazione lor vale3 essi sono membri tagliati dal corpo della divina mia carit1 perch1 mentre che vissero1 non volsero essere uniti a l'obbedienzia de' sancti miei comandamenti nel corpo mistico della sancta ,chiesa e nella dolce sua obbedienzia1 unde traete il sangue dello immaculato ,agnello1 unigenito mio ,figliuolo4 ,e per ricevono el fructo de l'ecterna dannazione con pianto e stridore di denti4 ,questi sonno quelli martiri del dimonio1 de' quali ,io ti dixi2 s che 'l dimonio lo' d quello fructo che ha per s4 ,adunque vedi che questo pianto d fructo di pene in questo tempo finito1 e ne l'ultimo lo' d la infinita conversazione delle dimonia4 ,,capitolo ,,xcv ,de' fructi de le seconde e de le terze lagrime4 --,ora ti resto a dire de' fructi che ricevono coloro che si cominciano a levare da la colpa per timore della pena1 ad acquistare la grazia4 ,alquanti sonno che escono della morte del peccato mortale per timore della pena4 ,questo il generale chiamare1 come detto 4 ,che fructo riceve questo8 che egli comincia a votiare la casa de l'anima sua della immondizia1 mandando el libero arbitrio el messo del timore della pena4 ,poi che egli ha purificata l'anima da la colpa1 riceve pace di coscienzia1 comincia a disponere l'affecto de l'anima e aprire l'occhio de l'intellecto a vedere il luogo suo1 che1 prima che fusse vto1 non il vedeva n vedeva altro che puzza di molti e diversi peccati4 ,comincia a ricevere consolazioni1 perch 'l vermine della coscienzia sta in pace1 quasi aspectando di prendere il cibo della virt4 ,s come fa l'uomo1 che1 poi che ha sanato lo stomaco e tractone fuore gli umori1 dirizza l'appetito a prendere il cibo2 cos questi cotali aspectano pure che la mano del libero arbitrio con l'amore del cibo delle virt gli apparecchi1 ch doppo l'apparecchiare aspecta di mangiare4 ,e cos veramente3 che1 exercitando l'anima el primo timore1 votiato de' peccati l'affecto suo1 ne riceve il secondo fructo1 cio il secondo stato delle lagrime1 dove l'anima1 per affecto d'amore1 comincia a fornire la casa di virt4 ,bench imperfecta sia ancora1 poniamo che sia levata dal timore1 riceve consolazione e dilecto perch l'amore de l'anima sua ha ricevuto dilecto da la mia verit che so' esso amore2 e1 per lo dilecto e consolazione che truova in me1 comincia ad amare molto dolcemente1 sentendo la dolcezza della consolazione mia o dalle creature per me4 ,exercitando l'amore nella casa de l'anima sua1 che intrato dentro poi che 'l timore l'ebbe purificata1 comincia a ricevere i fructi della divina mia bont1 unde ebbe la casa de l'anima sua4 ,poi che egli intrato l'amore a possedere1 comincia a gustare ricevendo molti vari e diversi fructi di consolazione2 e ne l'ultimo1 perseverando1 riceve fructo di ponere la mensa3 cio1 poi che l'anima trapassata dal timore a l'amore delle virt1 si pone la mensa sua4 ,gionto a le terze lagrime1 egli pone la mensa della sanctissima croce nel cuore e ne l'anima sua2 poi che l'ha posta1 trovandovi el cibo del dolce e amoroso ,verbo 7el quale dimostra l'onore di me ,padre e la salute vostra per la quale fu aperto el ,corpo de l'unigenito mio ,figliuolo dandosi a voi in cibo71 alora comincia a mangiare l'onore di me e la salute de l'anime con odio e dispiacimento del peccato4 ,che fructo riceve l'anima di questo terzo stato delle lagrime8 ,dicotelo3 riceve una fortezza fondata in odio sancto della propria sensualit1 con uno fructo piacevole di vera umilit1 con una pazienzia che tolle ogni scandalo1 e priva l'anima d'ogni pena1 perch col coltello de l'odio ucise la propria volont1 dove sta ogni pena3 ch solo la volont sensitiva si scandalizza delle ingiurie1 delle persecuzioni e delle consolazioni temporali o spirituali1 come di sopra ti dixi1 e cos viene ad impazienzia4 ,ma1 perch la volont morta1 con lagrimoso e dolce desiderio comincia a gustare il fructo della lagrima della dolce pazienzia4 ,o fructo di grande soavit1 quanto se' dolce a chi ti gusta1 e piacevole a me1 che stando ne l'amaritudine gusta la dolcezza6 ,nel tempo de l'ingiuria ricevi la pace2 nel tempo che se' nel mare tempestoso che i venti pericolosi percuotono con le grandi onde la navicella de l'anima1 tu se' pacifica e tranquilla senza veruno male1 ricoperta la navicella con la dolce1 etterna mia volont divina4 ,unde hai ricevuto vestimento di vera e ardentissima carit1 perch acqua non vi possa intrare4 ,o dilectissima figliuola1 questa pazienzia reina1 posta nella rcca della fortezza3 ella vince e non mai vinta2 essa non sola1 ma acompagnata con la perseveranzia2 ella il mirollo della carit2 ella colei che manifesta il vestimento d'essa carit se egli vestimento nupziale o no2 se egli rocto d'imperfeczione1 ella el manifesta1 sentendo subbito el contrario della inpazienzia4 ,tucte le virt si possono alcuna volta occultare1 mostrandosi perfecte essendo imperfecte1 excepto che a te non si possono nascondere3 ch1 se ella ne l'anima questa dolce pazienzia1 mirollo di carit1 ella dimostra che tucte le virt sonno vive e perfecte2 e se ella non v'1 manifesta che tucte le virt sonno imperfecte e non sonno gionte ancora alla mensa della sanctissima croce1 dove essa pazienzia fu conceputa nel cognoscimento di s e nel cognoscimento della mia bont in s1 e parturita da l'odio sancto e unta di vera umilit4 ,a questa pazienzia non denegato el cibo de l'onore di me e salute de l'anime3 anco essa quella che 'l mangia continuamente1 e cos la verit4 ,raguarda1 carissima figliuola1 ne' dolci e gloriosi martiri1 che col sostenere mangiavano el cibo de l'anime4 ,la morte loro dava vita3 resuscitavano e' morti e cacciavano le tenebre de' peccati mortali4 ,el mondo con tucte le sue grandezze e i signori con la loro potenzia non si potevano difendere da loro1 per la virt di questa reina1 dolce pazienzia4 ,questa virt sta come lucerna in sul candelabro4 ,questo il glorioso fructo che die' la lagrima gionta nella carit del proximo suo1 mangiando con lo svenato e immaculato ,agnello1 unigenito mio ,figliuolo1 con crociato e ansietato desiderio e con pena intollerabile de l'offesa di me1 ,creatore suo3 non pena afliggitiva1 ch l'amore con la vera pazienzia ucise ogni timore e amore proprio che d pena2 ma pena consolativa1 solo de l'offesa mia e danno del proximo1 fondata in carit1 la quale pena ingrassa l'anima4 ,godene in s1 perch ella uno segno dimostrativo che dimostra me essere per grazia ne l'anima4 ,,capitolo ,,xcvi ,del fructo de le quarte e unitive lagrime4 --,decto t'ho del fructo delle terze lagrime4 ,sguita el quarto e ultimo stato della lagrima unitiva1 lo quale non separato dal terzo1 come decto 1 ma uniti insieme1 s come la carit mia con quella del proximo l'una condisce l'altra4 ,ma in tanto cresciuto1 gionto al quarto1 che1 non tanto che porti con pazienzia 7s come di sopra ti dissi71 ma con allegrezza le desidera2 in tanto che spregia ogni recreazione1 da qualunque lato le viene1 pure che si possa conformare con la mia ,verit1 ,cristo crocifixo4 ,questa riceve uno fructo di quiete di mente1 una unione1 facta per sentimento1 nella natura mia dolce divina1 dove gusta el lacte4 ,s come il fanciullo1 che pacificato si riposa al pecto della madre1 traie a s il lacte col mezzo della carne2 cos l'anima1 gionta a questo ultimo stato1 si riposa al pecto della divina mia carit1 tenendo nella bocca del sancto desiderio la carne di ,cristo crocifixo1 cio seguitando le vestigie e la doctrina sua1 perch cognobbe bene nel terzo stato che non gli conveniva andare per me1 ,padre1 perch in me1 ,padre etterno1 non pu cadere pena3 ma s nel dilecto mio ,figliuolo1 dolce e amoroso ,verbo4 ,e voi non potete andare senza pena1 ma con molto sostenere giognerete a le virt provate4 ,s che si pose al pecto di ,cristo crocifixo1 che essa verit2 e cos trasse a s il lacte della virt1 nella quale virt ebbe vita di grazia1 gustando in s la natura mia divina che dava dolcezza a le virt4 ,e cos la verit3 che le virt in loro non erano dolci1 ma perch furono facte e unite in me1 amore divino3 cio che l'anima non ebbe alcuno rispecto a sua propria utilit1 altro che a l'onore di me e salute de l'anime4 ,or raguarda1 dolce figliuola1 quanto dolce e glorioso questo stato1 nel quale l'anima ha facta tanta unione al pecto della carit che non si truova la bocca senza el pecto1 n il pecto senza el lacte4 ,cos questa anima non si truova senza ,cristo crociato1 n senza me1 ,padre etterno1 el quale truova gustando la somma e etterna ,deit4 ,oh6 chi vedesse come s'empiono le potenzie di quella anima6 ,la memoria s'empie di continuo ricordamento di me1 tracto a s1 per amore1 i benefizi miei3 non tanto l'acto de' benefizi1 ma l'affecto della carit mia con che ,io gli l'ho donati2 e singularmente il benefizio della creazione1 vedendosi creato a la imagine e similitudine mia4 ,nel quale benefizio1 nel primo stato decto1 cognobbe la pena della ingratitudine che ne gli seguitava2 e per si lev da le miserie nel benefizio del sangue di ,cristo1 dove ,io el ricreai a grazia1 lavandovi la faccia de l'anime vostre da la lebra del peccato1 dove l'anima trov nel secondo stato una dolcezza1 gustando la dolcezza de l'amore e dispiacere della colpa1 nella quale egli vidde che tanto era spiaciuta a me1 che ,io l'avevo punita sopra el corpo de l'unigenito mio ,figliuolo4 ,dipo' questo ha trovato l'avenimento dello ,spirito sancto1 el quale dichiar e dichiara l'anima della verit4 ,quando riceve l'anima questo lume8 poi che ha cognosciuto1 per lo primo e secondo stato1 el benefizio mio in s4 ,riceve alora lume perfecto1 cognoscendo la verit di me1 ,padre etterno1 cio che per amore l'avevo creata per darle vita etterna4 ,questa era la verit3 hovelo manifestato col sangue di ,cristo crocifixo4 ,poi che l'ha cognosciuta l'ama3 amandola1 el dimostra amando schiectamente quello ch',io amo e odiando quel ch',io odio4 ,cos si truova nel terzo stato della carit del prossimo4 ,s che la memoria a questo pecto s'empie1 passata ogni imperfeczione1 perch s' ricordata e ha tenuto in s i benefizi miei4 ,lo intellecto ha ricevuto el lume3 mirando dentro nella memoria1 cognobbe la verit2 perdendo la ciechit de l'amore proprio1 rimase nel sole de l'obiecto di ,cristo crocifixo1 dove cognobbe ,dio e uomo4 ,oltre a questo cognoscimento1 per l'unione che ha facta1 si leva ad uno lume acquistato non per natura1 s come ,io ti dixi1 n per sua propria virt adoperata1 ma per grazia data da la mia dolce ,verit1 la quale none spregia gli ansietati desidri n fadighe le quali ha offerte dinanzi da me4 ,alora l'affecto1 che va dietro a lo 'ntellecto1 s'unisce con perfectissimo e ardentissimo amore4 ,e chi mi dimandasse3--,chi questa anima8--direi3-- uno altro me1 facta per unione d'amore4-- ,quale sarebbe quella lingua che potesse narrare l'excellenzia di questo ultimo stato unitivo1 e i fructi diversi e divariati che riceve essendo piene le tre potenzie de l'anima8 ,questa quella dolce congregazione della quale1 ne' tre scaloni generali1 ti feci menzione1 dichiarandoti1 di sopra1 la parola della mia ,verit4 ,non sufficiente la lingua a poterlo narrare1 ma ben vel dimostrano e' sancti doctori illuminati da questo glorioso lume che con esso spianavano la sancta ,scriptura4 ,unde avete del glorioso ,tomaso d',aquino 7che la scienzia sua egli ebbe pi per studio d'orazione ed elevazione di mente e lume d'intellecto1 che per studio umano71 el quale fu uno lume che ,io ho messo nel corpo mistico della sancta ,chiesa1 spegnendo le tenebre de l'errore4 ,e se ti vlli al glorioso ,giovanni evangelista1 quanto lume egli acquist sopra el prezioso pecto di ,cristo1 mia ,verit1 col quale lume acquistato evangelizz me1 ha cotanto tempo4 ,e1 cos discorrendo1 tucti ve l'hanno manifestata1 chi per uno modo e chi per un altro4 ,ma lo intrinseco sentimento1 ineffabile dolcezza e perfecta unione1 non el potresti narrare con la lingua tua1 perch cosa finita4 ,questo parbe che volesse dire ,pavolo1 dicendo3 ,occhio non pu vedere1 n orecchia udire1 n cuore pensare quanto il dilecto e 'l bene che riceve1 e ne l'ultimo apparecchiato a quelli che in verit m'amano4 ,oh quanto dolce la mansione1 dolce sopra ogni dolcezza1 con perfecta unione che l'anima ha facta in me1 che non ci in mezzo la volont de l'anima medesima1 perch ella facta una cosa con meco6 ,ella gicta odore per tucto quanto el mondo1 fructo di continue e umili orazioni3 l'odore del desiderio1 grido della salute de l'anime con voce senza voce umana1 gridando nel conspecto della mia divina maiest4 ,questi sonno e' fructi unitivi che mangia l'anima in questa vita ne l'ultimo stato1 acquistato con molte fadighe1 lagrime e sudori4 ,e cos passa con vera perseveranzia dalla vita della grazia1 da questa unione che anco imperfecta1 ed perfecta in grazia4 ,ma mentre che legata nel corpo1 perch in questa vita non si pu saziare di quello che desidera1 e anco perch legata con la legge perversa 7che s' adormentata per l'affecto della virt1 ma non morta1 e per si pu destare se levassi lo istrumento della virt che la fa dormire71 e per decta imperfecta unione4 ,ma questa imperfecta unione el conduce a ricevere la perfeczione durabile1 la quale non gli pu essere tolta per veruna cosa che sia1 s come ,io ti dixi narrandoti de' beati4 ,ine gusta co' gustatori veri in me vita etterna1 sommo ed etterno ,bene1 che mai non finisco4 ,costoro hanno ricevuto vita etterna incontrario di coloro che ricevettero el fructo del pianto loro1 morte etternale4 ,costoro dal pianto son gionti a l'allegrezza1 ricevendo vita sempiterna4 ,col fructo della lagrima e con l'affocata carit gridano e offerano lagrima di fuoco1 per lo modo decto di sopra1 dinanzi a me per voi4 ,compto ho di narrarti e' gradi delle lagrime e la loro perfeczione1 e il fructo che riceve l'anima d'esse lagrime3 che i perfecti ricevono me vita etterna1 e gl'iniqui l'etterna dannazione4 ,,capitolo ,,xcvii ,come questa devota anima1 ringraziando ,dio de la dechiarazione de' predecti stati de le lagrime1 gli fa tre petizioni4 ,alora quella anima1 ansietata di grandissimo desiderio per la dolce dichiarazione e satisfaczione che ebbe da la ,verit sopra e' decti stati1 diceva come inamorata3 --,grazia1 grazia sia a te1 sommo ed etterno ,padre1 satisfacitore de' sancti desidri e amatore della salute nostra1 che per amore ci hai dato l'amore nel tempo che eravamo in guerra con teco1 col mezzo de l'unigenito tuo ,figliuolo4 ,per questo abisso de l'affocata tua carit t'adimando1 di grazia e di misericordia1 che1 acci che schiectamente possa venire a te e con lume e non con tenebre corra per la doctrina della tua ,verit1 della quale tu chiaramente m'hai dimostrata la verit1 e acci ch'io possa vedere due altri inganni de' quali io temo che non ci sieno o possano essere1 vorrei1 ,padre etterno1 che1 prima che io escisse di questi stati1 tu mel dichiarassi4 ,l'uno si che1 se alcuna volta o a me o ad alcuno altro servo tuo fusse venuto per consiglio di volere servire a te1 che doctrina io gli debbo dare4 ,bench di sopra so1 dolce ,dio etterno1 che tu me ne dichiarasti sopra quella parola che tu dicesti3--,io so' colui che mi dilecto di poche parole e di molte operazioni2--nondimeno1 se piace a la tua bont toccarne alcuna parola ancora1 sarammi di grande piacere4 ,e anco1 se alcuna volta1 pregando io per le tue creature e singularmente per li servi tuoi1 io trovasse1 ne l'orazione1 ne l'uno la mente disposta1 parendomelo vedere che esso si goda di te2 e ne l'altro mi paresse che fusse la mente tenebrosa1 debbo io1 ,padre etterno1 o posso giudicare l'uno in luce e l'altro in tenebre8 ,o che io vedesse l'uno andare con grande penitenzia e l'altro no3 debbo io giudicare che maggiore perfeczione abbi colui che fa penitenzia maggiore1 che colui che non la fa8 ,pregoti che acci ch'io non sia ingannata dal mio poco vedere1 che tu mi dichiari in particulare quello che tu m'hai decto in generale4 ,la seconda cosa della quale io ti dimando1 si che tu mi dichiari meglio1 sopra del segno che tu mi dicesti che riceve l'anima quando visitata da te1 se egli da te1 ,dio etterno1 o no4 ,se bene mi ricorda tu mi dicesti1 ,verit etterna1 che la mente rimaneva in allegrezza e inanimata a la virt4 ,vorrei sapere se questa allegrezza pu essere con inganno della propria passione spirituale2 ch1 se ci fusse1 io m'aterrei solamente al segno della virt4 ,queste sonno quelle cose le quali io t'adimando1 acci che in verit io possa servire a te e al proximo mio e non cadere in neuno falso giudicio verso le tue creature e de' servi tuoi1 perch mi pare che 'l giudicio1 cio il giudicare1 dilonghi l'anima da te3 e per non vorrei cadere in questo inconveniente4 ,,capitolo ,,xcviii ,come el lume de la ragione necessario ad ogni anima che vuole a ,dio in verit servire4 ,e prima1 del lume generale4 ,alora ,dio etterno1 dilectandosi della sete e fame di quella anima e della schiectezza del cuore e del desiderio suo con che ella dimandava di volerli servire1 volse l'occhio della piet e misericordia sua verso di lei1 dicendo3 --,o dilectissima1 o carissima1 o dolce figliuola e sposa mia1 leva te sopra di te e apre l'occhio de l'intellecto a vedere me1 bont infinita1 e l'amore ineffabile che ,io ho a te e agli altri servi miei4 ,ed apre l'orecchia del sentimento del desiderio tuo1 per che altrementi1 se tu non vedessi1 non potresti udire3 cio che l'anima1 che non vede con l'occhio de l'intellecto suo ne l'obiecto della mia ,verit1 non pu udire n cognoscere la mia verit4 ,e per voglio1 acci che meglio la cognosca1 che ti levi sopra el sentimento tuo1 cio sopra el sentimento sensitivo2 ed ,io1 che mi dilecto della tua domanda e desiderio1 ti satisfar4 ,non che dilecto possa crescere a me di voi1 per che ,io so' colui che so' e che fo crescere voi1 e non voi me2 ma dilectomi nel mio dilecto medesimo della factura mia4-- ,alora quella anima obbed1 levando s sopra di s per cognoscere la verit di quello che dimandava4 ,alora ,dio etterno disse a lei3--,acci che tu meglio possa intendere quello ch',io ti dir1 ,io mi far al principio di quello che mi dimandi1 sopra tre lumi che escono di me1 vero lume4 ,l'uno uno lume generale in coloro che sonno nella carit comune3 bene che decto te l'abbi de l'uno e de l'altro1 e molte cose di quelle che ,io t'ho decte ti dir1 perch 'l tuo basso intendimento meglio intenda quello che tu vuoli sapere4 ,e due altri lumi sonno di coloro che sono levati dal mondo e vogliono la perfeczione4 ,sopra di questo ti dichiarar di quello che m'hai adimandato1 dicendoti pi in particulare quello che ti toccai in comune4 ,tu sai1 s come ,io ti dixi1 che senza el lume neuno pu andare per la via della verit1 cio senza el lume della ragione4 ,el quale lume di ragione traete da me1 vero lume1 con l'occhio de l'intellecto e col lume della fede che ,io v'ho dato nel sancto baptesmo1 se voi non vel tollete per li vostri difecti4 ,nel quale baptesmo1 mediante e in virt del sangue de l'unigenito mio ,figliuolo1 riceveste la forma della fede4 ,la quale fede1 exercitata in virt col lume della ragione 7la quale ragione illuminata da questo lume71 vi d vita e favi andare per la via della verit1 e con esso giognete a me1 vero lume2 e senza esso giognereste a la tenebre4 ,due lumi1 tracti da questo lume1 vi sonno necessari d'avere1 ed anco a' due ti porr el terzo4 ,el primo che voi tucti siate illuminati in cognoscere le cose transitorie del mondo1 le quali passano tucte come il vento4 ,ma non le potete bene cognoscere se prima non cognoscete la propria vostra fragilit quanto ella inchinevole1 con una legge perversa che legata nelle membra vostre1 a ribellare a me1 vostro ,creatore4 ,non che per questa legge neuno possa essere costrecto a commectere uno minimo peccato1 se egli non vuole2 ma bene impugna contra lo spirito4 ,e non diei questa legge perch la mia creatura1 che ha in s ragione1 fusse venta1 ma perch ella aumentasse e provasse la virt ne l'anima1 per che la virt non si pruova se non per lo suo contrario4 ,la sensualit contraria a lo spirito1 e per in essa sensualit pruova l'anima l'amore che ha in me1 ,creatore suo4 ,quando si pruova8 quando con odio e dispiacimento si leva contra di lei4 ,e anco le diei questa legge per conservarla nella vera umilit4 ,unde tu vedi che1 creando l'anima a la imagine e similitudine mia posta in tanta dignit e bellezza1 ,io l'acompagnai con la pi vile cosa che sia1 dandole la legge perversa1 cio legandola col corpo formato del pi vile della terra1 acci che1 vedendo la bellezza sua1 non levasse il capo per superbia contra di me4 ,unde il fragile corpo1 a chi ha questo lume1 cagione di fare umiliare l'anima1 e non ha alcuna materia d'insuperbire3 anco di vera e perfecta umilit4 ,s che questa legge non costrigne ad alcuna colpa di peccato per alcuna sua impugnazione1 ma cagione di farvi cognoscere voi medesimi e cognoscere la poca fermezza del mondo4 ,questo debba vedere l'occhio de l'intellecto col lume della sanctissima fede1 della quale ti dixi che era la pupilla de l'occhio4 ,questo quello lume necessario1 che generalmente di bisogno a ogni creatura che ha in s ragione1 a volere participare la vita della grazia in qualunque stato si sia1 se vuole participare il fructo del sangue dello inmaculato ,agnello4 ,questo il lume comune1 cio che comunemente ogni persona el debba avere1 come decto 2 e chi non l'avesse1 starebbe in stato di dannazione4 ,e questa la ragione che essi non sonno in stato di grazia non avendo el lume3 per che chi non ha el lume1 non cognosce il male della colpa e chi n' cagione1 e per non pu schifare n odiare la cagione sua4 ,e cos chi non cognosce il bene e la cagione del bene1 cio la virt1 non pu amare n desiderare me1 che so' esso ,bene1 e la virt che ,io v'ho data come strumento e mezzo a darvi la grazia mia1 me1 vero ,bene4 ,s che vedi di quanto bisogno v' questo lume1 ch in altro none stanno le colpe vostre se none in amare quel che ,io odio o in odiare quel che ,io amo4 ,io amo la virt e odio el vizio2 chi ama el vizio e odia la virt offende me ed privato della grazia mia4 ,questi va come cieco che1 non cognoscendo la cagione del vizio1 cio il proprio amore sensitivo1 non odia se medesimo n cognosce il vizio n il male che gli sguita dipo' el vizio4 ,n cognosce la virt1 n me che so' cagione di darli la virt che gli d vita1 n la dignit nella quale egli si conserva e viene a grazia col mezzo della virt4 ,s che vedi che 'l non cognoscere gli cagione del suo male4 vi dunque di bisogno d'avere questo lume1 come decto 4 ,,capitolo ,,xcix ,di quelli e' quali hanno posto pi el loro desiderio in mortificare el corpo che in uccidere la propria volont2 el quale uno lume perfecto pi che il generale1 ed questo el secondo lume4 --,e poi che l'anima venuta ed ha acquistato el lume generale1 del quale ,io t'ho decto1 non debba stare contenta2 perch1 mentre che ste perregrini in questa vita1 ste apti a crescere e dovete crescere3 e chi non cresce1 ipso facto torna adietro4 ,o debba crescere nel comune lume che egli ha acquistato mediante la grazia mia1 o egli debba con sollicitudine ingegnarsi d'andare al secondo lume perfecto1 e da l'imperfecto giognere al perfecto1 per che con lume si vuole andare alla perfeczione4 ,in questo secondo lume perfecto sonno due maniere di perfecti3 perfecti sonno che si sonno levati dal comune vivere del mondo4 ,in questa perfeczione ci sonno due4 ,l'uno che sonno alcuni che perfectamente si dnno a gastigare il corpo loro1 facendo aspra e grandissima penitenzia3 e acci che la sensualit loro non ribelli a la ragione1 tucto hanno posto il desiderio loro pi in mortificare il corpo che in ucidere la loro propria volont1 s come in un altro luogo ti dixi4 ,costoro si pascono a la mensa della penitenzia1 e sonno buoni e perfecti se ella fondata in me col lume di discrezione1 cio con vero cognoscimento di loro e di me1 e con grande umilit1 tucti conformati ad essere giudici della volont mia e non di quella degli uomini4 ,ma se non fussero cos1 cio con vera umilit vestiti della volont mia1 spesse volte offendarebbero la loro perfeczione1 facendosi giudicatori di coloro che non vanno per quella medesima via che vanno eglino4 ,sai tu perch a questi cotali l'adiverrebbe8 ,perch hanno posto pi studio e desiderio in mortificare il corpo che in ucidere la propria volont4 ,questi cotali sempre vogliono eleggere i tempi e i luoghi e le consolazioni della mente a loro modo1 e anco le tribulazioni del mondo e le bactaglie del dimonio1 s come nel secondo stato imperfecto ,io ti narrai4 ,costoro dicono1 per inganno di loro medesimi1 ingannati da la propria volont1 la quale ti chiamai volont spirituale3--,io vorrei questa consolazione e non queste bactaglie n molestie del dimonio2 e gi non el dico per me1 ma per pi piacere a ,dio e averlo pi per grazia ne l'anima mia1 perch meglio mel pare avere e servirlo in questo modo che in quello4-- ,e cos per questo modo spesse volte cade in pena e in tedio1 e diventane incomportabile a se medesimo2 e cos offende il suo stato perfecto e non se n'avvede1 n che vi caggia dentro la puzza della superbia2 ed ella vi giace1 per che1 se ella non vi fusse1 ma fusse veramente umile e non presumptuoso1 vedrebbe col lume che ,io1 dolce e prima ,verit1 do stato e tempo e luogo e consolazioni e tribulazioni secondo che necessit a la salute vostra ed a compire la perfeczione ne l'anima a la quale ,io l'ho electe4 ,e vedrebbe che ogni cosa do per amore2 e per con amore e riverenzia debba ricevere ogni cosa4 ,s come fanno e' secondi 7cio che viene il terzo71 de' quali ,io ti dir1 che sonno questi due stati che stanno in questo perfectissimo lume4 ,,capitolo ,c ,del terzo e perfectissimo lume de la ragione4 ,e dell'opere che fa l'anima quando venuta a esso lume4 ,e d'una bella visione che questa devota anima ebbe una volta1 ne la quale si tracta pienamente del modo da venire ad perfecta purit1 e dove anco si parla del non giudicare4 --,questi cotali 7ci sonno e' terzi1 che viene secondo a questo71 gionti a questo glorioso lume1 sonno perfecti in ogni stato che essi sonno4 ,e ci che ,io permecto a loro1 ogni cosa hanno in debita reverenzia1 s come nel terzo stato de l'anima e unitivo ,io ti feci menzione4 ,questi si reputano degni delle pene e scandali del mondo1 e d'essere privati delle loro consolazioni proprie di qualunque cosa si sia4 ,e come si reputano degni delle pene1 cos si reputano indegni del fructo che sguita a loro doppo la pena4 ,costoro nel lume hanno cognosciuta e gustata l'etterna volont mia1 la quale non vuole altro che 'l vostro bene2 e perch siate sanctificati in me1 per ve lo do e permecto4 ,poi che l'anima l'ha cognosciuta1 s se ne vestita e non actende ad altro se none a vedere in che modo possa conservare e crescere lo stato suo perfecto per gloria e loda del nome mio1 aprendo l'occhio de l'intellecto col lume della fede ne l'obiecto di ,cristo crocifixo1 unigenito mio ,figliuolo1 amando e seguitando la doctrina sua1 la quale regola e via a' perfecti e agl'imperfecti4 ,e vede che lo inamorato ,agnello1 mia ,verit1 gli d doctrina di perfeczione1 e vedendola se ne inamora4 ,la perfeczione questa che cognobbe vedendo questo dolce e amoroso ,verbo1 unigenito mio ,figliuolo1 che si notric a la mensa del sancto desiderio1 cercando l'onore di me1 ,padre etterno e salute vostra2 e con questo desiderio corse1 con grande sollicitudine1 a l'obrobriosa morte della croce e comp l'obbedienzia che gli fu imposta da me ,padre1 none schifando fadiga n obbrobri1 non ritraendosi per vostra ingratitudine o ignoranzia di non cognoscere tanto benefizio dato a voi1 n per persecuzione de' giudei1 n per scherni1 villania e mormorazioni e grida del popolo4 ,ma tucte le trapass come vero capitano e vero cavaliere1 il quale ,io avevo posto in sul campo della bactaglia a combactere per trarvi delle mani delle dimonia e perch fuste liberi e tracti della pi perversa servitudine che voi poteste avere1 e perch esso v'insegnasse la via1 la doctrina e regola sua e poteste giognere a la porta di me1 vita etterna1 con la chiave del suo prezioso ,sangue sparto con tanto fuoco d'amore1 con odio e dispiacimento delle colpe vostre4 ,quasi vi dica questo dolce e amoroso ,verbo mio ,figliuolo3--,ecco che ,io v'ho facta la via e aperta la porta col ,sangue mio3 non siate dunque voi negligenti a seguitarla1 ponendovi a sedere con amore proprio di voi e con ignoranzia di non cognoscere la via1 e con presumpzione di volere eleggere il servire a me a vostro modo e non di me1 che ho facta a voi la via dricta col mezzo della mia ,verit1 ,verbo incarnato1 e bactuta col ,sangue4--,levatevi dunque suso e seguitatelo1 per che neuno pu venire a me ,padre se non per lui4 ,egli la via e la porta unde vi conviene intrare in me1 mare pacifico4 ,alora quando l'anima gionta a gustare questo lume1 perch dolcemente l'ha veduto e cognosciuto1 per el gustoe1 e corre come inamorata e ansietata d'amore a la mensa del sancto desiderio4 ,e non vede s per s1 cercando la propria consolazione n spirituale n temporale1 ma come persona che al tucto in questo lume e cognoscimento ha annegata la propria volont2 non schifa alcuna fadiga da qualunque lato ella si viene3 anco1 con pena sostenendo obrobrio e molestie dal dimonio e mormorazioni dagli uomini1 mangia in su la mensa della sanctissima croce il cibo de l'onore di me1 ,dio etterno1 e della salute de l'anime4 ,e none cerca alcuna remunerazione n da me n dalle creature1 perch elli spogliato de l'amore mercennaio1 cio d'amare me per rispecto di s1 ed vestito del lume perfecto1 amando me schiectamente e senza alcuno rispecto1 altro che a gloria e loda del nome mio1 non servendo me per proprio dilecto n al proximo per propria utilit1 ma per puro amore4 ,costoro hanno perduti loro medesimi1 e spogliatisi de l'uomo vecchio1 cio della propria sensualit1 e vestiti de l'uomo nuovo1 ,cristo dolce ,ies1 mia ,verit1 seguitandolo virilmente4 ,questi sonno quelli che si pongono a la mensa del sancto desiderio3 che hanno posta pi la sollicitudine loro in ucidere la propria volont che in ucidere e mortificare il corpo4 ,essi hanno bene mortificato el corpo1 ma non per principale affecto1 ma come strumento che egli ad aitare ad ucidere la propria volont1 s come ,io ti dixi dichiarandoti sopra quella parola ch',io volevo poche parole e molte operazioni4 ,e cos dovete fare1 per che 'l principale affecto debba essere d'ucidere la volont1 che non cerchi n voglia altro che seguitare la mia dolce ,verit1 ,cristo crocifixo1 cercando l'onore e gloria del nome mio e salute de l'anime4 ,questi che sonno in questo dolce lume il fanno2 e per stanno sempre in pace e in quiete1 e non hanno chi gli scandalizzi1 perch hanno tolta via quella cosa che lo' d scandalo1 cio la propria volont4 ,e tucte le persecuzioni che 'l mondo pu dare e il dimonio1 tucte corrono sotto e' piedi loro4 ,stanno ne l'acqua delle molte tribolazioni e temptazioni1 e non lo' nuoce perch stanno ataccati al tralcio de l'affocato desiderio4 ,questo gode d'ogni cosa1 e non facto giudice de' servi miei n di veruna creatura che abbi in s ragione2 anco gode d'ogni stato e d'ogni modo che vede1 dicendo3--,grazia sia a te ,padre etterno1 che nella ,casa tua ha molte mansioni4--,e pi gode de' diversi modi che vede1 che se gli vedesse andare tucti per una via1 perch vede manifestare pi la grandezza della mia bont4 ,d'ogni cosa gode e traie l'odore della rosa4 ,e non tanto che del bene1 ma di quella cosa che vede che expressamente peccato1 non piglia giudicio1 ma pi tosto una vera e sancta compassione1 pregando me per loro2 e con umilit perfecta dicono3--,oggi tocca a te1 e domane a me se non fusse la divina grazia che mi conserva4-- ,o carissima figliuola1 inamrati di questo dolce ed excellente stato1 e raguarda costoro che corrono in questo glorioso lume e la excellenzia loro1 per che hanno menti sancte e mangiano a la mensa del sancto desiderio2 e con lume sonno gionti a notricarsi del cibo de l'anime per onore di me1 ,padre etterno1 vestiti del vestimento dolce de l',agnello1 unigenito mio ,figliuolo1 cio della doctrina sua1 con affocata carit4 ,questi non perdono el tempo a dare i falsi giudici n verso de' servi miei n verso de' servi del mondo1 e non si scandalizzano per veruna mormorazione n per loro n per altrui3 cio che verso di loro sono contenti di sostenere per lo nome mio2 e quando ella facta in altrui1 la portano con compassione del proximo e non con mormorazione verso colui che d e verso colui che riceve1 perch l'amore loro ordinato in me1 ,dio etterno1 e nel proximo1 e non disordinato4 ,e perch egli ordinato1 questi cotali1 carissima figliuola1 non pigliano mai scandalo verso coloro che essi amano n in alcuna creatura che ha in s ragione1 perch il loro parere morto e non vivo1 e per non pigliano giudicio di giudicare la volont degli uomini1 ma solo la volont della clemenzia mia4 ,questi observano la doctrina1 la quale tu sai che al principio della vita tua ti fu data da la ,verit mia1 dimandando tu con grande desiderio di volere venire a perfecta purit4 ,pensando tu in che modo vi potessi venire1 sai che ti fu risposto1 essendo tu adormentata1 sopra questo desiderio3 non tanto che nella mente1 ma nel suono de l'orecchia tua rinson la voce1 in tanto che1 se bene ti ricorda1 tu ritornasti al sentimento del corpo tuo1 dicendoti la mia ,verit3--,vuoli tu venire a perfecta purit ed essere privata degli scandali1 e che la mente tua non sar scandalizzata per veruna cosa8 ,or fa' che tu sempre ti unisca in me per affecto d'amore1 per che ,io so' somma ed etterna purit1 e so' quel fuoco che purifico l'anima3 e per quanto pi s'acosta a me1 tanto diventa pi pura2 e quanto pi se ne parte1 tanto pi immonda4 ,e per caggiono in tante nequizie gli uomini del mondo1 perch sonno separati da me2 ma l'anima1 che senza mezzo si unisce in me1 participa della mia purit4 ,un'altra cosa ti conviene fare a giognere a questa unione e purit3 che tu non giudichi mai1 in alcuna cosa che tu vedessi fare o dire1 da qualunque creatura si fusse1 o verso di te o verso d'altrui1 la volont de l'uomo1 ma la volont mia in loro e in te4 ,e se tu vedessi peccato o difecto expresso1 trae di quella spina la rosa1 cio che tu gli offeri dinanzi a me per sancta compassione4 ,e nelle ingiurie che fussero facte a te1 giudica che la volont mia el permecte per provare in te e negli altri servi miei la virt1 giudicando che colui come strumento messo da me faccia quello2 vedendo che spesse volte avaranno buona intenzione1 per che neuno che possa giudicare l'occulto cuore de l'uomo4 ,quello che tu non vedi che sia expresso e palese peccato mortale non il debbi giudicare nella mente tua altro che la volont mia in loro2 e vedendolo1 non el pigliare per giudicio1 ma per sancta compassione1 come decto 4 ,a questo modo verrai a perfecta purit1 per che1 facendo cos1 la mente tua non sar scandalizzata n in me n nel proximo tuo2 per che lo sdegno cade verso del proximo quando giudicaste la mala volont loro verso di voi1 e non la mia in loro4 ,el quale sdegno e scandalo discosta l'anima da me e impedisce la perfeczione1 e in alcuno tolle la grazia1 pi e meno secondo la gravezza dello sdegno e de l'odio conceputo nel proximo per lo suo giudicio4 ,in contrario riceve l'anima che giudicar la volont mia1 come decto t'ho4 ,la quale non vuole altro che 'l vostro bene1 e ci ch',io do e permecto1 do perch aviate il fine vostro per lo quale ,io vi creai4 ,e perch sta sempre nella dileczione del proximo1 sta sempre nella mia2 e stando nella mia1 sta unita in me4 ,e per t' di necessit1 a volere venire a la purit che tu m'adimandi1 di fare queste tre cose principali1 cio3 di unirti in me per affecto d'amore1 portando nella memoria tua e' benefizi ricevuti da me2 e con l'occhio de l'intellecto vedere l'affecto della mia carit che v'am inestimabilemente2 e nella volont de l'uomo giudicare la volont mia e non la mala volont loro1 per che ,io ne so' giudice1 ,io e non voi4 ,e da questo ti verr ogni perfeczione4-- ,questa fu la doctrina data a te da la mia ,verit1 se ben ti ricorda4 ,ora ti dico1 carissima figliuola1 che questi cotali1 de' quali ,io ti dixi che pareva che avessero imparata questa doctrina1 gustano l'arra di vita etterna in questa vita4 ,se tu avarai tenuta a mente questa doctrina1 non cadrai negl'inganni del dimonio perch gli cognoscerai1 n in quello del quale tu m'hai adimandato4 ,ma nondimeno1 per satisfare al desiderio tuo1 pi distinctamente tel dir e manifestarocti che neuno giudicio voi potete dare per giudicio1 ma per sancta compassione4 ,,capitolo ,,ci ,per che modo ricevono l'arra di vita eterna in questa vita quelli che stanno nel predecto terzo perfectissimo lume4 --,e perch ti dixi che ricevevano l'arra di vita etterna8 ,dico che ricevono l'arra1 ma none il pagamento perch aspectano di riceverlo in me1 vita durabile1 dove ha vita senza morte1 e saziet senza fastidio1 e fame senza pena2 perch di lunga la pena da la fame1 per che essi hanno quel che desiderano1 e di longa il fastidio dalla saziet1 perch ,io lo' so' cibo di vita senza alcuno difecto4 vero che in questa vita ricevono l'arra e gustanla in questo modo1 cio che l'anima comincia a essere afamata de l'onore di me1 ,dio etterno1 e del cibo della salute de l'anime2 e come ella ha fame1 cos se ne pasce1 cio che l'anima si notrica della carit del proximo1 del quale ha fame e desiderio 7che gli uno cibo che1 notricandosene1 non se ne sazia mai71 per che insaziabile1 e per rimane la continua fame4 ,e s come l'arra uno comincio di sicurt che si d a l'uomo1 per la quale aspecta di ricevere il pagamento 7non che l'arra sia perfecta in s1 ma per fede d certezza di giognere al compimento di ricevere il pagamento suo71 cos questa anima inamorata e vestita della doctrina della mia ,verit1 che gi ha ricevuta l'arra1 in questa vita1 della carit mia e del proximo suo in se medesima1 non perfecta2 ma aspecta la perfeczione della vita immortale4 ,dico che non perfecta questa arra3 cio che l'anima che la gusta non ha ancora la perfeczione che non senta le pene in s e in altrui4 ,in s1 per l'offesa che fa a me per la legge perversa che legata nelle membra sue quando vuole impugnare contra lo spirito3 in altrui1 per l'offesa del proximo4 ben perfecto a grazia2 ma none a questa perfeczione de' sancti miei1 che sonno gionti a me1 vita durabile1 s come decto 2 ch i desidri loro sonno senza pena1 e i vostri sonno con pena4 ,stanno questi servi miei 7s come ,io ti dixi in un altro luogo1 che si notricano a la mensa di questo sancto desiderio7 che stanno beati e dolorosi1 s come stava l'unigenito mio ,figliuolo in sul legno della croce sanctissima4 ,per che la carne sua era dolorosa e tormentata1 e l'anima era beata per l'unione della natura divina4 ,cos questi cotali sonno beati per l'unione del sancto desiderio loro in me1 s come decto 1 vestiti della dolce mia volont2 e dolorosi sonno per la compassione del proximo e per tollersi delizie e consolazioni sensuali1 affliggendo la propria sensualit4 ,,capitolo ,,cii ,per che modo si debba reprendere el proximo1 a ci che la persona non caggia in falso giudizio4 --,ora actende1 carissima figliuola2 ed acci che tu meglio sia dichiarata di quello che m'adimandasti1 t'ho decto del lume comune il quale tucti dovete avere in qualunque stato voi ste3 ci dico di coloro che stanno nella carit comune4 ,e hocti decto di coloro che sonno nel lume perfecto1 el quale lume ti distinsi in due1 cio di coloro che erano levati dal mondo e studiavano di mortificare il corpo loro1 e degli altri che in tucto ucidevano la propria volont1 e questi erano quegli perfecti che si notricavano a la mensa del sancto desiderio4 ,ora ti favellar in particulare a te3 e1 parlando a te1 parlar ed agli altri e satisfar al tuo desiderio4 ,io voglio che tre cose singulari tu faccia1 acci che l'ignoranzia non impedisca la tua perfeczione a la quale ,io ti chiamo1 e acci che 'l dimonio1 col mantello della virt della carit del proximo1 non notricasse dentro ne l'anima la radice della presumpzione4 ,per che da questo cadresti ne' falsi giudci1 e' quali ,io t'ho vetati1 parendoti giudicare a dricto e tu giudicaresti a torto andando dietro al tuo vedere4 ,e spesse volte il dimonio ti farebbe vedere molte verit per conducerti nella bugia4 ,e questo farebbe per farti essere giudice delle menti e delle intenzioni delle creature che hanno in loro ragione1 la quale cosa1 s come ,io ti dixi1 solo ,io ho a giudicare4 ,questa una di quelle tre cose che ,io voglio che tu abbi e servi in te3 cio che tu giudicio non dia alcuno senza modo1 ma voglio che il dia col modo4 ,el modo suo questo3 che1 se gi ,io expressamente1 non pure una volta n due ma pi1 non manifestasse el difecto del proximo tuo nella mente tua1 non il debbi mai dire in particulare1 cio a colui in cui ti paresse vedere il difecto2 ma debbi in comune correggere i vizi di chi ti venisse a visitare1 e piantare la virt caritativamente e con benignit1 e nella benignit l'asprezza1 quando vedi che bisogni4 ,e se ti paresse che ,io ti manifestasse spesse volte i difecti altrui1 se tu non vedi che ella sia expressa revelazione1 come decto t'ho1 none il dire in particulare1 ma actienti a la parte pi sicura1 acci che fuga lo inganno e la malizia del dimonio4 ,per che con questo lamo del desiderio ti pigliarebbe1 facendoti spesse volte giudicare nel prossimo tuo quello che non sarebbe1 e spesse volte lo scandalizzaresti4 ,unde nella bocca tua stia el silenzio o uno sancto ragionamento della virt1 spregiando el vizio4 ,e il vizio1 che ti paresse cognoscere in altrui1 ponlo insiememente a loro ed a te1 usando sempre una vera umilit4 ,e se in verit quello vizio sar in quella cotale persona1 egli si corregger meglio vedendosi compreso cos dolcemente1 e costrecto sar da quella piacevole reprensione di correggersi1 e dir a te quello che tu volevi dire a lui2 e tu ne starai sicura1 e avarai tagliata la via al dimonio1 che non ti potr ingannare n impedire la perfeczione de l'anima tua4 ,e voglio che tu sappi che d'ogni vedere tu non ti debbi fidare1 ma debbiteli ponere doppo le spalle e non volere vederlo2 ma solo debbi rimanere nel vedere e nel cognoscimento di te medesima1 e in te cognoscere la larghezza e bont mia4 ,cos fanno coloro che sonno gionti a l'ultimo stato1 di cui ,io ti dixi che sempre tornavano a la valle del cognoscimento di loro1 e non impediva per l'altezza e l'unione che avevano facta in me4 ,e questa l'una delle tre cose le quali ,io ti dissi ch',io volevo che tu facessi1 acci che in verit servissi me4 ,,capitolo ,,ciii ,come1 se1 pregando per alcuna persona1 ,dio la manifestasse1 ne la mente di chi prega1 piena di tenebre1 non si debba per giudicare in colpa4 --,che se alcuna volta ti venisse caso1 s come tu mi dimandasti la dichiarazione1 che tu pregassi particularmente per alcune creature1 e nel pregare tu vedessi in colui per cui tu preghi alcuno lume di grazia e in un altro no 7e ambedue sonno pure servi miei71 ma paressetelo vedere con la mente aviluppata e tenebrosa1 none il debbi n puoi pigliare per in giudicio di difecto di grave colpa in lui1 per che spesse volte il tuo giudicio sarebbe falso4 ,e voglio che tu sappi che alcuna volta1 pregandomi per una medesima persona1 adiviene che l'una volta el trovarai con uno lume e con uno desiderio sancto dinanzi a me1 in tanto che del suo bene parr che l'anima tua ingrassi1 s come vuole l'affecto della carit che participiate il bene l'uno de l'altro2 e un'altra volta el trovarai che parr che la mente sua sia di longa da me e tucta piena di tenebre e di molestie1 che parr che a te medesima sia fadiga a pregare per lui tenendolo dinanzi a me4 ,questo adiviene alcuna solta che potr essere per difecto che sar in colui per cui tu hai pregato2 ma el pi delle volte non sar per difecto1 ma avr per sottraimento che ,io1 ,dio etterno1 avar facto di me in quella anima1 s come spesse volte ,io fo1 per fare venire l'anima a perfeczione1 secondo che negli stati de l'anima ,io ti narrai4 ,sarommi ritracto per sentimento1 ma non per grazia2 ma per sentimento di dolcezza e di consolazione4 ,e per rimane la mente sterile1 asciucta e penosa4 ,la quale pena ,io fo sentire a quella anima che per lui prega4 ,e questo fo per grazia e per amore che ,io ho a quella anima che riceve l'orazione1 acci che chi prega insiememente con lui aiti a dissolvere la nuvila che nella mente sua4 ,s che vedi1 carissima e dolcissima figliuola1 quanto sarebbe ignorante e degno di grande reprensione questo giudicio1 che tu o alcuno altro per questo semplice vedere giudicassi che vizio fusse in quella anima1 perch ,io te la manifestasse cos tenebrosa2 dove gi hai veduto che egli non privato della grazia1 ma del sentimento della dolcezza che ,io1 per sentimento1 gli davo di me4 ,voglio dunque1 e debbi volere tu e gli altri servi miei1 che vi diate a cognoscere perfectamente voi1 acci che pi perfectamente cognosciate la bont mia in voi4 ,e questo e ogni altro giudicio lassate a me1 per che egli mio e non vostro2 ma abandonate il giudicio1 che mio1 e pigliate la compassione con fame de l'onore mio e salute de l'anime2 e con ansietato desiderio anunziate la virt e riprendete il vizio in voi e in loro per lo modo che decto t'ho di sopra4 ,per questo modo verrai a me in verit e mostrarrai d'avere tenuto a mente e observata la doctrina che ti fu data dalla mia ,verit1 cio di giudicare la volont mia e non quella degli uomini2 e cos debbi fare se vuoli avere la virt schiectamente e stare ne l'ultimo perfectissimo e glorioso lume1 pascendoti a la mensa del sancto desiderio del cibo de l'anime1 per gloria e loda del nome mio4 ,,capitolo ,,civ ,come la penitenzia non si die pigliare per fondamento n per principale affecto1 ma l'affecto e l'amore de le virt4 --,decto t'ho1 carissima figliuola1 delle due3 ora ti dir della terza1 a la quale ,io voglio che tu abbi avertenzia1 e riprenda te medesima se alcuna volta el dimonio o el tuo basso vedere ti molestasse di volere mandare e vedere andare tucti e' servi miei per quella via che tu andassi tu2 per che questo sarebbe contra la doctrina data a te da la mia ,verit4 ,perch spesse volte adiviene che1 vedendo andare molte creature per la via della molta penitenzia1 tucti gli vorrebbe mandare per quella medesima via2 e se vede che non vi vadano1 ne piglia dispiacimento e scandalo in se medesimo1 parendoli che non faccian bene4 ,or vedi quanto ingannato1 per che spesse volte adiverr che far meglio colui di cui gli pare male perch fa meno penitenzia1 e pi virtuoso sar 7poniamo che non facci tanta penitenzia7 che colui che ne mormora4 ,e per ti dixi di sopra che coloro che si pascono a la mensa della penitenzia1 se non vanno con vera umilit e che la penitenzia loro non sia posta per principale affecto ma per strumento di virt1 spesse volte per questa mormorazione offendaranno la perfeczione loro4 ,e per non debbono essere ignoranti1 ma debbono vedere che la perfeczione non sta solamente in macerare n in ucidere il corpo1 ma in ucidere la propria e perversa volont4 ,e per questa via della volont1 annegata e sottoposta a la dolce volont mia1 dovete desiderare1 e voglio che tu desideri1 che tucti vadano4 ,questa la doctrina della luce di quello glorioso lume1 dove l'anima corre inamorata e vestita della mia ,verit4 ,e non dispregio per la penitenzia3 perch la penitenzia buona a macerare il corpo quando vuole impugnare contra lo spirito4 ,ma non voglio per1 carissima figliuola1 che tu mel ponga per regola a ogniuno4 ,per che tucti e' corpi non sonno aguagliati n d'una medesima forte complessione1 per che ha pi forte natura uno che un altro2 e anco perch spesse volte1 s com',io ti dixi1 adiviene che la penitenzia che si comincia1 per molti accidenti che possono adivenire1 si conviene lassare4 ,e se 'l fondamento dunque fusse in te1 o che tu el dessi altrui1 facessi o facessi fare sopra la penitenzia1 verrebbe meno e sarebbe imperfecto2 e mancarebbevi la consolazione e la virt ne l'anima4 ,essendo poi privati di quella cosa che amavate e dove avavate facto el vostro principio1 vi parrebbe essere privati di me1 e1 parendovi essere privati della mia bont1 verreste a tedio e a grandissima tristizia1 amaritudine e confusione4 ,per questo modo perdareste l'exercizio e la fervente orazione1 la quale solevate fare quando faciavate la vostra penitenzia4 ,la quale lassata per molti accidenti che vengono1 non vi sa l'orazione di quello sapore che vi sapeva prima4 ,questo adiverrebbe1 perch il fondamento sarebbe facto ne l'affecto della penitenzia e non ne l'ansietato desiderio3 desiderio1 dico1 delle vere e reali virt4 ,s che vedi quanto male ne seguitarebbe per fare solo el principio nella penitenzia4 ,e per sareste ignoranti e cadreste nella mormorazione verso de' servi miei1 come decto 1 e verrestene a tedio e a molta amaritudine1 e studiareste di fare solo operazioni finite a me che so' ,bene infinito1 e per ,io vi richiego infinito desiderio4 ,convienvi dunque fare il fondamento in uccidere e annegare la propria volont1 e con essa volont1 sottoposta a la volont mia1 mi darete dolce e afamato e infinito desiderio1 cercando l'onore di me e la salute de l'anime4 ,e cos vi pascerete a la mensa del sancto desiderio2 el quale desiderio non mai scandalizzato n in s n nel proximo suo1 ma d'ogni cosa gode e trae fructo di tanti diversi e variati modi che ,io do ne l'anima4 ,non fanno cos e' miserabili che non seguitano questa doctrina1 dolce e dricta via data da la mia ,verit3 anco fanno el contrario1 giudicando secondo la cechit e infermo vedere loro2 e per vanno come farnetichi1 e privansi del bene della terra e del bene del cielo4 ,e in questa vita1 s come ,io ti dixi in un altro luogo1 gustano l'arra de l'inferno4 ,,capitolo ,,cv ,repetizione in somma de le predecte cose1 con una agiunta sopra la reprensione del proximo4 --,ora t'ho decto1 carissima figliuola1 satisfacendo al desiderio tuo e dichiaratati di quello che mi dimandasti1 cio in che modo tu debbi riprendere il proximo tuo1 acci che tu non sia ingannata dal dimonio n dal tuo basso vedere4 ,cio che tu debbi riprendere in generale e non in particulare 7se gi per expressa revelazione tu non l'avessi da me71 ma con umilit1 per lo modo che decto t'ho1 riprendere te e loro4 ,anco t'ho decto e dico che in veruno modo del mondo t' licito el giudicare in alcuna creatura1 n in comune n in particulare1 ne le menti dei servi miei1 n trovandola disposta n non disposta4 ,e decta t'ho la cagione per la quale tu non puoi giudicare1 e giudicando rimarresti ingannata nel tuo giudicio2 ma compassione debbi avere tu e gli altri1 e il giudicio lassare a me4 ,e anco t'ho decta la doctrina e il principale fondamento che tu debbi dare a coloro che venissero a te per consiglio e che volessero escire delle tenebre del peccato mortale e seguitare la via delle virt3 cio che tu lo' dia per principio e fondamento l'affecto e l'amore delle virt nel cognoscimento di loro e della mia bont in loro2 e ucidano e annieghino la loro propria volont1 acci che in neuna cosa ribellino a me4 ,e la penitenzia lo' d come strumento e non per principale affecto1 come decto 1 non a ogniuno equalmente1 ma secondo che sonno apti a portare e secondo la loro possibilit e stato suo1 chi poco e chi assai1 secondo che pu di questi strumenti di fuore4 ,e perch',io ti dixi che la riprensione non t'era licito di farla altro che in generale per lo modo che decto t'ho 7e cos la verit71 non vorrei per che tu credessi che1 vedendo tu actualmente uno expresso difecto1 tu nol possa correggere fra te e lui3 anco puoi1 e anco1 se egli fusse obstinato che non si correggesse1 el puoi fare manifesto a due o a tre2 e se questo non giuova1 farlo manifesto al corpo mistico della sancta ,chiesa4 ,ma hotti decto che licito non per tuo vedere o sentire dentro nella mente tua3 n anco1 per ogni vedere di fuore1 non ti debbi cos tosto mutare3 se tu non vedessi expressamente la verit o che nella mente tua l'avessi per expressa mia revelazione1 non debbi usare la reprensione se non per lo modo che ,io ti dissi4 ,quella pi sicura per te1 da non potere il dimonio ingannarti col mantello della carit del proximo4 ,compto t'ho ora1 carissima figliuola1 di dichiararti sopra questa parte quello che bisogna a conservare e crescere la perfeczione ne l'anima tua4 ,,capitolo ,,cvi ,de' segni da cognoscere quando le visitazioni e visioni mentali sono da ,dio o dal demonio4 --,ora ti dichiarar di quello che tu mi dimandasti sopra el segno che ,io ti dixi che ,io davo ne l'anima a cognoscere la visitazione che riceve l'anima o per visioni o altre consolazioni che le paia ricevere4 ,e dissiti el segno per lo quale ella si potesse cognoscere quando fusse da me o no4 ,el suo segno era l'allegrezza che rimaneva ne l'anima doppo la visitazione1 e la fame delle virt1 e spezialmente unta della virt della vera umilit1 e arsa nel fuoco della divina carit4 ,ma perch tu m'adimandi se ne l'allegrezza si potesse ricevere inganno alcuno 7per che1 cognoscendolo1 ti vorresti attenere a la parte pi sicura1 cio al segno della virt che non pu essere ingannata71 ,io ti dir lo inganno che si pu ricevere1 e a quello che tu cognoscerai che l'allegrezza sia in verit o no4 ,lo inganno si pu ricevere in questo modo3 ,io voglio che tu sappi che di ci che la creatura1 che ha in s ragione1 ama o desidera d'avere1 avendola n'ha allegrezza4 ,e tanto quanto pi ama quella cosa che egli ha1 tanto meno vede e si d a cognoscere con prudenzia unde ella viene1 per lo dilecto che ha preso in essa consolazione2 per che l'allegrezza nel ricevere la cosa che ama non gli li lassa vedere1 n si cura di discernerla4 ,cos coloro1 che molto si dilectano e amano la consolazione mentale1 cercano le visioni1 e pi hanno posto el principale affecto nel dilecto della consolazione che propriamente in me2 s come ,io ti dixi di coloro che anco erano nello stato imperfecto1 che raguardavano pi al dono delle consolazioni che ricevevano da me donatore1 che a l'affecto della mia carit con che ,io lo' do4 ,qui possono ricevere inganno questi cotali1 cio ne l'allegrezza loro1 oltre agli altri inganni ch',io ti contai distinctamente in un altro luogo4 ,in che modo el ricevono8 ,dicotelo3 che poi che essi hanno conceputo l'amore grande a la consolazione1 come decto 1 ricevendo poi la consolazione o visione1 in qualunque modo l'avesse1 sente allegrezza perch si vede quello che ama e desiderava d'avere2 e spesse volte potrebbe essere dal dimonio1 e sentirebbe pure questa allegrezza3 della quale allegrezza ,io ti dixi che1 quando ella era dal dimonio1 questa visitazione della mente veniva con allegrezza e rimaneva con pena e stimolo di coscienzia e vtia del desiderio della virt4 ,ora ti dico che alcuna volta potr avere questa allegrezza1 e con essa allegrezza si levar da l'orazione3 se questa allegrezza si trova senza l'affocato desiderio della virt1 unta d'umilit e arsa nella fornace della divina mia carit1 quella visitazione e consolazione e visione1 che ella ha ricevuta1 dal demonio e non da me1 non obstante che si senta el segno de l'allegrezza4 ,ma perch l'allegrezza non unita con l'affecto della virt per lo modo che decto t'ho1 puoi vedere manifestamente che quella allegrezza tracta da l'amore che aveva a la propria consolazione mentale1 e per gode ed ha allegrezza perch si vede avere quello che desiderava2 perch gli condiczione de l'amore di qualunque cosa si sia1 sentire allegrezza quando riceve quella cosa che egli ama4 ,s che per pura allegrezza non te ne potresti fidare3 poniamo che l'allegrezza ti durasse mentre che tu hai la consolazione1 e anco pi4 ,l'amore ignorante in essa allegrezza non cognosciarebbe l'inganno del dimonio1 non andando con altra prudenzia2 ma1 se con prudenzia andar1 veder se l'allegrezza andar con l'affecto della virt1 o s o no1 e cognoscer in questo modo se ella sar da me o dal dimonio la visitazione che riceve nella mente sua4 ,questo quello segno che ,io ti dixi in che modo tu potessi cognoscere che l'allegrezza ti fusse segno quando fusse visitata da me1 se ella fusse unita con la virt1 s com',io t'ho decto4 ,veramente questo segno dimostrativo1 che ti dimostra quello che inganno e quello che non inganno3 cio de l'allegrezza che ricevi nella mente tua da me in verit1 da l'allegrezza che ricevessi per proprio amore spirituale1 cio da l'amore ed affecto che avessi posto a la propria consolazione3 quella che da me unita l'allegrezza con l'affecto della virt1 e quella che dal dimonio sente solamente allegrezza1 e1 quando viene a vedere1 tanta virt si truova quanto prima4 ,questa allegrezza lo' procede da l'amore della propria consolazione1 come detto 4 ,e voglio che tu sappi che ogniuno non riceve per inganno da questa allegrezza1 se non solamente questi imperfecti che pigliano dilecto e consolazione1 e pi raguardano al dono che a me donatore4 ,ma quegli1 che1 schiectamente e senza rispecto alcuno di loro1 raguardano come affocati a l'affecto solamente di me che dono e non al dono1 e il dono amano per me che dono e non per propria loro consolazione1 non possono essere ingannati da questa allegrezza4 ,e per l' a loro subito questo el segno1 quando el dimonio alcuna volta volesse per suo inganno trasformarsi in forma di luce e mostrarsi nella mente loro1 giognendo subito con grande allegrezza4 ,ma essi1 che non sono passionati da l'amore della consolazione nella mente loro1 con prudenzia in verit cognoscono lo inganno suo3 passando tosto l'allegrezza1 vegonsi rimanere in tenebre4 ,e per s'aumiliano con vero cognoscimento di loro1 e spregiano ogni consolazione e abracciano e stringono la doctrina della mia ,verit4 ,el dimonio1 come confuso1 rade volte o non mai in questa forma vi torna4 ,ma quelli1 che sonno amatori della propria consolazione1 spesse volte ne riceveranno2 ma conosceranno l'inganno loro per lo modo che decto t'ho1 cio trovando l'allegrezza senza la virt1 cio che non si vega escire di quello camino con umilit e vera carit1 fame de l'onore di me1 ,dio etterno1 e della salute de l'anime4 ,questo ha facto la mia bont3 d'avere proveduto verso di voi1 a' perfecti e agl'imperfecti1 in qualunque stato voi ste1 perch neuno inganno voi potiate ricevere1 se vorrete conservarvi el lume de l'intellecto che ,io v'ho dato con la pupilla della sanctissima fede1 che voi non vel lassiate obumbrare dal dimonio e nol veliate con l'amore proprio di voi4 ,perch1 se non vel tollete voi1 non alcuno che vel possa tollere4 ,,capitolo ,,cvii ,come ,dio adempitore de' sancti desidri de' servi suoi1 e come molto gli piace chi dimanda e bussa a la porta de la sua ,verit con perseveranzia4 --,ora t'ho decto1 carissima figliuola1 e in tucto dichiarato e illuminatone l'occhio de l'intellecto tuo verso gl'inganni che 'l dimonio ti potesse fare4 ,e ho satisfacto al desiderio tuo in quello che tu mi dimandasti1 perch ,io non so' spregiatore del desiderio de' servi miei4 ,anco do a chi mi dimanda1 e invitovi a dimandare2 e molto mi spiace colui che in verit non bussa a la porta della sapienzia de l'unigenito mio ,figliuolo1 seguitando la doctrina sua2 la quale doctrina1 seguitandola1 uno bussare chiamando a me1 ,padre etterno1 con la voce del sancto desiderio1 con umili e continue orazioni4 ,e ,io so' quel ,padre che vi do el pane della grazia col mezzo di questa porta1 dolce mia ,verit4 ,e alcuna volta1 per provare i desidri vostri e la vostra perseveranzia1 fo vista di non intendervi2 ma ,io v'intendo1 e dvi1 mentre1 quello che bisogna1 perch vi do la fame e la voce con che chiamate a me2 e ,io1 vedendo la costanzia vostra1 compio e' vostri desidri1 quando sonno ordinati e dirizzati in me4 ,a questo chiamare v'invitoe la mia ,verit quando dixe3 ,chiamate e saravi risposto2 bussate e saravi aperto2 chiedete e saravi dato4 ,e cos ti dico che ,io voglio che tu facci3 che tu non allenti mai el desiderio tuo di chiedere l'aiutorio mio2 n abbassi la voce tua di chiamare a me1 ch',io facci misericordia al mondo2 n ti ristare di bussare a la porta della mia ,verit1 seguitando le vestigie sue2 e dilctati in croce con ,lui1 mangiando el cibo de l'anime per gloria e loda del nome mio4 ,e con ansiet di cuore mughiare sopra el morto de l'umana generazione1 el quale vedi condocto a tanta miseria che la lingua non sarebbe sufficiente a narrarlo4 ,con questo mughio e grido vorr fare misericordia al mondo4 ,e questo quello che ,io richiego da' servi miei1 e questo mi sar segno che in verit m'amino4 ,e ,io non sar spregiatore de' loro desidri1 s come ,io t'ho decto4 ,,capitolo ,,cviii ,come questa devota anima1 rendendo grazie a ,dio1 s'umilia4 ,poi fa orazione per tucto el mondo e singularmente per lo corpo mistico de la sancta ,chiesa e per li figliuoli suoi spirituali e per li due padri de l'anima sua4 ,e1 doppo queste cose1 dimanda d'udire parlare de' defecti de' ministri de la sancta ,chiesa4 ,alora quella anima1 come ebbra veramente1 pareva fuore di s1 e1 alienati e' sentimenti del corpo suo1 per l'unione de l'amore che facta aveva nel ,creatore suo1 levata la mente e specolando nella ,verit etterna con l'occhio de l'intellecto suo1 avendo cognosciuta la verit1 s'era innamorata della verit1 e diceva3 --,o somma ed etterna bont di ,dio1 e chi so' io1 miserabile1 che tu1 sommo ed etterno ,padre1 hai manifestata a me la verit tua e gli occulti inganni del dimonio2 e lo 'nganno del proprio sentimento1 che io e gli altri potiamo ricevere in questa vita della perregrinazione1 acci che io non sia ingannata n dal dimonio n da me medesima8 ,chi t'ha mosso8 ,l'amore4 ,per che tu m'amasti senza essere amato da me4 ,o fuoco d'amore1 grazia1 grazia sia a te1 ,padre etterno4 ,io1 imperfecta1 piena di tenebre2 e tu1 perfecto e luce1 hai mostrato a me la perfeczione e la via lucida della doctrina de l'unigenito tuo ,figliuolo4 ,io ero morta1 e tu m'hai risuscitata2 io ero inferma1 e tu m'hai data la medicina3 e non tanto la medicina del ,sangue che tu desti allo 'nfermo de l'umana generazione col mezzo del tuo ,figliuolo1 ma tu m'hai data una medicina contra una infermit occulta1 la quale io non cognoscevo1 dandomi tu la doctrina che in neuno modo io posso giudicare alcuna creatura che abbi in s ragione1 e singularmente verso de' servi tuoi1 de' quali spesse volte1 come cieca e inferma di questa infermit1 sotto spezie e colore de l'onore tuo e salute de l'anime1 davo giudicio4 ,e per io ti ringrazio1 somma ed etterna bont1 che1 nel manifestare la tua verit e lo inganno del dimonio e la propria passione1 m'hai facto conoscere la infermit mia4 ,unde io t'adimando per grazia e misericordia che oggi sia posto termine e fine che io mai non esca della doctrina tua1 data a me da la tua bont e a chiunque la vorr seguitare1 per che senza te neuna cosa facta4 ,a te dunque ricorro e rifugo1 ,padre etterno1 e non te l'adimando per me sola1 ,padre1 ma per tucto quanto el mondo1 e singularmente per lo corpo mistico della sancta ,chiesa3 che questa verit e doctrina riluca ne' ministri tuoi1 data da te1 ,verit etterna1 a me miserabile4 ,ed anco t'adimando spezialmente per tucti coloro e' quali m'hai dati che io ami di singulare amore1 e' quali hai facti una cosa con meco2 per che essi saranno el mio refrigerio per gloria e loda del nome tuo1 vedendoli crrire per questa dolce e dricta via schiecti e morti ad ogni loro volont e pareri1 e senza alcuno giudicio o scandalo o mormorazione del proximo loro4 ,e pregoti1 dolcissimo amore1 che neuno me ne sia tolto delle mani dal dimonio infernale1 s che ne l'ultimo giongano a te1 ,padre etterno1 fine loro4 ,anco ti fo un'altra petizione per le due colonne de' padri che m'hai posti in terra a guardia e doctrina di me1 inferma1 miserabile1 dal principio della mia conversione infino a ora3 che tu gli unisca e di due corpi facci una anima1 e che neuno actenda ad altro che a compire in loro1 e nei misterii che tu l'hai posti nelle mani1 la gloria e loda del nome tuo in salute de l'anime4 ,e io1 indegna e miserabile1 schiava e non figliuola1 tenga quel modo1 con debita reverenzia e sancto timore verso di loro1 per amore di te1 che sia tuo onore1 pace e quiete loro ed edificazione del proximo4 ,so' certa1 ,verit etterna1 che tu non dispregiarai el desiderio mio n le petizioni che ,io t'ho adimandate1 per che io cognosco per veduta1 secondo che t' piaciuto di manifestare1 e molto maggiormente per pruova1 che tu se' acceptatore de' sancti desidri4 ,io1 indegna tua serva1 m'ingegnar1 secondo che mi darai la grazia1 d'observare il comandamento e la doctrina tua4 ,o ,padre etterno1 ricordato m' d'una parola che tu dicesti quando mi narravi alcuna cosa de' ministri della sancta ,chiesa1 dicendo tu che pi distinctamente in un altro luogo me ne parlaresti3 de' difecti che al d d'oggi essi commectono4 ,unde1 se piacesse a la tua bont di dirne alcuna cosa1 acci che io avesse materia di crescere il dolore e la compassione e l'ansietato desiderio per la salute loro 7ch mi ricordo che gi tu dicesti che1 col sostenere e lagrime1 dolori1 sudori e orazioni de' servi tuoi1 ci daresti refrigerio1 riformandola di sancti e buoni pastori72 s che1 acci che questo cresca in me1 per te l'adimando4 ,,capitolo ,,cix ,come ,dio rende sollicita la predecta anima all'orazione1 rispondendo ad alcuna de le predecte petizioni4 ,alora ,dio etterno1 vollendo l'occhio della sua misericordia e non spregiando el suo desiderio1 ma acceptando le sue petizioni1 volendo satisfare a l'ultima petizione che ella aveva facta sopra la promessa sua1 diceva3--,o dilectissima e carissima figliuola1 ,io adempir in quello che m'hai adimandato el desiderio tuo1 purch da la tua parte non commecta ignoranzia n negligenzia4 ,per che molto ti sarebbe pi grave e degna di maggiore reprensione ora che prima1 perch pi hai cognosciuto della mia verit4 ,e per sia dunque sollicita di dare orazioni per tucte le creature che hanno in loro ragione1 e per lo corpo mistico della sancta ,chiesa1 e per quegli che ,io t'ho dati che tu ami di singulare amore4 ,e non commectere negligenzia in dare orazioni ed exemplo di vita e la doctrina della parola1 riprendendo il vizio e commendando la virt giusta 'l tuo potere4 ,delle colonne le quali ,io ho date a te1 delle quali tu mi dicesti1 e cos la verit1 fa' che tu sia uno mezzo di dare a ciascuno quello che gli bisogna1 secondo l'aptitudine loro e come ,io1 tuo ,creatore1 ti ministrar1 per che senza me neuna cosa potresti fare2 ed ,io adempiroe i desidri tuoi4 ,ma non mancare tu n eglino nello sperare in me1 per che la providenzia mia non mancar in voi2 e ogniuno umilemente riceva quello che esso apto a ricevere1 e ogniuno ministri quello che ,io gli dar a ministrare1 ogniuno nel modo suo1 secondo che hanno ricevuto e riceveranno da la mia bont4 ,,capitolo ,,cx ,de la dignit de' sacerdoti1 e del sacramento del ,corpo di ,cristo4 ,e di quelli che comunicano degnamente e indegnamente4 --,ora ti rispondo di quello che m'hai adimandato sopra e' ministri della sancta ,chiesa4 ,e acci che tu meglio possa cognoscer la verit1 apre l'occhio de l'intellecto tuo e raguarda l'excellenzia loro1 in quanta dignit ,io gli ho posti4 ,e perch meglio si cognosce l'uno contrario per l'altro1 voglioti mostrare la dignit di coloro che exercitano in virt el tesoro che ,io lo' missi fra le mani2 e per questo1 meglio vedrai la miseria di coloro che oggi si pascono al pecto di questa sposa4-- ,alora quella anima1 per obbedire1 si specolava nella verit1 dove vedeva rilucere le virt ne' veri gustatori4 ,alora ,dio etterno diceva3--,carissima figliuola1 prima ti voglio dire la dignit loro dove ,io gli ho posti per la mia bont2 oltre a l'amore generale che ,io ho avuto a le mie creature creandovi a la imagine e similitudine mia1 e ricreativi tucti a grazia nel sangue de l'unigenito mio ,figliuolo2 unde veniste in tanta excellenzia1 per l'unione ch',io feci della ,deit mia nella natura umana1 che in questo avete maggiore excellenzia e dignit voi che l'angelo1 perch',io presi la natura vostra e non quella de l'angelo4 ,unde1 s come ,io dixi1 ,io ,dio so' facto uomo e l'uomo facto ,dio per l'unione della natura mia divina nella natura vostra umana4 ,questa grandezza data in generale ad ogni creatura che ha in s ragione2 ma tra questi ho electi e' miei ministri per la salute vostra1 acci che per loro vi sia ministrato el sangue de l'umile e immaculato ,agnello unigenito mio ,figliuolo4 ,a costoro ho dato a ministrare il ,sole1 dando lo' el lume della scienzia e il caldo della divina carit e il colore unito col caldo e col lume1 cio il ,sangue e il ,corpo del mio ,figliuolo4 ,el quale ,corpo uno sole1 perch una cosa con meco1 vero ,sole4 ,e tanto unito1 che l'uno non si pu separare da l'altro n tagliare1 se non come il sole1 che non si pu dividere n il caldo suo da la luce n la luce dal suo colore1 per la sua perfeczione de l'unione4 ,questo sole1 non partendosi da la ruota sua1 cio che non si divide1 d lume a tucto quanto el mondo e scalda a chiunque da lui vuole essere scaldato2 e per alcuna immondizia questo sole non si lorda1 e il lume suo unito1 come detto t'ho4 ,cos questo ,verbo mio ,figliuolo1 con el sangue dolcissimo suo1 uno sole1 tucto ,dio e tucto uomo1 perch egli una medesima cosa con meco e ,io con lui4 ,la potenzia mia non separata da la sapienzia sua1 n il calore1 fuoco di ,spirito sancto1 non separato da me ,padre1 n da lui ,figliuolo1 per che egli una medesima cosa con ,noi1 perch lo ,spirito sancto procede da me ,padre e dal ,figliuolo1 e siamo uno medesimo ,sole4 ,io so' quel ,sole1 ,dio etterno1 unde proceduto el ,figliuolo e lo ,spirito sancto4 ,allo ,spirito sancto appropriato el fuoco2 al ,figliuolo la sapienzia1 nella quale sapienzia e' ministri miei ricevono uno lume di grazia1 perch hanno ministrato questo lume con lume e con gratitudine del benefizio ricevuto da me ,padre etterno1 seguitando la doctrina di questa sapienzia1 unigenito mio ,figliuolo4 ,questo quello lume che ha in s il colore della vostra umanit1 unito l'uno con l'altro4 ,unde il lume della ,deit mia fu quello lume unito col colore de l'umanit vostra4 ,el quale colore divent lucido1 quando fu inpassibile in virt della ,deit1 natura divina4 ,e per questo mezzo1 cio de l'obiecto di questo ,verbo incarnato1 intriso e impastato col lume della mia ,deit1 natura divina1 e col caldo e fuoco dello ,spirto sancto1 avete ricevuto el lume4 ,a cui l'ho dato a ministrare8 ,a' ministri miei nel corpo mistico della sancta ,chiesa1 acci che aviate vita1 dandovi el ,corpo suo in cibo e il ,sangue in beveraggio4 ,decto t'ho che questo ,corpo sole4 ,unde non vi pu essere dato el ,corpo che non vi sia dato el ,sangue1 n il ,sangue n il ,corpo senza l'anima di questo ,verbo1 n l'anima n il ,corpo senza la ,deit di me ,dio etterno1 perch l'una non si pu separare da l'altra2 s come in un altro luogo ti dixi che la natura divina non si part mai da la natura umana1 n per morte n per verun'altra cosa non si poteva n pu separare4 ,s che tucta l'essenzia divina ricevete in quello dolcissimo sacramento socto quella bianchezza del pane4 ,e s come il sole non si pu dividere1 cos non si divide tucto ,dio ed uomo in questa bianchezza dell'ostia4 ,poniamo che l'ostia si dividesse3 se mille migliaia di minuzzoli fusse possibile di fame1 in ciascuno so' tucto ,dio e tucto uomo1 come decto ho4 ,s come lo specchio che si divide1 e non si divide per la imagine che si vede dentro nello specchio2 cos1 dividendo questa ostia1 non si divide tucto ,dio e tucto uomo1 ma in ciascuna parte tucto4 ,n non diminuisce per in se medesimo se non come il fuoco1 cio in questo exemplo4 ,se tu avessi uno lume1 e tucto el mondo venisse per questo lume2 per quello tollere1 el lume non diminuisce1 e nondimeno ciascuno l'ha tucto4 vero che chi pi o meno participa di questo lume3 secondo la materia che colui1 che riceve1 porta1 cos riceve il fuoco4 ,e acci che meglio m'intenda1 pongoti questo exemplo4 ,se fussero molti che portassero candele1 e l'una avesse materia d'una oncia e l'altra di due o di sei1 o chi di libra e chi pi1 e andassero al lume e accendessero le candele loro2 poniamo che in ciascuno1 ne l'assai e nel poco1 vede tucto el lume1 cio il caldo e il colore ed esso lume2 nondimeno tu giudicarai che meno n'abbi colui che la porta d'una oncia che quelli di libra4 ,or cos adiviene di quegli che ricevono questo sacramento3 chi porta la candela sua1 cio il sancto desiderio con che si riceve e piglia questo ,sacramento2 la quale candela in s spenta1 e accendesi ricevendo questo ,sacramento4 ,spenta dico1 perch da voi non ste alcuna cosa4 vero che ,io v'ho data la materia con che voi potiate notricare in voi questo lume e riceverlo4 ,la materia vostra l'amore1 perch',io vi creai per amore1 e per non potete vivere senza amore4 ,questo essere dato a voi per amore ha ricevuta la disposizione nel sancto baptesmo1 che ricevete in virt del sangue di questo ,verbo2 ch in altro modo non potreste participare di questo lume1 anco sareste come candela senza el papeio dentrovi1 che non pu ardere n ricevere in s questo lume4 ,cos voi1 se ne l'anima vostra non aveste ricevuto el papeio che riceve questo lume1 cio la sanctissima fede1 ed unita la grazia che ricevete nel baptesmo con l'affecto de l'anima vostra creata da me1 apta ad amare2 s come decto t'ho che tanto apta ad amare che senza amore non pu vivere1 anco el suo cibo l'amore4 ,dove s'accende questa anima unita per lo modo che detto t'ho8 ,al fuoco della divina mia carit1 amando e temendo me e seguitando la doctrina della mia ,verit4 vero che s'accende pi e meno1 s com',io ti dixi1 secondo che portar e dar materia a questo fuoco2 per che1 bene che tucti abbiate una medesima materia1 cio che tucti siate creati a la imagine e similitudine mia e abbiate el lume del sancto baptesmo voi cristiani1 nondimeno ogniuno pu crescere in amore e in virt1 secondo che piace a voi1 mediante la grazia mia4 ,non che voi mutiate altra forma che quella che ,io v'ho data1 ma crescete e aumentate ne l'amore le virt1 usando in virt e in affecto di carit el libero arbitrio1 mentre che avete il tempo2 per che1 passato el tempo1 non il potreste fare4 ,s che potete crescere in amore1 come decto t'ho4 ,el quale amore1 venendo con esso a ricevere questo dolce e glorioso lume 7del quale ,io v'ho dato a ministrare col mezzo dei ministri miei1 e dato ve l'hoe in cibo1 e tanto ricevete di questo lume quanto portarete de l'amore e affocato desiderio71 poniamo che tucto el ricevete 7s com',io dixi ponendoti l'exemplo di coloro che portavano candele1 e' quali secondo la quantit del peso cos ricevevano71 poniamo che in ogniuno el vedessi tucto intero e non diviso1 per che dividere non si pu1 come decto 1 per veruna vostra imperfeczione1 n di voi che 'l ricevete n di chi el ministra2 ma tanto participate in voi di questo lume1 cio della grazia che ricevete in questo sacramento1 quanto vi disponete a ricevere con sancto desiderio4 ,e chi andasse a questo dolce sacramento con colpa di peccato mortale1 da questo sacramento non riceve grazia1 poniamo che egli riceva actualmente tucto ,dio ed uomo1 s come decto t'ho4 ,ma sai come sta questa anima che 'l riceve indegnamente8 ,sta s come la candela che v' caduta l'acqua1 che non fa altro che stridare quando acostata al fuoco3 che1 subbito che 'l fuoco v' intrato1 spento in quella candela1 e non vi rimane altro che 'l fummo4 ,cos questa anima porta s1 candela1 la quale ricevette il sancto baptesmo e poi gittoe l'acqua della colpa dentro ne l'anima sua1 la quale fue una acqua che inacquoe il papeio del lume della grazia del baptesmo4 ,non essendosi scaldata al fuoco della vera contrizione1 confessandosi della colpa sua1 and alla mensa de l'altare a ricevere questo lume actualmente4 ,questo vero lume1 non essendo disposta quella anima come si debba disponere a tanto misterio1 non rimane per grazia in quella anima1 ma partesi1 e ne l'anima rimane maggiore confusione1 spenta con tenebre e aggravata la colpa sua4 ,di questo sacramento non sente altro che strido di rimorso della coscienzia1 non per difecto del lume1 per che non pu ricevere alcuna lesione1 ma per difecto de l'acqua che trov ne l'anima2 la quale acqua imped l'affecto de l'anima1 che non pot ricevere questo lume4 ,s che vedi che in neuno modo questo lume1 unito el caldo e il colore a esso lume1 si pu dividere3 n per piccolo desiderio che porti l'anima ricevendo questo ,sacramento1 n per difecto che fusse ne l'anima che 'l riceve n di colui che 'l ministra2 s come ,io ti dixi del sole1 el quale1 stando in su la cosa immonda1 non si lorda per4 ,cos questo dolce lume in questo sacramento per neuna cosa si lorda1 n si divide1 n diminuisce il lume suo1 n non si stacca da la ruota3 poniamo che tucto el mondo si comunichi del lume e del caldo di questo sole4 ,cos non si stacca questo ,verbo ,sole1 unigenito mio ,figliuolo1 da me ,sole1 ,padre etterno1 perch nel corpo mistico della sancta ,chiesa sia ministrato a chiunque il vuole ricevere2 ma tucto rimane1 e tucto l'avete1 ,dio e uomo1 s come ti diei exemplo del lume3 che se tucto el mondo mandasse per esso lume1 tucti l'hanno tucto1 e tucto si rimane4 ,,capitolo ,,cxi ,come i sentimenti corporali tucti sono ingannati del predecto sacramento1 ma non quelli dell'anima2 e per con quelli si debba vedere1 gustare e toccare4 ,e d'una bella visione che questa anima ebbe sopra questa materia4 --,o carissima figliuola1 apre bene l'occhio dell'intellecto a raguardare l'abisso della mia carit1 ch non alcuna creatura che abbi in s ragione che non si dovesse dissolvere il cuore suo per affecto d'amore a raguardare fra gli altri benefizi che avete ricevuti da me1 vedere il benefizio che ricevete di questo sacramento4 ,e con che occhio1 carissima figliuola1 debbi tu e gli altri vederlo e raguardare questo misterio e toccarlo8 ,non solamente con toccamento e vedere di corpo1 per che tucti e' sentimenti del corpo ci vengono meno4 ,tu vedi che l'occhio non vede altro che quella bianchezza di quel pane1 la mano altro non tocca1 el gusto altro non gusta che il sapore del pane2 s che i grossi sentimenti del corpo sonno ingannati3 ma el sentimento de l'anima non pu essere ingannato1 se ella vorr1 cio che ella non si voglia tollere il lume della sanctissima fede con la infidelit4 ,chi gusta e vede e tocca questo sacramento8 el sentimento de l'anima4 ,con che occhio el vede8 con l'occhio de l'intellecto1 se dentro ne l'occhio la pupilla della sanctissima fede4 ,questo occhio vede in quella bianchezza tucto ,dio e tucto uomo1 la natura divina unita con la natura umana4 ,el corpo1 l'anima e il sangue di ,cristo2 l'anima unita nel corpo4 ,el corpo e l'anima uniti con la natura mia divina1 non staccandosi da me4 ,s come ben ti ricorda che1 quasi nel principio della vita tua1 ,io ti manifestai4 ,e non tanto con l'occhio de l'intellecto1 ma con l'occhio del corpo1 bene che1 per lo lume grande1 l'occhio del corpo tuo perd il vedere e rimase solo il vedere a l'occhio de l'intellecto4 ,mostra' telo a tua dichiarazione contra la bactaglia che 'l dimonio in esso sacramento t'aveva data1 e per farti crescere in amore e nel lume della sanctissima fede4 ,unde tu sai che andando tu la mactina1 a l'aurora1 a la chiesa per udire la messa1 essendo stata dinanzi passionata dal dimonio1 tu ti ponesti ricta a l'altare del ,crocifixo4 ,el sacerdote era venuto a l'altare di ,maria2 e stando ine a considerare il difecto tuo1 temendo di non avere offeso me per la molestia che 'l dimonio t'aveva data1 e a considerare l'affecto della mia carit che t'avevo facta degna d'udire la messa 7conciosiacosach tu ti reputavi indegna d'entrare nel sancto tempio mio71 venendo el ministro a consegrare1 a la consacrazione tu alzasti gli occhi sopra del ministro2 e nel dire le parole della consacrazione1 ,io manifestai me a te1 vedendo tu escire del pecto mio uno lume come il raggio del sole che esce della ruota del sole1 non partendosi da essa ruota4 ,nel quale lume veniva una colomba1 uniti insieme l'uno con l'altro1 e percoteva sopra de l'ostia in virt delle parole della consecrazione che 'l ministro diceva2 perch l'occhio tuo corporale non fu sufficiente a sostenere il lume1 ma rimaseti el vedere solo ne l'occhio intellectuale1 e ine vedesti e gustasti l'abisso della ,trinit1 tucto ,dio e uomo1 nascoso e velato socto quella bianchezza4 ,n il lume n la presenzia del ,verbo1 che tu in essa bianchezza vedesti intellectualmente1 non tolleva per la bianchezza del pane3 l'uno non impediva l'altro1 n il vedere ,dio e uomo in quello pane1 n quel pane era impedito da me1 cio che non gli era tolto n la bianchezza n il toccare n il sapore4 ,questo fu mostrato a te da la mia bont1 come decto t'ho4 ,a cui rimase il vedere8 ,a l'occhio de l'intellecto con la pupilla della sanctissima fede2 s che nell'occhio de l'intellecto debba essere il principale vedere1 per che egli non pu essere ingannato4 ,adunque con esso dovete raguardare questo sacramento4 ,chi el tocca8 la mano de l'amore4 ,con questa mano si tocca quello che l'occhio ha veduto e cognosciuto in questo sacramento4 ,per fede il tocca con la mano de l'amore1 quasi certificandosi di quello che per fede vide e cognobbe intellectualmente4 ,chi el gusta8 el gusto del sancto desiderio4 ,el gusto del corpo gusta el sapore del pane2 ed il gusto de l'anima1 cio il sancto desiderio1 gusta ,dio e uomo4 ,s che vedi che ' sentimenti del corpo sonno ingannati1 ma none il sentimento de l'anima3 anco n' chiarificata e certificata in se medesima1 perch l'occhio de l'intellecto l'ha veduto con la pupilla del lume della sanctissima fede4 ,perch 'l vidde e il cognobbe1 per el tocca con la mano de l'amore1 per che quello che vide il tocca per amore con fede4 ,e col gusto de l'anima1 con l'affocato desiderio el gusta1 cio l'affocata mia carit1 amore ineffabile4 ,col quale amore l'ho facta degna di ricevere tanto misterio di questo sacramento1 e la grazia che in esso sacramento si vede ricevere4 ,s che vedi che non solamente col sentimento corporale dovete ricevere e vedere questo sacramento1 ma col sentimento spirituale1 disponendo e' sentimenti de l'anima con affecto d'amore a vedere1 ricevere e gustare questo sacramento1 come decto t'ho4 ,,capitolo ,,cxii ,de la excellenzia dove l'anima sta1 la quale piglia el predecto sacramento in grazia4 --,raguarda1 carissima figliuola1 in quanta excellenzia sta l'anima ricevendo1 come debba ricevere1 questo pane della vita1 cibo degli angeli4 ,ricevendo questo sacramento1 sta in me e ,io in lei2 s come il pesce sta nel mare e il mare nel pesce1 cos ,io sto ne l'anima e l'anima in me1 mare pacifico4 ,in essa anima rimane la grazia1 perch1 avendo ricevuto questo pane della vita in grazia1 rimane la grazia1 consumato quello accidente del pane4 ,io vi lasso la imprompta della grazia mia s come il suggello che si pone sopra la cera calda3 partendosi e levando el suggello1 vi rimane la imprompta d'esso suggello4 ,cos la virt di questo sacramento vi rimane ne l'anima1 cio che vi rimane il caldo della divina carit1 clemenzia di ,spirito sancto4 ,rimanvi el lume della sapienzia de l'unigenito mio ,figliuolo1 illuminato l'occhio de l'intellecto in essa sapienzia a cognoscere e a vedere la doctrina della mia ,verit ed essa sapienzia4 ,rimane forte1 participando della fortezza mia e potenzia1 facendola forte e potente contra la propria passione sua sensitiva1 contra le dimonia e contra 'l mondo4 ,s che vedi che le rimane la imprompta1 levato che 'l suggello s'2 cio che1 consumata quella materia1 cio gli accidenti del pane1 questo vero ,sole si ritorna a la ruota sua2 non che fusse staccato1 come decto t'ho1 ma unito insieme con meco4 ,ma l'abisso della mia carit1 per vostra salute e per darvi cibo in questa vita1 dove ste perregrini e viandanti1 acci che aviate refrigerio e non perdiate la memoria del benefizio del ,sangue1 ve l'ha dato in cibo per mia dispensazione e divina providenzia1 sovenendo a' vostri bisogni dandovelo in cibo questa mia dolce ,verit1 come decto t'ho4 ,s che mira quanto ste tenuti e obligati a me a rendarmi amore1 poi che ,io tanto v'amo1 e perch ,io so' somma ed etterna bont1 degno d'essere amato da voi4 ,,capitolo ,,cxiii ,come le predecte cose1 che sono decte intorno a la excellenzia del sacramento1 sono decte per meglio cognoscere la dignit de' sacerdoti4 ,e come ,dio richiede in essi maggiore purit che nell'altre creature4 --,o carissima figliuola1 tucto questo t'ho decto acci che tu meglio cognosca la dignit dove ,io ho posti e' miei ministri1 acci che pi ti doglia delle miserie loro4 ,se essi medesimi raguardassero la loro dignit1 non giacerebbero nella tenebre del peccato mortale n lordarebbero la faccia de l'anima loro4 ,e non tanto che essi offendessero me e la loro dignit1 ma1 se dessero el corpo loro ad ardere1 non lo' parrebbe potere satisfare a tanta grazia e a tanto benefizio quanto hanno ricevuto1 per che a maggiore dignit in questa vita non possono venire4 ,essi sonno e' miei unti1 e chimoli e' miei cristi1 perch l'ho dato a ministrare me a voi4 ,questa dignit non ha l'angelo1 ed holla data agli uomini3 a quelli che ,io ho electi per miei ministri1 e' quali ho posti come angeli1 e debbono essere angeli terrestri in questa vita1 per che debbono essere come angeli4 ,in ogni anima richieggio purit e carit1 amando me e il proximo suo1 e sovenendo il proximo di quello che pu1 ministrandoli l'orazione e stando nella dileczione della carit1 s come in un altro luogo sopra questa materia ,io ti narrai4 ,ma molto maggiormente ,io richieggio purit ne' miei ministri e amore verso di me e del proximo loro1 ministrando lo' el ,corpo e 'l ,sangue de l'unigenito mio ,figliuolo con fuoco di carit e fame della salute de l'anime1 per gloria e loda del nome mio4 ,s come essi ministri vogliono la nectezza del calice dove si fa questo sacrifizio1 cos richeggio ,io la purit e nectezza del cuore1 de l'anima e della mente loro4 ,e il corpo1 s come strumento de l'anima1 voglio che si conservi in perfecta purit2 e non voglio che si notrichino n involgano nel loto della immondizia1 n siano infiati per superbia cercando le grandi prelazioni1 n crudeli verso di loro e del proximo1 per che la crudelt loro non possono usarla senza el proximo loro4 ,perch1 se essi sonno crudeli a loro di colpa1 sonno crudeli a l'anime de' proximi loro1 perch non lo' dnno exemplo di vita n si curano di trare l'anime delle mani del dimonio1 n di ministrar lo' el ,corpo e 'l ,sangue de l'unigenito mio ,figliuolo1 e me vera luce1 come decto t'ho1 negli altri sacramenti della sancta ,chiesa4 ,s che1 se essi sonno crudeli a loro1 sonno crudeli in altrui4 ,,capitolo ,,cxiv ,come li sacramenti non si debbono vendere n comprare1 e come quelli che el ricevono debbono sovenire li ministri de le cose temporali1 quali essi ministri debbono dispensare in tre parti4 --,voglio che siano larghi e non avari1 cio che per cupidit e avarizia vendano la grazia mia dello ,spirito sancto4 ,non debbono fare1 n ,io voglio che faccino cos3 anco1 come di dono e larghezza di carit hanno ricevuto da la bont mia1 cos in dono e in cuore largo1 per affecto d'amore verso l'onore mio e salute de l'anime1 debbono donare caritativamente a ogni creatura che ha in s ragione1 che umilemente l'adimandi4 ,e non debbono tollere alcuna cosa per prezzo1 per che non l'hanno comprata1 ma ricevuta per grazia da me perch ministrino a voi2 ma ben possono e debbono tollere per limosina4 ,e cos debba fare il subdito che riceve3 che debba da la parte sua1 quando egli pu1 dare per limosina2 per che essi debbono essere pasciuti da voi delle cose temporali1 sovenendo alla necessit loro4 ,e voi dovete essere pasciuti e notricati da loro della grazia e doni spirituali1 cio de' sancti sacramenti che ,io ho posti nella sancta ,chiesa1 perch ve li ministrino in vostra salute4 ,e fovi a sapere che1 senza veruna comparazione1 donano pi a voi che voi a loro2 per che comparazione non si pu ponere da le cose finite e transitorie1 delle quali sovenite loro1 a me1 ,dio1 che so' infinito1 el quale per mia providenzia e divina carit ho posti loro che il ministrino a voi4 ,e non tanto di questo misterio1 ma di qualunque cosa si sia1 e da qualunque creatura vi fusse ministrato grazie spirituali1 o per orazione o per alcuna altra cosa2 con tucte le vostre substanzie temporali non agiongono n potrebbero agiognere a quello che ricevete spiritualmente1 senza veruna comparazione4 ,ora ti dico che la substanzia1 che essi ricevono da voi1 essi sonno tenuti di distribuirla in tre modi1 cio farne tre parti3 l'una per la vita loro1 l'altra a' poveri e l'altra mectere nella ,chiesa nelle cose che sonno necessarie2 e per altro modo no4 ,facendone altrementi1 offenderebbero me4 ,,capitolo ,,cxv ,de la dignit de' sacerdoti1 e come la virt de' sacramenti non diminuisce per le colpe di chi gli ministra o riceve4 ,e come ,dio non vuole che li secolari s'inpaccino di corrggiarli4 --,questo facevano e' dolci e gloriosi ministri1 de' quali ,io ti dixi che volevo che vedessi l'excellenzia loro1 oltre a la dignit che ,io l'avevo data avendoli facti miei cristi1 s come ,io ti dixi4 ,exercitando in virt questa dignit1 sonno vestiti di questo dolce e glorioso ,sole el quale ,io lo' diei a ministrare4 ,raguarda ,gregorio dolce1 ,silvestro e gli altri antecessori e subcessori che sonno seguitati doppo el principale pontefice ,pietro1 a cui furono date le chiavi del regno del cielo da la mia ,verit1 dicendo3 ,pietro1 ,io ti do le chiavi del regno del cielo2 e cui tu scioglierai in terra sar sciolto in cielo1 e cui tu legarai in terra sar legato in cielo4 ,attende1 carissima figliuola1 che1 manifestandoti l'excellenzia delle virt di costoro1 ,io pi pienamente ti mostrarr la dignit nella quale ,io ho posti questi miei ministri4 ,questa la chiave del sangue de l'unigenito mio ,figliuolo4 ,la quale chiave diserr vita etterna1 che grande tempo era stata serrata per lo peccato d',adam2 ma poi che ,io vi donai la ,verit mia1 cio il ,verbo de l'unigenito mio ,figliuolo1 sostenendo morte e passione1 con la morte sua destrusse la morte vostra1 facendovi bagno del sangue suo4 ,s che 'l sangue e morte sua1 ed in virt della natura mia divina unita con la natura umana1 diserroe vita etterna4 ,a cui ne lassoe le chiavi di questo ,sangue8 ,al glorioso apostolo ,pietro e a tucti gli altri1 che so' venuti o verranno di qui a l'ultimo d del giudicio2 s che tutti hanno e avaranno quella medesima auctorit che ebbe ,pietro4 ,e per neuno loro difecto non diminuisce questa auctorit1 n tolle la perfeczione al ,sangue n ad alcuno sacramento1 perch gi ti dixi che questo ,sole per neuna immondizia si lordava1 e non perde la luce sua per tenebre di peccato mortale che fusse in colui che 'l ministra o in colui che 'l riceve3 per che la colpa sua neuna lesione a' sacramenti della sancta ,chiesa pu fare1 n diminuire la virt in loro2 ma ben diminuisce la grazia1 e cresce la colpa in colui che 'l ministra e in colui che 'l riceve indegnamente4 ,s che ,cristo in terra tiene le chiavi del ,sangue1 s come1 se ben ti ricorda1 ,io tel manifestai in questa figura1 volendoti mostrare quanta reverenzia e' secolari debbono avere a questi ministri1 o buoni o gattivi che siano1 e quanto mi spiaceva la inreverenzia4 ,sai che ,io ti posi el corpo mistico della sancta ,chiesa quasi in forma d'uno cellaio1 nel quale cellaio era il sangue de l'unigenito mio ,figliuolo2 nel quale sangue vagliono tucti e' sacramenti1 e hanno vita in virt di questo sangue4 ,a la porta di questo cellaio era ,cristo in terra1 a cui era commesso a ministrare el ,sangue1 e a lui stava di mectere i ministratori che l'aitassero a ministrare per tucto l'universale corpo della religione cristiana4 ,chi era acceptato e unto da lui n'era facto ministro1 e altri no4 ,da costui esce tucto l'ordine chericato1 e messili1 ciascuno ne l'offizio suo1 a ministrare questo glorioso ,sangue4 ,e come egli gli ha messi per suoi aitatori1 cos a lui tocca el correggerli de' difecti loro2 e cos voglio che sia1 che1 per l'excellenzia ed auctorit che ,io l'ho data1 ,io gli ho tracti della servitudine1 cio subieczione della signoria de' signori temporali4 ,la legge civile non ha a fare cavelle con la legge loro in punizione2 ma solo in colui che posto a signoreggiare e a ministrare nella legge divina4 ,questi sono e' miei unti1 e per dixi per la ,scriptura3 ,non vogliate toccare e' cristi miei4 ,unde a maggiore ruina non pu venire l'uomo che se ne fa punitore4 ,,capitolo ,,cxvi ,come la persecuzione1 che si fa a la sancta ,chiesa o vero a' ministri1 ,dio la reputa facta a s1 e come questa colpa pi grave che neuna altra4 --,e se tu mi dimandassi per che cagione ,io ti mostrai che pi era grave la colpa di coloro che perseguitavano la sancta ,chiesa che tucte l'altre colpe commesse1 e perch per li loro difecti ,io non volevo che la reverenzia verso di loro diminuisse1 ,io ti rispondarei e rispondo3 perch ogni reverenzia che si fa a loro1 non si fa a loro1 ma a me1 per la virt del ,sangue che ,io l'ho dato a ministrare4 ,unde1 se non fusse questo1 tanta reverenzia avareste a loro quanta agli altri uomini del mondo1 e non pi4 ,e per questo ministerio ste costrecti a far lo' reverenzia2 e a le loro mani vi conviene venire1 non a loro per loro1 ma per la virt che ,io ho data a loro1 se volete ricevere i sancti sacramenti della ,chiesa2 per che1 potendoli avere e non volendogli1 sareste e morreste in stato di dannazione4 ,s che la reverenzia mia e di questo glorioso ,sangue 7che siamo una medesima cosa per l'unione della natura divina con la natura umana1 come decto 71 e non loro4 ,e s come la reverenzia mia1 cos la inreverenzia3 ch gi t'ho decto che la reverenzia non dovete fare a loro per loro1 ma per l'auctorit che ,io ho data a loro4 ,e cos non debbono essere offesi1 per che1 offendendo loro1 offendono me e non loro4 ,e gi l'ho vetato1 e decto che i miei cristi non voglio che sieno toccati per le loro mani2 e per questo neuno si pu scusare dicendo3--,io non fo ingiuria n so' ribello a la sancta ,chiesa1 ma follo a' difecti de' gactivi pastori4--,questi mente sopra el capo suo e1 come aciecato dal proprio amore1 non vede2 ma elli vede bene1 ma fa vista di non vedere per ricoprire lo stimolo della coscienzia sua4 ,vedrebbe1 e vede1 che egli perseguita el ,sangue e non loro4 ,mia l'ingiuria1 s come mia era la reverenzia4 ,e cos mio ogni danno3 scherni1 villanie1 obrobrio e vitoperio1 che fanno a loro2 cio che reputo facto a me quel che fanno a loro1 perch ,io lo' dixi e dico che i miei cristi non voglio che sieno toccati da loro4 ,io gli ho a punire1 e non eglino4 ,ma eglino dimostrano1 gl'iniqui1 la inreverenzia che essi hanno al ,sangue1 e che poco tengono caro el tesoro che ,io l'ho dato in salute e in vita de l'anime loro4 ,pi non potavate ricevere che darmivi tucto ,dio e uomo in cibo1 s come ,io t'ho decto4 ,ma perch la reverenzia non era facta a me per mezzo di loro1 per l'hanno diminuita perseguitandoli1 vedendo in loro molti peccati e difecti1 s come1 in un altro luogo1 de' difecti loro ,io ti narraroe4 ,se in verit avessero avuta questa reverenzia in loro per me1 non sarebbe levata per ne uno difecto loro1 perch non diminuisce1 come decto 1 la virt di questo sacramento per neuno difecto4 ,e per non debba diminuire la reverenzia2 e quando diminuisce1 n'offendono me4 ,e per m' pi grave questa colpa che tucte l'altre1 per molte ragioni3 ma tre principali te ne dir4 ,l'una si perch quello che fanno a loro fanno a me4 ,l'altra si perch trapassano el comandamento3 perch gi l'ho vetato che non gli tocchino2 unde spregiano la virt del ,sangue che trassero del sancto baptesmo1 perch essi disobediscono facendo quel che l' vetato4 ,e so' ribelli a questo ,sangue1 perch hanno levata la reverenzia1 e levatisi con la grande persecuzione4 ,essi sonno come membri putridi1 tagliati dal corpo mistico della sancta ,chiesa2 unde1 mentre che stessero obstinati in questa rebellione e inreverenzia1 morendo con essa1 giongono a l'etterna dapnazione4 vero che1 giognendo a l'extremit1 umiliandosi e cognoscendo la colpa loro1 volendosi reconciliare col loro capo e non potendo actualmente1 riceve misericordia3 poniamo che non debba per aspectare il tempo1 perch non securo d'averlo4 ,l'altra si perch la loro colpa pi aggravata che tucte l'altre1 perch egli peccato facto per propria malizia e con deliberazione1 e cognoscono che con buona coscienzia essi nol possono fare2 e1 facendolo1 offendono4 ,ed offesa con una perversa superbia1 senza dilecto corporale2 anco si consumano l'anima e 'l corpo3 l'anima si consuma privata della grazia1 e spesse volte lo' rode il vermine della coscienzia2 la sustanzia temporale si consuma in servigio del dimonio1 e i corpi ne sonno morti come animali4 ,s che questo peccato facto propriamente a me1 ed facto senza colore di propria utilit o dilecto alcuno1 se non con malizia e fummo di superbia1 la quale superbia nacque dal proprio amore sensitivo1 e da quello timore perverso che ebbe ,pilato che1 per timore di non perdere la signoria1 uccise ,cristo unigenito mio ,figliuolo4 ,cos hanno facto e fanno costoro4 ,tucti gli altri peccati sonno facti o per simplicit o per ignoranzia di non cognoscere1 o per malizia1 cio che cognosce il male che egli fa1 ma per lo disordinato dilecto e piacere che ha in esso peccato1 o per alcuna utilit che vi trovasse1 offende1 e1 offendendo1 fa dapno e offende l'anima sua1 e offende me e il proximo suo4 ,me1 perch non rende gloria e loda al nome mio2 el proximo1 perch non gli rende la dileczione della carit4 ,ma egli non mi percuote actualmente che la faccia propriamente a me1 ma offende s2 la quale offesa mi dispiace per lo dapno suo4 ,ma questa offesa facta a me proprio1 senza mezzo4 ,gli altri peccati hanno alcuno colore e sonno facti con alcuno colore e sonno facti con mezzo1 perch ,io ti dixi che ogni peccato si faceva col mezzo del proximo1 e ogni virt3 el peccato si fa per la privazione della carit di me1 ,dio1 e del proximo2 e la virt con la dileczione della carit3 offendendo il proximo1 offendono me col mezzo di loro4 ,ma perch tra le mie creature che hanno in loro ragione ,io ho electi questi miei ministri1 e' quali sonno e' miei unti1 s come ,io ti dixi1 ministratori del corpo e del sangue de l'unigenito mio ,figliuolo1 carne vostra umana unita con la natura mia divina1 unde1 consecrando1 stanno in persona di ,cristo mio ,figliuolo2 s che vedi che questa offesa facta a questo ,verbo2 ed essendo facta a lui1 facta a me1 perch siamo una medesima cosa4 ,questi miserabili perseguitano el ,sangue e privansi del tesoro e del fructo del ,sangue4 ,unde ella m' pi grave questa offesa1 facta a me e non a' ministri1 perch loro non reputo ne debba essere n l'onore n la persecuzione2 anco a me1 cio a questo glorioso sangue del mio ,figliuolo1 che siamo una medesima cosa1 come decto t'ho4 ,unde ,io ti dico che1 se tucti gli altri peccati che essi hanno commessi fussero da l'uno lato1 e questo solo da l'altro1 mi pesa pi questo uno che gli altri1 per lo modo che decto t'ho1 s come ,io tel manifestai1 acci che tu avessi pi materia di dolerti de l'offesa mia e della dapnazione di questi miserabili1 acci che col dolore e con l'amaritudine tua e degli altri servi miei1 per mia bont e misericordia1 si dissolvesse tanta tenebre quanta venuta in questi membri putridi1 tagliati dal corpo mistico della sancta ,chiesa4 ,ma ,io non truovo quasi chi si doglia della persecuzione che facta a questo glorioso e prezioso ,sangue3 ma truovo bene chi mi percuote continuamente con le saecte del disordinato amore e timore servile1 e con la propria reputazione1 come aciecati1 recandosi a onore quello che l' a vitoperio1 e a vitoperio quello che l' onore1 cio d'aumiliarsi al capo loro4 ,per questi difecti si sonno levati e levano a perseguitare il ,sangue4 ,,capitolo ,,cxvii ,qui si parla contra li persecutori de la sancta ,chiesa e de' ministri1 in diversi modi4 --,perch ti dixi che mi percotevano1 e cos la verit4 ,in quanto la intenzione loro mi percuotono con quello che possono3 none che ,io in me possa ricevere alcuna lesione n essere percosso da loro2 ma ,io fo come la pietra che1 gictandole il colpo1 nol riceve1 ma torna verso colui che 'l gicta4 ,cos le percosse de l'offese loro1 le quali gictano puzza1 a me non possono nuocere1 ma ritorna a loro la saecta avelenata della colpa4 ,la quale colpa in questa vita gli priva della grazia1 perdendo el fructo del ,sangue2 e ne l'ultimo1 se essi non si correggono con la sancta confessione e contrizione del cuore1 giongono a l'etterna dapnazione1 tagliati da me e legati col dimonio4 ,e hanno facta lega insieme1 perch1 subbito che l'anima privata della grazia1 legata nel peccato d'odio della virt e amore del vizio4 ,el quale legame hanno posto col libero arbitrio nelle mani delle dimonia1 e con esso gli lega1 per che in altro modo non potrebbero essere legati4 ,con questo legame si sonno legati e' persecutori del ,sangue l'uno con l'altro1 e' come membri legati col dimonio1 hanno preso l'offizio delle dimonia4 ,le dimonia s'ingegnano di pervertire le mie creature e trarle della grazia e riducerle a la colpa del peccato mortale1 acci che di quel male che essi hanno in loro medesimi1 di quello abbino le creature4 ,cos fanno questi cotali1 n pi n meno3 per che1 s come membri del dimonio1 vanno subvertendo e' figliuoli della ,sposa di ,cristo unigenito mio ,figliuolo1 e sciogliendoli dal legame della carit e legandoli nel miserabile legame1 privati del fructo del ,sangue con loro insieme4 ,legame annodato col nodo della superbia e con la propria reputazione1 col nodo del timore servile2 che1 per timore di non perdere le signorie temporali1 perdono la grazia e caggiono nella maggiore confusione che venire possino1 essendo privati della dignit del ,sangue4 ,questo legame suggellato col suggello della tenebre1 per che essi non cognoscono in quanti inconvenienti e miserie essi sonno caduti e fanno cadere altrui1 e per non si correggono1 perch non el cognoscono1 ma come aciecati si gloriano della loro destruczione de l'anima e del corpo4 ,o carissima figliuola1 duolti inextimabilmente di vedere tanta ciechit e miseria in coloro che sono lavati nel ,sangue come tu1 e nutricatisi e allevatisi d'esso ,sangue al pecto della sancta ,chiesa2 e ora1 come ribelli1 per timore e socto colore di correggere e' difecti de' ministri miei 7de' quali ,io ho vetato ch',io non voglio che siano toccati da loro71 s si sonno partiti da questo pecto4 ,unde terrore ti debba venire1 a te e agli altri servi miei1 quando odi ricordare questo cos facto miserabile legame4 ,la lingua tua non sarebbe sufficiente a potere narrare quanto m' abominevole3 e peggio che col mantello del difecto de' ministri miei si vogliono amantellare e ricoprire i difecti loro2 e non pensano che con neuno mantello si possono riparare a l'occhio mio ch',io nol vegga4 ,potrebbersi bene nascondere a l'occhio della creatura1 ma none a me1 che non tanto che sieno nascoste a me le cose presenti1 ma neuna cosa a me nascosa4 ,io v'amai e vi cognobbi prima che voi fuste4 ,e questa una delle cagioni ch'e' miserabili uomini del mondo non si correggono1 perch in verit col lume della fede viva non credono ch',io li vegga4 ,per che1 se essi credessero in verit che ,io veggo e' difecti loro1 e che ogni difecto punito1 come ogni bene remunerato1 s come in un altro luogo ti dixi1 non farebbero tanto male1 ma correggerebbersi di quello che hanno facto e dimandarebbero umilemente la misericordia mia4 ,e ,io1 col mezzo del sangue del mio ,figliuolo1 lo' farei misericordia4 ,ma essi sono come obstinati e riprovatisi da la mia bont per li difecti loro1 e caduti ne l'ultima ruina1 per li loro difecti1 d'essere privati del lume1 e come ciechi sono facti persecutori del ,sangue4 ,la quale persecuzione non debba essere facta per alcuno difecto che si vedesse ne' ministri del ,sangue4 ,,capitolo ,,cxviii ,repetizione breve sopra le predecte cose de la sancta ,chiesa e de' ministri4 --,hotti narrato1 carissima figliuola1 alcuna cosa della reverenzia che si debba fare a' miei unti1 non obstante i difecti loro2 perch la reverenzia non facta n debba essere facta a loro per loro1 ma per l'auctorit che ,io ho data a loro4 ,e perch per li difecti loro el misterio del sacramento non pu diminuire n essere diviso1 non debba venire meno la reverenzia verso di loro3 non per loro1 come decto 1 ma per lo tesoro del ,sangue4 ,facendo el contrario1 hotti mostrato alcuna piccola cosa 7per rispecto che ella 7 quanto egli grave e spiacevole a me e dapno a loro la inreverenzia e persecuzione del ,sangue1 e il legame facto contra a me1 che essi hanno facto e fanno insieme1 legati in servizio del dimonio2 acci che tu pi ti doglia4 ,questo uno difecto el quale particularmente ,io t'ho narrato per la persecuzione della sancta ,chiesa4 ,e cos ti dico generalmente della religione cristiana3 che1 stando in peccato mortale1 spregiano el ,sangue privandosi della vita della grazia4 ,questo mi dispiace1 ed grave colpa la loro1 di quelli che narrato t'ho particularmente1 s come decto 4 ,,capitolo ,,cxix ,de la excellenzia e de le virt e de le operazioni sancte de' virtuosi e sancti ministri4 ,e come essi hanno la condiczione del sole4 ,e de la correczione loro verso de' subditi4 --,ora1 per dare un poco di refrigerio a l'anima tua1 mitigar el dolore della tenebre di questi miserabili subditi con la vita sancta de' miei ministri1 de' quali ,io ti dixi che aveano la condiczione del sole2 s che con l'odore delle loro virt mitiga la puzza1 e con la luce loro la tenebre4 ,e anco con questa luce meglio vorr che tu cognosca la tenebre e il difecto de' ministri miei1 de' quali ,io ti dixi4 ,apre l'occhio de l'intellecto tuo1 e raguarda in me1 sole di giustizia2 e vedrai e' gloriosi ministri e' quali1 avendo ministrato el ,sole1 hanno presa la condiczione del ,sole1 s come ,io ti contai di ,pietro1 el principe degli appostoli1 el quale ricevette le chiavi del reame del cielo4 ,cos ti dico degli altri che in questo giardino della sancta ,chiesa hanno ministrato el ,lume1 cio il ,corpo e il ,sangue de l'unigenito mio ,figliuolo 7,sole unito e non diviso come decto 71 e tucti e' sacramenti della sancta ,chiesa1 e' quali tucti vagliono e dnno vita in virt del ,sangue2 ogniuno posto in diversi gradi1 secondo lo stato suo1 a ministrare la grazia dello ,spirito sancto4 ,con che l'hanno ministrata8 col lume della grazia che hanno tracta da questo vero lume4 ,questo lume egli solo8 ,no1 per che egli non pu essere solo el lume della grazia1 n pu essere diviso3 anco si conviene o che egli l'abbi tucto o nonne mica4 ,chi sta in peccato mortale1 esso facto1 privato del lume della grazia2 e chi ha la grazia ha illuminato l'occhio de l'intellecto suo in cognoscere me1 che gli ho data la grazia e la virt che conserva la grazia4 ,e cognosce in esso lume la miseria del peccato e la cagione del peccato1 cio il proprio amore sensitivo1 e per e' l'odia1 e odiandolo riceve il caldo della divina carit ne l'affecto suo1 perch l'affecto va dietro a l'intellecto4 ,riceve il colore di questo glorioso lume1 seguitando la doctrina della dolce mia ,verit2 unde la memoria sua s' impita nel ricordamento del benefizio del ,sangue4 ,s che vedi che non pu ricevere il lume che non riceva el caldo e il colore1 perch sonno uniti insieme e sono una medesima cosa4 ,e cos non pu1 s com',io ti dixi1 avere una potenzia de l'anima ordinata a ricevere me1 vero ,sole1 che tucte e tre non siano ordinate e congregate nel nome mio4 ,per che subbito che l'occhio de l'intellecto col lume della fede si leva sopra el vedere sensitivo speculandosi in me1 l'affecto gli va dietro amando quello che l'intellecto vidde e cognobbe1 e la memoria s'empie di quello che l'affecto ama4 ,e subbito che elle sonno disposte1 participa me1 ,sole1 illuminandolo nella potenzia mia e nella sapienzia de l'unigenito mio ,figliuolo1 e nella clemenzia del fuoco dello ,spirito sancto4 ,s che vedi che essi hanno presa la condiczione del sole1 cio che1 essendo vestiti e piene le potenzie de l'anima loro di me1 vero ,sole1 come decto t'ho1 fanno come il sole4 ,el sole scalda e illumina1 e col caldo suo fa germinare la terra3 cos questi miei dolci ministri1 electi e unti e messi nel corpo mistico della sancta ,chiesa a ministrare me1 ,sole1 cio il ,corpo e il ,sangue de l'unigenito mio ,figliuolo con gli altri sacramenti e' quali hanno vita da questo ,sangue1 essi el ministrano actualmente e ministranlo mentalmente1 cio rendendo lume nel corpo mistico della sancta ,chiesa4 ,lume di scienzia sopranaturale col colore d'onesta e sancta vita1 cio seguitando la doctrina della mia ,verit1 e ministrano el caldo de l'ardentissima carit4 ,unde col caldo loro facevano germinare l'anime sterili1 illuminandole col lume della scienzia1 e con la vita loro sancta e ordinata cacciavano la tenebre de' peccati mortali e di molta infidelit1 e ordinavano la vita di coloro che disordenatamente vivevano in tenebre di peccato e in freddezza per la privazione della carit4 ,s che vedi che essi sonno sole1 perch hanno presa la condiczione del sole da me1 vero ,sole1 perch per affecto d'amore son facti una cosa con meco e ,io con loro1 s come ,io in un altro luogo ti narrai4 ,ogniuno ha dato1 secondo lo stato suo che ,io l'ho electo1 lume nella sancta ,chiesa4 ,pietro con la predicazione e doctrina e ne l'ultimo col sangue2 ,gregorio con la scienzia e sancta ,scriptura e con especchio di vita2 ,silvestro contra gl'infedeli e maximamente con la disputazione e provazione che fece della sanctissima fede in parole e in facti1 ricevendo la virt da me4 ,se tu ti vlli ad ,agustino e al glorioso ,tomaso1 ,ieronimo e gli altri1 vedrai quanto lume hanno gictato in questa ,sposa1 extirpando gli errori1 s come lucerne poste in sul candelabro1 con vera e perfecta umilit4 ,e1 come affamati de l'onore mio e salute de l'anime1 questo cibo mangiavano con dilecto in su la mensa della sanctissima croce3 e' martiri col sangue1 el quale sangue gictava odore nel cospecto mio e con l'odore del sangue e delle virt e col lume della scienzia facevano fructo in questa ,sposa1 dilatavano la fede2 e' tenebrosi venivano al lume1 e riluceva in loro el lume della fede2 e' prelati1 posti nello stato della prelazione da ,cristo in terra1 mi facevano sacrifizio di giustizia con sancta e onesta vita2 la margarita della giustizia1 con vera umilit e ardentissima carit1 col lume della discrezione1 riluceva in loro e ne' loro subditi3 in loro principalmente1 per che giustamente rendevano a me il debito mio1 cio rendendo gloria e loda al nome mio2 a s rendevano odio e dispiacimento della propria sensualit1 spregiando e' vizi e abbracciando le virt con la carit mia e del proximo loro4 ,con umilit conculcavano la superbia1 e andavano come angeli a la mensa de l'altare2 con purit di cuore e di corpo e con sincerit di mente celebravano1 arsi nella fornace della carit4 ,e perch prima avevano facta giustizia di loro1 per facevano giustizia de' subditi1 volendoli veder vivere virtuosamente1 e correggevangli senza veruno timore servile1 perch non actendevano a loro medesimi1 ma solo a l'onore mio e a la salute de l'anime1 s come pastori buoni1 seguitatori del buono ,pastore1 mia ,verit1 el quale ,io vi diei a governare voi pecorelle e volsi che ponesse la vita per voi4 ,costoro hanno seguitato le vestigie sue1 e per corressero e non lassro imputridire e' membri per non corregere2 ma caritativamente correggevano con l'unguento della benignit1 e con l'asprezza del fuoco incendendo la piaga del difecto con la riprensione e penitenzia1 poco e assai secondo la gravezza del peccato4 ,e per lo correggere e dire la verit non curavano la morte4 ,questi erano veri ortolani1 che con sollicitudine e sancto timore divellevano le spine de' peccati mortali e piantavano piante odorifere di virt4 ,unde i subditi vivevano in sancto e vero timore1 e allevavansi come fiori odoriferi nel corpo mistico della sancta ,chiesa1 perch correggevano senza timore servile1 perch n'erano privati4 ,e perch in loro non era colpa di peccato1 per tenevano la sancta giustizia1 riprendendo virilmente e senza veruno timore4 ,questa era ed quella margarita1 in cui ella riluce1 che dava pace e lume nelle menti delle creature e faceale stare in sancto timore1 ed e' cuori erano uniti4 ,unde ,io voglio che tu sappi che per neuna cosa venuta tanta tenebre e divisione nel mondo tra secolari e religiosi1 cherici e pastori della sancta ,chiesa1 se non solo perch il lume della giustizia mancato ed venuta la tenebre della ingiustizia4 ,neuno ,stato si pu conservare nella legge civile e nella legge divina in stato di grazia senza la sancta giustizia1 per che colui che non correcto e non corregge fa come il membro che cominciato a infracidare1 che1 se 'l gattivo medico vi pone subbitamente l'unguento solamente e non incuoce la piaga1 tucto il corpo imputridisce e corrompe4 ,cos el prelato1 o altri signori che hanno subditi1 vedendo il membro del subdito loro essere infracidato per la puzza del peccato mortale1 se esso vi pone solo l'unguento della lusinga senza la reprensione1 non guarisce mai1 ma guastar l'altre membra1 che gli sonno d'intorno legate in uno medesimo corpo1 cio a uno medesimo pastore4 ,ma se elli sar vero e buono medico di quelle anime1 s come erano questi gloriosi pastori1 egli non dar unguento senza fuoco della reprensione4 ,e se il membro fusse pure obstinato nel suo mal fare1 el tagliar dalla congregazione1 acci che non imputridisca gli altri con la puzza del peccato mortale4 ,ma essi non fanno oggi cos3 anco fanno vista di non vedere4 ,e sai tu perch8 perch la radice de l'amore proprio vive in loro1 unde essi traggono il perverso timore servile2 per che1 per timore di non perder lo ,stato o le cose temporali o prelazione1 non correggono2 ma e' fanno come aciecati1 e per non cognoscono in che modo si conserva lo ,stato4 ,che se essi vedessero come egli si conserva per la sancta giustizia1 la manterrebbero4 ,ma perch essi sonno privati del lume1 nol cognoscono2 ma1 credendolo conservare con la ingiustizia1 non riprendono e' difecti de' subditi loro2 ma ingannati sonno da la propria passione sensitiva e da l'appetito della signoria o della prelazione4 ,e anco non correggono1 perch essi sonno in quelli medesimi difecti o maggiori4 ,sentonsi compresi nella colpa1 e per perdono l'ardire e la sicurt2 e1 legati dal timore servile1 fanno vista di non vedere4 ,e se pure veggono1 non correggono2 anco si lassano legare con le parole lusinghevoli e con molti presenti1 e essi medesimi truovano le scuse per non punirli4 ,in costoro si compie la parola che dixe la mia ,verit1 dicendo3 ,costoro sono ciechi e guide de' ciechi2 e se l'uno cieco guida l'altro1 ambedue caggiono nella fossa4 ,non hanno facto n fanno cos quegli che sonno stati 7o se alcuno ne fusse7 miei dolci ministri1 de' quali ,io ti dixi che avevano la propriet e condiczione del sole4 ,e veramente sonno sole1 come decto t'ho1 per che in loro non tenebre di peccato n ignoranzia1 perch seguitano la doctrina della mia ,verit2 n sonno tiepidi1 per che essi ardono nella fornace della mia carit1 e sonno spregiatori delle grandezze e stati e delizie del mondo3 e per non temono di correggere4 ,ch chi non appetisce la signoria o la prelazione1 non temono di perderla1 ma riprendono virilmente2 ch chi non si sente ripresa la coscienzia da la colpa1 non teme4 ,e per non era tenebrosa questa margarita negli unti e cristi miei1 de' quali ,io t'ho narrato2 anco era lucida1 ed erano abbracciatori della povert voluntaria e cercavano la vilt con umilit profonda4 ,e per non curavano n scherni n villanie n detraczioni degli uomini n ingiuria n obrobri n pena n tormento4 ,essi erano bastemmiati1 e eglino benedicevano1 e con vera pazienzia portavano s come angeli terrestri e pi che angeli3 non per natura1 ma per lo misterio e grazia data a loro1 sopranaturale1 di ministrare il ,corpo e 'l ,sangue de l'unigenito mio ,figliuolo4 ,e veramente sonno angeli1 per che1 come l'angelo che ,io do a vostra guardia vi ministra le sancte e buone spirazioni1 cos questi ministri erano angeli1 e cos dovarebbero essere3 dati a voi da la mia bont a vostra guardia4 ,e per essi continuamente tenevano l'occhio sopra e' subditi loro s come veri guardiani1 spirando ne' cuori loro sancte e buone spirazioni3 cio che per loro offerivano dolci e amorosi desidri dinanzi a me con continua orazione1 con la doctrina della parola e con l'exemplo della vita4 ,s che vedi che essi sonno angeli posti da l'affocata mia carit come lucerne nel corpo mistico della sancta ,chiesa per vostra guardia1 acci che voi1 ciechi1 abbiate guida che vi dirizzi nella via della verit1 dandovi le buone spirazioni1 con orazioni ed exemplo di vita e doctrina1 come decto 4 ,con quanta umilit governavano e conversavano co' subditi loro6 ,con quanta speranza e fede viva che non curavano n temevano che a loro n a' subditi loro venisse meno la substanzia temporale2 e per con larghezza distribuivano a' poveri la substanzia della sancta ,chiesa6 ,unde essi observavano a pieno quello che erano tenuti e obligati di fare1 cio di distribuire la substanzia temporale1 a la loro necessit1 a' poveri e nella sancta ,chiesa4 ,essi non facevano diposito1 e doppo la morte loro non rimaneva la molta pecunia3 anco erano alcuni che1 per li poveri1 lassavano la ,chiesa in debito4 ,questo era per la larghezza della loro carit e della speranza che avevano posta nella providenzia mia4 ,erano privati del timore servile1 e per non temevano che alcuna cosa lo' venisse meno1 n spirituale n temporale4 ,questo il segno che la creatura spera in me e non in s3 cio quando ella non teme di timore servile4 ,ma coloro che sperano in loro medesimi sonno quegli che temono e hanno paura de l'ombra loro1 e dubbitano che non lo' venga meno el cielo e la terra4 ,con questo timore e perversa speranza che pongono nel loro poco sapere1 pigliano tanta miserabile sollicitudine in acquistare e in conservare le cose temporali1 che pare che le spirituali si pongano doppo le spalle1 e non si truova chi se ne curi4 ,ma e' non pensano1 e' miserabili1 infedeli e superbi1 che ,io so' solo ,colui che proveggo in tucte quante le cose che sono di necessit a l'anima e al corpo2 bench con quella misura che voi sperate in me1 con quella vi sar misurata la providenzia mia4 ,e' miserabili presumptuosi non raguardano che ,io so' ,colui che so'1 ed essi sonno quegli che non sono3 l'essere loro hanno ricevuto da la mia bont e ogni grazia che posta sopra l'essere4 ,e per invano si pu colui reputare affadigarsi che guarda la citt1 se ella non guardata da me4 ,vana sar ogni sua fadiga1 se egli per sua fadiga la crede guardare o per sua sollicitudine3 per che solo ,io la guardo4 vero che l'essere e le grazie che ,io ho poste sopra l'essere vostro voglio che nel tempo l'exercitiate in virt1 usando el libero arbitrio1 che ,io v'ho dato1 col lume della ragione4 ,per che ,io vi creai senza voi1 ma senza voi non vi salvar4 ,io v'amai prima che voi fuste2 e questo videro e cognobbero questi miei dilecti4 ,e per m'amavano ineffabilemente e1 per l'amore che essi avevano1 speravano con tanta larghezza in me e in neuna cosa temevano4 ,non temeva ,silvestro1 quando stava dinanzi a l'imperadore ,gostantino disputando con quegli dodici giuderi dinanzi a tucta la turba2 ma con fede viva credeva che1 essendo ,io per lui1 neuno sarebbe contra lui4 ,e cos tucti gli altri perdevano ogni timore1 perch non erano soli1 ma acompagnati2 per che1 stando nella dileczione della carit1 stavano in me1 e da me acquistavano el lume della sapienzia de l'unigenito mio ,figliuolo2 da me ricevevano la potenzia1 essendo forti e potenti contra e' principi e tiranni del mondo2 e da me avevano el fuoco dello ,spirito sancto1 participando la clemenzia e l'affocato amore d'esso ,spirito sancto4 ,questo amore era ed acompagnato1 a chi el vuole participare1 col lume della fede1 con la speranza1 con la fortezza1 con pazienzia vera e con longa perseveranzia infino a l'ultimo della morte4 ,s che vedi che non erano soli1 ma erano acompagnati2 e per non temevano4 ,solamente colui che si sente solo1 che spera in s1 privato della dileczione della carit1 teme3 e ogni piccola cosa gli fa paura1 perch solo1 privato di me1 che do somma sicurt a l'anima che mi possiede per affecto d'amore4 ,bene il provavano1 questi gloriosi e dilecti miei1 che neuna cosa a l'anime loro poteva nuocere3 anco essi nocevano agli uomini e a le dimonia1 e spesse volte ne rimanevano legate per la virt e potenzia che ,io l'avevo data sopra di loro4 ,questo era perch',io rispondevo a l'amore1 fede e speranza che avevano posta in me4 ,la lingua tua non sarebbe sufficiente a narrare le virt di costoro1 n l'occhio de l'intellecto tuo a vedere il fructo che essi ricevono nella vita durabile1 e ricever chiunque seguitar le vestigie loro4 ,essi sonno come pietre preziose1 e cos stanno nel cospecto mio1 perch',io ho ricevute le fadighe loro e il lume che essi gictarono e missero con l'odore della virt nel corpo mistico della sancta ,chiesa4 ,e per gli ho collocati nella vita durabile in grandissima dignit1 e ricevono beatitudine e gloria nella mia visione1 perch diro exemplo d'onesta e sancta vita e con lume ministrro el ,lume del ,corpo e del ,sangue de l'unigenito mio ,figliuolo e tucti gli altri sacramenti4 ,e per sonno molto singularmente amati da me1 s per la dignit nella quale ,io gli ho posti1 che sonno miei unti e ministri1 e s perch il tesoro che ,io lor missi nelle mani non l'hanno sotterrato per negligenzia e ignoranzia3 anco l'hanno riconosciuto da me1 e exercitatolo con sollicitudine e profonda umilit1 con vere e reali virt4 ,e perch ,io in salute de l'anime gli avevo posti in tanta excellenzia1 non si ristavano mai1 s come pastori buoni1 di rimectere le pecorelle ne l'ovile della sancta ,chiesa4 ,unde essi per affecto d'amore e fame de l'anime si mectevano a la morte per trarle delle mani delle dimonia4 ,eglino infermavano1 cio facendosi infermi con quegli che erano infermi2 cio che spesse volte per non confndare loro di disperazione1 e per dar lo' pi larghezza di manifestare la loro infermit1 davano vista1 dicendo3--,io so' infermo con teco insieme4--,essi piangevano co' piangenti e godevano co' godenti1 e cos dolcemente sapevano dare a ciascuno el cibo suo3 i buoni conservando1 e godendo delle loro virt1 perch non si rodevano per invidia1 ma erano dilatati nella larghezza della carit del proximo e de' subditi loro2 e quegli che erano defectuosi traevano del difecto1 facendosi defectuosi e infermi con loro insieme 7come decto 71 con vera e sancta compassione1 e con la correczione e penitenzia de' difecti loro commessi1 facendo eglino per carit la penitenzia con loro insieme4 ,cio che1 per l'amore che essi avevano1 portavano maggiore pena essi che la davano1 che coloro che la ricevevano4 ,e alcuna volta erano di quelli che actualmente la facevano1 e spezialmente quando avessero veduto che al subdito fusse paruto molto malagevole4 ,unde per quello acto la malagevolezza lo' tornava in dolcezza4 ,o dilecti miei6 essi si facevano subditi1 essendo prelati2 essi si facevano servi1 essendo signori2 essi si facevano infermi1 essendo sani e privati della infermit e lebbra del peccato mortale2 essendo forti1 si facevano debili2 coi macti e semplici si mostravano semplici1 e co' piccoli1 piccoli4 ,e cos con ogni maniera di gente1 per umilit e carit1 sapevano essere1 e a ciascuno davano el cibo suo4 ,questo chi el faceva8 la fame e il desiderio1 che avevano conceputo in me1 de l'onore mio e salute de l'anime4 ,essi corrivano a mangiarlo in su la mensa della sanctissima croce1 non rifiutando labore n fuggivano alcuna fadiga2 ma1 come zelanti de l'anime e bene della sancta ,chiesa e dilatazione della sancta fede1 si mectevano tra le spine delle molte tribulazioni1 e mectevansi a ogni pericolo con vera pazienzia1 gictando incensi odoriferi d'ansietati desidri e d'umile e continua orazione4 ,con le lagrime e sudori ugnevano le piaghe de' proximi loro1 cio le piaghe della colpa de' peccati mortali1 unde ricevevano perfecta sanit1 se essi umilemente ricevevano cos facto unguento4 ,,capitolo ,,cxx ,repetizione in somma del precedente capitolo2 e de la reverenzia che si debba rendere a' sacerdoti1 o buoni o rei che siano4 --,ora t'ho mostrato1 carissima figliuola1 una sprizza de l'excellenzia loro3 una sprizza1 dico1 per rispecto di quello che ella 2 e narrato della dignit nella quale ,io gli ho posti1 perch gli ho electi e facti miei ministri4 ,e per questa auctorit e dignit che ,io ho dato a loro1 ,io non voleva n voglio che sieno toccati1 per veruno loro difecto1 per mano di secolari2 e1 toccandoli1 offendono me miserabilemente4 ,ma voglio che gli abbino in debita reverenzia3 non loro per loro1 come decto t'ho1 ma per me1 cio per l'autorit che ,io l'ho data4 ,unde questa reverenzia non debba diminuire mai perch in loro diminuisca la virt1 n nei virtuosi de' quali ,io t'ho narrato delle virt loro e postiteli ministratori del ,sole1 cio del ,corpo e del ,sangue del mio ,figliuolo e degli altri sacramenti1 per che questa dignit tocca a' buoni e a' gattivi3 ogniuno l'ha a ministrare1 come decto 4 ,dixiti che questi perfecti avevano la condiczione del sole2 e cos 1 illuminando e scaldando1 per la dileczione della carit1 e' proximi loro1 e con questo caldo facevano fructo e germinare le virt ne l'anime de' subditi loro4 ,hocteli posti che essi sono angeli2 e cos la verit3 dati da me a voi per vostra guardia1 perch vi guardino e spirino le buone spirazioni ne' cuori vostri per sancte orazioni e doctrina con specchio di vita1 e che vi servano ministrandovi e' sancti sacramenti1 s come fa l'angelo che vi serve e guardavi e spira le buone e sancte spirazioni in voi4 ,s che vedi che1 oltre alla dignit nella quale ,io gli ho posti1 essendovi l'adornamento delle virt 7s come di questi cotali ,io t'ho narrato1 e come tucti sonno tenuti e obligati d'essere71 quanto essi sonno degni d'essere amati6 ,e doveteli avere in grande reverenzia questi1 che sonno dilecti figliuoli ed uno sole messo nel corpo mistico della sancta ,chiesa per le loro virt4 ,per che ogni uomo virtuoso degno d'amore1 e molto maggiormente costoro per lo ministerio che ,io l'ho dato in mano4 ,s che1 per virt e per la dignit del sacramento1 gli dovete amare3 e odiare dovete e' difecti di quegli che vivono miserabilmente2 ma non per farvene giudici1 ch ,io non voglio1 perch sonno e' miei cristi1 e dovete amare e reverire l'auctorit che ,io ho data a loro4 ,voi sapete bene che1 se uno immondo e male vestito vi recasse uno grande tesoro del quale traeste la vita1 che per amore del tesoro e del signore che vel mandasse voi non odiareste per el portatore1 non obstante che egli fusse stracciato e inmondo4 ,dispiacerebbevi bene1 e ingegnarestevi1 per amore del signore1 che si levasse la immondizia e si rivestisse4 ,cos dunque dovete fare per debito1 secondo l'ordine della carit1 e voglio che voi el facciate1 di questi cotali miei ministri poco ordinati1 che con inmondizia e col vestimento de' vizi1 stracciati per la separazione della carit1 vi recano e' grandi tesori1 cio i sacramenti della sancta ,chiesa2 da' quali sacramenti ricevete la vita della grazia1 ricevendoli degnamente 7non obstante che essi siano in tanto difecto7 per amore di me1 ,dio etterno1 che ve li mando1 e per amore della vita della grazia che ricevete dal grande tesoro ministrandovi tucto ,dio e uomo1 cio il ,corpo e 'l ,sangue del mio ,figliuolo1 unito con la natura mia divina4 ,debbanvi dispiacere e dovete odiare i difecti loro e ingegnarvi1 con affecto di carit e con l'orazione sancta1 di rivestirli1 e con lagrime lavare la immondizia loro1 cio offerirli dinanzi a me con lagrime e grande desiderio che ,io gli rivesta1 per la mia bont1 del vestimento della carit4 ,voi sapete bene che lo' voglio fare grazia1 pure che essi si dispongano a ricevere e voi a pregarmi4 ,per che di mia volont non che essi vi ministrino el ,sole in tenebre1 n che sieno dinudati del vestimento della virt1 n immondi1 vivendo disonestamente3 anco gli ho posti e dati a voi perch siano angeli terrestri e sole1 come decto t'ho4 ,non essendo1 mi dovete pregare per loro e non giudicarli1 e il giudicio lassate a me4 ,e ,io1 con le vostre orazioni1 volendo eglino ricevere1 lo' far misericordia2 e1 non correggendosi la vita loro1 la dignit1 che essi hanno1 lo' sar in ruina4 ,e con grande rimproverio da me1 sommo giudice1 ne l'ultima extremit della morte non correggendosi n pigliando la larghezza della mia misericordia1 saranno mandati al fuoco etternale4 ,,capitolo ,,cxxi ,de' defecti e de la mala vita degl'iniqui sacerdoti e ministri4 --,ora actende1 carissima figliuola1 che1 acci che tu e gli altri servi miei aviate pi materia d'offerire a me1 per loro1 umili e continue orazioni1 ti voglio mostrare e dire la scellerata vita loro4 ,bench da qualunque lato tu ti vlli1 e secolari e religiosi1 cherici e prelati1 piccoli e grandi1 giovani e vecchi e d'ogni altra maniera gente1 non vedi altro che offesa2 e tucti mi gictano puzza di peccato mortale4 ,la quale puzza a me non fa danno veruno n nuoce1 ma a loro medesimi4 ,io t'ho contiato infino a qui de l'excellenzia de' miei ministri e della virt de' buoni1 s per dare refrigerio a l'anima tua1 e s perch tu meglio cognosca la miseria di questi miserabili1 e vegga quanto sonno degni di maggiore riprensione e di sostenere pi intollerabili pene2 s come gli electi e dilecti miei1 perch hanno exercitato in virt el tesoro dato a loro1 sonno degni di maggiore premio e d'essere posti come margarite nel cospecto mio4 ,el contrario questi miserabili1 per che riceveranno crudele pena4 ,sai tu1 carissima figliuola 7e actende con dolore e amaritudine di cuore71 dove essi hanno facto el principio e il fondamento loro8 ,ne l'amore proprio di loro medesimi1 unde nato l'arbore della superbia col figliuolo della indiscrezione2 ch1 come indiscreti1 pongono a loro l'onore e la gloria1 cercando le grandi prelazioni1 con adornamenti e delicatezza del corpo loro1 e a me rendono vitoperio e offesa1 e retribuiscono a loro quello che non loro1 e a me dnno quello che non mio4 ,a me debba essere dato gloria e loda al nome mio1 e a loro debbono rendere odio della propria sensualit con vero cognoscimento di loro1 reputandosi indegni di tanto ministerio quanto essi hanno ricevuto da me4 ,ed essi fanno el contrario1 per che1 come infiati di superbia1 non si saziano di rodere la terra delle ricchezze e delizie del mondo1 strecti1 cupidi e avari verso e' poveri4 ,unde per questa miserabile superbia e avarizia1 la quale nata dal proprio amore sensitivo1 hanno abandonata la cura de l'anime2 e solo si dnno a guardare e avere cura delle cose temporali1 e lassano le mie pecorelle1 ch',io l'ho messe nelle mani1 come pecore senza pastore4 ,e non le pascono n le notricano n spiritualmente n temporalmente4 ,spiritualmente ministrano e' sacramenti della sancta ,chiesa 7e' quali sacramenti per veruno loro difecto vi possono essere tolti1 n diminuisce la virt loro72 ma non vi pascono d'orazioni cordiali1 di fame e desiderio della salute vostra con sancta e onesta vita4 ,e non pascono e' subditi delle cose temporali 7ci sonno e' poverelli71 della quale substanzia ,io ti dixi che se ne die fare tre parti3 l'una a la loro necessit1 l'altra a' povarelli e l'altra in utilit della ,chiesa4 ,ed essi fanno el contrario3 ch non tanto che diano quella substanzia che sonno tenuti ed obligati di dare a' poveri1 ma essi tolgono l'altrui per simonia e appetito di pecunia1 e vendono la grazia dello ,spirito sancto4 ,per che spesse volte sonno di quelli1 che sonno tanto sciagurati che non vorranno dare a chi n'ha bisogno quello ch',io l'ho dato per grazia e perch 'l diano a voi1 che non lo' sia piena la mano1 o proveduti con molti presenti4 ,e tanto amano e' subditi loro quanto ne ritraggono1 e pi no4 ,tucto el bene della ,chiesa non spendono in altro che in vestimenti corporali e in andare vestiti delicatamente1 non come cherici e religiosi1 ma come signori o donzelli di corte4 ,e studiansi d'avere i grossi cavagli e molti vaselli d'oro e d'argento con adornamento di casa1 tenendo e possedendo quello che non possono tenere1 con molta vanit di cuore4 ,el cuore loro favella con disordinata vanit4 ,e tucto il desiderio loro in vivande1 facendosi del ventre loro dio1 mangiando e beiendo disordinatamente4 ,e per caggiono subbito nella immondizia1 vivendo lascivamente4 ,guai1 guai a la loro misera vita3 ch quello che il dolce ,verbo1 unigenito mio ,figliuolo1 acquist con tanta pena in sul legno della sanctissima croce1 essi lo spendono con le publiche meretrici4 ,sonno devoratori de l'anime ricomprate del sangue di ,cristo1 divorandole con molta miseria1 in molti e in diversi modi2 e di quello de' poveri ne pascono e' figliuoli loro4 ,o templi del diavolo1 ,io v'ho posti perch voi siate angeli terrestri in questa vita1 e voi ste dimni e preso avete l'officio delle dimonia4 ,le dimonia dnno tenebre di quelle che hanno per loro1 e ministrano crociati tormenti2 sottraggono l'anime dalla grazia con molte molestie e temptazioni1 per reducerle a la colpa del peccato mortale1 ingegnandosi di farne quello che essi possono3 bene che neuno peccato possa cadere ne l'anima pi che essa voglia2 ma essi ne fanno quel che possono4 ,cos questi miserabili1 non degni d'essere chiamati ministri1 sonno dimni incarnati1 perch per loro difecto si sonno conformati con la volont delle dimonia1 e per fanno l'officio loro ministrando me1 vero ,sole1 con la tenebre del peccato mortale1 e ministrano la tenebre della disordinata e scellerata vita loro ne' subditi e ne l'altre creature che hanno in loro ragione4 ,e dnno confusione1 e ministrano pene nelle menti delle creature che disordinatamente gli veggono vivere3 anco sonno cagione di ministrare pene e confusione di coscienzia in coloro che spesse volte sottraggono dallo stato della grazia e via della verit1 e1 conducendoli a la colpa1 gli fanno andare per la via della bugia4 ,bench1 colui che gli sguita non per scusato dalla colpa sua1 perch non pu essere costrecto a colpa di peccato mortale n da questi dimni visibili n dagl'invisibili1 per che neuno debba guardare a la vita loro n seguitare quello che fanno2 ma1 come v'amun la mia ,verit nel sancto ,evangelio1 dovete fare quello che essi vi dicono 7cio la doctrina che v' data nel corpo mistico della sancta ,chiesa prta per la sancta ,scriptura1 per lo mezzo de' banditori1 ci sonno i predicatori1 che vanno ad anunziare la parola mia71 e i loro guai che meritano1 e la mala vita loro non seguitare1 n punirli voi1 per che offendareste me4 ,ma lassate la mala vita a loro1 e voi pigliate la doctrina1 e la punizione lassate a me2 per che ,io so' il dolce ,dio etterno1 che ogni bene remunero e ogni colpa punisco4 ,non lo' sar risparmiata da me la punizione per la dignit che egli hanno d'essere miei ministri3 anco saranno puniti1 se non si correggeranno1 pi miserabilmente che tucti gli altri1 perch pi hanno ricevuto da la mia bont4 ,offendendo tanto miserabilmente1 sonno degni di maggiore punizione4 ,s che vedi che essi sonno dimni1 s come degli electi miei ti dixi che egli erano angeli terrestri e per facevano l'officio degli angeli4 ,,capitolo ,,cxxii ,come ne' predecti iniqui ministri regna la ingiustizia1 e singularmente non correggendo i subditi4 --,io ti dissi che in questi miei dilecti riluceva la margarita della giustizia4 ,ora ti dico che questi miserabili tapinelli portano nel pecto loro per fibbiale la ingiustizia4 ,la quale ingiustizia procede ed affibbiata con l'amore proprio di loro medesimi1 per che per lo proprio amore commectono ingiustizia verso de l'anime loro e verso me1 con la tenebre della indiscrezione4 ,a me non rendono gloria1 e a loro non rendono onesta e sancta vita n desiderio della salute de l'anime n fame delle virt4 ,e per questo commectono ingiustizia verso e' subditi e proximi loro1 e non correggono e' vizi3 anco1 come ciechi che non cognoscono1 per lo disordinato timore di non dispiacere alle creature1 li lassano dormire e giacere nelle loro infermit4 ,ma essi non s'aveggono che1 volendo piacere alle creature1 dispiacciono a loro e a me1 ,creatore vostro4 ,e alcuna volta correggeranno1 per mantellarsi con quella poca della giustizia3 e non si faranno al maggiore1 che sar in maggiore difecto che 'l minore1 per timore che essi avaranno che non lo' impedisca lo stato o la vita loro2 ma farannosi al minore1 perch veggono che non lo' pu nuocere n toller lo' lo stato loro4 ,questo commecte la ingiustizia col miserabile amore proprio di loro medesimi4 ,el quale amore proprio ha atoscato tucto quanto el mondo e il corpo mistico della sancta ,chiesa1 e ha insalvatichito el giardino di questa ,sposa e adornato di fiori putridi4 ,el quale giardino fu dimesticato al tempo che ci stavano e' veri lavoratori1 cio i ministri sancti miei2 adornato di molti odoriferi fiori1 perch la vita de' subditi1 per li buoni pastori1 non era scellerata1 anco erano virtuosi con onesta e sancta vita4 ,oggi non cos3 anco il contrario1 per che per li gattivi pastori sonno gattivi e' subditi4 ,piena questa ,sposa di diverse spine1 di molti e variati peccati4 ,non che in s possa ricever puzza di peccato1 cio che la virt de' sancti sacramenti possa ricevere alcuna lesione2 ma quegli che si pascono al pecto di questa ,sposa ricevono puzza ne l'anima loro1 tollendosi la dignit nella quale ,io gli ho posti3 none che la dignit in s diminuisca1 ma in verso di loro medesimi4 ,unde per li loro difecti n' avilito el ,sangue1 cio perdendo e' secolari la debita reverenzia che debbono fare a loro per lo ,sangue4 ,bench essi non el debbano fare1 e1 se la perdono1 non per di minore la colpa loro per li difecti de' pastori2 ma pure e' miserabili sonno specchio di miseria1 dove ,io gli ho posti perch siano specchio di virt4 ,,capitolo ,,cxxiii ,di molti altri defecti de' predecti ministri1 e singularmente dell'andare per le taverne e del giocare e del tenere le concubine4 --,unde riceve l'anima loro tanta puzza8 da la propria loro sensualit4 ,la quale sensualit con amore proprio hanno facta donna1 e la tapinella anima hanno facta serva2 dove ,io gli feci liberi1 col sangue del mio ,figliuolo1 della liberazione generale1 quando tucta l'umana generazione fu tracta della servitudine del dimonio e della sua signoria4 ,questa grazia ricevette ogni creatura che ha in s ragione2 ma questi miei unti gli ho liberati dalla servitudine del mondo e postigli a servire solo me1 ,dio etterno1 a ministrare i sacramenti della sancta ,chiesa4 ,e hogli facti tanto liberi1 che non ho voluto n voglio che neuno signore temporale di loro si faccia giudice4 ,e sai che merito1 dilectissima figliuola1 essi mi rendono di tanto benefizio quanto hanno ricevuto da me8 ,el merito loro questo3 che continuamente mi perseguitano in tanti diversi e scellerati peccati1 che la lingua tua non gli potrebbe narrare e a udirlo ci verresti meno4 ,ma pure alcuna cosa te ne voglio dire1 oltre a quel ch',io t'ho decto1 per darti pi materia di pianto e di compassione4 ,eglino debbono stare in su la mensa della croce per sancto desiderio1 e ine notricarsi del cibo de l'anime per onore di me4 ,e bench ogni creatura che ha in s ragione questo debba fare1 molto maggiormente el debbano fare costoro che ,io ho electi perch vi ministrino el ,corpo e 'l ,sangue di ,cristo crocifixo unigenito mio ,figliuolo1 e perch vi diano exemplo di sancta e buona vita1 e1 con pena loro e con sancto e grande desiderio seguitando la mia ,verit1 prendano el cibo de l'anime vostre4 ,ed essi hanno presa per mensa loro le taverne3 ine1 giurando e spergiurando1 con molti miserabili difecti1 pubblicamente1 come uomini aciecati e senza lume di ragione1 sonno facti animali per li loro difecti e stanno in acti1 in facti e in parole lascivamente4 ,e non sanno che si sia ,officio2 e se alcuna volta el dicono1 el dicono con la lingua1 e 'l cuore loro dilunga da me6 ,essi stanno come ribaldi e barattieri2 e poi che hanno giocata l'anima loro e messala nelle mani delle dimonia1 ed essi giuocano e' beni de la ,chiesa1 e la sustanzia temporale1 la quale ricevono in virt del ,sangue1 giuocano e sbaractano4 ,unde i poveri non hanno el debito loro2 e la ,chiesa n' sfornita1 e non con quelli fornimenti che le sonno necessari4 ,unde1 perch essi sonno facti templo del diavolo1 non si curano del templo mio4 ,ma quello adornamento1 che debbono fare nel templo e nella ,chiesa per riverenzia del ,sangue1 egli el fanno nelle case loro dove essi abitano4 ,e peggio per che essi fanno come lo sposo che adorna la sposa sua2 cos questi dimni incarnati1 del bene della ,chiesa adornano la diavola sua1 con la quale egli sta iniquamente e immondamente4 ,e senza veruna vergogna le faranno andare1 stare e venire1 mentre ch'e' miseri dimni saranno a celebrare a l'altare4 ,e non si curaranno che questa miserabile diavola vada1 co' figliuoli a mano1 a fare l'offerta con l'altro popolo4 ,o dimni sopra dimni6 ,almeno le iniquit vostre fussero pi nascoste negli occhi de' vostri subditi2 ch1 facendole nascoste1 offendete me e fate danno a voi1 ma non fate danno al proximo1 ponendo actualmente la vita vostra scellerata dinanzi a loro1 per che per lo vostro exemplo gli ste materia e cagione1 non che egli esca de' peccati suoi1 ma che egli caggia in quegli simili e maggiori che avete voi4 questa la purit che ,io richeggio al mio ministro quando egli va a celebrare a l'altare8 ,questa la purit che egli porta3 che la mactina si levar con la mente contaminata e col corpo suo corrocto1 stato e giaciuto nello immondo peccato mortale1 e andar a celebrare4 ,o tabernacolo del dimonio1 dove la vigilia della nocte col solenne e devoto ,offizio8 dove la continua e devota orazione8 ,nel quale tempo della nocte tu ti debbi disponere al misterio che hai a fare la mactina1 con uno cognoscimento di te1 cognoscendoti e reputandoti indegno a tanto misterio1 e con uno cognoscimento di me che per la mia bont te n'hoe facto degno e non per li tuoi meriti1 e factoti mio ministro1 acci che 'l ministri a l'altre mie creature4 ,,capitolo ,,cxxiv ,come ne' predecti ministri regna el peccato contra natura1 e d'una bella visione che questa anima ebbe sopra questa materia4 --,io ti fo a sapere1 carissima figliuola1 che tanta purit ,io richeggio a voi e a loro in questo sacramento1 quanta possibile a uomo in questa vita2 in quanto da la parte vostra e loro ve ne dovete ingegnare d'acquistarla continuamente4 ,voi dovete pensare che1 se possibile fusse che la natura angelica si purificasse1 a questo misterio sarebbe bisogno che ella si purificasse2 ma non possibile1 perch non ha bisogno d'essere purificata1 perch in loro non pu cadere veleno di peccato4 ,questo ti dico perch tu vega quanta purit ,io richeggio da voi e da loro in questo sacramento1 e singularmente da loro4 ,ma el contrario mi fanno1 per che tucti inmondi vanno a questo misterio2 e non tanto della immondizia e fragilit1 a la quale ste inchinevoli naturalmente per fragile natura vostra 7bench la ragione1 quando el libero arbitrio vuole1 fa stare queta la sua rebellione72 ma e' miseri non tanto che raffrenino questa fragilit1 ma essi fanno peggio1 commectendo quel maledecto peccato contra natura4 ,e come ciechi e stolti1 obfuscato el lume de l'intellecto loro1 non cognoscono la puzza e la miseria nella quale eglino sonno3 che non tanto che ella puta a me1 che so' somma e etterna purit 7ed emmi tanto abominevole che per questo solo peccato profondro cinque citt per divino mio giudicio1 non volendo pi sostener la divina giustizia1 tanto mi dispiacque questo abominevole peccato72 ma non tanto a me1 come decto t'ho1 ma a le demonia 7le quali dimonia e' miseri s'hanno facto signori7 lo' dispiace4 ,non che lo' dispiaccia el male perch lo' piaccia alcuno bene1 ma perch la natura loro fu natura angelica1 e per la natura loro schifa di vedere o di stare a vedere commectere quello enorme peccato actualmente4 ,hagli bene inanzi gictata la saecta avelenata del veleno della concupiscenzia1 ma1 giognendo a l'acto del peccato1 egli si va via per la cagione e per lo modo che decto t'ho4 ,s come tu sai1 se bene ti ricorda innanzi la mortalit1 che ,io el manifestai a te quanto m'era spiacevole1 e quanto el mondo di questo peccato era corrocto4 ,unde1 levando ,io te sopra di te per sancto desiderio ed elevazione di mente1 ti mostrai tucto quanto el mondo1 e quasi in ogni maniera di gente tu vedevi questo miserabile peccato4 ,e vedevi e' dimni1 s come ,io ti mostrai1 che fuggivano come decto 4 ,e sai che fu tanta la pena che tu ricevesti nella mente tua e la puzza1 che quasi ti pareva essere in su la morte4 ,tu non vedevi luogo dove tu e gli altri servi miei vi poteste ponere1 acci che questa lebbra non vi si ataccasse4 ,e non vedevi di potere stare n tra piccoli n tra grandi1 n vecchi n giovani1 n religiosi n cherici1 n prelati n subditi1 n signori n servi1 che di questa malediczione non fussero contaminati le menti e i corpi loro4 ,mostra'telo in generale1 non ti dico1 ne mostrai de' particulari1 se alcuno ce n'ha a cui non tocchi1 ch pure tra' gactivi ho riserbato alcuno de' miei1 de' quali per le loro giustizie ,io ritengo la mia giustizia che non comando a le pietre che si rivolgano contra di loro1 n alla terra che gl'inghioctisca1 n agli animali che gli devorino1 n alle dimonia che ne portino l'anime e i corpi4 ,anco vo trovando le vie e i modi per poter lo' fare misericordia1 cio perch correggano la vita loro2 e mecto per mezzo e' servi miei che sonno sani e non lebbrosi1 perch per loro mi preghino4 ,e alcuna volta lo' mostrare questi miserabili peccati acci che sieno pi solliciti a cercare la salute loro1 offerendoli a me con maggiore compassione2 e con dolore de' loro difecti e de l'offesa mia pregare me per loro1 s come ,io feci a te per lo modo che tu sai e decto t'ho4 ,e se bene ti ricorda1 facendoti sentire una sprizza di questa puzza1 tu eri venuta a tanto che tu non potevi pi1 s come tu dicesti a me3--,o ,padre etterno1 abbi misericordia di me e delle tue creature6 ,o tu mi traie l'anima del corpo1 per che non pare che io possa pi2 o tu mi d refrigerio e mostrami in che luogo io e gli altri servi tuoi ci possiamo riposare1 acci che questa lebbra non ci possa nuocere n tollere la purit de l'anime e de' corpi nostri4-- ,io ti risposi vollendomi verso di te con l'occhio della piet1 e dixi1 e dico3--,figliuola mia1 el vostro riposo sia di render gloria e loda al nome mio1 e gittarmi oncenso di continua orazione per questi tapinelli che si sonno posti in tanta miseria1 facendosi degni del divino giudicio per li loro peccati4 ,el vostro luogo1 dove voi stiate1 sia ,cristo crocifixo unigenito mio ,figliuolo1 abitando e nascondendovi nella caverna del costato suo1 dove voi gustarete1 per affecto d'amore1 in quella natura umana la natura mia divina4 ,in quello cuore aperto trovarete la carit mia e del proximo vostro1 per che per onore di me1 ,padre etterno1 e per compire l'obbedienzia ch',io posi a lui per la salute vostra1 corse a l'obbrobriosa morte della sanctissima croce4 ,vedendo voi e gustando questo amore1 seguitarete la doctrina sua1 notricandovi in su la mensa della croce1 cio portando per carit1 con vera pazienzia1 el proximo vostro1 pena1 tormento e fadiga1 da qualunque lato elle si vengano4 ,a questo modo camparete e fuggirete la lebbra4-- ,questo il modo che ,io diei e do a te e agli altri4 ,ma per tucto questo1 da l'anima tua non si levava per el sentimento della puzza1 n a l'occhio de l'intellecto la tenebre4 ,ma la mia providenzia providde2 per che1 comunicandoti del ,corpo e del ,sangue del mio ,figliuolo tucto ,dio e tucto uomo1 s come ricevete nel sacramento de l'altare1 in segno che questo era verit1 levossi la puzza per l'odore che ricevesti nel sacramento1 e la tenebre si lev per la luce che in esso sacramento ricevesti4 ,e rimaseti1 per admirabile modo1 s come piacque a la mia bont1 l'odore del ,sangue nella bocca e nel gusto del corpo tuo per pi d1 s come tu sai4 ,s che vedi1 carissima figliuola1 quanto m' abominevole in ogni creatura3 or ti pensa che molto maggiormente in questi che ,io ho tracti che vivano nello stato della continenzia4 ,e fra questi continenti che sonno levati dal mondo1 chi per religione e chi come pianta piantata nel corpo mistico della sancta ,chiesa1 tra' quali sonno e' ministri1 non potresti tanto udire quanto pi mi dispiace questo peccato in loro2 oltre al dispiacere che ,io ricevo dagli uomini generali del mondo1 e de' particulari continenti1 de' quali ,io t'ho decto2 perch costoro sono lucerne poste in sul candelabro1 ministratori di me1 vero ,sole1 in lume di virt1 di sancta e onesta vita2 ed essi ministrano in tenebre4 ,e tanto sonno tenebrosi1 che la sancta ,scriptura1 che in s illuminata1 perch la trassero e' miei electi col lume sopranaturale da me1 vero lume 7s come in un altro luogo ,io ti narrai71 per la enfiata loro superbia1 e perch sonno immondi e lascivi1 non ne veggono n intendono altro che la corteccia1 licteralmente1 e quella ricevono senza alcuno sapore1 perch 'l gusto de l'anima non ordinato3 anco corrocto da l'amore proprio e da la superbia1 ripieno lo stomaco della immondizia1 desiderando di conpire i disordenati dilecti loro2 ripieni di cupidit e d'avarizia1 e senza vergogna publicamente commectono e' difecti loro4 ,e l'usura1 che vetata da me1 saranno molti miserabili che la commectaranno4 ,,capitolo ,,cxxv ,come per gli predecti defecti li subditi non si correggono4 ,e de' defecti de' religiosi4 ,e come1 per lo non correggere li predecti mali1 molti altri ne seguitano4 --,in che modo possono questi1 pieni di tanti difecti1 correggere e fare giustizia e riprendere i difecti de' subditi loro8 ,non possono1 perch i loro difecti lo' tolgono l'ardire e 'l zelo della sancta giustizia4 ,e se alcuna volta la facessero1 sanno dire i subditi scellerati con loro insieme3--,medico1 medica innanzi te medesimo1 e poi medica me2 e io pigliar la medicina che tu mi darai4 ,egli in maggiore difecto che non so' io1 e dice male a me6--,male fa colui la cui reprensione solo con la parola e non con buona e ordinata vita3 non che egli non debba per riprendere il male 7o buono o gattivo che egli si sia7 nel suo subdito2 ma male fa che egli non corregge con sancta e onesta vita4 ,e molto peggio fa colui che1 per qualunque modo gli facta la reprensione1 o da buono o da gattivo pastore che sia1 che egli non la riceve umilemente1 correggendo la vita sua scellerata2 per che egli fa male pure a s e non altrui1 ed egli quello che sosterr le pene de' difecti suoi4 ,tucti questi mali1 carissima figliuola1 adivengono per non correggere con buona e sancta vita4 ,perch non correggono8 ,perch sonno acciecati da l'amore proprio di loro medesimi1 nel quale amore proprio sonno fondate tucte le loro iniquit1 e non mirano se none in che modo possano compire i loro disordinati dilecti e piaceri1 e subditi e pastori1 e cherici e religiosi4 ,doh6 figliuola mia dolce1 dove l'obbedienzia de' religiosi1 e' quali sonno posti nella sancta religione come angeli1 ed eglino sonno peggio che dimni2 posti perch adnunzino la parola mia in doctrina e in vita1 e essi gridano solo col suono della parola1 e per non fanno fructo nel cuore de l'uditore8 ,le loro predicazioni sonno facte pi a piacere degli uomini e per dilectare l'orecchie loro che ad onore di me2 e per studiano non in buona vita1 ma in favellare molto pulito4 ,questi cotali non seminano el seme mio in verit1 perch non actendono a divellere i vizi e piantare le virt4 ,onde1 perch non hanno tracte le spine de l'orto loro1 non si curano di trarle de l'orto del loro proximo4 ,tucti e' loro dilecti sonno d'adornare i corpi e le celle loro e d'andare discorrendo per le citt4 ,e adiviene di loro come del pesce1 el quale1 stando fuore de l'acqua1 muore4 ,cos questi cotali religiosi con vana e disonesta vita1 stando fuore della cella1 muoiono4 ,partonsi dalla cella1 della quale si debba fare un cielo1 e vanno per le contrade cercando le case de' parenti e d'altre genti secolari1 secondo che piace a' loro miseri subditi e a' gattivi prelati1 che gli hanno legati longhi e none corti4 ,e come miserabili pastori non si curano di vedere il loro frate subdito nelle mani delle dimonia1 anco spesse volte essi stessi ve ne mectono2 e alcuna volta1 cognoscendo che essi sonno dimni incarnati1 gli mandaranno per li monasterii a quelle che sonno dimonie incarnate con loro insieme1 e cos l'uno guasta l'altro con molti e sottili ingegni ed inganni4 ,e il loro principio porr el dimonio socto colore di devozione2 ma perch la vita loro lasciva e miserabile1 non sta molto colorato col colore della devozione3 anco subbito appariscono e' fructi delle loro devozioni3 prima si veggono e' fiori puzzolenti de' disonesti pensieri con le foglie corrocte delle parole1 e con miserabili modi compiono e' desidri loro4 ,e' fructi che se ne vegono1 bene lo sai tu che n'hai veduti1 che sonno e' figliuoli4 ,e spesse volte si conducono a tanto che l'uno e l'altra esce della sancta religione4 ,egli facto uno ribaldo1 ed ella una publica meretrice4 ,di tucti questi mali e di molti altri sono cagione i prelati1 perch non ebbero l'occhio sopra el loro subdito1 anco gli davano largo1 ed esso medesimo el mandava e faceva vista di non vedere le miserie sue4 ,e perch il subdito non si dilecte della cella1 cos per difecto dell'uno e de l'altro n' rimaso morto4 ,la lingua tua non potrebbe narrare tanti difecti1 n per quanti miserabili modi essi m'offendono4 ,facti sonno arme del diavolo1 e con le puzze loro avelenano dentro e di fuore4 ,di fuore ne' secolari1 e dentro nella religione4 ,privati sonno della carit fraterna1 e ogniuno vuole essere il maggiore e ogniuno mira di possedere4 ,unde essi fanno contra el comandamento e contra el voto che hanno facto4 ,essi hanno facta promessa d'observare l'ordine1 ed eglino il trappassano3 ch non tanto che l'observino eglino1 ma essi faranno come lupi affamati sopra gli agnelli che vorranno essere observatori de l'ordine1 beffandoli e schernendoli4 ,e credono1 e' miserabili1 con le persecuzioni1 beffe e scherni che fanno a' buoni religiosi e observatori de l'ordine1 ricoprire i difecti loro3 ed essi gli scuoprono molto pi4 ,e tanto male venuto ne' giardini delle sancte religioni1 per che sancte sonno in loro1 perch sonno facte e fondate dallo ,spirito sancto2 e per l'ordine1 in s1 non pu essere guasto n corrocto per lo difecto del subdito n del prelato4 ,e per colui che vuole intrare ne l'ordine non debba mirare a quegli che sonno gattivi1 ma debba navigare sopra le braccia de l'ordine1 che non infermo n pu infermare1 observandolo infino alla morte4 ,dicevoti che a tanto erano venuti per li mali correggitori e per li gattivi subditi1 che quelli1 che tengono l'ordine schiectamente1 lo' pare che trapassino l'ordine1 non tenendo i loro costumi e non observando le loro cerimonie1 le quali hanno ordinate e observanole negli occhi de' secolari1 volendo compiacere1 per mantellare i difecti loro4 ,s che vedi che il primo voto de l'obbedienzia1 d'observare l'ordine1 non l'adempiono2 della quale obbedienzia in un altro luogo ti parlar4 ,fanno voto ancora d'observare volontaria povert e d'essere continenti4 ,questo come essi l'observano1 mira le possessioni e la molta pecunia che essi tengono in particulare1 separati dalla carit comune di comunicare co' frati suoi le substanzie temporali e le spirituali1 s come vuole l'ordine della carit e l'ordine suo4 ,ed essi non vogliono ingrassare altro che loro e gli animali2 e l'una bestia nutrica l'altra1 e il suo povero frate muore di freddo e di fame4 ,e poi che bene foderato egli e ha le buone vivande1 di lui non pensa1 n con lui si vuole ritrovare a la povera mensa del refectorio4 ,el suo dilecto di potere stare dove egli si possa empire di carne e saziare la gola sua4 ,impossibile gli a questo cotale di observare il terzo voto della continenzia1 per che 'l ventre pieno non fa la mente casta1 anco diventano lascivi con disordinati riscaldamenti4 ,e cos vanno di male in male1 e molto ne l'adiviene del male per lo possedere2 perch1 se essi non avessero che spendere1 non viverebbero tanto disordinatamente e non avarebbero le curiose amist1 per che1 non avendo che donare1 non si tiene l'amore n l'amist1 che fondata per amore del dono e per alcuno dilecto e piacere che l'uno traie de l'altro1 e non in perfecta carit4 ,oh miseri1 posti in tanta miseria per li loro difecti1 e da me sonno posti in tanta dignit6 ,essi fuggono dal coro1 come se fusse uno veleno4 ,e se essi vi stanno1 gridano con la voce1 e il cuore loro dilonga da me4 ,a la mensa de l'altare se l'hanno presa per una consuetudine d'andarvi senza veruna disposizione1 s come a la mensa corporale4 ,tucti questi mali e molti altri1 de' quali ,io non ti voglio pi dire per non appuzzare l'orecchie tue1 seguitano per difecto de' gattivi pastori1 che non correggono n puniscono e' difecti de' subditi e non si curano n sonno zelanti che l'ordine sia observato1 perch essi non sonno observatori de l'ordine4 ,porranno bene le pietre in capo1 delle grandi obbedienzie1 a coloro che 'l vogliono observare1 punendoli delle colpe che non hanno commesse4 ,e tucto questo fanno1 perch in loro non riluce la margarita della giustizia1 ma della ingiustizia4 ,e per ingiustamente dnno1 a colui che merita grazia e benivolenzia1 penitenzia e odio3 a quegli che sonno membri del diavolo1 come eglino1 dnno amore dilecto e stato1 commectendo in loro gli offizi de l'ordine4 ,come aciecati vivono1 e come aciecati dnno gli offizi e governano e' subditi4 ,e se essi non si correggono1 con questa ciechit giongono a la tenebre de l'etterna danazione1 e convie' lo' rendere ragione a me1 sommo giudice1 de l'anime de' subditi loro3 male e gattivamente me la possono rendere1 e per ricevono da me1 giustamente1 quello che hanno meritato4 ,,capitolo ,,cxxvi ,come ne' predecti iniqui ministri regna el peccato de la luxuria4 --,decto t'ho1 carissima figliuola1 alcuna sprizzarella della vita di coloro che vivono nella sancta religione1 con quanta miseria egli stanno ne l'ordine col vestimento della pecora1 ed essi sonno lupi rapaci4 ,ora ti ritorno a' cherici e ministri della sancta ,chiesa1 lamentandomi con teco de' loro difecti1 oltre a quegli che ,io t'ho narrati1 sopra tre colonne di vizi1 de' quali un'altra volta ti mostrai1 lagnandomi con teco di loro3 cio della immondizia e della infiata superbia e della cupidit1 ch per cupidit vendevano la grazia dello ,spirito sancto1 s come ,io t'ho decto4 ,di questi tre vizi l'uno dipende da l'altro1 e il loro fondamento di queste tre colonne l'amore proprio di loro medesimi4 ,queste tre colonne1 mentre che elle stanno ricte1 che per forza de l'amore delle virt elle non diano a terra1 sonno sufficienti a tenere l'anima ferma e obstinata in ogni altro vizio4 ,per che tucti e' vizi1 come decto t'ho1 nascono da l'amore proprio1 perch da l'amore proprio nasce il principale vizio della superbia2 e l'uomo superbo privato della dileczione della carit1 e da la superbia viene alla immondizia e a l'avarizia4 ,e cos s'incatenano essi medesimi con la catena del diavolo4 ,ora ti dico1 carissima figliuola1 guarda con quanta miseria d'inmondizia essi lordano el corpo e la mente loro1 s come decto ,io te n'ho alcuna cosa4 ,ma un'altra te ne voglio dire1 perch tu cognosca meglio la fontana della mia misericordia e abbi maggiore compassione a' miserabili a cui tocca4 ,e' sonno alcuni che tanto sonno dimni1 che1 non che essi abbino in reverenzia el sacramento e tengano cara la excellenzia loro nella quale ,io gli ho posti per la mia bont1 ma essi1 come al tucto fuore della memoria1 per l'amore che avaranno posto ad alcune creature1 e non potendo avere di loro quello che desiderano1 faranno con incantagioni di dimonia e col sacramento che v' dato in cibo di vita1 faranno malie per volere compire i loro miserabili e disonesti pensieri e volont loro mandarle in effecto4 ,e quelle pecorelle1 delle quali essi debbono avere cura e pascere l'anime e i corpi loro1 essi le tormentano in questi cotali modi e in molti altri1 e' quali ,io trapassar per non darti pi pena4 ,s come tu hai veduto1 le fanno andare sciarrate fuore della memoria1 venendo lo' in volont1 per quello che quel dimonio incarnato l'ha facto1 di fare quello che elle non vogliono2 e per la resistenzia che elle fanno a loro medesime1 e' corpi loro ne ricevono gravissime pene4 ,questo e molti altri miserabili mali e' quali tu sai1 e non bisogna che ,io te li narri1 chi l'ha facto8 la disonesta e miserabile vita sua4 ,o carissima figliuola1 la ,carne che levata sopra tucti e' cori degli angeli1 per la natura mia divina unita con la natura vostra umana1 questi la dnno a tanta miseria4 ,o abominevole e miserabile uomo1 non uomo1 ma animale1 che la carne tua1 unta e consacrata a me1 tu la di alle meritrici e anco peggio6 ,a la carne tua e di tucta l'umana generazione fu tolta la piaga1 che ,adam l'aveva facta per lo peccato suo1 in sul legno della sanctissima croce col ,corpo piagato de l'unigenito mio ,figliuolo4 ,o misero6 ,egli ha facto a te onore2 e tu gli fai vergogna6 ,egli t'ha sanate le piaghe col sangue suo1 e pi1 ch ne se' facto ministro2 e tu el percuoti con lascivi e disonesti peccati6 ,il pastore buono ha lavate le pecorelle nel sangue suo2 e tu gli lordi quelle che sonno pure1 tu ne fai la tua possibilit di mecterle nel letame4 ,tu debbi essere specchio d'onest2 e tu se' specchio di disonest4 ,tucte le membra del corpo tuo hai dirizzate in adoperarle miserabilemente1 e fai el contrario di quello che per te ha facto la mia ,verit4 ,io sostenni che li fussero fasciati gli occhi per te illuminare2 e tu con gli occhi tuoi lascivi gitti saette avelenate ne l'anima tua e nel cuore di coloro in cui con tanta miseria raguardi4 ,io sostenni che ,elli fusse abeverato di fiele e d'aceto2 e tu1 come animale disordinato1 ti dilecti in cibi delicati1 facendoti del ventre tuo ,dio4 ,nella lingua tua stanno disoneste e vane parole2 con la quale lingua tu se' tenuto d'amonire il proximo tuo e d'anunziare la parola mia e dire l',offizio col cuore e con la lingua tua1 e ,io non ne sento altro che puzza1 giurando e spergiurando come se tu fussi uno baractiere1 e spesse volte bastemiandomi4 ,io sostenni che li fussero legate le mani per sciogliere te e tucta l'umana generazione dal legame della colpa1 e le mani tue unte e consacrate ministrando el sanctissimo ,sacramento2 e tu laidamente le exerciti in miserabili toccamenti4 ,tucte le tue operazioni1 le quali s'intendono per le mani1 sonno corrocte e di rizzate nel servizio del dimonio4 ,oh6 misero1 e ,io t'ho posto in tanta dignit perch tu serva solamente a me1 te ed ogni creatura che ha in s ragione6 ,io volsi che gli fussero conficti e' piei1 facendoti scala del ,corpo suo2 e il costato aperto1 acci che tu vedessi el secreto del cuore1 ,io ve l'ho posto per una bottiga aperta dove voi potiate vedere e gustare l'amore ineffabile che ,io v'ho1 trovando e vedendo la natura mia divina unita nella natura vostra umana3 ine vedi che 'l ,sangue1 il quale tu ministri1 ,io te n'hoe facto bagno per lavare le vostre iniquit4 ,e tu del tuo cuore hai facto tempio del dimonio4 ,e l'affecto tuo1 il quale significato per li piei1 non tiene n offera a me altro che puzza e vitoperio2 e' piei de l'affecto tuo non portano l'anima altro che ne' luoghi del dimonio4 ,s che con tucto el corpo tuo tu percuoti el ,corpo del ,figliuolo mio1 facendo tu el contrario di quello che ha facto ,egli e di quello che tu e ogni creatura ste tenuti e obligati di fare4 ,questi strumenti del corpo tuo hanno ricevuto in male il suono1 perch le tre potenzie de l'anima tua sonno congregate nel nome del dimonio2 col dove tu le debbi congregare nel nome mio4 ,la memoria tua debba essere piena de' benefizi miei1 e' quali tu hai ricevuti da me2 ed ella piena di disonest e di molti altri mali4 ,l'occhio de l'intellecto el debbi ponere col lume della fede ne l'obiecto di ,cristo crocifixo unigenito mio ,figliuolo1 di cui tu se' facto ministro2 e tu gli hai posto dinanzi delizie1 stati e ricchezza del mondo con misera vanit4 ,l'affecto tuo debba solamente amare me senza alcuno mezzo2 e tu l'hai posto miseramente in amare le creature e nel corpo tuo1 e i tuoi animali amarai pi che me4 ,e chi mel dimostra8 la tua impazienzia che tu hai verso di me quando ,io ti tollesse la cosa che tu molto ami1 e il dispiacimento che tu hai al proximo tuo quando ti paresse ricevere alcuno danno temporale da lui1 e odiandolo e bastemmiandolo ti parti dalla carit mia e sua4 ,oh6 disaventurato te6 se' facto ministro del fuoco della divina mia carit2 e tu1 per li tuoi propri e disordinati dilecti e per picciolo danno che ricevi dal proximo tuo1 la perdi4 ,o figliuola carissima1 questa una di quelle tre miserabili colonne che ,io ti narrai4 ,,capitolo ,,cxxvii ,come ne' predecti ministri regna l'avarizia1 prestando ad usura2 ma singularmente vendendo e comprando li benefizi e le prelazioni4 ,e de' mali che per questa cupidit sono advenuti ne la sancta ,chiesa4 --,ora ti dir della seconda1 cio de l'avarizia2 ch quello che il mio ,figliuolo ha dato in tanta larghezza 7unde tu el vedi tucto aperto il ,corpo suo in sul legno della croce che da ogni parte versa71 e non l'ha ricomprato d'oro n d'argento1 anco di sangue2 per larghezza d'amore non ci capie solo una met del mondo1 ma tucta l'umana generazione1 e' passati1 e' presenti e i futuri4 ,non v' ministrato ,sangue che non v'abbi ministrato e dato fuoco1 perch per fuoco d'amore egli ve l'ha dato2 n fuoco n ,sangue senza la natura mia divina1 perch perfectamente si un la natura divina nella natura umana2 e di questo ,sangue unito per larghezza d'amore1 te misero ,io n'ho facto ministro3 e tu1 con tanta avarizia e cupidit1 quello che il mio ,figliuolo ha acquistato in su la croce 7ci sonno l'anime ricomprate con tanto amore71 e quello che ,elli t'ha dato essendo facto ministro del ,sangue1 e tu ne se' facto1 misero1 in tanta strectezza che per avarizia ti poni a vendere la grazia dello ,spirito sancto1 volendo che i tuoi subditi si ricomprino da te1 quando ti chieggono1 quello che tu hai ricevuto in dono4 ,la tua gola non hai disposta a mangiare anime per onore di me1 ma a devorare pecunia4 ,e tanto se' facto strecto in carit di quel che tu hai ricevuto in tanta larghezza1 che ,io non cappio in te per grazia1 n il proximo tuo per amore4 ,la substanzia che tu ricevi temporale in virt di questo ,sangue1 la ricevi largamente2 e tu1 misero avaro1 non se' buono altro che per te1 e come ladro e furo1 degno della morte etternale1 imboli quel de' poveri e della sancta ,chiesa1 e spendilo luxuriosamente con femmine e uomini disonesti e co' parenti tuoi1 e spendilo in delizie e rggine i tuoi figliuoli4 ,o miserabili1 dove sonno e' figliuoli delle reali e dolci virt1 le quali tu debbi avere8 dove l'affocata carit con che tu debbi ministrare8 dove l'ansietato desiderio de l'onore di me e salute de l'anime8 dove il crociato dolore che tu debbi portare di vedere il lupo infernale che ne porta le tue pecorelle8 ,non ci 1 perch nel tuo cuore strecto non v' n amore di me n di loro3 tu ami solamente te medesimo d'amore proprio sensitivo1 col quale amore aveleni te e altrui4 ,tu se' quel dimonio infernale che le inghioctisci con disordinato amore2 altro non appetisce la gola tua1 e per non ti curi perch 'l dimonio invisibile ne le porti3 tu1 esso dimonio visibile1 ne se' facto istrumento a mandarle a l'inferno4 ,cui ne vesti e ne ingrassi di quel della ,chiesa8 te e gli altri dimni con teco insieme e gli animali1 cio i grossi cavagli che tu tieni per tuo dilecto disordinato e non per necessit4 ,e tu debbi tenere per necessit e non per dilecto2 questi dilecti sonno degli uomini del mondo1 e i tuoi dilecti debbono essere i poveri e il visitare gl'infermi1 sovenendoli ne' loro bisogni spiritualmente e tenporalmente1 per che per altro non t'ho ,io facto ministro n dtati tanta dignit4 ,ma1 perch tu se' facto animale bruto1 per ti dilecti in essi animali4 ,tu non vedi1 ch1 se tu vedessi e' supplci che ti sonno apparecchiati se tu non ti correggi1 tu non faresti cos3 anco ti dorresti di quello che tu hai facto nel tempo passato e correggeresti el presente4 ,vedi quanto1 carissima figliuola1 ,io ho ragione di lagnarmi di questi miseri1 e quanta larghezza ,io ho usata in loro2 ed essi verso me tanta strectezza4 ,che pi8 ,come ,io ti dixi1 saranno alcuni che prestaranno a usura2 non che tengano la tenda come i publichi usurai1 ma con molto soctili modi vendaranno el tempo al proximo loro per la loro cupidit2 la qual cosa non licita per veruno modo del mondo4 ,se egli fusse uno presente d'una piccola cosa1 e con la sua intenzione egli el ricevesse per prezzo sopra el servizio che egli ha facto a colui prestandoli el suo1 quello usura1 e ogni altra cosa che ricevesse per quel tempo1 come decto 4 ,e ,io ho posto il misero che le vieti a' secolari1 e egli fa quel medesimo e pi2 ch1 andandoli uno a chiedere consiglio sopra questa materia1 perch egli in quello simile difecto e perch egli ha perduto il lume della ragione1 el consiglio che egli li dae tenebroso e passionato1 per quella passione che dentro ne l'anima sua4 ,questo e molti altri difecti nascono dal cuore suo strecto1 cupido e avaro4 ,e' si pu dire quella parola che dixe la mia ,verit quando entr nel tempio1 che egli vi trov coloro che vendevano e compravano1 cacciandoli fuore con la ferza della fune1 dicendo3--,della casa del ,padre mio1 che casa d'orazione1 n'avete facta spilonca di ladroni4-- ,tu vedi bene1 dolcissima figliuola1 che egli cos che della ,chiesa mia1 che luogo d'orazione1 n' facto spilonca di ladroni3 eglino vendono e comprano1 e hanno facta mercanzia della grazia dello ,spirito sancto4 ,unde tu vedi che chi vuole le prelazioni e i benefizi della sancta ,chiesa1 gli comprano con molti presenti1 presentando quegli che sonno d'atorno di derrate e di denari2 e i miserabili non raguardano che elli sia buono pi che gattivo1 ma1 per compiacerli e per amore del dono che hanno ricevuto1 s'ingegnano di mectere questa pianta putrida nel giardino della sancta ,chiesa1 e faranno per questo1 e' miseri1 buona relazione di lui a ,cristo in terra4 ,e cos l'uno e l'altro usano la falsit e l'inganno verso ,cristo in terra1 col dove essi debbono andare schiecti e con ogni verit4 ,ma se il vicario del mio ,figliuolo s'avede de' difecti dell'uno e de l'altro1 li debba punire3 e a colui tollere l'offizio suo1 se non si corregge e non amenda la sua mala vita2 e a colui che compra gli starebbe bene che egli li desse1 in quello scambio1 la pregione1 s che egli sia correcto del suo difecto1 e gli altri ne prendano exemplo e temano1 acci che neuno si levi pi a farlo4 ,se ,cristo in terra el fa1 fa el debito suo2 e se non el fa1 non sar impunito questo peccato1 quando li converr rendere ragione dinanzi a me delle sue pecorelle4 ,credemi1 figliuola mia1 che oggi egli non si fa1 e per venuta la ,chiesa mia in tanti difecti e abominazioni4 ,essi non cercano n vanno investigando de la vita loro1 quando dnno le prelazioni1 se essi sono buoni o gattivi2 e se alcuna cosa ne cercano1 ne dimandano e cercano da coloro che sonno gattivi con loro insieme1 e' quali non renderebbero altro che buona testimonianza1 perch quegli simili difecti sonno in loro medesimi4 ,e non raguardano ad altro se non a grandezza di stato e a gentilezza e a ricchezza e che sappiano parlare molto polito4 ,e peggio1 ch alcuna volta allegar el concestoro che egli abbi bella persona4 ,odi cose di dimni6 ch dove essi debbono cercare l'adornamento e bellezza delle virt1 ed essi raguardano a la bellezza del corpo6 ,debbono cercare gli umili poverelli che per umilit fuggano le prelazioni1 ed essi tolgono coloro che vanamente e con infiata superbia le cercano4 ,mirano a la scienzia4 ,la scienzia in s buona e perfecta1 quando lo scienziato ha insiememente la scienzia e la buona e onesta vita e con vera umilit4 ,ma se la scienzia nel superbo1 disonesto e scellerato nella vita sua1 ella uno veleno1 e della ,scriptura non intende se non secondo la lectera3 in tenebre l'intende perch ha perduto el lume della ragione e ha obfuscato l'occhio de l'intellecto suo4 ,nel quale lume1 col lume sopranaturale1 fu dichiarata e intesa la sancta ,scriptura1 s come in un altro luogo pi chiaramente ti dixi4 ,s che vedi che la scienzia buona in s1 ma none in colui che non l'usa come egli la debba usare3 anco gli sar fuoco pennace se egli non corregger la vita sua4 ,e per debbono pi tosto raguardare a la sancta e buona vita che allo scienziato che gattivamente guidi la vita sua4 ,ed eglino ne fanno el contrario3 anco e' buoni e virtuosi1 che siano grossi in scienzia1 reputano macti e sonno spregiati da loro2 e i povaregli schifano1 perch non hanno che donare4 ,s che vedi che nella casa mia1 che debba essere casa d'orazione1 e dove debba rilucere la margarita della giustizia e il lume della scienzia con onesta e sancta vita1 e debbavi essere l'odore della verit1 ed egli v'abbonda la menzogna4 ,debbono possedere povert volontaria1 e con vera sollicitudine conservare l'anime e trarle delle mani delle dimonia2 ed essi appetiscono ricchezze4 ,e tanto hanno presa la cura delle cose temporali che al tucto hanno abandonata la cura delle spirituali1 e non actendono ad altro che a giuoco e a riso e a crescere e multiplicare le substanzie temporali4 ,e' miseri non s'avegono che questo il modo da perderle1 per che1 se eglino abondassero in virt e pigliassero la cura delle spirituali1 s come debbono1 abbondarebbero nelle temporali4 ,e molte rebellioni ha avute la sposa mia di quelle che ella non avarebbe avute4 ,eglino debbono lassare i morti sepellire a' morti1 ed essi debbono seguitare la doctrina della mia ,verit e compire in loro la volont mia1 cio fare quello per che ,io gli ho posti4 ,ed essi fanno tucto el contrario1 ch le cose morte e transitorie si pongono a sepellire con disordinato affecto e sollicitudine1 e tragono l'officio di mano agli uomini del mondo4 ,questo spiacevole a me e danno a la sancta ,chiesa4 ,debbonle lassare a loro1 e l'uno morto sepellisca l'altro1 cio che coloro1 che sonno posti a governare le cose temporali1 le governino4 ,e perch ti dixi l'uno morto sepellisca l'altro8 ,dico che morto s'intende in due modi3 l'uno quando ministra e governa le cose corporali con colpa di peccato mortale per disordinato affecto e sollicitudine2 l'altro modo perch egli offizio del corpo che sonno cose manuali1 e il corpo cosa morta1 che non ha vita in s se non quanto l'ha tracta da l'anima1 e participa della vita mentre che l'anima sta nel corpo1 e pi no4 ,debbano dunque questi miei unti1 che debbono vivere come angeli1 lassare le cose morte a' morti ed essi governare l'anime1 che sonno cosa viva e non muoiono mai quanto che ad essere1 governandole e ministrando lo' e' sacramenti e i doni e le grazie dello ,spirito sancto1 e pascerle del cibo spirituale con buona e sancta vita4 ,a questo modo sarebbe la casa mia casa d'orazione1 abondando delle grazie e virt loro4 ,e perch essi nol fanno1 ma fanno el contrario1 posso dire che ella sia facta spilonca di ladroni1 perch son facti mercatanti per avarizia1 vendendo e comprando1 come decto 4 ,ed facta receptacolo d'animali1 perch vivono come animali bruti disonestamente2 unde per questo n'hanno facta stalla1 perch ine giacciono nel loto della disonest1 e cos tengono le dimonia loro nella ,chiesa1 come lo sposo tiene la sposa nella casa sua4 ,s che vedi quanto male1 e molto pi1 e quasi senza comparazione che quello che ,io t'ho narrato1 el quale nasce da queste due colonne fetide e puzzolenti1 cio la immondizia e la cupidit e avarizia4 ,,capitolo ,,cxxviii ,come ne' predecti ministri regna la superbia1 per la quale si perde el cognoscimento2 e come1 avendo perduto el cognoscimento1 caggiono in questo defecto1 cio che fanno vista di consecrare e non consacrano4 --,ora ti voglio dire della terza1 cio della superbia1 che1 perch ,io te l'abbi posta per l'ultima1 ella ultima e prima1 perch tucti e' vizi sonno conditi dalla superbia1 s come le virt sonno condite e ricevono vita dalla carit4 ,e la superbia nasce ed nutricata da l'amore proprio sensitivo1 del quale ,io ti dixi che era fondamento di queste tre colonne e di tucti quanti e' mali che commectono le creature3 per che chi ama s di disordinato amore1 privato de l'amore di me perch non m'ama2 e1 non amandomi1 m'offende1 perch non observa el comandamento della legge1 cio d'amare me sopra ogni cosa e il prossimo come se medesimo4 ,questa la cagione che1 amandosi d'amore sensitivo1 essi non servono n amano me1 ma servono e amano el mondo3 perch l'amore sensitivo n il mondo non hanno conformit con meco4 ,non avendo conformit insieme1 di bisogno che chi ama el mondo d'amore sensitivo e servelo sensitivamente1 odii me2 e chi ama me in verit1 odii el mondo4 ,e per dixe la mia ,verit che neuno pu servire a due signori contrari1 per che1 se egli serve a l'uno1 sar incontempto a l'altro4 ,s che vedi che l'amore proprio priva l'anima della mia carit e vestela del vizio della superbia1 unde nasce ogni difecto per lo principio de l'amore proprio4 ,d'ogni creatura la quale ha in s ragione mi doglio e mi lamento1 ma singularmente degli unti miei1 e' quali debbono essere umili s perch ogniuno debba avere la virt de l'umilit1 la quale nutrica la carit1 e s perch sonno facti ministri de l'umile e immaculato ,agnello1 unigenito mio ,figliuolo4 ,e non si vergognano essi e tucta l'umana generazione d'insuperbire vedendo me1 ,dio1 umiliato a l'uomo1 dandovi el ,verbo del mio ,figliuolo nella carne vostra8 ,e questo ,verbo veggono1 per l'obbedienzia ch',io li posi1 corrire e umiliarsi a l'obrobriosa morte della croce4 ,egli ha el capo chinato per te salutare1 la corona in capo per te ornare1 le braccia stese per te abracciare e i piei conficti per teco stare4 ,e tu1 misero uomo1 che se' facto ministro di questa larghezza e di tanta umilit1 debbi abbracciare la croce2 e tu la fuggi ed abracciti con le inique e inmonde creature4 ,tu debbi stare fermo e stabile1 seguitando la doctrina della mia ,verit1 conficcando il cuore e la mente tua in ,lui2 e tu ti vlli come la foglia al vento1 e per ogni cosa vai a vela4 ,se ella prosperit1 ti muovi con disordinata allegrezza2 e se ella adversit1 ti muovi per impazienzia1 e cos trai fuore il mirollo della superbia1 cio la impazienzia2 per che come la carit ha per suo merollo la pazienzia1 cos la impazienzia il merollo della superbia4 ,unde d'ogni cosa si turbano e si scandalizzano coloro che sonno superbi e iracundi4 ,e tanto m' spiacevole la superbia1 che ella cadde di cielo quando l'angelo volse insuperbire4 ,la superbia non saglie in cielo1 ma vanne nel profondo de l'inferno2 e per dixe la mia ,verit3 ,chi si exaltar1 cio per superbia1 sar umiliato2 e chi se umilia1 sar exaltato4 ,in ogni generazione di gente mi dispiace la superbia1 ma molto pi in questi ministri1 s come ,io t'ho decto1 perch ,io gli ho posti nello stato umile a ministrare l'umile ,agnello2 ma essi fanno tucto el contrario4 ,e come non si vergogna el misero sacerdote d'insuperbire1 vedendo me umiliato a voi dandovi el ,verbo de l'unigenito mio ,figliuolo8 ,e loro n'ho facti ministri1 e il ,verbo per l'obbedienzia mia s' umiliato a l'obrobriosa morte della croce6 ,egli ha el capo spinato2 e questo misero leva el capo contra me e contra el proximo suo1 e d'agnello umile1 che egli debba essere1 facto montone con le corna della superbia1 e chiunque se gli accosta1 percuote4 ,o disaventurato uomo6 ,tu non pensi che tu non puoi escire di me4 questo l'officio che ,io t'ho dato1 che tu percuota me con le corna della superbia tua1 facendo ingiuria a me e al proximo tuo1 e con ingiuria e con ignoranzia conversi con lui8 questa la mansuetudine con che tu debbi andare a celebrare il ,corpo e 'l ,sangue di ,cristo mio ,figliuolo8 ,tu se' facto come uno animale feroce1 senza veruno timore di me4 ,tu devori el proximo tuo e stai in divisione1 e facto se' acceptatore delle creature1 acceptando quelli che ti servono e che ti fanno utilit1 o altri che ti piaccino che siano di quella medesima vita che tu2 e' quali tu debbi correggere e dispregiare i difecti loro4 ,e tu fai el contrario1 dando lo' exemplo che faccino quello1 e peggio4 ,ma se tu fussi buono1 el faresti2 ma1 perch tu se' gattivo1 non sai riprendere n ti dispiace il difecto altrui4 ,tu dispregi gli umili e virtuosi poveregli4 ,tu li fuggi3 ma tu hai ragione di fuggirli1 poniamo che tu nol debba fare2 tu li fuggi perch la puzza del vizio tuo non pu sostenere l'odore della virt4 ,tu ti rechi a vile di vederti a l'uscio e' miei poveregli4 ,tu schifi ne' loro bisogni d'andare a visitarli3 vedili morire di fame e non li sovieni4 ,e tucto questo fanno le corna della superbia1 che non si vogliono inchinare a usare uno poco d'acto d'umilit4 ,perch non s'inchina8 perch l'amore proprio1 che notrica la superbia1 non l'ha punto tolto da s2 e per non vuole conscendere n ministrare a' poveregli n substanzia temporale n la spirituale senza rivendara4 ,o maladecta superbia1 fondata ne l'amore proprio1 come hai acciecato l'occhio de l'intellecto loro per s facto modo1 che1 parendo lo' amare e essere teneri di loro medesimi1 essi ne sonno facti crudeli2 e parendo lo' guadagnare1 prdono2 parendo lo' stare in delizie e in ricchezze e in grande altezza1 essi stanno in grande povert e miseria1 perch sonno privati della ricchezza della virt2 sonno discesi da l'altezza della grazia alla bassezza del peccato mortale4 ,par lo' vedere2 ed e' sonno ciechi1 perch non conoscono loro n me4 ,non conoscono lo stato loro n la dignit dove ,io gli ho posti1 n conoscono la fragilit del mondo e la poca fermezza sua2 per che1 se 'l cognoscessero1 non se ne farebbero ,dio4 ,chi l'ha tolto il cognoscimento8 la superbia4 ,e a questo modo sonno diventati dimni1 avendoli ,io electi per angeli e perch siano angeli terrestri in questa vita2 ed essi caggiono da l'altezza del cielo alla bassezza della tenabre4 ,e tanta multiplicata la tenebre e la loro iniquit1 che alcuna volta caggiono nel difecto che ,io ti dir4 ,sono alcuni che sonno tanto dimni incarnati1 che spesse volte faranno vista di consecrare1 e non consecraranno1 per timore del mio giudicio1 e per tollersi ogni freno e timore del loro mal fare4 ,sarannosi levati la mactina dalla immondizia1 e la sera dal disordinato mangiare e bere4 ,saragli bisogno di satisfare al popolo1 e egli1 considerando le sue iniquit1 vede che con buona conscienzia egli non debba n pu celebrare4 ,unde gli viene un poco di timore del mio giudicio2 non per odio del vizio1 ma per amore proprio che egli ha a se medesimo4 ,vedi1 carissima figliuola1 quanto egli cieco6 ,non ricorre egli a la contrizione del cuore e al dispiacimento del difecto suo con proponimento di correggersi2 anco piglia questo remedio3 che non consecrar4 ,e1 come cieco1 non vede che l'errore e il difecto di poi maggiore che quello di prima1 perch fa el popolo idolatro1 facendo lo' adorare quella ostia1 non consecrata1 per lo ,corpo e ,sangue di ,cristo1 mio unigenito ,figliuolo tucto ,dio e tucto ,uomo1 s come ,egli quando consecrato3 ed egli solamente pane4 ,or vedi quanta questa abominazione e quanta la pazienzia mia che gli sostengo6 ,ma se essi non si correggeranno1 ogni grazia lo' torner a giudicio4 ,ma che dovarebbe fare il popolo acci che non venisse in quello inconveniente8 ,debba orare con condiczione3 se questo ministro ha decto quel che debba dire1 credo veramente che tu sia ,cristo ,figliuolo di ,dio vivo1 dato a me in cibo dal fuoco della tua inextimabile carit1 e in memoria della tua dolcissima passione e del grande benefizio del ,sangue1 il quale spandesti con tanto fuoco d'amore per lavare le nostre iniquit4 ,facendo cos1 la ciechit di colui non lo' dar tenebre1 adorando una cosa per un'altra3 bench la colpa di peccato solo del miserabile ministro1 ma eglino pure ne l'acto farebbero quello che non si debba fare4 ,o dolcissima figliuola1 chi tiene la terra che non gl'inghioctisce8 chi tiene la mia potenzia che non gli fa essere immobili e statue ferme innanzi a tucto el popolo per loro confusione8 ,la misericordia mia4 ,e tengo me medesimo1 cio che con la misericordia tengo la divina mia giustizia per vincerli per forza di misericordia4 ,ma essi1 come obstinati dimni1 non cognoscono n veggono la misericordia mia2 ma1 quasi come se credessero avere per debito ci che egli hanno da me1 perch la superbia gli ha aciecati1 non veggono che l'hanno solo per grazia e non per debito4 ,,capitolo ,,cxxix ,di molti altri defecti e' quali per superbia e per l'amore proprio si comectono4 --,tucto questo t'ho decto per darti pi materia di pianto e d'amaritudine della ciechit loro1 cio di vederli stare in stato di dannazione1 e perch tu cognosca meglio la misericordia mia1 acci che tu in questa misericordia pigli fiducia e grandissima sicurt1 offerendo loro ministri della sancta ,chiesa e tucto quanto el mondo dinanzi a me1 chiedendo a me1 per loro1 misericordia4 ,e quanto pi per loro m'offerirai dolorosi e amorosi desidri1 tanto pi mi mostrarrai l'amore che tu hai a me4 ,per che quella utilit che tu a me none puoi fare1 n tu n gli altri servi miei1 dovete farla e mostrarla col mezzo di loro4 ,e ,io allora mi lassar costrignere al desiderio1 alle lagrime e a l'orazioni de' servi miei1 e far misericordia alla sposa mia1 riformandola di buoni e sancti pastori4 ,riformatala di buoni pastori1 per forza si correggeranno e' subditi1 per che1 quasi1 de' mali che si fanno per li subditi sonno colpa e' gattivi pastori2 per che1 se essi correggessero1 e rilucesse in loro la margarita della giustizia1 con onesta e sancta vita1 non farebbero cos4 ,e sai che n'adiviene di questi cotali perversi modi8 che l'uno sguita le vestigie de l'altro2 per che i subditi non sonno obbedienti1 perch1 quando el prelato era subdito1 non fu obbediente al prelato suo4 ,unde riceve da' subditi suoi quel che die' egli2 e perch fu gattivo subdito1 gattivo pastore4 ,di tucto questo1 e d'ogni altro difecto1 cagione la superbia fondata in amore proprio4 ,ignorante e superbo era subdito1 e molto pi ignorante e superbo ora che prelato4 ,e tanta la sua ignoranzia che1 come cieco1 dar l'offizio del sacerdote a uomo idiota1 il quale a pena sapr pure leggere e non sapr l'officio suo4 ,e spesse volte1 per la sua ignoranzia1 non sapendo bene le parole sacramentali1 non consacrar4 ,unde1 per questo1 commecte quello medesimo difecto di non consecrare1 che quegli hanno facto per malizia1 non consecrando ma facendo vista di consecrare4 ,col dove egli debba scegliere uomini experti e fondati in virt che sappino e intendano quello che dicono4 ,ed essi fanno tucto il contrario1 perch non mirano che egli sappi e non mirano a tempo ma a dilecto3 pare che scelgano fanciulli e non uomini maturi4 ,e non mirano che essi siano di sancta e onesta vita1 n che cognoscano la dignit alla quale essi vengono1 n il grande misterio che essi hanno a fare2 ma mirano pure di moltiplicare gente1 ma non virt4 ,essi sonno ciechi e ragunatori di ciechi1 e non veggono che ,io di questo e de l'altre cose lo' richiedar ragione ne l'ultima extremit della morte4 ,e poi che egli hanno facti e' sacerdoti cos tenebrosi come decto 1 ed essi lo' danno ad avere cura d'anime1 e veggono che di loro medesimi non sanno avere cura4 ,or come potranno costoro1 che non cognoscono el difecto loro1 correggerlo e cognoscerlo in altrui8 ,non pu n vuole fare contra se medesimo4 ,e le pecorelle1 che non hanno pastore che curi di loro n che le sappi guidare1 agevolemente si smarriscono e spesse volte sonno devorate e sbranate da' lupi4 ,e perch gattivo pastore1 non si cura di tenere il cane che abbai vedendo venire il lupo2 ma tale il tiene quale egli4 ,e cos questi ministri e pastori perch non hanno sollicitudine n hanno el cane della coscienzia1 n il bastone della sancta giustizia1 n la verga per correggere1 e la conscienzia non abbaia riprendendo se medexima1 n reprendendo le pecorelle vedendole smarrite e non tenere per la via della verit1 cio non observando e' comandamenti miei1 el lupo infernale le divora4 ,abbaiando questo cane1 ponendo e' difecti loro sopra di s con la verga della sancta giustizia1 come decto 1 camparebbe le pecorelle sue e tornarebbero a l'ovile4 ,ma perch egli pastore senza verga e senza cane di conscienzia1 periscono le sue pecorelle1 e non se ne cura1 perch il cane della coscienzia sua indebilito1 e per non abbaia1 perch non gli ha dato el cibo4 ,per che il cibo che si debba dare a questo cane il cibo de l',agnello mio ,figliuolo2 per che piena che la memoria del ,sangue1 s come vasello de l'anima1 la coscienzia se ne notrica2 cio che per la memoria del ,sangue l'anima s'accende ad odio del vizio e amore della virt4 ,el quale odio e amore purificano l'anima dalla macchia del peccato mortale1 e d tanto vigore a la conscienzia che la guarda1 che subbito che veruno nemico de l'anima1 cio il peccato1 volesse intrare dentro 7non tanto l'affecto1 ma el pensiero71 subbito la coscienzia come cane abbaia con stimolo1 tanto che desta la ragione4 ,e per non commecte ingiustizia1 per che colui che ha coscienzia ha giustizia4 ,e per questi cotali iniqui1 non degni d'essere chiamati non tanto ministri ma creature ragionevoli1 perch sonno facti animali per li loro difecti1 non hanno cane 7perch si pu dire per la debilezza sua che essi non l'abbino71 e per non hanno la verga della sancta giustizia4 ,e tanto gli hanno facti timidi e' difecti loro1 che l'ombra lo' fa paura1 non di timore sancto1 ma di timore servile4 ,eglino si debbono dispnare a la morte per trare l'anime delle mani delle dimonia1 ed essi ve le mectono1 non dando lo' doctrina di buona e sancta vita1 n volendo sostenere una parola ingiuriosa per la salute loro4 ,e spesse volte sar l'anima del subdito inviluppata in gravissimi peccati1 e avar a satisfare ad altrui2 e per l'amore disordinato che egli avar a la sua fameglia1 per none spropriarli1 non render il debito suo4 ,la vita sua sar nota a grande quantit di gente e anco al misero sacerdote2 e nondimeno anco gli sar facto sapere1 acci che1 come medico che egli debba essere1 curi quella anima4 ,el misero ministro andar per fare quello che debba fare2 e una parola che gli sia decta ingiuriosa o una mala miratura che gli sia facta1 per timore non se ne impacciar pi4 ,e alcuna volta gli sar donato2 unde1 fra el dono e il timore servile1 lassar stare quella anima nelle mani delle dimonia1 e daragli el sacramento del ,corpo di ,cristo1 unigenito mio ,figliuolo4 ,e vede e sa che quella anima non sviluppata dalla tenebre del peccato mortale2 e nondimeno1 per compiacere agli uomini del mondo e per lo disordinato timore e dono che ha ricevuto da loro1 gli ha ministrato e' sacramenti e sepellitolo a grande onore nella sancta ,chiesa1 col dove1 come animale e membro tagliato dal corpo1 el dovarebbe gictare fuore4 ,chi n' cagione di questo8 l'amore proprio e le corna della superbia4 ,per che1 se egli avesse amato me sopra ogni cosa e l'anima di quel tapinello1 e fusse stato umile e senza timore1 avarebbe cercata la salute di quella anima4 ,vedi dunque quanto male sguita di questi tre vizi1 e' quali ,io t'ho posti per tre colonne unde procedono tucti gli altri peccati3 la superbia1 avarizia e inmondizia delle menti e corpi loro4 ,l'orecchie tue non sarebbero sufficienti a udirli1 quanti sonno e' mali che di costoro escono s come membri del dimonio4 ,e per la superbia1 disonest e cupidit loro fanno che alcuna volta 7e tu hai veduto coloro a cui egli tocc7 saranno cotali semplicelle di buona fede che si sentiranno cotali difecti di paura nelle menti loro4 ,temendo di non avere il dimonio1 vannosene al misero sacerdote1 credendo che egli le possa liberare2 e vanno perch l'uno diavolo cacci l'altro4 ,e egli1 come cupido1 riceve il dono1 e1 come disonesto1 bructo1 lascivo e miserabile1 dir a quelle tapinelle3--,questo difecto che voi avete non si pu levare se non per lo tale modo2--e cos1 miserabilemente1 lo' far fiaccare il collo con lui insieme4 ,o dimonio sopra dimonio6 in tucto se' facto peggio che il dimonio4 ,molti dimni sonno che hanno a schifo questo peccato2 e tu1 che se' facto peggio di lui1 vi t'involli dentro come il porco nel loto4 ,o immondo animale1 questo quel ch',io ti richiego1 che tu con la virt del ,sangue1 del quale ,io t'ho facto ministro1 cacci le dimonia da l'anime e da' corpi2 e tu ve li mecti dentro8 ,non vedi che la scure della divina giustizia gi posta a la radice de l'arbore tuo8 ,e dicoti che elle ti stanno a usura e a l'ora e al tempo suo1 se tu non punisci le tue iniquit con la penitenzia e contrizione del cuore3 tu non sarai riguardato perch tu sia sacerdote1 anco sarai punito miserabilemente e portarai le pene per te e per loro4 ,e pi crudelmente sarai cruciato che gli altri3 staracti a mente alora di cacciare il dimonio col dimonio della concupiscenzia4 ,e l'altro misero1 che andar la creatura a lui che l'absolva perch sar legata in peccato mortale1 e egli la legar in cotale e maggiore1 e per nuove vie e modi cadr in peccato con lei4 ,e se ben ti ricorda1 tu vedesti la creatura con gli occhi tuoi1 a cui egli tocc4 ,bene dunque pastore senza cane di coscienzia3 anco affoga la coscienzia altrui non tanto che la sua4 ,io gli ho posti perch cantino e psalmeggino la nocte1 dicendo l'officio divino2 e essi hanno imparato a fare malie e incantare le dimonia1 facendosi venire per incanto di demonio1 di mezza nocte1 quelle creature che miseramente amano4 ,parr che vengano1 ma non sar4 ,or hotti ,io posto perch la vigilia della nocte tu la spenda in questo8 ,certo no1 ma perch tu la spenda in vigilia ed orazione1 acci che la mactina1 disposto1 tu vada a celebrare1 e dia odore di virt al popolo e non puzza di vizio4 ,se' posto nello stato angelico1 acci che tu possa conversare con gli angeli per sancta meditazione in questa vita1 e poi ne l'ultimo gustare me con loro insieme2 e tu ti dilecti d'essere dimonio1 e di conversare con loro prima che venga el punto della morte4 ,ma le corna della tua superbia t'hanno percosso dentro ne l'occhio de l'intellecto la pupilla della sanctissima fede1 e hai perduto el lume1 e per non vedi in quanta miseria tu stai4 ,e non credi in verit che ogni colpa punita e ogni bene remunerato3 ch1 se in verit tu el credessi1 non faresti cos1 e non cercaresti n vorresti s facta conversazione1 anco ti verrebbe in terrore pure d'udire mentovare il nome suo4 ,ma perch tu sguiti la volont sua1 di lui e delle sue operazioni pigli dilecto4 ,cieco sopra cieco1 ,io vorrei che tu dimandassi el dimonio che merito egli ti pu rendere del servizio che tu li fai4 ,esso ti risponderebbe1 dicendo che ti dar quel fructo che ha per s4 ,per che altro non ti pu dare se non quelli crociati tormenti e fuoco nel quale arde continuamente1 dove esso cadde1 per la superbia sua1 da l'altezza del cielo4 ,e tu1 angelo terrestre1 cadi da l'altezza 7per la superbia tua7 della dignit del sacerdote e dal tesoro delle virt nella povert di molte miserie e1 se tu non ti correggerai1 nel profondo de l'inferno4 ,tu t'hai facto dio e signore il mondo e te medesimo3 or di' al mondo con tucte le sue delizie che tu hai prese in questa vita1 e a la propria tua sensualit con che tu hai usate le cose del mondo 7col dove ,io ti posi nello stato del sacerdozio perch tu le spregiassi1 e te e il mondo sensualmente72 di' che rendano ragione per te dinanzi a me1 sommo giudice4 ,rispondarannoti che non ti possono aitare e farannosi beffe di te1 dicendo3--,per te conviene che riesca4--,e tu rimani confuso e vitoperato dinanzi a me e dinanzi al mondo4 ,tucto questo tuo danno tu nol vedi1 per che1 come decto 1 le corna della superbia tua t'hanno aciecato4 ,ma tu el vedrai ne l'ultima extremit della morte1 dove tu non potrai pigliare rimedio in alcuna tua virt1 per che non l'hai se non solo nella misericordia mia1 sperando in quello dolce ,sangue del quale fusti facto ministro4 ,questo n a te n ad alcuno sar mai tolto1 mentre che vorrai sperare nel ,sangue e nella misericordia mia2 bench neuno debba essere s matto n tu s cieco che tu ti conduca a l'extremit4 ,pensa che in su quella extremit l'uomo che iniquamente vissuto le dimonia l'accusano1 el mondo e la propria fragilit2 e none il lusenga n li mostra il dilecto col dove era l'amaro1 n la cosa perfetta col dove era imperfeczione1 n il lume per la tenebre1 s come fare solevano nella vita sua3 anco mostrano la verit di quello che 4 ,el cane della coscienzia1 che era debile1 comincia ad abbaiare tanto velocemente che quasi conduce l'anima a la disperazione4 ,bench neuna ve ne debba giognere1 ma debba pigliare con esperanza il ,sangue1 non obstante i difecti che abbi commessi2 per che senza veruna comparazione maggiore la misericordia mia1 la quale ricevete nel ,sangue1 che tucti e' peccati che si commectono nel mondo4 ,ma neuno s'indugi1 come decto 2 ch forte cosa a l'uomo trovarsi disarmato nel campo della bactaglia tra molti nemici4 ,,capitolo ,,cxxx ,di molti altri defecti e' quali comectono li predecti iniqui ministri4 --,o carissima figliuola1 questi miseri1 de' quali ,io t'ho narrato1 non ci hanno alcuna considerazione2 per che1 se essi l'avessero1 non verrebbero a tanti difecti n eglino n gli altri1 ma farebbero come gli altri che virtuosamente vivevano4 ,e' quali prima eleggevano la morte che volessero offender me e sozzare la faccia de l'anima loro e diminuire la dignit nella quale ,io gli avevo posti1 ma crescevano la dignit e la bellezza de l'anime loro4 ,non che la dignit del sacerdote1 puramente la dignit1 possa crescere per virt n minuire per difecto1 come decto t'ho2 ma le virt sonno uno adornamento e una dignit che dnno a l'anima1 oltre a la pura bellezza de l'anima che ella ha dal suo principio quando ,io la creai a la imagine e similitudine mia4 ,questi cognobbero la verit della bont mia e la bellezza e dignit loro1 perch la superbia e amore proprio non l'aveva obfuscato n tolto el lume della ragione1 per che n'erano privati e amavano me e la salute de l'anime4 ,ma questi tapinelli1 perch al tucto sonno privati del lume1 non si curano d'andare di vizio in vizio1 in fine che giongono a la fossa4 ,e del tempio de l'anima loro e della sancta ,chiesa1 che uno giardino1 ne fanno riceptacolo d'animali4 ,o carissima figliuola1 quanto m' abominevole che le case loro che debbono essere riceptacolo de' servi miei e de' poverelli1 e debbono tenere per sposa el breviario1 e i libri della sancta ,scriptura per figliuoli1 e ine dilectarsi per dare doctrina al proximo loro in prendere sancta vita2 e esse sono riceptacolo d'inmondizie e d'inique persone4 ,la sposa sua non il breviario1 anco tracta la decta sposa del breviario come adultera1 ma una miserabile dimonia che immondamente vive con lui2 e' libri suoi sonno la brigata de' figliuoli2 e co' figliuoli1 che egli ha acquistati in tanta bructura e miseria1 si dilecta senza vergogna alcuna4 ,le pasque e i d solempni1 ne' quali egli debba rendere gloria e loda al nome mio col divino officio e gictarmi oncenso d'umili e devote orazioni1 e egli sta in giuoco e in sollazzo con le sue dimonie e va brigatando co' secolari1 cacciando e ucellando come se fusse uno secolare e uno signore di corte4 ,o misero uomo1 a che se' venuto8 ,tu debbi cacciare e ucellare ad anime per gloria e loda del nome mio1 e stare nel giardino della sancta ,chiesa2 e tu vai per li boschi4 ,ma perch tu se' facto bestia1 tieni dentro ne l'anima tua gli animali de' molti peccati mortali2 e per se' facto cacciatore e ucellatore di bestie1 perch l'orto de l'anima tua insalvatichito e pieno di spine3 per hai preso dilecto d'andare per li luoghi deserti cercando le bestie salvatiche4 ,verggnati1 uomo1 e raguarda e' tuoi difecti1 per che hai materia di vergognarti da qualunque lato tu ti vlli4 ,ma tu non ti vergogni1 perch hai perduto el sancto e vero timore di me4 ,ma1 come la meretrice che senza vergogna1 ti vantarai di tenere il grande stato nel mondo e d'aver la bella fameglia e la brigata de' molti figliuoli4 ,e se tu non gli hai1 cerchi d'averli1 perch rimangano eredi del tuo4 ,ma tu se' ladro e furo1 per che tu sai bene che tu non el puoi lassare1 perch le tue erede sonno e' poveri e la sancta ,chiesa4 ,o dimonio incarnato1 senza lume1 tu cerchi quel che tu non debbi cercare2 loditi e vantiti di quello che tu debbi venire a grande confusione e vergognarti dinanzi a me1 che veggo lo intrinsico del cuore tuo1 e dinanzi a le creature4 ,tu se' confuso1 e le corna della tua superbia non ti lassano vedere la tua confusione4 ,o carissima figliuola1 ,io l'ho posto in sul ponte della doctrina della mia ,verit a ministrare a voi perregrini e' sacramenti della sancta ,chiesa2 ed egli sta nel miserabile fiume di socto al ponte1 e nel fiume delle delizie e miserie del mondo ve li ministra1 e non se n'avede che li giogne l'onda della morte1 e vanne insieme co' suoi signori dimni1 a' quali esso ha servito e lassatosi guidare per la via del fiume senza alcuno ritegno4 ,e se egli non si corregge1 giogne a l'etterna danpnazione con tanta reprensione e rimproverio1 che la lingua tua non sarebbe sufficiente a narrarlo4 ,e molto pi egli che un altro1 secolare3 unde una medesima colpa pi punita in lui che in un altro che fusse nello stato del mondo2 e con pi rimproverio si levano e' nemici suoi nel ponto della morte ad accusarlo1 s come ,io ti dixi4 ,,capitolo ,,cxxxi ,de la differenzia de la morte de' giusti ad quella de' peccatori4 ,e prima1 de la morte de' giusti4 --,e perch ,io ti narrai come il mondo1 le dimonia e la propria sensualit l'accusavano1 e cos la verit1 ora tel voglio dire in questo ponto sopra questi miseri pi distesamente 7perch tu l'abbi maggiore compassione7 quante sonno differenti le bactaglie che riceve l'anima del giusto da quelle del peccatore1 e quanto differente la morte loro1 e in quanta pace la morte del giusto1 pi e meno1 secondo la perfeczione de l'anima4 ,unde ,io voglio che tu sappi che tucte quante le pene1 che le creature che hanno in loro ragione hanno1 stanno nella volont2 per che1 se la volont fusse ordinata e accordata con la volont mia1 non sosterrebbe pena4 ,non che fussero per tolte le fadighe2 ma a quella volont1 che volontariamente porta per lo mio amore1 non le sarebbe pena1 perch questi cotali volontieri portano1 vedendo che la volont mia4 ,e per l'odio sancto1 che hanno di loro medesimi1 hanno facto guerra col mondo1 col dimonio e con la propria loro sensualit4 ,unde1 venendo el punto della morte1 la morte loro in pace1 perch i nemici suoi nella vita sua sonno stati sconficti da lui4 ,el mondo nol pu accusare1 per che egli cognobbe i suoi inganni1 e per renunzi al mondo e a tucte le delizie sue4 ,la fragile sensualit e corpo suo non l'accusa1 per che egli la tenne come serva col freno della ragione1 macerando la carne con la penitenzia1 con la vigilia e umile e continua orazione4 ,la volont sensitiva ucise con odio e dispiacimento del vizio e amore della virt1 in tucto perduta la tenerezza del corpo suo2 la quale tenerezza e amore1 che tra l'anima e 'l corpo1 naturalmente fa parere la morte malagevole1 e per naturalmente l'uomo teme la morte4 ,ma perch la virt nel giusto perfecto passa la natura1 cio che 'l timore1 che gli naturale1 lo spegne e trapassa con odio sancto e col desiderio di tornare al fine suo1 s che la tenerezza naturale non gli pu fare guerra1 la coscienzia sta queta1 perch nella vita sua fece buona guardia1 abbaiando quando e' nemici passavano per volere tollere la citt de l'anima4 ,s come il cane che sta a la porta1 il quale1 vedendo e' nemici1 abbaia1 e abbaiando desta le guardie2 cos questo cane della coscienzia deste la guardia della ragione1 e la ragione insieme col libero arbitrio cognobbero1 col lume de l'intellecto1 se era amico o nemico4 ,a l'amico1 cio le virt e i sancti pensieri del cuore1 diro dileczione e affecto d'amore1 exercitandole con grande sollicitudine2 e al nemico1 cio al vizio e alle perverse cogitazioni1 diro odio e dispiacimento2 e col coltello de l'odio e de l'amore1 e col lume della ragione1 e con la mano del libero arbitrio percossero e' nemici suoi2 s che poi1 al ponto della morte1 la coscienzia non si rode1 perch ella fece buona guardia1 ma stassi in pace4 vero che l'anima per umilit e perch meglio nel tempo della morte cognosce il tesoro del tempo e le pietre preziose delle virt1 riprende se medesima1 parendole poco aver exercitato questo tempo2 ma questa non pena affliggitiva1 anco pena ingrassativa1 per che fa ricogliere l'anima tucta in se medesima1 ponendosi inanzi el sangue de l'umile e immaculato ,agnello mio ,figliuolo4 ,e non si vlle adietro a mirare le virt sue passate1 perch non vuole n pu sperare in sue virt1 ma solo nel ,sangue1 dove ha trovata la misericordia mia4 ,e come vissuta con la memoria del ,sangue1 cos nella morte s'innebria e anniegasi nel ,sangue4 ,le dimonia perch non la possono riprendere di peccato8 perch ella nella vita sua con sapienzia vinse la loro malizia2 ma giongono per volere vedere se potessero acquistare alcuna cosa4 ,unde giongono orribili1 per farle paura con laidissimo aspecto e con molte e diverse fantasie2 ma1 perch ne l'anima non veleno di peccato1 l'aspecto loro non le d quel timore n mecte paura come a uno altro el quale iniquamente sia vissuto nel mondo4 ,vedendo le dimonia che l'anima intrata nel ,sangue con ardentissima carit1 non la possono sostenere1 ma stanno da la longa a gittare le saette loro4 ,e per la loro guerra e le loro grida a quella anima non nocciono1 per che ella gi comincia a gustare vita etterna1 s come in un altro luogo ti dixi2 per che con l'occhio de l'intellecto1 che ha la pupilla del lume della sanctissima fede1 vede me1 suo infinito ed etterno ,bene1 el quale aspecta d'avere per grazia e non per debito nella virt di ,iesu ,cristo mio ,figliuolo4 ,unde distende le braccia della speranza e con le mani de l'amore lo strigne1 intrando in possessione prima che vi sia1 come decto t'ho el modo in un altro luogo4 ,subbito passando 7annegata nel ,sangue7 per la porta strecta del ,verbo1 giogne in me1 mare pacifico1 che siamo insieme uniti ,io1 mare1 e la porta3 perch ,io e la mia ,verit1 unigenito mio ,figliuolo1 siamo una medesima cosa4 ,quanta allegrezza riceve l'anima che tanto dolcemente si vede gionta a questo passo1 per che gusta el bene della natura angelica6 ,questo ricevono coloro che passano cos dolcemente2 ma e' ministri miei1 de' quali ,io ti dixi che erano vissuti come angeli1 molto maggiormente1 perch in questa vita vissero con pi cognoscimento e con pi fame de l'onore di me e salute de l'anime4 ,non dico puramente del lume della virt1 che generalmente ogniuno pu avere1 ma perch questi1 aggionto al lume del vivere virtuosamente1 che lume sopranaturale1 ebbero el lume della sancta scienzia1 per la quale scienzia cognobbero pi della mia ,verit4 ,e chi pi cognosce1 pi ama3 e chi pi ama1 pi riceve4 ,el merito vostro v' misurato secondo la misura de l'amore4 ,e se tu mi dimandassi3--,un altro1 che non abbi scienzia1 pu giognere a questo amore8--s bene che egli possibile che egli vi gionga2 ma veruna cosa particulare non fa legge comunemente per ogniuno1 e ,io ti favello in generale4 ,e anco ricevono maggiore dignit per lo stato del sacerdote1 perch propriamente lo' fu dato l'officio del mangiare anime per onore di me4 ,e poniamo che a ciascuno sia dato che tucti doviate stare nella dileczione del proximo vostro1 a costoro dato a ministrare il ,sangue e a governare l'anime2 unde1 facendolo sollicitamente e con affecto di virt1 come decto 1 ricevono costoro pi che gli altri4 ,oh1 quanto beata l'anima loro quando vengono a l'extremit della morte1 perch sonno stati annunziatori e difenditori della fede al proximo loro4 ,eglino se l'hanno incarnata intro le mirolla de l'anima1 con la quale fede veggono el luogo loro in me4 ,la speranza con la quale sonno vissuti1 sperando nella providenzia mia1 perdendo ogni speranza di loro medesimi 7cio di none sperare nel loro proprio sapere72 e perch essi perdro la speranza di loro1 non posero affecto disordinato in veruna creatura n in veruna cosa creata1 perch vissero poveri volontariamente2 e per con grande dilecto distendono la speranza loro in me4 ,el cuore loro 7che fu uno vasello di dileczione che portava el nome mio con ardentissima carit1 l'annunziavano con exemplo di buona e sancta vita e con la doctrina della parola al proximo loro7 levasi adunque con amore ineffabile e strigne me per affecto d'amore1 che so' suo fine1 recandomi la margarita della giustizia1 perch la port sempre dinanzi da s1 facendo giustizia a ogniuno e rendendo discretamente il debito suo4 ,e per rende a me giustizia con vera umilit e rende gloria e loda al nome mio1 perch retribuisce aver avuto da me grazia d'avere corso el tempo suo con pura e sancta conscienzia2 e a s rende indegnazione1 reputandosi indegno d'avere ricevuta e ricevere tanta grazia4 ,la coscienzia sua mi rende buona testimonianza1 e ,io a lui giustamente rendo la corona della giustizia adornata delle margarite delle virt1 cio del fructo che la carit ha tracto delle virt4 ,o angelo terrestre6 beato te che non se' stato ingrato de' benefizi ricevuti da me e non hai conmessa negligenzia n ignoranzia2 ma sollicito1 con vero lume1 tenesti l'occhio tuo aperto sopra e' subditi tuoi1 e come fedele e virile pastore hai seguitata la doctrina del vero e buono ,pastore ,cristo1 dolce ,ies1 unigenito mio ,figliuolo4 ,e per realmente tu passi per lui bagnato e annegato nel ,sangue suo con la torma delle tue pecorelle1 delle quali1 con la sancta doctrina e vita tua1 molte n'hai condocte a la vita durabile1 e molte n'hai lassate in stato di grazia4 ,o figliuola carissima1 a costoro non nuoce la visione delle dimonia1 per che per la visione di me 7la quale per fede veggono e per amore tengono1 perch in loro non veleno di peccato7 la obscurit e terribilezza loro non lo' d noia n alcuno timore1 perch in loro non hanno timore servile1 anco timore sancto4 ,unde non temono e' loro inganni1 perch col lume sopranaturale e col lume della sancta ,scriptura cognoscono gl'inganni suoi1 s che non ricevono tenebre n turbazione di mente4 ,or cos gloriosamente passano bagnati nel ,sangue1 con la fame della salute de l'anime1 tucti affocati nella carit del proximo1 passati per la porta del ,verbo e intrati in me4 ,e dalla mia bont sonno conlocati ciascuno nello stato suo1 e misurato lo' secondo la misura che hanno recata a me de l'affecto della carit4 ,,capitolo ,,cxxxii ,de la morte de' peccatori e de le pene loro nel punto de la morte4 --,o carissima figliuola1 non tanta l'excellenzia di costoro1 che e' non abbino molta pi miseria e' miseri tapinelli de' quali ,io t'ho narrato4 ,quanto terribile e obscura la morte loro6 ,per che nel punto della morte1 s come ,io ti dixi1 le dimonia gli accusano con tanto terrore e obscurit1 mostrando la figura loro1 che sai che tanto orribile che ogni pena che in questa vita si potesse sostenere eleggerebbe la creatura1 inanzi che vederlo nella visione sua4 ,e anco se li rinfresca lo stimolo della coscienzia1 che miserabilemente il rode nella coscienzia sua4 ,le disordinate delizie e la propria sensualit 7la quale si fece signora1 e la ragione fece serva71 l'acusano miserabilmente1 perch alora cognosce la verit di quello che in prima non cognosceva4 ,unde viene a grande confusione de l'errore suo1 perch nella vita sua vixe come infedele e non fedele a me1 perch l'amore proprio gli vel la pupilla del lume della sanctissima fede4 ,el dimonio el molesta d'infedelit1 per farlo venire a disperazione4 ,oh6 quanto gli dura questa bactaglia1 perch 'l truova disarmato e non gli truova l'arme de l'affecto della carit1 perch in tucto1 come membri del diavolo1 ne sonno stati privati4 ,unde non hanno lume sopranaturale n quel della scienzia1 perch non l'intesero1 per che le corna della superbia non lo' lassano intendere la dolcezza del suo merollo2 unde ora nelle grandi bactaglie non sanno che si fare4 ,nella speranza essi non sonno notricati1 per che non hanno sperato in me n nel ,sangue1 del quale ,io gli feci ministri1 ma solo in loro medesimi e negli stati e delizie del mondo4 ,e non vedeva il misero dimonio incarnato che ogni cosa gli stava ad usura1 e come debitore gli conveniva rendere ragione dinanzi a me8 ,ora si truova innudo e senza alcuna virt1 e1 da qualunque lato egli si vlle1 non ode altro che rimproverio con grande confusione4 ,la ingiustizia sua1 la quale egli ha usata nella vita1 l'accusa a la coscienzia1 unde non s'ardisce di dimandare altro che giustizia4 ,e dicoti che tanta quella vergogna e confusione1 che1 se non che essi s'hanno preso nella vita loro per uno uso di sperare nella misericordia mia1 bene che per li loro difecti ella grande presumpzione 7perch colui che offende col braccio della misericordia1 in effecto non si pu dire che questa sia speranza di misericordia1 ma pi tosto presumpzione71 ma pure ha preso l'acto della misericordia2 unde1 venendo a l'extremit della morte e cognoscendo il difecto suo e scaricando la coscienzia per la sancta confessione1 levata la presumpzione1 che non offende pi1 e rimane la misericordia4 ,e con questa misericordia possono pigliare atacco di speranza1 se essi vogliono4 ,che se non fusse questo1 neuno sarebbe che non si disperasse1 e con la disperazione giognarebbe con le dimonia a l'etterna dannazione4 ,questo fa la mia misericordia3 di farli sperare1 nella vita loro1 nella misericordia1 bene che ,io non lo' 'l do perch essi offendano con la misericordia1 ma perch si dilatino in carit e in considerazione della bont mia4 ,ma essi l'usano tucta in contrario1 per che con la speranza1 che essi hanno presa della mia misericordia1 m'offendono4 ,e nondimeno ,io gli pure conservo nella speranza della misericordia1 perch ne l'ultimo della morte egli abbino a che ataccarsi e al tucto non vengano meno nella reprensione e non giongano a disperazione4 ,per che molto pi spiacevole a me e danno a loro questo ultimo peccato del disperarsi1 che tucti gli altri peccati che egli hanno commessi4 ,e questa la cagione perch egli pi danno a loro e spiacevole a me3 perch gli altri peccati essi gli fanno con alcuno dilecto della propria sensualit1 e alcuna volta se ne dolgono1 unde se ne possono dolere per modo che per quello dolere ricevono misericordia4 ,ma al peccato della disperazione non ve li muove fragilit1 per che non vi truovano alcuno dilecto n altro che pena intollerabile2 e nella disperazione spregia la misericordia mia1 facendo maggiore il difecto suo che la misericordia e bont mia4 ,unde1 caduto che egli in questo peccato1 non si pente n ha dolore de l'offesa mia in verit come si debba dolere3 duolsi bene del danno suo1 ma non si duole de l'offesa che ha facta a me2 e cos riceve la etterna dannazione4 ,s che vedi che solo questo peccato el conduce a l'inferno1 e ne l'inferno crociato di questo e di tucti gli altri difecti che egli ha commessi4 ,e se egli si fusse doluto e pentutosi de l'offesa che aveva facta a me e avesse sperato nella misericordia1 avarebbe trovato misericordia4 ,per che senza alcuna comparazione1 s come io ti dixi1 maggiore la misericordia mia che tucti e' peccati che potesse commectere neuna creatura4 ,e per molto mi dispiace che essi pongano maggiori e' difecti loro2 e questo quel peccato che non perdonato n di qua n di l4 ,e perch nel punto della morte 7poi che la vita loro passata disordinatamente e scelleratamente71 perch molto mi dispiace la disperazione1 vorrei che pigliassero speranza nella misericordia mia1 e per nella vita loro ,io uso questo dolce inganno1 cio di farli sperare largamente nella misericordia mia2 per che1 quando vi sonno nutricati dentro in questa speranza1 giognendo a la morte non sonno cos inchinevoli a lassarla per le dure reprensioni che odono1 s come farebbero non essendovisi nutricati dentro4 ,tucto questo lo' d el fuoco e l'abisso della inextimabile carit mia4 ,ma1 perch essi l'hanno usata con la tenebre de l'amore proprio1 unde l' proceduto ogni difecto1 non l'hanno cognosciuta in verit2 e per l' reputato a grande presumpzione1 quanto che ne l'affecto loro1 la dolcezza della misericordia4 ,e questa un'altra reprensione che lo' d la coscienzia ne l'aspecto delle dimonia1 rimproverando che 'l tempo e la larghezza della misericordia1 nella quale egli sperava1 si doveva dilatare in carit e in amore delle virt e con virt spendere il tempo che ,io per amore lo' diei2 e eglino1 col tempo e con la larga speranza della misericordia1 m'offendevano miserabilemente4 ,o cieco1 sopra cieco6 ,tu sotterravi la margarita e il talento che ,io ti missi nelle mani perch tu guadagnassi con esso2 e tu1 come presumptuoso1 non volesti fare la volont mia1 anco el sotterrasti socto la terra del disordinato amore proprio di te medesimo1 il quale ora ti rende fructo di morte4 ,oh1 misero te6 quanta grande la pena tua1 la quale tu ora ne l'extremit ricevi4 ,elle non ti sonno occulte le tue miserie1 per che 'l vermine della coscienzia ora non dorme1 anco rode4 ,le dimonia ti gridano e rendonti el merito che egli usano di rendere a' servi loro3 confusione e rimproverio4 ,acci che nel punto della morte tu non l'esca delle mani1 vogliono che tu gionga a la disperazione1 e per ti dnno la confusione1 acci che poi1 con loro insieme1 ti rendano di quello che egli hanno per loro4 ,oh1 misero6 la dignit1 nella quale ,io ti posi1 ti si rapresenta lucida come ella 4 ,e per tua vergogna1 cognoscendo che tu l'hai tenuta e usata in tanta tenebre di colpa la substanzia della sancta ,chiesa1 ti pone innanzi che tu se' ladro e debitore1 el quale dovevi rendere il debito a' poveri e a la sancta ,chiesa4 ,alora la coscienzia tua tel rapresenta che tu l'hai speso e dato a le publiche meritrici1 e notricati e' figliuoli e aricchiti e' parenti tuoi1 e haitelo cacciato gi per la gola con adornamento di casa e con molti vasi de l'argento1 col dove tue dovevi vivere con povert volontaria4 ,l'officio divino ti rapresenta la tua coscienzia1 ch tu el lassavi1 e non ti curavi perch cadessi nella colpa del peccato mortale2 e1 se tu el dicevi con la bocca1 el cuore tuo era di longa da me4 ,e' subditi tuoi1 cio la carit e la fame1 che verso di loro dovevi avere di notricarli in virt1 dando lo' exemplo di vita e bacterli con la mano della misericordia e con la verga della giustizia2 e1 perch tu facesti el contrario1 la coscienzia ne l'orribile aspecto delle dimonia ti riprende4 ,e se tu1 prelato1 hai date le prelazioni o cura d'anime a veruno tuo subdito ingiustamente1 cio che tu non abbi veduto a cui e come tu l'hai dato1 ti si pone dinanzi a la coscienzia1 perch tu le dovevi dare non per parole lusinghevoli n per piacere alle creature n per doni1 ma solo per rispecto di virt1 per onore di me e salute de l'anime4 ,e perch tu non l'hai facto1 ne se' ripreso2 e per maggiore tua pena e confusione hai dinanzi a la coscienzia e al lume de l'intellecto quello che tu hai facto1 che non dovevi fare1 e quello che tu dovevi fare1 che tu non hai facto4 ,e voglio che tu sappi1 carissima figliuola1 che pi perfectamente si cognosce la bianchezza allato al nero e il nero allato a la bianchezza1 che separati l'uno da l'altro4 ,cos adiviene a questi miseri1 a costoro in particulare e a tucti gli altri generalmente1 che nella morte 7dove l'anima comincia pi a vedere i guai suoi1 e il giusto la beatitudine sua7 ella rapresentata al misero la vita sua scellerata4 ,e non bisogna che alcuno l'il ponga dinanzi1 per che la coscienzia sua si pone innanzi e' difecti che egli ha commessi e le virt che doveva adoperare4 ,perch la virt8 per maggiore sua vergogna3 perch1 essendo allato il vizio e la virt1 per la virt cognosce meglio el difecto1 e quanto pi el cognosce1 maggiore vergogna n'ha4 ,e per lo difecto suo cognosce meglio la perfeczione della virt1 unde ha maggiore dolore1 perch si vede nella vita sua essere stato fuore d'ogni virt4 ,e voglio che tu sappi che nel cognoscimento1 che essi hanno della virt e del vizio1 veggono troppo bene el bene che sguita doppo la virt a l'uomo virtuoso1 e la pena che sguita a quel che giaciuto nella tenebre del peccato mortale4 ,questo cognoscimento do non perch venga a disperazione1 ma perch venga a perfecto cognoscimento di s e a vergogna del difecto suo con esperanza2 acci che con la vergogna e cognoscimento sconti de' difecti suoi e plachi l'ira mia1 dimandando umilmente misericordia4 ,el virtuoso ne cresce in gaudio e in cognoscimento della mia carit1 perch retribuisce la grazia d'avere seguitate le virt e d'essere ito per la dottrina della mia ,verit1 da me e non da s1 e per exulta in me4 ,con questo vero lume e cognoscimento gusta e riceve il dolce fine suo per lo modo che ,io in un altro luogo ti dixi4 ,s che l'uno exulta in gaudio1 cio il giusto che vissuto con ardentissima carit1 e lo iniquo tenebroso si confonde in pena4 ,al giusto la tenebre e visione delle dimonia non gli nuoce1 e non teme1 per che solo el peccato quel che teme e riceve nocimento4 ,ma quegli1 che lascivamente e con molte miserie hanno guidata la vita loro1 ricevono nocimento e timore ne l'aspecto delle dimonia4 ,non nocimento di disperazione1 se essi non vorranno1 ma di pena di riprensione1 di rinfrescamento di coscienzia e di paura e timore ne l'orribile aspecto loro4 ,ora vedi quanto differente1 carissima figliuola1 la pena della morte e la bactaglia che ricevono nella morte1 quella del giusto da quella del peccatore1 e quanto differente il fine loro4 ,una piccola1 piccola particella te n'ho narrato e mostrato a l'occhio de l'intellecto tuo3 ed s piccola per rispecto di quel che ella 1 cio della pena che riceve l'uno e del bene che riceve l'altro1 che quasi non cavelle4 ,or vedi quanta la ciechit dell'uomo1 e spezialmente di questi miserabili1 per che tanto quanto hanno ricevuto pi da me e pi sonno illuminati della sancta ,scriptura1 pi sonno obligati e ricevono pi intollerabile confusione4 ,e perch pi cognobbero della sancta ,scriptura nella vita loro1 pi cognoscono nella morte loro e' grandi difecti che hanno commessi1 e sonno conlocati in maggiori tormenti che gli altri1 s come e' buoni sonno posti in maggiore excellenzia4 ,a costoro adiviene come del falso cristiano1 che ne l'inferno posto in maggiore tormento che uno pagano1 perch esso ebbe il lume della fede e renunzi al lume della fede1 e colui non l'ebbe4 ,cos questi miseri avaranno pi pena d'una medesima colpa che gli altri cristiani1 per lo misterio che ,io lo' diei dando lo' a ministrare il ,sole del sancto ,sacramento1 e perch ebbero el lume della scienzia a potere discernere la verit e per loro e per altrui1 se essi avessero voluto4 ,e per giustamente ricevono maggiori pene4 ,ma e' miseri nol cognoscono2 ch1 se essi avessero punto di considerazione dello stato loro1 non verrebbero in tanti mali1 ma sarebbero quel che debbono essere e non sonno4 ,anco tucto el mondo corrocto1 facendo molto peggio essi che i secolari nel grado loro4 ,unde con le loro puzze lordano la faccia de l'anime loro e corrompono e' subditi e succhiano il sangue a la sposa mia1 cio alla sancta ,chiesa4 ,unde per li loro difecti essi la impalidiscono1 cio che l'amore e l'affecto della carit1 che debbono avere a questa sposa1 l'hanno posto a loro medesimi1 e non actendono ad altro che a piluccarla e a trarne le prelazioni e le grandi rendite1 dove essi debbono cercare anime4 ,unde per la loro mala vita vengono e' secolari ad inreverenzia e a disobbedienzia alla sancta ,chiesa1 bench essi nol debbano fare4 ,e non scusato il difecto loro per lo difecto de' ministri4 ,,capitolo ,,cxxxiii ,repetizione breve sopra molte cose gi decte1 e come ,dio in tucto vieta che i sacerdoti non siano toccati per le mani de' secolari1 e come invita la predecta anima a piangere sopra essi miseri sacerdoti4 --,molti difecti t'avarei a dire2 ma non voglio pi apuzzare l'orecchie tue4 ,hotti narrato questo per satisfare al desiderio tuo1 e perch tu sia pi sollicita a offerire dolci1 amorosi e amari desidri dinanzi a me per loro4 ,e hotti contata della excellenzia nella quale ,io gli ho posti1 e del tesoro che v' ministrato per le mani loro1 cio del sancto ,sacramento tucto ,dio e tutto uomo1 dandoti la similitudine del sole1 acci che tu vedessi che per li loro difecti non diminuisce la virt di questo ,sacramento3 e per non voglio che diminuisca la reverenzia verso di loro4 ,e hotti mostrata la excellenzia de' virtuosi ministri miei1 in cui riluceva la margarita delle virt e della sancta giustizia4 ,e hotti mostrato quanto m' spiacevole l'offesa che fanno e' persecutori della sancta ,chiesa1 e la inreverenzia che essi hanno al ,sangue2 per che1 perseguitando loro1 el reputo facto al ,sangue e non a loro1 per che ,io l'ho vetato che non tocchino e' cristi miei4 ,ora t'ho contiato della vitoperosa vita loro1 e quanto miseramente vivono1 e quanta pena e confusione hanno nella morte1 e quanto crudelmente1 pi che gli altri1 sonno cruciati doppo la morte4 ,ora t'ho atenuto quel ch',io ti promissi1 cio di narrarti della vita loro alcuna cosa2 e hotti satisfacto di quel che mi dimandasti1 volendo tu che ,io t'actenesse quel che promesso t'aveva4 ,ora ti dico da capo che1 con tucti quanti e' loro difecti1 e se fussero ancora pi1 ,io non voglio che neuno secolare s'impacci di punirli4 ,e se essi el faranno1 non rimarr impunita la colpa loro1 se gi non la puniscono con la contrizione del cuore1 ammendandosi de' difecti loro4 ,ma l'uno e gli altri sonno dimni incarnati1 e per divina giustizia l'uno dimonio punisce l'altro2 e l'uno e l'altro offende4 ,el secolare non scusato per lo peccato del prelato1 n il prelato per lo peccato del secolare4 ,ora invito te1 carissima figliuola1 e tucti gli altri servi miei a piagnere sopra questi morti1 e a stare come pecorelle nel giardino della sancta ,chiesa a pascere per sancto desiderio e continue orazioni1 offerendole dinanzi a me per loro1 per che ,io voglio fare misericordia al mondo4 ,e non vi ritraete da questo pascere n per ingiuria n per alcuna prosperit1 cio che non voglio che alziate il capo n per impazienzia n per disordinata allegrezza1 ma umilmente actendete a l'onore di me e alla salute de l'anime e alla reformazione della sancta ,chiesa4 ,e questo mi sar segno che tu e gli altri m'amiate in verit4 ,tu sai bene che ,io ti manifestai che volevo che tu e gli altri fuste pecorelle1 le quali sempre pasceste nel giardino della sancta ,chiesa1 sostenendo con fadiga1 infino a l'ultimo della morte4 ,e1 cos facendo1 adempir e' desidri tuoi4 ,,capitolo ,,cxxxiv ,come questa devota anima1 laudando e ringraziando ,dio1 fa orazione per la sancta ,chiesa4 ,alora quella anima1 come ebbra1 ansietata e affocata d'amore1 ferito el cuore di molta amaritudine1 si vlleva alla somma ed etterna bont1 dicendo3--,o ,dio etterno1 o luce sopra ogni altra luce1 ch da te esce ogni luce6 o fuoco sopra ogni fuoco1 per che tu se' solo quello fuoco che ardi e non consumi2 e consumi ogni peccato e amore proprio che trovassi ne l'anima2 e non la consumi affliggitivamente1 ma ingrassila d'amore insaziabile1 per che1 saziandola1 non si sazia1 ma sempre ti desidera1 e quanto pi t'ha pi ti cerca1 e quanto pi ti desidera pi truova e gusta di te1 sommo ed etterno fuoco1 abisso di carit6 ,o sommo ed etterno ,bene1 chi t'ha mosso te1 ,dio infinito1 d'aluminare me1 tua creatura finita1 del lume della tua verit8 ,tu1 esso medesimo fuoco d'amore1 ne se' cagione4 ,per che sempre l'amore quello che ha costrecto e costrigne te a crearci a la imagine e similitudine tua1 e a farci misericordia donando smisurate e infinite grazie alle tue creature che hanno in loro ragione4 ,o ,bont sopra ogni bont6 tu solo se' colui che se' sommamente buono1 e nondimeno tu donasti el ,verbo de l'unigenito tuo ,figliuolo a conversare con noi1 puzza e pieni di tenebre4 ,di questo chi ne fu cagione8 ,l'amore1 per che ci amasti prima che noi fussimo4 ,o buono1 o etterna grandezza1 facestiti basso e piccolo per fare l'uomo grande4 ,da qualunque lato ,io mi vllo1 non truovo altro che abisso e fuoco della tua carit4 ,e sar io quella misera che possa restituire alle grazie e a l'affocata carit che tu hai mostrata1 e mostri tanto affocato amore in particulare1 oltre a la carit comune e amore che tu mostri a le tue creature8 ,no3 ma solo tu1 dolcissimo e amoroso ,padre1 sarai quello che sarai grato e cognoscente per me1 cio che l'affecto della tua carit medesima ti render grazie2 per che io so' colei che non so'4 ,e se io dicesse alcuna cosa per me1 io mentirei sopra el capo mio e sarei mendace figliuola del dimonio1 che padre delle bugie4 ,per che tu se' solo colui che se'2 e l'essere e ogni grazia1 che hai posta sopra l'essere1 ho da te1 che mel desti e di per amore e non per debito4 ,o dolcissimo ,padre1 quando l'umana generazione giaceva inferma per lo peccato di ,adam1 e tu le mandasti el medico del dolce e amoroso ,verbo1 tuo ,figliuolo4 ,ora1 quando ,io giacevo inferma della infermit della negligenzia e di molta ignoranzia1 e tu1 soavissimo e dolcissimo medico1 ,dio etterno1 m'hai data una soave1 dolce e amara medicina1 acci che io guarisca e mi levi da la mia infermit4 ,soave m'1 per che con la soavit e carit tua hai manifestato te a me3 dolce sopra ogni dolce m'1 per che hai illuminato l'occhio de l'intellecto mio col lume della sanctissima fede4 ,nel quale lume1 secondo che t' piaciuto di manifestare1 cognobbi la excellenzia e la grazia che hai data a l'umana generazione1 ministrando tucto ,dio e tucto uomo nel corpo mistico della sancta ,chiesa1 e la dignit de' tuoi ministri1 e' quali hai posti che ministrino te a noi4 ,io desideravo che tu satisfacessi a la promessa la quale facesti a me2 e tu desti molto pi1 dando quello che io non sapevo adomandare4 ,unde io cognosco veramente in verit che 'l cuore dell'uomo non sa tanto adimandare n desiderare quanto tu pi di2 e cos veggo che tu se' colui che se'1 infinito e etterno ,bene1 e noi siamo coloro che non siamo4 ,e perch tu se' infinito e noi finiti1 per di tu quello che la tua creatura1 che ha in s ragione1 non pu n sa tanto desiderare3 n per quel modo che tu sai1 puoi e vuogli satisfare a l'anima e saziarla di quelle cose che ella non t'adimanda1 n per quel modo tanto dolce e piacevole quanto tu le di4 ,e per ho ricevuto lume nella grandezza e carit tua per l'amore1 che hai manifestato che tu hai a tucta l'umana generazione1 e singularmente agli unti tuoi1 e' quali debbono essere angeli terrestri in questa vita4 ,mostrato hai la virt e beatitudine di questi tuoi unti1 e' quali sonno vissuti come lucerne ardenti con la margarita della giustizia nella sancta ,chiesa4 ,e1 per questo1 meglio ho cognosciuto el difecto di coloro che miserabilemente vivono4 ,unde ho conceputo grandissimo dolore de l'offesa tua e danno di tucto quanto el mondo3 perch fanno danno al mondo1 essendo specchio di miseria1 dove essi debbono essere specchio di virt4 ,e perch tu a me1 misera1 cagione e strumento di molti difecti1 hai manifestate e lamentatoti delle iniquit loro1 ho trovato dolore intollerabile4 ,tu1 amore inextimabile1 l'hai manifestato dandomi la medicina dolce e amara1 perch io mi levi in tucto da la infermit della ignoranzia e negligenzia1 e con sollicitudine e anxietato desiderio ricorra a te1 cognoscendo me e la bont tua1 e l'offese che sonno facte a te da ogni maniera di gente e spezialmente da' ministri tuoi1 acci che io distilli uno fiume di lagrime sopra me miserabile1 traendole del cognoscimento della tua infinita bont1 e sopra questi morti1 e' quali tanto miserabilmente vivono4 ,unde io non voglio1 ineffabile fuoco e dileczione di carit1 ,padre etterno1 che 'l desiderio mio si stanchi mai di desiderare il tuo onore e la salute de l'anime1 e gli occhi miei non si ristiano2 ma dimandoti per grazia che sieno facti due fiumi d'acqua1 che esca di te1 mare pacifico4 ,grazia1 grazia sia a te1 ,padre1 che1 satisfacendo a me di quel che io ti dimandai e di quello che io non cognoscevo e non ti dimandai1 tu m'hai invitata1 dandomi la materia del pianto1 e d'offerire dolci e amorosi e anxietati desidri dinanzi da te con umile e continua orazione4 ,ora t'adimando che tu facci misericordia al mondo e alla sancta ,chiesa tua4 ,pregoti che tu adempia quello che tu mi fai adimandare4 ,oim1 misera1 dolorosa l'anima mia1 cagione d'ogni male6 ,non indugiare pi a fare misericordia al mondo3 conscende e adempie il desiderio de' servi tuoi4 ,oim6 tu se' colui che gli fai gridare3 adunque ode la voce loro4 ,la tua ,verit disse che noi chiamassimo e sarebbeci risposto1 bussassimo e sarebbeci aperto1 chiedessimo e sarebbeci dato4 ,o ,padre etterno1 e' servi tuoi chiamano a te misericordia3 risponde lo' dunque4 ,io so bene che la misericordia t' propria1 e per non la puoi stollere che tue non la dia a chi te l'adomanda4 ,essi bussano a la porta della tua ,verit1 per che nella ,verit tua1 unigenito tuo ,figliuolo1 cognoscono l'amore ineffabile che tu hai a l'uomo1 s che bussano a la porta4 ,unde il fuoco della tua carit non si debba n pu tenere che tu non apra a chi bussa con perseveranzia4 ,adunque apre1 diserra e spezza e' cuori indurati delle tue creature3 non per loro che non bussano1 ma fallo per la tua infinita bont e per amore de' servi tuoi1 che bussano a te per loro4 ,d lo'1 ,padre etterno1 ch vedi che stanno a la porta della ,verit tua e chiegono4 ,e che chiegono8 il ,sangue di questa porta1 ,verit tua4 ,e nel sangue tu hai lavate le iniquit1 e tracta la marcia del peccato d',adam4 ,el ,sangue nostro1 per che ce n'hai facto bagno3 nol puoi n vuogli disdire a chi te l'adimanda in verit4 ,d' dunque il fructo del ,sangue a le tue creature3 pone nella bilancia el prezzo del sangue del tuo ,figliuolo1 acci che le dimonia infernali non ne portino le tue pecorelle4 ,oh6 tu se' pastore buono1 che ci desti el ,pastore vero de l'unigenito tuo ,figliuolo1 el quale1 per l'obbedienzia tua1 pose la vita per le tue pecorelle e del ,sangue ci fece bagno4 ,questo quel ,sangue che t'adimandano come affamati e' servi tuoi a questa porta3 per lo quale ,sangue adimandano che tu facci misericordia al mondo1 e rifiorisca la sancta ,chiesa di fiori odoriferi di buoni e sancti pastori1 e con l'odore spenga la puzza degl'iniqui fiori e putridi4 ,tu dicesti1 ,padre etterno1 che per l'amore che tu hai alle tue creature1 che hanno in loro ragione1 che con l'orazioni dei servi tuoi e col molto loro sostenere fadighe senza colpa1 faresti misericordia al mondo e riformaresti la ,chiesa tua1 e cos ci daresti refrigerio4 ,adunque non indugiare a vllere l'occhio della tua misericordia1 ma risponde1 per che vuoli rispondere prima che noi chiamiamo1 con la voce della tua misericordia4 ,apre la porta della tua inextimabile carit1 la quale ci donasti per la porta del ,verbo4 ,s1 so io che tu apri prima che noi bussiamo1 per che con l'affecto e amore1 che hai dato a' servi tuoi1 bussano e chiamano a te1 cercando l'onore tuo e la salute de l'anime4 ,dona lo' dunque il pane della vita1 cio il fructo del sangue de l'unigenito tuo ,figliuolo1 el quale t'adimandiamo per gloria e loda del nome tuo e per salute de l'anime4 ,per che pi gloria e loda pare che torni a te a salvare tante creature1 che a lassarle obstinate permanere nella durizia loro4 ,a te1 ,padre etterno1 ogni cosa possibile3 poniamo che tu ci creasti senza noi1 ma salvare senza noi questo non vuogli fare2 ma pregoti che sforzi la volont loro e dispongali a volere quello che essi non vogliono4 ,questo t'adimando per la tua infinita misericordia4 ,tu ci creasti di non cavelle2 adunque1 ora che noi siamo1 facci misericordia e rifa' e' vaselli che tu hai creati e formati a la imagine e similitudine tua4 ,riformagli a grazia nella misericordia e nel sangue del tuo ,figliuolo1 ,cristo dolce ,ies4 ,,tractato ,,de ,,la ,,providenzia ,,capitolo ,,cxxxv ,qui comincia el tractato de la providenzia di ,dio4 ,e prima de la providenzia in generale1 cio come providde creando l'uomo a la imagine e similitudine sua4 ,e come provide con la incarnazione del ,figliuolo suo1 essendo serrata la porta del paradiso per lo peccato d',adam4 ,e come providde dandocisi in cibo continuamente nell'altare4 ,alora el sommo ed etterno ,padre con benignit ineffabile volleva l'occhio della sua clemenzia inverso di lei1 quasi volendo mostrare che in tucte le cose la providenza sua non mancava mai a l'uomo1 pure che egli la voglia ricevere1 manifestandolo con uno dolce lagnarsi dell'uomo in questo modo1 dicendo3 --,o carissima figliuola mia1 s come in pi luoghi ,io t'ho decto1 ,io voglio fare misericordia al mondo e in ogni necessit provedere a la mia creatura che ha in s ragione4 ,ma lo ignorante uomo piglia in morte quello che ,io do in vita1 e cos si fa crudele a se medesimo4 ,io sempre proveggo2 e s ti fo sapere che ci che ,io ho dato a l'uomo somma providenzia4 ,unde con providenzia el creai3 quando raguardai in me medesimo1 inamora'mi della mia creatura2 piacquemi di crearla a la imagine e similitudine mia con molta providenzia4 ,unde providdi di darle la memoria perch ritenesse i benefizi miei1 facendole participare della potenzia di me ,padre etterno4 ,die' le l'intellecto acci che nella sapienzia de l'unigenito mio ,figliuolo ella intendesse e cognoscesse la volont di me ,padre etterno1 donatore delle grazie a lei con tanto fuoco d'amore4 ,die' le la volont ad amare1 participando la clemenzia dello ,spirito sancto1 acci che potesse amare quello che lo 'ntellecto vide e cognobbe4 ,questo fece la dolce mia providenzia solo perch ella fusse capace ad intendere e gustare me1 e godere de l'etterna mia bont ne l'etterna mia visione4 ,e1 s come in molti luoghi ,io t'ho narrato1 perch giognesse a questo fine1 essendo serrato el cielo per la colpa d',adam1 il quale non cognobbe la sua dignit1 raguardando con quanta providenzia e amore ineffabile ,io l'avevo creato2 unde1 perch egli non la conobbe1 per cadde nella disobbedienzia1 e dalla disobbedienzia a la immondizia1 con superbia e piacere feminile1 volendo pi tosto conscendere e piacere a la compagna sua 7poniamo che non credesse per a lei quello che ella diceva71 consenti pi tosto di trapassare l'obbedienzia mia che contristarla2 cos per questa disobbedienzia vennero e sonno venuti poi tucti quanti e' mali2 tucti contraeste di questo veleno 7della quale disobbedienzia in uno altro luogo ti narrar come ella pericolosa1 ad commendazione de l'obbedienzia72 unde1 per tollere via questa morte1 ,io providi a l'uomo dandovi el ,verbo de l'unigenito mio ,figliuolo con grande prudenzia e providenzia per provedere a la vostra necessit4 ,dico con prudenzia1 per che con l'esca della vostra umanit e l'amo della mia ,deit ,io presi el dimonio1 el quale non pot cognoscere la mia ,verit4 ,la quale ,verit1 ,verbo incarnato1 venne a consumare e a distruggere la sua bugia con la quale aveva ingannato l'uomo4 ,s che usai grande providenzia e prudenzia4 ,pensa1 carissima figliuola1 che maggiore non la poteva usare che darvi el ,verbo de l'unigenito mio ,figliuolo4 ,a lui posi la grande obbedienzia per trare il veleno1 che per la disobbedienzia era caduto ne l'umana generazione4 ,unde egli1 come inamorato vero obbediente1 corse a l'obrobriosa morte della sanctissima croce1 e con la morte vi die' la vita4 ,none in virt de l'umanit1 ma in virt della mia ,deit2 la quale1 per mia providenzia1 unii con la natura umana per satisfare a la colpa che era facta contra a me1 ,bene infinito1 la quale richiedeva satisfaczione infinita1 cio che la natura umana1 che aveva offeso 7che era finita71 fusse unita con cosa infinita1 acci che infinitamente satisfacesse a me infinito1 e a la natura umana1 a' passati1 a' presenti e a' futuri1 e tanto quanto offendesse l'uomo1 volendo ritornare a me nella vita sua1 trovasse perfecta satisfaczione4 ,e per unii la natura divina con la natura umana1 per la quale unione avete ricevuta satisfaczione perfecta4 ,questo ha facto la mia providenzia3 che1 con l'operazione finita 7ch finita fu la pena della croce nel ,verbo71 avete ricevuto fructo infinito in virt della ,deit1 come decto 4 ,questa infinita ed etterna providenzia di me ,dio1 ,padre vostro1 ,trinit etterna1 provide di rivestire l'uomo4 ,el quale1 avendo perduto el vestimento della innocenzia e dinudato d'ogni virt1 periva di fame e moriva di freddo in questa vita della perregrinazione4 ,soctoposto era ad ogni miseria1 serrata era la porta del cielo e perduta n'aveva ogni speranza2 la quale speranza1 se l'avesse potuta pigliare1 gli sarebbe stato uno refrigerio in questa vita4 ,none l'aveva1 e per stava in grande affliczione4 ,ma ,io1 somma providenzia1 providi a questa necessit3 unde1 non costrecto dalle vostre giustizie n virt1 ma dalla mia bont1 vi diei el vestimento per mezzo di questo dolce e amoroso ,verbo unigenito mio ,figliuolo4 ,el quale1 spogliando s della vita1 rivest voi di innocenzia e di grazia2 la quale innocenzia e grazia ricevete nel sancto baptesmo in virt del ,sangue1 lavando la macchia del peccato originale1 nel quale ste conceputi1 contraendolo dal padre e dalla madre vostra4 ,e per la mia providenzia provide non con pena di corpo1 s come era usanza nel ,testamento vecchio1 quando erano circuncisi1 ma con la dolcezza del sancto baptesmo4 ,s che egli rivestito4 ,anco l'ho scaldato1 manifestandovi l'unigenito mio ,figliuolo1 per l'apriture del ,corpo suo1 el fuoco della mia carit1 el quale era velato sotto questa cennere de l'umanit vostra4 ,e non de questo riscaldare l'affreddato cuore de l'uomo1 se egli non gi obstinato1 aciecato dal proprio amore1 che egli non si vegga amare da me tanto ineffabilemente8 ,la mia providenzia gli ha dato el cibo per confortarlo mentre che egli perregrino e viandante in questa vita1 s come in un altro luogo ti dixi4 ,facto ho indebilire i nemici suoi1 che veruno gli pu nocere se non esso medesimo4 ,la strada battuta nel ,sangue della mia ,verit1 acci che possa giognere al termine suo1 a quello fine per lo quale ,io el creai4 ,e che cibo questo8 ,s come in un altro luogo ,io ti narrai1 il ,corpo e 'l ,sangue di ,cristo crocifixo tucto ,dio e tucto uomo1 cibo degli angeli e cibo di vita4 ,cibo che sazia ogni affamato che di questo pane si dilecta1 ma none colui che non ha fame2 per che egli uno cibo che vuole essere preso con la bocca del sancto desiderio e gustato per amore4 ,s che vedi che la mia providenzia ha proveduto di darli conforto4 ,,capitolo ,,cxxxvi ,come ,dio providde dando la speranza ne le sue creature4 ,e come chi pi perfectamente spera1 pi perfectamente gusta la providenzia sua4 --,anco gli ho dato el refrigerio della speranza1 se col lume della sanctissima fede raguarda el prezzo del ,sangue che pagato per lui1 el quale gli d ferma speranza e certezza della salute sua4 ,negli obrobri di ,cristo crocifixo gli renduto l'onore2 ch se con tucte le membra del corpo suo egli offende me1 e ,cristo benedecto1 dolcissimo mio ,figliuolo1 in tucto el ,corpo suo ha sostenuti grandissimi tormenti1 e con la sua obbedienzia ha levata la vostra disobbedienzia4 ,dalla quale obbedienzia tucti avete contracto la grazia1 s come per la disobbedienzia tucti contraeste la colpa4 ,questo v'ha conceduto la mia providenzia1 la quale1 dal principio del mondo infino al d d'oggi1 ha proveduto e proveder1 infino a l'ultimo1 a la necessit e salute dell'uomo in molti e diversi modi 7secondo che ,io1 giusto e vero medico1 veggo che vi bisogna a le vostre infermit71 secondo che n'ha bisogno per renderli sanit perfecta o per conservarlo nella sanit4 ,la mia providenzia non mancar mai1 a chi la vorr ricevere1 in quegli che perfectamente sperano in me4 ,e chi spera in me1 bussa e chiama in verit1 non solamente con la parola1 ma con affecto e col lume della sanctissima fede1 gustaranno me nella providenzia mia2 ma non coloro che solamente bussano e suonano col suono della parola1 chiamandomi3--,signore1 ,signore6--,dicoti che1 se essi con altra virt non m'adimandano1 non saranno conosciuti da me per misericordia1 ma per giustizia4 ,s che ,io ti dico che la mia providenzia non mancar a chi in verit spera in me1 ma in chi si dispera di me e spera in s4 ,sai che speranza in due cose contrarie non si pu ponere4 ,questo volse dire a voi la mia ,verit nel sancto ,evangelio1 quando dixe3 ,veruno pu servire a due signori2 ch1 se serve a l'uno1 incontempto a l'altro4 ,servire non senza speranza1 per che 'l servo1 che serve1 serve con esperanza che ha nel prezzo e utilit che se ne vede trare1 o con esperanza che egli ha di piacere al signore suo4 ,onde al nemico del suo signore punto non servirebbe2 el quale servizio fare non potrebbe senza alcuna speranza4 ,onde1 servendo e sperando1 si vederebbe privare di quello che aspectava dal signore suo4 ,or cos pensa1 carissima figliuola1 che adiviene a l'anima3 o egli si conviene che ella serva e speri in me1 o serva e speri nel mondo e in se medesima3 per che tanto serve al mondo1 fuore di me1 di servizio sensuale1 quanto serve e ama la propria sensualit2 del quale amore e servizio spera d'avere dilecto1 piacere e utilit sensitiva4 ,ma1 perch la speranza sua posta in cosa finita1 vana e transitoria1 per gli viene meno1 e non giogne in effecto di quel che desiderava4 ,mentre che egli spera in s e nel mondo1 none spera in me3 perch 'l mondo1 cio i desidri mondani dell'uomo sono a me in odio1 e in tanta abominazione mi furono che ,io diei l'unigenito mio ,figliuolo a l'obrobriosa morte della croce2 onde il mondo non ha conformit meco1 n ,io con lui4 ,ma l'anima1 che perfectamente spera in me e serve con tucto el cuore e con tucto l'affecto suo1 subbito per necessit1 per la cagione decta1 si conviene che si disperi di s e del mondo1 di speranza posta con propria fragilit4 ,questa vera e perfecta speranza meno e pi perfecta1 secondo la perfeczione de l'amore che l'anima ha in me4 ,e cos1 perfecta e imperfecta1 gusta della providenzia mia3 pi perfectamente la gustano e la ricevono quegli che servono e sperano di piacere solamente a me1 che quegli che servono con esperanza del fructo e per dilecto che trovassero in me4 ,questi primi sonno quegli che1 ne l'ultimo stato de l'anima1 ,io ti narrai della loro perfeczione4 ,e questi1 che ,io ora ti conto1 sonno e' secondi e i terzi1 che vanno con esperanza del dilecto e del fructo1 e sonno quegli imperfecti de' quali ,io ti contai narrandoti degli stati de l'anima4 ,ma1 in veruno modo1 a' perfecti e agli imperfecti non mancar la mia providenzia1 purch l'uomo non presummi n speri in s4 ,el quale presummere e sperare in s1 perch esce da l'amore proprio1 obfusca l'occhio de l'intellecto1 traendone el lume della sanctissima fede4 ,unde non va con lume di ragione1 e per non cognosce la mia providenzia1 non che egli non ne pruovi4 ,per che neuno 1 n giusto n peccatore1 che non sia proveduto da me1 perch ogni cosa facta e creata da la mia bont1 per che ,io so' ,colui che so'1 e senza me veruna cosa facta1 se non solo el peccato che non 4 ,s che essi ricevono bene della mia providenzia1 ma non la intendono1 perch non la cognoscono3 non cognoscendola1 non l'amano3 e per non ne ricevono fructo di grazia4 ,ogni cosa veggono torta1 dove ogni cosa dricta4 ,e1 s come ciechi1 ogni cosa vegono in tenebre1 e la tenebre in luce1 perch hanno posta la speranza e il servizio loro nella tenebre1 unde caggiono in mormorazione e vengono ad impazienzia4 ,e come sonno tanto macti8 ,doh1 carissima figliuola1 come possono essi credere che ,io1 somma ed etterna bont1 possa volere altro che il loro bene nelle cose piccole che tucto d ,io permecto per salute loro1 quando pruovano che ,io non voglio altro che la loro sanctificazione nelle cose grandi8 ,ch1 con tucta la loro ciechit1 non possono fare che almeno con uno poco di lume naturale non veggano la bont mia e il benefizio della mia providenzia1 la quale truovano 7e non la possono dinegare7 nella prima creazione e nella ricreazione che ha ricevuto l'uomo nel ,sangue1 ricreandolo a grazia1 s come decto t'ho4 ,questa cosa s chiara e manifesta che non possono dire di no4 ,poi mancano e vengono meno a l'ombra loro1 perch questo lume naturale non stato exercitato in virt4 ,el macto uomo non vede che di tempo in tempo ,io ho proveduto generalmente al mondo1 e in particulare a ogniuno secondo el suo stato4 ,e perch veruno che in questa vita stia fermo1 ma sempre si muta di tempo in tempo in sino che egli gionto a lo stato suo fermo1 sempre il provego di quel che gli bisogna nel tempo che egli 4 ,,capitolo ,,cxxxvii ,come ,dio provide nel ,testamento vecchio con la legge e co' profeti2 e poi con mandare el ,verbo2 poi con gli apostoli1 co' martiri e con gli altri sancti uomini4 ,come nulla adiviene a le creature1 che tucto non sia providenzia di ,dio4 --,generalmente ,io providi con la legge1 che ,io diei a ,mois nel ,testamento vecchio1 e con molti altri sancti profeti4 ,anco ti fo sapere che1 innanzi l'avenimento del ,verbo mio ,figliuolo1 poco stecte il popolo giudaico senza profeta1 per confortare il popolo con le profezie1 dando lo' speranza che la mia ,verit1 profeta de' profeti1 li traesse della servit e facesseli liberi e diserrasse lo' el cielo col sangue suo1 che tanto tempo era stato serrato4 ,ma1 poi che venne il dolce e amoroso ,verbo1 neuno profeta si lev tra loro3 per certificarli che quello1 che egli aspectavano1 l'avevano avuto1 unde non bisognava che pi profeti l'annunziassero3 bench essi nol cognobbero n cognoscono per la ciechit loro4 ,doppo costoro1 providi venendo el ,verbo1 s come decto 1 il quale fu vostro tramezzatore tra me1 ,dio etterno1 e voi4 ,doppo lui1 gli appostoli1 martiri1 doctori e confessori1 s come in un altro luogo ,io ti dixi4 ,ogni cosa ha facto la mia providenzia1 e cos ti dico che infino a l'ultimo proveder4 ,questa generale1 data a ogni creatura che ha in s ragione1 che di questa providenzia vorr ricevere el fructo4 ,in particulare lo' do ogni cosa per mia providenzia3 e vita e morte 7per qualunque modo ,io la dia71 fame1 sete1 perdimento di stato nel mondo1 nudit1 freddo1 caldo1 ingiurie1 scherni e villanie4 ,tucte queste cose permecto che lo' siano facte o decte dagli uomini4 ,non che ,io faccia la malizia della mala volont di colui che fa el male e la ingiuria1 ma el tempo e l'essere che egli ha avuto da me4 ,el quale essere gli diei non perch offendesse me n il prossimo suo1 ma perch servisse me e lui con dileczione di carit4 ,unde ,io permecto quello acto o per provare la virt della pazienzia in quella anima di colui che riceve1 o per farlo ricognoscere4 ,alcuna volta permectar che al giusto tucto el mondo gli sar contrario1 e ne l'ultimo far morte la quale dar grande admirazione agli uomini del mondo4 ,parr a loro una cosa ingiusta di vedere perire uno giusto quando in acqua1 quando in fuoco1 quando strangolato da l'animale e quando per cadimento di casa sopra di lui1 nel quale perder la vita corporale4 ,oh1 quanto paiono fuore di modo queste cose a quello occhio che non v' dentro el lume della sanctissima fede6 ,ma none al fedele3 per che 'l fedele ha trovato e gustato1 per affecto d'amore1 nelle cose grandi sopradecte la mia providenzia2 e cos vede e tiene che con providenzia ,io fo ci ch',io fo1 solo per procurare a la salute dell'uomo4 ,e per ha ogni cosa in reverenzia3 non si scandalizza in s1 n ne l'operazioni mie1 n nel proximo suo2 ma ogni cosa trapassa con vera pazienzia4 ,la providenzia mia non tolta a veruna creatura1 perch tucte le cose sonno condite con essa4 ,alcuna volta parr a l'uomo1 o grandine o tempesta o saecta che ,io mandi sopra el corpo della creatura1 che ella sia crudelt1 quasi giudicando che ,io non abbi proveduto a la salute di colui4 ,e ,io l'ho facto per camparlo della morte etternale2 ed egli tiene il contrario4 ,e cos gli uomini del mondo in ogni cosa vogliono contaminare le mie operazioni e intenderle secondo el loro basso intendimento4 ,,capitolo ,,cxxxviii ,come ci che ,dio ci permecte solamente per nostro bene e per nostra salute4 ,e come sono ciechi e ingannati quelli che giudicano el contrario4 --,e voglio che tu vegga1 dilectissima figliuola1 con quanta pazienzia a me conviene portare le mie creature1 le quali ,io ho create1 come decto 1 a la imagine e similitudine mia con tanta dolcezza d'amore4 ,apre l'occhio de l'intellecto e raguarda in me2 e ponendoti ,io uno caso particulare avenuto1 del quale se ben ti ricorda1 tu mi pregasti ch',io provedesse1 e io providi1 s come tu sai1 che senza pericolo di morte riebbe lo stato suo4 ,e come egli questo particulare1 cos generalmente in ogni cosa4-- ,alora quella anima1 aprendo l'occhio de l'intellecto col lume della sanctissima fede nella divina sua maest con anxietato desiderio 7perch per le parole decte pi conosceva della sua verit nella dolce providenzia sua7 per obbedire al comandamento suo1 specolandosi ne l'abisso della sua carit1 vedeva come egli era somma e etterna ,bont1 e come per solo amore ci aveva creati e ricomprati del sangue del suo ,figliuolo1 e che con questo amore medesimo dava ci che egli dava e permecteva3 tribulazioni e consolazioni2 ogni cosa era dato per amore e per provedere a la salute de l'uomo1 e non per verun altro fine4 ,el ,sangue sparto con tanto fuoco d'amore vedeva che manifestava che questa era la verit4 ,alora diceva el sommo ed etterno ,padre3--,questi sono come aciecati per lo proprio amore che hanno di loro medesimi1 scandalizzandosi con molta impazienzia4 ,io ti parlo ora in particulare e in generale1 ripigliando quel ch',io dicevo4 ,essi giudicano in male1 in loro danno1 in ruina e in odio quello che ,io fo per amore e per loro bene1 per privarli dalle pene etternali1 per guadagno e per dar lo' vita etterna4 ,e perch dunque si lagnano di me8 perch none sperano in me1 ma in loro medesimi2 e gi t'ho decto che per questo vengono a tenebre1 s che non cognoscono4 ,unde odiano quel che debbono avere in reverenzia1 e1 come superbi1 vogliono giudicare gli occulti miei giudizi1 e' quali sonno tucti dricti4 ,ma essi fanno come il cieco1 che col tacto della mano1 o alcuna volta col sapore del gusto1 e quando col suono della voce1 vorr giudicare in bene e in male1 secondo el suo basso1 infermo e picciolo sapere4 ,e non si vorranno actenere a me1 che so' vero lume e so' ,colui che gli nutrico spiritualmente e corporalmente1 e senza me veruna cosa possono avere4 ,e se alcuna volta sonno serviti da la creatura1 ,io so' ,colui che l'ho data la volont1 l'aptitudine1 el sapere1 el potere a poterlo fare4 ,ma1 come macto1 egli andare vuole col sentimento della mano1 che ingannata nel suo toccare perch non ha lume per discernere il colore3 e cos el gusto s'inganna1 perch non vede l'animale immondo che si pone alcuna volta in sul cibo2 l'orecchia ingannata nel dilecto del suono1 perch non vede colui che canta2 se non si guardasse da lui1 per lo diletto egli li pu dare la morte4 ,cos fanno costoro e' quagli1 come aciecati1 perduto el lume della ragione1 toccano con la mano del sentimento sensitivo4 ,e' diletti del mondo lo' paiono buoni2 ma1 perch essi non veggono1 non si guardano che egli uno panno meschiato di molte spine1 con molta miseria e grandi affanni1 in tanto che il cuore1 che le possiede fuore di me1 incomportabile a se medesimo4 ,cos la bocca del desiderio1 che disordinatamente l'ama1 gli paiono dolci e soavi a prendere1 ed egli v' su l'animale immondo di molti peccati mortali1 e' quali fanno immonda l'anima e dilonganla dalla similitudine mia e tolgonla della vita della grazia4 ,unde1 se egli non va col lume della sanctissima fede a purificarla nel ,sangue1 n'ha morte etternale4 ,l'udire l'amore proprio di s1 che gli pare che facci uno dolce suono4 ,perch gli pare8 perch l'anima corre dietro a l'amore della propria sensualit2 ma1 perch non vede1 ingannato dal suono1 e1 perch gli and dietro con disordinato dilecto1 truovasi condocto nella fossa1 legato col legame della colpa1 menato nelle mani de' nemici suoi1 per che1 come aciecato dal proprio amore e confidanza che hanno posta a loro medesimi e al loro proprio sapere1 non s'attengono a me1 che so' guida e via loro4 ,facta v' questa via dal ,verbo mio ,figliuolo1 el quale dixe che era via1 verit e vita1 ed lume4 ,unde chi va per lui non pu essere ingannato n andare in tenebre2 e neuno pu venire a me se non per lui1 perch egli una cosa con meco2 e gi ti dixi che ,io ve n'avevo facto ponte1 acci che tucti poteste venire al termine vostro4 ,e nondimeno1 con tucto questo1 non si fidano di me1 che non voglio altro che la loro sanctificazione4 ,per questo fine1 e con grande amore lo' do e permecto ogni cosa1 ed essi sempre si scandalizzano in me2 e ,io con pazienzia gli porto e gli sostengo1 perch ,io gli amai senza essere amato da loro4 ,ed essi sempre mi perseguitano con molta impazienzia1 odio e mormorazioni e con molta infidelit1 volendosi ponere ad investigare1 secondo el loro cieco vedere1 gli occulti miei giudici1 e' quali sonno fatti tucti giustamente e per amore4 ,e non cognoscono ancora loro medesimi1 e per vegono falsamente1 per che chi non cognosce se medesimo non pu cognoscere me n le giustizie mie in verit4 ,,capitolo ,,cxxxix ,come ,dio providde in alcuno caso particulare a la salute di quella anima ad cui adivenne el caso4 --,vuogli ti mostri1 figliuola1 quanto el mondo ingannato de' misteri miei8 ,or apre l'occhio de l'intellecto1 e raguarda in me2 e1 mirando1 vedrai nel caso particulare del quale ,io ti dixi che ti narrarei4 ,e come egli questo1 cos generalmente ti potrei contare degli altri4-- ,alora quella anima1 per obbedire al sommo etterno ,padre1 raguardava in lui con ansietato desiderio4 ,alora ,dio etterno dimostrava la dannazione di colui per cui era adivenuto el caso1 dicendo3--,io voglio che tu sappia che1 per camparlo di questa etterna dapnazione nella quale tu vedi che egli era1 ,io permissi questo caso1 acci che col sangue suo nel ,sangue della mia ,verit unigenito mio ,figliuolo avesse vita4 ,per che non avevo dimenticato la reverenzia e amore che egli aveva a la dolcissima madre1 ,maria1 dell'unigenito mio ,figliuolo4 ,a la quale dato questo1 per reverenzia del ,verbo1 da la mia bont3 cio che qualunque sar colui1 o giusto o peccatore1 che l'abbi in debita reverenzia1 non sar tolto n devorato dal demonio infernale4 ,ella come una esca posta da la mia bont a pigliare le creature che hanno in loro ragione4 ,s che per misericordia ho facto quello1 cio permessolo1 none facta la mala volont degl'iniqui1 che gli uomini tengono crudelt4 ,e tucto questo l'adiviene per l'amore proprio di loro medesimi1 che l'ha tolto el lume1 e per non cognoscono la verit mia4 ,ma1 se essi si volessero levare la nuvila1 la cognoscerebbero e amarebbero1 e cos avarebbero ogni cosa in reverenzia1 e nel tempo della ricolta riceverebbero el fructo delle loro fadighe4 ,ma non dubbitare1 figliuola mia1 ch di quello che tu mi preghi ,io adempir e' desidri tuoi e de' servi miei4 ,io so' lo ,dio vostro remuneratore d'ogni fadiga e adempitore de' sancti desidri1 purch ,io trovasse chi in verit bussasse a la porta de la mia misericordia con lume1 acci che non errassero n mancassero in speranza della mia providenzia4 ,,capitolo ,,cxl ,qui1 narrando ,dio la providenzia sua verso de le sue creature in diversi altri modi1 si lagna de la infedelit d'esse sue creature4 ,ed exponendo una figura del vecchio ,testamento1 d una utile doctrina4 --,hotti narrato di questo caso particulare3 ora ti ritorno al generale4 ,tu non potresti mai vedere quanta la ignoranzia dell'uomo4 ,egli senza veruno senno o cognoscimento1 avendoselo tolto per sperare in s e confidarsi nel suo proprio sapere4 ,o stolto uomo1 e non vedi tu che il sapere tuo tu non l'hai da te1 ma la mia bont1 che provide al tuo bisogno1 te l'ha dato8 ,chi tel mostra8 ,quel che tu in te medesimo pruovi3 che tale ora vuoli tu fare una cosa1 che tu non la puoi fare n saprai fare4 ,alcuna volta non avarai el tempo1 e1 se avarai el tempo1 ti mancar el volere4 ,tucto questo t' dato da me per provedere a la salute tua1 perch tu cognosca te non essere e abbi materia d'umiliarti e non d'insuperbire4 ,unde in ogni cosa truovi mutazione e privazione1 per che non stanno in tua libert3 solo la grazia mia quella che ferma e stabile1 che non ti pu essere tolta n mutata 7cio di farti partire da essa grazia e tornare a la colpa71 se tu medesimo non te la muti4 ,dunque1 come puoi levare il capo contra la mia bont8 ,non puoi1 se tu vuoli seguitare la ragione1 n puoi sperare in te n confidarti del tuo sapere4 ,ma1 perch se' facto animale senza ragione1 non vedi che ogni cosa si muta1 excepto la grazia mia4 ,e perch non ti confidi di me1 che so' el tuo ,creatore8 perch ti confidi in te4 ,e non so' ,io fedele e leale a te8 ,certo s3 e questo non t' nascosto1 per che continuamente l'hai per pruova4 ,o dolcissima e carissima figliuola1 l'uomo non fu leale n fedele a me1 trapassando l'obbedienzia che ,io gli avevo imposta1 per la quale cadde nella morte4 ,e ,io fui fedele a lui1 actenendoli quello per che ,io l'avevo creato1 volendogli dare il sommo ed etterno ,bene4 ,e1 per compire questa mia verit1 unii la ,deit mia1 somma altezza1 con la bassezza della sua umanit1 essendo ricomprato e restituito a grazia col mezzo del sangue de l'unigenito mio ,figliuolo4 ,s che egli l'ha provato4 ,ma e' pare che essi non credano che ,io sia potente a poterli sovenire1 forte a poterli aitare e difendere da' nemici loro1 e sapiente per illuminarli l'occhio de l'intellecto loro1 n che ,io abbi clemenzia a voler lo' dare quello che di necessit a la salute loro1 n sia ricco per poterli aricchire1 n sia bello per poter lo' dare bellezza1 n abbi cibo per dar lo' mangiare1 n vestimento per rivestirli4 ,l'operazioni loro mi manifestano che essi nol credono3 per che1 se il credessero in verit1 sarebbe con opera di sancte e buone operazioni4 ,e nondimeno essi pruovano continuamente che ,io so' forte1 perch li conservo ne l'essere e difendoli da' nemici loro4 ,e veggono che neuno pu ricalcitrare contra la potenzia e fortezza mia2 ma essi nol veggono1 ch nol vogliono vedere4 ,con la mia sapienza ,io ho ordinato e governo tucto quanto el mondo con tanto ordine1 che veruna cosa vi manca e veruno ci pu apponere4 ,ne l'anima e nel corpo1 in tucto ho proveduto2 non costrecto a farlo da la volont vostra1 per che voi non eravate1 ma solo da la mia clemenzia1 costrecto da me medesimo1 facendo el cielo e la terra e il mare e il fermamento2 cio il cielo1 perch si movesse sopra di voi2 l'aere1 perch respiraste2 el fuoco e l'acqua1 per temperare contrario con contrario2 el sole1 perch non steste in tenebre2 tucti facti e ordinati1 perch sovengano a la necessit dell'uomo4 ,el cielo adornato degli ucelli2 la terra germina e' fructi1 con molti animali1 per la vita dell'uomo2 el mare1 adornato di pesci4 ,ogni cosa ho facto con grandissimo ordine e providenzia4 ,poi che ,io ebbi facta ogni cosa buona e perfecta1 ,io creai la creatura razionale a la imagine e similitudine mia1 e missila in questo giardino4 ,el quale giardino1 per lo peccato di ,adam1 germinoe spine1 dove in prima ci erano fiori odoriferi di innocenzia e di grandissima soavit4 ,ogni cosa era obbediente a l'uomo2 ma1 per la colpa e disobbedienzia commessa1 trov ribellione in s e in tucte le creature4 ,insalvatich el mondo e l'uomo1 el quale uomo un altro mondo4 ,ma io providi che1 mandando nel mondo la mia ,verit1 ,verbo incarnato1 gli tolse il salvaticume1 trassene le spine del peccato originale e fecilo uno giardino inaffiato del sangue di ,cristo crocifixo1 piantandovi le piante de' septe doni dello ,spirito sancto e traendone il peccato mortale4 ,e questo fu doppo la morte de l'unigenito mio ,figliuolo1 ch inanzi no4 ,s come fu figurato nel vecchio ,testamento1 quando fu pregato ,eliseo che risuscitasse quel giovano che era morto4 ,eliseo non and1 ma mand ,giezzi col bastone suo1 dicendo che egli el ponesse sopra 'l dosso del garzone4 ,andando ,giezzi e facendo quello che ,eliseo gli disse1 non el risuscit per4 ,vedendo ,eliseo che egli non era risuscitato1 and egli con la propria persona e conformossi tucto col garzone con tucte le membra sue1 e spir aciando septe volte nella bocca sua4 ,e il garzone respir septe volte1 in segno che egli era resuscitato4 ,questo fu figurato per ,mois1 che ,io mandai col bastone della legge sopra el morto de l'umana generazione1 el quale per questa legge non aveva vita4 ,mandai el ,verbo de l'unigenito mio ,figliuolo 7el quale fu figurato per ,eliseo71 che si conform con questo figliuolo morto1 per l'unione della natura divina unita con la natura vostra umana4 ,con tucte le membra si un questa natura divina1 cio con la potenzia mia1 con la sapienzia del mio ,figliuolo e con la clemenzia dello ,spirito sancto1 tucto me1 ,dio1 abisso di ,trinit1 conformato e unito con la natura vostra umana4 ,doppo questa unione fece l'altra il dolce e amoroso ,verbo1 correndo come inamorato a l'obrobriosa morte della croce4 ,ine si distese4 ,e doppo questa unione don e' septe doni dello ,spirito sancto a questo figliuolo morto1 aciando nella bocca del desiderio de l'anima1 tollendole la morte nel sancto baptesmo4 ,egli spira in segno che egli ha vita1 gittando fuore di s e' septe peccati mortali4 ,s che egli facto giardino adornato di dolci e soavi fructi4 vero che l'ortolano di questo giardino1 cio il libero arbitrio1 el pu insalvatichire e dimesticare secondo che li piace4 ,se egli ci semina il veleno de l'amore proprio di s1 unde nascono e' septe principali peccati e tucti gli altri che procedono da questi1 esso facto ne caccia e' septe doni dello ,spirito sancto e privasi d'ogni virt4 ,ine non fortezza1 ch egli indebilito2 non v' temperanzia n prudenzia1 ch egli ha perduto el lume col quale usava la ragione2 non v' fede n speranza n giustizia1 per che egli facto ingiusto1 spera in s e crede con fede morta a se medesimo1 fidasi delle creature e non di me suo ,creatore2 non v' carit n piet veruna1 perch se l'ha tolta con l'amore della propria fragilit3 facto crudele a s1 unde non pu essere pietoso al proximo suo4 ,privato d'ogni bene e caduto in sommo male4 ,e unde riavar la vita8 da questo medesimo ,eliseo1 ,verbo incarnato1 unigenito mio ,figliuolo4 ,in che modo8 che questo ortolano divella queste spine della colpa con odio 7ch1 se non si odiasse1 non ne le trarrebbe mai71 e con amore corra a conformarsi con la doctrina della mia ,verit1 innaffiandola col ,sangue4 ,el quale ,sangue gli gictato sopra el capo suo dal ministro1 andando a la confessione con contrizione di cuore e dispiacimento della colpa1 e con satisfaczione e con proponimento di none offendere pi4 ,per questo modo pu dimesticare questo giardino de l'anima mentre che vive3 ch1 passata questa vita1 non ha pi rimedio veruno1 s come in pi altri luoghi ,io t'ho narrato4 ,,capitolo ,,cxli ,come ,dio provede verso di noi1 che noi siamo tribolati per la nostra salute4 ,e de la miseria di quelli che si confidano in s e non ne la providenzia sua4 ,e de la excellenzia di quelli che si confidano in essa providenzia4 --,vedi dunque che con la mia providenzia ,io raconciai el secondo mondo de l'uomo4 ,al primo non fu tolto1 che non germinasse spine di molte tribolazioni e che in ogni cosa l'uomo non trovasse ribellione4 ,questo non facto senza providenzia n senza vostro bene1 ma con molta providenzia e vostra utilit1 per tllere la speranza del mondo all'uomo e farlo crrire e dirizzare a me che so' suo fine1 s che almeno1 per importunit di molestie1 egli ne levi el cuore e l'affecto suo4 ,e tanto ignorante l'uomo a non cognoscere la verit1 ed tanto fragile a dilatarsi nel mondo1 che1 con tucte queste fadighe e spine che egli ci truova1 non pare che egli se ne voglia levare1 n curi di tornare a la patria sua4 ,or sappi dunque1 figliuola1 quel che farebbe se nel mondo trovasse perfecto dilecto e riposo senza veruna pena4 ,e per con providenzia lo' permecto e do che 'l mondo lo' germini le molte tribulazioni3 e per provare in loro la virt1 e della pena1 forza e violenzia che fanno a loro medesimi abbi di che remunerarli4 ,s che in ogni cosa ha ordinato e proveduto con grande sapienzia la providenzia mia4 ,ho lo' dato1 s come decto 1 perch ,io so' ricco e potevolo e posso dare1 e la ricchezza mia infinita2 anco ogni cosa facta da me1 e senza me veruna cosa pu essere4 ,unde1 se esso vuole bellezza1 ,io so' bellezza2 se vuole bont1 ,io so' bont1 perch so' sommamente buono2 ,io so' sapienzia2 ,io benigno1 ,io giusto e misericordioso ,dio2 ,io largo e none avaro2 ,io so' ,colui che do a chi m'adimanda1 apro a chi bussa in verit e rispondo a chi mi chiama4 ,non so' ingrato1 ma grato e conoscente a remunerare chi per me s'afadigar1 cio per gloria e loda del nome mio4 ,io so' giocondo1 che tengo l'anima1 che si veste della mia volont1 in sommo dilecto4 ,io so' quella somma providenzia1 che non manco mai a' servi miei1 che sperano in me1 n ne l'anima n nel corpo4 ,e come pu credere l'uomo1 che mi vede pascere e nutricare il vermine intro el legno secco1 pascere gli animali bruti e i pesci del mare1 tucti gli animali della terra e gli ucelli de l'aria2 sopra le piante mando el sole e la rugiada che ingrassi la terra3 e non creder che ,io nutrichi lui1 el quale mia creatura1 creata a l'imagine e similitudine mia8 ,conciossiacosach tucto questo facto da la mia bont in servizio suo4 ,da qualunque lato egli si vlle1 e spiritualmente e temporalmente1 non truova altro che 'l fuoco e l'abisso della mia carit con maxima1 dolce e perfecta providenzia4 ,ma egli non vede1 perch s'ha tolto el lume e non si d a vederlo1 e per si scandelizza4 ,ristrigne la carit verso el proximo suo1 e con avarizia pensa el d di domane3 el quale li fu vetato da la mia ,verit1 dicendo3 ,non voliate pensare del d di domane2 basti al d la sollicitudine sua1 riprendendovi della vostra infedelit e mostrandovi la mia providenzia e la brevit del tempo1 dicendo3 ,non voliate pensare il d di domane4 ,quasi dica la mia ,verit3--,non pensate di quello che non ste sicuri d'avere2 basta il presente d4--,e insegnavi a di mandare prima el regno del cielo 7cio la buona e sancta vita71 ch di queste cose minime ben so ,io1 ,padre vostro di cielo1 che elle vi bisognano1 e per l'ho facte e comandato a la terra che vi doni de' fructi suoi4 ,questo miserabile1 perch la sconfidenzia sua ha ristrecto el cuore e le mani nella carit del prossimo1 non ha lecta questa doctrina che gli ha data el ,verbo mia ,verit4 ,perch non sguita le vestigie sue1 esso diventa incomportabile a se medesimo2 scene1 di questo fidarsi in s e none sperare in me1 ogni male3 essi si fanno giudici della volont degli uomini1 non veggono che ,io gli ho a giudicare3 ,io e non eglino4 ,la volont mia non intendono n giudicano in bene1 se non quando si veggono alcuna prosperit1 dilecto o piacer del mondo4 ,e1 venendo lo' meno questo1 perch l'affecto loro con esperanza era tucto posto ine1 non lo' pare sentire n ricevere n providenzia mia n bont veruna3 par lo' essere privati d'ogni bene4 ,e1 perch sonno aciecati dalla propria passione1 non vi cognoscono la ricchezza che v' dentro1 n il fructo della vera pazienzia3 anco ne tragono morte1 e gustano in questa vita l'arra de l'inferno4 ,e ,io1 con tucto questo1 non lasso per la mia bont che ,io non lo' provegga4 ,cos1 comando a la terra che dia de' fructi al peccatore come al giusto1 e cos mando el sole e la piova sopra el campo suo come sopra quello del giusto1 e pi n'avar spesse volte il peccatore che 'l giusto4 ,questo fa la mia bont per dare pi a pieno delle ricchezze spirituali ne l'anima del giusto che per mio amore s' spogliato delle temporali1 renunziando al mondo1 con tucte le sue delizie1 e a la propria volont4 ,questi sonno quegli che ingrassano l'anima loro1 dilatandosi ne l'abisso della mia carit3 prdono in tucto la cura di loro medesimi1 che non tanto delle mondane ricchezze1 ma di loro non possono avere cura4 ,alora ,io so' facto el loro governatore spiritualmente e temporalmente3 uso una providenzia particulare1 oltre a la generale2 ch la clemenzia mia1 ,spirito sancto1 se lo' fa servo che gli serve4 ,questo sai1 se ben ti ricorda d'avere lecto nella vita de' sancti padri1 che1 essendo infermato quello solitario1 sanctissimo uomo che tucto aveva lassato s per gloria e loda del nome mio1 la clemenzia mia providde e mand uno angelo perch 'l governasse e provedesse a la sua necessit4 ,el corpo era sovenuto nel suo bisogno1 e l'anima stava in admirabile allegrezza e dolcezza per la conversazione de l'angelo4 ,lo ,spirito sancto gli madre che 'l nutrica al pecto della divina mia carit4 ,egli l'ha facto libero1 s come signore1 tollendoli la servitudine de l'amore proprio2 ch dove il fuoco della mia carit non vi pu essere l'acqua di questo amore1 che spegne questo dolce fuoco ne l'anima4 ,questo servidore dello ,spirito sancto1 che io l'ho dato per mia providenzia1 la veste1 nutrica e inebbria di dolcezza e dlle somma ricchezza4 ,perch tucto lassoe1 tucto truova2 perch si spogli tucto di s1 si truova vestito di me2 fecesi in tucto servo per umilit1 e per facto signore signoreggiando el mondo e la propria sensualit4 ,perch tucto s'aciec nel suo vedere1 sta in perfectissimo lume3 disperandosi di s1 coronato di fede viva e di perfecta e compta speranza2 gusta vita etterna1 privato d'ogni pena e amaritudine affliggitiva4 ,ogni cosa giudica in bene1 perch in tucte giudica la volont mia1 quale vide col lume della fede che ,io non volevo altro che la sua sanctificazione1 e per facto paziente4 ,oh1 quanto beata questa anima1 la quale1 essendo anco nel corpo mortale1 gusta il bene immortale6 ,ogni cosa ha in reverenzia2 tanto gli pesa la mano manca quanto la ricta1 tanto la tribolazione quanto la consolazione1 tanto la fame e la sete quanto el mangiare e il bere1 tanto el freddo1 el caldo e la nudit quanto el vestimento1 tanto la vita quanto la morte1 tanto l'onore quanto el vitoperio e tanto l'affliczione quanto la recreazione4 ,in ogni cosa sta solido1 fermo e stabile1 perch fondato sopra la viva pietra4 ,ha cognosciuto e veduto1 col lume della fede e con ferma speranza1 che ogni cosa do con uno medesimo amore e per uno medesimo rispecto1 cio per la salute vostra1 e che in ogni cosa ,io proveggo4 ,per che nella grande fadiga ,io do la grande fortezza1 e non pongo maggiore peso che si possa portare1 pure che si disponga a volere portare per lo mio amore4 ,nel ,sangue v' facto manifesto che ,io non voglio la morte del peccatore1 ma voglio che si converta e viva2 e per sua vita gli do ci ch',io gli do4 ,questo ha veduto l'anima spogliata di s1 e per gode in ci che ella vede o sente in s o in altrui4 ,non dubbita che le vengano meno le cose minime1 perch col lume della fede certificata nelle cose grandi1 delle quali nel principio di questo tractato ,io ti narrai4 ,oh6 quanto glorioso questo lume della sanctissima fede1 col quale vide e cognobbe1 e cognosce la mia verit2 el quale lume ha dal servidore dello ,spirito sancto1 el quale uno lume sopranaturale1 che l'anima acquista per la mia bont1 exercitando el lume naturale che ,io l'ho dato4 ,,capitolo ,,cxlii ,come ,dio providde verso de l'anime dando i sacramenti1 e come provede a' servi suoi affamati del sacramento del ,corpo di ,cristo2 narrando come providde pi volte1 per mirabile modo1 verso d'una anima affamata d'esso sacramento4 --,sai tu1 carissima figliuola1 come ,io provego questi miei servi che sperano in me8 ,in due modi3 cio che tucta la providenzia1 che ,io uso a le mie creature che hanno in loro ragione1 sopra l'anima e sopra 'l corpo4 ,e ci1 che ,io adopero di providenzia nel corpo1 facto in servizio de l'anima1 per farla crescere nel lume della fede1 farla sperare in me e perdere la speranza di s1 e perch vega e cognosca che ,io so' ,colui che so'1 che posso1 voglio e so sovenire al suo bisogno e salute4 ,tu vedi che ne l'anima1 per la vita sua1 ,io l'ho dati e' sacramenti della sancta ,chiesa1 perch sonno suo cibo3 none il pane1 che cibo grosso corporale1 e per dato al corpo2 ma1 perch ella incorporea1 vive della parola mia4 ,per disse la mia ,verit nel sancto ,evangelio che di solo pane non viveva l'uomo1 ma d'ogni parola che procede da me1 cio di seguitare con spirituale intenzione la doctrina di questa mia ,parola incarnata1 la quale parola in virt del ,sangue suo e' sacramenti vi dnno vita4 ,s che i sacramenti spirituali sonno dati a l'anima3 poniamo che si pongano e si diano con lo strumento del corpo2 non darebbe a l'anima vita di grazia solamente quello acto1 se essa anima non si disponesse a riceverli con espirituale1 sancto e vero desiderio4 ,e per ti dixi che egli erano spirituali1 che si dnno a l'anima perch cosa incorporea3 non obstante che sieno prti per lo mezzo del corpo1 come decto 1 al desiderio de l'anima dato che 'l riceva4 ,alcuna volta1 per crescerla in fame e sancto desiderio1 gli le far desiderare e non potr averli2 non potendoli avere1 cresce la fame1 e nella fame il cognoscimento di s1 reputandosene indegna per umilit4 ,e ,io alora la fo degna1 provedendo spesse volte in diversi modi sopra questo sacramento4 ,e tu sai che egli cos1 se ben ti ricorda d'averlo udito e provato in te medesima4 ,perch la clemenzia mia dello ,spirito sancto1 che gli ha presi a servire 7dato lo' da me per la mia bont71 spirar la mente d'alcuno ministro che l'ha a dare questo cibo1 che1 costrecto dal fuoco della mia carit d'esso ,spirito sancto1 el quale gli d stimolo di coscienzia1 unde per coscienzia si muove a pascere la fame e compire il desiderio di quella anima4 ,far indugiare alcuna volta in su l'extremit e1 quando in tucto ella n'avar perduta la speranza1 ed ella avar quel che desidera4 ,e non poteva ,io cos provedere nel principio come ne l'ultimo8 ,s bene3 ma follo per crescerla nel lume della fede1 acci che mai non manchi che ella none speri nella mia bont2 e per farla cauta e prudente1 ch imprudentemente non volti el capo a dietro1 allentando la fame del sancto desiderio3 e per la indugio4 ,s come ti ricorda di quella anima1 che1 giognendo nella sancta chiesa con grande fame della comunione1 e giognendo el ministro a l'altare1 ella dimand el ,corpo di ,cristo tucto ,dio e uomo3 egli rispose che non volea darlele4 ,in lei crebbe il pianto e il desiderio3 e in lui1 quando venne ad offerire il calice1 crebbe lo stimolo della coscienzia1 costrecto dal servidore dello ,spirito sancto che provedeva a quella anima4 ,e come provedeva e lavorava in quel cuore dentro1 cos el mostroe di fuore1 dicendo a quel che 'l serviva3--,dimanda se ella si vuole comunicare1 ch ,io lel dar volontieri4--,e se ella aveva una sprizza di fede e d'amore1 crebbe in grandissima abondanzia il desiderio2 intantoch pareva che la vita si volesse partire dal corpo4 ,e per l'avevo ,io permesso3 per farla crescere e farle diseccare ogni amore proprio1 infidelit e speranza che avesse in s4 ,alora providi col mezzo della creatura4 ,un'altra volta provedar el servidore dello ,spirito sancto solo1 senza questo mezzo1 s come pi volte a molte persone adivenuto e adiviene tucto d a' servi miei4 ,ma1 tra l'altre1 due admirabili1 s come tu sai1 te ne narrar per farti dilatare in fede e a commendazione della mia providenzia4 ,ricordati e rammentati in te medesima d'avere udito di quella anima1 che1 stando nel tempio mio della sancta chiesa1 el d della conversione del glorioso appostolo ,pavolo mio dolce banditore1 con tanto desiderio di giognere a questo sacramento1 pane di vita1 cibo degli angeli dato a voi uomini1 che ella prov quasi a quanti ministri vennero a celebrare2 e da tucti le fu denegato per mia dispensazione1 perch volsi che ella cognoscesse che1 mancandole gli uomini1 non le mancavo ,io1 suo ,creatore4 ,e per a l'ultima messa ,io tenni questo modo che ,io ti dir1 e usai uno dolce inganno per farla inebbriare della providenzia mia4 ,lo inganno fu questo3 che1 avendo ella detto di volersi comunicare1 quel che serviva nol volse dire al ministro4 ,vedendo ella che egli non rispondeva del no1 aspectava con grande desiderio di potersi comunicare4 ,decta la messa e trovandosi di no1 crebbe in tanta fame e in tanto desiderio1 con vera umilit reputandosene indegna e riprendendo la sua presumpzione1 parendole avere presumpto di giognere a tanto misterio4 ,io1 che exalto gli umili1 trassi a me il desiderio e l'affecto di quella anima1 dandole cognoscimento ne l'abisso della ,trinit di me1 ,dio etterno1 illuminando l'occhio de l'intellecto suo nella potenzia di me1 ,padre etterno1 nella sapienzia de l'unigenito mio ,figliuolo e nella clemenzia dello ,spirito sancto1 e' quali siamo una medesima cosa4 ,e in tanta perfeczione si un quella anima1 che 'l corpo si sospendeva da la terra1 perch1 come nello stato unitivo de l'anima ,io ti narrai1 era pi perfecta l'unione che l'anima aveva facta per affecto d'amore in me che nel corpo suo4 ,e in questo abisso grande1 per satisfare al desiderio suo1 ricevecte da me la sancta comunione4 ,e in segno di ci che ,io in verit l'avevo satisfacto1 per pi d sent per admirabile modo nel gusto corporale il sapore e odore del ,sangue e del ,corpo di ,cristo crocifixo1 mia ,verit4 ,unde ella si rinnovell nel lume della mia providenzia1 avendola gustata cos dolcemente4 ,tucto questo fu visibile a lei1 ma invisibile agli occhi delle creature4 ,ma el secondo fu visibile agli occhi del ministro a cui adivenne il caso3 ch1 essendo quella anima con grande desiderio d'udire la messa e della comunione1 per passione corporale non era potuta andare alla chiesa a quella ora che bisognava4 ,pur gionse1 essendo l'ora tardi1 a la consecrazione1 cio che gionse in su quella ora che 'l ministro consecrava4 ,ed essendo egli da l'uno capo della chiesa1 ella si pose da l'altro1 per che l'obbedienzia non le concedeva che ella stesse ine4 ,ella si pose con grandissimo pianto1 dicendo3--,o miserabile anima mia6 e non vedi tu quanto di grazia tu hai ricevuto1 che tu se' nel tempio sancto di ,dio e hai veduto il ministro1 che se' degna d'abitare ne l'inferno per li tuoi peccati8--,el desiderio per non si quietava1 ma quanto pi si profondava nella valle de l'umilit1 tanto pi era levata in su1 dandole a cognoscere con fede e speranza la mia bont1 confidandosi che 'l servitore dello ,spirito sancto notricasse la fame sua4 ,io alora le diei quello che ella in quello modo non sapeva desiderare4 ,el modo fu questo3 che1 venendo el sacerdote per comunicarsi1 nel dividere ne cadde uno pezzuolo1 el quale per mia dispensazione e virt 7il moccolino de l'ostia1 cio quella particella che se n'era levata7 si part da l'altare e and ne l'altro capo della chiesa1 dove ella era4 ,e1 credendosi ella che non fusse cosa visibile ma invisibile1 sentendosi comunicata1 pensossi con grande e affocato desiderio che1 come pi volte l'era adivenuto1 ,io l'avesse satisfacto invisibilmente4 ,ma egli non parbe cos al ministro1 che1 non trovandola1 sentiva intollerabile dolore4 ,se non che 'l servidore della mia clemenzia gli manifest nella mente sua chi l'aveva avuta1 sempre per dubitando infino che dichiarato si fu con lei4 ,e non potevo ,io tollerle lo impedimento del difecto corporale e farla andare ad ora1 dacci che ella avesse potuto ricevere il sacramento dal ministro8 ,s2 ma volevo farle provare che1 col mezzo della creatura e senza il mezzo della creatura1 in qualunque stato e in qualunque tempo si sia1 in qualunque modo sa desiderare e pi che non sa desiderare1 ,io la posso1 so e voglio satisfare1 come decto 1 con maravigliosi modi4 ,questo ti basti1 carissima figliuola1 averti narrato della providenzia mia1 la quale ,io uso con l'anime affamate di questo dolce sacramento4 ,e cos in tucti gli altri1 secondo che lo' bisogna1 uso questa dolce providenzia4 ,ora ti dir alcuna cosellina come ,io l'uso dentro ne l'anima1 la quale uso senza il mezzo del corpo1 cio con estrumento di fuore4 ,bench parlandoti degli stati de l'anima ,io te ne dicesse1 nondimeno anco te ne dir4 ,,capitolo ,,cxliii ,de la providenzia di ,dio verso di coloro che sono in peccato mortale4 --,l'anima o ella in stato di peccato mortale1 o ella imperfecta in grazia1 o ella perfecta4 ,in ogniuno uso1 dilargo e do la mia providenzia2 ma in diversi modi1 con grande sapienzia1 secondo che ,io veggo che gli bisogna4 ,agli uomini del mondo1 che giacciono nella morte del peccato mortale1 provego destandoli con lo stimolo della coscienzia1 o con fadiga che sentiranno nel mezzo del cuore per nuovi e diversi modi4 ,e sonno tanti questi modi1 che la lingua tua non sarebbe sufficiente a narrarli4 ,unde spesse volte si partono1 per questa importunit delle pene e stimolo di coscienzia che dentro ne l'anima1 da la colpa del peccato mortale4 ,e alcuna volta 7perch ,io delle spine vostre sempre traggo la rosa71 concependo el cuore de l'uomo amore al peccato mortale o alla creatura fuore della mia volont1 ,io gli tollar el luogo e il tempo che non potr compire le volont sue1 intantoch con la stanchezza della pena del cuore1 la quale egli ha acquistata per suo difecto1 non potendo compire le sue disordinate volont1 torna a se medesimo con compunzione di cuore e stimolo di coscienzia1 e con esse gicta a terra il farnetico suo4 ,el quale drictamente si pu chiamare farnetico1 ch1 credendosi ponere l'affecto suo in alcuna cosa1 quando viene a vedere1 non era cavelle4 ,era bene ed alcuna cosa la creatura cui egli amava di miserabile amore2 ma quello1 che egli ne pigliava1 era non cavelle1 per che 'l peccato non cavelle4 ,di questo non cavelle della colpa1 che una spina che pugne l'anima1 ,io ne traggo questa rosa1 come decto 1 per provedere a la salute sua4 ,chi mi costrigne a farlo8 ,non egli1 che non mi cerca n adimanda l'aiutorio e providenzia mia se none in colpa di peccato1 in delizie1 ricchezze e stati del mondo3 ma l'amore mi costrigne1 perch v'amai prima che voi fuste2 senza essere amato da voi1 ,io v'amai ineffabilemente4 ,questo mi costrigne a farlo1 e l'orazioni de' servi miei1 e' quali 7el servidore dello ,spirito sancto1 clemenzia mia1 ministrando lo' l'onore di me e la dileczione del proximo loro7 cercano con inextimabile carit la salute loro1 studiandosi di placare l'ira mia e di legare le mani della divina mia giustizia1 la quale merita lo iniquo uomo che ,io usi contra di lui4 ,essi mi strengono con le lagrime1 umili e continue orazioni4 ,chi gli fa gridare8 ,la mia providenzia1 che proveggo a la necessit di quel morto1 perch decto ch',io non voglio la morte del peccatore1 ma che egli si converta e viva4 ,inamrati1 figliuola1 della mia providenzia4 ,se tu apri l'occhio della mente tua e del corpo1 tu vedi che gli scellerati uomini che giacciono in tanta miseria1 e' quali so' facti puzza di morte1 obscuri e tenebrosi per la privazione del lume1 essi vanno cantando e ridendo1 spendendo il tempo loro in vanit1 in delizie e grandi disonest3 tucti lascivi1 mangiatori e bevitori1 intantoch del ventre loro si fanno dio1 con odio1 con rancore1 con superbia e con ogni miseria 7delle quali miserie pi distintamente sai ch',io te ne narrai71 e non cognoscono lo stato loro4 ,vanno per la via a giognere alla morte etternale1 se non si correggono nella vita loro1 e vanno cantando6 ,e non sarebbe reputata grande stoltizia e pazzia se quelli1 che condannato a la morte e va a la giustizia1 andasse cantando e ballando1 mostrando segni d'allegrezza8 ,certo s4 ,in questa stoltizia stanno questi miseri1 e tanto pi senza comparazione veruna1 quanto essi ricevono1 quegli pena finita1 e costoro pena infinita1 morendo in stato di danpnazione4 ,e vanno cantando6 ,ciechi sopra ciechi6 stolti e macti sopra ogni stoltizia6 ,e i servi miei stanno in pianto1 in affliczione di corpo e in contrizione di cuore1 in vigilia e continua orazione1 con sospiri e lamenti1 macerando la carne loro per procurare a la loro salute2 ed essi si fanno beffe di loro6 ,ma elle caggiono sopra e' loro capi1 tornando la pena della colpa in cui ella debba tornare1 e i fructi delle fadighe portate per amore di me si dnno in cui la bont mia gli ha facti meritare1 per che io so' lo ,idio vostro giusto1 che a ogniuno rendo secondo che aver meritato4 ,ma e' veri servi miei non allentano e' passi per le beffe1 persecuzioni e ingratitudine loro2 anco crescono in maggiore sollicitudine e desiderio4 ,questo chi el fa1 che con tanta fame bussino alla porta della mia misericordia8 ,la providenzia mia1 che proveggo e procuro insiememente la salute di questi miseri1 e augmento la virt e cresco il fuoco della dileczione della carit ne' servi miei4 ,infiniti sonno questi modi di providenzia1 ch',io uso ne l'anima del peccatore per trarlo della colpa del peccato mortale4 ,ora ti parlar di quello che fa la mia providenzia in coloro che sonno levati dalla colpa1 e sonno ancora inperfecti2 non ricapitolando gli stati de l'anima1 perch gi ordinatamente te gli ho narrati1 ma breve breve alcuna cosa ti dir4 ,,capitolo ,,cxliv ,de la providenzia che ,dio usa verso di coloro che sono ancora nell'amore inperfecto4 --,sai tu1 carissima figliuola1 che modo ,io tengo per levare l'anima inperfecta dalla sua inperfeczione8 ,che alcuna volta ,io la proveggo con molestie di molte e diverse cogitazioni1 e con la mente sterile4 ,parr che sia tucto abandonata da me1 senza veruno sentimento3 n nel mondo gli pare essere1 ch non v'2 n in me gli pare essere1 ch non ha sentimento veruno1 fuore che sente che la volont sua non vuole offendere4 ,questa porta della volont1 che libera1 non do ,io licenzia a' nemici che l'aprano4 ,ma do bene licenzia alle dimonia e agli altri nemici de l'uomo che percuotano l'altre porte2 ma questa1 che la principale1 no1 ch conserva la citt de l'anima4 vero che ha la guardia del libero arbitrio1 che sta a questa porta3 hogliele dato libero1 che dica s e no1 secondo che gli piace4 ,molte sonno le porte che ha questa citt4 ,le principali sonno tre 7ch l'una quella che sempre si tiene1 se ella vuole1 ed guardia de l'altre73 ci sonno la memoria1 lo 'ntellecto e la volont4 ,unde1 se la volont consente1 v'entra il nemico de l'amore proprio e tucti gli altri nemici che seguitano doppo lui4 ,subbito lo 'ntellecto riceve la tenebre1 che nemica della luce2 e la memoria riceve el odio per ricordamento della ingiuria 7el quale odio nemico della dileczione della carit del proximo suo72 ritiene e' dilecti e piaceri del mondo in diversi modi1 come sonno diversi e' peccati e' quali sonno contrari alle virt4 ,subito che sonno aperte le porte1 s'aprono li sportegli de' sentimenti del corpo1 e' quali sonno tucti strumenti che rispondono a l'anima4 ,unde tu vedi che l'affecto disordenato de l'uomo1 che ha uperte le porte sue1 risponde con questi organi2 unde tucti e' suoni sonno guasti e contaminati1 cio le sue operazioni4 ,l'occhio non porge altro che morte1 perch posto a vedere cosa morta con disordenato guardare col dove non debba2 con vanit di cuore1 con leggerezza1 con modi e guardature disoneste cagione di dare morte a s e ad altrui4 ,oh misero te6 quel ch',io t'ho dato perch tu raguardi el cielo e tucte l'altre cose e la bellezza della creatura per me e perch tu raguardi e' misteri miei2 e tu raguardi in loto e in miseria1 e cos n'acquisti la morte4 ,cos l'orecchia si dilecta in cose disoneste1 o in udire e' facti del proximo suo per giudicio2 dove ,io gli li diei perch udisse la parola mia e la necessit del proximo suo4 ,la lingua ho data perch annunzi la parola mia e confessi e' difecti suoi1 e perch l'aduopari in salute de l'anime2 ed egli l'aduopera in bastemmiare me1 che so' suo ,creatore1 e in ruina del proximo1 nutricandosi delle carni sue1 mormorando e giudicando l'operazioni buone in male e le gattive in bene2 bastemiando1 dando falsa testimonanza2 con parole lascive pericola s e altrui2 gitta parole d'ingiuria1 che trapassano ne' cuori de' proximi come coltella1 le quali parole li provocano ad ira4 ,oh1 quanti sonno e' mali e omicidii1 quanta disonest1 quanta ira1 odio e perdimento di tempo che escono per questo menbro6 ,se egli l'odorato1 n pi n meno offende ne l'essere suo con disordenato piacere nel suo odorare4 ,e1 se egli il gusto1 con golosit insaziabile1 con disordenato appetito volendo le molte e varie vivande1 non mira se non d'empire il ventre suo1 non raguardando la misera anima1 che aperse la porta1 che per lo disordenato prendere de' cibi viene a riscaldamento la fragile carne sua1 con disordenato desiderio di corrmpare se medesimo4 ,le mani1 in tllere le cose del proximo suo1 e con laidi e miserabili toccamenti1 le quali sonno facte per servire il proximo quando il vede nella infermit1 sovenendo con la elemosina nella necessit sua4 ,e' piei1 gli sono dati perch servino e portino il corpo in luogo sancto e utile a s e al proximo suo per gloria e loda del nome mio2 ed egli spende e porta el corpo in luoghi vitoperosi in molti e diversi modi1 novellando e spiacevoleggiando1 corrompendo con le loro miserie l'altre creature in molti modi1 secondo che piace alla disordenata volont4 ,tucto questo t'ho decto1 carissima figliuola1 per darti materia di pianto di vedere gionta a tanta miseria la nobile citt de l'anima1 e perch tu vegga quanto male esce della principale porta della volont4 ,alla quale ,io non do licenzia che i nimici de l'anima entrino1 come decto 2 ma1 come ,io ti dicevo1 do bene licenzia ne l'altre che i nimici le percuotano4 ,unde lo 'ntellecto sostengo che sia percosso da una tenebre di mente2 e la memoria pare molte volte che sia privata del ricordamento di me4 ,e alcuna volta tucti gli altri sentimenti del corpo parr che siano in diverse bactaglie4 ,nel guardare le cose sancte e toccandole e udendole e odorandole e andandovi1 ogni cosa parr che gli dia mutazione1 disonest e corrompimento4 ,ma tucto questo non a morte1 per che ,io non voglio la morte sua 7guarda che egli non fusse s stolto che egli aprisse la porta della volont73 ,io permecto che eglino stiano di fuore1 ma non che entrino dentro4 ,dentro non possono intrare se non quando la propria volont vuole4 ,e perch tengo ,io in tanta pena e affliczione questa anima atorniata da tanti nemici8 ,non perch ella sia presa e perda la ricchezza della grazia2 ma follo per mostrarle la mia providenzia1 acci che ella si fidi di me e non in s1 levisi dalla negligenzia e con sollicitudine rifugga a me1 che so' suo difenditore1 so' ,padre benigno1 che procuro la salute sua2 acci che ella stia umile e vegga s non essere1 ma l'essere e ogni grazia che posta sopra l'essere ricognosca da me1 che so' sua vita4 ,come ella cognosce questa vita e providenzie mie in queste bactaglie8 ,ricevendo la grande liberazione1 ch non la lasso permanere continuamente in questo tempo2 ma vanno e vengono1 secondo ch',io veggo che le bisognino4 ,talora gli parr essere ne lo 'nferno1 che1 senza veruno suo exercizio che allora faccia1 ne sar privata e gustar vita etterna4 ,l'anima rimane serena3 ci che vede le pare che gridi ,dio1 tucta infiammata d'amoroso fuoco per la considerazione che fa allora l'anima nella mia providenzia1 perch si vede essere uscita di s grande pelago non con suo exercizio1 ch il lume venne inproviso1 non exercitandosi1 ma solo per la mia inextimabile carit1 che volsi provedere alla sua necessit nel tempo del bisogno1 che quasi non poteva pi4 ,perch ne l'exercizio1 quando s'exercitava a l'orazione e a l'altre cose che bisognano1 non le risposi col lume1 tollendole la tenebre8 ,perch1 essendo ancora inperfecta1 non reputasse in suo exercizio quello che non era suo4 ,s che vedi che lo inperfecto nelle bactaglie1 exercitandosi1 viene a perfeczione1 perch in esse bactaglie pruova la divina mia providenzia1 unde egli s' levato da l'amore inperfecto4 ,anco uso uno sancto inganno1 solo per levarli dalla inperfeczione3 ch',io lo' far concipere amore ad alcuna creatura spiritualmente e in particulare1 oltre a l'amore generale4 ,unde con questo mezzo s'exercita alla virt1 leva la sua inperfeczione1 fallo spogliare il cuore d'ogni altra creatura che egli amasse sensualmente1 di padre1 madre1 suoro1 frategli3 ne trae ogni propria passione1 e amali per me1 ,dio4 ,e1 con questo amore ordinato del mezzo ch',io gli ho posto1 caccia il disordinato1 col quale in prima amava le creature4 ,adunque vedi che tolle questa inperfeczione4 ,ma actende che un'altra cosa fa questo amore di questo mezzo3 che egli fa provare se perfectamente egli ama me e il mezzo che ,io gli ho dato1 o no4 ,e per gli li diei ,io1 perch egli el provasse1 acci che avesse materia di cognoscerlo2 ch1 non cognoscendolo1 n a se medesimo dispiacerebbe1 n piacerebbe quello che avesse in s che fusse mio4 ,per questo modo el cognosce3 e gi t'ho decto che ella ancora inperfecta4 ,e non dubbio che1 essendo inperfecto l'amore che ha a me1 inperfecto quello che ha alla creatura che ha in s ragione1 per che la carit perfecta del proximo dipende dalla perfecta carit mia4 ,s che con quella misura perfecta e inperfecta che ama me1 con quella ama la creatura4 ,come el cognosce per questo mezzo8 ,in molte cose4 ,anco1 quasi1 se voi aprite l'occhio de l'intellecto1 non passar tempo che egli nol vegga e pruovi4 ,ma1 perch in un altro luogo ,io tel manifestai1 poco te ne narrar4 ,quando della creatura cui egli ama di singulare amore1 come decto 1 egli si vede diminuire il dilecto1 la consolazione o conversazioni usate1 dove trovava grandissima consolazione1 o di molte altre cose1 o che vedesse che ella avesse pi conversazioni con altrui che con lui1 sente pena2 la quale pena el fa intrare a cognoscimento di s4 ,se vuole andare con lume e con prudenzia1 come debba1 con pi perfecto amore amer quel mezzo1 perch1 col cognoscimento di se medesimo e odio che aver conceputo al proprio sentimento1 si tolle la inperfeczione e viene ad perfeczione4 ,essendo poi perfecto1 sguita pi perfecto e maggiore amore nella creatura generale1 e nel particulare mezzo posto dalla mia bont1 che ho proveduto a farla spronare con odio di s e amore delle virt in questa vita della perregrinazione1 pure che ella non sia ignorante a recarsi1 nel tempo delle pene1 a confusione e tedio di mente1 a tristizia di cuore e senza exercizio4 ,questa sarebbe cosa pericolosa3 verrebbeli a ruina e a morte quello che ,io gli ho dato per vita4 ,non die fare cos2 ma con buona sollicitudine e con umilit reputandosi indegno di quel che desidera 7cio non avendo la consolazione la quale egli voleva71 e con lume vegga che la virt1 per la quale principalmente la debba amare1 non diminuita in lui con fame e desiderio di volere portare ogni pena1 da qualunque lato ella venga1 per gloria e loda del nome mio4 ,per questo modo adempir la volont mia in s1 ricevendo il fructo della perfeczione1 per la quale ,io ho permesso le bactaglie1 el mezzo e ogni altra cosa perch ella venga a lume di perfeczione4 ,in questo modo negl'imperfecti uso la providenzia mia1 e in tanti altri modi che lingua non sarebbe sufficiente a narrarli4 ,,capitolo ,,cxlv ,de la providenzia che ,dio usa verso di coloro che sono ne la carit perfecta4 --,ora ti dico de' perfecti1 che ,io gli proveggo per conservarli e provare la loro perfeczione e per farli crescere continuamente4 ,per che neuno in questa vita1 sia perfecto quanto vuole1 che non possa crescere a magiore perfeczione4 ,e per tengo questo modo tra gli altri1 s come disse la mia ,verit quando dixe3 ,io so' vite vera1 el ,padre mio il lavoratore1 e voi ste i tralci4 ,chi sta in ,lui1 che vite vera1 perch procede da me ,padre1 seguitando la doctrina sua1 fa fructo4 ,e1 acci che 'l fructo vostro cresca e sia perfecto1 ,io vi poto con le molte tribulazioni1 infamie1 ingiurie1 scherni e villanie e rimproverio2 con fame e sete1 in decti e in facti1 secondo che piace alla mia bont di concederle a ogniuno1 secondo ch'egli acto a portare4 ,per che la tribulazione uno segno dimostrativo1 che dimostra la perfecta carit de l'anima e la inperfeczione col dove ella 4 ,nelle ingiurie e fadighe1 che ,io permecto a' servi miei1 si pruova la pazienzia1 e cresce il fuoco della carit in quella anima per compassione che ha a l'anima di colui che gli fa ingiuria2 ch pi si duole de l'offesa che fa a me e dapno suo1 che della sua ingiuria4 ,questo fanno quelli che sonno nella grande perfeczione2 s che crescono1 e per ,io lo' permecto questo e ogni altra cosa4 ,io lo' lasso uno stimolo di fame della salute de l'anime1 che d e nocte bussano alla porta della mia misericordia1 intanto che dimenticano loro medesimi1 s come nello stato de' perfecti ,io ti narrai4 ,e quanto pi abandonano loro1 pi truovano me4 ,e dove mi cercano8 ,nella mia ,verit1 andando con perfeczione per la dolce doctrina sua4 ,hanno lecto in questo dolce e glorioso libro1 e1 leggendo1 hanno trovato che1 volendo compire l'obbedienzia mia e mostrare quanto amava il mio onore e l'umana generazione1 corse con pena e obrobrio alla mensa della sanctissima croce1 dove1 con sua pena1 mangi il cibo de l'umana generazione4 ,s che1 col sostenere e col mezzo de l'uomo1 mostr a me quanto amasse il mio onore4 ,dico che questi dilecti figliuoli1 e' quali sonno gionti a perfectissimo stato con perseveranzia1 con vigilie1 umili e continue orazioni1 mi dimostrano che in verit amino me e che essi hanno bene studiato1 seguitando questa sancta doctrina della mia ,verit1 con loro pena e fadiga che portano per la salute del proximo loro1 perch altro mezzo non hanno trovato1 in cui dimostrare l'amore che hanno a me1 che questo4 ,anco ogni altro mezzo1 che ci fusse a potere dimostrare che amano1 si posto sopra questo principale mezzo della creatura che ha in s ragione1 s come in un altro luogo io ti dixi che ogni bene si faceva col mezzo del proximo tuo e ogni operazione4 ,perch neuno bene pu essere facto se non nella carit mia e del proximo2 e1 se non facto in questa carit1 non pu essere veruno bene1 poniamo che gli acti suoi fussero virtuosi4 ,e cos el male anco si fa con questo mezzo per la privazione della carit4 ,s che vedi che in questo mezzo1 che ,io v'ho posto1 dimostrano la loro perfeczione e l'amore schiecto che hanno a me1 procurando sempre la salute de' proximi col molto sostenere4 ,adunque ,io gli purgo1 perch facciano maggiore e pi soave fructo1 con le molte tribulazioni4 ,grande odore gicta a me la pazienzia loro4 ,quanto soave e dolce questo fructo e di quanta utilit a l'anima che sostiene senza colpa6 ,ch1 se ella el vedesse1 non sarebbe veruna che con grande sollicitudine e allegrezza non cercasse di portare4 ,io1 per dar lo' questo grande tesoro1 gli proveggo di poner lo' il peso delle molte fadighe1 acci che la virt della pazienzia non irrugginisca in loro2 s che1 venendo poi el tempo che ella bisogna provare1 non la trovassero ruginosa1 trovandovi1 per non averla abituata1 la ruggine della inpazienzia1 la quale rode l'anima4 ,alcuna volta uso uno piacevole inganno con loro per conservarli nella virt de l'umilit3 ch'io lo' far adormentare il sentimento loro1 che non parr che nella volont n nel sentimento essi sentano veruna cosa adversa1 se non come persone adormentate1 non dico morte4 ,per che 'l sentimento sensitivo dorme ne l'anima perfecta1 ma non muore2 per che1 subbito ch'egli allentasse l'exercizio e il fuoco del sancto desiderio1 si destarebbe pi forte che mai4 ,e per non sia veruno che se ne fidi1 sia perfecto quanto si vuole3 egli gli bisogna stare nel sancto timore di me2 ch molti per lo fidarsi caggiono miserabilemente1 ch altrementi non cadrebbero eglino4 ,s che dico che in loro pare che dormano i sentimenti1 e1 sostenendo e portando i grandi pesi1 non pare che sentano4 ,a mano a mano1 in una picciola cosellina che sar non cavelle1 che essi medesimi se ne faranno beffe poi1 si sentiranno per s facto modo in loro medesimi1 che vi diventaranno stupefacti4 ,questo fa la providenzia mia perch l'anima cresca e vada nella valle de l'umilit3 per che ella allora1 come prudente1 si leva s sopra di s1 non perdonandosi2 ma coll'odio e rimproverio gastiga il sentimento2 el quale gastigare uno farlo adormentare pi fortemente4 ,alcuna volta proveggo ne' grandi servi miei di dar lo' uno stimolo1 s com',io feci al dolce appostolo ,pavolo1 vasello d'eleczione4 ,avendo ricevuta la doctrina della mia ,verit ne l'abisso di me1 ,padre etterno2 e nondimeno gli lassai lo stimolo e inpugnazione della carne sua4 ,e non potevo ,io fare1 e posso1 a ,pavolo e agli altri in cui ,io lasso lo stimolo in diversi modi1 che essi non l'avessero8 ,s4 ,perch il fa la mia providenzia8 ,per farli meritare1 per conservarli nel cognoscimento di loro1 unde traggono la vera umilit1 e per farli pietosi e non crudeli verso de' proximi loro1 che siano conpassionevoli a le loro fadighe4 ,per che molta pi conpassione hanno a' tribolati e passionati1 sentendo eglino passione1 che se non l'avessero4 ,crescono in maggiore amore1 e corrono a me tucti unti di vera umilit e arsi nella fornace della divina carit4 ,e con questi mezzi e con infiniti altri giongono ad perfecta unione1 s come ,io ti dixi4 ,in tanta unione e cognoscimento della mia bont che1 essendo nel corpo mortale1 gustano il bene degl'inmortagli2 stando nella carcere del corpo1 ne lo' pare essere di fuore2 e1 perch molto hanno cognosciuto di me1 molto m'amano4 ,e chi molto ama1 molto si duole2 unde a cui cresce amore1 cresce dolore4 ,in su che dolore e pene rimangono8 ,non in ingiurie che lo' fussero facte1 n per pene corporali1 n per molestie di dimonio1 n per veruna altra cosa che lo' potesse avenire1 propriamente a loro1 che l'avesse a dare pena2 ma solo si dolgono de l'offese facte a me 7vedendo e cognoscendo ch',io so' degno d'essere amato e servito7 e del danno de l'anime1 vedendoli andare per la tenebre del mondo e stare in tanta ciechit4 ,perch ne l'unione1 che l'anima ha facta in me per affecto d'amore1 raguard e cognobbe in me quanto ,io amo la mia creatura ineffabilemente4 ,e1 vedendola rappresentare la imagine mia1 s'inamor di lei per amore di me4 ,unde sente intollerabile dolore quando gli vede dilongare dalla mia bont2 e so' s grandi queste pene1 che ogni altra pena fanno diminuire e venire meno in lei1 che niente l'apprezza se non come non fusse egli che ricevesse4 ,io gli proveggo4 ,con che8 ,con la manifestazione di me medesimo a loro1 facendo lo' in me vedere1 con grande amaritudine1 le iniquit e miserie del mondo1 la danpnazione de l'anime in comune e in particulare1 secondo che piace alla mia bont1 per farli crsciare in amore e in pena2 acci che1 stimolati dal fuoco del desiderio1 gridino a me1 con speranza ferma e col lume della sanctissima fede1 a chiedere l'aiutorio mio che sovenga a tante loro necessit4 ,s che insiememente proveggo con divina providenzia per sovenire al mondo1 lassandomi costringere da' penosi1 dolci e anxietati desidri de' servi miei1 e a loro notricandoli e crescendoli1 per questo1 in maggiore e pi perfecto cognoscimento e unione di me4 ,adunque vedi che ,io proveggo questi perfecti per molte vie e diversi modi1 perch1 mentre che voi vivete1 sempre ste acti a crsciare lo stato della perfeczione e a meritare4 ,e per ,io gli purgo d'ogni proprio e disordenato amore spirituale e temporale2 e potogli con le molte tribulazioni1 acci che faccino maggiore e pi perfecto fructo1 come decto 4 ,e con la grande tribulazione che sostengono1 vedendo offendere me e privare l'anima della grazia1 si spegne ogni sentimento di questa minore4 ,intantoch tucte le fadighe loro1 che in questa vita possino sostenere1 le reputano meno che non cavelle4 ,e per questo1 s com',io ti dixi1 si curano tanto della tribulazione quanto della consolazione1 perch non cercano le loro consolazioni1 e non m'amano d'amore mercennaio per proprio dilecto1 ma cercano la gloria e loda del nome mio4 ,adunque vedi1 carissima figliuola1 che in ogni creatura che ha in s ragione ,io distendo e uso la providenzia mia in molti e infiniti luoghi1 con modi admirabili non cognosciuti dagli uomini tenebrosi1 perch la tenebre non pu conprendere la luce4 ,solo da quegli che hanno lume sonno cognosciuti perfectamente e inperfectamente1 secondo la perfeczione del lume ch'egli hanno4 ,el quale lume s'acquista nel cognoscimento che l'anima ha di s1 unde si leva con perfectissimo odio della tenebre4 ,,capitolo ,,cxlvi ,repetizione breve de le predecte cose4 ,poi parla sopra quella parola che dixe ,cristo a sancto ,pietro1 quando dixe3 ,mecte la rete da la parte dextra de la nave4 --,hotti narrato e hai veduto1 meno che l'odore d'una sprizza che non cavelle a comparazione del mare1 come ,io proveggo le mie creature1 avendoti parlato in generale e in particulare4 ,e ora per questi stati1 contandoti prima del ,sagramento1 come ,io proveggo e per che modo a fare crsciare la fame ne l'anima1 e come ,io procuro dentro nel sentimento de l'anime1 ministrando lo' la grazia col mezzo del servidore dello ,spirito sancto3 allo iniquo per riducerlo in stato di grazia1 allo inperfecto per farlo giognere a perfeczione1 al perfecto per augmentare e crescere la perfeczione in lui1 perch ste acti a crescere1 e per farli buoni e perfecti mezzi tra l'uomo1 che caduto in guerra1 e me4 ,perch gi ti dixi1 se ben ti ricorda1 che col mezzo de' servi miei ,io farei misericordia al mondo e col molto sostenere riformarei la sposa mia4 ,veramente questi cotali si possono chiamare un altro ,cristo crocifixo unigenito mio ,figliuolo1 perch hanno preso a fare l'offizio suo4 ,egli venne come tramezzatore1 per levare la guerra e reconciliare in pace con meco l'uomo1 col molto sostenere infino a l'obbrobriosa morte della croce4 ,cos questi cotali vanno crociati1 facendosi mezzo con l'orazione1 con la parola e con la buona e sancta vita1 ponendola per exempro dinanzi a loro4 ,rilucono le pietre preziose delle virt con pazienzia1 portando e sopportando i loro difecti4 ,questi sonno e' lami con che essi pigliano l'anime4 ,essi gictano la rete da la mano dricta e non da la manca1 come dixe la mia ,verit a ,pietro e agli altri discepoli doppo la resurreczione2 per che la mano manca del proprio amore morta in loro1 e la mano dricta viva d'uno vero e schiecto1 dolce e divino amore1 col quale gictano la rete del sancto desiderio in me1 mare pacifico4 ,e giugnendo la storia che fu inanzi a la resurreczione con quella che fu doppo1 sappi che1 tirando a loro la rete1 richiudendola nel cognoscimento di loro1 pigliano tanta abondanzia di pesci d'anime1 che si conviene che chiamino il compagno perch gli aiti a trarli della rete1 per che solo non pu4 ,perch nello strignere e nel gittare gli conveniva la compagnia della vera umilit1 chiamando il proximo per dileczione1 chiedendo che gli aiti a trare questi pesci de l'anime4 ,e che questo sia vero1 tu il vedi ne' servi miei e pruovi3 ch s grande peso lo' pare a tirare queste anime che sonno prese nel sancto desiderio loro1 che chiamano compagnia1 e vorrebero che ogni creatura che ha in s ragione gli aitasse1 con umilit reputandosi insufficienti4 ,e per ti dixi che chiamavano l'umilit e la carit del proximo1 ch gli aitasse a trare questi pesci4 ,tirando1 ne trae in grandissima abondanzia3 poniamo che molti per li loro difecti n'escono1 che non stanno rinchiusi nella rete4 ,la rete del desiderio gli ha ben tucti presi1 perch l'anima1 affamata de l'onore mio1 non si chiama contenta a una particella1 ma tucti gli vuole3 e' buoni di manda perch gli aitino a mectere e' pesci nella rete sua1 acci che si conservino e crescano la perfeczione4 ,gl'imperfecti vorrebbe che fussero perfecti1 e' gattivi vorrebbe che fussero buoni1 gl'infedeli tenebrosi vorrebbe che tornassero al lume del sancto baptesimo4 ,tucti gli vuole3 di qualunque stato o condizione si siano1 perch tucti gli vede in me1 creati dalla mia bont in tanto fuoco d'amore e ricomprati del sangue di ,cristo crocifixo unigenito mio ,figliuolo4 ,s che tucti gli ha presi nella rete del sancto desiderio suo4 ,ma molti n'escono1 come decto 1 che si partono dalla grazia per li difecti loro3 e gl'infedeli e gli altri che stanno in peccato mortale4 ,non per che essi non siano in quello desiderio per continua orazione3 per che1 quantunque l'anima si parta da me per le colpe sue1 e da l'amore e conversazione che debbono avere a' servi miei1 e debita reverenzia2 non per diminuito1 n debba diminuire1 l'affecto della carit in loro4 ,s che essi gictano questa dolce rete dalla mano dricta4 ,o figliuola carissima1 se tu considerrai punto l'acto che fece il glorioso appostolo ,pietro1 il quale si conta nel sancto ,evangelio1 che gli fece fare la mia ,verit quando gli comand che gittasse la rete nel mare1 ,pietro rispose che tucta nocte s'era afadigato e neuno n'aveva potuto avere1 dicendo3--,ma nel comandamento e alla parola tua1 io la gittar2--gittandola1 ne prese in tanta abondanzia1 che solo non pot tirarla fuore1 e chiam e' discepoli che l'aitassero4 ,dico che in questa figura1 la quale fu in verit cos 7ma figura te per quello che decto ,io t'ho71 tu la troverai che ella t' propria4 ,e fotti sapere che tucti e' misteri e modi che tenne la mia ,verit nel mondo1 e co' discepoli e senza e' discepoli1 erano figurativi dentro ne l'anima de' servi miei1 e in ogni maniera di genti2 acci che in ogni cosa poteste avere regola e doctrina1 speculandovi col lume della ragione3 e a' grossi e a' sottili1 a quegli che hanno basso intendimento e alto2 ogniuno pu pigliare la parte sua1 pure che voglia4 ,dixiti che ,pietro al comandamento del ,verbo gitt la rete4 ,s che fu obbediente1 credendo con fede viva poterli pigliare2 e per ne prese assai1 ma non nel tempo della nocte4 ,sai tu qual il tempo della nocte8 la scura nocte del peccato mortale1 quando l'anima privata del lume della grazia4 ,in questa nocte veruna cosa prende1 per che gitta l'affecto suo non nel mare vivo1 ma nel morto1 dove truova la colpa1 che non cavelle4 ,indarno s'affadiga con grandi e intollerabili pene1 senza veruna utilit3 fannosi mrteri del dimonio e non di ,cristo crocifixo4 ,ma1 apparendo el d1 che egli esce della colpa e torna a lo stato della grazia1 gli appariscono nella mente sua e' comandamenti della ,legge1 e' quali li comandano che gitti questa rete nella parola del mio ,verbo1 amando me sopra ogni cosa e il proximo come se medesimo4 ,allora con obbedienzia e col lume della fede1 con ferma speranza1 la gitta nella parola sua1 seguitando la doctrina e le vestigie di questo dolce e amoroso ,verbo1 e discepoli4 ,e come gli piglia1 e cui egli chiama1 gi te l'ho decto di sopra1 e per non te gli ricapitolo pi4 ,,capitolo ,,cxlvii ,come la predecta rete la gitta pi perfectamente uno che un altro1 unde piglia pi pesci4 ,e de la excellenzia di questi perfecti4 --,questo t'ho decto1 acci che col lume de l'intellecto cognosca con quanta providenzia questa mia ,verit1 nel tempo che convers con voi1 egli adoper e' ministeri suoi e tucti e' suoi acti2 perch tu cognosca quello che vi conviene fare1 e quello che fa l'anima che sta in questo perfectissimo stato4 ,e pensa che pi perfecto il fa uno che un altro1 secondo che va ad obbedire a questa parola pi promptamente e con pi perfecto lume1 perduta ogni speranza di s1 ma solo ricolta in me1 suo ,creatore4 ,pi perfectamente la gitta colui che obedisce1 observando e' comandamenti e consigli mentalmente e actualmente1 che colui che observa solo i comandamenti1 e i consigli mentalmente4 ,ch chi non osservasse i consigli mentalmente1 gi non observarebbe e' comandamenti actualmente1 perch sonno legati insieme1 s come in un altro luogo pi pienamente ,io ti narrai4 ,s che perfectamente piglia1 secondo che perfectamente gitta4 ,ma e' perfecti1 de' quali ,io t'ho narrato1 pigliano in abbondanzia e in grande perfeczione4 ,oh6 come hanno ordinati gli organi loro per la buona e dolce guardia che fece la guardia del libero arbitrio alla porta della volont4 ,tucti e' sentimenti loro fanno un suono soavissimo1 el quale esce dentro della citt de l'anima1 perch le porte sonno tucte chiuse e aperte4 ,chiusa la volont all'amore proprio2 ed aperta a desiderare e amare il mio onore e la dileczione del proximo4 ,lo intellecto chiuso a raguardare le delizie1 vanit e miserie del mondo1 le quali sonno tucte una nocte che dnno tenebre allo 'ntellecto che disordenatamente le guarda2 ed aperto col lume posto ne l'obiecto del lume della mia ,verit4 ,la memoria serrata nel ricordamento del mondo e di s sensitivamente2 ed aperta a ricevere e reducersi a memoria el ricordamento de' benefizi miei4 ,l'affecto de l'anima fa allora uno giubilo e uno suono1 temparate e acordate le corde con prudenzia e lume2 accordate tucte a uno suono1 cio a gloria e loda del nome mio4 ,in questo medesimo suono1 che sonno acordate le corde grandi delle potenzie de l'anima1 sonno acordate le piccole de' sentimenti e strumenti del corpo4 ,s com',io ti dixi1 parlandoti degl'iniqui uomini1 che tucti sonavano morte1 ricevendo e' loro nemici2 cos questi suonano vita1 ricevendo gli amici delle vere e reali virt1 stormentano con sancte e buone operazioni4 ,ogni menbro lavora el lavorio che gli dato a lavorare1 ogniuno perfectamente nel grado suo3 l'occhio nel suo vedere1 l'orecchia nel suo udire1 l'odorato nel suo odorare1 il gusto nel suo gustare1 la mano nel toccare e adoperare1 e' piei ne l'andare4 ,tucti s'accordano in uno medesimo suono3 a servire il proximo per gloria e loda del nome mio1 e servire l'anima con buone e sancte e virtuose operazioni1 obbedienti a l'anima a rispondere come organi4 ,piacevoli sonno a me1 piacevoli a la natura angelica1 e piacevoli a' veri gustatori1 che gli aspectano con grande gaudio e allegrezza dove participar il bene l'uno de l'altro1 e piacevoli al mondo4 ,voglia il mondo o no1 non possono fare gl'iniqui uomini che non sentano de la piacevolezza di questo suono4 ,anco1 molti e molti con questo lamo e stormento ne rimangono presi3 partonsi dalla morte e vengono alla vita4 ,tucti e' sancti hanno preso con questo organo4 ,el primo che sonasse in suono di vita fu il dolce e amoroso ,verbo1 pigliando la vostra umanit4 ,e con questa umanit unita con la ,deit1 facendo uno dolce suono in su la croce1 prese il figliuolo de l'umana generazione1 e prese il dimonio1 che ne li tolse la signoria che tanto tempo l'aveva posseduto per la colpa sua4 ,tucti voi altri sonate inparando da questo ,maestro4 ,con questo imparare da lui presero gli appostoli1 seminando la parola sua per tucto il mondo2 e' mrteri e confessori e doctori e le vergini1 tucti pigliavano l'anime col suono loro4 ,raguarda la gloriosa vergine ,orsina1 che tanto dolcemente son il suo stormento1 che solo di vergini n'ebbe undici migliaia1 e pi d'altretanti d'altra gente ne prese con questo medesimo suono4 ,e cos tucti gli altri1 chi in uno modo e chi in un altro4 ,chi n' cagione8 ,la mia infinita providenzia1 che ho proveduto in dar lo' gli strumenti1 e dato l'ho la via e 'l modo con che possino sonare4 ,e ci ch',io do e permetto in questa vita l' via ad augmentare questi stormenti1 se essi la vogliono cognoscere1 e che non si voglino tollere il lume1 con che e' veggono1 con la nuvila de l'amore proprio1 piacere e parere di loro medesimi4 ,,capitolo ,,cxlviii ,de la providenzia di ,dio in generale1 la quale usa verso le sue creature in questa vita e nell'altra4 --,dilarghisi1 figliuola1 el cuore tuo1 e apre l'occhio de l'intellecto col lume della fede a vedere con quanto amore e providenzia ,io ho creato e ordinato l'uomo acci che goda nel mio sommo1 etterno bene4 ,e in tucto ho proveduto1 come decto t'ho1 ne l'anima e nel corpo1 negl'imperfecti e ne' perfecti1 a' buoni e a' gattivi1 spiritualmente e temporalmente1 nel cielo e nella terra1 in questa vita mortale e nella inmortale4 ,in questa vita mortale1 mentre che ste viandanti1 ,io v'ho legati nel legame della carit3 voglia l'uomo o no1 egli ci legato4 ,se egli si scioglie per affecto che non sia nella carit del proximo1 egli ci legato per necessit4 ,unde1 acci che in acto e in affecto usasse la carit 7e se la perdete in affecto per le iniquit vostre1 almeno ste constrecti per vostro bisogno d'usare l'acto71 providdi di non dare a uno uomo1 n a ogniuno a se medesimo1 el sapere fare quello che bisogna fare in tucto alla vita de l'uomo2 ma chi n'ha una parte1 e chi n'ha un'altra1 acci che l'uno abbi materia1 per suo bisogno1 di ricrrire a l'altro4 ,unde tu vedi che l'artefice ricorre al lavoratore1 e il lavoratore a l'artefice3 l'uno ha bisogno de l'altro1 perch non sa fare l'uno quello che l'altro4 ,cos el cherico e il religioso ha bisogno del secolare1 e il secolare del religioso2 e l'uno non pu fare senza l'altro4 ,e cos d'ogni altra cosa4 ,e non potevo ,io dare a ogniuno tucto8 ,s bene2 ma volsi1 con providenzia1 che s'aumiliasse l'uno a l'altro1 e costrecti fussero d'usare l'acto e l'affecto della carit insieme4 ,mostrato ho la magnificenzia1 bont e providenzia mia in loro1 e essi si lassano guidare alla tenebre della propria fragilit4 ,le menbra del corpo vostro vi fanno vergogna1 perch usano carit insieme1 e non voi3 unde1 quando il capo ha male1 la mano il soviene2 e se il dito1 che cos piccolo menbro1 ha male1 il capo non si reca a schifo perch sia maggiore e pi nobile che tucta l'altra parte del corpo1 anco il soviene con l'udire1 col vedere1 col parlare e con ci ch'egli ha4 ,e cos tucte l'altre menbra4 ,non fa cos l'uomo superbo1 che1 vedendo il povero membro suo infermo e in necessit1 non el soviene1 non tanto con ci che egli ha1 ma con una minima parola2 ma con rimproverio e schifezza volta la faccia adietro4 ,abbonda in ricchezze1 e lassa lui morire di fame2 ma egli non vede che la sua miseria e crudelt gitta puzza a me1 e infino al profondo de lo 'nferno ne va la puzza sua4 ,io proveggo quel povarello1 e per la povert gli sar data somma ricchezza4 ,e a lui1 con grande rimproverio1 gli sar rimproverato dalla mia ,verit1 se egli non si corregge1 per lo modo che conta nel sancto ,evangelio1 dicendo3 ,io ebbi fame e non mi desti mangiare2 ebbi sete1 e non mi desti bere2 nudo fui1 e non mi vestisti2 infermo e in carcere1 e non mi visitasti4 ,e non gli varr in quello ultimo di scusarsi1 dicendo3--,io non ti viddi mai1 ch1 se io t'avesse veduto1 io l'arei facto4--,el misero sa bene 7e cos dixe ,egli7 che quello che fa a' suoi povaregli1 fa a lui4 ,e per giustamente gli sar dato etterno supplicio con le demonia4 ,s che vedi che nella terra ,io ho proveduto perch non vadano all'etternale dolore4 ,se tu raguardi di sopra1 in me vita durabile1 nella natura angelica e ne' cittadini che sonno in essa vita durabile1 che in virt del sangue dell',agnello hanno avuta vita etterna1 ,io ho ordinato con ordine la carit loro1 cio che ,io non ho posto che l'uno gusti pure il bene suo proprio1 nella beata vita che egli ha da me1 e non sia participato dagli altri4 ,non ho voluto cos3 anco tanto ordinata e perfecta la carit loro1 che il grande gusta el bene del piccolo1 e il piccolo quello del grande4 ,piccolo1 dico1 quanto a misura1 non che 'l piccolo non sia pieno come il grande1 ognuno nel grado suo1 s come in un altro luogo ,io ti narrai4 ,oh6 quanto fraterna questa carit1 e quanto unitiva in me1 e l'uno con l'altro1 perch da me l'hanno e da me la ricognoscono1 con quello timore sancto e debita reverenzia1 che rendono loro1 s'affogano in me1 e in me veggono e cognoscono la loro dignit nella quale ,io gli ho posti4 ,l'angelo si comunica con l'uomo1 cio con l'anime de' beati1 e i beati con gli angeli4 ,s che ognuno in questa dileczione della carit1 godendo el bene l'uno de l'altro1 exultano in me con giubilo e allegrezza senza alcuna tristizia1 dolce senza alcuna amaritudine1 perch1 mentre che vissero e nella morte loro1 gustro me per affecto d'amore nella carit del proximo4 ,chi l'ha ordinato8 ,la sapienzia mia con admirabile e dolce providenzia4 ,e se tu ti vlli al purgatorio1 vi trovarrai la mia dolce e inextimabile providenzia in quelle tapinelle anime che per ignoranzia perdro il tempo1 e perch sonno separate dal corpo1 non hanno pi el tempo di potere meritare3 unde ,io l'ho provedute col mezzo di voi1 che anco ste nella vita mortale1 che avete il tempo per loro2 cio che con le limosine e divino offizio che facciate dire a' ministri miei1 con digiuni e con orazioni facte in istato di grazia1 abbreviate a loro il tempo della pena mediante la mia misericordia4 ,odi dolce providenzia6 ,tucto questo ho decto a te che s'appartiene1 dentro ne l'anima1 alla salute vostra1 per farti inamorare e vestire col lume della fede1 con ferma speranza nella providenzia mia1 e perch tu gitti te fuore di te1 e in ci che tu hai a fare speri in me senza veruno timore servile4 ,,capitolo ,,cxlix ,de la providenzia che ,dio usa verso de' poveri servi suoi1 sovenendoli ne le cose temporali4 --,ora ti voglio dire una picciola particella de' modi ch',io tengo a sovenire i servi miei1 che sperano in me1 nella necessit corporale4 ,e tanto la ricevono perfectamente e inperfectamente1 quanto essi sonno perfecti e inperfecti1 spogliati di loro e del mondo3 ma ogniuno proveggo4 ,unde i povaregli miei1 povari per spirito e di volont1 cio per spirituale intenzione1 non semplicemente dico povari1 per che molti sonno povari e non vorrebbero essere3 questi sonno ricchi quanto alla volont e sonno mendchi1 perch non sperano in me n portano volontariamente la povert che ,io l'ho data per medicina de l'anima loro1 perch la ricchezza l'arebbe facto male e sarebbe stata loro dannazione2 ma e' servi miei sonno poveri e non mendchi4 ,el mendco spesse volte non ha quello che gli bisogna e pate grande necessit2 ma el povaro non abonda1 ma ha apieno la sua necessit4 ,io non gli manco mai mentre ch'egli spera in me3 conducoli bene alcuna volta in su la extremit1 perch meglio cognoscano e veggano che ,io gli posso e voglio provedere1 inamorinsi della providenzia mia e abbraccino la sposa della vera povert4 ,unde il servo loro dello ,spirito sancto1 clemenzia mia1 vedendo che non abbino quello che lo' bisogna alla necessit del corpo1 accender uno desiderio con uno stimolo nel cuore di coloro che possono sovenire1 che essi andaranno e soverrannoli de' loro bisogni4 ,tucta la vita de' dolci miei povaregli si governa per questo modo3 con sollicitudine che ,io do di loro a' servi del mondo4 vero che1 per provarli in pazienzia1 in fede e perseveranzia1 ,io sosterr che lo' sia decto rimproverio ingiuria e villania2 e nondimeno quel medesimo che lo' dice e fa ingiuria costretto dalla mia clemenzia di dar lo' l'elimosina e sovenire ne' loro bisogni4 ,questa providenzia generale data a' miei povarelli4 ,ma alcuna volta l'usar ne' grandi servi miei senza il mezzo della creatura1 solo per me medesimo1 s come tu sai d'avere provato4 ,e hai udito del glorioso padre tuo ,domenico che1 nel principio dell'ordine1 essendo e' frati in necessit1 intantoch essendo venuta l'ora del mangiare e non avendo che1 il dilecto mio servo ,domenico1 col lume della fede sperando che ,io provedesse1 dixe3--,figliuoli1 ponetevi a mensa4--,obbediendolo e' frati1 alla parola sua si posero a mensa4 ,allora ,io1 che proveggo chi spera in me1 mandai due angeli con pane bianchissimo1 intantoch n'ebbero in grandissima abondanzia per pi volte4 ,questa fu providenzia non con mezzo d'uomini1 ma facta dalla clemenzia mia dello ,spirito sancto4 ,alcuna volta proveggo multiplicando una piccola quantit1 la quale non era bastevole a loro1 s come tu sai di quella dolce vergine sancta ,agnesa4 ,la quale1 dalla sua puerizia infino a l'ultimo1 serv a me con vera umilit1 con esperanza ferma1 intantoch non pensava di s n della sua famiglia con dubbitazione4 ,unde ella con viva fede1 per comandamento di ,maria1 si mosse1 poverella e senza alcuna substanzia temporale1 a fare il monasterio4 ,sai che era luogo di peccatrici4 ,ella non pens3--,come potr io fare questo8--,ma sollicitamente1 con la mia providenzia1 ne fece luogo sancto1 monasterio ordinato a religiose4 ,ine congreg nel principio circa diciotto fanciulle vergini senza avere cavelle1 se non come ,io la provedevo3 tra l'altre volte1 avendo ,io sostenuto che tre d erano state senza pane1 solo con l'erba4 ,e se tu mi dimandassi3--,perch le tenesti a quel modo1 conciosiacosach di sopra mi dicesti che tu non manchi mai a' servi tuoi che sperano in te1 e che essi hanno la loro necessit8 ,in questo mi pare che lo' mancasse il loro bisogno1 perch pure de l'erba non vive il corpo della creatura1 parlando comunemente e in generale di chi non perfecto3 ch1 se ,agnesa era perfecta ella1 non erano l'altre in quella perfeczione2--,io ti risponderei ch',io el feci e permissi per farla inebriare della providenzia mia2 e quelle1 che anco erano inperfecte1 per lo miracolo che poi seguit1 avessero materia di fare il principio e fondamento loro nel lume della sanctissima fede4 ,in quella erba o in altro a cui divenisse simile caso1 o per verun altro modo1 davo e do una disposizione a quel corpo umano1 intantoch meglio star con quella poca dell'erba1 o alcuna volta senza cibo1 che inanzi non faceva col pane e con l'altre cose che si dnno e sonno ordinate per la vita de l'uomo4 ,e tu sai che egli cos1 che l'hai provato in te medesima4 ,dico che ,io proveggo col moltiplicare4 ,ch1 essendo ella stata in questo spazio del tempo1 che ,io t'ho decto1 senza pane1 vollendo ella l'occhio della mente sua col lume della fede a me1 disse3--,padre e ,signore mio1 sposo etterno1 ed ha' mi tu facte trare queste figliuole delle case de' padri loro perch elle periscano di fame8 ,provede1 ,signore1 alla loro necessit4--,io ero ,colui che la facevo adimandare3 piacevami di provare la fede sua1 e l'umile sua orazione era a me piacevole4 ,distesi la mia providenzia in quello che con la mente sua stava dinanzi a me1 e costrinsi per spirazione una creatura1 nella sua mente1 che le portasse cinque panuccioli4 ,e1 manifestandolo a lei nella sua mente1 dixe1 vollendosi a le suore3--,andate1 figliuole mie1 rispondete alla ruota1 e tollete quel pane4--,arrecandolo elle1 si posero a mensa4 ,io le diei tanta virt1 nello spezzare el pane che ella fece1 che tucte se ne saziarono apieno1 e tanto ne levarono di su la mensa1 che pienamente un'altra volta n'ebbero abondantemente alla necessit del corpo loro4 ,queste sonno delle providenzie che ,io uso co' servi miei a quelli che son povari volontariamente2 e non pure volontariamente1 ma per spirito4 ,per che senza spirituale intenzione nulla lo' varrebbe4 ,s come divenne a' filosofi1 che1 per amore che avevano alla scienzia e volont d'impararla1 spregiavano le ricchezze e facevansi povari volontariamente2 cognoscendo1 di cognoscimento naturale1 che la sollicitudine delle mondane ricchezze gli aveva ad inpedire di non lassarli giognere al termine loro della scienzia1 el quale ponevano1 per uno loro fine1 dinanzi all'occhio de l'intellecto loro4 ,ma1 perch questa volont de la povert non era spirituale1 facta per gloria e loda del nome mio1 per non avevano vita di grazia n perfeczione1 ma morte etternale4 ,,capitolo ,,cl ,dei mali che procedono dal tenere o desiderare disordinatamente le ricchezze temporali4 --,doh6 raguarda1 carissima figliuola1 quanta vergogna a' miseri uomini amatori delle ricchezze1 che non seguitano il cognoscimento che lo' porge la natura per acquistare il sommo ed etterno ,bene6 ,lo fanno questi filosofi1 che1 per amore della scienzia1 cognoscendo che e' l'era inpedimento1 le gittavano da loro4 ,e questi de le ricchezze si vogliono fare uno idio4 ,e questo manifesta ch'egli cos3 che essi si dogliono pi quando perdono la ricchezza e substanzia temporale che quando perdono me1 che so' somma ed etterna ricchezza4 ,se tu raguardi bene1 ogni male n'esce di questo disordenato desiderio e volont della ricchezza4 ,egli n'esce la superbia1 volendo essere il maggiore2 la ingiustizia in s e in altrui2 l'avarizia1 che per l'appetito della pecunia non si cura di robbare il fratello suo1 n di tollere quello della sancta ,chiesa1 che acquistato col sangue del ,verbo unigenito mio ,figliuolo4 scene rivendara delle carni del proximo suo e del tempo3 come sonno gli usurai1 che1 come ladri1 vendono quel che non loro4 scene golosit per li molti cibi e disordenatamente prenderli1 e disonest4 ,ch1 se non avesse che spendere1 spesse volte non starebbe in conversazioni di tanta miseria4 ,quanti omicidii1 odio e rancore verso il suo proximo1 e crudelt con infidelit verso di me1 presumendo di loro medesimi1 come se per loro virt l'avessero acquistate6 ,non vedendo che per loro virt non le tengono n l'acquistano1 ma solo per mia1 perdono la speranza di me1 sperando solo nelle loro ricchezze4 ,ma la speranza loro vana1 ch1 non avedendosene1 elle vengono meno3 o essi le perdono in questa vita per mia dispensazione e loro utilit1 o essi le perdono col mezzo della morte4 ,allora cognoscono che vane e none stabili elle erano4 ,elle inpoveriscono e uccidono l'anima3 fanno l'uomo crudele a se medesimo1 tolgonli la dignit dello infinito e fannolo finito1 cio che 'l desiderio suo1 che debba essere unito in me che so' bene infinito1 egli l'ha posto e unito per affecto d'amore in cosa finita4 ,egli perde il gusto del sapore della virt e de l'odore della povert1 perde la signoria di s1 facendosi servo delle ricchezze4 insaziabile1 perch ama cosa meno di s2 per che tucte le cose che sonno create sonno facte per l'uomo perch il servissero e non perch egli se ne faccia servo1 e l'uomo die servire a me che so' suo fine4 ,a quanti pericoli e a quante pene si mecte l'uomo1 per mare e per terra1 per acquistare la grande ricchezza1 per tornare poi nella citt sua con delizie e stati2 e non si cura d'acquistare le virt n di sostenere un poca di pena per averle1 che sonno la ricchezza de l'anima4 ,essi sonno tucti ammersi il cuore1 e l'affecto1 che debba servire a me1 egli l'hanno posto nelle ricchezze1 e con molti guadagni inliciti carica la conscienza loro4 ,vedi a quanta miseria egli si recano e di cui e' si sonno facti servi3 non di cosa ferma n stabile1 ma mutabile1 ch oggi son ricchi e domane povari2 ora sonno in alto1 ora sonno a basso2 ora sono temuti e avuti in reverenzia dal mondo per la loro ricchezza1 e ora facto beffe di loro avendola perduta1 con rimproverio e vergogna e senza conpassione eglino son tractati1 perch si facevano amare e erano amati per le ricchezze e non per virt che fussero in loro4 ,ch1 se fussero stati amati e fussersi facti amare per le virt che fussero state in loro1 non sarebbe levata la reverenzia n l'amore1 perch la sustanzia temporale fuxe perduta e non la ricchezza delle virt4 ,oh1 come grave loro a portare nella coscienzia loro questi pesi6 ,e l' s grave1 che in questo camino della perregrinazione non pu crrire n passare per la porta strecta4 ,nel sancto ,evangelio vi disse cos la mia ,verit3 che egli pi inpossibile ad intrare uno ricco a vita etterna che uno camello per una cruna d'aco4 ,ci sonno coloro che con disordenato e miserabile affecto posseggono o desiderano la ricchezza4 ,per che molti sonno quelli che sonno povari1 s com',io ti dixi1 e per affecto d'amore disordenato posseggono tucto il mondo con la loro volont1 se essi el potessero avere4 ,questi non possono passare per la porta1 per che ella strecta e bassa2 unde1 se non gittano il carico a terra e non ristrengono l'affecto loro nel mondo e chinano il capo per umilit1 non ci potranno passare4 ,e non ci altra porta che gli conduca ad vita se non questa4 cci la porta larga che gli mena a l'etterna dannazione2 e1 come ciechi1 non pare che veggano la loro ruina1 che in questa vita gustano l'arra de l'inferno4 ,per che in ogni modo ricevono pena1 desiderando quello che non possono avere4 ,non avendo1 hanno pena1 e se e' perdono1 perdono con dolore4 ,con quella misura hanno il dolore1 che essi la possedevano con amore4 ,perdono la dileczione del proximo1 non si curano d'acquistare veruna virt4 ,oh1 fracidume del mondo6 non le cose del mondo in loro1 per che ogni cosa creai buona e perfecta1 ma fracido colui che con disordenato amore le tiene e cerca4 ,mai non potresti con la tua lingua narrare1 figliuola mia1 quanti sonno e' mali che n'escono e veggonne e pruovanne tucto d2 e non vogliono vedere n cognoscere il danno loro4 ,,capitolo ,,cli ,de la excellenzia de' poveri per spirituale intenzione4 ,e come ,cristo ci amaestr di questa povert non solamente per parole1 ma per exemplo4 ,e de la providenzia di ,dio verso di quelli che questa povert pigliano4 --,hottene toccato alcuna cosa perch meglio cognosca il tesoro della povert volontaria per spirito4 ,chi la cognosce8 ,i dilecti povaregli servi miei1 che1 per potere passare questo camino e intrare per la porta strecta1 hanno gittato a terra il peso delle ricchezze4 ,alcuno le gitta actualmente e mentalmente2 e questi sonno quegli che observano e' comandamenti e consigli actualmente e mentalmente4 ,e gli altri observano i consigli solo mentalmente1 spogliatosi l'affecto della ricchezza1 ch non la possiede con disordenato amore1 ma con ordine e timore sancto2 fattone non posessore1 ma dispensatore a' povari4 ,questo buono2 ma el primo perfecto1 con pi fructo e meno inpaccio1 in cui si vede pi rilucere la providenzia mia actualmente4 ,della quale1 insiememente commendando la vera povert1 ,io ti compir di narrare4 ,l'uno e l'altro hanno chinato il capo1 facendosi piccoli per vera umilit4 ,e perch in un altro luogo1 se ben ti ricorda1 di questo secondo alcuna cosa ti parlai1 per ti dir solo di questo primo4 ,io t'ho mostrato e decto che ogni male1 danno e pena in questa vita e ne l'altra esce da l'amore delle ricchezze4 ,ora ti dico1 per contrario1 che ogni bene1 pace e riposo e quiete esce della vera povert4 ,mirami pure l'aspecto de' veri povaregli3 con quanta allegrezza e giocundit stanno2 mai non si contristano se non de l'offesa mia1 la quale tristizia non affligge ma ingrassa l'anima4 ,per la povert1 hanno acquistata la somma ricchezza2 per lassare la tenebre1 truovansi perfectissima luce2 per lassare la tristizia del mondo1 posseggono allegrezza2 per li beni mortali1 truovano gl'inmortali e ricevono maxima consolazione4 ,le fadighe e 'l sostenere l' uno rifrigerio1 con giustizia e carit fraterna con ogni creatura che ha in s ragione4 ,non sono acceptatori delle creature in cui riluce la virt della sanctissima fede e vera speranza1 dove arde il fuoco della divina carit in loro3 ch1 col lume della fede che ebbero in me1 somma e etterna ricchezza1 levarono la speranza loro dal mondo e da ogni vana ricchezza1 e abbracciarono la sposa della vera povert con le serve sue4 ,e sai quali sonno le serve della povert8 ,la vilt e dispiacimento di s e la vera umilit1 che servono e notricano l'affecto della povert ne l'anima4 ,con questa fede e speranza1 accesi di fuoco di carit1 saltavano e saltano e' veri servi miei fuore delle ricchezze e del proprio sentimento4 ,s come il glorioso ,matteo appostolo lass le grandi ricchezze saltando il banco1 e seguit la mia ,verit1 che v'insegn il modo e regola1 insegnandovi amare e seguitare questa povert4 ,e non ve la insegn solamente con parole1 ma con exemplo2 unde1 dal principio della sua nativit infino a l'ultimo della vita sua1 in exemplo v'insegn questa doctrina4 ,egli la spos per voi questa sposa della vera povert1 conciosiacosach egli fusse somma ricchezza per l'unione della natura divina1 unde egli una cosa con meco e ,io con lui1 che so' etterna ricchezza4 ,e se tu il vuoli vedere umiliato in grande povertade1 raguarda ,dio essere facto uomo1 vestito della vilt e umanit vostra4 ,tu vedi questo dolce e amoroso ,verbo nascere in una stalla1 essendo ,maria in camino1 per mostrare a voi viandanti che voi dovete sempre rinascere nella stalla del cognoscimento di voi1 dove trovarrete nato me1 per grazia1 dentro ne l'anima vostra4 ,tu il vedi stare ine in mezzo degli animali in tanta povert1 che ,maria non ha con che ricoprirlo4 ,ma1 essendo tempo di freddo1 col fiato de l'animale e col fieno1 s el riscaldava4 ,essendo fuoco di carit1 vuole sostenere freddo ne l'umanit sua in tucta la vita4 ,mentre che visse nel mondo volse sostenere1 e senza e' discepoli e co' discepoli3 unde alcuna volta1 per la fame1 sgranellavano i discepoli le spighe e mangiavano le granella4 ,e1 ne l'ultimo della vita sua1 nudo fu spogliato e fragellato alla colonna1 e assetato sta in sul legno della croce1 in tanta povert1 che la terra e il legno gli venne meno1 non avendo luogo dove riposare il capo suo2 ma convennesi che sopra la spalla sua riposasse il capo1 e1 come ebbro d'amore1 vi fa bagno del sangue suo1 aperto il ,corpo di questo ,agnello1 che da ogni parte versa4 ,essendo in miseria1 dona a voi la grande ricchezza2 stando in sul legno strecto della croce1 egli spande la larghezza sua a ogni creatura che ha in s ragione2 assaggiando l'amaritudine del fiele1 egli d a voi perfectissima dolcezza2 stando in tristizia1 vi d consolazione2 stando confitto e chiavellato in croce1 vi scioglie dal legame del peccato mortale2 essendosi facto servo1 ha facti voi liberi e tracti de la servitudine del dimonio2 essendo venduto1 v'ha ricomperati di ,sangue2 dando a s morte1 ha dato a voi vita4 ,bene v'ha dato dunque regola d'amore1 mostrandovi maggiore amore che mostrare vi potesse1 dando la vita per voi1 che eravate facti nemici a lui e a me1 sommo ed etterno ,padre4 ,questo non cognosce lo ignorante uomo1 che tanto m'offende e tiene a vile s facto prezzo4 ,havi data regola di vera umilit1 umiliandosi a l'obrobriosa morte della croce2 e di vilt1 sostenendo gli obrobri e i grandi rimprovri2 e di vera povert1 unde parla di lui la ,scrittura1 lamentandosi in sua persona3 ,le volpi hanno tana e gli uccelli hanno il nido1 e 'l ,figliuolo della ,vergine non ha dove riposare il capo suo4 ,chi el cognosce questo8 ,quello che ha il lume della sanctissima fede4 ,in cui truovi questa fede8 ,ne' povaregli per spirito1 che hanno presa per sposa la reina della povert1 perch hanno gittato da loro le ricchezze che dnno tenebre d'infidelit4 ,questa reina ha il reame suo che non v' mai guerra1 ma sempre ha pace e tranquilit4 ,ella abbonda di giustizia1 perch quella cosa che commecte ingiustizia separata da lei2 le mura della citt sua son forti1 perch 'l fondamento non facto sopra la terra1 ma sopra la viva pietra3 ,cristo1 dolce ,ies1 unigenito mio ,figliuolo4 ,dentro v' luce senza tenebre1 perch la madre di questa reina l'abisso della divina carit4 ,l'addornamento di questa citt la piet e misericordia1 perch n'ha tracto il tiranno della ricchezza che usava crudelt4 ,ine v' una benivolenzia con tucti i cittadini1 cio la dileczione del proximo4 vi la longa perseveranzia con la prudenzia1 che non va n governa la citt sua imprudentemente1 ma con molta prudenzia e solicita guardia4 ,unde l'anima1 che piglia questa dolce reina della povert per sposa1 si fa signore di tucte queste ricchezze1 e non pu essere de l'uno che ella non sia de l'altro4 ,guarda gi che la morte de l'appetito delle ricchezze non cadesse in quella anima3 allora sarebbe divisa da quello bene1 e trovarebbesi di fuore della citt in somma miseria4 ,ma1 se ella leale e fedele a questa sposa1 sempre in etterno le dona la ricchezza sua4 ,chi vede tanta excellenzia8 in cui riluce il lume della fede4 ,questa sposa riveste lo sposo suo di purit1 tollendo via la ricchezza che 'l faceva inmondo2 privalo delle gattive conversazioni e dgli le buone2 tra'ne la marcia della negligenzia1 gittando fuore la sollicitudine del mondo e delle ricchezze2 tra'ne l'amaritudine e rimane la dolcezza2 taglia le spine e rimanvi la rosa2 vta lo stomaco de l'anima d'umori corrocti del disordenato amore1 e fallo leggiero2 e1 poi che egli vto1 l'empie del cibo delle virt1 che dnno grandissima soavit4 ,ella gli pone il servo de l'odio e de l'amore1 acci che purifichi il luogo suo3 unde el odio del vizio e della propria sensualit spazza l'anima1 e l'amore delle virt l'addorna2 tra'ne ogni dubbitazione1 privandola del timore servile e dlle sicurt con timore sancto4 ,tucte le virt1 tucte le grazie1 piaceri e dilecti che sa desiderare truova l'anima che piglia per sposa la reina della povert4 ,non teme briga1 ch non chi le facci guerra2 non teme di fame n di caro1 perch la fede vide e sper in me1 suo ,creatore1 unde procede ogni ricchezza e providenzia1 che sempre gli pasco e gli notrico4 ,e trovossi mai uno vero mio servo1 sposo della povert1 che perisse di fame8 ,no1 ch si sonno trovati di quelli che sonno abondati nelle grandi ricchezze1 confidandosi nelle lore ricchezze e non in me1 e per perivano2 ma a questi non manco ,io mai1 perch non mancano in speranza1 e per gli proveggo come benigno e pietoso padre4 ,e con quanta allegrezza e larghezza sonno venuti a me1 avendo cognosciuto col lume della fede che1 dal principio infino a l'ultimo del mondo1 ho usato e uso e usar in ogni cosa la providenzia mia spiritualmente e temporalmente1 come decto 4 ,fogli ,io bene sostenere1 s com',io ti dixi1 per farli crescere in fede e in speranza e per rimunerarli delle lore fadighe2 ma non lo' manco mai in veruna cosa che lo' bisogni4 ,in tucto hanno provato l'abisso della mia providenzia1 gustandovi el lacte della divina dolcezza1 e per non temono l'amaritudine della morte3 ma con ansietato desiderio corrono1 come morti al proprio sentimento di loro e delle ricchezze1 abbracciati con la sposa della povert come inamorati1 e vivi nella volont mia1 a sostenere freddo1 nudit1 caldo1 fame1 sete1 strazi e villanie2 e a la morte1 con desiderio di dare la vita per amore della ,vita 7cio di me1 che so' loro vita7 e il sangue per amore del ,sangue4 ,raguarda gli appostoli povarelli e gli altri gloriosi mrteri1 ,pietro1 ,pavolo1 ,stefano e ,lorenzo1 che non pareva che stesse sopra 'l fuoco1 ma sopra fiori di grandissimo dilecto1 quasi stando in mocti col tiranno1 dicendo3--,questo lato cocto3 vllelo e comincialo a mangiare4--,col fuoco grande della divina carit spegneva il piccolo nel sentimento de l'anima sua4 ,le pietre a ,stefano parevano rose3 chi n'era cagione8 ,l'amore1 col quale aveva preso per sposa la vera povert1 avendo lassato il mondo per gloria e loda del nome mio1 e presala per sposa col lume della fede1 con ferma speranza e prompta obbedienzia3 fattisi obbedienti a' comandamenti e a' consigli che lo' die' la mia ,verit actualmente e mentalmente1 come decto 4 ,la morte hanno in desiderio e la vita in dispiacere e ad inpazienzia1 non per fuggire labore n fadiga1 ma per unirsi in me1 che so' loro fine4 ,e perch non temono la morte che naturalmente l'uomo teme8 ,perch la sposa1 la quale egli hanno presa della povert1 gli ha facti sicuri1 tollendo lo' l'amore di s e delle ricchezze4 ,unde con la virt hanno conculcato l'amore naturale e ricevuto quello lume e amore divino che sopra naturale4 ,e come potr l'uomo che in questo stato dolersi della morte sua1 che desidera di lassare la vita1 e pena gli di portarla quando la vede tanto prolongare8 ,potrassi dolere di lassare le ricchezze del mondo1 che l'ha spregiate con tanto desiderio8 ,non grande facto ponto1 ch chi non ama non si duole1 anco si dilecta quando lassa la cosa che odia4 ,s che1 da qualunque lato tu ti vlli1 truovi in loro perfecta pace e quiete e ogni bene2 e ne' miseri1 che posseggono con tanto disordenato amore1 sommo male e intollerabili pene3 poniamo che all'aspecto di fuore paresse il contrario2 ma in verit egli pure cos4 ,e chi non avarebbe giudicato che ,lazzaro povero fusse stato in somma miseria1 e il ricco danpnato in grande allegrezza e riposo8 ,e nondimeno non era n fu cos3 ch sosteneva maggiore pena quello ricco con le sue ricchezze1 che ,lazzaro povarello crociato di lebbra2 perch in lui era viva la volont unde procede ogni pena1 e in ,lazzaro era morta1 e viva in me1 che nella pena aveva rifrigerio e consolazione4 ,essendo cacciato dagli uomini1 e maximamente dal ricco danpnato1 non forbito n governato da loro1 ,io provedevo che l'animale1 che non ha ragione1 leccasse le piaghe sue2 e ne l'ultimo della loro vita vedete1 col lume della fede1 ,lazzaro a vita etterna e il ricco ne l'inferno4 ,s che i ricchi stanno in tristizia e i dolci miei povarelli in allegrezza4 ,io me gli tengo al pecto mio1 dando lo' del lacte delle molte consolazioni3 perch tucto lassarono1 per tucto mi posseggono2 lo ,spirito sancto si fa baglia de l'anime e de' corpicelli loro in qualunque stato e' sieno4 ,agli animali li fo provedere in diversi modi1 secondo che hanno bisogno3 agl'infermi solitari far escire l'altro solitario della cella per andare a sovenirlo2 e tu sai che molte volte t'adivenne ch',io ti trassi di cella per satisfare alla necessit delle povarelle che avevano bisogno4 ,alcuna volta te la feci provare in te questa medesima providenzia1 facendoti sovenire alla tua necessit1 e1 quando mancava la creatura1 non mancavo ,io1 tuo ,creatore4 ,in ogni modo ,io gli proveggo4 ,e unde verr che l'uomo1 stando nelle ricchezze e in tanta cura del corpo suo e con molti panni1 e sempre star infermiccio2 e spregiando poi s e abbracciando la povert per amore di me1 el vestimento terr solo per ricoprire il corpo suo1 e diventar forte e sano1 e veruna cosa parr che gli sia nociva1 che a quello corpo non pare che gli faccia danno pi n freddo n caldo n grossi cibi8 ,dalla mia providenzia gli venne1 che providdi e tolsi ad avere cura di lui1 perch tucto si lass4 ,adunque vedi1 dilectissima figliuola1 in quanto riposo e dilecto stanno questi dilecti miei povaregli4 ,,capitolo ,,clii ,repetizione in somma de la predecta divina providenzia4 --,ora t'ho narrato alcuna picciola particella della providenzia mia in ogni creatura e in ogni maniera di gente1 come decto 2 mostrandoti che1 dal principio ch',io creai el mondo primo1 e il secondo mondo della mia creatura1 dandole l'essere alla imagine e similitudine mia1 infino a l'ultimo1 ,io ho usato1 facto e fo ci che ,io fo con providenzia per procurare alla salute vostra1 perch ,io voglio la vostra sanctificazione2 e ogni cosa data a voi1 che abbia essere1 vi do per questo fine4 ,questo non veggono gl'iniqui uomini del mondo che s'hanno tolto il lume2 e decto t'ho che1 per che non cognoscono1 si scandelizzano in me4 ,nondimeno ,io con pazienzia gli porto1 aspectandogli infine a l'ultimo1 procurando sempre al loro bisogno1 s com',io ti dissi1 a loro che sonno peccatori1 come de' giusti1 in queste cose temporali e nelle spirituali4 ,anco t'ho contata la inperfeczione delle ricchezze1 una sprizza della miseria nella quale conducono colui che le possiede con disordinato affecto1 e della excellenzia della povert3 della ricchezza che d nell'anima che la elegge per sua sposa1 aconpagnata con la sorella della vilt4 ,della quale vilt insieme con l'obbedienzia ti narrar4 ,anco t'ho mostrato quanto piacevole a me e come ,io la tengo cara e come ,io la proveggo con la providenzia mia4 ,tucto l'ho decto a comendazione di questa virt e della sanctissima fede1 con la quale gionse a questo perfectissimo stato ed excellentissimo1 per farti crescere in fede e in speranza1 e perch bussi alla porta della mia misericordia4 ,con fede viva tiene che il desiderio tuo e de' servi miei ,io l'adempir col molto sostenere infino alla morte4 ,ma confortati ed exulta in me1 che so' tuo difenditore e consolatore4 ,ora ho satisfacto al parlare della providenzia1 della quale tu mi pregasti che ,io provedesse alla necessit delle mie creature1 e hai veduto che ,io non so' dispregiatore de' sancti e veri desidri4 ,,capitolo ,,cliii ,come questa anima1 laudando e ringraziando ,dio1 el prega che esso le parli de la virt de la obedienzia4 ,allora quella anima1 come ebbra1 innamorata della vera e sancta povert1 dilatata nella somma1 etterna grandezza1 e transformata ne l'abisso della somma e inextimabile providenzia 7intantoch1 stando nel vassello del corpo1 si vedeva fuore del corpo per la obunbrazione e rapire che facto aveva il fuoco della sua carit in lei71 teneva l'occhio de l'intellecto suo fixo nella divina maiest1 dicendo al sommo e etterno ,padre3 --,o ,padre etterno6 ,o fuoco e abisso di carit6 ,o etterna bellezza1 o etterna sapienzia1 o etterna bont1 o etterna clemenzia1 o speranza1 o refugio de' peccatori1 o larghezza inextimabile1 o etterno e infinito bene1 o pazzo d'amore6 ,e hai tu bisogno della tua creatura8 ,s1 pare a me2 ch tu tieni modi come se senza lei tu non potessi vivere1 conciosiacosach tu sia vita1 dal quale ogni cosa ha vita e senza te neuna cosa vive4 ,perch dunque se' cos inpazzato8 ,perch tu t'innamorasti della tua factura1 piacestiti e dilectastiti in te medesimo di lei1 e1 come ebbro della sua salute1 ella ti fugge1 e tu la vai cercando2 ella si dilonga1 e tu t'appressimi3 pi presso non potevi venire che vestirti della sua umanit4 ,e che dicer8 ,far come ,troglio che dicer3--,a1 a1--perch non so che mi dire altro1 per che la lingua finita non pu exprimere l'affecto de l'anima che infinitamente desidera te4 ,parmi ch'io possa dire la parola di ,pavolo1 quando disse3 ,n lingua pu parlare1 n urecchia udire1 n occhio vedere1 n cuore pensare quello che io viddi4 ,che vedesti8 ,vidde arcana ,dei4 ,e io che dico8 ,non ci aggiongo con questi sentimenti grossi2 ma tanto ti dico che hai gustato e veduto1 anima mia1 l'abisso della somma1 etterna providenzia4 ,ora rendo grazie a te1 sommo etterno ,padre1 della smisurata tua bont mostrata a me1 miserabile1 indegna d'ogni grazia4 ,ma perch'io veggo che tu se' adempitore de' sancti desidri1 e la tua ,verit non pu mentire1 e perch io desidero che ora un poco tu mi parlassi della virt de l'obbedienzia e della excellenzia sua1 s come tu1 ,padre etterno1 mi promectesti che mi narraresti1 acci che io d'essa virt m'inamori1 e mai non mi parta da l'obbedienzia tua2 piacciati1 per la tua infinita bont1 di dirmi della sua perfeczione1 e dove io la posso trovare1 e quale la cagione che me la tolle1 e chi me la d1 e il segno che io l'abbi o non l'abbi4 ,,tractato ,,dell',,obedienzia ,,capitolo ,,cliv ,qui comincia el tractato dell'obedienzia4 ,e prima1 dove l'obedienzia si truova1 e che quello che ce la tolle1 e quale il segno che l'uomo l'abbi o no1 e chi la sua compagna e da cui notricata4 ,allora el sommo ed etterno ,padre1 e pietoso1 volse l'occhio della misericordia e clemenzia sua inverso di lei1 dicendo3--,o carissima e dolcissima figliuola1 el sancto desiderio e giuste petizioni debbono essere exauditi2 e per ,io1 somma verit1 adempir la verit mia1 satisfacendo alla promessa che ,io ti feci e al desiderio tuo4 ,e se tu mi dimandi3 dove la truovi1 e quale la cagione che te la tolle1 e il segno che tu l'abbi o no1 ,io ti rispondo3 che tu la truovi conpitamente nel dolce e amoroso ,verbo1 unigenito mio ,figliuolo4 ,fu tanto pronpta in lui questa virt che1 per conpirla1 corse all'obrobriosa morte della croce4 ,chi te la tolle8 ,raguarda nel primo uomo1 e vedrai la cagione che gli tolse l'obbedienzia inposta a lui da me1 ,padre etterno3 la superbia che esci e fu producta da l'amore proprio e piacimento della compagna sua4 ,questa fu quella cagione che gli tolse la perfeczione de l'obbedienzia e digli la disobbedienzia2 unde gli tolse la vita della grazia e digli la morte1 perdette la innocenzia e cadde in inmondizia e in grande miseria4 ,e non tanto egli1 ma e' v'incorse tucta l'umana generazione1 s come ,io ti dixi4 ,el segno che tu abbi questa virt la pazienzia2 e1 non avendola1 ti dimostra che tu non l'hai1 la inpazienzia4 ,unde contiandoti di questa virt1 trovarrai che egli cos4 ,ma actende3 ch in due modi s'observa obbedienzia4 ,l'una pi perfecta che l'altra2 e non so' per separate1 ma unite1 s com',io ti dixi de' comandamenti e de' consigli4 ,l'uno buono e perfecto1 l'altro perfectissimo2 e neuno che possa giognere a vita etterna se non l'obbediente1 per che senza l'obbedienzia veruno che vi possa intrare1 perch ella fu diserrata con la chiave de l'obbedienzia1 e con la disobbedienzia di ,adam si serr4 ,essendo poi ,io costrecto dalla mia infinita bont1 vedendo che l'uomo1 cui ,io tanto amavo1 non tornava a me1 fine suo1 tolsi le chiavi de l'obbedienzia e posile in mano del dolce e amoroso ,verbo1 mia ,verit2 ed egli1 come portonaio1 diserr questa porta del cielo4 ,e senza questa chiave e portonaio1 mia ,verit1 veruno ci pu andare4 ,e per dixe egli nel sancto evangelio che veruno poteva venire a me1 ,padre1 se non per lui4 ,egli vi lass questa dolce chiave de l'obbedienzia1 quando egli ritorn a me1 exultando1 in cielo1 e levandosi dalla conversazione degli uomini per l'ascensione4 ,s come tu sai1 egli lass il vicario suo1 ,cristo in terra1 a cui ste tucti obligati d'obbedire infino alla morte4 ,e chi fuore de l'obbedienzia sua1 sta in stato di danpnazione1 s come in un altro luogo ,io ti dixi4 ,ora ,io voglio che tu vegga e cognosca questa excellentissima virt ne l'umile e inmaculato ,agnello1 e unde ella procede4 ,unde venne che tanto fu obbediente questo ,verbo8 ,da l'amore ch'egli ebbe a l'onore mio e alla salute vostra4 ,unde procedecte l'amore8 ,dal lume della chiara visione con la quale vedeva1 l'anima sua1 chiaramente la divina ,essenzia e la ,trinit etterna2 e cos sempre vedeva me1 ,dio etterno4 ,questa visione adoperava perfectissimamente in lui quella fedelt1 la quale inperfectamente adopera in voi el lume della sanctissima fede4 ,ch fu fedele a me1 suo ,padre etterno1 e per corse col lume glorioso1 come innamorato1 per la via de l'obbedienzia4 ,e perch l'amore non solo1 ma aconpagnato di tucte le vere e reali virt1 per che tucte le virt hanno vita da l'amore della carit 7bench altrementi fussero le virt in lui e altrementi in voi72 ma tra l'altre ha la pazienzia1 che il mirollo suo1 uno segno dimostrativo che ella fa ne l'anima se ella in grazia e ama in verit o no2 e per la madre della carit l'ha data per sorella alla virt de l'obbedienzia1 e halle s unite insieme1 che mai non si perde l'una senza l'altra3 o tu l'hai amendune1 o tu non hai veruna4 ,questa virt ha una nutrice che la notrica1 cio la vera umilit2 unde tanto obbediente quanto umile1 e umile quanto obbediente4 ,questa umilit baglia e nutrice della carit1 e per el lacte suo medesimo notrica la virt de l'obbedienzia4 ,el vestimento suo1 che questa nutrice le d1 l'avilire se medesimo1 vestirsi d'obrobri1 dispiacere a s e piacere a me4 ,in cui el truovi8 ,in ,cristo1 dolce ,ies1 unigenito mio ,figliuolo4 ,e chi s'avil pi di lui8 ,egli si satoll d'obrobri1 di scherni e di villanie2 dispiacque a s1 cio la vita sua corporale1 per piacere a me4 ,e chi fu pi paziente di lui1 che non fu udito el grido suo per alcuna mormorazione1 ma con pazienzia abbracciando le ingiurie1 come inamorato comp l'obbedienzia mia1 inposta a lui da me1 suo ,padre etterno8 ,addunque in lui la trovarrete compitamente4 ,egli vi lass la regola e questa doctrina1 e prima l'osserv in s2 ella vi d vita1 perch ella via dricta4 ,egli la via1 e per dixe egli che era via1 verit e vita2 e chi va per essa va per la luce1 e colui che va per la luce non pu offendere n essere offeso che egli non s'avegga1 perch ha tolto da s la tenebre de l'amore proprio unde cadeva nella disobbedienzia3 che1 com',io ti dixi1 la conpagna1 e unde procedeva l'obbedienzia1 l'umilit4 ,cos ti dixi e dico che la disobbedienzia viene dalla superbia1 che esce da l'amore proprio di s1 privandosi de l'umilit4 ,la sorella1 che data da l'amore proprio alla disobbedienzia1 la inpazienzia1 e la superbia la notrica2 con tenebre d'infidelit corre per la via tenebrosa1 che gli d morte etternale4 ,tucti vi conviene leggere in questo glorioso libro1 dove trovate scripta questa e ogni altra virt4 ,,capitolo ,,clv ,come l'obedienzia una chiave con la quale si disera el cielo1 e come debba avere el funicello e debbasi portare attaccata a la cintura4 ,e de le excellenzie sue4 --,poi che ,io t'ho mostrato dove tu la truovi1 e unde ella viene1 e chi la sua compagna1 e da cui nutricata2 ora ti parlar degli obbedienti insieme co' disobbedienti1 e de l'obbedienzia generale e della particulare1 cio di quella de' comandamenti e di quella de' consigli4 ,tucta la fede vostra fondata sopra l'obbedienzia1 ch ne l'obbedienzia mostrate d'essere fedeli4 ,posti vi so' dalla mia ,verit1 a tucti generalmente1 i comandamenti della legge4 ,el principale si d'amare me sopra ogni cosa e 'l proximo come voi medesimi2 e sonno legati questi insieme con gli altri1 che non si pu observare l'uno che tucti non si observino1 n lassarne uno che tucti non si lassino4 ,chi observa questo observa tucti gli altri1 fedele a me e al proximo suo1 ama me e sta nella dileczione della mia creatura2 e per obbediente1 fassi subdito a' comandamenti della legge e alle creature per me1 con umilt e pazienzia porta ogni fadiga e detrazione dal proximo4 ,questa obbedienzia fu ed di tanta excellenzia1 che tucti ne contraeste la grazia1 s come per la disobbedienzia tucti avavate tracta la morte4 ,ma e' non bastarebbe1 se ella fusse stata solo nel ,verbo1 e ora non l'usaste voi4 ,gi ti dixi che ella era una chiave che diserr il cielo1 la quale chiave pose nelle mani del vicario suo4 ,questo vicario la pone in mano d'ogniuno1 ricevendo il sancto baptesmo1 dove egli promecte di renunziare al dimonio1 al mondo e alle ponpe e delizie sue4 ,promectendo d'obbedire1 riceve la chiave de l'obbedienzia2 s che ogniuno l'ha in particulare1 ed la medesima chiave del ,verbo4 ,e se l'uomo non va col lume della fede e con la mano de l'amore a diserrare con questa chiave la porta del cielo1 gi mai dentro non vi entrarr1 non obstante che ella sia aperta per lo ,verbo2 per che ,io vi creai senza voi1 ma non vi salvar senza voi4 ,addunque vi conviene portare in mano la chiave1 e convienvi andare e non sedere3 andare per la doctrina della mia ,verit e non sedere1 cio ponendo l'affecto suo in cosa finita1 s come fanno gli uomini stolti che seguitano l'uomo vecchio1 il primo padre loro1 facendo quello che fece egli1 che gitt la chiave de l'obbedienzia nel loto della immondizia2 schiacciandola col martello della superbia1 arrugginilla con l'amore proprio4 ,se non poi che venne il ,verbo1 unigenito mio ,figliuolo1 che si rec questa chiave de l'obbedienzia in mano e purificolla nel fuoco della divina carit2 trassela del loto1 lavandola col ,sangue suo2 dirizzolla col coltello della giustizia1 fabricando le iniquit vostre in su l'ancudine del corpo suo4 ,egli la racconci s perfectamente che1 tanto quanto l'uomo guastasse la chiave sua per lo libero arbitrio1 con questo medesimo libero arbitrio1 mediante la grazia mia1 con questi medesimi strumenti la pu racconciare4 ,o cieco sopra cieco uomo1 che1 poi che tu hai guasta la chiave de l'obbedienzia1 tu anco non ti curi di raconciarla6 ,e credi tu che la disobbedienzia1 che serr el cielo1 te l'apra8 ,credi che la superbia1 che ne cadde1 vi salga8 ,credi col vestimento stracciato e bructo andare alle nozze8 ,credi1 sedendo e legandoti nel legame del peccato mortale1 potere andare8 o senza chiave potere aprire l'uscio8 ,non te lo imaginare di potere1 ch ingannata sarebbe la tua imaginazione4 ,e' ti conviene essere sciolto4 ,esce del peccato mortale per la sancta confessione e contrizione di cuore e satisfazione1 e con proponimento di non offendere pi4 ,gittarai allora a terra el bructo e laido vestimento1 e corrirai1 col vestimento nunpziale1 con lume e con la chiave de l'obbedienzia in mano1 a diserrare la porta4 ,lega1 lega questa chiave col funicello della vilt e dispiacimento di te e del mondo2 actaccala al piacere di me tuo ,creatore3 del quale debbi fare uno cingolo e cignerti1 acci che tu non la perda4 ,sappi1 figliuola mia1 che molti sonno quegli che hanno presa questa chiave de l'obbedienzia1 perch hanno veduto col lume della fede che in altro modo non possono campare dall'etterna danpnazione4 ,ma tengonla in mano senza el cingolo cinto e senza el funicello dentrovi3 cio che non si vestono perfectamente del piacere di me1 ma anco piacciono a loro medesimi4 ,e non v'hanno posto el funicello della vilt1 desiderando d'essere tenuti vili1 ma pi tosto dilectatisi della loda degli uomini4 ,questi sonno acti a smarrire la chiave1 pure che lo' soprabondi un poca di fadiga o tribulazione mentale o corporale2 e1 se non s'hanno ben cura1 spesse volte1 allentando la mano del sancto desiderio1 la perdarebbero4 ,el qual perdere uno smarrire1 ch1 volendola ritrovare1 possono1 mentre che vivono2 e non volendo1 non la truovano mai4 ,e chi gli li manifestar che l'abbino smarrita8 ,la inpazienzia3 perch la pazienzia era unita con l'obbedienzia2 non essendo paziente1 si dimostra che l'obbedienzia non ne l'anima4 ,oh1 quanto dolce e gloriosa questa virt1 in cui sonno tucte l'altre virt6 ,perch ella conceputa e partorita dalla carit2 in lei fondata la pietra della sanctissima fede2 ella una reina che1 di cui ella sposa1 non sente veruno male3 sente pace e quiete4 ,l'onde del mare tempestoso non gli possono nuocere1 che l'offendano per alcuna sua tempesta il mirollo de l'anima4 ,non sente l'odio nel tempo della ingiuria1 per che vuole obbedire1 ch sa che gli comandato che perdoni2 non ha pena che l'appetito suo non sia pieno1 perch l'obbedienzia l'ha facto ordinare a desiderare solamente me1 che posso1 so e voglio conpire i desidri suoi1 e hallo spogliato delle mondane ricchezze4 ,e cos in tucte le cose 7le quali sarebbero troppo lunghe a narrare7 truova pace e quiete1 avendo questa reina de l'obbedienzia presa per sposa1 la quale t'ho posta come chiave4 ,o obbedienzia1 che navighi senza fadiga1 e senza pericolo giogni a porto di salute6 ,tu ti conformi col ,verbo1 unigenito mio ,figliuolo2 tu sali nella navicella della sanctissima croce1 recandoti a sostenere per non trapassare l'obbedienzia del ,verbo1 n escire della doctrina sua2 tu te ne fai una mensa1 dove tu mangi el cibo de l'anime1 stando nella dileczione del proximo6 ,tu se' unta di vera umilit1 e per non appetisci le cose del proximo fuore della volont mia4 ,tu se' dricta senza veruna tortura1 ch fai el cuore dricto e non ficto1 amando liberalmente e non fictivamente la mia creatura4 ,tu se' una aurora1 che meni teco la luce della divina grazia4 ,tu se' uno sole che scaldi1 perch non se' senza el calore della carit4 ,tu fai germinare la terra1 cio che gli strumenti de l'anima e del corpo tucti producono fructo1 che d vita in s e nel proximo suo4 ,tu se' tucta gioconda1 perch non hai turbata la faccia per inpazienzia1 ma ha' la piacevole con la piacevolezza della pazienzia1 tucta serena di fortezza4 ,se' grande con longa perseveranzia1 s grande che tieni dal cielo alla terra1 perch con essa si diserra il cielo4 ,tu se' una margarita nascosta e non cognosciuta1 calpestata dal mondo1 avilendo te medesima1 sottoponendoti alle creature4 ,egli s grande la tua signoria1 che veruno che ti possa signoreggiare1 perch se' escita della mortale servitudine della propria sensualit1 la quale ti tolleva la dignit tua4 ,morto questo nemico1 con l'odio e dispiacimento del proprio piacere1 hai riavuta la tua libert4 ,,capitolo ,,clvi ,qui insiememente si parla de la miseria de li inobedienti e de la excellenzia de li obedienti4 --,ma ,io ti dico1 carissima figliuola1 tucto questo ha facto la bont e providenzia mia1 che providdi che 'l ,verbo racconciasse la chiave1 come decto 1 di questa obbedienzia2 ma gli uomini del mondo1 privati d'ogni virt1 fanno tucto il contrario4 ,essi1 s come animali sfrenati1 perch non hanno il freno de l'obbedienzia1 corrono1 andando di male in peggio1 di peccato in peccato1 di miseria in miseria1 di tenebre in tenebre e di morte in morte2 tanto che si conducono in su la fossa della extremit della morte col vermine della conscienzia che sempre gli rode4 ,e poniamo che anco possano ripigliare l'obbedienzia di volere obbedire a' comandamenti della legge1 avendo il tempo e dolendosi di quello che hanno disobbedito1 nondimeno molto malagevole per la longa consuetudine del peccato4 ,e per non sia veruno che se ne fidi1 indugiando a pigliare la chiave de l'obbedienzia ne l'ultima extremit della morte1 bench ogniuno possa e debba sperare infine che egli ha il tempo2 ma non se ne debba fidare1 che per questo pigli indugio a corrggiare la vita sua4 ,e chi cagione di tanto loro male e di tanta ciechit1 che non cognoscono questo tesoro8 ,la nuvila de l'amore proprio con la miserabile superbia1 unde sonno partiti da l'obbedienzia e caduti nella disobbedienzia4 ,non essendo obbedienti1 non sonno pazienti1 come decto 1 e nella inpazienzia sostengono intollerabili pene4 ,halli tracti della via della verit e menali per la via della bugia1 facendosi servi e amici delle dimonia1 e con loro insieme1 se non si correggono con l'obbedienzia1 vanno co' loro signori dimni a l'etterno supplicio2 s come i dilecti figliuoli observatori della legge e obbedienti godono ed exultano nella etterna mia visione con lo inmaculato e umile ,agnello1 facitore1 adempitore e donatore della legge4 ,in questa vita1 observandola1 hanno gustata la pace1 e nella beata vita ricevono e vestonsi della perfectissima pace1 dove pace senza veruna guerra1 e ogni bene senza veruno male1 sicurt senza veruno timore1 ricchezza senza povert1 saziet senza fastidio1 fame senza pena1 luce senza tenebre1 uno sommo bene infinito e non finito1 e uno bene participato con tucti e' veri gustatori4 ,chi l'ha messo in tanto bene8 ,il sangue de l',agnello1 nella virt del quale sangue la chiave de l'obbedienzia perde la ruggine1 acci che con essa potesse di serrare la porta4 ,s che l'obbedienzia1 in virt del sangue1 te l'ha diserrata4 ,o stolti e macti1 non tardate pi a escire del loto delle inmondizie1 che pare che faciate come il porco che s'involle nel loto1 cos voi nel loto della carnalit4 ,lassate le ingiustizie1 omicidii1 odio e rancore1 le detrazioni1 mormorazioni1 giudici e crudelt1 e' quali usate verso il proximo vostro1 furti e tradimenti1 col disordenato piacere e dilecti del mondo4 ,tagliate le corna della superbia1 col quale tagliare spegnerete l'odio che avete nel cuore verso di chi vi fa ingiuria4 ,misurate le ingiurie che fate a me e al proximo vostro con quelle che sonno facte a voi1 e trovarrete che1 a rispecto di quelle che fate a me e a loro1 le vostre non sonno cavelle4 ,voi vedete bene che1 stando ne l'odio1 voi fate ingiuria a me1 perch trapassate il comandamento mio1 e fate ingiuria a lui1 privandovi della dileczione della carit4 ,e gi v' stato comandato che voi amiate me sopra ogni cosa e 'l proximo come voi medesimi4 ,non vi fu messa chiosa veruna1 che vi fusse decto3--,se egli vi fa ingiuria1 non l'amate3--no2 ma libero e schiecto1 perch fu dato a voi dalla mia ,verit1 che con schiectezza l'osserv e fece4 ,con questa schiectezza il dovete observare voi1 e1 se non l'osservate1 fate danno a voi e ingiuria a l'anima vostra1 privandola della vita della grazia4 ,tollete1 dunque1 tollete la chiave de l'obbedienzia col lume della fede2 non andate pi con tanta ciechit n freddo2 ma con fuoco d'amore tenete questa obbedienzia1 acci che1 insiememente con gli observatori della legge1 gustiate vita etterna4 ,,capitolo ,,clvii ,di quelli e' quali pongono tanto amore all'obedienzia che non rimangono contenti de la obedienzia generale de' comandamenti1 ma pigliano l'obedienzia particulare4 --,alcuni sonno1 dilectissima figliuola mia1 che tanto crescer in loro el dolce e amoroso fuoco d'amore verso questa obbedienzia2 e1 perch fuoco d'amore non senza odio della propria sensualit1 crescendo el fuoco1 cresce l'odio2 unde1 per odio e per amore1 non si chiamano contenti a l'obbedienzia generale de' comandamenti della legge 7a' quali1 come decto 1 tucti ste tenuti e obligati d'obbedire1 se volete avere la vita3 se non che1 avareste la morte71 ma pigliano la particulare1 cio l'obbedienzia particulare che va dietro alla grande perfeczione1 unde si fanno observatori de' consigli actualmente e mentalmente4 ,voglionsi questi cotali1 per odio di loro e per uccidere in tucto la loro volont1 legarsi pi corti4 ,o essi si legano al giogo de l'obbedienzia nella sancta religione2 o egli si legano fuore della religione ad alcuna creatura1 sottomectendo la loro volont in lei1 per andare pi expediti a diserrare il cielo4 ,questi son quegli1 de' quali ,io ti dixi che eleggevano l'obbedienzia perfectissima4 ,decto t'ho della generale obbedienzia2 e1 perch ,io so che la tua volont che ,io ti parli de l'obbedienzia pi particulare1 perfectissima1 per ti narrar ora di questa seconda1 la quale non esce per della prima1 ma pi perfecta3 perch gi ti dixi che elle erano unite insieme per s facto modo1 che separare non si possono4 ,hotti decto unde procede e dove si truova l'obbedienzia generale1 e quale quella cosa che ve la tolle4 ,ora ti dir della particulare1 non traendoti di questo principio4 ,,capitolo ,,clviii ,per che modo si viene da l'obedienzia generale a la particulare4 ,e de la excellenzia de le religioni4 --,l'anima che con amore ha preso il giogo de l'obbedienzia de' comandamenti1 seguitando la doctrina della mia ,verit1 per lo modo che decto t'ho1 con l'exercizio exercitandosi in virt in questa generale obbedienzia1 verr alla seconda con quello lume medesimo che venne alla prima4 ,perch col lume della sanctissima fede avar cognosciuto nel sangue de l'umile ,agnello la mia verit1 l'amore ineffabile che ,io gli ho e la fragilit sua1 che non risponde1 con quella perfeczione che debba1 a me4 ,va cercando con questo lume in che luogo e in che modo possa rendermi il debito1 e conculcare la propria fragilit e uccidere la volont sua4 ,raguardando1 ha trovato il luogo col lume della fede1 cio la sancta religione4 ,la quale fatta dallo ,spirito sancto1 posta come navicella per ricevere l'anime che vogliono crrire a questa perfeczione1 e conducerle a porto di salute4 ,el padrone di questa navicella lo ,spirito sancto1 che in s non manca mai per difecto di veruno subdito religioso che trapassasse l'ordine suo3 non pu offendere questa navicella1 ma offende se medesimo4 vero che1 per difecto di colui che tenesse il timone1 la fa andare a onde2 e questi sonno e' gattivi e miserabili pastori1 prelati posti dal padrone di questa navicella4 ,ella di tanto dilecto in se medesima1 che la lingua tua nol potrebbe narrare4 ,dico che questa anima1 cresciuto il fuoco del desiderio1 con odio sancto di s avendo trovato il luogo1 col lume della fede v'entra dentro morta1 se egli vero obbediente1 cio che perfectamente abbi observata l'obbedienzia generale4 ,e se egli v'entra inperfecto1 non per che non possa giognere alla perfeczione3 anco vi giogne1 volendo exercitare in s la virt de l'obbedienzia4 ,anco la maggiore parte di quegli che v'entrano sonno inperfecti3 chi v'entra con perfeczione1 chi v'entra per fanciullezza1 chi v'entra per timore1 chi per pena e chi per lusinghe4 ,ogni cosa sta poi in exercitarsi nella virt e in perseverare infino alla morte2 ch per l'entrare veruno giudicio non si pu ponere1 ma solo nella perseveranzia4 ,per che molti sonno paruti che sieno andati perfecti1 che hanno poi voltato el capo adietro1 o stati ne l'ordine con molta inperfeczione4 ,s che il modo e l'acto1 con che entrano nella navicella 7che sono tucti ordinati da me1 chiamandoli in diversi modi71 non si pu giudicare2 ma solo l'affecto di colui che dentro vi persevera con vera obbedienzia4 ,questa navicella ricca1 che non bisogna al subdito che abbi pensiero veruno di quello che gli bisogni n spiritualmente n temporalmente2 per che1 se egli vero obbediente e observatore de l'ordine1 egli proveduto dal padrone dello ,spirito sancto1 come tu sai ch',io ti dixi1 quando ti parlai della providenzia mia1 che i servi miei1 se essi erano povari1 non erano mendchi3 cos costoro2 s che trovavano la loro necessit4 ,bene la provavano e pruovano quegli che sonno observatori de l'ordine4 ,unde vedi che1 ne' tempi che gli ordini si reggevano in fiore di virt con vera povert e con carit fraterna1 non lo' venne mai meno la substanzia temporale1 ma avevanne pi che non richiedeva il loro bisogno4 ,ma1 perch e' ci intrata la puzza de l'amore proprio in vivere in particulare1 ed mancata l'obbedienzia1 lo' viene meno la sustanzia temporale4 ,e quanta pi ne posseggono1 in maggiore mendicaggine si truovano4 ,giusta cosa che1 infino alle cose minime1 pruovino che fructo lo' d la disobbedienzia2 ch1 se fussero obbedienti1 observarebbero il voto della povert e non terrebbero proprio1 n vivarebbero in particulare4 ,truovaci la ricchezza delle sancte ordinazioni1 poste con tanto ordine e con tanto lume da coloro che erano facti tempio di ,spirito sancto4 ,raguarda ,benedecto con quanto ordine ordin la navicella sua4 ,raguarda ,francesco con quanta perfeczione e odore di povert1 con le margarite delle virt1 egli ordin la navicella de l'ordine suo1 dirizzandoli nella via dell'alta perfeczione2 ed egli fu il primo che la fece1 dando lo' per sposa la vera e sancta povert1 la quale aveva presa per se medesimo1 abbracciando le vilt4 ,spiacendo a se medesimo1 non disiderava di piacere a veruna creatura fuore della volont mia2 anco desiderava d'essere avilito nel mondo1 macerando il corpo suo e uccidendo la volont1 vestitosi degli obrobri1 pene e vitopri per amore de l'umile ,agnello1 col quale egli s'era conficto e chiavellato per affecto d'amore in su la croce3 intantoch1 per singulare grazia1 nel corpo suo aprbero le piaghe della mia ,verit1 mostrando nel vasello del corpo quello che era ne l'affecto de l'anima sua4 ,s che egli lo' fece la via4 ,ma tu mi dirai3--,e non sonno fondate in questo medesimo l'altre8--,s2 ma in ogniuno non principale 7poniamo che tucte sieno fondate in questo71 ma adiviene come delle virt3 tucte le virt hanno vita dalla carit2 e nondimeno1 come in altri luoghi t'ho decto1 a cui propria l'una1 e a cui propria l'altra1 e nondimeno tucti stanno in carit4 ,cos questi3 a ,francesco povarello gli fu propria la vera povert1 facendo il suo principio della navicella1 per affecto d'amore1 in essa povert1 con molto ordine strecto1 da gente perfecta e non comune1 da pochi e buoni4 ,pochi dico1 perch non sonno molti quelli che eleggono questa perfeczione2 ma per li difecti loro sonno moltiplicati in gente e venuti meno in virt3 non per difecto della navicella1 ma per li disobbedienti subditi e gattivi governatori4 ,e se tu raguardi la navicella del padre tuo ,domenico1 dilecto mio figliuolo1 egli l'ordin con ordine perfecto1 ch volse che attendessero solo a l'onore di me e salute de l'anime col lume della scienzia4 ,sopra questo lume volse fare il principio suo1 non essendo per privato della povert vera e volontaria4 ,anco l'ebbe1 e1 in segno ch'egli l'aveva e dispiacevali il contrario1 lassa per testamento a' figliuoli suoi per eredit la maladiczione sua e la mia1 se essi posseggono o tengono possessione veruna in particulare o in generale1 in segno ch'egli aveva electa per sua sposa la reina della povert4 ,ma per pi proprio suo obiecto prese il lume della scienzia1 per stirpare gli errori che a quello tempo erano levati4 ,egli prese l'officio del ,verbo1 unigenito mio ,figliuolo4 ,drictamente nel mondo pareva uno apostolo3 con tanta verit e lume seminava la parola mia1 levando la tenebre e donando la luce4 ,egli fu uno lume1 che ,io porsi al mondo col mezzo di ,maria1 messo nel corpo mistico della sancta ,chiesa come stirpatore de l'eresie4 ,perch dixi col mezzo di ,maria8 ,perch ,maria gli die' l'abito3 commesso fu l'officio a lei dalla mia bont4 ,in su che mensa fa mangiare e' figliuoli suoi col lume della scienzia8 ,alla mensa della croce1 in su la quale croce posta la mensa del sancto desiderio1 dove si mangia anime per onore di me4 ,egli non vuole ch'e' figliuoli suoi attendano ad altro se non a stare in su questa mensa col lume della scienzia1 a cercare solo la gloria e loda del nome mio e la salute de l'anime4 ,e1 acci che non attendano ad altro1 tolle la cura delle cose temporali1 ch vuole che sieno poveri4 ,vero che egli mancava in fede1 temendo che non fussero proveduti8 ,non mancava1 ch egli era vestito delle fede1 ma con ferma speranza sperava nella providenzia mia4 ,vuole che observino l'obbedienzia1 sieno obbedienti a fare quello che sonno posti4 ,e perch il vivere inmondamente obfusca l'occhio de l'intellecto2 e non tanto de l'intellecto1 ma per questo miserabile vizio ne manca il vedere corporale2 unde egli non vuole che lo' sia inpedito questo lume1 col quale lume meglio e pi perfectamente acquistano el lume della scienzia3 per pone il terzo voto della continenzia1 e in tucti vuole che l'observino con vera e perfecta obbedienzia4 ,bene che al d d'oggi male s'observi2 anco la luce della scienzia pervertono in tenebre con la tenebre della superbia3 non che questa luce in s riceva tenebre1 ma quanto a l'anime loro4 ,dove superbia non pu essere obbedienzia2 e gi ti dixi che tanto era umile quanto obbediente1 e tanto obbediente quanto umile4 ,e1 trapassando il voto de l'obbedienzia1 rade volte che non trapassi quel della continenzia1 o mentalmente o actualmente4 ,s che egli ha ordinata la navicella sua legata con questi tre funicelli3 con obbedienzia1 continenzia e vera povert4 ,egli la fece tucta reale1 non strignendola ad colpa di peccato mortale4 ,alluminato da me1 vero lume1 con providenzia providde a quegli che fussero meno perfecti2 ch1 bench tucti quegli che observano l'ordine sieno perfecti1 nondimeno anco in vita pi perfecto uno che un altro2 e1 perfecti e non perfecti1 tucti ci stanno bene in questa navicella4 ,egli s'acost con la mia ,verit1 mostrando di non volere la morte del peccatore1 ma che si convertisse e vivesse4 ,tucta larga1 tucta gioconda1 tucta odorifera1 uno giardino dilectosissimo in s2 ma e' miseri non observatori de l'ordine1 ma trapassatori1 l'hanno tucto insalvatichito1 tucto ingrossato con poco odore di virt e lume di scienzia in quegli che si notricano al pecto de l'ordine4 ,non dico ne l'ordine1 che in s1 com',io ti dixi1 ha ogni dilecto2 ma non era cos nel principio suo1 che egli era uno fiore3 anco c'erano uomini di grande perfeczione3 parevano uno sancto ,pavolo1 con tanto lume1 che a l'occhio loro non si parava tenebre d'errore che non si dissolvesse4 ,raguarda il glorioso ,tommasso1 che con l'occhio de l'intellecto suo tucto gentile si specolava nella mia ,verit1 dove acquist lume sopranaturale e scienzia infusa per grazia2 unde egli l'ebbe pi col mezzo de l'orazione che per studio umano4 ,questi fu una luce ardentissima1 che rende lume ne l'ordine suo e del corpo mistico della sancta ,chiesa1 spegnendo le tenebre de l'eresie4 ,raguardami ,pietro vergine e martire1 che col sangue suo die' lume nelle tenebre delle molte eresie2 che tanto l'ebbe in odio1 che se ne dispose a lassarvi la vita4 ,e1 mentre che visse1 l'exercizio suo non er'altro che orare1 predicare1 disputare con gli eretici e confessare1 annunziando la verit e dilatando la fede senza veruno timore4 ,ch non tanto ch'egli la confessasse nella vita sua1 ma infine a l'ultimo della vita4 ,unde1 nella extremit della morte1 venendoli meno la voce e lo 'nchiostro1 avendo ricevuto il colpo1 egli intinse il dito nel sangue suo3 non ha carta questo glorioso martire1 e per s'inchina e scrive in terra confessando la fede1 cio il ,credo in ,deum4 ,el cuore suo ardeva nella fornace della mia carit1 e per non allent e' passi voltando il capo adietro1 sapendo che doveva morire 7per che1 prima che egli morisse1 gli revelai la morte sua72 ma1 come vero cavaliere1 senza timore servile1 egli esce fuore in sul campo della bactaglia4 ,e cos molti te ne potrei contiare1 e' quali1 perch non avessero il martirio actualmente1 l'avevano mentalmente1 s come ebbe ,domenico4 ,odi lavoratori1 che questo padre misse nella vigna sua a lavorare1 extirpando le spine de' vizi e piantando le virt6 ,veramente ,domenico e ,francesco sonno stati due colonne nella sancta ,chiesa3 ,francesco con la povert1 che principalmente gli fu propria1 come decto 2 e ,domenico con la scienzia4 ,,capitolo ,,clix ,de la excellenzia de li obedienti e de la miseria de li inobedienti1 li quali vivono ne lo stato de la religione4 --,poi che i luoghi sonno trovati1 cio queste navicelle ordinate dallo ,spirito sancto per lo mezzo di questi padroni1 e per ti dixi che lo ,spirito sancto era padrone di queste navicelle fondate col lume della sanctissima fede1 cognoscendo con questo lume che la clemenzia mia 7esso ,spirito sancto7 ne sarebbe governatore1 hotti mostrato il luogo1 dicendoti della sua perfeczione4 ,ora ti parlar de l'obbedienzia e disobbedienzia di quegli che sono in questa navicella1 parlandoti insieme di tucti1 e non in particulare3 cio non parlandoti pi d'uno ordine che d'un altro1 mostrando insiememente il difecto del disobbediente con la virt de l'obbediente1 acci che meglio cognosca l'uno per l'altro1 e come debba andare1 cio in che modo1 colui che va ad intrare nella navicella de l'ordine4 ,come debba andare colui che vuole intrare alla perfecta obbedienzia particulare8 ,col lume della sanctissima fede1 col quale lume cognosca che gli conviene uccidere la propria volont col coltello de l'odio d'ogni propria passione sensitiva1 pigliando la sposa che gli dar la carit e la sorella4 ,la sposa1 dico1 della vera e prompta obbedienzia con la sorella della pazienzia e con la nutrice de l'umilit2 ch1 se egli non avesse questa nutrice1 l'obbedienzia perirebbe di fame1 perch ne l'anima1 dove non questa virt piccola de l'umilit1 l'obbedienzia vi muore di subbito4 ,la umilit non sola1 ma ha la serva della vilt e spregio del mondo e di s1 che fa l'anima tenere vile3 non appetisce onori1 ma vergogne4 ,cos morto debba andare alla navicella de l'ordine quello che in et da ci2 ma1 per qualunque modo egli v'entra 7perch ti dixi che in diversi modi ,io gli chiamavo71 egli debba acquistare e conservare in s questa perfeczione3 pigliare largamente e festinamente la chiave de l'obbedienzia de l'ordine4 ,la quale chiave diserra lo sportello che nella porta del cielo1 s come la porta che ha lo sportello4 ,cos questi cotali hanno preso a diserrare lo sportello1 passando dalla chiave grossa de l'obbedienzia generale che diserra la porta del cielo1 s com',io ti dixi4 ,in questa porta hanno presa una chiave sottile1 passando per lo sportello basso e strecto4 ,non separato per dalla porta3 anco nella porta1 s come materialmente tu vedi4 ,questa chiave la debbono tenere1 poi che essi l'hanno presa1 e non gictarla da loro4 ,e perch i veri obbedienti hanno veduto1 col lume della fede1 che col carico delle ricchezze e col peso della loro volont essi non possono passare per questo sportello senza grande loro fadiga e che non vi lassi la vita1 n andare col capo alto che non sel rompano1 chinandolo1 vogliano essi o no1 con loro pena2 per gittano via el carico delle ricchezze e della propria loro volont1 observando il voto della povert volontaria1 e non vogliono possedere1 perch veggono1 col lume della fede1 in quanta ruina essi ne verrebbero4 ,egli trapassarebbero l'obbedienzia1 ch non observarebbero il voto promesso della povert4 ,essi ne vengono nella superbia1 portando il capo ricto della volont loro2 e1 convenendo lo' alcuna volta pure obbedire1 essi non il chinano per umilit1 ma passanla con superbia1 chinando il capo per forza4 ,la quale forza rompe il capo a la volont1 facendo quella obbedienzia con dispiacimento de l'ordine e del prelato loro4 ,a mano a mano essi si vedrebbero ruinare ne l'altro1 trapassando il voto della continenzia2 per che colui1 che non ha ordinato l'appetito suo1 n spogliatosi della substanzia temporale1 piglia le molte conversazioni e truova degli amici assai1 che l'amano per propria utilit4 ,dalle conversazioni vengono alle strecte amist4 ,il corpo loro tengono in delizie1 perch non hanno la baglia de l'umilit1 non hanno la sorella sua della vilt2 e per stanno nel piacere di loro medesimi1 stando agiatamente e dilicatamente1 non come religiosi1 ma come signori2 non con la vigilia e orazione4 ,per queste e molte altre cose1 le quali l'adivengono e fanno perch hanno che spendere 7ch1 se non avessero che spendere1 non l'adiverrebbe71 caggiono nella inmondizia corporale o mentale3 ch1 se alcuna volta1 per vergogna o per non avere il modo1 essi se n'astengono corporalmente1 non si asterranno mentalmente4 ,ch inpossibile sarebbe a quegli che sta in molta conversazione1 in dilicatezza di corpo1 in prendere disordenatamente i cibi e senza la vigilia e orazione1 conservare la mente sua pura4 ,e per il perfecto obbediente vede dalla longa1 col lume della sanctissima fede1 il male e il danno che ne gli verrebbe del possedere la substanzia temporale1 e l'andare col peso della propria volont4 ,e vede bene che pure passare gli conviene per questo sportello1 e che egli el passarebbe con morte e non con vita1 perch non l'avarebbe diserrato con la chiave de l'obbedienzia4 ,perch ti dixi che pure passare gli conveniva1 e cos 3 cio che1 non partendosi dalla navicella de l'ordine1 pure1 voglia egli o no1 gli conviene passare per la strectezza de l'obbedienzia del prelato suo4 ,e per il perfecto obbediente leva s sopra di s e signoreggia la propria sensualit4 ,levandosi sopra e' sentimenti suoi con fede viva1 ha messo l'odio nella casa de l'anima sua1 come servo perch cacci il nemico de l'amore proprio1 perch non vuole che la sposa sua de l'obbedienzia 7la quale gli fu data dalla madre della carit1 sposata col lume della fede7 sia offesa4 ,e per ne caccia il nemico1 e mectevi la compagna e la nutrice della sposa sua1 e l'odio ha cacciato il nemico4 ,l'amore de l'obbedienzia vi mecte dentro gli amatori della sposa sua1 che amano la sposa de l'obbedienzia3 ci sonno le vere e reali virt e costumi e l'observanzie de l'ordine4 ,unde questa dolce sposa entra dentro ne l'anima con la sorella della pazienzia e con la nutrice de l'umilit1 acompagnata con la vilt e dispiacere di s4 ,poi che ella intrata dentro1 ella possiede la pace e la quiete1 perch ha messi di fuore i nemici suoi4 ,sta nel giardino della vera continenzia col sole del lume de l'intellecto dentrovi la pupilla della fede1 ponendosi per obiecto la mia ,verit1 perch l'obiecto suo verit4 vi el fuoco che rende caldo a tucti e' servi e compagni suoi1 perch observa l'observanzie de l'ordine con fuoco d'amore4 ,quali sonno e' nemici suoi che stanno di fuore8 ,el principale l'amore proprio1 che produce superbia1 nemico della carit e umilit1 la inpazienzia contra la pazienzia1 la disobbedienzia contra la vera obbedienzia4 ,la infidelit contraria alla fede1 il presummere e sperare in s non s'acorda con la speranza vera1 che l'anima debba avere in me4 ,la ingiustizia non si conforma con la giustizia1 n la inprudenzia con la prudenzia1 n la intemperanzia con la temperanzia1 n il trapassare e' comandamenti de l'ordine con l'observanzia de l'ordine1 n le gattive conversazioni di coloro che scelleratamente vivono con la buona conversazione 7anco so' nemici71 n escire de' costumi e delle buone consuetudini de l'ordine4 ,questi sonno i nemici crudeli suoi3 vi l'ira contra la benivolenzia1 la crudelt contra la piet1 l'iracundia contra la benignit1 l'odio delle virt contra l'amore d'esse virt1 la inmondizia contra la purit1 la negligenzia contra la sollicitudine1 la ingnoranzia contra al cognoscimento1 e il dormire contra la vigilia e continua orazione4 ,e perch col lume della fede cognobbe che questi erano tucti nemici1 che avevano a contaminare la sposa sua della sancta obbedienzia1 per mand l'odio che gli cacciasse1 e l'amore che mectesse dentro gli amici suoi4 ,unde l'odio col coltello suo uccise la propria perversa volont2 la quale volont1 notricata da l'amore proprio1 dava vita a tucti questi nemici della vera obbedienzia4 ,mozzo il capo al principale1 per cui si conservano tucti gli altri1 rimane libero e in pace1 senza veruna guerra4 ,non ha chi li li faccia1 perch l'anima ha tolto da s quello che la tenea in amaritudine ed in tristizia4 ,e che guerra ha l'obbediente8 ,fagli guerra la ingiuria8 ,no1 ch egli paziente2 la quale pazienzia sorella de l'obbedienzia4 ,sonnoli gravi e' pesi de l'ordine8 ,no1 ch l'obbedienzia nel fa observatore4 ,dgli pena la grave obbedienzia8 ,no1 ch egli ha conculcata la sua volont e non vuole investigare la volont del prelato suo n giudicarla1 ma col lume della fede giudica la volont mia in lui1 credendo in verit che la clemenzia mia gli fa comandare e non comandare1 secondo che di necessit alla salute sua4 ,recasi egli a schifezza e dispiacere di fare le cose vili de l'ordine8 o sostenere le beffe e rimprovri e gli scherni e villanie1 che spesse volte gli sonno facti e decti8 e l'essere tenuto vile8 ,no1 perch'egli ha conceputo amore a la vilt e dispiacimento a se medesimo1 con perfectissimo odio3 anco gode con pazienzia1 exultando con gaudio e giocundit con la sposa sua della vera obbedienzia4 ,egli non si contrista se non de l'offesa che vede fare a me1 suo ,creatore2 la sua conversazione con quegli che temono me in verit4 ,e se pure conversa con quelli che sono separati dalla volont mia1 non il fa per conformarsi co' difecti loro1 ma per sottrarli dalla loro miseria1 perch1 con carit fraterna1 quel bene che egli ha in s vorrebbe porgere a loro1 vedendo che pi loda e gloria tornarebbe al nome mio avere di molti di quelli che observassero l'ordine1 che pure di lui4 ,e per s'ingegna di chiamare e religiosi e secolari con la parola e con l'orazione3 per qualunque modo egli pu1 s'ingegna di trarli della tenebre del peccato mortale4 ,s che le conversazioni del vero obbediente sonno buone e perfecte1 o con giusti o con peccatori che sieno1 per l'ordinato affecto e larghezza di carit4 ,della cella si fa uno cielo1 dilectandosi di parlare e conversare in me1 sommo e etterno ,padre1 con affecto d'amore1 fuggendo l'ozio con l'umile e continua orazione4 ,e quando e' pensieri1 per illusione del dimonio1 gli abbondano in cella1 non si pone a sedere nel lecto della negligenzia1 abbracciando l'ozio1 n vuole investigare per ragione le cogitazioni del cuore1 n i suoi pareri3 ma fugge l'ozio1 levando s sopra di s con odio sopra el sentimento sensitivo1 e con vera umilit e pazienzia a portare le fadighe che sente nella mente sua2 resiste con la vigilia e umile orazione1 veghiando l'occhio de l'intellecto suo in me1 vedendo col lume della fede che ,io so' suo subvenitore1 e che ,io posso1 so e voglio subvenirlo2 apro le braccia della mia benignit1 e per gli li permecto perch sia pi sollicito a fugire da s e venire a me4 ,e se l'orazione mentale1 per la grande fadiga e tenebre della mente1 paresse che gli venisse meno1 egli piglia la vocale o l'exercizio corporale1 acci che con la vocale ed exercizio corporale fugga l'ozio4 ,con lume raguarda in me1 che per amore gli li do1 unde traie fuore il capo della vera umilit1 reputandosi indegno della pace e quiete della mente1 come gli altri servi miei1 e degno delle pene4 ,perch gi ha avilito nella mente sua se medesimo con odio e rimproverio di s1 non pare che si possa saziare delle pene1 non mancandoli la speranza n la providenzia mia1 ma con fede e con la chiave de l'obbedienzia passa per questo mare tempestoso nella navicella de l'ordine2 e cos abitatore della cella1 fuggendovi l'ozio1 come decto 4 ,l'obbediente vuole essere il primo che entri in coro e l'ultimo che n'esca4 ,e quando vede il frate pi obbediente e sollicito di lui1 egli piglia una sancta invidia1 furandoli quella virt3 non volendo per che ella diminuisca in colui4 ,ch1 se egli volesse1 sarebbe separato dalla carit del proximo suo4 ,l'obbediente non abandona il refectorio1 anco il visita continuamente1 e dilectasene di stare alla mensa co' povarelli4 ,e in segno che egli se ne dilectava1 per non avere materia di stare di fuore1 ha tolta da s la substanzia temporale1 observando perfectamente il voto della povert2 e tanto perfectamente1 che la necessit del corpo tiene con rimproverio4 ,la cella sua piena de l'odore della povert1 e non di panni3 non ha pensiero ch'e' ladri vengano per inbolarli1 n che la ruggine o tigniuole li rodino e' vestimenti suoi4 ,e se gli donato alcuna cosa1 non ha pensiero di riponerla1 ma liberamente la comunica co' fratelli suoi1 non pensando el d di domane2 ma nel d presente tolle la sua necessit1 pensando solo del reame del cielo1 e della vera obbedienzia in che modo meglio la possino observare4 ,e perch per la via de l'umilit meglio si conserva1 egli si soctomecte al piccolo come al grande e al povaro come al ricco2 di tucti si fa servo3 non rifiutando mai labore1 ogniuno serve caritativamente4 ,l'obbediente non vuole fare l'obbedienzia a suo modo1 n eleggere tempo n luogo1 ma a modo de l'ordine e del prelato suo4 ,tucto questo fa senza pena o tedio di mente il vero obbediente e perfecto4 ,egli passa1 con questa chiave in mano1 per lo sportello strecto de l'ordine agiatamente e senza violenzia1 perch ha observato e observa il voto della povert1 de l'obbedienzia vera e della continenzia1 levata l'altezza della superbia e chinato il capo a l'obbedienzia per umilit4 ,e per non rompe il capo per inpazienzia1 ma paziente con fortezza e longa perseveranzia1 che sonno amici de l'obbedienzia4 ,passa l'assedio delle dimonia1 mortificando e macerando la carne sua1 spogliandola delle delizie e dilecti1 e vestela delle fadighe de l'ordine con fede e senza sdegno4 ,come parvolo1 che non tiene a mente la bactitura del padre n ingiuria che gli fusse facta1 cos questo parvolo non tiene a mente n ingiurie n fadighe n bactiture che ricevesse ne l'ordine dal prelato suo2 ma1 chiamandolo1 umilemente torna a lui1 non passionato d'odio1 d'ira n di rancore1 ma con mansuetudine e benivolenzia4 ,questi sonno quelli parvoli che conte la mia ,verit1 quando dixe a' discepoli1 che contendevano insieme qual di loro fusse il maggiore1 facendosi venire uno fanciullo1 dicendo3--,lassate li parvoli venire a me1 ch di questi cotali il reame del cielo2 e chi non si umiliar come questo fanciullo1 cio che egli abbi la condizione sua1 non intrarr nel reame del cielo4--,per che chi s'aumiliar1 carissima figliuola1 sar exaltato1 e chi s exalta sar umiliato3 anco questo medesimo dixe la mia ,verit4 ,dunque1 giustamente1 questi parvoli umili1 che per amore si sonno umiliati e facti subditi con vera e sancta obbedienzia1 non ricalcitrando a l'ordine e al loro prelato1 sonno exaltati da me1 sommo ed etterno ,padre1 co' veri cittadini della vita beata1 dove sonno remunerati d'ogni loro fadiga1 e in questa vita gustano vita etterna4 ,,capitolo ,,clx ,come li veri obedienti ricevono per uno cento e vita eterna4 ,e che s'intende per quello uno e per quello cento4 --,conpiesi in loro la parola che dixe nel sancto ,evangelio il dolce e amoroso ,verbo1 unigenito mio ,figliuolo1 quando rispose a ,pietro1 che l'aveva dimandato3--,maestro1 noi aviamo lassato ogni cosa per lo tuo amore e noi medesimi1 e aviamo seguitato te3 che ci darai8--,la ,verit mia rispose3--,darvi per uno cento1 e vita etterna possederete4--,quasi volesse dire la mia ,verit3--,ben hai facto ,pietro1 ch in altro modo non mi potevi seguitare2 ma ,io in questa vita te ne dar1 per uno1 cento4--,e quale questo cento1 dilectissima figliuola1 che1 di po' questo1 sguita vita etterna8 ,di quale intese e dixe la mia ,verit8 ,di substanzia temporale8 ,no1 propriamente 7poniamo che alcuna volta ne l'elimosiniere ,io facci multiplicare i beni temporali72 ma di quali8 ,di quello che d la propria sua volont1 che una volont1 ,io ne gli rendo cento per questa una4 ,perch ti pongo numero di cento8 ,perch cento numero perfecto1 e non puoi agiognervi pi1 se tu non ti ricominci al primo4 ,cos la carit perfectissima sopra tucte l'altre virt1 ch non si pu salire ad virt pi perfecta4 ,ricominciti bene al cognoscimento di te1 e cresci numero di centonaia in merito1 ma tu giogni pure al numero del cento4 ,questo quello cento1 che dato a quelli che hanno dato l'uno della loro volont e ne l'obbedienzia generale e in questa particulare2 e con questo cento avete vita etterna1 per che solo la carit quella che entra dentro come donna1 menandosene seco il fructo di tucte l'altre virt 7ed esse rimangono di fuore71 in me1 vita durabile1 in cui essi gustano vita etterna1 per che ,io so' essa vita etterna4 ,non ci saglie la fede1 perch essi hanno quello1 per pruova e in essenzia1 che hanno creduto per fede2 n la speranza1 ch essi sonno in possessione di quello che hanno sperato2 e cos tucte l'altre virt4 ,solo la carit entra come reina e possiede me1 suo possessore4 ,vedi dunque che questi parvoli ricevono per uno cento1 e vita etterna con esso1 ricevendo qui el fuoco della divina carit1 posto per lo numero del cento1 come decto 4 ,e perch da me hanno ricevuto questo cento1 stanno in admirabile allegrezza cordiale4 ,perch nella carit non cade tristizia1 ma allegrezza3 fa el cuore largo e liberale1 e non doppio n strecto4 ,l'anima1 che ferita di questa dolce saetta1 non mostra una in faccia e in lingua1 e un'altra abbi nel cuore2 non serve1 n fa fictivamente e con ambizione al proximo suo1 per che la carit aperta a ogni creatura4 ,e per l'anima1 che la possiede1 non cade in pena n in tristizia afflictiva1 n si scorda de l'obbedienzia1 ma obbediente infino a la morte4 ,,capitolo ,,clxi ,de la perversit1 miserie e fadighe de lo inobediente4 ,e de' miserabili fructi che procedono da la inobedienzia4 --,el contrario fa il miserabile disobbediente1 che sta nella navicella de l'ordine con tanta pena a s e ad altrui1 che in questa vita gusta l'arra de l'inferno4 ,egli sta sempre in tristizia1 confusione e stimolo di conscienzia1 con dispiacimento de l'ordine e del prelato suo2 incomportabile a se medesimo4 ,or che a vedere1 figliuola mia1 quello che ha presa la chiave de l'obbedienzia de l'ordine con la disobbedienzia1 alla quale egli s' facto schiavo1 e la disobbedienzia ha facta donna1 con la compagna della inpazienzia1 nutricata dalla superbia col proprio piacere4 ,la quale superbia decto che esce dall'amore proprio di s4 ,tucto si rivolle in contrario ad quello che decto t'ho della vera obbedienzia2 e come pu questo misero stare altro che in pena1 che privato della carit8 ,conviengli chinare il capo della volont sua per forza2 e la superbia gli li tiene ritto4 ,tucte le sue volont si discordano dalla volont de l'ordine4 ,egli li comanda l'obbedienzia1 ed egli ama la disobbedienzia2 la povert volontaria1 ed egli la fugge1 possedendo e desiderando la ricchezza2 vuole continenzia e purit1 ed egli inmondizia4 ,trapassando questi tre voti1 figliuola mia1 il religioso cade in ruina e in tanti miserabili difecti1 che l'aspecto suo non pare religioso1 ma uno dimonio incarnato1 s come in un altro luogo ,io ti narrai pi distesamente4 ,non lassar per che alcuna cosa non te ne conti dello inganno loro e del fructo che traggono della disobbedienzia1 a comendazione ed exaltazione de l'obbedienzia4 ,questo misero ingannato dal proprio amore1 perch l'occhio de l'intellecto suo s' posto1 con fede morta1 nel piacere della propria volont e nelle cose del mondo4 ,ha saltato il mondo col corpo e rimastovi con l'affecto4 ,e perch gli pare fadiga l'obbedienzia1 vuole disobbedire per fuggire fadiga2 e egli cade in maxima fadiga1 ch pure obbedire gli conviene o per forza o per amore4 ,meglio gli era1 e meno fadiga1 a fare l'obbedienzia per amore che senza amore4 ,oh6 come ingannato6 ,e neuno che lo inganni1 se non egli medesimo4 ,volendo piacersi1 egli si dispiace1 dispiacendoli le sue operazioni stesse1 che far per l'obbedienzia che gli posta4 ,volendo stare in grande dilecto e farsi vita etterna in questa vita1 e l'ordine vuole che egli sia perregrino1 e continuamente glil dimostra1 ch1 quando egli s' posto in uno luogo a sedere1 dove vorrebbe stare per piacere e dilecto che egli vi truova1 egli mutato4 ,nella mutazione ha pena1 perch la volont sua era viva a non volere4 ,e1 se egli non obbedisce1 e egli suggecto a convenirli portare la disciplina e fadiga de l'ordine2 e cos sta in continuo tormento4 ,vedi dunque che s'inganna3 volendo fuggire le pene1 cade intro le pene1 perch la ciechit sua non el lassa cognoscere la via della vera obbedienzia1 che una via di verit1 fondata ne l'obbediente ,agnello1 unigenito mio ,figliuolo1 che gli tolle la pena4 ,e per va per la via della bugia1 credendovi trovare dilecto1 e egli vi truova pena e amaritudine4 ,chi vel guida8 ,l'amore1 che egli ha1 per la propria passione1 al disobbedire4 ,questi1 come stolto1 vuole navicare in questo mare tempestoso sopra le braccia sue1 fidandosi nel suo misero sapere2 e non vuole navigare sopra le braccia de l'ordine e del prelato suo4 ,questi sta bene nella navicella de l'ordine corporalmente1 ma non mentalmente3 anco n' escito per desiderio1 non observando l'ordinazioni n i costumi de l'ordine n i tre voti promessi1 che egli promisse1 nella sua professione1 d'observare4 ,egli sta nel mare della tempesta percosso dai venti molto contrari alla navicella4 ,sta actaccato solo per li panni1 portando l'abito in sul corpo1 ma non in cuore4 ,questo non frate1 ma uno uomo vestito3 uomo in forma1 ma in effecto e nel vivere suo peggio che animale4 ,e non vede egli che pi fadiga gli a navicare con le sue braccia che con l'altrui8 ,e non vede egli ch'egli sta a pericolo di morte etternale1 come il panno si staccasse dalla navicella1 che1 subbito che fusse staccato col mezzo della morte1 non avarebbe pi rimedio8 ,no1 che egli nol vede3 perch con la nuvila de l'amore proprio1 unde gli venuta la disobbedienzia1 s' privato del lume che non el lassa vedere e' guai suoi4 ,adunque miserabilemente s'inganna4 ,che fructo produce l'arbore di questo misero8 ,fructo di morte1 perch ha piantata la radice de l'affecto suo nella superbia1 che egli ha tracta del piacere e amore proprio di s4 ,e per ogni cosa n'esce corrocto4 ,e' fiori1 le foglie e il fructo e i rami de l'arbore tucti sono guasti4 ,e' tre rami1 che ha questo arbore1 sonno guasti1 cio il ramo de l'obbedienzia1 povert e continenzia1 che sonno tre rami che si contengono nel pedone de l'affecto1 el quale male piantato1 come decto 4 ,le foglie che produce questo arbore1 che sono le parole1 sonno corrocte per s facto modo che nella bocca d'uno ribaldo secolare non starebbero4 ,e1 s'egli avar ad anunziare la parola mia1 egli la gitta con parlare polito1 none schiecto ch'egli actenda a psciare l'anime di questo seme della mia parola1 ma parlare molto politamente4 ,se tu raguardi e' fiori di questo arbore1 essi gittano puzza3 ci sonno le varie e diverse cogitazioni1 le quali voluntariamente riceve con dilecto e piacimento1 non fuggendo el luogo n le vie che vel fanno venire2 anco le cerca per potere venire a compimento del peccato1 el quale uno fructo che l'uccide1 tollegli la vita della grazia e dgli morte etternale4 ,e che puzza gitta questo fructo generato col fiore de l'arbore8 ,gitta puzza di disobbedienzia2 col pensiero del cuore vuole investigare e giudicare in male la volont del prelato suo3 gitta inmondizia1 dilectandosi con molte conversazioni col miserabile vocabolo delle divote4 ,o misero1 tu non t'avedi che1 socto il colore della devozione1 riescirai con la brigata de' figliuoli6 ,questo ti d la disobbedienzia tua4 ,non hai presi e' figliuoli delle virt1 s come fa il vero obbediente4 ,egli cerca d'ingannare il prelato suo1 quando vede che gli diniega quello che la perversa sua volont vorrebbe1 usando le foglie delle parole lusinghevoli o aspre1 parlando inreverentemente e con rimproverio4 ,egli non conporta il fratello suo1 n pu sostenere una piccola parola n riprensione che gli fusse facta2 ma subbito traie fuore il fructo avelenato della inpazienzia1 ira e odio verso il fratello suo1 giudicando in suo male quello che egli ha facto in suo bene2 e1 cos scandalizzato1 vive in pena l'anima e 'l corpo4 ,perch dispiaciuto al fratello suo8 ,perch piacque a s sensitivamente4 ,egli fugge la cella come fusse uno veleno1 perch egli escito della cella del cognoscimento di s1 per la qual cosa egli venne a disobbedienzia3 per non pu stare nella cella actuale4 ,nel refectorio non vuole apparire1 se non come a suo nemico1 mentre che egli ha che spendere3 non avendo che1 la necessit vel mena4 ,bene fecero dunque gli obbedienti1 che volsero observare il voto della povert per non avere che spendere1 acci che non gli traesse della soave mensa del refectorio1 dove l'obbediente notrica in pace e in quiete l'anima e 'l corpo4 ,non ha pensiere d'apparechiare n provedersi come il misero2 el quale misero1 al gusto suo1 il visitare il refectorio gli pare amaro1 e per il fugge4 ,al coro sempre vuole essere l'ultimo a intrare e il primo che n'esca4 ,con le labbra sue s'appressima a me1 e col cuore se ne dilunga4 ,il capitolo1 per timore della penitenzia1 il fugge volontieri quando egli pu3 lo starvi fa come se fusse suo nemico mortale1 con vergogna e confusione nella mente sua 7quello che nel commectere le colpe non ebbe1 non vergognandosi di commectere la colpa de' peccati mortali74 ,chi ne gli cagione8 ,la disobbedienzia4 ,egli1 non vigilia n orazione1 e non tanto l'orazione mentale1 ma spesse volte l'officio1 ad che egli obligato1 non il dir2 non carit fraterna1 ch egli non ama altro che s1 non d'amore ragionevole1 ma d'amore bestiale4 ,tanti sonno e' mali che gli caggiono in capo al disobbediente1 tanti sono i dolorosi fructi suoi1 che la lingua tua non gli potrebbe narrare6 ,oh disobbedienzia1 che spogli l'anima d'ogni virt e vestila d'ogni vizio6 ,oh disobbedienzia1 che privi l'anima del lume de l'obbedienzia1 tollile la pace e da'le la guerra1 tollile la vita e da'le la morte1 traendola della navicella de l'observanzie de l'ordine1 affoghila nel mare1 facendola notare sopra le braccia sue e non sopra quelle de l'ordine4 ,tu la vesti d'ogni miseria1 fa'la morire di fame1 tollendole il cibo del merito de l'obbedienzia4 ,tu le di continua amaritudine1 e privila d'ogni dilecto di dolcezza e d'ogni bene1 e fa'la stare in ogni male4 ,in questa vita le fai portare l'arra de' crociati tormenti2 e1 se egli non si corregge inanzi ch'e' panni si stacchino dalla navicella col mezzo della morte1 tu1 disobbedienzia1 conduci l'anima a l'etterna danpnazione con le demonia1 che caddero di cielo perch furono ribelli a me e andarono nel profondo4 ,cos tu1 disobbediente1 perch se' stato ribello a l'obbedienzia2 e questa chiave1 con che dovevi aprire la porta del cielo1 tu l'hai gittata da te1 e con la chiave della disobbedienzia hai aperto lo 'nferno4 ,,capitolo ,,clxii ,de la inperfeczione di quelli che tiepidamente vivono ne la religione1 avengach si guardino da peccato mortale4 ,e del remedio da uscire de la loro tiepiditade4 --,o carissima figliuola1 e quanti sonno questi cotali che al d d'oggi si pascono in questa navicella8 ,molti3 unde pochi sonno e' contrari1 cio i veri obbedienti4 vero che tra e' perfecti e questi miserabili ci ha assai di quegli che si vivono ne l'ordine comunemente1 che n perfecti sonno1 come essi debbono essere1 n gattivi sonno1 cio che pure conservano la conscienzia loro che non peccano mortalmente1 stanno in tiepidezza e freddezza di cuore4 ,e se essi non exercitano un poco la vita loro con l'observanzie de l'ordine1 stanno a grande pericolo2 e per l' bisogno molta sollicitudine1 e non dormire1 e levarsi dalla tiepidezza loro4 ,ch1 se essi vi permangono1 sonno acti a cadere4 ,e se pure non cadessero1 staranno con uno loro parere e piacere umano1 colorato col colore de l'ordine1 studiandosi pi d'observare le cirimonie de l'ordine che propriamente l'ordine4 ,e spesse volte1 per poco lume1 saranno acti a cadere in giudicio in quegli che pi perfectamente di loro observano l'ordine1 e in meno perfeczione le cirimonie1 delle quali e' si fanno observatori4 ,s che1 in ogni modo1 loro nocivo a permanere ne l'obbedienzia comune1 cio che freddamente passano l'obbedienzia loro1 con molta fadiga e con molta pena4 ,per che al cuore freddo pare fadigoso a portare3 portano fadiga assai1 con poco fructo2 offendono la loro perfeczione1 nella quale essi sonno intrati e sonno tenuti d'observarla2 e1 poniamo che faccino meno male che gli altri de' quali ,io t'ho contato1 pure male fanno3 ch essi non si partirono dal secolo per stare con la chiave generale de l'obedienzia1 ma per diserrare il cielo con la chiavicella de l'obbedienzia de l'ordine1 la quale chiavicella debba essere col funicello della vilt1 avilendo se medesimo1 e col cingolo de l'umilit1 come decto 1 tenerla strecta nella mano de l'affocato amore4 ,sappi1 carissima figliuola1 che essi sono bene acti a giognere alla grande perfeczione1 se essi vogliono1 perch vi sonno pi presso che gli altri miseri4 ,ma in un altro modo sonno pi malagevoli questi1 nel grado loro1 a levarli dalla loro inperfeczione1 che lo iniquo1 nel suo grado1 della sua miseria4 ,e sai tu perch8 ,perch questo si vede manifestamente che egli fa male1 e la conscienzia glil manifesta2 unde per l'amore proprio di s1 che l'ha indebilito1 non si sforza ad escire di quella colpa che egli vede1 con uno lume naturale1 che egli fa male quel che fa4 ,unde chi el dimandasse3--,e non fai tu male di fare questo8--,direbbe3--,s1 ma tanta la mia fragilit1 che non pare ch'io ne possa escire4--,bench egli non dice il vero1 ch con l'aiutorio mio ne pu escire1 se vuole2 nondimeno pur cognosce che fa male3 col quale cognoscimento gli agevole a potern'escire1 se vuole4 ,ma questi tiepidi1 che n un grande male fanno n uno grande bene1 non cognoscono la freddezza dello stato loro1 n in quanto dubbio stanno4 ,non cognoscendola1 non si curano di levarsene n curano che lo' sia mostrato2 essendo lo' mostrato1 per la freddezza del cuore loro1 si rimangono legati nella loro longa consuetudine e usanza4 ,che modo ci sar in costoro di farli levare8 ,che tolgano le legna del cognoscimento di s1 con odio del proprio piacimento e reputazione1 e mettanle nel fuoco della divina mia carit2 sposando di nuovo1 come se allora allora intrassero ne l'ordine1 la sposa della vera obbedienzia con l'anello della sanctissima fede1 e non dormano pi in questo stato1 ch'egli molto spiacevole a me e danno a loro4 ,drictamente si potrebbe dire a loro quella parola3 ,maladecti tiepidi6 che almen fuste voi pur ghiacci4 ,se voi non vi correggete1 sarete vomicati dalla bocca mia1 per quello modo che decto t'ho4 ,ch1 non levandosi1 sonno acti a cadere2 e1 cadendo1 sarebbono reprovati da me4 ,innanzi vorrei che fuste ghiacci3 cio che inanzi vi fuste stati nel secolo con l'obbedienzia generale1 la quale1 a rispecto del fuoco de' veri obbedienti1 si mostra quasi uno ghiaccio2 e per dixi3 almeno fuste voi pure ghiacci4 ,hotti dichiarata questa parola1 acci che in te non cadesse errore di credere ch',io el volesse pi tosto nel ghiaccio del peccato mortale che nella tiepidezza della inperfeczione4 ,no1 ch io non posso volere colpa di peccato1 ch in me non questo veneno3 anco mi dispiacque tanto ne l'uomo1 che ,io non volsi che passasse senza punizione1 ch1 non essendo l'uomo sufficiente a portare la pena che gli seguitava doppo la colpa1 mandai el ,verbo de l'unigenito mio ,figliuolo4 ,egli con l'obbedienzia la fabric sopra el ,corpo suo4 ,levinsi dunque con exercizio1 con vigilia1 con umile e continua orazione2 specchinsi ne l'ordine loro e ne' padroni di questa navicella1 che sonno stati uomini come eglino1 nutricati d'un medesimo cibo1 nati in uno medesimo modo4 ,e quello ,dio so' ora1 che allocta4 ,la potenzia mia non infermata1 la mia volont non diminuita in volere la salute vostra1 n la sapienzia mia in darvi lume1 acci che cognosciate la mia verit4 ,adunque possono1 se egli vogliono1 pure che se l'arrechino dinanzi a l'occhio de l'intellecto1 privandosi della nuvila de l'amore proprio1 e col lume corrano co' perfecti obbedienti4 ,con questo ci giogneranno2 in altro modo1 no3 s che il remedio ci 4 ,,capitolo ,,clxiii ,de la excellenzia de la obedienzia1 e de' beni che d a chi in verit la piglia4 --,questo quello vero remedio che tiene il vero obbediente2 e ogni d di nuovo il tiene1 augmentando la virt de l'obbedienzia col lume della fede1 desiderando scherni e villanie e che gli sieno imposti e' grandi pesi dal prelato suo1 perch la virt de l'obbedienzia e la pazienzia sua sorella non irrugginiscano1 acci che1 nel tempo che le bisognano adoperare1 elle non venissero meno o desserli molta malagevolezza2 e per continuamente suona lo stormento del desiderio e non lassa passare il tempo1 perch n'ha fame4 una sposa sollicita1 che non vuole stare oziosa4 ,oh obbedienzia dilectevole1 oh obbedienzia piacevole1 obbedienzia soave2 obbedienzia illuminativa1 perch hai levata la tenebre del proprio amore2 obbedienzia che vivifichi1 dando1 ne l'anima1 la vita de la grazia1 che te ha electa per sposa1 toltole la morte della volont propria1 che d guerra e morte ne l'anima6 ,tu se' larga1 ch d'ogni creatura che ha in s ragione ti fai subdita4 ,tu se' benigna e pietosa3 con benignit e mansuetudine porti ogni grande peso1 perch se' acompagnata con la fortezza e vera pazienzia4 ,tu se' coronata della corona della perseveranzia2 tu non vieni meno per la inportunit del prelato n per grandi pesi che egli ti ponesse senza discrezione1 ma col lume della fede ogni cosa porti4 ,tu se' s legata con la umilit1 che neuna creatura la pu trare della mano del sancto desiderio de l'anima che ti possiede4 ,e che diremo1 dilectissima e carissima figliuola1 di questa excellentissima virt8 ,diremo che ella uno bene senza veruno male2 sta nella nave1 nascosta1 che neuno vento contrario le pu nuocere2 fa navicare l'anima sopra le braccia de l'ordine e del prelato1 e non sopra le sue1 perch il vero obbediente non ha a rendare ragione di s a me1 ma il prelato di cui egli stato subdito4 ,inamrati1 dilectissima figliuola1 di questa gloriosa virt4 ,vuogli tu essere grata de' benefizi ricevuti da me1 ,padre etterno8 ,sia obbediente1 per che l'obbedienzia ti mostra se tu se' grata1 perch procede dalla carit4 ,ella ti mostra se tu non se' ignorante1 perch procede dal cognoscimento della mia verit4 ,unde ella uno bene cognosciuto nel ,verbo1 el quale v'insegn la via de l'obbedienzia come vostra regola1 facendosi obbediente infino all'obrobriosa morte della croce1 nella cui obbedienzia 7che fu la chiave che diserr il cielo7 fondata l'obbedienzia1 data a voi1 generale e questa particulare1 s come nel principio del tractato di questa obbedienzia ,io ti narrai4 ,questa obbedienzia d uno lume ne l'anima3 mostra che ella fedele a me ed fedele a l'ordine e al prelato suo4 ,nel quale lume della sanctissima fede ha dimenticato s1 non cercando s per s1 perch ne l'obbedienzia1 acquistata col lume della fede1 ha mostrato che nella volont sua egli morto a ogni proprio sentimento4 ,il quale sentimento sensitivo cerca le cose altrui e non le sue1 come fa il disobbediente1 che vuole investigare la volont di chi li comanda e giudicarla secondo il suo basso parere e vedere tenebroso1 ma non la sua perversa volont che gli d morte4 ,il vero obbediente1 col lume della fede1 ha giudicata la volont del suo prelato in bene1 e per non cerca la volont sua1 ma china il capo1 e con l'odore della vera e sancta obbedienzia notrica l'anima sua4 ,e tanto cresce ne l'anima questa virt1 quanto si dilata nel lume della sanctissima fede3 ch con quello lume della fede col quale l'anima cognosce s e me1 con quello m'ama e s'aumilia4 ,e quanto pi ama ed umiliata1 tanto pi obbediente2 e l'obbedienzia con la pazienzia sua sorella dimostrano se l'anima in verit vestita del vestimento nupziale della carit1 col quale vestimento intrate in vita etterna4 ,unde l'obbedienzia diserra il cielo e rimane di fuore2 e la carit1 che diede questa chiave1 entra dentro col fructo de l'obbedienzia4 ,ogni virt1 s com',io ti dixi1 rimane di fuore1 e questa entra dentro2 ma all'obbedienzia l' apropriato che ella chiave che v'opre1 perch con la disobbedienzia del primo uomo fu serrato il cielo1 e con l'obbedienzia dell'umile e fedele e inmaculato ,agnello1 unigenito mio ,figliuolo1 fu diserrata vita etterna1 che tanto tempo era stata serrata4 ,,capitolo ,,clxiv ,distinczione di due obedienzie1 cio di quella de' religiosi e di quella che si rende ad alcuna persona fuore de la religione4 --,s come decto t'ho1 egli ve la lasse per regola e per doctrina1 dandovela come chiave con che poteste aprire per giognere al fine vostro4 ,egli ve la lass per comandamento nella generale obbedienzia4 ,egli ve ne consiglia1 consigliandovi se voi volete andare alla grande perfeczione e passare per lo sportello strecto1 come decto 1 de l'ordine4 ,e anco di quegli che non hanno ordine e nondimeno sonno nella navicella della perfeczione 7ci sonno quelli che observano la perfeczione de' consigli fuore de l'ordine7 hanno rifiutato le ricchezze e le pompe del mondo actuali e mentali e observano la continenzia3 chi sta in stato virginale e chi ne l'odore della continenzia1 essendo privati della virginit4 ,essi observano l'obbedienzia sottomectendosi1 s come in un altro luogo ,io ti dixi1 ad alcuna creatura1 alla quale s'ingegnano1 con perfecta obbedienzia1 obbedirle infino alla morte4 ,e se tu mi dimandassi quale di maggiore merito1 o quegli che sta ne l'ordine o questi1 ,io ti rispondo che 'l merito de l'obbedienzia non misurato ne l'acto n nel luogo n in cui1 pi in buono che in gattivo1 pi in secolare che in religioso2 ma1 secondo la misura de l'amore che ha l'obbediente1 con questa misura gli misurato4 ,ch al vero obbediente la inperfeczione del prelato gattivo non gli nuoce3 anco alcuna volta gli giuova1 perch con la persecuzione e con pesi indiscreti della grave obbedienzia acquista la virt de l'obbedienzia e la pazienzia sua sorella4 ,n il luogo inperfecto non gli nuoce4 ,inperfecto1 dico1 ch pi perfecta e pi ferma e stabile cosa la religione che veruno altro stato3 e per ti pongo inperfecto il luogo di questi che hanno la chiave piccola de l'obbedienzia1 observando i consigli fuore de l'ordine2 ma non ti pongo inperfecta n di meno merito la loro obbedienzia1 perch ogni obbedienzia1 come decto 1 e ogni altra virt misurata con la virt de l'amore4 ben vero che in molte altre cose1 s per lo voto che egli fa nelle mani del prelato suo e s perch sostiene pi1 pi e meglio gli provata la obbedienzia ne l'ordine che fuore de l'ordine2 per che ogni acto corporale gli legato a questo giogo e non si pu sciogliere1 quando egli vuole1 senza colpa di peccato mortale1 perch approvato dalla sancta ,chiesa e facto voto4 ,ma questi non cos3 egli s' legato volontariamente1 per amore che egli ha all'obbedienzia1 ma non con voto solempne2 unde1 senza colpa di peccato mortale1 si potrebbe partire dall'obbedienzia di quella creatura1 avendo legiptime cagioni che per lo suo difecto egli non si partisse4 ,ma1 se si partisse per suo difetto1 non sarebbe senza gravissima colpa3 non per obligato a peccato mortale1 propriamente1 per quello partire4 ,sai tu quanto ha da l'uno a l'altro8 ,quanto da colui che tolle l'altrui1 a quello che ha prestato e poi ritolle quello che per amore aveva donato1 con intenzione per di non richiederlo1 ma carta non ne fa affermativamente4 ,ma quelli ha donato e tractane la carta nella professione1 unde nelle mani del prelato renunzia a se medesimo e promecte d'observare obbedienzia e continenzia e povert volontaria4 ,e il prelato promecte a lui1 se egli observa infino alla morte1 di darli vita etterna4 ,s che in observanzia1 in luogo e in modo1 quella pi perfecta1 e questa meno perfecta3 quella pi sicura1 e1 cadendo1 pi acto a rilevarsi perch ha pi aiuto2 e questa pi dubbiosa e meno sicura1 e pi acto1 s'egli viene caduto1 a voltare il capo a dietro1 perch non si sente legato per voto facto in professione1 come sta il relegioso prima che sia professo1 che infino alla professione si pu partire1 ma poi no4 ,ma il merito1 t'ho decto e dico1 che egli dato secondo la misura de l'amore del vero obbediente1 acci che ogniuno1 in qualunque stato egli si sia1 possa perfectamente avere il merito1 avendolo posto solo ne l'amore4 ,cui chiamo in uno stato e cui in uno altro1 secondo che ciascuno acto a ricevare2 ma ogniuno s'empie con questa misura decta de l'amore4 ,se il secolare ama pi che il religioso1 pi riceve2 e cos il religioso pi che 'l secolare1 e cos tucti gli altri4 ,,capitolo ,,clxv ,come ,dio non merita secondo la fadiga de l'obedienzia n secondo longhezza di tempo1 ma secondo la grandezza de la carit4 ,e de la prontitudine de' veri obedienti1 e de' miracoli che ,dio ha mostrati per questa virt4 ,e de la discrezione nell'obedire1 e dell'opere e del premio del vero obediente4 --,tucti v'ho messi nella vigna de l'obbedienzia a lavorare in diversi modi4 ,a ogniuno gli sar dato il prezzo secondo la misura de l'amore e non secondo l'operazione n misura del tempo2 cio che pi abbi colui che viene per tempo1 che quello che viene tardi1 s come si contiene nel sancto ,evangelio4 ,ponendovi la mia ,verit l'exemplo di quelli che stavano oziosi e furono messi dal ,signore a lavorare nella vigna sua3 e tanto die' a quelli che andarono all'aurora quanto a quelli della prima1 e tanto a quelli della terza e a quegli che andro a sexta1 a nona e a vesparo quanto a' primi2 mostrandovi la mia ,verit che voi ste remunerati non secondo il tempo n opera1 ma secondo la misura de l'amore4 ,molti sonno messi nella puerizia loro a lavorare in questa vigna3 chi v'entra pi tardi1 e chi nella sua vecchiezza4 ,questi ander alcuna volta con tanto fuoco d'amore1 perch si vedr la brevit del tempo1 che ringiugne quegli che intrarono nella loro puerizia1 perch sonno andati co' passi lenti4 ,adunque ne l'amore de l'obbedienzia riceve l'anima il merito suo3 ine empie il suo vasello in me1 mare pacifico4 ,molti sonno che tanto hanno pronpta questa obbedienzia e tanto l'hanno incarnata dentro ne l'anima loro1 che1 non tanto che si pongano a volere vedere il perch loro comandato da colui che lo' comanda1 ma a pena che essi aspectino tanto che la parola gli esca della bocca1 col lume della fede intendono la intenzione del prelato loro4 ,unde il vero obbediente obbedisce pi a la intenzione che a la parola1 giudicando che la volont del prelato sia nella volont mia1 e per mia dispensazione e volont comandi a lui2 e per ti dixi che obbediva pi alla intenzione che alla parola4 ,per obbedisce egli alla parola1 perch prima obbediva con l'affecto alla volont sua1 vedendo col lume della fede e giudicando la volont sua in me4 ,bene il mostr quello di cui si legge in ,vita ,patrum1 che prima obbediva con l'affecto2 ch1 essendoli comandato dal prelato suo una obbedienzia1 avendo cominciato uno ,o1 che cos piccola cosa1 non die' tanto spazio a se medesimo che egli el volesse compire1 ma subbito fu pronpto a l'obbedienzia4 ,unde1 per mostrare quanto m'era piacevole1 vi feci il segno1 e comp l'altra met1 scripto d'oro1 la clemenzia mia4 ,questa gloriosa virt tanto piacevole a me che in neuna virt in che tanti segni e testimoni di miracoli siano dati da me quanti a lei1 perch ella procede dal lume della fede4 ,per dimostrare quanto ella m' piacevole1 la terra obbediente a questa virt1 gli animali le sonno obbedienti1 l'acqua sostiene l'obbediente4 ,e se tu ti vlli alla terra1 a l'obbediente obbedisce1 s come vedesti1 se bene ti ricorda d'avere lecto di quello discepolo1 che1 essendoli dato uno legno secco dal suo abbate1 ponendoli per obbedienzia che 'l dovesse piantare nella terra e inaffiarlo ogni d1 egli1 obbediente1 col lume della fede1 non si pose a dire3--,come sarebbe possibile8--ma1 senza volere sapere la possibilit1 compi l'obbedienzia sua1 intantoch1 in virt de l'obbedienzia e della fede1 il legno secco rinverd e fece fructo1 in segno che quella anima era levata dalla secchezza della disobbedienzia1 e1 rinverdita1 germinava il fructo de l'obbedienzia4 ,unde il pomo di quello legno era chiamato per li sancti padri el fructo de l'obbedienzia4 ,e se tu raguardi negli animali1 medesimamente4 ,unde quello discepolo1 mandato da l'obbedienzia1 per la purit e obbedienzia sua prese uno dragone e menollo a l'abbate suo4 ,ma l'abbate1 come vero medico1 perch egli non venisse ad vento di vanagloria e per provarlo nella pazienzia1 il cacci da s con rimproverio1 dicendo3--,tu1 bestia1 hai menata legata la bestia4-- ,e se tu raguardi il fuoco1 medesimamente4 ,unde tu hai nella sancta ,scriptura che molti1 per non trapassare l'obbedienzia mia o per obbedire a me promptamente1 essendo messi nel fuoco1 el fuoco non lo' noceva1 s come quelli tre fanciulli che stavano nella fornace1 e di molti altri e' quali si potrebbe contiare4 ,l'acqua sostenne ,mauro1 essendo mandato da l'obbedienzia a campare quello discepolo che se n'andava gi per l'acqua4 ,egli non pens di s2 ma pens1 col lume della fede1 di compire l'obbedienzia del prelato suo4 ,vassene su per l'acqua come andasse su per la terra1 e campa il discepolo4 ,in tucte quante le cose1 se tu apri l'occhio de l'intellecto1 trovarrai che t' mostrata l'excellenzia di questa virt4 ,ogni altra cosa si debba lassare per l'obbedienzia4 ,se fussi levata in tanta contemplazione e unione di mente in me1 che 'l corpo tuo fusse sospeso dalla terra1 essendoti inposta l'obbedienzia 7parlandoti generalmente e non cosa particulare1 che non pone legge71 potendo1 tu ti debbi sforzare di levarti per compire l'obbedienzia imposta4 ,pensa che da l'orazione tu non ti debbi levare1 quando egli l'ora1 se non per necessit o per carit e obbedienzia4 ,questo ti dico1 perch tu vegga quanto ,io voglio che la sia prompta ne' servi miei e quanto ella m' piacevole4 ,ci che fa1 l'obbediente si merita3 se egli mangia1 mangia l'obbedienzia2 se dorme1 l'obbedienzia2 se va1 se sta1 se digiuna e se veghia1 tucto fa l'obbedienzia2 se egli serve il proximo1 l'obbedienzia2 se egli in coro o in refectorio o sta in cella1 chi vel guida o fa stare8 ,l'obbedienzia1 col lume della sanctissima fede1 col quale lume si gitt1 morto a ogni sua propria volont1 umiliato e con odio1 nelle braccia de l'ordine e del prelato suo4 ,con questa obbedienzia1 riposandosi nella nave1 lassatosi guidare al prelato suo1 ha navigato nel mare tempestoso di questa vita con grande bonaccia1 con mente serena e tranquilit di cuore1 perch l'obbedienzia1 con la fede1 ne trasse ogni tenebre4 ,egli sta forte e sicuro1 perch s'ha tolta la debilezza e timore tollendosi la propria volont1 dalla quale viene ogni debilezza e disordenato timore4 ,e che mangia e beie questa sposa de l'obbedienzia8 ,mangia cognoscimento di s e di me1 cognoscendo s non essere1 e il difecto suo1 e me che so' ,colui che so'1 in cui gusta e mangia la mia verit1 cognosciutala nella mia ,verit1 ,verbo incarnato4 ,e che beie8 ,sangue3 nel quale ,sangue el ,verbo gli ha mostrata la verit mia e l'amore ineffabile che ,io gli ho4 ,in esso ,sangue mostra la obbedienzia sua posta a lui1 per voi1 da me1 suo ,padre etterno1 e per si innebria2 e poi che ebbra del ,sangue e de l'obbedienzia del ,verbo1 perde s e ogni suo parere e sapere1 e possiede me per grazia1 gustandomi per affecto d'amore col lume della fede nella sancta obbedienzia4 ,tucta la vita sua grida pace2 e nella morte riceve quello che nella professione gli fu promesso dal prelato suo1 cio vita etterna1 visione di pace e di somma ed etterna tranquilit e riposo3 uno bene inextimabile1 che neuno che 'l possa stimare n comprendere quanto egli 4 ,perch egli infinito1 da cosa minore non pu essere compreso questo bene infinito1 se non come il vasello che messo nel mare1 che non comprende tucto il mare1 ma quella quantit che egli ha in se medesimo4 ,el mare quello che si comprende2 e cos ,io1 mare pacifico1 so' solo ,colui che mi comprendo e mi stimo1 e del mio stimare e comprendare godo in me medesimo4 ,il quale godere e bene1 che ,io ho in me1 participo a voi1 a ogniuno secondo la misura sua4 ,io l'empio e non la tengo vta4 ,dandole perfecta beatitudine1 comprende e cognosce dalla mia bont tanto quanto ne l' dato a cognoscere da me4 ,l'obbediente1 dunque1 col lume della fede nella verit1 arso nella fornace della carit1 unto d'umilit1 inebriato di ,sangue1 con la sorella della pazienzia1 e con la vilt avilendo se medesimo1 con fortezza e longa perseveranzia e con tucte l'altre virt1 cio col fructo delle virt1 ha ricevuto il fine suo da me1 suo ,creatore4 ,,capitolo ,,clxvi ,questa una repetizione in somma quasi di tucto questo presente libro4 --,ora t'ho1 dilectissima e carissima figliuola1 satisfacto al desiderio tuo dal principio in fino a l'ultimo de l'obbedienzia4 ,se bene ti ricorda1 dal principio mi dimandasti con ansietato desiderio 7s come ,io ti feci dimandare per farti crescere il fuoco della mia carit ne l'anima tua71 tu mi dimandasti quatro petizioni4 ,l'una per te1 a la quale ,io ho satisfacto1 alluminandoti della mia verit1 mostrandoti in che modo tu cognosca questa verit1 la quale desideravi di cognoscere2 cio che col cognoscimento di te e di me1 col lume della fede1 ti spianai in che modo tu venivi a cognoscimento della verit4 ,la seconda1 che tu dimandasti1 fu che ,io facessi misericordia al mondo4 ,la terza1 per lo corpo mistico della sancta ,chiesa2 pregandomi che ,io tollesse la tenebre e la persecuzione1 volendo tu che ,io punisse le iniquit loro sopra di te4 ,in questo ti dichiarai che neuna pena1 che sia data in tempo finito1 pu satisfare alla colpa commessa contro a me1 bene infinito1 puramente pur pena4 ,satisfa1 se la pena unita col desiderio dell'anima e contrizione del cuore3 il modo dichiarato te l'ho4 ,anco t'ho risposto ch',io voglio fare misericordia al mondo1 mostrandoti che la misericordia m' propria4 ,unde1 per misericordia e amore inextimabile ch',io ebbi all'uomo1 mandai el ,verbo de l'unigenito mio ,figliuolo1 el quale1 per mostrartelo ben chiaramente1 tel posi in similitudine d'uno ponte che tiene dal cielo a la terra1 per l'unione della natura mia divina nella natura vostra umana4 ,anco ti mostrai1 per illuminarti pi della mia verit1 come il ponte si saliva con tre scaloni1 cio con le tre potenzie de l'anima4 ,e di questo ,verbo1 ponte1 mostrato a te1 anco questi tre scaloni figurai nel corpo suo1 s come tu sai1 per li piei1 per lo costato e per la bocca2 ne' quali posi tre stati de l'anima3 lo stato inperfecto1 e lo stato perfecto1 e lo stato perfectissimo1 dove l'anima giogne alla excellenzia de l'unitivo amore4 ,in ogniuno t'ho mostrato chiaramente quella cosa che le tolle la inperfeczione e falla giognere alla perfeczione1 e per che via si va2 e degli occulti inganni del dimonio1 e del proprio amore spirituale2 e parlatoti1 in questi stati1 di tre reprensioni che fa la mia clemenzia3 l'una ti posi facta nella vita1 l'altra nella morte in quelli che senza speranza muoiono in peccato mortale 7de' quali ,io ti posi che andavano socto al ponte per la via del dimonio1 contandoti delle miserie loro71 e la terza de l'ultimo giudicio generale4 ,e parla'ti alcuna cosa della pena de' danpnati1 e della gloria de' beati1 quando avar riavuto ogniuno la dota del corpo suo4 ,anco ti promissi e promecto che col molto sostenere de' servi miei riformar la sposa mia4 ,invitandovi a sostenere1 lamentandomi teco delle iniquit loro1 e mostrandoti l'excellenzia de' ministri nella quale ,io gli ho posti1 e la reverenzia ch',io richieggo che i secolari abbino a loro1 mostrandoti la cagione perch1 per loro difetto1 non debba diminuire la reverenzia in loro2 e quanto m' spiacevale il contrario4 ,e della virt di quelli che vivevano come angeli1 toccandoti1 insieme con questo1 de l'excellenzia del sacramento4 ,anco sopra i decti stati1 volendo tu sapere degli stati delle lagrime e unde elle procedono1 tel narrai1 e acorda'teli con questi4 ,e decto t'ho che tucte le lagrime escono della fontana del cuore1 e ordinatamente t'ho assegnato perch4 ,di quatro stati di lagrime1 e della quinta che germina morte1 anco ti contai4 ,hotti risposto alla quarta petizione di quello che mi pregasti3 ch',io provedesse al caso particulare advenuto4 ,io providdi1 s come tu sai4 ,sopra questo t'ho dichiarata la providenzia mia in generale e in particulare1 facendomi dal principio della creazione del mondo infino a l'ultimo1 come ogni cosa ho facta e fo con divina providenzia1 dando e permectendo ci ch',io do1 e tribulazioni e consolazioni temporali e spirituali4 ,e ogni cosa data per vostro bene1 perch siate sanctificati in me e la verit mia si compia in voi4 ,perch la mia verit fu questa3 che ,io vi creai perch aveste vita etterna1 la quale verit v' facta manifesta col sangue del ,verbo1 unigenito mio ,figliuolo4 ,anco t'ho1 ne l'ultimo1 satisfacto al desiderio tuo e a quello ch',io ti promissi di narrare della perfeczione de l'obbedienzia e della inperfeczione della disobbedienzia1 e unde ella viene1 e che ve la tolle4 ,hottela posta per una chiave generale1 e cos 4 ,e decto t'ho della particulare1 e de' perfecti e degl'imperfecti1 di quegli de l'ordine e di quelli fuore de l'ordine1 d'ogniuno distintamente2 della pace che d l'obbedienzia e della guerra che d la disobbedienzia1 e quanto s'inganna il disobbediente1 ponendoti che la morte venne nel mondo per la disobbedienzia di ,adam4 ,ora ,io1 ,padre etterno1 somma ed etterna verit1 ti conchiudo che ne l'obbedienzia del ,verbo1 unigenito mio ,figliuolo1 avete la vita4 ,e come tucti dal primo uomo vecchio contraeste la morte1 cos tucti1 chi vuole portare la chiave de l'obbedienzia1 avete contracta la vita da l'uomo nuovo1 ,cristo dolce ,ies1 di cui ,io v'ho fatto ponte1 perch era rocta la strada del cielo4 ,ora ,io t'invito ad pianto te e gli altri servi miei2 e1 col pianto1 con l'umile e continua orazione1 voglio fare misericordia al mondo4 ,corre per questa strada della verit1 morta1 acci che non sia poi ripresa andando tu lentamente2 ch pi ti sar richiesto da me ora1 che prima1 perch ho manifestato me medesimo a te nella verit mia4 ,guarda che tu non esca mai della cella del cognoscimento di te2 ma in questa cella conserva e spende il tesoro che ,io t'ho dato4 ,il quale una doctrina di verit1 fondata in su la viva pietra1 ,cristo dolce ,ies1 vestita di luce che discerne la tenebre4 ,di questa ti veste1 dilectissima e dolcissima figliuola1 in verit4 ,,capitolo ,,clxvii ,come questa devotissima anima1 ringraziando e laudando ,dio1 fa orazione per tucto el mondo e per la ,chiesa sancta4 ,e1 comendando la virt de la fede1 fa fine a questa opera4 ,alora quella anima1 avendo veduto con l'occhio de l'intellecto1 e col lume della sanctissima fede cognosciuta la verit e la excellenzia de l'obbedienzia1 uditala con sentimento e gustatala per affecto1 con spasimato desiderio1 speculandosi nella divina maest1 rendeva grazie a lui1 dicendo3 --,grazia1 grazia sia a te1 ,padre etterno1 che tu non hai spregiata me1 factura tua1 n voltata la faccia tua da me1 n spregiati e' miei desidri4 ,tu1 luce1 non hai raguardato alla mia tenebre2 tu1 vita1 non hai raguardato a me1 che so' morte2 n tu1 medico1 alle gravi mie infermit2 tu1 purit etterna1 a me1 che so' piena di loto di molte miserie2 tu1 che se' infinito1 a me1 che so' finita2 tu1 sapienzia1 a me1 che so' stoltizia4 ,per tucti quanti questi ed altri infiniti mali e difecti che sonno in me1 la tua sapienzia1 la tua bont1 la tua clemenzia e il tuo infinito bene non m'ha spregiata4 ,ho cognosciuta la verit nella tua clemenzia1 ho trovato la carit tua e dileczione del proximo4 ,chi t'ha costretto8 ,non le mie virt1 ma solo la carit tua4 ,quello medesimo amore ti costringa ad illuminare l'occhio de l'intellecto mio nel lume della fede1 a ci che io cognosca e intenda la verit tua1 manifestata a me4 ,dammi che la memoria sia capace a ritenere i benefizi tuoi1 la volont arda nel fuoco della tua carit2 el quale fuoco facci germinare e gittare al corpo mio sangue1 e con esso sangue1 dato per amore del ,sangue1 e con la chiave de l'obbedienzia io diserri la porta del cielo4 ,questo medesimo t'adimando cordialmente per ogni creatura che ha in s ragione1 e in comune e in particulare e per lo corpo mistico della sancta ,chiesa4 ,io confesso1 e non lo niego1 che tu m'amasti prima che io fusse1 e che tu m'ami ineffabilemente come pazzo della tua creatura4 ,o ,trinit etterna6 ,o ,deit1 la quale ,deit1 natura tua divina1 fece valere el prezzo del sangue del tuo ,figliuolo6 ,tu1 ,trinit etterna1 se' uno mare profondo1 che quanto pi c'entro tanto pi truovo1 e quanto pi truovo pi cerco di te4 ,tu se' insaziabile1 ch1 saziandosi l'anima ne l'abisso tuo1 non si sazia1 perch sempre rimane nella fame di te1 ,trinit etterna1 desiderando di vederti col lume nel tuo lume4 ,s come desidera il cervio la fonte de l'acqua viva1 cos desidera l'anima mia d'escire della carcere del corpo tenebroso e vedere te in verit4 ,oh quanto tempo sar nascosta la faccia tua agli occhi miei6 ,o ,trinit etterna1 fuoco e abisso di carit1 dissolve oggimai la nuvila del corpo mio6 ,il cognoscimento1 che tu hai dato di te a me nella verit tua1 mi costrigne a desiderare di lassare la gravezza del corpo mio e dare la vita per gloria e loda del nome tuo4 ,per che io ho gustato e veduto1 col lume dello intelletto nel lume tuo1 l'abisso tuo1 ,trinit etterna1 e la bellezza della creatura tua4 ,unde1 raguardando me in te1 vidi me essere imagine tua1 donandomi la potenzia di te1 ,padre etterno1 e della sapienzia tua ne l'intellecto1 la quale sapienzia apropriata a l'unigenito tuo ,figliuolo4 ,lo ,spirito sancto1 che procede da te e dal ,figliuolo tuo1 m'ha data la volont1 ch so' acta ad amare4 ,tu1 ,trinit etterna1 se' factore2 e io1 tua factura1 ho cognosciuto1 nella recreazione che mi facesti nel sangue del tuo ,figliuolo1 che tu se' innamorato della bellezza della tua factura4 ,o abisso1 o ,deit etterna1 o mare profondo6 ,e che pi potevi dare a me che dare te medesimo8 ,tu se' fuoco che sempre ardi e non consumi2 tu se' fuoco che consumi nel calore tuo ogni amore proprio de l'anima2 tu se' fuoco che tolli ogni freddezza2 tu allumini2 col lume tuo m'hai facta cognoscere la tua verit2 tu se' quello lume sopra ogni lume1 col quale lume di a l'occhio de l'intellecto lume sopranaturale1 in tanta abondanzia e perfeczione che tu chiarifichi el lume della fede1 nella quale fede veggo che l'anima mia ha vita1 e in questo lume riceve te1 lume4 ,nel lume della fede acquisto la sapienzia nella sapienzia del ,verbo del tuo ,figliuolo2 nel lume della fede so' forte1 costante e perseverante2 nel lume della fede spero3 non mi lassa venire meno nel camino4 ,questo lume m'insegna la via1 e senza questo lume andarei in tenebre2 e per ti dixi1 ,padre etterno1 che tu m'alluminassi del lume della sanctissima fede4 ,veramente questo lume uno mare1 perch notrica l'anima in te1 mare pacifico1 ,trinit etterna4 ,l'acqua non turbida1 e per non ha timore1 perch cognosce la verit2 ella stillata1 ch manifesta le cose occulte2 unde1 dove abbonda l'abondantissimo lume della fede tua quasi certifica l'anima di quello che crede4 ,ella uno specchio1 secondo che tu1 ,trinit etterna1 mi fai cognoscere2 ch1 raguardando in questo specchio1 tenendolo con la mano de l'amore1 mi rapresenta me in te1 che so' creatura tua1 e te in me1 per l'unione che facesti della ,deit ne l'umanit nostra4 ,in questo lume cognosco e rapresentami te1 sommo e infinito ,bene3 ,bene sopra ogni bene1 ,bene felice1 ,bene incomprensibile e ,bene inextimabile4 ,bellezza sopra ogni bellezza2 sapienzia sopra ogni sapienzia1 anco tu se' essa sapienzia4 ,tu1 cibo degli angeli1 con fuoco d'amore ti se' dato agli uomini4 ,tu1 vestimento che ricuopri ogni nudit1 pasci gli affamati nella dolcezza tua4 ,dolce se' senza alcuno amaro4 ,o ,trinit etterna1 nel lume tuo il quale desti a me1 ricevendolo col lume della sanctissima fede1 ho cognosciuto1 per molte e admirabili dichiarazioni spianandomi1 la via della grande perfeczione1 acci che con lume e non con tenebre io serva te1 sia specchio di buona e sancta vita1 e levimi dalla miserabile vita mia2 ch sempre1 per lo mio difecto1 t'ho servito in tenebre4 ,non ho cognosciuta la tua verit1 e per non l'ho amata4 ,perch non ti conobbi8 ,perch io non ti viddi col glorioso lume della sanctissima fede1 per che la nuvila de l'amore proprio obfusc l'occhio de l'intellecto mio4 ,e tu1 ,trinit etterna1 col lume tuo dissolvesti la tenebre4 ,e chi potr agiognere a l'altezza tua a rendarti grazie di tanto smisurato dono e larghi benefizi quanto tu hai dati a me1 della doctrina della verit che tu m'hai data8 che una grazia particulare1 oltre alla generale1 che tu di a l'altre creature4 ,volesti conscendere alla mia necessit e de l'altre creature1 che dentro ci si specchiaranno4 ,tu risponde1 ,signore3 tu medesimo hai dato1 e tu medesimo risponde e satisfa1 infondendo uno lume di grazia in me1 a ci che con esso lume io ti renda grazie4 ,veste1 veste me di te1 ,verit etterna1 s che io corra questa vita mortale con vera obbedienzia e col lume della sanctissima fede1 del quale lume pare che di nuovo inebbri l'anima mia4 ,deo gratias4 ,amen4 ,,qui ,,finisce ,,el ,,libro ,,facto ,e ,,compilato ,,per ,,la ,,venerandissima ,,vergine1 ,,fidelissima ,,serva ,e ,,sposa ,,di ,,iesu ,,cristo ,,crocifixo1 ,,caterina ,,da ,,siena1 ,,de ,l',,abito ,,di ,,sancto ,,domenico1 ,,socto ,,gli ,,anni ,,domini ,,mccclxxviii ,,del ,,mese ,d',,octobre4 ,,amen4 ,,prega ,,dio ,,per ,,lo ,,tuo ,,inutile ,,fratello4 ,,nota ,i noto che ,gregorio decimoprimo1 dopo aver restituita da ,avignone a ,roma la sede pontificale nel #acgg1 avvenimento al quale santa ,caterina aveva molto contribuito1 mand a ,firenze la vergine senese per indurre a sottomissione i fiorentini1 da pi che due anni ribelli alla ,santa ,sede4 ,questa missione1 adempiuta da lei in mezzo a gravi tumulti della citt e col pericolo della sua vita1 si protrasse lungamente invano2 fin tanto che1 morto ,gregorio e succedutogli ,urbano sesto1 questi si pacific coi fiorentini4 ,proclamata dunque la pace1 sappiamo dal beato ,raimondo#a1 confessore della santa1 che ella torn ai propri lari1 ed attese con grandissima diligenza alla composizione di un certo libro1 che1 ispirata dal superno ,spirito1 dett nel suo volgare4 ,imperocch aveva ella pregato i suoi scrittori1 i quali solevano scrivere le lettere ch'ella mandava in diverse parti1 che stessero attenti ed osservassero ogni cosa1 quando1 secondo la sua consuetudine1 era rapita dai sensi corporei1 ed allora ci ch'ella dettava1 diligentemente scrivessero444 #a ,il beato ,raimondo delle ,vigne1 da ,capua1 discendente da ,pier delle ,vigne1 maestro generale dell'ordine dei predicatori1 scrisse in latino la vita della santa4 ,essendo andata perduta quella che prima di lui aveva scritta fra ,tommaso della ,fonte1 la ,leggenda 7cos fu chiamata7 del beato ,raimondo il pi autorevole documento antico intorno a ,caterina da ,siena4 ,e cos in breve tempo fu composto un certo libro1 che contiene un dialogo tra un'anima1 che fa quattro petizioni a ,dio1 e ,dio1 che risponde a lei1 informandola di molte e utilissime verit#b4 #b ,in ,acta sanctorum1 die ,,xxx aprilis1 pars ,,iii1 capp4 ,i e ,,ii4 ,ma1 poich la pace avvenne sul finire del luglio #acgh1 ,caterina non pot trovarsi a ,siena prima di quel tempo#c2 ed1 essendo stato quel suo libro condotto a termine nell'ottobre del medesimo anno1 come rilevasi da alcuni codici1 se ne dovrebbe concludere che fosse stato scritto in tre mesi4 #c ,nelle annotazioni ad alcune lettere inedite dei discepoli di ,caterina1 pubblicate1 insieme con la ,leggenda minore della santa1 da ,francesco ,grottanelli1 ,bologna ,g4 ,romagnoli1 #ahfh1 si legge3 ,solo nel #acgh pare che da ,firenze 7,caterina7 si restituisse in patria nel mese di luglio1 ma non certo4 ,altri particolari circa il modo di comporlo abbiamo nelle ,memorie di un notaio senese1 ser ,cristofano di ,gano ,guidini1 discepolo di ,caterina ed uno dei suoi segretari#d4 ,ecco il suo ingenuo racconto4 #d ,furon pubblicate nell',arch4 stor4 ital41 ,,iv 7#ahdc71 #bi-dh4 ,anco la detta serva di ,cristo fece una notabile cosa1 cio uno libro1 el quale di volume d'uno messale2 e questo fece tutto essendo ella in astrazione1 perduti tutti e' sentimenti1 salvo che la lengua4 ,dio ,padre parlava in liei1 ed ella rispondeva e dimandava1 ed ella medesima recitava le parole di ,dio ,padre dette a liei1 e anco le sue medesime1 che ella diceva e dimandava a lui2 e tutte queste parole erano per volgare444 ,questo libro fu poi intitolato cos3 ,libro de la divina dottrina1 data per la persona di ,dio ,padre parlando allo intelletto de la gloriosa e santa vergine ,caterina da ,siena1 dell'abito de la penitenzia1 dell'ordine de' predicatori1 e scritto essa dettando in volgare1 essendo essa in ratto1 e udendo attualmente1 dinanzi da pi e pi1 quello che in liei ,dio parlava1 ecc4 ,ella diceva e uno scriveva3 quando ser ,barduccio#e1 quando el detto donno ,stefano#f1 e quando ,neri di ,landoccio#g4 ,questo a udire pare che sia cosa da non crdare2 ma a coloro1 che lo scrissero e udro1 nollo pare cos2 e io so' uno di quegli4 ,poi1 perch el dicto libro era ed per volgare1 e chi sa gramatica o ha scienzia non legge tanto volontieri le cose che sono per volgare quanto fa quelle per lttara2 per me medesimo1 e anco per utilit del prossimo1 mossimi1 e fecilo per lttara puramente secondo el testo1 non agiognendovi cavelle2 e ine m'ingegnai di farlo el meglio ch'io seppi1 e pugnai parecchie anni a mio diletto1 quando uno pezzo quando uno altro4 ,poich co' la grazia di ,dio l'ebbi fatto1 el mandai a ,pontignano a donno ,stefano di ,currado1 ch el correggesse1 perciocch la maggior parte n'aveva scritto egli1 quando ,caterina el fece4 ,poich fu corretto1 e io el feci riscrivare a uno buono scrittore2 e1 legato e compto che fu1 uno venerabile vescovo de le parti di ,francia4441 el quale ne le parti di l d',avignone aveva veduta la decta serva di ,cristo ,caterina e parlato con liei4441 come l'ebbe veduto e tenuto alcuno d1 tanto li piaque che mai non gliel potei trarre di mano3 pregommi e fecemi pregare che io gliel donasse1 e cos feci4 ,diceva che trovava cose in quello libro che n'era meglio dichiarato che da niuno dottore1 e che noi nol conosciavamo2 ma ch'el predicarebbe la dottrina del decto libro in suo paese1 e che molto pi frutto n'arebbe el prossimo di l1 se 'l portava1 che se rimanesse qua2 e nientemeno noi n'avavamo lo exemplo4 ,udendo questo1 anco pi volontieri gliel lassai444 ,e pure1 volendo averne uno dei detti libri per utilit del prossimo1 ne fo scrivare uno altro a colui medesimo che scrisse quello di prima1 cio a uno prete che ha nome ser ,stefano di ,giovanni d',asciano1 sta a ,siena presso a ,san ,vilio4 #e ,barduccio di ,piero ,canigiani1 uno dei suoi discepoli4 #f ,stefano di ,currado ,maconi1 uno dei pi insigni discepoli della santa1 vest1 a consiglio di lei1 l'abito di certosino1 fu priore della certosa di ,pavia e poi superiore generale dell'ordine4 #g ,ranieri1 o ,neri di ,landoccio ,pagliaresi1 nobile senese1 anch'egli segretario di ,caterina1 la quale gli affid missioni per ,gregorio ,,xi1 ,urbano ,,vi e per la regina ,giovanna di ,napoli4 ,che ,stefano ,maconi scrivesse parte di questo libro1 dettante ,caterina1 lo dice egli stesso nel processo della canonizzazione1 parlando delle estasi di lei3 ,qualiter ita fieri possit1 scribitur in libro1 quem ipsa virgo sacra composuit2 quem ego pro parte scripsi1 dum ore virgineo dictabat illum mirabili modo#h4 #h ,citato dal ,gigli nella prefazione al t4 ,,iv delle ,opere di s4 ,caterina1 p4 ,,ii4 ,e il ,maconi lo tradusse anche in latino1 come rilevasi da alcune parole scritte di sua mano dietro ad un codice1 che appartenne gi alla certosa di ,pavia#i e che era stato dato a lui da fra ,tommaso ,caffarini#aj1 in cambio del quale il ,maconi gli don la sua versione latina3 #i ,trovasi ora nella ,braidense di ,milano1 ,,ae4 ,,ix4 #ce4 #aj ,fra ,tommaso d',antonio di ,naccio1 o ,nacci1 ,caffarini da ,siena1 dell'ordine de' predicatori1 ebbe la parte maggiore nel processo della canonizzazione fatto a ,venezia1 e dopo il beato ,raimondo da ,capua la fonte pi copiosa di notizie intorno a ,caterina4 ,iste liber pertinet ad domum ,sancte ,marie de ,gratia prope ,papiam1 ordinis carthusiensis1 quem ego frater ,stephanus monachus habui a venerabili patre frate ,thoma ,antonii de ,senis1 qui nunc est prior ,sancti ,dominici de ,venetiis2 loco cuius exhibui prefato fratri ,thomae dialogum quem sancta mater ,catharina composuit1 licet in vulgari1 sed ego latinizavi#aa4 #aa ,c4 ,,magenta1 ,la certosa di ,pavia 7,torino1 ,bocca1 #ahig71 p4 #dcf4 ,il ,magenta dice che il ,libro fu tra i primi codici di quella biblioteca1 la quale in sguito si arricch di numerosi manoscritti4 ,lo volt in latino anche il beato ,raimondo1 e vi accenna egli stesso nel prologo primo della sua ,leggenda#ab3 #ab ,prologus primus1 #h4 ,altissimo certamente lo stile di questo libro1 s che a mala pena trovasi una maniera di parlar latino che possa corrispondere all'altezza di quello stile1 com'io stesso ne faccio esperimento1 ora che m'affatico a trasportarlo in quell'idioma4 ,si ha conferma di questa sua versione nel codice latino ,,cclxxii del monastero di ,subiaco1 e nella stampa latina fatta in ,brescia nel #adif dal ,de ,misintis1 che dicesi essere appunto la versione del beato ,raimondo4 ,il titolo di questo libro non rimase sempre lo stesso2 ma1 come abbiam veduto dalle parole del ,maconi1 fin da quel tempo cominciava1 a cagione della sua forma1 ad esser chiamato ,dialogo4 ,in sguito poi il titolo vari in pi modi3 ,libro o ,dialogo o ,trattato della divina providenza2 ,libro della divina rivelazione2 ,rivelazioni2 ,libro o ,dialogo della divina dottrina1 ecc41 ma pi spesso3 ,dialogo della divina providenza4 ,e crebbe tanto la fama di ,caterina1 e cos grande era la reverenza alla sua alta mente e alle sue sublimi virt1 che del ,libro furon fatte molte copie manoscritte4 ,con l'introduzione della stampa in ,italia cominciarono le edizioni del ,libro prima ancora che cessasse l'uso di farne copie manoscritte1 delle quali si trovano alcune di data posteriore a quella che ritenuta edizione principe1 #adgb4 ,da quest'anno fino al #adif il ,libro fu ristampato altre sette volte2 undici nel secolo ,,xvi1 e nove nei tre secoli successivi4 ,ma1 pur avendo certezza che non vi sono altri incunaboli oltre quelli appresso notati1 non si pu essere egualmente sicuri che non sia sfuggita qualcuna delle edizioni posteriori1 per quanta diligenza siasi posta nelle ricerche4 ,veramente1 e le copie manoscritte e anche pi le antiche stampe non riprodussero fedelmente il ,libro2 ma nelle une e nelle altre si riscontrano alterazioni di vocaboli e di modi di dire1 anche a seconda degli usi dialettali del luogo e del tempo in cui furono scritte o stampate4 ,furon di quelli i quali1 oltre alla continua intromissione di onde1 adunque1 sicch1 ecc4 sostituirono costantemente il verbo congiungere al verbo unire usato dalla santa2 e dove ella chiama ,dio ,verit eterna1 essi hanno qualche volta ,virtude eterna3 altri giunse perfino a fare del glorioso ,paolo mio banditore il glorioso ,paolo mio trombetta6 ,la pi nota edizione del ,libro quella pubblicata a cura di ,girolamo ,gigli2 il quale dal #agjg in poi pubblic in quattro volumi le opere della vergine senese4 ,nel primo la ,leggenda di santa ,caterina del beato ,raimondo da ,capua nel volgarizzamento del canonico ,bernardino ,pecci2 nel secondo e terzo le ,lettere2 nel quarto1 oltre al ,libro sono3 il ,trattato della consumata perfezione#ac1 ventisette orazioni della santa1 la relazione di una dottrina spirituale di santa ,caterina 7scritta#ad da un frate inglese1 ,guglielmo ,flete1 degli eremitani di ,sant',agostino in ,lecceto1 discepolo di lei71 e alcuni brani del discorso che la santa fece ai suoi discepoli pochi momenti prima di morire4 #ac ,si trova in un piccolo codice latino della ,vaticana4 ,fu pubblicato in ,venezia nel #aedc in un piccolo volume1 che contiene altre pie operette1 del quale la ,casanatense possiede un esemplare4 ,fu stampato separatamente a ,lovanio nel #aeed1 e ve n' una copia nella biblioteca ,barberina4 ,il ,gigli l'ha dato nella versione italiana dell'ab4 ,piccolomini2 ve ne sono per altre traduzioni italiane1 ed anche una inglese stampata a ,londra nel #ahie4 #ad ,fu scritta in latino l'anno #acgf4 ,se ne conserva un antico ms4 nella ,comunale di ,siena1 con la segnatura ,t4 ,,ii1 #g c4 #bi v4 e #cj v4 ,il ,gigli la pubblic in italiano4 ,l'edizione del ,gigli importante specialmente per le copiose notizie ch'egli raccolse intorno a ,caterina ed alle persone del suo tempo che ebbero relazione con lei2 in guisa che tutti coloro i quali posteriormente ne scrissero1 attinsero da lui4 ,inoltre questa edizione ha il pregio di essere stata fatta sopra uno dei migliori e pi antichi codici1 che il ,gigli suppone essere di mano di ,stefano ,maconi1 perch in fine del ,libro vi si leggono le parole3 ,prega per lo tuo inutile fratello1 le quali il ,maconi soleva porre a pi delle lettere dettategli da ,caterina4 ,e il ,gigli non solo scelse con avvedutezza il testo della sua edizione1 ma fece anche diligenti confronti con altri antichi mss41 s da non meritare la taccia1 che gli stata fatta recentemente#ae1 di non aver riprodotto quel codice4 ,egli adott1 vero1 alcune varianti2 ma1 per la maggior parte1 le tolse dal codice laurenziano gaddiano1 e qualcuna di esse trova riscontro negli incunaboli4 ,ebbe soltanto il torto di non renderne conto1 ma gli di scusa l'usanza del suo tempo4 #ae ,,ieanne ,,anziani1 ,pour le texte du ,dialogue de sainte ,cathrine de ,sienne1 nel ,bulletin italien1 luglio-settembre #aiaa4 ,un'omissione inesplicabile si riscontra per nella sua edizione4 ,il capitolo ,,lxxxiii mutilo pi che della met1 e l',,lxxxiv manca1 in principio1 di un lungo brano1 s che non collegano tra di loro2 e quindi fu messa al capitolo ,,lxxxiv una rubrica diversa da quella che leggesi nei manoscritti4 ,ma ci che rende l'edizione del ,gigli d'impossibile lettura1 sono le troppe e mal disposte virgole1 le quali fanno continuo intoppo1 senza riuscire a distrigare i lunghi periodi2 i quali appariscono anche pi interminabili a causa della soverchia distanza fra un capoverso e l'altro1 per la quale a chi legge non si concede riposo4 ,era dunque necessaria una nuova edizione1 non solo perch quella del ,gigli naturalmente non si trova se non nelle pubbliche biblioteche1 ma anche per dare il ,libro nella sua vera lezione e con punteggiatura che ne agevolasse la comprensione4 ,a conseguire siffatto intento1 esso non poteva venir meglio allogato che in questa collezione degli ,scrittori d',italia4 ,questa nuova edizione1 dunque1 stata fedelmente condotta sullo stesso codice di cui si serv ,girolamo ,gigli1 e che trovasi nella ,comunale di ,siena con la segnatura ,t4 ,,ii4 #i4 ,e con vera soddisfazione posso dire che l'autorevole parere del ,gigli1 che mi fu prima guida nella scelta1 stato confermato dalle osservazioni che ho fatte io stessa1 confrontando questo ms4 con altri4 vero che non ho potuto avere a mia disposizione tutti i codici del ,libro2 ma1 avendone tenuti sott'occhio quattro laurenziani1 tre riccardiani1 due della ,nazionale di ,firenze e uno della biblioteca ,landau1 non che la versione latina del ,maconi1 ho potuto raccogliere elementi sufficienti per un retto giudizio4 ,ho notato1 dunque1 che questo codice ,t4 ,,ii4 #i1 solo fra gli altri sopra nominati1 serba intatte tutte le ingenuit delle espressioni1 certe incongruenze nei periodi1 i pleonasmi e gli idiotismi delle voci e specialmente dei modi che sono propri del parlare dei popolani4 ,perch ,caterina1 com' noto1 era di nascita popolana1 e1 con tutto il suo straordinario ingegno1 sapeva appena leggere e meno ancora scrivere2 s che le mirabili sue lettere1 che il ,tommaseo chiam monumento di sapienza furono da lei dettate ai suoi discepoli#af4 ,e questo libro1 poi1 fu dettato nelle sue estasi1 s da non poter dar luogo a pentimenti n a correzioni4 ,cos1 mentr'ella serba nei suoi lunghi periodi un nesso continuo di pensiero1 nonostante le digressioni e gl'incisi che a volte s'incalzano e si succedono senza respiro2 pure1 finiti questi1 quand'ella ritorna all'interrotto pensiero e lo vuol compire1 la memoria1 non aiutata dai fedeli occhi 7perch ella dtta1 non scrive7 le fallisce1 e allora per una parola o anche per una particella1 raramente per una frase1 che non colleghi con la sospesa proposizione1 il costrutto rimane sconnesso4 ,ora1 queste sconnessioni1 queste piccole mende1 che negli altri mss4 si trovano per la maggior parte corrette1 costituiscono per l'appunto il pregio del codice senese4 ,parrebbe quasi che la riverenza a ,caterina abbia vietato all'amanuense di apportare al dettato di lei la menoma alterazione1 anche quando per chiarezza e correttezza gli sarebbe potuto sembrar necessario4 ,e questa pu ritenersi una prova che il nostro codice sia stato scritto di mano dei suoi discepoli#ag4 ,e dico dei suoi discepoli1 perch evidente che la scrittura non tutta di una sola mano1 come risulta dalle osservazioni notate pi oltre nella descrizione del codice4 ,pu darsi che la seconda parte1 quella ove cpitano le parole scritte in fine del ,libro3 ,prega per lo tuo inutile fratello1 sia appunto di mano del ,maconi1 anche perch1 graficamente1 pi corretta4 #af ,come ,caterina imparasse a leggere raccontato dal beato ,raimondo nella ,leggenda 7cap4 ,,xl1 #g74 ,quanto allo scrivere lo accenna la santa da s1 scrivendo al beato ,raimondo 7lett4 #bgb1 ed4 ,tommaseo7 che le fu insegnato in un'estasi4 ,ci fu nell'ottobre del #acgg1 essendo alla rcca di ,tentennano presso la famiglia ,salimbeni4 ,di suo pugno si dicono scritti3 #a7 l'orazione ,o spirito santo vieni nel mio cuore2 #b7 un biglietto 7litterulam7 a ,stefano ,maconi1 che finiva cos3 ,sappi1 o mio carissimo figliuolo1 che questa la prima lettera che io abbia scritta2 #c7 alcune carte del ,libro2 #d7 due lettere al beato ,raimondo4 ,tutti questi autografi deploransi come smarriti4 #ag ,forse non superfluo avvertire che lo scritto originale1 quello vergato dai discepoli mentre ,caterina ore virgineo dictabat1 non esiste pi4 ,ci per non toglie n diminuisce valore a questo codice1 che anche il ,grottanelli 7op4 cit41 p4 #aih1 nota #ai7 dice essere la copia autentica4 ,che poi questo codice sia pi antico degli altri1 come afferma anche il ,gigli 7senza per darne le ragioni71 credo possa dedursi dall'essere il solo 7certamente il solo tra gli undici codici da me esaminati7 che non ha avuto originariamente la partizione in trattati e in capitoli1 la quale stata fatta1 in tempo posteriore1 al margine1 con le rubriche in rosso1 di scrittura diversa da quella del testo2 n vi la tavola dei capitoli1 che trovasi1 invece1 in tutti gli altri4 ,venendo ai criteri seguti nel riprodurre questo ms41 essi1 per quanto concerne l'ortografia1 sono conformi alle norme comuni a tutti i volumi degli ,scrittori d',italia4 ,e affinch la scrupolosa fedelt al testo non venga scambiata per errore1 debbo avvertire che1 essendo stata rispettata la doppia forma grafica di una medesima parola1 si legge dixi e dissi1 proximo e prossimo1 decto e detto1 dannati e dapnati e danpnati1 correggere e corregere1 veggo e vego1 ecc4 secondo che nel codice trovasi l'uno o l'altro modo4 anche da notare che dalla pagina #afj al principio della pagina #afb si riscontra una certa differenza di ortografia1 avendo io trascritto quel brano dal codice laurenziano gaddiano1 perch nel codice senese la carta #di1 che lo contiene1 non pi la originale#ah4 #ah ,si veda pi oltre1 p4 #dbb4 ,quanto ai periodi sospesi che generano oscurit o anche a quelli troppo sconnessi e a qualche evidente lacuna1 sono stata autorizzata ad integrarli con le varianti di altri codici#ai4 ,ma a queste io son ricorsa pi raramente che ho potuto1 cercando1 invece1 con diligente studio1 di analizzare i periodi e distrigarli con opportune parentesi1 le quali1 separando gl'incisi1 rendono men difficile il ricollegare le proposizioni da essi interrotte o sospese4 ,e per qualche passo pi intricato mi stata utile la versione latina del ,maconi1 il quale1 soltanto col dare ai periodi una costruzione pi regolare1 agevola l'interpetrazione del pensiero della santa2 e perci mi ha fatto pi volte ricusar come superflue le varianti di altri codici4 ,restano1 vero1 alcuni punti un po' oscuri3 dei pensieri non compiutamente resi1 ma che si completano con altri brani sparsi qua e l nel libro4 ,a questo ho cercato di rimediare in parte1 raggruppando quelle sparse membra nell'indice delle cose notevoli1 il quale1 perci1 potr non inutilmente consultarsi1 quando s'incontri qualche oscurit4 #ai ,sono tutte notate in fine del vol4 ,prima di chiudere questa ,nota1 compio il gradito dovere di rendere pubbliche e vivissime grazie al ch4 prof4 ,fortunato ,donati1 bibliotecario della ,comunale di ,siena1 che1 non contento1 nella sua grande benevolenza1 di aver consentito che il cod4 ,t4 ,,ii4 #i fosse tenuto per lungo tempo a mia disposizione prima nella ,nazionale di ,firenze e poi nella ,laurenziana1 volle anche darmi degli altri tre codici del ,libro che si conservano nella biblioteca di ,siena una particolareggiata descrizione1 la quale1 un po' abbreviata1 vien riprodotta qui appresso4 ,sono pure molto obbligata agli illustri bibliotecari ,guido ,biagi e ,salomone ,morpurgo non solo per la gentile ospitalit concedutami1 ma altres per i loro suggerimenti e per le agevolezze che mi hanno procurate4 ,ringrazio poi il ch4 prof4 ,enrico ,rostagno1 conservatore dei manoscritti nella ,laurenziana1 che1 con cortesia pari alla sua dottrina1 mi stato largo di ammaestramenti e consigli4 ,e sono riconoscente al ch4 dott4 ,curzio ,mazzi1 della ,laurenziana1 al cui sapere ed alla cui instancabile cortesia non sono mai ricorsa invano4 ,anche debbo ringraziare don ,leone ,allodi1 dotto abate del monastero di ,san ,benedetto in ,subiaco1 per la descrizione dei tre codd4 delle ,revelationes ivi custoditi4 ,,ii ,i ,,codici #a ,,codice ,,senese ,t4 ,,ii4 #i ,,preso ,a ,,fondamento ,,di ,,questa ,,edizione4 ,membr41 sec4 ,,xiv1 mm4 #bfj x #aij1 cc4 #adh e due guardie bianche1 una in principio e l'altra in fine1 sulle quali impresso il bollo ,biblioteca pubblica di ,siena4 ,sul verso della prima vi sono cinque righe abrase1 di cui appena si distinguono una o due parole2 #dc righe per faccia2 a c4 #aj;b la scrittura si divide in due coll4 e va cos sino all'ultimo del codice4 ,il quale fino a c4 #acg contiene il ,libro della divina dottrina1 comunemente detto ,dialogo di santa ,caterina4 ,le ultime undici cc4 contengono altri scritti4 ,a c4 #acg termina il ,libro della divina dottrina con queste parole3 ,qui finisce el libro facto et compilato per la venerandissima vergine fidelissima serva et sposa di ,yhux crocifixo ,caterina da ,siena de l'abito di sancto ,domenico socto gli anni ,domini ,,mccclxxviii del mese d'octobre4 ,amen4 ,prega ,dio per lo tuo inutile fratello4 ,amen 7in grosse maiuscole gotiche1 rosse e nere74 ,legatura del sec4 ,,xvii in assi e pelle con fermagli e puntali di bronzo2 fregi a freddo e dorati nella costola e sui piatti1 dov'1 pure in oro1 uno scudo nobiliare1 vuoto4 ,non vi la tav4 dei capitoli1 come in altri codici dello stesso ,libro1 ma comincia il testo alla prima carta4 ,nel margine superiore1 in rosso1 di scrittura gotica italiana simile a quella del testo1 la seguente invocazione3 ,al nome di ,yhux crocifixo e di ,maria dolce4 ,segue3 ,questo libro fece la venerabile ,caterina da ,siena mantellata di sancto ,domenico4 ,poi1 sempre in rosso1 ma con scrittura semigotica1 questa didascalia3 ,liber divine doctrine1 date per personam ,dei patris intellectui loquentis gloriose et sancte virginis ,caterine de ,senis1 predicatorum ordinis1 conscriptus1 ipsa dictante1 licet vulgariter1 et stante in raptu actualiter et audiente quid in ea loqueretur ,dominus ,deus1 et coram pluribus referente4 ,indi1 nel margine laterale destro1 con la stessa scrittura semigotica in rosso1 l'argomento del capitolo4 ,segue il testo1 disteso in scrittura gotica italiana1 con frequenti segni di paragrafi in rosso e turchino1 alternati4 ,vi sono poi1 di tanto in tanto1 capoversi con iniziali gotiche1 alternate anch'esse in rosso e turchino1 ed ornate rispettivamente di rabeschi turchini e rossi4 ,una maggiore iniziale alla prima carta distingue il principio del testo4 ,la regolare divisione in capitoli numerati e con argomenti fu fatta per posteriormente2 e colui che la fece non tenne conto di questi capoversi originari1 ma con giusto criterio fece i capitoli pi brevi1 in modo che il dettato avesse pi frequenti soste1 che riposassero il lettore4 ,quindi1 se i capoversi sono #aja1 i capitoli sono #afg1 e1 mancando originariamente lo spazio per tutto l'argomento1 questo a volte continua nel margine1 a volte scritto per intero nel margine1 sempre in rosso1 con scrittura semigotica della stessa mano che scrisse la prima didascalia4 ,oltre alla divisione in capitoli1 indicata1 dalla stessa mano e con la medesima scrittura in rosso1 la partizione in quattro trattati3 e cio1 al cap4 ,,ix comincia il ,trattato della discrezione1 formando i primi otto capitoli come una specie di prologo2 al cap4 ,,liv il ,trattato della orazione2 al cap4 ,,cxxxv quello della ,providenza1 e al cap4 ,,cliv il ,trattato dell'obbedienza1 senza che questa partizione interrompa la numerazione dei capitoli1 la quale continua dal principio alla fine4 ,si nota per un accenno di altra partizione in cinque libri4 ,infatti1 nel margine laterale della prima facciata1 sotto all'argomento del primo capitolo1 c' in inchiostro nero3 libro j1 e sotto all'argomento del cap4 ,,li c'3 libro ij1 e libro iij al cap4 ,,lxxxvi4 ,fin qui questa partizione non corrisponde ai trattati1 ma il libro iiij e il v corrispondono l'uno al ,trattato della providenza1 l'altro a quello dell',obbedienza#bj4 #bj ,nel cod4 laurenziano strozziano 7si veda p4 #dbg7 i capitoli dove ,caterina parla dei buoni e dei cattivi sacerdoti1 formano un trattato distinto da quello dell',orazione1 del quale fanno parte negli altri codici4 ,il testo ha alcune correzioni marginali1 e qualche volta aggiunte di frasi mancanti1 per errore1 le quali a volte sono di mano dello stesso copista1 a volte di altra mano posteriore4 ,vi sono anche rare correzioni interlineari1 e varie parole1 o soltanto lettere1 espunte3 non mancano per1 qua e l1 mende non corrette1 come ad es43 a c4 #fe;a col4 #a1 in princ43 dicosta per discosta4 a c4 #ii;a col4 #a3 contata per contato4 a c4 #ajg;a col4 #a1 verso la fine3 contritrione per contritione4 a c4 #abg;a col4 #b1 poco dopo la met3 sensiva per sensitiva4 a c4 #acc;a col4 #a1 in principio3 exellentissima per excellentissima4 a c4 #acc;a col4 #a1 in principio3 velass per ve la lass1 ecc4 ,frequentissimi nel margine1 in tutto il testo1 sono i segni per additare passi degni di attenzione4 ,pi frequente la sigla n o anche semplicemente ,n1 ovvero nota per esteso2 spesso vi disegnata una mano che indica il passo1 ovvero uno di quei soliti graffi che servono ad indicare tutto un periodo che si vuole porre in rilievo4 ,quando nel dettato occorre qualche esempio o similitudine1 nel margine notato con un ex o sili4 ,non mancano altres postille latine1 quando di mano antica1 quando di scrittura posteriore2 ad esempio alla c4 #gg;b3 ,nota hic de contemplatione mentali pulchre4 ,macchie d'umido nelle prime carte1 e la c4 #c molto sbiadita4 ,le macchie vanno scemando sino alla c4 #bj4 ,la c4 #di1 sostituita all'antica da una molto posteriore1 reca a tergo1 nel margine inferiore1 queste parole3 ,nota come in congiuntura di fare il confronto e correggere il libro stampato de' ,dialogi 7sic7 di santa ,caterina col presente libro esistente appo il nobile signor ,silvio ,gori1 per ridurre in miglior uso l'opere della santa1 si trov da me1 ,giulio ,donati1 che feci la detta fatica1 rasato il presente foglio1 quale fu di poi l'anno #agjd trascritto da me da altro libro che una buona copia del sopradetto1 che si ritrova il nobile signor ,flavio ,petrucci4 ,le cc4 #gh;b e #gi;a sono scarabocchiate nei margini4 ,come pure prove di penna sono nel recto della guardia bianca posteriore1 e vi anche scritto con scrittura moderna3 ,catherinae virginis senensis vita4 ,in questo codice un foglio volante1 senza data n firma1 recante la seguente notizia3 ,questo libro1 che fu donato al signor ,silvio ,gori ,pannellini#ba dal medico ,girolamo ,bandiera1 contiene li ,dialoghi di santa ,caterina da ,siena da lei dettati in tempo che stava in estasi1 e fu scritto dal beato ,stefano ,maconi1 compagno diletto della santa1 che fu poi generale della ,certosa2 e segue citando l'autorit di ,girolamo ,gigli a conferma di quest'ultima asserzione2 della quale1 come ho accennato pi sopra1 lecito dubitare1 perch1 sebbene la scrittura del codice sia tutta in gotico italiano1 evidentemente non tutta di una sola mano4 ,infatti1 dalla c4 #aaa;a fino a c4 #acg1 ove termina il ,libro1 la scrittura cambia notevolmente4 ,in primo luogo assai pi minuta2 poi1 a differenza delle carte anteriori1 vi si nota3 #a lo scarso uso delle abbreviature2 #b la e congiunzione quasi sempre senza il t1 e la verbo in mezzo ai noti segni2 #c il punto sugli i assai marcato2 #d figliuola1 meglio1 voglio e simili sono scritti regolarmente1 e non gi figluola1 meglo1 voglo1 come era scritto prima2 #e finalmente1 vi si osserva l'uso di alcune lettere di forma diversa da quella usata nelle precedenti carte4 #ba ,nel #ahhb fu poi donato dal sig4 ,gregorio ,gori ,pannellini alla ,comunale di ,siena4 ,finito il ,libro della divina dottrina c' la c4 #ach bianca e1 ritornando il cod4 alla scrittura della prima mano1 seguono3 #a c4 #aci;a3 ,la venerandissima vergine ,caterina da ,siena1 mantellata et vera figliuola di sancto ,domenico1 essendo a ,roma1 mand questa lettera al maestro ,raimondo da ,capua del decto ordine1 singularissimo padre de l'anima sua1 avendolo papa ,urbano sexto mandato a ,genova1 nella quale di chiaro gli notifica la sua morte1 bench onestamente4 #b c4 #ada;a3 ,certi nuovi misteri che ,dio adoper ne l'anima della decta sua sposa ,caterina la domenica della sexuagesima1 come di sopra si fa menzione2 e' quali essa signific al decto maestro ,raimondo4 #c c4 #adb;b3 ,certe parole1 le quali essa benedecta vergine orando dixe doppo el terribile caso che ella ebbe el luned a notte doppo la sexagesima1 quando da la fameglia fu pianta amaramente come morta4 ,doppo el quale caso1 ella mai non fu sana del corpo1 ma continuamente agrave infino al fine4 #d c4 #adc a3 ,certi ponti del sermone che ella ci fece1 sentendosi agravare1 ecc4 #e c4 #add b3 ,appresso scrivar parte de l'ordine del glorioso et felice fine di questa dolce vergine1 secondo ch'e' nostri bassi intellecti poterono comprendere1 preoccupati di grandissimo dolore4 #f c4 #adf b3 ,una notabile et bella visione che ebbe una matrona romana serva di ,dio el d et l'ora che la decta sposa di ,iesu ,cristo passe di questa vita 7questa narrazione in latino2 e in ultimo ,orate pro scriptore74 #g c4 #adh b3 ,chiude il volume quella lauda di santa ,caterina che ricorre talora nei codd4 di ,laude1 e che ad es4 nel palatino #ac della ,nazionale di ,firenze 7v4 ,indici e cataloghi1 n4 ,,iv7 leggesi a cc4 #beb;a--#bed;a attribuita a fra ,tommaso 7,caffarini71 e che comincia3 ,s forte di parlare io son costrecto4444 ,ma qui mutilo1 terminando col verso3 ,ch'ha di suo desidr sanct'adenpire4 #b ,,codici ,,minori,a ,a ,le notizie relative a questi codici e alle stampe furono raccolte1 per la maggior parte1 dal comm4 ,carlo ,fiorilli1 che vivamente ringraziamo ,nota della direzione4 a7 ,nella ,biblioteca comunale di ,siena#bb4 #bb ,cfr4 ,l4 ,,ilari1 ,la bibl4 pubbl4 di ,siena4 ,cat4 di tutti i mss4 e libri stampati che vi si conservano 7,siena1 #ahdf-dh72 ,la bibliografia inedita degli scrittori sanesi1 compilata dal conte ,,scipione ,,bichi-,,borghesi1 il quale per la parte concernente santa ,caterina ebbe a diligente collaboratore il dott4 ,francesco ,grottanelli4 #b7 ,cod4 ,i4 ,,vi4 #ac cart42 in f42 mm4 #bha x #bab2 sec4 ,,xv incip42 ff4 numer4 #b-add2 mancante il #a f42 numer4 antica in cifre arabiche2 cinque ff4 di riguardo in princ4 e due in fine2 scrittura d'una sola mano sino al f4 #adj1 e a #b coll42 l4 #cg per col4 intera1 dal f4 #da;a a #adj;b2 rubriche e iniziali dei capitoli in rosso2 postille marginali e interlineari2 scrittura d'altra mano1 sec4 ,,xvi1 pei ff4 #ada-add2 bianchi i ff4 #g-aj2 capitoli #afg4 ,sul recto del #a f4 di guardia ,gaetano ,milanesi not3 ,si dubita che questo libro sia stato scritto di mano di maestro ,andrea di ,vanni pittore1 amico della santa4 ,ma il ch4 bibliotecario della ,comunale di ,siena avverte3 ,io non lo credo1 perch1 confrontata la scrittura del cod4 con un autografo del ,vanni1 non mi pare che abbiano rassomiglianze caratteristiche4 ,dal f4 #a;a al f4 #f;a cinque lettere della santa1 non sei1 come segnato sul dorso del cod41 perch una lettera ripetuta4 ,a f4 #aa;a comincia il ,dialogo3 ,al nome di ,yhu xpo crociefiso e di ,maria dolcie4 ,questo libro fecie la venerabile vergine ,katerina da ,siena44444 ,a f4 #adj;b3 ,qui finiscie illibro fatto e conpilato per la venerandissima vergine44444 sotto gli anni domini mille treciento setanta otto del mese d'ottobre ,amene4 ,a ff4 #adc;a-#add;a3 ,repertorio de dialogi di s4 ,chaterina4 ,leg4 in pelle del sec4 ,,xvi inoltrato4 #c7 ,cod4 ,t4 ,,ii4 #d membr42 in f42 mm4 #cjj ,x #bbj2 sec4 ,,xv incip42 ff4 #adb2 numer4 recente2 il f4 tra il #ga e il #gb non num42 due ff4 di riguardo in princ4 e due in fine2 scrittura semigotica1 a #b coll42 l4 #cf per ogni col4 intera2 rubriche in rosso2 capitoli #afg con le iniziali filigranate1 alternatamente in rosso e azzurro2 richiami in fine d'ogni quaderno4 ,nell'iniziale a f4 #e;b una miniatura raffigura santa ,caterina col ,crocifisso nella destra e un libro nella sinistra4 ,nell'iniziale a f4 #f;b altra miniatura rappresenta la santa in estasi dinanzi al ,signore apparsole dall'alto1 mentr'essa dtta a due segretari4 ,nel verso del #a f4 di guardia1 gli stemmi delle famiglie senesi ,gori-,pannilini e ,bichi dipinti nel sec4 ,,xviii1 e1 in lettere dorate1 il nome3 ,porzia de' marchesi ,bichi ne' ,gori-,pannilini4 ,nel recto del f4 #b1 in lettere pure dorate1 la seguente didascalia3 ,questo volume contiene i ,dialogi di s4 ,caterina da ,siena dettati da lei nel suo volgare a suoi scrittori444 ,e detto volgare fu latinizato da ser ,cristofano di ,gano ,guidini1 uno dei suoi segretari e discepoli2 et in parte latinizato ancora dal b4 ,raimondo4 ,leg4 del sec4 ,,xviii in assi coperte di velluto cremisi1 con borchie di metallo argentato4 ,provenienza3 ex-convento di ,san ,domenico in ,siena4 ,a f4 #a;a3 ,incipit ordo capitulorum in latino libri divina revelacione compositi in suo vulgari nativo4444 ,a f4 #e;a3 ,incipit prologus in libro supradicto444 ,iste liber1 qui hic infra sequitur1 translatus fuit per quemdam scribam ser ,xpoforum de ,senis444 et hoc circa annos domini ,m ,,ccc ,,lxxxx4 ,est eciam quedam porcio huius libri in latinum translati per supradictum magistrum ,raymundum in ,venetiis apud locum predicatorum4 ,et quidam alius translatus in latinum per quendam monacum ordinis cartusiensis est apud generalem dicti ordinis4 ,a f4 #f;b1 col4 #a3 ,hic incipit supradictus liber4444 ,a f4 #ada1 col4 #b3 444 de quo lumine videtur4444 #d7 ,cod4 ,t4 ,,ii4 #e membr4 in f4 picc4 mm4 #bff x #aib2 ff4 #ahc2 numer4 recente2 mutilo di un f4 tra il #agg e #agh2 due ff4 di riguardo in principio e due in fine2 scrittura semigotica di una sola mano1 eccetto il #a f42 a #b coll42 l4 #ca per col4 intera2 rubriche in rosso2 capitoli #afg con le iniziali in rosso e azzurro1 filigranate in violetto e rosso2 richiami in fine d'ogni quaderno4 ,una miniatura sulla iniziale a f4 #g;b rappresenta santa ,caterina in estasi dinanzi al ,signore che le appare dall'alto4 ,nel verso del #a f4 di guardia1 gli stemmi gentilizi ,borghesi e ,petrucci-,palleschi dipinti nel ,,xviii sec41 e1 in lettere dorate1 il nome3 ,flavia ,petrucci-,palleschi ne' ,borghesi2 nel recto del #b f41 in lettere pure dorate1 la seguente didascalia3 ,questo volume contiene i ,dialoghi di santa ,caterina da ,siena1 o sia il ,libro della divina dottrina4444 ,leg4 e provenienza come del cod4 precedente4 ,i due codd4 ,t4 ,,ii4 #d e #e contengono la medesima versione latina del ,libro1 e sono sostanzialmente identici4 b7 ,nella ,mediceo-laurenziana di ,firenze#bc4 #bc ,cfr4 ,,bandini1 ,cat4 codd4 mss4 ,bibl4 mediceae laurentianae tom4 quintus1 italicos scriptores exhibens1 col4 #ccd pel #a cod42 e ,suppl41 t4 ,,ii1 coll4 #bec1 #bed e #ccc per i successivi tre codici4 #e7 ,cod4 ,gadd4 pluteo ,,lxxxix ,sup4 ,c4 membr42 in #d gr42 sec4 ,,xiv2 a #b coll42 ff4 scritti #ahd2 titoli in rosso2 iniziali colorate2 scritto accuratamente2 macchiato nelle ultime carte4 ,il libro facto e compilato per la venerandissima vergine fedelissima serva e sposa di ,geso ,christo crucifixo ,catarina da ,siena444 sotto gli anni del ,signore #acgh del mese d'octobre al tempo del sanctissimo in ,christo padre e signore papa ,gregorio ,,xi 7sic74444 ,precede la tav4 dei #afg capitoli4 ,inc4 ,levandosi una anima4444 ,fin43 ,del quale lume4444 ,segue3 orazione a santa ,caterina ,o spem miram quam dedisti ecc4 #f7 ,cod4 ,,xxi1 ,biscioniano1 parte cart4 e parte membr42 in #d picc42 sec4 ,,xv2 benissimo conservato2 ff4 scritti #bbf4 ,precede la tav4 dei capitoli1 i quali1 per una differente divisione1 sono #afe4 ,il libro della divina doctrina data per la persona di ,dio ,padre parlando allo 'ntellecto della gloriosa vergine beata ,catherina da ,siena444 ,inc4 ,levandosi una anima4444 ,fin4 del quale lume4444 ,si chiude con questa nota3 444 il quale libro del monasterio di ,sancto ,lorenzo decto ,monte ,aguto dell'ordine della ,certosa d'appresso ad ,firenze1 il quale iscripse don ,francesco da ,pisa monacho et professo di decto monasterio a d ,,xi di giugno #adgc1 e finissi a d ,,vii di novembre in decto millesimo4 #g7 ,cod4 ,,xxii1 ,biscioniano1 cart42 in #d picc42 sec4 ,,xv2 ff4 scritti #aib4 mutilo3 contiene i primi #ajh capitoli4 ,precede l'indice4 ,in fine1 una nota in latino1 di scrittura identica a quella del cod41 avverte ch'esso fu copiato l'anno #aded per mano del presbitero ,andrea ,lorenzo de ,buonganellis di ,firenze1 sotto il pontificato di ,niccol ,,iv1 essendo arcivescovo di ,firenze ,antonino dell'ordine de' predicatori4 #h7 ,cod4 ,,xxxi1 ,strozziano1 membr42 in #d gr42 fine sec4 ,,xiv2 a #b coll42 benissimo conservato2 capitoli #afg con titoli in rosso2 ff4 scritti #ahi4 ,in #a;a pag4 si legge3 ,libro del senatore ,carlo di ,tommaso ,strozzi n4 #di4 ,oltre il ,libro1 contiene3 #a ,miracoli1 cio breve ,vita di santa ,caterina2 #b ,epistola anonymi 7di ,tommaso ,buonconti da ,pisa 787 discepolo della santa7 sul transito di ,caterina2 #c ,versi di ,pio ,,ii in onore di lei4 c7 ,nella ,riccardiana di ,firenze#bd4 #bd ,cfr4 ,s4 ,,morpurgo1 ,i mss4 della r4 ,bibl4 ,riccard4 di ,firenze 7,roma #ahie-if74 #i7 #abfg1 cart42 sec4 ,,xv2 mm4 #cdj x #bce2 cc4 #bje1 pi due guardie membr41 una in princ41 l'altra in fine1 le quali sono due fogli di un antifonario del sec4 ,,xi con note musicali2 bianche le cc4 #f e #bjb-bje2 le altre scritte molto regolarmente1 a #b coll4 da l4 #ce1 con iniziali e titoli di rubrica4 ,dialogo della divina providenza1 cc4 #a;a-#aij;a4 ,tav4 dei #afg capitoli1 cc4 #a;a-#e;a4 ,finito il ,libro detto ,dialogo di s4 ,caterina da ,siena1 questa nota3 ,fu finito di scrivere a d ventidue dicembre1 correndo gli anni del nostro ,ihesu ,christo mille quatrocento ottantacinque2 et il detto libro de monasterio di ,santa ,brigida1 chiamato il ,paradiso1 di presso a ,firence4 ,da cc4 #aij;a-#bja;b ,miracoli e ,transito di santa ,caterina4 ,leg4 antica in assi coperte di cuoio1 con fermagli4 #aj7 #acia1 ,p4 ,,ii #ai cart42 sec4 ,,xv2 mm4 #bij x #baj2 cc4 #bjc2 bianche le cc4 #g1 #bjb1 #bjc2 le altre scritte assai regolarmente1 a #b coll41 da l4 #ce2 iniziali e rubriche colorate4 ,in princ4 c4 #h;a una maggiore iniziale dorata4 ,in fine #bja;b1 di mano del copista3 ,anno domini ,mcccclxxiiij1 die x mensis octubris4 ,leg4 moderna4 ,la tav4 dei capitoli cc4 #a;a-#f;b4 ,a c4 #h;a com43 il ,liber divine doctrine444 ,levandosi una anima ansietata4444 ,fin43 pare che di nuovo si innebbrij l'anima mia4 ,segue l'orazione3 ,o spem miram quam dedisti4 #aa7 #acib1 ,p4 ,,ii #ah membr42 sec4 ,,xv2 mm4 #bgj x #ahj2 cc4 #aee2 a coll4 di circa #dj-de l42 iniziali e rubriche colorate2 una maggiore iniziale1 con fregi marginali1 a c4 #f;a1 distingue il principio del testo4 ,a c4 #e;b una vignetta rappresenta santa ,caterina in cielo1 in atto di adorare la ,trinit1 e in terra un cardinale inginocchiato4 ,a c4 #aee;b una nota1 di scrittura identica a quella del cod41 avverte3 ,fu scritto da me ,pietro ,niccola di ,iacopo ,aiuti di ,reggiolo1 notaio fiorentino1 l'anno #adde1 e finito il giorno #ag di giugno4 ,leg4 moderna4 d7 ,nella ,magliabechiana della ,nazionale di ,firenze4 #ab7 ,d4 #gf4 classe ,,xxxv4 ,cod4 ,,lxxvi4 ,cat4 ,gad4 #bia4 cart42 mm4 #cjj x #bbj2 fine del sec4 ,,xv4 ,le ,rivelazioni di santa ,caterina da ,siena4 ,mutilo2 la scrittura dell'ultima carta termina con le parole alle tue creature del capitolo ,,cxxxv4 ,postille marginali2 non a coll42 #cj l4 per cart42 ff4 non numer42 rubriche in rosso sbiadito2 spazio lasciato in bianco per le iniziali2 ultimi ff4 rosicchiati al margine inferiore4 ,leg4 povera in cartone1 con la costola in pelle4 #ac7 ,d4 #gg4 classe ,,xxxv4 ,cod4 ,,lxxvii4 ,cat4 ,gad4 #adh4 cart42 mm4 #cjj x #bbj2 scrittura semigotica sec4 ,,xv4 ,libro della divina providenzia1 o le ,rivelazioni4 ,guardie membr4 una in principio1 l'altra in fine2 ff4 numero #aeb1 e #g ff4 bianchi in fine4 ,il ,libro ff4 #a-acb2 capitoli #afg4 ,rubriche in rosso pallido2 iniziali colorate2 a #b coll42 senza postille4 ,segue3 #a lettera di ,barduccio di ,piero 7,canigiani7 a suor ,caterina de ,pieroboni1 nel munistero di ,monticegli appresso a ,firenze1 sul transito della beata ,caterina2 #b ,libro della vita contemplativa del glorioso dottore messer santo ,agostino2 #c ,divote meditazioni e opera ispirituale di quatro iscaglioni e gradi che ordin e conpose sancto ,aghostino a una sua figliuola ispirituale4 ,leg4 in assi coperte da pelle nera con fregi stampati1 e avanzi di puntali4 e7 ,inventario ms4 dei mss4 scelti nelle biblioteche dei soppressi conventi del dipartimento dell',arno 7#ahjh7 dalla commissione degli oggetti d'arti e scienze1 e rilasciati dalla medesima alla pubblica ,libreria magliabechiana4 #ad7 ,f4 #e4 #cjj4 sec4 ,,xv2 mm4 #bhj x #aij4 ,le ,rivelazioni di santa ,caterina da ,siena4 ,precede la tav4 dei capitoli1 di scrittura del sec4 ,,xviii2 per una differente divisione1 i capitoli sono #afe2 ff4 non numer4 e non a coll4 ,il ,libro1 con scrittura di grosso gotico1 comincia a f4 #a;a4 ,rubriche e iniziali in rosso4 ,richiami a pi di ciascun f4 ,postille marginali e interlineari di mano diversa da quella del cod4 ,leg4 in assi coperte di pelle solo nella costola e nei margini di essa4 ,provenienza3 convento dei ,camaldoli presso ,poppi4 ,nell'ultimo fb1 questa nota1 di epoca posteriore a quella del cod43 ,a xxv de nouyembre1 dia di sancta ,catarina martire anyo #aefh comence yo fray ,francisco ,casal daguila la prouacion de nouicio in iste sacro hermo di ,camalduli4 ,dios me dexe perseverar hasta la muerte4 ,amr4 ,ihs dia segudo de marzo del anyo #aefi comece las misas de paracuellos4444 f7 ,nella ,palatina della ,nazionale-centrale di ,firenze#be4 #be ,cfr4 ,f4 ,,palermo1 ,i mss4 palatini di ,firenze 7,firenze #ahec72 ,,ad4 ,,bartoli1 ,i codd4 palatini della r4 bibl4 naz4 centr4 di ,fir4 7,roma #ahhe74 #ae7 ,palat4 #ee4 7#fcg4 ,e1 #e1 #aj1 #a72 cart42 di due diverse scritture2 sec4 ,,xv2 mm4 #aii x #add2 cc4 numero #cjh2 bianche le ultime cinque4 ,fino a c4 #ahi la numer4 parte antica1 parte moderna2 sempre moderna per le rimanenti4 ,ma la numer4 errata1 perch1 mancando le cc4 #abc e #add1 si suppl con due altre carte che furon lasciate non numer42 anche non numer4 un'altra fra le cc4 #bcj e #bca4 ,le cc4 #ej e #ea1 comprese per nella numer41 furono messe in sostituzione di altra c4 mancata4 ,dalla c4 #abg si salta alla #abi1 ma senza lacuna nel testo4 ,dopo la c4 #ahd dovrebbe esser posta la c4 #ahe1 che ora dopo la #ahh4 ,nel tergo della guardia membr4 anteriore una nota ms4 di ,pier ,del ,nero4 ,appi della c4 #abb;b1 d'inchiostro rosso1 il nome ,nofri4 ,nei margini super4 delle cc4 #ff;b1 #fg;a e #ga;a leggesi3 ,lo scorticato sta in prigione per li peccati dela madre e del padre4 ,appartenne alla libreria dei ,guadagni4 ,leg4 in cart41 cop4 di tela4 g7 ,nella biblioteca ,landau presso ,firenze#bf4 #bf ,cfr4 ,,fr4 ,,roediger1 ,cat4 des livres manuscrits et imprims composant la bibl4 de ,m4 ,horace de ,landau 7,firenze1 #ahhe-ij74 #af7 ,membr42 sec4 ,,xv2 #bid ff4 in #h2 scrittura minusc4 gotica2 ad #a col43 titolo in rosso1 con una miniatura in #a;a c4 ,la tav4 delle materie 7#a;a-#aj7 sta innanzi al ,dialogo della divina providentia4 ,leg4 moderna in pergamena4 h7 ,nella ,vaticana#bg4 #bg ,dal dr4 ,b4 ,nogara1 direttore del museo etrusco ,vaticano1 al quale si rendono grazie per la cortese comunicazione4 #ag7 ,cod4 ,barber4 #djfc1 segno prec4 ,,xlvi4 #e2 membro in f42 sec4 ,,xv2 cc4 #agd2 #b coll4 ,questi sono e' capitoli de lo libro facto per divina revelatione de la venerabile e ammirabile vergine beata ,caterina da ,siena4444 ,segue la tav4 dei #afg capitoli nelle cc4 #a-e4 ,a c4 #f3 ,qui comincia lo libro sopradetto ,de la divina doctrina data da ,dio a la sopradetta vergine beata ,katerina da ,siena444 ,e questo fu nel #acgg 7sic74 ,dopo questa didascalia con scrittura in rosso1 comincia il ,trattato con la iniziale ,l miniata3 ,levandosi una anima anxietata di grandissimo desiderio4444 ,finisce a c4 #agd;b3 444 del quale lume pare che di nuovo inebrii l'anima mia4 ,conventus sancti ,dominici de ,senis4 ,la miniatura nella iniziale ,l rappresenta santa ,caterina in estasi1 con le mani incrociate sul petto1 che guarda l'immagine dell'eterno ,padre1 e presso di lei1 seduta1 una suora domenicana che scrive in un libro4 ,davanti alle due suore seggono in un banco tre uomini1 che scrivono sotto dettatura4 i7 ,nella ,marciana di ,venezia#bh4 #bh ,cfr4 ,c4 ,,frati e ,a4 ,,segarizzi1 ,cat4 dei codd4 ,marciani italiani 7,modena1 #aiji-aiaa74 #ah7 ,n #dgij4 membr42 in f42 mm4 #aih x #bgf2 sec4 ,,xv2 ff4 #abg2 in princ4 un f4 di riguardo non numer42 bianchi i due ultimi2 a #b coll42 #dc l4 per col42 rubriche in rosso2 iniziali alternatamente rosse e azzurre2 capitoli #afg4 ,nel verso del f4 di riguardo anter4 l'ex-libris di ,iacopo ,contarini1 col motto3 ,fatiget non rapiat4 ,a f4 #e;a comincia il ,dialogo della divina providenzia3 ,leuandose una anima anxiatata de grandissimo desiderio4 ,l'iniziale ,l miniata1 con fregi a fiorami nei margini4 ,a f4 #aae;a1 con scrittura antica1 ma diversa da quella del cod41 la data3 #adei4 ,leg4 marciana4 l7 ,nel monastero di ,san ,michele presso ,murano#bi4 #bi ,cfr4 ,,ioh4 ,,bened4 ,,mittarelli1 ,bibl4 codicum manuscriptorum monasterii ,sancti ,michaelis ,venetiarum prope ,muranum1 ecc4 7,venetiis1 ,,mdcclxxix74 #ai7 ,n4 #bdf4 membr41 in #d2 sec4 ,,xv2 scrittura nitida3 in princ4 l'effigie della santa2 tit4 del cod43 ,dialoghi4 ,comincia e finisce come gli altri codd4 scritti in volgare4 ,il ,mittarelli nota3 ,non spernenda diversitas in lingua dignoscitur inter codicem hunc et edita exemplaria4 m7 ,nel monastero dei ,santi ,giovanni e ,paolo a ,venezia#cj4 #cj ,cfr4 ,d4 ,m4 ,,berardelli1 ,codicum omnium latinorum et italicorum qui manuscripti in ,bibl4 ,,ss4 ,ioannis et ,pauli ,venetiarum apud pp4 praedicatores asservantur catalogus1 in ,,caloger1 ,nuova raccolta di opuscoli1 ,,xl 7,venezia1 #aghd74 #bj7 ,n ,,dcxxxii4 membr42 in f42 sec4 ,,xiv2 ff4 #adc4 ,precede la ,leggenda minore di santa ,caterina1 scritta in latino e poi voltata in italiano da fra ,tommaso ,nacci ,caffarini4 ,segue3 il ,dialogo o ,libro della divina dottrina1 nella versione latina di ser ,cristofano di ,gano ,guidini4 ,in fine1 si accenna che il ,libro dal volgare senese fu latinizzato quasi de verbo ad verbum4441 et hoc est ut in ipso libro legant libentius literati4444 ,di scrittura antica1 ma diversa da quella del cod41 questa nota3 ,il ,libro fu trascritto col danaro di ,antonio ,ravagnini di ,venezia1 per la libreria del monastero dei ,santi ,giovanni e ,paolo1 e non inde tollendus1 nisi reparationis causa4 n7 ,nel monastero di ,san ,benedetto e ,santa ,scolastica in ,subiaco#ca4 #ca ,cfr4 don ,,leone ,,allodi1 ,inventario dei mss4 della ,bibl4 della badia di ,subiaco1 in ,,mazzatinti1 ,inventari dei mss4 delle bibl4 d',italia1 t4 #a 7,forl1 #ahij74 #ba7 ,n ,,cclxxii4 ,invent4 #bgg4 cart42 mm4 #bjj x #adj2 sec4 ,,xiv2 integro e ben conservato2 ff4 numero #adb2 non a coll42 #da l4 per ciascuna c42 scrittura semigotica quasi rotonda2 iniziali in rosso e turchino4 ,tit4 del cod43 ,beate ,catharinae senensis ,revelationes4 ,nel prologo1 che comincia ,dixit ,david filius ysay444 si legge3 ,hinc igitur et ego frater ,raymundus de ,capua1 in seculo dictus de vineis4444 ,don ,leone ,allodi comunic1 in data #c febbraio #aiab1 che il detto cod41 perch creduto autografo del beato ,raimondo da ,capua1 era stato chiuso in una cassetta di legno dorato1 coperta da cristalli1 munita di cinque suggelli1 e tenuta per molti anni nel reliquiario della chiesa del ,sacro ,speco2 ma1 dopo diligente esame1 essendo risultata non vera quella credenza1 il cod4 fu rimesso nella biblioteca4 ,leg4 con cartoni coperti da pergamena4 #bb7 ,,ccxxvii4 ,invent4 #bcj2 cart42 mm4 #bje x #adj2 sec4 ,,xv2 integro e ben conservato2 ff4 numer4 #bbj2 miscellanea2 scrittura di pi mani3 carat4 semigotico quasi rotondo2 iniziali in rosso1 senza ornati2 tav4 dei #afg capitoli nei primi cinque ff4 non numer4 ,nelle due facce del f4 #c 7membr47 un inno di #ib versi1 che comincia3 ,gaudeat ,ytalia florescens flore recenti1 ,plaudeat et ecclesia de sponsa convenienti4 ,a f4 #d il prologo di fra ,raimondo da ,capua al ,libro doctrine divine revelate beate ,katherine4 ,nei f4 #e;b-#aeb;a il ,liber divine doctrine date per personam ,dei patris intellectui loquentis gloriose et sancte virginis ,katherine4444 ,da f4 #aed a #aij1 scritti vari4 ,leg4 come il cod4 precedente4 #bc7 ,,ccxxx2 ,invent4 #bcc2 cart42 mm4 #bje x #adj2 sec4 ,,xv2 integro e ben conservato2 ff4 non numer42 non a col42 #bj a #cj l4 per c42 scrittura semigotica di non facile lettura2 iniziali in rosso2 tit4 come i due codd4 precedenti2 mancano il prologo e la tav4 dei capitoli4 ,in fine3 #adfg1 #bc novembris de sancto gallo4 ,leg4 come i precedenti4 o7 ,nella ,braidense di ,milano4 #bd7 ,,ad4 ,,ix4 #cf4 membr42 mm4 #bcj x #afe2 sec4 ,,xiv4 la versione latina del ,libro della divina dottrina fatta da frate ,stefano ,maconi4 ,mutilo de' primi ff41 che contenevano il capitolo #a e gran parte del #b2 ff4 #adi1 esclusi i mancanti2 numer4 recente2 per una differente divisione i capitoli sono #adf2 l4 #ce per faccia2 scrittura gotica2 rubriche in rosso2 iniziali pure in rosso2 dalla seconda met del cod4 alcune iniziali con fregi in nero1 e la pi notevole a c4 #aag;b4 ,poche postille marginali1 e qualche volta i segni3 ex1 n1 una mano o altro4 ,ben conservato1 tranne gli ultimi ff4 che hanno dei piccoli fori4 ,leg4 moderna in cartoni e dorso in pelle4 ,in fine a c4 #adh;a1 con scrittura identica a quella del testo1 ma con inchiostro rosso3 ,explicit liber divine doctrine date per personam ,dei patris intellectui loquentis alme virginis ,katerine de ,senis444 ore virgineo ipsa dictante1 licet in vulgari sermone1 dum esset in raptu sue felicissime mentis44443 poi due righe abrase4 ,segue l'orazione3 ,o spem miram444 ,a tergo della c4 #adh1 nella parte inferiore1 si legge1 con scrittura diversa da quella del testo3 ,iste liber est domus ,sancte ,marie de ,gratia prope ,papiam ordinis carthusiensis4 ,e segue3 ,questo libro si della certosa di ,pavia2 e1 se alchuna persona1 de quale conditione e stato voglia se sia1 che in permudar questo libro1 el quale nome ,dialogo1 per444 retegnirlo con tuta intentione piutosto de occultarlo che de renderlo1 sia certa quella persona che ela sar in peccato mortale de arrobaria1 del qual peccato la sancta ,scriptura ne parla cos1 ecc4 ,all'ultima c4 #adi;a un principio d'indice4 p7 ,nella ,casa generalizia dei frati predicatori a ,roma#cb4 #cb ,cfr4 ,i4 ,,luchaire1 in ,mlanges d'archol4 et d'hist41 fasc4 avril-juin #ahii4 #be7 membr42 mm4 #bha ,x #bjg2 sec4 ,,xiv2 ff4 #bje2 carat4 rom42 a #b coll42 #ch-dj l42 miniature di stile ital42 ritratti miniati di due domenicani1 che il ,luchaire ritiene essere probabilmente quelli di fra ,raimondo da ,capua e di fra ,tommaso ,caffarini4 ,la prima parte del cod4 7ff4 #ah-agb7 comprende la ,leggenda maggiore di fra ,raimondo4 ,nei ff4 #agc-ahi1 orazioni di s4 ,caterina4 ,nei ff4 #ahi-aie un frammento del ,liber de providentia ,dei per modum dialogi1 nella versione latina di fra ,raimondo1 come attesta anche l'explicit1 nel quale altres detto che il testo completo della versione latina del ,libro si trova a ,siena1 fatta da un tale qui usque nunc superest et appellatur ser ,cristoforus de ,senis1 ibidem scriba sive notarius ac vita et fama precipuus4 ,usque nunc dico anno ,domini #acih4 ,segue1 ff4 #aie-bjd1 il sermone detto da fra ,guglielmo ,flete d',inghilterra appena avvenuta la morte della santa4 ,nei margini del ms4 molte note storiche1 biografiche1 geografiche4 ,la scrittura delle note1 del sermone e di tutta la parte del ms4 che segue alla ,leggenda della stessa mano1 cio di fra ,tommaso ,nacci ,caffarini1 il quale a f4 #bjb nota3 ,quando ego frater ,thomas hic scripsi4441 recepi litteras de ,bononia1 continentes qualiter rex ,franciae et collegium parisiense substraxerant se ab obedientia antipapae et quod obsessus erat antipapa4 ,quod fuit anno ,domini #acih circa finem mensis novembris4 q7 ,nella ,bodleiana di ,oxford#cc4 #cc ,cfr4 ,a4 ,,mortara1 ,cat4 dei mss4 italiani che sotto la denominazione di codd4 canoniciani italici si conservano nella bibl4 ,bodleiana di ,oxford 7,oxonii1 ,,mdccclxiv74 #bf7 ,n4 #bhc4 cart42 in f42 sec4 ,,xv2 a #b coll42 titoli rubricati2 cc4 scritte #aah4 ,precede la tav4 dei capitoli del ,libro della beata ,chatharina da ,siena1 come se ci che segue fosse il libro intero2 e non 1 perch contiene solo gli ultimi #ha capitoli4 ,il ,i capitolo comincia3 alhora quella anima ansietata digrandissimo desiderio4444 ,e finisce a f4 #aah3 del quale lume pare che dinouo inhebri lanima mia4 r7 ,nella biblioteca della ,universit di ,utrecht#cd4 #cd ,cfr4 ,p4 ,a4 ,,thiele1 ,cat4 codicum manuscriptorum ,bibl4 universitatis rheno-traiectinae 7,traiecti ad ,rhenum1 #ahhg74 #bg7 membr42 in f42 ff4 #bab2 sec4 ,,xv2 ff4 #a-f tav4 dei #afg capitoli2 f4 #g;a ,incipit liber diuine doctrine444 ,a f4 #bab;a3 ,explicit liber444 ,katherine de ,senis444 ,et est domus ,sancti ,saluatoris ordinis carthusiensis prope ,trajectum inferius4 ,scriptus et comptetus decima die mensis maij anno ,domini #adch per manus cuiusdam fratris dicte domus4 ,d'altra mano1 questa nota3 ,henrici ,bor de ,trajecto1 qui multis annis fuit vicarius4 ,,ii ,,stampe ,quella che reputata edizione principe fu impressa a ,bologna circa il #adgb1 e dai pi recenti e insigni bibliografi dei paleotipi 7,hain-,copinger1 #dfhi2 ,copinger1 ,,ii1 #b1 p4 #bec2 ,pellechet1 #cchi2 ,proctor1 #feba2 ,reichling1 fasc4 ,,iv1 p4 #agg7 viene attribuita a ,baldassarre ,azzoguidi1 il quale1 pel primo1 introdusse ed esercit nella sua citt natale l'arte tipografica4 ,egli stamp1 senza nome1 luogo ed anno1 il ,libro de la diuina providentia composto in uolgare da la seraphica uergene sancta ,chatherina da ,siena444 ,segue ,lettera ne laquale se contene el transito de la beata ,chaterina da ,siena scripse ,barducio de ,pero ,canigani 7,barduccio ,canigiani7 a sor ,chaterina de ,perobon 7,pieroboni7 nel monasterio de ,sancto ,piero amonticelli a presso a ,fiorenza4 ,l',azzoguidi stamp in ,bologna dal #adga al #adha4 ,si conoscono #ag opere impresse da lui col nome1 luogo ed anno2 altre #f1 senza n4 l4 a41 gli sono attribuite2 e fra queste ultime1 oltre il predetto ,libro1 anche le ,revelazioni di santa ,caterina da ,bologna1 c4 #adge4 ,il ,fossi 7,cat4 codd4 saec4 ,,xv impressorum qui in publ4 ,bibl4 ,magliabechiana ,flor4 adservantur1 ,firenze #agic-id7 avverte che in queste due stampe i caratteri tipografici sono gli stessi4 ,due bibliografi bolognesi ,p4 ,a4 ,orlandi 7,origini e progressi della stampa1 ,bologna1 #agbb7 e ,l4 ,frati 7,opere della bibliografia bolognese1 ,bologna1 #ahhh-hi7 non citano l'ed4 ,azzoguidi4 ,lo ,zambrini 7,opere volgari a stampa de' sec4 ,,xiii e ,,xiv1 ,bologna #ahhd7 ne tocca appena1 dicendola quasi irreperibile4 ,ve ne sono1 invece1 esemplari3 #a nella ,bibl4 universitaria di ,bologna2 #a nella ,comunale di ,siena2 #a nella ,palatina della ,nazionale di ,firenze2 #a nella ,magliabechiana2 #a nella ,bibl4 ,landau2 #b nella ,vaticana2 #a nella ,casanatense di ,roma2 #b nella ,nazionale di ,parigi2 #c nel ,british ,museum2 #a nella ,walters' library a ,baltimore4 ,in ordine di tempo vengono le edizioni con la data #bh aprile #adgh e coi nomi di quattro tipografi3 ,franciscus ,n4 fiorentinus1 ,bernardus de ,dacia1 ,wernerus ,raptor e ,conradus ,bonebach4 ,si ignorava chi fosse il primo dei quattro1 che firmava il suo cognome con la sola iniziale1 ma ,konrad ,burger 7,the printers and publishers of the ,,xv century1 ,london1 #aijb7 riconobbe che ,franciscus ,n4 fiorentinus o ,franc4 florentinus ,francesco ,di ,dino1 ,dini1 di ,iacopo di ,rigaletto1 cartolaio fiorentino1 vocato il conte ,b4 ,z44 ,e il ,burger gli assegna altre #be stampe1 impresse alcune a ,napoli1 altre a ,firenze4 ,l'ed4 di ,franc4 ,n4 7,hain1 #dfif1 cfr4 ,proctor1 p4 #dej7 in f42 #aae ff42 #b coll42 #da o #db l42 s4 num4 rich41 segn42 carat4 rom4 ,il colofono dice3 ,anno ,,mcccclxxviii die vero vicesima octava mensis aprilis impressum in ciuitate neapolitana per discretum virum ,franciscum ,n4 fiorentinum4 ,oltre le ,revelazioni contiene la ,lettera di ,barduccio de ,pero ,canigani4 ,il ,brunet 7dal cat4 ,boutourlin n4 #fgh7 e il ,graesse 7,trsor de livres rares et prcieux1 ,dresde1 #ahfa e seg47 affermano che questa ed4 essenzialmente differente da quella dell',azzoguidi e sembra eseguita sopra altro testo4 ,un esempl4 trovasi nella ,spenceriana di ,londra2 un altro descritto nel cat4 ,boutourlin1 n4 #aig4 ,l'ed4 del ,de ,dacia1 ,hain1 #dfid 7cfr4 ,proctor1 p4 #dej7 in f42 s4 l42 ff4 #aag 7,reichling1 ff4 #abj7 non num41 n segn42 #b coll42 #da-db l42 carat4 rom42 s4 lett4 iniz4 ,revelazioni4 ,a f4 #b;a comincia3 ,como per virt de sante oratione se unisce la anima con ,dio1 et como questa anima de la quale se parla qui1 essendo elevata in contemplacione1 adomandava quactro petecione al summo ,dio4 ,il colofono3 ,anno ,m4,,cccc4,,lxxviii41 die vero vicesima octaua mensis aprilis1 impressum per discretum virum ,bernardum de ,dacia4 ,il ,brunet 7,man4 du libr47 dice3444 la souscription est tellement identique avec celle que porte l'dition de ,naples 7per ,fr4 ,n47 qu'il parat que l'une des deux a t copie sur l'autre1 en changeant seulement le nom de l'imprimeur4 ,ce dernier1 ,bernardin de ,dacia1 ne figure dans aucune autre dition connue jusqu'ici1 et l'on ignore mme le lieu o il a exerc sa presse4 ,il ,panzer 7,annales typ41 ,,iv1 p4 #ah1 n4 #aae73 ,de typographo hoc ,bernardo de ,dacia ubique est silentium4 ,il ,giustiniani 7,saggio stor4-crit4 sulla tipografia del ,regno di ,napoli1 ,napoli1 #agic71 ritenendo anch'egli unica ed4 quella di ,franc4 ,n4 e del ,de ,dacia1 supponeva che i due tipografi se la fossero divisa1 ponendo ciascuno il proprio nome sulle copie di particolare propriet4 ,l',olschki 7,a proposito di un documento per la storia della tip4 napol4 nel sec4 ,,xv1 in ,la bibliofilia1 #c1aija-jb7 non accetta l'ipotesi del ,giustiniani perch1 egli dice1 confrontando le note bibliografiche del ,dibdin alle due edizioni 7n4 #dg e #dh del cat4 della ,cassano-,serra nella ,iohn ,rylands library di ,manchester7 vi si trovano differenze4 ,un esempl4 del ,de ,dacia nella ,riccardiana di ,firenze2 un altro era posseduto dal bibliofilo napoletano ,francesco ,antonio ,casella4 ,tammaro de ,marinis 7,per la storia della tip4 napol41 ,napoli #ae maggio #aija7 fu il primo a pubblicare un contratto da lui rinvenuto nell',arch4 notarile di ,napoli1 nel quale figurano ,giovanni ,stanigamer di ,landsberg e ,werner ,raptor di ,marburg come tipografi in ,napoli4 ,l'ed4 firmata ,raptor cos descritta dal ,reichling 7,appendices ad ,hainii-,copingeri ,repert4 bibliogr41 additiones et emendationes1 fasc4 ,,ii1 p4 #bg1 ,monachi #aije-aa73 ,libro della diuina doctrina444 ,neapoli ,wernerus ,raptor de ,hassia1 #adgh1 #bh apr4 ,in #d2 carat4 rom4 ff4 #aah non num41 n segn42 #b coll42 #db l42 s4 lett4 iniz4 ,il colofono3 ,anno ,,mcccclxxviii die vero vicesima octaua mensis aprilis conpositum per discretum ,vuernerum ,raptor de ,almania alta de ,hassea de terra che chiama ,in dem gulden ,troghe4 ,e soggiunge3 ,werneri ,raptoris1 typographi antea prorsus ignoti1 primus mentionem fecit ,tamarus de ,marinis4 ,si conoscono due esemplari di questa ed41 l'uno nella ,nazionale di ,napoli1 l'altro nella ,universitaria di ,genova4 ,il quarto ,conradus ,bonebach 7,copinger1 ,,ii1 #aejc2 ,proctor1 ,an index to the early printed books in the ,brit4 ,mus4 n4 #fgbc73 ,libro dela divina doctrina revuellata444 ,in f41 senza front42 carat4 rom42 s4 segn4 n numer42 s4 l4 7,neapoli7 #adgh1 apr42 ff4 #aai2 #b coll42 #dj-db l4 ,il colofono3 ,impressum per discretum ,conradum ,bonebach de ,almania alta de ,hassea terra che chiama ,in dem gulden ,troghe4 ,un esempl4 nel ,british ,museum2 un altro1 posseduto da ,carlo ,negroni 7cfr4 ,il bibliofilo1 an4 ,,vi1 n4 #d71 appartenne gi ai ,medici1 come dallo stemma miniato nella #b;a carta4 ,il ,de ,marinis e il ,dziatzko 7in ,beitrge zur ,kenntnis des ,schrift- ,buch- und ,bibliothekswesens herausgegeben1 ,,vi1 #ac-bc7 ritengono unica ed4 quella sottoscritta dai quattro sopra nominati1 e che le copie1 divise fra gli operai1 sarebbero state messe in commercio con nomi diversi4 ,una supposizione presso a poco simile fa il ,walters 7,a descriptive cat4 of the books printed in the #aeth century1 ,baltimore1 #aijf74 ,c' discordanza tra i bibliografi quanto al conteggio dei ff41 che vanno da un minimo di #aad ad un massimo di #abj1 secondo che essi calcolano o no i ff4 bianchi e le cc4 non numerate4 ,il ,reichling 7op4 cit41 vol4 edito nel #aiaa71 a sciogliere l'enigma che avvolgeva queste ed41 dice3 ,huius libri sine dubio ,henrici ,alding typo #a exscripti varia exemplaria eodem anno ac die emissa1 titulo quidem paulum inter se differentia1 in fine nomina quatuor diversorum typographorum prae se ferunt3 ,werneri ,raptoris1 ,bernardi de ,dacia1 ,conradi ,bonebach1 ,francisci ,dini4 ,ad hos igitur viros officina ,henrici ,alding1 qui paulo ante ,messanam discesserat1 transisse videtur4 ,seguono le edizioni fatte in ,venezia da ,matheo di ,codeca da ,parma1 altrimenti detto ,capcasa4 ,hain1 #dfij3 #ag marzo #adhb2 il ,reichling 7fasc4 ,,iv1 p4 #agg7 emenda3 #ag mazo1 i4 e4 maggio #adhc4 ,ed4 #adhc 7,hain1 #dfia2 ,reichling1 fasc4 ,,ii1 pp4 #adc-dd73 in #d1 carat4 rom42 #ahj ff4 non num42 segno ,,aa1 a-x#h1 y#d2 #b coll42 #ch l42 iniz4 xilogr4 ,a f4 #a;b fig4 xilogr4 rappresentante santa ,caterina4 ,a f4 #b;a ,epistola prophemiale 7sic7 nel profondissimo et altissimo libro del ,dyalogo de la seraphica4444 ,catherina de ,sena44443 ,ale illustrissime et excellentissime madame et duchesse1 madonna ,ysabella consorte del illustrissimo signore ,lodouico ,sforza444 frate ,n4 del predicto ordine de obseruantia444 ,a f4 #i;a3 ,al nome di ,iesu ,christo crucifixo444 ,libro della diuina prouidentia composto in uulgare dala seraphica uergine4444 ,a f4 #ahj;b3 ,impressa in ,venetia per ,mathio di ,codeca da ,parma ad instantia de mestro ,lucantonio de ,zonta fiorentino de lanno ,,mcccc ,,lxxxiii adi ,,xvii de mazo4 ,segue il giglio dei ,giunti1 c4 lett4 ,l4 ,a4 ,il ,reichling1 fasc4 ,,iv pp4 #agg-gh1 nota3 ,haec editio 7,h41 #dfij7 et illa1 quam fasc4 ,,ii s4 ,h41 #dfia recensuimus1 ab eodem typographo eodem anno ac die emissae sunt2 attamen inter se differunt4 ,esemplari3 #a nella ,bibl4 alessandrina di ,roma2 #a nella ,casanatense di ,roma2 #a nella ,palatina della ,nazionale di ,firenze2 #a nella ,magliabechiana2 #a nella ,comunale di ,siena4 ,mathio di ,codeca ristamp il ,dialogo nel #adid a d #ag de mazo 7,hain-,copinger1 #dfib2 ,proctor1 #diih2 ,reichling1 fasc4 ,,ii1 pp4 #adc-dd74 ,note bibliografiche quasi le stesse della precedente ed4 ,il ,gamba 7,serie dei testi di lingua1 ,venezia1 #ahci7 e l',ilari 7op4 cit47 avvertono che le due ed4 sono simili4 ,esempl43 #a nella ,palatina della ,nazionale di ,firenze2 #a nella ,comunale di ,siena2 #a nella ,vitt4 ,eman4 di ,roma2 #a nella ,vaticana1 fondo ,barberini2 #a nella ,nazionale di ,parigi2 #b nel ,british ,museum4 ,ultima ed4 del periodo paleotipico quella fatta a ,brescia da ,bernardino de ,misintis di ,pavia 7,hain-,copinger1 #dfic2 ,proctor #gjcd2 ,lechi1 ,della tip4 bresciana nel sec4 ,,xv1 ,brescia1 #ahed74 ,in #h gr42 #aia ff4 s4 num42 #b coll42 #dj l42 segno a-z1 r#h4 l'ed4 principe della versione latina del ,dialogo attribuita a fra ,raimondo da ,capua1 confessore della santa4 ,a f4 #a;a3 ,dialogus seraphice ac diue ,catharine de ,senis cum nonnullis aliis orationibus4 ,a f4 #b;a dedicatoria di ,marcus ,civilis brixian4 7cui1 secondo l',audiffredi1 si deve l'ed47 fratri ,paulo ,sancheo aragonensi1 sacri observantis predicatorum ordinis4 ,in fine3 ,accuratissime impressus ac emendatus in alma civitate ,brixiae per ,bernardinum de ,misintis da ,papia die quinto decimo mensis aprilis ,,mcccclxxxxvi4 ,esempl43 #a nella ,comunale di ,siena2 #a nella ,bibl4 universitaria di ,bologna2 #a nella ,bibl4 del monastero di ,subiaco2 #a nella ,magliabechiana della ,nazionale di ,firenze2 #a nella ,nazionale di ,palermo2 #b nella ,nazionale di ,parigi2 #a nel ,british ,museum2 #a nella ,walters' library a ,baltimore4 ,nel sec4 ,,xvi si contano undici edizioni del ,libro di santa ,caterina1 in italiano o in altra lingua4 ,eccone l'elenco in ordine cronologico3 #aeaa1 ,ferrara1 ,l4 de ,rubei da ,valentia3 ,fioreti utilissimi extracti dal divoto ,dyalogo vulgare de la seraphica sposa di ,cristo sancta ,catherina da ,siena1 ecc4 ,in #h4 ,nel ,british ,museum4 #aeag1 ,venetia1 ,c4 ,ariuabeno3 ,dialogo a la seraphica uergine sancta catherina da ,siena4444 con la sua uita3 et canonizatione4444 ,nouameute reuisto et444 castigato 7con poesie di papa ,pio ,,ii e di altri in lode della santa74 ,in #h4 ,nel ,british ,museum2 #b esempl4 nella ,nazionale di ,parigi2 nella ,palatina della ,nazionale di ,firenze4 #aeai1 ,londra1 ,wynkyn de ,worde3 ,here begynneth the orcarde of ,syon1 in the whiche is conteyned the revelacyons of seynt ,katheryne of ,sene1 with ghostly fruytes and precyous plantes for the helthe of mannes soule 7translated by ,d4 ,iames74 ,in f42 #b coll41 senza num4 di pp4 ,nel ,british ,museum4 #aedj1 ,venetia1 ,marchio ,sessa3 ,dialogo de la seraphica vergine444 el quale profondissimamente tratta de la divina providentia444 et de molte altre stupende et maravigliose cose4444 ,nel frontespizio una fig4 xilogr4 rappresenta la santa in ginocchio davanti al ,crocifisso1 e in lontananza ,siena4 ,adi ,,xxix aprile4 ,regnante lo inclito principe messer ,pietro ,lando4 ff4 num4 #bbd4 #aedg1 ,venetia1 ,p4 ,nicolini da ,sabio1 ad instantia de ,marchio ,sessa3 ,dialogo della divina providenza4 ,nella ,nazionale di ,firenze1 fondo ,nencini4 #aeec1 ,colonia1 ,i4 ,gennepaeus3 ,theologiae mysticae mirabilium scilicet et inscrutabilium operum ,dei lucida demonstratio444 per dominum ,raymundum a ,vineis capuanum4444 conscripta partim1 partimque e idiomate italico in latinum444 ac iam tandem post multos labores exhibita 7a fr4 ,theodorico ,loher a ,stratis74 ,in f4 di #ahe ff4 ,il cat4 della ,nazionale di ,parigi nota che il vol4 contiene la vita1 il ,dialogo e alcune orazioni di santa ,caterina4 #aefi1 ,colonia1 apud ,t4 ,baumium4 ,la stessa op4 preced4 ,in f4 di #ahe ff4 ,nella ,nazionale di ,parigi4 #aegi1 ,venezia1 ,farri3 ,dialogo4 ,in fine il poemetto di ,anastasio da ,monte ,altino 7contemporaneo della santa7 che celebra il ritorno del papa da ,avignone per opera di ,caterina4 ,il poemetto preceduto da queste parole3 ,nastagio da ser ,guido da ,montalcino1 essendo prima molto incredolo de' facti della venerandissima vergine ,catharina4441 fece l'infrascritto poema doppo la pratica et la experientia che ebbe di lei4 #aehj1 ,parigi1 ,g4 ,mallot3 ,le ,dialogue et oraisons de l'excellente vierge saincte ,catherine de ,siene1 dict par elle sortant d'extase et ravissement d'esprit etc4 traduict d'ital4 en fran4 7par le p4 ,e4 ,bourgoing71 #h4 #aehc1 ,ingolstadt1 ,sartorius3 ,dialogo4 ,versione latina attribuita a fra ,raimondo da ,capua4 #h4 nella ,braidense di ,milano2 nella ,nazionale di ,firenze1 ecc4 #aehi1 ,venezia1 ,g4 ,cornetti3 ,dialogo4 #h4 ,nei tre secoli seguenti1 tranne l'ed4 veneta del ,sarzina ,giacomo ,scaglia1 #afaa1 e quella del ,gigli1 della quale si gi discorso1 tutte le altre sono versioni4 #afja1 ,colonia ,agrippina1 ,birckmann3 ,d4 ,catharinae senensis444 ,dialogi in sex tractatus distributi444 a domino ,raimondo a ,vineis444 ex italico in latinum conversi1 nunc accuratius typis excusi444 sumptibus ,a4 ,mylii4 #h4 #afjb1 ,parigi1 ,r4 ,chaudire3 ,la doctrine spirituelle1 escrite par forme de dialogue1 de l'excellente vierge sainte ,catherine de ,siene1 qu'elle a dict en vulgaire italien sortant de son ordinaire extase444 augment en ceste dernire dition de deux petits traictez44444 ,le tout traduict d'italien en fran4 7par le p4 ,ed4 ,bourgoing74 #h4 #afdh1 ,parigi1 ,s4 ,hur3 ,la doctrine de ,dieu enseigne sainte ,catherine de ,siene444 en forme de dialogue1 donn en notre langue par le p4 ,f4 ,l4 ,cardon4 #h4 #ahge1 ,parigi1 ,poussielgue-,rusand3 ,dialogue de sainte ,catherine de ,sienne1 suivi de ses prires recueillies par ses disciples et de son trait de la perfection1 d'aprs le manuscrit du ,vatican1 traduit de l'italien par ,e4 ,cartier4 #b voll4 #h4 #ahhd1 ,parigi1 ,poussielgue fr4 #b ed4 della versione del ,cartier4 #a vol4 #h4 #ahif1 ,londra1 ,kegan ,paul and ,c43 ,the dialogue of the seraphic virgin ,catherine of ,siena44441 translated from the original italian1 with an introduction on the study of mysticism by ,a4 ,thorold4 #h4 #aijf1 #b ed4 della precedente versione inglese1 a cura dello stesso ,thorold1 ed4 ,kegan4 ,,varianti ,pagina di questa edizione1 linea ,carta1 ,colonna ,,varianti ,,adottate ,,dal ,,codice ,,laurenziano ,,gaddiano ,carta1 ,colonna ,,codice ,,senese ,t4 ,,ii4 #i4 #ab1 #aj #d v41 #b 444debba uscire della dileczione444 #c v41 -- 444debba essere della dileczione444 #ba1 #bd #g v41 #a 444indiscretamente farebbe1 non amando444 #e v41 -- manca #bc1 #bd #h r41 #b 444stia e non esca del cerchio444 #f v41 -- manca #cb1 #b #aa v41 #a 444che tu non sarai solamente di me444 #i r41 -- mancano #cd1 #a #ab v41 #a 444spesse volte1 per loro difecto1 loro d morte444 #i v41 -- mancano #cd1 #b #ab v41 #a 444il prezioso sangue del mio ,figliuolo1 el quale tolse444 #i v41 -- 444il prezioso sangue del mio figliuolo e tolse444 #cd1 #ce #ab v41 #b 444e non essendo sufficiente pure uomo444 #aj r41 -- manca #fj1 #ag #bc v41 #a 444sonno caduti per le colpe loro444 #ag v41 #b 444sonno caduti per li defecti loro444 #ajf1 #bg #dc r41 #a 444per la via predecta444 #cb v41 #a manca #aai1 #bd #dh r41 #a 444non parendogli essere amato quanto gli pare amare4 ,ovvero che egli444 #cf v41 #a 444non amando quanto gli pare amare4 ,o che egli444 #abh1 #ah #ej v41 #b 444alcuno si comunicava virtualmente444 #ch v41 #a 444alcuno si comunicava actualmente444 #abi1 #aa #ea r41 #a 444ci che egli fa nella carit del proximo444 uno orare444 #ch v41 #b 444ci che egli fa uno orare nella carit del proximo444 #acb1 #i #eb r41 #b 444e poi partendosi444 #ci v41 #b mancano #acd1 #bc #ec r41 #b 444con tedio di mente e stimolo di coscienzia444 #dj v41 #b manca #acg1 #ag #ed v41 #a 444trovando quando da me444 #da v41 #a mancano #acg1 #ah #ed v41 #a ,e quando dal dimonio444 #da v41 #a mancano #aeg1 #bb #fc r41 #b 444onde non mi rendono gloria444 #dh v41 #a manca #agb1 #e #fi v41 #a 444dolendosi solo de l'offesa mia e del dapno del proximo444 #ec r41 #b mancano #agb1 #cf #fi v41 #b 444l'occhio1 ch' uno condocto444 #ec v41 #a manca #agc1 #g #gj r41 #a 444veduta e gustata nel cognoscimento di s e di me444 #ec v41 #b manca #agd1 #af #gj v41 #a ,bene dunque vero444 #ed r41 #b manca #age1 #ai #ga r41 #b 444vedesti che 'l pianto loro procede444 #ed v41 #b manca #agg1 #bb #gb r41 #b ,bene avete dunque ragione di confortarvi444 #ee r41 #b ,bene avete dunque ed a ragione di confortarvi444 #ahd1 #ad #ge r41 #b ,se egli signore1 va con molta ingiustizia444 #eg v41 #b manca #ahf1 #cj #gf v41 #a 444l'uno con l'altro1 cio della carit444 #eh v41 #b manca #aia1 #bg #gh v41 #b ,cos si truova nel terzo stato della carit444 #fj v41 #a manca #aic1 #bh #gi v41 #b 444possa venire a te e con lume444 #fa r41 #b manca #aid1 #a #gi v41 #b 444e acci ch'io possa vedere444 #fa r41 #b manca #bjj1 #bd #hb v41 #b 444e perch fuste liberi444 #fc v41 #a manca #bja1 #bf #hc r41 #b 444aitare ad ucidere444 #fd r41 #a 444aitare ed ucidere444 #bae1 #bb #hi r41 #b 444e nol veliate444 #fi r41 #a manca #bbh1 #bg #ie v41 #a 444debbono essere angeli terrestri in questa vita444 #gc v41 #b mancano #bca1 #ai #if v41 #b 444sicch tutti hanno e avaranno444 #gd v41 #a mancano #bci1 #bh #ajj v41 #b 444e sono una medesima cosa444 #gg v41 #a mancano #bda1 #bb #aja v41 #b 444caritativamente correggevano444 #gh r41 #b manca #bda1 #cf #aja v41 #b 444ed e' cuori erano uniti444 #gh v41 #a manca #bdf1 #bc #ajd r41 #b 444i buoni conservando1 e godendo444 #hj r41 #b manca #bdg1 #bg #ajd v41 #b 444n nei virtuosi444 #hj v41 #b manca #bdg1 #bi #ajd v41 #b 444per che questa dignit444 #hj v41 #b mancano #bej1 #ai #ajf r41 #a 444indegni di tanto ministerio444 #ha v41 #b 444indegni di tanto misterio444 #bee1 #bj #ajh v41 #a ,e non si curaranno che questa #hc v41 #a manca #bfg1 #ba #aad r41 #a 444che ,io non cappio in te per grazia #hh r41 #a manca #bgg1 #ce #aai r41 #a 444n il bastone della giustizia1 n la verga per correggere1 e la coscienzia non abbaia riprendendo s medesimi1 n riprendendo le pecorelle vedendole smarrite e non tenere per la via della della verit444 #ib r41 #a 444n il bastone della sancta giustizia e con la verga correggere e la coscienzia abbai riprendendo s medesimo1 che non riprendendo vedendo le pecorelle smarrite non tenendo per la via della verit444 #bic1 #i #abf v41 #b 444e d'esser ito per la dottrina444 #ih r41 #b manca #cjd1 #bi #aca v41 #a 444unii con la natura umana per satisfare444 #ajb r41 #a mancano #cjg1 #aj #acb v41 #b ,onde al nemico del suo signore punto non servirebbe2 el quale servizio fare non potrebbe senza alcuna speranza1 onde servendo e sperando si vederebbe privare di quello che aspectava dal signore suo444 #ajc r41 #a mancano #cjg1 #be #acc r41 #a 444onde il mondo non ha conformit meco444 #ajc r41 #a mancano #cah1 #ab #ach v41 #b ,or sappi dunque1 figliuola444 #ajg r41 #b mancano #cbj1 #i #aci v41 #b 444sopra el campo suo come sopra quello del giusto444 #ajh r41 #a mancano #cbi1 #ah #add v41 #b 444e tu raguardi in loto ed in miseria444 #aaa v41 #b 444e tu raguardi el loto ed in miseria444 #ccb1 #aj #adf v41 #a ,quando della creatura cui egli ama di singulare amore1 come decto 1 egli ecc4444 #aab v41 #b 444,quando la creatura cui egli ama di singulare amore1 come decto 1 ed egli ecc4444 #ccb1 #bj #ahd r41 ,b 444nella creatura generale e nel particulare444 #aab v41 #b 444nella creatura generale e in particulare444 ,b ,trovasi all'ultima carta del codice1 in un brano che vi trascritto perch mancante alla carta #adf4 #ccb1 #bi #adf v41 #a 444la consolazione la quale egli voleva1 e col lume444 #aab v41 #b 444la consolazione la quale egli voleva1 ma con lume444 #ccc1 #b #adf v41 #a 444tanti altri modi che lingua non sarebbe sufficiente444 #aac r41 #a 444tanti altri modi che lingua tua non sarebbe sufficiente444 #cdc1 #bi #aeb r41 #b 444con l'udire1 col vedere1 col parlare444 #aaf v41 #b 444con l'udire1 col vedere1 col palpare444 #cdg1 #bc #aed r41 #b 444essendo ella stata in questo spazio del tempo1 che ,io t'ho decto1 senza pane444 #aah r41 #a mancano #ceb1 #aj #aef v41 #a 444saltano e' veri servi miei fuore delle ricchezze444 #aai v41 #a manca #cei1 #i #afj r41 #b 444non pu mentire1 e perch io desidero444 #abb r41 #a 444non pu mentire1 unde io desidero4444 #cfd1 #bg #afa r41 #b 444la quale inperfettamente adopera444 #abb v41 #a 444la quale inperfectamente adoperava444 #cic1 #h #agf v41 #a 444suona lo stormento del desiderio e non lassa passare444 #acb v41 #b manca #cid1 #af #agg r41 #a 444come fa el disobbediente444 #acc r41 #b 444come il disobbediente444 #cie1 #aj #agg v41 #a 444actuali e mentali e observano444 #acc v41 #a manca #cih1 #e #agi r41 #a ,bene il mostr quello di cui si legge444 #acd v41 #a ,bene il mostr quello chi legge444 #dja1 #h #ahj v41 #a 444desideravi di cognoscere1 cio che col cognoscimento di te e di me col lume della fede ti spianai in che modo444 #ace v41 #a 444desideravi di cognoscere1 mostrandoli che 'l cognoscimento di te e di me col lume della fede spianandoti in che modo444 #djb1 #ca #aha v41 #a 444facendomi dal principio444 #acf r41 #b 444facendoti dal principio444 #djd1 #aj #ahb r41 #a 444n tu1 medico1 alle gravi mie444 #acf v41 #b 444n tu1 medico1 per le gravi mie444 ,,varianti ,,adottate ,,dal ,,codice ,,senese ,i4 ,,vi4 #ac #aed1 #e -- 1 -- 444levando la mente loro in me1 bagnate inebbriate di ,sangue444 #dg r41 #b 444levando la mente loro in me1 passate inebbriate di ,sangue444 ,,varianti ,,adottate ,,dal ,,codice ,,braidense ,,ad4 ,,ix1 #cf 7,versione latina di ,stefano ,maconi7 #da1 #bb #ac v41 -- 444aquae sudorem abundanter effusum444 ipsa contempnebat444 #ab r41 #a 444il sudore de l'acqua1 el quale ella gictava444 ma ella lo spregiava444 #bch1 #ai #hc v41 -- ,nunc1 ut impendam aliquantulum refrigeriumanimae tuae1 mitigabo dolorem #gg r41 #b ,ora1 per dare un poco di refrigerio a l'anima tua1 mitigando il dolore444 #cfc1 #af #aca r41 -- 444perdidit vitam gratiae et mortem invenit4 ,ammissit innocentiam444 #abb r41 #b 444gli tolse la vita della grazia e diegli la morte la innocenzia444 ,,varianti ,,adottate ,,dall',,ed4 ,,azzoguidi #cb1 #ab --1 -- ,voglio dunque e per grazia tel dimando che abbi misericordia al popolo tuo per la carit increata che mosse te medesimo1 ecc4444 #i r41 -- ,voglio dunque e per grazia tel dimando che la carit increata che mosse te medesimo1 ecc4444 ,,indice ,,dei ,,nomi ,e ,,delle ,,cose ,,notevoli ,adamo--,sua disobbedienza ruppe la strada del cielo1 #dc4 ,pecc per compiacere alla sua compagna1 #cjd4 ,conseguenze del suo peccato1 #cd1 #ce1 #cf4 affetto--,porta l'anima come i piedi il corpo1 #ej1 #id1 #agd4 ,agnese da ,montepulciano 7s471 #cdf1 #cdg4 ,agostino 7s471 #afc4 allegoria dell'albero1 #hb1 #hc4 --della chiave1 #cfg4 --della citt dell'anima1 #cbh --,sua guardia1 sue porte1 #cbh --,suoi sportelli1 #cbi4 --della citt della povert1 #cec --,sua regina1 ivi --,non teme guerra1 non fame1 non carestia1 #ced4 --dell'obbediente1 #chj1 #cha4 --della navicella degli ordini religiosi1 #cgb a #cge4 --della vigna della ,chiesa1 #de a #dh4 --del ponte1 #db a #dd --,tiene dal cielo alla terra per l'unione della ,deit con la natura umana1 #dd --,ha tre scaloni1 #ej2 che raffigurano le tre potenze dell'anima1 #ajd1 #aje1 #aji2 e corrispondono a tre stati dell'anima1 #ajf1 #aea1 #aff1 #dja --,scalone primo1 piedi3 primo stato imperfetto1 mercenario1 #ajf --,scalone secondo costato3 secondo stato perfetto1 liberale1 #ajf --,scalone terzo1 bocca3 terzo stato perfettissimo1 filiale1 #ajf2 che ha in s due gradi di perfezione1 #ada2 chiamati stati unitivi1 #agc1 #agd --,questo ponte murato1 e le sue pietre sono le virt1 #eb --,levato in alto1 non si part dalla terra4 ,spiegazione di questa allegoria che dimostra il ponte non essere altro che la dottrina di ,cristo1 #ee a #eg1 #aje --,che modo ha a tenere l'anima per salire sul ponte1 #ajb a #aje --,chi sono quelli che passano di sopra1 e quelli che vanno di sotto1 #di1 #fj4 amore di ,dio-- conseguenza del conoscere ,iddio1 #c --,non deve aver legge n termine1 #bf1 #bg --,di ,dio e del prossimo una stessa cosa1 #ae1 #af -- agevole1 ed la sola cosa che ,iddio ci chiede1 #aje1 #ajf --,produce tutte le virt1 #dj --,amore imperfetto1 #aaj1 #aaa1 #acj1 #aca --,amore filiale1 #aaf --,come vi si giunge1 #aab1 #aci --,suoi segni1 #adj --,sue opere1 #adg --,felicit che procura1 #adi a #aec --,si trasforma nella cosa amata1 #aab --,amore d'amicizia strada all'amor filiale1 #aae1 #aaf --,all'amore perfetto si giunge anche senza scienza1 #bhf4 amore del prossimo--,deve uscire dalla dilezione di ,dio1 #ab1 #ae -- un debito che abbiamo1 #ab --,ispira tutte le virt1 #ae1 #af --,per ingratitudine non diminuisce1 #adh --,l'amore del prossimo deve essere disinteressato1 #agd --,il prossimo deve amarsi in ,dio2 paragone del vaso bevuto nella fonte1 #aah1 #aai --,segni dell'amore imperfetto1 #aai4 amor proprio-- come una nuvola che offusca la ragione1 #g1 #ig -- principio d'ogni male1 #ad --,isola l'uomo1 #ajb --,attosca il mondo e la ,chiesa1 #bec --,da esso nascono la superbia e l'indiscrezione1 #bej --,si uccide col coltello dell'odio e dispiacimento delle offese1 #bf4 amor proprio sensitivo1 #ac1 #dj1 #fa1 #aga1 #bfh4 amore proprio spirituale1 #aaj1 #aab1 #aah1 #acd1 #ace1 #acg1 #aga4 anima--,s'unisce a ,dio per orazione1 #c --,per affetto d'amore diventa un altro ,cristo1 #c1 #d1 #aib --,non pu fare utilit al prossimo se prima non acquista in s la virt1 #d -- fatta per amore e non pu vivere che d'amore1 #bc1 #ih1 #aha --,conosce ,dio in s1 e s in ,dio1 #ca --,per le sue tre potenze immagine della ,trinit1 #cb1 #ig1 #dje --,non pu essere signoreggiata se la volont non consente1 #ii --,di sua natura appetisce il bene2 e per il demonio l'inganna sotto colore d'alcun bene1 #ha1 #hb --,peccatrice fa un ,dio di se stessa1 #fd --,non pu stare che non si muti3 o avanza in virt o torna addietro1 #if1 #aih --,sua dignit1 #ih --,serve ,dio in tre modi3 come mercenaria1 come serva fedele1 come figliuola1 #ajf --,per esser piena di ,dio dee vuotarsi dell'amore alle cose transitorie1 #ajd --,chiamata cielo quando ,iddio abita in lei1 #fc --,giunta all'ultimo grado di perfezione sempre unita con ,dio1 #aea --,per qual cagione desidera esser separata dal corpo1 #aee1 #afj --,l'anima nella beatitudine del cielo1 #gc --,l'anima dei perfettissimi sta beata e dolorosa1 #agc1 #aeb1 #bje --,gode nelle pene2 soffre del non patire2 non vorrebbe aver virt senza fatica1 #afb4 arbore d'amore1 #fa4 arbore di morte1 #fj1 #fa --,suoi frutti1 #fb4 arra d'inferno1 #hf1 #baa4 arra di vita eterna--,gustata dai santi in questa vita1 #hd1 #aff1 #bjd1 #bje4 avari--,paragonati alla talpa1 #fb --,vendono il tempo al prossimo1 ivi --son crudeli a s e ad altrui1 #fc --stremano la loro necessit1 #ib4 avarizia--,procede dalla superbia1 #fc --,mali cagionati da essa nel mondo1 ivi4 avversit--,disgusta e avvilisce i deboli1 #ie --,data agli uomini per loro bene1 presa da essi in male1 #ahe --,v4 venti4 ,battesimo--,ha virt nel sangue di ,cristo1 #cf1 #adb --,battesimo continuo il sacramento di penitenza1 #adc --,battesimo di fuoco1 #adb1 #adc --,battesimo di sangue1 ivi4 beati--,la loro felicit consiste nella visione di ,dio1 #hd --,loro gloria1 #gc a #gf4 bene--,deve esser sempre remunerato1 #hf1 #hg --,il bene fatto in stato di peccato mortale non giova alla vita eterna1 #hg1 #hh4 ,benedetto 7s471 #cgd4 benefizi di ,dio1 nella creazione1 nella redenzione e nei doni dello ,spirito santo1 #aia4 beni del mondo--,non possono appagare l'uomo1 #ia1 #ib --,dati in premio agli empi per qualche loro virt1 #hh1 #aha1 #ahb --,si perdono per troppo curarli1 #bga4 ,candela--,v4 similitudini1 #bbb1 #bbc1 #bbd4 carit--,vestimento nuziale1 #c --,d vita a tutte le virt1 #g1 #ad1 #bf --,la pazienza il suo midollo1 #bd --,la sua blia l'umilt1 #g --,dev'essere condita con la discrezione1 #bf --,deve prima muovere da s1 secondo san ,paolo1 #bg --,dissolve l'odio e il rancore1 #ah --,d virt infinita alle opere dell'uomo1 #f --,gli uomini son forzati da necessit ad usarla vicendevolmente1 #af --,questa necessit legge fondamentale della provvidenza divina1 #cdc --,carit di ,dio e del prossimo sono unite insieme1 #aij --,paragonata ad un albero1 #bc --,tenne ,cristo confitto in croce1 #ce -- il cento per uno promesso da ,cristo a chi lo segue1 #chd1 #che --,soccorre le anime in purgatorio1 #cde --,fa concepire nell'anima le vere e reali virt fondate nella carit pura del prossimo1 #aad --,carit di ,dio si manifesta in tre modi1 #aac4 ,caterina 7s47--,domanda a ,dio di punire le colpe altrui sopra di s1 #e1 #ca1 #cb --,chiede che i suoi occhi diventino fiumi per sempre piangere1 #bih --,prega per la ,chiesa1 ivi --,sue comunioni prodigiose1 #cbc1 #cbd --,sua visione della eucaristia1 #bbf --,altra bella visione1 #cbd4 cella del conoscimento di s1 cio la vita interiore1 #c1 #aaf1 #aag1 #abj1 #abc1 #aci a #ada1 #chi1 #djc4 chiave del sangue di ,cristo che disserra il cielo1 #eb --,chiave dell'obbedienza gettata nel loto da ,adamo e racconciata da ,cristo1 #cfg4 chiavi del sangue di ,cristo date a s4 ,pietro e a' suoi successori1 #bca4 ,chiesa--,bottega e giardino sul ponte mistico ove si dispensa ai viandanti il ,pane di vita1 #ec1 #abd --,perch da ,dio tribolata1 e quale sar la sua ricompensa1 #cj --,non meno perfetta per le colpe dei ministri1 ivi --,sposa di ,dio deformata pei peccati dei fedeli e dei ministri1 #cc1 #afh --,sar riformata non con guerra n con coltello1 ma con pace e quiete per le preghiere dei servi di ,dio1 #ch1 #afg -- libera e indipendente1 #bcb --,i fedeli appartengono al corpo universale della ,chiesa1 e i sacerdoti al corpo mistico1 #de --,i suoi persecutori obbediscono al demonio1 #bcf4 colonne di santa ,chiesa3 s4 ,francesco e s4 ,domenico1 #cgg --,colonne date da ,dio a ,caterina per guida e sostegno3 i suoi confessori1 #bah4 colpa--,sta in amare quel che ,dio odia1 e odiare quel che ,dio ama1 #aig4 coltello d'amore di virt e odio del peccato serve a divellere le spine dei peccati1 #df --,coltello di due tagli1 cio odio del vizio e amore di virt1 serve a tagliare la propria sensualit1 #hi4 comandamenti della legge stanno solamente in due3 amare ,dio e il prossimo1 #ajc4 comandamenti e consigli--,osservando attualmente i primi e mentalmente gli altri1 si sta nella carit comune1 #hi --,osservati attualmente entrambi1 si sta nella carit perfetta1 #hi1 #aja1 #ajf1 #cea1 #cga4 comunione spirituale--,per mezzo della preghiera e del desiderio1 #abd1 #abe1 #abh4 confessione-- obbligatoria quando possibile1 #adc4 conoscimento di s--,deve attribuirsi a lume divino1 #ad --,purifica le macchie dell'anima1 #e --,conduce a gustare la verit eterna1 #g --,umilia l'uomo e gli fa conoscere il suo non essere1 ivi --,toglie la nuvola dell'amor proprio1 ivi --,conduce al conoscimento di ,dio1 #ca --,fa venire l'uomo a virt1 #hj --,s'acquista nel tempo della tentazione1 ivi4 --,deve esser condito col conoscimento di ,dio1 #aci4 consigli--,v4 comandamenti4 contrizione perfetta soddisfa alla colpa ed alla pena1 #f --,imperfetta soddisfa solo alla colpa1 #i4 corpo--,sua gravezza impedimento allo spirito1 #afj1 #afa --,glorificato perde la sua gravezza1 #ge4 ,corpo di ,cristo--,paragonato al sole1 #bbj a #bbd4 coscienza--,paragonata ad un cane1 perch ci avverte delle nostre colpe1 #h1 #bgg1 #bhe --,stimolo di coscienza dato da ,dio ai peccatori perch si convertano1 #ahe1 #ahf --,verme di coscienza si nutre nell'albero di morte 7cio il peccatore7 ed accecato dall'amor proprio1 #fa4 creatura--,pel peccato perd la dignit nella quale ,iddio l'avea posta1 #cb4 creazione--,ogni cosa stata creata in servigio dell'uomo1 e l'uomo per ,dio1 #ea1 #eb --,provvidenza divina nella creazione1 #cjc --,e nella incarnazione1 #cjd4 ,cristo--,salvatore del mondo con l'incarnazione1 #ce --,ci manifesta ,iddio1 #aae --,medico1 cur le nostre infermit1 bevendo per noi l'amara medicina1 #ce --,ponte1 v4 allegoria --,fonte d'acqua viva1 #ajj1 #aja1 #aje --,vite1 #df1 #dg1 #ccc --,incudine1 #ea1 #cfg -- una cosa con ,dio ,padre1 #ach --,esempio di perfezione1 #bjj --,ogni cosa che disse era detta in generale a tutti1 presenti e futuri1 #aag --,un la legge del timore con quella dell'amore1 #ajh --,sulla croce era beato e doloroso1 #aeb --,levato in alto1 ogni cosa trasse a s1 #ea --,niuno pu andare al ,padre se non per lui1 #aja --,libro glorioso ove trovansi scritte tutte le virt1 #cfe4 ,cristo in terra4 ,v4 ,pontefice4 crudelt che i peccatori usano al prossimo verso l'anima e verso il corpo1 #ac4 cuore dell'uomo tratto per amore1 #ea --,niuno pu giudicare l'occulto cuore dell'uomo1 #bjc4 ,dannati--,non perdono l'essere per verun tormento1 #cg --,loro tormenti1 #fi a #gi4 demni--,ministri di ,dio nel provare gli uomini in questa vita1 e nel crociare i dannati1 #gi1 #hj --,aborriscono l'impudicizia1 #fb --,si trasformano in angeli di luce per ingannare le anime2 modo di riconoscerli1 #acf1 #acg --,non possono nuocere ai giusti in punto di morte1 #bhf4 demonio--,padre della bugia1 #ed --,ci fa vedere molte verit per condurci alla bugia1 #bjf --,invita gli uomini all'acqua morta1 #gi1 #ic4 desidri de' servi di ,dio sono un legame che costringe ,iddio a misericordia1 #ch4 desiderio dell'anima--,soddisfa alla colpa e alla pena1 #e1 #f --,vale ed ha in s vita per ,cristo1 #f --,rapito da ,dio1 #e --,desiderio di soffrire grato a ,dio1 #aa --,del desiderio infinito dell'anima1 #agi1 #ahj4 difetti e virt si fanno col mezzo del prossimo1 #aa4 diletti del mondo fuggono come l'acqua1 #ec1 #ed --,paragonati ad uno scorpione1 #hb1 #hh4 discrezione--,sua definizione1 #bb --,sua radice il conoscimento di s e di ,dio1 ivi --,non fa danno di colpa a s per fare utilit al prossimo1 #bf --,d a ,dio amore infinito e senza modo1 e al prossimo con modo4 perseverante1 forte1 prudente4 lume che dissolve le tenebre dell'ignoranza4 ,condisce tutte le virt4 ,si rende signora del mondo1 spregiandolo1 #bg4 disobbedienza di ,adamo serr la porta del cielo1 #cfd4 disperazione-- il pi grave peccato1 #fh1 #bij --,come ,dio la combatte1 #bia4 ,domenico 7s47-- una delle colonne della ,chiesa1 #cgg --,fondatore d'ordine1 #cge1 #cgf --,maledice i religiosi che vogliono possedere1 #cge --,pone il fondamento del suo ordine sul lume della scienza1 ivi4 doni di ,dio distribuiti differentemente agli uomini1 e perch1 #af1 #cdc4 dote che l'uomo ha ricevuta da ,dio1 e che a lui deve tornare1 cio le tre potenze dell'anima1 #aj4 dottrina di ,cristo-- ferma e stabile perch procede da ,dio1 #eg --,fu confermata dallo ,spirito santo e dagli apostoli1 e dichiarata nel sangue dei martiri1 #ef -- navicella che trae l'anime fuori del mare tempestoso della vita1 #ef4 ,elementi--,obbediscono agli obbedienti1 #cih4 ,eliseo--,figura di ,cristo1 #caf4 estasi--,sua descrizione e sua causa1 #aed --,dee l'anima sforzarsi di abbandonarla per obbedienza1 #cii4 ,eucaristia--,contiene tutta la divinit e tutta l'umanit di ,cristo1 #bba -- lume che si comunica a tutto il mondo1 #bba --,non si divide per la divisione dell'ostia1 n diminuisce per la partecipazione di tutti i fedeli1 #bbb --,richiede purit in chi la ministra e in chi la riceve1 #bef --,quelli che la ricevono ne partecipano pi o meno secondo la misura dell'amore con cui la ricevono1 #bbb1 #bbc --,effetti di essa nell'anima1 #bbg1 #bbh --,di quelli che la ricevono indegnamente1 #bbc4 ,falso cristiano-- pi punito che un pagano1 #cg4 fame dell'onore di ,dio e salute del prossimo1 data da ,dio ai servi suoi perch lo costringano a misericordia1 #ch4 fatiche--,desiderio di sopportarle in salute dell'anime molto piacevole a ,dio1 #aa --,in qual modo debbono offrirsi a ,dio1 #bi --,son piccole in questa vita per la piccolezza del tempo1 #hf --,non sono sentite dai servi di ,dio1 #hd4 fede--,vestimento datoci nel battesimo1 #eg1 #aif --,pupilla dell'occhio dell'intelletto1 #he1 #hg --,fede viva si conosce nella perseveranza1 #abc --,fede senza opere morta1 #hg4 fiducia in ,dio--,quanto sia dolce1 #cba --,deve aversi anche per le cose temporali1 #cai4 filosofi--,gettavano da s le ricchezze1 perch il pensiero di esse non occupasse il loro cuore1 #fb --,si conservavano continenti per meglio studiare1 ivi4 fiume tempestoso-- la vita terrena4 ,in esso affogano i mondani1 #hb1 #hc4 --,alcuni cominciano a uscirne1 ma si lasciano abbattere dai venti1 che li fanno ricadere1 #id1 #ie4 fortezza--,una delle virt fondate nella carit1 #adg --,fondata in odio santo della propria sensualit1 #ahh4 ,francesco 7s471 #cgd4 frutto del sangue di ,cristo il perdono1 la grazia del lume1 il premio1 #h1 #df --,il frutto della pena di ,cristo infinito1 bench la pena sua fosse finita1 #adc4 ,giardino della ,chiesa dimesticato dai sacerdoti virtuosi1 e inselvatichito dai cattivi1 #bec4 ,giezzi--,figura di ,mos1 #caf4 ,giovanni ,battista1 #abg4 ,giovanni evangelista acquist lume soprannaturale sul petto di ,cristo1 #aib4 ,girolamo 7s47--,una delle lucerne della santa ,scrittura1 #afc --,uno dei dottori che ha dato lume nella ,chiesa1 estirpando gli errori1 #bdj4 giudizio--,del ritegno che si deve avere nel giudicare altrui1 #bjb1 #bjc --,l'anima giudica s con giusta sentenza nell'estremit della morte1 #hj1 #ha --,giudizio del prossimo deve darsi con modo1 e quale1 #bjf1 #bjg1 #bjh --,falso giudizio del mondo verso ,dio1 #fe a #fh1 #ahb2 verso il prossimo1 #ahb4 giudizio universale1 #ga4 giusti--,anche in questa vita hanno miglior partito che i peccatori1 #ic4 giustizia--,margarita che riluce nei buoni prelati4 ,necessit di essa nella legge divina e nella legge civile1 #bdb4 gloria e loda del nome di ,dio dee cercarsi nella salute delle anime1 #db -- resa a ,dio da tutte le creature1 vogliano esse o no1 #aef2 e dai demni1#aeg --,questa verit non conosciuta se non dall'anima sciolta dal corpo1 #aeh --,la gloria e loda di ,dio riposo dei servi suoi1 #beh4 grazia divina--,seme ricevuto nel battesimo1 #dg1 #dh --,data nei sacramenti secondo la misura del desiderio1 #bbc4 ,gregorio 7s47--,sua sentenza1 #aci --,ha dato lume nella ,chiesa con la scienza e con specchio di vita1 #bdj4 ,iddio-- colui che 1 #dj1 #hg1 #ajb1 #bdd --,vita durabile1 #bjd --,carit1 #bi --,mare pacifico1 che solo pu comprendere s1 #ajd1 #bbg1 #djj --,ci ha amati senza essere amato da noi1 #bag --,ci ha creati senza noi1 ma non ci salva senza noi1 #bde1 #cfg -- tutt'uno con l'uomo1 se questi non si diparte da ,dio per la colpa1 #cj1 #cc --,bene infinito1 vuole amore infinito1 #f1 #ahj --,vuole infinito dolore delle nostre offese1 #f --,si diletta di poche parole e di molte operazioni1 #bd --,vuole la prova della virt al tempo del bisogno1 ivi --,si lamenta della lebbra che infesta la ,chiesa1 #cc --,promette la riformazione della ,chiesa per le orazioni de' servi suoi1 #ch --,paragonato a un albero1 #hb -- condisceso alle passioni e debolezze umane1 #ia --,egli solo pu saziare l'uomo1 #ib4 impazienza--,midollo della superbia1 #bgc -- segno della inobbedienza1 #cfh4 imperfetti--,servono ,dio per proprio interesse1 #aaa --,vogliono andare a ,dio ,padre senza portare la croce del ,figliuolo1 #ada1 #adb4 inchinamento al peccato--,rest nella natura umana dopo la colpa di ,adamo1 come la cicatrice di una piaga1 #ce1 #cf --,indebolito dal battesimo1 pu essere frenato dalla buona volont1 ivi4 incontinenza--,offusca l'occhio dell'intelletto1 #fb1 #cge1 #cgf4 inferno--,suoi quattro tormenti1 #fi a #ga4 inganno ossia illusione di quelli che amano ,dio per proprio interesse1 spirituale o temporale1 #acj a #acd1 #aaj1 #aaa4 ingiurie--,bisogna amare il prossimo anche quando ci fa ingiuria1 #cga --,varie ingiurie che si commettono verso il prossimo1 #ac --,le ingiurie del mondo a ,dio e ai servi suoi saranno rimeritate con la riformazione della ,chiesa1 #bi1 #cj --,nel ricevere ingiuria non si dee giudicare la persona che la fa1 ma la volont di ,dio che la permette1 #bjc4 ingiustizia verso ,dio e verso il prossimo1 #fd1 #fh1 #fi --,procede dall'amor proprio1 #beb1 #bec4 iniqui--,paragonati ad un morto2 detti alberi di morte1 #fj1 #fa --,loro frutti1 #fa4 intelletto--,occhio dell'anima4 ,la sua pupilla la fede1 che gli fu posta nel battesimo4 accecata dall'infedelt1 #he1 #hf1 #hg --,l'intelletto la pi nobile parte dell'anima1 #ig -- mosso dall'amore1 #ih --,accecato dall'amor proprio1 #he a #hh4 ,lagrime tratte dalla divina carit laveranno la faccia della sposa di ,cristo1 #ch --,lagrime dei servi di ,dio mitigano l'ira divina1 #ch1 #dj4 lagrime--,cinque maniere di lagrime1 #afi1 #agj --,ie lagrime3 di morte1 #agj --,,iie lagrime 7prime di vita73 di timore1 #agj1 #aga --,,iiie lagrime 7seconde di vita73 imperfette1 #aga --,,ive lagrime 7terze di vita73 perfette1 #aga1 #agb --,ve lagrime 7quarte di vita73 di dolcezza1 #agb1 #agc4 lagrime di fuoco1 #agh --,infinite per l'infinito desiderio dell'anima1 #agi --,lagrime dei mondani2 loro frutti1 #aha a #ahc --,frutto delle lagrime di vita1 #ahg a #aic4 lavoratore--,dio ,padre che piant la vite del suo ,figliuolo nella terra dell'umanit1 #df4 ,lazzaro1 povero1 pi felice del ricco dannato1 #cef --,sosteneva minori pene1 perch in lui era morta la volont1 ivi --,come era aiutato dalla ,provvidenza1 ivi4 legge perversa1 ossia la sensualit1 si addormenta per l'affetto di virt1 ma non muore nell'uomo1 #aic --,ci fu data per conservarci nell'umilt1 #aif --,impugna contro lo spirito1 #ad1 #hd --,non costringe a colpa di peccato1 #aig --,lamento di s4 ,paolo contro di essa1 #afj4 legge del timore--,compiuta con la legge dell'amore1 #ajh4 libero arbitrio--,per esso l'uomo ha la scelta del bene o del male1 #cf --,mano del libero arbitrio1 #i --,il libero arbitrio lavoratore nella vigna dell'anima1 #de -- legato in mezzo fra la sensualit e la ragione1 #ii --,giunta l'anima a perfezione1 il libero arbitrio si scioglie dalla sensualit e legasi con la ragione1 ivi4 lingua--,ci fu data per rendere onore a ,dio1 per confessare i nostri difetti e per adoperarla in salute del prossimo1 #ahc4 ,lorenzo 7s47--,motteggia il tiranno nel suo martirio1 #cee4 lucerne della ,chiesa3 gli apostoli1 i martiri1 i confessori1 i dottori1 #ef1 #bei4 lume--,tre lumi escono da ,dio1 vero lume1 #aie --,lume generale1 ivi --,lume di ragione1 #aif --,secondo lume1 #aih1 #aii --,terzo lume1 #aii a #bjd --,lume soprannaturale nel vecchio ,testamento1 #afc1 #afd --,oscurato dall'amor proprio1 #afe --,lume della grazia non pu esser diviso1 #bci --,lume infuso sopra il lume naturale1 #afc --,effetto di esso nei santi1 #afd --,lume della fede acceso nel battesimo e spento col vento della superbia1 #fg4 ,mansioni--,sono molte nella casa di ,dio1 #af1 #bjb4 mare pacifico--,v4 ,iddio4 margarita della giustizia riluce nei virtuosi prelati1 #bda --,margarita nascosta e calpestata dal mondo l'obbedienza1 #cfi4 ,maria--,chi ha riverenza a ,maria non sar tolto n divorato dal demonio1 #cac -- posta da ,dio come un'esca a pigliare le creature ragionevoli1 ivi4 mrtiri--,la loro morte dava vita1 #ahi4 ,matteo 7s47--,abbandona le ricchezze per seguire ,ges1 #ceb4 memoria--,una delle tre potenze dell'anima4 ,v4 potenze --,quando piena di ,dio1 non bussa per impazienza n per disordinata allegrezza1 #ajc4 misericordia--,principio della creazione e della redenzione1 #ei --,governa tutto il mondo1 ivi --,discese di cielo in terra nella incarnazione1 #ec --,suoi effetti sull'uomo e sue lodi1 #ei --,suoi benefizi anche agl'iniqui1 #fc -- maggiore di tutte le colpe dell'uomo1 #bha1 #bhb1 #bij --,non verr mai tolta a chi vorr sperare in essa1 #bha --,non conceduta all'uomo perch ne abusi offendendo1 #bij --,mentre che l'uomo vive1 gli tempo di misericordia1 morto1 gli sar tempo di giustizia1 #ajh4 mondani--,non si correggono1 perch non credono in verit che ,dio li vede1 #bcg --,sono percossi da quattro venti1 #ahd4 mondo--,non ha conformit con ,dio1 #cj --,perseguit il ,figliuolo di ,dio e perseguita i servi suoi1 ivi --,li perseguita invano1 #aeb --,rende gloria a ,dio1 voglia esso o no1 #aef --,delle tre reprensioni che ,dio fa al mondo1 #ff a #gb --,follia degli uomini del mondo1 #cbg4 morte--,l'uomo di sua natura la teme1 #bhe --,fu vinta da ,cristo sulla croce1 #ei --,differenza della morte dei giusti da quella dei peccatori1 #bhd1 #bhh1 #bhi4 morti a grazia--,loro stato1 #fj1 #fa4 ,natura umana--,resa capace di satisfare le sue colpe in virt della natura divina1 #ce --,per l'unione che ,iddio fece di s in lei1 ha ricevuto una dignit superiore a quella dell'angelo1 #bbj4 ,obbedienza--,compitamente trovasi in ,cristo1 #cfc --,la sua obbedienza consum la disobbedienza di ,adamo1 #fe1 #cjd -- la chiave che apre il cielo1 #cfd1 #cff -- sorella della pazienza1 #cfd --,comprende tutte le virt1 ivi --,lodi dell'obbedienza1 #cfh --,l'obbedienza generale ai comandamenti1 #cga --,dell'obbedienza particolare1 #cgb --,obbedienza al vicario di ,cristo1 necessaria alla salvezza1 #cfd4 occhio dell'anima--,v4 intelletto4 operazioni finite possono rendersi infinite per affetto della carit1 #f1 #be --,operazioni morte1 cio compiute in peccato mortale1 #hg4 orazione--,fondata nel conoscimento di ,dio e di s1 illumina l'anima della verit e l'unisce con ,dio1 #c --,con l'orazione acquistasi ogni virt1 #abd -- un'arme con che l'anima si difende da ogni avversario1 #abc --,dell'orazione vocale e mentale1 #abe1 #abg1 #abh --,la preghiera mentale fa partecipare virtualmente al ,corpo e al ,sangue di ,cristo1 #abh --,il conoscimento di s e di ,dio orazione continua1 #aah --,le opere che si fanno per amore del prossimo sono orazione1 #abi --,l'orazione perfetta non s'acquista con molte parole1 #abh --,l'orazione dei servi di ,dio costringe ,iddio a far misericordia al mondo1 #h1 #i1 #ch1 #db -- un debito che abbiamo verso il prossimo1 #bc --,l'orazione offerta a ,dio per la salute del prossimo incenso odorifero1 #afh4 ordine di s4 ,domenico paragonato ad una navicella con tre funicelli1 #cge --,la sua regola larga e gioconda1 #cgf --,carattere particolare del suo ordine1 #cge4 ordini religiosi--,stabiliti per coloro che aspirano alla perfezione1 #cgb1 #cgc --,differenze loro1 #cgd1 #cge --,cause della loro prosperit e decadenza1 #cgc1 #cgd4 ,pace--,si trova dopo la vittoria di se stessi1 #ej1 #adf1 #adg1 #aea1 #aij -- frutto della pazienza1 #ahh4 ,paolo 7s47--,sua conversione1 #aei --,ottenuta per le orazioni di s4 ,stefano1 #ahb --,suo desiderio di essere sciolto dal corpo1 #aee1 #afj --,sue parole1 #f1 #be1 #bf1 #abi1 #aej1 #agh1 #aib4 parole--,danno che producono1 #ahc --,pi penetranti del coltello1 ivi4 ,passione di ,cristo--,il suo merito infinito1 e infinito il frutto1 #adc1 #add --,gli uomini ne abusano1 #bfe4 passione sensitiva1 cio la sensualit1 dev'essere conculcata sotto la ragione1 #ad4 passioni--,permesse da ,dio ne' suoi santi per accrescerne la virt1 #fg4 pazienza--,reina di tutte le virt1 #adi --,sta nella rcca della fortezza1 #ahi -- il midollo della carit1 #bd1 #adi --,si prova nelle pene1 #aa -- la prova di tutte le virt1 #ahi -- il segno dimostrativo che ,dio nell'anima1 #bd --,frutto della pazienza1 #ahh --,suo elogio1 #adi1 #ahi4 peccato--,consiste in amare quello che ,iddio odia e in odiare quello che ,iddio ama1 #aig --,sua cagione l'amor proprio sensitivo1 #aig1 #bci --,il peccato originale lasci nella natura umana l'inchinamento al peccato e ogni difetto corporale1 #ce1 #cf --,per esso la creatura trov ribellione a se medesima1 #dc --,peccato attuale e mentale1 #ab --,si partorisce nel prossimo1 #ac1 #ad1 #ag --,il peccato non cavelle1 #dj1 #fa1 #ahe --,peccato che non si perdona la disperazione1 #fh --,la considerazione del peccato deve essere unita a quella della bont di ,dio1 #abe1 #abf --,non si dee commetter peccato nemmeno per fare il bene1 #bg4 peccatori--,sono alberi di morte1 che tengono la radice nella superbia1 #fa --,loro follia nell'andare alla morte eterna cantando1 #cbg --,per la carit di ,dio e per le orazioni dei suoi servi vengono a conoscimento e contrizione dei peccati1 #h4 pene di questa vita--,non tutte date per punizione1 ma per correzione1 #e --,non valgono ad espiare la colpa senza la vera contrizione1 #e1 #f1 #bh --,per la virt della carit sono sufficienti a soddisfare le proprie colpe e le altrui1 #h --,nei perfetti soddisfano alla colpa e alla pena3 nei generali 7uomini di virt comune7 soddisfano soltanto la colpa1 #aj --,sostenute per la salute delle anime1 sono molto accette a ,dio1 #aa --,necessarie per giungere a virt1 #aij --,ai perfetti le pene sono un piacere1 #aej4 penitenza-- strumento di virt1 ma non virt1 #ba1 #bji1 #baj --,dee farsi con discrezione1 #ba -- cosa finita1 e perch1 #be -- chiamata da ,caterina strumento di fuore1 #bab1 a contrapposto delle virt intrinseche de l'anima1 #ba --,non tutti possono fare la penitenza1 #be1 #baj4 perfezione--,non consiste nella penitenza1 ma nella virt1 #bd a #bf --,non sta solo in macerare il corpo1 ma in uccidere la propria volont1 secondo s4 ,paolo1 #be1 #bf1 #baj --,anche i mondani sentono la piacevolezza dei perfetti1 #cdb4 persecuzioni--,sostenute dai servi di ,dio per la salute delle anime1 sono molto grate a ,dio1 #db4 perseveranza--,conduce alla morte o alla vita per mezzo del vizio o della virt1 #ajj --,riceve gloria e corona di vittoria in ,dio1 #aja4 pesca miracolosa--,spiegata allegoricamente1 #cci1 #cdj4 piaceri del mondo--,v4 allegoria dell'albero1 #hb1 #hc4 pianto--,v4 lagrime4 pietre delle virt--,v4 allegoria del ponte1 #db a #dd4 ,pietro 7s47--,primo pontefice1 #bca --,ha dato lume nella ,chiesa con la predicazione e col sangue1 #bdj --,rinneg ,cristo perch lo amava ancora d'amore imperfetto1 #aaa --,pianse1 ma di pianto imperfetto1 #aaf --,il suo amore e quello degli altri apostoli fu imperfetto fino alla ,pentecoste1 #aaf4 ,pietro martire 7s47--,scrive il credo col suo sangue1 #cgg4 ,pilato--,fece uccidere ,cristo per il perverso timore di perdere la signoria1 #bcd4 ponte--,v4 allegoria del ponte1 #db a #dd4 ,pontefice--,chiamato da ,caterina ,cristo in terra1 #bca1 #bcb1 #bfi --,chi fuori della sua obbedienza sta in stato di dannazione1 #cfd --,deve punire la simonia1 #bfi4 potenze dell'anima--,quali sono1 #aj --,sono la dote data all'anima da ,dio1 e che a ,dio deve tornare1 ivi --,accordate l'una con l'altra1 #ea --,se non sono congregate1 non pu l'anima avere perseveranza1 #ajj --,iddio si trova nel mezzo di esse quando sono congregate1 #ajc --,raffigurate nei tre scaloni del ponte allegorico1 #ajj1 #ajd1 #aje1 #dja4 povert di spirito-- di quelli che osservano i comandamenti e i consigli1 #cea a #cef --,cristo ne dtte il primo esempio #ceb1 #cec --,i veri poveri di spirito sono poveri1 ma non mendchi1 #cde --,quei poveri1 che non hanno lo spirito della povert1 sono ricchi quanto a desiderio1 ivi4 predicatori--,posti perch annunzino la parola di ,dio1 ed essi gridano solo col suono della parola1 e per non fanno frutto1 #bfj --,la gittano con parlare polito1 ma non schietto che attenda a pascere l'anime1 #chh4 prelati--,sono obbligati di correggere i sudditi senza timore servile1 #bda1 #bdb4 presunzione1 #bjf --,infermit occulta1 #bag --,presunzione nella misericordia di ,dio1 #ie1 #if1 #bhi4 prosperit4 ,v4 venti --,distoglie dalla virt1 #ie --,non cattiva in s1 #ahd4 prossimo--,iddio ha posto il mezzo del prossimo1 acciocch si faccia a lui quello che non si pu fare a ,dio1 #aai1 #agd --,dobbiamo amarlo con discrezione1 non facendo male di colpa a noi per utilit altrui1 #bg --,dobbiamo sovvenirlo spiritualmente e temporalmente1 #ab --,l'amore del prossimo dev'esser bevuto in ,dio1 #aah1 #aai --,il prossimo il mezzo con cui si compiono tutte le virt e tutti i difetti1 #aa a #ae4 ,provvidenza--,non manca mai n ai perfetti n agl'imperfetti1 #cjh --,ingiusti lamenti contro la ,provvidenza1 #caa --,anche il solo lume naturale basta a farci conoscere la provvidenza di ,dio1 #cjh --,accecamento di quelli che non sperano in essa1 #cad1 #cai1 #cbj4 purit perfetta--,modo di pervenirvi1 #bjc4 ,regno di ,dio1 cio la buona e santa vita1 #cai4 ricchezze e stati del mondo--,debbono possedersi come cosa prestata1 #hi a #ib --,i filosofi le spregiavano per non averne impedimento ad acquistare la scienza1 #cdh4 ricco epulone--,per qual cagione temeva la dannazione dei suoi fratelli1 #gb4 riformazione della ,chiesa--,sar data non con guerra n con coltello n crudelt1 ma con pace e quiete1 lagrime e sudori de' servi di ,dio1 #ch1 #afg1 #djb4 riprensione--,in che modo debba riprendersi il prossimo1 #bjf1 #bjg1 #baa1 #bab4 ,sacerdoti--,loro dignit1 #bbj1 #bca --,dell'eccellenza dei virtuosi sacerdoti1 #bch a #bdg --,quali dovrebbero essere gli eletti al sacerdozio1 #bfi1 #bgj --,debbono essere sovvenuti dai fedeli nelle cose temporali1 #bcj --,di questa sostanza debbono farsi tre parti1 ivi --,le colpe dei sacerdoti non diminuiscono la virt dei sacramenti1 #bca --,della riverenza che si deve ai sacerdoti1 buoni o cattivi che siano1 #bdg a #bdi --,non vogliate toccare i miei unti1 #bcb1 #bie --,iddio reputa fatta a s la persecuzione che si fa a loro1 ivi --,questa colpa pi grave di qualunque altra1 #bcc --,dei difetti degli iniqui sacerdoti1 #bdi a #bhd4 sacramenti--,loro virt viene dal sangue di ,cristo1 #bca --,sacramento del ,corpo di ,cristo manifestato a ,caterina1 #bbe1 #bbf --,purit che richiede in chi lo ministra e in chi lo riceve1 #bef4 sacrifizio--,in che modo dee farsi a ,dio sacrifizio di noi1 #bi4 sangue di ,cristo--,dato largamente a tutta l'umana generazione1 #bfg --,dato a ministrare al vicario di ,cristo1 #abd1 #bca --,sparso per darci vita1 spesso occasione di morte pei nostri peccati1 #cc1 #cd4 scienza--,s'ottiene con l'orazione pi che con lo studio1 #aib --,pu essere avvelenata dalla superbia1 #bgj4 ,scrittura 7s47--,interpretata dai santi della ,chiesa1 #afc --,non compresa se non letteralmente dai superbi1 #afe1 #bei4 sdegno--,lo sdegno verso il prossimo discosta l'anima da ,dio e toglie talvolta anche la grazia1 #bjc4 sensualit-- contraria allo spirito1 #aif --,dee conculcarsi sotto la ragione1 #ad1 #aci --,si taglia col coltello di due tagli1 cio odio del vizio e amore della virt1 #hi --,due parti sono in noi3 la sensualit e la ragione2 la sensualit serva1 ed posta per servire all'anima1 #ii --,l'obbediente la signoreggia1 #chj4 servi di ,dio--,chiamati a cercar la gloria di ,dio nella salute delle anime1 #db --,seguitando la dottrina di ,cristo partecipano della sostanza del ,verbo1 #dg --,sono potati con molte tribolazioni per prova e accrescimento di virt1 #dg4 ,silvestro 7s47--,sua disputa sulla fede1 #bdj --,suo coraggio innanzi l'imperatore ,costantino1 #bde4 similitudine--,del vasello e dell'acqua che si presenta al signore1 #bi4 --,della donna che d alla luce il figliuolo1 #bh1 #hg4 --,dello specchio1 #ca4 --,della blia che prende la medicina1 #ce4 --,del vasello pieno o vuoto1 #ajd4 --,della mosca e della pignatta1 #agf4 --,della fornace e dell'acqua1 #ahj4 --,del vasello e del mare1 #djj4 --,della candela bagnata1 #bbc1 #bbd4 --,del lume e delle candele1 #bbb4 --,della candela senza il lucignolo1 #bbb1 #bbc4 --,dello specchio che si rompe1 #bbb4 --,del sole1 #bbj1 #bba4 --,del vasello a cui si beve nella fonte1 #aah1 #aai4 --,del tizzone e della fornace1 #aec4 --,del suggello e della cera1 #bbg1 #bbh4 --,della navicella nel mare tempestoso1 #ahh4 --,della navicella degli ordini religiosi1 #cgb1 #cgc4 --,del giardino1 #acj4 --,della porta con lo sportello1 #cgh a #chj4 --,del cane che fa la guardia1 #bhe4 spine e triboli della vita a chi nocciano1 #he1 #ib1 #ic4 ,spirito santo--,certific la dottrina di ,cristo1 #ef --,venne1 accompagnato con la potenza del ,padre e con la sapienza del ,figliuolo1 #eg --,serve coloro che amano perfettamente ,dio1 #aea1 #aeb --,geme coi giusti1 #agh4 stati dell'anima--,v4 allegoria del ponte4 stato--,in qualunque stato l'uomo pu servire a ,dio1 #ij1 #ia1 #aje4 ,stefano 7s471 #cee--,le sue preghiere ottengono la conversione di s4 ,paolo1 #ahb4 strada del cielo fu rotta da ,adamo1 #dc4 superbia--,sua descrizione1 #fc --,tutti i vizi sono conditi dalla superbia1 come le virt dalla carit1 #bgb --,fa perdere il conoscimento1 #bge --,una delle tre colonne di vizi onde procedono tutti gli altri1 #bfc1 #bgi4 ,talpa--,v4 avari4 tempo-- quanto una punta d'ago1 #hf4 tentazioni e loro utilit1 #gi1 #hj1 #agf1 #agg4 timore--,timore santo1 #ajg --,timore servile1 #id1 #ajf1 #ajg1 #aji --,suoi effetti sull'uomo1 #ahd4 ,tommaso 7s471 #afc1 #aib1 #bdj4 tralci1 cio i fedeli1 uniti con la vera vite1 il figliuolo di ,dio1 #df --,ogni tralcio1 che non fa frutto1 sar tagliato1 #df1 #dg4 tribolazioni--,i servi di ,dio debbono sostenerle per gloria e loda del nome suo1 #h --,date all'uomo per migliorarlo1 come la potatura alla vite1 #dg1 #he1 #ccc4 ,trinit--,l'uomo per le sue tre potenze immagine della ,trinit1 #cb4 ,umilt--,trovasi nel conoscimento di s1 #ad1 #bb --,esce dall'odio di s1 #aaf -- blia della carit1 #g --,nutrice della obbedienza1 #cfe --,virt piccola1 #cgh -- la via pi sicura per conservare l'obbedienza1 #chc --,l'uomo umile con santa coscienza miglior consigliere dell'anima che il superbo letterato1 #afe4 uomo--,fatto libero perch signoreggi la propria sensualit1 #cf --,dopo aver ribellato a ,dio1 trov ribellione a se medesimo1 #dc --,per la ribellione a ,dio perdette la sua dignit1 #cb --,non pu sottrarsi a ,dio1 ma ci sta o per giustizia o per misericordia1 #dj1 #da --,non pu appagarsi che in ,dio1 perch le cose create sono tutte minori dell'uomo1 #ib1 #ahd --,uomo vecchio3 ,adamo2 uomo nuovo3 ,cristo1 #djc4 usurai--,vendono il tempo al prossimo1 #bfh4 ,venti di prosperit1 di avversit1 di timore e di coscienza percuotono i mondani1 #ahd1 #ahe4 ,verbo--,v4 ,cristo4 verit di ,dio che fummo creati per la vita eterna1 #dc1 #aia1 #djb1 #djc --,ci manifestata col sangue di ,cristo1 #aia1 #djc4 via della bugia--,vi si passa con fatica4 ,chi va per essa gusta l'arra dell'inferno1 #ed1 #ee4 via della verit--,per essa si va con fatica2 ma dilettevole1 #ed --,chi va per essa partecipa1 anche in questa vita1 al bene della vita durabile1 #ed1 #ee4 vicario di ,cristo--,tiene la chiave del ,sangue1 #abd4 vigilia corporale e spirituale1 #aah4 virt--,non si giunge a lei se non per conoscimento di s1 #hj --,e il bene e la cagione del bene1 #aig --,nei giusti perfetti passa la natura1 #bhe --,le virt hanno vita da ,cristo1 #f1 #eb --,si compiono col mezzo del prossimo1 #aa --,sono tutte legate nell'affetto della carit1 #af --,si provano e fortificano con i loro contrari1 #ag1 #hj --,se al tempo che son provate con molti contrari non fanno buona prova1 non sono virt in verit fondate1 #ah --,sono le pietre murate nel ponte mistico1 #eb1 #ec --,le virt intrinseche sono tutte operative1 #ba4 vita attiva e contemplativa stanno insieme come l'orazione mentale e la vocale1 #abh4 vizi--,atterrano il cielo dell'anima1 #fc --,contrapposto di vizi e di virt1 #chj4 volgere il capo addietro a mirare l'aratro1 #bi1 #adh4 --,allude al detto dell',evangelo 7,luca1 ,,ix1 #fb73 ,nessuno che1 dopo aver messa la mano all'aratro1 volga indietro lo sguardo1 buono pel regno di ,dio4 volont-- forte e libera1 #gi --,quanto male pu venire da lei1 #cbh a #ccj --,iddio la fortifica nelle tentazioni1 #ace1 #agg --,posta in mano al demonio1 un'arme con la quale ci percuote e uccide1 #gi4 volont spirituale1 #aii4 volont sensitiva1 disordinata1 la sola cosa che d pena all'uomo1 #he1 #ahh --,deve uccidersi con l'odio della propria sensualit1 #bf1 #bhd1 #bhe --,nei santi morta1 #he1 #adf --,essi son vestiti di quella di ,dio1 #ia1 #adf --,la loro volont pienamente appagata1 #hd4 ,,indice ,i4--,come l'anima per orazione s'unisce con ,dio1 e come questa anima1 de la quale qui si parla1 essendo levata in contemplazione1 faceva a ,dio quatro petizioni pag4 #c ,,ii4--,come el desiderio di questa anima crebbe1 essendole mostrato da ,dio la necessit del mondo #d ,,iii4--,come l'operazioni finite non sono sufficienti a punire n a remunerare senza l'affecto de la carit continuo #e ,,iv4--,come el desiderio e la contriczione del cuore satisfa a la colpa e a la pena in s e in altrui1 e come tale volta satisfa a la colpa e none a la pena #f ,v4--,come molto piacevole a ,dio el desiderio di volere portare per lui #aa ,,vi4--,come ogni virt e ogni defecto si fa col mezzo del proximo ivi ,,vii4--,come le virt s'aoperano col mezzo del proximo1 e perch le virt sono poste tanto differenti ne le creature #ad ,,viii4--,come le virt si pruovano e fortificano per li loro contrari #ag ,,tractato ,,de ,,la ,,discrezione ,,ix4--,qui comincia el tractato de la discrezione4 ,e prima1 come l'affecto non si die ponere principalmente ne la penitenzia ma ne le virt4 ,e come la discrezione riceve vita da l'umilit1 e come rende ad ciascuno el debito suo #ba ,x4--,similitudine come la carit1 l'umilit e la discrezione sono unite insieme2 a la quale similitudine l'anima si debba conformare #bc ,,xi4--,come la penitenzia e gli altri exercizi corporali si debbono prendere per strumento da venire a virt e non per principale affecto4 ,e del lume de la discrezione in diversi altri modi e operazioni #bd ,,xii4--,repetizione d'alcune cose gi decte1 e come ,dio promecte refrigerio a' servi suoi e la reformazione de la sancta ,chiesa col mezzo del molto sostenere #bh ,,xiii4--,come questa anima per la responsione divina crebbe insiememente e manc in amaritudine2 e come fa orazione a ,dio per la ,chiesa sancta sua e per lo populo suo #cj ,,xiv4--,come ,dio si lamenta del popolo cristiano1 e singularmente de' ministri suoi1 toccando alcuna cosa del sacramento del ,corpo di ,cristo e del benefizio de la ,incarnazione #cc ,,xv4--,come la colpa pi gravemente punita doppo la passione di ,cristo che prima1 e come ,dio promecte di fare misericordia al mondo e a la sancta ,chiesa col mezzo dell'orazione e del patire de' servi suoi #cf ,,xvi4--,come questa anima cognoscendo pi de la divina bont1 non rimaneva contenta di pregare solamente per lo popolo cristiano e per la sancta ,chiesa1 ma pregava per tucto quanto el mondo #ch ,,xvii4--,come ,dio si lamenta de le sue creature razionali e maximamente per l'amore proprio che regna in loro1 confortando la predecta anima ad orazione e lagrime #ci ,,xviii4--,come neuno pu uscire da le mani di ,dio1 per che o egli vi sta per misericordia o elli vi sta per giustizia #dj ,,xix4--,come questa anima crescendo nell'amoroso fuoco desiderava di sudare di sudore di sangue2 e reprendendo se medesima faceva singulare orazione per lo padre dell'anima sua #da ,,xx4--,come senza tribolazioni portate con pazienzia non si pu piacere a ,dio2 e per ,dio conforta lei e il padre suo a portare con vera pazienzia #db ,,xxi4--,come1 essendo rotta la strada d'andare al cielo per la disobedienzia d',adam1 ,dio fece del suo ,figliuolo ponte per lo quale si potesse passare #dc ,,xxii4--,come ,dio induce la predecta anima a raguardare la grandezza d'esso ponte1 cio per che modo tiene da la terra al cielo #dd ,,xxiii4--,come tutti siamo lavoratori messi da ,dio a lavorare ne la vigna de la sancta ,chiesa4 ,e come ciascuno ha la vigna propria da se medesimo2 e come noi tralci ci conviene essere uniti ne la vera vite del,figliuolo di ,dio #de ,,xxiv4--,per che modo ,dio pota i tralci uniti con la predecta vite1 cio i servi suoi1 e come la vigna di ciascuno tanto unita con quella del proximo1 che neuno pu lavorare o guastare la sua che non lavori o guasti quella del proximo #dg ,,xxv4--,come la predecta anima1 doppo alcune laude rendute a ,dio1 el prega che le mostri coloro che vanno per lo ponte predecto e quelli che non vi vanno #di ,,xxvi4--,come questo benedecto ponte ha tre scaloni1 per li quali si significano tre stati dell'anima4 ,e come questo ponte1 essendo levato in alto1 non per separato da la terra4 ,e come s'intende quella parola che ,cristo dixe3 ,se ,io sar levato in alto1 ogni cosa trarr a me #ej ,,xxvii4--,come questo ponte murato di pietre1 le quali significano le vere e reali virt1 e come in sul ponte una bottiga1 dove si d el cibo a' viandanti2 e come chi tiene per lo ponte va ad vita1 ma chi tiene di sotto per lo fiume1 va ad perdizione e ad morte #eb ,,xxviii4--,come per ciascuna di queste due strade si va con fadiga1 cio per lo ponte e per lo fiume4 ,e del dilecto che l'anima sente in andare per lo ponte #ed ,,xxix4--,come questo ponte1 essendo salito al cielo el d de la ,ascensione1 non si part per di terra #ee ,,xxx4--,come questa anima1 maravigliandosi de la misericordia di ,dio1 racconta molti doni e grazie procedute da essa divina misericordia ad l'umana generazione #eh ,,xxxi4--,de la indignit di quelli che passano per lo fiume1 di sotto al ponte decto2 e come l'anima1 che passa di sotto1 ,dio la chiama arbore di morte1 el quale tiene le radici sue principalmente in quatro vizi #fj ,,xxxii4--,come e' fructi di questo arbore tanto sono diversi quanto sono diversi e' peccati4 ,e prima del peccato de la carnalitade #fb ,,xxxiii4--,come el fructo d'alcuni altri l'avarizia4 ,e de' mali che procedono da essa ivi ,,xxxiv4--,come d'alcuni altri1 e' quali tengono stato di signoria1 el loro fructo ingiustizia #fd ,,xxxv4--,come per questi e per altri defecti si cade nel falso giudicio4 ,e de la indignit ne la quale perci si viene #fe ,,xxxvi4--,qui parla sopra quella parola che dixe ,cristo quando dixe3 ,io mandar el ,paraclito che riprender el mondo de la ingiustizia e del falso giudicio4 ,e qui dice come una di queste reprensioni continua #ff ,,xxxvii4--,de la seconda reprensione1 ne la quale si riprende de la ingiustizia e del falso giudicio in generale e in particulare #fh ,,xxxviii4--,di quattro principali tormenti de' danpnati2 a' quali seguitano tucti gli altri e in singularit della ladiezza del demonio #fi ,,xxxix4--,de la terza reprensione1 la quale si far nel d del giudicio #ga ,,xl4--,come i danpnati non possono desiderare alcuno bene pag4 #gb ,,xli4--,de la gloria de' beati #gc ,,xlii4--,come doppo el giudicio generale crescer la pena de' danpnati #gf ,,xliii4--,de la utilit de le temptazioni1 e come ogni anima ne la extremit de la morte vede e gusta el luogo suo1 prima che essa anima sia separata dal corpo1 cio o pena o gloria che debba ricevere #gi ,,xliv4--,come el demonio sempre piglia l'anime sotto colore d'alcuno bene4 ,e come quelli che tengono per lo fiume1 e non per lo ponte predecto1 sono ingannati1 per che volendo fuggire le pene caggiono ne le pene2 ponendo qui la visione d'uno arbore che questa anima ebbe una volta #ha ,,xlv4--,come1 avendo el mondo per lo peccato germinato spine e triboli1 chi sono quelli ad cui queste spine non fanno male1 bene che neuno passi questa vita senza pena #hc ,,xlvi4--,de' mali che procedono da la cechit dell'occhio de l'intellecto4 ,e come li beni che non sono facti in stato di grazia non vagliono ad vita etterna #hf ,,xlvii4--,come non si possono observare i comandamenti che non si observino i consigli4 ,e come in ogni stato che la persona vuole essere1 avendo sancta e buona volont1 piacevole a ,dio #hi ,,xlviii4--,come li mondani con ci che posseggono non si possono saziare2 e de la pena che d loro la perversa volont pur in questa vita #ia ,,xlix4--,come el timore servile non sufficiente a dare vita eterna2 e come exercitando questo timore si viene ad amore de le virt #id ,l4--,come questa anima venne in grande amaritudine per la cechit di quelli che s'annegavano gi per lo fiume #if ,,li4--,come i tre scaloni figurati nel ponte gi decto1 cio nel ,figliuolo di ,dio1 significano le tre potenzie dell'anima #ig ,,lii4--,come1 se le predecte tre potenzie dell'anima non sono unite insieme1 non si pu avere perseveranzia1 senza la quale neuno giogne al termine suo #ajj ,,liii4--,exposizione sopra quella parola che dixe ,cristo3 ,chi ha sete venga ad me e beia ivi ,,liv4--,che modo debba tenere generalmente ogni creatura razionale per potere escire del pelago del mondo e andare per lo predecto sancto ponte #ajb ,,lv4--,repetizione in somma d'alcune cose gi decte #ajd ,,lvi4--,come ,dio1 volendo mostrare a questa devota anima che i tre scaloni del sancto ponte sono significati in particulare per li tre stati dell'anima1 dice che ella levi s sopra di s a raguardare questa verit #ajf ,,lvii4--,come questa devota anima1 raguardando nel divino specchio1 vedeva le creature andare in diversi modi #ajg ,,lviii4--,come el timore servile1 senza l'amore de le virt1 non sufficiente a dare vita eterna4 ,e come la legge del timore e quella dell'amore sono unite insieme ivi ,,lix4--,come1 exercitandosi nel timore servile1 el quale stato d'inperfeczione 7per lo quale s'intende el primo scalone del sancto ponte71 si viene al secondo1 el quale stato di perfeczione #aji ,,lx4--,de la inperfeczione di quelli che amano e servono ,dio per propria utilit e dilecto e consolazione #aaj ,,lxi4--,in che modo ,dio manifesta se medesimo all'anima che l'ama #aac ,,lxii4--,perch ,cristo non dixe3 ,io manifestar el ,padre mio1 ma dixe3 ,io manifestar me medesimo #aad ,,lxiii4--,che modo tiene l'anima per salire lo scalone secondo del sancto ponte1 essendo gi salita el primo #aae ,,lxiv4--,come1 amando ,dio inperfectamente1 inperfectamente s'ama el proximo4 ,e de' segni di questo amore inperfecto #aah ,,tractato ,,dell',,orazione ,,lxv4--,del modo che tiene l'anima per giognere ad l'amore schietto e liberale4 ,e qui comincia el tractato dell'orazione #abc ,,lxvi4--,qui1 toccando alcuna cosa del sacramento del ,corpo di ,cristo1 d piena doctrina come l'anima venga da l'orazione vocale a la mentale2 e narra qui una visione che questa devota anima ebbe una volta #abd ,,lxvii4--,de lo inganno che ricevono gli uomini mondani e' quali amano e servono ,dio per propria consolazione e dilecto #acj ,,lxviii4--,de lo inganno che ricevono e' servi di ,dio1 e' quali ancora amano ,dio di questo amore imperfecto predecto #aca ,,lxix4--,di quelli e' quali1 per non lassare la loro pace e consolazione1 non sovengono al proximo ne le sue necessitadi #acc ,,lxx4--,de lo inganno che ricevono quelli li quali hanno posto tucto el loro affecto ne le consolazioni e visioni mentali #ace ,,lxxi4--,come i predecti1 che si dilectano de le consolazioni e visioni mentali1 possono essere ingannati ricevendo el demonio transfigurato in forma di luce4 ,e de' segni a' quali si pu cognoscere quando la visitazione da ,dio1 o dal demonio #acf ,,lxxii4--,come l'anima1 che in verit cognosce se medesima1 saviamente si guarda da tucti li predecti inganni #acg ,,lxxiii4--,per che modi l'anima si parte da l'amore inperfecto e giogne ad l'amore perfecto dell'amico e filiale #aci ,,lxxiv4--,de' segni a' quali si cognosce che l'anima sia venuta all'amore perfecto #adj ,,lxxv4--,come gl'imperfecti vogliono seguitare solamente el ,padre1 ma i perfecti seguitano el ,figliuolo4 ,e d'una visione che ebbe questa devota anima1 ne la quale si narra di diversi baptesmi e d'alcune altre belle e utili cose #ada ,,lxxvi4--,come l'anima1 essendo salita el terzo scalone del sancto ponte1 cio pervenuta a la bocca1 piglia incontenente l'offizio de la bocca4 ,e come la propria volont essendo morta vero segno che ella v' gionta #add ,,lxxvii4--,de le operazioni de l'anima poi che salita el predecto sancto terzo scalone #adg ,,lxxviii4--,del quarto stato1 el quale non per separato dal terzo2 e de le operazioni de l'anima che gionta a questo stato2 e come ,dio non si parte mai da essa per continuo sentimento #adi ,,lxxix4--,come ,dio da' predecti perfectissimi non si sottrae per sentimento n per grazia1 ma s per unione #aec ,,lxxx4--,come li mondani rendono gloria e loda a ,dio1 vogliano essi o no #aef ,,lxxxi4--,come eziandio li demni rendono gloria e loda a ,dio #aeg ,,lxxxii4--,come l'anima1 poi che passata di questa vita1 vede pienamente la gloria e loda del nome di ,dio in ogni creatura4 ,e come in essa finita la pena del desiderio1 ma non el desiderio #aeh ,,lxxxiii4--,come1 poi che sancto ,paulo appostolo fu tracto a vedere la gloria de' beati1 desiderava d'essere sciolto dal corpo2 la qual cosa fanno anche quelli che sono giunti al terzo e al quarto santo stato predecto #aei ,,lxxxiv4--,per quali cagioni l'anima desidera d'essere sciolta dal corpo4 ,la quale cosa non potendo essere1 non discorda per dalla volont di ,dio2 ma pi tosto si gloria in questa e in ogni altra pena per onore di ,dio #afa ,,lxxxv4--,come quelli che sono gionti al predecto stato unitivo1 sono illuminati nell'occhio dell'intellecto loro di lume sopranaturale infuso per grazia2 e come meglio andare per consiglio de la salute dell'anima ad uno umile con sancta coscienzia1 che a uno superbo licterato #afc ,,lxxxvi4--,repetizione utile di molte cose gi decte2 e come ,dio induce questa devota anima a pregarlo per ogni creatura e per la sancta ,chiesa #aff ,,lxxxvii4--,come questa devota anima fa petizione a ,dio di volere sapere de li stati e fructi de le lagrime #afh ,,lxxxviii4--,come sono cinque maniere di lagrime #afi ,,lxxxix4--,de la differenzia d'esse lagrime1 discorrendo per li predecti stati dell'anima #agj ,,xc4--,repetizione breve del precedente capitolo4 ,e come el demonio fugge da quelli che sono gionti a le quinte lagrime4 ,e come le molestie del demonio sono verace via da giognere a questo stato #age ,,xci4--,come quelli1 che desiderano le lagrime degli occhi e non le possono avere1 hanno quelle del fuoco4 ,e per che cagione ,dio sottrae le lagrime corporali #agg ,,xcii4--,come li quatro stati di questi predecti cinque stati de le lagrime dnno infinite varietadi di lagrime4 ,e come ,dio vuole essere servito con cosa infinita e non con cosa finita #agi ,,xciii4--,del fructo de le lagrime degli uomini mondani #aha ,,xciv4--,come li predecti piangitori mondani sono percossi da quatro diversi venti #ahd ,,xcv4--,de' fructi de le seconde e de le terze lagrime #ahg ,,xcvi4--,del fructo de le quarte e unitive lagrime #aij ,,xcvii4--,come questa devota anima1 ringraziando ,dio de la dechiarazione de' predecti stati de le lagrime1 gli fa tre petizioni #aic ,,xcviii4--,come el lume de la ragione necessario ad ogni anima che vuole a ,dio in verit servire4 ,e prima1 del lume generale #aie ,,xcix4--,di quelli e' quali hanno posto pi el loro desiderio in mortificare el corpo che in uccidere la propria volont2 el quale uno lume perfecto pi che il generale1 ed questo el secondo lume #aih ,c4--,del terzo e perfectissimo lume de la ragione4 ,e dell'opere che fa l'anima quando venuta a esso lume4 ,e d'una bella visione che questa devota anima ebbe una volta1 ne la quale si tracta pienamente del modo da venire ad perfecta purit1 e dove anco si parla del non giudicare #aii ,,ci4--,per che modo ricevono l'arra di vita eterna in questa vita quelli che stanno nel predecto terzo perfectissimo lume #bjd ,,cii4--,per che modo si debba reprendere el proximo1 a ci che la persona non caggia in falso giudizio #bjf ,,ciii4--,come1 se1 pregando per alcuna persona1 ,dio la manifestasse1 nella mente di chi prega1 piena di tenebre1 non si debba per giudicare in colpa #bjg ,,civ4--,come la penitenzia non si die pigliare per fondamento n per principale affecto1 ma l'affecto e l'amore de le virt #bji ,,cv4--,repetizione in somma de le predecte cose1 con una agiunta sopra la reprensione del proximo #baa ,,cvi4--,de' segni da cognoscere quando le visitazioni e visioni mentali sono da ,dio o dal demonio #bab ,,cvii4--,come ,dio adempitore de' sancti desidri de' servi suoi1 e come molto gli piace chi dimanda e bussa a la porta de la sua ,verit con perseveranzia #bae ,,cviii4--,come questa devota anima1 rendendo grazie a ,dio1 s'umilia4 ,poi fa orazione per tucto el mondo e singularmente per lo corpo mistico de la sancta ,chiesa e per li figliuoli suoi spirituali e per li due padri de l'anima sua4 ,e1 doppo queste cose1 dimanda d'udire parlare de' defecti de' ministri de la sancta ,chiesa #baf ,,cix4--,come ,dio rende sollicita la predecta anima all'orazione1 rispondendo ad alcuna de le predecte petizioni #bai ,,cx4--,de la dignit de' sacerdoti1 e del sacramento del ,corpo di ,cristo4 ,e di quelli che comunicano degnamente e indegnamente #bbj ,,cxi4--,come i sentimenti corporali tucti sono ingannati del predecto sacramento1 ma non quelli dell'anima2 e per con quelli si debba vedere1 gustare e toccare4 ,e d'una bella visione che questa anima ebbe sopra questa materia #bbe ,,cxii4--,de la excellenzia dove l'anima sta1 la quale piglia el predecto sacramento in grazia #bbg ,,cxiii4--,come le predecte cose1 che sono decte intorno a la excellenzia del sacramento1 sono decte per meglio cognoscere la dignit de' sacerdoti4 ,e come ,dio richiede in essi maggiore purit che nell'altre creature #bbh ,,cxiv4--,come li sacramenti non si debbono vendere n comprare1 e come quelli che el ricevono debbono sovenire li ministri de le cose temporali1 quali essi ministri debbono dispensare in tre parti #bbi ,,cxv4--,de la dignit de' sacerdoti1 e come la virt de' sacramenti non diminuisce per le colpe di chi gli ministra o riceve4 ,e come ,dio non vuole che li secolari s'inpaccino di corrggiarli #bcj ,,cxvi4--,come la persecuzione1 che si fa a la sancta ,chiesa o vero a' ministri1 ,dio la reputa facta a s1 e come questa colpa pi grave che neuna altra #bcb ,,cxvii4--,qui si parla contra li persecutori de la sancta ,chiesa e de' ministri1 in diversi modi #bcf ,,cxviii4--,repetizione breve sopra le predecte cose de la sancta ,chiesa e de' ministri #bch ,,cxix4--,de la excellenzia e de le virt e de le operazioni sancte de' virtuosi e sancti ministri4 ,e come essi hanno la condiczione del sole4 ,e de la correzione loro verso de' subditi ivi ,,cxx4--,repetizione in somma del precedente capitolo2 e de la reverenzia che si debba rendere a' sacerdoti1 o buoni o rei che siano #bdg ,,cxxi4--,de' defecti e de la mala vita degl'iniqui sacerdoti e ministri #bdi ,,cxxii4--,come ne' predecti iniqui ministri regna la ingiustizia1 e singularmente non correggendo i subditi #beb ,,cxxiii4--,di molti altri defecti de' predecti ministri1 e singularmente dell'andare per le taverne e del giocare e del tenere oncubine #bed ,,cxxiv4--,come ne' predecti ministri regna el peccato contra natura4 ,e d'una bella visione che questa anima ebbe sopra questa materia #bef ,,cxxv4--,come per gli predecti defecti li subditi non si correggono4 ,e de' defecti de' religiosi4 ,e come1 per lo non correggere li predecti mali1 molti altri ne seguitano #bei ,,cxxvi4--,come ne' predecti iniqui ministri regna el peccato de la luxuria #bfc ,,cxxvii4--,come ne' predecti ministri regna l'avarizia1 prestando ad usura2 ma singularmente vendendo e comprando li benefizi e le prelazioni4 ,e de' mali che per questa cupidit sono advenuti ne la sancta ,chiesa #bfg ,,cxxviii4--,come ne' predecti ministri regna la superbia1 per la quale si perde el cognoscimento2 e come1 avendo perduto el cognoscimento1 caggiono in questo defecto1 cio che fanno vista di consecrare e non consacrano #bgb ,,cxxix4--,di molti altri defecti e' quali per superbia e per l'amore proprio si comectono #bgf ,,cxxx4--,di molti altri defecti e' quali comectono li predecti iniqui ministri #bhb ,,cxxxi4--,de la differenzia de la morte de' giusti ad quella de' peccatori4 ,e prima1 de la morte de' giusti #bhd ,,cxxxii4--,de la morte de' peccatori1 e de le pene loro nel punto de la morte #bhh ,,cxxxiii4--,repetizione breve sopra molte cose gi decte4 ,e come ,dio in tucto vieta che i sacerdoti non siano toccati per le mani de' secolari1 e come invita la predecta anima a piangere sopra essi miseri sacerdoti #bid ,,cxxxiv4--,come questa devota anima1 laudando e ringraziando ,dio1 fa orazione per la sancta ,chiesa #bif ,,tractato ,,de ,,la ,,providenzia ,,cxxxv4--,qui comincia el tractato de la providenzia di ,dio4 ,e prima1 de la providenzia in generale1 cio come providde creando l'uomo a la imagine e similitudine sua4 ,e come provide con la incarnazione del ,figliuolo suo1 essendo serrata la porta del paradiso per lo peccato d',adam4 ,e come providde dandocisi in cibo continuamente nell'altare #cjc ,,cxxxvi4--,come ,dio providde dando la speranza ne le sue creature4 ,e come chi pi perfectamente spera1 pi perfectamente gusta la providenzia sua #cjf ,,cxxxvii4--,come ,dio provide nel ,testamento vecchio con la legge e co' profeti2 e poi con mandare el ,verbo2 poi con gli apostoli1 co' martiri e con gli altri sancti uomini4 ,come nulla adiviene a le creature1 che tucto non sia providenzia di ,dio #cji ,,cxxxviii4--,come ci che ,dio ci permecte solamente per nostro bene e per nostra salute4 ,e come sono ciechi e ingannati quelli che giudicano el contrario #caj ,,cxxxix4--,come ,dio providde in alcuno caso particulare a la salute di quella anima ad cui adivenne el caso #cac ,,cxl4--,qui1 narrando ,dio la providenzia sua verso de le sue creature in diversi altri modi1 si lagna de la infidelit d'esse sue creature4 ,ed exponendo una figura del vecchio ,testamento1 d una utile doctrina #cad ,,cxli4--,come ,dio provede verso di noi1 che noi siamo tribolati per la nostra salute4 ,e de la miseria di quelli che si confidano in s e non ne la providenzia sua4 ,e de la excellenzia di quelli che si confidano in essa providenzia #cah ,,cxlii4--,come ,dio providde verso de l'anime dando i sacramenti1 e come provede a' servi suoi affamati del sacramento del ,corpo di ,cristo2 narrando come providde pi volte1 per mirabile modo1 verso d'una anima affamata d'esso sacramento #cbb ,,cxliii4--,de la providenzia di ,dio verso di coloro che sono in peccato mortale #cbf ,,cxliv4--,de la providenzia che ,dio usa verso di coloro che sono ancora nell'amore inperfecto #cbh ,,cxlv4--,de la providenzia che ,dio usa verso di coloro che sono ne la carit perfecta #ccc ,,cxlvi4--,repetizione breve de le predecte cose4 ,poi parla sopra quella parola che dixe ,cristo a sancto ,pietro1 quando dixe3 ,mecte la rete da la parte dextra de la nave #ccg ,,cxlvii4--,come la predecta rete la gitta pi perfectamente uno che un altro1 unde piglia pi pesci4 ,e de la excellenzia di questi perfecti #cdj ,,cxlviii4--,de la providenzia di ,dio in generale1 la quale usa verso le sue creature in questa vita e nell'altra #cdb ,,cxlix4--,de la providenzia che ,dio usa verso de' poveri servi suoi1 sovenendoli ne le cose temporali #cde ,,cl4--,de' mali che procedono dal tenere o desiderare disordinatamente le ricchezze temporali #cdh ,,cli4--,de la excellenzia de' poveri per spirituale intenzione4 ,e come ,cristo ci ammaestr di questa povert non solamente per parole1 ma per exemplo4 ,e de la providenzia di ,dio verso di quelli che questa povert pigliano #cea ,,clii4--,repetizione in somma de la predecta divina providenzia #ceg ,,cliii4--,come questa anima1 laudando e ringraziando ,dio1 el prega che esso le parli de la virt de la obedienzia #ceh ,,tractato ,,dell',,obedienzia ,,cliv4--,qui comincia el tractato dell'obedienzia4 ,e prima1 dove l'obedienzia si truova1 e che quello che ce la tolle1 e quale il segno che l'uomo l'abbi o no1 e chi la sua compagna e da cui notricata #cfc ,,clv4--,come l'obedienzia una chiave con la quale si disera el cielo1 e come debba avere el funicello e debbasi portare attaccata a la cintura4 ,e de le excellenzie sue #cff ,,clvi4--,qui insiememente si parla de la miseria de li inobedienti1 e de la excellenzia de li obedienti #cfi ,,clvii4--,di quelli e' quali pongono tanto amore all'obedienzia che non rimangono contenti de la obedienzia generale de' comandamenti1 ma pigliano l'obedienzia particulare #cga ,,clviii4--,per che modo si viene da l'obedienzia generale a la particulare4 ,e de la excellenzia de le religioni #cgb ,,clix4--,de la excellenzia de li obedienti e de la miseria de li inobedienti1 li quali vivono ne lo stato de la religione #cgg ,,clx4--,come li veri obedienti ricevono per uno cento e vita eterna4 ,e che s'intende per quello uno e per quello cento #chd ,,clxi4--,de la perversit1 miseria e fadighe de lo inobediente4 ,e de' miserabili fructi che procedono da la inobedienzia #chf ,,clxii4--,de la inperfeczione di quelli che tiepidamente vivono ne la religione1 avengach si guardino da peccato mortale4 ,e del remedio da uscire de la loro tiepiditade #cij ,,clxiii4--,de la excellenzia de la obedienzia1 e de' beni che d a chi in verit la piglia #cic ,,clxiv4--,distinczione di due obedienzie1 cio di quella de' religiosi e di quella che si rende ad alcuna persona fuore de la religione #cie ,,clxv4--,come ,dio non merita secondo la fadiga de l'obedienzia n secondo longhezza di tempo1 ma secondo la grandezza de la carit4 ,e de la prontitudine de' veri obedienti1 e de' miracoli che ,dio ha mostrati per questa virt4 ,e de la discrezione nell'obedire1 e dell'opere e del premio del vero obediente #cig ,,clxvi4--,questa una repetizione in somma quasi di tucto questo presente libro #dja ,,clxvii4--,come questa devotissima anima1 ringraziando e laudando ,dio1 fa orazione per tucto el mondo e per la ,chiesa sancta4 ,e1 comendando la virt de la fede1 fa fine a questa opera #djd ,,nota #dji ,,varianti #ddc ,,indice ,,dei ,,nomi ,e ,,delle ,,cose ,,notevoli #ddi ,,aggiunta4 ,nell'elenco dei codici minori fu omesso il seguente codice casanatense1 descritto dal dr4 ,b4 ,motzo nel suo studio ,alcune lettere di s4 ,caterina da ,siena in parte inedite ,siena1 #aiaa 7estratto dal ,bullettino senese di storia patria1 anno ,,xviii1 fasc4 ,,ii-,,iii74 ,codice #bib nella vecchia segnatura ,e4 ,,iv4 #bf4 b1 legato in pergamena col titolo a stampa sul dorso3 ,s4 ,catharina senens4 opere4 ,consta di #bid fogli non numerati di mm4 #bax#ad4 ,nel recto del terzo foglio 7che di carta pi recente come il primo e il secondo7 l'immagine a penna della santa1 che regge in una mano un libro aperto e nell'altra un cuore1 quale si vede nella stampa dell'edizione di ,aldo del #aejj4 ,nel verso del terzo foglio la nota bibliografica recente3 ,catterina s4 da ,siena1 ,trattato della divina provvidenza con alquante divote e fruttifere pistole che la s4 vestita dell'abito di s4 ,domenico mand a pi persone4 ,ms4 chartac4 saec4 ,,xv in-#d4 ,accedunt in fine quaedam de nativit4 s4 ,io4 alterius auctoris et amanuensis4 ,al f4 #d incomincia il trattato ,al nome di ,jhes ,christo ,crocifixo et di ,maria dolce--,levandosi una anima anxietata di grandissimo desiderio verso l'onore di ,dio ecc4 ,continua sino al f4 #aih v4 e chiude ,finito il libro composto per la benedecta vergine1 fedele sposa et serva di ,jhes ,christo ,katerina da ,siena1 dectato in abstractione1 vestita del habito di santo ,domenico4 ,amen4 ,i ff4 #aii-bjc sono bianchi3 a f4 #bjd cominciano le lettere4 ---------------------------------------- ---------------------------- ,nota del ,trascrittore ,l'ortografia originale stata mantenuta4 ,minimi errori di stampa sono stati corretti senza annotazione4 ,inoltre sono stati corretti i seguenti refusi3 corpo--,sua gravezza impedimentoimpedimenmento allo spirito --,della riverenza che si deve ai sacerdotisasacerdoti1 buoni ,manca la parentesi di chiusura della seguente frase3 non parla 7se non come alcuna volta1 per l'abondanzia del cuore ---------------------------------------- ----------------------------