- ,milano7 ,,lucifero ,,poema ,,di ,,mario ,,rapisardi4 ,,milano1 ,,libreria ,,editrice ,g4 ,,brigola4 ,corso ,vittorio ,emanuele1 #bf4 #ahgg4 ,,propriet ,,letteraria4 ,coi tipi di ,g4 ,bernardoni4 ,i ,,argomento4 ,silenzio di ,dio4--,i suoi ministri imprecano4--,gli uomini ridono4 ,lucifero s'incarna4--,proposizione del poema1 ed apostrofe ai critici4--,avvenimento dell',eroe sul ,caucaso1 da dove eccita gli uomini alle finali battaglie del pensiero4--,s'incontra in ,prometeo1 che cerca da prima dissuaderlo dall'impresa1 ch'egli crede inutile e disperata2 commosso indi dalle ardite parole di lui1 lo prega a volergli narrare la sua storia4--,l',eroe si dispone al racconto4 ,dio tacea da gran tempo4 ,ai consueti ,balli moveano in ciel gli astri1 e con dura ,infallibile norma albe ed occasi ,il monotono ,sol dava a la terra4 ,reddan le nevi a biancheggiar le spalle ,del tremante dicembre2 april venia ,col suo manto di fiori2 arida e stanca ,movea la bionda est gi da' falciati ,campi a cercar le vive onde marine2 ,e1 coronato il crin d'edra e di poma1 ,scendea l'autunno a ruzzar vispo e snello ,fra l'accolte alpigiane1 e pigiar l'uve ,nei colmi fianchi dei capaci tini4 ,tutto segua cos l'alte1 immutate ,leggi de la ,natura1 e nullo in terra ,creato obietto1 o in ciel1 l'arduo sentiva ,strano silenzio del mai visto ,iddio4 ,abbandonati e solitar intanto ,giacean per le infrequenti aule divine ,i marmorei ,celesti2 e per le fredde ,vlte il sacerdotal canto e la prece ,qual vano si perdea grido1 che inalza ,da la rupe solinga il cacciatore1 ,se mira dileguar gi ne la valle ,tra 'l sonante canneto il salvo augello4 ,da fiero gel1 da sacro orror comprese ,fur l'alme vostre allor1 pallidi e negri ,zelatori de l'are2 e quando ai vani ,scrigni balzar vedeste arido e magro ,l'obolo di san ,pietro1 e oziose e tristi ,tornar dal mondo1 qual gregge digiuno1 ,le scornate ,indulgenze1 orridamente ,su le madide tempie alto rizzrsi1 ,come ad istrice1 i crini1 ed agitato ,tre volte e quattro tentenn il tricorno ,su la sacra tonsura4 ,un grido1 un urlo ,cupo s'alz dai congiurati petti3 --,la fede muore6 ,o ,dio1 fulmina e sperdi ,gl'increduli mortali6-- ,alcun non arse ,a la prece crudel fulmine in terra2 ,e i mortali rideano4 ,ud quel riso ,lucifero1 e balz4 ,sedeangli intorno ,il silenzio e la morte2 oscure e fredde ,strisciavan su la sua fronte immortale ,strane larve di sfingi e di chimere1 ,ed ei1 solo com'era1 in mezzo a tanta ,morte la luce e l'armonia sentiva4 --,qui in eterno star8 ,favola indegna ,senz'opra e senz'amore1 io1 che del cielo ,per istinto d'amor spregiai la vita8 ,no1 si torni a la terra6 ,un nuovo io sento ,spirto d'amor1 che mi discorre il petto3 ,santo auspicio l'amor4 ,l'ultima prova ,tentiam2 l'ora propizia3 assai gi sono ,su la terra i miei fidi2 uom fatto anch'io ,amer1 soffrir2 correr il breve ,travaglioso cammin d'un uom mortale1 ,e1 redento da l'opre e da l'amore1 ,recher a l'uom salute e morte a ,dio4-- ,cos l',eroe parlava1 e i circostanti ,baratri tenebrosi si agitavano1 ,come per improvviso urto di vento ,il sen cupo del mar4 ,l'ali di gufo1 ,il pi forcuto e la bovina fronte ,mut d'un tratto il favoloso iddio2 ,e dai lombi gagliardi e da le spalle ,le fuliggini trse e la stillante ,cispa dagli occhi affumigati ed orbi1 ,tutt'uomo apparve1 e rad dal volto ,la superba belt d'un dio mortale4 ,tramutato cos1 dal piceo trono ,balz d'un tratto2 il guardo mosse in giro4 ,ed esclam3--,l'infernal regno sciolto2 ,il mio regno la terra6-- ,ecco il subietto ,del canto mio4 ,classico o no1 ne affido ,l'occulto senso a voi1 vergin consesso ,d'oculati ,aristarchi4 ,a voi di ,giove ,la diva ,arte in governo e i mal concessi ,talami de le ,muse2 e se agl'incerti ,occhi vostri si niega il delicato ,de le ,grazie sorriso e la suave ,de le sacre fanciulle ispiratrici ,candida volutt1 dolce vi sia ,star su la soglia a noverar gli ardenti ,amplessi e i baci insazati1 ond'hanno ,suon di celesti melodie le chiuse4 ,odorate cortine1 ed immortale ,vita in terra gli eletti3 in simil guisa ,sta su la porta dei gelosi armi ,la fida turba dei scemati servi1 ,mentre il figlio d',osmn deliba il fiore ,de le belle ,circasse4 ,alto e solenne ,officio il vostro1 e non indarno io chiamo ,il vostro nume auspice a me3 voi soli ,le riposte misure e voi sapete ,le leggi e il rito1 onde s'ottien l'impero ,de l'occulte bellezze1 e qual pi giova ,tener modo e governo in sul tentato ,mare de l',arte1 e quando ed in qual guisa ,toccar si dee la tuba o la chitarra1 ,e metter l'ali al dorso e dar di sproni ,al ,pegaso spumante1 o nel tenace ,fren moderarne a tempo i perigliosi ,impeti giovanili1 ed a che segno ,e con che industria depredar concesso ,del ,meonio le carte1 o del ,tebano4 ,pra colui1 che al necessario giogo ,prova sottrar la temeraria nuca1 ,e va a ruzzar licenzoso1 come ,selvatico puledro1 per li campi ,de la sfrenata fantasia6 ,l'immensa ,ira vostra ei subisca1 e tutto a un punto ,perda il pazzo sudor1 per cui tenea ,seder primo in ,parnasso4 ,armati ed irti ,d'alfabetiche cifre1 unitamente ,sorgete1 e contro a lui1 contro a lui solo ,tutti dal sapente arco scoccate ,i rettorici strali2 onde il meschino1 ,travagliato da l'onta e dal rimorso1 ,egro ed insano a riparar s'affretti ,fra le mura d'un chiostro4 ,o1 se pi degno ,sia di spregio che d'ira1 alta1 pesante ,sul suo capo ostinato onda si aggrevi ,di silenzio e d'oblio4 ,gelide e mute ,gli sfileran dinanzi ad una ad una ,le sdegnose gazzette2 indifferenti ,si chiuderan su la sua faccia smorta ,d',acadmo le sale2 e allor che1 stanco ,d'urlar strambotti contro al secol ladro1 ,povero e solo abbraccer la morte1 ,non fia che le supreme ore gli allegri ,l'aureo rabesco d'un qual sia diploma4 ,saldo cos su cardini d'acciaro ,il tron vostro si gira1 e vita e nome ,dal cieco umano folleggiar traete4 ,tal ne l'algide stalle1 in fra le zampe ,d'ardimentoso corridor1 ritrova ,cibo e sollazzo il piceo scarabo2 ,e1 quando fra le storte nche ghermisce ,il picciol globo del dorato fimo1 ,l'ali spiega da terra1 e s'alza a sghembo ,a emular de l'audace aquila il volo4 ,s'incarn adunque il mio ,demonio4 ,in terra ,sorrideva l'aprile2 entro al suo petto ,sorrideva l'amor4 ,sopra la cima ,del ,caucaso famoso1 onde s'appella ,la giapetica stirpe1 egli fu visto ,venir come in un sogno1 e star d'incontro ,a l'aurora nascente4 ,un invisibile ,spirto1 qual di canora aura1 fremea ,per le fibre del mondo1 e pi lucenti ,dava al ciel gli astri ed a la terra i fiori3 ,gli dan nome d'amor l'anime accese ,dei parlanti mortali2 ed ei su tutte ,anime impera1 e solo e senza legge ,il mar penetra e i monti e la selvaggia ,cute degli olmi e il petto aspro del tigre1 ,ch spirto desso1 e qual raggio di sole ,splende e s'agita in tutto1 e l'alme e il tutto ,con secreta armonia mesce e ritempra4 ,era per l'aria un fluttar d'ardenti ,atomi mobilissimi di luce1 ,una confusa1 fluval fragranza ,di sconosciuti balsami1 e suave ,musica di parole e di concenti ,misterosi4 ,un'irrequieta e nuova ,delizosa volutt di sensi ,vaganti per immenso tera1 come ,rondini in cerca di lontani lidi1 ,una dolcezza non provata mai ,di lagrime e di sogni1 al primo arrivo1 ,sent l',eroe nel petto2 e lo stupito4 ,sguardo volgendo per la vasta luce1 ,muto rest1 di giovinetto a modo1 ,che raggiante di vita alfin ritrova ,la sognata belt dei suoi vent'anni4 ,ma1 poi che in lui l'alto stupor primiero ,al fier proposto e a la ragion di loco1 ,l'incredul'occhio ai firmamenti spinse1 --,e1 dove sei1 sclam1 tu che presumi ,regnar l'anime eterno8 ,alzati1 e pugna6 ,l'uman genio ti sfidai-- ,il pugno strinse ,superbamente1 eresse il fronte1 e stette ,il fulmine aspettando1 o la risposta4 ,tacito intanto dal soggetto mare ,s'apre l'indifferente occhio del sole ,su le cose create1 e si ridesta ,gi per le valli intorno e la pianura ,il lieto suon de le fatiche umane4 --,sorgi1 la terra tua1 proruppe allora ,l'inclito ,pellegrin1 sorgi1 o gagliarda ,possa de l'uomo6 ,assai d'ombre e di sogni ,preda al mondo tu fosti2 e dal terreno ,pugno di fango1 onde t'han detto uscito1 ,non ti redense ancor la tua cotanta ,vita de l'alma audace e la sventura ,tua perpetua compagna4 ,e che ti valse ,al par di te1 trar da la creta i ,numi1 ,se al cospetto dei freddi simulacri ,dechinasti il ginocchio1 e la superba ,libert del pensier serva fu fatta ,di codarde paure8 ,or sorgi ed osa3 ,il tron del mondo tuo2 numi e fantasmi ,son fuor de la ,natura1 e non ha vita ,tutto che il vol de la ragion trascende4 ,a che tra larve nesorate e vane ,cercare un che t'aggioghi e ti spauri1 ,se muta al cenno tuo trema e si prostra ,la possente ,natura8 ,ama e combatti6 ,l'opra de l'uomo amor1 vita la guerra1 ,tuo regno il mondo1 e il solo iddio tu sei6-- ,tacque1 e a l'ardito favellar commosse ,tremr l'aure d'intorno1 e agit i fianchi ,la titanica rupe4 ,era nel monte ,negra1 profonda1 solitaria1 intatta ,da umane orme e dagli astri una spelonca ,di bronchi irta e di sassi4 ,orrido intorno ,le fan murmure i venti1 e tra' selvaggi ,fianchi1 qual di commosse ali e di strida1 ,cupamente rintrona4 ,irati al verno ,vi piomban da l'opposta erta i torrenti ,scatenati dai ghiacci1 e a balzi1 a salti ,mugulando spumeggiano2 ma quando ,giungono al vallo de l'orrenda uscita1 ,perde l'onda il nativo impeto1 e pigra1 ,torba1 pollente s'impaluda1 e manda ,pestiferi masmi a chi la spira4 ,quivi1 al fin del suo dir1 contenne i passi ,l'umanato ,demonio1 e con feroce ,piglio di scherno a contemplar si stava ,l'orrido sito e il ciel4 ,da le profonde ,viscere allor del cieco antro una voce ,querula1 lunga1 dolorosa emerse ,come suon di sospir4 ,porse l'orecchio1 ,e s'appress l',eroe1 quanto il permise ,l'angusto varco e la stagnante gora1 ,ed ascolt3 --,di che perigli in cerca1 ,misero6 vai8 ,che stolta opra e che vano ,talento il tuo di proseguir l'impresa1 ,ch'io gi per tempo incominciai1 spregiando ,la tutta ira del ciel8 ,stolto6 che tardi ,son fatto accorto1 e di ,prometeo il nome ,mal mi dieron le genti6 ,e che non feci1 ,che non diss'io per questa al pianto nata ,cara stirpe de l'uom8 ,cieca ed ignuda ,giacea nel lezzo de l'error1 s come ,belva cibando la caonia ghianda1 ,e altra legge nel mondo1 altro governo ,non sapea che l'istinto3 ad altri ignota ,e a s stessa giacea1 scherno e vergogna ,de le cose create1 e le create ,cose1 ignara di tutto1 iva mescendo ,con fallace giudicio4 ,ahi6 qual dei numi ,qual mai n'ebbe piet1 se non ch'io solo ,io sol pi che a me stesso8 ,e non cotanto ,mi punse il cor la fulminata fronte ,dei fratelli ,titani1 e non di sdegno ,arsi cos per l'usurpate sedi ,del fuggiasco ,saturno e pe' negletti ,consigli miei1 quanto d'affetto e d'ira ,destommi in cor la tribolata sorte ,degli umani infelici4 ,ardito e solo ,contro a' ,numi io mi stetti1 e alzai la voce ,contr'esso ,giove1 allor che ad uno ad uno ,sprecava i doni al vegetale e al bruto1 ,e a l'uom1 misero tanto1 altro conforto ,non larga che il morir4 ,tutto ebbe allora ,l'uomo infelice il mio favor3 sol io ,gli svegliai l'intelletto2 io di sapienti ,arti e d'opre gentili e di gagliardi ,ardimenti lo instrussi2 io sotto al trono ,gli aggiogai la ,natura1 e dio lo resi ,non minor d'alcun altro4 ,ahi6 qual mi venne ,premio da ci8 ,non che n'aver mercede1 ,l'invida rabbia arsi di ,giove1 e degno ,tenuto fui d'ogni pi cruda ammenda ,quasi reo di delitto4 ,or quinci ai nembi1 ,come vedi1 io mi fiacco1 e a le voraci ,cagne del ciel fatto son cibo1 e scherno ,e favola del mondo4 ,e n querela ,movo di ci2 ch il querelar non giova ,a chi esente di morte2 e inesorata ,l'ira dei ,numi1 e inesorato al pari ,l'orgoglio mio4 ,ma qual benigno frutto ,colser giammai di mie fatiche tante1 ,del mio tanto soffrir le sconsolate ,proli del mondo8 ,ahim1 che srte appena ,da la tenebra antica1 a l'infinita ,luce del ,ver schiusero gli occhi1 e poco ,poco a lor parve ogni pi grande acquisto2 ,tal che1 tolte dal sonno1 ai sogni in preda ,diedersi tutte1 e del saver la sete ,arse in loro cos l'alma e la vita1 ,che a precoce vecchiezza e ad immatura ,morte fr sacre e a maledir condutte ,l'alto mio dono e il sagrificio mio6-- --,figlio di ,temi1 a lui rispose irato ,l'inclito ,pellegrino1 e che perigli ,fantasticando vai8 ,n vil fanciullo1 ,credi1 io mi son1 che si rivolta in fuga ,a la prima minaccia1 o nauta imbelle1 ,che trema al pi leggier spirto di vento1 ,e si chiude nel porto4 ,in questa eterna ,rupe confitto1 in verit1 tu ignori ,gli alti fati de l'uomo2 e qual tu sei ,carco di mal1 di falsi mali agli altri ,indovino ti fai6 ,lascia1 deh6 lascia ,questi vani compianti1 e oltre misura ,non ti strugger di noi1 se pur non t'hanno ,tolto il senno davver le tue sciagure4 ,per sappi1 e t'acqueta3 opra gagliarda ,tu cominciasti1 ed io1 se il ver discerno1 ,la compir4 ,non gi il saver1 t'accerta1 ,reso l'uomo ha quaggi misero tanto1 ,ma la nemica a ogni saver1 la cieca ,credulit4 ,di false ombre e d'inganni ,essa vive nel mondo1 e si fa gioco ,de l'umana ragion2 ma quest'azzurro ,cielo e quest'aure e questi monti io giuro1 ,ch'ella presso a morire1 e arbitra in terra ,la ragion seder2 largo e securo ,spiegher il vol su' mal temuti errori ,il redento intelletto2 e allor che tutto ,ci che vuol1 ci che pu senta e conosca1 ,questo ignaro di s dio de la terra ,pago fia di s stesso1 ed oltre il vero ,a cercar non andr larve e paure6-- ,disse1 e parta2 ma lo rattenne un detto ,del pazente ,prometo3 --,s'hai grande ,e pari1 ei disse1 agli alti accenti il core1 ,deh6 non partir cos1 quando m'hai dsto ,tale un deso1 che a lo sperar somiglia4 ,molto io soffersi e soffro1 e assai maggiore ,del mio soffrir fu la speranza1 il tempo1 ,che co' fulmini suoi ,giove sedea ,sovra il trono d',olimpo1 e sul mio capo ,rovesciava ogni mal4 ,crescea cogli anni ,e col disprezzo mio la sua paura ,e la sua crudelt1 per che immite ,pi chi regna divien quanto pi trema1 ,e dei fiacchi virt l'esser crudele4 ,solo di tutti io l'avvenir vedea ,securamente1 e de la sua caduta ,presapeva il destin4 ,godi dei tuoi ,vani1 erei rimbombi1 io gli dicea1 ,o spensierato usurpator del cielo2 ,tal da l',inachia stirpe uno stupendo ,mostro verr1 che spezzer il tuo scettro ,come fil non ritorto1 e me da questi ,ceppi redimer2 n ti varranno1 ,credi1 i fulmini allor1 ch assai pi salda ,sar del fulmin tuo la sua possanza4 ,forse ,giove non cadde8 ,ahi6 ma il secondo ,dei vaticinii miei sperdeano i venti6 ,qui fra' ceppi io rimasi3 ad un tiranno ,tiranno altro successe1 e meco avvinto ,rest in preda agli affanni ogni uom mortale4 ,or che parli tu mai8 ,cadde a buon dritto ,e dopo assai di mali esperimento ,l'alta speranza mia2 n agevol cosa il ridestarla1 ed utile per certo ,non mi sara1 quando pi tetro e fiero ,sembra il dolor cui la speranza illuse4 ,pur1 se grave non t' l'esser pietoso ,a chi tanto per l'uom male sostenne1 ,al mio partito interrogar rispondi3 ,uom mortale sei tu8 ,qual t'assecura ,o responso1 o destino1 onde presumi ,condurre a fin tant'onorata impresa8 ,non t'illude il voler1 che dei pi saggi ,tal tiranno si fa1 che par destino8 ,fidi in altri1 o in te stesso8 ,e se in te fidi1 ,tal possa hai tu1 che al grande ardir s'adegue8 ,e se fondi in altrui le tue speranze1 ,tanta han virtude ed armonia le genti1 ,che1 fatto un brando sol d'un sol consiglio1 ,al tronfo del ver movan secure8 ,qual che tu sii1 svelati a me3 qui sconto ,l'immortal vita inutilmente1 e assai ,tempo a soffrire e ad ascoltar m'avanza4-- --,ben m' lieve appagar1 l',eroe rispose1 ,la discreta domanda4 ,uom saggio1 in vero1 ,io non terr chi lusingato e spinto ,da una rosea speranza ad ardua impresa1 ,pria non libra s stesso1 e con sottile1 ,freddo giudicio non prevede1 e scerne ,i possibili eventi2 anzi d mano ,subita a l'opra1 e ciecamente ai casi ,gitta s stesso e de l'impresa il fine4 ,or1 perch a tal tu non mi assembri1 io tutte ,ti dir le mie cose e l'esser mio1 ,quando a colui che tanti uomini e tempi ,vide1 e al fato dur con alma invitta1 ,grato ridir ci che di gloria degno4-- ,disse1 e in cima a la rupe erma e selvaggia ,pensieroso si assise4 ,alto a l'intorno ,spazava il silenzio1 e in larghi giri ,un'aquila le azzurre aure fendea4 ,,canto ,,secondo4 ,,argomento4 ,incomincia la narrazione4--,la ,natura e il ,pensiero4--,stato primitivo degli uomini2 primi e difficili avanzamenti1 a cui si oppongono i ,numi1 creati dall'anima inferma degli uomini4--,la gran ,lite4--,la guerra dei ,titani3 il pensiero e non la forza trionfa dei ,numi4--,lucifero non si contenta del cielo2 ,dio lo fulmina2 l'inferno lo accoglie4--,un istinto di amore lo chiama sulla terra4--,l'albero della scienza4--,la tentazione4--,percosso nuovamente da ,dio1 ripiomba nell'inferno4--,non mai contento de l'esser suo ritorna sulla terra4--,cristo predica l'amore4--,gli uomini desiderosi del cielo dimenticano la terra4--,lucifero ve li richiama1 ed malamente calunniato4 ,non da l',inachia stirpe1 o d'alcun mai ,ceppo mortal1 cos l',eroe riprese1 ,ma da natura1 immortal germe1 io nacqui ,una a le cose1 e da la luce ho il nome4 ,dir giusti sensi1 o tacer dee chi dritto ,co'l pensier mira2 e1 chiaramente espresso1 ,torna pi grato1 e pregio doppio ha il vero4 ,per di studose ombre e d'enimmi ,non cinger il mio dir1 ch n maestro ,di misteri son io1 n a disdegnosa ,anima1 che a sdegnosa alma favelli1 ,dubbio o coverto il ragionar si addice4 ,nuovi non gi1 ma da la turba illusa ,negletti veri io parler4 ,due sono ,le virt1 che le cose hanno in governo3 ,la ,natura e il ,pensier2 l'una1 ch'eterna ,genitrice visibile di tutto1 ,la pesante materia ordina e muta ,per suo proprio valor2 l'altro la informa ,di spirital possanza1 e la solleva ,ad ardui voli e a magisteri egregi4 ,ferrea1 immota in sue leggi1 una procede ,lenta cos1 che par che giaccia3 inalza ,su le rovine1 onde si allieta1 il trono1 ,e da l'arida morte una perenne ,fonte di vita e di belt deriva2 ,ma l'occulto ,pensier1 ch'agita e accende ,tutte cose universe1 in varia guisa1 ,con poter vario e con legge diversa ,ogni via tenta1 ogni regione esplora ,mobilissimo sempre1 e tutto aborre ,de la tarda materia il peso e il freno2 ,e quando avvien1 che di misteri e d'ombre ,l'altra s'avvolge1 e1 per geloso istinto1 ,la ragion de le cose occulta e serba1 ,ei libero discorre1 e si ribella ,ad imposte paure2 apre e dischiava ,terre1 cieli ed abissi2 argini atterra1 ,crea1 muta1 strugge1 e a le domate forme ,nuovi d impulsi1 e nuove leggi imprime4 ,tal1 bench l'un viva ne l'altra1 e vita ,abbian comune e necessaria1 avversi ,son per intimo ingegno2 onde tu vedi1 ,che or l'un l'altra soverchia1 or questo a quella ,soccomber mostra2 eppur son ambo invitti1 ,sono eterni ambidue1 per che morte ,da tal guerra non sgorga1 anzi han le cose ,da cotanto agitare ordine e vita4 ,sparsi per gli antri1 e fieramente soli ,vivean gli uomini primi1 e nulla amica ,possa lor sorridea1 tranne il ,pensiero4 ,ispide pelli eran lor vesti1 e rudi ,selci lor armi e sol conquisto il foco4 ,da l'alte culle del fecondo ,irano1 ,procedendo1 spandeansi a mala pena ,sui giapetici piani1 e gl'inclementi ,ghiacci vincendo1 che inghiottan le belve1 ,a nuove lotte s'accingean4 ,mugga ,dai britannici fiumi alto l'immane ,caval de l'acque1 a cui1 pari a vorago1 ,s'apre orrenda la bocca1 e al cui sospiro ,l'onda gorgoglia e al ciel salta in ruscelli2 ,devastando correan l'irte spele1 ,d'umane carni esploratrici1 e fuori ,dai frondosi dirupi a l'onde in riva ,calavasi il deforme orso e il velloso ,primigenio mammuto3 oscura e pigra ,mole di membra1 a cui nemico il sole2 ,e tu1 sovrano troglodita1 astretto ,dal fecondo bisogno1 a miglior prova ,sempre volgendo il multiforme ingegno1 ,armi e industrie trovasti2 onde pi lieve ,ti fu il domar co'l lavorato renne ,le nemiche falangi4 ,apron le nubi ,l'inesauste sorgenti1 e senza freno ,fiumi ed oceani gi dal ciel dirompono2 ,entro al diluval baratro immenso ,spariscono le specie1 in quel che1 armato ,di novella virt1 l'uom passa i mari ,su la prima pirga1 e1 di recisi ,boschi infrangendo il pian glauco dei laghi1 ,fermo vi elegge e men selvaggio asilo4 ,ivi1 fanciulla ancor1 l',arte s'assise ,pargoleggiando2 e1 a far men lungo il giorno ,d'un che l'alma struggea dentro a l'amore1 ,tal gli spir nel cor dolce un sorriso1 ,ch'ei fatto a un punto pi gentil1 leggiadre ,forme e il pensier nel duro selce espresse4 ,per1 quand'ei con lungo studio al rito ,del caro amor la sua fanciulla indusse1 ,docil vide obbedire ai suoi talenti ,il tenace basalto2 a l'agil fianco ,brunite armi precinse1 e il flessoso ,collo di lei1 che gli gemea su'l petto1 ,incoron d'inteste ambre e di baci4 ,or deggio dir1 che1 di regnar mal paga ,sovra i campi natii1 la curosa ,mente de l'uom s'insin nei cupi ,visceri de la terra1 e ai fiammeggianti ,gnomi1 che custodan l'ampie miniere1 ,rap il bronzo1 indi il ferro1 a cui funeste ,armi non sol1 ma civilt l'uom debbe8 ,io benedico a voi1 fiumi e torrenti1 ,che gi dai fianchi dei materni ,urli ,l'auree sabbie lucenti al pian recaste2 ,ma pi a la paziente opra1 che il lieve ,stagno confuse e il risonante rame1 ,non che a l'assiduo ardir1 per cui1 dal duro ,abbracciamento mineral divelti1 ,s'arresero i metalli a l'uom tenace4 ,o pensiero immortal de l'uom che muore1 ,te da prima io conobbi1 e quinci unito ,s'intrecci a' fati umani il mio destino4 ,bruco1 che il corpo infermo1 a mala pena1 ,per intima virt svolge dal primo ,involucro1 e1 a la dolce aere credendo1 ,crisalide novella1 il picciol volo1 ,co' fior de' campi il suo color confonde1 ,tal de l'uomo il pensier3 s'apre a fatica ,fra tutti ingombri e lunghi affanni il varco1 ,e cammina1 cammina1 e a nullo iddio ,dee la vita1 il principio1 il mezzo e il fine4 ,ultimo forse e pi perfetto anello ,de la catena universale1 ei tutto ,chiude in s stesso il suo destin1 ch umana ,mutabil cosa e de la terra il vero4 ,ahi6 che un morbo fatal l'alma gl'invase ,fin da' giorni suoi primi1 ed ombre e morte ,gli gitt sovra il capo1 in cor1 d'intorno6 ,trem a l'aspetto de l'eterno1 immenso1 ,fluttuar de' creati esseri il mesto ,figlio de l'uom1 che riprodotta e viva ,non pur vedea nei circostanti oggetti ,tanta lite incompresa e tanto affanno1 ,ma dentro al cor1 dentro a le vene1 in tutta ,l'esistenza sua poca iva ammirando ,un perpetuo agitar d'odio e d'amore4 ,di fantastici mostri e di chimere ,popol quinci il mar1 l'aria1 la terra1 ,ogni spazio1 ogni vuoto2 e dove un'ombra ,vide e un mistero1 o una maggior possanza1 ,l pieg la cervice e pose un ,dio4 ,dio nacque allor1 ,dio1 creatura a un tempo ,e tiranno de l'uom1 da cui soltanto ,ebbe nomi ed aspetti e regno e altari4 ,ch or sopra ai soverchianti astri ei fu visto ,spazar l'insegnato etere1 or chiuso ,tra' fulmini precipitar su l'ale ,dei rotanti uragani1 or sovra al dorso ,dei cavalli del mar correre i flutti ,e sfrenar l'onde a battagliar coi venti2 ,o ver come immortal fremito immenso ,penetrar l'aria1 serpeggiar nel grembo ,degli avari terreni1 e al vigilato ,solco apparir fra le compiute ariste4 ,per quel che ,dio fu1 quale ancor vive1 ,e quanto ebbe e mantiene a l'uom soltanto ,il deve1 a l'uom1 che d'ogni suo destino1 ,o prospero1 o maligno1 arbitro solo4 ,chi a tiranno cotal1 che1 dal pensiero ,nato de l'uom1 l'uomo asservir presunse ,e le cose universe1 il fronte oppose ,con indomito orgoglio1 e una selvaggia ,voce di libert gittgli incontro1 ,s che il ciel ne trem8 ,chi la temuta ,prepossanza di ,dio tenne equilibre ,con perenne agitar8 ,fu la feconda ,lite1 che il mar de l'essere commove ,con assiduo flagello1 e dai cozzanti ,corpi la luce e l'armonia deriva4 ,essa al pigro e ferrato ,ordine1 occulto ,padre di servit1 per fiero istinto1 ,rubellossi da prima2 essa al feroce ,andropfago ,iddio scosse la reggia ,vigilata dai fulmini2 e dal fiero ,cozzo con lui tanta favilla emerse1 ,che1 mutata dagli anni in fiamma viva1 ,tutto divorer dei numi il regno4 ,o d'ogni libert fonte primeva1 ,madre d'inclite pugne1 io ti saluto6 ,tu co'l moto la vita1 e co'l solenne ,fra le cose de l'alma egregio attrito ,luce dsti e saper negli intelletti ,e co'l saper la libert1 sublime ,pianta1 che sol dov' coltura alligna4 ,te da la terra solitaria i saggi ,primamente avvisr2 te1 spiratrice ,di terrigeni mostri a ,dio rubelli1 ,raffiguraro e coltivr le genti1 ,e or fosti ,isi nomata1 or ,bahavni1 ,or ,armane or ,loke1 or acqua1 or foco1 ,or discordia infinita1 e1 se paura ,ebber dei moti tuoi l'anime imbelli1 ,o fur da sacerdoti emp travolte1 ,nome avesti d'errore e di menzogna ,tu1 che ad onor del vero e de la luce ,i misteri del cielo agiti e sperdi4 ,ma qual tu fosti e sei1 pi che i mortali ,lo sanno in prova1 e da pi tempo1 i ,numi4 ,sedea ,giove orgoglioso in su' tranquilli ,troni d',olimpo1 il nttare libando ,d'ogni pi lieta volutt1 n alcuna1 ,fra le dapi fumanti e le vezzose ,fanciulle che tesseangli inni e carole1 ,cura de l'uom gli penetrava il petto4 ,sorsero allor dal cupo rebo1 tratti ,dal comando di lei1 che ,lite ha nome1 ,quanti mai da la terra erano usciti ,terribili ,titani1 a cui la forza ,granava il corpo1 e il cor crescea l'ardire2 ,e avventando ciascun li suoi cinquanta ,capi feroci e le altrettante braccia ,contro ai regni di ,giove1 orribilmente ,tracollaron dai fondi imi l',olimpo4 ,arse d'ira il tiranno1 e forza a forza ,oppose1 e vinse4 ,da le attinte altezze ,precipitr gl'intrepidi gagliardi ,un dopo l'altro fulminati1 e monti ,ed isole parean1 che in un selvaggio ,moto la terra1 o il mar vorace inghiotte4 ,ma a che fremi e sospiri al fier ricordo ,di cotanta caduta1 o sopra a tutti ,sventurato ,titano8 ,eran pur folli ,d'rano i figli1 ove tenean1 che segga ,maggior virt1 dove pi grande e saldo ,torreggi il corpo1 e il vigor cieco e bruto ,a pugnar contro a tutti e a vincer basti4 ,tal nel mondo virt1 cui n possanza ,di giganti tronfa1 o adamantina ,spada conquide1 e solo a la modesta ,continua punta del pensier soggiace4 ,rupe1 cui dal gagliardo imo non svelse ,furor d'atre procelle1 a poco a poco1 ,morsa dal flutto che le geme intorno1 ,scemar vedi e crollar3 son rupe i ,numi1 ,e il flutto assiduo del pensier li rode4 ,cos ,giove fu vinto1 e in simil guisa ,vinto sar chi gli successe4 ,or odi ,quel ch'io feci e far4 ,da una malnata ,bordaglia rea1 che da natura in dono ,ebbe al corpo la lebbra e al cor la fede1 ,iova ne venne1 un implacato iddio1 ,a cui fulmine il guardo e tuon la voce4 ,solitario e funesto egli incombea ,dal recesso del ciel plumbeo su'l petto ,dei tremanti mortali1 e gran sepolcro ,di mal vivi era il mondo1 a cui su'l capo1 ,pria de l'ora1 il fatal sasso si aggrevi4 ,io nel cielo era ancor1 bello di tutti ,radamenti4 ,era sorriso e luce1 ,fragranze ed armonie del ciel la vita1 ,e1 cullati in un mar d'ozii e di fiori1 ,si tenean tutti e si dicean beati4 ,sol'io1 spirito inquieto1 indifferente ,a quell'aprile1 a quel banchetto eterno1 ,senta dentro a l'altera anima un vto ,misteroso1 un mar senza confine1 ,come una solitudine infinita ,d'intorno a me1 dentro di me3 se avessi ,conosciuto l'amor1 forse in cor mio ,ravvisato l'avrei sin da quel giorno4 ,poco mi parve il ciel1 misera vita ,l'eternit4 ,di strane opre1 di voli1 ,di turbini1 d'ebbrezze1 di battaglie ,tal m'invase un deso1 che sfere ed astri ,corsi1 cercai1 sempre irrequieto1 in traccia ,d'un fantasma incompreso1 o fosse un'ombra ,del mio stesso pensiere1 o una diversa ,immagine con me nata1 e divisa ,fatalmente da me4 ,dove mai1 dove1 ,sospiroso io dicea1 trovar ti posso1 ,o disata e necessaria parte ,de l'esser mio8 ,per entro a l'immortale ,anima mia tutto il mortal sentiva4 ,infelice mi tenni4 ,a ,dio nel fronte ,gli occhi un d fissi1 e interrogarlo osai3 ,chi m'ha fatto cos8 ,d'ira e di lampi ,ei fiammeggi1 n mi rispose4 ,il vero1 ,io replicai1 l'eterno vero2 io voglio ,tutto saper2 se il ,ver tu sei1 ti svela6 ,ei fulmin2 tremr gli angioli2 io caddi1 ,n pugnai gi3 senta ch'era pi grande ,de lo sdegno di ,dio la mia caduta4 ,quale allor degli antichi astri mi accolse8 ,nessun fuor che la terra1 e de la terra ,gli oscuri antri pi cupi3 ivi prescritta ,fu la mia reggia a un tempo e il carcer mio4 ,bolla sotto ai miei passi un fragoroso ,mar di liquide fiamme2 in gran tenzone ,mugghiando si rompeano onde contr'onde2 ,ma pi cocenti assai dentro al mio petto ,combattendo bollan dubb e speranze2 ,salde e ferree correan sovra il mio capo ,di granito le vlte1 e assai pi saldo ,era il cor mio3 sempre a me innanzi1 ovunque1 ,un fantasma d'amor1 sempre in cor mio ,una voce incompresa3 ama e cammina6 ,ruppi il carcere mio2 l'aria1 la luce ,de la terra cercai2 chi avria potuto ,porre un freno al mio spirto8 ,iova m'avea ,fulminato1 non vinto4 l1 un occulto ,pensier diceami1 l sovra la terra ,il tuo destin1 l di tue prove il campo1 ,l fra tanto agitar d'od l'amore1 ,l fra tanto morir la vita alberga6 ,mi trasformai la prima volta3 ignoto ,corsi la terra1 e al caro sole in vista ,l'uom1 la natura e l'esser mio compresi4 ,l'uom compresi1 e l'amai4 ,ma allor che prono ,a pi dei suoi creati idoli il vidi ,vaneggiar paventoso1 e legar tutta ,l'anima ardita a un inconcusso altare ,m'arse il cor d'ira e di piet4 ,sembiante ,a vasta e fruttosa arbore1 in mezzo ,de la terra sorgea l'egregia pianta ,d'ogni umana ,scenza2 e ,dio1 nemico ,del veggente saper1 che i tenebrosi ,spirti rischiara1 le rugga d'intorno ,con feroce divieto2 onde alcun mai ,coglier non osi ed assaggiarne il frutto4 ,fu allor che con sottile arte la mente ,degli uomini tentai3 simile a ,dio ,sar1 dicea1 chi ciber quel frutto2 ,e quel frutto fu colto4 ,un'orgogliosa ,brama1 un'ardente1 inestinguibil sete ,di saver1 d'indagar l'ombre1 che folte ,gli addensava d'intorno il ,dio nemico1 ,morse gli uomini tutti2 e qual pi viva ,sent in cor la mia voce e il poter mio1 ,e per vie non segnate oltre si spinse ,al confin de la pavida ignoranza1 ,e interrog con l'intelletto audace ,le piante e gli animai1 la terra e gli astri1 ,quei di mago ebbe nome e di ribelle4 ,piomb quinci su'l capo ai maledetti ,figli di ,cam la collera di ,dio1 ,e assai d'essi perr1 non la pugnace ,virt1 che a l'uom pria la ,natura infuse1 ,ed io1 sin da quel d1 sveglio e raccendo4 ,d'orgogliose speranze io mi pascea ,secretamente1 ed oltre un mar d'affanni ,prevedea su la terra il mio tronfo2 ,ma fulminato dal geloso ,iddio ,nuovamente io piombai nei tenebrosi ,baratri de la terra1 ove il superbo ,sdegno del petto e il mio dolor nascosi4 ,ivi scendea talor qualche gagliardo ,intelletto di sofo o di poeta1 ,a cui fu colpa il propagar le nuove ,apocalissi del pensier mortale4 ,rardea la speranza entro al mio petto ,co'l suo venir1 per che per ciascuna ,stella1 che al fronte di ,sofia s'accende1 ,de la ,fede su'l crin spegnesi un sole4 ,cos durai gran tempo1 e non gi pago ,de l'esser mio3 sempre a me innanzi1 ovunque ,un fantasma d'amor1 sempre in cor mio ,una voce incompresa3 ama e cammina6 ,ritornai su la terra4 ,un manseto1 ,che de l'iroso ,iddio credeasi il figlio1 ,predicava l'amor4 ,debole e solo ,egli parea1 ma tutta era con esso ,l'umanit4 ,stetti pensoso e muto ,ad ascoltarlo1 e mi obliai4 ,senz'armi ,egli pugn2 vinse morendo3 cadde ,giove dal ciel1 ,roma dal mondo1 e il mondo ,e il ciel fu suo4 ,sperai1 dubbiai2 ma il giorno ,che tutte dopo a lui volgersi al cielo1 ,per cercarlo1 vid'io l'anime umane1 ,e su la terra derelitta e mesta1 ,come in carcere vil1 gemer la vita2 ,no1 vittoria non 1 gridai da l'imo ,petto1 e furente mi scagliai per quanta ,terra il ciel vede1 e il mar sonante abbraccia2 ,no1 vittoria non questa1 che il tempo1 ,l'opra1 il pensier1 l'uomo e la vita uccide2 ,amor questo non 1 ch'entro a una fatua ,luce di ciel nuota ozando1 e il tergo ,cheto soppone a qual che sia flagello6 ,braccio e pensier1 moto e conflitto amore2 ,campo d'opre comuni e di travagli1 ,non remo la terra2 uom1 che nel pianto ,vive1 e da ,dio gioie o tormenti aspetta1 ,schiavo non pur1 ma inutil cosa il chiamo6 ,tremr le infeminite anime al grido ,del mio potere2 e ,dio1 fatto pi forte ,de l'umano terror1 me per la mano ,del suo fido ,michel di ceppi avvinse1 ,e percosso e ferito indi nei cupi ,baratri m'inchiod2 stolto6 e si tenne ,securamente vincitor4 ,dai ceppi1 ,dagli abissi io balzai1 giovine eterno1 ,e mutando me stesso in mille guise ,ebbi regno nel mondo4 ,una venale ,turba di sacerdoti a cui nel nome ,abusato del ,cristo1 agevol cosa ,era il far degli altari empio mercato1 ,me d'ogni colpa allor1 me d'ogni affanno ,degli uomini imput2 strani sembianti ,mi foggir le nemiche anime1 e avverso ,d'ogni umana salute e d'ogni amore ,il mio nome suon2 ma in faccia a questo ,dolor tuo sacro e in faccia al mondo io giuro3 ,mi fu iniqua la fama6 ,orrido1 immoto ,su l'umane coscienze s'assidea ,l'infallibile ,domma3 un paventoso ,mostro senz'occhi e tutto plumbeo il corpo1 ,che il mortale ,pensier di ferri avvinto ,squarcia con le feroci unghie1 e sen ciba4 ,suo regno l'ombra1 sua virt gl'inganni2 ,l'ignoranza dei popoli il suo scudo1 ,ed armi sue l'antema e la scure4 ,contro ad esso io pugnai3 sinistra e maga ,cosa per lui la sitibonda brama ,d'ogni saper2 frutto vietato il vero1 ,colpa il voler1 la libert delitto1 ,e allora1 oh6 allor1 superbamente il dico1 ,menzogna1 error1 colpa e delitto io fui6-- ,,canto ,,terzo4 ,,argomento4 ,lucifero1 continuando il racconto1 accenna alla venuta dei barbari2 ad ,ario1 che si ribella1 fra' primi1 all'autorit ecclesiastica1 da cui viene scomunicato nel concilio di ,nicea2 a ,telesio1 che scote il giogo scolastico2 alla stampa che propaga il pensiero nuovo4--,la rivoluzione1 filosofica in ,italia1 diventa religiosa in ,germania4--,leone ,x e ,lutero4--,il pensiero e la coscienza armano il braccio dei popoli1 e la rivoluzione prende l'aspetto politico4--,tirannide monarchica e republicana3 la libert sta nel centro4--,rivoluzioni d',inghilterra1 d',america1 di ,francia4--,il canto della guigliottina4--,fecondit delle rovine4--,rassegna delle principali invenzioni del pensiero umano2 dalle quali confortato l',eroe1 predice il suo vicino trionfo4--,finita cos la narrazione1 si parte1 mentre una voce misteriosa annunzia agli uomini la sua venuta4 ,sopra la terra imperversava intanto ,un uragan di popoli4 ,sul vecchio ,tronco latin spir l'aura del norte1 ,e il rinverd2 fra le disfatte genti ,s'insinu un gagliardo alito1 un fremito ,di selvatica possa4 ,a quella forma ,che al ritorno d'april1 sotto al fecondo ,bacio del ,sol1 freme la terra1 e il cieco ,germe1 che in grembo custod dal fiero ,morso de' ghiacci1 a l'aurea luce esprime2 ,tal serpea de l'uman genere in petto ,una nuova virt1 che a la secreta ,aura del mio pensiere aprasi il varco4 ,ed ,ario sorse1 e tutte avea d'intorno ,le germaniche stirpi4--,oh6 splenda un lume ,di verit su queste genti2 un riso ,di libert su le coscenze umane2 ,sia concesso il pensier6--,questo ai pastori ,del buon ,cristo ei chiedea1 l1 su la soglia ,del ,niceno consesso1 ove a congiura ,tratti il cenno li avea d'un parricida4 ,siccome folla di mendici1 a cui ,cadan rotte le vesti e manchi il pane1 ,tali sul freddo limitar premeansi ,mute1 ansose del giudizio1 ai fianchi ,d',ario le genti4 ,alzr le braccia i sacri ,del ,cristo alunni1 e su la fronte ardita ,del ,cireno fulminr tutta a un'ora ,l'umanit4 ,sfida fu questa1 a cui ,ostinata e mortal guerra successe4 ,quinci la ,fede della plebe3 un'orba ,maga1 che l'ignoranti anime impera1 ,e d'error vive ed a le stragi istga2 ,quindi colei1 che luminosa incede ,fra tutti affanni1 e di ,scenza ha nome3 ,di severi intelletti arbitra e diva1 ,sperimentando1 essa li guida in loco ,dove scevro di nubi il ,ver fiammeggia2 ,gli eterni de le cose atomi indaga1 ,l'essenze esplora1 e a la cagion lontana ,la varia prole degli effetti annoda4 ,chi potra tutti annoverar di questa ,universa battaglia i campi e l'armi1 ,gli eroi1 gli stud1 i vincitori1 i vinti8 ,sol taluno dir4 ,di precursori ,italia madre1 e tre corone ha in fronte3 ,regn co'l brando e con le leggi in pria2 ,poi1 vinta i polsi e strazata il petto1 ,co'l pensiero regn4 ,gemean le menti ,sotto al flagel d'una loquace1 astuta ,sfinge bifronte1 che1 di ,cristo a un tempo ,e d'un ,saggio1 che patria ebbe ,stagira1 ,usurpando il poter doppio e gli aspetti1 ,mutava con sottile arte in oscura ,fede il saper1 la cattedra in altare4 ,povera fra le genti iva e digiuna ,d'ogni culto ,sofa1 n pria fu lieta ,di fermo ospizio e d'onorate offerte1 ,che s'avvenne in ,telesio4 ,il venerando ,vecchio sedea pensosamente a l'ombra ,de le selve native2 e1 pari al raggio ,novo del ,sol1 che tra le fronde e i rami ,scendea sereno a ricercargli il fronte1 ,un arduo gli splendea dentro al pensiero ,giovanissimo spirto4 ,a l'aura1 al guardo ,riconobbe la santa esule1 e incontro1 ,sorridendo e tremando e con aperte ,braccia le crse4 ,una parola ardita ,quinci udiron le serve itale menti2 ,impallid l'orrida ,sfinge2 il duro ,giogo fu scosso2 e da quell'aureo giorno ,la casetta del sofo ara divenne4 ,qual da le dilicate ntere aperte ,manda l'amante fiore al fior lontano ,il plline fecondo1 e messaggero ,del casto bacio il zeffiro d'aprile3 ,tale il novo pensier1 creduto a un novo ,magistero di cifre1 inclite imprese ,matur fra le ardenti anime2 e il vanto ,fu tuo per vero1 o egregia arte1 per cui ,da metallici tipi impresso1 e in mille ,guise prodotto1 agil discorre e vola ,il mortale pensier1 visibil fatto4 ,possa tu sei1 che ogni confine1 opposto ,fra gente e gente1 indomita conquidi2 ,fulmine sei1 che la funesta e scura ,tirannia de l'error sfolgori e sperdi2 ,luce sei tu1 per che dovunque e in tutte ,l'alme il sorriso d'ogni ver si svela1 ,tu1 nel commercio de l'idee1 le sparse ,genti accomuni2 in facile amistanza ,leghi i vivi agli estinti1 e in guisa annodi ,l'uno a l'altro pensier1 l'ieri al domani1 ,che la specie de l'uom1 devota a morte1 ,un sol gigante ed immortal diviene4 ,ma qual de l'onda avvien1 che d'uno in altro ,vase versata1 altra figura assume1 ,cos1 da la contesa alpe ad estranei ,climi varcando il pensier novo1 in nova ,forma e in campo diverso e con altr'armi ,contro a un cieco poter sorse1 e proruppe4 ,trafficata1 qual vil merce1 passava ,da un giogo a l'altro la saturnia terra2 ,e i suoi figli rideano4 ,un rubicondo ,pastore e re1 che di ,leone il nome1 ,ma l'alma avea d'un animal di ,circe1 ,banchettava su l'are1 e il ciel vendea4 ,venne un giorno d'oltralpe un battagliero ,frate sul ,tebro4 ,gli bolla nel petto ,il sassonico sangue1 e calda al pari ,del suo sangue la fede4--,oh6 ch'io nel vivo ,fonte1 dicea1 de l'evangel di ,cristo ,quest'anima disseti6--,io1 ch'era presso1 ,per man lo presi1 e lo condussi in loco ,ove il sir de l'umane alme giova ,fra una ciurma di servi1 a cui sul crine ,sedea per celia un ramoscel d'alloro1 ,una burla su'l labbro1 e sol ne l'epa ,la libert4 ,del buon ,leone intorno ,tripudando oscenamente ignude ,ivan muse e madonne2 ed ei1 nuotante ,come in un mar di placida quete1 ,sonnecchiava e ridea1 mentre1 seduta ,sui suoi ginocchi1 con la man lasciva ,stazzonando il vena lubricamente ,del ,bibbiena una putta1 ed esso il ,cristo1 ,in abito or di scalco1 or di poeta1 ,comparta1 strambottando in buon latino1 ,cibi a le pance e a l'anime indulgenze4 ,su la spalla battei de lo stupto ,solitario1 e gli dissi3 ,ecco il vangelo6 ,arse in cor d'ira e di vergogna in volto ,il generoso1 e a le nate contrade ,disdegnando vol4 ,folti a' suo' fianchi ,si stringeano i fedeli al suo ritorno1 ,dimandando di lui1 che il ciel dispensa2 ,ed ei tuon3--,colui1 che il ciel dispensa1 ,l'are insozza1 il ciel vende1 e ,dio svergogna6-- ,disse1 e dal petto fremebondo il sacro ,abito svelse1 e si lanci nel mondo ,come guerrier contro a nemico armato4 ,ululr contro a lui1 contro al pensiero1 ,contro a la vita1 contro al ciel1 gl'ingordi ,lupi di ,trento2 sibilr gli obliqui ,rettili del ,loiola1 e dentro ai petti ,s'insinando1 avvinghir l'alme2 un freddo ,lento velen vi sparsero1 sperando ,che sepolta nel sonno1 o nel terrore1 ,l'umana volont tutta si spenga4 ,fu un sepolcro la terra4 ,un'ara e un trono ,soli sovr'esso2 e tutto occhi e sospetti ,sovra entrambi il ,loiola3 ,iddio discese ,umilmente dal cielo2 e1 perch alcuna ,de le pecore sue non si smarrisse1 ,al comando di lui prese il coltello1 ,e con celestal garbo l'immerse ,ne la gola di mille4 ,un mar di sangue ,copr la terra2 il divo manigoldo ,torn al ciel1 carezz l'insanguinata ,barba1 e pago dal suo trono sorrise ,come al settimo giorno4 ,io nel fumante ,sangue mi astersi1 e fulminai la voce4 ,pugnr vivi ed estinti1 e nuova intorno ,pullul da la strage onda di vita4 ,gemina possa1 libert3 risveglia ,le menti in pria1 poi discatena i polsi4 ,uom1 che servo ha il pensier1 la destra ha inerme2 ,spada non ha chi i suoi diritti ignora4 ,ricca d'affanni e d'ogni mal contesta ,egli certo la vita2 e pur qual turpe ,cosa nel mondo1 che al servir s'agguagli8 ,e qual di tutte servit pi infesta ,che servir1 non volente1 al ferreo cenno ,d'assoluto signor8 ,popol che geme ,fra' ceppi1 e sente del suo mal vergogna1 ,per met schiavo1 e qual gode e s'obla ,schiavo due volte1 e d'ogni ingiuria degno4 ,dinanzi a re1 che il suo piacer fa legge1 ,e a nessun mai de l'opre sue risponde1 ,leggi non son1 n cittadini3 ai sommi ,gradi i pessimi esalta2 il buon deprime2 ,l'altrui sostanze impunemente invade2 ,grandi e piccoli offende2 il sangue sparge2 ,l'onor calpesta3 tutto insomma ei solo4 ,n giustizia miglior1 n pi felice ,stato 1 per me1 dove la plebe impera4 ,idra ingorda la plebe1 e per ciascuna ,testa ha due bocche3 a divorar la prima1 ,a morder l'altra e a maledir dischiusa4 ,vile in servire1 in comandar superba1 ,cieca in ambo gli stati1 iniqua sempre4 ,miglior per d'ogni governo io tengo ,quel che al centro risiede1 e da ogni estremo ,con eguale poter si tien diviso4 ,quinci l'empia ,licenza1 a cui gradito ,cibo la strage cittadina1 e quindi ,la ,tirannide astuta2 ed esso in mezzo ,sta1 come rcca1 e per vegliante cura ,campa a un'ora dal male e al ben provvede4 ,da l'estrano temuto1 e riverito ,al par da' suoi1 de la sua gente i dritti ,custodisce e difende1 e1 pur lasciando ,a l'oprare d'ognun libero il campo1 ,argine solo il dritto altrui gli oppone4 ,cos liberi tutti e tutti a un tempo ,servi sono a la ,legge2 e per diversa ,via1 con varia fortuna e vario ingegno ,egual fine ha ciascuno3 il ben di tutti4 ,questo per1 qual ch'abbia forma e nome1 ,libero stato io sovra gli altri estimo4 ,n pensar gi che il buon deso m'accechi1 ,se dir m'udrai1 che a tanto inclito obietto ,ogni gente del mondo ormai si appressi4 ,al novo grido del pensier ribelle ,tremr con l'are i troni1 e gi dai troni ,precipitr scettri purpurei e teste ,coronate di re4 ,surse su'l nudo ,scoglio ,albone1 e su'l riverso giogo1 ,il suo tiranno a giudicar1 piantosse4 ,e giudic4 ,splendea nitida e bella1 ,qual s'addice ad un re1 sovra il tuo collo1 ,o ,stardo1 la scure2 e fredda1 muta ,come il penser del rigido ,cronvello1 ,cadde1 e lib con volutt plebea ,il regio sangue di tue regie vene4 ,rotol ne la polve il tuo parlante ,capo1 e le voci balbettate a pena ,da le labbra morenti entrr nel petto ,d'ogni re de la terra1 a cui mutato ,sembr il regno in abisso1 in palco il trono4 ,surse anch'ella e rugg d'oltre l',atlante ,l'americana ,libert1 che troppo ,sent al collo pesar l'anglico giogo2 ,e tu primo ne udisti il grido orrendo1 ,redentor ,vasintno1 a cui la spada ,sfolgoratrice d'assoluti imperi ,essa prima affid4 ,scornata e vinta ,l'altera ,anglia soggiacque2 e non le valse ,fulminar ,franchi orgogli e antenne ,ibere1 ,n gli oceani domar1 n invitta e ferma ,durar su la contesa arce di ,calpe1 ,quando te non dom1 te di nemici ,vincitore non pur1 ma di te stesso4 ,libert allor sul grande istmo si assise ,vittorosa1 e ne le immense braccia ,ad un patto d'amor le genti accolse4 ,sedea fra tanto una cortese e imbelle ,sovra il trono di ,francia ombra di re4 ,quinci un corto di pallide e lascive ,fantasme1 e inciprate ombre e superbi ,scheletri incappellati e rugginose ,armi vuote1 che si tenean diritte1 ,come fosser guerrieri2 e quindi un vasto ,tumultoso brulicar di vivi4 ,il ,re dicea3 ,stiam fermi1 io son lo ,stato6 ,ed il popolo3 ,avanti1 eguali tutti6 ,diceva il ,re3 ,pieghiam la fronte a ,cristo2 ,e la plebe3 ,n re1 n dio vogliamo3 ,cristo il passato1 e l'avvenir siam noi6 ,e il magnifico ,re1 non per paura1 ,ma perch ardea d'amor pe' suoi soggetti1 ,titub1 tentenn1 si rassett ,co'l mignolo sottil certi indiscreti ,ricci1 che gli sfuggan da la parrucca1 ,e gridando3 sto fermo1 un gradin scese4 ,fe' un sogghigno la plebe1 e disse3 poco4 ,ed il ,re scese ancora4 ,ancor non basta6 ,grid la plebe2 e il ,re3 ,m'abbasso troppo2 ,allor pari sarem6--,meglio per tutti2 ,se non ami con noi viver nel fango ,un palco t'alzerem d'oro e di gemme2 ,vieni1 scendi e vedrai6--,scese2 e la plebe ,url un plauso di gioia1 e1 s com'era ,nana1 minuta1 sbrindellata e scarna1 ,diessi a ballonzolar bizzarramente ,tutta in giro al buon re4 --,balliam1 balliamo3 ,la nostra gioia1 il viver nostro un'ora3 ,l'uccel venne a la rete1 il pesce a l'amo4 ,da l'una a l'altr'aurora1 ,balliam1 balliam1 balliamo4 ,balla con noi1 buon re3 noi non siam prenci1 ,non vestiamo1 gli ver1 porpora ed ostro1 ,ma fatto il manto tuo coi nostri cenci1 ,e tinto te l'abbiam co'l sangue nostro4 ,balla con noi1 buon re3 vigile ognora ,tu pensavi al tuo popolo diletto3 ,e il popol tuo vegliava e veglia ancora ,per comporti a sue spese un cataletto4 ,balla con noi1 buon re2 balliam1 balliamo2 ,facciam cambio di doni1 oggi ch' festa3 ,noi la vita e l'onor dato t'abbiamo1 ,e tu1 buono qual sei1 dnne la testa6-- ,era questo il baccar di quel tremendo ,popolo di pigmei4 ,l'un l'altro1 a un segno1 ,s'aggruppro1 si unr1 si fuser tutti ,come liquido bronzo1 e una trifronte ,furia formr cos gagliarda e fiera1 ,che immoto stette a contemplarla il mondo4 ,ella si scosse1 e dietro a lei sparirono ,i secoli2 di un grido1 e tremr quanti ,popoli e re4 ,tutto sia nuovo1 disse1 ,e fulmin3 tempi1 memorie1 cose1 ,troni ed altari1 uomini e dii4 ,la terra ,corse in tre passi2 e a le rovine in cima1 ,fra un oceano di sangue eretto un trono1 ,lieta1 guardando a l'avvenir1 si assise4 ,come allor1 che dai campi aridi e brulli ,piomba co'l verno una tempesta1 orrendo ,romba il tuon1 fischia il vento1 a larghe falde ,piove olimpo2 i torrenti alzansi in fiumi1 ,i fiumi in mar2 crollan capanne e case1 ,e ti par tutto1 ove che il guardo giri1 ,un sepolcro di torbe acque la terra2 ,tal pass quell',erne2 e1 a quella forma ,che1 a le fiamme del ,sol1 bevendo i campi ,l'abbondevole umor1 pullula intorno ,fuor del morbido limo ogni diversa ,vegetal vita1 e variopinto e bello ,d'erbe intesto e di fior spiega il suo manto2 ,cos da le rovine alte e dal sangue ,germinr cose e idee1 ch'arbori or fatte1 ,dan riparo a le genti e frutti al mondo4 ,questi1 ch'io noto con parlar fugace1 ,inclito ,prometo1 son1 tra' maggiori ,fatti1 per cui l'uman genere avanza1 ,i maggiori e pi illustri2 e d'essi al raggio ,la speme del mio cor s'accende e cresce4 ,me pi volte cacci nei tenebrosi ,baratri il ,dio1 che al suo fatale presso1 ,ma invitto sempre ad altre prove io sorsi1 ,e a l'estrema mi accingo1 or che cotanto ,spazia nel ,ver de l'uman genio il volo4 ,per ti piaccia udir1 come appuntando ,l'uomo industre e tenace il vario ingegno ,or d',iside nel grembo1 or di s stesso1 ,utili veri a la sua vita invenne4 ,qual dir prima o poi8 ,correa su' ciechi ,flutti il nocchiero1 e nulla al dubbio corso ,guida costante gli reggea la prora1 ,fuor che l',orsa malfida e il vario sole4 ,mal securo ei fugga gli alti1 e la riva ,con vigile tenendo occhio1 il nemico ,nembo tremava1 che rapagli il cielo4 ,ma poi che la virt primo conobbe ,del commisto magnete1 il qual1 sospinto ,da un istinto d'amor1 volgesi al polo1 ,un sottil1 ben temprato ago ne trasse2 ,mobilmente il libr sovra a un diritto ,fil d'intrepido ottone2 entro una cava ,ciotola il custod tutta di puro ,rame1 e1 co'l guardo al ben costrutto ordigno1 ,diede a l'agile prua certo il governo4 ,cos per mari inesplorati1 in traccia ,d'un pensier1 che parea sogno e deliro1 ,t'affidavi1 o ,colombo2 e intenta e certa1 ,pi de la punta del sottil congegno1 ,ch'oltre ai nembi scorgea l'artiche nevi1 ,lungi1 lungi1 oltre ai mari1 oltre al confine1 ,dove il cielo si univa al mar crudele1 ,tutto un mondo vedea la tua pupilla4 ,esplorata cos questa rotante ,sfera1 che intorno al ,sol l'anno misura ,pi vasto al genio umano aere s'apra4 ,crescean genti e citt2 crescean con elle1 ,madri d'opere eccelse e d'aurea prole1 ,le varie stirpi de' bisogni industri1 ,e d'un vol pi veloce e pi securo ,ogni gente1 ogni cor l'uopo sentiva4 ,qual parra del vapor pi debil cosa8 ,atro figlio de l'acqua e del selvaggio ,foco1 di tutto genitor1 si leva ,turbinando per l'aria1 e l'aria offende ,di fosco1 umido vel1 sin che del tutto ,si discioglie e si sperde4 ,eppur1 se in cupo ,spazio tu ardisci imprigionarlo1 e al cielo1 ,ch'ei desa1 non gli assenti adito alcuno1 ,cozzar tosto l'udrai contro ai pareti ,in terribile guisa1 e s con fiero ,talento e con tal vivo urto li assale1 ,che1 fosse anche d'acciar la sua prigione1 ,indomito la spezza2 i perigliosi ,frantumi in alto1 in cento versi avventa1 ,e con tuono improvviso all'aria esplode4 ,di tal fiero poter con mente audace ,l'uman genio si valse2 accortamente ,il compose1 il costrinse in ben attati ,cilindri1 che dischiuso abbiano un varco2 ,di modo e verso al repentino istinto1 ,che a dilatarsi e cercar l'aria il porta1 ,e di guisa il dom1 che or dentro a immoti ,dedale congegni urge1 ed immani ,suste ad un cenno e ferrei magli elva1 ,ruote stridule aggira1 e1 a tutto intorno ,propagando con vario ordine il moto1 ,porge all'uom mille braccia1 a l'arti il volo2 ,or1 d'un agile pino occulto in grembo1 ,via lo spinge su' flutti1 al nembo1 a' venti1 ,senza remi1 n vela2 ond'esso1 in forma ,d'agile carro1 sui voraci abissi ,rapidissimo scorre1 e lidi e genti ,in utili amistanze obliga e aduna4 ,n il mar vince soltanto2 anche la terra ,con nuovo magistero a lui soggiace4 ,varcar vedi per lui1 quanto distesa ,da l'igneo ,sra al gelido ,trone1 ,tal fulmineo congegno1 che animato ,mostro il diresti3 un ferreo ed infernale ,pgaso dai fiammanti occhi1 che orrendo ,fuma1 fischia1 ansa1 sbuffa1 alita1 e crassi ,fiati or da l'alto or gi dal ventre avventa2 ,ed ecco1 or per campagne umili e valli ,correr mugghiante e serpeggiar lo miri1 ,o lungo i fianchi d'un areo monte ,divincolando trascinar l'immane ,corpo2 or sui fiumi sorvolar1 traendo ,fuor dai pensili ponti alto fragore2 ,o la riva del mar tremulo al giorno ,radere1 o dentro a tetri anditi a un tratto ,cacciarsi1 e poi1 lontan che il vedi appena1 ,sbucar1 lieto fischiando1 a l'aure amiche4 ,di tante meraviglie a l'uom stromento il domato vapore4 ,or quelle ascolta1 ,ch'opra il vigor del fulminante elettro4 ,o che chiuso ei si assieda1 o che trascorra1 ,tutto egli abita e muove3 il ciel sublime ,turba e schiara a sua posta1 or con sovrana ,possa adunando1 or dispergendo i nembi2 ,la terra investe1 agita i petti1 e i germi ,scalda e svolge ne l'una1 e dentro agli altri ,l'estro del ricco immaginar produce4 ,le piante1 gli animai1 l'ambre1 i cristalli1 ,l'irto pel1 l'aurea seta1 il fil sottile1 ,tutto1 qual serpeggiante anima1 invade1 ,per ogni cosa si conduce1 e1 come ,odio avesse ed amor1 le simiglianti ,cose respinge1 e le diverse attira2 ,altre muta1 altre scambia1 altre dissolve4 ,di questa forza onnipossente1 occulta ,entro al sen de le cose e di s stesso1 ,l'uom si avvis meravigliando2 e poi ,che al vulgare stupor1 che inerte ammira1 ,l'acuto esame operator successe1 ,l'ignea virt1 la doppia indole1 i fatti ,ne investig1 ne misur2 gli azzurri ,dardi1 per via di ben composti ingegni1 ,costringendo1 ne accrebbe1 e di tal guisa ,al suo nume obblig l'etereo foco1 ,che il fulmine del ciel1 gi paventosa ,arma di ,dio1 terror de l'uomo e morte1 ,de l'umano pensier schiavo s' fatto4 ,affascinato da la tenue punta ,d'un magnetico stil1 che su dai colmi ,arei tetti a vertice s'inalza1 ,gi da le nubi rovinar tu il mira ,con fragore innocente1 e sotto al cenno ,del tranquillo mortal cercar gli abissi4 ,qui di doppio metal sorger tu vedi ,piccioletta colonna1 a cui di pila ,d nome il mondo4 ,di frequenti1 alterne ,piastrelle1 altre d'argento1 altre di zinco1 ,fra cui1 molle di salsa onda1 si spiega ,l'indocile a l'elettro olida lana1 ,con modesto artificio essa costrutta4 ,dentro ai vari elementi1 in questa forma ,sovrapposti e congiunti1 in un momento ,per innata virt svolgesi e guizza ,l'elettrica corrente2 ai poli avversi ,s'urta inqueta1 s'aduna1 e quindi e quinci ,svanirebbe per l'aria inutilmente1 ,se ai due lati non fosse un magistero ,di metallici stami1 in cui bentosto ,la fulgurea scintilla entra1 e propagasi ,precipite1 e1 fidata al tenue filo ,che ronzante a l'immenso aere si stende1 ,e i lidi estremi ed ogni gente unisce1 ,fende il ciel1 passa i campi1 il mar pentra ,qual dmone2 e non pur segni e parole1 ,fidi messaggi del pensier1 produce1 ,ma1 stupendo a veder1 le desate ,di chi lungi da noi care sembianze ,fedelmente ritratte a noi presenta4 ,ma a che produrre il favellar8 ,che detto ,sar che il vol de l'uman genio adegue8 ,dir1 com'ei1 con piccioletto ordigno ,le alate ore del d segna e divide8 ,e l'elastica e grave aria1 che preme ,su le suddite cose1 e il caldo e il gielo ,con ingegno sottil pesi e misuri8 ,o come1 armato la pupilla inferma ,di veggenti cristalli1 al ciel li appunta ,con alto ardir1 gli astri gelosi esplora1 ,e1 penetrando un ocen di fiamme1 ,strappa ai templi del ,sol gli ardui misteri8 ,la terra1 il mar1 l'aria sonante1 il cielo1 ,tutto ha l'orma di lui1 tutto gli cede ,riverente il governo4 ,un sol1 sol uno ,maligno error nei regni suoi si ostina1 ,e quell'uno cadr4 ,pi forte io sento ,favellarmi l'amor2 gi di mortali ,forme il fantasma del cor mio si veste2 ,ecco1 il sento2 ecco1 il vedo4 ,oh6 se a cotanto ,volo1 per tanta via1 per tanti affanni ,l'uomo mortal contro a l'error si eresse1 ,credi1 non pur possibile e secura1 ,ma vicina1 imminente1 agevol cosa la morte del ,nume e il mio tronfo6-- ,disse1 e gi per la china aspra e romita ,concitato avvossi4 ,alto un saluto ,suon l'antro profondo1 e a lui d'intorno ,strana e gagliarda un'armonia si desta3 ,ei viene1 egli s'avanza2 ,ha in cor la luce1 l'avvenir sugli occhi2 ,non firmamenti1 o bratri1 ,ma le tende de l'uom son la sua stanza4 ,sorgete a lui d'intorno1 ,o sepolti ne l'ira2 e voi1 che fate ,traffico di terreni od1 dal vostro ,usurpato soggiorno ,levatevi6 ,tremate ,da la cortina dei venduti altari1 ,voi1 che potenti di menzogne1 il foco ,del dissidio apprendete2 e al reo costume ,de le plebi insensate ,esca porgete1 ed affilate acciari4 ,raggio non ha di lume ,la mente vostra1 e non ha tetto o loco ,per voi la terra1 abbench vasta4 ,o fieri ,mastri d'insidie1 o neri ,viventi covi di serpenti1 o mostri ,d'error pasciuti e d'uman sangue ingordi1 ,ministri d'ira1 apostoli d'errore1 ,a terra alfin2 costui che viene ,amore6 ,ei viene1 egli s'avanza2 ,ha in cor la luce1 l'avvenir sugli occhi2 ,non firmamenti1 o bratri1 ,ma le tende de l'uom son la sua stanza6 ,o derelitti e miseri ,figli devoti a povert1 reietti ,da splendidi banchetti1 ,servi cenciosi a la spezzata gleba1 ,che fertile e ridente1 ,il molle ozio nutrca ,di fastosa ,ignoranza2 ,a voi dura e nemica ,madrigna1 invidiosa ,pur d'un vil tozzo bruno ,che pugna duramente ,con l'affilato dente ,pria che sfami il plebeo fianco digiuno2 ,schiavi1 in pi1 tutti in pi2 quanti pur siete ,da le arene di ,libia a la resta ,cuba1 asilo di schiavi1 e qual pur sia ,sotto al flagello de l'assiduo sole1 ,crudo signore anch'esso1 ,il color vostro e il crin4 ,schiavi1 in pi tutti6 ,parla cotal parola ,costui che vien1 per cui1 ,de l'opre e degli affanni ,santificati a la feconda scola1 ,l'alma e la destra amica ,di provvida fatica1 ,porger potranno tutti ,de la finor vietata arbore ai frutti6 ,ei viene1 egli si avanza2 ,ha in cor la luce1 l'avvenir sugli occhi6 ,non firmamenti1 o bratri ,ma le tende de l'uom son la sua stanza4 ,voi1 che in abietto e vile ,ozio distesi1 il turpe viver molle ,annoverate dal fuggir de l'ore1 ,schiavi imbelli del core ,vostro e d'altrui1 larve patrizie1 all'opra6 ,tal giudice v' sopra1 ,che a nulla mai quanto a l'oprar perdona4 ,n del ceruleo sangue ,vi giover l'inclita stilla1 o il caro ,peso di scrigno avaro1 ,solo a capricci di lussuria aperto2 ,n1 meno ignobil merto1 ,le illustri opre dei padri3 egro ed imbelle ,nipote da gagliardi avi discende1 ,qual da la salma d'un illustre antico ,discende il vil lombrco4 ,industre ed ingegnosa ,gente1 ai travagli del pensiero avvezza ,come ad opra di man1 combatte ed osa ,assidua ed animosa1 ,ed a mezzo il cammin mai non assonna4 ,da le vulgari ed ime ,sedi s'inalza a mal contesa altezza1 ,e1 rampogna sublime ,cui l'ozio ingombra e l'ignoranza opprime1 ,sa ci che vale1 e di s stessa donna6 ,tal suonava d'intorno al ,pellegrino ,meravigliosa un'armonia1 fra tanto ,che1 incoronato di superba luce1 ,sul superbo suo capo il ,sol splendea4 ,,canto ,,quarto4 ,,argomento4 ,lasciato il ,caucaso1 l',eroe si dirige verso la ,grecia2 trascura molti luoghi favolosi1 ma ricordasi di ,ero1 ed apostrofa all'amore e alla morte4--,descrizione di ,tempe4--,le bagnanti sorprese4--,il palazzo incantato e la fanciulla misteriosa4--,lucifero arriva2 ascolta il canto di ,ebe1 e le domanda ospitalit4--,accenna in brevi tratti all'esser suo e a quello di ,dio1 e la commuove di paura e di affetto4 ,concitato cos le spalle trse ,a la scitica rupe1 e dentro al petto1 ,siccome vena di sboccanti lave1 ,giovane e forte gli bolla la vita4 ,solo e pensoso ei va1 come solinga ,per gli spaz del ciel tacita nube1 ,n gli cal se la bianca alba gli rida1 ,n se il ,sol lo saetti1 o lo ravvolga ,l'ombra notturna1 o lo flagelli il nembo2 ,perocch diva la sua tempra1 e nulla ,di mortale ei non ha fuor che l'aspetto4 ,solo e pensoso ei va3 monti e dirupi ,e foreste e deserti indifferente ,lasciasi a tergo1 e par nave1 che muta ,solchi le tenebrose onde sospinta ,da prosperi aquiloni4 ,il flutto varca ,de lo spumante1 ingiuroso ,arasse2 ,il suol trascorre1 ov'ebber regno e fama ,le ,amazzoni omicide2 le spelonche ,orride mira e le ferrate valli ,dei ,clibi feroci2 e dei cotanti ,popolati di fiabe incliti lochi ,o si scorda1 o non cura1 o ver sorride4 ,ma di te si sovvenne1 in su la sponda ,del propontide stretto1 ,ero infelice2 ,e il mar querulo ancor di tanto lutto ,ricercando con gli occhi e le nascenti ,per l'azzurro del ciel candide stelle3 --,ecco il talamo vostro1 ecco le faci ,del vostro imene1 o giovanetti1 ei disse3 ,ecco l'amore1 ecco la morte6 ,eterno ,mormora1 o mar1 l'inno di nozze2 eterno ,mormora1 o mar1 l'inno di morte6 ,il mondo ,due tesori ha nel sen1 l'alma ha due voli1 ,due fior la vita1 ed ogni cor due stelle6 ,mormora eterno1 o mar1 l'inno di nozze2 ,mormora1 o mar1 l'inno di morte6 ,un bacio ,ed un sospiro2 un talamo e una fossa2 ,un sogno e un sonno2 un inno ed un addio6 ,oh6 l'amore1 oh6 la morte6-- ,in tali avvolto ,meste e leggiadre fantasie d'amore ,giunt'era al lido2 e i ricercati1 ardenti ,per tanto flutto verginali amplessi ,e la pronuba face e il fato estremo ,invidando al garzoncel d',abido1 ,sent quasi piet d'esser s solo4 ,mentre ei vaga cos di terra in terra1 ,e amor solo il comanda1 ad altre piagge ,volano i canti miei3 su le ridenti ,piagge di ,tempe1 asil di giovanette1 ,ninfe1 amanti di rose e di garzoni4 ,come canestro di ben culti fiori1 ,nel tessalo giardin ,tempe verdeggia1 ,tempe1 amena contrada1 a cui dir grido1 ,quando ,grecia fiora1 ,numi e poeti4 ,coronata di selva1 entro ad opaca ,valle per ben chiomati olmi canori ,e per canto d'augelli e suon di rivi1 ,tra ,larissa e l',ego molle dechina1 ,e1 quai ,titani1 a lei stanno d'intorno ,ossa1 ,pelia ed ,olimpo3 immani e illustri ,gioghi di monti1 da le cui pendici1 ,qual volento iddio1 sgorga e prorompe ,fragoroso il ,peno4 ,fama 1 che quivi1 ,quando pi torve lo mordean l',erinni1 ,pervenne rcole un giorno4 ,opposte e chiuse ,s'addossavano ancor rocce su rocce ,senza varco di uscita2 e brulla e mesta ,era la terra4 ,arse di rabbia il fero ,nume a tal vista1 e gi co'l capo e il petto ,fe' cozzo ai monti4 ,traballr divelti ,gl'iperborei macigni2 inorriditi ,si arretrr1 si fermro1 e il passo aprro ,al furente ,almende4 ,amena e bella ,sorrise indi la valle1 e sgorg il fiume ,in memoria del dio4 ,fra sempre verdi ,gramigne e giunchi flessusi e fiori ,esso ha il lubrico letto1 ed or si volve ,querulo come rivo1 or mugolante ,dirocciasi da l'alto1 or queto e bruno ,tra foltissimi vepri al ,sol s'invola1 ,or limpido e sonante al ciel risplende ,come lama d'argento1 ed ai lavacri ,il polveroso mandran conforta4 ,pingue cos di spume e di tributi ,scende superbo a fecondar la valle1 ,e al ,curio1 al ,pomso1 a l',apidno ,e a l',orcon si accompagna1 ,orcon1 che scarsa1 ,ma nitida su tutti e dolce ha l'onda ,e sdegnosa altres2 per che un tratto ,su l'ampio dorso del ,peno galleggia ,lieve e cheto com'olio1 indi si parte ,solissimo fra' giunchi1 e vien per via ,mordendo argini e siepi ed involando ,iridati lapilli e tenui fiori1 ,finch a l'amplesso de l',ego deduce ,con allegro susurro il giovin flutto4 ,cercan la sua romita onda al merigge ,sitibonde le capre1 e tarde e stanche ,gi da l'erta si calano le vacche ,al tinno de le pensili campane1 ,mentre a l'ombra d'un pioppo o d'un cipresso ,il rubesto caprar zufola al vento4 ,venan furtive un d sopra la riva ,le danzanti fanciulle1 e avean di ninfe ,le ritonde sembianze1 e su l'eburnee ,spalle le chiome4 ,ardean sotto la ferza ,degli estivi solstiz1 e mezzo ignude ,entravano nel flutto1 e ,amor1 fors'egli1 ,pi che il ,sol1 le cocea4 ,trepidi e muti ,palpitavan1 celati entro ai cespugli1 ,l'insidosi giovanetti1 e nulla ,prendean cura di greggi1 o di ritorno1 ,o di cacce1 o di cibo2 e s'un pi ardito ,fuor mai si spinse1 e disoso e folle ,corse a la riva1 e gi balz ne l'onda1 ,clamorose echeggiar sentivi intorno ,femminee strida1 ed agitate e rotte ,suonar l'acque4 ,qua e l1 scevre di velo1 ,fuggon le donzellette1 e vesti e pepli ,scambian confuse1 e tremanti avviluppansi ,ne le riverse tuniche1 e pe'l lido ,corron1 s'urtan1 s'addossan1 si disperdono ,pei fiorenti sentieri2 e qual minaccia1 ,qual si attrista1 qual ride2 e nastri e veli ,volan per l'aria2 al ,sol splendono e involansi ,rosee forme fuggenti1 e scappan dardi ,di volutt4 ,riedon delusi intanto ,i giovincelli1 e s'affollan sul piano ,clamorosi1 anelanti1 ed un si loda ,del proprio ardire1 e ride e si fa gioco ,del ritroso compagno2 un leva a cielo ,la belt de l'amica2 altri fa mostra ,d'un fior carpito1 altri d'un velo2 un vanta ,sorrisi e baci e occulte intelligenze ,di vicini ritrovi2 e va del caso ,superbo ognun qual d'un primier tronfo4 ,cos a le danze ed ai trastulli amica ,tempe fioriva un d1 quando nei bruni ,letti del mar dorma cieco ed ignoto ,il fiero astro d',osmn4 ,muta e deserta ,come vedova or siede2 e s'anco aprile ,va per uso a recar le sue ghirlande ,su quell'orbe contrade1 e van le stelle ,a specchiar l'auree fronti entro a quel fiume1 ,ben puoi dire1 che senso han tutte cose ,di ricordi gentili1 e son fedeli1 ,pi che gloria ed amor1 le stelle e i fiori4 ,sparsa pe' monti in giro1 in fra le chiuse ,ispide macchie al croceo ,sol biancheggia ,qualche muta capanna1 ove1 costretto ,di scarse lane il macerato fianco1 ,numera i penitenti anni nel duolo ,il romito calcero1 che nulla ,ha delizia del mondo1 e1 quel che al mondo ,forse dar pi non puote1 offre al ,signore4 ,sola1 fra questi incolti remi1 in vetta ,d'un'area collina1 a cui sorride ,primo dagli orti il giovinetto sole1 ,una strana magion sorger tu miri ,tutta cinta di bosco4 ,ampia e lucente ,fuor d'un mare di fronde alzasi1 ed ora ,qual purpureo pirpo al ciel fiammeggia1 ,or circonfusa d'un'argentea luce ,a dolce meditar l'anime invita4 ,danza d'intorno a lei con grazoso ,florivolo tripudio il fresco ,aprile1 ,che le penne del dorso e il facil volo ,ivi gran tratto e volentieri obla1 ,fin che non giunga a discacciarlo il verno4 ,sentono il suo fecondo alito i fiori1 ,e su su da le intatte erbe1 che tremolano ,riscintillanti al candido mattino1 ,schiudon l'auree corolle1 innamorate ,d'agili silfi2 ed ei1 per la diffusa ,luce che lo circonda e le volanti ,fragranze1 ebbro d'amor1 le danze intreccia1 ,e le farfalle1 i fior1 gli augelli1 i rivi1 ,l'aure1 la luce1 il ciel1 tutto ch' in giro1 ,a un concento d'amor tempra e concorda4 ,mira a la lunge il credulo romito1 ,come spera di ,sol1 fulger l'ostello1 ,e suonar l'aure insolite armonie ,stupefatto ode1 ed incantevol mostro ,di spiriti lo crede1 asil di fate ,suditrici di lascivi amplessi4 ,pende un tratto con doppio animo1 e quando ,nel travolto pensier dmoni e ninfe ,ruzzar vede su l'erbe1 o tutti ignudi ,saltar nei fonti ed intrecciar gli amori1 ,trepidante di l togliesi1 e il foco ,del vorace desio1 che il cor gli afferra1 ,nel pensiero di ,dio spegner presume4 --,piombi il foco del ciel su l'empie mura1 ,quinci a notte passando1 esclama il vecchio ,merciaiolo di ,sira2 al maledetto ,spirito che vi ha stanza aprasi il nero ,regno di ,belzeb6--,sporge le braccia ,imprecando in tal guisa2 e1 borbottando ,per l'erma notte altre pi ree parole1 ,riattizza la pipa3 in fosche e spesse ,nugole fuor da le sonanti labbra ,sbuca il putido fumo1 e con sinistro ,gorgoglo geme la tartarea canna4 ,ma di lui men feroce1 in su la china ,de le valli fiorite1 allor che intera ,guarda l'estiva luna entro lo specchio ,de le chete fontane1 e a le tranquille ,brezze dei monti flettono la cima ,l'arsicce mssi e i moribondi fiori1 ,men feroce di lui fermasi e guata ,il giovinetto pastorel1 che vide ,un d ne la pensosa ora dei vespri ,vaga passar di sotto ai pergolati ,de l'area magione una bellissima ,immagin di fanciulla1 e non sa forse ,il semplicetto mandran1 se cosa ,fosse di sogno1 o di mortal figura ,non fallace apparenza4 ,entro al pensiero ,quella leggiadra vison tuttora ,vagolando gli nuota1 a quella forma ,che vediam ne la verde onda d'un lago ,d'un astro ignoto tremolar l'aspetto1 ,e ne par forse innamorato e mesto ,spirto1 dannato ad abitar quell'acque4 ,sui disfatti scaglioni il giovinetto ,appo il fonte si asside1 e la stanchezza ,dei lunghi giorni e la stagion cocente ,trova scusa a l'indugio4 ,aura1 che spiri ,fra le vergini rose e le modeste ,edere de le siepi1 or tu gli reca ,le suavi armonie1 ch'usa in quest'ora ,derivar da la dolce arpa l'ignota ,di quell'aureo palagio abitatrice1 ,ebe1 il misteroso astro di ,tempe1 ,ebe1 l'arcana vison d'amore4 ,ella col3 nei taciti giardini ,pari a le stelle usc2 candida e sola1 ,qual sonnambula cosa1 ecco1 s'aggira ,pei fioriti vali1 ecco1 domanda ,non sa qual fiore al suol1 qual astro al cielo1 ,qual ricordo al suo cor4 ,sotto al gran mirto ,ne la pensile rete ella distende ,le bianchissime forme1 e a l'aura1 a l'aura ,abbandonatamente a l'aura ondeggia4 ,spinge tra fronda e fronda il curoso ,raggio la luna1 ed al tremar dei rami ,pispigliano gli augelli entro ai lor nidi4 ,bacia quel fronte1 o luna2 e voi ghirlanda ,fate di danze1 innamorati augelli3 ,bacio d'amor su quella fronte intatta ,finor non si pos2 pronube danze ,ella non vide ancora2 e a l'aura1 a l'aura1 ,abbandonatamente a l'aura ondeggia4 ,che sogna ella in quest'ora8 ,al ,sol si gira ,l'elitropio da l'ombra2 erba1 che chiusa ,resti dai ghiacci1 il ghiaccio sforza1 e un varco ,s'apre a fatica a la materna luce2 ,onda1 che parta il marinar co'l remo1 ,mormorando s'aduna1 e corre al lido2 ,forse a questo ella sogna2 e a l'aura1 a l'aura ,abbandonatamente a l'aura ondeggia4 ,or vedete1 ella sorge2 a la vocale ,arpa d piglio2 sul foglioso1 oscuro ,sedil1 tessuto di costanti bossi1 ,mollemente si adagia1 e al fuggitivo ,tremulo raggio de l'occidue stelle ,la mesta del suo cor voce confida3 --,date a la terra i fiori1 ,date i coralli al mar2 ,ad ogni cor gli amori1 ,ad ogni dio l'altar4 ,abbia ogni nembo un'ride1 ,ogni astro i suoi splendori2 ,date a la terra i fiori1 ,date i coralli al mar4 ,ma1 rieda il verno o il maggio1 ,mesta e soletta io son2 ,muto del cielo il raggio1 ,triste de l'arpa il suon2 ,qual vana ala di zeffiro ,passo nel mio vaggio1 ,e1 rieda il verno o il maggio1 ,mesta e soletta io son4 ,o immagini lucenti ,di pi felici d1 ,sogni de l'arte ardenti1 ,il vostro april sfior2 ,invan chiedo le olimpiche ,forme a le nuove genti1 ,o immagini lucenti ,di pi felici d4 ,la giovinezza1 il riso1 ,le grazie ed il piacer ,fuggon tremanti al viso ,de l'inamabil ,ver2 ,fuggon su l'ali rosee ,del vago error conquiso ,la giovinezza1 il riso1 ,le grazie ed il piacer4-- ,ella cos cant4 ,sul limitare ,appresentossi un pellegrin4 ,dai muti ,sottoposti sentieri1 a stilla a stilla ,bevuta avea la volutt secreta ,di quel suon1 di quel canto1 a par di fiore1 ,che le brine del cielo avido beve ,ne le tiepide sere2 e a forza tratto ,ivi vena1 per quel secreto istinto ,che l'altera rivolge aquila al sole4 --,la ,ragion sia con voi1 grave e solenne ,esclam su la soglia2 un pellegrino ,chiede ospitalit4-- ,lo sguardo eresse ,a lo strano saluto ,ebe1 e tremante1 ,attonita mir quella bizzarra ,sembianza d'uomo4 ,ambe sul petto ha chiuse ,le braccia1 al ciel volta la fronte2 e fiero ,gioco gli fan cos su la persona ,le acute ombre notturne e l'auree faci1 ,ch'uom no'l diresti gi1 ma fuggitiva ,apparenza di spirto1 ivi per voce ,d'incantesimi tratto4 --,o pellegrino1 ,cos a dir prese con trepida voce ,l'inclita giovinetta2 ove di cibo ,mestieri abbi e di tetto1 invero1 a ingrata ,gente ed a case inospitali e dure ,tu non volgesti il pi3 nunzii del cielo ,gli ospiti sono1 ed esso ,iddio sovente ,viene in tal guisa a visitar la terra4 ,per siedi e t'allegra2 e mentre intorno ,movan le ancelle ad imbandir le cene1 ,e a sprimacciare e ricovrir di schiette ,coltri le piume al tuo riposo amiche1 ,dir ti piaccia il tuo nome e le native ,piagge ed i casi tuoi1 per che al volto1 ,a le fogge straniere e al portamento ,uom venturoso e non vulgar ti estimo4-- ,egli sorrise e s'adagi4 ,siccome ,tenera foglia al susurrar del vento ,trema tutta in su'l ramo1 e par che a l'aura ,goda cullarsi e presentir l'onore ,dei colmi bocci e del nettareo frutto1 ,o che1 del nembo atunnal presaga1 ,l'ora estrema paventi1 ,ebe in tal guisa ,trepidava ne l'alma al novo aspetto ,de l'orgoglioso ,pellegrino1 e muta ,pendea da lui1 qual candido corimbo ,che dal solingo muriccil de l'orto1 ,quando zeffiro tace1 immobil pende4 ,di ci s'accorse1 e in cor gio l'altero ,ospite1 e come pu1 cerca con gli occhi ,disosi tradir tutta in un punto ,la dolcezza improvvisa1 onde si strugge ,fatalmente ne l'alma2 e intento1 assrto ,nei grandi occhi di lei1 con lenta voce ,di principio al suo dire3 --,ospite1 ov'io ,dar potessi la fede ai tanti miti1 ,di che memore il loco1 io di mortali ,questo l'asil non crederei1 ma antica ,stanza di numi2 ma nel cielo i numi ,si dormono la grossa1 e l'uomo il solo ,regnator de la terra2 ond'io con esso ,primamente mi allegro1 e son superbo ,d'esser con te4 ,pur molte fiate e molte ,tornera l'alba1 ov'io tutta dovessi ,raccontar la mia storia1 e tu non senza ,terror l'udresti1 perocch diverso ,molto son io di quel che sembro1 e fama ,e possanza ed impero ho anch'io nel mondo ,non minor d'alcun dio4 ,ma se ti piace ,saper tanto di me1 che altera cosa ,il silenzio non sembri e folle il vanto1 ,brevemente dir4 ,su l'immortale ,cardine del ,pensiero1 inclito padre ,di stupendi artific1 erto il mio trono ,s'alza come alpe1 e nulla a me di fronte ,nel creato universo altra si estolle ,nemica forza emulatrice1 tranne ,la gran larva di ,dio4 ,fiero e superbo ,starmi incontro ei si attenta2 e non pur l'alta ,region dei cieli e la miglior presume ,frenar sotto il suo scettro1 e il radante ,popol degli astri e il dolce aere e la luce ,al mio regno involar1 ma questa bruna ,picciola sfera1 ove si affanna e preme ,tanta stirpe di mesti1 e le gagliarde ,alme al ,vero devote e al culto mio ,lungamente impugnommi1 a me1 ch'eterno ,vivo1 ed a lui1 che dal terrore nato1 ,dar1 n guari1 e di mia man la morte6-- --,tu bestemm1 stranier6 raccapricciando ,ebe esclam2 tremar mi fai6-- ,su'l labbro ,pose ei l'indice in croce1 e altero in atto ,silenzio indisse1 e prosegu3 --,pugnammo ,con diverse armi sempre1 e spir incerta ,l'aura de la vittoria4 ,entro al pi chiuso ,firmamento del ciel1 rigido1 immoto ,l'emulo ,dio s'asconde2 e1 quasi ei poco ,fosse a la colpa del mestier divino1 ,sotto triplice larva il ciel governa4 ,ma qual governo io dico mai8 ,pe'l vuoto ,fan la ridda i pianeti1 ed ei n un solo ,arrestarne potra2 come insanita ,tiade balza la terra a l'ar cieco1 ,e l'etere si spande1 e il mare ondeggia1 ,e la fiamma al ciel tende1 ed esso intanto ,lo spensierato iddio pasce le nari ,del bruciaticcio di venali incensi1 ,e a soffiar vuote bolle di sapone1 ,che a la luce del ,sol gli sembran stelle1 ,sciupa l'eternit4 ,ferrei governi ,e immote norme ed assoluti imperi ,a l'incontro io dispregio1 e avverso al fato ,e a la ,natura sto2 m'agito e vivo ,fra le cose create1 e son de l'alma ,la libert4 ,stupido e fiero ei regna ,immobilmente1 ed or di perili ,giochi si piace1 or d'uman sangue2 io vivo ,solo del ,ver4 ,di sacerdoti iniqui ,e d'anfib ministri e d'evirate ,menti ei si cinge1 ed ha vita e possanza ,di misteri e d'enigmi2 io1 se mai regno ,ebbi nel mondo1 ed uno anco men resta1 ,di libere e gagliarde alme il difendo ,liberamente4 ,o amore1 o affanno1 o colpa ,di scenza e di luce1 o istinto e vita ,di verit1 di libert1 se merto ,altro non hai che la tortura e il rogo1 ,se altro nome non hai fuor che delitto1 ,ecco1 a la terra io fermamente il grido3 ,altare il rogo1 ed il delitto dio6-- ,tacque1 e d'orgoglio radante1 i magni ,omeri scosse1 e sollev la faccia ,con fantastico ardir4 ,pavida1 incerta ,con gli occhi ,ebe il segua1 mentre un'ignota ,purpurea fiamma le scendea nel petto ,agitandole il cor4 ,sorse a la fine ,tacita2 con gentile atto la destra ,cortesemente al forestier profferse1 ,e al cheto asil dei suoi verginei sogni ,conturbata si volse4 ,ei con l'acceso ,sguardo la cinse2 com'etereo foco ,lambala intorno co'l pensiero1 e1 tutto ,d'eterno amor le fibre intime ardente1 ,grid in cor suo3 ,l'ora venuta2 dessa6 ,,canto ,,quinto4 ,,argomento4 ,il fantasma di amore1 che ha eternamente agitato l',eroe1 veste forme sensibili4--,ebe e ,lucifero si amano3 l'amore accerta l',eroe del trionfo4--,si allontanano da ,tempe1 e giungono nell',attica4--,l',acropoli di ,atene4--,volutt d'amore fra le rovine4--,l',ombre di ,socrate1 di ,focione1 di ,codro4--,un bruttissimo e strano mostro appare in sogno all',eroe1 e lo beffeggia4--,onde questi1 abbandonando la fanciulla nel sonno1 si caccia impaziente ove il destino lo chiama4 ,ma qual riposo mai1 qual mai quete ,quinci innanzi1 o infelice ,ebe1 a te resta1 ,se ,amor1 che ai passi tuoi tende la rete1 ,s fiero caso a la tua vita appresta8 ,come fil di corallo entro a le chete ,onde germoglia ,amor ne l'alma mesta2 ,amor sen vien furtivo e taciturno1 ,sen viene al cor qual ladroncel notturno4 ,su le deserte1 angoscose piume ,ella inquieta si volge1 ella sospira2 ,e1 qual lieve farfalla intorno al lume1 ,amor non visto intorno a lei si aggira2 ,gira per l'aria1 e com' suo costume1 ,nel foco1 ch'ei dest1 ventila e spira2 ,e de lo strano ,eroe le reca innante ,le fogge1 il riguardar1 gli atti1 il sembiante4 ,ella il vede1 ella il sente3 ad una ad una ,fan le audaci parole a lei ritorno1 ,qual nel tiepido ottobre a l'ora bruna ,tornan le pecchie argute al lor soggiorno2 ,ed or le parla de la sua fortuna1 ,muto or la guarda1 or le si asside intorno2 ,ed ella1 a par di bianca area face1 ,trema a quei detti1 e d'ascoltar le piace4 ,sorse alfine2 e de l'ombre impazente ,gli opposti vetri a le fresche aure aperse4 ,taceva anco la notte1 e rade e lente ,fuggan contro al mattin le stelle avverse2 ,un zeffiro gentil da l'orente ,le vaghe ali movea di brine asperse1 ,e ad ogni fior de le ben culte aiuole ,dolci olezzi traea1 dolci parole4 ,diceva a l'aura il fiore3--,aura pietosa1 ,che mi porti le brine alme e vivaci1 ,deh6 per poco su me l'ali riposa ,l'ali dolci cos1 cos fugaci2 ,tu in sen mi svegli ogni virt nascosa2 ,son mia vita ed amor solo i tuoi baci2 ,deh6 se posar non puoi rompi il mio stelo2 ,che teco io venga a spazar pe'l cielo6-- --,sorgi1 dicea con lamentevol grido ,presso a la rosa il tenero usignolo2 ,quanto bella sei tu1 tanto io son fido1 ,quanto lieta sei tu1 tanto io son solo4 ,gi il candido mattin sorge dal lido1 ,e tu sorgi cos dal tuo boccilo2 ,tu il vago olezzo1 il vago inno io t'invio2 ,tu sei l'amore1 e l'armonia son io4-- ,questo uda pe'l giardin la vereconda ,ebe1 e un mar l'avvolgea d'ombre e di larve1 ,quando un frusco sent tra fronda e fronda1 ,e un',ombra vide1 o di veder le parve2 ,stette1 il respir contenne1 e a la gioconda ,luce de l'alba il ,pellegrin le apparve2 ,mise ella un grido1 e pallida divenne2 ,se non fugg1 fu ,amor che la rattenne4 --,ferma1 sclam l',eroe con mesto accento1 ,m'odi1 piet del mio destin ti tocchi3 ,io1 che ai ,numi recai guerra e spavento1 ,ecco1 supplice io cado ai tuoi ginocchi6 ,ogni raggio d'onor fia per me spento1 ,se non mi danno un raggio i tuoi begli occhi3 ,in quel raggio d'amor1 poi ch'io l'ho visto1 ,la vita1 il trono1 la vittoria acquisto4 ,ti sognai1 ti cercai3 ne l'infinita ,luce del ciel1 nei cupi abissi orrendi ,sempre in traccia di te corsa ho la vita1 ,o eterna ,idea1 che umana forma or prendi2 ,vista t'ho innanzi a me1 t'ho in cor sentita1 ,sempre acceso m'hai tu come or m'accendi2 ,or che t'aggiungo1 e intero alfin son io1 ,son colmi i fati1 ed il trionfo mio4 ,s1 vincer4 ,l'amor1 ch'io sento e chiamo1 ,sprona l'alme ad imprese inclite e chiare3 ,t'amai nel sogno1 entro la vita or t'amo1 ,e immenso l'amor mio siccome il mare3 ,ei d a la foglia il fior1 la foglia al ramo1 ,la belt agli occhi1 a la belt un altare1 ,sola virt di questa fragil salma1 ,luce de la pupilla1 aria de l'alma6-- ,cos dicendo1 a l'odorato lembo ,de le vesti di lei dolce si appiglia2 ,ella pavida in atto1 al vergin grembo ,restringe i veli1 e al suol figge le ciglia2 ,e qual fussia gentil1 che dopo il nembo ,scote la pioggia1 e al ,sol pi s'invermiglia1 ,stillante di pudor la faccia bella1 ,senza il fronte levar1 cos favella3 --,stranier1 qual che tu sii1 dolce e cortese1 ,bench nuovo ed ardito1 mmi il tuo detto2 ,deh6 chi mai la possente arte ti apprese ,del suve parlar1 ch'apre ogni petto8 ,ben questi alberi muti e le scoscese ,rupi verran commossi a tanto affetto1 ,e amor risponderan1 d'amore istrutti1 ,le dure querce e gl'infecondi flutti4 ,ma qual amor vuoi tu1 ch'apra e rallegri ,il fior di questa mia povera vita1 ,se le gioie del mondo e i giorni allegri ,par ch'abbian del mio cor la via smarrita8 ,qui passan gli anni miei romiti e negri1 ,e m' la speme del morir gradita2 ,ch sol di l di quest'oscuro esiglio ,vede l'anima un prto e un astro il ciglio4-- ,tal parla1 e in verginale atto la faccia ,volge1 e il respinge1 e move gli occhi in giro1 ,e minacciar vorra1 ma la minaccia ,le muore su le labbra in un sospiro4 ,ebbro1 anelante1 con aperte braccia1 --,ah6 no1 risponde il ,pellegrin delro1 ,tu1 che s bella e s pietosa sei1 ,senza luce d'amor viver non di4 ,no1 non fia ver1 che senz'amore al mondo ,volga tua vita abbandonata e sola1 ,qual prsa gemma ai neri flutti in fondo1 ,qual bianco giglio in solitaria aiuola3 ,quant'alto il cielo1 e quanto il mar profondo1 ,la forte ala d'amor penetra e vola1 ,n tu vorrai1 leggiadra e debil tanto1 ,chiuderle il petto1 e dar la vita al pianto4 ,mira intorno1 o fanciulla3 ombra ed albore1 ,raggio di sole e manto irto di neve1 ,vol di farfalla e profumo di fiore1 ,tutto passa cos rapido e lieve2 ,tutto breve quaggi1 fuor che il dolore1 ,e l'istante d'amor forse il pi breve2 ,oh6 la vita e l'amor1 cara fanciulla1 ,il tutto un'ora1 oltre quell'ora nulla4 ,amiam1 fanciulla1 amiam2 sia piano o monte1 ,sia valle o mar1 vivrem l'un l'altro appresso2 ,non v' serto miglior d'un bacio in fronte1 ,non v' laccio miglior d'un primo amplesso2 ,ci specchierem dentro a la stessa fonte1 ,sognar potrem sovra il guanciale istesso2 ,come ad olmo consorte edera o vite ,l'alme unirem sovra a le bocche unite6-- ,disse1 e acceso negli occhi e in atto strano ,chiuse le aperte braccia1 e i labbri prse2 ,e un'armonia suon per l'ar vano1 ,ch'armonia parve1 e baci erano forse4 ,sorto era il sole intanto1 e dal sovrano ,balzo a schiarar quelle due fronti accrse2 ,e negli occhi de l'un1 qual fior nel lago1 ,specchiar l'altra mir la propria immago4 ,v' una pianta gentil1 ch'alma e giuliva ,di bei fiori non 1 non di foglie1 ,ma al tocco sol1 come se fosse viva1 ,tutta in s si restringe1 e si raccoglie2 ,nome il volgo le d di sensitiva1 ,e senso di pudor certo essa accoglie1 ,ch tutto1 che del ,sol si scalda al raggio1 ,ha virtude d'amor1 senso e linguaggio4 ,tal divien la fanciulla2 e il ciel sereno ,erra co'l guardo1 e incerta pende1 e geme2 ,ed agli urti del cor le ondeggia il seno1 ,e il cor le fugge a la risposta insieme3 --,stranier1 caro stranier1 per questa almeno ,secreta ambascia1 che m'affanna e preme1 ,deh6 per questa ti prego alma soletta1 ,l'onore1 il pianto1 i sogni miei rispetta4 ,deh6 se fido il tuo dir1 se l'alma fida1 ,se a l'audace voler tua possa uguale1 ,fa' che scorra da' regni aurei de l',ida1 ,nuova di giovinezza onda immortale2 ,fa' che amico a le ,muse il ,ver sorrida2 ,che men funesto a noi vibri il suo strale2 ,che a questa vecchia gente infastidita ,riedan le ,grazie a rifiorir la vita6 ,e se tanto non puoi1 dammi che a questa ,terra1 che non m'intende1 alfin m'invole2 ,ch'io mi scevri da tanta orda molesta1 ,che sepolta nel ver l'anima vuole4 ,oh6 ch'io torni dei miei sogni a la festa1 ,ch'io mi confonda in un raggio di sole1 ,ch'io naufraghi coi miei poveri numi ,in un mare di luce e di profumi6-- --,oh6 no1 vieni1 amor mio1 vieni1 ei rispose1 ,co'l ,sol nascente e i rugiadosi fiori1 ,e alle fole1 che il mito aureo compose1 ,i nostri involam superbi cori3 ,il trono de l'amor son queste rose2 ,tutti son ne la vita i suoi splendori2 qui sovra la terra il ciel che agogni1 ,qui ne le braccia mie tutti i tuoi sogni6 ,vivi a la terra e a me3 vivi al governo ,di questo amor1 che fiamma del pensiero1 ,di questo universal giovane eterno1 ,ch' lume sol fra l'intelletto e il vero2 ,egli ombra e luce1 ei paradiso e inferno1 ,tempo ed eternit1 verbo e mistero1 ,principio e fine del mortal cammino1 ,fede1 legge1 virt1 vita1 destino4 ,vieni con me2 per l'infinita via ,l',ozio non poltre1 e non sbadiglia ,imene2 ,l'opra e l'amor son la ricchezza mia1 ,mio cibo il ver1 la libert il mio bene3 ,aquila altera per l'aria nata ,al ,sol va incontro1 e schiva di catene2 ,i nembi sfida1 i turbini sovrasta1 ,libera muor2 la libert le basta4 ,noi liberi cos1 per vario corso1 ,correrem1 cimbe audaci1 il mar crudele1 ,e il dio1 che non indarno ha l'ali al dorso1 ,de l'ali sue ne rifar le vele4 ,a lui1 che sdegna1 e sia pur d'oro il mrso1 ,piega1 o dolce fanciulla1 il cor fedele2 ,ch1 finch l'occhio ha un guardo e l'alma un riso1 ,ei solo il ,dio1 la terra il paradiso6-- ,favellando cos1 giuso a la valle ,avean1 senza saper1 gi vlti i passi1 ,e incerti si seguan1 qual due farfalle1 ,ch'erran lente sui fior1 su l'erbe e i sassi2 ,ma quando s'avvisr del vario calle ,de l'assrta fanciulla i guardi lassi1 ,trem1 gel1 rieder volea1 ma vinta ,da l'angoscia al suol cadde1 e parve estinta4 ,cadd'ella s1 ma non di fiori e d'erbe ,guancial trov sul molle suol proteso1 ,n le miti verbene e le superbe ,rose andr liete del vergineo peso3 ,ben ei l'amante ,pellegrin le acerbe ,forme accoglie su'l petto ansio ed acceso1 ,e gli spiriti erranti in su le chete ,labbra le avviva1 e geme1 e le ripete3 --,amiam1 fanciulla1 amiam3 sia piano o monte1 ,sia valle o mar1 vivrem l'un l'altro appresso2 ,non v' serto miglior d'un bacio in fronte1 ,non v' laccio miglior d'un primo amplesso2 ,ci specchierem dentro a la stessa fonte1 ,sognar potrem sovra il guanciale istesso2 ,come ad olmo consorte edera o vite ,l'alme unirem sovra a le bocche unite4-- ,ed ,ebe am4 ,fatto pi forte e puro ,gio l',eroe1 che ben conobbe il segno2 ,lampeggi tutto al suo sguardo il futuro2 ,splender mir de la ,ragione il regno2 ,vacill de l',error l'idolo impuro2 ,svelto il ,nume dal sonno arse di sdegno1 ,e1 vlto il ciglio a quella parte e a questa1 ,empio ognun trova1 e a fulminar si appresta4 ,sconosciuta fra tanto a la ventura ,l'innamorata coppia oltre cammina1 ,e or d'un clto villaggio entran le mura1 ,or cercano la valle1 or la collina2 ,posan or su la sponda1 or ne l'oscura ,selva1 e pronubi han gli astri e il ciel cortina3 ,la vita1 il mondo1 il ciel tutto un accento ,per essi3 amor2 l'eternit un momento4 ,ma poi che sovra a lor dieci albe e sei ,le nitide versr perle dal crine1 ,fra il ,saronico golfo e i flutti ,egei ,il sacro ,attico suol videro alfine2 ,e1 i ,bozii varcati e i monti ,oni1 ,le ,cecropie toccr mura divine1 ,che avean1 bench or le copra oblio profondo1 ,sfidato il cielo ed abbracciato il mondo4 ,siede ,atene nel mezzo1 e a lei nel grembo ,l'urne riversa il vigile ,cefiso1 ,ove1 caro a le ,dee1 su 'l doppio lembo ,crescea corone un d l'aureo narciso4 ,qui al ,sol torreggia acuta1 e sfida il nembo ,la pelasgica rupe appo l',illiso1 ,or rupe incolta1 ma d'illustre prove ,gi campo a la fatal figlia di ,giove4 ,di pentelici marmi1 in su la cima1 ,l'inconcusso delbro alto sorgea1 ,e d'opre egregie e sagrific opima ,ivi ebbe l'ara la terribil dea3 ,fra l'argive falangi inclita e prima ,sovente essa l'invitta asta scotea2 ,e al lampo sol del venerando aspetto ,vena prode ogni vil1 rupe ogni petto4 ,ma1 se scevra de l'armi1 ond'era onusta1 ,temprate in ,lemno a le celesti incudi1 ,e libera de l'irto elmo l'augusta ,fronte splendea fuor dei funesti ludi1 ,ne l'alta d',eretto sede vetusta ,spirava il riso di men ferrei studi2 ,e a l'ombra del vocal delfico alloro ,venan le ,muse1 e s'assidea fra loro4 ,tra i ruderi famosi e le dirute ,moli anch'ei venne un giorno il mio ,titano2 ,pensieroso guard l'are cadute ,e i fri e del deserto gora il piano ,e il monte del tremato ,are e le mute ,stoe d',academo e l',eretto sovrano2 ,e d'un dio su la testa infranta e nera ,umor vers1 che nettare non era4 ,sorge la notte2 ei l1 presso al ,pecile1 ,s'asside2 ,ebe con lui4 ,sparuta e scema ,pende la luna1 e sovra a la gentile ,bionda testa di lei sorride e trema4 ,pensoso egli pi de l'usato stile2 in lei mestizia1 oltre ogni dir1 suprema2 ,e nuotando le vanno incerte e scure ,cento memorie in cor1 cento paure4 ,sovra i ginocchi ei se l'asside1 e cuna ,del sen le fa con le protese braccia2 ,e ad ogni aura ei la bacia1 e per ognuna ,de le stelle del cielo essa l'abbraccia4 ,vel la fronte ipocrita la luna1 ,ch tanta volutt par che le spiaccia1 ,come vecchia pinzochera far suole ,al caro suon di lubriche parole4 ,disse alfin la fanciulla3--,oh6 se sapessi ,che paure ho nel core6 ,ai giorni miei ,ricchezza altra io non ho che i nostri amplessi1 ,e amore e vita ed avvenir mi sei4 ,se un giorno abbandonar tu mi dovessi1 ,come rondin deserta io mi morrei1 ,io mi morrei cos6--,tacque1 e gli avvolse ,le braccia al collo1 e il freno al pianto sciolse4 ,poi riprendea piangendo3--,era fatale ,quest'amor1 pi di te1 pi di me forte2 ,pria mi ridiede e poi mi bruci l'ale1 ,e infranse e ribad le mie ritorte4 ,sento che tu non sei cosa mortale1 ,ma ne le braccia tue sento la morte2 ,nel foco dei tuoi baci il cor si strugge1 ,l'alma s'eterna1 e il viver mio sen fugge4-- ,non risponde colui3 torbido1 immoto ,per le tenebre lunghe il guardo intende2 ,ch un agitar di strane ,ombre e un ignoto ,di larve brulicar l'aria comprende3 ,rizzansi i sassi1 i marmi1 e van pe 'l vuoto1 ,e incerta su di lor la luna splende2 ,e a lui d'intorno in apparenze strane ,prendon fogge e sembianze e voci umane4 ,parla un',ombra cos3--,socrate fui1 ,e tra' mortali un'altra volta io vegno1 ,ch contro a questi nebulosi e bui1 ,che mal di saggi han nome1 arde il mio sdegno4 ,solo del vero io parler1 di lui1 ,ch'unico iddio su la natura ha regno2 ,e1 perch al fronte suo l'ombra sia tolta1 ,bever la cicuta un'altra volta6-- ,sorge un'altr',ombra1 e dice3--,al vulgo iniquo1 ,che tanto omai del suo poter presume1 ,tal esempio dar1 che da l'obliquo ,calle il ritragga d'ogni rio costume2 ,ch ove manca a virt l'ossequio antiquo1 ,splender non pu di ,libertade il lume2 ,e ognun1 che insorga al patrio onor rubello1 ,sappia ch'io vivo1 e ,focon m'appello4-- ,sparve1 e un'altra a dir prese3--,o voi ch'eletti ,foste in terra a portar le regie some1 ,al patrio ben primi volgete i petti1 ,e le stranie falangi allor fien dme4 ,codro son io2 dei popoli soggetti ,fui padre1 e l'aureo serto ebbi a le chiome2 ,ma a salvar ,grecia1 inesorato e forte1 ,gittai quel serto1 ed abbracciai la morte4-- ,s'avanzarono altr',ombre4 ,a la fanciulla ,su le stanche pupille il sonno scese1 ,e sovr'esso a la terra arida e brulla ,le strenue membra il ,pellegrin distese4 ,gli aleggi intorno un sopor dolce1 e nulla ,per lo pian solitario o vide o intese2 ,ma al dileguar de le notturne larve ,novo prodigio in su 'l mattin gli apparve4 ,mostro ei mir1 che lungo e macilento ,viengli incontro per trto aspro sentiere3 ,come punta di falce adunco ha il mento1 ,d'asin le orecchie e il naso ha di sparviere2 ,tien l'ali a tergo1 e le svolazza al vento1 ,intrecciate di scope ispide e nere2 ,gambe ha di ragno e membra irsute e viete1 ,e su la testa un gran cappel da prete4 ,qual trampolier1 che da la ripa a un tratto ,dentro al placido rio salta e gavazza1 ,cos intorno al dormente agile in atto ,balla quel mostro1 e per l'aria svolazza2 ,gracchia qual corvo1 miagola qual gatto1 ,sbuffa1 ride1 saltella urla1 schiamazza2 ,or tentenna1 or sgambetta1 or gira e aleggia1 ,e cos lo deride e lo sbeffeggia3 --,questo dunque l'ardir1 questa la possa1 ,di cui tremar dovean l'alme e le stelle8 ,cos la fede dei mortali hai scossa8 ,cos fatta hai la terra al ciel rubelle8 ,oh6 lotte1 oh6 pugne1 onde ogni zolla rossa6 ,oh6 il gran trofeo d'una fanciulla imbelle6 ,o eroe de la ,ragione1 o ,re dei forti1 ,torna meglio a regnar fra l'ombre e i morti6-- ,si dest1 balz in piedi1 al dir beffardo1 ,lucifero1 arse d'ira1 i pugni strinse1 ,minaccioso rot d'intorno il guardo1 ,vide ,ebe1 e di pallor muto si tinse4 ,poi chin il mento al petto1 e mesto e tardo ,mosse1 e il destin pi che il suo cor lo spinse1 ,mentre avvolta nei suoi sogni fallaci ,nuovi amplessi ella sogna e nuovi baci4 ,,canto ,,sesto4 ,,argomento4 ,l',eroe s'imbarca per la ,francia4--,rivolge superbe parole alla ,natura4--,aurora boreale4--,sermone di frate ,iginaldo4--,tempesta e naufragio4--,isolina si raccomanda all',eroe1 che cerca invano salvarla4--,morte di frate ,iginaldo4--,lucifero co'l cadavere della fanciulla si avvicina a forza di nuoto alla riva4--,iddio1 che vuoi perderlo ad ogni costo1 inveisce contro gli oziosi abitatori del cielo2 armasi in fretta1 ed sul punto di scendere in terra per combattere il nemico1 quando l'arcangelo ,michele lo calma1 e scende in sua vece alla pugna4--,sdegnose parole di ,lucifero al nemico1 la cui spada non riesce a ferirlo4--,l'eroe afferra finalmente la riva1 e d sepolcro alla giovinetta4 ,fra le chete e fiorenti isole o ninfe1 ,cui bacia il flutto de l'icario mare1 ,passa il ,genio de l'uom sovra gli abissi ,tenebrosi de l'acque4 ,erto su l'ardua ,prora egli sta3 spazia fra l'onde e il cielo ,l'ala del suo pensiero2 e per le ardenti ,regoni dei suoi sogni1 vestita ,di crescenti speranze e di fulgori ,non toccati giammai1 vede una sponda1 ,che1 libera e temuta in fra le genti1 ,l'ampia de la ,ragione arbore edca4 ,gallia ebbe nome un d2 ,francia l'appella ,l'abietta lingua popolar1 ma schiva ,com' d'umili cose1 ella a buon dritto ,titol di capo assume e di cervello4 ,ivi la tenda ei pianter3 superba ,patria di sogni ella a s chiama e attira1 ,qual per forza d'istinto1 il venturoso ,arcangelo umanato1 a cui nel petto ,con eterno bollor balzano i sogni4 ,sotto al suo pi monotona fra tanto ,brontola la rotante lica2 fischiano ,gli euri a l'antenne2 mormoran confuse ,voci di meraviglia e di vendetta ,le solcate1 saltanti acque2 al governo ,veglia il nocchier silenzioso1 e avvolta ,nel suo madido manto alzasi al cielo ,coronata di muti astri la notte4 ,mira il ,dmone il ciel vasto e le vaste ,onde1 su cui passa leggera e certa ,con le fiamme nel sen quella nuotante ,fra tanta immensit piccola prora1 ,e ai solenni ardimenti inorgoglito ,dei suoi cari mortali1 osa con questa ,baldanzosa jattanza alzar la voce3 --,piega al cenno de l'uom1 piega la testa1 ,o superba di nomi ,iside antica1 ,e leggi e ceppi a sopportar t'appresta6 ,v' tale abitator su questa aprica1 ,ultima sfera1 che al tuo passo intorno ,volge ignorata1 e tu scemi a fatica1 ,v' tal1 che dal raggiante aureo soggiorno1 ,ove chiusa nei tuoi pepli ti assidi1 ,ti scaccer1 s come ancella1 un giorno4 ,l'idra orrenda del male erra quei lidi1 ,siede immoto l'affanno1 e ferrea incombe ,prematura e fatal morte a quei nidi2 ,ma dal sen degli affanni e de le tombe ,giovin sorge il ,pensiero1 e s'alza tanto ,quanto pi gi la vil creta procombe2 ,e l'uom col serto del martirio e il santo ,peso del suo dolor1 nauta immortale1 ,l'onde si accinge a navigar del pianto2 ,e1 rompendo co'l petto il mar fatale1 ,pur morendo1 procede1 e su l'impure ,salme a nuovi ardimenti agita l'ale4 ,e tu invan1 fiera ,dea1 tu invan d'oscure ,sfingi hai custodia intorno2 invan di tuono ,armi il tuo grido1 e veste hai di paure4 ,questo verme immortale ebbe tal dono1 ,per cui scrolla are1 ombre dirada1 e altero ,su le rovine tue pinta il suo trono4 ,tu di fulmini t'armi1 e in tuo mistero ,minacciosa sorridi2 egli al tuo sguardo ,il fulmin strappa1 ed arma il suo pensiero4 ,tu di flutti e d'abissi il tuo codardo ,regno precidi1 o ver di lidi avari ,inciampo opponi periglioso e tardo2 ,ed ei co 'l foco dei tuoi falsi altari1 ,con l'onda tua nei suoi congegni occulta1 ,fa mari i monti1 e fa montagne i mari4 ,che stai8 ,schiava a le tue leggi1 sepulta ,ne l'ira tua tu cadi2 al tuo governo ,egli si asside1 e ai tuoi disdegni insulta ,libero1 invitto1 onnipossente1 eterno6-- ,ud il vanto oltraggioso e la superba ,sfida la ,dea1 che tutte cose impera1 ,e da le sedi adamantine1 eccelse1 ,ove1 occulta al creato1 erge il suo trono1 ,chin lo sguardo1 e il rilev1 siccome ,commiserando a questa ultima sfera1 ,bruna ed ultima tanto e tanto audace4 ,prendea l'aure in quel punto ad ampie vele ,l'ignifera carena1 e fra' tranquilli ,miraggi de le fate argenteo il dorso ,scoprano a la notturna aere i delfini1 ,pazzamente esultando2 e gi non lungi ,nereggiava agl'incerti occhi la sponda1 ,che ud del tapinello ,aci il lamento1 ,quando il fiero ,ciclope eragli sopra ,con geloso consiglio2 e gi tra' cupi ,firmamenti d'azzurro1 erti ed immani ,spiccava agli astri1 qual fumante altare1 ,gli affocati cratri ,etna superbo1 ,quando1 gli alti corrucci e il lampeggiante ,sguardo sentendo de la ,dea sdegnosa1 ,di sulfureo vapor l'aria si tinse1 ,mugghi il mar dagli abissi intimi1 e tutti ,scoppiro a un tempo e con tutt'ira i venti4 ,balz dagli antri de la terra un vasto ,sanguinoso fantasma2 in tortuse ,rapide spire si elev1 diffuse ,per li nordici campi orrido il crine1 ,sparse il cielo di sangue1 e in fiammeggianti ,cerchi gl'impariti astri costrinse4 ,guard l',eroe senza sgomento al petto ,la borel meteora1 e a le stupte ,genti1 che su la tolda erano accrse ,a mirar tanto caso1 e di paura ,avean gelido il core e verde il viso1 ,insegn1 come seppe1 in dir cortese ,il magnetico evento2 allor che sorto ,da le funi riposte1 ove grand'ora ,scialbo e sparuto era rimasto assiso ,certo frate ,iginaldo1 in modo strano ,trampolando sui pi1 sciolse la lingua ,ai soliti sermoni4 ,era costui ,un fil d'omo1 sottil1 magro1 ricurvo1 ,pallido come cece1 istrice al fronte1 ,falco a lo sguardo3 un subbio benedetto1 ,a cui tutta ravvolta era la trama1 ,che ordita avea con fine arte il ,loiola4 ,corsa gran parte avea d',asia2 pescato ,con la rete di ,pietro alme e moneta ,per la sposa di ,cristo1 e al ,franco lido ,quinci movea per sovvenir le afflitte ,dai novelli cimenti anime pie4 ,di ,lucifero il detto e il paventoso ,mormorar de la ciurma1 a quella strana ,apparenza di cielo1 ei tosto accolse ,ne le vigili orecchie1 e1 tolto il destro ,di fulminar con la parola audace ,l'alme corrotte e l'empiet dei tempi1 ,gittossi a' piedi il brevario1 strinse ,ne la tremula destra il crocifisso1 ,che tenea1 qual pugnale1 a la cintura1 ,e in questa guisa a favellar proruppe3 --,prostratevi1 tremate2 ululi e pianti ,alzate1 o genti de la terra2 il crine ,di polvere spargete6 ,ecco1 si appressa ,l'ora del gran giudizio2 ecco1 il ,signore ,sbuca fuor da le sue stanze1 e discende ,come nembo d'autunno4 ,ardono i cieli ,a l'irata presenza1 e piovon fiamme ,su le terre di ,sdoma2 qual cera ,squaglian monti e palagi2 orridi e neri ,bollon com'olio i flutti2 apron le gole ,i mille abissi de la terra1 e inghiottono ,le falangi del tristo4 ,emp6 di falsi ,idoli e di scenze occulte e maghe ,mal vi fate voi schermo6 ,avete il tempio ,profanato del ,cristo2 il santo avete ,patrimonio di ,pier fra voi diviso2 ,gozzovigliato fra le stragi2 aperto ,con mille punte di tortura il grembo ,de la madre di tutti2 i figli spinti ,contro al sen de la madre2 e il latte e il sangue1 ,con vile e frodolente arte spremuto1 ,tracannando qual vino1 ebbri e feroci1 ,incoronati d'empiet1 vi siete ,sopra l'ossa dei santi eretto il trono6 ,ma tra' fulmini avvolto ecco1 passeggia ,il ,signor degli eserciti1 e l'immondo ,trono di ,belzeb1 come vil coccio ,infranger6 ,questo che in ciel vedete il giudizio di ,dio6-- --,questo il rossore ,di ,dio1 che sul tuo labbro ode il suo nome6--,una voce grid4 --,questo l'inferno1 ,riprese il frate1 che divora e strugge ,le falangi degli emp6-- --,o forse il sangue1 ,che han versato ogni tempo i manigoldi ,di ,vaticano6-- --,odo fra noi la voce ,de l'eresa2 ,satana qui2 perduti ,tutti siam noi3 ci sar tomba il mare6-- ,dicea1 quando dal mar torbido e negro ,mugulando una sconcia onda levosse1 ,contro al legno proruppe1 e lieve in guisa ,l'alz1 che spinta noi vediam dal turbo ,una povera foglia4 ,orridamente ,cigolaron le antenne2 urlr concordi ,i venti e i passaggier1 le ciurme e il mare1 ,e1 dal fiero sospinto urto improvviso1 ,balen1 traball1 rovescion cadde ,il loquace profeta1 e dest il riso ,ai mal fermi su' pi trepidi astanti1 ,qual da la ferrea gabbia1 ove a diporto ,con muta gravit saltando aggirasi ,la rugosa bertuccia1 o ver1 seduta ,ad un raggio di ,sol1 prova l'aguzzo ,dente a spellar secco virgulto1 e il guardo ,volge furtivo ai curosi intorno1 ,se avvien ch'altri l'azzi1 essa d'un salto ,balza a l'opposto lato1 i bianchi denti ,digrigna1 batte le palpebre1 e torna ,con guardinga incuranza al giro usato2 ,cos in pi balz il frate1 il sospettoso ,occhio intorno gir1 forb le sozze ,palme1 scosse la tunica1 e1 l'adunca ,faccia a la tenebrosa aria levando1 ,umile e grave accovacciossi2 apr ,l'unto breviario1 e mormor latine ,forse bestemmie1 che parean preghiere4 ,gi dagli astri in quel punto1 a par di scura ,aquila1 che a l'ovil piombi improvviso1 ,precipitava una procella1 e il core ,discioglieva ai pi fermi4 ,orride e gravi ,come monti di piombo1 ingombran tutta ,del ciel la faccia le sulfuree nubi2 ,mugghian lividi i flutti1 e d'ogni banda ,saltan sul mare ad azzuffarsi i venti4 ,quinci aquilon prorompe1 e quindi irato ,si scatena il ponente1 e in un sol groppo ,pugnan1 come ,titani3 un le pesanti ,nuvole afferra1 e contro al mar le scaglia ,con immenso fragor2 l'altro dai fondi ,gorghi del mar l'onde travolve1 e al cielo ,furibondo le avventa1 e sfida ,iddio4 ,qual da robusto giocator1 compulso ,dal dentato bracciale1 a l'altro avverso ,il ben gonfio pallon balza e resulta1 ,tal de l'onde in bala1 dei venti in preda1 ,di qua spinto e di l1 s'agita e batte ,il rotante naviglio2 ed or su 'l dorso ,del fiotto immane al ciel levasi1 or piomba ,runoso tra' flutti1 e s'inabissa ,come cosa perduta4 ,a l'ar nero ,fra lo schianto dei tuoni odi un confuso ,suon di strida e di preci1 un disperato ,urtar d'opre e di cose1 un fiero1 orrendo ,battagliar con la morte1 e inconseta ,fratellanza di pianti e di paure4 ,tu sol1 fra tanto perdimento1 il petto ,non apristi a la tema1 inclito amico ,degli arditi mortali2 e l'alma e il braccio ,adoprando al governo1 e da ogni parte ,con diva ressa esercitando il grido ,su le pavide ciurme1 il cigolante ,pino a le voratrici acque contendi4 ,e l1 dove nel mar libico schiude ,la selvaggia di ,sardo isola il seno1 ,ben ridotto l'avresti1 ove gi fermo ,di tutti la madrigna ,isi in quel giorno ,non avesse nel cor l'esizio estremo4 ,suscit co 'l suo fiato un vorticoso ,turbine1 spalanc l'onde1 in un mucchio ,avvilupp fiaccate arbori e sarte1 ,e fin dentro ai secreti antri1 ove occulto ,l'impellente vapor mugola e ferve1 ,volento introdusse il flutto avverso4 ,scoppian1 travolti nei dedalei fianchi1 ,gl'ingegnosi lebti2 in duo partito ,salta al cielo ad un punto1 e s'inabissa ,il perduto naviglio2 e orrenda1 immensa ,fra le rovine e il mare urla la ,morte4 ,era fra tanti derelitti1 a cui ,piomba certo su 'l capo il danno estremo1 ,la leggiadra ,isolina2 a le ginocchia ,del nostro ,eroe si attenne1 e fredda1 bianca1 ,scompigliata negli atti e negli accenti ,fra' singhiozzi preg3--,deh6 mi salvate1 ,deh6 salvatemi voi6 ,ch'io lo riveda1 ,ch'io muoia almen fra le sue braccia6--,un'onda ,in questo dir si sollev2 travolse ,la giovinetta1 e de l',eroe lontano1 ,come fiore divelto1 in mar la spinse4 ,di ,lucifero un grido1 e d',ebe a un'ora ,si risovvenne3 apr le braccia1 e fermo ,di rapir la gentil preda a la morte1 ,qual tempestoso augello1 in mar lanciosse4 ,trabalzati dal turbo erran gl'infranti ,pini su' flutti1 e con sinistri e neri ,serpeggiamenti ingombrano gli abissi ,tenebrosi del mar3 sembran natanti ,dmoni1 che al ghignar cupo de l'onde ,ballin pazza una ridda a far pi triste ,de' disperati naufraghi la morte4 ,rompe i flutti ,lucifero1 e fra tanta ,desolata piet sol di lei cerca1 ,sol si affanna per lei1 che tutte in core ,le sopite d'amor fiamme gli avviva4 ,biancheggiar vede alfin come un'incerta ,forma1 cullata abbandonatamente ,da men torbidi flutti1 e sembra cosa ,di vison1 che tremoli a lo sguardo ,d'oblique stelle1 e tu non sai1 se chiusa ,entro a un vel di canore acque e di spume1 ,sia l'amor che tu sogni1 o ver la morte4 ,stranamente l',eroe spinse la voce1 ,pari ad artigliatrice aquila1 quando ,disertar vede il nido1 e da le nubi ,piomba1 e co 'l grido il cacciator sgomenta2 ,e a quella volta ambo le braccia e il petto ,affatic4 ,la cara supplicante ,ben riconobbe1 e in cor gio3 di peso ,l'alza1 l'impone al grande mero1 e forte ,serrandola co 'l braccio a mezza vita1 ,con ambo i pi squarcia di forza il flutto4 ,ella respira ancor2 la fuggitiva ,pupilla per le vaste ombre dilata1 ,e un caro astro ricerca1 il derelitto ,astro de l'amor suo4--,cessate1 o venti1 ,t'accheta1 o mar2 risplendi1 o ,sol2 venite1 ,lontane terre1 al cenno mio2 ch'io possa ,serbar quest'infelice alma a l'amore6-- ,gir in tal dir lo sguardo1 e a lui da presso ,con le braccia convulse a una raminga ,botte aggrappato disperatamente ,scrse il misero frate3 un moribondo ,topo ei parea1 che1 a la grommata riva ,d'un impuro padle a ber venuto1 ,vi trabocchi per caso3 il miserello ,stride pietosamente1 i neri e furbi ,occhi spalanca2 or d'uno or d'altro verso ,si travaglia d'intorno a un galleggiante ,sughero1 che da' pi sempre gli sfugge1 ,e1 invan le gambe picciolette a un tempo ,dimenando e la coda1 alza a fior d'onda ,tenero il muso1 i grigi orecchi appunta1 ,finch1 domato da la sorte acerba1 ,riman su l'acqua tumido e supino4 ,l',eroe lo vide1 e contro a lui di punta ,si disserr1 qual su l'ingorda sula ,piomba il labbo animoso3 a la codarda ,voratrice la vasta ala non giova2 ,gracchia a l'aure fuggendo1 e il mal digesto ,cibo a l'audace assalitor concede4 ,tal sul frate l',eroe piomb1 nel punto1 ,che a cavalcion su le cerchiate doghe ,con gran pena ei sala3 per la pelata ,nuca agguantollo2 al soverchiante flutto ,l'abbandon2 su la girevol cimba ,pont forte la destra1 e su d'un salto ,vi si assise1 e grid3--,frate1 il tuo regno ,de la terra non 1 non del mare3 ,io t'insegno il vangel6--,guaiva il frate1 ,tapinandosi indarno1 e rotte e fioche ,voci mettea3--,non vo' morir1 non devo ,cos presto morir6 ,come ,san ,pietro ,tu solchi il mar2 salvami tu6-- --,profeta ,non son1 n figlio di profeta1 eppure ,veggio che in gran peccato esser tu devi3 ,troppo temi il morir6-- --,sono in peccato1 ,hai detto il vero1 in gran peccato io sono3 ,vo' confessarmi a te6-- --,volgiti ai santi2 ,il demonio son io4-- --,stana1 o ,cristo1 ,t'adorer1 pur che mi salvi6-- --,assai ,facile in ver la fede tua3 rinneghi ,dunque la legge cui finor servisti8-- --,pur che sia salvo1 io la rinnego6-- --,in molle ,rstati adunque1 e non aver paura ,de le fiamme d'inferno6-- ,il moribondo ,spar tra' flutti2 al cor l'altro costrinse ,la giovinetta2 su la fredda e bianca ,fronte baciolla2 le spir su' labbri ,una dolce parola3 ella era muta ,come la morte4 ,egli proruppe3-- bello1 ,bello1 o frate1 il morir3 vedi8 su questa ,bocca la morte1 ed io la bacio e l'amo6-- ,era gi piano il mar1 taciti i venti1 ,terso di nubi il ciel2 roridi e bianchi ,tremolavan per l'aere i fuggitivi ,astri1 e a specchiar la fronte aurea nei flutti ,con le perle su 'l crin vena l'aurora4 ,correa spinta dall'aure a fior di spume ,la cimba portentosa1 e verso ai cari ,lidi movea2 quando al tenace amplesso ,d'un terribile sogno ,iddio si tolse ,scapigliato ed ansante3 --,ove1 ove siete1 ,miei campioni1 grid8 ,qui a me d'intorno ,gli arcangeli non veggo e il formidato ,fulmin de l'ira mia6 ,tacciono i cieli ,l'inno de la mia gloria2 alzano il riso ,gl'increduli mortali1 e l'inconcusso ,trono de la mia luce1 ecco1 diventa ,tenebroso sepolcro ai passi miei4 ,rompete il laccio dei melliflui sonni1 ,troppo ingenui ,celesti6 ,orrido io sento ,sibilar per le vive aure lo strido ,de l'umano ,pensier2 sorge di nuovo ,lucifero da l'ombre1 e sotto ai chiari ,sguardi del cielo1 in faccia al ,sol1 vestito ,d'umane carni e d'ardimenti invitti1 ,contro al nostro poter pugna co 'l riso4 ,dormite pur1 beate alme1 sognate ,l'albe eterne dei cieli e la ghirlanda ,mai consunta degli astri e le piovute ,manne del paradiso2 e tu1 dai regni ,contrastati del mondo1 oltre il confine ,de la fallibil creta alza l'imbelle ,tuo desiderio1 e bamboleggia e trema1 ,reo vegliardo di ,roma6 ,io1 bench agli occhi ,nereggiar miri un crudo fato1 e senta ,mormorar fra' consorti astri una voce ,di superba minaccia1 io quel nemico ,spirto di libert1 ch'agita i petti1 ,soffocher6-- ,disse1 e l'usbergo usato1 ,che tutto era di nebbie e di paure1 ,stupenda opra1 vest2 l'orrida assunse gida1 che le avverse anime impietra2 ,strinse nel pugno la fulminea spada1 ,e d'immenso clamore il ciel confuse4 ,balzr dal sonno esterrefatti i ,troni1 ,gli ,arcangeli balzar1 tutte fr deste ,le falangi de' cieli1 e a frotte1 a stormi ,alando venan1 simili a incerti ,pigolanti piccioni1 ove tra' sonni ,del temuto falcon sentan lo strido4 ,videli appena il ,dio1 che da le soglie ,polverose de' cieli il dubitante ,per lunghi oz ed et passo togliea1 ,con fier cipiglio borbottando2 e1 in petto ,mal frenando la gialla ira1 tre volte ,rot sovra la testa il brando ignudo1 --,e1 via di qua1 sclam1 via dal mio sguardo1 ,plebe del cielo infeminita6 ,ai molli ,suoni de l'infingarde arpe voi date ,l'anima tutta1 e le divine essenze ,seppellite nel sonno4 ,onta a voi tutti6 ,mentre l'uomo laggi s'agita1 e invade ,ogni cosa crata1 e dio diventa1 ,voi1 d'ogni cosa e di voi stessi ignari1 ,con pacifico studio divorate ,i banchetti celesti1 e con le belle ,figlie de l'uom gli ozii spartite e il letto6-- ,gir1 in tal dire1 anco una volta il brando1 ,e partito sara1 se da la folta ,dei trepidanti arcangeli non fosse ,sorto innanzi ,michel1 l'adamantina ,spada del cielo4 ,a le incostanti aduso ,bizze del ,padre1 ei gli si pianta innanzi ,con ischietto sorriso1 e1--,qual talento1 ,gli dice1 il vostro di pugnar8 ,s'addice ,la pugna a voi8 ,lucifero ha vestite ,spoglie umane1 ed a noi l'alme ribella2 ,ma rotto forse il brando mio8 ,su lui ,disagevole tanto il mio tronfo8 ,ben altre volte io gliel provai4 ,smettete ,l'armi dunque e lo sdegno2 io1 s'ancor sono ,il guerrier vostro1 io pugnar deggio3 a voi ,il comandar1 a me il servir si aspetta4-- ,cos parlava1 ed il canuto mento ,gli careggiava1 e il rabbona4 ,di forza ,volea prima da lui svolgersi il nume1 ,poi fiero in vista e mal frenando un riso1 ,ritrasse il pi dal limitar3 le indotte ,armi svest2 senza mirarlo in fronte ,al diletto campion la pugna indisse1 ,e1 calcando ai superbi astri la faccia1 ,su l'aureo trono in maest si assise4 ,gemea l',eroe fra tanto1 e su la bocca ,de la bella sua morta iva mescendo ,dal profondo del cor lagrime e baci4 ,mestamente fendea l'onde1 e nel raggio ,dei purpurei crepuscoli diffuso ,vagolava il suo spirto oltre la vita4 ,salt da l'etra in quell'istante il forte ,messaggero di ,dio1 tutto ne l'armi ,coruscanti precluso1 e parea stella ,portatrice di stragi4 ,a sommo il flutto ,contro al gagliardo nuotator piantosse1 ,precidendogli il lido1 e con superbe ,voci il tent3 --,riedi1 insensato1 ai neri ,baratri tuoi2 quest'aure e questa luce ,non son per te4 ,del tuo ,signor dispregi ,il divieto cos8 ,ben del suo sdegno ,t' noto il peso e del mio brando4 ,lascia ,quest'aure adunque1 se non vuoi di nuovo ,provar l'ira del ,padre e il braccio mio6-- ,guardollo in fronte1 e con sorriso amaro ,gli rispose l',eroe3 --,superbo e vto il tuo parlar1 qual si conviene a servo ,d'assoluto signor4 ,gonfio de l'aura ,d'un fatuo nume1 opre millanti e cose1 ,che son1 pi che vittorie1 onte e dispregi4 ,ma inver semplici or siete1 ove co 'l suono ,d'una futil minaccia il pensier mio ,svar provate da l'ardita impresa1 ,per cui tutta cadr da' vostri petti ,la superba jattanza4 ,ebbri del fumo ,dei vaporati sagrific1 il guardo ,voi non drizzate oltre l'istante1 e lunghi ,anni di gloria e non caduco impero ,v'impromettete4 ,al par di voi1 securo ,si tenea ne le rcche ardue d',olimpo ,il fatal ,saturnde2 e pure ei cadde1 ,e favola e ludibrio oggi il suo nome ,ai pi vili del mondo4 ,e voi1 voi pure1 ,e non guari1 cadrete2 e su le vostre ,fiere cervici strider la punta ,dei sarcasmi plebei4 ,stolti6 che al volo ,de l'umana ragion1 che tutto arriva1 ,presumeste por ceppi1 e chiuder l'alma ,dentro al sepolcro degl'imposti errori2 ,ma trono eretto su l'error non dura2 ,al tuo cieco signor la terra il grida6-- ,strinse al petto1 in tal dir1 la giovinetta1 ,e verso al lido si spingea4 ,tremendo ,fulmin l'azzato angelo il grido1 ,raggi d'ira e di lampi1 e la funesta ,spada cal4 ,su la sua cara estinta ,pieg il nemico il petto1 e nulla oppose ,a la spada fatal destrezza o scudo4 ,balena il mar sinistramente2 a l'aure ,fischia l'acciar1 ma1 come ghiaccio in fiamma1 ,tocco appena l',eroe1 sciogliesi e strugge4 ,vide il portento1 e scompigliossi in core ,il guerriero di ,dio2 n per a mezzo ,lascia la pugna3 smisurate1 immense ,spiega l'ali gagliarde1 e si disserra ,contro al ribelle nuotator4 ,qual suole ,orgoglioso tacchino1 ove al guardato ,beccatoio appressar veda un digiuno ,ramingante mastin1 smetter l'usata ,ruota d'un tratto1 scolorir l'eretta ,caruncula1 e assalir tremendo in vista ,il mal sofferto esplorator2 s'aggira ,questo1 e no 'l bada2 e mentre quei su' fianchi ,l'ale gli sbatte1 e sbuffa1 e stronfia1 e grida1 ,e il bzzica a la coda e lo flagella1 ,tacito e imperturbato ei mette il muso ,ne l'accolto becchime1 e fiuta e passa2 ,tale il divo campion con le robuste ,penne il superbo ,pellegrin combatte ,rotandogli intorno4 ,ai cari lidi ,questi si affretta1 e con parole acerbe ,lo stanco assalitor punge e motteggia3 --,torna ai cieli1 o fanciullo2 e le lucenti ,soglie giammai de la magion paterna ,non lasciar quind'innanzi4 dura impresa1 ,credi1 il fermar sopra le vie del fato ,il pensiero de l'uom3 pari a torrente ,ch'argini rompe1 alberi svelle1 ei corre ,per sentiero infinito1 e1 non che un solo1 ,mille ,dii non potran romperne il corso6-- ,in cos dir1 prese la riva2 irato ,l',angiol guardollo1 e dileguossi al vento1 ,come vapor di nebbia vespertina1 ,che s'innalzi dal mar3 vela un istante ,i purpurei del ,sol placidi occasi1 ,poi si scioglie a la brezza4 ,il ,pellegrino ,diede un forte sospir2 la cara estinta ,su l'arena depose2 e poi che l'ebbe ,tersa1 come potea1 del flutto amaro1 ,la guard lungamente2 una leggera ,zolla le impose1 e muto e senza pianto1 ,pari a fantasma1 in riva al mar si assise4 ,,canto ,,settimo4 ,,argomento4 ,storia d',isolina4--,amore4--,sogno di felicit4--,la lettera della madre4--,ultimo commiato4--,lontananza4--,la giovinetta abbandona la famiglia e la patria2 muove in traccia dell'amor suo1 e perisce miseramente tra' flutti4--,sorge dal sepolcro1 ed apparisce a ,lucifero2 il quale1 non potendo ridarle la vita1 languisce nell'oblo di s stesso4--,una voce interiore lo richiama all'attivit1 e lo avverte della gran lotta preparata fra la ,prussia e la ,francia4--,egli ascende sulle ,ardenne1 e mira i formidabili eserciti che si avanzano4--,alla vista delle aquile imperiali alza inutilmente la voce contro l'ingiustizia di quella guerra4 ,n tu1 dolce amor mio1 saprai gli affanni ,de la bella ,isolina8 ,io1 quando i cari ,giorni ripenso1 che l'amor ne diede ,tutti sparsi di luce1 e la promessa1 ,che a l'incerto avvenir m'obbliga il petto2 ,e il ciel rigido miro1 e con le cento ,ali del mio desir navigo il mare1 ,calar veggio dal ciel1 sorger dai flutti ,tanti negri fantasmi2 un'infinita ,pena1 un'angoscia indefinita e nova ,s'apre ne l'ondeggiante anima1 e a' mesti ,casi pensando de la pia fanciulla1 ,tremo nel cor1 chiamo il tuo nome1 e piango4 ,giovinetta infelice6 ,un cheto e lieve ,raggio di fuggitivo astro parea ,nei passi suoi2 fior di dolcezza ell'era ,negli sguardi e nell'alma2 ala odorata ,di vespertino venticello estivo ,somigliavan sue voci1 e chiaro e santo ,era l'amor1 che le accendea la vita4 ,un giovinetto da la lunga chioma1 ,esile e mesto e tutto alma negli occhi1 ,era il dolce amor suo3 povero ed egro ,vaneggiator1 che le nate contrade ,e la terra dei suoi padri e le sante ,braccia materne abbandonava2 e il nero ,vuoto d'amor1 che gli s'apra nel petto1 ,empa d'inclite forme illuminate ,da la fiamma de l',arte4 ,un giorno1 ei vide ,la belt d',isolina4 ,era straniera ,agli occhi suoi quella belt2 straniera ,quella terra a' suoi passi2 a ogni vivente ,cosa straniero il suo pensier2 ma in core ,da gran tempo sedeagli1 ospite ignota1 ,quella forma leggiadra2 e sent allora1 ,ch'ivi1 da canto a lei1 sotto quel caro ,sguardo di ciel1 che le vivea negli occhi1 ,era la patria sua1 l'aurea contrada ,dei sogni suoi2 non l1 dove la morte ,sedea su le dilette ossa paterne1 ,non l1 dove1 nei suoi lutti racchiusa1 ,piangea la madre sua vedova e stanca4 ,da quel giorno si amr4 ,livide e torte ,lingueggir fra le care alme le sozze ,ironie de la plebe2 ai giovanili ,passi1 intsta di fior1 tese la rete ,l'insidosa ipocrisia2 ma grande ,crebbe amor dai perigli1 e fr pi saldi ,battezzati nel pianto i primi amplessi4 ,scorrazzavano un d1 come fanciulli1 ,per le aiuole fiorite4 ,entro a un sereno ,mar di tiepidi raggi e di fragranze ,nuotavano le cose1 e tutto fiori ,sala sui monti il giovinetto aprile4 ,dolcemente anelando ella si assise ,sotto il bruno laureto2 e lieta in core ,di tanto ,sol1 di tanti fior1 di tanta ,giovinezza d'amor1 con puerile ,malizoso rampognar severo ,provocava l'amico4--,a nulla buono1 ,dicea1 sei tu2 girato ho in un istante ,tutto quanto il viale1 e tutti ho colti ,i suoi fiori pi bei3 guarda2--e su l'erbe ,sciorinava il suo bianco grembiuletto ,tutto colmo di fiori4 ,egli porgea1 ,sorridendo1 la bocca1 e1 a nulla buono1 ,dicea1 son io fuor che a rubarti i baci4 ,furtivamente fra le foglie e i rami ,s'insinua il sole1 e di minute e lievi ,agitate da l'aure ombre ricama ,quelle giovani fronti e le diffuse ,vesti di lei1 che in mezzo ai fior si asside4 --,quanto io devo a l'amore1 egli diceva1 ,quanto a la tua pietosa anima io deggio1 ,o mia buona ,isolina6 ,agli occhi miei ,cangiato il mondo2 di mai visti fiori ,mi sorride la terra2 una lucente ,indefinita regon di sogni ,mi si schiude ne l'alma1 e la pi bella ,de le speranze mie m'albeggia in core4 ,altr'uom son fatto4 ,ombre funeste e gravi ,ted1 e incessante fluttur d'ignoti ,dubbi e fallace illuson di sensi ,mi sembrava la vita3 inutil gioco ,di crudeli potenze1 agli occhi occulte1 ,ma paventate qual visibil cosa ,da la paura onniveggente4 ,in mano ,d'un fiero iddio balzar vidi la terra ,come inutil crepunda2 ai sanguinosi ,ludi1 a le prede con ferin costume ,correr le schiatte dei mortali2 eterno ,gravar su le ribelli anime il piede ,la matrigna ,natura2 e tra le spire ,di velenosi abbracciamenti1 oppressa ,da ignoti e strazianti incubi1 indarno ,tender la moribonda ,arte a le stelle4 ,rider dovea1 ma forse piansi4 ,al bieco ,occhio de l'uomo m'involai2 coi morti ,vissi1 e vaghezza d'ogni morta cosa ,ebbi cos1 che i miei giorni infelici ,sol ne la speme de la morte amai4 ,qual or mi sia1 n il so2 stupito io guardo ,d'intorno a me1 dentro al mio cor1 n trovo ,me stesso in me3 caro portento questo ,ch'io sol devo a l'amor6-- ,ne le tremanti ,mani1 in tal dir1 chiudea quella leggiadra ,picciola testa d'angeletta1 e lunghe ,lunghe carezze le facea coi baci4 ,dei clti fiori ella scegliea fra tanto ,i pi freschi1 e i pi belli2 e mormorando ,un'allegra canzon de le sue valli1 ,li girava in ghirlanda1 e col securo ,volo de la ridente anima il giorno ,de le sue nozze precorrea4 --,di freschi ,fiori odorosi1 io vo' la mia corona ,in quel giorno beato3 a par di questa ,tesserla io vo' di zgare fragranti1 ,che a me son tanto care1 e simbol sono ,del nostro amor3 te ne rammenti8 il primo ,foglio che mi scrivesti un conteneva ,di quei teneri fior4 ,oh6 come allora ,sarem felici6 ,andran confusi e tristi ,i cattivi del mondo1 e i nostri amplessi ,saran da ,dio santificati4 amara ,cosa1 me 'l credi1 il mormorar del mondo ,fra due cori che s'amano3 somiglia ,sibilo di serpente in mezzo al canto ,melodoso di felici augelli2 ,grido somiglia di sinistro augello1 ,che rompa a sera l'armonia d'un primo ,giuramento d'amor4 ,no1 no2 non voglio1 ,che bieca1 oscura intorno a noi si aggiri ,la maledica turba1 e ne sia d'uopo ,velar di mal sofferte ombre il sorriso ,de l'amor nostro immensurato3 io voglio1 ,che testimni a la letizia nostra ,sieno gli uomini e ,dio2 ch'arda di amore ,tutto il creato insieme a noi4 ,deh6 affretta1 ,giorgio1 affretta quel d6 ,non mi rincresce ,lasciar per te queste mie valli2 il caro ,mio letticcil1 dove ho sognato e pianto ,tante volte fanciulla2 i gelsomini1 ,ch'ombran la mia finestra1 e la gagga1 ,sai8 la gagga de l'orticel materno1 ,ch'or principia a fiorir2 non mi d pena1 ,che dir8 non penso pur1 che lasciar deggio ,la mia povera mamma3 io son cattiva1 ,non ver8 ma per te6-- ,gonf di pianto ,gli occhi altrove volgea2 sfogliava i fiori ,con inqueta mestizia1 e riprendea ,poi con tremula voce3 --,io1 sai8 non voglio ,viver lontan da la tua mamma3 un solo ,tetto ne accoglier2 seder mi caro ,a la mensa dei tuoi2 guardar le stelle ,da le finestre de la tua stanzetta2 ,l'aure spirar che tu spirasti2 assisa ,presso l'immagin del tuo caro estinto ,di te parlar con la tua mamma2 seco ,portar la croce1 e consolar d'alcuna ,speme di gioia il suo lungo dolore4 ,questo il mio sogno1 questo sol2 m'illude ,forse l'amor8 ,tanto sperar mi dato8-- ,giunse un foglio in quel punto3 --,unico mio1 ,dal mio letto di spine1 ov'egra e stanca ,di pi lungo soffrir trascino i giorni ,de la mia vedovanza1 io ti sospiro1 ,io ti cerco dovunque1 e le deserte ,braccia protendo1 e non ti trovo1 e piango4 ,dove sei1 dove sei1 che pi non torni ,a questo petto abbandonato1 a queste ,case del padre tuo1 che1 di te prive1 ,orbe son d'ogni luce1 e fredde e mute ,sembran solo aspettar la morte mia8 ,dove sei1 figlio mio1 che pi non odo ,la voce tua2 che pi non torni a sera ,a sedermi da canto1 a dirmi i cari ,sogni del tuo pensiero e i tenebrosi ,dubbi e l'ambasce d'un sorgente affetto8 ,tutto1 figlio1 cos1 tutto oblasti ,l'affetto mio8 ,del genitor non serbi ,memoria alcuna8 ,ah6 cos poca e breve ,ala di tempo1 e cos nova terra ,covre quei suoi diletti occhi1 che calde ,son le ceneri ancora1 e1 se tu il chiami1 ,risponder4 ,deh6 cos mesta e sola ,soffrir puoi tu1 che da te lungi io cada8 ,cos dunque morire1 anzi ch'io muoia1 ,deve la mia speranza ultima1 e al piede ,mirar deggio spezzato in un sol punto ,l'estremo idolo mio8 ,gi non fr queste ,le tue promesse2 e non cotal conforto ,da tanto amor m'impromettea6 ,lontano ,dai piangenti occhi miei1 fatto straniero ,al materno cordoglio1 il fior tu libi ,de le gioie del mondo2 io bacio i cari ,abiti tuoi2 sfoglio i tuoi libri2 il tuo ,letto1 come solea1 sprimaccio a sera ,con materno costume2 al picciol desco ,la tua seggiola appongo2 al consueto ,uscio origliando1 a tarda ora1 il tuo passo ,scricchiar da lungi inutilmente aspetto2 ,e forse allor che tu beato in braccio ,dei tuoi rosei fantasmi erri i sognati ,campi de l',arte1 ed a l'amor sorridi ,d'ogni umano conforto abbandonata ,la madre tua ti benedice1 e muore6-- ,pallide e mute si guardr negli occhi ,quelle due fulminate anime4 ,ei sorse ,freddo1 anelante1 scompigliato2 al petto ,strinse l'amica3 la baci su 'l fronte ,mal frenando i singhiozzi1 e una parola ,mormor fra le labbra2 ella il comprese2 ,e1 gittandogli al collo ambe le braccia1 ,in lagrime proruppe1 e cor non ebbe ,di contendere il figlio a una morente4 ,ei part con la notte4 ,a la finestra ,ella balz2 tenne il respir2 fra l'ombre ,perdersi ud i suoi passi2 a l'aure tese ,l'anima tutta2 aspett ancor2 le parve1 ,che pentito ei tornasse2 a una lontana ,voce trem1 chiamollo a nome2 e quando ,stendersi agli occhi suoi squallido e freddo ,vide il bianco viale1 a la notturna ,brezza ondeggiar con murmure indistinto ,le due file d'acacie1 e a la sinistra ,luna uggiolar sent a la lunga i cani1 ,sul freddo letticcil1 come perduta ,cosa1 piomb2 ne le deserte coltri ,si serr parosa1 e pianse e pianse4 ,tocc ,giorgio il nato lido2 anelando ,le vie percorse2 a le paterne case ,vol2 ma fredda era la soglia2 al vento ,sbattean le imposte abbandonate1 e nera ,regina per li vuoti anditi1 avvolta ,ne le vesti materne1 iva la ,morte4 ,ei l'abbracci2 dei cari abiti ignude ,mostr le scricchiolanti ossa del petto ,quella fatal4 ,dov' mia madre8 ei disse1 ,balzando indietro inorridito4 ,immota ,ella il mir2 da le profonde occhiaie ,balen un fatuo lume2 arm le vte ,mandibole d'un fiero urlo1 e rispose3 --,la madre tua1 tu l'uccidesti6 ,assisa ,ne la bianca sua fossa ella ti aspetta6-- ,grido non di1 non di gemito o pianto ,lo sventurato1 e ne le grandi e fredde ,braccia gittossi di colei1 che sola ,di sue vedove case avea l'impero4 ,gravi fra tanto1 angoscosi1 eterni ,d',isolina sul cor passano i giorni2 ,passan sovra al suo cor gl'inganni alati ,del suo tempo felice1 e pi s'infosca ,co'l cader d'ogni d la sua speranza4 ,dov'ei n'and8 ,perch non torna ai dolci ,nidi de l'amor suo8 ,ne le materne ,braccia obli le sue promesse8 ,in preda ,d'improvviso dolor s'agita1 o il freddo ,calcolo sul gentile animo scende1 ,e a men umile preda il cor gli adesca8 ,ella dubbia cos3 facil maestra ,la lontananza di sospetti1 e fabro ,di torture il silenzio4 ,ai conseti ,lochi si adduce2 il solito viale ,percorre2 ne la memore stanzetta1 ,presso il camin1 di fronte al caro specchio ,spator di lor baci1 a l'ora usata1 ,tutti i giorni si asside2 e poi che inganna ,lungamente cos l'ore infelici1 ,e tutta sola1 abbandonata1 incerta ,ne l'oscuro avvenir l'anima affisa1 ,co'l cor serrato indi si toglie1 e al primo ,detto1 che a consolarla alcun le porga1 ,rompe in lagrime amare1 e altrui s'invola4 ,sinistramente al suo pallido volto ,irridevan le amiche2 e la ben mesta ,anima cruccando ivan co'l vezzo ,di maligni sussurri4 --,un venturiero ,era al certo colui6-- --,povera stolta6 ,gi toccar le parea gli astri co'l dito6-- --,altro6 ,prostrate e pallide al suo piede ,bice e ,laura vedea6-- --,cinta d'alloro1 ,come le anguille1 in groppa al suo poeta ,credea varcar l'eternit6-- --,ma il remo ,dice a l'onda che passa3 io ti saluto6 ,e l'ape dice al fior3 verr tra poco6-- --,e l'ingenua sposina aspetta ancora ,l'asin che voli1 e l'amor suo che torni6-- ,tanto dolor la povera ,isolina ,onta cotal pi non sostenne3 ai cari ,tetti involossi2 abbandon nel pianto ,la materna dolcezza2 e1 le notturne ,ombre spregiando e le nate paure1 ,la dolente sua vita al mar commise4 ,o il mar pietoso1 il crudo mar6 ,dei suoi ,freddi baci l'avvinse2 addormentolla ,nei letti suoi1 pria che donarla al novo ,ferreo dolor1 che l'attendea sul lido4 ,su la fossa di lei1 presso a la sponda ,or ,lucifero siede4 ,alta d'intorno ,spazia la notte2 silenziosa e poca ,tremula su le grigie acque la luna2 ,ei grandeggia fra l'ombre2 occulte voci ,mormora il labbro suo3 rupe il diresti1 ,che1 di fosco chiaror lambita ai fianchi1 ,spinga ai venti la cresta1 e di confuso ,scroscio risuoni al dirocciar d'un rio4 ,scuro e immoto cos pende l',eroe ,su la zolla pietosa4 ,amor1 che preda ,fa di giovani vite1 e ne la cara ,lucida vita de le cose alberga1 ,d'ansie superbe e di grandi ale instrutto1 ,dominar l'ombre ama talor2 vaggia ,oltre la vita2 e1 di regnar mal pago ,quanto al raggio del ,sol vegeta o pensa1 ,scende ne l'urne a interrogar la morte4 ,trem allor su le care ossa la luce ,d'un'azzurra fiammella3 incerta e lieve ,lambisce il suol1 palpita a l'aura1 ondeggia1 ,color muta e sembianza1 e ambisce al cielo4 ,come al sole d'april1 da le materne ,lucide foglie in vago giro inteste1 ,la candida magnolia alza il boccilo1 ,cos dal grembo de la fatua luce ,una bianca si svolge area forma1 ,a cui brune e diffuse erran le chiome1 ,e diffusi per l'aure i rosei veli ,dafani a la luce4 ,il ,pellegrino ,ravvis la sua morta4 --,oh6 cos lievi ,son dunque i sonni tuoi1 bella ,isolina1 ,docil cos1 buona cos la morte1 ,ch'anco una volta agli occhi miei ti assente8 ,bianco e freddo amor mio1 parla3 ti muove ,la prece mia8 piet ti tragge a questa1 ,che lasciasti anzi tempo1 aere vitale8-- ,tremava ella1 e tacea2 languide intorno ,volgea le luci pe'l deserto lido1 ,come chi chieda ai circostanti oggetti ,una persona lungamente attesa1 ,e tutta in quel diso l'anima intenda4 --,oh6 che chiedi a le mute ombre1 che chiedi ,ai sordi astri1 o fanciulla8 ,aprica e morta questa piaggia1 e non ha fronda o fiore2 ,crudo e vorace il mar3 vecchio omicida ,ei s'accovaccia ne la calma2 infiora ,d'albe spume gli abissi2 ignudi e belli ,manda intorno a danzar silfi e sirene1 ,che funesta han la voce2 alita un cheto ,sopor sovra le sue vittime2 e quando ,pi sicure esse van sognando il lido1 ,sbuca fuor dagli agguati orrido1 e caccia ,su le rotte acque a gavazzar la morte4 ,oh6 che chiedi a la terra1 al mar che chiedi1 ,sconsolata fanciulla8 ,ha stelle e fiori1 ,stelle e fiori ha il cor mio6 ,se amor tu chiedi1 ,vieni1 il cor mio ti d2 vieni1 e saranno ,pe'l tuo morbido crin tutti i miei fiori1 ,pe'l tuo picciolo cor tutte le stelle6-- ,tremava ella1 e tacea4 ,pallida e mesta ,cadea la luna2 impallida la bella ,sospirosa al partir2 tendea le braccia ,egli1 e gemea3 --,deh6 non fuggir1 t'arresta6 ,son de l'amor1 son tue l'albe dei cieli2 ,tue son le perle del mattin2 tue sono ,l'armonie di quest'aure2 tua la vita6 ,vieni1 vieni con me1 vivi1 e tronfa ,dentro un raggio di ,sol1 dentro i diffusi ,regni del mio pensier6 ,da le voraci ,onde non io le tue candide membra1 ,non io la tua belt tolsi agli abissi1 ,perch deserta1 in peregrina stanza1 ,ospite de le fredde ombre ti aggiri2 ,n alfin la morte al voto mio t'arrese1 ,perch al tornar de la durna luce ,la negra terra ad abitar tu scenda4 ,no1 non fuggir6 ,n il suol1 n il mar1 n il cielo1 ,n la morte ti avr3 l'amor ti spira ,vita pi bella1 ed a l'amor vivrai6-- ,dicea1 come piangesse1 e facea forza ,di caldi amplessi e di sospiri al fato4 ,s'alza fra tanto il sole2 ed ei su'l petto ,l'aure fugaci e il suo dolore abbraccia4 --,sorgi dal tuo dolor2 cingi la veste ,degli ardimenti tuoi2 di cose e d'opre ,non di futili sogni amor si pasce4 ,opra incessante ,amor3 vita a l'inerte ,polve non spira ei gi1 ma su l'inerte ,polve l'onor d'illustri fatti accende4 ,non vedi tu qual turbine di guerra ,del provocato ,reno agita i lidi1 ,e1 al suon de le fatali armi di ,brenno1 ,tutte d',europa impallidir le genti8 ,mai viste imprese il ,sol vedr4 ,dai campi ,fulminati di ,mario1 ombre feroci1 ,sorgon ,teutoni e ,cimbri1 e infiamman l'ire ,dei nepoti d',arminio4 ,a gran tenzone ,due glorosi popoli prorompono ,come oceni4 ,mugola dai fondi ,tenebrosi la ,senna2 e da l'inulto ,elba i carri fulminei a le vegliate ,mura di ,faramondo ,arminio avventa4 ,sorgi2 uom folle colui che l'alma e il braccio ,spreca in vta fatica3 a lui sembianti ,fr di ,dnao le figlie2 uom saggio e forte ,l'opra non gitta ad impossibil cosa6-- ,sent la voce del suo spirto1 e il core ,de l',eroe fiammeggi come un'ardente ,volutt di battaglie4 ,il sommo attinse ,de l'ondsone ,ardenne1 e quinci e quindi ,le due genti mir4 ,pari a procella1 ,che su'l mar piombi1 le ,borussie querce ,lascian le congiurate aquile al cenno ,del germanico ,giove3 immenso1 orrendo ,mandan lo strido al ciel2 scoton gli allori ,tronfati in ,sadva2 e un'omicida ,smania di pugne in tutti i cor si desta4 ,quanti dal borale urto sospinti ,sovra il campo del mar rotano i flutti1 ,tanti e alteri cos levansi i figli ,de la rigida ,odra2 e quei vi sono1 ,che fermezza di membra e d'alma han pari ,a l',ercinia materna alpe1 e l'audace ,sassone1 che nel freddo ,albi s'infianca1 ,e il fedele ai suoi re ,bavaro1 onore ,dei ,vindelici piani2 e quanta forza ,di strenua giovent fra la superba ,vistola e il serpeggiante ,emo si accampa4 ,da l'onor di s forte oste precinta1 ,splendida come ,sol1 move la possa ,di ,brandeburgo4 ,rigida e severa ,l'augusta diva del pensier vien seco3 ,prestantissima dea1 che da le fredde ,mute vigilie1 onde le cose indaga1 ,vien de l'opre al fragor1 per che vano ,senza l'opre il pensiero2 i radosi ,regni abbandona e il puro tere1 dove ,son l'ignude sostanze1 e a le nebbiose ,noriche selve1 ov'ha pi fidi altari1 ,accorre1 auspice dea2 popoli e prenci ,duci ispira e guerrieri2 inconsute ,armi rivela1 ordigni nuovi appresta1 ,terre esplora e nemici1 e grande e prima ,sfida la morte1 e del tronfo certa4 ,ud il suon di tant'armi1 e trem in core ,l'avoltoio d',asburgo3 il sanguinoso ,occhio1 ove l'onta ardea di due sconfitte1 ,rot2 scosse le cionche ali2 ma rotto ,mirando al pi l'antico scettro e il brando1 ,a satollar l'ira e la fame1 il rostro ,nel cor de l'adescato ,ungaro infisse4 ,l'ud la boral ,dania1 feconda ,genitrice di popoli1 e ne l'armi ,tutta si strinse1 e balen4 ,nel fermo ,petto una tempestosa ira le rugge ,contro al superbo assalitor di genti1 ,che1 di numero prode e di cor vile1 ,la sconfisse nel sangue2 i palpitanti ,visceri le cerc2 chiam la belva ,dormitante su l',istro2 e su le offese ,sedi di ,sondemburgo1 orridi in vista1 ,piombare entrambi1 e s'imbandr la dape4 ,ma nel cor non trem1 non trasse il brando ,a far pi salda la ragion dei forti1 ,la glorosa ,itala donna4 ,assisa ,su la sponda regal d',arno1 secura ,ne la fortezza sua1 le genti e l'opre ,e la fugace ora propizia e il fato ,sagacemente interroga2 compone ,le impronte ire dei figli2 obliga al giogo ,del suo voler le avverse anime2 affrena ,l'empia licenza popolar2 flagella ,l'ambigua turba1 che nel dubbio annida2 ,spregia il frollo garrir dei suoi tribuni1 ,cui legge l'ira e sola patria il ventre2 ,e1 men d'acciar che di giustizia armata1 ,sul petto al vil ,giudeo pianta il suo trono4 ,dentro la cerchia de le mura antiche ,non si contenne il valor ,franco4 ,al grido ,del vandalico orgoglio1 ai provocati ,campi vol1 primo vol1 n volle ,misurar l'armi e interrogar la sorte4 ,aquila1 che dal curvo etere mira ,disertar su la negra alpe i suoi nidi1 ,gli accorti agguati e le fulminee canne ,del cacciator non sa3 piomba da l'alto ,con terribile strido1 e pugna1 e muore4 --,dove corri1 o fatale aquila1 al lampo ,del gloroso tricolor vessillo ,lucifero grid2 figli de l'armi1 ,dove correte voi8 ,grido di oppressi ,non vi chiam1 non amor patrio accese ,tanto vampo di guerra3 inclita e grande ,sovra il trono del mondo alto si asside ,la patria vostra1 e sol co'l nome impera4 ,chi snud prima il brando8 ,il fier consiglio ,da che labbro part8 ,chi le secure ,aure turb di tanta pace1 e immerse ,in un mar di perigli il luminoso ,trono di ,lui1 ch' di saggezza il vanto8 ,fu la malnata ,idra del vulgo1 il destro ,livor dei vili4 ,abito assunse e volto ,di libert2 con tumida parola ,provoc le dormenti ire2 commosse ,con sonante lusinga il cor dei forti2 ,piaggi con prostituta arte l'oscena ,turba armata di lingua e di cor nuda2 ,ma dentro a la bugiarda alma un'obliqua ,ambizon fea nido1 e sotto al manto ,involava a mortal guardo il venduto ,stilo di ,ravagliacco e il cor di ,giuda4 ,cos strisciando tortusamente ,a l'aureo cocchio arrampicossi1 dove ,sedea1 temuto ,automedonte1 il senno ,del fatal ,bonaparte4 ,ei nei dorati ,mrsi reggea l'intempestiva foga ,dei volanti cavalli1 e parea ,febo ,portatore del giorno4 ,a lui1 da canto ,quella furia si assise2 un sopor lieve ,gli suse ne l'alma2 oscur il lume ,dei veggenti consigli2 ond'ei le forti ,redini rallent su le spumanti ,briglie dei corridori4 ,un urlo mise ,l'empia gorgne2 in pi balz2 disperse ,co'l freddo soffio le veglianti cure1 ,che custodan con cento occhi al governo1 ,e da l'altezza dei lucenti alberghi ,per la lubrica china i fieri alipedi ,abbandon4 ,t'arresta1 empia e mentita ,furia6 ,e tu1 se alcun raggio anco ti avanza ,de l'antica virt1 se t'arde ancora ,l'onor di ,francia e la tua gloria i polsi1 ,sorgi1 e tuona il tuo nume1 o sir dei pronti ,accorgimenti e de le pronte spade6 ,sorgi2 a la furibonda idra le cento ,creste conculca2 e a quella rea1 che il freno ,con falsi nomi a l'oprar tuo contende1 ,la man caccia su'l volto1 e la sbugiarda6 ,ahi6 che al vento io favello6 ,armi1 armi1 grida ,dal mar britanno a la regal ,pirene ,ogni gente1 ogni petto2 orrido io sento ,il fragor de la pugna2 e quando a mille ,divora i prodi la fulminea morte ,su le ripe contese1 una linguarda ,turba su le fraterne ossa s'impanca1 ,e al vinto insulta1 e al vincitor si arrende6-- ,,canto ,,ottavo4 ,,argomento4 ,la catastrofe di ,sdan4--,l'ombra di ,turenna e la resa4--,lucifero entra in ,parigi4--,la babilonia delle gazzette4--,l'assedio4--,gloria ed obbrobrio a chi spetta4--,un generale francese1 trasformato in asino1 condotto al macello4--,i ,prussiani entrano nella citt4--,l'allocuzione del proletario4--,la colonna ,vendme4--,l'ombra di ,federigo4--,la petroliera4--,allo spettacolo di tanti eccid ,lucifero si parte1 non senza dubitare un istante del suo trionfo4 ,io l'ho visto cader1 morir l'ho visto ,l'aquila dei tronfi1 il fior dei forti2 ,tutto sbucar di ,teuta il popol misto ,da l'empie selve e dominar le sorti2 ,correr1 non pago1 oltre il fatal conquisto1 ,straziar le genti e gavazzar sui morti2 ,piegar la fronte a l'ultime sconfitte ,l'inclito ,sir de le falangi invitte6 ,o sventura1 e fia ver8 ,caduto in fondo ,di rea fortuna1 che non tien mai fede1 ,il gran popol vedrem1 che1 a niun secondo1 ,di ,quirino parea l'unico erede8 ,colui vedrem1 che impallidir fe' il mondo1 ,l'armi chinar d'un vincitore al piede8 ,al pi d'un vincitor1 deposte in guerra1 ,l'armi1 che gi dettr leggi a la terra8 ,ahi6 cos non solean rieder dal campo ,sotto duce miglior di ,francia i figli6 ,l'afro ,leon lo sa1 cui nullo scampo ,fr l'arse arene1 e poca arma li artigli2 ,l',istro lo sa1 che1 di lor pugne al vampo1 ,abbond al mare i flutti suoi vermigli2 ,lo san le valicate alpi1 lo sanno ,l'ispido ,scita e il mercator ,britanno2 ,e il sai tu pur1 che l su' fumiganti ,campi di ,iena fulminato e ficco ,l'orgoglio tuo vedesti1 e lordi e infranti ,di ,torgravia gli allori e di ,rosbacco4 ,ov'1 ,francia1 quel brando8 ,ove quei tanti ,prodi8 fatto ogni cor molle e vigliacco8 ,sol di lingua son prodi i figli tuoi8 ,vincer non san1 morir non san gli eroi8 ,morir volean1 tutti morir6 ,dai colli ,cari a la ,mosa1 ove ,turenna nacque1 ,runavano a morte1 e facean molli ,di strage i campi1 e rosse e gonfie l'acque4 ,pallido1 in suo dolor chiuso1 mirolli ,il ,sir de l'armi1 ed aspettando tacque2 ,vide la morte1 e con terribil gioia ,spron il destriero1 ed esclam3 ,si muoia6 ,e s'avvent4 ,da le sonanti ,ardenne ,lucifero lo vide4 ,allora a un punto ,di ,turenna balz l',ombra1 e il rattenne1 ,gridando3 ,il d fatal non ancor giunto6 ,si volse il duce1 il fier caval contenne1 ,d'ira non men che di stupor compunto1 --,e1 tu chi sei8 sclam3 sotto ai miei sguardi ,cadono i prodi1 e non vuo' giunger tardi4 ,lasciami1 sgombra3 a la battaglia il loco1 ,la speme al petto1 al dir l'ora gi manca2 ,mi assegna il fato un breve istante1 e poco ,forse a morir1 ch'anco la morte stanca4 ,mira2 in un cerchio di strage e di foco ,ne serra il vincitor da destra a manca2 ,pria che cedere a lui questa mia spada1 ,lascia ch'io pugni1 ed imperando io cada6-- --,non ancor tempo di morir1 riprese ,l',ombra1 e negli occhi balen2 gagliarda ,alma non ha chi de l'avverse imprese ,non sostien l'ira1 e ad avvenir non guarda4 ,uom1 che a ferma virt tutt'opre intese1 ,spregia il fulgor d'una virt bugiarda2 ,cede1 non fugge2 e innanzi ad empia sorte ,vilt la fuga1 ed fuga la morte4 ,non io1 che la superba alma fiaccai ,ne le mobili ,dune al fermo ,ibero1 ,non io1 quel d che il mio destin mirai ,di ,marindl sui piani avverso e nero1 ,piansi perduto il mio nome1 o spronai ,negli abissi di morte il mio destriero2 ,ma tenni fronte al fato reo2 mi accinsi ,ad imprese pi belle1 e venni e vinsi4 ,cedi cos4 ,n libero1 n solo1 ,come al comando1 oggi al morir tu sei3 ,di generosi petti inclito stuolo ,pugna ai tuoi fianchi1 e tu salvar lo di4 ,freme la patria tua1 che mira al suolo ,i figli suoi2 questi almen serba a lei2 ,s'ella ha piagato il cor1 la fronte ha rossa1 ,abbia almen chi per lei combatter possa6 ,tu piega e va3 la via del trono chiusa2 ,sorge ne l'ira il popol tuo rubello2 ,gente vedrai1 che lo tuo scettro accusa1 ,far tue vendette con l'oprar suo fello3 ,gente1 che1 al regno e a servit mal usa1 ,predica in piazza1 e traffica in bordello2 ,sovrani1 che saran servi al pi destro1 ,frolli eroi da polenta1 o da capestro6-- ,disse1 e ridendo un cotal riso altero1 ,sporse le labbra1 e ottenebrossi in volto1 ,e ratto s'invol come il pensiero ,dove il nembo di morte era pi folto4 ,stette il ,duce1 ondeggi1 tacito e fiero ,gir lo sguardo1 in mar di dubb avvolto1 ,quando tra l'armi e il fumo e i morti e l'ira ,nuova vision1 nuovo portento ei mira4 ,cheta pe'l mar d',atlante irto di scogli ,l'isola illustre al suo sguardo apparo1 ,splendida del fulgor di mille sogli1 ,riverita s come ara d'un dio3 ,ivi1 fiaccati a' ,re l'ire e gli orgogli1 ,la fortuna pos del suo gran ,zio1 ,simile al ,sol1 che da l'eteree tende ,in grembo a l'ocen placido scende4 --,salve1 allora esclam l'alma dubbiosa1 ,e consolata al ciel la fronte eresse2 ,han pur luce i tramonti1 e glorosa ,voce di fama han le catene istesse6-- ,tal disse1 e a la guana disdegnosa ,il fiero acciar con man lenta concesse4 ,un'orribile voce allor fu udita3 ,reso l',imperator1 ,francia tradita6 --,chi di resa parl8 ,l'empia parola ,chi profer8 ,parola infame questa6 ,finch una spada in pugno1 un grido in gola1 ,e guarda una pupilla1 e un'alma desta1 ,finch un palpito al cor1 finch una sola ,stilla di sangue ed un respir ne resta1 ,vil1 chi deporre il brando ai prodi indce1 ,traditor chi il sude1 empio chi il dice6-- ,cos fremeano i prodi4 ,immenso1 orrendo ,ne la vittoria sua ,teuta procede1 ,e i vinti eroi1 che maledan morendo1 ,strazia co'l ferro1 e calpesta co'l piede4 ,piega intanto il vessil franco1 e tremendo ,piega1 e fiammeggia1 e n'ha stupor chi il vede2 ,piega1 si avvolge1 al suol lento declina ,qual cometa1 che volga a la marina4 ,al fero1 indegno1 inusitato aspetto ,urlano i vinti2 e qual leva le braccia1 ,qual rompe il brando1 e dal ferito petto ,strappa le bende1 e fra' morti si caccia2 ,chi tra gli estinti1 su' gomiti eretto1 ,leva in fiero e sdegnoso atto la faccia2 ,chi schernisce al suo duce1 e con amara ,voce gli grida3 ,a morir1 vile1 impara6 ,mand allor la francese aquila un grido ,alto cos che ne rimbomba il cielo2 ,l'ale stacc da lo stendardo infido1 ,le scosse a l'aria1 e ne fe' agli occhi un velo4 ,l'ud il ,borusso1 e il tronfato lido ,guard geloso1 e sent al petto un gelo2 ,da l'ardua rupe1 ove sdegnoso stassi1 ,lucifero discende1 e volge i passi ,pensieroso col1 dove l'irata ,aquila artigliatrice il vol protende2 ,ov'ebbra di vendette e di peccata ,la fortuna di ,francia alza le tende4 ,mille de la fatal ,senna a l'entrata ,trova l',eroe strane chimere orrende1 ,sfingi fallaci e sozze furie immani1 ,mostri di cento bocche e cento mani4 ,vede la ,ciarla in pria1 gonfia e linguarda ,furia fra quante mai vivono al sole1 ,che l',assurdo braco e la bugiarda ,fola al mondo lancir1 turgida prole4 ,molta a lei di l',error stirpe bastarda ,d'anfib mostri e tumide figliuole1 ,che1 nutrite di fango e di vendette1 ,nome portan di gazze e di gazzette4 ,ruzzan torbide intorno1 e son cotante1 ,s varie son di fogge e di favelle1 ,di color1 di costume e di sembiante1 ,che tante voci non ud ,babelle3 ,quante locuste ebbe l',egitto1 o quante ,zanzare ha il luglio assai son men di quelle2 ,e ciascuna di lor tanto un d gracchia1 ,quanto un anno non fa corvo o cornacchia4 ,gracchiano tutto d folte1 importune1 ,voci e aspetti mutando e usanze e vie1 ,e al latrar de le vaste epe digiune ,aguzzan gli estri1 e ruttan profezie3 ,apostoli da piazze e da tribune1 ,ch'n di coniglio il cor1 l'unghie d'arpie2 ,bolle1 che1 di livor gonfie e di ciance1 ,pensan coi labbri1 e senton con le pance4 ,or lisce e chete1 or bieche1 ispide1 incolte ,non pur turban le vie1 ma i sensi e i cori3 ,inquiete1 ansanti1 curose1 folte ,corron1 s'urtan le turbe a' lor clamori4 ,sorgono a mille intorno a lor le stolte ,menzogne alate e i pallidi ,timori ,e il cieco ,ardir1 che ne l'error gavazza1 ,e il ,dubbio inerte1 e la ,discordia pazza4 ,libert v'2 su l'abborrita reggia ,alza il suo trono1 ed al caduto impreca3 ,trono di nubi1 in cui siede e galleggia1 ,e in tumide promesse il tempo spreca2 ,nebbiosa ,dea1 che1 non che senta o veggia1 ,sorda alla legge1 ed ai perigli cieca2 ,tremenda ,dea1 che a l'armi a lei funeste ,scudo oppone di frasi e di proteste4 ,turba sta intorno a lei1 che in lei si sfoga1 ,e d'idropiche ciarle impregna i venti1 ,e onor1 giustizia e fin s stessa affoga ,in un mar d'aforismi e d'argomenti3 ,arostati eroi1 rabule in toga1 ,frontespiz di libri e cavadenti1 ,tutti saltati a l'imperar supremo ,qual dal fro mendace e qual dal remo4 ,vince intanto il nemico2 e l'armi e l'arte ,usa egualmente1 e desta ire e litigi2 ,fra' tronfi procede1 e d'ogni parte ,versasi1 e irrompe a circondar ,parigi4 ,pugnano ancor1 bench deluse e sparte1 ,le franche genti1 e son tanti i prodigi1 ,che dir non puoi1 se sia de' due maggiore1 ,chi pugna e vince1 o chi pugnando muore4 ,ahi6 miracoli vani6 ,e che mai giova ,disperato valor1 cui manchi il forte ,senno1 che le falangi ordina1 e a prova ,le guida e regge a dominar la sorte8 ,gi il vincitor superbo di ,sadva ,de la reggia di ,francia urge a le porte1 ,e l'accerchia1 e la serra1 e con orrenda ,fame di strage intorno a lei si attenda4 ,etna cos1 quando dai fianchi immensi ,l'infocata trabocca onda vorace1 ,e di sabbie infiammate e zolfi accensi ,i campi opprime1 e l'aria accende e inface1 ,al povero pastore1 in men che il pensi1 ,cinge di fiamme il campicel ferace1 ,e1 fatta isola intorno a lui che fugge1 ,lento e crudel tutto divora e strugge4 ,muta e sdegnosa a quell'ardir nefando ,stette ,europa e guat2 stetter gl'infidi ,regi1 e nullo di lor che snudi il brando1 ,e pace imponga1 e il dritto invochi1 o gridi4 ,n per il cor perdono i ,franchi2 e quando ,men lungi il male1 ognun par che pi fidi3 ,generosa fidanza1 eroico inganno1 ,che l'alme abbaglia1 e fa pi grave il danno4 ,ferve il popol ne l'opre1 e mai non resta ,per mutar d'ore o per mancar di giorno1 ,ed armi e ordegni e vettovaglie appresta1 ,e boschi incide1 e spiana campi intorno2 ,di su1 di gi1 da quella parte a questa1 ,gente industre che va1 che fa ritorno1 ,e s'ingegna1 e s'adopra a far sicuri ,le contrade1 le vie1 le case1 i muri4 ,fra cotanto agitar d'opre e di cose1 ,cui segue il canto e mai non giunge al vero1 ,ad accender vieppi l'alme vogliose ,il popolar rimbomba inno guerriero3 ,vecchi1 infermi1 fanciulli e madri e spose1 ,forti ne l'ira1 ardenti in un pensiero1 ,mescon l'opre e l'ardir1 l'anime e i carmi1 ,e incuorano alla pugna1 e veston l'armi4 ,e rompendo talor1 pari a torrenti1 ,fuor da le mura1 a tanto ardor gi strette1 ,gittansi in mezzo a l'avversarie genti1 ,e scompiglian lor piani e lor vendette4 ,ben dei mille che uscr non tornan venti1 ,e rimangon le madri orbe e solette3 ,paghi son tutti1 ove la patria possa ,un riparo innalzar di scheltri e d'ossa4 ,quinci fulmina l'oste1 e impiaga e uccide1 ,e fiamme ai temp1 a le magioni avventa2 ,quindi fra le macerie alto si asside ,l'orrida ,fame1 e gli ancor vivi addenta2 ,quel che l'uno non pu1 l'altra conquide2 ,l'un vince i corpi1 e l'altra i cor sgomenta2 ,vola intorno la ,morte1 e in doppia guerra ,le mura oppugna1 e i difensori atterra4 ,pur1 tra' morti e le fiamme1 e dagli amati ,ruderi1 e dai men noti ermi recessi1 ,balzan novelli eroi1 pugnan coi fati1 ,e sembran dal valore i fati oppressi3 ,o che pulluli il suolo armi ed armati1 ,o fecondin la vita i morti istessi2 ,o a difender la patria1 integri e forti1 ,per miracol d'amor1 tornino i morti4 --,salve1 o popol di prodi6 ,a sorger primi1 ,primi a pugnar1 soli a morir voi siete2 ,se fia che lo straniero oggi vi adimi1 ,egli avr l'onta1 e voi la palma avrete2 ,vestiti di valor1 di gloria opimi ,a le pi tarde et splendidi andrete1 ,sprone ed esempio ai generosi petti1 ,rampogna ai vili1 obbrobrio ai duci inetti4 ,obbrobrio a voi1 che con vostr'arte obliqua ,l'ire svegliaste del natal paese1 ,e d'armi impari1 in vana guerra iniqua1 ,lo abbandonaste a le nemiche offese2 ,obbrobrio a voi1 che la temuta1 antiqua ,gloria offuscaste de l'onor francese1 ,pur che rotta la spada1 e infranto e nero ,giaccia il vessil de l'abborrito impero6 ,matricidi6 ,a la patria1 ai figli suoi1 ,qual frutto mai de le vostr'opre avanza8 ,duci1 guerrier1 francesi1 uomini voi8 ,voi del suolo natio gloria e speranza8 ,capi senza cervel1 scimmie d'eroi1 ,spugne gravi d'invidia e d'arroganza1 ,vernici di valor gonfie di vento1 ,molluschi in campo e tigri in parlamento6 ,oh6 viva il nome tuo1 viva il gagliardo ,tuo braccio e l'alma a tutte prove invitta1 ,primo1 solo1 raggiante astro ,nizzardo ,fra tant'ombre d'obbrobrio e di sconfitta6 ,dove che fra le genti io giri il guardo1 ,ne la lor libert tua gloria scritta1 ,gloria miglior del buon sangue latino1 ,cui sollevo il pensiero e il fronte inchino6 ,oh6 viva1 unico eroe6 ,di'3 quest'altera1 ,cui voti il braccio e il vasto animo e i figli1 ,colei non 1 che a la sorgente e fiera ,lupa de la ,tarpa ruppe li artigli8 ,colei che fulmin la tua bandiera1 ,e fe' i campi del tuo sangue vermigli8 ,colei non 1 che la tua patria inulta ,co'l pi calpesta1 e a la tua spada insulta8 ,no'l chiede ei gi3 d'un gran popolo oppresso ,balenan l'armi e il grido al ciel rimbomba2 ,e dal guardato suo scoglio inaccesso ,tremendo irrompe1 e il brando snuda1 e piomba2 ,e1 vincendo del par gli altri e s stesso1 ,al superbo oppressor schiude la tomba2 ,dal trono de l'error balza i potenti2 ,d spada al dritto e libert a le genti6-- ,cos dicea l',eroe1 quando una strana ,vista mir4 ,tratto al macel vena ,uno zoppo asinel1 che in voce umana ,tapinavasi invan lungo la via4 ,folta era intorno a lui la disumana ,turba1 che il morso del digiun senta2 ,e qual dicea ch'alto miracol fosse1 ,chi d'insulti il pungea1 chi di percosse4 ,sordo da tanto urlar1 da' picchi infranto1 ,e pi dal senso del supplizio atroce1 ,il poverel movea simile a un santo1 ,che tra fieri ,giudei porti la croce4 ,con l'orecchie dimesse1 in suon di pianto ,a intenerir la turba alza la voce1 ,e ragli emette ora profondi or fini1 ,ch'n l'armonia dei versi alessandrini4 ,l',eroe gli si fe' presso1 e de la doppia ,sua bizzarra natura interrogollo2 ,quei leva il muso1 allunga gli occhi1 addoppia ,i sospiri1 e fa il greppo1 e scote il collo2 ,e poi che ragli e pianti e voci accoppia1 ,e di tanto preludio ha il cor satollo1 ,digrigna i denti al ciel1 gli occhi al ciel fisa1 ,batte la coda1 e parla in questa guisa3 --,uomo gi fui1 n de la plebe3 amici ,pria m'ebbi i fati2 ai marziali ardori ,fei campo il petto1 ed ai ben posti uffici ,non fr tardo compenso i dolci allori4 ,francia la patria mia2 contro ai nemici ,guidai gli altri e me stesso ai primi onori1 ,fino a quel d che prigionier si rese ,nei campi di ,sedn l',augel francese4 ,mi resi anch'io2 ma con arguto ingegno ,ruppi la fede1 e il ,prusso irto delusi3 ,fuggo1 i campi divoro1 e qui ne vegno ,per la patria a pugnar2 chi vuol mi accusi4 ,gi s'appressa il nemico1 e d'aspro1 indegno ,feroce assedio i nostri muri ha chiusi2 ,io vittoria prometto1 e1 oh6 poco accorto1 ,ritornar giuro o vincitore o morto4 ,fuor proruppi1 e pugnai2 ma1 com' vero ,ch'asino or sono1 io fui sconfitto e vinto2 ,morir tosto pensai1 ma in tal pensiero ,tremai1 gelai1 fui per cadere estinto2 ,quando rinvenni dal terror primiero1 ,qui mi trovai d'una vil turba cinto1 ,che gridava1 insultando al mio dolore3 ,ritornar giuro o morto o vincitore6 ,allor1 gelo in pensarlo1 io non so come1 ,tutte raccapricciar le membra sento2 ,s'alzan lunghe l'orecchie in su le chiome1 ,e allungasi la testa1 e cresce il mento2 ,stendesi su pe'l dorso e per l'addome1 ,questo cuoio abborrito in un momento2 ,pendono a terra ambo le mani1 e ognuna ,in un zoccolo vil si chiude e aduna4 ,credo sognar1 cerco fuggir1 me stesso ,fuggir che ognun1 segno d'obbrobrio1 addita2 ,ma batter sento in suon quadruplo e spesso ,sul percorso terren l'ugna abborrita4 ,sorge il sole1 e dinanzi1 a fianco1 appresso1 ,l'ombra fatal veggio al mio corpo unita2 ,rizzar mi vo'1 ma star dritto non vaglio2 ,vo' domandar soccorso1 e metto un raglio4-- ,tacque1 e poi che pi fiera al fiero caso ,l'affamata canaglia urla e s'avventa1 ,da superbo furor l'animo invaso3 --,vil turba1 esclama1 or le mie carni addenta6-- ,n briciolo di lui sara rimaso1 ,se l'opra del ,demonio era pi lenta2 ,ei la turba contiene1 e la captiva ,bestia discioglie1 e vuol che soffra e viva4 --,viva1 egli dice2 e dal suo tristo esempio ,quindi a far senno ogni francese impari2 ,oh6 se ognun dei suoi duci1 o inetto od empio1 ,forma assumer dovesse a costui pari1 ,de la patria non pi traffico e scempio ,faran1 come finor1 volpi e somari2 ,che tosto ognun conoscera le vecchie ,golpi a la coda e gli asini a l'orecchie4-- ,sorse un grido in quel punto4 ,il popol forte1 ,da l'armi oppresso e da la fame infranto1 ,schiude al superbo vincitor le porte1 ,che a quest'orrido aspira ultimo vanto4 ,egli entra1 ei passa3 suo trofeo la morte1 ,suo cibo il sangue1 sua letizia il pianto2 ,piega il ginocchio1 e1 crudelmente pio1 ,chiama a le stragi sue complice ,iddio4 ,fan monti i morti2 a rivi1 a fiumi ondeggia ,per le rigide vie torbido il sangue2 ,qui crolla un tempio1 una magion fiammeggia1 ,l un incendio che sorge1 uno che langue2 ,l un ebbro vil1 che a lo straniero inneggia1 ,qui un eroe che ancor pugna1 e cade esangue2 ,ed armi infrante e sparse membra ed adri ,globi di fumo ed ulular di madri4 ,ahi sventura1 ahi dolor6 ,stupido e folle ,la polve degli eroi ,teuta calpesta3 ,e sul terreno ancor fumante e molle ,la fiera ,idra plebea scote la testa2 ,drizzasi e fischia1 e le non mai satolle ,fauci spalanca1 e l'aria intorno infesta2 ,e su la fossa dei fratelli inulta ,la civile ,discordia orrida esulta4 ,sorge il vil proletario1 e l'empia ed adra ,ambizon la trta alma gli addenta2 ,libert invoca1 e la man ferrea e ladra ,ne le sostanze altrui superbo avventa4 ,fa tribune le piazze1 ed orna e squadra ,fiere dottrine1 e novo dritto inventa2 ,e scapigliato1 in truce atto di sfida1 ,snuda il pugnal1 chiama le plebi1 e grida3 --,lasciate le servili opre2 le glebe ,abbandonate2 il profetato giorno ,giunto per noi1 che come abiette zebe ,digiuni erriamo a le ricchezze intorno6 ,vendette abbia e tronfi anche la plebe1 ,n di sua servit vada altri adorno2 ,non pi sparga sudor1 sangue ed affanni ,a crescer l'onta e ad educar tiranni6 ,no1 non sparga1 per dio6 ,l'antiche some ,gittiamo alfin1 leviamo al cielo il volto6 ,le terre1 il tetto1 il pan1 l'onore1 il nome1 ,tutto i vili patrizi hanno a noi tolto6 ,ci hanno emunte le vene2 infrante e dome ,le virt1 strto il senno1 il cor sepolto1 ,fatto de le nostre ossa argine e scudo ,al petto vil d'ogni giustizia ignudo6 ,ov' la patria nostra8 ,i nostri figli ,ove son mai8 ,ce l'han tutti rapiti2 ,l'han trascinati fra' nemici artigli1 ,carchi l'han di vergogna1 e l'han traditi6 ,geme un popol fra' ceppi e fra' perigli2 ,essi spandon sui morti onte e conviti2 ,e le nostre deserte1 orbe contrade ,l'orgoglioso stranier devasta e invade6 ,oh6 sia fine a l'obbrobrio6 ,alta vendetta1 ,anzi onor di giustizia il tempo chiede2 ,tale un'opra da noi la patria aspetta1 ,che le dia ferma in avvenir la sede4 ,cada il patrizio altr2 cada interdetta ,l'aurea fortuna1 ond'ei si tien l'erede2 ,e1 partiti ugualmente i censi avari1 ,con noi soffra o s'allieti1 e a noi sia pari6 --,pari sian tutti a noi6 ,con legge uguale ,il benefico ,sol dispensa a tutti ,il vivifico suo raggio1 ed uguale ,splende1 s come il ,sol1 l'anima in tutti4 ,tal sia la legge e la giustizia6 ,uguale ,a tutti ognuno1 e uguale a ognun sian tutti2 ,tutti un nome1 un pensier1 tutti un'insegna3 ,il popol ,dio1 che a ,dio somiglia1 e regna6-- ,tal parla2 e come al borel flagello ,mugghian negre le nubi1 e il mar si sfrena1 ,a l'audaci promesse1 al parlar fello ,freme la turba1 ed urla1 e si scatena2 ,d piglio a l'armi2 al vero1 al giusto1 al bello ,guerra incomincia inesorata e piena3 ,quel che a l'ira fugg de l'armi infeste1 ,cieca nel suo furor1 travolge e investe4 ,com' colui1 che1 d'improvviso ossesso ,da bieca furia de la mente insana1 ,la man1 vana in altrui1 volge in s stesso1 ,e le proprie sue carni adugna e sbrana2 ,il superbo cos popolo oppresso1 ,poi che su l'oppressor l'ira fu vana1 ,ebbro d'odio feroce e di dispetto1 ,l'armi ritorce de la patria al petto2 ,e cos ne la strage infuria1 e immerge ,nel delitto cos l'anima prava1 ,che le macchie del sangue il sangue asterge1 ,e l'uno error l'altro disperde e lava3 ,tutto vorra quanto risplende e s'erge ,spegnere ed adeguar la turba ignava24 ,e d'ogni mal1 d'ogni miseria in fondo ,la patria seppellir1 la ,francia1 il mondo4 ,o dal tempo e da l'armi involate ,moli1 d'invidie oggetto e di stupori1 ,ove accolser le industri ,arti onorate ,tante illustri memorie e tanti allori1 ,o temp de l'uman genio1 crollate1 ,date campo di stragi ai vincitori2 ,gi su voi la fraterna ira si sferra3 ,titani1 eroi1 numi de l'arte1 a terra1 ,a terra tutti6 ,a la possente e nova ,aura di libert1 che altera incede1 ,tremi dal trono suo ,fidia e ,canova1 ,e s'umil del gran popolo al piede6 ,al gran popol la molle arte non giova2 ,all'oro1 al sangue1 e non all'arte ei crede2 ,degna luce per lui1 ch'ai numi pari1 ,gl'incend son1 son le rovine altari6 ,tu1 colonna fatal1 ch'ergi l'altera ,testa agli astri e co'l pi ,francia calpesti1 ,e di rampogna tacita e severa ,le loquaci dei vivi alme funesti1 ,crolla tu pur1 bronzea colonna1 e fiera ,su le rovine tue ,francia si desti1 ,si desti alfin2 scoperchi i freddi avelli1 ,schiaffeggi i padri1 e il nome lor cancelli6 ,ecco gli eroi4 ,d'intorno a quel gigante ,trofeo di gloria1 per lo piano immenso1 ,vario di cor1 di lingua e di sembiante1 ,corre1 brulica1 ondeggia il popol denso4 ,gi s'alza a l'aura il vessil tronfante ,tinto nel sangue e negl'incend accenso2 ,e a tal segno di strage e di vendetta ,s'allieta il volgo1 e il fatal crollo aspetta4 ,sta superba frattanto e indifferente ,la colonna regal1 pur come suole1 ,e del purpureo suo raggio occidente ,tranquillamente la saluta il sole4 ,tranquillo a par sorge il ,guerrier possente1 ,che l'altera sovrasta inclita mole2 ,e di ghirlande glorose onuste ,spandon l'ale tuttor l'aquile auguste4 ,s'ode un bisbiglio2 al fiero assalto muovono ,gli ardui congegni2 al ciel stridono2 imbianca ,ogni volto2 tentenna in su l'area ,reggia il ,guerrier1 piega da destra a manca2 ,piega1 balena2 con fragor terribile1 ,che il cielo assorda1 ed ogni cor disfranca1 ,cade1 non gi1 ma su la rea canaglia1 ,stanco di pi soffrir1 scende e si scaglia4 ,trema la turba1 e come avesse al dorso ,de l'incalzante eroe l'ira e la spada1 ,urla fuggendo1 e l'ali impenna al corso1 ,e l'uno1 avvien1 che a l'altro inciampi e cada4 ,frenate1 o prodi1 a la paura il mrso2 ,volgi la faccia1 o terribil masnada2 ,o ,erostrati1 o tribuni1 o genti indme1 ,non un uom1 che v'insegue1 solo un nome6 ,l'uom dei fati col3 disteso1 avvolto ,di negra polve1 nel deserto piano ,poco ingombra di terra1 e gli occhi e il volto ,vinti ha nel bronzo1 e inerte la sua mano4 ,t'accosta a lui2 vittoroso e folto ,corri a l'insulto1 o gran popol sovrano2 ,e dir possa ciascun1 se tanto egli osi3 ,su'l fronte a ,bonaparte il piede io posi6 ,soli a l'oltraggio non sarete6 ,esulta ,dai vigilati balardi il fiero ,nemico1 e applaude a l'opra vostra1 e insulta ,a la caduta del fatal ,guerriero4 ,da la polve di ,iena1 or non pi inulta1 ,balza un popol di scheltri orrido e nero2 ,e su l'immago de l'eroe nemico ,poggia l',ombra regal di ,federico4 ,sorge orgogliosa1 e il ciel torbida e grande ,prende co'l capo1 e al negro aere torreggia1 ,e le rotte al suo pi bronzee ghirlande ,conculca1 e dai profondi occhi fiammeggia4 --,ch'io vi cancelli1 esclama1 orme esecrande ,de la vergogna mia2 ch'io pi non veggia ,vlti in trofei1 cangiati in monumenti ,questi bronzi rapiti a le mie genti6-- ,dicea1 quando pe'l ciel rigido e scuro ,un sinistro baglior sorge e risplende1 ,e un piceo fumo1 un odor crasso e impuro ,gli occhi travaglia1 ed il respiro offende4 ,ahi6 qual cagion1 qual destino empio e duro ,di nuova rabbia i franchi petti accende8 ,tra le fiamme sepolta e la rovina ,de la ,senna cadr l'alma regina8 ,torna il d4 ,sola sola1 incerta1 oscura1 ,d'un rosso nastro il crin sozzo costretto1 ,le vie trascorre una strana figura1 ,guardinga agli atti1 agli sguardi1 a l'aspetto2 ,muta1 veloce rasenta le mura2 ,la destra invola furtiva nel petto2 ,sogghigna1 ammicca la strada romita1 ,fermasi1 brontola1 fugge1 sparita4 ,ma dietro ai suoi passi1 trascorsa appena1 ,un suono scoppia di grida e di pianto2 ,fra dense nubi l'incendio balena1 ,stride1 si spande da questo a quel canto2 ,essa a la danza gli stinchi dimena1 ,cionca co'l lurido suo drudo intanto1 ,con pazzo volto1 con gioia feroce1 ,salta1 e lingueggia con stridula voce4 ,vide le fiamme e l'ultimo periglio ,lucifero e l'orrende ire e il gran lutto1 ,e1 lo sdegno nel petto e il pianto al ciglio1 ,fuor dei lidi infelici erasi addutto4 ,qual uom che muova a volontario esiglio ,di fieri casi e di giust'ira istrutto1 ,tal ei si parte1 e la diletta e grama ,terra saluta1 e dolorando esclama3 --,dove ti cercher1 se qui non sei1 ,o intemerata e splendida ,reggia dei sogni miei8 ,luminosa ,ragion ch'ardi e ravvivi ,ogni terrena cosa1 ,se qui non regni1 in qual region tu vivi8 ,pur io da l'abborrite ombre ho veduta ,la maest dei tuoi passi e la luce1 ,che dai vigili1 acuti occhi tu spandi ,sovra il mar dei destini2 io l'amorosa ,voce ascoltai1 che l'anime riduce ,agli amplessi del ,vero1 io la solenne ,voce di libert1 che a voli arditi ,del pensiero de l'uom sferra le penne4 ,di tenebrosi troni e di ferrati ,gioghi e di fronti umilate e vili ,lieta non vai1 bella non vai di fiori1 ,che di pallidi servi il pianto edca2 ,n tuo serto il terrore4 ,inclita e ferma ,tu ne l'alme ti assidi1 e l'alme e i fati ,previdente governi4 ,ardon nei tuoi ,limpidissimi sguardi ,quante spemi ha il futuro1 e quanti ha raggi ,l'onnipossente libert1 ch' dono ,tuo primo e non caduca ,gloria di umani e tua miglior parola4 ,tu di sensi gagliardi ,le umane alme alimenti1 ,e s stesse a s stesse insegni e sveli1 ,perch libere alfin corran le genti ,a la vittoria di pi fidi cieli4 sogno il mio8 ,m'illude1 ,vto fantasma1 il desiderio1 e fingo ,larve di spirto ignude8 ,dai ciechi abissi invano ,a combatter con ,dio l'ultima pugna ,sorse il mio spirto8 ,ombra incompresa1 ignota ,correr questi lidi1 infin ch'io piombi1 ,fulminato ,titano1 ,a divorar ne l'ombre il mio dolore8 ,ne l'ombre io torner8 ,quest'infinita ,luce1 che il mio pensier valica e pasce1 ,questo perpetuo fluttur di cose1 ,quest' impeto di vita ,non son mio regno e vita mia8 ,non sono ,consorti mie le mobili ,genti1 cui la vital morte rinnova1 ,come opportuna piova1 ,ch'apre la terra1 e svolge ,la ritrosa virt del germe inerte8 ,e tu1 tu che le incerte ,nubi diradi1 ed ogni ben mi sveli1 ,santa ,ragion1 tu indarno ,entro al petto de l'uom levi il tuo trono8 ,o forse ai regni tuoi1 ,diva maggior1 presiede ,la tiranna ,natura1 ,o1 sconsigliato e inutile ,poter1 che ne le ignare anime hai sede1 ,fuor che altere lusinghe1 altro non puoi8 ,che dissi8 ,il dubbio indegno ,sperdano i venti1 e il mar vorace inghiotta6 ,qui sei1 qui regni3 io sento1 ,unica dea1 la tua presenza in questa ,splendida reggia degli umani affanni4 ,la terra tua2 su' simulacri infranti ,di sbugiardati iddii sorge la possa ,dei regni tuoi3 da fiere alme son clte ,le tue leggi inconcusse1 e fermi e santi ,di perenni olocausti ardon gli altari1 ,che cementan co'l sangue i figli tuoi6 ,o generosi1 o cari ,apostoli1 o gagliarde ostie ed eroi1 ,voi non cadeste indarno6 ,ecco1 su queste ,ingombrate di stragi inclite rive ,la nova alba diffondesi ,d'una sorgente et2 spiran le meste ,genti educate dal dolor le vive ,aure di libert2 vigili e pronte1 ,di fieri casi esperte1 ,al sorriso del ,vero ergon la fronte2 ,e dal sangue fraterno1 onde coverte ,son queste piagge illustri1 ,coronata di lauri e di baleni ,tu balzi1 o dea2 chiami la ,pace1 e vieni6-- ,,canto ,,nono4 ,,argomento4 ,curiosit dei ,celesti e pietosa supposizione dei santi inquisitori alla vista dell'incendio di ,parigi4--,pettegolezzi divini4--,profonda risposta di ,dio2 e confidenze che egli fa a santa ,teresa2 che perde improvvisamente la ragione4---,lucifero1 che ha lasciata la ,francia1 veleggia per l',america4--,apostrofa alla ,spagna4--,arriva nel nuovo mondo4--,saluto alla libert1 madre di civili istituzioni4--,s'interna in una foresta1 di cui si fa la descrizione1 e conversa con una scimmia1 che pretende esser sorella del genere umano4 ,con quest'alte speranze e queste cure ,si partiva l',eroe1 mentre pi vasto ,per la rigida notte infurava1 ,turbinando1 l'incendio4 ,arder parea ,la terra intorno1 e correr sangue i fiumi1 ,e1 ad ingoiar tant'ira e tanti affanni1 ,come abisso di morte1 aprirsi il cielo4 ,sentr le fiamme inaspettate e il lezzo ,dei feroci olocausti1 e balzr tutti ,fuor del sonno i ,celesti1 a quella guisa ,che sbucan da le pingui arnie ronzando ,le pecchie industri1 allor che il dispettoso ,villan1 che con obliquo animo guarda ,al prospero vicin1 l'aride ammucchia ,secce del campo1 e presso agli alveari ,gitta la fiamma e1 pago il cor1 s'invola4 ,sorser cos l'alme beate1 e primo ,al veroni del ciel1 trepido1 ansante ,di recidiva volutt1 la via ,s'apr quel di ,gusmano1 un tra' pi forti ,zelatori del ,cristo1 e3--,li han bruciati1 ,li han bruciati8 dicea2 son tutti rei1 ,tutti eretici son2 di roghi ha d'uopo1 ,sol di roghi la terra6-- --,ah6 ch'io li veggia1 ,gridava dietro a lui1 feroce in vista ,il terror di ,toledo2 e con aperte ,nari spirava quella crassa1 impura ,mefite1 che a le fiamme orride mista ,gli astri avvolve di fumo e ammorba il cielo2 ,ch'io li veggia morir2 ch'io l'odor beva ,de le ree carni abbrustolate1 ascolti ,il rantolo supremo1 e sperda a' venti ,con questa man la polvere esecrata6-- ,sporge in tal dir la gialla testa1 in cui ,pochi1 duri quai chiodi alzansi i crini2 ,schizza sangue dai tondi occhi2 le adunche ,scarne man vibra come artigli1 e1 tutto ,tremito i polsi1 la sanguinea bocca1 ,d'un lungo1 giallo e mobil dente armata1 ,fra la bava spalanca1 e rauchi e fieri ,urli interrotti da le fauci avventa4 ,a l'aspetto feroce inorriditi ,portan gl'innocui serafini al volto ,le miti ali e le palme2 e solo allora ,che sentro il clamor de le sorgenti ,dive1 si diro a sogguardar furtivi ,fra le dita e le penne4 ,in simiglianza ,di pingui anatre1 allor che da l'erbosa ,riva1 ov'ebber pi tempo ombre e pastura1 ,al subito apparir d'un orgoglioso ,cigno1 di laghi imperator1 si danno ,clamorose a fuggir2 sbatton le brevi ,ali pe'l lido1 e tra le canne e i giunchi ,del padule vicin tuffansi in frotta2 ,folte cos1 cos confuse e punte ,d'improvviso timor sorser le dive ,da le tiepide piume2 e1 tutta a un'ora ,la rigida modestia e il curoso ,sguardo dei circostanti angeli e il loco ,dimenticando1 fuor dai nivei pepli ,libere consentan le rosee forme1 ,che1 fresche1 acerbe e roride s come ,pesche soavi che l'aurora imperla1 ,inducean le celesti anime a un senso ,d'indefinita volutt4 ,le vide ,da l'antico suo seggio il profetante ,re di ,sonne1 e abbandonata al piede ,caddegli la vocale arpa2 nel petto ,fiammeggi tutto2 e gi fuor dagli avari ,occhi e fuor da le labbra avide il senno ,senz'altro gli fugga1 se non che a tempo ,sopravvenne il divin ,padre1 e d'un cenno ,le impronte ansie ammorz4 ,pensoso e stanco1 ,di sotto il braccio egli vena soffolto ,da la diva ,teresa3 una vegliarda ,d'vila1 ossessa da ,ges1 che al vano ,piacer1 che le vulgari anime adesca1 ,l'invol tempestivo2 ond'ella1 esperta ,del futil gioco de la rea fortuna1 ,al suo divo amator l'alma concesse4 ,or fra gli astri ha dimora1 e sacro in terra il nome suo4 ,ringiovanita e bella1 ,in pregio de le sacre estasi1 al ,nume ,dilettissima vive1 e a lui sorregge1 ,antigone pietosa1 il passo infermo4 ,a l'appressar del ,dio1 taciti arretransi ,i minori ,celesti1 e in duo partita ,s'apre la folla riverente4 ,un aureo1 ,morbido seggio ivi s'ergea3 stupenda ,opera di ricamo1 in cui la diva ,lucia1 maestra d'ingegnosi uncini1 ,esercitata avea tutta ad un tempo ,l'ammirabil perizia4 ,a lei ministre ,furon le vigilanti ore1 e compagna ,la rigida pazienza2 e non di perle1 ,o di rari smeraldi e di rubini ,la cara opra abbell1 ma1 tutti presi ,i riposti1 ozosi astri dal fondo ,dei forzieri di ,dio1 gl'infilz a un refe ,adamantino1 e al divin seggio intorno ,con sottile d'acciaro ago l'infisse4 ,ivi il ,nume si asside2 il formidabile ,sopracciglio fatal tre volte inchina1 ,scote tre volte l'ambrosia canizie1 ,serra il valido pugno2 e al cenno usato ,svegliasi da le sante arpe il concento ,dei melodici salmi4 ,apresi il varco ,tra' folti angeli allor la previdente ,brigida1 e tutta rigorosa1 in vista ,di profetessa1 al vecchio ,iddio d'innanzi ,piantasi2 e il fren gi gi scioglie al facondo ,favellar1 che ,ges destale in core1 ,quando il buon ,dio con subita rampogna2 --,brigida1 figlia mia1 le dice1 smetti ,per carit l'antifona noiosa3 ,la san perfino i paperi3 i soldati1 ,che legaron ,ges1 fr centocinque2 ,gli sputi1 ch'ebbe su la santa faccia1 ,novantadue2 le prezose stille ,del sangue1 che sul ,golgota egli sparse4 ,due miloni2 centomila gocce ,di sudor2 cinque piaghe1 oltre la sesta ,rivelata al dottor di ,chiaravalle444 ,ma1 per piet1 finiscila una volta ,quest'insulsa scilma6-- ,indispettissi ,a tal parlar la vergine ,maria1 ,e con umile sguardo e cor severo3 --,padre1 figlio1 esclam1 suocero1 sposo1 ,in verit questo parlar non parmi ,degno di voi6 ,che6 non vi par ben fatto1 ,che si onori mio figlio8 --,e figlio nostro6 ,battendo l'ali e pipilando1 aggiunse ,il ,colombo divin2 ,brigida a dritto ,lo ricorda ai beati6-- --,af6 rispose1 ,sorgendo a un tratto il biloso ,iddio2 ,io non ne posso pi di questo eterno ,bisticciar fra di noi6 ,non son padrone ,d'aprir la bocca e darle fiato6 ,questa ,divinit1 che non tre n uno1 ,mi comincia a dar noia3 un giorno o l'altro ,me ne sbarazzo6 ,i dii stan bene in caffo1 ,e tre son troppi6-- ,ammutoliron tutti ,a l'acerba parola4 ,allor lo sguardo ,gitt il ,dio su la terra2 e poi che1 a schermo ,del raggio dei vicini astri1 la mano ,tremula pose tra la fronte e il ciglio1 ,e affis lungamente1 un sospir trasse ,dal cor profondo1 e1 in tuon grave e solenne3 --,quello1 disse1 un incendio6-- ,al suon temuto ,de la voce di ,dio restro immoti ,gl'immoti astri1 ondeggir l'aure ondeggianti1 ,e1 pago il cor del rivelato enimma1 ,torn ciascuno a le celesti alcove4 ,non per torna il re dei ,numi1 o al sonno ,crede le membra1 abbench lasse3 in parte ,la pi remota ei si ritragge1 e seco ,vien la scorta sua fida4 ,in sui ginocchi ,questa gli s'adagi2 tutto gli prese ,fra le morbide mani il capo augusto1 ,e il baciucchi teneramente4 ,assrto ,in un triste pensier nulla ei senta ,la dolcezza dei baci2 ond'ella in fronte ,li astuti gli figgendo occhi d'amore3 --,caro babbo1 dicea1 s' ver ch'io leggo ,nel tuo pensier1 mesto sei tu4 ,pensoso ,e tacito cos1 mai non mi fosti ,da parecchia stagion4 ,ti vien vaghezza ,di sparger di novelli astri la faccia ,dei firmamenti8 ,ebben1 parla3 al tuo detto ,sorgeran soli e mondi4 ,arde i tuoi sdegni ,la superbia de l'uom8 ,fulmina3 tua ,l'eternit6-- ,sorrise amaramente1 ,scrollando il capo1 il divin ,padre1 e1--,acerbi ,fatti1 rispose1 al mio pensier tu chiami1 ,e quasi punta di crudel sarcasmo ,tu ferisci il mio cor4 ,di sogni in sogni1 ,credula come sei1 porta la fede ,la semplicetta anima tua2 veleggi ,i cari regni de l'amor1 n sai ,quanto abisso di morte e di dolore ,sotto a questi vegghianti astri si celi6-- ,punse tal favellar l'orgogliosetta ,alma di lei1 che tutti aperti e chiari ,i misteri del ciel correr presume1 ,e1 di vivo rossor la guancia accesa3 --,e che dunque1 esclam1 questa mi vale ,presenza tua1 se al guardo mio si asconde ,parte alcuna del ver8 ,veggente e diva ,sol di nome son io1 quando sostieni1 ,che1 di tenace error l'anima avvinta1 ,qui in ciel1 quasi mortal femmina1 io viva6-- ,e a lei con dolce1 carezzevol piglio1 ,palpando il collo flessuso e il crine ,rispondeva il buon ,dio3--,gi da gran tempo ,io'l so1 ch'sca tu sei6 ,docile e buona ,finch si va a' tuoi versi1 e ti si corre ,dietro senza neppur farti uno zitto2 ,s'apre bocca8 si fiata8 ,ecco1 senz'altro ,tu mi prendi una bizza6 ,ah6 ma la colpa tutta mia6 ,t'ho ridonato il riso ,di giovinezza2 il cor t'ho schiuso a' facili ,vaneggiamenti d'un celeste affetto1 ,tutti inutili doni6 ,altro or tu chiedi ,del mio paterno amor non dubbio segno8 ,legger vuoi nel destino8 ,ebben1 mi ascolta6-- ,smesse il labbrino1 e rad d'un riso ,la bellissima santa1 e1 poste al seno ,con garbo puril le braccia in croce1 ,si guard1 s'assett1 scosse la bruna ,testa1 a svar dal fronte piccioletto ,la crespa ed odorata onda del crine1 ,e tutta ne l'udir l'anima accolse4 --,non sorrider cos1 cominci il ,nume ,con sospirosa voce2 occulta1 orrenda ,cosa io dir1 tal che nessun finora ,ascolt dei ,celesti4 ,ah6 s'altri fosse ,di tal secreto e dei miei casi a parte1 ,rubellarsi vedresti al regno mio ,le angeliche sostanze1 e qual notturno ,spirto d'inutil sogno irne in dileguo ,la mia superba autorit4 ,se dunque ,di tanta confidenza oggi t'eleggo ,secretaria e custode1 e tu ten mostra ,degna co'l seppellirla entro al tuo petto4-- ,co'l tenue capo d'assentir fe' cenno ,la santa giovinetta1 e port al core ,la man picciola e bianca4 ,il guardo in giro ,mosse il canuto ,iddio2 pieg la bocca ,su l'orecchio di lei2 la man distesa ,fra la bocca e l'infida aria interpose1 ,e mormor3--,nulla son io1 non sono ,che un forte e secolare incubo1 imposto ,da la paura al sonnecchioso ,adamo6 ,guai se si sveglia1 guai6-- ,balz a tal detto1 ,come da subitano estro compunta1 ,la dea1 che bruno e inanellato ha il crine1 ,e pallida1 stupita1 senza voce1 ,senza moto rest1 tal che scolpita ,immagine parea4 ,sciolse ad un tratto ,al pianto insieme e a la parola il freno1 ,e1 battendosi il petto3--,ah6 disse1 vero1 ,che ,dio mi parla8 ,e non sogno il mio8 ,iddio tu sei8 ,desta e in me stessa io sono8 ,o tremenda parola1 ahi6 s' pur vero1 ,che udita io t'ho1 che nel mio cor t'accolgo1 ,tosto in fiamma ti cangia1 e questa mia ,vuota sostanza incenerisci e annienta6-- ,poi riprendea3--,tu non sei ,dio8 ,non sono ,opera di tua man questi diffusi ,mari di luce e questo ciel8-- ,tal suona ,la fama1 ver2 ma in verit1 te'l dico3 ,assai prima ch'io fossi erano i cieli4-- --,ma la terra1 ma l'uom8-- --,tu accenni al loco ,del nascer mio3 l'uom1 gi mio servo1 fatto ,di ,lucifero alunno6-- --,e a che dormenti ,lasci i fulmini tuoi8 ,gi nel terrore ,terra e cielo avvolgeano4-- --,ha tal d'acciaro ,il pensiero de l'uom scudo ed usbergo1 ,che le saette mie sfida e dispregia6 ,ahim6 vicino ai regni miei gi miro ,torbidi sovrastar gli ultimi soli6 ,gi tapina esular di terra in terra ,veggio tra le fugate ombre la ,fede2 ,con flagello di foco insta1 ed incalza ,lucifero2 lo scherno odo e il sogghigno ,de l'incredule genti2 e s'io qui resto ,d'oz vulgari e di silenzio avvolto1 ,qui tra poco vedrem superbo e forte ,sorger sovra il mio trono il mio rivale6 ,tal parla ,iddio1 mentre a la pia fanciulla1 ,fra il disinganno incerta e la paura ,l'anima balza1 e si scompiglia il senno4 ,tutta a un punto scomposta il volto e 'l crine ,rompe in subite risa2 il lembo estremo ,de le candide vesti in su la bella ,testa rivolge1 e cos a mezzo ignuda1 ,una strana canzon canterellando1 ,per la reggia del ciel sgambetta1 e ride4 ,molte fiate torn limpido e lieto ,su la terra il mattin2 molti su' fiori ,vers brine dal grembo e rai dal crine ,la bellissima ,aurora2 e chiuso intanto ,entro al mondo de' suoi splendidi sogni ,l'alto ocen ,lucifero trapassa4 ,poi ch'a la rea citt volse le spalle1 ,non d',albon la tetra aere1 o le cupe ,arti cerc1 per cui rigida e avvinta ,nei suoi ferrei statuti il mar governa2 ,ma a voi1 genti d',iberia1 a voi1 gagliarde ,stirpi1 a l'onor di libert ridste1 ,dal magnanimo cor volse un saluto4 --,voi felici1 esclam1 quando su'l dorso ,d'un ignifero pin credeasi ai flutti1 ,voi pi volte felici1 ove1 le impronte ,ire dimesse e le civili erinni1 ,tutte verrete a far corona e scudo ,al sabaudo monarca6 ,ai suoi governi ,arti oblique e malfide armi1 riparo ,di trepidi tiranni e d'alme imbelli1 ,ei non invoca1 anzi dispregia4 ,illustre ,germe di prodi1 e prode anch'ei1 la spada ,sovra il capo degli emp alza1 e al consiglio ,di sola ,libert l'anima assente2 ,e1 in bionda et senno canuto1 alteri ,ai sovrani del mondo esempi insegna4 ,oh6 a lui1 prodi1 accorrete6 ,a lui1 se tanto ,dagl'iberici petti anco si cura ,libert con giustizia1 a lui d'intorno ,serratevi1 e del cor1 pi che del braccio1 ,custodite il suo trono6 ,ira di avverse ,parti1 d'invidia alimentate e d'oro1 ,romper allor contro al suo pi1 qual foga ,di torbidi torrenti ad ardua rupe2 ,da le rive del ,tebro1 auspice amica1 ,sorrider l'itala donna al raggio ,del fraterno vessillo2 e su la sponda ,de l'orgoglioso ,manzanr la diva ,libert1 le robuste ali raccolte1 ,gioir l'ombra dei sabaudi allori6-- ,cos mescendo vaticin e voti1 ,varca i mari d',atlante1 ospiti al gregge ,degli ondivaghi mostri e a l'improvviso ,da l'uom domato imperversar dei nembi2 ,e tu1 assiso a la prora1 in simiglianza ,di grandissima fiamma eri1 o ,colombo4 ,fuggon sconfitte al tuo cenno le ruote ,dei fiammanti uragani2 urlano al vento ,i segati cicloni1 e nei profondi ,baratri incatenate1 a l'uom che passa ,le procelle del mar piegano il dorso4 ,salvete1 inclite rive2 e tu1 gagliarda ,libert1 salve6 ,o sia1 che de l'aeree ,ande selvose ami la vetta1 asilo ,del superbo condoro2 o che ti piaccia ,spazar le insegnate acque1 o fra l'ombre ,di vergini foreste errar su'l dorso ,del corrente giaguaro1 il cui ruggito ,quando sorge o tramonta1 il ,sol saluta2 ,grande ognor1 se dal doppio istmo le schive ,genti nei socali ordini aduni2 ,grande1 se per deserti orridi il grido ,al perpetuo ulular mesci dei venti1 ,o pi t'aggrada perigliarti al balzo ,di sonanti cascate1 e dar concento ,di selvagge parole ai boschi e al cielo4 ,tu nei golfi inseti il pino ibero ,primamente accoglievi1 e le ritrose ,stirpi1 di vesti e d'ogni culto ignude1 ,con lungo studio riducevi al rito ,de' giapetici imperi4 ,onde fu visto ,spezzar lo strale e abbandonar le selve ,il fierissimo ,pampa2 e gi dai monti ,de l'indomo ,uraguai scender l'imberbe ,nomade che il color d'ambra ha nel volto2 ,e1 al corpulento ,patagn commisto1 ,dal profondo ,orenco erger l'ignude ,membra pasciute di schifose argille ,lo stupido ,ottomco1 e sentir l'uopo1 ,tua merc sola1 del civil convegno4 ,per le vaste citt1 fra' popolosi ,commerci1 a respirar l'aure vitali ,di quei giovani climi1 al mondo ignoto1 ,lucifero s'avvolse1 ed aureo raggio ,d'alte speranze e virt nuova attinse4 ,un d per le sonore ombre movea ,d'un'intatta foresta4 ,involate ,da umana scure1 indocili al veggente ,raggio del ,sol1 gelosamente intesti ,tendon le secolari arbori i rami1 ,ove di tutte sue virt ad un tempo ,le sconosciute pompe ,iside spiega4 ,come in tempio infinito1 ivi si aggira ,la divina matrigna1 e tutta appella ,sotto agli sguardi suoi dai var climi ,la numerosa vegetal famiglia1 ,la qual1 superba de la dea presente1 ,rigogliosa e gigante occupa il cielo4 ,giovinetta immortal1 sotto a' suoi passi ,balza la bella ,primavera1 e1 stretta ,con insolito amplesso al fresco ,autunno1 ,tempra l'aure vitali2 e quando i rami ,di mai veduti fior l'una inghirlanda1 ,l'altro1 furtivo sorridendo ai fiori1 ,con selvatica man gli arbori impoma4 ,con temperie diversa al loco istesso ,l'arborea felce ivi tu ammiri accanto ,al rigido lichene2 a' molli orezzi ,dei vitali palmzi1 a l'odorate ,del profetico cedro ombre ospitali ,svolgon le foglie flessuse e snelle ,le giganti gramigne1 e sempre verdi ,spiega l'artico musco i suoi tappeti4 ,qui l'indico banano apre le braccia ,provvide indarno di nettaree frutta2 ,qui1 impervio ancora al trafficante avaro ,d'ingrati climi e da ogni ferro intatto1 ,serba il purpureo sandalo odorato ,le rosee tinte e la gentil fragranza2 ,qui1 stupendo a saper1 quella s'innalza ,pianta ingrata e vulgar1 se tu la miri ,da le rocce infeconde erger la scarsa ,chioma e scovrir le povere radici ,fuor del sasso nato1 mentre co' rami ,d'ogni ombra avari si trastulla il vento2 ,ma egregia pianta e prezosa1 allora ,che al nascente mattin1 fuor dagli aperti ,libri deriva1 e versa intorno un'onda ,di balsamico latte4 ,a lei1 se tanto ,gli propizio il suo dio1 ch'indi la scopra1 ,corre il nomade adusto1 e leva un grido ,d'insolita letizia2 trafelanti ,i figliuoletti accorrono1 e1 d'attorno ,tripudando al caro arbore1 il labbro ,danno al buon cibo1 e a tutta gioia il core4 ,e ove te lascio1 o provvido e pietoso ,abitator di torride contrade ,stupendo arbor del cocco8 ,al ciel tu sorgi ,dirittamente come palma1 e vinci ,pur la palma in virt1 ben che a lei pari ,sovra l'ispido tronco1 a mo' di piume ,d'orgoglioso pavon1 spieghi le foglie4 ,tu al dipinto ,indan1 che nulla ha cura ,di curvi aratri e di lanosi armenti1 ,non pure offri spontaneo asilo e cibo1 ,ma1 docil fatto ad ogni suo bisogno1 ,di schietta acqua e di pan candido e dolce ,e di liquido latte e di vin puro ,e di vesti e di case e d'ogni adatto ,utensile il provvedi2 ond'ei1 null'altro ,studio avendo e ricchezza1 a l'ombra amena ,dei rami tuoi beato i d produce4 ,ma chi tutta dira la pompa e i mostri ,di quei vergini climi8 ,ivi l'irsuto ,cacto grandeggia1 come cereo immane2 ,ivi a quella di ,pesto emula ignota ,l'odorato e gentil calice innostra ,di ,belvria la rosa2 ivi quanti hanno ,onoranza e virt di prezosi ,medici succhi1 o nominanza orrenda ,di fulminei veleni1 indifferente1 ,o sien radici o fiori1 ,iside spiega4 ,passa l',eroe solo e pensoso4 ,ingombri ,d'intrecciate vainiglie e di lane ,lunghissime a le chete aure pendenti ,sovr'esso al capo suo chiudonsi i rami1 ,e or di cupole in guisa1 or di cortine1 ,or di fioriti padiglioni e d'archi1 ,lussureggian di aspetti e di colori ,al queto occhio di lui4 ,di strane voci ,e di strilli e di fischi e di pispigli ,suonan l'aure d'intorno2 odi a la lunga ,romoreggiar di vaste acque1 e tra' rami ,frusciar d'ale infinito2 e1 a far pi viva ,quella solenne immensit1 vaganti ,stormi1 non sai se d'animate gemme1 ,o di fiori volanti1 o ver di augelli1 ,tra le foglie s'inseguono1 o procaci ,s'arrampican sui tronchi1 e rauco e chioccio ,stupidamente al ciel mandano il grido4 ,sente il superbo ,vator quell'ampia ,solitudin di cose2 e al tanto aspetto ,de l'eterna rival l'animo esalta1 ,come rubusto ed animoso atleta1 ,che pronto e fiero in sul diviso aringo ,l'avversario mirando a lui di fronte ,qual fondato edificio alzar le membra ,valide e salde e provocar l'assalto1 ,ne l'impavido cor crescer pi sente ,l'anima avvezza2 agli allenati fianchi ,batte le palme2 le nodose braccia ,brandisce1 e1 ardente di slanciarsi il primo1 ,vibra a l'aure sonanti il pugno e il grido4 ,precorreva l',eroe gli anni2 ed al volo ,di splendide speranze il cor donando ,nuovi tronfi del ,pensier vedea ,su l'immensa natura2 e3--,verr giorno1 ,madre altera1 dicea1 che queste occulte ,tue sedi1 onde ti piaci1 e la selvaggia ,verginit di questi boschi al rito ,dei nostri aratri ubbidiran4 ,da queste ,sconosciute valle1 mutati in lievi ,a lo spiro dei venti ampii navili1 ,quest'ardui tronchi correran su' flutti2 ,e rigogliose e riverite1 assai ,pi di queste a te sacre are romite1 ,genti e citt qui fioriranno al raggio ,di benefiche leggi4 ,altero e cinto ,di tutto ardir qui nel tuo grembo1 aperto ,da l'industre fatiche1 e monti e abissi ,sorvoler l'uman genio2 e tu1 rasa ,di ciechi orgogli1 ov'or superba e ignota ,spieghi ne l'ombre il tuo possente impero1 ,sotto auspicio miglior sorger vedrai ,l'opre e i commerci de l',arane genti4-- ,cos dicea1 gli anni veggendo1 allora ,che tra' folti cespugli1 in capo al verde ,tortuso sentiero un gli si offerse ,pensieroso pitco4 ,a un'indana ,canna appoggiato1 a lenti passi e gravi ,egli si avanza1 a guisa d'uom che al peso ,d'un ingrato pensier l'animo inchina4 ,al rigido cipiglio1 a la rugosa ,faccia1 ov'ispida e grigia al muso intorno ,fa due siepi la barba1 un lo diresti ,anacoreta pio3 tal forse apparve ,il santo onor de l'arenosa ,coma1 ,quando1 schivo del mondo1 a' pi deserti ,lochi a far guerra co'l dimn si addusse1 ,visto appena l',eroe1 forte uno strillo ,mise1 e incontro balzgli1 a quella forma ,che al petto del fratel corre il fratello1 ,poi ch'oltre i monti e i mari err lunghi anni ,fuor del tetto paterno4 ,si ritrasse ,lucifero1 e al bizzarro ospite a mezzo ,con la riversa man lo slancio ardito ,tronc4 ,di subita ira egli s'accese1 ,la lunga coda saett1 batt ,rapidamente le palpebre bianche ,e i labbri sottilissimi1 e in acute ,voci proruppe3 --,o to'1 non siam fratelli8 ,non siam da un padre sol tutti discesi8 ,o che crede davver1 che sia piovuto ,dal paradiso1 e che il signore iddio1 ,tolto il mestiere di burattinaio1 ,sia sceso in terra a prendersi la bega ,di plasmarlo a su' immago8 ,ih6 levi l'unto6 ,le manca proprio il sale6 ,e che cipiglio6 ,che fumi6 ,si dira ch'ha il sole in tasca4 ,guardi un poco il su' cranio e questo mio1 ,e poi mi sappia dir6-- --,molto sapiente ,e molto ameno in ver tu sei1 rispose ,lucifero1 e fior fior del labbro arguto ,un sottil sorridea riso tagliente2 ,or s che possiam dir1 che in ogni dove ,penetra il raggio di ,sofia6 ,ma nulla ,meraviglia ho di ci3 molti a te pari ,han dottrina fra noi6-- --,n meraviglia ,certo esser dee4 ,che6 ,forse a voi soltanto concesso il sapere8 ,oh6 guarda un poco1 ,che la madre natura abbia a lor soli1 ,in grazia de la lor vertebra ritta1 ,nascosto fra la zazzera e gli orecchi ,d'ogni cosa il bernoccolo6 ,ma smetta2 ,le son borie1 non pi4 ,qui fra quest'ampie ,solitudini nostre anche sorride ,de la ,scenza avvivatrice il raggio2 ,e fratelli siam noi6 ,da la materna ,asia1 ad ambe le specie inclita culla1 ,venne a catechizzar le nostre genti ,un vecchio1 dotto e reverendo urango1 ,dal cui labbro eloquente a noi fu tutto1 ,dopo lunga ignoranza1 il ver palese4 ,bocca d'oro ei fu detto e adamantino ,senno4 ,ma poi che ad esplorar qui venne ,non so qual'orda di dottor tedeschi1 ,l'abbindolaron s1 ch'ei svel tutta ,e distill nei lor cervelli adusti ,la peregrina sua scenza2 ond'essi1 ,gazze vestite de le penne altrui1 ,or di tanto saper fan mostra al mondo4 ,s2 fratelli noi siamo6 ,ei ce l'ha detto ,le mille volte1 ed io te lo ricanto ,per tuo dispetto su la faccia3 ,o figlio ,di scimmia1 addio6-- --,per un par tuo1 ragioni ,a meraviglia4 ,una catena immensa ,iside ha in mano1 e non avvien che mai ,nel crear s'interrompa3 ogni vivente ,specie un anello1 ed un anel noi siamo ,de l'immensa catena1 il pi perfetto ,finor1 l'ultimo no4 ,ci non vuol dire1 ,con buona pace del dottor gorilla1 ,che l'uom da voi discende1 o ver ch'entrambi ,han comuni le doti e il nascimento4-- --,sissignor1 vuol dir questo1 appunto questo2 ,la non m'esca dal rotto de la cuffia3 ,noi siam fratelli1 siamo uguali1 e uguali ,dritti abbiam su la terra4 ,o sta' a vedere1 ,che l'universo sia creato apposta ,per far comodo a loro6 ,un giorno o l'altro ,lei vedr1 mio signor gonfio di vento1 ,se noi libere scimmie incivilite ,verrem fra loro a reclamar tal dritto6-- --,provatevi6 ,ci son gabbie e catene1 ,fra cui strette per ben1 sarete esposte ,a dar di voi spettacolo ai fanciulli6-- --,lei non sa che si dica6 ,io le perdono1 ,perch sono evangelico6 ,o che crede1 ,che noi libere scimmie incivilite ,non siam buone a far nulla8 ,che mi ciancia6 ,noi siam da pi di loro6 ,e le par poco ,saltar pei rami1 saccheggiar foreste1 ,gioir la volutt per fin da soli ,senz'aiuto d'amica8 ,oh6 s' pur vero ,che il ver somiglia a l'olio e viene a galla1 ,nostro sar il tronfo4 ,io pure1 io stesso ,predicher l'origine comune1 ,l'eguaglianza dei dritti in fra le specie ,e la comune libert6 ,dovessi ,suggellar co'l mio sangue il parlar mio1 ,vuo' diventare apostolo2 e1 infilati ,giubba e guanti ancor io1 salir su l'alta ,cattedra di ,darvino a dar responsi6-- ,,canto ,,decimo4 ,,argomento4 ,sorge la notte1 e l',eroe resta smarrito nella foresta1 dove prova le sofferenze dell'umana natura4--,lotta con un giaguaro1 di cui rimasto vincitore1 abbandonasi al sonno4--,rivede ,ebe nei sogni1 e torna per poco ai dolci vaneggiamenti d'amore4--,la giovinetta silenziosa si tramuta a un tratto in un orribile fantasma4--,iddio1 vedendo cos travagliato il suo avversario1 crede agevole impresa il domarlo4--,lascia il letto1 cavalca l'asino di ,betlem1 e scende in terra4--,trova ,lucifero1 e cerca da prima con superbe parole1 poi con astute promesse venire a patti2 ma questi tien fermo1 e lo caccia da s acerbamente4--,liberatosi indi a poco dalla foresta ospitato dalla povera ,sara4--,la schiava nera e lo schiavo bianco4 ,sorge fra tanto oltre ai terreni alberghi ,co' crepuscoli al pi la notte amica2 ,e di mille colori ornati e cinti ,le si sveglian sul capo astri e pianeti4 ,malinconica e muta ella riguarda ,ai rei travagli de la terra1 e spira ,le brezze ai fiori1 ed ai mortali il sonno4 ,salve1 o splendida notte1 inclita madre ,di dolcissima quiete1 o che ti piaccia ,covrir d'ombre pietose amor furtivo1 ,o svelar tutta a uman guardo l'audace ,visone degli astri e l'universa ,armonia1 che ne fura invido il sole4 ,da le cupe foreste1 ove si aggira ,il signor de' miei canti1 io chiamo indarno ,la bellezza dei tuoi ,soli e le gemme ,dei tuo' cento diademi3 a ,lui non uno ,splende dei raggi tuoi2 sol dentro al petto ,gli arde la luce de le sue speranze4 ,in compagnia de' suoi fantasmi1 a pena ,ei de l'ombre s'accorse2 e1 vlto il passo ,fuor del dritto sentiero1 a una deserta ,arida balza d'ogni vita priva ,era intanto venuto4 ,irte d'intorno1 ,come a guardia del loco orrido e scuro1 ,rupi e monti s'ergean squallidi a guisa ,di biancicanti scheletri2 fugga ,l'ingrato aspetto e s'ascondea la luna ,fra le nubi correnti1 e imprigionato1 ,come chiuso leon che tenti un varco1 ,tra l'aspre rocce rugga rauco il vento4 ,ivi l',eroe si assise4 ,un'inseta ,punta di fame gli mordea le parche ,viscere1 e dentro al seno arido e stanco ,una brama di vive acque e d'aperto ,aere e di luce gli serpea4 ,sgomento ,non per n'ebbe al cor2 ma con superbo ,animo accolse la terribil prova1 ,poich gli grato comportar travagli ,pari a ogni altro vivente1 a cui l'amica ,forza del pane il mortal corpo allena4 ,vago di nuovi casi1 occhio ei non piega ,ad alar di lusinghevol sonno ,da la tacita e grave aere cadente2 ,ma nel caro pensier volge le prove ,dei suoi buoni mortali1 e traforate ,alpi vagheggia e aperti istmi e volgenti ,per lo seno del mar parlanti elettri4 ,su per l'aride rocce ode in quel punto ,come un confuso affaccendarsi e rotto ,frusco di penne e sibilar1 che agguaglia ,suon che mandi uman labbro e noto segno ,di cacciator1 quando tra' folti grani1 ,di cui mareggia interminato il campo1 ,modula il fischio a ravvar l'amico4 ,ma voci eran d'augelli1 a cui concessa una strana virt3 fischiano al vento ,siccome uomini veri1 e illudon l'alma ,di qualche afflitto pellegrin1 che1 prso ,ogni spirto di lena e abbandonato ,d'ogni raggio di speme e di salute1 ,su l'inospite landa il corpo gitta4 ,ben al grido fallace a mala pena ,sul digiun ventre ei talor sorge2 a l'aura ,tutta la fuggitiva anima intende1 ,e forse in quel momento al cor gli torna ,il dolce aere nato1 l'abbandonata ,casa paterna e de la madre il pianto4 ,sorge1 aspetta1 ricade1 si strascina ,delirando fra' sassi2 a un grido estremo ,schiude l'aride labbra1 un rauco suono ,gli geme entro la gola2 adugna e morde ,l'avara terra2 e il ciel rigido intanto ,sovra il capo di lui splende e sorride4 ,cos a le disperate anime insulta ,la beffarda natura6 ,al suon fallace ,sorse l',eroe1 n stette in forse4--,or tutto ,convien1 diss'ei1 che il mio vigor s'adopri2 ,arida e morta questa valle1 e segno ,di salute non ha2 vadasi4--,e preso ,l'aspro sentier1 non pria l'orme contenne1 ,che un ampio fiume e la foresta attinse4 ,chiare e sonanti dirompeano l'acque ,fra due tra loro opposti e coronati ,di negra selva smisurati monti1 ,al cui pi si stendea facile e molle ,d'erbe infinite ed odorose il piano4 ,piomba il fiume da l'alto1 e se tu il miri ,biancheggiar da la lunge al cheto sguardo ,dei radanti plenilun1 un'ampia ,vela il dirai1 che il marinar su' negri ,aprici scogli a rasciugar distese2 ,ma se pi ti fai presso1 un fragor cupo ,d'immense acque tu senti2 al ciel1 conversa ,in polve minutissima1 tu vedi ,balzar la ripercossa onda1 e in un velo ,confonder gli astri ed annebbiar la valle4 ,quivi l',eroe non si appress2 ma in parte1 ,ove men cupe si schiudean le sponde1 ,e avean meno di bosco ombre e paure1 ,la fresca linfa disando1 scese ,per la lubrica china2 insinussi ,fra' canniferi greti1 e ne le cave ,palme attingendo i prezosi umori ,ricr l'arso petto2 ambe ne l'onda ,con giocondo piacer le braccia infuse1 ,e battendo le pure acque1 pi volte ,ne spruzz1 ristorando1 il volto e il crine4 ,ma non pria lasci l'onda1 e si rebbe ,del cammin tanto e de l'ingrata arsura1 ,che un vicino il percosse ululo e un lungo ,scoppio di strida e di commosse voci ,varie1 acute1 incessanti4 ,ad improvvisi ,urti crollavan bruscamente i rami ,de la selva vicina1 e quindi e quinci ,confusamente saltavan strillando ,le aggredite bertucce4 ,il pi ritrasse ,dal margo sdrucciolevole1 e a la sponda ,lucifero balz2 lo sguardo in giro ,mosse esplorando3 tenebroso intorno ,l'aere gemea1 mentre due roggi1 acuti ,punti fendean1 come infocati dardi1 ,sinistramente de la notte il seno4 ,muti muti pe'l negro aere procedono ,or cheti e lenti1 or saltellanti e rapidi2 ,or tra cespugli del sentier s'involano1 ,or pi vicini e pi funesti appaiono4 ,sta ,lucifero intento2 e1 certo omai ,che insidiosamente a lui si appressa ,il terribil giaguaro 7un'omicida ,belva1 che1 a par del tigre agile e grande1 ,salta agli alberi in cima e a l'onde in seno1 ,e boschi e fiumi d'ogni strage infesta7 ,tenea l'anima accorta in due sospesa3 ,o che indietro si tragga e si nasconda ,nel contiguo canneto2 o su l'aperto ,sentier l'orrida belva aspetti al passo4 ,senno miglior questo gli parve2 e1 tutta ,con alato pensier l'alma percorsa ,e con subito sguardo il loco intorno1 ,a la lotta si accinse4 ,era in quel punto ,tra' fitti rami penetrato un fioco ,raggio di luna4 ,un aspro1 arduo macigno1 ,ivi a caso giacea3 dai circostanti ,gioghi a valle caduto1 una regale ,possa parea1 cui da' superbi troni ,una vendetta popolar sconfisse4 ,a lui corse l',eroe2 con ambe mani ,l'afferr1 lo lev3 le ferree braccia ,sovra il capo distese2 un dietro a l'altro ,pont i validi piedi1 e tal si tenne ,l'irto mostro aspettando4 ,orrido un grido ,manda la belva1 e caccia fuor dagli occhi ,sanguinosi baleni3 a terra il bianco ,ventre ingordo distende2 i fulvi arruffa ,peli del dorso1 e di serpente a guisa ,strisciando si divincola4 ,qual suole ,paziente pescador1 che1 intento a l'amo1 ,entro a le trasparenti acque del lago ,vede a un tratto guizzar cefalo o trota1 ,quanto pi pu su' nereggianti sassi ,fermo1 senza respir tiensi2 l'avvezza ,destra1 che regge la pieghevol canna1 ,serra validamente1 e1 vista appena ,pullular l'onda e tendersi la lenza1 ,fuor1 con subita stratta1 a l'aere avversa ,trae1 guizzante ne l'amo1 argenteo il pesce2 ,cos tutt'occhi e senza voce o moto ,l'astuto ,eroe l'orrenda belva aspetta1 ,che con feroce voluttade allungasi ,su l'erboso sentier1 vibra l'accorto ,sguardo1 e sbuffa cos che par che rida4 ,ma quand'ei stanco d'aspettar l'assalto ,tent un passo impaziente1 e scagliar finse ,l'elevato macigno1 url1 ritrassesi1 ,il corpo agglomer1 sul ventre osceno ,strisci a ritroso il mostro irto1 e qual dardo ,si vibr4 ,mugulare odi a l'intorno ,la valle ampia e tremare arbori e rupi1 ,non per il petto de l',eroe3 di tutto ,polso ei sostien l'ampio macigno2 al fiero ,assalitor fermo l'oppone1 e al petto ,gliel d cos che lo travolge1 ,a terra ,piomba la belva1 e non s tosto il suolo ,sfiora co'l dorso1 che di pria pi fiera ,salta1 e si avventa a pi mortale assalto4 ,sangue ha negli occhi1 e sanguinosa bava ,vomita e sbuffa1 e rugghia1 e d'ogni verso ,pazzamente si vibra1 e senza posa ,l',eroe tempesta1 e gitta a l'aria i morsi4 ,scaglia alfin questi il sasso1 e tanta l'ira ,smisurata del cor1 che gi d'un crollo ,rovina anch'ei su la percossa belva4 ,or pi fiera la lotta3 in un sol groppo1 ,corpo a corpo avvinghiati e braccia e branche1 ,si avviluppan fra l'ombre2 echeggia il cielo ,di rauche voci e di ruggiti2 a rivi ,sgorga il sangue su l'erbe2 ed essi avvinti ,ferocemente in amplesso di morte ,balzan1 piomban1 s'avvoltan1 si precipitano ,fra le spine1 fra' sassi e le nemiche ,tenebre4 ,a l'orlo d'un burron vicino ,vengon cos4 ,pende sul negro abisso ,una fitta boscaglia1 a cui la foga ,dei sonori torrenti ignude lassa ,le nodose radici4 ,ivi1 protette ,dai folti rami1 e dal burron difese1 ,godean sede tranquilla e secol d'oro ,una trib d'amene scimmie4 ,il fiero ,caso le tolse agevolmente ai sonni1 ,e la lotta avvisando1 a salti1 a strilli ,facean pazza baldoria2 e1 qual con mano ,qual con la coda attorcigliata a un ramo1 ,quale a un pi1 quale ai fianchi a la vicina1 ,l'une a l'altre atteneansi1 e fean pendente ,catena sui pugnanti ospiti1 a cui ,or tiravan sul capo una selvaggia ,noce1 e svelte fuggano1 or fin sul dorso ,di lor scendeano a provocar le due ,alme feroci a morsi1 a sgraffi1 a strilli4 ,non per si ristanno1 o svolgon l'ira ,color che in fiero abbracciamento avvinghiansi ,presso al burron4 ,preme l',eroe co'l dorso ,il ciglion de la balza2 a lui su'l petto ,insta la belva3 con la bronzea destra ,ei l'abbranca a la gola2 al perigliante ,corpo con l'altra fa puntello1 e attiensi ,a le dense radici4 ,e gi su'l volto ,qual d'aperta fornace il vampo ei sente ,de le putide fauci2 a caldi sprazzi ,piovegli sui schizzanti occhi e l'acceca ,una bava sanguigna2 un rugghiar cupo ,l'assorda2 e gi de l'arrotate zanne ,contro a le tempie sue crocchian le punte1 ,quando tutta con fiero urlo chiamando ,la rabbia al cor1 la forza ai polsi1 un lancio ,d su'l dorso cos1 che sorge a un punto ,libero in pi1 mentre da lui travolta ,precipita la belva1 e gi nel fondo ,burron piomba rugghiando1 e l'aere introna4 ,lacero e stanco il vincitor si asside ,su le fresche erbe1 appo la sponda4 ,a rivi ,gi per lo collo gli discorre ai fianchi ,misto al sangue il sudor2 corto e sonante ,dal suo petto affannoso esce il respiro2 ,un cozzar di confuse opre e di cose ,gli turbina sugli occhi e il cor gl'ingombra2 ,finch a balzi1 a sussulti1 e tutto cinto ,di bizzarre faville e ceffi strani ,sopra gli piomba1 e al suol l'avvince il sonno4 ,come nei procellosi artici mari1 ,quando aquilon pi li flagella1 a stormo ,l'irte domede saltan su' flutti2 ,gavazzano fra' nembi1 e al mugghio orrendo ,del travolto ocen mescono il grido3 ,vede il nocchier fra le stridenti antenne ,svolazzar le sinistre ali1 e maligni ,spirti le crede1 e si raggriccia e agghiada2 ,in simil guisa de l',eroe dormente1 ,nel turbato pensiero orride e scure ,venan fantasme1 e gli scoteano i sonni4 ,ma come avvien ne l'incostante ottobre1 ,mentre un subito nembo apresi e versa ,sopra a l'umile vigna acqua e gragnuola1 ,fuor da le plaghe occidental si desta ,una provvida brezza2 un chiaro e bello ,occhio d'azzurro si dischiude in cima ,de la bruna montagna2 a par di dardo ,da l'arruffate nubi esce un diritto ,raggio di ,sol1 che i sommi arbori indora2 ,brillan le foglie susurrando1 e tutti ,odoran timo e nepitella i campi2 ,tal fra' torbidi sogni una tranquilla ,visone d'amor tacitamente ,sorgea ne la commossa anima1 e al cheto ,ventilar de le penne vi spandea ,il mesto raggio d'una rosea calma4 ,come talor nei lucidi cristalli1 ,che ne stanno di contro1 una diletta ,forma veggendo1 a lei con l'alma in festa ,drittamente corriam1 nulla avvisando ,la virt del riflesso2 in simil guisa ,entro a un candido sogno avvolta e viva ,nel pensier del dormente ,ebe splendea4 ,balzagli il core a tanta vista1 e aperte ,le braccia3--,oh6 vieni1 le dicea1 deh6 vieni ,su'l petto mio1 dolce alimento e pace ,dei travagliosi giorni miei6 ,sorride1 ,sol ch'io ti guardi1 nel mio cor la vita ,d'ogni speranza mia2 splendon pi vivi ,gli ardimenti de l'alma1 e pi vicino ,nel mio baldo pensier veggio il tronfo6-- ,co'l perdono negli occhi ella assenta ,di sedergli d'accanto4 ,ei torna ai sogni ,del primo amor4 --,da pochi giorni il sole ,sul mio capo splendea3 festa di fiori ,era tutta la terra2 e tu1 regina ,d'ogni candor1 mi sorridesti come ,sorridon l'alme1 allor che un'amorosa ,forza le chiama ad apparir negli occhi4 ,oh6 che giorni d'ebbrezza6-- ,ella a quei detti ,pensosa e scura divena4 --,ricordi1 ,ei riprendea con sospirosa voce1 ,oh6 ricordi quei d8 ,facil conquista ,mi parve il ciel1 poi che t'amai4 ,mi svelsi ,crudelmente da te2 deserta e chiusa ,nei dafani sonni ti lasciai1 ,ma un trono eressi a l'amor tuo1 che in petto ,portar vogl'io fin che no'l ponga in cielo6-- ,ella piangea4 ,qual trepida fiammella1 ,che s'assottigli a l'apparir del giorno1 ,tal poco a poco si facea pi bianca ,la pietosa fanciulla1 e a poco a poco ,il dolce aspetto e i rosei pepli e gli atti ,trasfigurando1 un'orrida assumea ,mostrusa sembianza3 ispide e negre ,di sozza barba ambe le gote2 attorti ,di tizzi ardenti e di serpenti i crini1 ,e fra' serpenti1 in mezzo al fronte1 un vasto ,occhio1 senza palpbre immoto e tutto ,fiammeggiante a l'intorno4 ,a questa guisa ,sorgea dal suol nera1 diritta1 immensa1 ,e un gemer lungo al sorger suo si uda ,e scricchiar d'ossa e maledir4 ,non ode ,l'irto fantasma1 e ognor sorge e si spande1 ,e l'aria ingombra e il cielo ultimo attinge4 ,tocca il cielo co'l capo1 e con la negra ,pelosa man1 che immensa apresi1 afferra ,l'etereo sole1 e lo palleggia4 ,un denso ,nembo di notte si rovescia allora ,su la terra infelice2 ingordi e vasti ,mille sepolcri si spalancan2 passa ,sibilando la ,morte2 e s'ode un fiero ,gracchiar di corvi e sghignazzar di ,numi4 ,cos il lungo digiuno e la fatica ,d'una ad un'altra vison trabalza ,il pensier de l',eroe1 quando1 in lui fiso1 ,il ,signor dei celesti3--,ora stagione1 ,disse in cor suo1 che il mio rival conquida6-- ,gli aurei letti lasci1 senz'altro aiuto ,che il veloce desio2 s'avvolse un manto ,ampio1 turchino come ciel d'autunno2 ,a la fredda canizie un vasto impose ,tricuspide lucente1 e1 sotto al braccio ,un aureo accomodando orbe stellato1 ,simbol de l'universo1 al pi vicino ,dei prespi del ciel cheto avvossi4 ,ivi1 poich di ,giosu la verga ,del sole il cocchio a mezzo il ciel sostenne1 ,e impietriti restr di sotto al giogo ,i fulminei cavalli1 una falange ,d'umili s ma intelligenti ongri ,pasce in greppie d'argento orzi ed avene ,di tal virt1 che nel lor sangue infonde ,gaio tripudio e giovinezza eterna4 ,non appena sentr sovra la soglia ,la presenza del ,dio1 tutti in un punto ,drizzro i colli ed affilr le orecchie ,lievemente anelando2 e1 a lui rivolti ,con dolci e riverenti occhi1 la voce ,del comando attendean4 ,videli il ,nume ,lucidi e belli1 e ne gio2 ma il cenno1 ,che tutto pu1 volse a te solo1 o illustre ,asin di ,betelmme1 a cui su'l dorso 7,premio dell'opra1 onde immortal tu vivi7 ,crescon due luminose ali1 per cui1 ,pregio da tutti invidato1 e solo ,da ,dio concesso a le beate essenze1 ,varchi il cielo senz'orme e l'aer fendi4 ,tu presentisti il divin cenno1 ed ambe ,le ginocchia piegando appo a la ferma ,con chiovi adamantini aurea predella1 ,offeristi umilmente il dorso alato4 ,fe' forza il ,nume1 e vi mont2 si attenne ,con ambe mani a le pietose orecchie ,del diletto onigrfo2 ai ben pasciuti ,fianchi gli strinse le ginocchia inferme1 ,gli occhi serr1 diede la voce1 e via ,lascia il ciel1 passa l'aere1 e giunge in terra4 ,l',eroe trov1 che scosso il sonno1 e1 fermo ,pi nel pensier che ne le membra affrante1 ,ritentava il cammin4 ,presso a un cespuglio ,lasci il volante corridor2 si eresse1 ,quanto pot1 su'l curvo dorso2 un grave ,cipiglio assunse1 e a misurati passi ,movendogli d'incontro1 in tuon solenne3 --,lucifero1 gli dice1 ov'io con l'ira ,dar fin volessi a l'ira tua1 me stesso1 ,che ,dio di tutto e re del ciel pur sono1 ,qui non vedresti al tuo cospetto3 avvinto ,dal cenno mio sotto al mio pi1 potra ,scatenarsi al mio cenno il saettante ,fulmin1 che a par d'ogni superba altezza1 ,le sdegnose e proterve anime adima4 ,ma l'ira mia tu la conosci2 or sappi ,la mia piet4 ,stanco non gi1 ma schivo ,di pugne io son3 di nostre pugne assai ,travaglio ebbe la terra2 assai di umane ,vite olocausto ebbe il mio sdegno4 ,io miro ,con paterno dolor quest'infelice ,schiatta de l'uom1 che1 lusingata e vinta ,dai tuoi falsi giudic1 erra perduta ,fuor de la via d'ogni salvezza1 e il frutto ,di tue promesse e la vittoria aspetta4 ,ma1 stolta6 indarno aspetter6 ,smarrito ,fra queste ombre tu stesso1 ecco ti aggiri ,tu1 che da le fallaci ombre presumi ,redimer l'alme dei mortali1 a cui1 ,ira e invidia non gi1 ma provvidente ,consiglio mio gli ultimi veri asconde4 ,sgombra adunque la terra2 abbian riposo ,le genti alfin2 torna ai tuoi regni1 e intero ,scender su'l tuo capo il mio perdono4-- --,di perdon parli e di piet1 proruppe ,disdegnoso l',eroe1 tu che di tutte ,le sciagure de l'uom colpevol vivi8 ,ma stolta l'ira3 ombra tu sei di nume1 ,sol vivente in parole2 ond'1 che irato ,non ti temo1 e pietoso io ti dispregio4 ,lasciami adunque a le mie cure3 avranno ,pace le genti1 e non da te2 n pace ,neghittosa e servil2 di guerra stanco ,l'uom non sar pria di saper che vuota ,larva sei tu senza subbietto1 e quale ,or t'addimostri al guardo mio4 ,potessi ,questi sordi1 confitti arbori intorno ,in uomini cangiar6 ,vedran qual vana ,risibil cosa e imbelle ombra tu sei6-- ,tacque1 e torse le spalle4 ,un vampo d'ira ,sal al volto del ,nume2 e la bollente ,rabbia del cor tutta in un punto avra ,fuor versata nei detti1 ove non fosse ,sopravvenuta al suo pensier la luce ,d'un prudente consiglio4 ,a mala pena ,ei si contenne1 e gl'iracondi sguardi ,figgendo al suol1 morse le labbra1 e disse3 --,sei forte1 il so2 ma de la tua fortezza ,la superbia maggior1 minore il senno4 ,odimi2 sai1 che da nemico petto ,sorge talora util consiglio1 e saggio ,io non dir chi lo rifiuta4 ,ha un segno ,anche l'ira dei forti1 e chi si ostina ,a produrla oltre inutilmente1 indegne ,sciagure ad altri1 e a s perigli ordisce4 ,or credi a me3 son paventose e fiacche ,l'anime umane1 e han di servir mestieri4 ,ad uom cresciuto in servit mal giova ,spirar liberi sensi3 a sua rovina ,va tosto incontro2 perocch di tutti ,malnato istinto il dominar2 n vale ,esser libero d'altri1 ove ad un tempo ,di s stesso ciascun servo e tiranno4 ,per1 se il ben cerchi de l'uom1 n stolta ,ambizon move i tuoi sensi1 al mio ,giogo abbandona i servi miei3 la forza1 ,qual ch'ella sia1 legge del mondo2 il resto ,altro non che nome vuoto e nulla6-- ,sorrideva ,lucifero1 e un sol detto ,non gli fugga4 ,con subito consiglio ,pone allora il buon ,dio l'aureo emisfero1 ,dal manto ampio si svolge1 e1 simulando ,fra labbro e labbro un gioval sorriso1 ,per man prende il nemico1 obliquo il guarda ,con gioconda malizia1 e3--,inver1 gli dice1 ,vecchia golpe tu sei6 ,che tu mi cianci ,con codesti tuoi fumi8 ,a par di me ,tu gli uomini conosci1 e di sonanti ,nomi li gonf1 sol che a ,dio ribelli ,spingan la fronte1 e tu su lor ti assida6 ,gi dal volto la larva6 ,hai di me al pari ,desio di regno2 e1 di regnar mal pago ,sovra il trono de l'ombre1 una pi bella ,sede nel mondo e maggior gloria ambisci4 ,or ben3 regnar vuoi su la terra8 ,affido ,la terra a te4 ,vuoi che tremanti e prone ,pendan le genti dal tuo labbro8 il fronte ,pieghin popoli e re sopra la polve ,del tuo santo calzre8 ,abiti e modi ,cangia4 ,v' tal sovra la terra1 a cui ,nullo agguaglia in poter3 brando che uccide la parola sua1 fulmine il guardo2 ,a lui d'umani sagrific intorno ,vaporano gli altari2 incatenato ,ai carri suoi geme il ,pensier4 ,l'aspetto ,di lui tu prendi1 e nome e gloria e regno ,di pontefice avrai6-- ,commiserando ,scotea l',eroe la testa1 e in cotal guisa ,con voci amare rispondea3 --,nemico ,che scenda a patti mezzo vinto2 e a patti ,non sol tu scendi1 e vinto sei1 ma involto ,in una cieca illuson mi desti ,ira insieme e piet4 ,quella gagliarda ,possa d'uom1 che tu vanti1 io gi la vidi ,regnar nel mondo3 le facean sgabello ,le cervici dei re1 luce la fiamma ,d'umane ostie brucianti2 or su la terra ,la cerco invan4 ,so che una turpe e vta ,larva1 inutile ingombro1 occupa i templi ,di ,vatican3 stupida larva1 il cui ,frollo capo cadente invan protegge ,co'l sozzo manto il precettor ,loiola2 ,ma in lei1 me'l credi1 da gran tempo estinto ,il pontefice e il re6-- --,v' tal1 che avviva ,anche la morte1 ,iddio grid3 tu puoi ,resuscitarlo4 ,torneranno i tempi ,di ,gregorio e di ,sisto6-- --,ai tuoi soggetti1 ,se alcun pur n'hai1 serba tal gloria3 io sono ,la libert4 ,se udir non vuoi la voce ,del mio dispregio1 a me parla siccome ,si conviene ad un ,dio3 fulmina6-- ,un grido ,mise il ,nume a tal dir2 ne l'ampio manto ,fremebondo si chiuse1 e1 le beate ,groppe al divino corridor premendo1 ,per li campi de l'aria alzossi e sparve4 ,torna intanto il mattino1 e un'aurea luce ,con lo sparir del ,dio penetra in mezzo ,a la densa foresta4 ,il luminoso ,auspicio accolse e giubilonne in core ,lucifero2 tra' folti alberi un varco ,esplor disando1 e il passo stanco ,a un villaggio contenne3 un mucchio informe ,di povere capanne1 una su l'altra ,addossate su'l fianco a una montagna1 ,che di bosco e di nubi il capo ombreggia1 ,e gi gi fino al mar scende e digrada4 ,l'abita e cle una diversa gente1 ,varia d'usi e di lingua1 a cui1 nel nome ,de la croce di ,cristo1 una pietosa ,missone d'apostoli e di santi ,giogo impone di ferro e il pan contende4 ,di doppia msse a lor biondeggia intorno ,l'usurpata campagna2 s'inghirlanda ,di gemina vendemmia il poggio e il clivo ,lussureggiante1 e terre e mandre a gara ,recan primizie a le lor mense4 ,al solco ,durissimo fra tanto1 a l'aere impura ,suda il magro colno2 e1 se la verga ,del discreto signor non gli distende ,le bronzee terga e lo flagella a morte1 ,ben felice esser dee1 che possa un giorno1 ,dai travagli consunto e dal digiuno1 ,cader sovra l'aratro1 e con le ignude ,ossa impinguar del pio padron la gleba4 ,stanza ospitale il vator non chiese ,a signor ben pasciuto1 e non sofferse ,d'aver mensa comune ad orgoglioso ,trafficator4 ,fra poveri pastori ,breve asilo ei cerc2 si assise al desco ,de la miseria2 e a te1 povera ,sara1 ,assent l'alto aspetto e la sdegnosa ,anima e il dir che umani petti infiamma4 ,schiava infelice6 ,era remota e angusta ,presso al torbido rio la sua capanna2 ,era nero il suo volto e nero il crine1 ,ma aperto e grande era il suo core1 e tersa ,come raggio di ,sol l'anima avea4 ,fra le miserie di sua vita un giorno ,le sorrise l'amor4 ,furon men leste ,l'opere di sua mano2 impazente1 ,immemore divenne2 e1 s com'era ,schiava due volte1 os levar la fronte ,e agli augelli invidiar libero il volo6 ,fischi sopra a le sue carni la sferza ,de l'acerbo signor2 percosso e vinto ,dal feroce digiuno a lei da lato1 ,sotto agli occhi di lei1 vittima cadde ,il giovinetto del suo cor4 ,qual belva ,ella rugg2 morse ruggendo i ceppi2 ,avventossi d'intorno2 e allor che in mesta ,calma si assise1 e volse il guardo in giro1 ,s'avvide ognun1 che a quella derelitta ,era insieme a l'amor mancato il senno4 ,le consentr la libert3 pi tempo ,err1 libera pazza2 un d si accorse1 ,che scevra era di giogo2 e se di nuovo ,co'l pianger lungo a lei fece ritorno1 ,qual fido augello1 la ragion smarrita1 ,tosto sent che nel suo cor deserto ,vigile e santa una memoria ardea4 ,visse d'allor limosinando1 e1 aperta ,agl'infelici pi di lei1 sorrise ,come prto d'amor la sua capanna4 ,quando giunse ,lucifero1 sedea ,sovra un poco di strame1 appo la sponda ,d'un povero lettuccio4 ,un fanciulletto ,pallido1 emunto e con la morte in core1 ,disteso1 ansante ivi giacea4 ,poggiata ,a la scura parete eravi un'arpa ,lurida tutta e con pi corde infrante2 ,a pi del letto un lacero fardello1 ,un nero tozzo1 e rovesciata a terra ,una piccola brocca4 ,il moribondo ,mosse il languido e dolce occhio d'intorno1 ,e1 qual chi una pietosa alma indovina1 ,affis lo stranier tacito1 e il biondo ,capo crollando1 le sparute e bianche ,mani al petto port2 baci pi volte ,un abitin che gli pendea dal collo1 ,e3--,vedete1 signor1 disse1 vedete ,com'han ridotto un misero fanciullo6-- ,e a mala pena sollevando un lembo ,de la grezza camicia1 insanguinato ,da recente flagel mostrava il petto1 ,e singhiozzando ripetea3 vedete6 ,mand un grido l',eroe2 ferocemente ,rot il guardo la schiava3 il poverino ,mormorava piangendo3 --,eran pur belli ,i monti e il cielo de la mia ,cosenza6 ,ero tanto bambin1 povero tanto1 ,e mi parea d'esser felice6 ,un giorno ,mi diedero quell'arpa3 io canticchiava ,con gli augelli del ciel4 ,quando lasciai ,il mio tugurio1 luccicar su'l desco ,vidi alquante monete3 era s allegra ,la mamma mia1 ch'io le nascosi il pianto1 ,n le volsi un saluto4 ,uno straniero1 ,ch'altri fanciulli al suo comando avea1 ,con s mi prese3 eravam tanti6 ,in giro ,strimpellando le nostre arpe si andava ,per le citt1 scalzi1 soletti1 stanchi1 ,senza letto1 n pane1 al sole1 al vento ,alle piogge1 alle nevi ed alla sferza ,del rio padron1 cui parea scarso il frutto ,di quel nostro accattar cotidano4 ,l'altrier1 consunto dal continuo stento1 ,un fanciullo moriva3 e tanti e tanti ,n'eran morti cos6 ,ci amavam come ,due fratelli infelici3 eravam sempre ,l'uno accanto de l'altro4 ,un d un allegro ,ritornello io cantava2 ei con le scarne ,dita segua su l'arpa a gran fatica ,la mia pazza canzon4 ,tacquero a un tratto ,le monotone corde3 il poverino ,cadde1 n pi si ralz4 ,non ebbi ,pi memoria di me3 fuggii la vista ,de l'odiato signor4 ,mi trov il crudo ,presso al cantuccio d'una via romita1 ,che l'amico piangea2 mi picchi tanto1 ,che mi parve morir4 ,questa pietosa ,da la via mi raccolse4-- ,ed additando ,quell'infelice1 che gli stava a lato1 ,fra' singhiozzi tacea4 ,tacea pur essa ,la sventurata1 e si stringea sul petto ,l'affannato fanciullo4 ,in su la soglia ,splende un raggio di ,sol2 saltella e canta ,un'amorosa cingallegra4 ,al seno ,le tenui braccia il fanciullin compone1 ,guarda in alto1 e sorride4 --,oh6 non lasciarmi1 ,cos fra' baci gli dicea la schiava1 ,non partire s presto6 ,abbandonata1 ,vedi8 son io2 son poveretta e mesta2 ,io t'amer come una madre6-- ,un balzo ,di a tal nome il fanciullo2 il moribondo ,sguardo avviv d'un ultimo baleno1 ,e fieramente mormor2--,mia madre8 ,m'ha venduto mia madre6-- ,a questa voce ,fugg il vispo augellino1 e a l'aere immenso ,de l'oppresso bambin l'alma il segua4 ,tacita1 con selvaggio atto1 a la sponda ,del letticcil si accovacci la schiava2 ,e tutto ira e piet fuori a l'aperto ,precipitossi il ,pellegrin4 ,gli ferve ,sotto ai passi la terra2 al mar si affida ,subitamente1 e ne l'acceso petto ,le remote sospira itale sponde4 ,,canto ,,undecimo4 ,,argomento4 ,canto all',italia3 le tre civilt2 l',alighieri2 l'ultima guerra d'indipendenza2 l'ossario di ,solferino2 il traforo del ,cenisio4--,lucifero arriva2 apostrofa al ,po2 scende in ,toscana2 ricevuto nella casa d',egeria1 dove si adunano i pi famosi gen dell',arte moderna4--,le donne emancipate2 il filologo ,macrino2 un poeta demagogo2 un commentatore di ,dante2 ,delio1 gazzettiere2 un camaleonte onniscibile4--,il poeta ,olimpio e la sua dama4--,lucifero1 creduto spiritista1 finge evocar l'ombra del divino ,poeta2 il quale fulmina sdegnosamente poeti svenevoli e atrabilari1 drammaturghi da scuola e da piazza1 musici intronatori ed istrioni bastardi4--,olimpio1 che si offende1 sfida l',eroe a un duello2 ma questi si rifiuta con parole di superbo disprezzo4 ,da le nevate cime ,di quest'alpe famosa io ti saluto1 ,di gloria e di dolor magion sublime6 ,ti veggio alfin6 ,qual suole ,nocchier che lungamente erra perduto ,per l'irata del mare onda funesta1 ,se da lontan vede la terra e il sole1 ,crede a speranza il petto1 ,tale al tuo primo aspetto ,dice il mio cor3 la nostra patria questa6 ,non io1 perch pi terso ,s'apra il ciel su' tuoi campi e il ,sol sorrida1 ,d'egregie lodi accender il mio verso4 ,fra gl'iperborei geli ,avvien talor che rigorosa e fida ,splenda virt1 quando per liete rive1 ,ch'n fragranza di piante e amor di cieli1 ,superbe e infeminite ,volgon le umane vite ,d'ogni ardito operar pavide e schive4 ,chiede animosi petti ,l',eroe ch'io canto ed operosi ingegni1 ,a cui pari in virt fervan gli affetti4 ,e tu che il doppio mare1 ,coronata sovrana1 inclita regni1 ,e fra il riso de l'arte e i fior t'assidi1 ,l'opre gentili e le gagliarde hai care ,cos1 che altera e grande ,per quadruple ghirlande1 ,sorgi su le rovine1 e il tempo sfidi4 ,te di sottili e forti ,studi educr gli ,etruschi padri1 il cui ,pronto ingegno temprr gli ,egizii accorti4 ,splendea fra le temute ,armi e gli altari minacciosi e bui ,l'aureo foco di ,vesta1 e fean leggiadre ,l'ardue cure del ciel le ,muse argute2 ,fin che del ,tebro al lito ,un fiero ululo udito1 ,volro in grembo a la ,cecrpea madre4 ,cal dal cielo estremo ,l'augel fulvo di ,giove1 e le saette ,a l'audace apprest lupa di ,remo4 ,sorge ,quirino2 al lampo ,del suo brando forier d'aspre vendette ,crollano i troni2 da la terra a l'etra ,a le vittorie sue piccolo il campo2 ,mentre fra'l suon de l'armi ,echeggian d',ennio i carmi1 ,di ,plauto il riso e di ,maron la cetra4 ,chi siete voi1 che a guisa ,di affamati leoni or prorompete ,da le nordiche selve1 e1 a la conquisa ,madre squarciando il petto1 ,s fier costume d'ogni strage avete8 ,ma qual non apre ad avvenir lo sguardo1 ,e de l'istante ha sol tema o diletto1 ,impallidisca e gridi ,al suon dei matricidi ,brandi1 e vesta di lutto il cor codardo4 ,cantor1 che a la palestra ,de la vita allen l'alma e l'ingegno1 ,i casi ad indagar la mente ha destra2 ,spregia il parer fallace1 ,che fa pago ed esalta il vulgo indegno2 ,sol nume ha il ,vero2 ombre non teme2 sfida ,del presente favor l'aura fugace1 ,e1 profeta a le genti ,di ragionati eventi1 ,guarda il passato e a l'avvenir le guida4 ,ecco1 fuggir dal truce ,cozzo vegg'io dei sanguinosi acciari ,faville che da poi dir fiamma e luce3 ,arde una forte e nova ,anima i petti2 a non segnati mari ,gonfia immenso un desio le vele industri2 ,fervon le menti e le fatiche a prova2 ,a chetar l'ire orrende ,la libert discende ,d'armi gagliarda e di commerci illustri4 ,sorge a la ,diva accanto ,disdegnoso uno ,spirto1 a cui nell'ira ,divien foco il pensier1 fulmine il canto4 ,superba aquila al nembo ,fida il volo1 e combatte2 e allor che mira ,l'etereo ,sol1 che d'amoroso dardo ,punge e ravviva al vasto essere il grembo1 ,per l'aere ardente e pura ,spaziar gode secura1 ,e nel fuoco del cielo appunta il guardo4 ,egli cos le inferne ,sfere lasciando e le pugnaci erini1 ,che mortali accendean l'ire fraterne1 ,e d'ombre orride e d'ossa ,tarda e incerta facean l'orma ai destini1 ,err1 divo mendico2 al ciel co' carmi ,surse1 e attinta del ,ver l'aura e la possa1 ,a inaspettati eventi ,chiam l'itale genti1 ,lor di vita e parola e patria ed armi4 ,dai maledetti avelli ,balzan gli eroi2 splendono al ,sol gli acciari2 ,quei che avversi morr1 sorgon fratelli3 ,arde la pugna2 stride ,l',arpa de l',istro2 dai venali altari ,l'irto ,levita invan s'adopra e freme444 ,viva il ,sabaudo allr2 vivan le fide ,schiere dei nostri eroi1 ,viva tu pur1 che a noi ,desti i tuoi prodi1 e a noi vincesti insieme6 ,dove sei tu8 ,non odi ,l'aura del generoso inno1 che1 schivo ,di tanti ingrati1 osa innalzar tue lodi8 ,leva dal tuo recente ,sepolcro il capo1 e guarda ove ancor vivo4 ,pi del ricordo1 dei tuoi prodi il sangue4 ,qui pugnr1 qui morr1 qui di fulgente ,serto orn ,italia il crine1 ,qui le genti latine ,si unr d'un patto in su'l nemico esangue4 ,mira6 ,un sol tempio accoglie ,l'ossa delle due genti1 e a lor confuse ,del domato stranier dormon le spoglie4 ,dormite6 ,una parola ,fremono i vostri sonni2 e da le chiuse ,ombre di morte una gran luce emerge3 ,vivono al raggio d'una fiamma sola ,le umane anime2 ed una ,morte le gente aduna1 ,e ne l'onda del ,ver tutte le terge4 ,dormite6 ,al santo amplesso1 ,che in una morte e in un amor vi serra1 ,tragge ,italia gli auspic4 ,il brando ha cesso ,a la guana1 e cinta ,sol di virt suoi baluardi atterra4 ,regna ,amor l'alme1 ,amor varca gli abissi1 ,penetra il mar3 cade al suo soffio estinta ,l'ira dai petti2 e1 al pari ,che nei confusi mari ,vedi gl'istmi cader squarciati e scissi1 ,cedono al nume il passo ,le domate montagne2 a lui da lato ,scende l'italo genio4 ,odo il fracasso ,de le divelte rupi2 ,rugghia per li rotti antri il vento irato2 ,al martellar degl'inventati ordigni ,tuonan l'opre pe' negri anditi cupi3 ,ecco1 ne l'ardua gola ,fischia il vapor che vola2 ,echeggian gli antri2 gli ultimi macigni ,crollan2 concordi e pronte ,gridan le ciurme2 il ,sol s'affaccia1 e cinge ,due raggi a un tempo a due ,gagliardi in fronte4 ,oh6 viva6 ,in armi avvolto ,altri pugni e tronfi3 ,amor costringe ,in gara industre il genio italo e'l franco6 ,ma qual fragor d'orridi bronzi ascolto8 ,ne la sanguinea gora ,brenno gavazza ancora8 ,di stragi ancor non satollo o stanco8 ,cessa6 ,di fatuo nome ,tal che ti aggira a l'oprar suo fa scudo1 ,pur che la man ti cacci entro le chiome1 ,e al giogo ti strascini ,d'onor1 di libert1 di posse ignudo4 ,speglio ,italia ti sia1 che la severa ,alma composta a' liberi destini1 ,gi spada1 or cuore e mente ,de la latina gente1 ,l'alpe dischiude1 e ne la pace impera6 ,mentre io canto cos1 fuor dal recente ,varco de l',alpi glorando passa ,l'alto ,amico de l'uomo1 a cui ridonda ,di lampeggianti entusasmi il petto4 ,al meriggiar de le populee rive1 ,da secreta virt vinto1 si asside ,l dove con selvaggio impeto corrono ,gli eridnei cavalli1 e sveglian tanta ,pei settemplici campi eco di guerra4 ,passan su le solenni onde1 equitanti ,guerriere ombre di re2 svolgesi al cielo ,l'allobrogo vessillo1 e1 tutte chiuse ,ne l'acciar de l'altera indole invitta1 ,brillan di pugna le sabaude schiere4 --,volgi1 o padre ,eridn1 volgi i tuoi flutti6 ,a pi de la famosa alpe1 che prte ,le due genti latine1 argentea e pura ,la tua gemina fonte al ,sol risplende1 ,e di origin comune e d'amistanze ,ne fa sacra la terra4 ,ivi il fuggiasco ,tra il fraterno furor ,genio latino ,auspicando si addusse1 e custoda ,bella e secura una speranza in core4 ,l'ombre cerc1 di cheto obblio si avvolse1 ,ma non cos che al balenar del guardo ,no'l ravvisasse una gagliarda e fida ,prole di ,berengario1 a cui fu grato ,di saggio culto e di pietose offerte ,l'alma allegrar de l'esule divino4 ,santo allor fu il suo scettro2 ara divenne ,l'alpe ospitale1 e sovra il picciol trono ,d',ausonia il core e l'avvenir si assise4 ,volgi1 o padre ,eridn1 volgi i tuoi flutti6 ,ben che d'eccelsa e non ignobil fonte ,a te accorrono i fiumi2 a te dan vasto ,tributo di sonanti acque2 a te1 padre ,di feconde pianure1 ove nei cheti ,argini la nata possa governi2 ,padre d'alte rovine1 allor che in ira ,terribilmente imperversando abbondi ,fuor degli ardui ripari1 e fosco1 immenso ,possiedi i campi1 e sugli abissi imperi4 ,pari a te da la doppia alpe ne venne ,di ,libert l'almo sorriso3 al grido1 ,che le pedemontane aure percosse1 ,tutti echeggir gl'itali petti1 e ad una ,sorsero a sgominar le schiere ostili4 ,pari ai tuoi flutti ,libert3 feconda ,d'anime educatrice1 ove al governo ,sieda la ,legge1 e ne rattempri il corso2 ,torbida madre di rovine1 quando ,oltre ai segni prorompe1 e gl'inconcussi ,campi del ,dritto pazzamente invade4-- ,cos dicendo il ,pellegrin1 la terra ,bellicosa lasciava2 e1 la commossa ,alma schiudendo a la serena luce1 ,che da l'italo ciel l',arte diffonde1 ,s'avvava col dove tra' fiori ,gareggian di belt le ,grazie etrusche4 ,ben avverso alle ,grazie e al ,bello in ira ,vive1 ,italia1 colui che1 su l'ingorde ,arche seduto1 in tuon lugubre intuona ,l'epicedio de l',arte6 ,ignaro1 al certo1 ,fra la plebe ei si aggira1 e mai non pose ,l'orma su queste etrusche inclite rive1 ,dove tanto su l',arno arde e sfavilla ,gloroso splendor1 qual mai non ebbe ,ne le trascorse et4 ,quante su l'orlo ,d'un angusto1 ritondo orcio1 che abbonda ,al sol d'agosto il liquefatto miele1 ,con smemorato ardir giran le mosche2 ,e altre ronzan d'intorno impazenti ,del ghiotto cibo1 altre sparute e gravi ,strascinan le inveschiate ali pe'l vase2 ,tanti1 e con simil ressa1 a l',arno in giro ,stanno gl'itali gen2 e qual pi vivo ,del toscano ,ippocrene il fonte attinge1 ,quel sentir qual siero entro ogni vena ,scorrere il sangue1 e tramutata in latte ,dolce flur del fegato la bile4 ,o aropago de la patria1 o illustri ,apostoli de l',arte1 io vi saluto2 ,e tu accogli il mio culto e il canto mio1 ,citt sacra del fior6 ,ch se ancor vive ,entro a l'itale carte un qualche suono ,de la celeste melodia1 che corre ,spontanea al labbro de le tue fanciulle2 ,e s'han grido finor le vereconde ,muse d',italia1 a te dobbiamo il vanto1 ,a te il pregio1 a te il nome4 ,aspre e robuste ,proli1 de l'opre e de le pugne avvezze1 ,s'abbian ,adige e ,po2 s'abbiano industri ,colni e pingui campi ed auree mssi ,le contumaci al culto arduo del bello ,sicule piagge1 ed a l'ignobil remo ,sudi il ,ligure audace3 a voi1 d',etruria ,morbidissimi figli1 unico vanto ,sia la storia dei padri1 e pregio intatto ,la lingua6 ,a noi diseredati ed orbi1 ,a cui nascendo non ombr le fasce ,la gran torre di ,giotto1 a noi1 se prude ,alcun genio villano entro al cervello1 ,altra via non rimane1 altra salute1 ,che mendicar dietro al vostr'uscio il tozzo ,de le vostre merende e qualche cencio ,de la vostra di frange auree guernita ,ducal libra4 ,qual poverame abietto1 ,che per entro a l'altrui vigna1 tremante ,dopo il ricolto a raspollar sen viene1 ,noi veniamo tra voi1 nudi e digiuni1 ,cui l'avara fortuna ibrida e grezza ,assent a mala pena la parola1 ,duro e barbaro gergo1 atto a fatica ,a dir del male ed a non esser muti4 ,ma qual prima dir1 qual dir poi ,dei luminari1 ond'ha corona e luce ,il sacro italo ciel8 ,seduti in giro ,nel tempio accolti d'una ,grazia etrusca1 ,come in magico specchio1 ecco1 me l'offre ,la mia povera ,musa1 a cui vien dato ,varcar la soglia del gentil recinto4 ,e qual solerte domator1 che spieghi ,de le belve guardate entro a' serragli ,la specie varia e 'l soggiogato istinto ,e i costumi e le patrie3 a bocca aperta ,stan gli attoniti astanti2 in simil guisa ,dir dei gen1 ivi in gran folla accolti1 ,le fogge1 il favellar1 gli atti1 la fama4 ,splende fra le notturne ombre l'augusta ,magion sacra a le muse2 e avviluppata ,negli amp giri de le sue pellicce ,siede l'inclita ,egeria1 ella1 a cui dnno ,equivoca canizie e senno arguto ,le gazzette e la cipria4 ,ebbe un d care ,le colombe di ,pafo1 e la furtiva ,ombra dei mirti e il sacro ,erice tenne1 ,finch piacque a ,dona2 or de le austere ,opre di ,palla si compiace1 e amica ,spira gli auspic ai non vulgari ingegni4 ,tien cospicuo al suo fianco il loco primo ,l',eroe ch'io canto4 ,a mortal petto ignoti ,erano i casi suoi2 bizzarre e strane ,favole il rivestan3 dicean1 che avesse ,con sotterranei spirti intelligenza1 ,e che al suon de la sua voce non fosse ,ombra antica di sofo o di poeta1 ,che dal ciel non escisse o dagli elisi ,a picchiar le vocali assi e l'arcane ,magiche tavolette1 e dar responsi ,chiari e veraci agli ammirati astanti4 ,pavide e curose a lui d'intorno ,s'affollano le dame2 e tu superba ,de l'altera parola anche ne andasti1 ,pallida ,elonora1 a cui non uno ,dei gelosi misteri ,iside asconde2 ,e voi pur del gentil sesso custodi1 ,antigone e ,sofia1 che1 a le tiranne ,velleit d'un ispido marito ,rubellando la fronte1 al dispregiato ,talamo nuzal non inchinaste ,l'altero grembo al solo ,ver dischiuso4 --,e che8 l'ultima grida2 a noi sul volto ,si chiuderanno ancor l'aule di ,temi8 ,sul nostro crin splender non dee giammai ,l'inclita bacca dottoral8 ,gi alfine1 ,gi alfin la benda obbrobrosa e nera1 ,cui di pudor mal diede pregio e nome ,l'astuta crudelt del sesso ostile4 ,nostra l'et1 nostra la terra1 nostro ,l'avvenire dei fati6 ,al cesto1 al corso1 ,a la lotta alleniam le membra ignude3 ,solo libero il forte4 ,altra il sen porga ,a l'esoso lattante1 e il tergo inchini ,al feroce baston del suo tiranno3 ,madre sar di servi4 ,a noi1 del mondo ,parte migliore1 opra miglior si addice3 ,femmina la virt1 femmine sono ,a par de la belt l'arti e le muse6-- ,tacque1 e fr plauso ai generosi accenti ,le dame tutte e i cavalier4 ,tu solo1 ,pensieroso ,macrin1 dal cor profondo ,un sospiro traesti1 e1 la sparuta ,faccia e i mopi volgendo occhi1 guerniti ,di doppie lnti1 a la soffitta avversa ,il ciel cercasti1 e ti piomb su'l petto ,tutta la gran piet d'esser marito4 ,degli aurei modi del toscan sermone ,gran maestro ,macrin3 spruzzato il fronte ,de le linfe de l',arno in ,san ,giovanni1 ,tutti ei conserva ne la ferrea mente ,gl'invidiati lepori1 e non soltanto ,l'arguto frizzo e la condita burla1 ,che scoppietta su'l labbro a la rubesta ,ciana camaldolese e l'aureo favo1 ,che amor porge furtivo a l'improvviso ,stornellar degli amanti2 anche le viete ,venust di ,cavalca e di ,guittone ,con lungo studio egli pilucca e serba4 ,tal l'industre formica al sole estivo1 ,tratti per lungo tramite1 ripone ,nel ben cavato asil bricioli e miche ,con previdente ingegno1 parosa ,de l'inope vecchiezza2 o tal nei sordi ,scrigni rammassa il trepidante avaro ,non pure ampio tesor d'oro e di gemme1 ,ma di rotti serrami irrugginiti ,e di chiovi e di cenci e di ciabatte ,nel cupo cassetton gran copia asconde4 ,di simile ricchezza adorno e pago ,va per le vie ,macrin1 lungo1 diritto ,qual sciorinata al sole entro la madia ,ben tagliata lasagna2 ed ai trofei1 ,che a lui su'l crin l'astuta moglie appende1 ,la gloria aggiunge d'emendati testi1 ,di compilate moli e di comenti3 ,filologico mostro1 al qual s'inchina ,non sol l'ingenuo scolaretto1 a cui ,imprime nel seder tropi e figure ,con la sferza eloquente il pedagogo1 ,ma quanti son da ,susa a ,lilibeo ,de l'italo sermon cultori e amici4 ,ma chi colui che truculento e instabile ,or da l'un fianco ed or da l'altro volgesi1 ,e scuote il capo ed agita la zazzera1 ,e in cambio di parlar gestisce ed ulula8 ,demagogo e poeta ei tempra il filo ,de la republicana ira a la cote ,de l'appetito1 e il giambo archilocho ,spilla al vinifluo doglio1 unico olimpo1 ,da cui la sua spennata aquila avventa ,i fulmini de l'estro4 ,a lui da lato ,nel seggiolon che di s stesso inzeppa ,posa ,moron3 rubizza e pettoruta ,mole1 a cui da l'aprico orbe del viso ,raggia il fulgor di un cartellon francese4 ,al picciol fronte1 ai cheti atti1 al sereno ,riso1 al voluttuoso occhio natante ,tra il vino e il sonno1 tra il demonio e ,dio1 ,frate il diresti1 e forse il fu4 ,qual suole ,al tronco d'un'altera arbore1 o ai fianchi ,d'un illustre castello arrampicarsi ,co' torti rami la paffuta zucca2 ,fatta superba de l'aggiunta altezza ,gl'indiscreti rigogli intorno spande1 ,e1 guardando le magre erbe da l'alto1 ,scorda l'umil radice e al ,sol rosseggia2 ,tal di ,dante a la vasta ombra seduto ,sua fama impingua il chiosator ,morene1 ,e la frase imbroccando e il verbo e il nome ,del poema divin1 lancia d'intorno ,tal furia di cementi e di saliva1 ,che scrocca il plauso al sonnecchioso astante4 ,n te lascia la ,musa1 o multiforme ,delio1 a cui da le labbra1 ampia e diversa ,copia di celie e di saver discorre4 ,vedilo3 come a l'agitar del vaglio ,va saltando qua e l l'arido cece1 ,cos da la balzana indole spinto ,tra la folla ei s'aggira1 e quindi e quinci ,motti e sogghigni ed aforismi avventa4 ,smettete1 o voi che sovra illustri carte ,vi state a logorar l'ingegno e il tempo1 ,perch a l'arte nata decoro alcuno ,e al viver vostro un qualche onor mai vegna3 ,cos agli astri non vassi6 ,a voi maestro1 ,a voi speglio costui1 che la mordace ,alma e il saper ne le gazzette attinto ,rivende a le gazzette un tanto il braccio4 ,inchinatevi a lui6 ,non che a s stesso1 ,gloria perenne a chi gli par procaccia3 ,oracolo solenne1 al cui responso ,la dotta greggia de le vie s'inchina2 ,ampia ruota che gira1 e stride1 e schiaccia ,le perle a terra1 e lancia a l'aria il fango4 ,ungete1 ingegni sconsigliati1 ungete ,le carrucole a lui3 propizio nume ,ei sorride a chi l'unge4 ,opra da stolti ,venir seco a tenzon2 pi stolta impresa ,ai dardi di costui non dar pi ascolto1 ,che dar si soglia a le zanzare estive3 ,son mortali i suoi dardi6 ,e tu il sapesti1 ,tu1 pi ch'altri1 il sapesti1 o amato capo ,di ,dall',ongaro mio6 ,n ti fu scusa ,l'anima intemerata e il pronto ingegno1 ,a cui tutte arridean le grazie amiche1 ,n la virt di peregrini affanni ,saldamente sofferti e la tranquilla ,custoditrice d'onorati petti ,candida poverezza e il crin canuto6 ,ben di fallace illuson maestra ,ti fu la sconsigliata ,arte1 se arda ,nei lunghi giorni de l'oscuro esiglio ,persaderti una speranza1 e al foco ,degl'itali tronfi accender tanta ,giovinezza di carmi entro al tuo petto2 ,n ti dicea1 che di venali incensi1 ,non d'ingenue virt1 non d'animosi ,spregi usar dee chi vuol propizio il mondo6 ,per a l'assiduo flagellar di amari ,scherni cadevi2 e se a l'ingegno invitto ,l'attico riso concedean le ,muse ,fino a l'ultimo istante1 ingorde arpe ,ir vedesti e redir sul tuo morente ,capo1 e la gloria insidarti e il pane ,dei cari orfani tuoi6 ,su la tua fossa ,la derelitta famiglila or piange ,miseramente1 n le vien conforto ,dal tardo onor che al nome tuo si rende4 ,or tu da quel romito angolo oscuro1 ,gangetico ,assalonne1 esci1 e la tua ,patetica parola ai salutari ,sbadigli i labbri e gli occhi al sonno inviti4 ,dal curoso sguardo dei profani ,un umile pudor forse t'esclude8 ,virt di debolette alme il pudore1 ,e non solito a te4 ,n1 se arruffata ,su le groppe rachitiche ti ondeggia ,la popolosa zazzera1 nemica ,di baveri non unti e di severi ,pettini2 o a mala pena entro al rapato ,abito puril movesi il petto ,stento e gli attratti gomiti1 indulgente ,men ti sar chi l'alte doti apprezza ,e de l'oppio e di te4 ,proprio da sciocchi il dar fede al parer3 tal1 che a l'aspetto ,sembra leone1 asino all'opre1 e tanti1 ,che l'improvvido volgo aquile estima1 ,son1 se provano il vol1 men che tacchini4 ,qui non regna la plebe2 e qual tu sei1 ,quel che vali e che puoi san tutti a prova4 ,quanti mai sparge rami a l'aria immensa ,de l'umano saper l'arbore augusta ,tutti hai tu ne la mente3 arca infinita1 ,in cui1 ridotta in pillole e in pasticche1 ,la densa folla de l'idee si pigia4 ,terra e gente non specie o favella1 ,che arcani abbia per te1 cosmopolita ,camalente1 che1 di tutti a un tempo ,ritenendo1 esser puoi tutti e nessuno4 ,ed ecco1 or con meschina ala ti aggiri ,carezzevole intorno1 or con obliquo ,serpeggiamento insinar ti piaci ,entro a' facili cori il tuo veleno2 ,or con voce melliflua a le tue reti1 ,erudita civetta1 i merli attiri1 ,or1 mutato ad un punto in cinguettiera ,gazza1 i nomi pi vili a l'aura canti4 ,tu1 ,catone d'un d1 spregiar sai l'oro ,con tragico cipiglio1 e tu con furba ,docilit di vertebra e d'ingegno ,l'altrui scale affatichi e l'altrui tasche2 ,oggi con infantil garbo a l'orecchio ,d'un'area belt beli il sonetto ,sentimental1 doman1 fatto pi saggio1 ,entro uno scrigno d'r fabbrichi il nido4 ,ma chi tutte pu dir le peregrine ,doti1 per cui1 ,proteo novel1 tu cangi ,co'l mutar d'ogni d forme e colori8 ,chi l'operosa1 infaticabil fonte1 ,per cui1 senza invocar madre ,lucina1 ,purpera ogni d s'alza la tua ,dabetica ,musa8 ,alcun per fermo ,dir non sapr1 ben che sia noto a tutti4 ,sorgi adunque1 e t'appressa2 e s'alcun mai1 ,dal serpeggiante tuo venire illuso1 ,oser alzar1 per calpestarti1 il piede1 ,lascial1 dir volgendo il guardo altrove1 ,bench sia serpe al cor1 donnola al dente4 ,ma son costor le stelle tutte e i ,soli1 ,che ad onor de lo strano ,ospite accolse ,dentro al suo tempio la gentil ,carte8 ,cos non piaccia al dio1 che l'arte e il nome ,d',ausonia ha in cura6 ,fra cotanta luce ,non splende ,olimpio ancor1 colui non splende1 ,che1 la fiera spregiando arte dei padri ,che tutta chiusa nel vergineo peplo ,rigida custoda l'are di ,vesta1 ,una discinta ,maddalena adduce ,a susurrar detti svogliati e strani ,per le tiepide alcove1 o a tesser balli ,vertiginosi fra le nubi1 e un'onda ,versar quinci di nenie e di sbadigli ,sopra a le folleggianti anime umane4 ,ecco1 ei viene1 ei risplende4 ,altero e bello ,ne la modestia sua con misurato ,passo s'inoltra2 e1 bench svelto e lieve ,scivoli sovra i pi1 pur non sostenne ,l'arguto calzolar1 ch'ei non proceda ,senza un qualche rumor2 per ch'ei volle ,sotto al tornito stivaletto1 a cui ,rdope stessa invidierebbe1 un nido ,porre di crepitanti e scricchiolanti ,gen1 che possan dire anco ai lontani3 ,ecco il nume1 adorate6 ,in simil guisa ,da l',olimpo al boscoso ,ida vena ,il saturnio signor1 quando a l'incontro ,dolce ridente gli schiudea le braccia ,la placata consorte1 e sotto al passo ,gli stridean le selvagge aquile e il fascio ,dei serpeggianti folgori4 ,a la soglia ,fermasi un tratto2 la sottil mazzetta ,palleggia1 ed il sereno occhio d'intorno ,muove in cerca di lei1 vergine o sposa1 ,donna o dea1 ch'ai suoi lauri un qualche intrecci ,gentil fior di pensiero1 e stilli unguenti ,sopra le nevi del ben culto crine4 ,bice l1 che l'attende3 ecco1 si spicca ,dal picciol crocchio de le sue compagne1 ,e gli muove d'incontro e gli confida ,nel morbido candor del niveo guanto ,la volutt d'una manina ignuda4 ,o felice costei tre volte e quattro1 ,che con l'areo balenar d'un casto ,languidissimo sguardo1 o co'l profumo ,d'un sospir ventilato in su la cima ,del piumato ventaglio apresi il varco1 ,non agevole invero1 ai luminosi ,estri di tanto vate6 ,oh6 lei felice ,e invidiata a buon dritto6 ,inutil pompa ,d'ottuse forme e di bustin ricolmo ,ella1 ver1 non ostenta3 ignobil dote ,di vulgare belt sien le ritonde ,polpe e l'adipe osceno1 irriguo ai salsi ,sudori1 e immane1 o ,dio1 carcer de l'alma4 ,ricchezza unica a lei sia la divina ,trasparenza del corpo e i delicati ,qual fil di gelsomino arti e il languente ,collo e le braccia cascanti4 ,qual face ,chiusa dentro a dafani alabastri1 ,l'alma in lei splende2 e simile a canora ,che si pasce di brine aurea cicada1 ,le vaporose fantasie deliba1 ,che dal plettro gemmato ad ora ad ora ,mollemente deriva il suo poeta1 ,poeta a un tempo e cavalier4 ,sui molli ,tappeti1 ai piedi de la sua regina1 ,spesso ei numera in pianto i suoi pietosi ,nunz di poesia primi vagiti ,e i suoi gesti e i suoi cenni1 unica scola ,ai protervi nepoti4 ,ella1 commossa ,da l'ardor dei civili estri1 i socchiusi ,occhi gli volge2 e se ne le divine ,estasi le sottili in su la fronte ,labbra gli posa1 e di cinabro tinto ,cader si lascia un indelebil bacio1 ,dilungate di l1 ,momi impudenti ,dai mordaci sarcasmi1 e non osate ,dar condito di burle al vulgo iniquo ,il mister di quei petti3 a completarsi ,tendon l'alme per fato2 e chi no'l crede ,ne dimandi a ,platon6 ,ma oscuro e muto ,sui soffici divani a poltrir forse ,venne il divo cantor8 ,tolgalo il casto ,senno di lei1 che sol suo studio e vanto6 ,ai secreti colloqu1 ai vaporosi ,veleggiamenti dei verginei ingegni ,serban le ,grazie altr'ore3 aman gli opachi ,vetri le ,grazie e le socchiuse imposte1 ,da cui1 non dispregiato ospite1 il solo ,profumo entri dei fiori1 e a cui dan velo ,con fantastici giri i rampicanti ,convolvoli azzurrini e l'ampie tende ,non indocili a l'aure4 ,ora codesta ,di sattar co' glorosi raggi ,gli sparsi in quella sala astri minori2 ,ora d'aprir con l'armonia dei versi ,la rigid'alma del pi rio marito4 ,come soglion d'intorno a un'iridata ,bolla1 che con sottil fiato da l'alto ,del suo balcone il fanciullino espresse1 ,correre ed affollarsi e spiccar salti ,gl'irrequieti monelli2 e mentre incerta ,pende quella su l'are1 e al ,sol si pinge ,di tremuli colori1 impazenti ,lanciano i berrettini1 e fanno a gara ,a chi primo l'aggiunga2 in simil guisa ,corsero tutte1 e s'attruppr d'intorno ,al tonante cantor damine e spose4 ,ecco1 egli accenna1 ei legge2 attenti1 udite3 --,egli ed ella eran due6 ,qual fulminato ,arcangelo superbo1 orribilmente ,mugghiava per la torva aere sanguigna ,un moribondo temporal4 ,dai mesti ,pertugi de la terra ad uno ad uno1 ,siccome frati ch'escon salmeggiando ,da le pallide celle1 uscano i funghi ,annusando l'autunno2 e1 co'l volubile ,mappamondo a le spalle1 in simiglianza ,di pellegrini piccioletti ,atlanti1 ,le bavose lumache ardan mostrarsi ,saettando la corna4 ,essi eran soli6 ,eran soli a mirar le rubiconde ,agonie d'un tramonto4 ,a passi lenti1 ,per la morte del ,sol vestita a bruno ,la sonnambula ,notte discendea ,pe' gradini de l'etra1 e mille e mille ,angeletti lumaj davan la luce ,ai fanali del ciel4 ,sotto i giganti ,rami d'un eucalipto1 immenso figlio ,de l'australiche selve1 in su le barbe ,dei vellutati muschi e dei licheni ,la giovinetta si assidea1 struggendo ,le delicate fibre e gli otricelli ,del monocotildone embrone ,d'una doica pandana4 ,le braccia ,distese ,arrigo1 sospir1 fu sua6 ,o poverella ardita1 o mendicante ,regina1 o musa mia1 sorgi dai tuoi ,papaverici sonni1 e dimmi quanta ,febbre di volutt bruciava i petti ,di quei lieti accoppiati1 e i lampi e i tuoni ,dei sorrisi e dei baci e la battaglia ,degli eccitati muscoli6-- ,un solenne ,scoppio di plausi e di femminee voci ,l'aurea sala echeggi2 dal sonno scosso ,moron sorge1 ed applaude2 altri in disparte ,con la bile sul labbro e il guardo a sghembo ,d il galoppo a l'invidia2 il naso arriccia1 ,e fa il greppo ,macrin2 pago e beato ,l'apollineo sudor terge1 e carezza ,gli attorti baffi il morbido poeta2 ,e1 sprofondato ne la sua poltrona1 ,scrollando il capo il ,pellegrin sorride4 ,mosso poi da un mordace estro di sdegno1 ,in pi levossi1 ed esclam3--,la voce ,degli spiriti or s'oda2 a me gli usati ,alfabetici segni e le canore ,assi da cui1 se tanto pur siam degni1 ,del gran padre ,alighier gli accenti udremo4-- ,disse1 e al cenno d',egeria una ritonda ,tavola fu recata1 a cui dei quattro ,ben atti piedi1 che le fan sostegno1 ,uno ha tanta virt1 che al flusso occulto ,dei magnetici spirti agile e destro1 ,pi del pensier degli ammirati astanti1 ,scerne le note1 ed il responso appresta4 ,la mir1 la tast con le gagliarde ,nocche l',eroe da tutte parti1 e quando ,l'ebbe assettata su le cifre1 entrambe ,vi sovrappose con mirabil rito ,le aperte palme1 e simulando un senso ,di riverenza e di paura in volto1 ,vi fisse il guardo1 ed invoc4 ,gi scricchiola ,il fatidico legno2 un dopo a l'altro ,s'odon tre picchi2 come ,tiade invasa ,da la furia del nume1 or quinci or quindi ,il sonnambulo pi lanciasi in volta1 ,nota i segni soggetti1 e sbalza e sguiscia ,ratto cos1 ch'occhio o pensier no'l segue4 ,tace alfine1 e s'arresta2 attenti1 immoti ,pendon tutti d'intorno2 ecco il responso3 --,chi da le sfere luminose1 ov'io ,libero spirto in grembo al ,ver mi eterno1 ,mi richiama al fatal lido nato8 ,ben giunse a me nel mio loco superno ,d',ausonia il grido e il rimbombar de l'armi1 ,per cui perfetto il pensier mio discerno4 ,levai sdegnoso dai funerei marmi ,l'onorato mio capo1 e a le pugnanti ,schiere in mezzo piombai co'l brando e i carmi4 ,oltre l'alpi esulr monche e tremanti ,le teutoniche belve1 e il profetato ,veltro regn su' ceppi e i troni infranti4 ,entro a l'are venali imprigionato ,urla fra tanto il traditor ,giudeo1 ,che a' danni nostri ed a l'insidie nato2 ,ma a l'onte occulte e al macchinar suo reo ,splender pi bello e star pi saldo io miro ,solo un vessil da ,susa a ,lilibeo4 ,pur1 se a l'itale muse il guardo io giro1 ,tanta di lor m'assale ira e vergogna1 ,che in volto avvampo1 e dentro al cor sospiro4 ,qual mendica erra2 qual vaneggia e sogna2 ,e qual de l',istro o de la ,senna impura ,l'onda attinge1 e le sue membra svergogna2 ,e mentre una s'insozza e si snatura1 ,l'altra oziando sbadiglia2 onde ai lor danni ,stride lo scherno1 e il freddo oblio congiura4 ,or leva1 o genio mio1 leva i tuoi vanni1 ,e tal su'l capo lor fulmina un telo1 ,che la memoria sua viva negli anni4 ,mostro vien fuor da l'iperboreo gelo1 ,che la diva stuprando ,arte dei suoni ,d'orrido strepito streper fa il cielo2 ,e strepitando in strepitosi tuoni ,strepita s1 che a nostre orecchie offese ,sembran dolci armonie bombe e cannoni4 ,gi si affaccia1 gi invade il bel paese3 ,fuggon le ,grazie2 e n'han dal ciel spavento ,l'angelo di ,catania e il ,pesarese2 ,ma chi il senso de l',arte in petto ha spento ,e ferrea l'alma e assai pi ferrei orecchi ,catechizza le turbe al gran portento4 ,o tu1 se il genio tuo mai non invecchi1 ,vivo onor di ,busseto1 a l'empie grida ,piegherai l'alma1 e fia che in lui ti specchi8 ,sorgi2 a l'antica melodia confida ,gli estri1 ond'uomini e tempi animi e cri1 ,e lascia i dotti ragli al nuovo ,mida6 ,n fia che in voi non vibri i dardi miei1 ,o de l'onnipossente ,arte dei carmi ,sacerdoti non gi1 ma ,farisei4 ,sento tra una venal turba chiamarmi ,chi d'alma vuoto e d'onest digiuno ,libert grida1 e il vulgo azza all'armi2 ,e chi in aspetto di plebeo tribuno ,giambi saetta avvelenati e cupi1 ,e fuor di s non trova onesto alcuno3 ,idrofobo cantor1 vate da lupi1 ,che di fiele braco e di lio1 ,tien che al mio lato il miglior posto occpi1 ,e veggio lo svenevol cicisbo1 ,che1 d'ingegno ventoso e di cor frollo1 ,gratta la cetra in suon di piagnisto2 ,e1 incipriato le chiome e torto il collo1 ,co'l ciglio imbambolato e il guardo losco1 ,va a confettar gli stronzoli d',apollo4 ,e tu chi sei1 che chiudi il viso fosco ,ne la larva di ,plauto1 e stenti e sudi ,a condir vuote ciance in sermon tosco8 ,ben altri stenti omai1 ben altri studi ,chiede ,tala1 che infarcir motti e scede ,scevri di senso e di pudore ignudi4 ,pi d'una gazza razzola al tuo piede1 ,e manda il nome tuo da ,battro a ,tule1 ,te proclamando di ,goldon l'erede3 ,gracchiano al vento come immonde sule1 ,che di grida scomposte il ciel fan sordo1 ,se han pinzo il ventre e molle il gorgozzule2 ,e tu di lauri e di nastrini ingordo1 ,qual verme che si pasce in suo pattume1 ,tanto sei fatto omai cieco e balordo1 ,che ancor bianca la voce e il mento implume1 ,piantando il pedagogo a mezza via1 ,t'alzi a maestro di civil costume4 ,torna1 o stolto fanciullo1 al quare e al quia1 ,e1 se granel di sale anco ti resta1 ,pulisci il socco1 e rendilo a ,tala4 ,v' chi avendo di liti un guazzo in testa1 ,e fara meglio a strombazzar pe' trivi1 ,calza il coturno1 e le ribalte infesta4 ,strillan le maghe2 corre il sangue a rivi2 ,surgon spettri e vampiri2 urlano i morti2 ,vivi i fantasmi son1 fantasmi i vivi4 ,pugne1 stragi1 rapine1 incend1 aborti1 ,suon di catene1 parricid1 incesti1 ,orgie d'alme e di carni e fusi torti1 ,i reconditi intingoli son questi1 ,per cui ,melpomena briaca e pazza ,fa che gli spettator rimangan desti4 ,o di zebe e di buoi stupida razza1 ,se pur fra tante teste avvi un cervello1 ,quel beccaio urlator cacciate in piazza6 ,ch s'ei dona al suo genio altro rovello1 ,per far la scena a voi stessi pi viva1 ,al collo vostro appunter il coltello6 ,e tu d'irti istroni orda cattiva1 ,che vendi e insozzi il sofoclo coturno1 ,e vai d'oro superba e d'onor priva1 ,smetti il traffico vil1 per cui l'eburno ,trono de l',arte e i sacrosanti altari ,covo son fatti a fornicar durno4 ,varcan per opra tua montagne e mari ,le pi turpi di ,gallia ibride ,muse1 ,che lor facil belt dan per danari2 ,e involgendo la colpa in auree scuse1 ,coronando di fior chimere e mostri1 ,scroccan l'applauso de le turbe illuse4 ,stolte6 n san1 che da quei sozzi inchiostri ,spandesi intrno s mortal mefte1 ,ch'alma e braccio prostrando ai figli nostri1 ,li far indegni de le glorie avite6-- ,tal suonava il responso4 ,impallidro ,donne e poeti1 e si guardar negli occhi ,irrequieti1 silenti4 ,arse di sdegno ,l'altera alma d',egeria2 arse pur ella ,la florivola ,bice1 a cui la punta ,de la mal tollerata ira risveglia ,le isteriche trambasce e invola i sensi2 ,arser su tutte inviperite e fiere ,antigone e ,sofia1 coppia gemella ,d'emancipate amazzoni4 ,ribolle ,ne le lor vene il maschio sangue2 in fronte ,de l'audace ,stranier figgon gli sguardi ,sinistramente2 e certo avran quel giorno ,d'un gran fatto illustrato il nome oscuro1 ,ove ,olimpio non era3 ei le contenne ,subitamente1 e con gentile e ardito ,piglio di paladino3 ,a me si addice ,la vendetta1 esclam4 ,volse lo sguardo1 ,cos dicendo al ,pellegrin1 che muto ,fra cotanto armeggiar d'ire e di accenti ,del suo fiero sermon godeasi il frutto4 ,poi replic3--,lo spirto e la parola ,de l',alighier qui non si ud3 mentite ,voci dal labbro di costui dettava ,la rea calunnia ed il livor codardo6-- ,balz a quel dir l',eroe4 ,pari a ringhioso ,stuol di mastini1 che1 a un rumor lontano ,desti tutti in un punto a la tard'ora1 ,uggiolando prorompono a la siepe ,del custodito pecoril3 l'un l'altro ,s'azzano co'l grido1 e1 a lo sbarrato ,limitare avventandosi co' morsi1 ,raspano il suol rabbiosamente2 allora ,ch'odono del pastor la voce e il passo ,si ramansano a un tratto2 penzoloni ,gittan la coda1 spianano le orecchie1 ,e muti1 muti acquattansi2 in tal guisa ,al sorger de l',eroe tacque l'impronto ,bisbigliar degli astanti2 e con furtivo ,pavido sguardo e con moto conforme ,i suoi sguardi1 i suoi moti ognun segua4 ,ei favell3 --,qual che tu sii1 n al certo ,d'infamia o loda il nome tuo fia degno1 ,stolte parole or proferisti4 ,hai vta ,alma e cervel gonfio di fiabe1 ed altro ,che inutil fiato il labbro tuo non mette4 ,di mutue lodi1 e di vulgari incensi ,pago tu vivi1 e teco il gregge3 ingrato ,per il vero a te suona1 a te che l'arte ,e la natura e te stesso mentisci6-- ,non si contenne a tal parlar superbo ,l'offesa alma d',olimpio1 e3--,il nome mio1 ,grid1 il saprai1 ma con la spada in pugno1 ,s'hai fermo il core1 e cavalier tu sei6-- ,disse1 e come a la cheta ora del vespro1 ,se a' bruni aranci del giardin1 da cui ,pendon purpurei ed odorati i pomi1 ,cantarellando una canzon t'appressi1 ,odi tosto un frusciar d'ali e un pispiglio ,di furbi passerelli a fuggir lesti2 ,cos d',olimpio al favellar si sveglia ,sordo intorno un susurro3 e chi gli audaci ,sensi condanna2 chi l'ardir ne loda2 ,chi la gagliarda valenta n'esalta2 ,e ognun gode in cor suo1 che il novo evento ,nova materia a favellar gli appresti4 ,tu sola dal profondo animo gemi1 ,o dafana ,bice1 e a lui d'intorno ,trepidante ti serri1 e invan ti adopri ,dal destinato petto a svolger l'ira4 ,in sua tranquilla maest spartana ,ei si parte da te1 ma non s lesto ,da non udir queste parole acerbe ,che gli gitta l',eroe3 --,gonfia a tua posta ,di sonanti minacce il dir tuo folle1 ,o menestrello paladin3 non uno1 ,ch'abbia intera la mente e sano il core1 ,dir men vero il mio parlar2 t'indossa1 ,se pur lo vuoi1 maglia e lorica1 e al filo ,d'un sordo acciar la tua ragion commetti1 ,ragion degna di ferro2 io1 finch splenda ,agli occhi il ,sole e a questa mente il ,vero1 ,ragiono e vinco1 e i pari tuoi disprezzo6-- ,,canto ,,duodecimo4 ,,argomento4 ,lucifero giunge in ,roma4--,la breccia di ,porta ,pia4--,la festa del ,colosso2 durante la quale ascolta l',eroe alcune voci misteriose4--,voce di ,ebrei4--,voce di ,numi4--,voce di ,sacerdoti4--,voce di ,santi4--,voce di ,diavoli4--,voce del ,tevere4--,voce della ,savoia4--,voce della ,corsica4--,voce dell',istria4--,voce di popoli slavi4--,voce della ,germania4--,spavento dei beati alla nuova che ,lucifero in ,roma4--,santa ,caterina da ,siena1 rimproverandoli acerbamente1 si offre di scendere in terra e di piegare con la sua eloquenza il nemico4--,iddio1 bench dubbioso del buon successo1 glielo accorda2 e1 mentre ella si dispone a partire1 ,santa ,teresa d scandaloso spettacolo della sua pazzia4 ,poich avvolse cos d'alti dispregi ,le parole d',olimpio e il reo costume1 ,che risibil comporta il secol nostro1 ,l'auree sale d',egeria e le tranquille ,sedi d',etruria abbandon l',eroe2 ,e a te si volse1 o del suo cor supremo ,desiro e dei suoi passi ultimo segno1 ,tiberina citt1 che tutta chiudi ,del popolo latin l'anima e 'l fato4 ,date querce ed allori a le recenti ,brecce di ,porta ,pia1 date corone ,al ,sabaudo ,monarca1 itale genti2 ,e custode di lor l'inno risuone1 ,che dir braccia e pensieri ,e la vita al grand'uopo6 ,are son fatti ,li trafficati e neri ,templi dei dieci colli1 ,cui geme al pi1 d'onta e di rabbia tinto1 ,chi al ciel serva la terra1 e a la codarda ,fede contenne il ,pensier divo avvinto4 ,saldo negli anni1 occulto ,ne l'ombra e tutto cinto ,d'armi e d'insidie1 il pi dentro al profondo ,petto d',adamo1 il capo agli astri1 il grido ,ai poli1 eterno si tenea l'infido ,pescator ,galilo reggere il mondo4 ,ma come avvien1 che1 rsa ,dai secoli e dal mare1 entro il mar crolla ,a nuovo urto di turbo ispida rupe1 ,che negra e minacciosa1 ,riprodotta da l'onda1 al navigante ,pendea su'l capo1 e gli oscurava il core2 ,tal1 pugnato dagli anni e pi da questo ,eterno flutto del ,pensier1 che invade ,ogni creata cosa1 ,trema1 balena e cade ,il doppio soglio a ,libert funesto4 ,dei primi onori il vanto ,miete al certo colui1 che primo accoglie ,arduo pensier ne l'alma1 e chi l'ignudo ,pensier ne la feconda opra traduce4 ,dai domestici affetti e da le braccia ,d'ogni pi cara illuson si scioglie2 ,e oltre ad uso mortal guardando in faccia ,ad inaccessi ,veri1 ,sordo dei figli e de la sposa al pianto1 ,l s stesso periglia ove pi crudo ,ferve il conflitto2 e a recar vita e luce ,corre col1 col vince e procombe1 ,dove pi ferrei e neri ,pugnan fantasmi1 e pi la notte incombe4 ,per1 sola e pi degna ,eternit che al gener nostro assente ,la fatale ,natura1 a noi nel petto ,vivrete eternamente1 ,quantunque siete1 o eroi ,de l'umano pensier2 sia che mutando ,la molle cetra in brando1 ,o in viva fiamma di ,sofia l'acume1 ,o in fulmine la voce1 ,nel pi chiuso del cor portaste oltraggio ,a questa vaticana ,idra feroce1 ,cui non giov dar vostre carni a morte1 ,quando la fiamma inesorata e il ferro1 ,che brevemente il corpo vostro offese1 ,ruppe il suo petto1 e le sue membra incese4 ,ma non senza gran laude a le venture ,genti andr il nome e il grido ,di chi l'ultimo crollo a la superba ,mole impavido impresse1 onde stupite ,mirr le pi gagliarde anime1 e intorno ,tremar parve la terra4 ,o benedetti ,voi1 che la vita acerba ,fidaste1 o giovinetti1 ,a l'onor del gran fatto1 e benedetta ,la destinata mente ,di ,lui1 che1 custodita entro ai gelosi ,carceri ,adrani la vita inferma1 ,inesorabilmente ,fulmin a morte indegna ,l'italico vessillo e i vostri petti6 ,veglian su l'infrequente ,uscio le madri abbandonate1 o1 accolte ,l'anima tutta nel pensier di voi1 ,lascian piangenti a mercenarie mani ,le vigilate masserizie1 e vanno ,dove a lenir l'affanno ,una voce di ciel par che le chiami4 ,ardono i ceri2 un'onda ,d'incensi e timami ,vaporan l'are2 una pietosa1 incerta ,melodia le devote anime inonda2 ,e1 dentro a un nimbo avvolto ,di profumi1 di suoni e di splendori1 ,la sacra ostia consacra1 e preci ignote ,mormora il sacerdote4 ,qual improvviso e fiero ,tuono per li diffusi archi rimbomba8 ,come dischiusa tomba ,putre e nereggia il sacro tempio2 stride ,il percosso saltro2 ,illividito e nero ,guizzi sanguigni avventa ,ogni lume1 ogni cero2 ,rosseggia l'elevata ostia1 ed infetta ,d'orrida tabe1 al volto ,de le pie turbe e al cor dardi satta ,di sdegno e di vendetta2 ,urla sui tormentati organi eretta ,la cieca ,morte1 e invita ,a fiera tresca il pallido ,levita4 ,ecco1 spumeggia di sangue recente ,il benedetto calice2 volteggia ,da feroce disio fatto pi lieve ,l'inebbrato ,prete444 ,madri1 madri1 fuggite3 il sangue quello ,dei figli vostri2 il santo vecchio ha sete2 ,madri fuggite3 il sangue ,dei vostri figli ei beve6 ,ma di sangue che parlo8 ,ecco1 fiammeggia ,sui debellati altari ,il vessillo d',italia6 ,oh6 salve1 oh6 viva ,nel tuo triplice raggio1 iride santa ,di libert6 ,da la percossa riva ,de la tumida ,senna ululi avventi ,la piagata nel cor druda di ,brenno1 ,cui la vittoria altrui par sua sconfitta3 ,fuor d'ogni modo e senno1 ,ebbra d'invidia1 esulti ,prostituta liberta1 e d'impudenti ,minaccie a te1 sacro vessillo1 insulti1 ,e al nostro ,eroe6 ,giorno verr1 n incerti ,o lontani presagi al carme io fido1 ,che1 ravveduta o stanca ,dal sozzo amplesso di plebei ,caini1 ,te chiamer1 come chi piange4 ,al grido ,risoner l'irta ,pirene2 e quale ,iena sorpresa a l'avvenir del giorno1 ,l'iberico soggiorno e il reo pugnale ,lascer urlando il bieco ,masnadier di ,castiglia4 ,allor saprai1 ,putta de l',ebro infurata1 a quanta ,luce di libert volgesti il tergo ,quel d1 che ai tuoi rissosi ,schiavi t'abbandon l'italo ,alunno1 ,e da le regie chiome ,strapp sdegnoso il serto1 ,pur che la fronte altera ,erger potesse intemerata al sole1 ,e1 monda del tuo sangue1 al patrio albergo ,recar la spada ed onorato il nome4 ,venga1 oh6 tosto1 quel d6 ,cessi il furente ,baccar di questa erine ,licenziosa1 a cui ,vanto di ,libert danno i suoi drudi1 ,e quanti han voglia ardente ,del reo suo grembo e dei suoi fianchi ignudi6 ,ecco1 a piccola pugna un'immortale ,gloria succede3 col pensier tronfa ,roma1 e regina del pensier si asside ,fra' redenti latini6 ,in alto il guardo1 ,popoli tutti3 il ,campidoglio questo6 ,roma ,ragione e ,libert2 novella ra incominciai ,sugli altari infranti1 ,da un solo amor costrette1 ,gridiam1 genti latine3 ,avanti1 avanti6 ,cos a l'entrar ne la ,citt famosa ,fremeano i sensi de l',eroe4 ,solenne ,era quel d3 rinascea ,roma4 ,ornati ,di ghirlande d'allori e d'orifiamme ,splendean ponti1 obelischi1 archi e teatri2 ,e dietro a le giganti ,ombre dei morti ,ivano al ,colosso festosi i vivi4 ,iva anch'esso l',eroe4 ,su le rovine ,titaniche di ,roma un fiammeggiante ,sguardo mandava alto a l'occaso il sole3 ,un incendio parea1 da lo cui grembo ,si liberasse una feroce e bella ,vergine che diceva3 ,io son la grande ,libert dei ,latini6 ,immenso e solo ,sovra ai neroniani orti grandeggia ,il vastissimo ,circo1 a cui da strani ,colori e bizzarre ombre un magistero ,di bengalici fochi2 ondeggia il folto ,popolo1 e a' plausi armonizzate e agl'inni ,le gagliarde fanfare empiono il cielo4 ,non udiva l',eroe2 ben altre voci ,gli suonavan ne l'alma3 echi lontani ,de le passate et1 vaghe armonie ,de l'avvenir1 preci e bestemmie escluse ,ad orecchio mortal1 ghigni e sorrisi ,d'idoli nani e d'uomini giganti4 ,,voce ,d',,ebrei4 ,dai traffici fecondi1 ,unico asilo al pertinace ingegno1 ,da le folte citt1 dai fremebondi ,flutti di gonf mari1 ,sempre io sospiro a voi1 sempre a voi guardo ,con la speranza mia1 rive dilette ,del ,giordano nato1 raggianti altari ,dei padri miei1 terre da ,dio promesse4 ,come al ,libano eterno1 a cui ghirlanda ,sono i cari al ,signor cedri vocali1 ,drizza il fulmineo vol1 come a sua meta1 ,l'aquila pellegrina1 ,tal del disio su l'ali ,a voi corre il mio core1 e in voi s'acqueta4 ,voi sul monte di ,dio spargete al vento1 ,cedri vocali1 i rami annosi1 e fermi ,sfidate i nembi e i secoli1 mentr'io ,per terre e per et1 ramingo eterno1 ,il suol dei miei nemici ,bagno del mio sudor1 del sangue mio2 ,e al flagel de le avverse ire1 a lo scherno1 ,che sibila su me freddo e funesto1 ,piego le spalle inermi1 ,spero1 e pugno sperando1 e mai mi arresto4 ,o cedri incliti1 invano1 ,v'intendo1 invan voi non mettete eterne ,entro al monte di ,dio l'alte radici2 ,per ch'eterna1 a par di voi1 si asside ,la speme del tronfo entro al mio petto4 ,voi rivedr6 ,da queste infauste arene1 ,che del mio sangue tinse ,tito1 delizia de l'umane genti1 ,da ove sorge la notte e il giorno viene1 ,da tutti e quattro i venti1 ,quel divino voler1 ch'indi mi spinse1 ,richiamer1 n fia lontano il giorno1 ,il vincente ,isdraello al suo soggiorno6 ,,voce ,,di ,,numi4 ,esuli affaticati1 ,senza speme di vita e senza regno1 ,fuggiam1 cadiam sotto al flagel dei fati1 ,del pensiero de l'uom ludibrio indegno4 ,il serto luminoso ,del poter nostro ov'8 ,dove il raggiante ,trono del sole e i sempre verdi alberghi ,de l',ida8 ,ove il temuto ,folgore e le sedotte ,figlie de l'uom8 ,tutto d'intorno muto ,a noi2 squarciasi il velo1 ,da l'inganno tessuto1 ,che lieve sosteneaci a mezzo il cielo2 ,manca il cielo a nostr'orme3 i fior1 la luce1 ,l'amor1 la giovinezza1 il paradiso1 ,tutto a un punto dissolvesi ,al fiero lampo de l'uman sorriso4 ,esuli affaticati1 ,senza speme di vita e senza regno1 ,fuggiam1 cadiam1 sotto al flagel dei fati1 ,del pensiero de l'uom ludibrio indegno4 ,o miserando e gramo ,l'esser nostro di ,numi1 ove al talento ,di mortal plebe abietta1 ,qual nebbia vana ad agitar di vento1 ,sorgere a caso e dileguar dobbiamo6 ,ove andrem noi8 ,di amici astri deserto il ciel2 d'altari brulla ,la terra2 inesorabile si avanza ,la ,verit2 l',oblio ne inghiotte e il nulla444 ,oh6 fosse dato almeno ,a noi mutar sembianza1 ,gioir l'aere terreno1 ,scendere in terra e aver con l'uom possanza ,,voce ,,di ,,sacerdoti4 ,tramonti pur1 tramonti1 ,o fuggevole ,iddio1 la tua possanza2 ,noi terrem contro al fato erte le fronti4 ,d'imbelli anime stanza ,la terra2 e noi teniam su l'alme il piede3 ,a te il ciel manca2 a noi la terra avanza4 ,pi che astuti noi siam1 cieco chi crede2 ,cada ,saturno1 o ,gova1 ,mai non cadr dal petto uman la fede6 ,,voce ,,di ,,santi4 ,o misera e fugace ,vita de l'uom1 che speri8 ,non ha tronfo e pace ,questo agitato vortice ,di affanni e di piaceri4 ,come in silice abietta ,prigioniera scintilla1 ,cos l'anima1 eletta ,a miglior sorte1 ascondesi ,ne la mortale argilla4 ,dio ve la chiuse2 al solo ,cenno del suo pensiero ,ella discioglie il volo1 ,mesce il suo raggio a l'iride ,del sempiterno ,vero4 ,soffriam3 de la romita ,alma1 che piange e crede1 ,cibo1 lavacro e vita ,son la ,speranza eterea1 ,la ,carit e la ,fede4 ,,voce ,,di ,,diavoli4 ,che val pascer di vuote ,fuggitive speranze il cor digiuno8 ,navigar co'l desio regioni ignote ,derelitti nocchieri a l'ar bruno8 ,a noi prescrisse un segno ,la diversa ,natura1 e mal n' dato ,spinger oltre il poter l'audace ingegno1 ,cercar ne l'ombre e battagliar co'l fato4 ,han pur queste fugaci ,ore terrene alcun sorriso e fiore1 ,ha battaglie il pensier1 le labbra han baci1 ,vita la terra1 e inferno e ciel l'amore6 ,,voce ,,del ,,tevere4 ,molte sul dorso antico ,storie nefaste io porto1 ,molte nei gorghi miei storie nascondo2 ,ma1 poi che per et son fatto accorto1 ,freno il flutto iracondo1 ,e al mar mio grande amico ,al vecchio mar le vecchie storie dico4 ,dal mobile soggiorno ,de l'onde cristalline1 ,coronate di perle e di coralli ,corrono a me le azzurre ,ocanine2 ,e melodia di balli1 ,per quanto roseo il giorno1 ,voluttuse a me tessono intorno4 ,ond'io1 fatto loquace ,da la vista amorosa1 ,assiso in mezzo a lor canto le strane ,vicende de la mia storia famosa2 ,mentre su l'onde piane ,con la sua mesta pace ,siede la stanca luna1 e l'aura tace4 ,tutta allor torna viva ,nel mio canto fatale ,de le vetuste et l'aurea leggenda3 ,quando la ,fede a la ,giustizia uguale1 ,e det tremenda ,era la ,legge1 e diva ,cosa la ,patria e chi per lei moriva4 ,taccio per l'offesa1 ,che a l'aquile di ,giove ,rec una turba di feroci imbelli2 ,taccio il baglior di queste genti nuove2 ,per che sui ribelli ,flutti lasciata illesa ,la croce di ,ges troppo mi pesa4 ,ma un d1 se l'onte atroci ,non moveranno alcuno ,che in me l'affoghi e d'ogni onor la privi1 ,io parler3 sentir allor ciascuno ,di questi rei malvivi ,tuonar con ferree voci ,l'eloquenza dei miei flutti feroci4 ,fuor dai percossi fini ,proromper1 indomato ,dmone2 stender l'onda funesta ,sui colli2 segner l'ultimo fato ,all'ara1 al trono1 a questa ,degna dei suoi destini ,plebea ciurma di ,borgia e di ,tarquini6 ,,voce ,,della ,,savoia4 ,dal trono de la gloria ove tu sei ,ricca d'armi1 di mente e di fortuna1 ,madre ,italia1 ricorda i figli miei1 ,ora che amor tutti i tuoi figli aduna4 ,pensa che nel dolor giace colei1 ,ch'a' guerrieri tuoi re diede la cuna1 ,da te divisa e serva a lo straniero ,lei che fu patria al redentor ,guerriero6 ,ben prudente consiglio esser potea ,gittar mie carni al fero augel francese1 ,quand'anco incerto il tuo destin pendea1 ,e tronche a mezzo eran le patrie imprese4 ,ei che il sangue per te versato avea1 ,tarp il tuo volo1 e il sangue mio richiese2 ,io1 ch'ebbi il tuo pi che il mio ben diletto1 ,tacqui1 ed offersi al sagrificio il petto4 ,ma or che forte e secura e di te stessa ,donna1 per propria via1 splendida incedi1 ,tanta virt non m' dal ciel concessa1 ,ch'io taccia ancor de lo straniero a' piedi2 ,di lui1 che1 d'ogni error l'anima ossessa1 ,contro il suo petto infurar tu vedi1 ,e dal reo brago1 ove ognor pi s'ingora1 ,giudicar osa e minacciar tuttora6 ,,voce ,,della ,,corsica4 ,gi non dir1 che prima ,fra l'isole tirrene ,d'ogni bellezza opima ,sono albergo di ninfe e di sirene3 ,ad altri il debil vanto ,di molli aure e di fiori ,ed il femmineo canto ,e i florvoli amori4 ,cirno son io3 de l'onda ,che mi flagella i liti1 ,qual d'armonia gioconda1 ,serbo nel seno i liberi ruggiti2 ,d'odio1 d'amor1 di sdegno ,facil s'accende il petto2 ,pronto il braccio e l'ingegno ,al par del mio moschetto6 ,o madre ,italia1 e vuoi ,che da te svelta io giaccia8 ,ch' io non aduni ai tuoi ,i miei sensi1 i miei fati e le mie braccia8 ,chiedi gemme e tesori8 ,gemme e tesori ho anch'io3 ,gemme8 ,i miei patr allori2 ,tesori8 ,il popol mio6 ,,voce ,,dell',,istria4 ,o tu1 ,sir del vetusto ,trono d',asburgo1 invano ,offri al ,sabaudo augusto ,pegno d'alta amist l'ambigua mano4 ,credi1 levar l'artiglio ,dal fianco mio1 dov'hai la piaga aperta1 ,sara miglior consiglio ,e pi regale offerta4 ,tra noi di pace questo ,unico patto e degno2 ,ch il simular molesto ,d'astuzia rea1 non di fortezza segno4 ,placate allor1 lo spero1 ,sorrideranno al tuo regale albergo ,le nostre ,ombre dal nero ,ciglion de lo ,spilbergo4 ,,voce ,,di ,,popoli ,,slavi4 ,qual grido funesto risuona sul monte8 ,qual gemito cupo si leva d'intorno8 forse la ,vila dal lucido fronte1 ,che cinta di nembi si slancia nel ciel8 ,in cima a la rupe1 nel niveo soggiorna ,riposa la diva le membra sue snelle2 ,le danzano in giro le rosee donzelle1 ,la cullano i canti d'un astro fedel4 ,fra l'ombre solenni1 fra l'irte boscaglie ,forse urlan le belve pugnanti a la preda8 ,o1 attorte agli abeti le rabide scaglie1 ,di ,blkan le serpi lingueggiano al ,sol8 ,o figli di ,serbia1 se il cielo vi veda1 ,balzate dai sonni1 lasciate le selve3 ,pi fieri serpenti1 pi rabide belve ,a l'aquila nostra tarparono il vol4 ,ferita a ,cossvo dal turpe ,islamita1 ,perduto il remeggio de' giovani vanni1 ,dai campi raggianti di gloria e di vita ,ne l'ombre di morte1 stridendo1 piomb4 ,sbucro i ladroni giurati ai suoi danni ,dai scitici ghiacci1 da l',istro interdetto2 ,la fissero in croce1 sbranaronle il petto2 ,chi men le di strazio men prode sembr4 ,ah6 dove in quel giorno1 dov'era il tuo brando1 ,o ,marco1 o di ,serbia speranza immortale8 ,conosci e sostieni lo strazio nefando8 ,o il sonno e la morte ti avvinser cos ,che nulla pi curi8 ,la morte8 ,il fatale ,momento di morte per lui non arriva3 ,mutate la nenia ne l'oda festiva2 ,ei dorme1 si scuote1 risvegliasi al d6 ,ei sorge1 si appressa3 de l'antro fatato ,risuona ai suoi passi la volta profonda2 ,il negro cavallo gli scalpita allato2 ,gli mette baleni lo sguardo e l'acciar4 ,gi monta in arcioni2 la turba il circonda2 ,il corpo squarciato si unisce e cammina2 ,la schiava spregiata si leva a regina2 ,la tomba dei prodi diventa un altar6 ,,voce ,,della ,,germania4 ,o prima reggia del ,pensiero1 augusta ,d'idee madre e di genti1 ,patria del gener nostro ,asia vetusta1 ,a te col grido dei perfetti eventi1 ,vetusta ,asia1 il saluto ,la libera ,germania alza su' venti4 ,odi3 stridono ancor su'l combattuto ,reno i miei plaustri2 echeggia ,il mio vittoroso inno temuto2 ,e con securo il vol come in sua reggia ,quant' di cielo intorno ,di ,brandeburgo l'aquila passeggia4 ,sorgete1 o voi dal fedal soggiorno1 ,tremende ,ombre1 sorgete1 ,fiere stirpi d',arminio1 al novo giorno2 ,e voi che sul divin ,tebro scorrete1 ,secure ,ombre1 e la nova ,stirpe latina a magne opre accendete1 ,venite3 a la funesta ira non giova ,dar l'alma1 or ch'ogni gente ,guida un solo pensiero a varia prova4 ,voi condurr nel mio volo possente ,dove com'aureo sole ,poggia di ,brama la magion lucente2 ,dov'erge l',imalai l'intatta mole1 ,ed a la ,ganga in giro ,del loto degli ,dei splendon le aiule4 ,come giorno che irradia il vasto empiro1 ,tal da le rive bionde ,sorger tranquilla una gran luce io miro2 ,e a la gran luce un'armonia risponde1 ,da cui senso e pensiero ,prendon l'aure1 le stelle1 i fior1 le sponde3 --,smetti1 o figlio del ,lazio1 il vanto altero1 ,e tu1 d',arminio figlio1 ,riponi il brando insanguinato e fiero6 ,se l'un ne l'altro insanguin l'artiglio1 ,roma lo sa2 lo sanno ,de l',elba i flutti e il ,reno ancor vermiglio4 ,troppo fra voi di servo e di tiranno ,voce son3 gli avelli ,son anco aperti1 ed ancor vivo il danno4 ,ma se i miei sensi al ver non son ribelli1 ,io qui da questa sponda ,secura grider3 ,siete fratelli6 ,l sul vasto altipian radice e fronda ,pose l',arana antica ,pianta1 che fu di molto fior feconda2 ,e se il turbo la svelse1 e la nemica ,sorte ne infranse i molti ,rami1 i germi educ la terra amica2 ,onde sott'altro ciel giovani e folti ,sorser mutati1 e fro ,da inconscia man moltiplicati e clti4 ,o gente cieca1 a cui pur l'oggi oscuro ,voi de l',arana pianta ,siete due rami1 in faccia al ,ver lo giuro4 ,l'un s'infrond su'l ,campidoglio1 e tanta ,arbore al ciel spiegossi1 ,che cadde alfin dal proprio peso affranta4 ,tal su l'altro di nembi ira sfrenossi1 ,che le pigre ombre e 'l gelo ,fuggendo e da pugnace indole mossi ,i suoi fieri cultor sott'altro cielo ,ruppero1 e fro al corso ,tigri1 e demni al fulminar del telo4 ,serrate1 o stolti1 a l'ire orrende il morso2 ,e pi dei truci acciari ,abbia su'l vostro cor punta il rimorso6 ,entro al fin dei suoi monti e dei suoi mari ,vigili ognuno1 e il volo ,sfreni al pensier1 che fa temuti e chiari4 ,vedrete allor da l'uno a l'altro polo ,sorger le genti1 e avranno ,per sentiero diverso un pensier solo2 ,e1 spento prima ogni deso tiranno ,ed ogni error conquiso1 ,fide a ,giustizia e a ,libert staranno6-- ,salve1 o diva ,scenza2 al detto1 al viso ,che sopra ogni altro estimo1 ,ai voli rutilanti io ti ravviso6 ,per te del mio pensier l'ali sublimo2 ,per te nei sanguinosi ,stud de l'armi il popol mio va primo4 ,tu che1 amica de l'opre1 i neghittosi ,oz diradi1 e vivi ,vigil sempre ed eterna e mai non posi1 ,tu che redimi a libert i captivi1 ,i restii sproni1 e godi ,sovra l'ombre versar la luce a rivi1 ,tu1 assidua e paziente il tempo rodi2 ,tu i diradati stami ,dei popoli dispersi ordisci e annodi4 ,da l'abisso dei morti anni richiami ,l'ossa eloquenti3 ritte ,composte in scheltri in sugli altari infami1 ,gridan cos1 che a mezzo il cor trafitte ,da la parlante luce ,precipitan le sacre ,ombre sconfitte4 ,salve1 o diva ,scenza2 auspicio e duce ,d'ogni grand'opra2 ai santi ,regni del ,vero e a ,libert ne adduce ,la voce tua1 che grida sempre3 ,avanti6 ,poi che al veggente immaginar l'altero ,ribellator degli uomini si tolse1 ,e mir intorno il vasto ,circo1 un alto ,silenzio s'assidea sui tenebrosi ,menali titanici1 e fra' rotti ,pilastri ed i corint archi passavano ,lunghe file di mute ,ombre e la luna1 ,ei mirava e tacea4 ,ma tu nei santi ,penetrali del ciel gi non tacevi1 ,gran signor dei beati3 acre e vorace ,ti rodea l'alma una gran cura2 e come1 ,se fra poche pareti arda un occulto ,foco1 di quante masserizie ha intorno ,in pria fa preda e cheto si alimenta1 ,finch di sua virt gonfio e superbo ,tutto divora il chiuso aere1 dirompe ,l'avverso tetto1 e al ciel1 mugghiando1 esplode2 ,cos del padre dei ,celesti a un punto ,proruppe la repressa ira1 nudrita ,d'antiche onte e di cure2 a mezzo i morbidi ,guanciali alti si eresse1 e si folcendo ,del tentennante cubito1 in tal guisa ,parl ai beati ivi a consiglio accolti3 --,o beati1 se pur lecito ancora ,con tal nome chiamarvi1 or che le pingui ,mense e i tiepidi letti1 unica gioia ,di voi sereni abitator del cielo1 ,sparecchiar ne minaccia un rio destino1 ,beati1 a voi di gran stupore obietto1 ,e il vi leggo su'l fronte1 ch'io vi aduni ,a insoliti consigli1 io che finora ,d'ogni assoluto mio voler fei legge ,a le vostre cervici1 a cui fu somma ,virt il tacere e l'ubbidir4 ,se or muto ,al gagliardo agitar di venti avversi ,i propositi miei1 gi non direte1 ,che sopraffatto o paventoso io pieghi3 ,fermo son io1 siccome il sole2 e questa ,picciola libert1 ch'oggi vi assento1 ,vuo' che qual liberal dono s'accolga4 ,di che perigli il regno mio sia cinto noto a voi1 che spennacchiato e stracco ,redir vedeste un giorno ai nostri alberghi ,l',arcangelo ,michel1 lui1 gi tremendo ,fulmin di guerra e condottiero invitto ,de le nostre legioni4 ,a lizza estrema ,col superbo ,lucifero si spinse ,ardimentoso1 e gli ridea negli occhi ,la securanza del tronfo3 inerme1 ,rotto dal lungo battagliar co' flutti ,gli si opponeva il gran ,ribelle1 e un ghigno ,solo1 un sol ghigno a debellar gli valse ,l'adamantina ira celeste4 ,io taccio ,l'altre sconfitte1 e la pi grande e indegna ,per avventura e pi recente3 io stesso1 ,io l'eterno ,signore1 io444 ma gagliardo1 ,onnipossente ed infallibil sono ,siccome un d6 ,solo provar voll'io444 ,fu soltanto una prova2 e alcun non osi ,ricercar con profano occhio gli abissi ,del mio pensier6 ,questo saper vi giovi1 ,che il mio nemico1 il gran ribelle in ,roma6-- ,disse1 e un sospir traendo1 gi di peso ,s'abbandon su le soffici piume1 ,a cui di sotto scricchiolar compresse ,l'agili spire dei cedenti ordigni1 ,che di acciaro eran tutti1 ,a quella guisa ,che fra un popolo avvien1 che1 scosso un ferreo ,giogo di servit1 sfrenasi ai novi ,deliramenti e a l'oblosa ebbrezza ,de l'acquistata libert3 risuona ,d'inni ogni via2 tuonan le piazze al grido ,dei ,catoni d'un giorno2 ardon le notti ,d'assidui fochi1 a cui tripudia in giro ,clamorosa la plebe2 ove fra tanto ,spensierato tumulto odasi il cupo ,rebar del cannone1 un improvviso ,pallor si sparge in tutti i volti2 tacciono ,gl'inni1 spengonsi i fuochi1 in varia fuga ,mugghia qual mar l'immensa folla1 sperdesi ,per le vie1 per le piazze2 odi a l'intorno ,un chiamar sospettoso2 un concitato ,serrar d'usci1 e suonar per la deserta ,via dei pochi animosi il passo e il grido2 ,in simil guisa al favellar del ,nume ,d'improvviso terror si ricoperse ,l'anima e il volto dei ,celesti1 a cui ,solo dolce allegrar gli oz immortali ,di concenti1 di danze e di conviti4 ,si sgomentro a la terribil nuova ,anco i pochi gagliardi2 ed altri in volta ,dirsi precipitosi1 altri in querele1 ,altri in preci4 ,piangean le vereconde ,dive1 e al petto ed al crin faceano offesa2 ,battean le picciolette ali indorate ,i paffutelli ,cherubini1 e indarno ,i bellicosi ,arcangeli in pi ritti ,fan sdegnosa rampogna ai fuggitivi4 ,scrollava il capo il divin ,padre1 e3--,imbelli1 ,gridava1 imbelli2 ecco1 qual pregio io traggo ,da l'aver per s lunghi anni impinguati ,i non mai saz fianchi vostri6 ,avessi ,nudrito oche6 ,potrei nei delicati pati almen delizare il dente6-- ,si chetarono alquanto1 e vergognosi ,stettero4 ,allor dal radoso scanno ,rizzossi in pi la diva ,cate1 illustre ,italo germe1 e dei tuoi monti onore1 ,o belligera ,siena1 a cui pi volte ,di femmineo valor soccorso e grido4 ,gir il guardo a l'intorno1 e1 nel capace ,petto premendo una gagliarda impresa3 --,arrossite1 sclam1 voi non gi eterni ,spiriti1 non pur uomini n donne1 ,ma ventri e piedi senza sesso6 ,oh6 foste ,tutti esclusi dal ciel6 ,ma gi di voi ,cura io non ho3 d'incliti spirti ancora ,forte presidio ha il paradiso1 e quando ,fosse infranta ogni spada1 infranta al certo ,non sara la mia lingua6 ,or tu mi ascolta1 ,eterno ,padre1 e voi mi udite1 alteri ,spiriti3 in terra io scender soletta1 ,inerme1 come il d1 che a pace astrinsi ,di ,pier le chiavi e di ,fiorenza il giglio2 ,o come allor che a l'interdetta chioma ,di ,clemente strappai l'aureo triregno1 ,e a schiacciar la fischiante ,idra sospinsi ,sul carro de la ,fede il saggio ,urbano4 ,in ,roma andr2 star di fronte al fiero ,lucifero2 e se ancor serba qualcuna ,di sue virt questo mio labbro1 ho fede1 ,o d'indurlo a tornar nel derelitto ,regno de l'ombre1 o persaso e vinto ,rendergli l'ali e ricondurlo in cielo4-- ,tacque2 e del suo parlar paga si assise ,in sua belt4 ,fremean d'assenso intorno ,l'auree sedi del ciel2 quando con voce ,di tutta tenerezza1 e la mirando ,con dolcissimo sguardo3--,oh6 che tu speri1 ,che tenti mai8 l'esperto ,iddio rispose2 ,lucifero domar8 lui che de l'ira ,di tutto il cielo e di me pur si ride8 ,tutta non fosse congiurata ai nostri ,danni la terra1 agevol cosa invero ,il domarlo sara2 ma come rupi ,stanno le fronti dei mortali erette ,contro ai fulmini miei2 sfrenato e baldo1 ,qual cavallo che irrompe a la battaglia1 ,corre il ,pensier1 che1 divorato il breve ,tramite de la terra1 al ciel si lancia4 ,annientarlo io potrei1 ma me'l divieta ,un'occulta prudenza6 ,oh6 s ti fosse ,dato il frenarlo e ricacciarlo ai neri ,bratri1 l dove il mio sdegno un tempo ,fitto l'avea con ferrei chiodi6 ,il cielo ,non avra stella mai che fosse degna ,d'incoronarti6 ,ma timor mi accora1 ,ch'opra vana tu tenti1 e de l'ardito ,generoso tuo cor vittima resti6-- --,e vittima sia pur1 balzando disse ,la divina ,sanese3 un d potevi ,ricondurre vincente al patrio albergo ,una mortale di ,betulia2 io diva ,imploro a te pari soccorso1 e parto6-- --,ma egli un vecchio barbogio1 egli un fantoccio6-- ,grid in quel punto una stridula voce1 ,bizzarramente modulando il verso4 ,si conversero tutti a l'empio grido ,inorriditi1 e ignuda in su la soglia ,videro sghignazzar ballonzolando ,l'insanita ,teresa4 ,era gi il fiore ,del paradiso2 ora istecchita e nera1 ,rapata il crin1 gli occhi sbarrati e pazzi1 ,salti facea sugli spolpati stinchi1 ,come scimmia strillando4 ,avvinto a un refe1 ,che a' vizzi fianchi le facea cintura1 ,gi pendevale un foglio1 o fosse un brano ,del vangelo di ,marco1 o un'ispirata ,lettera1 ch'ella avea nei suoi bei giorni ,fra l'isteriche ambasce a ,dio gi scritta4 ,tremr di sdegno a tanto osceno aspetto ,gli angioli santi1 e gracidr commosse ,le stagionate vergini1 che assise ,qua e l pe' remoti angoli1 a ,dio ,biasciano tutto d salmi e preghiere4 ,drizzro a stento l'aggobbite schiene1 ,e1 sguardando di sopra a' tentennanti ,su la punta del naso argentei occhiali1 ,l'infelice avvisr2 brandr con fiero ,piglio i lunghi rosarii e i crocifissi1 ,e gi gi si avventavano2 ma stesa ,il buon ,dio con pacato atto la destra3 --,perdonatele1 disse1 e a la sua cella ,dolcemente traetela4 ,infelice6 ,troppo os co'l pensier farsi vicina ,a la fiamma del ,vero1 e in questa guisa ,del suo folle ardimento or paga il fio4-- ,cos dicendo1 con paterno affetto ,schiuse le braccia1 strinse al cor la bionda ,testa di ,cate1 e le concesse in fronte ,il caro bacio del commiato4 ,altera ,di cotanto favore ella si avva ,fra' plaudenti ,celesti2 inni e saluti ,le mandan l'arpe4 ,ai suoi custodi intanto ,sguizza di man la santa pazzarella1 ,e1 sovra il naso il pollice appuntando1 ,ghigna1 sgambetta1 e saltellando involasi4 ,,canto ,,tredicesimo4 ,,argomento4 ,santa ,caterina alla vista di ,lucifero si perde d'animo1 e1 invece di convertire lui alla fede1 converte s stessa all'amore1 e si abbandona ai voluttuosi abbracciamenti dell',eroe4--,alcuni ,angeli1 sedotti dall'esempio1 disertano il cielo1 e cantano il desiderio della terrena volutt4--,ultime ore di ,pio ,,ix2 a cui apparisce l',ombra di un solitario1 che1 non valendo a persuaderlo di rinunziare al dominio temporale della terra1 lo lascia in preda a spaventose visioni4--,una vittima delle stragi di ,perugia4--,due decapitati4--,straziato da queste apparizioni1 il vecchio ,pontefice muore1 domandando inutilmente perdono4 ,vestitevi di rose1 aride arene ,del ,colosso6 ,se a fecondarvi1 indarno ,scorse a fiumi su voi degli ostinati ,martiri primi e de le belve il sangue1 ,valga a farvi fiorir la duturna ,prece di ,pio3 l'augusto veglio padre ,d'ogni portento1 e tutto pu4 ,l'han chiuso1 ,qual recidivo malfattor1 nei templi ,transteverini2 e1 com' ver1 che al cenno ,del suo divo pensier struggesi in pianto ,la sacra effigie di ,maria1 dai ceppi ,egli uscir vittoroso e forte1 ,e di vergini gigli incoronato ,ascender securamente al cielo4 ,or1 mentre aspetta il sacro giorno1 e inqueti ,giacciongli al pi l'antema e la scure1 ,volga ad altr'opre il non fallibil petto ,egli che1 fabro di verginee madri1 ,i dolci nati de le madri uccide ,con serafico istinto4 ,un improvviso ,april fiorisca il ,colosso2 discende ,a battagliar ,lucifero l'altera ,amazzone di ,siena1 a cui pi spade ,volse il facile eloquio e la virile ,belt1 che doma ogni poter4 ,chi vide ,entro al sereno immaginar del mito ,lieve il pi1 cinta il vel1 rosea le forme ,volger la fuggitiva ,ebe fra' ,numi1 ,quei dir qual fiora grazia e splendore ,di giovinezza e di salute in volto ,de l'ardita ,senese1 allor che al guardo ,de l'orgoglioso ,apostolo ad un punto ,si appales4 ,muto ei sedeva in cima ,a un dirto pilastro1 e la raggiante ,misterosa immensit del cielo ,gli pendeva su'l capo3 eran pi vaste ,pi chiare assai le sue speranze1 e acuto ,pi del guardo del ,sole oltre a le cupe ,reggie d'azzurro il suo pensier vedea4 ,meditava cos3 ,dentro a l'audace ,spirto de l'uom fervida alfin si stampa ,l'immagin mia2 vantino uranghi e numi ,a lui simile aspetto3 il suo pensiero ,a me rassembra1 e il suo destino il mio4 ,libero gi d'alte paure1 scevro ,d'ogni fallace illuson di senso ,vuole1 conosce e pu2 spezza il segnato ,limite del mistero1 e dove luce ,ivi il suo campo e il regno suo prescrive4 ,cos parlava dentro al cor2 ma in quella ,che l'armato pensiero aprasi il varco ,ad alate parole1 eccogli incontro ,sorger la ,dea1 che de l'eloquio ha il vanto4 ,stup l',eroe di tanta vista1 e1 tutto ,ne la diva fanciulla il viso assorto1 ,l'ardimentosa giovinezza e gli atti ,securamente mansuti e il lume ,di s maschia bellezza iva ammirando ,silenzoso4 ,anch'essa ,dea non senza ,stupor mirava il gran ,ribelle1 e come ,una mesta piet prendeale il core ,secretamente4 ,alfine in questa forma ,prese a parlar3 --,superbo e sventurato ,angiolo1 n so dir se in te pi sia ,la superbia tenace o la sventura1 ,e come puoi di tanto umile stato ,l'aspetto solo comportar1 tu primo1 ,gi primo1 or fatto di pietade obietto1 ,fra le schiere del ciel8 ,misero6 e dove ,son l'ali tue8 ,dove la schietta luce ,del tuo fronte immortal8 ,scemo di tutte ,doti del cielo1 a un passeggero e reo ,figlio d',adamo io ben ti assembro1 e nulla ,d'eterno hai pi1 fuor che la tua sventura6-- --,e la sventura la ricchezza mia1 ,bella figlia del ciel1 cos a dir prese ,l'onor di ,lui che da la luce ha nome2 ,tesoro il pianto1 a cui null'altro agguaglia ,ne la terra e nel mar4 ,povero e gramo ,cultor l'arido solco apre a fatica1 ,ed una al seme ed al sudor gli dona ,le speranze sue belle4 ,ispido e bianco ,sibila tra l'ignude arbori il verno1 ,croscian piogge e gragnuole1 e gi ridondano ,in tumulto i torrenti3 il poverello ,guarda tremando i duri prati1 e al magro ,desco seduto a la sua donna a lato ,pur dolorando il bel tempo predice1 ,finch tutt'oro il crine e in man la falce ,esce il fervido giugno1 i mareggianti ,campi sorvola1 e generoso adempie ,di bionda msse i rustici abituri4 ,cos egregia mercede a l'uom prepara ,l'esperimento del dolor4 ,dai solchi ,seminati d'umane ossa fuor balza1 ,santa prole de l'opra e de l'affanno1 ,la ,libert1 premio ai costanti3 umana ,diva1 ignota ai ,celesti1 ella inghirlanda ,dei raggi suoi l'ardue fatiche1 e serba ,ad ogni affanno una vittoria4 ,e quale ,dono quaggi1 che non da lei derivi8 ,per essa han luce ed armonia le genti ,e veritade ed uguaglianza e vita1 ,poi che vita non ha1 n veramente ,uomo chi giace in servit1 ma ignaro ,bruto1 ch' in sorte il brago e la catena4 ,vivon sol d'essa i generosi1 ed io ,son la sua voce1 e gli ozati scanni ,del ciel per essa e volentier sdegnai4 ,o solenni cadute1 o glorose ,sconfitte1 a cui libera vita io deggio1 ,ricordando1 mi esalto6 ,e dovea forse ,crogiolarmi fra' sogni aurei del cielo ,eternamente1 io re degl'irrequeti ,spiriti8 ,assiso ai tiepidi banchetti ,in silenzio vorar le dispensate ,manne1 io figlio de l'opra8 ,erger le palme ,supine a ,lui1 che1 del suo nulla esperto1 ,pur ne l'impero de l'error si ostina8 ,la terra elessi1 ed ei cadr6 ,de l'ali1 ,ch'ebbi inutili al dorso1 armai la mente2 ,de la luce del fronte il petto istrussi2 ,con l'uom piansi ed amai3 scrissi co'l sangue ,le sue vittorie2 e gi n' presso il giorno1 ,che ,dio dal regno e da la vita escluda6-- ,rabbrivida come per febbre al fiero ,parlar la diva1 e da' superbi accenti ,con la candida man scherma l'orecchie ,inorridita2 n risposta alcuna ,formar pu1 n fuggire osa4 ,ben gli alti ,gesti de la sua vita e il dir facondo ,e l'audace promessa a ,dio giurata ,vergognando rimembra1 e non sa quale ,fascino occulto or l'incateni innanzi ,a l'avversario suo feroce e bello4 ,dicea fra s3 ,molti in virt prestanti1 ,molti in bellezza e in favellar maestri ,conobbi al mondo animi egregi2 ha il cielo ,angeli molti1 a le cui rosee membra ,vestimento la luce e amplesso eterno ,la giovinezza2 or qual virt ha costui1 ,che s mi svolge ed incatena il senno8 ,cos pensando1 a l'anima dubbiosa ,fa forza2 di rigore arma l'aspetto1 ,cerca austere parole1 e questi invece ,le vengono dal core umili accenti3 --,angelo1 oh6 soffri ch'io t'appelli ancora ,co'l tuo nome perduto2 e che ti giova ,per questa ultima sfera ir pellegrino ,qui dove segue a la fatica il pianto ,e ad entrambi la morte8 ,assai feroci ,detti hai parlato or or2 ma una parola ,melodosa1 o che mi falli il senso1 ,una dolce parola anche dicesti1 ,che a perdonarti ogni fallir m'induce3 ,pianto ed amato hai tu8 ,radice ha in terra ,ne l'empia terra anche ha radice amore8 ,oh6 come il viver coi mortali il senno ,pur dei forti travolge6 ,il paradiso ,oblato hai cos8 ,non sai che vita ,e stanza e reggia ha solo in ciel l'amore8 ,vieni1 oh6 vieni con me6 ,l1 nel tranquillo ,regno degli astri al buon ,iddio da presso ,vivrem vita serena2 e in quella pace ,troverai la tua patria e l'amor mio6-- ,tacque tremando1 ed arrossa4 ,fu lieto ,di quei detti l',eroe1 per che vide ,su cotanta belt certo il tronfo1 ,e l'incalz con queste voci3 --,o chiara ,sopra a tutte le dive e la pi bella ,d'ogni terrena cretura1 eguale ,solo a colei ch' del mio cor regina1 ,e che parli d'amor tu che nel cielo ,al banchetto degli angeli ti assidi1 ,ove straniero e dispregiato amore8 ,ben di tutta piet degna t'estimo1 ,se amore altro non sai1 che la fallace ,larva impotente1 che il gran nome usurpa1 ,e i parvi e non interi angeli illude6 ,tutta ossessa di ,dio1 fiera dei molti ,tronfamenti de la tua parola1 ,da la terra passasti1 e ti fu oscura ,la vittoria miglior che donna ambisca1 ,la dolce volutt de l'esser vinta4 ,oh6 cedi a me1 cedi e tronfa6 ,amore1 ,terreno iddio1 che fa pensier la creta1 ,ti apprender come si vince3 ei solo ,mi sase a pugnar contro a le cieche ,menti del cielo2 ei qui mi addusse2 ei muta ,ogni lagrima in fiore1 e a le dubbiose ,anime ignare il vero den insegna6-- ,parla1 ed a lei che muta trema1 e intorno ,purosa si volge1 apre le braccia ,supplicando con gli occhi1 e in un amplesso ,d'avidi baci l'anima le serra4 ,cadea fra tanto il ,sol2 cheto e deserto ,era il loco2 salan come invocate ,rapide al ciel le grandi ombre notturne1 ,e ,amor lesto vena4 ,cedea la bella ,diva2 e quando con man trepida e tutto ,fiamme e palpiti il cor1 la virginale ,zona ei le tenta1 ed ambi ansano1 ignoti ,mondi ella vede3 arde d'immenso aprile ,la terra2 gi dal ciel scendono in folla ,cento e cento lucenti angeli1 e1 fatta ,di s fra terra e cielo ampia corona1 ,sciolgono l'arpe al suon1 le voci al canto3 --,stanchi di tesser danze ,di cento arpe al ronzo ,ne le lucenti stanze ,de la magion di ,dio1 ,scender soleano un giorno ,gli angeletti scapati ,l nel mortal soggiorno ,de le figlie de l'uomo innamorati4 ,nei freschi antri1 su' fiori ,tremolanti a la brina ,ponean l'ali e gli albori ,de la fronte divina2 ,e1 colto il bacio primo ,sovra le bocche ardenti1 ,schernan gli astri1 e da l'imo ,radavan pi belli e pi possenti4 ,lascia or l'eterea sede ,l'inclito onor di ,siena3 ,d'intemerata fede ,l'alma loquace ha piena2 ,al gran ,ribelle incontro ,tumida sorge2 e quando ,spera1 che al primo scontro ,vinto egli fugga in volontario bando1 ,ecco1 dal labbro il detto1 ,come spuntato strale1 ,cadele2 al dolce aspetto ,del gran ,fattor del male ,pallida trema2 al laccio ,d',amor l'anima assente1 ,scorda s stessa1 e in braccio ,del rivale di ,dio bello e possente1 ,immemore del cielo1 ,donasi1 ,oh6 vaga1 oh6 bella6 ,gi del vergineo velo ,scevra1 com'aurea stella1 ,splende2 da l'ansio viso1 ,da le membra sincere1 ,ignoto al paradiso ,spira in mille piacer solo un piacere6 ,o amore1 amor6 ,s forte il tuo terreno impero8 ,sfida per te la morte ,del fango il figlio altero2 ,e1 mentre a la tua rete ,la voce tua ne incalza1 ,ei l'ale irrequete ,svolge dal fango1 e contro al ciel s'innalza6 ,scendiam1 proviamo6 ,a tutti ,zimbello il ,padre eterno1 ,e saggi e farabutti ,si ridon de l'inferno4 ,scendiam1 facciam baldoria ,tra' fiori e le donzelle2 ,abbia l',amor vittoria3 ,vale un'ora d'amor tutte le stelle6-- ,mentre i furbi angeletti in queste voci ,disertavano il cielo1 e l'umanata ,senese1 avvinta dal pi dolce amplesso1 ,primamente senta la vita intera1 ,su l'antica di ,pio ferrea cervice1 ,come sinistro augel1 striscia la ,morte4 ,abbandonato su'l gelido letto ,luccicante di frange e di cortine1 ,rabbiosamente egli vaneggia3 --,urlate1 ,accorrete1 soccorso6 ,il ciel1 la terra1 ,l'inferno tutto ai cenni miei6 ,demni1 ,angeli1 a voi3 la forte anima mia ,per un anno di vita6 ,i miei nemici1 ,gli usurpatori impenitenti al mio ,piede un istante1 e poi morir6-- ,comparve ,pallido1 immoto1 macilente un ,frate ,sovra la soglia3 --,a questa ,croce atterra ,l'orgogliosa tua fronte6-- --,chi sei tu8 ,che vuoi8 ,chi innanzi mi ti tragge8 ,a l'ira ,non mi sforzare6-- --,a la piet ti sforzo1 ,a la piet1 se ,dio1 per maggior pena1 ,non ti chiude la via d'esser pietoso4-- --,ma tu chi sei8 ,di vane ombre io non temo3 ,son forte ancora6-- --,ombra1 demonio1 o ,dio1 ,quel che tu temi io sono4 ,ecco si appressa ,l'ora2 scoccata3 a le tue ferree porte ,batte il giudizio del ,signor6-- --,che intendi8 ,che oseresti tu mai8-- --,sgombra dal petto ,la fallace paura3 ,iddio corregge ,pria di punire2 e suo ministro io vengo1 ,io1 che di ,dio non gi1 ma sol dovrei ,venir ministro de la mia vendetta6 ,e ancor forte ti vanti8 ,a brani io veggio ,l'inconsutile veste2 ai fuggitivi ,tuoi passi il trono1 il suol vacilla2 e al cielo ,non ti rivolgi8-- --,al cielo1 al ciel6 ,tu parli ,l'eretica parola6 ,il ciel lo lascio ,ai miei nemici2 a me la terra6-- --,e quale8 ,schiavo tu sei d'altri e di te6 ,mal tieni ,di ,bonifazio e d',ildebrando3 hai l'ira ,de l'un1 de l'altro la superbia3 il senno ,d'ambi ti manca e i tempi4 ,il destin solo ,pari ad entrambi e in uno avrai3 l'eterna ,citt di ,pier per te mutasi a un tempo ,in ,salerno ed ,anagni3 esule vivi1 ,bench in ,roma2 e a la tua guancia canuta ,stampano i ,re pi durature offese ,del ferrato manipolo di ,sciarra4 ,deh6 rivolgiti al ciel6-- --,frate1 pon fine ,al tuo sermone1 e sgombra4 ,il cielo patria ,dei deboli2 la terra mia6 ,gi in armi ,sorgon ,francia ed ,iberia3 il ceppo illustre ,dei ,borboni immortali a l'aura nova ,mette nove radici1 e fronde e rami ,e fiori e frutta porter3 saranno ,frutti i trofei tolti ai nemici e il capo ,di quel ,sabaudo avventurier tiranno1 ,che1 pur che copra le sue membra oscene1 ,ruba a ,cesare il serto e il manto a ,cristo4-- --,vana speme la tua6 ,dio1 che a la terra ,dopo il gel manda i fiori1 a l'uom consiglia1 ,dopo lungo servir1 la sacrosanta ,libert del pensiero4 ,e chi potrebbe ,co' suoi delitti attraversare il corso ,de le leggi di ,dio8 ,con l'empia destra ,ottenebrar l'indefinita luce1 ,che da l'insetto a l'uomo equo dispensa ,di tutte cose animatore il ,sole8 ,credi tu1 che ammucchiando ossa sovr'ossa ,tal diga innalzerai1 che su la china ,si soffermi il torrente1 a cui dan forza ,i destini del mondo8 ,ah6 il credi3 amore1 ,fede non si raccoglie ove non altro ,ch'odio e terror si semin6 ,non sono1 ,non sono1 e ,dio che tutto sa ne attesto1 ,distruttor de la fede i rubellati ,spirti e l'ereticanti alme6 ,voi primi1 ,voi soli1 occulta d'ogni mal radice1 ,voi co'l sangue versato alimentaste ,l'idra de l',eresia2 questo malnato ,poter1 che cinge ,iddio d'ire e di sangue1 ,ai quattro venti de la terra il grido1 ,fu la prima eresia6-- --,frate6 s'hai caro ,il viver tuo1 non funestar l'estreme ,ore del poter mio4 ,smetti l'altero ,tuo cipiglio d'apostolo3 la fame ,rende spesso profeti2 avrai se 'l brami ,copia di tutto2 or lasciami4-- --,la mia ,vita cosa del ciel2 se dono alcuno ,vuoi che da te1 vecchio feroce1 accolga1 ,dammi il rogo1 o la scure4 ,odi l'estrema ,voce di ,dio3 rassegnati e perdona2 ,gi perdonando incominciasti4-- --,ardisci ,rammemorar la mia vilt8 la fonte ,d'ogni sciagura mia8 ,male incomincia ,perdonando chi regna6 ,al generoso ,uopo s'applaude in pria2 povero e scarso ,indi appare ogni don1 per che ingordo il cor di lui che a nullo bene avvezzo3 ,debito par la carit2 diritto ,la pretesa pi stolta4 ,egual si tiene ,a lascivo signor che la careggi ,meretrice proterva1 e a lei somiglia ,l'avida plebe3 oggi le di l'anello1 ,doman ti chieder manto e corona2 ,alza dal fango la servil cervice1 ,spezza il fren1 rompe il cheto ordine1 invade ,l'altrui poter1 dritti e doveri ingombra1 ,tal che1 sconvolto il socal congegno1 ,divien chi serve re1 servo chi regna4 ,no1 no3 perde chi cede4 ,uom che securo ,tien l'alta riva1 io non dir che il senno ,abbia intero1 se al torbido torrente ,perigliando abbandonasi4 ,tal fui ,un solo istante1 e n'ho rabbia e rimorso3 ,nel reo vulgo ebbi fede2 osai l'esempio ,d',alessandro imitar6-- --,del pari infido1 ,ma pi debole fosti6-- --,e qual mercede ,n'ebbi dal mondo8 ,risvegliai l'orrenda ,idra dormente al mio piede2 potea ,schiacciarla1 e la svegliai4 ,stolto6 i suoi primi ,sibili e i morsi avvelenati io primo ,sperimentai3 mira qual sono6-- --,accusa ,l'alma tua poca e infida4 ,esser potevi1 ,rege non pi 7fra le vergogne e il sangue ,gi da gran tempo era sepolto il trono ,su le vergogne e su le colpe eretto71 ,ben regnar da l'intatte are potevi ,pontefice1 e lo puoi6 -- --,se crolla il trono1 ,caggia anche l'ara3 o tutto1 o nulla6 -- --,e il dito ,di ,dio non temi8 -- --,il ,dio che adoro fatto ,ad immagine mia6 --,ben veggio3 indarno ,ogni mio favellar4 ,ma se in te morto il pontefice e il re1 l'uomo ancor vive2 ,odimi dunque1 o sciagurato1 e trema4 ,l'ara di ,dio non croller3 cadranno ,gli astri del ciel1 la fede no4 ,la terra ,stanca d'ire e di stragi1 e pace e amore ,cerca1 e l'avr4 ,dio torner su queste ,sedi1 da cui tu lo cacciasti in bando2 ,torner ,pietro a regnar l'alme3 assiso ,umilemente a ,cesare da lato1 ,avr di lui non men possente impero ,e pi vasto d'assai4 ,tu muori intanto1 ,implacabile vecchio2 impreca1 e muori ,impenitente2 al tuo letto custodi ,la tua memoria e la ,coscienza io lascio6 -- ,disse1 e disparve4 ,il bieco occhio e la voce ,mosse il fiero morente1 e una tremenda ,vista mir4 ,pi sol non era3 accanto1 ,a pi del letto1 al capezzal1 d'intorno ,un popolo sorgea di brulicanti ,scheletri3 avean ne le profonde occhiaie ,come due fiamme che parean pupille1 ,e un tal verso facean con le dentate ,mascelle1 che parea voce e sogghigno4 ,trema1 boccheggia il vecchio irto2 l'infermo ,corpo gi gi tra le diffuse coltri1 ,scivolando1 rannicchia2 e freddo1 cheto1 ,senza respir1 con muto occhio furtivo ,segue dei suoi tremendi ospiti i moti4 ,uno spettro parl3 --,possa la voce1 ,che un'altra volta acquisto1 ,strazarti cos1 vecchio feroce1 ,trafficator del ,cristo1 ,che1 incenerito il reo manto e la stola1 ,di cui nascondi invan l'anima fella1 ,de le vive tue carni ogni parola ,un bran vivo divella6 ,d'ossa e di polpe ignuda ,la negra anima tua sensibil resti2 ,ch'io l'afferri1 e nei miei pugni la chiuda1 ,e co 'l pi la calpesti6 ,forse canuto a par di te non era ,vecchio cadente anch'io8 ,non era tua quell'itala bandiera1 ,a cui tutto fu sacro il viver mio8 ,ma tu1 ,giuda due volte1 il bacio vile ,a ,cristo e al popol dato1 ,tolto di sotto al manto il doppio stile1 ,li trafiggesti entrambi al manco lato4 ,sbucaron da li ,elvez antri le ladre ,turbe1 che a libert mal dnno il petto1 ,se1 liberate da la man d'un ,padre1 ,a prezzo maledetto ,concedon l'alme1 e li venali artigli ,affondano nei fianchi ,de l'abusate vergini1 ed i figli ,sotto agli occhi dei padri infermi e bianchi ,svenano4 ,o voi1 pi dei miei pover'occhi ,cari lattanti e nuore giovinette1 ,voi sedevate attorno ai miei ginocchi1 ,come innocue agnellette1 ,quel d1 che scatenate ,dal cenno di costui che il ciel promette1 ,per le vie di ,perugia insanguinate ,correan le sue vendette4 ,cinti di ferro1 e d'oro e sangue ingordi ,rupper ne le mie case in un momento ,gli sgherri di costui feroci e sordi ,come tigri in armento4 ,e i miei due figli1 i miei leoni intanto ,non erano con noi6 ,pugnando a l'ombra del vessillo santo1 ,caduti eran da eroi6 ,n mi fu dato1 oim1 baciar le care ,teste morenti e udir le voci estreme1 ,comporre i corpi vostri entro le bare1 ,a voi morire insieme6 ,ben dei pargoli vostri e de le amate ,spose lo strazio vidi ,e il vitupero6444 ,oh6 in me1 in me sol vibrate1 ,emp1 i ferri omicidi6 ,ultimo caddi4 ,or paradiso1 o inferno1 ,vedi8 o vecchio feroce1 io non aspetto3 ,dio qui mi manda2 e qui starommi1 eterno ,fantasma1 al tuo cospetto6-- ,tacque1 e due sovra gli altri orridi in vista ,fuor de la calca si avanzaron3 muti1 ,rigidi1 ritti ritti1 lenti lenti ,a le due sponde del funereo letto ,stettero2 e1 del lenzuol freddo scoprendo ,a viva forza del morente il capo1 ,tentennro i crocchianti omeri4 ,come ,da l'ultimo edificio1 allor che trema ,sussultando la terra1 e bianchi in viso ,fuggono i passegger1 cade un divelto ,sasso1 e paura ai fuggitivi accresce2 ,cos a quel poco tentennar divisi ,lor cascano li tesch rilucenti1 ,che balzando e mettendo orrido un suono ,ruzzolan sul marmoreo pavimento1 ,come vediam dietro ad arancia o mela1 ,che per trastullo il genitor gli lancia1 ,correre il fanciullin con passo incerto2 ,quando pi crede che le sia da presso ,e gi gi la raggiunga1 ad afferrarla ,gittasi1 e quella1 che ad avverso oggetto ,battuta intanto1 retrocede o volge ,per via diversa1 e il seguitor delude1 ,che il piccioletto cor gonfio di bizza ,carpon1 carpon la insegue1 e non si cheta ,pria che in pugno la stringa e la riporti ,al genitor1 che sorridente incontro ,gli apre le braccia1 e sopra al sen lo accoglie2 ,tal dopo ai propr tesch si lanciarono ,i mutilati scheletri2 da terra ,li raccattr2 fra' cricchiolanti carpi ,li strinsero1 e con fiero atto al morente ,li avvicinr1 mostrandoli4 ,fremea ,la turba1 come avvien1 quando improvviso ,sguiscia aquilon su l'arido scopeto ,de la foresta2 ma parola o voce1 ,o moto alcuno non mettea l'oppressa ,anima del morente3 il dubitoso ,spirito avea tutto negli occhi2 un cupo ,rantolo gli stridea per entro ai duri ,visceri1 perocch1 simile a un ferreo ,non unto filo di dentata sega1 ,l'ultime fibre gli rodea la ,morte4 ,s'avvivarono a un tratto i mozzi capi1 ,e battendo le labbra e le palpbre ,in terribile forma1 e sangue e detti ,fuori gemean de la divisa strozza4 ,s'appressarono allor quanti d'intorno ,eran spettri e fantasmi1 ed in quel sangue ,tutti tingendo fieramente il dito ,segnarono sul fronte il morituro1 ,e gridarono insiem3 ,sii maledetto6 ,a quel tocco1 a quel grido1 immantinente ,si scosse1 si agit1 tutto si storse ,l'irto veglio1 qual suol malaugurosa ,nottola da le unghiate ali1 qualora ,dispietato monel con improvvisa ,canna l'abbatte1 ed al nemico lume ,l'appressa s1 ch'ella bestemm e strida4 ,ma qual putida rzza1 che1 di mano ,sguizzando al pescatore1 agita al suolo ,le acute pinne e la scabrosa coda1 ,finch'egli irato la riprende1 e sbatte ,contro un sasso1 e l'acqueta ne la morte2 ,cos fuor dal lenzuol frigido a terra1 ,dibattendo le flosce membra1 piomba ,il tormentato agonizzante2 i gialli ,occhi stravolge1 e mugola3 ,perdono6 ,sparr gli spettri2 su la fredda soglia ,lucifero comparve1 e disse3 tardi6 ,,canto ,,quattordicesimo4 ,,argomento4 ,saluto di ,lucifero al ,sole2 tra' raggi del quale rivede l'immagine di ,ebe4--,attirato da mirabile fascino d'amore l',eroe si solleva per l'aria2 traversa gli spaz1 giunge in ,venere1 si confonde con l'amor suo1 e procede infino al ,sole1 da dove alza la voce dell'ultimo giudizio4--,i morti d'ogni et e di ogni loco risorgono1 e s'innalzano dalla terra per assistere al giudizio di ,dio4--,rassegna di filosofi2 d'istitutori di popoli2 di riformatori4--,le vittime domandano vendetta4 ,cos mora l'alma implacata4 ,al ,sole1 ,che al meriggio splendea limpido e caldo1 ,lucifero parl3 --,re de la luce1 ,odimi4 ,o sia che il bruno orbe tu chiuda ,entro a un mare di fiamme1 onde le negre ,cime dei monti tuoi sorgono1 e dnno ,ombre indistinte al tuo nitido aspetto1 ,o sia che un vel d'opache nubi1 amico ,di fulgidi riflessi1 e una diffusa ,sfera di luce e di calor ti avvolga1 ,te genitor d'ogni terrena vita ,io chiamer1 quando da te deriva1 ,o che vegeti immota1 o inconscente ,movasi1 o pensi ogni creata forza4 ,a te le numerate ore d'intorno ,danzano2 a te1 padre di climi1 il fronte ,volge amante di luce ogni pianeta2 ,e tu1 di vita liberal1 dispensi ,raggi e sorrisi a qual ti porga il volto1 ,e i pi miti a la terra4 ,umile in vista ,e ritrosa al tuo sguardo offre ella il grembo ,palpitante a la lunge1 e non si attenta1 ,a par del fuggitivo rmete1 appresso ,fartisi tanto1 che mortal saetta ,l'amoroso tuo raggio a lei diventi4 ,tu per propria virt dal mare insonne ,traggi i vapori1 e in nubi atre li addensi1 ,che indi1 in pioggia disciolte1 al vigilato ,solco dan biade e pomi al bosco e nuova ,freschezza a la vitale aere1 da cui ,vigor nuovo di membra a l'uom deriva4 ,n i sensibili corpi orni soltanto ,in visibile guisa1 e ti compiaci ,d'apparente belt1 per che in seno ,scendi a tutti i mortali1 e1 a quella forma ,che scaldi e svolgi il fecondato seme1 ,e del tuo sguardo il puro etere allumi1 ,desti cos ne l'ordinata mole ,de le membra il pensier1 ch' de l'eterna ,ben disposta materia agile alunno4 ,qual da le scarse gelosie d'un chiostro ,libera il guardo al ciel la verginella ,disosa d'amor1 tal da l'oscura ,compagine mortal di nervi e d'ossa ,si sprigiona l'amante animo1 e1 tutto ,di te1 sovrano genitor1 sentendo ,l'occulto foco e la nata virtude1 ,per li campi del vasto essere1 in cerca ,d'ignote sfere e di negati oggetti1 ,lanciasi1 e tanto si dilunga e sorge1 ,che par sostanza spirital1 che possa ,dagl'involucri suoi viver divisa4 ,ma chi dir1 che viver possa il modo ,senza l'obietto1 o ver da lui distinto8 ,che fuor de la gagliarda arbore viva ,l'occulta forza vegetal8 ,si schiude ,per valor de la terra il seppellito ,seme1 germoglia1 si divide e s'alza ,in foglie1 in rami2 con robusti nodi ,stringe ed avvinghia la materna zolla1 ,respira1 ama1 s'infiora1 infin che un diro ,turbo lo schianti1 o avversa scure il tocchi4 ,forse quella virt1 che gli di vita1 ,morto lui1 fugge altrove1 e per s vive8 ,suon di melodosa arpa1 che il petto ,d'indefinita volutt comprende1 ,quando i candidi rai piove la luna ,su le mute campagne1 e i sonnolenti ,fiori deliba la fugace orezza1 ,io gi non penser1 che per s solo ,le sonore de l'aria onde commova3 ,frangi le corde del gentil strumento1 ,tosto il suon cesser4 ,simile in questo l'uman corpo a l'arpa3 ,amor risveglia1 ,divo maestro d'armonie1 le nostre ,facolt1 che nel cor siedon sopite2 ,e quanto in noi pi gentilezza posta1 ,maggiore e pi gentil n'esce un accordo ,d'affetti e di pensier1 d'opre e di accenti4 ,o ,amor1 sole de l'alma1 ove io ripensi ,di che alata virt doni il pensiere1 ,scarso e povero assai sembrami il lume1 ,che avviva ed orna ogni creato oggetto6 ,a te1 come a la mite alba la schiera ,dei canori volanti1 al nuovo aprile ,la famiglia dei fiori1 al ,sol che torna ,tutte cose universe1 alzasi in festa ,l'umana vita1 e al magistero intende ,d'ogni nobile ufficio4 ,immota e cieca ,mole saran le nostre membra1 e inerte ,cosa il pensier senza di te3 sembiante ,a tardo bue1 che il travaglioso ordigno ,del volubile bindolo raggira ,tutto il d1 senza posa1 e non sa quanto ,sgorghi tesoro da la sua fatica4 ,ma tu1 di libert padre1 fai lieve ,ogni gravezza1 ogni umilt sublimi1 ,ogn'inerzia dilegui1 e di noi stessi ,conoscenza ne di piena e sicura4 ,tu de l'etereo ,sol1 da cui proviene ,quanto d'uopo a la vita1 il pi fecondo ,raggio in noi custodisci1 ed una al chiaro ,conoscimento1 che da lui si nacque1 ,un ribelle ne infondi altero istinto1 ,per cui1 divino matricida1 a fronte ,d'essa ,natura l'uman genio irrompe ,con fiera sfida1 e la tenzona a morte4 ,o solenni ardimenti1 o generose ,pugne e vittorie senza fine1 a cui ,deve l'uomo mortal meno infelice ,vita nel mondo1 e sol per cui si eterna6 ,sovra la fossa1 ov'ei tutto discende1 ,la memoria di lui sorge1 e qual face ,da mille spere riprodotta in giro1 ,entro ai petti degli uomini risplende ,centuplicata1 e si perpetua1 e in guisa ,vive con noi1 che1 per superbo inganno1 ,vita verace il ricordar si tiene ,ed anima immortal1 ch'abiti altrove1 ,la memoria che d'altri in noi risiede4 ,ma del credulo gregge e dei fallaci ,ciurmadori de l',arte e di ,sofia ,scevre serbate voi le nuove genti1 ,o ,sol1 re de la vita1 o ,amor1 sovrano ,del pensiero mortal2 voi de la vostra ,pura luce vital fate lavacro ,agli egri petti1 e date ala ed acume ,a qual dentro a l'error cieco si ostina ,siccome talpa sotterranea3 ei senta ,stupefatto ad un'ora il vostro lume1 ,mentr'io1 gi presso al mio tronfo1 a voi ,tendo le palme1 e voi propiz invoco6-- ,tal parlava implorando1 e il guardo acuto ,pi che punta di stral figgea nel volto ,radoso del ,sol1 quando a un sol punto1 ,o che vero ei mirasse1 o che a l'ardente ,spirto facesse illusione il senso1 ,visto gli venne un portentoso aspetto1 ,onde il cor gli balz4 ,come ne l'ora ,d'un purpureo tramonto1 ove pi ferve ,a pi de la ,scilla balza il vorace ,turbo estuso del latrante mare1 ,sorger vede il nocchier vigile un roseo ,fantasima di donna1 a cui ghirlanda ,sono i raggi di cento iridi1 e molle ,guanciale il fior de le fioccanti spume2 ,l'affisa egli ammirando1 e1 se in quel tempo ,gli sorride ne l'alma un dolce amore1 ,l'oggetto dei suoi voti in lei ravvisa2 ,cos a fior del fiammante orbe del sole ,nuotar vede l',eroe trepido un'ombra1 ,incerta ombra da pria1 che umana forma ,man mano assume e leggiadria cotanta1 ,che la viva in suo core ,ebe gli sembra4 ,esult giubilando1 e in queste alate ,voci si effuse3 --,oh6 ben t' stanza il sole1 ,ben t' regno la luce1 aurea bellezza1 ,che il petto mio1 vago di luce1 imperi6 ,l'amor mio non sei tu8 ,l'idolo amato ,d'ogni speranza mia8 ,l'ala e la possa ,del mio pensier8 ,deh6 come fausto io deggio ,stimar l'auspicio1 che da te mi viene ,in quest'ora solenne6 ,ecco1 gi sento ,crescer lena al mio spirto2 odo la voce ,de la terra e dei secoli1 che chiama ,al gran giudizio ,iddio6 ,non altrimenti ,che fosco immaginar d'egro intelletto ,de la rosea salute al giovanile ,soffio si sperde1 io sperder le larve1 ,che ne usurpan dei chiari astri la sede3 ,tutti i ,numi cadranno2 al ciel1 da cui ,una fiera e tenace ira mi escluse1 ,or mi solleva1 e tronfante1 ,amore6-- ,ci detto appena1 un tal fascino il prese1 ,che per lo spazio il sollev3 non punto ,dissimigliante a fuscellin1 che avversa ,forza di calamita attira e regge2 ,se non che1 quanto pi di contro al sole ,lucifero sala1 tanto fra' biondi ,raggi del ben veggente astro la bella ,cratura d'amor venagli appresso4 ,l'un lasciavasi a tergo il montuso ,arido aspetto de la varia luna2 ,l'altra il denso ,cillenio2 e gi a la vista ,ridea d'entrambi l'acidalia stella1 ,cara sempre ad ,amor1 sia che tra' fiori ,del candido mattin splenda1 e le piaccia ,di ,lucifero il nome1 o che tra' rosei ,vespertini crepuscoli biancheggi ,dagli amanti invocata1 e pi le giovi ,che il penoso mortale ,espro l'appelli4 ,qui s'incontrr l'alme felici1 e un'onda ,di purissima luce e di colori ,si diffuse d'intorno1 e parte n'ebbe ,ciascun pianeta e non minor la terra4 ,tal1 se indagine umana al ver s'adegua1 ,versa tesor di colorati raggi ,sovra i cultori suoi ,perseo superbo1 ,perseo1 che a l'alba ,galassa nel grembo1 ,qual tronfante eroe1 splendido incede1 ,e trono e serto ha di due ,soli3 un1 tutto ,fiammeggiante di porpora1 vermigli ,dardi per l'aria1 a par di ,sirio1 avventa2 ,l'altro in un vel di cupo indaco avvolto ,mestissimo risplende1 e d'ambi al raggio ,in cento iri d'amor l'aria si frange4 ,a l'aspetto di lei1 luce costante ,del suo pensier1 verbo non ebbe o voce ,o sospiro l',eroe2 sol di quantunque ,forza d'amplessi a le sue braccia1 e al ciglio ,splendor di sguardo a lui mai diede ,amore1 ,l'abbracci tutta quanta1 e la comprese4 ,ella parl3 --,me non la luce1 o il cielo1 ,ma la terra nata covre e trasforma ,con benigna virt3 polvere io sono1 ,e su le membra1 che l',amor fiora1 ,or l'argentea rugiada educa fiori1 ,tra cui l'armonosa aura susurra4 ,per non ammirar1 se agli occhi tuoi1 ,siccome un d1 pur tuttavia risplendo ,dentro a la luce dei miei giovani anni3 ,miracolo d',amor2 palpito e vivo ,immortal vita nel tuo petto1 e queste ,forme fiorite1 che l',amor mi dona1 ,altro non sono che veder1 per cui ,l'anima tua pietosamente illude4-- ,con questi detti eran venuti a l'auree ,case del ,sol1 che tutto vede4 ,agli occhi ,de lo stupito ,eroe di luce nuova ,balen la fanciulla1 e tanta prese ,parte di lui1 che dentro a lui disparve4 ,dritto sul fiammeggiante astro egli stette ,con eccelso pensier3 fra quel deserto ,vastissimo di luce1 immensurata ,granitica parea mole1 che sfidi ,la procella dei sordi anni e del cielo4 ,dove figge lo sguardo8 ,al globo estremo1 ,che i pensanti mortali alberga e nutre1 ,veglian perpetue le sue cure4 ,orrende ,cose egli vede in quell'istante3 oscure ,carceri e ferri cigolanti e ruote ,stridule sopra a vive ossa e cadenti ,sovra al collo de l'uom nitide scuri ,e torbe fiamme crepitanti ingorde ,d'umane carni e gorgoglianti abissi1 ,da cui1 fra un vasto popolo di morti1 ,pochi1 indomiti capi alzansi a guisa ,d'incrollabili rupi e di ,titani2 ,e1 sopra tutto1 galleggiante un'ara ,lucida ai roghi1 e in cima ad essa un muto ,fantasima1 che or dorme ed or sorride ,villanamente4 ,fiammeggi negli occhi ,terribile l'uman ,dmone1 e1 tutto ,dal profondo del cor svegliando il grido1 ,queste fiere avvent voci supreme3 --,o voi1 che ne la fossa ,da tanti anni dormite1 ,vestite i nervi e l'ossa1 ,fuor de la morte uscite2 ,da l'una a l'altra riva1 ,o ,morti1 in pi levatevi3 ,il gran giudizio arriva6 ,su la temuta scranna1 ,giudice inesorato1 ,non sieder tra' fulmini ,siva feroce1 o il nato ,da vergin grembo3 in questo ,novo giudizio mio1 ,morti1 voi siete i giudici1 ,il delinquente ,dio6 ,porgi al vietato sorso1 ,tntalo1 il labbro2 scuoti1 ,o ,enclado1 dal dorso ,il cupo ,etna2 dal fondo ,dei fiammeggianti inferni1 ,tifo1 balza1 e t'allegra3 ,l'adamantina ,morte ,spezza del ciel le porte1 ,e1 spazando libera ,pe' vani antri superni1 ,fischia1 e s'apprende a l'egra ,canizie degli ,eterni4 ,novello ,braro1 ,bronte novello al grido1 ,la voce alza e la faccia ,il ,pensier numicido2 ,e1 con pi fauste prove ,che sul campo ,flegro1 ,strozza il mutato ,giove ,con le sue cento braccia4-- ,disse1 e balzr su dagli avelli i morti ,d'ogni et1 d'ogni loco4 ,a quella forma ,che noi vediam1 quando pi ferve agosto1 ,sorgere al ciel degli orizzonti in giro ,sparsi mucchi di nubi1 a cui d il vento ,strani aspetti di mostri e di giganti1 ,che arruffando pi e pi le bianche creste ,sfidan mugghiando il sole3 impaurito ,il parco agricoltor guardali1 e trema ,non saettin dal grembo in su' compiuti ,grappoli il nembo d'una ria gragnuola2 ,similmente s'ergean su da l'immensa ,folta alcune preclare ,ombre1 per cui ,prendea 'l cor dei ,celesti alto sgomento4 ,or tu1 qual che tu sii1 dmone amico1 ,ch'entro al cervello mio semini i forti ,carmi1 a cui sol1 pi che ricchezza o nome1 ,fieri conforti a la mia vita io chieggio1 ,tu1 poi che tanto il ricordar ne giova1 ,le pi illustri rammenta1 onde non sia1 ,chi1 nel d sacro a la ragion del ,vero1 ,degli eroi del ,pensier non sappia i nomi4 ,primi a tutti sorgean quanti fra un cieco ,gregge di paventose anime e l'ombra ,d'insofferenti et la fronte audace ,spinser1 chiamando a mortal guerra ,iddio3 ,sdegnose alme ribelli1 a cui stir contro ,la terra e il ciel1 gli uomini e i ,numi1 e nulla ,fede giov1 n culto altro che il ,vero4 ,duce e signor di questa schiera eletta ,empedocle insorgea1 nome e decoro ,de l'antica ,agraganto2 e a lui d'intorno1 ,come ad avvalorar la sfida antica1 ,tu fiammavi tuonando1 ,etna superbo4 ,salute al foco genitor1 salute1 ,vecchio vulcano1 a te6 ,fiammeggia e tuona1 ,come in quest'ora ch'io ti guardo e canto1 ,o sepolcro di sofi e di titani2 ,tuona1 fiammeggia2 ed a le sfatte genti1 ,ch'invide o ignare a noi drizzano il dardo ,del meschino epigramma1 e ne dn nome ,di selvatiche proli1 una favilla ,gitta1 in piet1 de l'incorrotte fiamme1 ,che bollon ne le tue viscere1 e a noi1 ,di lingua no1 ma d'alma e di man prodi1 ,superbamente ardono il petto3 avranno ,forse vergogna di s stesse allora ,che sentiran dentro a le fiacche vene ,scorrer men pigro e men putrido il sangue6 ,secondo al ,saggio agrigentin vena ,l'amabil sofo di ,gargetto1 a cui ,fu scola e ,dio la volutt del bene2 ,e tu gli eri da canto1 inclito vate ,de la ,natura1 a la cui dotta voce ,scese del ,tebro bellicoso in riva ,venere santa1 e una divina infuse ,nel tuo petto gagliardo aura di canti4 ,seppe allora di ,marte il fiero alunno ,de le cose il principio1 il mezzo e il fine1 ,e maledisse a la feroce e stolta ,religon1 che d'ogni mal feconda1 ,potea nel sen de la verginea prole ,spingere un padre a insanguinar la mano4 ,e gi dietro a tal duci impazente ,balza da terra1 e contro al ciel si lancia ,l'audace di ,vanini ombra sdegnosa3 ,scuro e bieco ei s'inalza1 e nugol sembra ,nunziator di procella4 ,orridi in vista ,gli s'ergean sotto i passi il palco e il rogo1 ,ed egli co' fiammanti occhi tremende ,cose dicea1 ma fieramente muto ,era il suo labbro3 ahi6 la faconda lingua1 ,a cui diede ,sofia nuovi argomenti1 ,mozza gli avea chi dai venali altari ,la luce e il detto di ,sofia paventa4 ,vien seco il ,mantovan1 che da l'augusto ,de l'umana ,ragion tempio immortale ,l'anima e ,dio securamente escluse2 ,e chi pria rubellando il dotto ingegno ,a l'idolo inconcusso di ,stagira1 ,pi vasto al pensier nuovo aere dischiuse1 ,cui ratto con gagliarda ala discorse ,liberamente il prigionier di ,stilo4 ,o voi del ,crati fragoroso opache ,selve1 cos vi serbi intatte il nembo1 ,proteggete almen voi d'ombre cortesi ,le sacre1 inonorate ossa del vostro ,vecchio ,telesio6 ,accanto a lui1 che tutto ,splendido in suo candor cheto s'inalza1 ,freme e lampeggia il precursor di ,nola1 ,dal cui fiero intelletto e dal cui rogo ,tanta infamia ebbe ,roma e luce il mondo4 ,ma forse il genio mio scorda il tuo nome1 ,di ,malmsburi onor8 ,la tua bizzarra ,fronte1 entro a cui d',albion tutta s'accolse ,la superba ed acuta indole strana1 ,certo non io fulminer1 se assisa ,sovra il collo ai mortali in ferreo trono ,vedesti1 autrice universal1 la ,forza4 ,forse il ,dritto e il ,sapere1 adamantino ,brando e scudo1 di cui s'arma e difende ,per natura chi umano ebbe il sembiante1 ,forza eterna non 8 ,ben essa al volo ,t'arm in tal guisa il prepossente ingegno1 ,che1 oltre a l'etra sorgendo1 al vulgo illuso ,quinci gridasti3 ,un vuoto nome ,iddio6 ,tal da l',ande selvose al ciel sublime ,lancia la poderosa ala il condro1 ,e le nubi calpesta1 ed orgoglioso ,dei voli suoi sfida stridendo i nembi4 ,ecco1 appresso a costoro a cui d'intorno ,fa ressa e ondeggia una men chiara folta1 ,rompe un fiero drappello1 a cui son duci ,diderotto ed ,holbacco1 incliti entrambi ,risvegliator di popoli2 vien terzo ,elvezio1 e quarto ,volney4 ,qual suole ,a l'improvviso infurar d'un nembo ,fendersi ai lampi il ciel1 tremar la terra1 ,crollare alberi e tetti1 e scatenarsi ,dalle ripe con fiero mpito i fiumi2 ,cos d'intorno a la tremenda schiera ,un fremito1 un fragore1 una runa ,terribile s'uda1 mentre il solingo ,ginevrin1 precedendo1 iva due faci ,sanguinose agitando1 e come strale ,il riso di ,voltro il ciel fendea4 ,da l'altra parte1 in cupa nebbia assorti1 ,vengon color1 che il falso al ver mescendo ,con sagace pensier1 norme e governi ,persusero ai popoli1 ritrosi ,ad ogni culto di civil commercio4 ,da l'aurifero ,gange1 in simiglianza ,di marmorea colonna1 ergeasi al cielo ,l'antichissimo ,brama2 ed eran seco1 ,co'l ben veggente istitutor dei ,parsi1 ,trismegisto e ,confucio1 e quei che miti ,dett leggi ai ,fenic1 inclita gente ,domatrice del mar2 non che il divino ,germe di ,clio1 tronfator di traci ,belve e de l',orco1 non di voi1 gelose ,donne de l',ebro1 al cui baccar fu il biondo ,mozzo capo concesso e l'aurea cetra ,favellatrice di gentili affetti1 ,non vivo il core a un solo amor devoto4 ,v'era inoltre ,pompilio1 anima ricca ,di scaltriti consigli1 e finalmente1 ,simile in tutto a l',arabo ,mismi1 ,il campato da l'acque astuto ,ebreo4 ,videli appena da l'opposta parte ,di ,malmsburi il ,saggio1 e li squadrando ,con traverso cipiglio3 --,o voi di ,numi ,fabbricatori e mercatanti1 disse1 ,qual maligno talento a noi vi mena ,in quest'ora di gloria e di vendetta8 ,stolti6 che al sommo socal potere ,sovrapponeste un fiero idolo1 al cui ,temuto auspicio smisurate e salde ,sparse l',error l'empie radici in terra4 ,ma stagione or mut3 gli egri intelletti ,dal morbo rio1 che li torceva al cielo1 ,la ,ragione guar3 solo e severo ,nume e legge la ,forza2 e qual volesse ,novelli ,iddii favoleggiar1 d'infame ,morte morr4 ,mal vi destate adunque ,di ,lucifero al grido2 al vostro ,nume1 ,gloria non gi1 morte e vergogna ei reca6-- -- ,inclito senno d',albon1 rispose ,tosto l',eroe1 che pur nel nome ha luce1 ,quale acerba rampogna or t' fuggita ,da la rigida bocca8 ,impazente ,del tronfo de l'uom1 ch' mio tronfo1 ,e sdegnoso di tutti idoli a dritto ,epper degno mio campion tu sei2 ,ma trasvolar quanta ragion mai possa ,proteggere costor d'un'aurea scusa1 ,lodevol cosa io non dir1 n giusta4 ,allor che inconsc d'ogni ver1 fra bieche ,fraterne ire e sospetti1 una brutale ,vivean vita gli umani1 e la ,paura1 ,despota d'ignoranti anime1 orrende ,cose spirando1 il ciel1 la terra1 i flutti ,popolava di ,numi e di ,chimere1 ,chi avra1 senza periglio e senza tema ,di gittar l'opra inutilmente1 esposto ,scevro di veli ad uman guardo il ,vero8 ,il ,vero ,sol1 che i grami occhi abbarbaglia ,di chi vive ne l'ombre4 ,or chi di biasmo ,far segno costor1 se al radante ,volto del ,ver1 perch men dsse offesa1 ,posero un'ombra1 a cui dir nome ,iddio8 ,come in aprica e ben disposta aiuola1 ,ove il buon giardinier1 tutte a lei vlte ,le rigid'opre de la ria stagione1 ,depose i germi prezosi1 i solchi ,serpeggianti vi apr1 per cui non manchi1 ,quando pi punge il ,sol l'arida terra1 ,la fresca linfa ch'ogni fior ricrei1 ,al richiamo d'april vestesi a festa ,ogni pianta1 ogni stelo1 e tutto in giro ,ride il suol di colori e di fragranze2 ,cos a la voce di costor1 che fro ,primi maestri di civil costume1 ,fiorr genti e citt1 su cui da l'ara1 ,perch'uopo avean di fede i rozzi ingegni1 ,stendea la ,legge il moderato impero4 ,se non che1 srta quella ria masnada1 ,che1 l'umana piet mercanteggiando1 ,usurp i templi de la terra1 e il cielo ,con chiave d'oro al fornicar dischiuse1 ,non pi di civilt mezzi e stromenti ,ma tiranni de l'uom fr fatti i ,numi4 ,nacque allor ne le oppresse anime1 a cui ,a tempo il ,ver fatto avea chiaro il senno1 ,fiero un disio di rubellarsi al plumbeo ,giogo del ciel2 suon per l'aria il grido ,de la riscossa1 e si pugn4 ,non vinse ,per certo ,iddio2 vide fumar d'umano ,sangue innocente i mercenar altari2 ,ma le vittime han vinto4 ,a poco1 a poco ,scem1 come al mensil corso la luna1 ,la possanza del ,dio1 ben che di ferro ,tempra vantasse ed immortal4 ,s'ostina ,pur tuttavia1 quantunque imbelle1 e inciampo ,ultimo ei resta al tronfar del ,vero4 ,or1 perch l'uomo in sul fulmineo carro ,di ,civilt varchi ogni meta e segno1 ,sovra il corpo di ,dio convien che passi6 --,seguan queste parole2 ed ecco incontro ,a l'aureo ,sol levarsi altra falange ,di pure e maestose ,ombre1 che a duci ,budda e ,socrate avean4 ,per l'opalino ,etra sorgeano1 e pi ch'uomini e forme ,parean candidi rai d'alba nascente1 ,o visibili idee3 tanto di luce ,avean d'intorno e tal purezza in viso4 ,sorge anch'ei dietro a lor1 ma bieco e solo1 ,sopra cavallo indomito l'ossesso ,battaglier de la ,mecca1 a cui nel pugno ,nudo lampeggia e sanguinoso il brando3 ,nembo ei par di tempesta1 in quel ch'a' buffi ,d'euro si squarcia1 e tortuse e rogge ,solfuree fiamme in su la terra avventa4 ,ma gi un nuovo drappel chiama la voce ,del canto mio4 ,come vorace fiamma1 ,poi che tutte afferr l'aride secce ,del vasto campo1 il vicin bosco invade2 ,terribilmente crepitando esulta ,con cento lingue sanguinose a l'etra2 ,cos questi venan dopo a un vessillo ,fluttante a l'avverse aure1 su cui ,con vivo sangue uman scritto 3 ,riforma4 ,qual da l',eolio mar1 quando pi cupa ,dorme sotto ai veglianti astri la notte1 ,fra dodici fantasmi ispidi o scogli1 ,cui morde la rabbiosa onda d'intorno1 ,sorger tu vedi e lampeggiar1 perenne ,ara di foco1 la ,vulcania rcca2 ,tal sorgea lampeggiante1 in mezzo ai mille ,che premeansi a' suoi lati1 il procelloso ,protestator di ,vittemberga4 ,appresso ,muovongli il cheto confessor d',asburgo ,e il rigoroso ,ginevrin1 cui tardo ,par l'altrui passo e andar vorrebbe il primo2 ,non che il prode di mano e d'intelletto ,novator di ,zurigo1 e i due di ,praga1 ,ch'ebber pari il supplizio e l'ardimento1 ,e duce entrambi e ispirator ,vicleffo ,eversore di dogmi2 e quanti osro ,a le voraci arpe di ,vaticano ,spennacchiar l'ale e rintuzzar li artigli4 ,destossi anch'ei sul torbido ,tamigi ,il lascivo ,tudorre1 e gi gi mezzo ,sorgea da l'acque1 e s'apprestava al volo1 ,quando piombr su la sua testa1 a guisa ,di rapaci avvoltoi1 le trucidate ,sue concubine1 e il regal manto e il petto ,gli addentaron1 sbranandolo4 ,stridea ,l'obliqua alma del ,re1 mentre1 ravvolta ,nel casto vel1 sdegnosamente il tergo ,gli volgea l'infeconda ,aragonese ,commiserando2 e tu da la lontana ,l'incatenavi co'l tranquillo sguardo1 ,o grave ed incorrotta ,ombra del ,moro4 ,eran queste le schiere e questi i duci1 ,ch'oltre al ,sole movean1 mentre a lor pari ,dai quattro venti de la terra un grido ,terribile s'ergea1 qual se sconvolti ,da una pazza procella a un punto solo ,mugolassero i mari1 o scatenati ,d'avversi poli s'azzuffasser tutti ,con forze uguali ed ugual rabbia i venti4 ,tuonavan da le selve ime e dagli antri1 ,gi sacri al vorator d'uomini ,odino1 ,quant'ostie mai su'l suo tremendo altare ,caddero2 urlavan fieramente anch'esse ,le vittime di ,teuta1 a cui1 pi care ,di rugiadosi visch e di verbene1 ,bionde teste mietea pei boschi opach ,la drudica falce2 un gemer lungo ,di greche madri in sugli oblati infanti ,prorompea da l',idee valli1 superbe ,del vagito di ,giove2 alto dal ,tebro ,fremean l'espatrici ostie ferite ,a l'ingordo ,saturno2 e una selvaggia ,querela usca dai seppelliti avanzi ,de le ,puniche rcche1 in quel che in armi ,sorgea sdegnoso il redentor d',imera4 ,ma chi tutte pu dir le voci e i gemiti1 ,che al ciel salano a dimandar vendetta ,dopo secoli tanti8 ,opra pi lieve ,fara colui ch'enumerar volesse ,del ciel le stelle e de l'oceano i flutti4 ,dal braminico aurato ,indo1 dagli orti ,rosiferi d',irano a le feconde ,trinacrie rive del geloso ,egitto1 ,da le terre promesse a una masnada ,di lebbrosi omicidi2 dal sepolcro ,sanguinoso del ,cristo a le funeste ,valli d',alby2 dai tronfati fiumi ,de l'industre ,batavia1 a cui sul petto ,gavazza ancor del fiero ,alba il fantasma2 ,da le ,calabre valli a le solinghe ,nevi di ,valtellina ergeasi un grido ,formidabil1 concorde1 a cui fean eco ,da la ,senna e da l',ebro urla pi fiere4 ,uda da l'alto il ,nazzareno1 e1 il biondo ,capo scrollando amaramente3--,o amore1 ,dicea1 per cui l'innocua vita io diedi1 ,qual mar di sangue a la mia ,croce intorno6-- ,,canto ,,quindicesimo4 ,,argomento4 ,la voce di ,lucifero spaventa i beati1 che si danno scompostamente alla fuga4--,san ,luigi ,gonzaga si sviene fra le braccia di ,santa ,teresa4--,gabriele1 non potendo persuadere l',arcangelo ,michele alla pugna1 ordinate alla meglio alcune schiere1 disponesi alla battaglia4--,santa ,cecilia ne lo dissuade2 ond'egli1 lasciato il fiero proposito1 s'abbandona voluttuosamente nelle braccia di lei4--,loiola1 ,domenico di ,guzman1 ,torquemada1 ,pietro d',arbues1 ,sisto e ,pio ,v ordiscono una frode a ,lucifero4--,san ,pietro abbandona le porte del paradiso4--,l',eroe sventa la congiura1 e prorompe luminosamente nel cielo4--,i congiurati santi tentano la fuga1 e periscono miseramente4--,lucifero arriva alla presenza di ,dio1 cui trova1 gi fuori di s1 abbandonato da tutti1 fuorch da alcune bestie fedeli4--,tornata vana ogni loro difesa1 tramutatosi indarno in diversi aspetti1 ,iddio muore1 mentre l',eroe ridiscende sul ,caucaso1 ed annunzia a ,prometeo la fine dell'impresa4 ,appena il grido de l',eroe percosse ,con sinistro rimbombo il ciel vicino1 ,e le prossime schiere e la funesta ,voce avvisr dei minacciosi estinti1 ,tremr tutti i ,celesti1 e verdi il volto ,da la paura1 si guardr negli occhi ,silenzosi4 ,avvert anch'esso ,iddio ,l'imminente periglio1 e s com'era ,sfidato e triste e non del fato ignaro1 ,sul primo che gli occorse eburneo seggio ,s'abbandon4 ,stupidamente in giro ,movea gl'inebetiti occhi1 e non tosto ,pipilargli a l'orecchio ud il divino ,colombo1 e sospirar1 qual su la ,croce1 ,l'incarnato suo figlio1 in un dirotto ,pianto scoppi1 tutti adempiendo insieme ,di stupore i ,beati e di sgomento4 ,qual se dal fondo d'uno stagno1 impuro ,suscitator di sitibonde febbri1 ,leva un rospo un loquace inno alla luna1 ,tutte svegliansi a un tratto1 e gli fan coro ,le profetiche rane1 onde a l'intorno ,di chioccio chiacchierio suonano i campi2 ,tale1 al pianger del ,dio1 per l'azzurrine ,vlte del vacillante ,eden destossi ,un suon di disperate urla e di pianti4 ,piangean le poverette alme digiune ,d'ogni gioia di nozze e d'ogni amore1 ,e tu primo fra loro1 o immacolato ,fior dei ,gonzaga4 ,a un altarino innanzi ,tutto adorno di ceri e di ghirlande ,ei traducea l'eterne ore in ginocchio ,mormorando preghiere a un ,crocifisso ,d'indico dente elefantino4 ,il novo ,gemito udito1 in pi balz1 le ceree ,mani protese1 e1 l'argentina voce ,spaventato cacciando1 a correr diessi ,per li stellati corridoi del cielo4 ,accoccolata a un angolo romito ,la povera ,teresa ivi giacea ,stranamente ghignando4 ,in lei si avvenne ,il fuggitivo1 e1 qual fagian1 che senta ,dietro di s del cacciator la psta1 ,fra l'ovvie macchie il capo aureo nasconde1 ,tutto ai colpi lasciando il corpo esposto1 ,tal fra le gonne sbrindellate e conce ,de la squallida pazza il mal completo ,garzon cacci la parosa testa1 ,n bad per la prima al sesso avverso4 ,n'ebbe gioia la diva1 e a quella guisa ,che una grave bertuccia a' rai del sole1 ,tolto fra braccia un piccioletto amico1 ,tutta a forbirlo e a coccolarlo intende1 ,cos1 strillando allegramente1 al vizzo ,petto ella strinse il trepido fanciullo1 ,e tante gli tess d'intorno al corpo ,con la lubrica man giochi e carezze1 ,che a la fine ei sent corrergli il sangue ,tale un'ignota volutt1 che a un punto ,sussultando fra' brividi si svenne4 ,svenansi ancor1 ma per cagion diversa1 ,molte vergini suore1 a cui l'intatta ,orsola impera4 ,altre scorrono urlando ,la reggia2 altre stracciandosi le chiome ,e battendosi il petto van d'intorno ,perdutamente2 qual con vitreo sguardo ,siede come fantasma1 e qual1 deforme ,per isterici spasmi e di spumanti ,bave immonda la bocca1 a simiglianza ,si contorce di frigido ramarro1 ,cui1 smessa a un tratto la pesante zappa1 ,fiede il villan con infallibil sasso4 ,fra il gridare1 il fuggir1 le preci1 il pianto ,sorse l'invitto ,gabrel ne l'ira1 ,e1 volato a ,michel1 che vergognoso ,de l'ultime sconfitte i men frequenti ,lochi chiedea3--,qual mai desidia questa ,che t'invade1 esclam8 ,muti ed inerti ,aspetterem l'esizio ultimo e il crollo ,di questo regno luminoso8 forse ,speme alcuna d'impero e di salute1 ,che nell'armi non sia8 ,nel contumace ,ozio che il cor gi impavido ti prostra1 ,rea vilt1 danno certo e infamia io veggio6-- --,di vilt non parlar1 con disdegnosa ,voce proruppe il pro' guerrier di ,dio1 ,non parlar di vilt1 se vuoi che amari ,non sattin dal mio labbro gli accenti4 ,vil non fui mai3 fra le celesti schiere ,trono o arcangel non 1 ch'ebbe mai vanto ,di vedermi ai perigli andar men lesto ,di te1 che forza del ,signor ti appelli4 ,ma or che giova il valor8 ,l'armi e la pugna ,chi incerto ha il fato ed ha speranze elegga3 ,a noi chiaro il destino4 ,ombra di ,nume ,s' fatto ,iddio2 l'uom tutto vince4 ,un tempo ,aquila io fui1 che per l'eteree strade ,artigliai le saette2 or1 che ne falla ,con la fede de l'uom del ciel l'impero1 ,notturna upupa io son1 cui non gi il sole1 ,ma il silenzio e la fredda ombra sol giova4-- --,quanto mutato sei6 quanto mutati ,tutti d'intorno a me qui nel felice ,regno de le beate anime1 aggiunse ,fra disdegno e piet l'angel superbo2 ,questo davvero il ciel8 ,qui regna ,iddio8 ,tutti d'umani scoramenti invasi ,trovo i petti immortali6 ,oh6 non s tosto ,io piegher3 spiri seconda o avversa ,a la battaglia mia l'aura del fato1 ,forza a forza opporr2 n cadr pria ,che l'avversario mio provi il mio brando6-- ,spieg in tal dir le penne1 e1 la fulminea ,spada traendo1 alz de l'armi il segno4 ,come1 uscendo a l'aperta aia dal nido1 ,la mal pennuta chioccia alza la voce3 ,odono il noto crocidar materno ,i pelati pulcini1 e pipilando ,corronle intorno1 e per l'accolto strame ,con pi inesperto a razzolar si dnno2 ,cos del bellicoso angelo al grido ,corsero i pochi1 a cui mal noto ancora ,del conflitto de l'armi era il periglio4 ,si sdegn assai de la non folta schiera ,l'animoso campion1 pur1 come seppe ,la ordin1 l'attel1 la messe in punto2 ,e gi1 gi si movean1 pari a loquace ,frotta di gru1 che la tempesta incalza1 ,quando l'amor di ,gabrel1 la bella ,cecilia1 udito il suon de l'armi e il grido ,del guerriero diletto1 a lui sen corse ,spaventata1 anelante1 e3--,dove irrompi1 ,forsennato1 grid3 qual cieco inganno ,t'ombra il divo intelletto8 ,ah6 non gi un uomo1 ,non un popolo sol1 non tutta quanta ,la terra hai contro e i rubellanti abissi1 ,ma con seco i destini4 troppo orrenda ,cosa la pugna1 e quando vana1 stolta4 ,cedi al destin2 cedi a l'amor2 non giova ,produrre a prezzo di perigli il regno2 ,se tempo di cader1 cadasi3 io teco ,stretta morr1 non gi con l'armi in pugno1 ,ma ne l'amplesso de l'amor sopita4-- ,disse1 e caddegli a' pi4 ,fra due sospeso ,dubitava il gagliardo ,angelo1 quando ,dal sen colmo di lei1 fosse arte o caso1 ,lieve lieve si scinse il roseo velo2 ,ed ella in vista lagrimosa e tutta ,d'amoroso pudor rorida1 ai dolci ,stud d'amr gli seducea la mente4 ,strale fu questo1 che and dritto al core ,del divino guerrier3 gli sfugg il brando ,da la trepida destra2 il vergognoso ,sguardo gir confusamente intorno1 ,e1 balbettando futili parole1 ,per man prese la dea1 ne le lucenti ,stanze sacre ad amor trassela1 e lei ,mal ripugnante degli ambrosei veli ,con mano carezzevole discinta1 ,al talamo invit1 dove1 il gagliardo ,proposito e il vicin fato e s stessi ,dimenticando1 a delibar si diro ,del giardino d'amor l'ultime rose4 ,come a l'odor di ramerino o timo1 ,onor vago dei campi e amor de l'api1 ,ruzzan gli agili gatti1 e senton forse ,come un acuto stimolo1 che il sangue ,fieramente gli assilla1 onde su l'erba ,stropicciando il supin dorso flessibile ,con dolce miagolo chiaman l'amica2 ,cos1 ad esempio del lor duce e al viso ,de la santa pulzella1 arsero i petti ,dei celesti guerrieri1 e1 nulla ancora ,de l'instante rovina conoscendo1 ,si sparpaglir1 smesser celate e usberghi1 ,e quinci e quindi a saltar dirsi in traccia ,d'auree fanciulle e morbidi angeletti4 ,mentre cos1 del lor destino ignari1 ,dansi questi bel tempo1 entro a la cupa ,anima del ,loiola un serpeggiante ,pensier guizz4 ,la macera persona ,raddrizz a un tratto1 e con volpina voce ,chiam quanti nel cielo erano in pregio ,di sagace accortezza1 e a lui ben atti ,parvero a l'uopo3 il ,montaltese1 obliquo ,mastro di frodolente opere2 il santo ,conversor di ,gusman1 la cui parola ,scrisse co'l sangue il masnadier ,monforte2 ,non che il fier ,torquemada1 anima acuta ,qual furtivo pugnal1 che negli umani ,petti s'infisse ad indagar la fede2 ,il ferino inventor d'ogni tormento ,manigoldo ,arbuense2 il pio ,ghislieri ,tessitore di stragi1 ed altri1 a cui ,neg voce la fama4 ,eran costoro1 ,poich del fato avverso eransi accorti1 ,tutti intesi a raccr per le fulgenti ,aule del ciel quanto potean di ricche ,gemme e pregiate masserizie2 e1 fatto ,uno sconcio fardello1 a quella forma ,che travagliansi attorno ad un osceno ,non ancor morto scarabo le inopi ,formichette ingegnose1 ad esso in giro1 ,con le mani e co' pi forte spingando1 ,trafelanti anelavano2 e gi gi ,s'involavan dal ciel1 stolti6 che fuori ,di quel regno di larve avean pensiero ,produrre oltre la vita2 e negro intanto ,li batteva a le spalle il giorno estremo4 ,li sorprese in quest'opra il conosciuto ,grido e l'aspetto del sagace amico1 ,ed ascoso il furtivo nere1 a modo ,d'astute gazze1 e fatto al loco intorno ,di s stessi gelosa ombra e tutela1 ,aspettr la proposta4 --,accorti e saggi ,siete inver pi di me1 disse il ,loiola1 ,se al bisogno del furto e de la fuga ,gi date il tempestivo animo6 ,al certo ,periglioso l'istante1 e di tenaci ,nebbie ravvolto l'avvenir4 ,del ,dio1 ,che propugnammo1 ogni splendor tramonta3 ,immortale ei non era2 e noi gi primi ,lo sapevam1 noi che sol ,nume in terra ,l'utile nostro e il nostro regno avemmo4 ,scarsa la schiera e del mio nome indegna ,che mi resta laggi2 qui non alcuno1 ,che a pugnar pensi1 poi ch ottuse e vane ,le nostre armi son fatte2 arbitro sorge ,il mortale ,pensier1 che in aurei nodi ,non a caso io distrinsi2 ogni virile ,nerbo gli tolsi a poco a poco1 e ucciso ,l'avrei del tutto1 ove pi fine ingegno ,dato avesser le sorti ai miei fedeli4 ,cederem noi per questo8 ,a l'uom1 gi vile ,schiavo e strumento d'ogni mio disegno1 ,noi1 vili or fatti1 piegherem la nostra ,gi ferrata cervice8 ,oh6 alcun non sia ,che in cospetto me'l dica6 ,uom1 che a la prima ,faccia del mal muto s'accascia e trema1 ,pusilla anima detta2 a noi1 che tanta ,fama abbiam di sagaci1 e siam beati1 ,qual degno nome si addira8 ,son troppe ,le dolcezze del ciel perch a la prima ,si conceda al nemico6 ,abbiam rispetto ,prima a noi1 poscia a ,dio1 da la cui larva ,gi difesi imperammo4 ,inutil sono ,le braccia e l'armi8 ,e che per8 ,ne avanza1 ,possente arma1 l'ingegno4 disperata ,cosa la pugna8 ,usiam l'arte e la frode3 ,mal1 che torni a vantaggio1 al ben somiglia4-- ,tacque1 e le man si stropicci4 --,son d'oro ,le tue parole1 a lui rispose il senno ,del ,pastor di ,montalto1 e assai per fermo ,io ne lodo il valor2 ma la patente ,sconfitta che vicina e certa io sento1 ,e meco ognun1 tu non dirai che sia ,sorte miglior d'una latente fuga1 ,pria la vita1 indi il regno4 ,io1 sin che filo ,di memoria e di spirto il cor mi regga1 ,non dispero acquistar quanto or si perde2 ,campar dunque fa d'uopo4-- --,altra io non veggio ,via di salute1 il pio ,ghislieri aggiunse1 ,che la via del fuggir6-- --,cos ne fosse1 ,grid allor con schizzanti occhi il grifagno ,consiglier di ,filippo1 oh6 s ne fosse ,tosto dato in bala quest'incarnato ,sovvertitor di sacrosanti altari6 ,tal rete intorno gli ordirei1 che vano ,al districarsi torneragli il tutto ,suo senno astuto e l'infernal possanza6-- --,e chi sa81 ravvivando il serpentino ,occhio1 soggiunse il ,biscagliese obliquo1 ,chi sa1 che in nostra man da ver non caggia ,quest'audace ,lucifero8 ,fin quando ,spirto alcuno d'ingegno oprar n' dato1 ,chiuder non dssi a la speranza il core4 ,ragno astuto1 che vede in un sol punto ,disfatto il fine e pazente ordito1 ,torna a l'opra ben tosto1 e in pi sicuro ,loco1 e con pi sottile arte ed ingegno ,pi certe insidie ai suoi nemici intesse4 ,spero io cos trar ne la rete il nostro ,burbanzoso avversario4 ,ardito e forte ,per certo egli 2 ma un punto io gli conosco1 ,a cui se drizzi insidoso un dardo1 ,larga e secura gli aprirai la piaga4 ,bench spirito invitto e del pensiero ,apostolo sublime egli si vanti1 ,a la turpe materia il pi profano ,culto ei professa2 ed io pi volte il vidi ,prostrato al pi d'una belt terrena ,svestir l'orgoglio e gingillar la vita4 ,udite or dunque un mio proposto4 ,appena ,ei si far su'l limitar del cielo1 ,niun lo scontri con l'armi3 esperimento ,vano sara2 vadagli incontro invece ,una1 di quante sono ornate e belle1 ,leggiadrissima santa 7ed io fra tutte ,do la palma in quest'uopo a la divina ,prostituta di ,mgdalo72 gli abbracci ,supplicante i ginocchi1 e s lo svolga ,per qualche istante da ogni fier concetto1 ,che a l'amplesso fallace ei si abbandoni ,in una molle volutt4 ,noi1 quanti ,qui siamo ancor d'armi o d'ingegno instrutti1 ,a lui d'intorno in vigilanti agguati ,tutti pronti staremci2 e quando il fiero ,debellator di ,dio da l'iterate ,pugne d'amor giacer stanco e assrto ,nel pi codardo e immemore abbandono1 ,noi piomberemgli in un baleno addosso ,come stuol d'avvoltoi2 di ferrei nodi ,l'avvinceremo2 e poi che osceno e carco ,sar tutto di ceppi e di ferite1 ,tal gli darem di tutto polso un crollo1 ,che i neri abissi e il regno suo riveda6-- ,piacque a tutti il consiglio1 e alcri e pronti ,dirsi a l'opera intorno1 in simiglianza ,d'immondo strupo di codarde jene1 ,che1 fatte ardite dal favor de l'ombre1 ,mute s'affrettan pe'l deserto campo ,dietro al sentore di lontan carcame4 ,contro a le sedi dei ,celesti intanto ,lucifero irrompea4 ,de l'abusate ,porte del ciel stava a custodia il divo ,pietro di ,galilea1 l'inclito alunno ,del ,nazzaren1 pastor d'anime e chiave ,del paradiso4 ,udita avea la voce ,del nemico imminente1 e1 ben che molto ,fosse d'uomini esperto e di fortune1 ,pur sent scioglier le ginocchia1 e a guisa ,di fragil canna1 che tentenni al vento1 ,ondeggiava diviso in due consigli3 ,o sguainar l'arrugginita spada1 ,che pendeagli dal fianco1 e alla difesa ,rimaner1 bench solo2 o1 abbandonata ,la difficil custodia ad altri o al caso1 ,svignarsela di furto4 --,audace impresa1 ,dicea tra s1 n a le mie forze uguale1 ,tener fronte da solo a un tal nemico3 ,certo ei val pi di ,malco4 ,e poi1 degg'io ,perigliarmi per tutti8 ,alcun non osa ,impugnar l'armi1 ed io restar qui devo8 ,no1 no2 vadasi1 e tosto3 al proprio scampo ,volga ognuno il pensier4 ,se ,dio non vale ,a difender s stesso1 io lo rinnego1 ,in fede mia1 canti o non canti il gallo6-- ,cos pensando1 si sottrasse4 ,come ,al furar di subito uragano ,cade svelta dai cardini la porta ,d'un povero abituro3 urla dal fondo ,la famiglila spaventata1 in quella ,che ogni serbata masserizia in giro ,sparge1 ammucchia1 avviluppa il turbo avverso2 ,spalancossi in tal guisa al primo tocco ,di chi porta la luce il vecchio albergo ,del paradiso1 ovvio lasciando e vasto ,al guardo e al passo del ,ribelle il varco4 ,grande e securo e tutto lampi il volto ,su la soglia ,ei piantossi1 e parea sole ,di cotanto splendor1 che incerte faci ,ben dir potevi a petto a lui le stelle4 ,siccome spada folgorante1 in pugno ,un raggio acuto gli splendea2 tremenda ,arma1 che squarcia il sen de l'ombre1 e quanti ,ferrei fantasmi e fiere larve han vita ,con sovrana virt spezza e dilegua4 ,cos l',eroe proruppe2 impazenti ,del solenne giudizio a lui da presso ,si versano le schiere1 e tutte in giro ,prendon l'aurea magione1 a simiglianza ,di sonanti fiumane1 a cui pi freno ,non dnno argini e dighe1 e l'una e l'altra ,s'accavallando1 fragorose e torbide ,divorano la valle e i campi affogano4 ,come allor1 che dai cupi antri improvviso ,il vecchio ,mongibel mugghia e si scuote1 ,trema intorno la valle2 impuriti ,fuggon greggi e pastori1 a cui di sotto ,balzan globi di fumo atro1 e sul capo ,piove di ardente e negra sabbia un nembo2 ,cos a la vista de l',eroe si scosse ,la gran reggia dei cieli1 e quinci e quindi ,fuggr senza consiglio i sacri armenti ,vociferando1 e qual siede1 o s'arresta1 ,non gi vanto ha d'ardire o di pi fermo1 ,ma invalidi i ginocchi e l'alma infranta4 ,questo fu il punto1 che1 disciolta i crini ,biondissimi e con pi trepido1 in vista ,di verginella1 al gran ,ribelle incontro ,mosse la bella ,maddalena4 ,il colmo ,petto le ondeggia sovra il cor1 sicuro ,d'un superbo tronfo2 entro ai non folti ,docili veli le tondeggian tutte ,le rosee membra riluttanti3 un nimbo ,di reconditi incensi errale intorno ,a la vaga persona1 e di pungenti ,stimoli avvampa ai men lascivi il sangue4 ,tal s'avviene a l',eroe1 mentre raccolti ,nei lor taciti agguati ansan parecchi1 ,qual fidato a l'astuzia e quale al braccio1 ,congiurati al ,loiola4 ,intento e assrto ,nel suo pensier quei trascorrea1 n punto ,abbadava costei1 che del sedurre ,tutti ben sa gli accorgimenti e l'arte4 ,ond'ella il passo gli precise1 e3--,o santo ,arcangelo1 esclam1 ben si conviene ,a la luce del tuo sguardo immortale ,questo splendido regno6 ,e chi dir puote ,che nemico tu sei8 che una superba ,smania di regno ti conduce al cielo ,a sovvertir l'adamantina sede1 ,di ,dio8 ,no1 che per certo iniqua e indegna ,ti precorre la fama1 e mal diritto ,veggion queste beate anime1 a cui ,tanto incute il tuo nome alto spavento4 ,luce ed amor sei tu3 simile a novo ,raggio d'innamorato astro sorride ,la tua fronte serena1 e a dolci affetti1 ,pari al mio ,nazzaren1 l'anime inviti4 ,oh6 ben torni fra noi2 qui non mortali ,semina rose amor1 qui sempre viva ,fonte di volutt schiude il mio seno6-- ,ud l',eroe la subdola proposta1 ,e amaramente le gitt sul volto ,queste parole3 --,o penitente eterna1 ,n pentita giammai1 qual ti germoglia ,ne l'instabile cor postuma brama ,di novelle avventure8 ,un mi son'io1 ,che al lascivo ozare1 a cui mi tenti1 ,l'aspre battaglie del pensier prepongo6-- ,disse1 e sdegnando procedea1 gi sciolto ,da l'inciampo di lei2 quand'essa1 a un punto ,tramutando tenor d'arti e d'accenti1 ,ruppe in alto cachinno3--,e ci voleva ,proprio questa1 esclam2 state a vedere1 ,ch'oggi che in terra dn la caccia ai frati1 ,a questa vecchia golpe senza coda ,vien pizzicor di farsi anacoreta6 ,ma fa' il piacer1 ,lucifero6 ,son donna1 ,son figlia d',eva1 e non son senza macchia ,come la madre di ,ges3 codesta ,mascheraccia d'apostolo su'l muso ,non ti sta1 credi a me3 cangiati in serpe ,piuttosto2 ed io far1 come ,dio vuole1 ,il sagrificio di mangiare il pomo6-- ,cos dicea1 ma seminate al vento ,si disperdean le lubriche parole4 ,visto il colpo fallir1 n di salute ,pi sperando altra via1 fuori ad un tratto ,dagli agguati sbuc la tortusa ,anima del ,loiola1 e si gittando ,di traverso a l',eroe3--,salvami1 grida1 ,o gloroso ,arcangelo6 ,per te1 ,non gi per ,dio1 sovra la terra io tesi ,la rete mia6--,volea pi dir1 ma come ,non crudel passeggero1 a cui di sotto ,venga un turpe scorpion1 che velenosi ,lascia i morsi ove tocchi1 immantinente ,alza il piede e lo schiaccia2 in simil guisa1 ,sporgendo il labbro1 e torto altrove il viso1 ,piant il piede l',eroe sovr'esso al tergo ,del supplice maligno1 il qual di un forte ,tonfo1 e scoppi1 tutto ammorbando intorno ,di putida mefite il ciel sereno4 ,questo fu il segno de la strage4 ,appena ,del suo duce la fin videro i ,santi1 ,tutti uscr dagli agguati a la rinfusa1 ,tal che frotta parean di saltellanti ,locuste ingorde1 cui la fiamma incalza ,pi vorace di lor4 ,pi volte indarno ,una mano d'audaci angeli e santi ,far impeto tentr contro a le schiere ,del luminoso ,eroe2 ma qual fremente ,cavallon che si franga a la ronchiosa ,rupe1 spezzate contro a lor cadeano ,l'avverse armi e l'ardire4 ,e come avviene ,nel nebbioso novembre1 allor che in dense ,falde piovon dal ciel l'umide brume1 ,e nereggian le vie1 quasi colpite ,d'occulta lue cadon le mosche esose1 ,ch'or ti ronzan morenti in su la faccia1 ,or sui fumidi cibi1 onde a l'intorno ,sparse e brutte ne van le mense e i letti2 ,cos1 al proceder de l',eroe1 da l'alto ,fioccan morti i ,beati1 e tu soltanto ,li ferivi co'l tuo sguardo immortale1 ,o tronfante ,verit4 ,fra tanto1 ,con ogni forza ed ogni astuzia in salvo ,ricondursi volean ,sisto e ,ghislieri1 ,torquemada e ,gusman4 ,li precedea1 ,stranamente strillando e mulinando ,sovr'esso il capo la ghierata gruccia1 ,il feroce ,arbunse1 e una mal viva ,folta di ,santi lor tenea bordone4 ,li riconobber da l'opposta parte ,co'l profondo veggente occhio i campioni ,del libero ,pensiero1 e un minaccioso ,mormorio si lev1 come di vento ,precursor di procella4 ,ardean di cupo ,sdegno le generose anime1 in quella ,che con flagel di sanguinosi motti ,mordea ,voltro ai fuggitivi il dorso4 ,non per immoti ne le lor falangi ,stetter ,bruno e ,vanini2 anzi a quel modo ,che una coppia di fulve aquile1 altere ,dominatrici di profonde altezze1 ,con pari volo e con funesto strido ,piomban sovra a la preda1 essi al feroce ,fuggitivo drappel di tutta punta ,s'avventarono incontro1 e3--,o manigoldi ,de l'umano pensier1 grid con fiera ,voce l'ardito precursor di ,nola1 ,or s che il fin di vostre colpe giunto6-- ,disse1 e ghermendo con la ferrea destra ,torquemada a la strozza1 in turbinoso ,modo il rot1 che spatola parea ,in man d'esperto battitor4 ,lanciollo ,poi qual sasso di fionda2 e non s tosto ,da l'alto ei ripiomb1 che in mostrosa ,foggia si franse e si divise1 a modo ,di crinato utensil d'impura argilla ,lanciato a l'aria da fanciul bramoso ,d'udirne il tonfo e di contarne i cocci4 ,cadde1 e si franse ei s1 ma in braccio a morte ,non s'acquet2 ch in quante parti e brani ,s'eran divise le sue membra1 in tanti ,si spezz la sua vita1 onde ciascuno1 ,che guizzando e serpendo invan tendea ,a congiungersi a l'altro1 era dannato ,a soffrir sempre1 e a non morir giammai4 ,fra mani allora al pensator d',otranto ,fieramente stridean ,sisto e ,ghislieri4 ,ambi agguantati egli li avea1 qual suole ,assiduo scardatore1 il qual prendendo ,due manciate di canape1 fra loro ,pria le sbatte pi volte1 indi le affida ,al nemico di lische ispido cardo4 ,si mordevan per rabbia i duo percossi1 ,e sgraffiavan rignando1 e parean due ,gatti rivali1 a cui bollir fa il sangue ,nel rigido gennaio un caldo amore3 ,sul colmo dei muschiosi embrici1 in traccia ,de l'amica ritrosa1 a notte piena ,scontransi1 e i peli rabbuffando a un tratto1 ,soffian1 sbatton la coda1 alzano in arco ,l'ispido dorso1 e duri1 intirizziti ,muovonsi con guardingo atto d'intorno1 ,l'arida lingua saettando3 a bada ,si tengono cos1 fin che il pi lesto ,la granfia avventa e vibrasi a l'assalto4 ,odi allora echeggiar di strilli acuti ,la sacra notte1 rotolar sul tetto ,smosse tegole e sassi1 e chi del dolce ,sonno si svolge in quell'istante1 umani ,gemiti e grida ascoltar crede al vento4 ,cos le due sinistre anime1 a un punto ,fatte da l'ira e dal dolor nemiche1 ,si sbranavan fra loro1 insin che stanco ,di quel fiero piacer l'eroe nemico ,le scagli da s lungi4 ,urlro i tristi ,da l'alto ciel precipitando1 e ancora ,precipitan pe'l chiaro aere3 li aspetta ,fremebonda la terra1 ove un'eterna ,vita servile e in gran terror vivranno4 ,scrsi muti e di furto eran fra tanto ,l',arbunse e il ,gusmano2 e si tenendo ,fuor d'ogni attesa e d'ogni sguardo ostile1 ,speculavan la fuga1 o un nuovo inganno4 ,si sferr allor da la sua schiera il forte ,riformator di ,vittemberga1 in guisa ,di mortifero strale1 e una tremenda ,voce vibr4 ,stetter tremanti e bianchi ,i fuggitivi1 e balenr perplessi ,fra la lotta e la fuga1 in simiglianza ,d'inseguito assassin1 che fischiar senta ,presso a l'orecchio il mortal piombo4 ,vinse ,il primiero consiglio1 e1 vlto il fronte ,subitamente1 s'avventro ai fianchi ,de l'iracondo novator4 ,qual pura ,fiamma tendente al ,sole e del ,sol figlia1 ,se a la putida pece arda vicina1 ,a lei tosto s'apprende3 a poco a poco ,struggesi questa2 in negre bolle impure ,gorgoglia1 e pi e pi spandesi1 fra tanto ,che giallo e crasso infesta l'aria il fumo2 ,tal divenne ,lutero1 allor che intorno ,gli s'avvinghiro ai poderosi fianchi ,i due rabidi santi1 a cui bentosto ,crepitando ei s'appiglia4 ,un fiero strido ,mandan gli audaci1 e di balzar fan prova1 ,e staccarsi1 e fuggir2 ma appiccicati ,restano a lui cos1 che in foggia strana ,fan di tre forme un mostroso aspetto4 ,corre pe'l ciel l'inesorabil fiamma1 ,che li attacca1 e li fonde1 e meraviglia ,n'han tutti intorno2 ed ora i cornei crini ,gli avvampa1 or gli erra su le picee terga ,con feroce pigrizia1 or dentro ai vivi ,occhi gli siede1 e nei precordii scende1 ,e i visceri gli mangia1 e l'ossa ignude ,con lenta volutt rode e consuma4 ,seguan queste giustizie2 ed ecco a fronte ,de l'egro ,nume il gran ,ribelle arriva4 ,solo il trov nel pi recesso loco ,del paradiso2 e nullo era1 di quanti ,a le mense di lui s'eran nutriti1 ,che a la difesa or vigilasse3 ognuno ,che innanzi al passo de l',eroe non era1 ,futile inciampo1 ancor fugato o vinto1 ,o il vol dava a la fuga1 o in un furtivo ,ripostiglio del ciel1 pallido1 ansante ,scongiurava il destin4 ,voi soli in questo ,stremissim'uopo non lasciaste il trino ,padre deserto1 o sovra ogni pietosa ,fida essenza del ciel pietosi e fidi ,quadrupedanti3 a voi1 se grazia alcuna ,merta ancora la fede1 un chiaro grido ,non fallir presso i venturi1 a cui ,l'alto cor vostro e i vostri nomi io canto4 ,v'era di ,balam l'asino e quello ,che riscald di ,betelm la greppia ,col mirifico fiato2 eravi anch'esso ,l'accorto bue1 che1 abbandonato il duro ,solco e l'aratro1 ad adorar sen corse ,il gi nato ,messia3 meraviglioso ,di fede esempio1 onde nei cieli assunto ,fu per nume di ,dio1 che la falcata ,fronte gli orn di due vividi raggi1 ,come un tempo a ,mos2 v'eran del divo ,rocco i fidi mastini impazenti ,d'avventarsi a l',eroe2 v'era il modesto ,d',antonio alunno1 che il signor perduto ,fra' grugniti piangea3 sul nero grifo ,gli discorrean le lagrime cocenti1 ,ed ei1 la ,dio merc1 fatto maestro ,d'oprar le zampe come fosser mani1 ,se le tergea con un candido velo1 ,di ricami stupendo1 opera e dono ,de la diva ,lucia4 ,ma visto appena ,l'avverso ,eroe1 che procedea sembiante ,a novo ,sol1 di subito disdegno ,arse1 fe' biechi i picciolett e tondi ,occhi verdastri1 aggrinz il grugno1 a spira ,ravvolse ed agit la scarsa coda1 ,ed arrotando le spumose zanne ,con irto il dorso e con pendule orecchie ,s'avvent1 che parea critico arguto1 ,che carico di norme e di sofismi ,al tallon d'un poeta avventi il morso4 ,non fr tardi a seguir l'eroico esemplo ,l'altre bestie devote2 anzi ad un punto ,per ogni verso si scagliaron tutte1 ,e1 stupendo a ridir6 correano a morte ,come a danza1 o convito4 ,alti lamenti ,mettea dal petto il ,nume2 e a lui d'intorno ,per la reggia del cielo era un tedesco ,strano accordo di ragli e di grugniti4 ,tentennava l',eroe1 commiserando1 ,la testa1 e con un rigido sorriso3 --,ecco1 o ,eterno1 dicea1 qual poco armento ,di cotanti fedeli oggi ti resta6-- ,tocc in tal dir co'l penetrante raggio1 ,che nel pugno tenea1 la nebbia densa ,in cui tutto era chiuso il ,dio morente1 ,e l'apr tosto1 e dissipolla in guisa ,che il ciel limpido apparve e la sparuta ,faccia del ,nume agonizzante4 ,ai piedi ,morto giaceagli il divo augel1 che il grembo ,visit de l',ebrea ,vergine2 e1 sciolto ,dal trino amplesso1 a cui lo strinse il mito1 ,stette innanzi a l',eroe tranquillamente ,ges4 ,splendea nel mansuto aspetto ,tutta umana bellezza1 e una fragrante ,lucid'aura di pace e di dolore ,gli alava d'intorno a la persona ,candidissima4 ,il vide1 e il riconobbe ,lucifero1 e parl3 --,ben la catena ,di tua divinit spezzi in quest'ora1 ,santo eroe de l'amore e del perdono2 ,ben ritorni qual fosti al luminoso ,raggio del ,ver1 le cui vendette io segno6 ,vedi le schiere mie8 ,l1 fra quei pochi ,spirti di saggi1 a cui ,socrate duce1 ,loco a te caro1 a niun secondo1 io serbo6-- ,disse1 e insegnava con la destra4 ,innanzi ,fecesi1 a questo dir1 l'intemerata ,luce d',atene1 e fra le venerande ,braccia il pietoso ,nazzareno accolse4 ,or l'estrema ora tua dir il superbo ,genio che m'arde1 o mal temuto ,iddio4 ,quando l',eroe ruppe la nebbia1 involto ,di nero oblio1 fuor d'ogni senso e moto ,tu giacevi2 ma allor che con lo sguardo ,ti penetr1 ratto balzasti1 a guisa ,di gi morto batrce1 a cui d strani ,moti il valor del ricorrente elettro4 ,e1 come gi solea nel greco mito ,le sembianze mutar ,proteo marino1 ,quando immerso nel sonno1 in mezzo al gregge ,de le putide foche il sorprendea ,con ferree braccia alcun mortale o nume1 ,tal sotto al ciglio de l',eroe nemico ,cento apparenze e simulacri e larve ,l'egro tuo corpo in ratta vece assunse4 ,e or di ,brama1 o di ,teuta1 or di ,saturno ,usurpava gli aspetti2 or ,cristo1 or ,giove1 ,ora ,osiri appariva ed ora ,anubi2 ,or terribile e scuro e tutto cinto ,di tempeste e di morte1 or fiammeggiante ,sole parea che l'universo avvivi2 ,or fantasima inerte1 or procelloso ,eversor di pianeti2 e ferrea e cieca ,legge d'affanno1 ed inesausta fonte ,di bont1 di clemenza e di perdono4 ,fremean per lo profondo etra le schiere ,luminose dei ,saggi2 da l'opaca ,terra sorgean1 che parean fiamme vive1 ,le vittime dei ,numi1 e tutti a un grido ,la giustizia chiedean4 ,pende dal labbro ,di ,lucifero il ,fato2 a lui dintorno ,stanno i secoli4 ,al ,dio1 che si trasforma ,tranquillamente egli favella3 -- antica ,l'arte1 per cui forme tu cangi e nomi3 ,rinnovarla or non giova6 ,assai sembianze ,sostenemmo di ,numi1 a cui la cieca ,fede de l'uom di lunga vita e impero4 ,a l'un error l'altro successe2 a un vto ,fantasma altro fantasma2 or tocca il fine ,questa vicenda rea3 l'ultimo ,iddio ,tu sei2 con te1 non pur la forma e il nome1 ,ma il pensiero di ,dio ne l'uom s'estingue6-- ,cos dicendo 7ed additava il sole1 ,che sotto ai passi gli sorgea71 toccollo ,de l'acuto suo raggio1 e parte a parte ,lo trapass4 ,stridea1 come rovente ,ferro immerso ne l'onda1 il simulacro ,fuggitivo del ,nume2 e1 a quella forma ,che crepitando si scompone e scioglie ,fumigante la calce a l'improvviso ,tasto de l'acqua o del mordente aceto1 ,tale al raggio del ,ver struggeasi il vano ,fantasima2 e in vapore indi converso1 ,tremolando si sciolse1 e all'aria sparve4 ,cos mora l',eterno4 ,ai consuti ,balli movean gli antichi astri2 dal cielo ,luminose partan come in trionfo ,le ,magne ,ombre dei ,sofi1 e a tutti innanzi ,lucifero4 ,arriv co'l ,sol novello ,sul ,caucaso nevato1 ove al soffrente ,d'adamantino cor figlio di ,temi3 --,lvati1 disse1 il gran tiranno spento6-- ,,fine4 ,,indice4 ,,canto ,,primo ,pag4 #c ,silenzio di ,dio4--,i suoi ministri imprecano4--,gli uomini ridono4 ,lucifero s'incarna4--,proposizione del poema1 ed apostrofe ai critici4--,avvenimento dell',eroe sul ,caucaso1 da dove eccita gli uomini alle finali battaglie del pensiero4--,s'incontra in ,prometeo1 che cerca da prima dissuaderlo dall'impresa ch'egli crede inutile e disperata2 commosso indi dalle ardite parole di lui1 lo prega a volergli narrare la sua storia4--,l',eroe si dispone al racconto4 ,,canto ,,secondo ,pag4 #ba ,incomincia la narrazione4--,la ,natura e il ,pensiero4--,stato primitivo degli uomini2 primi e diff,icili avanzamenti1 a cui si oppongono i ,numi1 creati dall'anima inferma degli uomini4--,la gran ,lite4--,la guerra dei ,titani3 il pensiero e non la forza trionfa dei ,numi4--,lucifero non si contenta del cielo2 ,dio lo fulmina2 l'inferno lo accoglie4--,un istinto di amore lo chiama sulla terra4--,l'albero della scienza4--,la tentazione4--,percosso nuovamente da ,dio1 ripiomba nell'inferno4--,non mai contento dell'esser suo ritorna sulla terra4--,cristo predica l'amore4--,gli uomini desiderosi del cielo dimenticano la terra4--,lucifero ve li richiama1 ed malamente calunniato4 ,,canto ,,terzo ,pag4 #da ,lucifero1 continuando il racconto1 accenna alla venuta dei barbari2 ad ,ario1 che si ribella1 fra' primi1 all'autorit ecclesiastica1 da cui viene scomunicato nel concilio di ,nicea2 a ,telesio1 che scote il giogo scolastico2 alla stampa che propaga il pensiero nuovo4--,la rivoluzione1 filosofica in ,italia1 diventa religiosa in ,germania4--,leone ,x e ,lutero4--,il pensiero e la coscienza armano il braccio dei popoli1 e la rivoluzione prende l'aspetto politico4--,tirannide monarchica e republicana3 la libert sta nel centro4--,rivoluzioni d',inghilterra1 d',america1 di ,francia4--,il canto della guigliottina4--,fecondit delle rovine4--,rassegna delle principali invenzioni del pensiero umano2 dalle quali confortato l',eroe1 predice il suo vicino trionfo4--,finita cos la narrazione1 si parte1 mentre una voce misteriosa annunzia agli uomini la sua venuta4 ,,canto ,,quarto ,pag4 #fg ,lasciato il ,caucaso1 l',eroe si dirige verso la ,grecia2 trascura molti luoghi favolosi1 ma ricordasi di ,ero1 ed apostrofa all'amore e alla morte4--,descrizione di ,tempe4--,le bagnanti sorprese4--,il palazzo incantato e la fanciulla misteriosa4--,lucifero arriva2 ascolta il canto di ,ebe1 e le domanda ospitalit4--,accenna in brevi tratti all'esser suo e a quello di ,dio1 e la commuove di paura e di affetto4 ,,canto ,,quinto ,pag4 #hg ,il fantasma di amore1 che ha eternamente agitato l',eroe1 veste forme sensibili4--,ebe e ,lucifero si amano3 l'amore accerta l',eroe del trionfo4--,si allontanano da ,tempe1 e giungono nell',attica4--,l',acropoli di ,atene4--,volutt d'amore fra le rovine4--,l',ombre di ,socrate1 di ,focione1 di ,codro4--,un bruttissimo e strano mostro appare in sogno all',eroe1 e lo beffeggia4--,onde questi1 abbandonando la fanciulla nel sonno1 si caccia impaziente ove il destino lo chiama4 ,,canto ,,sesto ,pag4 #ajg ,l',eroe s'imbarca per la ,francia4--,rivolge superbe parole alla ,natura4--,aurora boreale4--,sermone di frate ,iginaldo4--,tempesta e naufragio4--,isolina si raccomanda all',eroe1 che cerca invano salvarla4--,morte di frate ,iginaldo4--,lucifero co'l cadavere della fanciulla si avvicina a forza di nuoto alla riva4--,iddio1 che vuol perderlo ad ogni costo1 inveisce contro gli oziosi abitatori del cielo2 armasi in fretta1 ed sul punto di scendere in terra per combattere il nemico1 quando l'arcangelo ,michele lo calma1 e scende in sua vece alla pugna4--,sdegnose parole di ,lucifero al nemico1 la cui spada non riesce a ferirlo4--,l'eroe afferra finalmente la riva1 e d sepolcro alla giovinetta4 ,,canto ,,settimo ,pag4 #aca ,storia d',isolina4--,amore4--,sogno di felicit4--,la lettera della madre4--,ultimo commiato4--,lontananza4--,la giovinetta abbandona la famiglia e la patria2 muove in traccia dell'amor suo1 e perisce miseramente tra' flutti4--,sorge dal sepolcro1 ed apparisce a ,lucifero2 il quale1 non potendo ridarle la vita1 languisce nell'oblo di s stesso4--,una voce interiore lo richiama all'attivit1 e lo avverte della gran lotta preparata fra la ,prussia e la ,francia4--,egli ascende sulle ,ardenne1 e mira i formidabili eserciti che si avanzano4--,alla vista delle aquile imperiali alza inutilmente la voce contro l'ingiustizia di quella guerra4 ,,canto ,,ottavo ,pag4 #aee ,la catastrofe di ,sdan4--,l'ombra di ,turenna e la resa4--,lucifero entra in ,parigi4--,la babilonia delle gazzette4--,l'assedio4--,gloria ed obbrobrio a chi spetta4--,un generale francese1 trasformato in asino1 condotto al macello4--,i ,prussiani entrano nella citt4--,l'allocuzione del proletario4--,la colonna ,vendme4--,l'ombra di ,federigo4--,la petroliera4--,allo spettacolo di tanti eccid ,lucifero si parte1 non senza dubitare un istante del suo trionfo4 ,,canto ,,nono ,pag4 #ahg ,curiosit dei ,celesti e pietosa supposizione dei santi inquisitori alla vista dell'incendio di ,parigi4--,pettegolezzi divini4--,profonda risposta di ,dio2 e confidenze che egli fa a santa ,teresa2 che perde improvvisamente la ragione4--,lucifero1 che ha lasciata la ,francia1 veleggia per l',america4--,apostrofa alla ,spagna4--,arriva nel nuovo mondo4--,saluto alla libert1 madre di civili istituzioni4--,s'interna in una foresta1 di cui si fa la descrizione1 e conversa con una scimmia1 che pretende esser sorella del genere umano4 ,,canto ,,decimo ,pag4 #bac ,sorge la notte1 e l',eroe resta smarrito nella foresta1 dove prova le sofferenze dell'umana natura4--,lotta con un giaguaro1 di cui rimasto vincitore1 abbandonasi al sonno4--,rivede ,ebe nei sogni1 e torna per poco ai dolci vaneggiamenti d'amore4--,la giovinetta silenziosa si tramuta a un tratto in un orribile fantasma4--,iddio1 vedendo cos travagliato il suo avversario1 crede agevole impresa il domarlo4--,lascia il letto1 cavalca l'asino di ,betlem1 e scende in terra4--,trova ,lucifero1 e cerca da prima con superbe parole1 poi con astute promesse venire a patti2 ma questi tien fermo1 e lo caccia da s acerbamente4--,liberatosi indi a poco dalla foresta ospitato dalla povera ,sara4--,la schiava nera e lo schiavo bianco4 ,,canto ,,undecimo ,pag4 #bda ,canto all',italia2 le tre civilt2 l',alighieri2 l'ultima guerra d'indipendenza2 l'ossario di ,solferino2 il traforo del ,cenisio4--,lucifero arriva2 apostrofa al ,po2 scende in ,toscana2 ricevuto nella casa d',egeria1 dove si adunano i pi famosi geni dell',arte moderna4--,le donne emancipate2 il filologo ,macrino2 un poeta demagogo2 un commentatore di ,dante2 ,delio gazzettiere2 un camaleonte onniscibile4--,il poeta ,olimpio e la sua dama4--,lucifero1 creduto spiritista1 finge evocar l'ombra del divino poeta2 il quale fulmina sdegnosamente poeti svenevoli e atrabilari1 drammaturghi da scuola e da piazza1 musici intronatori ed istrioni bastardi4--,olimpio1 che si offende1 sfida l',eroe a un duello2 ma questi si rifiuta con parole di superbo disprezzo4 ,,canto ,,duodecimo ,pag4 #bha ,lucifero giunge in ,roma4--,la breccia di ,porta ,pia4--,la festa del ,colosso2 durante la quale ascolta l',eroe alcune voci misteriose4--,voce di ,ebrei4--,voce di ,numi4--,voce di ,sacerdoti4--,voce di ,santi4--,voce di ,diavoli4--,voce del ,tevere4--,voce della ,savoia4--,voce della ,corsica4--,voce dell',istria4--,voce di popoli slavi4--,voce della ,germania4--,spavento dei beati alla nuova che ,lucifero in ,roma4--,santa ,caterina da ,siena1 rimproverandoli acerbamente1 si offre di scendere in terra e di piegare con la sua eloquenza il nemico4--,iddio1 bench dubbioso del buon successo1 glielo accorda2 e1 mentre ella si dispone a partire1 ,santa ,teresa d scandaloso spettacolo della sua pazzia4 ,,canto ,,tredicesimo ,pag4 #cae ,santa ,caterina alla vista di ,lucifero si perde di animo1 e1 invece di convertire lui alla fede1 converte s stessa all'amore1 e si abbandona ai voluttuosi abbracciamenti dell',eroe4--,alcuni ,angeli1 sedotti dall'esempio1 disertano il cielo1 e cantano il desiderio della terrena volutt4--,ultime ore di ,pio ,,ix2 a cui apparisce l',ombra di un solitario1 che1 non valendo a persuaderlo di rinunziare al dominio temporale della terra1 lo lascia in preda a spaventose visioni4--,una vittima delle stragi di ,perugia4--,due decapitati4--,straziato da queste apparizioni1 il vecchio ,pontefice muore1 domandando inutilmente perdono4 ,,canto ,,quattordicesimo ,pag4 #cda ,saluto di ,lucifero al ,sole2 tra' raggi del quale rivede l'immagine di ,ebe4--,attirato da mirabile fascino d'amore l',eroe si solleva per l'aria2 traversa gli spazi2 giunge in ,venere2 si confonde con l'amor suo1 e procede infino al ,sole1 da dove alza la voce dell'ultimo giudizio4--,i morti di ogni et e di ogni loco risorgono1 e s'innalzano dalla terra per assistere al giudizio di ,dio4--,rassegna di filosofi2 d'istitutori di popoli2 di riformatori4--,le vittime domandano vendetta4 ,,canto ,,quindicesimo ,pag4 #cfg ,la voce di ,lucifero spaventa i beati1 che si danno scompostamente alla fuga4--,san ,luigi ,gonzaga si sviene fra le braccia di ,santa ,teresa4--,gabriele1 non potendo persuadere l',arcangelo ,michele alla pugna1 ordinate alla meglio alcune schiere1 disponesi alla battaglia4--,santa ,cecilia ne lo dissuade2 ond'egli1 lasciato il fiero proposito1 s'abbandona voluttuosamente nelle braccia di lei4--,loiola1 ,domenico di ,guzman1 ,torquemada1 ,pietro d',arbues1 ,sisto e ,pio ,v1 ordiscono una frode a ,lucifero4--,san ,pietro abbandona le porte del paradiso4--,l',eroe sventa la congiura1 e prorompe luminosamente nel cielo4--,i congiurati santi tentano la fuga1 e periscono miseramente4--,lucifero arriva alla presenza di ,dio1 cui trova1 gi fuori di s1 abbandonato da tutti1 fuorch da alcune bestie fedeli4--,tornata vana ogni loro difesa1 tramutatosi indarno in diversi aspetti1 ,iddio muore1 mentre l',eroe ridiscende sul ,caucaso1 ed annunzia a ,prometeo la fine dell'impresa4