,,edmondo ,,de ,,amicis ,speranze e ,glorie ,le tre ,capitali ,torino--,firenze--,roma ,,milano ,,fratelli ,,treves1 ,,editori #aiaa ,terzo ,migliaio4 ,,propriet ,,letteraria4 ,i diritti di riproduzione e di traduzione sono riservati per tutti i paesi1 compresi la ,svezia1 la ,norvegia e l',olanda4 ,tip4 ,fratelli ,treves4 ,,nota ,a ,,questa ,,nuova ,,edizione 7#a4 edizione ,treves--#aiaa74 ,edmondo ,de ,amicis fu eccellente oratore4 ,quale concetto avesse della pubblica eloquenza1 come sentisse quella enorme fatica di tutte le potenze vitali1 spieg egli medesimo nelle ,confessioni d'un conferenziere1 che servono d'introduzione al libro intitolato ,capo d'anno1 pagine parlate4 ,quale fascino di persuasione e d'entusiasmo egli esercitasse sugli uditori1 attestano tutti quelli che ebbero occasione di ascoltarlo4 ,dal ricco e vario vibrar della voce1 dal gesto semplice1 dal balenare dell'anima nella chiara onesta faccia1 da tutta l'espressione della sua figura emanava la medesima virt di simpatia1 per cui ebbero e serbano tanta nobile popolarit i suoi libri4 ,la tempra del suo ingegno e il suo gran cuore erano fatti apposta per assicurargli quella immediata corrispondenza spirituale con la moltitudine degli uditori1 senza la quale ogni pi dotta eloquenza invano4 ,e fu oratore di attitudini cos diverse che parrebbero opposte3 seppe con mirabile giustezza di modi parlare via via alle persone colte e alla plebe1 alle donne1 agli studienti1 ai fanciulli2 fu conferenziere elegante e arringatore ardente di patria e di partito2 sopra tutto riusc spontaneamente maestro dell'eloquenza men tentata dai letterati e pi difficile1 quella che si rivolge alle menti inesperte1 al popolo privo di cultura e agitato dalle passioni politiche1 ai ragazzi che cominciano appena nelle scuole a sentire la forza della parola che illumina e commuove4 ,chi gli fu pi vicino ricorda poi com'egli avesse felice la vena del breve detto d'occasione e del brindisi1 s nelle pubbliche cerimonie1 s nei conviti amichevoli1 che gli piacevano tanto al suo tempo migliore1 e nei quali studi da par suo le significazioni e le bizzarrie dell',eloquenza convivale4 ,un senso nativo della misura e dell'opportunit governava sempre la sua parola2 e il culto interiore della parola stessa1 il vigile intuito dell'artista faceva s che1 qualunque cosa1 in qualunque circostanza dicesse1 non gli venisse1 mai meno quel decoro letterario1 che non lascia perdere dignit ad alcuna delle sue scritture1 anche alle pi umili e famigliari4 ,d'ordinario non improvvisava2 diceva prosa scritta1 ma scritta per essere parlata1 e per colorita e mossa secondo l'intento oratorio che si proponeva4 ,e del resto parlata1 per suo istinto e per suo istituto1 era tutta la prosa del ,de ,amicis2 parlata fu virtualmente tutta quanta la sua opera letteraria1 la quale tanto pu sui lettori perch a tutti fa l'effetto di una conversazione immediata dello scrittore con loro4 ,egli non diede alle stampe tutte le sue conferenze1 non tutti i suoi discorsi lasci raccogliere4 ,pubblic prima nel #ahhj1 insieme con quelle di dieci altri amici1 la conferenza sul ,vino1 ora entrata nelle nuove edizioni delle ,pagine allegre2 e l'anno dopo1 nella ,gazzetta letteraria di ,torino1 quella su ,l'espressione del viso1 che aveva fatto al teatro ,carignano per sovvenire ai figli del morto amico ,roberto ,sacchetti4 ,delle tre conferenze che disse al teatro ,coln di ,buenos ,aires e poi al teatro ,solis di ,montevideo1 fra l'aprile e il giugno del #ahhd1 su ,vittorio ,emanuele1 ,cavour e ,garibaldi1 quest'ultima sola rifece e stamp in ,italia1 quale si legge nel presente volume4 ,pi volte fu ristampata l'altra conferenza su ,i nostri contadini in ,america1 tenuta il #ca gennaio #ahhg alla ,societ filarmonico-drammatica di ,trieste1 e compresa ora nel volume di ,capo d'anno3 la quale diede agli uditori e all'oratore argomento di commozione indicibile1 ricordata da lui nell'ultima pagina delle ,confessioni d'un conferenziere1 scritte appunto l'anno seguente4 ,rimangono in volumetti separati la conferenza su ,la lettera anonima e i famosi discorsi ,ai ragazzi1 stimati un capolavoro di letteratura infantile1 che segue ed integra l'universale libro del ,cuore4 ,poco si conserva1 e quel poco monco e disperso1 dei discorsi fatti dal ,de ,amicis in private adunanze e in comizi del partito socialista1 massime in occasione di elezioni politiche3 salvo i due grandi discorsi ,per il #a4 maggio e ,per la questione sociale1 compresi in questo volume1 e alcune minori cose contenute nell'altro libro che s'intitola ,lotte civili4 ,l'ultima volta che il ,de ,amicis parl in pubblico fu il #bj marzo #ahih1 per pronunziare la commemorazione1 pur essa qui stampata1 di ,felice ,cavallotti1 al teatro ,nazionale di ,torino2 teatro popolare1 riboccante quel giorno1 ricordo bene1 del popolo pi misto che si potesse vedere1 e che l'oratore sollev tutto nel consenso e nell'ammirazione irresistibilmente4 ,egli fu eletto deputato del #a4 collegio di ,torino il #ag luglio di quell'anno4 ,s'era lasciato presentare candidato per obbedire al bisogno di una protesta politica del suo partito allora insorto e perseguitato4 ,ma rinunzi all'ufficio1 e il ,parlamento non ud mai la sua parola4 ,due giorni prima dell'elezione gli era morta la madre amatissima4 ,e pochi mesi dopo gli mor il figlio primogenito ,furio3 dolore atroce che non trov mai pi conforto4 ,folgorato nel capo1 lo scrittore si ritrasse nell'ombra e nel silenzio della sua casa desolata2 abbandon per sempre la vita pubblica1 non accett pi di fare conferenze e discorsi2 e da allora in poi fu tutto nel quotidiano solitario lavoro1 col quale per il suo spirito chiuso ai richiami esterni comunicava cos largamente con gli innumerevoli lettori fedeli4 ,in questo libro1 ,speranze e ,glorie1 edito prima dal ,giannotta di ,catania1 il ,de ,amicis riun i suoi pi importanti discorsi d'argomento commemorativo e sociale4 ,un altro simile volume1 ,lotte civili1 raccoglie i suoi scritti polemici per il socialismo e per la pace dei popoli4 ,con questi due libri si determina l'azione politica dello scrittore2 la quale1 a riscontro della sua opera letteraria1 non deve rimanere dimenticata1 perch troppo gran parte di quella generosa vita intellettuale1 a cui non manc mai la rispettosa e affettuosa attenzione degli italiani4 ,torino1 aprile #aiaa4 ,,dino ,,mantovani4 ,speranze e ,glorie4 ,i4 ,per una distribuzione di premi4 ,,alle ,,alunne4 ,vi parlo1 non perch io pensi che non sarebbe compiuta senza le mie parole questa cara festa dedicata a voi2 ma per prolungare a me di qualche momento il piacere vivissimo di vedervi4 ,quanto vi potrei dire di pi opportuno e di pi degno ve lo dicono ogni giorno le vostre brave insegnanti1 e con assai maggiore autorit che non possa esser la mia2 perch esse vi esortano al lavoro e ve ne dnno le prime l'esempio2 vi raccomandano la bont e vi dimostrano con gli atti che cosa sia l'esser buone2 vi dicono3--,studiate1 educatevi per la famiglia e per la patria--e alla patria1 alle famiglie rendono con l'opera loro un servigio che soverchia ogni ricompensa e ogni gratitudine4 ,a me non resta che rallegrarmi con voi per il premio che avete meritato e che abbiamo avuto la gioia di porgervi4 ,ma il dire che v'abbiamo dato un premio non l'espressione propria della verit4 ,il vostro premio non nel modesto ricordo che1 per nostra mano1 vi ha offerto la vostra citt natale1 per dimostrarvi che ha a cuore i vostri studi e che v' grata della gloria che dnno alle sue scuole1 dell'onore che fanno al suo nome gli sforzi vittoriosi della vostra volont e del vostro ingegno4 ,il vostro premio nella serenit della vostra coscienza1 nella stima delle vostre compagne1 nella compiacenza delle vostre maestre1 nel bacio dei vostri parenti2 nel raddoppiato vigore di volont che questo trionfo delle vostre fatiche v'infonde2 nella dolce memoria1 che v'accompagner per tutta la vita1 d'aver ricompensato degnamente tutti coloro che vi hanno amate e educate1 che hanno lavorato e palpitato per voi4 ,s1 il vostro miglior premio l'avrete1 nell'avvenire1 quando questo tempo vi parr tanto lontano da confondersi quasi nella vostra mente con quello della primissima infanzia4 ,anche allora1 fra molti e molti anni1 ricordandovi della vostra fanciullezza1 voi rivedrete sovente col pensiero questa sala affollata1 i visi delle vostre compagne e delle vostre maestre1 e la vostra piccola immagine sorridente1 col premio stretto sul cuore1 illuminata dalla stessa luce che in questo momento v'illumina1 e ogni minima cosa come in questo punto la vedrete1 come se riviveste in questo giorno4 ,e direte tra voi3--,che bel giorno6 ,la mia maestra era contenta1 mia madre era commossa1 mio padre m'aspettava a casa col cuore pieno di gioia e d'alterezza1 ed io4444 quant'ero felice6--,e rimarrete maravigliate di risentirne ancora tanta dolcezza4 ,e se in quell'ora avrete il cuore amareggiato da un'offesa1 vi sentirete pi disposte a perdonarla4 ,e se avrete da compiere uno sforzo per mettere in atto un proposito gentile o per fare un sacrificio generoso1 vi riuscir pi facile di compierlo4 ,e se avrete sotto gli occhi il ritratto di vostra madre lo bacierete con pi affettuosa tenerezza perch vi parr di vederla sorridere per ringraziarvi di questa giornata luminosa che le avete data4 ,continuate dunque a studiare e a esser buone per aver nell'avvenire molti di questi ricordi che migliorano l'animo e abbelliscono la vita4 ,un solo consiglio vi d ancora4 ,per proseguire sempre pi rapidamente e con pi lieto animo il cammino che avete incominciato con tanto onore1 destate in voi un impulso allo studio anche pi forte di quello del sentimento del dovere4 ,sia il sentimento del dovere la vostra scorta1 diventi lo studio il vostro amico2 abbellite questo cos nella vostra immaginazione che egli vi attragga con tanta forza da rendervi superfluo ogni sforzo della volont2 cercate in ogni modo di suscitarvi in petto questa passione nobilissima che1 accesa una volta1 non s'estingue pi1 ed alimento e premio a s medesima per la vita intera2 perch anche nel campo del lavoro intellettuale1 anzi in questo pi che in ogni altro1 se la volont fa maraviglie1 la passione fa miracoli4 ,sapete che cosa rispose un grande uomo di scienza1 ammirato dal mondo1 a chi gli domand in qual maniera1 non concedendogli la salute malferma che poche ore d'occupazione ogni giorno1 egli avesse potuto compiere tante scoperte1 scrivere tante opere utili e gloriose1 a cui pareva che appena sarebbero bastate le fatiche assidue di una lunga vita vigorosa8--,vi riuscii--rispose--convertendo il lavoro forzato in lavoro spontaneo2--che era quanto dire3 facendo con amore1 quasi per diletto e per bisogno dello spirito1 pi che per forza di proposito e per iscopo di vantaggio proprio ed altrui1 tutto quello che fece4 ,e cos potete far voi pure nel vostro piccolo campo scolastico2 ma rammentandovi sempre1 badate1 che per studiare con facilit e con profitto bisogna aver la mente serena1 che non s'ha la mente serena se non s'ha il cuore in pace1 e che per avere il cuore in pace dovete adempiere con pari zelo tutti i doveri3 esser riverenti coi genitori1 rispettose con le insegnanti1 affabili con le compagne1 pietose con gl'infelici1 buone con tutti4 ,e vedrete sempre alla prova1 care fanciulle1 che per lavorare ed esser buone non avrete da fare due sforzi distinti1 perch dal lavoro esce la bont1 come dal moto il calore1 perch dalla bont sorge il lavoro come dalla luce la vita1 perch lavoro e bont sono due virt gemelle che non si scompagnano nelle anime elette se non quando le disgiungono a forza l'infermit e la vecchiezza1 e tendono a ricongiungersi sempre per trarre l'una dall'altra ardore e vigore1 e se non vincono ogni avversit e non sfuggono alla legge del dolore1 ad ogni dolore trovano un grande conforto e ogni avversit sostengono nobilmente1 quando quello e queste affrontano insieme4 ,s1 siate buone1 perch dovete agli altri la bont che loro chiedete e che1 anche senza merito1 per semplice virt dell'et vostra1 ottenete da tutti2 perch la bont apre ed affina l'intelletto come il fuoco dilata e purifica l'aria2 perch la sorgente inesausta dei sentimenti soavi e delle idee grandi2 perch la madre e la nutrice di tutte le passioni pi nobili1 pi operose1 pi benefiche1 di cui si onori l'anima umana4 ,e lavorate perch il lavoro vuol dire allegrezza e coraggio1 attivit del sangue e pace dello spirito1 sicurezza della coscienza e dignit della vita2 perch chi lavora1 prega1 spera1 combatte1 semina e costruisce1 per s e per gli altri1 per il presente e per l'avvenire1 e spande intorno con lo esempio1 come fiore il polline fecondo1 e trasfonde nel petto altrui l'onest1 la salute1 la forza dell'anima sua4 ,ma voi1 d'animo e d'ingegno eletto1 non avete bisogno d'intender da noi questi consigli4 ,questi vi son dati continuamente da mille voci1 da mille forze pi potenti della nostra parola4 lo spettacolo del lavoro immenso e perpetuo della natura1 della grande forza operosa1 come dice il poeta dei ,sepolcri1 che affatica le cose di moto in moto1 il procedere non interrotto di ogni scienza1 il trasformarsi continuo d'ogni istituto sociale1 la notizia quasi quotidiana d'una scoperta nuova1 d'una nuova via dischiusa al progresso civile1 d'un nuovo ardimento dell'ingegno umano1 l'incessante1 multiforme1 infaticabile agitarsi di tutti gli esseri viventi per conservar l'esistenza propria e migliorarla per s e prepararla migliore ai futuri1 tutto questo che vi dice con mille voci1 ad ogni ora1 ad ogni momento del giorno3--,lavorate6 l'azzurro infinito che vi si stende sul capo1 l'alba che imbianca il mondo1 il tramonto che lo imporpora e la primavera che lo infiora1 lo splendore degli astri1 l'immensit del mare1 il riso dei campi1 la grazia dell'infanzia1 sono i lampi divini che mandano dal volto le anime belle e le visioni celesti che v'apre al pensiero la musica e l'incanto sovrano che vi versa nel cuore la poesia1 questo grande linguaggio misterioso ed eterno della bellezza1 che alla vostra anima pura1 ancora tutta aperta ad accoglierlo e a sentirlo1 vi dice da tutte le parti1 ad ogni ora1 ad ogni momento del giorno3--,siate buone6 ,ma a che ripetervi queste parole in questo momento in cui la bont vi splende nello sguardo e nel sorriso cos dolce e limpida che ciascuna di voi ci pare della bont un'immagine vivente1 la quale desta nel nostro cuore tutti i sentimenti gentili che vorremmo infonder nel vostro8 ,andate1 non avete che da serbarvi in codesto stato d'animo per esser felici voi e fare intorno a voi tutti felici4 ,portate a casa i vostri premi e la vostra gioia2 noi portiamo in cuore le vostre care immagini1 l'eco del vostro canto e la dolce speranza di ritrovarvi fra un anno in questa scuola e di rivedervi ancora1 come oggi siete1 fiorenti di salute e raggianti di contentezza1 festeggiate dalla famiglia1 onorate dalla citt1 benedette dalla patria4 ,,ii4 ,per l'inaugurazione d'un ,circolo ,universitario4 ,,agli ,,studenti4 ,a voi1 studenti1 e agl'invitati illustri che sono tra voi1 domando perdono se non fui abbastanza modesto da rifiutare l'onore immeritato che mi faceste1 chiamandomi a inaugurare il vostro ,circolo con un breve discorso4 ,ma v'era nel vostro invito un significato che accarezzava irresistibilmente quel particolare amor proprio1 sospettoso d'altri e di s1 che viene coi capelli grigi2 il vostro invito voleva dire che1 nonostante la disparit degli anni1 non mi credete ancora tanto lontano da voi per calore d'affetti e per fede nei belli ideali della giovinezza1 da non poter interpretare il pensiero e l'animo d'un'adunanza di studenti4 ,io non seppi vincere la tentazione di mostrare pubblicamente l'attestato di giovent spirituale1 di cui m'onoraste4 ,ma una ben altra ragione mi spinse3 furono due modeste parole ch'io lessi nel secondo articolo del vostro statuto4 ,in questo tempo in cui un troppo gran numero d'insecutori furiosi della fortuna cerca d'estendere le leggi biologiche della lotta per l'esistenza dai regni inferiori della natura alla societ umana1 per trarne cagione a sciogliersi da ogni pi alto dovere di generosit e di gentilezza1 bello questo vostro intento1 col quale voi rinnegate formalmente per parte vostra la prima e pi dura di quelle leggi1 che l'egoismo2 intento con cui mirate ad attuare1 in mezzo a voi1 uno dei pi arditi concetti degli apostoli della giustizia e dell'eguaglianza assoluta3 il diritto di tutti a procacciarsi la vita con la cultura e con l'esercizio delle loro facolt migliori1 nel campo a cui la natura li ha destinati4 ,mutuo soccorso3 l'espressione con cui avete delicatamente significato il vostro scopo3 io la saluto1 come l'insegna gentilizia della vostra casa4 ,ma anche senza di questo1 anche se la vostra ,associazione non avesse avuto altro fine che quello di un ritrovo geniale1 io sarei stato lietissimo e mi sarei tenuto onorato dell'invito1 per queste ragioni4 ,perch il corso fortunato di molte fra le idee pi feconde degli ultimi tempi1 perch la formazione del primo manipolo dei propugnatori di molte cause elette1 diventati col tempo moltitudine vittoriosa1 perch l'autorit e la forza di molti uomini predestinati a grandi opere1 ebbero cominciamento1 voi lo sapete1 in riunioni abituali della giovent consacrata agli studi2 perch ciascuno di noi1 cercando dove si siano aperti prima alla sua mente certi orizzonti1 dove siano cadute certe arroganze pericolose del suo orgoglio1 dove egli abbia prima imparato il rispetto del pensiero altrui1 la sapiente diffidenza del giudizio proprio e il nobile ossequio dell'ingegno alla critica1 trova il principio di tutto ci nel periodo delle sue discussioni ardenti coi colleghi di vent'anni2 perch1 in fine1 l'intrecciarsi degli ordini diversi della coltura1 l'azione reciproca delle virt opposte dei caratteri1 l'educazione delle facolt agili e battagliere dell'intelligenza1 e la conoscenza degli uomini che il rincalzo e la scorta di tutte le facolt1 e la generazione spontanea delle amicizie che durano quanto la vita1 strette da un legame di memorie senza amarezze1 non sono quasi altrimenti possibili che nelle vostre riunioni e all'et vostra1 la quale mette nelle sue controversie un ardore1 una schiettezza1 una fede nella fecondit della lotta che con gli anni scema1 pur troppo1 o si perde4 ,sia dunque bene inaugurato1 anche per questo1 il vostro ,circolo4 ,fate1 come dice il poeta1 cozzare i vostri pensieri dalle loro parti sonore2 discutete--disputate--battagliate2 correte per tutti i versi il vostro campo sterminato in cerca d'avventure e di cimenti dello spirito2 affrontate audacemente tutti i problemi con codesta invidiabile facolt di lampeggiamento dell'intelletto per la quale v'appare tante volte improvviso quello che trovano a fatica la meditazione e l'esperienza2 fate fiammeggiare e rombar senza posa la grande fucina delle passioni e delle idee2 e siano ben venute le vostre discussioni1 anche le pi tempestose1 anche quelle che v'inaspriscono e v'adirano1 se saranno seguite dallo slancio gentile con cui i cavalieri dell'idea si porgon la mano dopo i duelli della parola1 riconoscendo che agli occhi luminosi della ,scienza e dell',arte non deve salire il fumo impuro dei nostri rancori4 ,ma perdonatemi se ho rasentato un momento il sermone3 tendenza consueta di chi parla a persone di cui desidera il bene ardentemente4 ,e di questo voi non dubitate1 ne son certo4 ,voi non credete a quello che dice un grande poeta malinconico3 che lo spettacolo della giovent odioso agli uomini maturi4 ,no1 non vero1 per la maturit che lavora e che pensa4 ,pu bene anche un uomo di senno e di cuore risentire1 in mezzo a voi1 quell'ombra di mestizia che ci suol dare la vista d'un nostro ritratto di vent'anni addietro1 il quale ci rammenta affetti morti e illusioni perdute4 ,ma da questo leggero senso di rammarico si scioglie prontamente il nostro pensiero quando la giovent che ci sta dinanzi quella che siede nella pi alta scuola d'uno ,stato1 quella a cui affidato per l'avvenire l'onore intellettuale d'un popolo4 ,dal rimpianto del nostro passato noi ci volgiamo allora all'ammirazione del vostro1 o studenti2 del passato1 voglio dire1 della grande famiglia universitaria1 giovane eternamente4 ,poich questo ci tocca nel vivo dell'animo3 che nella classe a cui appartenete sia eguagliato lo splendore delle speranze da quello delle tradizioni2 che lungo tutta la via della nostra storia nuova1 dalla prima germinazione oscura dell'idea nazionale fino agli ultimi trionfi dorati dal sole1 si ritrovino mille nomi della vostra bella schiera2 che non si sia dato da settant'anni a questa volta un momento triste1 difficile o solenne1 in cui la patria non abbia udito la gran voce sonora delle vostre legioni esprimere prima di lei i suoi entusiasmi pi nobili e le sue risoluzioni pi audaci4 ,questi ricordi ci ridesta la vostra presenza4 ,voi avete consolato della vostra ammirazione festosa gli ultimi anni travagliati dei grandi vecchi1 avete vendicato col grido giovanile ingiustizie memorabili1 scosso da inerzie colpevoli classi cittadine troppo paurose d'ogni cosa2 avete dato teste eroiche ai patiboli1 petti di ferro alle barricate1 rigagnoli di sangue ardente fra il ,ticino e l',adige1 sui monti di ,sicilia e sulle mura di ,roma4 ,e la gioia infinita che troviamo in queste memorie viene in gran parte dalla profonda1 incrollabile1 superba certezza che1 se la storia si ricominciasse1 essa non avrebbe per cagion vostra n un dolore di pi n una gloria di meno4 ,ma v' un'altra ragione1 anche pi potente1 del nostro affetto per voi4 ,quando noi ci arrestiamo sgomenti davanti alle affollate e multiformi difficolt1 contro le quali1 nel campo della speculazione e dell'opera1 urta la fronte la generazione a cui appartengo e quella che la precede1 noi ricorriamo con la mente alla giovent universitaria1 come in una grande guerra dubbiosa l'esercito di prima linea volge il pensiero al secondo esercito1 che si ordina e si addestra nei campi1 aspettando la sua ora4 ,e con un conforto grande ci raffiguriamo nuove forme dell'arte1 una pi alta sapienza della legge1 nuove infermit vinte1 nuovi e maravigliosi cooperatori delle braccia umane1 qualche idea splendida e semplice1 oggi ancora velata1 cospirante alla soluzione di quell'enorme problema sociale che ci tormenta la ragione e ci affanna l'anima2 e come i contorni incerti di una bella terra lontana1 vediamo le somme linee di una societ pi giusta1 pi fraterna1 pi felice della nostra2 che1 in fondo1 il pi santo voto del cuor di tutti4 ,e allora diciamo in cor nostro3--,l1 in mezzo a loro1 tutto questo cova1 spunta1 s'abbozza1 ribolle--sono essi l'avvenire in cui abbiamo fede--le speranze che ci aiutano a vivere son le loro ambizioni--e la luce pi viva che scalda il nostro tramonto quella che c'irradia alle spalle l'aurora della loro giovent4 ,e allora1 quanto v'amiamo6 ,allora quel sentimento d'orgoglio chiuso che tien poco o molto ogni generazione matura si stacca come scoria vile dall'animo nostro2 allora non comprendiamo pi perch ciascun di noi non debba desiderare come una fortuna che voi gli passiate sul corpo per salire a un gradino pi alto sulla scala dell'arte e della scienza3 allora benediciamo ai vostri studi1 alle vostre gioie1 alle vostre irruenze con un entusiasmo nel quale ancora tutta la freschezza della vostra et1 con un affetto di cui non vi pu dar l'immagine che la stretta dell'amplesso paterno4 ,s1 noi v'amiamo come l'avvenire vivente4 ,e seguitiamo i vostri passi con quel sentimento di curiosit pensierosa1 col quale si guarda chi parte per un paese sconosciuto e mirabile1 come s'egli avesse gi sulla sua persona un riflesso delle maraviglie verso cui move4 ,e infatti1 che cosa sia per avvenire di questa mole deforme della societ presente1 di cui la cima sfolgora e il fondamento vacilla1 che cosa sia per nascere dalle condizioni attuali del vecchio mondo1 rimasto nell'ombra in mezzo agli opposti crepuscoli degli astri tramontati e di quelli non sorti ancora1 battuto dal flutto di moltitudini irritate1 delle quali cresce il malcontento con la cultura1 e schiacciato dal peso di eserciti immensi1 destinati a conflitti che sgomentano l'immaginazione1 e a cui la ragione e il cuore dei popoli sempre pi minacciosamente repugna2 n noi lo sappiamo1 n v' scienza che lo prevegga4 ,ma certo che il mondo si prepara con vasti e lenti sforzi a una profonda mutazione1 e che nell'et che s'apre voi avrete a lottare1 come cittadini e come uomini1 con difficolt diverse in gran parte da quelle che a noi contrastarono e contrastano1 che altre virt v'occorreranno1 che altri sacrifizi vi saranno chiesti1 ai quali noi non fummo chiamati4 ,ma a tutto voi andrete incontro con animo ardito1 confortati non soltanto dalla fede nella vittoria ultima della giustizia e del bene1 ma anche da questo pensiero3 che per quanto maravigliose sian le novit che vi vedrete d'intorno1 non saranno da meno quelle che sorgeranno dentro di voi1 non tanto per effetto naturale del tempo1 quanto per virt delle cose esteriori mutate4 ,fioriture improvvise e stupende di facolt latenti1 fecondate da nuove passioni1 nate alla loro volta da avvenimenti inattesi2 svoltate subitanee e corse conquistatrici dell'ingegno per vie non solo non cercate1 ma ignorate fino a poc'anzi2 forze imprevedute dell'animo1 suscitate da pericoli e da dolori comuni1 e appassionate consacrazioni di tutte le potenze dell'intelletto e della volont a ordini d'idee a cui per vent'anni non s'era mai affacciata la mente se non forse per combatterle o per dileggiarle3 tutto questo avverr tra voi1 e tanto muteranno alcuni1 che1 ricercando s stessi nelle memorie di questi giorni1 stupiranno della loro immagine antica4 ,tutto questo avverr4 ,e forse fra quelli che m'ascoltano vi sono gi dei fidanzati inconsapevoli dell'era nuova1 campioni fortunati di idee benefiche1 vittime illustri od oscure1 ma egualmente nobili1 di grandi passioni1 fronti che si alzeranno sopra l'altre come segnacoli1 nomi che saranno amati e benedetti4 ,noi salutiamo con riverenza in voi questo cumulo di promesse1 di predestinazioni e di misteri1 e se qualche cosa ci turba nel gridarvi l'evviva della partenza1 il timore di non aver abbastanza lavorato1 pensato1 sofferto per spianarvi la via su cui vi lanciate1 la via dove v'accompagneremo con l'anima fin che ci si veler l'orizzonte4 ,ed ora1 che vi potrei dire di pi8 ,finita questa bella serata1 voi rimarrete soli alle vostre liete riunioni4 ,ma noi1 di mezzo alle cure e alle fatiche di ogni giorno1 ritorneremo spesso con la mente alle poche ore di giovent che ci avete fatto rivivere1 tra queste pareti dove pure vi verr a ritrovare il desiderio di tanti lontani che v'amano1 dove vi verranno a stringer la mano colleghi d'altre provincie e d'altri popoli1 dove tanta allegrezza1 tanta vita1 tanta primavera di pensiero e d'affetto dar fiori e frutti al futuro4 ,abbia dunque lunga vita1 il vostro ,circolo4 ,e non sia soltanto il luogo dove le buone amicizie si cementino3 sia anche quello dove1 vinti dalla forza della cordialit altrui1 i nemici si riconcilino1 dove le gelosie dell'ingegno si spuntino1 dove le opinioni dei partiti avversi si ricambino l'omaggio della cortesia2 in modo che possiate dire3--,emuli negli studi1 concorrenti nella vita1 sciolti da ogni vincolo nella politica2 ma qui--siamo fratelli4--,questo il mio augurio al vostro ,circolo4 ,a ,voi1 avanguardia intellettuale della vostra generazione1 a quelli che nella battaglia della vita vinceranno1 a quelli che cadranno1 a quelli che1 crivellati di ferite1 dureranno a combattere fino all'estremo1 a voi tutti1 sangue nuovo e generoso della patria1 figliuoli prediletti del nostro pensiero e speranze sacre del nostro cuore1 salute1 fortuna1 gloria6 ,torino #ahia4 ,,iii4 ,per la quistione sociale4 ,,agli ,,studenti4 ,quando per la seconda volta mi faceste l'onore d'invitarmi a parlare1 sopra un argomento di mia scelta1 nella vostra ,associazione1 mi venne in mente alla prima di parlarvi della quistione sociale4 ,ma quasi ad un tempo pensai che non sarebbe stato onesto il venir qui ad esporre intorno a un soggetto gravissimo opinioni e giudizi1 da cui molti potevan dissentire1 senza esser preparati a confutarli4 ,dissi quindi tra me3 non entrer1 per questa volta1 nel cuore dell'argomento2 non enuncier uno solo dei principii del socialismo1 i quali1 d'altra parte1 son noti3 mi restringer a parlare ai miei giovani amici del dovere1 che1 a senso mio1 spetta a loro pi che ad altri1 di occuparsi della quistione2 e compir io stesso1 cos facendo1 un dovere4 ,debbo anche premettere che non ho l'arroganza di rivolgere le mie parole a quelli tra voi1 che le quistioni sociali e economiche hanno nel loro corso universitario1 poich questi potrebbero venire al mio posto e parlare in vece mia4 ,io non mi rivolgo che alla parte di voi1 che della quistione sociale non s'occupa1 e suppongo sia la parte maggiore2 del che non ho ragione di stupirmi n di farvi rimprovero1 essendo un fatto razionale e comune che1 nella vita affollata di passioni e di pensieri a cui tutti1 di tutte le et1 siamo costretti oggigiorno1 sfuggano a molti per lungo tempo interi aspetti della societ1 ordini interi di idee1 e anche di avvenimenti periodici e notissimi1 che per l'osservatore attento sono i segni indubitabili di una grande trasformazione sociale4 ,mi domanderete per prima cosa3 ma voi1 per quistione sociale1 che cosa intendete8 questa una delle molte domande alle quali non si pu meglio rispondere che con un'altra domanda4 ,ed ecco la mia risposta interrogativa4 ,questo fatto della vita misera e del malcontento giustificato del maggior numero degli uomini1 fatto comune a paesi poveri e ricchi1 di tutti i gradi di civilt1 effetto d'una legge di natura o delle leggi umane8 ,questa forza che accumula a un polo della societ la ricchezza e la cultura1 e all'altro il pauperismo e l'ignoranza1 che restringe quasi a una classe sola gli effetti benefici della civilt e della scienza1 che preclude quasi affatto alle moltitudini l'educazione e la vita dello spirito1 che fa sussistere gli uni in faccia agli altri tanti tesori superflui e tanti bisogni insoddisfatti1 tanti ozi felici e tante disperate fatiche1 un destino dell'umanit o deriva da viziose istituzioni sociali8 ,che la civilt procedente stritoli sotto i suoi passi miriadi di creature umane2 che sotto i piedi di questa societ incivilita stia aperta1 come una minaccia per tutti1 la voragine spaventosa della miseria2 che prenda forma pi selvaggia ogni giorno questa battaglia per la vita che assorbe il meglio delle forze di tutti1 e perverte le coscienze e inferocisce i cuori1 atterrando intorno a ogni vincitore cento vinti2 che milioni d'uomini che lavorano sian ridotti a paventare e a maledire come un flagello ogni invenzione dell'ingegno umano la quale abbia per effetto di scemare il bisogno che ha la societ dei loro sudori2 che il pane1 che l'esistenza di famiglie innumerevoli dipendano anche in tempi ordinari dalle mille vicende di una disordinata e furiosa guerra mercantile1 della quale esse non hanno n colpa n coscienza2 una necessit ineluttabile o conseguenza d'una lunga serie d'errori8 ,che1 in fine1 ogni nazione abbia nel suo seno due popoli1 di cui l'uno diffida e teme e l'altro freme e minaccia2 che per contenere non pochi ribelli1 ma moltitudini intere1 sian necessari il terrore delle leggi e la forza delle armi2 che le grida festose di pochi inneggianti al progresso siano costantemente coperte dal lamento immenso1 crescente1 implacabile d'una folla infinita1 questo il prodotto d'una misteriosa legge sociale su cui l'uomo non pu nulla1 o effetto dell'egoismo umano compenetratosi con le istituzioni e con gli usi1 di qualche impedimento enorme che sia nell'organesimo della societ1 rimosso il quale circolerebbe agevolmente il sangue in tutte le sue membra e le verrebbe la salute e la pace8 ,in una parola1 v' o non v' qualche sovrano rimedio1 o un complesso di rimedi1 a tanto cumulo di mali8 ,a questa domanda il socialismo risponde3--,s4 ,milioni di voci rispondono3--,no4 ,ebbene1 io non son qui per sostenere l'affermazione4 ,io son venuto--poich suppongo che nella classe in cui vivete v'accada pi sovente di udir la seconda risposta che la prima--son venuto a dirvi3--,non accettate la risposta che vi suggeriscono3 cercatela voi stessi2--son venuto a combattere le ragioni di coloro che vi voglion distogliere dal cercarla perch accettiate a occhi chiusi la loro4 ,queste ragioni son parecchie e assai diverse1 e credo che a pochi tra voi non sia gi occorso di udirle tutte4 ,la pi ovvia questa4 ,vi dicono3--,raccoglietevi nei vostri studi1 pensate a diventar nella vostra professione valenti ed utili1 e avrete compiuto il vostro dovere verso la societ2 pensino altri a raddrizzare il mondo4--,non date retta a costoro4 ,non pi onestamente possibile di restringersi a servire la societ solo quel tanto che necessario per provvedere ai nostri interessi4 ,le condizioni del tempo in cui viviamo son cos fatte che convien correggere la definizione antica dell'uomo onesto1 e dire che per essere tale non basta pi ad alcuno neppur l'esercizio delle pi elette virt private1 se egli chiude l'orecchio e il cuore al grido dei dolori umani1 s'egli non s'adopera direttamente per la rigenerazione dei suoi simili e per il trionfo della giustizia1 se non volge almeno una parte della propria operosit a cercare coscienziosamente al servizio di qual dottrina sociale1 per il bene di tutti1 debba impiegare le sue forze4 ,e non badate neppure a chi vi consiglia l'astensione1 dicendo che v'occuperete della quistione sociale pi tardi1 perch quelli stessi che vi dicono ora3--,attenetevi ai vostri studi--vi diranno allora3--,attenetevi ai vostri affari1--e vi vorranno relegare nella fortezza della casa e dell'ufficio come ora vi vogliono chiudere nel santuario della letteratura e della scienza4 ,occupatevi ora di quella quistione1 ora che avete l'intelletto e l'animo aperto a tutte le grandi idee1 ora che potete esperimentare in voi la verit di quello che un economista dottissimo disse3 che l'intelligenza della scienza sociale procede dal cuore anche pi che dallo spirito1 ora che la durezza della lotta per la vita e la esperienza della tristizia umana non v'hanno ancora rintuzzato il senso della generosit e della compassione4 ,milioni di vostri fratelli a cui la fortuna ha negato il conforto e l'onore degli studi1 e chiuso la via d'ogni agiatezza1 confidano nell'opera della giovent studiosa1 sperano che almeno voi studierete spassionatamente la loro causa2 e a questo noi v'esorteremmo del pari1 quand'anche dalle vostre meditazioni doveste esser condotti a una fede opposta alla nostra1 poich noi pure1 come quel focoso flagellatore dell',indifferenza religiosa1 preferiamo gli avversari dichiarati che1 combattendoci1 soffiano nel nostro ardore1 agli indifferenti che rifiutano di combattere2 davanti ai quali ci cadono le armi dal pugno e gli entusiasmi dal cuore4 ,occupatevi della quistione fin d'ora1 perch in nessun modo riuscirete a scansarla nell'avvenire1 qualunque campo d'azione siate per scegliere2 perch essa vi si lever davanti negli studi solitari1 nell'esercizio della professione1 nell'educazione dei figlioli1 nell'adempimento d'ogni vostro ufficio di cittadini2 perch essa s'attraversa oramai a tutti i passi della vita e s'affaccia a tutti gli sbocchi dell'intelligenza2 perch tutte le questioni di politica europea1 e le lotte dei partiti parlamentari1 e le splendide feste delle arti e delle industrie1 e le grandi solennit patriottiche1 e perfin le guerre internazionali1 non son che episodi della storia1 che la nascondono per brevi spazi di tempo2 passati i quali essa riappare all'orizzonte1 altissima1 immobile1 eterna1 come la piramide di ,cheope quando cade il vento del ,sahara e il turbino delle arene si queta4 ,non dovrei ribatter nemmeno coloro che vi consigliano di lasciar da un lato la quistione sociale dicendovi che essa riguarda una classe sola1 o certe classi1 non la vostra2 perch son certo che voi non siete tanto sdegnati dell'egoismo miserabile di quest'argomento quanto mossi a piet dall'insensatezza di chi considera come una parte trascurabile della societ la parte di lei pi importante per il suo numero1 pi necessaria per la sua funzione1 pi benemerita per le sue fatiche2 quella senza di cui la nazione non ha fondamento1 la patria non ha difesa1 e il mondo non ha n vesti1 n tetto1 n utensili1 n pane4 ,ma l'argomento1 pure intrinsecamente falso4 ,la quistione sociale abbraccia ormai tutte le classi poich anche le classi medie1 sebbene con minore intensit1 per ora1 e con effetti meno visibilmente dolorosi1 risentono gi tutti i danni di cui le inferiori si lagnano4 ,vi gi una gran parte della borghesia per cui l'esistenza non meno minacciosamente precaria che per le classi chiamate con maggior propriet lavoratrici2 vi sono in tutti i campi del commercio e dell'industria le mezze fortune oppresse nella lotta disperata con le grandi2 vi un popolo di possidenti che mendica2 v' una concorrenza di cento paria per ogni stipendio che basti appena alla vita2 vi sono migliaia di giovani d'ingegno e di studio a cui non possibile di guadagnare quanto un bracciante prima dei trent'anni2 v' la vecchiezza pensionata che disputa il posto alla giovent esordiente1 la donna che lo contende all'uomo1 l'uomo che lo contrasta al ragazzo2 v' una tal ressa di naufraghi intorno a ogni trave galleggiante1 che quando uno per negligenza o per forza lascia andare la sua1 non gli resta quasi pi speranza d'afferrarne un'altra1 e annega le pi volte nella miseria4 ,il posto umilissimo che1 per l'inferiorit forzata della sua educazione e per la falsit vanitosa della nostra1 assegnato nella societ al lavoratore manuale1 la cui opera si onora in astratto e si disprezza impersonata1 e la scarsa e mutevole e spesso umiliante mercede con cui quell'opera retribuita avendo per effetto che tutti rifuggano o cerchino d'uscire in qualunque modo dalla bolgia delle classi inferiori1 ne segue che s'abbia un eccesso di produzione anche nel campo dell'intelligenza1 che vi sia una sovrabbondanza enorme di giovent colta alla quale la coltura non serve a nulla come l'oro all'affamato in mezzo al deserto1 un esercito di riserva intellettuale1 che1 come quello della classe operaia1 offre il suo lavoro in ribasso1 e accetta ogni condizione di vita1 e non trova a vivere nemmeno accettando ogni condizione4 ,e il torrente ingrossa ogni giorno1 e la piena giunta per tutto a tal segno1 che fin nel paese che deve alla sua grande coltura la supremazia politica e militare in ,europa1 si vede costretto il ,governo a rifiutare il suo consenso alla fondazione di nuovi istituti d'insegnamento1 perch quelli che esistono sono gi esuberanti al bisogno che ha la societ di candidati4 ,lasciate ora che alle donne1 poich v' anche per esse una quistione sociale1 si schiudano tutte le vie1 come accadr per forza invincibile delle cose2 supponete che si compia il voto del cor di tutti1 d'un dimezzamento degli eserciti1 che getterebbe nella concorrenza altre migliaia di giovani1 i quali1 per l'indole della loro educazione e per i pregiudizi connaturati allo stato presente della societ1 rifuggirebbero dal lavoro meccanico2 e s'avr allora un proletariato borghese non meno temibile1 bench men numeroso1 anzi pi potente e pi attivo perch pi colto1 di quel della plebe4 ,ma egli gi tale1 e non pi legato che da un cos tenue vincolo di tradizione e d'interesse con la classe superiore1 che diventato in qualche paese una delle forze pi vive del socialismo1 un focolare spaurevole di malcontento e di ribellione acceso nel seno stesso della borghesia4 ,che se per ora1 e fra noi specialmente1 si fa meno avvertire1 perch sparso e dubitante e perch1 trovandosi i suoi elementi in pi diretta dipendenza dai privilegiati della fortuna1 corrono maggior pericolo d'esser segnati e buttati sul lastrico1 lasciate che scemino i suoi timori e ingrandiscano le sue speranze con l'allargarsi del socialismo nella moltitudine1 nel parlamento e nella stampa1 e vedrete come lever il grido delle rivendicazioni1 senza che gli si possa negare il diritto di levarlo4 ,non date dunque ascolto a chi vi dice che la quistione sociale non che una quistione operaia ed agricola3 il che sarebbe gi qualche cosa1 mi sembra2 no1 la quistione di tutti1 fuorch di un pugno di ciechi e di sordi4 ,altri vi dicono3--,a che pro occuparvi della quistione sociale8 ,essa antica come il mondo4 ,non mutano che i nomi3 invece di schiavi1 servi2 invece di servi1 salariati2 i vinti della lotta darwiniana hanno sempre empito il mondo delle loro querele4 ,il socialismo rimarr nello stato permanente di spauracchio e di freno all'individualismo prevaricatore1 e sar bene2 ma null'altro4 ,la miseria del maggior numero1 come disse il ,thiers1 nel piano della ,provvidenza4--,domandate prima di tutto a costoro se la ,provvidenza abbia mai fatto vedere al ,thiers o ad altri il suo piano4 ,quanto alla teoria del ,darwin1 contentiamoci di domandare se le leggi della lotta fra le razze inferiori s'abbiano da riferire all'umanit1 nella quale i vinti1 che invece di sparire1 si moltiplicano1 non avrebbero che da unirsi1 e lo possono1 perch i vincitori svaniscano come un nuvolo di polvere nell'uragano4 ,dicono3--la quistione antica quanto il mondo4--,e sia concesso4 ,ma quel che non antico quanto il mondo il grado a cui pervenuto lo svolgimento del principio dell'uguaglianza1 che il fatto pi generale1 pi costante1 pi ribelle a ogni umana opposizione che si conosca nella storia4 ,quel che non antico come il mondo la coscienza acquisita dell'uguaglianza civile e politica1 che fanno sentire pi profondamente che mai le disuguaglianze economiche2 la cultura maggiore che acuisce nelle moltitudini tutti i patimenti dell'animo derivanti1 dallo spettacolo delle troppo grandi disparit delle classi2 la miseria relativa smisuratamente cresciuta col moltiplicarsi delle ricchezze e dei raffinamenti sensuali della vita in un piccolo numero2 il decadimento progressivo di quello spirito religioso di rassegnazione che faceva sopportare i mali presenti con la speranza di una ricompensa futura2 1 infine1 un clero di tutte le chiese che1 sollecitando delle riforme sociali1 ossia riconoscendo che ai mali della terra c' rimedio1 fa comprendere agli sfortunati1 se non con le parole1 col fatto1 che non si pu pretendere da loro l'antica rassegnazione4 ,s1 la quistione sociale sar antica come il mondo4 ,ma quello che nuovo la gigantesca potenza accumulatasi con l'oro in mano di cittadini privati1 che s'alzano come sovrani in mezzo a popoli liberi1 che posseggono parti della loro patria vaste come ,stati1 che tengon nella propria borsa la sorte di centinaia di migliaia d'uomini1 che possono turbare a vantaggio proprio gl'interessi d'un'intera nazione e corrompere scopertamente moltitudini e poteri4 ,quello che nuovo che di fronte a questi monarchi della ricchezza1 e alle loro strapotenti federazioni1 che allargano intorno a s come una landa sinistra la servit morale e il salariato1 siano sorte delle societ di settecento mila lavoratori1 delle ,unioni di mestieri numerose come popoli e organate come eserciti1 che in tutte le citt dei paesi civili1 chiamati a raccolta dalla grande industria1 si vadano agglomerando i proletari in battaglioni e in reggimenti1 che s'intendono1 si disciplinano1 e s'affratellano4 ,quello che nuovo pure che si raccolgano congressi operai ai quali intervengono i delegati di diciannove nazioni1 rappresentanti cinque milioni di lavoratori2 che vi sian paesi dove venti citt si dichiarino in favore del socializzamento della terra2 che nel paese pi colto e pi potente d',europa si mandino al ,parlamento quaranta campioni della nuova idea1 con maggior numero di voti che non ne raccolga alcun altro partito della nazione2 quello che nuovo un accordo internazionale di agitatori che con una parola d'ordine lanciata da ,parigi a ,sidney e da ,berlino a ,nuova ,york fa nello stesso giorno dell'anno disertar gli opifici a nove milioni di operai1 e vegliare sull'armi dieci eserciti come sotto l'imminenza d'uno sfacelo degli ,stati4 ,quello che nuovo affatto che si spandano ogni giorno1 da mille citt1 verso ogni parte1 su tutta la faccia della terra1 milioni di fogli parlanti1 che predicano una speranza comune e soffiano in una sola passione1 e s'accumulano nelle soffitte e nei tuguri come una provvigione di polvere da guerra4 ,ed un'altra cosa nuova1 che migliaia di poveri lavoratori d'ogni paese1 finite le loro dieci ore di lavoro estenuante1 si assoggettino la sera a una nuova fatica per istruirsi nelle quistioni sociali1 si strappino il pane dalla bocca per sostenere il giornale che li protegge1 e consacrino gli ultimi resti delle proprie forze alla propaganda delle loro idee e all'ordinamento del loro partito1 e perdurino in questa opera con una febbre di passione1 che ne conduce molti alla fossa4 ,e non men nuovo n men grave che questa gran moltitudine incolta e ribollente abbia e sappia d'avere alla sua testa uno stato maggiore intrepido d'uomini di studio e d'uomini di ,stato1 di vessilliferi di ogni scienza e di ogni arte1 che propugnano la loro causa in tutte le regioni del pensiero e in tutte le congiunture della vita4 ,infine1 la quistione sociale sar antica quanto il mondo2 ma quello che tutto proprio del tempo nostro1 credo io1 e che non fu nemmeno negli ultimi anni che precedettero la rivoluzione francese1 nei quali le classi minacciate andavano incontro all'avvenire con una quasi balda spensieratezza1 questo turbamento che tutti risentiamo1 qualunque sia il nostro grado di fortuna1 qualunque siano le nostre idee sociologiche1 davanti allo stato attuale delle cose2 questa scontentezza della ragione e del cuore1 questa lotta sorda e continua fra la nostra coscienza di cittadini e il nostro interesse di privati1 questo sentimento confuso di colpa1 questo presentimento vago di qualche cosa di grande e di fatale1 che ci fa guardare intorno con occhio inquieto come viaggiatori senza guida che s'avanzino alla ventura per una terra sconosciuta4 ,v' pure chi cerca di stornarvi da questo pensiero affermando che non bisogna lasciarsi illudere da certe scosse improvvise e solitarie1 dalle apparenze ingrandite ad arte di certi avvenimenti2 che1 in realt1 il movimento lentissimo e intralciato da discordie inconciliabili1 che ha periodi lunghi di sosta1 e che non saranno neppure i figli dei nostri figli che vedranno la societ in grave pericolo4--,non credete nemmeno a costoro4 ,sotto le maggiori apparenze di quiete1 anzi pi sotto queste1 il movimento procede con una celerit non sperata neanche da chi lo seconda4 ,il socialismo germanico fece i suoi pi rapidi passi nel periodo delle leggi eccezionali1 da cui pareva stato strozzato4 ,la maggior parte delle sue conquiste silenziosa1 ed la loro continuit medesima che1 come quella della cresciuta di un fiume1 non ci consente di seguirne con l'occhio la progressione4 ,dalla parte dov' combattuto1 all'ira ch'era stata preceduta dal dileggio1 susseguita ora una discussione universale e quasi continua1 nella quale ai colti paladini della borghesia accade assai sovente1 con loro grande stupore1 di trovarsi davanti degli avversari d'officina1 che in quistioni economiche di propria spettanza non sono men forti di loro4 ,a poco a poco il socialismo invade il giornale1 il libro1 il teatro1 penetra nelle accademie dei dotti e nei gabinetti dei monarchi1 si rizza sui pergami1 assalta l'una dopo l'altra le cattedre2 le quali in pi d'uno ,stato1 con maggiore o minor restrizione di idee1 sono in massima parte gi sue4 ,si pu quasi asserire che meno rapidamente egli si diffonde alla superficie di quanto si propaghi dal basso all'alto4 ,nella vasta polemica scientifica ch'egli promove su tutte le quistioni che gli si legano1 e gli si legano tutte1 ogni giorno strappa agli avversari una concessione1 disarma una resistenza1 fa accettare un'idea4 ,ogni giorno1 nell'esercito formidabile che gli sta a fronte1 nel campo della politica1 della scienza e delle lettere1 un combattente s'arresta incerto1 o butta via le armi1 o le ritorce contro i suoi2 e molti che continuano a combattere si sentono gi spuntare nell'anima l'amor del nemico1 e hanno gi la diserzione nel cuore1 e non la compiono se non per ragioni di personale interesse1 o per timori e per riguardi sociali1 o perch non hanno fede che in un trionfo troppo lontano della causa che credon giusta4 ,e di questo vacillamento e rimescolo di coscienze si vedon mille segni ed effetti per tutta la scala della cittadinanza1 dal maestro di scuola impacciato a dar ragione alla fanciullezza di tante mostruose anomalie sociali che non si possono pi palliare coi sofismi antichi1 al giudice che non sa pi troncare in bocca all'accusato volgare la dichiarazione di principii che lesse egli medesimo nel libro d'un senatore del ,regno1 fino allo scrittore borghese che non pu pi scrivere pel popolo senza girare con artifici infiniti intorno alla grande quistione che gli si presenta inevitabile e molesta a ogni passo1 scompigliandogli nella mente tutta la sua vecchia precettistica morale e patriottica1 fino ai grandi predicatori dell'igiene pubblica1 fino agli amministratori ufficiali dell'istruzione popolare1 che dubitano e si scoraggiano vedendo l'opera loro urtare da ogni parte ed infrangersi contro la ferrea barriera della miseria e contro l'architettura stessa degli ordinamenti sociali4 ,la resistenza alle nuove idee si riduce sempre pi dal campo delle coscienze in quello degli interessi2 per il che pu ben essere ancora risoluta e tenace e terribile2 ma non ha pi per s le grandi e belle passioni1 davanti alle quali la furia degli avversari dubita qualche volta e s'allenta4 ,ond' che gli assalitori che andavano ieri col passo di marcia1 vanno oggi col passo di carica1 e andranno di corsa domani4 ,e non da credere che gli impediscano gran fatto i dissensi e le divisioni che turbano le loro file4 ,come1--secondo il detto di un di loro1--tutte le teorie e concezioni diverse del socialismo1 dal socialismo di stato del professore tedesco al comunismo pastorale del romanziere russo1 viste dall'alto1 non appaiono in antagonia fra di loro1 ma si mostrano come i piani graduali di un vastissimo panorama1 o meglio come le forme successive1 le attuazioni o i tentativi di attuazione a mano a mano pi larghi e compiuti d'una stessa idea2 cos nell'ordine dell'azione1 fautori del collettivismo1 apostoli della societ senza ,stato1 ministri socialisti della chiesa cattolica e delle chiese protestanti1 bench proponendo riforme diverse e arrestandosi a diverse mete1 poich son tutti quasi concordi1 e quasi violenti del pari nella critica del presente1 concorrono tutti1 volenti o no1 ad uno stesso effetto finale1 tutti apparecchiano e spingon le moltitudini alla grande evoluzione1 tutti1 o levino in alto il libro del ,marx o la ,bibbia1 o la fiaccola1 tutti lavorano ad allargare e ad accelerare un moto1 di cui non si riscontra l'eguale--per dirla con le parole del pi autorevole giornale dell',inghilterra--se non risalendo ai primi tempi del ,cristianesimo o a quelli dello sconvolgimento dello impero romano4 ,altri1 pure riconoscendo l'importanza del movimento socialista in ,europa1 vi dicono3--,non ve ne date pensiero perch il nostro paese ne fuori1--e ripetono la sentenza pronunziata l'anno scorso alla ,camera da un illustre pensatore1 a parer del quale1 per ragion dell'indole e delle condizioni proprie del popolo italiano1 ci vorranno pi secoli prima che il socialismo metta larghe radici fra di noi4--,non credete neppure a costoro4 ,come se intorno all',italia ci fosse la gran muraglia del ,celeste ,impero1 come se il socialismo dottrinale e popolare che ci venne tutto in questi ultimi anni dal di fuori non dovesse continuare a discendere per le stesse vie per le quali entrato6 ,sar vero che la quistione sociale in ,italia sia agraria principalmente1 come tra i nostri fratelli latini d'occidente1 e che anche sotto questo aspetto1 per la costituzione particolare del nostro suolo1 essa non sia della natura medesima che in altri paesi2 ma non scema l'importanza e l'urgenza della quistione per la singolarit della sua natura4 ,certo v' terreno men preparato al socialismo fra noi1 perch v' pi bassa che altrove la coltura del popolo1 perch v' appena nascente la grande industria1 perch in pi di mezzo il paese1 come gli stessi socialisti riconoscono1 il ceto operaio come ente collettivo non ancor nato1 e nell'altra met nato appena4 ,ma non dobbiamo credere che non esista l'esercito perch1 invece di esser serrato in colonne1 sparso in tiragliatori1 n che mancanza d'organamento voglia dir mancanza d'elementi1 n che non vi sian le passioni perch mancano o sono informi le idee4 ,e in questo appunto1 per chi ben considera1 dovrebbero riconoscer gli illusi il maggior pericolo4 ,le verit generali d'ordine sociale e economiche-- un vecchio assioma--si ritrovano allo stato di intuizione istintiva anche nell'animo dei pi incolti1 e per anche la parte pi incolta del proletariato italiano1 confusamente1 le intende4 ,senonch le idee--come dice un grande psicologo--seminate in menti incolte e feconde si svolgono in escrescenze selvagge e si trasformano in chimere mostruose2 che quel che avviene fra noi dove tanto maggior temerit di dottrine quanto minor capacit vera di metter in atto anche le pi ragionevoli4 ,in luogo di rallegrarci1 dunque1 dell'ignoranza e della mancanza d'ordinamento collettivo che rallentano il moto fra noi1 avremmo gran ragione di dolercene1 poich appunto quest'ignoranza e questo disordine che fa le moltitudini impazienti e turbolente1 come quelle in cui il furore dei desideri non temperato dalla coscienza sicura delle proprie forze e del proprio avvenire1 n dalla soddisfazione che hanno i ceti operai d'altri paesi di sentire la saldezza del proprio organesimo e di numerare giorno per giorno i loro progressi e le loro vittorie1 donde ricavan la virt di aspettare con pacatezza e di apparecchiarsi con raccoglimento4 perch l son colti e ordinati che studiano e discutono2 perch studiano e discutono che vedono tutte le difficolt del problema sociale e non credono che si possa risolvere d'un colpo4 ,ed perch le classi superiori non oppongon loro1 come tra noi1 o un'indifferenza o una negazione assoluta1 l'una e l'altra insensata1 ed entrambi irritanti1 che non trascorrono e neppure minaccian di trascorrere alla violenza4 ,in verit1 se anche fossi nei panni del pi egoista e del pi pauroso dei conservatori1 io desidererei che le nostre classi proletarie1 percorrendo il cammino di trent'anni in un solo1 arrivassero d'un tratto al grado di maturit civile che hanno raggiunto nella ,germania e nel ,belgio2 lo desidererei per esser ben certo che questo spostamento1 che col tempo inevitabile1 del centro di gravit del sistema sociale dalle classi medie alle inferiori1 si compisse senza scosse funeste4 ,io vorrei esser persuaso d'ogni pi sacra verit come sono di questa3 che compie un'opera santa e benefica per tutti ogni colto giovine italiano1 il quale1 qualunque sia il suo giudizio intorno all'essenza e all'avvenire del socialismo1 ne studia con amore le cause1 le dottrine e le vicende per poterle esporre con schiettezza al popolo e fargliele comprendere e discuterle con lui e sfrondargli le illusioni pericolose ed eccitarlo1 aiutarlo a istruirsi1 a ordinarsi1 a mettersi in grado di attuare sensatamente1 quando il giorno verr1 la maggior parte possibile delle sue aspirazioni4 ,per questo1 invece di dirvi3--,lasciate stare la quistione sociale perch siete italiani1--vi dico3--,occupatevene tanto pi perch siete italiani--fate quanto in voi perch il vostro popolo non rimanga troppo addietro degli altri su questa via1 se volete che1 quando vegga gli altri vicini alla meta1 non sia tentato di raggiungerli con uno sbalzo che lo potrebbe travolgere in un precipizio1 nel quale sareste travolti voi pure4 ,mettetevi alla sua testa e ai suoi fianchi invece di sbarrargli la strada o di lasciarlo andar solo1 come l'istinto e il caso lo movono4 ,tempo verr in cui sarete ringraziati e benedetti da coloro stessi che ora vi supplicano o vi minacciano perch vi tiriate in disparte4 ,son tutti concordi nell'eccitarvi ad amare e a servir la patria4 ,ebbene1 l'amerete e la servirete sapientemente in tal modo4 ,perch la patria non soltanto la terra1 la storia e la bandiera3 la patria viscere e sangue umano1 e la felicit del popolo sta sopra alla potenza dello ,stato1 e la giustizia pi grande della gloria4 ,v' poi il coro dei mille1 i quali vi gridano3--,passate oltre3 la guarigione delle infermit sociali un'utopia4--,ma non l'ha dunque ancora sfatato la storia del mondo questo grido malauguroso1 tante volte sbugiardato quante son le pietre miliari del cammino della civilt1 questa vuota parola cos comoda alla infingardaggine intellettuale1 cos utile agli interessi minacciati1 cos abusata da tutte le ignoranze e da tutte le paure1 con la quale si sono vilipese1 beffate1 respinte tutte le conquiste pi gloriose della mente umana8 ,voi tutti vi ricordate la notte tempestosa dell',innominato1 quando sul punto di bruciarsi le cervella con un colpo di pistola per liberarsi dai rimorsi che lo dilaniano1 egli domanda a s stesso3--,e se quest'altra vita di cui m'hanno parlato quand'ero ragazzo1 di cui parlano sempre come se fosse cosa sicura1 se quest'altra vita1 non c'1 se un'invenzione dei preti2 che fo io8 perch morire8 che cos'importa quello che ho fatto8444 una pazzia la mia6--,ma allora gli balena un pensiero tremendo3--,e se c' quest'altra vita6--,voi rammentate pure che cosa avviene a quel dubbio nell'anima sua4--,ebbene1 un che di simile segue nell'anima di chi agitato dalla nuova idea4 ,egli si domanda3--,e se questa possibilit1 che tanti affermano come sicura1 di scemare i dolori del mondo1 di far trionfare tra gli uomini la fraternit e la giustizia1 se questa idea un'utopia1 un sogno di filantropi allucinati1 se avesse ragione quel famoso parroco inglese che fiss il destino dell'umanit tra due formole matematiche1 che cosa importa allora quello ch'io faccia8 ,perch ho da combattere i privilegi di cui godo1 da rendermi inviso alla classe in cui son nato1 da torturarmi il cuore e il cervello per mali che non hanno rimedio1 invece di badare ai miei interessi e di viver beato8444 una pazzia la mia6--,ma a questo punto balena anche a lui un altro pensiero4--,e se non fosse un'utopia8--ed egli pure1 a questo pensiero1 stretto da un senso di sgomento4 ,s1 e se non fosse un'utopia8--,utopia si pu giudicare ogni idea che non abbia ancor avuto la prova dell'attuazione1 e quale grande idea sociale fu mai provata prima che accettata8 ,e la concordia di molti nel crederla attuabile non una delle prime condizioni dell'attuabilit d'ogni idea8 ,s1 e se a questo organamento sociale che spreme la ricchezza per uno dalle vene e dalle ossa di mille1 che condanna milioni d'uomini a un lavoro da bruti1 non confortato da alcuna dolcezza di vita1 da alcun godimento intellettuale1 da alcuna speranza di sorte migliore1 che smembra milioni di famiglie1 che fa di milioni di case un inferno1 che sfrutta ed opprime la donna1 e decima1 corrompe e deforma l'infanzia2 se a questo stato di cose che1 assoggettando una parte dei lavoratori a una fatica inumana1 ne ricaccia nell'ozio forzato e nella fame l'altra parte1 met della quale1 dopo aver lottato invano per risalire1 cade nella mendicit1 nella prostituzione e nel delitto2 se a questa sciagurata divisione del mondo che1 provocando di sotto l'odio e di sopra il terrore1 fa somigliare la societ civile a un triste castello dell'et media1 dove la famiglia dei signori1 seduta a banchetto1 rabbrividisce al suono dei singhiozzi e delle imprecazioni dei prigionieri sepolti sotto i suoi piedi2 se a questo mucchio d'orrori ci fosse davvero un rimedio1 che uomo sarei io che non me ne curo1 che non cerco di giovare quanto posso a scemarlo1 che anzi concorro1 pur non volendo1 ad accrescerlo1 e voglio fabbricarvi su la mia fortuna8 ,con che fronte posso io parlare di progresso1 di civilt1 di fratellanza1 di patria8 ,e quand'anche fosse un'utopia il rinnovamento della societ che ci propongono1 quando non ci fosse che una minima parte di idee sane e di speranze fondate1 non dovrei dedicare ogni mia forza a far s che almeno quella minima parte s'attuasse8 ,utopia6 ,s' spenta pochi giorni sono quella menta vasta e limpida d'economista1 che1 or fa trent'anni1 metteva il mondo a rumore con quella sua sentenza3--,il diritto di propriet si modificher nel senso sociale1 o si sfascier il consorzio civile4-- stato sepolto ieri quel generoso cardinale ,manning che disse non potersi andare innanzi sulla via della vendita abusiva della forza e dell'attivit umana1 sulla via che dei fanciulli e delle madri fa delle macchine viventi1 e delle spose e dei padri delle bestie da soma4--,riposa poco lontano di qui il grande statista italiano che ci profet la guerra civile se non si migliorassero le sorti delle classi inferiori2 onde credibile che ei non stimasse quell'intento una follia4 ,e vivo ancora e soggiorna fra noi quel venerando ministro d',inghilterra che disse ai lavoratori3--,voi sarete presto i padroni del mondo4--,e son menti elette e potenti d'ogni razza che studiano i mali e i rimedi1 che affrontano da tutti i lati il problema1 e cercano ad uno ad uno gli organi vitali della societ nuova1 con una costanza maravigliosa e una fede invitta4 ,oh vediamo un poco se l'ordinamento della societ1 che s' andato mutando cos profondamente a traverso ai secoli1 abbia raggiunto davvero una tal perfezione1 che debba dare un fermo alla storia1 che non si possa pi correggere o mutare in alcuna sua parte essenziale1 senza fare il peggio anche del maggior numero1 a cui riesce intollerabile ancora4 ,l'affermazione1 se non alttro1 ardita4 ,vediamo un po' col giudizio nostro se quello che ci propongono veramente un'utopia6 ,per questo io vi ripeto1 concludendo3--,occupatevi voi pure1 quanto i vostri studi ve lo consentono1 della quistione sociale4 ,a quelli di voi che non si sono ancora affacciati alla nuova letteratura 7gi ricchissima e svariatissima7 o per mitezza d'animo che rifugge dai cimenti della coscienza1 o per il falso concetto1 diffuso da quelli a cui giova1 che le idee socialistiche sian proprie per essenza loro delle nature acri e violente o di gente invelenita dalla mala fortuna1 io dico3--,entratevi anche per poco1 non v'arrestate davanti alla sua parte arida o volgare1 irta di cifre o gonfia di rettorica1 procedete oltre le sue lacune nebbiose1 e vedrete quante anime nobili e belle vi si son consacrate2 quanti fortunati del mondo ne sono i pi ardenti cavalieri2 quante pagine forti e splendide di pensiero1 quante altre riboccanti di piet e di amore e di tutti gli affetti pi delicati e pi santi essa conta gi fra le sue2 e vi troverete pure delle rivelazioni di miserie che ignoravate e che vinceranno ogni vostra idea1 ed esempi di virt e d'eroismo che vi strapperanno un grido d'ammirazione1 e raggi sublimi di speranza1 e sogni fors'anche1 ma cos vasti e luminosi che tutta l'anima vostra ne uscir abbagliata e commossa come da una visione dell'umanit ideale di ,cristo4 ,dico a quelli di voi che1 essendosi gi affacciati a questi studi1 ne hanno respinto alla prima le conclusioni3--,diffidate di voi stessi1 fate ancora uno sforzo per proseguire1 per sciogliervi dai pregiudizi fra cui voi ed io siamo nati1 dalle idee che ci furono inculcate con l'educazione1 e dalla suggestione delle consuetudini della vita che sono pi forti delle idee2 fate ancora uno sforzo per correggervi di quel nostro difetto congenito all'organo visivo dell'intelligenza1 il quale ci fa apparire il mondo di scorcio1 atteggiato in modo che gli interessi intellettuali e materiali della nostra classe ci si presentano come gli interessi della societ tutta quanta2 fate ancora per poco questo sforzo1 che di tutti il pi difficile1 poich si tratta d'uscir da noi stessi1 e di tutti il pi fecondo1 poich1 a chi lo compie1 si mostra ogni cosa sotto un aspetto nuovissimo1 e gli par di ricominciare la vita dello spirito e di avanzarsi in un mondo ignorato4 ,e se1 fatto quest'ultimo sforzo1 rimanete fermi nelle prime idee1 palesatele e lottate per esse a viso aperto1 perch nella grande battaglia sarete pi rispettati e pi utili come nemici appassionati che come scettici spettatori2 e non scendete mai nello sciame innumerevole dei farisei1 che strisciano chi in alto per ambizione e adulano chi in basso per paura1 che commiserando con finto affetto la plebe che disprezzano1 con una mano si picchiano il petto e con l'altra nascondon la borsa1 per chiederle poi dei voti con tutte e due4 ,a quelli di voi1 finalmente1 il cui cuore gi vinto e batte col mio1 io mando il saluto del compagno e il bacio del fratello1 e dico3--,perseverate1 o prediletti1 anche nel campo pi faticoso1 nella parte rigidamente economica di questi studi1 perch il periodo idillico del socialismo chiuso da un pezzo1 perch esso giunto a tal grado di maturit1 che non basta pi il portargli il semplice contributo della passione3 dovere di tutti ora di tradurre i sentimenti in idee1 di rispondere ad ogni lamento del popolo con una ricerca alacre e paziente dell'intelletto4 ,e andate innanzi senza alcun fine1 senza attender n sperar alcuna gratitudine1 non cercando il premio che nella soddisfazione altissima di operare secondo coscienza1 di non aver pi bisogno di mentire1 n di soffocar la voce dell'anima1 n di mascherar l'egoismo2 il che vi riuscir assai pi facile che non pensiate1 perch la grande quistione sociale1 la quale tocca tutte le scienze come l'oceano bacia tutte le terre1 ha pure questo di benefico1 che schiaccia col peso della sua grandezza1 che offusca con la forza del suo splendore ogni meschina vanit1 ogni basso interesse di colui che le si consacra4 ,comprendendola degnamente1 voi abbraccerete nel vostro affetto fiammeggiante non soltanto le classi sociali che pi lo meritano e pi n'han bisogno1 ma pure la vostra1 per la quale v'entrer nel cuore una sollecitudine nuova e profonda2 sentirete sorgere in voi attitudini e forze sconosciute2 sentirete nel vostro ingegno e nel vostro petto dilatati fremere il soffio dell'umanit1 come il palpito d'una seconda giovinezza1 pi poderosa e pi dolce di quella che gi vi ferve nel sangue e vi splende sul viso4 ,voi conoscete l'immaginazione terribile del ,carlyle1 che raffigura il mondo presente in una landa selvaggia e caotica1 coperta di nebbie pestilenti1 gravata d'un'atmosfera di piombo1 nella quale scrosciano diluvi e guizzano lampi di rivoluzione1 e per le vaste tenebre non luccicano che le fosforescenze della filantropia1 e non v' pi stelle nel cielo4 ,ebbene1 manca un'immagine al quadro3 una moltitudine che empie tutto l'orizzonte1 estenuata e lacera1 rivolta tutta verso un punto dove biancheggia il cielo1 con le braccia stese a invocare il nuovo sole1 il sole che le asciughi le lagrime1 che le riscaldi le membra1 che le abbellisca la terra1 che le faccia amare la vita4 ,oh1 questo sole splender1 abbiamone fede6 ,possiate voi1 che siete giovani1 vederlo sorgere1 e felici quelli che1 salutando il suo primo raggio1 potranno dire nella propria coscienza3--,io l'ho desiderato ed atteso6 ,torino #ahib4 ,,iv4 ,per il #a4 ,maggio4 ,,agli ,,operai4 ,ringrazio l',associazione generale dell'invito onorevole che m'ha rivolto1 e mi affretto a dire che1 accettandolo1 ho compreso l'intento a cui era ispirato e il dovere che quell'invito m'imponeva4 ,ho compreso che questa grande ,associazione1 la quale non ha carattere politico1 ed composta di operai d'opinioni e di tendenze diverse1 intendeva di esprimere il suo consenso1 in questo giorno1 a quel che v' di comune nelle aspirazioni di tutti i lavoratori1 a qualunque partito appartengano2 e che perci1 nel commemorare qui il #a4 ,maggio1--pure dichiarando e spiegando la mia ferma fede socialista1 condizione sottintesa della mia accettazione1--avrei dovuto1 non solo non offendere in alcun modo gli uditori d'opinione contraria1 ma mantener l'animo a un'altezza1 cos serena1 esporre il mio pensiero con parola cos cauta e pacata1 da render accetto il mio modesto discorso anche a coloro che avessero giudicato inopportuno l'invito di cui ero onorato4 ,parlare serenamente6 ,non mi coster alcuno sforzo1 lo potete credere4 ,come si pu aver l'animo inclinato alla violenza e al rancore in un giorno di festa8 ,tale1 infatti1 oramai il #a4 ,maggio4 ,festa singolare1 non di meno1 che desta tanti pensieri1 tanti sentimenti diversi ed opposti6 ,pochi anni sono1 prima che il ,congresso internazionale dei lavoratori1 tenutosi a ,parigi nell'#hi1 accettando la deliberazione gi presa dalla ,federazione americana del lavoro nel ,congresso di ,san ,luigi1 fissasse alla data del #a4 ,maggio la grande manifestazione per la giornata d'otto ore1 ognuno1 svegliandosi in questo giorno1 rivolgeva la mente1 come sempre1 ai propri affari quotidiani3 era questo un giorno come gli altri per tutti4 ,ora1 non v' pi cittadino di paese civile1 a qualunque classe o condizione sociale appartenga1 il quale1 aprendo gli occhi la mattina del #a4 ,maggio1 non volga i suoi pensieri sul nuovo significato che questa data ha assunto nel mondo4 ,sono1 in milioni d'uomini1 pensieri d'allegrezza e di speranza2 sono1 in altri milioni1 pensieri inquieti e tristi2 1 in molti ancora1 un sentimento irragionevole di terrore2 1 anche negli spiriti pi leggieri e pi scettici1 questo pensiero3 che v'ha in tutti i paesi una quistione1 pi importante d'ogni avvenimento politico1 la quale abbraccia tutti gli interessi dello ,stato e degli individui1 e che pu a quando a quando e per varie cause esser dimenticata1 mascherata1 sopita2 ma che incessantemente1 fatalmente1 anno per anno1 giorno per giorno1 si dilata1 s'inalza1 soverchia ogni altra quistione1 attira a s tutti gli sguardi e tutte le menti come un grande fenomeno della natura4 ,ed gi questo un effetto benefico1 che nessun lavoratore pu disconoscere1 della festa del #a4 ,maggio4 ,e noi pi che gli altri siamo indotti a meditare1 noi che abbiamo una visione pi larga e pi netta di quello che accade in questo giorno sulla faccia della terra4 ,noi pensiamo che in quest'ora stessa1 in centinaia di citt1 in villaggi innumerevoli1 altre migliaia d'oratori stanno dicendo1 in dieci lingue diverse1 ad altre migliaia d'adunanze come questa1 le stesse cose ch'io sto per dire a voi2 noi vediamo nei grandi sobborghi di ,berlino1 di ,parigi e di ,bruxelles1 nell',hyde-,park a ,londra1 nel ,prater a ,vienna1 nel ,buen ,retiro a ,madrid1 nel parco ,cismigiu a ,bucarest1 nello square dell',unione a ,nuova ,york1 nelle vaste piazze delle nuove citt dell',australia1 dove il #a4 ,maggio gi una festa ufficiale in pi ,stati1 vediamo per tutto legioni di lavoratori1 che in forma d'assemblee1 di processioni1 di cortei simbolici1 di feste campestri e di canti solenni esprimono tutti una sola idea e una sola speranza2 e a questa visione ci si commove l'anima come davanti a uno degli spettacoli pi maravigliosi di cui ci dia esempio la storia4 ,e quale anima potrebbe rimaner chiusa e fredda all'udir le parole che s'alzano da quei milioni di cuori8--,sia affrancato e onorato il lavoro e diventi una legge per tutti--,siano confederati gli uomini nella lotta contro la natura e abbia tregua la lotta feroce per l'esistenza fra uomo e uomo--,cadano le barriere che dividono ogni nazione in due popoli1 e si diffondano egualmente nelle moltitudini1 come la luce nell'aria1 i benefizi della civilt1 che sono frutto dell'opera comune--,cessi lo spargimento del sangue1 cessino gli odi fra le nazioni1 perch l'ultima meta di tutte una sola1 e occorrono a raggiungerla gli sforzi concordi della razza umana4--,belle e sante utopie6--ci rispondono1--e la prova che sono utopie che sono antiche quanto la vita sociale e non sono ancora diventate realt4--,ah6 v'ingannate4 ,erano aspirazioni solitarie degli umili1 erano aspirazioni sparse e divise1 che assumevano nelle menti incolte forme indeterminate o mostruose1 e prendevano forza in una gente quando cadevano oppresse in un'altra2 ma ora sono il proposito fermo di moltitudini d'ogni paese1 ordinate e alleate1 che operano concordemente e ad un tempo3 la scienza le formola e le sostiene1 le forze che le comprimevano si sfasciano1 la coscienza universale le accetta2 erano chiarori di lampo che solcavano la notte1 e ora sono l'alba che rischiara l'orizzonte2 erano soffi di vita che scotevano a quando a quando un'atmosfera morta e ora sono la primavera che risveglia il mondo4 ,a queste aspirazioni consente1 in fondo1 chiunque abbia senso d'umanit e di giustizia4 ,nasce il dissenso quando s'entra a discuterle fino a che punto e in qual forma esse possano tradursi in realt4 ,studiando i fenomeni sociali e economici1 noi osserviamo l'accentrarsi progressivo delle industrie e delle ricchezze1 e il conseguente estendersi del proletariato1 il trasformarsi continuo dei mezzi privati di lavoro in mezzi che non possono pi essere impiegati che socialmente1 l'incremento del principio di cooperazione e dello spirito di solidariet e d'eguaglianza1 e da questi e da altri cento fatti che a questi si collegano deduciamo certe leggi1 per forza delle quali crediamo che si verr necessariamente ad un ordinamento nuovo1 in cui1 diventati propriet collettiva della nazione tutti i grandi mezzi di produzione1 i membri tutti della societ produrranno direttamente per la societ medesima2 la quale1 accentrando i prodotti1 li ripartir equamente fra i lavoratori1 in ragione della qualit e della quantit del loro lavoro4 ,i dissenzienti ci dicono di no1 affermano che un tale ordinamento non s'attuer mai1 che impossibile ad attuarsi perch vi si oppongono altre leggi1 che essi ritengono1 sopra tutte le trasformazioni sociali1 immutabili4 ,ebbene1 noi non stimiamo questa una ragiona sufficiente perch debba avversare il grande moto della nostra idea chi concorda con noi nella critica della societ presente e nel sentimento della necessit d'una riforma fondamentale4 ,ci pare un errore il combattere il socialismo nel suo disegno compiuto di ricostruzione sociale1 invece di considerarlo--come riconosce che si dovrebbe anche un nostro illustre avversario--nella sua intima ispirazione e nell'obbiettivo generale a cui tende1 nel che esso risponde innegabilmente all'evoluzione umana2 nel che1 aggiungiamo noi1 riposta la sua vera forza4 ,noi1 sull'ordinamento della societ futura1 potremmo ragionevolmente rifiutare ogni discussione4 ,e anche in questo ci dnno ragione molti dei nostri pi autorevoli avversari4 ,potremmo rispondere con le parole loro che3 intorno ai fenomeni sociali non sono possibili se non previsioni e predizioni generali3 riguardanti cio l'avviamento e l'andamento generale dei fenomeni stessi1 non speciali1 particolari1 individue4 ,potremmo domandare1 come domand il ,bebel al ,reichstag1 se1 nel dar la mossa alla grande rivoluzione1 la borghesia francese poteva prevedere quale sarebbe stata in tutti i particolari la struttura intima della societ che ne doveva sorgere4 ,potremmo dire che il pretender questo da noi pretender cosa superiore alla potenza della mente umana4--,e nondimeno--ci si pu rispondere--voi mostrate al mondo1 come una bandiera1 un programma di ricostruzione sociale compiuta4--,ma questo logico4 ,noi abbiamo scritto sulla nostra bandiera un ideale1 perch nessun grande moto sociale possibile intorno a un programma di riforme circoscritte e parziali2 perch istinto dell'anima umana1 in ogni sua pi nobile aspirazione1 il mirar pi alto e pi lontano della possibilit immediata di conseguire il suo fine2 perch soltanto una grande riforma1 che oltre ad includere un riordinamento del lavoro e della propriet1 porta con s un profondo rinnovamento morale1 sociale e politico1 e abbraccia tutte le quistioni che agitano l'umanit1 soltanto l'idea d'una riforma simile pu raccogliere intorno a s le moltitudini e suscitar gli entusiasmi e le forze per combattere la lotta enorme a cui siamo chiamati4 ,domandiamo dunque ai nostri avversari benevoli3--,perch non venite con noi1 voi che pure volete grandi miglioramenti1 poich la nostra bandiera la sola intorno a cui si possa raccogliere l'esercito per combattere anche le battaglie minori1 per compiere anche le conquiste parziali1 da noi volute8 ,una sola cosa pu trattenervi1 ed il timore che la tentata attuazione d'un'idea da voi giudicata inattuabile produca nella societ uno sconvolgimento funesto4 ,ma un timore infondato4 ,i fatti economici e sociali1 che1 a nostro giudizio1 debbono condurre la societ all'ordinamento da noi presagito1 noi possiamo assecondarli1 ma non farli nascere4 ,se le leggi che deduciamo da quei fatti sono erronee1 il nostro ideale non s'attuer4 ,se1 giunto il proletariato socialista al potere1 non fosse ancora pronta nei suoi elementi la organizzazione nuova che deve sostituirsi all'antica1 esso si troverebbe impotente non diciamo a compiere1 ma nemmeno a tentare una sostituzione precipitata1 e dovrebbe restringersi a una serie di riforme preparatorie e graduali4 ,noi primi siamo persuasi che una trasformazione economica cos profonda non si potr mai attuare prematuramente e con la violenza4 una verit riconosciuta anche dai nostri pi fieri oppositori che parallelo al presente movimento sociale corre un movimento scientifico e razionale che lo trattiene nella giusta misura e impedisce alla societ moderna di precipitare nelle catastrofi che hanno ucciso la civilt antica4 ,vedete dunque--ripetiamo ai nostri avversari trattabili--che quel timore non dovrebbe trattenervi dal venire a noi4 ,avversando il nostro moto1 invece1 non per altro che perch non consentite nel nostro programma ideale1 voi ritardate anche il conseguimento delle riforme vostre2 voi v'opponete anche alla vittoria di quel nostro programma minimo1 che in gran parte approvate1 e di cui molte idee--di quelle1 in specie1 che si riferiscono alla politica sociale dei comuni--sono gi attuate o in via d'attuarsi in molte grandi citt d',europa e d',america2 voi ingrossate il numero di coloro che respingono1 come nel parlamento francese1 le pi eque1 le pi logiche imposte1 come quella progressiva sul reddito1 per la sola ragione che il socialismo le propugna1 e che condannano a morte qualunque pi benefica riforma dicendo che v' in essa un germe di socialismo2 voi1 finalmente1 perch credete che non si possa giungere fin dove noi vogliamo andare1 voi1 che pur volete procedere1 v'arrestate all'imboccatura della strada e crescete forza alla schiera di quegli immobili che voi stessi condannate2 i quali1 alla loro volta1 proteggono e incoraggiano1 pur non volendolo1 tutti quegli altri che voltano le spalle all'avvenire e tentano di risuscitare il passato4 ,dice il senatore ,pasquale ,villari che non ci saranno pi tra poco in ,italia che tre partiti3 i socialisti1 i loro avversari intransigenti1 e gli iniziatori audaci di riforme pratiche a vantaggio dei lavoratori4 ,ma egli mostra di dubitare che questi iniziatori sorgano in tempo4 ,ebbene1 se non sorgeranno1 sar quanto abbiam detto finora ampiamente giustificato e provato1 e se sorgeranno1 sar un negare la luce del sole il negare che sia un terror salutare del socialismo1 e non altro1 che li ha fatti sorgere4 ,ma sarebbe troppo tardi1 temiamo4 ,per ci1 se anche la nostra ragione ripudiasse la dottrina socialista1 noi1 con piena e ferma coscienza d'operare il bene1 ci raccoglieremo egualmente sotto la nuova bandiera2 lo faremmo non foss'altro che per ottenere il primo e necessario risultato della prevalenza delle classi lavoratrici nella rappresentanza legale della nazione4 ,e questo un punto su cui tutti quei nostri avversari1 che desiderano sinceramente un salutare rinnovamento sociale1 non possono dissentire da noi1 perch non possono non esser persuasi che fin che gli interessi della classe proletaria non saranno direttamente rappresentati da cittadini appartenenti o legati al proletariato1 questi interessi non avranno mai una rappresentanza sincera e feconda2 perch illogico il pretendere o sperare che una maggioranza di rappresentanti della classe superiore possa consentire a riforme gravemente lesive degli interessi della sua classe2 perch nessuna classe sociale vot mai volontariamente1 per puro spirito d'altruismo1 la propria decadenza2 perch ogni vantaggio1 ogni conquista importante nel campo economico non potr mai essere che l'opera della classe che n'ha bisogno e che v'ha diritto2 perch siamo in un momento della civilt umana--ed un dotto statista conservatore che lo disse1--in cui nessuna classe difesa dall'altra e bisogna che ciascuna si difenda da s4--,ora noi vediamo che il socialismo soltanto--lo vediamo in ,francia1 in ,germania e nel ,belgio1-- riuscito1 dopo tanti anni di regime rappresentativo1 a mandare nei ,parlamenti una schiera di rappresentanti diretti del proletariato1 sufficiente per numero e per unit d'intenti a far sentire l'azione propria sull'andamento della cosa pubblica4 ,supponete pur dunque che il programma socialista non si possa attuare mai1--ripetiamo ai nostri avversari ragionevoli1--ma il moto socialista produrr pur sempre l'effetto desiderato di togliere il monopolio del potere alla minoranza1--ostacolo precipuo ad ogni grande progresso sociale--o1 se non altro1 di mettere in faccia al potere un sindacato potente1 che ne moralizzi la funzione1 ne stimoli le energie e ne allarghi gli orizzonti4 ,non fosse che per ottenere questo fine1 ripetiamo1 se anche noi credessimo un'utopia l'ideale socialista1 noi diremmo a chi l'annunzia3--,siamo con voi4 ,in presenza dei fatti1 quello che v' d'utopistico nel vostro programma1 cadr4 ,ma rester questo grande fatto compiuto1 necessario e benefico3 lo spostamento dell'asse sociale da una piccola classe1 serrata nel cerchio dei propri interessi1 a quella grande maggioranza1 i cui interessi si confondono con quelli della nazione4 ,ho detto3 se anche noi credessimo un'utopia l'ideale socialista4444 ,non debbono dar luogo a dubbi queste parole4 ,certo1 la persuasione non pu essere nella pi parte di noi cos scientificamente fondata come in quei molti dei nostri compagni di fede1 dotti cultori delle scienze economiche1 i quali1 profondamente compresi della dottrina marxista1 ne hanno dedotto con lunghi studi tutte le conseguenze teoriche e pratiche1 trovando a tutte le obiezioni una risposta difficile a confutarsi4 ,si fonda principalmente la nostra persuasione su questo3 che i vizi organici pi gravi attribuiti all'ordinamento da noi voluto ci appaiono meno gravi di quelli inerenti all'ordinamento attuale2 i quali sono gravi tanto da renderne impossibile1 anche a giudizio dei suoi difensori1 una lunga durata1 senza profonde modificazioni2 modificazioni che noi giudichiamo insufficienti a salvarlo4 ,e ci fondiamo anche pi saldamente sulla ragione vittoriosa che crediamo di poter opporre a quella che l'obiezione capitale messaci innanzi da tutti i nostri avversari3 l'insufficienza1 cio1 del sentimento dell'interesse pubblico a sostituire come stimolo al lavoro il sentimento dell'interesse privato1 in quel tanto che questo secondo interesse verrebbe ad essere1 in una societ collettivista1 diminuito4 ,e questa ragione vittoriosa una verit ammessa in parte dagli avversari medesimi3 che in una societ in cui tutti fossero obbligati al lavoro1 e il lavoratore fosse direttamente interessato alla distribuzione della ricchezza1 la repugnanza istintiva al lavoro stesso sarebbe grandemente scemata2 e che questa repugnanza scemerebbe ancora 7e noi crediamo che si muterebbe in propensione7 quando per effetto della cooperazione di tutti1 della cessata concorrenza1 del riscatto della macchina dalla speculazione privata1 fosse ancora del lavoro quotidiano abbreviata la durata e alleggerita la fatica4 ,ci rispondono che noi esageriamo con l'immaginazione la grandezza di questi effetti4 ,ma questa una quistione di fede1 sulla quale non giova discutere2 di quella fede nella natura umana1 senza la quale non si sarebbe mai fatto n tentato nulla d'ardito e di grande nel mondo1 e che basta per s sola a render possibili molti di quei fatti che sono considerati come sue proprie illusioni4 ,una prevalenza relativa del sentimento collettivo sull'individuale 7della quale1 in occasioni straordinarie1 si vedono pur tanti esempi anche nella societ nostra7 noi non dubitiamo che avverrebbe in un ordinamento sociale in cui la sua necessit apparisse evidentissima1 come ora in una piccola associazione1 e in cui gli animi non fossero pi offesi e scoraggiati dallo spettacolo dell'agiatezza oziosa1 delle smisurate disuguaglianze economiche e delle mille ingiustizie e degli infiniti privilegi presenti4 ,noi attendiamo da un mutamento cos grande di cose un mutamento psichico meraviglioso4 ,ecco il punto da cui nessun ragionamento avversario ci pu smovere1 il fondamento su cui posiamo il nostro edifizio4 ,per quali vie1 poi1 e a traverso a quali vicende si perverr alla meta che ci par sicura2 se il socialismo1 continuando a estendersi nel mondo civile1 serber un tipo unico o s'informer allo spirito e ai bisogni particolari di ciascun popolo2 se s'attuer mediante una produzione collettiva nazionale1 parziale o regionale diventando il comune trasformato1 per esempio1 un nuovo e potente organismo economico2 o se pure la societ1 prima di giungere all'ordinamento socialista1 passer per uno stadio cooperativo di grandi associazioni1 che andranno scemando di numero1 fino a ridursi ad una sola1 la quale fonder insieme i vari sistemi di collettivismo2 ed anche qual criterio misuratore del valore finir con trovar l'esperienza aiutata dalla scienza1 se la durata media del lavoro richiesto o il medio consumo delle forze che esso esige o altri concetti che non pu afferrar per ora la nostra mente1 perch preoccupata e quasi compressa dai fatti presenti2 questo noi non possiamo dire1 n altri ci deve chiedere4 ,quello che evidente alla nostra ragione1 certo nella nostra coscienza che in fondo a tutte le vie convergenti del progresso economico e del progresso civile sta1 inevitabile1 l'organismo sociale che nei nostri voti1 ossia3 la nazione costituita in una cooperativa gigantesca di produzione1 di provvisione e di assistenza4 ,questa fede si ravviva in noi in questo giorno1 nel quale sogliamo riandar col pensiero l'opera della nostra gi vasta famiglia1 e rallegrarcene fra di noi1 fraternamente4 ,ci che ci rallegra non tanto il duplicato numero dei nostri rappresentanti entrati da due anni nel ,parlamento e il numero notevolissimo di quelli che entrarono nelle ,amministrazioni comunali1 quanto la prova d'altera fermezza data dal nostro partito in un periodo di persecuzione implacabile2 durante il quale1 su migliaia di nostri compagni tratti in giudizio1 non furono che rarissime eccezioni quelli di cui non abbiano attestato la specchiata onoratezza cittadini d'ogni classe sociale e d'ogni parte politica4 ,quello che ci conforta non tanto la valorosa costanza con cui il partito tenne viva per tre anni l'agitazione pubblica in favore di una amnistia che era nel desiderio di tutti gli animi onesti1 quanto l'esempio di dignit civile dato nelle dimostrazioni di gioia e di affetto ai liberati1 non turbate neppur da un principio di quei disordini1 il cui timore era servito di pretesto a ritardare un atto di giustizia solenne4 ,e ci compiacciamo non meno che sia venuto dal partito nostro il primo e pi forte impulso a una grande manifestazione pubblica contro una politica coloniale forsennata e nefasta1 alla quale egli solo--il partito socialista--antiveggente pur troppo1--fu sempre fieramente1 implacabilmente nemico4 ,ma anche pi di questo ci grato l'osservare come le nostre idee1 per effetto d'una propaganda razionale1 si vadano sempre pi chiarendo e ordinando anche nella mente dei meno colti lavoratori intorno al concetto fondamentale della conquista graduale e legale dei poteri pubblici4 ,ci anche pi grato il riconoscere come l'idea socialista diventi in molti di essi il principio impulsivo d'un'auto educazione intellettuale1 che li mette in grado in breve tempo d'intervenire a discutere d'interessi cittadini anche in riunioni d'altri partiti1 dove si comincia ad ascoltare e a rispettare la loro parola4 ,ci un'alta soddisfazione1 finalmente1 il veder costituirsi da ogni parte1 sotto la nuova bandiera1 nuovi corpi elettorali concordi e disciplinati che spiegano nella lotta un'operosit cos appassionata e sagace ad un tempo1 da destar l'ammirazione anche dei pi inconciliabili avversari1 e che mettono in evidenza1 non solo nelle occasioni straordinarie1 ma nel lavoro1 nell'organizzazione1 nella vita socialista d'ogni giorno1 tanti caratteri virili1 tante fibre infaticabili1 tanta giovent coraggiosa e generosa1 ardente d'entusiasmo e di fede4 ,davanti a questi fatti1 molti pregiudizi sono caduti1 molte calunnie non hanno pi eco4 ,non son pi che i ciechi di mente e i malvagi d'animo quelli che ardiscono ancora di far risalire al partito socialista la colpa di delitti individuali1 atroci per s e insensati per il fine a cui mirano1 funesti a noi1 pi che agli altri per le reazioni liberticide che provocano1 commessi in nome d'un ideale che non il nostro1 e che noi combattiamo senza tregua1 e a cui strappiamo proseliti ogni giorno4 ,ma quanti altri pregiudizi persistono1 propagati dall'interesse1 mantenuti dall'astuzia1 accolti facilmente dall'ignoranza e dalla paura6 ,voi sapete quali siano1 ed io non esco dall'argomento confutandoli1 poich naturale che a noi prema di dimostrare a quanti1 pur non accettando la nostra dottrina1 festeggiano il #a ,maggio1 che il concetto di questa festa1 cara anche a loro1 non nato in mezzo a sentimenti e a propositi che possano gettare un'ombra sulla sua ideale bellezza4 ,nemici della civilt6 ,cos fummo chiamati1 anche ufficialmente1 perch il progresso della civilt--a quanto si afferma--sarebbe dall'ordinamento socialista ritardato o impedito4 ,ma vediamo4 ,doppio il movimento della civilt3 l'uno d'avanzamento1 l'altro di diffusione1 e nello stato attuale delle cose il secondo cos incerto e tardo da render vano in gran parte anche il primo4 ,idee1 cognizioni1 agi della vita1 variet e raffinatezza di godimenti sensuali e intellettuali1 tutto procede2 ma rimanendo circoscritto in un cos piccolo numero d'uomini6 ,la societ come un esercito disordinato1 mal nutrito1 gravato di pesi enormi1 al quale va dinanzi1 precedendolo di una distanza smisurata1 un'avanguardia di cavalieri brillanti e armati di tutto punto1 che vincono delle battaglie1 a cui il grosso dell'esercito non partecipa1 e di cui non raccoglie quasi alcun frutto4 ,lo disse anche in ,francia1 ora poco1 uno dei pi eloquenti interpreti del nostro pensiero4 ,l'umanit fu finora obbligata a riservare alla minoranza la cura di condurre a suo vantaggio la civilt e di creare delle forme nuove d'esistenza a cui la moltitudine non poteva arrivare che pi tardi4 ,ebbene1 sar impedire il cammino della civilt il volere che1 per mezzo d'un impiego pi razionale degli sforzi umani1 ora antagonisti1 la societ tutta insieme compia il suo progresso in pro della societ tutta intera8 ,o come mai8 ,sar nemico della civilt chi1 alleggerendo il peso opprimente del lavoro meccanico1 vuol sollevare le moltitudini a una vita pi spirituale1 che quanto dire pi umana2 chi1 attenuando la lotta per la vita con l'organizzazione del lavoro e una miglior distribuzione dei beni1 vuol che sian volte al progresso vero le infinite forze che si sperperano ora per la conservazione dell'esistenza e in conflitti infecondi2 chi a una civilt disprezzata e odiata dai pi come un privilegio dei meno vuol sostituita una civilt amata da tutti come un bene e una gloria comune8 ,sar nemico della civilt chi vuole che cessi finalmente questa miseranda finzione di dir con orgoglio3--,noi1 nazione civile4444--mentre nella nazione a cui s'accenna1 in mezzo alle glorie della scienza e agli splendori del lusso e delle arti1 perdurano in milioni d'uomini superstizioni di medio evo1 ignoranze di selvaggi1 miserie di paria1 condizioni e forme di vita che ci fanno rivivere davanti agli occhi la prima et della pietra8 ,sar nemico della civilt chi vuole che questo cessi e amico della civilt chi consente che questo duri8 ,negatori della patria6 ,ecco un'altra accusa1 contro la quale ogni fibra del nostro cuore si rivolta4 ,se il concetto della patria s'identifica col concetto della sua unit e della sua indipendenza1 con qual coscienza si possono chiamar negatori della patria i socialisti1 per i quali un assioma storico la sentenza dell',engels1 uno dei loro grandi maestri3 che senza la autonomia e l'unit restituite a ciascuna nazione1 n l'unione internazionale del proletariato1 n la tranquilla e intelligente cooperazione delle nazioni a un fine comune si potrebbero compiere8 ,avversari del concetto di patria non siamo2 ma di coloro che le patrie mirano a dividere per giovarsi della loro divisione1 primo impedimento necessario alla vittoria di quell'ideale comune a tutte le moltitudini proletarie1 che non pu essere l'ideale loro4 ,essi fanno una cosa sola dell'amor di patria e dell'orgoglio nazionale4 ,e anche noi abbiamo il nostro orgoglio nazionale4 ,ma il nostro di natura diversa3 un orgoglio nazionale che vorrebbe che dalla nazione non fossero costretti a esulare ogni anno1 per cercare un pane straniero1 duecento mila dei suoi lavoratori1 mentre nella terra che essi abbandonano1 capace di tutti i prodotti di tutte le terre pi fertili1 rimangano ancora1 o per incuria dei proprietari o per mancanza d'opere di bonificamento1 quasi cinque milioni di ettari di suolo incolto1 e altri dodici milioni che potrebbero fruttare il doppio di quanto fruttano4 un orgoglio nazionale il nostro1 il quale vorrebbe che fossero purgate della malaria la met almeno delle nostre provincie1 che fosse tolta alla patria la vergogna lacrimevole dei suoi centomila pellagrosi1 che il nostro paese non fosse fra gli ultimi d',europa sulla via della legislazione sociale1 che vi fossero sacri e inviolabili i diritti politici conquistati coi sacrifizi e col sangue di tutti1 che per vane ambizioni di grandezza1 calpestando i principii in nome dei quali siamo risorti1 non si sperperassero a migliaia di miglia dai suoi confini le carni e le ossa dei suoi figliuoli4 ,coloro che1 sentendo nel pi profondo dell'anima la piet di queste miserie e lo sdegno di queste vergogne1 combattono con tutte le loro forze perch le une e le altre abbiano fine1 e credono che dinanzi all'orgoglio patriottico debba andare la carit fraterna1 no1 costoro non rinnegano la patria1 costoro sono i soli che l'amino e la servano sapientemente4 ,l'immagine della patria1 per essi1 una madre amorosa1 equanime con tutti i suoi figli1 non ambiziosa che della loro prosperit e del loro affetto1 e della fama di onesta1 di civile e di benefica2 non un'amazzone gonfia di boria1 stoltamente fastosa in pubblico e crudelmente pitocca in casa1 che si benda gli occhi con la bandiera e cerca la gloria nel sangue4 ,un'altra accusa di eccitare all'odio una classe sociale contro l'altra4 ,ebbene1 no1 non lo credete1 non vero4 ,certo1 in ogni grande famiglia di propagatori d'un'idea1 anche delle pi sante idee1 vi sono i violenti di natura1 a cui nessuna considerazione del comune interesse1 nessun consiglio dei compagni di fede pu moderar la parola4 ,vi sono gl'immoderati anche nel partito moderato1 vi sono i provocatori anche fra i predicatori del ,vangelo1 vi furono i violenti anche fra i ,santi4 ,e noi non neghiamo1 d'altra parte1 che dinanzi a certi abusi mostruosi del potere e della fede pubblica1 e quando vediamo all'oppressione dei deboli aggiungersi l'inganno e la derisione1 ci prorompono dall'animo parole amare e iraconde4 ,n di questo noi ci scusiamo4 ,ma accusarci d'istigare all'odio1 solitamente e per proposito1 una classe contro l'altra1 un assurdo1 accusarci d'operare coscientemente contro gl'interessi della nostra causa4 ,il detto che la miseria nasce non dalla malvagit dei capitalisti1 ma dal vizioso ordinamento della societ sta scritto in fronte1 come una parola d'ordine1 al pi antico e pi popolare dei giornali socialisti d',italia4--,se voi foste al posto dei vostri padroni1 fareste com'essi fanno1 perch non potreste fare in altro modo la frase pi sovente ripetuta da chi fa propaganda della nostra idea1 appunto per persuadere i lavoratori che il rimedio ai mali non da attendersi dagli individui1 perch questi non vi potrebbero porre rimedio neanche se avessero tutti le intenzioni pi generose4 ,e come sarebbe altrimenti8 ,noi miriamo a conquistar la coscienza e la volont del gran numero per via della persuasione1 e a render atti gli uni a persuader gli altri4 dunque nostro interesse di spegnere1 non di attizzare gli od sociali2 perch se in cuore all'uomo incolto noi suscitiamo l'odio1 gli oscuriamo l'intelligenza1 ossia lo distogliamo dalla riflessione1 e ritardiamo il progresso del suo pensiero1 senza del quale vano lo sperare di farne un proselito utile e sicuro2 e perch la passione si spegne con la stessa facilit con cui s'accende1 o consumando s stessa o estinguendosi per effetto d'un conseguito miglioramento delle condizioni individuali2 e perch essa un costante pericolo per tutti1 spingendo l'individuo ad avventatezze1 di cui su tutti ricade la colpa4 ,no1 noi non vogliamo far dei violenti3 questi sono la nostra debolezza1 non la nostra forza2 noi vogliamo far dei convinti1 dei risoluti1 dei tenaci4 ,no1 noi non siamo seminatori d'odio1 noi che portiamo fra gli uomini la parola della fratellanza e della pace4 ,la nostra forza non l'odio n l'ira2 la nostra forza la ragione1 la volont1 la fede1 l'entusiasmo1 l'amore4 --,nemici della propriet--siamo anche chiamati1 e questa definizione1 cos nuda e assoluta1 piena d'astuzia1 perch include1 senza esprimerla1 una vaga accusa di meditato latrocinio universale4 ,ma esprime falsamente il nostro concetto perch sostituisce l'idea di soppressione a quella di trasformazione d'un istituto che si modific variamente nel corso dei tempi1 e che per natura sua soggetto a trasformarsi secondo le condizioni e i bisogni della societ che l'ha fondato4 una definizione falsa perch nega tacitamente il carattere di propriet alla forma collettiva1 che fu la prima forma di propriet del consorzio sociale1 e di cui sussistono e si riproducono mille esempi parziali anche nei tempi presenti4 una definizione falsa perch estende il nostro concetto della propriet collettiva dai grandi mezzi di produzione a tutti gli altri oggetti di propriet1 che sono naturalmente esclusi dal collettivismo2 il quale non impedisce n il risparmio1 n l'accumulamento1 n la trasmissione del risparmio1 n il possesso1 n la trasmissione di tutto quanto non serva a produrre ricchezza4 ancora una definizione ingiusta perch esclude l'idea della presa di possesso mediante un equo risarcimento2 ammesso il quale1 essa non riesce una violenza pi che tale non sia l'attuale espropriazione legale per fini d'utilit pubblica2 e perch tace che l'appropriazione collettiva1 come nel campo della propriet industriale1 per esempio1 cos in altri campi1 non si opererebbe che in quei rami di produzione in cui la concentrazione dei capitali ha gi distrutto la piccola propriet fondata sul lavoro2 e anche perch in contraddizione formale con la ragione prima del collettivismo1 fondato appunto sul concetto conservatore che la propriet indispensabile al pieno e compiuto svolgimento della personalit umana2 svolgimento che possibile soltanto in una societ in cui posseggano tutti una parte del bene comune1 e che non possibile se non a pochissimi nella societ attuale1 dove nove decimi della popolazione nulla possiedono1 n sperano1 n quasi possono sperare di mai possedere4 una definizione insidiosa1 infine1 e un'accusa che ci offende perch tende a convertire nell'animo di chi possiede l'idea d'una lontana1 legale e necessaria trasformazione della propriet in quella d'un imminente pericolo di spogliazione tumultuaria4 ,e ripetiamo che una definizione astuta perch con questo terrore d'una grande ladreria collettiva1 che si potrebbe commetter domani1 storna l'attenzione pubblica dalle grandi ladrerie individuali1 che si commettono oggi4 ,anche nemici della famiglia sono chiamati i socialisti4 ,e in questo1 come in altri argomenti1 si vuol considerare come articolo del nostro programma un'idea di pochi o di molti1 contro la quale ogni socialista1 che non l'accetti1 si pu ribellare con ogni sua forza senza cessar perci d'esser socialista2 un'idea che non propria del socialismo1 poich1 per non citare che un solo esempio1 il nostro avversario pi formidabile quell',erberto ,spencer1 il quale dice che verr tempo che l'unione per l'affetto sar considerata come pi importante di quella per la legge1 e saran fatte segno alla riprovazione pubblica quelle unioni coniugali in cui il legame dell'affetto sar spezzato4 ,con questa espressione corrente3 vogliono abolir la famiglia1 l'idea socialista snaturata e capovolta4 ,no1 non voler abolire la famiglia il vituperare il matrimonio mercantile per cui s'avviliscono le anime e degenera la razza2 il voler il matrimonio fondato sulla spontanea scelta affettiva e sopra una libert limitata dal dovere morale rispetto al coniuge e dal dovere positivo rispetto ai figliuoli2 il voler fatta alla donna nella famiglia una pi equa condizione legale2 il volere un pi efficace intervento sociale nella famiglia stessa per assicurare lo svolgimento integrale e l'educazione del fanciullo2 lo sperare1 infine1 che venga un tempo in cui il sentimento della dignit propria1 il rispetto della dignit altrui e un'alta coscienza del dovere possano costituire nei matrimoni e nella famiglia vincoli e garanzie anche pi forti di quelle che esige e assicura la societ presente4 ,o come saranno nemici della famiglia quelli che pi strenuamente combattono lo sfruttamento industriale della donna1 appunto perch alla famiglia funesto8 quelli che pi ardentemente propugnano la redenzione del fanciullo dal lavoro precoce1 appunto perch alla famiglia non sia strappato e nella promiscuit con gli adulti corrotto8 quelli che pi altamente invocano sollievi e rimedi alla grande piaga della miseria1 appunto perch la miseria corrode gli affetti domestici1 avvelena l'infanzia1 dissolve la famiglia8 ,domandate se vogliono abolir la famiglia a quei buoni lavoratori che per soccorrer la moglie e i bambini del compagno cacciato in carcere per reato di pensiero smungono senza rammarico la loro povera borsa2 domandate se vuole abolir la famiglia a quell'onesto operaio che affronta lietamente pericoli e sacrifici per la nostra ,idea1 non con la fede di migliorare la propria sorte1 ma con la sola vaga speranza di preparare al suo sangue un avvenire migliore6 ,andate a domandare a quella povera madre rediviva1 che soffoc contro il suo seno il grido di gioia e d'amore di ,garibaldi ,bosco liberato1 andatele a domandare se il suo figliuolo adorato vuole abolir la famiglia6 ,vogliono distruggere la religione1--dicono ancora4 ,e in qual programma del partito socialista di qualsiasi paese s' mai trovato iscritto questo proposito8 ,o meglio3 in qual programma socialista non detto esplicitamente che per il socialismo la religione un affar privato ossia un affar di coscienza1 in cui la comunit non ha diritto d'intervenire8 ,e sar il partito1 che vuole una libert assoluta di pensiero1 quello che vorr sopprimere la libert della fede8 ,sar il partito che dice a tutti gli infelici3--,sperate6--quello che vorr segnare un confine alla speranza umana8 ,no1 in questo1 come in altri argomenti1 si scambiano opinioni individuali con un articolo di dottrina4 ,a me1 come ad ogni altro socialista fermamente credente nella dottrina economica e politica del socialismo1 tutti i socialisti della terra raccolti insieme non potranno mai far dire che non credo in ,dio1 se ci credo1 n impedire di far propaganda1 in mezzo a loro stessi1 della mia fede4 ,no1 le ragioni del dubbio e le ispirazioni della fede stanno al di fuori d'ogni sistema di idee politiche e sociali2 la speranza in una vita immortale sta al di sopra d'ogni concetto che si possa avere dei destini terreni dell'umanit1 come il mistero della creazione sta al di sopra della scienza2 e n' una prova che in tutti i partiti politici1 in tutti gli ordini della scienza1 in tutti i cerchi della societ si trovano credenti ed increduli4 ,no1 buone madri1 non siamo noi che vorremo mai soffocare nel cuor vostro quella fede in cui noi stessi siamo nati e cresciuti4 ,noi diciamo invece a ciascuna di voi3--,educa alla tua fede il tuo fanciullo1 infondigli nel cuore la tua santa speranza1 fagli giunger le mani davanti all'immagine di colui che morto per l'ideale della giustizia1 della pace e dell'uguaglianza fra gli uomini4 ,ma insegnagli pure--soggiungiamo subito--che falsa religione quella che non accompagnata da una operosa piet della miseria e da un amore intrepido della giustizia1 e che se nello spirito del credente entra la persuasione che un nuovo ordinamento sociale possa prevenir la povert1 attenuare i dolori1 scemare gli od1 le violenze e i delitti1 che funestano e disonorano l'ordinamento presente1 empio1 assurdo il credere che ,iddio gli vieti di prepararlo e di affrettarlo con la parola e con l'opera1 e possa dirgli un giorno3--,tu fosti buono1 pietoso e generoso2 ma fosti socialista1 e io ti danno4--,e ditegli ancora che il buon ,dio non pu amare il credente che1 in mezzo a tanti bisogni e conflitti umani1 incrocia le mani oziose1 fissando gli occhi nel cielo per non vedere la terra2 ditegli ch',egli dice a costui3 ,disgiungi quelle mani inerti3 stendine una a soccorrere gli oppressi ed arma l'altra per combattere chi opprime2 il grido di giubilo dei consolati e dei redenti la miglior preghiera che possa far salire a me l'anima tua4 ,ci si pu dire3--,codesta la vostra difesa1 e noi sospettiamo che sia piena di concessioni e di cautele4 ,ci che vorremmo conoscere quello che voi dite nella vostra propaganda individuale1 e che forse non ripetete a noi1 in un giorno come questo4--,ebbene1 e noi vi chiamiamo ad analizzare il sottile veleno che distilliamo nella propaganda d'ogni giorno1 e non quello soltanto che riserbiamo al lavoratore1 ma anche quello che tentiamo di versare nell'animo di gente d'ogni classe1 d'ogni et e d'ogni stato sociale2 poich non ci rivolgiamo soltanto ai pi facili a conquistarsi per insufficienza di cultura o per predisposizioni di interessi individuali2 ma anche a quelli che son pi difficili e per ragioni di cultura e per ragioni d'interesse4 ,noi diciamo al lavoratore3--,bada3 a questo grande movimento sociale che si svolge in tuo favore non basta che tu assista con animo favorevole2 tu lo devi aiutare4 ,il primo impulso alla redenzione del lavoro deve venire da te4 ,se vuoi che il mondo ti saluti devi portar alta la fronte2 ma per portar alta la fronte bisogna levar l'animo in alto4 ,se vuoi entrar nell'esercito della nuova ,idea1 devi sacrificare a questa una parte del tuo riposo e della tua pace2 devi compiere con pi caldo zelo i tuoi doveri di operaio1 ma resistere a chi vuol soggiogare la tua coscienza di cittadino2 devi soffocare sotto la disciplina del partito rancori e gelosie2 fare uno sforzo intellettuale faticoso per appropriarti gli argomenti ed acquistar la parola con cui si giustificano e si dimostrano appagabili le tue aspirazioni2 devi imparare1 migliorarti1 dare esempio di dignit di vita1 di equit1 di bont d'animo1 non soltanto in cospetto alle classi superiori1 ma fra i tuoi compagni e nella tua famiglia2 devi fare quanto in poter tuo per far rispettare ed amare in te la santa bandiera a cui consacri il cuore e affidi il tuo diritto e la tua speranza4 ,diciamo alla moglie del lavoratore3--,non trattenere tuo marito1 per vane paure1 dal venire con noi1 se la coscienza lo muove4 ,raccomandagli la prudenza1 ma non gli consigliare la vilt4 ,sono innumerevoli donne paurose come te che in tutti i tempi ritardarono il cammino delle idee pi grandi e benefiche4 ,non temere2 non in mezzo a noi egli trover gli amici scioperati che lo possono traviare3 non siamo noi1 povera donna1 che vorremmo strapparlo al tuo cuore4 ,rinunzia a qualche ora della sua compagnia e lascia ch'ei venga2 egli torner a te pi contento per la coscienza d'un dovere compiuto1 e con la mente rischiarata di nuove idee1 e anche col cuore meglio disposto all'affetto1 perch nella compagnia che tu temi gli si apre lo spirito alla vita del pensiero1 gli s'insegna il rispetto della donna1 gli s'inspira l'amore pei deboli e la piet per tutti i dolori umani4 ,non contrastarlo1 perch gli turberesti l'animo senza farlo pi tuo2 fa ch'egli si confidi con te1 accogli le sue speranze1 sostieni la sua fede1 e una nuova forza stringer insieme le anime vostre1 e tu sarai una seconda volta sua sposa4 ,diciamo alla madre del giovane studente3--,perch t'affanni per il tuo figliuolo1 come se la via per cui s' messo con noi fosse la via della perdizione8 ,se tu gli leggessi dentro all'animo1 saresti lieta e altera del tesoro ch'egli vi chiude4 ,il sentimento che lo muove quello stesso che spinge te a metter l'obolo della carit nella mano del vecchio e del fanciullo abbandonato3 lo stesso sentimento ingrandito1 esteso a milioni di creature umane1 illuminato dalla speranza di bandire dalla societ tutte quelle miserie e quei mali da cui sei commossa tu pure3 ma soltanto quando li vedi personificati in un infelice che mendica4 ,vedi3 il suo ingegno e i suoi studi1 prima che utili a lui1 sono gi utili agli altri4 ,nella lotta che combatte con noi egli matura precocemente il suo senno1 innalza il suo carattere1 fortifica le sue facolt4 ,lascia che vada fra i lavoratori1 dove acquista un concetto austero della vita1 e si spoglia del suo egoismo di classe1 e impara il rispetto della povert e del lavoro4 ,lascia che mescoli il suo soprabito signorile con quelle rozze giacchette1 sotto a cui battono dei cuori che lo amano4 ,non gli contrastare il passo quando va a cercarle2 bacialo in fronte e digli3--,va4-- la voce del tuo buon ,dio che lo chiama4 ,diciamo al modesto borghese1 sia egli un piccolo proprietario di terre1 oppresse dall'imposta e destinate a ingrandire prima o poi il latifondo1 o un piccolo industriale1 ogni giorno pi impotente a sostener la concorrenza della grande industria1 o un piccolo commerciante1 condannato a cader vittima presto o tardi dell'accentramento dei commerci1 diciamo a ciascuno di costoro che1 per un'ambizione scusabile nella societ presente1 avviano con grandi sacrifici i loro figliuoli alle professioni liberali3--,o tu1 che ti dichiari nostro nemico1 considera un lato solo della grande quistione3 vedi se1 perdurando questo furore d'innalzarsi nella gerarchla sociale1--effetto delle troppo dure condizioni materiali e morali della vita del lavoratore1--vedi se i figli dei tuoi figli non si troveranno ridotti a lottare con una concorrenza cos formidabile1 da render la lotta disperata4 ,vedi se per prevenire questo danno ci sia altro modo che quello di stabilire l'equilibrio fra i due fattori1 intellettuale e meccanico1 della produzione sociale1 mettendo il lavoro propriamente detto in tali condizioni da non esser pi sfuggito da quanti possono come un castigo di ,dio2 ci che il primo intento del socialismo4 ,vedi se1 non giungendo a questo1 la societ non sia condannata a morire d'una pletora di laureati famelici e di spostati rabbiosi4 ,fa tacere per poco la tua ambizione1 fissa lo sguardo nell'avvenire e ti persuaderai che1 pure avendo l'aspetto di tuoi nemici1 siamo veri amici dei tuoi figli e dei figli loro4 ,diciamo allo scienziato e all'artista3--,come puoi tu1 uomo di scienza1 sospettar nemica tua una dottrina che sopra una fede illimitata nel progresso della scienza in larga parte si fonda1 che dal perfezionamento della macchina1 dalla prevalenza dell'agricoltura razionale1 dallo sfruttamento scientifico di tutte le forze della natura attende ad un tempo e una diminuzione dello sforzo umano e una raddoppiata produzione8 ,come puoi tu1 scrittore e artista1 temere il trionfo d'una dottrina che vuole estendere a tutti1 nella maggior misura possibile1 i godimenti dello spirito1 e centuplicare con questo il numero degli uomini atti a comprendere l'opera tua8 ,e se la societ futura chiedesse a te1 scienziato1 il sacrifizio di volgere la tua scienza a fini pi direttamente umani1 e a te1 artista1 quello di scendere pi spesso dall'altezza del tuo lavoro libero all'ufficio di educatore delle moltitudini1 come non vi parrebbe dolce un tal sacrifizio1 ricompensato da una tanto pi diffusa ammirazione e pi vasta gratitudine8 ,e come non sentite che un pi alto dovere di generosit e di sacrifizio imposto ai privilegiati dell'intelletto1 a coloro che portano sulla fronte dalla nascita questo segno luminoso della predilezione del destino8 ,diciamo all'umanitario1 al filantropo3--,o tu che combatti l'opera nostra1 perch credi la carit sufficiente a risolver la gran quistione che affanna il mondo1 disingannati in faccia all'evidenza dei fatti1 e vieni con noi4 ,no1 non si scioglie la quistione con la beneficenza4 ,non si feconda una vasta terra portandovi l'acqua ad orcili2 ma spandendovi per una rete di larghi canali l'onda inesauribile della montagna4 ,la tua carit non pu nulla per i milioni d'uomini a cui intercettata legalmente1 per forza delle cose1 una troppo gran parte dei frutti del loro lavoro2 impotente davanti al grande fatto della disoccupazione1 prodotto dalle crisi disastrose1 che derivano dall'anarchia della produzione2 e pu far meno ancora per quella grande moltitudine lavoratrice1 alla quale il pane non manca1 ma che domanda una diminuzione di fatica1 un'educazione civile1 un posto pi onorato nel mondo1 a cui non ha meno diritto che al pane4 ,no1 i rimedi che ti consiglia il cuore non bastano2 occorre che tu dia l'opera della tua ragione4 ,vieni con noi1 poich il tuo cuore buono2 e senza lasciare l'opera della carit1 domanda con noi la giustizia2 solleva i miseri1 ma lavora tu pure a sradicar la miseria2 conforta i vinti1 ma aiutaci a preparare una societ1 in cui1 per quanto lo concedono la natura e la fortuna1 non ci siano pi n vinti n vincitori4 ,diciamo al ricco3--,se ti dice la ragione che giusta la nostra causa1 e ti trattiene dall'abbracciarla il timore di affrettare per te e pei tuoi figli la perdita della ricchezza1 tu vivi in un inganno4 ,proseguendo cos le cose1 non sar il socialismo che ti toglier il tuo bene2 saranno le catastrofi politiche e finanziarie a cui conducono inevitabilmente il militarismo1 la guerra1 il debito1 il disordine1 inseparabili dall'ordinamento sociale che difendi4 ,la caduta lontana della tua fortuna non sar effetto della dottrina socialista2 ma delle grandi necessit sociali e economiche da cui la dottrina nata1 e per cui si diffonde4 ,tu temi rivoluzioni1 sconvolgimenti1 rapine6 ,ma se tutto questo appunto che il socialismo mira a impedire1 contenendo le passioni violente che soffocano il germoglio delle idee feconde1 prevenendo le rivoluzioni col sollecitar l'evoluzione1 scomponendo e rifacendo l'edificio a mano a mano1 perch la societ non abbia a rimanere mai sconvolta e atterrita in mezzo a un campo di macerie4 ,come non comprendi che questo movimento immenso tende al bene di tutti8 ,abbraccia la nostra causa1 e combattendo per essa1 tu che hai la ricchezza1 darai un esempio1 tu che hai l'indipendenza1 sarai una forza1 e ti sentirai libero dai due peggiori tormenti della tua vita1 che sono la smania d'acquistare e il terrore di perdere1 perch la coscienza d'esser giusto e magnanimo varr per te il pi prezioso dei tesori1 sar la sola1 vera felicit che nessun evento1 nessuna forza potr strappar dal tuo cuore4 ,e al fanciullo del ricco1 finalmente1 noi rivolgiamo questo discorso3--,tu sei nato nell'agiatezza4 ,se vorrai conquistarti un posto onorato nel mondo1 ti coster assai men fatica che agli altri1 perch sarai come un uomo armato in una lotta in cui quasi tutti gli altri sono inermi4 ,sei sicuro fin d'ora che non avrai mai da patir privazioni1 mai da umiliarti per non perdere il pane1 che potrai essere facilmente buono1 onesto1 rispettato1 contento4 ,ora1 vedi quanta miseria v' intorno a te1 quante dure fatiche che dnno appena da vivere1 quanti milioni di fanciulli lasciati nell'ignoranza e nell'abbandono1 quante famiglie ridotte all'indigenza senza colpa1 quante disuguaglianze ingiuste1 quanti dolori senza speranza1 e quante ire e quanti od4 ,ebbene1 se ti dicessero che v' modo di far s che tutte queste miserie siano scemate1 che il lavoro non manchi a nessuno e sia reso men duro a tutti1 che tutti i fanciulli possano istruirsi e educarsi1 che le disugaglianze ingiuste scompaiano1 che gli od di classe si spengano1 che la societ diventi come una grande famiglia1 in cui1 se non la felicit regni almeno la pace2 ma che per ottener tutto questo bisogna che tutti i ragazzi come te rinunzino alla loro sorte privilegiata1 rientrino nelle condizioni comuni1 e si rassegnino a lavorare e a lottare per vivere modestamente come tutti gli altri1 consentiresti tu al sacrifizio8 ,e il fanciullo ci risponde immediatamente1 irresistibilmente3--,oh1 s1 vi consentirei6 ,e come si potrebbe non consentirvi8--,e noi non gli diciamo pi altro3 gli abbiamo messo il buon germe nel cuore4 ,questi sono i nostri pensieri e i nostri sentimenti4 ,se non sono ogni giorno dell'anno cos benevoli1 n espressi sempre con parole cos miti1 non perch tacciano nel nostro cuore3 perch siamo uomini1 ossia per natura deboli1 soggetti all'orgoglio1 facili a irritarci della calunnia1 e anche perch troppo sovente offesa in noi quella libert di pensiero e di parola1 che una sacra eredit lasciataci dai nostri padri e dovrebbe essere una condizione inviolabile del nostro patto nazionale4 ,ma ogni anno1 in questo giorno1 noi rinnoviamo sinceramente il proposito di mantener sempre l'animo e la parola alti come la nostra ,idea4 ,non questo l'ultimo degli effetti benefici della festa del #a ,maggio4 ,e noi confidiamo che questa festa sar celebrata ogni anno con pi serena dignit4 ,oh certo1 essa sar ben pi splendida e pi solenne nell'avvenire6 ,e non sar celebrata soltanto nelle strade e nelle assemblee2 ma anche nelle famiglie1 nelle quali tutte l'idea socialista finir con lo stringere quei vincoli1 che ora in molte rallenta1 e spezza in alcune4 ,sar il giorno in cui le coscienze e i cuori restii1 vinti da lento lavoro della ragione e dalla forza degli avvenimenti1 faranno atto di dedizione e di riconciliazione con le persone amate2 il giorno in cui il padre dir al figliuolo3--,s1 figliuol mio1 sei tu che hai ragione1 sei pi buono e pi giusto di me1 non son pi soltanto tuo padre1 sono un tuo compagno2--il giorno in cui la moglie dir al marito3--,t'ho contrariato1 perdonami2 non ti comprendevo1 ora ti comprendo2 e tutta l'anima mia con te e per la tua causa2--il giorno in cui la madre dir a suo figlio3--,mi arrendo2 vedo ora dov' la verit e la giustizia2 la tua festa del #a ,maggio sar d'ora innanzi anche la festa di tua madre4--,s1 sar forse lontano1 ma questo giorno verr4 ,noi lo crediamo come crediamo che la terra germina sotto il raggio del sole4 ,crediamo che il #a ,maggio rester e ingrandir negli anni e nei popoli1 e che dopo aver redento il lavoro uccider la guerra1 e che dopo aver confuso le classi affrateller le nazioni1 e che sar benedetto dalle generazioni venture come una delle date pi fauste e pi gloriose della storia del mondo4 ,torino1 #ahif4 ,v4 ,per ,giuseppe ,garibaldi 7,commemorazione popolare74 ,invitato a commemorare ,giuseppe ,garibaldi in questo giorno nel quale ogni cuore italiano risente pi viva la tristezza d'averlo perduto1 non terr un discorso ampio e ordinato dell'opera e della funzione storica compiuta da lui1 poich nulla o poco oramai ne rimane a dire che non torni superfluo a un uditorio di italiani colti4 ,parler il linguaggio facile e caldo del patriotta1 che1 invece di dissertare sul passato1 lo risuscita1 lo rivive e lascia andar tutta l'anima all'onda degli affetti e delle memorie4 ,spero1 cos parlando1 di consentire alla disposizione d'animo dei miei uditori1 ai quali non parr forse occasione opportuna d'un ragionamento pacato il primo anniversario di una morte compianta4 ,in ogni modo io chiedo perdono a voi del mio ardimento1 come gi l'ho chiesto1 dentro al cuore1 alla memoria augusta e amata1 a cui consacro le mie parole4 ,la miglior prova della grandezza di ,garibaldi questa3 che nessuna narrazione1 per quanto diffusa e eloquente delle sue avventure e delle sue gesta1 potrebbe aver mai la efficacia che ha la esposizione brevissima e nuda dei sommi capi della sua storia4 ,concedetemi di farne qui l'esperienza1 a modo d'esordio1 con quella semplicit che una forma di rispetto per l'altezza dell'argomento e con quella rapidit precipitosa che il cammino lunghissimo impone4 ,nasce a ,nizza1 nel #ahjg1 figliuolo di un modesto capitano di mare1 e comincia la vita1 si pu dire1 con due atti eroici3 a otto anni1 salvando da una gora una donna che annega2 a tredici1 salvando una barca di compagni dal naufragio4 ,adora il mare1 s'imbarca mozzo in un brigantino1 viaggia in oriente4 ,a diciassett'anni va sulla tartana del padre a ,fiumicino1 e visita la prima volta ,roma1 dove1 tra l'entusiasmo patriottico per le grandi memorie1 gli balena la prima idea dell'incanalamento del ,tevere1 che propugner cinquant'anni dopo1 con ardore ancor giovanile1 nella ,capitale d',italia4 ,continua i viaggi1 pi volte assalito e depredato dai pirati1 si riduce povero a ,costantinopoli1 dove s'ammala1 e fa il precettore di ragazzi per vivere4 ,poi1 ritornato a ,nizza1 divenuto capitano di bastimento1 riprende le navigazioni ardite e avventurose1 con le quali principia ad acquistar fama e simpatia2 tanto che ad ogni suo ritorno gli corre incontro sul molo una folla di popolo1 a festeggiarlo1 a rallegrarsi con lui1 che onora sui mari e fa onorar nei porti d',italia e di ,francia il nome della sua citt nativa4 ,tale l'alba della sua gloria4 ,in uno dei suoi viaggi in levante ode parlar per la prima volta della ,giovine ,italia1 e1 tocco dalla fiamma che lo arder fino alla morte1 tornato appena in ,europa1 si presenta in ,marsiglia a ,giuseppe ,mazzini1 si ascrive all'associazione1 si vota per sempre alla patria4 ,recatosi in ,liguria1 si mette all'opera1 stringe relazione coi pi arditi patriotti1 si arrola semplice marinaio nella flotta regia per far propaganda fra gli equipaggi e cooperare con essi al moto imminente di ,genova4 ,falliti questo e il moto di ,piemonte e la spedizione di ,savoia1 ripara in ,francia1 arrestato1 riesce a fuggire1 condannato a morte1 prende altro nome1 s'imbarca secondo in un brigantino1 e dopo aver salvato dalle acque un giovinetto nel porto di ,marsiglia1 salpa per l'oriente4 ,ma1 tediato della vita mercantile1 s'assolda nella flottiglia del ,bey di ,tunisi1 e scontento anche del nuovo stato1 butta via la divisa1 ritorna a ,marsiglia desolata dal colra1 si fa infermiere negli ospedali1 compie l'opera pietosa fin che dura la mora1 e non vedendo luce d'aurora in ,italia1 s'imbarca sopra un bastimento di commercio e parte per l',america4 ,e qui incomincia il suo periodo eroico4 ,arrivato al ,brasile1 per campare1 si d al commercio di cabotaggio2 poi1 con una barca e sedici uomini1 move guerra di corsaro contro l'impero1 per la provincia di ,rio ,grande ribelle4 ,conquistata una goletta1 assalito sul ,plata da due lancioni dell',uruguay1 mandati a arrestarlo2 li respinge restando gravemente ferito2 raccolto quasi morente da una nave brasiliana e portato prigioniero a ,gualeguay2 guarisce1 fugge1 inseguito1 ripreso1 frustato1 torturato2 ma riesce a tornare a ,rio ,grande1 dove gli dato il comando d'una flottiglia4 ,combatte1 vince1 naufraga1 riprende il mare e la lotta2 ricaccia il nemico dal porto d',imbituba1 protegge la ritirata dei ,riograndesi1 resistendo con tre navi a venticinque1 poi con settanta uomini a cinquecento2 si batte a ,santa ,vittoria1 si batte alla stazione di ,taquary1 si batte all'assedio di ,san ,jos1 e smarriti e ritrovati la sposa ,annita e ,menotti bambino1 gi pianti perduti1 a traverso a foreste sterminate1 sotto pioggie dirotte1 soffrendo il freddo e la fame1 cacciando al laccio e domando puledri1 spingendo davanti a s un armento di buoi1 che gli muoion per via1 riesce finalmente a ,montevideo1 dove1 per guadagnarsi il pane1 si mette a insegnar matematiche4 ,non che una breve tregua4 ,l',uruguay in guerra col ,rosas1 dittatore dell',argentina4 ,stretta dal pericolo1 la repubblica ricorre a lui1 gi famoso1 che accetta il comando d'una flottiglia e s'accinge a un'impresa disperata4 ,salpa da ,montevideo1 sfugge alle batterie di ,martin ,garcia1 sguiscia fra le navi fulminanti della squadra argentina1 passa sotto una tempesta di fuoco a la ,boyada1 a las ,concas1 a ,cerrito1 e proseguendo per ,corrientes1 assalito da forze superiori a ,nueva ,cava1 dopo una resistenza eroica di tre giorni e tre notti1 si salva coi suoi1 incendiando le navi4 ,incalzato dalle truppe del ,rosas1 a cui scampa combattendo1 ritorna a ,montevideo assediata1 sostiene la difesa guidando a sortite temerarie la legione italiana1 salva l'esercito difensore da una ritirata disastrosa1 e assunto il comando d'una nuova flottiglia e risalito con questa e con parte della legione l',uruguay1 batte il general ,lavalleja all',eridero1 s'avanza sul fiume fino a ,salto1 e si spinge per terra fino a ,tapevi1 dove vince la terribile battaglia di ,sant',antonio1 per cui proclamato benemerito della repubblica4 ,e prosegue la lotta intorno a ,salto1 per terra e per acqua1 finch1 richiamato dal ,governo che gli affida nuove navi e nuove truppe1 risale da capo il fiume fino a las ,vacas1 vince ancora una volta le schiere riunite dei luogotenenti del ,gomez1 e ritorna finalmente nella capitale della repubblica1 dove la sua splendida campagna americana1 di cui ogni vittoria ha fatto palpitare l',italia1 si chiude dopo dieci anni al giungere delle prime notizie dei moti del quarantotto1 che lo richiamano alla patria4 ,fa vela per l',europa con un drappello dei suoi legionari e1 salvato il naviglio da un incendio in alto mare1 arriva a ,nizza1 abbraccia la sua vecchia madre e va a offrir la sua spada a ,carlo ,alberto4 ,non accettata l'offerta1 corre a ,milano1 dove il governo provvisorio gli conferisce il comando di cinquemila volontari3 troppo tardi4 ,ma risoluto a combattere a ogni costo1 anche caduta ,milano1 respinto l'ordine del duca di ,genova di scioglier le bande1 richiama il paese alle armi1 arringa le popolazioni1 tragitta il ,ticino1 occupa ,arona1 risale il lago ,maggiore1 sbaraglia una colonna austriaca a ,luino1 s'impadronisce di ,varese e1 stretto infine da tre corpi nemici1 s'apre la via con la baionetta a traverso alle truppe del general d',aspre1 a ,morazzone2 donde1 travestito da contadino1 andando giorno e notte per rupi e per macchie come una fiera inseguita1 ripara in ,svizzera ad aspettare gli eventi4 ,ma non li aspetta1 li provoca2 e va dalla ,svizzera a ,nizza1 e da ,nizza1 fra gli applausi di tutta la riviera d'occidente1 a ,genova1 di dove salpa con cinquecento volontari per portar aiuto alla ,sicilia insorta4 ,trattenuto dal popolo a ,livorno e indotto a prendere il comando dell'esercito toscano1 si conduce a ,firenze1 donde1 mutata idea1 parte con la sua colonna per recar soccorso a ,venezia4 ,fermato dal generale ,zucchi alle ,filigare1 retrocede e accorre a ,roma1 e dopo aver combattuto il brigantaggio e compressa la reazione in quel di ,rieti1 nominato generale romano1 vince i francesi a ,villa ,panfili1 va incontro ai ,borbonici1 li respinge da ,palestrina1 li batte a ,velletri1 s'impadronisce di ,rocca d',arce1 ritorna alla citt assediata1 dirige con folgorante valore la difesa1 e scampata la vita quasi per prodigio nel combattimento disperato di ,villa ,spada1 esce dalle mura1 quando tutto perduto1 con la sua legione1 per risollevare l',umbria e le ,marche1 e sfugge con una marcia maravigliosa d'accorgimenti1 di fatiche e d'audacie a quattro eserciti1 il francese1 l'austriaco1 il borbonico1 lo spagnuolo1 che gli dnno la caccia invano per venti giorni da ,monte ,rotondo a ,san ,marino1 dove1 sotto la protezione della repubblica1 depone le armi4 ,ma non rinunzia a combattere4 ,ribelle all'arciduca ,ernesto che gl'impone il ritorno in ,america1 scompare di notte1 con duecento fidi1 da ,san ,marino1 guizza fra le sentinelle nemiche1 perviene alla riva dell',adriatico1 e tenta1 con una squadra di barche a vela1 di raggiunger ,venezia4 assalito dagli incrociatori austriaci1 si getta sulla costa di ,magnavacca1 e fugge tra boscaglie e canneti1 braccato da gendarmi e da croati2 e gli muor tra le braccia la moglie1 a cui non pu dar sepoltura1 e riprende la corsa per le paludi di ,ravenna1 e1 varcato il confine toscano1 riesce a rifugiarsi a ,chiavari1 dove l'autorit piemontese l'arresta4 ,costretto a lasciare il ,piemonte1 cerca asilo a ,tunisi1 ma il ,bey gli rifiuta l'asilo2 ripara alla ,maddalena1 dove salva dal naufragio un canotto sardo1 ma il ,governo sardo lo sfratta anche dall'isola e lo manda a ,gibilterra2 respinto anche da ,gibilterra1 si rivolge alla ,spagna3 lo respinge anche la ,spagna2 e allora si raccoglie a ,tangeri1 dove imprende a scrivere le sue memorie4 ,ma tutt'a un tratto getta la penna1 e va da ,tangeri a ,liverpool1 e da ,liverpool a ,nuova ,york1 dove si mette a fabbricar candele1 e di l1 comandante d'un legno mercantile1 dopo esser stato in fin di vita a ,panama1 al ,per1 e dal ,per alla ,china1 e di qui a ,nuova ,york un'altra volta1 e da ,nuova ,york in ,europa1 dove si da al cabotaggio da capo1 e pianta la tenda nell'isola di ,caprera1 donde lo chiama ,vittorio ,emanuele nel cinquantanove a capitanare i cacciatori delle ,alpi4 ,scoppiata la guerra1 con una brigata di tremila e cinquecento cacciatori1 senza un solo pezzo d'artiglieria1 ributta gli austriaci a ,ponte di ,casale1 entra in ,lombardia1 batte il nemico a ,varese1 lo batte a ,san ,salvatore1 lo batte a ,san ,fermo1 entra vittorioso a ,como1 a ,bergamo1 a ,brescia1 donde la sua presenza sola allontana il nemico2 passa sotto gli ordini del re1 e si batte ancora una volta prodemente1 a ,rezzato4 ,e appena conchiusa la pace1 si rimette all'opera4 ,chiamato dal ,ricasoli1 riordina e rianima l'esercito toscano2 eletto secondo comandante dell'esercito dell',italia centrale1 va con due divisioni1 per provocare l'insurrezione nelle ,marche1 sui confini pontifici1 donde ,vittorio ,emanuele lo richiama2 e a ,genova promove la sottoscrizione per un milione di fucili1 e a ,torino fonda l',associazione della nazione armata1 e1 deputato di ,nizza1 va a combattere in ,parlamento la cessione della sua citt natale alla ,francia4 ,ma dalla riva del ,po lo porta un'ispirazione divina alla riva del mare4 ,salpa coi mille da ,quarto1 sfugge agli incrociatori borbonici1 sbarca a ,marsala1 vince a ,calatafimi1 vince a ,palermo1 vince a ,milazzo1 passa lo stretto1 s'impadronisce di ,reggio1 trasvola come un fulmine1 spazzando dinanzi a s ogni resistenza1 da ,reggio a ,salerno1 entra trionfante in ,napoli sotto la minaccia dei forti non espugnati1 sconfigge l'esercito di ,francesco ,,ii al ,volturno1 respinge una sortita da ,capua1 proclama l'annessione delle due ,sicilie1 depone la dittatura1 rifiuta ogni ricompensa1 e dispare4 ,da ,caprera1 visitata da ammiratori d'ogni popolo1 va1 deputato di ,napoli1 a ,torino1 a perorar la causa dei suoi volontari alla ,camera1 dove solleva una tempesta2 ma si riconcilia col ,cavour tre d dopo1 e scampato a un tentativo d'assassinio nella sua isola1 rifiutato il comando dell'esercito offertogli dagli ,stati ,uniti1 composti nell'assemblea di ,genova i dissidi del partito rivoluzionario1 compie un viaggio trionfale nella ,lombardia1 preparando in segreto un colpo di mano contro l',austria4 ,fallito questo1 corre a ,palermo a lanciare il grido3 ,roma o morte1 attraversa la ,sicilia1 salpa da ,catania1 sbarca con tremila volontari in ,calabria4 ,a ,aspromonte arrestato dall'esercito regio1 ferito1 imprigionato1 prosciolto1 ricondotto al suo scoglio2 dove1 estrattagli la palla dal piede1 ma ridotto sulle grucce1 dolente ancora1 promove una spedizione per la ,polonia insorta2 dopo di che1 invitato1 si reca in ,inghilterra ed entra in ,londra fra l'entusiasmo frenetico d'un milione di creature umane1 che lo salutano come un dio4 ,tornato in ,italia1 va a predisporre all'isola d',ischia1 sotto gli auspici del re1 una spedizione in oriente1 per suscitare un moto contro l',austria nella ,galizia e nell',ungheria2 e il disegno va a monte2 ma un altro campo di guerra lo chiama2 e alla testa di trentamila volontari irrompe nel ,trentino1 si batte contro gli austriaci a ,monte ,suello1 dov' ferito di palla a una gamba1 si batte a ,vezza1 si batte a ,condino1 espugna il forte d',ampola1 s'impadronisce di ,monte ,notta1 conquista ,monte ,giovo1 vince a ,bezzecca1 e non depone le armi che alle porte di ,trento1 dove l'armistizio lo arresta4 ,tornato alla sua isola1 ne riparte per fare un viaggio nel ,veneto e nella ,toscana1 predicando una spedizione su ,roma2 e migliaia di volontari si movono2 ma quando egli sta per varcare i confini1 arrestato1 tradotto prigioniero in ,alessandria1 ricondotto a ,caprera1 posto sotto la guardia di nove legni da guerra4 ,ma invano4 ,sfugge solo di notte1 in una chiatta1 alla vigilanza della squadra1 raggiunge la ,maddalena1 approda in una barca di pescatori in ,sardegna1 arriva ignorato a ,livorno e a ,firenze1 vola nello ,stato romano1 vince i pontifici a ,monterotondo1 s'impadronisce di ,viterbo1 di ,frosinone1 di ,velletri1 e marcia su ,roma4 ,soverchiato a ,mentana1 in una battaglia accanita in cui cerca invano la morte1 da pontifici e francesi riuniti1 e ripassato il confine1 arrestato alla stazione di ,filigne1 messo di forza in un treno1 portato prigioniero al ,varignano1 e ricondotto un'altra volta a ,caprera2 di dove un'altra volta fa vela per accorrere in aiuto alla ,francia repubblicana1 invasa dai tedeschi4 ,e batte i tedeschi a ,chatillon-sur-,seine1 vince a ,prenois1 vince nelle fazioni di ,saint-,martin e di ,saint-,symphorien1 difende per tre giorni ,digione1 strappa una bandiera al nemico a ,pouilly1 e glorioso di venti combattimenti1 in cui non tocc una sconfitta1 eletto deputato d',algeri1 pagato d'ingratitudine all'assemblea di ,bordeaux1 rinuncia alla deputazione e ritorna1 addolorato1 ma senza rancori1 al suo scoglio4 ,ed ora non combatter pi3 la sua grande epopea di capitano finita4 ,ma non quella di tribuno della patria e di apostolo universale di giustizia e di pace4 ,parla una parola alta e serena nella quistione formidabile che sorge con l',internazionale1 va a ,roma a caldeggiare la sua antica idea dell'incanalamento del ,tevere1 si pone a capo della ,lega della democrazia1 va ancora una volta a ,milano per la commemorazione solenne di ,mentana1 tuona di sdegno generoso contro l'invasione francese di ,tunisi1 torna per l'ultima volta nella sua amata ,palermo per il festeggiamento dei ,vespri1 si vale ancora negli ultimi giorni di ogni ora di respiro che gli d la malattia di cui morr per far sentire la sua voce in pro degli oppressi d'ogni paese e predicar la speranza d'un miglior avvenire per la sua ,italia e pel mondo2 e finalmente1 un mese prima di compiere il settantacinquesimo anno1 la sera del due di giugno del #ahhb1 rende l'anima grande all'infinito4 ,quanti secoli trascorreranno prima che si chiuda in un'altra vita umana una cos maravigliosa istoria di lotte1 d'affanni1 d'ardimenti1 di miracoli di prodezza1 di genio e di forza1 rivolti tutti a un cos santo fine e coronati da una cos luminosa fortuna8 ,oh1 glorifichiamolo pure4 ,nessuna lode soverchia sulla sua tomba4 ,dante gli avrebbe dedicato un canto1 ,michelangelo una statua1 ,galileo una stella4 ,e ora che altro si pu dire1 se non quello che tutti sanno3 che il merito supremo di ,garibaldi fu di aver reso popolare il movimento italiano8 ,e diciamolo pure1 poich una di quelle verit che il consenso comune appunto rende sempre grato il ripetere4 ,togliamo col pensiero ,garibaldi dalla storia della nostra rivoluzione4 ,non si pu giudicare storicamente impossibile che la liberazione e l'unificazione d',italia si compissero senza il concorso dell'opera sua4 ,noi possiamo supporre l'esercito dei ,borboni vinto e disperso in tre grandi battaglie successive dall'esercito di ,vittorio ,emanuele1 sceso dalle ,marche1 o l'insurrezione di ,sicilia vincitrice1 qualche anno pi tardi1 con l'aiuto di quella stessa brigata ,reggio che ,garibaldi aveva chiesto al re1 comandata da un generale dell'esercito1 e sbarcata a ,marsala dalla regia flotta4 ,ma che immenso vuoto non ci ritroveremmo dinanzi6 ,possiamo raffigurarci ,napoli senza il ,vesuvio e ,venezia senza ,san ,marco8 ,il popolo italiano sarebbe ugualmente redento e uno2 ma quasi ci pare che sarebbe un altro popolo2 poich n ,vittorio ,emanuele1 n il ,cavour1 n il ,mazzini avrebbero potuto destargli nell'animo la fiamma per cui la nostra rivoluzione divamp davanti al mondo come un incendio4 ,e in fatti3 il ,mazzini era un apostolo1 non potente che per la forza della parola1 la quale n a tutti giunge1 n da tutti intesa1 ed ha effetti sparsi e lenti2 oltrech al ,mazzini manc la virt abbagliante della fortuna4 ,il ,cavour era un grande uomo di ,stato2 ma solitario e quasi invisibile al popolo nella sua altezza2 n la natura del suo genio n quella della sua opera eran tali da essere pienamente comprese e da poter suscitare l'entusiasmo delle moltitudini lontane dal campo in cui egli operava4 ,vittorio ,emanuele era un re popolare e guerriero2 ma non era figlio del popolo2 e la sua forza1 la sua azione era cos complessa e commista con quella del suo governo1 informata d'elementi cos diversi1 palesi ed occulti1 facili e non facili a comprendersi e a valutarsi1 che non potevano le plebi1 in specie quelle del mezzogiorno1 vedere come incarnata in lui la rivoluzione d',italia e quasi inviscerarsi la sua gloria e sentire nel proprio sangue il suo sangue4 ,ora ,garibaldi raccolse in s tutto quello che a quei tre italiani insigni manc4 ,ebbe la fortuna che fall al ,mazzini1 l'aureola maravigliosa che non ebbe il ,cavour1 e quel fascino di guerriero combattente per impulso e vincente per genio e per valore proprio che non poteva avere ,vittorio ,emanuele2 e aggiunse a tutto ci una potenza infinita di farsi amare4 ,questo era necessario all',italia4 ,dieci milioni d'italiani1 sciogliendosi dall'odio mortale che li aveva scatenati contro la tirannia borbonica1 si ritrovarono con l'immenso amore di ,garibaldi nel cuore4 ,egli non fu soltanto una grande forza3 fu l'originalit1 la bellezza1 la poesia della rivoluzione italiana4 ,egli ebbe questo grande merito in faccia alla storia1 come disse in ,germania un illustre apologista del conte ,cavour3 quello d'insegnare ai suoi contemporanei e alle future generazioni la consolante verit3 che anche in tempi grandemente civili la santa energia d'una passione primitiva una potenza fra gli uomini4 ,e quale potenza6 ,essa fu tale che l'averne veduto i segni incantevoli per gli italiani della generazione che tramonta uno dei pi grandi conforti della vita4 ,e giova notare prima d'ogni cosa che ,garibaldi rinfiamm all'improvviso l'entusiasmo delle moltitudini in un momento in cui ve n'era bisogno supremo4 ,la pace di ,villafranca1 troncando all'improvviso sul ,mincio la guerra che doveva liberar l',italia fino all',adriatico ci aveva posti in condizioni difficili e tristi4 ,minacciati dall',austria1 con la quale1 anche pi forte sul ,mincio che sul ,ticino1 non potevamo misurarci da noi soli2 diffidenti della ,francia1 che si temeva non paga della ,savoja e di ,nizza1 ma intesa a chiedere nuove terre in compenso della sua protezione necessaria2 irritati contro il governo di ,torino che pareva peritoso1 quasi resto1 per ragioni non da tutti comprese1 all'annessione delle provincie centrali2 ci trovavamo in uno stato tanto pi intollerabile in quanto1 pure avendo coscienza che non potesse durare1 non vedevamo per qual via si potesse uscirne4 ,giorno per giorno sbollivano gli entusiasmi1 crescevano i sospetti e s'inasprivano le passioni partigiane1 aggravando le difficolt che gi da ogni parte premevano l'opera amministrativa del nuovo ,stato1 sospinto avanti e rattenuto a un punto da forze opposte4 ,a noi che non misuriamo il tempo con la impazienza ardente che agitava gli animi allora pare un assai breve tratto quello che trascorse dal luglio del '#ei all'aprile del '#fj2 ma allora i mesi contavano per anni4 ,parevan gi tanto lontane1 dopo men d'un anno1 le belle vittorie di ,palestro e di ,san ,martino1 dopo le quali nessun fatto era pi seguito che facesse rialzar la fronte agli italiani1 e riaccendesse la loro fede nel proprio ideale e nella propria forza6 ,che erano i moti per cui s'eran liberate le provincie centrali8 ,avvenimenti fausti e onorevoli2 ma non glorie guerriere4 ,dopo quella grande ebbrezza dei trionfi sul campo riusciva meschina e quasi vile l'azione diplomatica lenta1 circospetta1 coperta1 che dava alimento ai pi strani timori e offriva bersaglio alle pi nere accuse4 ,occorreva qualche grande cosa4 ,il popolo1 la giovent sentiva questo bisogno1 e fremeva1 e si volgeva intorno1 rodendo il freno1 aspettando che da qualche parte s'alzasse una bandiera e suonasse uno squillo di tromba4 ,era un ribollimento di desideri1 d'ire1 di rammarichi1 di discordie1 che1 se tra poco non si fosse aperto loro una via di fuga1 sarebbero forse scoppiati in guerra civile4 ,e allora comparve ,garibaldi4 ,diciamo3 comparve allora1 perch la sua vera e grande popolarit non cominci per tre quarti d',italia che nel #ahfj4 ,allora si sent quella sua voce magica che a traverso al mar ,tirreno chiamava la giovent italiana alla santa crociata di ,sicilia1 e c'era giunta appena la notizia del suo ardimento1 che due vittorie inaspettate1 l'una sull'altra1 come due colpi di fulmine1 facevano un'eco immensa al suo grido4 ,chi era questo ,garibaldi8 ,molti1 nel popolo1 non lo sapevano ancora che vagamente4 ,un nizzardo1 un soldato1 che aveva combattuto in ,america e a ,roma1 quello che aveva condotto gli emigrati lombardi nel '#ei1 un uomo biondo1 vestito di rosso1 buono1 intrepido1 povero1 con una voce e uno sguardo che affascinavano1 un paladino di tutti gli angariati1 un vendicatore di tutte le ingiustizie1 che con una mano gittava davanti a s delle folgori e con l'altra accarezzava la fronte ai feriti e spandeva consolazioni e speranze4 ,e allora si videro prodigi4 ,il suo nome passava come un soffio di fuoco sul paese1 e per lui gli operai lasciavano le officine1 gli studenti disertavano le scuole1 i signori abbandonavano i palazzi e le ville1 e le spose dicevano3--,va6--le madri non osavano di piangere1 le fidanzate baciavano la sua immagine1 i vecchi benedicevano1 i fanciulli fremevano4 ,partire1 raggiungerlo1 attirare un suo sguardo combattendo1 una sua parola cadendo1 morire vedendolo passar vittorioso da lontano1 era il sogno di tutti i giovani d',italia4 ,l'entusiasmo per lui spegneva in ogni parte passioni ignobili e bassi pensieri1 rialzava cuori di scettici e anime di disperati1 suscitava come nembi di scintille propositi di sacrificio e virili ambizioni in tutti gli strati del mondo sociale4 ,ed anche fuori della societ4 ,e si videro in conventi solitari monaci rozzi e inerti1 che non avevano mai amato n compreso la patria1 comprenderla ed amarla per la prima volta nel suo nome1 e compiere o meditare il proponimento d'andar a combattere al suo fianco4 ,e perfino nelle carceri e nelle galere1 dove freme l'omicida non pentito1 meditando nuovi delitti1 si vide qualche volta anche in quel fango umano1 tocco dal caldo raggio della sua gloria1 sbocciare il fiore d'un entusiasmo generoso1 si sent anche dalle bocche pi nefande pronunciare il suo nome come una parola di redenzione e d'amore4 ,se altro egli non avesse fatto sulla terra1 avrebbe diritto per questo solo alla benedizione della patria e alla gratitudine del mondo4 ,e tutto questo1 che par leggenda1 storia1 o meglio3 l'una e l'altra cosa ad un tempo1 poich di leggenda la vita di ,garibaldi presenta gi la vaga e grandiosa bellezza1 n ha pi bisogno1 come quella d'altri uomini somiglianti1 d'acquistar nulla col tempo dall'immaginazione umana4 ,che cosa le potrebbe aggiungere1 in fatti1 la fantasia popolare se gi ora la mente del popolo stenta a crederla e ad abbracciarla intera nella sua realt quasi ancora parlante e visibile8 ,e la maggior prova di questa apparenza di prodigio storico che ebbe ,garibaldi nel tempo nostro la difficolt quasi insuperabile che trovarono molti contemporanei della classe colta1 anche d'intelligenza non volgare1 ma chiusa in uno stretto cerchio di idee1 e d'animo non ignobile1 ma freddo1 a comprenderlo e ad ammirarlo4 ,non iscoprivano la ragion vera della sua enorme potenza1 che attribuivano a una quasi miracolosa cospirazione di fortune propizie1 in cui non avesse parte alcuna1 o poco pi che nulla1 la virt sua2 scambiavano i suoi eroici errori di fanciullo sublime con aberrazioni vanitose d'un cervello angusto2 giudicavano mostruosit quello che in lui era grandezza1 e su questa pedanteggiavano1 giungendo fino a riprovare come sconveniente e risibile la sua foggia singolare di vestire1 divenuta ora gloriosa e incancellabile dalla mente delle generazioni come la divisa del ,buonaparte1 poich non comprendevano da che varie e intime ragioni di sentimento poetico della vita1 di amabile giovinezza d'animo1 di sprezzo istintivo d'ogni servit e d'intuito dell'istinto artistico del nostro popolo anche quella sua originalit derivasse4 ,facevano rispetto a lui come gli accademici arcigni che appuntano trionfando le offese alla geografia nell',ariosto e gli errori di gusto nello ,shakespeare4 ,guardandolo con occhio falso vedevano un ,garibaldi falso1 un grand'uomo sbagliato1 portato sugli altari dalla passione di parte degli astuti e dall'idolatria cieca degl'ingenui4 ,e di costoro non tutta spenta la razza4 ,ma furono o saranno severamente puniti dal loro medesimo errore3 morirono1 moriranno senz'aver amato ,garibaldi4 ,tutti costoro1 e anche molti di quelli che nel campo politico opposto l'ammirarono1 avrebbero voluto un ,garibaldi prudente e docile1 una specie di generale a disposizione del ministero che non movesse passo se non per ordine e parlasse il linguaggio ponderato d'un diplomatico2 che non fosse altro1 insomma1 che una bella insegna di rivoluzione1 la quale il ,governo potesse sventolare a tempo opportuno e ripiegare quando gli paresse4 ,ma il ,garibaldi potato e castigato che essi sognavano era un ,garibaldi impossibile4 ,egli non poteva essere se non quello che fu4 ,alle sue biasimate ribellioni egli fu mosso da quella stessa virt che lo spinse a tutti quegli altri atti audaci1 fortunati e lodati1 coi quali rese i pi grandi servigi al proprio e ad altri paesi2 e quella virt era una fede assoluta nella forza d'entusiasmo e di sacrificio del suo popolo1 nella invincibilit della causa della giustizia e nel favore della fortuna che fin dalla prima giovinezza gli aveva porto la chioma4 ,egli credeva fermamente che allo scoppiar di una guerra contro l',austria1 contro la ,francia1 anche contro l',europa intera confederata a comprimere il nostro diritto1 sarebbero sorti dalla terra italiana milioni di uomini prodi come lui1 risoluti a una resistenza disperata1 lieti come lui di dar la vita alla patria4 ,capace egli di far miracoli1 credeva nei miracoli della sua nazione4 ,come pretendere che un tal uomo avesse dell'opportunit politica1 dell'importanza dei trattati1 della necessit delle alleanze1 delle tradizioni1 della legalit1 delle convenienze diplomatiche lo stesso concetto che n'avevano i ministri della monarchia8 ,e anche nelle due imprese temerarie che gli fallirono1 e per cui fu tre volte prigioniero1 per quanta parte non fu indotto a lanciarsi avanti e a persistere dall'incertezza ambigua del governo1 che non s'oppose ai principii1 e gli grid3--,indietro6--troppo tardi1 lasciando credere fino all'ultimo a milioni d'italiani che sotto al divieto palese ci fosse un consenso occulto1 conforme alla doppia politica ch'egli aveva seguto anche riguardo all'impresa di lui pi fortunata8 ,fu chiamato ,garibaldi fulmine di guerra1 e ai suoi scoppi improvvisi e agli incendi che suscit e alle distruzioni che fece l',italia deve in parte la propria redenzione2 ma il fulmine n si guida n si corregge2 non si doma che disperdendone la forza nella terra4 ,in verit1 noi crediamo che1 considerando l'indole e le virt senza le quali ,garibaldi non sarebbe stato chi fu1 e i procedimenti dei governi ai quali egli serv e disobbed a volta a volta1 e la forza immensa ch'ebbe nel pugno1 le generazioni venture si maraviglieranno che ei non abbia fatto della legge un assai maggior strazio di quello che fece4 ,ma non che le sue intemperanze e le sue temerit1 perch furon cagioni di turbamenti e di pericoli1 non abbiano recato al paese altro che danno4 ,chi non comprende ora quanto abbia giovato ad affrettare il compimento della liberazione della patria quella voce che gridava infaticabilmente3--,armiamoci1 scotiamoci1 operiamo1--che manteneva in continuo fermento la giovent come il tonare non interrotto d'un cannone1 che1 predicando senza posa la fede e l'audacia1 faceva l'effetto come d'uno sprone infocato1 perpetuamente confitto nel fianco della nazione8 ,chi pu negare che abbian concorso a persuadere il mondo che ,roma era necessaria all',italia anche quelle due disperate imprese del sessantadue e del sessantasette con le quali egli prov che l',italia non avrebbe avuto mai pace senza la sua capitale storica1 che l'incendio cento volte soffocato si sarebbe cento volte riacceso1 che ,roma non italiana sarebbe stata un'eterna minaccia di guerra all',europa8 ,chi pu affermare che l'esercito sparso degl'impazienti e degli audaci non sarebbe stato causa di ben pi gravi turbamenti interni se non l'avesse contenuto la speranza1 anzi la certezza che nessuna occasione d'operare1 anche arrischiatissima1 egli avrebbe lasciato sfuggire1 che1 lui vivente1 una politica indietreggiante non sarebbe stata possibile mai1 e una politica immobile non avrebbe mai potuto durare1 se anche fossero saliti al potere dei nemici mascherati della rivoluzione8 ,ogni volta che il paese1 irritato degl'indugi e della pazienza dei governanti1 incominciava ad agitarsi1 egli si gittava innanzi a capo basso1 urtava contro un muro di bronzo1 e cadeva3 era per molti un delitto1 per tutti un dolore2 ma era uno sfogo1 una protesta1 una sfida1 un grido che non moriva senz'eco nel mondo4 ,caduto il ribelle1 riusciva a tutti pi evidente e imperiosa la necessit di raggiunger lo scopo comune1 una scintilla della fiamma soffocata penetrava anche nell'animo dei pi freddi1 la diplomazia si riscoteva come per una sferzata1 sulle traccie dell'audacia fallita faceva un passo innanzi perfin la prudenza1 e la paura si vergognava4 ,egli viveva ancora1 che gi ci appariva sotto un tutt'altro aspetto anche quello che fu giudicato il suo pi grande errore4 ,nel #ahgj1 su tutte le vie per cui l'esercito italiano moveva a ,roma1 precedeva le colonne1 avanguardia ideale1 ,garibaldi1 e segnavano loro il cammino le gocce di sangue stillanti otto anni innanzi dalle sue carni4 ,ma anche quelli che giudicano pi severamente le sue temerit e le sue ribellioni sono forzati a riconoscere l'alta chiaroveggenza politica di cui egli di prova1 il sapiente impero che seppe esercitare sulle proprie passioni nei momenti supremi4 questo uno dei caratteri singolari della sua grandezza3 di essere ammirabile per le virt opposte4 ,quando necessaria l'unione di tutte le forze della patria contro lo straniero1 egli1 nemico della causa dei re1 offre il suo braccio e quello dei suoi soldati d',america a un re1 che s' fatto il rigeneratore della penisola e per quel re pronto a versare tutto il suo sangue4 ,dieci anni dopo1 per la stessa necessit della patria1 tra i primi a fondare quel nuovo partito nazionale che stringe intorno alla monarchia i pi alti ingegni e le spade pi prodi1 devote fino a quel giorno all'idea repubblicana4 ,con la bandiera di ,vittorio ,emanuele parte per la grande impresa1 nel #ahfj1 e1 non accecato1 ma illuminato dalla fortuna1 opera per modo in ,sicilia che basta per due mesi la sua autorit a tenervi luogo di governo e di leggi2 onde il conte di ,cavour1 che da prima temeva1 finisce con scrivere al ,persano3--,se ,garibaldi non vuole l'annessione immediata1 sia lasciato libero di fare a suo talento4--,nell'ottobre dell'anno stesso1 a ,napoli1 in quel momento terribile1 in cui1 disputandosi l'animo suo i fautori del plebiscito immediato e quelli dell'elezione di un'assemblea1 corse pericolo l'unit nazionale1 fu la sua improvvisa ispirazione3--non voglio assemblea1 si faccia l',italia--fa questo grido suo che salv l',italia4 ,fu nel #ahfa l'inaspettata1 saggia1 nobilissima temperanza con la quale egli rispose a una lettera dura e provocante del pi popolare generale dell'esercito1 quella che tronc sull'atto un conflitto che poteva esser principio d'un periodo funesto di discordie e di guai4 ,nel #ahfb1 dopo il fatto di ,sarnico1 spontaneamente egli si ricrede intorno all'opportunit d'una spedizione contro l',austria1 desiste dal proposito1 sconsiglia gli arrolamenti1 e con saggie parole dissipa dall'orizzonte ogni nube4 ,quattro anni dopo1 quando riceve l'ordine di ritirarsi dalla frontiera del ,tirolo1 nel punto che gli si apre dinanzi1 dopo tanti stenti e sacrifici sanguinosi1 il periodo pi facile e splendido della guerra1 con infinito rammarico1 ma senza un momento d'esitazione1 senza una parola di lagnanza1 obbedisce4 ,e durante il suo viaggio trionfale in ,inghilterra1 bench porti in cuore un alto proposito1 bench patriotti ardenti d'ogni paese lo stringano e mille occasioni lo tentino1 non profferisce una sola parola che possa provocare contro lo ,stato che l'ospita la pi lieve lagnanza dei governi contro i quali solito scatenare i suoi sdegni4 ,e anche nell'ultimo anno della sua vita1 quando ancora bollente d'ira per l'offesa subita dall',italia a ,tunisi1 giunge a ,palermo per la commemorazione dei ,vespri1 quando si teme da tutti gli amanti della pace ch'egli prorompa contro la ,francia in parole terribili1 per cui si risollevino le passioni che gi s'eran quietate1 egli1 con sovrana saggezza1 rivolge al popolo palermitano un discorso1 nel quale della ,francia non pronuncia il nome e della quistione di ,tunisi tace4 ,bene dice il pi appassionato dei suoi apologisti che egli poteva inveire1 minacciare1 gittare in mezzo alla nazione parole tremende ch'eran pericolosi tizzoni d'incendio1 ma che quando li vedeva divampare in fiamme minacciose al sacro edificio della patria1 accorreva per il primo a soffocarli col piede e vero ci che quegli soggiunge che anche i suoi pi esaltati e temerari seguaci non avrebbero osato mai di lanciare il grido ultimo della discordia1 di dare il segnale irrevocabile della guerra civile1 mai1 fin ch'egli viveva4 ,sangue di guerra civile corse una volta sola sotto i suoi occhi1 a ,aspromonte4 ,ma egli ordin di cessare il fuoco ai primi colpi1 e con che nobili parole1 pure giustificandosi in parte1 confess il suo errore nelle sue memorie4--,io dovevo andarmene prima dell'arrivo della truppa1 e non lo feci4--,avrei dovuto anche frazionare di pi la gente--e non lo feci4--,tutte le misure che potevano allontanare la catastrofe io avevo in mente di eseguire1 ma ci doveva essere eseguito con la celerit che mi aveva servito in altre occasioni4444 e non lo feci4--,quanta tristezza1 che sincero e profondo rammarico nella ripetizione di quelle tre semplici parole6 ,rammarico tanto pi generoso in quanto egli avrebbe invece potuto dire3--,se m'avessero intimato la resa prima d'assalire1 io mi sarei arreso1 avanti che partisse un colpo di fucile4--,se non ci fossero corsi addosso appena ci videro1 non si sarebbe sparso sangue4--,a farci deporre le armi bastava che ci lasciassero il tempo di riaverci dalla sorpresa4444 e non lo fecero4 ,l'impero ch'egli esercit sulle proprie passioni nei momenti supremi--si disse4 ,ma noi crediamo che questa espressione non dica il vero4 ,a ciascuno di quegli atti che furon detti di ribelle e pericolosi alla patria egli fu mosso dalla profonda coscienza di far cosa utile alla patria1 che quanto dire1 di compiere un dovere che a lui solo era imposto2 e non desistette1 non si ritrasse mai se non quando fu persuaso d'essere in errore4 ,quando la somma idea del vero1 del giusto1 dell'utile gli balenava1 cessava in lui ogni conflitto della volont con la passione1 poich una passione che la sua coscienza giudicasse contraria all'interesse della patria nell'anima sua non capiva4 ,non dom s stesso in quei momenti supremi2 ma comprese1 si ravvide e cedette senza sforzo agl'impulsi mutati e concordi della sua ragione e del suo cuore4 ,ricordiamo quello che fu uno dei giorni pi gloriosi della sua vita e dei pi fortunati della nostra storia1 quello splendido #bf ottobre del #ahfj1 quando nel piccolo villaggio di ,cajanello le avanguardie delle sue legioni vittoriose1 venendo da ,capua1 e i primi battaglioni dell'esercito regio1 calando da ,venafro1 s'incontrarono4 ,mai non rischiar il sole d',italia un cos bello e fausto incontro di vincitori4 ,smontato di sella1 in mezzo ai suoi ufficiali immobili1 ,garibaldi aspettava4 ,l'alba imbiancava l',appennino e il vecchio castello di ,teano e tutto quel bel paese austero della ,campania1 su cui da pochi giorni1 dopo molti secoli1 spirava l'aria della libert4 ,qua e l per la campagna1 tra i vapori del mattino1 fiammeggiavano da una parte le divise dei volontari1 sventolavano dall'altra i pennacchi dei bersaglieri4 ,era da un lato la rivoluzione1 dall'altro la monarchia1 tutt'e due coronate dalla vittoria1 piene di forza e di alterezza1 memori entrambe di gelosie e di contrasti recenti1 non riconciliate in fondo al cuore1 presaghe di discordie e di conflitti futuri4 ,nell'uno e nell'altro esercito regnava il silenzio di un'aspettazione solenne4 ,e ,garibaldi1 chiuso nei suoi pensieri1 aspettava e taceva4 ,a un tratto echeggiarono le fanfare reali e corse un fremito per i due campi4 ,che sar passato per il cuore di ,garibaldi1 sia pure per la durata d'un lampo1 al suono di quelle trombe8 ,a quell'annuncio che segnava la fine del suo comando supremo1 che suonava come un superbo alto l opposto al suo corso di trionfatore e gli metteva di fronte un'altra gloria a cui era necessit di vita l'offuscare la sua1 forse a quell'annunzio egli si sent rialzare nell'anima tutto il suo passato1 e il rancore per la sua ,nizza perduta1 e l'ira per la via di ,roma preclusa1 e la coscienza d'aver ancora nel pugno mezza ,italia1 tutto questo forse1 confuso in un impeto di ambizione e d'orgoglio1 gli sollev il sangue e gli vel la ragione4444 ,certo1 ci supponendo1 pu parer pi ammirabile lo slancio con cui1 cacciato avanti il cavallo1 egli tese la mano e grid3--,salute al re d',italia6--e si comprende come s'induca pi d'un oratore a trarre da una tal supposizione un forte effetto drammatico in onore di lui4 ,ma noi crediamo che non uno di quei pensieri1 non un'ombra di quei sentimenti sia passata nel suo cuore in quel punto4 ,la sua volont era gi ferma1 il suo animo era gi quieto fin da quando un'illuminazione improvvisa della mente gli aveva fatto dire a ,napoli3--,non voglio assemblea1 si faccia l',italia4--,no1 il suono di quelle trombe non turb neppure un istante la serenit dell'anima sua1 lo spettro della guerra civile non s'affacci neppure alla sua mente2 non ebbe bisogno di riflettere1 non gli occorse di vincer s stesso2 egli fu grande senza lotta4 ,un solo pensiero egli ebbe in quel momento1 e lo espresse3 il desiderio d'affratellare sui campi di battaglia i volontari e i soldati1 di proseguir la guerra alla testa dei liberatori di ,napoli1 al fianco dei liberatori delle ,marche1 avanguardia di ,vittorio ,emanuele1 antesignano degli eserciti uniti4 ,presentendo imminente una battaglia al ,garignano1 chiese al re l'onore del primo scontro4 ,non l'ebbe4 ,egli si batteva da troppo lungo tempo1 le sue truppe erano stanche1 si doveva mettere alla riserva4 ,questo solo gli turb la serenit dell'anima4 ,ma fu grande anche allora4 ,pi grande d'ogni pi sdegnoso sfogo di dolore fu la tristezza rassegnata di quelle semplici parole3--,ci hanno messi alla coda--con le quali egli annunci la sera ai suoi fidi il suo splendido sogno svanito4 ,singolarissima natura1 semplice nell'apparenza1 ma nel fondo cos complessa1 dotata di virt e capace di passioni cos rare a trovarsi congiunte in un uomo1 che1 vivo ancora1 egli pu esser giudicato a volta a volta dagli stessi giudici in cento modi dissimili1 apparire ai lontani1 sotto certi aspetti1 infinitamente diverso da quello che 1 rivelare anche a chi gli vive accanto da anni1 con parole inaspettate e atti imprevedibili1 lati nuovi e mirabili di s stesso1 essere nel suo paese medesimo adorato1 odiato1 benedetto1 vilipeso1 levato al cielo come il pi alto benefattore del suo popolo e segretamente desiderato morto come un flagello vivente1 come una calamit incarnata della sua patria4 ,lo credono i pi d'animo incerto1 pieghevole a tutte le pressioni di chi lo circonda1 operante quasi sempre pi per impulso altrui che di moto proprio2 ed invece cos tenace nelle sue idee e forte nelle sue volont1 e sta cos fieramente in difesa dell'indipendenza loro1 che il discutere con lui--come dice uno dei suoi biografi--anche per chi egli pi stima ed ascolta1 la pi ardua1 la pi erculea delle imprese4--,e cos forte di volont nelle cose grandi1 nelle piccole il pi arrendevole uomo che sia stato mai1 incapace di rifiutare un favore1 che anche gli costi un sacrificio1 a chiunque lo chiegga con dolcezza1 facile come un fanciullo a lasciarsi ingannare da ogni pi lieve apparenza di generosit e di rettitudine4 ,ha trascorso quasi tutta la sua vita fra le lotte e il sangue1 in faccia alla morte1 esperimentando tutte le forme dell'iniquit e dell'efferatezza umana2 e ha serbato una cos dolce mitezza d'animo che si leva una notte d'inverno per andar a cercare un'agnella smarrita1 di cui ha udito il belato fra le rocce della sua isola1 e ama gli alberi e i fiori come creature vive1 e si arresta commosso davanti alla bellezza d'un'aurora o al canto d'un usignuolo1 ed espande in versi i suoi affetti come un innamorato di venti anni4 ,il fulminatore del ,papato1 che vuol fondare la religione del ,vero1 il flagellatore furibondo d'ogni superstizione1 che per milioni di credenti il pi sacrilego propagatore di miscredenza demagogica1 crede fermamente in ,dio1 crede nell'efficacia delle preghiere di sua madre morta1 che gli appare davanti di pieno giorno1 crede trasmigrate in due uccelli che si posano ogni giorno sul suo balcone le anime delle sue bambine perdute4 ,l'uomo che par fatto dalla natura alle battaglie e alle tempeste1 che fa sua la sentenza del capitano spagnuolo3--la guerra il vero stato dell'uomo1--e al quale si direbbe che l'alito immenso delle moltitudini debba essere un elemento necessario dell'aria che respira1 ama invece di cos profondo amore il raccoglimento e la solitudine1 che1 ogni volta ch'ei possa1 frappone il mare fra s e il mondo1 e vive per mesi e per anni nel silenzio d'un'isola deserta come chi a una tal vita1 e non ad altra1 sia nato1 e da quella non uscito mai che per forza degli eventi1 a malgrado proprio1 e facendo violenza alla sua natura4 ,e quest'uomo stesso1 che ha un cos grande bisogno di pace e di riposo del corpo e dello spirito1 n l'uno n l'altro riposa neppur nella solitudine della sua isola1 dove lavora infaticabilmente del braccio e del pensiero3 studia agricoltura1 dissoda la terra1 alleva animali1 scrive romanzi e memorie1 risponde a epistole infinite1 volge in mente mille disegni1 tenta tutti i problemi1 incita all'opera quanti conosce4 ,e questo1 finalmente1 anche pi mirabile4 ,salito da natali oscuri a un'altezza che nessuno raggiunse nell'et sua1 vissuto tanto da veder avverato1 e in gran parte per sua virt1 quello che alla sua giovinezza era parso un sogno1 la redenzione d',italia1 divenuto oggetto d'ammirazione e d'amore a tutti i popoli1 egli che potrebbe godere serenamente la sua gloria1 considerando la propria missione compiuta e confidando che quanto rimane a fare altri faranno1 egli no1 egli1 pi grande dell'opera propria1 dello stato presente non s'appaga2 e non solo dello stato del suo paese1 che non vede potente e felice come aveva sognato1 ma dell'andamento delle cose nel mondo intero2 e d'ogni grande quistione che resti a risolvere in ,italia o altrove si affanna1 e ad ogni grido di sventurati e d'offesi che da qualunque parte gli giunga s'impietosisce e si accora1 e impreca ai violenti1 tuona contro i ricchi1 saetta gl'ignavi1 lancia anatemi1 invoca riforme2 e dimentico della sua gloria1 parendogli di non aver fatto nulla perch non ha fatto tutto1 si tormenta1 si rattrista1 s'inasprisce il sangue1 infelice4 ,maravigliosa l'anima sua come la sua vita4 ,marinaio1 negoziante1 maestro di scuola1 lavoratore della terra1 cospiratore e generale1 corsaro e dittatore1 liberator di popoli e scrittore di romanzi1 seguto come un nume e arrestato come un bandito1 potente come un re e povero come ,giobbe1 chiamato il leone1 il filibustiere1 ,santo ,garibaldi1 eroe1 fanciullo1 mago1 matto1 anticristo1 mandato da ,dio4 ,avranno ragione i posteri che diranno3-- un mistero4 ,e qui ci arrestiamo perch a spingerci pi oltre nello studio dell'anima di ,garibaldi ci manca l'ardimento e l'ingegno4 ,per compiere questo studio degnamente1 per illuminare tutta quanta agli occhi nostri la grande figura di lui1 dovremmo1 prima di tutto1 andar a cercare l'origine della maggior parte delle sue idee politiche1 sociali1 morali1 e anche di molte consuetudini della sua vita privata1 in quella specie di evo medio del nuovo mondo1 in quel caos ardente di popoli giovani1 selvaggiamente indomiti1 spensierati ed eroici1 agitantisi nella ricerca tumultuosa d'una forma civile di societ e di governo e lottanti a un tempo contro la natura1 la barbarie1 l'anarchia e la tirannide2 in mezzo ai quali egli tempr l'animo e la spada e si vest d'un'armatura di gloria per le future guerre d',italia4 ,dovremmo spiegare come nei grandi viaggi oceanici1 nei lunghi silenzi pensieroi di marinaio innamorato del mare e del cielo1 e uso a contemplare la societ di lontano1 a traverso al desiderio e alle immagini dolci e care dei ritorni1 sia potuto sorgere in lui e farsi cos saldo1 da resistere all'urto d'ogni pi dura esperienza delle cose e degli uomini1 quel suo ideale d'un'umanit semplice e buona1 d'una societ rinnovata dalle fondamenta1 retta dall'amore pi che dalle leggi1 e quasi vivente nell'innocenza dell'et primitiva2 al quale accennava di continuo in forma vagamente profetica1 quasi che temesse1 determinando i propri pensieri1 di distruggere in s l'illusione amata4 ,e ancora1 in questo suo ideale splendido e fermo dovremmo dimostrare la ragione prima di quello sdegno amaro e generoso che lo domin nell'ultimo periodo della vita1 quando1 dopo aver tanto operato per la patria1 egli vide il moto maraviglioso della rivoluzione nazionale arrestarsi all'unit e alla libert politica1 lasciando qual'era la miseria delle plebi1 permanenti l'ignoranza e la superstizione1 intatti istituti decrepiti e privilegi odiosi e mille avanzi enormi e sinistri del passato1 ch'egli credeva possibile spazzare a colpi di decreti e di leggi2 e che questo non si facesse1 gli pareva delitto di principi1 tradimento di ministri1 perfidia di parlamenti1 stoltezza e ignavia codarda di popoli4 ,e in fine1 in quella sua cultura varia e strana1 piena di oscurit e di lacune1 nella quale s'univano la poesia1 l'agronomia e la matematica1 cinque lingue viventi1 molte e lucide cognizioni di scienza militare e di storia antica1 e canti interi di ,dante e del ,tasso1 e con la predilezione del ,foscolo1 dell',hugo e del ,guerrazzi l'ammirazione gentile che lo condusse ad abbracciare ,alessandro ,manzoni1 in quella cultura multiforme e incompiuta1 che gli consentiva le simpatie intellettuali pi disparate e i tentativi letterari pi arditi e diversi1 dovremmo rintracciar le sorgenti della sua eloquenza singolarissima di parlatore e di scrittore1 di quel suo stile ingenuo insieme ed enfatico1 rotto e tormentato1 splendente non di rado di selvatica bellezza1 e qualche volta terribile1 del quale egli diede saggi indimenticabili in pagine che corruscano e scrosciano come cateratte di lava1 e1 supremo saggio1 la sfolgorante allocuzione guerriera ai suoi legionari romani del '#di4 ,e quando il patriotta1 l'idealista1 l'apostolo1 l'oratore1 lo scrittore fossero sviscerati1 rimarrebbe pur sempre1 oggetto ammirando di studio1 il capitano4 ,e non gi per risolver la quistione1 tante volte posta innanzi durante la sua vita da ammiratori e avversari1 se d'un grande capitano egli avrebbe spiegato le vaste facolt quando avesse condotto un grande esercito3 quistione accademica e vana4 ,ma per dimostrare come dagli stratagemmi fortunati che gli soccorrevano nei combattimenti d'un pugno d'uomini sulle rive dei fiumi e nelle foreste dell',america1 risalendo a mano a mano alla condotta meravigliosa della ritirata da ,roma1 alla mossa stupenda sopra ,palermo1 alla battaglia ammirabile del ,volturno e alle sapienti campagne del ,tirolo e di ,francia1 le sue facolt potenti di capitano si andassero allargando con l'allargarsi dei campi d'azione1 e sorgessero nuove facolt sulle antiche con l'ingrandir delle imprese4 ,ma dopo tutto ci1 una cosa ancora rimarrebbe a spiegarsi1 la quale sar oggetto di curiosit grande ai nostri nipoti3 da che nascesse veramente la virt fascinatrice della sua persona prima ch'egli possedesse quella che gli venne dalla fortuna e dalla gloria delle sue gesta maggiori4 ,e anche questa spiegazione1 come quella di molte qualit singolari della sua indole1 dovremmo andarla a cercare di l dall',oceano4 ,poich l la cercai e la trovai in parte1 concedetemi qui di evocare un ricordo personale4 ,un giorno1 in una delle pi grandi e belle citt del ,rio della ,plata1 fui condotto1 senza preannunzio1 alla sede d'un'associazione popolare2 dove1 in due piccole sale bianche s'accalcavano molti uomini silenziosi4 ,v'era a una parete un ritratto di ,garibaldi1 e alcune sue parole di saluto1 inquadrate2 sulla parete opposta una vecchia bandiera nera spiegata1 con l'effigie del ,vesuvio fiammeggiante4 ,quell'adunanza era tutta composta di vecchi1 i pi tra i sessantacinque e i settant'anni1 parecchi ottuagenari2 erano antichi coloni1 operai1 artefici1 commercianti2 pochi mulatti e creoli2 tutti gli altri italiani2 liguri e piemontesi la pi parte3 facce brune1 solcate di rughe profonde1 grandi barbe canute1 rozze mani e rozzi panni1 fronti severe1 corpi ancora gagliardi4 ,l'aspetto di tutti quei vecchi immobili1 anche prima di saper chi fossero1 mi dest un vivo sentimento di simpatia e di reverenza4 ,immaginate quale fa l'animo mio quando mi si disse3--,questi sono gli avanzi dell'antica legione di ,montevideo e questa la loro bandiera3 sono i superstiti di quella memorabile battaglia di ,sant',antonio1 di cui fu salutato l'annunzio in ,italia con un grido d'entusiasmo1 come quello d'una prima vittoria della nostra causa3 sono quei legionari garibaldini che1 moribondi di fame e di sete1 circondati d'agonizzanti e di morti1 trincerati dietro a mucchi di cavalli uccisi1 combatterono da mezzogiorno a mezzanotte contro un nemico quattro volte pi forte e uscirono vittoriosi da una delle pi disperate strette che la storia delle guerre ricordi4 ,la mia commozione di quel momento ve la potrei esprimere2 ma ci che in alcun modo non saprei rendere l'alterezza1 l'ardore1 l'irruente eloquenza con cui tutti quegli uomini carichi d'anni1 provati da mille vicende1 occupati alcuni di gravi cure1 e parecchi poveri e costretti a un duro lavoro per vivere1 si misero1 quasi improvvisamente ringiovaniti1 a parlare del loro antico capitano1 prima l'un dopo l'altro1 poi dieci insieme1 poi tutti in coro1 raccontando1 descrivendo1 imitando4--,tale era il suo viso1 in questo modo egli camminava e gestiva1 cos portava il mantello di gaucho1 cos si gettava a nuoto1 cos mulinava la carabina4--,io son quello che gli resse la staffa quando salt a cavallo per slanciarsi a ,las ,cruces a salvare il colonnello ,nera1 ferito a morte4--,io ero presente quando prese prigioniero quel carnefice del ,millan che lo aveva messo alla tortura1 e disse3--non voglio vederlo3 liberatelo6--,io gli stavo accanto a ,sant',antonio quando quel cavaliere indemoniato del ,gomez si slanci solo sopra di noi per dare il fuoco alle nostre tettoie1 e ,garibaldi ci grid3--,risparmiate la vita a quel bravo6--,e si vedeva che quei ricordi erano il loro orgoglio e la loro gioia1 che non li avrebbero dati1 come diceva ,garibaldi1 per un globo d'oro1 che se ne pascevano da quarant'anni come d'una passione che raddoppiasse loro la vita4 ,e io li guardavo1 li ascoltavo1 maravigliato1 e mi veniva alla mente il proverbio turco3--chi ha bevuto una volta alla fontana di ,tofan innamorato della regina del ,bosforo per tutta la vita4--,cos quegli uomini1 che avevano bevuto da giovani l'incanto di ,garibaldi1 dopo quasi mezzo secolo lo sentivano ancora4 ,egli aveva segnato a fuoco sulle loro fronti il suo nome1 per la vita intera4 ,e via via che s'infervoravano nel risuscitare memorie1 nelle loro parole1 nei loro occhi1 nei loro gesti l'immagine del ,garibaldi antico mi appariva e con essa la ragione intima e prima della sua potenza4 ,s1 era quella faccia leonina1 che accoppiava alla forza d'una testa romana la bellezza d'un profilo greco1 eran quegli occhi azzurri che mandavano baleni di spada e raggi d'amore1 era quella bocca fremente da cui uscivano squilli di tromba e accenti di bont infantile1 quell'entusiasmo che non contava i nemici1 quella fortezza che sorrideva fra gli spasimi1 quella gaiezza che cantava in faccia alla morte2 e sopra tutto questo1 come disse ,giorgio ,sand1 qualche cosa d'arcano1 per cui non gli somigliava nessuno1 e che faceva pensare3 la irradiazione dei grandi predestinati1 il riflesso della visione interna d'un mondo4 ,s1 era tutto questo4 ,e dissi a quei vecchi3--,continuate3 voi siete le prove palpitanti della sua grandezza2 egli pi vivo nelle vostre parole che in mille pagine di storia2 parlatene ancora2 io porter l'eco della vostra voce nella nostra patria lontana4--,e oggi per la prima volta adempio la mia promessa4 ,mandiamo un saluto insieme a quei prodi veterani1 di cui la maggior parte vive ancora3 fra venticinque giorni essi l'avranno1 e sar come un bacio della patria sulla loro fronte gloriosa4 ,ma1 come suole accadere delle persone amate e perdute1 che noi rivediamo sempre col pensiero nel loro ultimo aspetto1 pi spesso che l'immagine del ,garibaldi fiorente e potente di ,america1 di ,roma1 di ,palermo1 ci si riaffaccia alla mente quella del ,garibaldi degli ultimi anni3 quanto mutato6 ,durante i suoi anni migliori1 noi avevamo sognato per lui una vecchiezza vegeta e lieta1 che fosse come uno sfiorire lento e quasi insensibile della sua maturit poderosa1 una discesa trionfale e serena come d'un astro che tramonta4 ,e la sua vecchiezza fu invece travagliata e dolorosa4 ,noi dovemmo vedere l'infermit che lo torturava alterare a poco a poco1 violare i lineamenti1 diventati sacri per noi1 del suo viso1 e stender quasi sulla sua fronte il velo della morte prima che ne fuggisse il lume della vita4 ,tutti i milanesi e migliaia d'altri cittadini ricordano1 come una delle commozioni pi profondamente pietose della loro vita1 lo spettacolo dell'ultima entrata ch'egli fece nella capitale lombarda per la commemorazione dell'ultima sua battaglia italiana4 ,il popolo1 che da anni non l'aveva pi veduto1 credeva di rivedere1 se non il ,garibaldi antico1 un'immagine ancora risplendente di lui4 ,lo vide invece avanzarsi1 portato lentamente da una grande carrozza1 disteso sopra un letto come un ferito a morte1 col viso consunto e cereo1 con le mani rattratte e fasciate1 col corpo immobile1 che a stento girava ancora il capo bianco e lo sguardo svanito4--,pareva1--disse uno degli spettatori1--la salma d'un santo portato a processione da un popolo di devoti1 pi che il corpo vivo d'un uomo4--,non era pi ,garibaldi4 ,la folla immensa1 ch'era preparata a festeggiarlo con la sua gran voce di mare in tempesta1 taceva1 costernata1 e lo guardava con un senso di stupore e di sgomento4 ,no1 nessuno poteva rassegnarsi a credere che ,garibaldi non si sarebbe pi levato da quel simulacro di feretro su cui si mostrava4 ,che la legge della vita colpisse inesorabilmente tutti gli altri1 che la vecchiaia1 che le infermit atterrassero col tempo ogni pianta umana pi salda e pi superba1 si capiva2 ma che avessero incatenato anche quel braccio1 spento anche quello sguardo1 prostrato anche quella forza1 pareva quasi un errore1 una violenza crudele della natura4 ,pareva di vedere la giovent stessa d',italia e tutti i nostri passati entusiasmi distesi l moribondi sotto quella specie di mantello funebre che avvolgeva il corpo dell'eroe4 ,le fronti si scoprivano1 le mani si tendevano verso di lui1 gli occhi lo accompagnavano1 umidi di pianto2 ma le bocche rimanevan mute4 ,solo un mormorio diffuso e dolcissimo1 come una preghiera sommessa della moltitudine1 lo precedeva e lo seguiva4 ,eran le voci dei giovani della nuova generazione1 che mormoravano3--,noi che non abbiamo combattuto1 non combatteremo pi oramai al suo fianco4--,eran le voci delle donne del popolo che dicevano ai ragazzi3--,guardatelo bene perch presto morir4--,erano i suoi vecchi compagni d'armi che sospiravano3--,non lo rivedremo mai pi6--,era la citt delle cinque giornate che dava al capitano delle trenta vittorie l'addio supremo6 ,e dopo d'allora noi numerammo trepidando i suoi giorni2 ripigliando speranza1 non di meno1 e rallegrandoci ogni volta che la gagliarda vitalit del suo spirito usciva ancora in qualche manifestazione improvvisa2 come avvenne per l'oltraggio fatto a noi dalla ,francia col trattato del ,bardo1 quando dal suo orgoglio lacerato d'italiano proruppero quelle parole terribili che scossero per un momento l',italia1 come un fulmine scoppiato fuor da una tomba4 ,ma l'opera della natura proseguiva1 senza tregua1 spietata e rapida3 dopo ognuno di quegl'impeti1 egli ripiegava il suo bel capo stanco sopra il guanciale come il pensiero nel passato4 ,perch accompagnarlo con la parola fino all'ultimo istante8 ,quella camera nuda dove pende a una parete il ritratto di sua madre1 quella finestra per cui appare il cielo sereno e la marina immobile1 le due capinere che1 come sempre1 si vengono a posare sul davanzale1 e che egli1 con voce spenta1 raccomanda ai suoi1 perch continuino a nutrirle quando sar morto1 l'ultimo sforzo del capo con cui si volta a domandare del suo piccolo ,manlio lontano1 l'ultimo atto convulso col quale si asciuga la fronte1 l'ultimo sguardo lento e sorridente che volge ai suoi figli e al suo mare4444 questo quadro vivo nella memoria del mondo4 ,anche nella sua morte1 come dice il ,thiers della morte di ,napoleone a ,sant',elena1 tutto fu grande1 solenne e semplice4 ,ed ora quale ultimo omaggio pi degno possiamo rendere alla sua memoria che di rappresentarci al pensiero quella che dev'essere la prediletta delle sue visioni nel mondo sovrumano dov'egli sperava di rivedere sua madre8 ,rappresentiamoci questa visione1 che della nostra storia di ieri1 e par gi d'uomini e di gesta di secoli remoti2 passino a lui dinanzi1 ed a noi1 i suoi dieci eserciti1 le sue bandiere lacere1 i suoi eroi1 i suoi fratelli1 i suoi figli1 e dai loro cuori valorosi1 commossi dal ricordo delle battaglie sacre1 non dalle nostre povere labbra1 erompa l'inno della gratitudine e della gloria4 ,ritto1 immobile sopra una roccia1 che sovrasta al flutto delle generazioni1 bello1 biondo1 superbo come negli anni pi fiorenti della sua giovinezza1 alzando il viso splendido e dolce di redentore1 sorridendo dai fieri e profondi occhi celesti1 con le braccia erculee incrociate sul petto vermiglio e i capelli d'oro e il mantello grigio dati al vento1 egli li vede trascorrere ai suoi piedi1 e rivive con tutta l'anima nel passato4 ,qual capitano al mondo assistette mai a una sfilata pi maravigliosa di armati e di memorie8 ,al primo manipolo di combattenti ch'egli trasse con s sulla piccola flottiglia della repubblica di ,rio ,grande contro i trenta navigli della squadra imperiale brasiliana1 a quello scarso drappello temerario1 cos stranamente svariato di riograndesi1 d'italiani1 di spagnuoli1 di mulatti1 di negri1 infiammati dal suo primo grido di guerra per la libert1 fra i quali brilla il viso ardito e onesto del ,carniglia1 il gigante genovese1 fedele a lui fino alla morte1--tien dietro impetuosamente1 cantando l'inno nazionale del ,figuerroa1 sventolando lo stendardo nero in cui fiammeggia il ,vesuvio1 la bella legione di ,montevideo1 dalle assise verdi1 bianche e purpuree1 che va a combattere in difesa della sua patria d'esiglio2--italiani d'ogni provincia1 ricchi e poveri1 commercianti e avventurieri1 antichi sergenti dell'esercito sardo1 futuri generali dell'esercito italiano3 il giovane ,medici1 che porter trent'anni dopo alla tomba del ,pantheon la spada del primo re d',italia1 ,francesco ,anzani1 suo fratello d'anima1 un secondo ,garibaldi1 cui non manc che la fortuna1 ,gaetano ,sacchi1 il suo primo alfiere1 i primi compagni1 i primi spettatori della sua aurora gloriosa1 quelli ch'ei ricorder per tutta la vita con la pi dolce predilezione del suo cuore d'eroe4 ,passa la legione di ,montevideo1 e un altro esercito viene innanzi1 pi tumultuoso1 pi ardente1 pi italiano1 che agita in alto la bandiera di ,giuseppe ,mazzini3 la legione dei ,vicentini1 il battaglione dei ,pavesi1 le reliquie dei suoi commilitoni d',america1 il fiore dei prodi delle ,cinque giornate1 uno stuolo di signori lombardi1 uno sciame di nizzardi e di liguri1 un'accolta di combattenti di tutti i ,corpi franchi dell'alta ,italia1 in divisa di soldati e in panni di cittadini1 chiusi in casacche strappate ai ,croati1 vestiti del costume italico con la giacca di velluto e il cappello piumato1 armati di fucili e di sciabole d'ogni forma e di spiedi e di bastoni e di scuri3 l'esercito dei volontari del '#dh che passa e lo saluta d'un evviva frenetico1 rammentandogli il primo sangue italiano sparso su terra italiana sotto le ali vittoriose del nome suo4444 ,ed ecco un altro esercito pi bello1 pi potente1 pi glorioso3 l'esercito di ,roma3 i suoi valorosi di ,villa ,panfili e di ,villa ,spada1 il battaglione dei ,reduci1 i quattrocento universitari1 i trecento doganieri1 i trecento emigrati1 la sua brava legione del quarantanove2 e primi tra i primi l'eroico ,luciano ,manara1 stretto al fianco d',emilio ,dandolo sanguinante1 nelle cui braccia rese l'anima2 ,goffredo ,mameli1 bello come un dio risorto2 ,emilio ,morosini1 l'eroe di diciott'anni1 grondante sangue da tre ferite2 il prode ,dalla ,longa1 morto salvando il cadavere d'un fratello2 e in mezzo alle schiere1 piantala in groppa a un puledro1 la sua ,annita intrepida e amata che frust i codardi sulla via d',orvieto1 e il suo fido ,ugo ,bassi1 coronato a ,bologna dalla morte che ambiva1 e il gentile ,luigi ,montaldi1 il gemello del ,mameli1 crivellato dalle baionette dei vinti del #cj aprile1 e il ,montanari1 e l',isnardi e il ,marocchetti1 che accettarono il suo fiero invito sulla piazza del ,vaticano1 e gli furono compagni in tutte le vicende dell'epica ritirata4 ,e3--,gloria a te1--gli gridano--o grande rivendicatore di ,roma6--e l'inno immortale del biondo fratello caduto ascende dall'anima loro al suo cuore4 ,le note dei fratelli d',italia si perdon nell'aria1 e un altro esercito s'inoltra1 d'aspetto diverso e nuovo1 ordinato e disciplinato come un vecchio esercito1 una fiumana di cappotti grigi e di berretti turchini1 segnati dalla croce di ,savoia1 battaglioni serrati e rapidi di studenti1 d'artisti1 di dottori1 di patrizi1 d'operai1 di poeti1 comandati da antichi ufficiali di ,venezia1 di ,roma e del ,tirolo1 l'esercito del '#ei1 i valorosi ,cacciatori delle ,alpi2 e tra le prime file il tenente ,pedotti con una palla nel cuore1 e il ,guerzoni con la spalla infranta1 e il ,de ,cristoforis col ventre lacerato1 e ,narciso ,bronzetti1 superbo di tre ferite mortali1 sorridono al loro generale adorato1 e agitando le carabine e le spade vittoriose gli gridano i nomi delle loro tre battaglie1 e al suono dei tre nomi benedetti balena la fronte augusta tre volte4444 ,ed ora3 tre volte gloria6 ,ecco l'esercito leggendario1 i trentamila vincitori del '#fj1 un torrente color di fuoco1 i mille immortali1 soldati di tutti i popoli1 centinaia di giovinetti e d'uomini canuti1 stormi di calabresi e di picciotti1 una pleiade di generali registrati dalla storia1 il ,sirtori1 il ,cosenz1 il ,turr1 il ,lamasa1 l'antico campione del ,vascello2 e in capo alle file dei pi bravi1 i morti venerabili e i feriti memorandi3 il ,tukery1 fulminato all'assalto di ,palermo1 ,benedetto ,cairoli che gitta sangue dalla fronte1 ,nino ,bixio che si strappa dal petto con le proprie mani la palla borbonica1 ,deodato ,schiaffino1 bello come una figura del ,da ,vinci1 caduto sotto un'intera scarica di plotone a ,calatafimi1 ,achille ,majocchi che agita tra il fumo il braccio troncato1 l',elia che ricevette nella bocca il piombo diretto al cuore di ,garibaldi1 e ,filippo ,migliavacca1 l'eroe di ,varese1 morto come un romano antico a ,milazzo1 e ,pilade ,bronzetti1 il cui sacrificio sublime al ,volturno salv l'esercito da un colpo mortale4 ,e tutti passano lanciando le note trionfali dell'inno del ,mercantini all'immagine luminosa del loro dio4 ,e un altro esercito si avanza1 quanto diverso da quello che s'allontana6 ma pure bello e solenne nella sua austera tristezza3 due legioni di soldati agguerriti d'ogni terra d',italia1 il battaglione eletto dei ,palermitani1 una moltitudine d'inermi1 stuoli di ragazzi scalzi1 di veterani coi capelli grigi e il petto scintillante di medaglie1 laceri1 infraciditi dalle lunghe pioggie1 stremati dalle marce forzate e dalla fame1 pensierosi tutti e taciturni come chi porta nell'anima una santa speranza uccisa2 ma alla vista del grande caduto d',aspromonte rialzan tutti insieme la testa e gli gettano l'antico motto3 ,roma o morte6 con l'alterezza e con l'entusiasmo antico1 e gli gridano3--,benedetta la tua ferita1 o nostro capitano e nostro padre1 poich fu il piombo fraterno a cui t'offristi quello che ruppe1 in un colle tue carni1 la prima pietra delle mura di ,roma6--,ed egli risponde loro dolcemente3--,benedetta la mia ferita6 ,e altri tre eserciti s'avanzan di corsa1 empiendo il cielo del loro grido4 ,passano i venti reggimenti rossi del '#ff1 fiancheggiati dalle artiglierie dell'esercito regio1 portando in trionfo l'intrepido ,lombardi1 grondante d'acqua del ,chiese1 tinta del sangue della sua fronte spaccata1 e il fortissimo ,chiassi ferito nel cuore1 e il temerario ,castellina1 crivellato di palle a ,vezza1 e le sue guide e i suoi aiutanti che fecero una barriera di petti fra lui e la morte sulla via di ,tiarno1 e lo stuolo eroico ch'egli spinse all'ultimo assalto di ,bezzecca4 ,e poi un'altra grande ondata di divise purpuree1 biancheggianti di polvere1 i bersaglieri del ,burlando e dello ,stallo1 i carabinieri genovesi del ,mayer1 ultimi a lasciare il campo fatale1 i lombardi e i romagnoli del ,missori1 e sovrastanti a tutti1 soffocati dalla rabbia e dal dolore1 risoluti a morire1 il vecchio ,fabrizi1 ,alberto ,mario1 il ,friggeri1 il ,pezzi1 il ,cantoni morto1 il conte ,bolis morto1 il ,giovagnoli morto2 tutto l'esercito di ,monterotondo e di ,mentana1 illuminato da un raggio d'oro della gloria di ,roma4 ,e finalmente l'esercito internazionale dei ,vosgi1 vestito di mille fogge e armato d'ogni forma d'arme1 una folla tempestosa d'italiani1 di francesi1 di spagnuoli1 di greci1 di polacchi1 d'algerini1 di soldati stanziali e di volontari e di franchi tiratori e di guardie mobili1 che sollevano in alto anch'essi i loro morti gloriosi e le loro bandiere insanguinate1 e confondono la loro voce con le voci lontane di quelli che passarono1 gridando3--,gloria a te1 che ci guidasti per tante vie e su tante terre a combattere1 sempre per una causa grande come l'anima tua4 ,gloria a te1 sempre il primo ad assalire1 sempre l'ultimo a cedere1 sempre il pi forte nella sventura1 sempre il pi mite nella vittoria1 sempre grande egualmente nell'ira e nell'amore1 nella oscurit e nella potenza1 nel trionfo e nella morte6 ,gloria a te1 tribuno infaticato di tutti i popoli1 cavaliere generoso di tutte le patrie1 amore e vanto del sangue tuo e della razza umana6 ,e quando le ultime grida dell'ultimo esercito muoion nello spazio1 un'altra folla s'avanza ancora col dolce mormorio d'un fiume tranquillo1 e son le creature sconosciute a cui egli salv la vita1 i nemici a cui fu benigno1 gli offensori a cui perdon1 e i feriti che rialz da terra sul campo1 e i moribondi a cui resse il capo negli ospedali1 e le madri orbate a cui terse le lacrime e fece risollevare la fronte1 e le fidanzate a cui tolse un fanciullo e restitu un eroe1 e gli umili e gl'infelici d'ogni terra ch'egli soccorse e carezz e benedisse2 e--,gloria a te--gli gridano anch'essi1 levando il volto e le mani--e sia benedetta la gloria tua6 ,rimani dunque eternamente1 sulla tua roccia solitaria1 bello1 biondo1 superbo come negli anni fiorenti della tua giovinezza1 col tuo viso splendido e dolce di redentore1 sorridente dai profondi occhi celesti1 con le braccia erculee incrociate sul petto vermiglio e i capelli d'oro e il mantello grigio dati al vento1 e passi reverente ai tuoi piedi1 rispecchiando la tua grande immagine1 l'onda infinita della posterit4 ,,vi4 ,per ,gustavo ,modena4 7,inaugurandosi un suo busto in ,torino47 ,ecco quale fu1 nella maturit degli anni e del genio1 effigiato mirabilmente1 l'artista grande1 il cittadino fortissimo4 ,per tutt'e due questa un'ora di gloria4 ,come l'attore vedeva nel suo uditorio un popolo e di l dal teatro l',italia1 noi vediamo nel suo simulacro l'apostolo e il soldato della libert1 e sopra la corona dell'artista1 l'aureola del patriotta4 ,l',italia e l'arte furono i suoi affetti supremi1 alla redenzione d'entrambe consacr ogni sua forza2 ma non di pari affetto le am3 risolutamente1 in ogni evento1 antepose la ,madre alla ,dea4 ,simbolo della doppia opera sua fu egli stesso quando in ,roma assediata1 confidente del ,mazzini triumviro1 recit a beneficio dei feriti1 mentre tuonava il cannone alle mura e nelle vie dintorno squillavano le trombe4 ,fra le ansie e i cimenti della guerra compiva un atto benefico1 in pro della patria1 col mezzo dell'arte3 tale fu la sua vita4 ,e cos strettamente si congiunsero in lui l'ideale dell'artista e l'intento del cittadino1 la potenza del genio e la fortezza dell'animo1 che non pu nessuno1 senza offender la ragione e la giustizia1 scindere virt da virt nell'ammirazione che gli tributa4 ,nel ,davide ventenne che esordisce superbamente a ,venezia due anni dopo che nata ,adelaide ,ristori1 quattro anni prima che nasca ,tommaso ,salvini1 palpita ancora l'intrepido studente di ,padova che una santa indignazione avventa1 inerme1 contro le baionette tedesche da cui ha le carni lacerate4 ,nel ,cittadino di ,gand1 spregiatore della morte1 freme il patriotta del #ahca che vuol morire sotto le rovine d',ancona e che nella difesa sanguinosa di ,cesena arrischia fra i pi temerari la vita4 ,vestito del lucco fiorentino1 quando primo fra gli stranieri d volto e voce alle ire magnanime di ,sordello e ,farinata1 egli l'esule doloroso che ,dante perscruta scendendo in s stesso e nelle calamit dell',italia dei suoi giorni comprende lo spirito del poema sacro4 ,ed ancora il difensore valoroso di ,treviso e di ,palmanova che ci appare sotto l'assisa del sergente ,guglielmo2 il potente oratore dell'assemblea costituente toscana1 propugnante l'unione immediata a ,roma1 che tuona nell'eloquenza infiammata di ,caio ,gracco2 e nel diacono di ,ravenna1 che narra a re ,carlo il passaggio ardimentoso delle ,alpi1 mentre l'autor dell',adelchi ascolta ed ammira1 parla il fuoruscito senz'asilo1 che valica a piedi le montagne del ,giura1 lacero e digiuno1 ma non prostrato dell'animo1 divorato dalla febbre1 ma sorridente d'amore alla sposa eroica e dolce che lo accompagna4 ,dubbio veramente sotto quale aspetto gli si debba oggi onoranza maggiore4 ,nobile1 ammirabile l'artista sommo che1 offertagli la direzione della regia ,compagnia sarda1 ricusa per coscienza repubblicana il lucro e l'onore1 e va di citt in citt1 di villaggio in villaggio1 principe ramingo e solitario dell'arte1 non chiedendo all'arte che la vita1 e trascinando la sua gloria come una croce4 ,ma ammirabile non men dell'artista il ribelle che1 minacciato dal capestro austriaco e dalla mannaia romana1 tradotto in catene a ,messina1 scampato per miracolo in ,francia1 ritorna a sfidare il carnefice nella ,romagna insorta1 donde non porta in salvo la testa che per avventurarla un'altra volta tra i primi nell'insurrezione di ,savoia4 ,ma ammirabile non men del ribelle il cooperatore proscritto della ,giovine ,italia che1 scacciato da ,marsiglia a ,berna1 da ,berna a ,bruxelles1 da ,bruxelles a ,londra1 esercitando i commerci pi umili1 rifiutando i sussidi1 stentando il pane1 porta alta fra ogni gente la dignit della sua bandiera e della sua sventura4 ,e pi grande dell'attore trionfante1 nel pieno splendore della sua fama1 fra gli applausi frenetici di ,milano redenta1 l'attore del #ahdh1 al quale i primi annunzi del ridestarsi d',italia confondono il cuore e troncano la parola alla ribalta2 il direttore di ,compagnia che scrive al compagno d'arte e d'affari3--,guerra e rivoluzione sciolgono ogni contratto--e calpestando danaro e corone accorre per la quarta volta1 soldato della patria1 dove fuma la polvere e il sangue4 ,cittadino e artista1 ebbe due grandi intenti3 innalzar l'arte ad apostolato di risorgimento nazionale1 facendo del palco tribuna all'amor patrio1 altare all'eroismo1 gogna alla tirannide1 e rigenerar l'arte stessa riconducendola al vero1 senza deviarla da quell'ideale del bello e del grande1 cha fu il sole dell'anima sua4 ,ma convien ricordare quali fossero l'arte e il teatro quando1 reduce dall'esilio1 egli s'accinse all'opera1 per comprendere qual cumulo di difficolt gl'ingombrasse la via1 quanto vigor di coraggio e di costanza gli occorresse a superarle1 e come fosse da tanto egli solo che1 gi chiaro per ardimenti1 dolori e invitta fede italiana1 raccoglieva in s il rispetto e la simpatia delle varie classi cittadine1 nel sentimento della patria concordi1 nel sentimento dell'arte divise4 ,cadente il regno della tragedia classica e della commedia goldoniana e non ancor pregiate che dalla schiera colta le opere italiane dei nuovi ingegni e le poche buone che venivan d'oltralpe2 appassionata la moltitudine per un bastardo romanticismo drammatico1 nel quale ai pochi attori eletti che1 pur piegando al falso1 intendevano al vero1 prevaleva un branco d'istrioni manierati e gonfi come il linguaggio dei loro eroi2 miserrimo non per tanto lo stato della pi parte delle compagnie comiche1 preferendo l'aristocrazia il teatro francese e la borghesia la musica1 a cui il teatro di prosa era anche peggio d'ora immolato2 disparatissimi infine1 senza confronto pi che al presente1 per essere smembrata l',italia1 i gusti delle varie cittadinanze1 che dalla scena distraeva il presentimento1 la preparazione1 l'incalzarsi dei grandi avvenimenti politici3 tali erano il teatro1 l'arte1 il pubblico quando ,gustavo ,modena sorse4 ,in cos aspro campo1 in contro a tante forze ebbe a combattere1 e combatt tutta la vita4--,memorando ardimento6--come disse dell',alfieri il ,leopardi4 ,gli strappato il frutto di otto anni di fatiche dalla confisca austriaca del suo podere di ,treviso2 da una citt all'altra d',italia costretto a viaggiare con le cautele d'un fuggiasco per evitar gli ,stati donde bandito2 relegato da ultimo dentro ai confini del ,piemonte e della ,liguria dove gli forza di scendere fino ai teatri pi miseri1 e dalla salute mal ferma ricondotto ogni inverno al suo romitorio di ,torre ,pellice1 donde lo ricaccia alla scena1 e dalla scena al commercio1 il bisogno2 ma non si perde d'animo mai4 ,altero e indomabile1 egli lotta con le censure dispotiche1 coi municipii gretti1 con gli appaltatori ingordi1 con le compagnie privilegiate1 con cittadinanze indifferenti o1 per ragion di parte1 malevole1 che gli avvelenano la gioia dei trionfi1 e1 pure lottando e peregrinando senza tregua1 lavora e crea senza posa4 ,crea personaggi1 educa alunni1 divina ingegni1 incoraggia autori1 propone e discute soggetti di dramma1 ricorre tutte le letterature drammatiche1 commenta e traduce1 scrive di politica e d'arte1 vagheggia fino agli ultimi giorni1 per il risorgimento del teatro1 il suo sogno d'una ,compagnia libera1 e soltanto sul letto di morte1 e dopo aver provveduto alla sorte della moglie adorata che gli singhiozza sul cuore1 trova finalmente riposo4 ,quanto fu tempestosa la sua vita1 tanto la sua morte serena2 affranto da tante fatiche1 egli s'addormenta senz'affanno1 e sul suo viso tragico1 ultimo riflesso della coscienza intemerata1 resta un sorriso4 ,quale fu l'arte sua8 ,audacia sarebbe il tentar di descriverla con ricordi vaghi dell'adolescenza4 ,ma chi lo potrebbe far degnamente8 ,dicendo1 come altri disse1 che classico e realista ad un tempo1 e novatore senza infrangere ogni tradizione della scuola antica1 studiava i grandi personaggi nella storia1 nella letteratura1 nell'anima propria1 e li coloriva giovandosi con sagacia acutissima della sua varia e profonda esperienza della vita1 e dava loro con efficacia insuperabile il grido delle sue gagliarde passioni1 si dice l'armonia e la profondit delle sue facolt artistiche1 non l'originalit stupenda della sua recitazione4 ,dicendo che1 maestro impareggiabile nell'arte di modulare il verso e il periodo e di dare allo studio faticoso l'apparenza dell'ispirazione spontanea1 egli accoppi a una mobilit maravigliosa del volto una voce a cui erano concessi i passaggi pi ardui e le note pi alte e terribili che possano erompere dal petto umano1 che la sua persona poderosa si ergeva come la forma ideale della maest e della forza e si piegava e immeschiniva fino all'aspetto pi compassionevole dell'infermit e della miseria1 e che il suo passo parlava e il suo gesto scolpiva e i suoi occhi fulminavano1 si dice quello che d'altri grandi attori fu detto4 ,e chi anche lo descrivesse nella rappresentazione intera d'un personaggio1 rammentando1 come altri fece1 le voci1 i gesti1 i passi1 ogni idea sua propria1 renderebbe pur sempre una sola delle cento facce del suo genio2 il quale da ,lindoro a ,saul1 da ,luigi undecimo a ,edipo1 ascese tutta quanta1 la scala smisurata del dramma1 come nella dizione magistrale della ,divina ,commedia risal da ,vanni ,fucci a ,san ,pietro4 ,potremmo accumulare immagini sopra immagini1 e faremmo per chi non l'intese opera vana1 come il definir con parole a chi non lo vide ci che distingue dagli altri mille il viso d'un uomo4 ,non v' giudizio di posteri per l'arte che rif pi vivamente la vita4 ,grida di dolore e di sdegno a cui sobbalzava la folla come alla voce stessa della patria e in cui pareva espandersi l'odio d'un'intera generazione contro la tirannide1 scoppi di pianto disperato onde mille visi impallidivano1 lampi della parola che illuminavano recessi ignorati dell'anima e altezze non prima vedute del pensiero ond'egli era interprete1 e atteggiamenti nobili e superbi come forme statuarie di ,michelangelo1 voi non siete pi che nella mente d'alcuni1 nati nella prima met del secolo1 e sarete fra pochi anni scomparsi affatto anche dalla memoria degli uomini4 ,scomparsi1 ma non perduti4 ,come non si perde l'acqua fecondatrice che la terra beve e rispande in umor vitale su per le fibre dell'erbe e degli alberi1 tale di tutto ci1 che fu la grande arte sua3 gli accenti1 gli atti1 gli sguardi1 tramutati in forza di passione e di idee nella generazione che li vide e li ud1 operano ancora1 eredit ignorata1 nella generazione presente1 e in mille echi e riverberi vivono tuttavia nell'arte d'oggi1 e nell'arte avvenire perdureranno4 ,l'arte si trasforma e procede1 ma ,gustavo ,modena non muore4 ,sulla fronte dei novatori pi arditi brilla ancora un raggio del suo spirito1 e fin che nel teatro italiano avranno culto la verit e la grandezza1 ad ogni rappresentazione dei capolavori ch'egli segn del suggello del suo genio1 si vedr passare in fondo alla scena l'ombra enorme del suo capo4 ,ma non nell'arte soltanto e nel nostro spirito3 rimane gran parte dell'anima sua in quell'epistolario incomparabile1 nel quale1 pi che l'arguzia inesausta e la cultura varia e l'agile vigore d'uno stile esuberante di vita1 anche i suoi pi fieri avversali politici son forzati ad ammirare la sincerit profonda e la saldezza incrollabile della sua fede4 ,repubblicano fu1 nel fondo dell'anima1 dalla prima giovinezza alla morte1 e propugnatore d'una politica audacemente rivoluzionaria1 aborrente da ogni aiuto straniero1 che non procedesse anch'esso da rivoluzione1 intendendo a una confederazione europea di repubbliche4 ,e certo che quanto ei voleva sarebbe stato saggio e attuabile se tutti gli italiani avessero avuto mente e fibra pari alla sua4 ,questo appunto egli cred fermamente1 come lo cred il suo maestro2 onde gli parve verit afferrabile quell'ideale che1 giusta la sentenza d'un grande1 la verit veduta di lontano2 e lontana facevano allora la verit dalla sua fede le moltitudini immature a quella forma di reggimento liberissimo e impotenti a quell'azione indipendente1 unanime1 eroica1 fuor della quale egli non vedeva salute4 ,il disinganno lo trafisse2 ma da quello ch'ei stim errore e sventura del suo popolo1 non da misere ambizioni deluse1 non da angusto risentimento d'orgoglio offeso1 deriv l'amarezza iraconda che lo fece cos fieramente severo coi suoi contemporanei e con l'opera loro4 ,e per il suo dolore nobile1 l'ira generosa1 e il grido che s'alza dalla sua coscienza spartana contro la servilit e la corruzione che dnno di s i primi segni1 grido di profeta4 ,e fa professione di scettico invano3 egli infuria e impreca perch soffre1 e soffre perch ama ancora2 e nel suo riso di disprezzo trema un ruggito e il sarcasmo atroce che gli scatta dalle labbra stilla sangue del suo cuore4 ,ah1 quanto diversa l'opera dell'uomo dalla parola della sua collera6 ,dice3--,disprezzo il mio prossimo1 sono nauseato di tutti e d'ogni cosa2--ma1 stanco e infermo1 e bastante appena a provvedere a s stesso1 recita a beneficio di compagni d'arte e di ,societ operaie1 soccorre emigrati e proscritti1 e fino a pochi giorni prima di morire porge la sua povera borsa a quanti naufraghi del teatro gli tendon la mano4 ,scrive3--,l',italia morta2 stoltezza sacrificare i moltissimi buoni alla rigenerazione dei molti vilissimi2--ma sottoscrive a prestiti per la causa italiana1 sussidia giornali1 fonda tiri a segno1 d il suo obolo e il suo consiglio per affrettare ogni moto in cui appaia un barlume di speranza1 e la notizia dei supplizi di ,mantova gli strappa dall'anima dilaniata lacrime di sangue4 ,afferma--che il nome della sua patria gli s' fatto odioso e che vuol rifugiarsi e farsi seppellire in un angolo della ,svizzera dove non ne giunga pi il suono2--ma1 invitato a recarsi in ,america1 dove potrebbe assicurar l'agiatiezza della sua vecchiaia1 dalla patria non ha il coraggio di staccarsi e1 indispettito contro s medesimo1 rifiuta1 e resta nel suo eremo1 dove si leva innanzi giorno per attinger l'acqua e accendere il fuoco4 ,grida in un impeto di rabbia3--,meglio la casa d',absburgo che ci trattava a ragione come negri2--ma quando in nome dell'arciduca ,massimiliano gli sono offerti salvacondotto1 onori e guadagni perch vada a recitare in ,milano austriaca--,no--risponde--piuttosto la fame4 ,tale era in fondo questo povero grande cuore ferito che1 a parole1 malediceva la patria e rinnegava l'umanit2 tale era quest'anima in stato di procella perpetua1 quest'artista glorioso e sdegnoso che1 se il teatro gli fosse stato precluso1 sarebbe riuscito uno scrittore illustre1 che1 se a pi alte prove lo avessero posto gli eventi1 sarebbe stato un eroe1 che se avesse sortito la ricchezza l'avrebbe usata come quei benefattori insigni che la storia ricorda e il popolo benedice4 ,bello che sorga un monumento in suo onore nella ,capitale del ,piemonte1 che fu ultimo rifugio alla sua vita errante e campo dei suoi ultimi trionfi4 ,non meno di quello che sorger nella sua ,venezia nativa sar rispettato e amato questo dal popolo1 che per trent'anni lo attese4 ,e la giovent verr con reverenza a contemplare questa fronte che non pieg mai1 questi occhi in cui rifulse il genio1 questa bocca che non macchi n adulazione n menzogna1 questo petto nel quale fremettero tutti i dolori e tutte le ire della patria oppressa1 e che con pari coraggio sfid la tirannia1 sopport la povert1 lott per l'ideale e affront la morte4444 ,resti qui dunque perpetuamente1 o ,maestro venerato1 la tua immagine1 fidata alla guardia amorosa di questa ,torino che raccolse il tuo ultimo sospiro e custodisce le tue ossa2 resti invulnerata dai secoli al bacio del sole e della gloria1 e dalla bocca di pietra spiri ancora alle generazioni venture il soffio della libera e grande anima tua4 ,,vii4 ,per ,felice ,cavallotti4 ,sono trascorsi sette giorni2 alla prima oppressione dello sgomento e del dolore1 che ci oscurarono lo spirito e ci strapparono il pianto dal cuore1 succeduta la tristezza profonda e lucida1 che ricorda1 medita e lamenta3 eppure non possiamo ancor pronunziare senza un fremito d'angoscia ribelle a ogni rassegnazione1 senza una ripugnanza del cuore incredulo e delle labbra tremanti--come se fossero un'orribile menzogna1 queste tre sciagurate parole3--,felice ,cavallotti non pi6--,noi non possiamo rassegnarci a pensare3--,altre ingiustizie pubbliche1 altre violazioni della libert1 altri conati della reazione si succederanno1--ed egli le ignorer2 la patria patir nuovi dolori1 correr nuovi pericoli1 subir forse altre vergogne--e le sue labbra taceranno2 altri frodatori del comune avere1 altri corruttori delle istituzioni patrie e profanatori del santo nome d',italia compiranno le loro imprese1 e la sua mano vindice--smascheratrice implacabile di tutti i mercanti del patriottismo--rimarr inerte2 supremi interessi nazionali si discuteranno1 si combatteranno grandi battaglie politiche1 care feste della patria1 anniversari di giornate gloriose1 conquiste e trionfi della libert e del diritto si celebreranno in adunanze fraterne e solenni1--ed egli non v'assister4 ,felice ,cavallotti che voleva dir forza1 moto1 azione1 speranza inestinguibile1 giovinezza perpetua--,felice ,cavallotti che per noi teneva luogo d'una legione1 del quale sentivamo anche da lontano l'alito possente e la voce che echeggiava sul paese come uno squillo di tromba--,felice ,cavallotti che la nostra immaginazione1 precorrendo il tempo1 godeva a rappresentarsi ancora operoso e combattente nell pi tarda vecchiaia1 circondato dalla reveranza e dalla gratitudine pubblica4444 bisogna pur che ci rassegniamo a profferire1 a ripetere1 a configgerci nel cervello e nel cuore queste tre terribili e quasi incredibili parole3--,felice ,cavallotti e morto6 ,commemorarlo8 ,a che pro1 se da tanti giorni non si parla che di lui8 se la sua vita intera presente al pensiero di tutti8 ,e com' possibile1 mentre dura intenso ancora il dolore1 aver libera la facolt che ordina i fatti1 collega i particolari1 chiarisce e giudica i moventi e gl'intenti delle passioni e degli atti8 ,altri far questo un giorno1 forse molti lo faranno1 e faranno opera utile e bella4 ,lo prenderanno fanciullo1 crescente nel seno d'una famiglia amorosa1 ma pi vicina alla povert che all'agiatezza1 esercitato fin dai primi anni a sopportar con animo forte le privazioni1 educato agli studi severi dal padre1 dotto filologo1 ch'egli aiuta nei suoi lavori2 spiegheranno come nella furia delle sue prime letture di libri cavallereschi abbia avuto origine quello spirito generoso1 avventuroso1 battagliero1 irrequieto che agit tutta la sua vita2 lo seguiranno a passo a passo1 da quando1 poco pi che fanciullo1 si mette a capo d'una dimostrazione patriottica e vaticina in un opuscolo l'unificazione della ,germania1 via via1 per le varie tappe1 soldato d ,garibaldi a ,milazzo e al ,volturno1 collaboratore dell',indipendente del ,dumas a ,napoli1 poi a ,milano1 studente di legge1 poeta e giornalista ad un tempo1 faticante per guadagnarsi il pane2 poi soldato un'altra volta nel '#ff1 combattente a ,vezza1 in ,val ,camonica2 poi da capo giornalista1 nella capitale lombarda1 polemista baldanzoso e indomabile1 che smette a ogni tratto la penna per impugnare la sciabola2 tradotto di processo in processo1 fuggiasco all'estero1 nascosto in ,milano1 poetante nella prigionia1 e dopo ogni processo e ogni prigionia pi infiammato e pi audace di prima4 ,e pervenuto a questo punto il biografo non sar ancora che al principio4 ,egli dovr accompagnarlo nella sua vita parlamentare per un quarto di secolo1 deputato di ,corteolona1 di ,pavia1 di ,milano1 di ,piacenza2 saldo sempre nella sua fede repubblicana1 ma1 com'egli disse--italiano prima1 repubblicano poi2--lottante1 salvo rare e brevi tregue1 contro tutti i ministeri2 paladino dell',italia irredenta1 nemico dell'alleanza austriaca1 oppugnatore degli armamenti rovinosi1 avversario della politica affricana1 denunciatore di tutte le violazioni della legge1 di tutti gli abusi del potere1 di tutti gli sperperi dell'amministrazione2 fiero1 infaticabile rivendicatore della moralit pubblica1 fu istigatore di tutti i prevaricatori e corrotti e complici loro1 potenti ed oscuri1 nel parlamento1 nella stampa1 nei tribunali1 nei comizi1 in tutte le regioni e da tutte le tribune d',italia4 ,ma dovr aggiungere il biografo come a questa lunga e guerresca vita parlamentare1 segnata di discorsi e di tempeste memorabili1 egli intrecciasse ancora1 quasi senza interruzione per molti anni1 l'opera poetica e drammatica1 alternata di dure lotte e di vittorie sudate1 e come all'opera della creazione artistica accompagnasse l'opera erudita1 critica e polemica1 condotta con lunghi e pazienti studi1 nel campo del teatro1 della storia1 della nuova poesia3 opera interrotta alla sua volta da nuovi processi1 da nuovi duelli1 da nuove tempeste1 da commemorazioni ispirate e memorande di grandi fatti e di grandi morti1 e da faticose e ardimentose campagne elettorali2 e come infine in mezzo alle lotte1 alle cadute e ai trionfi1 inteso sempre e soprattutto alla grande voce del paese1 egli abbandonasse ogni cosa sua quando suonava il grido d'una sventura pubblica1 e accorresse a ,napoli e a ,palermo a soccorrere e a confortar le vittime dell'epidemia col coraggio d'un eroe e con l'amor d'un fratello4 ,s1 ammirabile vita1 nella quale i venturi1 secondo i principii politici e l'indole loro1 potranno trovare errori1 violenze1 temerit1 disarmonie2 ma non disconoscere una grande forza diretta da una coscienza onesta1 da un profondo amore della patria1 da un'ardente passione per la verit1 per la giustizia1 per il bene2--ma non rifiutarsi ad ammirare una maravigliosa cospirazione di virt della mente e dell'animo1 rarissime a trovarsi riunite1 quali son l'impeto dell'entusiasmo e la tenacia ferrea della volont1 la vigoria infaticabile del pensiero e dell'azione1 e con una nobile ambizione di gloria1 col sentimento e il culto della bellezza1 con la vivacit degli affetti1 con tutto quello che fa bella e cara la vita1 la forza d'un cuore sempre pronto ad affrontar le persecuzioni1 gli odii1 il dolore1 la povert1 a rinunziare senza titubanza e senza rammarico a ogni bene della vita e alla vita stessa1 come se per lui la pace1 gli affetti1 la gloria1 l'esistenza non avessero valore alcuno se accettate a prezzo di una transazione con la propria coscienza a d'una violenza fatta alla propria ragione4 ,s1 ammirabile vita1 che si pu simboleggiare in questa bella figura3 un soldato con la camicia rossa1 con una corona di poeta sulla fronte1 ritto sopra una tribuna2 il quale mostra le mani alla patria per cui ha combattuto per quarant'anni con la spada1 con la penna e con la parola1 e le dice3--,guardate1 sono pure6 ,non le ho macchiate mai che del mio sangue4 ,vediamo ora1 rapidamente1 il poeta lirico1 il drammatico1 l'oratore1 il polemista1 il cittadino1 l'uomo4 ,poeta fu1 nel pi profondo dell'anima4 ,di poeta ebbe--per usar le parole d'un suo illustre avversario--il soffio1 l'essenza alata1 l'anima lirica4 ,non cerc nuove forme3 fece sue quelle della poesia patriottica che palpitava in tutti i cuori quand'egli s'affacci alia vita1 le forme del ,rossetti1 del ,berchet1 del ,manzoni4 ,dice egli stesso all'autore della battaglia di ,maclodio3--quest'umile cetra apprese le forme da te1 e il mio canto modula alla tua scuola gli accenti d'una speranza che non pi la tua4--,l'impeto della passione soverchiante non gli poteva consentire le sottili e pazienti industrie di stile e d'armonia1 che pi tardi vennero in onore4 ,la sua poesia fu propriamente un canto sgorgante dall'anima1 poesia di battaglia1 piena d strepito d'armi1 di schianti di fulmine1 di fremiti di popolo1 di grida d'ira e di dolore4 ,la successione delle sue strofe di decasillabi somiglia all'incalzarsi di manipoli di combattenti che corrono all'assalto2 nelle quali le rime sono punte di spada e i tronchi finali urr di vittoria4 ,ma nell'uniformit dei metri facili e sonori1 quanta variet d'ispirazioni1 dall'inno alla satira1 alla romanza1 all'elegia1 all'epigramma1 ed anche quanta sincerit e freschezza giovanile di passione6 ,l'anima affaticata dagli urti e dalle procelle1 ferita qualche volta dal taglio del sarcasmo di qui si fa arma1 si rifugia in s stessa1 cerca conforto negli affetti gentili e pace in fantasie e sogni di solitudine e di oblo1 e allora un nuovo poeta vi appare1 d'una dolcezza e d'una delicatezza squisita1 che vi tocca le pi intime fibre del cuore4 ,ma gi questo poeta voi lo indovinate anche nelle poesie di battaglia1 dove a ogni tratto spunta un fiore1 brilla una goccia di pianto1 suona una nota di mestizia soavissima4 ,vi ricordate quando dice al ,manzoni morto3--dormi1 o vecchio1 e sopra la tua zolla ti conforti i placidi sonni la rosa che ti don ,garibaldi8--e quando dice a ,adelaide ,cairoli1 rammentandole il giorno che pregava alla tomba del suo primo figliuolo caduto3--,ma allora1 dopo la preghiera1 ti rialzavi pi forte1 perch ti rimanevano1 ti baciavano ancora in viso quattro figli2 e t'era cos dolce il cercare su quei quattro volti il sorriso del tuo morto6--,e quando al poeta che impreca1 infuriando1 al cadavere della donna amata che lo fece soffrire1 dice quella dolce e sapiente parola3--,ah no1 non insultarla6 ,ah non nelle maledizioni e nello scherno troverai il refrigerio che vai cercando1 povero poeta6 ,tu non sarai guarito se non il giorno che perdonerai6 ,e vorrei proseguire3 vorrei imitar l'esempio di ,emilio ,augier1 che all',accademia francese1 dovendo tesser l'elogio d'un poeta illustre1 disse3--,quale omaggio migliore gli si pu rendere che quello di recitare i suoi versi8 e conchiuse3--,non aggiungiamo nulla3 portiamo con noi intera la nostra commozione1 e che il poeta tramonti nella sua gloria4--,ma recitar quei versi che furono la pi schietta e calda espressione dell'anima sua1 e darmi cos l'illusione di riudir quella voce che non udr mai pi1 non potrei3 la commozione me li soffocherebbe nel cuore4 ,evochiamo una sola1 la pi bella forse delle sue creazioni1 quella in cui pi mirabilmente s'accordano l'altezza del concetto1 la grandezza del disegno e l'andamento grave e solenne del ritmo che par che segni il passo di ,leonida armato nel silenzio della notte4 ,alla mente di tutti1 senza dubbio1 presente la figura augusta dell'eroe che1 al raggio delle stelle1 risorto dalla tomba d',antelo1 con la grande asta nel pugno1 discende1 circonvolato dall'aquile1 per andar a cercare se sia sorta nel mondo una nuova gloria pari a quella delle ,termopili1 e riposar l1 in mezzo ai fratelli degni1 dei suoi trecento4 ,si sofferma1 ma non si arresta a ,clierniea4 ,no1--dice ai ,tebani morti che lo chiamano3 ,no1 no1 dormite in pace6 ,vano fu il sangue1 eroi6 ,periste e non salvaste l'ellenia libert6 ,giunge a ,maratona2 ma non s'arresta4--,no1--grida ai caduti che lo invocano--qui non rimango4-- ,tutto1 voi1 tutto aveste6 la gloria e la vittoria ,pei lari6 troppo dolce1 morti1 dormir cos6 ,giunge alle isole ,arginuse1 sulle onde sparse di triremi infrante e di salme insanguinate2 ma non cede all'invito di ,callicrtida3 ,no--dice--foste prodi1 cinque contro venti2 ma foste ,elleni contro ,elleni--e fu una squallida lotta4 ,giunge al campo di battaglia d',isso2 ma procede1 dicendo ai soldati di ,alessandro1 vincitori dei ,persiani3 444 ,salvete1 o morti6 ,leonida non dorme ,dove a un tiranno i lauri il greco acciar don4 ,e non s'arresta a ,gerusalemme dove l'invocano i crociati spenti1 perch1 dice1 io non pugnai per espiar peccati n mossi in cerca d'avventure e di ricchezza4 ,e non s'arresta alle ,piramidi1 alla voce dei soldati di ,buonaparte1 perch1 grida3 ,io non guidai sul colle i miei ,trecento a ,dite1 ,la libert sul labbro e la conquista in cor6 ,e non s'arresta a ,zama1 dove gridano il suo nome i soldati di ,scipione1 sgominatore d',annibale3 ,e voi giacete6 ,io passo6 ,troppi eravate in campo6 ,e i numidi elefanti v'apersero il sentier4 ,e trascorre oltre il campo di ,munda1 sordo alle voci dei legionari di ,cesare1 ai quali rinfaccia il motto del capitano3 ,sul colle io per la patria pugnai1 non per la vita3 ,vincitori di ,munda1 lasciatemi passar6 ,e attraversa fiumi e monti1 passa il ,pirene1 giunge in ,provenza1 si sofferma sul ,rodano dove ,mario distrasse i ,teutoni2 ma non s'arresta alla voce dei soldati di ,mario1 perch sul sacro colle egli non attese1 scrutando le stelle1 l'ora in cui potesse combattere con la certezza della vittoria4 ,e varca le ,alpi e scende in ,lombardia2 ma1 sospinto dal ricordo della pace di ,costanza1 neppure a ,legnano si arresta1 perch ,se non d frutti il sangue che val gloria d'allori8 ,se libert non germina1 che val d'armi virt8 ,morti feconde io cerco1 non vinti o vincitori2 ,morti feconde e libere1 tra quei che non son pi4 ,e giunge finalmente sulla riva del ,tevere1 in vista di ,san ,pietro1 davanti a un'ara modesta1 donde cento voci fioche lo salutano3 ,noi pur1 noi pur pugnammo in cinque contro venti1 ,e non fu indarno1 o patria1 n il sangue1 n il morir6 ,a noi non la vittoria1 ma dei fiacchi lo scherno3 ,non i felici orscopi1 ma il pallido dover3 ,non fratricidi allori1 ma l'abbandon fraterno3 ,non di tiranni il soldo1 ma il raggio d'un pensier4 ,l'alme donammo al fato1 non bugiarde parole1 ,dall'ombra degli avelli guardando all'avvenir6444-- ,l',ombra1 inchinando l'asta1 grida3--,stanotte vuole ,coi morti di ,mentana ,leonida dormir6 ,e cos ora tramonti il poeta nella sua gloria accanto al suo ,leonida1 egli che alle ,termopili sarebbe morto tra i primi1 e che in difesa della libert e della giustizia combatt per trecento4 ,l'autor drammatico4 ,nessuno1 certo1 attende qui un'analisi ragionata di quell'opera complessa e varia1 coronata di successi clamorosi1 provocatrice di aspre battaglie1 feconda di tante vive discussioni storiche e artistiche1 nella quale dal dramma storico in versi1 i ,pezzenti1 il ,guido1 l',agnese1--dove la poesia e la fantasia predominavano e la storia non era che fondamento e facciata1--,felice ,cavallotti pass al grande dramma storico in prosa--l',alcibiade e i ,messenj--poggiato sopra una pi minuta indagine del tempo e sopra un pi profondo studio del vero1 per trascorrere poi1 con la ,sposa di ,menecle1 alla commedia intima di soggetto antico1 e infine al moderno dramma psicologico1 spingendosi fino all'idillio e al proverbio4 ,il cuore e la ragione insieme si ribellano oggi anche a una critica riverente4 ,a noi basta rammentare che se neppur nel teatro non cerc nuove forme1 attenendosi1 come voleva la natura del suo ingegno1 alla tradizione romantica1 sulle traccie di ,victor ,hugo e dello ,schiller1 anche nel teatro port il soffio della sua anima lirica1 che tutto riscalda e vivifica1 la santa fiamma dell'amor di patria e di libert1 una forza grande di sincerit giovanile e di virile coscienza1 un continuo1 amoroso1 poderoso conato verso la bellezza e la grandezza1 che ci leva in alto lo spirito e ci move il cuore anche quando non arriva dove fende4 ,chi potrebbe oggi esaminare1 ponderare1 discutere1 mentre le creature della sua mente ci si affollano intorno velate di nero come la sua immagine1 a cui fanno un corteo dolente e glorioso1 come figli intorno al simulacro funerario del padre8 ,altro non possiamo fare che rammentarle e salutarle4 ,e sfolgorante ,raul che1 levando la spada in cospetto al cadavere di ,maria1 grida al duca d',alba3 ,troppo tardi4 ,oggi saremo in molti ai funerali4 ,a me1 pezzenti6-- tragico il vecchio padre traditore del suo sangue che svela al figliuolo adorato la propria infamia1 mentre suonano i rintocchi della campana che lo chiamano a combattere1 con quelle semplici e terribili parole3--,ferma6 ,io son ,guido6-- bello e generoso il giovine ,scandiano che al duca di ,mantova1 ebbro di piacere e d'orgoglio1 narra tra gli splendori della festa la fame e la disperazione del popolo di ,mantova4 splendido il vecchio re di ,messenia che1 ritto sulle rupi1 strappa la bandiera tirannica di ,sparta e chiama alla rivolta il suo popolo col superbo grido3--dove passa ,aristomene1 ,sparta non ha bandiera6--,e pietoso e venerando il vecchio ,menecle che riprende dalle pareti lo scudo e la spada antica per chiedere alla morte per la patria l'oblio della dolce illusione perduta4 ,e pi alto di tatti1 come una statua d'oro e di bronzo1 segnata di mille colp1 ma salda e trionfante ancora sul suo piedistallo di marmo pario1 ci sorge davanti il greco gigantesco e multiforme1 che riun in s ,cesare e ,coriolano1 ,sardanapalo ed ,antonio1--tutte le faccie del polidro umano--e mentre passano dietro di lui1 come visioni1 i giardini e le piazze1 le sale d',atene1 la spiaggia di ,sicilia1 il lido di ,sparta1 le acque dell',ellesponto1 le montagne di ,frigia1 e quella fuga maravigliosa d'assemblee1 di eserciti1 di campi di battaglia1 di feste trionfali e di solitudini1 che pare il giro di un mondo intorno ad un uomo1--noi non salutiamo in lui l',alcibiade antico1 vincitor di ,bisanzio e di ,calcedonia1 ma la creazione pi grande1 pi fortunata1 pi cara del poeta perduto2 la salutiamo con la certezza che1 quando pure dovessero le altre andar travolte dal tempo1 quella rester1 splendida e palpitante di vita immortale4 ,e se anche tanti pregi di pensiero e d'ispirazione non risplendessero nelle sue tanto applaudite e combattute opere drammatiche1 sarebbero queste ancora amate e riverite da noi per il tesoro di studi amorosi e di dotti commenti che egli vi profuse intorno1 per le tempestose ansie giovanili che gli costarono1 per le ebbrezze ardenti che gli diedero1 per i profondi e dolci conforti che recarono ai suoi grandi dolori e alle sue affannose fatiche di soldato della libert e di tribuno della patria4 ,eppure la pi alta e potente manifestazione del suo ingegno e dell'animo suo egli la diede1 a nostro credere1 nell'oratoria4 ,oratore grande1 insuperabile forse1 se la natura non gli avesse negato qualcuna di quelle piccole doti sussidiarie1 puramente fisiche1 onde il grande oratore s'integra4 ,due oratori erano in lui1 potenti del pari4 ,l'oratore popolare e improvviso1 che stentatamente incominciava1 che vi faceva assistere al lavoro1 alla lotta laboriosa e violenta del sentimento e del pensiero con la parola1 e che poi1 infervorato dal suo sforzo medesimo1 trascinato dalla passione1 sprigionava un torrente di idee e d'immagini1 dalle onde irruenti e sonore1 e travolgeva ogni forza resta dell'uditorio2--e l'oratore parlamentare delle grandi occasioni1 che del discorso ordiva avanti la trama1 nel quale le idee si svolgevano ordinate e concatenate1 col corso largo e pieno d'un grande fiume1 e logica1 sentimento1 precisione quasi scientifica di forma1 tutti gli accorgimenti pi fini dell'arte s'univano con l'ardore d'un'alta ispirazione1 che tutto levava in alto4 ,l'oratore nato1 sussidiato dall'artista letterario1 si rivelava nell'architettura ardita e grandiosa del periodo1 sorreggente una grande quantit di idee accessorie1 aggruppate armonicamente intorno all'idea principale1 intarsiato di parentesi e d'incisi che1 senza fare ingombro1 illuminavano il concetto come di tanti raggi successivi1 e condotto vittoriosamente1 fra ogni sorta di pericoli1 ad una frase geniale che superava tutte le altre in efficacia1 e che nello stesso tempo giungeva inaspettata e pareva necessaria4 ,maraviglioso era veramente come un uomo di natura cos impetuosa sapesse1 quando occorreva1 trovar le parole gravi1 misurate1 guardinghe che facevan passare senza contrasti le idee pi audaci1 quasi rispettate per la dignit dell'abito2 come qualche volta1 nell'infuriare d'una tempesta1 quasi per effetto d'una illuminazione improvvisa dell'intelletto e dell'animo1 egli lanciasse1 in luogo delle parole eccessive che tutti aspettavano1 una cos sincera e nobile invocazione alla concordia per l'interesse supremo della patria1 che n'eran tutti gli animi disarmati e placati2 come da quella bocca1 donde erompevano tanti tuoni e tante fiamme1 potesse sgorgare1 al bisogno1 un rivo d'eloquenza cos mite e cos serena4 ,vi ricordate di quel mirabile parallelo tra il generale della ,lunigiana e il generale di ,sicilia1 che1 fatto da tutt'altri1 avrebbe scatenato un uragano8 ,vi ricordate della difesa ch'egli fece del fiore baciato dalla sventura1 quando dal banco dei ministri era lanciato un oltraggio a una giovinetta1 mentre sul capo di suo padre1 accusato politico1 pendeva una condanna tremenda8 ,vi ricordate con che dignit di sentimento e di parola egli diceva nel ,parlamento l'elogio d'un avversario morto1 e riconosceva d'un avversario vivo la bont e la rettitudine1 e come qualche volta1 sfuggitagli una frase offensiva1 la temperasse come voleva la giustizia1 in modo che non era la sua una ritrattazione del pensiero1 ma del sentimento1 non un atto di semplice convenienza1 una gentilezza sentita e squisita di cavaliere e di galantuomo8 ,vi ricordate l'orazione in onore di ,garibaldi morto1 pronunciata il #c giugno dell'#hc1 al ,castelli di ,milano1 la quale strapp il pianto da tremila cuori1 e la grande commemorazione epica dei caduti a ,domokos1 e le belle1 austere1 fraterne parole ch'egli disse nella prima riunione dei partiti estremi1 discordi fino a quel giorno1 per la fondazione della ,lega della libert8--,era l'eloquenza d'un poeta e d'un1 sapiente--era una cos alta e commovente ispirazione che quasi riusciva dolce agli altri oratori di non poterla raggiungere--erano la ragione1 l'entusiasmo e la fede parlanti il pi eletto linguaggio che possa uscire dall'animo d'un cittadino4 ,quante volte ,vittorio ,alfieri gli avrebbe posto la mano sul capo1 ripetendogli i versi di ,eschilo a ,timoleone3 ,ah6 no1 pi caldi mai1 n mai pi veri ,forti divini detti in cor mortale ,mai non spir di libertade il nume6 ,e non di meno1 non si potrebbe affermare con certezza che fosse l'oratoria1 non invece la facolt puramente ragionatrice1 non la forza analitica e polemica la sua virt intellettuale preminente4 ,di lui si pu dire quello che dell'autore dell',emilio disse ,enrico ,taine4 ,non c' loico pi serrato4 ,la sua dimostrazione s'annoda in fili d'acciaio1 maglia a maglia1 per lunghe pagine1 come una enorme rete senza uscita1 in cui1 volenti o no1 si rimane avvinti4 ,non un filo gli sfugge o gli si rompe1 ed egli ha costantemente sotto gli occhi e dentro la mano la rete intera4 ,dagl'infiniti e bene ordinati compartimenti della sua salda memoria escono prontamente1 a un richiamo1 nomi1 date1 parole1 fatti1 circostanze di fatti1 che a vicenda si rischiarano e si rincalzano1 disponendosi e collegandosi logicamente come le formule successive d'un'operazione matematica1 che non possa esser condotta in altra forma n riuscire ad altro risultato da quello a cui egli tende4 ,la punta della sua idea v' gi penetrata nella mente1 credete che non vi si possa addentrare di pi1 ed egli ve la configge ancora pi addentro con un martellamento fitto e preciso1 che vince anche le ultime resistenze inconscie dell'animo vostro4 ,nessuna maraviglia che chi possedeva una cos potente arte dialettica l'adoperasse anche quando ad altri poteva parere superflua1 o inopportuna1 o senza speranza di effetto utile4 ,ma maraviglioso che egli vi ricorresse e l'esercitasse magistralmente anche nei momenti di maggior concitazione dell'animo1 che egli ragionasse in quel modo con la penna alla mano un'ora prima d'andare a rischiar la vita con l'arma nel pugno1 che neanche il presentimento della morte1 che qualche volta lo assal in quei momenti1 potesse turbare in lui quella facolt delicatissima a cui pare indispensabile la quiete serena dell'animo e la libert assoluta della mente4 ,e questo prova quanta sincerit1 quanta pensata fermezza ci fosse anche nelle sue determinazioni che potevano parer pi violente1 come la sua passione fosse mossa sempre da una idea e sorretta e vigilata1 dalla coscienza1 come fosse in lui convinzione vigorosa e tenace ci che non era creduto da molti che ira1 odio1 sete di rappresaglia e di vendetta1 come la sua spada1 anche nelle quistioni che parevan pi strettamente personali1 fosse quasi sempre la spada d'un'idea4 ,no1 non si batt per impeto d'ira o per febbre di vanit chi1 venti volte1 prima di venire alla prova1 scrisse di proprio pugno la sua difesa e il suo testamento1 con l'espressione precisa delle sue ultime volont1 con la previdenza chiara e minuta di tutte le conseguenze possibili della sua morte4 ,certo1 spuntava un sorriso sulle labbra a chi gli udiva dire3--,io sono un uomo pacifico4444 furono le circostanze che mi forzarono4444 ,e la natura delle questioni in cui mi trovai impegnato4444--,eppure1 nella sua coscienza1 questo era vero4 ,ma ci perdoni la cara memoria se noi lamentiamo il concetto da cui la sua ragione partiva1 e se esprimiamo la speranza che la sua fine lacrimata e funesta serva almeno di ammonimento alla generazione che sorge4 ,ma come6 ,un passato di trent'anni di fecondo lavoro intellettuale1 di nobili lotte1 di servizi resi alla patria1 un avvenire di forse altri trent'anni di vita egualmente benefica1 un tesoro inestimabile di entusiasmo1 d'eloquenza e di forza1 una mente privilegiata1 da cui mille quistioni altissime d'interesse pubblico attendono luce ed impulso1 in cui milioni d'uomini fondano speranze di protezione e d'aiuto1--tutto questo1 per una parola1 deve esser messo a un cimento1 nel quale un passo falso1 il tradimento d'un muscolo1 la svista d'un istante possono distrugger tutto in un nulla8 ,ah6 una folla1 un errore1 una vergogna6 ,ed appunto questo pensiero che oggi ci aggiunge angoscia ad angoscia3 il dover riconoscere che ci troviamo ancora a questo segno di barbarie1 il dover confessare che1 pure riconoscendo l'assurdit di quest'idea dell'onore che1 in un tempo di vantata eguaglianza1 si circoscrive in una sola classe sociale1 non s'abbia ancora il coraggio civile di uscirne1 e che la societ culta1 che pure la condanna nella sua coscienza1 tolleri1 incoraggi1 accarezzi1 con la cospirazione d'una legge ipocrita1 il pregiudizio stolto1 la tradizione dell'usanza stupida e feroce che la insanguina e la disonora4 ,era fors'anche suo pensiero che nelle lotte politiche avesse il duello questa giustificazione3 che molte volte esso racqueta e riconcilia due avversari che si stimano2 fra i quali1 altrimenti1 sarebbe impossibile o pi difficile assai la riconciliazione4 ,questa e ogni altra ragione possiamo ammettere1 per ispiegarci la sua condotta1 fuorch la mancanza di bont d'animo1 di cui dai nemici fu accusato4 ,ah6 dell'accusa sorride--sorride amaramente chi sent il suo abbraccio fraterno dopo una lunga separazione1 e sa quante calde e devote amicizie egli ebbe anche fra i suoi pi appassionati avversari1--chi si ricorda quanto fosse buono e amabile il sorriso su quel volto coperto di cicatrici1 quand'egli espandeva l'animo con gli amici intimi1 sorridenti alla volta loro di tante ingenuit giovanili del suo cuore e della sua parola1--chi si rammenta con quanta gentilezza1 nelle famiglie che l'ospitavano1 la sua mano gagliarda si posasse sul capo dei bambini e la sua bocca usata a soffiar la tempesta esortasse i giovinetti allo studio1 all'amor del bene1 al culto della verit e dell'ideale4--,gli mancava la bont dell'animo4--,a ,felice ,cavallotti6 ,ah non lo pensa chi ha visto la sua fronte superba chinata al capezzale degli infermi1 chi ha sentito i suoi singhiozzi disperati accanto al cadavere della sua figliuola1 chi ha assistito una volta sola all'espansione della sua gioia e della sua tenerezza di fanciullo fra le braccia della vecchia madre adorata1 che gli ripeteva con tanta dolcezza3--,felice1 ,felice mio1 sii pi prudente4444--come se presentisse il destino4 ,buono era1 e n' una grande prova il fatto che molte volte1 candidamente1 egli si rimproverasse1 si dolesse di non potere esser pi buono di quello che era4 ,povero ,cavallotti6 ,non molto tempo che1 rispondendo ai consigli d'un amico1 egli diceva a questo con un sorriso ingenuo3--,gi1 tu sei pi buono di me4--,ma il giudizio fu coscienziosamente respinto4--,no1 ,cavallotti--gli fu risposto4--,io non son pi buono di te2 non lo sono quanto te4 ,facile la bont a chi1 lontano dalla lotta1 non s'espone all'offesa che lacera e avvelena l'anima e non sente in faccia l'alito violento dei nemici che1 non dandoti tregua alla guerra e negandoti ogni virt gentile1 ti scoraggiano dalla gentilezza e dal perdono4 ,ah no6 ,io so ben discernere quello che in te violenza necessaria e durezza acquisita di lottatore da quello che prima e schietta natura4 ,di questa1 che tutta d'oro1 tu hai salvato fra le battaglie quanto era umanamente possibile1 e quello che ti resta ancora un tesoro che t'invidio4--,ah1 gli mancava la bont dell'animo6--,a ,felice ,cavallotti6 ,ma se contro a mille prove dell'asserto1 non possibile che a chi non lo conobbe1 stesse quella sola indimenticabile poesia1 quello straziante e divino grido d'amore e d'angoscia che dal treno di ,gallarate egli lancia all'angolo del cimitero dove dorme la sua figliuola1 se egli non avesse pronunciato in tutta la sua vita altre dolci parole che quelle con cui s'illude che la sua creatura senta passare il suo dolore e possa rispondere alla disperata invocazione del suo cuore trafitto1 se in cinquantacinque anni non gli fosse scoppiato dall'animo che quell'unico grido1 basterebbe quello per farci credere1 affermare1 giurare che egli fu buono4 ,l'accusa1 di mancanza di bont e di gentilezza gli fu pi spesso ripetuta nell'ultimo periodo della sua vita4 ,e qui m'occorre di fare una dichiarazione4 ,io mi son proposto1 com'era mio stretto dovere1 di commemorare il compianto cittadino al di fuori d'ogni idea e d'ogni sentimento di parte politica2 ma a rischio d'esser accusato d'infrangere il proposito debbo accennare all'ultima grande lotta ch'egli combatt in nome della giustizia e della moralit pubblica1 poich il rifiutare1 per non dar ombra ai vivi1 un onore dovuto a un morto1 non mi parrebbe generosit1 ma codardia4 ,dal pi profondo della mia coscienza1 non velata in questo momento da ombra d'odio e di rancore1 esce la voce che m'impone un tributo d'ammirazione e di plauso al lottatore dell'ultima ora4 ,giorno verr1 senza dubbio1 in cui si riconoscer universalmente che sarebbe stata una vergogna incancellabile per il nostro paese se almeno una voce d'accusa e di sdegno non si fosse levata1 e che se quella voce non fosse rimasta senz'eco1 che se la giustizia ch'ella chiedeva avesse avuto corso e compimento1 non sarebbe forse stata spinta fino agli estremi la forsennata impresa dell',africa1 sarebbe forse almeno stato evitato il macello miserando che la chiuse4 ,opera negativa fu detta la sua con la stessa logica con cui si direbbe negativa l'opera del magistrato che1 accusando e condannando1 toglie e non d dei cittadini al paese1 o l'opera del soldato che1 difendendo la patria sul campo1 uccide e non crea4--,ha varcato il segno--da altri si disse--non doveva ostinarsi e incrudelire2 si deve rispetto anche ai caduti per propria colpa4--,e1 certo1 la parola generosa1 l'espressione d'un sacro dovere di tutti verso i caduti che si pentono e si confessano1 o cedon l'armi e rimangon muti4 ,ma quando i caduti rialzan la fronte minacciando1 si ribellano alla giustizia e alla sorte1 provocano la coscienza pubblica e tentano d'ingannare o d'imbavagliare la storia1 l'ostinarsi nella lotta dover di coscienza e necessit di vita4 ,e poich tanti sacerdoti della stampa che mentre egli combatteva solo quell'aspra battaglia1 bersagliato di mille colpi e coperto di mille vituperi1 l'applaudivano nella loro coscienza e copertamente l'incoraggiavano e gli desideravano la vittoria1 pensando forse in cuor proprio che se avessero avuto la sua indipendenza1 il suo ingegno e il suo coraggio1 non per amor della giustizia1 ma per sgombrar la via ad altre ambizioni1 avrebbero condotta la stessa lotta con pertinacia anche pi implacabile1 poich si videro tanti di costoro lamentare la sua morte e inneggiare alla sua vita senza arrischiar neppure una timida lode a quell'ultima opera sua1 compiamo noi pi risolutamente il debito nostro1 affermando a voce alta1 e con tutta la forza del nostro cuore1 che quella fu la pi forte1 la pi onorata1 la pi ammirabile pagina della sua vita4 ,e se anche qualche volta1 se anche molte volte1 nel flagellare i trafficatori della propria coscienza e i depredatori del danaro pubblico1 egli fosse trasceso--supposto che in questo si possa trascendere--molto1 tutto si dovrebbe condonare a chi per questo riguardo era uno dei pochi invulnerabili e puri1 e dei pochissimi in cui la purit fu merito vero4 ,in tutta la sua vita non v' traccia n indizio d'un atto compiuto per iscopo d'interesse materiale4 ,alla patria diede tutto e non chiese nulla4 ,dandosi alla politica1 spos la povert4 ,e non si diede alla politica1 come altri1 per esser fallito all'arte e alle lettere2 le si diede nel colmo dei suoi trionfi d'artista4 ,ebbe offerte di cattedre e le rifiut2 avrebbe potuto trarre guadagni dalla sua penna feconda di pubblicista1 e se ne astenne per dignit di tribuno2 avrebbe potuto trarne dal teatro1 solo che avesse rallentato alquanto la sua opera politica1 e non lo fece per sentimento altissimo del suo dovere di cittadino4 ,quelle prolungate polemiche1 che si dicevan mosse da spirito di ambizione e d'orgoglio1 non erano soltanto per lui uno sforzo doloroso dell'animo1 ma un dispendio enorme di tempo e di lavoro1 ch'egli scontava poi in privazioni d'agiatezza1 di libri1 di svaghi desiderati4 ,la sua spesa quotidiana era quella d'uno degli impiegati pi modesti1 la sua abitazione a ,roma una camera di studente1 la sua villa di ,dagnente una povera bicocca2 e al vestire non si sarebbe distinto quasi mai da un operaio di buon salario4 ,eppure mai1 mai non si sent dalla sua bocca una parola di rammarico1 mai nemmeno un'espressione vaga di aspirazione a una vita pi agiata e pi signorile4 ,una cosa sola rimpiangeva di quando in quando3 l'arte da cui s'era dovuto separare4 ,ma per quanto dicesse1 fra le due dive nemiche1 l'arte e la politica--l'una bella1 splendida1 sorridente1 che lo chiamava--l'altra austera1 dura1 gelosa1 che lo teneva--era questa quella ch'egli amava di pi ardente amore--era la tiranna ingrata e spietata1 che lo tortur e che l'uccise4 ,quale esistenza6 ,ricorriamola ancora con uno sguardo4 ,quale miracolo continuo di moto2 di passione1 di lavoro6 ,v' una frase d'una sua lettera che definisce la sua vita4--,son qui--scrive a un amico--in mezzo a una tempesta di cose1 che mi porta via la testa4--,e questa tempesta dur quanto egli visse2 n pu immaginare quanto turbinosa ella fosse chi non gli stette per qualche tempo vicino4 ,non conoscono i pi che la sua assiduit operosa al ,parlamento1 la sua attivit insuperabile nei periodi di lotta elettorale1 i suoi viaggi faticosi in provincie lontane a scopo di propaganda e d'inchiesta1 e la sua produzione straordinaria di pubblicista4 ,ma di pari passo con l'opera pubblica egli ne mandava un'altra che pochi soltanto conoscevano1 ed era il patrocinio generoso di cause oscure e di oppressi sconosciuti1 era una corrispondenza cortese e pronta con innumerevoli amici1 sollecitatori e postulanti ignoti1 d'ogni classe e d'ogni natura1 erano visite e corse da per tutto ov'egli fosse richiesto per consolare un dolore1 per comporre un dissidio1 per profferire una parola utile4 ,e tra l'una e l'altra di queste infinite cure pubbliche e private egli trovava il tempo di nutrir di nuovi studi lo spirito1 di raccoglier documenti intorno alle quistioni del giorno1 di gittare nella forma poetica le sue gioie1 le sue tristezze1 i suoi sogni4 ,bene qualche volta si rifugiava nel suo romitorio di ,dagnente per prender respiro2 ma lo raggiungevano l pure1 da ogni parte1 i telegrammi1 le lettere1 le sollecitazioni d'ogni forma1 e vi facevano in pochi giorni una piena che lo travolgeva e lo risospingeva al lavoro4 ,una voce inesorabile1 appena egli chiudesse gli occhi1 gli gridava3--,dstati1 scrivi1 parla1 combatti1 va6--,ma io sono stanco--rispondeva4--,fa uno sforzo4--,ma io son malato4--,non importa4--,ma io m'accorcio la vita4-- il tuo destino4--,ed egli si destava1 scriveva1 parlava1 combatteva4--,diceva ultimamente1 a ,torino1 passandosi una mano sulla fronte con un suo gesto abituale3--,ah6 se potessi riposare per un anno4444 per qualche mese4444 ,ma non posso4--,e pareva rassegnato4 ,un solo pensiero lo turbava3 il pensiero di una vecchiezza inferma1 in cui non avrebbe pi potuto lavorare n combattere1 e sarebbe rimasto in un canto1 inutile come una spada arrugginita4 ,e soggiungeva3--,vorrei morir prima6--,fu pago il suo desiderio1 sventuratamente4 ,la nobile spada non s'arruggin--s'infranse--e passer lungo tempo1 pur troppo1 prima che sul campo di battaglia dove egli cadde ne baleni un'altra cos prode1 cos tersa1 cos gloriosa4 ,ma egli fu ben altro1 e ben di pi che la spada d'un partito4 ,pi alto fu il suo destino1 pi alto l'ufficio ch'egli comp4 ,a dritto fu chiamato il continuatore del pensiero di ,garibaldi1 non circoscritto in una formola precisa1 ma vasto tanto da comprendere tutte le aspirazioni dei tempi nuovi4 ,sopravvisse e parl in lui la giovinezza ardente della rivoluzione italiana1 con tutti i suoi pi santi entusiasmi1 con tutte le sue pi luminose speranze4 ,in ogni manifestazione del suo pensiero e del suo cuore un accenno vago1 ma caldo a qualche cosa di pi grande che non sia il concetto astratto della libert o una data forma di governo4 ,si sciolgono a ogni tratto il suo spirito e la sua parola dai vincoli angusti del programma politico del presente1 e si slanciano verso l'avvenire4 ,disse egli un giorno3--,non sento il bisogno di cambiar l'ideale--e spieg tutto s stesso in quelle parole4 ,il suo ideale abbracciava vagamente tutti i bisogni e tutte le rivendicazioni popolari dell'et nostra4 ,s'egli non combatt che per la libert e per la giustizia perch comprendeva che eran queste le prime battaglie da vincere1 e reputava saggezza il non disperdere in un pi largo campo le sue forze1 che gli occorrevan tutte a tener alta la sua bandiera4 ,ma nell'anima sua si raccoglievano e fiammeggiavano in una sola1 invitta passione lo sdegno di tutte le miserie1 il sentimento di tutti i diritti1 l'amore di tutti i popoli4 ,comprese1 sent1 previde pi che non disse2 ma ci che non disse fu compreso4 ,e per la sua voce1 bench non pronunciasse il nuovo verbo delle moltitudini1 suon nel loro cuore come la voce d'un fratello1 e la sua morte fu lutto e pianto del popolo1 e si pos sul suo feretro1 con gli omaggi dei parlamenti e coi fiori della giovent studiosa1 con le corone dell',italia irredenta e con la palma del martirio di ,cuba1 il saluto amoroso e triste di tutti i lavoratori del mondo4 ,s1 convien risalire fino ai grandi fattori dell'unit della patria per ritrovare una morte cos universalmente1 cos sinceramente compianta1 e che abbia lasciato fra noi il sentimento d'un vuoto cos vasto e cos doloroso4 ,e nessuno certo se ne allieta1 neanche fra i suoi pi acerbi nemici1 nessuno che abbia senso di gentilezza e di carit di patria1 perch sentono tutti che caduta una forza1 che s' spento un raggio1 che sparito un vanto vivente della patria4 ,e questo solo ci conforta2 che ci ch'egli ci lasci--l'esempio--n tempo n fortuna ci possono togliere4 ,esso sar raccolto e sar fecondo4 ,la giovent d'ogni parte e d'ogni fede ha qualche cosa da imparare e da imitare da lui4 ,egli fu soldato1 tribuno1 poeta1 maestro2 disprezz la ricchezza1 non amb il potere1 non adul la fortuna1 non s'infinse1 non vendette1 non mercanteggi la sua forza1--fu buono1 aperto e intrepido--fortissimo fu contro ogni forma di dolore e di pericolo1 e fu potente e povero1 illustre e incorrotto4 ,s1 tale egli fu1 e le generazioni venture lo sapranno2 tale tu fosti1 o ,felice ,cavallotti1 e te lo ridir ogni anno1 il giorno della tua morte1 la tua patria1 come te lo grid nel primo schianto del dolore1 mandando un bacio di madre alla tua bella fronte inanimata4 ,e cos sia seguito il tuo esempio come sar venerata la tua tomba e glorificato il tuo nome4 ,nel nome di quanti ti amarono e ti piangono1 ,felice ,cavallotti1 sia benedetta la tua memoria6 ,le tre ,capitali4 ,,nota ,a ,,questa ,,nuova ,,edizione 7#a4;a edizione ,treves--#aiaa74 ,il ,de ,amicis intitol ,le tre capitali1 raccogliendoli tardi1 questi suoi tre scritti giovanili1 due dei quali1 con titolo un po' diverso1 appartenevano gi ai ,ricordi del #ahgj-ga 7,firenze1 ,barbra1 #ahgb72 pi importante di tutti il terzo1 che ha valore di documento letterario e storico insieme4 ,l'autore1 sottotenente nel #c4 ,reggimento fanteria1 brigata ,piemonte1 dopo la campagna del #ahff era stato comandato presso il ,ministero della ,guerra a ,firenze e incaricato di dirigere l',italia militare4 ,accompagn1 come corrispondente di quel giornale1 l'esercito italiano alla presa di ,roma1 e scrisse immediatamente le sue impressioni del #bj settembre #ahgj e delle giornate seguenti4 ,molti anni dopo1 nel #ahih1 quando l'editore ,niccol ,giannotta di ,catania gli propose di iniziare con questi tre scritti riuniti in un volumetto la sua piccola ,biblioteca popolare contemporanea1 il ,de ,amicis avvertiva3 ,rilessi1 prima d'acconsentire1 gli scritti1 che avevo in parte dimenticati1 e1 rileggendoli1 mi venne spesso sulle labbra un sorriso1 che non era certo di compiacenza letteraria1 e mi prese pi volte un senso di tristezza1 come accade sempre a chi si richiama alla memoria speranze alle quali non corrispose la vita ed entusiasmi su cui pass un'onda di nuovi affetti e di nuove idee4 ,acconsentii nondimeno alla pubblicazione di queste pagine perch penso che la descrizione degli effetti intimi ed immediati prodotti da certi avvenimenti storici nell'animo d'un testimonio oculare non debba riuscire indifferente n inutile ai giovani della generazione che quegli avvenimenti non vide2 perch l'affetto e la reverenza che sono espressi in questi scritti per le tre grandi citt in cui palpit e palpita il cuore d',italia mi paiono sentimenti di cui non sia superfluo ripetere l'espressione anche dopo unificata la patria2 e perch in fine1 in mezzo ai troppi difetti v' se non altro in queste povere prose il pregio della sincerit giovanile1 che1 disponendo il lettore alla benevolenza1 suol giovare indirettamente all'effetto cercato1 ma non conseguito dall'autore per mancanza d'arte4 ,d4 ,m4 ,,torino4 ,un ,torinese che volesse far da guida ad un ,italiano d'un'altra provincia venuto qui per la prima volta1 per metterlo in una disposizione d'animo favorevole alla citt sconosciuta dovrebbe1 prima di lasciarlo entrare in ,torino1 condurlo diritto a ,superga4 ,v'hanno spettacoli che sono per la vista degli occhi ci che sono per la vista della mente quelle grandi intuizioni istantanee del genio1 che abbracciano secoli di storia e regioni d'idee4 ,lo spettacolo che si gode da ,superga un di questi1 ed anche pi grande e pi bello della sua fama4 ,dalla sommit della cupola1 con un solo giro degli occhi1 in tre secondi1 s'abbraccia tutto l'immenso cerchio dell',appennino genovese e delle ,alpi1 dai gioghi di ,diego e di ,millesimo alla piramide superba del ,monviso1 dal ,monviso alle porte della val di ,susa1 al ,gran ,san ,bernardo1 al ,sempione1 al ,monrosa1 alle ultime montagne che fuggono verso levante di l del ,lago ,maggiore2 sotto1 tutti i colli di ,torino1 popolati di ville e di giardini2 pi in l i bei poggi del ,monferrato1 vestiti di vigneti e coronati di castella1 e le colline ubertose della sinistra del ,tanaro2 e oltre a queste una successione di tappeti verdi sterminati1 una campagna senza fine1 che si perde nelle pianure vaporose della ,lombardia1 argentata dalle mille curve del ,po1 seminata di centinaia di villaggi1 rigata di strade innumerevoli1 coperta d'una vegetazione lussureggiante di boschi1 di verzieri e di messi1 nettamente visibile in tutti i suoi rilievi infiniti fino alle pi grandi distanze1 come se ogni sua parte ci s'avvicinasse al fissarvi sopra lo sguardo4 ,ed una natura cos fresca e cos italiana di forme e di colori1 cos maestosamente serena nella immensit dei suoi orizzonti azzurrini1 e cos grande e terribile d'antiche e di nuove memorie1 che dopo averla percorsa intera1 quando si volgon gli occhi gi sulla citt tutta piana e rosseggiante lungo le rive del ,po e della ,dora1 chiusa in un vasto cerchio di verzura cupa1 dominato dal bel monte conico dei ,cappuccini1 somigliante a uno smeraldo enorme1 viene spontaneo sulle labbra il ,te beata che grid a ,firenze ,ugo ,foscolo1 e si resta maravigliati che tutta quella bellezza non abbia ancora avuto anch'essa da qualche grande poeta il tributo d'una lode immortale4 ,ho cercato molte volte1 curiosamente1 con uno sforzo dell'immaginazione1 di rendermi conto dell'effetto che pu produrre la citt di ,torino in un ,italiano che la veda per la prima volta4444 ,certo1 un ,italiano che arrivi qui coll'idea di trovare una citt uggiosa1 e un po' triste1 come certi stranieri la definiscono--un villaggio ingrandito--un mucchio di conventi e di caserme--deve provare un disinganno piacevole1 uscendo dalla stazione di ,porta ,nuova1 in una bella mattinata di primavera4 ,alla vista di quel grande ,corso1 lungo quanto i ,campi ,elisi di ,parigi1 chiuso a sinistra dalle ,alpi1 a destra dalla collina1 davanti a quell'infilata di piazze1 a quelle fughe di portici1 a quel verde rigoglioso1 a quella vastit allegra1 piena di luce e di lavoro1 deve esclamare3-- bello--o tirare almeno uno di quei larghi respiri1 che equivalgono ad una parola d'ammirazione4 ,e andando su verso piazza ,castello4444 ,ma un ,italiano che venga a ,torino per la prima volta1 se appena ha una scintilla d'amor di patria nel sangue1 impossibile che1 addentrandosi nel cuore della citt1 serbi tanta freddezza d'animo da non giudicarla che con l'occhio dell'artista4 ,egli deve sentirsi sollevato1 travolto da un torrente di ricordi1 sfolgorato da una miriade d'immagini care e gloriose1 che trasfigurino la citt ai suoi occhi e gli facciano parer bella ogni cosa4 ,deve veder ,carlo ,alberto1 affacciato alla loggia del palazzo reale1 in atto di bandire la guerra dell'indipendenza2 incontrar sotto i portici il conte ,cavour1 che va al ,ministero1 dandosi la storica fregatina di mani2 vedere i ,commissari austriaci del #ei che portano l'ultimatum al ,presidente del ,consiglio2 i corrieri che divorano la via ,nuova recando le notizie delle battaglie di ,goito1 di ,pastrengo e di ,palestro2 le deputazioni dell',italia centrale che vanno a presentare i voti dei plebisciti2 una legione di vecchi generali predestinati a morire sui campi di battaglia2 a una cantonata ,massimo d',azeglio1 in fondo a una strada ,cesare ,balbo1 qui il ,brofferio1 l il ,berchet1 laggi il ,gioberti2 visi tristi e gloriosi di prigionieri dei ,piombi e di ,castel dell',uovo2 giovani a cui brilla sulla fronte1 come un raggio1 il presentimento dell'epopea dei ,mille2 battaglioni abbronzati di bersaglieri della ,crimea che passano di corsa e stormi di giovani emigrati che sbarrano la strada1 agitando i cappelli1 alla carrozza di ,vittorio ,emanuele2 in ogni parte cento immagini di quella vita ardente e tumultuosa1 piena di speranze e d'audacie1 di grida di dolore1 di canti di guerra e di fanfare trionfali1 che s'agit per quindici anni fra queste mura4 ,il centro di ,torino ha una bellezza sua propria1 invisibile allo straniero indifferente1 ma che deve affascinare l',italiano nuovo arrivato4 ,ogni suo angolo1 ogni sua casa parla1 racconta1 accenna1 grida2 ogni arco de' suoi portici stato l'arco di trionfo d'un'idea vittoriosa2 sopra ogni pietra del suo lastrico si sono incontrati e stretti la mano per la prima volta due italiani di provincie diverse1 due esuli1 due soldati della grande causa comune2 tutto v' ancora caldo del soffio immenso di amor di patria che vi pass1 infiammando e travolgendo ogni cosa1 come un uragano di fuoco4 ,quale ,italiano pu arrivar l senza sentirsi commosso8 ,in poche citt i luoghi e i monumenti pi memorabili si trovano meglio disposti per colpire tutt'insieme lo sguardo e la mente3 in un giro di pochi passi1 intorno al ,palazzo ,madama1 si vede e si ricorda tutto4 ,ed anche bella per l'artista e per il poeta quella piazza vastissima1 che arieggia il cortile d'un palazzo smisurato4 ,quella reggia severa e nuda1 dietro a cui s'innalza la cupola grigia della vecchia cattedrale1 il ,palazzo ,madama1 grave come una fortezza1 sorvolato da nuvoli di colombi1 il tendone bianco delle ,alpi che chiude via ,dora ,grossa1 la cortina verde delle colline che chiude via di ,po1 quel contrasto di baracconi da fiera e di palazzi austeri1 di folla e di strepito da un lato e di solitudine tranquilla dall'altro1 danno a quella parte di ,torino un aspetto misto cos stranamente di citt nuova e di citt vecchia1 di gaiezza meridionale e di gravit nordica1 di maest di metropoli e di semplicit provinciale1 da far pensare a due citt lontane che un prodigio abbia ravvicinate e congiunte4 ,ma qui non pu farsi un'idea di ,torino il forestiero4 ,quietato il tumulto dei ricordi1 bisogna ch'egli s'inoltri in quella parte della citt che compresa fra via di ,po1 via ,roma1 il ,corso del ,re e il fiume4 ,s'egli non mai uscito d',italia1 ne avr senza dubbio un'impressione nuova4 ,la citt par fabbricata sopra un immenso scacchiere4 ,per quanto si giri1 non si riesce che a descrivere una greca continua4 ,tutte le strade1 a primo aspetto1 si rassomigliano3 tagliano tutte un lunghissimo rettangolo di cielo con due file di case di color uniforme1 su cui lo sguardo scivola dal cornicione al marciapiede senza che nulla l'arresti1 allineate a corda com'erano i vecchi reggimenti piemontesi1 coi guidoni e le guide sulla linea1 dopo un'ora di lavoro4 ,si va avanti1 e par sempre di passare e di ripassare nei medesimi luoghi4 ,si pu camminare a occhi chiusi3 non c' da sbagliare3 ogni tanti passi1 riaprendo gli occhi1 si vedranno due interminabili vie diritte a destra e a sinistra1 l'una chiusa dalle ,alpi1 l'altra chiusa dalle colline4 ,qualche somiglianza con altre citt ci si trova3 si ricorda via ,toledo di ,palermo1 ,livorno1 certi quartieri di ,marsiglia e di ,barcellona4 ,ma qui c' qualche cosa di particolare1 difficile a definirsi3 non so che di pi rigido e di pi corretto4 ,non son le case francesi1 gabbioni con faccia di palazzi1 parate di decorazioni posticce2 bottegaie rinfronzolite4 ,sono file di umiliate1 schiere d'alunne di collegio-convitto1 grosse massaie benestanti1 tarchiate1 in veste da camera1 che si danno francamente per quello che sono1 e spirano un'aria di bont contegnosa1 l'amor della vita regolare1 l'abitudine delle passioni contenute4 ,il color giallo impera1 con tutte le sue sfumature1 dal calcare cupo all'oro pallido1 misto d'innumerevoli tinte verdognole e grigie1 che per si perdono in una tinta generale giallastra1 un po' sbiadita1 che d alla citt un certo aspetto tranquillo di decoro ufficiale4 ,qua e l spicca la nota ribelle d'una casa azzurra1 in qualche punto scoppia il grido acuto d'un edifizio rosso che fa un po' di scandalo in quel silenzio di colori modesti2 ma subito dopo si ristabilisce la disciplina in due lunghe file di case della solita tinta1 un po' imbroncite1 che han l'aria di disapprovare quelle pazzie4 ,percorse le prime strade1 si comincia a notare qualche corrispondenza tra la forma della citt e il carattere della popolazione4 ,c' espressa una certa ostinazione in quella uniformit1 c' un'idea di schiettezza in quello sdegno d'ogni ostentazione1 un certo indizio di procedere aperto in quell'ampiezza di spazi1 un'immagine di forza in quella tarchiatura di edifizi1 una perseveranza che va dritta allo scopo in quella rettitudine di linee4 ,passando per quelle vie si ricorda involontariamente la disciplina dell'antico esercito sardo1 le antiche abitudini militari della cittadinanza1 la rigidezza della burocrazia1 l'onnipotenza dei regolamenti1 lo stile duro dell',alfieri1 la semplicit nuda di ,silvio ,pellico1 la correttezza un po' pedantesca d',alberto ,nota1 l'andamento cadenzato e simmetrico dei lunghi periodi oratorii di ,angelo ,brofferio1 e la chiarezza ordinata degli articoli di don ,margotti1 di ,giacomo ,dina e del dottore ,bottero4 ,s'indovina la vita della citt a primo aspetto4 ,non c'1 come a ,firenze1 il piccolo crocicchio1 l'angoletto1 la piazzetta1 dove ognuno si pare a casa sua1 dove possibile il dialogo tra la strada e la finestra e la fermata d'un'ora con le spalle alla cantonata4 ,qui c' per tutto la citt aperta1 larga1 pubblica1 che vede tutto1 che non si presta al crocchio1 che interrompe le conversazioni intime1 che dice continuamente1 come il poliziotto inglese3--,circolate1 lasciate passare1 andate pei vostri affari4--,si pu essere usciti col miglior proposito di andare a zonzo3 si finisce sempre con fissarsi una meta4 ,a un certo punto si sente un po' di saziet2 l'artista si rivolta contro quella regolarit compassata4 ,s'ha la testa cos piena di angoli retti1 di parallelismi1 di simmetrie1 di omologie1 che1 per dispetto1 si vorrebbe poter scompigliare tutta quella geometria con un colpo di bacchetta fatata1 che mettesse ,torino sottosopra4 ,ma a poco a poco1 come certi motivi monotoni1 che1 a furia di sentirli ripetere1 ci si fissano nel capo irresistibilmente1 cos quella regolarit1 a grado a grado1 fa forza al gusto e soggioga la fantasia4 ,si prende amore a quell'uniformit che lascia la mente libera1 a quella specie di dignit edilizia1 non ancora offesa dall'insolenza ciarlatanesca della rclame colossale1 a quelle corrispondenze di prospetti che s'indovinano prima di vederli1 come le rime delle strofe metastasiane1 a quella nettezza rigorosa1 a quei grandi lembi rettangolari di cielo che ci si stendono sul capo1 e a quelle vie lunghissime in cui insensibilmente il passo s'affretta1 lo sguardo s'acumina1 il petto si dilata1 la mente si rischiara1 e a quelle grandi piazze e a quei grandi giardini che fanno qua e l un largo squarcio improvviso1 pieno d'aria e di verde1 nella rete uggiosa delle strade gemelle4 ,la citt sonnecchia un poco tra via di ,po e via ,san ,lazzaro1 dove grandi isolati di color cupo gettano come un'ombra di tristezza nelle vie larghe e solitarie1 nelle quali non si sente strepito di lavoro1 e la pedata di chi passa risuona sotto le vlte dei portoni muti e nei cortili erbosi2 ma si ravviva sui confini di ,borgo ,nuovo1 dove per sei vie allegre e chiare1 piene di popolo minuto1 si vede il verde fitto del ,corso del ,re1 e ringiovanisce all'estremit di tutte le strade che van da ponente a levante dove le colline del ,po mettono un riflesso di serenit e di grazia campestre4 ,e quanto pi si va lontano dal centro1 tanto pi la citt si fa varia e amena4 ,si trovano degli angoli ariosi1 tranquilli e simpatici1 che fanno pensare alla vita raccolta d'un buon capo-sezione giubilato1 che vada ogni giorno a quell'ora a leggere il giornale al caff vicino e a far la passeggiata igienica nel viale accanto1 ed abbia la sua oretta fissa per la visita galante a una buona amica di quarant'anni2 piccoli crocicchi puliti1 d'aspetto giovanile1 formati da alte case poderose1 che dominano un vasto orizzonte1 dentro alle quali par di vedere le camerette di tanti studenti di provincia1 poveri1 ma di buona razza piemontese1 che martellino ostinatamente sui libri1 menando una vita di sacrifizi1 per prepararsi un avvenire onorato e lucroso2 grandi case aperte ad angolo verso la strada con cinque ordini di terrazzini1 che mostrano mille piccoli particolari intimi della vita torinese1 dal servitore che innaffia i fiori della contessa al primo piano1 su su1 scendendo per la scala sociale via via che si sale per la scala della casa1 fino all'impiegatuccio tirato che legge il giornale sotto i tetti e alla moglie dell'operaio che stende i suoi cenci fuori della soffitta4 ,le strade essendo lunghissime1 presentano successivamente aspetti diversi3 andando avanti diritto per una strada sola1 si attraversa una piccola parte di ,torino commerciale1 una parte di ,torino elegante1 un quartiere povero1 un quartiere affollato1 un quartiere deserto2 si vede la citt in tutti i suoi aspetti1 senza svoltare una volta sola4 ,e non si trovan grandi contrasti4 ,i palazzi schierati alla pari con le grandi case borghesi1 alcuni anche dissimulati da una facciata comune1 come il ,palazzo dell',universit e il ,palazzo dell',accademia filarmonica1 non servono a dar carattere alle strade4 ,non c' il palazzo vistoso del gran signore1 che schiaccia gli edifizi circostanti1 e d l'immagine d'una vita splendida e superba4 ,l'architettura democratica ed eguagliatrice4 ,le case possono chiamarsi fra loro3--,cittadina--e darsi del tu4 ,la distribuzione delle classi sociali a strati sovrapposti1 dal piano nobile ai tetti1 toglie alla citt quelle opposizioni visibili di magnificenza e di miseria che accendono nell'immaginazione il desiderio inquieto e triste delle grandi ricchezze4 ,girando per ,torino1 si prova piuttosto un desiderio di vita agiata senza sfarzo1 d'eleganza discreta1 di piccoli comodi e di piccoli piaceri1 accompagnati da un'operosit regolare1 confortata da un capitale modesto1 ma solido come i pilastri dei suoi portici1 che dia la sicurezza dell'avvenire4 ,questo carattere apparente di ,torino muta tutt'a un tratto all'entrare in quella parte della citt che si stende fra via ,santa ,teresa e piazza ,emanuele ,filiberto4 ,qui la citt invecchia all'improvviso di parecchi secoli1 si oscura1 si stringe1 s'intrica1 si fa povera e malinconica4 ,il forestiero che vi capita per la prima volta ne rimane stupito1 come dalla trasformazione istantanea d'una scena teatrale4 ,appena v' entrato1 la citt gli si chiude intorno1 intercettandogli la vista da tutte le parti1 ed egli vi resta preso come in un agguato4 ,le vie serpeggiano e si spezzano bizzarramente1 fiancheggiate da case alte e lugubri1 divise da una striscia sottile di cielo1 nelle quali non s'aprono che portoni bassi e cavernosi1 per cui si vedono cortili neri1 scalette cupe1 anditi bui1 vicoli senz'uscita1 sfondi umidi e tristi di chiostro e di prigione4 ,par di essere discesi in una ,torino sotterranea1 dove non scenda che una luce riflessa4 ,e andando avanti verso il ,palazzo ,municipale1 tutto si fa pi stretto1 pi nero e pi vecchio4 ,si riesce in crocicchi angusti che ricordano le scene del ,goldoni1 dove si spettegola tra la strada e le finestre1 in angoli di viuzze raccolte e sinistre1 in cui pare che tutte le famiglie che v'abitano debbano far vita comune1 come una trib di gitani3 si vedono dei chiassuoli misteriosi1 chiusi fra alti muri senza finestre1 d'un grigio sudicio1 coperti di grandi macchie diaboliche2 e l immagini di madonne agli spigoli delle case1 botteghe di barbiere col lume acceso di mezzogiorno1 covi di rigattieri che paiono vani di cantine1 albergucci di villaggio1 con insegne grottesche1 e cortiletti coperti di tettoie rustiche1 ingombri di carri di mercanti di campagna1 e caff sepolcrali1 che quattro avventori riempiscono4 ,e si gira in mezzo a file di bottegucce che han tutto fuor dell'uscio fra odori di formaggi1 di scarpe1 d'olio1 d'acciughe1 in un puzzo di stanto e di rinserrato1 in una mezza luce di crepuscolo1 fra un va e vieni fitto di gente affrettata che si stringe al muro per lasciar passare carri e carrette1 che ingombrano tutta la strada1 e si vedono fra quella gente certe figure che non si ritrovano che l3 beghinette incartocciate a cui si domanderebbero i connotati di ,carlo ,emanuele ,,iii1 droghieri vecchi come le strade1 che han l'aria di aver militato contro la ,spagna1 mummie d'orefici secolari1 a cui vien voglia di dare1 passando1 la notizia fresca dell'unificazione d',italia4 ,c' in tutta quella parte di ,torino un malumore d'antica cittaduzza fortificata1 una tristezza di museo archeologico1 un tal vecchiume di muri1 di merci1 di facce1 d'esalazioni1 di tinte1 che vien fatto di guardarsi intorno coll'idea di veder ancora gl',israeliti col nastro giallo al braccio o di tender l'orecchio per sentir se la campana dell'antica torre di ,dora ,grossa annunziasse per caso un'esecuzione capitale o la raccolta del ,consiglio decurionale della citt4 ,e quest'illusione si fa pi viva arrivando sulla piazza del ,municipio4 ,davanti a quel palazzo giovine di due secoli1 ma d'aspetto gi antico1 in quella piazzetta ombrosa affollata di gente della campagna1 circondata di portici ingombri di banchi di merciaie1 attraversata dalla folla che va al mercato di ,porta ,palazzo1 in mezzo alle statue colossali di ,carlo ,alberto e di ,vittorio ,emanuele1 fra il ,duca di ,genova che brandisce la spada e la figura atletica del ,conte ,verde che atterra i ,saraceni1 di fronte alla via stretta e austera per cui lo sguardo va diritto al palazzo silenzioso delle antiche ,segreterie1 si rimane presi cos strettamente dalle memorie e dalle immagini d'un altro tempo che par di riviverci e di vedere e di capire fin nelle sue pi intime cose l'antica capitale del ,piemonte1 quella piccola citt rude1 severa1 soldatesca1 cocciuta1 che prepar ostinatamente1 in silenzio1 la grande lotta1 e si cacci per la prima1 a capo basso1 contro il colosso nemico1 coll'impeto del toro da cui ha tolto lo stemma4 ,e si scorda quasi1 stando in quel punto1 la bella ,torino vasta1 gaia1 crescente1 che le si allarga intorno da ogni parte1 e par di fare un salto miracoloso1 al rientrare improvvisamente in via ,dora ,grossa1 che spande un torrente d'aria e di vita nuova a traverso a quel mondo invecchiato4 ,come canzoni monotone e tristi che finiscano in una risata argentina1 tutte quelle vecchie strade che corrono da levante a ponente1 vanno a riuscire in istrade spaziose e chiare1 sboccano in piazze e in giardini1 conducono ad una nuova ,torino giovanile1 attraversata da larghi viali1 piena di verde1 ribelle all'antica disciplina architettonica1 dove al grande isolato succede la casa geniale1 al grosso pilastro la colonna snella1 al terrazzino a ringhiera il terrazzo a balaustri1 al giallo tedioso mille colori ridenti e leggieri1 a una ,torino simmetrica sempre1 ma senza monotonia1 che spalanca verso le ,alpi la gran bocca di piazza dello ,statuto1 come per aspirare a grandi ondate l'aria sana e vivificante della montagna4 ,tutta questa parte di ,torino riceve un riflesso particolare di bellezza dalla grande catena alpina che corona l'orizzonte delle sue smisurate piramidi bianche4 ,pare che le ,alpi mettano nelle sue piazze e nelle sue strade tranquille il sentimento del silenzio immenso delle loro solitudini4 ,da ogni parte spuntano le loro cime2 tutto si disegna sulla loro bianchezza2 le ultime case della citt sembrano fabbricate alle loro falde2 in meno d'un'ora pare che si debba arrivare ai piedi delle prime montagne4 ,al levar del sole tutta la grande catena si tinge d'un colore di rosa leggerissimo1 d'una grazia infinita1 che impone quasi il silenzio all'ammirazione1 come se la parola dovesse rompere l'incanto1 e far svanire la visione4 ,e durante il giorno lo spettacolo cangia ad ogni ora4 ,a momenti si vedono appena dietro a un velo di nebbia1 come una linea misteriosa1 i contorni altissimi delle cime che paiono profili di nuvole enormi ed immobili4 ,poi la catena immensa passa1 per tutte le sfumature pi fresche e pi pompose dell'azzurro1 presentando tutta una tinta unita senz'ombre1 che le d l'apparenza d'una prodigiosa muraglia verticale e merlata che separi due mondi4 ,ora le montagne appariscono vicinissime1 a traverso all'aria limpida1 variate d'infiniti contrasti d'ombra e di luce1 per cui si discernono nettamente tutte le creste1 tutti i dorsi1 tutte le gole1 tutti gli scoscendimenti1 i pi piccoli rilievi e le pi leggiere ondulazioni dei loro fianchi mostruosi1 come si vedrebbero col telescopio2 ora svaniscono quasi nel chiarore bianco del mezzogiorno1 smisuratamente lontane1 d'una tinta vaporosa che si confonde col cielo1 e ingannano l'occhio che le cerca con profili fantastici d'altezza soprannaturale1 che si dileguano quando si crede d'averli afferrati4 ,alle volte si mostrano qua e l a larghi tratti1 come inquadrate negli squarci delle nuvole dopo un rovescio d'acqua1 nette e fresche sul cielo terso e profondo2 altre volte cinte di immensi viali bianchi1 coronate d'aureole candide1 impennacchiate di nuvolette luminose1 che danno un aspetto pi solenne1 con quel sorriso di grazia passeggiera1 alla maest impassibile della loro grandezza4 ,ma lo spettacolo1 sempre bellissimo1 maraviglioso verso sera1 quando la luce calda del tramonto retrocede di altura in altura1 e tutte quelle vette superbe si disegnano a contorni bruni sul cielo purpureo1 come le guglie d'una citt favolosa sullo splendore d'un incendio1 e quando tutto il grande cerchio delle montagne essendo gi immerso nell'ombra1 il monte ,rosa solitario brilla ancora della sua bella luce rosata1 come se vi battesse il raggio d'un altro sole1 e le sue cime gloriose fossero privilegiate d'un'aurora eterna4 ,il forestiero deve cogliere quel momento1 quando tutto compreso della bellezza formidabile delle ,alpi1 e di quel sentimento affettuoso e triste che si prova alla vista dei confini della patria1 per andare a cercare il pi piacevole degli effetti di contrasto di cui si possa godere a ,torino4 ,deve salire in una carrozza1 e farsi condurre rapidamente1 per la via pi dritta1 sulla riva sinistra del ,po4 ,l era il poema1 qui l'idillio1 davanti al quale il pensiero1 che gi vagava di l delle ,alpi1 ritorna tutto in ,italia4 un paesaggio tutto verde1 pieno di grazia1 e un po' teatrale1 tanto ogni sua parte in vista1 si mostra1 si porge quasi allo sguardo1 e par che tradisca l'intenzione d'un artista1 pi che l'opera della natura4 ,le colline schierate sulla sponda opposta s'avanzano sul fiume1 si ritraggono1 si dispongono ad anfiteatro1 si risospingono innanzi1 s'innalzano le une sulle altre a curve leggiere e gentili1 che si fanno accompagnare con uno sguardo carezzevole e con un atto di consenso del capo2 e sono coperte di vigneti1 ombreggiate di boschetti di pini1 sparse di case e di ville1 non tante fitte da toglier loro la grazia della solitudine campestre1 simili qua e l nella vegetazione e nelle forme a certi tratti delle colline del ,bosforo e del ,reno4 ,una schiera di case da villaggio si stende lungo la riva2 da una parte il ,castello rosso del ,valentino specchia nelle acque le sue mura severe e i suoi tetti acuti1 e il fiume s'allunga fra due sponde romite1 che si curvano in mille piccoli seni folti di salici e d'ontani2 dalla parte opposta il paesaggio s'apre in una grande chiarezza1 e s'alza in disparte1 a grandi curve riposate e superbe1 la collina di ,superga1 coronata della sua ,basilica solitaria1 accesa dal sole4 ,lo strepito d'un mulino1 il mormorio di una cascatella del fiume e le voci delle lavandaie inginocchiate lungo le sponde1 sono i soli rumori che turbino il silenzio di quel vasto giardino pieno di gentilezza e di pace1 dinanzi al quale il pi prosaico ,prudhomme torinese si arresta1 ammirando4 ,e il vecchio ,po1 largo e lento1 spande in mezzo a quella gentilezza la poesia guerriera dei suoi ricordi e delle sue glorie4 99 ,ma non ha visto ,torino chi non ha visto i suoi sobborghi1 ciascuno dei quali ha un carattere suo proprio1 non abbastanza osservato1 forse1 neppure dagli stessi ,torinesi4 ,c' da fare un giro curiosissimo1 partendo da ,san ,salvario1 e andando su per l'antica piazza d',armi e per il ,borgo ,san ,donato1 fino a ,borgo ,dora4 ,il ,borgo ,san ,salvario una specie di piccola city di ,torino1 dalle grandi case annerite1 velato dai nuvoli di fumo della grande stazione della strada ferrata1 che lo riempie tutto del suo respiro affannoso1 del frastuono metallico della sua vita rude1 affrettata e senza riposo2 una piccola citt a parte1 giovane di trent'anni1 operosa1 formicolante di operai lordi di polvere di carbone e di impiegati accigliati1 che attraversano le strade a passi frettolosi1 fra lo scalpito dei cavalli colossali e lo strepito dei carri carichi di merci che fan tintinnare i vetri1 barcollando fra gli omnibus1 i tranvai e le carrette1 sul ciottolato sonoro4 ,l'aspetto del sobborgo ancora torinese1 ma arieggia la barriera di ,parigi4 ,i portici sono affollati di gente affaccendata1 che si disputa lo spazio2 le scale delle case risuonano di passi precipitosi2 nei caff si parla d'affari2 tutto d l'indizio di una vita pi concitata che nelle altre parti di ,torino4 una piccola ,torino in blouse1 che si leva di buon'ora1 e lavora coll'orologio alla mano1 senza perdere tempo2 che frequenta il teatro ,balbo1 passeggia sul ,corso del ,re e va a prendere la tazza al ,caff ,ligure1 allegra e chiassosa la sera1 democratica1 un po' rozza1 piena di buone speranze1 ariosa e pulita1 e affaticata1 ma che par contenta di s1 in mezzo alla verzura e ai larghi viali che le fanno corona1 davanti alla stazione che l'assorda coi suoi fragori e i suoi sbuffi di gigantesca officina4 99 ,di l andando su per il ,corso ,vittorio ,emanuele1 si arriva alla vecchia piazza d',armi1 in mezzo a una cittadina nata ieri1 a una specie di giardino architettonico1 pittorescamente disordinato1 dove ogni settimana sboccia una casa2 dove si ritrova l'htel dei ,campi ,elisi1 la palazzina del ,viale dei ,colli1 la villetta genovese1 il casino svizzero1 un vero visibilio di capricci sfarzosi1 ciascuno dei quali par la protesta d'una bella signora contro l'antica tirannia dell'architettura regolamentare4 ,le strade strette e discrete1 dove il silenzio non interrotto che raramente dal rumore di qualche carrozza privata1 si biforcano e serpeggiano fra i muri variopinti e le cancellate eleganti dei giardini1 girando intorno alle case mute in curve rispettose e cortesi1 e formando crocicchi simpatici1 da cui si vedono qua e l spicchi obliqui di villette lontane1 terrazze a balaustri1 piccoli portici1 giardinetti d'inverno coperti di vetrate1 padiglioncini e chioschetti coloriti2 dietro ai quali appaiono e dispaiono livree di cocchieri e cuffiette bianche di governanti4 ,si dimenticherebbe di essere a ,torino1 se tutti quei tetti acuti1 quei cornicioni frangiati1 quei camini di forme graziose e bizzarre1 non si disegnassero sulla bianchezza delle ,alpi4 un quartiere ridente1 misto di citt e di campagna1 pieno di fragranze d'erbe e di fiori1 con un leggero color di mistero1 un po' femmineo1 che fa venir sulle labbra dei versi di ,alfredo ,de ,musset1 e sveglia mille fantasie voluttuose di amori aristocratici1 di scalette di seta e di duelli all'ultimo sangue nel silenzio dei giardinetti chiusi1 al chiarore della luna4 ,i giovani romanzieri di ,torino si serviranno largamente1 senza dubbio1 nei loro romanzi avvenire1 di questa piccola citt pomposa e gentile2 e intanto essa s'allarga rapidamente1 e si popola da ogni parte1 aspettando il ,re gigantesco destinato a torreggiare sulle sue case4 99 ,poco lontano di l1 girando a destra1 tutto cambia3 s'entra in una citt militare4 ,l',arsenale1 i ,magazzini d',artiglieria1 il ,laboratorio pirotecnico1 l',opificio militare meccanico1 la ,cittadella1 la grande ,caserma della ,cernaia1 si stendono in lunga catena da piazza ,solferino a piazza ,san ,martino1 e danno a quella parte della citt un aspetto tutto soldatesco1 compiuto dai tre monumenti guerreschi del ,duca di ,genova1 d',alessandro ,lamarmora e di ,pietro ,micca1 che brandiscono le spade e la miccia4 ,qui a certe ore del giorno par d'essere in una citt forte1 in tempo di guerra4 ,i coscritti fanno l'esercizio sui viali e sulla piazza ,venezia1 per le strade passano i picchetti di guardia1 i carri di viveri e le vetture d'ambulanza1 passano ordinanze del treno a cavallo e ordinanze di fanteria coi bimbi degli ufficiali per mano1 escono frotte di carabinieri dalla ,cittadella1 stormi d'ufficiali dalla ,scuola d'equitazione1 sciami d'operaie dagli opifici militari2 e qualche volta1 mentre l',arsenale d',artiglieria riempie le strade vicine dei suoi rumori minacciosi1 dal ,laboratorio pirotecnico si sentono delle detonazioni1 la ,caserma della ,cernaia echeggia di canti e di squilli di tromba1 le bande dei reggimenti passano suonando1 e le macchine a vapore del genio militare percorrono le strade1 facendo tremare le case4 ,compiscono il quadro i vecchi ufficiali giubilati che leggono la gazzetta all'ombra dei platani1 e le lunghe processioni di figlie di militari1 vestite di nero e d'azzurro1 che passano sui viali1 in doppia fila1 per ordine di statura4 ,tutto quel quartiere di ,torino piglia colore dall'esercito4 ,sotto i portici ci son le piccole trattorie che tengon pensione1 affollate d'ufficiali verso l'imbrunire1 camere mobiliate e libere ai mezzanini1 gran quadri di fotografi1 pieni di militari puliti e lustri1 voltati tutti di prospetto1 piccoli banchi di merciaiuoli1 dove il soldato va a comprare lo specchietto1 la pipa1 il foglio di carta da lettera e la matassina di filo1 e pilastri tappezzati di giornali popolari illustrati1 per chi vuole ingannare il tempo nel corpo di guardia e nella stanza di picchetto4 ,la popolazione ha pure il suo carattere speciale4 ,la gente di bottega conosce i segnali delle trombe e gli orari1 le erbivendole parlano di traslocazioni di corpi e di campi d'istruzione1 e i monelli fischiano le arie della ritirata4 una piccola ,torino in armi1 balda e allegra1 nella quale s'incontra una sentinella a ogni passo1 e si cammina1 la notte1 sotto la perpetua minaccia del chi va l2 bella e pittoresca sopra tutto di notte2 coi suoi lunghi muri silenziosi1 coi suoi vasti cortili nascosti1 quando la luna batte sui merli della grande caserma di ,alfonso ,lamarmora1 e pende ,comme un point sur un i sul carabiniere solitario1 ritto davanti al suo casotto1 sopra gli spalti deserti della ,cittadella addormentata4 99 ,andando innanzi verso ponente1 oltrepassato il ,borgo di ,san ,donato1 che s'allunga sopra una strada sola1 pigliando gradatamente l'aspetto di un villaggio grazioso1 s'entra1 per il ,corso ,principe ,eugenio1 in una parte di ,torino stranissima1 poco nota1 nella quale la citt si perde nella campagna1 e dove son raccolti i principali istituti di beneficenza1 fra cui il ,ritiro del buon ,pastore1 l',ospedale di ,san ,luigi1 il ,manicomio1 lo ,stabilimento di don ,bosco1 l',ospedale di ,cottolengo2 edifizi chiusi e muti1 dall'aspetto di conventi e di carceri1 colle persiane rovesciate1 coi finestrini ingraticolati1 con porte e porticine sbarrate1 che danno al luogo l'aspetto misterioso d'un quartiere di citt orientale4 ,qui vive un mondo invisibile d'infermi1 di vecchi1 di traviate1 di preservande1 di ragazze abbandonate1 di bimbi senza parenti1 di giovinetti poveri1 di maestre e di suore che pregano1 soffrono1 studiano1 lavorano1 si preparano alla vita e alla morte1 separati dal mondo1 nel raccoglimento severo della loro piccola citt solitaria4 ,le strade sono quasi deserte4 ,passano carrozze colle tendine calate1 s'incontran preti1 qualche monaca1 poveri1 si sentono canti di bambini1 echi lontani di litanie1 rumori di porte interne aperte e chiuse cautamente1 e tintinnii di campanelli di parlatorii1 a cui succedono silenzi profondi4 ,tutto spira pace1 rassegnazione e penitenza4 ,chi passa di l abbassa la voce senz'avvedersene2 scorda la ,torino rumorosa del lavoro e dei piaceri1 e s'abbandona1 rallentando il passo1 alla meditazione dei dolori e delle miserie umane1 punto da una curiosit triste di penetrare in quei recinti severi1 d'interrogare quelle sventure1 di scrutare quel mondo sconosciuto e nascosto1 a cui tanta gente pietosa consacr la vita e la fortuna4 ,e alla tristezza di quel quartiere singolare1 corrisponde la campagna circostante1 piana e silenziosa1 specialmente d'inverno1 all'ora del tramonto1 quando al di sopra delle case e dei campi coperti di neve1 gi immersi nell'ombra azzurrina della sera1 scintilla ancora sotto l'ultimo raggio del sole l'alta statua dorata di ,maria ,ausiliatrice1 ritta sulla cupola della sua chiesa solitaria1 colle braccia tese verso le ,alpi4 99 ,proseguendo di l per il ,corso ,san ,massimo s'arriva alla grande piazza ottagonale di ,emanuele ,filiberto4 ,ma per vederla in tutta la sua bellezza bisogna capitarvi una mattina di sabato1 d'inverno1 in pieno mercato4 ,uno ,zola torinese potrebbe mettere l la scena di un romanzo intitolato ,il ventre di ,torino4 ,sotto le vaste tettoie1 fra lunghe file di baracche di mercanti di stoffe1 di botteghini di chincaglierie e d'esposizioni di terraglia all'aria aperta1 in mezzo a monti di frutta1 di legumi e di pollame1 a mucchi di ceste e di sacchi1 tra il va e vieni delle carrette che portan via la neve1 tra il fumo delle castagne arrosto e delle pere cotte1 gira e s'agita confusamente una folla fitta di contadini1 di servitori1 di sguatteri1 di serve imbacuccate negli scialli1 di signore massaie1 di ordinanze colla cesta al braccio1 di facchini carichi1 di donne del popolo e di monelli intirizziti1 che fanno nera la piazza4 ,intorno ai banchi innumerevoli un alternarsi affollato e continuo di offerte e di rifiuti1 di discussioni a frasi secche e tronche1 di voci di maraviglia e di sdegno1 d'apostrofi e di sacrati1 che si confondono tutti insieme in un mormoro sordo e diffuso1 come d'una moltitudine malcontenta4 ,l bisogna andare per vedere le erbivendole famose1 formidabili di tarchiatura1 di pugni e di lingua1 e per studiare la potenza insolente del vernacolo1 la ferocia spietata dell'ingiuria plebea1 il lazzo che schiaffeggia1 il sarcasmo che leva la pelle1 strazia la carne e incide le ossa4 ,da una parte c' il mercato delle contadine1 venute da tutte le parti del circondario1 partite a mezzanotte dai loro villaggi per arrivare in tempo a pigliare un buon posto a destra e a sinistra d'un viale fiancheggiato di platani2 e son l schierate1 ritte o sedute1 colle loro derrate esposte su mucchi di neve sudicia1 strette le une alle altre come per tenersi calde1 inzoccolate1 imbottite1 infagottate1 fasciate di pezzuole e di scialli1 con guanti di cenci e con fazzoletti attorcigliati intorno alla fronte1 con cappelli da uomini sul capo1 con vecchi mantelli da carrettiere sulle spalle1 e lo scaldino fra le mani1 coi nasi e i menti pavonazzi2 e in mezzo a loro passa la processione accalcata e lenta dei compratori4 ,qui un pretucolo soffia tra le penne d'un pollo per scoprire le polpe1 l una vecchia signora cogli occhiali spera le uova ad una ad una di contro alla luce1 pi in l un vecchio celibe1 accompagnato dalla cuoca con la sporta1 scruta un formaggio con la lente2 da ogni parte si tasta1 si palpa1 si soppesa1 si fiuta1 si disputa1 in un tuono di lamento stizzoso1 gesticolando coi cavoli in mano1 brandendo i cardi1 scotendo le galline1 gettando nelle orecchie di chi passa frammenti di dialoghi monosillabici1 che fanno indovinare dei tira tira d'un'ora per un centesimo1 delle economie disperate1 delle avarizie rabbiose1 delle pazienze da santi1 delle miserie segrete di famiglie decorose1 tutte le durezze e le angosce della gran lotta per la vita4 ,passano signorine eleganti1 grossi borghesi buongustai1 cuochi grassi e tronfi1 cameriere padrone1 curiosi allegri1 una folla continuamente cangiante1 fra cui si fanno largo ogni specie di rivenditori ambulanti1 vecchi decrepiti1 bambine1 mostriciattoli col botteghino al collo1 che offrono un almanacco1 un tartufo1 due limoni1 una catenella d'acciaio1 un pezzo di tela1 facendo un voco assordante1 dominato dalla voce stentorea del venditore della ,cronaca dei ,tribunali e dalla cantilena funebre del sacrestano che scuote un bossolo domandando l'elemosina per le anime del ,purgatorio4 ,per tutta la piazza un affaccendamento e un rimescolo rumoroso1 un farsi e un disfarsi continuo di crocchi intorno a carrozze di cavadenti1 a venditori di specifici1 a strimpellatori di violini1 a banditori d'incanti1 a ciarlatani cappelluti che raccontano storie di delitti davanti a grandi quadri rosseggianti di sangue1 a teatrini da burattini1 rizzati in mezzo alla neve1 a grandi fiammate di paglia1 accese dai fruttaiuoli infreddoliti per sgranchirsi le membra4 ,e non si pu dire quant' pittoresca e bizzarra quella confusione di gente e di cose1 di lavoro e di festa1 di citt e di campagna1 vista a traverso la nebbia della mattina1 che lotta ancora col sole1 in mezzo a quei grandi alberi sfrondati1 imperlati di brina4 99 ,d'in fondo alla piazza1 scendendo per una gradinata1 si riesce in una larga strada ricurva1 che va verso la ,dora1 davanti a un altro spettacolo curiosissimo4 ,la strada tutta da un capo all'altro una sola enorme bottega di rigattiere all'aria libera1 un'esposizione grandiosa e compassionevole di miserie1 di cui non possibile farsi un'immagine fuorch supponendo che un intero quartiere di ,torino1 invaso da un furore di distruzione1 abbia rovesciato gi dalle finestre tutte le masserizie delle sue case1 dai solai alle cantine1 fino all'ultima carabattola dell'ultimo armadio4 ,e tutto ordinato1 pulito1 messo in vista1 con una cura scrupolosa1 come la merce pi rara1 e accanto a ciascuna delle cento rigatterie1 che formano quell'interminabile bazar di cenci e di tritumi1 siede il venditore meditabondo1 appoggiato alla sua carretta1 in atteggiamento filosofico1 cogli occhi fissi sulle rovine da cui ricava la vita4 ,la variet e la stranezza degli oggetti maravigliosa4 una confusione di cose e d'avanzi di cose da far impazzire il disgraziato che ne dovesse far l'inventario4 ,la pianeta del prete1 il cappello sfondato del bersagliere1 la marionetta rotta del teatrino di ,san ,martiniano1 il vestito di seta lacerato al veglione del teatro ,scribe1 la serratura del cinquecento1 il romanzo incompiuto di ,eugenio ,sue1 il chiodo rotto1 il basto dell'asino1 il quadro a olio1 il berretto piumato del tenore1 denti finti1 spille scapocchiate1 padelle senza manico1 elmi1 mappamondi1 gambe di tavola1 spogli d'alcove1 di salotti1 di studi d'avvocato1 di soffitte1 d'officine1 di taverne1 muffiti1 sbrindellati1 rosicchiati dai topi1 bucati dalle tignole1 marciti dalla pioggia1 smangiati dal fango1 consunti dalla ruggine1 senza colore1 senza forma1 senza nome1 senza prezzo3 c' tutto quello che il mare agitato della vita umana rigetta da s1 tutto quello che la mente pu immaginare di pi miserabile1 di pi inutile1 di pi spregevole1 di pi rifinito e di pi snaturato dal tempo1 dall'uso e dalla violenza4 ,in quello strano mercato comincia il lavoro nel cuor della notte1 al lume delle lanterne1 e il formicolo della folla allo spuntare dell'alba4 ,l va la sartina1 furtivamente1 a cercare lo scialle smesso2 ci va il padre di famiglia1 corto a quattrini1 a comprare il lume a petrolio2 ci va l'artista a scovar l'abito per il modello2 ci va l'antiquario1 il bibliomane1 l'attore spiantato1 l'ebreo rigattiere1 una processione di collettori di bagattelle e di curiosi d'ogni specie1 impazienti tutti d'arrivare i primi a pescare in quel mare magno in cui si nascondono qualche volta tesori sconosciuti e piccole fortune insperate2 e tutti girano e cercano avidamente fino a giorno alto1 in mezzo a un via vai di contadini e di contadine che contrattano panni logori1 di cenciaiuoli girovaghi1 carichi di stivali sdrusciti e di pentole fesse1 di facchini1 di raccoglitori di cicche e di carte1 di guardie municipali1 di donne di servizio1 di bottegai1 di sensali1 che fluttuano in due opposte correnti fra il mercato dell'erbe e il gran pandemonio della piazza vicina4 99 ,chi ha fatto questo giro1 e s' ancora spinto poi1 per il corso ,san ,maurizio1 fino in faccia al ,borgo ,po1 che chiude come uno scenario graziosissimo il grande palcoscenico della piazza ,vittorio ,emanuele1 ha visto la citt di ,torino4 ,ma gli resta da studiare il movimento e l'aspetto della popolazione1 che pure curioso4 ,il pi grosso torrente della vita scorre dalla stazione di ,porta ,nuova fino a ,piazza ,castello1 dove arriva gonfiato dall'affluente di via ,santa ,teresa2 e l si rispande per via di ,po e per via ,dora ,grossa1 e serpeggia in mille rigagnoli per le vie strette della vecchia ,torino1 fino al gran lago ondeggiante della piazza ,emanuele ,filiberto4 ,la gente si perde nella vastit delle piazze1 dove non si vedono che rari nantes2 presenta un aspetto generale d'eleganza nell'ultimo tratto di via ,roma e sotto i portici1 e piglia gradatamente un colore modesto e popolano1 via via che scende verso il fiume o risale verso i quartieri di settentrione e di ponente4 ,l'ordine nella folla come nell'architettura3 passa una processione a destra e una processione a sinistra d'ogni strada1 l'una opposta all'altra3 da una parte non si vedono che nuche1 dall'altra non si vedono che visi4 ,certi personaggi si succedono con una frequenza che si nota subito3 il vecchio giubilato1 sbarbato e pulito1 che va rasente il muro2 il giovane ufficiale d'artiglieria della ,scuola d'applicazione2 lo studente vestito con una certa sprezzatura d'artista2 la sartina dal corpicino snello e asciutto1 con quattro cenci addosso1 messi con garbo signorile e aggraziati da un'andatura capricciosa insieme e composta2 l'operaio di statura media1 d'aspetto rude1 di membra solide1 di movimenti da soldato2 l'uomo nuovo1 l'industriale1 il commerciante1 l'agente d'affari1 fra i trenta e i quarant'anni1 trascurato nel vestire1 di viso serio1 grigio innanzi tempo1 leggermente invermigliato dal ,barolo vecchio1 col sigaro di ,cavour spento fra le dita della mano inquieta1 e un pensiero fisso sulla fronte2 il grosso padre di famiglia1 borghese benestante1 con un viso benevolo1 che manifesta poche idee1 ma quelle poche nette e salde1 e inchiodate profondamente nel cervello1 nella coscienza e nel cuore1 e tratto tratto qualche signora alta1 sottile e bianca1 coll'occhio azzurro e il piede patrizio1 che fa col suo mantello di velluto nero una macchietta vigorosa e pomposa nel grigio volgare della folla4 ,tutti camminano guardando diritto davanti a s2 si discorre senza rallentare il passo2 poche conversazioni ad alta voce2 nessuna apostrofe da un lato all'altro della strada2 si parla a mezza voce1 a frasi spedite1 gesticolando in uno spazio circolare di non pi di due palmi di raggio1 e risalendo prontamente sul marciapiede1 per forza d'abitudine1 ogni volta che s' stati costretti a discendere4 ,e gi1 nelle strade frequentate1 si vede1 come nelle grandi citt del nord1 una gara ad arrivare i primi1 a lasciarsi indietro chi ci cammina accanto1 come se ogni vicino fosse un concorrente in affari4 ,tutte le scorciatoie sono utilizzate1 si svolta rasente i muri1 s'attraversa la strada di corsa1 s'inseguono i tranvai1 si fa folla agli incrociamenti delle carrozze e dei carri1 e s'apostrofano carrettieri e cocchieri con voci e gesti impazienti di gente che ha i minuti contati4 ,ma una certa apparenza di gentilezza corregge il carattere un po' aspro di questa vita frettolosa di citt industriale4 ,i saluti sono premurosi1 i cappelli s'abbassano profondamente1 la gente si scansa con giri svelti e larghi1 i bottegai riaccompagnano i compratori alla porta in atto cerimonioso1 il cameriere si inchina all'avventore sulla soglia della trattoria1 il fiaccheraio riverisce la pratica1 il venditore di giornali ringrazia del soldo con un buon augurio1 le erbivendole si chiamano madama1 le due frasi spicciole del galateo torinese ca fassa grassia e ca scusa si sentono da ogni parte e ad ogni proposito come il pardon e il s'il vous plait a ,parigi2 la citt fa i suoi affari alla lesta1 ma con dignit1 da signora educata1 non da rozza merciaia4 ,e come ,parigi ha l'ora dell'assenzio1 ,torino ha l'ora del vermut1 l'ora in cui la sua faccia si colora e il suo sangue circola pi rapido e pi caldo4 ,allora le scuole riversano per le strade nuvoli di ragazzi1 dagli opifici escono turbe di operai1 i tranvai passano stipati di gente1 gli equipaggi s'inseguono1 le botteghe dei liquoristi s'affollano1 un esercito d'ufficiali e di soldati d'ogni arma si spande in ogni parte e mette un soffio di giovent per le vie1 e nella mezza oscurit della sera par di vedere ,torino come all'immaginazione piace di raffigurarsela in un avvenire lontano3 una ,torino di cinquecentomila abitanti1 che riempia la sua cinta daziaria1 con un nuovo centro e nuovi sobborghi1 tutta sonante di lavoro e rigurgitante di vita4 ,ma il pi bello spettacolo vivo1 e nello stesso tempo il pi originale1 che offra ,torino1 la passeggiata sotto i portici di ,po1 le sere d'inverno4 ,i portici sono i boulevards di ,torino4 ,l'albergo d',europa pu rappresentare il ,grand ,htel2 la chiesa dell',annunziata1 la ,madeleine2 il caff ,fiorio1 ,tortoni2 il ,teatro ,regio1 il ,grand ,opra4 ,anche qui la folla maggiore1 e il fiore dell'eleganza e del lusso passano a destra4 ,la prima cosa che d agli occhi il contrasto della bottega splendida col baraccone da villaggio che le sorge in faccia1 nello stesso tempo officina e negozio2 il banco della fruttaiola di fronte alla trattoria aristocratica2 il rivenditore d'almanacchi e di libri usati in faccia al grande libraio signorile4 ,la contessa vestita in gala passa accanto ai banchi di legumi e di caci1 la conversazione leccata dei dandy interrotta dall'urlo plebeo dei cavamacchie e dei venditori di fotografie2 tutto il mondo elegante sfila in mezzo a quella lotta muta e continua del grande e del piccolo commercio1 schierati l'uno di fronte all'altro1 in atteggiamento ostile1 come due catene di sentinelle avanzate dei due grossi eserciti nemici della borghesia e della plebe4 ,qui la folla fitta e nera1 divisa in due correnti1 che si toccano1 e spesso si confondono1 e straripano fuori dei portici4 ,in alcuni punti un vero serra serra1 come all'uscita da un teatro1 tanto che nello spazio di tre braccia quadrate si ritrovano spesso un capitano d'artiglieria1 una coppia matrimoniale1 un prete1 un accademista1 una crestaia1 un operaio1 stretti in un mazzo1 che paiono una famiglia sola4 ,qualche volta per pigliar spazio la folla costretta a fermarsi1 e tutti segnano il passo come una colonna di soldati4 ,l'aspetto e il contegno generale grave1 come l'andatura1 e come disse un professore arguto1 sembra che tutti meditino un regolamento4 ,la gente gira tutt'intorno alla ,galleria ,subalpina1 a passi lenti1 processionalmente1 come nella sala d'un museo1 non facendo che un leggiero bisbiglio1 che lascia sentire distintamente le note acute dei cantanti nella sala sotterranea del ,caff ,romano4 ,sotto i portici non si sente che un mormoro sordo ed eguale1 fra cui risuonano forte1 qua e l1 le sciabole degli ufficiali e le risa argentine delle fioraie e delle sartine1 che fanno una scappata a traverso al bel mondo1 coll'involtino in mano1 prima di tornare a casa1 e i colpi secchi delle porte dei caff aperte e richiuse bruscamente per timore del freddo4 ,par di essere in una galleria d'un palazzo grandissimo1 dove i convitati sfilino rispettosamente al cospetto d'un principe4 ,e siccome gl'incontri sono frequentissimi e si ripetono1 cos un salutarsi continuo di militari1 un continuo scappellarsi d'amici e di conoscenti1 di studenti e di professori1 di grossi e di piccoli impiegati1 che si voltano obliquamente1 passandosi accanto1 per non urtarsi nel petto4 ,della gente non si vede che il viso e i fiati fumano4 ,ma i baracconi riparano dal freddo4 ,si sta bene in quella calca1 cos stretti1 l'uno addosso all'altro1 e pare che tutti provino piacere a pigiarsi1 a sentirsi davanti1 dietro e dai lati dei pesanti pastrani1 dei grandi mantelli d'ufficiali1 dei grossi borghesi ben pasciuti e caldi1 usciti allora da una sala da desinare4 ,da tutte le strade laterali arriva gente1 chiudendo l'ombrello1 pestando i piedi1 scuotendo i panni bianchi di neve1 e tutti si ficcano in quella folla1 con gusto1 tirando un respiro1 come se entrassero in casa4 ,e la folla essendo cos pigiata1 si colgono a volo da tutte le parti1 passando1 brani di dialoghi sommessi1 frammenti di discussioni scientifiche1 giudizi letterari di studenti1 notizie sullo stato dei fondi pubblici1 qualche volta frasi staccate di confidenze di signorine1 che un'ondata di gente ha separate dai parenti che vengon dietro1 conversazioni francesi e tedesche1 parole dolci vibrate a bruciapelo nei momenti di maggior confusione3 specialmente allo svolto dei portici in faccia alla ,galleria1 dove accade spesso d'incontrarsi faccia a faccia con marito e moglie1 e sentirsi ad un punto il fumo del sigaro del marito negli occhi1 il manicotto della signora contro le mani e la testa del bimbo in un fianco4 ,chi non c' abituato1 pu seccarsi sulle prime1 e impazientarsi di quello strano modo di passeggiare2 ma tutti1 prima o poi1 ci pigliano piacere4 ,c' non so che idea di intimit domestica in quel lento va e vieni di gente affollata sotto quegli archi1 dinanzi a quelle vetrine splendide1 che finiscono con lo stamparsi nella memoria1 ad una ad una1 come i mobili della casa propria2 c' un'apparenza come di affratellamento e di buon accordo universale1 un'immagine viva di quell'unanimit di sentimenti e di propositi che fece forte e ammirato il popolo piemontese1 qualche cosa di geniale e di benevolo1 che non si sa ben dire1 ma che mette un calor salutare nel petto1 dalla parte sinistra4 ,torino1 per1 si presenta in molti aspetti molto diversi1 che un forestiero non pu osservare in pochi giorni4 ,ci son poche citt che cambino viso cos stranamente col cambiare della stagione e del tempo4 ,ha una bellezza sua propria quando coperta di neve1 quando le ,alpi son tutte bianche1 le colline bianche1 i giardini1 gli alberi dei viali lunghissimi1 i larghi corsi1 le grandi piazze1 tutto bianco2 specialmente di notte1 quando a traverso la neve fitta1 che vela la luce delle file interminabili dei lampioni1 non si riconoscono pi le vie1 si confondono i crocicchi1 la citt sembra immensa1 e nei vasti spazi deserti regna un silenzio cupo di citt disabitata1 in cui fuggono e spariscono come ombre impaurite le carrozze e la gente1 e vi par spenta la vita per sempre4 bella anche nelle mattinate d'inverno grigie e rigide1 quando il cielo coperto piglia successivamente mille colori strani di viola1 d'oro e di porpora1 che paiono riflessi di grandi incendi lontani1 e ogni strada chiusa da una cortina di nebbia1 come dal fumo del fuoco di fila d'una barricata1 nel quale i monumenti si drizzano come larve1 e le persone appariscono all'improvviso1 come se sbucassero di terra1 e tutta la popolazione affaccendata della mattina1 morsa dal freddo1 precipita il passo1 batte i piedi1 stropiccia le mani1 soffia sulle dita1 saltella e scantona ad un angolo retto1 con le spalle ingobbite e il gomito al muro1 come se fosse inseguita e sferzata da una legione d'aguzzini invisibili1 e par che i raggi del sole s'arrestino intimiditi sui cornicioni delle case1 e che la citt sia condannata al gelo e alla mezza luce d'un'alba perpetua4 ,ma bella sopra tutto di primavera1 in quei giorni che da un inverno lungo e uggioso si salta improvvisamente nella bella stagione1 e si sente la verit di quello che disse ,george ,sand3 la primavera dell',italia settentrionale la pi bella del mondo4 ,allora ,torino si riscuote tutta1 e par che ringiovanisca in poche ore2 la popolazione si spande per i giardini e per i viali1 come a una festa2 per le grandi strade passano torrenti di luce e d'aria2 a ogni cantonata par che soffi una brezza nuova2 si sentono ondate d'odor di campagna e di fragranze alpine1 che dnno una scossa al sangue2 il cielo1 le montagne1 le colline1 gli sfondi lontani delle vie1 tutto terso1 netto1 fresco1 allegro2 ,torino ha l'aria d'una citt americana1 venuta su da pochi anni1 nel primo sboccio della sua verde adolescenza2 ma dorata da un raggio di bellezza italiana4 ,ma per veder ,torino nel suo pi bell'aspetto1 bisogna vederla nell'occasione d'una di quelle grandi feste nazionali1 in cui accorrono qui ,italiani d'ogni provincia1 vecchi ministri che vi passarono i pi belli anni della loro et matura1 deputati maturi che vi passarono gli anni pi belli della giovent1 giornalisti che vi fecero le prime armi1 ricchi che ci vissero nella strettezza1 antichi emigrati1 senatori1 generali1 tutti i superstiti di quella grande legione di uomini di ,stato1 di scrittori1 di lottatori1 di soldati1 di tribuni1 che prepar e inizi qui la rivoluzione italiana1 e se n'and con la capitale4 bello e commovente quel ritorno4 ,tutti hanno qui mille memorie2 sparpagliandosi per la citt1 ne ritrovano una ad ogni passo2 riconoscono luoghi e persone1 rivedono col pensiero gli amici e i compagni perduti1 ricordano alla svolta d'ogni via1 si pu dire1 un avvenimento e una commozione4 ,il popolo torinese tutto in giro1 e in quei giorni rivive anch'esso in quel bel tempo1 che par gi tanto lontano1 in quei begli anni di speranze e d'entusiasmi2 anch'esso riconosce a ogni passo un ospite antico1 deputati incanutiti1 generali incurvati1 gravi pubblicisti di cui ha letto le prime appendici letterarie1 ministri che vivevano in una cameretta al quarto piano in via ,dora ,grossa1 visi1 voci1 gesti che ravvivano tutti i suoi pi cari ricordi e gli fanno battere il cuore4 ,allora certi luoghi della citt1 certi angoli storici ripigliano per qualche ora l'aspetto antico2 si rivedono nei vecchi caff i personaggi e i crocchi d'una volta2 da ogni parte si stringono mani d'amici1 si alternano esclamazioni di stupore e di piacere1 e conversazioni concitate1 piene di domande1 di date1 di nomi1 di parole tristi e affettuose1 e di echi sonori delle antiche passioni giovanili2 e piazza ,castello si rianima1 e sotto i portici ripassa un soffio del cinquantanove1 e tutta la citt si sente rifluire al cuore il suo vecchio sangue di guerriera e di regina1 e apparisce pi bella e pi altiera in mezzo alla vasta cintura verde dei suoi platani e al grande anfiteatro azzurro delle sue ,alpi4 ,,firenze 7,giugno1 #ahga74 ,un ,piemontese1 che deve andare a ,roma tra poco1 sent il bisogno1 qualche giorno fa1 di mandar un saluto alla citt di ,firenze1 e pens di mandarglielo dalla cima della collina di ,fiesole4 ,una di queste sere1 poco prima del tramonto1 prese la via di porta a ,pinti1 solo soletto1 come un pellegrino1 e tir innanzi a capo basso1 almanaccando4 ,la strada era deserta4 ,egli1 che vi era passato molte volte nei giorni di festa1 quando vanno e vengono tante famigliuole di operai e brigatelle di giovani e coppie d'innamorati e villeggianti e carrozze1 quella sera1 non vedendo anima viva1 si sentiva prender dalla malinconia4 ,andava su a passo lento1 si fermava dinanzi ai cancelli chiusi delle ville1 dinanzi alle chiesuole1 ai tabernacoli1 ai muri scarabocchiati col carbone2 girava tratto tratto1 dai punti pi alti1 uno sguardo sulla campagna3 per tutto era quiete e silenzio4 ,incontr qualche povero1 inciamp in una vecchia addormentata sullo scalino di una porta1 arriv a ,san ,domenico1 e su1 per la strada pi corta4 ,per tutta la salita non si volt mai a guardar la citt4 ,non voleva sciuparsi l'effetto del colpo d'occhio pi bello da godersi lass1 dinanzi al convento4--,poich l'ultima volta che la vedo1--pensava1--la voglio veder bene1 tutt'a un tratto1 come al cader di un velo4--,e faceva tra s quei ragionamenti fanciulleschi che si fanno in tali occasioni1 quasi per darsi un'illusione di sorpresa3--,che cosa si vede lass8 ,che citt c' nel piano8 ,dove sono8 ,dove vado8 ,arrivato in cima1 accanto al muricciuolo1 prese fiato1 e poi si volt tutto a un tratto verso ,firenze4 ,lo spettacolo1 quel giorno1 era pi stupendo che mai4 ,il cielo lucido e quieto di una pace allegra2 una striscia di nuvole aranciate all'orizzonte2 il resto puro3 le cime delle colline lontane pareva che fendessero l'azzurro2 una freschezza primaverile spirava nell'aria4 ,sotto1 tutto quel saliscendi di poggi e di vallette1 simile a un solo immenso prato depresso qua e l1 lievemente1 come dal premere d'una mano carezzevole1 mossa da una fantasia capricciosa2 tutto un verde leggiero1 variato sui punti eminenti del verde cupo dei cipressi1 disposti a file e a corone2 interrotto da prati fioriti2 listato di strade1 di viali1 di sentieri bianchi1 che s'incrociano1 s'inerpicano sulle cime1 precipitano dal lato opposto1 e spariscono e riappariscono in distanza2 casette1 gruppi di case1 ville su tutti i rialti1 nette1 spiccate1 che par che i colli le buttino innanzi come per porgerle2 oltre la citt un piano vastissimo1 coperto d'una nebbia leggiera1 a traverso alla quale biancheggiano le case lontane1 come vele sul mare2 e su tutta questa sterminata corona di colli1 di villaggi1 di ville1 di giardini1 ogni cosa che par che guardi a ,firenze1 e voglia scendere e precipitarle nel seno3 l'ossatura d'una citt immensa che non si pu immaginar compiuta senza un senso di sgomento2 uno spettacolo pieno di bellezza che fa pensare1 e di maest che sorride4 --,mah6--esclam il giovane con un sospiro1 sedendosi sul muricciuolo1 con le spalle volte a ,firenze1 per raccoglier meglio i suoi pensieri4-- pure una dura legge che1 quando s'abbandona una citt1 oltre al rammarico di separarsi dagli amici e di rompere molte abitudini che erano diventate care1 uno si debba accorgere che vi sono ancora da sciogliere altri legami3 legami che lo tengono attaccato ai muri delle case1 ai piedistalli delle statue e agli alberi dei viali44444 ,cinque anni6 ,mi par d'essere arrivato a ,firenze ieri4 ,era una brutta giornata1 nevicava1 non c'era anima nata per le strade4 ,mi parve una citt malinconica4 ,uscito appena dalla stazione1 infilai via ,panzani2 diedi un'occhiata1 passando1 a via ,tornabuoni3 con quelle case di colore scuro1 mi fece l'effetto d'una strada tetra2 andai oltre1 vidi il ,duomo1 m'affacciai a via dei ,servi3 mi parve un corridoio di convento2 tirai innanzi fino a via ,san ,sebastiano3 fu peggio4 ,mi sentivo soffocare in quelle stradette1 mi pareva che vi mancasse l'aria e la luce2 m'uggivano tutte quelle casucce1 addossate le une all'altre1 strette come persone che si pigino1 con quelle porticine che paion buche2 una casa alta come una torre1 una bassa come una capanna1 una grossa1 una mingherlina1 una avanti1 una indietro1 tutte di sghimbescio1 come buttate l a caso4444 ,piovve per molti giorni4 ,io stavo in via ,pietra ,piana1 verso la ,porta1 e passavo dell'ore alla finestra1 guardando nella strada1 solo e pensieroso4 ,ad ogni sbatter d'uscio1 la casa tremava tutta come se volesse cadere4--,ci restassi sotto6--dicevo--tanto ho da crepare di malinconia4444 ,poi venne il bel tempo1 e col bel tempo l'umore allegro4 ,passarono tre o quattro mesi4 ,un bel giorno osservai che per andare da casa all'ufficio ero passato ogni mattina per la stessa via2 mi maravigliai di non aver mai pensato a prenderne un'altra1 e me ne domandai la ragione4--,forse1 dissi tra me1 l'effetto di quella tal casa che vedo di scorcio sulla cantonata1 appena son fuori della porta4 ,sar fors'anco la chiesa che c' di rmpetto4 ,o son le finestre del palazzo accanto a casa mia1 che guardo sempre4 ,o i bassorilievi del palazzo pi piccolo ch' vicino alla chiesa4 ,o sono tutte queste cose insieme4--,poi1 fermandomi in mezzo a una piazza1 mi venne fatto di domandarmi che cosa fosse che mi tratteneva1 in quel certo punto e in quel certo modo1 con l'aria e col sentimento di chi sta in casa sua2 perch mi pigliasse la voglia di appoggiare le spalle al muro e di finire il mio sigaro in pace2 come non mi potessi trattenere dal chiamar gli amici che passavano1 e attaccar discorso1 e far crocchio1 e sciupare in chiacchiere una mezz'ora4 ,cercai di spiegare a me stesso il perch avessi contratto l'abitudine di rallentare il passo a quella tal svoltata1 di guardare intorno su quel tal crocicchio1 di andar oltre col viso in aria4444 ,una mattina m'accorsi con stupore di avere nel capo1 distinte ad una ad una1 le immagini d'una cinquantina di case di strade diverse1 delle quali avrei saputo dire1 senza rischio di sbagliare1 il colore della facciata1 la forma delle finestre1 il disegno degli ornati4 ,guardai meglio quelle case1 ripassandoci davanti2 e quanto pi le guardavo1 tanto pi mi pareva che avessero tutte un'aria propria1 che so io8 un significato1 qualche cosa che mi faceva pensare4 ,l'una sentivo che l'avrei scelta di preferenza per invitarvi degli amici a cena1 e menarvi una vita allegra3 mi pareva che sorridesse4 ,in un'altra ci sarei stato pi volentieri a studiare1 solo1 raccolto1 con una gran biblioteca3 aveva un aspetto grave insieme e sereno4 ,in una terza pensavo che non ci si potesse vivere che facendo all'amore1 tanto aveva le forme snelle e la tinta gentile4 ,gli architetti di quelle case bisognava che fossero giovani simpatici2 dovevano aver voluto dir tutti alcun che con quei disegni1 e s'erano fatti tutti capire4 ,man mano che passavo per quelle vie1 mi s'affollavano alla memoria versi1 scene di romanzo1 episodi storici1 ariette d'opera4 ,e alzando gli occhi ai palazzi1 alle torri1 ai campanili1 agli archi grandiosi1 mi cominciava a parere strano che1 in luogo d'ispirare quell'ammirazione subitanea e profonda1 mista quasi ad un senso di terrore1 che sogliono ispirare i monumenti giganteschi1 costringessero invece1 quando si voleva esprimere con parole l'effetto delle loro bellezze1 a servirsi degli aggettivi stessi che s'usano per designare un bel fanciullo1 un bel fiore1 un bel ninnolo1 come3--,gentile1 amabile1 caro4444 ,guardando quelle torri1 quei palazzi1 sorprendevo spesso in me medesimo un desiderio bizzarro1 come di fare scorrere la mano su quei contorni1 di palpare quei rilievi2 e con questo desiderio1 una specie di sollecitudine gelosa per quelle moli enormi di pietra1 come se temessi che la menoma forza le potesse offendere e sciupare2 e con questa sollecitudine1 un bisogno vivo e continuo di correrle e di ricorrerle con quello sguardo d'amante che avvolge1 e striscia1 e lambe1 e si stanca sulle forme amate4 --,ma queste linee si muovono1--esclamavo tra1 me--v' qualche cosa che si stacca e va su2 c' senso e vita in quelle forme3--,cominciai a capire certi amori ardenti per le glorie artistiche del proprio paese1 e mi compiacqui nel cogliere sul viso degli stranieri1 che si fermavano sulla piazza1 la prima espressione della maraviglia e del diletto4 ,presi l'uso di passare e di fermarmi tutti i giorni1 a quell'ora1 in quei luoghi4 ,m'accorsi che ogni giorno quella contemplazione di pochi istanti mi metteva in un corso d'idee alte e belle2 sentii poi che la facolt di quella maniera di diletto si rafforzava e s'estendeva ad altre forme dell'arte2 che quel gusto del semplice e del grande s'insinuava anche un po' nel sentimento e nel giudizio mio riguardo a cose che con l'arte non avevan che vedere1 a fatti1 a persone1 a costumi2 mi parve d'essere riuscito1 per effetto di quel culto gentile1 a domare certi moti impetuosi e quasi selvaggi dell'animo mio1 a dare alla mia indole un che di pi liscio e di pi morbido1 a migliorarmi in qualche cosa4 ,per questo presi ad amare quelle linee1 quelle forme1 quei colori2 e non mi pareva pi pazzo il ,pieruccio dell',assedio di ,firenze1 che1 povero e abbandonato1 sente ancora un palpito di gioia segreta1 sollevando gli occhi pieni di lacrime ai monumenti della sua cara citt natale4444 ,questo segu a me ed a molti4 ,ma per chi sia venuto qui nel fiore della giovinezza1 con quell'irresistibile bisogno di aprire il proprio cuore e di gridare3--,guardate6--che ci assale appunto negli anni in cui si comincia a esser uomini e s' tuttavia un po' fanciulli2--per chi sia venuto qui coll'intima coscienza di esser atto a fare qualcosa1 senza saper che1 n come1 n quando2 con un presentimento confuso1 con un desiderio inquieto1 con quella forza dentro che s'agita1 e tenta e non rinviene l'uscita2 per chi1 essendo venuto qui in quello stato1 abbia sentito1 al lume di questo cielo e all'ombra di questi monumenti1 squarciarsi come un velo che gli avvolgeva l'ingegno1 tutte le facolt ravvivarsi con impeto e ordinarsi con armonia1 e dal tumulto1 prima infecondo1 della mente e del cuore prorompere per la prima volta1 rozzi1 ma ardenti e liberi1 gli affetti1 i pensieri1 le immagini2--per chi sopra tutto abbia raccolto qui1 con lungo amore1 le forme e le parole da poter significare ed espandere l'animo suo1 affratellandosi col popolo per sorprendergliele sulle labbra1 ricominciando qui1 per cos dire1 un'altra infanzia1 rinnovando quasi la sua natura1 aspirando continuamente e avidamente quest'aura vergine della vita italiana1 per farsene sangue1 e informarsene il cuore e il cervello1 superbo oggi d'esservi riuscito1 disperato domani di non riuscirvi1 ma sempre risoluto1 ostinato e appassionato2 per costui non ci sar n parola n omaggio che basti a significare l'affetto e la gratitudine che deve sentire per ,firenze1 sua ispiratrice e maestra4 ,quando1 a tarda notte1 nel silenzio della sua cameretta1 dopo un lungo lavoro condotto con furia febbrile egli sentiva bisogno di smorzare il fuoco che gli ardeva le fibre1 ,firenze gli diceva3--,vieni6--e gli offriva la splendida pace delle sue notti serene1 l',arno colorato di fuoco e il bel colle di ,san ,miniato illuminato dalla luna2 e in quello spettacolo gentile e solenne l'anima sua si quetava4 ,e quando1 dopo aver lungamente faticato e sudato invano per dar forma e vita a un concetto riposto o a un'immagine bella che gli appariva1 in barlume alla mente1 egli buttava la penna sconfortato e si slanciava fuori di casa1 ,firenze1 offrendogli allo sguardo i miracoli dell'arte affollati nella sua piazza famosa1 gli diceva3--,ecco la bellezza6--ed egli in quella bellezza confortava e appagava l'animo1 pensando ch'ella era italiana1 e il suo orgoglio umiliato d'artista moriva senza dolore nell'alterezza legittima e santa di cittadino4 ,e quando in certi momenti di sfiducia desolata e di abbattimento mortale egli piangeva la sua provata impotenza e le sue speranze deluse1 ,firenze gli diceva3--,migliaia di giovani1 e quanto migliori di te6 io vidi1 fra le mie mura1 lasciar cadere la mano disperata sopra un foglio bagnato di lagrime o sopra un marmo spezzato2 dolori che straziano il cuore1 e gettano anzi tempo nella tomba1 io conobbi e nascosi2 ed erano anime grandi4 ,e tu1 miserabile1 che pretendi1 e chi accusi8--,e allora egli si ravvedeva e taceva1 e da quella confusione salutare traeva nuova forza e nuovo coraggio per combattere1 perseverare e soffrire4 ,a questo punto1 preso da un'ispirazione diversa1 il nostro amico si volt improvvisamente alla campagna ed esclam in atto drammatico1 non senza un leggiero accento di tristezza3--,addio1 dunque1 bel colle di ,settignano6 addio ,patrolino6 addio ,sesto6 addio vallette verdi1 chiesuole solitarie e casucce quete1 che ci avete fatto dire tante volte3--,beata la pace6--,stanchi d'una baldoria carnovalesca1 annoiati degli altri e di noi1 tristi1 umiliati1 noi ci siamo levati molte volte innanzi l'alba e slanciati con desiderio smanioso alla campagna1 come l'assetato alla fonte2 e correndo di colle in colle1 di valle in valle1 e bevendo a lunghi sorsi deliziosi l'aura pregna di vita1 abbiamo sentito sparire tristezze e rimorsi1 rinascere1 con l'appetito vigoroso e la gaiezza campagnola1 la forza e l'ardor del lavoro6 ,addio contadini cortesi1 vecchierelle allegre e ragazzotte col damo negli occhi1 che sedeste tante volte a tavola con noi1 come vecchi amici2 buona gente cordiale1 che spalancavate gli occhi maravigliati1 vedendoci cavar di tasca il portafoglio per notare le ingenue grazie del vostro celeste linguaggio2 e addio voi pure1 bambinelli scalzi1 di cui ci chinavamo a raccogliere le parole come le note d'un canto sommesso2 addio a tutti6 ,nessuno di noi vi ricorder senza rimpiangervi6 ,dalle sponde del ,tevere1 rivolando col pensiero alle sponde del ,po1 ci soffermeremo sempre in riva all',arno1 per mandarvi un saluto1 sempre6444 ,qui l'amico si ferm1 si turb1 e stette qualche minuto immobile1 col capo basso1 occupato da un pensiero triste4 ,poi alz la fronte corrugando le ciglia1 coll'aspetto di chi afferra il filo di una reminiscenza lontana1 e riprese a bassa voce3 --4444,piazza ,castello pareva un mare di teste2 c'era mezzo il popolo di ,torino4 ,migliaia di voci cantavano l'inno di ,goffredo ,mameli4 ,l'entusiasmo toccava il furore4 ,centomila visi erano rivolti alle finestre dove stavano i deputati della ,toscana4 ,la gente gridava loro cose1 l sotto1 che facevano venir freddo2 tendeva le braccia come se essi avessero a gettarsi gi1 e li volesse prendere4 ,si voleva vederli1 e vederli ancora1 e poi tornare a vederli4--,fuori6--si gridava con accento di preghiera2--vada qualcuno a pregare che si mostrino ancora una volta6 ,pregateli che ci parlino6 ,li vogliamo sentire ancora6--,i loro nomi correvano di bocca in bocca2 alcuni erano di famiglie antiche ed illustri1 imparati gi nelle storie1 o intesi nelle scuole1 nomi solenni1 che si pronunziavano con riverenza2 altri non saputi mai1 ma pur cari per quel suono1 per quell'impronta paesana che li faceva riconoscere alla prima4 ,si cercavano nella folla i pochi ,toscani ch'eran venuti coi deputati1 si correva intorno a loro con una curiosit infantile1 si voleva sentire il loro accento decantato1 si ripetevano le loro parole1 si scambiavano i lei e i chiel con una dimestichezza che pareva antica4 ,il nome di ,fiorenssa1 come si diceva1 questo nome al quale il popolo1 bench l'avesse s poco familiare1 era pure sempre usato ad unire l'immagine di qualcosa di gentile e di augusto1 si ripeteva allora con amore2 ,firenze1 gi creduta tanto lontana1 pareva che si fosse avvicinata ad un tratto1 che fosse l all'orizzonte1 colle sue belle cupole e le sue belle torri2 ,dante6 ,michelangelo6 ,machiavelli6 e gli altri grandi nomi rivenivano alla mente e sulle labbra1 anche dei popolani1 con un senso nuovo1 quasi come nomi di gente viva1 di cui que' deputati ci avessero portato un saluto o un ricordo4 ,firenze6 ,si vedevano con la mente1 a questo nome1 delle legioni di scultori1 di pittori e d'architetti1 che ci gridavano3--,viva6--da lontano1 agitando scalpelli1 tavolozze e corone4 ,oh come si conoscevano tutti senz'averli mai veduti6 ,e come si sentiva la solennit di quell'istante1 la fusione di quei due popoli e di quelle due storie6 ,era il ,piemonte1 il vecchio soldato1 abbronzato dal sole e coperto di cicatrici1 che deponeva un bacio sulla fronte bianca e splendida della madre delle arti2 della quale dieci anni prima1 a ,curtatone1 aveva potuto stringere appena1 e di sfuggita1 la mano insanguinata4 ,erano due grida sublimi1 uno partito da ,santa ,croce e l'altro da ,superga1 che si mescevano in un solo3--,ecco il giorno6--,oh non c'erano freddezze allora6 ,non c'erano rancori6 --,freddezze8--riprese di l a poco1 quasi maravigliato d'essersi lasciato sfuggire quella parola2--rancori8 ,ma che6--continu scrollando il capo e sorridendo1--ma chi lo crede8 chi ne parla pi8 chi se ne ricorda ancora8 ,le famiglie piemontesi1 forse1 che si vedono1 per le case e per le vie1 mostrarsi l'una all'altra i loro bimbi di cinque anni1 che parlano il pi puro e argentino toscano che si sia inteso mai1 ridendone come d'una cara sorpresa e parlandone con una compiacenza non scevra d'alterezza8 ,o le loro donne di servizio1 venute dalle falde delle ,alpi1 che quando c' confusione in mercato dicono che non ci si raccapezzano8 ,o i rivenditori di giornali1 nati sulle rive del ,po1 che rifanno il verso ai nuovi venuti1 perch non gridano ancora coll'accento paesano8 ,sogni6 ,interrogateli--,signore6--vi risponderanno3--ella ritorna molto addietro2 qui son nati i nostri figliuoli e i nostri fratelli pi piccoli2 in questa lingua e in questo accento ci chiamarono la prima volta e ci dissero le prime parole2 qui ci abbiamo amici1 fidanzati1 parenti2 in ,santa ,croce c' il nostro ,alfieri2 che domande la ci fa8 ,questa ,italia1 signore6 ,la citt dove siam nati ci sacra2 ma anche ,firenze ci cara1 e l'amiamo4 ,questo diranno2 e vi soggiungeranno anco molti che non partono col cuore lieto1 che prevedono dei giorni e delle ore in cui si ricorderanno di ,firenze con una tenerezza piena di malinconia e di desiderio1 perch qui si son stretti dei cuori1 molti1 e con nodi tenaci1 come segue sovente fra chi s' tenuto il broncio un bel pezzo4 ,rancori8 ,non vero1 una calunnia per tutti3 per chi parte e per chi resta2 lo so di certo1 io1 lo vedo ogni giorno1 lo sento ogni momento4 ,come8 ,chi che brontola laggi8 ,chi che alza le spalle8 ,avanti1 se c' ancora qualcuno da questa parte o dall'altra2 spingiamoli in mezzo1 a vedere se osano dirselo in viso2 e che le donne e i ragazzi1 che amano1 perdonano e dimenticano1 li costringano a levar le mani di tasca1 e a tenderle di qua e di l1 e gridino3--,stringete6--,animo1 gi il cappello1 ancora una volta1 davanti a ,santa ,croce2 un ultimo sguardo alla cupola1 e un saluto intorno alle colline1 e addio1 e via1 col cuore riconoscente e sereno4 ,per ,dio6 ,chi ha ancora un po' d'amaro nell'anima non un galantuomo4444 ,ed ora d il mio ultimo saluto a ,firenze anch'io4 ,cos dicendo1 s'alz1 si volt verso la citt1 e mise una voce di ammirazione4 ,s'era fatto buio senza ch'egli se ne accorgesse1 e tutta la valle era popolata di lumi4 ,prov quell'impressione stessa che si prova talvolta1 girando per la campagna di notte1 quando si guarda gi1 senza pensarci1 dall'orlo d'un'altura1 e si vede la china1 di cima in fondo1 sorvolata da una moltitudine immensa di lucciole1 che la fan parere tutta accesa4 ,cos tutti quei lumi1 a socchiudere appena gli occhi1 si confondevano in un solo strato luminoso1 che rendeva l'immagine d'un gran lago di fuoco4 ,dalle lunghissime file dei fanali della cinta1 simili a ghirlande tese intorno alla citt1 altre file di lumi si stendevano dentro e fuori1 diritte1 curve1 incrociate2 altre interrotte qua e l1 altre continue come un raggio di luce1 altre nascoste quasi affatto dagli alberi1 dietro a cui si vedeva uno splendore diffuso1 come d'incendio2 altre vicine1 che parevano a pochi passi2 altre lontane1 visibili appena1 or s or no2 e nel piano e sui colli1 per tutto fiammelle1 e gruppi di punti luminosi1 e tremoli bagliori2 un bellissimo cielo stellato1 pareva1 riflesso da una vasta acqua cheta4 --,ah6--esclam il nostro amico dopo qualche istante di muta contemplazione agitando una mano verso ,firenze2--4444seduttrice6 ,poi mise un sospiro e mormor3 --,addio1 ,firenze6 ,e scese ch'era buio fitto4 ,,roma4 ,l',,entrata ,,dell',,esercito ,,italiano ,,in ,,roma4 ,roma1 #ba settembre #ahgj4 ,le cose che ho da dire sono tante e tali che mi sar impossibile di scriverle con ordine e chiaramente4 gi gran cosa aver la voglia di scrivere1 mentre per le vie di ,roma risuonano ancora le grida del primo entusiasmo e della prima gioia4 ,tutto quello che ho veduto ieri mi sembra ancora un sogno2 sono ancora stanco della commozione2 non sono ancora ben certo di essere veramente qui1 di aver visto quello che vidi1 di aver sentito quello che sentii4 ,vi dir subito che l'accoglienza fatta da ,roma all'esercito italiano stata degna di ,roma1 degna della capitale d',italia1 degna d'una grande citt sovranamente patriottica4 ,tutto ha superato non solo l'aspettazione1 ma la immaginazione4 ,bisogna aver veduto per credere4 ,dubiterete della mia sincerit1 lo prevedo2 ma non voglio spender parole per prevenirvi1 perch capisco che non posso aspirare ad esser creduto4 ,eppure sento che non vi dar che una pallida immagine della realt6 ,son cose che non si possono ridire4 ,ieri mattina alle quattro fummo svegliati a ,monterotondo1 io e i miei compagni1 dal lontano rimbombo del cannone4 ,partimmo subito4 ,appena fummo in vista della citt1 a cinque o sei miglia1 argomentammo dai nuvoli del fumo che le operazioni militari erano state dirette su vari punti4 ,cos era infatti4 ,il #d4 corpo d'esercito operava contro la parte di cinta compresa tra porta ,san ,lorenzo e porta ,salara1 la divisione ,angioletti contro porta ,san ,giovanni1 la divisione ,bixio contro porta1 ,san ,pancrazio4 ,il generale ,maz de la ,roche1 con la #ab4;a divisione del #d4 corpo1 doveva impadronirsi di ,porta ,pia4 ,via via che ci avviciniamo 7a piedi s'intende7 vediamo tutte le terrazze delle ville affollate di gente che guarda verso le mura4 ,presso la villa ,casalini incontriamo i sei battaglioni bersaglieri della riserva che stanno aspettando l'ordine di avanzarci contro ,porta ,pia4 ,nessun corpo di fanteria aveva ancora assalito4 ,l'artiglieria stava ancora bersagliando le porte e le mura per aprire le breccie4 ,non ricordo bene che ora fosse quando ci fu annunziato che una larga breccia era stata aperta vicino a ,porta ,pia1 e che i cannoni dei pontifici appostati l erano stati smontati4 ,si parlava di qualcuno dei nostri artiglieri ferito4 ,ne interrogammo parecchi che tornavano dai siti avanzati1 e tutti ci dissero che i pontifici davano saggio d'una maravigliosa imperizia nel tiro1 che i varchi gi erano aperti1 che l'assalto della fanteria era imminente4 ,salimmo sulla terrazza d'una villa e vedemmo distintamente le mura sfracellate e la ,porta ,pia malconcia4 ,tutti i poderi vicini alle mura brulicavano di soldati2 si vedevano in mezzo agli alberi lunghe colonne di artiglieria2 lampeggiavano fucili tra 'l verde dei giardini2 scintillavano lancie al di sopra dei muri2 ufficiali di ,stato maggiore e staffette correvano di carriera in tutte le direzioni4 impossibile ch'io vi dia notizie particolari di quello che fecero le altre divisioni4 ,vi dir della divisione ,maz de la ,roche1 che quella ch'io seguii4 ,la strada che conduce a ,porta ,pia fiancheggiata ai due lati dai muri di cinta dei poderi4 ,ci avanzammo verso la porta4 ,la strada dritta e la porta si vedeva benissimo a una grande lontananza2 si vedevano le materasse legate al muro dai pontifici1 e gi per met arse dai nostri fuochi2 si vedevano le colonne della porta1 le statue1 i sacchi di terra ammonticchiati sulla barricata costrutta dinanzi2 tutto si vedeva nettamente4 ,il fuoco dei cannoni pontifici1 da quella parte1 era gi cessato3 ma i soldati si preparavano a difendersi dalle mura4 ,a poche centinaia di metri dalla barricata due grossi pezzi della nostra artiglieria traevano contro la porta e il muro4 ,il contegno di quegli artiglieri era ammirabile4 ,non si pu dire con che tranquilla disinvoltura facessero le loro manovre1 a cos breve distanza dal nemico4 ,gli ufficiali erano tutti presenti4 ,il generale ,maz1 col suo ,stato maggiore1 stava dietro i due cannoni4 ,ad ogni colpo si vedeva un pezzo del muro o della porta staccarsi e rovinare4 ,alcune granate1 lanciate1 parve1 da un'altra porta1 passarono non molto al disopra dello ,stato maggiore4 ,gli zuavi tiravano fittissimo dalle mura del ,castro ,pretorio1 e uno dei nostri reggimenti ne pativa molto danno4 ,quando la ,porta ,pia fu affatto libera1 e la breccia vicina aperta sino a terra1 due colonne di fanteria furono lanciate all'assalto4 ,non vi posso dar particolari4 ,vidi passare il #dj4 a passo di carica2 vidi tutti i soldati1 presso alla porta1 gettarsi a terra in ginocchio1 per aspettare il momento d'entrare4 ,udii un fuoco di moschetteria assai vivo2 poi un lungo grido ,savoia6 poi uno strepito confuso2 poi una voce lontana che grid3--,sono entrati6--,arrivarono allora a passi concitati i sei battaglioni dei bersaglieri della riserva2 sopraggiunsero altre batterie di artiglieria2 s'avanzarono altri reggimenti3 vennero oltre1 in mezzo alle colonne1 le lettighe pei feriti4 ,corsi con gli altri verso la ,porta4 ,i soldati erano tutti accalcati intorno alla barricata2 non si sentiva pi rumore di colpi2 le colonne a mano a mano entravano4 ,da una parte della strada si prestavano i primi soccorsi a due ufficiali di fanteria feriti3 uno dei quali1 seduto in terra1 pallidissimo1 si premeva una mano sul fianco3 gli altri erano stati portati via4 ,ci fu detto che era morto valorosamente sulla breccia il maggiore dei bersaglieri ,pagliari1 comandante del #ce44 ,vedemmo parecchi ufficiali dei bersaglieri con le mani fasciate4 ,sapemmo che il generale ,angolino s'era slanciato innanzi dei primi con la sciabola nel pugno come un soldato4 ,da tutte le parti accorrevano emigrati gridando4 ,tutti si arrestavano un istante1 a guardare il sangue sparso qua e l per la strada3 sospiravano1 e ripigliavan la corsa4 ,la ,porta ,pia era tutta sfracellata2 la sola immagine enorme della ,madonna1 che le sorge dietro1 era rimasta intatta2 le statue a destra e a sinistra non avevano pi testa2 il suolo intorno era sparso di mucchi di terra1 di materasse fumanti1 di berretti di zuavi1 d'armi1 di travi1 di sassi4 ,per la breccia vicina entravano rapidamente i nostri reggimenti4 ,in quel momento usc da ,porta ,pia tutto il ,corpo diplomatico in grande uniforme1 e mosse verso il quartier generale4 ,entrammo in citt4 ,le prime strade erano gi piene di soldati4 impossibile esprimere la commozione che provammo in quel momento2 vedevamo tutto in confuso1 come dietro una nebbia4 ,alcune case arse la mattina fumavano1 parecchi zuavi prigionieri passavano in mezzo alle file dei nostri1 il popolo romano ci correva incontro4 ,salutammo1 passando1 il colonnello dei bersaglieri ,pinelli2 il popolo gli si serr intorno gridando4 ,a misura che procediamo nuove carrozze1 con entro ministri ed altri personaggi di ,stato1 sopraggiungono4 ,il popolo ingrossa4 ,giungiamo in piazza di ,termini3 piena di zuavi e di soldati indigeni che aspettano l'ordine di ritirarsi4 ,giungiamo in piazza del ,quirinale4 ,arrivano di corsa i nostri reggimenti1 i bersaglieri1 la cavalleria4 ,le case si coprono di bandiere4 ,il popolo si getta fra i soldati gridando e plaudendo4 ,passano drappelli di cittadini con le armi tolte agli zuavi4 ,giungono i prigionieri pontifici4 ,i sei battaglioni dei bersaglieri della riserva1 preceduti dalla folla1 si dirigono rapidamente1 al suono della fanfara1 verso piazza ,colonna4 ,da tutte le finestre sporgono bandiere1 s'agitano fazzoletti bianchi1 s'odono grida ed applausi4 ,il popolo accompagna col canto la musica delle fanfare4 ,sui terrazzini s'affacciano famiglie intere che batton le mani4 ,s'arriva a piazza di ,trevi4 ,i soldati prorompono in esclamazioni di maraviglia alla vista della grande roccia coronata di statue1 donde precipita un fiume2 gli ufficiali debbono sospingerli innanzi4 ,s'entra in piazza ,colonna3 un altro grido di maraviglia s'alza dalle file4 ,la moltitudine si versa nella piazza da tutte le parti1 centinaia di bandiere sventolano1 l'entusiasm divampa3 non v' parola umana che valga ad esprimerlo4 ,i soldati sono commossi fino a piangerne4 ,non vedo altro1 non reggo alla piena di tanta gioia1 mi spingo fuori della folla1 incontro operai1 donne del popolo1 vecchi1 ragazzi3 tutti hanno la coccarda tricolore1 tutti accorrono gridando3--,i nostri soldati6--,i nostri fratelli6 commovente2 l'affetto compresso da tanti anni che prorompe tutto in un punto ora2 il grido della libert di ,roma che si sprigiona da centomila petti2 il primo giorno d'una nuova vita2 sublime4 ,e altre grida da lontano3--,i nostri fratelli6 99 ,il ,campidoglio ancora occupato dagli squadriglieri e dagli zuavi4 ,una folla di popolo accorsa per invaderlo stata ricevuta a fucilate4 ,parecchi feriti furono ricoverati nelle case2 fra gli altri un giovanetto che marci quindici giorni coi soldati4 ,il popolo furente4 ,si corre a chiamare i bersaglieri4 ,due battaglioni arrivano sulla piazza1 ai piedi della scala4 ,i pontifici1 al primo vederli1 cessano di tirare2 ma restano in atto di resistere4 ,una specie di barricata di materasse stata costrutta in alto4 ,l'assalirla di viva forza potrebbe costar molte vittime2 s'indugia1 forse gli zuavi s'arrenderanno1 si dice che hanno paura dell'ira popolare4 ,tutte le strade che circondano il ,campidoglio sono piene di gente armata che sventola bandiere tricolori e canta inni patriottici4 ,intanto ai bersaglieri che attendono sulla piazza son portati in gran copia vini1 liquori1 sigari1 biscotti4 ,la moltitudine va crescendo1 cresce lo strepito4 ,qualcuno1 forse un parlamentario1 salito sul ,campidoglio4 ,parecchi ufficiali lo seguono4 ,la folla1 dal basso1 guarda con grande ansiet4 ,ad un tratto cadono le materasse della barricata e appaiono le uniformi dei nostri ufficiali che agitano la sciabola e chiamano il popolo gridando3 ,il ,campidoglio libero4--,la moltitudine getta un altissimo grido e si slancia con grande impeto su per la vasta scala1 passa fra le due enormi statue di ,castore e ,polluce1 circonda il cavallo di ,marc',aurelio1 invade i corpi di guardia degli zuavi e rovescia1 spezza e disperde tutto quanto vi trova di soldatesco4 ,in pochi minuti tutto il ,campidoglio imbandierato4 ,il cavallo dell'imperatore romano carico di popolani2 l'imperatore tiene fra le mani una bandiera italiana4 ,un reggimento di fanteria occupa la piazza4 accolto con grida di entusiasmo4 ,la banda suona la marcia reale1 migliaia di voci l'accompagnano4 ,all'improvviso tutte le faccie si alzano verso la torre4 ,il popolo e i soldati ne hanno sfondata la porta1 son saliti sulla cima1 hanno imbandierato il parapetto4 ,un pompiere sale per mezzo d'una scala sulle spalle della statua e lega una bandiera alla croce4 ,un fragoroso applauso e lunghissime grida risuonano nella piazza4 ,la grande campana del ,campidoglio fa sentire i suoi rintocchi solenni4 ,da tutte le parti di ,roma accorre il popolo a ondate4 ,gli ufficiali che si trovano sul ,campidoglio sono circondati e salutati con incredibile affetto4 ,si grida3--,viva ,roma libera6--,viva i nostri soldati6--,le donne si mettono le coccarde tricolori sul petto4 ,da tutte le finestre dei palazzi vicini si agitano le mani e si sventolano i fazzoletti4 ,molti piangono4 ,il movimento della folla vertiginoso2 il rumore delle grida copre il suono della grande campana4 ,i conventi vicini1 dove si crede che siansi rifugiati gli zuavi e gli squadriglieri1 sono circondati dai bersaglieri e dalla fanteria4 99 ,si ritorna in fretta verso il ,corso4 ,tutte le strade sono percorse da grandi turbe di popolo che agitano armi e bandiere4 ,i soldati pontifici che s'avventurano imprudentemente a passare per la citt a due1 a tre1 o soli1 sono circondati1 disarmati e inseguiti4 ,giungiamo in piazza ,colonna4 ,in mezzo alla piazza vi sono circa trecento zuavi disarmati1 seduti sugli zaini1 col capo basso1 abbattuti e tristi4 ,intorno stanno schierati tre battaglioni di bersaglieri4 ,il colonnello ,pinelli e molti ufficiali guardano gi dalla loggia del palazzo che chiude il lato destro della piazza4 ,popolani1 signori1 signore1 donne del popolo1 vecchi1 bambini1 tutti fregiati di coccarde tricolori1 si stringono intorno ai soldati1 li pigliano per le mani1 li abbracciano1 li festeggiano4 ,nel ,corso non possono pi passare le carrozze4 ,i caff di piazza ,colonna sono tutti stipati di gente2 ad ogni tavolino si vedono signore1 cittadini e bersaglieri alla rinfusa4 ,una parte dei bersaglieri accompagna via gli zuavi in mezzo ai fischi del popolo2 tutti gli altri sono lasciati in libert4 ,allora il popolo si precipita in mezzo alle loro file4 ,ogni cittadino ne vuole uno1 se lo piglia a braccetto e lo conduce con s4 ,molti si lamentano che non ce n' abbastanza1 famiglie intere li circondano1 se li disputano1 li tirano di qua e di l1 affollandoli di preghiere e d'istanze4 ,i soldati prendono in collo i bambini vestiti da guardie nazionali4 ,le signore domandano in regalo le penne4 ,numerosissime frotte di cittadini continuano a passare l'una dopo l'altra pel ,corso con grandi bandiere2 alcuni drappelli ne hanno quattro1 sei1 dieci2 alcune bandiere sono alte pi del primo piano delle case e vengono portate da due o tre persone4 ,tutta questa gente trae con s soldati di fanteria e bersaglieri4 ,le canzoni popolari dei nostri reggimenti sono gi diventate comuni3 tutti cantano4 ,passano carrozze piene di cittadini che agitano in alto il cappello2 i soldati1 rispondono alzando il chepp2 le braccia si tendono dall'una parte e dall'altra1 e le mani si stringono4 ,passano signore vestite dei tre colori della bandiera nazionale4 ,tutti gli ufficiali che passano in carrozza1 a piedi1 a gruppi1 scompagnati1 sono salutati con alte grida4 ,si festeggiano i medici1 i soldati del treno1 gli ufficiali dell'intendenza4 ,passano i generali e tutte le teste si scoprono4--,viva gli ufficiali italiani6- il grido che risuona da un capo all'altro del ,corso4 ,in piazza ,san ,carlo un maresciallo dei carabinieri a cavallo1 scambiato per un generale1 ricevuto da una dimostrazione clamorosa1 che gli cagiona un grande stupore4 ,da tutte le strade laterali al ,corso continuamente affluisce popolo4 ,non v' gruppo di cittadini che non abbia con s un soldato1 e ciascun gruppo osserva il suo da capo a piedi1 gli toglie di mano le armi1 gli parla tenendogli le mani sulle spalle1 stringendogli le braccia1 guardandolo negli occhi cogli occhi scintillanti di gioia4--,viva i nostri liberatori6--si grida4 ,davanti al caff di ,roma alcuni giovinetti gettano le braccia al collo di due robusti artiglieri e li coprono di baci disperati4 ,a quella vista tutti gli altri intorno fanno lo stesso2 cercano correndo altri soldati1 li abbracciano1 li soffocano a furia di baci4--,viva il nostro esercito nazionale6--gridano cento e cento voci insieme4--,viva i soldati italiani6--,viva la libert6--,e i soldati rispondono3--,viva ,roma6--,viva la capitale d',italia6--,in molti1 specialmente nei giovani1 l'entusiasmo sembra delirio2 non hanno pi voce per gridare1 si agitano1 pestano i piedi1 accennano le bandiere e fanno atto di benedire1 di ringraziare1 di stringersi qualche cosa sul cuore4 ,non vidi mai1 ve lo giuro1 uno spettacolo simile2 impossibile immaginare nulla di pi solenne e di pi maraviglioso4 ,queste grandi piazze1 queste fontane enormi1 questi monumenti augusti1 queste rovine1 queste memorie1 questa terra1 questo nome di ,roma1 i bersaglieri1 le bandiere tricolori1 i prigionieri1 il popolo1 le grida1 le musiche1 quella secolare maest1 questa nuova gioia1 questo ravvicinamento che ci fa la memoria di tempi1 di casi1 di trionfi antichissimi e nuovi1 tutto questo insieme qualche cosa che affascina1 che percuote qui1 in mezzo alla fronte1 e pare che faccia vacillare la ragione2 si direbbe che un sogno2 non si pu quasi credere agli occhi2 una felicit che soverchia le forze del cuore4--,roma6--si esclama4--,siamo a ,roma8 ,quando ci siam venuti8 ,come8 ,che accaduto8--,il ricordo di quello che accaduto gi confuso come se fosse d'un tempo remoto4 una commozione che opprime4 ,ad ogni strada1 ad ogni piazza in cui s'entri1 l'occhio gira intorno maravigliato1 e il sangue d un tuffo4 ,avanti1 di maraviglia in maraviglia1 di palpito in palpito1 via via che si procede1 la fronte si solleva1 il cuore si dilata1 e sente pi gagliardamente la vita4 ,ecco la piazza del ,popolo4 ,si corre all'obelisco1 ci si volta indietro1 si vedono davanti le tre grandi strade di ,roma1 si vede a sinistra il ,pincio delizioso1 laggi in fondo la cima del ,campidoglio1 tutto intorno prodigiose bellezze di natura e d'arte1 antiche1 nuove1 auguste1 gaie1 gigantesche1 gentili2 la mente sopraffatta si turba1 ci prende un tremito1 e bisogna sedersi ai piedi dell'obelisco1 pigliarsi la testa1 fra le mani e aspettare che la lena ritorni4 ,intanto imbrunisce4 ,il ,corso s' illuminato come per incanto4 ,il ,corso1 illuminato1 ha veramente un aspetto fantastico4 ,candellieri1 doppieri1 lumi d'ogni forma e d'ogni grandezza risplendono sulle ringhiere dei terrazzini e sui davanzali delle finestre4 ,a percorrere la strada in carrozza non si vede pi terra1 tutto un fiume1 a cui la strada non basta1 e che straripa nei caff1 nelle piazze1 nelle botteghe1 negli atrii1 nei vicoli4 ,questa immensa folla rischiarata da migliaia di fiaccole4 ,drappelli di signore a due a due passano tenendo in mano dei cerini accesi1 che rischiarano il loro petto coperto di coccarde1 di sciarpe1 di nastri tricolori4 ,sopra questo fiume di gente nuotano1 sbattuti di qua e di l1 cappelli di bersaglieri1 chepp1 berretti1 canne di fucile a centinaia4 ,le signore gettano gi dalle finestre fiori e confetti ai gruppi dei soldati che tendono le mani4 ,da un capo all'altro della lunghissima strada1 a ogni passo1 si sentono dieci voci che cantano insieme4 ,i soldati non sono pi condotti1 sono travolti4 ,i cittadini1 non pi paghi di tenerli a braccetto1 camminano tenendo loro un braccio intorno al collo4 ,passano donne con un pennacchio di bersagliere nelle treccie4 ,famiglie ferme sui marciapiedi arrestano i soldati per mettere nelle loro braccia i bambini4 ,il grido nel ,corso oramai giunto a segno che chi stanco dalle fatiche della mattina non ci pu pi reggere4 ,salgo in una carrozza1 e mi lascio condurre al ,colosseo4 ,attraverso la stupenda piazza della ,colonna ,traiana1 piena di gente anch'essa e illuminata2 passo per parecchie piccole strade2 dappertutto lumi4 ,guardo nei caff1 nelle osterie3 dappertutto soldati e popolani insieme1 dappertutto grida di viva ,roma e viva il nostro esercito1 dappertutto canti1 amplessi1 grida di gioia1 bandiere4 ,eccoci nel ,campo ,vaccino4 notte fitta1 e il classico lume di luna sul ,colosseo non risplende ancora4 ,non importa2 il cielo stellato1 e vedr del momento sublime almeno i contorni4 ,da tanti anni ardevo di vederlo6 ,il cuore mi batte a precipizio4 ,ormai sono in un luogo deserto1 non sento pi una voce1 non un passo2 tutto queto ed oscuro4 ,eccoci1 mi dice il cocchiere4 ,io balzo in piedi1 guardo1 veggo un'immensa macchia nera sul cielo1 e tanto l'impeto e la dolcezza con cui i ricordi e le immagini della memoranda giornata mi assalgono tutti in un punto1 che non s'arresta il mio sguardo sui meravigliosi contorni1 n vi si pu arrestare il pensiero4 ,sguardo e pensiero si levano pi in alto1 e dal profondo del cuore1 col pi ardente palpito che possa destare in un cuore umano la gratitudine1 saluto e ringrazio i padri e i fratelli che non son pi1 quelli che languirono negli esigli e nelle carceri1 e quelli che spirarono sui patiboli e sui campi di battaglia per darci questa grande patria1 la quale1 dopo cinquant'anni di dolore e di sangue1 oggi s'integra e s'incorona al cospetto del mondo4 ,o benedetti morti che ci avete preparato questo santo giorno6 ,o poveri morti che non l'avete potuto vedere con noi6 ,siate amati1 onorati1 benedetti in eterno6 ,,la ,,cupola ,,di ,,san ,,pietro4 ,per quanto si sia parlato1 e scritto della basilica di ,san ,pietro1 qualcosa da dire resta sempre2 e poi1 questa volta1 sotto la cupola di ,san ,pietro c' una grande novit3 i bersaglieri1 dei quali non fatto cenno1 credo1 n dalle guide1 n dai libri archeologici1 n dalle opere artistiche2 e spero che la mia penna d'oca1 con l'aiuto delle loro penne di cappone1 riuscir se non altro a rallegrarvi4 ,andai l con un mio amico ch'era gi stato a ,roma4 ,passando sul ponte ,sant',angelo1 incontrammo un ufficiale che ci consigli di tornar indietro4 --,adesso ci troverete una processione di soldati1--disse2--ne sono piene tutte le scale1 pare una caserma1 bisogna tornarci pi tardi4 ,pi tardi8 ,con questa po' di febbre che ho addosso8 ,dopo aver veduto quella benedetta cupola per cinque giorni a otto miglia di lontananza1 grande1 netta e spiccata1 che mi pareva a due passi1 e mi faceva soffrire le pene di ,tantalo8 impossibile2 fin che non ci sono sopra1 mi par di sentirmela sul petto4 ,andiamo a vedere questa maraviglia4 ,a ,san ,pietro6 ,la carrozza era gi di l dal ponte ,sant',angelo1 quando il mio compagno mi consigli di chiuder gli occhi e di non aprirli prima che me lo dicesse3 li chiusi4 ,a un tratto la carrozza si ferm e l'amico disse3--,guarda4 ,guardo3 siamo in mezzo alla piazza4 ,ecco le colonne1 le fontane1 la gradinata1 la cupola1 ogni cosa come si vede nei quadri3 nulla di nuovo1 nessuna maraviglia4 --,dunque8--domanda l'amico1--non ti scuoti8 che impressione ti fa8 non ti par bello1 grande1 sublime8 ,io son mortificato1 non trovo parola4 ,questa la famosa basilica8 ,questa la cupola che si vede di lontano quaranta miglia8 ,questo il gran colosso di ,san ,pietro8 --,dunque8 --,dunque4444 senti1 amico1 vuoi ch'io ti dica la verit8 --,quale8 --,mi par piccolo4 --,che cosa8 --,tutto3 la piazza1 la chiesa1 la facciata1 la cupola1 tutto quello che vedo4 ,l'amico diede in uno scroscio di risa4 --,sar ridicolo2 ma vero4 ,mi par piccolo1 mi par piccolo1 mi par piccolo4 ,son disilluso4 --,guarda quell'uomo4 --,quale8 --,quello seduto ai piedi d'una delle colonne di mezzo della facciata4 ,guardo l'uomo1 misuro con l'occhio tutta l'altezza della colonna1 misuro la larghezza1 poi l'uomo di nuovo1 confronto1 riguardo ed esclamo3 -- immenso6 --,ah6 qui ti volevo6 ,bisogna confrontare1 caro mio4 ,come ti puoi accorgere che qualcosa gigantesco dove tutto gigantesco8 ,a prima giunta1 tutti guardano in su1 e tutti dicono come te4 ,scendiamo4 ,si scende di carrozza1 si sale la gradinata3 non finisce mai4 ,si guardano le colonne della facciata3 ingigantiscono a ogni passo4 ,v'arriviamo davanti3 sono larghe come case4 ,guardiamo in su3 sono alte come campanili4 ,ci voltiamo indietro3 quanta strada s' fatta6 ,le fontane1 pur ora cos grandi1 son diventate piccine che non paiono pi quelle4 ,un soldato vicino a noi esprime benissimo questo stesso effetto2 guarda la facciata e dice3--,gonfia4 ,entriamo4 ,guardo4444--,amico1 questa volta te lo dico sul serio3 sono deluso4 --,aspetta4 ,vedi quella colomba in bassorilievo1 di marmo bianco1 qui nell'angolo8 --,vedo4 --,a che altezza ti par che giunga della tua persona8 --,al collo4 --,vediamo4 ,si va innanzi4444 ,diavolo1 non ci siamo ancora8 ,pareva a due passi4 ,eccoci4 ,oh questa curiosa6 ,stendo il braccio in alto1 mi alzo sulle punte dei piedi1 e non ci arrivo4 --,guarda le lettere di quell'iscrizione lass2 quanto ti paiono alte8 --,quattro palmi4 --,sono pi alte di te4 ,guarda quelle finte colonne2 come ti paiono larghe8 --,un braccio4 --,tre metri4 ,comincio a capire4 ,in mezzo alla chiesa si vede un gruppo di ragazzi intorno a una cosa che sembra una statua4 ,andiamo innanzi1 innanzi1 innanzi3 oh cospetto6 i ragazzi sono soldati d'artiglieria grandi e grossi come ,ciclopi2 la cosa la statua di ,san ,pietro2 i soldati le baciano il piede2 un pretino poco distante guarda e sorride con un'aria di stupore e di compiacenza2 pare che dica3--,son cristiane queste bestie feroci6 ,meno male6 ,c' una lunga fila di soldati in ginocchio intorno all'altar maggiore4 ,altri1 negli angoli lontani1 stanno ammirando le statue1 e per persuadersi che sono di marmo metton loro le mani sulle spalle1 sulle braccia1 sulle ginocchia1 come fanno i ciechi per riconoscere4 ,un gruppo di bersaglieri estatico davanti a ,san ,longino4 ,parlano tra di loro4 ,mi avvicino e colgo la sentenza finale d'uno di essi1 che mi ha l'aria di un monferrino3 ,a j' nen a dije2 a l' un bel travaj 7non c' che dire2 un bel lavoro74 ,siamo sotto la cupola4 ,su la testa4 ,ah6 qui l'effetto veramente prodigioso6 bello il vedere il mutamento che si fa in tutti i visi appena si voltano in su4 ,molti1 appena guardato1 chinano la testa e chiudono gli occhi1 come se avessero intraveduto l'abisso4 ,in altri il viso e l'occhio s'illuminano come a una visione di cielo4 una maraviglia che ha dell'estasi4 il solo punto della chiesa in cui collo sguardo si sollevi al cielo il pensiero4 ,nelle altre parti enormit che stupisce e splendore che abbaglia1 non grandezza che ispira2 ci si sente il teatro2 si pensa pi alle fatiche e ai milioni che vi si profusero1 che all',idea cui furono consacrati2 pi ai pittori e agli scultori1 che agli angeli e ai santi4 ,l'anima cos tenacemente legata alla terra dalle maraviglie dell'arte1 che a sprigionarla e a levarla in alto occorre assai maggior forza e pi difficile lotta che non a farla uscir vittoriosa dalle tentazioni esterne della vita1 contro cui la chiesa dovrebbe servir di rifugio4 ,si va innanzi1 indietro1 a destra1 a sinistra1 e man mano che si procede la testa si fa pesante e la vista s'intorbida4 ,a ogni passo cento nuove cose1 l'una pi straordinaria e mirabile dell'altra1 s'affacciano confusamente allo sguardo1 vicine1 fitte1 ammontate4 ,l'attenzione non basta a tutte insieme1 sopra una sola non pu fissarsi1 che le altre la tirano1 e cos tremola e si stanca senza nulla abbracciare4 ,colonne enormi1 statue colossali1 bassorilievi1 dipinti1 mosaici1 ori1 ricchezze e bellezze d'ogni forma e d'ogni natura3 vi si passa accanto senza neanco guardare2 si vedono e si dimenticano le une nelle altre4 ,si vede in fondo alla chiesa qualcosa di nero che brulica intorno alla porta3 una compagnia di soldati che entra4 ,quei colossi di angeli che reggono la pila dell'acqua benedetta sembrano due giocattoli da ragazzi4 ,in vari punti ci sono dei soldati che si chinano a guardare sul pavimento3 guardano le indicazioni della lunghezza delle pi grandi basiliche del mondo4 ,quale arriva a met1 quale a due terzi1 quale a un terzo3 chiesuole4 ,mamma mia6 esclamano i soldati napolitani4 ,quante moltiplicazioni dovranno fare1 tornati ai loro villaggi1 per dare un'idea di ,san ,pietro col confronto della chiesa parrocchiale6 ,alcuni notano sul taccuino le dimensioni4 ,altri fanno il conto di quanti soldati ci starebbero4--,ci stanno tutti i soldati del #d4 corpo d'esercito8--,s4444 e forse anche tutte le maledizioni che mandarono al servizio delle sussistenze4 ,ecco la porta per salire alla cupola4 ,coraggio e su1 ch sar una sudata memorabile4 ,si sale per una scala a chiocciola2 gli scalini sono larghissimi e appena rilevati2 si va su a grandi giri1 agevolmente1 senza avvertir la salita4 ,il muro coperto di lastre di marmo dove son segnati i nomi di tutti i principi del mondo che salirono alla cupola4 ,c' l'iscrizione di ,ferdinando ,,ii di ,napoli4 ,sotto1 appoggiate al muro1 ci stanno otto daghe da bersagliere4 ,pi su1 a ogni passo1 cappelli coi pennacchi1 chepp1 sciabole di cavalleria1 cinturini1 giberne4 ,sopra la testa e sotto i piedi1 un fracasso da stordire4 ,sono squadre intiere di soldati che scendono1 salgono1 s'incontrano1 si salutano1 si esprimono l'un l'altro lo stupore e l'allegria4 ,gi si leggono pei muri le loro iscrizioni1 poich il soldato1 per dove passa1 lascia sempre traccia di s4 ,sotto quella del ,borbone che dice3 ,re del regno delle due ,sicilie1 sal nella cupola ed entr nella palla1 si legge3 ,tale dei tali1 allora caporale del genio1 ha avuto l'onore di salutarlo a ,gaeta4 ,oh1 ecco una finestra1 guardiamo gi4 ,e non si canzona6 ,siamo gi oltre il tetto dei pi alti palazzi4 ,si ripiglia la salita1 si cammina altri dieci minuti1 ecco una porta3 si esce al cielo aperto4 ,eccoci sul tetto della chiesa3 una piazza d'armi4 ,si vede da una parte un edifizio rotondo1 alto quanto una chiesa ordinaria3 non altro che una delle cupolette minori che fanno da stato maggiore alla principale4 grande e stupenda1 ma nessuno la guarda2 non s'ha tempo per guardare tutte le minuzie4 ,si corre al parapetto1 si guarda nella piazza3 un formicaio4 ,si guardano le statue che sorgono in fila sul sommo della facciata3 che moli6 ,piedi che non istanno sul tavolino dove scrivete2 pieghe dei panni in cui si pu nascondere un uomo2 dita che paiono clave4 ,v' una chiave di ,san ,pietro che a prima giunta si piglia per un'ancora di bastimento4 ,i soldati scorrazzano da tutte le parti1 chiamandosi e salutandosi dalla piazza al tetto1 dal tetto alla cupola1 ed esprimendosi la maraviglia con quel ridere allegro e quelle esclamazioni scherzose3--,che bagattella6--,e chi vuol andare di qua1 chi di l2 si tirano1 si spingono1 si aggruppano1 si sparpagliano1 correndo1 ridendo e chiacchierando1 come i ragazzi nel cortile di un collegio4--,bisogna farsi coraggio1--dice uno1--e salire1 perch se non si va in paradiso questa volta1 non ci si va pi4--,ma questa cupola par piccola1--ripeto al mio amico4 ,e lui3--guarda in cima4--,l'ultimo terrazzino sotto la palla pieno di soldati2 o come mai si vedono cos piccoli se son cos vicini8 ,su1 alla cupola4 ,sali e gira e rigira1 ecco un uscio che d sur una galleria2 la galleria d nell'interno della chiesa2 mi affaccio2 ma mi tiro subito indietro1 preso dalla vertigine4--,guarda la sala del ,concilio1 laggi in quella nave della chiesa1--mi dice il compagno4 ,guardo4--,ma come6 l dentro stavano tutti quei vescovi8 ,ma se grande come una scatola da tabacco6--,che cosa paiono gli uomini laggi8 ,mi ricordo il detto del ,guerrazzi3 quello che sono1 insetti4 ,intorno a quell'altarino di mezzo ce n' uno sciame3 sembrano una macchia nera che si muova4 ,guardo dietro di me1 nel muro1 e m'accorgo che quelle testine d'angiolo a mosaico1 ch'io vedeva di gi1 starebbero bene sopra un paio di spalle di titano4 ,si risale4 ,scale lunghe e diritte di cui si vede appena la sommit1 scale a chiocciola dove per salire bisogna afferrarsi a una fune1 scale di legno a zig zag1 scale comprese fra due pareti curve dove bisogna camminare rotolandosi sulla parete pi bassa2 e da capo scale dritte1 e da capo scale a chiocciola1 e avanti1 sudando1 ansando e soffiando3 ecco finalmente un raggio di luce1 una porta1 eccoci sulla sommit1 ecco tutta ,roma3 oh che aria viva e leggiera6 ,la prima esclamazione che mi colpisce1 arrivato l1 d'un artigliere lombardo4--,madona6--esclama giungendo le mani--alter ch'el domm de ,milan6 ,si guarda gi1 sul tetto della chiesa1 dove si era poc'anzi3 si vede una processione di formiche4 ,la gente che passeggia per la piazza si discerne appena2 le due grandi fontane sembrano due pennacchietti bianchi agitati2 le cupole minori della basilica1 campanelle di quelle piccine1 che si mettono sulle statuette dei santi4 ,tutta la citt si abbraccia con uno sguardo4 ,subito dnno nell'occhio le mura del ,colosseo e delle ,terme1 nere e gigantesche4 ,le statue in cima alle colonne1 le punte degli obelischi1 le sponde curve del ,tevere1 il ,pincio1 la villa ,borghese1 il ,quirinale1 ,san ,giovanni ,laterano1 il ,gianicolo1 che sembra una collinetta di giardino1 tutto si vede distintamente4 ,il giardino del ,vaticano pare un'aiuola2 il ,vaticano1 un edifizio comune1 coi cortiletti3 tutto chiuso e deserto4 ,ecco ,monte ,mario4 ,ecco laggi la campagna romana1 nuda e sinistra2 di qui debbono aver veduto il passaggio delle divisioni del ,cadorna1 compagnia per compagnia1 cannone per cannone4 ,ecco ,monterotondo1 ,tivoli1 ,frascati1 ,albano1 e pi a destra1 lontano1 quella sottile striscia luminosa1 il mare4 ,roma6 ,roma6 ,benedetto nome che non s' mai stanchi di dirlo2 c' qualche segreto in questo suono3 ,roma6 ,pare che sempre ce lo ripeta l'eco nell'orecchio3 ,roma6 ,eccola qui tutta4444 ,un soldato accanto a me guarda anch'egli ,roma con aria pensierosa2 pare che voglia dire qualche cosa1 sorride1 alza una mano1 la batte sul parapetto3--,finalment4444 ,sentiamo quel che vien dopo4 --,ghe semm6 ,senti come l'ha detto con gusto6 ,e tutti gli altri soldati1 sul punto di scendere1 agitando una mano3--,addio1 addio ,roma6 ,e gi per le lunghe scale tortuose echeggia il suono dei passi precipitosi e delle voci allegre4 ,,preti ,e ,,frati4 ,nelle caserme pontificie si trovarono molte copie d'un inno di guerra1 dettato in francese1 che par che dovessero cantare gli zuavi andando a combattere4 ,ha molti punti di somiglianza colla ,marsigliese4 ,ha un ritornello che comincia3 ,catholiques1 debout6 ,ha una strofa che arieggia quella dell'inno francese3 ,entendez-vous dans ces campagnes1 con la differenza che ai froces soldats sono sostituiti les barbares4 ,ha un verso che dice3 ,viendront-ils nous prendre 7ci dev'essere un verbo pi feroce1 ma non lo ricordo7 nos glises1 nos prtres8 ,e il verso dopo3 ,non1 non1 on n'y touchera pas4 ,e altre amenit poetiche su quest'andare4 ,ma dal verso in cui detto che gli ,italiani vanno a ,roma per far man bassa sulle chiese e sui preti1 si capisce che dovette esser quella la finzione di cui si servirono principalmente i fautori del governo papale per suscitare e tener vivo il fanatismo nei soldati1 per destar nel popolo l'avversione al governo italiano1 e per alimentare la diffidenza di quei molti che1 pure essendo cattolici in buona fede1 manifestavano o lasciavano trapelare sentimenti italiani4 ,questo fatto spiegherebbe pure l'astensione d'una parte del popolo dalle dimostrazioni entusiastiche cos nella citt di ,roma come nei villaggi della provincia4 ,a ,monterotondo1 discorrendo con un cittadino dei pi noti1 e in voce di liberale1 gli domandammo come fosse contento del nuovo stato di cose3 --,per me sono contentissimo2--rispose1 e lo diceva sinceramente3--tutto va bene1 non si potrebbe desiderare di meglio4--,e poi a bassa voce3--,hanno rispettato le chiese1 hanno lasciato stare i preti2 messe1 vespri1 funzioni1 ogni cosa come prima4 --,oh curiosa6 ,ma credeva che si venisse qui per far man bassa su tutto questo1 lei8 --,io8444 nemmen per sogno4 ,certo che lo credeva1 e con lui chi sa quanti1 che all'entrare dei nostri soldati si saranno chiusi in casa e fatti dar del codino4 ,ma ora che si son disingannati e rassicurati1 non credo che saranno meno sinceramente italiani degli altri4 ,non ricordo in che villaggio1 una donna del popolo ferm il primo ufficiale che vide1 e gli disse con voce affannosa e supplichevole3-- una buona persona il nostro curato1 glie l'assicuro2 un galantuomo2 non gli dispiace mica che vengano i soldati italiani2 non gli facciano nessun male1 lo raccomandi lei ai soldati1 ci faccia questa carit4444 ,quella donna credeva fermamente che il mandato dell'esercito italiano fosse di far la festa ai preti1 come diceva don ,abbondio4 ,ora lamentatevi1 se vi pare1 ch'essa non abbia messo fuori dalla finestra la bandiera tricolore4 ,passava un drappello di seminaristi1 per una via di ,nepi1 poco dopo che v'erano passati i soldati4 ,un popolano1 accennandoli1 disse in tuono burlesco3--,ora4444 quelli l4444 finita4444--,e mi guardava4 --,perch finita8--gli domandai4 --,a questi lumi di luna4444 --,ma che lumi di luna6 ,i seminari e i seminaristi seguiterete ad averli2 ce li abbiamo anche noi1 e ce li avremo sempre4 ,fece un atto di stupore1 e poi domand3--,in ,italia8 ,ce li avete anche voi in ,italia8 --,anche noi in ,italia4 --,e passeggiano per le strade8 --,passeggiano per le strade4 --,e nessuno gli dice nulla8 --,e che volete che gli dicano8 ,c'era da perdere la pazienza2 mi ripugnava quasi di credere a tanta ignoranza4 ,in una via remota di ,roma1 poco dopo l'entrata dell'esercito1 si vide un vecchietto che1 all'aria1 doveva aver avuto un tale spago delle cannonate da perdere il lume della ragione4 ,alla paura delle cannonate gli era poi sottentrata la paura delle dimostrazioni4 ,passavano alcuni giovani cantando e sventolando bandiere4 ,non avendo pi tempo di fuggire1 credette di dover far l'italiano per non essere accoppato4 ,cominci con sforzarsi a sorridere1 e poi1 raccolto tutto il suo coraggio1 grid con una voce da moribondo3--,accidenti ai preti6 ,le bricconate fatte per vilt sono pi rivoltanti di quelle fatte per nequizia4 ,uno dei giovani del drappello lesse nel viso al vecchio e gli disse con piglio severo3--,per essere ,italiano non c' mica bisogno di mandare accidenti ai preti1 sapete6 ,il vecchio rimase attonito4 --,non ce n' proprio bisogno1--soggiunse il giovane allontanandosi e continuando a guardarlo4 ,il povero ,italiano fallito non proffer pi parola4 ,anche a lui1 certo1 era stato dato a credere il viendront-ils degli zuavi4 ,un oste1 all'apparir dei soldati1 s'affrettava a nascondere certi palloncini da luminaria su cui era scritto3 ,w4 ,pio ,,ix4 ,un ufficiale lo sorprese1 e gli disse3 --,lasciate quella roba dove si trova4 --,ma io4444 --,lasciatela4 --,ma io non son mica per il papa2 io son per lor signori4 --,ma per essere per noi1 non c' mica bisogno che rinneghiate il papa4 --,ma questa roba4444 --,ma questa roba vi potr ancora servire1 e tira poco1 speriamo1 perch le cose s'aggiusteranno4 --,lei dice bene4 --,e voi facevate male4 ,del resto1 i preti mostrarono di non aver le paure che s'adoperavano a metter negli altri4 ,mentre nelle vie dei villaggi la buona gente tremava per la loro vita1 essi1 dalla finestra1 assistevano tranquillamente al passaggio dei reggimenti1 e molti non abborrivano dall'onorare d'un cortese saluto gli ufficiali a cavallo4 ,un solo frate mostr d'aver paura dei soldati1 e fu vicino a ,civita4 ,veniva innanzi con un somarello verso un battaglione di bersaglieri1 pallido e tremante1 e giunto a pochi passi dai primi soldati1 si ferm e giunse le mani in atto di chieder grazia4--,fa nen 'l fareur--gli disse un caporale4 ,gli altri gli domandarono notizie del ,santo ,padre4 ,qualcuno gli offr del pane4 ,rassicuratosi1 pareva matto dalla contentezza4 ,e non mancarono i preti che accolsero festevolmente i soldati4 ,a ,baccano un prete ed un frate stettero a veder sfilare sei battaglioni di bersaglieri sulla porta del convento1 sereni e ridenti ch'era un piacere a vederli4 ,tutti i soldati1 passando1 dicevano qualche cosa all'uno o all'altro4 --,si va a ,roma1 reverendo4 --,dio v'accompagni6 --,senti6 dei nostri6 ,il prete si mise una mano sul cuore4 --,viva6 viva6--si grid dalle file4 ,e il frate e il prete ringraziarono4 ,non intesi mai1 n altri pu affermare d'aver mai inteso un soldato dire una parola sconveniente ad un prete4 ,scherzi1 s2 ma urbanissimi1 e condonabili sempre alla gaiezza soldatesca1 ,se l',unit ,cattolica osservasse che inurbanit il dirigere la parola a chi non si conosce1 le si potrebbe rispondere che nessuno obbligava i preti a mettersi alle finestre o a piantarsi sull'uscio della casa parrocchiale quando i reggimenti passavano4 ,se vi stavano1 vuol dire che ci si divertivano4 ,non so se ci sarebbero stati quando fossero passati gli zuavi4 ,nei primi due giorni non si videro in ,roma n preti n frati1 o soltanto pochissimi4 ,ma non si pu dire che stessero nascosti per timore3 qual ragione avrebbero avuto di temere i nostri soldati a ,roma pi che nella provincia8 ,stavan chiusi1 si capisce1 per non aver a prendere parte1 neanco come spettatori1 alle dimostrazioni del popolo4 ,tuttavia1 ripeto1 alcuni se ne videro anche il primo giorno1 e passavano in mezzo alle bandiere e alle grida1 sicurissimamente1 come in casa propria1 senza esser nemmeno guardati4 ,e s che le vie di ,roma1 stando a quello che scrisse don ,margotti1 eran piene di facinorosi1 di tigri assetate di sangue e di donne di mala vita1 tutta gente1 come diceva l'oste milanese della ,luna piena1 latina di bocca e latina di mano4 ,la mattina dopo il #bj1 venendo dal ,campo ,vaccino al ,campidoglio1 la prima cosa che vedo1 in cima a una delle grandi scale che dnno sulla piazza1 un gruppo di bersaglieri e di frati che se la discorrono fraternamente1 seduti sugli scalini4 ,i bersaglieri mangiavano2 due o tre frati rivolgevano tra le mani una gamella1 guardandola di sopra e di sotto2 altri tenevano in mano un pane di munizione2 altri osservavano con molta curiosit i cappelli piumati appesi al muro4 ,ci fosse stato un fotografo6 ,parevano amici vecchi4 ,a un bersagliere che scendeva domandai3--,che cosa dicono i frati8--,so' chi etaliani de noautri1--mi rispose ridendo4 ,la sera1 per le strade1 se ne videro molti4 ,ce n'era di tutti i colori3 bianchi1 neri1 bigi1 cacao4 ,alcuni erano accompagnati da soldati4 ,la gente guardava e rideva4 ,era infatti una mescolanza cos nuova e strana1 che pareva di sognare4 ,e il modo con cui andavano assieme6 ,come fosse la cosa pi naturale del mondo1 come fossero stati insieme sempre4 ,discorrevano di politica4 ,passando in certe strade appartate1 i soldati vedevano qua e l sparire delle tonache e chiudersi degli usci4 ,da certe finestre spuntavano visi di reverendi rannuvolati1 guardavano intorno come per consultare il tempo1 e1 sentito grida o musiche lontane1 richiudevano le imposte4 ,altri uscivano in fretta da una porticina1 si arrestavano a un tratto1 come le lucertole1 a spiare in giro1 e poi via rasente il muro a lunghi passi4 ,per certe strade quiete e deserte pareva di sentire dei fruscii misteriosi1 come di notte per gli anditi delle chiese e delle sagrestie4 ,qualche prete1 attraversando in fretta via del ,corso e vedendo di sfuggita qualche nuova uniforme1 si fermava in un canto1 fuori della folla1 per vedere che bestia fosse4 ,ne vidi due che sbirciavano da lontano due carabinieri in tenuta di parata4 ,li guardarono dalla testa ai piedi1 dai piedi alla testa1 e poi si consultarono l'un l'altro tacitamente1 stringendo le labbra coll'aria di dire3--,che roba 8 ,curiosit n'avevano1 certo2 ma non guardavano mai diritto4 ,passando accanto ai soldati1 lanciavano occhiate di traverso1 rasente il cappello1 al di sopra della spalla1 tra le dita della mano1 o facevano scorrere due dita intorno al collo come per allargarsi il collare1 tanto per aver agio di voltare la faccia senza parer di guardare4 ,lasciamo gli scherzi2 debbono aver detto in cuor loro3--,qual differenza dai nostri zuavi6 ,chi avesse visto in viso quei due cardinali1 di cui non ricordo il nome1 che passarono in carrozza dinanzi ai bersaglieri1 presso ,castel ,sant',angelo1 poco dopo ch'era stato ordinato alle truppe di render loro gli onori come ai principi del sangue2 chi avesse visto il sorriso che fecero quando si videro presentare le armi1 lo sguardo benigno e gentile che girarono sui soldati1 e l'atto di ringraziamento con cui accompagnarono lo sguardo1 e la serena e lieta dignit con cui si ricomposero dopo quell'atto2 chi li avesse visti avrebbe giurato che un sorriso1 uno sguardo1 un atto cos quei due cardinali non lo avevano mai fatto ai loro bene amati campioni4 ,e cardinali1 e preti1 e frati se v'era fra loro chi credesse a quello che le femminucce di ,civita e di ,nepi credevano1 e quanti ,romani cattolici trepidavano per le chiese e pei sacerdoti1 debbono essersi tutti solennemente e irrevocabilmente ricreduti4 ,sentivano dire che i soldati italiani erano barbari1 e non li hanno visti torcere un capello a un reverendo2 ch'erano empi1 e li hanno veduti affollarsi nelle chiese a baciare i piedi dei santi2 ch'erano vandali1 e li hanno visti pagare ogni cosa a soldi sonanti1 e regalare le pagnotte ai frati2 ch'erano licenziosi e insolenti1 e hanno sentito dire dai popolani3--,che rarit di soldati son questi che non dicon nulla alle donne6--,volere1 o non volere1 un grande edifizio di menzogne caduto e1 per ,iddio1 si potr raccoglierne i ruderi1 ma non si rifabbrica pi4 ,quante conversioni politiche debbono aver fatto i nostri soldati6 ,quanto poi ai preti e ai frati1 io avrei voluto leggere nel loro cuore la sera del #bj settembre4 ,se vero che la maravigliosa dimostrazione di ,roma1 tanto superiore a ogni previsione e a ogni speranza1 abbia pi che commosso1 sopraffatto e sbalordito nella corte pontificia i pi fieri e ostinati nemici d',italia1 che non avr potuto di pi sul cuore dei molti in cui la convinzione era fiacca e la nimicizia determinata solamente dall'interesse8 ,quelle poche fibre italiane1 che il conte di ,cavour non voleva credere morte neanche nel cuore del ,papa1 debbono essersi scosse nel loro cuore la sera di quel giorno4 ,le grida e i canti del popolo debbono essere risonati nelle celle silenziose dei monasteri1 come un avvertimento1 come un consiglio1 come un rimprovero4 ,molti debbono aver invidiato dal pi profondo dell'anima quella gioia2 debbono aver rimpianto di essersi ridotti in condizione da non poterla godere2 alcuni1 forse1 tendendo l'orecchio alle musiche lontane1 debbono aver provato un sentimento di tenerezza mesta ed amara1 debbono essersi ricordati di aver una patria1 debbono aver sentito che l'amavano1 debbono aver profferito in segreto il suo nome1 debbono averla invocata1 debbono aver domandato con sincere lacrime a ,dio che ispirasse nel cuore del pontefice il bisogno di riconciliarsi con lei1 di riconoscerla1 di benedirla1 di troncare con una parola generosa la guerra insensata che in mezzo a tanta gioia e a tanto affetto li condannava alla solitudine e all'abbandono come rinnegati o stranieri4 ,,le ,,terme ,,di ,,caracalla4 --,andiamo alle terme di ,caracalla4 --,andiamo2 si pu passare vicino al ,circo ,massimo4 --,e attraversare il ,campo ,scellerato4 --,e veder l'arco di ,giano4 --,e la ,cloaca ,massima4 ,niente di meno6 ,ponete d'essere due amici a far questo dialogo1 e ditemi se non c' da sentirsi gonfiare1 e mettersi a parlar latino1 anche a rischio di far fremere di sdegno grammaticale il sacro suolo e le venerande rovine4 ,per andare alle terme di ,caracalla si pass accanto a tutti quei monumenti2 ma in fretta1 e senza molto badarvi1 che tanto c'era stato detto e ridetto delle terme1 da toglierci pel momento ogni altra curiosit e ogni altro pensiero4 --,vi faranno pi impressione del ,colosseo1--ci avevano detto molti2 ma noi non lo credevamo possibile1 e perch il ,colosseo ce n'aveva fatto una grande1 e perch l'idea1 prosaica che in fin dei conti le terme erano uno stabilimento di bagni1 come si diceva scherzando1 ci teneva in freno l'immaginazione4 ,per istrada1 si celiava confrontando la prima austerit dei costumi romani1 quand'era proibito al genero di fare il bagno in presenza del suocero1 con la licenza degli ultimi tempi1 allorch si vedevano sorgere dall'acqua alla rinfusa teste di patrizi e di matrone1 e i consoli spruzzare i senatori1 e l'imperatore tuffarsi nella natatoria in mezzo ai popolani1 e le schiave aspettar le padrone nelle celle per ricomporre sui capi stillanti i crines suppositi1 e ungere le membra d'unguento4 --,le terme1 signori1--dice a un tratto il cocchiere4 ,una gran muraglia nera e una gran porta son tutto quello che mi ricordo della parte esterna4 ,il primo momento in cui ci si trova davanti a qualche cosa1 di straordinario e di grande non resta mai distinto nella memoria4 ,la porta s'apre1 entriamo in una specie di vestibolo1 e udiamo una voce che dice3--,qui v'erano le celle pei signori romani che non volevano bagnarsi in pubblico4--,non si guarda1 si va innanzi altri pochi passi3 ci siamo4 ,guardiamo un pezzo in silenzio4 ,siamo in mezzo a un campo cinto da quattro muri altissimi4 ,nel muro dirimpetto a noi v' una gran porta per cui si vede un altro campo4 ,in fondo a questo una seconda porta1 in dirittura della prima1 per cui si vede un altro campo ancora1 e via via1 fino a un muro lontanissimo che sembra chiudere l'edifizio4 ,alla nostra sinistra una porta come le prime1 e altri campi1 e altri muri1 e altre porte2 e tutto deserto e silenzioso come una citt abbandonata44 ,guardiamo in terra3 v' ancora in un angolo un pezzo di pavimento di mosaico uguale e intatto come fatto ieri4 ,in alcuni punti il terreno s'alza1 in altri s'abbassa4 ,vicino al muro v' un tronco di statua2 accanto alla porta alcune nicchie vuote4 --,qui c'era un grandioso porticato1--dice uno4 ,non ve n' pi traccia1 andiamo innanzi4 una solitudine che fa quasi paura4 ,eccoci nel secondo recinto4 ,muri1 porte e mucchi di terra come nel primo1 e deserto1 e silenzio4 ,oh6 eccoci nel centro dell'edifizio4 ,di qui si capisce qualcosa4 ,vediamo4 ,guardo intorno3 che triste e grande spettacolo6 ,mura altissime1 nere1 scalcinate1 che serpeggiano dalla sommit al suolo1 lasciando in qualche punto veder la campagna4 ,vlte alte e leggiere1 somiglianti a cupole di chiese1 rotte a mezzo della loro grande curva1 e terminanti in punte1 in lingue1 in tronchi d'arco prolungati e sottili1 che minacciano rovina4 ,qua e l enormi pilastri monchi1 spezzati a mezzo come da un urto violento1 o man mano digradanti in grossezza dal basso all'alto1 fino a disegnarsi nel cielo smilzi e snelli come obelischi2 porte e finestre sformate1 squarciate agli spigoli come dall'uscita forzata di un corpo pi grande e dentellate in giro1 e dentro buie come bocche di mostri2 scale coi gradini divelti1 spaccati1 corrosi1 in mille modi scemati e guasti1 come dall'opera di mille mani rabbiose4 ,e via pei muri fori d'ogni forma1 e incavature larghe e cupe1 di cui non si scerne il fondo1 e vestigia interrotte della commessura dei piani1 e tracce di porte1 di nicchie1 di pareti1 di canali1 di vasche4 ,e in terra1 in mezzo a queste rovine gigantesche1 larghi pezzi di pavimento1 simili a macigni franati1 sostenuti da pali1 coperti ancora dall'antico mosaico2 massi di marmo bianco1 rottami di colonne di porfido1 pietre di sedili1 frammenti di statue1 ornati di capitelli1 lastre e sassi2 ogni cosa alla rinfusa1 sossopra1 come crollato pur ora4 ,e fra masso e masso1 fra rudero e rudero1 le erbe e i fiori silvestri1 con cui la terra1 ultima trionfatrice1 apertosi il varco a traverso i pavimenti marmorei1 risaluta1 dopo un giro di secoli1 il sole4 ,si guarda e si pensa4 triste1 penoso lo sforzo che si fa per ricostrurre nella mente nostra l'intero edifizio4 ,quegli avanzi non bastano3 sono troppo rotti e sformati4 ,si segue coll'occhio la curva d'un arco1 e si dimentica il contorno della colonna2 si va oltre nella direzione d'un andito1 e il profilo d'un pilastro ci sfugge2 ci sfuggono1 via via che si disegnano1 le linee1 e con le linee le proporzioni1 e con le proporzioni l'effetto1 che sarebbe immenso1 del tutto4 ,quegli avanzi son come le note interrotte d'una musica lontana1 di cui s'indovina1 pi che non si sente1 la melodia4--,se ci fosse qualcosa di pi1--si pensa2--se per esempio quella parete fosse finita1 se qui non ci fosse questo vuoto1 se l rimanesse ancora quell'atrio1 quante cose se ne potrebbe argomentare e capire6 ,che peccato6--,e pi e pi volte si ricomincia1 con mesto desiderio1 questa ricostruzione mentale4 ,si vedono di sbieco1 per una porta1 i primi gradini di una scala2 chi sa dove mena8 ,si corre con grande curiosit1 si guarda3 che stizza6 ,la scala troncata a met4 ,si vede l'imboccatura d'un andito3 o dove riesce8 ,si corre a vedere3 oh delusione6 riesce nei campi4 ,si stanca l'occhio sulle vlte e sulle pareti che dovevano essere dipinte1 caso mai ci restasse un po' di colore1 qualche linea1 una traccia qualsiasi3 nulla4 ,nulla delle vaste gallerie dove si facevano i giuochi1 nulla dei portici stupendi che cingevano l'edifizio centrale1 nulla delle enormi colonne che sostenevano il piano di mezzo4 ,ebbene1 ci si attacca a quel poco che resta1 si combina1 si congettura1 si fantastica4 ,le sale del centro si pu supporre che cosa fossero4 ,qui si capisce che si nuotava1 l si dovevano vestire1 sopra ci dovevano essere le biblioteche1 di qui doveva scendere l'acqua4 ,si seguono attentamente le ondulazioni del terreno1 si tien l'occhio fisso nelle nicchie vuote1 come se ci fossero ancora le statue1 si entra nelle celle dove l'immaginazione pi raccolta1 e si guarda a lungo in terra e sulle pareti1 che cosa8 ,nulla2 ma si guarda1 n ci si pu allontanare prima d'aver molto guardato4 ,e il pensiero s'immerge nel passato4 ,animo1 rifacciamo queste mura e su di esse i grandi dipinti fantastici1 e lungo le pareti i duemila sedili marmorei1 e nelle nicchie i capolavori dello scalpello antico1 l',ercole1 la ,flora colossale1 la ,venere ,callipigia2 e lungo i portici e in giro per le sale le colonne di porfido2 e lass1 in alto1 le celle dorate e inghirlandate2 e laggi1 in fondo1 i giardini ombrosi e le fontane dai cento zampilli4 ,e duemila ,romani in preda all'ebbrezza dei piaceri4 ,l'aria profumata4 ,cadono nelle celle le bianche stole delle matrone1 e le schiave affannate sciolgono i calzari purpurei e le treccie brillanti di perle4 ,dall'acque1 infuse di balsami1 emergono i volti accesi di volutt4 ,sull'orlo delle vasche si affollano i servi colle striglie argentee e i vasi degli unguenti4 ,al rumore delle acque cascanti si mescono le musiche e i canti dei cenacoli1 le grida del popolo plaudente ai giuocatori risonano dalle gallerie1 e s'odon le voci dei poeti che declaman i versi1 e via per gli anditi e per le scale e pei recessi dell'edifizio enorme echeggiano accenti allegri1 e trasvolano veli candidi1 e passano1 salgono1 scendono1 s'incontrano senatori canuti e dame chiomate1 e giovinetti1 e ancelle1 e schiavi2 e si confondono in un voco continuo tutte le lingue ed in uno splender diffuso tutte le ricchezze del mondo4 ,ed ora muri diroccati1 mucchi di sassi1 un po' d'erba selvatica1 e silenzio4 ,oh6 poter rivivere un minuto quella vita1 o vederla vivere un istante1 con uno sguardo solo1 come si vede una cosa fuggente6 ,ora tutto mutato4 ,invece delle vaste sale cinte di colonne1 quei gabbiotti soffocanti degli stabilimenti di bagni1 coll'avviso3-- proibito di fumare4--,in luogo delle grandi piscine1 la tinozza dove si sta rattrappiti e immobili1 come i feti nei vasi2 e in cambio delle musiche dei cenacoli1 il campanello per la biancheria6 ,eravamo nell'ultima sala1 o campo 7ch non v' pi tetto71 quando il silenzio profondo che regnava intorno fu rotto improvvisamente da una voce3--,veni c4 ,guardammo in su3 era un soldato di fanteria che dal sommo d'un muro altissimo chiamava i suoi compagni rimasti gi1 e accennava alla bella veduta che gli si offriva dintorno4 ,alcuni soldati vicino a noi raccoglievano le pietruzze dei mosaici4 ,altri esperimentavano l'eco gridando dei comandi militari4 ,pi in l v'era una signora con un ufficiale4 ,salimmo anche noi dov'era il soldato4 ,la scala aperta1 se ben mi ricordo1 in un pilastro4 una scala larga e comoda2 ma interminabile4 ,giungemmo senza fiato sur un piano1 credendo che fosse l'ultimo2 ma guardando intorno1 ci accorgemmo che non eravamo nemmeno a mezz'altezza4 ,da ogni parte ci sovrastavano archi e mura1 che pareva s'inalzassero man mano che salivamo4 ,guardammo gi1 e ci meravigliammo d'esser tanto saliti4 ,da quel punto1 abbracciando con lo sguardo una gran parte dell'edifizio1 potevamo formarci un concetto pi adeguato della sua grandezza4 ,ci trovavamo sopra una lingua di vlta sottilissima1 che pareva stare in aria per miracolo4 ,a guardar gi per le fessure girava la testa4 ,da un lato si vedeva una lunga fila di porte4 ,ci avanzammo2 ma fatti pochi passi1 ed accortici che la vlta mancava1 si dovette tornare addietro4 ,si vedeva di l il monte ,testaccio1 i deserti prati del popolo romano1 la basilica di ,san ,giovanni ,lateranense1 e la fuga sterminata degli archi d'un acquedotto a traverso la campagna romana1 nuda1 triste1 infinita come un oceano immobile e morto4444 ,si scende1 si torna verso l'uscita1 di sala in sala1 di rovina in rovina1 sempre fra mura gigantesche e grandi porte1 per cui si vedono altre mura e altre porte lontane4 ,a un tratto1 voltandoci a sinistra1 vediamo un grande portico oscuro1 e uno spazio di terreno senz'erba1 sparso di marmi4 ,ci avviciniamo3 son pezzi di statue4 ,ci son teste enormi con la fronte e con gli occhi levati in alto1 che dovevano sorreggere degli architravi2 torsi di guerrieri atletici senza capo2 in un canto un mucchio di teste di di1 di soldati1 d'imperatori1 di vergini1 tutte mutilate1 e col viso rivolto verso chi guarda2 rottami di colonne che tre uomini non possono abbracciare1 e mucchi di figurine e di pezzi d'ornato staccati dai capitelli1 e pietre di mosaico sparse4 ,tutti questi marmi lasciati cos in terra1 e disposti in un cert'ordine1 dnno a quel luogo qualcosa dello aspetto d'un camposanto2 quelle teste paiono crani2 al primo vederle si d un tremito1 come se guardassero4 ,v'1 fra le altre cose1 una manina di donna colle dita tronche e un po' di braccio piccino e gentile1 abbandonata in terra1 mezzo nascosta e lontana da tutti gli altri rottami1 che desta un senso di piet1 come se fosse di carne4444 ,uscimmo senza parlare4 ,tale l'effetto che fanno le terme3 la gente entra1 guarda1 gira1 e nessuno parla2 si passano accanto e non si badano3 tutti pensano2 si entra allegri1 si esce tristi4 ,ritornando in citt ci parve d'entrare in un mondo nuovo4 ,pensavo alla strana impressione che m'aveva fatto fra quelle mura il suono di certe parole piemontesi e come a ,giacomo ,leopardi sull'ermo colle sovveniva a me pure l'eterno e le morte stagioni e la presente e viva e il suon di lei4442 la quale un giorno sarebbe parsa ad altri altrettanto remota quanto pareva a me quella dello splendore delle ,terme4 ,ahim6 ,che poca cosa ci paiono anche i nostri trionfi e le nostre gioie nazionali davanti a questi cimiteri di secoli6 ,,un',,adunanza ,,popolare ,,nel ,,colosseo4 ,erano le tre dopo mezzogiorno4 ,il popolo romano si recava al ,campidoglio per eleggere la ,giunta provvisoria4 ,tutte le strade che conducono al ,campo ,vaccino erano percorse da folti drappelli di cittadini con bande musicali e bandiere4 ,arrivati al ,campo1 i drappelli si confusero in tre o quattro lunghissime colonne1 e mossero insieme verso il ,colosseo4 ,andavano a otto a otto1 a dieci a dieci1 allineati e stretti come soldati1 levando tratto tratto altissime grida e lunghi applausi4 ,le gallerie del ,colosseo erano gi affollate4 ,centinaia di fazzoletti e di bandiere sventolavano fra gli archi altissimi1 e dentro suonava un grido continuo e diffuso come il muggito del mare in tempesta4 ,si vedeva una colonna dopo l'altra versarsi nel vasto recinto1 e rimpicciolire subitamente come se ne sparisse per incanto una gran parte4 ,turbe di popolo1 che tenevan tutta la strada1 si vedevano ristringersi e quasi perdersi1 come piccoli drappelli1 in un cantuccio dell'arena4 ,continuamente affluiva popolo1 e la folla dentro non pareva crescere4 ,una parte della prima galleria era piena zeppa di gente2 ma cos lontana1 bench solo1 a mezz'altezza del muro1 da non riconoscerne i visi a occhio nudo4 ,dalla galleria in gi1 su tutti i gradini1 su tutti i macigni1 su tutti i rialti del terreno v'era popolo3 donne1 bambini1 signori1 poveri1 tutti vestiti a festa1 con nastri tricolori e coccarde4 ,da una parte dell'arena s'alzava un palco1 e sul palco un pulpito2 intorno molte grandi bandiere tenute in pugno da cittadini4 ,sul cielo del pulpito un gruppo di pompieri4 ,intorno al palco1 sul tetto dei tabernacoli e sui macigni della gradinata1 una fitta di gente che presentava allo sguardo una vasta e continua distesa di visi e di s attaccati ai cappelli4 ,davanti al pulpito il grosso della folla4 ,da ogni parte braccia alzate di gente che si accennavano gli uni agli altri il cerchio maestoso dell'anfiteatro2 sulle pi alte punte dei muri gente e bandiere4 ,le bande suonavano1 le grida andavano al cielo1 un sereno purissimo e una splendida luce di sole faceano la festa pi bella e pi solenne4 ,ecco ,mattia ,montecchi4 ,un fragoroso applauso prorompe dalla folla e un lungo e altissimo evviva4 ,il vecchio patriotta romano1 accompagnato dagli amici1 avvolto e nascosto quasi dalle bandiere1 sale sul pulpito a capo scoperto1 e preso appena fiato comincia con voce commossa3 --,popolo romano1 rivendicato alla libert e restituito per sempre alla comune patria4444 ,s'interrompe un istante1 e poi con irresistibile slancio4 --4444,io ti saluto6 ,l'ultima sua parola muore in un singhiozzo2 egli si copre gli occhi col fazzoletto e ricade sulla seggiola4 ,la folla manda un grido d'entusiasmo1 tendendo le braccia e agitando le bandiere4 --,silenzio6 ,silenzio6 ,il ,montecchi ricomincia a parlare1 a voce bassa1 interrompendosi tratto tratto4 ,la folla1 ondeggiando e rimescolandosi1 si stringe intorno al pulpito4 ,le parole dell'oratore non giungono fino a me4 ,mi faccio innanzi per intendere qualcosa4 --4444,il potere temporale del ,papa1--egli esclama1-- caduto6 ,un tuono d'applausi4 -- caduto nella polvere6--grida una voce tra la folla1 e un braccio convulso si solleva1 e si agita1 al disopra delle teste4 -- caduto per sempre6--ripete il ,montecchi4 --,nella polvere6--ripete con accento imperioso la voce di prima4 --,silenzio6 ,silenzio6 --,la caduta del potere temporale dei papi1--prosegue il ,montecchi1-- uno dei pi grandi fatti registrati dalla storia6 ,un giovane accanto a me alza una mano e grida con tutta la forza dei suoi polmoni3--,dalla storia della civilt6 ,il ,montecchi si volta e guarda come per chiedere che cosa fu detto1 e soggiunge3--,uno dei pi grandi fatti registrati dalla storia4 --,della civilt6--ripete il giovane4 --,della civilt1--aggiunge il ,montecchi in atto di condiscendenza4--,ora tocca a noi di mostrarci degni della nostra fortuna4 ,roma non pu restare1 nemmeno per pochi giorni1 senza governo4444 --,viva l',italia6 --4444,i nostri nemici potrebbero trarne argomento a dire che il popolo romano non ancora maturo alla libert4444 --,viva la libert6 ,abbasso i nemici di ,roma6 ,viva ,vittorio ,emanuele in ,campidoglio6 --,viva6 ,ma prego4444 lasciatemi continuare4 --,viva ,montecchi6 --,vi ringrazio4444 fate un po' di silenzio4444 ,bisognava eleggere una ,giunta4444 ,noi avremmo voluto che il popolo facesse l'elezione in modo regolare1 per mezzo delle schede1 coi voti4444 ,ma non c'era pi tempo4444 ,abbiamo dunque pensato di rivolgerci direttamente al popolo romano4444 --,bravo6 ,viva6 --4444,al popolo romano1 e di facilitargli l'opera preparando un elenco di cittadini appartenenti a tutte le classi della societ e a tutti i partiti politici4444 --,benissimo6--,viva ,montecchi6--,viva ,roma6--,viva4444 --,un momento4444 ,ora1 vedete anche voi che sarebbe impossibile aprire una discussione sopra ciascuno dei nomi1 che sono quarantaquattro1 ,bisogner dunque ristringersi ad approvare o disapprovare l'elenco nel suo complesso4 ,ci sar qualche nome che ad alcuni non piacer2 ma capirete che non possibile fare un elenco di quaranta persone che riescano a tutti ugualmente accette4 ,ad ogni modo qualche nome si potr cambiare4 ,terminata la lettura1 io dar la parola a uno di voi1 il quale esponga il suo parere1 e dica le ragioni che pu aver da dire1 in generale1 contro le proposte della ,commissione che raccolse i nomi4 ,dopo che quest'uno avr parlato1 state bene attenti4444 --,viva ,vittorio ,emanue4444--grida all'improvviso una voce acuta4 --,silenzio6 ,smetti6 ,non il momento6--si mormora da ogni parte4 --,guardalo l quello che non vuole che si dica ,viva il ,re6--grida l'interruttore importuno ad uno dei suoi censori4 --,ma chi ti dice ch'io non voglio che si grida viva il ,re8 ,dico che non il momento4 --,gi1 non il momento adesso che ci ha liberati6 --,ma senti che bestia6 --,ma guarda4444 --,silenzio1--grida il ,montecchi2--accordatemi ancora qualche minuto di attenzione4 ,sentite4 ,dopo che uno di voi avr parlato1 io metter a' voti l'elenco1 nella sua totalit1 s'intende2 e allora1 ricordatevene bene1 chi intender di approvarlo lever in alto il cappello4444 ,tre o quattrocento persone si scoprono il capo4 --,no6 non ancora6--grida il ,montecchi2--ve lo leverete poi2 come volete approvare l'elenco se non v'ho ancora letto i nomi8 ,risa generali2 caldi diverbi fra coloro che si tolsero il cappello e coloro che risero2 bisbiglio prolungato4 ,il ,montecchi3--,vi prego4444 un po' di silenzio4444 pochi momenti ancora4444 ,chi intender di approvare l'elenco alzer il cappello1 chi non vorr approvarlo terr il cappello in capo4 ,se ci sar qualche nome da cambiare1 quello di voi che verr qui a parlare lo dir1 e i nomi saranno cambiati4 ,ma mi raccomando2 lasciate leggere tutti i nomi di seguito senza interrompere4 ,parlerete dopo4 ,vedete1 l'unica maniera di far presto e bene4 ,se1 per leggieri dissensi su questo o su quel nome1 dovessimo restare un altro giorno ancora senza governo1 forniremmo pretesto ai nostri nemici di calunniare il popolo di ,roma4 ,vivi applausi4--,viva la ,giunta6 ,viva ,montecchi6 ,viva ,vittorio ,emanuele in ,campidoglio6 --,viva6444 ,ora vi prego per l'ultima volta4444 un po' di silenzio4 ,uno di quei che sono intorno al pulpito alza tanto la bandiera che quasi la d negli occhi al ,montecchi4 --,tien gi quella bandiera6--gli grida il vicino4 --,ma la bandiera nazionale1 sai6--risponde l'altro sdegnato4 --,vedo2 ma perch la bandiera nazionale devi cavar gli occhi alla gente8 --,guarda il prete6 --,a me prete8 --,silenzio1--si grida all'intorno4 --,legger i nomi1--ripiglia il ,montecchi2--state attenti2 ma ve ne riprego1 non m'interrompete1 se no si va troppo per le lunghe2 abbiate un po' di pazienza4444 --,legga6 ,legga pure6 ,si fa in tutta la folla un silenzio profondo4 ,il ,montecchi legge3--,tale dei tali4 ,passa senza contrasto2 un momentaneo bisbiglio e silenzio4 --,tale dei tali4 ,vivi applausi2 il popolo ben disposto1 l'affare va bene4 --,tale dei tali4 ,uno scoppio d'urli e di fischi1 un agitar di mani1 un pestar di piedi1 un rimescolamento1 un fracasso d'inferno si leva e si prolunga per cinque minuti da ogni parte dell'affollato uditorio4 ,il ,montecchi incrocia le braccia sul petto e sta aspettando in atto rassegnato e dimesso che la tempesta si queti4 ,finalmente alza una mano4 --,silenzio6 ,silenzio6--si grida dalla folla4 --,signori6444--comincia il ,montecchi con un filo di voce2--vi prego2 le cose sono andate cos bene finora1 continuiamo come abbiamo cominciato1 non discutiamo i nomi1 non perdiamo tempo1 parler uno per tutti1 tutti insieme non si conclude nulla1 lasciatemi leggere tutto l'elenco1 abbiate un po' di pazienza ancora4444 --,bravo6 ,bene6 ,legga6 ,legga6 ,non si discute6 ,silenzio6 ,legga6 ,lasciatelo leggere6 ,il ,montecchi legge3--,tale dei tali4 ,un altro e pi violento scoppio di grida e fischi e pestar di piedi e agitare di mani4 ,e di nuovo il ,montecchi incrocia le braccia in atto di rassegnazione4 --,abbasso6 ,abbasso6--grida la folla4 --,no1 viva6 viva6--alcuni rispondono4 --,chi viva8 ,abbasso6 ,chi sono quei paolotti laggi8 ,fuori6 passato il tempo6 ,abbasso6 ,abbasso6 ,il ,montecchi3--,prego4444 --,abbasso i mercanti di campagna6 ,il ,montecchi1 con voce semispenta3 --,prego1 non discutano i nomi4444 --,non si discute6 ,non si discute6 ,se dice per di' che so' mercanti de campagna6 ,scoppio d'applausi4 --,non discutano1 prego4444 --,hanno fatto massacrare il popolo romano6 ,applausi fragorosi4 --4444,ma prego4444 --,nun li volemo6 --4444,un po' di silenzio4444 --,nun li volemo6 ,cento voci assieme3--,parliamo uno alla volta1 perdio6 ,il fracasso assordante1 la folla agitatissiina2 alcuni apostrofano con calde parole il ,montecchi1 altri apostrofano la folla dalle gallerie1 si sventolano le bandiere1 si formano dei capannelli1 si batton le mani1 si strepita1 un casa del diavolo infinito4 ,a poco a poco ritorna la quiete4 ,il ,montecchi continua a leggere4 ,il primo nome passa4 ,il terzo accolto da lunghi applausi4 ,otto o dieci altri non incontrano opposizione4 ,qualcheduno solleva un po' di mormorio4444 ,sia lodato il cielo1 l'elenco finito6 ,si applaude4 ,il ,montecchi ricade sulla sua seggiola e si asciuga la fronte4 ,allo strepito succede nella folla un vivissimo bisbiglio4 --,ora chi parla8--,chi vuol parlare8--,parla tu4--,il tale ha detto che parler4--,no1 parla quell'altro4--,parliamo noi4--,parlino loro4--,zitti6 ,parlano4 ,a piedi del pulpito1 poco al disopra della folla1 si alza una testa e si stende una mano4 --,silenzio6 ,silenzio6 ,si fa un grande silenzio e si ode una voce incerta e sottile3 --,io piglio la parola in un momento solenne4444 ,un rumore improvviso da una parte dell'anfiteatro copre la voce dell'oratore4 --4444,io piglio la parola in un momento solenne4444 ,un tale accanto al pulpito lo interrompe2 l'oratore si volta bruscamente3--,in nome di chi parla lei8 ,in nome del deputato ,checchetelli8 ,segue un diverbio1 il ,montecchi si intromette1 l'oratore ricomincia a parlare4 --,forte6 ,forte6--grida la folla4 --,salga su6--gridano i membri della ,commissione4--,venga qui sul pulpito6 ,si far sentir meglio6 ,e tutti insieme pigliano l'oratore per le braccia e lo tirano su4 ,tutta la persona di lui sovrasta alla folla4 un giovane sui venticinque anni1 alto1 pallido4 ,ha il capo fasciato4 stato ferito dagli zuavi salendo in ,campidoglio4 ,la folla prorompe in applausi4 --,silenzio6 ,egli parla4 ,sulle prime non si sente2 ma la sua voce man mano si innalza e si rafforza1 e la parola esce vibrata e distinta4 --4444,ben fecero gli egregi uomini della ,commissione a radunarsi in questo antico ed angusto recinto4 ,essi dimostrarono con ci che d'ora innanzi gl'interessi del popolo non saranno pi abbandonati agl'intrighi delle consorterie1 ma discussi e propugnati alla luce del sole1 in mezzo al popolo e col popolo6 ,scoppio di battimani4 --,non si scherza1--bisbiglia il popolo4--,le canta chiare4--,non ha paura di nessuno4 ,l'oratore prosegue3--4444,in questo recinto che il tempo corrose1 ma non distrusse2 fra queste mura annerite dai secoli4444 ,violente interruzioni3--,alla questione6 ,l'oratore1 levando al cielo lo sguardo e la mano3--,io veggo gli archi del ,colosseo popolarsi di arcani fantasmi4444 ,nuovo e pi violento scoppio di disapprovazione e di protesta3--,alla questione6--,non volemo prediche6--,le prediche so' finite6--,non abbiamo bisogno di lezione6 ,l'oratore continua a parlare2 ma la sua voce soffocata dallo strepito della moltitudine4 ,una voce stentorea si alza al disopra di tutte le voci e fa voltare tutte le facce3 --,la cosa chiara6 ,l'elenco nun ce piace6 ,nun volemo liberali del momento1 nun volemo liberali d'occasione4444 ,applausi tonanti4 --,volemo gente provata1 patriotti schietti1 che ce se veda chiaro nella vita loro6 ,un'esplosione d'applausi4 ,e la voce di prima1 con nuovo e formidabile sforzo3--,nun volemo mercanti de campagna6 ,terza salva d'applausi4 --,va' a parlar tu6--,va' sul pulpito6--,fa' valere le nostre ragioni6 ,va'6--,presto6--,su6 ,il fortunato interruttore1 sollecitato e spinto da tutte le parti1 chiamato dal ,montecchi1 eccitato dalle grida della gente lontana1 si apre un varco tra la folla e si slancia verso la tribuna4 ,sbalzato da un suo spintone cinque o sei passi indietro1 mi trovo in una corrente che move verso l'uscita1 mi ci abbandono1 e in pochi minuti1 pesto1 sudante e spossato1 mi trovo fuori del ,colosseo4 ,ecco tutto quello ch'io vidi4 ,stetti un momento l incerto tra il tornar dentro e l'andarmene1 e poi presi un partito fra i due3 salii sur un rialto del terreno accanto all'arco di ,costantino1 e come soleva dirmi il mio amico ,arbib1 mi misi a fare della poesia inutile1 guardando il ,colosseo4--,le solite grida1--pensavo1--la solita confusione1 la commedia solita delle radunanze popolari2 ma che importa quello che vi si faccia e quello che vi si concluda8 ,sono grida di libert1 e basta perch1 a sentirle di qui e a sentirle uscire dal ,colosseo1 mi destino nell'anima una gioia nuova1 ineffabile1 superiore a tutte le gioie che mi sian mai venute finora dall'amor di patria4--,viva l',italia--viva la libert--viva ,roma redenta--4444nel ,colosseo6 ,in questo campo6 ,in mezzo a questi archi6 ,e giravo l'occhio intorno come per assicurarmi del luogo dov'ero4 --4444,il ,bonghi dice che qui ci sentiremo piccoli4 ,perch8 ,piccolo si sentir chi si vorr misurare con chi fu grande4 ,noi qui non veniamo a misurarci2 ma ad ispirarci1 ad attingere forza e coraggio1 a meditare e ad ammirare4 ,il ,colosseo6--ho inteso dire2--che vi potr dire il ,colosseo8 ,vi narrer le glorie dei gladiatori e i supplizi dei cristiani8 ,ed io vi rispondo3--,s4444 ,in quel punto usc dall'anfiteatro un altissimo evviva e un allegro suono di banda4 --,s4444 ecco che cosa mi dice il ,colosseo4 ,mi dice che dove gli uomini schiavi si sgozzavano per ricreare un tiranno1 ora convengono i cittadini a salutare l'aurora d'una vita nuova2 mi dice che dove perirono sotto le scuri o in mezzo alle fiamme gli apostoli della libert e dell'uguaglianza1 ora convengono cittadini liberi ed eguali a esercitare i loro diritti e a compiere i loro doveri1 coll'anima lieta e serena2 e questo vi par poco8 ,e vi par che si possa dire che il ,colosseo muto8 ,un altro scoppio di grida misto a suono di trombe mi giunse all'orecchio4 ,e poi una voce distinta3--,viva la libert6 --,ah6--esclamai1 rivolto al ,colosseo1 come se mi potesse intendere2--consolati1 vecchio gigante2 cos monco e sfracellato come ti trovi1 tu non fosti mai tanto bello n tanto grande ai tempi degl',imperatori6 ,,una ,,mattinata ,,all',,albergo4 ,non so se sia stato pi vivo il piacere che provai entrando in ,roma il #bj settembre1 o quello che ebbi la mattina dopo1 svegliandomi nella cameretta dell'albergo1 appena rinvenni dall'illusione solita di credermi ancora dove avevo dormito la notte prima4 ,appena aperti gli occhi1 il mio primo pensiero fu quello che m'era venuto a ,monterotondo la mattina del #bj3--;,dunque quest'oggi s'attacca6--,e stetti un momento perplesso4 ,a un tratto mi parve di sentirmi nell'orecchio una potentissima voce3--,roma6--e mi scossi da capo a piedi1 e balzai d'un salto alla finestra4 ,apersi le imposte1 e visto appena le bandiere e udito le grida del popolo1 m'entr nel cuore tanta gioia che mi diedi a ridere come un pazzo4 ,poi chiamai il cameriere1 senza sapere perch4 ,venne subito1 allegro anche lui ch'era un piacere4 --,che mi comanda8 -- un romano1--dissi tra me1 guardandolo2--un romano cameriere6 ,mi fa pena2 avr forse un lontanissimo antenato console1 senatore1 pontefice massimo4444 --,come vi chiamate di nome di battesimo8 --,caio4 --4444,caio ,flaminio1--pensai1--,caio ,gracco1 ,caio ,sicinio1 ,caio ,curzio4444 --,qual' il vostro cognome8 --,tittoni --,caio ,tittonio1 andatemi a chiamare un barbiere4 --,vado subito4 --,un barbiere romano4 --,guardi che caso6 ,il barbiere dell'albergo lombardo4--,non lo voglio2 andate a cercarmi un barbiere romano de ,roma2 fate anche mezzo miglio1 se occorre1 vi ricompenser della corsa2 ma portatemi un barbiere romano4 --,sar servito4 ,e se n'and ridendo4 ,non era senza perch la mia pretensione3 volevo scrutare lo spirito politico delle classi inferiori1 e tutti sanno che quando s' parlato con un barbiere si pu contare d'aver parlato con mezzo mondo4 ,il barbiere venne4 ,era un barbiere dello stampo dei nostri3 un vecchietto azzimato1 pulito1 gaio1 con le mani fredde e i rasoi cattivi4 ,mentre cominciava l'operazione1 io studiavo la maniera d'entrare in discorso4 ,egli mi prevenne domandandomi con molta gentilezza3 --,il signore emigrato8 --,no4 --,italiano8 --,s4 --,giornalista8 ,diedi un balzo sulla seggiola e mi voltai a guardarlo negli occhi4 ,come mai poteva gi sapere che insieme con l'esercito s'erano rovesciate su ,roma le cavallette della stampa8 --,non sono giornalista4 --,dicevo1 sa4444 perch ho visto il tavolino coperto di giornali e di carte4444 ,che gliene pare di ,roma8 -- superba4 ,fece un risolino modesto4 --4444,noia1 c' male4444 ,e poi1 ora1 tutt'altra vita che ce se vive6 --,siete contento del cambiamento8 --,se sono contento8 ,me pare da divent matto1 me pare4 ,l',italia una1 per ,dio4444 ,ora speriamo che ce sar fatta giustzia4 --,di che8 --,eh signore1 ce so molte cose da mettere a posto a ,roma4 --,me lo immagino4444 --4444,prima di tutto1 sa che cosa dovrebbe fare ,sua ,maest il re ,vittorio ,emanuele ,secondo1 appena entrato in ,roma8 --,desidero di saperlo4 --,dovrebbe4444--e qui stese un braccio e alz la voce1--dovrebbe mettere a posto li macellari1 dovrebbe2 che so na razza de cani1 glielo dico io1 e fanno pagare tutto il doppio1 e so screanzati che nemmanco se ponno guardare in der grugnaccio1 se ponno1 capisce8 --,oh cospetto6 proprio questa la prima cosa che deve fare il re8 --,questa4444 e un'altra4 ,fare una legge con la quale dica che d'ora in avanti fatta facolt a li barbieri de metter la bottega dove je pare1 senza quella prepotenza che c' adesso che le botteghe debbono essere a quella data distanza l'una dall'altra4 ,per cagion di questo1 vede1 a me m' toccato di fare er giovanaccio de bottega cinqu'anni di pi1 ch il locale vicino ce l'avevo1 e li baiocchi pure1 ma la bottega non la potevo mettere per via di quella legge 'nfame4 ,accidenti ai governi dispotici e viva ,vittorio ,emanuele6 ,quant'ho benedetto sto giorno io6444 ,e poi un'altra cosa4 --,dite4 ,qui abbass la voce e mi disse nell'orecchio3 --,dei barbieri che tengono dal ,papa1 qui1 in ,roma1 ce n' la su' parte1 glielo assicuro io4 --,ebbene8 --,accopparli4 --,siete severo4 --,s1 accopparli1 senza misericordia co' sta razza de cani2 se no er governo italiano se ne accorger1 stia pur sicuro4 --,speriamo che faranno la barba con la dovuta prudenza4 --,non ci speri2 bisogna far man bassa4 --,e altro8 --,altro4444 ci son tante cose2 ma dica un po'1 ce porteranno delle buone leggi1 se spera8 --,meglio di quelle che avevate1 lo crederei4 --,bene2 e dica4444 ,sento che ci hanno una grande severit pei ladri1 vero8 ,accennai di s1 voltandomi a guardarlo4 -- giusto4444 ,poi c' la leva militare4444 ,eh gi4444 quella alle donne sar un po' difficile de fajela entra'4 --,lo penso anch'io4 --,gran disciplina co' sti soldati eh8 --,quanta n'occorre1 certamente4 ,avrete per osservato che gli ufficiali hanno buone maniere e che i soldati son buoni ragazzi4 --,gi4444 e scusi1 sa1 se son curioso4444 si parlava giusto ieri sera4444 che cos' la ricchezza mobile8 --,la ricchezza mobile8 --,gi4 --4444,provate l'altro rasoio1 questo mi fa male4 --,quest'altro je va8 --,questo mi va4444 ,avete visto la luminaria di ieri sera8 --,la luminaria1 s4444 ma che ce porteranno tutte ste imposte che se dice8 --,eh gi1 le imposte1 vedete4444 in ,italia4444 relativamente a quello che potrebbero essere1 tenuto anche conto delle condizioni agricole e industriali del paese1 e considerata la proporzione delle forze produttive in relazione con le esigenze1 dir cos1 che sono molte e gravi1 d'una grande amministrazione4444 ,capirete che la finanza finanza1 i bisogni1 bisogni1 i doveri1 doveri1 e per quanto si faccia e dica dai contribuenti1 pur sempre certo che i carichi dei cittadini sono in certo qual modo1 e fino ad un certo punto1 regolati sui principii d'un sistema economico senza del quale s' sempre visto che gli ,stati non si reggono e tutte le propriet pubbliche e private ne vengono a soffrire gravemente4444 -- chiaro4 --,lo capite anche voi4 --,diavolo6 --,picchiano3 fatemi il favore d'aprire4 ,entr il calzolaio3 un gobbetto coi capelli grigi e il naso a becco4 --,scusate1--dissi al barbiere1--non posso rimandarlo indietro2 bisogna ch'io mi misuri un paio di stivaletti2 mi spiccio in un momento4 --,faccia pure4 ,gli stivaletti andavano4 --,quanto volete8--domandai4 --,diciotto lire4 --4444,son carini4 --,non vero8 ,paiono fatti apposta per il suo piede4 --,eh no1 voglio dire che sono un po' salati4 ,a ,firenze li pago sedici4 --4444,a ,firenze un altro par di maniche1 caro signore2 qui si paga tutto pi caro4 ,ma io non sto sul tirato4 ,a lei ch' italiano glieli do per diciassette4 ,il barbiere fu preso da un accesso di tosse4 --,oh1 dico6--grid il calzolaio fissandolo fieramente2--che ci avete da fare delle osservazioni voi8 --,gnente1 gnente2 dicevo che l',italia un bel paese4 --,e io vi dico che v'impicciate negli affari vostri1 che gi4444 noi altri4444 armanco4444 agl'italiani la gola nun je la tajamo4 --,e manco noi nun je stroppiamo li piedi4--,potrest'essere pi educato1 me pare4 --,pi educato8--7accendendosi74444 ,io gi1 se ve l'ho a dire chiara e netta1 la corte agli zuavi non glie l'ho mai fatta4 --,e io neppure6 --,resta a sapersi6 --,come resta a sapersi8 --,se conoscemo4 --,sicuro che se conoscemo4 --,er regno dei preti finito4 --,me ne rallegro4 --,non de core4 --,pi de voi4 --,ci ho i miei dubbi4 --,via1 via1--dissi1 mettendomi in mezzo1--lasciamo queste quistioni2 non son giorni questi da bisticciarsi fra amici2 bisogna andar tutti d'accordo1 e gli uni dimenticare i torti degli altri1 se ce ne sono4 ,stringetevi la mano subito1 in presenza mia1 o non do il becco d'un quattrino a nessun dei due4 ,si porsero la mano1 ma senza toccarsela4 --,animo1 stringetevela1--dissi4 --,lui ha da dir prima viva l',italia6--disse il barbiere4 --,e io nu je vojo d questa soddisfazione1--risponde l'altro4 --,animo1 ditelo per far piacere a me4 --,viva4444 l',italia4 ,si strinsero la mano4 ,ma il calzolaio subito con un rincalzo di passione3--,e io lo so stato sempre italiano1 capite6 --,s1 s1 lo credo1--gli dissi1--vi si vede in viso1 eccovi i denari1 andatevene pure4 --,e io non glie l'ho fatta mai la corte agli zuavi1 sapete1 non glie l'ho fatta mai4 --,andate1 andate4 --,e non questa la maniera de screditar la gente4444 --,via4444 --,e se rivedremo4444 --,chetatevi1 ve ne prego1 vien gente4444 ,entr la stiratora1 una donnicciuola sui cinquant'anni1 con un'aria di vittima1 col cappellino e lo scialle messi per traverso3 il calzolaio si ferm sull'uscio4 -- lei1 signore1--mi domand la donna con voce tremante1--che mi ha da dar della biancheria8 --,io2 ma bisogna che me la riportiate domani4 --,si far4444 quello4444 che4444 si4444 potr4 --,che cos'avete8 ,la stiratora scoppi in pianto4 --,che v' accaduto8--domandai1 avvicinandomele4 --,ah6 signore4444 mio fratello e mio cognato4444 --,son morti8 --,no4444 sono impiegati alla ,revisione4 --,ebbene8 --4444,li mandano via4 --,chi8 --,gl',italiani4 --,ma1 che6 ,rimarranno nel loro impiego1 statene sicura2 il governo italiano non toglier il pane a nessuno2 datevi pace1 buona donna4 --,ah6 no4444 no4444 inutile4444 glielo hanno gi detto4444 ,e un altro scoppio di pianto4 --,l'avranno voluto loro1--esce a dire il calzolaio1--e se lo son meritati4 --,che cosa8--domanda sdegnosamente la donna1 sollevando il viso bagnato di lacrime4 --,ah6 credete che nun se sappia er perch8 ,ci avemo er nostro giuramento 7giungendo le mani e modulando la voce72 no se pole1 ci avemo er nostro giuramento de mantenecce fedeli ar ,papa6 --,non vero6 --,andiamo via1 ch so i soliti mezzi de cercar gl'impieghi4444 --,eh1 stateve zitto1--gli ribatte il barbiere1--nun me state a far tanto l'italiano co' sta povera donna1 che tanto ve se vede sotto la coda6 --,a chi8 --,a voi6 --,ve do questa scarpa sulla faccia6 --,finitela1 via4 --,e io ve faccio attast sto rasoio4 --,fuori di casa tutti quanti6 --,ma dica lei che emigrato4444 --,non sono emigrato4 --,senta lei che giornalista4444 --,non sono giornalista2 lasciatemi stare1 uscite subito tutti di qui1 sono stanco dei vostri piati1 andate a gridar in piazza e non mi seccate pi in casa mia6 ,ci dicendo li spingo l'un dopo l'altro verso l'uscio1 ed escono vociando tutti insieme fin gi per le scale4 --,er regno de preti finito6--,non la maniera de metter la gente in mala vista dei forestieri6--,non vero4444 il giuramento4444 si resta senza pane4444-- finito6--,ci rivedremo6--,gi le code6--,non vero6 --,andate6 ,andate1 che il diavolo vi porti6 ,e chiusa in furia la porta mi gettai sul seggiolone esclamando3--,pace6 ,pace1 ,o esacerbati spiriti fraterni6 ,ah1 buon ,dio6 ,anche il #bj ,settembre1 visto dietro le quinte4444 ,,ricordi ,,delle ,,catacombe 7,venticinque anni dopo74 ,ci andava innanzi lentamente1 portando un cerino acceso e strascicando i sandali1 un piccolo frate tarchiato1 che in alcuni punti teneva quasi con le spalle tutta la larghezza del corridoio1 e ci copriva con la sua ombra4 violenta e triste la prima impressione che si risente discendendo dalla grande ,roma piena di luce e di vita in quel freddo cimitero sotterraneo1 dove sulla morte anche ora passata la devastazione1 e dove si vedon congiunti tutti i pi tetri aspetti d'una cava1 d'una grotta e d'una carcere4 ,e si va innanzi a malincuore1 nell'odore umido della terra1 diffidando del suolo ineguale1 e pensando con inquietudine che1 se il frate sparisse1 si perderebbe la lena alla corsa1 e forse il lume della ragione1 prima di ritrovare l'uscita4 ,ma1 a poco a poco1 quel labirinto di anditi angusti1 quelle fughe di buche sepolcrali nereggianti nelle pareti come grandi bocche semiaperte1 quei piccoli vani per gli uffizi del culto1 dove i fedeli stavan raggruppati e stretti1 come quando aspettavan nei circhi l'irruzione delle belve1 attirano e soggiogano tutti i vostri pensieri4 ,se vi resta ancora un pensiero profano1 cede anche questo alla vista della prima ampolla incastrata nel tufo1 nella quale siete spinti a cercare le tracce del sangue che vi fu racchiuso1 e quasi un ultimo fremito della vita che fugg con esso dalle vene del martire1 o svanisce alla prima lettura di una di quelle iscrizioni semplici e rozze3 ,pax tecum1 con accanto un nome di battesimo1 che non vi par di leggere1 ma d'udir profferire intorno a voi dalla voce sommessa di chi ha amato e sepolto chi lo portava4 ,il frate si soffermava a quando a quando per rischiarare la cripta di una famiglia1 di cui scomparso ogni avanzo1 o nomi di pellegrini d'altri secoli incisi nelle pietre1 o una grata sottile1 dietro la quale1 fra poche ossa biancheggianti1 ci fissavano due occhiaie profonde1 con quello sguardo immobile da mille e ottocento anni1 che par che aspetti con fede invincibile l'adempimento d'una promessa4 ,ma pi che altro ci arrestavamo a quelle buche mortuarie dei bambini1 cos strette1 da parere che neanche un piccolo cadavere potesse entrarvi1 se non spinto dentro a forza come un corpo ancora vivente e ribelle alla sepoltura4 ,ah1 l pure sono i bambini quelli che vi prendono al cuore1 quei poveri piccoli cristiani messi a dormire l'un sull'altro1 ammucchiati1 quasi schiacciati1 oppressi anche nella morte dalla terra1 come eran stati nella vita dal terrore1 e cos lontani dalla luce del giorno e dal verde dei campi1 rimpiattati1 pi che sepolti1 come carne maledetta4 ,e col sorgere della piet vi cade ogni ribrezzo del luogo3 una curiosit grave e reverente vi spinge innanzi per quel labirinto tenebroso2 voi cercate con gli occhi gli epitaffi e i sepolcri come se non tutti vi dovessero essere ignoti2 sentite a poco a poco come una stretta del vincolo che v'unisce ai morti che l riposarono1 e il nome che essi ebbero comune con voi vi risuona nell'animo con un novo suono1 dolce e solenne2 vi guida sotto a quelle vlte1 infine1 quasi un ricordo lontano di ricordi lontani1 soavi e misteriosi1 che vi passan per la mente affollati1 senza forma di parola1 come una melodia appena intesa4 ,quanto vi par lontana la capitale d',italia6 ,ma pi lontane di ogni cosa1 quasi monumenti e mostre d'un'altra religione1 le superbe basiliche dorate e le sfarzose carrozze pontificali1 che avete visto poc'anzi1 lass1 in quel mondo dove splende il sole4 99 ,si discese a un altro piano di gallerie1 e si riprese a andare1 nell'ombra del frate4 ,il lumicino rischiarava di sfuggita anditi laterali1 dove entra a stento una persona1 e che svoltano nell'oscurit a pochi passi dall'imboccatura1 altri anditi riempiti da frane di sabbia1 ed altri incominciati a scavare1 e lasciati l2 i quali s'allacciano forse a una rete di sotterranei pi vasta4 ,si passa sotto a vlte che vi fanno curvare la fronte2 si discende per brevi tratti1 come verso l'orlo d'un precipizio2 poi si risale lentamente1 si torna a discendere1 si svolta e si risvolta1 e par di tornare sui proprii passi e di riconoscere crocicchi1 cubiculi1 sfondi gi visti2 quando in realt si procede4 ,a volte1 il suono dei vostri passi v'illude3 vi par di sentir camminare altra gente davanti e dietro di voi1 dei passi che s'avvicinano e s'allontanano1 nei corridoi accanto1 al piano di sopra1 al piano di sotto1 come di gente sorpresa che si sparpagli da tutte le parti1 in punta di piedi4 ,in altri momenti1 quando il frate svolta un breve tratto prima di voi e rimane per poco invisibile1 il frusco della sua tonaca e dei suoi sandali non vi par pi il suo2 suona come se invece d'andar oltre1 si riavvicinasse1 e vi balena alla fantasia un incontro miracoloso1 l'apparizione di uno spettro di quella necropoli che v'aspetti alla svoltata1 immobile e muto1 e vi chiude il passo come a un miscredente sacrilego4 ,e allora continuate a sognare1 e vedete passar vagamente1 lungo le pareti nere1 al chiarore danzante della fiammella1 uomini pallidi e austeri1 capi curvati1 visi estatici1 occhi accesi di pianto e di speranza1 che si fissano nei vostri con un'espressione di bont ineffabile1 gruppi furtivi di gente povera e umile1 una confusione silenziosa di fanciulle1 di vecchi1 di servi1 di gladiatori1 di coloni1 di patrizi1 che vanno a passo lento1 con le lampade d'argilla a la mano1 e dileguano per gli ambulacri1 come ombre2 e pei lunghi anditi vi giungono all'orecchio salmodie di una dolcezza infinita1 e dalle porte dei cubiculi singhiozzi di madri che adagian nella fossa i corpicini1 dicendo con accento di sovrumana certezza3--,ti rivedr6 ,aspettami in pace1 figlio mio6--e sentite alle spalle i passi gravi e gli aneliti dei fedeli che portano i corpi lacerati dalle fiere1 stillanti di sangue4 ,come dovevano amarsi6 ,e come dovevano amare il loro ,dio vilipeso1 beffato1 effigiato sui muri con un capo animalesco1 pendente da un patibolo infame1 quelli che davan la carne al fuoco e ai flagelli piuttosto di dire che non l'amavano6 ,e intorno alle immagini loro si dilata e si rischiara al vostro pensiero quel labirinto funereo che vide tanti addii supremi1 tanta rassegnazione1 tanto dolore1 tanto coraggio2 sentite nella stessa riverenza amorosa1 che la memoria di quei morti v'ispira1 d'esser loro eredi e loro figli2 ma con un senso acuto di rammarico1--col rammarico di non poter dare al servigio della vostra fede il santo amore della povert e l'eroico disprezzo della vita con cui essi professarono la propria4 ,l'immaginazione1 frattanto1 vi fa un singolare inganno in quel pellegrinaggio3 il vostro pensiero1 di l sotto1 non risale gi alla ,roma attuale2 quella che sentite sul vostro capo l'antica2 sentite e pensate come se1 risalendo all'aria aperta1 vi doveste ritrovare fra gli splendori e gli orrori del regno dei ,cesari2 e quando vi s'affaccia improvvisa l'immagine dell'aula di ,montecitorio1 che avete fissato di visitar tra un'ora coi vostri compagni di viaggio1 vi produce un senso cos vivo di stupore1 che del vostro stupore medesimo rimanete maravigliati1 come d'un caso non mai provato di doppia coscienza4 ,si discende ancora a un altro piano1 e da questo a un altro1 in un'aria che vi par sempre pi fredda1 in un buio che vi par sempre pi denso1 in un nuovo labirinto di gallerie strettissime1 che discendono e risalgono1 e s'aprono in bivii e in crocicchi1 e s'allargano in ambulacri e in oratori1 fiancheggiate di loculi1 di bisomi1 di cripte1 dove al raggio del lumicino vi appaiono altre ampolle di sangue1 altri nomi di morbi1 altri ossami ammucchiati1 e altri occhi di teschi che vi fissano1 con quello sguardo profondo che domanda ed aspetta4 ,in alcuni punti i corridoi si restringono1 le vlte s'abbassano1 tutti i vani s'impiccoliscono1 e par che la terra stia per chiudersi su di voi da ogni parte e seppellirvi vivente2 e allora vi prende un senso d'oppressione1 e quasi un brivido di sgomento al pensiero di tutta quella solitudine oscura1 di tutti quei cimiteri che vaneggiano l'un sull'altro al disopra del vostro capo1 di tutti quegli anditi intricati1 di tutte quelle fughe di sepolcri1 di tutte quelle ombre informi che avete visto allungarsi sulle pareti1 di tutti quei passi misteriosi che v' parso d'udire1 di tutte quelle occhiaie vuote che v'hanno guardato4 ,ma basta anche allora il nome di una fanciulla sconosciuta1 con una rozza palma disegnata accanto1 e quella semplice aggiunta3--,martire--scolpita a caratteri ineguali nel sasso1 a rimettervi nello stato d'animo di poco prima1 a ridestarvi tutto quanto di pi dolce e di pi luminoso avete sentito e sognato nei giorni pi puri della fanciullezza davanti alla immagine grande e candida di ,cristo4 ,la vostra mente trascorre da quella in cui v'aggirate alle altre necropoli1--alle altre quaranta gi dissepolte1--a quelle innumerevoli non ancora esplorate1--spazia per tutta la distesa e a tutte le profondit della enorme citt sotterranea che ospit milioni di morti e abbracci la cinta di ,roma1 e sentite la potenza prodigiosa del soffio che di l sotto ha sollevato il mondo1 e vi conforta un nuovo e grande pensiero4--,s1 v' ancora nel mondo un amore immenso e una immensa speranza1 nata da quella che raggi nelle catacombe2 la forza maravigliosa che si sprigion da queste tenebre non morta negli uomini3 essa solamente sparsa1 o inconscia di s1 o compressa2 ma si raccoglier1 e sapr1 e si espander vittoriosa un'altra volta sulla faccia della terra1 e rovescier altri idoli bugiardi1 e spezzer altre catene scellerate1 e innalzer essa pure dei monumenti che sfideranno i secoli1 e inneggier ai suoi martiri nelle lingue di tutti i popoli1 e celebrer le sue vittorie con le feste pi poetiche e pi solenni che possa concepire la mente umana4 ,s1 la storia ricomincia1 e gli anatemi ai nuovi credenti lo annunziano1 perch non son che un'eco affievolita e paurosa degli oltraggi antichi4 ,exitiabilis superstitio rursus erumpit4 ,questo pensavo1 quando un soffio di aria viva mi percosse in viso1 il lumicino del frate si spense e sfolgor il sole4444 ,,fine4 ,,indice4 ,,speranze ,e ,,glorie4 ,,prefazione ,pag4 ,,vii ,per una distribuzione di premi #c ,per l'inaugurazione di un circolo universitario #aj ,per la questione sociale #bj ,per il #a4 ,maggio #di ,per ,giuseppe ,garibaldi #hg ,per ,gustavo ,modena #ach ,per ,felice ,cavallotti #aej ,,le ,,tre ,,capitali4 ,,avvertenza #ahb ,,torino #ahc ,,firenze #bbc ,,roma #bch ,l'entrata dell',esercito italiano in ,roma ivi ,la cupola di ,san ,pietro #beb ,preti e frati #bfb ,le terme di ,caracalla #bgb ,un'adunanza popolare nel ,colosseo #bha ,una mattinata all'albergo #bic ,ricordi delle ,catacombe #cjc